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Anno Quinto numero QuarantaDue | Marzo Duemilaquattordici | Euro Tre

What else?

Il mensile più letto della città

RESTYLING 2014

MOTORI SALONE DI GINEVRA PAGINA 52

ECONOMIA ARRIVA IL GRANDE MUTAMENTO? PAGINA 28

CINEMA THE WOLF OF WALL STREET PAGINA 34

Storia di Copertina

scarpelli fratelli Pagina 8


300 CUCINE SOTTOCOSTO DA 3000 EURO

220 CAMERE SOTTOCOSTO DA 1900 EURO

250 SOGGIORNI PIU’ DIVANI DA 800 EURO

140 CAMERETTE SOTTOCOSTO DA 900 EURO

Via Pietro Nenni, 51 24050 | CALCINATE (Bg) | tel 035 844930 www.arredamentiriuniti.net aperto tutti i giorni 9.00 - 12.30 / 14.00 - 19.30 | Chiuso Domenica e Lunedì | Mercoledì aperto fino alle 22.00


via S. Alessandro, 26/a - Bergamo 035. 319380 - www.gionchilie.it

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FERRARI, IL BRAND PIÙ FORTE DEL MONDO

L’Editoriale

di Michele Oggioni

Ė sempre l’Italia ad offrirci una delle case automobilistiche più prestigiose.. Il marchio Ferrari è riconosciuto come il più influente al mondo. Fondata da Enzo Ferrari, la casa, produce autovetture sportive d’alta fascia e da gara. Il simbolo ufficiale, il cavallino rampante, è ora nelle mani di Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di confindustria e del gruppo Fiat. Brand Finance ha valutato con AAA+, per il secondo anno consecutivo, la casa automobilistica Maranello. Ha sorpassato colossi americani ed internazionali come coca cola, google e red bull, arrivata al nono posto di questa classifica. La cosa bella ed importante è che questa graduatoria è stata stilata non solo in base ai risultati economici ma alla fedeltà dei clienti, la qualità delle risorse umane, ecc. Ancora una volta un prodotto ‘Made in Italy’ raggiunge la storia, riconosciuto ovunque al mondo, anche nei paesi dove non esistono le strade. Esclusività, culto, devozione per tutti gli appassionati. Non dimentichiamoci mai di credere nella nostra Italia perché quello che può offrirci e regalarci è unico ed esclusivo! Forza Italia! Trovate l’articolo di approfondimento a pagina 46.

Michele Oggioni 5


Editore Editrice BergamoUp srl Direttore Generale Michele Oggioni direttore@bergamoup.it

Direttore Responsabile ed Editoriale Renata Sortino Redazione Chiara De Troia Info@bergamoup.it

Segretaria di redazione Alessia Paganelli segreteria@bergamoup.it info@bergamoup.it

Responsabile Marketing Nicola Cannone pubblicita@bergamoup.it

Marketing & Pubbliche relazioni Ghione Cristiana, Barbara Epis Responsabile grafica e impaginazione Carlo Rondi grafica@bergamoup.it

Progetto grafico carlorondidesign.tk Stampa pixarprinting Responsabile Web, Social e Fotografia SergioLombi.com Fotografi Matteo Mottari Sergio Lombi Carlo Rondi Chiara De Troia

Hanno Collaborato: Vip International, Giorgio Arfaras, Andrea Lodetti, Massimo Buttinoni, Joseph Procino, Ludovica Cividini, Samuele Sortino, Nalla Ciombioni, Alice Cerea, Andrea Mario Sini, Sabrino Beretta, Monica D’intino, Paola Roberta Berizzi, Claudio Bonaschi. Crediti Fotografici: Per Le Immagini Senza Crediti L’editore Ha Ricercato Con Ogni Mezzo I Titolari Dei Diritti Fotografici Senza Riuscire A Reperirli. È Ovviamente A Piena Disposizione Per L’assolvimento Di Quanto Occorre Nei Loro Confronti. © Copyright Bergamoup Magazine: Testi E Immagini Della Presente Pubblicazione Non Possono Essere Riprodotti Con Mezzi Grafici, Meccanici, Elettronici O Digitali Senza Autorizzazione Firmata Da Editrice Bergamoup Srl. Ogni Violazione Sarà Perseguita A Norma Di Legge. Bergamoup, Periodico Mensile Di Informazione Locale; Iscrizione Presso Il Tribunale Di Bergamo N. 16/2009 Del Maggio 2009 Editrice Bergamoup Srl - Concessionaria Pubblicità Sede Legale: Via Fantoni, 5 - 24049 Verdello (Bg) Cod. Fisc. E P.iva: 03806600163

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SOMMARIO

FEBBRAIO DUEMILAQUATTORDICI

PUBBLIREDAZIONALI SCARPELLI FRATELLI 8 MODELGAMBA 12 BRACE VIVA

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MaMaMia 18 PAOLO LUNGO 20 DOMOTICA 22

RUBRICHE............27

EVENT..................87 9


REDAZIONALE

STORIA DI COPERT IN A

SCARPELLI FRATELLI DAL 1973 IL BENESSERE PRIMA DI TUTTO

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oncessionaria esclusiva nel territorio cremasco i mangimi firmati Purina, destinati a bovini e suini, Scarpelli Fratelli fornisce inoltre un servizio esclusivo di assistenza alimentare zootecnico, per migliorare il benessere degli animali.

La storia della ditta “Scarpelli Fratelli” nasce nel 1968 con Angelo e Giuseppe, da allora quarantasei anni di esperienza a servizio della vendita di mangimi per bovini e suini, contraddistinti dalla ricerca delle materie prime avanzate e all’avanguardia, oltre che dalla commercializzazione di integratori, e materie prime come mais, soia e colza. Con il passaggio generazionale la filosofia dell’azienda non è cambiata, i figli di Angelo Scarpelli, Federico e Mattia, hanno preso il timone della ditta perseverando nella continuità dell’alta qualità del servizio. Stessi obbiettivi, stessa garanzia: il fine ultimo, oggi come allora, è potenziare l’efficienza al miglior costo possibile per l’azienda agricola del cliente. I tempi però sono cambiati e l’azienda si è evoluta mettendo a punto un servizio di consulenza, che garantisce l’assistenza al cliente anche dopo la vendita del mangime, in questo consiste il valore aggiunto che fa di Scarpelli Fratelli, la prerogativa che li contraddistingue nel mercato. Animali che producono anche 50 litri di latte al giorno, con stalle che arrivano a medie produttive di gran lunga sopra i 100 quintali per vacca. Traguardi importanti che vengono raggiunti grazie al management, sempre più attento alle esigenze degli animali. Infatti nessuno di questi risultati sarebbe possibile senza un’adeguata alimentazione, perfettamente rispondente alle necessità

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fisiologiche degli animali, e sempre più esigenti in fatto di nutrizione. Esigenze che per di più devono fare i conti con bilanci aziendali sempre più compressi fra aumento dei costi di produzione e andamento del mercato del latte, alle prese con tendenze al ribasso a livello internazionale. Conciliare economia delle produzioni e altissime prestazioni è compito arduo, che richiede competenze, investimenti nella ricerca e continuo aggiornamento. Condizioni queste che si ritrovano nella “mission” di Scarpelli Fratelli. Lo staff di Scarpelli Fratelli infatti, segue gli allevatori e le aziende agricole dal punto di vista tecnico, con un’attività che comprende sia l’aspetto nutrizionale del razionamento, sia gli aspetti relativi alla qualità delle produzioni, nell’intento di fornire un servizio di assistenza a 360 gradi, risolvendo così i problemi e ottimizzare il lavoro degli agricoltori, aumentando la redditività delle produzioni.

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Ecco nel dettaglio i servizi: • Preparazione di mangimi “speciali” su esigenze particolari degli animali. Questo servizio prevede la preparazione di un mangime o di una razione apposita, formulati in seguito a particolari situazioni o su richiesta dell’allevatore. • Produzione di latte. Questo servizio prevede la verifica e l’esame dei tenori analitici del latte prodotto e l’eventuale messa a punto di un piano strategico che ne consenta la correzione e il rientro nei parametri, se questi sono risultati non conformi. • Assistenza tecnica alle aziende agricole che trasformano il latte o ai caseifici tramite la consulenza di un tecnico esperto in materia casearia. • Razionamento direttamente in azienda con eventuale prelievo di campioni (foraggi, alimenti).

Di Renata Sortino, photo by Sergio Lombi

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SCARPELLI FRATELLI via Marconi 7, Seregno (CR) tel. 0373 41136 www.lascarpelli.it mattia@scarpellisrl.com 13


REDAZIONALE

MODELGAMBA QUI SI VENDE PASSIONE

Le passioni fanno vivere l’uomo, la saggezza lo fa soltanto vivere a lungo.

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n città tutti conoscono Modelgamba, è un negozio storico di Bergamo che da anni professa la sua attività grazie alle competenze del proprietario Giuseppe Gamba e della moglie Pinuccia, un punto di riferimento per gli appassionati del genere e un esempio di attività imprenditoriale. Quando a guidare una piccola impresa c’è la passione, non possiamo dire che sia più facile, ma sicuramente i clienti percepiscono l’empatia d’animo e lavorare diventa sinonimo di piacere. ModelGamba in via Garibaldi 4 a Bergamo, è la roccaforte del modellismo, un’infinità di prodotti esposti con cura che spaziano in diversi settori, infatti troviamo tutto il necessario per: aeromodellismo, automodellismo, ferromodellismo, costruzioni in plastica ma anche in legno, motori a scoppio, insomma tutto ciò che occorre per realizzare personalmente un modellino. Le migliori marche per i modellisti più esigenti, i più prestigiosi velieri, aerei, treni, motoscafi, un vasto assortimento di listini di legno di ogni misura per costruire qualsiasi cosa: dai plastici, ai presepi e altri lavori di bricolage. Dietro al modellismo si aprono le porte di un mondo assolutamente affascinante, fatto di pazienza, ricerca, metodo e sogno. Per ognuna di queste prerogative il signor Gamba consiglia in modo gentile e competente i propri clienti, senza essere mai invasivo, più che altro complice, frutto di un’esperienza di quasi mezzo secolo, quarantaquattro infatti sono gli anni di attività. Giuseppe Gamba comincia la sua avventura nel mondo del modellismo da ragazzo quattordicenne, quando i genitori acquisiscono la ditta Morali in via Zambonate; a lui è affidato questo reparto. Da allora il signor Gamba non ha più mollato il settore, innamorandosi a sua volta di questo mondo, quello dell’hobby, che a prima vista sembrerebbe il retaggio ereditato di quello che chiamiamo gioco. L’ hobby infatti è un gioco, ma dalla natura nobile, che spesso e volentieri si sposa con la passione per la storia, necessaria

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per contestualizzare l’esistenza del modellino e del plastico in quel determinato periodo storico di interesse. Una realtà ludica possibile solo mantenendo uno sguardo curioso nei confronti della vita, prerogativa che tutti gli acquirenti del signor Giuseppe hanno. In effetti, guardando i clienti di ModelGamba, un po’ di invidia viene quasi spontanea. I signori che si aggirano nel negozio hanno tutti uno sguardo felice, e sono alla ricerca di qualche piccolo pezzo che completi la loro opera. Non c’è un’età per definire il cliente “tipo”, ho visto ragazzi e signori che potrebbero essere nonni, scrutare le vetrine dei soldatini piuttosto che quelle dei trenini, analizzando i prodotti e chiedendo caratteristiche con una dovizia di particolari veramente invidiabili. In realtà quello che ho visto nel negozio di Giuseppe Gamba, in via Garibaldi 4 a Bergamo, si potrebbe definire felicità. Clienti felici di essere nel loro posto incantato, luogo in cui possono dimenticare la realtà e tuffarsi nella passione e dove Giuseppe Gamba rappresenta il traghettatore che con professionalità custodisce il loro mondo. Al giorno d’oggi sapere che questo sia sinonimo di garanzia, soprattutto per la passione, merce rarissima, non mi sembra poco.

Di Renata Sortino, photo by Sergio Lombi

MODELGAMBA MODELLISMO di Gamba Giuseppe Via Garibaldi, 4 a/b - 24122 Bergamo Telefono 035/210127 www.modelgamba.com 15


REDAZIONALE

BRACE VIVA

RISTORANTE PIZZERIA GRIGLIERIA: IL LOCALE CHE METTE TUTTI D’ACCORDO, SIA A PRANZO CHE A CENA

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race Viva Ristorante, Pizzeria, Griglieria” è l’ultima creatura degli imprenditori Luca Belotti, Paolo Savoldi, Marcello Felotti, Mauro Belotti e Roberto Bezzi che dopo “Stile libero” frequentatissimo locale di Cenate Sotto, “Gusto libero” gelateria a Luzzana (Bg), il famoso “Mamma mia” a Palazzolo (Bs) e il Vecchio Pozzo di Stezzano hanno deciso di allargare gli orizzonti del concetto di ristorante creando un nuovo prodotto nella realtà della ristorazione.

Isole con le cucina a vista, ambiente ricercato ma rassicurante dato dall’accostamento del legno con l’acciaio, una location di 700 mq con 187 posti a sedere più un’area gioco per i bambini, “Brace viva” si basa su un mix di elementi vincenti: l’ambiente casual, ma di design e l’offerta gastronomica che mira a soddisfare le esigenze di ogni cliente sia a pranzo, con prezzi a partire da 8 euro, che a cena. Finalmente una proposta di ristorazione che mette tutti d’accordo: grandi e piccini, chi ama la carne, l’appassionato di pizza e il vegetariano. Diverse le proposte del menù e le modalità di cottura del cibo, infatti sarà possibile cucinarli in modo tradizionale oppure alla griglia con brace a carbone di legna.

