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LA KERMESSE Torna la voglia di casa con Expo Real Estate & Tourism Il salone mette “in vetrina” un patrimonio immobiliare d’eccellenza

MADE IN ITALY “Un emblema della qualità e della sicurezza alimentare” Il ministro Luca Zaia in visita allo stabilimento Beretta di Medolago

L’INTERVISTA

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

Marco Pagnoncelli si candida alle prossime elezioni regionali Il sottosegretario bergamasco a fianco di Roberto Formigoni

Runtal Italia, il grado perfetto del design L'azienda bergamasca del Gruppo Zehnder, guidata da Pierangelo Monzani, presenterà l'innovativo radiatore "Splash", disegnato da Christian Ghion, al Salone Internazionale del Mobile di Milano

MARZO 2010 - anno 4 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Marzo 2010

Edilizia e rilancio economico, il cemento a presa rapida è il turismo con l'Expo DI LUCA T. BILOTTA

e abbiamo parlato in tutti i modi e, passateci il termine, in "tutte le salse". Così hanno fatto i quotidiani, le tv e i settimanali d'Italia e non solo. Sta di fatto che, con lo scorrere della clessidra, l'Expo 2015 e il "made in Italy" nelle sue forme più auliche d'industria ed edilizia - si stanno sempre più legando al mondo del turismo. Vi sembrerà strano, ma questa sensazione emerge sempre più, soprattutto avendo vissuto dall'interno la kermesse "Real Estate & Tourism" organizzata dall'Ente Fiera Promoberg. All'edizione 2010, lo scorso febbraio, abbiamo partecipato anche noi di "Bergamo Economia", non soltanto come espositori, ma soprattutto come "termometro" del mercato bergamasco. Il risultato? Positivo, considerando il periodo congiunturale che stiamo vivendo. Il mondo del mattone e quello turistico si stanno sempre più intrecciando per ripartire dopo un anno di risacca.

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Lo stand di Bergamo Economia all’interno del “Real Estate & Tourism”

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l settore immobiliare non sta godendo di uno slancio economico esagerato, tutti sanno quali sono i problemi attuali ed è inutile rimarcarli nuovamente. Ma è positivo considerare che - molti imprenditori, ma anche molti operatori di settore - stanno portando il "made in Bergamo" all'estero e al contrario viene portato l'estero a Bergamo. Fra i più importanti progetti presentati nel corso della manifestazione, ad esempio, si deve necessariamente citare la società Thorus, che attraverso il presidente Agostino Tironi ha iniziato un lungo cammino per rilanciare lo storico parco "Minitalia" a Capriate. In cantiere c'è un piano edilizio da 200 milioni di euro che, nell'intenzione della proprietà e degli enti pubblici che con essa hanno avviato il progetto, farà da volano per un'area geografica molto più ampia e che comprende Bergamo e parte della Bassa. Insomma, questo è il primo esempio dell'inventiva orobica in vista dell'Expo 2015 condita con "salsa turistica", un modo nuovo per abbattere quella cortina di pessimismo che aleggia nel mercato dell'edilizia e dell'immobile in questi ultimi mesi.

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n'altra spinta arriverà dalle infrastrutture: Pedemontana e Brebemi in primis, sbloccate soprattutto grazie all'Expo 2015. Soprattutto la prima, i cui cantieri sono stati inaugurati lo scorso 6 febbraio, restava al palo da ben udite udite - quarantacinque anni. Stiamo parlando di una infrastruttura essenziale per abbassare i costi del fare impresa in Lombardia e, per estensione, nel Nord Italia. La previsione dei tecnici è tagliare di un terzo i tempi di percorrenza fra Bergamo e Malpensa. Ma soprattutto di evitare l'impatto su Milano di tutto il traffico che da Nord punta verso Est e viceversa. Con ricadute positive per tutto quel triangolo che ha in Varese, Bergamo e Milano i suoi vertici. Un'area straordinaria per capacità produttiva e impatto sulla nostra economia, da cui esce una percentuale non irrilevante del nostro Pil nazionale. Un'area che per anni è andata avanti a crescere e a produrre in condizioni infrastrutturali che è caritatevole definire pietose. Non bastano le buone strade a fare la buona impresa. Ma la buona impresa con le buone strade lavora meglio, più veloce a connettersi con i mercati, ad avvicinare la sua offerta alla domanda dei consumatori.

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omunque sia, il rilancio del turismo (e conseguentemente quello dell'imprenditoria legata direttamente o indirettamente a questo settore) è una delle grandi sfide che l'Italia può vincere grazie all'Expo 2015: turismo d'affari legato all'esposizione e agli eventi che saranno organizzati, ma anche turismo attratto dagli splendidi patrimoni artistici, storici, culturali, ambientali ed enogastronomici italiani e, soprattutto, bergamaschi. Ma non è la sola. Altre sfide importanti da raccogliere e vincere sono: promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo, far conoscere la

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ricerca e la qualità dei prodotti made in Italy (e "made in Bergamo"), creare nuove occasioni di cooperazione internazionale, attrarre investimenti e investitori. Non dimentichiamo che nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri dedicato all'Expo, l'Esposizione di Milano fu definita "un grande evento d'interesse nazionale". Ora, in una partita così grossa anche Bergamo può e vuole fare la sua parte. In Provincia si sono già attivati, grazie alla firma di un protocollo di collaborazione fra il presidente Ettore Pirovano e il sindaco meneghino Letizia Moratti. Il Comune della nostra città per ora nicchia, ma siamo sicuri che presto (non può tirarsi indietro) si risveglierà. el resto l'emergenza della crisi ha stravolto business, strategie e scenari. Ma ha anche mostrato che è possibile reagire guardando al mercato globale. E il settore dell'edilizia - di cui Bergamo è capostipite - ha tanta voglia di riconquistarsi la fetta di torta persa in un solo anno. Non è così impensabile immaginare la nostra città come un'attrattiva turistica nel medio futuro per russi o arabi, quando la grande industria protagonista nelle nostre terre fino a pochi anni fa, avrà perso pezzi e risorse. E' ora di concentrarci su qualcosa di concreto, ovvero sviluppare nuove risorse fra settori sconosciuti nelle nostre lande (turismo) e quello che sappiamo ben fare da millenni (costruire). Soprattutto in un periodo "ribelle" ed epocale, come quello che ha visto la caduta di Confindustria in Camera di Commercio e la salita dei "piccoli" guidati dal neo presidente Malvestiti capofila di "Imprese&Territorio". Seguendo quest'onda di rinnovamento possiamo davvero osare. E, appunto, accostare senza vergogna settori come turismo ed edilizia, unione che d'ora in avanti non sarà più follia (o azzardo) per i bergamaschi. Anche noi possiamo farlo e farcela, basta crederci.

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alla fiera bergamasca "Real Estate & Tourism", ad onor del vero, è emerso un altro dato importante da sottolineare: la ricerca sempre alta a realizzare prodotti eco-compatibili d'alta gamma. La "classe A" non è più uno spauracchio dei costruttori edili, bensì è divenuto il "cavallo bianco" da cavalcare in vista del prossimo decennio economico. Sempre più progetti presentati nel corso della kermesse vedevano in primo piano il risparmio energetico come chiave di volta. E tutto questo fermento, Expo 2015 o meno, fa bene al settore. Un mondo che deve ricostruirsi la sua "anima pura" dopo anni di folle cementificazione senza raziocinio. Ora chi veramente pone la qualità e le idee come base del proprio lavoro può riprendersi quanto perso in momenti di credit crunch e stop del mercato. Gli altri, purtroppo o per fortuna, dovranno iniziare a cercarsi un nuovo lavoro. Senza malta o cemento e con pochi mattoni.

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IL CAPOREDATTORE

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Sommario Marzo 2010

Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Presidente: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Direttore: Paolo Provenzi

REDAZIONE: Speb S.r.l. (Impaginazione, testi e foto) Caporedattore: Luca T. Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it In redazione: Livio Casanova Collaboratori: Giorgio Chiesa, Roberto Amaglio e Carlo Di Gregorio

A pagina 76

Consulenti: Marco Amorese, Claudio Rossi, Laura Adele Feltri, Maria Zaccone, Barbara e Cristina Putortì

ECONOMIA & BUSINESS

Grafica e impaginazione: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it Fotografi: Giorgio Chiesa, Laura Pietra e Franco Pasinetti

PUBBLICITA’:

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Tel. 035 678812

Runtal Italia Il grado perfetto del design

Agenti: Antonio Milanesi Mail: milanesi@bergamoeconomia.it Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo

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Botta&Risposta Cinturino allacciato, la querelle sui caschi si è messa in moto

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Parola all’associazione Innovazione e sinergie Gli assi vincenti degli esercenti orobici

Stampatore: Castelli Bolis Poligrafiche S.p.a. 24069 Cenate Sotto (Bg) - Via Alessandro Volta, 4 Tel. 035 4258528

Abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi

Congiuntura Dopo sei trimestri negativi torna positiva la produzione industriale

INFO: Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Capitale sociale 75.000,00 Euro

Copertina

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Cucina&Kermesse Bocuse d'Or, parte la grande sfida


www.bergamoeconomia.it

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Riciclaggio&Investimenti Polvere di stelle per la Pontenossa Spa

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Fisco impietoso San Lanfranco, il 23 giugno, ci libererà dalle tasse

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A pagina 129

Medicina&Psicologia Imprese bergamasche alla prova dello "stressometro"

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RUBRICHE & EVENTI

Green Technology La vera alternativa sono le energie rinnovabili

AZIENDE 94

Innovazione&Tradizione

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Una giornata alla scoperta dei segreti della Banca Popolare di Bergamo

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Fonderia Viganò, il futuro è sempre più solare

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Top Business

Eventi&Imprese Rotaract Bergamo, una dolce conviviale

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Anteprima Nuova BMW serie 5, vero concentrato di eco-tecnologia

CLS Illuminazione, nuovi luminosi orizzonti

A pagina 96

Arte&Storia

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Prova su strada Skoda Superb Station, una reggia per famiglie sulla strada

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Chi, dove e perché Foto e curiosità

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Notizie in breve 79 mila Sono i kg di lampadine a basso consumo, esauste, raccolte nella provincia orobica. Nello smaltimento dei bulbi usati primeggia Milano, segue Bergamo, sia nelle isole ecologiche comunali sia con il servizio ExtraLamp

5 E' il numero di ricette staccate ai bergamaschi, dai loro medici di famiglia, nel 2008. E' il più basso dell'intera Lombardia. Per fare paragoni: Cremona arriva quasi a 7 per abitante; Lodi 5.67; Brescia 5.71, Mantova 6.17 e Pavia 6.31

Nautica

Elezioni

Oracle vince con la tecnologia CMS

Porta la firma della Cms Industries, di Zogno, la vittoria della 33esima Coppa America di Bmw Oracle Racing. Lo spettacolare trimarano "USA 17" con la futuristica vela ad ala da 68 metri, ha battuto il catamarano "Alinghi 5" nelle acque al largo di Valencia. Il match, che contemplava due vittorie su tre gare è terminato con un secco 2-0 a favore dell'equipaggio statunitense dell'armatore Larry Eleison. L'azienda brembana si è resa protagonista fornendo, direttamente, al team Bmw Oracle un suo centro di lavoro Ares e ai subfornitori del 10

team diverse macchine a 5 assi, in grado di effettuare lavorazioni su parti di grande dimensione dell'imbarcazione americana. "Dopo aver utilizzato la tecnologia Cms in precedenti edizioni della Coppa America - ha dichiarato Marco Aceti, amministratore delegato - a metà del 2008, Bmw Oracle Racing ha acquistato una macchina fra quelle prodotte dal gruppo", presieduto da Pietro Aceti (il gruppo è posseduto al 51% dal riminese Scm Group). La scelta è caduta su un modello a controllo numerico per la lavorazione, modellazione e

Ance Lombardia Vanessa Pesenti vicepresidente

taglio di materiale composito. Si tratta di un macchinario utilizzato "per finire le parti più avanzate nella costruzione delle macchine utensili per il settore racing". La Cms Industries si compone di altre realtà legate alla meccanica: la Cms Spa, la Cms Plast srl e la Tecnout Spa. Qui vengono prodotte macchine per la lavorazione di metalli, legno, pietre e vetro; attrezzature per il taglio a getto d'acqua di materiali metallici, termoformatrici, robot di taglio e centri di lavoro per materiali plastici, alluminio e materiali compositi.

C'è anche una bergamasca tra i vicepresidenti appena eletti nell'ambito del rinnovo delle cariche alla guida dei Giovani imprenditori di Ance Lombardia per il prossimo triennio: si tratta di Vanessa Pesenti, attuale presidente del Gruppo Giovani di Ance Bergamo. Affiancherà il neo-presidente, il comasco Mauro Meraviglia, e si coordinerà con il secondo vicepresidente Igor Minerva (Cremona). Vanessa Pesenti, 34 anni, laurea in Ingegneria, un Master in General Management e una significativa esperienza in consulenza strategica e direzionale, lavora dal 2006 nell'impresa di famiglia, la Pesenti Serafino srl di Brembate. Si occupa di gestione e dello sviluppo di nuovi progetti. Pesenti aggiunge ulteriore visibilità alla territoriale dei costruttori bergamaschi: attualmente ricoprono cariche di rilievo nazionale il Tesoriere di Ance Bergamo Giuseppe Colleoni, in qualità di vice-presidente nazionale, Paolo Ferretti, attuale Presidente di Ance Bergamo, quale membro del comitato di presidenza e Giovanni Colosio, attuale Vicepresidente di Ance Bergamo, quale membro della giunta nazionale. Tra le fila dei giovani, va anche segnalata la Presidenza nazionale della bergamasca Simona Leggeri, che ha da poco terminato il suo mandato per il triennio appena trascorso.


12.1%

88 euro

E' la percentuale di imprese bergamasche che operano nel settore del trasporto e della logistica rispetto alle 1476 aziende lombarde. Il 60% ha il quartier generale a Milano mentre il 7.5% a Varese

E' il risparmio medio - al mese - di un bergamasco che utilizza i mezzi pubblici per spostarsi rispetto a chi sceglie l'automobile, a parità di distanza percorsa. Risparmi inferiori per Pavia (87.6), Milano, Brescia e Monza (86.4)

L'azienda di Zogno è stata protagonista della vittoria di Bmw Oracle, a testimoniarlo è lo stesso Tim Smyth."Diventa fondamentale che i team - ha spiegato il manager - siano proprietari di questi "centri di lavoro", per produrre i componenti necessari velocemente e con la sicurezza di poter preservare e difendere le nostre innovazioni tecnologiche. Per le nostre necessità, nelle due ultime edizioni della Coppa America abbiamo intensamente utilizzato le macchine Cms attraverso i servizi di alcuni nostri appaltatori. E proprio perché altamente performanti, abbiamo scelto di acquistare direttamente il nostro primo centro di lavoro Cms in occasione della realizzazione dello yacht per l'edizione 2010 della competizione".

Riconoscimenti

Premio Lombardia a Bombassei e Krizia La stilista Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, l'imprenditore Alberto Bombassei e un riconoscimento alla memoria per il designer Bob Noorda. Sono alcuni dei vincitori dei premi "Rosa Camuna" e "Lombardia per il lavoro", consegnati dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso di una cerimonia che si è svolta all'Auditorium Gaber nel grattacielo Pirelli. Il "Premio Rosa Camuna" e il "Premio Lombardia per il Lavoro" sono

stati istituiti, rispettivamente nel 1997 e nel 1996, per riconoscere l'impegno e l'operosità di uomini e donne lombardi che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo economico e sociale della Regione o che si sono distinti nel campo della cultura, dell'impegno civile e sociale e della creatività. Oltre ad Alberto Bombassei, presidente e amministratore delegato di Brembo Spa e vicepresidente di Confindustria per le relazioni industriali e gli affari sociali, al quale è stato consegnato il premio "Lombardia per il lavoro" e a Mariuccia Mandelli, una delle più famose creatrici di moda italiana, altre tre imprenditrici bergamasche hanno ricevuto la "Rosa Camuna": Luigina Bernini, Giovanna Terzi Bosatelli e Amalia Ercoli Finzi. Luigina Bernini è presidente e amministratore delegato della Lamiflex di Ponte Nossa azienda del settore dei laminati tecnici

La stilista Mariuccia Mandelli, in arte Krizia

compositi, che sostiene azioni di formazione professionale in Valseriana e progetti sociosanitari e umanitari a Bergamo e provincia. Giovanna Terzi Bosatelli, componente del Consiglio di amministrazione e dirigente della Gewiss, azienda leader nel settore elettronico, è ispettore e commissario provinciale della sezione femminile della Croce Rossa Italiana. Ha fondato anche l'azienda vinicola La Caminella, contribuendo a rivalutare un antico vitigno bergamasco. Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aeronautico, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Milano, membro dell'Agenzia spaziale italiana, è ordinario di meccanica aerospaziale al Politecnico di Milano. Ha affrontato il problema dell'emarginazione femminile nel mondo scientifico incoraggiando le giovani donne a entrare nel mondo del lavoro con un'elevata qualificazione.

Manager

Magri alla guida di Vaillant Saunier Duval Amministratore delegato bergamasco per Vaillant Saunier Duval Italia. Gherardo Magri, 52 anni, nato e residente a Bergamo, si occuperà dello sviluppo in Italia del gruppo tedesco, in particolare del segmento energie rinnovabili. In quasi 30 anni di attività, Magri ha maturato importanti esperienze in aziende italiane e multinazionali presenti in Italia, tra cui Candy Group, Blu, Philips, Fiat Auto, Fisher-Price e Nabisco, ed è stato vicepresidente Ceced, associazione di categoria di Confindustria-Anie, secondo distretto manifatturiero italiano dopo l'auto. Il nuovo amministratore delegato di Vaillant Saunier Duval Italia si occuperà di implementare le nuove strategie di sviluppo in Italia del gruppo tedesco, in particolare sul segmento "energie rinnovabili" collegabili alle nuove logiche di "green building". L'arrivo in Vaillant di un top manager italiano rappresenta una sfida manageriale in un settore importante e in forte sviluppo come quello del riscaldamento da fonti rinnovabili (solare termico e geotermia sono i settori sui quali Vaillant Group è leader in Europa).

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ECONOMIA&BUSINESS

Cassazione, nella vendita internazionale è competente il giudice del destinatario LEGGERE LA LEGGE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO MARCO AMORESE

opo un ondivago e tumultuoso succedersi di orientamenti in tema di competenza giurisdizionale sulla vendita di beni mobili in Europa, la Cassazione, con un articolato provvedimento assunto a sezioni unite, ha per l'ennesima volta cambiato opinione: in caso di vendita di merci, il giudice dello stato in cui è domiciliato il destinatario decide ogni controversia attinente alla compravendita. Purtroppo, l'orientamento della Cassazione, pur conforme alla giurisprudenza comunitaria, appare in contrasto (o perlomeno incoerente) con gli sviluppi normativi che sono entrati in vigore negli ultimi anni per creare un vero spazio giuridico europeo. Le imprese attive nella compravendita in Europa dovranno, pertanto, riformare con attenzione la propria contrattualistica per ovviare a molti inconvenienti che il mutato quadro normativo potrebbe causare.

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Il quadro precedente. La giurisdizione per il caso di compravendita è disciplinata dal regolamento comunitario n.44/2001, il qual prevede all'art. 5 n.1 lett. b) che, nel caso di compravendita di beni, il convenuto può essere citato nel luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto. (1) Un primo orientamento, accolto dalla recente sentenza della Cassazione, riteneva che il regolamento avesse inteso superare ogni indecisione in merito alla competenza giurisdizionale facendo riferimento al significato economico della consegna del bene. Pertanto, a prescindere dal fatto che il bene fosse stato consegnato ad un vettore in Italia, la giurisdizione doveva radicarsi nello stato del destinatario. (2) Un secondo orientamento (a mio avviso preferibile) riteneva si dovesse fare riferimento alla Convenzione di Vienna del 1980 sui contratti di vendita internazionale, la quale prevede all'art. 31 lett. a) che il venditore adempia la propria obbligazione di consegna nel rimettere i beni al vettore. Pertanto, la giurisdizione doveva radicarsi nel paese del venditore. (3) Un terzo orientamento, riteneva che il concetto di consegna dovesse essere risolto in base alla legge del paese investito della causa. Quest'ultima ipotesi ovviamente creava maggiore incertezza.

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La sentenza della Cassazione ed i suoi problemi. La sentenza della Cassazione prende lo spunto dalla giurisprudenza comunitaria affermatasi con la sentenza Color Drack (Corte di Giustizia CE, 3 maggio 2007, C386/05) e, come detto, ha accolto un orientamento che indubbiamente favorisce la prevedibilità delle soluzioni: in caso di vendita, ha giurisdizione il giudice del destinatario. Ciò rappresenta un indubbio vantaggio se si pensa che una delle maggiori componenti di litigiosità nella vendita dei beni sono i vizi ed i difetti. Infatti, il giudice competente sarà quello più vicino al bene di cui si deve decidere la conformità agli standard concordati. Tuttavia, viene specificato che detto giudice sarà chiamato anche a decidere le cause relative al pagamento del bene. É con riferimento a quest'ultima ipotesi che la soluzione della Cassazione risulta molto insoddisfacente. Infatti, ai sensi del regolamento Roma I (entrato in vigore il 17 dicembre 2009), se i contraenti non si sono messi d'accordo sulla legge applicabile, si applica la legge del venditore. Pertanto, seguendo il criterio posto dalla Cassazione, in caso di mancato pagamento, il fornitore dovrà adire il giudice del paese del destinatario, il quale sarà competente a decidere ma dovrà applicare il diritto del paese del fornitore. I motivi di insoddisfazione crescono se si pensa alla sostanziale inutilizzabilità di uno strumento che aveva destato molto interesse per la facilitazione nell'ottenere soddisfazione alle richieste di pagamento: il decreto ingiuntivo europeo. Infatti, il regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che ha introdotto il decreto ingiuntivo europeo mirava a facilitare l'esecuzione del decreto ingiuntivo nei confronti dei debitori comunitari, ovviando all'obbligo di dovere ottenere l'emissione di un titolo nel paese del debitore: tuttavia l'art. 6 del suddetto regolamento non modifica le regole attinenti alla giurisdizione. Pertanto, il beneficio di poter ottenere in Italia un titolo facilmente eseguibile all'estero è destinato a rimanere inutilizzato per molti casi di vendita di beni. Il contenzioso è sempre uno spiacevole imprevisto, in assenza di una buona contrattualistica ed alla luce di quanto sopra potrà essere ancora più spiacevole.

La scheda

ha conseguito un LL.M. presso la Harvard Law School ed un Dottorato di ricerca in diritto commerciale presso l'Università degli Studi di Brescia. È ammesso all'esercizio della professione forense in Italia e a New York

STUDIO LEGALE AMORESE ha sede a Bergamo Via Zelasco, 18; Tel. +39 035 212175 Fax +39 035 271110 e a Londra 76 Holland Park, Tel +44 207 229 0889 (www.amorese.eu)


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INPS piglia tutto: obbligo iscrizione per i soci lavoratori di Srl CON... TRIBUTO - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA BARBARA PUTORTÌ

gni soggetto che eserciti attività commerciale, di servizi e di agenzia nel territorio italiano è obbligato all’iscrizione presso INPS nella gestione commercianti. La prassi dell’INPS, fin dal 1960, e poi legge emanata nel 1986 ha incluso tra gli obbligati all’iscrizione i soci delle società di persone fisiche. Successivamente nel 1996 con la legge n.662 (sempre interpretata in maniera molto rigida dall’INPS) haulteriormente esteso il campo di applicazione dell’obbligo in esame anche ad altri soggetti tra i quali i soci di società a responsabilità limitata. Attenzione però sono obbligati solo coloro che svolgono la propria attività nella società in modo abituale e prevalente, i così denominati soci lavoratori.

ma a partire dal 2007 l’INPS ed in particolare l’ufficio di Bergamo, ha intrapreso un’intensa attività di controllo in tal senso. Su questo tema e sul profilo relativo alla duplicazione delle contribuzioni si è sviluppata per circa un anno una netta contrapposizione tra INPS e Corte di Cassazione. In mezzo stanno le norme che dovevano essere interpretate, ed i poveri malcapitati che si sono trovati a fare i conti (salati) con le infinite cartelle esattoriali nel frattempo notificate. Nel 2008 la Corte di Cassazione emanò tre “favolosissime” sentenze (n. 20886 del 5/10/2007, n. 4676 del 22/02/2008 e n.8484 del 2/04/2008) con le quali veniva totalmente disconosciuta la posizione dell’INPS, ritenendo non ammissibile la doppia imposizione contributiva.

Fondamentale è, comunque, sottolineare, come l’INPS abbia sempre inteso tale requisito in senso molto ampio, arrivando ad includere tutta l’attività esecutiva ed organizzativa e pertanto anche l’esclusiva attività amministrativa eventualmente prestata dal socio. In pratica, secondo L’INPS, era obbligato ad iscriversi nella gestione commercianti chiunque, socio di Srl lavorasse abitualmente e prevalentemente nella stessa, anche come solo amministratore: in tal caso il soggetto sarebbe stato obbligato sia all’iscrizione alla gestione separata INPS (come amministratore), che a quella commercianti (come socio lavoratore), e questo anche se al socio lavoratore non veniva attribuito alcun compenso, dato che il contributo è conteggiato sull’utile netto della società (per la quota di possesso del socio), e comunque doveva essere sempre dovuto il minimale (ad oggi pari a circa Euro 2.600,00 annui).

Alla luce di tali importanti orientamenti di giurisprudenza si ritiene, quindi, consolidata la circostanza che, nel caso in cui il socio di Srl presti la propria opera per la società, ne sia contestualmente amministratore e per tale incarico percepisca un compenso, il soggetto stesso debba essere iscritto in una sola delle sue gestioni (presumibilmente quella separata come amministratore). Viene così disciplinata l’ipotesi nella quale un soggetto svolga un’attività all’interno dell’impresa che potrebbe condurre all’iscrizione all’una o all’altra gestione. Tali sentenze hanno lo scopo di risolvere la pluralità di attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria in un unico rapporto assicurativo, evitando con il criterio della prevalenza una duplicazione di rapporti assicurativi alquanto onerosa per il povero “malcapitato”.

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La normativa illustrata fu spesso ignorata dagli operatori,

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E’ importante sottolineare che spetta all’INPS valutare quale sia l’attività da considerare prevalente ai fini del-

l’iscrizione dell’imprenditore stesso. Resta la problematica inerente il socio lavoratore amministratore che non percepisca compensi come amministratore; in tal caso l’obbligo di iscrizione INPS commercianti ed il versamento dei contributi sull’utile figurativo (o comunque del contributo minimale) appare, purtroppo, inevitabile.

La scheda

Dottore Commercialista Revisore Contabile

STUDIO ASSOCIATO MANAZZA - PUTORTÌ ha sede a Bergamo in via Cucchi n. 3, Tel +39 035 215205 +39 035 4136420 Fax +39 035 226736


ECONOMIA&BUSINESS

PILLOLE DI FINANZA - RUBRICA A CURA DEL DOTT. CLAUDIO ROSSI

Le persone fisiche: capacità giuridica e capacità di agire iascun essere umano vivente è per definizione persona fisica. Egli, con la nascita, acquista la capacità giuridica ovvero l'idoneità ad essere soggetto di diritto e di obbligo. La stessa si perde con la morte.

