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CRISI ECONOMICA Governo, ecco il vaccino per l'influenza Tutti i provvedimenti per famiglie e imprese

CONGIUNTURA Dati ancora negativi, sarà un Natale al buio La meccanica s'inceppa, per il tessile altro strappo

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

INVESTIMENTI I beni rifugio, nuove tendenze per i risparmiatori Vademecum nell'alta gioielleria e nell'antiquariato

Un casco alla crisi Antonio Locatelli, leader a livello europeo nel mondo dei caschi con Airoh Helmet, si confronta sulla crisi economica e presenta il suo nuovo progetto: un'avveniristica sede da 20 mila metri quadri ad Almenno San Bartolomeo

Dicembre 2008 - anno 2 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Manovra anticrisi, stavolta Berlusconi ha fatto "cilecca" a manovra anticrisi non convince. Non piace alle famiglie e soprattutto non piace alle imprese. Se Silvio Berlusconi, come accennato qualche mese fa dal settimanale statunitense Newsweek, era in luna di miele con l'elettorato, a distanza di pochi mesi ha fatto "cilecca" la prima notte di nozze. Il problema non è politico, bensì economico. Figlio di una crisi globale che, in Italia, ha reso difficile la vita di tutti. Nel 2009, per aziende e famiglie, si preannunciano tempi cupi e il piano prospettato non sembra dare quel pizzico di fiducia in più che serviva all'Italia. Anzi, a dirla tutta, gli interventi hanno le sembianze di una manovra di beneficenza. Un palliativo giusto per non scontentare chi non arriva a fine mese, in un periodo di buio totale. Obiettivo amaramente fallito.

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a prima domanda da porsi - a prescindere dai commenti positivisti della coalizione di centrodestra - è: quanti italiani, in definitiva, beneficeranno dei bonus natalizi? Potrà sembrare una provocazione, ma riteniamo che la quota sia davvero minima. Bassi, soprattutto, risultano i range - da 200 a 1.000 - a cui si dovranno affidare i nuclei familiari. A vostro parere, una coppia con 4 o più figli a carico e un reddito annuo di 22 mila euro, riuscirà mai a risollevare le proprie sorti con 1.000 euro? Soprattutto se, sulle spalle della stessa, grava un mutuo? Impensabile. Per non parlare di un pensionato, da solo e con un reddito annuo medio di 12 mila euro. I 200 euro regalati dallo Stato, cosa gli permetteranno di fare? Di certo non una vacanza natalizia, forse di comprare un biglietto per il film "Vacanze di Natale 2008" dei fratelli Vanzina. Impossibile, inoltre, credere che i bonus e la Social Card - con 40 euro mensili "ad personam" - possano imprimere un'impennata nei consumi e rialzare così l'economia italiana. Il rischio forte è che le famiglie decidano di risparmiare, anziché spendere quei pochi euro in più. Per ridare fiducia serve ben altro. Certo, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, il calmieramento dei mutui e le agevolazioni sulle bollette di luce e gas sono importanti. Ma non bastano. Cosa fare? Ad esempio, liberalizzare nel commercio tempi e modi delle svendite e dei saldi. Un in-

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tervento immediato e, fra l'altro, a costo zero per le finanze pubbliche. al punto di vista delle imprese, invece, c'è un'incongruenza singolare. Le misure fiscali annunciate sono state presentate come un segnale per le PMI, che dovrebbero così tornare ad essere il vero scudo per la tenuta dell'economia. A favore di questa tesi, entrerebbero in gioco, soprattutto, l'Iva e il taglio di Ires e Irpef. Una boccata di ossigeno, una prima soglia di deducibilità, a cui potrebbe seguire un "rafforzamento" nel prossimo futuro. Ma per stimolare la competitività delle piccole e medie imprese, bisognerebbe - in primis -, aumentare il merito di credito delle stesse. Così facendo, potrebbero accedere ai finanziamenti - che oggi filtrano con il contagocce - in modo più corposo. Senza un flusso regolare nei prestiti, infatti, il motore dell'economia non gira e i consumi si fermano. Ma per ottenere un simile risultato, si doveva intervenire massicciamente sulle banche. Andare a monte, e non a valle della questione. Il castello delle proposte di Silvio Berlusconi si rivela, così, di carta, fragile soprattutto dinanzi a una crisi sistemica. Inoltre si dovevano almeno inserire nella manovra altri due punti focali. Per le aziende, la detassazione degli utili reinvestiti e, per i dipendenti, delle tredicesime. Così, la boccata d'ossigeno si sarebbe trasformata in un venticello d'ottimismo.

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n questo numero di Bergamo Economia abbiamo voluto presentare tutte le mosse del Governo in modo asettico. Senza commenti e riflessioni, ma basandoci solo ed esclusivamente sui fatti. Concretezza economica, non demagogia politica. E proprio con i numeri possiamo affermare che, questa volta, il duo Tremonti-Berlusconi ha toppato. Precedentemente, nel commentare la Finanziaria 2009, c'eravamo espressi con parole d'elogio. In questo caso li aspetta una bella tiratina d'orecchie. Non ci aspettavamo - ovviamente che ci tirassero fuori dalla crisi, ma che almeno trasmettessero ottimismo con scelte forti. Non possiamo sapere se, entro la fine di dicembre, qualcosa cambierà. Però ce lo auguriamo, anche perché la sensazione, è di essere dinanzi solo ad un regalo di Natale.

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di Luca Bilotta, redattore responsabile

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IL PRIMO MENSILE ECONOMICO DI BERGAMO

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www.bergamoeconomia.it ORGANIGRAMMA:

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IN COPERTINA

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Presidente: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Direttore: Paolo Provenzi

Airoh, un casco alla crisi Antonio Locatelli, si confronta sulla crisi economica e presenta la sua nuova sede

REDAZIONE: Redattore Responsabile: Luca Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it In redazione: Carlo Quiri Mail: economia@ilgiornalebg.it Collaboratori: Livio Casanova, Giorgio Chiesa Roberto Amaglio, Massimo Pighizzini GRAFICA: Art director: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it Impaginazione: Erika Malusardi Fotografi: Laura Pietra, Franco Pasinetti, Tommaso Brigatti, Giorgio Chiesa Website: Stefano Morleo

ZOOM CRISI

PUBBLICITA’: Tel. 035 678812 Mail: info@bergamoeconomia.it

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Governo, ecco il vaccino per l'influenza economica

Responsabile: Antonio Milanesi Mail: milanesi@bergamoeconomia.it Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo INFO:

INCHIESTA

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Federalismo Fiscale, come cambierà la nostra cara Italia

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CONGIUNTURA

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La meccanica s'inceppa, per il tessile altro strappo


OGNI PRIMO VENERDI’ DEL MESE IN EDICOLA

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O Dicembre 2008

TOP BRAND

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Nulli, Bergamo nuova casa dei maestri del legno

INFORMATICA&INDUSTRIA

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Glink e Nuvola, un sistema informativo integrato

TRAVEL&BUSINESS

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INVESTIMENTI&IDEE

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Flygroup, in volo verso il business

Rifugiamoci nei beni di un tempo Come investire nell’alta gioielleria e nell’antiquariato

RUBRICHE

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DESIGN Silenzio, parla Longo CUCINA Simposium, un mare di sapori LA NOVITÀ Nuova Serie 7, l'arte della tecnica IN ANTEPRIMA Volvo XC60, semplicemente bella TEMPO LIBERO&TECNOLOGIA Bergamo Party, l'informazione del divertimento BENEFICENZA&SOLIDARIETÀ Casa Eleonora, al Donizetti musica per la "quotidianità" dei bambini

CHI, DOVE E PERCHE’

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Eventi, foto e curiosità

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Zoom Crisi A cura di Luca Bilotta

Governo, ecco il vaccino per l'influenza economica aura, speranza e volontà di costruire un futuro stabile. Sotto l'albero di Natale gli italiani troveranno una serie di "regali" economici che il Governo Berlusconi preparerà ad hoc per fronteggiare la crisi nazionale. Aspettare le decisioni internazionali, del resto, non è possibile. La risposta globale è arrivata, ma priva di progetti attuabili nell'immediato. Il G8 e il G20, infatti, hanno mostrato la volontà dei grandi Paesi d'agire congiuntamente, ma i contenuti dei piani sono ancora oggetto di discussione interna. Basti guardare alla "confrontation" tra le due sponde dell'Atlantico sul tema degli aiuti alle banche, per capire che la speranza di una coalizione anti-crisi sia stata disillusa in partenza. Da una parte gli States e dall'altra l'Europa: divise non soltanto dall'Oceano, ma da punti di

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pensiero totalmente opposti. E se la Commissione europea ha dato il via libera al suo piano d'azione per il rilancio dell'economia, con un pacchetto di misure del valore di 200 miliardi di euro, in Italia aspettare è impossibile. Com'è deleterio pensare che il Federalismo, nell'immediato, possa essere il salvagente per tirare l'Italia fuori da un mare di guai. La proposta della Lega Nord è ottima, ma poco pratica. Ci vorranno - come affermato, in questo numero di Bergamo Economia, dal sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli - almeno due o tre anni per poter ottenere dei benefici tangibili nella vita degli italiani. Ecco, quindi, la risposta dello Stato ai problemi di salute nazionale. Un vaccino che, in teoria, dovrebbe essere utile a debellare l'influenza economica che ha colpito famiglie e imprese in questi mesi d'inverno.

Famiglie 1. BONUS FAMILIARE

3. SOCIAL CARD

Un assegno nel periodo natalizio per i nuclei familiari con un reddito complessivo inferiore ai 22mila euro, così articolato

Arriverà anche per i neonati da 0 a 3 anni e sarà possibile utilizzare il plafond mensile di 40 euro per i generi di prima necessità in aggiunta allo sconto sulle tariffe elettriche se si gode della bolletta sociale

Componenti

Tetto di reddito annui

2 (coppia senza figli)

12.000

3-5 (coppia con 1-3 figli a carico)

17.000

4. BENZINA

6 o più (coppia con 4 o più figli a carico)

22.000

Taglio temporaneo (periodo natalizio) delle accise sui carburanti

5. MUTUI

2. SCONTI SULLE BOLLETTE Misura Riduzione delle bollette di elettricità e gas

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Importo

Requisiti

60-130 in tutto l’anno

Reddito massimo di 25mila euro annui

Per calmierare gli interessi sui mutui prima casa si potrà far ricorso a una sorta di fondo di garanzia istituito presso la Cassa depositi e prestiti. Allo studio anche la proroga della convenzione Abi-Tesoro


L'incertezza globale e l'immobilismo europeo spingono lo Stato a trovare nuove soluzioni per migliorare le condizioni delle famiglie e delle imprese italiane Ecco tutti gli interventi che Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno approntato per fronteggiare la crisi invernale PUNTI FOCALI - La risposta alla crisi si preannuncia corposa. Si parte come detto dalle famiglie, che beneficeranno del bonus natalizio con una dote più elevata rispetto a quanto s'annunciava a fine novembre. Si passa poi alle imprese, che godranno di un taglio di 3 punti all'acconto Irpef e Ires, mentre per le aziende con fatturato fino a 200 mila euro l'Iva si pagherà al momento dell'incasso e non più all'emissione della fattura. Arriva anche la possibilità, in caso di mutuo variabile, di ottenere un credito d'imposta se la rata supera il tetto. Ma vediamo nel dettaglio i concetti "salva-economia": per dovere

di cronaca, però, segnaliamo che tutti i punti sviluppati nell'articolo, sono legati alla data d'uscita della nostra testata. Nel mese di dicembre, infatti, potrebbero esserci ulteriori novità o modifiche. FAMIGLIE - L'intervento in favore delle famiglie interesserebbe quelle più numerose e sotto i 22 mila euro euro di reddito annuo. È previsto una sorta di bonus natalizio da 200 a 1.000 euro, varato con lo scopo di dare una boccata d'ossigeno ai nuclei in maggiori difficoltà e attenuare la crisi dei consumi. Il bonus sarà inviato con 9


Imprese Irpef

1. BONUS FAMILIARE

Ires

Prevista la deducibilità parziale (10-15%) dell’Irap dalle imposte dirette

2. ACCONTI DI IMPOSTA

99%

100%

96%

97%

Taglio del 3% sia per le imprese sia per le persone fisiche (si veda il grafico a fianco)

3. IVA PER CASSA Il versamento dell’imposta slitta dalla fatturazione all’incasso dell’importo

4. SCONTI ALLA RICERCA Estensione del bonus ricerca per chi ha sedi all’estero Irap

5. RIVALUTAZIONI Le imprese potranno rivalutare i propri beni, con benefici sui parametri di Basilea sarà anche possibile, per i soggetti Ias, il riallineamento dei valori civilistici e fiscali

assegno postale direttamente a casa prima di Natale. In arrivo anche la famosa social card (120 euro la prima tranche, poi 80 euro a bimestre) per anziani a basso reddito e famiglie con bambini fino a 3 anni con un Isee al massimo di 6 mila euro l'anno. La carta garantirebbe sconti negli esercizi convenzionati. Come dicevamo - rispetto a quanto previsto - il bonus per le famiglie (in versione cash) sarà più robusto: da un minimo di 200 euro a un massimo di 1.000 euro. Un assegno che andrà a tutti i nuclei, oltre che con figli, con lavoratori dipendenti e pensionati con un reddito fino a 22mila euro annui (e non più 20mila euro). Ad esempio, un pensionato solo con un reddito annuo massimo di 15 mila euro riceverà 200 euro. Una famiglia con 5 o più persone con un reddito inferiore ai 22mila euro, intascherà invece 1.000 euro. Al momento il bonus sembrerebbe destinato ai soli titolari di reddito da pensione o da lavoro dipendente: autonomi e "partite Iva" sarebbero quindi esclusi. Complessivamente l'intervento costerà circa 2,3 miliardi. Proseguendo, sono previsti anche deduzioni da 60 a 130 euro l'anno sulle bollette di elettricità e gas per redditi fino a 25 mila euro annui. Senza dimenticare il blocco del-

Segue le regole dell’imposta principale a cui il contribuente è soggetto

le tariffe autostradali per almeno quattro mesi. E a proposito di famiglie, ecco anche l'ultimo capitolo riguardo ai mutui immobiliari a tasso variabile. E', infatti, in arrivo la "rata dal volto umano". Il progetto studiato dal ministero dell'Economia prevede la possibilità d'istituire un price cap sui mutui in essere, a partire dal primo gennaio 2009, vale a dire un tetto massimo intorno al 4 per cento. A fronte degli extra-costi sopportati dal sistema bancario c'è la disponibilità dello Stato ad intervenire attraverso il credito d'imposta. E non, com'era sembrato nei giorni scorsi, attraverso fondi pubblici messi a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti. Il provvedimento dovrebbe riguardare, oltre ai mutui in essere nel 2009, anche i nuovi mutui. Infine gli sconti sui farmaci equivalenti: da gennaio arrivano alcuni sconti sui cosiddetti farmaci equivalenti, con un taglio del 7%, in attesa che sia l'Agenzia del farmaco a rideterminare i prezzi entro il 31 marzo 2009. LAVORATORI - Lo spauracchio della crisi, ha anche convinto il Governo a rinforzare il fondo per la Cigs (Cassa integrazioni guadagni straordinaria), fino ad arrivare a oltre un miliardo.

Infrastrutture LE GRANDI OPERE Il piano delle infrastrutture sarà alimentato dalla redistribuzione di 12,7 miliardi dei fondi Fas. Alle grandi opere ne andranno 7,3 che dovrebbero essere concentrate su cinque interventi: Mose, Salerno-Reggio, Jonica, ferrovia PalermoMessina e Ponte sullo stretto. Nel piano saranno inserite anche alcune arterie autostradali del centro-nord autofinanziate

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Sblocco di 16 miliardi per: I II III IV

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VI V II B

A) Opere stradali: I Pedemontana lombarda II Brebemi III Brescia-Padova IV Parma-LaSpezia V Superstrada ionica VI Salerno-Reggio Calabria B) Ferrovie: Messina-Catania C) Altre opere I Mose II Ponte sullo Stretto (esproprio terreni)


Per la precisione, lo stanziamento aggiuntivo sarebbe di ulteriori 600 milioni che si andranno ad aggiungere ai 600 milioni già previsti dalla Finanziaria 2009. Il dispositivo messo a punto dal ministero del Welfare, prevede l'introduzione di strumenti di sostegno una tantum (in deroga) anche per lavoratori delle piccole e medie imprese, atipici e "co.co.pro.". Resta da sciogliere il nodo della proroga della detassazione degli straordinari (aliquota sostitutiva del 10% per gli straordinari e i premi individuali, che altrimenti sarebbero soggetti all'aliquota Irpef marginale), che potrebbe essere integrale o in forma minima per "premiare" maggiormente la contrattazione di secondo livello. Si studia anche l'estensione del bonus al pubblico impiego, come più volte richiesto dal ministro per la Pubblica Amministrazione. Una prerogativa del Governo, ma che difficilmente entrerà in vigore entro fine anno. IMPRESE - Grazie al decreto anti-crisi sarà ora possibile dedurre dal reddito ai fini Ires e Irpef tra il 10 e il 15% della base imponibile dell'Irap. Una boccata di ossigeno per le imprese, una prima soglia di deducibilità cui potrebbe seguire un "rafforzamento" nel prossimo futuro, se le risorse a disposizione lo consentiranno. L'altra misura, invece, riguarda gli acconti fiscali. La riduzione degli acconti sarà di 3 punti per l'Ires e l'Irap (l'entità dello "sconto" potrà variare ancora n.d.r.). Beneficio momentaneo, in ogni caso, poiché comunque il versamento andrà "allineato" a giugno 2009, e che comunque può costituire anch'esso un parziale sollievo soprattutto per quelle imprese che, più di altre, stanno soffrendo della crisi di liquidità indotta dal "credit crunch". L'altro fronte di intervento riguarda l'Iva, per le aziende con fatturato fino a 200 mila euro. L'opzione prevede che si passi al meccanismo del versamento al momento dell'effettivo incasso delle fatture. In sostanza, attuando in questo quanto previsto dal programma di Governo, si accorderà ai contribuenti Iva la possibilità di liquidare l'imposta sul valore aggiunto solo dopo aver ricevuto il pagamento del corrispettivo da parte del cessionario. Anche in questo caso, si tratta di un rinvio, un sollievo momentaneo. Le imprese potranno inoltre rivalutare i propri beni, con benefici sui parametri di Basilea e sarà anche possibile, per i soggetti Ias, il riallineamento dei valori civilistici e fiscali. Nessun intervento è invece previsto per il settore auto, mentre è indicata l'estensione del bonus ricerca per chi ha sedi all'estero. Allo studio anche i dettagli del piano per sostenere le banche attraverso bond convertibili comprati dal Tesoro. INFRASTRUTTURE - Concludiamo con le infrastrutture. In primis si punterà a riavviare le grandi opere sbloccando con il prossimo Cipe, quasi 20 miliardi di euro. Il piano delle infrastrutture sarà alimentato dalla redistribuzione di 12,7 miliardi dei fondi Fas (Fondi per Aree Sottoutiliz-

zate). Alle grandi opere ne andranno 7,3 che dovrebbero essere concentrate su cinque interventi: Mose, SalernoReggio, Jonica, ferrovia Palermo-Messina e Ponte sullo Stretto. Nel piano saranno inserite anche alcune arterie autostradali del Centro-Nord autofinanziate, come Pedemontana, Brebemi e la Brescia-Padova.

La novità

Carta acquisti, come funziona e chi può utilizzarla a Social Card che il Governo sta per varare è un bancomat azzurro e anonimo. Una carta dove saranno caricati i soldi del Governo, come detto 40 euro al mese a regime, 120 euro a dicembre come somma delle tranche da ottobre ad oggi. La può usare chiunque, ha spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il titolare della carta o un suo parente che va a fare la spesa. La tessera, che avrà una prima fase di sperimentazione prima di entrare a regime definitivamente, tiene conto delle esperienze che sono state fatte in altri paesi: in particolare si è tenuto conto dell'esperienza britannica e di quella olandese. L'operazione avrà una fase d'adattamento. Al servizio di questa operazione sono le Poste, l'Inps, i Caf e anche altri operatori che operano nella dimensione sociale (ad esempio le comunità come la Caritas, il Sant'Egidio, che gestiscono mense).

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I POSSESSORI - La carta acquisti viene concessa agli anziani over 65 anni o a bambini di età inferiore ai 3 anni (in questo caso il titolare della carta è il genitore) che siano in possesso di particolari requisiti. Per gli over 65 è necessario essere italiani o residenti in Italia e regolarmente iscritti all'Anagrafe, essere un sog-

getto la cui imposta netta ai fini Irpef risulti pari a zero nell'anno d'imposta antecedente al momento della richiesta della Social Card, o nel secondo anno di imposta antecedente al momento della richiesta della card. Indispensabile avere trattamenti pensionistici o assistenziali che, cumulati ai relativi redditi propri, siano di importo inferiore a 6 mila euro l'anno o di importo inferiore a 8 mila euro l'anno, se di età pari o superiore a 70 anni. Per i bambini di età inferiore a 3 anni, necessario un Indicatore della situazione economica equivalente, in corso di validità, inferiore a 6 mila euro. LA RICARICA - Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Social Card sarà inizialmente caricata dal ministero dell'Economia con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro (40 euro al mese), sulla base degli stanziamenti via via disponibili. Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma Carta Acquisti, si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata e si potranno ottenere altri benefici e agevolazioni in corso di studio.

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Zoom Crisi/2

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Commissione europea, a cosa servono i 200 miliardi Per evitare che l'Europa si avviti nella depressione economica, ecco il pacchetto dell'Ue pari all'1,5% del Pil Nel mirino Iva, imprese, banche e case automobilistiche

l piano anticrisi della Commissione europea, sul quale dovranno pronunciarsi a metà dicembre i capi di Stato e di Governo, è piuttosto articolato. Dal testo finale è saltato ogni riferimento alla manovra europea biennale (2009-2010). Bruxelles chiede di attuare il piano "immediatamente" per evitare che l'Europa si avviti nella depressione economica. Il pacchetto vale 200 miliardi di euro, pari all'1,5% del pil Ue: 170 miliardi, pari all'1,2% del pil Ue, proviene dai bilanci pubblici nazionali, 30 miliardi, pari allo 0,3% dal bilancio Ue e dalla Banca europea degli investimenti. Tiene conto dei due piani anticrisi varati in Germania e Regno Unito, ma non ancora attuati. E, in linea generale, delle indicazioni già annunciate dagli altri stati membri. Non c'è una proporzionalità: ci saranno Paesi che dovranno decidere una manovra superiore all'1,5% del pil nazionale, altri che potranno stare sotto l'1,5 per cento. Saranno sfruttati i margini di flessibilità previsti dal patto di stabilità, quindi non c'è un congelamento delle regole europee. Bruxelles ha diviso la Ue in tre gruppi a seconda delle condizioni di bilancio: nel primo ci sono i virtuosi che hanno molti margini perché in surplus o vicini al pareggio, nel secondo quelli che hanno pochi margini di manovra, nel terzo quelli che non ne hanno perché già travolti dalla crisi finanziaria o in condizioni di finanza pubblica precarissime (l'Irlanda, per esempio, ha già un deficit superiore al 3% del pil).

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IVA - Bruxelles non interviene sulle misure fiscali, ma propone esplicitamente tassi Iva ridotti, limitati ai prodotti verdi e ai servizi per il settore delle costruzioni e ha già proposto riduzioni permanenti per i servizi ad alta intensità di lavoro (la Ue dovrebbe decidere entro primavera). Quanto all'idea di una riduzione generalizzata temporanea dell'Iva come quella decisa a Londra, Bruxelles indica che può essere introdotta rapidamente una riduzione momentanea del livello standard, che può costituire un impulso fiscale al sostegno dei consumi. AIUTI ALLE IMPRESE - Ogni Paese potrà ottenere l'autorizzazione per facilitare l'accesso delle imprese al capitale, attraverso garanzie e prestiti per investimenti in produzioni, che vanno oltre gli standard europei. Inoltre, resta la regola

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Josè Manuel Barroso - Presidente commissione europea

per cui sono ammessi sostegni nell'ambito degli schemi orizzontali: ricerca, innovazione, protezione ambientale, tecnologie pulite, trasporti, efficacia energetica. E' stato inoltre annunciato, dalla Banca europea per gli investimenti, un intervento totale di 15,6 miliardi sia nel 2009 che nel 2010, oltre al sostegno fino a 30 miliardi alle PMI al 2011. La Banca per la ricostruzione e lo sviluppo di Londra, aggiungerà 500 milioni all'anno all'attuale livello di finanziamento agli stati dell'Est. La Bei ha già confezionato un pacchetto di 30 miliardi di euro per i prestiti; un altro miliardo sarà conferito dalla Bei all'Eif (investimenti in venture capital) per facility nella finanza mezzanina. Inoltre, è stata confermata la proposta di un rafforzamento della base di capitale Bei - entro quest'anno - nell'ordine di 60 miliardi. Un segnale politico visibile per i mercati, che aumenterebbe in misura significativa la capacità di prestito della Banca degli investimenti. AIUTI ALLE BANCHE - Tra i presupposti sui quali si fonda il piano anti-crisi, c'è soprattutto la ripresa normale dell'attività bancaria. Le banche "devono fornire liquidità - si legge nel documento - e sostenere gli investimenti nell'economia reale, gli Stati devono usare la maggior parte del sostegno finanziario allo scopo di assicurare che i tagli dei tassi d'interesse di riferimento si trasmettano ai clienti". Infine la Commissione Ue sottolinea che la crisi finanziaria è lontana dall'essersi conclusa e che esiste il rischio di un avvitamento depressivo. In pratica, i mercati finanziari restano precari e l'attuale minaccia all'economia reale rappresenta il secondo round. Bruxelles non entra nel 14

merito del rischio deflazione, ma segnala che alcuni economisti hanno espresso preoccupazione per uno scenario del genere. A meno che uno stimolo fiscale non sia iniettato rapidamente nel sistema economico. AIUTI ALLE CASE AUTOMOBILISTICHE - Infine le auto. Dal Belgio è arrivato il secco no ad aiuti "vecchio stile", che sarebbero contrari alle regole del commercio internazionale. Una precisa frecciata agli States, convinti in una politica opposta. "Lo stimolo fiscale in quanto tale - è scritto nel documento comunitario - aumenterà direttamente il potere di acquisto, rafforzando la fiducia dei consumatori, dalla quale il mercato dell'auto dipende". Inoltre la Ue chiede che "le banche, specialmente quelle che ricevono il sostegno pubblico, mantengano e aumentino i prestiti a tassi sostenibili". Queste le misure mirate: autorizzazione temporanea agli Stati a sussidi per una parte dei costi delle garanzie per prestiti; sostegno alla Bei per i prestiti alle società automobilistiche e ai fornitori per finanziare produzioni innovative (tecnologie pulite e migliori prestazioni ecologiche ad esempio); partnership tra pubblico e privato per infrastrutture "intelligenti" e per utilizzare energia rinnovabile e verde; riduzione delle tasse di registrazione e circolazione per le auto a bassa emissione di anidride carbonica (CO2), per un valore totale 5 miliardi; autorizzazione temporanea agli Stati a prestiti per investimenti in nuovi modelli, che anticipano o vanno oltre gli standard ambientali comunitari, anche prima che entrino in vigore; intervento del fondo per la globalizzazione in merito alla gestione degli esuberi.


Federalismo Fiscale, come cambierà la nostra cara Italia Tutte le risposte sul Disegno di Legge approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri: prerogative, finalità e curiosità della più importante innovazione istituzionale del Belpaese repubblicano

ederalismo, fondo perequativo, perequazione verticale, costi standard. Termini ai più sconosciuti fino a ieri, ma che domani rappresenteranno il fulcro dell'amministrazione statale e degli enti locali italiani. La riforma che introdurrà il Federalismo Fiscale, infatti, rappresenta la più importante innovazione istituzionale dell'Italia repubblicana; una modifica dell'assetto che va a invertire il flusso impositivo, fino ad oggi previsto dal centro verso la periferia, con una nuova concezione territoriale: le tasse restano sul territorio, dove vengono prodotte, e solo una parte va - come direbbero i leghisti - a Roma. Ma cosa contiene il Disegno di Legge delega sul Federalismo Fiscale? Più precisamente, come si stabilisce l'autonomia di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città e Regioni, con l'attribuzione a tali enti di tributi propri e di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio? Parole ai più incomprensibili, che andremo a scoprire in questo approfondimento. Innanzi tutto una precisazione doverosa, per i più "polemici": già al primo articolo si nota la volontà di cancellare qualsiasi dubbio su un'ipotetica spaccatura tra il Nord ed il Sud del Paese. Il Federalismo non vuole dividere, la Legge rispetta totalmente i principi di solidarietà e di coesione sociale. Perno fondamen-

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tale su cui si fonda tutto l'impianto dello schema di Disegno di Legge è la previsione, in prospettiva, del passaggio dal cosiddetto costo storico (ovvero dei trasferimenti statali effettuati sulla base di quanto si è speso negli anni precedenti) al cosiddetto costo standard, nel finanziamento dei servizi pubblici essenziali (un sistema che premia le amministrazioni più efficienti). Questo però non potrà portare ad un aggravio per i cittadini, poiché "alla maggiore autonomia impositiva di Regioni ed Enti locali corrisponderà una riduzione dell'imposizione statale. La pressione fiscale complessiva dovrà anzi ridursi e ad ogni trasferimento di funzioni dallo Stato alle Autonomie, dovranno corrispondere trasferimenti di personale, in modo da evitare duplicazioni di funzioni o costi aggiuntivi". Ad aiutare le Regioni meno sviluppate, provvederà il fondo perequativo per i livelli essenziali delle prestazioni. Tra gli aspetti importanti del Decreto figurano anche le specifiche disposizioni per le aree metropolitane, la cui autonomia di entrata e di spesa dovrà essere commisurata alla complessità delle più ampie funzioni e per Roma capitale, cabina di regia del Federalismo Fiscale, è la Commissione paritetica. L'organismo avrà il compito di riordinare l'ordinamento finanziario di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni attraverso ricerche ed elaborazione di dati su finanze e tributi. Un'analisi Roberto Calderoli


Palazzo Chigi

Inchiesta A cura di Anna Saurgnani

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Palazzo Chigi

di come si forma il bilancio dell'ente locale, delle spese, dei costi e delle entrate e di come deve cambiare. Quando diventerà effettiva la riforma federale? Per ora è iniziato l'iter parlamentare; nel decreto il Governo si è preso 24 mesi per portare a termine questa fondamentale riforma auspicata ormai da tutti gli schieramenti politici e dalla società civile.

I sedici punti salienti del federalismo fiscale cco, nel dettaglio, i contenuti salienti divisi per argomenti principali dei 22 articoli che compongono il disegno di legge sul Federalismo Fiscale. Lo stesso che ha ricevuto il primo sì in via preliminare l' 11 settembre scorso, dal Consiglio dei Ministri.

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Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (articolo 3) Istituita presso il ministero dell'Economia, con il compito di affiancare il Governo nella redazione dei decreti attuativi della riforma.

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Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica (articolo 4) Nascerà all'interno della Conferenza Unificata, con rappresentanti locali e statali, e avrà il compito di monitorare i flussi perequativi e di definire gli obiettivi di finanza pubblica per comparto, con un occhio attento al rispetto del patto di stabilità interno.

