Issuu on Google+


A Filippo e Monica, un fiorentino verace in cui non c’è frode (cfr. Giovanni 1:47) e il suo dolce aiuto convenevole (Genesi 2:18)


P I E T R O C I AVA R E L L A

La Preghiera Perfetta Il Padre Nostro


La Preghiera Perfetta. Il Padre Nostro. di Pietro Ciavarella Proprietà letteraria riservata: BE Edizioni Bioetrusca di Cesare Pini PI 04947890481 Strada canonica 50020 Sanbuca Val Di Pesa – Firenze Coordinazione Editoriale: Filippo Pini Revisione: Sefora Di Natale Impaginazione: Paola Lagomarsino Copertina: Alan David Orozco Stampa a cura di SE.MA.T SRL Firenze Finito di stampare nel mese di Settembre 2010 Tutte le citazioni bibliche, salvo diversamente indicato, sono tratte dalla Nuova Riveduta, Società Biblica di Ginevra ISBN 978-88-905472-0-1 Per eventuali ordini: infobeedizioni@gmail.com http://beedizioni.blogspot.com/ È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata compresa la fotocopia, anche ad uso interno didattico. Per la legge italiana la fotocopia è lecita solo per uso personale purché non danneggi l’autore. Quindi ogni fotocopia che eviti l’acquisto di un libro è illecita e minaccia la sopravvivenza di un modo di trasmettere la conoscenza. Chi fotocopia un libro, chi mette a disposizione i mezzi per fotocopiare, chi comunque favorisce questa pratica commette un furto verso l’autore e gli editori e mette a rischio la sopravvivenza di questo modo di trasmettere le idee.


Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.


Indice Abbreviazioni ......................................................................... 8 Prefazione................................................................................ 9 Capitolo 1 – Introduzione...................................................... 11 Capitolo 2 – Una nota sul Padre nostro durante la Storia della chiesa.............................................................. 25 Capitolo 3 – Dio Padre ......................................................... 35 Capitolo 4 – I richiesta: il nome di Dio ................................ 51 Capitolo 5 – II richiesta: il regno di Dio ............................... 67 Capitolo 6 – III richiesta: la volontà di Dio .......................... 81 Capitolo 7 – IV richiesta: il pane quotidiano ........................ 95 Capitolo 8 – Il perdono completo di Dio ............................ 109 Capitolo 9 – V richiesta: la comunione con Dio . ............... 119 Capitolo 10 – VI richiesta: la tentazione ............................ 143 Conclusione ........................................................................ 154 Libri citati ........................................................................... 156 Alcuni siti web .................................................................... 158


Abbreviazioni c. = circa (usato di solito con le date) cap. o capp. = capitolo o capitoli cfr. = vedere CEI = traduzione della Bibbia della Conferenza Episcopale Italiana (cattolica) DB = Dizionario Biblico GBU et al = ed altri autori NDT = New Dictionary of Theology NRiv = Nuova Riveduta traduzione della Bibbia (protestante) par. = paragrafo p.e. = per esempio WOT = Wordbook of the Old Testament v. o vv. = versetto o versetti

8


Prefazione Questo libro può essere letto dal singolo lettore o dalla singola lettrice. Ma può anche essere usato nel contesto comunitario di un piccolo gruppo o ‘cellula’. Specialmente ma non solo in vista dell’opzione comunitaria, alla fine di ogni capitolo abbiamo incluso del materiale per la riflessione individuale e la discussione di gruppo. Il materiale alla fine del cap. 2 è ideato in particolare per i leader cristiani. Infatti tutto il cap. 2 (sul Padre nostro durante la Storia della chiesa) è più indicato per i pastori anziani predicatori e studenti/studentesse di teologia, anche se può essere letto, con un po’ di pazienza, anche dai non addetti ai lavori. Ma questo capitolo può anche essere saltato dal lettore medio o dalla lettrice media, senza che perda il filo conduttore del libro. Le note a piè di pagine possono essere saltate, se ti distraggono dalla lettura del testo principale. Poi anche se le salti, potrai sempre tornare in un secondo momento a leggerle. Qualcun altro invece leggerà le note senza perdere il filo della lettura. Non leggiamo tutti nello stesso modo. L’importante è che tu ti senta libero/a. Invece due cose importanti da non saltare sono la lettura iniziale e il panorama del capitolo. Questi elementi si trovano all’inizio di quasi tutti i capitoli e leggendoli ti orienterai ai contenuti del capitolo in questione. Ringrazio Sefora Di Natale per aver migliorato il mio italiano in questa edizione ristampata.

