Ideale – Diario di banca n.9, ottobre 2019

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Ideale

Trimestrale della BCC di Staranzano e Villesse, Piazza della Repubblica 9 – 34079 Staranzano (GO)

Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – 70% – Aut. n. DC/DCI/G0/0312/MS

Diario di Banca ottobre 20�9

SPECIALE ECONOMIA

La forza del territorio

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ottobre 2019

DIARIO DI BANCA

DIALOGO CON IL PRESIDENTE

Carlo Antonio Feruglio Presidente Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse Ideale ha voluto incontrare Federica Seganti, presidente della Finanziaria Regionale Friulia e membro del CdA di Fincantieri, due realtà che operano nel nostro territorio.

Friulia

Seganti parla dei significativi interventi a sostegno di startup regionali, ma anche di quelli per il rilancio e la riconversione di aziende. E la nostra storia di apertura in questo numero traccia non a caso un profilo di WebFit, una splendida avventura che ha rivoluzionato il modo di avvicinarsi al mondo delle palestre e della pratica sportiva, proprio grazie al sostegno della nostra Banca e di Friulia.

WebFit

Ambiente Ideale ne ha parlato con Andrea Maroè, presidente di Giant Giant Trees Foundation, una fondazione che cura e studia i grandi alberi e che sogna di piantarne nei prossimi anni in regione uno per ogni abitante del Friuli Venezia Giulia. BCC sostiene il progetto di questa fondazione. Ma Ideale anche in questo numero non mancherà di ricordare i principali eventi del territorio ai quali la banca ha dato sostegno: dagli spettacoli allo sport, dalla cultura alle nostre tradizioni e ai nostri ricordi, con un occhio di riguardo ai giovani, ai loro sogni e alle loro speranze.

Sport

“E se Fincantieri tutti sanno quale peso rappresenta nel panorama economico mondiale, la Finanziaria Regionale è uno strumento ormai indispensabile per molte aziende del Friuli Venezia Giulia” sottolinea il presidente della BCC di Staranzano e Villesse Carlo Antonio Feruglio che presenta con noi il numero autunnale di Ideale. “Varrà anche la pena sottolineare –continua Feruglio– come la nostra banca sia azionista della stessa Friulia. Poco più dell’8% della Finanziaria è infatti detenuto da Istituti Bancari e tra questi figura appunto la nostra BCC con le altre banche di credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia”.

Economia

“Nelle giornate della grande protesta dei giovani di tutto il mondo volta alla salvaguardia del pianeta per arginare i devastanti cambiamenti climatici, non poteva mancare il nostro richiamo ai temi ecologici”, aggiunge il presidente Feruglio. “BCC di Staranzano e Villesse ha sempre avuto un occhio di riguardo alle tematiche green. E anche quel piccolo gesto di piantare un alberello nel prato prospicente la nostra banca, in occasione dei 25 anni della MACC, lo testimonia. Ma tanti altri alberi sono stati e saranno piantati in regione, quale risposta alle devastazioni forestali qui avvenute.”

Giovani

Tradizioni “Ma soprattutto –chiosa Feruglio– venendo incontro alle richieste e ai suggerimenti dei nostri lettori, in qualche modo vi porteremo dentro la BCC di Staranzano e Villesse, dando la parola agli esperti dei vari settori per soddisfare le vostre richieste e rendere ancora più trasparente il nostro lavoro”.

Giovanni Marzini Direttore responsabile di Ideale Ideale Diario di Banca

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DIARIO DI BANCA

Sommario STORIA DI COPERTINA L’INTERVISTA Ripartiamo dai giovani di Giovanni Marzini

TERRITORIO E TRADIZIONI

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SPECIALE ECONOMIA

Ideale Diario di Banca n. 9 – ottobre 20�9 Trimestrale della BCC di Staranzano e Villesse Società Cooperativa Piazza della Repubblica 9 34079 Staranzano (GO) tel. +39 0481 716111 www.bancastaranzano.it progetto editoriale Prandi Comunicazione & Marketing Srl direttore responsabile Giovanni Marzini hanno collaborato Ludovico Armenio, Antonio Boemo, Cristiano Degano, Alfonso Di Leva, Marina Dorsi (referente CdA), Fabiana Martini, Michela Pitton progetto grafico Matteo Bartoli – Basiq Srl contributo fotografico Paolo Galletta, Roberto Pastrovicchio, Foto Studio Nadia, Archivio BCC di Staranzano e Villesse, Archivio Adobe Stock stampa Poligrafiche San Marco – Autorizzazione del Tribunale di Gorizia N. 306 del 2� novembre 2000 La pubblicazione è distribuita in abbonamento postale ai soci in conformità al Regolamento Europeo 20�6/679 (GDPR). Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Banca: info@bancastaranzano.it

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IL CIRCOLO IPPICO Le Traversine di Ludovico Armenio

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STORIE DI PARTNERSHIP Marco Felluga & Russiz Superiore

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DIARIO DI BANCA

STORIE DI PARTNERSHIP Fenomeno WebFit di Fabiana Martini

I NOSTRI PROFESSIONISTI Fondo di rotazione

STORIE E TRADIZIONI L’attualità di Barbana di Antonio Boemo

LA MUTUA ASSISTENZA MACC, 25 anni d’attività e tanta voglia di crescere

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RUBRICHE

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ECONOMY Giovani e startup, serve un cambio di passo di Alfonso Di Leva

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I NOSTRI PROFESSIONISTI La banca dei mutui alle famiglie

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IL COLORE DELLA SOSTENIBILITÀ BCC e responsabilità ambientale di Michela Pitton

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TERRITORIO E TRADIZIONI L’albero della vita BANCA E ASSOCIAZIONI Andar per grotte

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22 RUBRICHE

BCC: STORIE DI SOCI Giuliani nel mondo

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BCC NEL MONDO Dall’Australia con amore

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BANCA E TERRITORIO Visti da vicino

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MICROFONO APERTO La politica del buon senso di Giovanni Marzini

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LINEA DIRETTA CON I LETTORI

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RUBRICHE COSÌ È (SE VI PARE) Spoils system per forza? di Cristiano Degano

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Le opinioni espresse dagli Intervistati e/o dagli Autori degli articoli costituiscono manifestazioni del loro libero pensiero e non coinvolgono in un previo assenso quello della Banca.

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STORIA DI COPERTINA

L’INTERVISTA

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STORIA DI COPERTINA

Ripartiamo dai giovani Sono una risorsa L di Giovanni Marzini

a presidente di Friulia ci riceve nell’elegante sede della Finanziaria regionale di via Locchi a Trieste. Per l’intervista scegliamo il suo studio: due ampie finestre affacciano sul porto nuovo, cuore pulsante dell’economia della città. E allora, non possiamo che partire da lì…

Presidente, stiamo scavallando questa crisi che ci attanaglia ormai da anni ? Certamente abbiamo fatto almeno un giro di boa. Posso dire che le aziende si sono rafforzate, migliorando gli stili di governance e le modalità di gestione. Hanno ridotto le uscite asciugando all’osso i costi, innovando e ripensando prodotti e processi. Diciamo che in qualche modo sono ripartite, anche se rispetto ad economie di altri paesi, non abbiamo ancora scollinato del tutto. Cosa intende? Siamo ancora a valori leggermente più bassi di pre-crisi, ma non abbiamo ancora registrato quello slancio che ci possa far dire che il futuro è roseo.

fotografie di Roberto Pastrovicchio

Riusciamo allora a capire quali sono i settori produttivi che possono trainare una crescita più importante? Farei un discorso, più che di settore, di tipologia di azienda. In Italia, non solo nella nostra regione, i consumi sono rallentati. Quindi tutte le aziende che direttamente Ideale Diario di Banca

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STORIA DI COPERTINA

L’INTERVISTA o indirettamente si rivolgono ai consumi interni, strutturalmente non possono crescere. Il budget delle famiglie è ridotto, al pari di quello delle aziende, quindi la crescita si blocca in una sorta di collo di bottiglia che strozza il volume di affari. Quelle che crescono (anche con fatturati in doppia cifra) sono invece le aziende che si rivolgono ai consumi esterni: o perché esportano (l’export va bene in regione, unico segmento veramente in positivo del sistema) o perché si rivolgono a consumi interni, ma capaci di attrarre consumatori dall’esterno. Penso al turismo e a tutto l’indotto che genera: quindi bar, ristoranti, alberghi, negozi, ma posso aggiungere anche tutto il comparto culturale con le molte manifestazioni, i festival, gli eventi sportivi capaci di attrarre pubblico anche da fuori regione. Sconfiniamo e passiamo dall’economia alla politica. L’attuale non allineamento del governo regionale con quello nuovo nazionale, può rappresentare una sorta di ostacolo al processo di crescita in Friuli Venezia Giulia o ci sarà comunque un interesse comune più grande che potrà smussare certi spigoli, certe divergenze? Ma, io devo di dire che mi occupo di finanza [sorriso diplomatico n.d.r.], perciò mi limito a dire che l’unica influenza che posso riscontrare, per quanto riguarda Friulia, la metto in relazione al caso Autovie. Si deve concludere l’iter della trasformazione della società in house, con affidamento della concessione senza esperire una gara. Quindi più che un allineamento politico, credo ci voglia un convincimento politico: ritengo sia questa la strada da percorrere. Ed anche

in tempi abbastanza brevi. Visto che ha citato Autovie, non posso non chiederle qualcosa sulla terza corsia autostradale: a distanza di anni dalla sua progettazione, possiamo ancora ritenerla strategica? Non sopravvalutiamo tre metri e cinquanta centimetri di carreggiata per 100 km [altro sorriso…n.d.r.]. Io credo che strategico sarebbe implementare il traffico su rotaia, migliorando la velocità dei convogli (sia merci che passeggeri); abbiamo visto come per milioni di persone spostarsi in tre ore da Roma a Milano con l’alta velocità abbia significato rivoluzionare delle abitudini. E se questo vale per le persone, vieppiù lo possiamo dire per le merci. Per non parlare di come altri paesi anche a noi vicini stiano abbandonando il traffico su gomma. Ecco allora che la combinazione mare-ferrovia, che sta perseguendo anche il porto di Trieste, può risultare questa sì strategica. Stiamo così toccando un altro tema di strettissima attualità, quello ambientale. Ed i portabandiera della protesta