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Copertura finanziaria (articolo 21) La riforma federalista non dovrà comportare oneri aggiuntivi per lo Stato e, inoltre, dovrà essere compatibile con il patto europeo di stabilità e crescita. Stabilito, poi, che al trasferimento di funzioni corrisponda anche un trasferimento di personale e che le maggiori risorse finanziarie rese

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disponibili dalla riduzione delle spese, conducano a una generalizzata riduzione della pressione fiscale. Costi standard (articoli 6 e 9) Andranno a coprire le spese delle Amministrazioni locali per Sanità, Assistenza e Istruzione e saranno erogati in condizioni di efficienza e di appropriatezza su tutto il territorio nazionale. Saranno finanziati dalla compartecipazione a Irpef e Iva, oltre a quote del fondo perequativo e all'Irap, fino alla sua definitiva sostituzione con altri tributi. Sarà una sola la Regione cosiddetta benchmark, cioè dotata di capacità fiscale tale da finanziare le uscite fondamentali.

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Fisco di vantaggio (articolo 14) Previsti, in armonia con le norme comunitarie, interventi speciali a favore degli enti locali per il loro sviluppo economico e sociale e per sopperire al deficit infrastrutturale o di una loro non ottimale collocazione geografica per, così, colmare il gap ancora esistente tra Nord e Sud del Paese. Verranno finanziati da contributi statali speciali, dai fondi europei o da forme di cofinanziamento nazionale.

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Fondo perequativo statale (articolo 7) Servirà per sostenere le Regioni con minor capacità fiscale per abitanti, garantendo l'integrale copertura delle spese corrispondenti ai fabbisogni standard per i livelli essenziali delle prestazioni. Sarà alimentato, in particolare, dal gettito prodotto nelle singole Regioni e dalla compartecipazione all'Iva e le quote del fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione.

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Fondi perequativi locali (articolo 11) Saranno due, uno a favore dei Comuni, e l'altro delle Province, e verranno inseriti nel bilancio regionale, sebbene finanziati dallo Stato. Andranno a tamponare le esigenze degli enti locali già svolte alla data di entrata in vigore della presente legge. Da stabilire, poi, le modalità per la ripartizione delle somme. Alla Regione, comunque, il compito di trasferire agli enti locali, entro 20 giorni dall'accredito, i fondi stanziati in bilancio. Nel caso d'inerzia, provvederà direttamente lo Stato.

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Gestione tributi e lotta all'evasione (articolo 19) Formeranno oggetto di appositi accordi di collaborazione (e di una convenzione) tra Enti locali e Agenzia delle Entrate.

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funzioni non essenziali di competenza regionale, sarà di 5 anni. Saranno, inoltre, definite regole e modalità per garantire il graduale superamento del criterio della spesa storica in un periodo di tempo sostenibile.

Oggetto e finalità (articoli 1, 2 e 22) Le nuove norme daranno attuazione al cosiddetto Federalismo Fiscale, previsto dall'articolo 119 della nostra Costituzione, assicurando a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni piena autonomia di spesa e di entrata, nel rispetto dei principi di solidarietà e di coesione sociale. Il Governo avrà tempo 12 mesi, dall'entrata in vigore della legge, per realizzare la riforma, con l'emanazione dei relativi decreti legislativi, a cui è demandato, inoltre, il compito d'individuare le disposizioni incompatibili con il nuovo assetto fiscale federalista. Tra le direttive da seguire, previsto il graduale superamento del criterio della spesa storica (ovvero dei trasferimenti statali effettuati sulla base di quanto si è speso negli anni precedenti) e spazio ai nuovi costi "standard" per i servizi essenziali, che premiano le amministrazioni più efficienti, oltre a un fondo perequativo di sostegno per quegli Enti che dispongono di ridotta capacità fiscale per il numero minore di abitanti residenti. Dovrà, poi, essere esclusa ogni doppia imposizione sulla medesima base imponibile, salvo le addizionali eventualmente previste da leggi statali e si dovrà procedere verso un'estrema semplificazione del sistema tributario. Agli Enti locali sarà, inoltre, richiesta una tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali. Previste, infine, sanzioni per le amministrazioni "sprecone" o per quelle che non assicurano ai propri cittadini i livelli essenziali di prestazioni (Sanità, Istruzione, Assistenza).

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Patrimonio degli Enti locali (articolo 16) A tutte le Amministrazioni locali sarà garantito un proprio patrimonio, commisurato alle dimensioni territoriali, capacità finanziarie e alle singole competenze svolte. I beni immobili saranno assegnati secondo il criterio della territorialità.

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Premi agli enti virtuosi (articolo 15) Sarà introdotto un sistema che premia le Amministrazioni più virtuose, con Il presidente del consiglio eventuali modifiche dell'aliquota Silvio Berlusconi di un tributo erariale. Per i cattivi amministratori, invece, strette di cinghia sui trasferimenti, divieto di assunzione di nuovo personale, fino ad arrivare alla più grave sanzione "politica" dell'ineleggibilità automatica per quei responsabili che avranno condotto l'Ente amministrato in stato di dissesto finanziario.

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Regime transitorio (articoli 17 e 18) Per Assistenza, Istruzione e Sanità, andrà individuato strada facendo, mentre per le

Regioni a statuto speciale (articolo 20) Concorreranno, assieme alle Province autonome di Trento e Bolzano, al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà secondo criteri e modalità da definire secondo le norme di attuazione dei rispettivi statuti. Prevista, poi, la possibilità di trattenere anche parte delle accise sugli oli minerali in proporzione ai volumi raffinati sul loro territorio, contestualmente al trasferimento e all'attribuzione delle competenze amministrative non ancora esercitate. Roma capitale (articolo 13) Avrà quote aggiuntive di tributi e, nelle more di circoscriverne compiti e fabbisogni, riceverà, anche, in via transitoria, un contributo ad hoc, previo assenso del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe). Previsto, poi, un trasferimento, gratuito, al comune di Roma di beni appartenenti al patrimonio dello Stato e non più funzionali alle esigenze dell'amministrazione centrale.

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Spese Regioni (articoli 5 e 8) Le Regioni a statuto ordinario finanzieranno le proprie spese con tre tipi di tributi (il terzo è in via di definizione): quelli propri derivati, istituiti e regolati da legge statale (con le aliquote riservate a valere sulle basi imponibili dei tributi statali) e con i tributi propri (istituiti con legge regionale, ma solo su basi imponibili che non sono già assoggettate a imposizione erariale). Al momento, resta in cantiere l'Irpef regionale. Per i primi due tipi di tributi, le Regioni potranno modificare sia le modalità della base imponibile che le aliquote, ma entro i limiti massimi fissati dalla legge statale. L'attribuzione del gettito dei tributi regionali istituiti con legge statale e la compartecipazione ai tributi erariali avverrà secondo il principio di territorialità. Per le materie di competenza regionale esclusiva e concorrente, prevista, poi, una riduzione delle aliquote dei tributi erariali, con conseguente aumento dei tributi propri derivati e dell'aliquota della compartecipazione all'Iva, destinata ad alimentare il fondo perequativo.

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Tasse di scopo e tributi locali (articoli 10 e 12) I Comuni potranno introdurre una tassa di scopo per finanziare la realizzazione di opere pubbliche o oneri derivanti dalla mobilità urbana o da particolari eventi turistici. Lo stesso potranno fare Province e Città metropolitane per provvedere a specifiche finalità istituzionali. Prevista, poi, l'attribuzione di compartecipazioni e addizionali di tributi erariali e regionali, oltre alla generica possibilità, per Comune e Province, di individuare un paniere di tributi propri da gestire con adeguata flessibilità. Sparisce, quindi, ogni riferimento alla cosiddetta service tax, cioè all'imposizione sui servizi immobiliari.

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Il commento Articolo di Luca Bilotta

L'impresa culturale del Federalismo, unica speranza per un'Italia migliore orse qualcosa cambierà. Lo sperano in molti, guardando l'orizzonte dell'Italia con occhi carichi di speranza. Il Federalismo Fiscale, voluto fortemente dalla Lega Nord, appare come un Messia, pochi mesi dopo la catastrofe economica internazionale. La crisi finanziaria che ha colpito l'Europa e - seppur con implicazioni differenti - anche l'Italia, hanno trasformato Roberto Calderoli e Umberto Bossi in veri e propri eroi della Patria. Alquanto strano, considerando che fino a pochi giorni fa erano visti come secessionisti del Nord, in un'Italia centrista. In breve tempo si sono evoluti in figli di Garibaldi che, con le loro idee spesso bistrattate, ora possono risollevare le sorti dello Stato. Per il nostro Paese si tratta di una rivoluzione politica ed economica, ma soprattutto culturale. Un'apertura che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile. Il Federalismo, invece, è balzato alla ribalta della cronaca politica, come un'idea giusta e che potrebbe snellire - non solo economicamente, ma anche a livello burocratico - la grande macchina chiamata Italia. I presupposti sono ottimi, il Nord potrebbe ulteriormente spiccare il volo. Inoltre Milano, in virtù anche dell'Expo 2015, potrebbe rafforzarsi di più e divenire capitale economica del Belpaese.

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ttenzione, però, c'è una grande incognita. Parafrasando un antico assioma romano "Divide et Impera", c'è da porci un sostanziale interrogativo. Dividere l'Italia è giustissimo, ma chi governerà chi deve governare? Passateci il gioco di parole, ora entriamo nel vivo della questione. La nuova architettura federalista, si basa soprattutto sull'indipendenza degli Enti locali in fase di tassazione. Gli amministratori dovranno così giustificare davanti ai loro elettori ogni tassa e la sua entità. Per rendere più virtuoso il meccanismo sarà introdotto un sistema che premia le Amministrazioni più oculate - con eventuali modifiche dell'aliquota di un tributo erariale - e penalizza i cattivi amministratori. Un ottimo modus operandi, che responsabilizza una volta per tutte Regioni ed Enti locali. Oneri e onori, soprattutto per i governanti che - in caso di cattiva gestione - rischiano addirittura l'ineleggibilità automatica. C'è da considerare, però, il malcostume che spesso regna nella classe dirigente attuale. Sprechi e non curanza delle esigenze del territorio, sono oramai parte integrante della cronaca di tutti i giorni. Leggasi malasanità, nepotismo e infrastrutture realizzate con fondi pubblici e mai utilizzate, soprattutto al Sud. Da una parte è vero che verranno introdotti dei trasferimenti perequativi dalle Regioni ricche a quelle povere. Ma dall'altra, senza una supervisione generale dell'intero sistema, si rischia di creare un considerevole gap fra le aree economicamente più virtuose e quelle in difficoltà. In pratica nulla di nuovo sotto il sole, una condizione distante anni luce da due repubbli-

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che federaliste come Germania e Svizzera. Uno scenario che, fra l'altro, si riverserebbe ulteriormente sulla competitività delle industrie italiane. l forte rischio, infatti, è che il Federalismo Fiscale si tramuti in un'arma a doppio taglio. Da legge per la rinascita economico-amministrativa a discriminante della competitività industriale italiana. Le aziende devono già combattere contro mille avversità, fra cui globalizzazione e crisi dei mercati finanziari internazionali. Hanno bisogno di compattezza, d'unità d'intenti e supporto. Se l'Italia si trasformasse positivamente con il Federalismo Fiscale, le stesse potrebbero essere più libere di muoversi sul mercato. Le Regioni, infatti, conoscendo meglio il tessuto imprenditoriale in cui operano, potrebbero facilitarne l'operato grazie a tasse mirate e minor vessazione fiscale. Ma se lo Stato non riuscisse a ottimizzare questi buoni propositi, il risultato sarebbe alquanto drammatico. L'Italia si trasformerebbe in una nazione federalista atipica, con squilibri incolmabili fra Nord-Sud. E se il progetto andasse a gambe all'aria, nel giro di pochi anni lo stesso Nord si ritroverebbe a pagare un prezzo troppo alto. Non tacciateci per disfattisti, siamo i primi a sostenere che il Federalismo Fiscale sia una grande soluzione. Ma conosciamo anche l'Italia e soprattutto gli italiani: poco propensi ai grandi cambiamenti culturali. Un esempio? Dinanzi a questa rivoluzione, il Sud è silente. Sembra preoccupato solo di garantirsi un sussidio per l'eternità con "compensazioni" adeguate, attraverso la quota del gettito fiscale che le Regioni più ricche dovranno comunque trasferire, tramite lo Stato centrale, alle Regioni più povere.

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fronte di questi foschi presagi, il Governo si deve responsabilizzare e trasformarsi in un organo di vigilanza super partes. Ago della bilancia dell'economia nazionale, con un occhio di riguardo alla reale crescita del Sud. Un passaggio non facile: da primo esecutore a massimo controllore. Un salto che in pochi hanno considerato e che - da un certo punto di vista - fa paura. Lo Stato deve farsi paladino delle esigenze di sviluppo delle imprese italiane, già preoccupate per l'attuale criticità della congiuntura economica. E al contempo prepararne il terreno su cui si poggeranno in futuro, evitando l'aumento della pressione fiscale e la discriminazione della tassazione a livello territoriale. Tutto questo, però, sarà inutile se alla base non ci sarà un reale cambio culturale dell'Italia e, soprattutto, degli italiani. E' questa la vera chiave di volta per rendere il Federalismo Fiscale l'arma giusta per il rilancio dell'economia nazionale. Forse, però, la trasformazione è già in atto. Come detto, Umberto Bossi e Roberto Calderoli sono divenuti improvvisamente garibaldini. Vuoi vedere che gli italiani "brava gente", lo sono diventati davvero? Come si dice in questi casi, "Spes Ultima Dea". La speranza è l'ultima a morire.

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Il parere Articolo di Anna Saurgnani Foto di Franco Pasinetti

"La crisi economica in Italia ha origini diverse rispetto agli altri Paesi, noi paghiamo una politica del passato fatta di sprechi"

Roberto Castelli

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Il Federalismo non ci salverà dalla crisi I risultati arriveranno dalle infrastrutture Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture con delega per l'Expo 2015 a Milano, parla di riforma fiscale e crisi finanziaria: "Da quando entrerà a regime, si vedranno gli effetti non prima di tre o quattro anni" oberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture con delega per l'Expo 2015 a Milano, parla di Federalismo e crisi finanziaria. La Riforma fiscale voluta dal Carroccio - e in attesa del passaggio definitivo in Parlamento - farà sentire i suoi benefici sull'economia dello Stato solo fra qualche anno. Adesso per uscire dalla crisi è fondamentale, spiega Castelli, investire nelle infrastrutture, un'operazione che costituirebbe una formidabile leva anticrisi per il nostro Paese. L'Italia del resto, come tutta l'Europa, è entrata in una fase di recessione: per Castelli bisogna impegnarsi per contenerla imprimendo uno shock positivo alla parte reale dell'economia, ovvero attraverso delle grandi opere. L'Italia ha assoluto bisogno di infrastrutture e sul tavolo del Governo Berlusconi è già pronto un programma decennale d'investimenti già approvato dal Cipe per 115 miliardi di euro. Bergamo ne fa parte: Brebemi e Pedemontana restano le priorità per il sistema viario lombardo e bergamasco: con l'aumento del traffico, infatti, la quarta corsia della A4 potrebbe non bastare più.

Saranno rispettati i tempi che prevedono l'ultimo passaggio in Parlamento entro dicembre o al massimo gennaio? "Il documento avrà bisogno almeno di tre letture (dalla Camera ora è al Senato e poi ritornerà ancora alla Camera n.d.r.), a meno che non si scelga di coinvolgere da subito i deputati per presentare tutte le modifiche del caso. A noi sta a cuore che venga approvato prima della presentazione delle liste per le elezioni amministrative della prossima primavera".

Senatore Castelli, possiamo dire che siamo ad una svolta su quel Federalismo che la Lega ha fortemente voluto e imposto? "Il testo di Legge è stato depositato in Senato a fine ottobre dopo essere passato al vaglio del Presidente della Repubblica. Sarà un esame complesso: vedremo cosa deciderà il presidente del Senato. Potrebbe venire esaminato, infatti, da più Commissioni parlamentari e questo potrebbe complicare le cose. Noi spingeremo affinché l'iter sia il più breve possibile".

Oggi si sta assistendo ad una sorta di Federalismo al contrario: lo Stato ha concesso a Roma 500 milioni l'anno e 150 milioni a Catania per due amministrazioni sprecone. Cosa dice la Lega? "C'è un dato da non sottovalutare: questi buchi sono stati coperti da fondi Fas (Fondi destinati al Sud), di conseguenza i lombardi hanno pagato uno scotto molto basso per salvare i due Comuni. Del resto se al Governo c'è la Lega qualcosa doveva pur cambiare. Prima, lo sappiamo tutti, pagava sempre "Pantalone", ovvero il cittadino di tasca

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Il Federalismo potrà aiutare il Paese ad uscire dalla crisi? Ci potrebbero essere effetti in questo senso? "Al momento non credo, perché da quando il federalismo entrerà a regime si vedranno gli effetti non prima di tre o quattro anni. Allora sì cambierà qualcosa. Teniamo presente che la crisi economica in Italia ha origini diverse rispetto agli altri Paesi, noi paghiamo una politica del passato fatta di sprechi. Con il Federalismo finalmente potremo ridurli perché introduce, tra le altre cose, anche il principio di responsabilità per chi amministra".

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propria, oggi possiamo dire che è stato fatto un passo in avanti. Del resto è impensabile fermare il malcostume che c'è in Italia da un momento all'altro". Lei sta dicendo che il Governo sta provando a cambiare rotta? "Mi sembra che i fatti siano sotto gli occhi di tutti. Da quando gli italiani hanno mandato a casa Prodi e hanno voluto che li governasse il centrodestra, la questione dei rifiuti napoletani è stata risolta in poco tempo. Per Alitalia sembrava non ci fosse più nulla da fare e invece è stata salvata, a Roma e Catania, come ho detto prima, abbiamo lanciato il salvagente. Le questioni più spinose ed urgenti sono state tutte risolte dal Governo Berlusconi". Passiamo alle questioni locali. Il sindaco di Bergamo lamenta la mancanza di fondi per il Comune penalizzato dall'abolizione dell'Ici. "Mi sembra una polemica inutile. Io non so se il sindaco ha dichiarato che i fondi per l'Ici da gennaio a giugno sono stati versati e a fine anno verrà versata l'altra metà. E' vero che i Comuni hanno subìto i tagli, ma tutti sembra vogliano dimenticarsi che se abbiamo questo debito pubblico è per l'eredità che ci hanno lasciato partiti come Dc, Psi e Pci. Noi adesso abbiamo sulle spalle questo immenso peso". Come pensate di scrollarvi questo macigno che avete ereditato, come dice lei, dalla Prima Repubblica? "Per la prima volta dopo più di vent'anni nel 2011 riusciremo a portare il debito del Pil sotto il 100 per cento. Noi ci siamo impegnati seriamente nella lotta per sanare i conti dello Stato e lo stiamo facendo senza aumentare le tasse, ma tagliando le spese". Sull'Italia, però, adesso si è abbattuta la crisi finanziaria mondiale, dovrete fronteggiare anche questo. "Purtroppo è arrivato questo Tsunami finanziario e c'è il reale pericolo di una recessione. Il Governo è intervenuto immediatamente con due decreti legge per garantire la fiducia dei cittadini nelle banche. Un'operazione che è stata apprezzata dagli altri Paesi europei, perché abbiamo dimostrato di aver agito in tempi rapidi". E in vista della recessione quali misure attuerà il Governo? "La situazione è quella che è, siamo in un momento difficile, è inutile negarlo. Adesso è il momento di attuare misure che sostengano la domanda, per non andare verso la paralisi dell'economia". Lei è vice ministro alle infrastrutture, si riferisce alla realizzazione delle grandi opere per rilanciare l'economia delle imprese? 24

"Certamente, è uno degli scenari più realistici da attuare". Restando in ambito locale a che punto siamo con le infrastrutture? Per Brebemi e Pedemontana si intravede uno spiraglio? "Premetto una cosa: prima le infrastrutture servivano per rilanciare l'economia e risolvere i problemi legati al traffico, oggi potrebbero avere un ruolo in più: quello di aiutarci a fronteggiare crisi. Il traffico su gomma è destinato a raddoppiare entro il 2008, non possiamo stare a guardare. Dobbiamo rimetterci in moto dopo che il Governo Prodi ha bloccato quello che avevamo avviato con il precedente Governo". Si deve ripartire insomma. "Qualcosa si sta muovendo, anche da noi. Pensiamo al passante ferroviario, al raddoppio della Lecco-Milano e a quello della Bergamo-Treviglio. Opere concluse che avevamo atteso per anni". Ma ne mancano ancora altre, soprattutto in previsione dell'Expo 2015. "Il Governo sta facendo il possibile, pensiamo, a livello nazionale, all'alta velocità Milano-Bologna, al traforo del Brennero o al passante di Mestre. Con noi le opere pubbliche si sono rimesse in moto, ma non possiamo forzare i tempi tecnici per la loro realizzazione". E nella nostra provincia, oltre che alla Lombardia, a che punto siamo? "Stiamo procedendo con la Brebemi, opera fondamentale considerando che la quarta corsia della A4 ha alleviato le sofferenze di chi la percorreva, ma le previsioni sul traffico, come dicevo prima, non sono incoraggianti. Continuerà ad aumentare e non si può prescindere dalla nuova autostrada Brescia-Bergamo-Milano, altrimenti rischiamo di ricadere nell'incubo della A4. E poi pensiamo alla Tramvia delle Valli che, finanziata dallo Stato, sta giungendo a maturazione. I lavori procedono, dobbiamo solamente attendere la conclusione tecnica dei lavori. Ma assicuro che faremo il possibile per terminare i lavori entro il 2015". Il sindaco di Bergamo ha detto che l'opera prioritaria per la città, ma non solo, sarà il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Orio al Serio. "E' un'opera sul tappeto ma non è ancora finanziata. Un progetto importante credo che sia l'asse sud che deve continuare fino a Mapello. In questo modo Lecco e Bergamo diventeranno raggiungibili in venti minuti e si potrà ripensare all'interazione tra le due città". Un'ultima domanda: sarà lei il prossimo sindaco di Bergamo? La sua candidatura, ufficiale, l'ha decisa Bossi in persona. "Io sono a disposizione del movimento, so che la Lega punterà alla Provincia dove abbiamo già il nostro candidato che è Ettore Pirovano".


Camera di Commercio

l terzo trimestre del 2008 registra ancora una caduta della produzione industriale in provincia di Bergamo della stessa entità (-2,6% la variazione annua) rilevata nello scorso trimestre. La dinamica destagionalizzata, segna invece un lieve rialzo, anche se lungo una curva con molte oscillazioni. Il quadro è marcatamente negativo, tanto più se si considera che i risultati forniti dalle imprese si riferiscono a un periodo di tempo - tra inizio luglio e fine settembre - antecedente l'esplosione della crisi finanziaria internazionale. Il calo di produzione, ordini e fatturato rispecchia un indebolimento della domanda, interna ed estera, già in corso da diversi mesi, nonché una tendenza di lungo periodo che colpisce alcuni settori di specializzazione dell'industria bergamasca (e regionale) e segnatamente il tessile. Ma è certamente l'approfondirsi del ciclo negativo per la meccanica a determinare una più ampia e diffusa flessione della produzione. Lo stesso export mensile totale di Bergamo, a prezzi correnti, certificato da Istat, è risultato inferiore ai corrispondenti mesi dell'anno precedente

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La meccanica s'inceppa, per il tessile altro strappo La Congiuntura rivela segnali negativi per il secondo trimestre consecutivo, dopo una striscia utile lunga 4 anni Continua inoltre il calvario del tessile che registra una flessione degli addetti da 25 trimestri consecutivi

sia a giugno (-7,8%) che a luglio (-4,4%), soprattutto nei confronti dei partner europei (-8,5% a giugno e -8,9% a luglio l'export verso i paesi dell'Unione europea a 27). Il valore corrente delle esportazioni di Bergamo cumulate nei primi 7 mesi dell'anno cresce solo del +1,8% sullo stesso periodo del 2007, un incremento ben distante dal dato medio nazionale (+6,1%) e regionale (+5,4%). L'intonazione negativa del quadro congiunturale è confermata dalla netta caduta della produzione nell'artigianato manifatturiero (-3,9% su base annua), anch'essa estesa a tutte le province lombarde con l'eccezione di Sondrio, e da segnali di rallentamento in alcuni settori manifatturieri collegati alla filiera dell'edilizia e della produzione di beni per la casa. Le aspettative sul quarto trimestre del 2008 sono tutte negative. Per quanto riguarda l'occupazione, i risultati del terzo trimestre del 2008 registrano una moderata flessione degli addetti (-0,15% nei tre mesi), in linea con il profilo stagionale, e una divaricazione negli andamenti occupazionali dei diversi settori, tra i quali si segnala il tessile con una flessione di addetti che si protrae da 25 trimestri consecutivi. L'Indagine regionale sull'industria è realizzata da Unioncamere, Confindustria e Regione Lombardia. Nella rilevazione del terzo trimestre 2008 sono state intervistate, nelle prime settimane di ottobre 2008, 1.686 aziende industriali lombarde con almeno 10 addetti. In provincia di

Bergamo hanno risposto 237 aziende. La produzione industriale in provincia è ancora in netto calo (-2,6 per cento come già nella precedente rilevazione) rispetto a un anno fa. L'indice destagionalizzato della produzione (base anno 2000 = 100) mostra invece una leggera oscillazione al rialzo e si porta a quota 105,5, con una variazione su base trimestrale del +0,19 per cento. La congiuntura negativa riguarda tutte le dimensioni d'impresa e la maggior parte dei settori: 9 settori (erano 10 lo scorso trimestre) su 13 registrano una variazione grezza negativa su base annua. I comparti dei mezzi di trasporto, chimica, alimentari e gomma-plastica sono al di sopra dello zero. Per il secondo trimestre consecutivo è negativa la variazione annua grezza della meccanica: dopo il -0,7% dello scorso trimestre 2008 (che interrompeva una lunga serie positiva di 16 trimestri), il calo si accentua con un consuntivo del -2%. Il 39% delle numerose aziende meccaniche presenti nel campione denuncia flessioni al di sotto del 5% mentre il 27,2% registra ancora incrementi positivi superiori al 5% a conferma di una certa polarizzazione degli andamenti del settore. Resta invece ancora ampiamente positiva la dinamica produttiva nel (meno consistente) settore dei mezzi di trasporto. Il sistema moda (tessile, abbigliamento e pelli-calzature) continua ad accusare flessioni pesanti, anche per la riduzione o sospensione dell'attività in alcune importanti aziende. La caduta della produzio27


ne del tessile è in fase di peggioramento, mentre nell'abbigliamento, che ha una stagionalità più accentuata, la variazione pur negativa è meno vistosa rispetto alla precedente rilevazione. Dall'inizio dell'anno è in calo anche il legno-mobili mentre solo nell'ultimo trimestre si nota anche una flessione del settore dei minerali non metalliferi, settori entrambi legati alla filiera dell'edilizia e dei prodotti per la casa. Il settore alimentare recupera leggermente dopo diversi trimestri negativi. Peggiora la carta-editoria e risultano in flessione anche la siderurgia e le industrie varie. Dopo un trimestre in calo, torna su valori positivi la chimica e, anche se solo di un soffio oltre lo zero, la gomma-plastica reduce da due trimestri consecutivi negativi. Il ciclo congiunturale è in fase negativa in tutta la regione: se si eccettua Cremona, favorita probabilmente da una specializzazione nell'industria alimentare, generalmente anticiclica, tutte le province lombarde registrano variazioni annue negative, particolarmente accentuate nell'area pedemontana caratterizzata da una maggiore concentrazione delle industrie tessili e meccaniche. Il fatturato a valori correnti su base 28

annua, dato grezzo, è in territorio negativo per il secondo trimestre consecutivo sia per la componente interna (-1,5%) che per quella estera (-1,6%). La meccanica registra una flessione del fatturato interno (-0,7%) ma una variazione an-


cora positiva per quello estero (+1,5%). Nel tessile invece le vendite sono in calo di oltre 7 punti percentuali sul mercato nazionale e di oltre 17 punti sui mercati esteri. Gli ordinativi acquisiti nel trimestre sono in flessione sul mercato nazionale (-1 per cento la variazione destagionalizzata) ma in modo ancor più marcato (-2 per cento) sui mercati esteri. Le giornate di produzione equivalenti agli ordini acquisiti nel trimestre sono 42,1, in calo rispetto ai livelli precedenti (43,7 nell'ultima rilevazione). In termini di variazione trimestrale grezza, gli ordinativi della meccanica diminuiscono del -7% sul mercato interno e di 5 punti su quello estero. Nel tessile si registrano incrementi degli ordini nazionali di quasi 2 punti e flessioni fino al 15% per gli ordini esteri. I prezzi delle materie prime decelerano dal +3,4% dello scorso trimestre al +2,1% dell'attuale, così come i prezzi dei prodotti finiti la cui dinamica scende al +0,8% rispetto al +1,2% del secondo trimestre dell'anno. Il numero degli addetti delle imprese del campione è in calo (-0,15 per cento nel trimestre) come risultato a saldo di un tasso d'ingresso di 1,75 e di un tasso di uscita di 1,90 per cento. La serie destagionalizzata dopo due trimestri consecutivi di flessione segna tuttavia un lievissimo recupero (+0,09). L'occupazione nella meccanica è pressoché invariata (+0,03) nel trimestre (1,55 il tasso d'ingresso e 1,52 il tasso di uscita). Nel tessile ad un tasso di ingresso di 1,37 è corrisposto un tasso di uscita di 2,59 con un saldo negativo del -1,22% per cento nel trimestre. Variazioni negative dell'occupazione si segnalano in 5 settori (erano 6 nella scora rilevazione) su 13. Le aziende che hanno utilizzato la cassa integrazione ordinaria sono in leggero aumento (8,9% del campione contro il 8,3 % del trimestre precedente); nel tessile sono però il 38%. La quota di cassa integrazione ordinaria utilizzata è pari al 1,2% del monte ore trimestrale (3,7% nel tessile), in diminuzione rispetto al 3,2% nel trimestre precedente. Le aspettative sono per il secondo trimestre consecutivo negative su tutte le componenti e in accentuazione soprattutto per quanto riguarda la domanda estera e l'occupazione.

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Il duro prezzo dell'artigianato ell'artigianato di produzione - l'indagine realizzata in ottobre ha raccolto le risposte di 1.286 aziende della Lombardia, di cui 176 a Bergamo - il ciclo congiunturale è ancora più negativo. Nel terzo trimestre la produzione provinciale diminuisce del -3,9% su base annua (nel secondo trimestre la flessione era stata del -1,9%). Il dato regionale è ancora peggiore e sfiora un calo del 5%: tutte le province, con la sola eccezione di Sondrio, riportano variazioni tendenziali negative. L'indice destagionalizzato della produzione artigiana scende a quota 94 (con base 100 nel 2002) con una variazione nel trimestre anch'essa negativa pari al -1,1 %. Il 38,2% delle aziende (erano il 35,2% nella scorsa rilevazione) registra cali produttivi oltre il -5%, mentre sono il 14,5% (contro il 19,8% del I trimestre) quelle con incrementi superiori al +5%. Il saldo complessivo tra segnalazioni di aumento e diminuzione peggiora pesantemente portandosi al 26%, contro il -16,7% della precedente rilevazione. Tutti i settori (erano 9 su 11 nel secondo trimestre) riportano variazioni grez-

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ze della produzione negative. La meccanica è in flessione del 6%, il tessile del 3,4%, l'abbigliamento del 7%. Il fatturato complessivo grezzo cala su base annua del -4,2% (dopo il -2,2% della scorsa rilevazione). Rallenta la dinamica dei prezzi delle materie prime (+2,8% contro il precedente +4,8%) e dei prezzi dei prodotti finiti (+0,6% rispetto al +1,1% nello scorso trimestre). Gli addetti diminuiscono del -1,6% come risultato di un allargamento del divario tra un tasso d'ingresso in calo (1,47% nel trimestre) e un tasso di uscita che sale al 3,08%. Nella meccanica la variazione è nulla (1,53 in ingresso, 1,53 in uscita) mentre nel tessile l'occupazione cala del -4,23% (a un tasso d'ingresso di 1,44 ha corrisposto un tasso di uscita di 5,76). Peggiorano nettamente le aspettative per il quarto trimestre del 2008. Il saldo tra previsioni di aumento e diminuzione è negativo per la produzione( -23,2% rispetto al -21,6% nella scorsa rilevazione), per la domanda interna (25,9% rispetto al -19,8% precedente), per la domanda estera (19,4% contro il -10,6%) e anche per l'occupazione (-9,4% contro il -5,6% precedente).

