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SONO SPARITI GLI ORIZZONTI» «S

Il monito sulla crisi economica di Don Francesco Poli, direttore dell'ufficio diocesano per la Pastorale sociale di Bergamo TASSA DI SOGGIORNO

L'ondata di proteste degli albergatori del Sebino contro un tributo che ritengono sbagliato e inopportuno MISSIONE BRASILE 2013

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

Un laboratorio interno e un nuovo insediamento produttivo I progetti del Gruppo Bozzetto, la multinazionale chimica di Filago

«La saggezza della lumaca» E' la metafora usata da Serge Latouche - noto professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI - per spiegare il funzionamento di una società basata sulla decrescita

GIUGNO 2012 - anno 6 - numero Economia, attualità, costume e stile

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SOMMARIO Giugno 2012

ECONOMIA 12

Notizie in breve

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La classifica Bergamo tra le più ricche d'Italia Gorle è “Paperopoli”

16

La congiuntura Industria a due facce: cala il mercato interno, solo l'export ci tiene su

20

Leggere la legge I crediti all'estero

22

Made in Italy Fiber, 5 mesi di presidio dalla A alla Z(immermann)

PAGINA 60 Top Business Gruppo Bozzetto: un nuovo laboratorio e sbarco in Brasile nel 2013

26

Chiesa&Lavoro

30

Salvataggio

«Manca la speranza e sono spariti gli orizzonti»

Locatelli Lavori alla Fimet Salvi 130 posti di lavoro

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SOMMARIO Giugno 2012

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Parola all’associazione

44

Acqua del lago d'Iseo: 17 località, 14 eccellenze

La risposta alla crisi? «Una governance locale» e il marchio «Valle Imagna»

46

52 36

38

64

Fringe benefit

40

66

Serge Latouche «La saggezza della lumaca»

Albergatori del Sebino: un'ondata di proteste contro la tassa di soggiorno

BUSINESS

PalazzoFrizzoni

Edilizia

74

Futuro

78

Bella stagione

Bilancio Ance e radiografia della crisi

Le domande scomode di un piccolo azionista Brembo

Infrastrutture&Territorio

54

In copertina

Lago «Salato»

AAA Vendesi. Dopo Piazza Vecchia tocca alla sede dei Servizi Sociali

Pillole di finanza Il credito oggi, cosa fare

La ricerca

Inaugurazione Pigna, Alzano riabbraccia un simbolo

Beneficenza Cuore senza frontiere

Radici, presidente Sacbo: «Provano a soffiarci un cliente? Vado su tutte le furie»

«BMW Drive & Sail», il piacere raddoppia

82

L’appuntamento Tennis VIP, l'Accademia del cuore non va in crisi

70

L’incontro «Non beviamoci la vita», l'AIDD punta alla sensibilizzazione

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SOMMARIO Giugno 2012

RUBRICHE & EVENTI 86

102

Chi, dove e perchè Foto e curiosità

La Kermesse E' atterrata la BMW Serie 6 Gran Coupé

90

Sport&Solidarietà Da Cividino a Salsomaggiore, il grande cuore del tennis

94

Provata per voi Serie 6 Gran Coupé, trionfo di sportività e comfort

Bergamo Economia Rivista mensile di economia, attualità, costume e stile (Registrazione al Tribunale di Bergamo nr. 22 del 02/08/2007) Società editrice: Speb S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Presidente: Marino Lazzarini Direttore responsabile: Paolo Agnelli

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In anteprima Mazda CX-5, 100% «Made in Japan»

Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: S.P.E.B. S.r.l. Via San Giorgio, 6 - 24122 Bergamo Tel. 035 678812 - Fax 035 678895 Mail: info@bergamoeconomia.it

Stampatore: Quadrifolio S.p.a. 24052 Azzano San Paolo (Bg) - Via Emilia, 17 Tel. 035 330100 Abbonamenti: Tel. 035 678808 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi www.bergamoeconomia.it

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L’editoriale Giugno 2012

La BCE come la FED? Non esiste altra soluzione DI GIORGIO CHIESA

Eurozona è dinanzi ad uno spartiacque che ne segnerà la storia. La crisi economica così come l'abbiamo conosciuta a partire in particolare dal 2008 si è ormai tramutata in una vera e propria crisi sistemica, un meccanismo generato dall'Euro stesso mediante il quale ai sempre crescenti problemi economici degli Stati non esistono soluzioni. Mario Monti, nella sua visita a Bergamo, ha ribadito che la via d'uscita risiede in una semplice parola: crescita. Tuttavia, proprio su questo numero di Bergamo Economia, Serge Latouche dà voce alla pancia di quegli economisti che hanno deciso di redimersi dalla concezione produttiva e consumistica della società occidentale, proponendo una "filosofia" alternativa a

L'

BCE

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quella professata dal Professore. La teoria della decrescita è probabilmente estrema ed utopica ma, se non altro, inquadra gli argomenti da una prospettiva diversa, chiarendo a tutti una verità incontestabile, che la cosiddetta "scienza" economica non è un fatto naturale e incontrovertibile (come invece lo è la distruzione delle risorse naturali del pianeta, tanto per fare un

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l'Euro quando viene emesso? E cosa succede agli Stati ex sovrani oggi per avere la moneta necessaria alla spesa pubblica? Proviamo a dare risposte: l'Euro è emesso da un sistema di banche centrali privato, viene immesso direttamente nelle riserve dei mercati di capitali privati europei, mentre gli Stati ex sovrani - non avendo più il potere di gestione della propria moneta

FED

esempio) bensì una costruzione storica progettata e messa in atto negli ultimi tre secoli, che ha avuto nella società consumistica la sua età dell'oro. Partendo da questo presupposto ed abbandonando per un momento gli aspetti ambientalisti della letteratura di Latouche, viene da chiedersi quale sia la reale "natura" dell'Euro ed il perché l'intera UE stia vivendo uno dei momenti più catastrofici degli ultimi secoli, con le ripercussioni che tutti iniziamo a toccare con mano nel nostro piccolo. Poniamoci tre semplici domande: chi emette l'Euro? Dove finisce

10

- sono costretti a bussare alla porta dei privati per chiedere ogni singolo centesimo che spendono per il loro welfare, rimborsandolo poi con tassi d'interesse. Un meccanismo abbastanza paradossale considerando che, se la BCE ha il potere di emettere la moneta prestandola agli Stati, quest'ultimi non avranno mai la liquidità necessaria a rimborsala (a meno che non si abbia, come ci suggerisce Latouche, un'economia strutturata sulle esportazioni come quella tedesca), a maggior ragione se a questo "debito" viene aggiunto un interesse (che rappresenta denaro non ancora creato).

Allora quale può essere la soluzione ad un'Eurozona il cui funzionamento economico è un funzionamento di crisi sistemica? La risposta ce l'ha fornita la stessa BCE quando ha deciso di concedere due enormi prestiti alle banche europee per evitarne il collasso, uno a fine dicembre 2011 e l'altro a metà febbraio 2012. Due periodi nei quali lo spread scese a valori accettabili; non certo, quindi, grazie alle politiche di austerità varate dal Governo Monti. Con questa iniezione di liquidità la BCE si è comportata come abitualmente fa la Federal Reserve - la banca centrale americana - e come prima faceva la Banca d'Italia, divenendo prestatore d'ultima istanza e aumentando la massa del debito. E proprio da questo punto occorre tornare all'economia "reale", quella delle imprese: un debito denominato in moneta sovrana (nella moneta creata dalla propria banca centrale) non è un problema, non lo è mai stato. Proprio l'America non ripaga il proprio debito da più di un secolo ma, come disse lo stesso Barack Obama, continuano a finanziarlo. Al contrario, l'Italia ha ora un debito denominato in una moneta che deve prendere in prestito dai mercati dei capitali privati. La conseguenza è che lo Stato deve ripagare un debito "reale", senz'altra alternativa se non quella di tassare tanto quanto spende, forse più, distruggendo le piccole e medie imprese che non esportano. Questo è il punto di raccordo che dalla macroeconomia porta all'economia "reale" ed è per questo che ora, più che mai, bisognerebbe mettere mano allo statuto della BCE per convertirla in prestatore d'ultima istanza. Sempre se la nostalgia della Lira non diventi più forte.


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Notizie in breve 100% E' la copertura della rete Infostrada per il territorio bergamasco. A Bergamo e provincia Infostrada ha raggiunto una copertura totale del territorio, che consente il servizio ADSL nelle case, fino a 20 Mega. Ad oggi Infostrada è il primo operatore alternativo a Telecom Italia, sia per numero di clienti sia per l'estensione della propria rete, e cresce grazie agli investimenti nell'area settentrionale del Paese.

Contratto

Premio rosa al Creberg Estesa ai congedi parentali (maternità) l'elargizione per i 25 anni di fedeltà. Stando ai sindacati confederali del credito, il Creberg sarebbe una roccaforte in giacca e cravatta e la parificazione tra lavoratori e lavoratrici, per il premio fedeltà, viene salutata come una svolta storica. Accadeva, infatti, che al compimento del 25esimo anno in azienda, le donne slittassero regolarmente in coda, in quanto i periodi di maternità e simili non venivano considerati come attività lavorativa, mentre la legge 151/2001 all'articolo 34 comma 5 recita che "i periodi di congedo parentale (tra cui la maternità facoltativa, ndr) sono computati nell'anzianità di servizio". Recita una nota unitaria delle Rsu: "La notizia è di quelle che fanno rumore. Anche al Creberg trova finalmente applicazione la legge sui congedi parentali e viene rimossa una discriminazione di genere francamente odiosa". Il sindacato analizza poi la presenza femminile tra i dirigenti: se il 48,6% delle lavoratrici è inquadrato nelle aree professionali, la quota è più che dimezzata (21,9% del totale) nei quadri direttivi. L'accesso delle donne a ruoli dirigenziali risulta proporzionale alla loro presenza complessiva solo per l'inquadramento dei vice di filiali fino a 7 addetti; già tra i vice delle filiali da 8 addetti in avanti e tra i capi delle filiali fino a 6 dipendenti, incominciano a farsi sentire gli effetti di una politica "man oriented". "Uno spread intollerabile - ironizzano i sindacati -, che diventa fantascientifico se passiamo agli inquadramenti superiori, saldamente in mano alla lobby maschile. Stendiamo un pietoso velo sui dirigenti. Tutti inequivocabilmente maschi".

Marketing

Curriculum scritto a penna sulla buccia di una banana Per andare alla ricerca di un posto di lavoro ci si inventa un po' di tutto, dando sfogo anche alla propria creatività. Marco Ribolla, redattore pubblicitario bergamasco di 48 anni, ha consegnato a una web agency di San Marino il proprio curriculum vitae scritto a penna sulla buccia di una banana. "Appena l'abbiamo visto - riferisce un responsabile dell'agenzia Titanka Web Company Spa - ci siamo tutti messi a ridere, ma ci ha colpito molto questa originalità. Al momento stiamo conservando il curriculum nel frigorifero". Non è però chiaro se il posto verrà effettivamente assegnato a Ribolla, che per trovare lavoro è davvero andato al di là di ogni immaginazione. "La sua posizione da copywriter al momento è già occupata, ma la sua inventiva sarà utile per altri progetti di comunicazione. Pensiamo proprio di portare 12

avanti una collaborazione con lui". Il creativo bergamasco ha consegnato la banana di persona, incartata all'interno di un pacco postale. Di sè racconta di avere lavorato un po' in tutto il mondo, da Sidney a New York, ma anche a Londra e Milano. Poi quando capitò in Romagna per un lavoro a San Marino, rimase innamorato dei luoghi e decise di accasarsi all'ombra del Titano. Comunque la banana non è l'unico oggetto utilizzato da Ribolla per presentarsi alle selezioni. Marco scrive infatti da anni i suoi curriculum vitae sugli oggetti più strani, mai su un semplice foglio: aeroplanini di carta, per esempio, oppure boomerang in legno.


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ECONOMIA&BUSINESS

Bergamo tra le più ricche d'Italia Gorle è «Paperopoli» LA CLASSIFICA

Secondo i dati del Ministero dell'economia e delle finanze, pubblicati su Il Sole 24ore, i redditi a Bergamo si aggirerebbero intorno ai 32mila euro pro-capite contro i 35.750 di Milano e i 31mila di Monza. In testa tra i comuni orobici Gorle: più di 33mila euro di reddito in media ergamo è seconda su 112 comuni capoluogo di provincia per i redditi medi più elevati, con una media di 31.920 euro procapite come reddito imponibile medio ai fini Irpef (dati 2010). La classifica, pubblicata dal Sole 24 ore vede in testa Milano con 35.750,65 euro, mentre Brescia è lontanissima con 27.380,83 euro: probabilmente la differenza è fatta dalla sede di UBI Banca. In coda Andria con 17.248,62 euro. Dall'analisi del quotidiano economico emerge l'effetto della crisi finanziaria sui redditi. Dal 2006 al 2010, la maggior parte dei redditi Irpef dichiarati al fisco ai fini dell'addizionale comunale hanno subito contrazioni, arrivando a punte del 10% come a Catanzaro o a Trento. Nella classifica dei comuni con maggior imponibile si conferma poi Gorle (33.367 euro procapite), tradizionale buen retiro per plutocrati. Nei cinque anni tra il 2006 e il 2010 il reddito medio è aumentato del 6% circa, con punte maggiori o minori; in controtendenza una realtà come Riva di Solto, che invece ci ha rimesso un 10% circa; stesso discorso per Rogno, sceso a 22.158,64 euro dai 23.243,72 euro del 2006. La graduatoria assoluta vede andare il primato al Nord che occupa 12 delle prime 13 posizioni, con la sola eccezione di Roma che si piazza al quarto posto; le città lombarde occupano a

B

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loro volta le primissime posizioni (cinque tra le prime dieci). Roma, che segue Monza, risulta essere però al primo posto per contribuenti con imponibile oltre i 100mila euro, che sono ben 45.995

PAPEROPOLI, PROVINCIA DI BERGAMO Comune Gorle Bergamo Mozzo Ponteranica Ranica Sarnico Torre Boldone Treviglio Torre dè Roveri Scanzorosciate Lovere Treviolo Riva di Solto Mapello Valbrembo

Reddito medio 10 Reddito medio 06 33.367 31.920 31.409 27.780 27.416 26.813 26.642 26.335 26.102 25.937 25.073 24.868 24.746 22.416 23.985

30.221 29.307 28.215 24.321 25.059 25.455 23.822 24.316 23.810 23.501 22.574 22.868 27.642 20.401 21.820

(circa il 3% del totale). Un altro aspetto analizzato dal Sole 24 Ore riguarda l'andamento demografico della tassazione, in particolare la fuga dei contribuenti dalle città maggiori. Confrontando il numero dei contribuenti dal 2008 al 2010, in centri come Milano, Torino, Roma, Bologna, Napoli si nota una riduzione del numero, oltre a una (più prevedibile) contrazione dell'imponibile totale.


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ECONOMIA&BUSINESS

Industria a due facce: cala il mercato interno, solo l'export ci tiene su LA CONGIUNTURA

Secondo i dati della Camera di Commercio sul primo trimestre 2012 l'industria bergamasca fa segnare un calo della produzione dello 0.2% Il mercato interno segna una flessione dello 0.8% mentre la produzione per l'estero cresce dell'1%. Negativi artigianato, terziario e costruzioni

n andamento che continua sulla strada della discesa. Che non ha imboccato quella dell'abisso grazie alle esportazioni, vero e proprio asse di stabilitĂ per il sistema manifatturiero bergamasco. Secondo l'indagine congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo, relativa al primo trimestre del 2012, l'avvio di quest'anno conferma un quadro ancora critico per l'economia bergamasca ma con alcuni segnali di attenuazione della recessione nell'industria.

U

Industria. La produzione industriale bergamasca segna nel trimestre un calo della produzione molto contenuto (-0,2%) e in relativo miglioramento sul risultato dell'ultimo scorcio del 2011. La distanza dai livelli di un anno fa è del 16

-3,2% e anche in questo caso si osserva una minima attenuazione rispetto al

la pesantissima crisi del 2009 si è in pratica interrotto nel 2011. Le perdite

risultato della scorsa indagine. Il recupero della produzione industriale dopo

accumulate negli ultimi trimestri disegnano uno scivolamento recessivo, che


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PRODUZIONE INDUSTRIALE 1° TRIMESTRE 2012 Variazione annua corretta per i giorni lavorativi Como

0,0

Lecco

-0,2

Cremona

-0,7

Sondrio

-1,2

Pavia

-2,0

Mantova

-2,2

Milano

-2,3 -2,8

LOMBARDIA

-3,2

BERGAMO Monza

-4,8

Brescia

-4,9

Varese Lodi

-5,6 -10,4

si è accentuato nell'ultimo tratto del 2011 e non pare destinato a rientrare

nell'immediato. Il suo riassorbimento secondo il report camerale - è alla por-

tata del sistema industriale orobico a condizione che il contesto finanziario internazionale, e segnatamente europeo, non si deteriori ulteriormente. Il risultato medio dell'industria bergamasca (e lombarda) sconta una marcata polarizzazione nelle performance aziendali e settoriali: gran parte delle industrie esportatrici continuano a crescere a buon ritmo, in non pochi casi al di sopra dei livelli pre crisi. I comparti invece più dipendenti dalla domanda interna o più legati al ciclo dell'edilizia sono ancora in sofferenza: molte di queste imprese non hanno beneficiato della ripresa del 2010 e si confrontano da lungo tempo con un mix di credito difficile e consumi in contrazione. Nel quadro della congiuntura che interessa l'industria, le vendite totali segnano un piccolo progresso nel trimestre (+0,7%) e un divario di 2 punti dai livelli di un

anno fa, il fatturato estero continua ad aumentare (+1% nell'ultimo trimestre) mentre il fatturato interno è in calo (0,8%) in misura meno accentuata rispetto al quarto trimestre del 2011. Gli ordini provenienti dai mercati esteri sono in aumento (+2,3 nel trimestre) e in accelerazione rispetto all'ultimo scorcio del 2011, gli ordini interni calano (-3,6%) in misura simile alla precedente rilevazione e le tensioni sui prezzi delle materie prime, in primo luogo quelle energetiche, si sono riaccese ad inizio anno ma senza trasferirsi sui prezzi di produzione. L'occupazione industriale nel primo trimestre dell'anno non è cresciuta: le uscite hanno di poco superato le nuove assunzioni senza che si determinasse un recupero parziale degli addetti persi a fine anno e il guadagno di occupazione nei primi tre trimestri del 2011 è stato annullato 17


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nei due trimestri successivi. La Cassa integrazione è aumentata nei primi tre mesi del 2012 riportando la quota delle aziende coinvolte e il monte ore utilizzato sui livelli di tre anni fa, all'inizio del 2009. Le previsioni delle industrie bergamasche confermano una crescita attesa della domanda estera e una situazione ancora marcatamente negativa per la domanda interna; le aspettative sulla produzione e l'occupazione nel prossimo trimestre restano negative. Artigianato. Nell'artigianato di produzione il primo trimestre si chiude con una variazione congiunturale del -3,6%, portandosi a quota 73,6, con una diminuzione sull'anno precedente del -7,9%, in ulteriore allontanamento dai livelli produttivi precedenti la crisi. Aumenta (dal 42,1% al 56,7%) la quota delle aziende che registrano cali produttivi pesanti (oltre il -5%) 18

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e diminuisce (dal 26,2 al 18,5%) l'incidenza di quanti dichiarano incrementi superiori al +5%. Tutti i settori (l'unica eccezione è nel settore residuale delle attività "varie") registrano variazioni tendenziali negative e il comparto più numeroso, la meccanica, segna un calo del 4,7% su base annua. I risultati di Bergamo sono di poco peggiori della media regionale (6,4%), in un quadro di generalizzate perdite nelle province lombarde, massime a Milano, minime a Pavia. L'andamento del fatturato è negativo sia nella dinamica trimestrale (-2%) che nel confronto su base annua (-4,5%). La tendenza è in peggioramento. Anche tra le aziende artigiane è netta la divaricazione tra la dinamica delle vendite all'estero (in aumento sia nel trimestre che su base annua) e il fatturato interno che flette su base sia congiunturale che tendenziale. La quota del fatturato estero nell'artigianato è di circa

il 7%. Gli ordini dall'estero sono anche per l'artigianato in progresso nel trimestre, ma in misura insufficiente a controbilanciare la contrazione degli ordini interni. Nonostante la perdurante situazione di crisi, l'occupazione dell'artigianato produttivo tiene. Gli addetti nel trimestre aumentano (+0,28% corrispondente ad un tasso destagionalizzato nullo) a saldo di un tasso d'ingresso del 2,34% e di un tasso di uscita di 2,06%. Anche nell'artigianato manifatturiero cresce l'utilizzo della cassa integrazione (in deroga). Nel primo trimestre 2012 il 20% delle imprese artigiane manifatturiere (con almeno 3 addetti) ha utilizzato la cigs (contro il 15,1 nel precedente trimestre). In termini di monte ore utilizzato si riconferma il dato (2%) della scorsa rilevazione. Le aspettative vedono una prevalenza (in termini di saldo percentuale grezzo, non destagionalizzato) di segnalazioni negative per