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Tutto è studiato per assecondare l’appetito e i desideri culinari del cliente. Variegata l’offerta delle specialità di carne studiate dallo chef: black angus americano, scottona piemontese, vari tipi di hamburger e molto altro. Per quanto riguarda la pizzeria anche in questo caso la scelta è ampissima, più di 100 le pizze in listino oltre alla specialità di Brace Viva: la treccia di pizza: un fragrante impasto condito con golosi ingredienti, una novità assoluta, esclusiva del ristorante. Ma non solo carne e pizza, Brace Viva ha pensato anche a chi ci tiene alla linea aggiungendo ai menù una grandissima scelta di insalatone da personalizzare a proprio piacere. La soddisfazione degli Ospiti di Brace Viva è elemento di fondamentale importanza e su questo è impostata l’organizzazione del dinamico e professionale staff che vi aspetta tutti i giorni della settimana sia per pranzo che per cena con gustosissimi piatti a prezzi economici e vantaggiosi. Tra i vari servizi offerti dal locale troviamo wi-fi gratuito e spazio giochi con baby sitter dal venerdì alla domenica; inoltre dal lunedì al giovedì i bambini sotto i 10 anni vantano di un menù gratis! Preparatevi a dire addio alle discussio ni tra amici o in famiglia per la scelta del ristorante, c’è Brace Viva, il ristorante che mette tutti d’accordo!

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BRACE VIVA VIA AMELLINA 100 TRESCORE BALNEARIO (BG) USCITA NUOVA S.S. 42 TRESCORE BALNEARIO APERTI TUTTI I GIORNI DELLA SETTIMANA, ORARIO: 11.00-15.00 E 18.00- 01.00

PER INFO E PRENOTAZIONI TEL. 035.4250558 19


REDAZIONALE

MaMaMia AFTER DINNER

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aMaMia nasce al 2°Piano del Centro commerciale di Viale Europa a Palazzolo Sull’Oglio dalla fusione tra un locale “preserata” di Bergamo ed un club bresciano, unita alla professionalità di un giovane direttore artistico con grandi esperienze nelle pubbliche relazioni sul territorio. MaMaMia da la possibilità di trascorrere una serata unica, basata sul divertimento ed un caratteristico clima familiare. Questo locale ha il potere di unire giovani di Bergamo, Brescia, Verona con la sola idea del divertimento e offre una vasta gamma di cocktail ricercati con ingredienti di prima scelta e le migliori bollicine esistenti sul mercato italiano e francese. La simpatia e l’attenzione dello staff e la cura dei dettagli sono la chiave vincente di MaMaMia.Il locale è inoltre molto caldo e contraddistinto da pareti in vetro e giochi di luce; ogni sera un profumo d’ambiente caratterizza la location e la terrazza panoramica per fumatori. Musica House, Commerciale e in alcune serate concerti Live eseguiti da musicisti professionisti che riproducono le hits del momento con i loro strumenti, chitarra elettrica e sax. Non mancano feste a tema, come Halloween,carneval e Flower Power party. Ogni serata viene ritratta dal paparazzo Alessandro Fapanni che cattura i migliori scatti fotografici. Dopo una bella serata trascorsa con amici normalmente cosa si dice? “MaMaMia che serata!”

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MaMaMia AFTER DINNER VIALE EUROPA, PALAZZOLO - BRESCIA APERTO OGNI VENERDÌ, SABATO E DOMENICA (PIÙ PREFESTIVI) DALLE ORE 20.00 ALLE ORE 03.00 (LA DOMENICA FINO ALLE ORE 01:00) 21


REDAZIONALE

DOMOTICA: ISTRUZIONI PER L’USO FONDAZIONE ATMAN, DUED E CASAFELTRI INSIEME ALL’UNIVERSITÀ DI BERGAMO CON UN ESCLUSIVO CORSO DI DOMOTICA

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HI LO HA VOLUTO La Fondazione ATMAN, coerente con la propria filosofia volta a sensibilizzare la comunità su tematiche ambientali ed ecologiche, ha reso possibile l’attivazione di un nuovo corso di Domotica al corso di Ingegneria Edile afferente al Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi di Bergamo. Questo grazie all’impegno di Michela Barzago, la vicepresidente, nonché candidata alle prossime elezioni Europee, la quale si è impegnata affinchè gli ideali della Fondazione venissero adoperate concretamente attraverso l’istituzione di questo corso, che ha coinvolto attivamente non solo l’Università di Bergamo (più precisamente nella figura del Prof. Arch. Giovanni Cucini e della Prof. Ing. Maria Cristina Roscia) ma anche l’azienda leader in Italia di domotica, la DUED di Marco Vedani e Laura Adele Feltri, titolare di CasaFeltri consulente immobiliare e quindi esperta del settore. IL CORSO “L’intento del percorso didattico è quello di approfondire lo studio dei principi e delle tecniche per la produzione di energia mediante sorgenti alternative (solare, fotovoltaica, eolica, geotermica, biomasse, celle a combustibile, ecc.), fornendo gli elementi per le attività di progettazione, installazione e manutenzione di impianti, per formare un soggetto che operi in qualità di esperto nel campo delle energie applicate all’edilizia, della home e della building automation” dichiara l’Arch. Cucini che aggiunge: “L’obbiettivo del corso è quello di formare un professionista, con competenze nell’ambito del risparmio energetico, delle tecnologie energetiche alternative e della domotica e building automation, in grado di valutare i fabbisogni energetici di committenti privati o pubblici, proponendo soluzioni tecniche, improntate alla sostenibilità ambientale ed eco-

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nomica, attraverso interventi innovativi del controllo automatizzato dei sistemi. In particolare, il controllo automatizzato dei carichi elettrici, è particolarmente importante poiché consente l’adozione di un sistema di gestione dei consumi finalizzata al risparmio energetico, nell’ottica dell’edilizia e delle smart city”. DOMOTICA, COS’ E’ ? LA PAROLA AL PRODUTTORE Per chi non conoscesse le basi della materia, chiediamo a Marco Vedani, proprietario della ditta DUED di Mozzanica, che cos’è la domotica e di introdurci nell’argomento. “Molto semplice, la domotica la si spiega dal significato della parola, “domus” (che in latino significa “casa”) composta con robotica, ovvero la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa. Un impianto domotico è quindi in grado di coordinare tutti gli impianti di una casa o di un ufficio, finendo con il renderli maggiormente efficienti. Ciò si traduce sia in migliori prestazioni che in una diminuzione dei consumi e talvolta consente di scoprire forme di utilizzo del tutto inedite. La divisione Home&Building di DUED, si occupa di tutto questo: studia e progetta la conformazione degli impianti elettrici e di climatizzazione abbinati a innovativi impianti di domotica compresa la diffusione sonora e home theatre nelle abitazioni. Sviluppa inoltre soluzioni di innovazione tecnologica che permettono la gestione coordinata integrata e computerizzata, visibile su ipad e smartphone, di tutti gli impianti”. DOMOTICA, LA PAROLA AL CONSULENTE IMMOBILIARE Parlando di domotica applicata alle abitazioni residenziali, non potevamo non chiedere un parere a Laura Adele Feltri titolare di CasaFeltri e consulente immobiliare di Bergamo, la quale ci ha dato una visione esaustiva dell’argomento dato che, operando da anni nel settore, ne ha visto evoluzioni ed involuzioni, crisi e riprese. “È compito di un consulente saper spiegare in concreto, come questi impianti regalino una qualità di vita più semplice, economica ed ecologica. Si può per esempio, con un sistema di comando a distanza aprire la porta blindata per consentire, alla colf o ad un amico, di entrare anche quando si è momentaneamente fuori casa. Si ha la possibilità di controllare la casa attraverso un sistema di telecamere ed ancora di verificare che tutti gli elettrodomestici siano stati accuratamente spenti

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prima di lasciare l’abitazione. In poche parole: la gestione in digitale di riscaldamento, illuminazione, elettrodomestici, sistemi luce. L’impiego delle ultime tecnologie messe in commercio inoltre, non solo consentono un risparmio economico nel consumo di corrente, ma anche di favorire il benessere dell’ambiente” DOMOTICA TRA REALTA’ E FINZIONE Ve lo ricordate “Minority Report”, il film di Spielberg in cui Tom Cruise viveva in una casa completamente computerizzata, che letteralmente interagiva con lui? “Quel futuro così accattivante, potrebbe essere vicino grazie a un accordo sottoscritto da quattro importanti Gruppi mondiali - ABB, Bosch, Cisco ed LG - per cooperare a livello globale nella definizione di una piattaforma software aperta, con cui tutti gli apparecchi funzionanti con energia elettrica potranno utilizzare uno standard comune per lo scambio di dati, non dovremo aspettare il 2050 per vivere in case realmente “intelligenti”, “parlanti” e capaci di interagire con noi come una persona in carne e ossa; continuiamo su questa via dell’innovazione perché i dati ci dicono che nel 2020 una casa su due sarà intelligente”, conclude Laura Adele Feltri.

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INCONTRI

Di Maurizio Lorenzi

PAOLO LUNGO. TREND RESEARCHING, STYLE CONSULTING, PERSONAL SHOPPER.

TI ACCOMPAGNO A FARE SHOPPING?

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er natura e indole Paolo Lungo è senza dubbio un creativo, ma allo stesso tempo questo termine è riduttivo. Per definirlo professionalmente dovremmo soffermarci sugli ultimi venti anni e analizzare cosa è successo nel campo della comunicazione, della grafica e della moda. Solo allora avremo la giusta panoramica nel quale poterlo collocare, per definire la sua esperienza e il suo background che vanno al di là della semplice e superficiale passione per la moda, qui si parla di skill e reali competenze della materia, che è vasta e multi sfaccettata. Paolo Lungo ha deciso da anni di condividere la sua conoscenza per i trend e il mondo fashion (tra le altre cose è docente di strumenti e tecniche di Comunicazione Visiva) mettendoli a servizio di chiunque voglia goderne, la sua consulenza per esempio, è diventata il marchio che targa gli outfit più eleganti di Milano e Bergamo. Essenzialmente Paolo è quindi un personal shopper, un consulente personale che aiuta donne, ma anche uomini, a fare degli acquisti ragionati, sensati e soprattutto di stile. La cosa interessante poi è che il suo punto di vista assolutamente maschile ed eterosessuale, accentua e valorizza al massimo le donne, rafforzandone la femminilità, che quando si coniuga con il gusto raggiunge apici oltre modo chic. “Niente ballerine e niente Hogan (via libera invece ad audaci stiletti e bikers comodi ma trendy), questo l’imperativo categorico che Paolo ammonisce ormai da anni alle sue clienti, tra le quali anche delle elegantissime bergamasche, che adorano talmente Paolo da considerarlo una sorta di Guru, colui che con occhio attento e appassionato le valorizza all’estrema potenza. Curioso e attento, il suo punto di vista impeccabile ha conquistato anche la conduttrice televisiva Caterina Balivo che ha deciso di inserire Paolo in forza al team di “Detto fatto”, l’appuntamento televisivo quotidiano per tutti gli appassionati di

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tutorial targata Rai2. I telespettatori ormai riconoscono in Paolo il volto sorridente e garbato che con professionalità e fermezza suggerisce cosa è meglio indossare analizzando armadi e tendenze, con la semplicità che lo contraddistingue. Anche la prestigiosa Elisabeth Arden è rimasta colpita dalla professionalità di Paolo tanto da offrirgli il ruolo di Fashion Counselor dal 27 gennaio al 15 febbraio (per tre giovedì), aprendogli le famose porte rosse affacciate in esclusiva sulla Rinascente di Milano. Lungo offrirà un servizio personalizzato sul cambio di look e una completa overview delle nuove tendenze moda della primavera estate alle clienti che parteciperanno all’evento. Le consulenze di Paolo Lungo sono tutto questo e ancor di più, un mix di professionalità, stile e perspicacia con un comun denominatore, la curiosità che lo ha sempre spinto ad ampliare la rete delle sue competenze in modo irrefrenabile, aggiungendo tasselli importanti nel suo curriculum fino ad ottenere ad oggi un percorso professionale variegato che può vantare collaborazioni prestigiose, di stile e naturalmente chic.

Di Renata Sortino

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Viale Vittorio Emanuele II, 12 - 24121 Bergamo Tel 035 217 037 - info@leiris.it - www-leiris.it - Chiuso la domenica


Rubriche ECONOMIA 28 PREMIAZIONI 30 CINEMA 34 MUSICA 36 ARTE 38 SPORT 40 CELEBRAZIONI 42 MEDICINA 44 LUSSO 46 LUX PARADE 48 VIAGGI 50 MOTORI 52 TECNOLOGIA 56 MODA UOMO 58 MODA 62 LIBRI 66 ANIMALI 68 CUCINA-RECENSIONE 70 CUCINA-RICETTA 72 SICUREZZA 74 NATURA 76 OROSCOPO 78 PRANOTERAPIA 80 TELEFILM 82 29


RUBRICHE

ECONOMIA

Di Giorgio Arfaras

Presidente SCM SIM spa www.scmsim.it contact@scmsim.it

ARRIVA IL GRANDE MUTAMENTO?