Servizi, nessuna resa Sofferenza del commercio indagine congiunturale nel commercio al dettaglio, condotta da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, ha coinvolto nel terzo trimestre del 2008 1.001 imprese lombarde con un numero di addetti compreso tra 3 e 199. In provincia di Bergamo hanno risposto 116 im-

L'

prese con una copertura sul campione teorico pari al 90%. Il volume d'affari nel terzo trimestre del 2008 è segnalato in calo in provincia di Bergamo del 1,5% (- 3,3% in Lombardia) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Negativa è anche la variazione congiunturale, sul trimestre precedente: 29


1,8% (-4,4% in Lombardia). La riduzione del giro d'affari su base annua è marcata tanto nel settore alimentare (-2,2% a Bergamo, - 4,0% in Lombardia) che nel non alimentare (-2,5% a Bergamo, -1,8% in Lombardia) mentre flessioni più moderate sono riportate nel non specializzato (-0,4%) a Bergamo di contro a una forte caduta in regione (-4,7%). La variazione complessiva tendenziale per classe dimensionale segnala in genere un andamento fortemente negativo per i piccoli (tra 3 e 9 addetti) esercizi commerciali (-3,5%); stazionarietà (0,1%) negli esercizi tra 10 e 49 addetti e un modesto incremento pari al +1,6% in quelli maggiori (tra 50 e 150 addetti). Nel complesso del commercio al dettaglio si conferma una netta riduzione tendenziale delle vendite da tre trimestri consecutivi, con un peggioramento più netto in Lombardia rispetto a Bergamo. L'occupazione flette nel terzo trimestre del 2008 del -0,7% (contro un -1,1% a livello regionale) come risultato di un tasso d'ingresso del 2,5% e di un tasso di uscita del 3,3%. L'indagine congiunturale nei servizi ha riguardato 210 imprese della provincia. Il volume d'affari complessivo, dell'insieme dei servizi indagati, è in calo a Bergamo su base annua del 0,1% (-0,3% in Lombardia). La variazione nel trimestre è negativa (-3,4%) a Bergamo e in Lombardia (2,4%). Gli andamenti del giro d'affari su base annua variano - con regolarità influenzata anche dalle diverse coperture campionarie, più ridotte nel dato

30

provinciale - da settore a settore. Nelle costruzioni, dopo la netta caduta nel secondo trimestre del 2008, la variazione pur sempre negativa è in attenuazione sia a Bergamo (-0,2%) che in Lombardia (-0,9%). Nel commercio all'ingrosso, Bergamo segna un -3,6% contro una flessione del -1,6% in Lombardia. Negli alberghi e ristoranti, il volume d'affari si conferma ancora in calo (-1,8%) per il secondo trimestre consecutivo; in regione la contrazione (-2,9%) è ancora più netta. E' invece positivo a Bergamo l'andamento nei trasporti ed attività postali (+4% a Bergamo) che segnano invece il passo in Lombardia (-0,4%). Nell'informatica e telecomunicazioni la variazione tendenziale a Bergamo è in peggioramento (-1,5 %), mentre è ancora positiva a livello regionale (+2,3%). Nei servizi avanzati alle imprese (ricerca e sviluppo, servizi professionali e imprenditoriali, ecc.) il volume d'affari a Bergamo dopo una brusca caduta nel secondo trimestre si riporta ad un più contenuto 0,3% (+1,4% in regione). Negli altri servizi alle imprese (finanziari, immobiliari, vigilanza, pulizia) il dato di Bergamo (+3,4%) è in progresso e continua ad essere più brillante del dato medio regionale da tre trimestri a questa parte. Infine nei servizi alle persone (istruzione e sanità private, attività ricreative, lavanderie, parrucchieri, ecc.) la dinamica tendenziale si mantiene su valori positivi (+1,8%) a Bergamo mentre accusa una flessione (-0,3%) in Lombardia. L'occupazione nel complesso dei servizi cresce nel trimestre a Bergamo (+0,6%) ed è ancora immutata in Lombardia. La variazione trimestrale degli addetti è negativa negli alberghi e ristoranti (-7,2%), nei servizi alle persone (-3,4%), nelle costruzioni (-2,8%) e nell'informatica e telecomunicazioni (-1,3%). Aumentano invece gli addetti nei trasporti e servizi postali (+0,9%), nei servizi avanzati (+0,6%) e negli altri servizi. La congiuntura negativa, sia nel commercio che nei servizi, è un fenomeno generalizzato all'insieme delle province della Lombardia: Bergamo registra cali d'intensità relativamente minori nel commercio e nei servizi. Da notare invece la divaricazione massima degli andamenti di commercio fortemente negativo - e servizi - in buon progresso - nell'area metropolitana corrispondente alle province di Milano e di Lodi.


L'allarme Articolo di Carlo Quiri

Crisi edilizia, a Bergamo le prime crepe nei mattoni Il primo settore produttivo bergamasco dal punto di vista numerico, accusa preoccupanti difficoltà nel residenziale e nell’ industriale. ll grido d'allarme riguarda un comparto che, con circa 57.000 occupati tra dipendenti e indipendenti, equivale al 12% del mercato del lavoro provinciale

l residenziale si è fermato, dall'edilizia industriale c'è poco da aspettarsi vista la crisi produttiva e inizia a farsi sentire anche la stretta del credito: "Se non si sbloccherà entro breve il settore degli appalti pubblici - afferma Paolo Ferretti, presidente dei grandi costruttori raggruppati nell'Ance Bergamo - mi aspetto che anche l'edilizia sia investita dalla bufera che si sta abbattendo sull'industria". Secondo Marco Amigoni, presidente della Lia Liberi Imprenditori Associati, "Per i nostri imprenditori il vero problema è la liquidità: ormai siamo arrivati al pagamento a 150 giorni, nel campo dei contoterzisti e dei subappaltatori - dichiara - così le piccole imprese sono sempre più al limite e i nostri Confidi si stanno convertendo a un ruolo di banche, anticipando le risorse". Ma il segnale più preoccupante arriva dal fronte occupazionale: per la prima volta da 10 anni, il numero di addetti in provincia sta calando del 2% cir-

I 32

Paolo Ferretti


ca, con un ritmo accelerato in questi ultimi due mesi. livello bergamasco è il nostro lavoro di tutti i giorni a "E' un fatto senza precedenti - spiega Alessandro Fu- dirci che mancano commesse di spessore. Se prensini, segretario degli edili Cgil - che ci lascia davvero preoccupati". Il grido d'allarme riguarda un settore che, con circa 57.000 occupati tra dipendenti e indipendenti, equivale al 12% del mercato del lavoro provinciale (la media regionale è 7,7%) e un quarto degli addetti all'industria, per non parlare delle quasi 20.000 imprese che rappresentano il 15% del totale lombardo ma anche il primo settore produttivo bergamasco, se non altro dal punto di vista numerico. Del resto, nella vicina Brescia si è assistito al taglio delle assunzioni per la prima volta da 9 anni e la preoccupazione del settore è notevole. "Che sia in atto una contrazione dei volumi, è innegabile - riprende Ferretti - su scala nazionaAddetti Elaborazione Fillea-Cgil le il dato è già emerso con evidenza, mentre a 33


diamo come esempio l'edilizia residenziale, l'andamento dei tassi sui mutui e la crisi generale delle famiglie non consentono previsioni ottimistiche; guardando invece al settore produttivo, oggi come oggi le aziende che investono sui muri risultano pochissime, preoccupate come sono a fronteggiare il crollo dei mercati. Resta il settore pubblico, cioè i nostri enti locali esangui, oppure l'ultima Finanziaria che ha limato del 14% i finanziamenti alle infrastrutture; adesso Tremonti sembra tornare sui suoi passi, ma il quadro è grigio". La ciliegina avvelenata sulla torta, per dirla come il presidente Ance, è infine rappresentata dal nuovo ospedale di Bergamo: "Al di là dei materiali, delle materie prime, ben poco è rimasto all'edilizia bergamasca del più grande cantiere aperto in provincia: c'è lavoro per qualche piccola azienda, ma la struttura stessa del bando ha escluso in anticipo i grandi gruppi bergamaschi, creando di fatto una disparità di trattamento". Reduce da un incontro di categoria a Brescia, anche Marco Amigoni ha le idee molto chiare sulla situazione della Pmi edile: "Precisiamo subito che i costruttori bresciani dipendono al 50 per cento da e che MiIl segnale più preoc- Milano, lano è ferma. Bercupante arriva dal gamo invece sofmeno, su quefronte occupazionale: fre sto versante. Oggi per la prima volta da come oggi, le picimprese che 10 anni, il numero di cole lavorano con capiaddetti in provincia tali propri possoconsiderarsi al sta calando del 2% no coperto, mentre circa, con un ritmo quelle che funziocome picaccelerato in questi navano cole immobiliari ultimi due mesi si trovano i rubinetti del credito chiusi e navigano in grande difficoltà. Di turismo e seconde case, meglio non parlarne nemmeno: ci dicono i colleghi che perfino il lago di Garda non tira più. E poi fino all'anno scorso le banche finanziavano il 100% di un mutuo, mentre adesso è già fatica spuntare il 70-80%. Comunque mi aspetto il peggio a marzo, dopo la pausa invernale". Dicevamo dei primi cedimenti anche nella tenuta occupazionale. "Per l'edilizia, quasi metà del volume d'affari era frutto della manutenzione ordinaria dei Comuni - spiega il sindacalista Alessandro Fusini, segretario provinciale della Fillea - e con gli enti locali al verde, si inceppa tutto il meccanismo, come dimostra anche l'andamento della cassa integrazione. In teoria, questo do34

vrebbe essere un settore anticiclico, però la crisi economica sembra talmente profonda da rimettere tutto in discussione. Il fatto poi che l'occupazione stia cedendo dopo dieci anni consecutivi di crescita, la dice lunga sulla gravità di questa crisi".

Zoom

Costruzioni, i numeri della crisi fotografati dalle Casse edili er trovare un saldo negativo nell'andamento delle casse edili provinciali, occorre risalire alla metà del 1998, quando il numero di lavoratori iscritti risultò inferiore all'anno precedente. Da allora, i numeri sono cresciuti del 35% fino a oggi, ma per il settore è arrivata adesso la seconda battuta d'arresto come strascico della crisi economica dilagante. Eppure, fino al giugno scorso nessun segnale di recessione si era ancora manifestato per uno dei settori di punta della provincia, capace di assorbire con regolarità le eccedenze delle ristrutturazioni industriali e di crescere anche come numero di imprese attive. Stando all'elaborazione dei dati effettuata dalla Fillea Cgil, le Casse Edili bergamasche (quella artigiana e quella dell'industria) a metà 2008 l'andamento continuava con il segno più, registrando 25.477 addetti iscritti contro i 25.257 di giugno 2007: +0,87%. In verità, passando dal dato di stock a quello mensile, già la variazione di giugno 2008 era leggermente negativa (-0,32%) rispetto al giugno del 2007. Adesso sono più o meno ufficiali anche i dati di fine anno, visto che la stagione dell'edilizia si chiude a settembre così come l'annata della Cassa Edile: risultano così

P

27.043 addetti (stock anno) contro i 27.375 di settembre 2007: -1,21%. Più marcata la variazione dell'ultimo stock mese disponibile: 19.658 lavoratori iscritti nel di settembre 2008 contro i 20.055 di settembre 2007 (-1,98%). A questo ridimensionamento occupazionale, per ora, non corrisponde comunque una flessione in termini imprenditoriali, visto che il numero di aziende del settore continua a crescere toccando 19.911 unità produttive al terzo trimestre, contro le 19.610 del terzo trimestre 2007 e le 18.876 di due anni fa; al dato si accompagna un leggerissimo calo per il numero di nuove iscrizioni, scese da 294 a 288 (ma nel 2006 erano state 240) e un'altrettanto lieve risalita delle cessazioni, diventate 233 contro le 210 del terzo trimestre 2007 e le 218 del 2006. Su scala nazionale, il 2008 ha registrato un saldo negativo nei primi 9 mesi pari a sole 142 aziende; nel 2007, però, il settore segnava un attivo di 9.496 unità. Rispetto a poco più di 52.700 aziende che hanno chiuso i battenti quest'anno, l'anno scorso la cifra era inferiore di quasi 1.200 unità. A condizionare decisamente il saldo è stato il forte calo delle aperture, ben 8.500 circa in meno rispetto al 2007.


Parola all'Associazione Articolo di Roberto Amaglio Foto agenzia Franco Pasinetti

Angelo Carrara

el 1928 il sociologo americano William Thomas coniò quello che oggi è noto come il Teorema di Thomas. L'enunciato sosteneva che "se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze". Contestualizzando l'assunto con la particolare congiuntura economica attuale, ciò significa che se il sistema economico mondiale si ritiene in recessione, il mercato si muove di conseguenza, adottando tutte le risposte a tale situazione. Ovvero contrazione della domanda, minor circolazione di liquidi e, necessariamente, calo degli investimenti. In due parole: sfiducia e paura. Quegli stessi termini scongiurati da Franklin Delano Roosevelt nella sua storica frase "L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa", pronunciata durante i suoi celebri discorsi al caminetto nel 1932. Una citazione entrata nei manuali di storia e recentemente ripresa anche da un altro statunitense, l'economista Lyndon LaRouche, a proposito del clima d'insicurezza venutosi a creare a causa

N 36

della gigantesca bolla finanziaria il cui crollo sta trascinando in basso anche l'economia reale. Ovviamente risulta difficile credere che la situazione attuale sia causata semplicemente da uno stato di sfiducia, tuttavia il clima è sicuramente reso più pesante dall'inquietudine che traspare quotidianamente dai media e dagli organi di stampa. O almeno questo è il pensiero di Angelo Carrara, presidente dell'Associazione Artigiani Bergamo: "Io ci credo. Il momento non è sicuramente felice, ma abbiamo i mezzi e soprattutto le capacità per riuscire a fronteggiare questa congiuntura difficile e selettiva". Una visione un po' fuori dal coro, fin troppo ottimistica. "Parlando di ottimismo si rischia di essere additati come ciechi o venditori di fumo. Ma noi dell'Associazione Artigiani non stiamo nascondendo la testa sotto la sabbia, vogliamo semplicemente inquadrare in modo diverso il difficile periodo che stiamo vivendo".


"Riscopriamo l'artigiano bergamasco" Angelo Carrara, presidente dell'Associazione Artigiani di Bergamo: "I punti chiave per il rilancio del nostro sistema azienda sono quelle caratteristiche che incarniamo da sempre per definizione Ovvero? L'Associazione in questo settore in cosa può esse"La riscoperta dell'uomo artigiano. re d'aiuto? Questo è il titolo di un articolo pubbli- "In questo momento il nostro maggiore sforzo è rivolto ad cato qualche giorno fa dal Corriere assicurarci che le banche non riducano il credito alle piccodella Sera e che ricalca esattamente le e medie imprese. È un fattore fondamentale su cui ci stiala nostra filosofia. Le parole chiave mo impegnando molto. Tuttavia, oltre alle normali attività di sono: etica, qualità, perfezionismo e lungimiranza. Termini lontani da ricavi, finanza e profitto a tutti i costi, ma che possono servirci per risollevarci da questo momento di difficoltà. Questa tesi enunciata dal sociologo di Chicago Richard Sennett ci trova perfettamente d'accordo e rimette al centro dell'azione artigiana non il lavoro ma l'uomo, non il profitto Associazione Artigiani di cedolini e paghe in primo luogo ma la soddisfazione lavorativa, le Bergamo vanta oltre ma anche altri avanzati, come lo idee e il territorio. Questi sono i punti chiave per il rilan14.000 iscritti che dal "sportello energia", Cait, lo sporcio del nostro sistema azienda e la figura dell'artigiano 1945 trovano al suo interno assi- tello appalti, ecc) e di corsi formaincarna per definizione tutte queste caratteristiche". stenza e rappresentanza d'inte- tivi continui, che si propongono di

La scheda

AAB, oltre 14 mila iscritti, una sede e mentalità all'avanguardia

L'

Non pensa che sia un rilancio ideologico, troppo slegato da un fattore economico comunque fondamentale? "Vede, noi non neghiamo la crisi e siamo consapevoli che per alcuni anni i numeri e i fatturati delle aziende non saranno più ingenti come nel recente passato. Tuttavia non possiamo prenderci il lusso di fermarci e rammaricarci per la situazione. Dobbiamo invece essere capaci di rimetterci in discussione, cogliendo quelle opportunità che già ci sono, ma che in questo scenario di pessimismo sono difficili da trovare. La qualità dei nostri prodotti, la lungimiranza dei nostri artigiani: sono questi i fattori su cui fare leva per non perdere il confronto con il mercato".

ressi comuni. Il gruppo guidato dal presidente Angelo Carrara tutela gli interessi delle imprese artigiane di produzione e servizi e, grazie a una sede all'avanguardia in via Torretta a Bergamo, è luogo d'incontro, armonizzazione e promozione di tutte quelle forze, antiche e nuove, che rendono il mercato del lavoro artigiano bergamasco uno dei sistemi lavorativi più interessanti, complessi e innovativi in campo europeo e mondiale. Tra le attività dell'Associazione, meritano di essere evidenziati la fornitura di servizi qualificati (contabilità,

rispondere alle aspettative e alle esigenze non solo del mercato nostrano, ma anche delle maggiori realtà europee. Tra i servizi messi a disposizione degli artigiani: l'aggiornamento sulle normative, la predisposizione di progetti sulla qualità, l'internazionalizzazione, l'ambiente e la sicurezza e l'elaborazione di progetti di sviluppo. E un ricco sistema di comunicazione che vede nel nuovo portale www.artigianibg.com e nella trasmissione "Bg Artigiana tv" (in onda il mercoledì sera alle 20.20 su Bergamo tv) il suo perno.

37


La sala congressi della sede di via Torretta

controllo di bilancio, i corsi che stiamo svolgendo per formare i futuri dirigenti-artigiani sono il fattore su cui abbiamo investito e vogliamo investire. La formazione permanente e continua è un valore ormai fatto proprio dagli artigiani bergamaschi e lo dimostra la partecipazione massiccia ai nostri corsi, seminari e convegni. Soprattutto in virtù delle nuove disposizioni su energia e sicurezza, Cait e Libro unico del lavoro per esempio. La qualità non è più un lusso per l'azienda, ma un requisito del suo successo. E la sicurezza è qualità". Il vostro settore è alle prese con problemi di liquidità e concorrenza, come risolvere il problema? "I problemi dell'artigianato più che altro sono legati al mancato pagamento di alcune commesse a causa di grosse aziende che, non potendo più contare sui fidi degli istituti di credito, hanno problemi di liquidità. È difficile al momento individuare quando arriverà il picco negativo, anche se è presumibile che da febbraio 2009 le cose dovrebbero andare via via migliorando. Altro discorso è la concorrenza, soprattutto quella cinese, molto spesso additata come sleale. A dire il vero non sono molto preoccupato di questo aspetto, perché anche loro attualmente sono alle prese con problemi sociali e di mercato che li porteranno ad alzare i prezzi. Inoltre, per quanto loro stiano facendo passi in avanti, la qualità del marchio italiano rimane rinomata in tutto il mondo. Di conseguenza la Cina potrebbe anche trasformarsi in una grossa opportunità per il mercato italiano, i cui prodotti di nicchia sono senza dubbio apprezzati anche dai loro 3 milioni e 300 mila nuovi ricchi".

scemare con l'inizio dell'anno nuovo. Le difficoltà ci sono, ma i cantieri bergamaschi procedono comunque senza intoppi e questo rappresenta un buon segnale". Intanto l'Unione Europea sta stanziando fondi da destinare alle aziende in difficoltà. La Lombardia lo scorso 18 novembre ha beneficiato di 12,5 miliardi di euro. Un primo passo positivo? "Sicuramente in questo momento l'abbassamento dei tassi di interesse e una maggiore circolazione di denaro sono fattori importanti. Tuttavia, come ho già ricordato, questa soprattutto è l'occasione per rimettere al centro dell'attenzione l'uomo e le sue idee, il lavoro dell'uomo, creando anche nuove opportunità imprenditoriali. Per questo ottenere contributi per garantire la cassa integrazione agli esuberi in questa fase sarebbe una soluzione facile da percorrere ma controproducente". In pratica, come detto in questi mesi, nuova Bretton Wood. "È un termine che già da qualche mese viene pronunciato, ma che al momento non ha riscontri pratici sulla situazione. Credo che il problema sia politico e strutturale. Si dibatte molto ma nel concreto noto molto immobilismo e incapacità di agire. Stiamo tentando di fare sistema per trovare le risposte alle difficoltà attuali e al contempo i nuovi margini di sviluppo. In fondo la parola crisi, nell'etimologia latina, significa anche cambiamento, un momento di separazione che non è detto sia solo negativo. E starà ai nostri artigiani, per quanto ci riguarda, riuscire a trovare le soluzioni giuste. E in questa circostanza l'Associazione Artigiani starà al loro fianco in questa nuova sfida".

Cosa pensa della crisi dell'edilizia orobica? Il numero di addetti in provincia sta calando del 2% circa. "I problemi sono sempre gli stessi, ma come detto precedentemente sono i pagamenti delle commesse “Non il lavoro ma l'uomo, non il profitto a creare maggiori difficoltà, che purtroppo nell'edilima la soddisfazione lavorativa zia spesso si ripercuotono sugli addetti. Ma anche qui, i foschi scenari preventivati, credo andranno a Senza dimenticare le idee e il territorio" 38


Reportage Articolo di Carlo Quiri

Com’era bella la grande industria Utili record nel 2007: ecco i primi 73 bilanci degli operatori bergamaschi. Superati i 25 miliardi per giro d'affari e 1,4 miliardi di guadagni contro 165 milioni di "rosso" atturato totale superiore ai 25,7 miliardi di euro per i primi 73 gruppi industriali bergamaschi nel 2007, capaci d'incamerare utili di competenza per 1 miliardo e 227 milioni: rispetto all'anno precedente (1.081 milioni) la crescita è di tutto rispetto (+13,5%) e questo trend al rialzo diventa ancora più significativo con un'occhiata indietro al 2005 (938 milioni) per abbracciare un arco triennale e rendersi con-

to del lauto periodo. Proprio la crescita costante è il dato che spicca nell'indagine di Mediobanca "Le principali società italiane 2008", giunto alla 47esima edizione, che prende in considerazione i bilanci 2007 di 987 gruppi e 2.698 imprese italiane, suddivise tra industria e servizi, finanza, banche, assicurazione. In questo caso, l'analisi riguarda il comparto industriale, commerciale e la produzione di servizi, in cui figurano 73 grandi operatori bergamaschi. Con ogni probabilità, il risulorobico 2007 rimarrà il migliore Con ogni probabilità questo risultato rimarrà tato ancora per qualche anno, visti gli atil migliore ancora per qualche anno, visti gli tuali venti di recessione che hanno inmolti - ma non tutti: la Brembo attuali venti di recessione che hanno investito vestito vede 1 miliardo di fatturato 2008 - tra i protagonisti della classifica. molti tra i protagonisti della classifica

F 40


IL QUADRO - Fra le 73 società con i maggiori fatturati, 16 risultato in perdita (nel 2006 erano 15) per 165,7 milioni (l'anno prima erano 110 milioni) mentre, le rimanenti 60 che hanno chiuso i conti in bonis hanno distribuito agli azionisti 1 miliardo e 393 milioni abbondanti,

cioè 200 in più dell'esercizio precedente. Per entrare nella hit di Mediobanca, il requisito minimo è un volume d'affari non inferiore ai 50 milioni annui. L'Italcementi, a sua volta legata all'Italmobiliare, potrebbe essere quasi considerata fuori quota, trattandosi di una multi-

Le principali società industriali e di servizi italiane PROVINCIA DI BERGAMO - Edizione 2008 2007

2006

Fatturato

Risultato di competenza degli azionisti del gruppo

Fatturato

Risultato di competenza degli azionisti del gruppo

ITALCEMENTI - FABBRICHE RIUNITE CEMENTO (GRUPPO ITALMOBILIARE)

6.000.939

423.895

5.854.101

449.462

DALMINE

1.642.574

261.689

1.402.864

201.834

ITALCEMENTI - FABBRICHE RIUNITE CEMENTO (GRUPPO ITALCEMENTI)

1.019.871

96.530

1.046.650

112.312

SAME DEUTZ-FAHR GROUP

1.100.085

95.757

1.036.907

40.168

BREMBO - FRENI BREMBO

911.885

60.850

805.986

42.945

POLYNT

575.921

32.483

500.491

15.404

POLYNT (GRUPPO POLYNT)

528.297

31.720

468.281

15.841

SANPELLEGRINO (GRUPPO SANPELLEGRINO)

869.413

28.716

831.497

20.577

BREMBO - FRENI BREMBO (GRUPPO BREMBO)

603.049

28.236

571.357

20.248

SANPELLEGRINO

906.859

27.198

872.712

20.804

GEWISS (GRUPPO GEWISS)

300.877

26.757

281.500

26.707

GEWISS

330.782

25.591

308.349

30.707

FINANZIARIA IL BELVEDERE

196.995

24.116

196.190

22.575

SIAD - SOCIETA' ITALIANA ACETILENE & DERIVATI

381.005

19.619

332.194

4.616

SCHNEIDER ELECTRIC

569.520

18.260

504.769

11.183

SAME DEUTZ-FAHR ITALIA (GRUPPO SAME DEUTZ-FAHR GROUP)

608.961

18.044

623.092

24.035

FINOS - FINANZIARIA OPERAZIONI SOCIETARIE

184.851

14.365

159.304

4.217

GILDEMEISTER ITALIANA

109.282

12.085

82.525

41

SIAD - SOCIETA' ITALIANA ACETILENE & DERIVATI (GRUPPO SIAD)

183.621

11.562

165.238

4.694

TRS EVOLUTION (GRUPPO FINOS)

177.438

10.972

153.646

4.200

VOLVO ITALIA

167.920

10.204

120.471

1.233

SACBO - SOCIETA' PER L'AEROPORTO CIVILE DI BERGAMO - ORIO AL SERIO

74.532

9.932

68.938

7.544

PIETRO POZZONI E C.