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PRODUZIONE ARTIGIANATO 1° TRIMESTRE 2012 Variazione annua corretta per i giorni lavorativi Pavia

-0,9

Lecco

-1,6

Como

-2,8

Varese

-3,7

Sondrio

-3,7

Monza

-3,8

Cremona

-4,2 -6,4

LOMBARDIA Mantova

-7,7

Brescia

-7,7 -7,9

BERGAMO Lodi Milano

-11,3 -13,1

produzione, domanda interna e occupazione. Anche gli artigiani manifatturieri dimostrano invece più ottimismo sull'andamento della domanda estera. Commercio, servizi e costruzioni. Per il commercio al dettaglio, il volume d'affari nel primo trimestre del 2012 è ancora in calo (-4,7% annuo in provincia di Bergamo, -3,0% in Lombardia) ma con un miglioramento relativo nei confronti delle precedenti rilevazioni. La riduzione del giro d'affari su base annua continua a essere marcata, ma in attenuazione, sia nel comparto dei beni alimentari (-5,2% a Bergamo, -3,3% in Lombardia) che nel settore non alimentare (-7,6% a Bergamo, -5,3% in Lombardia). Flessioni più contenute nel commercio al dettaglio non specializzato, corrispondente in linea di massima alla grande o media distribuzione: Bergamo segna una variazione del

-1,8%, in peggioramento, la Lombardia del -0,4% in miglioramento sul dato precedente. L'occupazione è in calo dell'1,3% (-0,3% in Lombardia). Per quanto riguarda i servizi il volume d'affari è in "marcata diminuzione" su base annua a Bergamo (-13,1%), in forma meno accentuata in Lombardia (-5,6%) e con tendenza al peggioramento. Il dato medio provinciale risente probabilmente di un certo sbilanciamento del campione e in specifico del risultato molto negativo dell'edilizia (settore di attività industriale ma inserito per convenzione nell'indagine sui servizi): infatti nelle costruzioni la dinamica tendenziale si conferma in forte calo a Bergamo (-21,4% rispetto al precedente 5,8% ) e in Lombardia (-11% rispetto al 5,4% dello scorso trimestre). Nel commercio all'ingrosso si accentua il risultato negativo a Bergamo (-9,5% rispetto al 3,8% dello scorso trimestre) mentre a

livello regionale si registra un calo del 6,9% rispetto al -2,5% dello scorso trimestre. Negli alberghi, bar e ristoranti (22 risposte), il volume d'affari è in calo a Bergamo (-14,2% contro il precedente -5,4 %); in regione il calo è del -5,1% contro il -5% dello scorso trimestre. Negativa l'attività dei trasporti a Bergamo (-10% contro il -2,8% precedente) e in Lombardia (-3,7% dopo il -1,2% del trimestre scorso). Nell'informatica e telecomunicazioni la variazione tendenziale rimane negativa (-4,7% rispetto al 3,4% della precedente rilevazione). Nei servizi avanzati alle imprese il calo è del 10,9 rispetto al precedente 8,4%. Negli altri servizi alle imprese invece il giro d'affari diventa positivo (+6,9% dopo il 1,% della volta scorsa). Infine nei servizi alle persone vendite in calo meno intenso del precedente (-8,5% contro il -13,3% del quarto trimestre). 19


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ECONOMIA&BUSINESS

I crediti all'estero Un regolamento, applicabile dal 2008, istituisce una procedura europea di ingiunzione di pagamento che semplifica e sveltisce le controversie in materia di crediti pecuniari non contestati, riducendone i costi Dovrebbe costituire un riferimento per i legislatori interni

LEGGERE LA LEGGE - Rubrica a cura dell’avvocato Federica Ferrari o strumento più rapido e semplice per ottenere una condanna nei confronti di un debitore è il decreto ingiuntivo, ovvero il provvedimento con il quale il giudice ingiunge al debitore di pagare una certa somma nel termine di legge di 40 giorni. Allo spirare del termine, ed in mancanza di pagamento o di opposizione, il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e quindi costituisce il titolo con il quale può essere iniziata l'azione esecutiva nei confronti del debitore: pignoramento di beni mobili, dello stipendio, dei conti correnti, di immobili, etc.. Il decreto ingiuntivo può essere richiesto anche nei confronti di soggetti stranieri, ma una volta ottenuto e divenuto esecutivo per lo Stato Italiano deve poi essere "validato" dallo Stato estero in cui il provvedimento va eseguito. Il provvedimento deve dunque seguire una procedura detta di "exequatur" solo a conclusione della quale acquista l'esecutività necessaria per poter poi essere utilizzato concretamente per agire nei confronti del contraente inadempiente. Ciò causa inevitabilmente un allungamento dei tempi di recupero del credito così vanificando le finalità proprie della procedura monitoria cioè quelle della semplicità e della velocità. Il Regolamento comunitario n. 1896/2006, applicabile dal 2008 anche per l'Italia, ha posto rimedio a questi limiti introducendo una procedura di ingiunzione di pagamento comune a tutti gli Stati dell'Unione Europea, ad eccezione della Danimarca. Il provvedimento che conclude

L

20

tale procedura non abbisogna di ulteriori controlli o dichiarazioni sulla sua efficacia ma è già uno strumento completo per iniziare l'azione esecutiva. Il procedimento è inoltre particolarmente semplice perché si sviluppa attraverso l'utilizzo di modelli standard già predisposti dal legislatore comunitario e facilmente accessibili al pubblico. Il creditore

compila infatti il modello A allegato al regolamento che viene destinato al giudice competente il quale può chiedere eventuali integrazioni o chiarimenti qualora rilevi che il credito non sia sufficientemente provato o documentato o non sia determinato o facilmente determinabile. In tal caso il ricorrente può integrare ed approfondire la propria richiesta fornendo al giudice gli elementi mancanti o lacunosi o poco chiari: lo fa utilizzando sempre un modello standard, il modello B. A questo punto il Giudice può - primo -

rigettare la domanda perché priva dei requisiti necessari - secondo - accogliere la domanda ed emettere il provvedimento monitori o - terzo - modificare la domanda se ritiene che sia solo parzialmente fondata. In tale ultimo caso il giudice formula al ricorrente una proposta, utilizzando il modello C, invitandolo a manifestare entro un certo termine le sue intenzioni. Il ricorrente può quindi accettare o rifiutare la proposta. Se il termine non viene rispettato o la proposta del giudice non viene accettata, il giudice emette, utilizzando il modello D, un provvedimento di rigetto spiegando le ragioni della sua scelta. Il provvedimento non è impugnabile. Il potere concesso al giudice di fare una "sua" proposta costituisce una particolarità propria del procedimento europeo perché il nostro ordinamento non prevede una simile ipotesi: una volta depositato il ricorso il giudice italiano può accogliere la domanda o, se non è convinto della fondatezza della pretesa, può eventualmente chiedere un integrazione. Non è invece ammesso che il giudice possa ridurre la domanda nei limiti che ritieni fondati e quindi escludere dalla pronuncia quella parte di credito considerato controverso. Tale potere avrebbe senz'altro ampi risvolti pratici e potrebbe essere mutuata nel nostro ordinamento per risolvere situazioni destinati altrimenti ad un contenzioso più lungo. Spesso l'Europa suggerisce soluzioni o modalità che meriterebbero di ricevere spazio anche a livello nazionale.


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ECONOMIA&BUSINESS

Fiber, 5 mesi di presidio dalla A alla Z(immermann) «MADE IN ITALY»

A dicembre l'annuncio della chiusura dell'azienda di Treviglio per trasferirsi in Romania. La reazione è un presidio con risultati incredibili: rientro delle attrezzature già impacchettate per altri siti, messa in vendita della società, raccolta di nuovi ordinativi e assunzioni. Una speranza? Il gruppo tedesco AZ

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

iracolo Fiber. Cinque mesi fa ci si preparava a scrivere una storia di ordinaria delocalizzazione e cinque mesi dopo raccontiamo un miracolo o, meglio, una concatenazione di fatti che hanno del miracoloso. Cinque mesi fa, alla vigilia di Natale, la Fiber di Treviglio che progetta e produce dispositivi elettromeccanici ed elettronici per l'automazione industriale annuncia la cassa straordinaria per 43 dei suoi 51 dipendenti, la cessazione dell'attività produttiva ad Arcene e lo spostamento dell'attività produttiva in parte presso contoterzisti italiani e in parte in Romania. Accomunata dallo stesso destino anche la Gap di Arcene, un'azienda di servizi amministrativi che della Fiber cura l'amministrazione, la contabilità, l'ufficio tecnico e con la realtà di Treviglio condivide anche lo stabile. Cinque mesi dopo dal quartier generale di Weilrod e con soldi tedeschi, il gruppo AZ Vermögensverwaltung GmbH &Co.KG di herr Klaus Zimmermann si prepara ad acquisire (salvo ripensamenti dell'ultim'ora) il gruppo

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Fiber srl in liquidazione, con le controllate Bigatti Temporizzatori srl, GAP srl e tutti i dipendenti in forza: 75 persone in gran parte donne. L'annuncio della chiusura arriva alla

Franco Casirati

dimenticare. In quasi 40 anni di lavoro alla Fiber non ho mai immaginato che si potesse arrivare ad un epilogo così amaro. Nello stesso mese in cui l'azienda ha comunicato la cessazione delle attività il ministro Fornero varava la riforma delle pensioni. In pratica, in una sola settimana, mi sono trovato senza lavoro ma con l'obbligo

«In 40 anni di lavoro alla Fiber non ho mai immaginato un epilogo così amaro»

vigilia di Natale, a ridosso delle chiusura per le festività. Per Franco Casirati di Treviglio, è stato "un momento drammatico. Impossibile da

di continuare a lavorare per maturare il diritto alla pensione. Adesso spero nei tedeschi". Erano gli anni 50, quelli della ricostruzione, quando la Fiber Spa - acronimo di Fabbrica Italiana Bulbi e Relè - muoveva i primi passi. Il fondatore Innocente Bianchi detto Tino era una


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figura leggendaria per capacità e intuito imprenditoriale. Nel 2001 l'impresa si espande da Treviglio verso Arcene, rilevando la Bigatti e allargando il business ai timer e congegni per la refrigerazione. Un settore parallelo all'interno dell'elettromeccanica. Undici anni dopo, per salvare l'azienda e i loro posti di lavoro, i dipendenti decidono un'azione di protesta. Prima un corteo per le vie di Treviglio ed un incontro con i Sindaci dei comuni interessati. Poi, da martedì 10 gennaio, attivano un presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento, alternandosi nei turni di sorveglianza. Mettono in piedi un gazebo, accatastano dei bancali, si organizzano con dei bidoni per il fuoco e appendono le bandiere dei sindacati ai cancelli. Poco più in là, quasi a ridosso della statale, una tenda da campo ed un camper per ripararsi dal gelo del giorno e, soprattutto, della notte. "Si era già parlato di un possibile ridimensionamento - racconta Santi Antoniettadi Treviglio, da 36 anni alla Fiber -, ma non si pensava ad una chiusura. Per l'esubero di personale si parlava di un per-

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corso di uscita dei lavoratori attraverso prepensionamenti. In questi mesi abbiamo ricevuto tanti gesti di vicinanza, anche da sconosciuti. Qualche settimana fa è passato davanti al

gesto di solidarietà". Un presidio costellato di solidarietà e di miracoli. Il blocco, infatti, non solo impedisce il trasloco ma fa rientrare i macchinari già imballati a dicembre con destinazione Romania. Oltre al piano di rientro delle attrezzature i lavoratori in presidio ottengono il pagamento delle mensilità arretrate e il cam-

«In questi mesi abbiamo ricevuto tanti gesti di solidarietà. Anche da sconosciuti» Santi Antonietta

nostro presidio un furgoncino che vende formaggi di ritorno da un mercato. Si è fermato e ci ha regalato del formaggio. E' stato un bel

biamento del management, chiedendo che la proprietà ceda lo stabilimento ad imprenditori decisi a non perdere posti di lavoro e produzione sul territorio della Bassa. Bloccano tutte le merci in uscita e scelgono la strategia della continuità produttiva a turni, per dimostrare la loro 23


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determinazione a non cedere. Un presidio, quello della Fiber, che preoccupa più del solito Confindustria e i suoi associati. Vengono fatte pressioni per permettere la consegna di materiale ad un paio di grandi clienti dell'azienda in rispetto ad impegni di fornitura coperti da penali. La Fiber rifornisce con i suoi prodotti, tra cui i temporizzatori per elettrodomestici, importanti aziende del settore come la N&W Global Vending, la multinazionale svedese Electrolux, la Brema e la Saeco. A certificare il cambiamento è il notaio Jean-Pierre Faraht che in una lettera datata 2 febbraio comunica che la Fiber "ha deliberato di sciogliere anticipatamente la società e di metterla in liquidazione; di affidare le operazioni liquidatorie e di nominare Liquidatore la signora Annamaria Santina

vi tanto da dover assumere nuovo personale. Piccoli numeri, visto che stiamo parlando di 5 o 6 contratti a tempo determinato per la durata di tre mesi, ma pur sempre un miracolo. Tra i nuovi assunti c'è anche Angelo Ingrassia di Arcene con un contratto che scade il pros-

Angelo Ingrassia

Rosy Casazza

(9 lavoratori, di cui 1 a tempo determinato) e la Gap (12 lavoratori, di cui 2 a tempo determinato) che opera nella stessa sede della Bigatti. Ad oggi Bigatti applica il contratto dei metalmeccanici Confapi e Gap quello del commercio. AZ intende procedere tramite la creazione di una New.co che rilevi tutto il gruppo Fiber per la durata massima di un anno, in affitto, acquistandolo poi definitivamente. "Quando la famiglia Zimmermann conclude Paolo Camerlingo di Calvenzano da 8 anni in FIber - è venuta a Treviglio per un sopralluogo, è entrata nel presidio, complimentandosi per il nostro attaccamento al lavoro. Da gennaio li abbiamo incontrati tre volte. Sono fiducioso ma prima voglio vedere il piano industriale e gli investimenti. E' stata avanzata anche l'ipotesi che una serie di lavorazioni vengano portate a Treviglio". Una delocalizzazione al contrario. Un miracolo quello della Fiber di Treviglio ancora prima che i tedeschi o un altro soggetto subentri scandito da scioperi, picchetti e un'inedita

«Ho saputo al bar che la Fiber assumeva. Ho fatto domanda e mi hanno assunto»

«E' venuto meno l’attaccamento dimostrato da Bianchi, il fondatore» Rossoni". Rosy Casazza di Fara d'Adda da 27 anni in Fiber paura non l'hai mai avuta, semmai "una mancanza di fiducia dovuta ad una cattiva gestione. E' venuto meno il senso di tradizione e di attaccamento delle origini, dimostrate da Innocente Bianchi, il padre fondatore. Nonostante questo, sono stati mesi in cui è cresciuta tra di noi l'intesa e l'affiatamento". Cinque mesi in cui gli stabilimenti sono sempre rimasti aperti e hanno lavorato a pieno regime. La Fiber ha continuato a raccogliere ordinati24

simo 26 giugno. "Ho saputo che la Fiber cercava personale dalle chiacchere ascoltate nel bar di mia sorella. Prima avevo mandato curriculum sia alle aziende che alle agenzie di lavoro interinale senza nessuna risposta. Mi sono presentato alla Fiber e mi hanno assunto per tre mesi. La paura iniziale ha lasciato il posto alla speranza ma è troppo presto per dire che i tedeschi ci confermeranno tutti. Lo spero ma qualcuno ha avanzato anche l'ipotesi contraria". Il gruppo AZ (www.az-industrietechnik. de), fondato nel 1979, ha nella famiglia Zimmermann (Anne e Klaus Zimmermann e Katja Lange nata Zimmerman) la compagine proprietaria ed è attivo nella meccanica di precisione per applicazioni industriali; 250 i dipendenti nelle sette sedi europee e un dichiarato favore per la dimensione familiare, completano il quadro dell'azienda. La proposta riguarda i 54 lavoratori della Fiber, di cui 6 interinali, la Bigatti Temporizzatori di Arcene

Paolo Camerlingo

«Sono fiducioso ma voglio vedere il piano industriale e gli investimenti» managerialità dal basso. Portata avanti da chi della Fiber conosceva ogni segreto, cioè dai suoi lavoratori. David Ben Gurion, tra i padri fondatori dello Stato di Israele soleva dire: "chi non crede nei miracoli non è realista".


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ECONOMIA&BUSINESS

ÂŤManca la speranza e sono spariti gli orizzontiÂť CHIESA&LAVORO

E' il monito di Don Francesco Poli, direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale di Bergamo, che riflette su alcuni episodi del maggio scorso: il gesto di Luigi Martinelli, il tentato suicidio in Val San Martino e l'ennesima crisi aziendale, ricordando il caso Donora 26


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ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO DI GIORGIO CHIESA

l caso di Luigi Martinelli, l'imprenditore di 54 anni che si è barricato nella sede delle Agenzia delle Entrate minacciando con una pistola 14 dipendenti presi in ostaggio e dopo sei ore si è arreso e ha rilasciato tutti. Il caso del 44enne abitante in un paese della Val San Martino che in passato aveva tentato di fare l'imprenditore, gli era andata male, aveva ripiegato su un lavoro da dipendente e il mese scorso, oppresso dai debiti, ha cercato di suicidarsi ma è stato salvato dalla figlia. Il caso della Chemtura Manufacturing Italy di Pedrengo che ha comunicato ai sindacati la prossima cessazione dell'attività e l'avvio della procedura di mobilità per tutti i 54 lavoratori. Tre situazioni diverse di un mese di maggio, quello appena trascorso, segnato da difficoltà e da incertezze. Ne abbiamo parlato con Don Francesco Poli, direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale.