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he cosa alimenta l’idea che il nominando Governo di Matteo Renzi possa combinare per davvero qualche cosa di buono? Un ragionamento da “teoria dei giochi”. Il Governo Renzi potrà muovere nella giusta direzione le cose essenzialmente per mancanza di alternative. Se vogliamo usare espressioni pompose, possiamo dire che ha dalla sua lo “Spirito del Tempo”. Lo “Spirito del Tempo” che si manifesta anche con l’appoggio esterno di Forza Italia, che voterà i provvedimenti condivisi, come più volte sottolineato dai suoi senatori durante il voto di fiducia al Governo. La parte del Partito Democratico che possiamo definire “dissidente”, non potrà perciò mettersi di mezzo per mostrare che il partito non sa governare, così come Forza Italia non potrà mettersi di mezzo per mostrare che non ha quel “senso patrio” che legittima il Cavaliere, dopo la decadenza da senatore. Detto ciò, ossia che la forza di Renzi è la mancanza di alternative, impressiona il discorso tenuto al Senato per ottenere la fiducia. Renzi ha parlato a braccio, è stato ironico, anzi, a tratti gigione. Probabilmente voleva parlare anche ai telespettatori e non solo ai senatori: ai cittadini e non solo alla Casta. Ha promesso una gran quantità di cose in tempi brevi – una questione di pochi mesi – che, semmai venissero messe in pratica, cambierebbero il paese. Ecco quelle strettamente economiche. Lo sblocco totale dei debiti della Pubblica Amministrazione, il primo punto, attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti. Ed anche la costituzione di fondi garanzia, il secondo punto, anche attraverso un rinnovato utilizzo della Cassa

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Depositi e Prestiti, per le piccole e medie imprese che non riescono ad accedere al credito. Quindi per i primi due punti del programma non sono richiesti dei finanziamenti aggiuntivi, ma solo delle “partite di giro” fra il Ministero dell’Economia e la Cassa Depositi e Prestiti. Sul terzo punto, invece, il finanziamento verrebbe dal taglio della spesa pubblica. La riduzione a doppia cifra – 10% – del cuneo fiscale avverrebbe attraverso misure legate alla revisione della spesa. La riforma del lavoro porterà anche a costituire uno strumento universale a sostegno di chi perde il posto di lavoro – e perciò non solo la cassa integrazione per alcuni. In questo caso, che sarebbe il quarto, non è chiaro da dove possa venire il finanziamento. Si avranno per i contratti di lavoro anche delle regole che saranno – così è stato detto ma non specificato – “profondamente innovative”. Infine, per la prima volta, è stata chiaramente esposta l’idea che la burocrazia ipertrofica frena la crescita (questa critica dell’ipertrofia burocratica è stata accolta e sottolineata – fatto inusuale – nell’intervento del capogruppo del PD al Senato). Se tutto ciò avvenisse, non dovremmo avere un gran cambiamento nella dinamica del BTP. Il suo rendimento – inferiore al 4% – è in linea con quello che si aveva prima che la crisi scoppiasse. La previsione è perciò che il risanamento definitivo – figlio del ritorno della crescita – sia in buona misura già nella “pancia” dei prezzi. Diverso potrebbe essere l’effetto sulle banche, che, in caso di risanamento dell’attivo sul fronte dei crediti deteriorati – ciò che avverrebbe con una bad bank, o con una cartolarizzazione - potrebbero registrare dei corsi azionari più vivaci (in ogni modo, se Renzi riesce nei suoi intenti, potrebbero persino arrivare gli investimenti dall’estero non necessariamente in società quotate).

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RUBRICHE

PREMIAZIONI

Di Renata Sortino

LA GRANDE BELLEZZA

DELLA NOTTE DEGLI OSCAR

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gni anno durante la sfavillante Notte degli Oscar, il mondo per un giorno si ferma e rivolge il suo sguardo al luminoso red carpet che porta al Dolby Theatre e che accompagna i divi della settima arte nella sala in cui l’eccellenza del cinema mondiale attende e spera di stringere tra le mani la prestigiosa statuetta. Quest’anno il sogno è stato più che mai condiviso da noi italiani, grazie al trionfo di Paolo Sorrentino con il film “La grande bellezza” che ha vinto il riconoscimento come miglior film in lingua straniera. L’ambito premio torna dunque nel Bel Paese dopo ben 15 anni, l’ultimo infatti ad averla conquistata era stato Roberto Benigni con “La vita è bella” nel 1999. Una tradizione comunque di tutto rispetto quella del nostro cinema, dato che risulta essere il Paese più premiato come miglior film straniero nella storia degli Academy Awards, con ben 13 riconoscimenti. Il primo Oscar italiano andò a “Sciuscià” di Vittorio De Sica nel 1947, che ottenne il bis con “Ladri di biciclette” nel 1950. Poi nel 1957 fu la volta de “La strada” di Federico Fellini che l’anno dopo lo vinse di nuovo con “Le notti di Cabiria” (1958), nel 1963 con “Otto e mezzo” e nel 1974 per “Amarcord” (e infine un commovente Oscar alla carriera nel ‘93, l’anno della sua morte). Terzo Oscar nel 1965 per Vittorio De Sica con “Ieri, oggi e domani” e un quarto nel ‘71 per “Il giardino dei Finzi Contini”. L’anno prima, 1970, è italiano il miglior film straniero per “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri. L’Italia torna a vincere nella categoria con “Nuovo cinema paradiso” di Giuseppe Tornatore nel 1990 - nel mezzo un presti-

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gioso miglior regista a Bernardo Bertolucci con “L’ultimo imperatore” che nel 1988 ebbe in totale 4 statuette. Il 1992 è l’anno di Gabriele Salvatores e di Mediterraneo. Infine il ciclone Roberto Benigni: 1999 miglior film straniero è “La vita è bella” e Benigni il miglior attore. Statuetta tricolore alla migliore attrice solo due volte: Anna Magnani per La Rosa tatuata (1955) e Sophia Loren (1962) per La Ciociara che poi nel ‘91 vinse anche l’Oscar alla carriera. La notte degli Oscar ha visto tante volte protagonista l’Italia con numerose vittorie nelle categorie ‘tecniche’, 33: dal costumista Piero Gherardi che vinse nel ‘62 per “La dolce vita” e nel ‘63 per “Otto e mezzo”, da Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo coppia da Oscar per le scenografie (tre statuette). E poi le tre volte della costumista Milena Canonero, le tre del musicista Giorgio Moroder, le due di Carlo Rambaldi per gli effetti speciali, di Vittorio Storaro per la fotografia, di Pietro Scalia per il montaggio. Senza dimenticare Pietro Germi, Ennio De Concini e Alfredo Giannetti sceneggiatori di Divorzio all’italiana, Nicola Piovani per La vita e’ bella, Dario Marianelli per Orgoglio e pregiudizio, Gabriella Pescucci costumista per L’eta’ dell’innocenza. Quattro gli Oscar alla carriera ai talenti italiani: oltre Loren e Fellini, l’Academy diede nel ‘95 il riconoscimento a Michelangelo Antonioni e nel 2001 al produttore Dino De Laurentiis. Tornando alla Notte degli Oscar 2014, il film ad aggiudicarsi il riconoscimento più ambito, ovvero come miglior film è “12 Anni Schiavo” di Steve McQueen che vede premiare anche Lupita Nyong’o come miglior attrice non protagonista e John Ridley come miglior sceneggiatura non originale. Gravity invece ha fatto invece incetta di premi, aggiudicandosi ben 7 statuette, guadagnando tra l’altro anche la prestigiosa statuetta per la migliore regia ad Alfonso Cuarón. Con la sua odissea nello spazio il messicano è il primo latino a vincere l’Oscar in questa categoria. Tra gli attori, le stelle della serata sono Cate Blanchett, Oscar come miglior attrice protagonista per “Blue Jasmine” di Woody Allen, e Matthew McConaughey, Oscar come migliore attore protagonista per “Dallas Buyers Club”. Per la quarantaquattrenne australiana è la seconda statuetta della carriera. Rimane invece ancora a bocca asciutta Leonardo DiCaprio, interprete di “The Wolf of Wall Street.” di Martin Scorsese anche lui completamente ignorato dall’ Accademy. Infine a Jared Leto, stupendo trans in “Dallas Buyers Club”, l’Oscar come miglior attore non protagonista.

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Permettete una mia riflessione: al Dolby Theatre di Los Angeles, durante l’86esima edizione della cerimonia degli Academy Awards, ha vinto la fintissima filosofia del Politically Correct, film con sieropositivi e sulla schiavitù sbancano sempre da venti anni a questa parte ... sarà forse che l’Academy ha la coda di paglia? MigliorFilm 12 anni schiavo di Steve McQueen Migliore regia Alfonso Cuarón per Gravity Migliore attrice protagonista Cate Blanchett per Blue Jasmine Migliore attore protagonista Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club Migliore attrice non protagonista Lupita Nyong’o (12 anni schiavo) Migliore attore non protagonista Jared Leto per Dallas Buyers Club Migliore sceneggiatura non originale John Ridley (12 anni schiavo) Migliore sceneggiatura originale Spike Jonze per Her Miglior fotografia Emmanuel Lubezki per Gravity Migliore scenografia Catherine Martin e Beverly Dunn (Il Grande Gatsby) Miglior film straniero La grande bellezza di Paolo Sorrentino (Italia) Miglior sonoro Glenn Freemantle per Gravity 34


Miglior film d’animazione Frozen - Il regno di ghiaccio di Chris Buck, Jennifer Lee e Peter Del Vecho Migliori effetti speciali Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk e Neil Corbould per Gravity Migliore montaggio Alfonso Cuarón e Mark Sanger per Gravity Miglior montaggio sonoro Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro per Gravity Miglior colonna sonora Steven Price per Gravity Miglior canzone originale Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez per Let me go (Frozen - Il regno di ghiaccio) Miglior trucco e acconciature Adruitha Lee e Robin Mathews per Dallas Buyers Club Migliori costumi Catherine Martin e Beverley Dunn per Il Grande Gatsby    Miglior documentario 20 Feet from Stardom di Morgan Neville, Gil Friesen e Caitrin Rogers Miglior corto documentario The Lady in Number 6: Music Saved My Life di Malcolm Clarke e Nicholas Reed Miglior cortometraggio Helium di Anders Walter e Kim Magnusson Miglior cortometraggio d’animazione Mr. Hublot di Laurent Witz e Alexandre Espigares 

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RUBRICHE

CINEMA

PARLIAMO DI FILM Di Davide Comotti

THE WOLF OF WALL STREET

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on il fluviale The Wolf of Wall Street (2013) si rinnova il sodalizio fra Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio (qui anche co-produttore), giunti ormai al loro quinto film insieme dopo Gangs of New York, The Aviator, The Departed e Shutter Island. Scorsese, chiusa la parentesi del favolistico e pluripremiato Hugo Cabret, ritorna nella sua amata New York con una vicenda più nel suo stile. Tratto dall’omonima autobiografia di Jordan Belfort, The Wolf of Wall Street racconta infatti la vita di questo broker spregiudicato ed eccessivo, interpretato magistralmente dall’istrionico DiCaprio – ormai confermatosi come uno fra i più grandi attori della Hollywood contemporanea. Belfort è un giovane e intraprendente agente di borsa che, dopo una gavetta a Wall Street, fonda una propria società di cambio, la Stratton Oakmont, avvalendosi di ambigui collaboratori. Grazie a una serie di azioni illegali come truffe e speculazioni, la Stratton diventa un colosso finanziario che si impone sul mercato: la ricchezza acquisita da Belford gli consente uno stile di vita all’insegna dell’eccesso, fra droga, prostitute e feste faraoniche. Quando l’FBI inizia a interessarsi al suo caso, per il broker inizia però un lento e inesorabile declino. The Wolf of Wall Street non è solo un film biografico, ma un mastodontico affresco di una società e di uno stile di vita: Scorsese rappresenta, e al contempo de-costruisce, il mito americano del self-made man – l’uomo di successo che si arricchisce con le proprie mani – qui portato all’esasperazione e mostrato nei suoi lati più meschini. Imponente nella durata (tre ore) e nella messa in scena, il nuovo film di Scorsese è notevole anche perché è il primo in cui il grande regista fa un ampio uso del digitale, con cui spesso sono realizzate le scenografie (soprattutto in esterni) – di cui però difficilmente lo spettatore può accorgersi, se non guardando a posteriori i video di backstage che si trovano in rete. The Wolf of Wall Street, nonostante la

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lunga durata, scorre abbastanza veloce, sostenuto da un montaggio frenetico (specchio della vita del protagonista), da colori vivacissimi e da sequenze degne dei migliori kolossal: le feste luculliane a bordo di yacht o nelle ville, le orge all’interno dell’ufficio, gli irresistibili discorsi di Belfort ai suoi impiegati – espressione di una mentalità vincente tipica del made in USA. Sesso e droga sono le componenti principali della vita del protagonista, per cui troviamo belle donne a volontà e personaggi schiavi del vizio. Nel film abbondano momenti divertenti (basti pensare al dialogo fra DiCaprio e la sua spalla Jonah Hill rimbecilliti dalla droga), fra personaggi al limite del grottesco, dialoghi deliranti e situazioni iperrealistiche. Un divertimento però graffiante, mai fine a se stesso, che nasconde (non tanto) una critica tagliente al mondo cinico ed eccessivo della grande finanza, una black comedy che sfocia nel dramma sociologico. DiCaprio è un mattatore assoluto della scena: interpreta in maniera folle un Belfort tarantolato e affetto da un’irrefrenabile mania di successo, attorno a cui ruotano vari personaggi di contorno che non riescono però mai a rubargli la scena. Notevole anche la ricca colonna sonora, adrenalinica come tutto il film, composta per lo più da numerosi brani di repertorio che fanno da sfondo alle sfarzose sequenze: c’è di tutto, dal rock al pop, e possiamo riconoscere alcuni pezzi famosi come Boom boom di John Lee Hooker (brano presente in Blues Brothers), Gloria di Umberto Tozzi e Goldfinger di Shirley Bassey, canzone del medesimo film di James Bond.

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RUBRICHE

MUSICA

IT’S ONLY ROCK’N’ROLL Di Andrea Lodetti

MARLENE KUNTZ

L’ALTERNATIVE ROCK NOSTRANO

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a band di culto negli anni 90 a gruppo “da passaggi in radio” dopo la presenza sanremese di due anni fa, i Marlene Kuntz rappresentano quanto di meglio si possa trovare nel panorama italiano ai giorni nostri. Dal noise rock alla Sonic Youth degli esordi, pian piano si sono avvicinati ad un pop rock che ha fatto storcere il naso ai fan più accaniti. Quello che non è cambiato di una virgola è la maestria di Cristiano Godano, leader e cantante del gruppo, nel dipingere con la penna raffinatissimi dipinti densi di sensazioni. Questa capacità di scrittura, solo riscontrabile in mostri sacri del cantautorato italiano come Guccini o De Andrè tanto per citarne due, mi ha ammaliato anni orsono e continua irrimediabilmente a farlo. Nella loro relativamente breve carriera iniziata nel 1994 hanno rilasciato nove album. Ecco a voi la mia consueta selezione. Buon appetito. 1994. Catartica. Il loro primo disco. Un lavoro che ha segnato gli italici anni 90. Chitarre ruvide e distorte, continui arrembaggi sonori che uniti al poetare di Godano danno vita ad un capolavoro. Partendo dalla autopromozionale “M.K.”, ci si lascia ingolosire da “Festa Mesta” per arrivare poi alle due canzoni simbolo del disco: i sei minuti noise di “Sonica” e la magnifica ballata “Nuotando nell’aria”, il termine di una storia d’amore grandiosamente illustrato. Si continua con “Lieve”, coverizzata da Giovanni Lindo Ferretti (fondatore dei CCCP, insomma non proprio l’ultimo arrivato) e inserita nel suo bellissimo “In Quiete”. Da ricordare infine la dolcezza nostalgica di “Trasudamerica” canzone spesso dimenticata ma dalla fortissima carica emozionale. 2000. Che cosa vedi. Disco di transizione verso suoni più morbidi, è ricordato soprattutto per il singolo “La Canzone Che Scrivo Per Te” realizza-

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to insieme a Skin degli Skunk Anansie. Si placano i fervori e si vira verso la melodia, il tutto sempre accompagnato dai testi di un Godano in stato di grazia. “Cara è La Fine” e “Canzone Di Domani” si avvicinano ancora alle sonorità tipiche dei primi Marlene ma è con le canzoni più intime che il disco guadagna spessore. “Serrande Alzate” è una tenera filastrocca dedicata al figlio appena nato, “La Mia Promessa” una sussurrata dichiarazione d’amore, quello vero e disinteressato. “E Poi Il Buio”, il capolavoro dell’album, arriva verso la fine e vi conquisterà con il suo crescendo finale verso una consapevole liberazione. 2013. Nella Tua Luce. L’ultimo lavoro rilasciato dai tre di Cuneo. Un disco di grande raffinatezza e godibilità, pieno zeppo di citazioni letterarie. Si parla di Oscar Wilde ne “Il Genio”, si ricorda la triste vicenda del poeta russo vittima delle purghe staliniane Osip Mandestam in “Osja, amore mio”. In tutto l’album si percepisce come focale il ruolo della donna, prima preda ambita nella grintosa “Seduzione” poi preda purtroppo sopraffatta nella toccante “Adele”. Insomma dopo il passo falso di “Ricoveri virtuali e sexy solitudini” del 2010 i Marlene sono tornati grandi.