9


Davide benedisse il signore in presenza di tutta l’assemblea, e disse: «Sii benedetto, signore, Dio del padre nostro Israele, di eternità in eternità! A te, signore, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, signore, il regno; a te, che t’innalzi come sovrano al di sopra di tutte le cose! Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il rendere forte ogni cosa. Perciò, o Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso». 1 Cronache 29:10-13


1

Introduzione Panorama del capitolo 1 Il Padre nostro: • Che cos’è • A cosa serve • Come si usa

P

artiamo subito con una domanda per chi legge. Quali dei seguenti si trovano nella Bibbia: l’Ave Maria, il Credo apostolico, il Decalogo (o dieci comandamenti), il Padre nostro? La Bibbia contiene una bellissima preghiera di Maria madre di Gesù, chiamata il Magnificat (Luca 1:46-55), ma non l’Ave Maria rivolta a Maria. Tanti cristiani (e non solo i cattolici romani) ritengono che il Credo apostolico sia un utile riassunto della fede cristiana. Ma si tratta di qualcosa che fu formulato molto tempo dopo la morte degli apostoli e di conseguenza nel periodo in cui il Nuovo Testamento era già scritto da tempo.1 Per cui l’Ave Maria e il Credo apostolico non si trovano nella Bibbia. La Bibbia è divisa in due grandi parti. La prima parte è l’Antico Testamento che inizia con la Genesi ed è stata scritta prima di Gesù Cristo. La seconda parte è il Nuovo Testamento, che va da Matteo all’Apocalisse, ed è stato scritto dopo la (prima) venuta di Cristo.

1

11


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

Invece il Decalogo e il Padre nostro si trovano entrambi nella Bibbia. Il Decalogo si trova nell’Antico Testamento, una prima volta in Esodo 20 e una seconda volta in Deuteronomio 5, mentre il Padre nostro si trova nel Nuovo Testamento. Il Decalogo è sicuramente degno di un libro a sé, ma la nostra presente opera è dedicata a comprendere il Padre nostro. Essendo cresciuto nella Chiesa cattolica romana, già prima di convertirmi a Cristo, conoscevo da anni il Padre nostro, e lo conoscevo a memoria. Ma per essere sincero non credo di aver compreso il significato del Padre nostro fino a dopo la mia conversione personale a Gesù Cristo. Infatti, quando ero un ragazzo cattolico e chierichetto, temo di aver recitato il Padre nostro senza capirci un granché. Uno dei motivi per cui ho scritto questo libro è perché tu non ti debba trovare nella mia stessa identica situazione, ovvero quella di aver una dimestichezza superficiale con questa ‘preghiera delle preghiere’, ma non una vera comprensione della sua straordinaria ricchezza. Per cui nell’arco di questo libro tratteremo il Padre nostro. Nel presente capitolo ci prefiggiamo di introdurre il nostro tema, rispondendo alle seguenti tre domande. (1) Che cosa è di preciso il Padre nostro? Qui vedremo, tra l’altro dove si trova esattamente questa preghiera. Poi passeremo a considerare, (2) a che cosa serve il Padre nostro? A questo riguardo, noteremo che Gesù ci ha dato questa preghiera per uno scopo ben preciso. Poi infine, risponderemo a (3) Come usare il Padre nostro? A questo riguardo vedremo che c’è un modo giusto e anche un modo sbagliato di usare questa preghiera eccelsa. Che cosa è il Padre nostro? Abbiamo detto che il Padre nostro è nel Nuovo Testamento e lo troviamo là in due forme lievemente differenti. La versione del 12


