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SETTEMBRE 2013

STORIA DI SENAGO La casa del mugnaio col soffitto ad ombrello

Parliamo dell’edificio posto all’interno della Corte de’l Murné (del Mugnaio) in via Martiri di Belfiore 9. Nonostante sia fra i beni storici più particolari di Senago, rimane un perfetto sconosciuto. Per questa perla nascosta, si è scomodato addirittura il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sezione Lombardia, che intende tutelarlo definendolo senza mezzi termini come: “rarità”, “antica e raffinata fattura” ed “immobile con elementi architettonici di notevole interesse”.

Questo edificio è in piedi almeno dal 1600, ma la sua prima descrizione la ricaviamo solo dalla mappa catastale del 1722. Come oggi, era già all’interno del suo cortile ed era un ospizio con un piccolo giardino sul retro, di proprietà dei padri di S. Eustorgio di Milano. Nell’800 passa all’Orfanotrofio Femminile detto della Stella in Milano e il giardino diventa orto. L’ultimo proprietario storico è stato l’Ospedale Fatebenefratelli, che l’ha mantenuto fino al 1985. Fra il 1920/30 per volontà dell’amministrazione podestarile di Senago, il cortile all’interno del quale si trova il nostro edificio, viene chiamato Corte del Bombardiere, con un nome di derivazione militare come era in uso fare all’epoca. Segue a Pag. 2

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Volta ad ombrello che si trova nell’edificio seicentesco di via Martiri di Belfiore (Corte del Mugnaio) Senago

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Continua dalla copertina

Edificio seicentesco nella corte del Mugnaio

Ora osserviamo il suo aspetto architettonico. Si trova sul lato est della corte, di planimetria rettangolare con due piani fuori terra oltre al sottotetto. La facciata che dà sulla corte, presenta le tipiche finestre rettangolari “strette ed allungate” indizio di antica realizzazione. Si intravedono tracce di due archi per il portico esterno ed una finestra di forma ottagonale, oggi tamponata, verso il vano

scale. Trasformazioni ed adeguamenti funzionali avvenuti nel corso del tempo, li troviamo su intonaci di epoche diverse, cornici pittoriche intorno alle finestre del piano primo ed una mensola in pietra. Sull’angolo sud è inoltre presente una nicchia nella quale si riconosce un dipinto molto rovinato con raffigurazione della Madonna. Entrando nell’edificio, nei soffitti dei due ambienti posti alle estremità del piano terra, si conservano notevoli volte ad ombrello. Una bella scala, ci porta al piano superiore. Nel salone centrale si nota un antico e raffinato solaio in legno a cassettoni. Questi elementi architettonici, utilizzati nel milanese a partire dal 1400-1500, valorizzano l’importanza dell’edificio la cui presenza spicca all’interno di un paese prevalentemente rurale. Inoltre è la testimonianza dell’esistenza a Senago di istituzioni religiose ed assistenziali, nel corso di almeno tre secoli. Considerando che a Senago molte corti storiche sono state demolite, questo edificio è una vera rarità, nonostante il prolungato stato di dismissione ed il precario stato conservativo generale.

Storia recente dell’edificio seicentesco 2

Dopo la prima guerra mondiale, l’Ospedale Fatebenefratelli e Fatebenesorelle Ciceri-Agnesi di Milano, affittano il caseggiato ai vari residenti locali. Nel 1938 da Monza arriva la famiglia Pagnoni, mugnai da diverse generazioni e prende in affitto l’immobile installandovi un mulino elettrico. I senaghesi che, armati di carriola portavano il loro sacco da 50kg di grano da macinare per ottenere la fariMulino elettrico 1938 na, danno alla tutt’ora nell’edificio Corte del Bombardiere il soprannome di “Curt de’l Murné” (la corte del mugnaio). L’attività continua fino al 1997. Nel 4 il CIMEP, che nel frattempo ge1994

stisce il lotto complessivo, cede la corte al Comune di Senago che ristruttura le parti abitative e costruisce nuovi condomini, tralasciando però la casa del mugnaio poichè le belle arti non danno il permesso di abbatterla. Gli abitanti delle nuove case circostanti la casa del mugnaio, lamentano la trascuratezza che intanto comincia a manifestarsi: caduta di tegole, sporcizia ecc. L’Amministrazione comunale interviene per eliminare i maggiori disagi, poi nell’aprile 2012 decide di richiedere alla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici, un documento aggiornato sulla situazione dell’antico fabbricato. La risposta fornita nel gennaio 2013 è stata (estratto): “Visto l’esito dell’istruttoria condotta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia di cui alla nota prot. n. 5405 del 30 aprile 2012 si ritiene che l’immobile denomina-

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Volta ad ombrello seicentesca

to: “Edificio seicentesco con volte a ombrello” sito in via Martiri di Belfiore 9, è dichiarato di interesse storico artistico ai sensi dell’art. 10 […] e rimane quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Legislativo […] e avrà valore nei confronti di ogni successivo proprietario.” La Redazione, e consideratal’importanza e l’unicità che la Soprintendenza per i Beni Archeologici e Culturali riconosce a questo edificio di proprietà del Comune, auspica la nascita, come già avvenuto per la chiesa di Senaghino, di una cordata di cittadini che si adoperino per la sua ristrutturazione. Inoltre ringrazia a l’Ufficio Tecnico del Comune di Senago nella persona del geom. Luigi Romano per averci fornito i dati necessari. Matteo Colombo

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EDITORIALE

a cura del Direttore Remo Malvestiti

IL FEMMINICIDIO: UN MALE SOCIALE “STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!” NE!” 127 donne uccise nel 2012, 81 nei primi 6 mesi del 2013, l’elenco delle donne minacciate, inseguite, molestate, violentate, picchiate, ed infine uccise, è molto lungo; questo il dato agghiacciante riguardante il fenomeno della violenza sulle donne. Esse sono vittime non soltanto della ferocia, ma anche di un sistema giuridico incapace di tutelarle e proteggerle dalla barbarie dell’uomo. Troppe volte i mass media annunciano vite umane, soprattutto femminili, che vengono spezzate dalla crudeltà e dall’inciviltà. Donne e ragazze che, come fiori, vengono oltraggiati e recisi, strappate dai propri figli e dalla propria famiglia, segregate a subire tormenti infernali da uomini-padroni che le trattano come un oggetto qualsiasi, una proprietà privata a proprio uso e consumo. Stiamo vivendo un periodo peggiore rispetto ai tempi del Ratto delle Sabine o dei Promessi Sposi, dove Lucia Mondello era “stalkizzata” da Don Rodrigo. Per combattere questo genere di reati il Ministro per lo Sport, per le Pari opportunità e per le Politiche giovanili, vuole attuare una “task force”, ovvero un’iniziativa il cui significato letterale è quello di “unità di pronto intervento costituita per un singolo scopo predefinito”. Il Ministro, a tale riguardo, ha affermato che per occuparsi del caso femminicidio è necessario conoscerlo a fondo; aspira, quindi, all’istituzione di un osservatorio nazionale che studi il fenomeno. Inoltre, per assicurare una maggiore efficacia dell’intervento, il ministro sta cercando di coinvolgere anche le associazioni per farle unire alla battaglia contro la violenza sulle donne. Solo con la partecipazione attiva di tutti si può cercare di fermare questa piaga che, nel terzo millennio, è veramente una vergogna immane. Anche la Camera dei deputati si è mossa, il 28 maggio scorso all’unanimità ha ratificato la Convenzione di Istanbul: “sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica”. E’ il primo trattato internazionale che inserisce la violenza contro le donne nel quadro della violazione dei diritti umani, sembra assurdo ma fino ad ora non era così.

Questo vuol dire che finalmente qualcosa si sta muovendo seriamente, perché fino ad ora la voce della donna non veniva ascoltata; ne è una prova che troppe volte prima dell’intervento delle forze dell’ordine nei confronti degli uomini violenti, ci scappa il morto. Questo deve finire! E’ ora di intervenire, non semplicemente perché lo dice la legge, ma perché va riconosciuto alle donne il ruolo primario di chi genera la vita umana. Siamo in una vera emergenza, si vive ormai nel terrore, ma ci sarà pure un motivo che scatena tutta questa violenza! Mentre sto scrivendo questo articolo mi viene in mente la ragazza di 16 anni, bruciata viva dal suo fidanzatino, il quale dice poi di averlo fatto per gelosia. Purtroppo non è così, giustamente, come diceva un noto esperto di psichiatria: “per essere gelosi bisognerebbe prima saper amare, questi ragazzi non vengono educati alla sconfitta, alla capacità di tollerare, al contrario i genitori incoraggiano i propri figli a vivere di emozioni molto superficiali, ad avere tutto e subito. Questo sistema li porta a scambiare l’amore per il possesso e quindi, quando non riescono a gestire l’altro come un oggetto, scatta in loro la rabbia della brutalità”. Seguendo gli indirizzi dall’AICS e del Ministro, l’Associazione de “Il Futuro” aderisce con impegno alla battaglia per la difesa delle donne, mettendo a disposizione la Rivista come comunicazione. Sarebbe interessante che il Comune di Senago coinvolgesse le numerose associazioni locali attraverso delle conferenze, per far conoscere a fondo la “patologia” sociale del drammatico fenomeno del femminicidio. Questo potrebbe essere un primo passo verso la lotta contro le violenze. Il nostro slogan è: “Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può serrare la primavera”. Quindi per battere la barbarie del femminicidio occorre una grande primavera di civiltà.

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N. 59 - SETTEMBRE 2013 Periodico d’informazione registrato al Tribunale di Milano N. 130 - 5 Marzo 1994

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Luisella Riva 30 anni al Centro Sportivo Comunale di Senago L’associazione sportiva culturale de “Il Futuro”, nel 30° anniversario del Centro Sportivo Comunale di Senago, ha voluto premiare Luisella Riva con l’iscrizione all’albo “Club d’Onore A. I. C. S.” provinciale e consegnando una targa in bronzo con coniate le cupole della piscina e del palazzetto, ritenendola meritevole per aver dedicato una vita al buon funzionamento delle strutture sportive a favore dei senaghesi.

Chi è Luisella?

Luisella con la maglia bianca ed i jeans al palazzetto dello sport con il suo staff tecnico.

