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LA CONGIUNTURA Riparte la produzione industriale bergamasca ma non l’occupazione Paolo Malvestiti: “Dobbiamo sfruttare le opportunità del mercato”

REPORTAGE Agli enti locali la possibilità di valorizzare o vendere i beni demaniali A Bergamo il pezzo pregiato è il carcere di Sant’Agata, in città Alta

L’INTERVISTA DOPPIA Il federalismo demaniale è un bene o un male? Due architetti a confronto: l’assessore provinciale Silvia Lanzani e Maria Claudia Peretti di “Italia Nostra”

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

Minipack-Torre firma la tracciabilità L'azienda di Dalmine, leader mondiale nel settore del packaging, lancia sul mercato una rivoluzionaria gamma di macchine per il sottovuoto che stampano direttamente l'etichetta adesiva con tutte le informazioni per identificare il prodotto

il presidente Fabio Emanuele Torre

SETTEMBRE 2010 - anno 4 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Settembre 2010

Google: sogno americano o grande bluff? La redazione di Bergamo Economia, negli Stati Uniti, ha visitato il quartier generale della piĂš grande multinazionale al mondo La morale? Meglio le nostre care e piccole aziende di famiglia

DI LUCA T. BILOTTA

uesta volta non vogliamo raccontarvi l'evolversi estivo dell'economia bergamasca, ne tantomeno la fase congiunturale del nostro territorio negli ultimi mesi di luglio o agosto. Lo faremo nelle pagine che sfoglierete dopo questo editoriale, per la prima volta capace di raccontare le impressioni e le sensazioni di un viaggio d'estate. Esattamente a fine luglio parte della redazione del nostro mensile "Bergamo Economia", ha vissuto un'esperienza particolare. Esaltante a dir poco, se raccontato con lo sguardo entusiasta del semplice visitatore. Complice un viaggio di piacere, siamo stati in California. Precisamente a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley e patria di un'azienda - ora multinazionale - che ha rivoluzionato il

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trovare, inoltre, gli oggetti più disparati iniziando dalle strane lampade giganti, palle di gomma, qualche pianoforte, repliche di navicelle spaziali, dinosauri e molte situazioni per il relax degli addetti come la palestra, piscine dalle piccole dimensioni, o - come detto - campi da beach volley, lavanderie e molto altro ancora. i immaginate un'azienda così concepita in Italia? Che cosa potrebbero dire i nostri sindacalisti? A quali appigli potrebbero aggrapparsi per dare un giudizio negativo sull'operato dell'amministratore delegato? L'unica possibilità è lamentarsi dell'aria condizionata troppo alta, oppure dei cibi troppo sani alla mensa. Eppure, scherzi a parte, non è tutto oro quel che luccica. Anche nella sede di Google ci sono verità nascoste e malcontenti generali fra i dipendenti, anche se è divertente fare la pausa pranzo schiacciando a beach volley. Basta navigare in internet per leggere blog e discussioni aperte da ex dipendenti inviperiti per il modus operandi di Google. Molti di questi, se non tutti, erano affascinati dall'alone di dinamismo e di freschezza che aleggiava intorno alla grande "G" e che la rende tuttora un brand riconoscibile e amato, in molti ambivano ad investire il proprio afflato creativo in un'azienda nella quale militano mostri sacri della tecnologia. Eppure gli stessi, dopo anni d'aziendalismo, sono rimasti scottati da un ambiente di lavoro estremamente burocratizzato e gerarchico; oppure delusi da manager che creavano compartimenti stagni e attriti fra la forza lavoro. Infine da stipendi poco adeguati all'orario di lavoro infinito.

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mondo. O meglio lo muove virtualmente a piacimento, complice internet e le sue migliaia di pagine. Stiamo parlando del motore di ricerca Google, che ha aperto le porte alla nostra redazione, per raccontarne la vita aziendale e privata dei propri lavoratori. Ebbene, l'impressione è stata molto particolare, più da parco giochi che da azienda come la intendiamo noi italiani. prima vista, infatti, la gigante struttura - che comprende anche una via intitolata alla stessa Google nel mezzo del quartiere residenziale in cui è stato realizzato l'impianto industriale - risulta essere un mondo incantato, distaccato dal mondo finanziario e dai milioni di dollari che ogni giorno "produce" con dei semplici click del mouse. Biciclette colorate, campi da beach volley e aree verdi che farebbero impallidire i più fervidi ambientalisti: tutto questo è Google. Al nostro arrivo, in orario di pausa pranzo, una folta schiera di lavoratori ci ha accolto all'interno del parco principale. I dipendenti non erano in giacca e cravatta, non stazionavano con i vassoi da mensa in grandi stanzoni asettici. Bensì in giardino, a chiacchierare con piatti biologici fra le mani. In pratica, bastano qualche centinaio di secondi per rendersi conto di quanto sia bello ed informale il quartier generale di Google. Come per tutte le altre sedi europee sparse nel mondo, anche l'headquarter della "G" maiuscola punta moltissimo sull'originalità e i grandi spazi, espandendosi nel corso degli anni fino a coprire quasi cinquantamila metriquadri suddivisi in quattro edifici e varie piccole dependance dedicate a "Google Maps" e "YouTube". Internamente alla sede si possono

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a non mancano, come sempre, le voci dei dipendenti entusiasti. Di coloro che rammentano con piacere l'ambiente informale e confortevole, sicuro e stimolante in cui hanno vissuto parte della loro carriera lavorativa. Mountain View, c'è chi assicura nei blog visitati al nostro ritorno dagli States, è popolata da una vita sociale brulicante. E vedendo l'aria che si respira all'interno non c'è da stupirsi. I dipendenti si fermano al lavoro, i progetti più interessanti e stimolanti fanno da catalizzatore per innescare la reazione con cui la vita lavorativa si compenetra con gli spazi personali. Ma di contro c'è chi ha deciso di "non sacrificare la propria felicità personale e le ambizioni per la propria carriera, nemmeno in cambio di tutto il tè kombucha che si poteva bere gratuitamente", come recita un blogger nonché ex dipendente sulla rete.

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Google, sottolineano in molti, è capace di assorbire tutta la vita del dipendente, forse per le aspettative che i suoi dipendenti nutrono nei confronti dell'azienda. Mountain View è totalizzante: "Appena entrato mi è sembrato di essere inghiottito da un gigante borg, mi sembrava di non esistere mentre guardavo le persone che si affollavano qua e là con i loro laptop. Dopo 5 mesi - ricorda il dipendente inghiottito - ho lasciato Google". orale della favola? E' bello potersi sedere in giardino mentre si gustano prodotti biologici sotto il sole della California. E' altrettanto bello poter lavorare in una grande realtà internazionale, stimolati dall'aspetto estetico simil "Gardaland-style". Ma se, una volta varcata la porta del proprio ufficio l'ambiente si trasforma in una grande Pacman che ti fagocita e lobotomizza, allora è meglio la nostra cara vecchia Italia. E' normale restare affascinati da Google e pensare: "Mamma mia, che bello lavorare qui". Ma non è poi così semplice. Il problema della grande "G" è l'essere cresciuta troppo in fretta e ritrovarsi nel giro di qualche anno ad avere milioni di dipendenti e sedi sparse in tutto il globo. Questa crescita esponenziale in tempi brevi ha reso tutto più difficile e, come in alcune aziende italiane, ci sono problemi interni non indifferenti. Insomma: "Tutto il mondo è Paese".

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a questa lezione dovremmo imparare due semplici cose. Primo: mai lamentarci di quello che abbiamo in Italia, anche perché ci sono aziende bergamasche con palestra o piscina per i dipendenti all'interno della sede produttiva e con spirito giovane come Google (abbiamo anche avuto modo di presentarvele all'interno del nostro mensile in questi quattro anni di vita). Secondo: ne tantomeno sognare un futuro a stelle e strisce perché non è detto che sia migliore. A conti fatti, crediamo sia più stimolante lavorare in un'azienda di famiglia in cui il proprio datore di lavoro ti dà una pacca sulla spalla o un aumento, che ti conosce per nome e sa quanto vali. Piuttosto che essere il dipendente numero 12.543 e non avere diritto di parola. Anche se, per spostarsi da una parte all'altra dell'ufficio, c'è una bicicletta colorata in omaggio che ti aspetta.

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IL CAPOREDATTORE

Google Camp Alcune immagini esclusive del quartier generale di Mountain View in California

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Sommario Settembre 2010

Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Presidente: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Direttore: Paolo Provenzi

REDAZIONE: Speb S.r.l. (Impaginazione, testi e foto) Caporedattore: Luca T. Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it Redattore: Livio Casanova Fotoreporter: Giorgio Chiesa

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Collaboratori: Carlo Di Gregorio Consulenti: Marco Amorese, Claudio Rossi, Laura Adele Feltri, Maria Zaccone, Alberto Capitanio, Barbara e Cristina Putortì

ECONOMIA & BUSINESS

Art: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it Fotografi: Laura Pietra, Loris Sambinelli e Franco Pasinetti

PUBBLICITA’:

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Minipack-Torre firma la tracciabilità

Tel. 035 678812 Agenti: Antonio Milanesi, Sergio Saresini, Renato Ardizzone, Jarno Sambinelli e Antonio Mandato Mail: speb@ilgiornalebg.it

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“L’aiutino” "Legge mancia": ai comuni orobici fondi per 3 milioni 240 mila euro

Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo

Copertina

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La classifica Trasferimenti statali. A Gandino 6 euro a testa contro 33.851 di Ripabottoni

INFO: Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Capitale sociale 75.000,00 Euro Stampatore: Quadrifolio S.p.a. 24052 Azzano San Paolo (Bg) - Via Emilia, 17 Tel. 035 330100

Abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi

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“Metri quadri” Rizzetti: “Lo scudo fiscale rilancia la compravendita delle case di lusso”

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Conferme Paolo Agnelli alla guida di Confapindustria Lombardia


Via Bolgare, 1, 24060 Carobbio Degli Angeli (BG) Tel. 035/778011 www.calonitrasporti.com


www.bergamoeconomia.it

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Il sondaggio Indagine Manpower: ripartire partendo da risorse umane e flessibilità

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Intangible assets Angelo Pasquarella: “ I valori intangibili, non in bilancio, sono il patrimonio delle Pmi"

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Parola all’associazione Ricetta Ascom: distretti e botteghe sotto casa contro la desertificazione

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RUBRICHE & EVENTI

AZIENDE 68

Tecnologia&Business FMS di Flavio, Marco e Sergio gli specialisti del risparmio energetico

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Top business

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La novità BMW Serie 5 Touring una classica di famiglia

Scorpion Bay, "ogni deserto ha la sua oasi"

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In anteprima Nuova Volvo S60 bella sicurezza a quattro ruote

A pagina 80

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Anniversario YCBG, "10 Years Party" con BMW Lario Bergauto

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Chi, dove e perché Foto e curiosità

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Notizie in breve 57.426 euro E' lo stipendio medio (lordo annuale) di un quadro dirigente assunto in provincia di Bergamo. A Sondrio il più alto con 81.637 euro all'anno, poi Brescia 64.084 euro, Cremona 59.088. Chiude Pavia con 49.697 euro

24.676 euro E' la retribuzione media (lorda annuale) di un operaio che lavora in provincia di Bergamo. Mantova è la più ricca con uno stipendio di 28 mila euro spaccati, poi Cremona con 24.882 e Lecco con 24.798. Chiude Legnano con 21.563 euro

"Sulla cresta dell'onda"

Ricerche

Sessa Marine: 50 milioni di vendite Massimo Radice è il nuovo ad

Il caffè, rimedio naturale contro il tumore al cavo orale

Sessa Marine nel 2009/2010 ha preda Riccardo Radice, nuovo vicesentato 6 nuovi modelli e le vendite per Presidente. A 46 anni e dopo essere l'esercizio che si chiuderà nell'agosto stato per molti anni direttore industria2010 raggiungeranno quota 50 milioni le di Sessa, Massimo Radice avrà il di euro, con una crescita del 14% rispetto alla stagione precedente. "La nostra strategia per la stagione 2009 è stata dice il nuovo amministratore delegato Massimo Radice (ex direttore industriale e vicepresidente Sessa C54 Sessa Marine) quella di tenere in funzione l'azienda ai massimi livelli possibili, in modo da compito di delineare e perseguire la garantire la continuità del lavoro e della visione strategica del gruppo. Il nuovo catena di fornitura". Sessa, nel corso vice presidente, Riccardo, continuerà a della stagione 2010, ha consegnato 497 imbarcazioni, di cui più di 100 sopra i 35 piedi, Sessa C35 mentre le unità consegnate nel 2009 erano state 438, di cui 93 superiori ai 35 piedi. Guidata per oltre 50 anni da Raffaella Radice, l'azienda vede oggi al suo interno una riorganizzazione che punta al miglioramento e alla crescita dell'azienda stessa. Proprio in questo contesto, rimanendo comunque presidente, Raffaella sarà affiancata dal primogericoprire il suo ruolo chiave di guida nito Massimo Radice, appena nomidella direzione marketing, caratteriznato amministratore delegato e zando anche lo "stile prodotto". Allo

Bastano quattro tazze di caffè al giorno per abbassare il rischio di tumore al cavo orale e alla faringe.Questi i risultati diffusi dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri pubblicati sulla rivista scientifica dell'Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro "Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention". Altri studi confermano questi risultati: nell'Università dello Utah la ricercatrice Mia Hashibe, analizzando i dati di circa 14.000 persone tra Europa, Asia e Stati Uniti, ha confermato che le persone che consumano 4 o più tazze di caffè al giorno registrano un rischio di tumori del cavo orale e della faringe del 39% inferiore rispetto a chi non consuma la bevanda. Solo in Italia il cancro del cavo orale colpisce il 4% della popolazione maschile e il 2% di quella femminile, con circa 6 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno. Pur essendo poco considerato, è un tumore con un alto indice di mortalità. Fumo e alcol sono i maggiori responsabili, ma anche una dieta sregolata e abitudini poco sane possono incidere. Da non sottovalutare i raggi ultravioletti, quelli UV indirizzati direttamente sulle labbra sono un fattore di rischio per l'insorgenza della neoplasia. Meglio il chicco nero, quindi, di altre pillole. Ma attenzione a non abusare: se si soffre di pressione alta, troppi caffè possono provocare sbalzi di pressione e tachicardia.

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stesso tempo, guiderà l'espansione tanto in Europa, mercato dove il gruppo si è storicamente sviluppato, quanto nei nuovi mercati emergenti. Arriva in azienda da Riva anche Alfredo Cofano, designato alla guida della direzione industriale. Per anni presso i prestigiosi cantieri RIVA, per cui ha anche sviluppato un performante sistema di industrializzazione. Quanto al prodotto, anche il 2010 vede il lancio di sei novità, che interesseranno tutte e tre le gamme di Sessa Marine, partendo dalla KEY LARGO, passando per la gamma cruiser con il lancio del successore del mitico C35 fino ad arrivare a due nuovi yacht di 48 e 54 piedi. "Le prospettive - si legge in un comunicato - per il prossimo anno nautico, che avrà inizio a settembre con il Salone Nautico di Cannes, sono positive e fanno prevedere una crescita di fatturato grazie al lancio dei nuovi modelli e l'ampliamento dei nuovi mercati in paesi emergenti" che a breve avvierà lavori di ampliamento della struttura produttiva di Catanzaro.


ECONOMIA&BUSINESS

Ristrutturazione delle imprese, tra autofinanziamento e finanziamento terzi LEGGERE LA LEGGE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO MARCO AMORESE

a legge finanziaria di cui al decreto legge n.78 del 31 maggio 2010 contiene alcune modifiche alla legge fallimentare che cercano di correggere aspetti di una disciplina che, pur positivamente orientata a favorire la ripresa delle società in crisi, manifestava serie incertezze e lacune. Già in un mio precedente intervento, avevo rilevato la necessità di sottoporre ad una disciplina esplicita la finanza concessa in esecuzione di un concordato o di un accordo di ristrutturazione dei debiti. Da questo punto di vista, la novella legislativa chiarisce detto dubbio che, seppure molti commentatori avevano risolto positivamente, aveva creato seri risvolti pratici, dal momento che rendeva molto cauti gli istituti di credito chiamati a dare "linfa" al progetto di ristrutturazione industriale pensato dall'imprenditore. La legge dichiara ora esplicitamente che la nuova finanza concessa all'impresa in crisi in esecuzione di un concordato preventivo non liquidatorio o di un accordo di ristrutturazione dei debiti è prededucibile. Analoga prededucibilità è garantita ai finanziamenti concessi in funzione della presentazione della domanda di ammissione al concordato o di quella di omologazione dell'accordo di ristrutturazione. Infine, viene esplicitamente prevista la prededucibilità dei compensi spettanti al professionista incaricato di predisporre la relazione che attesti la veridicità dei dati e la fattibilità del piano (con formulazione forse non felice perchè non menziona le diverse professionalità coinvolte nella redazione del piano e che potrebbero essere scoraggiate ad impegnarsi nel fornire il loro apporto). La novella ha inteso così rimuovere alcuni ostacoli pratici alla formulazione e presentazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti o di un concordato preventivo. La modifica legislativa è più profonda ed incisiva, tuttavia, nella parte in cui prevede una deroga al principio di postergazione dei finanziamenti

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effettuati dai soci in situazione di difficoltà finanziaria. Come noto, la riforma del diritto societario aveva inteso regolare i finanziamenti effettuati dai soci a favore della società in situazioni di tensione finanziaria. Lo schema noto e che si voleva colpire era quello con il quale il socio mascherava un apporto di capitale sotto forma di finanziamento, in modo da potere esigere la restituzione di quanto dato al pari (se non prima) degli altri creditori della società. La riforma del diritto delle società aveva previsto che detti finanziamenti dovessero essere soddisfatti dopo gli altri creditori, in modo da evitare abusi. La riforma introdotta con la legge finanziaria prende atto che in un capitalismo familiare come quello italiano, spesso è la famiglia di riferimento l'unica fonte di finanziamento per una impresa in crisi. La preoccupazione è stata quella di evitare che la disciplina della postergazione potesse portare all'abbandono dell'impresa anche da parte della famiglia di riferimento. Pertanto, quando detto finanziamento si inserisce in una procedura di ristrutturazione (sia esso un concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione) il finanziamento del socio può essere anch'esso prededucibile. Il Legislatore ha tuttavia voluto introdurre una attenuazione alla prededucibilità, disponendo che solo l'ottanta percento della nuova finanza apportata dal socio sia prededucibile. Il bilancio della novella legislativa è solo in parte positivo. Si è operato, infatti, un ulteriore sbilanciamento a favore del sistema bancario: è vero infatti che un elemento sintomatico della crisi di impresa è la scarsa liquidità e che il sistema bancario è preordinato a fornire detta liquidità, ma in una crisi di impresa è assolutamente primaria l'esigenza di tutela dei crediti commerciali e dei fornitori che consentono la continuazione dell'attività. Solo attraverso una rinnovata produttività infatti può passare il superamento della crisi.

La scheda

ha conseguito un LL.M. presso la Harvard Law School ed un Dottorato di ricerca in diritto commerciale presso l'Università degli Studi di Brescia. Italian Chair of the New York State Bar Association. È ammesso all'esercizio della professione forense in Italia e a New York STUDIO LEGALE AMORESE ha sede a Bergamo Via Zelasco, 18; Tel. +39 035 212175 Fax +39 035 271110 e a Londra 76 Holland Park, Tel +44 207 229 0889 (www.amorese.eu)


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Fondo patrimoniale: tuteliamo la famiglia CON... TRIBUTO - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA BARBARA PUTORTÌ

a legge Italiana prevede un istituto, il fondo Patrimoniale, stratagemma poco utilizzato, ma di buona efficacia, per salvaguardare la famiglia dalle azioni esecutive dei creditori particolari dei coniugi. Il Fondo Patrimoniale a tutela degli interessi della famiglia. Un baluardo nei confronti dei creditori per debiti contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia, anche nel caso di fallimento di uno dei coniugi, nelle azioni di responsabilità nei confronti di essi nonché, in determinate situazioni, anche nei casi di azioni esecutive da parte del fisco. Il Fondo Patrimoniale può essere costituito dai coniugi, congiuntamente o separatamente, da un terzo o per testamento, si tratta di destinare determinati

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beni mobili, immobili, mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito vincolati al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Questo significa che ogni obbligazione contratta dai coniugi per scopi estranei a quello che rappresenta il soddisfacimento dei bisogni familiari non può generare alcun diritto, da parte dei creditori delle suddette obbligazioni, che ne erano a conoscenza, di agire esecutivamente sui beni componenti il fondo.

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Il costo non proibitivo del fondo da sostenersi "una tantum" alla costituzione, la relativa semplicità di costituzione e alcune certezze sugli effetti ormai consolidati dalla giurisprudenza rendono l'utilizzo dello stesso sempre più frequente da parte di imprenditori e professionisti. Poiché il fondo patrimoniale può essere costituito anche durante il matrimonio, è importante che l'atto di costituzione venga fatto annotare a margine dell'atto di matrimonio: questo per renderlo conoscibile ai terzi che eventualmente dovessero assumere posizioni creditorie nei confronti dei coniugi. In tal modo, non potrebbero opporre la mancata conoscenza del'esistenza del fondo. I beni costituenti il fondo patrimoniale non possono essere alienati, ipotecati, dati in pegno, o comunque vincolati se non con il consenso di entrambi i coniugi, salvo diversa espressa disposizione inserita nell'atto costitutivo. Giova evidenziare, inoltre, che se ci sono figli minori, il semplice consenso dei coniugi non è più sufficiente, ma si rende necessario un provvedimento di autorizzazione da parte del giudice per i soli casi di necessità o utilità evidente. Il fondo rimane in vigore finché perdura la sua destinazione, ovvero finché non intervengano annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Ad ulteriore tutela di eventuali figli minori, il fondo sopravvive alle vicende che mettono fine al matrimonio: infatti, in tali ipotesi, dura fino al compimento della maggiore età dell'ultimo figlio e, fino a quel momento, è il giudice stesso a decidere come amministrare il fondo, su domanda di chi vi abbia interesse. L'utilizzabilità pratica della figura, peraltro, richiede le dovute cautele, per far si che essa risponda ai concreti interessi delle parti, tenendo anche conto che la legge prevede, in particolari casi, vincoli alla pos-

sibilità di disporre dei beni, costituiti in fondo patrimoniale. Per tali motivi pare sent'altro opportuna la supervisione di un consulente che potrà esporre tutti i dettagli operativi dell'istituto e valutare correttamente i vantaggi e gli eventuali limiti, ed in definitiva, l'opportunità concreta di ricorrere a codesta figura.