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E' da condannare o merita comprensione il gesto di Martinelli? "Un gesto inaccettabile. Una sciocchezza perché, da quello che ho potuto leggere, mi è sembrato di capire che non ci troviamo nella situazione di chi vive un momento drammatico dal punto di vista personale, familiare od economico. Un'azione spropositata rispetto al motivo scatenante, il canone Rai". Non è un diritto protestare? "Qualsiasi protesta, nello stesso tempo, è anche un'azione carica di responsabilità. Ha senso quando non provoca danni e non mette a rischio l'incolumità delle persone. Può sembrare un controsenso ma per essere autentica una protesta non deve essere "contro" ma "per". Deve sostenere le proprie ragioni, deve confrontarsi con tutti e credere nel valore della partecipazione e della discussione anche se a prima vista può sembrare un intralcio o una perdita di tempo". Una cartella esattoriale può essere un motivo di protesta? "Se si considera lo Stato e gli enti locali come realtà che non ci appartengono, che ci chiedono solo tasse e gabelle è chiaro che alla fine si possono compiere gesti allucinanti. Si pro-

testa nei confronti di una realtà come se fosse altra da noi quando invece siamo parte dello stesso sistema. Oggi è forte il rischio di contrapposizione tra il livello centrale dello Stato e i cittadini". Secondo lei Equitalia è diventato un capro espiatorio? "Gesti estremi e situazioni drammatiche sono il termometro di una situazione difficile, ma non sono riconducibili solo ed esclusivamente al peso del fisco e delle tasse, sicuramente insostenibili, ma alla mancanza di una prospettiva futura e di un orizzonte di speranza". Tornando al gesto di Martinelli, di lui si è detto che è un grande lavoratore, un uomo mite che doveva difendere il suo lavoro. Ma come la mettiamo con le due pistole, il fucile, i proiettili nello zaino? "La laboriosità e una sorta di "giustizia fai da te" sono due aspetti che appartengono al carattere bergamasco. Da una parte Bergamo è una provincia di grandi lavoratori, dediti alla propria professione e responsabili rispetto a ciò che devono nei confronti dello Stato. Non manca, però, l'idea che , se si vuole ottenere qualcosa, anche di giusto, ci si debba arrangiare da soli. Anziché avere le armi nel proprio zaino bisognerebbe consegnare alla autorità, attraverso i suoi organismi, la domanda e la consapevolezza di essere protetti rispetto agli impegni quotidiani". Da una parte innocentisti e dall'altra colpevolisti, condanne che viaggiano parallele ad assoluzioni fra discorsi ufficiali, comunicati, interviste raccattate nei luoghi vicini all'imprenditore. Questo dramma di provincia è specchio dell'Italia? "Non lo credo. E' un gesto che offende chi compie gesti drammatici a fronte di situazioni oggettivamente insostenibili. Da sempre la società italiana si spacca tra il partito dei colpevolisti o degli innocentisti. La vicenda di Martinelli ci offre il quadro della classica commedia all'italiana. La storia segue un canovaccio tragico: un pover'uomo spinto alla ribellione da uno stato di cose ingiusto e vessatorio ma poi emerge che non sopporta il canone Rai, dimostrando una certa incapacità di com-

misurare i gesti alle intenzioni. Ora deve rendersi consapevole e pagare per il gesto che ha compiuto". Non crede che la crisi difficile in cui siamo immersi possa trasformarsi in un lasciapassare etico per tutti coloro che d'ora in poi penseranno di emularlo passando, magari, dalle intenzioni alle azioni? "Il rischio emulazione è concreto. C'è il pericolo che qualcuno in condizioni economiche più gravi di Martinelli, possa svegliarsi una mattina e dopo aver trovato nella posta una cartella esattoriale, possa sequestrare dipendenti colpevoli di svolgere solamente il proprio lavoro e clienti che sono in fila per sbrogliare i propri problemi tra cartelle e interessi. Tutto questo è segno che si è indebolito il sogno di prospettive future". Maggio sarà ricordato anche per il 44enne abitante in un paese della Val San Martino che, oppresso dai debiti, ha cercato di suicidarsi ma fortunatamente è stato salvato dalla figlia. Che tipo di relazione può esserci tra crisi economica e suicidio? "Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. In pratica ci troviamo di fronte a dati che purtroppo rientrano nella norma, presentati in maniera sensazionalistica rischiando così di portare la situazione al collasso, rischiando così di alterare dei dati che non hanno nulla di sensazionale in rapporto alle statistiche degli anni precedenti". Per dare sostegno ai lavoratori in difficoltà il Consultorio diocesano "Costante Scarpellini" ha proposto incontri dal tema "Quando il lavoro fa male dentro". Di cosa si tratta? "Anche la realtà bergamasca è segnata da alcuni preoccupanti fenomeni: la chiusura di alcune significative realtà produttive e il coinvolgimento di alcune migliaia di persone che si 27


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trovano in esubero, in cassa straordinaria, o in mobilità. Le singole persone coinvolte in questi eventi si sentono spesso sole e in alcuni casi vivono una profonda crisi che coinvolge in modo diretto anche la loro famiglia. Altre situazioni di momentanea difficoltà possono essere anche quelle relative alla precarietà del lavoro, alla fase di inattività, ma anche quelle derivate dall'eccesso d'ansia e di insicurezza. Il Consultorio Familiare Scarpellini in collaborazione con Centro Diocesano della Pastorale Sociale mette a disposizione un servizio di consulenza e sostegno a carattere psicologico al fine di aiutare a vivere questi eventi e fasi della propria vita in modo da valorizzare le risorse personali e familiari presenti e potenziali". Lei ha incontrato imprenditori bergamaschi in difficoltà? Qualcuno di loro ha pensato al suicidio? "Come cristiani non possiamo pensare e accettare che il suicidio sia l'estrema ratio ad una situazione di difficoltà. Il calo degli ordini, il fatto che non ci sia più lavoro e che non si possa più continuare a tenere tutti gli operai rappresenta un sconfitta per l'imprenditore bergamasco che ha uno stile cristiano di fare impresa. Con grande dispiacere qualcuno è stato costretto a ridur28

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re almeno metà della forza lavoro. Ho incontrato imprenditori che mi hanno confidato la loro sfiducia e la volontà di farla finita ma, fortunatamente, è stato solo uno sfogo del momento. Imprenditori e lavoratori bergamaschi vivono la stessa mancanza di progettualità e di prospettive di rilancio". Come giudica il progetto Val Seriana? "Non guardo più il progetto Val Seriana perché non ho tempo da perdere. L'iniziativa giudicata positivamente per la sua capacità di leggere il territorio aveva suscitato grandi speranze ed aveva dato lo spunto per un modello più ampio, il "modello Bergamo", ma l'eccellenza e i buoni propositi sono rimasti tutti sulla carta. A questi progetti sono mancati strumenti e modalità per concretizzarsi. Sono mancate "le gambe" e, per assurdo, proprio la fatica quotidiana del lavoro. Ci siamo fermati solo all'annuncio". Novem e Chemtura sono solo le ultime due crisi, in ordine di tempo, che stanno interessando il nostro territorio. Qual è la posizione della chiesa bergamasca di fronte a casi come questi? "Penso all'azienda Meccanica Valbona di Vilminore di Scalve. In quell'occasione la

Chiesa bergamasca si è adoperata per sostenere gli sforzi per affrontare le criticità del mondo del lavoro per un territorio fuori dai circuiti produttivi come la Val di Scalve. Gli stessi parroci, insieme alle comunità cristiane della valle, sono scesi a fianco dei lavoratori e delle famiglie della Valbona. Al presidio dei lavoratori davanti alla sede di Confindustria Bergamo erano presenti anche monsignor Gaetano Bonicelli, vescovo emerito di Siena, originario di Vilminore, e i parroci di Vilminore e Azzone. Ma ogni crisi aziendale ha una storia a sé e la Chiesa di Bergamo non ha, tra i motivi ispiratori della sua pastorale, una posizione interventista". La prima crisi aziendale che ha affrontato è stata la Donora. Che ricordo ha conservato? "La Donora non è diversa dalle crisi aziendali odierne ma l'accordo sottoscritto era parte di un modello contrattualistico divenuto improponibile. Credo che oggi accordi simili non siano un bene per lo stesso lavoratore. Ho ancora negli occhi l'assemblea aperta tenuta nella sala della Comunità di Cividate al Piano. E' stato un luogo simbolo perché lì, l'intera comunità, ha "celebrato" la crisi della Donora".


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ECONOMIA&BUSINESS

Locatelli Lavori alla Fimet Salvi 130 posti di lavoro «SALVATAGGIO»

Cessione di un ramo d'azienda del gruppo Locatelli di Grumello del Monte all'azienda bresciana, con l'impegno dell'acquisto entro 40 mesi dall'inizio dell'affitto. La Fimet, guidata dai Marco Cornali e Giacomo Paccani, conta 280 dipendenti e fattura 60 milioni di euro

er 130 dipendenti (su un totale di 300) del "Gruppo Locatelli" (in liquidazione), l'azienda di Grumello del Monte finita nei "guai" per le vicende che coinvolgono i vertici del gruppo bergamasco nell'ambito dell'inchiesta Brebemi, la salvezza è venuta dalla Fimet, società bresciana guidata dai bergamaschi Marco Cornali e Giacomo Paccani. La prospettiva in grado di evitare il fallimento e garantire una nuova opportunità a buona parte della forza lavoro è stato l'affitto di un ramo d'azienda, la "Locatelli Lavori" (con dipendenti, macchinari, cantieri), per un anno alla subentrante con l'impegno vincolante sull'acquisto entro 40 mesi dall'inizio dell'affitto. Dei tre rami dell'impresa di Grumello (gli altri sono la "Locatelli Gabriele" e "Locatelli Trasporti") la "Locatelli Lavori" è risultata la più appetibile. Decisivo, in questo senso, è il pacchetto di appalti del cantiere della Brebemi che sarebbero stati tolti all'impresa se non si fosse sbloccata la situazione di empasse in cui si era venuta trovare. Sul fronte occupazio-

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nale è stato siglato l'impegno per riassorbire 90 addetti (su un totale di 126, attualmente alle prese con la Cassa integrazione straordinaria; è predisposto anche un percorso di mobilità su

Marco Cornali

base volontaria con incentivi all'esodo) inizialmente con un contratto a tempo determinato. Ma c'è anche l'im-

pegno a trasformarlo a tempo indeterminato entro i successivi 24 mesi. Inoltre, la spa di Brescia, con la stessa procedura, è disponibile ad integrare anche 30 lavoratori impegnati in altre attività del colosso Locatelli. La Fimet è sul mercato da circa 80 anni. Dal 2000 i proprietari sono Cornali e Paccani, quest' ultimo anche titolare della Paccani macchine spa di Seriate. L'operazione è destinata a produrre effetti importanti per la Fimet, che già può vantare numeri di rilievo: 280 dipendenti e un fatturato di 60 milioni di euro nell'esercizio 2011 grazie ad un grande numero di commesse all'Italia e all'estero. Una volta completato il percorso, potrà debuttare in un settore - come quello del movimento terra nel quale non è ancora protagonista. La società, nata come impresa di costruzioni generali negli anni 30', si caratterizza per la crescita realizzata nella posa di linee elettriche di alta e media tensione, nel teleriscaldamento e nella realizzazione di centrali di cogenerazione diventando leader in campo nazionale e internazionale.


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ECONOMIA&BUSINESS

La risposta alla crisi? «Una governance locale e il rilancio del manufatturiero» PAROLA ALL'ASSOCIAZIONE

Sulla scia del nuovo corso dell'ente camerale Maria Teresa Azzola, presidente della Cna Bergamo, auspica un tavolo territoriale per lo sviluppo di Bergamo. Il direttore Giuseppe Vavassori ritiene indispensabile il rilancio della manifattura e cita alcune iniziative territoriali come esempi da seguire

ipartire da una governance territoriale e dalla tradizione manifatturiera e piccolo/imprenditoriale bergamasca: sono le due strade suggerite da Maria Teresa Azzola e Giuseppe Vavassori, rispettivamente presidente e direttore della Cna Bergamo, per uscire dalla crisi. Dal giudizio generale, di Azzola, sulla crisi e sulle ripercussioni per la provincia siamo arrivati, con Vavassori, a progetti concreti di rilancio di alcuni territori ad alta presenza manifatturiera.

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Presidente (Maria Teresa Azzola), il suo giudizio sulla crisi? "La crisi è ancora in pieno corso. Il cambio di governo aveva generato aspettative. Molte aspettative. Si sperava in un rilancio dell'economia, ma siamo ancora lontanissimi. Sulla crescita il governo sembra imballato. La riforma del mercato del lavoro appare sempre più come un'opera incompiuta e confusa, comunque lontana dai veri bisogni delle nostre imprese. Il cari32

co fiscale sta letteralmente strozzando i redditi da lavoro autonomo e dipendente chiudendo ogni possibilità di investimento e inducendo una progressiva e pericolosa riduzione dei consumi. La politica del rigore e dei sacrifici da sola non è in grado di risolvere alcunché se non si avvia in tempi brevi una politica di sviluppo". Come reagisce la provincia di Bergamo? "La ripresa era attesa per il 2010. E' stata rinviata al 2011 e infine invocata per l'anno in corso. Ma la famosa luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Anzi, l'impietosa analisi congiunturale di Unioncamere relativa al primo trimestre 2012 non è per nulla incoraggiante, e le previsioni per il futuro sono pessimistiche. Negli ultimi mesi la recessione ha iniziato a farsi sentire in modo pesantissimo, in associazione ne discutiamo parecchio e il malumore degli imprenditori è dilagante. Molti imprenditori sperano in un secondo trimestre migliore, ma sta prendendo piede una diffusa e giustificata depressione".

Quali sono i bisogni e le priorità dei vostri associati? "Devono combattere quotidianamente con le difficoltà create dalla recessione economica, dal credit crunch in base alla quale le banche tirano i cordoni della borsa riducendo i soldi erogati, dalle lungaggini burocratiche, dalla pressione fiscale. Le sempre più frequenti insolvenze e l'asfissiante stretta creditizia in atto sono segnali di forte preoccupazione. Ad aggravare una situazione generale, già molto pesante, si aggiungono i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Riceviamo numerose lamentele da parte dei nostri iscritti che giudicano questa situazione insostenibile. A ciò si aggiunge una situazione politica francamente insostenibile. Una politica ripiegata su sé stessa, oltre a non favorire la fuoruscita dalla crisi, apre parentesi di pericolosa disaffezione democratica. I partiti debbono darsi una mossa, perché abbiamo da tempo superato i livelli di guardia".


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Quali sono le proposte della CNA di Bergamo per favorire la competitività delle imprese? "E' ancora possibile aggredire i mercati fornendo anche ai piccoli imprenditori gli strumenti più idonei ad elevarne la capacità manageriale, uno su tutti il temporary manager. L'azienda viene accompagnata attraverso la consulenza di un manager altamente qualificato per la definizione e lo sviluppo di una strategia, per l'innalzamento delle competenze manageriali esistenti, per la risoluzione delle criticità e/o lo sviluppo di nuovi business. Molti imprenditori si sono rinnovati e hanno imparato a gestire al meglio la propria impresa, grazie al ricorso agli strumenti di "accompagnamento d'impresa". Stiamo affrontando anche percorsi che riguardano l'innovazione organizzativa e gestionale della impresa per la quale occorre investire in conoscenza, intesa come capacità di intervenire sulle risorse immateriali". Una governance locale e una politica industriale bergamasca che spunti possono offrire alla ripresa? "La formazione di reti di impresa e nuove forme di cooperazione tra associazioni imprenditoriali, Istituzioni e Autonomie funzionali (CCIAA e Università) possono rappresentare fondamentali linee strategiche di territorio. Un passaggio che porta dalla spontanea regolazione locale ad un progetto di governance, come risultato della dinamica evolutiva del nuovo corso intrapreso dal sistema camerale. Una coalizione di attori che, individuando nel territorio l'orizzonte privilegiato di sviluppo, si impegnano a conferire progettualità strategica alle proprie azioni ed a mobilitare le risorse disponibili per sostenerle".

Quali sono i sentieri individuati dalla Cna di Bergamo per affrontare la crisi? "Sicuramente importante il tavolo per il credito organizzato dalla Camera di Commercio per arginare la piaga nei ritardi dei pagamenti e l'atteggiamento sempre più attendista delle banche nel concedere finanziamenti. Per la nostra provincia è essenziale promuovere l'incontro tra le competenze nel settore manifatturiero con quelle del terziario avanzato e della ricerca. Fondamentale l'ente camerale che deve diventare, sempre di 34

più, un tavolo di confronto e di indirizzo condiviso da tutti gli attori della rappresentanza economica e sociale territoriale, per decidere le priorità strategiche ed indirizzarvi le poche risorse disponibili. Sono necessarie misure tese a rimettere in moto la produttività, occorre il rilancio di una politica industriale impostata su interventi fortemente selettivi e premianti. Ecco, serve una politica industriale di territorio. Oggi, purtroppo, l'unica politica industriale che abbiamo è quella della Cassa integrazione".

Direttore (Giuseppe Vavassori), lei sta seguendo alcuni progetti di rilancio territoriale. Di cosa si tratta? "La nostra è la provincia più manifatturiera d'Italia. E' il settore che ci ha consentito di crescere economicamente e di diventare "territorio ad alta vocazione esportativa". Molte delle nostre attività manifatturiere sono in crisi, dal tessile, al meccanico al legno; una crisi dalle ragioni note, che possono essere sintetizzate con una semplice battuta: fatica a mantenere la concorrenza con paesi i cui costi di manodopera sono nettamente inferiori ai nostri. La crescita qualitativa delle nostre produzioni è lenta rispet-


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to alla velocità evolutiva dei mercati, così come è lenta la capacità delle nostre piccole imprese a perseguire nuovi modelli di business e a sposare più avanzati modelli di organizzazione aziendale. Con l'impegno dell'Ufficio Pastorale sociale, del Lavoro e dell'Economia della Diocesi di Bergamo e la collaborazione dell'Azieenda speciale Bergamo Sviluppo, Comunità Montana, Comuni e imprese del territorio è stato avviato, in Valle Imagna, un tavolo tecnico per il rilancio dell'economia locale, in particolar modo delle tornerie del legno, da tempo in crisi profonda. Sta nascendo un interessante progetto integrato che ha come obiettivo la riattivazione del tessuto economico di una zona che, anche per motivi geografici, si trova in una posizione disagiata". Quali altre difficoltà vivono gli imprenditori della Valle Imagna? "Le stesse di altri nostri settori manifatturieri. Hanno vissuto per anni in una situazione di "eccesso di domanda" dedicando poco spazio, perché non ne avevano necessità, all'organizzazione del marketing e dello sviluppo commerciale. Lo sviluppo globale del mercato ha messo in crisi radicale tale modello produttivo, lasciando l'imprenditore in uno stato di deficitaria capacità manageriale e produttiva. Il piccolo imprenditore da solo fa fatica a riposizionarsi in un mercato sempre più complesso, poiché deve dotarsi di sistemi informativi e gestionali idonei, di una struttura marketing adeguata, di nuovi canali distributivi". In quali azioni si concretizzerà questa iniziativa? "L'iniziativa ha come obiettivo fondamentale la messa in rete del numero più elevato possibile di tornerie, con il compito di guardare ai mercati esteri tramite piattaforme e portali specifici: ecommerce, vetrine web per la vendita dei prodotti, specie complementi d'arredo e oggettistica, condivisione del catalogo di prodotti, il brand tramite la nuova figura giuridica del contratto di rete. Il progetto è in fase di avanzata costruzione. Saranno le imprese a decidere entro l'estate se concretizzarlo con il passaggio alla formalizzazione operativa del contratto di rete. Va ricordato che il progetto complessivo si sta già nutrendo di alcune iniziative specifiche che vanno oltre la specificità delle tornerie investendo settori come l'agricoltura, l'ecoturismo, l'edilizia ecc.. Un pro-

getto generale, che vede proprio nell'integrazione delle azioni la possibilità di dare valore aggiunto alle opzioni di sviluppo del territorio". Quali sono gli obiettivi? "Affrontare i problemi della crisi economica partendo da un orizzonte territoriale, nella consapevolezza che solo così si riescono ad intercettare specificità, attitudini collettive, culture locali e ricchezze di comunità. E solo attivando progetti locali, portandovi gli strumenti di aiuto consentiti da CCIAA e dalla Regione, si può dare vita a percorsi inediti e condivisi di sviluppo, a tentativi di crescita. Quello della Valle Imagna è un esperimento, a mio parere, interessante. Vedremo cosa sortirà in futuro. E' certamente un modello da replicare su altri territori, accanto ad

altri esempi come quello di Leffe e della Val Gandino". E' sintetizzabile, in una battuta d'immagine, un tale approccio all'economia di territorio? "Partendo dal territorio inteso come paesaggio, ambiente, bellezza, strutture e infrastrutture, e dalla popolazione che lo abita attraverso modi di vivere, mestieri, cultura, cibo e gastronomia, l'idea della creazione di brand locali che possano fungere da tramite tra i confini territoriali e il resto del mondo, rappresentando un'opportunità di crescita economica ed occupazionale, è affascinante e molto concreta. Ciò vale per la Val Seriana, per la Valle Imagna e per qualsiasi altro territorio". 35


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ECONOMIA&BUSINESS

Il credito oggi, cosa fare Sempre più spesso ci si trova di fronte a modifiche radicali di normative alla base di molti atti della nostra vita e anche la nostra comprensione di certi comportamenti è sempre meno scontata Guardiamo quindi cosa è cambiato oggi nel mondo creditizio

PILLOLE DI FINANZA - Rubrica a cura del Dott. Claudio Rossi remesso che, già nel III° secolo a.C., Plauto annotava che "ad suom quemque hominem questus esse aequom est callidum" (è giusto che tutti siano astuti per il loro interesse), per meglio interpretare i notevoli cambiamenti che attualmente stanno interessando le dinamiche interrelazionali tra gli istituti finanziari ed i loro clienti, è necessario dare un'occhiata alle principali novità introdotte dalle recenti norme sul credito. Cominciando dalla crisi finanzaria che stiamo vivendo che, trasformatasi da crisi locale a crisi sistemica, ha messo in forte discussione la tenuta del sistema finanziario globale e la coerenza delle sue regole di funzionamento, per quanto attiene il ruolo degli intermediari finanziari, nostro malgrado, ci siamo resi conto dell'importanza del capitale e della sua preziosità. Le ingenti perdite registrate, le ulteriori perdite attese per effetto della recessione economica indotta dalla crisi, la diffusa presenza di "alto leverage" precedentemente alla crisi stessa, l'incertezza sulla valutazione degli attivi e la peculiare esigenza di non togliere il sostegno al credito in un contesto così recessivo, hanno indirizzato le Banche Centrali a revisionare la disciplina che regolava i requisiti patrimoniali delle Banche Commerciali passando da una logica di patrimonio basato su una singola ed indifferenziata misura di rischio (percentuali fisse come da Basilea 1) ad una differente modalità di misurazione strettamente connessa al profilo di rischio del richiedente il credito (percentuali modulari come da Basilea 2), ad un più incisivo controllo

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delle Autorità di Vigilanza sul patrimonio delle Banche e, infine, ad una disciplina di maggiore trasparenza delle informazioni sul capitale e sui rischi da parte del sistema finanziario. Questa profonda mappatura dei clienti delle Banche conseguente l'attivazione dei sistemi interni di rating utilizzati per la classificazione della propria clientela ha comportato l'esigenza per il valutatore di venire in possesso di maggiori elementi informativi sulla stessa clientela

rispetto a quanto avveniva nel passato: d'altronde quanto tracciato da Basilea 2 è sorto con l'obiettivo di facilitare la stabilità finanziaria del Sistema a beneficio del mercato e quindi, di tutto il mondo socio-economico-imprenditoriale. Ecco perché cresce sempre di più l'esigenza di due aspetti focali: a) un rinnovato stile di colloquio banca-impresa su basi collaborative, trasparenti e dinamiche; b) una maggiore consapevolezza e conoscenza da parte dei richiedenti i

crediti delle logiche e delle regole che il Sistema finanziario utilizza per valutare le loro richieste. Tralasciando il primo punto, di per se' esplicativo e sicuramente legato ad una evoluzione in senso più maturo della modalità di comunicazione tra i soggetti, per quanto attiene il secondo aspetto puo' essere utile per i lettori ricordare alcuni passaggi chiave del processo di valutazione del merito creditizio utilizzato dagli Istituti Bancari. Esso consta di due momenti fondamentali quali l'esame quantitativo (valutazione di bilancio e dei report economico-finanziari ufficiali del richiedente) e l'esame qualitativo (notizie sul settore e dati oggettivi di andamento delle relazioni affidate). L'approfondita e corretta interpretazione di questi due momenti, suffragata dalla conoscenza dei fatti e delle condizioni aziendali da parte dell'analista creditizio, permette di arrivare alla cosiddetta decisione di affidabilità attraverso la valutazione di tre aspetti chiave: la capacità dell'affidato di rimborsare il debito generando capienti flussi di cassa, la sua attitudine a mantenere questa capacità stabile nel tempo e, infine, il profilo imprenditoriale in senso più generale. Va da se' che rendere il più possibile questo processo valutativo immediato ed intuibile diviene sempre più un elemento distintivo per una corretta conclusione: agevolare la comprensione delle complesse ed alcune volte difficilmente interpretabili "a pronti" dinamiche aziendali, è interesse comune tra chi richiede un credito e la Banca che, da sempre, ha, tra le sue funzioni, quella di concederlo.