Arriva a Senago il 6 giugno 1983, giorno dell’inaugurazione del centro sportivo Comunale. Il suo ruolo è quello di istruttore di nuoto ed assistente bagnanti. Man mano che passano gli anni, Luisella dedica tutta la sua passione e la sua volontà nell’approfondimento di ciò che riguarda i corsi nuoto, i piani vasca, la gestione del personale e nel 1997 comincia ad occuparsi di tutta la casa dello sport senaghese, quindi non solo della piscina ma anche del palazzetto, tennis, campi di calcio e bar. Nel 2001 la UIPS, datore di lavoro di Luisella, lascia la gestione e subentra l’EUROPROGESS M.G.M e Luisella, per la sua capacità organizzativa, viene promossa direttrice. Negli ultimi anni, se ne va anche l’EUROPROGESS e subentra la TIM LOMBARDIA SPORT, ma Luisella è sempre lì, dedita al suo lavoro. Il 22 dicembre 2012, per raggiunti limiti d’età lavorativa, termina la sua lunga carriera.

Luisella per l’ultima volta chiude il cancello del suo amato centro sportivo comunale, se ne va portando nel cuore la sua bella esperienza senaghese, pensando ai suoi 30 anni di attività, alle tante persone conosciute, alla consapevolezza che ognuna di queste, a modo suo, l’ha arricchita come persona e come professionista. Ma con tanto orgoglio ricorda il 1986, quando ha allenato gli atleti della SENAGO NUOTO, e la sua soddisfazione riguarda due di quei ragazzi i quali, seguendo i suoi insegnamenti, oggi fanno gli allenatori di nuoto. Questa è Luisella e noi tutti la ringraziamo per aver fortemente contribuito a far sì che tanti giovani e meno giovani, possano praticare lo sport nelle strutture che lei ha seguito con tanta passione per trent’anni.

La squadra della Senago nuoto nel 1986. Allenata da Luisella

Luisella Riva, il Sindaco Lucio Fois, il presidente de “Il Futuro” Mary Malvestiti

La premiazione è avvenuta nella bella e nuova struttura del teatro dell’Oratorio di via Repubblica Senago, durante il saggio degli allievi delle scuole di ballo de “Il Futuro” e “Scilla Dance”. Presenti alla premiazione: il Sindaco di Senago Lucio Fois, che ha consegnato la targa ed ha elogiato e ringraziato Luisella per il suo ottimo lavoro svolto per le attività sportive a Senago. Il presidente de “Il Futuro” Mary Malvestiti che ha consegnato la tessera d’onore. Il direttore della Rivista “Senago noi e la Città” Remo Malvestiti che nel suo intervento ha parlato del percorso fatto da Luisella in 30 anni a Senago. Remo Malvestiti

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Inaugurazione della nuova struttura polifunzionale dell’oratorio di Senago

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Sabato 8 giugno 2013, nel teatro dell’oratorio di via Repubblica di Senago, stracolmo di persone, si è svolto il saggio di danza e ballo caraibico delle scuole di ballo de “Il Futuro” e “Scilla Dance”. La manifestazione ha visto le bambine di danza e di ballo latino-americano esibirsi davanti ai propri genitori che hanno applaudito e incoraggiato i propri figli. Gli allievi adulti, guidati dai maestri Rita e Giuseppe, hanno esibito balli Caraibici di base e di avanzato, non sono mancati esibizioni di singoli maestri e allievi. L’associazione de “Il Futuro” ringrazia la Comunità Pastorale San Paolo Senago per averci inseriti nella settimana dell’inaugurazione delle nuove strutture dell’oratorio. L’ORATORIO, come giustamente dice Don Roberto sul notiziario “CROCEVIA” e condiviso da Don Leo, è veramente la casa di tutti, specialmente per i giovani di tutte le età. Questo luogo dà la possibilità di imparare a vivere con gli altri e di aprirsi al mondo. Le belle strutture dell’oratorio del centro Senago, oggi sono una realtà meravigliosa. Che bello passare per la via e vedere tanti giovani giocare, contenti perché si sentono a casa loro, protetti e guidati. Certo, questo però ha dei costi e non da poco, ed è qui che tutti i cittadini devono essere consapevoli che per terminare queste strutture e mantenere il bel servizio, bisogna continuare (o per chi non l’avesse ancora fatto), iniziare a contribuire in modo fattivo affinché queste belle strutture possano completarsi e continuare ad essere sempre efficienti.

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L’Assessore al Bilancio e Servizi Finanziari

fa il punto del suo lavoro svolto ad un anno dal suo mandato Ad un anno dalla mia nomina ad Assessore al Bilancio è doveroso fare il punto della situazione su quanto attuato da me e dal mio “staff”. L’obiettivo che si è proposta l’Amministrazione è quello dell’ottimizzazione delle spese che non significa eliminare i servizi ma cancellare gli sprechi ed incrementare le entrate, anche attraverso il recupero dell’evasione, facendo in modo che tutti i cittadini paghino i servizi che utilizzano; solo così possiamo garantire l’equità tra le persone tenendo sempre in considerazione le fasce più deboli. Tale obiettivo è portato avanti dalla mia squadra in maniera esemplare ma, ovviamente, per ottenere un buon risultato è necessario che tutti gli uffici lavorino insieme. Il servizio Tributi oltre alla normale attività di sportello, in questo anno è stato impegnato nel controllo dell’evasione della ex TARSU, negli accertamenti ICI degli anni pregressi, nel passaggio dalla Tarsu alla Tares, nella gestione dell’IMU. Tutto questo lavoro è stato effettuato interamente dall’ufficio senza costi aggiuntivi per il Comune. Il Servizio Economato, in collaborazione con il Settore Gestione del Territorio ha definito contratti di locazione, fermi da tempo, gestisce e verifica il recupero degli affitti e delle spese degli immobili comunali, recupera le spese sugli immobili dati in locazione alle associazioni mediante convenzione, oltre alla normale attività. Il Servizio Finanziario oltre a svolgere il normale lavoro d’ufficio è stato chiamato a gestire le numerose novità legislative che in questo anno si sono succedute in materia di Bilancio, di Patto di Stabilità, di pagamenti della P.A., di certificazioni richieste dai vari organi di controllo. Responsabile del Settore Servizi Finanziari è la dott.ssa Fauzia Pasciuta, ritornata in qualità di Posizione Organizzativa, dal 1 settembre 2012 e che ha, con me, con-

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Maria Interdonato

diviso questo anno di continui cambiamenti che vedono coinvolto in prima persona il Settore Finanziario con il compito di gestire le risorse finanziarie dell’Ente affrontando le numerose problematiche legate alle difficoltà di cassa che quasi tutti i Comuni sono chiamati ad affrontare. Come prima prova abbiamo dovuto affrontare gli equilibri di bilancio e rivedere un bilancio di previsione 2012 che era stato approvato dal Commissario e che presentava numerose problematiche e lacune, una situazione di cassa abbastanza complessa e una serie di novità normative da affrontare tra le quali la riscossione diretta della Tares che non sarà più effettuata da Equitalia ma dal Comune. In questo periodo gli uffici stanno affrontando la stesura del bilancio di previsione per l’anno 2013 che presenta numerose incognite quali IMU prima casa, la nuova applicazione della TARES, i trasferimenti dello Stato che, ad oggi, non sono ancora stati determinati e le numerose difficoltà nel continuare ad erogare ai cittadini tutti i servizi che gli stessi si aspettano di ricevere. L’impegno degli uffici e dell’Amministrazione va in questa direzione: servizi di qualità ad un costo accessibile e con un particolare occhio di riguardo a tutti quei cittadini senaghesi che stanno vivendo un momento difficile.

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8 giugno…ed è subito festa! Il giorno 8 giugno presso la scuola secondaria di primo grado ”Giovanni XXIII” dell’IC” Marco Polo” di Senago si è svolta la festa di fine anno. Al suono della campanella, alle ore 8,30, una fiumana vociante di alunni e genitori ha invaso la scuola. Chi nelle proprie classi ad illustrare i progetti realizzati nel corso dell’anno, chi a fare la caccia al tesoro, chi in palestra per le premiazioni dei tornei sportivi, chi in giro per la scuola a visionare i disegni realizzati nel corso dell’anno ed a visitare gli allestimenti, il tutto scandito da una ferrea scansione cronologica. Quest’anno si è optato per un allestimento a stanze: “La stanza dello sport” dove si sono esposte le foto della giornata sportiva che si è tenuta sabato 11 maggio presso il campo sportivo di Senago; ”La stanza della shoah” dove si sono raccolti i materiali prodotti dai ragazzi delle classe terze per la partecipazione a ”Una settimana a SUPERMILANO” il 13 aprile in Villa Sioli. Il titolo della mostra era ”ARTE, STORIA, TERRITORIO: i ragazzi incontrano e raccontano la storia”. Con disegni, diari, video, materiale fotografico d’epoca sulla vita dei sigg. Sioli Franco e Martin Elia, i ragazzi hanno reso omaggio alla vita di questi illustri senaghesi, che spesso hanno collaborato con la nostra scuola testimoniando sulle loro esperienze Alcuni studenti delle medie di Senago legate al momento della resistenza ed allo stesso tempo approfondire la conoscenza di questo momento della storia recente del nostro paese. Ne “La stanza del totem sensoriale” si sono messe in mostra le tavole tattili prodotte dagli alunni delle classi 2 A e 1 B per la partecipazione al Concorso ARTEINSIEME TOTEM SENSORIALE promossa dal Museo tattile Statale ”Omero” di Ancona. Si tratta di una serie di pannelli su quattro beni culturali di Milano (il Duomo, Sant’Ambrogio, Santa Maria delle Grazie ed il teatro alla Scala) e lo stadio Meazza realizzati con materiali dalle diverse textures in modo da permettere ad ipovedenti e ciechi la percezione tattile di piantine, prospetti e dettagli dei beni studiati; il tutto correlato da testi

