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M A G A Z I N

MENSILE DI MAGGIO 2021 - NUMERO 143 - € 3,00

COVER STORY Red Tech: «I droni non sono per tutti»

Rivista mensile - In edicola al prezzo di 2.00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

LE INTERVISTE • Mario Salerno • Antonio Chiappani • Cristina Parodi

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Z . N e i A Z az r g o N

Con il trattamento antizanzare di Fra.Mar potrai finalmente passare un’estate senza pensieri!

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EDITORIALE maggio 2021

STANCHI DI AVER RAGIONE produttivo, del settore economico, del mondo imprenditoriale, vengono recepite in ritardo anche la politica si muoverà di conseguenza. Restando quindi sempre un passo indietro rispetto all’andamento del paese reale. Che si tratti di avanguardia pura? Niente affatto. Le proiezioni, le previsioni, gli umori di cui ci facciamo portavoce sono quelli che abbiamo il piacere e l’onore di raccogliere da chi ogni giorno fa economia. Da chi ogni giorno lavora per competere sui mercati, nazionali ed esteri. Parafrasando Robert Redford nell’intramontabile film western “Butch Cassidy”, dopo aver visto collezionare, dall’associazione di industriali che presiedo, una lunga serie di previsioni e deduzioni corrette mi domando “Ma non siamo stanchi di avere sempre ragione?”.

Da chi ogni giorno fa quadrare i propri conti tenendo a registro entrare, uscite, scadenze fiscali. Di chi ha imparato a valutare i flussi delle commesse. Di chi vive la geoeconomia sulla propria pelle.

Nessun autoincensamento, nessuna Sindrome di Aristotele.

Di chi percepisce di riflesso la vita del territorio in cui risiede.

Solamente osserviamo il veder arrivare - puntualmente in ritardo - istituti statistici, enti di ricerca, storiche sigle sindacali e datoriali, alle nostre stesse conclusioni. Le quali, annunciate anzitempo da Confimi e quindi dagli stessi imprenditori, sono valutate (spesso ma non sempre) come poco attraenti e quindi non cavalcabili, oppure - come ho avuto modo di dire su queste stesse pagine il mese scorso - controcorrente.

Così tiriamo le somme. Un coro collettivo di industriali che riesce a esprimersi con puntualità sulla variazione del Pil, sull’impatto del blocco dei licenziamenti, sul costo delle materie prime, sulla formazione delle figure professionali necessarie, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Solo per citarne qualcuna.

Ma se le reazioni, del sistema

Situazioni analoghe anche per le grandi riforme: ricordo dibattiti tv su Quota 100 e Reddito di cittadinanza, e ancor prima su Riforma del Titolo V

e Jobs Act. Ma non solo previsioni. Lo stesso meccanismo vale anche per il settore proposte. E senza voler tornare alla preistoria basta soffermarsi sull’ultimo anno: dalla recente “provazione” di utilizzare le aziende come centri vaccinali, alla richiesta di agire in deroga vista la straordinarietà dovuta alla pandemia di cui siamo vittima da più di un anno. E poi ci sono quei casi - come le accise sull’energie - cui nessuno vuol prestare attenzione. Sia che ci si domandi a cosa si debba la scarsa concorrenzialità delle nostre aziende sul mercato, sia che si parli di energie rinnovabili, sia che l’argomento riguardi le grandi crisi dell’Ilva o dell’ex Alcoa. Spesso la confusione - altrui - è il mettere tutto in un unico calderone: pubblica amministrazione, imprese di Stato, grandi aziende, multinazionali. Dimenticando che a rappresentare circa il 90% del PIL nazionale sono proprio le piccole e medie imprese. E sono un esercito, poco più di 4 milioni. Che seppure differenti l’una dell’altra sono caratterizzate dall’aver gli stessi ingranaggi: al contempo punti di forza e di debolezza ma dalle necessità unanimi. E per rispondere al mio stesso interrogativo, senza con questo voler sottrarre a Gigi Marzullo il suo “fatti una domanda e datti una risposta”, no, non siamo stanchi di aver ragione perché siamo imprenditori e le previsioni sono parte integrante del nostro DNA. Paolo Agnelli

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CONTENUTI maggio 2021

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COVER STORY

18 POLITICA

6 MEF

ECONOMIA ATTUALITÀ & POLITICA

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6. MARIO SALERNO «Ora presto servizio a Roma nello staff del Ministro Franco a capo del Dicastero dell’Economia e delle Finanze» 12. ANTONIO CHIAPPANI «La pandemia? I bergamaschi hanno diritto a conoscere la verità» 18. ANTONIO MISIANI «Ripartenza? Sulla buona strada ma c’è tanto da fare» 24. CRISTINA PARODI «Non è mai troppo tardi per inseguire un sogno e Crida ne è la dimostrazione» 28. COVER STORY Red Tech «I droni non sono per tutti» 34. L’ANALISI MMT Inflazione. Uno spauracchio 38. PROFESSIONISTI Mazzoleni & Partners 42. TOP BUSINESS Aeris Group, una flessibilità di gestione dell’attività basata sulle specifiche esigenze 48. LO STUDIO UggettiMaccarone


12 PROCURA

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MASERATI GHIBLI TROFEO

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L’INTERVISTA

RUBRICHE

52. 58. 60. 64. 72.

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PROFESSIONISTI

GRUPPO CARMELI Aria frizzante nella nuova concessionaria Nissan di Curno LA RICETTA Risotto primavera al ginepro L’EVENTO Panathlon Bergamo TROFEO AZIMUT MOTORI • Maserati Ghibli Trofeo • Skoda Enyaq iV

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TROFEO AZIMUT

BERGAMO ECONOMIA MAGAZINE Rivista mensile di economia attualità, costume e stile (Registrazione al Tribunale di Bergamo nr. 5 del 21/02/2013) Società editrice: Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n - 24122 Bergamo Direttore responsabile: Paolo Agnelli Direttore editoriale: Francesco Legramanti Concessionaria pubblicità locale: Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n - 24122 Bergamo Tel. 035 678811 - Fax 035 678895 info@bergamoeconomia.it www.bergamoeconomia.it

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GRUPPO CARMELI 5


Foto Marino Paoloni Agrpress

MEF

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SALERNO

«Bergamo è stata un’esperienza che ho vissuto molto intensamente»

A

rrivato da pochi mesi a Roma dopo anni di servizio nella nostra città, Bergamo Economia ha deciso di raggiungere presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze l’ex Comandante della Guardia di Finanza di Bergamo

Mario Salerno, neopromosso al grado di Generale di Brigata, ora diventato l’Aiutante di Campo del Ministro Daniele Franco. Dopo tre anni e mezzo di servizio ha lasciato Bergamo. Che sensazioni Le ha trasmesso la nostra città? Quali sono i ricordi più vividi della sua permanenza?

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I tre anni e mezzo trascorsi a Bergamo sono stati parecchio intensi e mi rimarranno nel cuore e nella mente. Le relazioni che sono riuscito a tessere con la città e con le istituzioni bergamasche, con cui ho lavorato in un clima ottimale e collaborativo, rimarranno indelebili per sempre. Sotto il profilo professionale ho ricevuto grandi soddisfazioni dalle operazioni di servizio condotte sul territorio. Dal punto di vista personale ho vissuto momenti emotivamente forti sia per le scomparse del Procuratore Mapelli, punto di riferimento e grande amico e del Pm Preteroti, con cui avevo grande empatia, sia per la pandemia che ci ha investiti tanto improvvisamente, quanto pesantemente. Sono sempre stato legato a Bergamo perché è qui che ho iniziato la carriera nella Guardia di Finanza, frequentando l’Accademia e vivendo la città da cadetto e in seguito ci sono tornato come Comandante dei corsi di Applicazione e Speciali. Infine, per tre anni e mezzo, ho svolto il ruolo di Comandante Provinciale

pandemia Covid-19? La Guardia di Finanza è da sempre sul campo quando ci sono le emergenze al pari delle altre Forze di Polizia, le nostre unità territoriali e speciali del soccorso alpino sono sempre intervenute in maniera determinante in caso di terremoti e calamità naturali. Ciò è avvenuto anche durante il periodo della pandemia: siamo rimasti a disposizione della Prefettura per le esigenze di contenimento della pandemia e abbiamo svolto numerosi controlli su strada per accertarci che le persone non circolassero, se non per motivi di necessità. Inoltre abbiamo fornito il nostro supporto, soprattutto nella fase iniziale, per le verifiche delle attività produttive a cui, in base al codice Ateco, era consentito di rimanere aperte, attraverso specifica istanza presentata alla Prefettura. In quel periodo, abbiamo condotto oltre 4000 verifiche a riguardo. Abbiamo notato, nel corso di questi controlli, una grande maturità da parte dei cittadini e degli imprenditori di

una stretta collaborazione con la Camera di Commercio, per monitorare i cambi negli assetti societari. Abbiamo mappato il territorio e abbiamo intensificato la nostra attività di intelligence, quindi ci siamo subito messi al lavoro per cercare di prevenire i fenomeni che si possono manifestare in questo periodo: l’ottenimento illecito dei ristori

«Sono previste parecchie iniziative per i giovani ed è allo studio una serie di provvedimenti e di certificazioni per sostenere la ripresa quindi aiuti economici sia con risorse europee sia con quelle statali» e mi è dispiaciuto dover lasciare l’incarico repentinamente, mi sarebbe piaciuto uscire da questa pandemia insieme ai miei uomini. Ciò non è stato possibile ma ho lasciato il Comando di Bergamo nelle mani del Colonnello Filipponi, collega che stimo moltissimo e che ha l’autorevolezza per svolgere al meglio il ruolo che gli è stato affidato. La Guardia di Finanza nel pieno l’emergenza ha contribuito notevolmente, a fianco delle Forze di Polizia, a contenere il virus. Secondo Lei, come la città di Bergamo ha affrontato la 8

Bergamo perché, tranne qualche caso eccezionale, non ci sono state situazioni che hanno creato criticità. È stata una prova difficile, ma tutti hanno dimostrato un grande impegno e rispetto. Ha notato dei cambiamenti riguardo ai crimini fiscali durante la fine del 2020 e l’inizio del 2021? Oltre al contributo che abbiamo dato sul campo, la nostra attività contro la criminalità economica è proseguita e, anche in questo caso, abbiamo svolto indagini con la Procura di Bergamo e intercettato alcuni fenomeni illeciti, inoltre abbiamo da subito instaurato

che il Governo garantisce a chi ne ha necessità. Il tessuto economico di Bergamo è di primo piano ed il rischio è elevato quindi abbiamo riorganizzato la nostra attività fin dai primi mesi per controllare che i finanziamenti finiscano a quanti ne hanno titolo e diritto. Abbiamo scoperto che alcuni, tra cui persone che in passato avevano già denunce per reati tributari,


hanno richiesto finanziamenti garantiti dallo Stato presentando certificazioni e fatture false. Ciò ci ha permesso di intercettare e sequestrare più di 1.000.000 € di contributi. Inoltre in questo periodo di crisi non è da escludere che la criminalità organizzata possa radicarsi in aziende che stanno soffrendo e la Guardia di Finanza

lasciare Bergamo dove ho vissuto un’esperienza di servizio molto intensa, dall’altro, devo dire che mi sono sentito onorato di aver ricevuto un incarico di tale responsabilità: l’Aiutante di Campo del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un incarico di cosiddetta diretta collaborazione con il Ministro, al pari dell’Ufficio

in stretto coordinamento con la scorta che è sempre assicurata dalla Guardia di Finanza e di accompagnare il Ministro in tutti i suoi impegni istituzionali e, quindi, alla Camera, a Palazzo Chigi oppure in occasione di qualsiasi evento, garantendo, inoltre, un costante coordinamento con l’Ufficio del Ministro per qualsiasi esigenza di supporto all’autorità in tutte quelle che sono le Sue necessità istituzionali. È un impegno molto coinvolgente, soprattutto in questo periodo storico particolare, nel quale è indispensabile che l’economia riparta attraverso il piano nazionale di ripresa e resilienza e grazie alle altre misure che si stanno varando in queste settimane e che saranno assunte

«L’Aiutante di Campo è un incarico previsto dalla norma di legge riservato ad un ufficiale della Guardia di Finanza e le mansioni che gli competono sono quelle di seguire l’attività esterna del Ministro» nelle prossime. Ecco perché mi sento onorato dell’incarico ricevuto e pronto a dare il mio contributo al servizio del Paese.

