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La rivista upi per i partner della prevenzione

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75 ANNI upi, 40 ANNI DELEGATI UPI ALLA SICUREZZA Gli auguri della consigliera federale Doris Leuthard e di Franky Slow Down

GIORNATA NAZIONALE DELLA LUCE See you – fatti vedere

slitta di prova per cinture di sicurezza Giornata dedicata alla sicurezza presso FFS RailClean


SOMMARIO

EDITORIALE

Insieme siamo forti

ABACO La Svizzera ai primi ranghi

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DOSSIER 40 ANNI DELEGATI ALLA SICUREZZA NEI COMUNI Da 40 anni in prima linea

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L’upi festeggia con la sua rete di partner

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L’opinione di Renate Amstutz, direttrice dell’Unione delle città svizzere: città sicure, spazi vitali

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PARTNER POLIZIA Giornata nazionale della luce: See you – fatti vedere

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PARTNER RICERCA 15 000 economie domestiche interpellate sugli infortuni

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PARTNER AZIENDE Come una caduta dal terzo piano: giornata della sicurezza da FFS RailClean con la slitta upi di prova delle cinture di sicurezza 14

CAMPAGNA E-bike sfrenatamente alla moda

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colophon Editore: upi – Ufficio prevenzione infortuni, Hodlerstrasse 5a, CH-3011 Berna, info@upi.ch, www.upi.ch, telefono + 41 31 390 22 22 Cambiamenti d’indirizzo: abo@upi.ch Redazione: Ursula Marti (wortreich gmbh) , Magali Dubois (upi) , Rolf Moning (upi), Tom Glanzmann (upi) Indirizzo di redazione: Ursula Marti, wortreich gmbh, Maulbeerstrasse 14, 3011 Berna, ursula.marti@wortreich-gmbh.ch, telefono + 41 31 305 55 66 Traduzione: Francesca Grandi, Riva San Vitale Correzione: Antonio Cifelli (upi) Foto: pagine 1, 2, 3, 4, 8, 13, 16: bfu; pagina 4 (a sinistra): Ruben Wyttenbach; pagine 5, 6, 7, 9: Alain D. Boillat; pagine 10, 11: Giovanni Antonelli; Seite 11 (box): AG SdS; pagine 12, 14, 15: Iris Andermatt; pagina 15 (Freizeitkick): Marie Deillon Layout: SRT Kurth & Partner AG, Ittigen Stampa: UD Print AG, Lucerna, stampa ecosostenibile Tiratura: italiano: 1100, francese: 3300, tedesco 9200 esemplari. Rivista trimestrale. ISSN 2235-8889 (Print) / ISSN 2235-8897 (PDF) © Riproduzione degli articoli solamente con l’autorizzazione della redazione e con indicazione completa della fonte

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Un vero successo: 1000 persone hanno partecipato il 19 giugno 2013 al grande evento sulla prevenzione nel Kursaal di Berna per i 75 anni dell’upi. Delegati alla sicurezza, istruttori del traffico, specialisti della sicurezza nelle aziende e altri partner hanno seguito con grande interesse i blocchi tematici sulla prevenzione degli infortuni ieri, oggi e domani. Un numero inaspettato visto che i delegati alla sicurezza, generalmente impiegati da Città e Comuni, sostengono gli sforzi di sicurezza dell’upi su base volontaria. E anche gli specialisti della sicurezza nelle imprese sono impegnati quotidianamente a molti altri livelli. La consigliera federale Doris Leuthard lo ha puntualizzato: l’upi ha una «rete geniale. Una rete tipica per la Svizzera: sostenuta dalla base, dalle Città e dai Comuni, largamente supportata nel mondo del lavoro e riconosciuta come altamente professionale ed efficace». E ha esortato i presenti a portare avanti questo impegno a favore della sicurezza. Un appello rivolto, in particolare, anche alla rete di delegati alla sicurezza creata 40 anni fa dall’upi. La direttrice dell’upi Brigitte Buhmann ha ringraziato per questo straordinario impegno. Infatti, senza partner la prevenzione degli infortuni sarebbe inefficace. E il gran numero di presenti a Berna ha illustrato perfettamente ciò che intendeva Brigitte Buhmann affermando: «insieme siamo forti». Tom Glanzmann

La vostra opinione su area sicurezza ci interessa! Compilando il questionario anonimo allegato ci aiutate a soddisfare meglio le vostre esigenze.


ABACO

La Svizzera ai primi ranghi STATISTICA OCSE La Svizzera è riuscita a ridurre più di altri Paesi i morti sulle strade, passando in 40 anni dal 21° al 4° posto della graduatoria stilata dall’OCSE. Il risultato di attività di prevenzione mirate.

