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Ideale

Trimestrale della BCC di Staranzano e Villesse, Piazza della Repubblica 9 – 34079 Staranzano (GO)

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Diario di Banca luglio 20�9

SPECIALE ESTATE

L’uomo del Golfo

a pagina 6


luglio 2019

DIARIO DI BANCA

LETTERA DEL PRESIDENTE

I come Internazionale Noi, una banca locale, possiamo pensare di avere un respiro più ampio… addirittura internazionale? Lo abbiamo chiesto al Presidente del Porto Triestino. Porto che ormai cosmopolita lo è diventato ricevendo e spedendo merci e persone da e per tutto il mondo. Essere attori nel territorio significa essere parte integrante del tessuto economico, dialogare direttamente con gli enti e le amministrazioni oltre che con le principali aziende che vi operano. Noi di questo “flusso” siamo parte attiva: sosteniamo la realtà e quindi siamo di essa parte integrante.

I come Itinerario In questo periodo spesso parliamo di viaggi, escursioni, magari aiutandoci con una rappresentazione grafica che descrive un percorso. Ma l’itinerario non è solo questo è anche un percorso spirituale o intellettuale. In questo numero abbiamo voluto descrivere –proprio partendo dalla rappresentazione grafica del territorio sul quale idealmente svolgiamo la nostra attività– le storie di soci, associazioni, clienti e fornitori. Sono emersi racconti che parlano dei profumi del mare, di tradizioni sacre e profane, di legami profondi con la storia che è qui, tutta intorno a noi.

I come Informazione Accogliamo la richiesta emersa da alcuni soci di ricevere maggiori informazioni che riguardano l’attività economica e finanziaria della nostra Banca. A maggio si è svolta l’Assemblea Ordinaria di approvazione del Bilancio: il 2018 è stato sicuramente un anno estremamente favorevole e il bilancio chiude con utile netto pari a 4 milioni e 774 mila euro. Ma è soprattutto la solidità a trovare conferma nel coefficiente CET 1 (capitale primario / attività di rischio ponderate) che sale dal 23,47% al 24,62% contro una media del Credito Cooperativo italiano pari al 13,2% (ultimo dato disponibile a giugno 2018). Questi numeri ci riempiono di orgoglio e ci fanno proseguire con serenità e convinzione lungo la strada intrapresa sinora: Buone Ferie!

Carlo Antonio Feruglio Presidente Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse

Ideale Diario di Banca

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DIARIO DI BANCA

Sommario STORIA DI COPERTINA L’INTERVISTA L’uomo del Golfo di Giovanni Marzini

RUBRICHE

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MICROFONO APERTO Giornalisti con la schiena dritta. Anche se parli di sport di Giovanni Marzini

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IL NOSTRO GOLFO TERRITORIO E TRADIZIONI BANCA E ASSOCIAZIONI Il nostro Golfo

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Kitesurf

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Kayak

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Maritime Technology Cluster

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Monfalcone Mare Young

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L’unione fa la forza di Fabiana Martini

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Tennis, lo sport dell’estate

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Ideale Diario di Banca n. 8 – luglio 20�9 Trimestrale della BCC di Staranzano e Villesse Società Cooperativa Piazza della Repubblica 9 34079 Staranzano (GO) tel. +39 0481 716111 www.bancastaranzano.it progetto editoriale Prandi Comunicazione & Marketing Srl supervisione editoriale Giovanni Marzini hanno collaborato Ludovico Armenio, Cristiano Degano, Alfonso Di Leva, Marina Dorsi (referente CdA), Fabiana Martini, Michela Pitton progetto grafico Matteo Bartoli – Basiq Srl contributo fotografico Rafael Domeyko, Fabrizio Giraldi, Giuliano Koren, Archivio BCC di Staranzano e Villesse, Archivio Adobe Stock stampa Poligrafiche San Marco – Autorizzazione del Tribunale di Gorizia N. 306 del 2� novembre 2000 La pubblicazione è distribuita in abbonamento postale ai soci in conformità al Regolamento Europeo 20�6/679 (GDPR). Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Banca: info@bancastaranzano.it

STORIE DI SOCI Pescaturismo di Ludovico Armenio Un gelato per l’estate quattro storie in regione MUSICA La leggenda di una voce: omaggio a Enrico Caruso Il patrimonio di Mozart custodito dai giovani

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RUBRICHE ECONOMY Crescita, avanti piano...  di Alfonso Di Leva

RUBRICHE COSÌ È (SE VI PARE) Al posto giusto,  nel momento giusto di Cristiano Degano

21 DIARIO DI BANCA MACC La MACC cambia,  più forma e più sostanza di Michela Pitton

IL NOSTRO GOLFO ITINERARI Due ruote per tornare  bambini di Fabiana Martini LIBRI E TRADIZIONI Trieste e Grado, cinque chilometri di storia e storie di Antonio Boemo STORIE DI SOCI Il mare in barca

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22 BILANCIO 2018 La BCC Staranzano e Villesse raddoppia l’utile: 4,8 milioni

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Le opinioni espresse dagli Intervistati e/o dagli Autori degli articoli costituiscono manifestazioni del loro libero pensiero e non coinvolgono in un previo assenso quello della Banca.

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STORIA DI COPERTINA

L’INTERVISTA Zeno D’Agostino traccia la rotta per lo sviluppo della portualità della Venezia Giulia

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residente D’Agostino, l’uomo del Golfo per chi è a capo di un porto divenuto internazionale lo considera riduttivo come appellativo o lo accetta di buon grado ? No no, va bene! Lo accetto assolutamente, anche perché avendo già lavorato a Napoli… sono affezionato ai golfi. Sono dati record quelli che presenta ormai in costante aumento il Porto di Trieste. Come li considera: sono un traguardo, una tappa o una sorta di start verso obiettivi e traguardi ancor più grandi? Ma, sono dati che ci interessano fino ad un certo punto. Voglio dire, per fare un esempio, che ci basterebbe anche fare mezzo milione di TEU e non 725mila come fatto lo scorso anno o più di 800 mila come ci avviamo a fare quest’anno, ma fare su quel mezzo milione ad esempio attività di lavorazione piuttosto che di trasformazione industriale o quant’altro. Insomma, è un dato che non ci rappresenta al meglio, anche se ci lusinga. Significa che il porto lavora e lavora bene, ma non vorrei fosse limitante. 6

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L’uomo del Golfo di Giovanni Marzini


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STORIA DI COPERTINA

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STORIA DI COPERTINA

L’INTERVISTA

Insomma, quando D’Agostino dice che un porto non deve limitarsi solo a caricare o scaricare una nave intende questo? L’importante è fare lavorare più gente possibile, salvaguardare l’occupazione, non rifugiarsi dietro i sempre maggiori automatismi di uno scalo moderno… Esatto, esatto. A prescindere dal dato occupazionale, importantissimo, noi oggi dobbiamo preoccuparci di creare valore. E lo si crea sempre di più in attività che non sono mature. Noi stiamo crescendo in questi mesi, anche grazie a nuove assunzioni. Siamo arrivati a 450 assunzioni o stabilizzazioni: in questa cifra metto anche soggetti che avevano lavori precari e che oggi sono stati appunto stabilizzati. E stiamo parlando di numeri che riguardano solo Autorità Portuale e sue partecipate, non terminalisti o quant’altro. Alle spalle le polemiche seguite agli accordi con la Cina, il protocollo siglato sta andando avanti? A che punto è la famosissima Via della Seta? Certo, va avanti. Con i cinesi adesso stiamo cercando di aumentare le esportazioni per

“Dobbiamo preoccuparci di creare valore. Stiamo crescendo in questi mesi, anche grazie a nuove assunzioni.” la Cina. A fine giugno sono stato in Cina proprio per creare delle piattaforme logistiche per favorire l’import di prodotti italiani in Cina. Lo so, si fa fatica a credere ci sia qualcuno che lavora per questo. Ma è quello che stiamo facendo… Vi state muovendo seguendo tre vie: quella del mare, delle strade e delle ferrovie… Esattamente. E ci metto dentro non solo 8

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Trieste, ma un sistema integrato che riguarda l’intera regione. Uno snodo importante a livello ferroviario sarà a questo proposito lo scalo di Cervignano. Sistema logistico che riguarderà anche la trasformazione industriale che dovremo fare nel nostro Porto Franco. La traduzione di Porto Franco è Free Port, che significa “porto libero”. È questo il valore aggiunto dello scalo triestino? Porto libero significa che è una zona ancora non territorio europeo, quindi libera da IVA, dazi o accise e la cosa interessante è che su questo territorio si possono fare anche attività industriali. Qui sta indubbiamente un valore aggiunto. Non avete più (o quasi) legami con il porto di Maria Teresa, con il Porto Vecchio di Trieste, ma ritenete strategica e in qualche modo sinergica con l’attività del Porto Nuovo, la riqualificazione di quest’area? Penso proprio di sì. Preciso che in effetti alcune aree sono ancora demaniali, quindi sotto di noi. Penso al progetto per un terminal


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STORIA DI COPERTINA

crocieristico in quell’area, molto funzionale al sistema porto. Aggiungo poi che mi piacerebbe vedere un insediamento di qualche centro direzionale del porto insediato in quell’area. Credo risulterebbe oltremodo funzionale. Chiudiamo parlando di chi ci ospita con questa nostra intervista. Come può una banca come questa, che opera sul territorio e che fa parte di un gruppo importante come ICCREA essere di supporto ad attività come la vostra, specialmente per le ricadute che possono esserci sulla zona nella quale agisce? Io penso che le banche di una certa dimensione hanno un rapporto diretto con quelli che sono i veri soggetti protagonisti dello sviluppo, vale a dire le imprese, che lavorano nel porto e con il porto. Noi siamo un motore, ma non siamo il soggetto attuatore. Alla fine sono le imprese ed il privato i protagonisti dello sviluppo. Sono loro che devono riempire gli spazi che noi andremo a creare con questo dinamismo. Ed in questo dovremo andare a capire come anche noi potremo

“Le banche hanno un rapporto diretto con i veri protagonisti dello sviluppo, vale a dire le imprese, che lavorano nel porto e con il porto.” avere un ruolo diverso rispetto a quello che abbiamo ora: penso ad un ruolo se possibile ancor più propositivo. Noi siamo abituati a pensare alle Autorità Portuali come soggetti che gestiscono in maniera ordinaria ciò che gli viene dato in gestione, cioè il demanio. Ma credo che dovremmo anche muoverci in modo straordinario. E sono convinto che a tale proposito le banche possano darci una buona mano. Ideale Diario di Banca

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IL NOSTRO GOLFO

BANCA E ASSOCIAZIONI Da sempre, in ottemperanza all’articolo 2 dello Statuto sociale, la Banca sostiene e promuove lo sviluppo del territorio con spirito mutualistico. Il mutualismo infatti è l’anima del Credito Cooperativo e la missione della Banca è ciò che la differenzia dagli altri istituti di credito e che rinforza il suo spirito di appartenenza. Nel corso del 2018 sono stati molti gli interventi tra beneficenza e sponsorizzazione che hanno visto coinvolta la Banca: tra questi, ricordiamo i 97 destinati ad attività sportive e di ricreazione, per complessivi 153.250 euro. In questo numero estivo, tutto dedicato al “nostro Golfo”, abbiamo voluto evidenziare alcune iniziative che hanno avuto luogo in questi giorni e alcune associazioni che svolgono la loro attività proprio in questo tratto di mare.

