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GORI: «CON NOI BERGAMO CAMBIERà PASSO» Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra al mondo delle imprese: «Conosco bene le vostre difficoltà il Comune sia “facilitatore” dello sviluppo» E prima del voto in città arriverà il premier Matteo Renzi

l’intervista il questore finolli: “bergamo non è il far west”

la giusta rotta paolo Agnelli: “per tornare ad assumere le pmi devono poter essere più competitive”

il ricordo del neo cardinale capovilla: “non chiamatelo papa buono, roncalli è stato il papa della bontà”

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MENSILE DI maggio 2014 - NUMERO 74

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Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 1.50 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

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contenuti maggio 2014

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copertina

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economia attualità & politica

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l’intervista

6. l’intervista Il questore Finolli “Bergamo non è il far west” 12. la giusta rotta Paolo Agnelli: “per tornare ad assumere le PMI devono poter essere competitive” 18. banche all’epoca della crisi Parisotto: “l’uscita dall’euro sarebbe una follia” 22. in copertina Gori: “con noi Bergamo cambierà passo” 26. DI NUOVO IN CAMPO Tentorio: “intravedo la vittoria dietro l’angolo” 30. Bergamo chiama parma M5S, nella volata per la conquista di palazzo Frizzoni il modello è Pizzarotti 34. gli altri papabili Ecco i candidati “civici“ Gargano, Isnenghi, Palermo 38. lettere 40. eurocrisi Mosler: ridiscutete i trattati 44. LA STORIA Onestà, famiglia, impresa la storia della Baldassare Agnelli

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E IV ia US nom CL co ESmo E TO rga FOdi Be

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il concorso

provata per voi

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la novità

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spettacoli

accademia dello sport

economia attualità & politica

rubriche

eventi

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48. CAM COM Fiera Exhibitalia di Houston una porta aperta su Bergamo 52. SPETTACOLI TV on the road 54. L’EVENTO A Sotto il Monte per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII 58. IL CONCORSO Bergamo mille ricette 62. ACCADEMIA DELLO SPORT Obiettivo un milione di euro 68.

MOTORI • Mercedes GLA, crossover adatto a ogni terreno • Mini Cooper S, la grinata si fa strada • Jaguar F-Type S il ruggito del giaguaro • Opel Insignia, country touer

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CHI, DOVE E PERCHè

Rivista mensile di economia, attualità costume e stile (Registrazione al Tribunale di Bergamo nr. 5 del 21/02/2013) Società editrice: Speb S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Presidente: Baldassare Agnelli Direttore responsabile: Paolo Agnelli Art director: Francesco Legramanti Concessionaria pubblicità locale: S.P.E.B. S.r.l. Via San Giorgio, 6 - 24122 Bergamo Tel. 035 678811 - Fax 035 678895 info@bergamoeconomia.it Stampatore: Fotoincisione 2000 Albano S. Alessandro (Bg) - Via Spallanzani, 6 Tel. +39 035 4521290 Abbonamenti: Tel. 035 678811 Costo abbonamento: 10 euro per 10 mesi


A cura di Francesco Legramanti - testi di Alessandro Belotti L’intervista

BERGAMO NON è iL FAR WEST

questione sicurezza parla il Questore di Bergamo Finolli: «Verso la fine del 2013 preoccupante ondata di furti come in tutto il Nord Italia Il numero degli agenti a Bergamo non elevatissimo ma congruo al controllo del territorio» E sulla questione-movida «Non si può militarizzare Borgo Santa Caterina le soluzioni devono essere politiche»

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ortunato Finolli (anche se preferisce essere chiamato Dino), classe 1954, nato a Napoli, dal 12 giugno 2012 è alla guida della Questura di Bergamo. Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio nella sede di via Noli, dove

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ci ha accolto non sottraendosi a nessuno degli argomenti (alcuni dei quali spinosi: dagli ultrà atalantini alla movida, dai furti ai numeri di identificazione per le forze dell’ordine, dal casoYara alla Stazione) contenuti

nell’intervista. Finolli, lei è da quasi due anni al vertice della Questura di Bergamo. Che bilancio fa di questo biennio? Il bilancio è senz’altro positivo: ci


sono stati alcuni momenti di tensione dovuti ai tifosi atalantini, ma nemmeno più di tanto. Le maggiori criticità le abbiamo rilevate verso la fine dell’anno scorso, quando c’è stata un’impennata dei furti in appartamento non solo nella città di Bergamo, ma in tutto il Nord Italia. Per quanto riguarda il numero di omicidi in provincia, nella Bergamasca il livello è molto basso, siamo nell’ordine di 1-2 l’anno.

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Fortunato Finolli

Cosa ha potuto apprezzare del carattere dei bergamaschi? Devo dire che i bergamaschi hanno un carattere un po’ chiuso e riservato. Questa loro caratteristica li rende da un lato molto simpatici, dall’altro può generare qualche problema: talvolta tendono a considerare la loro realtà come un’isola felice, che per definizione è un pezzo di terra circondata dal mare. In realtà Bergamo confina con grandi realtà come Milano e Brescia e a sud, tramite il Trevigliese, guarda alle grandi città dell’Italia Centrale: si tratta di una realtà importante della Pianura Padana e ben inserita in questo contesto. Spesso si pensa dunque che il crimine possa essere cancellato, ma lo si combatte e si contrasta senza la pretesa di annullarlo completamente. Uno degli episodi più negativi degli ultimi due anni fu lo stupro avvenuto nella zona di Borgo Santa Caterina, anche per le ripercussioni di questo fatto sull’ordine pubblico... Senza voler sminuire in alcun modo il fatto, ma ho 42 anni di lavoro alle spalle e nella mia carriera ne ho viste di tutti i colori. Rispetto all’episodio da lei citato, lo stupro fu scoperto e l’autore del reato venne subito arrestato; ci fu qualche momento di contestazione da parte di un gruppo di persone che manifestavano contro la detenzione domiciliare. Per questo motivo posso dire che l’unica criticità degli ultimi due anni è stata rappresentata dalla massa di furti in appartamento dell’anno scorso, che attualmente si è attenuata. Sempre in merito a Borgo

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Santa Caterina, il quartiere è da tempo al centro dei riflettori per la questione movida. I residenti chiedono una maggiore presenza delle forze dell’ordine per sorvegliare la via nelle ore notturne: lei cosa ne pensa? In Borgo Santa Caterina ci sono due interessi tra loro contrastanti che difficilmente possono convivere: da un lato il diritto al riposo dei residenti, dall’altro i ragazzi che

vogliono divertirsi. Non si tratta di mandare più pattuglie nella via: finora ci siamo concentrati sul controllo del rispetto delle regole da parte dei locali, ma quando si parla di 400-500 ragazzi in strada la valutazione deve essere necessariamente diversa e di natura politica. Per noi non è un problema intervenire, ma siamo consapevoli del fatto che i ragazzi non accetterebbero di essere

sgombrati con la forza: da un problema di disturbo della quiete pubblica si passerebbe dunque a un grave problema di ordine pubblico. In occasione della partita Atalanta-Verona si sono verificati gravi incidenti. Lei aveva rivolto un appello ai tifosi perché evitassero la strada della violenza...

Non ho nulla in contrario al tifo sportivo e nemmeno a quello per l’Atalanta. Sono però contro i fanatici e contro il fanatismo, anche perché una partita di calcio è una partita di calcio, non un luogo dove bisogna rischiare la vita. Lo scontro fisico tra tifoserie pertanto non lo comprendo. Sempre a proposito di ordine pubblico, la foto dell’agente (successivamente definito “un cretino” dal Capo della Polizia) che calpesta una manifestante a terra (in seguito agli scontri avvenuti a Roma durante una manifestazione per il diritto alla casa) ha fatto il giro del mondo. Lei che idea si è fatto su quell’episodio?

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Le istantanee molte volte non rendono la verità: è vero che il poliziotto ha calpestato la manifestante a terra, non ho nulla da eccepire su questo, ma c’è da dire che in quella situazione i manifestanti non si sono di certo comportati da gentiluomini: se non voglio correre rischi, di certo non vado ad attaccare le forze dell’ordine. Per voi giornalisti la fotografia di un poliziotto che calpesta una manifestante (atto riprovevole in sé, come ho detto) è da prima pagina, mentre se sono i manifestanti a menare un poliziotto fa parte del gioco delle parti. Spesso non si tiene presente il fatto che non siamo il terzo incomodo in una battaglia, noi siamo lo Stato: non è una parola vuota, lo Stato sono io, come lo è lei e come lo sono tutti i cittadini del nostro Paese. Noi siamo lì per tutelare la comunità e per far rispettare le leggi: se si vogliono cambiare, lo si può fare attraverso il Parlamento. Con quest’ultimo episodio è però tornata in auge la questione dei numeri identificativi sui caschi dei poliziotti. Lei è d’accordo? Come forze dell’ordine non abbiamo nessun problema a essere identificati. Ogni atto che noi firmiamo viene valutato dalla Magistratura, che è un organismo autonomo dello Stato: se il magistrato non convalida un arresto o un sequestro, significa che siamo in presenza di un arresto o di un sequestro improprio e dobbiamo risponderne. La nostra è dunque un’attività sottoposta a svariati controlli, anche interni. Il casco non dà pertanto garanzia di anonimato. Detto questo, il poliziotto in servizio durante le manifestazioni o allo stadio, non si va di certo a divertire.

In campo

SULLA STRADA CON GLI UOMINI DELLA QUESTURA DI BERGAMO

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ergamo Economia, in via del tutto eccezionale (e per gentile concessione della Questura di Bergamo) a bordo delle “Pantere”, ossia le volanti di pattuglia per la città. Abbiamo accompagnato gli uomini della Polizia di Stato di Bergamo durante un turno di pattugliamento, toccando alcuni punti “caldi” della città per quanto riguarda il degrado e la microcriminalità: Stazione Autolinee, Via Quarenghi, Malpensata. Abbiamo dunque potuto assistere ad un lavoro tanto invisibile e sottotraccia quanto indispensabile per garantire la sicurezza dei cittadini: le volanti, di solito tre alla volta (da via Noli escono minimo due equipaggi alla volta), percorrono le vie della città 24 ore su 24 con turni “in quinta”, come si dice in gergo, ossia mattina, pomeriggio, sera, notte più riposo. Un lavoro duro, anche dal punto di vista fisico: “Anche perché con il tempo si perde la regolarità del sonno” ci raccontano gli uomini in divisa. Le forze dell’ordine, anche a Bergamo, devono inoltre far fronte anche ad altre criticità: dall’età media relativamente avanzata e pari a 45 anni al blocco dei turn-over, come avviene in tutta la Pubblica Amministrazione, fino alla difficoltà di identificazione per i cittadini stranieri senza documenti, che spesso rilasciano generalità false. “Capita tutti i giorni: in questo modo il processo di identificazione si allunga inevitabilmente” ha spiegato Giovanni Di Biase, commissario capo dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico nel quale opera la sezione volanti, mentre i colleghi controllano alcune persone sedute sulle panchine della Stazione Autolinee di Bergamo. Sempre a bordo della Volante, poco dopo, arriviamo in via Quarenghi, dove i poliziotti eseguono un controllo-documenti a un gruppo di cittadini di origine africana che staziona sulla via: con calma e gentilezza gli uomini della Questura di Bergamo fanno capire, non senza difficoltà, al gruppo che si tratta di un normale controllo e che non c’è motivo di agitarsi. “Ci vuole anche tanta, tanta pazienza nel nostro lavoro” ha aggiunto Di Biase. E sempre durante la fase di controllo in via Quarenghi, ad un certo punto passa un uomo di origine africana, che tiene in braccio la figlia di pochi anni: subito uno dei poliziotti si stacca dal gruppo per andare a salutarli, stringendo delicatamente la mano alla bambina. “Ho adottato un bambino dall’Africa anche io” ci confida. Capitano anche episodi come questo, nelle ore trascorse sulla strada, tra lampeggianti blu e i rivoli più nascosti della città.

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Il tema-sicurezza è sempre molto percepito dai cittadini: a Bergamo si parla di insicurezza e di mancanza di agenti. Lei è d’accordo? La percezione delle sicurezza è molto utilizzata come vocabolo, dimenticando che si tratta di un fatto soggettivo e che dipende da molteplici fattori: età, lavoro, esperienze pregresse. Devo dire che nella Bergamasca

nell’ultimo anno si è verificata un’aggressione di rilievo sui patrimoni dei privati, analogamente a tutta la Lombardia. Il numero degli agenti a Bergamo non è elevatissimo, ma congruo al controllo del territorio: se però lei mi dice che ogni strada deve avere una pattuglia, le dico subito che non è un’ipotesi realistica. Si pensa forse troppo spesso che Bergamo sia un’isola felice, ma

in realtà ha gli stessi problemi, mutatis mutandis, di Milano. Quali sono, dunque, i problemi maggiori per la città in termini di sicurezza? Cosa mi può dire della Stazione e dello scalo merci, ad esempio? Alla Stazione Fs si ha una percezione di insicurezza dovuto ad alcune persone disadattate che gravitano nella zona: si tratta

spesso di disadattati mentali, più che criminali, e che andrebbero seguiti socialmente. Si tratta di soggetti che noi conosciamo molto bene, spesso compiono risse e rapine tra di loro e che vanno a dormire sui vagoni. Non nego che talvolta vittime di furti siano stati anche studenti, ma la realtà va vista nel suo complesso: lo stesso discorso si potrebbe applicare al quartiere della Malpensata, dove si tende a banalizzare il concetto di spaccio di droga. In realtà non è così: abbiamo scelto che la dose personale non è punibile penalmente? Ebbene, lo spacciatore quando viene preso, addosso ha solo dosi che può dichiarare per uso personale: per noi

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tecnicamente è quindi un abituale utilizzatore di stupefacenti. Lo spaccio di droga è quindi un reato che va dimostrato e non è così semplice dimostrarlo. L’ultima domanda riguarda Yara. Lei tempo fa ha rivolto un appello per trovare il colpevole: pensa sia ancora possibile identificare l’assassino? Io ci spero, ci stiamo pensando

energie immani. Il caso di Yara rappresenta un “unicum” nel panorama criminale oserei dire a livello mondiale: abbiamo il profilo genetico, ma non il sospettato. Abbiamo prelevato 15.000 Dna, ma senza nessuna possibilità di sbrogliare la matassa. Continueremo a lavorare al finché avremo la possibilità di svolgere le indagini, ma non si può dire che non siano state spese energie per cercare di risolvere questo caso.

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Foto di Matteo Mottari La giusta rotta

Per TORNARE AD ASSUMERE le PMI devono poter essere COMPETITIVE

Lezione di Paolo Agnelli, a capo del gruppo omonimo e presidente di Confimi Impresa, alla sede di via De’ Caniana dell’Università degli Studi di Bergamo

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artedì 15 aprile nell’aula 1 di via De’ Caniana, Paolo Agnelli, imprenditore a capo del gruppo omonimo e presidente di Confimi Impresa, ha incontrato gli studenti della Facoltà di Economia dell’Università di Bergamo nel

corso della lezione del professor Angelo Renoldi (ex prorettore vicario e docente di Economia e Gestione delle Imprese). All’incontro hanno partecipato anche i professori Alessandro Danovi, Barbara Del Bosco e Cristina Bettinelli. E nel corso del suo intervento,

Angelo Renoldi

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Agnelli ha dunque delineato il quadro dell’attuale tessuto imprenditoriale italiano, sviscerando criticità e possibili soluzioni alla crisi che ha duramente colpito il sistema economico del nostro Paese, di cui le piccole e medie imprese sono parte essenziale. “Porto la testimonianza della vita delle aziende anche come presidente di Confimi, che raggruppa 25.000 imprese - ha esordito Agnelli, rivolgendosi agli studenti - nel panorama imprenditoriale italiano non tutte le imprese sono uguali: esistono le multinazionali, le Pmi e le imprese a conduzione familiare. Ebbene, ciò che differenzia il mondo delle grandi imprese dalle Pmi non è tanto la dimensione, bensì il tipo di incarico affidato al manager. Spesso in una multinazionale esiste un tipo di managerialità senza scrupoli, che va nella direzione di fare utili a qualsiasi costo: questo può portare a rovinare un territorio, un prodotto, un marchio o al licenziamento di


Paolo Agnelli

Alessandro Danovi

centinaia di persone. In un’impresa familiare, invece, il ruolo della famiglia porta a intravedere obiettivi a lunga e non a breve scadenza: questo significa salvaguardare il marchio e il prodotto che uno fa”. I principali ostacoli alla ripresa consistono, dunque, negli esorbitanti costi relativi al lavoro e all’energia, che mettono le imprese (soprattutto quelle intenzionate a restare nel nostro paese evitando la strada “facile” della delocalizzazione) in difficoltà specialmente in un’ottica di competizione a livello globale. “Oggi la situazione è molto difficile ma occorre capire perché: dal 2008 ad oggi hanno chiuso più di 500.000 imprese creando livelli di disoccupazione pari al 13% per quanto riguarda il dato generale, e pari al 43% per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, con 2-3 milioni di persone sulla soglia della povertà - ha aggiunto Agnelli - non dobbiamo pensare che la crisi sia arrivata senza responsabilità dei nostri governanti: è vero la crisi c’è per tutti, ma molte regioni ne stanno uscendo, ancorché lentamente. Le nostre imprese patiscono il costo dell’energia più alto del mondo: lo Stato riesce dunque a triplicare il costo originario dell’energia, applicando tutte le tasse possibili. Questo al netto del fatto che le Pmi

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rappresentano le uniche vere industrie del nostro Paese: se tornano ad assumere, anche la disoccupazione torna entro certi limiti. Per questo motivo occorre riportare le Pmi nelle condizioni di essere competitive”. Da molte parti, secondo Agnelli, si paventano soluzioni che spesso non tengono conto della realtà complessa ma dinamica delle imprese italiane: “L’innovazione esasperata, che a volte si traduce in robotizzazione del processo produttivo, porta ad un aumento della disoccupazione. Le materie prime non le abbiamo mai avute: se lasciamo l’Euro, dovremmo andare a comprarle con un aumento del 35%: un’impresa non può aspettare un anno prima che si ristabilisca il discorso monetario, quella di eliminare la moneta unica la vedo come una strada in