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L'attitudine concreta di una persona fisica a compiere manifestazioni di volontà, nelle forme previste dalla legge, che siano atte a modificare la situazione giuridica, ossia ad acquistare ed esercitare diritti soggettivi ed ad assumere obblighi, viene, invece, definita capacità d'agire. In linea di principio quest'ultima si acquista totalmente con il raggiungimento della maggiore età, fissato al compimento del diciottesimo anno, salvo limiti maggiori per altri diritti. Sono salve, comunque, le leggi speciali nell'ambito lavorativo che abilitano il minore all'esercizio di tutti i diritti e le azioni che dipendono dal contratto di lavoro ed il matrimonio contratto in minore età (non prima comunque del compimento del sedicesimo anno) che "emancipa" il minore conferendogli una limitata capacità d'agire, riferita soltanto agli atti di ordinaria amministrazione. Nel caso inoltre che il minore venga autorizzato ad esercitare un'impresa commer-

ciale, l'emancipazione è totale ed in tal caso egli può compiere da solo, senza cioè l'assistenza del curatore, tutti gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione, siano questi pertinenti od estranei all'esercizio commerciale. La capacità d'agire si perde con: - L'interdizione giudiziale ovvero quando, essendo in condizione di abituale infermità di mente, si è dichiarati dall'autorità giudiziaria incapaci di provvedere ai propri interessi; - L'interdizione legale, prevista come pena accessoria per effetto di una condanna all'ergastolo o ad una pena detentiva non inferiore ai 5 anni, dove l'interdetto perde la totale capacità d'agire nei riguardi del potere di disposizione e di amministrazione dei beni; - L'inabilitazione giudiziale, che si ha quando il maggiore di età è infermo di mente, ma non in maniera tale da richiedere l'interdizione e comporta la sola limitazione parziale della capacità d'agire lasciando inalterati i poteri di ordinaria amministrazione, - Il fallimento dove il fallito a seguito della sentenza dichiarativa è soggetto allo "spossessamento" del proprio patrimonio e privato del potere di disporne e di amministrarlo, nelle more di farlo accertare, liquidare e ripartire tra i creditori in una situazione di "par conditio". Il fallito conserva poteri limitati soltanto verso beni di natura strettamente personali mentre per il resto subentra il curatore che assume l'amministrazione del patrimonio fallimentare.

assicurative dei crediti all'esportazione. I compiti devoluti all'Istituto possono riassumersi nei seguenti: - Assicurazione dei rischi politici, catastrofici, economici, commerciali e di cambio relativi ad operazioni di esportazione; - Conclusione di accordi di riassicurazione con Enti autorizzati; - Concessione, per delega del Ministero competente, di autorizzazioni a residenti per varie e determinate fattispecie. Ovviamente tutti gli impegni assicurativi assunti da S.A.C.E. sono garantiti dallo Stato.

La scheda

La S.a.c.e. onsiderata l'importanza delle esportazioni per l'economia nazionale, lo Stato si è preoccupato e si preoccupa di tutelare e, addirittura, incentivare la fornitura di beni e servizi ed altre attività verso l'estero con vari provvedimenti tra cui la Legge n. 227/1977 riguardante l'assicurazione pubblica ed il finanziamento agevolato dei crediti all'esportazione. La S.A.C.E., sezione speciale per l'assicurazione del credito all'esportazione, è l'Ente pubblico a cui sono state attribuite tutte le competenze relative alle procedure

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Laureato in Scienze dell'Economia e della Gestione Aziendale, svolge da molti anni attività di consulenza e di responsabilità in ambito bancario. ha scritto diversi testi riguardanti la responsabilità sociale d'Impresa e la finanza nell'Internazionalizzazione


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SISTRI: il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti LEGGE AL VERDE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO CRISTINA PUTORTÌ

l 14 gennaio 2010 è entrato in vigore il "D.M. 17 dicembre 2009", istitutivo del sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, denominato SISTRI. Questo sistema ha come scopo principale quello di giungere ad un'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania, portando ad una semplificazione delle procedure, degli adempimenti e ad una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese. Il SISTRI, tramite l'impiego di soluzioni tecnologiche innovative, condurrà alla sostituzione graduale dell'attuale sistema cartaceo, composto dal registro di carico e scarico, dal formulario d'identificazione dei rifiuti e dal MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale). Il sistema s'inserirà all'interno di un più ampio obiettivo di semplificazione normativa e innovazione della Pubblica Amministrazione. Il decreto ministeriale si compone di dodici articoli (oltre agli allegati) nei quali, tra l'altro, vengono indicati i soggetti interessati all'adesione, la tempistica operativa del SISTRI, le modalità ed i contributi per l'iscrizione, la tipologia di informazioni che devono essere fornite e gli adempimenti previsti nella fase transitoria. Per quanto riguarda gli operatori coinvolti, il decreto (agli articoli 1 e 2) individua due categorie: i soggetti che possono aderire al sistema su base volontaria e quelli che, invece, vi sono obbligati. Il SISTRI diverrà esecutivo grazie ad un'adesione per ambiti progressivi. L'iscrizione e l'operatività del sistema, infatti, avranno luogo in due fasi successive in base alle caratteristiche dimensionali ed alla tipologia dell'attività svolta dagli interessati. In particolare, per le grandi imprese (con più di 50 dipendenti), l'iscrizione dovrà avvenire entro il 1° marzo 2010 con operatività dal 13 luglio 2010, mentre per le imprese produttrici di rifiuti pericolosi, che hanno tra i 50 e gli 11 dipendenti, e i produttori iniziali

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di rifiuti non pericolosi industriali, artigianali o derivanti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, è prevista l'iscrizione dal 13 febbraio 2010 al 20 marzo 2010 e l'operatività dal 12 agosto 2010. Relativamente alla fase transitoria, l'articolo 12 stabilisce che, entro il 31 dicembre 2010, i produttori iniziali di rifiuti, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento, che erano tenuti alla presentazione del MUD, dovranno comunicare al SISTRI determinate informazioni sulla base dei dati inseriti nel registro di carico e scarico, relative al periodo dell'anno 2010 precedente all'operatività del sistema. Per un mese successivo all'operatività del SISTRI, i soggetti obbligati saranno comunque tenuti a compilare i registri di carico e scarico ed i formulari di identificazione. Secondo le stime del Ministero dell'Ambiente, il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti porterà, oltre ad una concreta semplificazione degli oneri burocratici, anche ad una sensibile diminuzione di tutti i costi legati agli adempimenti cartacei gravanti sulle imprese. Grazie all'utilizzo di moderni apparati elettronici, sarà inoltre possibile garantire una maggiore trasparenza, efficienza e prevenzione dell'illegalità. Il tema della gestione dei rifiuti, infatti, ha assunto una sempre maggiore rilevanza, non solo per quanto riguarda la tutela dell'ambiente e della salute pubblica, ma anche in riferimento ai quei fenomeni di illegalità che hanno sino ad oggi proliferato attorno ad essa e che, con questo nuovo mezzo di controllo affidato al Comando dei Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, lo Stato mira a contrastare. A tale scopo il SISTRI sarà telematicamente connesso anche con l'albo nazionale dei gestori ambientali, al fine di fornire i dati relativi al trasporto dei rifiuti, e con l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca

Ambientale (ISPRA), per comunicare alle ARPA ed alle provincie competenti i dati sulla produzione e la gestione dei rifiuti. Una volta a regime, si verrà così a creare una complessa rete di informazione che consentirà di conoscere la completa movimentazione dei rifiuti, dalla produzione alla destinazione finale.

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Avvocato presso il Foro di Bergamo Ha conseguito un master in Diritto dell'Ambiente presso l'Università degli Studi di Bergamo STUDIO LEGALE PUTORTì Ha sede a Bergamo Via Silvio Spaventa, 25 Tel. - Fax 035 235226 cristina.putorti@libero.it www.ratiolegis.it


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In azienda siamo una squadra o un gruppo? IN... FORMAZIONE - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA MARIA ZACCONE

iamo proprio una bella squadra, è un bel gruppo di persone, facciamo gruppo, facciamo squadra……ecc.ecc… Quante volte abbiamo sentito e forse anche detto frasi di questo tipo parlando delle nostre aziende e del clima che in esse si respira? Per valutare correttamente quale indirizzo dare alla formazione è determinante fornire l'esatta definizione, per poter motivare il lavoro di costruzione della squadra. Il tema formativo è conoscere la differenza che intercorre tra gruppo e squadra e per poterne progettare la trasformazione. Infatti, in azienda - dove esiste la problematica del risultato e dell'organizzazione - deve essere introdotto e studiato il problema delle dinamiche esistenti all'interno del gruppo di lavoro, evitando di dare per scontato che lo stesso sia di per sé una squadra. Allora guardiamo all'etimologia delle due parole e da questa traiamo spunto per affrontare la problematica costruttiva: Gruppo: insieme di persone che svolgono una medesima attività o appartengono ad un'associazione. In questo caso l'insieme è casuale, l'unico legame è l'attività o l'associazionismo, il quadro è quello di totale eterogeneità e la percezione è quella di una totale mancanza di guida ed indirizzo per stabilire il giusto rapporto interpersonale. La relazione è supportata esclusivamente dalla condivisione di un'attività sia essa aziendale o associazionistica. Squadra: gruppo di persone che attendono allo stesso lavoro, essendo regolate ed ordinate per un fine comune. In questo caso ciò che stabilisce la differenza sono i termini "regola" e "ordine". La dinamica della relazione è lo strumento di conseguimento dell'obiettivo comune. Per passare dal primo al secondo punto è pertanto necessario procedere per gradi partendo dalla visione del gruppo e le relazioni interpersonali all'interno di esso, rappresentate da: le condizioni di efficacia, i processi e le dinamiche, i poteri decisionali, i conflitti ed i contrasti, oltre che la leadership. Dopo avere effettuato questo primo passaggio, teso ad indagare, studiare e normalizzare le relazioni esistenti si inizierà il lavoro di costruzione, rapportando le dinamiche del gruppo all'organizzazione analizzando: la cultura organizzativa, il cambiamento organizzativo, la struttura organizzativa. A questo punto avremo messo le fondamenta per potere intervenire sulla struttura del gruppo trasformandola progressivamente in una struttura di squadra.

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Processi e dinamiche di Gruppo. Per individuare processi e dinamiche di gruppo è necessario analizzare i vari componenti, valutare le relazioni interpersonali che intercorrono tra loro, le età, le diverse esperienze lavorative, i percorsi all'interno dell'azienda, le anzianità di servizio. A questo punto si dovrà progettare un sistema di comunicazione che consenta il corretto trasferimento delle informazioni creando flussi facilitatori. Processi decisionali. Chi decide nel gruppo? Il Capo di quella struttura? Il più anziano? Il più esperto? E come viene accettata o condivisa la decisione? Subita, condivisa appunto, accettata in base a chi la prende? Ma soprattutto che tragitto percorre la decisione all'interno del gruppo? Sono questi gli elementi che vanno studiati per definire una corretta applicazione del Processo decisionale. Conflitti e Contrasti. Il gruppo è ammalato o sano? Anche in questo caso è necessario approfondire con un'analisi che ci porti a capire se esistono temi riguardanti il conflitto vero e proprio o l'esistenza di semplici contrasti, ponendo l'attenzione sulla somma e la ripetitività dei contrasti che possono avere come risultato lo scatenarsi di conflitti veri e propri Leadership. Chi è il leader? Viene riconosciuto come leader la risorsa nominata dall'azienda o un altro elemento del gruppo, come si acquisisce la leadership? E' una dote naturale dell'individuo o anche in questo caso ci troviamo davanti alla possibilità di "costruirla" con metodo? Dopo avere preso in esame tutti gli elementi indicati precedentemente, come abbiamo detto possiamo procedere alla "costruzione" attraverso alcuni strumenti: La Cultura Organizzativa. Creare una Cultura Organizzativa crea le premesse per potere impostare correttamente i processi organizzativi aziendali che saranno di conseguenza condivisi e assimilati correttamente. Il cambiamento organizzativo. Il cambiamento rappresenta per tutti un fatto traumatico in grado di provocare reazioni immediate o dilazionate nel tempo ma mai da sottovalutare. Partecipare al cambiamento è lo strumento per creare il coinvolgimen-

to e la comprensione del fenomeno di cui non si è più vittime ma protagonisti. Struttura Organizzativa. Ci siamo, a questo punto abbiamo completato il percorso, siamo diventati una squadra e come tale ci si è dati regole e ordine, obiettivi comuni, comportamenti funzionali all'obiettivo, conoscenza delle dinamiche, percezione della realtà.

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laureata in Sociologia a Roma, specializzandosi soprattutto in tecniche di gestione della Risorsa Umana e Formazione Ha lavorato per realtà internazionali quali la ex Mobil Oil Italia, ora Q8, e la Meridiana


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Capire e interpretare l'esigenza di cambiare casa MATTONE DOPO MATTONE - RUBRICA A CURA DI LAURA ADELE FELTRI

ome ricorderà chi ha letto il mio primo articolo di presentazione, pubblicato sullo scorso numero di novembre 2009, nel testo avevo premesso che nei miei interventi su questo mensile di natura prevalentemente economica, avrei sviluppato riflessioni e consigli per chi si muove nel mercato immobiliare. Il mio intento è quello di mettere a disposizione di chi avrà la pazienza di leggermi, la mia esperienza professionale maturata in tanti anni a contatto con le problematiche quotidiane relative all'acquisto di un immobile. La prima questione che intendo affrontare è mirata ad aiutare il lettore a meglio comprendere e gestire le motivazioni che lo spingono a cambiare casa. Nessuna dissertazione psicologica s'intende: non ne ho le competenze. L'approccio all'acquisto di un nuovo immobile dovrebbe avere basi quasi logico-matematiche: i fattori concreti che lo determinano vanno enumerati. La prima domanda che dovreste porvi è questa: quale bisogno desidero soddisfare? Le ipotesi sono davvero varie, le principali le trovate a seguire. - Vendere o comprare un immobile è sempre un mezzo per realizzare un progetto. - Una casa più grande e più comoda per una famiglia che cresce. - Un capitale da investire in un immobile da mettere a reddito, per generare un capitale in attesa che il figlio vada a viverci. - Una casa più piccola e centrale per migliorare la qualità della vita, una volta che i figli sono cresciuti. - Una nuova sede per la propria azienda, uno studio più bello. - Il giusto utile da realizzare con una buona opportunità immobiliare. Vi consiglio di segnare su un foglio tutti gli elementi che ritenete importanti nel vostro processo d'acquisto, seguendo una scala di valore. Nello stilare questa classifica avvaletevi dell'apporto di chi vi seguirà in questa scelta (coniuge, figli ecc…). Prendete spunto anche dalle esperienze condivise dai vostri conoscenti o amici, che possono darvi una mano nel capire quali fasi si percorrono durante l'acquisto di una casa e le "difficoltà" che si possono incontrare. L'acquisto di una casa è un'esperienza personale e soggettiva, in quanto coinvolge la sfera emotiva e risponde a dei bisogni che sono diversi per ciascu-

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no. Per questo motivo, sia in relazione al rapporto che c'è tra voi e il vostro consulente all'acquisto sia in relazione alle preferenze circa il tipo di abitazione che andrete a visionare (e in futuro a comprare), fidatevi solo di voi stessi e del vostro buon senso. Come cercare un'abitazione? Se avete fatto chiarezza sui requisiti che dovrebbe avere la vostra casa ideale per realizzare il progetto che avete in mente, sarebbe uno spreco di energie ricercarla seguendo schemi tradizionali superati: girare la città naso all'insù alla ricerca di cartelli "vendesi", leggere una miriade di annunci su giornali specializzati, vagare in internet tra innumerevoli siti ricchi di offerte. Alla fine vi ritrovereste al punto di partenza. Liberissimi di farlo, ma alla fine di questo peregrinare nel mare magnum dell'offerta immobiliare, fatevi guidare da professionisti del settore casa: gli agenti immobiliari iscritti all'Albo FIMAA. Dopo un'attenta indagine sul territorio, selezionate un paio di agenzie e fissate un incontro preliminare per un esame di ciò che desiderate e di ciò che il mercato può offrire. Regalatevi del tempo per farlo! Durante questo primo appuntamento esprimete ben chiari i requisiti per voi più importanti, facendovi aiutare dal professionista che vi guiderà facendovi delle domande, e non abbiate premura d'ottenere subito delle offerte. Lasciate che chi opera nel settore abbia il tempo di ricercare una serie di opportunità a voi congeniali: avere un agente di fiducia che cerca la casa per voi è un lusso che bisogna imparare ad apprezzare. Diffidate, quindi, di chi vi offre troppe soluzioni: forse sta tentando solo di vendervi un prodotto e non di rispondere alle vostre reali esigenze. Non fatevi poi sedurre dal millantato affare se state comprando la casa in cui andrete a vivere: piuttosto fate attenzione che corrisponda alla proiezione di voi stessi nel futuro. Dal mio personale punto di vista un compratore attento e oculato è colui che non parte dall'idea che acquistando casa farà l'affare del secolo, ma semplicemente che sta rispondendo a dei nuovi bisogni con razionalità analitica. Solo con questo spirito riuscirete a dare il giusto valore a un acquisto così importante e al tempo stesso altrettanto complesso. Ps: nel prossimo numero parleremo del paradossale "non rapporto" tra chi progetta e costruisce case e

chi, invece, ne realizza l'arredamento. Indagheremo sulle cause di questa estraneità dissonante con due imprenditori d'eccellenza, che al tempo stesso ricoprono cariche di primissimo rilievo nei supremi Enti che governano il mondo dell'arredamento: il Presidente di FederlegnoArredo Rosario Messina e il Presidente di Cosmit Carlo Guglielmi.

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Vicepresidente FIMAA Bergamo (Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari), agente immobiliare dal 1988 e mediatore creditizio Da sottolineare anche il ruolo di docente per Bergamo Formazione nel campo immobiliare

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Torna positiva la produzione industriale CONGIUNTURA TRIMESTRALE

Dopo sei trimestri negativi l'industria bergamasca segna, a fine dicembre, un +1.1%. sui tre mesi precedenti. Ancora forti le preoccupazioni per il fronte occupazionale: meno 1,8% nel quarto trimestre 2009

opo un lunghissimo affanno, nel quarto trimestre 2009, l'industria bergamasca riparte. L' 1.1% della produzione industriale orobica è il primo segnale tangibile e concreto - che la ripresa si affaccia anche nella provincia di Bergamo e la fase più delicata della crisi economica sembra essere finalmente alle spalle. Tuttavia "spalle larghe" perchè si dovrà soffrire ancora. La ripresa si prospetta debole e incerta, con pesanti ricadute sul fronte occupazionale. Questi i contorni della fotografia economica di Bergamo secondo lo studio congiunturale della Camera di Commercio sulla base dei dati degli ultimi tre mesi dell'anno. L'ultimo trimestre del 2009, infatti, vede ricomparire il segno positivo nel ciclo congiunturale della produzione

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industriale di Bergamo. La variazione trimestrale (+1,1%) è più marcata della media regionale (+0,4) e coerente con gli altri segnali positivi sull'andamento degli ordinativi e del fatturato e sul livello delle scorte. Si tratta del primo passo certo con cui l'industria bergamasca si risolleva dal fondo di una recessione protrattasi per sei trimestri consecutivi. Resta ampia anche se in attenuazione la distanza dai livelli produttivi dell'ultimo trimestre del 2008 (già in piena recessione): la variazione su base annua è del -4,7%, più che dimezzata rispetto alle variazioni dei primi tre trimestri del 2009. Passato. Il consuntivo dell'anno 2009 ci restituisce le misure di una crisi senza precedenti: la produzione industriale a Bergamo è diminuita del 10%, il fatturato del 15%, gli addetti alle unità manifatturiere del 2,9% ed è possibile, trattandosi di dati derivanti da un campione di imprese in attività, che la perdita effettiva di output e di occupazione sia sottostimata. Nell'artigianato la produzione manifatturiera si è contratta del 13,2% nella media dell'anno 2009 e l'occupazione del 4,3%. Il 2009 ha visto anche contrarsi lo stock delle imprese manifatturiere in attività in provincia di Bergamo di 188 unità (con flessioni nel settore della fabbricazione e lavorazione dei metalli, nell'elettromeccanica, nel legno-mobili e nel tessile-abbigliamento), pari al -1,4%. Il saldo negativo è


Produzione industriale - Variazione tendenziale per provincia (corretta per i giorni lavorativi). Quarto trimestre 2009 CO

Il ciclo congiunturale è in fase negativa in tutta la regione. La variazione tendenziale media regionale, corretta per i giorni lavorativi, si assesta a -5,7%. Al di sotto della media lombarda non troviamo più Bergamo, ma le province di Milano, Brescia, Varese, Lodi e Como.

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-2,9

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determinato dalla componente dell'artigianato manifatturiero (-189, pari al -2,1%). Le imprese artigiane nel complesso sono diminuite di 413 unità (-1,2% sulla fine del 2008) mentre le imprese complessive, artigiane e non artigiane, sono rimaste pressoché invariate, ma con una riduzione nelle nuove nate (500 circa in meno rispetto al 2008) e un aumento delle cessate: da 5.876 nel 2008 a 6.246 nel 2009. Presente. La soddisfazione per il primo segno positivo del ciclo è mitigata dalla considerazione che l'avvio della ripresa si preannuncia lento e che il quadro dell'occupazione non accenna a migliorare. Il recupero del ciclo produttivo, a Bergamo come in Lombardia, deriva da un relativo miglioramento del ciclo internazionale (dove si delinea una ripresa degli scambi sostenuta soprattutto dai paesi dei mercati emergenti), dagli incentivi alla domanda interna in alcuni comparti produttori di beni di consumo durevoli (tra cui gli autoveicoli) e da un ciclo favorevole delle scorte confermato dall'aumento delle imprese che ritengono scarse le giacenze di magazzino. L'intensità

-4,0%

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della ripresa è tuttavia debole, non generalizzata all'insieme dei settori e delle tipologie d'impresa e dunque ancora esposta a rischi di ripiegamento. Sono ancora molte le aziende in crisi o che devono affrontare una fase di ristrutturazione o di riposizionamento in un mercato dove si preannuncia più forte la selezione e la pressione concorrenziale. L'artigianato produttivo, nonostante alcuni segnali facciano pensare che anche qui si sia superato il punto minimo della curva recessiva, è sempre in forte sofferenza: il ciclo trimestrale è ancora in flessione nell'ultimo scorcio del 2009 e le variazioni negative sull'anno sono ancora a due cifre. Nonostante il prolungato ricorso alla Cassa integrazione (il cui utilizzo è leggermente calato nell'ultimo trimestre dell'anno) il saldo occupazionale continua a peggiorare e non si intravede un miglioramento a breve del mercato del lavoro. Futuro. Le previsioni sul primo trimestre del 2010 da parte delle imprese intervistate sono positive e in miglioramento per quanto riguarda produzione e domanda; in recupero ma con prevalenza di attese negative per l'occupazione. 25


L'artigianato bergamasco registra la peggior performance lombarda

el quarto trimestre dell'anno la produzione dell'artigianato manifatturiero bergamasco, corretta per i giorni lavorativi, diminuisce del -12,2% su base annua, solo in marginale miglioramento rispetto ai risultati precedenti che avevano fatto registrare cali costantemente superiori al 13%. Il risultato di Bergamo è, insieme a quello di Monza Brianza, il più negativo in Lombardia. L'indice destagionalizzato della produzione artigiana scende a quota 77 (con base 100 nel 2002) con una variazione nel trimestre negativa pari al -3,5% (era stata del -3,2% nel precedente trimestre). Il 69,6% delle aziende (erano il 72% nella scorsa rilevazione) registra cali produttivi oltre il -5%, mentre l'8% (rispetto al 2,1% nel I trimestre 2009) dichiara incrementi superiori al +5%. Il saldo complessivo tra

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segnalazioni di aumento e diminuzione migliora portandosi al -60,9%, contro il -72% della precedente rilevazione. Tutti i settori riportano variazioni grezze della produzione negative su base annua. La meccanica è in calo del -15%, il tessile del -9%. Le variazioni su base trimestrale sono invece prevalentemente positive. Nel tessile la crescita nel trimestre è al di sotto del punto percentuale, ancora negativa (-1,8%) la meccanica. Il fatturato complessivo grezzo cala su base annua del -16,9% (dopo il -19,4% della scorsa rilevazione). Gli ordinativi trimestrali sono in diminuzione (-4,3%) dal mercato interno e in lieve progresso (+0,2%) sull' estero. Risultano in aumento i prezzi medi delle materie prime (+1,3%) ma pressoché invariati quelli dei prodotti finiti (-0,1%).

Produzione artigianato quarto trimestre 2009 Variazione annua corretta per i giovani lavoratori Sondrio Varese

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Como

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Brescia

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Cremona

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Il ciclo congiunturale è in fase negativa in tutta la regione. La variazione media regionale si assesta a -10 %. Bergamo e Monza-Brianza sono le peggiori con un - 12.2%, sotto la media regionale troviamo anche Lecco, Lodi, Pavia e Milano

-3,9

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Gli addetti delle aziende artigiane manifatturiere (con almeno 3 dipendenti) diminuiscono, per il decimo trimestre consecutivo, del -1,10% come risultato di un tasso d'ingresso di 1,85% e un tasso di uscita al 2,96%. La variazione destagionalizzata (-0,94) indica un ulteriore peggioramento rispetto al trimestre precedente. Le aspettative sono in miglioramento per l'andamento atteso della produzione (parità del saldo tra ottimisti e pessimisti rispetto al -2,1% nella scorsa rilevazione) e della domanda interna (-3% rispetto al -7,6% precedente). Tornano negative per la domanda estera (-2,1%

rispetto al precedente +6%). Per quanto riguarda l'occupazione il quadro resta improntato al pessimismo ma con una relativa diminuzione del saldo negativo (-7,1% contro il -10,9% precedente). Nell'artigianato di produzione, l'indagine realizzata nel mese di gennaio 2010 da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia con la collaborazione delle Associazioni dell'Artigianato ha raccolto le risposte di 1.202 aziende (con almeno 3 addetti) in Lombardia, di cui 145 in provincia di Bergamo (con una copertura campionaria del 78%).