Gorizia Medea

Romans d’Isonzo Sagrado Villesse San Pier d’Isonzo Fiumicello

Ronchi dei Legionari San Polo

Monfalcone Staranzano San Canzian d’Isonzo

Grado

Il nostro Golfo 10

Ideale Diario di Banca

Panzano

Duino


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IL NOSTRO GOLFO

Queste sono solo alcune delle tante associazioni che la Banca sostiene.

Trieste

I numeri n°420

ADUS Triestina Nuoto ASD Canottieri Saturnia ISIS Nautico Trieste Società Ginnastica Triestina Sez. Nautica Società Triestina della Vela Welfare Della Gente di Mare

interventi

Muggia

€ 547.208

Duino

ASD Scuba Tortuga Società Nautica G. Pullino

Contributi totali

Società Nautica Duino 45° Nord Società Nautica Pietas Julia

€ 153.250

Monfalcone

Sport e ricreazione

ASD La Darsena Ass. Naz. Marinai d’Italia Ass. Pescatori Sportivi Ass. Velica Windsurfing Lega Navale Italiana Monfalcone Maritime Technology Cluster Fvg Rari Nantes Adria Monfalcone Società Canottieri Timavo Società Kayak Canoa Società Nautica Tavoloni Società Vela O. Cosulich The International Propeller Club Yacht Club Hannibal

Staranzano ASD Punta Barene Centro Monf. Sommozzatori Unione Casoni Quarantia

Grado ASD Kite Life Grado Lega Navale Italiana Grado

Gorizia ASD Circolo Sportivo Adria Gorizia Triathlon

Trieste Muggia Ideale Diario di Banca

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IL NOSTRO GOLFO

BANCA E ASSOCIAZIONI

Kitesurf 

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e località balneari di Marina Julia, nel Comune di Monfalcone, e Grado, sono tra le mete più amate dagli appassionati di kite surf di tutta Italia e non solo. Qui l’associazione Kite Life Grado svolge la sua attività, coinvolgendo ogni estate centinaia di persone nella pratica di uno degli sport più spettacolari in assoluto. È nata cinque anni fa dall’impegno di Gianfranco Crivellari, Giovanni Baldassi e Desirè Braida, istruttori IKO (International Kiteboarding Organization) che si dividono tra l’introduzione per i principianti e l’avviamento all’agonismo dei giovani del Junior Team. Con il tempo l’associazione è diventata un punto di riferimento per tanti atleti, che ogni anno hanno la possibilità di divertirsi in sicurezza nel Golfo e partecipare alle “trasferte” in Marocco, ad aprile, e Brasile, a ottobre. “I viaggi segnano l’inizio e la fine della stagione. Portiamo sempre a casa ricordi meravigliosi. Siamo un gruppo coeso, unito dall’amore per il mare e le forti emozioni che questo sport ci regala 12

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–sono le parole del fondatore Gianfranco Crivellari–. Volare sul mare trascinati dal vento non ha pari. Per farlo non basta la forza ma servono equilibrio e concentra-

“Volare sul mare trascinati dal vento non ha pari. Per farlo non basta la forza ma servono equilibrio e concentrazione.” zione. Possono farlo tutti a prescindere dall’età. Tra i nostri associati si va dagli 8 ai 73 anni!”. Crivellari, 54 anni, ha dedicato

la vita allo sport. Inizia come pilota motociclistico nel 1979, passa poi al jet skiing che pratica per dieci anni laureandosi cinque volte campione italiano. Kiter dal 1998, nel 2007 diventa istruttore. “Quello che porta le persone a provare questo sport è il desiderio di libertà. Dopo anni di esperienza lo capisco dagli sguardi, che all’inizio sono un misto di paura e frenesia –racconta– ed è proprio questo che mi spinge ancora a mettermi in gioco per insegnare loro la tecnica, nonostante la fatica e l’impegno che ciò comporta”. Non solo kite, ma anche Sup (Stand Up Paddle), la disciplina in cui gli atleti, in piedi su una tavola, scivolano sull’acqua utilizzando un remo. “Per far conoscere le attività ai curiosi, da cinque anni organizziamo una “Sup Race”, che chiamo la bicicletta del mare –dice scherzando–. Attività che riscuote sempre molto successo ed è ottima per prendere confidenza con il mare”. La sesta edizione, con il supporto della BCC di Staranzano e Villesse oltre che di Regione, Turismo FVG e Comuni, si è svolta il 14 luglio.


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IL NOSTRO GOLFO

& Kayak

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ra risultati sportivi e valorizzazione del territorio, la storica società Kayak Canoa Monfalcone è sempre di più un punto di riferimento per la sua comunità. Fondata nel 1987, negli ultimi anni sta vivendo un periodo particolarmente felice, dal punto di vista agonistico e amatoriale. Animata da oltre 130 soci –ben un terzo in più rispetto a solo due anni fa– di cui la metà giovani atleti, è tra le più rinomate a livello nazionale. Non è un caso, se guardiamo alla storia del sodalizio giuliano, che annovera tra i suoi fondatori e soci attivi l’olimpionico Bruno Dreossi, primo oro olimpico italiano nel K2 500 metri insieme a Antonio Rossi. L’attività agonistica tra allievi, cadetti, ragazzi junior, senior e master, vede impegnati oltre 50 atleti tesserati FICK. Grande attenzione viene dedicata al settore giovanile –con oltre una trentina di atleti dagli 8 ai 13 anni e venti ragazzi dai 14 ai 18 anni– e al settore femminile. Negli ultimi 3 anni di attività ha fatto incetta di numerose medaglie con la partecipazione al trofeo delle Regioni e alla finale del Canoa Giovani di Caldonazzo. In particolare il 2018, con il 20° posto in graduatoria generale ed il 14° nella classifica giovanile, è stato il miglior anno di sempre. Risultato storico il titolo italiano nel K1 ragazzi di Giacomo Rossi e i cinque ori –su sei gare disputate– di Rossi e Guadagnini (K1 Femminile) nella gara nazionale di Auronzo. Nello stesso anno la squadra under 14 si è classificata prima in Italia nel trofeo CONI. Alle recentissime selezioni nazionali svoltesi a Mantova lo stesso Rossi ha superato le qualifiche che permettono l’accesso alla Nazionale junior di kayak. Parallelamente crescono, grazie all’instancabile lavoro del consiglio direttivo e dei tanti volontari, le attività dedicate

ai più piccoli, ai dilettanti e ai curiosi. Nel periodo estivo, la sede di via Nuova Bagni a Marina Nova è un via vai di persone. Tra le attività principali spiccano i corsi esti-

“Tra le attività principali spiccano i corsi estivi di avviamento.” vi di avviamento allo sport della canoa, aperti ai bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni di età, che nel 2018 hanno registrato oltre cento partecipanti. Ai corsi, oltre alle tecniche di conduzione della canoa, vengono insegnati il nuoto, la meteorologia ed elementi di sopravvivenza in mare. I corsi di avvicinamento sono organizzati anche per gli adulti, con l’iniziativa “Il Venerdì... Canoa!” dedicata ai soci. Attiva anche in ambito sociale, nell’estate 2019 la società sarà protagonista per l’undicesimo anno consecutivo della manifestazione “Disabilmente in canoa” che vede la partecipazione dei ragazzi dell’Associazione “Il Nuovo Giorno” e gli ospiti dell’AIAS. “La promozione di stili di vita sani e l’amore per le bellezze del nostro territorio sono i valori che ci permettono di andare avanti e coinvolgere i nostri soci nell’organizzazione volontaria delle attività –racconta Giorgio Guadagnini, Presidente in carica da 5 anni. A livello agonistico non potremmo essere più soddisfatti, la scelta di investire sui giovani sta dando i suoi frutti e prevediamo un futuro ancora migliore”. Ideale Diario di Banca

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IL NOSTRO GOLFO

BANCA E ASSOCIAZIONI

Maritime Technology Cluster Education

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avorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia valorizzando il mare e l’economia blu. È questo l’obiettivo di Maritime Technology Cluster FVG – MareFVG, società consortile pubblico-privata nata nel 2015 e specializzata in interventi di ricerca e innovazione a favore dell’imprenditoria marittima del territorio. Una sfida cruciale per il futuro commerciale e turistico della regione, le cui linee generali sono esposte nella Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente finanziata a livello europeo. “Open innovation e Education sono le parole chiave del percorso di MareFVG– spiega Lucio Sabbadini, ingegnere della Fincantieri e Amministratore Delegato del sodalizio– Il settore marittimo è prioritario in un’ottica di sviluppo del tessuto produttivo regionale, che conta oltre mille realtà aziendali”. In quattro anni di lavoro, il team di Mare FVG, composto da 9 professionisti, ha lavorato in tre

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Ideale Diario di Banca

“Il settore marittimo è prioritario in un’ottica di sviluppo del tessuto produttivo regionale.”

ambiti: incubazione di progetti innovativi che coinvolgono imprese e sistema scientifico, formazione sui temi marittimi negli istituti scolastici di tutti i livelli, rappresentanza del tessuto tecnologico regionale in contesti internazionali.

MareFVG ha attivato negli ultimi due anni il programma “Navigando”, che consiste in percorsi di approfondimento negli istituti scolastici regionali, dalla scuola primaria all’università, che quest’anno ha anche beneficiato del supporto della BCC Staranzano e Villesse. Per Sabbadini, la ragione è semplice: “In Italia il 30% delle imprese specializzate lamenta la mancanza di personale come principale ostacolo alla competitività, a fronte di una media europea del 10%. Per questo motivo abbiamo ritenuto fondamentale aprire un canale di comunicazione con i giovani, per favorire la divulgazione scientifica e l’orientamento alle professioni del mare. Nel primo anno di progetto abbiamo coinvolto 700 ragazzi, nel secondo oltre 1800. Sono già aperti i bandi per le scuole per il prossimo anno scolastico”. Non è tutto: da due anni MareFVG e l’Università di Trieste organizzano, in collaborazione con Fincantieri, Lloyd Register e Consiglio Nazionale di Ricerca, e altri, un Master Universitario di II livello di Progettazione della sicurezza dei mezzi e delle infrastrutture marittime, e, da quest’anno, in collaborazione con Monte Carlo Yacht, RINA e altri, un Master di I livello di Interior Design nautico e navale; entrambi beneficiano del supporto del Comune di Monfalcone.


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IL NOSTRO GOLFO

Sviluppo di progetti innovativi Dal 2015 la Maritime ha favorito la nascita di trenta progetti, circa la metà già messi in cantiere, coinvolgendo istituti di ricerca e aziende, sia regionali sia provenienti da fuori regione, decise a investire nel nostro territorio. Parallelamente promuove tavoli e seminari di approfondimento sui temi dell’automazione, digitalizzazione e trasformazione energetica. Tra gli eventi principali quello organizzato insieme ad ARIES e al Comune di Grado del prossimo 3-4 ottobre, Ship&Yacht Advanced Technology, alla terza edizione nel quale aziende e gruppi di ricerca –regionali, nazionali e esteri– presenteranno prototipi e dimostratori della loro innovazione ai principali attori territoriali (Fincantieri, Wartsila e Montecarlo Yachts) e provenienti da altri territori.