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salita. Detto questo, è sotto gli occhi di tutti che i parametri europei attuali (Fiscal Compact, 3% di Maastricht) debbano essere rivisti e anche i più accesi “nordisti” d’Europa se ne stanno rendendo conto. Il 1994, quando fu firmato il trattato di Maastricht, risale infatti a un’era fa: oggi non possiamo più permetterci di insistere con un parametro vecchio di 20 anni. E’ una follia, infatti, pensare di rimettere a posto Spagna, Portogallo, Grecia e Italia, che hanno economie e conti diversi, con un algoritmo uguale per tutti. Lo sforamento del rapporto deficit/Pil ci darebbe dunque la possibilità di liberare molte risorse per la crescita” L’incontro è stato segnato anche da un vivace dibattito con gli stessi studenti, interessati a conoscere il punto di vista di un imprenditore di successo e di lunga esperienza, con alle spalle una tradizione imprenditoriale familiare più che centenaria: Agnelli ha dunque risposto a ciascuna delle domande che gli sono state poste, evidenziando come dietro ciascuna piccola e media impresa ci sia un imprenditore e una famiglia che non abbandoneranno mai l’azienda e che hanno a cuore il nome, il marchio, il prodotto e il personale dell’azienda stessa. E che per questo motivo rappresentano “il vero welfare italiano”


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SI ME -1 1 Cresce l’interesse e la conoscenza del grande evento ospitato l’anno prossimo da Milano Oltre il 50% dei cittadini lombardi pronto a fare il volontario per accogliere i turisti

expo 2015

l’85% dei lombardi ha intenzione di visitarla

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al primo maggio 2015 l’Italia tornerà dopo qualche anno (gli ultimi grandi eventi ospitati dal Paese sono il Grande Giubileo del 2000 e le Olimpiadi invernali di Torino 2006) al centro dell’attenzione internazionale ospitando per sei mesi un evento globale come l’Esposizione Universale. L’indagine condotta da TCI e Duepuntozero DOXA ha restituito interessanti spunti di riflessione. La stragrande maggioranza dei nostri connazionali (82%, ma arriva al 97% per i lombardi) conosce ormai la città in cui si svolgerà Expo 2015, dato di molto superiore a quanto risultava

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dichiara che si candiderebbe sicuramente e il 41% che prenderebbe in considerazione la cosa. Ai primi posti la disponibilità è per l’erogazione di informazioni turistiche per i visitatori (60%) e il presidio di siti culturali (49%) per consentire l’apertura di luoghi altrimenti non accessibili al pubblico.

nel 2011 (poco più del 50%, fonte: TCI, TurisMonitor 2012). Meno nota appare, invece, la durata complessiva dell’esposizione: solo il 27% dei connazionali, infatti, indica “sei mesi” (quota che sale al 42% per i lombardi) mentre la percezione più diffusa è che sia un evento annuale (35% degli italiani). Il 73% degli italiani (l’85% dei lombardi) si dichiara favorevole a una visita dei padiglioni mentre solo il 25% afferma con certezza la sua partecipazione all’evento, dato che sale al 53% se si considerano i residenti in Lombardia generando un potenziale pubblico domestico di non poca rilevanza per l’evento. EXPO 2015 è stato spesso vissuto come un evento che, per quanto potenzialmente positivo per l’economia e il turismo, risulta “lontano” dal territorio e dai suoi abitanti. Oltre la metà dei lombardi, però, si è dimostrato disponibile a offrirsi come volontario per supportare varie attività di accoglienza durante l’esposizione: l’11%

“La ricerca conferma una serie di osservazioni che stiamo riscontrando da tempo, in diversi studi - dichiara Antonio Filoni, responsabile della ricerca di Duepuntozero DOXA - gli italiani, cittadini e consumatori che siano, mostrano una chiara predisposizione a collaborare con le istituzioni e con le aziende, mettendosi a disposizione in modo attivo per creare insieme le iniziative che li coinvolgono”. “I dati sulla disponibilità al volontariato per EXPO sono molto confortanti - afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano - e testimonia un crescente senso di appartenenza manifestato nei confronti di questo importante evento internazionale. Inoltre, l’interesse dimostrato per il volontariato culturale conferma che l’intuizione del TCI, che ha lanciato nel 2005 il progetto “Aperti per Voi”, che oggi conta oltre 1600 volontari in tutta Italia, è stata vincente. La nostra Associazione avrà un ruolo ancora più attivo in questo senso durante EXPO e potrà mettere a disposizione, in accordo con le istituzioni, la sua rete anche per attività legate all’accoglienza e all’informazione dei turisti”.

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di Alessandro Belotti Le banche all’epoca della crisi

PARISOTTO: «L’USCITa SAREBBE UNA FOLLIA»

L’esperto bancario consulente di primari gruppi bancari a tutto campo sui problemi economico-finanziari del nostro paese. E apre a nuovi scenari: «Oggi le banche devono assistere le Pmi perché possano andare sul mercato»

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enzo Parisotto, 65 anni, già dirigente del gruppo Ubi Banca e ora consulente in materia fiscale di primari gruppi bancari, è uno degli uomini-chiave del sistema bancario italiano. E nell’intervista esclusiva al nostro mensile affronta alcuni tra i temi di più stretta attualità per quanto riguarda l’economia italiana, europea e globale: dal dibattito Euro sì-Euro no ai parametri di Basilea 3, dalla stretta creditizia alla globalizzazione, dalle tasse alle politiche di Bruxelles. Parisotto, partiamo dalle norme di Basilea 3. Secondo lei sono state di ostacolo alle piccole e medie imprese in questi anni, in particolare per quanto riguarda l’accesso al credito? Certamente non sono di ostacolo alla ripresa ma hanno portato chiarezza nella suddivisione del rischio tra banca e impresa finanziata. Io capisco che questo possa provocare sconcerto nel cliente che si trova in una determinata situazione di difficoltà, ma servono anche a mettere serietà nella struttura finanziaria dell’impresa stessa. Una volta si diceva: se hai bisogno di soldi vieni in banca. Oggi non è più così, i tempi sono cambiati:

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la banca è a sua volta un’impresa e quindi rischia. Certo, sarebbe stato bello e utile che un discorso così non fosse stato fatto in un momento di crisi, anche perché l’impresa in difficoltà oggi vede che la banca che gli era stata storicamente vicina oggi sembra apparentemente ostile e questo può creare ulteriori problemi di gestione. Come si può uscire, dunque, dalla stretta creditizia? Il sistema delle imprese italiane ha un piccolo problema: oggi, a titolo di esempio, se la Rossi Spa, volesse andare sul mercato, cosa potrebbe fare? In questo momento le Pmi italiane non hanno i mezzi per andare immediatamente sul mercato. Da un paio d’anni il governo è intervenuto con norme che consentano alla Rossi Spa di immettere strumenti finanziari sul mercato, ma la domanda successiva è un’altra: c’è qualcuno che li compra? Il sistema bancario deve assistere le Pmi come sponsor, in modo tale che la Rossi Spa si appoggerà alla banca affinché favorisca la sottoscrizione da parte degli investitori. Siamo ancora in una fase di centralizzazione del sistema bancario, ma abbiamo un po’ di tempo per essere messi in

condizione di rendere le aziende autonome, in modo che possano andare direttamente sul mercato, ponendoci così allo stesso livello degli altri paesi europei. L’erogazione del credito alle imprese, in questi anni, si è basata troppo su una valutazione di carattere meramente numerico, secondo lei? Posso dirle che se qualche anno fa avessero detto che la crisi sarebbe durata questi anni nessuno ci avrebbe creduto. Oggettivamente una situazione così critica non si verificava da decenni, oltre al fatto che esiste un discorso di globalizzazione che fa paura: questo per la banca si traduce nel fatto che se tu hai fatto credito a un’impresa che delocalizza, con lo tsunami della globalizzazione tu puoi rimanere con il cerino acceso in mano. Per non restare solo alle banche, la invito a fare un giro tra i professionisti di Bergamo, chieda loro quanti crediti vantino. Oltre a questo, in generale le banche che non riescono a recuperare i crediti, altre ancora hanno grossi problemi, i nomi sono sulla stampa. Il riferimento è a Monte dei Paschi di Siena? Non intendo riferirmi a situazioni


Renzo Parisotto

DALL’EURO?

specifiche. Da molte parti si indica come soluzione l’uscita dall’Euro dell’Italia. Lei cosa ne pensa? Sarebbe una follia. Mi basterebbe che qualcuno mi spiegasse come faremmo a comprare un barile di petrolio. In realtà vorrebbe dire dare uno schiaffo a una realtà consolidata, pur tra pregi e difetti. Occorre dunque stare con i piedi per terra, confrontando i bisogni dell’economia italiana rispetto alle sue risorse: quanto petrolio abbiamo? Quanto gas? I recenti accadimenti nell’Est Europeo ci riguardano da vicino, per quanto riguarda la questione del fabbisogno energetico: se qualcuno decidesse di chiudere i rubinetti ci troveremmo in estrema difficoltà. Pensi che la Croazia ha deciso di fare perforazioni nel Mare Adriatico un metro al di là delle sue acque territoriali. L’Italia invece cosa

ha fatto? Ha approvato un decreto secondo cui le perforazioni sono vietate. Oltre al discorso energetico c’è un altra questione di cui occorre tener conto, ossia quanto tempo occorre per costituire una società: in Italia vigono tempistiche che sfiorano l’assurdo, a Londra servono dalle 48 alle 72 ore. Nella capitale inglese sono arrivati investitori da tutto il mondo, i tempi si sono inevitabilmente allungati e quindi il flusso oggi si è spostato verso l’Olanda: ad Amsterdam, dove si possono costituire società perfettamente operative nel giro di 48 ore. Si parla molto anche del carico fiscale sulle imprese, spesso ritenuto eccessivo o comunque di ostacolo alla ripresa economica. Secondo lei l’Irap è una tassa che ha ancora senso in un momento come questo, dato che le imprese sono tenute a pagarla anche se

sono in perdita d’esercizio? L’ultima manovra l’ha un po’ attenuata e il carico fiscale è stato leggermente addolcito, ma non del tutto. Il guaio di questo tipo di tassazione consiste nel fatto che anche se sei in perdita, l’Irap non vede le componenti di costo: per come è stata istituita, dunque, il costo del lavoro è un “non costo”. E’ una distorsione a tutti gli effetti, ma d’altra parte serve per coprire il deficit sanitario. La coperta delle risorse finanziarie, infatti è molto corta. Anche l’applicazione tout-court dei parametri di Maastricht è messa fortemente in discussione. Secondo lei il governo potrà ottenere lo sforamento del 3% del rapporto deficit/Pil? Credo di sì, ma è un’opinione del tutto epidermica. Di certo in Europa dovremo mandare persone estremamente preparate.

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di Claudio Rossi

Minibond

Finanza

perchè e cosa cambia per l’azienda

Gestione finanziaria, allineamento delle scadenze miglioramento degli equilibri patrimoniali, ottimizzazione fiscale e diffusione del brand sono i principali vantaggi derivanti da un’emissione ma non ci si deve dimenticare che possono nascondersi anche delle criticità

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ppare sin troppo banale affermare che il principale scopo che si prefiggono l’imprenditore ed il management dell’azienda quando decidono di ricorrere al mercato primario dei bond sia quello di raccogliere nuove risorse finanziarie. Nella realtà, pero’, anche altri obiettivi non meno rilevanti potrebbero essere raggiunti attraverso un bond. Come abbiamo visto in precedenza, è noto quanto la struttura finanziaria delle nostre imprese sia storicamente connessa con il finanziamento bancario e quanto sia strategicamente rilevante poter attenuare questa dipendenza, riportandoci intorno alle medie dei nostri cugini europei. Partendo, quindi da questo inequivocabile assunto, potremmo addentrarci su quali strumenti siano oggi a disposizione delle aziende per sopperire al proprio fabbisogno finanziario. Partiamo dall’autofinanziamento ovvero “...il reinvestimento all’interno dell’impresa degli utili d’esercizio non distributi”. (fonte “Enciclopedia Treccani”). Questa primaria fonte è stata falcidiata dall’insistente crisi economica e soprattutto dal calo della domanda interna ed estera ad essa conseguente. Come in un vaso comunicante la contrazione dei consumi e del fatturato ha fatto innalzare la pressione fiscale sottoponendo ad un’ulteriore pressione il conto economico. Ma bastasse questo saremmo già a metà del danno. Infatti l’altra metà arriva puntualmente dalla scarsa circolazione di liquidità e di credito, con ovvie ripercussioni sui tempi di incasso e di pagamento: la cosiddetta forbice commerciale che incide profondamente nell’altrettanto noto ciclo

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monetario del capitale circolante. E’ qui intuitivo comprendere quanto, di questi tempi, la gestione operativa dell’impresa rappresenti più un assorbimento di capitale che anche una fonte stabile di copertura dei fabbisogni finanziari emergenti. Possiamo ribattere che in assenza di fonti interne, l’imprenditore ovvero il socio possa sempre fare ricorso all’immissione di denaro fresco ma il motto comune, suggerito anche da storici retaggi di politica fiscale, è sempre stato quello del modello “famiglia ricca-impresa povera”. Alcune recenti riforme riguardanti l’orientamento tributario hanno soltanto in parte contribuito a modificare questo consolidato sillogismo. A questo punto potrebbe convenire “fare cassa” attraverso la dismissione di attività patrimoniali quali titoli finanziari e immobilizzazioni non strategiche, sempre facendo attenzione, pero’, che tali dismissioni non abbiano ripercussioni negative sul processo produttivo aziendale. E, poi, questa strategia non puo’ certo durare all’infinito! Anche l’intervento della mano pubblica è stato molto trascurato negli ultimi tempi: le sempre più magre risorse dello Stato, condizionato da regole di bilancio sempre più severe, non sono certamente sufficienti per rendere più resilienti finanziariamente le imprese di casa. Non certo si puo’ fare conto unicamente sui vari consorzi fidi che, dal canto loro, si sforzano di trovare un efficace riequilibrio nel mutato contesto di mercato italiano.


Inoltre, guardando meglio e più d’appresso la struttura delle nostre imprese, ci si accorge che la stragrande maggioranza di esse non sono strutturate in Gruppi Aziendali (fonte Camera di Commercio di Milano) ovvero con la presenza di una holding o di una subholding, ma che sono direttamente riconducibili ai soci come persone fisiche: questo inibisce di molto l’eventualità che venga adottata una politica di finanza intercompany come

sovrane, incremento del costo del denaro e appesantimento delle regole sulle banche e/o dal mancato allineamento temporale della durata delle fonti a quella degli investimenti finanziati. Le recenti normative emanate dal legislatore per facilitare il decollo dei mercati primari e quindi di un ulteriore sbocco finanziario per quasi tutte le imprese e non solo quelle quotate, hanno indicato un sentiero, ovvero quello dei minibond e delle

invece avviene nello schema anglosassone. Oltre la metà delle imprese “nostrane” è di fatto controllata da famiglie, unite da stretti vincoli di parentela mentre un quarto del panel ha, poi, un controllo di tipo assoluto dell’unico imprenditore privato. Allora che fare? Come intervenire pur nella consapevolezza della storica presenza nel nostro Paese di mercati finanziari non particolarmente evoluti? Come attenuare quei potenziali rischi derivanti dalla forte dipendenza dal canale bancario rappresentati da pro-ciclicità nelle crisi, esposizione dell’impresa a rischi derivanti da elementi esogeni all’impresa stessa quali crisi

cambiali finanziarie. Cosa sono, come ci si arriva e quali sono le caratteristiche avremo modo di approfondirlo le prossime volte. Per ora ci limitiamo a fare un breve escursus dei potenziali vantaggi che questi strumenti presentano e delle criticità che li accompagnano. E’ intuitivo che avere un accesso diretto agli investimenti dei risparmiatori sia un fatto più che positivo e che abbia come diretto risultato una maggiore diversificazione anche sui mercati internazionali del debito, un allungamento della durata media finanziaria delle fonti di finanziamento a disposizione delle nostre imprese, un maggior allineamento tra il pay-

back previsto dagli investimenti aziendali con la struttura temporale delle fonti di finanziamento a disposizione sul mercato. E’ per contro meno immediata la percezione che altri vantaggi siano rappresentati dalla rinnovata fiscalità (possibilità di dedurre gli interessi analogamente a quanto avviene per le major quotate, deducibilità dei costi connessi all’emissione ed esenzione della ritenuta alla fonte sugli interessi in determinate condizioni) e dal rafforzamento dell’immagine del brand aziendale verso tutti gli stakeholders. Di contro e concludendo, nell’accingersi a maturare la scelta di emettere o meno minibond, bisogna anche avere consapevolezza dei potenziali e sempre possibili rovesci della medaglia. Primus inter pares è la trasparenza: una due diligence approfondita in sede di emissione non potrà essere evitata. La sottile liquidità che, almeno per ora, caratterizza questi mercati comporta per gli investitori l’esigenza di una profonda indagine sull’impresa, che va oltre il mero aspetto dell’equilibrio finanziario. E per fare questo bisogna essere attrezzati e adeguatamente tecnologici. Come secondo ed ultimo punto vi è l’aspetto costi, che per quanto ridotti all’osso, esso presenta sempre delle differenze con il canale bancario. Non ci si puo’ approcciare a questi strumenti con la consapevolezza di ottenere una varietà di vantaggi senza preventivare un seppur modesto che possa essere, differenziale di costo da quanto fruito sinora. Va da se’ che per aziende in fase di crescita lo strumento garantisce solidità delle fonti finanziarie e ne fissa il prezzo: non sempre avviene così nel canale tradizionale in tema di rischio di chiamata, se lo si guarda in prospettiva.

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GORI: «CON NOI BERGAMO CAMBIERà PASSO» Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra al mondo delle imprese: «Conosco bene le vostre difficoltà il Comune sia “facilitatore” dello sviluppo» E prima del voto in città arriverà il premier Matteo Renzi

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ergamo, lavoro e sviluppo temi prioritari per l’agenda politica della città e del Paese. E Giorgio Gori, candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative, ha sfoderato la propria ricetta per far uscire la città dell’impasse attuale, rivolgendosi direttamente anche al mondo delle imprese. “Conosco bene le difficoltà che gli imprenditori incontrano ogni giorno: a loro dico che il Comune deve dare vero sostegno - ha spiegato Giorgio Gori - per questo serve generare un ambiente più dinamico nel quale operare, misurabile in posti di lavoro e che renda la città più attrattiva. Questo è prioritario rispetto a tutto il resto. I Centri per l’impiego hanno registrato la perdita di 3mila occupati negli ultimi 5 anni, le imprese sono diminuite di 400 unità, quasi il 10% in meno. Ci vuole un’attenzione speciale verso le necessità della comunità indebolita, sia da fattori demografici, sia dalla crisi economica. A questa amministrazione è mancato il guizzo, non ha saputo promuovere lo sviluppo”. E Gori ha voluto indicare anche alcune priorità per contrastare la crisi, in una cornice che non può prescindere dalla competizione globale: obiettivi chiari e concreti, a partire dalla costituzione di un ufficio dedicato Progettazione europea: “Sarà il nostro primo atto come amministrazione, anche perché si tratta di uno strumento indispensabile (già adottato da molte città) per intercettare i fondi europei di cui Bergamo ha bisogno”.