La crisi continua a mordere. Il terziario bergamasco in ginocchio

essuna distinzione tra ristorazione, pulizie o commercio al dettaglio perché a Bergamo la crisi continua a farsi sentire, indistintamente, su tutti i comparti legati al terziario. Il settore continua a subire i contraccolpi della congiuntura economica tanto che il commercio al dettaglio ha registrato una flessione per l'ottavo trimestre consecutivo, mentre i servizi sono al settimo mese di calo. L'unica nota positiva per entrambi è l'attenuazione della caduta rispetto al trimestre precedente. L'indagine congiunturale condotta da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia registra, per la provincia di Bergamo, un calo del volume d'affari, nel quarto trimestre del 2009, del -4,2% (-2,8% in Lombardia) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La tendenza negativa delle vendite è in corso da otto trimestri consecutivi. In provincia come in regione si registra nell'ultimo trimestre un rallentamento della dinamica negativa. La variazione congiunturale grezza, misurata rispetto al trimestre precedente è a Bergamo di -0,4% (+4,4% in Lombardia), in miglioramento rispetto al corrispondente dato della precedente indagine. La riduzione del giro d'affari su base annua è marcata sia nel comparto dei beni alimentari (-5,4% a Bergamo, -3,8% in Lombardia) che nel settore non alimentare (-4,6% a Bergamo, -4% in Lombardia). Nel commercio al dettaglio non specializzato, corrispondente in linea di massima alla grande o media distribuzione, a Bergamo si registra una variazione del -3,6%, in

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recupero rispetto al trimestre precedente. Il dato medio regionale, anch'esso in relativo miglioramento, è del -1,4%. Il 42,4% delle imprese commerciali di Bergamo indicano un calo del volume d'affari superiore al 5%. Il saldo percentuale tra variazioni di aumento e diminuzione è negativo (-39,4%), in leggero miglioramento rispetto al -44,6% della precedente indagine. Il 54,5% (rispetto al 59% nel primo trimestre) del campione registra un calo su base annua degli ordini ai fornitori e il saldo percentuale complessivo è negativo: -41,6% (-52% nello scorso trimestre). Continua a Bergamo la flessione dei prezzi dei prodotti venduti con una variazione nel quarto trimestre di -0,6% , mentre in Lombardia è del +0,1%. L'occupazione è in calo nel quarto trimestre del 2009 del -0,6% (rispetto al -0,2% a livello regionale) come risultato di un tasso d'ingresso dello 0,9% e di un tasso di uscita dell' 1,5%. Per quanto riguarda le prospettive per il trimestre successivo, il saldo tra segnalazioni di segno opposto (aumento-diminuzione) è positivo e in aumento per le vendite (+16,5% contro il precedente +5%), per l'andamento degli ordini ai fornitori (+23,3% a seguito del +14,9 del terzo trimestre) e per il giro d'affari (+19,4% contro il precedente +13,9%). La previsione sull'occupazione registra invece un contenuto saldo positivo (+7,8%) di poco inferiore a quello (8,8%) della scorsa indagine. 27


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L'OSSERVATORIO

Secondo l'indagine annuale sui mercati dei beni durevoli realizzato da Findomestic, nel 2009, il reddito pro capite nella Bergamasca è sceso a 19.193 euro rispetto ai 19.347 dell'anno precedente Dietro di noi solo Lodi con 18.087 euro 28


Cala il reddito e i consumi delle famiglie bergamasche er i mobili, l'abbigliamento, le vacanze, il tempo libero e le collaborazioni familiari i bergamaschi hanno tirato la cinghia, nessun taglio, invece, per spese alimentari, mediche e istruzione. Reggono i beni consolatori come gite, vacanze brevi, ristorante e Dvd, invece del cinema. In provincia di Bergamo la crisi si sente e le famiglie rinunciano a beni durevoli che fino a poco tempo fa erano un must. La sintesi è frutto della sedicesima edizione dell'osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli. Bergamo continua ad amare le due ruote (con 117 euro spesi per famiglia) nonostante un calo annuo che sfiora il - 9%. Superiori alla media le immatricolazioni di auto nuove (+ 2.6%, da 38.501 a 39.509) nonostante il parco aziendale sia sceso del 30.3%, da 8.828 a 6.154 vetture. Ne ha risentito l'usato che perde oltre il 7% (da 42.938 a 39.906 auto). Molto articolata anche la fotografia delle altre province che compongono la Lombardia rispetto ai vari settori di spesa, a partire dal reddito pro capite disponibile. Il dettaglio provinciale evidenzia una situazione eterogenea: la provincia di Milano, grazie a un reddito di 24.184 euro (in contrazione dello 0,3% rispetto ai 24.254 euro del 2008), detiene il primato non solo in regione ma anche a livello nazionale. Inferiore di circa 3.000 euro il reddito di Sondrio (21.057 euro, con un incremento dello 0,3% rispetto ai 20.999 euro dell'anno precedente), seguita da Cremona (20.856 euro, -0,7% rispetto al 2008) e Varese (che passa dai 20.919 euro del 2008 ai 20.837 del 2009, con una flessione dello 0,4%). Leggermente inferiori i volumi di Mantova (che fa registrare 20.544 euro, - 1,1% rispetto al 2008), Lecco (che passa dai 20.347 euro del 2008 ai 20.314 euro del 2009), Pavia (a quota 20.179 euro, in flessione dello 0,7% rispetto all'anno precedente) e Como (con 19.586, contro i 19.608 euro del 2008). Chiudono la classifica Brescia (con un reddito pro capite di 19.523 euro, in flessione del -0,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), Bergamo (che passa dai 19.347 euro del 2008 ai 19.193 euro del 2009) e Lodi (a quota 18.087 euro, in flessione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente).

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Le cifre del comparto mobili hanno inciso maggiormente sui bilanci familiari, dopo le spese per auto nuove. Milano è la realtà più consistente in termini di volumi di spesa con 1.238 milioni di euro destinati a questo genere di beni durevoli. Seguono Brescia (con 363 milioni di euro), Bergamo (a quota 318 milioni di euro), Varese (264 milioni

di euro) e Como (che fa segnare consumi per 184 milioni di euro). Più contenuti i volumi registrati a Pavia (162 milioni di euro), Mantova (128 milioni di euro), Cremona (111 milioni di euro), Lecco (104 milioni di euro), Lodi (64 milioni di euro) e Sondrio (57 milioni di euro). I circa 783 milioni di euro impiegati nell'acquisto di elettrodomestici bianchi e piccoli acquistati in Lombardia sono così suddivisi: 353 milioni sono stati impiegati a Milano, contro i 93 milioni di Brescia, i 77 milioni di Bergamo, i 66 milioni di Varese, i 43 di Como, e i 41 di Pavia. Chiudono la classifica Mantova (a quota 29 milioni), Cremona (con 27 milioni di euro), Lecco (24 milioni di euro), Lodi (15 milioni di euro) e Sondrio (14 milioni di euro). Per quanto riguarda l'acquisto di elettrodomestici bruni, è ancora Milano a far registrare i consumi più elevati con 344 milioni di euro. Seguono Brescia, con 97 milioni di euro, Bergamo, con 82 milioni, Varese (a quota 68 milioni di euro) e Como (che fa segnare volumi per 45 milioni di euro). Consumi inferiori si registrano a Pavia, con 43 milioni di euro, Mantova (a quota 30 milioni di euro), Cremona (con 28

Panorama economico Reddito disponibile pro capite (in Euro) Province 2007

2008

2009

Milano

23.682

24.254

24.184

Sondrio

20.518

20.999

21.057

Cremona

20.764

20.996

20.856

Varese

20.526

20.919

20.837

Mantova

20.594

20.771

20.544

Lecco

19.975

20.347

20.314

Pavia

20.183

20.331

20.179

Como

19.193

19.608

19.586

Brescia

19.505

19.696

19.523

Bergamo

19.183

19.347

19.193

Lodi

18.041

18.230

18.087

Lombardia

21.366

21.742

21.638

Totale Italia

17.775

18.151

18.061

29


milioni di euro), Lecco (che fa segnare 25 milioni di euro), Lodi (con 16 milioni di euro) e Sondrio (15 milioni di euro). Il comparto informatica, infine, che nel complesso in Lombardia nel 2009 valeva circa 283 milioni di euro, ha registrato consumi complessivi di circa 122 milioni di euro a Milano, 34 milioni a Brescia, 29 milioni a Bergamo, 24 a Varese, 16 milioni a Como e 15 milioni a Pavia. Chiudono la classifica Mantova (11 milioni di euro), Cremona (10 milioni di euro), Lecco (9 milioni di euro), Lodi e Sondrio (entrambe a quota 6 milioni di euro). A livello provinciale, le famiglie di Cremona, caratterizzate da un livello medio di spesa per articoli durevoli tra i più alti in Italia (2.934 euro), detengono il primato regionale. I più elevati livelli di spesa media per famiglia si rilevano, tuttavia, a Lodi per le auto nuove (1.173 euro), a Bergamo per i motocicli (117 euro) e a Sondrio per gli acquisti di beni per la casa (1.190 euro). Conclusioni. La fase recessiva che ha coinvolto la regione si è concretizzata in una riduzione delle attività economiche lomcon la concessione talvolta di beni consolatori: le gite, le vacanze brevi, barde più attenuata rispetto alla caduta dell'economia italiana e di qualche ristorante, un gelato, il DVD a nolo anziché il cinema. Se si quella media del Nord Ovest. Le principali componenti della esaminano le preoccupazioni di fronte alla crisi occorre segnalare che domanda - esportazioni, investimenti e spesa per consumi - hanno la criminalità e il mantenimento del posto di lavoro svettano per imporregistrato in termini reali, cali medi simili a quelli nazionali. Nel tanza, soprattutto fra le donne e le persone con i livelli di reddito e di 2009, infine, reddito pro capite lombardo continua a collocarsi in istruzione più bassi: certamente le categorie più fragili. Per la prima seconda posizione dopo quello dell'Emilia volta quest'anno emerge una nuova Romagna, benché in lieve riduzione rispetto al paura: quella per l'individualismo esa2008 (-0,5% come nella media nazionale), con cerbato che si colloca al terzo posto fra Panorama un livello pari a 21.638 euro per abitante (circa le preoccupazioni maggiori. Le minori 3.500 euro in più rispetto alla media italiana). entrate fanno temere per il mantenimotoveicoli mento del tenore di vita anche se i prezGli effetti della crisi sul comportamento del zi non aumentano. Si ha più paura di Province 2009 consumatore. Se si immagina la crisi come un indebitarsi eccessivamente piuttosto tunnel il 40% degli intervistati pensa di essere a che non ricevere credito dalle banche. metà percorso, la stessa percentuale ritiene di Parimenti sono temuti i rincari dei prezBergamo 117 non essere giunta a metà e solo il 20% crede di zi in generale e, in particolare, quelli dei 106 Milano essere in vista dell'uscita. Il maggior timore semservizi pubblici. Nel medesimo range si 101 Como bra essere quello di non disporre di abbastanza pongono altre due preoccupazioni: quel99 Lecco "ossigeno" per arrivare alla fine. L'uscita dal tunle relative all'ondata migratoria e quelle nel sarà in ogni caso contraddistinta da una ripreconcernenti il declino dell'Italia rispetto 95 Mantova sa lenta e faticosa, connotata da un serio probleagli altri Paesi. La recessione agisce 92 Varese ma occupazionale e da un conseguente aumento anche sui valori aumentando quelli 89 Cremona delle disparità sociali. La classifica dei sacrifici di relativi alla sfera individuale e di fami89 Pavia fronte alla recessione è molto chiara: si compriglia: acquisiscono importanza l'avere 87 Lodi mono le spese per i mobili, l'abbigliamento, i viagfiducia in se stessi, il credere nella gi e le vacanze, il tempo libero e le collaborazioni famiglia e il saper porre dei limiti alle 84 Brescia di famiglia, ma non si fanno tagli su istruzione, nuove generazioni, la forza d'animo, 82 Sondrio spese alimentari e mediche. La famiglia è divenl'ecologia, lo spirito di sacrificio, l'u100 Lombardia tata una vera e propria mini azienda in cui si reamiltà, la flessibilità e l'autonomia del Totale Italia 99 gisce alla recessione in funzione di quanto si è fare. Restano stabili i valori fondativi Spesa per famiglia (Euro) stati colpiti, quasi sempre con una stretta sui quali la solidarietà intergenerazionale, costi, senza però dimenticare il morale e quindi l'istruzione, la correttezza e l'onestà. 30


ECONOMIA&BUSINESS

Cinturino allacciato, la querelle sui caschi si è messa in moto BOTTA&RISPOSTA

"Su 15 modelli di caschi moto (jet) testati in laboratorio, 8 non hanno superato le prove di sicurezza. Le stesse previste per l'omologazione": recita la nota di Altroconsumo. Promosso il modello Nolan (43 Air) e X-Lite (X-402). La replica di Capelli, presidente di Ancma e titolare della Caberg: "Le prove devono essere ripetute" PHOTO: LIVIO CASANOVA

rima di leggere mettetevi comodi, con un casco in testa magari - e allacciate il cinturino. Non andrete a sbattere la capoccia ma può darsi che vi venga la cervicale. Torna puntuale, con una cadenza che potremmo dire quasi stagionale, la querelle sui caschi. Dopo aver aperto una nuova inchiesta sui caschi il 27 gennaio scorso con un test in laboratorio, Altroconsumo - l'associazione a difesa dei consumatori - ha

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deciso di proseguire la propria battaglia contro i produttori ma più che altro contro il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Vediamo di capire di cosa si tratta e di riepilogare le tappe salienti. Botta. A fine gennaio l'associazione a difesa dei consumatori mette nero su bianco i risultati di un test sulla conformità dei caschi jet - calotta aperta davanti che lascia scoperto tutto il viso -, effettuati in laboratorio e dichiara che "su 15 modelli 8 non hanno superato le prove di sicurezza, le stesse previste per l'omologazione". Premessa:

Solo sette caschi hanno superato i test di Altroconsumo: Arai SZ-F, GREX J2, NCA J400, Nolan N43 Air, Shoei J-Wing, Suomy Nomad, X-Lite X-40 Lo stabilimento Nolan (Brembate di Sopra)

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tutti i caschi sono stati acquistati anonimamente in punti vendita aperti al pubblico nelle stesse condizioni in cui sarebbero acquistati da un privato cittadino. Lo scopo del test era verificare il comportamento dei caschi, creando in laboratorio condizioni simili a quelle che si verificano in caso d'incidente. Solo sette superano i test di Altroconsumo: Arai SZ-F, GREX J2, NCA J400, Nolan N43 Air, Shoei JWing, Suomy Nomad, X-Lite X-402. Risultato: si scatena un vero e proprio polverone mediatico. "I caschi jet - spiegano ad Altroconsumo - sono usati soprattutto da chi guida scooter o motorini, per brevi tragitti cittadini. Destinati ai giovanissimi, dunque. Il nostro test non boccia solo i caschi ma anche l'infallibilità della procedura che dovrebbe garantire l'immissione sul mercato solo di prodotti sicuri. Benché tutti omologati, gli otto modelli non hanno

passato le prove previste, appunto, per l'omologazione". Lo scorso aprile era stata effettuata un'altra indagine e sotto esame erano stati messi diciotto caschi, quella volta, integrali. Anch'essi acquistati in modo anonimo, in negozi diversi, erano stati sottoposti alle procedure d'omologazione in laboratori indipendenti. Dai test risultò che quattro caschi non erano risultati conformi alle normative di sicurezza. In seguito gli stessi caschi furono analizzati dai tecnici del Ministero ma loro, sempre rispetto alle normative previste per l'omologazione, non riscontrarono nessuna irregolarità. In quel caso al riscontro positivo sottolineato da Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) seguì la replica di Altroconsumo che contestò la regolarità delle controprova in quanto non avevano ricevuto alcun riscontro cartaceo di quei test.

Nolan (43 Air)

Nolan X-L Lite (X-402)

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Risposta. Come per il caso precedente, anche i risultati dei test effettuati il 27 gennaio, sono stati segnalati con una lettera al Ministero dei Trasporti, con la richiesta esplicita di un intervento immediato per garantire la sicurezza dei cittadini. Ai produttori dei modelli "bocciati" è stato richiesto l'impegno al ritiro immediato dal mercato. Ovviamente le aziende interessate non hanno accolto la notizia favorevolmente e tra queste c'è chi ha contestato sia la metodologia del test, sia l'autorevolezza del laboratorio che lo ha condotto per conto di Altroconsumo. Botta. Dal canto loro, l'associazione a difesa dei consumatori dichiara che le prove sono le stesse necessarie a ricevere l'omologazione e che sono state eseguite in un laboratorio certificato. I 15 caschi jet scelti sono alcuni tra i più diffusi sul mercato, utilizzati in particolare da chi usa motorini e scooter, quindi spesso dai giovanissimi. Risposta. La replica di Ancma e Acec - Associazione Costruttori Europei Caschi - non ha tardato ad arrivare. Si legge in un comunicato: "In riferimento al test comparativo sui caschi per moto di tipo "JET" realizzato e reso pubblico da Altroconsumo, Confindustria ANCMA ed ACEC, rendono noto di aver già formalmente richiesto ad Altroconsumo informazioni in merito al laboratorio presso il quale sarebbero stati realizzati i suddetti test nonché riscontri oggettivi dei dati pubblicati. Confindustria ANCMA e ACEC hanno inoltre fatto richiesta di poter ripetere i test alla presenza di un rappresentante delle Aziende coinvolte. Tale richiesta 34

trova giustificazione nel fatto che già nel 2009 Altroconsumo aveva, con le medesime modalità, esaminato i caschi moto di tipo "Integrale" e pubblicato i risultati ottenuti, nonostante le perplessità già allora avanzate, creando notevoli danni commerciali alle Aziende coinvolte salvo, successivamente, dover prendere atto che quegli stessi caschi, nuovamente testati dalle Autorità competenti, erano conformi alla normativa di sicurezza vigente. In un momento di crisi generalizzata, che ha colpito pesantemente anche il settore dei caschi moto, screditare pubblicamente prodotti senza dare la possibilità di verifica in contraddittorio, non solo non dà alcun vantaggio alla generalità dei consumatori, ma penalizza ingiustamente le Aziende ed i lavoratori che producono i caschi stessi. Confindustria ANCMA ed ACEC hanno a cuore la qualità e la sicurezza dei prodotti offerti ai consumatori, ma ritengono un censurabile esercizio di giornalismo scandalistico pubblicare risultati di test senza che si sappia né da "chi" né "come" tali caschi siano stati testati, rifiutando altresì di fornire prova della oggettività dei risultati alle Aziende che legittimamente lo avevano richiesto. Confindustria ANCMA ed ACEC auspicano che Altroconsumo, in un'ottica di reciproca autonomia e con mutuo rispetto anche nei confronti dell'operato delle Autorità, nell'interesse di una corretta informazione, non continui a rifiutare il confronto come sino ad oggi avvenuto". Botta. Colpo di scena finale. Altroconsumo diffida il Ministero Trasporti e ricorre al TAR. Motivo? "Sul caso - spiegano dall'associazione in difesa dei consumatori - non c'è ancora una risposta efficace sulla sicurezza dei caschi da moto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti". Così Altroconsumo diffida il dicastero a fornire riscontri concreti sul test sulla sicurezza dei caschi jet, dello scorso 27 gennaio, e annuncia il ricorso al TAR per inadempienza sull'effettuazione di contro prove tecniche sui caschi integrali, test realizzato dall'associazione in difesa dei consumatori un anno fa. Adesso rimane da capire se Altroconsumo stia cercando di rendere difficile, per motivi ignoti, la vita ad alcune aziende produttrici di caschi o qualcosa non funziona correttamente nelle procedure dei caschi previste dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. In casi come questo è meglio prendersi un'aspirina e tenere allacciato il casco. Qualcuno potrebbe andare a sbattere la testa.


ECONOMIA&BUSINESS

Innovazione e sinergie Gli assi nella manica degli esercenti orobici PAROLA ALL'ASSOCIAZIONE

"Bisogna saper far squadra". Per far circolare "la cartolina" di Bergamo, Giorgio Ambrosioni - presidente di Confeserenti Bergamo - sottolinea la necessità di mettere in campo strategie moderne, comuni e condivise per valorizzare il territorio cittadino e le valli orobiche

ARTICOLO DI: ROBERTO AMAGLIO PHOTO: LAURA PIETRA

arà il 2010 l'anno del rilancio dell'economia e dell'uscita ma Giorgio Ambrosioni, presidente di Confesercenti dal tunnel finanziario? Oppure la disoccupazione e la Bergamo -. In questo senso abbiamo tutte le carte in regola chiusura delle imprese trascineranno verso il basso l'inper riprenderci e non c'è settimana in cui il potenziale dei tero sistema produttivo delle varie nazioni? Chiusi i due nostri esercenti non si manifesti con iniziative o nuove proanni terribili contraddistinti dalla crisi economica, è questo il queposte. Siamo quindi convinti che le piccole e medie imprese sito shakespeariano su cui si gioca l'immediato futuro dell'econopossono fare da traino in questo giro di boa tanto atteso". mia internazionale, divisa tra speranze, ambizioni e dati che (riferendosi al 2009) continuano però a evidenziare un preoccupante Sorprende l'ottimismo con cui il presidente Giorgio segno "-" sia su base annua sia su base trimestrale. Insomma un Ambrosioni risponde direttamente a questa domanincrocio estremamente delicato durante il quale è facile prevededa. Il 2009, infatti, non è stato certo un anno da re l'eliminazione di qualche ramo traballante della nostra economia ma che, d'altro canto, offre diverse opportunità "Per incontrare i bisogni reali delle imprese, capaci di segnare il vero punto di svolta verso l'affermarsi di un nuovo metodo economico più saldo e meno ancoil sistema Confesercenti metterà a disposirato ai valori fluttanti del mercato. Se questa è la fotozione delle attività commericiali e del sistegrafia della situazione attuale, bisogna ora capire in che posizione si colloca l'economia bergamasca prima di quema bancario una nuova società consortile di sto bivio tanto importante. Insomma, quali carte ha da giocare la nostra provincia per uscire rilanciata da questo garanzia del credito, Italia Confidi, un soggettornante pericoloso? "Innovazione e capacità di fare sisteto da due miliardi di affidamenti garantiti" ma sono gli assi nella manica delle nostre aziende - affer-

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Giorgio Ambrosioni

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ricordare per gli esercenti bergamaschi e il numero 1 di Confesercenti è il primo a esserne consapevole. "Il quadro economico a livello provinciale è ancora pesantemente negativo. I dati prodotti dall'indagine congiunturale realizzata dalla CCIAA di Bergamo parlano di un 2009 di grave crisi che si è estesa a tutti i settori e alle imprese di tutte le dimensioni. In particolare l'indagine ha mostrato che il volume d'affari, nel primo trimestre del 2009, è sceso in provincia di Bergamo del -5.3% (-5.4% in Lombardia) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La tendenza negativa nelle vendite è in corso da cinque trimestri consecutivi, in provincia come in regione. La riduzione del giro d'affari su base annua è marcata nel comparto dei beni alimentari (-8.2% a Bergamo, -6.5% in Lombardia) e ancor più nel non alimentare (-9.7% a Bergamo, -7.7% in Lombardia) mentre il non specializzato, che corrisponde in linea di massima alla grande e media distribuzione, tiene meglio e registra a Bergamo una variazione nulla contro il - 2.7% del dato medio regionale. Il 58% delle imprese commerciali di Bergamo indica un calo del volume d'affari superiore al 5%. E' chiaro che bisogna invertire questa tendenza". Quali quindi i motivi di questa fiducia nel 2010? Ci sono particolari iniziative che spingono a essere ottimisti? "C'è la consapevolezza che qualcosa è cambiato, soprattutto da un punto di vista dell'approccio al mercato. Gli imprenditori sono consci delle difficoltà e stanno investendo su innovazione, ammodernamento e sinergie con il territorio. Insomma la strada è quella giusta e stiamo cercando di velocizzare tale processo con una serie di servizi per l'impresa. Per esempio, per quanto riguarda l'innovazione delle imprese da qualche mese proponiamo un servizio di consulenza specializzata e su misura, GpsImpresa, che consente di ammodernare il sistema di gestione dell'azienda, riducendo gli sprechi e aumentando l'efficienza di tutti gli aspetti dell'attività. Devo dire che abbiamo avuto riscontri positivi da parte degli imprenditori. Quale ruolo potranno giocare i Distretti del Commercio? Nell'ambito territoriale, un altro passo verso il rilancio sarà l'avvio dei Distretti del commercio. Siamo già al terzo bando regionale, dedicato ai progetti che riuniscono più comuni, ossia i cosiddetti Distretti diffusi. La Bergamasca sta rispondendo bene, dimostrando di saper cogliere l'opportunità: sono già dieci i progetti avviati e altrettanti attendono il via libera regionale. I commercianti hanno capito che la grande distribuzione si può contrastare solo facendo squadra: il negoziante vicino non dev'essere più visto come un rivale ma come il miglior allea38

to. Le cosiddette "isole dello shopping" saranno uno straordinario strumento di rilancio per le attività dei centri storici". Isole dello shopping che potrebbero essere anche meta dei turisti che sfruttano Orio al Serio come areoporto principale. "Certamente. I Distretti saranno una carta in più da offrire a chi visita la Bergamasca. Ma qui il discorso è più generale: il nostro territorio va valorizzato con metodi nuovi, in modo da farlo conoscere anche all'estero. Chi arriva a Orio deve sapere che a pochi chilometri c'è un gioiello come Città Alta, così come laghi, montagne e castelli che meritano almeno una visita. Ma anche qui bisogna saper fare squadra". Tuttavia l'immagine di una Bergamo "turistica" stenta a decollare. "Lo sviluppo del turismo a Bergamo dipende dal saper predisporre strategie comuni, specialmente nel marketing e nella


comunicazione: il sistema dell'accoglienza sconta infatti problemi di frammentazione e l'assenza di progetti condivisi. C'è necessità di fare sintesi tra le proposte dei diversi attori che operano nel settore. Secondo noi bisognerebbe istituire una cabina di regia, guidata dalla Provincia e aperta a tutte le categorie, che sappia coordinare sforzi e iniziative". Quali saranno gli altri fronti in cui impegnarsi nel prossimo futuro? "Confesercenti punta molto sullo sviluppo della Bassa Bergamasca, legato all'arrivo delle grandi infrastrutture come la Brebemi. Siamo convinti che ci siano grandi opportunità da cogliere, a patto che istituzioni e classe imprenditoriale locale sappiano governare nel modo migliore il processo di crescita e cambiamento. Per questo Confesercenti ha lanciato il progetto "Sulla strada giusta", per guidare le imprese verso un futuro di soddisfazioni e di benessere comune. La nostra associazione mette a disposizione un grande bagaglio di esperienza ma anche un approccio fresco e innovativo, oltre a una serie di servizi e vantaggi concreti e immediati". Per portare avanti questi progetti servono però risorse e non tutti sembrano averne a disposizione dopo due anni di secca e con i rubinetti creditizi chiusi. "La tempesta che ha investito il sistema del credito nel suo complesso negli ultimi anni (Basilea 2, legge quadro confidi, perdita delle Banche del territorio) ha aumentato le distanze tra i bisogni reali delle imprese e il mondo del credito. Bisogna fare qualcosa: per questo il sistema Confesercenti metterà a disposizione delle imprese e del sistema bancario una nuova società consortile di garanzia del credito, Italia Confidi, un soggetto da due miliardi di affidamenti garantiti. Servirebbe anche un fondo speciale con risorse messe a disposizione dalle amministrazioni, che insieme a quelle del nostro consorzio fidi

costituirebbe una ulteriore garanzia per consentire l'accesso al credito alle pmi con rating valutazioni di più basso profilo". E intanto la Regione Lombardia ha approvato il Testo unico del commercio, stanziando anche 9 milioni in più rispetto al previsto. Che benefici ci saranno? "Innanzitutto vantaggi burocratici, con il testo che semplifica le norme del settore riunendole organicamente. Ma l'aspetto importante è che viene specificato con chiarezza il rapporto tra urbanistica e commercio. I Comuni dovranno applicare tali principi nell'elaborazione dei propri strumenti urbanistici. In questo senso, i Distretti urbani del commercio rappresentano un importantissimo strumento per riconciliare lo sviluppo del territorio e quello del commercio e, in prospettiva, possono consentire di ricucire alcune fratture storiche tra grande, media e piccola distribuzione. In molti casi potranno servire a guidare alcune trasformazioni urbanistiche in atto e ad implementare azioni strategiche per rendere più attrattive e competitive le reti commerciali esistenti considerate nel loro complesso: la competizione oggi si svolge tra format commerciali diversi e tra reti commerciali diverse. Chiaramente ciò potrà realizzarsi se i diversi portatori di interesse sapranno condividere regole e linee strategiche di sviluppo".