Rappresentanza internazionale Un ruolo fondamentale svolto dalla Mare FVG negli ultimi quattro anni è la rappresentanza del tessuto scientifico e produttivo regionale nel contesto internazionale. Tra i paesi con cui sono cresciuti i contatti in un’ottica di sviluppo comune c’è la vicina Croazia, ma anche Grecia, Spagna, Albania e Montenegro, “Costruiamo ponti per favorire gli imprenditori del territorio, le università e il mondo della ricerca” –spiega Sabbadini– “Lavoriamo per costruire all’interno di una rete mediterranea in continua espansione, relazioni che valorizzino il nostro territorio come hotspot tecnologico di riferimento”. Ideale Diario di Banca

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IL NOSTRO GOLFO

BANCA E ASSOCIAZIONI

Monfalcone Mare Young

È

giunta all’ottava edizione la Monfalcone Mare Young, manifestazione promossa dal Comune in collaborazione con le associazioni velistiche e remiere del territorio con l’obiettivo di avvicinare i più giovani al mondo degli sport marini. Anche quest’anno, a maggio, la rassegna ha raccolto un gran numero di adesioni. Oltre duecentocinquanta ragazzi delle scuole medie, accompagnati dai propri insegnanti, hanno partecipato alle cinque giornate. Incontri nei poli nautici, uscite in mare, simulazione a terra di canoa, vela e windsurf, conoscenza e approfondimento del mondo della pesca e delle professioni marittime. Queste sono solo alcune delle attività proposte all’interno della manifestazione. Cinque le associazioni coinvolte nell’organizzazione: la capofila Associazione Velica Windsurf Marina Julia, il Circolo della Vela Oscar Cosulich, la Lega Navale, la società Canoa Kayak Monfalcone e la Canottieri Timavo, coaudiuvate dal supporto della

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“Oltre 250 ragazzi delle scuole medie hanno fatto uscite in mare, canoa, vela e windsurf.” Guardia Costiera e del Coni. “Mare Young, di cui l’associazione di Marina Julia è capofila da cinque anni, ha il gran merito di coinvolgere i giovani studenti e far conoscere loro le bellezze marine del territorio, e insieme avviarli all’attività sportiva, fondamentale per un percorso di crescita equilibrato - spiega Raffaella Bonetti, dirigente, segretario e tesoriere del sodalizio - Si tratta inoltre di una grande occasione di socializzazione per i ragazzi, molti di loro non sono italiani né sono mai stati al mare”.


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IL NOSTRO GOLFO

L’Unione fa la forza di Fabiana Martini

L’

Unione Sportiva Triestina Nuoto il mare ce l’ha nel suo dna. E non solo perché nuotare fa rima con mare. E non solo perché è una realtà ormai antica, che ha fatto la storia di una città indissolubilmente legata al suo Golfo. Ma perché cent’anni fa quella che è considerata la portacolori cittadina degli sport acquatici è nata come sezione a mare da una costola della Triestina Calcio, venuta alla luce un anno prima, nel 1918: in pratica si pensava a un’attività estiva per occupare i mesi più caldi e forse non s’immaginava che le soddisfazioni non sarebbero certo state inferiori a quelle della società madre. La sede scelta dopo un breve periodo al Bagno Savoia fu

A colloquio con Nicola Cassio, general manager della Triestina Nuoto

l’Ausonia, che vantava una piscina di 50 metri e ha funzionato fino a quando le condizioni strutturali della vasca lo hanno consentito. Oggi, complice anche il centenario, occasione di bilanci e di rinnovati propositi, si guarda nuovamente all’origine e alla possibilità di una casa dove ritrovare i valori conviviali che sono alla base della storia di questa società, magistralmente scritti nello Statuto e nel Codice etico. Valori –ci racconta Nicola Cassio, quarto alle Olimpiadi di Pechino 2008 e attuale capo-allenatore e team manager della sezione nuoto– che si sono progressivamente persi: “C’è stato, in particolare negli ultimi anni, un enorme cambiamento nel modo di vivere l’associazione: i nostri iscritti, che oscillano tra i sei e i settecento (il 95% Ideale Diario di Banca

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IL NOSTRO GOLFO

BANCA E ASSOCIAZIONI

Nicola Cassio, general manager della Triestina Nuoto

dei quali minorenni), si sono trasformati da soci in clienti con uno stile “mordi e fuggi” che indebolisce molto il senso di appartenenza. Anche i genitori, un tempo i veri protagonisti dell’attività, oggi appaiono in gran parte disinteressati e concentrati esclusivamente sul proprio figlio e sul mero risultato sportivo: non si cerca collaborazione neanche per condividere i passaggi o per motivi organizzativi. Forse una casa nostra, una sede alternativa alla strada dove sapere i ragazzi al sicuro, dove scambiare quattro chiacchiere tra genitori durante i corsi dei propri figli, dove poter bere una birra con l’allenatore alla fine dell’attività aiuterebbe a ritrovare lo spirito sociale, senza naturalmente rinunciare a fare il salto verso una gestione più aziendale della società, necessaria per fornire prestazioni professionali all’altezza dei risultati ottenuti e anche per creare occasioni di lavoro con tutte le tutele necessarie”. Sul senso di questi potenziali posti di lavoro il general manager Cassio, cresciuto a Trieste e poi trasferitosi prima al prestigioso Circolo Canottieri Aniene di Roma e poi in Svizzera, si sofferma a lungo, spiegando che la società investe tante energie e attenzione nell’individuare i talenti, che sono di vari tipi: ci sono quelli che hanno talenti sportivi e quelli che sono particolarmente bravi nel relazionarsi con i più piccoli, è un dovere morale e sociale identificarli e valorizzarli e adoperarsi perché per alcuni lo sport possa davvero diventare una professione. 18

Ideale Diario di Banca

“Oggi si guarda, possibilità di una casa dove ritrovare i valori conviviali che sono alla base della storia di questa società.” Uno sport che adesso è sempre più multidisciplinare e che spinge ad unirsi: “Una volta” racconta Cassio “si cominciava e si finiva con uno sport, ma se uno non aveva trovato il suo era un peccato: certo, nessuno gli avrebbe mai detto che non era portato, perché avrebbe significato perdere un atleta, problema a cui si può invece ovviare favorendo l’unione di più associazioni nello stesso centro, cosa che permetterebbe anche di offrire proposte diverse a chi frequenta quegli ambienti (penso ad esempio ad una palestra a disposizione degli adulti che accompagnano i bambini), promuovendo quel senso di appartenenza che ti porta a diventare da cliente a socio. A Trieste il primo muro che si incontra nel perseguire quest’ambizioso obiettivo è quello delle infrastrutture: interessante

sarebbe Porto Vecchio, ma è un progetto che devono portare avanti le istituzioni, che finora non hanno dimostrato grande interesse. Anche questo sarebbe un tornare alle origini, che in parte c’è già stato grazie a un notevole riavvicinamento con la Triestina Calcio, che ci ha molto coinvolto nelle iniziative per il loro centenario”. Quello che manca sono sicuramente gli spazi –all’interno del polo natatorio gestito dalla FIN la Triestina Nuoto, come del resto le altre società, è soggetta a ripartizione–, cosa di cui ci sarebbe bisogno per crescere anche nel campo del nuoto paralimpico, settore nel quale i rosso alabardati hanno ottenuto di recente le maggiori soddisfazioni grazie soprattutto alle vittorie di Margherita Sorini e Giorgia Marchi, ma non solo, è un successo di squadra: non esiste, infatti, un’altra realtà natatoria dove il 100% del gruppo partecipa ai campionati italiani. “La sezione paralimpica” afferma Cassio “l’abbiamo aperta nel 2014 in risposta a una necessità, in mano avevamo solo la sensibilità di un’allenatrice, di certo non formata in maniera specifica, che ora sta crescendo non solo sul piano atletico, ma anche su quello relazionale e comunicativo”. Cassio ci tiene a precisare che la selezione avviene in base alle capacità natatorie, non in base alla disabilità: partecipi non perché sei disabile, ma perché sai nuotare. Solo così ci si può sentire parte di una realtà che non crea distinzioni, dove la disabilità non è un limite, ma


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IL NOSTRO GOLFO

IL PERSONAGGIO

Franco Del Campo

“Ci mancano ancora degli spazi. Interessante sarebbe Porto Vecchio, ma è un progetto che devono portare avanti le istituzioni.” una risorsa. Solo così l’integrazione è veramente oggettiva e lo sport diventa un’occasione per sciogliere i ghetti: trattando gli atleti con la stessa dignità. Per questo –sottolinea Cassio– non vogliamo fare una onlus, ma ciò di cui siamo capaci: agonismo. All’inizio, complice anche una cultura assistenzialista tipicamente italiana, con i genitori non è stato facile, ma nel momento in cui hanno capito lo spirito sono diventati proattivi, hanno fatto squadra, hanno passato parola e speriamo facciano da traino anche alle altre famiglie, perché in questo momento il gruppo dei genitori dei ragazzi del Paralimpico, alcuni affiliati alla FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, quella che riguarda le persone con disabilità fisica) e altri alla FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici

degli Intellettivo Relazionali), è quello che meglio incarna lo spirito della Triestina Nuoto e che speriamo contagi anche il resto della società e nondimeno il resto del nuoto e dello sport, che avrebbero tanto da imparare da questi ragazzi speciali, ma che spesso fanno invece fatica a interagire: esiste un protocollo sostanzialmente disatteso tra la Federazione Italiana Nuoto e la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico ed è assai scarsa, per usare un eufemismo, la comunicazione tra questi due mondi. La dimostrazione plastica di tutto ciò la si ha appena si mette piede alla Bianchi, una struttura che nonostante sia stata inaugurata pochi anni fa (nel 2005) si presenta assai poco friendly nei confronti delle persone con disabilità –c’è molto frastuono, cosa negativa per i non vedenti, mentre mancano dei riferimenti luminosi per i sordi, tanto per fare degli esempi–, mentre sarebbe semplicemente bastato parlarsi un po’ di più. E quanti pensano che sia già una medaglia essere capaci di garantire un’autentica esperienza sportiva a chi ha degli svantaggi, cosa che richiede energie e risorse supplementari a partire da quelle umane (il rapporto allenatore/ragazzi non è uno a venti ma uno ogni cinque-sei), vadano a vedere il palmarès di questi atleti: un orgoglio per tutta la società e per tutta Trieste. Un’esperienza di sport, ovvero di divertimento gratuito, per tornare alle origini di questa parola, veramente autentica.

Quando si parla della Triestina Nuoto non si può non ricordare la storica impresa di Franco Del Campo, primo italiano nella storia del nuoto a conquistare due finali olimpiche, nei 100 e 200 dorso, ai Giochi di Città del Messico del 1968. Oggi è direttore del Centro Federale – Polo Natatorio “Bruno Bianchi” e da giornalista e docente, oltre che da ex atleta rosso alabardato, auspica che il centenario della società sia un’occasione per recuperare la memoria, che “andrebbe raccontata ai giovani, che rischiano di crescere senza conoscere il passato e quindi con un’idea improvvisata, che non va troppo oltre la propria esperienza”. Un ritorno alle origini, che è poi lo spirito che anima le iniziative per celebrare il traguardo del secolo, per programmare un ritorno al futuro. Perché di bracciate da fare, di vasche da macinare, ce ne sono ancora infinite.

