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KISS

by Federica Galiazzo

La frase di rito rieccheggia tra le gradinate della maestosa Arena di Verona, il sipario con il logo della band scopre il palco, ed è l’inizio del delirio. La scena si colora di luci e fumo, ma ad esplodere non sono solo i fuochi d’artificio, Gene Simmons, Paul Stanley, Eric Singer e Tommy Thayer appaiono magicamente davanti ai fan in visibilio iniziando lo spettacolo con “Detroit Rock City”. Dalla prima all’ultima canzone nessuno si è mai seduto nè ha smesso di cantare e osannare i propri idoli. Una miriade di facce dipinte nell’inconfondibile stile Kiss bianco e nero ha reso omaggio alla band, e addirittura bambini con le magliettine a tema hanno saltato durante il concerto con i genitori. Il look è sempre lo stesso, la scenografia e lo spettacolo pirotecnico anche, e nemmeno l’età, ormai non più giovanissima, ha stonato durante il delirante show presentato da una delle rock band più famose e amate del mondo. Gene Simmons ha regalato ai pochi fotografi autorizzati a stare sottopalco, le tipiche smorfie Kabuki con la roteante danza della sua famosa lingua chilometrica; Paul Stanley non ha mai smesso di saltare in giro per il palco sulle rigorose zeppe argentate, con una tale leggiadria da fare invidia alla miglior modella; la batteria di Eric Singer è stata trasformata in una navicella spaziale degna di lui e Tommy Thayer ha armeggiato alle chitarre con una semplicità sconcertante. Questi sono i Kiss che tutti conosciamo e che infiammano i cuori e gli animi di intere generazioni. Per il loro 40th Anniversary World Tour regalano ai fan momenti addirittura quasi commuoventi durante l’esecuzione di “Do you love me”, celebrando la grande carriera attraverso la proiezione di foto di 40 anni di vera essenza musicale. D’altra parte l’Arena è stata scelta come unica tappa italiana per questo importante traguardo, e sembrava quasi d’obbligo festeggiarli attraverso il flusso degli indimenticabili ricordi dell’esplosiva band. Il finale affidato all’immancabile “Rock and Roll All Nite” è in tutti i sensi con il botto e Paul Stanley manda in orbita non solo i pezzi della sua chitarra spaccandola con scenografica energia, ma anche migliaia di urla di approvazione dei rocker presenti. L’età dei nostri beniamini ormai avanza ma a parte qualche cedimento di voce, lo show è stato spettacolare, sicuramente un live dei Kiss è un punto immancabile in tutte le liste delle “cose da fare prima di morire”. 41

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