"I Distretti urbani del commercio rappresentano un importantissimo strumento per riconciliare lo sviluppo del territorio e quello del commercio e, in prospettiva, possono consentire di ricucire alcune fratture storiche tra grande, media e piccola distribuzione" 39


ECONOMIA&BUSINESS

Bocuse d'Or, parte la grande sfida CUCINA&KERMESSE

Il "Cooking Expo", che si terrà il 15 e 16 marzo al nuovo polo fieristico di via Lunga, incoronerà lo chef italiano che potrà partecipare alle selezioni europee del concorso gastronomico ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA

arà Bergamo la protagonista delle selezioni italiane per il mondiale di cucina. Il 15 e 16 marzo, al nuovo polo fieristico di via Lunga, andrà in scena la gustosissima kermesse "Cooking Expo". E se il "Sirha" (Salon International de la Restauration, vero e proprio rendez-vous per il mondo della ristorazione) ospiterà a Lione le finali del Bocuse d'Or a gennaio 2011, la selezione italiana del concorso ideato dal

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grande chef francese Paul Bocuse si svolgeranno nell'ambito della manifestazione fieristica orobica, con l'obiettivo di esaltare e promuovere l'alta cucina sul territorio e a livello nazionale. FILOSOFIA - Sarà una rassegna che celebrerà l'intera filiera agroalimentare e tutto ciò che ruota attorno al mondo dell'enogastronomia, con 5mila metri quadri d'esposizione dedicati a pro-


dotti, aziende, attrezzature, arredamento, software per ristorazione e banqueting. Per Bergamo, infatti, la tavola è sinonimo di cultura e tradizione, stessa filosofia che percorre le aziende locali protagoniste della kermesse come partner ufficiali. Un esempio su tutti è quello della Baldassare Agnelli, industria di Lallio leader nella produzione di pentole professionali, che fornirà le sue creazioni da cucina per tutto il corso della manifestazione. PROFESSIONISTI - All'interno della kermesse, sedici chef selezionati dal comitato organizzatore (presieduto da Giancarlo Perbellini), scenderanno in campo per tenere alta la bandiera della ristorazione italiana. Saranno Enrico Bartolini, Samuele Beccaro, Carmelo Florida, Stefano Metrangolo, Daniel Facen, Fabio Borgonovo, Stefano Leone, Massimiliano La Pietra, Massimiliano Mascia, Andrea Serravezza, Alessio Bottin, Felice Sgarra, Nicola Vizzari, Piergiorgio Siviero, Alberto Zanoletti e Lucio Moras i pretendenti al trono. Il vincitore parteciperà alla competizione europea, che si terrà a Ginevra il 7 e 8 giugno 2010 nell'ambito del "Salone Gourmet", e gareggerà con gli chef selezionati da Germania, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Spagna, Estonia, Islanda, Lussemburgo, Ungheria, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Slovacca, Finlandia,

Francia, Gran Bretagna, Russia, Svezia e Svizzera. Tra questi, solo sette arriveranno a Lione per partecipare al concorso mondiale nel gennaio del 2011. CONCORSO - Saranno due giorni estremamente intensi, nei quali otto chef alla volta interpreteranno al meglio i due temi culinari della kermesse: halibut bianco per il pesce e vitello svizzero per la carne. Ci sarà quindi una vera e propria ricerca per la coppia di ricette perfetta. I sedici candidati, supportati da un assistente e da un allenatore, dovranno dare il meglio di loro stessi sotto lo sguardo vigile della giuria. Incitato dal calore e dal tifo di una platea di 300 supporter, ogni cuoco si cimenterà nella preparazione di 14 piatti di pesce, identici tra loro, e altrettanti di carne. Alla manifestazione saranno anche presenti i ragazzi degli istituti alberghieri di San Pellegrino e Nembro: le due scuole, infatti, hanno aderito all'iniziativa "Adotta un candidato" e ciascuna classe sarà abbinata ad uno dei sedici chef in gara. Ai giovani sarà affidato il compito di sostenere il proprio favorito e, in caso passasse le selezioni, di accompagnarlo a Ginevra. MODALITA' - Le giornate saranno scandite dai ritmi incalzanti della gara: alle 9 inizierà la prova del primo degli otto chef (scelto 41


per sorteggio), che avrà il compito d'inaugurare i fornelli italiani del Bocuse d'Or. Gli altri sette chef occuperanno le postazioni di cucina, entrando in competizione a distanza di dieci minuti l'uno dall'altro. Dopo 5 ore, il primo candidato presenterà alla giuria il risultato del lavoro, mostrando prima i piatti di pesce e, a distanza di 35 minuti, quelli di carne. Ad intervalli di 10 minuti seguiranno i defilèe degli altri sette candidati. La giuria assegnerà all'interpretazione dei temi una valutazione massima di 60 punti, 40 per il gusto e 20 per la presentazione. La proclamazione del vincitore, infine, avverrà martedì 16 marzo alle 18, a chiusura della manifestazione. Ai primi tre classificati saranno riconosciuti i seguenti premi: 6mila, 2500 e 1500 euro. Inoltre, la "Accademia del Gusto" e la "Accadèmie de Laurèats du Bocuse d'Or" assegneranno un premio al miglior commis. GIURIA - La giuria che selezionerà i candidati sarà composta, forse per la prima volta nello scenario della competizione, da 24 nomi del gotha della ristorazione italiana. Ci sarà anche il presidente della "Accadèmie de Laurèats du Bocuse d'Or", Michel Roth, del "Ritz" di Parigi. In ogni caso, saranno i migliori chef d'Italia a decidere le sorti tricolori del Bocuse d'Or: presidente d'onore delle selezioni nostrane sarà Alfonso Iaccarino, chef del Relais "Don Alfonso" a Sant'Agata dei due Golfi, di 42

Napoli. I fratelli bergamaschi Chicco e Bobo Cerea, del "Ristorante da Vittorio: La Cantalupa" di Brusaporto, presiederanno le due giurie per il tema di pesce e per quello di carne. Comporranno la giuria Sergio Mei del "Four Season" di Milano, Norbert Niederkoflder del "StHubertus" a San Cassiano (Bolzano), Gennaro Esposito del "Torre del Saracino" a Vico Equense (Napoli), Antonio Cannavacciuolo del "Villa Crespi" di Orta San Giulio (Novara), Moreno Cedroni della "Madonnina del Pescatore" di Marzocca (Ancona), Giovanni Santini del ristorante "Dal Pescatore" a Canneto sull'Oglio (Mantova), Andrea Berton del "Trussardi" alla Scala di Milano, Pino Cuttaia de "La Madia" di Licata (Agrigento), Massimo Bottura de "L'Osteria Francescana" di Modena, Davide Palluca "All'Enoteca" di Canale (Cuneo), Andrea Sarri de "L'Agrodolce" di Imperia, Emanuele Scarello de "Agli Amici dal 1887" di Udine, Antonella Ricci di "Al Fornello da Ricci" a Ceglie Massapica (Brindisi), Alessandro Breda di "Bellius" a Oderzo (Treviso), Ilario Vinciguerra dell'omonimo ristorante di Galliate Lombardo (Varese), Aurora Mazzucchelli del "Marconi" di Sasso Marconi (Bologna), Matteo Vigotti del Novecento di Meina (Novara), Paolo Masieri di "Paolo e Barbara" a Sanremo (Imperia) e Alfonso Caputo della "Taverna del Capitano" di Massa Lubrense, a Napoli.


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Da Medolago alla conquista di una "buona fetta" di mercato GENERAZIONI DI IMPRENDITORI

Visita di Luca Zaia - ministro dell’Agricoltura - al salumificio bergamasco dei Fratelli Beretta che ha definito "un gioiello dell'agroalimentare italiano". Al gruppo fanno capo 16 stabilimenti, 1.050 dipendenti e un fatturato consolidato di 512 milioni di euro ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

mblema della sicurezza alimentare e della qualità". Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole Alimentari ha salutato così il salumificio Fratelli Beretta nello corso della sua visita allo stabilimento bergamasco di Medolago. Accompagnato dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il ministro ha messo in luce le peculiarità di una tra le prime aziende del settore agroalimentare italiano. "La Beretta non rappresenta solo una grande realtà per numeri e fatturato - ha detto il ministro -. Il rapporto tra i fratelli Beretta e i lavoratori è un leit motiv, il segreto di molti territori simili a questo. Il fatto che le maestranze vivano e operino in azienda come se fossero loro è un differenziale non da poco. Possiamo ritenerli veri e propri fenomeni imprenditoriali". L'azienda è stata fondata a Barzanò nel 1812 e oggi, con sedici stabilimenti distribuiti tra l'Italia e l'estero, è leader nel settore. Il Gruppo Beretta si colloca al terzo posto nel mercato italiano dei salumi, guida il settore dei salumi a libero servizio con una quota di mercato pari al 12,5% e, infine, si colloca al secondo posto, nei piatti pronti ricettati freschi. Di rilievo anche il ruolo giocato dall'export perchè i prodotti Beretta sono distribuiti in Europa, Nord America, Medio Oriente, Asia. In provincia, lo stabilimento Beretta di Medolago è fra i più tecnologicamente avanzati in Europa, produce cotti, i wurstel Wüber e per l'ammodernamento tecnologico negli ultimi quattro anni sono stati investiti 42 milioni di euro. Maurizio Lupi, vicepresidente della camera, si è soffermato su due aspetti: radicamento territoriale e innovazione. "Il successo di molte imprese italiane è il legame consolidato con un territorio. La forza del nostro Paese è raccolta attorno all'idea di persone che

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si rendono protagoniste di sfide imprenditoriali uniche nel loro genere, che creano posti di lavoro. La famiglia Beretta è l'emblema di questa Italia. Sei generazioni che hanno coltivato rapporti territoriali, ma soprattutto umani, in una sfida quotidiana: la qualità di prodotti che ogni giorno arrivano sulle tavole di tutto il mondo". L'altro tema è l'individuazione e il packaging di nuovi prodotti alimentari, destinato a ricoprire un ruolo crescente nelle scelte del consumatore moderno. "Muoversi per tempo nella giusta direzione, - ha continuato il vicepresidente della Camera - interpretando i cambiamenti normativi ed i nuovi comportamenti dei consumatori è stata l'altra arma vincente del gruppo Beretta. Rispetto alle altre imprese coinvolte nel settore ha costituito un notevole vantaggio in termini di competitività". In altre parole: ricerca, capacità di innovarsi e riconoscimento dei nuovi bisogni del consumatore. Proprio in tema di investimenti è dello scorso autunno la decisione di puntare su nuovi prodotti. A Medolago è iniziata la produzione di spalmabili: crema di prosciutto cotto con ricotta fresca o con olive verdi, che sul mercato si trovano raccolte nel marchio "zero 24 Beretta". "A Medolago - ha ricordato Vittore Beretta, presidente dell'omonimo salumificio - ci siamo insediati nel 1976. L'avventura della nostra famiglia iniziata a Barzanò, nella Brianza, richiedeva nuovi spazi e nuovi territori per poter crescere e così siamo venuti in provincia di Bergamo alla ricerca di un insediamento che potesse assecondare le nostre scelte imprenditoriali. Dopo aver ricevuto la concessione edilizia, di lì a pochi giorni, c'è stata la posa della prima e la promessa di produrre i primi insaccati entro la fine dell'anno. Era il 19 marzo del 1976. Sei mesi dopo, esattamente, il 19 settembre produciamo i


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Da sinistra LUCA ZAIA VITTORE BERETTA

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Alcuni dipendenti dello stabilimento di Medolago

MAURIZIO LUPI

Lo stabilimento di Medolago, inaugurato nel settembre del 1976, conta oggi 320 dipendenti, produce 20 mila tonnellate di prosciutti e 90 mila tonnellate di precotto l'anno primi Wuber nell’allora unico stabilimento italiano dedicato esclusivamente ai Wurstel". Diciannove erano, allora, i dipendenti. Oggi, a Medolago, su una superficie di terreno di 140 mila metri di cui 40 mila metri sono occupati da capannoni attrezzati, vi lavorano 320 persone per il 40% donne. Nel 2009 sono stati prodotti ogni giorno 70 mila tonnellate di salsicciotti, con punte di 100 mila tonnellate nella stagione estiva. La realizzazione del nuovo stabilimento, si parla del 2006 - 2007, ha permesso al gruppo di concentrare l'intera produzione del prosciutto cotto nella bergamasca. Ogni settimana i prosciutti trattati sono 20 mila e annualmente i precotti toccano le 900 mila unità. "L'intero ciclo di produzione si completerà l'anno prossimo con il trasloco a Medolago. Lo stabilimento di Trezzo, dal punto di vista logistico, lamenta una carenza di spazi e l'ultima fase della lavorazione, il taglio, verrà

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trasferito qui". Proprio come per i loro insaccati il presidente ha ricordato, inoltre, gli ingredienti del successo professionale di un'azienda presente sul mercato da sei generazioni."I motivi che hanno portato a questi risultati sono molto semplici: un forte carattere aziendale e imprenditori decisi, coraggiosi e capaci. E' fondamentale interloquire con amministrazioni pubbliche lungimiranti, che diano fiducia a questi imprenditori e che decidano velocemente. Ma è indispensabile, soprattutto, affiancarsi delle maestranze preparate, di buona volontà e cariche d'entusiasmo. Dopo di che i miracoli si fanno". Attualmente l'intero gruppo conta 1047 dipendenti, 140 addetti alla vendita e 16 stabilimenti produttivi. Tredici sono in Italia situati nei luoghi tipici dop e igp per produrre direttamente, "sul posto" i salumi italiani, due sono dislocati negli Stati Uniti e uno in Cina dove è stata siglata una join venture con uno tra i principali produttori locali. Il gruppo è presente sul mercato con 4 marchi: "F.lli Beretta 1812" che produce ed esporta tutta la gamma della salumeria italiana, "Wuber" per la produzione di Würstel e prodotti cotti, la "Zero24"per gli spuntini e le merende salate e "Viva la mamma Beretta" per la realizzazione e il confezionamento di piatti pronti freschi. Nel 2009 sono state prodotte 82 mila tonnellate di salumi e insaccati freschi, l'80% sono a libero servizio e il 20% a pezzi interi affettati, poi, dalla distribuzione. Distribuiti in 55 paesi, il fatturato consolidato dello scorso anno è stato di 512 milioni di euro di cui 110 milioni rappresentano la quota di export,

pari al 22%. Per gli obiettivi futuri "punteremo - ha concluso Vittore Beretta - su prodotti a libero servizio che rappresentano più del 75% del fatturato ed è nostra intenzione estendere lo sviluppo di quelli Dop e Igp della salumeria italiana. Rispetto all'estero, in particolar modo alla Cina, da quattro anni siamo a Nanchino confortati dai numeri. Forti dei risultati ottenuti intendiamo stabilirci, con un nuovo insediamento produttivo più grande, ad una quarantina di chilometri rispetto all'attuale. I problemi di trasporto ci hanno convinto dell'opportunità di ampliare l'attività all'estero, realizzando prodotti italiani disponendo della materia prima locale. Una scelta indispensabile anche per avere una struttura in grado di supportare i salumi - ancora pochi - che si possono esportate. E' doveroso ricordare che fino ad una ventina di anni fa l'Europa rappresentava l'unico mercato praticabile. Nella stessa America si poteva esportare solo il Parma. La stessa cosa sta accadendo in Cina dove il Parma dovrebbe fare da apripista ad altri prodotti come il prosciutto cotto e la mortadella. E' una strada ancora da percorrere. La prossima partita da giocare, tuttavia, per il mercato estero è rappresentato dall'Australia". Le campagne pubblicitarie nazionali e le strategie internazionali accompagnano un gruppo che ha mantenuto, per sei generazioni, una fisionomia familiare. Il Cda, infatti, è formato dal presidente Vittore, dal figlio Lorenzo e dai tre figli di Giuseppe - fratello di Vittore - scomparso qualche anno fa: Alberto (amministratore delegato) Mario e Giorgio.

Il polo produttivo bergamasco, tra i più tecnologicamente avanzati d'Europa, produce cotti e i wurstel Wüber e negli ultimi quattro anni, per l'ammodernamento dello stabilimento sono stati investiti 42 milioni di euro 47


ECONOMIA&BUSINESS

Luca Zaia alla guerra degli Ogm IPSE DIXIT

Il ministro delle politiche agricole e forestali a ruota libera su Ogm e tracciabilità, Made in Italy e Mc Italy, Dop e Igp. L'appuntamento è in libreria, esce il suo primo libro "Adottiamo la terra" sottotitolo "per non morire di fame"

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

a guerra agli Ogm e il panino McItaly distribuito da McDonald, la tracciabilità in etichetta e la tutela di Dop e Igp, i rapporti tra piccoli produttori e grande distribuzione alimentare e, infine, "Adottare la terra per non morire di fame": il primo libro del ministro dell'agricoltura. Sono i temi che Luca Zaia ha toccato a margine della visita allo stabilimento dei Fratelli Beretta di Medolago.

tano e si coltivano Ogm, in realtà, questo non avviene. Non si può pensare di far fronte ai costi di un cinese che è pagato 5 euro al giorno, o di un indiano che è pagato 3 euro al giorno utilizzando gli organismi geneticamente modificati. Queste sono bugie. La verità è un'altra: la vera sfida per la nostra economia agricola è quella della tracciabilità e dell'origine. Vale a dire, dare un nome e un cognome alle produzioni.''

Ogm (Organismi geneticamente modificati). "Sono sempre stato contro gli Ogm e continuo ad esserlo. Non solo dove si coltivano gli Ogm gli agricoltori non guadagnano di più, ma lo stesso mondo scientifico è spaccato a metà e continua ad interrogarsi se siano innocui o meno. Ricordo che la Germania nell'aprile scorso ha sospeso un tipo di mais perchè aveva dato problemi alle cavie di laboratorio. Dove si vendono i cibi Ogm - vedi la Gran Bretagna - i poveri acquistano i prodotti Ogm mentre i ricchi gli organic fruit, i prodotti biologici. Coltivare Ogm significa consegnare il grande patrimonio dell'agricoltura, ovvero il seme, alle grandi multinazionali".

Ricorso. " Gli Ogm fanno perdere identità all'agricoltura e presenterò ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che dispone la coltivazione di Ogm in Italia (il suo ministero farà ricorso per Cassazione contro la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha aperto alle coltivazioni transgeniche anche in Italia). Rispettiamo la sentenza del Consiglio di Stato, ma ricorreremo in tutte le sedi. Faremo opposizione perchè siamo convinti di rappresentare fino in fondo il volere dei cittadini. E tre cittadini su quattro, in Italia, non vogliono gli Ogm".

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Ogm/2. "Le argomentazioni a favore sono semplici: la prima è quella in base alla quale l'agricoltura italiana ci guadagnerà di più. Ma l'esperienza internazionale ci dice che dove si pian48

Tracciabilità. "La continua innovazione e la qualità contraddistinguono i prodotti agroalimentari del nostro Paese, gli stessi elementi distintivi del Salumificio Beretta. In Italia ci sono 182 prodotti Dop e Igp che vanno tutelati. Con l'appro-


LUCA ZAIA

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vazione della legge termina la nostra battaglia sulla tracciabilità dei prodotti, con l'indicazione dell'origine obbligatoria in etichetta. Il consumatore deve conoscere sempre la provenienza dei prodotti che consuma. Beretta detiene tra i più alti numeri di prodotti certificati confezionati, che esporta in tutto il mondo, facendo fare "bella figura" al Made in Italy. Il consumatore deve conoscere sempre la provenienza dei prodotti e nessuno si deve dimenticare che oggi in Italia produciamo 11,5 milioni di litri di latte e ne importiamo 8 milioni senza alcuna tracciabilità, così come produciamo 14 milioni di cosce di suino e ne importiamo 54 milioni". UE. "La qualità italiana è poco difesa sul mercato perchè viviamo in un Europa che ci vieta di fare questo. Invito il commissario all'agricoltura dell'Unione europea - Dacian Ciolos - a scendere in campo sul fronte dell'etichetta obbligatoria di origine. Chiedo al nuovo commissario europeo se intende stare dalla parte dell'agricoltura di qualità o se sceglie quella del mercato libero, senza etichettature, dove gli Ogm sono una costante di vita". DOP. "L'Italia ha superato la Francia per numero di certificazioni di qualità e vanta ben 31 formaggi Dop, il 20% di tutti quelli a denominazione di origine registrati nell'Unione Europea. I formaggi Dop italiani sono 31, contro i 42 della Francia ma il valore alla produzione è maggiore nel nostro Paese. La vera concorrenza possiamo farla vendendo il brand del Made in Italy, la nostra territorialità. Dentro non c'è solo l'insaccato ma un territorio, una cultura. Dietro ad ogni prodotto tipico c'è la storia di una comunità. E' assolutamente necessario approvare una legge che tuteli i consumatori contro le frodi alimentari, la strada da percorrere è una cultura territoriale che passa attraverso i disciplinari di produzione". GDA. "Nei rapporti con la grande distribuzione alimentare biso-

LUCA ZAIA con le autorità locali

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gna ricordare che i grandi numeri si fanno passando attraverso il canale della distribuzione organizzata, lì passa il 75% dell'agricoltura italiana. E' auspicabile, invece, applicare il modello francese perché pagamenti a 150 giorni significa mettere in ginocchio i piccoli produttori. Bisogna adottare una risoluzione nazionale che stabilisca il termine di 30 giorni per il pagamento ai produttori". Mc Italy (il panino made in Italy venduto da Mc Donalds). "Il panino Mc Italy si inserisce nella volontà di difendere il paniere del made in Italy. La linea McItaly ha registrato il 15 per cento del totale delle vendite giornaliere di McDonald's. Parliamo di circa centomila panini consumati. Un risultato che va al di là dei nostri pronostici e premia il lavoro degli agricoltori e le nostre eccellenze agroalimentari. I 600.000 italiani che ogni giorno entrano nel McDonald's potranno accostarsi, finalmente, alla cultura identitaria dei nostri prodotti". Libro. "A Marzo uscirà il mio primo libro che si intitolerà "Adottiamo la terra", sottotitolo "per non morire di fame". E' il punto di vista personale sulle questioni per cui mi batto quotidianamente, primo fra tutti, gli Ogm. Volevo parlare del futuro dell'agricoltura, dello spreco insopportabile di cibo che l'Occidente ha ogni giorno sulla coscienza, del prezzo che siamo disposti a pagare perché, dietro a quello che mangiamo, ci sia ancora un contadino in carne e ossa anziché un laboratorio".


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Il made in Italy è una priorità tutta bergamasca VU' CUNPRA'

Da un'indagine presentata a Monza risulta che, da una parte, le imprese orobiche spendono 200 milioni di euro per il "Made in Bergamo" ma dall'altra - a causa della contraffazione - accusano 900 milioni di euro di perdite economiche

e imprese bergamasche investono quasi 200 milioni di euro in innovazione con la registrazione di invenzioni, marchi e brevetti. E’ quanto emerso dall'indagine "Oltre il Made in Italy", presentata in un convegno a Monza, che attribuisce un valore di oltre 1,5 miliardi di euro all'intera Lombardia e di oltre 7,5 miliardi di euro all'intero Paese. Dati che sono stati portati all'attenzione dei ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi dai deputati leghisti Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli. Hanno rivolto un'interrogazione per sollecitarli ad adottare misure più stringenti per la tutela dei prodotti nazionali dalla concorrenza sleale in modo da favorire la ripresa economica e produttiva nel nostro Paese. Anche alla luce delle ingenti perdite per le imprese italiane, e in particolare della provincia di Bergamo, a causa delle imitazioni illecite di prodotti. Da cosa deriva l'allarme? Dal rischio di imitazioni illecite, che, secondo le stime dell'indagi-

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ne, costano alle imprese italiane quasi 50 miliardi di euro all'anno: in Lombardia in particolare le perdite economiche causate dalla contraffazione sono stimate in quasi 10 miliardi di euro, distribuiti per lo più tra le imprese milanesi (oltre 3 miliardi di euro), bresciane (oltre 1,5 miliardi di euro), bergamasche (quasi 900 milioni di euro) e varesotte (oltre 800 milioni). Inoltre, dal 99,1% del campione di studio emerge che la difesa del Made in Italy è considerata una priorità dalla quasi totalità degli imprenditori bergamaschi e tra gli strumenti di difesa indicati sono chieste azioni mirate quali la tracciabilità (76,9%), maggiori controlli (46,3%) e, in misura inferiore, l'etichetta obbligatoria (30,6%). Riguardo alla tracciabilità dei prodotti, in particolare, fra gli imprenditori del campione esaminato prevale chi ritiene che dovrebbe essere obbligatoria e non solo volontaria mentre il 96,3% dei bergamaschi sentiti nell'indagine è convinto che il Made in Italy deve essere rigoroso, prevedendo sia l'ideazione, sia il confezionamento del prodotto in Italia.


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Accordo alla Vemec Cig per 25 dipendenti CRISI (MECCANICA) DI PRECISIONE

Dopo le dimissioni volontarie di 35 lavoratori sui 60 esuberi annunciati nel luglio scorso, per le altre persone coinvolte arriva la copertura in deroga fino ad aprile con possibilità di proroga al marzo 2011 arrivata una risposta alla precarietà dei 65 esuberi cronici della Vemec. I lavoratori, che da alcuni mesi stanno vivendo una difficile situazione di precarietà occupazionale, rischiavano conseguenze pesantissime per l'esaurirsi della cassa integrazione. Nella trattativa, che ha rischiato più volte di arenarsi, ha preso parte anche Giorgio Fornoni - sindaco, giornalista e commercialista - prima di arrivare all'accordo tra Fim Fiom e l'azienda, che sviluppava gran parte del fatturato nel settore critico del meccanotessile. La dismissione di alcune attività e l'aggravarsi dei mercati (Promatech) a cui Vemec si rivolgeva, avevano fatto percorrere all'azienda un lungo periodo di crisi accompagnato con l'applicazione di ammortizzatori sociali. In questa fase sono state risolte positivamente, attraverso dimissioni volontarie e ricollocamenti in azienda, le posizioni di 35 dei 60 esuberi dichiarati a luglio dell'anno scorso. Le rigidità aziendali nell'applicare ulteriori ammortizzatori sociali avevano messo in tensione le persone coinvolte nella crisi ma la reciproca volontà di trovare soluzioni, unite a una timida ripresa degli ordinativi, hanno permesso di sottoscrive-

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Lo stabilimento Vemec

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re un accordo di Cig in deroga che permetterà a 25 lavoratori di avere una copertura fino al 3 aprile, ma già sono state gettate le basi per arrivare a breve a un accordo di altri ammortizzatori sociali che permettano di avere una copertura fino al marzo 2011. La situazione della Vemec è vissuta con attenzione nella comunità di Ardesio, comunità che si sarebbe assunta il peso maggiore della crisi occupazionale. "E' stato un percorso lento e tortuoso - ha detto Giancarlo Carminati della Fim Cisl - la situazione di crisi non ha permesso grandi spazi di manovra e come è noto, parlare di soluzioni positive in questi ambiti significa comunque parlare di sacrifici. La nostra precisa volontà di portare soluzioni a problemi che da industriali si stavano trasformando in sociali, ci ha permesso però di condividere con l'azienda un accordo che soddisfa le richieste dei lavoratori coinvolti, i quali puntavano a ottenere la maggior tutela possibile".