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La prof Parolini con alcuni studenti delle medie di Senago

in braille che ne descrivono le caratteristiche storiche ed architettoniche. Questi materiali sono stati presentati il 21 maggio u.s. presso la villa Reale di Milano ad un evento organizzato da Arteinsieme in preparazione della visita di un gruppo di ipovedenti di Udine alla città di Milano. In sala proiezioni inoltre è stato possibile visionare “Videoart”, un breve filmato interattivo realizzato dalla classe 2 B in collaborazione con l’AVISCO di Brescia, premiato ad un concorso di settore di Pordenone; il filmato di documentazione dei laboratori del Bell’anatroccolo, il filmato del progetto di educazione alimentare ”Il panino giusto” realizzato dalle classi 2 A e 2 B di via Monza. Le classi prime dei corsi B,C e D hanno inoltre offerto un breve concerto di saluto ai propri genitori. Nel corso della festa di fine anno si è svolta pure la restituzione ai genitori del percorso effettuato in alcune classi prime e seconde del progetto Life Skills Training Program e RE-LIGO (triennale e con il coinvolgimento dei genitori) in due classi terze: dopo un momento iniziale in cui gli operatori della ASL Milano 1 hanno presentato il progetto ai genitori, gli stessi ragazzi, con l’aiuto di supporti multimediali, hanno condiviso con tutti l’esperienza vissuta. Alla fine tutti in palestra per l’istallazione finale: ogni classe, ripensando all’anno scolastico trascorso, doveva individuare tre oggetti che rappresentassero “ciò che di negativo si vuole buttare”, “una esperienza bella da portare sempre con sé” e “gli obiettivi non ancora raggiunti su cui riflettere”. Con questi oggetti abbiamo realizzato il nostro “terzo paradiso” e da qui ripartirà in nostro percorso l’anno nuovo 2013/2014. Con l’auspicio che tutti abbiate trascorso delle buone vacanze, un arrivederci a scuola. La referente di “Mostre e manifestazioni” Anna Cabrini

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Tutti i Cortili e le Cascine della nostra Senago - 7° puntata Grazie alle interviste ed alle testimonianze di diversi anziani senaghesi, con un lungo e difficile lavoro, è stato possibile ricostruire l’identità di tutti i cortili e delle cascine presenti a Senago. Spesso ciascun cortile viene identificato con più nomi contemporaneamente. Essi possono derivare

dal cognome di una delle famiglie che lo ha abitato, oppure dal soprannome o dal mestiere di uno dei personaggi presenti, o anche dal nome di un istituto ex proprietario. Poiché tale ricerca non è stata facile, si invitano i gentili lettori a segnalarci le possibili omissioni e/o dimenticanze.

Via don A. Rocca

Via Repubblica

RIONE CENTRO A cura di Matteo Colombo M

Curt de’l Runchèt (famiglia Ronchetti) civico 1.

Curt di Stelàsc (è un soprannome forse ex proprietà Luogo Pio della Stella) civico 5; detta anche Curt de’l Strüsa (è un soprannome).

Via A. Degli Occhi

Curt de’l Munzìn (famiglia Monzini, ingresso alla villa) civico 19, con fontana all’interno del cortile.

Curt de’l Lughét de l’usterìa (è un soprannome) civico 3, veduta di entrata ed interno.

Via XXIV Maggio

Curt de’l Malèrba (famiglia Malerba, ingresso villa Degli Occhi - “la Palazzetta”) è stata demolita e corrisponderebbe circa al civico 20.

Curt de’l Lucatèl (famiglia Locatelli); nell’800 chiamata anche Cascina Pescina, civico 9, veduta dell’interno. Due particolari della corte: finestra-cantina e balconcino.

RIONE MASCAGNI

Via San Giuseppe Cascina San Giuseppe costruita nel 1841 da Carlo Gennari (detta cascina “la Genàra”), all’inizio abitavano 6 famiglie che si occuparono della coltivazione della terra circostante, dopo averla pazientemente bonificata con un duro lavoro. Non è mancata la buona volontà ai contadini nel voler coltivare questi difficili terreni i quali, man mano si sono ampliati con la coltivazione di mais, frumento, viti, gelsi… Vi si allevava anche il bestiame. Nel 1925 con nuove tecniche agricole si coltivò anche il lino bianco e blu. La cascina, oggi completamente trasformata e formata da abitazioni private, comprende la vetusta torre campanaria: antico convento o resti più recenti?

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Perché i termini per fare ricorso contro le vasche sono scaduti ?

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zioni non hanno mai fatto. I Cosa fa un cittadino o un termini per fare ricorso sono comune che si vede leso nei ormai scaduti da un pezzo. propri diritti? Denuncia l’ofSe ora facessimo qualcosa fesa alle autorità competen- prosegue l’Avvocato – vi ti! farei buttare via del denaro Contro la decisione della Reinutilmente perchè ogni gione che ci ha leso nei noricorso sarebbe già perso in stri diritti, la sola via era di partenza.” ricorrere al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) che la storia per far valere le nostre radelle vasche parte da lontagioni! no: al suo inizio le vediamo Ebbene, quando nel 2009, nella cava di via Brodolini, nelle vesti di coordinatore poi man mano sono finite in della Farfalla di Senago, venvia De Gasperi, son passati ni a conoscenza di quella deanni e con loro l’alternarsi Marzo 2013-Senago via De Gasperi, una trivella sta libera, dissi al sindaco ed agli di amministrazioni di varie Facendo dei carotaggi per verificare il terreno dove si dovrebbe realizzare le vasche di laminazione assessori di fare ricorso conforze politiche, ma il ricorso tro la Regione; non ascoltato, denunciai il tutto sui giornali contro la Regione, nessuno ha voluto farlo! e, ma la mia fu solo una voce nel deserto. Nel maggio scorso abbiamo assistito ad una bella dimostraDel ricorso parlai anche con i consiglieri di minoranza ma, zione in via De Gasperi: bene finalmente, ma contro chi l’absia gli uni che gli altri sembravano d’accordo nel dire di NO biamo fatta? al ricorso. In realtà, non si è voluto andare contro i propri Se il Comune ha subito un torto dalla Regione Lombardia, capi politici. era davanti alla sua sede che i senaghesi dovevano andare: Finalmente l’attuale giunta decise di creare un comitato pensiamo per un istante di vedere 500 cittadini davanti a ed assumere un avvocato per interessarsi della questione “Palazzo Lombardia”, sicuramente saremmo finiti sui giorvasche. Dopo qualche mese il comitato presentò un docu- nali e anche in televisione, questo sarebbe stato un atto mento proponente una soluzione più economica e meno forte! impattante, ma a chi può servire questo lavoro? Sentiamo Concludo nel ribadire che un NO convinto va affrontato con cosa dice l’avvocato Fossati, assunto dal comune per reggere vie legali, ma come già detto non si è voluto farlo. la parte legale del Gruppo di Lavoro Vasche di laminazione Ora almeno sappiamo cosa fare? Fino ad ora si è dato l’imTorrente Seveso. pressione di nascondere la testa sotto la sabbia. Speriamo Stralcio della relazione: “Siamo in ritardo per ogni cosa - ha che ora in poi si affronti la questione con forza per non subidetto – ed ora non è più possibile fare alcuna azione legale; re, oltre al danno anche la beffa. La fiducia inizia a mancare, questa andava fatta già nel 2010, quando fu reso pubbli- l’unica speranza è che la Regione non trovi MAI i soldi per co un primo atto della Regione ed andava proseguita nei realizzare queste vasche! tempi immediatamente successivi, cosa che le amministraRemo Malvestiti

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Il Direttore risponde alla lettera arrivata in Redazione

“Il bambino e il fascista” ricordi e riflessioni Gent. Redazione di “Senago noi e la città” La lettura del racconto pubblicato nel n° 58 di Maggio “Il bambino e il fascista” mi ha lasciato un senso di incompletezza. Certo, si tratta di un breve racconto che vorrebbe mostrarci la Storia da più punti di vista, ma proprio per questo motivo mi appare incompleto. Perché il fascista portava con sé il pane bianco, alimento che all’epoca era solo per i ricchi? Le famiglie che costituivano la maggior parte della popolazione si nutrivano di pane scuro, polenta al solo profumo di aringhe, erbe e radici cotte. Perché quel signore, fascista, recava un cibo per privilegiati ad altri fascisti del paese vicino? Le famiglie avevano i padri e i fratelli maggiori alla guerra dell’esercito fascista, e non meritavano pane bianco? Credo che il racconto vorrebbe farci capire che esistevano brave persone anche fra i fascisti e che i partigiani erano anche capaci di picchiare. La realtà delle vicende umane presenta quasi sempre situazioni complesse; mi torna in mente che al

tempo di guerra la famiglia di mia madre abitava in Sesto San Giovanni in uno stabile nel quale si trovava la sede di un comando nazista. I bambini della famiglia avevano più o meno l’età del protagonista del racconto e i nazisti erano gentili con loro. E’ naturale, giovani uomini avevano probabilmente nostalgia dei loro bimbi rimasti in Germania, inoltre quei piccoli vivevano VICINO a loro. Mentre probabilmente pianificavano la distruzione di paesi con neonati e donne incinte, quegli uomini, passando, davano un buffetto al bambino del piano di sotto. Tiziana Tosi

Il Direttore Il Direttore Gentilissima Tiziana, la Redazione ha ricevuto le sue osservazioni in merito a: “Il bambino e il fascista” ed ha interpellato l’autore del racconto che è ben lieto di rispondere alle sue domande ed a quelle di altri lettori che in linea generale chiedono le stesse cose. Le risposte dell’autore D. Racconto incompleto. R. Nel mio racconto ho voluto solo dar notizia di un episodio che ho vissuto da bambino, senza pensare di esprimere il mio punto di vista attuale sulla storia del fascismo, ecco perché vi appare incompleto. D. Il pane bianco ai privilegiati, quello nero ai poveri. R. All’età di 8 anni non potevo chiedermi il perché il fascista avesse il pane bianco e i poveri no, ma oggi posso dire che lo sapeva bene mio padre, vittima lui stesso del regime fascista, un uomo che

1917 - Il papà dell’autore del racconto in un momento di libera uscita

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partecipò alla prima guerra mondiale (1915/1918) da semplice soldato dotato di un sentimento del dovere che lo portava sempre in prima linea. Nel corso della sua permanenza militare giunse al grado di sergente maggiore e per la sua fattiva opera all’offensiva del Piave, che risultò preziosa al comando di gruppo, venne decorato con la medaglia d’argento al valor militare e promosso aiutante di battaglia. Da persona stimata, nel 1937 il podestà lo chiamò per un posto da responsabile in una polveriera sita nelle vicinanze di Bergamo, ma rifiutò di sottoscrivere la tessera del partito fascista e per questo fu costretto a lasciare la sua terra bergamasca ed emigrare nel milanese. Pur subendo torti dal regime fascista, che non dimenticò mai, continuò la sua vita educando i propri figli a vivere nella rettitudine, insegnandoci che le leggi fasciste e la guerra (cose tremende), un giorno sarebbero finite ed arrivati tempi migliori. Oggi, riflettendo del perché mi lasciò che prendessi il pane bianco, credo volesse impedire che in me non si sviluppasse il disprezzo verso le persone e che non perdessi la fiducia e la speranza di un

futuro migliore dove i cittadini, poveri o ricchi, beneficiassero di pari dignità, uguaglianza e libertà. D. Il fascista buono ed il partigiano picchiatore. R. Nel momento in cui vidi quel fascista che tutte le mattine mi dava il pane bianco, legato e percosso con calci e pugni, mi sentii crollare il mondo. Ho però anche apprezzato che fra i 5 partigiani, uno si è rivolto a me per confortarmi. Quello è stato l’atto che ha creato in me il giusto equilibrio che mi permette di non fare di tutta un’erba un fascio e di nutrire sempre la speranza di trovare fra il buio, una luce amica.