La scheda

Dottore Commercialista Revisore Contabile

STUDIO ASSOCIATO MANAZZA - PUTORTÌ ha sede a Bergamo in via Cucchi n. 3, Tel +39 035 215205 +39 035 4136420 Fax +39 035 226736


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PILLOLE DI FINANZA - RUBRICA A CURA DEL DOTT. CLAUDIO ROSSI

La gestione dell'impresa ed il bilancio d'esercizi utte le operazioni che emergono durante la vita attiva di un'azienda e che servono all'imprenditore per raggiungere l'obiettivo prefissato nel suo indirizzo strategico, possono essere raggruppate e definite "Gestione". Essa rappresenta, quindi, una sorta di continuum per tutta la durata di un'impresa ed in tale ottica deve essere considerata ed esaminata. Peraltro, a fini puramente pratici, di documentazione e soprattutto fiscali, la gestione viene comunemente suddivisa in periodi amministrativi, definiti esercizi. L'introduzione di tali periodi, se da un lato agevola il puntuale monitoraggio della gestione, dall'altro ne determina un aggravamento delle pratiche di rappresentazione e di determinazione del reale risultato economico del periodo osservato. Ora, semplificando, prendiamo in esame soltanto i due aspetti, finanziario ed economico dell'azienda, e provvediamo a registrare tra le cosiddette Entrate ed Uscite di Cassa gli incassi ed i pagamenti e tra i Costi ed i Ricavi gli altri atti aziendali che non generano un immediato pagamento od un immediato incasso. Obiettivo finale di questa pratica è quello di segnalare se l'azienda risulti in equilibrio o meno negli aspetti suddetti. Nel breve periodo, infatti, l'impresa deve essere sempre in grado di far fronte con le riscossioni ai pagamenti in programma mentre, nel medio periodo, essa deve riuscire ad avere i ricavi superiori ai costi al fine di perseguire un Risultato Economico positivo, definito Utile.

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La riclassificazione del bilancio.

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questo punto verrebbe da chiedersi se quanto anzi illustrato sia di per sé sufficiente a raggiungere l'obiettivo di rappresentazione e

previsione che ciascun analista si attende dal bilancio. Ebbene non del tutto. Se si escludono le macroscopiche variazioni annuali di fatturato o di risultato netto, per valutare approfonditamente eventuali patologie aziendali, dobbiamo assolutamente procedere alla cosiddetta riclassificazione del bilancio. Per far ciò prendiamo in esame almeno gli ultimi tre esercizi in modo da stemperare l'effetto di eventi imprevisti, una tantum e non caratteristici. E' dato ovviamente per certo che le poste del nostro bilancio siano assolutamente a valori "di mercato" altrimenti dovremmo come altro impegno preliminare rettificare queste valutazioni nel senso più realistico, attuale e prudenziale possibile. Solo adesso possiamo dire di essere effettivamente pronti per riclassificare il bilancio ovvero per "riorganizzarne i dati ai fini di un'analisi economico-finanziaria della gestione". Il lavoro si attua partendo dallo stato patrimoniale dove vengono raggruppate le poste attive in base al tempo che esse impiegheranno per trasformarsi in liquidità e quelle passive in funzione della loro stabilità nell'impresa. Queste macrovoci dovranno essere allineate. Per quanto attiene il Conto Economico, lo stesso dovrà essere riorganizzato per evidenziare quei costi e ricavi che facciano parte specificatamente della Gestione Caratteristica, di quella Finanziaria, di quella Straordinaria o di quella Tributaria.

rapportando due valori tratti dalla situazione patrimoniale e servono per capire quali siano le caratteristiche strutturali della "macchina impresa". Tra questi troviamo il Grado di Autonomia Finanziaria e quello di Indebitamento Corrente; - Indicatori di Situazione Finanziaria: sono quelli che ci permettono di valutare la capacità della nostra azienda di mantenere nel tempo il necessario equilibrio finanziario e, solitamente, raffrontano i due versanti della struttura patrimoniale: gli investimenti e le fonti. Evidenziamo il Margine di Disponibilità ed il Quoziente di Liquidità Immediata. Adesso si che possiamo dire di interpretare meglio l'efficienza della politica gestionale dell'azienda!

La scheda

L'Analisi per Indici ompletata questa ristrutturazione dello stato patrimoniale e del conto economico, possiamo adesso prendere in considerazione altri indicatori dello stato di salute della gestione ovvero l'equilibrio aggregato "fonti/impieghi" e la redditività lorda della nostra attività caratteristica. Ci manca, però, la possibilità di percepire predittivi più specifici. L'analista, quindi, tra le altre possibilità, potrà rilevare i cosiddetti indici di bilancio che, i principali, sono raggruppati in: - Indicatori di Redditività: sono ottenuti confrontando un valore tratto dal conto economico con un valore esposto nella situazione patrimoniale o nello stesso conto economico. I più conosciuti sono il ROE (Redditività del Patrimonio Netto) ed il ROI (Redditività Operativa del Capitale Investito); - Indicatori Patrimoniali: sono ottenuti

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Con laurea in Scienze dell'Economia e Master SDA Bocconi in Wealth Management, ricopre da diversi anni posizioni di responsabilità in ambito bancario e scrive articoli e testi concernenti l'Impresa. Opera oggi come Family Business Advisor


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RAEE: entra in vigore in Italia il principio del "uno contro uno" LEGGE AL VERDE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO CRISTINA PUTORTÌ

l 19 maggio 2010 è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 8 marzo 2010, n. 65 (introdotto in attuazione del D.Lgs n. 151 del 2005) recante le modalità semplificate di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di tali dispositivi. Il D.M., divenuto operativo il 18 giugno 2010, interessa i distributori, gli installatori ed i gestori di centri d'assistenza tecnica di apparecchiature elettroniche ed elettriche (AEE) e prevede il ritiro gratuito dell'apparecchiatura usata al momento della fornitura ad un nucleo domestico di una nuova apparecchiatura, secondo il meccanismo del "uno contro uno". Secondo quanto stabili-

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to dal D.Lgs n. 151 del 2005, sono RAEE provenienti dai nuclei domestici anche i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo, purché analoghi per natura e per quantità a quelli originati dai nuclei domestici. La normativa, al fine di agevolare l'organizzazione di adeguati sistemi di raccolta separata anche dei RAEE professionali prevede, inoltre, modalità semplificate per la gestione di tali rifiuti da parte dei distributori, degli installatori e dei gestori di centri di assistenza che agiscano in nome dei produttori di apparecchiature elettroniche ed elettriche professionali. Un'importante semplificazione nella gestione dei RAEE,

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introdotta dal D.M. 65/2010, è rappresentata dalla possibilità per i distributori di effettuare il raggruppamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche direttamente presso i locali dei propri punti vendita o presso altro luogo purché indicato nella comunicazione all'Albo Gestori Ambientali al quale il distributore deve essere obbligatoriamente iscritto. La normativa non prevede caratteristiche particolari per i locali adibiti al raggruppamento ma indica, genericamente, che gli stessi siano luoghi idonei, pavimentati e non accessibili a terzi, che i RAEE siano coperti e protetti dalle acque meteoriche e dall'azione del vento e che siano adottate tutte le precauzioni necessarie per evitare il deterioramento e la fuoriuscita di sostanze pericolose. I distributori, inoltre, dovranno mettere in atto tutte le misure necessarie per assicurare che le apparecchiature raccolte vengano consegnate ai centri di raccolta nelle medesime condizioni in cui gli erano stati conferiti. Qualsiasi processo di disassemblaggio o di sottrazione di componenti configurerebbe, infatti, attività illecita di gestione di rifiuti. Il distributore-installatore ha, altresì, l'obbligo di provvedere al trasporto dei RAEE dal nucleo domestico fino alla propria sede, o al luogo di raggruppamento, e da quest'ultimo ai centri di raccolta di cui all'art. 6, comma 1, del D.Lgs n. 151 del 2005. Per garantire la tracciabilità dei rifiuti, i dati dell'acquirente e la tipologia dei RAEE dovranno essere censiti in appositi registri che, unitamente ai documenti di trasporto, dovranno essere conservati per tre anni dalla data dell'ultima registrazione. Il trasporto dei RAEE, eseguito direttamente dal distributore o da soggetti terzi dallo stesso incaricati, dovrà essere accompagnato da un apposito documento di trasporto redatto in triplice copia compilato, datato e firmato dal distributore o dal trasportatore che agisce in suo nome. Le modalità semplificate per la gestione dei RAEE, introdotte con il D.M. 65/2010, hanno lo scopo principale di rendere possibile la restituzione dei RAEE al produttore, di incentivarne il conferimento presso i centri di raccolta e di realizzare, quindi, gli obiettivi di recupero, fissati a livello comunitario, relativi alla

riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche nonché allo smaltimento dei rifiuti. Grazie ad un sistema basato sull'importante principio della responsabilità condivisa, che coinvolge la distribuzione, i consumatori ed anche la P.A., risulterà più agevole effettuare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti tecnologici.

La scheda

Avvocato presso il Foro di Bergamo Ha conseguito un master in Diritto dell'Ambiente presso l'Università degli Studi di Bergamo STUDIO LEGALE PUTORTì Ha sede a Bergamo Via Silvio Spaventa, 25 Tel. - Fax 035 235226 cristina.putorti@libero.it www.ratiolegis.it


ECONOMIA&BUSINESS

Comune di Pontida: 100 mila euro per opere di riqualificazione del terreno di copertura linea ferroviaria Lecco-Bergamo antistante l’abbazia di Pontida

L'orticello si bagna con gli "aiuti a pioggia" “L’AIUTINO”

In tre anni (2009-2011) la "Legge mancia" garantisce ai comuni bergamaschi fondi per 3 milioni 240 mila euro e per le prossime edizioni, vista l'ultima Finanziaria, c'è da attendersi un lungo elenco di richieste. Ma il senatore Carrara ricorda di rivolgersi a lui per “particolari” esigenze previste dal "Fondo tutela ambiente e promozione dello sviluppo del territorio" 20


resso il Ministero dell'economia e delle finanze è istituito il Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio. La dotazione del fondo è stabilita in 60 milioni di euro per l'anno 2009, 30 milioni di euro per l'anno 2010 e 30 milioni di euro per l'anno 2011. A valere sulle risorse del fondo sono concessi contributi statali per interventi realizzati dagli enti destinatari nei rispettivi territori per il risanamento e il recupero dell'ambiente e lo sviluppo economico dei territori stessi". E' l'incipit dell'articolo 13, comma quater delle legge 6 agosto 2008, n. 133, meglio conosciuta come "legge mancia", riesumata dopo essere stata archiviata dal governo Prodi. Estenuanti trattative hanno impegnato deputati e senatori per assicurare ai collegi che li hanno eletti finanziamenti ed aiuti su misura, inseriti in due decreti vidimati dal ministero dell'Economia: a febbraio è stato emanato il primo su proposta della commissione Bilancio della Camera mentre il secondo, per incontrare le necessità dell'analoga commissione del Senato, ad aprile pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 143, lo scorso giugno. Sempre molti i parlamentari che si battono per assicurarsi qualche "soldino" da girare ai loro territori, per chi li riceve sono soldi "benedetti", non solo per il fatto che in alcuni casi sono destinati a diocesi, chiese o fondazioni ma perché in tempo di vacche magre tutto quello che entra - in cassa - è il benvenuto. E poi sono fondi a fondo perduto. Un esempio: per la memorabile adunata nazionale degli Alpini, lo scorso maggio, al Comune di Bergamo è stata destinata una "mancia" di 250 mila euro. Il merito è tutto di Alessandra Gallone, senatore del Pdl, che ha chiesto e ottenuto i soldi per l'Adunata nazionale delle Penne nere. Qualcuno li ha anche ribattezzati "aiuti a pioggia" e, si sa, la pioggia è un evento sporadico e circostanziato. Ma come funziona il meccanismo di assegnazione? Semplice: i partiti di maggioranza si accaparrano il 70 per cento dei fondi, all'opposizione va il restante 30, in perfetto stile bipartisan. E se gli intenti tutto sommato sono lodevoli, discutibili rimangono i metodi.

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Scuole di pensiero. Due. Da una parte quelli che la ritengono "deprecabile" e gli altri, in primis il ministro dell'Economia Tremonti che la giudicano "democratica". A detta di alcuni è deprecabile perché gli interventi sono individuati al di fuori e al di là di ogni criterio logico, a completa discrezione dei parlamentari impegnati in Commissione e il rigore finanziario, in questo caso, non è di rigore. Beneficiari: enti pubblici, privati, chiese e associazioni sparsi su tutto il

Comuni della provincia di Bergamo Beneficiario

Causale

2009

2010

2011

Comune di Alzano Lombardo

Realizzazione centro anziani

133.000 Euro

66.500 Euro

66.500 Euro

Comune di Ambivere

Riqualificazione frazione Cerchieria

133.000 Euro

-

-

Innovazione tecnologica della struttura comunale per realizzazione 250.000 Euro sistema servizi a supporto delle attività imprenditoriali

-

-

Comune di Bergamo

Comune di Bergamo

Interventi di recupero ambientale e bonifica letto torrente Morla

150.000 Euro

40.000 Euro

40.000 Euro

Comune di Cene

Adeguamento ampliamento Casa della Serenità

40.000 Euro

-

-

Comune di Gazzaniga

Realizzazione muri sostegno strada San Rocco

-

22.166 Euro

22.166 Euro

Comune di Gromo

Riqualificazione contrada Villassio

-

22.166 Euro

22.166 Euro

Comune di Grumello del Monte

Riqualificazione strada via Roma

133.000 Euro

66.500 Euro

66.500 Euro

Comune di Parre

Risanamento Piazza Fontana

20.000 Euro

Comune di Parre

-

Comune di Torre Boldone

Parcheggio Teb via Carducci

23.000 Euro

23.000 Euro

-

Comune di Trescore Balneario

Realizzazione nuova stazione ecologica

50.000 Euro

50.000 Euro

-

Comune di Treviglio

Nuova pista ciclabile

90.000 Euro

90.000 Euro

50.000 Euro

Comune di Verdello

Recupero parco arboreo e struttura di Villa Gambarini Cagnola Giavazzi

100.000 Euro

100.000 Euro

-

Comune di Villongo

Realizzazione strada di collegamento

-

-

22.166 Euro

Comune di Zogno

Manutenzione e rifacimento facciate scuola elementare

133.000 Euro

133.000 Euro

133.000 Euro

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Comuni della provincia di Bergamo Beneficiario

Causale

2009

2010

2011

Comune di Pontida (Bg)

Ristrutturazione, manutenzione straordinaria e opere migliorative dell’organo del monastero Benedettino di Pontida

-

100.000 Euro

100.000 Euro

Comune di Pontida (Bg)

Opere di riqualificazione del terreno di copertura linea ferroviaria Lecco-Bergamo antistante l’Abbazia di Pontida

-

100.000 Euro

-

Comune di Branzi (BG)

Asilo notturno S, Riccardo

150.000 Euro

-

-

Comune di Roncola (BG)

Strada e campo sportivo

100.000 Euro

-

50.000 Euro

Comune di Oltre il Colle (BG)

Completamento Pista sci

100.000 Euro

-

50.000 Euro

Comune di Boltiere (BG)

Rifacimento scuola media “Dante Alighieri”

-

100.000 Euro

50.000 Euro

Comune di Bergamo

Adunata nazionale Alpini 7/8/9 Maggio 2010

-

250.000 Euro

-

Pensare alle scuole. Il plotone dei bergamaschi a Roma ha garantito, alla nostra provincia, in tre anni (2009-2011), 3 milioni 240 mila euro: 2 milioni e 90 mila strappati alla Camera e il restante milione 150 mila euro dalla quinta commissione bilancio del Senato. Con quest'ultima tornata al comune di Pontida guidato dal deputato leghista Pierguido Vanalli sono andati 200 mila euro per la "ristrutturazione, manutenzione straordinaria e opere migliorative dell'organo del monastero benedettino di Pontida" e 100 mila euro "opere di riqualificazione del terreno di copertura linea ferroviaria Lecco - Bergamo antistante l'Abbazia di Pontida". Al "rifacimento della scuola media Dante Alighieri" di Boltiere andranno 150 22

territorio nazionale per risorse pubbliche distribuite in modo aleatorio, senza un minimo di criterio logico nella scelta e lontano da qualsiasi tipo di valutazione nella selezione degli interventi. L'unica pregiudiziale è l'interesse di parte, avanzato dal singolo parlamentare preoccupato di soddisfare le richieste del proprio territorio e il bacino elettorale di riferimento. A detta di Tremonti, invece, è democratica e il ministro in persona l'ha difesa. A stridere, semmai, è la contemporaneità di questi interventi con una Finanziaria di lacrime e sangue. "È un elemento della democrazia - ha detto lo stesso Giulio Tremonti in sede di dibattito parlamentare - non è cosa che deve scandalizzare. Non può essere oggetto di ironia o di indignazione proprio da parte di chi vuole i collegi uninominali". Il ministro ha avvallato l'esigenza dei singoli parlamentari non per biasimarla né per dipingerla come una sorta di "deus ex machina", un intervento esterno piovuto (tanto per restare in tema di pioggia) dal cielo al fine di agevolare qualche intervento o soddisfare qualche richiesta. Lo bolla come un elemento di democrazia, un alto momento di dialettica parlamentare. "Non sono soldi che i parlamentari si mettono in tasca - ha tagliato la testa al toro Tremonti - . Sono cose piccole, ma anche le cose piccole per la gente sono importanti".

mila euro. Per tre comuni di montagna: Branzi, Oltre il Colle e Roncola sono stati sottoscritti 450 mila euro. A Branzi, per

"l'asilo notturno (!) San Riccardo" 150 mila euro, altri 150 mila divisi in due annualità per "strada e campo sportivo" nel comune della Roncola e,

infine, 150 mila per il "completamento della pista di sci" di fondo di Oltre il Colle. Tutto merito della tenacia del senatore del Pdl Valerio Carrara. Adesso, in vista dei pesanti tagli a cui sono costretti gli enti locali c'è da ipotizzare che per le prossime edizioni della legge mancia le richieste dei comuni crescano in modo esponenziale. A proposito di richieste, nell'esprimere la sua più viva soddisfazione per le richieste accolte, Carrara ha ricordato ai Comuni che per particolari esigenze che rientrino nei requisiti previsti dal "Fondo tutela ambiente e promozione dello sviluppo del territorio", di rivolgersi alla sua segreteria. Per i Comuni bisognosi una strada - in questo caso non da asfaltare - c'è sempre.


ECONOMIA&BUSINESS

Gandino: sei euro all'anno per abitante LA CLASSIFICA

Il comune bergamasco è ultimo per trasferimenti statali: 6 euro pro capite contro i 9.701 euro di Morterone, in provincia di Lecco. Abissale la distanza con Ripabottoni, in Puglia, che per persona riceve dallo Stato 33.851 euro comunque è regione autonoma. Sono i dati curiosi di rimo Ripabottoni, secondo Chamois, terzo Morterone e ultimo Gandino. Nella classifica una classifica elaborata sui dati dell' Ifel, il centro studi strana - dei trasferimenti pubblici dell' Associazione dei Comuni che mette in ordine i comuni italiani, che mette a confronto gli incassi con le spese di tutti secondo i soldi che ricevono dallo Stato Morterone: 36 abitanti i nostri municipi relative ai italiano, se Ripabottoni in Puglia riceve 33.851 euro per abitante contro i 9.701 conti del 2008, classifica pubblicata dal Corriere della Sera. euro di Morterone, in provincia di Lecco per 36 abitanti, il comune che riceve Sotto la lente d'ingrandimento dell'Isel sono stati messi i conti meno soldi di tutti è proprio un paese bergamasco, Gandino, che per i suoi di 7.750 Comuni italiani (su un 5.649 abitanti riceve 6 euro procapite. totale di 8.094): l'analisi si concentra sia sui soldi ricevuti da Praticamente, milleseicentodiciassette Stato e Regioni sia su quelli spesi. Fanalino si coda, volte meno dei vicini morteronesi. Tra Ripabottoni e Morterone c'è Chamois, in provincia di Aosta, che quindi, è Gandino coi suoi 6 euro, seguito a ruota da Cancello ed Arnone nel casertano con 21 euro (che tuttavia è sempre più del triplo). Per gli altri comuni lombardi: 22 euro a testa per Molteno, in provincia Lecco, 36 per Besozzo nel varesotto e 44 per Basiglio, nella cintura milanese, mentre per chi svetta tra i primi dieci posti la forbice è tra i 4 mila e i 33 mila euro pro capite. Bergamo, il capoluogo, è a metà classifica nei conti tra dare e ricevere. E' 36esima tra i capoluoghi di provincia per soldi ricevuti con 448 euro per abitante e 29esima per soldi spesi: 1.031 euro pro capite. A Gandino non rimane altro che sperare nel federalismo fiscale.

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Gandino: 5.649 abitanti

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ECONOMIA&BUSINESS

Valorizzasi o Vendesi? Via libera al demanio federale 26


REPORTAGE

Gli enti locali possono chiedere al demanio una lista di fabbricati e terreni per valorizzarli o venderli e ripianare le casse. A Bergamo il pezzo pregiato è il carcere di Sant'Agata, in città Alta Per il forte della Rocca valore d'inventario: 1 euro

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

endesi il vecchio carcere di Sant'Agata", "Cedesi lo storico Palazzo Lupi in Via Pignolo" o "Affittasi il forte della Rocca con il Palazzo della Marchesa": saranno questi i cartelli che da qui a qualche mese potrebbero campeggiare su alcuni edifici di Bergamo. La legge sul federalismo demaniale ha mosso i suoi primi passi mettendo nero su bianco la lista dei "beni", ancora di proprietà dello Stato, a disposizione delle autonomie locali che in seguito - sempre che lo vogliano - potranno decidere se gestire personalmente "ai fini della valorizzazione". L'Agenzia del Demanio, incaricata di redigere il catalogo degli immobili si riserva ancora qualche limatura sull'elenco ufficiale ma ci sono già i "pezzi forti", disseminati su tutto il territorio nazionale. Nonostante le premesse - noiose -, la lettura delle 5 pagine dedicate a Bergamo e un'occhiata veloce alle 20 che raccolgono tutta la Lombardia può far concorrenza ai gossip estivi. L'elenco completo, infatti, composto da 19 mila cespiti per un valore catastale del patrimonio che supera i 3 miliardi di euro, è un mini catalogo di varietà paesaggistiche e geografie territoriali. Ci sono caserme, ex tiri a segno, scuole materne, aree doganali, beni sequestrati ai privati per tasse non pagate. Nel listone c'è perfino l'ex aeroporto di Bresso, in via Clerici, con un valore di circa 800 mila euro. Non compaiono, invece, gli hub di Orio al Serio e Malpensa perché catalogati a livello nazionale e quindi indisponibili. Tuttavia lo Stato è pronto a fare delle concessioni e cedere

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Il vecchio carcere di Sant’Agata

numerose aree dei due siti aeroportuali: terreni a sud ovest di Malpensa e tutto il confine est dell'hub in provincia di Varese per un valore complessivo di 1 milione di euro. Ci sono anche pertinenze di Orio al Serio e un deposito di carburanti, in disuso, nei pressi dell'aeroporto militare di Ghedi, in provincia di Brescia. Nelle altre città lombarde ci sono case del fascio e fabbricati industriali, ville, parti di eredità, tratti di ex ferrovie. Tra le "perle" spiccano, per valore, l'ex alveo della fossa interna in pieno centro storico a Milano - il tombon di via San Marco è valutato 29 milioni - e l'ex centro doganale intermodale di Segrate: valore circa 72 milioni. A Rezzato, in provincia di Brescia, ci sono alcuni fazzoletti di terra attorno al Santuario Madonna della Misericordia, nel lecchese c'è Villa Ratti, 4 milioni di euro e a Monza la caserma IV Novembre con un valore di 17 milioni. Zizzagando ancora per la Lombardia si trovano a Romano di Lombardia il Cinema-teatro sociale di via Monte Grappa, l'ex centro di rieducazione minorenni Villa dei Gerani di via Mameli, a Pizzighettone, le vecchie case per i lavoratori agricoli di Caravaggio, l'ex spiaggia del lago di Varese e quella del lago di Lecco. E poi ci sono pascoli alpini, "cimeli ferroviari" ed ex alvei di torrenti, il demanio idrico sarà trasferito d'ufficio alla Regione, senza vincoli opzionali, che in seconda battuta valuterà tempi e modi per assegnare i cespiti a comuni e province. E poi ancora intere abitazioni, terreni, case del popolo e del fascio. A Bergamo prove di federalismo erano già state fatte nei mesi scorsi, quando, si era sottoscritto un proto27


