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numero Poste Italiane spa Sped. in Abb. Postale DL 353/2003 (Conv. in legge 27/02/2004 N.46) Art. 1 comma 1 LO/BG

PERIODICO DI CULTURA MEDICA E BENESSERE

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anno 4 - gennaio - febbraio 2014

Gianpaolo Bellini Il capitano fa gol all'alcol

Speciale diete: via i chili mangiando (bene) Artrosi? Prova con le cure termali è tornato di moda il baratto Mamma... ho fatto la pipÏ a letto!


numero

1

anno 4 - gennaio - febbraio 2014

numero

PERIODICO DI CULTURA MEDICA E BENESSERE

PERIODICO DI CULTURA MEDICA E BENESSERE

1

Poste Italiane spa Sped. in Abb. Postale DL 353/2003 (Conv. in legge 27/02/2004 N.46) Art. 1 comma 1 LO/BG

Editoriale

5 Grazie Michele!

IN FAMIGLIA

quando preoccuparsi

anno 4 - gennaio - febbraio 2014

attualità Medicina difensiva: il "sintomo" di un rapporto tra medico e paziente sempre più in crisi

Speciale diete

Gianpaolo Bellini Il capitano fa gol all'alcol

Speciale diete: via i chili mangiando (bene) Artrosi? Prova con le cure termali È tornato di moda il baratto Mamma... ho fatto la pipì a letto!

IN QUESTO NUMERO "Da gennaio mi metto a dieta". Se dovessimo fare una classifica dei buoni propositi di inizio anno di certo questo sarebbe in cima alla lista. Anche perché, secondo le ultime statistiche, in Italia il 33,1% della popolazione è in sovrappeso (41% degli uomini e 25,7% delle donne). Ma quale dieta seguire? Scopritelo nel tema mese, dedicato proprio alla corretta alimentazione per perdere i chili accumulati durante l'inverno. E se fate fatica a trovare la motivazione giusta per rinunciare, in nome della linea, a dolci e snack, affidatevi ai consigli della rubrica "Psicologia" in cui si dà spazio al cambiamento (anche di stili di vita). Non ci resta che augurarvi uno splendido 2014, all'insegna della forma e della salute! PARTECIPANTI ALLA FONDAZIONE

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32 Bambini

RUBRICHE 43 Altre terapie Dalle api un'alleata naturale contro i malanni invernali 44 Guida esami Come sta la tua retina? Te lo dice la TAC degli occhi 46 Animali Come riconoscere se il gatto ha "mal di cuore"

tennis ed evidenziatori è più facile 10 Vuoi dimagrire? Occhio alle diete di moda 12 Sostitutivi del pasto, come e quando usarli Specialità A-Z 14 Gastroenterologia Se il glutine diventa un nemico 16 Reumatologia Fanghi e idrochinesiterapia contro l'artrosi 18 Urologia C'era una volta il servizio militare PERSONAGGIo 20 Gianpaolo Bellini Il capitano fa gol all'alcol

in forma

52 Fitness

Vuoi tonificarti senza stress?

Allenati con gli elastici

54 Bellezza

Denti "in riga" con l'apparecchio trasparente

IN SALUTE 22 S tili di vita è tornato di moda il baratto 24 P revenzione Pap test, educazione sessuale e vaccinazione HPV combattere il tumore al collo dell'utero IN ARMONIA 26 Psicologia Il cambiamento: croce e delizia 28 Coppia E vissero felici e contenti... anche al lavoro!

STRUTTURE

48 Ospedale di Alzano 50 Centro Diagnostico di Treviglio

Mamma... ho fatto la pipì a letto!

8 Porzioni giuste: con palline da

ITALIANA PER L'EDUCAZIONE ALIMENTARE

30 D  olce attesa Dolori addominali,

57 59 61 63

REALTÀ SALUTE MCE Italia Athaena L'Ortopedia Associazione Tricologica Svenson

DAL TERRITORIO

64 News 67 Onlus 69 Malattie rare

Associazione A.R.M.R.

70 Testimonianza

Con i miei quadri a colori supero la disabilità

Allegato centrale: Amici di Bergamo Salute


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EDITORIALE

Grazie Michele!

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a sempre la filosofia di Bergamo Salute è quella di trasmettere un messaggio positivo e di speranza. Siamo convinti, infatti, che la positività sia una risorsa indispensabile, spesso decisiva, anche per riuscire a superare problemi di salute a volte estremamente gravi. Purtroppo, però, contro mali terribili, non sempre si riesce a vincere la battaglia. È il caso di un caro amico, Michele Craba, che ha dovuto arrendersi a un cancro al fegato che non gli ha neppure permesso di festeggiare il suo 50° compleanno. Vorrei ricordarlo in questo editoriale per farvi arrivare, attraverso la sua storia, un messaggio comunque positivo, pur in tanta sofferenza. Michele ha affrontato la malattia con una dignità davvero unica ed esemplare, ha lottato con tutte le sue forze, aggrappandosi con le unghie a ogni piccola luce di speranza, senza mai mollare, da vero combattente. Lo ha fatto per lui e per la sua famiglia, che amava alla

follia e che gli è stata vicina fino all'ultimo vivendo insieme a lui ogni attimo, i momenti più bui come quelli di temporanea felicità che ancora la vita gli concedeva. Durante la malattia ha scoperto la fede ed è grazie a essa che ha trovato la forza per non abbattersi mai, consapevole forse fin dall'inizio che quel male prima o poi lo avrebbe strappato ai suoi più cari affetti. Negli ultimi mesi ha avuto la possibilità di fare un pellegrinaggio a Medjugorje che l'ha toccato profondamente. Un'esperienza umanamente e spiritualmente molto forte che, al rientro, ha voluto condividere con tutti i suoi amici e parenti, nella speranza di poter "regalare" anche a noi un po' di quella pace interiore così soffertamente raggiunta. A ognuno, con le lacrime agli occhi, aveva portato da quel viaggio un ricordo, un simbolo che nella vita non bisogna mai mollare. Lui era così: nonostante soffrisse molto, fisicamente e psicologicamente, era sempre

lui a tirare su di morale gli altri, aveva sempre una parola di conforto per tutti. Non stupisce che fosse così amato: attraverso Facebook riceveva quotidianamente attestati di stima anche da persone che non conosceva direttamente. Gli amici, tanti, di Facebook erano diventati la sua seconda famiglia. Eppure lui si meravigliava, si chiedeva come fosse possibile tanta solidarietà e affetto nei suoi confronti. La risposta è nella gentilezza e disponibilità che dimostrava verso tutti. Era impossibile non volergli bene! Il 2 di dicembre 2013 ci ha privati della sua presenza fisica ma dentro ognuno di noi che l'ha conosciuto, anche solo attraverso un social network, resta vivo il ricordo di uomo vero, dolce e gentile, un esempio di come si possa vivere la vita fino alla fine con dignità e coraggio. Non ti dimenticheremo... Daniele Gerardi

Bergamo Salute

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ATTUALITA'

Medicina difensiva: il "sintomo" di un rapporto tra medico e paziente sempre più in crisi a cura di Giancarlo Borra

munque l'intensificarsi della reciproca diffidenza e conflittualità tra medico e paziente impone un'attenta riflessione, un ripensamento sia sulla pretesa della cura, sia sulla tutela della corretta professione sanitaria.

farmaceutica, insieme alla campagna denigratoria di alcune televisioni e giornali della sanità italiana, spinge i pazienti, ogni qual volta il risultato terapeutico non è ottimale, a sentirsi vittime di cure inadeguate con un incremento preoccupante delle pretese di risarcimento e del contenzioso giudiziario penale e civile. All'incremento di queIl falso mito ste pretese non sono estranei né della "medicina molti avvocati (compresi centri miracolistica" specializzati per ottenere il risarI pazienti e i loro fami- cimento dei danni derivati dal liari attraverso i mass malpractice - malpratica medica media hanno ormai a e/o malasanità), né alcuni medisposizione una quan- dici che ignorano quanto pretità enorme di informa- visto dal codice di deontologia zioni mediche. Questa medica a proposito del rispetto maggiore conoscenza reciproco (Art. 58: il rapporto tra delle risorse terapeu- medici deve ispirarsi ai principi tiche, spesso fonte di di corretta solidarietà, di reciproconfusione, li spinge a co rispetto e di considerazione rivendicare prestazioni della attività professionale di sanitarie che, talvolta, ognuno) e dell'attività medicosfociano in una visione legale (Art. 62: l'esercizio dell'atl problema della responsabilità miracolistica della medicina. tività medico legale è fondato legata all'operare del medico Così che, in alcuni casi, la sof- sulla correttezza morale e sulla è antichissimo. Basti ricordare ferenza fa dimenticare la razio- consapevolezza delle responsal'antico codice di Hammura- nalità. Basta pensare al siero bilità etico-giuridiche e deontobi, re babilonese che regnò dal Bonifacio e alla cura Di Bella logiche che ne derivano e deve 1792 al 1750 avanti Cristo che, contro il cancro dimostratesi, rifuggire da indebite suggestioni facendo un largo uso della leg- poi, inefficaci. Dei giorni nostri Prof. Giancarlo Borra ge del taglione (occhio per oc- è il metodo Stamina privo di chio; dente per dente), riservava ogni supporto scientifico. Dove all'errore operatorio trattamenti la medicina ufficiale si arrenLibero docente in punitivi pesantissimi. Oggi la de guaritori e santoni giocano Medicina Legale e delle Assicurazioni risposta è essenzialmente "re- con la disperazione. L'enfatizzatributiva" (cioè economica) e zione delle scoperte mediche, certamente meno brutale. Co- mediata anche dall'industria

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Bergamo Salute


di ordine extratecnico e da ogni sorta di influenza e condizionamento. L'accettazione di un incarico deve essere subordinata alla sussistenza di un'adeguata competenza medico legale e scientifica in modo da soddisfare le esigenze giuridiche attinenti al caso in esame).

I primi passi verso la soluzione? Ricostruire l'alleanza medico-paziente e informare in modo corretto

È evidente che la medicina difensiva è un fenomeno da arginare nell'interesse del medico, del paziente e anche delle casse del Servizio Sanitario Troppi esami per paura Nazionale. La risoluzione del di denunce: i costi problema richiede tempi lundel clima di sfiducia ghi. Comunque, una più comIl maggior timore di recrimina- pleta formazione degli studenti zioni per colpa professionale e in medicina con l'apporto di la sempre maggiore severità in- conoscenze etiche e bioetiche; terpretativa della giurisprudenza un modo di porsi del medico hanno spinto il medico, spesso nei riguardi del paziente più inconsciamente, a mettere in attento e più umano, dimentico atto contromisure di autodifesa di atteggiamenti paternalistici (la cosiddetta medicina difensi- e burocratici, potrebbe contriva o comodus discessus - fuga di- buire ad arginare il fenomeno. gnitosa): eccesso di prescrizione Sicuramente anche la depenadi farmaci, di esami di laborato- lizzazione parziale della legge rio e di esami strumentali anche Balduzzi, che ha previsto l'ead alto costo; richieste poco giu- sclusione della rilevanza penastificate di visite, di consulenze, le della colpa lieve degli opedi trattamenti; ricorso a ospeda- ratori sanitari e la possibilità di lizzazioni inutili; rinuncia agli ricorrere a strumenti stragiudiinterventi ad alto rischio per il ziali (cioè arbitrati, mediaziotimore di complicanze e per non ni etc. che evitano il ricorso a incorrere in casi di malpractice cause legali) per la risoluzione e malasanità. Comportamenti delle controversie, favorirà il cautelativi volti a evitare preven- ridimensionamento del fenotivamente il rischio di eventuali addebiti, ad arginare la più estesa responsabilizzazione del medico in realtà oggi sempre più oggetto di denunce spesso ingiustificate. Questo modo di operare da un lato mette ancora di più in crisi la relazione di alleanza tra medico e paziente, dall'altro aggrava ulteriormente il costo della sanità. Secondo alcune indagini i costi della medicina difensiva ammontano a circa 10 miliardi di euro, pari al 10,5% della spesa sanitaria nazionale.

Il siero Bonifacio è un composto a base di feci e di urina di capra che, a detta del suo inventore, avrebbe avuto effetti terapeutici per la cura dei tumori. Il siero venne ideato, negli anni Sessanta, dal veterinario Liborio Bonifacio. Il cosiddetto metodo Di Bella fu ideato invece alla fine degli anni Novanta dal medico Luigi di Bella come trattamento alternativo ai tradizionali per la cura dei tumori. Il metodo Stamina, di cui tanto si sta parlando negli ultimi tempi, si baserebbe invece sul trapianto di presunte cellule staminali per curare malattie neurodegenerative.

meno. E ancora nuove disposizioni in ambito assicurativo con una minore ricaduta sul medico potrebbero attenuare i meccanismi difensivi "adottati" dai medici. È necessario impegnarsi per una nuova alleanza tra medico e paziente: da un lato garantendo il dovere deontologico e l'obbligo giuridico del medico di curare al meglio; dall'altro, aiutando i cittadini, attraverso una corretta informazione, a sfatare il mito dell'onnipotenza della medicina.

Bergamo Salute

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SPECIALE

DIETE

Porzioni giuste: con palline da tennis ed evidenziatori è più facile a cura di Elena Buonanno

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cchio alle porzioni. È questa una delle prime regole per chi vuole seguire una corretta alimentazione e mantenere il giusto peso. Ma come fare a capire le quantità giuste? Certo, se si mangia a casa c'è la bilancia, ma non sempre si ha voglia di tirarla fuori dall'armadio. Se poi si è fuori diventa tutto ancora più difficile. Quindi, non resta che rassegnarsi? No, bisogna farsi l'occhio. E quale modo migliore per allenarlo di un'alimentazione per immagini? L'ha presentata durante l'ultima edizione di "Bergamo Scienza" l'Asl di Bergamo: un atlante fotografico in cui le porzione giuste dei principali cibi della nostra dieta sono associate a oggetti di uso comune, come palline da tennis, mouse, mazzi di carte. In questo modo non mangiare troppo (o troppo poco nel caso di frutta e verdura) diventa un gioco da ragazzi. Basta un po' di immaginazione. Ne parliamo con la dottoressa Daniela Parodi, del Servizio di Igiene della Nutrizione dell'Asl di Bergamo, tra le curatrici, insieme alla dottoressa Lucia Antonioli, della pubblicazione "L'Atlante fotografico. Le porzioni per immagini".

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Bergamo Salute

Dottoressa Parodi, da dove nasce questa idea? L'attenzione alle porzioni sta acquisendo in educazione alimentare un'importanza crescente a causa della stretta correlazione tra la dimensione delle porzioni e il peso corporeo. Anche se più contenuto rispetto ad altre parti d'Italia, anche nella nostra provincia esiste il problema del sovrappeso e dell'obesità infantile; da qui l'idea di creare uno strumento educativo semplice, immediato e visivo, indirizzato inizialmente ai pediatri e, attraverso loro, ai genitori dei bambini in sovrappeso, per promuovere un'alimentazione quantitativamente e qualitativamente corretta. Abbiamo preso ispirazione dall'esperienza del Dipartimento dell'Agricoltura Americano e, più vicina a noi, da quella del dottor Oliviero Sculati (ndr. noto dietologo bergamasco scomparso nel 2006) che già aveva svincolato il calcolo della porzione ideale dalla bilancia. Così, partendo da una giornata alimentare tipo (colazione, pranzo, cena e spuntini) e dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione italiana) abbiamo calcolato le

Dott.ssa Daniela Parodi

Servizio di Igiene della Nutrizione dell'Asl di Bergamo

porzioni ideali degli alimenti che più frequentemente vengono consumati, suddivise per le diverse fasce di età, cioè 3-6, 6-11, 11-14 (per l'alimentazione di un adulto con un'attività fisica moderata che prevede un fabbisogno quotidiano di circa 2000 calorie si può fare riferimento alla fascia d'età di un bimbo di 6-11 anni) e le abbiamo associate a oggetti di uso comune, facilmente richiamabili alla memoria da chiunque. Non è solo la dimensione degli oggetti da prendere come riferimento, ma anche il loro volume e spessore.

Ci può fare qualche esempio? Per i bambini della fascia d'età 6-11 anni e per l'adulto, un piatto di lasagne non deve esser più grande e spesso di 3/4 di una scatola di carte da ramino. Tra i secondi, invece, una porzione di formaggio stagionato deve


essere grande come un evidenziatore, mentre la bistecca come tre evidenziatori affiancati. Non manca nemmeno la polenta, che non deve superare il volume del mouse di un computer o la pizza al trancio che come piatto unico è grande come una videocassetta + 1/4 della stessa. La porzione ideale della verdura cotta copre l'intero piatto fondo; per i broccoletti ad es. sono 9 broccoletti grandi come palline da ping pong. Per la verdura cruda (pomodori, finocchi etc.) e per la frutta (mele, arance etc.) il volume di riferimento è la pallina da tennis. Attenzione però: mentre per primi e secondi è indicata la porzione massima, per la verdura e la frutta si intende il ti tutti i giorni a tutti i pasti. Gli quantitativo minimo. alimenti nella terza fascia fonti di proteine (formaggio, pesce, Primi, secondi, contorni. legumi, uova e carne) invece Non manca nulla. vanno alternati nella settimana Ma basta consumare le e assunti con questa frequenporzioni corrette per za : 1 volta la carne rossa, 2 la mantenere il giusto peso? carne bianca e 1 i salumi, 2 il Il nostro modello di riferimento formaggio, 3 il pesce, 3 i legumi. è la piramide alimentare che Infine i cibi posti in cima, come sintetizza graficamente le ne- i dolci, devono rappresentare cessità qualitative e quantitative lo strappo da concedersi ogni dell'alimentazione e rappresen- tanto. Quindi oltre alla corretta in modo schematico la die- ta porzione è importante fare ta mediterranea. Sono presenti attenzione alla frequenza di tutti i gruppi di alimenti che de- consumo degli alimenti per vono essere inseriti nell'alimen- garantirci l'apporto di tutti i matazione in modo proporzionale cronutrienti (carboidrati, proteialla grandezza della sezione ne, grassi)e i micronutrienti (viche occupano nella piramide. tamine e sali minerali); se si è in Così alla base sono presenti sovrappeso è possibile ridurre frutta e verdura e un gradino le porzioni senza rinunciare ad sopra i cereali, salendo trovia- alcun cibo. E non dimentichiamo latte e derivati, pesci, uova, mo l'acqua, componente foncarne e legumi e infine i condi- damentale dell'alimentazione. menti e i dolci. Gli alimenti che La versione più recenti della pioccupano le prime due fasce ramide ne comprende almeno della piramide (verdura e ce- otto bicchieri al giorno (almereali) devono essere consuma- no 1,5 - 2 litri).

Ma quindi bisognerebbe mangiare carboidrati sia a pranzo sia a cena? I carboidrati devono essere presenti a ogni pasto, variando i cereali e privilegiando quelli integrali e meno raffinati. Alternare primo e secondo tra pranzo e cena spesso non risulta essere la strategia vincente per mantenere il giusto peso perché per saziarsi si esagera con i fuori pasto. Oppure si tende ad esagerare con l'apporto di proteine animali che si portano appresso i grassi e magari si abbonda con gli oli di condimenti sulle verdure. L'importante è che si consumino le giuste porzioni, anche giocando all'interno delle equivalenze fra carboidrati, ad esempio riducendo di un mestolo la pasta se si vuole mangiare una patata,oppure eliminando il pane. Un'alimentazione varia e corretta nelle porzioni, associata ad uno stile di vita attivo, garantisce il mantenimento del giusto peso senza penalizzare il piacere della tavola. Bergamo Salute

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SPECIALE

DIETE

Vuoi dimagrire? Occhio alle diete di moda a cura di Elena Buonanno

C'

è quella del minestrone e del carciofo, quella del gruppo sanguigno e dell'indice glicemico, la Okinawa, la Dukan fino a quella dei "due giorni". Per chi vuole mettersi a dieta, soprattutto in questo periodo post-feste natalizie, c'è solo l'imbarazzo della scelta. «Tutte (o quasi) le diete di moda promettono soluzioni e risultati miracolosi, senza troppa fatica e in tempi ristretti. In realtà di miracoloso hanno ben poco» avverte la dottoressa Stefania Setti, Medico Nutrizionista. «Nella maggior parte dei casi non solo i chili persi in questo modo si riprendono con gli interessi appena si ricomincia a mangiare normalmente (effetto yo-yo), ma si può andare anche incontro a rischi per la salute».

una dieta iperproteica. Indubbiamente, eliminando i carboiMedico Nutrizionista, drati si elimina una notevole responsabile quota di calorie giornaliere e, Ambulatorio quindi, si ottiene un calo di peso Nutrizione Clinica Humanitas che è variabile da soggetto a sogGavazzeni getto. Ma se si decide di seguire di Bergamo una dieta di questo tipo, non che concedono un solo alimen- dovrebbe essere protratta per to, abolendo quasi completa- lunghi periodi (al massimo per mente tutti gli alti, come quella 7 giorni) poiché potrebbe divendel carciofo: espongono a ca- tare dannosa ad esempio per i renze nutrizionali che possono reni. Se si soffre di insufficienza portare a malattie anche gravi. renale quindi è da evitare. L'organismo infatti ha bisogno di tutti i nutrienti per funzionare Passiamo a un altro regime in voga, qualche tempo bene, nessuno escluso.