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ECONOMIA&BUSINESS

Le domande scomode di un piccolo azionista Brembo FRINGE BENEFIT

In assemblea una segnalazione ai sindaci, nel mirino i benefit per Cristina Bombassei e consorte. La risposta di Tiraboschi: «I fringe benefits sono quelli abitualmente riconosciuti nelle società quotate», auto aziendali, polizza previdenza, copertura sanitaria e infortuni

iccolo socio scomodo all'ultima assemblea Brembo. Oltre a votare No su tutti i punti all'ordine del giorno, il signor Carlo Fabris di Bovisio Masciago (Monza) ha sollevato una grana non indifferente sia per i "fringe benefit" concessi ai consiglieri, sia per le procedure assembleari stesse, investendone il collegio sindacale della società. Tra i due, l'aspetto più imbarazzante è senz'altro il primo, soprattutto per i risvolti personali che assume: chiedendo conto di questi benefit attribuiti ai consiglieri non indipendenti, il socio Fabris ha infatti preso di mira direttamente la figlia del presidente Alberto Bombassei, Cristina, con il marito Matteo Tiraboschi, vice presidente esecutivo della Brembo, oltre all'amministratore delegato e direttore generale Andrea Abbati Marescotti, titolare a sua volta dei benefit. Cristina Bombassei ricopre invece il ruolo di amministratore preposto al sistema di controllo interno. Nelle vesti di esecutivo, è toccato proprio a Tiraboschi rispondere alle domande di Fabris, titolare di 6 azioni Brembo, presente per delega nella persona della signora Angela Contessotto del Servizio Titoli Spa. Che il piccolo socio fosse

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agguerrito, lo dimostrava già di primo acchito la sua lettera agli amministratori: il regolamento societario prevede che i quesiti vadano presentati almeno un giorno prima dell'assemblea, mentre l'email di Fabris è stata spedita alla mezzanotte e 1 minuto della notte tra il 19 e il 20 aprile, data quest'ultima fissata per i

Matteo Tiraboschi, a sinistra, con la moglie Cristina e Luca Bombassei, architetto

lavori: un aspetto "censurabile" - sostiene Fabris - in quanto "nessuna norma di legge o disposizione regolamentare" prevede questo termine anticipato per porre domande in assemblea. Su questo rilievo ha risposto Sergio Pivato, presidente del collegio sindacale, premettendo che,

per quanto riguarda la denuncia ex Art.2408 C.C. (denunzia al collegio sindacale, ndr), non riteneva "sussistere i presupporti per considerare tale comunicazione quale denuncia"; tuttavia Pivato ha dichiarato all'assemblea che il collegio sindacale esaminerà quanto segnalato dall'azionista per predisporre la relativa risposta. Stando alla verbalizzazione del notaio Giovanni Vacirca, a questo punto è toccato a Tiraboschi rispondere alle domande su se stesso. I fringe benefits (compensi in natura, in aggiunta alla retribuzione ordinaria, costituiti da beni e servizi di cui i beneficiari possono disporre) per gli amministratori non esecutivi sono "quelli abitualmente riconosciuti secondo le prassi vigenti nelle società quotate": alle polizze assicurative contro la responsabilità, per gli amministratori esecutivi- dipendenti si aggiungono "come da policies aziendali in vigore per i direttori", i benefit attribuiti "secondo le normali best practices, ossia auto aziendale, previdenza integrativa, polizza sanitaria integrativa, polizza infortuni professionali ed extra professionali, e le normali assicurazioni previste dal contratto dirigenti". Il tutto per un controvalore medio annuo di circa 11.000 euro.


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ECONOMIA&BUSINESS

Radici, presidente Sacbo: «Provano a soffiarci un cliente? Vado su tutte le furie» INFRASTRUTTURE&TERRITORIO

E' il commento di Miro Radici, presidente della società di gestione dell'Aeroporto di Orio al Serio sulla recente questione Dhl e sulle frizioni con Sea. In cattedra a Dalmine, agli studenti di ingegneria gestionale lascia un post-it dell'amico Tito Lombardini: «Il mio padrone è il cliente»

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ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO DI GIORGIO CHIESA

l bilancio del suo primo anno da presidente della Sacbo, la società di gestione dell'Aeroporto di Orio al Serio, Miro Radici lo tiene di fronte agli studenti universitari del corso di Ingegneria gestionale di Dalmine, invitato dal professor Lucio Cassia a conclusione di un ciclo di seminari su "imprenditorialità e competitività al tempo del cambiamento". Quella che doveva essere una lezione sui generis, con in cattedra l'imprenditore seriano che ha creato e guida Itema Group, leader mondiale nel settore meccanotessile si è trasformata nel resoconto sulle attività dello scalo orobico che negli ultimi anni, alla crescita del movimento passeggeri ha visto crescere anche le proteste dei residenti per il rumore generato dall'aeroporto e il fiorire dei comitati aeroportuali di Bergamo, Stezzano, Grassobio, Orio al Serio, Azzano S.Paolo e del Cassinone. Una buona notizia viene dagli universitari che, smentendo triti luoghi comuni, dimostrano di conoscere il territorio. E poi tanta curiosità e interesse che fanno ben sperare per il futuro. Non solo per il loro. E chissà che seduto tra i banchi non ci sia qualcuno che domani siederà nel consiglio di amministrazione di Sacbo, che continuerà a ribadire il ruolo fondamentale che l'aeroporto ha assunto per il territorio quale volano per la crescita economica ed occupazionale e, nel contempo, si dovrà misurare sulle inevitabili ricadute dell'infrastruttura aeroportuale. Le problematiche ambientali che deve affrontare la società di gestione dell'Aeroporto di Orio sono all'ordine del giorno: impatto acustico, insonorizzazione, mitigazione, impatto ambientale di uno scalo che prosegue la sua crescita in numero dei voli, di passeggeri trasportati e di coesistenza con il territorio circostante. "Il problema esiste - spiega Radici -,non lo nego. Ma non è risolvibile come ha ipotizzato fantasiosamente qualcuno, allungando o ruotando la pista. Se fosse solo un problema di natura economica, per intenderci di soldi, il problema sarebbe già stato risolto. Noi ci siamo fatti carico di questo problema, mettendo a disposizione intelligenze e risorse per risolvere questo disagio che riguarda 6-7 mila persone". L'impegno della Sacbo per minimizzare e attenuare gli impatti sull'ambiente include anche il monitoraggio del rumore aeroportuale tramite la pubblicazione mensile dei dati relativi alle misurazioni effettuate, "ad ogni rilevazione i risultati delle analisi dimostrano che - poco - ma qualcosa migliora". Due gli interventi individuati dal presidente Radici: "l'utilizzo di aerei più moderni, equipaggiati con motori di nuova generazione e a bassa rumorosità, da parte delle compagnie e sperimentare nuove rotte per valutare la possibilità di un minor impatto ambientale".Impossibile, con una pista distante appena 3 mila metri da Porta Nuova, ipotizzare un ampliamento dell'aeroporto. "Abbiamo deliberato stanziamenti per 150 milioni di euro - continua il presidente Sacbo -, non per aumentare il numero dei passeggeri ma per

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migliorare i servizi offerti alla clientela. La zona arrivi è un po' sacrificata". Servizi offerti ed efficienza sono stati cruciali nell'unione straordinaria tra Ryanair e l'aeroporto di Orio al Serio che, dati alla mano, ha regalato allo scalo internazio-

Lucio Cassia

«A questa cattedra c'è seduto un professore di dignità E non sono io» nale bergamasco qualcosa come 34 milioni di passaggi nell'arco dei dieci anni passati con la compagnia aerea irlandese, la stessa che in quest'ultimo decennio ha portato a Bergamo 7mila posti di lavoro. Ne è sorpreso lo stesso Radici tanto da esclamare: "Questi sono veramente bravi". A tal punto da fare il vuoto nel mercato e dominare per tre quarti quello di Orio al Serio. Un rapporto che non impensierisce il presidente quando precisa come tra lo scalo bergamasco e Ryanair ci sia "una partnership, un rapporto paritario, non di dipendenza". Senza alcun timore su un possibile abbandono del vettore irlandese perché, nel panorama degli scali di rilevanza nazionale, "il nostro è un esempio di elevata efficienza e di massima performance che non si trova in altri scali". Sorvola sulla questione dei contributi e sulla contestazione mossa dalla Direzione provinciale del lavoro di Bergamo a Ryanair di aver evaso contributi per quasi 12 milioni di euro in quanto ha assunto a Dublino, anziché in Italia, i suoi 650 dipendenti che lavorano in Lombardia. Sempre in tema di abbandoni, per quanto riguarda l'ipotesi - scampata - di un trasferimento della compagnia 42

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cargo DHL a Malpensa commenta così: "sembrava persa e l'abbiamo recuperata per la coda". Dall'ottobre scorso voci sempre più insistenti si erano rincorse in merito all'ipotesi di spostamento a Malpensa di parte del traffico merci, quello oggi gestito da DHL all'aeroporto di Orio al Serio, cioè circa il 70% della movimentazione merci dello scalo. Tradotto in numeri significa quasi 6 milioni di ricavi l'anno sul bilancio Sacbo, 450 occupati direttamente, un indotto che supera i 1.200 e il 65 per cento del traffico merci dello scalo. "E' un cliente importante non solo in termine di profittabilità - spiega Radici -. Dal punto di vista strategico il suo trasloco a Malpensa avrebbe significato anche una perdita di valore dell'asset aeroportuale. Ci avrebbe impoverito perché saremmo rimasti legati solo alla società di spedizioni UPS".Il presidente lancia un avvertimento: "Portare via i clienti a Bergamo non è facile". E quando succede, con il piglio dei capitani d'impresa, ammette: "Vado su tutte le furie". Destinatario la Sea con l'avvertimento che "non vogliamo essere colonizzati". Nonostante le recenti frizioni "al momento non ci sono problemi sostanziali. Loro hanno il 30 per cento e noi il 70 e come in qualsiasi azienda chi ha più azioni comanda e chi meno controlla. Nessuno, quindi, può pensare di imporci scelte che vadano a scapito del territorio". Attualmente Sea è socia di Sacbo al 30,9%; tre anni fa la società che controlla Linate e Malpensa aveva ceduto un pac-

Bergamasco (6.9%), Italcementi (3,2%), Confindustria Bergamo (0,6%) e l'Aeroclub Taramelli (0,01%). Sulla questione, sollevata dagli universitari e oggetto di dibattito cittadino, della partecipazione azionaria dei soggetti pubblici alla Sacbo e l'opportunità di mantenere la presenza azionaria del Comune e della Provincia di Bergamo, visti anche i problemi di natura economico finanziaria degli stessi, Radici rassicura che "nessuno vuole mettere sul mercato quote Sacbo. Per noi bergamaschi non è una semplice partecipazione azionaria ma è il patrimonio di un territorio". In chiusura Radici ripete agli universitari bergamaschi una massima dell'amico Tito Lombardini: "Il mio padrone è il cliente".Un postit per il loro futuro professionale e un avvertimento visto che "il cliente può sempre licenziarti. Può farlo per telefono. Può farlo dalla voce educata della segretaria appena assunta". Cita Proust, li invita a "coltivare il gusto del bello ed il senso della perfezione perchè la letteratura e la cultura vi aiuteranno a capire, in un'organizzazione aziendale, se c'è qualcosa di non armonico".Al professor Cassia il saluto finale. Cita Italo Calvino che nel giugno 1984 viene invitato dall'Università di Harvard per tenere sei lezioni di poetica: le famose "Norton Lectures". Lo scrittore sceglie come titolo "Six memos for the next millennium" e declina questo proposito in sei grandi temi: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità coerenza ("consistency").

La platea

chetto del 19% agli azionisti bergamaschi per 40 milioni di euro. Al momento i soci locali riuniti nel Patto sono UBI Banca (17.9%), il Comune di Bergamo (13,8%), la Provincia (13,2%), la Camera di commercio (13,2%), il Credito

"L'ultima lezione, quella sulla coerenza non è stata mai scritta - ricorda Cassia -, ma io tradurrei "consistency" con dignità". E poi conclude: "A questa cattedra oggi c'è seduto un professore di dignità. E non sono io".


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ECONOMIA&BUSINESS

Acqua del lago d'Iseo: 17 località, 14 eccellenze LA RICERCA

Buono a Lovere, sufficiente a Costa Volpino. Il Sebino è in buona salute e con l'estate ormai alle porte tutti i lidi e le tradizionali località di balneazione hanno ottenuto il via libera dall'Asl

en 14 eccellenze, 2 buoni e un solo sufficiente. Sono i voti meritati dalle acque del lago d'Iseo che, come lo scorso anno, risultano ampiamente balneabili. La bella stagione è alle porte e i dati, ottenuti grazie ai prelievi delle acque e alle analisi microbiologiche effettuate dell'Asl di Bergamo, sono estremamente confortanti. Il settore turistico, così importante per i comuni che si affacciano sul lago, è quindi salvaguardato anche quest'anno. Sia sul lago d'Iseo e che sul lago d'Endine. I prelievi vengono effettuati nel corso dell'intero anno per quanto riguarda la ricerca di cianobatteri mentre, per l'escherichia coli e gli enterococchi, un primo prelievo viene effettuato ad aprile e altri ogni 15 giorni per l'intera stagione balneare, che va da maggio a settembre. Le analisi microbiologiche sui campioni sono eseguite dal Laboratorio di Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione Medica dell'Asl di Bergamo. Si parla di qualità dell'acqua eccellente per i comuni di Castro, alla foce del Borlezza; Solto Collina in località Gre; Riva di Solto in località Bogn e al camping Trenta Passi; Parzanica alla Punta la Pietra; Tavernola alla foce del Rino, Gallinarga e davanti alla caserma dei carabinieri; Predore nelle località Como, San Rocco, Campitino e all'Eurovil e Sarnico al camping Nettuno e al Lido dei Poveri. I due "buono" sono stati assegnati al lido Cornasola di Lovere e alla Strada Vecchia di Riva di Solto. L'unico sufficiente va alla località Bersaglio di Costa Volpino. Le votazioni non differiscono rispetto a quelli dello scorso anno, fatta eccezione per alcune località che nel 2010 non erano state monitorate (i dati sono disponibili sul sito www.balneazionelagodiseo.it.). Ci sono anche quelli relativi al lago d'Endine: l'acqua è eccellente in tutte le località. A Monasterolo si può tranquillamente fare il bagno nelle località Casa del pescatore, lido Legner e bar Bialì; a Spinone al lago nelle località Bocchetta, San Pietro-Taverna Lido, Circolo Nautico e bar Alberello; a

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Ranzanico nelle località Grotte, Aurora e Pontile e a Endine Gaiano nelle località Gerù, San Felice e Torre. Questo primo screening delle acque dei laghi bergamaschi è il più attendibile, dato che c'è di mezzo

LA CLASSIFICA N°/Comune 1 Costa Volpino 2 Lovere 3 Castro 4 Solto Collina 5 Riva di Solto 6 Riva di Solto 7 Riva di Solto 8 Parzanica 9 Tavernola 10 Tavernola 11 Tavernola 12 Predore 13 Predore 14 Predore 15 Predore 16 Sarnico 17 Sarnico

Punto prelievo

Classificazione

Bersaglio Lido Cornasola Foce Borlezza Gre Bogn Strada Vecchia Camping 30 Passi Punta La Pietra Foce Rino Caserma C.C. Gallinarga Corno San Rocco Loc. Campitino Eurovil Camping Nettuno Lido Dei Poveri

Sufficiente Buona Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente

l'Asl. Ma all'inizio dell'estate viene fatto un lavoro simile anche dalla "Goletta verde" di Legambiente. Una volta prelevati i campioni di acqua e analizzati, vengono dati dei punteggi sulla qualità dell'acqua.


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RIVA DI SOLTO Hotel Miranda

LOVERE Hotel Continetal Albergo Ristorante Moderno

Albergatori del Sebino: un'ondata di proteste contro la tassa di soggiorno

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LAGO «SALATO»

Sull'esempio di Iseo altri paesi rivieraschi stanno introducendo la tassa di soggiorno. Cosa significa? Chi dormirà nelle strutture turistiche dovrà pagare un tot al giorno, che finirà nelle casse comunali. Abbiamo raccolto la contrarietà degli albergatori bergamaschi nel tratto da Lovere a Sarnico ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO DI GIORGIO CHIESA

a tassa di soggiorno sta attraversando il Sebino per attraccare sulla riva bergamasca. Nei prossimi giorni le amministrazioni comunali dovranno decidere se dal 20 giugno al 20 agosto i turisti saranno costretti a pagare un'imposta che va dai 50 centesimi a 1.50 euro. Ascom ribadisce la propria contrarietà: "Quando c'è da introdurre una tassa scatta subito la logica di sistema e si accantonano campanilismi e rivalità- sottolinea Giovanni Zambonelli, presidente del Gruppo Albergatori Ascom -. In una stagione contraddistinta da una forte contrazione dei consumi e da una grande dif-

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ficoltà da parte delle nostre imprese, tra aliquote, addizionali, lo spettro dell'Imu/Ici con costi triplicati a giugno. La tassa di soggiorno è l'ennesima imposta che affossa ulteriormente il nostro settore e non farà certo decollare a giugno la stagione estiva al lago". Gli albergatori dal canto loro si lamentano dell'assenza di un progetto per il rilancio del turismo lacustre: "La tassa di soggiorno nasce per contribuire al miglioramento dei servizi destinati al turismo - continua il presidente del Gruppo Albergatori Ascom -. Qui si chiede il pagamento di un'imposta prima di averne individuato la destinazione. La logi-

ca vuole invece che prima si pensi a quali servizi sono necessari per rendere più attrattivo il territorio e solo successivamente si pensi al gettito. In questo caso la scelta di Iseo sta dando il là all'ennesima imposta la cui finalità sembra essere solo quella di fare cassetto". Se la tassa entrerà in vigore, si passerà dai 50 centesimi dei b&b, dei campeggi e degli affittacamere, a un euro degli hotel da una a tre stelle, fino ad arrivare a un 1,50 euro negli alberghi che hanno una classificazione maggiore. Abbiamo costeggiato il lago d'Iseo per parlare di tassa di soggiorno con i diretti interessati: gli albergatori.