164.655

8.726

174.816

7.099

CARVICO (GRUPPO FINANZIARIA IL BELVEDERE)

101.763

8.138

98.277

14.039

TENACTA GROUP

132.296

5.434

111.252

5.271

TENACTA GROUP (GRUPPO TENACTA GROUP)

121.537

5.255

98.951

4.978

SAN DIEGO

188.891

4.834

188.179

2.992

GIOVANNI BOZZETTO

116.832

4.670

114.197

2.600

BAYER MATERIALSCIENCE

110.472

4.446

103.852

4.159

CMS - COSTRUZIONE MACCHINE SPECIALI (GRUPPO SCM GROUP)

64.525

4.301

68.002

3.710

FONDERIE MARIO MAZZUCCONI (GRUPPO MABERFIN)

165.186

3.990

151.302

4.864

GIOVANNI BOZZETTO (GRUPPO GIOVANNI BOZZETTO)

58.367

3.826

56.724

2.218

M.S.AMBROGIO

109.963

3.762

102.316

967

NUOVO ISTITUTO ITALIANO D'ARTI GRAFICHE

86.012

3.746

84.688

5.886

SAINT-GOBAIN ISOVER ITALIA

72.916

3.731

66.764

3.317

PROMATECH

191.229

3.470

235.431

5.050

Società ordinate sul risultato 2007

Valori in migliaia di euro

41


2007

2006

Fatturato

Risultato di competenza degli azionisti del gruppo

Fatturato

Risultato di competenza degli azionisti del gruppo

OLMO GIUSEPPE (GRUPPO SAN DIEGO)

74.540

CARTIERE PAOLO PIGNA

116.112

3.272

75.162

3.430

2.862

112.327

2.265

POZZONI (GRUPPO PIETRO POZZONI E C.) GAPI

149.927

2.734

161.879

3.644

73.440

2.647

73.444

4.970

LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE (GRUPPO MARZOTTO)

60.219

2.576

78.235

1.914

RADICI NOVACIPS (GRUPPO RADICIFIN)

98.998

2.339

92.815

2.049

MABERFIN

169.931

1.794

312.251

-10.880

CAM IL MONDO DEL BAMBINO

56.437

1.515

53.020

2.081

ITALGEN (GRUPPO ITALCEMENTI)

50.712

1.297

100.656

6.786

SCAME PARRE (GRUPPO SCAME PARRE)

55.151

1.262

48.670

1.521

SCAME PARRE

77.663

1.237

68.933

1.951

PREFABBRICATI CIVIDINI (GRUPPO RDB)

75.257

810

73.379

-8.926

AGOSTINO FERRARI

82.684

768

75.350

858

ZANETTI

257.422

593

223.590

575

FOPPA PEDRETTI

58.790

538

62.769

171

ZANETTI (GRUPPO ZANETTI)

245.253

447

211.398

1.759

ZAMBAITI DISTRIBUZIONE TESSILE

115.685

301

123.629

423

LADYBERG

55.112

224

42.284

416

LOCATELLI GEOM. GABRIELE

66.788

128

60.817

-464

PLATI ELETTROFORNITURE

51.662

5

54.025

-1.203

ERREGIERRE

64.994

-482

61.206

501

CEMENCAL (GRUPPO ITALCEMENTI)

81.709

-649

82.344

-283

FAR - FABBRICA ADESIVI RESINE

142.698

-989

73.463

2.088

RADICIFIL (GRUPPO RADICIFIN)

339.516

-1.562

336.098

-682

TESSIVAL (GRUPPO FINAN)

184.729

-2.125

187.742

2.253

COTIFA (GRUPPO COTIFA)

279.443

-2.579

265.517

1.356

NOYFIL (GRUPPO RADICIFIN)

53.879

-2.908

53.153

-2.019

COTIFA

489.383

-3.765

494.802

451

EUROGRAVURE

71.142

-3.891

60.286

-5.133

FINAN

184.945

-5.002

186.785

1.922

COTONIFICIO HONEGGER

62.951

-10.948

73.917

-1.656

CALCESTRUZZI (GRUPPO ITALCEMENTI)

456.971

-10.995

463.601

-909

Società ordinate sul risultato 2007

RADICIFIN

1.419.565

-13.011

1.431.618

-3.961

N&W GLOBAL VENDING

264.427

-25.426

247.117

-23.101

EXIDE ITALIA

183.836

-26.230

167.894

-20.404

SPEEDLINE (GRUPPO RONAL ITALIA)

170.757

-27.023

145.237

-15.937

RONAL ITALIA

190.667

-28.109

154.267

-15.106

Valori in migliaia di euro

nazionale presente in mezzo mondo. Quindi in vetta i nomi rimangono gli stessi, ma nella graduatoria per fatturato la Radicifin viene scavalcata dalla Dalmine e retrocede al terzo posto; Radicifin che è invece il quinto risultato peggiore della grande industria orobica, avendo accumulato 13 milioni di perdite nonostante volumi di 1,4 miliardi. Tra i perdenti altri due fatturati da mezzo miliardo o quasi come la Calcestruzzi (nella pancia 42

Italcementi) finita al centro di un'inchiesta per mafia; e il consorzio farmaceutico Cotifa che l'anno prima aveva distribuito quasi mezzo milione di dividendi. Inversione netta di tendenza per la Maberfin, passata da 10 milioni e passa di perdite a 1,8 milioni di utili; per la Prefabbricati Cividini, acquisita nel frattempo dalla RDB, da - 9 milioni a +810.000 euro; e per la Plati Elettroforniture, gruppo di Madone al centro di una controver-


sa delocalizzazione, da -1,2 milioni a +1,4 milioni. Vicever- bito alle spalle di Costa Crociere e Citroen Italia, precedensa, i nodi sono venuti al pettine per la Tessival, virata dal do realtà come Indesit, Caltagirone e Prada. Esce invece nero al rosso. Tra i nomi noti, la Siad di Roberto Sestini, dalla top 100 la Radicifin che, da 92esima, scivola al presidente della Camera di commercio, è balzata da 4,6 a 102esimo posto nella hit del fatturato. Sempre consideran16,6 milioni di utili. Più dividendo anche per la Foppape- do il volume d'affari, tra i primi 500 gruppi nazionali figuradretti (538.000 euro dai 171.000 dell'anno prima). Diceva- no poi la Same (140esima), Brembo (170esima), Sanpellemo dell'Italcementi fuori quota, ma la capogruppo Italmobi- grino (173esima), Schneider Electric (293esima), Cotifa liare, 17esima realtà del Paese, sta addirittura davanti alla (325esima) la Siad (419esima) e la Gewiss (466esima). Fininvest per la gioia dei Pesenti, ancora una volta capaci di superare Berlusconi. Tra i primi Berlusconi vs Pesenti: Italmobiliare, 17esima 100 fatturati italiani svetta anche la Dalmine all'86esimo posto (in risalita: era 94esima) surealtà del Paese, è davanti alla Fininvest

La classe regina è guidata da Eni In Italia si conferma al primo posto tra le società industriali e di servizi, nella classifica per fatturati, seguita da Fiat ed Enel olta energia per Eni, che si conferma al primo posto tra le società industriali e di servizi, nella classifica per fatturati, seguita da Fiat ed Enel: stesso podio dell'anno scorso. Così come sono rimaste invariate anche le posizioni immediatamente successive, che vedono al quarto posto Telecom, al quinto Gse (Gestore dei servizi elettrici), sesta Finmeccanica e settima Esso. Ottava, grazie al greggio, si inserisce Erg - che era decima - scalzando le Poste, scivolate al nono posto, ricacciando al decimo Riva. Una "top ten" Mediobanca che vede, dalla prima all'ultima posizione, fatturati superiori ai dieci miliardi. E alla quale si avvicina sempre più la galassia che fa capo a Gilberto Benetton: a seguito del consolidamento integrale del gruppo Atlantia, infatti, Ragione - la finanziaria del gruppo di Ponzano Veneto - guadagna quattro posizioni, salendo dal quindicesimo all'undicesimo posto. Pirelli ne guadagna addirittura nove, grazie all'incremento delle vendite nel settore "real estate" (più 1,447 miliardi) ottenuto grazie all'acquisizione della tedesca Dgag. E l'aumento dei volumi di vendita regala punti in classifica a Marcegaglia, che guadagna sei posizioni, Bmw (compreso il marchio Mini) e Sevel, che sale di ben 15 "gradini". L'incremento dei prezzi della materia prima spinge Thyssenkrupp, che sale di 18 posizioni: venti ne guadagna De Agostini grazie all'acquisizione di Gtech, e tredici Hera. Ma c'è anche chi scende, addirittura di 38 posti: Ifi passa dal 17esimo al 55esimo per effetto del deconsolidamento del gruppo cartario Sequana Capital. Eni si conferma regina anche della classifica basata sugli

M

utili, seguita ancora da Enel, mentre Telecom e Fiat si scambiano di posto - piazzandosi rispettivamente terza e quarta - rispetto alla "top ten" dei fatturati: seguono Riva Fire, Poste e Parmalat. In coda, le perdite maggiori sono state archiviate da Alitalia - maglia nera con 495 milioni -, Ferrovie di Stato, Sasol Italy, Saeco, Fastweb e Stm. Mediobanca accende un faro anche su uno dei settori chiave del made in Italy, la moda. Qui la prima posizione è di Valentino, o meglio del fondo Red&Black che lo controlla: 2,146 miliardi di euro il fatturato 2007. Prada sfila per seconda, con 1,614 miliardi, terzo posto per Armani che si attesta a 1,596 miliardi. Re Giorgio si rifà negli utili: 218 milioni, mentre Prada è a 129 e Valentino a 29 milioni. Red&Black è al primo posto nella classifica per incremento dei fatturati, seguito dal gruppo Benetton mentre al terzo posto riappare Armani. Nella grande distribuzione si assiste alla performance di Supermarkets Italiani (Esselunga), che passano dal 23° al 20° posto, e di Ikea Italia, salita dal 103° al 91°, grazie all'incremento delle vendite dovuto principalmente all'apertura di nuovi negozi. Resta invariato, infine, rispetto all'anno precedente, il podio delle banche italiane. Unicredit (che ha incorporato Capitalia) si conferma quindi in prima posizione per totale dell'attivo tangibile, 996 miliardi, mentre Intesa Sanpaolo - che ha incorporato Sanpaolo Imi - è seconda (547 miliardi) davanti a Monte dei Paschi di Siena (160 miliardi). Per gli utili invece è Intesa (7,250 miliardi) a superare Unicredit (6,566) con Mps terza a 1,437 miliardi. Quinto posto per UBI Banca. 43


In copertina Articolo di Luca Bilotta Foto di Laura Pietra e Giorgio Chiesa

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Un casco alla crisi Antonio Locatelli, leader a livello europeo nel mondo dei caschi con Airoh Helmet, si confronta sulla crisi economica e presenta il suo nuovo gioiello: un'avveniristica sede da 20 mila metri quadri ad Almenno San Bartolomeo n un mondo colpito e quasi affondato dalla crisi economica che sta attanagliando l'industria italiana e bergamasca, ci sono realtà che guardano al futuro con lo stesso sorriso di sfida che ha caratterizzato la propria storia imprenditoriale fin dalla nascita. Complice la globalizzazione e la concorrenza dei paesi emergenti, il made in Italy ha dovuto affrontare una battaglia durissima contro scogli insuperabili chiamati Cina e India, senza dimenticare il black-out delle Borse internazionali che hanno affossato ulteriormente il comparto industriale in questi ultimi mesi dell'anno. Una guerra mai vinta, che continuerà a mietere vittime nel lungo periodo. Per fortuna, però, ci sono storie professionali che regalano un pizzico di speranza, realtà che riescono a tenere banco in Europa trovando risorse fondamentali nel lavoro di tutti i giorni. La storia che andremo a raccontare è simile a molte altre vite imprenditoriali bergamasche e non solo, uomini e padri di famiglia che da una piccola realtà produttiva sono riusciti a costruirsi un futuro importante per sé e per i propri dipendenti. Sono proprio loro a far capire, in un momento di difficoltà per l'e-

I

conomia italiana, come ci si può risollevare e ritornare a camminare. Se da una parte la finanza creativa e la globalizzazione senza leggi hanno messo in risalto la mancanza di valori nel mondo moderno finanziario ed imprenditoriale, per cercare di riportare in alto l'Italia industriale è necessario ritornare alle origini. Ripescare dall'oblio la classica - ma mai antiquata - figura dell'imprenditore "self made man", capace d'aggredire il mercato globale con tre semplici parole: qualità, perfezionismo e lungimiranza. Caratteristiche che rappresentano appieno la figura di Antonio Locatelli, mister Airoh Helmets, che dal 1997 è riuscito a conquistarsi un ruolo predominante nel cuore dei motociclisti europei. Oltre 350 mila caschi prodotti all'anno nel quartier generale di Almenno San Bartolomeo, una gamma che comprende sei tipologie d'elmetti (open face, full face, off road, modular, urban jet e junior) e un mercato ampio a tal punto da esportare il 70 per cento della produzione in Europa. Dati impressionanti, numeri significativi come la crescita media annua del 15% dal 1998 ad oggi. Merito dei 70 dipendenti, o - come preferisce chiamarli Locatelli - dei suoi "ra-

Oltre 350 mila caschi l'anno e 70 dipendenti nel 2008: questi i numeri dell'azienda bergamasca Locatelli S.p.a., nata nel 1986 e cresciuta dal 1997 ad oggi con un marchio innovativo 45


gazzi", sparsi per i 10 mila metri quadri d'azienda. Merito dell'esperienza acquisita dal 1986 a dieci anni fa, periodo in cui la Locatelli S.p.a. ha prodotto caschi per conto terzi. La corona d'alloro, però, è soprattutto sua: il boom ottenuto con Airoh Helmet prende vita in primis dalla voglia continua di guardare lontano. E proprio per questo, mentre tutti tirano indietro la mano, lui alza lo sguardo pensando ad un nuovo centro produttivo, pronto fra due anni, da 20 mila metri quadri. Follia? Assolutamente no, pura filosofia industriale. "Il momento non è facile, lo sappiamo tutti, ma credo che sia giusto continuare a percorrere la propria via. La paura non deve essere un limite, ma uno stimolo per prendere certe strade professionali con maggiore attenzione. La volontà d'allargarci, a prescindere dai foschi presagi che vengono tracciati in questi mesi, è legata alla ricerca continua di migliorare i nostri prodotti". In che senso? "Sono ben 11 anni che siamo ad Almenno San Bartolomeo, precisamente in quest'azienda. E inizia ad essere un po' stretta per le nostre esigenze. Il successo di ogni imprenditore è frutto, oltre che delle sue idee, anche del lavoro dei suoi dipendenti. Per questo voglio che lavorino in un ambiente il più possibile familiare. Non a caso nella nuova sede che andremo a costruire, le linee produttive saranno caratterizzate da ampi spazi verdi, locali interamente climatizzati e condizionati, sistema Brisoleil combinato con un sistema d'illuminazione naturale e integrato autonomamente con quello artificiale; il tutto impreziosito dal calore di un pavimento in legno. Non è uno scherzo, bensì una questione psicologica: se una persona si sente a casa, lavora con molti più stimoli".

Legno? "Già, nessuno ci aveva mai pensato. E forse in molti storceranno il naso, pensando che sia un'idea assurda. Invece è l'essenza della mia filosofia imprenditoriale: qualsiasi persona che lavora alla Locatelli S.p.a. deve considerare l'azienda una famiglia". Ottimi propositi. Ma non è un rischio affrontare un investimento simile, in un periodo di crisi? "No, è una scelta voluta fortemente per poter crescere. Non intendo solo di fatturato o di produzione; quello che vogliamo è ottenere un prodotto sempre più all'avanguardia, dal design avveniristico e performante. E' pensabile che, nei prossimi mesi, il mercato diminuirà di volumi, vista l'aria di recessione che aleggia in ogni comparto economico. Ma la nostra fortuna è quella di essere un'azienda dinamica, con un'organizzazione interna agile e pronta a modificarsi con lo scorrere del tempo. Se cambia la domanda, la nostra risposta è pressoché immediata. Sappiamo adattarci, mantenendoci competitivi e puntando tutto sulla qualità e sui costi contenuti. Inoltre contiamo su una rete di vendita innovativa: questo ci permette d'intercettare ogni tipo di clientela". Qualità, quindi, è sinonimo di successo? "E' l'unico vero modo per combattere la concorrenza, in un comparto dove i controlli sono severissimi. A tal punto che le omologazioni sono rilasciate direttamente dal Ministero dei Trasporti. Pure nel nostro settore l'influenza cinese si è avvertita in modo pesante. Ma per quanto ci riguarda, dato che si parla di caschi, non accettiamo compromessi in termini di sicurezza".

Il made in Italy è la vitamina anticrisi: "E' logico che, nei prossimi mesi, il mercato diminuirà di volumi. Ma la qualità del prodotto e il binomio ricerca-sviluppo sono fondamentali per superare lo stallo"

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Il progetto della nuova sede


Lei si può definire tranquillamente un "self made man" contraddistinto da una forte carica motivazionale e da una filosofia aziendale all'avanguardia. Ma chi è realmente Antonio Locatelli? "E' soprattutto un uomo, un padre e un marito. Non sono laureato, a dire la verità nemmeno diplomato. Ho iniziato a lavorare da piccolo, so cosa significa guadagnarsi il pane per vivere. Però, in ogni istante della mia vita, non ho mai perso di vista i veri valori: la famiglia e lo spirito di sacrificio, sia a casa sia in azienda. Mi sono sposato giovanissimo, ho cinquant'anni e due bellissime figlie. Ho costruito passo dopo passo quest'azienda, lavorando fianco a fianco ai miei ragazzi. Tutt'ora passo più tempo in produzione che in ufficio". In prima linea. "Sempre. Mi piace il lavoro manuale. Passo ore e ore a osservare i miei caschi, studiando nuovi piccoli accorgimenti e dettagli. Li tengo in mano, li giro e li rigiro davanti ai miei occhi, parlo e mi confronto con chi lavora con me: solo così si può costruire qualcosa d'importante". Una vita vissuta intensamente. "Già, ovviamente da giovane mi sono anche divertito. Le corse con le moto e le auto sono state la mia passione. Diciamo che ero uno spericolato, adesso invece mi contengo di più. Gli amici e il divertimento in generale restano una costante, ma sempre con la testa sulle spalle". Una filosofia che si riscontra anche nella vita professionale. "Cerco sempre di guardare avanti, le sfide mi stimolano e il marchio Airoh per me è una gran bella avventura. In tutto cerco di essere me stesso: come la nuova azienda che costruiremo. Anche quella, per certi versi, seguirà un po' il mio carattere e la mia filosofia: all'avanguardia nel design, tecnologicamente avanzata, ma con un occhio soprattutto al benessere e alla pulizia. Quest'ultimo aspetto, ad esempio, è quasi una mania: non a caso ogni dipendente deve seguire certi dettami sul posto di lavoro". Siete, in brevissimo tempo, diventati un modello per molte aziende del settore. Avete conquistato il mercato italiano e quello europeo. Il segreto? "Sempre la qualità. Io, ad esempio, sono il primo a credere che - per raggiungere certi livelli - si deve fornire al consumatore un prodotto al top. Chi compra un casco vuole in primis la sicurezza, poi la qualità, il comfort, il design e la performance. E noi cerchiamo sempre di essere più avanti di un passo. Per fare questo, la ricerca e lo sviluppo sono fondamentali, come la promozione del marchio in ambiti sportivi". 47


Ad esempio fornendo caschi ai campioni di MotoGp e motocross. "Esatto. Fin dai primi anni imprenditoriali mi sono dedicato soprattutto al mondo del motocross, non a caso il nostro modello portabandiera è lo Stelt, vincitore nel 2008 di ben 9 titoli mondiali nelle varie discipline del fuoristrada. Comunque sia, sostengo che le competizioni siano il miglior veicolo promozionale, utile a far conoscere il prodotto nonché a testarne la validità. Un casco che soddisfa le esigenze di un professionista è un prodotto di alta qualità". Quindi nei negozi, i caschi Airoh sono identici a quelli utilizzati dai vari piloti? "Proprio così. Il livello raggiunto dalla produzione standard è altissimo. La precisione nei dettagli, che si può riscontrare nei caschi utilizzati in gara, è la medesima di tutti i prodotti della gamma Airoh: dal jet all'apribile, fino all'integrale". Dall'anno scorso vi siete dedicati anche al mondo della MotoGp. "Vero, fra l'altro è stato un ingresso molto fortunoso. Abbiamo supportato Anthony West in MotoGp per gran parte della sta-

gione 2007, dato che era nostro testimonial nella 250. Quando è stato chiamato dal team Kawasaki al debutto nella classe regina, anche noi l'abbiamo seguito nel grande salto. Adesso, con la collaborazione di James Toseland, stiamo affinando gli ultimi dettagli del nuovo casco GP". Tutte queste sponsorizzazioni saranno onerose. Non c'è il rischio di togliere all'azienda linfa economica vitale? "E' un impegno gravoso, ma fa parte della mia politica aziendale. Come detto, la ricerca e lo sviluppo sono fondamentali. Ogni anno lanciamo più modelli sul mercato e per farlo è necessario reinvestire gli utili - una volta garantiti i livelli occupazionali - in questi due settori. E lo sport è fondamentale per trovare nuove soluzioni tecnologiche, da applicare poi nella produzione standard". Inoltre garantisce un ritorno d'immagine non indifferente. "I giovani e gli appassionati osservano le gesta dei campioni in tv o dal vivo, e vedono i caschi Airoh indossati dai loro idoli. Questa è la migliore pubblicità, ma non deve essere fine a se stessa. Per esempio siamo stati i primi ad avere un laboratorio

La filosofia: "Il successo di ogni imprenditore è frutto, oltre che delle sue idee, anche del lavoro dei suoi dipendenti Per questo io li considero "i miei ragazzi" e, come tali, voglio che lavorino in un ambiente il più possibile familiare"

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mobile, in tutte le competizioni mondiali ed internazionali, al seguito dei nostri piloti. Un investimento oneroso e dal richiamo promozionale non indifferente, utile soprattutto a raccogliere le indicazioni ed i suggerimenti dei piloti. Anche questo è sviluppo, immediato e flessibile, da trasferire nella produzione industriale". Il massimo successo tecnologico ottenuto grazie alla ricerca e sviluppo? "Possiamo fregiarci d'aver immesso sul mercato caschi molto più leggeri e totalmente sicuri. La nostra tecnologia, i migliori materiali e le migliori lavorazioni garantiscono simili risultati, del resto tutte le calotte in fibra sono fatte in kevlar e carbonio, e sono percorse da nervature che incrementano la solidità della struttura senza incidere nel peso". Il vostro si può definire un lavoro artigianale e, al contempo, tecnologicamente avanzato. "Direi proprio di sì. Pur utilizzando le più avanzate tecnologie il fattore umano è ancora preponderante. Inoltre la maggioranza dei dipen- Davide Trolli denti sono donne, per una maggio- Resp. Moto GP re capacità manuale. E' un lavoro d'alta precisione: basta un piccolissimo errore per compromettere un casco, che viene immediatamente scartato".

Obiettivi futuri? "Sbarcare sul mercato americano ed australiano, senza ombra di dubbio. Ma vogliamo procedere per gradi: attualmente le richieste aumentano e fatichiamo a soddisfarle completamente, poiché non vogliamo compromettere la nostra qualità. Per cui siamo concentrati sul mercato italiano ed europeo. Con la sede nuova, con spazi più ampi e maggiori risorse umane, saremo in grado di fare il grande passo. Nel frattempo abbiamo presentato la nostra prima linea d'abbigliamento per fuoristrada." Locatelli prossimo stilista per motociclisti? "Mi piacerebbe, il design e la moda hanno un grande ascendente su di me, e vorrei esprimermi nel settore con prodotti altamente innovativi. Del resto lo sto già facendo con i caschi: tutte le linee hanno sempre un design e un'estetica molto ricercata, moderna e raffinata al contempo". Quindi nessuna paura della crisi. "E' una sfida, ma credo nella vittoria. Come ho detto, so cosa significa guadagnarsi il pane per vivere. Piuttosto che lasciare a casa i miei ragazzi troverei mille altre soluzioni. Per questo voglio procedere passo dopo passo, come ho sempre fatto".

Le due ruote: "Supportiamo molti piloti, dalla MotoGp al motocross; settori nei quali siamo attivi protagonisti"

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Formazione&Impresa Articolo di Livio Casanova Foto di Giorgio Chiesa

Universitas Mercatorum, il diritto allo studio non è solo virtuale Presentata l'università telematica della Camera di Commercio destinata a businessman e dipendenti d'azienda che vogliono diventare "dottori" frequentando corsi on line sostenuti da tutor che li affiancheranno nello studio arafrasando un vecchio adagio si può dire che "Se non è lo studente che va in Università, è l'Università che entra nelle case degli studenti". Il sistema Camerale ha istituito un corso di studi telematico, ribattezzato "Universitas Mercatorum", per tutti coloro che già lavorano ma vogliono continuare il loro percorso formativo. Una proposta che concilia l'impegno professionale e familiare con quello universitario, grazie alla frequentazione di corsi on-line, affiancati nello studio da tutor. "Il sistema camerale ha dato vita a questa Università - ha spiegato Carlo Spinetti,

P

Carlo Spinetti

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segretario generale della Camera di Commercio di Bergamo - che s'avvale delle più moderne strumentazioni. Si tratta di un'università telematica destinata ai lavoratori, motivati ad accrescere la propria professionalità". Il progetto è ideato dal sistema nazionale delle Camere di Commercio, favorito dal Decreto Moratti - Stanca del 17 aprile 2003 che ha previsto la possibilità di istituire corsi di studi a di-

Monica Didò


stanza da parte delle Università Italiane già esistenti, e nel contempo ha favorito la nascita di nuove "università telematiche" non statali, in grado di erogare corsi esclusivamente o prioritariamente via web. Il sistema camerale ha saputo superare le difficoltà congenite al sistema didattico tradizionale per raccogliere le opportunità offerte dai nuovi strumenti. "L'Universitas Mercatorum si rivolge al mondo che lavora - ha spiegato Monica Didò, responsabile delle relazioni esterne dell'ateneo on line - E' un'università telematica della Camera di Commercio, che si rivolge ai chiunque stia già lavorando". L'obiettivo è quello di strutturare un'offerta formativa indirizzata ad un target di persone che già lavorano e che vogliono conseguire un titolo accademico, frequentando corsi on line. Attualmente le persone già occupate costituiscono solo il 3 - 4% degli iscritti alle università tradizionali, quindi una fascia di utenza numericamente marginale. "Questa università telematica è più comoda di quella tradizionale, ma questo non significa che sia più facile - ha continuato Didò - E' un ateneo che culla il lavoratore, già impegnato per tutta la giornata, ma con questo non si vuole contrapporre alle università tradizionali". Ma rispetto a quest'ultime, la struttura camerale può mettere in campo un ruolo consolidato, un know-how specifico e numerose esperienze nel campo della progettazione ed erogazione di

formazione continua ed e-learning. La sfida è quella di superare i tradizionali metodi didattici per dar corso a modelli nuovi d'apprendimento modulati su processi interattivi, strutturati nell'istruzione a distanza e più in generale nell'insegnamento tecnologicamente assistito. Le sfide quotidiane del mondo del lavoro richiedono risposte competitive che, per essere tali, necessitano di collaboratori cresciuti con bagagli formativi non appresi una tantum, ma sempre in costante aggiornamento e in continua evoluzione. Nella fattispecie, questa offerta formativa è rivolta principalmente al personale delle aziende che intende accedere a iniziative di formazione universitaria. Non è un fatto nuovo che per molte delle assunzioni programmate, le imprese richiedano e ritengano necessario una ulteriore formazione post-entry, che molte volte risulta di difficile attuazione. Spesso le motivazioni di carattere personale si legano al tempo, alle modalità di fruizione della formazione e ai problemi logistici. Tutto ciò rende impraticabile una politica di formazione ampia e lungo tutto l'arco della vita. Per ovviare a questa difficoltà, tutta la didattica si svolge via internet, mentre gli esami si possono sostenere nelle sedi universitarie di Roma e Milano. "Le lezioni sono quasi sempre in diretta - ha specificato Claudio Carlucci, responsabile della segreteria dell'ateneo - e si possono scaricare anche in formato Mp3, mentre 51


ogni 8 giorni ci sono incontri on line Nei prossimi anni saranno proposti altri quattro con il docente di ogni corso. Gli esacorsi: Internazionalizzazione d'Impresa, Finanza mi sono organizzati dal giovedì al sabato, per agevolare ulteriormente i d'Impresa, Marketing Knowledge Management lavoratori". Durante l'anno accademie Selezione Amministrazione Risorse Umane co, lo studente è assistito da tre tutor: uno per la metodologia, uno per la didattica ed uno per gli aspetti informatici. Per cui, chi zazione. Largo spazio verrà dato alla formazione in ambito vuole diventare "dottore" è sostenuto: dall'assistenza dei giuridico, al fine di giungere ad una comprensione multiditutor, dai continui progressi delle tecnologie informatiche e sciplinare che garantirà al laureato di gestire anche probleda molti ausili che consentono di seguire le lezioni da casa matiche legali relative al personale in azienda. Come per le e sostenere gli esami senza dover stravolgere la propria vi- università tradizionali, non mancano le Borse di Studio che ta. L'Universitas Mercatorum sta completando la Facoltà di possono coprire la metà del costo totale, la quota di iscriEconomia, che si articola in due classi d'indirizzo economi- zione per un corso triennale è fissata in 6.000 euro. I vanco e giuridico, che a regime vanterà 6 indirizzi di studio: Ge- taggi per gli studenti si concretizzano grazie ad un anno acstione d'impresa, Management delle risorse umane, Inter- cademico personalizzato, della durata di dodici mesi che nazionalizzazione d'impresa, Finanza d'Impresa, Marketing scatta al momento dell'iscrizione. Questo percorso formatiKnowledge, Management e Selezione e Amministrazione vo a distanza, inoltre, è in grado di rispondere agli specifici delle Risorse Umane, riconosciuti dal Ministero dell'Univer- bisogni del lavoratore. Per cui il limite della distanza fisica sità e della Ricerca. Nei primi tre anni saranno attivati due tra corsista e formatore è annullato, ricorrendo a strumenti corsi di laurea. Il primo di Gestione d'impresa che intende quali e-mail e videoconferenze. In questo modo si crea una offrire una preparazione di base con una focalizzazione sul classe virtuale, in cui ogni studente può interagire in temmondo delle PMI. I contenuti didattici affrontano tematiche po reale grazie anche a chat e forum e mantenere, in quelegate allo scenario economico, giuridico, manageriale e sto modo, una continuità di contatto. Altri vantaggi sono la produttivo, con particolare attenzione alla normativa vigen- qualificazione e l'aggiornamento continuo delle competente degli acquisti e degli strumenti per pianificarli e gestirli. ze in tempi brevi. Agli studenti dell'Universitas MercatoIl secondo di Management risorse umane intende formare rum non rimane altro che dotarsi di un computer con collepersone che siano in grado di gestire al meglio il personale gamento ad internet Adsl, mentre "Tutto il resto è a carico di aziende piccole, medie e grandi. Questo sia nella fase di dell'università - ha concluso Carlucci - Il nostro obiettivo è recruiting e inserimento del personale, ma soprattutto nella diventare l'eccellenza nell'ambito delle università telemafase successiva di gestione e crescita professionale, anche tiche". Le iscrizioni all'Università (www.unimercatorum.it) in relazione ad imprese con forte spinta all'internazionaliz- sono già aperte e si chiuderanno nel giugno del 2009. 52


Arte&Aziende Articolo di Livio Casanova Foto di Giorgio Chiesa

n Lombardia, nell'ambito del restauro dei beni culturali, verrebbe da dire "Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane". E' di 400 milioni di euro il giro d'affari per interventi edili, di conservazione e manutenzione del patrimonio storico, culturale e ambientale. La salvaguardia di questi beni è garantita dalla cura e dalla sollecitudine delle piccole e medie imprese edili, ma le nostre Pmi mancano di manodopera adeguata. Hanno bisogno di figure professionali, dagli operai

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ai restauratori specializzati, con competenze adeguate a questi tipi d'interventi. La necessità è quella di poter lavorare con veri e propri specialisti del restauro che, attualmente, risultano irreperibili sul mercato del lavoro. I FINANZIAMENTI PUBBLICI - Ma vediamo nel dettaglio questo paradosso non solo lombardo. Nell'ultimo anno per la tutela del patrimonio, la nostra regione ha messo sul piatto una quota di committenza pari a 270 milioni di euro. Con-


Per i beni culturali, le PMI sono un patrimonio In Lombardia gli interventi di restauro sfondano quota 400 milioni di euro: ma nelle aziende edili mancano le figure specializzate per portare a termine i lavori

siderati gli stanziamenti del 2006, oggi, detiene la quota più ampia di mercato e la pone in cima alla virtuale classifica interregionale degli appalti pubblici. E' seguita dal Lazio con 175 milioni, dall'Emilia Romagna con 146 milioni e dal Piemonte con 137 milioni. Tra il 2006 e il 2007 la percentuale di committenza pubblica è praticamente raddoppiata, raggiungendo il 70%. I bandi promossi dalle pubbliche amministrazioni fanno registrare un valore medio che supera i 450 mila euro e hanno come oggetto: il restauro e la manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela culturale o ambientale, delle superfici decorate e dei beni mobili d'interesse storico ed artistico. Questa accelerazione non è solo il frutto di una ritrovata sensibilità culturale. Molti bandi di gara si riferiscono ad interventi finanziati o cofinanziati attraverso fondi strutturali e con l'approssimarsi della fine del periodo di programmazione europea 2001-2006, è indispensabile per molte amministrazioni pubbliche, accelerare le procedure di spesa. Il rischio da evitare è lo svincolo automatico dei fondi già stanziati. "Il comparto pubblico - sottolinea Luigi Colombo, presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) della Lombardia - offre interessanti opportunità alle imprese edili e di restauro, sia in termini occupazionali che d'investimento". A fronte di questi dati emerge, però la criticità delle Pmi, che denunciano la mancanza di professionalità adeguate, restauratori compresi. IL MERCATO E LE PMI - Il mercato culturale è dominato dal settore pubblico, e ricopre una fascia che spazia dall'amministrazione centrale fino agli enti locali. Ma la finanza pubblica pone vincoli che, per le piccole e medie impre-

se, molte volte, costituiscono vere e proprie barriere poiché le opportunità di operare in questo campo sono legate a maggiori vincoli burocratici, amministrativi e finanziari. Guardando alla tipologia degli enti, la stragrande maggioranza dei bandi è emanato dai comuni, non tanto come enti finanziatori con risorse proprie, ma come soggetti attuatori nell'iter di erogazione di risorse comunitarie o di altra provenienza. I posti di lavoro che annualmente si creano sono in grado di dare occupazione soltanto a una piccola parte della forza lavoro che fa il suo ingresso sul mercato, proveniente dal sistema di formazione universitario e professionale. Questo è il nocciolo problema: l'assenza di professionalità idonee. In questo campo "le imprese edili lombarde - continua Colombo - necessitano di manodopera specializzata, sia a livello di operai che a livello di restauratori abilitati a operare nei singoli settori d'intervento, essendo forte l'esigenza di operatori del settore attraverso una formazione specializzata di alto contenuto qualitativo con l'obiettivo di fornire indicazioni puntuali sulle tecniche della tradizione costruttiva e decorativa, sulle nuove tecnologie e metodologie impiegate nel recupero, sullo studio dei materiali e sui processi che li degradano". LE FIGURE PROFESSIONALI - Le imprese lombarde riflettono la situazione nazionale, come è stato eviden-

Per la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale, la nostra regione ha messo a disposizione una quota di committenza pari a 270 milioni di euro 55


turale - per scandagliare le figure professionali operanti nel processo di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il progetto, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, nasce grazie all'iniziativa promossa dalla nostra Regione insieme all'Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. Lo scopo è offrire un contributo tangibile alla formulazione di standard e linee guida per la formazione delle figure professionali, operanti nell'ambito della conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Il Pirellone ha un obiettivo dichiarato: arricchire il sistema formativo di professionalità specializzate per la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale e di contribuire alla crescita del sistema socio-economico e territoriale lombardo. Un obiettivo tanto più importante visto il numero sempre crescente di visitatori nei musei lombardi, che solo nel 2007 hanno visto un afflusso di sette milioni di persone con un incremento complessivo del 20% negli ultimi otto anni.