Dottoressa Setti, quindi le diete di moda andrebbero prese con le pinze...

La Dukan è fondamentalmente

Qualsiasi dieta può avere dei pro e dei contro ma, soprattutto, è essenziale non affidarsi al "fai da te" oppure credere nel miracolo garantito dalla dieta che va di moda in quel momento. Inoltre non bisogna dimenticare che per dimagrire in modo sano e duraturo ci vuole tempo. È essenziale, per evitare rischi, che il percorso dietologico venga sempre intrapreso sotto controllo di un medico specialista. Prendiamo ad esempio le diete

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Bergamo Salute

Dott.ssa Stefania Setti

Una delle più famose e seguite in tutto il mondo è la Dukan (vedi box). Quali sono i limiti e i rischi a cui può esporre? Ci sono invece dei benefici?

fa: la Okinawa. Quali sono gli eventuali limiti e quali i vantaggi?

La Okinawa rappresenta un'eccezione nel panorama delle diete di moda. Prende nome e ispirazione da un'isola del Giappone i cui abitanti sono tra i più

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Adriano Merigo


La più amata dalle vip La dieta Dukan, che ha tra i suoi testimonial più famosi la duchessa Kate Middleton, Jennifer Lopez e Nicole Kidman, si basa sul consumo di proteine e verdure. Gli alimenti concessi, a volontà, sono 100, 72 di origine animale e 28 vegetale. Prevede quattro fasi: ATTACCO - Può durare da due a sette giorni a seconda del peso. È consentito consumare per lo più proteine pure associate a integratori di vitamine e omega 3. CROCIERA - Si alternano giornate di pure proteine alimentari e giornate di proteine accompagnate dalle 28 verdure raccomandate. Termina al raggiungimento del peso desiderato. CONSOLIDAMENTO - Si ricomincia progressivamente a mangiare alimenti a piacere e dura 10 giorni per ogni chilo perso. STABILIZZAZIONE - Si torna a un regime alimentare normale, ma un giorno alla settimana bisogna consumare solo proteine.

longevi al mondo. Questo primato sembrerebbe derivare dalla combinazione vincente tra uno stile di vita rilassato e spirituale e una dieta a base di alimenti salutari poiché ricchi di elementi nutritivi importanti utilizzati per cucinare i piatti tipici di quest'isola. Si tratta di piatti ricchi di elementi antiossidanti, come gli acidi grassi della serie Omega 3, che proteggono da eventi cerebrovascolari (ictus) e cardiovascolari (infarto). Inoltre queste sostanze contribuiscono ad abbassare i livelli di trigliceridi, a migliorare la sintomatologia di malattie a origine autoimmune e infiammatoria (come ad esempio l'artrite reumatoide), e combattono i radicali libe-

ri. Il segreto è nella ricchezza di pesce, in particolare pesce crudo, le cui caratteristiche benefiche rimangono inalterate dalla non-cottura. Inoltre, per insaporire le pietanze in questo tipo di cucina si usano molto le spezie che hanno un potere calorico irrilevante ma contengono sostanze utili per la salute. Un esempio? Il curry che contiene curcuma la quale, grazie a una sua componente (la curcumina), ha un potente effetto di contrasto alla morte neuronale e, quindi, riesce a rallentare notevolmente il processo di invecchiamento cerebrale. Da quanto detto risultano chiari i vantaggi che può offrire. Quanto ai limiti, può esserci quello legato al consumo del pesce crudo che può essere veicolo di tossinfezioni causate da microrganismi come salmonella, stafilococco, listeria o colera e un'altra insidia di nome Anisakis, una larva che depositandosi nell'intestino può provocare reazioni di tipo allergico più o meno gravi, ma anche forti dolori simil-peritonitici. È fondamentale, quindi, prestare attenzione alla provenienza ed età del pesce: quelli di mare sono generalmente meno esposti a questi rischi, così come i pesci più freschi.

Infine, le ultime arrivate: una dagli Usa, la "dieta di Dio", e una dall'Inghilterra ribattezzata "5:2". Entrambe prevedono il digiuno. Cosa ne pensa? Già dopo 24 ore di digiuno il corpo inizia a produrre corpi chetonici (cioè prodotti di scarto del metabolismo delle protei-

ne), che affaticano l'organismo e possono provocare importanti danni a diversi organi come fegato, reni e sistema nervoso. Non rappresenta quindi una strategia "salutare" per perdere peso. Il consiglio non è digiunare bensì mangiare un po' meno e meglio e muoversi di più, tutti i giorni con costanza. Quando si intraprende un percorso dietologico bisognerebbe focalizzare l'attenzione sul vero scopo che non è, banalmente, perdere peso bensì ridurre i rischi per la salute e, quindi, sul fatto che tale percorso per essere efficace e dare risultati duraturi nel tempo deve consistere nel cambiare lo stile di vita, acquisendo nuove abitudini alimentari per sempre e non solo nel periodo che serve per perdere peso.

Un ritorno all'antico? Solo frutta, cereali integrali e verdura per 21 giorni. Con la possibilità di digiunare. È questa in sintesi la "dieta di Dio" o "digiuno di Daniel", che sta spopolando negli Stati Uniti, un regime restrittivo che si ispira alla storia raccontata nella Bibbia del nobile giudeo Daniele che, per non contaminarsi, aveva preferito rifiutare le bevande e il cibo che il re di Babilonia gli aveva offerto. Ideata da Michael Mosley, giornalista medico inglese della rete televisiva BBC, la dieta "5:2" o del "digiuno intermittente" prende spunto dall'alimentazione degli uomini primitivi e dai "cicli" della caccia: permette di mangiare regolarmente per cinque giorni alla settimana, privilegiando proteine ma senza escludere carboidrati e nemmeno dolci, mentre nelle altre 48 ore si deve quasi digiunare (sono concesse 500 calorie per le donne e 600 per gli uomini).

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SPECIALE

DIETE

Sostitutivi del pasto, come e quanto usarli a cura di Elena Buonanno

invece l'aspetto nutrizionale, in genere hanno un apporto calorico spesso inferiore a un pasto normale, cosa che potrebbe facilitare sia la perdita sia il mantenimento del peso. Inoltre sono spesso ricchi di fibre che conferiscono un alto potere saziante e di cioccolato (cacao amaro) che li rende gratificanti per il palato e l'umore.

Ma fanno bene? In realtà devono essere usati con alcune "precauzioni". Non tutti, infatti, hanno una composizione orrei stare a dieta, che comunque esistono delle va- standard e quindi è necessario ma mangio sempre lide alternative per perdere peso leggere attentamente la lista defuori casa e così fini- mangiando anche fuori casa» gli ingredienti in modo da capisce che mi lascio tentare da cibi spiega la dottoressa Chiara Cor- re se effettivamente possono estroppo calorici." Chissà quante tiana, biologo nutrizionista. sere utili per sostituire un pasto: volte avete sentito (o vi siete ad esempio, se una barretta ha ripetute/i) questa "scusa". Una Dottoressa Cortiana, perché prevalentemente glucidi (cioè scusa che però qualche fondo tutto questo successo? zuccheri) non sarà ottimale di verità, forse, ce l'ha. Non è un Perché sono molto comodi da come pasto in quanto l'energia caso, infatti, se negli ultimi anni utilizzare in quanto confezio- prodotta dalla digestione degli c'è stato un vero e proprio boom nati singolarmente e rendono il zuccheri semplici dura molto dei cosiddetti sostitutivi del "pasto" facilmente trasportabile poco nel nostro organismo e si pasto: barrette, frullati, polveri, e comodo da mangiare prati- corre il rischio di avere di nuosnack, biscotti etc., pratici e pron- camente in qualsiasi ambiente vo fame prima che sia arrivato ti all'uso per tamponare la fame e in pochissimo tempo. Spesso, il momento del pasto successio per un pranzo in ufficio senza poi, risultano più economici del- vo. Talvolta, poi, vengono utilizeccedere in calorie. «Si tratta di le alternative presenti in bar o zati ingredienti il cui consumo integratori alimentari teoricamen- ristoranti. Un altro aspetto è che viene caldamente sconsigliato, te in grado di sostituire un pasto hanno una maggiore durata e quali ad esempio margarina, oli completo poiché costituiti da in- conservabilità di un pasto fresco o grassi vegetali idrogenati, alcugredienti bilanciati, che rispetta- preparato a casa (che deve esse- ni additivi o conservanti alimenno cioè le giuste proporzioni tra re obbligatoriamente consuma- tari, mentre potrebbero risultare i nutrienti di cui il nostro corpo to in giornata) e quindi possono carenti di vitamine e sali mineha bisogno (carboidrati, grassi, ad esempio essere tenuti nel rali, microalimenti fondamentali proteine, vitamine e sali minera- cassetto della scrivania dell'uffi- per il nostro organismo. Senza li). Questo a patto che vengano cio anche per giorni in caso di contare che non consentono usati nel modo giusto, ricordando emergenza. Per quanto riguarda una corretta educazione ali-

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mentare e il peso perso molto spesso viene recuperato (con gli interessi!) quando si riprende a mangiare normalmente.

Ma quindi quando e quanto spesso è consigliabile consumarli? Possibilmente non più di una volta al giorno in sostituzione di uno dei pasti principali e solo dopo aver letto attentamente la lista ingredienti. Fondamentale è poi integrare con cibi freschi come frutta e verdura nel caso il sostitutivo sia povero di vitamine o sali minerali.

Al posto dei sostitutivi, per un pasto veloce e pratico, cosa si può mangiare fuori casa? Le alternative sono diverse, magari non così economiche o

comode, ma forse più sane. Si può portare ad esempio della pasta o del riso freddo cucinati a casa la sera prima in modo da non dover rinunciare ai carboidrati. Se invece si mangia al bar si può optare per un piatto freddo veloce e poco condito come bresaola, roastbeef affettato, insalata caprese, insalata mista. Nel caso di quest'ultima sarebbe meglio ordinarla con verdure miste a volontà ma con un solo tipo di proteine (insalata con tonno e gamberetti oppure con mozzarella e grana), a cui si può abbinare un panino (meglio integrale). Molti bar propongono anche piatti come pasta al pomodoro o petto di pollo ai ferri, alternative ottime e complete specialmente se si abbina anche un contorno di verdure. Infine, se proprio non

Dott.ssa Chiara Cortiana

Biologo nutrizionista, di Bergamo

ci possiamo fermare da nessuna parte si può optare per un pasto a base di frutta fresca, yogurt (meglio intero se deve sostituire un pasto), frutta secca, frutta disidratata, crackers integrali. L'importante è cercare di bilanciare con gli altri pasti della giornata, con un'abbondante colazione e un buon spuntino di metà mattina se sappiamo che mangeremo poco a pranzo oppure con un pasto completo a pranzo (primo + secondo) e una giusta merenda se sappiamo che salteremo la cena.

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SPECIALITÀ A-Z

GASTROENTEROLOGIA

Se il glutine diventa un nemico La celiachia colpisce un italiano su 100 e si manifesta con disturbi gastrointestinali. L'unica terapia, almeno per ora, è mangiare alimenti privi di questa proteina a cura di Nicola Gaffuri

di esserlo anche loro). Solo le persone geneticamente predisposte possono diventare (non lo diventano necessariamente) celiache, le altre ne sono del tutto immuni. Se quindi in famiglia si hanno casi di celiachia è consigliabile non sottovalutare eventuali campanelli d'allarme, anche se lievi.

Attenzione a grano, segale e orzo Il glutine è la sostanza proteica che è contenuta in molti alimenti, tra i quali il frumento e alcuni cereali (orzo, malto, segale, farro e avena). Nelle persone intolleranti, l'ingestione di alimenti che contengono questa proteina porta alla produzione di una serie di autoanticorpi che "aggrediscono" a celiachia è come un della crescita, all'ipotiroidismo, la mucosa del piccolo inteiceberg: solo una piccola dal diabete all'alopecia, dal- stino (cioè l'intestino tenue), parte di malati emerge in la dermatite fino a scompensi determinando una reazione superficie, gli altri non presenta- del sistema immunitario. Per infiammatoria a livello dei villi, no alcun sintomo oppure solo questo la ricerca scientifica strutture estroflesse simili a filain modo sfumato e quindi non negli ultimi anni è sempre più menti deputate all'assorbimenarrivano mai a scoprire di esse- orientata a trovare non solo te- to dei nutrienti dei cibi. I villi re celiaci. I rischi? Se non dia- rapie specifiche (al momento Dott. Nicola Gaffuri gnosticata e curata per tempo, l'unica efficace è "liberarsi dal Responsabile quest'intolleranza permanente glutine") ma anche metodi di Servizio al glutine può portare a una diagnosi precoce nei soggetti di Endoscopia degenerazione della mucosa predisposti. Già, perché la celiaDigestiva Humanitas intestinale e provocare danni, chia è una patologia con una Gavazzeni soprattutto tra i soggetti in gio- componente genetica (i figli di di Bergamo vane età, che vanno dall'arresto celiaci hanno più probabilità

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Le speranze in un vaccino e una pillola tampone Il sogno di tutti i celiaci di poter mangiare un bel piatto di pasta di grano duro, potrebbe un giorno diventare realtà. In diverse parti del mondo si stanno conducendo infatti ricerche scientifiche per trovare un'alternativa alla dieta senza glutine per il trattamento della celiachia. Tra queste, un vaccino in grado di desensibilizzare il celiaco e renderlo tollerante al glutine e una pillola tampone che, presa prima dei pasti, annullerebbe gli effetti deleteri della reazione delle cellule intestinali al transito del glutine. Per ora entrambe le soluzioni sono in fase di sperimentazione. Se daranno gli esiti sperati, comunque, serviranno anni prima che possano essere disponibili.

debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, alterazioni cutanee, afte, anemia da carenza di ferro. Nei bambini possono essere affiancati anche da "segnali" come ritardo puberale, bassa statura, perdita di peso e anemia.

Un esame del sangue per avere la certezza

La celiachia non è facile da individuare perché spesso i suoi sintomi si confondono o sovrappongono a quelli di altre malattie (ad esempio la sindrome del colon irritabile). In alcuni casi può anche consistere, come abbiamo detto, in una forma asintomatica, in cui non si registrano sintomi di nessun tipo anche se è presente un danneggiamento a livello intestinale. Il primo passo per diagnosticarla vengono così appiattiti e "di- è l'anamnesi e l'esame obiettistrutti" e non possono più svol- vo del paziente. In questa fase gere la loro funzione. Il celiaco il medico ricerca, anche con quindi mangia ma non assorbe la collaborazione del paziente, sostanze nutritive o le assorbe i sintomi propri della celiachia. Se poi emerge un sospetto di solo in parte. celiachia, l'unico sistema per Come si manifesta: "scoprirla" è sottoporsi a esami dal gonfiore del sangue ricercando specifici e dolore alla stipsi anticorpi che sono in grado di La mancanza o il cattivo funzio- mostrare se una persona è sognamento di questi villi si mani- getta o no, e a una biopsia duofesta con problemi e disturbi denale in corso di gastroscopia. di natura gastrointestinale co- Si tratta di un esame invasivo, siddetti da malassorbimento, eseguito tramite esofagogastroche, a seconda del grado della duodenoscopia, con l'utilizzo malattia, possono essere più o cioè di un tubicino flessibile meno evidenti. I sintomi tipici dotato di telecamera che viene vanno dal dolore di stomaco introdotto dalla bocca e fatto alla diarrea, dalla stipsi alla fla- scendere attraverso l'esofago e tulenza, dalla dispepsia (dolore lo stomaco, fino al primo tratnella zona dell'epigastrio)alla to dell'intestino, dove vengono distensione addominale. A que- prelevati piccoli campioni di sti se ne possono aggiungere al- mucosa destinati a essere anatri, non gastrointestinali, come lizzati in laboratorio.

Addio pasta e pizza? Non è detto Per quanto riguarda la cura, va detto che non si può guarire e che esiste, al momento, una sola terapia: seguire una dieta ferrea in cui manchi del tutto il glutine. Si tratta di un accorgimento alimentare che va osservato per tutta la vita, perché la predisposizione non può essere eliminata e non ammette deroghe (anche piccole quantità sono da evitare). Importante è poi leggere attentamente le etichette: i cereali non permessi ai celiaci non si ritrovano solo nel pane, nella pizza o nei biscotti, ma anche in numerosi prodotti alimentari "insospettabili" (ad esempio caffè solubile, birra, piatti pronti etc.). La buona notizia però è che oggi in commercio esistono moltissimi prodotti certificati senza glutine: pasta, pane, pizza, biscotti, prodotti con farine diverse (di riso, di mais, di manioca etc.), che senza dubbio rendono la vita di chi è celiaco più facile e meno "frustrante". Bergamo Salute

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SPECIALITÀ A-Z

REUMATOLOGIA

Fanghi e idrochinesiterapia contro l'artrosi Per tenere sotto controllo il dolore e recuperare il più possibile la mobilità articolare a cura di Giuseppe Arcuri

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l progressivo aumento dell'aspettativa di vita rappresenta indubbiamente una grande conquista non solo perché testimonia il miglioramento delle condizioni di vita e i progressi della medicina, ma anche perché ha determinato la nascita del nuovo concetto di invecchiamento attivo. Accanto a questi positivi effetti, però, bisogna attribuire a questo trend anche conseguenze di segno opposto, prima tra tutte l'incremento delle patologie legate a quella progressiva "usura" dell'apparato osteo-articolare tipica proprio dell'età che avanza, ad esempio l'artrosi. Si calcola che in Italia questa patologia sintomatica colpisca almeno 4 milioni di persone, con un costo di circa 6,5 miliardi di euro sulla spesa sanitaria. Tra le voci più importanti, quella per le protesi per l'anca e il ginocchio. Inoltre, il 10-15% di tutte le visite ambulatoriali svolte dai medici di medicina generale vengono dedicate all'artrosi.

Un problema "democratico" e silenzioso L'artrosi è molto diffusa perché, purtroppo, prima o poi tocca tutti. Consiste semplicemente nella progressiva degenerazione della cartilagine che ricopre le articolazioni che, usurandosi, non assicura più elasticità e mobilità alle giunture ma determina limitazione dei movimenti e dolo-

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re. La diagnosi precoce non è possibile, perché la comparsa del dolore significa che la lesione della cartilagine si è ormai evoluta in modo irreversibile. D'altra parte a oggi non risulta possibile osservare la fase iniziale del processo di "progressivo assottigliamento"della cartilagine, anche se la ricerca sta lavorando in questa direzione. Le articolazioni più colpite da questo processo sono quelle delle mani e dei piedi, quelle della colonna vertebrale, il ginocchio e l'anca.

Non chiamateli reumatismi Tra artrosi e reumatismi articolari esiste una differenza sostanziale: l'artrosi è un processo degenerativo definito "freddo", ossia nel quale i fenomeni infiammatori sono secondari ai danni articolari. Le forme cosiddette reumatiche, al contrario, prevedono che sia lo stato infiammatorio a determinare il danno articolare e, pertanto, possono essere definiti "caldi".