“L’economia non registra ancora quello slancio che ci possa far dire che il futuro è roseo.”

planetaria contro i cambiamenti climatici causati dall’uomo sono i giovanissimi. Iniziamo finalmente a riconoscerli come una risorsa, prima ancora che un problema? Io insegno all’università e da sempre vivo e mi muovo a contatto con i giovani, oltre ad avere due figli, adolescenti o poco più. Quindi, posso dire che io ritengo i giovani non una risorsa, bensì la prima risorsa (oltre a quelle naturali…) che abbiamo nel nostro Paese. Però ce ne siamo un po’ dimenticati negli anni… L’Italia se li è dimenticati. Altri paesi un po’ di meno. Ma perché ce ne dimentichiamo? Perché la politica in Italia è fatta ancora da molte persone in età pensionabile. Questo la dice lunga. Cosa che non troviamo in altri paesi europei: basti pensare a Francia, Austria, in passato anche Regno Unito, Stati Uniti, dove presidenti o capi di governo erano di un’altra generazione rispetto a noi. Auspica uno svecchiamento della nostra classe politica? Certamente. In alcuni partiti lo si nota già, in altri ancora no. E quando parlo di svecchiamento non alludo solo a chi ricopre cariche di guida di un partito, intendo anche all’interno delle istituzioni. Quindi la proposta di far votare i sedicenni la vede favorevole? Non voglio dare una risposta politica. Vorrei dare una risposta di un genitore che anche al di fuori della sua famiglia ha modo di frequentare molti giovani. Mio figlio ha appena compiuto 15 anni: beh, credo che tra un anno potrebbe votare, diciamo in modo molto consapevole… Anche meglio di tanti adulti [stavolta sorridiamo entrambi… n.d.r.] Noi critichiamo spesso i nostri ragazzi, quando li vediamo piegati per molte ore al giorno sui loro smartphone, ma dobbiamo ammettere che oggi sono molto informati su quanto succede attorno a loro e sono in generale molto più preparati di quanto noi adulti si possa pensare. A proposito di giovani. Esiste veramente un problema legato alla fuga di ragazzi all’estero. Se sì, cosa possiamo o dobbiamo fare per trattenerli da noi?

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STORIA DI COPERTINA

“Non ritengo i giovani una risorsa, bensì la prima risorsa che abbiamo nel nostro Paese.” La verità? Secondo me, questo è un falso problema, per non dire una leggenda metropolitana. Se un giovane ricercatore (sto facendo un esempio) ha delle ottime opportunità all’estero è giusto che vada, che ci provi. Non possiamo impedirglielo. Ma poi è anche importante, a chi magari ha sfruttato questa occasione ed acquisito esperienza e valore, offrirgli un’opportunità per tornare a casa, portando in dote quanto ha imparato. Dal mio osservatorio –purtroppo datato quasi 20 anni– posso comunque affermare che almeno l’80% dei giovani che

iniziano il loro percorso lontano da casa, poi tendono a rientrare nei loro paesi d’origine. Questo vale per canadesi, vietnamiti o più semplicemente europei che hanno iniziato magari a Trieste con me al MIB; ma vale anche per i triestini. Non più tardi di qualche giorno fa ho incontrato un mio ex allievo che dopo quasi vent’anni trascorsi in Australia è tornato con tutta la famiglia per lavorare a Trieste. Ecco perché ritengo quello delle presunte fughe all’estero un falso problema… Ricordiamoci che la contaminazione tra cervelli e intelligenze e, come si suol dire, la diversità, sia un elemento fondamentale per progredire. La BCC di Staranzano e Villesse, con altre banche di credito coooperativo, è vostra azionista. Come possono queste banche del territorio favorire ancor di più il dialogo con le aziende che andate a supportare? Cominciamo col dire che il sistema delle BCC ha saputo mantenere sempre un valore strategico, forse anche con non poche difficoltà, rispetto ad altri. Tutti i grandi Ideale Diario di Banca

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STORIA DI COPERTINA

L’INTERVISTA

Federica Seganti Donna in carriera Federica Seganti, 53 anni triestina, ha conseguito un dottorato di ricerca in Finanza presso la Scuola di Finanza (Università degli studi di Trieste, Udine, Firenze e Bocconi di Milano) ed un MBA in International Business. È, tra i molti incarichi ricoperti nella sua carriera, anche docente di Finanza presso il MIB triestino e all’Università di Udine. Dal 2001 al 2003 e tra il 2010 ed il 2013 è stata membro della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia come assessore alla Pianificazione Territoriale, Autonomia Locali e Sicurezza, oltre che alle Attività Produttive. Una serie di importanti riconoscimenti che testimoniano un’ascesa istituzionale e professionale di assoluto rispetto, culminata con la nomina alla Presidenza di Friulia (la Finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, punto di riferimento operativo della Regione per lo sviluppo delle imprese regionali) e l’ingresso nel CdA di Fincantieri.

gruppi, anche per necessità di competizione internazionale, hanno dovuto far ricorso ad una riduzione dei costi centralizzando sempre più il proprio sistema di governo. Quindi stare sul territorio per le BCC è un valore aggiunto? Senza ombra di dubbio. Soprattutto perché per le altre banche il turn over sul territorio è maggiore rispetto alle BCC. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare… E qual è l’aiuto concreto che una banca come BCC può dare a Friulia per aiutarla nel suo compito? Noi in questo numero di Ideale raccontiamo la storia della catena di palestre WebFit come esempio… Noi siamo molto targettizzati su imprese di piccole, se non di piccolissime dimensioni. Ad esempio, il nostro concetto di startup, riguarda realtà che abbiano già una piattaforma sulla quale crescere, non una pianta dove c’è solo un germoglio. Quello che 10

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“Il sistema delle BCC ha saputo mantenere sempre un valore strategico, nonostante le non poche difficoltà.” ci può servire, quello che possiamo chiedere ad un sistema come quello delle BCC è di farci un po’ da front-office. Alla banca diciamo: riteneteci un po’ partner vostri e dei vostri clienti, segnalateci quelle che possono essere per noi opportunità di investimento e per le aziende di crescita. Crescita che si rifletterà poi sulle stesse banche…

Vede margini di sviluppo ulteriore per Friulia? Soprattutto nell’area della Venezia Giulia, dove una banca come quella di Staranzano e Villesse sta operando lo sforzo maggiore? Certamente sì. Vediamo movimenti interessanti in quest’area. Abbiamo fatto investimenti importanti nell’Isontino, ne stiamo facendo altri su Trieste. Poi, io sono ottimista di natura. Ritengo che l’ottimismo aiuti a far succedere le cose. Qualcosa comunque va rafforzata. Mi allargo e dico che il cambio di passo deve farlo l’Europa, per non venir stritolata da Stati Uniti e Cina. Perché il potenziale europeo è di tutto rispetto, anche nei confronti di questi colossi. Insomma, abbiamo tutte le possibilità e le forze per poterci sedere ad un tavolo che non sia a due, bensì a tre. Ma per farlo, dobbiamo trovare al nostro interno quella coesione che ancora ci manca.



SPECIALE ECONOMIA

STORIE DI PARTNERSHIP

Fenomeno WebFit L’azienda in “forma” di Fabiana Martini

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SPECIALE ECONOMIA

FOCUS

Le sedi WebFit in regione

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tto centri fitness attivi al momento (ma altri due stanno per aprire), 23 mila clienti, 50 dipendenti per un fatturato che nel 2019 dovrebbe aggirarsi attorno ai 4,2 milioni di euro: sono questi i numeri che si celano dietro il marchio WebFit, un brand che da dieci anni a questa parte in Italia significa un modo nuovo di fare movimento e attività fisica. Innovativo perché adattabile a tutte le esigenze a partire dagli orari (le palestre sono aperte dalle 6 alle 22) e dai prezzi (estremamente competitivi –19,90 euro al mese– e attivabili senza perdere tempo), innovativo negli ambienti (la tecnologia la fa da padrona), innovativo nel metodo (il digital training: le lezioni vengono registrate dai più famosi performer internazionali e proiettate su maxi schermi nella sala del corso collettivo). Si vede che è un’azienda giovane: non solo anagraficamente (ha in tutto 10 anni!), ma anche nello spirito e nella composizione (i dipendenti hanno un’età media sotto i 30 anni e i due AD sono sotto i 40). La freschezza si percepisce dalla gamma di servizi offerti –dalla gestione completamente digitalizzata degli abbonamenti ai proiettori laserled di ultima generazione– e dalle soluzioni architettoniche adottate, frutto della collaborazione con uno studio londinese di giovani talentuosi, nonché dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti. Ne abbiamo parlato con Tommaso Salvador, uno dei fondatori. Nel corso di questi primi dieci anni com’è cambiata l’offerta? Il format iniziale era molto basico: strutture

Sono 8 al momento le palestre WebFit in Italia, tutte dislocate al Nord e in particolare nel Nordest; 4 di queste si trovano in Friuli Venezia Giulia, a dimostrare il forte legame che questa realtà in grande espansione conserva con il territorio in cui è nata. Due le trovate a Trieste: in via Svevo, nella così detta Area Gaslini, vicino al Centro commerciale Torri d’Europa, e in viale XX settembre, in pieno centro, dove un tempo sorgeva il Cinema Excelsior.

