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Francesco Rossi Colpito da un proiettile destinato a un pregiudicato di mafia mentre gioca a carte. Muore il 2 gennaio 2005.

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apita di avere una grande passione – la squadra di calcio di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli – e di frequentare quasi tutti i giorni il circolo ricreativo del paese, quello che una volta era la sede della società sportiva. Capita di fermarsi a giocare a carte con i vecchi amici, o magari con qualcuno che è soltanto di passaggio. Capita spesso a Francesco Rossi, non sposato, che tutti chiamano «fravulella». È un tipo basso e molto robusto, lavora in un caseificio della zona, ma soprattutto è il capo tifoseria della squadra locale. Il pomeriggio del 28 dicembre 2004 si trova al solito circolo per una partita a maniglia, un tipico gioco di carte napoletano. Di fianco a lui, fra i compagni di tavolo, c’è il pregiudicato Vincenzo Mauri, che invece frequenta il posto di rado. Si sente così sicuro che non si è portato nessun guardaspalle, forse perché la fortuna lo ha abituato bene, e lo ha già salvato da alcuni attentati. Con le cattive riesce sempre ad avere ragione e, si dice, bastona chi non è d’accordo con lui. È quasi sera quando due killer sopraggiungono su una moto e gli sparano: Mauri muore sul colpo. Sulla traiettoria dei proiettili c’è anche Francesco Rossi: viene colpito al polmone e trasportato d’urgenza all’ospedale. L’intervento non basta: dopo un’agonia di cinque giorni, muore il 2 gennaio 2005. L’anno precedente, nella sola Campania ci sono stati più di 130 omicidi, di cui almeno un centinaio legati a faide di camorra. 11

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Santi Laici  

Questo libro è un compendio della nostra memoria collettiva. I Santi Laici sono esempi pericolosi che il sistema si affretta a dimenticare....

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