Lo storico Palazzo Lupi

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collo di intesa tra il comune di Bergamo e l'Agenzia del Demanio per la valorizzazione di aree demaniali dimesse dal Ministero della Difesa. Ex caserme cittadine non più necessarie per fini istituzionali alle forze armate come l'ex caserma Scotti, la Flores, la Corridoni, la Montelungo, alcuni locali interrati siti in Piazza Dante e un'area demaniale chiamata "Campo di Marte" che si trova tra le vie Grataroli, Chiesa e Riva. Nello specifico l'elenco dei beni che il Demanio destina a Bergamo e provincia comprende 278 beni per un valore demaniale che supera i 56 milioni di euro. Ci sono immobili storici importanti ma anche fabbricati semi diroccati e terreni dal valore simbolico di 1 euro. Scorrendo l'elenco sono stati valutati 24 milioni di euro la caserma Montelungo, 7 milioni e 230 mila il Palazzo Lupi, in via Pignolo, dove aveva sede il Comando militare della Brigata Legnano. L'ex carcere di Sant'Agata, lo stabile in città Alta nel quale adesso si trova "Il Circolino" e una cooperativa, è valutato tre milioni e 453 mila euro, la caserma Scotti 1 milione e 200 mila euro, 100 mila in meno per la Flores. In provincia, per il centro direzionale Campello di Oneta il valore d'inventario è 858 mila euro, mentre 760 mila vale l'ex Casa del Fascio di Caravaggio. Sempre in provincia c'è il campo di tiro a volo a Seriate, in via Lazzaretto, che supera i 750 mila euro. A Zogno, nella zona della Grotte delle Meraviglie un fabbricato dell' ex ferrovia di valle Brembana Zogno è valutato 700 mila euro. A proposito di ferrovie, per poco più di 300 mila euro, lo Stato cederà il piazzale ferroviario della stazione delle Fs di Tirano: la stessa

da dove parte il trenino rosso del Bernina, patrimonio mondiale dell'Unesco. È la punta di diamante del vasto mondo del trasporto su rotaia in dismissione. La cifra più bassa è per il casotto del sorvegliante (demolito) ad oltre il Colle: 1 euro, lo stesso valore è stato assegnato ad un fabbricato (anch'esso demolito) a Serina. Simbolico anche l'euro per il forte della Rocca con il Palazzo della Marchesa. Pubblicata la lista definitiva, entro due mesi Comuni e Regioni potranno chiedere di avere, gratuitamente, i beni da valorizzare. Proprio la valorizzazione è stata la bandiera del federalismo, demaniale prima e fiscale in seguito. Due le possibilità: gli enti locali si prendono in carico il cespite per salvarlo dal degrado e dall'abbandono, restituendolo alla comunità in una nuova veste o, in alternativa, per abbattere il debito pubblico il bene verrà ceduto. Per la maggior parte degli enti locali la via dell'alienazione sembra l'unica strada percorribile perchè, a causa dei tagli di risorse a cui devono far fronte, avranno pochi soldi per pensare a piani di recupero o anche alla semplice manutenzione. Per cui, una volta pubblicato l'elenco definitivo, gli enti locali potranno farsi avanti ma dovranno rispettare i vincoli imposti dal Governo. Il 15% di eventuali alienazioni andrà allo Stato, che lo destinerà al fondo di ammortamento del debito, mentre il restante 85% sarà vincolato all'abbattimento del debito dell'ente locale. Il mitico Totò ci aveva visto bene quando, in un vecchio film, provò a vendere la Fontana di Trevi ad uno sprovveduto turista americano.

Il forte della Rocca

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ECONOMIA&BUSINESS

Federalismo demaniale, maneggiare con cura ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

Silvia Lanzani assessore provinciale alle Grandi Infrastrutture e Pianificazione territoriale

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FACCIA A FACCIA

E' un bene o un male? E' l'occasione per valorizzare città e paesi o un’operazione di svendita, rottamazione del patrimonio pubblico? Lo abbiamo chiesto a due architetti di Bergamo: Silvia Lanzani - assessore provinciale alle Grandi Infrastrutture e Pianificazione territoriale e Maria Claudia Peretti - vicepresidente di "Italia Nostra" Il verdetto finale ai lettori

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Il federalismo demaniale è un bene o un male? (Sivia Lanzani). "E' un'opportunità e come tale, con persone in grado di coglierla, è senz'altro un bene. E' una possibilità data a regioni, provincie ed enti locali per mostrare di saper amministrare con diligenza e responsabilità. Sarà premiato chi saprà valorizzare il potenziale dei trasferimenti". (Maria C. Peretti). "Quando si discute di beni demaniali, si sta parlando di un patrimonio collettivo ingente sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Comprende preziose risorse ambientali, paesistiche

Maria Claudia Peretti vicepresidente di “Italia Nostra”

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per mancanza di fondi da destinare al suo mantenimento. Basta un esempio: nella situazione attuale un patrimonio di 3.5 miliardi di euro di beni pubblici, tra locazioni ed altro, non rende più di 20 di milioni di euro l'anno. Quindi, ben venga il federalismo demaniale". (Maria C. Peretti). "Il termine "efficiente" si riferisce alla capacità di conseguire gli obiettivi con il criterio del più alto rendimento rispetto alle energie investite. Nel decreto emanato relativo al federalismo demaniale, questa parola viene esplicitamente usata in funzione della valorizzazione finanziaria, in una valutazione di bilancio economico nel breve periodo. E' un approccio pericoloso perchè riguarda temi come l'ambiente e i beni culturali che richiedono valutazioni e politiche di lungo termine. Un bilancio deve tener conto non solo del capitolo finanziario, ma di una resa complessiva in termini di qualità della vita per la collettività e di preservazione del valore ambientale ed identitario dei nostri luoghi. La qualità dell'ambiente, del paesaggio e della storia, sono peraltro riconosciute come il valore aggiunto più importante che il nostro paese può vantare nell'economia mondiale". Dietro il termine "valorizzazione" non si corre il pericolo di assistere alla "più colossale svendita di Stato che sia stata mai concepita"? (Silvia Lanzani). "Non credo, anzi, ne sono certa. La dismissione del patrimonio statale e la sua (eventuale) successiva vendita da parte di regioni o enti locali potrà avvenire soltanto dopo l'accertamento da parte dell'Agenzia del Demanio o del Territorio che i prezzi di vendita siano congrui al valore di mercato. Non si tratterà, quindi, di svendita di Stato. Sarebbe meglio dire che, finalmente, si da la possibilità agli enti locali di disporre di un patrimonio fino ad ora inutilizzato. Per un'impresa è come avere tanta merce in magazzino: è patrimonio ma se lasciata ferma non frutta". (Maria C. Peretti). "Il termine deve includere valutazioni più ampie, non prettamente ed esclusivamente finanziarie. Come ha scritto Aldo Bonomi sul Sole 24 Ore, è necessario passare da una politica incentrata sul PIL (Prodotto Interno Lordo) ad una visione più integrata, aperta e creativa, basata sul PIQ (Prodotto Interno Qualità), sull'uso intelligente delle risorse straordinarie che ci ha lasciato in eredità chi ci ha preceduto. Proponendo un modello di sviluppo incentrato sulla qualità della vita delle persone l'Italia può sperare di competere anche nell'economia mondiale".

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(lidi, isole, spiagge, rade lagune, fiumi, laghi), immobili di svariata natura (aree non edificate o dismesse, caserme, carceri) e uno straordinario insieme di beni culturali (storici, archeologici e museali). E' risaputo che il patrimonio demaniale è spesso maltrattato, soffocato tra l'inerzia di meccanismi gestionali faticosissimi e una grande quantità di sprechi. E' necessario metter a punto politiche capaci di ottimizzare la gestione di questa ricchezza. Però non è dei concetti in generale che è interessante parlare in questo momento, ma della loro traduzione in un preciso provvedimento legislativo e cioè il decreto 28 maggio 2010, n° 85. La bontà di una politica si misura non sulle dichiarazioni astratte, ma sui fatti reali, sulle applicazioni concrete, che spesso si nascondono dietro linguaggi e procedure molto complicate. Il decreto 85, per come traduce l'obbiettivo del federalismo demaniale, lascia aperte e non chiarisce a sufficienza alcune questioni fondamentali, aprendo prospettive che, nella gestione concreta, possono essere molto rischiose". E' una scatola vuota o il primo passo nell'uso efficiente del patrimonio pubblico? (Sivia Lanzani). "E' sicuramente il primo passo nell'uso efficiente del patrimonio pubblico. Fino ad oggi i beni dello stato hanno rappresentato solo dei costi per il nostro Paese e la possibilità di affidare gli stessi a privati permetterà di far fruttare questo patrimonio, troppo spesso poco valorizzato o abbandonato all'incuria

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Gli enti locali italiani, soprattutto i comuni, sono oggi in una condizione di grave ristrettezza economica e mancano delle risorse finanziarie primarie per poter tirare avanti. Non c'è il concreto rischio che la stragrande maggioranza degli enti interessati venda effettivamente ciò che eredita da questa operazione per risanare il proprio bilancio? (Silvia Lanzani). "In questa situazione di congiuntura economica

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c'è bisogno di dare respiro agli amministratori. Il decreto stabilisce che gli enti locali in stato di dissesto finanziario non possano alienare i beni ad essi attribuiti fino a quando perdura lo stato di dissesto. Prevede, inoltre, che dei proventi derivati da un'eventuale vendita dei beni pubblici, il 75% sia destinato alla riduzione del debito dell'ente e, solo in assenza del debito o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento. Il restante 25%, invece, finirà nel Fondo per l'ammortamento dei titoli di stato. Ripeto, credo che sia un'opportunità. Ci saranno alcuni enti che venderanno i beni ereditati per ridurre il proprio debito ma anche altri che rifletteranno su un loro miglior utilizzo per i nostri cittadini". (Maria C. Peretti). "Il rischio esiste. E' una tendenza già in atto da qualche anno con risultati allarmanti. I Comuni usano gli oneri ricavati dallo sfruttamento del territorio e dagli interventi edilizi per far fronte alle spese di gestione ordinaria, condizionati dai tempi brevi dei loro mandati amministrativi e senza la possibilità di porsi obbiettivi di medio e lungo termine. Il problema vero è che beni culturali, paesistici e ambientali non appartengono alla categoria delle risorse rinnovabili e consumabili: sbagliare significa perdere qualcosa per sempre e a discapito di tutti". In tempi di crisi come questi, chi ci assicura che Province e Regioni non si mettano a svendere l'Italia a "palazzinari" e speculatori? (Silvia Lanzani). "Il termine "svendita", a mio avviso, è inappropriato. Comunque sia, gli enti locali dovranno rendere noti i processi di valorizzazione, anche pubblicandoli su siti internet istituzionali, in modo da garantire "trasparenza", cercando di avvicinare i cittadini al controllo della cosa pubblica. Oggi, grazie ad internet, informazioni del genere sono accessibili a chiunque e proprio l'informazione data ai cittadini sarà un'ulteriore forma di garanzia. Per quanto riguarda il rischio di dare vita a speculazioni selvagge è importante ricordare che tutte le eventuali modifiche dovranno essere vagliate dai piani urbanistici dei comuni. Ancora una volta saranno gli amministratori locali a dover dimostrare di essere resposabili e i cittadini potranno valutare l'operato dei propri amministratori. In ogni caso, conosco moltissimi amministratori e sono sicura che loro faranno particolare attenzione a eventuali tentativi di speculazione edilizia". (Maria C. Peretti). "L'assicurazione viene dall'obbligo di dover rendere conto ai cittadini elettori e ad associazioni come la nostra che, sempre più numerose, si interessano del territorio, della sua tutela e della sua qualità. Dovranno essere definiti appositi strumenti attuativi, procedure trasparenti e formalmente corrette di partecipazione effettiva oltre agli adempimenti strettamente obbligatori. Tra i compiti di chi governa dovrà essere prioritario attuare forme adeguate di informazione e comunicazione allargata, giustificando le scelte con motivazioni inoppugnabili e subendone le conseguenze

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in termini di consenso e di responsabilità più dirette. Il senso positivo del federalismo è proprio avvicinare il governo alle comunità dei cittadini, eliminando la farraginosità di meccanismi che rendono, di fatto,irriconoscibili le responsabilità di chi decide". Valorizzazione o "rottamazione" (ai Comuni vengono dati immobili o quant'altro in disfacimento e lo Stato trattiene, invece, i "gioielli", ndr)? (Silvia Lanzani). "Il decreto sul Federalismo Demaniale prevede che agli enti territoriali possa essere trasferita parte dei beni demaniali, operazione che getta le basi per una loro concreta valorizzazione. L'idea di fondo è far fruttare questo patrimonio, affidandolo a chi ne ha gli strumenti. È il caso dei Comuni, che possono cambiare la destinazione d'uso di immobili e terreni con una variante urbanistica. Il senso complessivo del Federalismo Demaniale è semplice: solo le comunità locali possono valorizzare i propri beni, cosa che lo stato non è strutturalmente in grado di fare. Scelte oculate lasciano intravedere ampi margini di apprezzamento. Secondo alcune stime il patrimonio pubblico attuale varrebbe almeno 4 volte quanto scritto a bilancio, si capisce che la possibilità di fare economia esiste. Non si tratta, quindi, di rottamazione, ma di una rivalutazione al rialzo di beni inutilizzati. Il fatto che lo stato mantenga i beni più pregiati è un segna-

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le: trattiene solo quelli che sono realmente importanti e significativi, e che, a qualunque cifra, si riterrebbero "svenduti". (Maria C. Peretti). "Il decreto 85 prevede che lo Stato trattenga gli immobili utilizzati per finalità istituzionali e amministrative: porti, aeroporti, reti di rilevanza nazionale e internazionale e i beni appartenenti al patrimonio culturale. In proposito Italia Nostra, a livello nazionale, ha ribadito la necessità di includere in questo pacchetto tutti i beni la cui esecuzione risalga ad oltre cinquant'anni e per i quali ancora non sia stata effettuata la verifica prevista dalle disposizioni del "Codice" vigente in materia di tutela del patrimonio storico (decreto leg. 42/2004). Tale richiesta è, peraltro, sostenuta anche dal Ministro Bondi. In sostanza si dovrebbe evitare la svendita affrettata degli immobili pubblici costruiti oltre 50 anni fa, per i quali gli Enti competenti in materia non abbiano ancora espresso una valutazione concernente il valore storico e culturale". I beni culturali verranno salvaguardati? Non si rischia in realtà di scardinare una cassaforte che contiene beni collettivi inalienabili: compresi quelli "assoggettati a vincolo storico, artistico e ambientale che non abbiano rilevanza nazionale", come si legge all'articolo 4.? (Silvia Lanzani). "I beni culturali resteranno parte del patrimonio pubblico. I "gioielli" che lo Stato ha deciso di trattenere sono tali perché, spesso, "simboli" per le località in cui si trovano hanno grande significato storico. In questo caso si tratterebbe di una vera e propria "svendita", poiché detti sim-

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boli sono parte della nostra identità, e qualunque prezzo non sarebbe sufficiente a colmare il vuoto che lascerebbero nella storia del nostro paese. La stessa cosa è intesa per i beni che non hanno rilevanza nazionale ma locale: in un'ottica di Federalismo, vanno trattenuti i beni che hanno significato anche solo per le comunità locali. La cassaforte non sarà scardinata". (Maria C. Peretti). "I beni culturali, riconosciuti come tali in base al Codice vigente (decreto leg. 42/2004), non sono alienabili. Si può parlare di valorizzazione ma sempre in funzione di una fruizione pubblica e con l'obiettivo prioritario della tutela e della conservazione del bene. Si può parlare di trasferimento del bene dallo Stato ad altri Enti Pubblici Territoriali (Regioni, Province e Comuni) ma insieme al trasferimento del bene avviene il trasferimento degli obblighi di tutela, di fruizione pubblica e di conservazione, che dovranno pertanto essere gestiti dall'Ente a cui il bene verrà trasferito. Di nuovo quindi ciò che conta maggiormente in questa fase è il rispetto della condizione di inalienabilità -stabilita dal Codice vigente- che viene imposta sui beni demaniali con oltre 50 anni di età per i quali non sia ancora stata accertata (in negativo o in positivo) la natura di bene culturale". Come architetto proviamo a fare qualche ipotesi di valorizzazioni di alcuni beni demaniali legati alla nostra provincia. In ordine, la sua idea per valorizzare: il vecchio carcere di Sant'Agata in città Alta, e sempre in città Alta, il forte della rocca, lo storico Palazzo Lupi, in Via Pignolo dove aveva sede il Comando militare della Brigata Legnano, le scuole materne di Via Meucci 4, di via Borgo Palazzo 20 e di via Coghetti e la Caserma Montelungo, inizialmente destinata ad un polo dell'arte e della cultura. (Maria C. Peretti). "Per quanto riguarda i singoli interventi riferiti alla città di Bergamo, Italia Nostra ritiene prioritario, più che entrare nel merito di scelte di valorizzazione singole, ribadire alcune questioni fondamentali di metodo che riguardano l'utilizzo degli immobili demaniali. Innanzitutto è necessario che le scelte di valorizzazione trovino posto all'interno di un quadro generale di pianificazione, evitando interventi a spot, frammentari e non riferibili a strategie di ampio respiro. La nostra città ha di recente approvato il PGT (Piano di Governo del Territorio), lo strumento urbanistico che individua strategie generali e che comprende tra i suoi elaborati fondamentali il Piano dei Servizi al quale la valorizzazione dei beni demaniali dovrà fare obbligatoriamente riferimento, favorendo l'utilizzo pubblico dei beni ed evitando invece operazioni speculative. Sarebbe davvero poco giu-

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stificabile e assurdo che le scelte di valorizzazione dei beni demaniali non facessero riferimento al PGT approvato e che iniziasse da subito il valzer delle varianti. Nel caso di edifici storici vincolati e di beni culturali riconosciuti tali sulla base del Codice vigente, dovrà essere attuata prioritariamente una strategie conservativa e di tutela del bene, evitandone snaturamenti causati da usi impropri sia riferiti direttamente al bene, che al suo intorno e al contesto in cui esso è inserito. In questo rientra l'attenzione particolare che si deve prestare affinché la valorizzazione degli edifici nei tessuti storici e in Città Alta non crei indotti insostenibili sulla mobilità cittadina". Il vecchio carcere di Sant'Agata in città Alta. (Silvia Lanzani). "Il vecchio carcere di Sant'Agata è senz'altro una struttura da valorizzare. Si tratta di un imponente immobile che adesso, di per sé, cade a pezzi. Dell'anno scorso è l'ultimo crollo che dà un'idea di cosa voglia dire lasciare un immobile abbandonato a se stesso. Si dovrebbe pensare di mantenerne una parte pubblica e renderne una parte privata. Un'idea potrebbe essere quella di riqualificare la struttura affinché diventi recettiva per il turismo orobico. In città Alta c'è solo l'imbarazzo della scelta, e l'aggiunta di questo antico penitenziario amplierebbe il numero dei gioielli da visitare. A seguito di una ristrutturazione potrebbe poi ospitare mostre, prevedere spazi commerciali o appartamenti da destinare alle nostre giovani coppie". Sempre in città Alta, il forte della Rocca. "Il forte della Rocca è un simbolo di città Alta. Questo monumento costruito nel XIV secolo, a mio avviso, è una struttura da mantenere e da rivitalizzare. Andrebbe maggiormente sfruttato, per ospitare eventi culturali, convegni e quant'altro. Sono sicura che, soprattutto con l'avvento dell'Expo del 2015, avremo la possibilità di iniziare a sfruttare di più il forte, attraverso un riutilizzo funzionale dell'immobile. Sarebbe davvero la cornice perfetta per ospitare eventi anche di livello internazionale, per far notare, ancora una volta, la bellezza della nostra città". Lo storico Palazzo Lupi, in Via Pignolo dove aveva sede il Comando militare della Brigata Legnano. "Esiste già un progetto per quanto riguarda Palazzo Lupi. Nel 2007 è stato individuato quale sede della scuola di Magistratura per il nord Italia. Grazie al ruolo giocato da Provincia e Comune di Bergamo, la nascita della Scuola di Magistratura nello storico palazzo non potrà fare altro che aumentare il prestigio della nostra città, affiancando a un grande obiettivo raggiunto (la scuola di magistratura) una sede di tutto rispetto nel cuore del collegamento tra il centro e città Alta".