Gli enormi sforzi profusi dalla Svizzera per lottare contro gli incidenti stradali gravi stanno dando risultati straordinari. In 40 anni il numero delle vittime della strada è precipitato da 266 a 41 su 1 milione di abitanti. Nel confronto con altri 27 Paesi OCSE la Svizzera è passata dal 21° rango nel 1970 al 4° rango nel 2010. La buona notizia: il numero di morti è diminuito in tutti i Paesi. Ai vertici di questa classifica si trova la Svezia con 28 decessi ogni milione di abitanti. «L’evoluzione positiva non va da sé, ma è il risultato di attività di prevenzione mirate», spiega Roland Allenbach, responsabile della sezione upi Ricerca. Vi hanno contribuito l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza e di indos-

sare il casco, i limiti di velocità di 120 e 50 km/h, la regola alcolemica dello 0,5 per mille – ma anche gli enormi pro-

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gressi a livello di infrastruttura stradale, tecnica dei veicoli e organizzazioni di soccorso. L’upi persegue ancora l’obiettivo di ridurre ulteriormente il numero di infortuni attraverso misure mirate. um

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Droghe e medicamenti al volante: un problema reale? I pareri sono unanimi: l’assunzione di droghe e medicamenti influisce negativamente sulla guida. Eppure la scienza sembra faticare a provare chiaramente ciò che pare un’evidenza. È quanto emerge da una recente pubblicazione dell’upi, secondo la quale resta difficile quantificare la diffusione del fenomeno e l’effettiva pericolosità per la guida. La varietà delle sostanze (sul mercato ne vengono immesse regolarmente delle nuove) e le possibili interazioni quando vengono assunte combinate fra loro non

facilitano di certo il compito della ricerca. Nemmeno rintracciarle, è cosa semplice: se per verificare l’alcolemia è sufficiente un test dell’alito, per verificare la presenza di droghe e medicamenti occorre analizzare il sangue, le urine o la saliva – sistemi, questi, più invasivi e onerosi sia dal profilo dei costi che del tempo. Secondo le stime l’assunzione di droghe e medicamenti concorrerebbe nel 3 % degli incidenti gravi della circolazione, una percentuale molto probabilmente ben al di sotto della

realtà: i risultati variano secondo il metodo di analisi, e i controlli non sono automatici. La loro sistematicità permetterebbe però di comprendere meglio il fenomeno. Queste ed altre possibilità di prevenzione, segnatamente attraverso l’educazione e la ricerca, sono descritte nella citata pubblicazione, disponibile alla pagina shop.upi.ch, art. n. 2.115. L’upi consiglia anche la app «Risk» di mymedi.ch, che fornisce informazioni sui medicamenti che pregiudicano l’idoneità alla guida. md

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DOSSIER 40 ANNI DELEGATI ALLA SICUREZZA NEI COMUNI

Da 40 anni in prima linea IERI, OGGI, DOMANI Sono le specialiste e gli specialisti della sicurezza nel tempo libero nei Comuni e nelle città: i delegati upi alla sicurezza. 40 anni fa l’upi creava questa rete di esperti, oggi più importante che mai e anche domani pilastro della prevenzione degli infortuni.

2013: 1200 delegate e delegati upi alla sicurezza offrono consulenze in tutta la Svizzera.

I delegati alla sicurezza vengono citati per la prima volta nel rapporto annuale dell’upi datato 1968, in cui l’upi auspicava la creazione – sull’esempio delle imprese – di una rete in grado di assicurare un accesso diretto alla popolazione. «Come l’industria organizza dei servizi per la sicurezza in azienda, così è nostra opinione che anche i Comuni politici dovrebbero affidare la prevenzione degli infortuni a un delegato alla 4

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sicurezza», si poteva leggere nel rapporto. Il 1973 segna la nascita dei delegati upi alla sicurezza. L’idea piace soprattutto in Romandia: alla fine di quell’anno, erano già cinque i Cantoni e un centinaio i Comuni della Svizzera francese con un delegato. Ben presto, anche nel resto della Svizzera l’upi conta un numero crescente di delegati. Inizialmente l’attenzione è rivolta soprattutto alla sensibilizzazione per la prevenzione degli infortuni e alla distribuzione degli strumenti d’informazione abbinati alle campagne. Ma i compiti aumentano progressivamente, a livello di consulenze inerenti all’infrastruttura. Nel 1980 l’upi nomina il millesimo delegato alla sicurezza. Gestire la rete centralmente da Berna diviene sempre più difficile. Perciò, nel 1985 l’upi crea delle regioni di responsabilità di capi delegati upi alla sicurezza. Sul fronte dell’istruzione si pone maggiormente l’accento sulla formazione e il perfezionamento. Ancora oggi i delegati alla sicurezza assolvono due corsi introduttivi e regolari corsi di aggiornamento. Dal 2003 l’upi affina l’ancoraggio nei Comuni e nelle città, sviluppando in maniera mirata il valore della sicurezza e la considerazione per i delegati e sollecitando i Comuni ad elaborare una concezione e un mansionario e ad investire più mezzi nella sicurezza. Un concetto tutt’altro che ovvio, visto e considerato il carattere accessorio dell’attività di de-

legato alla sicurezza. I delegati vengono generalmente assunti in qualità di amministratori edili, agenti di polizia, responsabili di centri di manutenzione o nell’esecutivo comunale. Con il 10 per cento di quota femminile, le donne sono ancora sottorappresentate e, dunque, tanto più benvenute! Ognuno degli oltre 1200 delegati effettua più di 50 consulenze l’anno. L’upi sta valutando come sostenerli in maniera ancora più mirata. È al vaglio l’offerta di un perfezionamento professionale come «specialista della sicurezza nei Comuni». Nell’attesa i delegati upi alla sicurezza continueranno ad impegnarsi per la qualità di vita della popolazione. Tom Glanzmann

73, anno di fondazione: 100 Comuni in 5 Cantoni assumono un delegato upi alla sicurezza, come indica il rapporto annuale.