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Cara Tiziana e cari Lettori, con queste parole il narratore de: “Il bambino e il fascista” ha cercato di rispondere alle vostre domande. Certo è che l’episodio va elencato fra le luci amiche, senza per altro dimenticare che il periodo storico in cui si è svolto il racconto, è stato teatro di fatti atroci contro l’umanità che vanno senza ombra di dubbio condannati. Ciononostante non bisogna frenare coloro che in mezzo a tanto orrore, hanno vissuto episodi di cuore da raccontare. Il Direttore R. Malvestiti

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Erasmo Silvio Storace

un giovane Senaghese con la passione della filosofia

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Erasmo si è laureato in Filosofia a Milano, ha quindi conseguito a Palermo un dottorato di ricerca; attualmente collabora come Professore a contratto, presso l’Università dell’Insubria di Varese. Ha pubblicato diversi libri e articoli. Vive e lavora a Senago; da 10 anni ha fondato e dirige l’Associazione Culturale Albo Versorio, che opera nel mondo della filosofia come casa editrice di saggistica filosofica e come organizzatrice di eventi culturali, tra cui “La Festa della Filosofia”,che coinvolge otto comuni della Lombardia e, sotto il patrocinio del Polo Culturale Insieme Groane e della Società Expo Milano 2015, ospita come relatori i più importanti filosofi ed intellettuali del panorama italiano.

Dai suoi inizi, si avvale della collaborazione di alcuni tra i più importanti filosofi italiani (Donà, Sini, Bonvecchio, ecc.). A partire dal 2008 si dedica all’organizzazione di eventi culturali (tra Cesano Maderno, Senago e Limbiate): ed è proprio a Senago (dove Erasmo ha ormai trasferito la sede di Albo Versorio, al fine di essere ancora più radicato e presente su questo territorio) che nasce l’idea di costruire una rete di Comuni, sotto l’egida del Polo Culturale Insieme Groane, ospitanti un vero e proprio festival, “La Festa della Filosofia”, capace di creare un connubio tra le conferenze dei grandi nomi della filosofia (come Severino, Galimberti, Giorello...) e momenti di intrattenimento più ludici: dalla musica agli aperitivi, dalle mostre artistiche agli interventi nelle scuole, offrendo incontri di preparazione alla filosofia già dalle scuole primarie. Dal 2012 il festival ottiene il patrocinio di “Expo 2015” e viene ideato un programma quadrien-

nale volto a indagare, in quattro anni, i grandi temi di Expo: “cibo”, “pianeta”, “energia” e “vita”. Anche quest’anno Erasmo Storace con la sua festa della filosofia ha ottenuto un grande successo organizzativo, dopo il successo a Garbagnate presso il Parco delle Groane e a Senago nei giorni 16, 23 e 30 giugno ha vissuto momenti meravigliosi con un festival che ha presentato filosofi eccellenti come: Galimberti, Marassi, Boncinelli e Giorello. La bella iniziativa si è svolta nel parco Monzini presso la sede della “Istituzione Biblioteca Comunale Italo Calvino”, che grazie alla sua collaborazione attiva e competente ha permesso all’iniziativa di godere degli ottimi risultati e di poter continuare come negli anni precedenti.

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DR. CLAUDIO BRICCA

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I corsi di ballo si tengono nelle palestre delle scuole comunali: DANZE CARAIBICHE – BASE e AVANZATO Lunedì 16 settembre 2013 ore 20,30 - Palestra di via Cavour (ang. via Nenni) Martedì 17 settembre 2013 ore 21,30 - Palestra di via Padova (si entra dalla via Verdi) KIZOMBA - BASE Martedì 17 settembre ore 20,30 - Palestra di via Padova (si entra dalla via Verdi)

BALLI DI GRUPPO

Venerdì 20 settembre 2013 ore 20,30 Palestra di via Repubblica (dietro al Comune)

LISCIO E SALA Venerdì 20 settembre 2013 ore 21,30 Palestra di via Repubblica (dietro al Comune)

CORSI DI PROPEDEUTICA DANZA CLASSICA E MODERNA

I maestri Rita e Giuseppe insegnanti di ballo caraibico

Venerdì 20 settembre 2013 ore 17,30 - Palestra di via Padova (si entra dalla via Verdi)

CORSI DI BALLI DI GRUPPO E DANZE LATINO-AMERICANO DEI BAMBINI E RAGAZZI Lunedì 16 settembre 2013 ore 17,30 - Palestra di via Repubblica (dietro al Comune)

I maestri Antonella e Alfonso Insegnanti di ballo Liscio e di Gruppo

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PER ISCRIZIONI ED INFORMAZIONI Telefonare al n. 02.99.058.713 cell. 339 899 04 73 oppure nelle sere della festa di Senago del 7/8 settembre 2013 allo stand del ballo. (Veniteci a Trovare) Coordinatrice ballo e danza Silvana: Tel. 333 608 7948 Ai Maestri di caraibico Rita: Tel. 347 46 02 947 e Giuseppe: Tel. 340 29 86 581 Alla Maestra di liscio e di gruppo Antonella e Alfonso: Tel. 348 56 55 075

FESTA DI SENAGO Sabato 7 e Domenica 8 settembre 2013 I maestri di ballo e gli animatori delle due scuole, intratterranno i cittadini con musiche, esibizioni e ballo per tutti i presenti il divertimento è assicurato. Tutti sono invitati a partecipare.

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Commercio locale.

Supermercato di piazza Borromeo Senago Per chi vuole fare la spesa completa e nello stesso tempo non vuole spostarsi dal proprio paese o frequentare le grandi strutture, in piazza Borromeo a Senago trova un ambiente tipico della bottega sotto casa, un personale qualificato che attraverso la conoscenza delle esigenze della clientela, è in grado di fornire un accurato e competente servizio, dando prodotti selezionati e di qualità. Il tutto viene gestito con perizia e gentilezza da persone specializzate nel campo dell’alimentazione, questa esperienza permette di gestire con sicurezza il punto vendita come un vero negozio di vicinato, garantito dall’affiliazione di un marchio nazionale come Punto SMA (Simply Market) grande distribuzione alimentare organizzata in Italia. La professionalità dei preposti al servizio dei clienti, porta ad avere un rapporto fiduciario, rilassante e socializzante, con il cliente, una bottega SMA che offre un terreno privilegiato accogliente come i piccoli negozi di vicinato, dove il commerciante è un conoscente, un amico, una persona quasi di casa. L’impegno e l’interesse collettivo del responsabile commerciale della bottega SMA, lo stimola a studiare il costo al consumo dei beni acquistati tra grande distribuzione e negozio sotto casa, al fine di far riscoprire il valore sociale del negozio alimentare per quelle fasce di popolazione che necessitano di fare acquisti nel risparmio e senza recarsi in spazi lontani. Il punto vendita è specializzato nella gastronomia e tavola calda (cucina interna), banco macelleria con carni di origine italiana, banco salumi e formaggi scelti . Nel concreto, a livello vendita vengono offerti prodotti selezionati e di provenienza garantita dal marchio Punto SMA (Simply Market), Leader in Italia nel settore di generi alimentari. Inoltre, il lunedì sconto del 10% su tutta la spesa ai pensionati, il mercoledì sconto del 10% reparto macelleria e tutti i giorni all’interno del punto vendita tante offerte speciali.

Sicurezza sul lavoro

A cura del Dr Ezio Zuliani

“Costruire e diffondere una cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro, individuare e tenere sotto controllo i potenziali rischi, salvaguardare la reputazione aziendale e rispettare la normativa vigente in materia di sicurezza sono obiettivi impr im pres esci cind ndib ibil ilii pe perr tu tutt tte e qu quel elle le o org rgan aniz izza zazi zion onii ch che e vogliono essere competitive e insieme responsabili”. La sicurezza sul lavoro non è un optional aziendale ma consiste in tutta quella serie di misure di prevenzione e protezione (tecniche, organizzative e procedurali), che devono essere adottate dal datore di lavoro, dai suoi collaboratori (i dirigenti e i preposti), medico competente e dai lavoratori stessi. Il 31 maggio scorso è scaduta la possibilità da parte delle aziende di autocertificare la valutazione del rischio e dal 1 giugno è obbligatorio anche per le

FZ

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aziende che occupano fino a 10 addetti la redazione del del DVR DVR (Documento di Valutazione dei Rischi). Chi lo deve fare? Tutte le aziende, anche ditte individuali e liberi pro-fessionisti, che abbiano alle proprie dipendenze an-che un solo lavoratore. Per il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. sono considerati lavoratori anche i soci, i lavoratori a progetto, i lavoratori stagionali, gli stagisti, i coadiu-vanti, o coloro i quali effettuano formazione anche e a titolo di apprendistato o gratuito presso la sede e dell’azienda.