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«Applicata a macchia di leopardo crea solo disparità» "La nostra più grande preoccupazione è quella di non poter aumentare le prenotazioni per il periodo estivo, anche se i clienti si stanno abituando alla tassa di soggiorno" spiega così il malcontento Giuseppe Davide Pecoraro, direttore Amministrativo dell'Hotel Continental di Lovere e presidente Associazione Albergatori dell'Alto Sebino. Ma a questa preoccupazione se ne aggiunge un'altra: il fatto che non tutti i paesi affacciati sul lago d'Iseo aderiranno all'introduzione dell'imposta. "Ci troviamo con paesi limitrofi che non faranno pagare la tassa di soggiorno e quindi ci sarà una disparità tra paesi e tra strutture e la conseguenza sarà un abbassamento delle prenotazione. Le regole che lo Stato ci obbliga ad eseguire, come tutte le leggi, devono essere applicate a tutti i paesi, altrimenti si crea solo dei disagi e quindi malumori tra i vari albergatori". L'imposizione della tassa di soggiorno non agevolerà il turismo nel Sebino, e in particolare nel comune di Lovere, che sta lavorando per cercare di incrementare il turismo e i servizi annessi. A questo proposito la proposta del 48

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presidente degli Albergatori è semplice ma efficace: "Per quanto riguarda il turismo lacustre l'ideale sarebbe organizzare manifestazioni su vari giorni ed una

stazioni nella stessa giornata, come è avvenuto recentemente a Lovere nel fine settimana del 20 maggio, quando la festa patronale si è svolta in contemporanea con altri due eventi". L'Hotel Continetal si trova nel centro di Lovere, in via Dante, ed ha una clientela che si differenzia in base ai vari periodi dell'anno. "Abbiamo clientela business settimanale per tutta la durata dell'anno, il turista del fine settimana e il vacanziere vero e proprio che riesce a soggiornare per lunghi periodi estivi. L'Hotel si presta inoltre ad ospitare diverse attività scolastiche, come il Certamen organizzato a Lovere con la collaborazione dell'Istituto Celere, soggiorni per studenti con visite guidate". Recentemente l'hotel sta cercando di programmare una restyling graduale a partire dalle camere, al fine di aumentare i servizi, per arrivare a realizzare una piscina privata. Per quanto riguarda le previsioni per la stagione 2012 l'hotel punterà su una proposta di ristorazione nuova e accattivante "Per quanto riguarda la stagione 2012 abbiamo creato una col-

programmazione più adeguata alla zona con coinvolgimento di più paesi limitrofi cosi da poter guidare i turisti ad un coinvolgimento del territorio più totale e non soffermarsi al singolo paese. Rimane negativo il fatto di realizzare più manife-

laborazione con un ristoratore che porterà nuove idee e nuova professionalità alla nostra sala ristorante con menù e serate a tema così da invogliare sempre più persone a soggiornare per lunghi periodi" spiega Pecoraro.


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«Anche un euro, oggi, fa la differenza» Dello stesso parere è Antonella Conti, titolare dell'Albergo Ristorante Modernodi Lovere, una bella ed elegante struttura alberghiera che si trova in una posizione di prestigio in piazza XIII Martiri a Lovere, proprio davanti al lago. "E'una questione di principio. La tassa di soggiorno non deve essere introdotta. Il nostro è un albergo a tre stelle e l'imposta è di 1 euro a testa. Di per sé non è una grossa cifra, ma diventa pesante per l'attuale situazione economica. Il cliente sta attento a quanto spende e anche un euro oggi fa la differenza". La famiglia Conti gestisce da tre generazioni l'Albergo Ristorante Moderno, che in posizione prestigiosa, è incorniciato dal lago d'Iseo. "Siamo in una posizione stupenda, invidiabile da molti - afferma la signora Conti - ma soffriamo per la mancanza di parcheggi. Per i nostri ospiti mettiamo a disposizione alcuni box vicini alla struttura e questo ci aiuta ad offrire un servizio importante". Accanto a quello dei parcheggi, Lovere, secondo la titolare dell'Albergo Moderno, conta altri due grossi problemi: l'accessibilità e la mancanza di un adeguato servizio di navigazione. "Per arrivare a Lovere l'unica via d'accesso è la trafficatissima Statale 42, che nonostante i bellissimi scorci panoramici, può essere un

mette anche un ora e mezza e nello stesso tempo si può raggiungere qualche località

deterrente per chi viene da Bergamo e da Milano. A volte per compiere 50 Km ci si

del lago di Garda". Un altro neo è la mancanza di alcuni servizi. "Per rilanciare il turi-

smo di Lovere è necessario implementare il servizio di navigazione, che ora è carente in quanto parte solo da fine maggio. Per attirare turisti è necessario offrire più servizi". Questa filosofia Antonella Conti l'ha adottata nella sua struttura alberghiera. "Da qualche mese offriamo oltre a pacchetti turistici anche una proposta di menù pranzo e cena a 20 euro. Abbiamo rivisto i prezzi ma non trascuriamo il servizio e l'offerta e questa soluzione ci sta dando ottimi risultati". Sempre in chiave di attenzione ai clienti. la famiglia Conti propone una colazione una merenda a prezzi contenuti. Due proposte che, mettendo a frutto le competenze e le qualità di chi gestisce la struttura, hanno permesso di ampliare la tipologia della clientela. L'Albergo Moderno, che conta 24 camere disposte su 3 piani, ha iniziato bene il 2012 e la speranza è quella di ricalcare i risultati dello scorso anno. La clientela è composta in maggior parte da italiani, con alcune presenze di clienti stranieri, tra cui anche qualche russo. 49


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«Vogliono uccidere il turismo» Molto perplesso sulla tassa di soggiorno anche Roberto Polini, titolare del Miranda Hotel Lago d'Iseo che si trova in una splendida posizione panoramica sulle colline di Riva di Solto. Per Polini sono diversi i motivi per cui la tassa di soggiorno non deve essere introdotta: "Innanzitutto scarseggiano i collegamenti con i bus dal lago ai paesi della collina, così come è penalizzata la navigazione. Sul lago non abbiamo i battelli sino al 21 giugno. Posso dire che durante la settimana siamo isolati dal mondo e penso proprio che se vogliono uccidere il turismo non devono fare lievitare i prezzi con tasse di soggiorno". La situazione descritta non è delle più confortanti, anche se per rilanciare il turismo potrebbe bastare poco. "Sono necessari più servizi - spiega il titolare di Miranda Hotel -. E soprattutto è necessaria una maggior collaborazione tra pubblica amministrazione e imprenditori dell'ospitalità che cercano continuamente di mettere a disposizione della loro clientela servizi e strutture rinnovate e ospitali". Il Miranda Hotel Lago d'Iseo si trova in una posizione impagabile con vista mozzafiato sul lago e circondata da ulivi millenari. E' stata ristrutturata nel 2009 con l'aggiunta di una piscina e si trova a Riva di Solto, un paesino che conta 1.100 anime. "La nostra clientela è per lo più business durante i mesi invernali, mentre da Pasqua e per tutta l'estate si trasforma in turisti, soprattutto stranieri. Per il 2012 le previsioni non sono felici, e si spera in un turismo last minute". 50


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ECONOMIA&BUSINESS

AAA Vendesi. Dopo Piazza Vecchia tocca alla sede dei Servizi Sociali PALAZZOFRIZZONI

Beni comunali in vendita per far quadrare il bilancio. Dopo casa Suardi e due alloggi a San Vigilio tra i beni alienabili anche il complesso che attualmente ospita l'assessorato ai Servizi sociali in via San Lazzaro

rossa operazione immobiliare all'ombra del comune di Bergamo, con sgambetto non indifferente della Lega Nord all'assessore Leonio Callioni. Si tratta della messa in vendita del centralissimo immobile settecentesco in via San Lazzaro 3, attuale sede dei Servizi Sociali e dell'ufficio - appunto - di Callioni, già sindaco di Azzano San Paolo, arrivato come assessore

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Leonio Callioni

esterno alla corte del sindaco Franco Tentorio. Gli otto o dieci milioni di euro, la stima di ricavo scritta a preventivo, sono la ciliegina sulla torta che assicura tutte le spinte possibili immaginabili alla vendita, stante la disperata necessità di risorse che affligge il Comune di Bergamo. E la Lega? Bilancio e tributi a Palazzo Frizzoni sono questioni di Enrico Facoetti, uomo del Carroccio, 52

e l'assessorato al Bilancio è quello che ha predisposto materialmente l'elenco dei beni vendibili, identico al precedente, ma con una significativa novità: la sede dei Servizi Sociali. Vecchie ruggini. Risentimenti e acredine quella tra Leonio Callioni e la Lega. Quando si votava per il comune di Azzano, la civica di Leonio correva da sola e prendeva più voti del Carroccio, relegando i padani a un ruolo di opposizione. Ora sarà un caso ma, da assessore di Bergamo e alleato di maggioranza, Leonio è anche quello che più si vede mettere i bastoni tra le ruote: non dalla sinistra, ma dalla Lega. Facciamo qualche esempio. Se si tratta di sponsorizzare un progetto di cooperazione internazionale, indovinate chi trova qualcosa da ridire? E se la Caritas bussa alla porta di Palazzo Frizzoni per un'iniziativa di integrazione degli stranieri, o don Fausto Resmini chiede una mano per gli sbandati delle Autolinee, chi è a storcere il naso? Del resto, il tema dell'assistenza sociale è quello più investito dalla crisi, dalle ristrettezze di bilancio: venendo meno le risorse, proprio le spese sociali sono le prime a rischiare un taglio. Infine, dal punto di vista della Lega, c'è un problema politico a finanziare figlio o nipoti di immigrati, senza nascondere che esiste tutta una zona grigia, un sottobosco ai limi-

ti della legalità, ritenuto a sua volta degno di attenzione assessorile. Palazzo pregiato. Quanto i discorsi qui sopra abbiano influito sulla decisione di vendere l'assessorato ai Servizi sociali, è materia per i veggenti o i lettori del pensiero. Di sicuro, come dicevamo, si tratta di un'operazione appetibile che riguarda un immobile di pregio, per di più senza la mezza sollevazione popolare che tuttora fa da ombra all' analoga operazione in piazza Vecchia. Sfrattato da via San Lazzaro 3, dove troverà Casa Leonio Callioni? Nei piani, la sede individuata è un altro spazio di proprietà comunale, il padiglione dell'ex neuropsichiatrico di via Borgo Palazzo, dove ha sede anche l'Asl: scelta che consentirebbe comodità di parcheggio e renderebbe più comode le sinergie istituzionali dell'assessorato con l'Asl. Difficile che si torni indietro. L'immobile in vendita, tre piani più mansarda abitabile, fa parte ormai dell'elenco dei beni alienabili (con il parcheggio della Celadina, Casa Suardi in piazza Vecchia, eccetera). Oltre a via San Lazzaro, sono stati inseriti anche due alloggi al castello di San Vigilio per 1,8 milioni di euro, diritti edificabili su Porta Sud e due appartamenti in via Novelli. In vendita anche tutto il residuo pacchetto A2A, eredità del vecchio affare Bas-Asm.


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ECONOMIA&BUSINESS

«La saggezza della lumaca» MACROECONOMIA

E' la metafora usata da Serge Latouche - noto professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI - per spiegare il funzionamento di una società basata sulla decrescita

A CURA DI GIORGIO CHIESA

arebbe urgente ritrovare la saggezza della lumaca, simbolo della decrescita. La lumaca non ci insegna soltanto la necessaria lentezza, ma anche un'altra lezione, ancora più essenziale. Ivan Illich dice che la lumaca costruisce la delicata architettura della sua conchiglia aggiungendo una dopo l'altra delle spire sempre più grandi, poi cessa bruscamente e dà inizio ad avvolgimenti, questa volta decrescenti. Il fatto è che una sola, ulteriore, spira più larga conferirebbe alla conchiglia una dimensione di sedici volte maggiore. Invece di contribuire al benessere dell'animale, lo sovraccaricherebbe. Ogni aumento di produttività della lumaca servirebbe soltanto a controbilanciare le difficoltà create dall'ingrandimento della conchiglia oltre i limiti fissati dalla sua ragione d'es-

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sere. Superato il punto limite di allargamento delle spire, i problemi della crescita eccessiva si moltiplicano in progres-

«Il problema più importante degli economisti in generale è che non hanno coscienza di una verità: questa società di crescita è solo una parentesi nella storia» sione geometrica, mentre le capacità biologiche della lumaca non possono, nel migliore dei casi, che seguire una progressione aritmetica. Il divorzio della

lumaca dalla ragione geometrica, che per altro aveva sposato per un certo tempo, ci mostra la via per pensare una società della decrescita, se possibile serena e conviviale, nel rispetto delle tre tradizioni: sapiente, popolare e culinaria". E' racchiusa in questa metafora la filosofia che anima la letteratura di Serge Latouche - professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all'Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDES) di Parigi -, tra gli avversari più noti dell'occidentalizzazione del pianeta e sostenitore della decrescita conviviale e del localismo. Lo abbiamo intervistato per voi (complice la sua venuta a Bergamo grazie all'invito dell'associazione Cittadinanza Sostenibile), a margine di alcuni incontri nei quali ha parlato del suo ultimo libro "Per un'abbondanza frugale", edito da Bollati Boringhieri.


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Serge Latouche

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Tutti usano, come formula per uscire dalla crisi, la parola crescita. Secondo lei stanno semplicemente ripetendo uno slogan? "Crescita è divenuto un termine quasi religioso. Come si sa, quando la gente parla di religione non sa di cosa sta realmente trattando. Attualmente viviamo in una società strutturata per la crescita nelle sue fondamenta più profonde, e quando quest'ultima manca ci troviamo di fronte alla tragedia. Ma il problema più importante degli economisti in generale è che non hanno coscienza di una verità: questa società di crescita è solo una parentesi nella storia. Ha avuto inizio due secoli fa, ha funzionato abbastanza bene quando il petrolio era a buon mercato, ma oggi sta morendo per una serie di ragioni. Ma la gente avrà sempre nostalgia di quella che viene considerata l'età dell'oro del mondo moderno, in quanto è assoggettata alla trappola del produttivismo". La decrescita è un progetto politico o sociale? "Prima di tutto sociale, e su questo devo fare dell'autocritica. Ho scritto che era politico, ma intendevo nelle sue implicazioni. Teoricamente questo progetto può essere realizzato sia con una dittatura illuminata, sia con un'oligarchia, che con una Repubblica demo-

«Non essendoci un potere politico europeo, i governanti hanno dovuto affidare la moneta alle banche private, un errore madornale» cratica. In ogni caso, in tutte le società immaginabili ci sarà sempre lo scontro governanti-governati, per questo le radici della decrescita devono nascere e crescere dal basso, dal popolo". «Ivan Illich dice che la lumaca costruisce l'architettura della sua conchiglia aggiungendo spire sempre più grandi, poi cessa bruscamente e dà inizio ad avvolgimenti decrescenti. Il fatto è che una sola spira più larga, invece di contribuire al benessere dell’animale, lo sovraccaricherebbe. Superato il punto limite i problemi della crescita eccessiva si moltiplicano in progressione geometrica, mentre le capacità biologiche della lumaca non possono che seguire una progressione aritmetica. Il divorzio della lumaca dalla ragione geometrica, che aveva sposato per un certo tempo, ci mostra la via per pensare una società della decrescita, nel rispetto delle tre tradizioni: sapiente, popolare e culinaria»

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Possiamo quindi dire che esiste un modello economico alternativo a quello Occidentale? "Non proprio. Con la decrescita si tratta di uscire completamente dall'economia. E' questo il passaggio più difficoltoso, perché uno dei successi del sistema di sviluppo e di crescita risiede nella colonizzazione dell'immaginario. Le persone pensano infatti che l'economia sia una cosa naturale, mentre in realtà è una recente creazione, soprattutto occidentale. La decrescita quindi non è un'alternativa, ma una matrice d'alternativa, perché una volta usciti dal monoteismo dell'economia moderna le strade percorribili sono numerose. Quindi non parliamo più di modello, ma di costruzione storica".


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«Le persone pensano che l'economia sia una cosa naturale, mentre in realtà è una recente creazione, soprattutto occidentale»

Quale sarà l'evento "detonatore"? "Da un certo punto di vista il procedimento di uscita è già iniziato con la crisi, ma un processo storico di questa portata si svolge su diversi livelli. Non si può dire se ci sarà un evento che provocherà il cambiamento, probabilmente sarà un compromesso di diverse tensioni sociali e politiche". L'abbandono dell'Euro e l'uscita dall'Unione Europea può essere un primo passo? "L'Euro è senz'altro un progetto sbagliato. Avrebbe avuto senso solo dopo la costruzione di uno spazio europeo politico, invece - come si suole dire - hanno voluto mettere il carretto davanti ai buoi. Non essendoci infatti un potere politico forte, i governanti hanno dovuto affidare questa moneta alle banche, un errore

madornale. Pensare ad un'unica politica europea, in ogni caso, aveva senso nel dopoguerra, ma senza l'adozione della moneta comune". Per giungere all'attuale sistema economico ci sono voluti quasi tre secoli. Quanto tempo occorre per cambiare? "Siamo condannati a cambiare molto presto. Se prendiamo sul serio il Terzo Rapporto del Club di Roma - un modello che simula in modo abbastanza preciso il funzionamento del mondo - tra il 2030 e il 2070 ci troveremo di fronte ad una vera catastrofe, per diversi motivi: risorse naturali, alimentazione e pace saranno a rischio". Che ruolo ha giocato la creazione di denaro da parte delle governance

bancarie negli ultimi due secoli? "Sull'attuale crisi economica la responsabilità delle banche è gigantesca. Gli istituti di credito sono diventati un soggetto autonomo negli anni '70, quando il presidente americano Richard Nixon decise di rompere il legame tra il dollaro e l'oro. Da quell'evento in poi il potere politico ha rinunciato a controllare quello bancario, la BCE altro non ha fatto se non ufficializzare questo sistema". Perché proprio la BCE è una banca privata? "Questo aspetto si spiega con l'esperienza tedesca. La Germania ha conosciuto un'inflazione terribile negli anni '30, ma ha avuto la fortuna di adottare nel dopoguerra una politica ultra liberista, basata sulla competitività. Funzionò perché il contesto lo permise, c'erano 10 57


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"Il mio percorso è diverso. Ho incontrato i problemi legati all'ecologia molto tardi, prima facevo la critica allo sviluppo solo da un punto di vista culturale. Mi sono dedicato da giovane ai problemi dei

"Nessuno sa cosa significa distruggere il capitalismo. Si tratta, come detto, di decolonizzare il nostro immaginario, siamo noi che lo facciamo funzionare con le nostre idee. Possiamo limitare

paesi del Sud del mondo, pensavo ed analizzavo lo sviluppo come una forma di occidentalizzazione del globo. Solo dopo ho incontrato il Club di Roma".

la dimensione delle imprese, proibire le multinazionali, ma senza toccare i piccoli imprenditori. Un piccolo capitalismo non è un problema come invece lo è una società completamente dominata da questa logica. La mia preoccupazione è legata ancora una volta alla crescita, perché pur di mantenerla si sta per abbandonare il sistema pluralista post-democratico, lasciando spazio ad un modello più autoritario. Ecco perché la Cina funziona: milioni di disoccupati, un potere molto repressivo, criminalizzazione degli immigrati e ancora dei disoccupati, e smantellamento dello stato sociale".

Il nuovo saggio edito da Bollati Boringhieri

milioni d'immigrati dell'est che fornivano manodopera a bassissimo costo ma ad alta qualifica. Questo fece sì che l'industria tedesca potesse diventare una delle principali del mondo, facendosi forza sulle esportazioni. Il modello non può funzionare, però, per l'intera Europa, in quanto alle esportazioni devono corrispondere le importazioni degli altri paesi. E' un semplice meccanismo ad esclusione (che ha nella punta della piramide proprio l'economia tedesca), finanziato dai privati". "È possibile modificare i tassi di sviluppo e giungere ad una condizione di stabilità ecologica ed economica, sostenibile anche nel lontano futuro. Lo stato di equilibrio globale dovrebbe essere progettato in modo che le necessità di ciascuna persona sulla terra siano soddisfatte, e ciascuno abbia uguali opportunità di realizzare il proprio potenziale umano". Il passo tratto dal "Rapporto sui limiti dello sviluppo" del Club di Roma ha ispirato anche il suo lavoro? 58

«Il modello economico tedesco, basato sulle esportazioni, non può funzionare a livello europeo» E' preoccupato dalla deriva sociale che la crisi del capitalismo potrebbe provocare?