Capitolo 1 – Introduzione

Vangelo di Luca (11:2-4) infatti è leggermente più breve della versione di Matteo (6:9-13). Leggiamo ora ambedue le versioni, comprese le parole che introducono i rispettivi passi. Luca 11:1-4: “Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni [Battista] ha insegnato ai suoi discepoli». Egli disse loro: «Quando pregate, dite: ‘Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano; e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione’».” Matteo 6:9-13: “Voi dunque pregate così: ‘Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno’.” 13


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

Dato che la versione di Matteo è più ampia di quella di Luca, si potrebbe dire che la forma di Luca si trova ‘all’interno’ di quella di Matteo. Per questo motivo, nella nostra esposizione del Padre nostro, commenteremo principalmente la versione che troviamo in Matteo. Ma faremo anche riferimento opportuno alla versione di Luca. Divideremo la versione di Matteo in sei richieste, che considereremo una per una nei capitoli successivi.2 Altri due commenti sulla forma del Padre nostro. (1) Alla fine di Matteo abbiamo appena letto: “liberaci dal maligno”. Alcuni di noi sono abituati a sentire invece “liberaci dal male”. Nel capitolo sulla sesta richiesta spiegheremo il motivo per cui ci sono queste due traduzioni differenti. Ma (2) avrai anche notato che non abbiamo riportato nel testo di Matteo la seconda parte del v. 13, ossia: “Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.” Il motivo è questo: questa frase è un’aggiunta che non si trova nella preghiera originale.3 Per questo motivo la Nuova Riveduta, che abbiamo riportato sopra, mette questa frase tra parentesi. Questo infatti è il loro modo per indicare che quella frase non si trova nei manoscritti più antichi della Bibbia. La versione cattolica romana della Conferenza Episcopale Italiana non riporta nemmeno questa frase, una decisione buona. Che nessuno fraintenda, i contenuti dell’aggiunta sono biblici: a Dio appartengono – senza dubbio – il regno, la potenza e la gloria Alla fine del capitolo abbiamo messo una tabella che mette a confronto le due versioni e indica le sei richieste della preghiera. 3 Su cui cfr. Bruce Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament, London, United Bible Societies, 1971, pp. 16-17. 2

14


Capitolo 1 – Introduzione

in eterno. E l’aggiunta probabilmente si rifà al brano dell’Antico Testamento con cui abbiamo iniziato questo capitolo (1 Cronache 29:11-12). Ciononostante, questa frase non fa parte del Padre nostro.4 Possiamo ipotizzare che qualche scriba, per motivi liturgici, abbia aggiunto questa frase in coda al Padre nostro.5 A questo punto possiamo riassumere la risposta alla nostra prima domanda riguardo a cosa sia il Padre nostro. Il Padre nostro è una preghiera che si trova in una forma breve in Luca e in una forma più lunga in Matteo. La dossologia6 conclusiva, invece, non fa parte della preghiera originale. A cosa serve il Padre nostro? Ora vogliamo passare alla nostra seconda domanda, ovvero: a che cosa serve il Padre nostro? Nel primo punto abbiamo già anticipato una parte della risposta a questa domanda. Mi riferisco a quando abbiamo riportato le parole che introducono questa preghiera. In Luca abbiamo letto che uno dei discepoli di Gesù, non sappiamo quale, ha chiesto a Gesù (11:1) di insegnare loro come pregare. Per cui, il Padre nostro è la preghiera modello che Gesù ha dato ai suoi discepoli e di conseguenza anche a noi, per inse-

Cfr. D.A. Carson, “Matthew” in The Expositor’s Bible Commentary, vol. 8. Grand Rapids, Zondervan, 1984, p. 174. 5 Tali questioni rientrano nell’importante ramo delle scienze bibliche chiamato la critica del testo (o la critica testuale). Per un’ottima introduzione a tale settore, cfr. Paul Wegner, Guida alla critica testuale della Bibbia. Storia, metodi e risultati, San Paolo, 2009. 6 Una dosso- (gloria) –logia (parola) è una parola di lode espressa al Signore. 4