è impegnata in prima linea per intercettare l’infiltrazione illegale nell’economia. La sua recente promozione al grado di Generale di Brigata Le ha permesso di ricevere un incarico al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ci parli delle mansioni che le sono state affidate. Se da un lato mi è dispiaciuto

di Gabinetto, della Segreteria Particolare e Tecnica, dell’Ufficio Legislativo, dei Consiglieri e del Portavoce. È per me sicuramente motivo di grande orgoglio. L’Aiutante di Campo del Ministro è un incarico previsto per un ufficiale della Guardia di Finanza e le mansioni che gli competono sono essenzialmente quelle di seguire l’attività esterna del Ministro,

Quali provvedimenti ha previsto il Ministero dell’Economia e delle Finanze per la ripartenza dell’Italia? Quali sono le sue aspettative a riguardo? Il piano nazionale di ripresa e resilienza verte sul favorire una graduale ripresa economica, grazie alle ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa, oltre che dei provvedimenti di sostegno all’economia e ai cittadini adottati sino ad oggi. Il Piano si articola in sei missioni: 9


1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (che pone come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel suo sistema produttivo); 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica (volta a realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia italiana coerentemente con il Green Deal europeo); 3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile (ha come obiettivo il potenziamento della rete ferroviaria regionale e l’estensione dell’alta velocità ferroviaria nazionale); 4. Istruzione e ricerca (che pone al centro i giovani ed affronta uno dei temi strutturali più importanti per rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro); 5. Inclusione e coesione (che comprende una revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, un rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete 10

degli operatori privati); 6. Salute (focalizzata sul rafforzamento della rete territoriale e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale tramite il fascicolo sanitario elettronico e sullo sviluppo della telemedicina). Sono

«La Guardia di Finanza è da sempre sul campo quando ci sono le emergenze al pari delle altre Forze di Polizia» previste diverse iniziative per i giovani e sono allo studio una serie di provvedimenti per sostenere la ripresa, quindi aiuti economici sia con risorse europee sia con quelle statali. Bisogna trovare il modo di uscire dall’ottica dei ristori che non saranno mai sufficienti per colmare

le perdite e di finanziare la ripresa con norme e finanziamenti che aiutino la ripresa dell’economia, migliorando il funzionamento del sistema fiscale e della pubblica amministrazione; questa è la prospettiva che viene offerta nei documenti di programmazione economico-finanziaria del piano nazionale di ripresa e resilienza. Un messaggio per Bergamo, città a cui è stato accanto nei mesi più bui. Bergamo ha pagato un prezzo altissimo perché è stata la prima città e la prima provincia ad essere colpita in Europa. Io c’ero l’anno scorso, quando Bergamo era una città spettrale nella quale rimbombava l’eco delle sirene delle ambulanze. Adesso è importante lasciarci alle spalle tutto questo e trovare la forza di ricominciare e ripartire in sicurezza, facendo tesoro dell’esperienza vissuta per uscire dalla crisi migliori di prima sotto il profilo economico, ma anche sociale e sanitario. Ilaria De Luca


PROCURA

CHIAPPANI

Foto Matteo Zanardi

«La pandemia? I bergamaschi hanno diritto a conoscere la verità»

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A

b b i a m o incontrato A n t o n i o Chiappani, alla guida della Procura di Bergamo dal dopo-lockdown del 2020, e abbiamo cercato di capire a che punto siano le indagini sulle possibili responsabilità nella diffusione del Covid. Già alla fine dello scorso anno, Chiappani aveva denunciato chiare omissioni da parte di chi avrebbe dovuto monitorare la situazione.

Procuratore capo Chiappani, com’è stata ad oggi la sua esperienza qui a Bergamo? Ad oggi un’esperienza molto positiva: ho trovato un bel clima in Procura, nonostante sia arrivato all’uscita dal lockdown, con giudici molto preparati. C’è stato qualche problema da risolvere per quanto riguarda la mancanza di personale, ma stiamo man mano risolvendo, garantendo risorse per ogni tipo di servizio. Ogni magistrato dispone di un segretario e di un addetto di polizia giudiziaria. Ci sono dei 13


servizi in comune, soprattutto per quanto riguarda il deposito e l’accesso agli atti da parte degli avvocati, e l’ufficio esecuzioni penali lavora a pieno ritmo per smaltire l’arretrato, e rendere così esecutive le sentenze datate. Ho trovato molti casi interessanti su cui lavorare. Impegnativo, ma interessante. È arrivato da Lecco, un ambiente per certi versi simile, entrambe città sobrie e operose, che differenze ha trovato? Quella lecchese era una procura molto più piccola e di conseguenza più problematica, sempre per quanto riguarda la carenza di personale, che rendeva difficile garantire i servizi essenziali. La tipologia di reati che affrontiamo è invece in linea tra le due città, specialmente dal punto di vista dei reati finanziari, proprio perché le città della Lombardia orientale hanno un’ossatura economica molto simile. 14

«Come nelle imprese è importante la valutazione del rischio così dovrebbe essere nella società e qui la valutazione del rischio non c’è proprio stata» Ha assunto il suo mandato in un momento complicato, di poco successivo allo scoppio della pandemia. Alla fine dello scorso anno, ha parlato di possibili omissioni da parte delle istituzioni preposte a lanciare l’allarme. Le indagini che stiamo svolgendo lo stanno dimostrando. Tutti eravamo alquanto impreparati, si è sottovalutata la situazione. Come nelle imprese è importante

la valutazione del rischio, così dovrebbe essere nella società, e qui la valutazione del rischio non c’è proprio stata. Ormai questo è evidente a tutti i livelli. Il piano pandemico antiinfluenzale risaliva al 2006 e non era mai stato aggiornato, non esisteva un piano di attuazione né la formazione del personale sanitario, le strutture non erano monitorate. Fossero stati previsti dall’inizio i triage e i reparti separati, forse una parte del disastro si sarebbe potuta evitare. A suo parere l’OMS non ha sufficientemente chiarito la pericolosità della situazione o l’Italia si è trovata impreparata? Ovviamente l’OMS, essendo organismo sovranazionale autonomo, non è oggetto delle nostre indagini, sta di fatto che la gestione della cosa è stata incerta e confusionaria fin dal mese di gennaio. Le indicazioni che venivano fornite erano alquanto contraddittorie. Il problema ha riguardato diversi aspetti. Per fare Continua a pagina 16


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un esempio, i voli dalla Cina sono stati sospesi con grande ritardo. E anche quando ciò è stato fatto, a tutt’oggi ci sono viaggiatori che arrivano incontrollati dal Brasile e altre aree pandemiche facendo scalo altrove.

Il problema è dimostrare dove e come una persona possa avere contratto il Covid. Il nesso di causalità non sempre è facile da individuare, neanche per i consulenti medici. Si procede per

Come si è evoluta la vicenda dal punto di vista giudiziario? Stiamo valutando attentamente tutto il materiale che abbiamo raccolto nell’indagine per ricostruire l’accaduto e le responsabilità. Siamo in attesa di una perizia da parte del professor Crisanti sull’incidenza di alcuni comportamenti rispetto alla diffusione del contagio, e come hanno avuto origine i focolai locali. Siamo anche in attesa di risposta ad alcuni quesiti inviati alla stessa OMS.

«Siamo in attesa di una perizia da parte del professor Crisanti sull’incidenza di alcuni comportamenti rispetto alla diffusione del contagio, e come hanno avuto origine i focolai locali»

È difficile gestire il movimento e il rispetto delle regole a Bergamo? Ci sono stati casi di incriminazione per violazioni delle norme di sicurezza?

esclusione. Ad oggi, quali scenari può prevedere, premesso che già sappiamo che, anche con la copertura vaccinale, non ci sarà un liberi tutti? A sentire le varie personalità scientifiche che si alternano in televisione e i calcoli di probabilità che vengono presentati, le previsioni non sono esattamente ottimistiche. Le varianti attualmente in circolo si infiltrano anche in terreni già bonificati. Dobbiamo sperare che i vaccini funzionino, che coprano a sufficienza, ma questo non è il mio campo. Norme anticovid a parte, su quali altri aspetti rilevanti si sta concentrando l’attività della procura? Una delle nostre principali attività è il monitoraggio dell’economia. Un’economia selvaggia o viziata non fa bene a nessuno. Le regole riguardano principalmente l’accesso al credito e il controllo delle eventuali crisi d’impresa. Con la crisi bancaria e quella legata al Covid, il rischio di fallimenti a catena è molto alto. Prevediamo sia un aumento delle procedure concorsuali, sia una crescita dell’economia illegale, entrambi fenomeni che vanno tenuti sotto stretto controllo. Il rischio, ovviamente, è quello di infiltrazioni malavitose, specialmente in alcuni settori che più di altri hanno accusato il colpo. Il mercato è libero se le regole vengono rispettate. Facciamo l’esempio del bonus 110% per le ristrutturazioni: strumento giusto e utile, ma che va attentamente monitorato per evitare che si inseriscano imprese e erogazioni non regolari. Un messaggio di incoraggiamento ai cittadini di Bergamo? La giustizia è difficile da ottenere, ma il nostro obiettivo, prima di arrivare ai processi, è quello di raccogliere tutti i dati per aiutare i bergamaschi a capire cosa è successo, come è loro diritto. Arianna Mossali

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POLITICA

MISIANI

«Ripartenza? Sulla buona strada ma c’è tanto da fare»

I

l Senatore bergamasco Antonio Misiani, già viceministro delle finanze nel governo Conte, ci offre la sua panoramica sull’operato del governo Draghi, sulla ripartenza e sul ruolo che la UE può avere in questo processo. Senatore Misiani, come giudica questi primi mesi del governo Draghi? Il governo sta lavorando bene.

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Aveva l’obiettivo di accelerare la vaccinazione e i risultati si stanno vedendo. Ha consegnato il Recovery Plan in Europa nei tempi previsti, dopo un lavoro molto intenso. Deve continuare così, attuando il programma su cui ha ottenuto la fiducia. Un giudizio complessivo sulla sua esperienza con il governo Conte, invece? La mia è stata un’esperienza appassionante, incredibilmente


19 Foto Antonio Milesi


«Attualmente sono responsabile economico nella segreteria nazionale del Partito Democratico»

impegnativa, e a tratti drammatica. Ci siamo trovati a fronteggiare la crisi economica più grave dal dopoguerra, in una situazione di emergenza sanitaria senza precedenti. Lavorare con Roberto Gualtieri è stato un onore, ho avuto l’occasione di imparare moltissimo in un tempo limitato. In pochi mesi abbiamo costruito l’equivalente di cinque manovre finanziarie. Attualmente su cosa è al lavoro? Attualmente sono responsabile economico nella segreteria nazionale del Partito Democratico. Sono grato ad Enrico Letta per la fiducia e la stima che mi ha dimostrato chiamandomi a lavorare con lui. E’ un compito molto impegnativo ma ho la fortuna di far parte di una bella squadra, un ottimo mix di esperienze e competenze, di esponenti politici e non. Ci sono tutte le premesse per fare bene. Parola chiave: ripartenza. Usata, abusata e a volte stravolta. Sarà 20

davvero la volta buona? Io credo proprio di sì. Rispetto ad un anno fa, la grande differenza sta nella disponibilità dei vaccini, che ci permetterà di raggiungere presto l’immunità di gregge. Riaprire è assolutamente necessario ma dobbiamo farlo in sicurezza e in modo irreversibile. La cosa peggiore che potrebbe capitare sarebbe riaprire frettolosamente, per poi essere costretti a richiudere. Non dimentichiamoci mai della Sardegna, che in poche settimane è passata dalla zona bianca a quella rossa. Quali sono i punti e i provvedimenti fondamentali di questa ripartenza? Nell’immediato, bisogna continuare a sostenere le imprese e i lavoratori più colpiti. Nel medio e lungo periodo sono decisivi tre punti. Primo: spingere al massimo gli investimenti pubblici e privati. In questo ci daranno una mano essenziale i soldi europei. Secondo: portare a termine le riforme scritte nel Recovery

