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CIVIDATE AL PIANO, PER IL “SOLE DELLE ALPI” UTILIZZATI SOLDI PUBBLICI… ...ma “la decisione di adottare tale progettazione e tale disegno […] rientra nella discrezionalità politica dell’amministrazione e, soprattutto […] non trova un divieto in alcuna previsione di legge o di regolamento che deve necessariamente sussistere ed essere violata al fine di ritenere integrato il delitto di abuso di ufficio.” In sostanza, il PM Bettini ha chiesto per la seconda volta l’archiviazione della vicenda del “sole delle alpi” in piazza Papa Giovanni XXIII a Cividate al Piano (BG), dopo che il GIP Masia (ad oggi non più in forza presso il Tribunale di Bergamo) l’aveva invitato ad eseguire indagini più approfondite, iscrivendo il sindaco di Cividate al Piano nel registro degli indagati per abuso d’ufficio. Inutile dire che la motivazione ci lascia alquanto perplessi, l’idea che un’amministrazione comunale possa apporre il simbolo del proprio partito ovunque ci sembra un’idea piuttosto pericolosa. Per questo abbiamo depositato una memoria presso la Procura di Bergamo con la speranza che il GIP che la analizzerà fissi un’udienza in cui vengano esaminate, una volta di più, le nostre ragioni. Rispetto alla prima richiesta di archiviazione, e dopo aver analizzato i documenti depositati in Procura, abbiamo motivo di credere che dei risultati siano stati ottenuti: 1) abbiamo convinto anche il PM Bettini che il “sole delle alpi” non è un simbolo della nostra tradizione. Anche lui si è persuaso del fatto che questa sia una tesi insostenibile e infatti nella seconda richiesta di archiviazione non ne fa mai menzione, mentre nella prima richiesta di archiviazione scriveva “il simbolo riveste anche carattere socio culturale e così è stato inteso, all’atto della sua apposizione, da parte del sindaco del Comune”; 2) abbiamo dimostrato, come abbiamo sempre detto dall’inizio, e come si legge nella richiesta di archiviazione datata 08/03/2012 della Procura di Bergamo (“[…] l’inserzione del logo del “Sole delle Alpi” ha comportato un maggior costo rispetto a quanto sarebbe stato l’esborso in caso di realizzazione senza tale inserzione […] pari a circa 1.270,00 euro […]”) che il simbolo non è stato regalato da nessuno, ma è stato pagato dai cittadini cividatesi, nonostante le continue menzogne della giunta leghista che, ad esempio, nel Consiglio Comunale N.30 del 11/06/08 ancora si ostinava a dichiarare:“[…] Oltretutto questo simbolo non costa assolutamente niente alla popolazione di Cividate perché mi è stato offerto per 1900 euro, è stato offerto direttamente a me dal progettista.”; 3) abbiamo dimostrato, come se ce ne fosse bisogno, che il rifacimento della piazza è stata una decisione a senso unico, presa in fretta, senza tenere conto del volere popolare e poco ragionata, infatti nella richiesta di archiviazione si parla addirittura di “gestione documentale impropria”; 4) più in generale e anche grazie anche al prezioso aiuto del “comitato contro le nocività della Bassa Pianura Orientale” abbiamo fatto emergere tutte le contraddizioni di quel partito che se da un lato, dichiara di voler mettere i simboli delle nostre tradizioni (?) ovunque, contemporaneamente, distrugge la vocazione agricola del nostro paese cercando di inserire nel tessuto urbano attività nocive e poco compatibili con la nostra tradizione. Ci sono però anche motivi per cui preoccuparsi e obiettivi non ancora raggiunti: 1) nonostante le osservazioni del GIP Masia e la sentenza del Tribunale del Lavoro di Brescia, il PM Bettini continua a non considerare il sole delle alpi un simbolo politico, nonostante le affermazioni che la Lega Nord rilasciò durante il Consiglio Comunale n° 5 del 13/02/08: ”[…] l’abbiamo messo lì perché è il nostro simbolo. La piazza la sto facendo io, noi la stiamo facendo, e ci mettiamo la firma. Chi andrà su dopo…” 2) il simbolo è ancora lì e, come già detto, che siano stati utilizzati soldi pubblici o meno, per noi la questione è un’altra. E’ innegabile che sia stato causato un danno ingiusto nei confronti di tutti i cittadini nel loro diritto di poter fruire dei luoghi pubblici in maniera non condizionata dal punto di vista politico; 3) continua a non essere stata presa in considerazione la legge elettorale (legge n° 212 del 04/04/56) che nel suo articolo 1 proibisce “le iscrizioni murali e quelle su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e recinzioni” e, più nello specifico, all’art. 6 che vieta “dal 30° giorno precedente la data fissata per le elezioni ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti”. Ora la parola passa ancora una volta al GIP. Non ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione, perché non ce n’è bisogno. I dati in nostro possesso sono sufficienti per dire che, nella peggiore delle ipotesi, quel simbolo andrà tolto un mese prima delle prossime elezioni. Chiediamo che vengano rispettate le leggi del nostro ordinamento e quelle del buon senso, e che non sia la prossima lista civica o partito che succederà, un giorno, alla Lega Nord a togliere quel simbolo che tanto divide, magari, perché no, mettendone un altro che continuerà a dividere, visto che, secondo il PM Bettini tutto ciò rientra nella discrezionalità politica dell’amministrazione. COMITATO “AMICI DELLA PIAZZA”


Sole delle Alpi in piazza a Cividate