15


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

gnarci come pregare. A che cosa serve il Padre nostro? Serve a insegnarci come dobbiamo pregare. Nelle Scritture ci sono tante preghiere. E facciamo bene a imparare a pregare anche da queste altre preghiere.7 Ma la preghiera più completa, la preghiera, appunto, modello rimane il Padre nostro. Dopotutto è stato dato da Gesù, ed è stato dato da lui, proprio perché imparassimo a pregare il Padre. Questo fa capire già uno dei motivi principali per cui facciamo bene a continuare il nostro studio del Padre nostro: per imparare a pregare o per imparare a pregare meglio. È per questo che Gesù ci ha dato questa preghiera. Attraverso la storia della chiesa, il Padre nostro è stato visto da tanti scrittori come la preghiera per eccellenza, come la preghiera completa. In merito, vi riferisco solo due testimonianze storiche.8 Dal IV secolo abbiamo la testimonianza di Agostino (354-430), il grande vescovo di Ippona, dell’Africa settentrionale. Una nobildonna, di nome Proba, gli aveva chiesto delle istruzioni in merito alla preghiera. In un secondo momento Agostino trova tempo per risponderle e scrive l’Epistola a Proba, sulla preghiera. Si tratta di un trattato molto bello che possiamo anche leggere in italiano. Notate, nella seguente citazione di un brano di questa epistola, come Agostino parla della completezza del Padre nostro. Egli scrive: “[Se] noi preghiamo in modo corretto e coerente” “[in] qualunque… parola noi pronunciamo… non diciamo nul Questo è ciò che D.A. Carson si prefigge che facciamo riguardo alle preghiere di Paolo nel suo, Un appello per una riforma spirituale. Le priorità di Paolo e le sue preghiere, Passaggio, 2005. 8 Nel capitolo successivo parleremo ancora del Padre nostro nella storia della chiesa, in particolare durante la Riforma protestante. 7

16


Capitolo 1 – Introduzione

la di diverso da ciò che si trova in questa preghiera…”.9 In altre parole, secondo Agostino, la sostanza di tutte le nostre singole preghiere sono riconducibili al Padre nostro. Poi più di un millennio più tardi, concorda con Agostino il grande riformatore di Ginevra, Giovanni Calvino (1509-64). Il capolavoro di Calvino si chiama l’Istituzione della religione cristiana, e in quest’opera egli dedica una ventina di pagine a commentare il Padre nostro, all’interno di una più ampia sezione sulla preghiera.10 Nei suoi commenti sul Padre nostro, tra le altre cose, Calvino dice: “Tutto quel che dobbiamo e possiamo anche chiedere a Dio, è descritto e contenuto in questa… preghiera… . Poiché [nel Padre nostro]… Gesù ci ha… dichiarato tutto quello che gli è gradito, tutto quello che ci è necessario e tutto quello che egli vuole darci”.11 Agostino d’Ippona La preghiera. Epistola 130 a Proba, introduzione, traduzione e note a cura di Antonio Cacciari, Milano, Paoline, 1996, p. 110 (CXXX.XII.22). Ecco il brano più ampio da cui abbiamo appena citato: “Qualunque altra parola noi pronunciamo, a cui la tensione del cuore di chi prega o in precedenza dà forma cercando chiarezza, o successivamente rivolge attenzione per aumentare, noi non diciamo nulla di diverso da ciò che si trova in questa preghiera del Signore, sempre che noi preghiamo in modo corretto e coerente.” 10 Nel capitolo successivo forniremo dettagli al riguardo. Aggiungo qui solo che un grande studioso della Riforma protestante ci disse anni fa, quando ero studente di teologia, che si tratta del suo capitolo preferito di Calvino. Lo studioso in questione è Timothy George di cui consigliamo, Giovanni Calvino. Breve introduzione alla vita e al pensiero, Ed. GBU, Chieti, 2009. 11 Giovanni Calvino, Istituzione della religione cristiana, a cura di Giorgo Tourn, Torino, UTET, 1971, 1983, p. 1090. Ecco il brano più ampio: “Vediamo dunque che tutto quel che dobbiamo e possiamo anche chiedere a Dio, è descritto e contenuto in questa orazione, re9