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Franca Cavagnoli anni 79 - trent’anni di piscina Nell’occasione del trentesimo anniversario del Centro Sportivo Comunale di Senago, siamo venuti a conoscenza che Franca Cavagnoli, residente a Senago dal 1957, è un’appassionata di nuoto e che dal 6 giugno 1983, giorno dell’inaugurazione della piscina del Centro, ad oggi 2013, è trent’anni che frequenta i corsi di nuoto, L’abbiamo incontrata e gli abbiamo chiesto della sua passione per il nuoto. “Fin da giovane ha sempre amato fare dello sport, convinta che nuotare faccia bene alla salute, e soprattutto ci aiuta a stare bene in generale. Oltre al nuoto, frequentando i

Sig.ra Franca Cavagnoli Senago, Giugno 2013

corsi si incontrano altre persone e questo ci dà modo di socializzare, scambiare idee e di apprendere. Ho iniziato a frequentare la piscina di Varedo molto giovane, a quei tempi sapevo che il nuoto permette di ottenere una silhouette armoniosa e ben proporzionata, favorendo il dimagrimento e il rassodamento muscolare combattendo in modo efficace gli inestetismi della cellulite. Il mio sogno era che anche Senago avesse una piscina e quando trent’anni fa finalmente è arrivata, mi sono iscritta e ancora oggi continuo a frequentare i corsi.”

Scritti e poesie arrivate in Redazione

Amore di Mamma 18

La mammaa è il ggrande albero dell’amore. Abbracciaa e tiene stretti stretti i suoi piccoli ffiori, le sue piccole ggemme che pian piano sbocciano ggloriosi e fforti alla vita,con meravigliosi g ffrutti. Li tienee a sé più a lungo che può, accarezzandoli con i suoi vitali profumi sussurrando tra le sue fronde, storie di vite meravigliose. Poi una alla volta si staccano, prendono il volo portati dal vento…vedranno mondi lontani. Chissàà se nel vento un ggiorno, qquando anche loro avranno messo radici e dato vita a nuove pianticelle, chissà se ritroveranno la strada, se riconosceranno il loro vecchio e stanco grande albero dell’amore dell amore di Mamma Mamma. Pina Preite

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Nel Camerino di Prova.

Alcuni consigli brevi per quando provate il vostro abito. Raramente la promessa sposa è lasciata sola nel scegliere il proprio abito. Improvvisamente, una volta saputo delle nozze, mamma, sorelle amiche care e non, si fanno prendere dall’impulso di offrirle aiuto per la scelta dell’abito, e qua iniziano i guai… Sarete molto più serene se al primo appuntamento, vi rivolgerete solo al personale specializzato del negozio: i negozi che fanno abiti da sposa da trent’ anni come il mio, hanno solo interesse ad offrirvi il meglio e a farvi sentire eleganti e felici. Sarebbe stupido il contrario e invece non è proprio così con certe “amiche del cuore” magari un po’ invidiose! Torniamo a noi, ricordatevi che nonostante le bizzarrie viste nei matrimoni di Hollywood o nei vari programmi televisivi, questo è il momento della vostra vita in cui dovete essere regali, sobrie e bellissime. La futura sposa può molto facilitare il lavoro di chi la segue nella scelta. Portare con sè un buon reggiseno, senza spalline (e se si è di qualche taglia in più un body), un paio di scarpe dell’altezza che poi vorremmo indossare, e magari raccogliersi i capelli se molto lunghi. Tutto questo non solo aiuterà noi, ma contribuirà a far sì che voi vi vediate molto meglio con i vari abiti che proverete. Accettare il cortese aiuto delle commesse o del commesso mentre si provano i vestiti delicati, consentirà infine di non sciuparli in alcun modo. Dopo aver scelto il vostro abito, approfittate della nostra presenza per porvi e porci alcune domande: se il ricevimento è in campagna, il tacco a spillo è comodo? Riesco ad alzare le braccia per ballare se ho organizzato un matrimonio con danze? Accettando i consigli che insieme potremmo dare, eviteremo lo strazio di vedere una donna a disagio a causa del vestito (soprattutto il giorno del matrimonio). Oppure vedervi arrivare con una foto di un abito e pretendere che sia proprio il vostro, senza ascoltare nessun consiglio, sarebbe devastante per voi e per noi. Dopo aver scelto il modello, si prendono le prime misure: significa che da lì alle seconde misure, avrete il tempo di modificare un pochino la vostra taglia; non aspettatevi miracoli, difficilmente perderete 10

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chili, ma magari lo stress vi porterà ad assottigliarvi un pochino. Fate gli ordini tempestivamente, non anni prima, ma almeno cinque/mesi sì. Se ordinato troppo presto, rischierete che poi il vostro abito non vi piaccia più; se troppo tardi, che non si riesca a realizzare bene come vorremmo tutti noi e voi. Diciamo come indicazione, che la sposa di maggio deve iniziare a muoversi a gennaio, e quella di dicembre a settembre, di conseguenza tutti gli altri mesi. Il nostro personale, è in grado anche di offrire suggerimenti per la biancheria intima da indossare con i migliori risultati; anche dell’abito, possiamo farvela modificare oppure consigliarvi nel caso di taglie forti, il negozio più adatto a vendervi il capo giusto. Non dimenticate di prendere le calze, che devono essere rigorosamente di seta, e vanno messe sempre, e qui apro una dolente nota… Avrete tutta la vita davanti per stare senza calze, quel giorno però mettetele, se proprio siete spazientite da questo indumento che tanto ben modella gambe anche brutte, mettetele in chiesa almeno, e poi alla prima corsa in bagno levatele, ma non state senza. E da ultimo, una volta fatta l’ultima prova (e sicuri che nulla venga trascurato), vi verrà portato l’abito in casa, da noi, dalle nostre sarte, a volte da me. Non per essere invadenti, ma perché così si usa da generazioni, perché voi possiate stare più tranquille, perché il momento dell’arrivo dell’abito nel sacco di tela profumato, possa essere immortalato sulle vostre foto e anche perché in fondo noi lo abbiamo cucito con cura, ricamato rifinito, dedicandovi tempo prezioso, e ci fa emozionare ancora dopo tanti anni vedere volare l’abito indossato da voi e accompagnarvi nel giorno più bello della vostra vita… Meditate spose meditate…

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Circa ottanta amici festeggiano i 70 anni di Francesco Giacobbe Buon compleanno Francesco, i tuoi amici ti dedicano questa poesia.

Che serata bella e gaia, è il compleanno di Francesco. L’aria pulsa di parole e risate è lui che le ha scatenate! Ha varcato da un pò la soglia degli anta, ma in cuor suo la passione per la politica non si placa. Pur se a volte qualche acciacco rende il suo spirito un po’ fiacco, non si arrende e tiene duro! Ama la vita, la sua sposa, i suoi figli, il suo lavoro, e come un guerriero, non si adagia mai sul pontile, La Famiglia Di Francesco Giacobbe ma guarda sempre vercon il Figlio Davide, la moglie Rosi e la figlia Giulia. so il sole dall’avvenire. Ha un sorriso simpatico e generoso, sta bene con gli amici e nel giorno dei suoi settant’anni li ha voluti tutti vicini! Grazie Francesco per la bella serata, tutti i tuoi amici ti fanno gli Un momento della bella serata di compleanno auguri per altri cento di questi giorni.

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L’acqua che scorreva nella Senago agricola... In questi ultimi decenni Senago ha visto profonde trasformazioni del suo tessuto urbano. Buona parte dei campi una volta coltivati a mais o a frumento sono stati ceduti per far posto ad abitazioni residenziali o a capannoni industriali. Con la scomparsa dei campi è venuto meno anche il fitto reticolo idrico la cui acqua traeva origine principalmente dal Villoresi. Chiunque abbia abitato a Senago negli anni 60-70 si ricorderà dei “canarelli” piccoli canali profondi meno di un metro in cui molti Senaghesi (tra cui il sottoscritto) hanno fatto il bagno. Zona via Ungaretti, Quartiere Petrarca Mi ricordo, ad esempio, quello in prossimità della Madonnina di Senaghino, oppure quelli che erano presenti dal lato opposto di Senago, tra il Centro e l’inizio di Castelletto. Mi ricordo di noi bambini che d’estate ci Via Madrid, passante dietro la Madonnina toglievamo i vestiti per buttarcisi dentro in mutande. Mentre scrivo mi è tornato alla mente la forma delle paratie in grado di deviare l’acqua in un percorso rispetto

a cura di Paolo Galli

Paolo Galli all’età di 7 anni e lo stesso Paolo, oggi

tare di via Repubblica in cui in un punto il “canarello” si allargava a formare una sorta di piccola piscina. Quest’acqua trae origine dal Villoresi, opera idraulica inaugurata nel 1890 (realizzata dall’ingegnere lombardo Eugenio Villoresi). Questo canale artificiale ha origine dal fiume Ticino (dalla diga del Pan Perduto in località Maddalena) frazione di Somma Lombardo e si getta nel fiume Adda al termine di un percorso che si estende per 86 km che lo qualifica come uno dei canali artificiali più lunghi d’Italia. Oltre a rifornire acqua ai campi il Villoresi dava refrigerio durante le torridi estate senaghesi, e allora ecco che riaffiorano persone a me sconosciute che si tuffavano dal ponte che collegava il centro al quartiere Mascagni. E quando dal Villoresi si tornava verso il Comune di Senago si passava vicino

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Via XXIV Maggio, canarello con cascata fra Villa Ponti e Villa Degli Occhi

Ponte Villoresi di via XXIV Maggio Senago (dove si tuffavano i nuotatori)

ad un altro: tre-quattro pezzi di legno che scorrevano in binari di metallo, quello superficiale (ma qui i ricordi vacillano) aveva alle estremità una sorta di manici che una volta impugnati facilitavano la fuoriuscita dalle guide. Devo dire che mi ricordo anche di quando, insieme ai miei amici, mi divertivo a deviare il corso d’acqua all’insaputa del contadino. Anche le scuole traevano giovamento da questo reticolo idrico: mi ricordo ancora dei doposcuola passati nel retro della Scuola ElemenSenago13.indd 21

all’unico “Canarello” con cascata, mi riferisco alla cascatella che si trova ancora oggi in prossimità della strada che porta verso la Villa Ponti. Purtroppo al giorno d’oggi, molti campi agricoli non esistono più e quindi è venuto meno il bisogno di mantenere attive tutte queste infrastrutture idrauliche. Negli anni si è osservata la tombinatura della maggior parte dei canarelli, lasciando un sapore nostalgico per chi come me ha avuto modo di farci il bagno o per gli agricoltori che vedevano, una volta tolte le paratie, l’innondarsi d’acqua i campi. (lo scorso giugno sono stati fotografati alcuni canarelli ancora in attività) 23-07-2013 12:55:21