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BANCA E ASSOCIAZIONI

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oland Garros, Wimbledon, Flushing Meadows: tre slam su quattro si giocano nei mesi caldi, tra maggio ed agosto. Il quarto, quello di Melbourne, va in scena dopo le vacanze di Natale, nel pieno della torrida estate australiana. Il tennis è inequivocabilmente lo sport dell’estate, dei match quando splende il solleone. Siamo dunque nel pieno di una stagione per uno sport che BCC di Staranzano e Villesse segue da sempre con attenzione e generosità. Un esempio su tutti: da anni la nostra banca è vicina al torneo “pro” più longevo della regione, il 25mila di Grado, Circuito ITF, giunto quest’anno all’edizione numero 22. Un torneo femminile che può vantare nel suo albo d’oro giocatrici come Flavia Pennetta (oggi signora Fognini, ritiratasi dall’attività agonistica non prima di aver vinto lo slam newyorchese!) o Karolina Pliskova, numero 1 al mondo nel 2017 e 2018, fresca vincitrice degli internazionali d’Italia di quest’anno. Il torneo, quello gradese sostenuto da BCC di Staranzano e Villesse, ha visto vincitrice qualche settimana fa la slovacca Rezbecca Sramkova, che oltre a Grado ha già trionfato quest’anno in un 60mila dollari. Ma l’impegno di BCC di Staranzano e Villesse per il nostro tennis non si ferma al prestigioso torneo dell’Isola d’Oro. Al fianco della Polisportiva San Primo sin dalla prima edizione del CMG Tennis Cup, il torneo giunto all’edizione numero sette cresce quest’anno di montepremi e passa da 15 a 25mila dollari. Così come BCC di Staranzano e Villesse sostiene il 25mila maschile che Tennis Events FVG organizza sui campi del Tennis club Triestino di Padriciano. Quello stesso torneo che solo tre anni or sono vide trionfare nel doppio un certo Matteo Berettini, in coppia con Jacopo Stefanini, e quello Stefano Travaglia (entrambi oggi giocatori di punta del tennis azzurro) superato in semifinale dall’ungherese Attila Balazs, poi vincitore

“Siamo nel pieno di una stagione per uno sport che BCC segue da sempre con attenzione e generosità.” del torneo. Da Trieste ci spostiamo a San Pier d’Isonzo, dove ha riaperto i battenti il locale Circolo del Tennis e BCC di Staranzano e Villesse sostiene il sodalizio sanpierino che quest’anno propone addirittura un torneo open inserito nel circuito. Lo stesso avviene per il Circolo Tennis Grignano, che da parte sua è entrato nel Circuito del Tennis Team Trieste. E non poteva mancare, tra i sodalizi aiutati dalla nostra banca, il Circolo Tennis Staranzano, che quest’anno taglia il traguardo numero 12 con il suo torneo di terza categoria. Staranzano che, oltre a prendere parte a vari campionati a squadre, organizza anche un paio di tornei con la fortunata ed apprezzata formula “rodeo” nel corso dell’anno.

Tennis, lo sport dell’estate 20

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Il tabellone del tennis estivo Città di Trieste Tennis Cup 2 – 8 settembre Tennis club Triestino dal CMG Tennis Cup Tappa Circuito “Tennis Team – Gruppo Taboga” 6 – 21 luglio Tennis club Triestino Open maschile 17 agosto – 1 settembre Circolo tennis Grignano Torneo terza categoria maschile 24 agosto – 9 settembre Circolo tennis Staranzano Master open finale 23 – 29 settembre Circolo tennis Zaccarelli di Gorizia


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IL NOSTRO GOLFO Cristiano Degano Giornalista professionista dal 1984, l’anno successivo è entrato nella redazione regionale della Rai. Consigliere regionale dal 1993 al 2008. Dal 1999 al 2004 è stato presidente della Fondazione Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovatin. Dal 2013 è presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti.

COSÌ È (SE VI PARE)

Al posto giusto, nel momento giusto di Cristiano Degano

Beppe Severgnini nel suo ultimo libro “Italiani si rimane” dedica alcune pagine a Trieste. “È una città –scrive– italiana, germanica e slava; è cristiana, ebrea e orientale; è letteraria e mercantile. Qui finisce il sud: l’Adriatico si insinua in Europa, e decide che più in là non può andare. Qui finisce il nord: il Carso è il balcone del continente, e Vienna amava affacciarsi. Qui finisce l’est: l’alito della Russia non è mai riuscito a spingersi oltre, e adesso nelle terre di mezzo si vive finalmente in pace. Qui finisce l’ovest: le caserme non servono più, i confini servono meno.” Il noto giornalista ha saputo cogliere in poche righe il ruolo strategico che può svolgere oggi il nostro territorio. Non scopriamo certo ora la nostra posizione geografica di crocevia fra nord e sud, fra est e ovest, ma è il momento storico che la rende particolarmente interessante. Finché eravamo a ridosso della “cortina di ferro” che divideva l’Europa in due blocchi contrapposti era infatti difficile sfruttare tale posizione a fini economici e commerciali. Al massimo Trieste poteva contare sul traffico transfrontaliero diretto nei week end verso le bancarelle di Piazza Ponterosso e i negozi del Borgo Teresiano. Ora che “le caserme non servono più e i confini servono meno” è tutta un’altra storia. Dall’interesse degli acquirenti jugoslavi siamo passati a quello dell’emergente potenza cinese che vede proprio in Trieste e nella

nostra regione il terminale della cosiddetta nuova Via della Seta, ovvero del grande progetto “One Belt One Road” che ha recentemente portato lo scalo giuliano all’attenzione dei media di tutto il mondo. “Anche a prescindere dai cinesi –ha ben sintetizzato il presidente dell’Autorità Portuale, Zeno D’Agostino – l’Alto Adriatico e in par-

“Trieste, città italiana, germanica e slava; cristiana, ebrea ed orientale; letteraria e mercantile.” ticolare Trieste sono al posto giusto nel momento giusto”. Non c’è infatti solo la caduta dei confini a noi più prossimi ad aprirci nuovi orizzonti. Negli ultimi dieci anni si è registrato anche un progressivo spostamento della concentrazione industriale dall’Europa occidentale a quella orientale. Se prima era il mar Tirreno a rappresentare la principale autostrada del mare diretta a nord, oggi questo ruolo lo sta svolgendo e lo svolgerà sempre

di più l’Adriatico. Ha ragione D’Agostino, non ci sono solo i cinesi. Anche l’Ungheria sta investendo, ad esempio, in modo importante sullo scalo triestino. Come le grandi compagnie marittime che stanno portando qui navi sempre più grandi, sfruttando anche i fondali particolarmente profondi, e nuovi convogli ferroviari. Lo conferma il fatto che poche settimane fa è attraccata al Molo VII la Maersk Hamburg, la nave più grande mai entrata in Adriatico. Ma non basta essere al posto giusto nel momento giusto. Per cogliere appieno queste nuove importanti opportunità è necessario avere anche l’uomo giusto al posto e nel momento giusto. L’uomo in questione è proprio Zeno D’Agostino, oggi alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale comprendente gli scali di Trieste e Monfalcone. I suoi meriti sono unanimemente riconosciuti tanto che, chiamato da amministrazioni di centrosinistra, è stato confermato (almeno per il momento) anche da quelle di centrodestra. In epoca di spoyl system non è poco. Non a caso, del resto, dopo essere stato presidente di Assoporti, l’associazione dei porti italiani, è attualmente vicepresidente dell’ESPO - European Sea Port Organization, l’associazione degli scali europei, in rappresentanza di tutti i porti del Sud Europa. Teniamocelo ben stretto. Quando ci ricapita di avere l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto ? Ideale Diario di Banca

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ITINERARI

Due ruote per tornare bambini di Fabiana Martini

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lla fiera di Amsterdam sul turismo attivo del 2015 è stata eletta miglior ciclabile d’Europa, mentre l’anno dopo al CosmoBike di Verona ha vinto l’Oscar del cicloturismo: è la Ciclovia Alpe Adria, 415 chilometri che collegano Salisburgo a Grado, i monti al mare, l’Austria all’Italia. Si fa in una settimana o poco più, ma se non si ha abbastanza tempo a disposizione si può gustare anche a tratti, ad esempio partendo da Tarvisio, ci racconta Tiziana Ugo, vent’anni di ciclovacanze alle spalle, che l’ha fatta tutta due anni fa con un gruppo di una quarantina di persone in un viaggio organizzato dall’associazione Ulisse, una realtà che aderisce alla FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, e che a Trieste conta più di duecento soci, che si ritrovano per condividere la passione per le due ruote, ma anche per promuovere una cultura della mobilità sostenibile e per sollecitare le istituzioni a rendere la città sicura anche per chi ama pedalare. Di “Ulisse” Tiziana è la vicepresidente, nonché la tesoriera, ed è all’incontro con quest’associazione avvenuto una ventina d’anni fa che deve la sua passione per i viaggi lenti in mezzo alla natura. “Da allora ne ho fatto almeno uno all’anno, in Italia e all’estero: è un modo per allargare gli orizzonti e fare incontri sorprendenti, sentendo i profumi e osservando i particolari. Mi è capitato qualche volta di rifare in auto una strada che avevo percorso in bici e la differenza è abissale, sembra quasi di trovarsi in luoghi

diversi. Invito poi a non lasciarsi spaventare dalle salite: sono il piccolo prezzo da pagare per trovare una discesa, che a me dà una profonda sensazione di libertà, mi sembra quasi di volare. In questo mi sento assai fanciullesca e mi identifico molto in quella vignetta di Altan, dove il ciclista pronto a partire alla moglie che gli chiede “Dove vai?” risponde “Porto a spasso il bambino che è in me”.

“Il bello dell’Alpe Adria, è che è veramente alla portata di tutti volendo si può fare senza muovere l’auto.” Il bello dell’Alpe Adria, ci racconta sempre Tiziana, oltre alle esplosioni di verde e ai grandi prati del territorio austriaco, che si trasformano in campi di pannocchie e girasoli man mano che ci si avvicina al mare, è che è veramente alla portata di tutti e volendo si può fare senza muovere l’auto: Salisburgo, infatti, è raggiungibile in treno (ce ne sono che partono da Trieste e arrivano nella città Ideale Diario di Banca

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ITINERARI di Mozart attrezzati per il trasporto di un numero consistente di biciclette) e una volta arrivati a Grado i triestini per tornare a casa possono prendere il Delfino Verde. Un treno si prende anche da Bockstein a Mallnitz per attraversare il massiccio degli Alti Tauri: in 11 minuti si arriva a quasi 1200 metri in mezzo alle montagne, in quella che per Tiziana è la parte più affascinante del tratto austriaco, dove una menzione speciale va fatta per le gallerie ciclabili, costruite parallelamente a quelle usate da treni e auto. Ma il tratto italiano non è da meno: qui la ciclabile si snoda in gran parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa. È incredibile vedere come centri ormai spopolati si siano rianimati e come stazioni da tempo inutilizzate abbiano ritrovato nuova vita, a dimostrazione che gli investimenti in questo tipo di infrastrutture sono soldi spesi a vantaggio di tutta la comunità e non solo dei turisti o degli amanti della biciclet-

Salzburg

Austria “Non servono bici particolari per percorrerla, basta lo spirito giusto e un bagaglio leggero.” ta. Alcuni pezzi (da Resiutta a Udine) sono ancora da completare, ma le strade secondarie sono una valida alternativa. In generale la Radveg è in gran parte su asfalto o su sterrato di buona qualità: non servono pertanto bici particolari o mountain bike per percorrerla, basta lo spirito giusto e un bagaglio leggero. Due magliette a maniche corte, due paia di pantaloncini per bici, un paio di pantaloni lunghi accorciabili, una maglia per i tratti più alti e la sera, un k-way e un cappellino per il sole: questo lo zaino ideale di Tiziana, che viaggia in sandali sportivi da montagna e non dimentica mai una camicia di garza indiana a maniche lunghe per proteggersi da giornate particolarmente soleggiate, una mantellina corta in caso di pioggia e abbondanti dosi di potassio e magnesio da sciogliere nell’acqua. Tutto il resto è superfluo, l’unica cosa veramente necessaria è la voglia di partire. 24