17


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

Io unisco la mia voce a questi grandi teologi, affermando che nel Padre nostro abbiamo una preghiera davvero completa. Ma questo è logico. Ci è stato dato dal nostro Signore stesso. E ci è stato dato perché sapessimo pregare secondo la volontà di Dio. Per cui, a cosa serve il Padre nostro? Esso serve a insegnarci a pregare e a pregare bene. Come dobbiamo usare il Padre nostro? A questo punto, la domanda nasce spontanea: Com’è che dobbiamo usare il Padre nostro? Il Signore ce l’ha dato, per il nostro bene, per insegnarci a pregare nel modo giusto. Ma precisamente come dobbiamo adoperare questa preghiera modello? Vedremo subito che, come la possiamo usare bene, la possiamo anche usare male. Oserei dire addirittura che, recitando in una certa maniera il Padre nostro, possiamo perfino distorcere questa preghiera perfetta. Quando ero ragazzo ogni tanto andavo a confessarmi. Alla fine, il sacerdote dava la penitenza. Mi ricordo bene che una volta a Chicago – in un clima post-conciliare12 più rilassato – un sacerdote abbastanza moderno mi disse di comprare una granita per mio fratello, il quale avevo confessato al saerdote di aver offeso. Ma i sacerdoti ci dicevano spesso anche di dire tot Padre nostro o tot Ave Maria. Questo va bene? gola e formulario di preghiera datoci dal nostro buono maestro Gesù Cristo, che ci è stato dato dal Padre come dottore… . Questa orazione è così perfetta, che ogni altra cosa aggiunta senza riferimento ad essa è contro Dio, e non ci sarà mai concessa da lui. Poiché egli ci ha qui dichiarato tutto quello che gli è gradito, tutto quello che ci è necessario e tutto quello che egli vuole darci” (III.XX.48). 12 Il cattolico romano Concilio Vaticano II ha avuto luogo dal 19621965; io sono nato in mezzo nel ‘63. 18


Capitolo 1 – Introduzione

Abbiamo già visto che l’Ave Maria non si trova nella Bibbia. Per cui quello sicuramente non andava bene. Ma, per quanto riguardo il Padre nostro, va bene dirlo più volte di fila, in questo modo? Questa consuetudine rispetta lo spirito con il quale Cristo ci ha dato il Padre nostro? Ce l’ha dato perché lo ripetessimo in quel modo? Io credo proprio di no. Per spiegarti il perché, vorrei che guardassimo i versetti che precedono il Padre nostro nel testo di Matteo. A partire dal v. 5 Gesù sta spiegando sia il modo ipocrita sia il modo sincero di pregare; dopodiché egli presenta il Padre nostro. Riporto qui tali istruzioni di Gesù nelle quali inserirò in parentesi quadre qualche commento interpretativo. Matteo 6:5-8: “Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. [Qui Gesù ha espresso un primo principio: non pregare per farsi vedere. Ed ora passa ad esporne un secondo.] Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.” [Secondo principio: non pensare di poter obbligare Dio a fornire una risposta, per via delle preghiere ripetute].13 13

In quanto segue Carson, “Matthew”, p. 169 riassume il duplice punto di questi versetti: “In contrasto con la preghiera di ostentazione (vv. 5-6) e la preghiera pappagallesca (vv. 7-8), Gesù fornisce ai suoi discepoli un modello”. 19