Dott.ssa Pozzi Roberta DVM Medico Veterinario Agopuntura diplomata SIAV (società italiana agopuntura veterinaria) Master di II livello “Fisiologia dello sport e fisioterapia veterinaria applicata al cane” La fisioterapia viene praticata nell`uomo da tempo, aiutando con successo la medicina nell`alleviare il dolore, nel recupero post-traumatico o nel recupero post-chirurgico, rinormalizzando le funzioni e permettendo ai pazienti di ritornare alle loro normali attività. Recentemente questi servizi sono stati studiati sugli animali per raggiungere gli stessi obiettivi. Gli obiettivi specifici della riabilitazione includono l`aumento del range di movimento delle articolazioni, l`aumento del tono muscolare, il miglioramento della coordinazione, la diminuzione del dolore e dell`infiammazione, il recupero dell`equilibrio e della giusta condizione fisica (perdita di peso/aumento della muscolatura). La fisioterapia viene applicata ogni volta che c’è un deficit del movimento corretto. Dopo un intervento chirurgico, (per il legamento crociato anteriore, la displasia dell’anca, l’ernie del disco) o in seguito a deficit neurologici (negli emboli fibrocartilaginei, paralisi e/o paresi) dove c’è un impedimento totale o parziale del movimento, la fisioterapia può aiutare ad accelerare i tempi di recupero o essere l’unica terapia elettiva. La fisioterapia negli animali si avvale di diverse tecniche: il massaggio, l’utilizzo dell’acqua come la piscina oppure Underwatertrademill lavoro in palestra tapis-roulan. In oltre a questo si può aggiungere l’Agopuntura come tecnica per il dolore e per ridurre i tempi di recupero

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1973: una Classe di… Gran Classe

Ricordo del 40° - Coscritti 1973 di Senago La festa dei coscritti è un bell’evento da ricordare. La nostra rimpatriata è avvenuta alle “Antiche Ruote”, un successo annunciato e confermato. E’ stata una serata piena di colori e di allegria, un’insostituibile occasione per ritrovarci fra amici. Viva la classe del 73 e un arrivederci alla prossima!!!

La voce di Butterfly … Ringraziamento agli operai Comunali Via Mantica: troppe volte ormai i presagi di Butterfly si avverano. All’epoca del salotto del centro storico di Senago, quando si è voluto fare il manto stradale in porfido, qualcuno aveva scritto che era una follia. Oggi siamo qui, e come diceva Gino Bartali: “E’ tutto da rifare”. Via 8 Maggio: grazie all’iniziativa dei privati, i piccioni, per ora, se ne sono andati. Per il resto sembra che questa volta l’assessore Zoani sia stato di parola, mettendo i dissuasori estraibili: finalmente una volta alla settimana passerà il mezzo a pulire. Nota di Merito ai dipendenti del comune di Senago. Assistiamo ad un grande senso di responsabilità dei dipendenti comunali, mi riferisco in particolar modo agli operai addetti alla manutenzione. Forse troppe volte si indicano i dipendenti pubblici come fossero dei fannulloni. Personalmente posso assicurare che a Senago, già in veste di assessore avevo riconosciuto con note di merito e mansioni superiori le loro qualità; da cittadino ho continuato ad apprezzare il loro impegno. In questi ultimi anni di assoluta crisi economica, il cittadino stima molto vedere gli operai delle manutenzioni, che al di là delle proprie specifiche mansioni si adoperano per fare quei lavori urgenti necessari per una giusta qualità della vita cittadina: vedi l’idraulico che fa anche il muratore; il capo operai che non sta solo a dirigere, ma contribuisce ai lavori manuali, come del resto l’elettricista, il falegname e tutti gli altri operai che svolgono molteplici mansioni. I cittadini, nel prendere atto, ringraziano convinti che i piccoli problemi, che assillano la vita quotidiana, vengono risolti grazie all’impegno di questi manutentori.

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CAMPIONATO ITALIANO WFC – 2 Giugno 2013 Titolo italiano per Claudio Ivan, 17 anni dell’ In Action Combat Paderno

Claudio Ivan, atleta di punta dell’“In Action Combat” vince due titoli italiani: uno di kick boxing e uno di free boxe. Domenica 2 Giugno 2013 si è svolto il campionato italiano WFC (World Fighters Confederation) in quel di Trezzano sul Naviglio (MI). Alla gara, a cura del presidente Franco Scorrano della Federazione riconosciuta a livello internazionale, hanno partecipato più di 400 ragazzi provenienti Maestro Antonio Bega, atleta Ivan Claudio, Alberto De Nucci Dir. Palestra “In Action” da 65 palestre diverse sparse in tutta Italia. Sotto la guida del Maestro Antonio Bega, arbitro e maestro federale WFC, in questo ultimo anno Claudio Ivan ha vinto 23 match e, due settimane fa nella finale, si è aggiudicato ben due titoli italiani vincendone altri quattro. La cintura è stata consegnata dal presidente stesso, Franco Scorrano. Altri quattro ragazzi dell’“In Action Combat” di Paderno Dugnano hanno partecipato alle finali: Andrea Muschi, Daniele Scanu, Gianluca Porati e Daniele Di Carlo. La squadra ha un attivo di 15 agonisti! Campionato italiano: l’atleta Ivan Claudio con i colori della palestra “In Action”, Una squadra che ha dato grandi soddisfazioni al Maestro Antomentre attacca l’avversario per la conquista del titolo. nio Bega, a breve 4° dan e maestro federale di kick boxing, full contact e k1, che negli ultimi cinque anni ha ottenuto due titoli mondiali, due europei e quattro italiani. La palestra “In Action” opera da oltre 30 anni sul territorio, ad accogliervi troverete non solo abili e professionali istruttori e personal-trainer di arti marziali, ma anche di fitness, zumba, pilates, spinning, step e molto altro ancora. Lo staff della palestra “In Action” vi aspetta!

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Artisti locali del disegno botanico

MATTIOLI ROBERTA Roberta è nata a Senago nel 1967, dove attualmente vive. Ha studiato arte, prima all’Istituto d’Arte di Cantù e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano), Pittura. Il suo modo di disegnare e creare immagini è cambiato adattandosi alle varie esigenze del lavoro e all’età. Roberta ha iniziato a lavorare come illustratrice e scenografa per produzioni di cartoni animati (la Gabbianella e il Gatto). Solo qualche anno fa Roberta ha iniziato a dedicarsi a tempo pieno alla sua reale passione per il disegno botanico, utilizzando ancora le tecniche tradizionali: acquerello, matite colorate e graphite. Utilizza anche una tecnica con la biro, molto particolare e di grande impatto visivo. Un suo Chrysanthemum è stato selezionato alla 14° International Exhibition al Hunt Institute del 2013, a Pittsburgh (USA); attualmente due suoi lavori sono visibili presso la mostra ”Arte botanica del terzo millennio” presso il museo della Grafica a Pisa. Per due anni Roberta ha vissuto nel Derbyshire, nel mentre ha concluso il Distance Learning Course 5 e dal 2011, diventando subito socia della Society Botanical Artist di Londra. Lei ama dipingere fiori dal vivo, partendo da un’attenta, lunga ed essenziale osservazione del soggetto. Essendo una semplice appassionata di botanica dipinge solo quello che vede partendo dall’ispirazione del mondo floreale nelle diverse stagioni, proseguendo poi nella costruzione della composizione e dei dettagli. Ultimamente si diletta nell’insegnamento di questa disciplina, divulgando piccoli grandi segreti dell’acquarello. All’insegnante Roberta Mattioli, abbiamo chiesto di parlarci dei corsi che tiene presso l’Università del Tempo Libero di Senago: “Il prossimo autunno riprenderò il corso (as. 2013-2014) che è al suo quarto anno di vita. Gli studenti hanno iniziato a lavo-

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Gli allievi che hanno esposto le loro opere, da sinistra a destra sono; Spinello Angela, Rizzi Ornella, Forresu Cesarina, Velluto Anastasio, Mattioli Roberta, Fadini Silvana, Broggi Giuseppe e Colaiori Rita. Nella foto mancano: Stallone Caterina e Soldano Elena.

rare con il bianco e nero per poi giungere all’acquerello con costanza e passione. Durante il percorso d’insegnamento, risultato per alcuni tratti difficile, non hanno mai perso la determinazione nel ricercare la similarità con il soggetto. Il disegno botanico dal vero è un’esperienza viva e diretta tra la flora e l’autore che la interpreta con la propria sensibilità... Un’esperienza forte, energetica e viva. Nello scorso aprile, nella “Casa del Custode” di Villa Monzini, gli allievi di Roberta hanno organizzato una mostra dell’acquarello botanico, dove i visitatori hanno potuto apprezzare le varie identità artistiche di giovani e meno giovani allievi non solo di Senago. Ogni anno, per pubblicizzare la mostra viene fatta una locandina con un soggetto che ha riscosso maggior attenzione durante il corso per la complessità, la naturalezza e la buona esecuzione. Quest’anno è stato scelto Broggi Giuseppe con la sua “Magnolia grandiflora”. Colgo l’occasione per ringraziare: l’amministrazione comunale per la “Casa del Custode”; il ristorante “Ponte Vecchio” per aver offerto il rinfresco il giorno dell’inaugurazione della mostra. Chi volesse visitare il mio sito per visionare le mie opere: www.robertamattioli.eu.