La parola ai delegati alla sicurezza Ho vestito questo ruolo sempre con estrema soddisfazione. Ricordo, in particolare, una casa plurifamiliare in cui le ringhiere e i parapetti non raggiungevano l’altezza minima prescritta dalla norma SIA 358. Ho avvisato il proprietario, che in breve tempo ha provveduto a fatto mettere a norma le protezioni anticaduta. Al termine dei lavori una mamma mi ha telefonato per ringraziarmi. Era così sollevata che il figlioletto di tre anni potesse finalmente giocare in balcone in tutta sicurezza! Beat von Euw, delegato upi alla sicurezza nel Comune di Svitto

Mi sono molto divertita a partecipare alla campagna Water Safety 2011 in qualità di delegata upi alla sicurezza. Con alcuni membri della Società Svizzera di Salvataggio SSS, cui aderisco anche io, ci siamo recati ogni domenica nella piscina comunale rendendo attenti i genitori e i bambini sui rischi per i bagnanti. Abbiamo anche effettuato un centinaio di controlli della sicurezza in acqua.

Isaline Feremutsch, delegata upi alla sicurezza nel Comune di La Chaux-de-Fonds

Sono una delegata upi alla sicurezza fresca di formazione. Mi piace molto collaborare con architetti e progettisti. Questi contatti mi confermano l’eccellente reputazione di cui gode l’upi, e di come le sue raccomandazioni siano molto apprezzate. Con i suoi consigli di sicurezza e i perfezionamenti l’upi ci aiuta moltissimo nelle attività di tutti i giorni a favore della sicurezza nel nostro Comune.

Renata Albertoni, delegata upi alla sicurezza nel Comune di Bellinzona

Delle mie consulenze sui parchi giochi apprezzo in maniera particolare i più disparati contatti e le piacevoli chiacchierate. È un bel successo quando, dopo iniziali divergenze d’opinione, riesco a mediare una soluzione costruttiva. Una volta ero in anticipo ad un appuntamento, e un ragazzino mi ha chiesto perché ero lì. Quando gliel’ho spiegato mi ha subito mostrato una vecchia altalena con viti pericolosamente sporgent

Andreas Hochstrasser, delegato upi alla sicurezza nella Città di Zurigo

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DOSSIER 40 ANNI DELEGATI ALLA SICUREZZA NEI COMUNI

L’upi festeggia con la sua rete di partner OPPIO COMPLEANNO 75 anni fa nasceva l’upi, 40 anni fa veniva creata l’organizzazione dei delegati upi alla sicurezza. Con un festoso evento di prevenzione e networking l’upi ha ringraziato tutti i delegati e le delegate alla sicurezza e i numerosi altri moltipli­catori, ammiccando al futuro.

È un momento particolare, per l’upi: i suoi collaboratori e un migliaio fra delegati alla sicurezza, istruttori del traffico e responsabili della sicurezza nelle aziende si sono dati appuntamento al Kursaal di Berna per passare in rassegna le pietre miliari nella storia dell’upi e volgere uno sguardo al futuro. Si percepisce immediatamente il carattere eccezionale di questo convegno: il palco è stato trasformato in un laboratorio per test dell’upi più faceto che serio e dotato delle più disparate curiosità. La coppia di artisti Rico Grandjean e Cédric Dubois interpretano due arzigogoloni dell’upi e vivacizzano l’evento in compagnia dell’abile moderatrice Isabel Florido, elegantemente vestita nei colori dell’upi. La consigliera federale Doris Leuthard ha elogiato il lavoro dell’upi e dei suoi partner.

«Dobbiamo fare il possibile per impedire gli infortuni evitabili.»

La prima a calcare il palco-laborato­rio è la direttrice dell’upi Brigitte Buhmann, che dà il benvenuto a un ospite molto particolare: la consigliera federale Doris Leuthard. La capa del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC profonde elogi per il lavoro dell’upi e ringrazia i presenti per l’instancabile impegno. «Anche se oggi gli incidenti mortali sono meno fre6

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quenti di ieri, rimane nostro compito rendere attenta la popolazione sui rischi d’infortunio», afferma la Consigliera federale ribadendo l’importante funzione dell’upi. «Molti infortuni sono evitabili, e noi dobbiamo fare il possibile affinché vengano effettivamente evitati». Il programma è ricco di momenti culminanti: una retrospettiva delle pietre miliari che hanno segnato la storia della prevenzione degli infortuni – dal primo prodotto dell’upi, la protezione per falce, all’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza, fino al

limite alcolemico dello 0,5 per mille – l’intervista con il già direttore dell’upi Peter Hehlen e l’intervento della direttrice in carica Brigitte Buhmann, che illustra le attuali modalità di lavoro dell’upi. «La ricetta di una buona prevenzione degli infortuni ha tre ingredienti: in primo luogo, l’upi segue il ciclo della prevenzione; in secondo luogo procede in base alle cinque E (Education, Engineering, Enforcement, Economy, Emergency); infine, l’upi è un’organizzazione nazionale che persegue il proprio obiettivo lavorando instancabilmente».