La Caserma Montelungo, inizialmente destinata ad un polo dell'arte e della cultura. "Come per Palazzo Lupi, anche in questo caso un progetto c'è, nell'ottica di risistemare l'area e renderla ideale per allestire mostre. Il Pgt inserisce l'ex caserma nel cosiddetto Ambito strategico 1, che prevede il polo dell'arte, cultura e tempo libero. Si sta valutando una riqualificazione e riconversione funzionale del complesso. L'edificio, con una superficie che supera i 20 mila metri quadrati, occupa una posizione strategica nell'area della città ricompresa tra il vecchio ponte di Santa Caterina e il parco Suardi, verso il quale dovrebbe essere creato un collegamento. Si stanno studiando diverse soluzioni insediative e di conservazione della tipologia architettonica dell'ex caserma, tenendo conto delle funzioni pubbliche e private che andranno a crearsi e cercando di mantenere una certa armonia con l'ambiente circostante". Le scuole materne di Via Meucci 4, di via Borgo Palazzo 20 e di via Coghetti. "La destinazione di questi immobili potrà più verosimilmente degli altri andare a comporre ciò che il comune potrà cedere a privati. Questo perché, come già detto in precedenza, anche gli stessi enti locali dovranno far fronte a delle spese per poter riqualificare i vari immobili sdemanializzati. È un'ipotesi, sia chiaro, che andrà sicuramente meglio discussa se e quando si verificherà l'eventuale cessione da parte dello Stato di questi immobili. Credo che la scelta sul cosa valorizzare e rivitalizzare debba andare verso la direzione di preservare i beni più di rilievo, cercando però, allo stesso tempo, di non gravare troppo nè sulle casse comunali nè tantomeno su quelle dei cittadini". 35


ECONOMIA&BUSINESS

All'Urban Center si progetta la risalita. Da Sant'Agostino "TRAME URBANE"

Al centro del concorso del PhD Summer School le idee per il "Polo dell'arte, della cultura e del tempo libero": dall'ex caserma Montelungo agli spazi del Palazzetto dello Sport fino alla risalita di CittĂ  Alta con il parcheggio di via Baioni. A novembre il "Premio Bergamo di Architettura" ai tre migliori lavori

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ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

li uomini, non le case, fanno la città" se a dirlo è lo storico inglese Thomas Fuller a dimostrarlo sono i trenta ragazzi che hanno partecipato alla terza edizione dell'International PhD Summer School, il seminario estivo di progettazione che il Politecnico svolge in due momenti diversi, distribuiti nei mesi di luglio e novembre, a Bergamo. Nessun luogo immaginario da progettare, nessun quartiere inesistente da disegnare ma da costruire, o meglio ricostruire, c'è un centro storico abitato fatto di vie, reticoli, ma più di tutto da rapporti umani. Sulla scorta delle passate edizioni, in pratica, si sceglie un angolo di Bergamo - quest'anno il "Polo dell'arte, della cultura e del tempo libero", nella zona est della città - ai partecipanti al concorso il compito di definire spazi collettivi in grado di valorizzarne tessuti urbani e relazioni umane nell'ottica di una città che cambia, anche se a cambiare sono prima di tutto i bergamaschi, le loro abitudini, i modi di relazionarsi con gli altri e loro stessi, i tempi lavorativi, i momenti di riposo e di divertimento. Ecco che si spiega perché sono gli uomini, non le case, a fare le città. I trenta dottorandi di ricerca, provenienti da sei atenei italiani e organizzati in tre gruppi di lavoro, ciascuno coordinato da due Tutors, stanno sviluppando idee e progetti su Bergamo secondo una tradizione di studi e progetti sulla città già attuata, durante vent'anni, nei Laboratori Internazionali di Progettazione Architettonica e Urbana (L.I.P.A.U.) promossi dal Politecnico di Milano in collaborazione con il Comune di Bergamo. Il tema di quest'anno - "Trame urbane e connessioni architettoniche" - ha come obiettivo la messa a punto di nuove chiavi di lettura tra città bassa e città Alta in previsione di flussi turistici sempre più importanti. Come anticipato, la zona individuata per questa terza edizione si sviluppa all'interno del cosiddetto "Sistema della cultura" individuato dallo stesso P.G.T.. Da qui in poi spazio all'immaginazione, per disegna-

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re il contesto in cui verranno mossi i prossimi passi, partendo dall'ex caserma Montelungo, recentemente liberata dagli usi militari per raggiungere, attraverso il Palazzetto dello Sport e il suo spazio antistante, la via Baioni. In pratica, partendo dalla caserma Montelungo si culmina nel progetto del nuovo sistema di risalita in Città Alta, presso il bastione di Sant'Agostino. Il tema delicatissimo della risalita ha già animato il dibattito locale e gravato sulle tasche dei cittadini. Basta risalire al recente concorso internazionale (2008) per comprendere il delicato rapporto che lega la città sul colle a città bassa, in un punto di confluenza di sistemi ambientali (il parco delle mura e la pista ciclo-pedonale lungo il torrente Morla) e urbani (il sistema delle mura spagnole e l'edificato misto della via Baioni). Per la cronaca cittadina la famosa "torre d'assalto", esito del concorso promosso dalla Giunta Bruni nell' estate 38

di tre anni fa è servita solo a riempire gli scaffali dell'archivio comunale perché già alla vigilia delle elezioni la stessa giunta di centrosinistra aveva deciso di soprassedere. Un ripensamento costato caro per Palazzo Frizzoni: 65 mila euro allo studio Aud di Genova, vincitore del concorso, e altri 9 mila ai dipendenti comunali per le carte relative al progetto preliminare. Probabilmente, anche a fronte di queste uscite, si è pensato di non gravare ulteriormente le casse comunali. "L'idea - ha sottolineato l'assessore alla Mobilità Gianfranco Ceci - nasce dalla constatazione che l'archivio comunale è ricco di progetti elaborati negli ultimi cinquant'anni e mai realizzati. Questa volta abbiamo deciso di puntare sui nostri tecnici proprio per sfruttare le risorse e le grandi professionalità interne di cui dispone il Comune. Non è escluso a priori un eventuale ricorso ad aiuti esterni, ma lo si cercherà solo nel caso in cui siano gli stessi uffici a richiederlo per affrontare complessità che diversamente non potrebbero essere superate. Insomma, solo se gli uffici lo riterranno necessario. L'ipotesi di lavoro intanto è chiara: vogliamo un parcheggio che non sia spropositato e la risalita interna". Tornando all'International PhD Summer School, i progetti presentati nel corso di una revisione finale pubblica, lo scorso luglio all'Urban Center, verranno esposti a novembre e discussi nel seminario conclusivo. In occasione dell'esposizione, una Giuria composta dai rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, dai membri del Comitato Scientifico, dai rappresentanti degli Ordini e delle Associazioni attribuirà il "Premio Bergamo di Architettura" ai tre migliori lavori presentati. Leggendo tra le righe dell'assessore Ceci non è detto che tra i lavori presentati non ne venga pescato qualcuno per essere realizzato. Scegliere un progetto ideato dai giovani sarebbe un messaggio forte e chiaro per una città che vuole essere "giovanile". L'unico rammarico: pochi, troppo pochi i ragazzi di Bergamo che hanno partecipato al concorso. Solo tre.


ECONOMIA&BUSINESS

Lo scudo rilancia gli immobili di pregio “METRI QUADRI”

Condizioni favorevoli per le case di alto livello, il miglior investimento per chi ha liquidità. Secondo Enrico Rizzetti, immobiliarista storico di Bergamo l'abbassamento del costo del denaro e il rientro dei capitali scudati, trascina la compravendita delle case di lusso

il mercato degli immobili di prestigio il settore che più trae beneficio dalle condizioni favorevoli all'accesso al credito, dal costo del denaro mai così basso negli ultimi 10 anni e dal rientro dei capitali per effetto dello "scudo fiscale". Il tutto all'interno di uno scenario che vede i prezzi in fase di discesa a Bergamo, come nel resto d'Italia. È questo il parere di Enrico Rizzetti, da 20 anni alla guida dell'omonima agenzia immobiliare, secondo il quale circa il 20% dei capitali "scudati" vengono investiti nelle case di lusso, di cui la città di Bergamo può vantare un repertorio di tutto rispetto. "Già dall'anno scorso abbiamo cominciato a vedere alcuni input positivi derivanti dalle manovre tese a combattere l'inflazione e dallo scudo fiscale - spiega Rizzetti -. I capitali rientrati in Italia in questi mesi hanno trovato nel settore residenziale di alto livello il loro più naturale investimento. Appartamenti e ville di lusso che erano in vendita da molto tempo stanno attirando l'attenzione di nuovi potenziali acquirenti che cercano nuove possibilità di investimento nella nostra provincia". Si tratta soprattutto di acquirenti con un budget liquido di almeno un milione di euro, a volte anche di più o di clienti con facilità d'accesso al credito. "L'obiettivo primario è quello di collocare capitali consistenti in una sola transazione sottolinea Rizzetti -. Nel breve periodo non hanno una redditività molto alta, ma nel medio termine garantiscono un guadagno sicuro, non paragonabile ad altre forme di investimento". A Bergamo il tipico immobile di prestigio è una villa singola, distribuita su più livelli, con a disposizione almeno

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due box, ampi porticati, un giardino dai 500 mq in su con alberi e piscina. "La villa è al vertice delle preferenze - sostiene Rizzetti -. Piace molto il modulo su due piani, con in più la mansarda in cui collocare la camera matrimoniale con il bagno, e il piano interrato, in cui ricavare la lavanderia o la palestra o altre camere per gli ospiti. Un particolare che non può mancare è il giardino. Oltre alla metratura e alla disposizione dei locali, è la presenza di un ampio spazio verde con alberi, fiori, porticati e piscina quello che chiedono i miei clienti. Oppure, l'attenzione è forte per gli immobili di "puro investimento", immobili affittati a primari istituti di credito o pensati su misura delle attività commerciali". Rimangono nei desideri dei bergamaschi anche gli attici in centro città e le raffinate soluzioni immerse nel verde che la nostra provincia è in grado di offrire. "Quello che attira l'investitore è prima di ogni altra cosa la posizione e il contesto in cui la casa è immersa, che può essere la tranquillità della natura o una vista mozzafiato nelle zone più storiche della città - spiega Rizzetti -. Gli immobili che piacciono di più a chi cerca una soluzione residenziale di prestigio e di sicuro valore nel tempo restando in centro città punta a zone come Città Alta, San Vigilio, Viale Vittorio Emanuele, Via Sant'Alessandro e Borgo Santa Caterina oltre che la zona dell'ospedale e delle piscine, la rinomata Conca d'Oro. Spostandosi dal centro, intramontabile è il fascino dei quartieri di Gorle, Valtesse e Redona. Allontanandosi invece dalla città, sono le zone collinari ad attrarre i desideri dei miei clienti come quelle di Scanzorosciate, Trescore Balneario e Torre Bordone oppure nella zona ovest di Mozzo, con i quartieri del Borghetto e della Dorotina"


ECONOMIA&BUSINESS

Più 7% cresce l'industria ma non il lavoro LA CONGIUNTURA

Spiccata ripresa della produzione industriale ma continuo calo dell'occupazione. Le indicazioni sono emerse dall'analisi congiunturale della Camera di commercio sul secondo semestre 2010 che per il manifatturiero segna un + 4.3% sul trimestre e + 2.9 per l'artigiano Cala il ricorso alla cassa integrazione iparte la produzione industriale ma non l'occupazione. Da tempo si auspica un inversione di tendenza e dopo tre anni difficilissimi per la produzione dell'industria bergamasca torna il segno positivo. Non solo perché fa registrare il dato migliore rispetto alle altre province lombarde, ma d'altro canto, se i fattura-

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ti crescono la nota dolente è rappresentata dall'occupazione sia per le aziende industriali che per quelle dell'artigianato di produzione. Nel commercio e nei servizi il volume d'affari, pur in recupero, è ancora al di sotto dei livelli di un anno fa, segno di una perdurante debolezza dei consumi. Dall'indagine congiunturale della Camera di Commercio sul secondo trimestre del 2010 emerge, inoltre, che cala il ricorso alla cassa integrazione sia in termini di aziende coinvolte che di ore utilizzate. "Bergamo - sottolinea Paolo Malvestiti, presidente dell'ente camerale nel prendere atto dei dati congiunturali - sta cogliendo al meglio le opportunità rappresentate da un netto miglioramento del ciclo produttivo. Nella produzione manifatturiera, sia dell'artigianato che dell'industria, primeggiamo tra le province lombarde. La produzione dell'industria è aumentata del 4.3% nel trimestre e del 7% su base annua e quella dell'artigianato cresce del 2.9% nei tre mesi e del 4% nel confronto tendenziale. Nel commercio e nei servizi non si può ancora parlare di ripresa: le vendite sono più o meno al livello di un anno fa (- 0.1% nel commercio al dettaglio, - 0.2% nei servizi) con una dinamica simile alla media regionale". Produzione industriale e artigianale. I numeri della produzione manifatturiera nel secondo trimestre 2010 hanno assunto dimensioni importanti e

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Produzione industriale secondo trimestre 2010 Variazione annua corretta per i giorni lavorativi

Lecco

8,2

Bergamo

7,0

Brescia

6,9

Lombardia

5,9

Como

5,4

Monza

5,1

Milano

4,8

Sondrio

4,7

Lodi

Il risultato tendenziale di Bergamo supera la media regionale. La variazione annua corretta per i giorni lavorativi, in Lombardia, nel secondo trimestre del 2010 è nettamente positiva (+ 5.9%). Al di sopra della media lombarda c'è Lecco, Bergamo e Brescia. Mantova è fanalino di coda con +3.0%.

4,2

Pavia

3,5

Varese

3,1

Cremona

3,1 3,0

Mantova

0,0%

1,0%

2,0%

3,0%

4,0%

5,0%

6,0%

tracciano un profilo coerente di risalita del ciclo congiunturale in provincia di Bergamo, con risultati di eccellenza rispetto alle altre province della Lombardia: la produzione dell'industria è cresciuta del 7% su base annua e del 4.3% sul trimestre precedente. Anche la produzione dell'artigianato aumenta del 4% nel confronto tendenziale e del 2.9% nel trimestre. Resta ampia la distanza dai livelli di produzione antecedenti alla deflagrazione della crisi nella seconda metà del 2008, ma la diffusione della ripresa alla maggioranza dei settori merceologici e alle diverse tipologie dimensionali - anche se le aziende minori e l'artigianato crescono meno rispetto alle grandi - indica una rimesPaolo sa in moto dell'intero convoglio del manifatMalvestiti turiero, soprattutto nelle filiere e nelle componenti più sensibili al risveglio della domanda internazionale. "La manifattura - spiega il presidente della Camera di Commercio - sta beneficiando di una ripresa della domanda internazionale differenziata: molto sostenuta nei

7,0%

8,0% 9,0%

nuovi mercati emergenti, vedi Cina, India e area asiatica, Brasile e Sud America, Russia, più debole nelle economie avanzate e soprattutto nell'area Euro. Il ciclo è comunque ancora positivo negli Stati Uniti e risale la produzione industriale nei paesi esportatori avanzati come Giappone e Germania". Rispetto alla precedente rilevazione, infatti, è da rimarcare il progresso della meccanica, comparto che ha un impatto decisivo sulla manifattura provinciale, grazie probabilmente alla domanda in crescita dei mercati emergenti, al relativo indebolimento dell'euro sul dollaro e agli incentivi fiscali per il mercato interno. Sicuramente "giova anche nell'immediato - spiega Paolo Malvestiti - un cambio più favorevole tra euro e dollaro. Si deve però ricordare che il deprezzamento del tasso di cambio effettivo per 43


Produzione artigianato secondo trimestre 2010 Variazione annua corretta per i giorni lavorativi

Bergamo

4,0

Brescia

3,7

Lodi

2,1

Cremona

1,1

Mantova

0,9

Lecco

0,8

Pavia

0,3

Lombardia

0,0

Varese

0,0 -0,7

Sondrio Como Milano Monza

-2,0 -2,9 -3,0

-4,0% -3,0% -2,0% -1,0% 0,0%

1,0%

2,0%

l'Italia, tenendo conto delle dimensioni del mercato "interno" dell'Unione monetaria, è abbastanza limitato e che la svalutazione dell'euro è comunque un segnale di debolezza dell'economia europea. E' quindi in atto anche a Bergamo un riavvio delle produzioni, soprattutto di beni intermedi e strumentali, indotte dalla ripresa del commercio internazionale. La scadenza degli incentivi fiscali all'acquisto di beni d'investimento ha fornito anche un ulteriore ma transitorio sostegno agli ordinativi interni della meccanica. La "scossa" proveniente dai mercati esteri, che un'economia molto internazionalizzata come quella di Bergamo registra fedelmente, si sta propagando alla maggior parte dei settori e a tutte le diverse tipologie dimensionali delle nostre imprese. Riemerge come questione cruciale la competitività del nostro sistema produttivo su mercati internazionali sempre più aspramente contesi". La ripresa si conferma robusta anche in tutte le produzioni di beni intermedi e i segnali sono positivi anche nel settore tessile. Sono invece ancora in affanno alcuni settori, come quello dei minerali non metalliferi, che risentono della debolezza del mercato dell'edilizia e delle costruzioni. La ripresa è confermata dai buoni risultati delle vendite, dalla crescente 44

Il risultato tendenziale di Bergamo diverge dal dato regionale. La variazione annua corretta per i giorni lavorativi, in Lombardia, nel secondo trimestre del 2010 è ridotta a zero. A trainare la regione c'è Bergamo con + 4%, seguita da Brescia, Lodi, Cremona e Mantova.

3,0%

4,0%

esigenza di ricostituire le scorte di magazzino e dall'arresto della caduta dei prezzi dei prodotti finiti. Gli ordinativi sono ancora in crescita, sia dal mercato interno che dall'estero, anche se qualche accenno di decelerazione della loro dinamica non consente di escludere un'evoluzione meno lineare del ciclo nei prossimi trimestri. Del resto, gli elementi di incertezza sulla dinamica del quadro economico globale (dal peso del debito e del rischio sovrano nei paesi dell'area Euro alla potenziale conflittualità tra gli obiettivi delle politiche fiscali e monetarie) non sono scomparsi, un ripiegamento della congiuntura internazionale non è escluso e l'ottimismo, pur prevalente, nelle aspettative delle imprese, è temperato da molta cautela perchè "il mutamento del quadro economico globale non è ancora consolidato. I rischi di un possibile indebolimento della congiuntura non sono scomparsi all'orizzonte, soprattutto per l'area Euro che cresce a un ritmo ridotto rispetto ai tassi di crescita dei Paesi emergenti e degli stessi USA. Basti pensare al drastico mutamento del clima economico e dell'orientamento stesso delle politiche di gestione della crisi di fronte al recente esplodere della crisi della Grecia e al problema della gestione del debito di altri paesi come il Portogallo e la Spagna".


Il mercato del lavoro. L'occupazione continua a rappresentare un punto critico sia per le aziende industriali che per quelle dell'artigianato di produzione. Non mancano segnali di miglioramento, primo tra tutti la conferma di una riduzione dell'utilizzo effettivo della cassa integrazione e lo stesso aumento nel grado di utilizzo degli impianti. Ma il calo di addetti nel manifatturiero, sia nell'industria che nell'artigianato, è ancora in corso secondo una tendenza di lungo periodo. L'esigenza immediata per le imprese è il recupero di produttività e di competitività e il riassorbimento della manodopera sospesa o in esubero sembra avvenire con gradualità e in funzione di livelli di capacità produttiva non ancora assestati. "Stiamo risalendo la china - spiega Paolo Malvestiti - ma non è detto che torneremo in breve tempo ai livelli di produzione raggiunti ormai tre anni fa. La flessione dell'occupazione nell'industria e nell'artigianato - che continua anche nella prima metà del 2010 - ci ricorda che la crisi non è risolta nei suoi squilibri strutturali e che i suoi effetti sono destinati a durare. Nonostante una riduzione della Cassa integrazione utilizzata, è ancora in pieno svolgimento una fase di ristrutturazione industriale, di selezione tra le imprese, di deflusso degli addetti. Il recupero dei livelli occupazionali pre-crisi richiederà tempo, impegno e grande capacità di innovare e rinnovarsi". Commercio e servizi. In questi settori si può parlare non di ripresa ma di un'attenuazione della tendenza negativa, sufficiente tuttavia a interrompere la perdita di posti di lavoro, grazie forse anche a fattori di stagionalità positivi. I consumi restano deboli, anche per l'incertezza sull'evoluzione complessiva del mercato del lavoro e del reddito delle famiglie, e il commercio al dettaglio registra un volume d'affari che a Bergamo non appare molto lontano dai livelli stagnanti di un anno fa. Le vendite a Bergamo sono pressoché invariate (-0.1% la variazione tendenziale) come risultato di una pronunciata flessione nell'alimentare (-7.2%), di un peggioramento relativo nella grande distribuzione "non specializzata" (2.1% in ribasso rispetto al trimestre precedente) e di un segnale positivo (+2.9%) nel non alimentare, dato quest'ultimo che andrà verificato nei prossimi trimestri perché non confermato invece dal più consistente campione

regionale. In generale i piccoli negozi commerciali vanno peggio rispetto agli esercizi maggiori. Nel commercio sembra essersi interrotto il calo dell'occupazione. Gli addetti delle imprese commerciali risultano pressoché invariati rispetto ad un anno fa sia a Bergamo che in Lombardia. Il volume d'affari complessivo nei servizi e nelle costruzioni è ancora in lieve calo a Bergamo su base annua (-0.2%) ma con una marcata tendenza al recupero, presente anche nel dato medio regionale. Nelle costruzioni e nell'edilizia il quadro è ancora negativo anche se non in peggioramento. Nei servizi si consolida il recupero del commercio all'ingrosso mentre sono ancora in calo marcato alberghi e ristoranti, informatica e telecomunicazioni e servizi avanzati alle imprese. Nei trasporti, negli altri servizi alle imprese e nei servizi alle persone le vendite si mantengono poco al di sopra dei livelli di un anno fa. "Il clima di fiducia dei consumatori conclude il presidente dell'ente camerale -, secondo le indagini effettuate a livello nazionale, resta improntato al pessimismo. La situazione critica del mercato del lavoro, le incertezze sull'evoluzione della crisi, le esigenze di contenimento dei disavanzi pubblici premono sul reddito disponibile delle famiglie e frenano i consumi, a livello nazionale e anche in provincia di Bergamo". 45


ECONOMIA&BUSINESS

Paolo Agnelli alla guida di Confapindustria Lombardia CONFERME

Il presidente di Apindustria Bergamo, riconfermato per il prossimo triennio al timone di Apilombarda che diventa Confapindustria Lombardia, pone l'accento sulla "creazione di un federalismo decontributivo in favore delle aziende lombarde che rimarranno sul nostro territorio e sceglieranno di mantenere qui i loro investimenti"

aolo Agnelli ai vertici dell'Apilombarda. Il numero uno dell'Apindustria Bergamo è stato confermato alla guida della federazione regionale per il prossimo triennio, dopo la recente rielezione anche alla presidenza provinciale e l'ingresso nella giunta della Camera di Commercio, ratificata il 25 giugno scorso. Come obiettivo per l'azione regionale, l'imprenditore bergamasco alla guida dell'omonimo gruppo ha fissato la creazione di un "federalismo decontributivo" in favore delle aziende che rimangono sul territorio, per contrastare non solo a parole il fenomeno delle delocalizzazioni. L'elezione di Agnelli - precisa una nota dell'associazione - è arrivata con l'unanimità da tutte le territoriali provinciali intervenute al consiglio generale dell'Apilombarda, riunito a Milano per l'approvazione del bilancio consuntivo 2009 e del preventivo 2010; i vertici dell'associazione hanno deliberato anche alcune modifiche al nuovo statuto regionale, così come indicato dalla Confapi nazionale. Apilombarda inoltre cambia denominazione e diventa Confapindustria Lombardia, una realtà regio-

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nale che conta circa 9 mila piccole e medie industrie manifatturiere e di servizio alla produzione per circa 170 mila addetti. "Esprimo grande soddisfazione - ha dichiarato Agnelli subito dopo il voto - per l'unanimità con cui i miei colleghi lombardi, che ringrazio sentitamente, hanno voluto riconfermarmi alla guida della neo Confapindustria Lombardia sulla base di un progetto politico che dovrà trainare l'intero sistema". Il presidente ha illustrato brevemente il proprio programma "in cui porremo una forte attenzione - spiega - alla creazione di un federalismo decontributivo in favore delle aziende lombarde che rimarranno sul nostro territorio e sceglieranno di mantenere qui i loro investimenti"; una linea che si pone inoltre l'obiettivo di "rendere ancora più stretti i già buoni rapporti con la Regione Lombardia e con le istituzioni lombarde". Come vice presidente vicario di Confapindustria Lombardia è stato eletto Franco Colombo, attuale numero uno della Confapi Varese.