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

Quando Gesù dice di non usare troppe parole come fanno i pagani, vuole che comprendiamo qualcosa: di non pensare di poter strappare da Dio una risposta, per via di qualche formula.14 I pagani ripetevano le preghiere come dei ‘mantra’, pensando di poter costringere la divinità a rispondere.15 Ma questo sa di magia. ‘Io pronuncio l’incantesimo, io dico il mantra, io recito la formula e tutto va come voglio io. La divinità deve piegarsi alla mia volontà’. Come quando si mette la moneta nella macchinetta della Coca Cola. Esce fuori una lattina. Recito cinque Padre nostro e, così facendo, compio la mia penitenza. No, non credo proprio che Gesù avesse in mente questo quando ci ha dato una preghiera così eccelsa. Il Padre nostro non va banalizzato. Non va recitato in modo ‘pappagallesco’. Non c’è nulla di magico nelle parole del Padre nostro; e non guadagniamo alcun vantaggio ripetendolo a vanvera. Anzi, usare il Padre nostro in quel modo è abusarne, non usarlo bene.16 Sia chiaro che non c’è nulla di sbagliato nel pregare ‘a lungo’. Paolo dice di pregare senza cessare (1 Tessalonicesi 5:17), Gesù a volte pregava tutta la notte e insegna l’importanza della perseveranza nella preghiera (Luca 18:1). Ma questo è completamente differente dagli errori, primo di pensare di poter obbligare Dio, come se egli fosse il genio della lampada di Aladino; e secondo di voler fare uno spettacolo della preghiera per farsi vedere dagli altri. 15 Cfr. gli ottimi commenti al riguardo di Carson, “Matthew”, p. 166. 16 Rinaldo Fabris, Matteo. Traduzione e commento. Borla, Roma, 1982, p. 153 scrive: “Quella che viene contestata in questa nuova esemplificazione non è solo l’inutile ripetizione delle formule di preghiera come fanno già i sapienti, Siracide 7:14; cfr. Giacomo 1:26, ma la strumenta14

20


Capitolo 1 – Introduzione

Ebbene questo è come non usare il Padre nostro. Invece, come dovremmo usarlo? Più commentatori credono di trovare una risposta nell’ultima parola introduttiva di Matteo (‘così’). Si tratta di Matteo 6:9, alla metà del quale inizia la preghiera di Gesù. Ma prima ancora abbiamo l’introduzione di Gesù di tale preghiera. Ecco le sue parole: “Voi dunque pregate così”… poi insegna la preghiera. Gesù, in che modo dobbiamo pregare? ‘Così’, dice Gesù, ‘in questa maniera’,17 o con questo spirito, se vuoi;18 o ancora, secondo questi criteri, seguendo questi parametri, insomma, secondo questo ‘modello’. Questo è il motivo per cui più volte in questo capitolo ho chiamato il Padre nostro una preghiera modello; e lo è in due sensi. Modello nel senso di essere la preghiera perfetta. Ma modello anche nel senso di essere, se vuoi, una specie di scaletta. In altre parole, il Padre nostro ci può fornire una scaletta per organizzare le nostre preghiere. Esso ci insegna delle priorità nella preghiera (p.e. di pregare che la volontà di Dio, anziché la nostra, sia fatta) e ci ricorda grandi temi teologici (p.e. l’importanza della santificazione del nome di Dio). Intanto se hanno ragione Agostino e Calvino, ogni nostra preghiera lecita sarà collocabile in una delle sei richieste del Padre nostro. lizzazione di Dio, ridotto ad una potenza da piegarsi ai propri desideri con la ripetizione esasperante delle formule o degli appellativi.” Il versetto da Siracide, anche se non canonico per gli evangelici, è comunque una testimonianza storica di una simile sensibilità teologica a quello che Gesù sta dicendo (7:14): “Non parlar troppo nell’assemblea degli anziani e non ripetere le parole della tua preghiera” (CEI). 17 Cfr. l’antica Diodati: “Voi adunque orate in questa maniera.” 18 Carson, “Matthew”, p. 169 scrive: “Ma si tratta solo di un modello: ‘Questo è come [non ciò che] dovreste pregare’.” 21


