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Santi laici

minuti. L’11 gennaio si tengono i funerali, ma il parroco rifiuta di officiarli in chiesa: si tratta pur sempre di un morto ammazzato, e per di più comunista. All’ingresso del cimitero, quando comincia a cadere una pioggia leggera, un vecchio del paese commenta: «Un ti vosiru benidiciri l’omini, ma ti binidiciu Diu». Il giorno stesso la polizia esegue i primi arresti: un testimone ha indicato tra gli esecutori il bracciante Calogero Curreri. I mandanti sarebbero il cavalier Enrico Rossi e il suo amministratore Carmelo Di Stefano, ritenuto il capo della mafia locale. Già in febbraio le accuse cadono per insufficienza di prove. Le indagini riprendono, anche su pressione dei deputati comunisti Girolamo Li Causi e Giuseppe Montalbano. Viene arrestato di nuovo Curreri, insieme a Pellegrino Marciante e Bartolo Oliva: i primi due ammettono di essere stati ingaggiati dal cavalier Rossi e da altri due latifondisti, Vella e Pasciuti. Poco dopo ritrattano tutto e anzi dichiarano che la confessione è stata estorta sotto tortura. Il crimine resta impunito. L’ultima pista emerge nel 1969, quando muore il deputato siciliano Antonio Ramirez. Il figlio ritrova tra le sue carte una busta sigillata da consegnare all’onorevole Montalbano: secondo questa versione, dietro l’omicidio ci sarebbero stati due deputati monarchici, gli stessi che hanno voluto la strage di Portella della Ginestra (vd. 1° maggio 1947). Il tribunale ritiene però che non ci siano elementi nuovi per riaprire le indagini. L’omicidio di Accursio Miraglia ha ispirato Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia.

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Santi Laici  

Questo libro è un compendio della nostra memoria collettiva. I Santi Laici sono esempi pericolosi che il sistema si affretta a dimenticare....

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