Plan. Per farle, le forze politiche devono lasciare cadere le proprie barriere ideologiche, lavorando insieme per il bene comune. Terzo punto, ridurre le disuguaglianze: sociali, territoriali, di genere e generazionali. La stagnazione degli ultimi vent’anni è legata anche ad un sistema economico sempre più iniquo. La pandemia non ha fatto che esacerbare gap già esistenti, aprendone di nuovi: per esempio, il digital divide è diventato un problema sociale. Abbiamo dovuto mandare in DAD milioni di studenti, in un Paese in cui una famiglia su 8 non ha internet, escludendo centinaia di migliaia di ragazzi dal diritto all’istruzione. Quale sarà il prosieguo delle misure economiche del governo? Il secondo decreto sostegni impiega 40 miliardi di euro per finanziare una serie di misure per le imprese e le famiglie. Ci auguriamo che sia l’ultimo grande intervento di emergenza. Dobbiamo investire molte più risorse sullo sviluppo. Continua a pagina 22


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Che provvedimenti possiamo aspettarci per le categorie particolarmente colpite dalla crisi Covid, che non hanno praticamente mai riaperto o che soffriranno ancora per molto l’onda lunga della pandemia? Il secondo decreto sostegni destina gran parte degli stanziamenti alle piccole imprese, ai professionisti e alle partite iva. Presto dovrebbe diventare operativa anche l’esenzione contributiva per gli autonomi. Sono tanti soldi, anche se per ripartire rimane decisivo l’allentamento delle restrizioni. Nel lungo periodo dobbiamo accompagnare la trasformazione che queste attività avrebbero comunque dovuto affrontare, e che è stata accelerata dalla pandemia. Basti pensare all’impatto dell’e-commerce o dello smart working. Servono tanta formazione e un ruolo attivo degli enti locali e delle associazioni di categoria. Il Fondo “Rinascimento Bergamo” è un esempio da seguire. Una domanda che in molti si stanno facendo. In futuro, ipotizza strumenti simili al green pass anche per accedere a determinati servizi, diciamo così, voluttuari come ristoranti o cinema? I ristoranti e i cinema li abbiamo riaperti a prescindere. In generale, il green pass è sicuramente utile in una prima fase di uscita dall’emergenza. Speriamo di poterlo via via abbandonare con il ritorno a una vita veramente normale. Come ha inciso questa crisi sulle problematiche storiche e congenite del nostro Paese, ad esempio l’elevato debito pubblico o la mastodontica burocratizzazione? Partivamo già con un debito pubblico molto pesante, a fine 2021 arriverà al 160% del PIL. È una delle eredità più pesanti della pandemia. Mettere in campo una massiccia manovra anti recessiva era indispensabile, hanno fatto lo stesso tutti i Paesi avanzati. Per ridurre il peso del debito, è cruciale che la crescita riparta a un ritmo molto più sostenuto di quello tenuto negli ultimi vent’anni. Se così sarà, potremo rimettere in ordine i conti pubblici evitando manovre “lacrime e sangue”. 22

Come contribuirà la UE alla ripartenza? La UE ha cambiato volto. Prima della pandemia da Bruxelles arrivavano diktat per imporre tagli e tasse. L’emergenza Covid ha spazzato via questa impostazione, aprendo la strada ad un ruolo nuovo dell’Europa. Ne è un esempio Next Generation EU, che sarebbe stato impensabile fino a un anno fa. Noi speriamo che questo diventi uno strumento standard per quanto riguarda l’Unione Europea, ma molto dipenderà da come l’Italia saprà utilizzare questa straordinaria opportunità. Se falliremo, torneranno a prevalere gli egoismi dei Paesi che stanno meglio di noi. Se avremo successo, questa nuova Europa si rafforzerà. Uno sguardo allo scenario politico attuale e futuro. Il punto chiave per i prossimi mesi sono le riforme, tutte molto impegnative: fisco, giustizia, pubblica amministrazione e via dicendo. I partiti di maggioranza partono da posizioni molto distanti. Il ruolo di Draghi sarà centrale nel fare sintesi. Questo lavoro non si esaurirà entro il 2021, e ciò deve farci riflettere molto sulle scadenze che ci attendono, a partire dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Una sua riflessione su Bergamo e su come ha reagito alla pandemia? Nonostante la tragedia che ci ha investito, abbiamo avuto la forza di tirarci su le maniche e ripartire. Bergamo e la Lombardia possono diventare il motore della rinascita italiana, ma molte cose devono cambiare. La Lombardia è uno dei territori al mondo più devastati dalla pandemia: è necessario capire perché è accaduto e cosa non ha funzionato, evitando che le indagini diventino terreno di scontro tra le forze politiche, che sarebbe la cosa più irrispettosa che potremmo fare nei confronti delle famiglie colpite. Arianna Mossali


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L’INTERVISTA

Cristina

Parodi Foto Fabio Toschi

«Non è mai troppo tardi

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onna di successo, madre di tre figli, giornalista, conduttrice e da poco anche imprenditrice, sono solo alcuni dei traguardi raggiunti da Cristina Parodi, bergamasca d’adozione e moglie del sindaco Gori, che con grande entusiasmo ci ha raccontato il suo ultimo successo: il brand Crida. Moglie, mamma, giornalista, conduttrice ed imprenditrice. Come ha iniziato la sua carriera? La mia carriera è iniziata come quella di tutti i ragazzi che cercano una strada senza aver ancora ben presente quale sia. Ero un’extennista, quindi lavoravo nelle riviste sportive specializzate e negli uffici stampa dei tornei, e proprio in quel contesto mi è stata fatta una proposta televisiva da Odeon tv, da lì ho iniziato a capire che la giornalista televisiva era ciò che volevo fare e così sono rimasta in quel settore.

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per inseguire un sogno e Crida ne è la dimostrazione»

Lavoro e famiglia, deve essere di certo difficile riuscire a conciliare il tutto. Uno dei problemi della mia generazione è che le donne dovevano decidere tra famiglia e carriera. Mi ricordo che io feci una grande fatica a tenere insieme le due cose, ma quando riesci a portarle avanti entrambe ti rendi conto del fatto che non è una fatica sprecata perché ti porta ad una grande completezza. 25 anni di matrimonio è un traguardo importante, com’è stare al fianco del primo cittadino di Bergamo? Sono stati 25 anni meravigliosi, per noi è stata una soddisfazione grandissima riuscire a raggiungere un traguardo del genere. Abbiamo costruito insieme una famiglia e abbiamo cresciuto tre figli meravigliosi con fatica e passione, cercando di essere d’esempio per loro. È stata un’avventura bellissima, abbiamo vissuto momenti indimenticabili con grande voglia di condividere le nostre vite e trascorrere tempo insieme. Il

rispetto e la fiducia reciproca sono l’essenza della nostra relazione e mi considero davvero fortunata di averlo incontrato, lui è la persona con cui sto meglio al mondo. Qual è stato il traguardo più importante che ha raggiunto? Se guardo indietro sono felice di avere realizzato, non senza fatica, tutti i sogni per cui mi sono impegnata. Ho un lavoro che ancora mi appassiona anche se è cambiato, una famiglia numerosa e serena che rappresenta il mio successo più grande, e un impegno sociale con Cesvi, ong di Bergamo con cui lavoro da più di vent’anni, che dà un senso profondo alla mia vita, con l’aiuto verso i più deboli, e un significato più profondo allo status di personaggio pubblico. Sta attualmente lavorando a qualche progetto con Cesvi? Attualmente stiamo lavorando ad una campagna che si chiama “diventare grandi“ rivolta a proteggere i sogni dei bambini. La pandemia nelle famiglie già fragili e problematiche ha provocato 25


danni pesanti ùsui minori, vittime di trascuratezze, abusi violenze o anche semplicemente di apatia per mancanza di vita sociale. In questi contesti i piccoli tendono a cancellare persino i propri sogni e i legittimi desideri di riscatto . Cesvi ha sviluppato una rete di aiuti psicologici e sociali per aiutare loro a superare i traumi. Per poter sperare di avere una vita migliore. Da sempre grande appassionata di moda, come è nata la voglia di lanciarsi in un’avventura imprenditoriale come quella di Crida? Crida è un progetto che io e Daniela Palazzi, mia

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grande amica, avevamo in testa già da un po’ di anni e che ha preso forma ad inizio 2020. È stata sicuramente una scelta azzardata decidere di diventare imprenditrici a 50 anni ma abbiamo pensato che se non lo avessimo fatto in quel momento sarebbe diventato troppo tardi, e in fondo non è mai troppo tardi per inseguire un sogno. Ci siamo dovute mettere a studiare perché un conto è essere appassionate di moda, un altro è fare le imprenditrici della moda; abbiamo iniziato dalle basi, dalla ricerca e dalle stoffe. Crida è un brand completamente Made In Italy, i nostri tessuti sono tutti sostenibili e naturali, molti fornitori

sono della bergamasca, per questo diciamo che il nostro è un progetto a chilometro zero. L’idea è quella di tornare ad un concetto di eleganza, slegata dalle stagioni e dalle tendenze del momento. Noi facciamo solo abiti, ma cerchiamo di farli molto bene. Ci piace pensare che i nostri capi possano durare a lungo nell’armadio, e ancora prima che la pandemia scardinasse il mito del fast fashion, avevamo ben presente il concetto di qualità, di comprare meno ma comprare meglio. Questa fin dall’inizio è stata l’idea che ci ha spinto a creare abiti per donne consapevoli di ciò che indossano.

parere gratuiti. Capisco che gli abiti possano non piacere a tutti, ma quello che leggo spesso non è una semplice opinione. Bergamo è stata colpita dalla pandemia prima di qualsiasi altra città europea. Come ha vissuto la pandemia? L’ho vissuta come tutti i bergamaschi, con grande sofferenza, accanto a Giorgio che era devastato e preoccupato per la situazione. Inoltre all’inizio ero molto in ansia per i miei figli che studiavano all’estero ma che in seguito, per fortuna, sono riusciti a tornare a casa. Il mio impegno con Cesvi in quei mesi è stato

fondamentale, contattare la gente per raccogliere fondi è stato di grande aiuto per superare quel periodo così buio per Bergamo. L’unico lato positivo è stato il tempo trascorso con l’intera famiglia, era da tanto che non passavamo delle serate tutti insieme sul divano a guardare un film. Ha qualche progetto futuro? Il mio futuro è il presente e tra il lavoro da imprenditrice con Crida e l’impegno con Cesvi mi rimane poco tempo per altro. Ogni tanto torno in tv come ospite. Non ho escluso la televisione dalla mia vita ma aspetto un progetto che possa appassionarmi davvero.

Un messaggio per la sua amata città. Non credo che i bergamaschi abbiano bisogno di un mio messaggio, non sono mai stata così orgogliosa di questa città e dei suoi abitanti. Sono rimasta colpita dalla forza e dal coraggio, dimostrati durante la prima ondata, dei cittadini che hanno sofferto in silenzio e che sono stati capaci di ripartire il prima possibile. Sono molto fiduciosa del fatto che la loro tenacia verrà ripagata e che Bergamo splenderà ancora più di prima. Ilaria De Luca

Qual è il suo rapporto con i social? Ho una community molto ampia su Instagram con cui interagisco spesso. I social possono essere molto utili per condividere cause sociali ma purtroppo sono anche luogo dei peggiori istinti delle persone. Abbiamo una pagina di Crida che funziona molto bene, molti hanno capito l’impegno che ci abbiamo messo per creare questo brand ma, nonostante ciò, si sono manifestati parecchi attacchi, a mio

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COVER STORY

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Da sinistra: Liliana Leoni, Stefania Marsetti e Marisa Franzoni


RED TECH «I droni non sono per tutti»

U

Foto Antonio Milesi

no staff dinamico, all’avanguardia e principalmente al femminile. Una solida base aziendale da cui ripartire, e la possibilità di “volare alto” (letteralmente, in questo caso) per avere una visione prospettica di un settore innovativo e sicuramente destinato ad espandersi a dismisura, quello dei droni (UAS, Unmanned Aircraft System) per usi civili e professionali. Ecco la formula di Red Tech, una realtà insolita nel panorama dell’industria bergamasca, ma che certamente incuriosisce per le diverse applicazioni che questi strumenti possono avere. Ma attenzione, i droni non sono per tutti. La dottoressa Liliana Leoni, insieme alla collaboratrice Marisa Franzoni e la partnership dell’architetto Stefania

Marsetti di Arcoambiente, ripercorre tappe e obiettivi della storia recente dell’azienda. Red Tech nasce nella città di Firenze in stretta collaborazione con la Croce Rossa con un obiettivo di grande valore: fornire formazione e supporto agli operatori volontari in situazioni di emergenza umanitaria.