I principali fattori di rischio: età, sesso e Dna Tra i fattori di rischio alcuni sono non modificabili, come il sesso femminile, l'avanzare dell'età e la predisposizione genetica. Si stima infatti che il 20-35% dei casi di artrosi del ginocchio (gonartrosi) e il 50% circa di quelli dell'anca (coxartrosi) possono


Un'efficacia provata su breve e lungo termine Diversi studi scientifici hanno dimostrato che la corretta applicazione di fango termale rallenta la degenerazione delle cartilagini articolari e riattiva la circolazione capillare. Uno degli studi più recenti, pubblicato a gennaio 2013 sul prestigioso Journal of Biometeorology, ha valutato gli effetti a breve e lungo termine della fango-terapia termale in pazienti con artrosi della mano, evidenziando significativi miglioramenti di tutti i parametri considerati sia a fine ciclo sia dopo tre mesi. Ma quel che è più importante, è stata verificata una consistente riduzione del consumo di analgesici nei sei mesi successivi all'effettuazione della terapia.

cardine, riconosciuta da sempre più numerosi studi scientifici internazionali, è poi sicuramente l'applicazione di fango termale maturato in acqua sulfurea, che esercita un benefico effetto antidolorifico, decontratturante, e riattivante la microcircolazione. Non a caso la fango balneoterapia è da sempre inserita tra le cure termali fruibili in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. L'efficacia del trattamento viene potenziata dalla sinergia con altre terapie in grado di agire su più fronti, quali le terapie manuali eseguite da massofisioterapisti La terapia? Alleviare preparati, la laserterapia ad alta il dolore e migliorare potenza e l'idrochinesiterapia, il movimento ossia una specifica ginnastica Non esiste una cura spe- in acqua calda che si giova del cifica contro l'artrosi, ma calore e dell'azione "anti-forzauna serie di trattamenti di-gravità"tipica dell'acqua. Più farmacologici e chirurgici nel dettaglio, si tratta di un tipo possono senz'altro allevia- di riabilitazione che si svolge re il dolore e migliorare nell'ambito di vasche apposila funzionalità articolare, tamente progettate in cui l'accon notevoli benefici in qua (termale o meno) viene termini di qualità di vita. mantenuta ad una temperatura La terapia consiste da un di 34-35°. Sotto la guida di telato nel trattamento del rapisti appositamente formati, dolore (tramite riposo, uti- il paziente compie una serie lizzo di farmaci antidolo- di esercizi che risultano esserifici e antinfiammatori ed re enormemente favoriti daleventualmente iniezione la riduzione del peso indotto intra-articolare di cortico- dall'acqua stessa e dall'effetto steroidi e/o acido jaluro- antalgico della sua temperatura, nico), dall'altro nella sua rendendo il recupero molto più prevenzione e nel rallenta- rapido e "piacevole". mento del processo degenerativo dell'articolazione. Dott. Giuseppe Arcuri In fase cronica, il primo Specialista in passo è rappresentato dalIdrologia Medica e Medicina Termale, la riduzione di peso, se in Responsabile eccesso, in abbinamento a Centro di un moderato esercizio fisiRiabilitazione Terme di Trescore co di tipo aerobico.Terapia

essere sostenuti da fattori genetici che interessano la cartilagine. Queste patologie, però, possono essere aggravate o causate anche da traumi sportivi o da incidente, da attività lavorative usuranti, da movimenti ripetitivi protratti nel tempo e soprattutto dal sovrappeso. Per limitarne l'insorgere, la prima linea di difesa è quindi rappresentata da un corretto stile di vita: alimentazione sana e bilanciata, peso vicino il più possibile a quello "ideale", attività fisica, moderata ma regolare, per mantenere allenate le articolazioni.

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SPECIALITÀ A-Z

UROLOGIA

C'era una volta il servizio militare… Il varicocele, che una volta veniva "scoperto" in genere durante la visita di leva, non va trascurato, perché nel tempo può creare problemi di fertilità a cura di Pietro Maurizio Ferri

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iguarda il 10-20% della popolazione maschile ed è il principale "imputato" nell'infertilità maschile (è chiamato in causa in circa il 40% dei casi). Parliamo del varicocele, la dilatazione delle vene attorno al testicolo, una delle patologie più frequenti dell'apparato genitale dell'uomo. Fino alla fine del 2004, cioè finché è stato obbligatorio il servizio militare, la visita di leva rappresentava un filtro importante di screening e permetteva di intercettare e correggere il problema tempestivamente. E oggi? Nella maggior parte dei casi lo si scopre in età adulta quando si cercano figli che però non arrivano. E non i tre gradi, da lieve a severo La classificazione del varicocele più utilizzata è quella proposta da Dubin e Amelar (1970). Essa suddivide il varicocele in gradi: Varicocele subclinico: non visibile né palpabile, evidenziabile solo su base strumentale. Varicocele di I grado: varicocele evidenziabile alla palpazione soltanto durante una manovra di Valsalva. Varicocele di II grado: varicocele evidenziabile alla palpazione (palpabile). Varicocele di III grado: varicocele evidenziabile all'ispezione (visibile).

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sempre la terapia (chirurgica) riesce a migliorare la situazione. Non resta quindi che la prevenzione. Come? Con un controllo specialistico durante l'adolescenza, una sana abitudine che i giovani uomini (o meglio le loro mamme) dovrebbero prendere in prestito dalle ragazze, molto più abituate culturalmente a rivolgersi al ginecologo nella fase dello sviluppo.

Se le vene si sfiancano Il varicocele, che compare in genere in età giovanile, consiste in un'anomala dilatazione delle vene del testicolo (si trovano nello scroto e sono dette anche plesso pampiniforme) che, diventando incontinenti, permettono un reflusso patologico di sangue venoso dall'addome al testicolo. Normalmente il sangue viene spinto verso l'alto da valvole a nido di rondine presenti su entrambi i lati delle vene. Quando però queste valvole non funzionano più come dovrebbero, il sangue non riesce più a risalire e ristagna nel testicolo, provocando un aumento di pressione a livello delle vene testicolari, che finiscono per sfiancarsi e dilatarsi. È esattamente lo stesso meccanismo coinvolto nella comparsa delle ben più note vene

varicose. Non a caso, in termini molto semplici, il varicocele viene talvolta definito le "vene varicose dei testicoli". Allo sfiancamento si associa anche un'altra conseguenza e cioè


l'innalzamento della temperatura scrotale che può portare a problemi di fertilità: nei testicoli, dove avviene la spermatogenesi (cioè la "nascita" degli spermatozoi), la temperatura deve mantenersi costante a 33 gradi, al di sotto comunque di quella corporea; se si alza e si mantiene per lungo tempo può causare alterazioni e influenzare le condizioni ideali per la crescita e la maturazione degli spermatozoi sani e con capacità di fecondazione.

una velocimetria con doppler, indagine che permette di valutare la funzionalità del circolo sanguigno e definire l'esatto grado del varicocele. Utile è poi anche una valutazione della fertilità basale attraverso lo spermiogramma, che è in grado di dire se il varicocele ha causato danni di produzione e funzionalità degli spermatozoi.

L'intervento: solo in casi selezionati

La correzione chirurgica del varicocele è una possibilità Come si riconosce che va attentamente valutata a A seconda del grado della pa- seconda dell'età del paziente tologia, il varicocele può non e del sintomi. Nei bambini la dare segni di sé oppure mani- chirurgia è consigliabile perfestarsi con dolore e ingrossa- ché previene danni testicolari mento del testicolo (in genere e aumenta la motilità dei conil sinistro, più "predisposto" dotti che portano gli spermaanatomicamente) o a entram- tozoi all'esterno, incrementa la bi, oltre che con un'ipotrofia, consistenza del testicolo e la cioè un difetto di crescita e qualità del seme alla maturità sviluppo del testicolo. In ogni sessuale, aumenta il volume caso per la conferma della dia- testicolare negli adolescenti. gnosi è necessario sottoporre Negli adulti, invece, la "regola" il paziente ad alcuni semplici è quella di intervenire solo in esami. Innanzitutto la palpa- caso di dolore e infertilità non zione dei testicoli, seguita da riconducibile ad altre cause (o se il paziente vuole intraDott. Pietro Maurizio Ferri prendere la carriera militare: Specialista le forme più gravi di varicocele in Urologia sono causa di non idoneità). e Andrologia U.O. Urologia Le Linee Guida Europee sugPoliclinico geriscono comunque che in liSan Marco nea di massima dopo i 27 anni di Zingonia i risultati, sotto il profilo della

le cause: molte ipotesi poche certezze Quali siano le cause che possono portare all'insorgenza del varicocele non è chiaro. Esitono però diverse ipotesi. Innanzitutto quella ormonale legata allo sviluppo e alle modificazioni ad esso legate, in conseguenza delle quali i bambini passano dalle proporzioni infantili a quelle adulte e sia il volume dei testicoli sia la loro vascolarizzazione aumentano. Si sa, inoltre, che esiste una componente genetica legata alla familiarità. Si pensa, ad esempio, che possa essere determinato da fattori costituzionali, analogamente a quanto si verifica per le vene degli arti inferiori, che condizionano una debolezza della parete venosa.

fertilità, sono inferiori rispetto a quelli sperati e l'intervento può servire più che altro a mantenere e non far peggiorare la situazione seminale, difficilmente a migliorarla. La scelta deve quindi essere affrontata con buon senso e senza creare false aspettative, anche se l'avvento delle tecniche di procreazione medicalmente assistita ha sicuramente aumentato la probabilità di concepimento anche in questi casi. Il trattamento è semplice, in day hospital e con rischi minimi. Si può intervenire chiudendo le vene varicose chirurgicamente, laparoscopicamente (di solito se il varicocele è bilaterale), oppure attraverso la scleroembolizzazione, una tecnica mininvasiva eseguita senza alcun accesso chirurgico, che utilizza particolari liquidi sclerotizzanti in grado cioè di "bruciare" la parte di vena sfiancata. Bergamo Salute

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PERSONAGGIO Gianpaolo Bellini

Il capitano fa gol all'alcol

è testimonial di una campagna per sensibilizzare i giovani a non bere a cura di Lucio Buonanno

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isogna convincere i ragazzi a non bere alcolici. Il rischio è che si bevano anche la salute, la vita stessa. Perciò ho aderito con entusiasmo alla campagna contro l'uso di alcol e altre sostanze micidiali e ci ho messo la faccia». Gianpaolo Bellini, capitano dell'Atalanta, è il testimonial di questa grande sfida che ha come slogan: "Sei tu il capitano della tua vita. Non berti la salute, io sono in campo con te". Un calciatore con il cuore nerazzurro che ha sempre giocato nell'Atalanta, da vent'anni, e che ha un record assoluto delle presenze: quasi 400 tra Serie A e Serie B. Una bandiera, come Totti per la Roma e Maldini per il Milan. Con il capitano bergamasco, che campeggia sui manifesti appesi in diversi angoli della città e della provincia, puntando il dito verso chi passa, e sui segnalibri distribuiti nelle scuole, si sono schierati in questa importante campagna per la salute e per la vita l'Atalanta, l'Asl, la Regione Lombardia, la Provincia, il Comune, i Lions di Treviglio, l'Ospedale Maggiore di Crema, L'Approdo, l'associazione di Rivolta d'Adda

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l'affermazione dell'ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali) mi ha conferito il premio Turani (ndr. un riconoscimento importante per i calciatori di Serie A esempio di stile e fair play). C'era Mondonico, un grande allenatore ma soprattutto un grande uomo, che ha parlato della sua esperienza con i ragazzi che hanno problemi di alcol e di droga. E ha lanciato un'idea che mi ha toccato: "Ci sono troppi vip che prestano la loro immagine per spingere i ragazzi a bere così ho pensato che per trasmettere il messaggio opposto bisogna mandare in campo personaggi famosi in grado di giocare una partita alla pari". E ha chiesto la disponibilità dell'Atalanta e mia a schierarsi dall'altra parte. Io e la società ci abbiamo messo dieci minuti a decidere. E l'Asl ha fatto il resto coinvolgendo e schierando una squadra di tutto rispetto.

per il trattamento delle dipendenze (droga, alcol, gioco), che ha tra i suoi volontari, da anni, mister Emiliano Mondonico, indimenticato allenatore dei Nerazzurri, dell'Albinoleffe e del Torino, oltre che di Cremonese e Napoli e il Corriere della Sera. Ma perché rivolgersi

Com'è nata questa sfida e questo suo coinvolgimento?

a un calciatore?

Il calcio può sensibilizzare i giovani su questi temi e può Quasi per caso lo scorso marzo servire a far conoscere le attinella serata in cui il Panathlon vità dell'Asl e dei tantissimi vo(ndr. associazione culturale per lontari che combattono ogni


Gianpaolo Bellini, Mara Azzi, direttore Asl Bergamo, ed Emiliano Mondonico

sfocia in manifestazioni non accettabili, gesti senza senso e noi cerchiamo di far capire che con la violenza e le offese non si va da nessuna parte.

E dell'Atalanta che ci dice? Quest'anno si salverà?

giorno per aiutare gli altri. Noi calciatori siamo un esempio come sportivi e come uomini. E cerchiamo di essere sempre leali e corretti in campo e fuori: una responsabilità che ognuno si deve assumere.

Lei è un esempio di lealtà e correttezza. Non a caso è il capitano dell'Atalanta... Sono vent'anni che vivo in questa squadra, da quando ero un pulcino, e ho sempre cercato di dare il massimo in ogni gara. Non ho mai contestato l'operato degli arbitri anche se qualche volta sono stato espulso per falli sull'avversario, mai per proteste. E quando vedo i miei compagni che si rivolgono minacciosi al direttore di gara io intervengo per fermarli. A volte però noi calciatori non ci rendiamo conto di quello che possiamo fare, dell'esempio che dobbiamo dare. Devo dire però che ognuno di noi ha voglia di rendersi utile. Siamo in tanti a fare del bene senza fare troppo rumore.

Questa volta però ha scelto di metterci la faccia Era il minimo che potessi fare. Mi indicano come un giocatore rappresentativo che dà il buon esempio. E allora cerco di mettere in pratica il mio motto: "La parola conduce, l'esempio trascina". E io voglio trascinare i giovani, i nostri tifosi in questa battaglia. Parto dal presupposto che tutti i ragazzi normali restano prima o poi affascinati dall'alcol. E allora dico che un bicchiere deve essere vissuto in modo piacevole, senza esagerare.

A proposito dei tifosi, che ne pensa? Spesso finiscono sulle pagine dei giornali non solo per le coreografie ma anche per episodi di violenza... Sono il sale del calcio. è un aspetto bello, basta sentire i cori, vederli allo stadio con gli striscioni. è tutto molto positivo anche se purtroppo non sempre sono esempi di sportività. Alcune volte il loro affetto verso i colori della squadra

Credo proprio di sì. Abbiamo una bella squadra che ha tutte le possibilità di fare un buon campionato. Ci piacerebbe fare il salto di qualità e sono sicuro che prima o poi, grazie al nostro allenatore Colantuono e al presidente Percassi, ci riusciremo.

Il suo sogno? Ho appena compiuto 33 anni ma spero di riprendermi bene, sono reduce da un altro brutto infortunio, per giocare ancora qualche anno. Così come spero che questa sfida alla dipendenza dall'alcol veda tanti giovani impegnati e tanti che riescono a riprendersi la propria vita. Intanto porteremo il nostro messaggio nelle scuole, in campo e in tutti i luoghi in cui giovani e meno giovani si riuniscono. Gianpaolo Bellini deve lasciarci. Ha due appuntamenti: a Sarnico dove è nato e cresciuto l'aspetta il papà medico e poi a Bergamo dove c'è la fidanzata che ha conosciuto un anno e mezzo fa e che presto porterà all'altare. Ma, visto il suo carattere non ne ama parlare. Dice solo: «Sarà il giorno più bello della mia vita». Auguri capitano, anzi doppi, per la sfida all'alcol e per il suo futuro, dentro e fuori dal campo. Bergamo Salute

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IN SALUTE

STILI DI VITA

è tornato di moda il baratto Per risparmiare rispettando l'ambiente a cura di Lucio Buonanno

La crisi? C'entra ma non è l'unica causa

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cambio enciclopedia per ragazzi con un fornetto elettrico o microonde". "Offro un televisore a colori in cambio di un lettino per bambini". "Vorrei avere una macchina per cucire. Posso offrire abiti firmati indossati pochissime volte". "Cerco bici da corsa da barattare con scaffali per libreria". Gli annunci di scambi si sprecano sui siti internet.Tanti ormai si affidano al baratto. Per qualsiasi tipo di oggetto o prodotto. Una moda che ha il sapore del ritorno al passato. Sarà colpa della crisi o è un nuovo stile di vita? A Bergamo, ci sono centinaia di persone che non usano più l'euro per le proprie spese e negozi che permettono lo swapping (il baratto). Tu porti un indumento, un oggetto, un giocattolo, un vestito che non usi più a cui viene dato un valore e puoi ritirare un altro oggetto dello stesso valore. Ce ne sono

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A novembre si è tenuta in tutta Italia anche una settimana dedicata al baratto. L'associazione Edoné di Redona ha partecipato con una giornata dedicata a "Ridiamo utilità alle cose": sono stati scambiati capi di abbigliamento vintage, gioielli, walkman, dischi in vinile, videocassette, maglioni, scarpe, lampade e orologi, vecchi cellulari e tanti altri oggetti. E per l'occasione è stata inventata una nuova moneta l'Eper mamme in attesa, per bam- do. I prezzi venivano decisi a sebini, per adulti. E c'è anche chi conda della qualità degli oggetti organizza vere e proprie feste a e con i "soldi" accumulati si po"tema". Si chiamano swap party: tevano acquistare altri beni mesci si incontra in case private per si in vendita. Insomma si tratta di scambiarsi abiti o altri oggetti. un fenomeno che sta prendenLe invitate vengono accolte con do sempre più piede e sta creun aperitivo. Poi, dopo un po' di chiacchiere, ecco il rito dello INTERNET A PORTATA DI SCAMBI swap. Tutte le partecipanti alla Oltre agli swap party in Bergaserata, a turno, mostrano i loro masca ci sono diverse iniziative. Realizzato dal Gas di Dalmivestiti e altri accessori e cominne per il progetto "Diamoci una ciano gli scambi. Un'abitudine mano", c'è il sito "Regalo, Presto, che, secondo una ricerca fatta Scambio" una bacheca gratuita su internet che serve per darsi da alcuni studenti del corso di davvero una mano, facilitare le Sociologia dei consumi dell'Urelazioni e i contatti tra persone niversità di Bergamo, da un paio e associazioni e accrescere la d'anni è diventato un appuntacultura del riuso. Anche a Paladina c'è "Regalo e Presto" che mento fisso per una decina di permette a chi aderisce, sempre signore bergamasche. I vantaggratuitamente, di offrire o chiegi? Ci si può rifare il guardarodere in regalo o in prestito ogba, praticamente a costo zero, getti, piccoli servizi di volontari o ottenere consigli e suggerimenti. liberandosi di abiti che non si Ci sono poi altri punti per il riciclo mettono più, ma anche avere dell'usato, ma bisogna pagare una "scusa" per passare un po' una tessera o lasciare una percentuale sull'eventuale vendita. di tempo con le amiche o conoscerne di nuove.


ando un nuovo tipo di economia. Ne parliamo con la professoressa Francesca Forno, docente di Sociologia e Sociologia dei consumi all'Università di Bergamo. «Le cause sono diverse» dice la professoressa che ha appena concluso una ricerca internazionale sul fenomeno dello scambio di case per ragioni turistiche, altro interessante aspetto del baratto. «La prima è una maggiore attenzione ambientale che è cresciuta negli anni tra i cittadini e che ora incontra l'interesse, soprattutto da parte delle generazioni più giovani, verso pratiche di sostenibilità come il riciclo, il riutilizzo, il recupero, la riduzione dei consumi e dei rifiuti. Alcuni studi sottolineano come questa attenzione dei giovani verso forme di consumo collaborativo sia dovuta alla rete, a Internet, che sta modificando la cultura soprattutto all'interno della cosiddetta Millennium Generation, ovvero tra i "nativi digitali". Fino a qualche anno fa era una cultura che si basava sul possesso e sull'usa e getta, oggi invece si è trasformata in condivisione. Altra causa è senz'altro la crisi, non solo economica, ma anche ambientale che attraversa il Paese e ci spinge tutti a ragionare sul senso delle nostre azioni di consumo. In realtà, però, le forme di condivisione e coproduzione sono nate nel nostro e in altri Paesi prima della crisi. Basta pensare alla diffusione dei Gruppi di Ac-

Maglione di cashmere blu Scarpe di vernice 38

quisto Solidale, delle Banche del Tempo (in cui ogni socio mette a disposizione la sua esperienza lavorativa scambiando servizi usando la misura del "tempo" e non il denaro), e altre forme di aggregazione, di solidarietà e di condivisione: sono di molto antecedenti alla crisi e proprio per questo si può dire che abbiano contribuito enormemente a diffondere una nuova cultura. Dopo gli anni '80 e '90 in cui si è mercificato tutto, oggi si pensa a un'economia creativa, condivisa, che fa bene non solo al portafoglio, ma anche all'ambiente».