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ARTE

GAMEC BERGAMO Di Chiara De Troia

violet-photography.weebly.com chiara_violet@libero.it

IL CLASSICO NELL’ARTE MODERNITÀ DELLA MEMORIA DALL’ARTE GRECA A BERNINI, PAOLINI E PISTOLETTO

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ata come mostra che intende anticipare e promuovere l’importante riapertura della Pinacoteca dell’Accademia Carrara (che ha fornito alcune delle opere presenti) a Bergamo, “Il Classico nell’Arte” si pone anche e soprattutto come una riflessione sui legami indissolubili tra l’antico ed il moderno, il passato ed il presente, tramite l’accostamento di opere d’arte classiche e contemporanee in dialogo fra loro. Attraversando le cinque sale del museo dedicate alla mostra, ci si immerge nella memoria dell’antico, una sorta di archetipo che ispira gli artisti contemporanei nella creazione delle proprie opere ricche al tempo stesso di modernità grazie all’utilizzo di medium e materiali legati al nostro tempo (quali il video, la stampa digitale, il plexiglass e il lattice). L’artista contemporaneo, non solo prende ispirazione dall’antico, ma ne opera una rilettura, vi attribuisce nuovi significati, rinnova il dialogo con esso e lo condivide con il pubblico. Il percorso si snoda fra la scultura greca ed etrusco-romana, passando per il virtuosismo barocco e la grafica del Quattrocento fino ad arrivare alle performances del nuovo millennio. All’ingresso di ogni sala, oltre alle consuete descrizioni del percorso tematico che si sta seguendo, sono molto interessanti le citazioni sul Classico in “eterno ritorno” da parte di Calvino e De Amicis. La Sala I (al piano terra) è interamente dedicata alla proiezione video VB62/Spasimo Palermo di Vanessa Beecroft, giovane artista italiana di nascita, che si esprime tramite performances utilizzando coreograficamente il corpo di giovani donne accompagnate da musiche e luci al fine di comporre dei “quadri viventi”. Nell’opera qui esposta, della durata di 26 minuti, 27 donne dipinte di bianco prendono lentamente vita “mimetizzate” fra 13 statue in gesso che richiamano la scultura classica;

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l’opera è posta in dialogo con l’Andromeda di Bernini (nella Sala V, al secondo piano). La Sala II ha come “protagonisti sottintesi” Michelangelo (ripreso nelle opere/copie di due artisti manieristi anonimi), Piero della Francesca (riletto dall’artista Gianluigi Colin ne Piero e il suo doppio, in foto), e Picasso (ricercato da Gianluigi Colin nell’opera Assenze). Nella Sala III il Frammento e lo Sguardo fanno da motore nella riflessione sull’antico, operata qui da Giulio Paolini ne Intervallo (in foto) e Giovane che guarda Lorenzo Lotto, e da Adrian Paci con l’opera fotografica Giovani che guardano Giulio Paolini (realizzata dall’artista e dagli studenti dell’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo nel 2006, in foto). La Sala IV è la “sala dei volti che non si mostrano”, che celano le loro identità, si mascherano (come nelle opere di Valerio Carruba), si scoloriscono e spersonalizzano in riferimento alla tragedia greca (Alfredo Pirri, Facce di gomma, in foto) e si travestono da classici (Sam Durant, Propaganda of the Deed). La Sala V è un ritorno al Neoclassicismo, attraverso il ritratto bifronte dell’artista Giovanni Volpato messo in relazione con L’Etrusco di fronte allo specchio di Michelangelo Pistoletto (in foto), per proseguire poi con il calco della Venere che l’artista trasforma in Venere degli Stracci facendo incontrare ideale di bellezza e quotidiano. Un percorso che si snoda fra diverse tecniche artistiche e ripercorre il passato invitando il pubblico a riflettere su quanto tutto è ancora influenzato (e in senso positivo, dipendente) dall’antico. Una mostra da vedere, adatta ad ogni tipo di pubblico, una perla di cultura nel cuore di Bergamo.

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RUBRICHE

SPORT

LO SPORTIVO DEL MESE Di Samuele Sortino

ANDREA PIRLO

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ndrea Pirlo ha iniziato il nuovo anno travolto dal vortice del gossip, infatti dopo ben 12 anni di matrimonio e due bambini, la passione tra il calciatore e la moglie Deborah Roversi è finita. A contribuire alla decisione di cambiare completamente vita, è stata un’affascinante bionda conosciuta per caso al Circolo di Golf di Torino, dove il calciatore si reca spesso con i suoi compagni per rilassarsi un po’. La misteriosa donna è Valentina Baldini, 35enne torinese, nota agente immobiliarista e conosciuta dalle cronache rosa per le sue frequentazioni con persone influenti, come la sua ultima storia con il figlio dell’avvocato della famiglia Agnelli. Gossip a parte, Andrea Pirlo è senza dubbio alcuno, un grande campione del calcio, vanto italiano che tutto il mondo ci invidia ammirando il suo gioco in forza alla Juventus e alla Nazionale italiana. Con la Nazionale italiana infatti è stato campione del mondo nel 2006, anno in cui ha vinto anche il Pallone di Bronzo, oltre ad essere stato anche vice-campione d’Europa nel 2012. A livello di club ha vinto due Champions League e una Coppa del Mondo con la maglia del Milan, oltre a quattro scudetti (due con il Milan e altrettanti con la Juventus). Considerato uno dei più forti registi in attività e uno dei più grandi centrocampisti italiani degli ultimi tempi è stato soprannominato dalla stampa, e in seguito anche dai suoi tifosi, “Il metronomo bresciano”, con allusione alla sua città d’origine, per l’estrema precisione degli schemi che costruisce come regista e l’abilità con cui riesce a far muovere la squadra. E’ famoso infatti, per i suoi lanci millimetrici a lunga gittata e per i suoi calci di punizione a “foglia morta”. Nasce il 19 maggio 1979 a Flero, un comune della provincia bresciana, esordiendo in Serie A ad appena 16 anni, da mezzapunta, con la maglia del Brescia, quindi, dopo quattro stagioni passa all’Inter. Il club neroazzurro lo cede in prestito a Reggina e Brescia,

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prima di venderlo al Milan a titolo definitivo nell’estate del 2001. L’allora allenatore dei Rossoneri, Carlo Ancelotti, lo impiega in un nuovo ruolo: quello di regista di centrocampo davanti alla difesa, che lo caratterizzerà negli anni a venire. Con la maglia del Milan, Pirlo vince tutto: due Champions League, una Coppa del Mondo per club, due Supercoppe Europee, due Campionati italiani, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel maggio del 2011 dopo dieci anni alla corte del Diavolo, viene ceduto alla Juventus di cui diventa subito uno dei punti di forza. Nonostante abbia preso parte agli Europei del 2004, il centrocampista di Flero è passato alla storia del calcio italiano con la vittoria della Coppa del Mondo nel 2006, conquistata da assoluto protagonista. Durante l’avventura tedesca Pirlo si è guadagnato per tre volte il titolo di “FIFA man of the match”, inizialmente nella gara contro il Ghana, dove ha segnato il primo gol e ha fatto l’assist per il due a zero, quindi nella semifinale contro i padroni di casa, dove è stato autore dell’assist del primo gol, e infine nella finalissima contro la Francia, in cui ha messo sulla testa di Marco Materazzi la palla del pareggio e dove ha realizzato uno dei rigori decisivi al conseguimento del titolo. Le sue prestazioni gli sono valse il terzo posto nella graduatoria FIFA per i migliori giocatori del Mondiale, dopo Zinedine Zidane e il connazionale Fabio Cannavaro. Nel 2006, Andrea Pirlo è stato inserito dalla FIFPRo (Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti) nella squadra FIFA ideale dell’anno. Di recente intervistato da La Stampa di Torino, Andrea Pirlo ha confermato i contatti per tornare al Milan, ma ha rassicurato i tifosi della Juventus dichiarando: “Ci sono tutte le condizioni per restare. Scudetto? Dipende tutto da noi...”. Andrea Pirlo continua a vedere solo bianco-nero, d’altro canto sembra essere assicurata l’ipoteca per lo scudetto, nonostante i toni cauti e probabilmente scaramantici. Chi vivrà, vedrà.

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CELEBRAZIONI

A. IVERSON THE ANSWER Di Carlo Rondi

RITIRATA LA MAGLIA NUMERO 3

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opo 2 stagioni a Georgetown, Iverson fu la prima scelta al draft ‘96, chiamato dai Philadelphia 76ers, squadra in cui ha giocato per ben undici stagioni (fino a metà stagione 2006-07, quando è stato ceduto ai Nuggets). Segnando di media 23.5 punti a partita, con 7.5 assist e 2.1 palle rubate, Iverson venne nominato il Rookie of the Year nonostante le sole 22 vittorie in stagione della franchigia. Aumentando le sue statistiche di stagione in stagione e migliorando costantemente il record della squadra, arriva nel 2001 alle Finals perse poi contro i Lakers di Shaq, Kobe, Fisher e Horry allenati da quel “santone” di Phil Jackson. Oltre ai numeri però Iverson è un’altra cosa. Iverson è il basket, ma non nel senso di “essere il migliore in uno sport” ma nel senso che è un ragazzo che dentro sè racchiude la quintaessenza della palla arancio: Cuore e Determinazione. Iverson rappresenta tutte quelle persone che giocano nel campetto dietro casa in periferia con la retina in ferro, quelli che giocano per passione e divertimento prima che per soldi. Tutti noi appassionati di questo sport nati alla fine degli anni ‘80 ci siamo avvicinati proprio grazie a lui, e mi dispiace per quelli nati dopo, perchè non potranno più ammirare un fenomeno indescrivibile come lui. The Answer (questo il suo soprannome) ancora oggi ricordando la sua carriera mostra gli occhi lucidi pensando a come tutto partì: tipico quartiere povero statunitense e si gioca con gli amici, ma quando ormai si vuole iniziare a giocare seriamente servono le scarpe adatte, che Allen non aveva, e li la madre dovette sgobbare per mesi facendo gli straordinari per potergliene comprare un paio. Dovette lottare contro tutti quelli che dicevano che con quel fisico magrolino e quella (poca) altezza non avrebbe mai sfondato, ma nonostante tutte le condizioni sfavorevoli, lui ce la fece. Iverson ufficialmente si è ritirato pochi mesi fa a 38 anni, ma è dal 2010 che aveva finito col basket che conta e dal 2011 che non calcava più un campo. Sabato 1 Marzo 2014 la sua principale franchigia, i Philadelphia 76ers, ha ritirato la maglia numero 3, appendendola al soffitto del Wells Fargo Center durante una cerimonia che ha tenuto incollati allo schermo milioni di persone sicuramente commosse. Chiudo citando una sua storica frase: “Puoi avere tutto il talento del mondo, ma se non hai cuore, non ho bisogno che tu scenda in campo al mio fianco”.

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MEDICINA

SALUTE E BELLEZZA Di Dott. Massimo Buttinoni

Esperto in medicina estetica e del benessere buttinoni.massimo@libero.it

TRAPIANTO DEI CAPELLI CON TECNICA UNITA’ FOLLICOLARE ESTRATTIVA

L’

autotrapianto è una tecnica chirurgica volta al rinfoltimento del cuoio capelluto nelle aree glabre o colpite da un irreversibile diradamento dei capelli. I bulbi donatori vengono generalmente prelevati dalla nuca, dove sono maggiormente resistenti all’azione degli androgeni e pertanto geneticamente permanenti. Il loro inserimento nei siti di ricezione segue procedure diverse a seconda del grado di calvizie, delle caratteristiche strutturali dei capelli e dell’area donatrice nonché degli obiettivi prefissi.

Con il Microautotrapianto Follicolare è possibile prelevare dei capelli, insieme a tutta l’unità follicolare (bulbo, ghiandola sebacea, matrice dermica) dalla zona occipitale per poi innestarli in zone di cute soggette ad alopecia, come le zone parietali o il Vertex. Nella tecnica di estrazione follicolare (FUE) gli innesti vengono prelevati, in un’area precedentemente rasata (a circa 2 mm), con un Micropunch che estrae l’unità follicolare insieme ad una piccola porzione di tessuto. L’intera procedura viene eseguita in anestesia locale con assenza di dolore da parte del paziente. Ogni innesto contiene da 1 a 3 capelli, eccezionalmente 4 per avere risultati del tutto naturali, senza intercorrere nel rischio di avere il cosiddetto “effetto bambola”. In questa tecnica non si utilizzano punti di sutura e la guarigione in genere varia da 7 a 15 giorni circa.