Un'impresa su quattro necessita di restauratori e tecnici collaboratori di restauro. Elevata è la domanda di figure, fortemente specializzate, per interventi su murature, stucchi, vetri e vetrate, affreschi e dipinti su muro ziato nella ricerca - Professioni e mestieri per il patrimonio culturale - riferita al mercato, promossa dalla nostra Regione. Un'impresa su quattro necessita di restauratori e tecnici collaboratori di restauro. Elevata è la domanda di figure, fortemente specializzate, per interventi su murature, stucchi, vetri e vetrate, affreschi e dipinti su muro. Accanto a questa si registra una forte richiesta di operai specializzati nella costruzione e mantenimento di strutture edili: oltre un terzo del fabbisogno espresso si riferisce infatti a tale attività. Molto alta anche la domanda di operai specializzati nell'impiantistica ( il 7,6%) e nelle finiture di superfici edilizie (il 4,4%). Per far fronte a queste istanze, la Lombardia è stata la capofila di una ricerca interregionale - Professioni e mestieri per il patrimonio cul56


Arte&Aziende2 Articolo di Giorgio Chiesa

L'economia è un'arte anche in tempo di crisi Cristina Frua de Angeli, imprenditrice in diversi settori dell'economia fra cui la valorizzazione dei patrimoni artistici, racconta la sua esperienza con uno sguardo alla crisi finanziaria: "Puntare sulla convergenza di arte, cultura e impresa è la chiave di volta per superare il black-out economico"

l problema del restauro dei beni culturali è a monte o a valle? Per il momento la risposta si pone a metà strada, come il più classico dei paradossi italiani. Con la galoppante e incostante crisi economica di questo periodo, la regione Lombardia dimostra un trend in crescita negli investimenti sul mercato culturale. A valle rimane sia la dominanza del settore pubblico - che pone vincoli burocratici e amministrativi -, che l'assenza di professionalità idonee. A questo proposito la pluriennale esperienza di Cristina Frua de Angeli, imprenditrice milanese impegnata da anni in diversi settori dell'economia - legati all'editoria e alla valorizzazione di patrimoni artistici -, la pone come una delle più rilevanti protagoniste del settore. Lo spirito rinnovatore e antidepressivo, è trasmesso chiaramente dalle sue parole. "La crisi che stiamo vivendo non ha dei precedenti storici. Questo è bene ricordarselo ai fini di un'analisi precisa e complessa allo stesso tempo. Bisogna affrontare le situazioni con metodi nuovi. L'ideale sarebbe decidere di porsi da intellettuali, in quanto la crisi è anche - e soprattutto - culturale".

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L'Italia, paese conosciuto per le bellezze artistiche ed architettoniche, ha visto nascere una nuova linea di pensiero: le PMI sono sempre più vicine ai beni artistici per sponsorizzare riqualificazio58

Cristina Frua de Angeli

ni o restauri, ma al contempo mancano figure imprenditoriali di riferimento - all'interno proprio delle PMI per svolgere questi lavori. Un paradosso tutto italiano. "Esatto. In Italia manca la cultura del restauro, un business incontaminato e dagli scenari davvero incredibili. La nostra nazione dispone di una quantità di beni artistici impressionante, ma finora sono stati "utilizzati" solo ed esclusivamente per scopi turistici. In realtà siamo seduti su una miniera d'oro, ci sono tutt'ora luoghi abbandonati o bisognosi di recupero pronti per essere rimessi in sesto. Strutture che potrebbero essere sfruttate anche in altri settori economici, come l'impresa o il marketing. A questo si aggiunge un'altra lacuna: mancano figure specializzate nel restauro e - di conseguenza - aziende capaci di eccellere in questo settore". Un business incredibile e mai considerato. "Purtroppo la macchina statale spesso non riesce a far fronte a tutte le spese economiche per valorizzare il proprio patrimonio artistico. Il connubio pubblico-privato, però, è sottovalutato: si potrebbero veramente aprire scenari economici non indifferenti, che potrebbero mettere in moto un'economia parallela d'indubbio valore: nuovi posti di lavoro, maggior prestigio per la nostra nazione e maggior benessere culturale ed economico


per tutti. Le idee ci sono, bisogna solamente applicarle: unire cultura e impresa valorizzando il nostro patrimonio". Bisogna, quindi, far tornare a trionfare l'idea. E' questo che propone e applica con la sua attività imprenditoriale? "Esattamente. Anche se il core business personale è l'editoria, ci siamo dedicati in prima persona al restauro di una dimora storica, Villa San Carlo Borromeo, nella quale sono stati investiti 280 milioni di euro. Il fine della nostra proposta, è stato creare un polo dove l'impresa italiana e straniera potesse trovare ogni genere di servizio. Oggi esistono molte location destinate a eventi aziendali. La nostra forza è stata saper creare un meccanismo unico che potesse dare alle aziende ospiti poliedrici servizi. Ufficio stampa, ufficio traduzioni, catering, possibilità di creare contatti con imprenditori in Italia e all'estero, pubblicazione di brochure e libri. Dalla cultura, appunto, all'impresa. Inoltre, il nuovo progetto di ristrutturazione di Villa Rasini Medolago - del comune di Limbiate -, sarà completo entro due anni. Questa nuova avventura imprenditoriale mi riempie il cuore d'orgoglio, in quanto costituisce la naturale continuazione delle attività che abbiamo portato avanti dal 1973 ad oggi. Non essendo immobiliaristi ma editori -, puntare sulla convergenza di arte, cultura e impresa, diventa la giusta valorizzazione non solo delle nostre qualifiche, ma anche di quelle delle PMI nostre clienti". Lei è stata - ed è tutt'ora - pioniera in un settore poco sfruttato. Quali sono gli scogli da superare per chi volesse cimentarsi in una simile avventura?

"Come dicevamo in Italia ci sono luoghi bellissimi, pieni di fascino e carichi di tradizione locale che vengono spesso trascurati dalle amministrazioni pubbliche. Le PMI che volessero cimentarsi in una simile avventura, però, rischierebbero di sbattere contro moltissime difficoltà, in quanto i costi sono ingenti e il personale specializzato di difficile reperimento. Il circolo vizioso che si è venuto a creare con le banche - mi riferisco ai criteri di prestito -, scoraggiano anche gli imprenditori più volenterosi. Infine, bisogna sempre pensare che si sta andando ad investire su di un patrimonio che potrebbe toccare la delicata sensibilità della popolazione locale, a cui bisogna dare del tempo per abituarsi al nuovo. Fortunatamente il risultato finale, nonostante gli sforzi e le pressioni finanziarie, mi ha sempre totalmente ripagata e presumo che sarà così anche per gli altri che decideranno d'investire in questo settore". Cultura ed economia sono due concetti affrontati da lei con grande carattere ed innovazione. Ma osservando gli scenari economici mondiali di questi giorni, come ne esce l'aspetto culturale? "I nostri tempi sono il corollario di un adeguamento. Quello che ha visto - e sta vedendo -, l'economia riassestarsi sulle frequenze della politica e della cultura. Sto parlando della globalizzazione, intesa come uniformità e standardizzazione. Oggi i grandi imperi globalizzanti stanno - uno a uno - tramontando e - in alcuni casi critici -, crollando. L'uomo nella sua intimità e quotidianità, è rimasto spettatore di un processo che ha visto le grandi masse come delle vittime designate dalla volontà carnefice di una èlite

" In Italia manca la cultura del restauro, un business incontaminato e dagli scenari incredibili. La nostra nazione dispone di una quantità di beni artistici incredibili, che non vengono sfruttati a dovere" Villa San Carlo Borromeo

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bancaria e multinazionale. Il processo antropologico e culturale di una trasformazione così profonda e repentina, ha scoperto nel fallimento di quegli stessi - e fondamentalmente malati - ideali, la loro unica, possibile spiegazione". Parliamo dell'EXPO del 2015 a Milano: anche in attesa di quest'appuntamento, l'arte e la cultura - affiancata dall'impresa - possono fare la differenza per il nostro Paese. "Sarà un'occasione incredibile non solo per Milano, ma anche per tutta la Lombardia e l'Italia. In questo caso la riqualificazione dei beni artistici o l'unione di arte e impresa potranno offrire una maggiore offerta a chi s'appresterà a farci visita. Del resto, l'Italia è famosa nel mondo per l'arte, i beni architettonici e la cucina. Perché non convogliare queste tematiche in un'unica cosa? Non a caso Villa San Carlo Borromeo potrà essere una valida alternativa per chi vorrà soggiornare in un ambiente storico con i confort e la classe degli alberghi di lusso. E troverà, inoltre, appuntamenti culturali adatti a rendere ancora più piacevole il soggiorno". Mentre, come si dovranno preparare le PMI per questo grande evento? "Ci si potrà finalmente rendere conto che la crisi nera che stanno dipingendo, potrà forse riprendere il suo colore naturale e meno allarmistico, semplicemente sfruttando le occasioni che il nostro paese ci offre. Gli imprenditori veri, abituati a lottare per la sopravvivenza delle PMI, e uniti dal motto del "carpe diem", saranno di certo avantaggiati dagli scenari che si verranno a creare. Insomma, l'EXPO farà emergere un paradosso: l'imprenditore postmoderno troverà il suo know-how nella cultura del passato. La tradizione tornerà ad essere l'elemento distintivo cruciale". Dalle sue parole si evince la speranza di veder brillare di 60

luce propria le PMI. Cosa le ha più penalizzate negli ultimi anni? "Le banche e i grandi gruppi multinazionali. Non c'era più un supporto valido, in quanto tutto era delocalizzato. L'economia soffre perché i suoi interlocutori principali - PMI e banche -, non trovano più il codice comune per la comunicazione. E' come se il canale privilegiato che ha portato allo sviluppo scellerato di alcune realtà industriali, avesse fatto dimenticare - a tutto il resto del mondo -, che quella non era la via giusta per una sana crescita. Il definitivo fallimento del modello McKinsey, consentirà di portare in risalto non solo la patrimonializzazione delle PMI pure, ma anche le piccole-medie banche del territorio. Le grandi fusioni di cartelli bancari - che hanno portato alla perdita della cultura tradizionale e del patrimonio umano -, si dimostreranno un'arma a doppio taglio per i loro stessi promulgatori. Ora il puzzle deve ricomporsi, sfruttando - in particolare -, la grande cultura umanistica e comunicativa che in Italia non ha mai smesso di svilupparsi". Per concludere: la sua figura imprenditoriale sintetizza in giusto mix tra umanismo e imprenditorialismo. Prevede - nell'immediato futuro -, lo sviluppo di PMI che riescano a miscelare, come nel suo caso, la valorizzazione di patrimoni artistici e la cultura d'impresa? "Ci saranno sempre più imprese che investiranno in questo senso. Sto parlando non solo del territorio milanese, ma anche di quello bergamasco. Queste città - così vive ed effervescenti da un punto di vista culturale e imprenditoriale -, saranno sempre più importanti per ricomporre la frattura tra economia e uomo. Le metropoli italiane conservano ancora l'idea della Piazza e dell'incontro. Da qui bisogna ripartire. Le nostre idee, e il loro naturale confronto sono le fondamenta su cui ricostruire una società armonica e post-moderna".


Top Brand Articolo di Roberto Amaglio Foto di Laura Pietra

"Tra le opere a cui teniamo in modo particolare spiccano le coperture del teatro La Fenice di Venezia, il Palazzetto dello sport di Lumezzane e la sede dell'Ikea di Brescia"

Christian Martinelli

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Bergamo nuova casa dei maestri del legno Il Gruppo Nulli, importante realtà industriale italiana nelle strutture in legno, ha aperto un nuovo ufficio tecnico ad Albano Sant'Alessandro. Il responsabile Christian Martinelli: "Una scelta che permette di accelerare i tempi e mantenere un rapporto più stabile con i committenti" n'importante realtà industriale, capace di estendere incentrata soprattutto nel Nord Italia, il gruppo Nulli ha ritenuto il proprio nome - sempre sinonimo di professionalità opportuno insediarsi anche nella provincia di Bergamo, con un e garanzia - in Italia e all'estero, ha fatto il suo in- nuovo ufficio tecnico in grado di seguire tutte le necessità dei gresso ufficiale nella Bergamasca. Stiamo parlando clienti. Una scelta che permette di accelerare i tempi e mantedel Gruppo Nulli, che dopo Brescia, Milano, Venezia, nere un rapporto più stabile con i committenti. Per quanto riMantova, Cremona e Bologna ha aggiunto un nuovo tassello alla guarda lo staff di questa nuova filiale del gruppo, ad Albano sua fortunata scalata del mercato nazionale. Grazie ad un nuovo operano cinque persone che seguono il cliente dalla progettaufficio tecnico, operativo ad Albano Sant'Alessandro, l'azienda zione alla posa in opera della commessa, garantendo la qualità che dal 1953 si occupa dele la professionalità che da sempre l'industria del legno e della caratterizzano la nostra azienda". messa in opera delle coperture, ha stretto infatti un filo L'attività del Gruppo Nulli è badiretto con il sempre florido sata sull'industria del legno e mercato nostrano. Una sceldelle coperture. Ma qual è il fiota mirata quella dell'impresa re all'occhiello dell'azienda? d'Iseo, determinata da un "Il Gruppo Nulli ha la capacità di l Gruppo, che prende il Il Gruppo Nulli è in grado di crescente legame con la prospaziare dal settore privato a quello nome dal suo fondatore soddisfare una produzione Vigo Nulli, occupa uno giornaliera di circa 3.000 vincia di Bergamo e dalla pubblico: oltre al residenziale, che spazio importante a livello mq fra coperture e solai, conseguente necessità di asda sempre caratterizza la nostra ofnazionale nel campo delle frutto di una rete commersicurare al cliente orobico un ferta, ci siamo affermati anche nel strutture in legno grazie alla ciale radicata nel territorio legame più veloce e diretto settore delle infrastrutture e nelle continua ricerca e sperimen- e che vanta le filiali di Boncon l'azienda. Il compito di committenze pubbliche. Ovviamentazione e con l'immutato spi- deno di Gonzaga (Mantova), guidare il nuovo ufficio tecnite tra le opere a cui teniamo in morito d'innovazione che lo ac- Lazzate (Milano), Fiesco co e seguire così il mercato do particolare spiccano le coperture compagna dal 1953. Ha sede (Cremona) e Noventa di Piacentrale ad Iseo e sorge su ve (Venezia), per un totale di della Bergamasca è stato rindel teatro "La Fenice" di Venezia, il un'area di 80.000 mq di cui circa 350 dipendenti. Oltre novato a Christian MartiPalazzetto dello sport di Lumezzane, 15.000 coperti. E' dotata di al mercato italiano, la pronelli, il geometra che da diela sede dell'Ikea di Brescia e il cenimpianti produttivi all'avan- fessionalità del Gruppo Nulci anni fa parte della famiglia tro commerciale "Le Vele" di Desenguardia per l'essicazione, li ha permesso all'azienda Nulli occupandosi proprio zano. Centri di grandi dimensioni, l'impregnazione, la lavora- di sfondare anche nel merdella nostra provincia. "Dopo che evidentemente hanno apprezzazione del legno a garanzia di cato russo, in quello romeno più di mezzo secolo d'attività to le nostre soluzioni in legno". standard qualitativi elevati. e anche nello Sri Lanka.

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Il gruppo Dal 1953 sulla cresta dell'onda, in Italia e all'estero

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"Abbiamo la capacità di spaziare dal settore privato a quello pubblico: oltre al residenziale, che da sempre caratterizza la nostra offerta, ci siamo affermati anche nel settore delle infrastrutture e nelle committenze pubbliche" Secondo lei quali sono le peculiarità che hanno permesso all'azienda di affermarsi in tutto il Nord Italia? "Bisogna sottolineare come l'industria del legno non sia limitata solo al residenziale. Com'è possibile dedurre dai pochi esempi citati, le caratteristiche stesse del legno lo rendono appetibile anche per opere pubbliche, siano esse di modeste dimensioni o di un'estensione importante. La solidità e il calore che questo materiale veicola, unita alla maggior valenza estetica rispetto al calcestruzzo, rendono particolarmente attraenti queste soluzioni. Al resto pensa la competenza del Gruppo Nulli, in grado di proporre soluzioni ad hoc per ogni tipo di esigenza e di gusto estetico". Oltre all'aspetto estetico, come può il legno vincere le sfide del futuro riguardanti il risparmio energetico, la convenienza e la velocità nella posa in opera? "L'innovazione e la ricerca sono le uniche risposte che ci permettono di rimanere competitivi in un mercato estremamente concorrenziale e in continua evoluzione come quello edilizio. Proprio per questo motivo, all'interno del Gruppo Nulli, esistono realtà futuristiche come la Wood Engineering e la Wood Beton: la prima è un vero e proprio studio tecnico, specializzato nello sviluppo di grandi strutture in legno lamellare; la seconda, invece, è un'azienda esclusivamente deputata a produrre e sviluppare le strutture miste "legno-calcestruzzo": anche in questo settore stiamo diventando leader del mercato, grazie a speciali brevetti e prodotti che ci permettono di rispondere velocemente alle esigenze dei committenti e proponendo soluzioni di ottima qualità". Approfondiamo il tema delle strutture miste legnocalcestruzzo. "Tecnicamente queste strutture miste riuniscono i vantaggi di diversi materiali da costruzione: il legno, considerato materiale di pregio e che unisce ottime caratteristiche formali con un buon comportamento strutturale, si combina con un prodotto non combustibile ed economico come il calcestruzzo, il quale conferisce le funzioni statiche dei travetti o dei solai in latero-cemento. Il risultato di questa combinazione è utilizzabile sia nel risanamento e rinforzo di solai in legno sia nelle nuove strutture portanti orizzontali". È una soluzione già apprezzata sul mercato. "Direi proprio di sì. Nel giro di due anni la bontà di questa sintesi ha convinto molti costruttori edili, sia perché garantisce l'aumento dei carichi di servizio richiesto per i solai praticabili, sia per la possibilità di evitare l'impiego di connettori metallici nello stesso so64

laio. Questo consente di allestire aree che, a parità di altezza, sopportano lo stesso carico di un solaio in latero-emento, con un peso tuttavia dimezzato. Ovviamente anche le prestazioni energetiche sono ottimali, rispondendo a quelle norme edili che caratterizzeranno il mercato nei prossimi anni".

A garantire la velocità della realizzazione avete poi pensato a dei pannelli prefabbricati. "Questa è una delle altre innovazioni che caratterizzano i nostri prodotti. Il prefabbricato garantisce velocità nella realizzazione e costi inferiori. A garantire il minor costo della posa è la possibilità di far svolgere l'operazione a una squadra di due soli uomini che, con l'utilizzo di una gru, sono in grado di posare in un giorno circa 400 metri quadrati di solaio. Inoltre tale possibilità permette l'elaborazione di preventivi certi e garantiti, con costi fissi esplicitati già in fase di progettazione". La posa di un pannello prefabbricato di molti metri non richiede tuttavia dei getti integrativi o delle puntellazioni in opera? "La struttura dei nostri pannelli misti legno-calcestruzzi elimina anche questi inconvenienti, garantendo un risultato eccellente sia sotto il profilo architettonico sia dal punto di vista statico. A garantire la sicurezza dell'opera redigiamo per tutte le forniture il piano operativo di sicurezza, con test in laboratorio riguardanti gli scorrimenti tra la soletta in calcestruzzo e la trave in legno".


Informatica&Industria Foto di Giorgio Chiesa

Claudio Garavelli (Glink)

Due software applicativi nati per soddisfare le aspettative di chi aspira alla riorganizzazione dei propri servizi informatici ed ha l'obiettivo di realizzare un sistema informativo integrato Abramo Bonomini, responsabile marketing, e Oliviero Zanni, responsabile tecnico, della InfoMath: "Abbiamo riunito alcuni importanti imprenditori per presentare questi due innovativi e utili prodotti" 66


Glink e Nuvola, un sistema informativo integrato a missione è offrire soluzioni professionali destinate compongono il team di InfoMath. Ciò testimonia l'impegno a risolvere problematiche aziendali di natura organiz- continuo nell'acquisizione di nuove soluzioni e nella formaziozativa e informatica. La società - nata nel 2003 dalla ne specifica su prodotti innovativi e sulle nuove tecnologie. La volontà di un gruppo di professionisti affiatati che da splendida cornice offerta dall'acetaia della Tenuta degli Andecine d'anni operano nel settore dell'informatica geli di Carobbio, ha recentemente fatto da storico contorno applicata alle piccole e medie imprese -, credendo nel loro all'incontro fra l'efficienza nel problem solving e la concretezsettore ed effettuando investimenti seri e mirati, è riuscita a za dell'analisi di progetto. I due attori protagonisti sono stati creare un'ampia scelta di prodotti applicativi. Quest'ultimi - presentati in grande stile, con esposizioni esaustive e punsviluppati in comune con partner specializzati -, costituiscono tuali. Lo scenario che è stato prospettato è all'insegna delsistemi e tecnologie d'avanguardia, derivanti da una plurien- l'ottimizzazione delle risorse, per un futuro più accessibile. nale esperienza nel fornire servizi qualificati. Questo è stato lo spirito che ha animato le "Le novità proposte sono flessibili e adatte presentazioni di Glink e Nuvola, due nuovi ad un uso immediato ed efficiente software applicativi che andranno a completare le già elevate competenze dei tecnici che Detto in poche parole, basso costo di avviamento"

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Matteo Ferraretto (NUVOLA)

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La splendida cornice dell'acetaia della Tenuta degli Angeli di Carobbio, ha fatto da storico sfondo, all'incontro fra l'efficienza nel problem solving e la concretezza dell'analisi di progetto

GLINK - software applicativo gestionale, è il risultato di consistenti investimenti effettuati dalla Keystone, della quale InfoMath è socio fondatore. Raggruppando diverse realtà del panorama informatico italiano in tutto il Nord Italia, ha deciso d'implementare la propria posizione relativa all'Information Technology. Il nuovo applicativo si compone di una molteplicità di aspetti, tutti atti a rispondere alle mutate esigenze delle aziende. L'obiettivo manifestato è quello di fornire un'elevata qualità grafica, notevoli funzionalità, fruibilità via web e risparmio di risorse sistemiche, in un quadro che ha semplificato, e di molto, le poliedriche soluzioni gestionali di una qualsivoglia azienda. Abramo Bonomini e Oliviero Zanni, dirigenti di InfoMath, si sono dimostrati entusiasti verso il nuovo prodotto informatico. "In un periodo in cui le varie competenze vanno diversificandosi e mescolandosi allo stesso tempo - affermano all'unisono -, Glink si 68

Oliviero Zanni

dimostra un ulteriore passo in avanti verso delle soluzioni in linea con le nuove esigenze organizzative, culturali e manageriali di un'azienda. In altre parole, un mix di contenuti applicativi adattabili alle varie personalizzazioni dell'utente. Il tutto con una nuova e potente veste grafica, che consente un'elevata ergonomia d'utilizzo, anche via Internet". Abramo Bonomini e Luca Domeneghini General Manager Gruppo Finaxis

NUVOLA - Nato come strumento di analisi dei dati, utile a tutti quei dirigenti che desiderino controllare - in modo semplice ed estremamente intuitivo -, le performance della propria azienda. Il nuovo applicativo software è andato esibendo una serie di vantaggi . "La suite - aggiungono Bonomini e Zanni -, è stata studiata per soddisfare le esigenze delle aziende che desiderano una soluzione rapida da installare, e che dia una risposta a tutte le esigenze d' analisi dei loro dati". Creata ad hoc da Levera s.r.l., società specializzata nel Business Intelligence, Nuvola è andata convincendo sempre più professionisti del mondo dell' Information Technology. Facile da usare, installabile in pochi giorni e con un rapporto qualità-prezzo estremamente concorrenziale, il Nuovo


Modulo Controllo di Gestione permette, inoltre, di gestire informazioni contabili ed extracontabili, e di organizzarle secondo i criteri della contabilità analitica. A completare l'offerta, il Modulo Magazzino di Nuvola, consente di ottimizzare le scorte, individuandone stagionalità, codici obsoleti ed eccessi di stock, solo per fare alcuni esempi. VANTAGGI - "Il filo comune di Glink e Nuvola - tengono a precisare Abramo Bonomini e Oliviero Zanini -, è la loro totale fruibilità grafica. Le due interfacce sono Windows oriented. Il filo comune è facilitare il più possibile l'utente all'accettazione di un nuovo - e innovativo -, sistema di gestione. Sappiamo bene che è sempre difficile passare da un meccanismo consolidato da anni d'esperienza, ad uno totalmente diverso. La sensazione è quella dello smarrimento e della convinzione di non essere all'altezza. Questo incontro vuole dimostrare proprio il contrario; le novità proposte sono totalmente flessibili e adatte ad un uso immediato ed efficiente. Detto in poche parole, s'impara in fretta e s'impara insieme". FINALITA' - Non solo professionalità e rapporto costruttivo con il cliente dunque, ma anche un'azienda in rete con altre realtà dell' Information Technology Consulting. Grazie all'intento di far crescere le aziende clienti nella ricerca delle soluzioni ottimali per l'abbattimento dei costi e il miglioramento dei processi, in InfoMath è andata sviluppandosi - nel corso degli anni -, la consapevolezza dell'importanza all'investimento. La formazione del personale diventa così lo snodo cruciale, su cui si dividono la strada della concretezza e quella per l'eccellenza. "Il

futuro - concludono i due dirigenti -, si compone così dalla flessibilità d'impresa e dalla possibilità di poter contare su partnership valide. In questo senso ci piace considerarci come una piccola azienda, radicata nel territorio del Nord, che riesce a coprire al meglio il mercato grazie alle comuni sinergie d'intenti che la costituiscono". Il clima conviviale di una piccola ed efficiente realtà, si mescola con la tradizione del vigneto "bomboniera" - come lo ha definito il suo creatore Pierangelo Testa -, offerto dalla Tenuta degli Angeli di Carobbio. Il percorso all'acetaia, vera chicca mostrata a fine giornata, ricompone la scissione anticomoderno, facendo da conclusione alla kermesse. Tra una botte di Rovere contenente aceti invecchiati oltre venticinque anni, e le presentazioni dei nuovi software gestionali emerge il vero spirito di InfoMath:innovare mantenendo il patrimonio applicativo. Abramo Bonomini

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Travel&Business Articolo di Giorgio Chiesa

olare, "Nel blu dipinto di blu". La celeberrima melodia italiana degli anni 60', cantata da Domenico Modugno, ha insegnato come uno slogan vincente possa far trionfare una canzone sul mercato internazionale della discografia e far capitolare la concorrenza. Le strategie di marketing sviluppate nell'epoca successiva, in settori totalmente differenti, si sono intrise di questa filosofia. Rimane solo un altro modo per far conoscere la propria personalità e professionalità al grande mercato libero: qualità dei servizi. Da questa concezione parte Flygroup, società che dal 1985 opera nel settore dell'aviazione generale ed in particolare dei voli executive, capace di adattarsi con professionalità all'internazionalizzazione

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Gaetano Gruppi


Flygroup, in volo verso il business Viaggio in una delle compagnie aeree bergamasche più innovative, dal 1985 nel settore dell'aviazione generale Gaetano Gruppi, general manager: "Siamo sempre stati dipinti come un comparto extralusso, ma si possono benissimo avere voli a cifre ragionevoli Basta conoscere e non farsi trasportare dalle dicerie ed etichette"

dell'aeroporto bergamasco di Orio al Serio, dove ha mosso i primi passi e tutt'ora ha sede. Un ramo di nicchia, un'isola lontana difficile da far conoscere alla globalità moderna. A monte di una crisi economica che ha coinvolto, fra i vari protagonisti anche società di volo ammiraglie - inutile ricordare il caso Alitalia -, l'aviazione d’affari continua a muovere migliaia di businessman in tutta comodità e tranquillità. Lontana, e allo stesso tempo, attenta agli scossoni macroeconomici dei nostri tempi, Flygroup proietta il suo knowhow nel futuro, proponendo ai clienti quel tipo di flessibilità che tanto farebbe comodo alle più blasonate società nazionali. Il suo padre fondatore Gaetano Gruppi, interviene puntualmente a sottolineare come si possa fornire un servizio di massima qualità, po-

nendo l'attenzione più totale a ogni tipologia di clientela. "Siamo una società - interviene - che fornisce voli privati. La flessibilità risiede nel nostro DNA. Aggiungiamo il fatto che la nostra offerta si costituisce anche di voli economici, e così appare chiaro come riusciamo ad intercettare anche le esigenze dei businessman di società più piccole o non quotate. Non deve spaventare il fatto che il nostro settore è sempre stato dipinto come extralusso, si possono benissimo avere voli a cifre ragionevoli. Basta conoscere e non farsi trasportare dalle dicerie ed etichette". Aggiungiamo un altro tassello: tra sette anni a Milano arriverà l'Expo 2015. Trenta milioni di visitatori previsti. Non è ancora chiaro il numero di aeroplani privati di ogni tipo - intercontinentali e non -, che porteranno parte 71


Citation Mustang

ue nuovi bireattori in arrivo per l'inizio dell'anno prossimo. Very Light Jet che vanno a completare l'offerta low cost di Flygroup. Il nuovo Cessna Citation Mustang è il fiore all'occhiello della moderna tecnologia applicata al servizio del cliente. Capace di trasportare 4/5 passeggeri, può avvalersi di un autonomia di 1800 km. Un equipaggio costituito da due piloti professionisti vi guiderà dolcemente - con una velocità di crociera di 600 km/h - attraverso tutte le principali destinazioni europee. In abbinato, la flessibilità dell'offerta e le garanzie di qualità proposte della società bergamasca, faranno ritrovare - o scoprire -, il piacere del volo executive anche ai più scettici.