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E, sempre in merito alla dimensione internazionale, Gori è convinto che “Expo 2015 è un’occasione unica per aggiornare il rapporto tra il nostro territorio e la dimensione globale. Dal mondo dell’impresa ci viene una lezione fondamentale: solo chi innova e investe sulla qualità, solo chi impara a rapportarsi con il mondo, ha possibilità di sopravvivenza e di crescita. La stessa cosa vale a mio avviso per i territori e per le città. Anche Bergamo ha bisogno di innovazione, come principio vitale del tessuto economico e di emancipazione delle politiche urbane: mobilità, sicurezza, organizzazione della macchina comunale, politiche culturali, marketing territoriale, progettazione del welfare - nessun aspetto dell’operato politico-amministrativo può restarne fuori. O cambiamo, o innoviamo, o ci pensiamo in una dimensione internazionale, quantomeno europea, e ci sforziamo di attrezzare le nostre imprese e le nostre istituzioni culturali a primeggiare su quella scala, oppure non abbiamo un orizzonte. Pensare Bergamo dentro la cornice dell’Expo significa abbandonare con coraggio l’individualismo e la chiusura che hanno zavorrato le potenzialità di questo territorio. Significa proiettare la città in una dimensione culturale europea. Ovviamente l’Expo è anche un’occasione per farci conoscere, per far scoprire al mondo quello che noi sappiamo e che però abbiamo esitato fino ad oggi a raccontare, ossia quanto splendida sia questa città, quali tesori custodisca, e al tempo stesso quanto Bergamo sia però pienamente dentro la contemporaneità, nella sua dimensione industriale, tecnologica e scientifica”. L’amministrazione comunale, nel programma di Gori, da mera erogatrice di servizi, dovrà dunque assumere il ruolo di “facilitatore” dello sviluppo, in particolar modo attuando politiche di sostegno alla creazione di micro-imprese, puntando sulle nuove tecnologie, dando vita ad incubatori d’impresa e a spazi di co-working, attuando il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, lanciando il Progetto Comune Amico e garantire i tempi di pagamento alle imprese e favorendo per quanto possibile, l’accesso al credito, dando vita ad uno “Sportello Credito” di consulenza per le imprese. Aspetto quest’ultimo, di fondamentale importanza, dato che riguarda uno dei punti maggiormente critici per il mondo delle imprese, per via della stretta creditizia. Tra i punti-chiave indicati da Gori per rilanciare Bergamo anche dal punto di vista economico, ci sono anche il rafforzamento dei legami con le istituzioni legate alla ricerca all’innovazione (Università di Bergamo, Kilometro Rosso, Bergamo Sviluppo, BergamoScienza), l’attivazione di una Consulta permanente delle

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professioni e del lavoro autonomo e la creazione di un’agenzia di marketing territoriale, oltre che di un Punto Lavoro e un Osservatorio per il lavoro in grado di offrire informazioni sui servizi esistenti, orientamento alle attività formative e, soprattutto, sostegno nello svolgimento delle concrete attività rimesse al singolo lavoratore che perde il posto di lavoro e si adopera per ricollocarsi. Sabato 12 aprile, in una gremita sala del Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, Gori ha presentato la coalizione (composta da Pd, Patto civico, Giorgio Gori Sindaco, Moderati per Gori, Psi, Sel e Idv) che lo sosterrà nella sfida contro Franco Tentorio domenica 25 maggio. Sul palco anche nomi di spicco del centrosinistra nazionale, come il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il collega di Brescia Emilio Delbono, la presidente del Friuli Debora Serracchiani e il ministro Maurizio Martina. E per la presentazione della candidatura di Giorgio Gori al Centro Congressi è stata allestita una vera e propria scenografia in stile convention elettorale americana: palloncini, bandiere sventolate all’unisono e canzone rock che accompagnava l’ingresso di Gori tra le luci dei riflettori e gli applausi del pubblico presente. E il candidato sindaco ha iniziato il suo intervento partendo dal percorso che l’ha portato a immergersi nella città, nei suoi problemi ma anche nella sua grande voglia di cambiamento. “Il mio ringraziamento iniziale va a tutti voi, per esserci stati e per esserci stasera: è stato un percorso, nato dalla scelta di dire: “io ci sono, mi metto a disposizione”. Una scelta condivisa con la mia famiglia e dettata dal desiderio di fare qualcosa per la mia comunità. Bergamo ha bisogno di un cambio di passo, di una svolta e di una scossa: per raggiungere questo obiettivo serve una mobilitazione collettiva di tutta la città, di tutti i diversi attori che la compongono. In un momento di crisi come questo occorre essere pragmatici, ma non è vero che con meno risorse non si può fare niente: tante città hanno fatto opere pubbliche e ristrutturato i centri storici intercettando i fondi europei. La strada è quella e, dunque, la prima cosa che faremo è istituire un ufficio che si occupi esclusivamente dei bandi comunitari”. Gori ha poi presentato uno ad uno i capolista delle sette liste che compongono la coalizione che lo sostiene: da Sergio Gandi (Partito Democratico) a Nadia Ghisalberti (Patto Civico), da Luciano Ongaro (Sel) a Simone Scagnelli (Idv), da Pia Locatelli (Psi) a Pietro Fontanella (Moderati per Gori - Popolari per l’Italia) e Loredana Poli (Giorgio Gori Sindaco).


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di Alessandro Belotti Di nuovo in campo

TENTORIO «INTRAVEDO LA VITTORIA DIETRO L’ANGOLO»

Il leader della coalizione di centrodestra all’inaugurazione della sede del suo comitato elettorale, ribattezzato «Casa Tentorio», in via Sant’Orsola, carica i suoi: «A Bergamo la riconferma di un sindaco uscente non è mai capitata vincere con i propri amici sarebbe una doppia vittoria»

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ella corsa a Palazzo Frizzoni, che lo rivede di nuovo in campo, Franco Tentorio non fa mistero di puntare a bissare il successo del 2009, quando al ballottaggio riuscì a sconfiggere l’allora sindaco uscente e leader della coalizione di centrosinistra Roberto Bruni. Tentorio ha dunque inaugurato nel tardo pomeriggio di sabato 12 aprile “Casa Tentorio”, la sede del suo comitato elettorale. E prima dell’inaugurazione i giovani di Fdi-An hanno srotolato uno striscione con lo slogan: “A Bergamo non vogliamo reality: # Giorgio stai sereno, # solo Franco sindaco”. E all’interno della sede elettorale, che nel giro di pochi minuti si è riempita di gente, era onnipresente il blu sulle pareti (il colore della lista del sindaco uscente) così come le foto di famiglia, del sindaco con il Papa e all’adunata nazionale degli Alpini, tenutasi nella nostra città nel maggio 2010, oltre al pezzo forte, ossia la maglietta ufficiale dell’Atalanta con il nome del sindaco uscente stampato sulle spalle. E mentre la moglie Angela, è proprio il caso di dirlo, faceva gli onori di casa, i due uomini-chiave della comunicazione del sindaco uscente, Giorgio Lazzari e Matteo Pandini, non perdevano di vista per un attimo il sindaco uscente, che ha voluto presentare uno ad uno i candidati della sua lista (“Amici, un termine che uso con cura, a cui ho chiesto di stare al mio fianco: si tratta

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di una lista ampia e variegata, unita dall’amore per la città”), lasciando la parola anche a tutti i leader dei partiti che compongono la coalizione di centrodestra: da Federico Villa (Udc) a Leonio Callioni (Nuovo Centro Destra), da Daniele Belotti (Lega Nord) ad Alessandro Sorte (Forza Italia). Tentorio ha dunque sfoggiato ottimismo, distribuendo pacche sulle spalle agli uomini e baci sulle guance alle donne, brandendo il microfono a pochi metri dalla folla arrivata per acclamarlo. E alternando battute a momenti di serietà. “Care amiche e cari amici, siamo di nuovo qui insieme dopo cinque anni di amministrazione senza mai un litigio o uno scontro e senza mai andare sotto in consiglio comunale - ha sottolineato Tentorio - abbiamo ottenuto un grande risultato: non abbiamo aumentato le tasse e le tariffe mantenendo i servizi, a partire dai servizi sociali la cui incessante richiesta rappresenta oggi un’emergenza assoluta. Abbiamo dimostrato attenzione alla cultura e al mondo giovanile: la città deve essere viva pur nel rispetto delle esigenze dei residenti. Il Bilancio 2014 contiene dunque la stessa sostanza: non abbiamo aumentato una sola tassa o tariffa. Come abbiamo fatto? Amministrando con prudenza e tagliando tutte le spese inutili, oltre ad aver ridotto i compensi e il numero dei dipendenti comunali. Come se non bastasse, abbiamo ridotto di


Franco Tentorio

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metà l’indebitamento cittadino, ossia estinguendo gran parte dei mutui accesi dal Comune di Bergamo: questa è la più grande opera pubblica che abbiamo fatto e intendiamo seguire questa stessa strada anche nel futuro. Un altro tema importante riguarda i nostri soldi sequestrati a Roma per effetto del Patto di Stabilità: con 90 milioni di euro quante opere pubbliche potremmo fare? Per

Bergamo non hanno fatto il SalvaRoma o il Salva-Venezia, di cui nessuno parla, o ancora, il SalvaTorino: il governo liberi questi soldi per investimenti mirati, dalle strade alle scuole, dagli impianti agli investimenti per Expo. Non chiediamo niente, se non i nostri soldi”. Tentorio ha anche fatto il punto sulla campagna elettorale che lo vedrà impegnato fino al 25 maggio e sui motivi che l’hanno

spinto a scendere di nuovo in campo: “Portiamo avanti un obiettivo ambizioso: confermare un sindaco uscente a Bergamo non è mai capitato, vincere due volte con i propri amici sarebbe splendido. Rispetto alla scelta di ricandidarmi hanno pesato il fatto che la gente che mi sostiene e i partiti mi chiedessero di fare questa scelta: ho ottenuto qualche permesso (il riferimento

è alla moglie Angela, ndr), ma vi giuro che se non me l’aveste chiesto tutti insieme non l’avrei fatto, dedicandomi alla famiglia, al lavoro, alla bicicletta e allo sci”. E Tentorio, convinto sostenitore del fairplay, questa volta non ha rinunciato a lanciare qualche stoccata al principale avversario, ossia Giorgio Gori: “Non mi piace parlar male degli altri, ma devo dire che questa sinistra particolare, spendacciona e chic non so quanto possa essere apprezzata dalla gente che lavora da mattina a sera e che ha tra i suoi valori principali la sicurezza, la famiglia, il lavoro. Abbiamo davanti un impegno grande, mettiamocela tutta per noi e per la nostra città, l’adorabile Bergamo: sono certo che sarà una bella strada assieme”.

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Marcello Zenoni

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Bergamo chiama Parma

M5S, PER PALAFRIZZONI IL MODELLO è PIZZAROTTI

Il sindaco della città emiliana a Marcello Zenoni, candidato sindaco di Bergamo: «Il programma del M5S di Bergamo non è un libro dei sogni, a Parma stiamo realizzando i vostri stessi punti». E nella serata del 13 maggio, in piazza Vittorio Veneto, arriverà Beppe Grillo

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di Alessandro Belotti

ergamo come Parma? Questo l’obiettivo dei grillini orobici che, in vista delle prossime elezioni amministrative per la conquista di Palazzo Frizzoni, hanno dato il via a una campagna elettorale a tutto campo, basata su toni moderati (come d’altra parte è il loro candidato sindaco, l’architetto Marcello Zenoni), ma non per questo meno attenta alle problematiche del territorio. E a Bergamo nella giornata tutta elettorale di sabato 12 aprile, anche gli esponenti del M5S di Bergamo hanno deciso di far le cose “in grande”, ma ovviamente in modo diverso dalle altre coalizioni di centrosinistra e centrodestra: se infatti gli avversari Gori e Tentorio, in zone diverse della città, davano il via in grande stile alla campagna elettorale, il Movimento 5 Stelle non è stato certamente da meno, invitando nella nostra città uno dei principali esponenti a livello nazionale del movimento fondato dal comico genovese, ossia Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e considerato un punto di riferimento da molti candidati alle prossime elezioni amministrative. A tal punto da suscitare invidie e screzi con i leader (Grillo e Casaleggio) dello stesso M5S. E tra coloro che infatti considerano Pizzarotti “un modello di amministratore” a cui ispirarsi c’è anche Marcello Zenoni (come da lui stesso dichiarato nell’intervista al nostro mensile nel numero di aprile), candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Bergamo, che ha partecipato all’incontro con il primo cittadino della città emiliana insieme a Laura Gamba (consigliere comunale a Brescia), Dario Violi (consigliere in Regione Lombardia) e Attilio Pizzigoni (candidato consigliere a Palazzo Frizzoni). Alle spalle dei relatori campeggiava sullo schermo lo slogan “La politica ai cittadini, per una Bergamo a 5 Stelle”, affiancato dall’hashtag #muovibergamo e dai punti principali del programma delle prossime amministrative cittadine. E proprio Pizzarotti, nel

corso dell’incontro ha sottolineato che il programma del Movimento 5 Stelle di Bergamo (che tra i punti principali ha inserito mobilità sostenibile, un albero per ogni cittadino, la raccolta rifiuti che diventa risorsa e non più un costo, spazi pubblici per le start up dei giovani, televoto sui progetti e le iniziative comunali, la riduzione del consumo di suolo e basta grandi eventi culturali) non è un libro dei sogni, perché a Parma questi punti li stanno attuando concretamente: “Nell’ultimo anno il Comune di Parma ha piantato mille alberi, riconvertito ad agricoli alcuni terreni che erano a destinazione residenziale - ha spiegato il sindaco della città ducale - abbiamo aumentato del 14% la raccolta differenziata, passando dal 48 al 62% e poi approvo lo slogan “Con la cultura si mangia” (ideato dai grillini orobici, ndr): non sono per i grandi eventi, meglio spalmare quei soldi in biblioteche di quartiere e una programmazione annuale di appuntamenti culturali che permetta anche ai tour operator esteri di pianificare pacchetti da offrire ai propri clienti”. E per la realtà di Bergamo, inevitabilmente il discorso culturale ruota intorno anche alla principale istituzione cittadina, ossia l’Accademia Carrara . “Non vogliamo proporre grandi eventi - ha sottolineato Zenoni dobbiamo investire per creare un tessuto sociale che viva ogni giorno di cultura e possa così fare propria la conoscenza e la bellezza conservate all’Accademia Carrara e nei musei di Bergamo”. Lo stesso Zenoni, sul suo blog, ha inoltre esposto il proprio punto di vista anche su altre questioni importanti per la città: dalla Gamec al servizio ferroviario suburbano SeriatePonte S.Pietro: “Sulla GAMEC alla Montelungo sono sempre stato molto scettico: noi non la appoggiamo, siccome si parla di tempi e costi incerti. Per tacere di certi progetti già realizzati da architetti in quota PD. Sull’utilizzo dei cosiddetti contenitori storici

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(anche moderni come il Palazzo della Libertà) abbiamo idee simili. Valutiamo attentamente i costi di questi progetti. Parlare di acquisizioni dal demanio significa parlare di milioni di euro che il Comune molto poco facilmente ha a disposizione. Meglio utilizzare quanto già in suo possesso. Sulla mobilità sono d’accordo sull’impostazione di privilegiare il servizio ferroviario

suburbano Seriate-Ponte S. Pietro: è un’operazione dai costi abbastanza sostenibili nell’arco di un’Amministrazione. Non sono d’accordo quando liquidi importantissimi sistemi di trasporto che - allo stato attuale delle finanze - sicuramente non ci possiamo permettere, ma che abbiamo il dovere di prevedere nel lungo termine. Meglio non sprecare risorse per progetti

quelli sì decisamente superati stantii e naive come quello del metrotrambus e dedicarsi al rafforzamento del trasporto pubblico in primis con politiche tariffarie incentivanti e poi con progressivi incentivi fisici (corsie) e disincentivi puntuali (limitazioni del traffico) per spostare percentuali di traffico dal privato al pubblico. Come città moderna eco-sostenibile, di qualità

europea, abbiamo il dovere di sognare di avere in futuro la connessione ferroviaria con lo scalo aereo che è il terzo d’Italia e poi di avere almeno un’altra tranvia. Probabilmente ci vorranno come sempre anni, forse decenni, ma se non si incomincia non si arriverà mai. E il prossimo appuntamento-clou della campagna elettorale pentastellata si terrà tra pochi giorni, il 13 maggio, quando a Bergamo arriverà il leader nazionale del Movimento, Beppe Grillo: l’appuntamento è per le 20,30 di martedì 13 maggio in piazza Vittorio Veneto. La stessa che accolse il “portavoce” del Movimento 5 Stelle il 12 febbraio 2013, alla vigilia dell’exploit grillino alle scorse elezioni politiche”.

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ECCO I CANDIDATI «CIVICI»: GARGANO ISNENGHI, PALERMO

gleno, inaugurate le nuove residenze per gli anziani

Nella sfida per la conquista di Palazzo Frizzoni in campo anche i candidati delle liste «L’Altra Bergamo» «Rinasce Bergamo» e «Bergamo Cambia»

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li altri candidati sindaco sono tutti a capo di liste civiche che si pongono in alternativa ai due blocchi tradizionali di centrodestra e centrosinistra: nella fattispecie si tratta di Rocco Gargano (L’Altra Bergamo), Andrea Palermo (Bergamo Cambia) e Mirko Isnenghi (Rinasce Bergamo). Gargano, classe 1972, avvocato, ex consigliere comunale (prima dei Ds, poi di Rifondazione, ai tempi dell’amministrazione Bruni), esponente di Micromega Bergamo, è a capo della lista “L’Altra Bergamo”, lista civica vicina a gruppi e associazioni che gravitano nell’area della sinistra “alternativa”, vuole “provare a cambiare davvero la nostra città, che non può restare in mano all’immobilismo della destra o all’opportunismo ipocrita della classe dirigente di questo centrosinistra. Abbiamo cuore, passione, buone idee e sani principi e ce la metteremo tutta”. Palermo, classe 1965,originario di Roma, vive a Bergamo con la propria famiglia da ventiquattro anni. Sottufficiale dell’Esercito da trent’anni, attualmente in servizio al 3° Reggimento Sostegno AVES “Aquila” in Orio al Serio, vanta una missione in Afghanistan e una laurea in Studi Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche “La Sapienza”di Roma. Alla guida della lista civica “Bergamo Cambia”, nel suo programma propone un alleggerimento della macchina comunale e un drastico taglio ai costi della politica, con la nomina di sei assessori e non nove. Palermo punta anche sul no alla cementificazione, all’importanza delle periferie (“che devono tornare a essere protagoniste), all’istituzione del registro delle coppie di fatto e a maggiori investimenti in cultura e istruzione. Infine Mirko Isnenghi, classe 1954, ottico, già consigliere e presidente della prima circoscrizione del Comune di Bergamo tra le fila di Forza Italia, è candidato sindaco della lista civica “Rinasce Bergamo”, che ha stilato un programma di sette punti: “Siamo per una città che deve tornare a vivere, che deve tornare dei bergamaschi e non di chi l’ha spremuta fino ad ora. Tutto questo con un rilancio della cultura, del turismo e del commercio che, insieme, la facciano rinascere, dove il cittadino torni ad essere il “centro di Bergamo”. Non un centro fatto di edifici e monumenti, ma un centro fatto di cittadini”.