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Successivamente ha continuato ad operare principalmente nel campo della formazione di piloti di droni per soggetti privati e pubblici. Nel 2020 entra in scena Diego Marsetti, amministratore di Ecogeo, società fondata dall’ingegnere Renato Marsetti, che acquista la società Red Tech rilanciando la sua vocazione al servizio della comunità.

Fabrizio Sinopoli

Come ha avuto inizio il rapporto con Ecogeo? Se non sbaglio vi siete trovati a entrare in contatto con il territorio

bergamasco nel momento più difficile, quello dell’esplosione della pandemia di Covid19. Avete avuto occasione di mettere in mostra le potenzialità dei vostri droni già in questa occasione, magari in supporto alle forze dell’ordine? Il nostro rapporto è iniziato nel 2020, in piena pandemia, ossia in un momento drammatico soprattutto

per il nostro territorio, e proprio per questo i nostri droni sono stati da subito operativi nell’assistere la Protezione Civile e le forze dell’ordine locali e nazionali nel monitoraggio del territorio e degli assembramenti. In quest’ultimo anno, abbiamo formato più di 100 allievi, effettuato attività di service nel campo ambientale con rilievi

aerofotogrammetrici, fornito droni specifici a enti pubblici e privati, svolto monitoraggio faunistico con droni dotati di termocamera, controllo del territorio e valutazioni/ perizie in agricoltura. Quali applicazioni hanno i droni? Sempre più grandi realtà si stanno interessando ai droni, e le applicazioni sono veramente infinite: dall’agricoltura di precisione, al trasporto merci, al monitoraggio di frane, smottamenti, cave, cantieri alla collaborazione con le forze dell’ordine per il controllo del territorio, alla termorilevazione sugli edifici (anche per il Super Bonus 110%), all’aerofotogrammetria, alla ricerca e soccorso, alle indagini ambientali, alle perizie, al controllo dei rifiuti, alla sicurezza stradale in situazioni di emergenza e alla sicurezza negli ambienti di lavoro. I droni sono sempre più maneggevoli e tecnologici, ma attenzione: non sono giocattoli. Non tutti sanno che occorrono, competenze e autorizzazioni specifiche per

pilotarli, nonostante ad oggi i controlli siano ancora relativamente pochi. Pensiamo non solo ai problemi di sicurezza e incolumità ma anche alle controversie che potrebbero insorgere in materia di privacy. La nostra scuola, con i suoi campi volo di Roma, Lucca e di Caravaggio, offre una formazione completa per l’utilizzo dei droni in tutti i suoi ambiti di applicazione, sia a livello hobbistico sia a livello professionale, grazie ad una squadra composta da istruttori qualificati p re s e nt i

Da sinistra Diego con il padre Renato Marsetti 30


su tutto il territorio nazionale. Un’azienda che investe sulla formazione, sta investendo sul futuro. Su quali, tra le tante applicazioni citate, vi state concentrando maggiormente? L’ingresso di Ecogeo ci ha portato a focalizzare meglio i nostri obiettivi: vogliamo esplorare al massimo le potenzialità di questi mezzi e metterci al servizio del territorio. Tra le applicazioni più interessanti su cui ci siamo concentrati da questo punto di vista, c’è ad esempio il monitoraggio dei corsi d’acqua e delle riserve naturali, per il quale sono in corso trattative di convenzione con diversi enti locali e associazioni, e quello di edifici di inestimabile valore artistico e culturale. Fabrizio Sinopoli, coordinatore della scuola, Luigi Contin, pilota ed istruttutore e Mirko Madaschi, pilota e tecnico specializzato all’elaborazione dei dati con software specifici rispondono alle nostre domande su iter formativo dei piloti, normative nazionali e internazionali, requisiti di accesso ai corsi e tecnologia dei droni. Dall’inizio dell’anno è diventato molto complesso gestire la scuola, a causa dell’entrata in vigore di nuovi regolamenti europei. ENAC ha dovuto aggiornarsi a questa nuova regolamentazione EASA, implementando i programmi dei nuovi corsi. Ad oggi per pilotare un drone è necessario un attestato. Un attestato A1-A3 consente di volare in aperta campagna (o in città

ma solo con droni “leggeri”) e viene conseguito interamente online. Qualora lo studente non riesca a conseguirlo autonomamente con i quattro tentativi a disposizione, offriamo un corso di due ore che copre tutti gli argomenti principali

richiesti nell’esame. Siamo stati inoltre tra le prime scuole a mettere a disposizione il corso per l’attestato A2, che consente di avvicinarsi maggiormente anche alle aree abitate, ma per il quale è fortemente raccomandata anche una parte di formazione pratica, per questioni di sicurezza. Ci stiamo strutturando per il corso Specific, che permette di operare in situazioni critiche, in presenza di persone, e abbiamo richiesto l’autorizzazione per erogare il corso SORA, dedicato alla valutazione dei rischi. Q u e s t i percorsi altamente

specializzati sono il futuro di scuole come la nostra, in quanto i corsi di livello inferiore sono destinati ad essere sempre più condotti online, mentre, pensando anche agli sviluppi futuri dell’attività dei droni, non possiamo permetterci di avere personale che non sia altamente specializzato. Come si differenziano le varie tipologie di droni? Non tutti i droni, naturalmente, sono funzionali per tutti gli scopi. A tal proposito la ReD Tech ha creato una sezione e-commerce sul proprio sito (www.red-tech.it) per aiutare nella scelta più adatta alle esigenze dei nostri futuri piloti e di chiunque voglia acquistare un drone o un accessorio specifico con la possibilità di abbinare alcune ore di formazione pratica. Una prima possibile differenziazione dei diversi modelli di

Luigi Contin

droni, oltre che sul peso, viene fatta sulla qualità e sulla sofisticazione dei sensori e dei sistemi fotografici. Ad esempio, e s i s t o n o già camere multispettrali che rilevano nelle singole piante la presenza di idrogeno e concime, consentendo così all’agricoltore di risparmiare risorse nell’ottica di una azienda ecosostenibile, intervenendo in modo mirato

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solo sulle colture che ne hanno bisogno. Riprendiamo un concetto citato dalla dott.ssa Leoni, ossia di un’attività al servizio del territorio: una delle vostre attività più apprezzate è sicuramente il supporto e la formazione degli operatori delle forze dell’ordine. Siamo fieri di poter dire che siamo stati una delle prime scuole italiane a formare piloti di droni appartenenti alle forze dell’ordine, dalla polizia ai carabinieri, riscontrando un sempre più forte e motivato interesse verso queste nuove tecnologie. Attualmente stiamo formando i primi dodici agenti della Polizia Roma Capitale. La collaborazione con le forze dell’ordine è uno dei nostri fiori all’occhiello, e con questo torno a ribadire anche l’importanza della formazione: l’utilizzo di droni è sicuramente una possibilità concreta di

Mirko Madaschi 32

impiego e carriera nel futuro, e per questo auspichiamo di attivare delle collaborazioni con enti di formazione regionali, associazioni di categoria, ordini professionali e istituti tecnici superiori per orientare anche gli studenti verso questo settore innovativo. Altri progetti per il futuro? Non posso dire molto sull’argomento, ma stiamo vagliando alcune interessanti possibilità di sperimentazione per quanto riguarda il volo non a vista (BVLOS), di cui abbiamo già studiato le linee guida dettate dall’EASA (agenzia per la sicurezza del volo europea, al quale ENAC fa riferimento, ndr). Arianna Mossali


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Ghibli Hybrid. Consumo di carburante in ciclo misto min – max (l/100km) 8.1 – 9.4; emissioni di CO2 in ciclo misto min – max (g/km) 183 – 213. I valori indicativi relativi al consumo di carburante e all’emissione di CO2 sono rilevati dal costruttore in base alla normativa vigente e aggiornati alla data del 02/2021. I valori più aggiornati sono disponibili presso le Concessionarie Ufficiali Maserati e sul sito Maserati in quanto gli stessi sono indicati a fini comparativi e potrebbero non riflettere i valori effettivi.


L’ANALISI MMT

INFLAZIONE Uno spauracchio

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roprio qualche giorno fa il monito lanciato da diversi economisti sulla crescita inflazionistica. I principali media rilanciano preoccupati, mettendoci in guardia dalle possibili conseguenze. I dati in arrivo dalla Cina, dagli Stati Uniti e anche da alcune nazioni del vecchio continente preoccupano i mercati finanziari e le Borse hanno registrato delle perdite, ma la relazione tra i due fatti è irrazionale e non ha un nesso tecnico.

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L’inflazione cinese balza al 6,8%, il dato negli Stati Uniti è superiore alle attese salendo al 3,4% e anche in Germania l’allarmismo non si risparmia. Nella cultura economica mainstream il pericolo inflazionistico è associato in automatico al concetto di iperinflazione, dove il potere di acquisto dei salari si riduce giornalmente. L’associazione inflazione-iperinflazione crea nella popolazione visioni distorte della realtà, inducendole a tollerare dinamiche molto negative solo Continua a pagina 36


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perché percepite di minore gravità come, per esempio, quella della disoccupazione involontaria. Ma non solo, perché un certo tasso di disoccupazione viene giustificato addirittura come cura contro il pericolo inflazionistico. Questo rientra nei presupposti degli approcci teorici di matrice liberista, sostenendo che ad un aumento dell’inflazione corrisponda una riduzione dei disoccupati, ragion per cui se si vuole contenere l’inflazione bisogna aumentare il numero dei disoccupati. Rispetto a questo quadro teorico, il pensiero mainstream condanna i prolungati aumenti del deficit del governo perché portatori di inflazione, accettando semmai aumenti temporanei. La curva di Phillips, infatti, sostiene che ci sia un tasso naturale di disoccupazione coerente con un’inflazione stabile. Ma negli ultimi cinquant’anni innumerevoli prove empiriche hanno dimostrato nei fatti che questa correlazione è del tutto priva di fondamento scientifico. Anzi, la sfida attuale è la capacità di saper governare l’inflazione aumentando il più possibile il tasso

Gli economisti della MMT affermano che la gestione della pressione inflazionistica possa essere fatta senza intrappolare milioni di persone nella disoccupazione perpetua. Di fatto sostengono che sia possibile utilizzare la vera piena occupazione proprio per contribuire a stabilizzare i prezzi. Stephanie Kelton, “Il mito del deficit” di occupazione, fino alla piena occupazione. Oggi gli economisti hanno gli strumenti per capire cosa crea un aumento dei prezzi. Si possono simulare con accuratezza i comportamenti di produzione e di spesa per comprendere come l’indice di inflazione possa variare e adottare le opportune politiche per evitare l’aumento del tasso di inflazione. La Modern Money Theory fa questo. La stabilità dei prezzi può essere assicurata anche tramite il pieno impiego, ottenuto attraverso un

piano di lavoro garantito da un salario minimo, che rappresenta il prezzo àncora dell’economia, ovvero il prezzo base a cui fanno riferimento tutti gli altri prezzi. L’orientamento generale sta cambiando. Si moltiplicano le voci che pongono occupazione e interesse pubblico come obiettivi prioritari rispetto all’allarmismo generato dagli zero virgola di aumento dell’inflazione. È tempo di abbandonare per sempre le false credenze e i riti tribali. Stefano Sanna - Rete MMT Italia


DATI AL SICURO, SEMPRE

“ Lo smartwoking deve garantire una gestione del traffico di rete in piena sicurezza “

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SMARTWORKING E CYBERSECURITY Nonostante lo smartworking abbia registrato negli ultimi anni una sempre maggior diffusione, specialmente tra le aziende più strutturate, nella corsa al lavoro agile dell’ultimo anno ci si è resi conto che non è sempre immediato operare da casa con i propri strumenti. E questo gap - tecnico e di competenze - si è rivelato per i cybercriminali un’occasione per appropriarsi senza troppi sforzi di soldi, dati personali e informazioni strategiche diventate improvvisamente accessibili. Per chi opera in smartworking è fondamentale avere una connessione che assicuri al lavoro da casa la stessa efficienza di quello in ufficio, mentre per l’azienda è essenziale che tale lavoro si svolga in modo sicuro e senza intrusioni.