WebFit, un brand che da dieci anni significa un modo nuovo di fare movimento e attività fisica. essenziali, grandi spazi, cardiofitness, sala isotonica e pesi liberi. Poi con il tempo abbiamo integrato nuove attività come i corsi Digital Training con sviluppo di tecnologie proprie, la sala Digital per lo Spinning, la zona Kettlebell, aree specifiche per l’allenamento funzionale. Anche la qualità dell’allestimento, gli arredi, l’architettura dei centri fitness ha subito una notevole evoluzione. Gli ultimi club come quello di Milano Turro assomigliano più all’interno di un’astronave che ad una palestra… È possibile fare un identikit del vostro target? È estremamente eterogeneo: abbiamo riportato in palestra moltissimi ragazzini, che nei club tradizionali erano un po’ spariti, e di questo siamo molto felici, perché loro sono il futuro. La società è sempre più sedentaria, per cui è bello sapere che da noi i ragazzi tengono in tasca lo smartphone, ma si muovono per raggiungere i loro obiettivi, e in più socializzano. Abbiamo comunque anche tanti clienti meno giovani, che

Una si trova a Udine: anzi, per essere più precisi, a Pradamano, vicino allo Space Cinema. Ultima ma non ultima la palestra storica di via dell’Industria 5 a Ronchi dei Legionari, là dove aveva trovato casa il club storico Supermen Fitness and Wellness e dove tutto ha preso avvio.

www.webfit.it Ideale Diario di Banca

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SPECIALE ECONOMIA

STORIE DI PARTNERSHIP

I numeri

vogliono mantenersi in forma e seguire uno stile di vita sano. Cosa avete in serbo per il futuro? Quali i prossimi obiettivi da raggiungere? Tra pochissimo aprirà il nono centro fitness del gruppo, WebFit Milano-Lancetti, che si sviluppa su un immobile completamente riqualificato di 1.500 mq. A gennaio/febbraio, invece, sempre a Milano ma in una zona storica del centro città, è in pro-

“BCC di Staranzano e Villesse, ha creduto in noi e ci ha sostenuto nella delicata fase di startup.” gramma la decima apertura. Il Business Plan 2019-2022 prevede operazioni che mirano alla crescita per linee esterne e ad interventi per il miglioramento delle sedi già controllate: siamo alla ricerca di strutture avviate da acquisire e di strutture ex novo da allestire, restando comunque aperti a nuovi investitori che condividano la nostra visione. Gli investimenti complessivi ammontano a 3-4 milioni di euro, con ricavi che dovrebbero crescere 14

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Centri Fitness 8 prossime aperture: 2

di 4-5 milioni nei prossimi 2-3 anni. Il nostro obiettivo è arrivare a 30 centri fitness in Italia entro 5 anni. Per diventare il quinto operatore tra i gestori di palestre in Italia e per dare gambe e ali a questo ambizioso progetto, che in brevissimo tempo prevede addirittura di triplicare l’attuale offerta, avete ricevuto degli aiuti dal territorio? Dall’inizio di quest’anno abbiamo un partner finanziario forte che ha deciso di investire in WebFit e nel suo ambizioso piano di sviluppo: Friulia. È un grande onore essere riusciti a convincere la finanziaria della nostra Regione della bontà del nostro progetto: siamo, e sono, molto contenti della partnership, perché insieme possiamo crescere molto. Ma non voglio dimenticare le banche che ci hanno sostenuto in questi 10 anni, in primis la Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse, che ha creduto in noi e ci ha sostenuto nella delicata fase di startup e con cui continuiamo a lavorare in maniera proficua.

Dipendenti Under 30 50

Clienti 23.000

Fatturato nel 2019 4,2 milioni €


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SPECIALE ECONOMIA

IL CIRCOLO IPPICO

Le Traversine Passione per i cavalli di Ludovico Armenio

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Le Traversine www.letraversine.it FB: Circolo Ippico "Le Traversine"

na grande passione per i cavalli, tramandata di padre in figlio, ha dato vita al Circolo Ippico Le Traversine di Dobbia. Si tratta di un centro specializzato costruito con l’obiettivo di far sentire a proprio agio gli oltre cinquanta cavalli che ospita, offrendo allo stesso tempo agli appassionati un’ampia zona dove allenarsi, conoscersi, passare del tempo in compagnia. La storia del Circolo, oggi sostenuto dalla BCC, parte da lontano. Sergio Polonio, noto medico radiologo triestino, fu il fondatore nel 1966 della scuola di equitazione di Pietrarossa, in onore dell’omonima riserva naturale che include anche il Lago di Doberdò. Negli anni di presidenza, fino al 1978, dedicò tempo ed energie alla gestione del progetto. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1987, è il figlio Gianni, innamorato dei cavalli fin da bambino, a continuarne l’opera. “Sono salito in sella per la prima volta a 6 anni, e non ho ancora smesso. Per me equitazione vuol dire libertà, emozione, ma allo stesso tempo disciplina e sacrificio”. Nel corso di oltre quaranta anni di agonismo, ha girato l’Italia e continua a farlo partecipando a circuiti nazionali e internazionali. Inaugura Le Traversine ufficialmente nel 1992, affittando una dozzina di box a Fiumicello e mettendoli a disposizione dei soci. Sette anni dopo individua l’attuale struttura di Dobbia, e dopo un lungo periodo di lavori, nel 2002 aggiunge una nuova pagina alla sua straordinaria avventura. Oggi il suo lavoro si divide in due attività principali: la gestione della scuderia e il ruolo di

istruttore dell’associazione sportiva che è nata al suo interno e conta una sessantina di soci di tutte le età, di cui moltissimi ragazzi e ragazze. Tra queste, per un periodo, c’era anche la figlia Giulia, oggi a Milano per motivi di studio e lavoro, che da giovane ha gareggiato ad alti livelli. “Sono sempre circondato da giovani appassionati e disposti a faticare per ottenere risultati – spiega Gianni– ho il delicato compito di affiancarli e farli migliorare giorno dopo giorno. Ho una sola regola: se qualcosa non

“Per me equitazione vuol dire libertà, emozione, ma allo stesso tempo disciplina e sacrificio” va come dovrebbe, mai dare la colpa al cavallo”. A testimonianza della sua instancabile dedizione, la lettera che i collaboratori e operatori dell’impianto gli hanno consegnato in occasione della cena per i primi 25 anni di attività: “Grazie per aver sempre messo il rispetto del cavallo prima di tutto, per aver dedicato ore e giorni all’insegnamento, per esserti alzato di notte quando il cavallo stava male, per aver sempre messo il cuore in ogni cosa”. Ideale Diario di Banca

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SPECIALE ECONOMIA

I NOSTRI PROFESSIONISTI

La parola all’esperto Fondo di rotazione

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l dott. Mauro Gherghetta è il Vice Responsabile del Servizio Fidi: è lui lo specialista dei Crediti Speciali della Banca. Gli chiediamo di parlarci di questo strumento messo a disposizione dalla nostra Regione. “Possono chiedere di ottenere un finanziamento del Fondo di rotazione regionale, le imprese agricole con sede operativa nel territorio della regione FVG e lo possono ottenere per diverse tipologie di interventi, ovvero sia per investimenti produttivi (acquisto di beni mobili ed immobili, quali ad esempio attrezzature agricole, fabbricati ad uso produttivo, mentre non è ammissibile il puro acquisto dei terreni agricoli), sia per il consolidamento di passività (da breve termine a medio e lungo termine).” Si tratta quindi di uno strumento flessibile e aperto a diverse opzioni. “I finanziamenti possono essere erogati o totalmente con il concorso di capitale regionale o con il concorso sia del capitale regionale sia della quota banca”. 16

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“Questa attività di consulenza consente alle aziende di trovare nuove e più economiche forme per accedere al credito e alle garanzie.” Nella convenzione stipulata a suo tempo (nel 2005 e successivamente modificata ed integrata) tra la Federazione regionale delle BCC del FVG e la Regione Autonoma F VG, si s ono stabilite le

Il Fondo di rotazione regionale per interventi nel settore agricolo, istituito con legge regionale 20 novembre 1982, n. 80, serve a sostenere e promuovere la realizzazione di nuovi interventi in agricoltura, in aggiunta o in alternativa ai contributi pubblici a fondo perduto ed agli ordinari prodotti proposti dal sistema bancario. Come accade per diverse altre tipologie di finanziamenti, la BCC di Staranzano e Villesse è una banca convenzionata all’accesso al Fondo di rotazione il che consente di erogare finanziamenti a condizioni agevolate, in alcuni casi anche interamente a tasso zero.

principali caratteristiche. La durata massima è di quindici anni per la quota del capitale regionale del finanziamento mentre per l’eventuale quota banca la durata può essere anche superiore; il rimborso avviene mediante il pagamento di rate costanti, comprensive di capitali e interessi (ove dovuti), con periodicità semestrale e con scadenza al 30 giugno e 31 dicembre di ogni anno. La cosa interessante è anche che per la quota erogata dalla Regione, il tasso di interesse che l’impresa agricola dovrà corrispondere è pari a zero”. Al di là delle caratteristiche tecniche chiediamo al dott. Gherghetta di raccontarci quali sono le tipicità del Fondo. “Sicuramente la rapidità dell’erogazione attraverso il ricorso dell’istituto del collaudo finale dell’iniziativa (erogazione che può avvenire anche in assenza delle fatture totalmente o parzialmente quietanzate), oltre alle già citate caratteristiche di flessibilità di durata, entità, costi, garanzie. Questo fa del finanziamento uno strumento


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Mauro Gherghetta Vice Responsabile del Servizio Fidi

Finanziamenti erogati alle aziende agricole * *dal 2017

€ 1.565.443

apprezzato dalle nostre aziende agricole: dal 2017 sono stati erogati 1.565.443 euro”. Ogni anno la nostra Banca è coinvolta in prima linea per favorire le aziende del territorio cercando sinergie con la Regione e gli Enti Consortili (ricordiamo ad esempio che a Trieste siamo la prima banca tra quelle che accedono al credito assistito dalla garanzia del Confidi Trieste). Riteniamo che questa attività di consulenza e di messa a disposizione di strumenti consenta alle aziende di trovare nuove e più economiche forme per accedere al credito e alle garanzie. Un lavoro che svolgiamo con passione e professionalità perché pienamente consapevoli che il nostro lavoro è al servizio della nostra comunità. La consulenza non si limita solo nel rappresentare il ventaglio delle soluzioni agevolative offerte all’impresa, si estende anche nell’individuazione della migliore soluzione finanziaria agevolata presente in un determinato momento sul mercato e dalla possibilità dell’impresa di accedervi. Ideale Diario di Banca