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Prima del trattamento il paziente dovrà fornire al medico la documentazione clinica in suo possesso inerente a patologie pregresse, ricoveri, terapie di rilievo effettuate in passato, sostanze farmacologiche assunte nei giorni precedenti. L’intervento ha una durata variabile da 4 a 6 ore circa e non necessita di degenza post-operatoria, anche se è consigliato non guidare nelle 8 ore successive all’intervento ed essere accompagnati. Il paziente (indossando un cappellino) può tornare alle sue normali attività già dal giorno successivo, anche se è consigliabile una settimana di riposo. I follicoli trapiantati danno luogo a nuovi capelli che si superficializzano dopo almeno 3-4 mesi, dopo di che crescono normalmente al ritmo di un centimetro al mese. Il risultato inizierà a stabilizzarsi dopo circa 4-6 mesi dall’intervento poiché le fasi di crescita dei capelli non sono sincronizzate. Una curiosità è che in alcuni casi, nei soggetti con i capelli ricci, non è possibile procedere all’autotrapianto perché non si è in grado di mantenere l’integrità dell’unità follicolare in fase di prelievo. Con questa metodica è quindi possibile: • Un impianto di nuovi capelli che crescono per tutto il corso della vita con risultati naturali. • Assenza di cicatrici • Assenza di punti di sutura • Nessun dolore, sia durante l’intervento che nella fase post-operatoria • Nessun escissione del cuoio capelluto • Tempi di guarigione rapidi E’ da ricordare al paziente che si sottopone a queste tecniche che l’obiettivo non è rinfoltire il più possibile un’area glabra o diradata, ma ottenere una graduale densità, massima nell’area centrale e a diminuire via via che ci si avvicina ai quattro lati periferici per migliorarne la natura estetica.

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RUBRICHE

LUSSO

IL BRAND PIU’ FORTE Di Redazione

FERRARI

BRAND FINANCE PREMIA FERRARI PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO, ASSEGNANDOLE IL TITOLO DI BRAND PIÙ FORTE AL MONDO.

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l Cavallino rampante, simbolo della Ferrari Auto, è il brand più forte del mondo. Lo decreta la valutazione fatta da Brand-Finance che ha analizzato i loghi delle aziende più importanti del mondo e ha riattribuito la “AAA+”, per il secondo anno consecutivo, alla casa automobilistica di Maranello. La classifica riguarda i 500 marchi più influenti al mondo: Ferrari, in particolare, è il primo brand nella classifica che valuta il BSI (brand strenght index), ossia i valori strettamente correlati al brand senza riferimento ai dati di fatturato. «Il nome della Ferrari - si legge nella relazione di Brand-Finance - è il più potente brand del mondo. È riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono le strade. Nel suo paese natale e tra i suoi molti ammiratori in tutto il mondo la Ferrari ispira molto più della lealtà al brand, più di un culto e una devozione quasi religiosa». Ferrari è davanti a colossi del calibro di Coca Cola (2a), Pricewaterhouse Coopers (3a), Rolex, Disney (10ma), Google (5a) e la rivale in Formula 1 Red Bull, che si è piazzata soltanto al nono posto. Nonostante quello della Ferrari sia il marchio più influente al mondo in termine di valore, prosegue Brand-Finance, il marchio si piazza in 350/a posizione con un valore di quattro miliardi di dollari. Per il nostro Paese e per il Made in Italy è un gran successo, che merita il giusto risalto, perché premia l’eccellenza del nostro sistema produttivo, interpretata al meglio dal costruttore di Maranello, cui va il merito di far sognare nella bellezza, nelle emozioni, nelle musicalità meccaniche, nelle gare e nei vari impegni sportivi. Comprensibile la gioia del presidente Luca di Montezemolo: “Sono felice ed orgoglioso che questo riconoscimento ci sia stato assegnato per la seconda volta consecutiva. Mi fa particolarmente piacere la divulgazione della notizia proprio nella giornata dell’anniversario di nascita del nostro Fondatore”.

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RUBRICHE

LUX PARADE

Di Redazione

LUX PARADE

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Un sottomarino trasformato in hotel di lusso per concedere agli innamorati delle esperienze nautiche romantiche: questo è il Lovers Deep. 2. McLaren P1, il nuovo bolide sportivo di lusso per McLaren: una vettura straordinaria, in grado di unire il fascino e il design più contemporaneo della F1 e della MP4-12C, di cui è erede, a evoluzione tecnologiche che guardano alle prestazioni e all’ambiente.

3. L’orologio di lusso Ulysse Nardin Perpetual Manufacture è un bella tentazione per chi ama distinguersi con stile. 4. Collier Bulagari, eleganza che nasce dalla combinazione di materiali preziosi e innovativi con modelli esclusivi, per uno stile glamour e originale, in cui classico e moderno si fondono in perfetta armonia. Una creatività inconfondibile, che trascende le mode e il tempo. 5. Chanel Diamond Forever, in edizione limitatissima (soltanto 13 esemplari) per poche fortunate, è una piccola borsa in pelle di coccodrillo impreziosita da oro bianco e ben 344 diamanti.

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VIAGGI

Di Monica D’Intino

Consulente di viaggi monicadintino@yahoo.it

NUOVA CALEDONIA

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UN PREZIOSO “CAILLOU”

erza isola del Pacifico per superficie, dopo la Papua Nuova Guinea e la Nuova Zelanda, la Nuova Caledonia è situata a soli 1.500 chilometri a est dalle coste australiane. Scorgendo questa “terra sconosciuta” nel 1774, il navigatore britannico James Cook trovò una somiglianza tra il rilievo montuosoo dell’isola principale, la “Grande Terre” e la sua Scozia natia, il cui antico nome era “Caledonia”. Da un’estremità all’altra della Nuova Caledonia, che si estende su circa 500 chilometri, passando per l’arcipelago delle îles Loyauté, i paesaggi celano una diversità inattesa e impressionante. L’arcipelago della Loyauté, dove la natura dispiega tutto il suo splendore sia in terra sia nel mare, conta tre isole principali: Lifou, Maré e Ouvéa. La vita è organizzata secondo gli usi e costumi, ancora molto vivaci, della tribù Kanak, popolazione originaria della Nuova Caledonia. All’estremo sud della Grande Terre, la leggendaria Ile des Pins è il porto per eccellenza dei turisti alla ricerca di bellezze originali e di un mare dai colori incomparabili. Santuario della biodiversità planetaria, la Nuova Caledonia, che con la sua barriera corallina è inserita nella prestigiosa Lista del Patrimonio mondiale dell’ UNESCO ed è circondata da una laguna straordinaria a cui appartiene un ecosistema tutto da scoprire, è la perfetta destinazione per gli amanti della natura. Abitata da circa 3.000 anni dai Kanak e dai francesi dal 1853, la Nuova Caledonia ospita europei, asiatici, polinesiani e reunionesi che formano con i melanesiani una popolazione multietnica e multiculturale. Tra le specialità della cucina del territorio si possono gustare cervi, gamberetti, granchi, noci di cocco, maiale selvatico e frutta. Il Bougna è il piatto tipico kanak: tuberi misti, accompagnati da pesci, crostacei o incredibili aragoste, marinati con

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latte di cocco, cotti a fuoco lento per ore sulle pietre ardenti del forno kanak ed avvolti in foglie di banano.  Altre scoperte culinarie sono i tuberi quali l’igname, le patate dolci, il taro, le bulime (lumache), i notou (piccioni) e per i più audaci il verme di Bancoule, un grosso verme bianco dal gusto di nocciola, da sgranocchiare crudo o arrostito! Da non perdere a Noumea il Centro Culturale Tjibaou, che si trova in periferia, sulla penisola di Tina in riva al mare. Costruito tra il 1995 e il 1998 dall’architetto italiano Renzo Piano, è dedicato alla memoria dello scomparso leader indipendentista Jean Marie Tjibaou (considerato in Nuova Caledonia come una sorta di padre della patria) ed alla cultura kanak, di cui egli si era fatto portavoce negli anni difficili delle lotte indipendentiste contro la Francia, ormai più di vent’anni fa. L’architettura dei grandi padiglioni progettati da Renzo Piano  richiamano proprio quella delle tipiche case kanak, costruite in legno, e con una struttura semielastica che vibra al soffio del vento. Ospita mostre dedicate ad artisti caledoniani ed alla storia delle isole con una biblioteca ed una sala audiovisivi. Queste isole sono un vero paradiso per gli sportivi offrendo trekking a piedi, a cavallo ed in mountain bike, kayak, canyoning e pesca nei fiumi, percorsi acrobatici tra gli alberi, golf e tutti gli sport acquatici ed aerei. Nella zona occidentale della Grande Terre si può pernottare nelle fattorie partecipando alla vita quotidiana degli “stockmen” (una sorta di ultimi cowboys alla francese) dediti ad un allevamento estensivo in perfetta armonia con l’ambiente. Tra le varie strutture ricettive sull’Isola dei Pini l’hotel Oure Tera Beach Resort offre sistemazioni in bungalow sulla spiaggia più suggestiva dell’isola, circondata dagli altissimi pini, palme da cocco e tamerici. A Ouvea invece l’unica struttura esistente e recentemente rinnovata è Le Paradis d’Ouvea con casette sulla lunga spiaggia incontaminata.

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RUBRICHE

MOTORI

Di Redazione

IL SALONE DELL’AUTO DI GINEVRA 2014

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al 6 al 16 marzo, Ginevra ospiterà l’84esima edizione dell’International Motor Show, appuntamento fisso per tutti i brand dell’automotive confermato ormai uno dei più importanti - se non il più importante evento europeo dedicato alle quattro ruote. Un occasione imperdibile per scoprire tutte le novità e le anteprime che vedremo nei prossimi mesi sulle strade italiane e del mondo. Nuove auto, nuovi allestimenti e tanti bellissimi concept da ammirare per scoprire le evoluzioni del design e le nuove soluzioni tecniche pensate dalle maggiori case automobilistiche. Centoquarantasei nuovi modelli pronti per essere svelati al Salone di Ginevra tra city car, SUV, fuoriserie, berline e station wagon alimentate a benzina, diesel o con il sistema ibrido. Ci sono anche dei concept innovativi e futuristici, insomma di tutto di più. Cominciamo nell’illustrare le novità italiane, bisogna ricordare infatti che sarà il primo Salone in cui comparirà la neonata FCA, la Fiat del terzo millennio dopo la totale acquisizione della Chrysler e il nome/acronimo datogli dal Lingotto. Riflettori puntati sulla nuova baby Jeep (o Jeepster) la piccola Jeep costruita nello stabilimento di Melfi base della 500X che verrà. Restando in tema di 500, a Ginevra sarà svelata la versione Cult, top di gamma dello storico modello italiano. Attenzione anche per l’Alfa Romeo che oltre al ritorno della Mi.To. e della Giulietta Quadrifoglio Verde è pronta al rilancio voluto da Marchionne, infatti si attende con trepida attesa la 4C cabrio. Grande suspance, naturalmente, per vedere dal vivo la nuova Ferrari California T e la Maserati Quattroporte Ermenegildo Zegna Limited edition (più un concept tutto da scoprire). Per quanto riguarda le city car, l’attenzione è rivolta al trittico Toyota Aygo, Citroen C1 e Peugeot 108, costruite sulla stessa piattaforma, alle quali bisogna necessariamente aggiungere la nuova Renault Twingo e la Suzuki Celerio.

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Il mondo giapponese continua a stupire con le ibride Toyota e Lexus e con la grande parata Nissan che a Ginevra porta il nuovo X-Trail, il nuovo Juke e l’ amata GT-R Nismo, mentre Honda stupirà con il concept della Civic Type R. Sul fronte coreano Hyundai stupirà con la Intrado, simbolo del suo nuovo corso stilistico, mentre Kia lancerà la Soul elettrica. A proposito di concept da vedere la Renault Next Two che guida da sola, e poi Skoda Vision C, Subaru Viziv2, Mazda Hazumi e Ssang Yong XLV concept. Riflettori puntati come sempre verso le Case tedesche che a Ginevra si presentano al completo: Volkswagen propone un articolato restyling della Polo, la Golf GTE e T-Roc Concept, mentre BMW stupisce con il suo primo monovolume, la Serie2 Active Tourer, e con la Serie 4 Gran Coupé oltre al restyling X3. Mercedes presenta Classe S Coupé, mentre AUDI incanterà con la S1/S1 sportback e la nuova TT. In territorio francese meritano menzione, Citroen C4 Cactus e la Peugeot 308 SW. Sul tema tecnologia e innovazione spun-

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tano il restyling della Ford Focus, la Volvo Concept Estate e le due Opel, l’Adam Rocks e l’Astra OPC Extreme. Jaguar a Ginevra presenterà la gamma della XF 2015. Infine per chi volesse dedicarsi esclusivamente al sogno, oltre alla Ferrari California T e alle Maserati, c’è solo da scegliere (potendo): Porsche 911 Targa, Chevrolet Corvette Z06, McLaren 650S, Lamborghini 610-4 Huracan, Bentley Continental GT Speed e GT Speed Convertible 2014 e Flying Spur, Aston Martin V8 Vantage N430, le Bugatti, le Rolls Royce e i gioielli dei carrozzieri italiani da Pininfarina a Pagani, da Giugiaro a Ermini Automobili con la 686. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

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Il sushi come non l’avete mai visto

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RUBRICHE

TECNOLOGIA

Di Sergio Lombi

ZERO EMISSIONI ZERO COMPROMESSI

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on questa frase, la quasi sconosciuta ai più casa automobilistica TESLA, ha presentato la sua nuova autovettura La Model S.

Auto nata per stupire, ma senza eccessi affascina con le sue linee morbide e accattivanti. Ogni centimetro della Model S è progettato per ridurre la resistenza aereodinamica, dai materiali agli accorgimenti più piccoli i le “classiche” maniglie hanno seguito questa filosofia scomparendo quando non in uso e riapparendo solo se il guidatore si avvicina all’auto con la chiave. L’interno è stato studiato e realizzato intorno al guidatore. I pulsanti per le regolazioni hanno lasciato lo spazio ad un monitor touchscreen da 17” praticamente grande quasi come due ipad. Questo è il vero fulcro di tutta la tecnologia concentrata nel veicolo, caratteristiche a cui siamo abituati nei nostri smartphone ora sono li in bella vista nel cruscotto e vengono gestite tramite applicazioni dedicate. un browser per navigare su internet, navigatore turn by turn, retro camera, telefono ma non solo anche l’apertura del tettuccio, l’accensione delle luci e ogni cosa vi possa venite in mente si comanda proprio da li! Ovviamente Tesla S è dotata di connettività 3g per essere costantemente in contatto con il mondo. Esistono persino applicazione per IOS e Android per impostare da remoto un orario in cui scaldare l’abitacolo della macchina o monitorare e far partire il ciclo di ricarica delle batterie.