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Risorse umane e flessibilità le parole chiave per ripartire IL SONDAGGIO

Crisi: la fase peggiore sembra passata ma la ripresa sarà più vicina per chi coglierà il cambiamento. La ricetta: flessibilità in tutte le sue declinazioni. A rivelarlo è l'indagine condotta da Manpower presentata al primo incontro di MP Academy presso il Kilometro Rosso

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

giorni più bui della crisi sembrano essere alle spalle, i manager e le aziende italiane hanno recuperato un certo ottimismo e ora guardano al futuro dell'economia del Paese con positiva predisposizione. Questo lo scenario prospettato dall'indagine "Imprese e Futuro" condotta dall'ufficio studi di Manpower, per indagare il sentire delle aziende italiane rispetto alla situazione economica attuale ma soprattutto le aspettative per il prossimo futuro. Lo spaccato della ricerca è stato oggetto del convegno tenutosi presso il parco scientifico tecnologico del Kilometro Rosso - primo di una serie di incontri, a inaugurare la Manpower Academy primo centro di formazione e ricerca dell'azienda alla presenza di autorevoli esponenti del panorama economico, accademico e mediatico nazionale. Gli stessi che hanno commentato i dati e proposto una visione credibile dell'Italia del dopo crisi e le prospettive di sviluppo: Giulio Sapelli, docente di storia economica all'Università Statale di Milano, Stefano Scabbio, presidente e amministratore delegato di

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Manpower Italia, Angelo Marcello Cardani, docente di economia politica all'Università Bocconi di Milano, Mirano Sancin, direttore generale di Kilometro Rosso. A dirigere i lavori: Pierluigi Magnaschi, direttore di ItaliaOggi. La survey, che ha coinvolto oltre 1000 imprese sparse su tutto il territorio nazionale, appartenenti a differenti settori industriali e differente classe


dimensionale, restituisce uno spaccato concreto e positivo, dal quale emerge in prospettiva un percorso di ri-crescita che passa da alcune variabili imprescindibili: il ruolo chiave delle risorse umane e la flessibilità, in tutte le sue accezioni. Il 45% degli imprenditori intervistati prevede infatti nel prossimo triennio una decisa ripresa del sistema economico e in generale esprime fiducia sulle prospettive dei mercati. Scenario positivo confermato anche dalle previsioni di fatturato che seguono direttamente e proporzionalmente le aspettative di mercato (il 44% prevede fatturati in crescita già nel 2010 rispetto al 2009). A "pensare positivo" sono soprattutto le grandi, mentre più caute appaiono le Piccole e Medie imprese sia per quanto riguarda i mercati che i fatturati previsionali fino al 2013. Dall'indagine emerge tuttavia come la crisi abbia in parte rimodellato le aziende, chiamandole a una revisione, quando non a un capovolgimento, degli asset. Fondamentale è ad esempio lo sforzo che le imprese stanno compiendo per ridefinire i business model strategici (vi sta lavorando con determinazione il 65% delle imprese), con la consapevolezza - non solo per le grandi - che questo sarà necessariamente influenzato da variabili di natura internazionale. Aziende, quindi, pronte a rinnovarsi per rispondere alle esigenze dei mercati globalizzati e più attente alla distribuzione dei fondi. Dopo molti anni di ascesa incontrastata, soffrono oggi e continueranno a farlo i budget nell'area promozionale classica: il 32,5% delle aziende intervistate ridurrà ulteriormente i fondi destinati alla comunicazione e il 29,6 quelli sul marketing. Resistono, invece, gli investimenti volti a migliorare la presenza delle aziende sul web, considerato sempre più non solo vetrina, ma canale diretto di vendita, e crescono quelli in ricerca

e sviluppo: il 91% del campione, dichiara, infatti di voler investire importanti risorse in quest'area. Incoraggiante e in ripresa anche il dato che fotografa le prospettive occupazionali per i già lavoratori: in vista dell'implementazione di nuovi business model, le aziende confermano un trend di investimenti sul personale interno decisamente positivo. Investimenti volti a ottimizzare i processi di selezione, di formazione, i percorsi motivazionali e di collaboration. A riprova di ciò, il 42% delle aziende ha già avviato il processo di riorganizzazione e ottimizzazione del personale, partendo dalle figure manager e top manager (in questo caso sono le grandi imprese a dettare il passo) e un ulteriore 23% ha in programma e sta ragionando su un "giro di poltrone" ai vertici. Una vera e propria rivoluzione è in atto anche rispetto a soluzioni che impattino direttamente sulla cultura del merito, sulla gestione del clima interno e sulla misurazione delle performances, aspetti su cui le imprese italiane si rivelano innovative e dinamiche. Oltre il 65%, infatti, ha già implementato - o sta per farlo - strumenti e modelli volti a ottimizzare i risultati del personale, il 28% è in fase di valutazione di sistemi specifici e solo l'8% non pensa di farvi ricorso. Se cresce l'attenzione ai risultati, aumenta di pari passo la sensibilità e l'attenzione alla formazione, in particolare su competenze specifiche. Grandi, medie e piccole aziende dichiarano di aver già investito molto nella formazione e di essere intenzionate a continuare questo percorso virtuoso. Un dato indubbiamente positivo, che ha tuttavia un rovescio della medaglia meno brillante: calma piatta si registra, infatti, rispetto alle politiche di assunzione di nuovo personale, tema sul quale prevale al momento uno scenario di sostanziale stabilità (il 52% non prevede nuovi

Il grafico dimostra che un 44% di aziende sta già lavorando sulla ripresa e prevede fatturati in crescita, un 35% intravede uno scenario ancora non in grado di impattare sul fatturato e quindi segna un fatturato stabile, mentre un 21% lavora ancora su scenari interni di contrazione.

Il Fatturato dei prossimi anni

Stabile: 35%

In Crescita: 44%

In Contrazione: 21%

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inserimenti ma neanche pesanti riassetti). Un dato interessante da questo punto di vista sta nel fatto che le più possibiliste, in termini di nuove assunzioni, sono le medie imprese che però, al pari delle grandi, richiedono flessibilità per poter essere competitive sul mercato. Interrogato nello specifico sulle modalità contrattuali, il 78% del campione si dichiara favorevole alle forme di gestione del contratto di lavoro flessibili: il 41% degli intervistati ha sottolineato di far ricorso a contratti a tempo determinato, il 21% a contratti di somministrazione lavoro e il restante 37% fa ricorso ad altre forme gestionali, indice di un'esigenza particolarmente sentita di seguire - anche in termini di forza lavoro - l'andamento delle fluttuazioni internazionali. Rispetto all'efficienza del personale - uno dei grandi temi gestionali di questi ultimi anni - emerge chiaramente come gran parte delle aziende (il 50% degli intervistati) lo consideri particolarmente rilevante, con un 23% che vi assegna un'importanza cruciale. Al capitale umano, insomma, viene ancora riconosciuto un ruolo strategico da preservare. Per quanto attiene l'aspetto prettamente economico, non necessariamente le imprese considerano la riduzione dei costi del personale un elemento di "efficienza" gestionale: il 49% vi assegna un ruolo marginale (pari a meno del 20%), mentre solo il 12% li consi-

dera una variabile in grado di spostare i processi di pianificazione aziendale. Inoltre è interessante notare come sono le piccole aziende (nel 14,6% dei casi) a considerare meno l'impatto del fattore costo sul sistema complessivo. Ma allora, quali sono le chiavi per la ricrescita? A giudicare dal campione sentito da Manpower, la ripresa passa da tre strade: la rivalutazione dei modelli di business anche in relazione a uno scenario sempre più globale, dal ruolo chiave delle risorse umane interne all'azienda (sia da un punto di vista del merito, della formazione e delle performances), e dalla flessibilità gestionale, snodo decisivo, per competere a livello europeo e internazionale.

Come si può notare nel grafico qui a fianco, il 45% delle Aziende intervistate, sosteine che nei prossimi 2/3 anni assisteremo, certamente, ad una ripresa del sistema economico.

Il Mercato dei prossimi anni

Imprevedibile: 18%

Ci sarà una ripresa: 45%

Rimarrà invariata: 23%

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"Il valore di un Picasso non è nel costo della tela" Idem per le Pmi INTANGIBLE ASSETS

"I valori intangibili di un'azienda - spiega l'avvocato Angelo Pasquarella, direttore generale dell'Irsa -, sono il marchio, l'immagine, l'abilità dei suoi collaboratori, l'originalità dei modelli produttivi e i rapporti commerciali maturati. Pur non figurando in bilancio ne determinano il valore". A Bergamo iniziativa di Confindustria e UBI-banca per valorizzare il capitale intellettuale ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

on tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato". Quando Albert Einstein ha pensato e detto questa frase è difficile credere che pensasse alle piccole e medie imprese, e ancor di più, agli "intangible assets" eppure la citazione fa gioco per ribadire che ci sono aspetti aziendali che entrano in gioco - scusate il gioco di parole - e hanno un peso determinante quando si tratta di capire il valore vero (non solo quello sulla carta testimoniato dal suo bilancio) di un'impresa. Ma prima bisogna chiarire cosa sono gli intangible assets. "Possiamo dire che i valori intangibili - spiega l'avvocato Angelo Pasquarella, direttore generale dell' Irsa (Istituto per la Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni) - sono quelli che, pur non figurando nell'elenco dei beni posseduti dall'impresa ed essendo privi di entità materiale, ne determinano, talora in modo molto significativo, il valore. Un semplice modo di rappresentarli è quello adottato dalla compagnia di assicurazione Skandia (la prima a tentare di effettuare dei collegamenti con il bilancio aziendale) che lo ha definito capitale intellettuale e lo ripartisce tra capitale umano e capitale strutturale, a sua volta ripartito in capitale organizzativo e relazionale".

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Se dovesse tradurre il termine in un italiano spicciolo ed "efficace", direbbe… "Le faccio un esempio. Supponiamo che lei sia il proprietario di un quadro di Picasso, cosa che per lei mi auguro non sia soltanto un'ipotesi, non vi è 52

dubbio che il valore del quadro, se considerassimo solamente il materiale da cui è costituito (la tela, il telaio, la cornice se ce l'ha) sarebbe vicino allo zero. Il suo valore di mercato però si esprime in svariati milioni di euro. Esistono cioè persone, musei, collezionisti, disposti a offrire somme fino a farlo lievitare ad un importo che potrebbe consentire a una persona di vivere di rendita. Il valore intangibile di quel quadro sarebbe dato da chi lo ha fatto, dal periodo, dalla bellezza del risultato, da quello che rappresenta rispetto alla storia del pittore o a quella dell'arte in generale. In un caso del genere il valore intangibile è di fatto tutto il valore di quel bene". Io non ho un Picasso e penso che lo stesso sia per la maggior parte delle persone. Un esempio che può essere rapportato ad ognuno di noi. "Consideriamo una cosa più comune per tutti noi: l'acquisto di una borsa. Qual è il suo valore? Il costo per la materiale costruzione di una borsa di un noto stilista, non è diverso da quello della sua esatta copia che vende il marocchino sulla spiaggia. I due oggetti sono indistinguibili, ma per quale motivo quello autentico costa venti volte di più? La differenza è data dal valore simbolico espresso dal marchio, in ultima analisi proprio dalla sua componente immateriale. La verità è che siamo dei grandi acquirenti di beni intangibili che rappresentano la parte più rilevante del valore di gran parte dei beni che quotidianamente compriamo."


Angelo Pasquarella

Se dovessimo trasferire questo discorso sulle aziende. "E' la stessa cosa. Per un'impresa vale il fatto che è costituita da attrezzature, macchinari, proprietà materiali, ma anche dalla sua identità: pensi per esempio a cosa sarebbe la Coca Cola senza il suo marchio. L'azienda è un'entità complessa che non è costituita dai soli beni materiali, questi anzi ne rappresentano la componente minoritaria rispetto al marchio, all'immagine, all'abilità dei suoi operatori, all'originalità dei suoi modelli produttivi e alle entrature commerciali accumulate nel tempo. Peraltro noi italiani siamo nel mondo riconosciuti per riuscire a trasfondere nei nostri prodotti caratteristiche che ne incrementano significativamente il valore. Se è pur vero che non siamo riconosciti sul fronte delle tecnolo-

gie, siamo la patria dell'arte e un punto di riferimento nel design e nella moda: forse in misura minore di quanto non abbia fatto Picasso, siamo in grado di trasformare materie di poco conto in oggetti di grande valore". Come si può, in uno momento di crisi come quello attuale, sbloccare l'economia con gli intagible assets? "L'attuale situazione vede molte aziende in crisi di liquidità per un calo della domanda, che sembrerebbe momentaneo, visti alcuni anche se non grandi segnali di ripresa. Il rischio in questi casi è che aziende seppure ricche di potenziale, ma piccole e prive di sufficienti capitali propri, siano costrette a chiudere. Il danno in questo caso è enorme in quanto, oltre al danno imme53


diato derivante dalle sofferenze umane dei lavoratori che si sentono privi di prospettiva e dall'aggravio alle finanze dello Stato (di tutti noi), per il ricorso alla cassa integrazione, si distrugge anche la prospettiva di ripresa di alcune attività, nel momento in cui la crisi sarà passata. Se il fenomeno si dovesse manifestare in modo massiccio sarebbe anzi un reale indizio di declino dell'economia del paese". Tutti aspetti che colpiscono soprattutto le Pmi. "La ricchezza italiana si basa su piccole e medie imprese. Queste spesso sono competitive più per le risorse intangibili di cui dispongono che per quelle tangibili. Qualora le prime non fossero adeguatamente valorizzate, le imprese incontrerebbero notevoli difficoltà ad ottenere il credito necessario a finanziare i propri progetti di sviluppo o a superare momentanee difficoltà. Occorre pertanto lavorare congiuntamente, tra Istituti di Credito e Imprese, per definire dei criteri condivisi di valorizzazione del capitale intangibile in modo da creare sistemi affidabili e più precisi per l'erogazione del credito, al fine di evitare che siano quasi esclusivamente i capitali materiali ad essere presi in considerazione quando si tratta di concedere un prestito". Sarebbe come dire che invece di entrare in un istituto di credito con gli ultimi bilanci sotto mano, l'azienda porta con sè gli avi per testimoniarne la storia, i prodotti per la creatività e il personale per dimostrarne le potenzialità? "Può sembrare strano ma, per la verità, questo è sempre stato fatto a livello locale ed ha rappresentato la chiave di sviluppo di molte delle aziende italiane. E' stato fatto forse più in passato che oggi anche perché si debbono rispettare parametri e regole maggiormente standardizzati, rispetto ad un tempo. Qualcuno ricorderà i comitati di castelletto e sconto, ancora oggi sporadicamente utilizzati, costituiti da opinion leader locali oltre che da esperti finanziari e attraverso i quali, per l'affidabilità di un imprenditore, si prendevano in considerazione caratteristiche sicuramente intangibili, quali la correttezza personale e la credibilità imprenditoriale, che spesso avevano più valore dei mattoni della loro fabbrica. Certamente oggi occorre affidarsi a para54

metri più oggettivi e standardizzati, per questo diviene essenziale definire in via generale e condivisa tra tutti gli operatori il "peso" delle immobilizzazioni intangibili". Nel caso pratico di una Pmi, come deve essere ideato e implementato un modello per la valutazione degli asset intangibili? "A mio parere ogni imprenditore deve imparare comunque a valorizzare le immobilizzazioni intangibili della propria impresa. Deve prendere consapevolezza cioè dei propri "plus" immateriali legati al capitale umano, alle entrature commerciali, alla presenza di partnership importanti, alle caratteristiche del proprio modello organizzativo. Qualche volta lo stesso imprenditore tende a non considerarli in quanto sono talmente connaturati al suo modo di fare impresa che diventano invisibili ai suoi occhi. E questa è la prima cosa da fare nell'immediato. E' evidente però che, pur avendo ogni impresa una sua individualità, ogni valutazione deve calarsi all'interno di un quadro di riferimento fatto di regole di carattere più generale e per questo è necessario affrontare il problema in modo sistematico, al fine di dare certezza ed affidabilità sia agli imprenditori che alle banche. A questo scopo la Confindustria di Bergamo, insieme ad UBI Banca, sta mettendo a punto un modello operativo che può rappresentare una base di riferimento per situazioni analoghe. Infatti già altre banche si sono subito aggregate all'iniziativa e il modello dovrebbe essere pronto per questo mese". Come giudica l'iniziativa di Confindustria di Bergamo e del gruppo UBI-banca di valorizzare il capitale intellettuale? "La mia valutazione è incondizionatamente positiva e per diversi motivi. Innanzitutto per il momento è un sistema molto pratico che può darci risultati concreti a breve termine. In secondo luogo l'iniziativa bergamasca è un modo per affermare che, per far funzionare l'economia, occorre mettere insieme in forma sistematica i diversi attori che concorrono al suo funzionamento. Infine, cosa da non poco, perché è un caso concreto nel quale la ricerca (e questo accordo è frutto comunque di ricerca) si trasforma in modo visibile in un aiuto all'economia. Quando parliamo di ricerca infatti

abbiamo presente un mondo distante dalla quotidianità, nel quale scienziati e studiosi elaborano complesse situazioni che, per essere estremamente specialistiche, appaiono al di fuori della comprensione. Certamente la ricerca cosiddetta pura o di base, volta ad allargare lo scibile dell'umano sapere non è cosa semplice, ma ogni scoperta viene poi vagliata dalla ricerca applicata che la traduce in tecnologia per passare infine alla ricerca industriale che la trasforma in nuovi prodotti o processi. E' su questi due fronti che dobbiamo maggiormente operare ed è così che la parola "ricerca" diventa l'equivalente della parola "ricchezza", questa volta materiale, e non intangibile". Questa "sperimentazione" territoriale può aprire una nuova finestra nel dibattito sulla valutazione del patrimonio aziendale? E' possibile che tutto parta proprio da Bergamo? "La risposta alla prima domanda è decisamente positiva solo se in tempi brevi Confindustria e Banche riusciranno a produrre un risultato concreto. Come spesso accade, mi sembra che siamo in una situazione di interessata attesa, se così si può dire. Il punto ora è quello di modificare le cose e per farlo non basta parlarne, ma, anche in via ridotta e limitata, occorre mostrare come concretamente si possano realizzare: quella dell'iniziativa di Bergamo è la strada migliore per sbloccare situazioni nelle quali tutti appaiono convinti che sia necessario agire, ma nessuno fa il primo passo. Quello che serve è proprio questo primo passo e sono convinto che Bergamo riuscirà a farlo proprio per quel pragmatismo che connota un po' tutto il territorio e il suo tessuto industriale". L'iniziativa bergamasca non rischia di essere un episodio sporadico? Di lasciare il tempo che trova? "Penso che una iniziativa del genere lasci sempre qualcosa, non fosse altro che la soluzione di un numero anche limitato di casi. Quindi ne otterremo comunque un beneficio, ma, anche in linea generale, un precedente è sempre importante e, in un momento come questo, è molto probabile che vi siano fenomeni emulativi. Lodevole, me lo faccia dire, è anche l'iniziativa del suo mensile che, proprio parlandone, darà un contributo nella direzione della diffusione di analoghe iniziative".


ECONOMIA&BUSINESS

Contro la desertificazione distretti e botteghe sotto casa PAROLA ALL'ASSOCIAZIONE

Per dare impulso ai centri storici distretti del commercio e negozi di vicinato - sottolinea Paolo Malvestiti, presidente dell'Ascom - rappresentano un elemento innovativo del commercio tradizionale. Ne guadagna il turismo che per "sfondare" conta su fattori come la natura, l'enogastronomia, le bellezze artistiche, gli eventi, le fiere e lo shopping"

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

antenere vivi i negozi di vicinato" per salvare l'identità dei nostri borghi storici. Due facce delle stessa realtà. All'appello, più volte ripetuto, deve seguire la forza del passaparola perchè i negozi sotto casa rimangono tra le poche occasioni per creare veri momenti di socialità, per riabituare le persone a stare insieme. Solo così si possono mantenere vivi i centri storici contro il pericolo della desertificazione, si salvaguarda il commercio e si tutelano i centri abitati. Difficile pensare che un turista vada in un centro storico deserto. Negli ultimi anni, a Bergamo, hanno chiuso in particolare i negozi tradizionali del settore alimentare (macellai, fruttivendoli, alimentari) e i despecializzati del settore non alimentare (abbigliamento, calzature). Ad aprire sono le medie strutture di vendita e gli specializzati non alimentari inseriti nei centri commerciali. Secondo i dati Ascom, alla fine del 2009 a Bergamo si sono registrate 22.654 imprese del terziario, in leggero calo rispetto al 2008 (0,9%), di queste 8.555 appartengono ai servizi, in calo del 2,8% rispetto al 2008; 7.234 appartengono al commercio non alimentare (+1,7% rispetto al 2008); 3.813 alla somministrazione e ricettività ( -0,8%) e 3.052 al commercio alimentare (-1,8%). Se analizziamo i soli dati relativi alla città, risulta che in Bergamo sono presenti 4.057 imprese del terziario, 1,22% in meno rispetto al 2008. In leggero aumento il settore del commercio non alimentare con 1.189 negozi (+ 1,62% rispetto all'anno precedente), 580 tra bar e ristoranti (+ 1,40%); tiene debolmente il commercio alimentare

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con 267 attività (-0,74) mentre sono in forte calo i servizi (- 3,58%). I principali fattori che hanno determinato questa situazione di caduta dei servizi sono sostanzialmente la debolezza delle imprese, tutte per lo più di piccole dimensioni e familiari, e dall'altro la loro dipendenza rispetto ai settori prevalenti. E', inoltre, in atto una fase di ridimensionamento di alcuni settori della distribuzione che vengono sostituiti da attività di commercio despecializzato, di incerto futuro. "Le criticità maggiori che stanno vivendo i negozi di vicinato bergamaschi - sottolineano Paolo Malvestiti e Luigi Trigona, rispettivamente presidente e direttore dell'Ascom - sono dovute, sicuramente, alla stagnazione dei consumi. Su questo fronte, purtroppo, non ci sono segnali incoraggianti che preludano ad un risveglio. Il momento è delicato e decisivo, siamo in una fase di transizione: dalla recessione alla crescita, che tuttavia sarà lenta e fragile". Come è cambiata, in provincia di Bergamo, la vendita al dettaglio? "Il commercio sta vivendo una profonda fase di trasformazione. Negli anni 80-90 i punti vendita della distribuzione organizzata hanno trovato la loro collocazione al di fuori del contesto urbano. A questo si aggiunge, inoltre, che negli ultimi anni sono aumentate le dimensioni medie ed è cresciuto il numero degli addetti medi per tutte le tipologie di negozi, piccoli inclusi. Ciò ha comportato una perdita di attrattività e "appeal" della città, causa anche un’offerta immobiliare per lo più vecchia e inadatta. Proporzionalmente hanno acquistato vivacità i centri commerciali extraurbani, con le loro grandi


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Luigi Trigona

capacità organizzative e di comunicazione, integrate a servizi e ad intrattenimento. Di pari passo la città, a poco a poco, ha perso molto del suo interesse commerciale. Oggi, grazie al nuovo indirizzo politico della Regione Lombardia che crede nel distretto del commercio, la città e il centro urbano ritornano ad acquistare interesse, tornano ad essere al centro dell'attenzione della politica, delle associazioni e del cittadino consumatore e del cittadino imprenditore". In che misura e attraverso quali strumenti i distretti del commercio possono rilanciare gli esercizi di vicinato? "I distretti, che sono organizzati secondo una logica estetica e funzionale valorizzano la nostra provincia e i negozi di vicinato permettono di vivere meglio la città e i centri urbani. Il compito dei distretti è lo sviluppo di eventi e manifestazioni, accompagnato dall'integrazione di servizi. L'abbinata di eventi e servizi rende il centro urbano complessivamente più coinvolgente e più appetibile per i consumatori. Il negozio sotto casa, le illuminazioni o la vivacità di un mercato all'aperto si inseriscono, così, in un contesto urbano più armonioso con una identità precisa. Avremo dunque quartieri più vivibili, più sicuri e di maggior valore economico, ma anche culturale. Attraverso i distretti, il territorio diventa più attraente e ne guadagna anche dal punto di vista del turismo". Un bilancio dei distretti del commercio di Bergamo e provincia. "Nella provincia di Bergamo si contano ben 19 distretti approvati e finanzia58

ti dalla Regione Lombardia, attraverso tre bandi consecutivi, per un totale di 75 comuni coinvolti e oltre sette mila attività commerciali. Con il Primo bando regionale - maggio 2009 - ne sono stati approvati quattro: Bergamo; Treviglio; Altopiano Selvino e Aviatico (Selvino, Aviatico, Algua); e Val Gandino (Gandino, Leffe, Cazzano S.Andrea, Casnigo, Peia). Con il secondo bando regionale - luglio 2009 - la regione ha approvato altri sei distretti: Area Zingonia (Osio Sotto, Ciserano, Verdello, Verdellino, Boltiere); Asta del Serio ( Valbondione, Gandellino, Gromo, Oltresenda Alta, Ardesio, Villa d'Ogna, Premolo, Valgoglio); Alta Val Seriana-Clusone (Clusone, Parre, Ponte Nossa, Rovetta, Piario, Songavazzo); Basso Serio (Albino, Alzano, Nembro); Dal Sebino all'Oglio (Sarnico, Credaro, Villongo) ; e l' Isola Bergamasca ( Calusco, Sotto il Monte, Carvico, Villa d'Adda). Infine nel maggio del 2010 sono stati accolti altre 9 realtà : Colline orobiche (Almenno San Bartolomeo, Almenno San Salvatore, Palazzago, Barzana); Dalmine, Osio Sopra, Treviolo, Lallio; Fontium et mercatorum (Bracca, San Pellegrino, Serina, Costa Serina, Oltre il Colle, Cornalba); Honio (Vertova, Colzate, Fiorano, Gazzaniga e Cene); La porta della Val Brembana (Zogno, Sedrina, Brambilla); Lovere, Bossico, Castro; Seriate; Val di Scalve ( Azzone, Colere, Schilpario, Vilminore; e Ville e Torri dell'Isola (Ponte San Pietro, Ambivere, Mapello, Terno d'Isola, Brembate Sopra). Ora i distretti stanno lavorando su interventi di sensibilizzazione e di formazione attraverso incontri e giornate di approfondimento che hanno a tema, in particolare, la promozione del territorio e la realizzazione di eventi. A Bergamo, per esempio, l'iniziative dei giovedì di luglio è stata promossa dal Distretto, dalle Associazioni di categoria e dall'amministrazione comunale".