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ono state inaugurate ufficialmente sabato 3 maggio le nuove residenze della Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus di via Gleno, 49 a Bergamo. I 360 posti letto, suddivisi in tre residenze in classe energetica A da 120 posti letto ciascuna, sono così suddivisi: 60 stanze singole e 150 stanze doppie per un volume complessivo dell’edificazione di 100.000 m³. Presenti alla cerimonia d’inaugurazione il presidente della Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus Ing. Miro Radici, il direttore generale della stessa Dott. Fabrizio Lazzarini, il consigliere delegato di Italcementi SpA Ing. Carlo Pesenti, il presidente della Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati E Per La Salute Dei Fanciulli Aldo Ghilardi, l’Assessore alle Grandi Infrastrutture, Pianificazione Territoriale, Expo della Provincia di Bergamo Silvia Lanzani, il sindaco di Bergamo Franco Tentorio, la direttrice generale di ASL Bergamo Mara Azzi, il presidente del Credito Bergamasco Cesare Zonca, il consigliere regionale Roberto Bruni e il vescovo della diocesi di Bergamo Francesco Beschi, che ha benedetto le nuove strutture. «Questo è un giorno di grande gioia in cui si realizza un sogno iniziato circa 10 anni fa - ha dichiarato il presidente della Fondazione CA.RI.S.M.A. Miro Radici -. Un sogno che inizialmente sembrava irrealizzabile ma che grazie all’aiuto dell’intera comunità siamo riusciti a tramutare in realtà. Un ringraziamento particolare va al CdA della Fondazione, ai dirigenti, ai medici e ai dipendenti della casa di ricovero. E ancora al Comune, alla Provincia di Bergamo e ai privati. Tutti hanno fatto la loro parte ed il risultato è quest’opera all’avanguardia sotto tutti gli aspetti. Un motivo d’orgoglio per la Fondazione e per l’intera città di Bergamo».


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ergamo. Il Sindaco Franco Tentorio ha presentato l’ultimo bilancio preventivo della sua amministrazione: quello per l’esercizio finanziario 2014. Già così sembra una contraddizione: il preventivo viene varato ad esercizio finanziario in corso! In realtà questa è la situazione del 100% dei Comuni italiani. La moltitudine di modifiche che ha investito la finanza locale ha, infatti, reso impossibile approvare i preventivi entro il 31/12 dell’anno precedente l’esercizio finanziario. Così i più virtuosi lo stanno approvando in questi mesi.

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Gli altri l’approveranno quando potranno. Milano, ad esempio, approvò il bilancio preventivo 2013 a novembre 2013! In ogni caso, i freddi numeri di parte corrente dicono: le entrate tributarie (IMU, TASI, TARI, Addizionale irpef, etc...) ammontano a circa centodue milioni di euro; i trasferimenti da Stato e regione, invece, sono pari a circa venti milioni di euro; le entrate extratributarie segnano, infine, quota ventidue milioni di euro. Tra queste, il dividendo dalle società partecipate, in primis A2A, è contabilizzato a quota un milione e novecentomila euro. Passando alle


PalaFrizzoni

Comune di Bergamo preventivo al varo

Le entrate correnti superano le uscite: il bilancio è sano Stanziati cinquanta milioni di euro per le opere pubbliche Polemiche sulla tempistica per l’approvazione definitiva

sanzioni amministrative, croce e delizia di ogni amministrazione comunale, l’ammontare previsto è pari a oltre sei milioni di euro. Un dato in netta crescita rispetto alle annualità precedenti: nel 2012, le sanzioni ebbero un controvalore pari a 5.494.108,56 €; nel 2013, invece, 5.550.000 €. Per il 2014, come detto, si prevede un ulteriore incremento pari a 600.000 Euro. La causa dell’incremento, probabilmente, è da ricercarsi nell’attivazione dei sistemi di controllo automatico dell’accesso alle ZTL cittadine. Passando alle uscite, sono previste uscite correnti (quelle per servizi ndr) pari a centoquaranta milioni di euro. Confrontando le entrate tributarie, extratributarie e da trasferimenti con le uscite correnti, il saldo è positivo e pari a quattro milioni di euro. Questo significa che il Comune di Bergamo è in grado di finanziare gli stipendi del personale, nonché tutte le uscite ordinarie per servizi e contributi, usando le sole entrate ordinarie e senza ricorrere agli oneri di urbanizzazione o ad altre entrate straordinarie. Passando alla parte investimenti del bilancio comunale, si scopre

che le opere preventivate ammontano a circa 51 milioni di euro. Le fonti di finanziamento vengono indicate prevalentemente nelle alienazioni mobiliari, probabilmente dell’intero pacchetto A2A, valutato in circa trenta milioni di euro. Negli anni precedenti il pacchetto ha già subito dei ridimensionamenti per l’effetto delle vendite realizzate nel 2012 e nel 2013, a finanziamento delle manutenzioni e delle opere pubbliche decise dall’amministrazione in carica, quali il piazzale della stazione o il completamento dei restauri dell’Accademia Carrara. Questa scelta, seppur largamente ritenuta inevitabile, porterà meno entrate correnti al Comune di Bergamo. L’alienazione della partecipazione in A2A priva, infatti, il comune dei corrispondenti dividendi. Minore è la partecipazione, meno sono i dividendi incassati. In prospettiva, dunque, la cessione integrale del pacchetto porterà all’azzeramento dei dividendi della partecipata e renderà, allora, necessario il reperimento di ulteriori fonti di finanziamento. Polemiche, infine, si sono registrate sulla tempistica di approvazione del preventivo. Se,

infatti, è indubbio che un bilancio preventivo vada approvato entro il 31/12 dell’esercizio precedente, nel caso dei comuni italiani, come detto, ciò è reso impossibile dalla continua modifica della normativa statale. Il Comune di Bergamo si avvia, però, ad approvare questo documento finanziario nei quarantacinque giorni precedenti le elezioni del 25 maggio (il consiglio comunale è stato convocato per i giorni 28, 29 e 30 aprile ndr). In questo periodo è ammesso il voto dei soli provvedimenti urgenti e necessari. Secondo le opposizioni, l’approvazione del bilancio non rientrerebbe tra questi e, dunque, potrebbero esservi profili di illegittimità nella deliberazione. Secondo la maggioranza, invece, il preventivo deve essere approvato prima delle elezioni poiché, in caso contrario, tra elezioni ed entrata in carica della nuova amministrazione, esso verrebbe varato a luglio, secondo le previsioni più ottimistiche. Un ritardo notevole se si pensa che più di metà anno trascorrerebbe senza un documento di programmazione finanziaria.

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lettere

lettere@bergamoeconomia.it

AVANZAMENTO LAVORI SULLA PISTA DELL’AEROPORTO DI ORIO

“I

n linea con l’andamento dei lavori riguardanti le infrastrutture di volo dell’Aeroporto di Orio al Serio, si avvia ad essere completato secondo i tempi previsti l’intervento sulla testata 10 della pista. Nel contempo si è deciso di anticipare la realizzazione dei nuovi sottoservizi, facendoli rientrare in continuità nelle attività di fase 1, riducendo di una settimana il periodo dei lavori sulla testata 28, che saranno eseguiti dal 26 aprile al 12 maggio 2014. Resta confermato il cronoprogramma di chiusura della pista di volo a partire

5 ANNI A BORDO DEL TRAM BILANCIO POSITIVO PER IL BERGAMO ALBINO

Giovedì 24 aprile 2014 il Tram Bergamo- Albino ha spento cinque candeline. E in occasione della ricorrenza sono stati illustrati i dati, che presentano un bilancio positivo, in termini di passeggeri, chilometri e qualità del servizio offerto. Il trend è infatti di costante crescita: dai 2.300.000 i passeggeri del primo anno (2009-2010) si è passati ai 3.360.000 del 2013. Conti alla mano, in 5 anni di esercizio il Tram Bergamo Albino ha dunque superato la soglia dei 15 milioni di passeggeri e oltre 2,8 milioni di km percorsi. Si conferma alto il tasso di puntualità, con il 99% delle corse giunte a destinazione entro i 5 minuti di ritardo. TEB, attenta alla qualità e all’efficienza del servizio offerto, sin dal primo anno di attività verifica l’opinione della propria

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dalla mezzanotte tra il 12 e 13 maggio con riapertura alle 06:00 am di lunedì 2 giugno 2014”. Sacbo

clientela attraverso indagini mirate a rilevare la qualità percepita dagli utenti, il grado di soddisfazione e il livello di fidelizzazione. Il livello di soddisfazione rispetto al servizio offerto da TEB è espresso in una scala di valutazione da 1 a 7, dove 1 è il punteggio più basso, 4 sufficiente e 7 il più alto: il giudizio complessivo raggiunge un livello di soddisfazione pari al punteggio di 5.7. Quanto all’affidabilità del servizio offerto, il punteggio raggiunge una media di 6.2 punti (valore costante dal 2011 ad oggi). Puntualità e frequenza del servizio soddisfano il 90% dei clienti TEB. “La tramvia Bergamo-Albino è l’ultimo importante investimento sul trasporto pubblico che ha interessato la nostra provincia negli ultimi anniha sottolineato Gian Battista Scarfone, amministratore delegato TEB - un progetto lungimirante sostenuto da tutte le Istituzioni locali, regionali e dal Ministero dei Trasporti che, con un’azione sinergica e

riflettere sulla necessità di prendersi cura, insieme, di un’infrastruttura pubblica, patrimonio di tutti i bergamaschi, da preservare e rendere ancora più bella attraverso un’azione condivisa e un impegno comune”.

SE LE API TORNANO A MORIRE

facendo “sistema” hanno saputo raggiungere un importante risultato: offrire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico moderno ed efficiente, che ci rende orgogliosi mostrare ai tanti interlocutori, europei e non, che in questi anni ci hanno preso a riferimento”. “La Tramvia BergamoAlbino è un progetto che abbiamo da sempre sostenuto con convinzione e impegno; un progetto che si integra alla perfezione col territorio, migliorandolo dal punto di vista urbanistico, nel pieno rispetto del paesaggio; un’infrastruttura che ha migliorato la qualità della vita e dell’aria della Val Seriana e non soloha aggiunto Nunziante Consiglio, presidente TEBnel 2013, in coerenza con quest’approccio, TEB ha promosso e fortemente voluto un progetto artistico di riqualificazione urbana lungo le fermate della linea T1 Bergamo-Albino, per sostituire vandalismi e imbrattamenti sui muri delle fermate con opere di street art che aiutino a far

Il Dipartimento di Prevenzione Veterinario ASL Bergamo comunica che in questi giorni alcuni apicoltori della media pianura bergamasca hanno segnalato al Servizio Veterinario un insolito spopolamento dei loro alveari, fenomeno che si è manifestato in concomitanza con la semina del mais. I sopralluoghi effettuati da un veterinario esperto del settore apistico hanno permesso di confermare in questi alveari una notevole riduzione del numero delle api bottinatrici, quelle api che di fiore in fiore raccolgono nettare e polline. Per evitare la comparsa di alcune malattie del mais sono stati studiati e messi in commercio degli insetticidi potentissimi:


le LA FRONDA DI “UBI BANCA POPOLARE!”

Si è svolta il 28 aprile 2014, presso i locali dell’Associazione Mutuo Soccorso di Bergamo, l’assemblea dei soci dell’associazione “UBI, banca popolare!”. Loredana Cassina, ha presentato il resoconto dell’attività svolta nell’anno trascorso dalla costituzione. L’Associazione ha valutato ancora insoddisfacenti i risultati ottenuti da UBI Banca nell’esercizio 2013: • la gestione caratteristica del gruppo UBI Banca esprime risultati molto disomogenei tra le banche del gruppo con le sole Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare Commercio Industria capaci di produrre performance apprezzabili; • il crescente divario di performance tra banche sostanzialmente omogenee per caratteristiche organizzative, commerciali e di mercato dimostra il fallimento della guida esecutiva del gruppo e la necessità di cambiamenti profondi che valorizzino il potenziale tuttora inespresso del modello federale; • la gestione finanziaria arrotonda i ricavi ma solo

grazie a componenti non ripetibili e che ben poco hanno a che fare con la vocazione “popolare” del gruppo UBI Banca; • il complesso dei ricavi è ancora in calo e, ancora una volta, è la riduzione dei costi del personale che salva il bilancio del gruppo; • le perdite su crediti, al contrario, continuano a crescere e, anch’esse, in modo disomogeneo nelle diverse banche del gruppo. Molto critica la posizione dell’associazione UBI, banca popolare! sull’impianto complessivo delle proposte di modifica dello statuto di UBI Banca e sul metodo cui si è avvalso il consiglio di sorveglianza della banca per eliminare oltre 20.000 piccoli soci detentori di meno di 250 azioni della banca, esautorando di fatto l’assemblea dei soci. Gli interventi che si sono succeduti nel corso dell’assemblea hanno evidenziato la strumentalità delle principali modifiche statutarie all’obiettivo degli amministratori in carica di emarginare i piccoli soci e di favorire i grandi azionisti, snaturando di fatto il carattere “popolare” di UBI Banca. L’associazione UBI, banca popolare! invita tutti i soci di UBI Banca all’attenta valutazione del rischio di deriva capitalistica del gruppo UBI Banca qualora le proposte di aggiornamento dello statuto fossero approvate dall’assemblea del prossimo 10 maggio. Associazione Ubi banca popolare!

it

Nei giorni scorsi la stampa ha dato la notizia che la BreBeMi, probabilmente, sarà aperta senza l’entrata in esercizio del casello Treviglio-Casirate. Questo a causa del ritardo nei lavori di realizzazione del raccordo tra questo casello e la SS11 tra Treviglio e Cassano. Comprendendo l’importanza della realizzazione per il territorio, vorremmo sottolineare che la nostra associazione da ben due anni segnala a BreBeMi e alle amministrazioni comunali interessate, la presenza di problemi sulla viabilità ordinaria, generati dalla realizzazione della autostrada e dei suoi raccordi. Difficoltà anche gravi o gravissime, causate da una progettazione disattenta e da un controllo degli uffici tecnici locali del tutto carente. Rimangono ancora irrisolti i problemi derivanti dalla drastica e drammatica chiusura della via del Bosco, quindi Cassano, il parco dell’Adda, cascine e utenze agricole: in poche parole è stata interrotta la viabilità minore, quindi le piste campestri, ciclabili e l’accesso alle aree considerate di pregio per il tempo libero e il futuro economico ad esso legato. A questo punto non possiamo che augurarci che il maggior lasso di tempo oggi imposto, possa essere utilizzato per affrontare e risolvere (con la necessaria decisione) i problemi ora così evidenti anche ai più reticenti o distratti. Inoltre, cogliamo l’occasione per segnalare alle Amministrazioni Comunali la necessità -urgente- di adeguare immediatamente le cartografie in modo da

poter avere a disposizione la conoscenza e la strumentazione relativa alla reale situazione del territorio, quindi avere un’idea su come intervenire. Noi ci auguriamo che questa occasione possa servire a risolvere i disastri causati dalla cattiva progettazione, ma anche dalla superficialità dei controlli degli uffici tecnici locali. Associazione “Città dell’Adda”

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BREBEMI RITARDO PUò ESSERE UTILE PER RISOLVERE

GRAVI PROBLEMI

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è sufficiente che le api in volo vengano a contatto con alcune molecole di questi insetticidi per perdere l’orientamento. Difficilmente vengono rinvenute api morte sul fondo degli alveari o sul predellino di volo perché le api, non riuscendo a far ritorno ai loro alveari, muoiono nei prati e nei campi. Nelle belle giornate calde e soleggiate l’apicoltore si accorge che qualche cosa non va perché, nel volgere anche di una sola giornata, vede ridursi drasticamente il numero di quelle api ronzanti che di solito affollano l’ingresso degli alveari con il loro carico di nettare e di polline. E’ questo l’aspetto caratteristico che deve allertare l’apicoltore. Da quest’anno è stato autorizzato per la concia del mais un nuovo insetticida che, in base ai dati forniti dalla ditta produttrice, non dovrebbe però presentare alcuna tossicità nei confronti di api ed insetti impollinatori. Tuttavia, numerosi apicoltori del Friuli e del Piemonte hanno denunciato ai competenti Servizi Veterinari lo spopolamento di numerosi alveari avvenuto in concomitanza con la semina del mais. Per poter svolgere indagini approfondite e capire la causa degli spopolamenti, sarebbe opportuno che gli apicoltori che notano quanto sopra descritto segnalino al Servizio Veterinario spopolamenti e morie a carico dei loro alveari. ASL BERGAMO

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di - foto di €urocrisi

Ridiscutete i trattati

Abbiamo chiesto a Warren Mosler, noto economista americano ed animatore della rete MMT propugnatrice della Modern Money Theory come via d’uscita dall’attuale crisi dell’area Euro, quale sia il suo pensiero sulla crisi e sulla moneta unica Il consiglio? Trattato di Maastricht Fiscal compact e patto di stabilità vanno rivisti al più presto portando il tetto del 3% all’8%. Prima che sia troppo tardi

B

ergamo. “Il trattato di Maastricht, con il suo obiettivo del 3% deficit/ Pil e 60% debito/Pil, ha portato crescita e stabilità oppure crisi ed instabilità?”, abbiamo posto questa semplice domanda al professor Warren Mosler, noto economista statunitense e visiting professor dell’Università di Bergamo. La

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risposta è stata lapidaria: “Crisi ed instabilità”. L’occasione ci è stata fornita dal convegno del 18 Marzo, svoltosi presso l’Università di Bergamo dal titolo: “Il futuro della crisi: due soluzioni alternative”. Tra l’altro, a margine dell’incontro, Mosler si è lasciato andare ad una confessione. Un vecchio funzionario tedesco del

FMI gli avrebbe confidato che vi sarebbero dei ripensamenti circa le politiche di austerità finora adottate ma che, forse, potrebbe esser troppo tardi per tornare indietro. Al convegno “Il futuro della crisi: due soluzioni alternative”, svoltosi a Bergamo il 18 Marzo


autofinanziarsi allo stesso modo in cui, per esempio, i singoli stati degli Stati Uniti fanno e le istituzioni o gli individui devono fare. Ovvero, alle nazioni non è permesso di avere degli scoperti nei loro conti presso la BCE e non sono loro che possono prendere la decisione di consentire uno scoperto qualora la necessità si presenti. Ciò le mette alla mercé delle forze del mercato quando si tratta di prestiti. Ci può spiegare meglio il concetto? Prima dell’Euro gli stati che ora sono nell’Eurozona erano gli emettitori delle loro valute, in altri termini erano monopolisti della moneta. Gli stati creavano e distruggevano la moneta e non potevano in alcun modo rimanere senza soldi. Il debito pubblico per i paesi con sovranità monetaria è solo una scrittura contabile. Le banche centrali erano sotto il controllo dello stato e avrebbero sempre potuto comprare qualsiasi ammontare di titoli di stato fosse necessario o, in alternativa, lasciare che il conto del ministero del tesoro presso la banca centrale andasse in rosso continuando però ad accreditare i conti presso cui il tesoro faceva pagamenti. Per gli stati con sovranità monetaria la banca centrale è solo un foglio di calcolo e i soldi soltanto numeri in un computer. Ora non è più così. Perché progettare una struttura per forzare degli stati a politiche economiche restrittive? Ci possono essere molte ragioni. Potrebbe essere un errore, ad esempio. Oppure, sotto lo standard aureo, l’obiettivo potrebbe essere quello di proteggere le riserve auree. Oppure potrebbe essere quello di spingere le esportazioni soffocando la domanda interna.