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Polvere di stelle per la Pontenossa Spa RICICLAGGIO&INVESTIMENTI

Con 15 milioni di euro di capitale sociale, 26 milioni di fatturato nel 2008, 110 dipendenti e 3 milioni di investimenti nel 2009 l'azienda della Val Seriana, che tratta le polveri di scarto delle acciaierie, riscatta un intero territorio ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

i sono aziende che vanno "in fumo" senza per forza fallire. Un gioco di parole, un controsenso, per raccontare il caso della Pontenossa Spa. L'azienda della media Val Seriana, infatti, è tra i pochi operatori nazionali che - tecnicamente - si occupano del recupero e del trattamento dei metalli presenti nei residui delle polveri, negli scarti derivanti dalla produzione di acciaio lavorato negli impianti siderurgici. In altre parole, dei cosiddetti fumi delle acciaierie. Le stesse polveri che per quest'ultime costituiscono

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La nota positiva dell'azienda di Ponte Nossa, partecipata da un pool di imprenditori, è rappresentato dal 10% del capitale in mano ai dipendenti 56

un problema rappresentano, invece, la fortuna dell'azienda posta all'imbocco della Val Del Riso. Gli scarti provenienti dagli impianti siderurgici e raccolti negli impianti di depolverazione fumi, infatti, pur essendo catalogate come rifiuto pericoloso, hanno ancora un valore intrinseco di mercato, dovuto al loro contenuto residuo di Ferro, Zinco e Piombo. Nel


Pontenossa spa

tempo sono stati studiati innumerevoli modi per trattare queste polveri, per recuperarne il loro valore in termini di prodotti vendibili - Zn, Fe, Pb etc. - e minimizzare, cosÏ, l'impatto economico della messa a discarica. L'altra nota positiva dell'azienda di Ponte Nossa, partecipata da un pool di imprenditori, è rappresentato dal 10% del capitale in mano ai dipendenti. Inoltre, non ha mai spento i macchinari e non ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Se poi si considera il periodo particolarmente negativo, con un calo assoluto dei volumi

registrato dal comparto metalmeccanico, quello della Pontenossa è un risultato da incorniciare, che permette alla società di proseguire senza traumi il suo percorso di consolidamento industriale. Con 15 milioni di euro di capitale sociale, 26 milioni di euro di fatturato nel 2008, 110 dipendenti e 3 milioni di euro di investimenti nel 2009 l'azienda della Val

L'azienda posta all'imbocco della Val Del Riso, nel 2009, non ha mai spento i macchinari e non ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione 57


Seriana riscatta un intero territorio messo in ginocchio da un comparto, quello tessile, che ha smarrito nella polvere (questa volta della crisi) il bandolo della matassa. Nel dettaglio, rispetto al bilancio 2008, chiuso con 26 milioni di fatturato, le anticipazioni provvisorie indicano una leggera crescita per l'esercizio appena concluso. L'azienda, che aveva l'unico concorrente - cessato - a Portovesme in Sardegna, opera oggi affiancando le maggiori acciaierie del Nord, in particolare a Brescia, trasformando i fumi e ricommerciandoli sotto forma di ossido Waelz, elemento alla base del riciclo di metalli come lo Zinco. "In una fase in cui molti competitors hanno fermato gli stabilimenti per l'oggettiva difficoltà di vendita dell'ossido Waelz - ha dichiarato il presidente Felice Colombo - noi ci assumiamo la responsabilità di una scelta coraggiosa, votata al mantenimento della piena capacità produttiva e occupazionale, continuando a trattare il materiale proveniente dagli impianti nostri associati e stoccan58

do il prodotto finito". Un impegno che si è tradotto, in termini occupazionali, nella piena operatività di tutti e 110 gli addetti (tra diretti e indiretti), senza alcun ricorso a misure di mobilità o cassa integrazione, e che la lenta ripresa dei mercati consentirà di rafforzare attraverso la graduale commercializzazione di tutte le eccedenze. L'azionariato della Spa vede la presenza di alcuni dei maggiori gruppi siderurgici italiani, come Valsabbia Lux, Simet, Cogefin e Felice Colombo; il 10% del capitale in mano ai lavoratori è invece detenuto tramite il veicolo Val del Riso Spa. L'anno orribile dell'economia mondiale, infine, non ha contagiato lo stabilimento della media Val Seriana che, al contrario, proprio nel 2009 ha investito 3 milioni di euro destinati, soprattutto, a un nuovo impianto di cristallizzazione, impiegato per la depurazione delle acque, imboccando l' unica strada possibile - investire in nuove tecnologie - perché la polvere (questa volta degli acari) non si depositi anche sui loro macchinari.


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San Lanfranco ci libererà dalle tasse avoratoriiiiii! Lavoratori della malta! Prrrr…". Ricordate la beffarda pernacchia dell'impareggiabile Alberto Sordi ad un gruppo di giovani operai nel film "I Vitelloni", è la stessa che ronza nelle orecchie dei contribuenti ogni volta che, annualmente, si stimano i giorni che si dovrà faticare per pagare tasse e contributi. Ebbene, nel 2010 bergamaschi e italiani dovranno lavorare 173 giorni per liberarsi dall'agognato fisco. Il "Tax freedom Day" inglesismo che si può tradurre con giorno della liberazione cadrà, infatti, il 23 giugno quando il calendario ricorda San Lanfranco. Nel 2009 ci si era liberati delle infauste tasse un

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Per onorare le imposte se ne andranno quattro ore di lavoro, per una media di 228 minuti, al giorno. Il motivo? La pressione fiscale supera il 47%


FISCO IMPIETOSO

Per pagare tasse e contributi, quest'anno, bergamaschi e italiani dovranno lavorare 173 giorni, in pratica sei mesi. Con una pressione fiscale pari al 47%, la libertà dal Fisco arriverà il 23 giugno

giorno prima. Calcolatrice alla mano, quest'anno, per onorare le imposte se ne andranno quattro ore di lavoro, per una media di 228 minuti, al giorno. Il motivo è una pressione fiscale che supera il 47% (gran parte dovuta ad una massiccia evasione fiscale ). E'il dato peggiore dal 2000 ad oggi. Se poi si aggiungono gli annunci di una riforma del fisco che, per ora, serve solo a lastricare la strada delle buone intenzioni e i conti pubblici che non permettono nessun taglio delle imposte, di un fatto si è certi: il fisco non ci lascerà soli per gran parte del 2010. E visto che le aspettative sono per una minore pressione fiscale, tanto vale, allora, chiama-

re in causa non solo San Lanfranco ma una nutrita schiera di santi, perché per superare l'empasse governativo servirebbe un vero e proprio miracolo. Nel 1990, precisamente vent'anni fa (ma sembra ne siano passati cento), si poteva chiudere il conto con il Fisco l'8 giugno e iniziare a lavorare per se stessi. Da allora è stato un continuo crescendo, con qualche inflessione talmente leggera da essere impercettibile. Dal 7 giugno di vent'anni fa siamo passati al 12 giugno del 1994 e al 17 giugno del 1998. Dal 2000 in poi non siamo più scesi sotto il 20 del mese e da

Le imposte minuto per minuto

La stangata Come è cambiato negli anni il Tax Freedom day

Irpef 114 minuti

Contributi 44 minuti Iva e imposte sui consumi 70 minuti

Rimangono per sè 252 minuti Tot. dedicati al fisco: 228 minuti Rimangono per sè: 252 minuti

1990

7 giugno

1994

12 giugno

1998

17 giugno

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20 giugno

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2009

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23 giugno

*Anni bisestili

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Nel 1990, precisamente vent'anni fa si poteva chiudere il conto con il Fisco l'8 giugno e iniziare lavorare per se stessi e per la propria famiglia Nel 2010, il "Tax freedom Day" cadrà il 23 giugno

dimenticare, in particolare, è l'ultimo decennio visto che il Tax Freedom Day è rimasto stabile tra il 20 e il 23 giugno, quest'ultimo sia nel 2000 che nel 2010. Così, se siamo abituati a festeggiare San Valentino il 14 febbraio, patrono del "Tax freedom Day" è stato San Roberto nel 1990, Sant'Onofrio nel 1994, San Gregorio Barbarigo nel 1998, San Lanfranco quest'anno e nel 2000 e San Paolino da Nola nel 2009. La stima dell'ufficio studi dell'Associazione artigiani di Mestre è stata elaborata sulla figura professionale di un impiegato di buon livello, con moglie e figlio a carico, una retribuzione lorda di 44 mila euro che abita in Lombardia. Non va meglio per un operaio con uno stipendio lordo 23 mila euro l'anno perché, nonostante il giorno della liberazione fiscale per lui arrivi prima che per il colletto bianco, si tratta sempre del 5 maggio. Anche in questo caso con ventiquattro ore di ritardo rispetto al 2009. Un dato fa riflettere: nonostante non ci siano state modifiche peggiorative del sistema tributario italiano la pressione fiscale è aumentata. L'ulteriore slittamento del primo giorno utile per se stessi e la propria famiglia è dovuto alla progressività delle imposte sui redditi: la retribuzione è salita (+ 3.1% sul 2009) di pari passo all'incidenza dell'Irpef. Gli aumenti periodici in busta paga sono tassati con l'aliquota marginale, la più elevata (il 27% per l'operaio, il 38% per l'impiegato) e fanno così salire anche l'aliquota media. Si passa dal 24.3% al 24.9% per l'impiegato e dall' 11.2% al 62

11.9% dell'operaio. Così, in assenza di una revisione della tassazione legata all'Irpef che tenga in considerazione l'inflazione, che aggiorni i vari scaglioni e l'importo delle detrazioni, lo spostamento progressivo del giorno di liberazione dalle tasse assume un aspetto quanto mai fisiologico e strutturale. Tutto ciò non significa che, se bergamaschi e italiani pagheranno maggiori tasse, staranno peggio rispetto al 2009. Sempre secondo le statistiche, infatti, le retribuzioni dovrebbero salire (+ 1.5%), più dei prezzi, con un leggero aumento del reddito a disposizione del contribuente, al netto del prelievo fiscale. Sempre al netto, il reddito dovrebbe aumentare di 179 euro l'anno per lo stipendio di un operaio (con poco più di 20 mila euro lordi) e di 226 euro per quello di un impiegato specializzato (con oltre 40 mila euro lordi). Tuttavia, senza nessuna riforma fiscale le buone notizie finiscono qui. Nonostante la boutade governativa, nella situazione attuale il sistema delle due aliquote non solo è difficile, ma è impossibile da applicare senza aggravare ulteriormente i conti di uno stato - cronicamente - in rosso. L'ipotesi potrebbe essere tornare alla curva 2001/2006 per un Fisco meno oppressivo. Il rischio, tuttavia, è che il taglio dell'Irpef possa essere compensato da un aumento delle imposte sui consumi, l'Iva in particolare. Le imposte indirette, in questo caso, incidono sui bilanci familiari a tal punto che per pagarle nel 2010 bisogna lavorare 53 giorni. Ci sono sempre (o ci rimangono solo) i miracoli.


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Approccio zen per lo stress da lavoro correlato WORKSHOP

Dall'Asl di Bergamo nessuna intenzione sanzionatoria ma collaborazione, in vista del prossimo agosto, quando le imprese bergamasche dovranno dotarsi di un documento di valutazione sullo stress. L'indicazione è emersa nel pomeriggio di lavoro dedicato al benessere, organizzato dall'Università degli Studi di Bergamo ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

ra il 1936 quando Chaplin-Charlot in "Tempi Moderni", veste la tuta da operaio in una grande fabbrica metalmeccanica, la Electro Steel Corporation, e mette in mostra i primi segni dell'alienazione, della fatica psicologica indotta dai gesti ripetitivi e dai ritmi disumani imposti dalla catena di montaggio semovente. Molto meno poesia e un taglio più surreale per "Tutta una vita davanti", pellicola del 2008, dove Virzì con molta crudezza propone un giovane venditore della Multiplex, Lucio 2, vittima della logica schiacciante del call-center. Due esempi cinematografici che riflettono un problema reale: lo stress. Ciascuno di noi, in vario modo l’avrà gia sperimentato, vissuto in modo diretto o indiretto e le moltissime ricerche, fiorite negli ultimi anni, svolte sullo stress connesso alla sfera lavorativa, hanno messo in luce che questa sindrome può colpire indistintamente chiunque: dagli operai ai professionisti compresi poliziotti, avvocati, docenti e persino sacerdoti. Su questo tema e sui suoi effetti collaterali sì è concentrato lo workshop organizzato dall'Università degli Studi di Bergamo dal titolo "Dallo stress lavorativo al benessere organizzativo", che si è tenuto lo scor-

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so 4 febbraio nella sede di Via Caniana. "I temi del benessere - ha detto Giuseppe Delmestri, direttore SdM School of Management, nell'aprire il pomeriggio di lavori - e delle motivazioni sono stati centrali per gli studi di management e di organizzazione aziendale". Nella storia della letteratura economica "da quando esiste il discorso manageriale e organizzativo (140 anni) si riscontra un certo pendolarismo tra un approccio razionale, basato sui numeri, sui processi, e un orientamento legato alle motivazioni, alle persone". Due gli autori che all'inizio degli anni 90, l'americano Barley e il sociologo israeliano Kunda, suggerirono per il discorso manageriale una lettura "a pendolo" tra una retorica razionalizzante e una discorso valoriale. "Ebbene, questo pendolarismo è legato ai momenti di espansione e recessione dei cicli economici. Nei casi di espansione prevale il discorso di tipo razionale per cui bisogna estrarre il massimo dalle risorse a disposizione. Nelle fasi di decrescita economica come quella che stiamo vivendo oggi - si punta a far emergere le potenzialità nascoste, inespresse dei propri dipendenti", per cui la retorica attuale dovrebbe enfatizzare gli


aspetti valoriali. Infatti, "nella principale rivista di management internazionale - "Sloan Mangement Review" - le parole che tornano con più frequenza sono comunità, cultura e innovazione" e, di riflesso, si avverte l'urgenza di "tornare ad avere fiducia". Nei luoghi di lavoro bisogna ingaggiare le persone e motivarle. Il pendolo attuale è diretto verso il benessere, tuttavia, darne una definizione non è semplice. Il benessere organizzativo. Riduttivo e semplicistico trattare il benessere, e di riflesso lo stress, alla pari di un fenomeno puramente numerico od una banale equazione: tanto lavoro tanto stress, poco lavoro poco stress. La cronaca lavorativa di questi mesi e il drammatico caso del ragazzo di 36 anni che si è dato fuoco a Brembate, testimoniano come il tema sia un argomento delicato, come l'assenza di lavoro o un surplus possa essere motivo di fortissimo disagio esistenziale. Costante, rimane sempre lo sforzo di tradurre questi aspetti nel vissuto personale di ogni lavoratore. "E' una parola enfatica, dilatata e importante - ha rimarcato Claudio Cortese, docente di Psicologia del lavoro all' Università di Torino -, con

un significato che investe l'ambito biologico, psicologico e sociale. E' un termine comune. Se digitiamo su Google: benessere, troviamo 12 milioni di rimandi mentre per felicità solo 7 milioni. Questo la dice lunga sul suo indice di popolarità. Anche in inglese la proporzione è uguale: 103 milioni contro 60 milioni. E' addirittura più popolare di denaro con 5 milioni e 600 mila, di ricchezza con 2 milioni e 600 mila e di spirito con 9 milioni e 400 mila". L'altro aspetto è legato alle forti aspettative che il benessere si porta appresso. "Oggi, più che in passato, ci aspettiamo di stare bene e possibilmente subito. In una recente ricerca scandinava si è visto come gli anziani di un'azienda, quando devono descrivere la propria esperienza lavorativa ai neo-assunti tendano a non usare parole come: fatica, sacrificio, rischio e attesa", segno che anche il linguaggio si è uniformato alle attese contemporanee. Il termine, poi, nasconde in sé un ossimoro: "per un verso dal suo legame con il lavoro scaturisce l'obbligo a fare, a produrre, che di conseguenza sollecita domande del tipo: Sarò capace? Rispetterò i tempi? Viene percepito, quindi, con una certa ansietà e, dall'altra, lo stress si concretizza quando la 65


richiesta che ricevo in ambito lavorativo supera, eccede la mia capacità di controllare la situazione". Oltre ad un lato del benessere lavorativo, che riguarda semplicemente il fare, ve n'è uno di natura relazionale che comprende lo stare con gli altri e investe l'ambito relazionale, per cui "non dobbiamo immaginarci ha detto Claudio Cortese a conclusione del suo intervento - il benessere come uno stato raggiungibile per tutti e per sempre. Nell' organizzazione è importante costruire alcune condizioni per cui, di tanto in tanto, le persone possano vivere esperienze di benessere. Il paragone può essere con l'idea di felicità e la possibilità, ogni tanto, di sentirmi davvero bene. Felicità non come un monolite da conquistare ma come una ricerca continua, certi solo del fatto che ogni tanto si arriva a star bene". Il progetto pilota. Durante il pomeriggio è stato presentato anche un piano di ricerca e i primi risultati di una sperimentazione legata all'organizzazione aziendale di imprese che operano sul territorio bergamasco. "Sono state cinque le imprese pilota coinvolte - ha Matteo Togni, Docente di Psicologia dell'organizzazione, Università di Bergamo -. Il comitato di direzione della Boehringer Ingelheim che attraverso l'autoanalisi ha sperimentato una buona e ampia visione di gruppo. Questionari sono stati sottoposti anche al comitato di direzione della Sessa Marine, al team RSPP della Brembo, alla prima linea della Foppapedretti e, infine, alle caposala dell'Humanitas Gavazzeni". Tutte le realtà hanno intrapreso un percorso condiviso per mettere in luce i loro punti di forza. Inoltre questa pratica ha permesso di riconoscere e dare un nome a problemi, malesseri comuni e "vi assicuro, se qualcuno deve fare un training sullo stress, consiglio di affiancare una caposala che quotidianamente devono sopportare dottori, pazienti e parenti". Le esperienze diverse ha messo in luce aspetti comuni. Prima di tutto il benessere non si può ridurre solo ad una contrapposizione allo stress, le due variabili sono indipendenti l'una dall'altra. La normalità è considerare l'alternanza fra periodi di benessere e momenti di malessere che, non per forza, devono sfociare in situazioni di disadattamento. Inoltre c'è un aspetto del benessere, ineliminabile, legata alla professione che si svolge. Infine l'aspetto relazionale gioca un ruolo fondamentale "perché quando ci si sente parte di un gruppo - ha concluso Matteo Togni - si possono sostenere carichi di lavoro significativi senza sentirsi fuori posto o incapaci di rispondere alle aspettative circostanti". Per cui, il binomio stress-benessere più che ad una dinamica da eliminare una volta per tutte, è da considerare un conflitto ineliminabile, connaturato alle dinamiche proprie di qualsiasi lavoro. La prossima scadenza. Il problema della valutazione dello stress lavoro-correlato nel luogo di lavoro appare sempre più nella sua complessità man mano che si avvicina il termine del prossimo primo agosto, data entro la 66

quale sarà necessario valutare tale fattore di rischio in tutti i luoghi di lavoro. La valutazione dovrà quindi procedere non già all'individuazione diretta delle evidenze, ma ad una valutazione indiretta attraverso l'utilizzo di alcuni indicatori suggeriti sia dall'accordo europeo dell'8 ottobre 2004 sia dagli indirizzi generali della Regione Lombardia del 10 dicembre 2009. La scadenza è stata al centro della tavola rotonda finale a cui hanno preso parte Ercole Galizzi - Vice-Presidente Confindustria Bergamo, Amerigo Cortinovis - rappresentanza Cgil Cisl Uil; Roberto Testa - Direttore Generale ASL di Bergamo, Giovanni Mosconi - Direttore Unità Operativa Medicina del Lavoro OORR di Bergamo; Maria Aurelia Lavore - Direttore INAIL di Bergamo e Raffaele La tocca Coordinatore Laboratorio Regione Lombardia "Stress e lavoro". Dall'alternarsi di posizioni e di interventi, l'indicazione finale emersa - valida per tutte le imprese per territorio - è la necessità di adoperarsi perché all'interno di ogni ambito lavorativo venga (almeno) affrontato il discorso. Tutti gli enti preposti al controllo, per rispondere diffuso timore aziendale di incorrere in sanzioni, inizialmente eviteranno un atteggiamento sanzionatorio ma valuteranno se all'interno di ogni ambito lavorativo sono state adottate pratiche virtuose di sensibilizzazione. Rischio non remoto è che la stessa valutazione dello stress diventi per l'imprenditore un'ulteriore motivo di stress.


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Imprese bergamasche alla prova dello "stressometro" MEDICINA&PSICOLOGIA

Da agosto tutte le imprese dovranno dotarsi del documento di valutazione dello stress da lavoro correlato Giovanni Mosconi, direttore UO Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo analizza il tema alla luce dei recenti obblighi di legge

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

partire dal prossimo agosto tutte le imprese dovranno inserire, obbligatoriamente, nel documento valutazione rischi - il cosiddetto DVR - anche la valutazione dello stress . Se la data è certa (a meno di proroghe dell'ultima ora) così come l'obbligo di legge, la stima del rischio è piuttosto complessa. Mentre, infatti, la valutazione dei rischi "tecnici" (chimici, fisici, biologici), quelli legati - tanto per intendersi - alla 626 (oggi DLgs 81/08), è un processo che inizia e si risolve con l'individuazione dei pericoli oggettivi presenti in un'azienda e nella loro gestione. Non esiste lo "stressometro" cioè uno strumento capace di misurare lo stress. La sua valutazione è legata a percezioni soggettive, cognitive ed emotive, che ogni persona ha della propria esperienza lavorativa ed il problema è proprio accedere a queste valutazioni "personali" scindendo lo stress da lavoro da quello che deriva da condizioni ad esso non riconducibili. Tutto ciò, in sintesi, rende la valutazione dello stress concettualmente e operativamente differente da quella degli altri fattori rischio più propriamente tecnici. "Spesso diciamo che lo stress - ci ha ricordato il Dottor Giovanni Mosconi, direttore UO Medicina del Lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che abbiamo incontrato a margine di un convegno universitario - è un concetto "confusivo", per alcuni inadeguato e obsoleto. Da un punto di vista terminologico racchiude una nozione abusata, onnicomprensiva e indefinita, mentre come fenomeno da studiare è diventato un territorio comune a molte discipline".

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Che fatica ha fatto lo stress da lavoro correlato ad emergere, in questi anni, tra gli elementi di rischio riconosciuti in ambito lavorativo? "Si, lo stress da lavoro correlato ha raggiunto un grado di interesse significativo che, come ha ricordato, è legato soprattutto all'obbligo, stabilito dalla norma, il DLgs 81/08 - Testo Unico in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro -, di una sua valutazione negli ambiti lavorativi. L'art. 28 del TU stabilisce "tecnicamente", 68


Giovanni Mosconi

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infatti, che la valutazione"… deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi… quelli collegati allo stress lavorocorrelato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004…". Stanno fiorendo molti studi che tentano di individuare in maniera esatta (ma soprattutto comprensibile) lo stress da lavoro e le sue accezioni. Cosa si intende per stress? E per rischio? Proviamo a darne una definizione? "Bella domanda! Molte sono le definizioni: la Commissione Europea (1999) indica lo stress lavorativo "come l'insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche ad aspetti avversivi e nocivi del contenuto del lavoro, dell'organizzazione del lavoro e dell'ambiente di lavoro". In parole più comprensibili indica lo squilibrio tra le domande provenienti dall'ambiente di lavoro e le risposte possibili, a disposizione del soggetto". Le Pmi, spesso, lo ricollegano ad atteggiamenti individuali e a problemi caratteriali astraendolo dal contesto relazionale e tecnologico. Il concetto di stress da lavoro correlato non le sembra piuttosto astratto? Non crede che ci sia uno scollamento tra modello legislativo e realtà oggettive? "No. Attenzione a non commettere l'errore di pensare che sia un falso problema solo perché la sua valutazione è complessa. Lo stress lavorativo è un "problema serio" che può determinare un danno sia alla salute del lavoratore che alla azienda in termini umani. Senza tralasciare le ricadute economiche. Ho letto, recentemente, su un quotidiano nazionale, che nell'Unione Europea lo stress è uno dei principali problemi sanitari legati al lavoro. Sembra colpire un lavoratore su cinque e causa tra il 50% e il 60% delle giornate lavorative perse, con un costo quantificato in oltre 20 miliardi di euro. Credo che questo la "dica lunga" sul tema. Tuttavia mi corre l'obbligo di precisare che spesso i giornali ci danno una visione "esasperata" del problema senza 70

quel giusto equilibrio, necessario ad affrontare un argomento così complesso".

valicati, scelti con cognizione di causa, somministrati e rielaborati da psicologi".

Quando entra in vigore l'obbligo di legge? Cosa prevede la legge? "La legge prevede che il datore di lavoro valuti il rischio stress lavoro correlato e ponga in atto misure per tutelare la salute dei suoi dipendenti. A partire dal 1 di agosto del 2010 le imprese si devono attivare in tal senso. Ciò significa che devono integrare il proprio documento di valutazione del rischio con la stima dello stress".

Se si dovesse calare nei panni di un imprenditore, responsabile dell'applicazione della legge, come può misurare lo stress? "Sulla base di quanto stabilito dall'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, che ricordo essere un accordo politico fra le parti sociali, l'imprenditore dovrebbe (a nostro avviso) valutare se la "politica aziendale" è adeguata a controllare lo stress sul lavoro. In altri termini l'imprenditore dovrebbe rispondere a domande del tipo: Ho chiarito gli obiettivi aziendali ed il ruolo di ciascun lavoratore? Ho assicurato un sostegno adeguato ai singoli individui e ai team di lavoro? Ho definito coerentemente le responsabilità e il controllo sul lavoro? Mi sono posto il problema di migliorare l'organizzazione, i processi, le condizioni e l'ambiente di lavoro? Ho fatto formazione ?… questo è il primo passo. Successivamente è consigliabile affidarsi a consulenti che siano in grado di stimare, in termini oggettivi, l'adeguatezza della politica aziendale e come la stessa venga percepita dai lavoratori. Il nostro ambulatorio "Stress e lavoro" che gestiamo in collaborazione con la Psicologia Clinica degli Ospedali Riuniti di Bergamo diretta dalla dottoressa Simonetta Spada, è in

Chi deve effettuare la valutazione dei rischi (quali aziende riguarda la normativa) e soprattutto con quale modalità? "Come anticipavo, la valutazione è in capo al datore di lavoro (in base all'art. 29 del TU), con il coinvolgimento del responsabile del servizio di prevenzione e protezione ambientale ed il medico competente, a conoscenza della natura dei rischi e della organizzazione del lavoro. In particolare, quest'ultimo deve collaborare alla predisposizione e attuazione "…delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori…". Nel percorso di valutazione, così come indicato dall'accordo europeo, è prevista anche la raccolta di dati soggettivi attraverso questionari


grado di soddisfare questa richiesta. L'imprenditore deve anche considerare che lo stress lavorativo può essere la causa di problemi organizzativi, difficoltà relazionali, assenteismo e quindi di riduzione della produttività. È suo interesse, quindi, affrontarlo in modo appropriato". Come si pone il vostro modello di valutazione nel panorama delle proposte che il mercato offre? Qual è la vostra strategia? "Abbiamo definito un percorso valutativo nel rispetto della normativa e delle linee guida regionali. L'elemento strategico è considerare la politica aziendale il target principale dell'indagine. Riteniamo fondamentale, nel contesto attuale, spostare l'azione sugli aspetti gestionali dei possibili "miglioramenti" più che su profili valutativi, sviluppando le capacità di recupero e di adattamento. È sbagliato pensare che in azienda non ci siano elementi di stress e che gli stessi vadano comunque e sempre eliminati. Sarebbe come decidere di eliminare gli esami a scuola perché creano stress (e che stress!). Lo scopo è aiutare l'azienda a mettere in evidenza gli elementi di criticità, e soprattutto, individuare percorsi di miglioramento attraverso una procedura "partecipata", condivisa con la direzione aziendale e con i rappresentanti dei lavoratori".

insite in ogni ambito lavorativo, possiamo dare un' idea approssimativa di cosa può comportare economicamente questa valutazione? "Le faccio un esempio, solo indicativo, perché come ha sottolineato ogni impresa ha una propria fisionomia e organizzazione. Il costo per la valutazione del rischio stress lavoro correlato per una azienda di 100 di pendenti, prevedendo almeno 2 incontri, l'elaborazione della documentazione aziendale, 5 interviste, 1 focus group, la somministrazione ai dipendenti e la successiva elaborazione di un questionario e di un report finale. L'intero percorso potrebbe aggirarsi intorno ai 2.000 - 2.500 euro". Lei è direttore dell' Unità Operativa di medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Chi si rivolge al suo laboratorio? "Al nostro ambulatorio si rivolgono imprese di tutti i settori e dimensioni, pubbliche e private. È chiaro che per le piccole imprese e per quelle con rischi rilevanti, il modello di valutazione deve essere adattato (flessibilità del modello e contenimento dei costi) in modo appropriato al fine aumentarne l'efficacia. In alcuni ambiti abbiamo messo a punto un modello di settore in collaborazione con un ente bilaterale e stiamo approntando un modello per una associazione di categoria".