La Regione Lombardia ha destinato un contributo di 390 mila euro per la realizzazione del Distretto diffuso di rilevanza intercomunale di Dalmine. Quando sarà il primo appuntamento? "E' dall'inizio dell'estate che stiamo organizzando incontri con il comitato di indirizzo per stabilire le modalità di intervento e per programmare le attività future". C'è già in previsione di costituirne altri? Ci sono zone della provincia che si stanno muovendo in questa direzione? "Per il momento siamo in attesa dell'uscita del 4 bando della Regione Lombardia. Non sappiamo ancora se finanzierà nuovi distretti o quelli già in essere". Il turismo rappresenta sicuramente un'occasione importante per il rilancio del commercio. Ascom ha messo in campo o pensa ad iniziative specifiche? "Per "sfondare" nel campo del turismo non basta accontentarsi di quanto il territorio è in grado di offrire, ma servono professionalità e competenza; ed è necessario puntare su tutti i fattori di attrazione: la natura, l'enogastronomia, le bellezze artistiche, gli eventi, le fiere e lo shopping. A tal proposito è necessario osare e pensare in un'ottica anche internazionale, partendo dalla propria identità, fatta di paesaggi unici, prodotti tipici e un grande patrimonio artistico e ambientale che la nostra terra offre. Solo così si potranno costruire prodotti turistici riconoscibili sia per il mercato interno che estero".

smo. Ma, comunque, forti della presenza di undici delegazioni sul territorio bergamasco, come Associazione maggiormente rappresentativa nel settore del commercio, turismo e servizi, vogliamo mantenere fede al nostro compito: rappresentare gli interessi delle aziende interagendo con le Istituzioni, con gli organismi pubblici e privati, con le forze politiche, sociali, economiche e sindacali che operano a livello provinciale. La presenza delle undici delegazioni ci permette di penetrare sempre più nel territorio e di avvicinarci agli imprenditori per dar loro modo di trovare vicino al negozio tutti quei servizi in grado di rispondere rapidamente ai loro bisogni. E' una sorta di servizio "chiavi in mano" nelle diverse aree: del lavoro, del fisco, della contabilità, della formazione, della sicurezza e dell'ambiente". Al presidente la battuta finale. Come ha conciliato in questi mesi la guida dell'Ascom con la presidenza della Camera di Commercio? "Molto bene! E questo grazie allo staff di Ascom guidato dal direttore Luigi Trigona, con il quale da sempre c'è un grande affiatamento e una grande intesa".

In finanziaria c'è la reintroduzione della tassa di soggiorno per i turisti. Il vostro giudizio? Non sarebbe il caso, invece, di adottare una vera politica fiscale per il turismo? "È necessario che il Governo, che pur ha colto alcuni nostri segnali, metta ora mano a misure di politica economica favorevoli al settore, per consentirci di avviare quella fase di reale recupero di quote di mercato. E' necessario garantire una governance unitaria del settore, adeguare le dotazioni infrastrutturali, migliorare qualità e fruibilità del patrimonio ambientale e culturale, ottimizzare e rafforzare l'attività promozionale creando un "marchio Bergamo". Per quanto riguarda l'ipotesi della tassa di soggiorno per Roma è necessario eliminarla subito. Si tratta di una misura iniqua in quanto colpirebbe un ben determinato segmento della filiera turistica e potrebbe costituire un precedente per altre città ed aree del territorio che, se attuato, creerebbe un serio danno al turismo". Come giudica le scelte e l'operato di Comune e Provincia? Li ritieni efficaci per una promozione e un rilancio di tutto il territorio? "Mi sembra che sia il Comune che la Provincia abbiano un grande interesse a promuovere il nostro territorio. Noi saremo al loro fianco. Non dimentichiamo che la Camera di Commercio può rappresentare l'ente che è in grado di porsi come cabina di regia tra le diverse istituzioni e garantire una governance unitaria del settore". Quali sono i prossimi programmi associativi? "Sicuramente punteremo sui distretti del commercio e sul turi-

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ECONOMIA&BUSINESS

Da sinistra: Il direttore commerciale Maurizio Giuseppe Barbanti, il presidente Fabio Emanuele Torre, il presidente onorario e fondatore Francesco Torre e l’AD Roberto Torre

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Minipack-Torre firma la tracciabilità IN COPERTINA

L'azienda di Dalmine, leader mondiale nel settore del packaging e guidata dall'ingegner Francesco Torre e dai figli Fabio e Roberto, con un'idea rivoluzionaria lancia sul mercato una nuova gamma di macchine per il sottovuoto ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

vs 45 Emozionale" è l'etichetta che trovate su una delle ultime macchine brevettata dalla Minipack-Torre Spa. Rispetto alle altre soluzioni per il confezionamento e l'imballaggio costruite e commercializzate dall'azienda di Dalmine, l'idea vincente della "Nuova Linea Sottovuoto XP" sta nel fatto che, dopo l'impacchettamento, la macchina stampa direttamente l'etichetta adesiva con tutte le informazioni necessarie ad identificare il prodotto imbustato. Informazioni personalizzabili grazie alla chiara e semplice impostazione della tastiera elettronica con display Lcd. Si riassume così l'ultima "Unexpected idea" - idea inaspettata - per il sottovuoto che sul mercato, dal 1985, è garantito dai modelli esclusivi Minipack-Torre: creare e stampare una o più etichette adesive in cui vengono riportate tutte le informazioni essenziali per la conservazione del prodotto partendo dal nome, dalla data di confezionamento, dal grado di vuoto, dalla categoria merceologica fino alla data di scadenza e tutte le altre informazioni necessarie ad identificarlo. C'è anche la possibilità di indicare la percentuale di gas presente nella confezione, i contatti per l'assistenza tecnica, lo stop per la manutenzione ordinaria del macchinario e la programmazione del cambio olio della pompa per il sottovuoto. Da oltre quarant'anni Minipack Torre è leader mondiale nella produzione di macchine per l'imballaggio rivolte al settore degli alimentari, ma non solo: dai prodotti di gastronomia al dettaglio ai prodotti tipografici e cartotecnici, dall'imballaggio per servizi di logistica ai prodotti dell'industria chimica, farmaceutica e cosmetica, dai prodotti in metallo a quelli elettronici, in plastica o in legno. Dal settore food, da dieci anni arrivano le commesse più importanti con una crescita media del 5% l'anno. "Il progetto della nuova gamma sottovuoto - sottolinea Fabio Torre, presidente della Minipack Torre e figlio del fondatore, l'ingegner Francesco Torre - è nato dalla collaborazione stretta con la nostra filiale americana e con importanti chef per dare una risposta concreta alle nuove esigenze di mercato che richiedono maggiore tracciabilità del prodotto, informazioni sulle modalità di con-

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fezionamento per il rispetto delle normative alimentari e velocità nel reperimento delle informazioni per lo stoccaggio dei prodotti nell'industria alimentare e nel settore della ristorazione". Un altro passo in avanti sulla strada della tracciabilità? "Tracciabilità è diventata la parola chiave del quotidiano scenario agroalimentare, per le persone è sinonimo di garanzia. Il termine si lega ai nuovi parametri igienico e sanitari resi obbligatori per legge, alle pressanti richieste di sicurezza alimentare avanzate dai consumatori e all'esigenza delle aziende di innovarsi per essere sempre competitive sul mercato. Il nostro sistema di etichettatura brevettato permette di stampare etichette che, oltre al nome, garantiscono la qualità del prodotto confezionato. Non è solo una questione di carta e penna, le nostre macchine sono uniche e innovative perché le etichette indicano il percorso di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto. Garantiscono risparmio di tempo, maggiore sicurezza alimentare, semplicità di utilizzo e di pulizia". Com'è nata questa idea? "A novembre abbiamo brevettato la nuova gamma del sottovuoto che poi abbiamo presentato in due fiere di settore: per il mercato americano al Pack Expo di Las Vegas, fiera interamente dedicata all'imballaggio, sul mercato europeo l'abbiamo lanciata a maggio, a Francoforte. Adesso inizia la commercializzazione, in primis negli Stati Uniti, che rappresenta il nostro primo mercato di riferimento. Dopo sarà la volta dell'Italia e dell'Europa". Voi siete una realtà che del brevetto ha fatto il proprio punto di forza. Per la nuova gamma quanto è costato in termine di tempo e denaro? "Progettazione e messa a punto finale della nuova tecnologia hanno richiesto due anni di lavoro e un investimento di circa 500 mila euro.

La previsione è vendere 5 mila di queste macchine da oggi al 2011. Noi contiamo 93 dipendenti che sale a 130 se si tiene conto delle filiali estere, di questi dieci si occupano dell'innovazione del prodotto, anche per gli aspetti legati alla grafica che la meccanica. Inoltre, destiniamo normalmente il 5% del nostro fatturato a ricerca, sviluppo e innovazione. Una filosofia aziendale vincente premiata dalle aspettative che il mercato nutre nei nostri confronti a tal punto che alcune delle macchine sono state copiate dai concorrenti". Un esempio pratico di questa filosofia aziendale? "La prima macchina per l'impacchettamento è stata inventata da mio padre, Francesco Torre, nel 1969 e il primo brevetto Minipack arriva nel 1976 con una macchina per confezionare i prodotti, con film termoretraibili, che si impone subito il mercato. Oggi è prodotta da trecento aziende distribuite in tutto il mondo e noi ci sentiamo partecipi di queste realtà. Tre sono gli stabilimenti: due a Dalmine e uno a Osio Sotto dove si trova una carpenteria interamente automatizzata, con apparecchiature all'avanguardia, in cui vengono realizzate tutte le carenature delle macchine. Ad accomunarli c'è, prima di tutto, la mission aziendale: ricerca e sviluppo. "Ricercare" implica logicamente uno sforzo non sempre quantificabile. E' sicuramente più facile copiare o aspettare che i brevetti decadano o, peggio ancora, eluderli. Lo concorrenza che si gioca sulle macchine con tecnologia non troppo sofisticata è dura e la competitività con la Cina si gioca sulla continua innovazione. Per noi e per aziende come la nostra che hanno nella creatività, nell'innovazione e nell'unicità del Made in Italy il loro punto di forza servono norme capaci di tutelare la proprietà e industriale". La concorrenza cinese è sempre più agguerrita. Come si sconfigge e quali sono i vostri punti di forza? " Grazie a due intuizioni di mio padre che ha trasmesso a me e mio fratello Roberto: il senso d'appartenenza di tutti i collaboratori e la ricer-

La novità? I macchinari stampano direttamente l'etichetta adesiva con tutte le informazioni per identificare il prodotto

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La sede di Dalmine

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La sede produttiva durante l’evento “2 ore in azienda”

ca della qualità. Noi crediamo nelle risorse umane sia nel loro coinvolgimento che nella loro professionalità. Ci sono persone che hanno trascorso con noi l'intera vita professionale. E' il giusto mix che ci ha permesso di crescere, nel tempo, con scoperte brillanti nel settore del packaging. E' impensabile misurarsi con i competitors mondiali come India e Cina sul costo del lavoro". Innovazione fa rima anche con internazionalizzazione. Com'è stato lo sbarco di Minipack -Torre in America? "Abbiamo aperto le nostre prime filiali negli Stati Uniti nel 2000. Con il sostegno di un socio locale siamo riusciti a farci largo fino a diventare i primi importatori di macchine sottovuoto in America. Le nostre performance sono state e sono straordinarie perchè contiamo più di cento filiali e, forti del nostro nome del marchio e del prodotto, abbiamo costruito una capillare rete di distribuzione ed assistenza. L'obiettivo è conquistare il primo posto nel mercato americano, strappando quote di mercato ai produttori locali". E per quanto riguarda l'Europa e gli altri mercati extra europei? "L'Europa è venuta in seguito all'apertura sul mercato francese, 66

inglese e australiano. Lo scorso anno abbiamo inaugurato una filiale in Irlanda. Va detto che a Merlbourne soffriamo molto la concorrenza cinese perché tra Australia e Cina sono stati firmati accordi bilaterali, di scambio, che rendono le merci cinesi molto competitive. Oggi abbiamo 250.000 macchinari Minipack distribuiti in tutto mondo. La quota dell'export ha raggiunto il 75% grazie a Stati Uniti ed Europa e paesi come il Canada, il Centro America, il Giappone, l'Australia, l'Egitto e la Turchia. Il restante 25 % è rappresentato dal mercato italiano". Con la crisi quali sono le vostre aspettative in termini di fatturato? "Il 2009 si è chiuso con un calo dovuto alla crisi e si è attestato intorno a 10 milioni di euro (16 milioni con le filiali) contro i 16 milioni e 400 mila euro del 2008. Nei primi sei mesi del 2010 le vendite hanno segnato un incremento del 48% che ci portano a pensare di poter chiudere l'anno con un fatturato che tocchi i 14 milioni di euro (20 milioni con le filiali)". Cosa c'è nel vostro futuro? "Entro l'anno l'apertura di due nuove filiali in Europa: una in Germania e l'altra in Ungheria".


ECONOMIA&BUSINESS

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

nergivore, è l'aggettivo che spesso viene utilizzato per definire le abitazioni. Ma cosa significa? E' l'accezione - negativa - che si utilizza per sottolineare l'enorme consumo energetico delle nostre case. Basta togliere dal cassetto le ultime bollette (che continuano ad aumentare), guardare l'ultima voce per capire la quantità di energia che giornalmente consumiamo e di cui abbiamo bisogno per mantenere i nostri attuali stili di vita. Di conseguenza, tema di grandissima attualità è diventato proprio il risparmio energetico e le scelte che si possono fare per metterlo in atto. Il termine ha mutuato molte accezioni perchè significa: consumare meno energia e ridurre subito le spese

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di riscaldamento, migliorare l'appartamento accrescendo il suo comfort, partecipare allo sforzo nazionale per ridurre sensibilmente i consumi di combustibile da fonte esauribile e, in ultimo ma non per importanza, proteggere l'ambiente e contribuire alla riduzione dell'inquinamento. Del risparmio energetico esistono veri e propri specialisti in grado di "tagliare" la bolletta con un risparmio, quantificabile e reale, e rispettare l'ambiente. "Per risparmiare energia la prima cosa da fare è quantificarne il consumo - ci ricordano i fratelli Flavio, Marco e Sergio Cavagna, titolari della FMS Impianti Tecnologici di San Giovanni Bianco -. Per far questo bisogna misurare la quantità di energia di cui un edificio ha biso-


Flavio, Marco e Sergio: specialisti del risparmio energetico TECNOLOGIA&BUSINESS

Da sinistra Flavio, sullo sfondo in mezzo Sergio e a destra Marco Cavagna

gno per le sue diverse funzioni come il riscaldamento, l'acqua calda sanitaria, gli elettrodomestici e l'illuminazione, etc. E poi la qualità di questa energia, cioè il modo in cui viene usata per le diverse funzioni". Significa che basta presentarsi con la bolletta energetica di casa e voi siete in grado di dimostrare al cliente l'entità del risparmio ottenibile? "Noi effettuiamo un check up energetico della casa in modo gratuito, senza nessun impegno o vincolo per il cliente. Prima di fare un sopralluogo raccogliamo le informazioni necessarie sullo stato dell'abitazione, degli

Basta recarsi a San Giovanni Bianco con una bolletta per un check up energetico gratuito della propria casa Nel "Punto verde del risparmio energetico", sede della FMS dei fratelli Cavagna, le tecnologie innovative per far risparmiare in termini economici e ambientali

impianti, sullo stile di vita del proprietario e sulle sue esigenze. I dati raccolti vengono elaborati tramite un software e dai risultati indichiamo le possibilità di risparmio. Suggeriamo, poi, gli interventi necessari dal punto di vista energetico, nell'ottica di un eventuale degrado dell'abitazione e tenendo in considerazione gli aspetti legati ai costi e ai benefici. Infine formuliamo due o tre soluzioni in funzione delle diverse disponibilità economiche". A San Giovanni Bianco, il 29 maggio scorso, avete inaugurato la vostra nuova sede. Perché "Punto verde del risparmio energetico"? "Punto verde perché abbiamo raccolto le soluzioni più innovative e tecnolo69


un dettaglio degli uffici

gicamente avanzate per far risparmiare e nel contempo garantire il massimo del comfort, nel pieno rispetto dell'ambiente. Chi viene a trovarci trova moderni sistemi di riscaldamento e condizionamento che garantiscono elevati comfort e ridotti consumi come caldaie a condensazione, pompe di calore, generatori di calore a biomasse, pannelli solari termici e fotovoltaici, e soluzioni domotiche integrate. Questo grazie anche ad esempi concreti e tabelle di ammortamento per dimostrare i risultati già ottenuti dagli impianti già realizzati". Una scelta coraggiosa vista la crisi e, per certi versi, controcorrente. Cosa vi ha spinto a fare questo salto di qualità? "Vista l'esperienza e la professionalità maturata, nel 2004 abbiamo deciso di strutturare un'azienda che fornisse un pacchetto chiavi in mano. Noi offriamo un servizio esclusivo per tutto quello che riguarda l'impiantistica, dalla progettazione alla realizzazione dell'impianto, dalla consulenza all'assistenza post 70

vendita e un supporto concreto per tutte le pratiche burocratiche relative agli incentivi fiscali. Al giorno d'oggi l'assistenza costituisce un punto critico perché gli impianti sempre più sofisticati richiedono professionisti preparati e costantemente aggiornati. La scelta di proporci come interlocutori unici è diventato, per noi, un sinonimo di affidabilità". Non è necessario, allora, rivolgersi ad un commercialista per compilare le pratiche e conoscere gli incentivi a disposizione? "Siamo in grado di offrire l'assistenza e il supporto per l'espletamento e la compilazione di tutte le pratiche necessarie all'ottenimento di detrazioni fiscali, sia per quanto riguarda il 36%, il 55% fino alla presentazione delle domande per il conto energia, relativa agli impianti fotovoltaici. Una scelta dettata dalla volontà di dare al cliente le maggiori garanzie possibili. Inoltre, grazie alla nostra esperienza idraulica compiamo veri-


fiche tecniche presso impianti termici di qualsiasi potenza per valutarne la conformità dal punto di vista normativo e l'efficienza energetica". Fotovoltaico, pannelli solare, bonus energia, detrazioni, inquinamento, costi sociali, ambiente. Come può un cittadino districarsi in mezzo a tutte queste soluzioni? "Il fotovoltaico vive sicuramente una fase di forte sviluppo ma non è l'unica strada percorribile. Sicuramente fonti di energia rinnovabile ed ecologica integrate con le tecnologie tradizionali possono ridurre consumi e inquinamento. Ma prima di affrontare un discorso fotovoltaico, in un'abitazione è fondamentale riqualificare gli impianti, isolare la struttura, sostituire i serramenti. Dopo di che si abbina una pompa di calore e allora, in questo caso, il fotovoltaico può integrarsi nella proposta. Dopo il check up abitativo, ai nostri clienti spieghiamo i punti deboli delle loro case e preso atto del budget di spesa disponibile, costruiamo un pacchetto di soluzioni su misura". E' questo il motivo per cui avete scelto di chiamarvi FMS Impianti Teconolgici? "FMS sta per Flavio, Marco e Sergio. Ognuno di noi ha un compito diverso. La parte amministrativa, finanziaria e commerciale è affidata a Marco,

Sergio segue tutto il post vendita, per cui assistenza tecnica, gestione ordini e risorse umane e infine Flavio segue e coordina la parte impiantistica. Siamo un'azienda che non si è specializzata in un solo ramo, ma per tutto quello che riguarda l'impiantistica curando l'ambito residenziale, il settore del terziario e stiamo affrontando gli aspetti e le scelte che un'industria può attuare in un'ottica di risparmio energetico. Quando parliamo di impianti pensiamo a soluzioni complete, disegnate su misura per il tipo di cliente che abbiamo di fronte o il lavoro che dobbiamo realizzare". Avete già in programma eventi ed incontri per iniziative dedicate alle diverse tecnologie ed energie? Corsi di aggiornamento tra colleghi e serate aperte alla cittadinanza, per trattare le tematiche del risparmio energetico? "In questa nuova sede c'è un area espositiva con due scopi: curare la formazione dei nostri dipendenti e organizzare serate a tema. Periodicamente, per i collaboratori ci sarà un aggiornamento tecnico su argomenti che di volta in volta andranno approfonditi e inoltre organizzeremo serate a tema, con il patrocinio del comune, per informare famiglie e scuole sul risparmio energetico. Coinvolgeremo professionisti, architetti per un confronto con convegni aperti al pubblico".

Nella pagina accanto in basso: l’impianto solare termico per la piscina comunale di San Pellegrino Terme In basso installazioni di solare fotovoltaico

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ECONOMIA&BUSINESS

"Angelo Marzoli Resort", un villaggio tra storia e modernitĂ 

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ACCOGLIENZA

Nascerà a Palazzolo sull'Oglio l'innovativo progetto della nuova generazione della famiglia bresciana, un centro abitativo polifunzionale che sorgerà nell'area del vecchio stabilimento meccano-tessile

TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

ssere imprenditori non vuol dire solamente avere un'attività produttiva. Esistono altri modi per "fare impresa", sistemi che non passano unicamente dal profitto, ma anche dall'utilità sociale delle azioni, dall'attenzione verso il prossimo, dalla volontà di fare il bene della comunità. E, spesso, di una tradizione imprenditoriale come quella della Famiglia Marzoli poco si parla, sia perché non ama le luci della ribalta, sia per il fatto che nella loro filosofia compiere opere di grande utilità sociale è piuttosto naturale. È da questa prospettiva che si deve ammirare il nuovo "Villaggio Angelo Marzoli Resort", il centro abitativo polifunzionale che nascerà a Palazzolo sull'Oglio nell'area in cui si trovavano i vecchi edifici della "Fratelli Marzoli S.p.a.": fabbrica di eccellenza, leader nel settore meccano-tessile e conosciuta in tutto il mondo.