Verso un consumo più "critico" Il ritorno a questa forma di scambio primordiale aiuta anche a capire il valore dei beni che possediamo e ad avvicinarci a uno stile di vita più responsabile. Si allunga la vita dei beni, si diminuisce la quantità di rifiuti e si riduce il consumo di materie prime per la produzione. È quello che viene definito il consumo riflessivo o consumo critico. «Dalle ricerche che abbiamo condotto emerge come sia il consumo critico sia il baratto

Tubino nero 42 Borsa firmata beige

siano fenomeni che riguardano in particolare i ceti medi e quei settori della popolazione che hanno sviluppato nel tempo una cultura di impegno responsabile ed etico» aggiunge la professoressa Forno. «La sfida per il futuro è che possano estendersi anche in altri strati della popolazione. Le forme di economia della condivisione non solo rappresentano un modo intelligente per sopravvivere alla crisi, ma creano relazioni che permettono di ricostruire un tessuto sociale oggi lacerato dalla cultura dell'individualismo e del consumismo. Potenzialmente rappresentano importanti strumenti di coesione sociale. Certo, però, un ruolo centrale lo devono svolgere le istituzioni, che dovrebbero aiutare queste "buone pratiche" a diventare anche più "giuste" e soprattutto alla portata di tutti» conclude la professoressa. Prof. Francesca Forno Docente di Sociologia e Sociologia dei consumi all'Università di Bergamo

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IN SALUTE

PREVENZIONE

Pap test, educazione sessuale e vaccinazione HPV per combattere il tumore al collo dell'utero a cura di Elena Buonanno

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pv test al posto del Pap test? La notizia secondo la quale nei prossimi anni l'Hpv test potrebbe gradualmente sostituire il Pap test nella prevenzione del tumore al collo dell'utero è rimbalzata qualche settimana fa sulle pagine di tutti i giornali. E, ovviamente, ha suscitato grande interesse, e anche qualche timore, tra le donne. "Ma quindi il Pap test non servirà più? E come si farà allora la prevenzione?": sono queste le domande che tutte si sono fatte. Per fare il punto di come attualmente si svolge nella nostra provincia la prevenzione nei confronti di questo tumore (il secondo tumore maligno nella donna a livello mondiale) ci siamo rivolti alla dottoressa Fiorenza Cartellà, Coordinatore Ostetrico Ginecologo dei Consultori Asl di Bergamo e alla dottoressa Laura Tessandri, Referente Centro Screening Oncologico Asl Bergamo. «L'Hpv test è un'indagine genetica che va a ricercare la presenza del papilloma virus, e in particolare dei ceppi 16 e 18 che sono tra i principali responsabili accertati del tumore della cervice. Nella nostra provincia viene utilizzato come esame di secondo livello, nel caso in cui il Pap test (cioè l'esame citologico delle cellule prelevate dal collo dell'utero) presenti qualche tipo

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di anomalia. Non serve però sotto i 30 anni, perché può dare falsi positivi. Dall'inizio dell'attività sessuale e per diversi anni dopo (cioè proprio fin verso i 30), infatti, la probabilità di avere una infezione da Hpv è molto alta, ma in questa fascia d'età tende a essere un'infezione transitoria, che regredisce nell'80% dei casi spontaneamente senza conseguenze di rilievo. La presenza del virus, quindi, in queste giovani donne non indica un vero rischio nei confronti del cancro del collo dell'utero. Al contrario potrebbe generare ansia ingiustificata» dicono le due funzionarie Asl.

Quindi il Pap test rimane il test "principe" per la diagnosi precoce? Sì. Per comprendere meglio la sua efficacia facciamo un passo indietro: in Italia i dati dei registri nazionali tumori relativi agli anni 1998-2002 (gli ultimi disponibili) mostrano che ogni anno sono stati diagnosticati 3.500 nuovi casi di tumore del collo dell'utero (pari a una stima annuale di 10 casi ogni 100.000 donne) e 1.000 sono stati i decessi per questa patologia. Questo vuol dire che la mortalità è di 1 ogni 100.000, una percentuale di molto in-


abbassare la guardia, la Regione Lombardia ha ritenuto di spingere le Asl come la nostra non tanto a organizzare ulteriori programmi di screening cosiddetti organizzati (come quelli per intenderci per il cancro al seno o al colon), ma a ottimizzare le risorse cercando di "intercettare" quel 24% di donne che non ha l'abitudine di sottoporsi al Pap test, cioè donne fragili, che spesso si trovano in condizioni di disagio sociale. Per questo da ottobre 2011 l'Asl di Bergamo, in collaborazione con le strutture sanitarie della provincia, ha avviato una campagna di sensibilizzazione per la diagnosi precoce, rivolta alle donne tra i 25 e i 64 anni che negli ultimi cinque anni risultavano non essersi sottoferiore ad esempio rispetto a poste a un Pap test a carico del quella del tumore alla mam- Sistema Sanitario Regionale. mella (16%) o del tumore al A loro è stata inviata una lettera colon (11%). La diminuzione informativa con tutte le infordella mortalità è attribuibile so- mazioni su dove e come prenoprattutto a un'informazione più tare gratuitamente il Pap test. A adeguata (prevenzione prima- distanza di un anno è emerso ria), ai miglioramenti nel cam- che il 68% di queste donne in po della terapia e alla diagnosi effetti non si era mai sottoposta precoce (prevenzione secon- a questo esame. Oltre a quedaria) realizzata con il Pap test. sto, nel 2012 è stato istituito un Il sistema di sorveglianza PASSI tavolo tecnico interaziendale dell'Istituto Superiore della Sa- multidisciplinare per la patolonità ha rilevato che a Bergamo e gia cervico-vaginale oncologica, provincia il 76% delle donne fa che insieme agli specialisti della il Pap test almeno ogni tre anni. Asl (ginecologi e igienisti) ha Di fronte a questi dati, "confor- coinvolto patologi e ginecolotanti", anche se non si deve mai gi degli ospedali del territorio, con l'obbiettivo di definire un Dott.ssa Laura Tessandri protocollo diagnostico-terapeutico condiviso e univoco in tutReferente Centro ta la Provincia di Bergamo nelScreening la gestione di Pap test anomalo, Oncologico Asl di Bergamo supportato dalle più recenti evidenze scientifiche e rispettoso dei criteri di appropriatezza. Il rischio? Dipende dal tipo di virus Da numerosi studi epidemiologici e clinici è universalmente riconosciuto che il tumore del collo dell'utero è provocato dal papillomavirus (Hpv) di cui si conoscono oltre 100 tipi. Il coinvolgimento nella genesi di tale patologia è più frequente per alcuni tipi virali rispetto ad altri, per cui si catalogano questi virus in classi di basso, moderato o alto rischio. L'Hpv test permette di svelare la presenza del virus e di individuare il tipo di Hpv coinvolto. Si è accertato che questa infezione è largamente diffusa nelle fasce di età più giovani, dove la malattia ha un carattere transitorio. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio è possibile, in una minoranza dei casi e nel corso di diversi anni, lo sviluppo di un tumore del collo uterino.

Oltre al Pap test cosa si può fare per prevenire questo tumore? Fondamentale è l'educazione sessuale. Essendo un virus trasmesso sessualmente bisogna adottare comportamenti sicuri, evitando rapporti non protetti o promiscui. C'è poi il vaccino per l'Hpv, un'importantissima tappa nella lotta contro questa malattia, da fare prima dell'esposizione al virus e cioè prima che comincino i rapporti sessuali. In Lombardia la vaccinazione viene offerta gratuitamente dal Sistema Sanitario Regionale alle ragazze di undici anni (dopo questa età e fino ai 46 anni può comunque essere fatto, ma pagando una quota). La copertura è del 70%. È una percentuale molto alta, ma un margine di rischio rimane comunque. Per questo, anche se si è vaccinate, è bene non dimenticare mai le altre regole di prevenzione. Dott.ssa Fiorenza Cartellà Coordinatore Ostetrico Ginecologico dei Consultori Asl di Bergamo

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IN ARMONIA

PSICOLOGIA

Il cambiamento: croce e delizia Anno nuovo, vita nuova si dice. Come se fosse facile... a cura di Viola Compostella

tivazione di sistemi motivazionali (come la spinta biologica alla procreazione), dal fatto che acquisiamo una nuova consapevolezza o che ci troviamo in una condizione di dolore.

E cosa ci succede quando decidiamo di fare il grande passo? Pensiamo a un cambiamento che vorremmo apportare alla nostra vita. Bene, per attuarlo passeremo attraverso diversi stadi. Il modello del cambiamento di Prochaska e Di Clemente, che costituisce uno dei fondamenti su cui viene costruita la valutazione della motivazione al cambiamento, in particolare prevede sei passi. • Pre contemplazione: non si avverte ancora l'esigenza di operai sono persone terrorizza- richiede coraggio e fatica» dice re alcuna modificazione. te dall'idea del cambia- Patrizia Amici, psicologa e psi- • Contemplazione: si comincia ad avvertire una "preoccupamento. Altre, invece, che coterapeuta. zione" rispetto all'aspetto che si non riescono a farne a meno. vorrebbe modificare, si diviene Che si tratti di lavoro o di una re- Ma quando, dottoressa consapevoli dei pro e dei contro, lazione, lo vivono come una sfi- Amici, sentiamo una spinta sperimentando spesso una forte da per mettersi alla prova, una interiore a cambiare? A volte è quasi un bisogno, una ambivalenza e "conflitto". Non fonte di nuovi stimoli.«Il cambiamento rappresenta una con- ricerca personale, un desiderio facciamo nulla ma emotivamendizione imprescindibile dell'ani- di miglioramento, altre volte te e cognitivamente cominciamo umano. Le cose cambiano, la una fuga. Dobbiamo immagina- mo a ragionare sul cambiare. natura anche e così noi. Cambia- re noi stessi come un sistema • Determinazione: ci si prepara a re volontariamente, però, spesso alla costante ricerca di equili- cambiare. Si inizia a pianificare brio. Quando positivo e negativo, come apportare la modifica che Dott.ssa Patrizia Amici vantaggi e svantaggi si disarmo- si vuole realizzare. Più la decisonizzano si attiva una modifica. ne è forte e centrale per la perCi possiamo sentire spinti al sona (legata a un'esigenza proPsicologo e cambiamento anche da eventi pria e profonda) più è probabile psicoterapeuta a Seriate reali (un cambio o perdita di la- che il mutamento si verifichi. Si voro, un incontro inaspettato, la è ansiosi verso il cambiamento nascita di un figlio, etc.), dall'at- ma pieni di energia.

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• Azione: si cambia! È una fase

per avviare il cambiamento. Ad delicata: non possediamo anco- esempio "se sono in sovrappera bene ciò che stiamo modifi- so, non incontrerò l'uomo della cando e sentiamo l'incertezza mia vita", "così non mi vado del dover lasciare ciò che co- più bene", "quando sarò magra, noscevamo bene. Se il bilancio troverò più facilmente lavoro" non è positivo si rischia di tor- (autovalutazione degli aspetti nare indietro. Il nostro agire met- personali, sociali e ambientali). te in luce la criticità del cambia- Si tratta di "motivazioni" molto mento stesso. diverse tra loro che collocano • Mantenimento: la persona si la decisione di dimagrire più applica a mantenere, nel tempo, o meno centralmente rispetto le modificazioni. È meno attiva e alla persona. Una cosa è dimameno emotivamente implicata. grire per se stessi, un'altra per gli altri o per trovare lavoro. Quali meccanismi devono Più un cambiamento è sentito scattare per poter passare come un'esigenza "personale", da una fase all'altra? più sarà forte la motivazione, I processi per progredire da uno anche di fronte ad amici o fastadio all'altro sono in particolare: miliari che ritengano che non • l'aumento della consapevolezza; ne ho bisogno. Ma attenzione: si • l'attivazione emotiva (relativa sarà anche più esposti, nel caso sia allo status quo, cioè la situa- non si riuscisse nel desiderato zione, che vogliamo cambiare sia mutamento, a provare emozioni al cambiamento che vorremmo); negative anche molto intense • l'autovalutazione degli aspetti (ansia, tristezza, rabbia). personali implicati nel cambiamento desiderato e in ciò che Una sfida avvincente che può rivelarsi vogliamo abbandonare; • la valutazione degli aspetti so- un percorso a ostacoli. ciali e ambientali. Qual è il segreto Detto così sembra complicato. per riuscire nell'intento? Facciamo allora un esempio Bisogna partire da due aspetti: "attuale" come prendere la la self efficacy (autoefficacia) decisione di mettersi a dieta: e il locus of control. Il primo mi rendo conto che sono in indica quanto riteniamo di sovrappeso, dei costi persona- aver la capacità di raggiunli che ha per me, evidenzio gli gere un determinato risultato. aspetti negativi e sento di de- è evidente il peso di questa siderare il cambiamento (au- auto valutazione: è direttamenmento della consapevolezza); te correlata al modo di vivere avverto disagio, rabbia e mi sen- e condurre il cambiamento. to triste per il mio aspetto, penso Il locus of control (luogo del che se dimagrirò mi sentirò più controllo), invece, rimanda al felice, al contempo però pro- modo in cui l'individuo percevo ansia di fallire, tensione per pisce le situazioni come legadover affrontare rinunce etc. te al proprio comportamento (attivazione emotiva); cerco di (locus of control interno) o detrovare una motivazione valida terminato da situazioni ester-

ne sulle quali non ha potere di influenzamento, fortuna o sfortuna, gli altri etc. (locus of control esterno). Anche questo aspetto risulta determinante nell'approccio al cambiamento: un conto è ritenere di avere un ruolo centrale e un conto pensare che le cose avvengano per cause esterne al nostro agire. Infine bisogna imparare a gestire le emozioni negative, accettando anche qualche battuta di arresto (come succede ad esempio nelle diete) che non può e non deve compromettere il percorso di cambiamento. Anche il sostegno dagli altri (famiglia, partner, amici) rappresenta una spinta importante per mantenere fede alla decisione di cambiare. Infine c'è la bilancia decisionale: mettete nero su bianco i pro e i contro del cambiamento che volete fare, in modo da avere una visione quanto più completa di vantaggi e svantaggi. È fondamentale cercare di essere analitici e precisi, tenendo presenti i vantaggi personali (a breve e lungo termine), i vantaggi per gli altri (familiari, partner, lavoro etc. ), i vantaggi nella valutazione di sé (come mi sentirò). Nei contro, bisogna valutare i costi (tempo, soldi, relazioni, etc.), gli svantaggi pratici per sé e per gli altri, l'eventuale visione negativa dell'ambiente circostante, le cose a cui dovremmo rinunciare etc. Una volta ben chiari tutti gli aspetti si potrà decidere se siamo pronti per affrontare tutto quello che il cambiamento comporta e mettere le basi per la sua realizzazione. Buon cambiamento a tutti! Bergamo Salute

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IN ARMONIA

COPPIA

E vissero felici e contenti... anche al lavoro! Sono tante le coppie che lavorano insieme. Ecco le regole per "salvare" amore e azienda a cura di Elena Buonanno

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nsieme 24 ore su 24. La sera a casa, durante il giorno in ufficio o in ditta. Sempre gomito a gomito. Sono tante le coppie nella Bergamasca che condividono non solo la vita privata ma anche quella professionale. Un sogno romantico che a volte però può trasformarsi in un incubo. «L'economia bergamasca è costituita in gran parte da piccole imprese generalmente a conduzione familiare. In un mercato in cui viene maggiormente premiata l'impresa in grado di offrire caratteristiche come adattabilità e duttilità, quella familiare ha molto da dire» sottolinea la dottoressa Pia Barbato, counselor. «Innanzitutto privilegiando la promozione e il potenziamento delle risorse interne, riesce a far fronte alle continue richieste diversificate del mercato attraverso meccanismi di flessibilità e compensazione interna. Punti di forza sono, poi, lo spirito di collaborazione, la solidarietà e la condivisione di valori come l'impegno e il sacrificio per raggiungere comuni obbiettivi economici e sociali». Esiste però anche il rovescio della medaglia. In particolare il rischio che tensioni e dissapori sconfinino dall'ambito lavorativo a quello affettivo e viceversa, non dando mai tregua. Cosa fare allora per salvare matrimonio e lavoro? «Ogni situazione è

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a sé e come tale andrebbe "avvicinata"» continua la dottoressa Barbato. «Esistono però alcuni accorgimenti che si possono mettere in atto per evitare di superare quel confine (in)valicabile tra la porta di casa e quella dell'ufficio, valorizzare i punti di forza e "minimizzare" le debolezze, in modo da ottenere prestazioni positive sia sul piano della produttività sia su quello delle relazioni».

Pensare come una squadra «Sapere di poter contare su una persona di fiducia, com'è un marito o un partner, può essere una spinta in più per aprire e far crescere un'attività» dice l'esperta. «Insieme si fa squadra, si gestiscono meglio orari altrimenti difficilmente conciliabili e si condividono aspettative, preoccupazioni e soddisfazioni. Inoltre è più semplice sentirsi tutelati perché si ha il supporto e l'incoraggiamento dell'altro in ogni momento».

Trasformare la crisi in una risorsa Va da sé che, quando si è uniti nella vita e nel lavoro, con l'aumentare degli obbiettivi condivisi, le occasioni di battibecchi si moltiplichino. Ma non è detto che questo sia un male. L'importante è affrontarli con lo spirito giusto. «Nella co-gestione di un

progetto comune concreto, come può essere un'azienda, si superano meglio le crisi arrivando ad attribuire alle stesse un significato di opportunità per la risoluzione positiva dei problemi. E questo può ripercuotersi positivamente anche sulla relazione di coppia, "allenando" i partner a un analogo approccio anche nelle questioni private» spiega la psicologa.

Evitare la gerarchia Pari diritti e doveri. È questa la terza regola. «Per condividere l'ambiente di lavoro con il proprio partner l'ideale sarebbe dividere i compiti in eguale misura in modo paritario, definendoli fin dall'inizio in base alle caratteristiche e competenze di ciascuno. Ma senza gerarchie.


La gerarchia, infatti, può minare la relazione privata in cui i partner devono essere allo stesso livello, avere cioè uguali diritti e doveri e assumersi nella stessa misura le responsabilità. La persona "inferiore" potrebbe sentirsi costretta a confrontarsi con un perenne capo (la questione è ancora più spinosa se il superiore è una lei)» suggerisce la dottoressa Barbato. «O almeno bisognerebbe evitare di sovrapporre il ruolo lavorativo con quello personale».

azienda. Allo stesso modo, nel tempo libero, è opportuno trovare passatempi separati, coltivare un luogo interiore segreto per dedicare tempo a se stessi. Quando poi si vuole condividere una questione di carattere professionale o avere qualche consiglio, meglio interpellare amici fidati o altre figure di riferimento al di fuori del lavoro, in modo da avere un punto di vista esterno rispetto alla coppia e alle sue dinamiche».

Preservare l'autonomia personale

Definire confini precisi che tutelino la coppia dal diventare una cosa unica sul lavoro e a casa è un'altra buona "abitudine" per far funzionare casa e lavoro. «L'aspetto più negativo di un'avventura professionale di una coppia unita anche nella vita è quello di portarsi il lavoro a casa continuando a discutere di problematiche legate all'ufficio o al contrario di portare questioni personali sul lavoro. Il rischio è una commistione tra le due sfere, lavorativa e privata, che crea confusione e spesso

Anche quando si lavora insieme (così come quando si ama) non bisogna mai dimenticare che la coppia è formata da due individui distinti. «Condividere non significa avere lo stesso punto di vista sulle cose, anzi è fondamentale che entrambi i partner mantengano sempre una propria individualità anche lavorativa. Non è pensabile sentirsi obbligati a riferire all'altro l'iniziativa di ogni manovra o decisione presa in ufficio o in

Stabilire i confini

"rovina" entrambe» avverte la dottoressa Barbato. Se ad esempio la sera prima si è litigato per motivi extra-lavorativi, una volta varcata la soglia dell'azienda bisogna fare in modo che i dissapori non interferiscano sull'efficienza lavorativa. Un altro errore che spesso le coppie che lavorano insieme fanno è quello di "concedersi" libertà che con un altro collega non si permetterebbero. Un esempio? Arrivare in ritardo a una riunione senza avvisare.

Imparare l'arte della critica costruttiva «Uno degli aspetti che favorisce il successo del lavoro in coppia è imparare a dire all'altro che non si è contenti del suo lavoro, se necessario, purché il confronto diretto mantenga parametri di correttezza: assenza di giudizio, bando a definizioni etichettanti che squalificano l'operato dell'altro, comprensione del proprio punto di vista e di quello del partner, ricerca di soluzioni possibili per entrambi nel rispetto e nella stima reciproca» osserva l'esperta. Insomma lavorare con il proprio partner affettivo è un "gioco" intricato. Ma se si riescono a rispettare alcune regole può essere vincente, sia per il lavoro sia per l'amore. Ha collaborato Claudia Lepri, Pedagogista e Mediatrice familiare sistemica. Dott.ssa Pia Barbato Counselor, responsabile Centro di Counseling Integrato di Scanzorosciate

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IN FAMIGLIA

DOLCE ATTESA

Dolori addominali, quando preoccuparsi a cura di Maria Castellano

se diventano intensi e persistenti non dovrebbero essere mai ignorati» osserva Patrizia Inselvini, ginecologa. Cerchiamo allora di capire perché vengono e quando possono rappresentare un campanello d'allarme.