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SPECIALE ECONOMIA

STORIE DI PARTNERSHIP

Marco Felluga & Russiz Superiore Le nostre eccellenze in vigna

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e classifiche in eno-gastronomia sono spesso indigeste e fonte di invidie o malumori, soprattutto tra i diretti interessati. Fare un buon vino è infatti qualcosa di più importante e complesso che raccogliere tre punti dopo un successo di una partita nel campionato di calcio. Ma ciò non toglie che il pubblico un’occhiata alle classifiche, anche in cucina o in cantina, quasi sempre la dà. E allora non faremo torto a nessuno dicendo che ormai da anni l’azienda Marco Felluga è diventata un simbolo dell’eccellenza vitivinicola, non solo a livello regionale o nazionale, bensì mondiale. Non si contano più i riconoscimenti di Wine

L’azienda è diventata un simbolo dell’eccellenza vitivinicola, non solo a livello regionale o nazionale, bensì mondiale. 18

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Spectator (bibbia planetaria del vino), i tanti “bicchieri” conquistati nelle più autorevoli guide nazionali ed internazionali, piuttosto che gli oscar e le menzioni assegnate dai più severi critici. Saldamente condotta da Roberto, figlio di Marco (un ultra novantenne con lo spirito di un giovanotto), l’azienda –sorta nel dopoguerra in Friuli dopo gli inizi in terra istriana nella seconda metà dell’800– si è ritagliata un ruolo di primo piano soprattutto grazie ad una politica espansiva che ha portato le etichette del Leone e dell’Aquila del Collio ormai in tutti i continenti. E se chiedi a Roberto il segreto di questo successo, lui si schermisce, trincerandosi


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dietro pochi concetti che segreti certo non sono. “Continua ricerca della qualità, amore per il proprio lavoro, rispetto per l’ambiente: oggi più che mai –si affretta ad aggiungere– perché i segnali che riceviamo non sono incoraggianti. Il buon vino arriva soprattutto grazie al clima che respiriamo in mezzo alle nostre vigne con un ecosistema in equilibrio. Cerchiamo di non comprometterlo…”. “Abbiamo appena finito di vendemmiare e a parte una sporadica grandinata, non ci possiamo lamentare dell’estate. Il mantra del vignaiolo è quello di sostenere che l’ultima vendemmia è sempre la migliore. Non mi smentirò, perché la qualità anche stavolta dovrebbe essere più che buona”.

L’equilibrio trovato nell’utilizzo di metodi innovativi di produzione restando comunque nel rispetto della tradizione è quello che li contraddistingue. Ma per innovare bisogna spendere ed investire. “Ed in questo l’aiuto di una banca come la BCC di Staranzano e Villesse è stato molto importante: ci sono stati offerti una gamma di prodotti interessanti, come lo sconto agrario, con finanziamenti destinati a nuovi investimenti grazie alla legge regionale 80. Sono opportunità che abbiamo sfruttato e che ci aiutano a crescere. Diciamo che se il vino che andiamo a produrre continuerà ad essere qualitativamente competitivo sui mercati mondiali, un grazie lo diremo anche alla nostra BCC di Staranzano e Villesse.” Ideale Diario di Banca

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I NOSTRI PROFESSIONISTI Stefano Plahuta Responsabile Area Crediti

La parola all’esperto La banca dei mutui alle famiglie 20

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In Italia i finanziamenti destinati all’acquisto dell’abitazione a giugno hanno superato gli 11 miliardi registrando un aumento rispetto l’anno precedente pari a +1,2%. In questo panorama la nostra regione si colloca all'11° posto per totale erogato in Italia, con un'incidenza del 2,07% (i finanziamenti alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione sono stati 231,5 milioni di euro). Anche nella nostra regione Friuli Venezia Giulia, si registra una variazione positiva: negli ultimi dodici mesi sono stati erogati 1.086,2 milioni di euro, (2,14% del totale nazionale). Nelle province dove opera la Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse si registrano importanti volumi: nel primo trimestre 2019 la provincia di Gorizia ha erogato volumi per 28,7 milioni di euro (+4,0% rispetto marzo 2018), mentre la provincia di Trieste ha erogato volumi per 49,5 milioni di euro (+8,4%). Il trend generale per i prossimi mesi dipenderà molto dalle politiche economiche che il nostro paese adotterà in termini di sostegno all’economia, soprattutto relative al sostegno dell’occupazione e al reddito delle famiglie. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento dei tempi di vendita ed i tassi dei mutui ancora molto bassi, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare sia per chi vuole comprare a scopi abitativi sia per chi vuole comprare a titolo di investimento.


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SPECIALE ECONOMIA

Finanziamenti destinati all’acquisto dell’abitazione* *gennaio – giugno

Friuli Venezia Giulia

€ 1.086,2 milioni

Gorizia

€ 28,7 milioni

Trieste

€ 49,5 milioni

C

hiediamo a Stefano Plahuta, responsabile dell’Area Crediti, la situazione della Banca in questo contesto. “La nostra Banca registra un trend di crescita nettamente superiore a quello evidenziato sia a livello regionale che provinciale. Da inizio anno, infatti, abbiamo erogato 722 mutui (dati a luglio) per oltre 58 milioni di euro, registrando una crescita complessiva dei mutui del 9,16% (erano 41 milioni a luglio 2018). Per andare incontro alle esigenze dei clienti, soprattutto dei giovani e delle famiglie, sono state pensate diverse soluzioni e sono state offerte numerose opportunità, tra cui quella di una consulenza per ottenere la garanzia del “Fondo di Garanzia per la Prima Casa” a cui da molti anni la Banca aderisce. Nel corso dei primi 7 mesi del 2019 sono stati concessi 101 mutui con questa garanzia per un valore complessivo di oltre 9,5 milioni di euro.”

dell’importo massimo di 250 mila euro –da erogare in un’unica soluzione, quindi non risultano ammessi i mutui a stato avanzamento lavori–, per l’acquisto ovvero per interventi di ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica di unità immobiliari site in Italia e da adibire ad abitazione principale del mutuatario. L’immobile in

Può dirci qualcosa su questo importante strumento? Il Fondo, gestito da Consap Spa e recentemente rifinanziato con il “Decreto Crescita”, prevede la concessione di garanzie su mutui,

acquisto non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici di data 02.08.1969 n. 1072.

“La Banca è convenzionata con Mediocredito FVG e ciò permette di ottenere garanzie integrative per i mutui casa.”

Chi può beneficiare del fondo? La garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione a causa di morte e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli; in ogni caso per l’accesso alla garanzia non sono previsti dei limiti di reddito dei mutuatari. Ci sono altre garanzie a disposizione dei clienti? La Banca è convenzionata con Mediocredito FVG permettendo quindi di ottenere garanzie integrative per i mutui casa grazie al Fondo istituito dalla legge regionale 4/2001 e gestito appunto da Banca Mediocredito. La Regione interviene come garante nelle operazioni di mutuo stipulate dai privati con le banche per acquistare o ristrutturare la prima casa ubicata sul territorio regionale, integrando la garanzia ipotecaria e permettendo così l’ottenimento di mutui che superano l’usuale misura dell’ottanta per cento del valore degli immobili. Sono strumenti molto importanti perché ci consentono di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile dei nostri clienti. Ideale Diario di Banca

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TERRITORIO E TRADIZIONI

BANCA E ASSOCIAZIONI

Andar per grotte

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TERRITORIO E TRADIZIONI

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scursioni alla scoperta di cavità naturali nascoste, divulgazione storica, mostre, pubblicazioni, spettacoli teatrali e la gestione del Museo della Grande Guerra. Sono le attività principali dell’associazione Gruppo Speleologico Carsico di San Martino del Carso, fondata nel 1988 da un affiatato gruppo di appassionati guidato dal Presidente Gianfranco Simonit. In trenta anni di attività, il sodalizio ha rintracciato oltre duecento grotte, la maggior parte nella piana di Doberdò. Nel 1993, con la nascita di una sezione dedicata alla ricerca storica, ha inaugura-

Il Gruppo Speleologico di San Martino del Carso si dedica a progetti di recupero dei monumenti e manufatti della Grande Guerra. to il progetto di recupero dei monumenti e manufatti della Grande Guerra tra San Martino e il Monte San Michele, con l’autorizzazione del Ministero della Difesa e della Soprintendenza ai Beni Culturali. Il monumento alla Brigata Brescia e il portale della caverna dello Schönburgtunnel sulle cime 4 e 2 del Monte San Michele e il monumento al 61° Reggimento di Temesvar sono solo alcune delle opere commemorative ricostruite

e tutt’oggi conservate. L’associazione attualmente è impegnata, con il supporto della BCC, nel progetto di restauro del monumento al 4° Reggimento Honved dell’esercito ungherese, distrutto durante la seconda guerra mondiale e ripristinato dagli Alpini di Gradisca nel 1994. Nel 2007, nella propria sede di San Martino in via Zona Sacra, il Gruppo ha aperto –con il contributo della BCC– un museo della Grande Guerra, che in breve tempo è diventato punto di riferimento per la comunità e conta tra i 6.000 e i 7.000 visitatori ogni anno. Lo spazio espositivo ha ricevuto la visita di numerose e importanti autorità, tra cui nel 2015 il Presidente della Repubblica ungherese Áder János, i Ministri della difesa Hende Csaba e Istán Simicskó, oltre al Presidente del parlamento ungherese e gli ambasciatori d’Ungheria di molti paesi europei. Dal 1993 a oggi l’associazione ha organizzato

mostre e eventi culturali in territorio italiano e all’estero, ha collaborato alla realizzazione di numerosi documentari storici per la televisione ungherese e partecipato a diverse cerimonie in Italia, Ungheria, Austria e Slovenia, oltre ad aver pubblicato 6 libri sul tema della Grande Guerra. Ogni anno accompagna sul territorio un migliaio di ragazzi a conoscere il Carso e i luoghi del conflitto con escursioni guidate coordinate dai soci. L’associazione è in contatto e collabora con numerose realtà culturali e musei tra Austria, Ungheria, Slovenia e Romania. [LA] Ideale Diario di Banca