C'è ancora una resistenza nelle imprese a pensare e a parlare di questo aspetto del rischio lavorativo? "Si. Le imprese sono molto preoccupate perché non hanno ben chiari i contenuti, le modalità e, soprattutto, le conseguenze della valutazione. Chi poi si è cimentato, da solo, in considerazioni sullo stress a dir poco azzardate, oggi si trova a doverne pagare le conseguenze". Che idea si è fatto di Bergamo? Siamo una provincia "stressata"? Domanda da 100 milioni di dollari. Bergamo è una realtà molto vivace da un punto di vista imprenditoriale. Le parti sociali si parlano spesso e in molte situazioni collaborano con enti pubblici come il nostro per iniziative di prevenzione. Credo che le associazioni imprenditoriali in primis, e dove presenti, i comitati paritetici, debbano garantire un adeguato supporto alle imprese, soprattutto alle piccole e medie imprese, così come ci ricorda direttore dell'Agenzia l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, Hans-Horst Konkolewsky. In un recentissimo editoriale ha scritto "…la maggior parte delle piccole imprese ha bisogno di assistenza per far fronte ai propri obblighi di sicurezza e salute…". Oggi, tuttavia, credo che lo stress principale non sia quello "correlato al lavoro" ma quello di "perdere il lavoro". I recenti fatti di cronaca provinciale ce lo pongono in modo drammatico".

Argomento spinoso: i costi! Quali costi (in euro) comporta per un'azienda la procedura di valutazione? Gli strumenti di valutazioni dello stress per una Pmi non rischiano di essere troppo costosi? "Il nostro approccio ha costi decisamente contenuti e l'azienda ne avrebbe dei vantaggi. Il rischio di affidarsi a professionisti a dir poco improvvisati è elevato. La nostra esperienza ci ha insegnato che è molto più difficile collaborare con imprese che hanno già fatto esperienze passate di valutazione. Un approccio sbagliato comporta il rischio di creare aspettative che regolarmente vengono disattese: sono più gli svantaggi che i vantaggi, e quindi anche i costi". Pur prescindendo dalle variabili, 71


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Marco Pagnoncelli, in corsa con Formigoni L’INTERVISTA

Dopo un breve periodo di lontananza dalle scene politiche locali, il sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia si candida alle elezioni Regionali 2010 con Roberto Formigoni, L'obiettivo? Dare la giusta voce all'altra metà dell'alleanza

PHOTO: GIORGIO CHIESA

l mio scopo è rappresentare tutti coloro che credono nel programma di Roberto Formigoni, ovvero un progetto di libertà, democrazia e soprattutto di sviluppo". Sono queste le parole di Marco Pagnoncelli attuale sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia -, che dopo una voluta ritirata dalle scene politiche, torna più carico che mai in vista delle elezioni regionali. Un ritorno in sella sul cavallo bianco del PDL, con il piglio deciso di chi - dopo un periodo di silenzio politico dettato dalla volontà di ritrovare le giuste forze (e osservare con sguardo critico la vita politica di Bergamo e non

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Marco Pagnoncelli

"Il risultato elettorale delle ultime provinciali è stato positivo, ma la Lega ha assunto troppo potere rispetto al PDL Bisogna equilibrare la situazione" 73


solo) -, torna rinfrancato e con la verve che l'ha sempre contraddistinto. L'obiettivo? Dare, appunto, la giusta voce all'altra metà dell'alleanza. Una decisione coraggiosa la sua, maturata su richiesta di gran parte degli amici elettori e, soprattutto, dei politici del centrodestra che lo conoscono e che hanno saputo apprezzarne le qualità in tanti anni di militanza politica. La sua candidatura alle prossime elezione regionali, a fianco di Roberto Formigoni, nasce proprio da questo "vox populi", come lui stesso conferma. "Il senso della mia candidatura incalza Pagnoncelli - è molto semplice: contribuire a ridare forza all'elettorato del PDL con l'obiettivo di superare i numeri ottenuti dal Carroccio. Infatti, il risultato elettorale delle ultime provinciali, seppur positivo, ha visto la Lega assumere un ruolo determinante per la politica bergamasca. È chiaro che esiste una competizione evidente tra i due partiti, anche se questo non ha influito più di tanto sulla nostra rispettiva capacità di dialogo. Ritengo che, però, il dialogo vero e costruttivo possa rafforzarsi solo attraverso un riequilibrio delle coalizioni". Ritorna con che spirito e, ci scusi la domanda provocatoria, con quale obiettivo? "Il mio silenzio non deve essere visto come un'assenza, ma come riflessione e attenta osservazione degli scenari politici di questi mesi. Diciamo che ho guardato quanto accaduto con uno sguardo neutro e obiettivo. L'idea che mi sono fatto è che, necessariamente, bisogna cercare di ricompattare gli amici del PDL. Perché solo grazie all'unione e ad una rinnovata coscienza collettiva tesa al raggiungimento degli obiettivi comuni, si possono ottenere grandi risultati". Serve una visione più etica della politica? "Quando si tratta di affrontare questioni di carattere etico (che toccano la persona, la sua dignità, il suo legame 74

essenziale alla famiglia), occorre "ritornare alla lezione" dei padri fondatori della nostra democrazia, cresciuta dal dopoguerra ad oggi. Ovvero, maturare ancora di più la consapevolezza istituzionale, anche attraverso un maggior rigore non solo in politica, ma anche in economia ed in generale nella società. Per questo condivido la visione del Cardinale Bertone su questo tema. Proprio lui afferma che la dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che una buona società è frutto del mercato e della libertà, ma ci sono esigenze riconducibili al principio di fraternità che non possono essere eluse". In pratica si riferisce anche all'importanza della Costituzione? "Citando un'espressione del presidente del Senato Renato Schifani, biso-

gna percorrere la via del patriottismo costituzionale. Si deve operare guidati dalla ragione umana, che accomuna tutte le persone di buona volontà, credenti e non credenti, secondo le regole della convivenza democratica. Soprattutto quando, dal consiglio comunale (di un paese o di una città) al Parlamento, sono presenti posizioni di pensiero fra loro diverse". È una filosofia che deve essere ritrovata anche in altre istituzioni fondamentali come quella scolastica? "Da questo punto di vista, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sta lavorando nel migliore dei modi. La mia generazione ha lasciato i giovani troppi soli e in preda ad inutili lotte ideologiche. Per fortuna ora, invece, la famiglia


e l'istruzione sono tornate ad essere in una posizione centrale nella società e nella politica. Il ruolo della famiglia è fondamentale e - in particolare - in Regione Lombardia lo dimostra il lavoro attento di Roberto Formigoni, che ha voluto un'educazione veramente libera". Passiamo a Bergamo: un giudizio sull'amministrazione del nuovo sindaco Franco Tentorio? "Sta sicuramente facendo molto bene in una piazza di non facile gestione. Credo che, in ogni caso, un orecchio in più per ascoltare le esigenze dei cittadini possa essere d'aiuto. Ci sono tematiche che, seppur annose e di difficile risoluzione, non possono essere trascurate".

Ministro Maria Vittoria Brambilla. Bergamo cosa può dare al settore? "Più che altro direi, cosa può dare il mercato del turismo a Bergamo? Sicuramente la giusta valorizzazione. Con l'aeroporto di Orio al Serio - e in previsione dell'Expo 2015 - credo che Bergamo debba ora mostrarsi al mondo per quanto è bella. È una delle dieci città italiane più belle e merita una giusta vetrina. Ovvio, per ottenerla, però, dobbiamo essere noi

bergamaschi in primis a investire in bellezza e professionalità". Prendendo spunto dal ciclismo, sport che ama particolarmente, non starà tentando di volare in fuga in previsione delle elezioni regionali, in sella ai temi della sicurezza, del turismo e del lavoro? "Per ora no. Diciamo più che altro che sono nel gruppo di testa in attesa di scattare per la volata".

Si riferisce alla sicurezza? "Anche, ma non solo. Diciamo che questo è il tema principale degli ultimi tempi, insieme alla crisi economica e di conseguenza all'occupazione. Per la prima, si sta facendo molto bene, ma il problema persiste. A mio avviso, spesso, si dà troppo peso al problema immigrazione e si perde di vista un fatto innegabile: la percezione della microcriminalità è latente in tutta la società e non può essere solo correlata al problema dell'immigrazione". Cosa si potrebbe fare di più? "Sono convinto che, se riuscissimo a garantire lavoro, sviluppo e crescita economica, probabilmente molti dei problemi legati alla sicurezza diminuirebbero in modo considerevole. Personalmente, da buon bergamasco, so bene quanto conti il lavoro nell'equilibrio di una persona. Certo, la crisi ha avuto i suoi effetti negativi, ma sono convinto che grazie alla nostra classe dirigente, possiamo mettere a punto nuove strategie per un'occupazione capillare che possa far superare il momento di difficoltà in cui viviamo oggi. Non sono promesse, ma solo consapevolezze di un veterano". Parlando di turismo, lei conosce il 75


ECONOMIA&BUSINESS

Runtal Italia, il grado perfetto del design IN COPERTINA

L'azienda bergamasca del Gruppo Zehnder, guidata da Pierangelo Monzani, presenterà l'innovativo radiatore "Splash", disegnato da Christian Ghion, al Salone Internazionale del Mobile di Milano

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA PHOTO: LAURA PIETRA

e cose tradizionali non mi sono mai piaciute. Ho sempre amato l'estro e sono fermamente convinto che la spregiudicatezza sia la chiave per anticipare i tempi. Assumendosi la giusta dose di rischi posso dire che ciò che sembra folle oggi, è la normalità del domani". A parlare è Pierangelo Monzani, presidente di Runtal Italia, la società del Gruppo Zehnder da oltre vent'anni leader nella produzione di radiatori per abitazione, più banalmente chiamati caloriferi. E se qualcuno si stesse chiedendo cosa centri la creatività associata ai termosifoni, è lo stesso Monzani a suggerire di porgere lo sguardo Oltralpe, dove solo mercoledì 10 febbraio scorso è stato presentato ai francesi l'ennesimo capolavoro della multinazionale svizzera. "Come proposte 2010 - continua Monzani -, abbiamo studiato una vera e propria innovazione tecnologica. Parlo di un radiatore chiamato Splash, costruito interamente in Corian, il materiale che ha rivoluzionato il settore industriale della produzione dei piani cucina e dei piani bagno. È un progetto reso possibile da un recente accordo esclusivo con la DuPont, azienda leader nella produzione di questa speciale lega. Lo abbiamo pro-

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posto alla stampa parigina ma, in ambito internazionale, sarà ufficialmente presentato in aprile, al Salone Internazionale del Mobile di Milano. Il designer che l'ha ideato si chiama Christian Ghion, un artista di fama internazionale che collabora con noi da diversi anni e che espone le sue opere al V.I.A, alla Fondation Cartier, al Musée des Arts Décoratifs, al Musée Georges Pompidou e in molti altri grandi musei americani e giapponesi". Sarete presenti anche con altre creazioni al Salone Internazionale del Mobile di Milano? "Ci saranno sicuramente dei radiatori particolarissimi, con forme e materiali assolutamente innovativi. Voglio rivelare un'anteprima assoluta ancora non in produzione, ma già approvata da tutto il management. Già da aprile, molto probabilmente, la nostra linea di prodotti vanterà anche il Desaparecidos, vale a dire un calorifero che riesce ad integrarsi perfettamente nell'ambiente domestico, scomparendo di fatto dalla vista e dall'armonia compositiva dell'arredamento. È un progetto totalmente nuovo anche perché, nella nostra storia, i radiatori che


Pierangelo Monzani

"La nostra nuova creazione - afferma Monzani - è realizzata interamente in Corian, il materiale che ha rivoluzionato il settore industriale della produzione dei piani cucina e bagno"

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Runtal Splash

"Assieme allo Splash, molto probabilmente, verrà introdotto anche il Desaparecidos, un calorifero che riesce ad integrarsi perfettamente nell'ambiente domestico, scomparendo dalla vista" abbiamo commercializzato sono veri e propri complementi d'arredo, opere d'arte firmate dai più grandi designer mondiali". Lo Splash è solo l'ultima vostra creazione. Ma dove nasce l'idea di associare designer di fama mondiale alla produzione di radiatori? "Negli anni '70 avevo una grossa azienda d'idraulica e lavoravo con alcuni grandi architetti. È stata la voglia di scoprire qualcosa di diverso che mi ha portato in Svizzera, e più precisamente in Runtal. Quando poi iniziai a girare l'Italia proponendo questo tipo di radiatori, tutti mi prendevano per matto. Sono partito negli anni '80 cercando di vendere prodotti innovativi, originali, ma sempre e comunque funzionali. In quegl'anni ho inventato lo scalda salviette, poi utilizzato in modo massiccio in tutto il mondo. Inoltre, sono stato il primo a introdurre - nel mondo del bagno - il calorifero di design. Oggi posso dire di essere l'a78

nima spirituale di Runtal. Tramite le conoscenze che ho maturato nel mondo artistico, infatti, ho la possibilità di scegliere i migliori collaboratori presenti sul mercato. Come avrete capito, anch'io sono un creativo e rimango molto lontano dalla schematicità che domina il comparto ingegneristico". Quando è nata Runtal Italia? "Nel 1984, da una mia intuizione. Ho avuto l'idea d'importare i prodotti della Zehnder e distribuirli sul nostro mercato, allora molto florido nel recepire le novità. Quindi, inizialmente, eravamo solo distributori, il mio compito è stato creare tutta la rete vendita per l'Italia. Poi, nel 1989, ci siamo uniti al Gruppo Zehnder, cedendo una percentuale delle quote. Questo perché, solo un anno prima, lo stesso gruppo argoviese aveva acquistato la Runtal Holding in Svizzera. In quel momento ho pensato di legarmi a loro per poter attingere a tutto il know-how tecnologico di cui disponevano".


"I nostri prodotti sono di categoria medio alta, ma la gamma è praticamente illimitata. A fianco dei radiatori tradizionali si collocano quelli artistici, che hanno un prezzo leggermente più elevato"

Com'è riuscito a convincere gli svizzeri delle sue idee? "Ho avuto la fortuna di accattivarmi le loro simpatie, sapevano che gli occorreva un personaggio di spicco italiano per riuscire a sviluppare il loro business nel bel paese. Inoltre, mi ha certamente aiutato l'amicizia e la stima reciproca con il presidente del Gruppo, Hans-Peter Zehnder. È stato lui a lasciarmi fare, dandomi carta bianca, una fiducia incondizionata che ho saputo ripagare nel corso degli anni. Oggi, infatti, riesco a confrontarmi con tutti i mercati in cui siamo presenti". Siete una multinazionale a misura d'uomo? "Nonostante le dimensioni possano far pensare il contrario, siamo attenti ad ogni minimo dettaglio per tutelare il cliente. Abbiamo la più importante cabina prova europea, dove vengono testati tutti i nostri prodotti. Inoltre, è la flessibilità il vero valore aggiunto della nostra holding, un principio che ci permette di poter costruire su misura per la committenza. Riusciamo ad adattarci ad ogni situazione. Quindi, possiamo intervenire prima, durante o dopo la costruzione di una casa". Parlando di dimensioni, com'è composto il Gruppo Zehnder? "Al momento abbiamo tredici centri produttivi e vantiamo tremila collaboratori. Siamo dislocati in tutta Europa, ma anche oltreoceano: parlo di Svizzera, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Polonia, Cina e Stati Uniti. Qui a Bergamo, nello specifico a Lallio, abbiamo la base operativa di Runtal Italia e di Zehnder Group Italia, che commercializza radiatori tubolari in acciaio a bassa temperatura ed è da 5 anni sponsor istituzionale dell'Atalanta B.C.. In ogni caso, il Gruppo è quotato alla borsa di Zurigo e annualmente - sviluppiamo 450 milioni di euro di fatturato". Come si collocano i vostri prodotti all'interno del mercato?

"Parliamo generalmente di una categoria medio alta, ma la nostra gamma è davvero illimitata. Partiamo da una base di 500 euro e arriviamo fino a 5mila o 6mila euro per pezzo. Naturalmente, a fianco dei radiatori tradizionali, si collocano quelli artistici, che hanno un prezzo leggermente più elevato. Discorso a parte lo meritano anche le creazioni su misura della committenza, che hanno un costo variabile. Il mercato italiano, in ogni caso, è molto ricettivo, specialmente perché la casa è vista come uno status symbol". Quindi, i vostri radiatori non sono solamente oggetti di design, ma anche prodotti all'avanguardia da un punto di vista tecnologico. "Siamo stati abituati a vedere, per anni, radiatori in ghisa massicci. Si pensava che la capacità di emanare calore fosse proporzionale alla grandezza del termosifone. Tutto sbagliato. Bisogna avere un calorifero che soddisfa le esigenze di ognuno. Così, quando si desidera una temperatura alta, deve sapersi riscaldare rapidamente. Viceversa, quando l'ambiente è già mite, deve raffreddarsi altrettanto celermente. Il segreto è avere un'inerzia termica molto bassa, in modo da poter avere un'escursione termica efficiente. Come avrete capito, noi siamo all'avanguardia anche dal punto di vista del consumo energetico". Siete già operativi anche per quanto riguarda le costruzioni in classe A? "Grazie all'alta percentuale d'irraggiamento di calore che riusciamo a fornire con i nostri prodotti, sempre più costruttori edili ci scelgono per gli edifici in classe A. I pannelli radianti, vale a dire il riscaldamento nel pavimento, hanno un'inerzia termica molto lunga. Solo per poterli spegnere e riaccendere - calcolando la messa in regime - ci vogliono, come minimo, dai due ai tre giorni. Il pannello radiante, in poche parole, va acceso a inizio stagione e spento alla fine. Di conseguenza il dispendio energetico è notevole. I nostri radia79


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Copyright Alberto Leone


tori, invece, possono essere regolati in qualsiasi momento. Facendo dei numeri, il nostro calorifero in acciaio più banale riesce a portare un ambiente da quattro a venti gradi in due ore, considerando naturalmente le dovute proporzioni di spazio. Dopo 15 minuti, il radiatore è già intorno ai 40-50 gradi". Vista la vostra esperienza, per la costruzione di edifici ad alto risparmio energetico potete anche consigliare l'impresa edile? "Abbiamo istituito un'altra branca all'interno della nostra azienda. Si tratta della Zehnder Tecnosystems, una divisione preposta alla produzione di sistemi di ventilazione controllata applicata alla geotermia e alle pompe di calore, vale a dire strumenti per garantire il risparmio energetico. Con questa attività, solo l'anno scorso, abbiamo incrementato il fatturato di 130 milioni di euro. Quindi, un'azienda che intende costruire in classe A, può rivolgersi a noi praticamente per tutto". Affiancate anche il privato nell'arredamento della casa? "Possiamo entrare in campo in qualsiasi momento, anche affiancando il cliente e consigliandolo nell'arredo. Riusciamo a ristrutturare un sistema di riscaldamento dando il chiavi in mano, la flessibilità di cui parlavo prima ci garantisce un valore aggiunto che sul mercato è praticamente introvabile". Qual è stato il primo prodotto innovativo che avete presentato sul mercato italiano? "Risale al 1953, si tratta del Jet-x. Venne inventato molto tempo fa, ma io ebbi il merito di riprenderlo e riproporlo sul mercato, riscuotendo un enorme successo. Parliamo di una piastra radiante ultrapiatta in acciaio, caratterizzata da grande rigore formale e da linee che si adattano ad ogni ambiente. È stata talmente innovativa che il padre dell'architettura moderna, Le Corbusier, ha voluto essere il primo ad usare questo tipo di calorifero nelle sue costruzioni". Quali altre creazioni hanno riscosso il maggior successo? "Collaboriamo con due tra i maggiori designer al mondo: Perry King e Santiago Miranda, che hanno disegnato il Velum, un radiatore la cui semplicità della forma e purezza delle linee lascia senza parole. Vorrei anche citare l'Arteplano, nato nel nostro ufficio tecnico e che ho elaborato personalmente con tutte le varianti possibili e immaginabili, tanto che gli ultimi modelli portano la mia firma. Grazie a questi prodotti abbiamo vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Collaboriamo anche con Paolo Schianchi - un emergente -, Davide Vercelli, Christian Ghion (autore dello Splash, n.d.r.) e altri designer". Ci è parso di capire che avete realizzato lavori importanti anche con i maggiori architetti internazionali.

"Abbiamo collaborato con Studio Gregotti, Carlos Ott, Kenzo Tange, Oscar Niemeyer, Santiago Calatrava, Renzo Piano, Mario Botta, Alessandro Mendini, Paolo Portoghesi, Richard Meier, Joseph Foster e in passato, come detto, con Le Corbuisier e Alvar Aalto. Con loro abbiamo realizzato la sede della Mondadori a Segrate (Niemeyer), la moschea araba di Roma (Portoghesi), il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (Botta), la sede della Brembo all'interno del Kilometro Rosso, la chiesa simbolo dell'anno santo in collaborazione con Italcementi - la "Dives in Misericordia" - creata da Meier. All'estero, i nostri radiatori sono presenti anche nell'arredo della nuova Opèra National de Paris. Inoltre, l'aeroporto di Malpensa, ideato da Mendini, vanta alcune nostre creazione nelle zone più prestigiose". Qual è l'opera che predilige? "Nella mia abitazione ho alcuni radiatori davvero "fuori di testa", sono quelli i miei preferiti. Poi, ci sono prodotti che abbiamo presentato troppo in anticipo rispetto ai tempi e che non sono stati capiti. Proprio in questo momento li sto riscoprendo e alcuni di questi saranno presentati al Salone Internazionale del Mobile di Milano, assieme allo Splash. Siamo in continuo fermento, abbiamo appena lanciato sul mercato alcuni aspiratori estetici per i bagni ciechi, un prodotto silenzioso e innovativo per il settore". Parlando di futuro, quali obbiettivi volete raggiungere? "Il 2009 è stato un anno molto difficile, in cui tutti hanno sofferto. Specialmente l'edilizia, a cui noi siamo legati, si è praticamente fermata. Ciò nonostante, è stata la flessibilità che ci ha consentito di mantenere costante il nostro fatturato. Con la possibilità di adattarsi ad ogni situazione, infatti, non ci sono mai mancati i lavori di ristrutturazione. In ogni caso, l'obbiettivo è quello di continuare a svilupparci anche nei paesi dell'Est. Vogliamo invadere il mercato cinese e ci stiamo già muovendo su quello russo. "Runtal Stile di vita" sarà Il nostro futuro claim". 81


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Promoberg non si ferma: costruito l'asse Bergamo-Colonia SINERGIE

L'accordo con il colosso tedesco Koelnmesse ha l'obiettivo di agevolare le imprese bergamasche. Il primo mattone sarà un congresso nazionale sulle case in legno nel corso di "Edil 2010 Tech"

n percorso che si sta lentamente spostando dal locale all'internazionale. La protagonista del contendere è l'Ente Fiera Promoberg e l'oggetto in questione è un accordo con Koelnmesse, sottoscritto al quartiere generale di via Lunga giovedì 18 febbraio scorso. Parliamo di una partnership di prestigio con la filiale italiana dell'ente fieristico di Colonia in Germania, primo al mondo per organizzazione di manifestazioni proprie (105 in totale) e con filiali e uffici in ben 80 paesi. Il patto, come ha sottolineato il presidente di Promoberg Ivan Rodeschini, "si svilupperà in una serie di collaborazioni e reciprocità tra i due enti fieristici". L'obiettivo è realizzare in sinergia eventi e manifestazioni di nicchia che - come evidenziato da Stefano Cristini, direttore tecnico di Promoberg "consentiranno di agevolare le imprese bergamasche interessate a prendere parte a fiere internazionali, sfruttando proprio le competenze acquisite negli anni dal partner tedesco". Il primo concreto mattone dell'asse Bergamo-Colonia è stato posto con la scelta del quartiere espositivo orobico come sede del primo congresso nazionale dedicato al valore delle case in legno. Un evento internazionale che si svolgerà il 9 aprile all'interno di "Edil 2010 Tech". Il progetto della kermesse, che porterà in città oltre 300 tra architetti, ingegneri e addetti ai lavori, ha anche raccolto l'appoggio dell'Università degli Studi di Bergamo. L'idea lungimirante è quella di iniziare uno scambio importante tra l'ateneo orobico e quelli tedeschi specializzati nel settore delle case in legno. È stato proprio l'amministratore delegato di Koelnmesse Milano, Thomas Rosolia, a spiegare la filosofia dell'accordo: "Abbiamo scelto Bergamo perché vanta un polo espositivo moderno,

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dinamico e collocato molto bene, considerata la vicinanza all'aeroporto di Orio al Serio e all'autostrada A4. Senza dimenticare la sua cultura radicata nel mondo delle costruzioni edili, dove sinora l'ha fatta da padrone il mattone. Partiamo da un congresso con l'obiettivo di sviluppare una manifestazione vera e propria dedicata ai vantaggi che presentano questo tipo di case in termini di benessere, eco sostenibilità, risparmio energetico e velocità di realizzazione. Il congresso è patrocinato da Bdf, l'associazione tedesca costruttori case in legno con la quale Koelnmesse ha realizzato il marchio "pro domo legno", un progetto per promuovere in Italia il valore e i grandi vantaggi offerti dalle case in legno". La chiosa alla conferenza stampa è stata posta dal segretario generale di Promoberg, Luigi Trigona. "La manifestazione sarà ricca di contenuti dedicati alle costruzioni sostenibili e alle innovazioni del prodotto e del processo edilizio, un altro importante tassello per il mercato edile dopo Real Estate & Tourism di febbraio".