Grazie di cuore! Care delegate, cari delegati upi alla sicurezza,

Tra un bizzarro esperimento e l’altro dei due pseudo-ricercatori dell’upi, tavole rotonde e blocchi tematici su argomenti d’attualità anticipano ai partecipanti anche i futuri sviluppi della nostra società e l’importanza per le attività di sicurezza. Il ricercatore futurologo Georges T. Roos evidenzia varie tendenze che celano nuovi rischi d’infortunio – come l’accelerazione gene­ ralizzata delle nostre attività e la crescente mobilità, o l’evoluzione demografica, che fa invecchiare la popolazione e aumentare il numero di persone attive nel tempo libero. Su un altro fronte, gli sviluppi della tecnica offrono nuove possibilità per far sì che situazioni di rischio non debbano nemmeno presentarsi. Ad esempio i sistemi di assistenza alla guida altamente evoluti, che agiscono come piloti automatici escludendo errori umani, o i sistemi e gli apparecchi intelligenti, come la sega che si arresta in una frazione di secondo se un dito sfiora anche solo la lama. Fiato sospeso anche poco prima di concludere la giornata: un altro ospite d’onore, l’angelo Franky Slow Down, annuncia il fortunato vincitore del concorso abbinato all’evento. Il primo premio: un fine settimana wellness. Segue il gran finale: i collaboratori dell’upi salgono sul palco e intonano, sotto la sapiente direzione del famoso beatbox Knackeboul, il rap dell’upi! Ursula Marti

rimango sempre profondamente colpita dal vostro instancabile impegno di delegati alla sicurezza. Giorno dopo giorno, nei vostri Comuni fornite indistintamente aiuto con i vostri preziosi consigli alle persone più diverse – autorità, proprietari di abitazioni, funzionari di società, direzioni scolastiche, genitori, bambini e molti altri ancora. Chi conosce il vostro lavoro sa molto bene che i delegati alla sicurezza sono talenti a tutto tondo: dispongono di un solido know-how e hanno buon senso, intervengono in base alla situazione con decisione o con riserbo, e sono abituati ad accomunare interessi anche molto diversi. Tutti questi talenti li mettete a frutto a favore della prevenzione degli infortuni sulle strade, negli impianti sportivi, negli edifici pubblici, nelle scuole o alle feste di paese. La collaborazione dell’upi con i delegati alla sicurezza nei Comuni è una ricetta efficace da a quarant’anni, ma che viene costantemente affinata. Alla centrale upi si fa ricerca, si creano concetti, si scrive, stampa e istruisce. E voi trasferite queste conoscenze nei vostri Comuni e nelle vostre Città. Fate in modo che gli standard di sicurezza vengano rispettati e che la popolazione venga informata sui pericoli e sensibilizzata sui comportamenti sicuri. Ad esempio con le campagne di affissione su larga scala, che sarebbero impossibili da realizzare senza il vostro prezioso sostegno. L’upi dipende da tutti voi – non soltanto come nostri moltiplicatori e ambasciatori, ma anche perché l’esperienza che maturate con le consulenze è una preziosa fonte di arricchimento del nostro lavoro comune. Senza i delegati alla sicurezza, l’upi non sarebbe mai potuto divenire ciò che è oggi. Perciò ringrazio tutti voi di cuore, care delegate, cari delegati upi, per il vostro enorme impegno! Il vostro

lavoro contribuisce a salvare vite umane e a migliorare la qualità di vita della nostra popolazione. Un sentito grazie anche a tutti i Comuni che, nominando dei delegati alla sicurezza, partecipano a questa rete più unica che rara. Ai prossimi quarant’anni di collaborazione per la sicurezza! Brigitte Buhmann, direttrice upi

La direttrice dell’upi Brigitte Buhmann all’evento upi della prevenzione.

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DOSSIER 40 ANNI DELEGATI ALLA SICUREZZA NEI COMUNI

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1000 invitati hanno partecipato al evento al Kursaal di Berna.

Alcuni delegati alla sicurezza compilano il tagliando del concorso.

La consigliera federale Doris Leuthard riceve dalla direttrice dell’upi una borsa esclusiva cucita con materiale delle campagne upi.

La direzione upi con la consigliera federale Doris Leuthard e Franky Slow Down.

Il duo di artisti mentre testa il salva-anche …

… e inventa un involucro protettivo.

Esperti a colloquio. Sul grande schermo: Georges T. Roos.

Gran finale con il rapper Knackeboul e il team upi al completo.

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Città sicure, spazi vitali L’OPINIONE di Renate Amstutz, direttrice dell’Unione delle città svizzere, sull’importanza della sicurezza nelle Città e nei Comuni.

«Senza sicurezza l’uomo non può né coltivare le proprie forze, né fruire dei frutti che esse gli portano; perché senza sicurezza non c’è libertà». Questa citazione dello studioso tedesco Wilhelm von Humboldt illustra in maniera esemplare l’importanza della sicurezza per una società – anche quella dei nostri giorni. Ma quanto la sicurezza può limitare la libertà? Quanta insicurezza fa parte della vita – soprattutto in un denso ambiente urbano in cui molte persone vivono e convivono? Quale portata ha il compito di uno Stato di proteggere la sua popolazione? Per quanto si appelli alla responsabilità individuale, fra i compiti centrali di uno Stato o di un Comune vi è anche quello di consentire ai propri cittadini di condurre un’esistenza in sicurezza. Gli spazi pubblici devono essere così gradevoli e accoglienti da invitare a soggiornarvi, il traffico sicuro, l’approvvigionamento di energia e le telecomunicazioni possibilmente ininterrotti. E questi non sono che alcuni esempi – la sicurezza ha innumerevoli sfaccettature. La percezione individuale della sicurezza può divergere notevolmente dai dati oggettivi sulla situazione della sicurezza, ma entrambi sono decisivi. Solitamente si sente bene chi si sente sicuro. Benché non sia possibile raggiungere lo standard di una sicurezza assoluta, per gli individui e la collettività questo rimane un bene al quale aspirare. Per le

Renate Amstutz: «La sicurezza è sempre più spesso un fattore di ubicazione.»