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Bischofshofen

St. Johann im Pongau Böckstein Mallnitz

Bad Gastein Möllbrücke

Sachsenburg

Villach

Tarvisio Moggio Udinese Venzone

Italia

Slovenia

Udine Aquileia Grado

Trieste


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LIBRI E TRADIZIONI

Trieste e Grado, cinque chilometri di storia e storie Il racconto del nostro socio Antonio Boemo

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opo la soppressione della Provincia di Gorizia del 1923, il Governo italiano costituì la provincia del Friuli con capoluogo Udine. Grado ne rimase fuori e fu inserita alla fine dello stesso anno, in quella di Trieste. Sotto l’attuale capoluogo regionale Grado rimase fino al 1947. La Provincia di Gorizia venne ricostituita invece nel 1927 staccando le località individuate dalla Provincia del Friuli. Il riferimento alla Provincia di Trieste è per il fatto che quando Grado vi faceva parte furono realizzate anche diverse opere. Fra queste, una di quelle che ha ispirato il libro “Cinque chilometri di Storia e Storie”: l’allora Ponte Littorio (oggi Ponte Matteotti) che fu inaugurato nel giugno del 1936. Già l’anno prima, la Provincia di Trieste mise in circolazione alcune cartoline con le varie fasi dei lavori con immagini scattate da Carlo Wernigg di Trieste. Tra l’altro per la spesa di costruzione del ponte quattro sesti furono a carico dello Stato, un sesto a carico del Comune di Grado e un sesto proprio a carico della Provincia di Trieste che si assunse anche l’incarico del finanziamento provvisorio dell’opera. I cinque chilometri di storia e storie si riferiscono, dunque, a quel serpente di terra e asfalto che divide in due uno spettacolare ambiente lagunare: “da Belvedere a Grado attraverso la laguna –da Attila a San Marco– la ciclovia Alpe Adria”. È questo, infatti, il sottotitolo del libro che 26

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“Un libro che inizia con “I profumi di Grado” per proseguire con la storia della strada e della ferrovia che arrivava sino a Belvedere” ho scritto (Nuove edizioni della Laguna) ispirato da un fatto non comune. A distanza di ottant’anni dalla sua realizzazione, è stata sostituita la parte girevole del ponte con la conseguenza che per un bel po’ di tempo la strada Grado–Belvedere è rimasta chiusa. È stata l’occasione per scattare, grazie all’amico Enrico Cester, delle immagini con il drone di una strada pressoché deserta incastonata nella laguna. Immagini riportate nel libro unitamente a tante altre e a diverse cartoline storiche. Ma c’è un altro riferimento riportato nel libro che collega Trieste e Grado: la linea marittima dell’APT con il Delfino Verde che per tre volte al giorno fa godere di una meravigliosa traversata del Golfo triestini che

arrivano a Grado a fare il bagno e turisti che dall’Isola del Sole si recano a visitare la capitale giuliana. Ed è stato proprio il Delfino Verde, con circa 200 persone a bordo, ad ospitare la presentazione del libro durante un viaggio lungo i canali della laguna. Un libro che inizia con “I profumi di Grado” per proseguire con la storia della strada e della ferrovia che arrivava sino a Belvedere dove c’erano i vaporetti che portavano i turisti a Grado. Ed ancora del presunto tesoro di Attila che sarebbe nascosto in laguna nei pressi di Anfora, della cattedra di San Marco per poi dar spazio a un ampio capitolo dedicato a D’Annunzio e agli idrovolanti all’isola di Gorgo durante la prima guerra mondiale. Immancabile poi il capitolo dedicato a Barbana e alla visita di Re Vittorio Emanuele III nell’isola-santuario. La laguna con Porto Buso e quanto accaduto durante la prima guerra mondiale (la prima cannonata della guerra fu sparata dal cacciatorpediniere Zeffiro contro la caserma austriaca di Porto Buso), San Giuliano e mota Safòn con il ricordo di Pasolini che in laguna girò 14 minuti della sua Medea interpretata da Maria Callas. Il turismo con la legge istitutiva del 1892 a firma dell’Imperatore Francesco Giuseppe e l’immancabile riferimento al boreto e al pesce in generale completano il libro. Così come la presentazione dello stesso libro si è conclusa nella sede dell’Ausonia a suon di “sardele roste”.


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FOCUS Rituali estivi tra il sacro e il profano

Il restauro del Battistero di Grado È stato presentato ufficialmente il 7 giugno il progetto di restauro del Battistero di Grado, antico monumento risalente al VI secolo, a fianco della Basilica di Santa Eufemia. Un'iniziativa complessa, che rientra tra i “service” del Rotary Club di Monfalcone e Grado, capofila coadiuvato da 8 clubs distribuiti tra Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna (Carpi) e Austria (Oberes Murtal). Sviluppata dai soci Claudia Carraro e Pierantonio Taccheo, gode del patrocinio del Comune, oltre al contributo del Rotary FVG, della Onlus del Distretto Rotary 2060 e della BCC di Staranzano e Villesse. Dopo un'intensa

fase di progettazione, autorizzazione e di raccolta fondi –40.000 euro l'ammontare complessivo dell'intervento– il 15 maggio è stato avviato il cantiere. Le delicate opere di restauro e manutenzione dello storico edificio, così come gli interventi impiantistici, sono state calendarizzate puntualmente, dopo l'approvazione della Commissione pastorale della Parrocchia di Santa Eufemia, della Commissione dei Beni Ecclesiastici dell’Arcivescovado di Gorizia e della Soprintendenza di Trieste. Tre le ditte coinvolte nei lavori rispettivamente per il restauro del mosaico, la realizzazione del nuovo impianto elettrico e soprattutto per il sistema anti umidità, parte fondamentale del progetto. Tra le cause principali di degrado dell'edificio, infatti, c'è proprio l'umidità proveniente da un'ampia falda sotterranea, che nei giorni di alta marea esonda ricoprendo il pavimento musivo del Battistero. Il nuovo sistema prevede l'installazione di un apposito pozzetto per lo smaltimento dell'acqua. Nell'ambito di questo service il Club Rotary isontino, guidato dal Presidente Francesco De Benedittis, ha scelto la via dell'adozione del bene storico, le cui condizioni verranno monitorate periodicamente nei prossimi anni.

A Grado dal 1237 ogni prima domenica di luglio, la comunità si reca in processione a bordo di barche, addobbate a festa, all’isola di Barbana, per rinnovare l’antico voto alla Madonna che avrebbe salvato il paese dalla terribile epidemia di peste. Il tutto risale a quando il Patriarca di Grado, Leonardo Querini, convocò i padri di famiglia e decise di far voto alla Madonna di Barbana. Il voto prevedeva che ogni anno, ed in perpetuo, almeno una persona per ogni famiglia di Grado partecipasse alla processione che, attraverso la laguna approda all’isoletta di Barbana [nella foto a sinistra], dalla “nostra regina del mare e della nostra laguna”, per chiedere alla Madonna di Barbana il “perdòn”. Ne risulta la più spettacolare manifestazione della pietà di Grado, della regione e delle nazioni confinanti. La processione parte verso le ore 9 del mattino da Grado con un grandioso corteo di imbarcazioni imbandierate, guidate sempre dal vescovo. Nel Santuario viene celebrata la Santa messa solenne. Poi, verso mezzogiorno, la Processione ritorna a Grado con lo stesso sfarzo. Si perpetua così, l’atto votivo di riconoscenza della città per la liberazione dalla pestilenza. Un po’ come a Venezia succede con La Festa del Redentore, in cui convivono l’aspetto religioso e quello spettacolare, grazie al fantasmagorico spettacolo pirotecnico che, la notte del terzo sabato di luglio, attrae migliaia di visitatori: sull’inimitabile palcoscenico del Bacino di San Marco giochi di luce e di riflessi tracciano un caleidoscopio di colori che si staglia dietro le guglie, le cupole e i campanili della città.

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STORIE DI SOCI

Il mare in barca L’impresa del Bat, una delle signore del Mediterraneo. acquistata e restaurata da Carlo Sciarrelli.

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ato in barca non è solo un modo di dire nei confronti di quelli che non sono tanto avvezzi a chiudere le porte, potrebbe essere una sorta di pay off di Guglielmo Danelon, che in barca ci va veramente da sempre. Come velista e socio dell’Adriaco, il club che custodisce il Bat –un’imbarcazione antica che quest’anno spegne 130 candeline– Danelon non poteva mancare al battesimo del “Progetto Bat 200”, l’impresa lanciata dall’armatore milanese Paolo Lodigiani, che è partito il 28 maggio da Sanremo. Con questa piccola imbarcazione in legno, una delle più piccole naviganti al mondo, varata a fine Ottocento presso il cantiere inglese di Maldon e acquistata e restaurata da Carlo Sciarrelli alla fine degli anni Cinquanta, conta di arrivare a Trieste il 25 luglio. Danelon in barca ci è nato davvero: “Mia mamma” –mi racconta seduti a un tavolino dell’Adriaco davanti a Sorella, classe 1858, la più antica barca in legno del Mediterraneo– “è stata costretta da mio padre, grande appassionato di vela, a fare

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Guglielmo Danelon: “Non penso che potrei vivere in una città senza mare.” il periplo d’Italia quando mi aspettava. Da allora non ho più smesso: a sette anni ho avuto la mia prima barca, ho fatto mille esperienze, sfiorato le Olimpiadi, tuttora continuo a fare regate internazionali, perché la vela non ha età. Si comincia da piccoli (il nostro Golfo è pieno di scuole vela e ha il primato di tesserati alla FIV, la Federazione Italiana Vela) e si riesce a gareggiare, ma anche ad essere competitivi, fino a un’età molto avanzata. A questo proposito mi piace ricordare il Trofeo Challenge Baron Banfield, organizzato in collaborazione tra lo Yacht Club Adriaco e


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l’associazione De Banfield, dove lo sport è a servizio della solidarietà e dove più vecchio è l’equipaggio più la barca guadagna: il timoniere deve avere più di 60 anni e capita che s’iscrivano squadre con un’età media di 84-85 anni, che tuttavia riescono senza problemi a terminare la gara. Inoltre la vela non ha età anche nel senso che è intergenerazionale.” Una passione genetica quella di Danelon per la vela, che si traduce in una passione per il mare: “Sono grato di questo orizzonte che mi regala” dice “e non penso che potrei vivere in una città senza mare: ho anche la fortuna di vederlo da casa mia.” Passione per la vela, per il mare e per le barche in legno, perché sono dei pezzi unici, con una storia alle spalle. Come la Sorella e come il Bat, che ne ha viste davvero tante e ora sta facendo una vera e propria impresa: infatti, se circumnavigare l’Italia non è così inconsueto, farlo con un’imbarcazione così piccola lo è di certo. Ma anche in questo caso la passione, che davvero come dice Gibran è la vela della nostra anima navigante, ha avuto la meglio: Paolo Lodigiani,

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l’armatore che fa anche lo skipper e l’ospite, è uno yacht designer, costruttore di imbarcazioni in legno e scrittore di libri nel campo della progettazione navale, amante della letteratura e delle barche, ma anche attento a trasmettere questo fuoco. Tra gli obiettivi del viaggio, infatti, che punta a percorrere 1.700 miglia di mare

toccando oltre 50 porti, c’è quello di far conoscere il Bat alle nuove generazioni, di promuovere la scuola di vela da lui fondata in Senegal, sollecitando un contributo attraverso attrezzature o barche usate, di raccogliere informazioni e documenti per un libro sulle barche tradizionali di prossima pubblicazione. Oltre naturalmente a quello di festeggiare i 70 anni dell’armatore e i 130 dell’imbarcazione (da qui il nome dell’impresa, Progetto Bat 200). E una festa che si rispetti promuove condivisione, compagnia: non è un caso che ad ogni tappa, fatta eccezione per lo skipper, l’equipaggio cambi, è lunga la lista di amici pronti a salire sul Bat e a darsi da fare, dal momento che a bordo non esistono meccanismi servoassistiti e le manovre alla vela si svolgono interamente a mano. Ma in barca si sta sempre bene: chi ha la passione del mare diventa subito tuo amico, afferma con convinzione Danelon. Non c’è dunque da stupirsi che Lodigiani preferisca le murate della vela ai muri che avrebbe potuto costruire con l’impresa di famiglia. [FM] Ideale Diario di Banca

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TERRITORIO E TRADIZIONI

MICROFONO APERTO

Giovanni Marzini giornalista, per 25 anni alla Rai, gli ultimi 13 con la carica di responsabile del telegiornale regionale del FVG. È stato presidente del CORECOM, il Comitato regionale per le Comunicazioni.