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ECONOMIA&BUSINESS

Gruppo Bozzetto:

un nuovo laboratorio e sbarco in Brasile nel 2013 TOP BUSINESS

L'acquisizione di un azienda francese, un laboratorio interno dedicato agli additivi per l'agrochimica, un nuovo stabilimento produttivo nel Paese del Sudamerica e un business globalizzato: i progetti della multinazionale di Filago svelati da Demba Fall, global manager della Bozzetto Group

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO DI GIORGIO CHIESA

e vogliamo mantenere la nostra attività in Italia dobbiamo essere grandi in altri Paesi". A dirlo è Paolo Bozzetto, amministratore delegato della Giovanni Bozzetto di Filago. Più che un obiettivo è una profezia visto che l'annuncio è stato fatto nel 2006 (dal 2008 il nuovo amministratore delegato del gruppo è Mario Tomasoni, ndr), prima della crisi economica del 2008 e di stilare il bollettino delle aziende che trasferiscono all'estero attività o funzioni precedentemente realizzate in Italia. La Giovanni Bozzetto è un gruppo attivo nella produzione di additivi chimici, con un fatturato che supera i 100 milioni di euro. Da piccola azienda a conduzione familiare la Bozzetto è diventata una multinazionale, mantenendo il quartiere generale a Filago. Il

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business del gruppo è diversificato in tre aree: prodotti chimici per l'industria tessile, prodotti per l'edilizia e la divisione performance chemicals. Nel settore tessile gli additivi sono un elemento importante per facilitare il processo di produzione (filatura o tessitura) o per creare "effetti" come l'idrorepellenza o la morbidezza. La diversificazione nell'industria chimica è possibile grazie al fatto che uno stesso prodotto può essere utilizzato in diversi campi. Nel corso di un seminario universitario dal titolo "Gestione di una crisi attraverso il processo di internazionalizzazione" Demba Fall, global manager della Bozzetto Group, ha spiegato agli universitari come è stato possibile, individuando un nuovo mercato, internazionalizzare il business diversamente dalle strategie tradizionali. Di per sé la società di Filago aveva già avviato

negli anni Novanta la sua strategia di produzione su altri mercati fuori dall'Italia. La svolta decisiva è avvenuta dieci anni fa, quando nel 2002 ha acquisito da Degussa le attività del settore chimico-tessile della tedesca Stockausen. L'operazione le ha permesso di estendere la gamma dei prodotti e i mercati, con la sostituzione del nome Bozzetto nelle varie denominazioni sociali delle controllate. Gli stabilimenti attuali sono dislocati in Italia, a Filago e Urgnano (Bergamo); in Spagna a Salcedo (Alava); in Turchia a Tire (Izmir); in Cina a Xiangshan (Ningbo); in Indonesia a Bandung e negli Stati Uniti a Greensboro (NC). Dopo Germania e Francia l'Italia è il terzo produttore chimico europeo. Nel 2009 il valore della produzione (farmaceutica esclusa) si è attestato sui 45.5 miliardi di euro, registrando un pesante


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arretramento sia della domanda interna (17.6%), sia dell'export (-20.0%). Dopo lo scoppio della crisi "le condizioni di mercato - ha spiegato Demba Fall - erano sfavorevoli per quasi tutte le aziende e le previsioni erano di un'ulteriore inasprimento dell'attività internazionale. Diminuita la capacità d'acquisto, il mercato interno italiano non era più in grado di assorbire la produzione. Nemmeno lo sviluppo di nuovi prodotti sembrava una strada praticabile perché significava investire risorse senza alcuna garanzia di ritorno". Le conseguenze della crisi? Un indebolimento della capacità competitiva delle imprese, una crescente difficoltà nella gestione degli incassi e clienti che, per problemi di liquidità, non riescono più ad onorare i loro impegni e ricorrono ad un credito sempre più dilazionato. Nonostante questa situazione la Bozzetto continua a puntare sull'innovazione brevettando un nuovo prodotto che, però, non ottiene i risultati sperati. "Non eravamo in grado, in quel momento, di imporre al mercato un prodotto nuovo".Un possibile mercato, invece, il gruppo di Filago lo individua nell'agrochimica. "Constatiamo che un cliente francese acquistava da noi - ha raccontato Fall - additivi, "commodities" per la produzione di ausiliari per la formulazione di pesticidi. Un mercato soltanto possibile perchè regolato da una costosa registrazione delle formulazioni che noi non potevamo affrontare direttamente". Il regolamento europeo Reach (Registration, evaluation and authorisation of chemicals), che ha sostituito ed armonizzato la precedente legislazione Ue in materia di classificazione, etichettatura e schede di sicurezza di sostanze e preparati chimici, ha coinvolto non solo i produttori ma anche i formulatori, così come tutte le aziende che ne fanno uso nella loro produzione, i "down stream users" (gli utilizzatori a valle). "La nostra attività ha continuato il global manager della Bozzetto è soprattutto nella chimica di formulazione che pur avendo un impatto ambientale modesto è particolarmente colpita dal Reach per via dell'elevato numero di sostanze impiegate". Per il gruppo di Filago voleva dire sopportare elevati costi di registrazione per produrre, magari, quantitativi ridotti. Secondo la normativa Reach, infatti, è prevista la registrazione per tutte le sostanze prodotte o importate nell'Unione Europea in quantità pari a 1 tonnellata l'anno o superiori. La registrazione richiede 8000 dati per sostanza, supportati da studi e recensioni riepi61


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logative. Il costo di compilazione del dossier è di circa 250 mila euro per sostanza, che può arrivare fino a 500 mila euro. "Un percorso troppo articolato e costoso per stare al passo con la globalizzazione" secondo Demba Fall. Nel 2010 l'azienda francese, ramo d'azienda di una multinazionale con sede in Australia, viene acquisita dalla Bozzetto per 1 milione e 700 mila euro. Nei 16 mesi successivi il volume d'affari registrato sarà pari a 4 milioni e mezzo di euro. "Proprio l'azienda francese, di cui prima di essere proprietari siamo stati fornitori e che disponeva di tutte le necessarie registrazioni, ci ha permesso di aggredire tempestivamente il mercato". Nel mondo il settore agrochimico vale attualmente 52 miliardi di euro con ampi margini di crescita. L'aumento della popolazione mondiale esercita una pressione enorme sulla terra coltivabile rendendo in tal modo l'uso di prodotti chimici inevitabili per proteggere le colture e aumentare la produzione agricola. Per il gruppo di Filago il settore agrochimico ha segnato anche una diversa strategia di internazionalizzazione e ha garantito, in meno di tre anni, un fatturato di 20 milioni di euro. Tradizionalmente il processo di internazionalizzazione conosce diverse fasi e diverse tappe che dall'iniziale esportazione di prodotti fabbricati esclusivamente in patria termina con l'avviamento di stabilimenti produttivi in altri Paesi. "Il gruppo Bozzetto ha firmato - racconta Fall - un contratto di fornitura con le più grandi multinazionali del settore. Fatto salvo il costo del trasporto, alle stesse condizioni ci siamo impegnati a fornire i nostri prodotti in ogni parte del mondo". Rispetto alla tradizionale internazionalizza62

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zione, in questo caso "ad essere globalizzato prima ancora della produzione è il business". Un servizio talmente globale da ovviare a qualsiasi inconveniente come può essere, ad esempio, il blocco delle merci in Italia per uno sciopero indetto dagli autotrasporti. La fornitura, in un caso del genere, viene assicurata attraverso un altro paese. Per la multinazionale significa non interrompere la pro-

duzione e, inoltre, "nessuna concorrenza perché noi produciamo solo gli additivi, non la sostanza attiva". Complessivamente, su un fatturato 2010 pari a 109 milioni di euro, per il gruppo di Filago l'Asia conta il 16% delle vendite totali, seguita a brevissima distanza dalla Turchia e dal Medio Oriente (15%). Il Vecchio Continente continua a essere il mercato di riferimento (18% l'Italia e 43% il resto d'Europa), ma il peso delle nazioni orientali è destinato ad aumentare. Nel futuro del gruppo c'è un laboratorio interno dedicato all'agrochimica, limitatamente allo studio degli additivi, "con la capacità di registrazione". In Brasile, secondo mercato mondiale per il settore, è previsto per il prossimo anno un nuovo insediamento produttivo e "a fine 2013 riteniamo che l'impianto possa iniziare la produzione pilota". Buone notizie anche sul fronte occupazionale: nel 2011 sono state assunte 14 persone. A tempo indeterminato.

BOZZETTO GROUP NEL MONDO ) Stati Uniti d’America

) Europa

) Europa

• BOZZETTO INC. Greensboro, Nord Carolina

• BGB GIOVANNI BOZZETTO Salcedo - Spagna • BREDE S.r.l. Urgnano - Italia • GIOVANNI BOZZETTO S.p.A. Filago - Italia • CENTRO CHIMICA S.r.l. Prato - Italia • BOZZETTO GMBH Krefeld - Germania • BOZZETTO GMBH Duisburg - Germania

• BOZZETTO POLSKA SPÓLKA Zabrze - Polonia • BOZZETTO KIMYA SA. VE TIC. A.S. Istanbul - Turchia • BOZZETTO KIMYA SA. VE TIC. A.S. Parsel - Turchia

) America del Sud • G.&G. NAVA S.r.l. Lima, Perù

) )

)

)

)

) Cina

) Cina

) Indonesia

• BOZZETTO FAR EAST LTD Hong Kong - Cina • BOZZETTO (NINGBO) CHEMICALS CO., LTD Guangzhou - Cina

• BOZZETTO (NINGBO) CHEMICALS CO., LTD Ningbo - Cina • GIOVANNI BOZZETTO (SHANGHAI) CHEMICAL TRADING CO., LTD Shanghai - Cina

• PT. BOZZETTO Banjaran - Indonesia


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ECONOMIA&BUSINESS

Bilancio Ance e radiografia della crisi EDILIZIA

In Bergamasca, con un comparto che raggiunge quasi il 20% del Pil, si registra la perdita di 800 aziende e 5.000 posti di lavoro nell'ultimo triennio, con una contrazione del settore del 20%. Il presidente Bettineschi: per il futuro si «dovrà puntare meno sul nuovo e più sulle ristrutturazioni» l Patto di stabilità e alla crisi endemica quest'anno si somma anche l'effetto IMU, per non parlare della falcidia in sè che negli ultimi tre anni ha bruciato 800 imprese edili della provincia e 5.000 posti di lavoro, con una contrazione del settore del 20 per cento. Questi i numeri dell'assemblea annuale dell'Ance Bergamo, spiegati da Ottorino Bettineschi

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dopo il suo primo anno da presidente dei grandi costruttori. "Non ci nascondiamo dietro un dito: questi 12 mesi sono stati difficilissimi e ho avuto la sensazione che la situazione sia peggiorata. Il lavoro è diminuito, le imprese vanno sempre più in difficoltà, continuiamo a fare proposte che cadono nel vuoto. Gli ultimi segnali dati dal Governo proprio in questi giorni sullo sblocco dei pagamenti alle imprese e dei 64

cantieri e del via al Piano città devono essere seguite da azioni concrete e soprattutto spedite perché non abbiamo tempo da perdere" ha dichiarato Bettineschi. Secondo le stime, nel quinquennio 2008-2012 il settore delle costruzioni in Lombardia avrà perso il 22,1% della produzione, vale a dire 6,8 miliardi di euro. Sul fronte dell'occupazione questo ha comportato la perdita, da dati Istat, di 44.500 posti di lavoro dal 2008 e un ricorso alla cassa integrazione quadruplicato (17,9 milioni di ore del 2011). "Va aggiunta la scure che rischia di abbattersi sul fronte del comparto cave - ha aggiunto il presidente - che da solo, se non dovessero risolversi le incertezze amministrative pendenti, rischia di perdere in maniera diretta 1.500 addetti". Nel bene, Bettineschi cita invece la continua crescita demografica dell'area: "Questo significa che la domanda di abitazioni non è in calo, ma le nuove abitazioni dovranno tenere conto delle nuove esigenze demografiche. In linea con quanto emerso anche a livello nazionale, alla contrazione del mercato residenziale e delle opere pubbliche corrisponde invece una tenuta delle riqualificazioni che fa segnare un +0,5% nell'ultimo anno e un +7,1% negli ultimi 5 anni. Quello che aggrava questa situazione - ha aggiunto - è l'atteggiamento miope del Governo che sta conti-

nuando a chiedere sacrifici a imprese e a cittadini ma nulla sta attuando sul piano della crescita e questa inerzia mascherata da realismo non è più tollerabile. E' evidente lo scollamento tra chi sta dentro le istituzioni e la società civile, con un'assenza totale della politica prima e dell'attuale esecutivo adesso. Il Paese ha bisogno di un segnale, di un'iniezione anche di fiducia e tra le urgenze va anche sbloccato questo enorme credito nei confronti delle imprese perché va ricostituito uno stato di diritto. L'altra grande urgenza riguarda lo sblocco parziale del Patto di Stabilità per quanto riguarda gli investimenti per la crescita del Paese. Egli investimenti in opere pubbliche sono quelli che, da sempre, garantiscono il più ampio e immediato rilancio dell'economia". Bettineschi ha concluso con una nota politica: "Fin dall'inizio del mio mandato ho sottolineato come quello che è stato definito il ciclo dell'individualismo sia finito ed è ora di puntare alla risoluzione dei problemi più che ai balletti del gioco delle parti. Noi abbiamo creato un comitato permanente sulla crisi , un gruppo di lavoro che monitora costantemente l'evoluzione della situazione perché sia possibile anche individuare problemi specifici e le relative risposte. Ho cominciato dicendo che questo è stato un anno cruciale, ma i prossimi mesi lo saranno ancora di più".


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ECONOMIA&BUSINESS

Cuore senza frontiere BENEFICENZA

Il cardiochirurgo pediatrico Vitali Pak compie missioni in tutto il mondo da volontario, con la collaborazione di diverse associazioni umanitarie Onlus italiane ed estere

i sono molti modi per aiutare i paesi in via di sviluppo, diversi sono i sistemi per fare beneficenza e dare sostegno al prossimo. Nonostante la crisi che ha investito l'intera Europa, i cittadini dell'Unione (italiani compresi) vivono ancora in un sistema di servizi privilegiato, specialmente dal punto di vista sanitario. Gli ospedali del nostro paese, infatti, sono tra i più evoluti al mondo e i professionisti che ne fanno parte tra i più rinomati. Nella Bergamasca, in particolare, l'eccellenza rappresentata dagli Ospedali Riuniti ha fatto scuola a livello nazionale in diversi ambiti, e da qualche anno sta insegnando al mondo - quello privilegiato - come mettere a disposizione le proprie conoscenze, a favore di paesi meno fortunati: Kazakhstan, Uzbekistan e Cina. Il Dottor Vitali Pak è un esempio di questa filosofia, un giovane cardiochirurgo pediatrico che ha deciso di "convertire" la sua brillante carriera a favore di missioni aventi scopo umanitario in campo di cardiochirurgia. "Dal 2002 fino 2011 ho fatto parte dell'equipe cardiochirurgica all'interno degli Ospedali Riuniti di Bergamo, collaborando con colleghi italiani ho acquisito una notevole conoscenza del settore. Ora, con la mia esperienza da cardiochirurgo pediatrico, posso finalmente aiutare i centri che all'estero sono maggiormente in difficoltà, non tanto dal punto di vista economico, ma da quello del know-how e della professionalità, che

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purtroppo non sono riusciti a maturare per mancanza di un'adeguata scuola di esperti". Come e quando ha iniziato questo tipo di attività? "Ho lavorato per molti anni nel reparto di Cardiochirurgia Pediatrica degli Ospedali Riuniti di Bergamo partecipando a diverse missioni umanitarie in numerosi paesi del mondo. Sono nato in Uzbekistan da genitori coreani, per questo motivo ho voluto organizzare la prima di queste missioni nel Centro Scientifico Chirurgico in Uzbekistan. Grazie all'importante supporto del presidente dell'Associazione Onlus "The Heart of Children" - il Dottor Vittorio Vanini - abbiamo potuto concludere con successo la primissima avventura. Da questa esperienza, nel 2006, è maturata la mia decisione di diventare medico volontario". Qual è l'obbiettivo più importante da raggiungere dal suo punto di vista professionale? "Per diversi anni ho studiato e lavorato in un Ospedale Cardiologico in Russia. Come spesso succede, durante le conferenze scientifiche o ai congressi nazionali, ho avuto la possibilità di parlare con tanti amici e colleghi russi. Ho capito così i problemi più insormontabili nello sviluppare un reparto di cardiochirurgia pediatrica. Conosco bene il livello del servizio sanitario pub-

blico e privato nei diversi paesi della ex Unione Sovietica e capisco la loro realtà e le condizioni generali nelle quali stanno lavorando. L'obiettivo più importante, secondo la mia esperienza, è individuare un'equipe di medici e un ospedale seriamente motivato a sviluppare la cardiochirurgia pediatrica all'interno del proprio paese. Un'altra idea del team italiano è quella di prendersi cura della formazione teorica e pratica del personale medico e infermieristico del centro straniero. Collaborando attivamente possiamo far crescere l'esperienza pratica del centro straniero, migliorandone i risultati clinici, fino ad ottenere la completa autonomia del centro medico". Operate esclusivamente nel Paese d'origine del paziente o alcuni bambini vengono portati in Europa? "Durante la mia attività chirurgica a Bergamo ho collaborato con diverse associazioni italiane: Onlus di Milano, di Mantova, di Trieste e di altre città. Abbiamo portato molti bambini cardiopatici - provenienti dal Senegal, dalla Guinea Bissau, dalla Slovenia e dalla Romania - nel nostro reparto di cardiochirurgia pediatrica, guidata dal Dottor Lorenzo Galletti. Ma il costo per finanziare un intervento chirurgico in Europa è molto alto, calcolando le spese d'organizzazione della missione (compresi trasporti, acquisto materiale di consumo e farmaci) abbiamo subi-


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Vitali Pak

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«Ora posso finalmente aiutare i centri che all'estero sono maggiormente in difficoltà, non tanto dal punto di vista economico, ma da quello dell'esperienza» 67


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to capito che, spendendo le stesse cifre, avremmo potuto operare sul posto e salvare più bambini con diversi problemi cardiaci". E' una differenza solo in termini economici? "La differenza è significativa anche dal punto di vista professionale. Lavorare assieme ai medici locali è importante, in quanto si ha la possibilità di dimostrare loro che si possono ottenere risul-

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Hospital of Hebei Province in Shijiazhuang (Cina), University Hospital of Children in Riga (Lettonia), Centro Chirurgico Nazionale in Almaty (Kazakhstan), Istituto Scientifico Pediatrico in Almaty (Kazakhstan) e Perinatal Center in Almaty (Kazakhstan)". Chi supporta le spese per la missione? "Generalmente le associazioni italiane Onlus, per esempio l'associazione "The Heart of

strumentario chirurgico è stato generosamente donato da una società bergamasca, Eurocentromed, che ha una certa esperienza nell'organizzazione delle cure mediche a favore di stranieri e nella gestione degli articolati e complessi rapporti con i consolati. Bisogna anche riconoscere l'importanza delle fondazioni non governative dei paesi stessi, che ci aiutano ad organizzare vitto e alloggio dell'equipe, per superare alcuni situazione quotidiane (fuso orario o diversa alimentazione). Negli ultimi tempi è sempre più complicato trovare finanziamenti che riescano a coprire le nostre piccole spese nei viaggi". Quanti bambini è riuscito a salvare fino ad ora? "Se la missione dura circa 7-10 giorni si può operare senza difficoltà circa 10-12 bambini cardiopatici. Solo nella città di Almaty, in Kazakhstan, posso dire che in tre anni di lavoro abbiamo salvato circa 70 bambini". Esiste una missione a cui è particolarmente legato? "Ho eseguito tanti interventi durante questi viaggi, ma certamente non dimenticherò mai alcuni episodi di lavoro, soprattutto la soddi-

tati chirurgici simili a quelli ottenuti in Europa. Lo scambio delle esperienze durante la missione e le discussioni quotidiane sono un modo per insegnargli il lavoro accrescendone l'esperienza professionale. Inoltre, l'arrivo del nostro gruppo generalmente attira l'attenzione di altre strutture ospedaliere del luogo, che hanno la possibilità di assistere in sala operatoria per apprendere le nostre tecniche". Come si realizza generalmente e chi partecipa ad una missione? "Un'equipe di specialisti, arrivando fisicamente sul posto, valuta definitivamente i casi da selezionare ed effettua gli interventi cardiochirurgici o cardiologici in collaborazione con i medici locali". Dove ha operato? "Negli ultimi anni le strutture sanitarie dove ho lavorato più volte sono: Centro Chirurgico Nazionale in Tashkent (Uzbekistan), Children's 68

Children", del Dottor Vittorio Vanini, paga le spese di viaggio e logistica. Per l'acquisto di farmaci, di materiale sanitario e apparecchiature ritenute necessarie per realizzare localmente le proprie iniziative ci rivolgiamo a ditte internazionali e organizzazioni private. Un contributo importante per l'acquisto dei farmaci e dello

sfazione di vedere i bambini salvati e guariti completamente. Ricordo un bambino di 5 anni con una storia di cardiopatia congenita avanzata considerata non operabile in altri centri. Dopo aver visitato il piccolo paziente e dopo una discussione collegiale decisi di andare avanti: l'intervento andò molto bene,


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il bambino si svegliò subito e dai primi dati obiettivi abbiamo capito che era completamente guarito. Ho poi visto questo bambino in ottimo stato di salute durante un controllo clinico a distanza di 1 anno dall'intervento. Un altro caso clinico: un neonato gemello di soli 1,3 kg, che con la nostra presenza è stato operato e dopo 2 mesi di degenza (con raggiungimento di 2,2 kg di peso) è tornato a casa".

riusciamo a pianificare perfettamente il lavoro dall'Italia. La preparazione di una missione richiede circa tre settimane, tutto è pensato nel modo più scrupoloso possibile. Un lavoro così difficile e complesso lo fanno le persone, è importantissimo trovare i medici specialisti disponibili a partecipare".