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

Quindi, in che modo dobbiamo usare il Padre nostro? Non come una formula da recitare a vanvera, bensì come una guida, come uno schema, per il nostro impegno di preghiera. Conclusione Gesù ci ha dato il Padre nostro per insegnarci a pregare. Così, preparati a migliorare i contenuti delle tue preghiere, via via che studiamo la preghiera modello dataci da Gesù. Io ringrazio i miei genitori cattolici per avermi insegnato il Padre nostro (o magari erano state le suore ad insegnarmelo, non mi ricordo più); ciononostante ho dovuto disimparare a recitarlo in modo distratto. Per quanto riguarda la famiglia di cui sono marito e padre, io e mia moglie Silvia abbiamo insegnato questa preghiera perfetta ai nostri figli Marco e Paolo, quando erano ancora piccoli.19 E sempre quando erano piccoli, qualche volta, durante la settimana, l’abbiamo pregata insieme. Ma anche da solo io, dopo tanti anni di disuso, ho cominciato di nuovo a pregare il Padre nostro. Infatti, quando dedico del tempo alla preghiera, non di rado dico il Padre nostro. Va da sé che non lo ripeto tante volte. E va da sé inoltre che, a differenza di quando ero un bambino e poi ragazzo cattolico, adesso rifletto su quello che sto dicendo, mentre lo dico. Ma dirò ancor di più del valore del Padre nostro nella mia vita spirituale. A volte, quando mi sento confuso o molto ansioso o depresso, e non riesco a mettere a fuoco cosa voglio dire al Signore, io ri-dico al Signore la preghiera che egli ci ha insegnato. Rivolgo al Signore la sua preghiera-modello. Perché? Perché

19

Come abbiamo insegnato loro anche p.e. il Decalogo.

22


Capitolo 1 – Introduzione

so – in mezzo alla mia confusione interiore – che, pregando il Padre nostro, sto sicuramente pregando secondo la volontà di Dio. Ne sono sicuro; perché la preghiera che sto pregando viene direttamente da lui! Per cui, a volte io personalmente mi ci aggrappo al Padre nostro, come un naufrago si aggrappa a un salvagente. Ovviamente non faccio così a causa di qualche formula, bensì a causa di ciò che esprimono le parole del Padre nostro. Queste parole ci insegnano riguardo a Dio, il suo carattere, il suo amore, la sua grandezza, la sua bontà, il suo perdono e i suoi comandi. Sì nel Padre nostro c’è tutto questo e altro ancora. Calvino riassume bene la ricchezza del Padre nostro scrivendo che in esso: “possiamo scoprire una bontà ed una dolcezza incomparabili.”20 Sono queste le cose che vogliamo cominciare a scoprire insieme nei prossimi capitoli, con l’obiettivo di pregare sempre più secondo la volontà, buona e perfetta, di Dio.

Domande per ripassare il capitolo 1 e per riflettere sui suoi contenuti. 1. Che cos’è il Padre nostro? 2. Dove si trova? 3. Perché Gesù l’ha dato? 4. C’è un modo giusto e un modo non giusto di usare il Padre nostro? Spiegare la tua risposta. 5. Se abbiamo figli, sarebbe utile insegnare loro questa preghiera perfetta? Se sei d’accordo, perché non farlo quanto prima?

20

Istituzione 3.XX.34, Tourn, p. 1067. 23


La preghiera perfetta. Il Padre nostro

Tabella 1  le versioni di Matteo e di Luca messe a confronto, con indicate le sei richieste del Padre nostro. Luca 11:2-4

Matteo 6:9-13 anche i vv. 5-8 sono sulla preghiera

Egli disse loro: Quando pregate, dite:

Voi dunque pregate così:

Padre,

Padre nostro che sei nei cieli,

I

sia santificato il tuo nome;

sia santificato il tuo nome;

II

venga il tuo regno;

venga il tuo regno;

III

sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.

IV

dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano;

Dacci oggi il nostro pane quotidiano;

V

e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore;

rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;

VI

e non ci esporre alla tentazione.

e non ci esporre alla tentazione ma liberaci dal maligno. [Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.]21

i vv. 5-13 sono ancora sulla preghiera

21

nei vv. 14-15 segue un commento sulla quinta richiesta

Un’aggiunta che non fa parte dell’originale di Matteo.

24



La Preghiera Perfetta. Il Padre Nostro