Giornalisti con la schiena dritta. Anche se parli di sport di Giovanni Marzini

È

possibile parlare di etica, di correttezza e sincerità, di informazione non condizionata, in quello che è ormai lo show-business dello sport professionistico? In un mondo dove ormai i budget delle grandi società e gli ingaggi dei protagonisti si misurano in decine di milioni di euro, è ancora possibile attendersi una comunicazione trasparente e leale nei confronti della sconfinata e ormai planetaria audience degli eventi sportivi, calcio in primis? Da giornalista (con un debole per il racconto dello sport) è una domanda che ultimamente mi è spesso frullata in testa. E ho avuto poche settimane fa l’occasione di porgerla ad un numero uno, anzi probabilmente al “numero uno” dello sport raccontato nel nostro paese: il suo nome è Paolo Condò, per anni prima firma alla Gazzetta dello Sport, oggi commentatore sugli schermi di Sky, unico giornalista italiano a votare nella giuria che assegna il Pallone d’oro; e poi scrittore di successo, da poco anche autore di fiction e docu-film. Dopo il successo della biografia di Francesco Totti, il libro diventerà infatti una serie televisiva. Un giornalista a tutto tondo, nato e cresciuto professionalmente a Trieste, che conosco e stimo da oltre quarant’anni. Ci siamo nuovamente incontrati in una conviviale del Panathlon club di Trieste, 30

Ideale Diario di Banca

sodalizio supportato da Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse, che con l’attivissimo presidente Andrea Cecotti ha voluto assegnargli “El mulo de oro”, premio riservato a personaggi legati al mondo dello sport, capaci di portare il nome del no-

“Paolo Condò: non solo è possibile, ma è doveroso parlare di etica e morale anche nello sport.” stro territorio in giro per il mondo. E Paolo lo ha fatto, seguendo mondiali ed europei di calcio, olimpiadi, giri ciclistici, eventi sportivi in tutti i continenti. Ma tornando alla domanda che ha dato il via alla nostra chiacchierata, Paolo ha risposto che non solo è possibile, ma è doveroso parlare di etica e morale anche nello sport. Ed ha aggiunto un particolare che contestualizza la realtà nella quale lavora ormai da anni: quella di una pay-tv, che chiede un prezzo (non irrisorio) ai suoi abbonati. “Ecco –ci ha

detto Paolo– anche e soprattutto quel prezzo, ci obbliga ad essere corretti, leali, indipendenti nei giudizi e nelle opinioni, per non tradire la fiducia di un pubblico che di noi deve potersi fidare”. La ritengo un’aggiunta non banale, esportabile anche in altre realtà nell’attuale panorama dell’informazione. Un pubblico che paga per essere informato (un canone, un abbonamento, anche una sola copia di giornale…) ha diritto di esserlo con correttezza ed onestà. Questo microfono ha più volte toccato (e continuerà a farlo) il tema della “buona” informazione: strumento indispensabile in un mondo libero, vocato ai valori della democrazia e della libertà. Non sembri quindi superfluo associare questi concetti anche al mondo dello sport e non solo quello dei grandi professionisti. Non a caso, questa banca vuole riservare ai giovani e alle più svariate discipline sportive da loro praticate, un ruolo importante, in termine di aiuto e sostegno anche economico. Se poi sapremo raccontare lo sport con lo stesso onesto entusiasmo con il quale lo praticano i nostri ragazzi (e le nostre ragazze, quanto mai al centro dell’attenzione di questi tempi!), continueremo a premiare anche quei giornalisti “che tengono la schiena dritta” pure nel mondo dei soldi facili, perchè non dimentichino i valori etici in una professione così importante per la crescita di noi tutti, giovani in primis.


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TERRITORIO E TRADIZIONI

STORIE DI SOCI

AUTORI

di Ludovico Armenio

Roberto Covaz, giornalista con la passione per il mare

Pescaturismo

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iatti semplici, pesce fresco e ricette che sanno di tradizione. Nasce così a Duino Aurisina, nell’agosto del 2002, il primo ittiturismo d’Italia. Gestito dalla cooperativa COIMI, da due generazioni guidata dalla famiglia Minca, “Al Pescaturismo” è oggi una realtà affermata nel mondo della ristorazione, grazie a una politica che mette al centro la qualità del pescato e l’attenzione alla filiera produttiva. Si trova su una splendida costruzione in legno, vicino alla cava del Villaggio del Pescatore, dove la famiglia Minca da decenni lavora nel campo della mitilicoltura, e nella vendita, all’ingrosso e al dettaglio, di cozze, vongole e molluschi. “Lavorando per tutti ­questi anni con costa­nza e serietà abbiamo coltiva­to il sogno di ­valorizzare ancor di più i nostri prodotti ittici in ­ambito locale, accompagnati da prodotti agricoli del territorio –spiega Mario Minca, presidente della cooperativa, che ad oggi conta una quindicina di dipendenti, e socio della Bcc di Staranzano e Villesse. Con l’apertura del Pescatur­ismo coroniamo il sogno di servire direttamente

“Con l’apertura del Pescatur­ismo coroniamo il sogno di servire direttamente i nostri prodotti ai clienti.” i nostri prodotti ai clienti, pur continuando a lavorare come fornitori per le pescherie e i ristoranti del Friuli Venezia Giulia, grazie alle nostre strutture che ci permettono di offrire un prodotto di qualità elevatissima”. Sono i membri della famiglia Minca a occuparsi interamente del servizio, dalla cucina al servizio di sala. “Gli avventori potranno assaggiare­fantasiose pietanze a base di c­ozze e specialità di ­pesce nostrano –sottolinea Minca– Tagli­olini, t­ agliatelle, così com­e pane e dolci sono­fatti in casa, da provare accompagnati d ­ ai vini del C­ollio”.

L'attività dei pescatori sulle sponde della Venezia Giulia ha una storia secolare. A partire dagli anni venti fino agli anni settanta del ’900, ogni mese di dicembre la tratta dei cefali infiammava il bacino di Panzano. Il piccolo Golfo del monfalconese era meta ideale per quel particolare tipo di pesce pregiato, che vi trovava grazie all'elevata temperatura dell'acqua un habitat ideale. Per l'economia del tempo, era un momento fondamentale dell'anno, capace di riunire l'intera comunità nella pesca e successivamente nella distribuzione dei cefali in tutta Italia. L'argomento è ripreso dal giornalista e scrittore monfalconese classe ’62 Roberto Covaz, già responsabile della redazione Gorizia-Monfalcone del quotidiano “Il Piccolo”. Si parla della “tratta” in un capitolo tratto dal libro “Giovanin dei usei e altre storie all’ombra della Rocca” (2019), che raccoglie sorprese, scoperte e aneddoti divertenti e drammatici che raccontano pezzi di storia del territorio. Nel testo teatrale “La tratta. Gli uomini mangiano i pesci” messo in scena nel 2016 alla Lega Navale di Monfalcone in occasione del ciclo di incontri “Storie scritte sull'acqua”, Covaz affronta l'argomento da un'altra prospettiva, non più esclusivamente storica, ma legata alle attuali vicende che coinvolgono i migranti provenienti dall'Africa e diretti verso l'Europa. Tra le pubblicazioni principali di Covaz, per Edizioni Biblioteca dell'Immagine, ci sono “Gorizia-Nova Gorica, niente da dichiarare” (2007), “Le abbiamo fatte noi. Storia del cantiere e dei cantierini di Monfalcone” (2008), “Ruggero Dipiazza, monsignor No” (2008), “I pescatori di Grado” (2009), “Gorizia al tempo della guerra. Memorie di Silvino Poletto, il partigiano Benvenuto” (2010), “Storia e memoria di Panzano il quartiere operaio di Monfalcone” (2011). Ideale Diario di Banca

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TERRITORIO E TRADIZIONI

STORIE DI SOCI

Un gelato per l’estate quattro storie in regione Cura dei prodotti, attenzione al cliente, offerta in continuo rinnovamento. Sono sempre di più le gelaterie del territorio che mettono al primo posto questi “ingredienti” speciali, riscuotendo successo e riconoscimenti. In un periodo in cui il mercato e il modo di fare impresa cambiano ogni anno, gli investimenti migliori, anche nel campo della pasticceria, sono quelli in formazione e innovazione. Quattro storie di imprenditori del Friuli Venezia Giulia che hanno seguito questa strada. Nuovi sapori, nuove idee, e qualche consiglio per questa estate. [LA]

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AI LONGOBARDI IL GELATO CHE PIACE AI PIÙ PICCOLI Storico locale di Romans d’Isonzo, “Ai Longobardi” negli anni ha vissuto diversi momenti di cambiamento: aperto nel 1975, ha cambiato sede, allargandosi, nel 1993. Gestito dalla famiglia Bressan, da dieci anni è in capo al figlio Pierluigi e alla moglie, che hanno definitivamente trasformato quello che era un piccolo bar di paese in un punto di riferimento per la comunità a tutte le ore del giorno. Tante le novità introdotte, in primis la pasticceria e gelateria, il servizio di trattoria a pranzo e cena in ampio salone, la produzione di pasta fresca, ma anche gli eventi, il punto sisal e i corsi di inglese. “Riusciamo a lavorare bene su tutti i fronti grazie alla flessibilità dei nostri cuochi –sono le parole di Pierluigi Bressan– oltre al lavoro in cucina occupano molto tempo alla produzione del gelato dedicando

la massima attenzione alla qualità degli ingredienti. In estate arriviamo a offrire circa una ventina di gusti, tra creme e frutta”. Da due anni la produzione di gelato è stata estesa a 12 mesi l’anno. Tra i gusti più richiesti, soprattutto dai bambini, c’è il pinguino, fatto a partire da una base di fior di latte o nocciola impreziosita da cioccolato liquido. L’ultima proposta, che sta avendo un buon seguito, è il noci e fichi. Per quanto riguarda il servizio di caffetteria, Ai Longobardi è nel circuito di Illy Caffè, nella categoria “Artisti del Gusto”, grazie al quale dispone di macchinari particolari per elevati standard di caffè.