L'utero si adatta

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olori addominali, "crampi", pesantezza di stomaco. Durante la gravidanza è comune soffrire di questi disturbi. Alcuni sono più che sopportabili, altri invece possono destare qualche preoccupazione in più. «In gravidanza l'organismo materno subisce numerosi adattamenti fisiologici e indispensabili per accogliere il feto. I sintomi che queste modificazioni possono causare sono molti e diversi. Tra questi i più comuni sono i dolori addominali: se presenti come "occasionali fastidi", sono spesso innocui, ma

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Nel primo trimestre spesso si avverte un senso di dolore/tensione al basso ventre. «Nella maggior parte dei casi è attribuibile alle modificazioni anatomiche dell'apparato genitale interno» spiega la specialista. È quindi del tutto normale: l'utero infatti si espande per "abituarsi" alla presenza del bambino. «Tuttavia se il dolore è persistente e si associa a perdite vaginali di sangue rosso scuro può essere la spia di una minaccia d'aborto. L'intensità dei sintomi è strettamente correlata alla gravità della situazione: se l'emorragia e il dolore aumentano è necessario rivolgersi prima possibile al medico».

Attenzione a cistiti & Co. Anche le infezioni del tratto urinario sono spesso causa di dolore addominale in gravidanza (si verificano nel 10-15% delle gravide). «Il fattore predisponente più significativo è rappresentato nelle modificazioni delle vie urinarie (calici renali, pelvi, uretere, vescica), indotte già verso la fine del primo trimestre dall'aumento del progesterone ma anche da fattori meccanici di compressione da parte dell'utero gravidico e dall'accumulo di sangue nei

Dott.ssa Patrizia Inselvini Specialista in Ostetricia e Ginecologia presso Spedali Civili di Brescia e a Sarnico

vasi pelvici e addominali» continua la ginecologa. «Nella metà dei casi interessano le basse vie urinarie (vescica e uretra, cioè il condotto che trasporta l'urina fuori dalla vescica) e si manifestano con quadri di cistite acuta, disuria (necessità di spingere per urinare), urgenza e frequenza minzionale, presenza di pus nelle urine, dolore». Se non trattate adeguatamente possono causare complicanze anche serie come la pielonefrite renale i cui sintomi, oltre a quelli citati per la cistite, comprendono febbre e forte dolore al fianco, a volte con nausea, vomito, disidratazione. «Il rischio di questa infezione ai reni non va trascurato: è spesso associata a un parto pretermine ed è tra le cause più importanti di shock settico».

Anche la digestione cambia In gravidanza la digestione diventa più lenta, la mobilità dell'intestino si riduce e così il suo svuotamento. E così possono comparire bruciore e pesantezza e mal di stomaco. Buona regola è, quindi, preferire cibi facilmente digeribili, mangiare a orari regolari e fare pasti leggeri ma frequenti. «Oltre a queste modificazioni, in gravidanza aumenta la capacità


dell'intestino di assorbire acqua (fino al 60%). Le feci, impoverite d'acqua, si induriscono e il loro transito rallenta ulteriormente. Può insorgere così la stitichezza che determina dolore addominale diffuso. Non deve destare preoccupazione, ma essere trattata in modo adeguato (aumentando ad esempio il consumo di yoghurt, verdure cotte, acqua etc.)». Oltre a questi fastidi, può insorgere anche un "addome acuto" (dolore intenso e improvviso da valutare tempestivamente), dovuto non solo a cause intestinali, come appendicite acuta o occlusione, ma anche a problemi di natura diversa come una rottura spontanea dell'utero nelle gravide con precedenti interventi isterotomici o un distacco di placenta (condizione molto peri-

colosa, che compare durante il terzo trimestre, in cui il dolore è in genere accompagnato da un'emorragia vaginale).

Se i muscoli dell'utero si "contraggono" Infine, ci sono i cosiddetti "crampi addominali", ovvero contrazioni dell'utero che si possono presentare con diversa intensità in tutti i nove mesi. Per contrastarli è fondamentale idratarsi adeguatamente: la disidratazione materna favorisce, infatti, l'attività contrattile. «In genere sono percepiti come un dolore simil mestruale al basse ventre e in regione lombare e/o come un indurimento della parete addominale più o meno doloroso» spiega la dottoressa Inselvini. «Anche in questo caso si può trattare di fenomeni

fisiologici. Se però sono molto frequenti e dolorosi o accompagnati da perdite di sangue, è fondamentale un controllo medico. Soprattutto nel terzo trimestre, potrebbero rappresentare una minaccia di parto pre-termine» conclude la specialista. Se l'embrione si impianta fuori dall'utero Ritardo mestruale, perdite di sangue solitamente scarse e di colore rosso scuro e intenso dolore pelvico. Così si manifesta la gravidanza extrauterina, condizione molto grave che richiede una valutazione medica immediata. Si verifica quando l'embrione si annida al di fuori dell'utero (nelle tube, nella cavità addominale o nelle ovaie). La sua frequenza è di circa 0,25-2,5% delle gravidanze e l'età maggiormente colpita è quella compresa tra i 26 anni e i 35 anni.

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IN FAMIGLIA

BAMBINI

Mamma… ho fatto la pipì a letto! Manuale d'uso per affrontare "l'emergenza" a cura di Maria Castellano

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enuresi, o pipì a letto (cioè la perdita di urine involontaria e completa durante il sonno), è un fenomeno molto comune durante l'infanzia. Sotto i sei-sette anni, in genere, non rappresenta un problema. Se però continua anche dopo questa età, come succede in circa il 10-15% dei bambini, può essere affrontato in modo efficace ma sempre nel rispetto delle esigenze del bambino e non dei genitori. «La pipì a letto può essere considerato un "problema" solo dopo i sei-sette anni, quando cioè il controllo vescicale è normalmente raggiunto» sottolinea il dottor Mario Leo Brena, specialista in chirurgia pediatrica che si occupa prevalentemente di patologie e malformazioni dell'apparato urinario. «In Italia circa 1 milione di bambini tra i 6 e 14 anni soffrono di questo disturbo, con una prevalenza che varia naturalmente con l'età».

Dottor Brena, ma cosa c'è alla base di questo problema? Innanzitutto sembra esistere una familiarità. Il rischio di avere un figlio enuretico è del 77% se entrambi i genitori lo sono stati, del 44% se uno solo dei due lo è stato. Il fatto che dopo i 15 anni d'età l'enuresi scompaia nella maggior parte dei casi, fa ipotizzare che il problema possa rifarsi a un ri-

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tardo di maturazione della ve- Dott. Mario Leo Brena scica e nell'acquisizione della funzione di controllo notturno. Specialista in Chirurgia Fino a poco tempo fa si ritenePediatrica, va importante l'associazione A.O. Papa Giovanni XXIII dell'enuresi con l'inappropriadi Bergamo ta secrezione dell'ormone antidiuretico, ma di recente questa correlazione è stata messa in una pausa (senza mai bagnare il letto nemmeno una volta) di discussione. almeno sei mesi. Le manifestaMa ci possono zioni cliniche dei bambini con anche essere cause enuresi primaria e secondaria psicologiche alla base? sono comunque simili e questo L'associazione fra sintomi psi- suggerisce che ci sia un'origine cologici ed enuresi è molto comune. Importante è però vecomplessa. Fare la pipì a letto rificare, in tutti questi bambini, può essere causa di sofferenza se la pipì a letto è il solo sinper il bambino, di diminuzione dell'autostima e di problemi di comportamento, ma raramente ne è la conseguenza, anche se nella enuresi cosiddetta secondaria spesso esiste un rapporto diretto tra il bagnare il letto e la presenza di fattori emotivi o esistenziali (nascita di un fratellino, preoccupazione scolastica).

Cosa si intende per enuresi secondaria? L'enuresi viene classificata in primaria e secondaria. La secondaria è definita dalla ricomparsa dell'incontinenza dopo


tomo minzionale (cioè legato all'espulsione dell'urina), o ne esistono anche altri non sempre facilmente evidenti.

Di che tipo di sintomi si tratta? Innanzitutto alterazioni della frequenza minzionale che potrebbero suggerire la presenza di una bassa capacità funzionale della vescica (importante causa di vari tipi di incontinenza compresa l'enuresi). La difficoltà nel riconoscerle, però, sta nel fatto che alcuni bambini, pur avendo una bassa capacità funzionale della vescica, presentano una frequenza normale (fra le 6-10 volte al giorno) o addirittura ridotta. Ciò può essere attribuito al fatto che spesso i più piccoli non bevono correttamente durante il giorno. Molti infatti non assumono quantità sufficienti di liquidi durante la mattina e il primo pomeriggio (ossia a scuola), ma solo il tardo pomeriggio e la sera, un'abitudine che favorisce la poliuria (eccessiva produzione di urine) notturna e quindi l'enuresi. Per questo la prima cosa da fare è compilare un diario della minzione che comprenda anche la quantità di liquidi ingeriti ed eliminati: si segna semplicemente su un foglio quando il bambino va in bagno, quando beve e, quando possibile, anche le rispettive quantità. Questo strumento, gestito dai genitori, aiuta a valutare i tempi in cui un bambino fa la pipì, il rapporto tra lo svuotamento ed eventi come i pasti, la scuola e il gioco, il verificarsi di urgenza, incontinenza o di minzioni post-poste (rinvio della min-

zione) e permette quindi di inquadrare meglio il problema. Importante, poi, è verificare la presenza di pregresse infezioni delle vie urinarie, oltre che di stipsi (sempre sottovalutata ma molto importante). Indispensabile, ovviamente, è la visita dal pediatra per escludere anche altre possibili patologie associate all'enuresi.

Passiamo ora alla cura. Cosa si può fare? Per prima cosa bisogna ricordare che la terapia va proposta sulla base dell'esigenza del bambino e non del genitore. Il primo passo, dopo la valutazione preliminare del pediatra, è la terapia comportamentale il

cui obbiettivo è correggere le abitudini vescicali e intestinali errate che si sono evidenziate con il diario minzionale. In questi casi il bambino dovrebbe essere incoraggiato a urinare ogni due-tre ore circa per rieducare la vescica ed eseguire uno svuotamento intestinale tutti i giorni. Va verificata poi la

corretta postura del bambino sul wc, ossia ben seduto sulla tavoletta con le gambe divaricate e con i talloni appoggiati a terra (o su un poggiapiedi), per rilassare i muscoli del piano pelvico. Importante è consigliare loro di non aver fretta e di non spingere. In casi particolari molto utili sono anche le tecniche dette di biofeedback che aiutano i bambini a riconoscere e rilassare i muscoli pelvici. Queste terapie vanno eseguite solo in centri che trattano anche i bambini: mai affidarsi a terapeuti solo dell'adulto. Se nonostante tutto ciò l'enuresi non si risolve entro alcuni mesi, si può raccomandare la terapia con allarme acustico notturno, soprattutto in pazienti di età oltre i nove anni. Si tratta di una piccola suoneria che viene attivata quando il bambino bagna le mutandine mentre dorme e che dovrebbe migliorare il riconoscimento degli stimoli sensoriali coinvolti durante il riempimento/svuotamento vescicale notturno. La terapia va proseguita per almeno sei mesi. Alternativa alla terapia con l'allarme è quella farmacologica con medicinali (come la desmopressina e gli agenti anticolinergici). Parte centrale della terapia è però sempre il diario minzionale e intestinale che, se ben eseguito, aiuta la famiglia e il bambino a seguire i progressi. Solo nei casi che non rispondono al trattamento, guidato dal pediatra, è bene rivolgersi a uno specialista in urologia pediatrica, per eventuali ulteriori accertamenti e in particolare per eseguire prove urodinamiche. Bergamo Salute

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bergamo salute 9x8 ok.pdf 1 06/06/2013 14.56.05

numero

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anno 4 - gennaio - febbraio 2014

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CURNO • Dott. Sergio Stabilini Via Emilia 12/A GAZZANIGA • Ospedale Briolini Via A. Manzoni 130 GORLAGO • Every Service Piazza Locatelli 14 GORLE • Centro Medico MR Via Roma 32 GROMLONGO DI PALAZZAGO • Tata-o Via Gromlongo 20 LOVERE • Ospedale SS. Capitanio e Gerosa Via Martinoli 9 MOZZO • Studio di Psicologia Relazionale Dott. Gelfi Via Lecco 26 NEMBRO • Dott. Antonio Barcella Via Locatelli 8 • Ortopedia Burini Via Monsignor Bilabini 32 OSIO SOTTO • Ortopedia Burini Via Milano 9 PALAZZOLO SULL'OLIO (BS) • Dott.ssa Mara Seiti c/o Poliambulatorio San Pancrazio Via Firenze 103 PIARIO • Ospedale M.O. Antonio Locatelli Via Groppino 22 PIAZZA BREMBANA • Fondazione Don Stefano Palla Via Monte Sole 2 PONTE SAN PIETRO • Policlinico San Pietro Via Forlanini 15 PRESEZZO • Dott. Rolando Brembilla Via Vittorio Veneto 683 ROMANO DI LOMBARDIA • Avalon Via R. Pigola 1 S.PELLEGRINO TERME • Casa di Cura Quarenghi Via San Carlo 70 SARNICO • Habilita Ospedale di Sarnico Via P. A. Faccanoni 6 SCANZOROSCIATE • Dott.ssa Sarah Viola Via Giassone 22 SERIATE • Centro Medico San Giuseppe Via Marconi 11/A • Istituto Ottico Daminelli Via Italia 74 • Obiettivo Udito Corso Roma 5/B • Ospedale Bolognini Via Paderno 21 STEZZANO • Caredent c/o Centro Commerciale 2 Torri TRESCORE BALNEARIO • Ospedale S. Isidoro Via Ospedale 34 • Terme di Trescore Via Gramsci • Locanda Armonia Località Redona TREVIGLIO • Amplifon Via Camillo Terni 21 • Caredent Via Roma 2/A • Centro Diagnostico Treviglio Via Rossini 1 • Centro Medico Vitalis Via Cellini 5 / Viale Ariosto 9 • Ospedale di Treviglio P.le Ospedale 1 VILLONGO • Centro Medico Ego Via Garibaldi 20 VILLA D'ALMè • Caredent Via Roma 20/D • Farmacia Donati Via Roma 23 ZINGONIA • Casa di Cura Habilita Via Bologna 1 • Policlinico San Marco Corso Europa 7


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ALTRE TERAPIE

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Dalle api un'alleata naturale contro i malanni invernali a cura di Maria Castellano

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al di gola, raffreddore, tosse? Un aiuto naturale arriva dalla propoli, sostanza prodotta dalle api, nota da secoli per le sue proprietà antibiotiche. Presa ai primi sintomi, contrasta l'insorgenza di alcuni dei disturbi tipici di questa stagione e ne facilita la guarigione. L'efficacia della propoli è stata dimostrata anche per altri disturbi, come afte, piccole lesioni della bocca, fino all'herpes, nei confronti dei quali agisce come antisettico e cicatrizzante. Infine, le sue proprietà antifungine fanno della propoli un valido aiuto contro diversi tipi di micosi in particolare della pelle e delle unghie. Come ci spiega il dottor Giorgio Locatelli, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Bergamo ed esperto di terapie naturali.

Dottor Locatelli da cosa è fatta la propoli e perché fa così bene? La propoli è costituita da una miscela di sostanze resinosegommose e balsamiche che le api raccolgono sulle gemme o sulla corteccia di alcune piante e trasformano aggiungendovi delle secrezioni proprie. Quello Dott. Giorgio Locatelli

Presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Bergamo

che ne deriva è un mix di resine, Nella storia cere, acidi grassi, sostanze volaL'etimologia greca del suo nome tili, polline e micro composti orsignifica letteralmente "protezioganici e inorganici. Le stesse api ne della città" (pro-polis) e già Plinio il Vecchio (23-79 DC) la citava la usano negli alveari per "saninella sua opera "Naturalis Histoficare" le celle destinate alla deria". Insieme alla mirra fu utilizposizione delle uova, oltre che zata dalle popolazioni più antiche: gli antichi Egizi la usavano come per mummificare i cadaveri dei medicazione e per la mummificapiccoli animali morti (insetti e zione dei defunti. Gli antichi Greci predatori) e come cemento per e Romani svilupparono ulteriorchiudere i piccoli spazi tra una mente il suo uso nella produzione di una colla per attrezzi, oltre che celletta e l'altra. Oggi la propoli per quella di creme terapeutiche. trova largo impiego all'interno delle terapie naturali, soprattutto come antibatterico e fungicida. ingiallire le mucose e i denti ed essere irritante al contatto con In che modo le mucose della bocca.

la si può assumere?

Oltre che in forma liquida (soluzioni idroalcoliche ad esempio per fare sciacqui e gargarismi), si può trovare sotto forma di compresse, spray, sciroppi, spesso associata ad altre piante medicinali (altea, grindelia, timo, pino mugo, erisimo etc.). Trattandosi di un prodotto naturale la sua composizione è molto variabile nei suoi componenti principali e per questo può variare in aspetto, colore e sapore. A garanzia di efficacia e costanza terapeutica è bene richiedere preparati che presentino una certificazione di qualità e un titolo in uno dei suoi componenti attivi (ad esempio la galangina, flavonoide che dovrebbe essere almeno all'8%). Importante è considerare anche un altro aspetto e cioè che la propoli pura grezza, o in soluzioni molto concentrate, può

Ha controindicazioni? Essendo una sostanza naturale e contenendo pollini, non si possono escludere reazioni di sensibilizzazione soggettiva. Soprattutto al primo utilizzo, quindi, è bene chiedere al proprio medico o al farmacista su eventuali controindicazioni o allergie personali.

Bergamo Salute

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RUBRICHE

GUIDA ESAMI

Come sta la tua retina? Te lo dice la TAC degli occhi Grazie all'OCT è possibile dignosticare precocemente molte diffuse malattie della retina a cura di Elena Buonanno

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n esame veloce e indolore in grado di "fotografare" con estrema precisione lo stato di salute della retina (cioè il sottilissimo strato di tessuto nervoso in grado di trasformare i raggi luminosi che colpiscono l'occhio in stimoli elettrici che, attraverso il nervo ottico, arrivano al cervello dando le immagini). È l'OCT o Tomografia a Coerenza Ottica, una sorta di TAC per gli occhi, oggi indispensabile per diagnosticare precocemente molte malattie della retina, che nelle fasi iniziali si manifestano con un'alterazione della qualità della vista (visione distorta, visione di una macchia scura fissa centrale, riduzione della capacità di visione). Approfondiamo l'argomento con il dottor Giulio Leopardi, oculista.

Dottor Leopardi, di che tipo di esame si tratta? L'OCT è un'indagine cosiddetta di imaging, avvicinabile concettualmente alla TAC e alla Risonanza Magnetica che esaminano strato per strato il tessuto con l'utilizzo di raggi X. La differenza fondamentale è che la retina viene esplorata con un innocuo fascio laser a infrarossi, senza l'utilizzo di mezzo di contrasto e in modo assolutamente non invasivo, che permette di ottenere scansioni molto precise e di misurare esattamente (al micron,

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Bergamo Salute

cioè millesimo di millimetro) lo spessore della retina, rilevando eventuali lesioni o irregolarità degli strati interni altrimenti invisibili all'occhio umano. Le variazioni di segnale del fascio laser così ottenute vengono poi trasformate, attraverso un apposito software, in un'immagine su schermo che permette al medico la loro analisi. Gli strumenti più sofisticati sono completati da un'immagine statistica che consente di evidenziare un'eventuale differenza tra i risultati dell'esame condotto e quanto ci si dovrebbe aspettare da una popolazione campione composta da soggetti normali di quell'età.

E come si svolge? Al paziente viene richiesto di guardare dentro l'obiettivo di una telecamera. Le scansioni

vengono effettuate nell'arco di 1 – 2 minuti, a volte senza nemmeno dover dilatare la pupilla (è comunque consigliabile che il paziente sia accompagnato da chi possa prendere il suo posto alla guida dell'auto per il rientro a casa qualora debba essere esaminato in midriasi, ovvero dilatazione della pupilla, farmacologica).