2014, ha affermato che “la struttura dell’Unione Europea è stata progettata con l’obiettivo di sottoporre gli Stati membri alla disciplina dei mercati, forzandoli all’austerità fiscale”. Ci può spiegare quale sia il nesso tra Unione Europea ed austerità? La UE voleva che fossero i mercati ad aiutare le nazioni ad evitare disavanzi nel loro bilancio pubblico, così hanno stabilito regole che obbligassero le nazioni membro ad

Le soluzioni da lei proposte sono: l’aumento della spesa pubblica in disavanzo, elevando il tetto del deficit dal 3% all’8%; una garanzia scritta ed esplicita della BCE sui debiti pubblici degli Stati così da tenere i tassi d’interesse al livello del tasso fissato; il finanziamento della BCE ad un lavoro di transizione per tutti coloro in grado di lavorare ed intenzionati a farlo,

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prima. Il Fiscal Compact è da ridiscutere oppure cestinare? Il tetto del deficit deve essere aumentato dal 3% all’8% e il rapporto debito/PIL deve essere eliminato. L’Euro ha portato la crisi oppure è la crisi ad aver dimostrato i limiti dell’Euro? È stato il Patto di stabilità e crescita.

così da facilitare la transizione dalla disoccupazione a un impiego retribuito. Non crede che l’aumento della spesa pubblica, in un contesto caratterizzato dall’assenza di sovranità monetaria, possa comportare un ulteriore peggioramento della sostenibilità del debito pubblico? La garanzia da parte della BCE eliminerebbe il problema della sostenibilità. Gli strumenti di politica economica sono: la politica fiscale e il ricorso alla spesa pubblica in disavanzo; la politica monetaria. Ora, la pressione fiscale sfiora il 50% del PIL ed un ulteriore incremento è impensabile; la spesa pubblica non viene considerata un’opzione perché è vista essa stessa come il problema; lo Stato Italiano non può fare politica monetaria perché ha perso sovranità a vantaggio della BCE. In questa situazione, non crede che la strada migliore sia l’uscita dall’Euro? Innanzitutto insisterei affinché le mie tre proposte vengano accettate. In caso vengano rifiutate, le opzioni che rimangono sono continuare a soffrire con

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l’Euro oppure iniziare a tassare e spendere con la nuova Lira. In ogni caso, se le stesse proposte non vengono comunque rispettate con la Lira, insieme con le mie indicazioni su come effettuare la transazione verso la nuova Lira, la situazione potrebbe persino peggiorare. L’anno prossimo entrerà in vigore il Fiscal Compact. L’Italia si è impegnata a ridurre il suo debito pubblico fino a portarlo al 60% del PIL. Lei, invece, propone di aumentare la spesa pubblica. La ricetta del Fiscal Compact, allora, è sbagliata? Sì, il Fiscal Compact non farà che sostenere tassi di disoccupazione molto alti. La riduzione del debito/PIL può aversi o aumentando il PIL oppure diminuendo il debito. Essendo l’attuale un periodo di recessione, è molto probabile che l’obiettivo del 60% debito/ PIL sarà perseguito mediante ulteriori strette di bilancio. Ciò, però, amplificherà la recessione. Dove ci porterà questa austerità imposta? Ci porterà fino al punto in cui vedremo sangue scorrere nelle strade se qualcosa non cambia

Lei ha riferito che un vecchio funzionario tedesco del Fmi le ha confidato che se non si esce da questo sistema, rischiamo di riuscire a invertire l’andamento dell’economia solo quando scorrerà “il sangue per le strade” perché “ormai si sono spinti troppo avanti per ammettere che con le politiche di austerity hanno sbagliato e devono tornare indietro”. Ci può raccontare qualcosa in più su questo colloquio? No, se non che è stato inquietante. In Grecia, dal 2009 il Pil è sceso da 211 a 171 miliardi di Euro, con un calo complessivo del 19%; i consumi, rispetto al 2005, sono scesi del 25% (15% per prodotti alimentari) mentre la disoccupazione ha toccato la cifra record del 27% (nell’area Euro è dell’11%), con quella giovanile che ha superato il 60%. Sul versante dei salari e degli stipendi la “cura” ha determinato riduzioni nell’ordine del 30-40% (oggi lo stipendio medio è all’incirca di 500 Euro al mese), mentre le pensioni sono state tagliate di oltre il 20%. E potremmo continuare. Sta già scorrendo il sangue per le strade? Siamo alla fine dell’Euro? Sì, se le scelte politiche non verranno mutate radicalmente.


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La storia

ONESTà, FAMIGLIA, IMPRESA

LA STORIA DELLA BALDASSARE AGNELLI

Origine, tradizione e futuro dell’azienda bergamasca narrati dai titolari nel corso dell’incontro organizzato all’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo nell’ambito del ciclo di conferenze dedicato alle famiglie imprenditoriali bergamasche

M

ercoledì 2 aprile, in una Sala Galmozzi gremita per l’occasione, la storia dell’azienda Baldassare Agnelli è stata al centro dell’appuntamento organizzato dall’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti nell’ambito del ciclo dal titolo “Hanno attraversato la storia. Incontri con famiglie di imprenditori bergamaschi”. La tavola rotonda, moderata da Giorgio Berner (presidente della Camera di Commercio svizzera in Italia), ha dunque visto protagonisti Paolo e Baldassare Agnelli, titolari dell’omonimo gruppo, famoso soprattutto per la produzione di pentole, celebrate anche da “Masterchef”. “La genesi di questa azienda, che risale ai primi del ‘900, presenta degli aspetti interessanti rispetto a oggi: un ragazzo di 18 anni fece quello che oggi chiameremmo uno stage in Montenegro per apprendere l’arte del cesello di disegni dell’oriente islamico - ha spiegato Paolo Agnelli - in quel paese conobbe dunque il proprio mestiere e i personaggi che l’hanno portato a scoprire un metallo, ossia l’alluminio. Quel ragazzo, mio nonno, lo portò in Italia, diventando uno dei primi a saperlo saldare: in un secondo momento mise le proprie competenze a disposizione di Leopoldo Pirelli

per produrre tubi-anima delle camere d’aria. A 20 anni mio nonno aveva dunque un’azienda basata su un’idea, grandi capacità e un nuovo metallo. Mancavano però i soldi per far partire il tutto e per questo trovò però una banca che gli finanziò lo stabilimento: la nascita della Baldassare Agnelli lo dobbiamo pertanto alla lungimiranza di quell’istituto di credito. Oggi però la situazione è ben diversa: se un ragazzo, con le

stesse condizioni di partenza (idee, capacità, potenzialità), andasse a chiedere un finanziamento in banca, con i parametri restrittivi di Basilea 3 non gli verrebbe dato nulla”. Tradizione, una parola che nel gruppo Agnelli significa soprattutto cura del prodotto, ma anche tutela e trasmissione dei valori aziendali. “Il valore aggiunto del nostro gruppo è rappresentato sia dall’onestà, sentita come raccomandazione

Paolo Agnelli

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Da sinistra Cristiano Agnelli assieme al fratello Enrico

Baldassare Agnelli

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La platea in primo piano da sinistra Fabio Ramaioli con Edoardo Ranzini

del genitore ma portata avanti con tutti (fornitori, clienti, personale), sia dalla passione con cui facciamo il nostro lavoro: crediamo fortemente, infatti, che i valori morali di un’azienda siano parte integrante non solo della storia, ma anche del futuro dell’azienda stessa - ha aggiunto Baldassare Agnelli - abbiamo scelto anni fa la strada dell’alluminio e l’abbiamo portata avanti con caparbietà e tenacia. Negli anni ‘70 la modernità di matrice statunitense andava in un’altra direzione, con l’emergere l’acciaio inossidabile, ma noi abbiamo tenuto duro e siamo rimasti i soli imprenditori italiani a produrre alluminio: oggi siamo primi in Europa mentre a livello nazionale abbiamo una quota pari al 75% del mercato. Abbiamo inoltre dato il via all’internazionalizzazione, aprendo uno show-room a New York sulla Quinta Strada, con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare la cultura del cibo agli americani”. Un’azienda storica, dunque, che oggi ha raggiunto livelli mondiali, ma inevitabilmente alle prese con le difficoltà del presente, pur affrontate con coraggio e unità dalla famiglia Agnelli. “Le Pmi a carattere familiare rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. 7-8 anni fa, però, alcuni “professori”, anche non italiani, ci dissero che il problema in Italia era rappresentato dalle industrie a carattere familiare, mentre bisognava puntare sulle aziende di grandi dimensioni - ha sottolineato Paolo Agnelli - nel periodo di crisi attuale è invece sotto gli occhi di tutti come la tenuta sociale del paese sia stata possibile grazie alle Pmi italiane che lavorano fianco a fianco con i propri dipendenti. Eppure, vi sono dei fattori che ostacolano l’attività delle imprese: in primis il costo dell’energia, il più alto del mondo, ma anche il costo del lavoro, il più alto a livello europeo. Basti pensare che un lavoratore in Italia costa all’azienda come cinque lavoratori in Polonia. In questo contesto le Pmi rimangono radicate in Italia, ma non per sempre: il nostro governo deve pertanto capire che non abbiamo la capacità di resistere se non siamo messe nelle condizioni di poter competere a livello internazionale”. Il passaggio di testimone all’interno della famiglia come garanzia di continuità nel solco tracciato dal fondatore Baldassare, pur stando al passo con i tempi. “Oggi siamo alla quarta generazione: nonno Baldassare fu il fondatore e ideatore di un prodotto nuovo in Italia e in questo senso fu anche un grande innovatore - ha concluso Paolo Agnelli papà Angelo ebbe invece il grosso merito di portare avanti l’azienda sin dal 1930, attraversando tanti problemi, dalle due guerre mondiali alla crisi degli anni ‘60, dall’avvento dell’acciaio inossidabile alla mancanza a tutela della produzione di alluminio. Ci diceva sempre: “Non mollate” e con questo spirito ha saputo portare avanti il gruppo. Noi abbiamo dunque diversificato, portando a 13 le società che attualmente compongono il nostro gruppo e i nostri figli ci seguono benissimo, anche perché casa nostra è sempre stata permeata di impresa: il futuro è loro”.


di - foto di Cam com

Fiera ExhibItalia di Houston: una porta aperta su Bergamo

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di Raffaella Castagnini

A

d inizio aprile (5-6 Aprile) la Camera di Commercio di Bergamo ha partecipato alla Fiera ExhibItalia, organizzata dall’ItalyAmerica Chamber of Commerce of Texas, tenutasi a Houston al George Brown Convention Center: una fiera

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dedicata ai prodotti italiani; un’esperienza multisensoriale del Made in Italy avente lo scopo di diffondere la conoscenza del Made in Italy e di far apprezzare lo stile italiano ai consumatori texani. L’inaugurazione si è tenuta alla presenza del Presidente dell’Italy-America Chamber of Commerce of Texas, Brando Paolo Ballerini, del Console italiano in Texas, Fabrizio Nava, e del funzionario della City of Houston e, dopo il taglio del nastro e con la benedizione del vescovo, l’evento si è aperto al pubblico; un pubblico amante dell’Italia ma desideroso di conoscere il vero stile italiano, la vera essenza del made in Italy. Un evento importante, una vetrina per la promozione della tecnologia, della cultura, dell’arte, del turismo, del design e della moda e di alcuni prodotti enogastronomici al fine di promuovere l’essenza vera e concreta del made in Italy in Texas dove lo slogan “eat, shop, and live like an Italian” (mangia, compra e vivi come un italiano) evidenzia proprio la mission che la Camera di Commercio del Texas perseguiva: far conoscere l’originale, il vero made in Italy ai ricchi texani per farne apprezzare il significato intrinseco, l’essenza dell’italianità. All’evento erano presenti brand italiani famosi ed apprezzati in tutto il mondo come Ferrari, Maserati, Fiat, accompagnati da altri espositori italiani, minori realtà certamente ma altrettanto importanti per l’italianità espressa dagli stessi quali, ad esempio, la nostra realtà locale, Luri che, con i suoi accessori per la moda donna prodotti a mano soltanto con materiali italiani, ha fatto furore tra le ladies texane confermando già quanto percepito nel novembre scorso durante la loro partecipazione alla missione economica in Texas organizzata dal nostro LombardiaPoint: pieno successo, pieno interesse per il made in Italy puro, elegante ed affascinante nelle forme e dall’ottima scelta del pellame e dei materiali utilizzati. Per Luri, infatti, la partecipazione ad ExhibItaly è stata l’occasione per mantenere vivi i contatti instaurati a suo tempo con alcuni potenziali distributori locali e per sondare se il design, lo stile dei loro accessori venivano apprezzati anche dal consumatore texano e non solo dagli operatori di settore. La risposta è stata ampiamente positiva e le loro borse ed i loro accessori saranno sicuramente un’importante

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valore di italianità presente sul mercato texano, mercato sofisticato e selettivo altamente orientato alla qualità, un valore aggiunto al modo di vivere delle ladies americane valorizzate dalla qualità e dal bel stile italiano. Ed è proprio nel diffondere l’essenza, lo stile, la ricchezza del design, della cultura imprenditoriale, che la Camera di Commercio di Bergamo, con Turismo Bergamo, ha puntato anche alla promozione dei valori umani, paesaggistici ed alla valorizzazione artistica del nostro territorio bergamasco. E’ stata sicuramente l’occasione per parlare di Bergamo e del suo territorio, realtà spesso sconosciuta ma talvolta lontana casa d’origine, ma sicuramente reputata, dalle informazioni ricevute e dalle immagini del territorio esposte nello stand camerale, fabulous ed appealing, meta estremamente interessante. Se poi si coglie che dista soltanto 40 km da Milano, città della moda e del business, allora la magia è fatta e tutti vorrebbero partire presto per conoscerla questa italiana di provincia così ammaliatrice. Il posizionamento del brand Italia è ai primissimi posti e la percezione del brand Italia è positiva negli USA; l’offerta turistica viene sempre più accomunata all’offerta di tutti gli altri settori merceologici con particolare riferimento al settore enogastronomico, alla moda ed in genere a tutti quei settori per i quali è richiesta ed apprezzata un’alta qualità. Anche se le nuove tecnologie stanno cambiando il volto ed il modo di fare turismo negli USA in Texas, secondo quanto è emerso dagli incontri avuti dalla sottoscritta con due importanti operatori di settore, un consistente numero di consumatori, sicuramente di alta fascia, predilige ancora rivolgersi all’Agenzia turistica qualificata e di fiducia, come affermato dalla sig.ra Karen Bavoso della Woodlake Travel e dalla sig.ra Mimi O. Cronfel della Navigation Cruises and Travel. Come spiega la dott.ssa Alessia Paolicchi, Segretario Generale dell’Italy-America Chamber of Commerce of Texas, occorre tener conto dell’importanza giocata nel contesto economico americano dalla Lone Star e ricordare come il Texas sia al secondo posto dopo la California tra le economie in maggiore espansione negli USA e al quindicesimo posto nel mondo in termini di prodotto interno lordo. Houston, oltre ad essere la capitale mondiale dell’oil&gas, presenta la più alta concentrazione dei centri medici e di istituti di ricerca scientifica al mondo. Il made in Italy in Texas, a differenza di quanto avviene in altre città e stati americani più noti ma ormai saturi nella loro capacità di offrire occasioni di business, gode di grandissimi margini di espansione in vari settori, da quelli del food & wine e della meccanica correlata alle perforazioni petrolifere, fino a quelli della logistica, della moda,

dell’arredo e dei beni di lusso per finire al turismo. La partecipazione della Camera ad ExhibItaly è ancor più interessante se collocata in uno scenario più ampio, nel contesto progettuale regionale, Discover Lombary 2014 (3a edizione) ad esempio, iniziativa realizzata nell’ambito dell’Accordo di Programma tra il sistema camerale lombardo e la Regione Lombardia. La Regione Lombardia sostiene anche quest’anno la realizzazione di questa iniziativa progettuale che mira a facilitare l’incontro tra la domanda, proveniente dalle località europee in cui operano le compagnie aeree low cost, e l’offerta turistica lombarda. L’obiettivo di questo progetto consiste, infatti, nel raggiungere un folto numero di operatori professionali della domanda Tour Operator, Agenzie di Viaggio, compagnie aeree, giornalisti di settore, PCO, sia europei che nazionali, invitarli a partecipare all’iniziativa, organizzando incontri con gli operatori lombardi per riuscire a dare visibilità a tutte le imprese turistiche che operano in Lombardia. Gli incontri b2b saranno gestiti in una apposita area “Workshop Lombardy 2014” all’interno della manifestazione “NoFrills” che il 26 e 27 settembre si terrà a Bergamo, sede ritenuta strategica per tutto il territorio lombardo se si considera che, proprio nell’area orobica, opera l’Aeroporto Caravaggio di Orio al Serio, il principale scalo passeggeri per le maggiori compagnie low cost per la Lombardia. E’ quindi questa l’occasione per valutare la possibilità di avere a Bergamo i due rappresentanti texani sempre che i loro profili siano rispondenti ai criteri di selezione degli operatori della domanda. Durante la fiera ExhibItaly, infatti, i riferimenti al patrimonio culturale, artistico, enogastronomico regionale sono stati numerosi così come numerosi sono stati i suggerimenti a visitare mete importanti limitrofe a Bergamo ad esemplificazione delle innumerevoli potenzialità turistiche offerte dalla Regione Lombardia agli operatori esteri, europei e non. Il Texas, così affamato di qualità e del made in Italy non è mai stato così a portata di mano e può essere, quindi, l’occasione imperdibile per Bergamo e per l’intero territorio regionale poiché entrare nel circuito della domanda turistica texana significherebbe sicuramente una sola cosa: gettare le basi per una duratura relazione fondata su un’adeguata accoglienza offerta ai turisti americani dalle nostre strutture. E saper accogliere è una qualità che ai nostri operatori non manca, la vera garanzia per il futuro degli operatori di Bergamo e provincia come dimostrato recentemente in occasione dell’accoglienza dei 350 commissari Expo dei 70 Paesi Cluster che nel 2015 parteciperanno all’evento mondiale Expo 2015.

