Giulio Marzaioli, Il volo degli uccelli, Benway Series 12

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Prima edizione: Giulio Marzaioli, Il volo degli uccelli, 2019 Benway Series, 12 Progetto grafico e impaginazione: Michele Zaffarano Š Giulio Marzaioli ISBN 978-88-98222-42-1 Stampa digitale: Tipografia La Colornese S.a.s. Pubblicato da: Tielleci Editrice via San Rocco, 98 Colorno (PR) www.benwayseries.wordpress.com benwayseries@gmail.com


Giulio Marzaioli

IL VOLO DEGLI UCCELLI

Benway Series



Indice

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glossario



IL VOLO DEGLI UCCELLI



Sine pennis volare hau facilest. Tito Maccio Plauto, PĹ“nulus.





I Il volo degli uccelli è stato trascurato. Dal 1961 il volo spaziale occupa il primo posto nell’immaginario aereo collettivo, ma sono gli uccelli quanto di più elevato possa vantare il pianeta. Il grifone di Ruppel può volare oltre gli 11.000 metri, l’Everest misura 8.840 metri. Nutriva una certa ammirazione verso gli alpinisti d’alta quota. Le penne sono leggere e molto elastiche. Il volo, non a caso, è sinonimo di leggerezza. Le penne si distinguono in remiganti primarie, remiganti secondarie, penne di contorno, piume, semipiume, filopiume, plumule e vibrisse. Tutte concorrono al volo senza darlo a vedere. Si situava in una zona intermedia. Studiando il volo degli uccelli, gli obblighi dettati dalla quotidianità sembravano corollari alla legge di gravitazione. Bisognerebbe badare alle faccende domestiche con maggior distacco e dedicarsi maggiormente al volo degli uccelli, non limitandosi a osservarne le volute.

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Studiava il volo degli uccelli. Una volta si prese cura di un codirosso caduto da un ramo. In effetti non c’erano particolari motivi perché avesse iniziato a studiare il volo degli uccelli. Il codirosso aveva un’ala fratturata. Decise di raccoglierlo e di prendersene cura. Un giorno il codirosso, ormai guarito, volò via, ma tale circostanza non gli dispiacque. Il volo contava più del codirosso. Questo era scontato per il codirosso, ma altrettanto non poteva dirsi per lui che certamente era felice per la salute del codirosso e tuttavia non poteva, nel frattempo, non essersi affezionato. La familiarità con l’elevazione in quota provocava in lui un’attrazione per i pendii montuosi. In montagna occorre prestare attenzione per non incorrere in cadute e fratture. Non è tanto in salita il rischio di caduta, quanto nell’euforia della discesa, quando le gambe sembrano leggere e verrebbe da saltare ignorando la gravità. Forzando poco per volta i propri limiti e salendo ogni volta su cime più elevate aumenteranno le probabilità di avvistamento del volo dei rapaci e più apprezzato sarà il ritorno verso gli accoglienti manti erbosi.

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II Qualche giorno di immobilizzo dell’ala è sufficiente per la formazione del callo osseo. Bisogna tuttavia manipolare il volatile con cura per non danneggiare ulteriormente l’ala o le penne. Danneggiare un’ala di un uccello è più che sconveniente, per coloro che hanno a cuore il volo degli uccelli. In ogni caso danneggiare un’ala è da ritenere un atto sconsiderato. La cura e l’attenzione rivolta ai volatili infondeva nel bambino, con il quale trascorreva molto tempo, l’errata convinzione che fosse più importante salvaguardare il rapporto con gli animali rispetto a quello con gli altri appartenenti al genere umano. L’asse della penna è detto rachide. Ai due lati del rachide si presentano due espansioni che, nelle penne vere e proprie, sono una più larga, detta vessillo interno perché più vicino al corpo, e una più stretta, detta vessillo esterno. Il rachide, al pari di qualsiasi elemento osseo, è strettamente legato al tempo e alla percezione che ne abbiamo, mentre i vessilli lasciano interdetti, essendo sempre pronti a scomporsi e a tornare in assetto, come se la regola del vento fosse impressa nella loro struttura. Questo a riprova del fatto che 15