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di costoro. L'aumento dell'esigenza di mobilità che treni e automobili non consentono più, è ormai un dato di fatto. A questo va unendosi la nuova realtà che viaggiare su piccoli aerei sarà presto una cosa comune, grazie anche all'abbattimento dei prezzi che Flygroup va promuovendo da tempo. "Con la crisi imperante, gli utilizzatori andranno sempre più su voli economici, rivolgendosi a quelle società dotate di light jet come i nostri. Il low cost del volo executive non è più una chimera o un miraggio, bensì una realtà già ben consolidata per la nostra società. Si tratta solo di sollevare il coperchio del silenzio che tradizionalmente la politica ha sempre mantenuto per questo settore. E' chiaro che si dovrà abbattere il muro stabile di tutte quelle società che, con l'unico scopo di fare utili, mantengono la gestione di vari aeroporti per non prestare, consentire e facilitare la mobilità". Strategie dunque. Ognuno sceglie come spostare le proprie garanzie di servizio. Altissima qualità, flessibilità, comodità e abbattimento dello stress lavorativo. La domanda è sempre la stessa: come convergono tutte queste qualità in un unico protagonista? Le parole dell'imprenditore bergamasco appaiono così naturali ed esplicative della curiosità che può suscitare la poliedrica offerta. "Con la nostra compagnia non esiste né biglietto, né check-in, né relativi lunghi tempi morti aeroportuali. Questo non vuol dire che non effettuiamo controlli, ma che la nostra piccola realtà permette una maggiore conoscenza della clientela. In fondo non è ciò che si va cercando in questo mondo sclerotico? Tra pochissimo inoltre, sarà possibile avere un imbarco riservato anche ad Orio al Serio. Sovente capita che, da quando il cliente mette piede in aerostazzione, passano solo cinque minuti per la messa in moto dell’aereo . Tutto ciò per offrire maggiore privacy e sveltire ulteriolmente le fasi di imbarco". Già da tempo - inoltre - non è più necessario pianificare la sveglia ore prima per prevenire eventuali code o per effettuare check-in tra i vari gates dell'aeroporto. I voli non saranno l'eccezione di viaggio per i businessman, ma la regola più ragionevole per lo spostamento. Ciò che si spende di differenza verrà ragionevolmente recuperato in termini di ore di produttività. "In un periodo di forte incertezza, spostarsi nei tempi prestabiliti diventa di notevole importanza per tutte quelle società che devono muovere strategicamente i propri uomini d'affari in tempi ragionevoli, garantendone la lucidità e la freschezza, anche fisica. Ad oggi questo non è possibile se non con la nostra offerta. Noi non facciamo mai sciopero, altra caratteristica che ci distingue da tutto il resto. Inoltre aspettiamo il nostro cliente nel caso di eventuali ritardi, dovuti alla viabilità stradale, o a qualsiasi altro inconveniente. Immaginatevi la seccatura di perdere un volo unico per Mosca - ad esempio -, per un ritardo di appena dieci minuti. Un


Citation XLS+

“Con un km di strada non si va da nessuna parte, con un km di pista si va in tutto il mondo”

affare che potrebbe saltare e un accumulo di stress non indifferente. Con noi tutto questo non può succedere, il ritorno d'immagine aziendale diventa così notevole". Seguendo dunque le regole dell'aria - come tutte le altre compagnie -, FlyGroup allarga l'offerta anche alle possibili destinazioni. Con pista adatta e tempo meteorologico compatibile al volo, diventerà possibile fare scalo ovunque, grazie anche al notevole "parco aerei" a disposizione del gruppo. "Per poter coprire tutte le destinazioni siamo dotati di alcune di quelle che noi chiamiamo gioielli di alta tecnologia. Tre velivoli in comproprietà e svariati altri mezzi per effettuare voli charter. Si va dai popolari Cessna ai Bombardier, passando anche per i Boeing, in casi di spostamenti di intere aziende per destinazioni lontane, come Los Angeles per esempio. Tutto questo per riuscire a coprire, in parallelo, tutte le destinazioni e tutte le domande dei nostri clienti. In caso d'imprevisto, infine, siamo pronti a decollare a due ore dalla chiamata. Questa estrema flessibilità ci ha permesso di dotarci - attraverso un accordo con una compagnia austriaca specializzata in un servizio aeroambulanza pronto per qualsiasi evenienza". "I nostri piloti poi - conclude Gaetano Gruppi -, devono essere sempre preparati ad accogliere una qualsivoglia emergenza. Per questo motivo sono tra i migliori. Volando con un'offerta così variegata, cambiano sempre le condizioni e le destinazioni. In questo senso l'esperienza del nostro personale è superiore a quella di un qualsiasi volo di linea, facendo anche della sicurezza totale un nostro cavallo di battaglia". La business aviation si costituisce dunque come una delle realtà più promettenti dei prossimi anni. Riuscendo ad abbattere non solo il velo d'ipocrisia legato ai costi e agli interessi terzi - ma anche promuovendo le qualità intrinseche di aziende come Flygroup -, potremmo davvero essere pronti per gli importanti avvenimenti e affari internazionali dei prossimi anni, affinché l'inimitabile "made in Italy" delle nostre aziende, possa definitivamente slegarsi dai classici e stucchevoli tormentoni anni 60'. Per info: tel. 035 330080 - cell. 335 7782159 - www.flygroup.it

arie le tipologie d'offerta e gli aerei a disposizione: dai piccoli Cessna Mustang ai learjet40/45/60 da 8/9 posti, Hawker 400 e 850, Global express e Gulfstream con 10/16 posti intercontinentali fino ad arrivare a tutta la serie dei Falcon 50/2000 e 900 - charter con 160 e oltre passeggeri -, per iniziative incentive, senza tralasciare il servizio elicotteristico. Tutto ciò per rendere il volo adattabile alle esigenze lavorative della clientela. Nessun ritardo e partenza decisa in accordo con i clienti, per avere un ritorno d'immagine aziendale notevole e un maggior profitto economico e di tempo professionale

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Investimenti&Idee Articolo di Livio Casanova

Rifugiamoci nei beni di un tempo

onviene ancora investire?", questa domanda, il vortice della crisi l'ha già divorata da tempo. Ora rimane da chiedersi:"Si può ancora investire?". Gli analisti prenderebbero tempo e direbbero di aspettare. Invece è proprio questa l'ora d'investire, e proprio nel tempo. Quello racchiuso nei mobili di antiquariato che sfidano le speculazioni immobiliari e quello incastonato nei diamanti e nei gioielli. Sono i cosiddetti beni-rifugio a cui affidare risparmi, in grado di garantire buoni margini di guadagno a medio e lungo termine. Questa è una delle conseguenze della crisi dei mercati finanziari, crack per cui in molti hanno abbozzato teorie e scenari, ma nessuno l'ha potuta prevedere con certezza. Una cosa però è certa: ciò che interessa tutti i risparmiatori è trovare un nido dove mettere al riparo il proprio capitale. E così mentre azioni, fondi comuni, obbligazioni, corporate bond, gestioni patrimoniali, fondi assicurativi, derivati e unit linked crollano a picco; mentre il prezzo degli

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immobili è fermo da mesi, quello che, non solo resiste, ma aumenta il suo valore è la catenina d'oro che portiamo al collo o l'anello con diamante regalato ai tempi del fidanzamento. Tornano così a splendere i metalli preziosi, oro e argento in primis, che si prendono tutto il palcoscenico a discapito dei tradizionali investimenti. Questi, per definizione popolare, sono gli asset o beni, che svolgono nel portafoglio di un risparmiatore la funzione di rifugio, di scudo, contro la perdita del potere d'acquisto della moneta. Sono, infatti, beni reali e fisici, in pratica merci il cui valore tende a salire quando sale l'inflazione. Da sempre, il primo bene rifugio è la casa, che però non è trasportabile e la recente crisi immobiliare internazionale ne ha minato le fondamenta. Tutt'altro è il discorso per i beni di lusso: gioielli, diamanti, opere d'arte, raccolte filateliche, tappeti, mobili e oggetti d'antiquariato. Forti di una situazione economica che assicura un ritorno sul lungo periodo, hanno anche il pregio di coinvolgere emotivamente l'investitore, appagandone il senso estetico. Va


Gli investitori stanno riscoprendo i beni rifugio, in particolare, i beni di lusso. Oggi conviene investire nell'alta gioielleria e nell'antiquariato come forma di diversificazione patrimoniale detto che si tratta d'investimenti alla portata non solo dei grandi patrimoni. L'oro, l'argento, il platino sono beni rifugio di natura più "finanziaria", perché scambiabili nella versione cartacea dei certificati o dei titoli che li rappresentano, il più classico tra questi è l'oro, quotato su tutte le piazze del mondo. Nella fattispecie, si apprezza quando sale l'incertezza sui mercati e, ultimamente, anche per la domanda dai nuovi ricchi dei Paesi emergenti, come tutte le commodities. I massimi storici a 1.100 dollari l'oncia, li ha raggiunti all'inizio dell'anno. Inoltre negli ultimi 10 anni il valore dell'oro si è triplicato, come quello dei gioielli di note case internazionali e orafi locali. Un posto a sè nella famiglia hanno i diamanti per l'alto valore misto alla trasportabilità. Tra i beni rifugio trasportabili ci sono anche i quadri, le sculture, i mobili d'antiquariato. Sono questi i settori che provano a contrastare il diffuso clima di pessimismo, comparti nobili dell'economia reale che nel medio e lungo termine si rivelano essere un buon investimento, perché godono di un ottimo stato di salute, anche se non appartengono alla categoria dei beni di lusso in senso stretto. Vi è infatti una notevole differenza tra questi beni e le altre categorie di beni rifugio. Nei momenti difficili, chiunque può essere interessato all'acquisto di oro e valute pregiate. Questi investimenti alternativi hanno un'evoluzione diversa, in gergo tecnico è definito "sfasato" rispetto all'andamento di Borsa, perché riducono in misura considerevole il rischio dell'investitore. Grazie ai diamanti, un vero e proprio taglio alla crisi "Un diamante è per sempre", è questa la garanzia per tutti coloro che non solo intendono salvaguardare i propri risparmi, ma investono in quello che è considerato un bene rifugio al pari del-

l'oro. Lo slogan descrive le sue qualità: durata e durezza. Dal Dopoguerra, le quotazioni del diamante hanno seguito una performance regolare sempre superiore all'inflazione, senza picchi o crolli, effetto di un mercato che si è sempre strutturato dosando l'offerta in funzione della domanda, evitando di dar corso a pericolose speculazioni. Accanto al fascino indiscusso del suo aspetto estetico, l'acquisto di un gioiello, può essere visto, senza dubbi, nell'ottica di un investimento, quindi, non deve essere eccelso a tutti i costi. Sotto il profilo qualitativo deve essere eccellente. In caso di disinvestimento una caratura troppo elevata o un colore troppo alto nelle scale di classificazione, riducono la fascia di mercato e rendono più difficile la ricollocazione. Ogni diamante non sfugge alle regole delle 4 "C": color (colore), clarity (purezza), cut (taglio) e carat (peso). Oltre a questo, il diamante deve essere certificato da un istituto gemmologico internazionale e avere un codice "tatuato" con il laser. A questo punto, non più è necessario chiudere il diamante in cassaforte o custodirlo in un blister, in quanto l'iscrizione al laser del codice di certificazione lo rende identificabile, quindi l'investitore è assolutamente libero di prendere il suo investimento e incastonarlo in un gioiello, senza timore che la pietra perda di valore. E' opportuno aggiungere che nella scala che misura la durezza dei materiali, il diamante è l'elemento più duro e indossandolo, non si rovina. Si può concludere che se non tutti i gioielli possono diventare diamanti da investimento, il contrario vale sempre. E' comunque sempre opportuno affidarsi ad un operatore specializzato (nel servizio successivo, abbiamo scelto uno dei più importanti a Bergamo: Gioielleria Curnis) per avere delle certificazioni e delle assicurazioni, tutti servizi che allontanano il costo all'origine del diamante da quello di quotazioni sul mercato. 75


Antiquariato, investire in arte, senza metterla da parte L'antiquariato è tra i pochi "beni rifugio" che, anche in tempo di crisi, ha sempre dato notevoli gratificazioni all'investitore nel medio termine (10-15 anni). Ma perché antico? Perché vi è una garanzia fornita dal tempo e dalla scelta della qualità unita al senso estetico, perché quello dell'antico non è più un mercato di nicchia, lo dicono le tendenze dell'arredamento dove l'oggetto adatto, quello antico, si abbina al gusto minimalista. L'antiquariato è, prima di tutto, un investimento culturale con l'enorme vantaggio di offrire un "rendimento" estetico che non ha prezzo, inoltre è differente da tutti gli altri mercati perché alla sua base ha il piacere. Non solo, perché un mobile d'epoca, un tappeto o un quadro non può che rivalutarsi rappresentando un bene realizzabile in qualsiasi momento. Il mobile autentico e di qualità, quindi, esprime il suo valore sia come oggetto di collezionismo, che come forma d'investimento e può vantare una rivalutazione media del 5% annuo. Ovviamente contenuta, ma altrettanto sicura. L'andamento del mercato rispecchia una capacità di spesa per oggetti di fascia alta ma, ovviamente, è un mercato abbastanza limitato con pochi pezzi, che si muovono sul mercato con una certa lentezza. A guidare la pattuglia ci sono oggetti e dipinti dell'Ottocento. In Italia l'antiquariato occupa un quarto dell'intero mercato dell'arte, in costante crescita, quantificabile in un miliardo di euro. Il gusto che per molti è un bisogno di toccare, di possedere, di tramandare mobili ritenuti opere d'arte, permette a questo comparto di aprire nuove strade e allargare i propri confini. Concentrandosi sulla fascia media del mercato, ottimi margini d'investimento offrono i mobili e i pittori dell'Ottocento e Novecento che devono ancora raggiungere le quotazioni che meritano. In tempi moderni, governati dalle necessità di far rendere al massimo il denaro, le motivazioni di carattere personale esposte rafforzano il concetto d'investimento. Le opere che nel tempo sono più cresciute di valore sono quelle del XVII secolo e tutto quello che, considerata arte minore, ha arricchito gli arredi, come i vetri, le ceramiche, gli argenti, l'oggetto da wunder-cammer o stanza delle meraviglie. E così che l'antico va sempre di moda. Le raccomandazioni degli esperti, se si fanno acquisti nell'ottica di un investimento, è quello di privilegiare periodi classici legati agli antichi maestri o l'arte moderna. Attenzione però a chi ci si rivolge: in questo comparto è facile cadere in truffe se non si ha un'adeguata competenza. Meglio rivolgersi ad esperti, ad antiquari pre76

senti sul territorio da lungo tempo e sinonimo di garanzia. Per facilitarvi nella scelta e capire come muoversi sul mercato, abbiamo intervistato per voi (a pagina 82, n.d.r.) Gianmaria Previtali, figlio d'arte e proprietario della nota Galleria Previtali a Bergamo.

La scheda

Oro, un' investimento lucido senza gialli o retroscena Bene rifugio per eccellenza, mantiene il valore nel tempo ed è facilmente rivendibile motivi per cui si sceglie l'oro, nel corso della storia, si sono rafforzati. Per la riserva di valore che ha nel tempo, è un bene rifugio, è sinonimo di liquidità e infine è un'opportunità di diversificazione. Sia in momenti di crisi che in tempi di prosperità, l'oro continua a luccicare. Nonostante sia storica ed appurata la ciclicità del suo mercato, mantiene il suo valore nel tempo. Questo perché sono molti i motivi che brillano negli occhi degli acquirenti: scelto per deliziare le persone, per coprirsi dai rischi d'inflazione e dalla fluttuazione delle valute e anche perché molti investitori in tutto il mondo considerano l'oro come parte necessaria e sicura del loro portafoglio investimenti.

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BENE RIFUGIO - Nella storia, le valute nazionali vivono di alti e bassi mentre il mercato dell'oro è rimasto piuttosto stabile. Questo perché non è manipolabile dalle politiche economiche di ogni singolo Paese e non può essere disconosciuto o "bloccato" come nel caso dei beni cartacei. Per queste ragioni, un quarto di tutto l'oro esistente è detenuto dai governi, banche centrali o altre istituzioni ufficiali

sotto forma di riserve monetarie internazionali. Questo ci spinge a pensare che, anche in futuro, l'oro manterrà inalterato nel tempo il suo valore. ALTA LIQUIDITA' - Tra i solidi, l'oro è uno tra i beni economici mondiali maggiormente "liquidi". Può essere prontamente venduto 24 ore su 24 in uno o più mercati in tutto il mondo. Questo non può essere detto per altri tipi d'investimento, includendo titoli od azioni delle maggiori società o enti mondiali. PATRIMONIO DIVERSIFICATO L'oro può giocare un ruolo importante nella strategia di diversificazione del portafoglio. E' questa la ragione per cui molti investitori sono spinti ad investire in oro. Siccome gran parte dei portafogli sono composti per larga parte da azioni ed obbligazioni, la sua diversificazione nasce dall'esigenza di protezione contro le fluttuazioni del valore di ciascun settore d'investimento. Le forze economiche che determinano il prezzo dell'oro sono differenti, ed in molti casi contrarie a quelle che determinano i prezzi di altri beni.


Investimenti&Gioielli Articolo di Giorgio Chiesa

Curnis, il taglio della qualità La storica gioielleria di Bergamo sfodera tutto il suo charme per riqualificare l'artigianalità dell'oro e del made in Italy, in un periodo in cui i beni rifugio sono in forte rilancio rezzi miti e seria garanzia". In un periodo di generale recessione economica, le parole di Gustavo Curnis, bisnonno di Cesare - titolare di "Gioielleria Curnis" in Via Zambonate -, suonano come un'ancora di

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salvataggio per tutte le persone che decidessero d'investire nel settore dei gioielli. Il ritorno degli oggetti di valore nella spesa di una famiglia è un argomento di forte attualità, che passa anche attraverso l'attenzione tutta particolare di una cultura tramandata da diverse generazioni. In un mondo che ten-


Cesare Curnis: "La qualità è fondamentale per massimizzare l'investimento Noi, ad esempio, non ci limitiamo solo alla scelta dei marchi, dei materiali e dei fornitori. Ma, da quest'anno, firmiamo anche le nostre proposte d'alta gamma orafa"

de a privilegiare le grandi marche che "vampirizzano" i prodotti stessi, gli investimenti in beni durevoli appaiono come una chimera di difficile chiarificazione. Merci che si svalutano contro gioielli ad alta carica emozionale e ad elevato valore intrinseco. Dove risiede la giusta via da seguire, considerando il momento così difficile per i mercati internazionali? Alla difficile domanda cerca di dare una risposta Cesare Curnis, da sempre impegnato nella valorizzazione dell'artigianalità e della cultura locale, a discapito magari di un possibile guadagno che le moderne regole globalizzanti tendono a dettare. "Il principio legante tutta la tradizione dei gioielli - afferma - si focalizza sempre sullo stesso desiderio: quello di donare. Ora sta nascendo anche una nuova consapevolezza. Quando si decide di fare un prezioso presente, contemporaneamente si sta investendo in un bene durevole, che non sente la generale crisi economica diffusa". Il mercato dei gioielli in Italia. Come ci si adatta alla recessione? "Regalando credibilità e analizzando la situazione in modo

critico. Il mercato italiano non può più essere quello fondamentale, questo è bene tenerlo presente. Il nostro valore aggiunto sarà dato dall' inconfondibile gusto e dalla tradizionale cultura che ci contraddistingue. Speriamo che la crisi generale possa regalarci almeno un piccolo aspetto positivo. Quello di tornare alle realtà che forniscono una concreta sicurezza. Il nuovo atteggiamento - che sarà dominante - è quello della riflessività. Finalmente potremo riappropriarci dei rapporti umani". Elementi positivi di una Cesare Curnis

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crisi così profonda. Bisogna essere ottimisti? "So bene che è una frase fatta, ma con un'azienda come la nostra, che regala credibilità - anche in tempi non sospetti -, si può stare tranquilli. Potevamo anche in passato fregiarci di grandi brand che andavano per la maggiore, tuttavia preferiamo premiare non solo la qualità, ma anche le specializzazioni manifatturiere degli artigiani italiani. Anche oggi non diamo mai per scontato quello che ci viene proposto dalle aziende. Scegliamo i fornitori e la qualità dei prodotti solo dopo un'attenta verifica". Come cambia il rapporto con la clientela, in un periodo come quello che stiamo vivendo? "Nella difficoltà la gente si ferma a pensare. Si smette di generalizzare e si tende a scegliere tutto ciò che è credibile e durevole. In questo caso la differenza non la fanno solo la resistenza alla svalutazione di quello che si vende - come il caso dei gioielli , ma anche il rapporto speciale che si riesce ad in-

"Ritengo che il prodotto sartoriale recupererà notevolmente tutta la strada che è andato perdendo per via della globalizzazione"

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staurare con il cliente. E' questa la vera differenza tra il commercio moderno e Curnis. Noi cerchiamo di scegliere le migliori aziende che legano il nostro gusto personale a quello degli acquirenti. Il loro interesse - in questo senso -, è pari al nostro. Parlo di acquirenti anche se il termine non lo gradisco. Mi piacerebbe far capire che uno degli aspetti più affascinanti del mio lavoro è quello di poter dare consigli, riuscendo a capire l'esigenze dei nostri habitué. Esattamente come dei consulenti specializzati". Tenendo presente questi aspetti, cosa prevede per il futuro? "Il nostro mercato è anticiclico. Nonostante questo, il lusso subirà una frenata. Nel particolare, tutto ciò che mantiene una distanza eccessiva tra valore intrinseco e valore nominale avrà notevoli difficoltà a sopravvivere. Ritengo che il prodotto "sartoriale" recupererà notevolmente tutta la strada che è andato perdendo per via della globalizzazione. Verranno a


"Uno degli aspetti più affascinanti del mio lavoro è quello di poter dare consigli, riuscendo a capire l'esigenze dei nostri habitué Esattamente come dei consulenti specializzati"

costituirsi due grandi tipi di brand protagonisti: quello "giustificato" dal suo stesso nome e quello della "credibilità", riferito all'artigianalità e alla qualità innata che lo costituisce". Distanza tra valore intrinseco e valore nominale. Si riferisce al problema cinese? "Potremmo riassumere così: nell'alta gioielleria la scarpa su misura la si paga meno di una "griffata". Sembrerebbe assurdo, ma è un trend che ci viene proposto quotidianamente a tutti i livelli. L'oro subisce delle pericolose oscillazioni borsistiche, ma il nodo cruciale da sciogliere è un altro. Il problema cinese risiede più nella produzione di basso livello. Si parla d'ordini di moltissimi pezzi che per noi sono impensabili. E' possibile mettere in ginocchio questa spiacevole realtà moderna investendo sulla qualità e sulla resistenza alla svalutazione, elementi che le produzioni asiatiche non potranno mai garantire". A proposito di produzione, siete anche artigiani? "Al momento la catena produttiva è ancora troppo frammentata, specialmente all'estero. L'Italia da questo punto di vista garantisce un numero inferiore di passaggi commerciali rispetto ad altri paesi. Tutta-

via, avendo una piccola fabbrica non si riuscirebbe ad offrire la nostra grande varietà di preziosi. Possiamo dire che - per il momento - non ci limitiamo solo alla scelta dei materiali e dei fornitori, ma anche alla creazione di alcuni prototipi che potranno poi essere realizzati attraverso le nostre garanzie di qualità. Per tutte queste ragioni, da quest'anno abbiamo deciso di firmare le nostre offerte di gioielleria, riuscendo così nel difficile intento di unire il valore aggiunto dato dalla nostra esperienza plurigenerazionale". Prototipi garantiti dalla qualità. Un esempio concreto? "Una linea di anelli che andremo a firmare rappresenta tutta la nostra tradizione. La passione di creare una nuova e sinuosa forma avvolgente, per evitare la scomodità di uno spigolo troppo marcato. La qualità di scegliere i migliori prodotti, incisi e tagliati a mano dai migliori artigiani d'Italia. L'innovazione di creare delle rifiniture anche nella parte interna dell'anello stesso, per il solo appagamento del cliente finale. La cultura nell'intercettare le esigenze di tutti gli habitué di cui conserviamo la stima reciproca. E infine la competenza nel riuscire a fornire prodotti che intercettano i desideri più nascosti. Tutto questo è Curnis". 81


Investimenti&Antiquariato Articolo di Giorgio Chiesa Foto di Laura Pietra

L'antiquariato aperto a tutti In via Tasso la Galleria Previtali rappresenta una valida alternativa per chi cerca un investimento sicuro e duraturo nel tempo Gianmaria Previtali: "Gli oggetti d'arte non perdono il loro valore, anzi ne acquistano con lo scorrere del tempo a crisi moderna dell'economia continua a diramare i suoi mille tentacoli su ogni settore produttivo. Un elemento di novità però - paradossalmente -, illumina il ramo che piÚ di ogni altro si deve rapportare con il tempo e con i vari altri periodi di recessione economica che si sono susseguiti nel corso della storia. Gianmaria Previtali - imprenditore che da piÚ di quarant'anni si occupa del "romanzo degli oggetti" -, fornisce un parere sull'attuale situazione del mercato dell'antiquariato. Dall'atrio del suo mondo antico, ci conduce in un viaggio temporale attraverso le sei sale che compongono l'omonima galleria di Via Tasso, un vero e proprio show-room dell'antiquariato aperto al pubblico.

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"La nostra Galleria si compone di sei sale in cui è possibile soffermarsi a guardare i vari oggetti, chiedendo - ogni qualvolta se ne ha la curiosità -, informazioni sulle varie opere esposte" Come si è fatta sentire la generale crisi economica in un mercato come quello dell'antiquariato? "Il momento non è dei più rosei per nessuno. Tuttavia sono fiducioso per il futuro. Gli oggetti d'antiquariato hanno sempre superato tutte le crisi economiche che si sono susseguite nel corso della storia. Credo che la caratteristica fondamentale sia data dalla cultura. Ogni aspetto di questo speciale lavoro risiede in quella piccola parola che stiamo andando tutti dimenticando. Senza cultura, non esiste la storia. Senza la storia, non esiste l'uomo. Per questo mantengo un atteggiamento positivo". In termini prettamente economici, che vantaggi ha il suo settore rispetto ad altri? "Innanzitutto, attualmente l'antiquariato è il settore che possiede la più alta garanzia d'investimento. Mi spiego meglio. Si pensi ad un oggetto antico, come ad esempio uno dei dipinti antichi che abbiamo in galleria. E' forse un bene che si è svalutato per via della crisi eco84

nomica? Tutt'altro. E' chiaro che stiamo parlando d'investimenti di medio-lungo termine, ma se a questo elemento uniamo il fatto che tutti i beni d'antiquariato non sono soggetti ad alcuna imposizione fiscale, si va a comporre un'opera tutt'altro che scontata. Il nostro settore, in pratica, non può che essere visto come un salvagente per tutte quelle persone che cercano un investimento sicuro e duraturo". Più che altro solo per coloro che potranno permetterselo. "Assolutamente no. Il mercato dell'antiquariato non è lusso, ma molte altre cose. Passione, tradizione, cultura, costume. Ridurre tutto ad un costo è esattamente ciò che sta paralizzando i mercati. Ci teniamo a far capire che un oggetto d'epoca non è necessariamente dispendioso. Esistono opere per tutti i gusti e per tutti i prezzi". In un mercato fortemente speculativo come quello moderno,


come si può trasmettere una passione tanto antica? "E' molto semplice. Instaurare con il cliente un rapporto d'amicizia. Per questo, oltre ad essere sempre aperti al pubblico, non imponiamo alcun obbligo d'acquisto. La nostra Galleria si compone di sei sale in cui è possibile soffermarsi a guardare i vari oggetti, chiedendo - ogni qualvolta se ne ha la curiosità -, informazioni sulle varie opere esposte. Sa qual è il momento più gratificante per un antiquario? Quello in cui poter raccontare ai vari visitatori il "romanzo" di ogni oggetto. Vale a dire la storia che vi risiede. Il contesto storico in cui è vissuto. I personaggi nati con lui, e che ha visto andarsene col passare del tempo. Questa è la cultura che deve possedere un vero esperto".

riodo storico che percorre Rinascimento, Barocco e Rococò, arrivando anche ad alcune opere del '800. Inoltre abbiamo aperto nel 1999 - in Via Silvio Spaventa -, Previtali Arte, gestita dai miei due figli Francesco e Gabriele. Loro rappresentano la terza generazione della famiglia. La volontà comune è stata quella di completare l'offerta della nostra Galleria, affinché ogni momento storico fosse degnamente rappresentato. In questo senso, la nuova attività, propone mobili, oggetti e dipinti dal periodo Luigi XVI fino al Déco, passando attraverso il gusto eclettico del XIX secolo".

Stiamo forse dimenticando il gusto per l'antico e per le sue tradizioni? "E' chiaro che il modello di mercato proposto in questi decenni è stato quello consumistico. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Oggi sembra tutto così velocizzato da internet e dalle mille possibilità d'acquisto che offre, che la realtà storica della nostra quotidianità - invece d'essere valorizzata -, sembra essersi persa. Non si può acquistare velocemente un oggetto che ha atteso pazientemente di essere guardato per centinaia d'anni. Inoltre, in termini pratici, un vero antiquario deve fornire - per legge - , una garanzia di qualità e di stato di conservazione dell'oggetto stesso. Nel libero mercato odierno bisogna assolutamente diffidare da tutti colori i quali improvvisano un mestiere, senza fornire alcuna protezione al cliente".

Una realtà quasi centenaria. Come si riesce a mantenere un livello così alto tanto da essere uno dei punti di riferimento di questo settore -, per tanto tempo? "Chiaramente non è facile. La Galleria Previtali non si è mai fermata in tutti questi anni, cercando - nel suo piccolo -, d'innovarsi, per fronteggiare le nuove sfide del mercato. Come accennavo prima, il nostro - pur essendo un settore leggermente diverso dal resto, incontra tutte le difficoltà classiche di un'azienda più tradizionale. Siamo presenti sul territorio nazionale e con una clientela di collezionisti privati e collaborando nel tempo con musei quali la Galleria degli Uffizi di Firenze e il museo di Vilnius, in Lituania. Tuttavia quello che ci interessa maggiormente non è una conquista commerciale al di fuori dei nostri confini. Per questo vorremmo riuscire a trasmettere la nostra passione per l'antiquariato anche nella città che ci ha visti nascere, la storica Bergamo".

Antiquariato, gioielli, garanzie di qualità. La Galleria Previtali ha fatto storia in questo senso. "Vengo da una famiglia d'antiquari che hanno operato sul territorio bergamasco dal 1939. Avevamo un negozio in piazza Dante, poi dal 1963 è stato aperto anche un nuovo punto vendita in via Tasso. Credo di potermi definire un figlio d'arte. La nostra offerta si compone di oggetti italiani che vanno dal '500 al '700. Copriamo tutto quel meraviglioso pe-

Dobbiamo dunque aspettarci un regalo sotto l'albero? "Mia moglie Adriana, che da più di vent'anni mi segue in Italia e in ogni parte del mondo - occupandosi in via esclusiva della raccolta di gioielli antichi -, sta già pensando a delle speciali offerte per Natale. Con l'occasione di operare nel nostro territorio natio, speriamo di riuscire nel difficile intento di unire, alla storica modernità della città, tutto il gusto per la tradizione che da secoli caratterizza la nostra cultura". 85


Foto di Laura Pietra

In primo piano luce soft data da Random Light di Mooi, zona bar e zona tv Contempora in rovere moka con telo proiettore e camino L’Origine Televisore 50’’ Beovision 9 Bang & Olufsen Divani Febo in tessuto B&B ITALIA Maxalto

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Silenzio, parla il design Viaggio nei raffinati ambienti proposti da Longo Group al Salone del Mobile di Bergamo: stile e classe dell'arredo all inclusive

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Design

mbienti raffinati, contraddistinti dall'eleganza delle forme e da scelte cromatiche mai casuali. Materiali di pregio, finiture esclusive e tecnologia al servizio del design. L'eleganza del made in Italy e delle migliori marche presenti sul mercato sono state l'espressione più ampia dello stand di Longo Group all'ultimo Salone del Mobile di Bergamo. Un appuntamento in cui, la nota realtà bergamasca condotta da Dario Longo, ha voluto rappresentare in un colpo d'occhio armonioso l'essenza delle sue realizzazioni e personalizzazioni. Un viaggio nell'arte dell'arredo, un percorso conoscitivo di tutte le possibili scelte che, una volta entrati nel mondo di Longo Group, potrete trovarvi di fronte. "Questa volta - afferma Pier Maggi, responsabile di Longo Style - abbiamo scelto il top delle nostre potenzialità. Siamo sempre stati poliedrici nell'offerta, capaci d'arredare qualsiasi spazio. Qui, però, ci troviamo di fronte al top della gamma. Nulla è lasciato al caso, gli ambienti proposti sono il connubio delle migliori marche dell'arredo con i gusti stilistici dei nostri

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In alto a destra

Anima camino in acciaio inox ecologico con combustione biologica di In Camino.