AI LONGOBARDI Via Atleti Azzurri d’Italia, 2 Romans D’Isonzo


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TERRITORIO E TRADIZIONI

FOCUS FRIO FRIO TRA LE NOVITÀ LA BASE ALL’OLIO D’OLIVA Oltre cinquanta gusti di gelato, torte decorate di ogni tipo per feste, compleanni, anniversari, battesimi e soprattutto una vasta gamma di prodotti speciali, tra cui i gelati gluten free, vegani, senza lattosio e olvi, a base di olio di oliva. Si presenta così la gelateria artigianale e pasticceria a conduzione familiare Frio Frio di Ronchi dei Legionari. Spinti dalla passione, dopo un lungo periodo passato in Argentina, terra dei loro genitori, il maestro pasticcere Michelangelo Vitullo e la moglie Rita Cams iniziano questa avventura nel 1990, con il supporto di figli e familiari. Uno staff ampliato da collaboratori stagionali e stagisti degli istituti alberghieri, che negli anni ha macinato esperienza nel settore, cercando di esprimere al meglio la propria idea di qualità. “Passione, energia e creatività sono le parole chiave del nostro progetto. Siamo sempre alla ricerca di novità

e proposte dettagliate per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti –sono le parole di Rita Cams. A un anno dal trentesimo anniversario dell’attività siamo felici di come stanno andando le cose, e vogliamo migliorare ancora”. E in effetti, ci sono tutti i presupposti, visto il recente e significativo ampliamento, con la nuova sede nella ristrutturata villa di via D’Annunzio, storico e suggestivo edificio del 1931 a pochi passi dal primo punto vendita. “È una bellissima avventura e il coronamento di un sogno che inseguivamo da anni –spiega Cams– La nuova struttura ci permette di offrire nuovi servizi tra cui il pernottamento e l’organizzazione di eventi [vedi box a lato].

Frio Frio Via Gramsci, 2 Ronchi dei Legionari (GO)

Frio Frio La nuova sede nella storica villa di via D’Annunzio

Grandi novità in arrivo per Michelangelo Vitullo e Rita Cams, titolari della gelateria Frio Frio di Ronchi dei Legionari. Dopo trenta anni di lavoro, l’attività si è allargata con la ristrutturazione della storica villa di via D’Annunzio 107, edificio costruito nel 1931. Rimesso a nuovo negli ultimi anni, grazie al supporto di un pool di professionisti, è stato inaugurato a maggio. All’esterno c’è un ampio giardino dove i clienti possono godere del servizio di caffetteria e gelateria, oltre a un parcheggio con trenta posti. All’interno sono presenti due sale riammodernate: l’una dedicata alla storia di Ronchi dei Legionari, l’altra al tango argentino, grande passione di Rita e Michelangelo. Trova così nuova vita un pezzo importante del paesaggio urbanistico del Comune, con tanti servizi che ridisegnano l’offerta di Frio Frio. Tra questi l’organizzazione di feste, eventi musicali e balli e, per gli avventori che arrivano da lontano, presto le stanze della villa saranno adibite al pernottamento con un’attività di Bed&Breakfast. Ideale Diario di Banca

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TERRITORIO E TRADIZIONI

LA SICILIANA LA TRADIZIONE CHE ATTRAVERSA L’ITALIA

ESQUIMOU LA QUALITÀ A KM 0 PREMIATA DA EATALY

La tradizione del gelato e della granita siciliana è di casa a Trieste alla Pasticceria e Gelateria “La Siciliana”. Come ogni estate, i tre locali della famiglia Gangemi propongono fresche e dolci novità, da gustare all’aria aperta negli ampi dehors nel centro cittadino. Questa estate spazio ai gelati senza zucchero, gusti vegan a base di latte di mandorla e sorbetti alla frutta. Sempre presenti i cavalli di battaglia come fior di bufala e setteveli, le granite preparate seguendo la tradizionale ricetta siciliana con il 60% di frutta fresca e i dolci tipici come cassate e cannoli. Gangemi è una famiglia di gelatieri da oltre un secolo. Il nonno dell’attuale titolare Salvatore, avviò l’attività nel 1907. In provincia di Catania, con i mezzi allora a disposizione, faceva il gelato con la neve e grandi blocchi di ghiaccio conservati sotto terra ricoperti di sale. Negli anni ‘20, con le prime macchine a cinghie di trasmissione, iniziò le produzioni vere e proprie. È in quegli anni che il giovane Salvatore, spalla a spalla con il nonno, impara il mestiere. Arrivato a Trieste, nel 1989, parte da un laboratorio di poco più di venti metri quadri e da lì costruisce la sua fortuna. Quaranta anni dopo ha due locali in più in città, nel pieno centro, a ridosso della bellissima Piazza Unità e in Viale XX Settembre, un quarto esercizio a Muggia in Largo Amulia e un centro di produzione a San Dorligo della Valle. “Abbiamo portato la tradizione del gelato e della pasticceria siciliana a Trieste, città con cui personalmente ho un rapporto speciale”.

Ha compiuto 25 anni di attività a maggio la gelateria e pasticceria Esquimou di Staranzano, conosciuta e apprezzata in tutta la regione –e non solo– per le sue specialità. Creme, gelati a base di frutta di stagione dei contadini della zona, torte, semifreddi, bavaresi, mousse, granite, solo per citarne alcune. “Le proposte e i gusti di gelato cambiano continuamente, ma non il modo di lavorare –spiega il titolare Stefano Suzzi– La scelta dei prodotti è fondamentale, a partire dal latte. Curo molto i dettagli”. Suzzi inizia a 19 anni, dopo un percorso di formazione come gelatiere, pasticcere e panettiere. Un percorso integrato continuamente con corsi professionali di specializzazione. Oggi, più di venti anni dopo, ha ancora la stessa voglia di sperimentare e mettersi in gioco perché “senza la creatività la fatica del lavoro imprenditoriale sarebbe insostenibile”. A fine maggio 2019, il suo cremino al pistacchio di Bronte DOP è stato premiato con il secondo posto al Festival del Gelato di Eataly a Trieste. E ultimamente, il gelato di Esquimou va in giro con la Sweet Bike, “una riedizione moderna del vecchio carretto, grazie alla quale portiamo il nostro gelato a feste e rassegne. La prima uscita l’abbiamo fatta alla Festa del Vino, con il gusto al Malvasia”. Tra le proposte estive troviamo il sorbetto al 65% di fragola, i cremini alla nocciola delle Langhe e al fiordilatte con melograno, bucce di limone di Amalfi e pistacchio, il gelato rum e tartufo, la granita al mojito, le bavaresi al cioccolato bianco, fondente e vaniglia del Madagascar con gelèe di lamponi, mango e passion fruit.

La siciliana Via Paduina, 2/B Trieste Capo di Piazza Giovanni Bartoli, 2 Trieste Viale XX Settembre, 10 Trieste Largo Amulia, 2 Muggia (TS)

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Esquimou Via Trieste, 43 Staranzano (GO)

Illustrazioni di Alessia Marzin

STORIE DI SOCI


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TERRITORIO E TRADIZIONI

MUSICA

La leggenda di una voce: omaggio a Enrico Caruso

U Concerto Orchestra della Società Filarmonia, Direttore Alfredo Barchi. Sabato 3 agosto 2019 Lungomare Nazario Sauro - Grado. Grazie alla BCC di Staranzano e Villesse, prevendite biglietti e servizio di trasporto gratuito.

n grande concerto itinerante dedicato al celebre Enrico Caruso, cantante lirico napoletano vissuto tra il 1873 e il 1921. Si presenta così la XV edizione del Carro di Tespi, progetto organizzato dall'Associazione Società Filarmonia guidata dal 1998 dal maestro Alfredo Barchi e dalla coordinatrice Loretta Del Zotto, che porterà tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia un repertorio fatto di pagine immortali tratte dalle canzoni classiche napoletane e dalle arie popolari della lirica italiana. Dopo Rossini, Mascagni, Donizetti e Verdi –protagonisti delle passate edizioni– il 2019 è l'anno del tenore napoletano che ha fatto parlare di sé in tutto il mondo, anche per un primato non da poco: fu il primo cantante a incidere un disco, nel 1902, e a superare il milione di copie vendute. Cresciuto nei bassi fondi di Napoli, Caruso inizia da giovanissimo a prendere lezioni di canto. È una persona passionale, innamorato della musica e del suo lavoro, dilaniato da un amore sfortunato, che lo porterà a passare gli ultimi anni della sua carriera lontano dalla città natale e dall'Italia. “Al giorno d'oggi, nel bel mezzo dei difficili tempi in cui viviamo, un personaggio come Caruso ci ricorda l'importanza della vitalità e dell'amore per ciò che si fa, dell'onestà intellettuale e della solidarietà –spiega il maestro Alfredo Barchi– Per noi è un

“Fu il primo cantante a incidere un disco, nel 1902, e a superare il milione di copie vendute.” onore ricordare un artista non solo per le eccezionali doti musicali, ma anche per le sue qualità umane”. Titolare dal 1989 della cattedra di Esercitazioni Orchestrali presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, Barchi ha studiato oboe con Gino Siviero e direzione d'orchestra con Gianfranco Masini e ha svolto attività concertistica con il Sestetto Poulenc. La sua prima direzione risale al 1984 al Teatro dell'Aquila di Fermo con il Requiem di Mozart, dopo un corso di perfezionamento a Brescia tenuto da Alceo Galliera. Ha collaborato come assistente preparatore al Teatro Regio di Parma e al Teatro La Fenice di Venezia. Dal 1991 al 1996 è stato direttore artistico e direttore principale dell'Orchestra Filarmonica di Udine.