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da 107 unità abitative, di un centro benessere, di un ristorante d'alto livello e di una galleria d'arte dove poter esporre opere di artisti emergenti. E i prezzi non sono certo elevati, ma in linea con il resto del mercato. Ciò che conta per la Famiglia Marzoli, infatti, non è costruire un luogo per ricchi imprenditori, ma offrire una nuova filosofia di abitazione, la prima in Italia, un vero e proprio villaggio con tutte le comodità del caso.

FINALITA' - Parliamo di un'operazione immobiliare che si configura soprattutto come recupero urbanistico di aree dismesse e come "assicurazione sul futuro" di centinaia di famiglie. Perché proprio la Famiglia Marzoli ha voluto accertarsi - con un contratto siglato assieme agli ex proprietari (a cui era stata venduta l'area) - la ricollocazione di tutto il personale della vecchia azienda. Un'operazione, quindi, iniziata da lontano - precisamente nel 2006 -, quando è stato deciso di riacquistare 27mila metri quadrati del sito industriale dalla società Camozzi Holding. Una serie di edifici fatiscenti ed inutilizzati, un tempo destinati ad uffici, portinerie, mensa, fonderia, sono stati demoliti per lasciar posto a quello che diventerà un borgo immerso nel verde, composto da piccole palazzine a ridosso della vallata dell'Oglio. FILOSOFIA - Il nuovo Resort farà della poliedricità il suo cavallo di battaglia, in quanto sarà dotato di un Gran Hotel con 90 stanze, di un villaggio 73


PROGETTO -Il nuovo insediamento rispecchierà le caratteristiche architettoniche degli eleganti ed antichi palazzi circostanti, inserendosi perfettamente nel contesto del centro storico. L'intervento sarà di carattere residenziale e si svilupperà su 14mila metri quadri con ben 11mila destinati a giardini, piste ciclabili ed aree pedonali. Il progetto prevede piattaforme interrate per la sistemazione e per veicolare il traffico automobilistico con accesso alle singole unità immobiliari mediante ascensori interni. TECNOLOGIA - L'insediamento avrà inoltre i vantaggi offerti dalle moderne tecnologie: un sistema geotermico che alimenterà l'intero villaggio con la possibilità di cedere al comune l'energia in eccesso. Verranno installati moderni sistemi per garantire il massimo della sicurezza. Inoltre, innovativi sistemi di illuminazione esterna renderanno i giardini, viali ed accessi alle abitazioni, particolarmente suggestivi. Il centro residenziale avrà quindi tutte le caratteristiche degli storici borghi antichi, ma con un tocco importante di modernità nei comfort a disposizione. STORIA -Sulle orme del passato, quindi, s'intravede chiaramente la luce sfumata dei ricordi di una dinastia che ha lasciato un segno indelebile nella città di Palazzolo. Una storia familiare che si intreccia con i cambiamenti sociali ed economici di una provincia, quella bresciana, e di un Paese, l'Italia, che da agricolo sposta il proprio baricentro verso l'industria. Oggi tutto questo lo si può leggere nello sguardo caparbio di Gabriella Marzoli, che con fierezza è il timone del nuovo viaggio rivolto alla modernizzazione dell'azienda. Proprio Gabriella ha dentro di sè la forza e la 74

sapienza tramandata dal padre Angelo, uomo di grande umanità e onestà. Nei suoi occhi si può scorgere anche la dolcezza che prende il nome dei suoi cinque figli: Diana, Matteo, Marco, Luca e Francesco. TRADIZIONE - Cinque giovani cresciuti e allevati con la volontà di mantenere la tradizione di famiglia come punto di partenza per portare la città di Palazzolo a diventare un nuovo centro nevralgico di sviluppo economico e culturale nel panorama nazionale. L'apertura del museo delle armi "Angelo Marzoli", del centro congressi e del centro culturale sono stati i primi passi rivolti alla città di Palazzolo, alla sua vita sociale ed artistica. I figli hanno infatti preso posto all'interno dell'azienda di famiglia ricoprendo vari ruoli secondo le loro predisposizioni culturali e attitudinali, creando la sinergia necessaria a diventare il motore della nuova e moderna sfida imprenditoriale. CULTURA - Sono proprio loro a credere fortemente che la cultura sia strumento d'incontro e confronto, un'opportunità per avere uno spazio dedicato che non sia soggetto alle logiche della politica, così da far diventare la città di Palazzolo un volano artistico, culturale e turistico degno di una nuova identità. Ma il lavoro è appena iniziato e tanta strada c'è ancora da percorrere per raggiungere gli obbiettivi che i ragazzi si sono prefissati. La prossima tappa, quindi, sarà proprio la realizzazione del Resort, un testimone che avrà un ruolo altrettanto importante e che nella modernizzazione operata dalla nuova generazione non dimentica le antiche radici industriali del suo passato.


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ECONOMIA&BUSINESS

Scorpion Bay, "ogni deserto ha la sua oasi" 76


TOP BUSINESS

Uno slogan che cela una filosofia, di mercato e di vita: da ottobre partirà il franchising dell'azienda di Albino, store che dovranno ricalcare lo stile, i profumi e i colori della Baja California TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

odo desiertos tiene su oasi". Un angolo di paradiso che per i proprietari del marchio Scorpion Bay Lucioed Emanuela Mistriè da intendere attraverso una storia imprenditoriale di oltre trent'anni, sfociata nelle filosofie e atmosfere che oggi si respirano all'interno degli store dedicati al marchio. Veri e propri "pezzi" di Messico, di Baja California, un preludio del progetto di franchising che si comporrà da ottobre attraverso l'individuazione di partner in grado di garantire qualità e affidabilità, mentre continuano le aperture dirette di show-room e punti vendita: dopo quelli storici di Alassio, Le Porte Franche di Erbusco e Torbole e poi nei centri commerciali di Oriocenter, La Grande Mela (Lugagnano di Sona, VR), Le Corti Venete (Verona), La Corte Lombarda (Bellinzago Lombardo, MI), nei centri storici di Marina di Pietrasanta in Toscana e Pinerolo e Saluzzo in Piemonte e le due location nella capitale Roma est e Roma Eur, è arrivata una nuova presenza bergamasca alle Due Torri di Stezzano, cui si sono aggiunti i negozi di Trieste e Vicenza. "Quando spira forte il vento della crisi - afferma Lucio Mistri - qualcuno cerca riparo, qualcun altro costruisce mulini a vento. Negli ultimi cinque anni abbiamo raddoppiato il fatturato, siamo passati da 9 a 20 milioni di euro, e da 22 a 65 dipendenti. Nella struttura di Albino ci sono il cuore e la testa, ma le braccia e le gambe sono altrove. La casa bergamasca di Scorpion Bay è l'azienda Gipsy, nata nel 1977 sulle orme dei nostri genitori, un'impresa che da 25 mq è passata agli attuali 7.500 e che ha saputo interpretare nel corso della sua storia le mutate esigenze del mercato tessile/abbigliamento".

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Esigenze che ad oggi si manifestano nella formula del franchising? "La realtà distributiva Scorpion Bay si articola attraverso 1000 punti vendita multibrand in Italia e 500 in Europa, 100 corner e 25 negozi monomarca Scorpion Bay, punto di massima espressione del brand Scorpion Bay. Per il momento gli store sono per il 70% nostri e per il resto degli affiliati. La formula vera di franchising prenderà forma da ottobre e sarà curata fin nei minimi particolari: dovremo far capire come mostrare i prodotti alla clientela, come comporre il negozio e via dicendo. Abbiamo bisogno di mantenere la nostra linea, la nostra immagine, valori che devono riflettere una filosofia ben precisa". 77


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Una domanda di rito: cosa c'entra Scorpion Bay con Albino? "Nel 1961 mio padre, un sarto, vide una macchina capace di produrre da sola un tessuto tubolare. La acquistò, cominciando a lavorare per un'azienda della Val Brembana. Qualche anno fa, io mi innamorai di una fotografia che ritraeva le mani di una tessitrice messicana. Tra queste due immagini c'è l'anello che collega Scorpion Bay ad Albino, un filo indissolubile fatto di passione e amore per una terra, quella messicana, rimasta ancora incontaminata e che rispetta la natura in ogni sua forma di vita: stiamo parlando di un vero e proprio mito per ogni surfista, una baia in cui si possono trovare onde che si "surfano" per interi minuti". Come avete comunicato l'immagine dell'azienda in questi anni? "E' abbastanza facile da capire. Scorpion Bay si distingue da qualsiasi altro brand in quanto vive del respiro messicano, mantiene le origini esotiche della sua terra, i suoi sapori, i suoi profumi e i suoi colori. Anche nello show-room che abbiamo allestito all'interno della nostra sede abbiamo ricreato queste situazioni. Tutto è partito da una pergamena bruciata a mano che abbiamo spedito a 300 clienti europei nel 1992, il resto ha ricalcato e ricalca tutt'ora la stessa filosofia. Ci abbiamo creduto e abbiamo acquisito nel 2003 il marchio Scorpion Bay per l'Europa e nel 2007 per tutto il mondo". Nel 1996 avete chiuso la produzione di Gipsy. Come siete riusciti a trasformarvi a livello imprenditoriale in così breve tempo? "Sudore, sangue e lacrime. Non è stato affatto facile, abbiamo dovuto far capire a tutti i nostri collaboratori che l'azienda per cui lavoravano stava cambiando completamente orientamento. Siamo stati dei visionari, in quanto abbiamo ampiamente previsto le tendenze del mercato, anche assumendoci dei rischi importanti. Tuttavia, dopo il viaggio che nel 1992 mi portò a Scorpion Bay, intuii subito le potenzialità di un marchio che affondava le proprie radici nella terra da cui era nato". Il logo di Scorpion Bay è molto particolare, ce lo illustra?

"Chiaramente lo scorpione è un animale diffuso nella baia, e il sole è quello azteco, che da sempre batte forte in terra messicana. Out There - Mas Fina, invece, significa desiderio di evasione, di luoghi lontani, nei quali la spiaggia è sempre magnifica e la sabbia pregiata, sottile, "fina". Ogni nostra iniziativa a livello creativo, ma anche commerciale, è mossa dalla passione, la stessa che vorremmo trasmettere a tutti i nostri clienti. Non vogliamo essere un marchio semplicemente conosciuto, ma riconosciuto, con un anima ben visibile". Anche le vostre sponsorizzazioni da un punto di vista sportivo richiamano questo carattere di assoluta originalità. "L'investimento più importante in questo senso è la partnership con KTM, impegnata nel mondiale di motocross con Tony Cairoli, che da sette anni porta alto il nome Scorpion Bay sul suo bolide a ruote artigliate. Siamo anche presenti in sport alternativi come l'hockey, attraverso la partnership con H.C. Valpellice, storica squadra piemontese di serie A1, ma anche in realtà locali come l'Ororosa Basket Team, realtà che si propone come l'eccellenza del basket femminile giovanile bergamasco, e stiamo valutando altre importanti partnership". Infine, una menzione la merita anche l'impianto solare, un tassello in più che si aggiunge al rispetto per la terra e vi consente di essere energeticamente autosufficienti. "In questi anni si è sviluppata in azienda una grande vocazione ecocompatibile. In un momento come questo abbiamo l'obbligo di pensare all'ambiente che ci circonda e a un modo di produrre meno invasivo e più naturale. Sono spunti e idee riprese nella nuova collezione Scorpion Bay primavera-estate 2011, dove spiccano capi in cotone organico e con tinture ecocompatibili. Sul tetto della sede di Albino, inoltre, è pronto per essere collegato un grande impianto fotovoltaico, della potenza di 180 kWp, pari al lavoro svolto da più di 4.000 alberi, l'equivalente di un bosco di 4 ettari, che, silenziosamente, ogni anno, assorbono più di 80 tonnellate di anidride carbonica". 79


MOTORI

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Serie 5 Touring, una classica di famiglia LA NOVITA'

Arrivata alla quarta edizione, si presenta in tutto il suo splendore all'interno di Villa Zanchi a Stezzano: linee sobrie e cuore scattante, per l'uomo che si destreggia fra famiglia e lavoro sempre con stile

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

affinata e sportiva, per uomini e padri di famiglia alla ricerca del top di gamma BMW senza voler dare troppo nell'occhio mentre si "passeggia" in città. Un modello classico e ancora più filante del precedente, capace di colpire per la sua naturalezza sull'asfalto e potenza con pedali ai piedi e con volante in mano. Ma soprattutto una station adatta al manager con figli, all'imprenditore che non vuole sfigurare all'appuntamento di lavoro e, al contempo, non vuole impazzire per trovare spazio alle valigie della famiglia in vacanza. Stile classico che piace - non è un caso che sia arrivata alla quarta generazione -, rivisitata egregiamente dai designers tedeschi secondo gli stilemi di casa BMW. Ecco perché lo stupen-

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do parco di Villa Zanchi si veste a pennello per rendere omaggio al modello gentilmente concessoci in prova da Lario Bergauto, concessionaria ufficiale BMW per Bergamo e provincia. La Serie 5 Touring (535i l'edizione presentata in queste pagine) è solo 8 mm più lunga della versione a 4 porte e più bassa di 13 mm (1.462 mm contro 1.475), fattore che ne esalta ancora di più uno stile slanciato rispetto al modello precedente, con un lunotto più inclinato, barre porta tutto praticamente invisibili e gruppi ottici posteriori e montanti più sottili. DESIGN - Il frontale è quello della Serie 5 con il "muso" sporgente, i fari rotondi circondati dalle luci bianche a led, due ampie prese d'aria ed un cofano 81


lunghissimo. La fiancata è pulita con un'unica nervatura pronunciata che tocca le maniglie delle portiere. La coda è sviluppata in maniera originale lungo linee orizzontali che rendono questo modello inconfondibile. Cresce la capacità di carico - da 520 litri a 560 litri - che diventano 1.670 abbattendo il divano posteriore che, per la prima volta sulla Serie 5 e in questo segmento, ha proporzioni 40-20-40. Come sulla Serie 5 GT, per modificare il vano di carico si usano le levette che si trovano nel bagagliaio stesso inoltre lo schienale può essere regolato in inclinazione per 11 gradi. Mantenuto il comodo lunotto apribile separatamente, arricchito della funzione che solleva automaticamente il tendalino e ora in più provvede a riabbassarlo. Naturalmente il portellone è a comando elettrico e, per supportare la maggiore capacità di carico, ci sono anche le molle pneumatiche autolivellanti al retrotreno. TECNOLOGIA - Perfettamente identiche alla berlina le caratteristiche dell'autotelaio e della meccanica. Si potrà quindi avere il siste82


ma Integral Active Steering con quattro ruote sterzanti, l'Adaptive Drive che armonizza il comportamento dinamico della vettura agendo sulle varie componenti dell'autotelaio e comprende anche gli ammortizzatori a controllo elettronico e le barre antirollio attive. Immutata anche l'imponente dotazione di sicurezza disponibile di serie o a richiesta, a seconda degli allestimenti, come il BMW ConnectedDrive, il sistema di parcheggio semiautomatic Parking Assistant, il Surround View, l'Active Cruise Control con il sistema anticollisione, il Lane Change Warning, Lane Departure Warning, i fari completamente automatici High-beam Assistant o il sistema Night Vision con il riconoscimento del pedone. MOTORI - La gamma motori vede alla base il 4 cilindri 2 litri diesel da 184 CV che, grazie anche alla presenza dello stop&start, consuma 5,2 litri/100 km con emissioni di 137 g/km di CO2, un record per questa categoria. Le altre versioni sono la 530d con il 3 litri 6-in-linea da 245 CV ed emissioni di CO2 di 139 g/km (disponibile anche con tecnologia BluePerformance che consente l'eliminazione dei NOx allo scarico e di avere l'omologazione Euro 6). Per i benzina, tutti a iniezione diretta, si parte dal 3 litri 6-in-linea della 523i che offre 204 CV e si arriva alla 535i con il 3 litri 6-in-linea dotato di turbo twin scroll e Valvetronic da 306 CV (emissioni per entrambi di CO2 ciclo misto: da 137 a 201 g/kmg/km). Con questo motore la Serie 5 Touring accelera da 0 a 100 km/h in soli 6 secondi. Optional il cambio automatico a 8 rapporti, di serie invece tutte le misure del pacchetto EfficientDynamics.

Tecnologia: si potrĂ  avere il sistema Integral Active Steering con quattro ruote sterzanti, oltre all'Adaptive Drive che armonizza il comportamento dinamico della vettura agendo sulle varie componenti dell'autotelaio

Lario Bergauto Via Campagnola, 50 Tel. 035 4212211 - Bergamo www.lariobergauto.bmw.it www.mobility.it

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MOTORI

Nuova Volvo S60, bella sicurezza a quattro ruote ANTEPRIMA

La nuova svedese si presenta con il top della tecnologia applicata al design: si nota una netta svolta verso la sportività, ma il vero fiore all'occhiello è il Pedestrian Detection

Spazio: rispetto alla precedente S60 la nuova generazione offre un abitacolo più ampio e accogliente per 5 persone, come dimostrano i 30 mm in più per le ginocchia dei passeggeri posteriori 84

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

a nuova Volvo S60 rappresenta la sfida svedese nel difficile segmento delle berline medie premium e basa buona parte del suo appeal sulle forme da coupé a quattro porte. La somiglianza con la S60 Concept dello scorso anno è notevole e porta in Casa Volvo una netta svolta verso la sportività. Bergamo Economia, complice la concessionaria Iperauto di Borgo Palazzo a Bergamo, ha avuto modo di provarla in anteprima per voi lettori.

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DESIGN - La ricerca di uno stile emozionale ha

guidato la mano dei designers svedesi verso una vettura capace di rispecchiare le caratteristiche dinamiche di un'auto moderna e giovanile. Anche la nervatura che sottolinea la fiancata e assume un andamento ondulato sui parafanghi è un elemento che aggiunge forza alla prospettiva laterale e di tre quarti anteriore. INTERNI - Rispetto alla precedente S60 la nuova generazione offre un abitacolo più ampio e accogliente per 5 persone, come dimostrano i 30 mm in più per le ginocchia dei passeggeri poste-


riori. Anche la soglia di ingresso del vano bagagli è stata allargata di 107 mm. L'abitacolo è stato ammodernato e rivisto in tema di materiali, ergonomia e design. Uno schermo a colori di 5 o 7 pollici nella parte alta della consolle centrale è il centro di comando per tutto l'infotainment di bordo, dall'audio al navigatore alla gestione del telefono. Particolarmente curato è anche l'impianto stereo, disponibile anche un Premium Sound con amplificatore 5x130W, Dolby Pro Logic II Surround, 12 altoparlanti e sistema di equalizzazione MultEQ di Audyssey Laboratories. GUIDABILITA' - Il telaio è stato completamente rivisto e migliorato con lo scopo di offrire al gui-

datore un'esperienza di guida coinvolgente ed emozionante. Per fare questo i tecnici svedesi, hanno sviluppato un assetto innovativo. Per il mercato europeo la nuova S60 sarà disponibile con il solo "dynamic chassis", un settaggio particolarmente votato alla precisione di guida e alla velocità di risposta di tutti gli elementi, compreso uno sterzo adattivo alle esigenze di chi si trova alla guida e ammortizzatori più rigidi. A richiesta, inoltre, sarà possibile avere anche il più avanzato telaio attivo FOUR-C. Parlando di stabilità e trazione, la nuova S60 è dotata in esclusiva dell'Advanced Stability Control, un sistema di gestione della stabilità che si basa sul rilevamento dell'angolo di rollio per bloccare sul nascere

Motori: quattro motorizzazioni, il motore più potente dell'intera gamma è il T6 a benzina, un 6 cilindri in linea turbocompresso portato a 3 litri di cilindrata, 304 CV e 440 Nm, capace di spingere la S60 fino a 250 km/h 85


l'innescarsi di pericolose sbandate. Grazie a questo dispositivo il controllo di stabilità e trazione DSTC può intervenire con tempestività e precisione, basandosi sulle forze di accelerazione laterale e migliorando la capacità di effettuare rapide manovre d'emergenza. Altro elemento qualificante della nuova berlina svedese è il Corner Traction Control, un sistema che distribuisce in maniera variabile la coppia trasmessa alle ruote motrici durante una curva e provvede a frenare in maniera opportuna la ruota interna.

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MOTORI - I propulsori disponibili dall'inizio della commercializzazione sono due unità a benzina e due a gasolio. Il motore più potente dell'intera gamma è il T6 a benzina, un 6 cilindri in linea turbocompresso portato a 3 litri di cilindrata, 304 CV e 440 Nm, capace di spingere la S60 fino a 250 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi. I consumi combinati sono di 9,9/100 km e la trazione integrale AWD è di serie in coppia al cambio automatico. L'altra unità a benzina disponibile al lancio è la 2.0T dotata di motore 4 cilindri turbo a iniezione diretta (GTDi) da 203 CV e 300 Nm. La velocità massima è di 230 km/h in entrambi i casi e l'accelerazione zero-cento fa segnare 7,7 secondi (8,2 l'automatico). I turbodiesel in listino da subito sono i 5 cilindri D3 e D5. Il primo ha un due litri che sviluppa 163 CV e 400 Nm, regala un'accelerazione 0-100 km/h in 9,2 secondi e una velocità massima di 220 km/h; i consumi si attestano sui 5,2 l/100 km ed emissioni di CO2 di 139 g/km. Il D5 vanta invece una cilindrata di 2,4 litri, doppia turbina, 205 CV e 420 Nm, spingendo la S60 a 235 km/h e facendole toccare i 100 orari da ferma in 7,8 secondi. Anche in questo caso i consumi dichiarati risultano piuttosto buoni, nell'ordine dei 5.3 l/100 km combinato. Per quanto riguarda le trasmissioni offerte sulla nuova S60, occorre sottolineare come la T6 utilizzi un cambio automatico 6 marce Geartronic di seconda generazione, mentre solo la motorizzazione 2.0T a iniezione diretta di benzina può essere equipaggiata a scelta con l'automatico 6 marce Powershift a doppia frizione o il manuale, sempre a 6 marce. SICUREZZA - Un equipaggiamento di grande valore è il Pedestrian Detection, dispositivo di rilevamento automatico di pedoni davanti alla vettura in grado di allertare il guidatore e di frenare automaticamente se questi non reagisce. Si tratta di un sistema unico al mondo che applica una forza frenante del 50% superiore a quella applicata dal già noto sistema di frenata automatica, evitando l'investimento del pedone fino a 35 km/h. Oltre questo limite il sistema provvede a ridurre la velocità di impatto, in modo che i danni alla persona siano minori. Disponibile anche il City Safety, già introdotto sulla XC60, che frena la vettura quando il veicolo che precede rallenta o si ferma o quando il guidatore non rallenta di fronte ad un ostacolo. Come nel caso del Pedestrian Detection, gli eventuali danni da impatto sono completamente evitati fino a 30 km/h.