Città e i Comuni, avvicinarsi a questo obiettivo è un’impresa impegnativa e complessa. Lo dimostra anche lo studio pubblicato di recente «Città svizzere sicure 2025», che analizza gli sviluppi e le sfide per la sicurezza nelle Città e nei Comuni fino al 2025 e dal quale traggo tre conclusioni. In primo luogo, la sicurezza è un tema trasversale che spazia dal littering all’abuso di alcol, dalle effrazioni alle panne di elettricità, alle inondazioni. Di conseguenza, le attività di sicurezza necessitano di un approccio integrale che va oltre la classica immagine di sicurezza infusa dalla polizia e che coinvolge tutte le dimensioni di una collettività – poli-

tica, amministrazione, economia e società civile. I delegati upi alla sicurezza giocano, a tale proposito, un ruolo importante. Confederazione, Cantoni e Comuni devono collaborare strettamente e anche a livello di reti transfrontaliere. Bisogna, inoltre, cogliere le opportunità, scambiarsi esperienze e imparare l’uno dall’altro. Secondariamente, la sicurezza dipende dalle particolari condizioni quadro locali, dagli obiettivi nel mirino, dai mezzi disponibili e dalle priorità. Il mix perfetto di misure non esiste. In terzo luogo, la sicurezza è sempre più spesso un fattore di ubicazione. Affinché le nostre Città e i nostri Comuni siano anche in futuro spazi vitali, devono essere sicuri. • area sicurezza 3 / 2013 9


PARTNER POLIZIA

See you – fatti vedere GIORNATA NAZIONALE DELLA LUCE In un’azione dell’anno scorso, durante cinque giorni la polizia cantonale vodese ha invitato la popolazione a cimentarsi in test di vario genere – come quello della vista o dell’udito, o quello sugli effetti dell’alcol. Anche il 2013 promette interessanti azioni all’insegna dello slogan «See you – prima o poi».

In questa fresca mattinata d’autunno il parcheggio della Blécherette sfugge a stento al grigiore della nebbia che avvolge Losanna e dintorni. L’autunno la fa ormai da padrone. E chi dice autunno dice anche giornate più brevi. Dal 2007 in questa stagione il gruppo di lavoro «Sicurezza tramite la visibilità», al quale aderisce anche l’upi, organizza una giornata nazionale della luce. Controllo dei sistemi d’illuminazione delle

biciclette, distribuzione ai pedoni di bracciali riflettenti, controlli gratuiti dell’acuità visiva – le attività sono molto variate sull’intero territorio nazionale. Nel Cantone di Vaud l’azione 2012 è durata addirittura una settimana. Test per veicoli e conducenti

Appena giunto sul posto un conducente viene accolto da un esperto della

sezione vodese del TCS – partner dell’azione. In programma ci sono controlli di vario genere: luci, pressione dei pneumatici, batteria, spazzole tergicristalli e livello dei liquidi. Durante i 15 minuti necessari alla verifica del veicolo, il conducente ha la possibilità di sottoporsi ad esami dell’acuità visiva e dell’udito. «È l’occasione per verificare che la vista non sia calata. E un test dell’udito non fa mai male, sono anni che non ne faccio uno!» Come lui, in ogni giornata dell’azione più di trenta persone si avvalgono dei test gratuiti. «Per questa prima edizione abbiamo informato la popolazione a mezzo stampa, tramite il sito Internet della polizia e via Facebook, e abbiamo anche messo a disposizione dei posti di polizia del Cantone e dei nostri partner oltre 5000 buoni per i test gratuiti», spiega Jean-Christophe Sauterel, portavoce della polizia cantonale vodese. Fatal Vision: sperimentare gli effetti dell’alcol rimanendo sobri

L’occasione ideale per un test della vista e dell’udito

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I meno frettolosi assolvono il percorso «Fatal Vision» ideato dal capo della brigata per la prevenzione sulle strade Marc-André Daven e dai suoi collaboratori. Con un paio di occhiali che simulano gli effetti di un tasso di alcolemia dello 0,8 per mille, i visitatori percorrono un tragitto insidioso: salire delle scale, chiudere a chiave una porta, schivare ostacoli … Il passo è malfermo,


Marc-André Daven, capo della brigata per la prevenzione sulle strade.

Jean-Christophe Sauterel, portavoce della polizia cantonale vodese.

i movimenti imprecisi. Un’esperienza a dir poco dissuasiva per chi la sperimenta! Mentre qualcuno si riprende lentamente dalla sbornia indotta, incuriositi altri si avvicinano per ingannare l’attesa dei risultati dei test della vista e dell’udito. Di tutta evidenza le giornate d’azione non sono solo utili, ma incontrano anche il favore del pubblico. Scommettiamo che il Cantone di Vaud non mancherà di ripetere l’esperienza?