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BCC: STORIE DI SOCI

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lla scoperta delle proprie radici. È questo il titolo del progetto formativo culturale organizzato dall’Associazione Giuliani nel Mondo che ha coinvolto 14 giovani discendenti da emigrati di origine giuliana e istriana in un percorso a tappe tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia. Dal 14 al 29 settembre il gruppo, composto da ragazzi di età compresa tra i 18 e i 28 anni provenienti da tutto il mondo –Argentina, Cile, Venezuela, Uruguay, Canada, Australia, Sud Africa sono solo alcuni dei loro paesi di origine– ha percorso i luoghi simbolo della regione dal punto di vista storico, culturale e naturalistico, partecipando a incontri formativi e di approfondimento. Particolare attenzione è stata dedicata al capoluogo giuliano, Trieste, che è stata oggetto di numerose visite nel corso di più giornate. Martedì 24 settembre i ragazzi sono stati ospiti della BCC nella sede principale di Staranzano, dove hanno passato una mattinata in compagnia del Presidente Carlo Antonio Feruglio e del consigliere di amministrazione Dario Rino, che hanno illustrato loro la storia e le attività della Banca. Mattinata che si è conclusa con il pranzo allo storico circolo della Vela Oscar Cosulich di Monfalcone. La giornata è proseguita con il ricevimento da parte del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Una menzione doverosa va agli instancabili accompagnatori Franco Miniussi, vicepresidente e referente della sezione isontina dell’Associazione Giuliani nel Mondo, di cui è socio dal 1984 e membro del consiglio direttivo da 25 anni, e Ilaria Cigar, segretaria del sodalizio dal 2007. “È una grande emozione per noi guidare ogni anno i ragazzi in questo percorso di scoperta della propria discendenza e storia personale –spiega Miniussi– Molti di loro non sono

Giovani discendenti da emigrati di origine giuliana e istriana hanno percorso i luoghi simbolo della regione. mai stati in Italia e non hanno mai visto le terre di origine dei loro antenati, di cui hanno solo sentito parlare nei racconti di genitori e nonni. È un viaggio nel tempo che rimane scolpito nella memoria per tutta la vita”. Il progetto è stato realizzato con il contributo istituzionale della Regione FVG, dei Comuni di Trieste, Gorizia, Fogliano Redipuglia e Monfalcone e il supporto della BCC di Staranzano e Villesse.

Giuliani nel mondo Ragazzi in visita 24

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BCC NEL MONDO

Dall’Australia con amore

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arbara Drigo, classe ‘73, ha dedicato la propria vita professionale alle tematiche ambientali. Microbiologa, ricercatrice e docente, si forma e inizia la carriera tra Trieste, l’Olanda e il Regno Unito. Dal 2009 si trasferisce in Australia. Oggi, dopo un anno di esperienza in Cina, insegna alla “University of South Australia” di Adelaide. Le sue ricerche sono state premiate, tra gli altri, dall’International Society of Microbial Ecology –ISME– e dalla Comunità Europea. Dott.ssa Drigo, quando muove i primi passi nel mondo accademico? Dopo la laurea in Scienze Biologiche e la magistrale in Biomedicina a Trieste, nel 2002 mi sono trasferita all’Università di Wageningen come stagista di genomica vegetale, grazie a una borsa di studio della Commissione Europea. Mi sono occupata di genetica e meccanismi di trasmissione nell’ecosistema terrestre degli elementi patogeni delle piante.

Barbara Drigo è impegnata nella missione “eXXpedition”, nata per attirare l’attenzione sull’inquinamento della plastica.

Il suo percorso prosegue con i dottorati e il lavoro di ricercatrice... Ho intrapreso il primo PhD in ecologia e idrologia a Oxford nel 2005. Mi sono concentrata in particolare sugli gli effetti del cambiamento ambientale. Tre anni dopo ne ho iniziato un secondo in matematica e discipline naturali, svolto tra l’Istituto Olandese di Ecologia e le Università di Leiden e Wageningen. È qui che nel 2009 inizio la mia attività di ricerca che continuerò al James Hutton Institute di Aberdeen.

e di cosa si è occupata in questi anni? Mi sono trasferita a Sydney con una borsa di ricerca presso la Western Sydney University. Era il 2009. Nel 2012 ho contribuito a fondare la facoltà di biologia molecolare all’Hawkesbury Institute for the Environment, istituto di fama internazionale nei campi delle scienze del suolo, dell’ecologia e della biologia. Dal 2014 mi cimento come assistente professore, ruolo che ho ricoperto anche l’anno successivo all’Accademia della Scienze di Pechino. A distanza di sette anni dal trasferimento, una nuova avventura. Dal 2016 mi trovo ad Adelaide, dove per la University of South Australia conduco un gruppo di ricerca che dedica i suoi studi alla genetica e alle modalità di trasmissione nell’ecosistema terrestre e marino dell’antibiotico “resistenza”, in relazione alle malattie infettive che colpiscono l’uomo.

Cosa l’ha spinta a andare in Australia

Allo stesso tempo, è attiva in campo

sociale a livello internazionale... Sono consulente scientifico e Ambasciatrice UNESCO e sono impegnata nella missione “eXXpedition”, nata per attirare l’attenzione sull’inquinamento della plastica. Ho partecipato a due viaggi, nel Rio delle Amazzoni e nei Great Lakes in Canada, nei quali abbiamo navigato a vela e raccolto campioni di microplastiche. Il progetto ha avuto rilevanza mondiale, i miei risultati sono stati premiati dalla Casa Bianca durante l’amministrazione Obama. C’è qualcuno che desidera ringraziare? Sicuramente i miei genitori, grazie ai quali ho passato l’infanzia in giro per il mondo, tra Yemen, Venezuela e Grecia, prima di tornare a Staranzano all’età di dieci anni. Inoltre ringrazio i tanti “mentors” conosciuti negli anni del PhD, professori riconosciuti a livello internazionale come i migliori nel campo della microbiologia molecolare. [LA] Ideale Diario di Banca

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TERRITORIO E TRADIZIONI

BANCA E TERRITORIO

Visti da vicino Quest’anno alla Contrada

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rieste, la città dei teatri, presenta una stagione ricchissima veramente per tutti i gusti: dal lirico Verdi, allo stabile regionale del Rossetti, al teatro sloveno, alle altre realtà come il Miela, per non parlare dei palcoscenici che offrono la prosa dialettale. C’è poi lo Stabile di Trieste con il cartellone della Contrada che alza da anni il sipario al teatro Bobbio di via del Ghirlandaio, immediata periferia cittadina. Un teatro che BCC sostiene da

Visti da vicino richiama quel senso di vicinanza, di intimità che il Bobbio trasmette da sempre al suo pubblico. anni e che è cresciuto nel tempo, diventando per la caratura degli attori che arricchiscono il suo cartellone, un autentico punto di riferimento in regione per le stagioni di prosa. 26

Ideale Diario di Banca

Ed il programma presentato dalla presidente Livia Amabilino con il direttore organizzativo Diego Matuchina per la stagione 2019/20 è veramente di tutto rispetto. Possono bastare i nomi di Monica Guerritore, Corrado Tedeschi, Enzo Iacchetti e Pino Quartullo per dare un’idea della qualità del programma. Merita una sottolineatura lo slogan scelto dalla Contrada per quest’anno: quel “visti da vicino” non si riferisce infatti soltanto alla vicinanza fisica del palcoscenico dalla platea, ma vuole richiamare quel senso di vicinanza, di intimità che il Bobbio trasmette da sempre al suo pubblico. Come tradizione toccherà ad una commedia dialettale aprire la programmazione stagionale: ed a fine ottobre sarà l’icona triestina Ariella Reggio tra i protagonisti di “Nuovo Cine Swarowsky”, scritto da Davide Calabrese che con gli attori della compagnia La Contrada si impegna a far iniziare col sorriso la stagione, sulla scia di quelle Maldobrie che da decenni accompagnano più di una generazione di fans del teatro dialettale triestino. Il cartellone 2019/20 propone 29 spettacoli da ottobre a maggio, con ben 16 titoli fuori abbonamento ed una carrellata di nomi di assoluto livello. Qualche esempio? Luca Argentero, Moni Ovadia, Anna Galiena, Debora Caprioglio, Paola Gassman, Angela Finocchiaro, Lino Guanciale, Ascanio Celestini, Leo Gullotta, Enzo De Caro, Tosca D’Aquino, Martina Colombari. [GM]

Biglietti e abbonamenti Anche quest’anno Soci e Clienti potranno acquistare gli abbonamenti/biglietti alla stagione direttamente in Filiale ad un prezzo scontato, corrispondente alla categoria CRAL / Associazioni convenzionate, come indicato sul sito.

www.contrada.it.