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Expo Real Estate & Tourism, più qualità che quantità NUMERI IN FIERA

La kermesse dedica al settore immobiliare ha fatto registrare un calo nell'affluenza (da 7mila nel 2009 a 5mila). Di contro, c'è stata maggior concretezza nei contatti tra pubblico ed espositori PHOTO: GIORGIO CHIESA

a devastante crisi economica che ha segnato il 2009 continua a lasciare importanti conseguenze anche sull'avvio del nuovo anno. Nonostante i moniti dei più e gli strilli della tanto attesa ripresa, il 2010 si presenta - almeno per il settore immobiliare - come il più classico dei periodi di transizione. E la fiera di settore "Expo Real Estate & Tourism" - in scena al nuovo polo espositivo di via

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Ediproject Luca e Laura Panseri

Lunga dal 12 al 14 febbraio scorso - ha sintetizzato in maniera egregia tutte le luci e le ombre della nuova era alle porte. NUMERI - Se da un lato gli oltre cinquemila visitatori possono comunque essere considerati un dato interessante e confortante, l'accento degli organizzatori è però posto sul netto calo rispetto alla passata edizione, che si era attestata a quota settemila. Una flessione dovuta a diverse concause: nel 2009, la fiera di settore era alla sua prima edizione e catalizzava l'attenzione anche per essere una novità nel panorama imprenditoriale bergamasco. Inoltre, sempre lo scorso anno, la fiera è stata organizzata nel mese di marzo, fattore che sicuramente ha inciso visto le ricorrenze che nel 2010 sono coincise con l'apertura della kermesse, come il carnevale e San Valentino. Infine, sempre nel 2009, le scorie dell'annus horribilis della bolla immobiliare erano state illusoriamente smaltite nel nome della speranza e dell'investimento sicuro, valori A poi smentiti dall'aggravarsi della condizione congiunturale. ASPETTATIVE - Un bilancio, quello della manifestazione organizzata da Promoberg, in collaborazione con le associazioni di categoria Ascom Fimaa, Appe Confedilizia e Ance che, come detto, presenta fattori positivi anche se - in termini di affluenza - al di sotto delle attese. Il punto sulle aspettative degli organizzatori lo fa Stefano Cristini, direttore tecnico di Promoberg. "Ci saremmo aspettati una 86

risposta maggiore in termini numerici. Le azioni messe in campo a supporto dell'evento, infatti, sono state di assoluto rilievo. Per esempio, penso ai 60mila biglietti omaggio distribuiti in forma cartacea, ai 18mila spediti on-line e alla campagna pubblicitaria che abbiamo attuato sia a livello regionale, sia nazionale. In concreto, abbiamo registrato un flusso tranquillo nelle prime due giornate di apertura, con un picco nella giornata di domenica". RISULTATI - Il week end fieristico dedicato al settore immobiliare, quindi, si può sintetizzare in due concetti: concretezza e selettività. Se il dato non è esaltante dal punto di vista quantitativo, gli aspetti certamente positivi si ricavano da quello qualitativo. A questo proposito, ancora Cristini ha voluto precisare i plus della manifestazione. "Diversi espositori ci hanno segnalato di essere riusciti a pren-

sottolineare l'assoluta qualità delle proposte abitative, abbiamo selezionato due eccellenze: il progetto di fascia alta "Borgo di Villa Astori" a Torre de' Roveri e il complesso "ABITAREMEGLIO" di Brembate Sopra


Lo Stand

dere contatti e importanti appuntamenti, che sono poi andati perfezionandosi nelle settimane seguenti la kermesse. Questo, fondamentalmente, significa che chi ha visitato il salone aveva un reale interesse all'acquisto di una nuova casa, sia residenziale sia turistica. Una vera e propria "onda lunga" che, nella valutazione complessiva dell'evento, dev'essere per forza di cose tenuta in forte considerazione". ECCELLENZE - A questo proposito, la kermesse immobiliare ha proposto numerosi stand di assoluta qualità, tanto nella professionalità dell'accoglienza quanto nel valore vero e proprio dell'offerta. Ne abbiamo selezionati due che si sono distinti per innovazione e lungimiranza imprenditoriale e che rappresentano anche due fasce distinte di mercato. Il primo esponeva il "Progetto Pilota di Conservazione Sostenibile" di Villa Astori, architettura di origine settecentesca in provincia di Bergamo, individuata quale progetto esemplificativo nel settore del restauro sostenibile. Per chi vorrà investire in qualità, attorno a questa storica costruzione, situata nel centro storico del comune di Torre de' Roveri, sta sorgendo il "Borgo di Villa Astori", un complesso di residenze studiate guardando al futuro, pensando alla qualità, alla tecnologia, al risparmio energetico, alla sicurezza e alla vivibilità. Villa Astori, infatti, di proprietà di Ediproject, è ubicata in una posizione pedecollinare e il parco che la circonda è di raro sapore antico, con alberi secolari, pergolati e splendide passeggiate. Il complesso, ancora in costru-

Immobiliare GI.EFFE Catia e Fabio Gritti

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zione, si affaccerà su questo meraviglioso verde incontaminato. Il "Borgo di Villa Astori", con la certificazione di risparmio energetico di classe A e con l'introduzione della geotermia con sonde verticali installate a 70/130 metri di profondità, rappresenterà il massimo della tecnologia applicata al risparmio energetico in edilizia. E sempre parlando d'innovazione energetica, è impossibile non menzionare lo stand "ABITAREMEGLIO", un progetto già ultimato da "Nava G. srl" nato a Brembate Sopra. Il complesso residenziale, infatti, è stato il primo in Italia ad essere certificato dall'ente svizzero Minergie, collocandosi in classe energetica A+ (che consente di risparmiare circa il 50% in più di una classe A). Inoltre, è il primo edificio in provincia di Bergamo a sfruttare l'uso dell'acqua di falda per scaldare o raffreddare gli appartamenti, garantendo un comfort abitativo sconosciuto e a prezzi sulla media del mercato. Infine, due anni fa, è stato il progetto a ricevere il premio "Innovazione Tecnologica" alla fiera bergamasca "Edil 2008". Per quanto riguarda il comparto delle agenzie immobiliari, menzione d’onore lo meritano CasaFeltri - con la proprietaria e presidente degli agenti immobiliari Fimaa Laura Feltri - la Enrico Rizzetti Immobiliare e Re/Max, aziende leader nel settore. ESPOSITORI - La manifestazione fieristica, quindi, ha anche aggiunto dei "valori" al valore stesso degli immobili. "Expo Real Estate & Tourism", infatti, ha dato la possibilità di trovare in una sola location un ventaglio di proposte uniche, di professionalità degli operatori immobiliari e dei costruttori (in grado d'indirizzare nel migliore dei modi il cliente all'acquisto più adeguato), congiuntamente alle più innovative tecniche costruttive in fatto di eco sostenibilità e risparmio energetico. "L'altissimo profilo degli oltre 80 espositori - ha proseguito Cristini -, presenti con allestimenti di assoluto rilievo, avrebbe senz'altro meritato un maggiore

interesse da parte del pubblico. Sarebbe stato logico attendersi una sensibilità più manifesta, anche solo per scoprire le nuove proposte del mercato immobiliare. Il dato più importante è che, nonostante tutto, il settore esprime ancora una marcata debolezza". CONCRETEZZA - Fa eco a Cristini Luciano Patelli, presidente provinciale di Fimaa Ascom: "Tutto si può perfezionare e migliorare. La seconda edizione di Expo Real Estate & Tourism ha visto un deciso innalzamento del livello generale del pubblico e del prestigio stesso della manifestazione. I contatti ci sono stati e numerosi, tutti all'insegna di una grande concretezza, testimonianza del reale interesse degli acquirenti e delle personalità del mercato. Infine, il calendario dei convegni (di cui ve ne proponiamo uno tra i maggiori nelle pagine a seguire, n.d.r.), è stato di altissimo profilo". FUTURO - Dunque, cosa si può prevedere per il futuro del comparto immobiliare? Una prima reale risposta la si vedrà proprio nel corso di quest'anno, un feedback che andrà concretizzandosi definitivamente nel 2011, periodo nel quale finalmente si potrà capire che faccia avrà la nuova economia del settore. "Vogliamo augurarci - ha chiosato Cristini - una ripresa reale anche in termini numerici. Per quanto riguarda la nostra manifestazione, stiamo attuando un'attenta analisi per cercare di comprendere e ottimizzare nel migliore dei modi i due filoni che la compongono: da un lato l'immobiliare residenziale e dall'altro quello turistico. Sono due elementi contigui, ma che catalizzano un pubblico di riferimento diversi. Per queste ragioni, dopo che ci saremo confrontati con gli operatori del settore, sapremo se continuare ad unificarli in un unico grande evento o se affiancarli ad eventi fieristici già presenti in calendario".

Re/max lo staff

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ECONOMIA&BUSINESS

GIANLUIGI PICCININI P RESIDENTE DELLA R ESSOLAR

La vera alternativa sono le energie rinnovabili GREEN TECHNOLOGY

Gli impianti fotovoltaici, geotermici e del solare termico rappresentano il futuro energetico e promettono molti vantaggi Molte le opportunitĂ  offerte e presentate da Gianluigi Piccinini, presidente della Ressolar, nel corso dell'Expo Real Estate & Tourism 90


ARTICOLO DI: CARLO DI GREGORIO PHOTO: GIORGIO CHIESA

energia rinnovabile applicata all'architettura eco-sostenibile", ovvero come risparmiare in tempo di crisi sfruttando due fonti energetiche inesauribili ed illimitatamente disponibili in natura: l'energia solare e l'energia geotermica. E' il tema del convegno organizzato sabato 13 febbraio nell'ambito dell'Expo Real Estate & Tourism da Ressolar, azienda Made in Bergamo, specializzata nella fornitura chiavi in mano di impianti fotovoltaici, geotermici e del solare termico. Tecnologie avveniristiche? Assolutamente no perchè queste tecnologie sono "applicabili già da oggi, anzi da ieri...", spiega Gianluigi Piccinini che di Ressolar è la mente imprenditoriale. Ma in cosa consistono ed è possibile quantificare il risparmio? Dimentichiamoci rumorose centraline e caldaie dagli alti costi di manutenzione annuali, oppure impianti mastodontici con onerose spese d'installazione e dai benefici quasi impalpabili. Siamo di fronte a vere miniere d'oro "casalinghe", semplici da installare, facili da ampliare e dai bassi costi di manutenzione, come d'altronde spiegano orgogliosi Mario Vitali che di Ressolar è il Responsabile Commerciale e l'ingegnere Sara Bartoli, profonda conoscitrice delle dinamiche produttive di un impianto per la produzione d'energia solare. Ma quale è il segreto di tanta efficienza rispettosa dell'ambiente? Semplice, "coloro che producono energia pulita sono premiati con un contributo ventennale misurato in relazione all'energia prodotta", in base al Decreto Ministeriale "Conto Energia" del 2007. I vantaggi non finiscono qui perché al contributo statale si aggiunge l'autosufficienza energetica garantita sia dall'impianto geotermico, capace di scaldare un'abitazione

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sfruttando il calore della terra senza bisogno di allacciarsi alla rete del gas metano, sia dall'impianto fotovoltaico, fonte d'energia elettrica per qualsiasi abitazione residenziale o per un capannone industriale. Conti alla mano mostrano senz'ombra di dubbio che un impianto residenziale tipo, in Bergamo, dalla capacità produttiva di tre Kw picco e dal costo di dodicimila euro circa, si ripagherebbe completamente grazie soltanto al contributo di circa ventiquattromila euro garantito dal Decreto "Conto energia". Ma la redditività dell'impianto fotovoltaico non si ferma al contributo statale, va oltre. La proprietà dell'energia prodotta dall'impianto è, infatti, di colui che la produce. Installando un impianto solare si diventa produttori d'energia, energia pulita. Una sorta di mini Enel domestica! Tanto per intendersi. Proprio ad Enel si può rivendere l'energia prodotta in due modi: una convenzione per lo scambio sul posto oppure il "Ritiro dedicato". Con il primo metodo, l'energia prodotta è sempre utilizzabile: sia attraverso il consumo diretto; sia attraverso la compensazione tra l'energia prodotta ma inutilizzata perché inferiore al fabbisogno momentaneo. Si pensi, ad esempio, a quella prodotta di giorno e all'energia richiesta in surplus, rispetto alla capacità dell'impianto, magari di sera quando l'energia solare fornibile è oggettivamente quasi nulla. Con la seconda possibilità, invece, si diventa fornitori d'energia pulita per la rete nazionale. Tutta l'energia prodot-

L'esempio concreto: un impianto fotovoltaico, di tipo residenziale in Bergamo - dalla capacità produttiva di tre Kw picco e dal costo di dodicimila euro circa, si ripagherebbe grazie soltanto al contributo di circa ventiquattromila euro garantito dal "Conto energia" 91


ta ed inutilizzata viene comprata per soddisfare il fabbisogno nazionale. Ben si comprende, allora, come la redditività dell'impianto non si limiti al solo contributo statale ma consista anche nel risparmio in bolletta, conseguito grazie all'autosufficienza energetica. "La seconda simulazione è quella relativa ad un impianto medio, un impianto da venti Kw picco, dal costo di settantamila euro circa - spiega Mario Vitali per un impianto di questa tipologia, il contributo ventennale dello Stato ammonterebbe a circa centosessantamila euro mentre il risparmio arriverebbe ad oltre duecento-sessanta-mila euro circa, comprendendo anche il fisiologico calo di rendimento dei pannelli solari". Se, poi, l'impianto fotovoltaico venisse installato nell'ambito di un progetto di sostituzione e smaltimento dei

Installando un impianto solare si diventa produttori d'energia e si può rivendere ad ENEL l'energia prodotta in due modi: una convenzione per lo scambio sul posto oppure il "Ritiro dedicato" 92

pannelli in eternit di un vecchio tetto ormai obsoleto, grazie alle ulteriori agevolazioni contenute nel Decreto Ministeriale "Conto energia", il contributo statale calcolato su un impianto di grosse dimensioni dalla capacità di quattrocento Kw picco aumenterebbe. Si arriverebbe a - circa - cinque milioni di euro a fronte di un costo pari ad un milione di euro e mezzo. Senza contare il relativo risparmio in bolletta. Il futuro è l'autosufficienza energetica, cioè: la possibilità di abbattere le emissioni di CO2 dannose per l'uomo e per l'ambiente, l'opportunità di sfruttare l'energia gratuita ed illimitata del sole per le proprie necessità produttive o di vita e la certezza di contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto in tema di salvaguardia ambientale. L'obiettivo è la riduzione delle emissioni inquinanti, responsabili dell'effetto serra e degli sconvolgimenti climatici che stiamo vivendo in questi ultimi anni.


ECONOMIA&BUSINESS

Fonderia Viganò, il futuro è sempre più solare INNOVAZIONE&TRADIZIONE

L'azienda di Ciserano - leader nella fornitura di chiusini in ghisa ha ultimato la prima parte del suo impianto fotovoltaico Un capolavoro da 331 kWp capace di produrre 397,2mila kWh all'anno

ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA

on sempre per porre rimedio alla flessione del mercato occorre delocalizzare la produzione. I bergamaschi sono abituati a rimboccarsi le maniche, a sudare le cosiddette sette camicie, a trovare altri modelli di business che riescano a proiettare le rispettive aziende nel futuro. Terra di grandi lavoratori, la Città dei Mille (con la sua provincia) sembra non

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conoscere confini. Nel panorama delle aziende italiane tecnologicamente evolute e al passo coi tempi, infatti, s'inserisce di diritto la Fonderia Viganò, impresa di Ciserano da sessant'anni protagonista del mercato nazionale della fornitura di chiusini in ghisa e successivamente in contrappesi per ascensori. A questo proposito, solo lo scorso ottobre all'interno di "Bergamo Economia", vi avevamo parlato della produzione classica che l'ha resa leader nel suo settore d'appartenenza dal lontano 1949, mentre l'impianto fotovoltaico di oltre 4mila pannelli d'ultima generazione era in fase di compimento. Oggi, invece, Claudio Viganò - nipote del fondatore e ora a capo del gruppo assieme al fratello Diego e alla sorella Fiorella è fiero di annunciare la conclusione del primo lotto dei lavori. "Da gennaio è finalmente entrata a regime una vera e propria opera d'arte nel settore del fotovoltaico, un impianto totalmente integrato che vanta una potenza di 331 kWp, il più grande in assoluto della Il capannone dove è collocato l’impianto e le nuove lampade led a basso consumo

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Bergamasca. La nostra struttura sarĂ  ulteriormente potenziata nei prossimi mesi. Questa realizzazione fa parte solamente della prima tranche di lavori, abbiamo in cantiere due ulteriori espansioni, ciascuna da 300 kWp". Come mai avete deciso di affrontare un simile investimento? "L'energia solare rappresenta il futuro. Ăˆ stato un investimento studiato e ammortizzato grazie ai vari incentivi statali, che ci

"A differenza di altre realtĂ  nazionali e internazionali, che preferiscono delocalizzare per risparmiare, noi abbiamo creduto nel progresso tecnologico in loco"

Il tetto della fonderia Viganò

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La sala quadri con il trasformatore da 1000 kVA e gli inverter Siac con efficienza vicina al 97%

"Se consideriamo che con le due successive tranche di lavori potremo superare il mWh, possiamo dire che vanteremo uno dei maggiori impianti solari d'Italia"

hanno permesso di rientrare di una parte della spesa. Per non parlare poi del risparmio che deriva dalla produzione stessa dell'energia. Insomma, a differenza di alcune altre realtà nazionali e internazionali, che preferiscono delocalizzare per risparmiare, noi abbiamo creduto nel progresso tecnologico in loco".

Come dire, sessant'anni di storia e non sentirli. "Fra pochi anni molte aziende ci seguiranno e imiteranno. Già adesso comincia ad essere una scelta abbastanza diffusa. È l'unico sistema che consente di guadagnare dall'energia senza pagarla e senza considerare l'impatto ambientale, che come tutti sanno è pari a zero. Diventeremo l'azienda con uno tra gli impianti fotovoltaici più importanti d'Italia, e ne siamo davvero orgogliosi". Concludendo, sappiamo che siete molto fieri anche delle vostre sponsorizzazioni sportive. “Non ci facciamo mancare nulla anche in quell’ambito. Diamo il nostro supporto alla “G.S. Sporting Valentino Mazzola”, la squadra di calcio di Cassano d’Adda. Attualmente militiamo in seconda categoria, ma abbiamo buone speranze di salire. Inoltre, siamo main sponsor della “Ciclistica Trevigliese”, un team storico della Bergamasca che vanta oltre vent’anni di attività”.

Come siete riusciti ad ottenere così tanto spazio? "I nostri capannoni sono datati fine anni '70. Avevamo la necessità di ristrutturarli e bonificarli dall’amianto. Così, dovendo rifare interamente il tetto, abbiamo pensato di realizzare questo progetto. Non vogliamo abbandonare Ciserano e, avendo bisogno di molta energia per lo stoccaggio dei materiali, abbiamo pensato di rivolgerci ad un partner qualificato. Parliamo di Stefano Valsecchi e della sua "Elettrica Service", realtà leader nell'installazione La squadra di calcio e manutenzione d'impianti fotovoltaici". di Cassano d’Adda

sponsorizzata da Fonderia Viganò

Cosa significa in termini numerici installare un impianto come il vostro? "Facciamo alcuni esempi pratici: con un 20 kWp produco, nella nostra zona, energia per circa 24mila kWh all'anno. Questo vuol dire che noi riusciamo a produrre 397,2mila kWh all'anno. Per venirti incontro, il governo - attraverso i programmi che vengono pubblicati sul bollettino del GSE (Gestore dei Servizi Elettrici, n.d.r.) - ti garantisce da 0,353 a 0,480 euro. Se consideriamo che con le due successive tranche di lavori potremo superare il mWh, ecco spiegato quanto un investimento simile può diventare proficuo". 96


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CLS Illuminazione, nuovi luminosi orizzonti TOP BUSINESS

Dalla grande distribuzione alla vendita al dettaglio. Maurizio Lorenzi - proprietario dell'azienda di Grassobbio - ritorna al passato "Il 12 marzo inauguriamo il nuovo showroom"

ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA PHOTO: LAURA PIETRA

i cambiamenti che la società ha subito nell'ultimo ventennio e che onosciamo tutti le conseguenze che la globalizzazione ha - in un certo senso - sta tornando alle origini del mercato, quando a portato. A livello commerciale, siamo passati dalla piccola bottega dell'artigiano alla grande distribuzione, con un farla da padrone c'erano soltanto i negozi specializzati. Stiamo parlando di Maurizio Lorenzi e della sua "Center Light Service" salto in termini numerici che ha letteralmente sconfitto la realtà leader nel settore dell'illuminazione per la grande distribucosiddetta micro economia dei centri storici. È stato un processo zione -, che il prossimo 12 marzo inaugurerà il primo showroom che ha cambiato non solo il mondo, ma anche il modo di percepire la finanza e - di conseguenza - ha provocato un certo smarrimento. aziendale a Grassobbio (in via Boschetti, 62), un vero e proprio outSintomi che si sono palesati con le recenti vicissitudini della recessione congiunturale e che hanno posto dei seri dubbi sul modello econoL’interno del nuovo showroom di Grassobbio mico adottato a livello internazionale. La storia che andiamo a raccontare è quella di un imprenditore che ha vissuto sulla sua pelle tutti

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"Con questo negozio pensiamo di aggiungere un tassello importante alla nostra offerta. Vogliamo coprire la fascia di mercato medio alta, proponendo lampadari inediti, frutto di nostri progetti esclusivi" 98


Maurizio Lorenzi

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let dove trovare lampadari di ogni tipologia e prezzo. "Il nostro core business rimane la grande distribuzione - afferma Lorenzi -, ma con questo negozio pensiamo di aggiungere un tassello importante alla nostra offerta. Vogliamo coprire la fascia di mercato medio alta, proponendo lampadari inediti, frutto di nostri progetti esclusivi. All'interno dell'outlet aziendale sarà anche possibile comprare tutta la gamma dei prodotti basici con prezzi alla portata di tutti ed una grande possibilità di scelta". Che differenza c'è tra un ipermercato e il vostro nuovo showroom? "La grande distribuzione si rivolge ad un determinato target di clientela e di conseguenza evita, quasi sempre, di trattare prodotti che superino una certa soglia di prezzo. Abbiamo quindi pensato di presentare nuove proposte appartenenti ad un segmento di mercato che in alcuni casi ha prezzi davvero elevati. È luogo comune, infatti, associare a prodotti d'ottimo livello la firma di un grande designer o quella di un famoso architetto. La conseguenza naturale è lo studio di una strategia d'immagine che fa innalzare il costo del prodotto stesso". In altre parole vi collocate tra la grande distribuzione e il negozio di "grandi firme"? "In un certo senso è così. Abbiamo anche dei pezzi molto pregiati, alcuni addirittura eseguibili su misura a richiesta del cliente. Tuttavia, l'oggetto di "brand" non rientra nei nostri canoni di busi-

ness. Le persone che verranno da noi troveranno prodotti di pregio, molto curati, ma a prezzi accessibili. Contemporaneamente, sarà presente il ramo più modesto dell'offerta, che a livello d'affidabilità non ha comunque nulla da invidiare al segmento superiore". Suo padre fondò la "GIELLE Lampadari" nel 1961, quasi cinquant'anni fa. Possiamo definirla un figlio d'arte? "Sono orgoglioso di ritenermi tale, anche se, da allora, il mercato è molto cambiato. Oggi, le piccole botteghe ed i negozi specializzati sono quasi introvabili, mentre cinquant'anni fa riuscivano da soli a "far girare" l'economia. Infatti, nei primi anni '80, nel tentativo di dare un'evoluzione alla strategia commerciale che aveva fino ad allora caratterizzato l'azienda di famiglia, mi rivolsi al settore della grande distribuzione che stava lentamente prendendo piede. Era il periodo del boom economico ed ebbi la possibilità di cavalcarne l'onda". Grande distribuzione e dettaglio racchiusi in una sola azienda. Qual è la storia imprenditoriale che si cela dietro questa scelta? "La CLS Illuminazione è stata fondata nel 1989 da me ed altri quattro soci, ognuno specializzato in un ramo della filiera produttiva. Ci siamo sviluppati con successo all'interno della GDO fino a quando, a distanza di dieci anni, la gestione aziendale passò interamente nelle mani del sottoscritto. La continua crescita della domanda di prodotti di primo prezzo mi portò alla scelta vincen-

Al centro, Maurizio Lorenzi con il figlio Alessandro e il socio Franco Brignoli

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"La persone che verranno da noi troveranno prodotti di pregio, molto curati, ma a prezzi accessibili Contemporaneamente, sarà presente il segmento più modesto della nostra offerta"

te di unire le forze con Franco Tammaro, proprietario della "Vetrerie Tammaro Spa", leader assoluto nella produzione di vetreria per illuminazione. Praticamente fu quella la svolta decisiva". Cosa successe dal 1999 in poi? "Grazie alla spinta propulsiva ricevuta dalla produzione diretta (la vetreria era capace a pieno ritmo di sfornare quasi 20.000 vetri al giorno), siamo riusciti a consolidare i rapporti con molti importanti gruppi italiani ed europei. Attualmente siamo presenti in oltre 400 punti vendita ubicati in sette nazioni diverse". Dove producete la vostra gamma? "I lampadari hanno una componentistica molto variegata che ne rende impossibile la completa produzione diretta. Il nostro know-how risiede, oltre alla produzione di componenti, nella scelta dei pezzi migliori e nell'assemblaggio dei prodotti. Dal 2003, inoltre, abbiamo iniziato ad attingere dal mercato cinese, che anche nel nostro settore è diventato imprescindibile grazie alla vantaggiosa proporzione qualità-prezzo. Attualmente, dalla Cina, gestiamo un movimento di circa 40 container al mese: per l'illuminazione sono dimensioni importanti". A questo punto possiamo dire che siete presenti in tutto il mondo. La vostra base operativa rimane comunque Grassobbio? "Fino al 2005 tutte le merci transitavano dalla nostra sede per essere

adeguatamente confezionate ed inviate alle varie destinazioni. Da gennaio 2006 è operativa la nuova sede della "FAN Europe Lighting" a Nola, che su una superficie di 14mila mq è in grado di ottimizzare i crescenti costi di trasporto e logistica, nonché di continuare la produzione di componenti per il nostro assortimento. A Grassobbio abbiamo mantenuto la direzione commerciale del gruppo e la gestione diretta dei clienti principalmente radicati nel nord Italia, mansioni che condivido con i miei soci Franco Brignoli, da sempre professionalmente a fianco della mia famiglia, Massimo Crippa, il "cinese" del gruppo che conosce profondamente il mercato asiatico, Giancarlo Bassi ed Aldo Brignoli, quotidianamente impegnati nella cura della clientela". Credete che il mercato sia pronto per ricevere l'offerta del vostro showroom? "Personalmente ho già provato l'esperienza di vendere al pubblico. Come accennavo prima, quando ero giovane affiancai mio padre proprio in questo settore merceologico, prima di passare alla grande distribuzione. Di fatto, è una sorta di ritorno alle origini, oltre che una sfida allettante. Siamo curiosi di vedere se saremo in grado di affermarci anche in questo campo". Qual è il futuro dell'illuminazione? "Per quanto riguarda la nostra attività in particolare, sicuramente farà la differenza, in positivo o in negativo, la capacità di adeguarci alle sempre crescenti necessità di servizio della clientela. Nel mercato attuale i tempi di risposta alle problematiche commerciali, in altre parole la "personalizzazione" dell'offerta rispetto ai diversi interlocutori, è diventata un fattore determinante quanto la convenienza economica del prodotto proposto. Più in generale sono convinto che l'illuminazione a led andrà progressivamente ad imporsi rispetto ai tradizionali apparecchi ad incandescenza e fluorescenza. Non appena il rapporto tra capacità illuminante e costi sarà più equilibrato, il ridottissimo consumo e la purezza della fonte luminosa ci condurranno a mio parere verso scelte totalmente nuove ed alternative nell'utilizzo della luce". 101


ECONOMIA&BUSINESS

ESCLUSIVA La settima tappa del nostro tour ci ha fatto scoprire l'atrio e l'anticamera degli uffici presidenziali, dove l'architettura è davvero stupenda. A corredo delle pareti, due grandi dipinti di Antonio Cifrondi fanno il paio con un magnifico olio del Ronzoni ed un'opera di Trento Longaretti, che raffigura l'attività bancaria esercitata in un banco di stile rinascimentale, in una fantastica Bergamo antica

PHOTO: GIORGIO CHIESA

n occasione della "Giornata Mondiale della guida turistica", la Banca Popolare di Bergamo ha volentieri consentito, ad un vasto pubblico di appassionati, di verificare "in presa diretta" ciò che si cela all'interno dei luoghi dell'attività bancaria. Domenica 21 febbraio scorsa, a tal proposito, sono state aperte le porte del palazzo della banca di piazza Vittorio Veneto e, naturalmente, Bergamo Economia non si è fatta scappare l'occasione per coglierne i notevoli spazi artistici normalmente aperti agli addetti ai lavori. Accompagnati da funzionari delle relazioni esterne e dal Gruppo Guide Turistiche Città di Bergamo, ci siamo fatti portare lungo un suggestivo percorso. Abbiamo scoperto alcune zone, addirittura non accessibili al pubblico nell'openday, ma di cui forniamo una testimonianza fotografica esclusiva.