SeeYou Poster A3 i V.pdf

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Magali Dubois

Giornata nazionale della luce 2013 Ogni mese di novembre la Giornata nazionale della luce ricorda agli utenti della circolazione di prestare attenzione ad una buona visibilità. Essere individuati per tempo può salvare la vita! Per i pedoni e i ciclisti significa indossare abiti chiari e materiali riflettenti e accendere le luci della bicicletta. Anche i conducenti di autoveicoli hanno degli obblighi: rispettare i limiti di velocità, sottoporsi a regolari controlli dell’acuità visiva e mantenere il parabrezza pulito. La prossima Giornata della luce si tiene il 14 novembre 2013. In molte località della Svizzera si svolgeranno attività sul tema. A Zurigo, Berna, Lucerna, Bulle e Sion sono previste azioni maggiori in collaborazione con corpi di polizia, ottici e altri partner, con stand informativi, test della vista, concorsi e gare podistiche organizzate dagli sponsor. Zurigo organizza anche un evento particolare: un balletto sulla Paradeplatz dal titolo «See you – vedere ed essere visti». Per far sì che in futuro la Giornata nazionale della luce seduca target sempre più ampi, è stata creata una stuzzicante veste e il nuovo slogan «See you – fatti vedere». Informazioni alla pagina www.seeyou-info.ch um

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PARTNER RICERCA

15 000 economie domestiche interpellate sugli infortuni STATISTICA DEGLI INFORTUNI Per la prima volta l’upi ha rilevato l’incidentalità globale con un sondaggio su larga scala condotto fra le economie domestiche. Un progetto stimolante, come spiega il capoprogetto Steffen Niemann.

stiche di tutte le regioni del Paese quali infortuni hanno subito i loro componenti. Come ha reagito la popolazione? Abbiamo innanzitutto mandato una lettera alle famiglie selezionate, spiegando l’obiettivo del sondaggio – nessun marketing di vendita, ma la prevenzione degli infortuni. Dopo questo primo contatto, molte persone si sono dette disponibili a fornire le informazioni richieste.

Steffen Niemann, capoprogetto presso la sezione upi Ricerca: «Il lavoro con i nuovi dati inizia solo ora».

Per la prima volta l’upi ha calcolato le cifre globali relative agli infortuni 2010 secondo un nuovo sistema. Per quale motivo? La statistica annuale degli infortuni non professionali si basa essenzialmente sui dati dell’assicurazione contro gli infortuni professionali, che però non contempla le cifre inerenti alle persone senza attività lucrativa – soprattutto bambini e anziani. Questi dati devono essere rilevati a parte. Questa misurazione è stata realizzata per la prima volta nel 1994 e successivamente 12

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nel 1997 con uno studio completo incentrato su bambini e anziani. I dati sono stati utilizzati per calcolare le proiezioni nelle statistiche annuali degli infortuni. Nell’ultimo studio l’upi si è basato sui dati forniti dai medici. Oggi questa procedura sarebbe però eccessivamente onerosa. Siamo giunti alla conclusione che un sondaggio rappresentativo fra le economie domestiche sia il mezzo migliore per ottenere cifre aggiornate sul numero complessivo di infortuni fra la popolazione svizzera. Avete chiesto a 15 000 economie dome-

All’upi il risultato del sondaggio era atteso con trepidazione, perché si voleva capire se avrebbe confermato o disatteso le vecchie cifre. Che cosa è emerso? Essendo il sistema di rilevamento completamente rinnovato, effettivamente il risultato del sondaggio era un po’ come un terno al lotto. Ma ci ha tranquillizzati: le cifre complessive sono rimaste, suppergiù, invariate (totale: circa 1 milione), seppur con uno spostamento degno di nota: dalle cifre attuali emergono più infortuni nello sport (400 000) e meno infortuni in casa e nel tempo libero (550 000). Questo dato la sorprende? L’aumento degli infortuni nello sport, soprattutto fra gli anziani, è più che plausibile dato che gli ultra 65enni sono oggi molto più attivi che in passato. Il calo degli infortuni in casa e nel tempo libero nella fascia di età da 0 a 16 anni è un dato rallegrante – ma è impossibile


determinare in quale misura questo risultato sia riconducibile a una riduzione dei rischi frutto di una prevenzione efficace o al nuovo metodo di rilevamento. Quale impatto avranno i nuovi dati sulle attività dell’upi? I nostri programmi di prevenzione vengono coerentemente orientati ai risultati scientifici. Lo sport nella terza età sarà sicuramente un argomento d’attualità anche in futuro, anche se le priorità tematiche rimarranno essenzialmente invariate. Prime fra tutte, le cadute in casa e nel tempo libero. Al centro delle attività continuerà ad esserci anche la circolazione stradale, per la gravità degli infortuni. Ma il lavoro con i nuovi dati inizia solo ora. Oltre a determinare la gravità delle ferite, sarà anche necessario aggiornare le cifre relative ai costi causati dagli infortuni all’economia nazionale.

DISTINZIONE

Concorso: primo premio a classe di Neuchâtel Visibili a 360 gradi nella circolazione stradale: questo il tema da tradurre in manifesto proposto dal concorso per la gioventù indetto dall’upi in collaborazione con il gruppo di lavoro «Sicurezza tramite la alla visibilità» in occasione della Giornata nazionale della luce 2012. Sono stati oltre un centinaio i progetti ricevuti da studenti di scuole superiori, tecniche superiori e professionali. La giuria del concorso ha selezionato sei manifesti, proiettati per un intero mese nelle sale cinematografiche nazionali. Il soggetto «Sans – Avec» elaborato dalla classe

Interview: Ursula Marti

3LETM2 della CPLN, sezione École technique, di Neuchâtel ha convinto la giuria, aggiudicandosi il 1° premio. «Il progetto si è distinto per l’originalità dell’idea, il messaggio chiaro e comprensibile e l’esecuzione precisa e accurata», spiega Barbara Schürch, responsabile della sezione upi Formazione. I sei manifesti meglio piazzati sono visibili su www.upi.ch > Prevenzione nelle scuole > Concorso Safety Tool. Nel 2013 il concorso per la produzione di un manifesto sarà riservato alle classi dalla 3a elementare alla 4a media e sarà incentrato sul tema del divertimento in slitta. Le informazioni sul concorso, che verranno spedite   diretta­ mente alle scuole, possono anche essere richieste a formazione@upi.ch. um