“Smartworking non significa semplicemente dislocare altrove un insieme di operazioni che si svolgevano all’interno dell’azienda - afferma Bruno Pianetti, Presidente e AD di Planetel - è un processo evolutivo che richiede un approccio consapevole e strutturato su più fronti, a partire da un’attenta analisi di obiettivi e priorità, oltre che delle peculiarità tecnologiche, culturali e manageriali dell’organizzazione. Un processo che richiede un sapiente uso delle possibilità offerte dalla tecnologia e che consenta una gestione del traffico di rete in piena sicurezza”. Per dare ai propri clienti un elevato livello di sicurezza, qualità, robustezza e flessibilità Planetel ha così introdotto il servizio Cloud “Sicurezza Gestita”, studiato per supportare le esigenze concrete di tanti lavoratori che si muovono in rete con modalità differenti.

Un addetto all’amministrazione che utilizza da casa programmi di contabilità e servizi di internet banking, per esempio, appoggiandosi a cloud pubblici per l’accesso da remoto, mette a rischio la protezione all’accesso della rete aziendale. La scelta di un dispositivo Firewall permette di disporre immediatamente di una soluzione sicura, personalizzata e gestita al 100% da Planetel. Oppure, un dipendente che accede a documenti aziendali utilizzando servizi per la condivisione di materiali quali Dropbox, non può garantire la riservatezza delle informazioni che contengono o la privacy. È quindi importante predisporre un servizio di protezione dei dati e della rete aziendale, che permetta un accesso controllato ai documenti locali dell’azienda e della rete stessa, nel pieno rispetto del GDPR. O ancora, un’altra necessità potrebbe essere anche quella di far collegare da remoto un collaboratore ad un dispositivo aziendale per dare assistenza tecnica software o hardware. Grazie all’autenticazione utente del servizio “Sicurezza Gestita” è possibile decidere a monte le risorse alle quali l’utente è autorizzato ad accedere, impedendo che venga in contatto con informazioni sensibili. Si comprende quindi come lavorare in smartworking richieda una particolare attenzione ai temi di cybersecurity. La consapevolezza dell’utente, che contribuisce con le proprie azioni a mantenere sicuro l’ambiente di lavoro, è il primo passo verso la protezione delle risorse aziendali. Utilizzare gli strumenti più adatti e i sistemi messi a disposizione da Planetel è la garanzia della massima sicurezza, per il privato e per l’azienda.


Foto Antonio Milesi

PROFESSIONISTI

Mazzoleni & Partners 38


Da sinistra Roberto Mazzoleni e Davide Locatelli

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b b i a m o intervistato R o b e r t o Mazzoleni, t i t o l a r e dello studio commercialista Mazzoleni & Partners di Zogno, e il collega di studio Davide Locatelli. La loro professione non può più essere considerata semplice contabilità, ma dedizione alla ricerca di soluzioni strategiche per l’imprenditore o il lavoratore autonomo. Com’è nato lo studio e quali sono le tappe principali della vostra storia e crescita?

Nel 1997, a 23 anni, ho iniziato questa attività aprendo un piccolo studio tutto mio dopo aver sostenuto l’esame di stato e aver svolto il praticantato. Sono partito davvero dal nulla, allora la difficoltà stava soprattutto nel farsi conoscere, ma in compenso non ho vissuto tante delle vicissitudini che vivono oggi i giovani che vogliono aprire un’attività in proprio. Ad oggi, chi intraprende questo tipo di carriera è già nell’ottica di inserirsi in una struttura già rodata, fare ciò che io ho fatto all’epoca appare estremamente complicato. Comunque sia, il fatto di essere parte di una realtà piccola

come quella di Zogno ha aiutato. Nel 2004 ci siamo trasferiti nella sede attuale, nel 2017 abbiamo aperto uno studio a Almè, e nel frattempo siamo cresciuti stabilmente in termini di clientela, grazie anche all’ingresso di Davide e al contributo che ha portato dal punto di vista organizzativo. Ad oggi curiamo gli aspetti contabili ed amministrativi di circa 450 tra aziende, professionisti ed enti non commerciali. E non ci vogliamo fermare. L’Italia è per definizione il Paese dei piccoli imprenditori e delle partite IVA, ma spesso gli imprenditori, 39


Roberto Mazzoleni

presi da mille cose da fare, non hanno tempo e modo di seguire gli aspetti gestionali e fiscali, e qui entrate in gioco voi: perché scegliervi? Solo a Bergamo, per quanto riguarda il nostro lavoro, c’è una concorrenza spietata. Gli studi, i professionisti, le associazioni di categoria a cui rivolgersi sono veramente tanti. Il punto di vista dell’imprenditore, però, non è avere un impiegato addetto all’amministrazione o alla fatturazione elettronica, ma un partner che lo assista in scelte strategiche senza sostituirlo, ed è quello che noi vogliamo essere. Quello, a mio parere, che tanti titolari devono ancora capire, è che essere imprenditore non significa essere in prima linea nella produzione o nel lavoro in officina, ma avere una visione strategica. Quali sono le domande che più frequentemente vi rivolgono i vostri clienti? A quali aspetti sono maggiormente interessati e quali invece li preoccupano maggiormente? Va in base alle dimensioni dell’attività. Il nostro compito è trovare soluzioni a misura, e per questo molti piccoli imprenditori si informano soprattutto sull’aspetto fiscale e contributivo. Non dobbiamo, in questo caso, limitarci a informare il cliente su quanto deve pagare, ma trovare con lui delle soluzioni, come piani di investimenti o formule societarie, 40

«Vogliamo essere un partner per l’imprenditore assisterlo in scelte strategiche ma senza sostituirlo»

anno di boom di attività. Siamo stati fortunati, tra la nostra clientela c’è stata una sola chiusura. In quel periodo il cliente andava seguito e accompagnato in ogni scelta. Un periodo sicuramente frenetico e complicato... Ma certamente sfidante! Quali nuove procedure e tecnologie, oltre alla fatturazione elettronica, hanno modificato il vostro lavoro? Tutto quello che è tecnologico. Da una parte la massa di informazioni può facilmente creare confusione nel cliente, dall’altra tutti abbiamo constatato quanto la tecnologia possa aiutare a risparmiare tempo e denaro, contribuendo ad avvicinarci tutti. Cosa deve cambiare in Italia, dal vostro punto di vista di addetti ai lavori, per semplificare le cose a voi e ai vostri clienti dal punto di vista normativo e fiscale? Far fare le cose a chi ha la competenza per farle. Non è possibile creare normative senza

Davide Locatelli

che consentano un minore impatto fiscale con il rispetto delle normative specifiche. Anche voi, dall’inizio della crisi Covid, avrete avuto parecchio da fare per rispondere a tutte le richieste che vi saranno arrivate. L’anno del covid per noi è stato un

confrontarsi con chi, nella società civile, vive determinate realtà tutti i giorni. L’anno 2020, tra decreti poco mirati e contributi dove non servivano, è stato un esempio lampante di tutto ciò. E questo è un tema di attualità a tutti i livelli. Abbiamo bisogno di imprenditori in politica, di gente che ne capisce.


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TOP BUSINESS

AERIS Group Una flessibilità di gestione dell’attività basata sulle specifiche esigenze 42


Da sinistra Amedeo Filisetti con Eros Nani

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ERIS Group è una Holding da cui dipendono Aeris, Mazziniici, AlenA NW, Edenya e TauHaus, realtà societarie specializzate in settori industriali che vanno dall’impiantistica meccanica alle costruzioni. In pochi anni, i due soci Eros Nani ed Amedeo Filisetti, facce complementari della stessa medaglia, perfettamente in equilibrio ed in sincronia in qualsiasi situazione, sono riusciti a creare un impero in un tempo record, certificato in conformità agli

standard qualitativi ISO 9001:2015, con un export in 54 paesi in tutto il mondo. Il dottor Nani racconta la storia del gruppo, nato quasi dal nulla, con grande soddisfazione: «Aeris - Air Technologies, questo era il nome della società nata nel 2007, è stata la prima azienda del Gruppo. Io e il mio socio, provenienti entrambi da esperienze nel settore impiantistico per il mercato tessile, abbiamo deciso di creare qualcosa di nostro. Malgrado a quel tempo la società, configuratasi come EPC, contava solo due dipendenti che lavoravano da casa propria, in qualità di main contractor riuscivamo già

a gestire commesse internazionali. L’aumentare del lavoro e l’arrivo dei primi dipendenti a supporto dell’attività ci ha portato ad acquistare la prima sede, punto di coordinamento per noi e di riferimento per i nostri Clienti. Diciamo che non era una necessità vera e propria, era più una questione di visibilità». Ma Aeris, da sola, non colmava totalmente l’animo innovativo dei due imprenditori. «In seguito alle difficolta finanziarie di Mazziniici, il più grande produttore italiano di impianti di condizionamento e filtrazione del settore tessile, nel

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2010 ne abbiamo acquistato marchio e la sezione tecnica, commerciale e di assistenza clienti, fatto che ci ha portato, fin da subito, a configurarci quali leader del settore aerotessile Italiano. Mazziniici continuava a vivere come divisione tessile di Aeris Air Technologies, ci eravamo così specializzati nel risolvere problematiche impiantistiche complesse, sofisticate e costose, rivolte per lo più a reali esigenze di processo ed a quel punto ci siamo resi conto che mancavano in Italia sistemi più semplici ed economici,

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per risolvere quelle problematiche di semplice raffrescamento estivo, rivolto a tutte quelle realtà industriali che nei periodi caldi soffrono per le alte temperature ambientali, con forti disagi per il personale e per i macchinari presenti. È così che nel 2013 la società ha subito una trasformazione: Aeris Air technologies si trasforma in Holding di controllo, assumendo la denominazione AERIS GROUP Holding, e con un’operazione di spin-off vengono fondate Aeris Srl - specializzata nel settore HVAC e Filtrazione, Mazziniici Srl adibita all’impiantistica aero tessile, ed una nuova nata, Edenya Srl, società dedicata a produrre sistemi di raffreddamento evaporativo multiuso, sviluppati grazie all’esperienza maturata nel condizionamento tessile. Oggi i raffrescatori EC Blue di Edenya rappresentano la più economica tecnologia per il raffrescamento di grandi ambienti sfruttando un semplice processo fisico, l’evaporazione dell’acqua, fenomeno in grado di ridurre anche di 10°C la temperatura dell’aria di grandi ambienti, soluzioni economiche ed alla portata di tutti».