Qual è l'aspetto più importante di un lavoro così delicato? "Posso dire che, specialmente per le missioni, è una questione di buona organizzazione. In altre parole, non bisogna mai perdere tempo. Siamo costantemente in contatto con i primari e i direttori degli ospedali e

"L'ultima missione in Kazakhstan si è conclusa in aprile, ma durante le visite ambulatoriale con il nostro cardiologo abbiamo visto tanti bambini in lista di attesa per un intervento cardochirurgico. Per questo motivo torneremo presto nel Centro Perinatale in Almaty per poter aiutare i medici locali".

Quali sono le prossime mete da visitare?

TUTTE LE MISSIONI DEL DOTTOR VITALI PAK • MAGGIO 2006: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan. • GIUGNO 2006: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Ospedale Regionale del Tuymen, Siberia, Russia. • FEBBRAIO 2007: attività chirurgica presso Reparto di Cardiochirurgia del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan. • GIUGNO 2007: attività chirurgica presso reparto di Cardiochirurgia del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan, per un programma di sviluppo della rivascolarizzazione miocardica. • FEBBRAIO 2008: attività chirurgica presso Reparto di Cardiochirurgia del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan, nell'ambito di un programma di sviluppo e training in aree complesse della cardiochirurgia. • FEBBRAIO 2009: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Almaty, Kazakhstan. • MARZO 2009: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan. • GIUGNO 2009: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Almaty, Kazakhstan. • MARZO 2010: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan. • DICEMBRE 2010: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Tashkent, Uzbekistan. • FEBBRAIO 2011: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Almaty, Kazakhstan (responsabile della missione). • APRILE 2011: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Centro Chirurgico Nazionale, Almaty, Kazakhstan. • AGOSTO 2011: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Children's Hospital of Hebei Province, Shijiazhuang, Cina. • NOVEMBRE 2011: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso University Hospital for Children, Riga, Lettonia. • DICEMBRE 2011: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Neonatal Centre of Almaty, Kazakhstan (responsabile della missione). • FEBBRAIO 2012: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Neonatal Centre of Almaty, Kazakhstan (responsabile della missione). • MARZO 2012: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Neonatal Centre of Almaty, Kazakhstan (responsabile della missione). • APRILE 2012: attività chirurgica per correzione delle cardiopatie congenite presso Neonatal Centre of Almaty, Kazakhstan (responsabile della missione).

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ECONOMIA&BUSINESS Fabio Bergamaschi

ÂŤNon beviamoci la vitaÂť, l'AIDD punta alla sensibilizzazione L'INCONTRO

Promosso dall'Associazione Italiana contro la Diffusione delle Droghe e da Alessandra Gallone, il convegno ha posto l'accento sulle problematiche relative al fenomeno dell'alcol tra i giovani 70


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PHOTO DI LORIS SAMBINELLI

i è tenuto lo scorso sabato 13 maggio il convegno "Alcol e Giovani, non beviamoci la vita", promosso dall'AIDD (Associazione Italiana contro la Diffusione delle Droghe). L'apertura dell'incontro è stato tenuto dalla Senatrice Alessandra Gallone, che ha espresso la sua soddisfazione per un consesso così qua-

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parte della cittadinanza. E' infatti emerso questo preoccupante dato dai vari interventi dei relatori - moderati dalla giornalista Sasanna Pesenti -, che a loro volta hanno evidenziato come le famiglie dimostrino un certo disinteresse nei confronti di questa piaga sociale, e che oramai coinvolge i giovani in età sempre più pre-

centuali, riportate anche nell'intervento del dottore Andrea Noventa, sono state concretamente tradotte in "numero d'inci-

Danilo Minuti

Alessandra Gallone

denti e gravità" dal comandante della Polizia Stradale Mirella Pontiggia, che, con diapositive molto chiare, ha commentato tutta la normativa relativa agli articoli del codice stradale riguardanti la guida

lificato di relatori. In particolare, Fabio Bergamaschi - referente AIDD per Bergamo - ha indicato nella prevenzione primaria all'interno delle scuole medie inferiori l'arma più efficace contro l'alcolismo. La manifestazione aveva l'obiettivo di diffondere il grave problema dell'alcolismo giovanile, per il quale non esiste ancora una piena consapevolezza da

coce. I dati, quindi, contestano questo atteggiamento diffuso, dal momento che l'Italia ha il triste primato in Europa per quanto riguarda il periodo nel quale si inizia a bere, stimato tra gli 11 e i 12 anni. Un'ulteriore indagine sugli studenti delle scuole bergamasche ha dimostrato come il 71% dei giovani ha bevuto alcolici una o più volte nell'ultimo mese. Queste per-

Camillo Andreana

di giovani non solo al volante, ma anche su due ruote. Particolarmente interessante per la comprensione delle problematiche scolastiche è stato l'intervento della professoressa Antonella Giannellini 71


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responsabile interventi educativi dell'UST di Bergamo - sulle problematiche scolastiche, la quale ha richiesto una collaborazione maggiore da parte dei genitori in linea con le indicazioni scolastiche. Il dottore Stefano Fagiuoli - primario di gastroenterologia agli Ospedali Riuniti di Bergamo - ha poi portato avanti una disanima degli effetti collaterali dell'alcolismo sia a livello del fegato che a livello cerebrale, fornendo parametri precisi per calcolare la quantità di alcol nelle bevande e per capirne il limite della pericolosità. Ha chiuso la prima parte della mattinata la dottoressa Laura Pernice - libera professionista e consulente del Tribunale di Bergamo -, che svolge l'attività di consulente nelle scuole primarie e secondarie di primo grado con un meto-

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do di prevenzione consolidato negli anni dall'esperienza dell'AIDD. Nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda,

Carlo Saffioti

moderata dal giornalista Tiberio Timperi, che ha vivacizzato la discussione anche tra gli stessi relatori, in modo da

approfondire ulteriormente i problemi dell'alcolismo giovanile sotto diversi punti di vista. Da quello neurologico del professore Gianvito Martino, fino a quello dell'ambiente del lavoro dell'assessore Enrico Zucchi, passando da quello dei rapporti tra giovani e famiglia di Marcella Ruggeri, vicepresidente del consiglio del'Istituto Scolastico paritario delle Suore Sacramentine. A quest'ultimi si sono aggiunti gli interventi del professore Walter Fornasa prorettore dell'Università di Bergamo , e di Gigi Parma, vicepresidente della Federazione Italiana Pubblici esercizi di Bergamo. Dopo un'ampio e approfondito dibattito, hanno chiuso i lavori congressuali Fabio Bergamaschi e la Senatrice Alessandra Gallone.


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RUBRICHE

Inaugurazione Pigna, Alzano riabbraccia un simbolo FUTURO

Riuscita la due giorni di festeggiamenti voluta dal presidente Giorgio Jannone, aperta dalla Sanremo Festival Orchestra e chiusa con la fanfara dei bersaglieri 74

PHOTO: GIORGIO CHIESA

stata una due giorni di festeggiamenti quella per l'inaugurazione della sede Pigna di Alzano, che si è tenuta lo scorso venerdì 18 e sabato 19 maggio dopo nove mesi di lavoro intenso che ha visti impegnati circa mille uomini, appartenenti a 93 imprese per la maggior parte bergamasche. Una kermesse colorata e partecipata, che ha ospitato - tra i numerosissimi ospiti celebri (Mariastella Gelmini, Giorgio Gori e Cristina Parodi, solo per fare alcuni nomi) -, anche tantissimi cittadini di Alzano che non hanno voluto mancare al particolare momento celebrativo. Un momento che ha segnato l'inizio della rinascita per quella che è da sempre una delle fabbriche simbolo a livello locale e nazionale, che ha vissuto momenti di paura dopo il pericolo di una possibile chiusura (e che ha anche fornito un importantissimo segnale di crescita in un momento sicuramente non facile). Una serata, quella di venerdì, che ha visto protagonista la Sanremo Festival Orchestra, che si è esibita all'interno della nuova struttura con un pro-

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gramma che ha riproposto alcuni fra i maggiori successi della musica pop internazionale: brani di Sting, Steve Wonder, Toto, Bacharach, Robbie Williams, Queen, U2. La due giorni si è poi conclusa sabato mattina. Dopo l'arrivo di corsa della fanfara dei bersaglieri "Arturo Scattini" e l'esibizione delle ginnaste, il taglio del nastro è avvenuto per mano del presidente Giorgio Jannone, ma assistito dalla moglie Marta e dalla figlia Luna, a cui lo stesso Jannone aveva dedicato uno commuovente canzone nel corso del concerto di venerdÏ.

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RUBRICHE

PHOTO: GIORGIO CHIESA

«BMW Drive & Sail», il piacere raddoppia BELLA STAGIONE

Lario Bergauto porta la manifestazione nazionale all'interno del Circolo Canottieri Lecco: organizzati un match race in barca a vela e un tour alla guida dei gioielli della casa bavarese 78

arrivata la bella stagione, anche se con alcuni scrosci di pioggia di troppo, ed ecco che una delle destinazioni più piacevoli e poetiche in cui trascorrere delle ore di relax diventa il lago di Lecco. Ma anche questa volta, BMW Lario Bergauto (con la sua sede lecchese di Corso Carlo Alberto) ha voluto fare le cose in grande, portando all'interno del Circolo Canottieri Lecco la manifestazione nazionale - promossa da BMW Italia - "Drive & Sail". Nell'ottica di offrire opportunità esclusive ai propri clienti, l'iniziativa viene organizzata dal 2009 e realizzata in collaborazione con lo Yacht Club Italiano, ed è destinata a unire vela e motori in un'esaltante doppia esperienza. Gli appassionati hanno dunque avuto la possibilità di essere i protagonisti di una giornata speciale, prendendo parte

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a un vero "match race" condotto con i professionisti della BMW Match Race Academy (il tragitto, da Lecco, è arrivato fino alla punta di Bellagio). Per i neofiti è stato anche organizzato un vero e proprio briefing prima della partenza, condotto dal campione Mauro Pelaschier, un professionista che vanta numerosi riconoscimenti ottenuti sia in regate internazionali, sia in gare di match race, oltre ad essere l'unico italiano ad aver vinto l'Australia Cup di match race. Solo per la cronaca, è stato anche coach per il team di

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Mascalzone Latino in occasione della XXXII edizione della Coppa America e dal 2005 è Advisor, appunto, della BMW Match Race Academy. Ma non è finita qui, i fortunati ospiti hanno anche avuto il piacere di guidare gli ultimi modelli della gamma BMW in compagnia degli istruttori della scuola GuidarePilotare di Siegfried Stohr, partendo da via Francesco Nullo per arrivare fino al Pian dei Resinelli. L'accoglienza, inoltre, è stata curata nei dettagli, grazie ad un meraviglioso buffet offerto all'interno del prestigioso cortile della Canottieri Lecco, simbolo da oltre 100 anni della città. 81


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RUBRICHE

Tennis VIP, l'Accademia del cuore non va in crisi L'APPUNTAMENTO

Torna la manifestazione benefica di Cividino, organizzata dall'Accademia dello sport per la solidarietà. Dallo scorso venerdì 18 fino alle finali del 7 giugno, con serata di gala l'8 alla Fiera di Bergamo 82

PHOTO: S. MARCO VILLONGO

Accademia non lascia, rilancia e cambia il nome. Ma non il suo destino. "Da Accademia del Tennis Vip ad Accademia dello sport per la solidarietà: al tennis si è aggiunto il golf e lo sci, cambia il nome, non il senso della nostra missione". Col cuore in mano ancora. Giovanni Licini, vicepresidente dell'Accademia e re della macchina organizzativa, lo dice col sorriso di chi ha bussato alla porta timoroso e ha ricevuto un'ondata di affetto. E' solo il nome a cambiare, non il cuore del Vip edizione 36, al via lo scorso venerdì 18 maggio sui campi del Centro sportivo Mongodi di Cividino. E' il 21° Trofeo Achille e Cesare Bortolotti (doppio maschile) - 6° Trofeo Giacinto Facchetti (singolare maschile), tre settimane col cuore a rimbalzare più alto della crisi perché la solidarietà non ha paura di un doppio fallo. Lo ha detto il Vip all'alzata del sipario 2012, nella presentazione uffi-

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Kristian Ghedina, Giacomo Agostini e Peter Rungaldier

Daniele Fortunato, Reno Morazzini e Franco Morotti

Stefano Lucchini

Stefano Padoin, Giovanni Licini e Gianluca Cotroneo

Roberto bosco, Massimo Taibi, Giovanni Liini, Franco Bagutti e Beppe Pezzoli

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ciale nel foyer del Teatro Donizetti. La prima "Coppa dell'Accademia per la Solidarietà" (singolare maschile per classificati), la prima "Coppa Gianni Carminati" (singolare B) sono le new-entry nella famiglia dei trofei che conferma la "Coppa Credito Bergamasco" (doppio misto per classificati) e la "Coppa Elio Lodovici" (doppio misto per non classificati). Ma le novità sono viaggiate anche tra le 18 buche del torneo di Putting Green e viaggiano col Torneo di calcio balilla e il Torneo Rodeo maschile e femminile, sabato 2 e domenica 3 giugno. "A gennaio avevo paura di prendere in mano il telefono per chiamare gli sponsor, ma la risposta mi ha spiazzato: abbiamo tagliato quasi tutto ma per il Vip ci siamo ancora. Per questo la gara della solidarietà continua", è l'ace di Giovanni Licini sui sorrisi della politica, dell'imprenditoria e dello sport bergamaschi. Parole che si traducono con un sogno, che continua implacabile. Perché continuerà a battere il cuore di chi riceverà la solidarietà del Vip, gli Amici dell'Oncologia della Val Seriana e della Val Cavallina, col dottor Amedeo Amadeo, la Bergamo Special Sport Wheelchair di Marco Verzeroli, l'Unione Cechi del presidente Gianbattista Flaccadori e la Comunità di Sorisole Don Fausto Resmini per il recupero di ragazzi in difficoltà. A loro andrà il ricavato del Vip 2012, agli sponsor storici il ringraziamento in premio

Marco Mineti, Antonio Viscardi, Giovanni Licini, Carlo Perrone, e Gianluca Atzori

Adriano Latini, Romano grillotti, Marta Licini, Maurizio neri e fausto pizzi

Marco Bucarelli, Giampaolo Bellini, Giovanni Licini e Umberto Bortolotti

Fabio Maj, Marco Bucarelli, e Fabio Pasini

Valter Bonacina, Renato Guatterini, Marco Bucarelli, Alessandro Masera e Gianangelo Cattaneo

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Cristian raimondi, Stafano Padoin e Daniele Capelli

Premiazione old sponsor

Beppe Ghisleni, Giorgio Mastropasqua, Claudio Chiappucci, Giovanni Licini, Graziano Innocenti, Paolo Monelli e Alberto Oberti

Stefano Gross, Giovanni Licini, Peter Fill e Cristian Deville

dell'Accademia, a Mario Donizetti e Franco Bagutti andrà il Golden Vip 2012, al professor Tiziano Barbui il Golden Vip Credito Bergamasco, allo sciatore Cristian Deville il Golden Vip d'onore Gianni Radici. Dopo aver raccolto 700 mila euro dal 2002, il Grande Slam della solidarietà è ricominciato, missione luna. Da venerdì 18 alle finali del 7 giugno, con serata di gala l'8 giugno alla Fiera di Bergamo. Il sogno gioca ancora e riprende in mano pallina e cuore.

Miller Plebani, Gianpaolo Rossi, Maurizio Bucarelli, Massimo Paganin e Damiano Zenoni

Stefano Gross, Roberto Selini, Giovanni Licini, German Denis, Carlos Carmona e Maxi Moralez

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RUBRICHE

E' atterrata la BMW Serie 6 Gran Coupé LA KERMESSE

Il nuovo gioiello della casa tedesca è stato presentato all'interno di un evento in grande stile, dove si sono unite eleganza, classe, esclusività e beneficenza 86

PHOTO: GIORGIO CHIESA

possibile unire la cornice mozzafiato all'interno di un aeroporto militare, velivoli d'ultima generazione, automobili che rappresentano l'eccellenza a livello mondiale, una sfilata d'abiti che unisce eleganza e prestigio, in un clima conviviale, allegro, piacevole, il tutto condito da un fine sociale e benefico? Con l'evento della scorsa domenica 13 maggio questo sogno è tramutato in realtà, grazie alla concessionaria ufficiale BMW Lario Bergauto, alla disponibilità del "Terzo Reggimento di Sostegno Aquila" di Orio al Serio (grazie in particolare al Tenente Colonnello Vito Roselli, presente in rappresentanza del Comandante Col. Stefano Zinno), alla bellezza della collezione di abiti fornita da Fisico e Star Fashion e alla organizzazione benefica Nuovi Spazi al Servire (di cui Dino Scarrioni, rotariano doc, è segretario), che sta raccogliendo fondi per il progetto di costruzione e completamento degli arredi di una scuola elementare in Bangladesh e per favori-

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re la scolarizzazione dei bambini "Fuori Casta". Senza dimenticare i pittori Emanuele Panzera e Franco Bosis, lo scultore Pierantonio Volpini, Federico Bonomelli, Silvano Bettineschi (mezzi storici) e il Comandante Piero Porati, con i suoi 40 anni di volo in mongolfiera. Ma andiamo con ordine. I numerosissimi ospiti, circa 230 persone, sono stati accolti sulla pista dell'aeroporto dove hanno potuto ammirare dal vivo alcuni gioielli dell'aviazione militare, tra cui anche il mitico elicottero Mangusta e gli aeromodelli dell'Associazione Arma Aeronautica di Sarnico, mentre erano disposte in una spettacolare sequenza alcune della auto che hanno fatto la storia del settore. All'ingresso nell'hangar, gli invitati hanno trovato un sontuoso aperitivo, ma proprio mentre si stavano gustando alcune delle prelibatezze fornite dalla casa, con una presentazione in grande stile è atterrata la nuova BMW Serie 6 Gran CoupÊ 640i, un'auto la cui eleganza del design e raffina-

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tezza delle finiture si fondono in un vero e proprio gioiello a quattro porte, con la potenza dei motori e un assetto sportivo che garantiscono un'esperienza di guida davvero unica e brillante. Solo qualche istante e la kermesse, dal ritmo incalzante, ha proposto ben due sfilate nel corso del pranzo, organizzate da Marisa Scarrioni. Nella prima sono andati in scena i costumi da bagno Fisico di Cristina Ferrari, mentre il bis è stato offerto da Star Fashion di Chiara Bendinelli e Elena Mollis, con abiti da sera di alcune note maison di moda dagli anni 2000 ad oggi, ancora attualissimi. Il tutto è stato reso possibile e supportato dall'ex comandante della caserma Franco Sammaciccia, che assieme ad Antonella Bortolomei sta seguendo il progetto benefico di Nuovi Spazi al Servire. 89


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RUBRICHE

Belinda Bencic

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Da Cividino a Salsomaggiore, il grande cuore del tennis SPORT&SOLIDARIETÀ

Assieme al famoso Tennis VIP, un altro torneo solidale ha spopolato in Italia, stiamo parlando della 29esima edizione «Torneo Internazionale Juniores di Tennis» di Salsomaggiore

a Bergamo a Salsomaggiore, il tennis sta contagiando tutta l'Italia proprio quando si sono giocati gli Internazionali BNL nella capitale. Il leggendario Tennis VIP non ha più bisogno di alcuna presentazione, anche se abbiamo voluto rendere omaggio alla kermesse anche quest'anno con uno spazio sulla nostra rivista. Ma assieme al torneo di Cividino, anche il Parmigiano dice la sua in

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fatto di solidarietà e sport con la 29esima edizione del "Torneo Internazionale Juniores di Tennis". Salsomaggiore, per una settimana, si è infatti trasformato nel regno del tennis, più precisamente dal 28 aprile al 6 maggio scorsi. A sfidarsi sulla terra rossa ci sono stati oltre 400 ragazzi di 52 paesi, un record che è andato a premiare il grande impegno profuso dall'organizzazione e la solidarietà manifestata dagli sponsor, tra i quali spicca 91


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Camilla Rosatello

Filippo Baldi

l'azienda bergamasca "Pentole Agnelli" di Lallio. I vincitori hanno avuto una Wild Card per potersi misurare a livello professionistico: per i ragazzi Ortisei, mentre per le ragazze Brescia. Divenuto un vero e proprio trampolino di lancio per questi "grandi" tennisti, il torneo fa parte dei circuiti della ITF (International Tennis Federation) e vede ogni anno la partecipazione di giovani atleti, molti dei quali sono divenuti poi veri e propri campioni e professionisti del tennis internazionale. Da Salsomaggiore sono passati infatti

La premiazione

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grandi nomi. Ben tre ragazze che hanno giocato il torneo sono arrivate sul tetto del mondo: Clijsters, Safina ed Azarenka. Durante la settimana, a Salsomaggiore è stata anche presente una mostra itinerante internazionale, dedicata ai disegni dei bambini, il cui ricavato andrà a beneficio dell'Associazione Nazionale Italiana Sclerosi Multipla. Venendo poi ai risultati finali, è stato Christian Perinti ad aggiudicarsi la 29esima edizione del torneo. Il giocatore nativo di Poggibonsi ha espresso un gioco molto

vario contro un avversario, Licciardi, che aveva miglior classifica e maggior esperienza. La finale femminile è stata a senso unico. Belinda Bencic ha vinto ed è una promessa concreta del tennis elvetico, e se già così giovane è stata convocata in Fed Cup, questo la dice molto sulle sue future possibilità. Belle e ricche, infine, le premiazioni, e tanti i ringraziamenti, perché non c'è stato solo il TC Salsomaggiore, ma anche gli altri due circoli Fidenza Sport e CS Cabriolo che hanno dato una mano concreta.