EUREKA

Avete scovato un prodotto pericoloso? Annunciatelo! Tazze riempite di acqua bollente che si spezzano, giocattoli per bambini che perdono pezzi che potrebbero essere ingeriti: sono solo due esempi di prodotti che possono essere in commercio senza soddisfare i requisiti di sicurezza. Si tratta spesso di piccoli difetti che, possono causare infortuni anche gravi. «Sono, in primo luogo, i fabbricanti e commercianti di prodotti ad avere l’obbligo di verificare le loro merci al fine di rilevare eventuali lacune nella sicurezza. E se sussistono rischi, il prodotto non può essere immesso sul

mercato», spiega Mathias Steuri, ispettore per la sicurezza dei prodotti presso l’upi. «Ma questo autocontrollo non sempre funziona come dovrebbe. Perciò, anche i consumatori sono chiamati a notificarci i prodotti non sicuri». La segnalazione può avvenire direttamente all’upi scrivendo a info@upi.ch, per il tramite del portale www.upi.ch o chiamando lo 031 390 22 22. Ente di controllo competente per macchine, dispositivi di protezione individuale ed altri prodotti del settore al di fuori delle aziende, l’upi ha il mandato di elaborare le notifiche e ordinare eventuali misure

appropriate. Può trattarsi di un divieto di vendita, di un ritiro o di un richiamo. Su www.upi.ch, al menu «Prodotti di sicurezza» trovate maggiori informazioni e un link al modulo di notifica della Segreteria di Stato dell’economia SECO, l’organo federale di vigilanza sull’esecuzione della sicurezza dei prodotti, e il formulario di notifica per l’osservatore del mercato. «Le segnalazioni della popolazione sono un importante contributo alla sicurezza di tutti», è convinto Mathias Steuri, «e ci permettono di proteggere altre persone da possibili infortuni». um

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PARTNER AZIENDE

«Come una caduta dal terzo piano» slitta di prova per cinture di sicurezza Alla giornata di formazione e di sicurezza i dipendenti di FFS RailClean ricevono molti consigli pratici per la loro salute e sicurezza. E sperimentano sulla propria pelle un incidente della circolazione – e perché la cintura di sicurezza sia essenziale. Area sicurezza li ha seguiti in questa giornata particolare. È piacevolmente caldo nella zona di consegna dell’autosilo della stazione ferroviaria di Lucerna. La Smart fissata sul rimorchio è pronta per il prossimo giro sulla slitta di prova per cinture di sicurezza. Un gruppo di dipendenti di FFS RailClean attornia incuriosito il consulente dell’upi Raphael Burry. Su un tavolo sono allineati opuscoli, tagliandi di un concorso, penne e calibri per battistrada. Un beamer proietta delle immagini su una parete. Per Raphael Burry è la terza presentazione della giornata. Servendosi di situazioni concrete e materiale video tematizza la guida in stato di ebbrezza, la

visibilità degli utenti della circolazione, la sicurezza dei carichi in automobile e le cinture di sicurezza. La presentazione è completata con consigli di sicurezza per il veicolo, affinché i viaggi per le imminenti vacanze si svolgano senza inconvenienti. Bambini in auto

Quello delle cinture di sicurezza è un tema che sta particolarmente a cuore al consulente upi, che lancia un accorato appello ai partecipanti al workshop: «Per il bene della vostra famiglia, verificate sempre che anche gli occupanti dei sedili posteriori siano allacciati. I

bambini fino a 12 anni o di statura inferiore a 150 cm devono utilizzare un seggiolino adatto alla loro età. Non fate un favore né a voi stessi, né ai vostri figli lasciandoli liberi di muoversi sui sedili posteriori durante un lungo viaggio per le vacanze!» Subito un collaboratore chiede la ricetta contro bambini piagnucolosi nei lunghi viaggi. Si recherà in vacanza in Macedonia – 1800 km in automobile – e vorrebbe giungere alla meta il più velocemente possibile … Burry gli raccomanda di fare assolutamente delle pause. «In qualsiasi area di servizio i bambini possono sfogarsi all’aperto e

Il consulente upi Raphael Burry (con camicia bianca) illustra la slitta di prova upi per cinture di sicurezza. I collaboratori possono provare sulla propria pelle quanto possa essere violento un urto già a bassissima velocità.

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lei ha un po’ di tempo per schiacciare una turbosiesta e recuperare le forze. Magari il viaggio durerà qualche ora in più, ma tutta la famiglia arriverà a destinazione sana e salva!» I colleghi annuiscono. Impatto non frenato

Segue il clou della presentazione: il giro sulla slitta di prova per cinture di sicurezza. «Quando salite, fate attenzione alla testa. Allacciate le cinture, rilassatevi e chiudere la bocca per non mor-

Hanno organizzato la giornata per la sicurezza del personale: Viviane Zaslawski e André Eggimann presso la stazione di Lucerna.