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RUBRICHE

COSÌ È (SE VI PARE)

Spoils system per forza? di Cristiano Degano

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radotto letteralmente dall’inglese significa “sistema del bottino”, termine di per sé non molto elegante. Ma tutti ormai utilizziamo direttamente la terminologia originale “spoils system”, essendo una pratica politica nata negli Stati Uniti ancora nell’800. In sostanza, grazie allo spoils system le forze politiche al governo affidano la guida della macchina amministrativa a dirigenti a loro più vicini, in grado di contribuire più efficacemente al raggiungimento degli obiettivi politici. Sebbene per molti tale pratica venga associata ad una forma di clientelismo, lo spoils system non implica, almeno originariamente, una connotazione negativa o l’idea che tale distribuzione di cariche sia necessariamente un abuso. In Italia, anzi, tale sistema è regolato da alcune leggi (rispettivamente del 2002 e del 2006) che prevedono la cessazione automatica degli incarichi di alta e media dirigenza nella pubblica amministrazione trascorsi 90 giorni dalla fiducia al nuovo esecutivo. La stessa Corte Costituzionale (sempre nel 2006) ha confermato la validità del sistema dello spoils system, affermando che la necessità del buon andamento della pubblica amministrazione sia in effetti prioritario rispetto al principio di imparzialità. La Corte ha però limitato lo spoils system alle posizioni apicali, escludendo la media dirigenza e i vertici delle società pubbliche,

e decretandone successivamente l’illegittimità per la nomina dei direttori generali della ASL. Al di là di leggi e sentenze, il problema comunque si pone ogniqualvolta una giunta regionale o comunale deve fare una nomina che, legittimamente, è di sua competenza. Quanto conta il merito e la competenza della persona individuata e quanto

Merito e competenza versus appartenenza politica. conta invece l’appartenenza ? Anche nel Friuli Venezia Giulia abbiamo assistito, almeno da quando vige il sistema maggioritario, ad un generale avvicendamento ai vertici, in particolare delle società pubbliche, ad ogni cambio di amministrazione. C’è comunque qualche significativa eccezione. Proprio quest’anno il governo regionale di centrodestra ha confermato alla presidenza della società Aeroporto del Friuli Venezia Giulia, ovvero di Trieste Airport, Antonio Marano, nominato nel 2015 dalla giunta Serracchiani. Confermato alla presidenza di Autovie

Venete pure Maurizio Castagna, anch’egli chiamato ai vertici della società, dapprima come amministratore delegato e quindi come presidente, dall’amministrazione di centrosinistra. Significative le parole spese in quell’occasione da Federica Seganti, presidente di Friulia, che per conto della Regione ha formulato le proposte di conferma: “i componenti del CdA hanno una conoscenza della società preziosa in questa fase”. Come nessuno sembra intenzionato a mettere in discussione Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità Portuale dell’Adriatico Orientale, nominato nel 2016 dall’allora Ministro dei Trasporti Graziano Del Rio d’intesa con la presidente Serracchiani, entrambi del PD. Il suo mandato scade nel 2020 e speriamo ci siano le condizioni per una sua riconferma. Non sempre, quindi, a chi governa conviene applicare lo spoils system. Con buona pace di quel segretario regionale che, diversi anni fa, contestò ad un assessore del suo partito il via libera alla nomina di un direttore della Regione. “Tutti mi hanno detto che è molto bravo” –sostenne l’assessore. “Che c’entra? – gli rispose il segretario –Lo so anch’io che è bravo, ma non è nostro”. “Vedi –ribattè l’assessore– la differenza fra di noi sta tutta qui. Per me l’importante è che sia bravo e se poi è anche “nostro”, come dici tu, tanto meglio. Per te, invece, l’importante è che sia “nostro”, se poi è anche bravo... pazienza”. Ideale Diario di Banca

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TERRITORIO E TRADIZIONI

STORIE E TRADIZIONI

L’attualità di Barbana di Antonio Boemo

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isola-santuario della Madonna di Barbana nella laguna di Grado è d’attualità in questo periodo per l’avvicendamento dei frati minori che l’hanno custodita per circa un secolo. Non è la prima volta che si registra un cambio della guardia in quest’isola meta annualmente di decine di migliaia di fedeli non solamente italiani. E poi le processioni e in particolare quella della prima domenica di luglio del “Perdòn de Barbana” della gente di Grado. Inizialmente nell’isola di Barbana approdarono due trevigiani, Barbano e Tarilesso. Nell’isola rimase, però, solamente Barbano che il Patriarca Elia fece abate dei religiosi. Siamo nel 582 ovvero pochi anni dopo il ritrovamento della statua della Madonna avvenuta nel 579, un periodo definito prebenedettino. Il periodo benedettino vero e proprio iniziò invece all’incirca nel 1170. Dal 1503 iniziò invece il periodo della commenda con gli abati commendatari di Sesto e Barbana con i Frati Minori Conventuali


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rettori del santuario nominati dallo stesso abate commendatario. Il periodo della reggenza del clero secolare incomincia invece dal 1769 e si conclude nel 1901. In questo periodo, esattamente dal 1851 al 1889 rettore del Santuario fu don Leonardo Stagni di Ronchi che tra le innumerevoli cose riuscì anche a far proclamare –siamo nel 1863– Incoronata la Vergine di Barbana. Dal 1901 al 1924 si registra poi la reggenza dei Frati Minori della Provincia Dalmata di San Girolamo. Infine dal 1924 il periodo della reggenza è spettato ai Frati Minori della Provincia Veneta che sovrintendono a tutta l’Alta Italia. Tanti fedeli, dunque, si recano annualmente a Barbana e tra tanti anche persone note e illustri. Poco si sapeva, invece, o forse addirittura era sconosciuta a tanti, della visita effettuata durante la prima guerra mondiale dal Re Vittorio Emanuele III. Una visita lampo dopo essere stato anche a Grado (il Re in Regione si è spostato un po’ dappertutto avendo come sede residenziale a Villa Italia di Torreano di Martignacco).

TERRITORIO E TRADIZIONI

Giunto a Barbana la sorpresa: un’isola pressoché abbandonata: unico segno di vita (appena visti girò loro le spalle e se andò nell’orto) un uomo che l’attendente del Re, Francesco Avogadro degli Azzoni, paragonò nel suo scrupoloso diario a un maiale. Era il 16 giugno 1915 e incredibilmente a Barbana non c’era alcun frate. Il pronipote dell’attende del Re, ha messo a disposizione i diari dove ci sono anche i passaggi

L’avvicendamento dei frati minori che hanno custodito l’isola-santuario per circa un secolo ha dei precedenti.

che riguardano la visita a Barbana. Scriveva nel diario l’attendente del Re: “l’isola è completamente disabitata, benché vi sia una chiesa di frati dalmati, un albergo e alcune casette!”. E tutto era sottosopra. A indicare lo stato di disordine nel diario si legge ancora, riferendosi alla sala da pranzo, che “l’aspetto di questa tavola indica l’improvviso fuggi fuggi dei frati. Forse la notizia che Grado era caduta in nostre mani giunse loro mentre erano a tavola”. “Porte e cassetti aperti: biancheria e arredi sacri tutti sottosopra”. L’assenza dei frati aveva però un motivo: la visita del Re avvenne 4 giorni dopo l’arresto del superiore di Barbana, Padre Bernardo Mijolin dei Frati Minori della Provincia dalmata di San Gerolamo, accusato di aver fatto delle segnalazioni luminose al nemico. Con lui furono tratti in arresto anche Padre Raffaele Capursi (dalmata), il laico professor Bernardo Nigrisin (Terzo d’Aquileia) e il vecchio terziario francescano Bonaventura Comar.


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DIARIO DI BANCA

LA MUTUA ASSISTENZA

MACC: 25 anni d’attività e tanta voglia di crescere

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n albero di vite, piantumato nel giardino che circonda la sede centrale della BCC a Staranzano: la Mutua assistenza del Credito Cooperativo ha scelto questo simbolico e significativo gesto per festeggiare il traguardo del quarto di secolo di attività, radunando per una breve cerimonia soci e simpatizzanti assieme a molte autorità. Dal sindaco Marchesan al vice presidente della giunta regionale ed assessore alla sanità Riccardi: una presenza oltremodo significativa quest’ultima, proprio perché legata al ruolo specifico che negli anni la MACC si è ritagliata nel tessuto sociale dell’area in cui opera. A fare gli onori di casa ovviamente il presidente Carlo Feruglio col direttore di BCC Gabriele Bellon, banca che da sempre ricopre il ruolo di socio sostenitore della mutua. A sottolineare l’importanza dell’attività della MACC nell’ambito sanitario ed assistenziale, è stato poi lo stesso assessore Riccardi che ha anche visitato lo studio biomedico intitolato a Luciano Moratti, presidente fondatore della mutua. Uno spazio che a tre anni dall’apertura attende ora quello che potrebbe essere il fondamentale accreditamento 30

Ideale Diario di Banca

Dal 1994 ad oggi MACC ha erogato una cifra vicina al milione di euro sotto forma di diarie e rimborsi di prestazioni mediche. con il servizio sanitario regionale. Dal 1994 ad oggi MACC ha erogato una cifra vicinissima al milione di euro sotto forma di diarie e rimborsi di prestazioni mediche. Nei


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“L’intenzione è quella di estendere i servizi sanitari e assistenziali con vari altri interventi. Pensiamo di attivare uno sportello badanti e potenziare i servizi offerti dello studio biomedico, allargando l’orario di apertura dello stesso.” tre anni di attività del piccolo ma funzionale ambulatorio sono stati effettuati quasi 2000 prelievi di sangue, poco meno di 400 medicazioni gratuite e oltre 1500 visite nelle varie specialità, tra le quali medicina dello sport, dermatologia e ortopedia. Cifre presentate con giusto orgoglio dai vertici di MACC che hanno poi ricordato come ad esempio l’attività di trasporto sanitario gratuito istituita nel 2005 grazie ad una ventina di volontari abbia permesso di aiutare quasi 10 mila persone. Da non dimenticare infine anche il ricco programma di attività ricreative e culturali sul territorio, che

DIARIO DI BANCA

hanno visto protagonisti parecchie centinaia di soci: hanno viaggiato e si sono divertiti assieme alla Mutua. “Ma non ci fermiamo certo qui –ha tenuto a precisare il presidente di MACC Fabio Steccherini– perché l’intenzione è quella di estendere i servizi sanitari ed assistenziali con vari altri interventi. Pensiamo ad esempio di attivare uno sportello badanti e potenziare i servizi offerti dello studio biomedico, allargando l’orario di apertura dello stesso.” La festa per i 25 anni della MACC ha avuto quindi il suo epilogo con la consegna di riconoscimenti a volontari e soci fondatori, che ha preceduto il pranzo sociale negli spazi che ad ogni fine estate ospitano la Sagra de le Raze. Brindisi finale da dedicare simbolicamente ai 2280 soci iscritti sino ad oggi alla MACC e auspicabilmente destinati a crescere, al pari di quel minuscolo albero di vite piantato proprio davanti alla BCC di Staranzano e Villesse. [GM] Ideale Diario di Banca

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RUBRICHE

ECONOMY

Giovani e startup, serve un cambio di passo di Alfonso Di Leva

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iccole startup crescono, anche grazie ai prestiti Le startup del Friuli Venezia Giulia e del Trentino sono al vertice per tasso di utilizzo dei prestiti dedicati al settore. I finanziamenti sono quelli erogati dalle banche grazie al supporto del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese innovative: a metà 2019, le nostre startup hanno ricevuto 42.522.070 euro, con 228 operazioni a una media di 186.500 euro per singola erogazione. In pratica quasi tre nostre startup innovative su dieci –secondo il rapporto trimestrale realizzato dal Ministero per lo Sviluppo economico in collaborazione con MedioCredito Centrale– in Friuli Venezia Giulia hanno ottenuto almeno un prestito garantito, contro una media nazionale del 19%. Il primato svanisce se, invece delle startup, prendiamo le piccole e medie imprese innovative, caratterizzate da una forte componente innovativa, a prescindere dal livello di maturità aziendale. Qua le Pmi targate FVG portano a casa poco più di quattro milioni sui 127 erogati in Italia, con la Lombardia al primo posto, con i 32 milioni, lontana anni luce.