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di Lorenzo Malafarina I viaggi raccontati in televisione

TV ON THE ROAd

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entre scrivo sono nel bel mezzo di una breve vacanza a Pantelleria. Riflettevo su come siamo incapaci, noi italiani, a “fare turismo”. Pantelleria, bellissima (vera) isola, e con lei potrei citare tutte le altre che costeggiano e che concorrono a formare il Bel Paese. Se facessero parte delle Baleari, il turismo sarebbe sviluppato meglio perché il territorio e i paesini sarebbero meglio conservati e molto più organizzati nei collegamenti e nelle infrastrutture. Ovviamente non dico nulla di nuovo ai più e questa, in fondo, è un’altra storia. Forse... Santi e navigatori... può darsi, ma la verità è che, la seconda (su la prima non mi cimento...), ce la siamo un po’ scordata. Navigatori come viaggiatori. In fondo non siamo

dei grandi viaggiatori, ma persone che ancora oggi hanno bisogno del villaggio vacanze dove ti propinano l’escursione ad una baietta a due passi dal tuo albergo, accompagnandoti con il pullman! Ecco, l’esatto contrario di ciò che vogliono comunicare i miei amici Valeria Cagnoni e Emerson Gattafoni, che da anni viaggiano realmente on the road per l’Italia e per il mondo, regalandoci ogni settimana perle di immagini ben confezionate sull’eccellenza del territorio e delle persone che incontrano, raggiungendo luoghi e gente, o a bordo di Ape Car per “Road Italy”, o con le Ducati per “Dreams Road”. Sto parlando di due programmi televisivi che vanno in onda su Rai1 (programmazione il sabato e la domenica, dal 7 giugno al

13 luglio le repliche alle ore 09:00 di “Road Italy” e dal 19 luglio al 28 settembre quelle di “Dreams Road”). Se non aveste ancora goduto di queste ottime visioni le segnalo ben volentieri facendo una sfacciata marchetta. Da questo autunno (dal 4 ottobre a orario ancora da programmare, sempre su Rai1) la nuova serie di “Dreams Road”, dove ci faranno scoprire luoghi come il Costa Rica, Cile, Uruguay, USA, fino a toccare il nord Africa e nord Europa. Proprio in Uruguay hanno incontrato ed intervistato nella sua piccolissima fattoria il leggendario e decisamente anti convenzionale presidente della Repubblica José Mujica, più comunemente chiamato Pepe. Il presidente operaio contadino (questa volta reale) che dona il

90% dei circa 12.000 dollari di appannaggio che riceve ogni mese e con alle spalle quattordici lunghi anni di prigionia per la sua militanza nei Tupamaros, gruppo combattente che tra gli anni sessanta e settanta ha dato vita a rivolte contro la dittatura nel Paese. Insomma, i viaggi si mescolano con la fotografia del territorio e dei volti degli uomini interessanti conosciuti per l’occasione. Un ottimo mix che ha portato a Valeria e a Emerson un lavoro decisamente impegnativo (fanno tutto - o Da sinistra Emerson Gattafoni Pepe Mujica presidente dell’Uruguay quasi - loro!), ma senza dubbio appagante. Una domanda per e Valeria Cagnoni la mia innata curiosità ragazzi: “Ma le moto, se per esempio girate gli USA, le spedite dall’Italia?” “No, i concessionari della Ducati del luogo dove arriviamo ce le fanno trovare, ma dipende dalle destinazioni. Per la Tunisia siamo partiti dall’Italia direttamente a bordo delle moto e per “Road Italy”, gli spostamenti, tutti con l’Ape...!” Ora, non è che quindi tutti con la moto o con la macchina devono partire e farsi il giro del mondo, ma il territorio e soprattutto le popolazioni che lo vivono (vale anche senza andare in Patagonia), verrebbero compresi molto di più vivendoli e “assaporandoli” in un certo modo. Senza essere estremisti, si potrebbe iniziare con il cibo locale e lasciare pasta e pizza quando si è a casa nostra. Prendere un volo, affittare macchina o scooter, e girare, capire, comprendere. Magari con, nella borsa da viaggio, un paio di scarpe in meno e una Lonely Planet e cartina in più... Non mi resta che augurarci buone visioni dei programmi di Valeria e Emerson, per delle buone ispirazioni di viaggi!

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di - foto di L’evento

A SOTTO IL MONTE PER LA CANONIZZAZIONE DI PAPA GIOVANNI XXIII La nostra redazione ha partecipato, insieme a migliaia di fedeli, alle celebrazioni nel paese natìo di Angelo Roncalli

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ergamo Economia a Sotto il Monte per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. La nostra redazione il 27 aprile scorso ha festeggiato, insieme a migliaia di fedeli, la canonizzazione del Papa buono e di Papa Wojtyla nel paese natale di Angelo Roncalli. E anche tutti gli abitanti del paese dell’Isola hanno partecipato all’organizzazione

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di una giornata che rimarrà nella storia: ogni abitazione era stata addobbata con stendardi bianchi e gialli, mentre le foto di Giovanni XXIII campeggiavano in ogni angolo. I presenti hanno partecipato con calore alla celebrazione proiettata su maxischermi nel giardino dei Giusti, al palatenda da mille posti e in 3d all’interno della chiesa parrocchiale. Nella chiesa parrocchiale regnava dunque un religioso silenzio ma denso di commozione, che si è rotto con un primo applauso quando Papa Francesco si è recato a salutare Benedetto XVI e i due papi si sono abbracciati. Papa Francesco si è quindi recato a salutare il predecessore, Papa Ratzinger, subito dopo aver baciato l’altare. Un secondo applauso poco dopo l’ingresso della delegazione di Sotto il Monte, con i parenti di papa Roncalli (presente il fratello Beltramino) e il sindaco Eugenio Bolognini. Al termine della cerimonia a Roma una delegazione di sei persone incontrera’ Papa Francesco per donargli un reliquiario appositamente realizzato dallo scultore Carlo Balljana, lo stesso che ha appena terminato un monumento a Papa Giovanni di pietra e bronzo alto tre metri, largo tre e lungo quattro e mezzo commissionato dal Comune. Terzo applauso quando papa Francesco ha proclamato la formula latina della canonizzazione e gli è stato consegnato il reliquiario del santo (un pezzetto di pelle) da don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Giovanni XXIII. Il reliquiario di Giovanni XXIII è

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stato riprodotto a immagine di quello della beatificazione di Giovanni Paolo II, lo stesso utilizzato anche oggi per la canonizzazione del papa polacco. Sul fondo il reliquiario di Roncalli reca una legenda che recita: canonizzato da Papa Francesco - domenica 27 aprile 2014 - essendo vescovo di Bergamo S.E.R. Mons. Francesco Beschi. La scritta è circolare ed inizia con lo stemma di papa Francesco, mentre sulla borchia di chiusura centrale è stato inciso lo stemma del vescovo di Bergamo. Si tratta di un’opera in bronzo argentato e dorato, eseguita a mano in tecnica mista: modellazione e fusione in cera persa, tornitura e montaggio al banchetto, alto 41 cm. pesa 2,250 chilogrammi. Terminata la diretta tv tutti coloro giunti a Sotto il Monte si sono riversati per le strade del paesino bergamasco in festa dirigendosi verso i luoghi del pellegrinaggio legati a Giovanni XXIII la sua casa natale, il Giardino della pace, la casa-museo Ca’Maitino (foto a sinistra). Intorno alle 16.30 è iniziata nella chiesa di San Giovanni Battista la messa di ringraziamento, con la partecipazione di migliaia di persone. Nel pomeriggio anche una processione alla statua di Giovanni XXIII, una messa, al Palatenda il musical ‘Johannes XXIII’ prodotto dalla parrocchia e alle 22, i fuochi artificiali.

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Il ricordo del neo Cardinale

non chiamatelo papa buono roncalli è stato il papa della bontà

L

di Alessandro Belotti

oris Capovilla, a lungo segretario di Papa Giovanni XXIII e recentemente nominato cardinale da Papa Franscesco, in un’intervista al nostro mensile ricostruisce la figura del grande Papa bergamasco, in occasione della canonizzazione. Eminenza, La Redazione di Bergamo Economia ha salutato con immensa gioia la Sua nomina a cardinale. Il 2014 rimarrà un anno memorabile per la popolazione orobica per due avvenimenti eccezionali: un sacerdote padovano di nascita, ma bergamasco d’adozione, che diventa cardinale e un sacerdote bergamasco che diventa santo. Un binomio eccezionale. Io sono molto grato non solo a Papa Francesco, ma anche ad un altro dei grandi promotori della causa di beatificazione di Papa Giovanni XXIII, ossia Stefan Wyszyński, cardinale e primate di Polonia. Appena Giovanni Paolo II fu eletto al soglio di Pietro, infatti, gli raccomandò la causa dell’iscrizione nel registro dei Santi di Papa Roncalli. Nel 1988 decide di trasferirsi a Sotto il Monte. Per noi bergamaschi è una splendida notizia e un grande onore. Immaginiamo comunque che il suo cuore sia molto vicino anche alla sua terra natia, il padovano ed in particolare ai suoi concittadini di Pontelongo. Nei miei sentimenti, in questi giorni, sono felice e gioioso. Sono grato a Bergamo, dove sono ospite, nella benedetta terra di Lombardia, al mio Veneto che amo e dove sono unito a coloro che mi hanno aiutato ad essere un buon prete. Mi è molto cara anche la terra d’Abruzzo, che mi ha quasi adottato e dove sono felice di sentirmi a casa quando posso andarci, a Loreto nelle Marche, dove ho trascorso 18 anni della mia vita e infine Sotto Il Monte, piccolo paese sulle rive dell’Adda, dove la famiglia Roncalli si è stabilita cinque secoli orsono: questo è molto bello. Ci può raccontare il suo stato d’animo nella giornata del 27 aprile scorso, quando il suo amato papa è stato canonizzato con Giovanni Paolo II, un altro grande papa venuto dalle fredde terre dell’est ma che ha saputo scaldare i cuori di tutto il mondo come Giovanni XXIII? La Chiesa nella sua tradizione ha una schiera di santi, dottori e martiri e questo avviene anche adesso: perché non ricordare in questo giorno la data del l’11 ottobre 1962, quando venne inaugurato il Concilio Vaticano II? Con quello stesso spirito dovremmo cercare anche oggi ciò che unisce, mettendo da parte ciò che divide, far emergere i giudizi positivi e non quelli negativi: anche per questo motivo Papa Giovanni XXIII fu un grande Papa,

Loris Capovilla

ma definirlo il “Papa Buono” è restrittivo e limitativo. Io preferisco chiamarlo “Il Papa della Bontà”. Ci può descrivere la figura di papa Francesco? Anche Lei trova che alcuni atteggiamenti e comportamenti dell’attuale pontefice richiamino la figura di papa Giovanni XXIII come molti sostengono? Il Papa non ha un messaggio suo, ma possiede il deposito più sacro dell’umanità: Il Vangelo, la Fede. Proprio per questo motivo Papa Francesco parla continuamente del Vangelo. Ricordo che il cardinal Martini teneva con una mano un Vangelo di carta da quattro soldi e l’altra mano era aperta in segno di accoglienza e saluto: quale messaggio può essere più grande e potente? Gesù è lo stesso ieri, oggi e nei secoli: noi siamo sentinelle, operai, di passaggio in questa epoca. A ciascun Papa io devo pertanto fiducia, reverenza, obbedienza, rispetto e devozione. Nel suo libro “I miei anni con Papa Giovanni XXIII” cita una frase che il papa bergamasco le ha rivolto: “E’ solo quando avrai messo il tuo io sotto i piedi che potrai dirti davvero un uomo libero”. Secondo Lei in che modo si può suggerire e stimolare questo atteggiamento alla società attuale e soprattutto alle giovani generazioni? Il nostro paese, l’Italia, è in festa in questi giorni per la beatificazione di Papa Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II: io sono contento, di questo, esiste un senso di rispetto e un’attenzione che non guasta. E’ qualcosa di bello che ci unisce, che rende onore a delle persone che hanno speso la loro vita al servizio della Chiesa e degli uomini. Questo è il messaggio più importante.

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di Andrea Locati Il concorso

bergamo mille ricette

al via il concorso a premi promosso dalla camera di commercio di bergamo. si potrà partecipare con ricette fotoricette e videoricette entro il 30 giugno 2014

L

a Camera di commercio di Bergamo porta avanti da ormai oltre un decennio diversi progetti per la valorizzazione delle risorse enogastronomiche della provincia. Accanto a strumenti di comunicazione diretta, si è utilizzata la strada del marchio collettivo per presentare i produttori e ristoratori di eccellenza

all’interno di una rete il cui nome si rifà ai Mille di Garibaldi per sottolineare il legame con la storia della città e quella del Paese. L’enogastronomia è uno degli assi attraverso i quali si valorizza l’offerta turistica sui mercati moderni. I prodotti della filiera alimentare vengono infatti considerati come un fattore chiave in grado di caratterizzare l’offerta turistica di un territorio, anzi, poiché ne sono diretta espressione, rappresentano in molti casi il punto di forza di questa offerta. Se questa considerazione è valida ovunque, ha tanto più peso in un paese come l’Italia, la cui cucina è un fattore di rinomanza internazionale e un elemento portante dello stile di vita che il turista viene a sperimentare. Non è un caso che il cibo sia stato scelto per essere il tema di Expo Milano 2015, la manifestazione in cui l’Italia si presenterà al mondo mettendo in mostra il meglio che sa fare in questo campo, e c’è di che. Al di là di questa strategia che vede le risorse territorio spiegate per attrarre e farsi scegliere dal visitatore, non bisogna dimenticare la nuova consapevolezza verso il cibo che manifesta il consumatore moderno. Oltre fare riferimento alla cucina come fondamentale fattore di identificazione culturale, ci orientiamo sempre più verso un’alimentazione

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informata. Valorizzare il prodotto tradizionale significa quindi dargli credibilità. Inoltre, la disponibilità dei prodotti legati alla terra che li produce, genuini e tracciati, viene visto come garanzia a sostegno della qualità e della sicurezza alimentare. È nell’ambito di questo disegno che è stato lanciato Bergamo Mille Ricette. Si tratta di un concorso a premi che prevede due categorie a seconda del tipo di elaborato inviato: fotoricette e ricette, in cui il procedimento viene descritto nel testo eventualmente accompagnato da immagini; videoricette, in cui il procedimento è illustrato tramite un

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video. Il contenuto non è soggetto a limiti: si possono presentare ricette tradizionali, di famiglia, di nuova invenzione, ma tutte devono essere ispirate alla tipicità della cucina bergamasca e prevedere almeno un ingrediente scelto tra i prodotti tipici “Bergamo, città dei Mille... sapori” pubblicati dalla Camera di commercio su www.bg.camcom. gov.it/1000sapori. Ogni ricetta può essere proposta solo per una categoria di concorso. Le ricette vanno inviate entro il 30 giugno 2014 alla Camera di commercio che le pubblicherà in ordine di ricezione sulla pagina “Il concorso” del blog su Giallo

Zafferano. A partire dal 1° luglio 2014 si aprirà la seconda fase del concorso, ovvero la votazione delle ricette che si concluderà il 31 ottobre 2014. Le 10 ricette più votate per ogni categoria saranno esaminate entro il 30 novembre 2014 da un giuria che formerà la graduatoria degli elaborati e proclamerà i vincitori. Come premi per le fotoricette e ricette sono previsti cesti di prodotti dei Mille sapori, mentre per le videoricette sono in palio buoni per menù della tradizione presso ristoranti dei Mille sapori. Il regolamento del concorso è disponibile su www. bg.camcom.gov.it/millericette.


Accademia dello sport

Obiettivo un milione di euro

Giovanni Licini e la sua Accademia dello sport sono vicini allo storico traguardo previsto nel 2015. Per questa edizione il Tennis vip si annuncia come ogni anno molto ricco

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ergamo. Quando Giovanni Licini parla della sua Accademia dello sport è sempre un fiume in piena di iniziative e proposte. Tutte finalizzate a raccogliere più fondi possibile per opere di bene. Quanti eventi avete organizzato quest’anno? Questo 2014, abbiamo previsto 3 eventi sportivi ed un appuntamento romano. Il 30 marzo si è svolta la terza edizione dello ski & vip, gara di sci; località Monte Pora. Ad aprile abbiamo organizzato il Golf For

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Charity, 72 buche per la solidarietà, giunto alla sua quinta edizione. Queste gare di golf sono divise in quattro appuntamenti. Il primo, datato 6 aprile, presso il Golf Club Villa Paradiso, Milano. Il secondo, il 13 aprile, al Golf Club l’Albenza di Almenno S. Salvatore. Per il terzo, appuntamento il 17 aprile al Golf Club Franciacorta. Il primo maggio, invece, gara al Golf Club Parco dei Colli. Infine, terzo evento: il tennis vip giunto oltre la trentottesima edizione. Si giocherà dal 16 maggio al 5 giugno, serata di gala con premiazioni il 6 giugno presso la Fiera di Bergamo.

nostro impegno quotidiano per gli altri. Vogliamo superare quota milione di euro in dieci anni.

E l’appuntamento romano? Siamo andati dal Papa. È stata un’esperienza molto bella. Ci ha dato lo sprone per continuare nel

Quali sportivi ci saranno? Verranno tutti gli atleti olimpici dello snowboard, dello sci alpino e alcuni dello sci nordico. Sempre

Impegnativo. Ce la farete? Quest’anno il tennis vip si annuncia molto frequentato. Per il 2014 ci avvicineremo sicuramente all’obiettivo del milione che pensiamo di raggiungere e superare nel 2015. Ci può anticipare qualcosa? Ci saranno oltre 600 partecipanti tra cui molti personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo e dell’imprenditoria.

restando in tema di sport invernali, verrà anche Christof Innerhofer, fresco argento olimpico nella discesa libera ai Giochi di Soci e bronzo nella supercombinata. Oltre sicuramente a tanti calciatori di serie A, B e allenatori. Sicuramente non mancheranno i giocatori dell’Atalanta. Non ci sarà, invece, Cesare Prandelli. Come mai? Il 18 maggio comincia il ritiro della nazionale pre-coppa del Mondo. Dopo ventitrè anni di presenza ininterrotta al Tennis vip, quest’anno non potrà esserci. Gli è dispiaciuto molto. Anche a noi, peraltro. Però noi dell’Accademia siamo stati invitati a Coverciano. Prandelli ci ha detto che ci aspetta là per l’intervista di rito e per condividere


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la manifestazione? Cinque: il trofeo Facchetti, giunto alla ottava edizione. È un singolare. Il Bortolotti, un doppio, giunto alla ventitresima edizione. Il primo trofeo Franco Morotti, un singolo cat B. Il trofeo Elio Lodovici, fondatore della Lodauto. Si tratta di un doppio misto. Infine, il trofeo Creberg, singolare per classificati. con noi i traguardi raggiunti nel segno della solidarietà. Tornando al Tennis vip, quali personaggi dello spettacolo verranno? Vi segnalo, tra i molti: Ale e Franz; Claudio Bisio e numerosi altri di Zelig.