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Serie 6 Gran Coupé, trionfo di sportività e comfort PROVATA PER VOI

La nuova nata di casa BMW esprime il perfetto connubio tra granturismo e berlina, combinando magistralmente estetica, potenza, comodità e funzionalità

PHOTO DI GIORGIO CHIESA

a casa di Monaco di Baviera si avventura in un nuovo segmento automobilistico con la presentazione della BMW Serie 6 Gran Coupé, una perfetta combinazione di estetica, sportività e comfort di viaggio. Un connubio spettacolare tra granturismo e berlina. L'abbiamo provata per voi sulle piste del "Terzo Reggimento di Sostegno Aquila", a Orio al Serio, un vero e proprio gioiello di potenza e tecnologia che nel ricco

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equipaggiamento di serie comprende fari allo xeno, climatizzatore automatico bizona, rivestimenti in pelle e sedili a regolazione elettrica con funzione di memoria, nonché l'ampia gamma di optional innovativi come i fari "adattivi" a LED e il Bang & Olufsen High End Surround Sound System, per non parlare del pacchetto M Sport disponibile già dal lancio. IMMAGINE - La Serie 6 Gran Coupé propone una linea assolutamente innovativa per una quattro porte lunga 5007 millimetri, larga 1894 e alta 1392. Le proporzioni tipiche di casa BMW sono state accentuate da un cofano motore allungato e dal passo della vettura di 2968 millimetri, che le conferiscono una linea fortemente slanciata, snella, sportiva e al contempo elegante. Nel frontale, i doppi fari tondi bixeno con anelli luminosi lavorati tridimensionalmente generano il look caratteristico, inconfondibile e magico del marchio tedesco. STILE E FUNZIONALITA' - Rimanendo in tema di design, le porte con cristalli laterali allungati e senza cornice, in puro stile coupé, ottimizzano l'irradiazione di luce nell'abitacolo. Caratteristica, poi, la terza luce di stop lungo il bordo del tetto a coprire l'intera larghezza del lunotto. Il design degli interni offre funzionalità e comodità in un ambiente raffinato e lussuoso: il cockpit orientato al guidatore, il sedile del passeggero circondato da superfici avvolgenti e il comfort della zona posteriore. La soluzione di carico passante e i sedili posteriori abbattibili accrescono ulteriormente la funzionalità della vettura, ampliando il volume del bagagliaio da 460 litri a un massimo di 1265 litri. CAVALLERIA - Sempre sul filo della tradizione, la tecnologia motoristica della Serie 6 Gran Coupé è un assoluto punto di forza: parliamo di un benzina e un turbodiesel, entrambi di 3 litri e 6 cilindri in linea. Il primo, che spinge la 640i (vettura in prova), sfoggia la tecnologia Twin Power Turbo capace di esprimere 320 CV e 450 Nm da 1.300 a 4.500 giri, per uno 0-100 km/h di soli 5,4 secondi. Il secondo conta invece su due turbocompressori che erogano 313 CV totali, con una coppia di 630 Nm, disponibili da 1.500 a 2.500 giri. I consumi? Per il benzina si parla di 7,7 l/100 km e 179 g/km, che diventano 5,6 l/100 km e 148 g/km per il turbodiesel. A luglio del 2012 la gamma verrà poi completata dal modello V8 della BMW 650i Gran Coupé con 330 kW/450 CV, che sarà disponibile anche con la trazione integrale xDrive. FUTURO - Nella nuova generazione del propulsore a otto cilindri la tecnologia BMW Twin Power Turbo include, oltre a due turbocompressori e all'iniezione diretta di benzina High Precision Injection, anche il comando variabile Valvetronic. La BMW 650i Gran Coupé sarà equipaggiata con un cambio automatico sportivo a otto rapporti, con la funzione start&stop automatico e la modalità Eco Pro attivabile attraverso il pulsante di selezione dello stile di guida, e accelererà da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi con un consumo medio di carburante di 8,6/8,9 l/100km.

Interni: il design degli interni offre funzionalità in un ambiente lussuoso: il cockpit orientato al guidatore, il sedile passeggero circondato da superfici avvolgenti e il comfort della zona posteriore

ALWAYS CONNECTED - Bastano un iPhone e un cavo per rimanere sempre connessi al mondo, ma con un quid in più. Con la Serie 6 Gran Coupé si può navigare nei menù del proprio melafonino o smartphone che sia con la manopola che contraddistingue l'iDrive. Naturalmente, sulla BMW Serie 6 Gran Coupé non mancano una sfilza di dispositivi elettronici per la sicurezza di marcia da far impallidire, per restare in tema, una portaerei: cruise control attivo, Lane Change Warning, Lane Departure Warning, Head-Up display, Night Vision, assistente fari abbaglianti e assistente di parcheggio con telecamera posteriore.

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MOTORI

Storia: mazda ha sviluppato internamente ed ex novo tutti i componenti di questa vettura, trovando nuove soluzioni che offrono riduzioni sia nei consumi che nel peso 98

PHOTO: GIORGIO CHIESA

a Mazda CX-5 rappresenta l'esordio della casa giapponese nel segmento dei SUV di medie dimensioni (l'auto è lunga 4560 millimetri) e dall'aspetto sportivo e grintoso. Le forme muscolose, i parafanghi anteriori bombati e il lunotto inclinato, infatti, donano alla nuova nata quel pizzico di "cattiveria" che di certo non passa inosservato. Abbiamo fatto una gita per l'occasione in città Alta, così da apprezzarne la duttilità e la piacevolezza alla guida.

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STORIA - Mazda ha sviluppato internamente ed ex novo tutti i componenti di questa vettura, dai motori alle sospensioni, dal cambio al telaio, creando così i presupposti anche per i futuri modelli e trovando da sé nuove soluzioni che promettono forti riduzioni sia nei consumi che nel peso complessivo. Tutte queste tecnologie prendono il nome di SKYACTIV e rappresentano il modo in cui anche una casa automobilistica di dimensioni più contenute, rispetto ad altri giganti giapponesi, riesca a portare innovazione nelle soluzioni tecniche già presen-


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Mazda CX-5, 100% «Made in Japan» IN ANTEPRIMA

E’ l’esordio del costruttore nel segmento SUV di medie dimensioni. E’ stata «fabbricata in casa» adottando la SKYACTIV technology e il tema di design «KODO - Soul of Motion», con motori diesel già omologati Euro 6

ti senza per forza di cose investire immensi patrimoni nella ricerca e sviluppo. DESIGN - Esternamente la vettura si presenta solida e aggraziata allo stesso tempo, combinando linee classiche a elementi più fluidi e sportivi frutto del cosiddetto design "KODO Soul of Motion", combinazioni che attribuiscono grinta al modello. Riuscita la ridefinizione della mascherina centrale tipica del marchio, rivista con un contorno più morbido ma deciso, con il logo posizionato al centro. Efficaci anche i sottili gruppi ottici anteriori e posteriori, così come le pratiche fasce in plastica nera che proteggono il profilo inferiore dell'auto.

INTERNI - Da subito si percepisce un grande equilibrio su tutta la plancia, che riprende i tre classici elementi circolari nel cruscotto, e la fascia in plastica lucida che taglia tutta la zona comandi. Il design risulta ben bilanciato e i comandi facilmente leggibili, con il navigatore che può venir comandato con sistema touch o tramite il piccolo joystick sul tunnel centrale. I materiali sono di buona qualità e assemblati in modo perfetto. Particolarmente apprezzabile, tra le altre, la posizione di guida rialzata ma comoda e distesa, con sedili dai fianchi pronunciati che sostengono il corpo nelle curve veloci. Soffici le pelli, con il rivestimento intelligentemente forato nella parte centrale per

Motori: tre i propulsori tra cui scegliere: un 2.0 a benzina da 165 CV e due diesel (già omologati Euro 6) biturbo, il 2.2 da 150 CV e un altro di pari cilindrata da 175 CV 99


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favorire la traspirazione, e sostituito da materiale sintetico laddove arrivi al contatto con altri elementi interni. COMODITA' - Interessante il baule posteriore, con un volume di carico da 463 a 1620 litri e dotato di pratiche soluzioni che permettono, ad esempio, di reclinare il divano tramite la pressione di un tasto sul portellone, senza doversi dunque piegare fin dentro l'auto. Apprezzabile per gli sciatori e gli appassionati di snowboard la possibilità di reclinare la terza parte centrale del divano, in modo da posizionare gli sci restando comodamente seduti in quattro persone. MOTORI - Sono tre i propulsori tra cui scegliere: un 2.0 a benzina da 165 CV e due diesel (già omologati Euro 6) biturbo, il 2.2 da 150 CV e un altro di pari cilindrata da 175 CV (quello dell'auto in test). Proprio quest'ultimo è disponibile unicamente a tradizione integrale, mentre per gli altri si parla anche delle due ruote motrici anteriori. Tutti, però, possono montare il cambio manuale o quello automatico (entrambi a sei rapporti). TEST - Tornando alla vettura testata, snoccioliamo qualche numero: il 2.2 eroga la potenza massima a 4.500 giri/minuto, sviluppa 420 Nm a 2.000 giri/minuto e spinge la CX-5 fino a 204 km/h con un tempo sullo 0-100 km/h pari a 9.8 secondi netti. La versione equipaggiata con il 2.2 rappresenta quindi il top di gamma e per questo motivo offre di serie - come detto - il cambio automatico a sei rapporti e la trazione integrale, oltre a vistosi cerchi in lega da 19 pollici. I numeri appena citati non esprimono ovviamente la bontà di un quattro cilindri che rappresenta una mosca bianca all'interno del panorama automobilistico. Questo perché il diesel allunga fin quasi a 6.000 giri/minuto, valore che la gran parte dei motori a gasolio non avvicina nemmeno. La distribuzione della coppia motrice risulta omogenea ed uniforme, tant'è che nemmeno a velocità contenuta il 2.2 risponde con inerzia. Inoltre, questo motore vanta un rapporto di compressione decisamente contenuto, pari a 14.1:1. I tecnici Mazda sono quindi riusciti a vincere gli svantaggi dell'alimentazione diesel a bassa compressione, ovvero la temperatura di compressione/accensione troppo bassa per partenze a freddo affidabili e per un comportamento efficiente nelle situazioni climatiche più rigide. EURO 6 - Il tutto con emissioni di CO2 pari (per il 175 CV) a 139 g/Km. La guida risulta dunque nel complesso davvero fluida e piacevole, divertente per chi ama spingere un po' di più sull'acceleratore e in ogni caso davvero precisa e rapida nella risposta.

Design: Si presenta solida e aggraziata allo stesso tempo, combinando linee classiche a elementi più fluidi e sportivi frutto del cosiddetto design "KODO"

MAZDA BERGAMO Via C. Correnti, 41/43 Tel. 035 363617 - Bergamo www.autoinonline.it

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EVENTI

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«La vie en rose», l'estate splende da Cornaro 102

Bergamo torna la meraviglia di Cornaro Gioielli. Uno spettacolo senza eguali per gli affezionati clienti in tema di classe, eleganza, esclusività e femminilità. Lo scorso venerdì 18 maggio, infatti, nella splendida cornice del negozio di via Gabriele Camozzi 44, è stata presentata la nuova collezione di orologi "La vie en rose" dello storico marchio svizzero Chopard. Stiamo parlando di orologi realizzati in edizione limitata per l'universo femminile, creati per festeggiare, per rendere omaggio e per dare il benvenuto all'estate, con tutti i suoi colori, i suoi profumi, la sua allegria e il suo poetico fascino. Modelli romantici e assolutamente irresistibili, perfetti per tutte le donne che amano il lusso e la ricercatezza anche negli accessori funzionali. Questi capolavori di alta orologeria sono decorati con una rosa disegnata sul quadrante, impreziositi da zaffiri rosa e diamanti. Un grande successo che sottolinea, ancora una volta, la passione e la professionalità di Cornaro Gioielli.

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«La Zanzara» punge al Centro Porsche Bergamo 104

a Zanzara, trasmissione radiofonica di Radio 24, lo scorso giovedì 3 maggio ha fatto tappa al Centro Porsche Bergamo - Gruppo Bonaldi. Uno spettacolo assolutamente insolito - con un'intera area dello show-room adibita a palcoscenico con seggiole per i numerosi spettatori - che si è tradotto in un vero successo. Una trasmissione, dicevamo, che viene condotta in diretta e che nel tempo ha saputo ritagliarsi una fetta considerevole di pubblico, grazie all'ironia dei due "deus ex machina" Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Il ritmo, come da copione, è stato a dir poco incalzante, mentre il divertimento non ha tardato ad arrivare anche per gli ospiti d'onore, che si sono lasciati trasportare dai due "pungenti" conduttori. Stiamo parlando dell'onorevole Giorgio Jannone - che ha dichiarato di difendere il mondo gay anche dentro il Parlamento -, dell'assessore regionale Gabriele Belotti - il più sfegatato tifoso dell'Atalanta che ha difeso la Curva e il Baffo, il Bocia e Gigi Lucertola -, per chiudere con un duetto inaspettato tra il direttore de Il Giornale Vittorio Feltri ed Elena Morali, l'ex fidanzata del "Trota" Renzo Bossi.

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SOLO CASE, al Boba si festeggia il futuro 106

a "SOLO CASE Servizi Immobiliari" di Dalmine, agenzia Immobiliare che opera sul territorio da qualche anno, ha presentato lo scorso venerdì 25 maggio nella sempre elegante cornice del "Bobadilla Feeling Club" - locale ormai universalmente riconosciuto ed adottato da operatori commerciali che vogliono far conoscere i loro prodotti -, la nuova e all'avanguardia (per i criteri e soluzioni di costruzione adottati) iniziativa immobiliare "Residenza Campo Vignale", realizzata dalla società "Immobiliare Miriade". La presentazione in un'occasione mondana ha sortito brillanti risultati, con l'interessamento autentico a questa "scommessa imprenditoriale" tutta rivolta al futuro. La "SOLO CASE Servizi Immobiliari", soddisfatta del buon esito della serata, dove l'impegnato si è ben coniugato col "mondano" e dove i brindisi si sono susseguiti sostenuti dalla buona musica, ha poi ringraziato i partecipanti invitandoli a visitare il cantiere della "Residenza Campo Vignale" anche consultando il suo sito internet "immobiliaresolocase.it".

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Moda e design, ecco la MINI Ray Line 108

arrivata una novità in casa MINI. E la concessionaria Lario Bergauto di via Campagnola le ha reso omaggio con un porte aperte nel weekend tra sabato 5 e domenica 6 maggio scorsi. Studiata e realizzata in esclusiva per il mercato italiano, MINI lancia la nuova MINI Ray Line. Parliamo di un'intera gamma di modelli in versione "fluo", che si pone totalmente in sintonia con il mutato contesto di mercato e con le nuove tendenze del 2012. Sono tre i capisaldi che hanno guidato la brand strategy: estetica contemporanea e decisamente fresca, contenuti ricchi e funzionali e accessibilità. MINI vuole così soddisfare le esigenze di due target: giovani estroversi e dinamici, sempre alla ricerca del prodotto più cool del momento, così come clienti più maturi e più attenti alle ultime tendenze e novità nel campo delle moda e del design. La Nuova MINI Ray Line è caratterizzata dalle colorazioni fluorescenti, vere protagoniste ed elemento distintivo del modello. I clienti possono infatti scegliere tra sei differenti varianti di colore: Alien Green, Lemon Yellow, Flash White, Energy Pink, Vitamin Orange e Shocking Blue.

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Chantecler, da Cornali in mostra la «joie de vivre» 110

ono stati in mostra lo scorso weekend, sabato 5 e domenica 6 maggio scorsi, alla Gioielleria Cornali di Dalmine, in Largo Europa. Stiamo parlando dei gioielli Chantecler, lo storico marchio di Capri. La mostra, dedicata ai grandi amori della nostra epoca, ha raccolto le collezioni più famose Chantecler, le stesse amate e indossate dalle dive e dai personaggi del jet set internazionale: Jacqueline Kennedy Onassis, Ingrid Bergman, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Greta Garbo, Joan Crawford. Chantecler ha offerto al pubblico un vero e proprio tuffo nel sogno di Capri. Oltre alle Campanelle, simbolo di pace e gioiello porta fortuna, alle Marinelle, preziose creature del mare, alla famosa collezione Logo, dagli inconfondibili medaglioni con il gallo e la piazzetta di Capri, erano in mostra anche le nuovissime collezioni. Suamém ispirata allo storico foulard Chantecler - e Capri 1947, collezione che riprende la lavorazione dei gioielli del 1947. In esclusiva per l'evento erano anche in mostra pezzi d'alta gioielleria Chantecler, gioielli che hanno fatto storia e che negli ultimi '60 anni sono stati simbolo di raffinatezza e "joie de vivre".

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BMW Golf Cup International, la pioggia non rovina la festa 112

untuale come un orologio ritorna la stagione del golf, anche quando le condizioni climatiche direbbero che non è tempo di dedicarsi a questo meraviglioso sport. Ma questa è una tradizione che dura da oltre vent'anni: con l'avvento della primavera si è rinnovato l'appuntamento tra la concessionaria ufficiale BMW Lario Bergauto e il Golf Club Bergamo L'Albenza. Lo scorso sabato 5 maggio, nella splendida cornice del campo da golf più famoso della provincia e tra i primi dieci in Italia si è svolto il BMW Golf Cup International 2012. Tra le dune de L'Albenza, immerse nel verde e nella tranquillità tra "bunker" e "green", gli organizzatori hanno "adagiato" e mostrato ai numerosissimi partecipanti la BMW 640i Cabrio e la scintillante Serie 3. La brutta giornata non è bastata a rovinare la festa, come si è visto dalle premiazioni avvenute a fine giornata e dal ricco buffet proposto nella club house, tutti i presenti hanno voluto fermarsi fino alla fine della giornata per ritrovarsi insieme (e al caldo) condividendo piacevoli momenti conviviali.

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Bergamo Economia Giugno 2012  

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