In che casi, in particolare, può essere utile? L'indicazione principale dell'OCT riguarda lo studio della macula, ovvero della regione centrale della retina. In particolare rappresenta l'esame più indicato per rilevare l'eventuale presenza delle cosiddette drusen, piccoli depositi di prodotti di scarto del metabolismo delle cellule della retina che le cellule stesse


non riescono a rimuovere e si accumulano nel delicato tessuto retinico, compromettendone il corretto funzionamento. Questo fenomeno, che dipende in larga parte dall'età e da una predisposizione genetica, rappresenta l'inizio del processo di invecchiamento della retina (degenerazione maculare senile). Altre lesioni rilevabili con l'OCT sono quelle derivanti dalla retinopatia diabetica e gli edemi (accumuli di liquido) che si possono formare tra gli strati della retina a seguito di Dott. Giulio Leopardi Responsabile U.O. Oculistica Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e attività ambulatoriale di Oculistica del San Marco di Zingonia

Odontoiatria

infiammazioni (come l'uveite). L'esame OCT può servire, inoltre, come guida nelle terapie di mantenimento a base di complessi vitaminici e antiossidanti, che aiutano le cellule a riassorbire (o per lo meno a non far aumentare) le drusen. Un'altra interessante applicazione è la misurazione della reazione del tessuto della retina ai trattamenti con laser "giallo", strumento di recentissima introduzione che non brucia il tessuto retinico malato, come i laser tradizionali, ma induce una reazione che porta a una riduzione dell'edema intraretinico (dev'essere seguita con misurazioni precisissime, al micron, possibili solo con l'OCT). Infine, rappresenta un'indagine importante per lo studio del glaucoma, malattia che danneggia il nervo ottico

Ortodonzia

ed è tra le principali cause di cecità. L'OCT della testa del nervo ottico infatti permette di evidenziare, misurare e monitorare nel tempo variazioni dello spessore delle fibre del nervo ottico ed eventuali lesioni già in atto. Nei casi dubbi A completamento dell'OCT spesso è consigliato un altro esame, la fluorangiografia con mezzo di contrasto. Mentre il primo scatta un'istantanea delle condizioni della retina in un preciso momento, la seconda è un'indagine dinamica che evidenzia eventuali lesioni via via che il mezzo di contrasto avanza nella retina. Di recente introduzione è la fluorangiografia con autofluorescenza possibile con strumenti ad avanzata tecnologia che sfruttano, anziché la fluorescenza del mezzo di contrasto, la fluorescenza dei pigmenti degli strati cellulari retinici per evidenziare eventuali lesioni.

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Come riconoscere se il gatto ha "mal di cuore" a cura di Alessandra Serraglio

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nche i nostri amici a quattro zampe, proprio come noi, possono soffrire di problemi di cuore. A volte si tratta di malattie congenite, ma nella maggior parte dei casi il "mal di cuore" è dovuto all'età. I cani e i gatti domestici di oggi, infatti vivono più a lungo di una volta, in particolare grazie ai progressi fatti nella prevenzione di molte malattie infettive. Ma quali sono le più comuni patologie cardiache nei felini e come si fa a riconoscerle per tempo? Lo abbiamo chiesto al dottor Stefano Cattaneo, medico veterinario.

gie, come l'ipertiroidismo (una produzione eccessiva di ormone tiroideo), l'ipertensione e l'acromegalia (eccessiva produzione dell'ormone della crescita).

Ci sono dei sintomi che possono mettere in allerta il padrone prima di arrivare a tutto questo?

Purtroppo, mentre nei cani si manifestano diversi sintomi preA che età si manifestano? coci, come ad esempio la tosse In genere le prime alterazioni, notturna o l'affaticamento duanche se dipende dalla ma- rante la passeggiata, nei gatti i lattia cardiaca, compaiono fra segni che possono "insospettire" i 5 e i 7 anni. Per un lungo pe- il padrone sono pochi, subdoli e riodo il cuore riesce a svolgere vaghi. Guardando il proprio gatcomunque il suo lavoro, finché to che dorme beatamente sulla subentra lo scompenso cardia- poltrona, difficilmente si sospetco, condizione in cui il cuore ta che non tolleri più sforzi. Annon è più in grado di pompare che il veterinario potrebbe non il sangue in maniera adeguata sospettare la presenza di una alle richieste dell'organismo. Le cardiopatia: soffi o aritmie, che conseguenze sono accumulo di indicano la presenza di una paQuali sono le malattie liquidi che, nel gatto, si verifica tologia cardiaca, compaiono tarcardiache più diffuse soprattutto a livello polmonare, divamente e solo nel 50% degli nel gatto? determinando edema polmo- animali. Per questo motivo, spesOggi la cardiopatia più diffusa nare, versamenti toracici e gravi so il gatto cardiopatico viene è la miocardiopatia ipertrofica, difficoltà respiratorie. Il rallenta- portato in ambulatorio in conuna malattia che causa l'ispes- mento del circolo sanguigno fa- dizioni drammatiche e quando simento del muscolo cardiaco vorisce, inoltre, la formazione di la malattia è già in fase avanzata. con conseguenti difficoltà di trombi che si manifestano con Risulta, dunque, fondamentale riempimento del ventricolo sini- dolore acuto e comparsa di una la prevenzione e, in questa direstro. Le miocardiopatie si distin- paresi/paralisi improvvisa degli zione, la medicina veterinaria ha guono in primarie (con cause arti posteriori. fatto molto, anche con indicanon ancora certe, anche se sono state identificate in alcune razze delle mutazioni genetiche alla base della patologia) e secondarie, conseguenza di altre patoloDott. Stefano Cattaneo Specialista in Sanità Pubblica Animale presso l'Ambulatorio Veterinario della città di Albino

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zioni pratiche: una ricerca internazionale (Israele, Italia, Svezia, USA) pubblicata a ottobre 2013, ha messo in evidenza che i gatti con una cardiopatia subclinica (cioè che non dà sintomi evidenti) quando dormono hanno in genere una frequenza respiratoria superiore ai 30 atti (respiri) al minuto. Già questa semplice rilevazione sarebbe molto utile al proprietario per sospettare eventuali anomalie e sottoporre precocemente l'animale ad accertamenti diagnostici.

Quali sono gli esami utili? Quando l'animale diventa anziano (a partire dai 7 anni), anche in ottica preventiva, la visita semestrale dal veterinario dovrebbe essere completata da un'ecocardiografia e da alcuni marker indicatori di sofferenza cardiaca

(peptide NT-proBNP) che si possono testare con un semplice esame del sangue di screening. Importante, inoltre, è sottoporre il gatto a una regolare misurazione della pressione arteriosa e al monitoraggio dell'ormone tiroideo. In caso di scompenso cardiaco, invece, il primo esame è la radiografia. Una volta superata l'emergenza, l'ecocardiografia con colordoppler permette una diagnosi precisa del tipo di cardiopatia e della sua gravità, mentre l'elettrocardiografia permette di valutare le aritmie.

Ma si possono curare? Pur essendoci diversi prodotti specifici per i gatti che ci permettono una terapia efficace dello scompenso cardiaco, mancano ancora alcuni prodotti essenziali per la terapia della

miocardiopatia ipertrofica (betabloccanti e calcio-antagonisti), motivo per il quale si utilizzano prodotti medicinali umani che però presentano difficoltà notevoli di somministrazione soprattutto perché amari e non "appetibili" per il gatto (i prodotti veterinari sono aromatizzati al pesce o alla carne).

Attenzione alla dieta La prevenzione delle malattie cardiache passa innanzitutto attraverso una dieta corretta e la lotta a sovrappeso e obesità, purtroppo molto frequente in questi animali. Il gatto necessita di proteine di alta qualità (presenti in carne, pesce e uova), di taurina (in carne e pesce) e di grassi, ma anche di verdure (utili per la flora e peristalsi intestinale), sali minerali e vitamine.

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STRUTTURE

AZIENDA OSPEDALIERA BOLOGNINI

Diagnosi mini-invasive in senologia con la biopsia sotto guida stereotassica a cura di Viola Compostella

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ggi,in caso di lesioni mammarie, noduli sospetti, microcalcificazioni anomale clinicamente non palpabili, esistono diverse procedure di biopsia al seno grazie alle quali ottenere un campione di tessuto da analizzare per valutarne la pericolosità e l'eventuale necessità di intervento chirurgico. Una delle più tecnologicamente avanzate, meno invasive e più precise è rappresentata dalla biopsia sotto guida cosiddetta stereotassica. Tra le strutture bergamasche che dispongono di questa sofisticata metodica radiologica, computerizzata e ad alta precisione, c'è l'Ospedale di Alzano Lombardo. «La biopsia sotto guida stereotassica rappresenta un importante avanzamento tecnologico applicato alla medicina e, nell'ambito del tumore alla mammella, costituisce l'anello di congiunzione tra lo screening mammografico e l'eventuale approccio chirurgico per lesioni altrimenti non diagnosticabili se non con una biopsia chirurgica, intervento che in certi

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casi può essere "sovradimensionato" soprattutto nel caso in cui poi la lesione si dimostri non maligna.In altre parole il rapporto tra costo (in termini fisici, psicologici ed estetici) e beneficio, in molti casi, può essere sfavorevole» dice il dottor Gianluigi Patelli, direttore della Divisione di Radiologia Interventistica dell'Ospedale di Alzano Lombardo, parte dell'Azienda Ospedaliera Bolognini (azienda che ogni anno fa più di 13.000 mammografie di screening). «Con la biopsia sotto guida stereotassica al contrario questo rapporto risulta favorevole: l'esame è relativamente semplice dal punto di vista tecnico, non è operatore-dipendente e presenta una invasività moderata». Nei casi benigni, quindi, permette di evitare un intervento chirurgico a solo scopo diagnostico. Nei casi di malignità, invece, consente di pianificare in modo più appropriato il trattamento terapeutico (medico e/o chirurgico). «Questa procedura, pur essendo una radiologica, costituisce in

realtà la sintesi di una multidisciplinarietà, oggi indispensabile nel trattamento dei tumori, che coinvolge anche il chirurgo, l'anatomopatologo, l'oncologo e, ultime ma non meno importanti, la figura del tecnico di radiologia e dell'infermiere professionale» continua lo specialista. Cerchiamo allora di capire meglio come funziona e si svolge. «La biopsia stereotassica della mammella è una modalità di campionamento delle lesioni mammarie non palpabili (microcalcificazioni od opacità nodulari del diametro anche inferiore a un centimetro), la cui posizione viene localizzata con una precisione molto elevata, potremmo dire quasi assoluta (il margine di errore totale è di un millimetro) grazie a un sistema di coordinate cartesiane (x,y,z) ottenuto attraverso due radiografie a bassa dose di radiazioni effettuate con incidenza tra loro speculare (una con un'angolazione a + 15 gradi e una a -15 gradi)» spiega il dottor Patelli. Da qui il nome di stereotassica (dal greco "disposizione spaziale"). «La procedura viene effettuata su uno speciale tavolo digitale. I "modelli" di ultima generazione prevedono che la paziente si distenda in posizione prona. Dopo l'esecuzione di alcuni radiogrammi mammografici che evidenziano la sede della lesione, un apposito dispositivo computerizzato ne calcola la


sede e la profondità e, per mezzo di un "puntamento elettronico", guida la sonda all'interno dell'area nella quale si desidera eseguire il prelievo. Nella maggior parte dei casi si utilizza un sistema denominato VAB (vacuum assisted biopsy)» spiega il dottor Patelli. L'agobiopsia vacuum assisted sotto guida stereotassica consiste nell'introduzione di una sonda dello spessore di alcuni millimetri nella sede della lesione, previa anestesia locale e piccola incisione della cute. «La sonda utilizzata sfrutta un sistema di retroaspirazione sottovuoto (vacuum assisted) che permette di asportare, aspirandoli, molteplici frammenti di tessuto mammario in pochi minuti.Viene inserita una sola volta e poi ruotata in senso orario, il sistema di retroaspirazione sot-

tovuoto permette di recuperare il materiale prelevato, che viene raccolto in un apposito contenitore, senza dover estrarre la sonda stessa dalla mammella, riducendo quindi i rischi di infezione. Inoltre la possibilità di effettuare un'aspirazione riduce l'entità degli ematomi e la frequenza del sanguinamento al termine della procedura. I campionamenti possono essere effettuati con aghi di varia tipologia e spessore e questo permette di ottenere materiale sufficiente e di ottima qualità per l'esame istologico della lesione sospetta».

Nel prelievo in stereotassi la mammella deve restare compressa per tutta la durata dell'esame, cioè tra i 45 e i 60 minuti, perciò si può avvertire un po' di dolore, comunque tollerabile, e fastidio. «L'obbligata posizione prona, inoltre, può comportare un certo indolenzimento al collo e alla spalla» avverte il radiologo. «Dal momento che la procedura si esegue in anestesia locale, durante la somministrazione dell'anestetico si potrà avvertire un momentaneo bruciore dovuto alla stimolazione di qualche terminazione nervosa; tale eventualità è poco frequente e non prevedibile. Nei giorni successivi alla biopsia potrebbero esserci modesti fastidi nell'area in cui è stato eseguito il prelievo che comunque in genere si riassorbono in pochi giorni» conclude il dottor Patelli.

Sabato 1 febbraio 2014 Bergamo Salute ti aspetta in edicola con il supporto di

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STRUTTURE

Centro Diagnostico di Treviglio

Una bellezza senza rischi, per lui e per lei Nonostante la crisi in tanti ricorrono a "ritocchini" per sentirsi meglio con se stessi. Attenzione, però, a non prenderli alla leggera a cura di Giulia Sammarco

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iller contro le rughe, peeling per cancellare i segni di cicatrici, iniezioni e massaggi per sciogliere il grasso e rimodellare la silhouette. In Italia, ogni anno si fanno ben 7-8 milioni di trattamenti di medicina estetica. Certo la crisi si sente, ma meno che in altri settori. Forse perché il desiderio di sentirsi e vedersi bene è più forte. E non si tratta solo di vanità. Come noi ci vediamo ha infatti un impatto importante sulla nostra vita, su come ci relazioniamo con gli altri, in una parola sul nostro equilibrio psicofisico. Persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute non solo come assenza di malattie ma come "benessere psicofisico globale". C'è un però. Anzi due. Quando si parla di medicina estetica è fondamentale non

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dimenticare due aspetti importanti. Innanzitutto la sicurezza. Anche se si tratta di estetica, infatti, sono comunque "atti medici" e come tali devono essere eseguiti da professionisti esperti. Altra parola chiave è la naturalezza: perché un trattamento estetico risulti davvero "riuscito" non deve stravolgere la fisionomia della paziente (o del paziente), ma rispettarne le caratteristiche, esaltandole e migliorandole o correggendo eventuali difetti. Ma quali sono i trattamenti più "gettonati"? E in che cosa consistono? Ne parliamo con la dottoressa Marianna Facoetti chirurgo generale, esperto in medicina estetica, del Centro Diagnostico di Treviglio (Gruppo Ospedaliero San Donato), dove è stato recentemente aperto un nuovo ambulatorio di medicina estetica.

Riempire, levigare, rivitalizzare, per un viso più giovane e "fresco" «Tra i più richiesti ci sono sicuramente i filler, cioè sostanze riempitive (in inglese il verbo to fill significa riempire) che permettono di aumentare il turgore e l'elasticità della pelle» osserva la dottoressa. «Queste sostanze, in genere sotto forma di gel, vengono iniettate con un ago monouso molto sottile nella parte profonda della cute a livello di rughe, Medicina estetica: un'alternativa "soft" che piace anche agli uomini Dopo un decennio di dominio, la chirurgia cede il passo alla medicina estetica, meno invasiva e più alla portata di tutti. È quanto emerge dal rapporto sulla ripartizione dei trattamenti estetici nel mondo realizzata dalla Asaps (American Society of Aesthetic Plastic Surgery) presentato all'ultimo Congresso Internazionale di Medicina Estetica Agorà, evento di riferimento per gli esperti del settore. Secondo le statistiche, nel 1997 il rapporto era 55 a 45 in favore del bisturi, nel 2012 la situazione si è ribaltata con un 83,29% di trattamenti di medicina estetica al fronte di un 16,72 di chirurgia. E non è la sola novità: sempre secondo la Asaps gli uomini che si sono rivolti alla medicina estetica per migliorare il proprio aspetto sono aumentati dell'88%, dal 1997 a oggi. Il trattamento più richiesto? Il filler, saldamente in testa alla classifica con il 28%.


solchi nasogenieni (i due solchi che separano il labbro superiore dalle guance), cicatrici e depressioni, oppure a livello di labbra, mento e zigomi per aumentarne il volume o correggere eventuali asimmetrie. Una volta iniettato, il materiale si distribuisce nel derma, andando così a "riempirlo". Per evitare rischi, è importantissimo che le sostanze siano di ottima qualità, possibilmente riassorbibili come l'acido jaluronico, un componente fisiologico della matrice della pelle, che è oggi una delle sostanze più usate. Inoltre prima di qualsiasi trattamento è indispensabile un'attenta anamnesi del paziente (su malattie o eventuali allergie) che consente al medico di scegliere il filler più adatto, in base all'entità dell'inestetismo, alle caratteristiche ed esigenze del paziente». Ma cosa si intende per riassorbibili? «Che vengono metabolizzate ed eliminate dagli enzimi presenti nella cute. Questo significa che raramente danno problemi di intolleranze. Il limite è che la durata è di qualche mese». Filler a parte, molto richieste sono anche le iniezioni rivitalizzanti con vitamine che rendono la pelle (di viso, collo ma anche mani) più tonica e compatta, stimolando produzione di collagene ed elastina e migliorando la vascolarizzazione locale, e i peeling che, grazie all'azione di alcune sostanze chimiche, rimuovono le cellule morte dallo strato superficiale della pelle e accelerano il ricambio cellulare (turnover), donando un aspetto più luminoso e una pelle più levigata e omogenea (aiutano anche a rendere meno visibili cicatrici e macchie).

Contro cuscinetti e "buccia d'arancia" Nella top ten degli "interventi" più richiesti, non mancano poi, ovviamente, trattamenti per il corpo, in particolare per ritrovare la linea e rimodellare la silhouette. «Le donne (ma non solo) sono sempre alla ricerca di soluzioni per combattere le adiposità localizzate e la cellulite, due problemi "ostinati": spesso infatti, nonostante un'alimentazione equilibrata e una corretta e regolare attività fisica, non si ottengono benefici soddisfacenti. In questi casi la medicina estetica può rappresentare non una scorciatoia, ma un aiuto in più nell'ambito di uno stile di vita sano. In altre parole può aiutare molto a migliorare e in alcuni casi risolvere questi inestetismi ma non può fare miracoli» continua l'esperta. «Contro le adiposità localizzate buoni risultati si ottengono con la lipolisi (letteralmente "degradazione dei lipidi o grassi"), tecnica non chirurgica che favorisce lo scioglimento del grasso presente nelle cellule adipose che poi, una volta sciolto, viene eliminato gr a d u a l m e n t e dall'organismo. Oggi esistono diverse sostanze efficaci e sicure in questo ambito. Per ottenere effetti, però, è necessario sottoporsi a un ciclo di sedute (il numero di trattamenti varia non solo a seconda della so-

stanza usata ma anche da persona a persona in base alla zona e all'entità del problema e va valutato dal medico)». E contro la cellulite? «Efficace è la mesoterapia (terapia che, con farmaci diversi, viene usata anche per il trattamento del dolore). Consiste nell'iniettare nel derma medio, attraverso aghi sottilissimi, sostanze che favoriscono il drenaggio linfatico e l'eliminazione dei liquidi in eccesso. Per ottimizzare i risultati, sarebbe bene associare un ciclo di massaggi linfodrenanti, eseguiti da massofioterapisti esperti» conclude la dottoressa Facoetti.

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IN FORMA

FITNESS

Vuoi tonificarti senza stress? Allenati con gli elastici L'ultima nata in questo campo è una speciale cintura che rende l'allenamento ancora più divertente e facile a cura di Maria Castellano

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n metodo per allenarsi e tonificare i muscoli di tutto il corpo in modo divertente e dinamico, ma allo stesso tempo a prova di traumi e "controllato". Si chiama SpideRap ed è l'ultima frontiera nel campo del fitness con gli elastici. Non elastici "tradizionali", ma una speciale cintura composta da una fascia centrale da allacciare in vita collegata agli arti inferiori e superiori da quattro cavi elastici (due vanno fissati ai talloni e due a gomiti e mani). L'obbiettivo è quello di eseguire movimenti ed esercizi vincendo la resistenza data dagli elastici. «In generale il vantaggio degli elastici rispetto ad altre forme di allenamento è quello di permettere un movimento cosiddetto auxotonico, in cui la resistenza aumenta progressivamente con l'ampiezza del gesto» spiega Rudy Alexander, preparatore atletico e istruttore di questo metodo. Uno sforzo graduale e misurato, quindi, guidato e "circoscritto" dagli elastici, con il quale si possono allungare e potenziare i muscoli in modo "dolce" e graduale, senza rischiare di traumatizzare tendini, legamenti e articolazioni. «L'utilizzo della cintura, in più, offre un ulteriore vantaggio e cioè quello di adattarsi al corpo e rendere l'allenamento più semplice e pratico».

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Ma che tipo di movimenti e attività fisiche si possono fare con questi elastici? Si possono compiere quasi tutti i movimenti: passeggiata intensa, corsa, fitness tonificazione, stretching. Questo metodo, inoltre, è utilizzabile come preparazione atletica per tutti gli sport: calcio, pallavolo, tennis, pattinaggio, scherma, ballo, arti marziali etc.. Insomma ce n'è per tutti i gusti, senza limiti né di età né di programmi di allenamento (oltre trenta). Già stando fermi in piedi si avverte la tensione e la riprogrammazione posturale comincia subito. Gli elastici, che dalla cintura vengono "fissati" alle gambe e alle braccia, "costringono" ad assumere una postura più corretta.