dervi la lingua!» spiega Raphael Burry ai partecipanti che a gruppi di si accomodano in macchina. Si parte! E già dopo pochi metri la corsa termina bruscamente con un impatto. Anche se la velocità è di soli 11 km/h, l’urto scaraventa violentemente in avanti gli occupanti. Le due persone scendono dalla Smart scioccate, perfettamente unanimi sul fatto che senza le cinture di sicurezza sarebbe stato impossibile reggersi perfino ad una velocità tanto bassa, per non parlare di un bambino, che è pure impreparato all’impatto. «Già un incidente a 14 km/h moltiplica per otto il vostro peso corporeo. Un impatto a 50 km/h equivale a gettarsi dal terzo piano di una palazzina», aggiunge Burry. Dopo essersi rimessi da questo particolare viaggio, i partecipanti al workshop si cimentano in un concorso. Le cinque domande passano in rassegna i messaggi chiave. Così le informazioni

appena ottenute vengono interiorizzate più facilmente. E i premi sono allettanti! Meno assenze

Da quattro anni il settore aziendale RailClean della divisione Immobili di FFS SA organizza annualmente una giornata della sicurezza, che alle quattro centinaia di collaboratori spiega come vivere la sicurezza al quotidiano. «Oggi Lucerna accoglie i dipendenti di cinque sedi diverse, che possono così beneficiare delle esperienze reciproche», spiega André Eggimann, responsabile tecnico per sicurezza sul lavoro presso la divisione FFS Immobili, illustrando il concetto. «Al Safety Day partecipano i collaboratori, gli apprendisti e gli ausiliari di RailClean», aggiunge Viviane Zaslawski, responsabile della formazione specialistica presso FFS Immobili RailClean. «Oltre a nozioni teoriche, ogni postazione prevede degli esercizi pratici, per dare ai partecipanti il numero massimo di input». I due responsabili hanno compilato un programma molto eterogeneo: i collabora-

Prevenzione nelle imprese L’upi dispone attualmente di undici differenti presentazioni a disposizione delle imprese con almeno 250 collaboratori o per l’impiego su almeno due giornate. Gli argomenti: sicurezza nel tempo libero, sport, casa e sicurezza nella circolazione stradale. Esposizioni, relazioni, video e relativo materiale pratico consentono un impiego flessibile e creano un quadro interessante per sensibilizzare il personale. Maggiori informazioni alla pagina www.upi.ch > Sicurezza nelle imprese > Esposizioni tematiche. Persona di contatto: Christian Wyssmüller, tel. 026 913 81 01. Si prega di prenotare il materiale con largo anticipo!

tori apprendono e sperimentano i benefici di un’alimentazione sana in un mondo perennemente di fretta. Imparano a svolgere le pulizie in maniera ergonomica, discutono sulla corretta organizzazione del lavoro, sulle attrezzature migliori e sull’uso di macchine speciali. E, ultimo ma non meno importante, due postazioni sono dedicate alla sicurezza sui marciapiedi delle stazioni e nella circolazione stradale. Che il programma sia pagante, lo dimostra la statistica di RailClean sui giorni di assenza: «Negli ultimi quattro anni gli infortuni con giorni di assenza sono drasticamente diminuiti», constata Eggimann con grande soddisfazione. Beatrice Suter

TEMPO LIBERO

Turbosiesta in tournée Durante l’estate 2013 un bus con i colori della campagna sulla sonnolenza al vo­lante ha fatto tappa in una dozzina di open air del Paese. Obiettivo: sensibilizzare sui rischi della stanchezza al volante e del colpo di sonno. Il bus ha attirato un folto pubblico di festivalieri che hanno schia­ cciato un pisolino di 15 minuti prima di rimettersi al volante – e non, come ri­cordato a qualche spettatore, per ripar­arsi dalla pioggia! L’esperienza si è rivelata estremamente positiva, fornendo all’upi e ai suoi partner numerose occa­sioni per veicolare il messaggio di prevenzione. md

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1.021.03 – 09.2013

CAMPAGNA

E-bike sfrenatamente alla moda «La bicicletta elettrica è più veloce di quanto si pensa.» Lo slogan della campagna congiunta di upi e Visana business lo puntualizza: sia gli e-biker che gli altri utenti della circolazione sottovalutano le alte velocità e sovente non sono consapevoli dei rischi, come lo spazio di frenata più lungo. Il soggetto del manifesto enfatizza questa problematica. «Non vogliamo rovinare a nessuno il piacere di inforcare un’e-bike», afferma la direttrice della campagna Camilla Krebs dell’upi. «Desideriamo, piuttosto, mostrare come ridurre al minimo i rischi, ad esempio indossando il casco, adottando uno stile di guida difensivo o frequentando un corso di guida sicura». Per le biciclette elettrice veloci il casco è in tutti i casi obbligatorio.

Nell’ambito della campagna, in collaborazione con la nota azienda bernese Thömus Bike Academy Visana business offre in tutta la Svizzera corsi di guida sicura per e-biker, che possono così migliorare le competenze di guida ed essere sensibilizzati sulla velocità di un’e-bike – che può essere decisamente più sostenuta che con una bicicletta senza propulsione elettrica. Il numero di e-bike è in forte crescita – parallelamente al numero di incidenti che coinvolgono questo tipo di veicolo. Con questa campagna l’upi auspica una riduzione dei rischi d’infortunio. Maggiori informazioni sui corsi di guida sicura: www.thoemus-bike-academy.ch (rubrica «E-Bike») um

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Attenzione! La bicicletta elettrica è più veloce di quanto si pensa.

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Il manifesto della campagna.

Area sicurezza - 2013/3  

La rivista upi per i partner della prevenzione