Continua a pagina 46


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E continua: «Nel 2018 una successiva evoluzione, forti di un’idea innovativa nel campo del raffrescamento evaporativo e dell’umidificazione industriale, presentiamo un progetto all’Europa nell’ambito del programma Horizon2020. L’idea era un nuovo iper-umidificatore e raffrescatore evaporativo in grado di superare i limiti di quanto presente sul mercato in merito a consumi, salubrità, rendimenti, IHS - Induction Humidification system. Ci piace dire che è stata fortuna (forse non solo quella...) fatto sta che il progetto è piaciuto ed il suo sviluppo è stato interamente finanziato dall’Europa. Ciò ci ha portato risorse e nuovi spunti impiantistici tanto da spingerci in un nuovo mercato, rivolto per lo più ai tessuti sanitari, il mondo del tessuto

non Tessuto. Così è nata AlenA NW (Non-Woven), quarta società del Gruppo che, grazie al nuovo sistema di condizionamento brevettato IHS, si è posta fin da subito come riferimento del settore e oggi, in solo 3 anni dalla sua nascita, è il riferimento tecnologico mondiale». Non è finita, l’ultimo ed ambizioso progetto di Aeris Group risale al 12 dicembre dello scorso anno, TauHaus Srl. «Questa è una sfida; lo scorso anno un nostro ingegnere ci ha rivelato la sua idea di occuparsi di un qualcosa di totalmente nuovo per noi, trasferire le competenze EPC al mondo dell’edilizia ed in particolare alla ristrutturazione energetica degli edifici esistenti. Così nasce TauHaus sembra un caso ma proprio dell’anno scorso il superbonus 110% per il

rilancio dell’economia...». Il dottor Filisetti aggiunge: «AERIS Group, ad oggi, conta un team di 28 persone interne suddivisi tra asset management, marketing & sales, project management, purchase, quality control e service che gestiscono oltre 40 professionisti outsourcing ed un volume di fatturato che, fin dalla nascita è sempre stato in continua e costante crescita. Ciò che ci contraddistingue dai nostri competitor è sicuramente la flessibilità di gestione dell’attività basata sulle specifiche esigenze, seguiamo tutte le fasi del progetto e lo personalizziamo in base alle richieste del cliente, rapidamente e con efficienza e professionalità». Per quanto riguarda la crisi Covid afferma: «Quando la pandemia ci

«Il Gruppo ad oggi conta un team di 28 persone ed un volume di fatturato in costante crescita» ha travolti abbiamo chiuso subito, ancor prima ci fosse l’ordinanza, e siamo stati fermi per due mesi, come tutti, ma quel tempo ha solamente ritardato delle consegne che in ogni caso non si sarebbero potute effettuare. Quei giorni sono stati utili per fermarci a riflettere e trovare un modo per rivoluzionarci ancora di più in previsione della ripartenza, ci siamo riorganizzati, abbiamo investito in ricerca tecnica ed in sviluppo commerciale, abbiamo progettato e realizzato Tauhaus, siamo pronti ad una nuova avventura». (idl)

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Ogni giorno le Trafilerie Alluminio Alexia, nel più moderno stabilimento d’Europa, estrudono più di 100 tonnellate di billette di alluminio trasformandole in profilati e semilavorati perfetti in leghe di alluminio leggere, normali o speciali. I nostri profilati di alluminio sono destinati a diversi campi di utilizzo, dall’uso meccanico, a quello automobilistico e trasporto pesante. Nel campo serramentistico e nel campo dell’arredamento con profilato a disegno e al componente tecnologico di mille applicazioni industriali. È il nostro alluminio. È la nostra passione. Fatela vostra, adesso.

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LO STUDIO

Foto Light&Magic Productions

Da sinistra Franco Uggetti e Carmelo Maccarone

UggettiMaccarone «Essere autentici è il segreto per conquistare la fiducia del cliente» 48


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armelo Maccarone e Franco Uggetti, alla guida dello studio legale UggettiMaccarone, ci raccontano la loro realtà: quella di uno studio coeso, agile e sempre aperto alla collaborazione. Orientato al mondo dell’impresa

e all’internazionalizzazione da un lato, e alla difesa dei diritti dall’altro, lo studio raccoglie il meglio delle due anime che incarnano i percorsi professionali dei fondatori. Come è nato lo studio? Nel 2006 abbiamo unito forze e conoscenze, spinti dal desiderio di

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offrire una consulenza completa al cliente, fosse esso un’impresa o un privato. Le nostre attività si concentrano nei settori giudiziali e stragiudiziali del diritto civile e si vanno evolvendo grazie al contributo di una squadra di collaboratori e professionisti, tra cui i senior partner Paola Maccarone, consulente aziendale e cultrice del diritto di famiglia e dei minori, e Daniela Marchiori, cui è affidata la gestione dei contenziosi, sia in sede giudiziale che di risoluzione alternativa delle controversie. Qual è il vostro ambito di elezione? Nella professione forense non esistono “specializzazioni”, bensì competenze. E le competenze vanno coltivate con impegno, studio e dedizione. Per questo abbiamo scelto un approccio innovativo per il settore e siamo stati tra i primi ad adottare la forma del contratto di rete, consolidando delle partnership con altri studi legali, ma non solo. Spesso le questioni cui va incontro il cliente interessano aree trasversali. Questa soluzione ci permette di tutelarlo, offrendogli

Paola Maccarone

Che cosa distingue lo studio UggettiMaccarone? Rifuggendo la litigiosità, privilegiamo la risoluzione del problema e la composizione delle controversie. Ci poniamo come problem solver, per dirla con un termine anglosassone. Siamo degli “artigiani del diritto”, la cui cifra stilistica è l’unione di etica e qualità professionale. È un approccio

Daniela Marchiori

sia la tranquillità di un interlocutore unico, sia la consulenza di un team allargato di professionisti - in particolare penalisti e giuslavoristi - che collaborano in modo stabile. Uniamo le competenze di uno studio strutturato alla cura ed al rapporto personale che solo una realtà più piccola può garantire.

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che passa anche attraverso la forma: insegniamo ai giovani collaboratori a non trincerarsi dietro alle parole, a non usare termini roboanti quando si può essere semplici. Le parole sono il modo che abbiamo per comprendere il mondo, dobbiamo farne buon uso.

Scegliete due parole che vi rappresentino Le prendiamo in prestito da Italo Calvino: sono leggerezza ed esattezza. Bisogna essere leggeri e precisi e la rete di collaboratori che abbiamo sviluppato ci aiuta ad andare in questa direzione. Sappiamo che è quella giusta perché la nostra soddisfazione trova riflesso nella soddisfazione dei clienti. Quando ti rendi conto che hai a che fare con la vita delle persone, non puoi risparmiarti: il cliente si affida a noi in un momento delicato del suo percorso, il nostro dovere è essere all’altezza di questa fiducia e ripagarla mettendo in campo le nostre migliori risorse. Cosa fa di un avvocato un buon avvocato? Secondo la tradizione romanistica, l’avvocato è un vir bonus dicendi peritus, un uomo perbene esperto nell’arte della parola, e l’accento va sul “perbene”: un buon avvocato deve essere una persona moralmente all’altezza del compito che è chiamato a svolgere. Essere avvocati è un atteggiamento mentale, un modo di essere al cui centro c’è l’interesse del cliente e l’impegno perché i suoi interessi ed i suoi diritti vengano tutelati. Questa per noi è la strada, quello che ci ha sempre ispirato e che cerchiamo di trasmettere a chi lavora con noi. Ultima domanda: qual è il segreto per conquistare la fiducia di un cliente? La risposta per noi è semplice: essere autentici.


Paolo Carmeli

GRUPPO CARMELI Si respira un’aria frizzante nella nuova concessionaria Nissan di Curno

I

l Gruppo Carmeli è partner Nissan dal 2014, partito da Coccaglio, in provincia di Brescia, sbarcato a Bergamo dal 2018 in via Borgo Palazzo e trasferito nel 2020 a Curno con la nuova concessionaria, per un totale di 5 sedi. La nuova sede ha visto la luce nel 2020, e lo scorso 19 maggio ha finalmente potuto avere luogo una cerimonia ufficiale di inaugurazione, che si è svolta alla presenza dell’Amministratore

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Delegato Paolo Carmeli, oltre che dell’Amministratore Delegato di Nissan Italia Marco Toro. Il Gruppo Carmeli è cresciuto fino a diventare il sesto concessionario italiano Nissan per volumi di vendita (oltre 12.000 vetture vendute nel 2019), ma oltre che per i risultati in termini di vendite si distingue anche per la soddisfazione dei propri clienti e nel 2020 è stato riconosciuto fra i dieci migliori concessionari italiani per qualità dell’assistenza. Il 21

luglio 2020, a Roma, è stato infatti assegnato il premio Best of the Best alle migliori concessionarie Nissan presenti al mondo, durante i 2020 Nissan Global Award. Ed ecco le dichiarazioni dell’AD PAOLO CARMELI: Vi hanno eletto Best of the best, tra le migliori concessionarie Nissan presenti al mondo: cosa significa questo traguardo? Qual è quel qualcosa in più che offrite al vostro cliente?


Foto Light&Magic Productions

Marco Toro

Una miscela di più fattori. Io ho sempre curato in modo particolare la qualità e l’accoglienza dedicata ai clienti. Siamo stati tra i primi ad offrire un servizio professionale di reception che negli anni successivi si è tradotto in un vero e proprio modo di lavorare, nell’esperienza offerta al cliente nelle concessionarie Carmeli, e dalle recensioni dei clienti vediamo che questo modus operandi paga. Crede che la strada “virtuale” e della simulazione abbia futuro nel settore automobilistico? Il modo di valutare l’acquisto di un auto è cambiato. L’affluenza fisica è nettamente diminuita, e, grazie a Internet, il cliente arriva in concessionaria già con le idee molto chiare e ben informato sul tipo di auto che desidera acquistare. Sul nostro sito il cliente può configurare autonomamente l’auto che vorrebbe, le versioni, le opzioni di finanziamento, e sapere dove andare per trovarla disponibile. Abbiamo aggiunto la possibilità di fare una virtual chat con il venditore per rispondere a tutte le domande. Il sistema “Click&Drive” consente persino la firma elettronica del contratto di compravendita. Credo che il virtuale avrà ulteriore sviluppo e sarà sempre più importante, ma la necessità di concretizzare fisicamente il test dell’auto e il contatto diretto con il venditore non perderanno mai la centralità del loro ruolo. L’obiettivo è ingrandirci, perché l’economia di scala con margini sempre minori è diventata una questione di sopravvivenza. E abbiamo

«Il Gruppo Carmeli è cresciuto fino a diventare il sesto concessionario italiano Nissan»

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«Il Gruppo Carmeli è partner Nissan dal 2014, partito da Coccaglio, sbarcato a Bergamo dal 2018 in via Borgo Palazzo e trasferito nel 2020 a Curno con la nuova concessionaria per un totale di 5 sedi»

La nuova sede di Curno

grandi aspettative per una città estremamente dinamica come Bergamo. Partiamo da una storia familiare, con mio padre che aveva fondato la sua concessionaria nel 1976, ma le nostre evoluzioni più importanti sono arrivate con l’avvento di Nissan. Da Coccaglio, con un volume di vendita di circa 1.000 vetture nel 2007-2008, siamo arrivati al record di 12.000 macchine nel 2019-2020, e alle attuali cinque sedi: oltre a Curno abbiamo un Centro Outlet Multimarca, un polo logistico da 40.000 mq, due concessionarie a Brescia, una Nissan e una Renault Dacia, e nella sede storica siamo anche Service ufficiale Mercedes Benz e Smart. MARCO TORO Nella sua carriera ha ricoperto diverse posizioni anche internazionali per Nissan «Ho passato 27 anni in Nissan, dieci dei quali in Francia, Spagna e Portogallo, in ruoli diversi: vendita, post-vendita, marketing, logistica, ricambi, capo del personale. Più conoscenza si ha di tutti i settori del business, meglio si riesce a gestire la compagnia. L’esperienza all’estero consente di vedere le cose da un altro punto di vista, di ampliare i propri orizzonti». 54

Da quando è tornato a Nissan Italia il mondo è cambiato, ma già da tempo, afferma Toro, in Nissan era in atto un processo di virtualizzazione che facilita di molto l’orientamento del cliente

processo di digitalizzazione e la realtà virtuale in un mondo molto tradizionale come il nostro. Abbiamo implementato moltissimo la nostra presenza online. Continuiamo, tuttavia, a

su una particolare vettura, senza tuttavia pretendere di sostituire le sensazioni e le emozioni che la guida e la prova sul posto trasmettono. «La pandemia ha avuto un impatto anche il settore automobilistico, ovviamente, ma già da tempo, a prescindere da questa sfortunata situazione, Nissan aveva puntato ad accelerare decisamente il

ritenere che la presenza fisica sia fondamentale nel nostro lavoro, in cui è necessario testare l’auto prima di acquistarla. Abbiamo inoltre implementato la nostra Promessa Cliente, un programma unico nel mercato che comprende auto di cortesia gratuita per ogni intervento di riparazione e manutenzione anche fuori dal periodo di garanzia, checkup Continua a pagina 56


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gratuito, un anno di assistenza gratuita su strada, equiparazione del prezzo a quello delle officine indipendenti. Promessa Cliente è uno dei nostri maggiori punti di forza, e uno dei motivi per cui i nostri clienti ci scelgono». Il mondo automobilistico sta evolvendo, la prima sfida da affrontare che viene in mente è sicuramente quella ambientale. Altro punto su cui molti stanno lavorando è la sicurezza del guidatore. Infine c’è la tecnologia, la sempre maggiore integrazione tra guida, relax e divertimento.