I muscoli stabilizzatori Identificati con il termine inglese core (nucleo) sono composti da diversi muscoli che rendono stabile la colonna vertebrale e il bacino e si estendono lungo tutto il tronco per tutta la sua lunghezza.

E che muscoli si fanno lavorare maggiormente? Dipende dall'esercizio che si fa. Chiaramente, però, indossare un attrezzo che coinvolge arti superiori e inferiori permette un allenamento per così dire globale.

Quali sono i benefici di un allenamento del genere? La stimolazione costante della muscolatura e del sistema car-


Rudy Alexander

Preparatore atletico e istruttore di SpideRap

diocircolatorio e respiratorio permette il raggiungimento e il mantenimento di un alto livello di forza e tonicità dei muscoli e di un'efficiente forma fisica generale. Gambe, spalle, schiena e braccia sono sollecitate durante l'intero allenamento e, nell'esercizio aerobico, anaerobico e misto, questo corrisponde a un vero e proprio effetto brucia grassi. Contribuisce a prevenire scompensi sulla struttura corporea dovuti alle attività e posture quotidiane (ad esempio dovute a lavori sedentari e alla scriva-

nia) che penalizzano l'uso dei muscoli della catena posteriore. Aumenta la consapevolezza del proprio corpo grazie all'utilizzo dei muscoli stabilizzatori (vedi box), importanti soprattutto quando si parla di prevenzione degli infortuni e dei traumi sportivi. Migliora le capacità di equili-

brio e propriocezione (capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli), indispensabili in molti sport come sci, snowboard, surf, oltre che le capacità di coordinazione motoria. Non ultimo, aiuta a scaricare lo stress.

Può essere adatto anche a persone su con gli anni o con problemi fisici? Assolutamente sì: è adatto a persone di tutte le età. dai bimbi a persone adulte, a meno di specifiche controindicazioni mediche. La cintura è utilizzata anche nei recuperi funzionali (dopo un infortunio, ad esempio) senza dimenticare le applicazioni legate ai diversamente abili, che grazie a questo metodo possono fare attività fisica senza rischi.

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IN FORMA

BELLEZZA

Denti "in riga" con l'apparecchio trasparente Un'alternativa "discreta" per raddrizzare i denti, adatta anche per gli adulti a cura di Giulia Sammarco

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ddio ferretti. Per raddrizzare denti irregolari, accavallati, storti non è più necessario "indossare" fastidiosi e antiestetici apparecchi in metallo. Da qualche anno, infatti, anche in Italia ha preso sempre più piede un nuovo tipo di ortodonzia targata USA che invece di utilizzare brackets, attacchi e fili, sfrutta l'azione di mascherine (dette anche allineatori) trasparenti e facilmente rimovibili all'occorrenza. Un sistema innovativo che, grazie alla sua discrezione e praticità, non crea imbarazzo e disagio e può essere indicato anche in età delicate come l'adolescenza e soprattutto per gli adulti, spesso restii a trattamenti ortodontici perché troppo visibili. «Grazie a questo nuovo metodo oggi possiamo curare pazienti che altrimenti non si sarebbero mai avvicinati all'ortodonzia» sottolinea il dottor Maurizio Maggioni, odontoiatra. «Con vantaggi certamente a livello estetico, perché una dentatura allineata contribuisce a rendere più bello il sorriso, ma anche di salute: quando i denti sono affollati e storti spesso diventa più difficile pulirli nel modo corretto. Il rischio è che creino "tasche" in cui placca e tartaro si depositano facilmente, favorendo la comparsa di carie e parodontopatie, ovvero infiammazioni del

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parodonto (l'insieme dei tessuti, molli e duri, che sostengono i denti) che si manifestano inizialmente con gengive gonfie. Attenzione, però, l'ortodonzia invisibile non va bene in tutti i casi: rappresenta sì una valida alternativa, ma deve essere valutata, caso per caso, in base alla situazione della bocca».

Dottor Maggioni, in quali casi può servire? I campi di applicazione sono in particolare problemi di affollamento e accavallamento dentale, che si verifica quando lo spazio osseo non è sufficiente per contenere tutti i denti normalmente, e forte spaziatura dentale, due situazioni molto comuni. Si è rivelato utile anche Le altre opzioni quasi "invisibili" Apparecchio tradizionale ma con bracket trasparenti. Gli attacchi invece di essere in metallo sono in plastica speciale o ceramica di colore molto simile a quello dei denti. Anche il filo che collega gli attacchi può essere trasparente oppure in metallo. Apparecchio linguale. Prevede di incollare rettangolini di metallo sul retro del dente, piuttosto che sul davanti come nella tecnica tradizionale.

in alcuni casi di malocclusione, che può essere responsabile di disturbi secondari, dal mal di testa alla cervicale, a problemi di postura. Non è consigliato, invece, per grossi spostamenti, per la correzione di difetti di combaciamento tra le arcate (disgnazie) e, in generale, per tutti quei casi che richiedono movimenti impegnativi che solo con l'apparecchio tradizionale possono essere ottenuti (l'ortodonzia tradizionale permette di esercitare pressioni e trazioni diverse sui singoli denti, mentre con le mascherine la pressione è uniforme su tutta l'arcata). Inoltre, non si può utilizzare se sono presenti protesi fisse, impianti od odontomi (cioè lesioni del tessuto dentario) o se ci sono ancora i denti del giudizio.


E come "funzionano" queste mascherine? Per prima cosa si studia la situazione della bocca e, attraverso un apposito software, si "prevedono" i movimenti che "fisiologicamente" potranno e dovranno fare i denti. Sulla base di questi dati vengono costruiti automaticamente tanti modelli quanti ne serviranno per ottenere il risultato ottimale. In pratica ogni paziente ha a disposizione un set di diversi allineatori per così dire "graduati", che, settimana dopo settimana, promuovono piccoli spostamenti millimetrici, raddrizzando i denti fino al risultato stabilito. Le mascherine vanno cambiate ogni 15-20 giorni e, per avere il massimo dell'efficacia, devono essere indossate

il più a lungo possibile, giorno e notte, togliendole solo per mangiare e per lavarsi i denti.

Ma sono dolorose? All'inizio di ogni nuova fase del trattamento, indossando una nuova mascherina, si può provare per qualche giorno una leggera e temporanea sensazione di pressione. Ciò è del tutto normale: vuol dire che i denti si stanno spostando.

In che materiale sono fatte? In genere sono in acetato, un materiale resistente ma allo stesso tempo abbastanza elastico e resistente che non viene attaccato dalla saliva e quindi non si rovina. L'unica accortezza è quella di toglierla quando si fa uso di caffè, bevande colo-

Piazza Locatelli, 14 Gorlago (BG) Tel. 035.953474 - Fax 035.953309 Via Rudone, 35 - Rovato (BS) Tel. 030.7731165 - Fax 030.7731143 Numero verde: 840 000 640 www.everyservice.eu - info@everyservice.eu

rate o si fuma perchè potrebbe ingrigire o snervarsi.

E quanto dura l'intero trattamento? La durata totale dipende dalla complessità del caso e generalmente è uguale a quella dei tradizionali apparecchi ortodontici. Alla fine del trattamento l'ultima mascherina può essere utilizzata, per esempio la notte, per mantenere la posizione raggiunta dai denti.

Dott. Maurizio Maggioni

Specialista in Odontoiatria a Bergamo


MCEITALIA (MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA)

REALTÀ SALUTE

Prevenzione e cura delle rughe a cura di Alessandra Perullo

L'

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incontrollabile passare del tempo, lo stress e uno stile di vita sempre più frenetico, lasciano il segno sul nostro corpo attraverso inestetismi di vario genere. Ma, se avessimo una bacchetta magica, quale vorremmo cancellare per primo? La risposta sarebbe, senza ombra di dubbio, le rughe! è possibile eliminarle davvero? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Maria Rita Andaloro, Medico di Medicina Estetica presso MCEITALIA.

Come si formano?

Esiste una componente genetica, ma è soprattutto lo stile di vita a influenzare il benessere della nostra pelle: fumo, esposizione solare eccessiva o senza adeguata protezione, soprattutto in giovane età, e alimentazione sbagliata (povera di frutta e verdura) sono i principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo. Va da sè che la prima prevenzione è evitare questi fattori di rischio. Buone regole sono poi bere molta acqua, idratare la pelle con prodotti adePerchè si formano le rughe? guati e detergerla accuratamenDal punto di vista biologico, le te tutte le sere. Purtroppo, però, rughe si formano perché la cute, questi accorgimenti spesso non involucro esterno del corpo bastano, per cui può diventare umano, si modifica diventando utile rivolgersi alla medicina meno elastica e il collagene, che estetica. ne è la componente principale, si riduce, causando la perdita di E in che modo interviene la medicina estetica? compattezza. I metodi messi a disposizione Ci sono diverse variano in base alla tipologia di tipologie di rughe? inestetismo e alle esigenze della Dobbiamo distinguere le rughe o del paziente: d'espressione, che si formano • Le rughe attorno agli occhi e attorno agli occhi o a livello sulla fronte, dovute al corrugadella fronte, dalle rughe legate mento, si possono trattare con all'età, che in genere sono più il botulino, che ha la funzione profonde, come le naso labiali. di inibire tali movimenti determinando un doppio effetto, la distensione dei muscoli e la MCEITALIA prevenzione delle rughe stesse. Dir. San. dott.ssa Maria Rita Andaloro • Le rughe naso-labiali si riemper info e prenotazioni : piono con i filler (acido jaluronumero gratuito 800 14 65 82 nico o simili), che possono essere riassorbibili o no (oggi quelli info@mceitalia.net non riassorbibili vengono usati www.mceitalia.net molto poco). Presso MCEITALIA

utilizziamo l'acido jaluronico, sostanza molto sicura, che si riassorbe e dura dai 6 ai 12 mesi. • Per mantenere i risultati si possono effettuare periodicamente le iniezioni rivitalizzanti a base di acido jaluronico e vitamine o amminoacidi, molto efficaci anche a scopo preventivo. • Molto efficace per l'eliminazione delle rughe superficiali, è il laser frazionale, che, oltre alle rughe, aiuta a eliminare macchie e cicatrici da acne. Il laser frazionale è un laser alla CO2 che, attraverso un particolare puntale, stimola le fibre elastiche e il collagene. A scopo preventivo e di mantenimento, infine, utilizziamo molto la radiofrequenza, un macchinario che, attraverso un manipolo che emana calore, restituisce tono e luminosità al viso. I risultati sono graduali e visibili fino a quattro mesi dopo la seduta. Bergamo Salute

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Riabilitazione: nuove opportunità terapeutiche dalle vibrazioni a cura di Francesca Dogi

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n nuovo sistema a onde pressorie (aria) ha rivoluzionato il trattamento non invasivo di patologie muscolari e neuromuscolari nel campo della riabilitazione, permettendo di accelerare il recupero dell'articolarità, propriocezione, tono muscolare e resistenza fisica. «Il recupero del sostegno muscolare è di fondamentale importanza per il movimento, soprattutto quando vi è un'inattività motoria forzata come quella determinata da un infortunio o un intervento chirurgico: si è calcolato che in un mese si possono perdere anche 3 chili di massa magra cioè di muscolo» sottolinea il dottor Vincenzo Ventura, medico chirurgo specializzato in Medicina dello Sport e direttore sanitario del Centro di Medicina dello Sport Athaena, che da anni opera nel campo della rieducazione motoria non solo sportiva ma anche post- chirurgica, post traumatica e ortopedica. «Oltre a questo c'è poi il deperimento fisico dell'anziano e l'ipotonotrofismo (indebolimento della muscolatura) fisiologico che subentra quando si superano i Athaena Dir. San. Dott. Vincenzo Ventura Via Ronzoni 3 (zona via Broseta/Triangolo) 24127 Bergamo Tel. 035/258888 - 035/400004 centro.athaena@tiscali.it www.centroathaena.com

50 anni (la forza può diminuire progressivamente addirittura del 30%)». Ecco allora che in tutti questi casi le vibrazioni diventano preziose alleate per recuperare la funzionalità e il movimento. «Da anni si sapeva che stimoli meccanici periodici di lieve intensità interagiscono sui propriocettori muscolo-articolari» continua il dottor Ventura. «L'apparecchiatura di ultima generazione di cui disponiamo (Vibra), genera vibrazioni che inducono risposte adattive di tipo metabolico e meccanico nelle strutture muscolari e articolari. La sua peculiarità sta nella possibilità di regolare l'ampiezza e l'intensità dell'emissione, ottimizzando così l'effetto. Un recente studio sui nostri pazienti, che abbiamo reclutato non solo tra sportivi per tipologie differenti di traumi, ma anche tra persone della cosiddetta "terza età" in cui la forza diminuisce fisiologicamente, ha dato risultati sorprendenti. Vi è stato un miglioramento oltre che del tono e del trofismo muscola-

re, anche della propriocettività, dell'equilibrio posturale, della resistenza fisica e della coordinazione. Abbiamo anche destinato l'utilizzo dell'apparecchiatura alla terapia del dolore (dalle semplici contratture alla lombo sciatalgia acuta) e al recupero della fatica post allenamento-gara». Il trattamento è piacevole, di breve durata e non ha limiti di programmazione nelle sedute settimanali. «Un altro sorprendente impiego ci viene suggerito da una recente pubblicazione internazionale che ne descrive, con risultati incoraggianti, l'utilizzo in casi di Parkinson, paralisi cerebrali infantili e negli esiti di ictus cerebrale. Questo sistema di ultima generazione, in conclusione, si sta dimostrando efficace non solo per il recupero sportivo ortopedico, ma anche per trattamenti fisioterapici molto complessi con applicazioni inedite in campo neurologico, nella terapia del dolore e perfino nella medicina estetica» conclude il dottor Ventura. Bergamo Salute

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L'Ortopedia, molto più di un "semplice" negozio a cura di Francesca Dogi

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n punto di riferimento per chi si trova ad affrontare una qualsiasi disabilità, dagli anziani con problemi di movimento agli sportivi. Un ambiente accogliente e professionale dove chiedere consigli e trovare dispositivi che possano migliorare la vita di tutti i giorni. Uno showroom in cui poter vedere (e toccare) "dal vivo" come attrezzare una cucina, un bagno, una camera da letto o un salotto. Tutto questo è L'Ortopedia di Longuelo, negozio di ortopedia e sanitari (al dettaglio e ingrosso) a due minuti dal nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII, facilmente accessibile dalla città o dall'hinterland e dotato di un comodo parcheggio. «Lo spirito da cui nasce L'Ortopedia è mettere a disposizione dei clienti non solo un negozio dove poter trovare prodotti ortopedici e sanitari, ma anche un "centro servizi" a cui rivolgersi per avere informazioni e consigli» spiega Stefano, uno dei soci e responsabile del punto vendita. «Nella nostra esperienza ventennale nel settore abbiamo constatato che quando ci si ritrova a dover affrontare una disabilità, temporanea come sucL'ORTOPEDIA Via Bellini 45 e 59 (zona Nuovo Ospedale) 24129 Bergamo Tel. 035/2652623 lortopediabergamo@gmail.com

cede dopo un trauma, o permanente, per esempio in seguito a un ictus, la prima reazione, della persona colpita dalla disabilità e/o della famiglia, è sentirsi impotenti e disorientati. Non si sa come affrontare la situazione, cosa si può fare per migliorare la vita e mantenere il più possibile l'autonomia. Il nostro compito è proprio questo: aiutare a orientarsi in questo mondo, prospettando le soluzioni e gli accorgimenti oggi disponibili, dai letti e le poltrone a motore fino alle posate anatomiche per chi ha problemi di presa» continua Stefano. «Sempre nell'ottica di offrire un servizio il più completo possibile, grazie ai nostri tecnici ortopedici possiamo realizzare plantari "su misura", progettati e riprodotti al millimetro sull'immagine del piede ottenuta con l'analisi baropodometrica. Inoltre collaboriamo con un massofisioterapista, a cui abbiamo messo a disposizione una cabina all'interno del negozio per fare trattamenti ai nostri clienti, ma non solo» aggiunge Gianmarco, un altro dei soci. «Ci piace l'idea di diventare il centro di una "rete" che possa facilitare la vita di chi ha disabilità e delle

loro famiglie, di fare da tramite tra loro e le figure di cui possono aver bisogno. Se ad esempio una persona deve rifare il bagno, gli segnaliamo un muratore di fiducia o un idraulico» continua Gianmarco. «Ovviamente, però, non dimentichiamo di essere un negozio. Uno dei nostri punti di forza resta l'ampia gamma di prodotti che possiamo fornire, in alcuni casi anche a noleggio, sia alla singola persona sia a strutture sanitarie, centri medici o fisioterapici, case di riposo. Ce n'è davvero per tutte le esigenze: busti e corsetti, ginocchiere e cavigliere, tutori per rizoartrosi, prodotti elettromedicali, deambulatori e girelli, materassi antidecubito, letti ortopedici e poltrone elettriche, carrozzine, scooter elettrici, ausili per il bagno, la vasca e la doccia etc.» concludono i due soci. Bergamo Salute

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Problemi di capelli? Ecco come affrontarli a cura di Francesca Dogi

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orfora, prurito, sebo ma anche stress, squilibri ormonali, farmaci, diete e prodotti troppo aggressivi, sono i nemici che danneggiano i nostri capelli e contribuiscono ad aumentarne la caduta. Un problema che non riguarda solo gli uomini ma, sempre di più, tocca da vicino anche donne e giovani, con tutto il disagio che ne deriva. Riconoscerlo al momento giusto non è facile. «La maggiore parte delle persone si accorge del problema tardi e viene da noi dopo aver già perso una parte importante della capigliatura» conferma Domenico Vergnaghi, presidente dell'Associazione Tricologica Svenson Italia, che da trent'anni si occupa di studi e ricerche per risolvere il problema della caduta dei capelli.

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Tutti perdiamo fisiologicamente una certa quantità di capelli. Ma una volta caduti non vengono sostituiti da altri nuovi? Purtroppo non sempre funziona così. Succede che i capelli cadono ma non ricrescono, perché il follicolo pilifero, cioè la radice del capello, ormai è compromessa, si sta atrofizzando e non è più in grado di generare un capello nuovo. Questo significa che in quel preciso punto non crescerà mai più un capello. Esiste comunque un lasso di tempo in cui è possibile interve-

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In che modo si svolge il controllo? Per poter valutare le condizioni Bergamo Salute

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DAL TERRITORIO

NEWS

Ospedali a misura di donna

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ono 230 gli Ospedali dislocati in tutta Italia premiati nella nuova "edizione" dei Bollini Rosa, riconoscimento che O.N.Da Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna assegna dal 2007 alle strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze dell'utenza rosa. Nella Bergamasca, i Bollini sono stati assegnati all'Ospedale Papa Giovanni XXIII (tre Bollini), all'Ospedale di Treviglio e Caravaggio (due Bollini), al Policlinico San Pietro e al Policlinico San Marco (due Bollini a testa) e a Humanitas Gavazzeni (due Bollini).

Un punto di ascolto e supporto per chi ha perso il lavoro

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enza un impiego e con una famiglia da mantenere. In un costante stato di precarietà lavorativa e angoscia per il futuro. Sono molti i lavoratori che, per colpa della crisi economica, si sono ritrovati in questa situazione. Un'incertezza che accomuna dipendenti e imprenditori, con conseguenze importanti anche a livello psicologico e di relazione. Proprio per rispondere a questo nuovo e crescente bisogno l'Asl Bergamo ha avviato un servizio di ascolto e supporto psicologico. Collocato in via sperimentale nel punto erogativo di Zanica (via Serio, 1/A) e gestito da uno psicologo esperto, si rivolge a tutti i lavoratori e gli imprenditori residenti nel territorio del Distretto di Dalmine che hanno perso il lavoro o l'azienda, con l'obbiettivo di offrire un aiuto specialistico per potenziare le capacità personali nel gestire queste situazioni di forte stress. Attivo il mercoledì mattina dalle ore 8.30 alle 12.30, è accessibile su appuntamento, prenotando telefonicamente (035.4245546, mercoledì, dalle 8.30 alle 12.30). L'accesso è gratuito, senza necessità di impegnativa. A fronte di positivi riscontri l'Asl si impegna ad attivare il servizio anche in altri punti erogativi della Provincia.

