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Gennaio

anno delle prime elezioni politiche repubblicane, quando si teme che l’Italia, il Paese del blocco occidentale con il Pci più forte, possa virare a sinistra. Vince invece la Dc e gli imprenditori ne approfittano per recuperare posizioni di forza nei confronti degli operai: salari bassi, pochi diritti, assunzioni e licenziamenti che discriminano gli elementi più politicizzati. Ministro dell’Interno è il democristiano Mario Scelba, stretto collaboratore prima di don Sturzo, poi di De Gasperi, ma soprattutto acceso anticomunista, che ricorre alla repressione violenta pur di mettere a tacere le istanze destabilizzanti dei lavoratori. Si avvale spesso della celere, i reparti mobili della polizia nati nel 1946, a ridosso del referendum per la scelta tra repubblica e monarchia. Sono costituiti per lo più da ex soldati e il loro compito è il mantenimento dell’ordine pubblico; per raggiungerlo non esitano a usare manganelli e armi da fuoco. Il secondo grande scontro con Orsi si ha nell’estate del 1949: l’imprenditore si lamenta per il pesante passivo delle sue fabbriche e apre una vertenza con i sindacati. Ancora una volta la discussione si trascina per mesi, fino a novembre, quando le fonderie annunciano il licenziamento di 120 operai. Le manifestazioni invadono la città, il clima si scalda di nuovo e il conflitto diventa un simbolo politico delle lotte tra lavoratori sfruttati e capitalisti prevaricatori. Per tutta risposta Orsi interrompe la vertenza e organizza la seconda serrata, protetta ancora una volta dalla polizia. Dopo 25 giorni di chiusura la direzione delle fonderie comunica ufficialmente che 250 dipendenti su 560 resteranno a casa. La scelta dei licenziati è a totale 31

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Santi Laici  

Questo libro è un compendio della nostra memoria collettiva. I Santi Laici sono esempi pericolosi che il sistema si affretta a dimenticare....

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