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sivi dedicati al brand svizzero negli Usa e ho pensato di importare l’idea in Italia e adeguarla al nostro mercato. Non è stato facile convincere l’azienda italiana a concedermi questa opportunità. All’epoca vi era infatti il timore che i monomarca potessero per così dire cannibalizzare gli altri canali di vendita del cioccolato, ovvero le pasticcerie e i supermercati, viste le caratteristiche del nostro mercato. Ma non è stato così e il tempo lo sta dimostrando e, per quanto mi riguarda, ho ottenuto uno dei traguardi professionali di maggiore soddisfazione. Una vetrina dedicata a un solo brand valorizza il marchio, lo esalta con una maggiore varietà di prodotti difficile da replicare in altre realtà e si trasforma in un volano trainando, di conseguenza, anche le vendite degli altri canali. Quante “boutique” Lindt avete aperto da allora e quali sono le prossime aperture?

Abbiamo contatti in corso e contiamo in futuro di rafforzarci ulteriormente: dall’abbigliamento al food

nità non mancano. Ci proponiamo infatti come partner ideali alle multinazionali per la valorizzazione dei loro brand in portafoglio attraverso punti vendita dedicati.

un “concept” di punto vendita adeguato, cerchiamo e formiamo il personale, curiamo l’allestimento e il rifornimento e, in ultimo gestiamo i punti vendita. Ai partner proponiamo contratti di fornitura: ovvero la rete è nostra e rivendiamo i prodotti nel rispetto delle logiche commerciali e contando sulla possibilità di gestire il marchio. Quali sono gli obiettivi nel medio-lungo termine? Puntiamo a un giro d’affari di 80 milioni di euro entro dieci anni e a sviluppare il business profittevolmente. Per questo investiamo gli utili in azienda che consideriamo ancora, a tutti gli effetti, una start up.

Oggi abbiamo 47 vetrine e, nelle prossime settimane progettiamo di poter aprire a Bologna, Genova, Siena e un temporary store in via Belfiore a Milano. Il sogno sarebbe quello di raggiungere, nei prossimi dieci anni, 80 punti vendita dedicati.

Dalla cioccolateria alla bellezza… Non sono business completamente diversi tra loro?

La cioccolata non è un business particolarmente stagionale?

Quali attività offrite al partner?

Prevedete in futuro l’apertura del capitale a terzi?

Cerchiamo le location ideali nei centri cittadini o negli outlet all’interno di un piano di sviluppo, studiamo e testiamo

Non nell’immediato. Vogliamo rafforzare ulteriormente la società prima di valutare e ingresso di fondi o l’approdo in Borsa.

Per questo motivo stiamo sviluppando in parallelo la gelateria: con il nostro brand Zamberletti possiamo infatti produrre lavorati e semilavorati. Il modello di riferimento a cui ci ispiriamo è quello di Grom.

Certo. Ma la logica della distribuzione rimane uguale pur variando, ovviamente, il piano di sviluppo dei singoli marchi.

Come siete passati dalle cioccolaterie ai negozi di beauty con i monomarca della Nivea? Grazie ad un contatto di un mio compagno della mia squadra di basket abbiamo colto l’opportunità e la stiamo testando sul territorio nazionale. Al momento gestite tre marchi, pensate di espandere ulteriormente la vostra rete? A quali clienti vi proponete? Abbiamo contatti in corso e contiamo in futuro di rafforzarci ulteriormente: dall’abbigliamento al food, le opportu settembre/ottobre 2017

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Beesness: Matteo Lunelli  

Cover story: Matteo Lunelli, Presidente Cantine Ferrari. Focus wine: Prosecco Fiol, Tenuta L'Impostino, Ciclosfuso, Tannico e molto altro..

Beesness: Matteo Lunelli  

Cover story: Matteo Lunelli, Presidente Cantine Ferrari. Focus wine: Prosecco Fiol, Tenuta L'Impostino, Ciclosfuso, Tannico e molto altro..

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