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Petizione giunta dai residenti in zona edificio vecchio mulino

Araldo “Per i diritti del Cittadino” Ne Nell’aprile elll’aprrile scorso, gli inquilini del caseggiato che sta a pochi metri della struttura del vecchio mulino, hanno ann no indiind di rizzato al Sindaco ed agli uffici responsabili del patrimonio pubblico, la seguente petizione firmata da 19 persone: “Comunichiamo che di fronte al caseggiato di via 8 maggio esiste una struttura fatiscente di imprecisa proprietà, dove vi sono eternit, erba alta, lamiere arrugginite e topi di grossa taglia ecc… Certi di un vostro intervento porgiamo distinti saluti”. Il portavoce della petizione si è rivolto alla Redazione, dopo l’insoddisfazione avuta dal Comune, invitandoci a dar voce pubblica alla loro segnalazione. L’Araldo, paladino dei diritti Sul fondo il vecchio mulino di tutti i cittadini, si è recato Il vecchio mulino dietro al condominio di via 8 maggio chiuso dallo scivolo dei box e a fianco il condominio di via Martiri di Belfiore. sul posto ed ha fotografadel condominio di via 8 Maggio. Un pezzo di lamiera che il vento rende pericolosa. to la triste realtà. Successivamente ha fatto presente il tutto agli uffici addetti che hanno assicurato di aver eseguito tutti i passaggi necessari per poter mettere l’edificio in sicurezza e nelle norme sanitarie, ed erano in attesa del benestare dall’ufficio bilancio per il finanziamento delle opere da fare. L’Araldo ribadisce che, pur consapevole delle difficoltà finanziarie che tutti i comuni stanno attraversando, rimarca però che sta nei doveri inderogabili dell’ente pubblico garantire la salute e la sicurezza dei cittadini, quindi: se è vero che per il risanamento dell’edificio servono parecchie migliaia di euro, per togliere i pericoli più urgenti ne servono solo poche centinaia. Allo stato attuale delle cose il Comune ha emesso un’ordinanza per interdire l’area ai proprietari antistanti l’edificio. 26

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Lettere al Direttore Egr. Direttore Remo Malvestiti buongiorno, siamo una piccola impresa di pulizia di Senago e, come cittadini di questo bel paese, conoscevamo il vostro giornale da anni, trovandolo graditamente nella casella della posta. Il Vostro periodico riesce ad unire dall’attualità alla narrativa, dalla politica allo svago senza mai essere di parte o troppo pesante, è interessante ed attira la curiosità del lettore dalla prima all’ultima pagina. Un paio di mesi fa, avendo aperto il nostro ufficio su strada, abbiamo avuto il piacere di conoscere una squisita persona che ci ha proposto uno spazio pubblicitario nella vostra rivista e, con la sua gentilezza, simpatia disponibilità e professionalità,

ci ha avvicinato ancora di più a Voi. Perché questa mail si domanderà? Per ringraziare la sig.ra Mary in prima persona, Lei come Direttore e tutto il vostro staff per averci dato la possibilità di far conoscere la nostra azienda tramite il Vostro giornale e per l’assistenza avuta nella pubblicazione pubblicitaria da noi effettuata, anche se di piccola entità ed importanza. Ma M ary ry Confermando fin d’ora la nostra presenza anche per la prossima uscita, ci permettiamo di salutare e ringraziare cordialmente Lei, la sig.ra Mary e tutti i Suoi collaboratori. Impresa MultiServizi - Monica Telandro

Buonasera, volevo segnalarvi che ultimamente in momenti di crisi e di sacrifici da parte di tutti, fortunatamente ci sono giovani positivi a Senago. Ci siamo impegnati, messi in gioco, abbiamo faticato tanto, ma alla fine tutti i nostri sforzi sono serviti! Infatti in un concorso di Band Giovanili, una Band di Senago parteciperà alla finalissima di “Stagealive all’Alcatraz” di Milano (Via Valtellina 25, il tempio della musica Live). La passione e l’impegno dei ragazzi a volte è premiato. Penso sia un segno positivo per tutti i giovani degno di nota. Cordiali saluti Ivan Guietti 27

Richieste di informazioni A volte arrivano in Redazione richieste d’informazioni sul contenuto di articoli firmati, come ad esempio questa E-mail: “Sono a chiedere se l’articolo apparso nel numero […], sia nella sua versione integrale o se vi siano state aggiunte, tagli o modifiche a cura della Redazione. In attesa di un suo cortese riscontro mi è gradita l’occasione per complimentarmi con Lei e la Sua Redazione per il periodico e per augurarLe buon lavoro e salutarLa cordialmente”. All’interessato dell’E-mail, è stato già risposto personalmente, ma ritengo importante comunicare pubblicamente che qualunque articolo firmato da persone che non fanno parte della Redazione, è rigorosamente visto ed autorizzato dall’autore dell’articolo prima della stampa.

Mi sento Falena Caro sig. Remo, voglio complimentarmi personalmente per la splendida storia della falena e la farfalla :-) Grazie è un modo per scuotere noi persone malate :-). Sì mi sento falena e vorrei avere un’amica come la luna con amiche come le stelle :-). Roberta

”Errata corrige” Ciao Remo, con interesse leggo sempre tutto “Senago noi e la città”. E’ veramente sempre interessante e so che raggiunge tante famiglie che scoprono sempre nuove cose passate e presenti della ns. comunità. […] Ti faccio presente che nello scorso numero ci sono state due imprecisioni: 1)° - pag 6 “La preghiera del ribelle” dove si dice: “scritta in carcere a Don Vittori” ” va corretta in: “scritta in carcere a San Vittore ”. - pag. 18 “Festa di San Giuseppe al Mascagni” è stato scritto: “i vuocher lavoro dati in parte all’UTL”, si comunica che la UTL ha lasciato tutto il ricavato ai volontari del Mascagni per i lavori di manutenzione nel quartiere. Attilio Rossetti Senago13.indd 27

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Lettere al Direttore (La voce dei Cittadini)

Splendori e miserie della piscina di Senago Gentilissimo Direttore, sono un’utente della struttura sportiva di Senago, esattamente della piscina; da lunga data (fine anni ‘90) ne fruisco in maniera assidua e continuativa. Vi avevo già contattato tempo fa elogiandone a trecentosessanta gradi la gestione, la professionalità, la competenza del personale tutto. Ora mi rivolgo nuovamente a Lei conoscendo la sua sensibilità al riguardo, per segnalare come da un anno a questa parte la situazione sia pian piano degenerata e NON per responsabilità o “colpe” del personale operativo (istruttori-puliziaassistenti). Infatti credo che la scarsa attenzione a tale Centro (mi riferisco sempre alla piscina) sia da ricercare altrove; la noncuranza e l’indisponibilità di coloro i quali dovrebbero avere a cuore il buon funzionamento dell’unica struttura sportiva esistente sul territorio demotiva ed allontana tante persone e famiglie che vorrebbero usufruirne. So che per motivi economici sono stati effettuati tagli di ore lavorative alla maggior parte degli istruttori, so anche

che ultimamente sono pure cambiati almeno un paio di responsabili di Direzione. Piscina di Senago C. S. Comunale Credo comunque che queste variazioni non giustifichino altre mancanze e trascuratezze materiali (un esempio: è stata eliminata per quasi tutto l’inverno la carta asciugamani dai bagni adducendo il motivo del risparmio…!!) Io penso sia importante rilanciare e valorizzare, come giustamente merita, la piscina di Senago e credo anche che molte persone siano in sintonia con le osservazioni sopracitate. Quindi desidero rivolgere un sentito appello: ritorniamo e riportiamo all’antico “splendore” il Centro Sportivo di Via di Vittorio, impegnandoci tutti all’effettivo miglioramento della cara, vecchia ma indispensabile PISCINA! Grazie infinite per l’ascolto e complimenti per il giornale, utilissimo a noi cittadini senaghesi! Tanti cordiali saluti da Anna Boniforti

Un targa per ricordare le tante fatiche e sacrifici dei parrocchiani di Castelletto 28

La Chiesa di Castelletto (nel riquadro) demolita

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Caro direttore, la ringrazio per aver pubblicato la mia lettera di solidarietà per la signora che aveva subito un furto qualche mese fa. Le volevo far presente che desidererei parlare della vecchia Chiesa di Castelletto, lei se la ricorderà certamente, il mio rammarico è che la chiesa è stata abbattuta qualche anno fa e non è stato fatto nulla per ringraziare e ricordare le tante fatiche e sacrifici che tutti i parrocchiani di Castelletto hanno fatto per realizzarla, sarebbe bastata una piccola targa ricordo. La saluto e la ringrazio di nuovo per dare la voce a Senago. Casati

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Egregio Direttore Remo Malvestiti, Non abito a Senago, leggo la Sua rivista quando accompagno mia figlia qui e il tempo d’attesa lo trascorro nella Biblioteca Comunale “I. Calvino”. Mi complimento per la qualità del Suo giornale, vorrei far notare però (ma non è assolutamente una critica), che nell’ambito della completezza degli argomenti cui tratta, manca la materia spirituale. Penso possa essere di grande conforto per coloro i quali soffrono delle sofferenze della vita e a tal ragione, se crede, mi piacerebbe che venisse pubblicato questo mio scritto nel prossimo numero. Cordiali Saluti e Buon Lavoro! Carlo Urban

Vivere dopo questa vita Con la morte è tutto finito? No, è l’inizio di una nuova vita, è la nascita ad un’esistenza che non avrà più fine. Dio crea ogni persona per assicurarle, dopo la vita terrena, una vita di felicità infinita. Noi siamo stati creati per il Paradiso. Ma dipende dal nostro stile di vita: “Se vuoi entrare nel regno della vita, osserva i miei comandamenti” (Mt19,17). La paura della morte è naturale perché l’essere umano è stato creato per la vita. Solo la fede e la parola di Dio ci aiutano a superare questa paura, ed attendere questa realtà con serenità. “Le anime dei giusti”, dice Gesù “sono al sicuro nelle mani di Dio, nessun tormento le colpirà più”; e S. Teresina: “Io non muoio, entro nella vita”. Non sappiamo quando: “Tenetevi sempre pronti perché il Figlio dell’uomo verrà quando meno ve lo aspettate” (Mt24,44). Appena terminata la nostra vita, sarà Gesù stesso (ci salvò a prezzo di un amore e dolore infinito) a giudicare come ci siamo comportati: salvezza o perdizione e fisserà la nostra sorte per tutta l’eternità. Chi accetta Dio e la sua legge andrà in Paradiso; chi rifiuta fino all’ultimo momento

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il perdono e la salvezza che Dio offre a tutti, sarà condannato; chi ha colpe veniali o residui di pena, Gesù offre un periodo di espiazione e purificazione in uno stato intermedio, il Purgatorio: qui l’anima si purifica e prepara ad entrare nel regno dei cieli e partecipare alla vita stessa di Dio. Nel Purgatorio si soffre spiritualmente in proporzione all’intensità ed alla durata delle colpe da espiare: rimorso per il male fatto, colpe veniali, doveri trascurati, mancanze di pazienza, di carità… Quanto bene avremmo potuto compiere, per arricchire la nostra vita! Quanta carità con poche rinunce, aumentando i nostri meriti per l’eternità! La vera sofferenza delle anime nel Purgatorio è il dolore di non poter vedere Dio, Gesù, Maria. Con loro in Paradiso ci attendono anche tutte le anime elette che hanno già raggiunto la gloria, tra cui i nostri parenti, amici, benefat-

tori, tante persone con le quali abbiamo condiviso sofferenze e gioie durante la vita. Le anime del Purgatorio provano gioia, perchè per un istante hanno intravisto Dio e desiderano ardentemente di rincontrarlo e di essere felici per ciò che le attende in Paradiso, una felicità superiore ad ogni immaginazione. Però esse non sono più in grado di meritare per sé; noi viventi possiamo aiutarle, dando loro sollievo, scontando i loro debiti e abbreviare l’attesa del Paradiso: Messa, Comunione, preghiere, elemosine, suffragi vari. E loro ci aiuteranno una volte giunte in Paradiso.