In vetrina, libreria componibile laccata Selecta di Lema, chaise longue in pelle con struttura cromata Landscape e mobile componibile tv laccato lucido Athos di B&B ITALIA

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architetti e designer". Ebbene sì, chi si rivolge a Longo Group è consapevole d'affidare la propria casa in mani sapienti e creative. Pacchetti "chiavi in mano" capaci di trasformare un luogo privo di personalità nell'esemplificazione del gusto estetico. Dalla cucina al soggiorno, passando per la camera da letto: ogni piccolo dettaglio è voluto, ricercato. "Ogni luogo deve rispecchiare lo stile di chi ci abita afferma Maggi -, rappresentare l'espressione culturale del proprietario". B&B Italia, Maxalto, Viking, Comprex, L'Origine,


Rimadesio, e Bang&Olufsen. Sono stati loro i protagonisti dello stand Longo, insieme all'azienda vinicola Tallarini. "Per rimarcare l'alta qualità offerta e per rendere la visita ancora più piacevole a chi passeggiava in Fiera, abbiamo voluto legare il nostro brand ad una casa vinicola conosciuta in tutto il mondo". Sorprendere con gusto e con il gusto. Longo Group è stato l'unico espositore al Salone del Mobile con una piccola cantina a disposizione del pubblico. "Chi ha visitato il nostro spazio espositivo - conclude Pier Maggi ha potuto così affiancare al design, il dolce e fruttato sapore di un buon bicchiere di vino. Un connubio decisamente innovativo e appagante". Abbiamo già avuto modo di conoscere Longo Group nella sua filosofia d'arredo "all inclusive". Questa volta, però, abbiamo preferito lasciare spazio alle immagini. Non dilungarci in presentazioni invasive, bensì far parlare gli occhi. Gli ambienti catturati in queste pagine, in effetti, sono le migliori parole che si possano accostare all'hi-style italiano ed internazionale. Lasciamo la parola al design.

Frigorifero, congelatore e cantina vini trizona di Viking, luci clusterlamp di Mooi In basso

Zona pranzo B&B Maxalto, cucina Vintage laccata con top inox Comprex sistema porte scorrevoli Velaria in vetro grigio di Rimadesio

B&B ITALIA, Maxalto, Viking, Comprex, L'Origine, Rimadesio, e Bang&Olufsen Sono stati i protagonisti dello stand Longo LONGO DESIGN Via Circ. Ponente, 3 Tel 035 841010 LONGO STYLE Viale Olmi, 8 Tel 035 4423543 24050 Calcinate Bg www.longogroup.eu

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Cucina Articolo di Giorgio Chiesa

n luogo d'incontro per fuggire dal caos metropolitano classico delle città moderne. Questo è il significato di "Simposium", termine latino a cui i fratelli Massimiliano e Donato Matassino - insieme al socio Mario Tomasello , affidano il nome del neonato ristorante in città Alta. La collocazione della location segue questi intenti in modo azzeccata. Da questo punto di vista, nessun luogo sarebbe più adatto

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Simposium, anche a mezzogiorno un mare di sapori A pochi minuti dal caos cittadino, un luogo incantevole in cui assaporare il gusto della cucina italiana, a pranzo e a cena rispetto alla cornice storica offerta da Colle Aperto, centro vero e proprio della parte alta della nostra città. A metà strada tra la Cittadella e il pittoresco Parco delle Rimembranze, il nuovo angolo di paradiso enogastronomico trova, fra la vista dei colli bergamaschi e il quieto romanticismo della storia, l'atmosfera ideale per poter esprimere tutte le sue potenzialità. Massimiliano - uno dei tre proprietari della struttura ristorativa -, commenta la sua nuova iniziativa imprenditoriale con entusiasmo e grandi speranze per il futuro. "Quest'avventura è una vera sfida. Puntiamo a rilanciare un luogo che, da un punto di vista commerciale, non è mai stato molto forte. Per fare questo, crediamo decisi nella nostra esperienza pluriennale, unitamente alla grande passione per questo lavoro, uno dei più belli del mondo. La nostra idea è quella di offrire un prodotto di qualità per tutte le ore del giorno. Con un nome come il nostro non potevamo permetterci di non pensare a tutti i lavoratori e imprenditori bergamaschi che, nelle ore pomeridiane, decidono di staccarsi - anche per poco tempo -, dalla loro routine quotidiana. Chi sceglierà di andare a pranzare in un luogo diverso dai soliti locali o dalle solite tavole calde, troverà nella nostra offerta enogastronomica quel qualcosa di diverso e stimolante che potrà appagare la loro voglia di distrazione". In pratica trasportare il vostro talento, anche per i business lunch. Ma i costi per il cliente? "Saranno contenuti, come già avviene per la nostra offerta della cena. Diciamo che si potrà fluttuare tra le 25 e le 30 euro. Usando anche i mezzi pubblici, bastano dieci minuti Massimiliano e Donato Matassino

per salire in Colle Aperto dal centro di Bergamo. La fermata dista qualche metro dal ristorante. Non si deve guidare, si spende poco e in breve tempo ci si ritrova seduti in un ambiente caldo e confortevole. E' un bel risparmio anche in termini di stress. Inoltre, essendo originari di Salerno, amiamo molto la "chiacchera". Il massimo per il nostro lavoro infatti, è riuscire a capire le esigenze del cliente senza neanche scomodarlo nel leggere il menù". Cosa avete di diverso da tutte le altre offerte ristorative di città Alta? "Come dicevo, la nostra esperienza si è consolidata nel corso del tempo. Veniamo dai successi di Porto Rotondo, in cui abbiamo avviato felicemente un ristorante analogo sia nel nome che negli intenti. Ora è arrivato il momento di confrontarci con questa poliedrica città, che riesce a far convivere al suo interno la tensione moderna e la tradizione per l'antico. Manteniamo comunque tutte quelle caratteristiche e tutti quei vantaggi che la terra sarda ci ha regalato ad ogni soffio di maestrale. Mi riferisco chiaramente alla cucina a base di pesce, vero alimento cardine della nostra offerta. Si va dai classici branzino e orata cotti al forno, al sale o alla griglia -, sino ad arrivare ai più rinomati crostacei dei nostri mari. In questo caso mi piace menzionare l'astice locale - inteso chiaramente a quello mediterraneo -, che mantiene, a differenza degli altri, un affascinante riflesso bluastro ed una tenerezza nella carne 91


In Colle Aperto, i fratelli Massimiliano e Donato Matassino - insieme al socio Mario Tomasello - hanno ricreato le atmosfere di Salerno e Porto Rotondo per business man in pausa lavoro tutta particolare, data dalla poca pressione che l'acqua salata del mare esercita rispetto a quella dell'oceano". Avete ereditato la grande cultura del mare. Nella vostra esperienza c'è spazio anche per altre offerte culinarie? "Naturalmente. La nostra struttura si compone di due piani. Quello inferiore ospita una zona lounge, dedicata alla degustazione di prodotti tipici lombardi e non solo. Pregiate etichette di vini, distillati e champagne possono accompagnare la nostra clientela in una serata dalle calde e rilassate atmosfere. Anche se possono non trovarsi i più classici vini commerciali - quelli da discoteca per intenderci -, la ricercatezza dell'offerta non impone assolutamente un prezzo più elevato. Passando poi al piano superiore, troveremo il ristorante vero e proprio, che oltre a proporre una completa e gustosa offerta di pesce, annovera nel suo menu alcune attente selezioni di formaggi e salumi, facendo attenzione alla tradizione della cultura bergamasca. Gli ambienti curati della nostra location sono studiati anche per questo". Mi sta dicendo che siete riusciti ad unire l'offerta enogastronomica al design? "Abbiamo voluto creare una vera e propria culla dei sapori. L'ambiente è il giusto mix degli stili di vari noti esperti del settore. Gra-

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zie alla loro unione d'intenti, siamo riusciti a formare una perfetta armonia di colori e spazi, che accompagnano degnamente le offerte della cucina e del nostro american bar. La cura per i dettagli e la raffinatezza per la scelta dei materiali, valorizzano l'atmosfera con un tocco d'eleganza che coinvolge tutti i sensi. Particolarmente stimolata anche la vista dunque, grazie al panorama garantito dall'ariosità della struttura e dalle scelte attente dell'arredo. Tutto questo per sentire quel pizzico di romanticismo in più, troppo spesso dimenticato in nome di un'asettica semplicità, non adatta a quello che vorrebbe essere - prima di ogni altra cosa -, un rilassante luogo di ritrovo. Sarebbe bello che ogni bergamasco si sentisse a casa non appena entra nel nostro ristorante". A proposito di cultura, tradizione e calore di un ambiente familiare, proponete qualcosa di speciale per le festività? "Ci siamo già attivati in questo senso. Per le feste tradizionali - Natale e Santo Stefano -, Simposium proporrà dei menù particolari per grandi tavolate, senza chiaramente mai dimenticare anche l'intimità di un posto per due, il classico tavolo dell'amore. A Capodanno saremo aperti, proponendo dei veri e propri inni al mare, così da poter unire il gusto della tradizione, all'euforia per un nuovo anno all'insegna della qualità".


La novità Articolo di Luca Bilotta Foto di Laura Pietra

Sensazioni:

sservare da vicino la Centrale Taccani di Trezzo sull'Adda lascia stunon c'è da stupirsi se, piti dall'imponente maestosità delal volante, l'unica cosa da l'opera architettonica a bordo fiufare è guidare. Per tutto il me, realizzata dalla sapiente mano resto ci ha pensato BMW di Gaetano Moretti. Uno dei maggiori architetti dei primi anni del Novecento, protagonista di Non è uno scherzo una corrente ispirata al modernismo. Nel 1894 e lo si capisce appena ci si siede al posto del gui- l'industriale Cristoforo Benigno Crespi, quando acquistò il terreno dove nel 1903 sorse la cendatore: il sedile, allacciate trale, volle proprio lui per rendere l'opera indile cinture, ti avvolge elettri- menticabile. Energia al servizio dell'arte, archicamente dandoti una sen- tettura affiancata alla tecnologia. Un legame sazione di totale sicurezza che si può ritrovare nell'ultima nata di casa 94

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BMW, l'ammiraglia Serie 7. E proprio da quel luogo incantato, ricco di storia artistica ed espressione di modernità dell'epoca, abbiamo voluto partire per un viaggio intenso grazie a Lario Bergauto. I fili elettrici intrisi di vita industriale si collegano con l'arte e la tecnica della nuova regina del segmento Premium, capace di scavare un solco indelebile fra lei e le concorrenti. Un'astronave di classe, così si potrebbe definire l'ultima nata. Un'auto che non lascia nulla al caso, sia nei dettagli sia nelle dotazioni. Guidarla è un piacere, osservarla una soddisfazione: è lei a spingerti oltre il confine fra pura realtà e futurismo. Non c'è da stupirsi se, al vo-


Nuova Serie 7, l'arte della tecnica Alla Centrale Taccani di Trezzo abbiamo svelato per voi la nuova ammiraglia di casa BMW. Full d'assi di tecnologia per la regina del settore Premium: un'auto che non lascia nulla al caso, sia nei dettagli sia nelle dotazioni Guidarla è un piacere, osservarla una soddisfazione

lante, l'unica cosa da fare è guidare. Per tutto il resto ci ha pensato BMW. Non è uno scherzo e lo si capisce appena ci si siede al posto del guidatore: il sedile, allacciate le cinture, ti avvolge elettricamente dandoti una sensazione di totale sicurezza. Ai primi colpi d'acceleratore il cambio automatico sequenziale ti fa capire di avere sottomano un bolide, una scheggia ma nel massimo controllo. E pure nei piccoli dettagli, come un angolo cieco, anche qui la tecnologia bavarese ti viene in soccorso: l'auto ti segnala l'ostacolo attraverso il retrovisore. Ma non solo. Pure la notte, quando la visibilità è compromessa, un sistema a raggi infrarossi ti segnala even-

tuali ostacoli, distinguendo i pedoni in strada da Innovazione: quelli sul marciapiede. Infine una telecamera da segnalare la navigazione dietro il retrovisore interno è capace di leggere i satellitare con visualizzazione segnali stradali dei limiti di velocità, riproducendoli con pittogrammi sul cruscotto o sul para- tridimensionale degli edifici e la strumentazione brezza attraverso l'head-up display. Tutto questo è BMW Serie 7, un'auto che - come è acca- con tecnologia Black Panel, duto per la Centrale Taccani di Trezzo nei primi uno schermo ad alta anni del Novecento - rappresenta il distacco definizione che a vettura della realtà, a favore del modernismo. spenta è completamente PRIME SENSAZIONI - Della BMW Serie 7 su nero e in marcia è capace di riprodurre strada, la versione provata per voi in queste pagine è la 730d con allestimento Eccelsa, si posgli indicatori classici 95


sono dire solo meraviglie. Ma è nel comfort in generale che regna sovrana. Come l'hotel Trezzo, in cui è stata fotografata in questo servizio e di cui siamo stati ospiti a pranzo. Dietro abbonda lo spazio e si possono addirittura allungare le gambe, mentre nelle posizioni anteriori si è letteralmente coccolati da una plancia preziosa nei dettagli e nelle rifiniture, composte da un mix di pelle, legno e alluminio. Di grande comodità il cofano posteriore moto-

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rizzato, così come le portiere che si fermano a qualsiasi angolo. Quando occorre chiuderle, basta appoggiarle appena per sentirle tirare come a sigillare l'abitacolo. Tutti i benefici delle 4 ruote sterzanti si avvertono a tutte le andature e in tutte le condizioni. Quando occorre fare manovra negli spazi più stretti e si affronta un percorso molto tortuoso, sembra di guidare una vettura nettamente più compatta soprattutto quando si sceglie la modalità Sport Plus. In velocità, invece, la vettura viaggia dentro rotaie invisibili tanta è la sicurezza che la Serie 7 infonde sulle curve veloci e nei rapidi cambi di direzione. Notevoli infine i freni:


la risposta al pedale è precisa, perfetta nel controllare la potenza del mezzo.

BMW 730 D

DESIGN - La quinta generazione della Serie 7 si presenta con un colpo d'occhio più rassicurante, ma non per questo privo di novità. Le linee esaltano la sportività del modello, come l'abitacolo spostato all'indietro ne rende più intraprendente la guida. Il frontale presenta due "reni" che non sono mai stati così grandi e verticali (anche per meglio proteggere il pedone in caso di urto), mentre la vista laterale mette in evidenza la nervatura che non parte dal passaruota, come sulle altre BMW, ma dal faro anteriore e percorre tutto il fianco della vettura. A riempire lo spazio tra parafango anteriore e portiera ci sono un fregio satinato che integra l'indicatore di direzione e un profilo discendente che termina verso il longherone sottoporta. INTERNI - Anche l'abitacolo è nel segno della tradizione bavarese, rivisto con un tocco di classica originalità. La plancia da vero transatlantico, infatti, non è più perfettamente rettilinea e segna il ritorno al profilo avvolgente con la parte centrale rivolta verso il guidatore. Il volante è più piccolo, ha tre razze invece di quattro, l'impugnatura più massiccia e perde i pulsanti e la levetta del cambio che ritorna, insieme alla leva del freno di stazionamento, sul tunnel centrale. La manopola dell'iDrive, che prima aveva il monopolio, si sposta verso destra e diventa più piccola, anche per fare spazio ad altri numerosi comandi. La logica del nuovo sistema è stata notevolmente semplificata, tanto che non è più necessario il libretto d'uso che sulla precedente Serie 7 contava oltre 700 pagine. Ora è un documento elettronico consultabile attraverso l'enorme schermo da 10,2 pollici del sistema multifunzione, dotato fra l'altro di disco rigido da ben 80 GB. Altre innovazioni sono il ConnectedDrive che consente di sbloccare a distanza la vettura se il guidatore ha dimenticato la chiave all'interno e offre navigazione internet illimitata, ma per ora solo in Germania. Altre meraviglie sono la navigazione satellitare con visualizzazione tridimensionale degli edifici e la strumentazione con tecnologia Black Panel, ovvero uno schermo ad alta definizione che a vettura spenta è completamente nero e in marcia è capace di riprodurre gli indicatori classici e di fornire una grande quantità d'informazioni. Le finezze naturalmente non mancano, come i comandi di climatizzazione, il sistema audio e l'iDrive in ceramica per offrire un tocco di vera classe e i soliti 8 pulsanti per la selezione diretta personalizzata di alcune funzioni che qui sono a sfioramento. TECNOLOGIA - La Serie 7 è da sempre la vetrina della migliore elettronica applicata alla sicurezza e anche questa quinta generazione conferma la regola. Per la prima volta su una BMW, ci sono i sistemi che segnalano la presenza di una vettura nell'angolo cieco attraverso un LED sul guscio del retrovisore, quello che fa vibrare il volante se si supera involontariamente le linee che delimitano la carreggiata, il cruise control attivo con funzione stop&go, la telecamera posteriore di parcheggio e

Motori: la tre le motorizzazioni, ognuna disponibile con altrettanti allestimenti (Eletta, Futura ed Eccelsa). Si parte con la 730d, un sei cilindri con turbocompressore a geometria variabile e l'iniezione Common Rail di terza generazione. A disposizione, inoltre, la 740i con 240 kW (326 Cv): il motore BMW a sei cilindri più potente di tutti i tempi. Infine il 750i, un bolide da 300 kW (407 Cv), 600 Nm da 1.750 a 4.500 giri/min e un parziale di 0-100 km/h in 5,2 secondi 97


BMW 730 D

Tecnologia: novità assolute sono il sistema di visione notturna a raggi infrarossi capace di rilevare la presenza di una persona al di fuori del fascio luminoso dei fari e quello che, attraverso una telecamera posizionata dietro il retrovisore interno, legge letteralmente i cartelli stradali relativi ai limiti di velocità

Lario Bergauto Via Campagnola, 50 Tel. 035 4212211 - Bergamo www.lariobergauto.bmw.it

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quella anteriore angolare, molto utile negli incroci nei quali la visibilità scarsa impedisce di capire se stanno sopraggiungendo vetture da entrambi i lati. Novità assolute, invece, sono il sistema di visione notturna a raggi infrarossi capace di rilevare la presenza di una persona al di fuori del fascio luminoso dei fari e quello che, attraverso una telecamera posizionata dietro il retrovisore interno, legge letteralmente i cartelli stradali relativi ai limiti di velocità riproducendoli con pittogrammi sul cruscotto o sul parabrezza attraverso l'head-up display. Tutta questa tecnologia dialoga anche con motore e cambio automatico, costituendo il cosiddetto Integrated Chassis Management, controllato da ben 16 centraline elettroniche collegate tra loro da una rete FlexRay, 20 volte più veloci delle normali CAN. Tale interazione consente il controllo della dinamica globale della vettura e di cambiarlo attraverso i due pulsanti del Drive Dynamic Control su quattro posizioni: da Comfort passando per Normal, Sport e Sport Plus che regala una maggiore reattività dei comandi e un contatto con la strada più diretto con la disattivazione del controllo elettronico di stabilità DSC. RUOTE - Tecnologia, dicevamo. Ma anche innovazione. La BMW ha, infatti, deciso di stupire il mondo dell'auto montando sulla Serie 7 le quattro ruote sterzanti (Integral active steering). Finora c'era stato un solo precedente in casa BMW, con la 850 Csi coupé del 1992. Quando si va piano le ruote posteriori sterzano controfase per facilitare, per esempio, le manovre di parcheggio; in velocità mantengono la stessa direzionalità di quelle anteriori e si ottiene una migliore stabilità e maggior comfort per i passeggeri posteriori. Le quattro ruote sterzanti lavorano in combinazione con il Drive dynamic control. Innumerevoli, infine, le possibilità offerte per cerchi e pneumatici (runflat di serie garantiti per marciare 250 km da sgonfi). VERSIONI E MOTORI - Tre le motorizzazioni, ognuna disponibile con altrettanti allestimenti (Eletta, Futura ed Eccelsa). Si parte con la 730d, un sei cilindri con turbocompressore a geometria variabile e l'iniezione Common Rail di terza generazione. Le valvole verticali e le nuove candele in ceramica fanno sì che la miscela sia sottoposta ad una combustione uniforme, diminuendo le emissioni e portando i consumi a soli 7,2 litri per 100 km. Il motore raggiunge una coppia di 540 Nm con una potenza di 180 kW (245 Cv). A disposizione, inoltre, la 740i: con 240 kW (326 Cv) si tratta del motore BMW a sei cilindri più potente di tutti i tempi. Prestazioni massime che si sprigionano per tutta la fascia di regime grazie ai Twin Turbo a risposta spontanea. Con High Precision Injection l'efficienza viene massimizzata, la miscela benzina/aria risulta perfetta anche nei regimi transitori. Da 0 a 100 km/h in soli 5,9 secondi. Infine il 750i, un bolide da 300 kW (407 Cv), 600 Nm da 1.750 a 4.500 giri/min e un parziale di 0-100 km/h in 5,2 secondi. Tra le bancate dei cilindri del motore V8 alloggia anche qui il Twin Turbo, con un peso e consumi nettamente inferiori alla precedente versione.


In Anteprima Articolo di Luca Bilotta Foto di Laura Pietra

Volvo XC60, semplicemente bella Le dolci curve della Maresana hanno accolto la nuova piccola e lussuosa Suv svedese, provata in anteprima grazie a Iperauto Un mix riuscito di versatilità e fascino sportivo, snob al punto giusto senza ostentare

Ambiente:

impossibile non notarla, immersa fra le autunnali curve oltre ai sistemi d'emisdella Maresana. La sua linea sione la novità inconfondibile spicca dolceè lo studio dell'interno mente, accompagnata dalle Per migliorare la qualità flessuose curve che contraddistinguono le fiancate. Stiamo parlando della nuovissima dell'aria e dei materiali XC60, neo gioiello di casa Volvo. In queste nell'abitacolo è nato pagine ve la sveliamo in tutto il suo splenil sistema CZIP - Clean dore, grazie alla complicità del nuovo conZone Interior Package -, cessionario Iperauto, da pochi mesi in Borgiudicato positivamente go Palazzo a Bergamo. Il modello prescelto anche dall'Organizzazio- è il top della gamma: la XC60 D5 Summum ne Mondiale della Sanità con cambio automatico, nera con interni in 100

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pelle beige. Un tripudio di versatilità e fascino sportivo, snob quanto basta senza mai esagerare. Proprio lo spirito sobrio della casa svedese ha incastonato questa perla preziosa nel segmento delle piccole Suv: un'auto capace di esaltare le caratteristiche off-road della trazione integrale permanente, senza tralasciare il comfort tipico delle station-wagon che hanno caratterizzato Volvo nel corso di questi anni. Del Suv XC90 prende solamente la sigla, il resto è tutto da scoprire. Tecnica e sicurezza in primis, strizzando l'occhio al design e all'ambiente.


DESIGN - E proprio dalla XC90 partiamo in questo speciale viaggio in casa Volvo. Facendo un paragone delle dimensioni, non diminuisce solo la lunghezza di una ventina di cm (qui siamo a quota 4.628 mm, per 1.891 di larghezza e 1.713 di altezza). La XC60 sperimenta diverse proporzioni, acquisendo un nuovo slancio e un'aria più moderna e filante. Il merito va diviso soprattutto tra il taglio a cuneo della fiancata e il parabrezza piuttosto inclinato all'indietro, anche se tra gli attori non protagonisti si guadagnano una citazione i fari allungati con luci di posizione separate e le nervature che movimentano i paraurti.

INTERNI - Entrando in auto si notano subiSicurezza: to gli interni sportivi e raffinati capaci di la nuova Volvo offre ospitare cinque persone comodamente, codi serie insieme a tutte me da tradizione Volvo. Qui, a fare da trait d'union con il resto della gamma, c'è l'ormai le più importanti dotazioni tipica consolle centrale "sospesa", rivolta anche il Roll Stability Converso il pilota per rendere meglio accessibi- trol e un sistema che preli i vari comandi. La cura costruttiva è ottiviene i tamponamenti ma, una prassi consolidata per gli svedesi, a bassa velocità, chiamato dove materiali di buona qualità e assemCity Safety. In pratica blaggi precisi sono la norma. Gli inserti dell'auto, fino a 30 km/h, la versione provata per voi sono in legno lafrena da sola se dinanzi mellare e alluminio (tipici della versione Summum). Speciale il sistema d'intrattenitrova un ostacolo 101


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mento della vettura: nella configurazione più esclusiva il suono può essere, addirittura, ottimizzato per adattarsi a tre diverse situazioni. Ad esempio per il sedile del conducente, per entrambi i sedili anteriori o solo per i sedili posteriori.

verificare l'assenza di sostanze allergeniche, come ad esempio il nickel o il cromo, in modo da ottenere la relativa certificazione internazionale (Oeko-Tex 100). A questo si aggiunge l'utilizzo di materiali riciclabili, pari all'85% dei componenti della vettura.

AMBIENTE - Andando a verificare le innovazioni tecniche proposte dalla XC60, si nota innanzi tutto un elemento che fa parte di una certa cultura automobilistica svedese: l'attenzione all'ambiente. Ci si è ovviamente concentrati sull'efficienza energetica dei motori e sulla capacità di produrre minori sostanze inquinanti, attraverso l'elettronica, il filtro anti-particolato nei motori a gasolio e il perfezionamento dei catalizzatori per la versione a benzina. La novità, però, è lo studio effettuato all'interno della vettura, per migliorare la qualità dell'aria e dei materiali nell'abitacolo. Il sistema prende il nome di CZIP - Clean Zone Interior Package -, ed è stato giudicato positivamente anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: attraverso un filtro a carbone attivo, vengono drasticamente diminuiti pollini e altri allergeni, e gli stessi tessuti e metalli sono sottoposti ad analisi per

MOTORI - Passando ai motori, sono previste ben tre motorizzazioni. Due sono turbodiesel: il 2.4D, da 163 Cv e 340 Nm, e il pari cilindrata D5, da 185 Cv e 400 Nm. Per il primo, velocità massima, accelerazione 0-100 e percorrenza media sono nell'ordine 195 km/h, 10,5 secondi e 13,3 km/litro, mentre per il secondo sono 205 km/h, 9,5 secondi, con lo stesso consumo dichiarato. Le prestazioni più elevate si hanno invece con il tre litri 3.0 sei cilindri turbo a benzina da 285 Cv e 400 Nm: 210 km/h (velocità autolimitata elettronicamente) e 7,5 secondi, a fronte di una percorrenza media di 8,4 km/litro. Le due unità a gasolio sono proposte di serie con cambio manuale a sei marce ma in alternativa si può avere anche un automatico sempre a sei rapporti, con funzione manuale Geartronic. Quest'ultimo è invece l'unico tipo di selettore abbinabile al 3.0 a benzina. A completa-


Design: la XC60 sperimenta diverse proporzioni, acquisendo un nuovo slancio e un'aria più moderna e filante. Il merito va diviso soprattutto tra il taglio a cuneo della fiancata e il parabrezza piuttosto inclinato all'indietro

re il reparto trasmissione di tutta la gamma c'è, come detto, la trazione integrale permanente AWD. ALLESTIMENTI - Quanto agli allestimenti, Volvo ne propone anche qui tre: Kinetic come base, Momentum al livello intermedio e Summum come top. Il primo si può avere abbinato ai motori 2.4D e D5, con di serie cerchi in lega da 17", fendinebbia, cruise control, clima automatico e stereo. La versione Momentum è quella su cui i vertici svedesi contano di più: l'offerta, in questo caso, propone in più all'allestimento base il sensore pioggia, i sensori di parcheggio e l'HDC che regola la velocità nelle discese più insidiose. Chiude la lista la XC60 Summum (che vedete in queste foto, n.d.r.), che met-

te sul piatto della bilancia anche fari bixeno, rivestimenti in pelle, lavafari, cerchi da 18" e sedile di guida regolabile elettricamente. SICUREZZA - Infine il versante della sicurezza. La nuova Volvo offre di serie insieme a tutte le più importanti dotazioni (Abs con Ebd, Airbag anche per proteggere eventualmente collo e la testa, dispositivi anticolpi di frusta, controlli di trazione e stabilità) anche il Roll Stability Control e un sistema che previene i tamponamenti a bassa velocità, chiamato City Safety. In pratica se il veicolo che precede frena all'improvviso e City Safety ritiene che sia possibile una collisione, i freni vengono allertati e preparati. In questa circostanza, se il conducente non reagisce, l'auto frena automaticamente. Al tempo stesso, si accendono le luci posteriori di stop per avvisare chi segue. Il sistema funziona fino ad una velocità di 30 km/h e se la differenza di velocità tra i due veicoli è meno di 15 km/h, City Safety può evitare lo scontro. Tutto questo è XC60, l'ultima nata in casa Volvo. La piccola Suv per non passare inosservati fra le strade e le colline di Bergamo.