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1° TAPPA

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L’economia si mette in mostra: invito irrinunciabile ARTE&STORIA

Una giornata alla scoperta dei segreti della Banca Popolare di Bergamo. Vi proponiamo alcuni scatti esclusivi di ciò che si cela all'interno del comprensorio immobiliare, sede della banca

3° TAPPA

PRIMA TAPPA - Siamo partiti dal Salone centrale della sede, dove una volta si ergeva una parte del Monastero di Santa Marta. La quadreria in mostra si compone di antiche opere dei pittori bergamaschi, che poi sfociano in altre zone dedicate all'arte moderna e contemporanea. SECONDA TAPPA - "Servata fideliter augeo", ovvero "ciò che è stato conservato viene erogato con fiducia". È questa la frase che, coniata al momento della costituzione della banca nel 1869, è scolpita sul muro dello scalone che conduce alla presidenza e alla direzione generale.

2° TAPPA

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4° TAPPA

sotto la sua postazione, è raffigurata la prima moneta di Bergamo (il bergamino). ULTIMA TAPPA - Una volta usciti all'aperto, ci siamo ritrovati nel silenzioso e carico di pathos Chiostro di Santa Marta dove, fra l'altro, è installata una creazione di Anish Kapoor, una misteriosa e sacrale presenza. Un primordiale menhir, la cui nera conca specchiante e lucente capovolge l'armoniosa struttura del portico.

5° TAPPA

6° TAPPA

TERZA TAPPA - Abbiamo poi attraversato un ampio corridoio, nel quale si scorgono, tra le altre, le figure di Guido Zanetti (padre dell'attuale presidente) e di Luigi Agliardi - direttore generale dal 1916 al 1951 e presidente dal '51 al '52 -, oltre a Cesare Ginoulhiac, il primo presidente del 1869. QUARTA TAPPA - Proseguendo il tragitto, siamo entrati nella Sala Funi, affrescata appunto da Achille Funi, dove, nell'enorme dipinto realizzato sulla parete principale, sono rappresentate personalità bergamasche di spicco: Caravaggio, Moroni, Donizetti, Colleoni. Tutte affiancate alla figura simbolica di Bergamo e dei suoi due fiumi, Brembo e Serio. QUINTA TAPPA - Siamo poi passati nella vecchia "Sala Consiglio", chiamata anche "Sala della Gerusalemme Liberata", anch'essa arricchita da affreschi del Funi, dove troneggia un lampadario di cui ogni luce va ad inserirsi in un gambo diverso e distinto, che converge poi al centro in un unico fascio floreale. SESTA TAPPA - Eccoci poi nella nuova "Sala Consigliare", al cui centro siede l'attuale presidente Emilio Zanetti. Proprio 104

ULTIMA TAPPA


RUBRICHE

Rotaract Bergamo, una dolce conviviale EVENTI&IMPRESE

"T'a Sentimento Italiano", l'azienda dei fratelli Alemagna leader nella produzione di cioccolato d'alta gamma, si è presentata al club bergamasco. Il secondogenito Alberto: "Anche con la crisi, l'industria del cioccolato è cresciuta del 7%" 106

PHOTO: GIORGIO CHIESA

arlare di cioccolato non è solo un tema da golosi. Esistono tradizioni imprenditoriali che hanno fatto della famosissima pianta di cacao una vera e propria ragione di vita. Il distretto del Rotaract Bergamo, nella conviviale del 18 febbraio scorso, ha voluto avvicinarsi ad una di queste storiche aziende. Stiamo parlando dell'incontro con Tancredi e Alberto Alemagna, proprietari della "T'a Sentimento Italiano", un brand giovane che combina cultura e creatività, proponendo l'antica arte di famiglia dal 1911, ma rivisitata in chiave contemporanea e resa vivace da una visione aziendale che esplora i trend e li trasforma in prodotti raffinati e accattivanti. Dopo l'elegante cena al ristorante dell'Hotel San Marco, il dibattito sul tema più buono del mondo è entrato nel vivo,

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proponendo interessanti spunti anche per fare riflessioni macro economiche. A rompere il ghiaccio è stato Alberto Alemagna, illustrando le virtù dell'azienda di famiglia e snocciolando numerosi dati di marketing, proprio mentre in tavola sfilavano alcuni pregiati prodotti. "L'industria del cioccolato, nel 2009, è cresciuta del 7%. Considerando la flessione generale derivata dalla negativa condizione congiunturale, il dato è molto importante e sintomatico. Non siamo noi, infatti, a scoprire le capacità benefiche e antistress del cioccolato. E se nell'anno più difficile per l'economia il cacao risulta più consumato rispetto al passato, non ci vogliono certo grandi spiegazioni per illustrare i motivi del suo rilancio". A farlo capire è stato anche il fratello Tancredi, che ha proseguito illustrando come il made in Italy riesca ancora a competere con i più grossi produttori internazionali. "Attraverso la selezione del cacao sudamericano - ha proseguito Tancredi -, lavorato artigianalmente dai migliori maestri cioccolatai italiani, "T'a Sentimento Italiano" è riuscita ad occupare una posizione d'alto livello all'interno del mercato". Da segnalare, per la curiosità dei rotaractiani presenti, che l'azienda milanese si è distinta anche per le capacità di fare marketing, qualità che le hanno permesso di vincere il "Premio all'Oscar dell'Imballaggio 2008" come miglior "Quality Design Packaging". A farla trionfare tra marche e multinazionali sto-

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riche sono stati diversi elementi distintivi: miglior design, realizzato interamente a mano con materiale eco-sostenibile. Un'inclinazione del cioccolato all'interno delle confezioni di 45째, per garantire miglior presa e vista. Una componentistica della scatola di assoluto pregio e - valore che non guasta all'interno della filiera distributiva - una descrizione dettagliata degli ingredienti per ciascun assortimento.

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RUBRICHE

Nuova Serie 5, vero concentrato di eco-tecnologia IN ANTEPRIMA

Presentata in anteprima la nuova berlina bavarese che, grazie alle misure di BMW EfficientDynamics integrate di serie, rafforza il proprio legame con l'ambiente: tutti i motori soddisfano la normativa antinquinamento Euro 5

Design: addio a linee troppo ardite, stilizzate e fantasiose Si ritorna a quel grintoso, moderno rigore teutonico che piace tanto ai puristi BMW 110

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

e prime impressioni di guida relative alla nuova BMW Serie 5 non lasciano adito a dubbi: la nuova creatura di Monaco si può tranquillamente definire una delle berline di rappresentanza più gratificanti da guidare mai entrate in commercio in Europa. E anche se la nuova BMW Serie 5 ha avuto una lunga gestazione nel centro tecnico bavarese prima del lancio sul mercato, il risultato è stato davvero pregevole. L'abbiamo provata per voi in assoluta anteprima per il centro di Bergamo, grazie alla collaborazione

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della concessionaria BMW Lario Bergauto. DESIGN - Lo stile della carrozzeria è limpida espressione del nuovo corso BMW, inaugurato dalla recente seconda edizione della spider Z4. Addio a linee troppo ardite e fantasiose per tornare a quel grintoso, moderno rigore teutonico tanto caro ai fans dell'Elica. Gli stilemi principali si ritrovano nell'espressivo modulo frontale con il doppio rene BMW incastonato verticalmente e nelle linee marcate del cofano motore, nel profilo elegante e


raffinato e nella muscolosa sezione posteriore. In pratica l'espressione carismatica della sezione anteriore dominata da linee verticali, in combinazione con il doppio rene che appare in determinate prospettive inclinato leggermente in avanti, creano un'immagine perfetta con l'eleganza raffinata del profilo e lo stile atletico e sportivo della coda. INTERNI - All'interno, le funzionalità moderne vengono avvolte da un ambiente lussuoso. Il cockpit, dallo stile inconfondibile con forte orientamento verso il guidatore garantisce un'esperienza di guida e di viaggio impareggiabile. Torna quindi una delle caratteristiche

più apprezzate dai puristi BMW, quella console centrale rivolta verso il pilota che simboleggia la centralità del guidatore come fulcro intorno al quale tutto il progetto è sviluppato. Lo stile moderno degli interni è completabile secondo le preferenze personali con dei materiali pregiati e degli eleganti abbinamenti cromatici. Il lightweight design intelligente è stato realizzato in diversi componenti dello chassis e nel cofano motore, nei parafanghi anteriori e nelle porte di alluminio. TECNOLOGIA - Grazie alla conformazione della strumentazione e ai comandi intuitivi, viene intensificato il piacere di guidare. Il

Interni: Il cockpit innovativo, ma dallo stile inconfondibile, è orientato verso il guidatore garantendo così un'esperienza di guida e di viaggio a tutti gli effetti impareggiabile 111


cockpit in tecnologia Black Panel, come detto orientato verso il guidatore, il volante multifunzione di serie, due leve comando sterzo e la separazione netta tra funzioni di guida e di comfort promuovono la superiorità dell'esperienza di guida. A richiesta, è disponibile un Head-Up-Display ottimizzato a livello di visualizzazione delle informazioni, di grado di risoluzione e di dimensioni dell'immagine. La nuova BMW Serie 5 berlina è dotata di serie della nuova generazione del sistema di comando iDrive. Le funzioni di serie e opzionali dell'impianto audio, di navigazione e di comunicazione vengono gestite attraverso il Controller inserito nella consolle centrale e il Control Display da 10,2 oppure 7 pollici, integrato armonicamente nella plancia portastrumenti. BMW ConnectedDrive offre una varietà di funzioni di comfort, di sicurezza e di intrattenimento unica nel segmento di appartenenza. Nella nuova BMW Serie 5 berlina vengono offerti per la prima volta i sistemi di assistenza del guidatore Assistente di parcheggio, Avvertimento di rischio di tamponamento con funzione decelerante in combinazione con la Regolazione attiva della velocità con funzione di Stop & Go, Surround View e Speed Limit Device. DOTAZIONI - La ricca gamma di sofisticati equipaggiamenti di serie della nuova BMW Serie 5 comprende pure l'avviamento comfort senza dovere inserire la chiave, la radio BMW Professional con lettore CD, un connettore AUXIn e sei altoparlanti, il climatizzatore automatico con regolazione separata della temperatura e dell'aerazione al lato di guidatore e passeggero, così come un manuale d'istruzioni integrato. Tra gli optional più esclusivi, ripresi dalla categoria di lusso, vanno ricordati il Comfort Access, la porta USB, il sistema audio multicanale, i sistemi di entertainment per la zona posteriore, il climatizzatore automatico a quattro zone, i sedili attivi, il sistema automatico Soft Close delle porte, un tetto scorrevole dall'acustica e il design ottimizzati e un dispositivo per il gancio da traino automatico. SICUREZZA - Al fine di promuovere l'agilità e la sicurezza, la nuova BMW Serie 5 berlina è dotata di una struttura della scocca particolarmente resistente alle torsioni. Grazie all'utilizzo mirato di acciai altoresistenziali e ad altissima resistenza, la resistenza media della vettura è stata incrementata del 55 percento rispetto al modello precedente, ottimizzandone contemporaneamente il peso. L'equipaggiamento di serie comprende le cinture automatiche a tre punti in tutti i sedili, airbag frontali e laterali, così come poggiatesta attivi anticrash per il guidatore e il passeggero, airbag laterali a tendina, l'indicatore avaria pneumatici e il cofano motore attivo per ottimizzare la protezione dei pedoni. La luce diurna, le luci fendinebbia, la luce dei freni bistadio e la regolazione di velocità con funzione frenante sono a bordo di serie, mentre i doppi fari bixeno, l'Adaptive Light Control con ripartizione variabile del fascio luminoso e luce di svolta, la chiamata di soccorso avanzata con rilevazione automatica della posizione di BMW ConnectedDrive sono disponibili come optional. 112


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Motori: la nuova BMW Serie 5 berlina è disponibile con un motore a benzina a otto cilindri e tre da sei cilindri, inoltre sono presenti anche due motori diesel a sei cilindri

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MOTORI - Grazie alle misure di BMW EfficientDynamics integrate di serie, la nuova BMW Serie 5 berlina rafforza la propria posizione di leader di efficienza nel segmento di appartenenza. Tutti i motori soddisfano la norma antinquinamento Euro 5. Al momento di lancio della nuova BMW Serie 5 berlina saranno disponibili un motore a benzina a otto cilindri e tre motori a benzina a sei cilindri, inoltre due motori diesel a sei cilindri. Il modello top di gamma è la BMW 550i, spinta da un V8 con BMW TwinPower Turbo e High Precision Injection (300 kW/407 CV). La gamma viene completata dal primo sei cilindri in linea a benzina del mondo con BMW TwinPower Turbo, High Precision Injection e VALVETRONIC (225 kW/306 CV) nella BMW 535i e due sei cilindri a benzina con High Precision Injection nell'esercizio a miscela magra nella BMW 528i (190 kW/258 CV) e nella BMW 523i (150 kW/204 CV). I sei cilindri in linea diesel dell'ultima generazione con basamento costruito interamente in alluminio e iniezione diretta del carburante Common-Rail erogano rispettivamente 180 kW/ 245 CV nella BMW 530d e 150 kW/204 CV nella BMW 525d. Dopo pochi mesi, il portafoglio verrà completato dalla nuova BMW 520d con un motore quattro cilindri diesel ampliamente rivisitato dalla potenza di 135 W/184 CV. La BMW 520d sarà equipaggiata di serie con la funzione Auto Start/Stop. Con un consumo medio di carburante di 5,0 litri per 100 chilometri nel ciclo di prova UE e un valore di CO2 di 132 g/km il modello marca dei nuovi primati nel segmento di appartenenza.


RUBRICHE

Spaziosa: il bagagliaio, con un volume di carico variabile, passa da un minimo di 633 litri (565 litri la berlina) ad un massimo di 1.865 litri con sedili posteriori ribaltati 116

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

n un periodo difficile per l'economia internazionale, essere pragmatici nelle spese non significa rinunciare alla qualità e alla sicurezza sull'asfalto. Il binomio qualità-prezzo è sempre stato l’obbiettivo principale di Skoda, marchio del gruppo Volkswagen che ha sempre regalato al mercato italiano modelli di livello superiore a prezzi davvero competitivi. L'ultimo esempio in ordine di tempo è certamente la Skoda Superb, provata per voi in queste pagine grazie alla complicità della concessionaria Bonaldi Motori di Bergamo. E se la versione berlina piace solo ai businessman con-

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creti, la nuovissima "station wagon edition" sarà certamente protagonista del mercato grazie ad una serie di contenuti concreti ed interessanti. A parte la praticità di una carrozzeria familiare che piace particolarmente ai guidatori nostrani, la nuova versione dell'ammiraglia ceca può offrire la gamma di moderni motori "Gruppo VW" già disponibili sulla berlina. Insomma, pura tecnologia dall'estetica al cuore meccanico. Ma entriamo nei dettagli, osservandoli direttamente da alcuni scorci della splendida passeggiata sotto le mura di Bergamo Alta.


Skoda Superb wagon, una reggia per famiglie sulla strada prova su strada

La casa ceco-tedesca presenta l'ultima creazione nata per soddisfare i guidatori e i passeggeri più esigenti, con un rapporto qualità-prezzo davvero imbattibile e contenuti tecnici da top di gamma

DESIGN - La grande station wagon di Mladá Boleslav mantiene in pratica inalterate le dimensioni della berlina, con una lunghezza di 4.838 mm, una larghezza di 1.817 mm e un'altezza di 1.481 mm che supera di poco i 1.460 della classica 5 porte. Ad innalzare ulteriormente la quota massima del tetto della Wagon fino a 1.510 mm ci pensano i mancorrenti di serie, anodizzati o di colore nero. Il plus della Superb Wagon sta proprio nella parte posteriore, elegantemente risolta con un portellone che dà accesso al bagagliaio con un volume di carico variabile da un minimo di 633 litri (565 litri la berlina) ad un massimo di 1.865 litri con sedili posteriori ribaltati. La lunghezza fino a 1.800 mm e la soglia di carico a soli 598 mm da terra sono studiate per poter caricare e scaricare con facilità anche carichi ingombranti. A livello di telaio è stato svolto un esteso lavoro di adeguamento al maggior peso complessivo e al carico utile più elevato. L'asse posteriore è collegato alla carrozzeria per mezzo di particolari silent block, elementi in metallo e gomma che

contribuiscono ad aumentare il comfort di guida e a ridurre il rumore derivante da rotolamento delle ruote, vibrazioni e oscillazioni. INTERNI - Praticamente identici alla versione berlina, rappresentano la giusta filosofia automobilistica Skoda. La massima attenzione è stata data alle finiture. Il rapporto qualità/prezzo, infatti, è rappresentato ottimamente. Tutti i dispositivi principali sono concentrati attorno al volante che offre - a seconda dell'allestimento - comandi multifunzione per sistema audio, computer di bordo e telefono cellulare. Per il resto comandi sempre accessibili e tecnologia tedesca "uber alles". Nella plancia, emergono i sempre più consueti strumenti circolari separati (ma raggruppati con palpebra unica), la consolle centrale è caratterizzata da un nuovo sistema di navigazione Columbus (con touch screen e hard disk da 30 GB), e dai comandi del climatizzatore automatico a due zone, accanto al quale si trova uno spazioso cassetto portaoggetti. 117


Motori: tre motorizzazioni a benzina e due diesel (FAP) contribuiscono a creare un'ampia scelta, con cambio manuale, automatico e trazione anteriore o integrale

ALLESTIMENTI - Per venire incontro alle particolari esigenze di utilizzo e di carico, la Superb Wagon non tralascia l'adozione (sulla 2.0 TDI 170 CV 4×4 e 3.6 FSI 4×4) del controllo di stabilità del traino TSA (Trailer Stability Assist) che consente di trainare in tutta sicurezza rimorchi fino a 2.000 kg di peso. Una anteprima assoluta per Skoda è la possibilità di avere il sistema 118


elettronico di chiusura e avviamento KESSY che permette di aprire e chiudere l'auto tenendo la chiave in tasca, accendendola e spegnendola con un semplice pulsante. Altra utile novità è l'opzione del portellone ad apertura elettrica con bloccaggio della copertura avvolgibile nel bagagliaio. Il piano di carico scorrevole agevola il carico di oggetti ingombranti e il vano fornito di numerose barre, reti e occhielli consente di fissare i colli trasportati. La luce di cortesia posizionata nel portellone illumina, oltre al vano bagagli, anche la zona circostante e la parte posteriore della vettura ed è accompagnata da una luce LED estraibile, alloggiata nella parte sinistra del bagagliaio, che può fungere da torcia tascabile. Già dalla versione d'accesso (Comfort), Skoda Superb Wagon offre 7 airbag, fendinebbia, clima automatico bi-zona, radio CD con MP3, cerchi da 16", regolatore di velocità e mancorrenti neri. La Ambition aggiunge i sensori pioggia, l'allarme volumetrico, i cerchi da 17", regolazione elettrica dei sedili anteriori e specchietti regolabili e riscaldabili elettricamente. Il top della gamma è rappresentato dalla Elegance, arricchita da fari bi-xeno adattivi, specifici cerchi Venus da 17", rivestimento sedili e porte in pelle/Alcantara e sound system con 10 altoparlanti. MOTORI - Parlando della nuova Skoda Superb wagon, non possiamo dimenticare la gamma dei motori, derivati dalla versione berlina ma con una maggiore diffusione del cambio DSG. Tre motorizzazioni a benzina e due diesel (FAP) contribuiscono a creare un'ampia scelta, con cambio manuale, automatico e trazione anteriore o integrale. Una delle unità più interessanti è la più potente delle versioni a gasolio, la 2.0 TDI 170 CVdisponibile con cambio manuale 6 marce a trazione anteriore, 4x4, o con cambio DSG a 6 rapporti (coppia massima di 350 Nm da 1.750 a 2.500 giri/min., velocità massima di 222 km/h, da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi, consumo medio 6,0 litri per 100 km, emissioni CO2 159 g/km). Lo stesso cambio automatico-sequenziale a doppia frizione può equipaggiare la 2.0 TDI 140 CV (coppia massima di 320 Nm, velocità massima di 207 km/h, da 0 a 100 km/h in 10,2 secondi, consumo medio 5,9 litri per 100 km, emissioni CO2 155 g/km) e la 1.8 TSI 160 CV (coppia massima di 250 Nm, da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi, consumo medio 7,6 litri per 100 km, emissioni CO2 180 g/km). Le altre versioni a poter adottare le quattro ruote motrici sono la 1.8 TSI 160 CV e (in abbinamento al DSG) la 3.6 FSI da 260 CV (coppia di massima di 350 Nm tra 2.500 e 5.000 giri, consumo medio di 10 litri per 100 km, 238 g/km di emissioni di CO2; la Superb con il 6 cilindri accelera da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi, e raggiunge i 250 km/h). La trazione integrale si basa sempre sulla frizione elettronica Haldex di quarta generazione che in normali condizioni di trazione provvede a trasmettere il 96% della potenza all'asse anteriore. Per chi non vuole rinunciare al downsizing neppure sulla station wagon c'è poi il motore 1.4 TSI da 125 CV (coppia di 200 Nm disponibile tra 1.500 e 4.000 giri, consumo medio 6,6 litri per 100 km ed emissioni CO2 157 g/km).

Top: la versione Elegance è arricchita da fari bi-xeno adattivi, specifici cerchi Venus da 17", rivestimento sedili e porte in pelle/Alcantara e sound system con 10 altoparlanti

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EVENTI

Interclub Rotaract, in pista la "Glitter Night" benefica

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

n vero e proprio angolo di Londra allestito in uno dei club più "in" della provincia di Como. Parliamo della serata di venerdì 26 febbraio scorso, quando il ClubModà di Erba si è animato all'arrivo della splendida MINI Clubman Soho, offerta dalla concessionaria ufficiale per Bergamo e provincia MINI Lario Bergauto. L'occasione speciale è stata la movimentata "Glitter Night" organizzata dal distretto di Lecco dei Rotaract, un appuntamento all'insegna del divertimento e della beneficenza. Il ricavato della serata, infatti, è stato interamente devoluto alla Fondazione Grazia Focacci che, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi, s'impegna quotidianamente in una difficile missione: fornire assistenza ai malati di tumore. L'iniziativa, grazie al prestigioso Interclub nazionale, ha coinvolto anche gli altri distretti Rotaract italiani, compreso naturalmente quello bergamasco, sempre molto vicino alle organizzazioni di tipo benefico. La kermesse modaiola, dal canto suo, è iniziata in seconda serata con uno splendido buffet ed è poi proseguita con la lotteria, che ha messo in palio ricchissimi premi, tra cui un MINI-frigorifero da auto e da casa. Per finire, i numerosissimi giovani presenti all'evento si sono intrattenuti fino a tarda notte per godersi la serata a "ritmo house" del Club londinese. Pardon, per godersi il ritmo del quartiere Soho allestito (in onore della nuova MINI) nella discoteca comasca.

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EVENTI

Il San Valentino di Lario Bergauto: giovane, fashion ed esclusivo

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

rizzante, divertente e mondana al punto giusto. Per la serata di San Valentino, i giovani bergamaschi (single e non) si sono dati appuntamento nella fiammante discoteca Setai di Orio al Serio - l'ex Fluid per intenderci -, dove ad aspettarli, ancora una volta, c'era un partner d'eccezione: MINI Lario Bergauto. Parcheggiate alle porte del locale, infatti, due splendide Mini davano il benvenuto alla scatenata movida, dando l'opportunità ai ragazzi prima di lanciarsi nelle danze della notte - di osservare da vicino i due piccoli gioielli anglo-tedeschi. Ancora una volta, dunque, la concessionaria ufficiale Mini per Bergamo e provincia ha fatto felici tutti i presenti, presentando la speciale "coppia automobilistica" costituita dalla Mini Ray G - prima a montare l'alimentazione Gpl di serie - e dalla nuovissima ed esclusiva Mini Clubman Soho, ovvero puro stile fashion destinato al solo mercato italiano. La serata, dal canto suo, non è stata certo da meno. All'interno del nuovo Setai, alcuni spettacoli di danza hanno allietato l'evento e inframmezzato la classica musica house della discoteca. Inoltre, la kermesse di San Valentino è stata anche l'occasione per ricordare il povero Marco Licini (per gli amici "Licio", recentemente scomparso per una caduta in scooter), a cui sono stati dedicati diversi e sentiti applausi nel corso della nottata.

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EVENTI

Blu Basket e Co.Mark, canestro al Kilometro Rosso

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

o scorso 12 febbraio, approfittando della pausa di campionato, la squadra, i dirigenti e lo staff tecnico della Co.Mark Blu Basket Treviglio (quinta in classifica nel girone settentrionale della serie A Dilettanti) si sono dati appuntamento al Kilometro Rosso di Stezzano. L'occasione è stata propizia per un curioso e interessante incontro col main sponsor del team. L'obbiettivo dichiarato era quello di conoscersi meglio, sottolineando al contempo le similitudini tra mondo del lavoro - la società si occupa di commercializzazione e marketing per l'impresa - e mondo dello sport. A far gli onori di casa il presidente della Co.Mark Massimo Lentsch, che ha condotto il "corso di formazione" in modo interattivo ed entusiasmante. L'intervento, dal titolo eloquente "Co.Mark in sintesi: similitudini e obiettivi della sponsorizzazione", ha spiegato alla Blu basket come il modus operandi dei collaboratori Co.Mark sia simile a quello che dovrebbero tenere in campo i giocatori: motivazione, comunicazione, lavoro di gruppo, lavoro in rete e ricerca di un obiettivo sfidante. Un ritrovo informale, si potrebbe definire, fortemente voluto proprio dallo stesso presidente. "Ritenevamo utile - afferma Massimo Lentsch - che giocatori e dirigenza sapessero cosa fa esattamente il main sponsor della squadra. Abbiamo voluto creare un contatto attraverso tutti quegli elementi che noi applichiamo nel nostro lavoro e che sono altrettanto importanti per un team che deve vincere". Tra i presenti (e organizzatori dell'evento) anche il vice presidente di Blu Basket Gianfranco Testa, che dopo l'intervento di Lentsch ha aggiunto: "Non vuole naturalmente essere una lezione per coach Simone Morandi. I ragazzi sono già motivati e seguono giustamente il loro allenatore. Però credo possa essere un tassello molto importante nella crescita comune sponsor-squadra".

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EVENTI

YCBG e MINI Lario Bergauto, pura bolina sotto la maschera

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

n legame indissolubile ha caratterizzato il party di Carnevale del Bobadilla Feeling Club di Dalmine. Stiamo parlando della consolidata partnership tra lo Yacht Club Bergamo e MINI Lario Bergauto, accompagnati - nella splendida serata di venerdì 19 febbraio scorso - da altrettanti sponsor prestigiosi: Costa Crociere, Travel Design Studio e Ryanair. Una kermesse che ha visto protagonisti tutti i fortunati ospiti, che si sono presentati all'appuntamento rigorosamente in maschera, dimostrando classe e al contempo creatività. A tal proposito, il commodoro Giovanni Campi, presidente dello YCBG, si è improvvisato presentatore quando, dopo lo sfizioso aperitivo, sono stati eletti i due migliori travestimenti. In palio c'erano un buono viaggio “per le femmine” e per i “maschi” un cronografo BMW, concessi dalla joint venture dei tre generosi sponsor. A proposito di orologi, nel corso della serata è stata esposta la nuova collezione di orologi Locman, presentata dalla Gioielleria Torelli (con negozi a Treviglio, Romano di Lombardia, Crema e Cremona) e fisicamente presente con la terza generazione della famiglia, più specificatamente con Marco e Silvia Torelli. All'ingresso del Feeling Club di Dalmine, inoltre, la protagonista assoluta è stata la fashion MINI Clubman Soho, accompagnata da una vera e propria chicca concessa da un gentile cliente della concessionaria ufficiale MINI per Bergamo e provincia. Stiamo parlando di una delle 200 MINI CooperS John Cooper Works 50th Anniversary prodotte (nel dettaglio la numero 21, come raffigurato sulla livrea), la prima ad essere stata consegnata in Italia.

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Bergamo Economia Marzo 2010