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Quali soluzioni prenderanno piede? Può svelarci qualcosa delle gamme che presenterete in futuro? Oggi il mercato sta andando su due tendenze: elettrificazione e crossoverizzazione. Il segmento dei piccoli e medi crossover come Juke e Qashqai è diventato il segmento dominante del mercato e in questo vantiamo un’esperienza senza uguali e stiamo rinnovando la nostra gamma. Juke è stata lanciata un anno fa, e Juke Enigma si distingue, oltre che per la raffinatezza

dei dettagli e del design, per l’applicazione NissanConnect Services con cui i clienti, tramite il proprio smartphone, possono implementare una serie di sistemi di notifica, gestire funzioni di navigazione e connettività. a giugno arriva il nuovo Qashqai con due motori 100% elettrificati, uno benzina 1300 mild hybrid e uno a motore E-power. A differenza degli ibridi attuali, ha un motore interamente elettrico che dà trazione all’auto, mentre il motore benzina fa da generatore di ricarica per la batteria. Un elettrico senza spina dall’ottima resa, in sostanza. Qashqai è la nostra vettura iconica, quella che ha cambiato il modo di intendere Nissan, e abbiamo molte aspettative per il lancio del nuovo modello a giugno. Che clima ha trovato oggi qui a Curno, sull’onda dell’entusiasmo per esservi qualificati come gruppo tra i migliori? C’è un clima fantastico, la voglia di ritornare alla normalità, e di confermare e implementare gli ottimi risultati fin qui raggiunti. La sede non ha avuto un lancio vero e proprio, quindi oggi è un giorno davvero importante. (am)


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LA RICETTA

Foto Benedetta Bassanelli

Marco Stagi

Risotto primavera al ginepro PREPARAZIONE 25 min COTTURA 15 min DOSI 2 persone COSTO ● ○ ○ ○ ○

DIFFICOLTÀ ● ● ○ ○ ○

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Il raffinato Bolle Restaurant di Lallio, simbolo di qualità delle materie prime e di maestria nell’abbinamento degli ingredienti, ci apre le porte per una rubrica dedicata alla cucina. Lo chef Marco Stagi è originario di Bergamo e ha 30 anni ma, nonostante la giovane età, vanta di grande esperienza ai fornelli, sia in Italia che all’estero, e di un curriculum di prim’ordine nel settore gastronomico. Si è diplomato alla scuola alberghiera di San Pellegrino, iniziò a lavorare all’Osteria della Brughiera dove rimase per 3 anni imparando le basi della cucina, si trasferì poi al ristornate Piazza Duomo di Alba per 5 anni dove crebbe tantissimo diventando il cuoco che è ora. Gli anni decisivi per la sua carriera furono quelli trascorsi in Belgio, all’Hof Van Cleve, uno dei ristoranti a tre stelle Michelin più prestigiosi al mondo. Tornò successivamente in Italia e lavorò per qualche tempo come sous-chef a Casa Perbellini a Verona, l’ultima tappa del suo attuale percorso l’ha riportato a Bergamo per esibire il suo talento nel ristorante firmato Agnelli. Il capo della brigata di cucina Bolle ha deciso di condividere con noi le sue esclusive ed equilibrate ricette, portando sulle nostre tavole la sua arte culinaria, ricca di colori, profumi e sapori.


Gli ingredienti ● ● ● ● ●

100 gr di riso Carnaroli 50 g di burro al ginepro 30 g di parmigiano Polvere di rucola a cubi q.b Erbe e fiori q.b.

Preparazione il ginepro in 01 Tostare padella

02

Aggiungere del burro fuso, salare, pepare e lasciare in infusione

03

Frullare il tutto fino ad ottenere un burro montato al ginepro

il burro al 04 Utilizzare ginepro per mantecare il risotto

una cassetta 05 Prendere di rucola, essiccarla e

frullarla, fino ad ottenere una polvere di rucola

06 Una volta impiattato il

risotto, decorarlo con un bouquet di erbe e fiori: 5 foglie, tra cui primule selvatiche, basilico greco, aneto, finocchietto e shiso verde come tocco 07 Aggiungere finale la polvere di rucola. Il

risultato sarà un piatto molto

profumato, dal sapore leggermente amaro

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Foto Light&Magic Productions

L’EVENTO

Due nuovi soci per il Panathlon Club Bergamo

S

abato 22 maggio, presso la SAPS Agnelli di Lallio, si è svolta l’assemblea annuale in presenza del Panathlon Club Bergamo “Mario Mangiarotti”. Il presidente Gianluigi Stanga ha riassunto le iniziative che il Panathlon è riuscito a portare avanti durante l’anno horribilis della pandemia, che ha costretto a cancellare e rinviare alcuni appuntamenti che fanno parte del

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calendario sociale. Nel 2020, anno in cui il Panathlon ha registrato la perdita dei soci Luigi Mariani e Giancarlo Mangili, due personaggi fortemente legati allo sport e ai suoi valori più autentici, il Club è riuscito a celebrare il Premio Angiolino Quarenghi a San Pellegrino Terme e ricordare le figure di Mimmo Amaddeo, insieme ai fondatori della Polisportiva Olimpia di Bergamo, e del Past President Mario Mangiarotti con la testimonianza del figlio Marco e il contributo

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del docufilm realizzato da TerzoTempoSportMagazine. Tante le iniziative assunte dal Panathlon: una donazione all’ospedale Papa Giovanni, in collaborazione con A. RI. BI. e l’Unione Ciclistica Bergamasca 1902 Friends una bicicletta nuova ad un ragazzo vittima di bullismo, la donazione del vicepresidente Baldassarre Agnelli alla scuola dell’infanzia Madre Teresa di Calcutta di Cavernago per consentire di accogliere un bambino di soli tre anni, affetto da una gravissima malattia genetica, e ancora il sostegno a Enjoy Ski Sport Onlus, all’Associazione Amici della Pediatria e al Reparto Alzheimer della casa di Riposo S. M. Ausiliatrice di Bergamo. I partecipanti all’assemblea si sono trasferiti poi al ristorante Bolle, dove si è tenuta la cerimonia di accoglienza di due nuovi soci: Lara Magoni, campionessa di sci, delegata provinciale CONI e assessore regionale al turismo, e Nicola Scandella, sportivo e imprenditore, titolare di Solarfast. Federica Sorrentino 62


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Foto Antonio Milesi

TENNIS

Peter HELLER (GER) 64


Trofeo AZIMUT

D

opo due anni di sospensione, il Tennis Club Città dei Mille, con l’appoggio di Azimut, ripropone un torneo internazionale da 15mila dollari che rientra nella

fascia dei tornei di avvicinamento al grande professionismo che anche nelle precedenti edizioni, ha portato a Bergamo alcuni tra i migliori giocatori a livello europeo. Un torneo dedicato a giovani emergenti, che ha visto all’opera sui campi del Tennis Club Città dei 65


Nik RAZBORSEK (SLO)

«Il Futures Trofeo Azimut è affidato alla struttura organizzativa del TC Città dei Mille»

«Si gioca dal 19 al 27 giugno Sabato 19 e domenica 20 si giocheranno le qualificazioni da lunedì 21 prenderà invece il via il tabellone principale»

Jacopo Berrettini (ITA)

Mille giocatori del calibro di Novak Djokovic, Gael Monfils e Fabio Fognini. Si gioca dal 19 al 27 giugno. Sabato 19 e domenica 20 si giocheranno le qualificazioni; da lunedì 21 prenderà invece il via il tabellone principale. La speranza è che, per quella data, si possa offrire anche la possibilità ai molti appassionati di poter essere presenti, seppure nel rispetto delle normative antiCovid. Dopo le prime tre edizioni di grande successo, il Torneo ha subito due anni di stop forzato: nel 2019 a causa del cambiamento delle regole che non attribuivano per 66

Continua a pagina 68


Marvin NETUSCHIL (GER)

tale tipologia di tornei punti ATP, regolamento subito ripristinato; nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria. Il Futures Trofeo Azimut è affidato alla struttura organizzativa del TC Città dei Mille, presieduto da Marco Fermi. Un’organizzazione tutta interna al sodalizio, che si avvale del supporto di soci del club e volontari. Le prime tre edizioni, dirette con passione e competenza da Silvana Carrara, hanno visto altrettanti successi italiani: nel 2015 si impose Gianluca Naso, nel 2016 ci fu l’emozionante successo di Adelchi Virgili, mentre nel 2018 fu l’italo-austriaco Riccardo Bellotti a imporsi raggiungendo proprio al Tennis Città dei Mille il record

mondiale di ITF vinti in carriera. Dopo le belle sorprese delle tre edizioni e dopo due anni di stop, il Tennis Club Città dei Mille è pronto a ospitare un’altra settimana di grande tennis. In arrivo diversi tennisti compresi tra i top-300 ATP e tanti giovani interessanti anche di casa nostra a caccia di un posto nei grandi tornei. Sarà bene seguire con interesse tutti i giocatori: tra loro potrebbe nascondersi il nuovo Novak Djokovic. «Azimut ci è sempre stata vicino, negli ultimi anni è il nostro title sponsor - afferma Marco Fermi - speriamo vivamente che questo evento possa svolgersi con una degna cornice di pubblico, compatibilmente con le restrizioni che saranno in vigore a fine giugno. Ci auguriamo ci siano i migliori elementi giovani italiani». Le aspettative sono condivise sia dal TC Città dei Mille, che da Azimut: «il torneo rientra in un progetto ad ampio raggio del nostro sodalizio - dice Marco Fermi - che coinvolge la scuola tennis di Marcello Bassanelli, che quest’anno si è allargato facendo un gemellaggio con Fabrizio Albani, fino allo sviluppo di un percorso in cui i ragazzi possano assaporare il gusto di vedersi proiettati da professionisti». Riccardo Maffiuletti, Managing Director di Azimut, sottolinea la vicinanza alla città di Bergamo di una società di gestione del risparmio quotata alla Borsa Valori. «Una scelta convinta, pur essendo la nostra una società Milano centrica. Sosteniamo molto la città di

«In arrivo diversi tennisti compresi tra i top-300 ATP e tanti giovani interessanti anche di casa nostra a caccia di un posto nei grandi tornei»

Riccardo Bellotti (ITA) 68

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Da sinistra Silvana Carrara, Riccardo Maffiuletti con il vincitore Riccardo Bellotti dell’edizione 2018

Bergamo. Quando Marco mi ha parlato di questa iniziativa a supporto di questo sport di giovani ragazzi, di nuovi talenti, e soprattutto vista la passione che lui e Silvana Carrara mettono in questo tipo di attività a supporto anche del Tennis Club Città dei Mille, ci sembra giusto essere a fianco di questa chiamata». Marco Fermi ribadisce l’importanza del ritorno di questo torneo: «è l’appuntamento più importante dell’anno, che abbiamo volentieri riportato al Tennis Club. Per noi rappresenta il fiore all’occhiello, il gioiellino che vorremmo mantenere nel corso degli anni, per consentire un domani di vedere schierati nei tabelloni importanti, qualche giocatore che è nato e cresciuto all’interno del nostro

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Tennis Club, o comunque nella nostra provincia, poiché siamo legati al nostro territorio». «Per Azimut essere title sponsor del torneo è un motivo di orgoglio e di grande soddisfazione. Da bergamasco posso dire che la nostra città ha bisogno di un momento di rilancio dopo i due anni tremendi che abbiamo passato. Crediamo che il rilancio possa passare tramite questo bellissimo sport, tramite i giovani e tramite la passione del Tennis Club Città dei Mille» dichiara Riccardo Maffiuletti, il quale aggiunge «quando iniziative di tale spessore nascono dalla passione e dalla voglia di andare sempre oltre nonostante le grandi difficoltà, penso si debba riconoscere i meriti di chi si mette tutti i giorni a disposizione per garantire la migliore riuscita organizzativa. Questo è il motivo principale che ha convinto la società Azimut a dare la propria denominazione al prestigioso torneo». Un sentimento di gratitudine e condivisione reciproche emerge anche dalle parole di Marco Fermi: «desidero ringraziare Riccardo, aldilà del suo ruolo di sponsor, perché egli rappresenta una persona appassionata, che come noi del TC Città dei Mille crede nei progetti che sviluppiamo. Da amico ringrazio Riccardo per la fiducia che ci sta accordando da molti anni, perché la collaborazione con Azimut nasce con il torneo. Il fatto che quest’anno abbiano incrementato l’impegno come title sponsor, ci gratifica, a conferma del fatto che lui e Azimut credono in quello che facciamo». Federica Sorrentino