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Favole… alla Milanese Luisina l’ingorda - Lüisìna la sbafòna

a cura di Matteo Colombo DIALETTO MILANESE

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Luisina era un’eccezionale cuoca e serviva nella casa d’un gran signore. Adorava mangiare e quindi le parti più squisite dei cibi che preparava se le mangiava lei. Poi scendeva in cantina e beveva un bicchiere del vino migliore. Un giorno il padrone ordina: “Oggi arriva un invitato importante, vai nel pollaio, scegli le due galline più belle e preparale come tu sai fare”. Luisina ottempera e prepara le galline arrosto per cena. Queste avevano preso un bel colorito e tutta la casa profumava d’arrosto. Però l’invitato era in ritardo e Luisina suggerisce al padrone: “È meglio andare incontro al suo amico per evitare che le galline passino la cottura”. E il padrone esce incontro all’ospite. L’arrosto era così bello che Luisina non resiste: afferra un’ala e la mangia, poi scende in cantina e beve un bicchiere. “Se il padrone ritorna vedrà che manca un’ala! È meglio che mangi anche l’altra!”. Detto fatto, bevendo un bicchiere di birra. L’ospite tardava ancora, così Luisina mangia tutta la gallina e beve il vino. “È un peccato che restino separate - dice - sono sempre state assieme!”. Così mangia anche l’altra gallina. Torna il padrone e le ordina: “L’ospite è in cortile, apparecchia la tavola che io affilo il coltello”. Luisina va in cortile e dice all’ospite: “Scappi via, perché il mio padrone l’ha invitata con l’intenzione di mozzarle le orecchie! Sente come sta affilando il coltello?”. L’ospite sente il suono delle lame e scappa via. Luisina dice al padrone che l’invitato aveva rubato le due galline arrosto ed era fuggito. “Disgraziato - dice correndogli dietro - dammene almeno una, solo una!” e l’ospite credendo che parlasse delle sue orecchie, correva ancor più veloce! (Libera traduzione di Alfredo Colombo)

Lüisìna l’éra una gran cöga e la servìva in cà d’un gran sciùr. La ghe piasèva tant a mangià e perciò i toc pü sé bun che la preparàva, i a mangiàva lé. Pö l’andàva giò in cantìna e la bevéva un bicér de vin bun. Un dì él padrùn él cumànda: “In cö arìva un invidà impurtànt: va in de’l pulé, càta föra i do gaìn pü sé bèi e prepàri come te sét bòna ti de fài.” Lüisìna la fa in scì e la prepàra i gaìn aròst per scèna. I do gaìn avéven ciapà un bel culùr e per tüta la cà a gh’éra profüm de aròst. Ma l’invidà a l’éra in ritàrd e Lüisìna la sugerìs al padrùn: “L’è mèi andà incùntra al so amìs, se no i gaìn a cösen trop!”. El padrùn él va incùntra a l’invidà. L’aròst a l’éra in scì bèl che la L��isìna la resìst no: la ciàpa un’ala e la màngia, pö la va in cantìna e la béf un bicér. “Se él padrùn él tùrna indré él véd che mànca un’ala: l’è mèi che màngi anche l’altra”. E la fa inscì e intànt la béf un bicér de bìrra. L’invidà él tardàva pü sé e la Lüisìna la màngia tüta la gaìna e la béf él vin. “L’è un pecà che hin separà - la disèva - chi do gaìn chi hin sémper stà visìn!” E la màngia anche l’altra gaìna. El tùrna él padrùn e l’òrdina: “L’invidà a l’è in curtìl: prepàra la tàula che mi a mòli él curtèl.” Lüisìna la va in curtìl e dis a l’invidà: “Scàpa via, perché él me padrùn él t’ha invidà per taiàt i urèc’: te séntet come l’è dré a mulà i curtèi?”. L’invidà él sént él rumùr di curtèi mulà él scàpa via. Lüisina la ghe dis al padrùn che l’invidà l’avéva rubà i do gaìn aròst e l’éra scapà via. “Disgrasià - él padrùn él ghe cur adré - dàmen almén vüna, dumà vüna!”. E l’invidà che’l pensàva él parlàss di urèc’, él curéva pü sé fort ànca mo!

Bddbeef!ofmmb!Mpncbsejb!efm!2911!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!(Cronaca d’altri tempi.) 1816, 7 apr. Cagno (CO): i coniugi Bernasconi danno alla luce 5 figli, 3 maschi e 2 femmine in 12 ore. Tutti sani ma vissuti ciascuno solo un’ora. La signora ebbe già in 5 parti altri cinque figli. Sta bene ed è povera. 1829, 21 set. Lovere (BS): per l’eccessiva pioggia frana un grosso masso sul paese. A Darfo l’Oglio in piena asporta il ponte in legno. 1853, 11 ott. Quingentole (MN): al passaggio sul Po, una comitiva di 40 persone sale in barca, ancora legata però alla

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sponda. La barca si capovolge e nelle forte corrente periscono 14 persone. 1863, 1 set. Milano: duello alla pistola e alla sciabola fra il pubblicista E. Matcovic ed il critico musicale F. Filippi, per un articolo ritenuto da questi, offensivo. Rimangono entrambi leggermente feriti di sciabola. 1867, 16 giu. Pavia: l’areonauta Blondeau, si innalza ad una notevole altezza col suo pallone, ma poi precipita ed affonda nelle acque del Ticino. Si salva.

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STORIA DI SENAGO

a cura di Matteo Colombo

caporedattore de “Il Futuro” E-mail: colmat2@virgilio.it

Questione d’onore (e d’amore) Dopo aver scoperto la “Casa del Mugnaio” (vedi la copertina), passiamo ora ad un avvenimento storico completamente diverso. …cominciò il duello: impugnate nago entrando nel nostro territorio: attraverso uno stretto le pistole, i due rivali milanesi sentiero in un folto boschetto di pini, giunsero poi in una si separarono di 30 passi camprateria illuminata dai primi raggi del sole, di sufficienti diminando in quella prateria non mensioni per lo scontro. Una mattinata stranamente afosa lontano da Senaghino… per la stagione. I due rivali si misero alla distanza fissata, Ma come si arrivò a questo pununo di fronte all’altro, ma Giuseppe non volle puntare la to? Siamo nel 1875 e motivo del sua pistola. Il militare invece, attese un momento, poi fece duello fu Evelina, una donna bella ed affascinante, dal fuoco ed uno stormo di uccelli prese il volo. Da ottimo ticarattere passionale, grande poetessa e letterata, amante ratore qual era, gli bastò un solo colpo per far accasciadella vita mondana e frequentatrice del più importante re il rivale in una pozza di sangue. Intervennero i sanitari, salotto milanese. Quattro anni prima si era sposata con un chiamarono le carrozze, ma furono costretti a trasportare militare, Eugenio, capitano dei bersaglieri che aveva com- a braccia il ferito perché queste non riuscivano a passare battuto per l’Unità d’Italia e figlio di un importante par- nell’angusto sentiero. Giuseppe venne portato in una casa lamentare. Il matrimonio si rivelò però una semplice infa- di contadini in zona per arginare l’emorragia e dopo un tuazione giovanile, poiché gli sposi mantennero interessi lungo intervento si riuscì ad estrarre il proiettile. molto diversi fra loro e come succede nelle più classiche La voce di questo duello si era sparsa giungendo fino ai delle storie, lei finì per innamorarsi del migliore amico di Carabinieri, che riuscirono ad individuare la casa dove agolui, il giovane cav. Giuseppe, di professione contabile. nizzava Giuseppe: “Ho deciso di farla finita con un colpo di I sospetti del marito trovarono conferma grazie alla con- pistola” spiegò, per nascondere invece la storia del duello. fessione estorta con la forza alla domestica di Evelina e da Pochi giorni dopo Giuseppe si stava rimettendo, così i mequi la ferma decisione di Eugenio di lavare nel sangue l’of- dici decisero di trasportarlo a Milano, Porta Nuova; la scelfesa. Giuseppe accettò il duello, ma dato che questo tipo ta fu sciagurata, perché nel viaggio le ferite si riaprirono di “regolamento di conti” erano vietati (soprattutto a Mi- causandogli la morte il 7 giugno. Evelina era disperata e la sua domestica per il rimorso, tentò di avvelenarsi. Ad Eugenio che aveva salvato l’onore, gli toccò ovviamente il processo in tribunale, ma con un’abile avvocato venne assolto. Della vicenda si occuparono tutti i giornali appassionando morbosamente i lettori. A quell’epoca il duello, seppur vietato dalla legge, era considerato dal punto di vista sociale l’unica maniera per salvare l’onore. Per molte ragioni lo si faceva, non solo per questioni affettive, ma anche per esempio per motivi professionali, dove il duello sostituiva la “querela per diffamazione”. Si poteva utilizzare qualsiasi arma e non era necessario che uno dei due contendenti morisse, anche una piccola ferita era motivo di soddisfazione. Parco delle Groane: zona fra Isolino e Castellazzo La storia di Evelina non finisce qui, è ancora molto lunga e lano), si scelse un luogo appartato fuori dalla città. Giovedì non mancano i di colpi di scena, come quei romanzi televi27 maggio 1875 alle ore 07, le carrozze con a bordo i due sivi che durano migliaia di puntate. Questo è quello che è rivali, i testimoni ed i medici, giunsero alla Cascina Prevosta avvenuto dal punto di vista senaghese. di Bollate (per intenderci: le case vicino agli aeroplanini di Chissà se questa vicenda che è realmente accaduta, non Castellazzo). La comitiva proseguì a piedi in direzione Se- venga prima o poi ripresa e sceneggiata…

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- Trasferimento Video e DIA

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Per Noi cucinare è un gesto d’Amore (Rinfresc cart dal 19995)

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Senago Noi La Città - Settembre 2013