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Il naturale pensiero che viene in mente a chiunque sia davanti ad un auto elettrica è la paura di rimanere a piedi finendo la carica dopo pochi kilometri, proprio questo è stato trasformato in uno dei punti di forza della S che già nel modello base garantisce una percorrenza di 390 km e di circa 500 km nel modello performance, la ricarica è veloce, basta una notte collegata alla presa elettrica per permettere un autonomia quasi completa insomma come se fosse un cellulare. Insomma Tesla S Un super concentrato di tecnologia in chiave ecologica

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RUBRICHE

MODA UOMO

FASHION OUTFIT Di Renata Sortino

QUANDO LA CLASSE NON É ACQUA

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eleganza maschile è un concetto ancor più difficile, articolato e complesso di quella femminile, infatti il “ben vestire” dell’uomo è soggetto a regole ancor più austere rispetto a quello della donna. Per l’uomo ci sono a disposizione meno fantasie, meno accessori, quindi riconosciamo al genere maschile che essere uomini “di stile” è ancora più difficile che essere donne di gusto. Ancora più complesso è poi essere un uomo elegante, senza far prevaricare eccessivamente la personalità, si tratta di un gioco di equilibri, di gusto ed estetica. Noi di BergamoUp abbiamo provato a individuare nei personaggi dell’imprenditoria e del cinema gli stereotipi che maggiormente incarnano la classe, senza volere stillare una classifica, ma semplicemente riproponendo immagini di eleganza senza tempo. GIANNI AGNELLI Il suo nome è un mito, grazie alla sua immensa personalità è stato uno dei primi a permettersi vezzi, e a giocare con estrema sobria eleganza con la moda. JHON F. KENNEDY I suoi outfit rilassati, casual chic, sono considerati un must eveergreen LAPO ELKAN Il giovane rampollo della famiglia Agnelli, sfoggia con sicurezza look stilosi, sempre perfettamente equilibrati con il giusto mix di stravaganza ed eleganza PIERCE BRONSMAN Sfoggia un’eleganza tutta made in England, l’alta sartoria inglese vede in lui un perfetto testimonial

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MICHEAL DOUGLAS Con Gordon Gekko di Wall Street è entrato per sempre nell’immaginario collettivo degli uomini più eleganti di sempre, con quel film ha influenzato milioni di uomini d’affari. VALENTINO Il suo nome è un’icona nel mondo della moda, i suoi abiti portati da lui esplificano l’eleganza in un gentiluomo. STEVE MCQUEEN Veniva chiamato il “Re dello stile”, qualsiasi cosa indossasse, dai jeans rotti agli abiti, diventavano subito di tendenza. DAVID BECKHAM Complice una moglie stilista, con un’estrema sensibilità per il mondo della moda, il calciatore inglese ha dimostrato di non essere da meno, tutti i suoi outfit sono sempre di altissimo livello. MARCELLO MASTROIANNI Simbolo di un Italia anni ’60 estremamente elegante, fatta anche di accessori casual che improvvisamente diventano sinonimo di stile: gli occhiali da sole ROBERTO MERCANDALLI Nell’edizione del Grande Fratello al quale aveva partecipato nel 2008 si era contraddistinto per essere, nonostante la giovane età, molto elegante. I capi che indossava erano di alta sartoria milanese, scuola Lino Ieluzzi.

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RUBRICHE

MODA

MILANO FW FEB. 2014 Di Alice Cerea

Blogger babywhatsup.com

LE PAGINE DI DIARIO DI UNA FASHION BLOGGER BERGAMASCA ALLE PRESE CON VIAGGI, EVENTI E SFILATE.

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rimo giorno Suona la sveglia, sono le 6.30 di mercoledì 19 febbraio, giorno di inizio per la Milano Fashion Week, la settimana dedicata alla moda donna autunno/inverno 2015; una settimana ricca di eventi e sfilate alle quali non posso assolutamente mancare. Il sole è appena sorto e la pioggia scrosciante crea una lieve nebbia, l’atmosfera ideale per un film horror! Mi sciacquo il viso, mi vesto in fretta e mi dirigo verso la stazione. Riesco a prendere il treno per un soffio e mentre sono ancora in piedi alla ricerca di un posto a sedere il treno parte, facendomi perdere per un istante l’equilibrio. Mi guardo intorno, i passeggeri si dividono prevalentemente in due gruppi: studenti impegnati nella lettura di ingombranti manuali e persone dirette verso Milano per la Fashion Week (li riconosco dall’impeccabile, quanto bizzarra, cura dei particolari e attenzione alle tendenze in fatto di abbigliamento). Prendo posto ed estraggo la mia agenda, oggi assisterò a due sfilate: Angelo Marani e Gucci, non vedo l’ora! Marani La sala è completamente piena, raggiungo il mio posto a sedere e… che lo spettacolo abbia inizio! Marani per la prossima stagione propone fantasie geometriche su capi realizzati in pelle e pelliccia; i colori prevalenti sono il rosso ed il nero, una collezione che ricorda per molti versi le tendenze in vigore in questa stagione. La musica di sottofondo è rockeggiante ed infonde una carica spettacolare; le modelle camminano decise con sguardi feroci; è una donna aggressiva quella proposta da Marani, una donna sicura di sè! Milano Milano è una delle mie città preferite, forse per l’imponente Duomo che la sovrasta, forse per la notevole vicinanza a casa,

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forse per lo stupendo e continuo via vai di persone che la caratterizza. La Milano Fashion Week è al suo apice, i primi giorni sono passati al meglio e il solo pensare che lunedì tutto questo finirà mi intristisce. Oggi è sabato e finalmente splende il sole, un tiepido sole invernale che fa pensare, anche se solo per poco, all’imminente primavera. Indosso un’adorabile giacca firmata Only ed una grintosa t-shirt firmata Born Artist, un outfit semplice, ben lontano dall’abitino Gucci che indossavo qualche giorno fa per un favoloso cockatil presso la discoteca Hollywood, una serata spettacolare, peccato per la fine: una folle corsa per l’ultimo treno in partenza! Dopo il convegno di venerdì presso la Camera della moda riguardo la moda 2.0 ho un sacco di nuovissime idee in testa e moltissimi progetti in arrivo su babywhatsup.com, ma questa è un’altra storia! Aumento il passo, la prossima sfilata mi attende! Cavalli Un’atmosfera magica mi accoglie in una maestosa sala, dove acqua e fuoco si fondono al centro di un’insolita passerella circolare. Prendo posto e mi armo di block notes, la sfilata sta per cominciare. Accanto a me il mio fidato fotografo Yuri Cattaneo con la sua immancabile Reflex pronta ad immortalare ogni look. La collezione proposta da Roberto Cavalli è caratterizzata da toni scuri, resi brillanti grazie all’utilizzo di tessuti glitterati; le pellicce sono ovunque, colli, colletti e pochette ne sono interamente ricoperti. Una donna aggressiva e potente che mi rispecchia completamente quella di Cavalli, un connubio di grinta ed energia in grado di affascinare chiunque.

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L’ultimo giorno Oggi è lunedì e come ogni bella cosa anche la Fashion Week sta per volgere al termine. Dopo l’ultima sfilata in programma prenderò l’ultimo treno per tornarmene a casa, ma non prima di aver vissuto al meglio questa ultima giornata. E’ lunedì e splende un sole affascinante, indosso un’adorabile abitino leopardato abbinato ad una giacca in pelle ed in coordinato il mio immancabile gilet in pelliccia, un outfit che racchiude tutti i trend di questa stagione, un azzardo forse!? Milano è carichissima, Piazza Duomo è affollata come non mai e Parco Sempione inizia a rifiorire; io siedo comodamente in un bar dinnanzi al Duomo; in attesa delle prossime sfilate di Next Generation e Heohwan Simulation inizio a stilare una lista dei trend per la prossima stagione, basandomi sulle sfilate alle quali ho assistito fino ad ora, trend che, a mio parere, si rifaranno completamente all’anno in corso con toni scuri quali rosso e nero, pellicce, pelle ed un tocco di glitter, forse l’unica novità; un punto a favore questo per chi volesse approfittare degli ultimissimi saldi! Le 14.30 arrivano in fretta e le due sfilate sono una dopo l’altra, così dopo aver pagato il panino più caro della mia vita mi avvio verso la prossima sfilata a passo deciso. La sera cala in un attimo ed è già tempo di ritornare a casa, anche questa Milano Fashion Week è finita ma tantissime nuove avventure mi aspettano, alla prossima!

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RUBRICHE

LIBRI

SBIRRO MA NON SOLO Di Maurizio Lorenzi

SBIRRO MORTO EROE LE VERITÁ GIUDIZIARIE

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una notte tiepida, di tarda primavera. Guido piano, sulla superstrada che conduce verso lo stadio. Alla mia destra il Parco regionale dei Colli, oasi incontaminata della Bergamo verdeggiante. Alla mia sinistra Monterosso, storico abitato di spirito silenzioso. Anche il Muto, il capo pattuglia della Pantera, ha il finestrino abbassato. Ha appena spento la terza sigaretta della notte e parla poco, come d’abitudine. Due vetture provengono parallelamente nel verso opposto al nostro. La strada è larga e mi sposto leggermente verso il margine esterno della carreggiata, più per istinto che per reale necessità. All’improvviso, ecco spuntare una terza autovettura che affianca quella già impegnata nell’operazione di sorpasso, invadendo la corsia che sta occupando la nostra Pantera. Ho appena il tempo di sterzare sulla mia destra, lambendo il guardrail, per evitare una sicura collisione. Gli specchietti si urtano e mi aggrappo al volante. Ci è mancato davvero poco! Il Muto non fiata e impugna la maniglia della portiera. Inverto la marcia e schiaccio l’acceleratore, fino in fondo. La vettura pirata è ferma al semaforo, la prima di tre. Si tratta di una Citroën Xm e il Muto accende lampeggiante e sirena. Stiamo per piombare sul folle della Citroën. La Citroën parte a tutta velocità, nonostante il semaforo rosso le suggerisca tutt’altro. Ci lanciamo all’inseguimento e il Muto, stringato da par suo, comunica via radio con la centrale.

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La Citroën si dirige verso Ponteranica e guadagna qualche metro. Lancio al massimo la mia vetusta Fiat Marea ma la distanza non diminuisce. Il fuggitivo sfiora marciapiedi e muri di cinta poi prende una curva invadendo la corsia destinata al senso opposto. La Citroën per alcuni istanti solleva le ruote da un lato e poi nella curva successiva, dall’altro. Sfreccia a folle velocità sulla statale SS470, bevendosi semafori rossi come calici di champagne a una festa di compleanno. Arriviamo nell’abitato di Almè ma non riusciamo ancora a scorgere la targa. Il fuggiasco svolta improvvisamente a sinistra e per poco non finisce in testa coda, tanto che per un attimo i suoi fari anteriori puntano su di noi. Rapidamente però ritrova la traiettoria smarrita e svolta in una via stretta e tutto scorre intorno a noi come il panorama dal finestrino di un treno. Ci ritroviamo in una serie a senso unico e il Muto spegne la sirena. Adesso la Pantera si fa sentire. Nella notte sopita, solo stridio di pneumatici, cigolio di sospensioni e rombo di motore. Due auto che si sfidano nella notte. Una per fuggire, l’altra per catturare. Il Muto è riuscito a prendere nota solo delle prime due lettere della targa mentre come in un videogame, la Citroën scompare dalla nostra vista dopo ogni svolta. Mi ritrovo sotto un ponte mentre la marmitta sferraglia contro l’asfalto poi giungo in una zona priva di illuminazione. D’istinto trasformo il pedale dell’acceleratore in un tutt’uno con l’appoggia piedi e percepisco una sottile ghiaia umida sotto i pneumatici. L’aderenza se ne va a ramengo e la macchina parte dritta verso il nulla. Provo a sollevare il piede dal freno, ma ormai ho perso il controllo della Pantera che si piega verso il basso e scende con il muso verso qualcosa che assomiglia a un fossato poi si impenna verso l’alto poi si abbassa di nuovo, due, tre, forse quattro volte, finché non atterra fragorosamente sul terreno sconnesso. Io e il Muto veniamo sballottati sotto i colpi assestati alla scocca della Pantera. Finalmente la Pantera si ferma. Il motore non ruggisce più. Iniziamo a scorgere delle luci e tutt’intorno regna il silenzio. Maledizione! La Citroën ci ha seminato! Siamo finiti in un campo e scendo per controllare i danni. Verifico che tutto sommato si tratta di poca roba e regalo alla Pantera una piccola pacca, in corrispondenza dell’adesivo che mostra l’animale azzurro e bianco. Non è stata solo colpa tua, le dico sottovoce. Maledetto Citroën! Stavolta ci sei sfuggito. Ma solo per stavolta...

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RUBRICHE

ANIMALI

AMICI A 4 ZAMPE Di Giuseppe Orlandi

DIAMO VOCE A CHI NON HA VOCE

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uesta rubrica ha come obiettivo principale quello di dare voce ai nostri amici a quattro zampe ed in particolare a due razze di origine spagnola: galgo e podenco canarie. Nella bergamasca esiste un’associazione storica denominata “Progetto Galgo” fortemente voluta da un gruppo di persone che hanno preso particolarmente a cuore la tragica situazione di queste stupende creature. La loro missione è trovare casa a questi sfortunati ospiti delle perreras spagnole. Il canile non deve essere un luogo di morte ma solo un luogo di passaggio. “Far del bene fa star bene”... questo è il motto dell’associazione. I levrieri vengono allevati in diverse zone della Spagna dai galgueros che selezionano gli esemplari più veloci, quelli che non superano l’esame sono condannati. I più fortunati saranno abbandonati a molti chilometri dal posto dove sono nati, gli altri saranno sacrificati in maniera crudele: bruciati vivi, gettati in pozzi o appesi sugli alberi nei boschi. I boschi della morte, testimoni del massacro, sono pieni di colgaderos (le corde): a volte più di una in ogni albero, vengono utilizzate per questo sacrificio d’agonia di quei levrieri venuti al mondo per soffrire. Gli assassini affermano che è una morte degna, che segue la tradizione e che loro non sparano ai levrieri perché non valgono una pallottola. I levrieri “prescelti” vivranno comunque una vita di stenti. Chiusi senza luce e ventilazione, procreando indiscriminatamente, cacciando per il padrone e litigando per un pezzo di pane duro.