Senza far torto a nessuno, menziono in particolare: Bosatelli, figlio del patron della Gewis; Viscardi vicepresidente di Confindustria Nazionale; Paolo Agnelli, Presidente Confimi. Ma vi saranno anche rappresentanti di tutte le aziende primarie del nostro territorio.

E dall’imprenditoria?

Quanti trofei prevede quest’anno

A chi andrà, invece, l’àmbito Golden Vip? Paolo Ferrazzi e Antonello Gavazzi, cardiochirurghi per uno importantissimo studio sul cuore umano. Massimo Carrera ex capitano della nostra Atalanta e della Juve, nonché attuale vice di Conte. Tiziano Brugnoli imprenditore della bassa bergamasca. Quest’anno, infine, ci sarà anche il platinum vip.

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Di cosa si tratta? È un nuovo premio. Sarà conferito quest’anno per la prima volta. L’abbiamo ideato per coloro i quali hanno già vinto il Golden ma si meritano una ulteriore onorificenza per le loro gesta. Chi sarà il vincitore? Christof Innerhofer per i suoi successi olimpici. Aveva già vinto il Golden. Si meritava un ulteriore e nuovo riconoscimento. Altre novità? La pentola d’oro. L’abbiamo inventato Angelo Agnelli ed io. È un torneo ad inviti, riservato a personaggi dello sport e dello spettacolo. Stesse regole del tennis, stesso campo ma niente racchette. Pentole. Al vincitore andrà una pentola d’oro, prodotta dalla Agnelli Metalli. Molti vogliono

parteciparvi ma sarò selettivo negli inviti. Pensi che la gente preferisce questo torneo al tennis normale. Cosa finanzierete quest’anno? Due associazioni che si occupano di bambini down. Una di Bergamo

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ed una di Pedrengo. Un progetto dell’Associazione per l’Aiuto al Neonato che opera presso il nuovo Ospedale di Bergamo ed un altro progetto a favore dell’Ospedale “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo. Non anticipo altro.


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Regalati 10 anni in meno! Regalati 10 anni in meno! Chirurgia estetica Regalati 10 anni in meno! Chirurgia estetica Regalati 10 anni in meno! Interventi della pausa pranzo: • meno invasivi degli interventi di chirurgia plastica; •Interventi non necessitano dell'anestesia totale; della pausa pranzo: • risultati visibili degli fin dainterventi subito; di chirurgia plastica; meno invasivi •Interventi assenza di post operatorio; non necessitano dell'anestesia totale; della pausa pranzo: •• ritorno immediato alla vita di relazione. risultati visibili fin da subito; meno invasivi degli interventi di chirurgia plastica; Interventi della pausa pranzo: •• assenza di post operatorio; non necessitano dell'anestesia totale; invasivi degli interventi di chirurgia plastica; •• meno Minilipo lipo-chic immediato allasubito; vita di relazione. risultati visibili fin dell'anestesia da •• ritorno non necessitano totale; •• Fechato assenza di post operatorio; risultati visibili fin da subito; Blefaroplastica •• Minilipo lipo-chic ritorno immediato alla vita di relazione. di post operatorio; • assenza Mini-lifting Fechato • ritorno immediato alla vita di relazione. • Blefaroplastica Minilipo lipo-chic •• Mini-lifting Fechato Minilipo lipo-chic •• Blefaroplastica Fechato •• Mini-lifting Carbossiterapia • Lipofive Blefaroplastica • Radiofrequenza • Filler Mini-lifting • Onde d'urto • Botox Carbossiterapia Lipofive • Cavitazione • Laser Radiofrequenza Filler • Onde d'urto • Botox Carbossiterapia Lipofive •• Cavitazione • Radiofrequenza Filler Carbossiterapia • Laser Lipofive •• Onde d'urto • Radiofrequenza • Botox Filler Gorle (Bg) Via Roma, ••32 - tel. 035.4236140 •• Cavitazione Laser Onde d'urto Botox • Cavitazione • Laser info@centromedicomr.it - www.centromedicomr.it

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motori Provata per voi

Comune di Vernazza Parco Nazionale delle Cinque Terre

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mercedes


La nuova vettura della casa automobilistica tedesca provata nell’esclusiva cornice del Parco Nazionale delle Cinque Terre

E IV ia US nom CL co ESmo E TO rga FOdi Be

gla, crossover ADATTO A OGNI TERRENO

A cura di Francesco Legramanti foto di Matteo Mottari

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ercedes, test drive d’eccezione nel Parco Nazionale della costa ligure. Abbiamo provato la nuova vettura della Casa della Stella - messa cortesemente a disposizione per l’occasione dalla concessionaria Lodauto - a Vernazza, piccolo ma affascinante borgo delle Cinque Terre. Più

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versatile della Classe A, rispetto alla quale offre una maggiore abitabilità e un bagagliaio più ampio, sorprende per la guidabilità e per l’efficienza: la nuova Gla 200 Cdi Automatic, nel suo allestimento premium, entra dunque da vera protagonista nel segmento dei crossover compatti, in costante crescita grazie a un design moderno, teso e dinamico, con linee sportive e degne di nota per le sue proprietà aerodinamiche. Questa vettura vanta infatti un frontale importante, con griglia quasi perpendicolare, fari optional Led, belli e grintosi, oltre a prese d’aria sportive, nervature sul cofano e sul fianco che esprimono grande dinamicità, senza dimenticare lo spoilerino sportivo, la piastra inferiore “off-road” e i due scarichi integrati rettangolari.

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Gli interni della nuova GLA aprono mille possibilità grazie ad un’offerta d’allestimenti pressoché illimitata: il volante ha ottime dimensioni, corrette per comodità e guida sportiva, con palette del cambio automatico giusto a portata di dita mentre il sistema multimediale tablet sospeso sulla plancia costituisce l’interfaccia tra il mondo reale e quello digitale rendendo disponibile a richiesta anche la funzione ON&OFFROAD che visualizza pendenza, inclinazione laterale e punti cardinali; in abbinamento al Drive Kit Plus, è possibile visualizzare inoltre tutte le notizie provenienti dall’esterno e la play-list del vostro iPhone®. Dal punto di vista tecnico, le doti principali del nuovo crossover della Stella riguardano soprattutto la completa adattabilità ai percorsi ed alle condizioni della strada: maneggevole in città e facile da parcheggiare (è lunga 4 metri e 417, larga 1 e 804, alta solo 1 e 494) GLA si dimostra una perfetta divoratrice di asfalto, grazie alla potenza del motore 2.1 litri 4 cilindri turbodiesel da 136 CV e delle due ruote motrici. L’apprezzabile comportamento stradale, degno di una berlina sportiva, è legato anche alla cura aerodinamica (Cx 0,29), alle nuove regolazioni dell’assetto, ai


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cerchi di grande diametro con gommatura maggiorata e soprattutto alla maggiore rigidità della struttura, pur derivata da Classe A e Classe B. I consumi, grazie anche all’ECO Start/Stop di serie, sono decisamente contenuti: 4,3 litri ogni 100 km. La potenza a disposizione e la completa rivisitazione degli organi meccanici (tra i quali spicca la trasmissione sportiva a 7 rapporti Speedshift DCT AMG), rendono la guida di questo modello un’esperienza unica, con accelerazioni da supercar due posti (0-100 km/h in 4,8 secondi) e una velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h. La seconda anima della GLA, quella off-road, si manifesta non appena si passa su strade sterrate,

su pietre dove il tracciato è solo un segno, come nei terreni tipici del Parco Nazionale delle Cinque Terre. L’altezza dal suolo, già con l’assetto base e con due ruote motrici, è di oltre 135 mm, tale da permettere passaggi anche molto difficoltosi. Se poi è presente il sistema 4Matic, con trazione integrale e ripartizione automatica della coppia, GLA è capace veramente di sorprendere, grazie all’ausilio della marcia in discesa DSR (Downhill Speed Regulation) e ad uno specifico programma Offroad che modifica i punti di cambio e la risposte dell’acceleratore per poter affrontare i tratti fuoristrada più impegnativi.

LODAUTO CONCESSIONARIA UFFICIALE MERCEDES-BENZ Sedi: Orio al Serio (BG) Zingonia-Verdellino (BG) Curno (BG) info@lodauto.it www.lodauto.it

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motori La novitĂ

MINI COOPER S la GRINTA SI FA STRADA

Test-drive della nuova vettura del gruppo Bmw, che mostra tutto il suo lato aggressivo e dinamico grazie allâ&#x20AC;&#x2122;aumento delle dimensioni e al nuovo due litri TwinPower

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Foto di Matteo Mottari

bbiamo provato la nuova Mini Cooper S (vettura messa cortesemente a disposizione da Lario Bergauto, unico concessionario Mini nella Bergamasca) nel centro di Treviglio e nella Bassa Bergamasca. E nella fase di test-drive della nuova vettura, si nota subito il discreto aumento negli ingombri esterni (+98 mm in lunghezza, +44 mm in larghezza, +7 mm in altezza e passo maggiorato di 34 mm) che permettono maggiore abitabilitĂ a bordo e piĂš spazio nel bagagliaio, senza tuttavia

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stravolgere le proporzioni dei modelli precedenti. la Mini Cooper S è l’unica ad adottare un quattro cilindri da 2.0 litri. Il nuovo due litri TwinPower Turbo utilizza un sistema di iniezione diretta del carburante, un comando valvole variabile ed una regolazione variabile degli alberi a camme. Così Mini è riuscita ad ottenere ottime prestazioni da questo 1.998 centimetri cubi che nasconde anche un’ottima efficienza di marcia dietro ai suoi dati di potenza. La nuova Mini Cooper S è infatti in grado di percorrere 100 chilometri con 5.2 litri di benzina, emettendo solo 122 grammi di anidride carbonica ogni chilometro ed attenendosi

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alle norme anti-inquinamento Euro 6. Ciò nonostante, la Mini Cooper S 2014 sprigiona la bellezza di 192 cavalli tra i 4.700 ed i 6.000 giri al minuto, erogando una coppia massima continua tra i 1.250 ed i 4.750 giri al minuto, ma con l’overboost automatico, in alcune situazioni la Mini Cooper S arriva fino a 300 Nm. L’aumento di cilindrata (rispetto al precedente 1.6 turbo da 184 CV) ha dato prova di un tangibile aumento di potenza e soprattutto di coppia (280 Nm); quest’ultima disponibile già a bassi regimi conferisce una notevole elasticità alla Cooper S, permettendo di minimizzare l’uso del cambio (nel nostro caso


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automatico a sei rapporti) e di godersi il rombo del motore in allungo, con anche qualche gradevole scoppiettio in rilascio. I consumi si attestano tutto sommato su valori simili alla precedente propulsione, con 10 km/l nella guida sportiva e circa 15 con utilizzo più tranquillo (circostanza difficile alla guida di una Cooper S). Marmoreo, come da tradizione, l’assetto ed eccelsa la tenuta di strada, con dinamica di guida che riprende il tipico Go-Kart feeling e non delude nemmeno i più esigenti. Ben tarata l’elettronica che selezionando, con l’apposita manopola alla base del cambio, la modalità Sport (in alternativa alle Green e Mid) lascia al guidatore un margine di intraprendenza prima di intervenire, concedendo sempre qualche soddisfazione ed un sorriso sullo sulle labbra ai più smaliziati. Salto di qualità per quanto riguarda gli interni, con materiali più curati (anche per l’isolamento acustico) e nuove soluzioni per la tecnologia di bordo. Scenografico ma anche utile in diverse circostanze l‘anello luminoso che spicca al centro della plancia, che ingloba uno schermo da quasi 9 pollici.

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motori Test drive

JAGUAR F----TYPE S IL RUGGITO DEL GIAGUaRO

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Foto di Matteo Mottari

bbiamo provato Jaguar F-Type S Cabrio, la più compatta delle decappottabili della casa inglese e l’unica (da mezzo secolo a questa parte) a disporre di due soli posti, all’Aeroclub “G.Taramelli” di Bergamo, situato a Orio al Serio (e che, tra l’altro, sarà teatro della manifestazione dei paracadutisti con la possibilità di fare dei lanci con o senza istruttore nei venerdì pomeriggio del 16, 23, 30 e 31/05 alla mattina. Il primo giugno si svolgerà la 8ª giornata del volo: “Vola con noi!”. Vi aspettiamo numerosi). La vettura, messa cortesemente a disposizione per l’occasione da Iperauto Bergamo è lunga 447 cm, ha una carrozzeria dalle linee semplici ma personali ed eleganti, con il frontale dominato dalla griglia bordata da una cromatura e la coda contraddistinta dai sottili gruppi ottici e dall’estrattore d’aria con doppio scarico centrale a sezione circolare. Il tettuccio, in tela, è azionato elettricamente. Sotto il lungo cofano della 3.0 V6 S (la versione intermedia) si cela

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un motore a iniezione diretta di benzina sovralimentato tramite compressore volumetrico, capace di esprimere 380 esuberanti cavalli e di spingere con grande energia sin dai regimi inferiori: la sportiva del Giaguaro regala dunque un suono motoristico di primissimo livello, mentre ad inviare la potenza alle ruote posteriori provvede un cambio automatico-sequenziale a otto marce (comandabile anche tramite i paddle al volante e comune a tutte le versioni). Esaltante il “sound” prodotto dall’impianto di scarico attivo della Jaguar F-Type, che varia il percorso dei gas in base al

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regime di funzionamento del motore. Non mancano il differenziale autobloccante e il sistema che permette di variare la risposta di motore, cambio e sospensioni elettroniche: si tratta di componenti che contribuiscono a fare la differenza rispetto alla meno costosa 3.0 V6 “normale” (che ha 41 CV di meno) e che “abbreviano le distanze” dalla top di gamma 5.0 V8 S da 495 CV (distinguibile nella vista posteriore dai quattro terminali di scarico). Salire a bordo è facile e si trova subito la posizione di guida ottimale. E va detto che pur essendo una sportiva il comfort è di ottimo livello, così come


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Nel servizio fotografico Cristina dell’agenzia

l’abitabilità: non si ha la sensazione di essere costretti e anche il passeggero sta sufficientemente comodo. Una volta messa in moto la F-Type Cabrio mette a proprio agio. Si può viaggiare souplesse con un buon comfort acustico, ma affondando l’acceleratore la Jaguar cambia carattere e sfodera prestazioni dinamiche di prim’ordine; a supporto della guida sportiva c’è uno specifico settaggio (Dynamic Mode di serie) attivabile da una levetta alla sinistra del cambio. Si possono dunque variare la risposta del motore, le reazioni

delle sospensioni (attive) e il comportamento di sterzo nonché la reattività del cambio. Ma non basta: il “pilota” può regolare ogni parametro singolarmente in modo da crearsi una macchina su misura grazie anche al sistema Adaptive Dynamics che reagisce in base alle condizioni della strada. La S è dunque equilibrata con 380 cavalli, 275 Km e uno zero a 100 da 4.8 secondi soddisfa molte esigenze che spaziano dalla sportività al comfort alla guida.

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motori Prova su strada

opel insignia country touer Test-drive al Castello di Malpaga per la nuova berlina della casa automobilistica tedesca adatta ai terreni pi첫 accidentati

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bbiamo provato la nuova vettura (messa gentilmente a disposizione per lâ&#x20AC;&#x2122;occasione da Az Veicoli) della casa automobilistica tedesca nella

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storica cornice del Castello di Malpaga che si trova nel territorio di Cavernago, piccolo comune alle porte di Bergamo. Opel Insignia Country Tourer presenta dunque un design da crossover con assetto rialzato, distinguendosi dalle altre “sorelle” per i paraurti specifici (dai quali prosegue una finta protezione in plastica color metallo) e per i passaruota maggiorati. Oltre all’aspetto, però, c’è anche sostanza. Il motore è protetto da una piastra (non visibile dall’esterno) in vero acciaio e la trazione è su tutte le quattro ruote. In normali condizioni di marcia, a

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lavorare sono solo le ruote anteriori: il minor numero di parti in movimento riduce gli attriti e, quindi, i consumi (quelli omologati parlano di 17,9 km/l). In caso di perdita di aderenza, la coppia viene trasferita anche alle ruote posteriori (fino a un massimo del 90%; e dell’85% su ciascuna ruota). La ridistribuzione avviene in una frazione di secondo, grazie a una frizione multidisco in bagno d’olio posta vicina al differenziale posteriore (di tipo autobloccante meccanico a controllo elettronico), ed è a gestione interamente dall’elettronica: nessun intervento è


richiesto al guidatore. La trazione integrale poi non “ruba” spazio, nell’ampio e regolare baule così come nell’abitacolo. Il quattro cilindri si fa subito notare con una “voce” marcata soprattutto nella fase di accelerazione: il 2.0 CDTI da 163 cavalli, presente” anche ai bassi regimi, è dunque in grado di fornire alte prestazioni (“0-100” in 10,9 secondi e 205 km/h di velocità massima). Fin dai primi metri, dunque, si può apprezzare la dinamicità dell’assetto grazie anche all’elettronica che ripartisce la coppia fra le ruote: non solo per massimizzare la trazione, ma anche per migliorare la stabilità della vettura. Infine, largo

spazio alla tecnologia, che trionfa anche nei sistemi destinati ad aiutare l’automobilista. La telecamera anteriore è dotata dell’indicatore della distanza di sicurezza (Allerta Incidente Forward Collision Alert) con avviso sonoro e visivo, è presente un sistema di riconoscimento dei segnali stradali e l’avviso in caso di involontario superamento dei limiti di carreggiata (Lane Departure Warning), oltre al cruise control adattivo. Avvisi sonori e visivi sono previsti anche quando sono rilevati dei veicoli nell’angolo cieco, sono monitorati 3,5 metri a sinistra e a destra del veicolo e 5 metri dietro agli specchietti laterali.