Reni sotto i riflettori per la Giornata Mondiale

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alattie renali croniche e invecchiamento. È questo il tema scelto per la Giornata Mondiale del Rene, che si celebrerà il 13 marzo. Un'importante occasione per sensibilizzare sull'importanza di tenere sotto controllo la salute dei propri reni, organi che svolgono un lavoro silenzioso ma di grande importanza, depurando l'organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso. In Italia, secondo le ultime stime della Società Italiana di Nefrologia, un italiano su dieci soffre, anche senza saperlo, di una malattia cronica renale e rischia, nel tempo, di andare incontro a insufficienza renale, spesso associata a problemi cardiovascolari come ipertensione e diabete. La diagnosi precoce e l'informazione sono il primo passo per prevenirne l'evoluzione e le complicanze. Per questo, in occasione della Giornata, diverse strutture sanitarie del territorio offriranno consulti gratuiti per scoprire il proprio profilo di rischio e, se necessario, mettere in atto strategie di prevenzione. Per informazioni: www.fondazioneitalianadelrene.org

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Bergamo Salute


Progetto "Buono e onesto": a scuola di sostenibilità

È

stato presentato a inizio dicembre a Milano "Buono e Onesto", un progetto altamente innovativo, promosso da COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli) e dall'Associazione Produttori Latte della Pianura Padana, in partnership con l'European Milk Board, l'associazione europea che rappresenta 19 organizzazioni di produttori di latte provenienti da 14 Paesi europei e un totale di circa 100.000 produttori di latte. L'iniziativa si propone di promuovere un prodotto locale che abbia determinate caratteristiche di qualità e nel contempo possa garantire un valore aggiunto che assicuri vita, stabilità e sicurezza all'ambiente rurale. Sostenibilità economica, sociale e ambientale: sono questi i punti chiave e i valori educativi che si vogliono trasmettere. A cominciare dai più giovani. Per questo il progetto verrà condiviso con il mondo della scuola, intesa come legame educativo tra insegnanti, alunni e famiglie, attraverso la realizzazione di materiali e supporti educativi. L'importanza di promuovere efficaci programmi di educazione alimentare che affrontino anche i valori della sostenibilità non è solo in linea con l'EXPO 2015 che si terrà a Milano (il cui tema è "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita") ma è stata indicata anche dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca (MIUR) che nell'ottobre 2011 ha emanato le "Linee Guida per l'educazione alimentare nella scuola italiana", opera del comitato scientifico ministeriale Scuola e Cibo (attivo dal 2009 al 2012) e frutto di un lungo lavoro di sperimentazione diretta con le scuole e gli uffici scolastici di diverse regioni e Food Education Italy - Fondazione Italiana per l'Educazione Alimentare. Per ulteriori informazioni: www.buonoeonesto.it Desidero abbonarmi a "Bergamo Salute" 6 numeri a soli E 22,00 *Cognome *Nome *Indirizzo *CAP *Località *Telefono/Cellulare Fax E-mail

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Desidero regalare l'abbonamento a "Bergamo Salute" 6 numeri a soli E 22,00 a *Cognome *Nome *Indirizzo *CAP *Località *Telefono/Cellulare Fax E-mail

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ONLUS

DAL TERRITORIO

A scuola contro la povertà Un futuro migliore per i bambini africani, a partire dall'istruzione a cura di Maria Castellano

"L'

istruzione è l'arma più potente per cambiare il mondo". Così diceva Nelson Mandela, storico leader del movimento anti-apartheid. Questo è anche il principio a cui si ispira My name is help, onlus nata nel 2005 dall'intraprendenza ed entusiasmo di tre giovani bergamaschi, che opera in Kenya. «Cuore della nostra attività è gestire progetti legati all'educazione e all'istruzione a Timboni, un piccolo villaggio del Kenia, a circa 25 chilometri dal centro di Malindi. In una terra come l'Africa, però, l'educazione non può prescindere dal fornire un serio contributo in materia di igiene, prevenzione e cura delle malattie» dice il presidente, Stefano Viganò. «Per questo, accanto alla scuola, è stato creato un dispensario, gestito da un gruppo di donne locali, a cui cerchiamo di fornire spesso vitamine, medicinali ed equipaggiamenti medicali. La presenza di medici presso il dispensario è garantita per almeno tre giorni a settimana ed è un punto di riferimento molto importante anche per i villaggi

limitrofi». Ma è soprattutto istruire la mission dell'associazione, perché solo da qui possono nascere le speranze di un vero cambiamento. «Da tempo a Timbini un gruppo di donne del posto offriva ricovero ai bambini orfani. Da qui l'idea: perché non creare una scuola un po' speciale tutta per loro? Così è partito il nostro primo progetto, cioè la costruzione e l'avvio di una nursery school per accogliere, accudire e avviare all'istruzione i bambini orfani e/o disagiati di Timboni: una grande aula, dove gli oltre 60 bambini (suddivisi in quattro classi) si potessero ritrovare e, coordinati da quattro maestre locali, imparare i primi rudimenti della lingua inglese e della matematica» aggiunge Stefania Coffetti, membro del direttivo, che cura quotidianamente i rapporti col Kenya. «Volevamo però che diventasse anche un centro di aggregazione, una casa-famiglia. Così, nel 2008, sono stati aggiunti il dormitorio, le cucine e il refettorio. Ora è in corso un'ulteriore evoluzione. Perché tutto possa andare se-

condo i piani possiamo contare sul prezioso contributo di un'amica inglese, ormai trasferitasi lì quasi stabilmente» continua Stefania. Se in così poco tempo l'associazione ha potuto fare tanto è proprio grazie al lavoro di squadra. Ma anche dell'aiuto che in questi anni ha ricevuto da tanti bergamaschi. «Parte fondamentale del sostegno al progetto è l'iniziativa "Dall'asilo al college" attraverso la quale, chi lo desidera, può accompagnare un bambino per l'intero percorso scolastico. Ma per raccogliere fondi organizziamo anche tante altre iniziative, mostre fotografiche, eventi artistici, cene. Diverse ma sempre con lo stesso spirito: trasmettere un po' del nostro amore per questa terra anche agli altri. E il riscontro è sempre incredibile. Ogni anno la "nostra" famiglia cresce, sempre più persone si uniscono a noi, con un piccolo o grande gesto, e il sogno di dare un futuro a bambini nati in condizioni svantaggiate diventa sempre un po' più vicino» conclude il presidente. www.mynameishelp.org

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MALATTIE RARE

DAL TERRITORIO

A.R.M.R.

Insieme contro le malattie rare Le Malattie Rare sono un ampio gruppo di patologie (circa 6000 secondo l'OMS), accomunate dalla bassa prevalenza nella popolazione (inferiore a 5 persone per 1000 abitanti secondo i criteri adottati dall'Unione Europea). Con base genetica per l'80-90%, possono interessare tutti gli organi e apparati dell'organismo umano. In questo numero parliamo della Sindrome di Hunter.

Tel. 035/671906 Fax 035/672699 presidenza@armr.it www.armr.it

INCONTRI CON I SOCI E GLI AMICI DI A.R.M.R • Lunedì 27 Gennaio 2014 Cena con i soci e amici A.R.M.R. presso la Trattoria da Giuliana in via Broseta a Bergamo alle ore 20:00. La Presidente comunicherà il programma del 1° semestre 2014 • Venerdi 28 Febbraio 2014 Inaugurazione di "Casa Federico" in occasione della Giornata Mondiale delle malattie rare Maggiori informazioni su www.armr.it

Sindrome di Hunter o Mucopolisaccaridosi tipo II Codice di esenzione. RCG140 Categoria. Malattie delle ghiandole endocrine, nutrizione, metabolismo e disturbi immunitari. Definizione. Patologia del metabolismo dei mucopolisaccaridi (gruppo di polisaccaridi determinata dal deficit di un enzima chiamato iduronato solfatasi, che serve a decomporre nell'organismo sostanze chiamate glicosaminoglicani (GAG). Segni e Sintomi. La forma grave o di tipo A è la forma classica della malattia di Hunter ed è caratterizzata da lineamenti grossolani del viso, bassa statura, rigidità articolare, epatosplenomegalia ed ernie. Il ritardo mentale è grave. L'aspettativa di vita si estende

all'adolescenza e talvolta anche fino a 20 anni di età. La forma di tipo B, meno grave, è caratterizzata da uno sviluppo mentale normale o solo lievemente deficitario con aspettative di vita migliori. Eziologia. La patologia riconosce un'origine genetica. Diagnosi. La prima diagnosi si basa sul riscontro di un aumento nelle urine dei livelli di eparansolfato e dermatansolfato nelle urine. La diagnosi definitiva si ottiene mediante l'analisi dell'attività enzimatica su leucociti, siero o fibroblasti, e con l'analisi molecolare del gene dell'enzima irudonato solfatasi. Terapia. Il trattamento prevede terapie di tipo palliativo al fine di prevenire e\o trattare le eventuali complicanze a

livello cerebrali, oculare, articolare, e dell'udito, oltre che respiratorie e cardiache. L'intervento di stabilizzazione atlanto-epistrofeo (cioè delle prime vertebre cervicali) è necessario per alcuni pazienti. Il trapianto del midollo osseo non si è dimostrato efficace. Un prossimo approccio terapeutico è rappresentato dalla terapia enzimatica sostitutiva.

Dott. Angelo Serraglio Vice Presidente Commissione Scientifica ARMR

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DAL TERRITORIO

TESTIMONIANZA

Con i miei quadri a colori supero la disabilità Marco è una persona down. Grazie all'aiuto dei genitori è diventato un bravo pittore a cura di Lucio Buonanno

quasi una tortura per il piccolo, ma la professoressa ci incoraggiava sostenendo che così sarebbe emerso il meglio delle capacità cerebrali di nostro figlio. Uno di questi esercizi (ripetuto tre volte al giorno) necessitava dell'azione coordinata di tre persone (mia moglie, nonna Barbara e io) e consisteva nel ripetere i movimenti del nuoto, sdraiando a pancia sotto il piccolo su un materassino appoggiato sul tavolo della cucina e imponendogli, anche con una certa forza, i movimenti. Un altro prevedeva suoi quadri sono pieni di colo- to un esibizionista. A raccontar- (mano e piede contemporanere: i paesaggi, le nature morte, ci la sua storia, i suoi sacrifici, amente afferrati da mamma e le altre opere, che pur ispiran- le sue sfide è il papà Umberto papà) che lo si lanciasse in alto dosi alla realtà la trasformano che ha fatto studi sui segni di per poi riprenderlo al volo. Mia fantasticamente, toccano il cuo- devozione alla Madonna di Ca- moglie e io eravamo molto giore, emozionano. Pochi restano ravaggio. «Quando è nato Marco, vani e, facendo violenza anche a insensibili di fronte a queste il 26 maggio del 1976, il giorno noi stessi,ci siamo completamentele a olio. Lui è Marco Sesini, dell'Apparizione della Madonna te impegnati e fidati di quanto la pittore di Caravaggio: dipinge di a Caravaggio, mia moglie Le- Morosini ci consigliava. Per anni getto, per passione, per scarica- tizia aveva 22 anni e io 24. Fin ho staccato dal lavoro a mezzore sulla tela la sua vita e i suoi da subito siamo stati informati giorno in punto per sfruttare al sentimenti. Marco ha 37 anni ed che il nostro bambino aveva dei massimo la pausa pranzo e corè una persona Down. Ha un cro- problemi, che aveva la sindrome rere a prendere mia madre e poi mosoma in più. E tanti interessi. di Down. Da allora abbiamo do- a casa per sottoporre il piccolo «In questo momento ho un po' vuto imparare in fretta ad affron- Marco a questa forma di ginnaabbandonato la pittura» ci dice. tare la situazione. Aveva solo 23 stica riabilitativa. Mia moglie, nel «Mi sto dedicando soprattutto a giorni di vita quando ci siamo corso della giornata, avrebbe poi disegnare fumetti fantastici e a rivolti alla professoressa Cecilia continuato a stimolarlo con eserscrivere poesie». Intanto ha ap- Morosini, una neuropsichiatra cizi tattili e visivi. Marco, guidato, pena chiuso la sua seconda mo- milanese, al tempo molto nota. accarezzava oggetti con diverse stra personale tenuta a Treviglio. Ci consigliò di adottare il meto- rugosità per imparare il concetto Marco però è abbastanza restìo, do Doman: una serie di eserci- di liscio e ruvido, e, davanti a carnon gli piacciono le interviste, zi quotidiani (più di 18) svolti telli con parole a grandi caratteteme forse di essere considera- a casa. Qualcuno di questi era ri di colore rosso, assimilava il

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concetto di realtà trasformata in lettere e scrittura. A volte, nonostante l'impegno, i risultati però tardavano a venire ma, un po' alla volta, sono arrivati. È stata dura e tra alti e bassi, speranze e delusioni siamo riusciti a dare al nostro Marco il concetto di lavoro, di impegno, e soprattutto una speranza. Quando si alza, la mattina, è difficile che non abbia già progettato la sua giornata». «Marco è un esempio di speranza per tutti coloro che si trovano in difficoltà» aggiunge la cugina Maura Sesini che ha curato la mostra e che è manager di un'azienda del settore della salute e del benessere. «Un esempio di UN BAMBINO SU 1200 HA LA SINDROME DOWN In Italia ogni 1200 bambini che nascono, uno ha la sindrome di Down. Nelle cellule umane ci sono 46 cromosomi, divisi in 23 coppie e numerati da 1 a 23. Ventitrè cromosomi vengono dalla madre, 23 dal padre: in questo modo si forma una nuova cellula con 46 cromosomi. «L'insieme di questi cromosomi definisce le caratteristiche di ogni persona: in parte vengono dai genitori, in parte da come si mischiano queste caratteristiche che ci rendono diversi dagli altri (per esempio il colore dei capelli, l'altezza, il colore della pelle etc.)» si legge sul sito l'Associazione Italiana Persone Down (AIPD). «Nella coppia di cromosoni numero 21 ci sono 3 cromosomi invece di due e questo provoca la sindrome di Down che si chiama perciò anche Trisomia 21». Le tante associazioni che ora confluiscono in un coordinamento nazionale (www.coordown.it) hanno come scopo quello di tutelare i diritti della persona down, favorirne lo sviluppo fisico e mentale, contribuire al suo inserimento scolastico e sociale e aiutare la sua famiglia.

Da sinistra Umberto Sesini, Marco, la mamma Letizia e la cugina Maura

lavoro e tenacia che lo hanno sempre accompagnato insieme alla voglia di farcela. Nel tempo i piccoli e i grandi successi raggiunti hanno contribuito a dargli fiducia insieme alla convinzione che siamo solo noi a fare la differenza nella realizzazione dei nostri sogni». E i sogni e il futuro di Marco si sono visti fin da bambino. «Mio figlio ha dimostrato da subito una passione per l'arte, aiutato costantemente da mia moglie, insegnante elementare» racconta il papà. «Usava benissimo i pastelli, disegnava in modo egregio. Poi, finite le scuole dell'obbligo, la decisione più importante: ha voluto iscriversi al liceo artistico di Treviglio per migliorare le sue qualità artistiche. Ovviamente aveva un programma differenziato che però gli ha permesso di sfogare la sua passione. E infine il grande salto: la scuola dell'Accademia Carrara. Il direttore di allora, il professor Mario Cresci, restò favorevolmente impressionato da un suo quadro, fatto con i pastelli, che rappresentava la penisola di Sirmione, e convinse Marco a frequentare i corsi. Cinque anni da Caravaggio a Bergamo, tutti i giorni: treno, autobus. All'inizio accompagnato, poi da solo,

anche se con tempi e passaggi controllati. Un'altra sfida, piena di ansie e paure, ma un'altra battaglia vinta. E le mostre. Nel 2008 la prima personale a San Pellegrino Terme, poi ogni anno espone le sue opere con il Circolo artistico "il Caravaggio". Lui non partecipa volentieri. È fatto così. Siamo io e la cugina a spingerlo, ad accompagnarlo. Anche quando dipinge non lo fa per farsi vedere, per vendere i suoi quadri. è una pura passione, un modo per esprimersi e per raccontare i suoi stati d'animo. Ma l'idea di partecipare alle mostre e far vedere le sue opere lo preoccupa un po' anche se poi i complimenti lo gratificano molto. Anche a quella che ha organizzato sua cugina a Treviglio ci è voluto del tempo prima che si convincesse». Ma ascoltando i commenti dei visitatori che guardano con stupore i quadri, colpiti dall'uso dei colori e dalla tecnica si capisce che la forza comunicativa di Marco regala suggestioni e atmosfere. «è la dimostrazione» commenta Maura «che nonostante le difficoltà, Marco ha saputo magistralmente trasformare la sua lotta quotidiana in poesia, il dolore in colore denso, vivo, pieno di speranza». Bergamo Salute

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Bergamo Salute anno 4 - n°1 - gen - feb. 2014

PERIODICO DI CULTURA MEDICA E BENESSERE

Direttore Editoriale Elena Buonanno Direttore Responsabile Daniele Gerardi Redazione Rosa Lancia redazione@bgsalute.it Grafica e impaginazione Catherine Coppens | Mood Creative Design www.moodcreativedesign.it Fotografie e illustrazioni Shutterstock, Adriano Merigo Stampa Grafiche Mazzucchelli S.p.A Via Cà Bertoncina, 37/39/41 - 24068 Seriate (BG) Casa Editrice Pro.Ge.Ca. srl Viale Europa, 36 - 24048 Curnasco di Treviolo (BG) Tel. 035.201488 - Fax 035.203608 info@bgsalute.it - www.bgsalute.it Hanno collaborato Lucio Buonanno, Maria Castellano, Viola Compostella, Giulia Sammarco, Alessandra Perullo Iscr. Tribunale Bergamo N°26/2010 del 22/10/2010 Iscr. ROC N°21019 © 2013. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche se parziale, di qualsiasi testo o immagine. L'editore si dichiara disponibile per chi dovesse rivendicare eventuali diritti fotografici non dichiarati. I contenuti presenti su Bergamo Salute hanno scopo divulgativo

e non possono in alcun modo sostituirsi a diagnosi mediche.

I canali di distribuzione di Bergamo Salute • Abbonamento • Spedizione a diverse migliaia di realtà bergamasche, dove è possibile consultarla nelle sale d'attesa (medici e pediatri di base, ospedali e cliniche, studi medici e polispecialistici, odontoiatri, ortopedie e sanitarie, farmacie, ottici, centri di apparecchi acustici, centri estetici e benessere, palestre, parrucchieri etc.) • Distribuzione gratuita presso le strutture aderenti alla formula "Amici di Bergamo Salute". • In allegato a "Il Giorno" un sabato a bimestre.

Comitato Scentifico • Dott. Diego Bonfanti - Oculista bonfi58@hotmail.com • Dott.ssa Maria Viviana Bonfanti Medico Veterinario - viviana@veterinarienese.it • Dott. Rolando Brembilla - Ginecologo rolandobrembilla@gmail.com • Dott.ssa Alba Maria Isabella Campione Medico legale - alba.campione@libero.it • Dott. Andrea Cazzaniga - Idrologo Medico e Termale andrea.cazzaniga@termeditrescore.it • Dott. Adolfo Di Nardo - Chirurgo generale adolfo.dinardo@gmail.com • Dott. Nicola Gaffuri - Gastroenterologo nicola.gaffuri@gavazzeni.it • Dott.ssa Daniela Gianola - Endocrinologa danielagianola@live.it • Dott. Antoine Kheir - Cardiologo antoinekheir@tin.it • Dott.ssa Grazia Manfredi - Dermatologa graziamanfredi@gmail.com • Dott. Roberto Orlandi - Ortopedico Medico dello sport - robertoorlandi@inwind.it • Dott. Paolo Paganelli - Biologo nutrizionista p.paganelli@biologiadellanutrizione.it • Dott. Antonello Quadri - Oncologo antonello.quadri@grupposandonato.it • Dott. Orazio Santonocito - Neurochirurgo oraziosantonocito@yahoo.it • Dott.ssa Mara Seiti - Psicologa - Psicoterapeuta maraseiti@alice.it • Dott. Sergio Stabilini - Odontoiatra studio@sergiostabilini.191.it • Dott. Giovanni Taveggia - Medicina Fisica e Riabilitazione giovannitaveggia@habilitasarnico.it • Dott. Massimo Tura - Urologo massimo.tura@policlinicodimonza.it • Dott. Paolo Valli - Fisioterapista p.valli@centroiro.it

Comitato Etico • • • • • •

Dott. Giorgio Locatelli - Presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Bergamo Dott. Ezio Caccianiga - Presidente dell'Ordine dei Medici Veterinari di Bergamo Dott. Piero Attilio Bergamo - Oculista Dott. Luigi Daleffe - Odontoiatra Dott. Tiziano Gamba - Medico Chirurgo Beatrice Mazzoleni - Presidente dell'Ordine degli Infermieri di Bergamo (IPASVI)


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Bergamo Salute - 2014 - 1 – gennaio/febbraio  

BERGAMO SALUTE - Bimestrale di informazione medico sanitaria e benessere.

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