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Un detto locale dice: “Si a un galgo sólo pan duro, si la liebre salta 20, el galgo 21”. Presto non serviranno più, poiché ci saranno dei giovani levrieri a sostituirli. Finiranno la loro vita dove tanti hanno già trovato una morte terribile, dolorosa e lenta senza avere mai avuto una carezza e nessun giorno di gioia. “Progetto Galgo”, per non lasciare niente al caso nella continua ricerca del miglioramento dei servizi offerti per il puro amore di questi cani, ha avviato una collaborazione con un gruppo di educatori cinofili “Centro servizi del cane di Alex Donizetti”, ormai diventata una realtà di professionisti sul territorio. Questa collaborazione permette di guidare le famiglie che decidono di accogliere un galgo spagnolo attraverso un processo di inserimento ad hoc che prenda in considerazione, oltre alle esigenze dell’adottato, anche le caratteristiche della famiglia adottante. Nei prossimi articoli si tratterà più approfonditamente della realtà di “Progetto Galgo” e della collaborazione con “Centro Servizi del Cane di Alex Donizetti” al fine di far conoscere ai più i successi ottenuti, i progetti futuri, i prossimi arrivi, gli eventi organizzati sul territorio e le belle storie a lieto fine.

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RUBRICHE

CUCINA- RECENSIO N E

UN TAVOLO PER DUE Di Mr Pink 2

TRATTORIA DEL TONE (TRATTORIA?)

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o un vago ricordo della “trattoria”, intorno agli anni ’90, quando le Stelle Michelin venivano “accese” a troppi ristoranti, ma all’epoca, quando l’avevano accesa anche a Curno (al Tone appunto), ricordo di essermi sentito orgoglioso che il patron Fiorenzo e Consorte l’avessero meritata. Questa sera ci siamo voluti fermare proprio a Curno con l’intenzione di rievocare vecchi tempi e ricordi. Il ristorante sembra essere rimasto nella formalina fin dai gloriosi anni ’90. Per gloriosi si intende tutto il panorama della ristorazione bergamasca, che all’epoca poteva vantare alcuni dei migliori ristoranti italiani con annessi chef di grosso calibro, TONE compreso. La prima nota positiva va sicuramente all’ampio parcheggio accanto al passaggio a livello, che crea una certa atmosfera quando si sente il fischio del treno che sfreccia proprio lì vicino. All’ingresso ci hanno accolti con grande cortesia facendoci accomodare in un ampio tavolo ben apparecchiato, ma subito percepiamo che manca qualcosa. AHI AHI AHI! Gli arredi. Un po’ spogli, da camera mortuaria, soprattutto per ciò che riguarda le tende ed il marmo da lapide che percorre tutta la sala all’altezza delle sedie. Ciò che non manca è di sicuro la cortesia, garbatezza e gentilezza della ragazza che ci ha servito, credo la figlia del padrone, brava! Veniamo al cibo: uno stuzzichino ci ha dato una mano a rompere i morsi della fame. L’antipasto di gamberi e capesante non era male, ma il primo? Le lasagnette con le verdure erano tante … e il sale? Di solito si scrive nelle ricette QB ma nelle lasagnette davvero non QB! E non QB nemmeno nel maialino come secondo! Che dire del vino? Le bollicine con l’aperitivo e l’antipasto ci stavano bene, ma il Chianti servito con il secondo, aveva un qualcosa di “originale”, non aveva difetti ma era come annusare e bere zafferano allo stato puro. Le critiche spesso sono costruttive (anche se fanno girare le “sfere”), ma secondo me i consigli sono più difficili da accettare. Quindi “CARO OL ME TONE”, come recita una vecchia canzone popolare, STA’ ALEGHER, basterebbero solo quattro piante in sala, un po’ di freschezza e aria nuova in cucina (e di sale in più)! Un ringraziamento va anche qui alla particolare attenzione avuta per il problema della celiachia. GRAZIE!

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RUBRICHE

CUCINA

LA RICETTA Di Paolo Bergamini

RISOTTO AL PROFUMO DI ROSMARINO CON GAMBERI ROSSI IN GUAZZETTO

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a ricetta di oggi può essere eseguita con il classico risotto o in una versione più classica ed alternativa con l’orzo, cereale spesso sottovalutato ma non meno pregiato e gustoso. Vi consigliamo di ammollare l’orzo in acqua fredda almeno 30 minuti prima della cottura e di sciacquarlo bene prima dell’uso; se non trovate gamberi rossi freschi potete tranquillamente optare per quelli surgelati (in commercio, ormai, troviamo ottimi prodotti anche nel reparto gelo). Procedimento: Ingredienti per 4 persone: Cuocere il riso o l’orzo in casseruola come si fa per un classico risotto, par • Riso (orzo) 300gr tendo da un soffritto di olio, scalogno e alloro; sfumare con vino bianco, • Gamberi rossi n. 12 cuocere con abbondante brodo e mantecare con formaggio e rosmarino • Pomodoro ramato n. 3 tritato. A parte scottare le code dei gamberi con olio ben caldo, sale e pepe • Scalogno, aglio, alloro e • sfumare con un goccio di Brandy. Brodo vegetale q.b. Con le teste e i gusci preparare il guazzetto: in una casseruola rosolare gli • Pomodoro conc. 1 cucchiaio scarti del gambero con aglio e olio, sfumare con il Brandy, aggiungere il • Brandy 100gr pomodoro a cubetti e il concentrato. Aggiungere un bicchiere di brodo, • Rosmarino 50gr portare il tutto a bollore, quindi passare il brodetto ottenuto al setaccio o • Olio extravergine al colino. • Sale, pepe Comporre il piatto aiutandoci con uno stampino o un coppa pasta per • Vino bianco dare forma al nostro risotto, intorno al quale verranno adagiati i gamberi • Formaggio grattugiato flambati e il guazzetto precedentemente preparato.

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RUBRICHE

SICUREZZA

Di Marco Chiari

I SISTEMI DI VIDEO SORVEGLIANZA E LO STATUTO DEI LAVORATORI

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a sempre crescente sensazione di malessere e povertà porta sempre più individui a cercare di “arrangiarsi”, disponendo piccole truffe o tentativi di furto laddove il grande numero di dipendenti presenti può far pensare ad una sorta di immunità. Sottrarre un prodotto alla lettura dello scanner della cassa o del denaro dalla stessa a fine turno, può indurre i dipendenti a mantenere un comportamento infedele recando un danno d’immagine all’azienda. E’ necessario definire con esattezza le dinamiche di un evento di questo tipo per tutelare l’interesse dell’Azienda e lo stesso Operatore di cassa onesto. La telecamera disposta sulla cassa dovrà adottare la più recente tecnologia esistente, in modo che possa essere vista come uno strumento di aiuto al corretto svolgimento di una vendita per disincentivare i potenziali “furbi” ed ancor più i potenziali rapinatori dall’effettuazione del crimine, senza invadere i diritti dei Lavoratori. La disposizione di telecamere di controllo a tutela della filiera alimentare diventa particolarmente rilevante perché può costituire un ritorno mediatico forte da spendere nel panorama delle aziende in Italia, perché Il Consumatore ha il diritto di verificare l’attenzione rivolta alla sua sicurezza e alla qualità dei prodotti presenti sulla sua tavola. Oggi la video sorveglianza è utilizzata a fini molteplici che possono essere raggruppati nei seguenti ambiti generali, nel quadro delle competenze ad essi attribuiti dalla legge: 1) protezione ed incolumità degli individui, ivi compresi i profili attinenti alla sicurezza urbana, all’ordine e sicurezza pubblica, alla prevenzione, accertamento o repressione dei reati svolti dai soggetti pubblici, alla realizzazione e miglioramento dei servizi al pubblico volti anche ad accrescere la sicurezza degli utenti; 2) protezione della proprietà;

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3) rilevazione, prevenzione e controllo delle infrazioni svolte dai soggetti pubblici; 4) acquisizione di prove. La normativa italiana vieta ai sensi dell’Art. 4 L.n300/70 l’uso di impianti audiovisivi e l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza preordinati al controllo a distanza dei lavoratori o ad effettuare indagini sulle loro opinioni. Vi è quindi la necessità di assicurare il potere di controllo e vigilanza del datore di lavoro, quale diretta espressione del suo potere direttivo (art. 2104 c.c.) con l’interesse legittimo di verificare la corretta esecuzione della prestazione lavorativa e il corretto uso, da parte del dipendente, degli strumenti aziendali che gli sono stati messi a disposizione per l’espletamento delle sue mansioni con la tutela della proprietà aziendale contro eventuali furti e danneggiamenti. Il 17 maggio 2012 la Direzione Territoriale del Lavoro di Milano ha approvato, considerandola in linea con l’Art. 4 L.300/70 del c.d. Statuto dei Lavoratori, la possibilità di disporre telecamere di sicurezza, se dotate del Protocollo Antares, anche qualora nel campo inquadrato fossero presenti lavoratori impiegati nello svolgimento delle proprie mansioni. In quel momento è stata impressa una svolta epocale nel mondo della sicurezza e della stessa concezione di “Privacy”. Si è infatti abbattuto il preconcetto che vedeva nella videosorveglianza un nemico dei lavoratori presentandosi come uno strumento in grado di dare informazioni sotto il profilo disciplinare. Le linee di confezionamento alimentare possono costituire un obbiettivo facile per porre in essere un atto dimostrativo, sia che si tratti di terrorismo che di rivalsa da parte di chi ritenga di avere subito un torto. E’ molto facile versare sostanze tossiche o introdurre oggetti nella catena alimentare e gli effetti mediatici che deriverebbero da un gesto di questo tipo sarebbero devastanti per l’immagine del Gruppo che viene colpito. Adottando la tecnologia Antares in Azienda la stessa, in sede di contenzioso, potrebbe vedersi esonerare da eventuale responsabilità ai sensi del d.lgs. 231/2001, essendo in grado di dimostrare oggettivamente la corretta ricostruzione della crimino-dinamica di un evento lesivo e le conseguenti responsabilità, delle quali diversamente potrebbe non potersi dare prova certa di tutte le immagini relative all’effettivo svolgimento di un evento, senza parzializzazioni e censure e nel pieno rispetto e a difesa di chi opera coscienziosamente. Solo i pochi minuti di registrazione ascrivibili al fatto da acclarare saranno visionabili e solo le Forze dell’Ordine ne avranno l’accesso. Questo è stato ben recepito dalla DTL di Milano che ne ha autorizzato l’impiego diretto sulle postazioni lavorative.

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RUBRICHE

NATURA

Di Eleonora Nasoni

IL PLIS DEL SERIO NORD

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iconosciuto nel 2006 con una superficie di circa 157 ettari tra i comuni di Seriate, Villa di Serio, Pedrengo, Scanzorosciate e Gorle, il PLIS del Serio Nord ha permesso la riqualificazione delle sponde del fiume Serio e la creazione di aree verdi di notevole valore ambientale e paesaggistico. Va ricordato, per evitare possibili fraintendimenti legati alla denominazione, che il PLIS del Serio Nord è completamente distinto a livello amministrativo dal Parco Regionale del Serio, istituito nel 1985. Partendo da Villa di Serio si può accedere al PLIS dalla Strada Provinciale che collega il comune ad Alzano Lombardo (l’ingresso del Parco è riconoscibile grazie alla presenza di una piattaforma verde per il decollo degli elicotteri) e si può inoltre procedere fino alla Presa della Roggia Borgogna seguendo il percorso; nella direzione opposta, invece, il Parco si snoda seguendo il corso del fiume e, sul lato destro della Strada Provinciale che collega Villa di Serio a Scanzorosciate, si incontra un’ulteriore area verde riconoscibile per una visibile struttura OMCN, installata da Francesco Lussana nel 2012. Dopo aver percorso il piccolo tratto protetto del comune di Scanzorosciate, si apre l’ampia area tra i comuni di Gorle e di Pedrengo racchiusa da una serie di ville storiche quali Villa Berizzi, Villa Frizzoni e Villa Sottocasa. Gli ettari verdi nel comune di Pedrengo fanno riferimento all’area circostante alla piattaforma ecologica dalla quale si può raggiungere il comune di Seriate, caratterizzato dalla presenza visibile di Villa Piccinelli che oggi ospita la biblioteca di Seriate. L’intera area è caratterizzata dalla presenza di una pista ciclopedonale che consente di attraversare e di risalire la Valle Seriana allo scopo di incentivare la mobilità dolce e di aumentare la fruizione del Plis da parte della popolazione locale; sul territorio di Villa di Serio, inoltre, sono state realizzate due piste, una per gli skateboard e una per BMX (Bicycle Motocross) con lo scopo di avvicinare i ragazzi al territorio.

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RUBRICHE

OROSCOPO

Di Redazione

ARIES

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OROSCOPO RIETE 21 MARZO | 20 APRILE Lo spostamento di Venere dal Capricorno in Acquario, che avverrà durante le prime giornate del mese, e Mercurio nello stesso segno fino al diciassette, contribuiranno a rasserenare un’atmosfera ancora piuttosto nervosa.