Non è un’impresa per giovani Pesano poco le imprese giovanili in Friuli Venezia Giulia, veramente poco. Solo un’azienda su 13 può contare una partecipazione di giovani superiore al 50%, tra quote e cariche: 6.806 su 89.817, praticamente il 7,6%. La regione è così fanalino di coda nel Nordest (dove i giovani sono protagonisti nel 7,7% delle imprese) ed è maglia nera

“In regione solo 1 azienda su 13 ha una partecipazione di giovani superiore al 50%.” in Italia, dove la media è del 9,7%. Ma non è detto che il dato sia necessariamente negativo, perchè le imprese giovanili sono più numerose al Sud e nelle aree dove è più difficile trovare occupazione con un lavoro dipendente.

Da noi –secondo un report dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine– i più intraprendenti sono i giovani isontini (8,5%), seguiti dai triestini (8,1%), dagli udinesi (7,5%) e dai pordenonesi (7%). Il settore preferito è il turismo; al secondo posto ci sono i servizi alla persona; basse sono le presenze giovanili in agricoltura e nel manifatturiero. Comune che vai, fisco che trovi... il FVG è nella top ten Cala, anche se di poco, il peso totale del fisco sul reddito delle piccole imprese: nel 2019 sarà del 59,7% contro il 61,2% del 2018. Tutti e quattro i nostri capoluoghi sono nella top ten dei territori meno vessatori verso le piccole imprese: Gorizia si piazza al secondo posto (53,1%) alle spalle di Bolzano (53%) e prima di Udine (terza con il 53,7%), Trieste (ottava con il 54,9%) e Pordenone (decima con il 55,3%). L’analisi è dell’Osservatorio Cna sulla tassazione delle Pmi che, sicuramente, fotografa l’attenzione delle nostre amministrazioni locali verso i piccoli imprenditori, con l’amara riflessione, però, che anche loro hanno lavorato almeno fino ai primi di luglio solo per pagare le tasse. Ideale Diario di Banca

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DIARIO DI BANCA

IL COLORE DELLA SOSTENIBILITÀ

BCC e responsabilità ambientale di Michela Pitton

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l verde è diventato di moda. Ma c’è verde e verde. La nostra banca ha a cuore l’ambiente dove viviamo: anche perché nel nostro territorio, troviamo la “nostra ragione d’essere”. Verde è per la BCC di Staranzano e Villesse il colore della sostenibilità, della responsabilità ambientale, del supporto all’economia sostenibile, dei contributi alle aziende agricole. È un verde speranza, ma con impegno e responsabilità. Cosa fa la BCC di Staranzano e Villesse in tema di responsabilità ambientale? Da anni all’interno del nostro Bilancio Sociale redigiamo un resoconto delle iniziative di responsabilità ambientale per dare evidenza di quello che abbiamo fatto. E quello che facciamo può essere tradotto in azioni dirette nelle quali cioè la Banca si impegna in prima persona ad agire attraverso comportamenti e attività di business volte a ridurre l’impatto ambientale (come ad esempio l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla sede della banca, l’utilizzo di auto elettriche aziendali, il riciclo della carta etc) e azioni indirette volte, cioè, ad affiancare i clienti nella transizione energetica proponendo prodotti e servizi di investimento e finanziamento. Abbiamo messo a punto prodotti –Linea Verde– che consentono ai clienti di poter accedere all’acquisto di beni di basso impatto (auto elettriche, GPL, impianti ecocompatibili etc) offrendo loro la possibilità di ottenere facilmente finanziamenti a bassissimo costo. Inoltre, il cliente può scegliere di ricevere le comunicazioni che riguardano 34

Ideale Diario di Banca

l’andamento dei suoi rapporti bancari direttamente nella postazione inbank. Una email avviserà il cliente dei nuovi documenti in formato digitale caricati sulla piattaforma. Questo è uno degli esempi dell’impegno della banca nei confronti della riduzione del consumo di carta ga-

L’impatto che la nostra vita ha sull’ambiente non è un concetto astratto, si può misurare attraverso un sistema di analisi noto come ‘impronta ecologica’. rantendo comunque sempre la trasparenza nelle comunicazioni. Un altro esempio di azione di responsabilità ambientale è quello di condividere con i clienti obiettivi di sostenibilità: sono un esempio in questo senso l’azione di diffusione nelle filiali di pratiche positive per la riduzione dei consumi, lo spegnere le luci quando si esce dall’ufficio etc. Abbiamo realizzato anche un nuovo

prodotto di investimento, semplice, come il certificato di deposito, che consente al cliente di ottenere un rendimento certo e garantito, in linea con l’andamento del mercato. Ma questo CD denominato Futuro Verde ha la duplice caratteristica di associare ad un buon investimento un concreto impegno sociale, attraverso la destinazione di un contributo reale a carico della Banca destinato al rimboschimento. L’obiettivo è quello di acquistare 1000 alberi per sostenere il progetto “Fai nascere un Bosco Nuovo”; il sostegno avviene attraverso l’erogazione di un contributo di 1.000 euro ogni milione di euro di CD venduti. Il progetto è nato a seguito delle alluvioni che nel 2018 (Tempesta Vaia) hanno devastato i boschi del Friuli Venezia Giulia, il nostro polmone verde. I boschi verranno realizzati nei Comuni colpiti dall’inondazione e saranno seguiti con la supervisione dell’Università di Udine attraverso il supporto dell’associazione Giant Trees Foundation. L’impatto che la nostra vita ha sull’ambiente non è un concetto astratto, si può misurare attraverso un sistema di analisi noto come impronta ecologica. E dietro quelli che possono apparentemente sembrare solo numeri, c’è una straordinaria chiave di lettura della realtà e del rapporto che ci lega alla Natura. Vogliamo impegnarci sempre di più nella difesa di questo speciale legame e per questo continueremo anche in futuro a realizzare azioni sia dirette e indirette. Magari chissà anche attraverso la realizzazione di progetti e proposte che voi soci vorrete segnalarci.


ottobre 2019

DIARIO DI BANCA

Impianto fotovoltaico = meno emissione Co2

60.909 kW Produzione kW nel 2018 – 39.591 Kg emissione Co2 61.676 kW produzione kW nel 2017 – 40.089 Kg emissione Co2

Carta recuperata = meno alberi abbattuti

3.532 Risme A4 nel 2018 – 138 alberi abbattuti 3.363 Risme A4 nel 2017 – 131,5 alberi abbattuti

Infobanking = meno alberi abbattuti

322.825

Pensando al futuro (verde) La Banca ha sviluppato un’offerta ampia e diversificata di prodotti e servizi dedicati ai propri clienti che metta in evidenza il suo “essere verde”. In particolare, per condividere con soci e clienti le possibilità offerte dalla mobilità elettrica sostenibile, la Banca propone dei finanziamenti dedicati che consentono di fare il “pieno di energia” riducendo al massimo le emissioni nocive di Co2. La linea di mutui “Linea Verde” rappresenta infatti una serie di finanziamenti a tasso davvero agevolato per favorire la mobilità sostenibile e promuovere l’attenzione della Banca verso le energie rinnovabili. Due sono le linee di intervento:

Casa destinato a interventi di risparmio energetico, produzione di energia rinnovabile e fotovoltaica, impianti di riscaldamento, etc.

Guida Destinato all’acquisto di veicoli elettrici, a metano, GPL e bici elettriche.