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MOTORI

GHIBLI TROFEO The Art of Fast

U

n ruggito davvero unico: Maserati Ghibli Trofeo è una berlina di lusso dal fascino i n co n fo n d i b i l e e che può contare, oltre alla potenza eccezionale prodotta

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73 Foto Light&Magic Productions


dal suo motore V8, su piacevole comfort e tecnologie intuitive al servizio della sportività. Abbiamo provato la nuova vettura della casa automobilistica del Tridente, messa gentilmente a disposizione per l’occasione dalla concessionaria Scuderia Blu, nella splendida cornice di Città Alta, percorrendo le curve che accompagnano la strada lungo le Mura Venete, proseguendo per Piazza Vecchia e infine salendo verso il colle di San Vigilio, da cui si può ammirare dall’alto tutta la città. Come dicevamo cifra distintiva della gamma Trofeo è proprio la potenza, la sportività, la grinta. Anche perché al ruggito fantastico del V8 Maserati si sommano l’eleganza innata, il raffinato design italiano e una nuova strumentazione elettronica, decisamente al passo con i tempi. All’esterno la Ghibli Trofeo si riconosce a colpo d’occhio soprattutto per la fibra di carbonio. Sono realizzati in questo materiale le nuove appendici aerodinamiche 74

e un nuovo estrattore posteriore, oltre alle caratteristiche mostrine sui paraurti e al rivestimento del motore. Sulla Ghibli, inoltre, ci sono due uscite d’aria supplementari sul cofano, che estraggono calore dal vano motore e rendono più aggressivo il look. La trazione

«Il maestoso emblema Trofeo è posto sulle iconiche prese d’aria laterali» posteriore e il controllo integrato dei veicolo regalano un perfetto feeling con la vettura, che resta letteralmente incollata all’asfalto in ogni condizione di guida. La punta di velocità è altissima: 326 km/h, record per una granturismo del Tridente. Ma quel che colpisce

è la reattività (da 0 a 100 orari in 4,3 secondi). E poi la naturalezza con cui Ghibli si infila nelle curve, uscendone sempre con un assetto equilibrato. Pronta per una imperiosa pestata sull’acceleratore. Il senso di sicurezza che Ghibli trasmette incoraggia a osare e l’auto risponde sempre in modo efficace, raddrizzando le traiettorie quando il raggio di sterzata mette a rischio l’assetto delle vettura. Dentro l’abitacolo c’è tutto il comfort Maserati, rappresentato dal volante sportivo in fibra di carbonio e dalla pedaliera Sport che anticipano la scarica di adrenalina inclusa nell’esperienza. A questi si aggiungono i rivestimenti dei sedili sportivi sagomati in pelle naturale Pieno Fiore (nera, rossa o cuoio) con il logo Trofeo sui poggiatesta, uno schermo touch da 10 pollici per regolare le funzionalità dell’auto e poi comando vocale, il prezioso Maserati Connect e la ricarica wireless. Il cambio automatico ZF è inoltre perfetto su strada e perfino in pista:


se si affronta il circuito in modalità Sport, è possibile concentrarsi su volante e pedaliera. Questo perché i cambi di marcia risultano sempre precisi e puntuali. Nel complesso le modalità di guida sono Normal, I.C.E (per il risparmio carburante), Sport e Corsa. L’ultima prevede il ricorso al Launch Control per ottenere la massima accelerazione in partenza: migliora la reattività di risposta di motore e cambio, le soglie di intervento dei controlli elettronici di aiuto alla guida diventano più permissive e vengono aperte le valvole di scarico, per amplificare al massimo il suono del motore. Per quanto riguarda il propulsore, il motore della Ghibli Trofeo - un 3.8 V8 bi-turbo da 580 CV sviluppato in collaborazione con Ferrari rappresenta un’evoluzione dell’otto cilindri della Quattroporte GTS da 530 CV e di quello della Levante Trofeo. Si tratta di un V8 a 90° 3.799 cc di cilindrata, che sviluppa i suoi 580 CV a 6.750 giri/min (154 CV/litro), 730 Nm a di coppia tra 2.250 e 5.250 giri/min e rispetta le

normative antinquinamento Euro 6D Final e ULEV 160. Rispetto al V8 della GTS, sono nuovi i pistoni, le bielle, i due turbocompressori twin-scroll paralleli (uno per bancata) sono alimentati da un doppio intercooler e con una speciale geometria

«Il potente motore V8 è protetto da un imponente coperchio in fibra di carbonio» per la turbina, per garantire un maggior flusso d’aria. Le testate dei cilindri sono ad elevata turbolenza e hanno alberi a camme e valvole ottimizzate per migliorare l’efficienza della combustione, e dunque le prestazioni e i consumi. A differenza della versione Trofeo

del SUV Levante, che ha la trazione integrale Q4, su Ghibli la trazione è posteriore con differenziale meccanico LSD, collegata, come detto precedentemente, a un cambio automatico ad 8 marce della tedesca ZF, con convertitore idraulico di coppia e una calibrazione fatta su misura dai tecnici Maserati. Le sospensioni anteriori sono a quadrilateri con doppio braccio oscillante, le posteriori multilink a cinque bracci, in entrambi i casi con una taratura dedicata all’incremento di prestazioni portato dal motore Trofeo. Gli ammortizzatori elettronici Skyhook permettono una regolazione a variazione continua dello smorzamento per ridurre i trasferimenti di peso in rollio e beccheggio (spazio di frenata da 100 a 0 km/h: 34 metri), garantendo al tempo stesso il livello di comfort che ci si aspetta da una Maserati. Infine, i sistemi di assistenza alla guida della nuova Ghibli Trofeo 75


«Il motore della Ghibli Trofeo un 3.8 V8 bi-turbo da 580 CV sviluppato in collaborazione con Ferrari» sono di livello 2: l’Active Driving Assist, il Lane Keeping Assist (LKA), l’Active Blind Spot Assist (ABSA), il Traffic Sign Recognition (TSR), l’Adaptive Cruise Control (ACC), il Forward Collision Warning Plus (FCW Plus), l’Advanced Brake Assist (ABA), l’Autonomous Emergency Braking (AEB), la telecamera posteriore con griglie dinamiche, la telecamera Surround View (optional) e il Rear Cross Path. L’imponente presenza su strada di Ghibli Trofeo è sottolineata anche dai cerchi da 21’ forgiati in lega e con una finitura scura specifica. Insieme all’esclusivo sistema frenante Brembo ad alte prestazioni, offrono inoltre un controllo aggiuntivo per l’esperienza di guida più esaltante di sempre. Alessandro Belotti

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Foto Light&Magic Productions

MOTORI

ŠKODA ENYAQ iV

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S

imply Clever: il motto della Casa cecoslovacca non tradisce. Accomodandosi nell’abitacolo della nuova Škoda Enyaq infatti, la prima impressione è quella di trovarsi

a casa: gli interni sono moderni, i sedili ben disegnati e avvolgenti, tutti i controlli sono sottomano e soprattutto vediamo diffuso l’uso di materiali eco-sostenibili. Abbiamo provato la nuova vettura della casa automobilistica ceca, messa gentilmente a disposizione 79


per l’occasione dalla concessionaria Bonaldi Škoda Bergamo, nella splendida cornice dell’ex Monastero di Astino e del centro Piacentiniano. Partendo dall’esterno, il SUV elettrico propone uno stile dinamico con linee scultoree e proporzioni equilibrate. La Enyaq è 80

lunga 4.649 mm, larga 1.879 mm, alta 1.616 mm e con un passo di 2.765 mm. Questo vuol dire che è lunga 5 cm meno di una Kodiaq, ma ha un passo più generoso di 7 cm rispetto alla Octavia tutti a favore di una maggiore abitabilità interna. A tal proposito il bagagliaio ha


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una capacità standard di ben 585 litri che diventano 1.710 a divano posteriore abbattuto. Il frontale è l’aspetto più caratteristico di questo modello, con la calandra sporgente e verticale e la nuova Crystal Face (a richiesta), con 130 LED ad illuminare le alette verticali ed una striscia orizzontale per illuminare la calandra. Quest’ultima propone una funzione dinamica di benvenuto, che si attiva quando il veicolo viene aperto o chiuso in condizioni di visibilità ridotta. In più la presa d’aria anteriore viene motorizzata per rendere ancora più aerodinamica e funzionale la Enyaq che ha un Cx di soli 0,257. Non mancano i fari full LED Matrix, mentre proseguendo a scorrere la vettura troviamo i cerchi da 18 a 21 pollici per conferire un aspetto robusto, mentre nel posteriore sono presenti lo spoiler nero opaco sul tetto, il paraurti con diffusore grigio ed il portellone con la scritta Skoda a singole lettere posizionata al centro ed in rilievo. Entrando nell’abitacolo, troviamo 82

degli interni ispirati ai moderni ambienti abitativi con l’impiego di materiali sostenibili e ben 40 litri di vani porta oggetti. A seconda della configurazione, sono diversi i rivestimenti dei sedili, della plancia, i tappetini, la consolle centrale e l’illuminazione ambientale. Già di serie il climatizzatore bizona, il volante multifunzione in pelle, il sistema di avviamento senza chiave e la radio DAB. Non manca il sistema di infotainment SmartLink, con un display centrale da 13”, l’interfaccia con lo smartphone grazie ad Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink in modalità wireless e la connettività con la eSIM integrata. Inoltre, la Connect App permette di controllare da remoto la ricarica della batteria e la preclimatizzazione. Il SUV 100% elettrico è disponibile in varie configurazioni. La versione d’ingresso è la 50 iV con motore da 148 CV abbinato alla batteria da 55 kWh per un’autonomia dichiarata di 340 km. Salendo di livello troviamo la 60 iV con potenza di 179 CV e

batteria da 62 kWh per 414 km di percorrenza, mentre la 80 iV sale a 204 CV, batteria da 82 kWh e 537 km di autonomia. I cerchi variano da 18 pollici a 21 pollici, quest’ultima è un’opzione che sottolinea ancora di più il dinamismo e la sportività della vettura che rimane in sottofondo. I cerchi più piccoli possono però essere interessanti per ottenere una maggiore autonomia vista la ridotta impronta a terra dello pneumatico. (ab)

Via Agostino Gemelli, 30 24124 Bergamo Tel. 035 4532744 www.skoda.bonaldi.it


Il nuovo showroom di Pentole Agnelli vi aspetta a Lallio, in Via Provinciale, 30.

Lunedì dalle 14.00 alle 19.00 / Martedì - mercoledì - giovedì - venerdì dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00 / Sabato dalle 9.30 alle 19.00 / Domenica chiuso


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La salute della bocca parte dalla prevenzione Veradent Clinic vuole dare a tutti la possibilità di verificare lo stato di salute del proprio cavo orale e attivare un percorso di prevenzione che parta da una corretta igiene dentale. Noi crediamo fortemente che “prevenire è meglio che curare”. La buona abitudine a una corretta igiene orale domiciliare insieme a controlli periodici e trattamenti di igiene professionale, possono aiutare a mantenere un’ottimale stato di salute della bocca, prevenire patologie e interventi invasivi.

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Veradent Clinic è un centro dentale che offre servizi per la prevenzione e la cura del cavo orale, per la salute della bocca di tutta la famiglia. Lavorano presso Veradent Clinic oltre 20 medici odontoiatri che collaborano in equipe per offrire ai nostri Pazienti la migliore cura odontoiatrica.

Veradent Clinic ha 3 Centri Dentali in provincia di Bergamo: a Cene Cene, a Bonate Sotto e a Zogno I nostri trattamenti abbracciano tutte le necessità dei nostri Pazienti: igiene professionale, sbiancamento dentale, conservativa, endodonzia, chirurgia orale e implantologica, implantologia iuxtaossea e zigomatica, protesi fissa e mobile tradizionale o su impianti, trattamenti di ortodonzia mobile/funzionale, fissa e invisibile.

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Veradent Clinic S.r.l. a socio unico - Direttore Sanitario: Dr. Dino Chiarini (Bonate), Dr. Luca Ferrario (Cene), Dr. Antonino Mandracchia (Zogno) Informazione sanitaria ai sensi della legge 248 (legge Bersani) del 04/08/2006.

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Bergamo Economia maggio  

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