Safety: il dispositivo di rilevamento automatico dei pedoni davanti alla vettura è in grado di allertare il guidatore e di frenare automaticamente

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YCBG, "10 Years Party"con BMW Lario Bergauto ANNIVERSARIO

L'associazione con sede al Lazzaretto compie dieci anni d'attività con una kermesse memorabile: una festa da 24 ore coincisa con la classica "Vela Party Summer" 88

ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA

o Yatch Club Bergamo inaugura il decimo anno di attività con una festa lunga una giornata intera. Al lounge village della Cascina del Sole di Carobbio degli Angeli, la kermesse tanto attesa si è colorata d'incredibile allegria. Un vero e proprio ritrovo per appassionati di vela e non, dove è stato possibile scambiarsi racconti e informarsi sui programmi del Club, cantando e ballando con musica dal vivo. La scorsa domenica 11 luglio, inoltre, numerosi partners d'eccezione hanno deciso di partecipare dando il loro contributo a quella che è stata una giornata da incorniciare per l'associazione con sede al Lazzaretto bergamasco. Uno su tutti, BMW Lario Bergauto, che ha presentato la favo-

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losa X6 ActiveHybrid, dando la possibilità ai fortunati presenti di effettuare delle prove su strada, un vero privilegio per tutti gli appassionati delle quattro ruote dato che il bolide BMW è dotato del motore ibrido più evoluto al mondo. Il famoso legame internazionale della casa bavarese con Oracle, quindi, è stato una volta in più ribadito dalla partecipazione al frizzante "Vela Party Summer". Gli ospiti si sono anche potuti divertire con le numerose attrattive messe a disposizione: una piscina con area relax, l'open bar,

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prove di equitazione per adulti e per bambini, diretta TV della finale dei mondiali di calcio e uno splendido aperitivo che ha completato la cena a buffet. Hanno fatto bella mostra anche alcuni selezionati e preziosissimi gioielli ARANDO, mentre nel giardino della zona lounge il negozio "le fate" ha messo a disposizione vestiti e accessori estivi che non hanno mancato di attirare l'attenzione del pubblico femminile. Un raggiante Giovanni Campi - presidente di YCBG - ha infine premiato i fortunati che si sono aggiudicati gli estivi premi griffati "Yatch Club Bergamo".

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Associazione Diabetici Bergamaschi, la cultura della prevenzione va in scena alla Saps

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PHOTO: GIORGIO CHIESA

i è svolta mercoledì 7 luglio scorso nella cornice del concept restaurant della Saps la conviviale dell'ADBG. Davanti a un nutrito parterre di ospiti si è parlato delle attività future dell'organizzazione che da trent'anni opera sul territorio locale per la divulgazione e la prevenzione di una delle malattie più subdole. A prendere subito la parola è stato il neopresidente Gianbattista Negretti, che ha voluto sottolineare l'impegno dei numerosissimi volontari che ogni anno riesce ad effettuare gratuitamente oltre 22mila screening della glicemia. Non hanno voluto mancare all'incontro anche Roberto Trevisan - primario di diabetologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo - e Antonio Carlo Bossi, direttore dell'unità operativa malattie metaboliche e diabetologia dell'ospedale di Treviglio. Proprio loro sono intervenuti ribadendo l'importanza e la pericolosità della malattia, cercando di far comprendere ai presenti le regole di una corretta alimentazione e l'importanza di una regolare attività fisica. Semplici concetti che hanno assunto un contenuto particolare per la delicatezza del tema trattato. Infine, Bossi ha voluto rimarcare anche le attività extra territoriali dell'Associazione, che negli ultimi anni è riuscita nell'impresa di offrire volontariato internazionale, supportando il gruppo di sanitari che ha svolto attività all'Ospedale Regionale di Wa - in Ghana - e all'Ospedale Santa Teresa di Abancay, in Perù.

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"Suoni, Luci e Mistero", i giovani imprenditori riuniti per la solidarietà CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GORGIO CHIESA&LORIS SAMBINELLI

uella organizzata giovedì 22 luglio scorso nella romantica cornice di Villa Zanchi, a Stezzano, è stata una serata all'insegna della solidarietà. Si sono incontrati i giovani imprenditori dell'Ascom con l'obiettivo comune di dare una mano alla "Associazione per l'Aiuto al Neonato Onlus", dell'unità operativa di patologia e terapia intensiva neonatale degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Giunta alla sua quinta edizione, la serata - quest'anno - è stata titolata "Suoni, Luci e Mistero", grazie anche allo spettacolo di prestigiazione offerto dal mago Aurelio Paviato. Tra i prestigiosi partner dell'iniziativa, sono da segnalare la Cooperativa di garanzia dell'Ascom, Fogalco, l'Ente Fiera Promoberg, gli Enti Bilaterali del Commercio e del Turismo e le due associazioni Fai (Federazione autotrasportatori italiani) e Assoauto, aderenti a Confcommercio. L'evento ha anche goduto del contributo di Intesa San Paolo Private Banking, Bas Omniservizi Gruppo A2A, Orobica Pesca, Novidea Stand, Imago, Centro Servizi Investigazione, Ares ambiente, Effendi e Merelli e, dulcis in fundo, di BMW Lario Bergauto, che ha coreograficamente esposto tre gioielli della casa bavarese - tra cui la nuova Serie 5 Touring - all'interno dello stupendo parco della villa. Il gruppo Giovani Imprenditori di Ascom si è presentato al tradizionale appuntamento con alcune novità: due nuovi consiglieri nel direttivo, Paolo Cristiano e Riccardo Fogaroli. Il primo proviene dal settore alberghiero, titolare insieme alla mamma dell'Hotel Del Brembo di Osio Sotto; il secondo gestisce con la famiglia il negozio "Barcella Arredamenti" di Brusaporto. L'appuntamento tradizionale, sempre con intento benefico a favore di associazioni che operano sul territorio, offre a tutti i giovani imprenditori la possibilità di confrontarsi e promuovere iniziative del gruppo al di fuori dei contesti istituzionali, rafforzando i legami e lo spirito associativo trascorrendo al contempo una serata piacevole, facendo del bene.

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Trawel Fly HT Agnelli, la nuova stagione è decollata CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: LORIS SAMBINELLI

on una frizzante conferenza stampa, giovedì 22 luglio scorso, l'Olimpia si è presentata più tonica che mai per la prossima stagione pallavolistica di serie B1. Nell'avveniristica sede della Hidro Tech, nuovo Platinum Sponsor - che si è andata ad aggiungere a Caloni Trasporti, affiancandosi ai Main Sponsor Trawel Fly e Agnelli Metalli sono stati presentati i nuovi acquisti per la stagione 2010/2011, e con loro il nuovo allenatore Luciano Cominetti. E se il buongiorno si vede dal mattino, non poteva esserci esordio migliore per la società di Borgo Palazzo. Alle parole del nuovo direttore generale Luca Tommaso Bilotta - presentatore e deus ex machina dell'evento assieme al responsabile comunicazione Giorgio Chiesa - che ha voluto ribadire il concetto di una squadra giovane e motivata a fare bene, si è aggiunto l'entusiasmo del presidente Angelo Agnelli. "Quest'anno ci siamo presi dei rischi ringiovanendo ulteriormente la rosa. Tuttavia, non ci presentiamo più come il brutto anatroccolo della serie B1, bensì come una società motivata a fare bene e che non si pone limiti di risultato. L'età media è 23 anni, ma l'esperienza dei nuovi arrivi - come il lato Romolo Mariano, di nostra proprietà e già nel giro della Nazionale (in prestito l'anno scorso a Cantù) - ci fa bene sperare". Il microfono è poi passato al nuovo allenatore Luciano Cominetti, che non ha smentito l'amore assoluto che lo lega alla società bergamasca. "L'anno scorso tutti sappiamo com'è andata, ho dovuto trasferirmi a Cantù perché la situazione qui all'Olimpia era in bilico. La storia è cambiata e quello che posso augurarmi è di ritrovare lo stesso spirito e le stesse motivazioni che i ragazzi hanno messo in campo proprio quando io ero seduto sulla panchina avversaria". Da qui la parola è passata agli sponsor, in primis a Carmine Prencipe, AD di Trawel Fly, main sponsor della squadra. "Siamo molto soddisfatti dell'operazione sotto ogni punto di vista. Speriamo di continuare così anche per i prossimi due anni di contratto, crediamo che le premesse per affrontare una stagione di altissimo livello ci siano tutte". Ha detto la sua anche Gianfranco Chiecchio, neo Platinum Sponsor che quest'anno ha contribuito ad innalzare il prestigio della corazzata bergamasca. "Posso solo dire di essere entusiasta. La filosofia Olimpia è perfetta per la nostra azienda in quanto anche noi crediamo fortemente nei giovani. Aspetto con ansia l'inizio della stagione per poter tifare al PalaNorda i nostri ragazzi".

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Classe E 63 AMG station wagon, l'aperitivo di presentazione è "A.I. Giardini"

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PHOTO: GIORGIO CHIESA

on un evento frizzante in uno dei locali più "in" della Bergamasca, la concessionaria ufficiale Mercedes-Benz Lodauto ha voluto festeggiare l'arrivo della sua nuova meraviglia. Nell'estivo di "A.I. Giardini San Marco", lo scorso giovedì 15 luglio, è stata presentata l'elegante e potente Classe E 63 AMG station wagon. Il marchio High Performance di Mercedes-Benz Cars ha dunque aperto all'estate presentando una vettura adulta e sportiva, perfetta anche per un utilizzo quotidiano. Il nuovo gioiello ha convinto per la sua elevata potenza, un'efficace dinamica di marcia e le stesse tecnologie del Roadster ad alte prestazioni SL 63 AMG. La nuova nata della casa tedesca ha impreziosito la location nel centro bergamasco, dove i fortunati presenti hanno potuto osservare con stupore le sue linee accattivanti. Nel frattempo, per completare la kermesse, è stato gustato uno sfizioso aperitivo in perfetto stile pre-estivo.

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ANDI Bergamo, alla Corte Berghemina una Sant'Apollonia da record

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e emozioni passano, le passioni no”. Con queste semplici parole il deus ex machina dell'evento dell'ANDI Bergamo, Stefano Almini, ha voluto salutare le oltre 290 persone presenti a quello che è ormai diventato - da 35 anni - uno dei ritrovi più piacevoli e riusciti: la festa di Sant'Apollonia. Giovedì 15 luglio scorso la location scelta è stata di assoluto prestigio, stiamo parlando della Corte Berghemina di Pagazzano, all’interno di una cornice storica del castello Visconteo. I marchi sono stati ancora una volta di valore, in prima fila Nordental che ha offerto la cena -, Profumerie Douglas, BMW Lario Bergauto - che ha esposto la sua X6 ActiveHybrid -, Gioielleria Cornali, Cereria Pernici e l'immobiliare Casa Feltri. Tutti loro hanno contribuito con preziosi gadget e un premio finale firmato Gucci. Alla presenza anche del presidente ANDI Bergamo Rovetta Maurizio, del presidente ANDI Lombardia Federico Dalcin e del presidente ANDI Nazionale Gianfranco Prada, la serata è proseguita nella sua dinamica organizzazione e “la calda atmosfera” ha decretato l'ennesimo successo della cena, divenuta ormai una classica irrinunciabile.

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Travel Cup 2010, ancora due gare per il sogno caraibico

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a Travel Cup non si ferma. Puntualmente, anche questo mese, il torneo organizzato grazie alla collaborazione di Roncalli Viaggi e l'agenzia di pubblicità e marketing e20 è andato in scena. E stavolta l'onore è toccato ad uno dei più prestigiosi circoli della Bergamasca: il "Golf Club Parco dei Colli". L'appuntamento dello scorso 27 giugno, il settimo, si è svolto secondo le classiche modalità. Ciascuna competizione è stata infatti strutturata su un percorso di 18 buche modalità Stableford, fattore che ha consentito di continuare sulla scia degli ottimi risultati già ottenuti gli scorsi mesi. Stiamo parlando di dieci gare - ancora due da giocare - che porterebbero i fortunati iscritti fino alla finale nella splendida Repubblica Domenicana. L'ultima kermesse si disputerà, dopo una pausa di qualche mese dal termine del torneo, a gennaio 2011. Teatro della grande sfida oltreoceano sarà il "Golf Residence La Estancia", situato nella zona di Bayahibe. La struttura, inoltre, si trova in una posizione assolutamente privilegiata, su una delle più belle spiagge dell'isola, dove assaporare l'esperienza del golf può diventare davvero indimenticabile.

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"Calici di Stelle": all'azienda vinicola Le Mojole "sfila" il Donna Marta

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PHOTO: LORIS SAMBINELLI

elle piazze e nei luoghi più belli delle oltre 560 "Città del Vino" italiane, è tornata "Calici di Stelle". Per l'appuntamento della scorsa domenica 8 agosto la magica atmosfera estiva è stata offerta dalla fertile terra di Castelli Calepio. Un evento che ha riunito astrofili, produttori di vini e di altre specialità gastronomiche, in una serata di degustazioni e stelle cadenti. L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento Turismo del Vino. La kermesse è partita alle 19.30 dal Parco di Villa Clorinda, sede del comune a Tagliuno, per poi subito passare - dopo le presentazioni - a sfiziosi assaggi di formaggi. Si è proseguito con la "Passeggiata in Collina" guidata dal "Gruppo Guide Kalos Epias", che ha condotto gli ospiti all'azienda vitivinicola "Le Mojole": proprio qui si è entrati nel clou della manifestazione, con un "Concerto in Cantina" organizzato dall'Associazione MusicArte e magistralmente condotto dal pianista Simone Pagani e dal soprano Margherita Turra. Per i romantici non è mancato uno sguardo al cielo terso di una notte di mezza estate grazie all'esperto astrologo Cristian Pasqua, che ha fornito la sua attrezzatura e le sue conoscenze per osservare da vicino le stelle, degustando al contempo l'eccellente vino "Donna Marta". Come chiusura della manifestazione, gli ospiti hanno potuto anche gustare un ottimo risotto al sugo di "Donna Marta".

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Apindustria, in Saps per una conviviale sul futuro

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stata una cena per confrontarsi sul futuro delle piccole medie imprese quella organizzata da Apindustria martedì 20 luglio scorso. Nell'elegante concept restaurant della Saps, gli imprenditori dell'Associazione Industriali delle PMI di Bergamo e Provincia hanno avuto modo di ascoltare il discorso del presidente Paolo Agnelli, che ha tracciato le linee guida sull'avvenire del settore imprenditoriale bergamasco. "Abbiamo affrontato una crisi che di certo non è ancora finita, nonostante importanti segnali di ripresa. Le PMI sono le vere locomotive dell'economia italiana, sono loro a sobbarcarsi gli oneri delle decisioni che vengo prese dai piani alti, e per questo dovrebbero essere maggiormente tutelate. Qualche esempio? Con la globalizzazione ci siamo dovuti confrontare con mercati che usano sistemi a cui è impossibile fare concorrenza. Tutti sembrano anche aver dimenticato che siamo passati da una moneta debole alla più forte del mondo, l'Euro. Fattore che è andato a discapito delle esportazioni. Insomma, il futuro si preannuncia ancora carico di fatiche, speriamo che a livello politico qualcosa si sblocchi e ci consenta di avere maggiori garanzie". La conviviale è poi proseguita con una sfiziosa cena e con il "rompete le righe" ufficiale dell'associazione.

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"Land Rover Cup 2010", tutta la gamma tra le dune dell'Albenza

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abato 26 giungo scorso è stato il grande giorno del "Land Rover Cup 2010 Iperuto 4x4". In uno dei circuiti più belli della Bergamasca, l'Albenza, la concessionaria ufficiale ha mostrato tra le colline davanti all'ingresso della club house tutta la gamma del marchio inglese, fra cui svettava l’ultimo dei suoi gioielli. Stiamo parlando del nuovo "Land Rover Discovery 4", quarta generazione estremamente versatile e disponibile con sette posti. Il veicolo presenta un nuovo e potente motore diesel TDV6, altamente efficiente, abbinato a un design esterno rinnovato e ad un abitacolo ancora più lussuoso. Le sue capacità, che la pongono ai vertici della sua categoria, sono ulteriormente accresciute dalle migliorie apportate alla dinamica di guida, sia in fuoristrada che su asfalto, e da tutta una serie di nuove tecnologie Land Rover, nonché da numerose funzioni dall'uso del tutto intuitivo. Il torneo golfistico, dal canto suo, si è giocato in modalità Medal e Stableford ed era costituito da tutte le bellissime 18 buche del Golf Club Bergamo. Alla fine della kermesse, le classiche premiazioni hanno onorato i partecipanti, grazie anche ai regali donati dai partner dell'evento, tra cui c'è da segnalare "Corte of Florence", "Callaway Golf Company", "Il Galampio" e "Richard Ginori 1735".

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FMS, presentato il nuovo "Punto Verde del Risparmio Energetico"

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na grande festa per un'inaugurazione prestigiosa. Sabato 29 maggio scorso, a San Giovanni Bianco, ha aperto il nuovo "Punto Verde del Risparmio Energetico": protagonista della giornata è stata la "FMS Impianti Tecnologici". I giovani imprenditori Flavio, Marco e Sergio Cavagna non si sono fatti spaventare dalla crisi economica, puntando su un investimento di qualità garantita Domotecnica. Il taglio del nastro è stato inserito all'interno di una ricca programmazione di attività che ha fatto della kermesse un vero e proprio evento dedicato alle nuove tecnologie. FMS si è infatti proposta nel mercato come realtà ai massimi livelli, capace di garantire soluzioni impiantistiche innovative ed ecologiche per il riscaldamento e la climatizzazione. Suoi punti di forza sono le consulenze e i servizi di check-up gratuiti, in grado di dimostrare al cliente l'entità del risparmio ottenibile. Il programma del giorno ha previsto l'apertura del Punto Verde in mattinata, con la registrazione dei partecipanti e la consegna del materiale informativo. L'evento d'inaugurazione è invece iniziato poco dopo, con il benvenuto da parte dei titolari di FMS Impianti Tecnologici, della Centrale Domotecnica e l'intervento delle istituzioni locali. Infine, la famiglia Cavagna ha guidato i presenti alla scoperta del Percorso del Risparmio Energetico, un viaggio multimediale tra le tecnologie più innovative per il riscaldamento e la climatizzazione e le soluzioni impiantistiche ad alta efficienza.

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Minipack-Torre, "2 ore in azienda" con Confindustria

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obiettivo è produrre macchine sempre più intelligenti, veloci e facili da usare, oltre che sicure ed ecologiche. Ad annunciarlo è stato Maurizio Barbanti lo scorso martedì 22 luglio. Il direttore commerciale di Minipack-Torre ha voluto puntualizzare la filosofia dell'azienda nel corso del primo meeting 2010 di "2 ore in azienda", iniziativa promossa dal Comitato della Piccola impresa di Confindustria Bergamo per favorire la conoscenza tra imprenditori associati e ospitata proprio dalla realtà di Dalmine. L'impegno quotidiano del team, che fa direttamente capo alla proprietà, è di apportare migliorie ai 140 modelli attualmente in produzione, 30 dei quali sono coperti da brevetti a livello mondiale. "I segnali di ripresa ci sono", ha commentato Fabio Torre, 32 anni, da circa uno alla presidenza della società, alludendo alla recente acquisizione di un ordine da oltre 800mila euro per la consegna, entro fine anno, di 50 macchine "Unika 50", dotate di sistemi a controllo numerico. "Ma - puntualizza - non sono ancora sufficientemente consolidati. Dopo aver approfittato della contrazione della domanda registrata nel passato esercizio per realizzare il passaggio generazionale e per riordinare l'organizzazione, oggi Minipack-Torre è pronta per affrontare le nuove sfide che il mercato sta proponendo, non esclusa la possibilità di aprirci a settori nuovi per noi". L'evento si è poi spostato all'interno del reparto produttivo dell'impresa bergamasca, dove i vertici della società hanno potute spiegare ai presenti l'efficacia delle macchine d'ultima generazione prodotte, con anche alcuni esempi pratici. Ci si è congedati, infine, con un ricco buffet preparato per l'occasione.

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"Concorso di Eleganza per auto d'epoca", San Pellegrino rivive i fasti del passato

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abato 24 e domenica 25 luglio scorso, il "Club orobico Auto d'epoca" ha organizzato (in collaborazione con il comune di San Pellegrino Terme, con l’Associazione operatori turistici e a favore dell'Associazione Italiana Parkinsoniani di Bergamo e dell’Associazione Genesis di San Pellegrino Terme) un "Concorso di Eleganza per auto d'epoca, 1° concorso Città di San Pellegrino Terme". La manifestazione a scopo benefico è stata un richiamo per l'intera valle. Attraverso l'invito ai proprietari di autoveicoli di grande valore storico, si è infatti riusciti ad ottenere una presenza importante, un cast di tutto rispetto che è stato giudicato da alcuni esperti, guidati dal presidente dell'ASI Roberto Loi. Due giornate, insomma, all'insegna del bello trasformato in mezzo di trasporto, nella splendida cornice del Liberty di San Pellegrino, luogo ideale per una rievocazione della storia e delle opere d'arte su quattro ruote del secolo scorso. Alla manifestazione ha voluto partecipare anche Zani Viaggi, che ha messo a disposizione un bus inglese a due piani - attrezzato a bar con tanto di tavolini - e la Caffetteria degli Artisti, che ha invece offerto un aperitivo in paese. La cena di gala, infine, si è celebrata e consumata nel prestigioso salone del Casinò, con delle delizie preparate dalle esperte mani dello chef Francesco Zurolo.

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MINI Lario Bergauto, la nuova Countryman va in mostra alla Poncia

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ichiami di pura estate e un gioiello motoristico dal look giovanile e dinamico. Sono stati questi i "leit motiv" dell'evento di pre-lancio della splendida MINI Countryman, il primo urban SUV a quattro porte della casa bavarese. Lo scorso venerdì 9 luglio, nella spiaggia della Poncia - l'estivo lecchese del Tiempo di Mozzo - si è tenuto un piacevolissimo aperitivo estivo. Ad Abbadia Lariana è stata mostrata per la gioia dei presenti un'auto che, di certo, farà molto parlare nei prossimi mesi. Originalità ed innovazione, sono questi i cavalli di battaglia della nuova nata, valori che hanno spinto la concessionaria MINI Lario Bergauto - organizzatrice della kermesse - in una speciale partnership con il negozio New School, che a sua volta ha esposto accattivanti attrezzature da kitesurf. Per l'occasione, inoltre, è stata data la possibilità di registrarsi a GETAWAY all'interno della "lounge zone" del locale, ricevendo una memoria USB a forma di chiave MINI: il tutto per poter rimanere in contatto con gli eventi Countryman e per poter scoprire i tanti allestimenti che andranno a completare l'offerta del nuovo gioiello. Non resta dunque che aspettare il 18 settembre, data di lancio ufficiale dell'auto più attesa dell'anno.

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Una Stella splende su "Le Due Torri", Sabbadin eletta "Miss Cinema Lombardia"

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una ventunenne di Milano la nuova "Miss Cinema Lombardia". Proprio lei è volata alla volta di Salsomaggiore Terme dopo l'elezione - la scorsa domenica 1 agosto - al centro commerciale "Le Due Torri", al termine di una maratona di bellezza e spettacolo durata oltre due ore. Stella Sabbadin andrà dunque alla pre-finale nazionale del concorso Miss Italia, dove saranno selezionate le 80 finaliste che dall'11 settembre gareggeranno in diretta su Rai 1 nella 71esima edizione della kermesse condotta da Milly Carlucci.?Stella è originaria di Cittadella in provincia di Padova, ma da tempo è residente nel capoluogo lombardo: studia storia dell'arte e recitazione e ha già alle spalle la partecipazione a diversi concorsi di bellezza. E' stata scelta tra 29 concorrenti provenenti da tutta la Lombardia, da una giuria composta tra gli altri dal direttore del centro Roberto Speri, dall'assistente Luciano Pandiscia, dal rappresentante di Altarea Italia (proprietaria del complesso) Simone Maltempi e, in rappresentanza del comune di Stezzano, dal vicesindaco e assessore al bilancio Ezio Riva. Centinaia le persone presenti che si sono accalcate attorno alla passerella (tra cui non mancavano i genitori e i fidanzati delle aspiranti miss) ad incitare le ragazze, che sono apparse emozionate ma molto determinate ad ottenere il titolo.

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Bergamo Economia Settembre 2010