Motori: sono tre le motorizzazioni, due turbodiesel. Si parte dal 2.4D, da 163 Cv e 340 Nm, passando al pari cilindrata D5, da 185 Cv e 400 Nm Previsto anche un propulsore a benzina, precisamente il tre litri 3.0 sei cilindri turbo da 285 Cv e 400 Nm

Iperauto S.p.A. Unica concessionaria Volvo per Bergamo e provincia Bergamo - Via B. Palazzo 205 Tel. 035 29 24 211, Fax 035 29 24 412 www.iperauto.it

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Tempo libero&Tecnologia Foto di Giorgio Chiesa

Bergamo Party, l'informazione del divertimento Complice un'idea imprenditoriale di quattro giovani e dinamici professionisti, è nato un portale web capace d'unire informazione culturale ed enogastronomica con eventi e appuntamenti del territorio na nuova lente d'ingrandimento sulla cultura, il costume e la società bergamasca. Un modo per osservare tutte le sfaccettature mondane della nostra piccola metropoli, con l'ausilio di una realtà imprenditoriale giovane e dinamica. Un mix innovativo caratterizza l'eclettico portale web Bergamo Party, sviluppato in collaborazione con la Lucchini Informatica, società specializzata nella consulenza ed assistenza telematica degli applicativi intranet/internet. Un progetto che consente agli utenti non solo di conoscere quello che accade nella propria città e in provincia, ma di scoprire il mondo del divertimento

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in tutta la sua essenza: non il classico "sballo", ma un fenomeno culturale e sociale per tutte le età, capace d'inquadrare il variegato ambiente della "Bergamo da vivere". "Ho deciso d'investire in questa idea per una semplice e fondamentale ragione - afferma Alberto Giambarini, proprietario della giovane società bergamasca 4Party s.r.l. -. Ci credevo e ci credo fortemente. Questo, in effetti, non è il core business dell'azienda di famiglia (la Olfez, industria dedita alla lavorazione del ferro n.d.r.), ma il progetto fin dall'inizio ha suscitato la mia curiosità. Ci proponiamo al grande media del futuro, mi riferisco ad internet, con il conforto e l'appoggio delle idee. Nel nostro gruppo convivono, infatti, personalità appartenenti a diversi settori lavorativi e dell'industria, che hanno trovato attraverso una speciale sinergia, un fine comune: cercare la giusta convergenza tra modernità, tecnologia, mondanità e cultura. In questo senso è nato Bergamo Party, un portale sempre aperto non solo sulla Bergamo festante e modaiola, ma anche sulla cultura e sulla nostra vivacità enogastronomica". Un gruppo affiatato si propone, ancora una volta, come un ingrediente fondamentale per ogni realtà imprenditoriale che punti a conquistarsi una fetta tutta sua di mercato. In que-


"Nel nostro gruppo convivono personalità appartenenti a diversi settori lavorativi e dell'industria, che hanno trovato attraverso una speciale sinergia, un fine nobile e comune: cercare la giusta convergenza tra modernità, tecnologia, mondanità e cultura" sto periodo di forti incertezze economiche, il ritorno alla forza del gruppo e alla validità delle creatività è forte, anche nell' anima di Bergamo Party. Proprio su questo concetto vuole soffermarsi Massimo Basile, direttore della società e figura legante le diverse personalità che vanno a comporre lo staff. "Crediamo di aver creato una formazione vincente. Siamo completi e allo stesso tempo specializzati per le varie sezioni che vanno a comporre Bergamo Party. Si va dalla classica finestra sui locali della Bergamasca, ad uno spazio riservato alle palestre per il fitness. Questa flessibilità è possibile solo grazie ad un'altra figura del nostro organico: il programmatore puro. In questo caso con una particolare declinazione, quello del responsabile grafica e web". Stiamo parlando di Alberto Lucchini, professionista che detiene forse il compito più delicato. Quello d'appagare l'occhio dell'utenza finale. "Il nostro portale - precisa Lucchini -, si compone in modo dinamico. Nasce da un progetto informatico solido e stabile adatto al settore industriale. Mantenendone le peculiarità principali, e riadattandole ad una grafica giovanile, in linea con le prospettive di marketing della nostra società, siamo riusciti a creare un prodotto facilmente configurabile a possibili - future - espansioni. Grazie ad

un'attenta programmazione, infatti, cerchiamo - in un sol colpo -, di rendere la navigazione fluida e piacevole, unendo a questo la facilità di modifica tecnica. Tradotto in termini semplici, il portale è completamente adattabile alle esigenze della clientela. Parliamo di foto, locandine pubblicitarie e qualsivoglia modifica, effettuabile in tempi brevi". Unendo dunque lo spirito imprenditoriale, alla passione per il lavoro della ristorazione e del beverage in generale, lo staff di Bergamo Party s'avvale anche delle competenze di altri professionisti. Cinque tra i migliori barman di Bergamo scrivono periodicamente articoli d'approfondimento, andandone a completare l'offerta. La pagina dedicata è una vera chicca. Con la loro ventennale esperienza, riescono a proporre nuovi abbinamenti e nuovi stili gastronomici che stimolano non solo la multiforme realtà del portale web, ma anche la tradizione per la cucina che l'italianità pura va promuovendo in giro per il mondo. In questo senso la figura di riferimento è Gianfranco Di Nisio, esperto barman, profondo conoscitore della realtà mondana bergamasca e vincitore del "Barfestival" di Kuala Lumpur dell'ottobre 2007. Il suo contributo e le sue pubblicazioni - assieme a quelle di quattro suoi illustri colleghi - sono fondamentali per tutti quegli 105


aspetti riguardanti il giusto raccordo tra la qualità e il prestigio del "made in Italy" nel settore enogastronomico. "Attraverso Bergamo Party sarà possibile scoprire un nuovo mondo - afferma -, troppo nascosto dalla misticità che alcuni cibi e bevande suscitano verso il grande pubblico. Un esempio? La birra. Siamo tutti abituati a berla in abbinato con la pizza o come prodotto leggero da consumarsi in compagnia. In realtà è molto di più. Un mio recente articolo, pubblicato nell'apposita sezione del portale, mette in luce le intrinseche caratteristiche di questo prodotto, esaltandone l'adattabilità a varie tipologie di cucina". Il contributo di Marco Sala, in qualità di responsabile chef, aggiunge quel pizzico di pepe in più ad ogni ricetta di Bergamo Party. Come il resto dell'equipaggio, il suo know-how è al servizio dell'azienda. "La sezione "gusto" di cui mi occupo con passione - aggiunge -, nasce dall'esigenza d'avvicinare tutte le persone ai piaceri della tavola. Ricette selezionate, informazioni su manifestazioni, fiere e appuntamenti enogastronomici, saranno costantemente aggiornati. Il fine è quello di creare quel particolare tipo di rapporto di fiducia che uno chef deve necessariamente avere con i suoi clienti più affezionati. Avendo lavorato per anni nel settore del catering e banqueting, accumulando molte esperienze da cuoco, conosco bene la fatica e le scelte difficili che si devono compiere per riuscire a far combaciare tutti gli elementi di un piatto in modo armonioso". Scelte doverose per riuscire a mantenere alta la qualità dei servizi proposti. Il responsabile commerciale Luca Degani, su questo punto, è intransigente. Mantenere alto il livello, anche a discapito di possibili ritorni economici, sembra il corollario del suo pensiero e della filosofia di tutto lo staff. "Esistono varie tipologie di clientela e diverse caratteristiche da tenere in considerazione per ognuna. Non possiamo, come fanno molti, mischiare discoteche di dubbia fama con realtà imprenditoriali che - nel corso degli anni -, si sono dimostrate capaci, pro106

fessionali e corrette. Bisogna porre un filtro per giovare all'immagine di tutti quei locali che, decidendo di collaborare con noi, vogliono avere un ritorno anche in termini di prestigio e reputazione". Non solo internet e cultura, Bergamo Party - come del resto vuole il nome - è anche sinonimo d'eventi e divertimento. In questo campo ne fa da padrona l'esperienza di Jacopo Argenta. Un presente da laureando in Giurisprudenza e un passato da Pr in molti locali bergamaschi. "Il mio ruolo - conclude - è forse quello più ludico. Il portale Bergamo Party vuole essere un luogo telematico d'incontro, per scoprire quello che accade nel nostro territorio. Vista la mia esperienza, abbiamo pensato di realizzare anche qualche appuntamento per i nostri "amici". Ovvio, parliamo d'eventi raffinati e dedicati ad un pubblico compreso fra i 25 e i 45 anni. Aperitivi, serate in locali di pregio e via discorrendo. Il tutto per rendere chiaro che il nostro nome è sinonimo d'informazione e cultura del divertimento, ma anche di svago vero e proprio". Dunque quello che si propone è un servizio completo all'utente, che potrà trovare nella fluidità e comodità della navigazione web, tutte le informazioni principali non solo sulla movida bergamasca, ma anche su particolari altri eventi culturali. Una realtà che racconta molti aspetti della nostra società, senza dimenticarsi di tutti quegli elementi trascurati dal grande occhio moderno, che spesso ci fanno mantenere i piedi ben ancorati al suolo. Il direttore Massimo Basile infatti - per concludere -, ci confida un piccolo segreto. "Ci riteniamo persone fortunate. Per questo crediamo sia giusto impegnarci nella beneficenza. Nel nostro piccolo - e con tutta l'umiltà che questo genere di cose richiede - Bergamo Party lavora a stretto contatto con alcune Onlus. Non vogliamo apparire come i salvatori di nessuno - sia chiaro -, vorremmo solo dimostrare che il mondo di cui facciamo parte, spesso ritenuto esteriorità e superficialità, è ancora capace di azioni fraterne e profonde".


Beneficenza&Solidarietà Foto di Giorgio Chiesa

Giuseppe Locatelli, fondatore dell'associazione già primario di chirurgia pediatrica a Bergamo racconta com'è nata l'idea di realizzare un concerto benefico con Francesco Renga e la band "2 Mondi" na serata di festa, con un obiettivo preciso: promuovere l'impegno ed il valore di Casa Eleonora, associazione che giorno dopo giorno dona un sostegno concreto e una briciola di "quotidianità" a coloro che soffrono. E' questo il senso dell'appuntamento che il 4 dicembre ha accompagnato, al teatro Gaetano Donizetti di Bergamo, il noto cantautore Francesco Renga e i “2 Mondi”, band che propone fedelmente i brani di Lucio Battisti, note che hanno fatto la storia della musica italiana. Emozioni in musica per un vero inno alla speranza e alla solidarietà. Un concerto per illuminare l'azione che la Casa Accoglienza di Bergamo, Casa Eleonora appunto, conduce a favore di piccoli pazienti degli Ospedali Riuniti. Una realtà che dal 2006 gestisce una struttura destinata a bambini e ragazzi meno abbienti, senza vincoli di provenienza geografica, in attesa od in preparazione d'interventi chirurgici. In pratica un'oasi di quotidianità e di quasi normalità, composta da quattro monolocali

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Casa Eleonora, al Donizetti musica per la "quotidianità" dei bambini e due bilocali arredati, che ospitano gratuitamente i piccoli insieme ai loro parenti. Un progetto creato e voluto fortemente dal dottor Giuseppe Locatelli, fondatore dell'Associazione Casa Eleonora Onlus già primario di chirurgia pediatrica a Bergamo. "Un futuro senza sogni, senza speranze, non può essere felice. Non può proprio esistere. Noi vogliamo continuare a sognare una casa d'accoglienza più ampia, che possa accogliere più bambini malati che ne hanno bisogno e che vorranno sostare per periodi più o meno lunghi, durante il loro faticoso percorso verso la guarigione. Il numero dei locali è purtroppo insufficiente e, troppo spesso, si è costretti a non accontentare le numerose persone che chiedono ospitalità. Per questo motivo è nato il proposito di realizzare, quanto prima, una nuova struttura ricettiva, da ubicare nelle vicinanze del nuovo ospedale di Bergamo. E' un progetto impegnativo, sotto tutti i punti di vista. Ma l'impegno non ci fa paura, soprattutto confidando nella generosità di tutti, per potere sempre dire sì a chi, già angosciato da tanti pensieri, ha bisogno di trovare nel nostro abbraccio un tranquillo rifugio. Ecco da dove nasce l'idea del concerto per raccolta fondi". Quando è nata l'idea di questo grande evento al Donizetti? "L'idea del concerto è nata un anno fa, da una nostra volontaria dell'associazione ABIO (associazione per il bambino in ospedale n.d.r.). Suo fratello ha dato vita, con un gruppo di amici, alla band "2 Mondi". Il progetto ci è subito piaciuto, anche perché ricorre quest'anno il decimo anniversario della morte di Lucio Battisti e la sua musica non ha perso il fascino e la capacità d'emozionare. Le sue canzoni sono cariche di amore, rabbia, fiducia, dolore, gioia, tutte emozioni in musica, che sono un inno alla speranza e alla solidarietà in accordo con lo scopo benefico della serata. Un progetto arricchito e sviluppato successivamente dall'agenzia LTS Srl Partner - che ringrazio -, capace di coinvolgere anche Francesco

Renga. Artista, fra l'altro, che non ha bisogno di presentazioni". Come nasce il progetto Casa Eleonora? "Nasce da lontano, come risposta ad una pressante esigenza sociale nel campo sanitario. Il settore pediatrico del nostro ospedale, infatti, con l'introduzione di specialità chirurgiche (la chirurgia pediatrica, la cardiochirurgia e la chirurgia dei trapianti di organi solidi n.d.r.) e l'avvio d'importanti strutture di supporto (la patologia neonatale e la terapia intensiva pediatrica n.d.r), ha ricevuto un' importante spinta verso la pediatria del futuro. Il perseguimento dell'eccellenza delle cure, ha fatto sì che Bergamo divenisse uno dei più importanti centri di riferimento in Italia. Grazie a questo indirizzo specialistico, si è determinato un importante afflusso di bambini ammalati in cerca di cure, e si è avvertito subito la necessità di dare una sistemazione ai genitori". Creare un ambiente idoneo ai piccoli, il più similare possibile alla casa d'origine. "Esatto. Questo ruolo d'accoglienza è stato assunto principalmente da enti religiosi (parrocchia di S. Lucia n.d.r.), talora anche da asGiuseppe Locatelli

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sociazioni e da privati cittadini. Ma, nonostante questa generosa gara di solidarietà, alcune richieste rimanevano inevase. Da qui nasce il progetto Casa Eleonora".

"Un futuro senza sogni, senza speranze, non può essere felice. Non può proprio esistere Noi vogliamo continuare a sognare una casa d'accoglienza più ampia, che possa accogliere sempre più bambini malati"

Il nome ha una motivazione particolare? "Eleonora era una bambina bergamasca che, trapiantata di fegato a Parigi negli anni '80, nel suo percorso di malattia fu degente per lunghi periodi anche nei reparti pediatrici dell'Ospedale di Bergamo, fino alla sua scomparsa. All'estero, accompagnata dalla madre, è stata accolta per lunghi periodi in una casa d'accoglienza, dove ha conosciuto il calore della solidarietà di molte persone". Basta poco per far sorridere un bambino o una bambina malata. "Ovvio. Di fronte ad un bambino così gravemente malato, non è difficile immaginare come tutta la famiglia possa entrare in una crisi profonda, talora lacerante. Sofferenza e malattia sono purtroppo un binomio inscindibile anche nei bambini ed è un dovere prioritario alleviarne la sofferenza sotto tutti gli aspetti, affinché nel loro futuro non rimangano che tenui tracce del percorso verso il recupero della salute. La cosa più bella per loro è trascorrere insieme ai propri parenti, in una situazione familiare di quasi normalità, il tempo non trascorso in ospedale". Come si struttura Casa Eleonora? "Dal mese di settembre del 2006, l'Associazione ha preso in locazione una palazzina situata a Bergamo in Via Corti 25, una recente Veduta esterna di Casa Eleonora costruzione di due piani composta da 4 monolocali e 2 bilocali, sobriamente arredati e dotati di stoviglie, biancheria da cucina, da camera e di televisore. Al primo piano è stata creata una piccola ludoteca, donata da una scuola della provincia, mentre al piano terra si trovano la segreteria e la lavanderia, oltre ai locali utilizzati da un volontario che riceve gli ospiti e cura la conduzione della casa. Per i brevi spostamenti sono a disposizione degli ospiti delle biciclette. L'utilizzo della struttura e delle at110

trezzature è completamente gratuito. Ovvio che, per andare avanti, il costo di gestione della struttura (pari a circa 30 mila euro l'anno) è affidata al successo della raccolta di contributi volontari". Le istituzioni hanno contribuito a questa realtà o la raccolta fondi si è sempre sviluppata grazie al contributo di sponsor o eventi? "Le Istituzioni sia pubbliche sia private hanno accolto favorevolmente l'avvio dell'attività dell'Associazione. Ad esempio il Lions Club S. Marco mi ha assegnato il Premio della bontà 2007, attribuendoci anche un importante contributo. Anche il Rotary Club Bergamo Città Alta è intervenuto concretamente in quest'iniziativa umanitaria, sponsorizzando l'evento musicale realizzato al teatro Donizetti il 4 dicembre. Infine gli istituti bancari cittadini non hanno mancato a dare il loro aiuto anche in quest'iniziativa, così pure privati cittadini o associazioni, come il Gruppo dell'alternatività della parrocchia cittadina di S. Antonio". A quanti bambini e alle loro famiglie, avete regalato un sorriso? "Nel giro di poco più di 2 anni sono passati nella casa accoglienza diversi gruppi familiari: solo nel 2007 ne sono stati accolti 35, nei primi 11 mesi del 2008, addirittura 40. I gruppi sono per il 50% circa italiani, provenienti prevalentemente dall'Italia centro-meridionale. I rimanenti 50% sono stranieri e provengono da paesi europei (Russia, Ucraina, Uzbekistan, Serbia, Bosnia, Slovenia), dal Medio Oriente (Libano, Palestina e Iraq) e dai paesi sudamericani (Bolivia e Uruguay). L'obiettivo, come già affermato, è raggiungere numeri più ampi. Ma per fare questo servono nuove strutture, magari vicine al futuro Ospedale. Grazie all'evento organizzato al teatro Donizetti, il sorriso non sarà più una speranza ma pura e semplice realtà".


Chi, dove e perchè Foto Giorgio Chiesa

Una nuova, affascinante collezione ha debuttato da Cornaro Gioielli... Non finiscono di stupire Renzo e Sandra Cornaro che, con le figlie Giovanna e Marialuisa, ogni anno a novembre propongono esclusive emozioni. Un'iniziativa, questa, entrata nella tradizione dell'affermata gioielleria di via Camozzi 44 a Bergamo, che rappresenta un punto di riferimento per tutti gli appassionati di alta gioielleria ed orologeria. L'evento ha fatto da sfondo ad una mostra intitolata "Un rêve en rose". Una preziosa occasione per esplorare un vero e proprio universo di tendenze. Da Cornaro, grande ritorno per l'oro rosè. In primo piano le collane: lunghe o corte, purchè incatenate con diamanti multicolor, inserti di maglie preziose e perle. Sempre glamour infatti, le perle South Sea, Tahiti e Gold. Splendidi gli orecchini pendenti. Grandi i ciondoli delle forme più diverse. Stupiscono, anelli macro con incredibili intrecci in pavè di diamanti dalle mille sfumature. E poi, alti bracciali volti a deco-

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rare braccia lasciate scoperte anche d'inverno. Quindi, come novità assoluta si assiste a insoliti accostamenti di colore e taglio nelle pietre preziose riscoprendo una nuova armonia. Incanta poi, nelle eleganti vetrine, la linea classica di Cornaro. Pezzi unici di altissima gioielleria con diamanti declinati in parure da sogno; oltre a rubini, zaffiri e smeraldi dalle carature importanti. Da Capri, singolari creazioni ancor più preziose firmate Chantecler: dalla mitica campanella porta fortuna alla nuova linea "Logo Vip". Grande successo anche per l'universo maschile con sorprendenti complicazioni di storiche marche di orologi come Breguet, Chopard, Vacheron Constantin e Baume & Mercier. Insomma, una mostra che si è rivelata un laboratorio sofisticato di affascinanti novità. Eccezionali gioielli, volti ad interpretare e a far vivere lo straordinario quotidiano di ogni donna firmato Cornaro.


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa Articolo di Luca Bilotta

Lamborghini Bergamo, una nuova sfida per Bonaldi Motori La sportività estrema, il lusso e la magia di un marchio che ha saputo esportare l'alto made in Italy nel mondo, si è fusa con la classe di una famiglia che - a Bergamo - è sinonimo di motori e qualità. Il matrimonio fra Lamborghini e il Gruppo Bonaldi Motori è stato suggellato lo scorso 27 novembre, nel corso di un evento indimenticabile. Alla presenza di Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato Lamborghini, è stato infatti inaugurato il nuovo concessionario Lamborghini Bergamo, ad Azzano San Paolo in via Piemonte 12. Una nuova sfida imprenditoriale per il noto gruppo bergamasco, un appuntamento importante non solo per la nostra città. Nel corso della serata, infatti, è stata svelata in anteprima europea la nuova stella della Casa di Sant'Agata Bolognese: la

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Gallardo LP 560-4 Spyder. Un appuntamento esclusivo, in cui Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa - insieme al general manager del concessionario, Michele Brusa - hanno tracciato le linee guida di questa stimolante avventura imprenditoriale. Un vernissage suggellato con una sfilata di moda by Lamborghini abbigliamento, la cucina di Enrico Roberto Cerea, la voce di Ilaria da X-Factor - noto reality musicale di Rai Due - e il beneaugurante taglio della torta finale. L'ennesima conferma della validità di Bonaldi Motori, gruppo che d'ora in poi potrà fregiarsi di una nuova stella fra i marchi rappresentati a Bergamo e provincia. Un nome che richiama, immediatamente, il rombo dei motori più estremi e sportivi. Lamborghini, design e tecnica da sempre protagonista nei sogni degli italiani.


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa

Audi Q5, after dinner fra design e tecnologia Cinque buone ragioni per scegliere la nuova Q5 Audi? Design, Sicurezza, Tecnologia, Motorizzazioni ed Equipaggiamento. La nuova vettura ad alto tasso di dinamismo e sportività, frutto dell'estro tecno-design della Casa dei 4 anelli, è stata presentata in anteprima riservata, giovedì 20 novembre, negli spazi espositivi dello Showroom Audi di Bonaldi Motori. Una serata elegante in cui Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa, con la partecipazione di Chiara Tortorella, hanno svelato ai selezionati la nuova nata della Casa di Ingolstadt. Berlina sportiva, fuoristrada grintoso, SUV multi talento, nell'Audi Q5 il piacere della guida si sposa ai plus comfort, l'efficienza delle motorizzazioni all'avanguardia dei sistemi ad alta tecnologia. Un "all inclusive" di estetica, prestazioni e stile, senza dimenticare il fattore sicurezza. Tutto questo è stato svelato con la classe e l'eleganza tipici degli eventi Bonaldi Motori, in un after dinner by Tassino Eventi caratterizzato dai sapori e profumi della montagna. La regina della serata, però, era lei: Audi Q5. Affascinante per le sue spiccate potenzialità e peculiarità, il piccolo Suv si è presentato nel segno del design, con forme scultoree e una silhouette raffinata. Ma anche della sicurezza, con la "solida" leggerezza degli acciai iper resistenti di cui il nuovo Suv Audi può disporre. Il tutto senza dimenticare la tecnologia. Nella Q5, infatti, high-tech e sperimentazione procedono lungo la stessa strada come conferma il sistema di regolazione "Audi drive select" che, combinabile con la regolazione elettronica degli ammortizzatori e lo sterzo dinamico, gestisce al meglio la risposta del motore, il funzionamento del servosterzo e i punti di innesto del cambio S tronic in modalità automatica. Menzione doverosa anche per le motorizzazioni: tre motori, uno a benzina (2.0 TFSI da 211 Cv) e due TDI (il 2.0 da 170 Cv e il 3.0 da 240 Cv), tutti a iniezione diretta e sovralimentazione Turbo, abbinati alla trazione integrale permanente quattro. Infine l'equipaggiamento, sempre al top: climatizzatore automatico e impianto audio di serie a 8 altoparlanti. Inoltre sono disponibili il sistema di navigazione plus con DVD, disco rigido e logica di comando MMI, il telefono a connessione Bluetooth, il tuner TV, il sistema di comando vocale intelligente, l'impianto per radio digitale, interfaccia iPod o lettore Mp3 con porta USB. Da segnalare anche la versione top del navigatore che dispone di un monitor ad alta risoluzione e di una cartina a visualizzazione tridimensionale di ultima generazione. 118


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa Articolo di Livio Casanova

Nella gioielleria Cornali di Dalmine Pomellato accende il Natale Quest'anno il Natale sarà brillante, perché ai piedi dell'albero in dono arriva l'ultima collezione 2008 griffata Pomellato. Sotto le luci della gioielleria Cornali di Dalmine, nelle vetrine addobbate a festa, i gioielli della nuova linea creano un'atmosfera calda e seducente, tipicamente natalizia. Le splendide creazioni hanno fatto capolino, lo scorso 23 ottobre, nello show-room di Marco Cornali: in un ambiente unico e raffinato, gli ospiti esclusivi hanno ammirato i preziosi della brillante maison milanese d'alta gioielleria. Nomi seducenti per collezioni che evocano il calore e il fascino del deserto e ripercorrono le radici del ballo più sensuale: Sabbia, Harem, Sirene, Narciso, Nudo, Luna, Veleno, Capri, Victoria, Lucciole e soprattutto Tango. Proprio il fascino irresistibile di quest'ultima è stato il protagonista indiscusso dell'evento, catturando l'attenzione dei fortunati che hanno ammirato la cascata di

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brillanti "brown" e diamanti "rose cut" incastonati nell'argento brunito montato su oro rosa. Memoria di una tecnica orafa antica, settecentesca, che modella il classico pavé in una texture che lascia senza fiato. Nella parure spiccano il bracciale, la doppia coppia di orecchini a cerchio, la collana e i tre anelli, di cui uno con grande quarzo fumé creati nella classica maglia di Pomellato che diventa la materia di un sogno, ricoperta dai riflessi di mille brillanti. Pomellato non lascia nulla al caso, perché si distingue nelle ricercate fatture e nei dettagli, la custodia finemente lavorata, laccata è capace di mantenere la perfetta qualità dei gioielli nel corso del tempo. Le creazioni Pomellato, da sempre, si sposano con la cortesia e la qualità della gioielleria Cornali. Le immancabili bollicine offerte da "Bobadilla Ricevimenti" hanno reso piacevole il delicato buffet dalle note natalizie.


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Chi, dove e perchè Foto di Laura Pietra

Premio Quarenghi al Roof Garden, premiato Enrico Castellacci con Marcello Lippi Una cornice di classe - quella del Roof Garden, offerta dall' Hotel Excelsior San Marco di Bergamo -, e una compagnia prestigiosa ed elegante. Tutto questo è stato l'evento che - giovedì 6 novembre scorso - ha visto la Commissione CONI Bergamo, il Panathlon International Club di Bergamo e la famiglia Quarenghisu proposta della Federazione medico sportiva -, assegnare il famoso premio Angiolino Quarenghi al Pro-

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fessor Enrico Castellacci. Un evento che si ripete ogni anno, precisamente dal 1995, con la partecipazione della famiglia Quarenghi. Condotta dal noto giornalista sportivo David Messina, la kermesse è stata il giusto tributo al chirurgo ortopedico e medico della nazionale di calcio campione del mondo 2006. Per l'occasione non ha voluto mancare neanche un amico speciale, il tecnico azzurro Marcello Lippi.


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa

Luci soffuse e musica blues, per Iperauto un inizio di classe Luci calde e soffuse, una piacevole compagnia e musica blues avvolgente. Cosa chiedere di più? La risposta è stata data dal Gruppo Iperauto, che venerdì 14 novembre scorso, ha organizzato uno spettacolare evento,per festeggiare l'inizio di una nuova attività. Ovvero aver rilevato in Borgo Palazzo il bellissimo show-room che ospiterà, tre importanti marchi auto-

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mobilistici: Jaguar, Volvo e Land Rover. Classe, eleganza, cortesia e atmosfera raffinata. Durante la serata”gli ospiti invitati, hanno avuto modo di osservare da vicino le ultime nate Volvo XC60 e Jaguar XF, incastonate nel design del concessionario preparato ad hoc con candele e luci soffuse. Di grande qualità il buffet; accattivante la musica “blues”.


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Chi, dove e perchè Foto di Laura Pietra

Gioielleria Curnis e Officine Panerai, l'eccellenza in scena alla Baldassare Agnelli L'imprenditorialità più antica e italiana, la bellezza della manifattura più raffinata e, soprattutto, il lusso inteso nella sua essenza più pura. Sono questi i tratti peculiari che hanno accompagnato la presentazione della nuova collezione "Officine Panerai", voluta fortemente dalla Gioielleria Curnis, al Concept Restaurant della "Pentole Baldassare Agnelli" di Lallio. Una delle più importanti Case dell'alta orologeria internazionale - conosciuta al mondo per la tecnologia svizzera e il design italiano - unita alla centenaria storia di una delle aziende leader mondiali nel campo delle pentole professionali in alluminio. Due storie imprenditoriali unite per l'eccezionalità dell'evento, grazie alla complicità di Cesare Curnis: "Volevamo presentare ai no-

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stri affezionati clienti le ultime creazioni di Officine Panerai e per farlo abbiamo scelto una location molto suggestiva. Un modo per sottolineare, in un periodo storico in cui si stanno riscoprendo valori come la storia industriale e l'eccellenza manifatturiera, quanto due realtà possano essere simili, seppur divise dal prodotto finale". Il trait d'union è semplice: "La passione e la voglia di realizzare sempre più prodotti di massima qualità". E così i selezionati invitati, hanno potuto scoprire la nuova collezione "Officine Panerai" fra un calice di champagne, nel Museo della Pentola, e una gustosa cena al Concept Restaurant. Accompagnata da luci soffuse e dalla sapiente maestria ai fornelli dello chef Sergio Mei, del Four Season di Milano.


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa

Lario Bergauto in festa fra halloween e fiches Come far convivere un'offerta poliedrica con la qualità classica dell'eleganza BMW? Intercettando l'entusiasmo di oltre 3000 giovani e la mondanità di una clientela più raffinata, i due eventi di venerdì 31 ottobre e giovedì 6 novembre hanno fornito sempre la stessa risposta: Lario Bergauto. Halloween - dunque - non è mai stato così bello. Ospite della famosa discoteca XX Secolo di Seriate, la Mini Clubman ha dato sfoggio della sua spensieratezza. Truccata ad arte, la piccola e simpatica "Station Wagon" ha fatto brillare gli oc-

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chi della folla festante. La naturale continuazione dell'offerta si è spostata - una settimana più tardi -, sul tavolo da gioco. Puntando le sue fiches più preziose, Lario Bergauto si è presentato nel nuovo e riservato Slot House & Asso Bergamo Texas Room, il primo locale bergamasco dedicato agli appassionati del gioco. A far capolino per la gioia dei presenti, un ricco buffet accompagnato da piacevoli bollicine, e l'inconfondibile stile BMW, presente con due fiori all'occhiello: l'incantevole X5 e l'elegante Serie3 Station Wagon.


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa

BMW Serie 7, esordio scandito dal Tourbillon Arando "Grido" Il tempo è misurato in secondi o in classe ed esperienza? La risposta - sotto la luce dei riflettori nell'evento di sabato 15 novembre -, ha avuto come suoi principali interpreti lo showroom Lario Bergauto e la gioielleria Arando Arte. Due i gioielli esposti: la nuova ammiraglia BMW Serie 7 e il bellissimo Tourbillon Arando "Grido". Il catering - curato dall'American & Lounge Bar "Bobino" -, ha condito l'atmosfera monda-

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na con buonissimi dolci accompagnati da caffè e succhi di frutta, oltre dall'immancabile champagne. Il predinner è proseguito nel negozio Arando in via San Giovanni 1, dove i presenti hanno potuto sorseggiare un piccolo aperitivo in compagnia delle creazioni artistiche di Antonino Rando. Il gusto si è dunque accompagnato alla vista, in quell'esaltazione dei sensi da sempre connubio degli eventi by Lario Bergauto.


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Chi, dove e perchè Foto di Giorgio Chiesa

Bluorobica, la stagione riparte dal Maresana Resort Come per la passata stagione, è l'eccellenza a 4 stelle dell' Hotel&Restaurant "Maresana Resort" ad aprire le danze per la nuova stagione agonistica 2008/2009 di Bluorobica. La serata evento di lunedì 3 novembre scorso è stata interamente dedicata ai giovani cestisti che compongono la società bergamasca. Il Presidente Paolo Andreini ha così avuto modo d'invitare tutti gli amici di Bluorobica, che con piacere hanno assistito alla premiazione dei migliori giovani emergenti. La squadra - settore giovanile della Blu Basket

Treviglio -, può vantare infatti numerosi elementi nelle selezioni nazionali, oltre che l'invidiato ruolo di team giovanile fra i più forti in Italia dopo Fortitudo e Virtus Bologna. Come ciliegina sulla torta, la presentazione del nuovo Year Book 2008/2009, contenente tutta l'attività agonistica della società, correlata anche ai vari e generosi sponsor - ricordiamo in particolare Comark e Gruppo Bresciani Auto -, che da anni aiutano Bluorobica nel difficile intento di portare il nome bergamasco tra i primi protagonisti del basket d'Italia.

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