TORO 21 APRILE | 20 MAGGIO Questo mese dovrai fronteggiare un po’ di nervosismo in casa o con gli amici. Fino al diciassette Mercurio sarà in Acquario, e da questa posizione potrebbe creare equivoci e incomprensioni. Ma si tratterà di screzi di breve durata, perché in seguito il pianeta sarà in Pesci, da dove si incaricherà di rasserenare l’atmosfera. GEMELLI 21 MAGGIO | 21 GIUGNO Grinta, forza decisionale, voglia di girare pagina, di accogliere novità un po’ in tutti i settori della tua vita. Marzo potrebbe essere davvero il mese della rinascita e del risveglio di primavera: ricordati però di assecondare anche il ritmo delle stelle, che prevede una prima parte del mese lucida e attenta, mentre durante la seconda la tua lucidità potrebbe offuscarsi. La grinta e la voglia di cambiare però rimarranno immutate per tutto il tempo! CANCRO 22 GIUGNO | 22 LUGLIO Rispetto al periodo precedente, marzo potrebbe essere più tranquillo, anche se le tensioni non scompariranno del tutto. Purtroppo Marte è sempre ostile, e lo rimarrà fino a luglio. Quindi, fa scorta di pazienza con parenti serpenti e amici invadenti,

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e se proprio non riesci a rimanere zitto, chiarisci e gira pagina. LEONE 23 LUGLIO | 22 AGOSTO Avrai una grande determinazione che a tratti potrebbe trasformarsi in aggressività, ma soltanto se qualcuno o qualcosa ti farà irritare. Occhio alle relazioni interpersonali: Venere sarà dispettosa dal 5 in poi, Mercurio ti infastidirà dall’inizio del mese fino al 17. Questi transiti potrebbero indicare momenti di incertezza o discussioni in famiglia, negli affetti, tra gli amici o comunque con le persone che tratti ogni giorno per i più svariati motivi. VERGINE 23 AGOSTO | 22 SETTEMBRE Buon principio di mese. Sarai sereno, soddisfatto di alcuni traguardi, e desideroso di raggiungere ulteriori mete, programmando la tua vita in base alle tue esigenze personali. Purtroppo non sempre si può prevedere tutto: dal 17 Marzo 2014 Mercurio in opposizione segnala alcuni imprevisti che potrebbero costringerti a rivedere la tabella delle tue priorità. BILANCIA 23 SETTEMBRE | 23 OTTOBRE Ti aspettano momenti piacevoli e sereni, e potrai finalmente recuperare un po’ di serenità, se nel periodo precedente c’erano stati problemi. Sarà un ottimo mese per espandere il giro delle tue amicizie, per uscire, viaggiare o fare la pace con un parente o un amico, sempre se avevi litigato. SCORPIONE 24 OTTOBRE | 22 NOVEMBRE Un pizzico di irritazione di sottofondo caratterizza il principio di questo mese. Probabilmente si tratta di un battibecco, forse una discussione iniziata in precedenza ma non affrontata seriamente. Risolvi quello che ti turba senza dubbi. SAGITTARIO 23 NOVEMBRE | 21 DICEMBRE Inizio mese frizzante e allegro. Avrai una gran voglia di divertimento, di godere la vita, di regalarti momenti spensierati. Sei davvero stanco dei problemi, delle tensioni e del passato. È il momento giusto per girare pagina ma soprattutto per viaggiare o fare qualcosa di diverso dal solito. CAPRICORNO 22 DICEMBRE | 20 GENNAIO Un pizzico di tensione percorre questo mese. Forse si tratta di situazioni che vorresti cambiare, o di persone che non vogliono ragionare. Ma tu non ti darai per vinto. Dal 17 Marzo, grazie all’ottimo aspetto che Mercurio formerà con il tuo segno dai Pesci, dove è presente anche Nettuno, potresti intuire parecchie cose. ACQUARIO 21 GENNAIO | 19 FEBBRAIO Ottima apertura e ottima chiusura di mese. Marzo potrebbe riservarti sorprese molto belle, di sicuro ci sarà un clima più sereno di quello che hai vissuto in precedenza in famiglia o con gli amici. Merito di Mercurio, che sarà in Acquario fino al 17, e merito di Venere, che sarà sempre nel tuo segno dal 5 in poi. PESCI 20 FEBBRAIO | 20 MARZO Marzo sarà un mese sostanzialmente sereno. Per molti di voi sarà il tempo di festeggiare: il compleanno, ma non solo. Potrebbero esserci delle buone notizie, in diversi ambiti, che rallegreranno l’atmosfera. Il periodo migliore per viaggiare, conoscere gente, divertirti e chiarire (in caso di tensioni familiari) è quello che inizia il 17 marzo, quando Mercurio passerà nel tuo segno.

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RUBRICHE

PRANOTERAP IA

Di Cristiana Ghione

I CINQUE ELEMENTI

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lla base della filosofia orientale, come sviluppo della teoria dello Yin e Yang, vi è la teoria dei Cinque Elementi o Cinque Mutamenti. Come illustrato negli antichi testi classici cinesi quali I Ching, il libro dei mutamenti, e il Huang Di Nei Ching, il canone di medicina dell’imperatore Giallo. La teoria dei Cinque Elementi è la chiave per comprendere la formazione della terra e degli esseri umani, spiega i ritmi della natura ed il funzionamento di ogni fenomeno, incluso l’organismo umano, la sua anatomia e fisiologia. Il numero cinque rappresenta il cambiamento e, osservando la natura (cinque le dita della mano, cinque i sensi...), i saggi cinesi hanno colto i cinque principali elementi e hanno associato loro organi, colori, sapori, stati d’animo ecc. classificando così tutti i fenomeni che ne regolano i rapporti, le interazioni ed i mutamenti. Ognuno di tali elementi è creato da una determinata energia dell‘ universo. Gli elementi sono: Legno, Fuoco, Terra Metallo e Acqua. Bisogna anche dire che per il Taoismo lo spazio è finito, mentre il tempo è infinito, quindi la terra è misurabile e quadrata, lo spazio è infinito, quindi non misurabile, circolare. Per gli occidentali il nord è individuabile con la Stella Polare, mentre per i cinesi quando il sole è allo zenit è Sud. Da qui la disposizione dei punti cardinali è invertita ed in più si aggiunge un elemento che è il centro: l’Uomo. Tale sequenza, l’elemento Acqua-Nord/Fuoco-Sud e Legno-Est/Metallo-Ovest identifica l’elemento Terra centrale rispetto agli altri quattro. Ad ogni Elemento viene associato un Organo, un Viscere, un Senso, un Profumo e così via. Al Legno è associato il Fegato come Organo e la Cistifellea come Viscere; Al Fuoco è associato il Cuore come Organo e Intestino tenue come Viscere; Alla Terra sono associati Milza e Pancreas come Organi e Stomaco come Viscere;

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Al Metallo è associato il Polmone come Organo e l’Intestino crasso come Viscere; All’Acqua sono associati i Reni come Organi e la Vescica come Viscere. Tutti gli Organi sono pieni quindi Yin, i Visceri vuoti quindi Yang. L’ Acqua corrisponde alla nascita ed anche alla morte per il moto perpetuo dell’universo, colore Nero. Il Legno alla fanciullezza, colore Verde. Il Fuoco all’adolescenza, colore Rosso. La Terra all’età adulta, colore Giallo.
 Il Metallo alla vecchiaia, colore Bianco. Ogni elemento è rappresentato da una direzione cardinale, da una stagione da un clima e da una fase della giornata. La primavera è legata al Legno, la mattina dove sorge il sole ad est, il Legno che brucia genera il Fuoco, l’energia del Fuoco si espande e va verso il sud. La temperatura aumenta a mezzogiorno, il clima corrispondente è il caldo e la stagione l’estate. Con questo principio si possono prevenire e curare le malattie, essendo questo movimento ciclico ogni elemento genera e nutre il successivo nella legge Madre-Figlio, dove la madre Legno è mamma del Fuoco, il Fuoco è mamma della Terra e così via, questo si chiama Ciclo della Creazione o Legge di Produzione e stabilisce che ogni movimento produce quello che segue. Il secondo ciclo si chiama Legge di Inibizione dove mentre la madre o il padre non hanno tempo di seguire i figli sono i nonni che se ne prendono cura, da qui nascono altri tipi di dinamiche legate a questo ciclo Nonno-Nipote, dove un elemento controlla l’elemento opposto ed all’estremo lo può danneggiare. Il Legno è nonno della Terra, quindi inibisce la Terra ricoprendola, la Terra inibisce l’Acqua assorbendola e così via. Con questa legge le mancanze e gli eccessi di energia si compensano. Di solito se esistono delle patologie sono le più croniche le più antiche. Nel prossimo numero completerò la spiegazione…

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RUBRICHE

TELEFILM

BRITISH SERIES Di Carlo Rondi

INSIDE NO. 9

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nside No. 9 è una serie tv strana. Lo è perchè non è la classica serie puntata dopo puntata ma è composta di episodi non correlati tra loro (per intenderci come i The Simpsons) se non dal fatto che ognuno si svolge all’interno di un’abitazione con il civico numero 9. Viene scritta da Reece Shearsmith e Steve Pemberton e vuole essere un omaggio ad Alfred Hitchcock. E’ in onda sul canale inglese BBC TWO e la prima stagione sarà composta da 6 episodi (come consono delle serie inglesi). Inside No. 9 è una black comedy, basata sull umorismo nero, infatti nella prima puntata si svolge un pluriomicidio ma lo spettatore lo vede in chiave “ridicola”, mentre nella seconda, che è completamente muta, si assiste ad un furto con scene che richiamano il migliore Benny Hill. Inside No. 9 è un telefilm che si dimostra notevole, sia dal punto della regia, che da quello della sceneggiatura e della fotografia, non è una serie tv che richiamerà milioni di spettatori, ma una nicchia di intenditori, e sicuramente per come è partita e per come sono i primi 6 episodi usciti fino ad oggi è una serie che si candida a diventare un cult. La seconda stagione è già stata confermata visto il buon audience di circa 1 milione di telespettatori a puntata nel live in tv da sommare poi al numero di spettatori che le han viste in replica o online. Inside No. 9 invita gli spettatori all’interno di sei differenti numeri 9 dove l’ordinario e il mondano strofinano le spalle allo straordinario e al macabro, ed io vi invito a guardarla, magari in lingua originale per cogliere i fantastici accenti inglesi e alcune sfaccettature che vengono spesso perse nei doppiaggi.

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Events LA SOSTA

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TIME RECORDS

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EVENT

LA SOSTA

LA SOSTA CENA DEGUSTAZIONE

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enerdì 7 Febbraio il ristorante La Sosta ha organizzato una cena degustazione incollaborazione con Cesari, fine wines of Verona, e “Brescia che Suona”. Dall’aperitivo al ricco menù, ogni dettaglio è stato curato alla perfezione. Tanti gli eventi ancora da scoprire!

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RISTORANTE LA SOSTA Via S. Martino della Battaglia, 20 - Brescia - Tel. 030 295603


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EVENT

ARTE & BELLEZZA

TIME RECORDS

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COMPIE 30 ANNI

on una serata nella sede della Time è iniziato l’anno dei festeggiamenti per il trentennale della casa discografica animata da Giacomo Maiolini. Una realtà che vanta successi in tutto il mondo, pluripremiata dal mercato e che ha fatto e fa la storia della muscia con record di vendite e l’orgoglio di essere stata l’unica indipendente italiana a scalare la classifica inglese per ben quattro volte. Presente un centinaio di persone: amici di una vita, chi ha condiviso le tappe ed i traguardi, i successi e i progetti, ma anche nuovi volti della comunicazione, Dj, artisti e chi quotidianamente partecipa al complicato ma stimolante lavoro all’interno della mega struttura in via Sorbanella. Una festa che ha conivolto anche l’amministrazione perché Maiolini, per festeggiare un anniversario che pochi possono vantare, ha pensato di conivolgere la sua città, quella in cui è nato e dalla quale non ha mai voluto spostare il quartier generale, con una serie di appuntamenti dedicati ai giovani. “Il mio sogno è diventato realtà – ama ripetere – e ora vorrei che qualcuno, conoscendo la mia storia, potesse credere fino in fondo alla realizzazione dei propri obiettivi”. A presentare la serata Giusi Legrenzi di RTL 102.5 che ha conivolto sul palco Alberti-

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no e il ricordo dei successi dai numeri incredibili delle compilation di Radio Deejay, Giorgio Conti, il primo Dj con cui è iniziata l’avventura della Time e Maiolini che ha raccontato il progetto 2014. Una serie di eventi dunque, pensati per le nuove generazioni bresciane e non solo. A febbraio, infatti, prenderà l’avvio il Contest Your Song che darà la possibilità ad un artista ancora tutto da scoprire di realizzare una produzione in digitale ed un video della sua canzone rigorosamente in lingua inglese. Il 12 aprile grande festa in Piazza della Vittoria dalle 17 alle 20 con celebri e famosi Dj ad animare la città. La prima ora sarà trasmessa anche in diretta nazionale sul network m2o nel programma Dual Core. Sempre ad aprile uscirà la super compilation “The best of Time”, trent’anni di brani che hanno fatto ballare intere generazioni, con un concorso per aggiudicarsi l’entrata all’Ultra Europe 2014. A giugno invece sarà la volta di “Your Remix”: viaggi in premio ai migliori mixaggi di un successo Time. E ci sarà l’imbarazzo della scelta. Ma ci sono altri progetti in cantiere per arrivare al 30 ottobre, la data esatta di quando tutto ebbe inizio. E qui si prevedono altre e inimmaginabili sorprese, a partire dalla location ancora top secret. Nella serata che ha dato lo start al grande circuito mediatico è stata presentata anche un’opera dedicata all’anniversario. Un grande “30” che lo scultore Stefano Bombardieri ha realizzato prendendo ispirazione dal logo creato da Patrizio Squeglia. Perché Maiolini ama l’arte, in tutte le sue forme.

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Gino Luggi espone opere pubbliche in: - Civica Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Gallarate - Varese - M.A.C.L.A. Museo d’Arte Contemporanea Latinoamericano, Movimento MADI international, La Plata - Argentina -Museo d’Arte delle Generazioni del 900, Pieve di Cento - Bologna -Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Casa del Mantegna”, Mantova -MADI Museum and Gallery, Dallas - TX - U.S.A. -International Mobil MADI Museum Foundation, Budapest - Ungheria -Museo MADI Sobral, Fortaleza - Brasile -Museo Civico d’Arte Contemporanea “Umbro Apollonio”, San Martino di Lupari - Padova

Gino Luggi - 2007 - “TL_S.A.” 43 x 40 x 12 - Acrilico su legno e plexiglas fluorescente MOBIL ART SCULPTURE - N° 698 GALLERIA MARELIA Via Torretta 4, Bergamo 035 0603115 - www.galleriamarelia.it - info@galleriamarelia.it


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