Documenti prodotti su infobanking 646 risme A4 risparmiate 2018 – 25 alberi abbattuti

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DIARIO DI BANCA

IL COLORE DELLA SOSTENIBILITÀ

L’albero della vita Fiori, alberi e piante lo hanno accompagnato sin da bambino, visto che suo padre aveva un vivaio e la stanza giochi era l’aria aperta, la natura. Non poteva quindi che diventare agronomo, studioso di alberi e piante Andrea Maroè, dal gennaio del 2018 presidente della Giant Trees Foundation con sede in provincia di Udine, a ridosso delle prime colline moreniche del Friuli, dove un vecchio capannone adeguatamente ristrutturato è diventato la casa di questa fondazione. Qui i volontari si ritrovano di norma ogni venerdì pomeriggio e parlate di cosa…? Programmiamo le nostre iniziative, studiamo future spedizioni o più semplicemente pianifichiamo i nostri incontri, nelle scuole, ma anche nelle università. Parla con gioia ed entusiasmo Andrea Maroè, 53 anni compiuti da poco, ma con alle spalle un curriculum di tutto rispetto con ruoli e incarichi importanti in regione. Siete nati nel gennaio del 2018 e dopo pochi mesi avete dovuto affrontare il dramma della tempesta Vaia, 600 milioni di danni nel solo Friuli, dove sono andati perduti 8 milioni di metri cubi di legname… È stata una tragedia, ben al di là del già pesante danno economico patito. Ma forse ha fatto capire all’opinione pubblica quanto sia importante pensare alla salvaguardia del pianeta, fronteggiando i cambiamenti climatici, con una cultura ambientalista sempre più diffusa e consapevole. Tutto quanto è poi accaduto e purtroppo continua ad accadere, sta finalmente attirando l’attenzione dell’opinione pubblica. I proclami della giovane Greta stanno facendo il resto… Il vostro è un percorso che inizia comunque ben prima della nascita di GTF… 36

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Giant Trees Foundation Andrea Maroè presidente della Giant Trees Foundation

Certamente. Le nostre prime spedizioni in giro per il mondo risalgono a quattro cinque anni fa. Studiare i grandi alberi, difendere le foreste, aiuta la vita di noi esseri umani. GTF nasce con scopi didattici e di tutela. Quello che è accaduto nel novembre dello scorso anno deve spronare tutti ad operare in questo senso. Ne va della nostra vita futura. Nostra, ma soprattutto dei nostri figli e nipoti… Cosa insegnate ai giovani che incontrate nelle scuole ? Che i grandi alberi vanno studiati dalla cima, non dalle radici. Che il cuore dell’albero sta al suo interno e c’è ancora molto da scoprire. E ancora, che dobbiamo tutelare quello che chiamiamo il “sequestro” di anidride carbonica prodotto dagli alberi. Se lo andiamo a ridurre o addirittura a cancellare, come avviene con la distruzione della foresta amazzonica, spalanchiamo la porta all’aumento del gas serra, con le conseguenze che ormai tutti conoscono… Da qui il vostro progetto di riforestazione: partendo dai nostri territori… Dobbiamo sfruttare questo momento emozionale attorno alle problematiche legate al clima. Non vogliamo si riduca ad una moda, perché le mode passano. Abbiamo già piantato un migliaio di alberi nella nostra regione e stiamo lanciando una campagna per metterne altri cinquemila. L’obiettivo è di arrivare a 100 mila alberi nel giro di qualche anno. Il sogno è piantarne un milione, più o meno uno per ogni abitante del Friuli Venezia Giulia! E devo dire che tutti gli aiuti che riceviamo, ad iniziare da quello importante della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse, vengono indirizzati per alimentare questo progetto. Ci sembra la risposta più bella e concreta per fronteggiare questa emergenza, che tocca tutti da vicino. Adesso forse lo stiamo iniziando a capire…

La GTF, Giant Trees Foundation, è una fondazione senza scopo di lucro che nasce per conoscere, difendere e tutelare i grandi alberi, in lingua inglese appunto “giant trees”.Nasce per volontà di un gruppo di appassionati in Friuli ed ha come presidente Andrea Maroè. Salvaguardia del pianeta terra, lotta alle variazioni climatiche con i danni provocati da tempeste ed uragani, progressiva distruzione della foresta amazzonica, sino ad arrivare molto più vicini a noi con le conseguenze provocate dalla tempesta Vaia abbattutasi sul nord est del nostro Paese esattamente un anno fa: tutte queste tematiche, delle quali si è fatta portavoce la giovanissima Greta a livello planetario, dicono a sufficienza di come l’idea della fondazione friulana si sia rivelata lungimirante al momento della nascita, di strettissima attualità oggi giorno. Gli alberi visti come protagonisti della nostra vita, capaci di garantire l’esistenza del pianeta, garanti della conservazione della biodiversità, diventano i protagonisti di una visione finalmente “green” della nostra vita e che ci fa riscoprire una consapevolezza nuova –sostengono i volontari di GTF– con un rapporto più profondo tra uomo e albero, nella consapevolezza che tutto ciò ci permetterà di salvaguardare il nostro pianeta. Rivalutare e comprendere meglio il nostro rapporto con le foreste –si legge nelle linee guida della fondazione– diventa un obiettivo essenziale se vogliamo preservare la vita umana sulla terra. La Giant Trees Foundation si propone quindi come obiettivo primario la conoscenza dei grandi alberi attraverso la loro corretta individuazione, il loro studio e la loro tutela.

www.gianttrees.org



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RUBRICHE

MICROFONO APERTO

La politica del buon senso di Giovanni Marzini

A

lla vigilia della sua terza stagione, il “microfono” si accende per parlare di Ideale. Sì, proprio della rivista che state sfogliando (o leggendo, ci auguriamo…), visto che è quanto mai opportuno confrontarci con voi lettori. E adesso lo possiamo fare anche alla luce di un mini-sondaggio che vi abbiamo sottoposto nelle scorse settimane e al quale cortesemente molti di voi hanno risposto. Vogliamo perciò partire proprio da lì, dalle risposte che avete dato alle domande su questo strumento che BCC ha voluto per tessere un rapporto ancor più stretto e proficuo con voi clienti. Cosa apprezzate o criticate di Ideale, cosa vorreste in più o in meno rispetto agli attuali contenuti, quali argomenti vorreste fossero più approfonditi a dispetto di altri più trascurabili? Avete risposto in diverse centinaia e in qualità di direttore di questa pubblicazione tengo prima di tutto a ringraziarvi, anche a nome della squadra che collabora a questa iniziativa: le indicazioni ricevute ci torneranno sicuramente utili, visto che Ideale non ha altri scopi quello di far conoscere all’esterno della propria sede e dei propri uffici, lo spirito, le finalità e l’etica di una “banca del territorio”. Cosa ci avete chiesto? Ancor più notizie ed indicazioni sul modo di operare e sulle 38

Ideale Diario di Banca

strategie di BCC. Una richiesta logica, corretta ed intelligente. Ideale non è un giornale che vende copie, non è un’operazione commerciale. È semplicemente uno strumento di dialogo, conoscenza e contatto. E sin da questo numero 9, che apre il terzo anno di vita della rivista, abbiamo cercato di soddisfare al meglio le vostre richieste, raccontando (come possibile) la vostra

“È bellissimo vedere che la ricerca di una visione che guardi al bene futuro del pianeta, arrivi dai più giovani”.

banca dal di dentro. Anche e soprattutto attraverso la voce dei suoi vertici. Storie che raccontino il territorio ed in parte anche le sue tradizioni, occupano poi una buona posizione nella classifica dei vostri like. Sarà uno sprone nel continuare

una linea editoriale che Ideale ha perseguito sin dal primo numero. Vi abbiamo aggiunto il giusto legame tra le molte iniziative che animano la nostra comunità e gli aiuti che BCC fornisce, con un occhio di riguardo alle molte startup che giovani imprenditori lanciano con successo. La cover-story di questo numero è un esempio. Anche se tutto è politica e la politica è… dappertutto, l’unica politica che questa rivista cercherà di percorrere sarà quella del “buon senso”. Il mondo intero, prima ancora che il nostro paese o la nostra regione, sta vivendo ormai da anni una delicata fase di cambiamento, tra crisi economiche, conflitti, disastri ambientali, emergenze climatiche ed umanitarie. Ed è incredibile, ma al tempo stesso bellissimo, vedere che la ricerca del “buon senso” e di una visione che guardi al bene futuro del pianeta, arrivi in questo momento dai più giovani. Sono loro i protagonisti per un domani “green” del nostro mondo. E nel suo piccolo, queste tematiche troveranno (come fatto fino ad ora) sempre più spazio in queste pagine. Quell’alberello, piantumato proprio davanti la sede della banca nel centro di Staranzano per il compleanno della mutua sostenuta da BCC, altro non vuole essere infatti che un piccolo grande simbolo del nostro essere “green”, per sperare ma soprattutto lavorare ad un futuro migliore.


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DIARIO DI BANCA

LINEA DIRETTA CON I LETTORI

Sagra dele Raze 2019 e Remada longa! Grande successo anche quest’anno per la Sagra dele Raze, manifestazione ultracentenaria organizzata a Staranzano in occasione della fine dell’estate, che ha ospitato numerosi appuntamenti musicali, culturali e gastronomici. La Banca è orgogliosa di aver supportato la festa e la caratteristica Remada longa, la tradizionale regata sul canale della Quarantia in località Marinetta a Staranzano: l’evento ha visto le otto contrade di Staranzano darsi battaglia a colpi di remi sulle “batele” per conquistare l’ambito trofeo!

BCC & Canoa Polo… insieme a Ponterosso Sempre spettacolare la manifestazione “Trofeo Ponterosso” di Canoa Polo del Circolo Marina Mercantile di Trieste: lo scenario urbano dello specchio d’acqua interno al canale di Ponterosso rende questa competizione davvero unica a livello nazionale. Grazie Assimoco da ASD Giuliano SCHULTZ Un doveroso ringraziamento ad Assimoco che per nostro tramite ha voluto dare un riconoscimento ad un’associazione del nostro territorio. Abbiamo volentieri individuato nella ONLUS SCHULTZ di Medea tale associazione: una realtà che da anni sostiene attività di assoluto spessore umanitario e sociale.

Volete segnalarci qualche iniziativa o lasciarci un messaggio? Scrivete a: ideale@bancastaranzano.it Ideale Diario di Banca

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Un momento di festa e di gioia per i figli dei Soci della Banca e della MACC! Domenica 8 Dicembre 2019 presso Kinemax Monfalcone, via Grado, Monfalcone Per i Cuccioli di Socio dai 5 ai 12 anni alle 9.30 proiezione film per bambini Per i Cuccioli di Socio dai 0 ai 4 anni alle 9.50 San Nicolò consegnerà un piccolo regalo Spazio giochi in collaborazione con l’Associazione Turchina

FESTA DI SAN NICOLÒ

Per partecipare alla festa è necessario ritirare il buono di partecipazione presso la sede dalla MACC in Via Martiri della Libertà 42/b – Staranzano entro venerdì 29 novembre 2019. Orari sede lunedì – venerdì 8.30 – 12.30

lunedì e mercoledì 15.00 – 18.00

La Mutua ti sostiene.