il volo prescinde dall’essere in vita, come dimostra l’ondivago svolazzare di una piuma. Tuttavia soltanto un essere vivente può provare l’ebbrezza del volo. Volare in aereo è deludente. Raramente gli capitò di prenderne. Dalla quota di volo di un aereo non si apprezza quanto valga la profondità. Tutto si appiattisce scontrato al suolo, pressato da un’indifferenza dominante. Per non parlare della postura. Non si avrebbe posizione orizzontale senza verticale e viceversa. La posizione seduta, invece, tende a essere fine a se stessa. Conquistare una parete rocciosa o anche soltanto risalire su una pista da sci dimostra come, differentemente dai volatili, per l’uomo l’elevazione sia strettamente connessa al rapporto con la materia su cui è posato il corpo, sia essa terra, roccia o neve. Lo stacco determinato dal volo attiene ad un’altra dimensione che l’uomo percepisce come estranea, tanto da provocare una sensazione di ebrezza in cui si dimenticano i vincoli con la terra che ci sostiene. Evitare di distruggere. Il contrario di distruggere è ricordare. Manipolare i volatili con cura. Certamente avere iniziato e interessarsi al volo degli uccelli pareva costituire ragione sufficiente a proseguirne lo studio.

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Costruiva e conservava tutto ciò che gli serviva. Una volta prese un cartone vuoto che conteneva uova e lo trasformò in funivia, usando forbici e spago. Agli occhi del bambino il marchingegno rappresentava egregiamente il volo, anche se il volo degli uccelli è, evidentemente, un’altra cosa. Il bambino avrebbe sempre considerato quanto ingegno comportasse la realizzazione di un meccanismo funzionante, sia pure a uso ludico, ma non avrebbe mai sviluppato le stesse capacità, rassegnandosi a cercare altrove. Talvolta si recava nei pressi del parco, dove in un’ampia radura erano posizionati alcuni manufatti di grandi dimensioni che rappresentavano astronavi e altre macchine volanti, probabilmente utilizzate in ambito cinematografico o per altri scopi a lui sconosciuti. Il bambino lo accompagnava tentando di fissare nella sua mente la forma di una navicella spaziale che, più di altre, sembrava attrarre la sua attenzione. Oltre a non poter vantare particolare ingegno nella realizzazione di meccanismi funzionanti, il bambino non avrebbe mai sviluppato particolari abilità nell’arte del disegno, come potrebbe facilmente desumersi dall’osservazione delle astronavi da lui abbozzate con pastelli colorati. Non sarebbero rimaste molte altre possibilità di percezione del vuoto, al di là della passione per la montagna.

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Il rischio connesso all’uso della prima persona si percepisce soprattutto grazie al volo, ai tentativi di riprodurre il volo degli uccelli. Lo studio del volo degli uccelli non può essere in alcun modo considerato un lusso. I tentativi dell’uomo di costruire marchingegni che permettano il volo non possono essere considerati un lusso. I disegni di quei marchingegni sono stati necessari all’uomo più di qualsiasi opportunità di volare da un luogo a altro luogo. I disegni dei marchingegni di volo sono stati necessari fino a quando non hanno consentito realmente all’uomo di volare. Poi sono diventati utili. Quando si conquista il cielo si perde la leggerezza racchiusa nel disegno e non c’è recupero nell’atterraggio, poiché si è mantenuto il peso. Tanto vale non illudere la gravità e rassegnarsi all’assenza di propulsione. Nel battito d’ala la propulsione è provocata dai vessilli interni, più larghi di quelli esterni, nell’alternarsi delle battute verso l’alto e verso il basso affinché siano piegati i vessilli interni verso l’alto, nella semi-battuta dorso-ventre, e venga così spinta indietro l’aria; o verso il basso, nella semi-battuta ventre-dorso, per assicurare comunque la spinta indietro 18


dell’aria. In tal modo il corpo dell’uccello è spinto in avanti. Osservando un uccello volare è innegabile considerare come l’aria costituisca un elemento imprescindibile del volo stesso.

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III È noto che in alta quota la minor pressione rende più difficile la respirazione. La vetta costituisce l’apice dello sforzo polmonare e il punto di massima resistenza alla tentazione del volo. Nel suo caso l’aria costituiva una zona intermedia. Più esattamente l’espressione “a mezz’aria” indica lo spazio che nella sua vita quotidiana si era ritagliato in rapporto alla gravità. D’altro canto l’espressione “rimanere con i piedi per terra” in taluni contesti può essere priva di senso. Osservare un’aquila o qualsiasi altro rapace quando cammina ad ali piegate. Gli uccelli non hanno bisogno di imparare la tecnica del volo e per questo volano con maggior naturalezza rispetto all’essere umano, che in millenni di esperimenti non ha mai veramente capito. Osservare da fermi il volo degli uccelli e fare esperimenti al riguardo senza provare a volare in prima persona. Osservare i disegni dei marchingegni di volo. Nonostante la sua incapacità a ritrarre la navicella spaziale, al bambino tornava spesso in mente il suo profilo.

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