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L’Italian Sailing Team ha portato in alto i colori azzurri, riuscendo a conquistare un risultato di assoluto prestigio, a soli 12 punti dal decimo classificato

La regata

COPA MEXICO 2014, OTTIMO DODICESIMO POSTO PER LO YACHT CLUB DI BERGAMO B

Foto di Jen Edney

ergamo/Riviera Nayarit, Messico. Si è conclusa con un ottimo dodicesimo posto la trasferta dello YCBG J24 Italian Sailing Team (unico portacolori azzurro) alla Copa Mexico 2014 - J24 North American Championship, la prestigiosa manifestazione internazionale svoltasi dal 15 al 22 marzo nelle acque della Bahia de Banderas a Puerto Vallarta (costa Occidentale del Messico), alla quale hanno preso parte 43 equipaggi fra cui numerosi team professionisti e protagonisti delle Olimpiadi

di Londra 2012 (provenienti da Brasile, Germania, Italia, Messico, Principato di Monaco, Perù, Svezia e Stati Uniti). La vittoria finale è dunque andata a Usa 2988 Digger timonata da Mike Ingham con il campione

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del mondo in carica Tim Healy, Enrique Pirez Cirera, Marianne Schoke e Max Holzer (14 punti,) seguito dai connazionali di Usa 58 Bangor Packet con Tony Parker (31 punti) e da Mon 55 Jobbit con Ian Ilsey (32 punti).

Quarto (33 punti) l’ex campione del mondo J24, il brasiliano Mauricio Santa Cruz con Bra 37 Bruschetta che ha preceduto i tedeschi di Ger 5475 J Jone (47 punti) e i messicani di Mex 1585 Comex (70 punti). L’edizione


2014, oltre alla Copa Mexico, ha assegnato il Trofeo J24 North American Championship e determinato l’equipaggio (risulato essere Kennet Porter con Comex) partecipante ai giochi Panamericani che si svolgeranno in Brasile a settembre 2014. “La Copa Mexico 2014 è un evento mondiale e per noi partecipare, così come nelle due edizioni precedenti, è stato decisamente fantastico, ma anche molto duro: le condizioni meteo erano perfette e ci siamo confrontati con il top della gamma J24. Siamo però arrivati preparati all’appuntamento, dopo allenamenti durati tutto l’inverno e con un equipaggio di alto livello: malgrado la penalizzazione di 8 punti nella quinta regata, lo YCBG J24 Italian Sailing Team ha dunque chiuso con un prestigioso dodicesimo posto a soli 12 punti dal decimo classificato - ha spiegato Giovanni Campi, presidente dello Yacht Club Bergamo - senza quella penalizzazione saremmo stati infatti lì a giocarcela, ma siamo comunque molto soddisfatti per il nostro ottimo risultato. Non solo perché migliora quello ottenuto nella nostra trasferta del 2012 (13°) e, soprattutto, quello dell’edizione 2010 (35°), ma anche perché il livello di questa edizione era veramente alto: erano presenti tutte le principali velerie americane, oltre a quelle sudamericane”. L’equipaggio 2014 dello YCBG J24 Italian Sailing Team era composto da Fabrizio Eusebio (timoniere), Paolo Luisetti (tailer genoa), Marzio Parimbelli (tailer spi), Daniela Puntel (drizze) e Giovanni Campi (prodiere): è stato ancora una volta un grande onore per lo YCBG Sailing Team aver rappresentato la vela italiana e la XIV Zona FIV”. Lo Yacht Club Bergamo “Città dei Mille” è un’associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro, interamente gestita da volontari, nata nell’aprile 2001 per diffondere la cultura nautica nel territorio bergamasco attraverso manifestazioni, eventi sportivi, iniziative didattiche e ricreative. La manifestazione, organizzata dalla classe J24 Mexico con il supporto della Marina Militare Messicana, si è svolta con condizioni meteorologiche perfette. Molto apprezzata la grande ospitalità del Marina Riviera Nayarit situato alla Cruz de Huanacaxtle sul lato nord della baia (sulla costa del Pacifico). Coloro i quali hanno avuto l’opportunità di partecipare alle precedenti edizioni o al Mondiale 2007, sono ben consapevoli delle bellezze del luogo, delle condizioni di vento eccellenti, dell’ottimo clima e della presenza dei migliori velisti J24 nel mondo.

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eventi

DALLA GIULIANA IN ALTO I CALICI PER LO YACHT CLUB DI BERGAMO foto di Edoardo Vezzoli

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er festeggiare l’ottimo piazzamento raggiunto alla Copa Mexico 2014, lo Yacht Club di Bergamo ha organizzato venerdì 11 aprile una cena conviviale alla “Trattoria D’Ambrosio - La Giuliana” di via Broseta. Un’occasione per ringraziare gli sponsor (tra cui Lario Bergauto, che ha premiato YCBG con una splendida borsa, ndr) che hanno sostenuto l’impresa del team italiano, classificatosi al 12° posto. E alla cena con tutto l’equipaggio reduce dall’impresa nelle acque messicane hanno partecipato ben 135 persone. “Abbiamo messo quasi a soqquadro “La Giuliana”, dato che eravamo compressi nella sala al piano terreno, ma

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abbiamo passato una serata davvero speciale scherza Giovanni Campi, presidente dello Yacht Club di Bergamo - e abbiamo così avuto il piacere di festeggiare il nostro risultato con gli amici dello Yacht Club di Bergamo, tra cui comprendo anche i nostri sponsor e partner: preferisco chiamarli amici, perché c’è un legame che va al di là dell’aspetto economico”. Un risultato scaturito non a caso, bensì da un impegno

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costante e duri allenamenti. “Quest’anno ci siamo consolidati, facendo allenamenti da inizio ottobre fino alla fine di febbraio - ha aggiunto Campi - siamo usciti tutto l’inverno, con qualsiasi condizione atmosferica e questo ha dato i suoi frutti. La cena alla Giuliana è stata dunque un modo per ringraziare i nostri amici con una cena semplice, non di grido, così come è nel nostro spirito”.

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eventi

NAZIONALE ITALIANA CUOCHI GLI AZZURRI ALLA SAPS DEL GRUPPO AGNELLI foto di Luca Giuliani

“L’

immagine che ci portiamo nel cuore da questo allenamento a Lallio è l’emozione che abbiamo visto negli occhi del management del Gruppo Agnelli quando, come facciamo prima di ogni allenamento, abbiamo ascoltato l’inno nazionale”. Così il team manager, Daniele Caldarulo racconta la splendida due-giorni che la Nazionale Italiana Cuochi ha trascorso ospite in Saps del Gruppo Agnelli. Si è trattato di un allenamento a porte chiuse per ultimare il menù del programma che gli azzurri presenteranno alla Villeroy & Boch Culinary World Cup (2226 novembre). Il menù è stato presentato ad una ristrettissima cerchia di giornalisti ed esperti, con

espresso divieto di ritrarre i piatti e descrivere le ricette, ancora rigorosamente riservate. “L’occasione di questo allenamento - continua Caldarulo - è stata l’occasione anche per un vero e proprio workshop conoscitivo del processo produttivo delle pentole Agnelli. Emozionante è stato vedere come dalla materia prima, l’alluminio, grazie a dei processi meccanici, vengono realizzate i nostri più importanti strumenti di lavoro. Molto interessante anche la visita al museo storico della pentola, che ci ha fatto toccare con mano la storia”. Durante un incontro informale con Baldassarre Agnelli e i responsabili dei progetti horeca di Metro Italia Spa - graditissimi ospiti - il team coach Pierluca Ardito ha raccontato le ricette dei piatti da concorso. È stata l’occasione di presentare anche l’organico della Nazionale composto,

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oltre che da Caldarulo e dal team coach Pierluca Ardito, da Francesco Dibenedetto, Felice Laforgia, Giuseppe Palmisano, Piero Pezzolla, Gaetano Ragunì e Andrea Voltolina, che completano il direttivo; i componenti della squadra senior, Lorenzo Alessio, Debora Fantini, Domenico Lampedecchia, Giovanni Lorusso, Fabio Potenzano, Matteo Sangiovanni e Michelangelo Sparapano oltre ai componenti dellam squadram junior Salvatore Canargiu, Nicholas Capucci, Andrea Lavernier, Paolo Lotito, Aldo Scollo e Andrea Votta.


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Fotoincisione


eventi

Lario Bergauto fa il bis la nuova Mini va a ruba foto di Federica Abbondanza

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ergamo. Sabato 12 e domenica 13 aprile, la concessionaria Mini Lario Bergauto di via Campagnola, l’unica della bergamasca, ha nuovamente aperto le porte del suo salone, eccezionalmente, dalle ore 9 alle 19 per consentire al popolo Mini di conoscere la terza generazione dell’auto più stilosa di sempre. La vettura, già presentata in anteprima a marzo e nella due giorni del 15 e 16 marzo, è stata ancora a disposizione dei suoi estimatori che, non c’erano dubbi, hanno nuovamente risposto con grande entusiasmo. Oggetto del desiderio, ancora lei: la nuova Mini. Tanto desiderata che il 90% delle prove su strada hanno riguardato ancora e sempre lei, nonostante a disposizione

vi fosse anche la Mini Countryman 4x4. Il merito, forse, è dei suoi nuovi motori a tre cilindri che garantiscono emissioni e consumi inferiori ma potenza immutata. Oppure della

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qualità Bmw che caratterizza la linea esterna della vettura, gli interni più comodi e capienti, nonché ogni singolo particolare. Dalla maniglia delle portiere, alla nuova calandra, per non dimenticare il cruscotto rinnovato. Il prezzo? Sempre in linea con il precedente modello. Insomma, più qualità a prezzo immutato. Inutile dire che, appena nate, le prime nuove Mini vanno già a ruba.

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eventi

UNIVERSAL SELECTA INNOVAZIONE E RICERCA foto di Matteo Mottari

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ella serata di giovedì 10 aprile, in occasione del Salone del Mobile, a Milano, nello spazio eventi “US49” (via Ettore Ponti, 49) sopra la sede milanese di Universal Selecta, azienda leader nel settore delle pareti mobili, si è tenuto l’evento: “Dialogo e Materia” in cui l’azienda e lo studio di Architettura 5+1AA (di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo) hanno presentato: il libro “5+1 AA - Agenzia Spaziale Italiana” (edito da Marsilio e curato dagli architetti Alfonso Femia e Gianluca Peluffo) e la nuova parete Sthreep (nata dal dialogo fra 5+1AA ed Universal Selecta); il tutto seguito da una serata cocktail con accompagnamento musicale. Marco Predari,

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consigliere delegato di Universal Selecta ha introdotto la serata, presentando al pubblico gli ospiti: â&#x20AC;&#x153;Sette anni fa ho incontrato Gianluca e Alfonso e da allora abbiamo continuato a riflettere insieme sui temi della materia nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito di un progetto culturale di ampio respiro: ci siamo confrontati su un serie di progetti, poi concretizzatisi nella Torre orizzontale di Rho. Siamo pertanto in presenza di una materializzazione di

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un dialogo propedeutico a creare prodotti, esaltando il loro sapore intrinseco”. L’architetto Alfonso Femia, ringraziando una ad una le azienda partner dell’evento “Dialogo e Materia”, ha raccontato il percorso che ha portato alla scrittura del libro: “Questa sera parliamo della sede della nuova Agenzia Spaziale Italiana, un progetto caratterizzato dal ciclo virtuoso derivato dal dialogo tra progettista e committente e che ha portato

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l’Italia ad essere all’avanguardia sui temi culturali, sull’arte e sull’architettura. Ritengo che nel nostro percorso non abbiamo puntato tanto a inventare qualcosa, bensì a scoprire una modalità nuova con cui si possono fare le cose, lavorando sulla materia. E la ricerca del dialogo rappresenta il punto principale anche di questo spazio, pensato come luogo d’incontro tra aziende che si occupano dell’installazione di pareti”. E anche l’architetto Gianluca Peluffo ha ripercorso le fasi iniziali dell’ambizioso progetto:“In questo momento in Italia è difficile pensare a nuovi edifici pubblici: abbiamo scelto di rappresentare la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana attraverso l’epicità della ricerca scientifica, ossia in maniera orizzontale, mettendo ordine tra i vari elementi”. Universal Selecta è un’azienda milanese fondata da Eugenio Pasta alla fine degli anni settanta (esportatrice in tutto il mondo, specializzata nella produzione di sistemi di partizioni per uffici) si è da subito qualificata per l’essersi posta nei confronti della clientela non come arredatrice, ma come esperta nei temi che legano le pareti mobili alla struttura edilizia. La sua produzione è in grado di offrire prodotti diversificati che spaziano dai sistemi tradizionali pannellati a quelli in cristallo monolitico o a doppia lastra, con porte riconosciute per la pulizia formale, l’eccellente qualità acustica e sistemi di chiusura dalle alte prestazioni tecniche. Recentemente

si è anche specializzata nella fornitura di elementi vetrati curvati con raggio libero. Un’azienda che ha fatto dell’innovazione uno dei punti cardinali della propria filosofia, proponendo soluzioni innovative sia per forma che per prestazioni: la nuova parete Sthreep (a tre vie ed in grado di raggiungere ottimi livelli di insonorizzazione) esprime questo concetto con prestazioni, versatilità ed eleganza.

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eventi

Lodauto, porte aperte per la nuova GLA foto di Matteo Mottari

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abato 29 e domenica 30 marzo sono stati due giorni speciali per Lodauto, Concessionaria Ufficiale Mercedes-Benz per la provincia orobica. Tutti gli showroom sono rimasti aperti al pubblico in occasione del lancio del nuovo crossover di casa Mercedes: Classe GLA. Hostess ipertecnologiche munite di Ipad e competenti consulenti hanno accolto i numerosi visitatori ai quali veniva offerto un curato servizio di catering organizzato da “Love Banqueting”. Inevitabile il successo di questa presentazione che non ha deluso le aspettative e la curiosità dei partecipanti. Il nuovo crossover si presta ad essere la scelta ideale in ogni circostanza: maneggevole, dalla linea elegante ed accattivante, cattura l’attenzione

di chi ricerca classe ed alte prestazioni. Tre sono le versioni: Executive, Sport e Premium. Partendo dal primo allestimento equipaggiato con sistemi di assistenza alla guida come l’“Attention Assist” e sistemi di sicurezza come il “Collision Prevention Assist”, cerchi in lega da 17 pollici, sedili in tessuto e pelle ecologia; proseguendo con l’allestimento Sport che monta terminali di scarico cromati integrati nel paraurti, telecamera posteriore

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ad integrazione dei sistemi di assistenza alla guida e sedili sportivi rivestiti in pelle ecologica con cuciture a contrasto; arrivando allâ&#x20AC;&#x2122;ancor piĂš completo e raffinato allestimento Premium che, oltre ai cerchi in lega AMG, fari bixeno, volante sportivo multifunzionale, vanta una vera chicca: la leva del cambio manuale in pelle traforata con cuciture a contrasto di colore rosso. Nella gamma non mancano motori potenti, tutti a quattro cilindri,

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iniezione diretta e sistema Start/Stop. Nuova Classe GLA è disponibile sia con motori diesel che benzina e di serie tutte le motorizzazioni dispongono di un cambio manuale a sei marce. Dopo le numerose prove su strada effettuate, soprattutto in occasione dell’open weekend, non rimangono più dubbi, la versatilità dimostrata da GLA è in grado di soddisfare la guida di chiunque decida di vivere quest’esperienza unica; in una parola: imperdibile!

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eventi

Panathlon Bergamo ospiti d’eccezione alla conviviale di Aprile foto di Edoardo Vezzoli

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allio. Giovedì 10 aprile, nella splendida cornice della SAPS di Baldassare e Angelo Agnelli, si è svolta la seconda cena sociale dell’associazione Panathlon Club Bergamo, presieduta dall’avvocato Belloli. Per questa seconda occasione, l’ospite d’eccezione è stato Giacomo Agostini, leggendario campione di motociclismo. Così, allietati dai piatti e dalle atmosfere gustose della sapiente regia culinaria di Love Banqueting, servizio refezione del gruppo “Cece e Simo”, i convitati hanno avuto l’onore ed il piacere di poter ripercorrere, attraverso la voce e i racconti del protagonista, un’incredibile epopea: quindici titoli iridati; diciotto italiani; cento-novanta

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Gran Premi disputati di cui cento-ventitrè vinti e ben centosessantadue podi. Numeri impressionanti e pressoché ineguagliabili per le due ruote. Così, un racconto di trionfi e aneddoti ha catalizzato l’attenzione dei presenti per ore. D’altronde, non capita tutti i giorni d’avere un ospite che si può affermare sia uno dei più vincenti nella storia dello sport mondiale. C’erano infine, oltre a diversi

nomi illustri del motociclismo passato, presente e futuro, anche due ospiti istituzionali: il Vice Sindaco del Comune di Bergamo, l’avvocato Gianfranco Ceci, e Valerio Bettoni, ex Presidente della Provincia, nonché ex Presidente del CONI provinciale.

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eventi

Lario Bergauto: la Bmw golf cuP international fa tappa a Bergamo

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lmenno San Salvatore. Sabato 3 maggio, nella splendida cornice del Golf Club Bergamo L’Albenza, uno dei dieci campi più belli d’Italia ed uno dei più apprezzati in Europa, è andata in scena la gara valida per il campionato amatoriale BMW Golf Cup International 2014, il circuito amatoriale più famoso al mondo. Anche quest’anno, come accade da venticinque anni, la tappa bergamasca è stata resa possibile dall’impegno e dalle risorse di Lario Bergauto. Il tempo è stato piacevole, con momenti di pieno sole e brevi attimi di pioggia. Più di centotrenta partecipanti si sono contesi gli ambiti primi posti che danno diritto di

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partecipare alle finale nazionale. La gara, su 18 buche, è stata giocata con le regole Stableford con 2 categorie maschili ed una femminile. La sfida all’ultima buca è terminata nel tardo pomeriggio. A seguire premiazione, cena e buffet sempre offerti dall’accurata organizzazione di Lario Bergauto che, per l’occasione, ha esposto sui campi alcuni dei suoi modelli più eleganti e ricercati: la

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serie 6 gran coupè, lâ&#x20AC;&#x2122;X5 e la serie 4 cabrio. Anchâ&#x20AC;&#x2122;esse sono state molto apprezzate da partecipanti e dagli spettatori. Peccato non si potessero usare sul green come golf car.

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eventi

Bergamo Economia al Boba foto di Federica Abbondanza

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almine. Venerdì 11 aprile, nella splendida cornice offerta dalla rinomata discoteca Bobadilla, Bergamo Economia ha festeggiato l’uscita del numero di aprile. L’evento ha visto la partecipazione di un buon novero di lettori, tanti amici e sostenitori, alcuni clienti, tutti i collaboratori e qualche nuovo abbonato.

Durante la serata, infatti, sono stati sottoscritti un pò degli speciali abbonamenti che sono stati appositamente predisposti per l’occasione e che danno diritto a ricevere alcuni numeri in omaggio. Immancabili le “veline”, rigorosamente una bionda ed una mora, con maglietta personalizzata da Cristian&Co col logo della rivista. A metà serata, infine, il taglio della torta ed il brindisi con gli auguri di numerose altre uscite e nuovi lettori!

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LIFE IS A SMILE H A P P Y S P O R T A U T O M AT I C

Bergamoeconomiamaggio2014  

Bergamo Economia maggio 2014

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