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TERRITORIO E TRADIZIONI

MUSICA

Il patrimonio di Mozart custodito dai giovani

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“Vogliamo essere un punto di riferimento per musicisti appassionati, e giovani talenti.”

ivulgare in Italia e nel mondo la conoscenza dell’opera di Mozart, attraverso incontri, scambi culturali e attività di approfondimento. È questa, in poche parole, la “mission” dell’Associazione Mozart Italia, attiva in Friuli Venezia Giulia nella sede di Trieste (AMITS). A livello nazionale, il sodalizio nasce ufficialmente nel 1991, anno del bicentenario della morte del celebre compositore, a Rovereto, dove mantiene tuttora la sede principale. Non è un caso: Rovereto fu la prima tappa del viaggio che Mozart fece in Italia accompagnato dal padre, nel 1769. Nel Natale di quell’anno è datata la sua prima esibizione “al di qua” delle Alpi, nelle sale del suggestivo Palazzo Todeschi. Delle oltre venti sedi sparse per lo stivale, quella di Trieste, attiva dal dicembre 2011, è la più giovane. “Vogliamo essere un punto di riferimento per musicisti, appassionati e giovani talenti” sostiene il Direttore Artistico Stefano Sacher, pianista, compositore, direttore d’orchestra con alle spalle esperienze in tutto il mondo, da 17 anni docente al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. Stare a contatto con giovani è il suo mestiere, e negli anni, coadiuvato dal Presidente Dario Marin e dal vicepresidente Giorgio Jurissevich, ha lavorato in questo senso all’interno dell’associazione: “Abbiamo sempre tenuto in particolare considerazione i giovani musicisti del

Conservatorio, invitando spesso promettenti interpreti a esibirsi in collaborazione con istituzioni prestigiose, didattiche ed educative”. Tra queste lo stesso Collegio con sede a Duino e il Luther College dell’Iowa, negli Stati Uniti. Un percorso di formazione e avviamento all’attività concertistica che ha coinvolto decine di giovani e portato alla nascita di un’orchestra composta da membri di età compresa tra i 13 e i 28 anni: l’Amadeus Adriatic Orchestra – Orchestra giovanile del Friuli Venezia Giulia. Diretta da Sacher, gode del supporto della Regione FVG e del patrocinio della sezione locale dell’UNESCO. Dopo i primi passi mossi nel capoluogo giuliano, l’orchestra ha portato la musica di Mozart a Udine, Monfalcone, Farra D’Isonzo, Rovereto, Izola, Salisburgo. Dal 2013, inoltre, l’AMITS, in stretta collaborazione con il Luther College, coinvolge giovani musicisti, cantanti e compositori nella realizzazione dell’International Music Festival of the Adriatic, ospitato dall’UWC a Duino. Anche in questo caso è fondamentale il contributo organizzativo di Sacher, che ha le idee chiare sulle motivazioni: “Lo scopo dei nostri progetti è offrire un’opportunità professionale agli studenti unendo il piacere di far musica e costruirsi un’esperienza forte e continuativa, favorendo lo scambio culturale e umano. Lavoro da anni con ragazzi di ottanta nazionalità diverse, il primo a imparare sono io”.

il Direttore Artistico dell’AMITS Stefano Sacher

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RUBRICHE

ECONOMY

Alfonso Di Leva giornalista professionista dal 1988, è stato caporedattore dell’Ansa, alla guida delle redazioni di Trieste, Venezia, Torino e Napoli dell’agenzia, coordinatore delle sedi del Sud e del Nordest. Ha lavorato in RAI, Sole 24 Ore, Il Mattino. Ha insegnato in master universitari a Trieste e Napoli.

Crescita, avanti piano... di Alfonso Di Leva

B

ene, benino, anzi meglio Meglio che nel resto d’ Italia. Meglio del passato. In una parola: il benessere in Friuli Venezia Giulia cresce. Non che la regione sia diventata il Paese del Bengodi, ma più di qualcosa si muove. E a certificarlo è niente di meno che l’Istat. Per esempio: negli ultimi sette anni è cresciuto il reddito medio disponibile per ciascun friulano o giuliano (da 19.507 euro nel 2009 a 19.917 euro nel 2016). È aumentato anche il patrimonio pro capite: da 178.516 euro (nel 2012) a 185.028 euro (nel 2016). Ma quello che più conta è salita la speranza di vita: da 80 anni e quattro mesi (nel 2004) a 83 anni (nel 2017). Il lavoro? Beh, lì non va proprio così bene, anche se il tasso di occupazione è cresciuto anche lui: dal 65,9 per cento del 2004 al 70,2% del 2017. Il super-drone Il nome è un po’ difficile da

“Lungo nove metri, è il drone più grande costruito in Italia; realizzato a Ronchi dei Legionari.”

Alessandro Profumo, e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Dallo stabilimento di Ronchi il primo esemplare del super-drone è già uscito; a luglio decollerà dalla base aerea di Trapani per il volo inaugurale. La commercializzazione comincerà il prossimo anno. Destinazione: oltre a quelli militari, usi civili per il controllo di coste e confini, trasmissioni e ricognizioni fotografiche.

pronunciare, con quella X proprio all’inizio, ma, a parte questo, il Falco Xplorer ha una serie di primati che ne fanno un vero e proprio gioiello: è lungo nove metri, ha un’apertura alare di circa venti metri, un’autonomia di volo di 24 ore, una capacità di carico di 350 chili ed è il drone più grande costruito in Italia. A realizzarlo è Leonardo, nello stabilimento di Ronchi dei Legionari. E a presentarlo, alla fiera di Le Bourget, in Francia, c’era l’amministratore delegato di Leonardo,

A tutto hi-tech Il primato arriva da Bruxelles e sicuramente può inorgoglire il Friuli Venezia Giulia, l’unica regione italiana Strong-Innovator grazie a un miglioramento delle performance dell’innovazione che ha raggiunto quota 7,7%. L’analisi è della Commissione Europea che ha collocato il Friuli Venezia Giulia al 102.mo posto su 240 regioni europee. Una curiosità? Il Friuli Venezia Giulia ha registrato performance superiori dell’ 80% rispetto alle regioni italiane ultime in classifica.

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DIARIO DI BANCA

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MACC Con il rinnovo completo dei propri strumenti di comunicazione la MACC vuole essere ancora più vicina ai propri soci.

La Macc cambia, più forma e più sostanza. di Michela Pitton 38

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Una nuova versione grafica, più leggibile e immediata, ma soprattutto 2 strumenti diversi per essere ancora più precisi e descrittivi: uno, dedicato esclusivamente ai valori che la MACC vuole trasmettere, e uno ancora più dettagliato nella descrizione dei vantaggi e nella presentazione dei partner affiliati. Il tutto per servire sempre al meglio gli associati MACC di oggi e di domani. Cogliamo l’occasione per intervistare Fabio e Francesco, i dipendenti MACC che ogni giorno incontrano i soci negli uffici di Staranzano, in via Martiri della Libertà. Qual è la domanda più frequente dei soci? Quest’anno abbiamo modificato l’orario di apertura e quindi ultimamente la domanda più frequente è “quando sè verti?”. Capita spesso, invece, che ci vengano richieste informazioni relative alle modalità corrette per effettuare una richiesta di rimborso o per accedere al nostro Studio Biomedico “Luciano Moratti”. Come è stata concepita la nuova pubblicazione e con quali obiettivi?


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DIARIO DI BANCA

FOCUS

Servizio di trasporto per i soci MACC Sin dal 2006 è stato attivato un servizio di trasporto rivolto ai Soci della MACC. Questo servizio, completamente gratuito, è a disposizione di tutti coloro che necessitino di recarsi presso strutture sanitarie, pubbliche o private, entro i confini Regionali. La MACC da oggi dispone di ben 3 vetture: infatti la Banca ha donato una nuova autovettura che è stata presentata ai soci durante la recente Assemblea del 23 giugno. Nel corso del 2018 grazie ai 25 volontari (tra autisti ed accompagnatori) sono stati realizzati 632 viaggi per oltre 30mila kilometri percorsi: un doveroso ringraziamento va a loro che ogni giorno rendono possibile questa lodevole attività!

D’intesa con il Consiglio di Amministrazione abbiamo valutato di rendere graficamente più “semplice” il notiziario. Il nostro obiettivo è quello di organizzare tutte le informazioni relative a servizi, sconti e offerte in modo più efficacie: un punto dove il socio MACC possa trovare tutto quello serve a lui e ai suoi familiari. Siamo convinti che la formulazione domanda/risposta permetterà a chiunque di trovare subito e con poca fatica le risposte ai propri dubbi e individuare così rapidamente i servizi destinati ai soci. Come può un socio informarsi ed essere aggiornato sui servizi offerti? Oltre alla lettura di “Notizie Mutua Salute”, il nostro sito web www.mutuastar.com fornisce tutte le informazioni utili ed è aggiornato costantemente. L’ultima novità è l’installazione del plugin disponibile sia sul sito che sulla pagina facebook “MACC Staranzano”. Si stratta di uno strumento che consente di contattare il personale MACC durante gli orari di apertura dell’ufficio e permette di avere risposte... in tempo reale!

“Cresce la richiesta di informazioni? www.mutuastar.com è aggiornato costantemente.” Prossimi eventi di rilievo? Il periodo estivo prevede diverse attività interessanti: a luglio una gita ad Aqualandia a Jesolo, mentre per agosto abbiamo organizzato una serata a Grado per il concerto “Omaggio a Caruso: La Leggenda di una voce” e l’annuale giornata a Gardaland, in collaborazione con il Circolo ACLI di Staranzano! I soci MACC e BCC di Staranzano e Villesse possono partecipare a condizioni vantaggiosissime! Le attività per il prossimo semestre verranno pubblicate a settembre: consigliamo di non perderle di vista! Ideale Diario di Banca

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DIARIO DI BANCA

BILANCIO 2018

La BCC Staranzano e Villesse raddoppia l’utile: 4,8 milioni

Il 2018 è stato sicuramente un anno estremamente favorevole per la BCC di Staranzano e Villesse che a maggio a Monfalcone, presso il Cinema Multisala Kinemax, ha approvato durante l’annuale Assemblea il bilancio 2018. Bilancio che chiude con utile netto pari a 4 milioni e 774 mila euro, più che raddoppiato rispetto all’esercizio precedente. “Siamo molto soddisfatti dei risultati, abbiamo trascorso un altro anno eccellente, la nostra forza rimane sempre la vicinanza al territorio”, ha commentato nella sua articolata presentazione il presidente Carlo Antonio Feruglio, “questi risultati ci consentono di entrare nel Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea –operativo dallo scorso 4 marzo– in condizioni di piena salute finanziaria”. La raccolta globale è salita complessivamente a 779.018 milioni di euro, evidenziando un incremento dello 0,58% sul bilancio precedente. La raccolta diretta da clientela è pari a 556 milioni di euro, mentre la raccolta indiretta chiude in aumento a 223 milioni di euro (+1,29%). L’ammontare degli impieghi con la clientela raggiunge i 486 milioni (+3,98%). La solidità della Banca trova conferma nell’entità del suo patrimonio netto pari a 94.654 milioni di euro: solidità misurata anche dal coefficiente CET 1 (capitale primario / attività di rischio ponderate) che sale dal 23,47% al 24,62% contro una 40

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“Siamo molto soddisfatti dei risultati, abbiamo trascorso un altro anno eccellente, la nostra forza rimane sempre la vicinanza al territorio.”

media del Credito Cooperativo italiano pari al 13,2% (ultimo dato disponibile a giugno 2018). Il Presidente si è poi soffermato sulla forte azione di sostegno al territorio attuata dalla BCC di Staranzano e Villesse nel corso del 2018 anche attraverso l’erogazione di contributi a favore di associazioni, Onlus e parrocchie. Contributi che hanno superato i 547 mila euro (+16,2%) e che sommati a quelli erogati negli ultimi 5 anni a favore delle comunità locali hanno portato le erogazioni effettuate ad oltre 2,3 milioni di euro. Il Direttore Generale Gabriele Bellon, al timone della BCC di Staranzano e


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DIARIO DI BANCA

La BCC di Staranzano e Villesse conta 4.386 soci, oltre 36.500 clienti e opera nelle provincie di Gorizia, Trieste e Udine con 19 filiali e 114 dipendenti.

486.354 Totale Impieghi

36.500

393.004 Mutui

94.654 Patrimonio netto

Clienti

4.774

22 ATM 14 casse self

Utile netto

779.018

24,62%

4.386

Totale raccolta

Cet 1

Soci

555.562 Raccolta diretta 223.455 Raccolta indiretta

2.876 maschi 1.313 femmine 197 persone giuridiche 55 anni etĂ media

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DIARIO DI BANCA

BILANCIO

Villesse da gennaio, ha presentato il conto economico d’esercizio. “La Banca chiude con bilancio più che positivo e con un buon utile. Si tratta di risultati che sono il frutto di un lavoro di squadra intenso ed impegnativo”. Durante lo svolgimento dell’Assemblea ci sono stati due momenti importanti per la vita della Banca: da un lato la premiazione dei soci che fanno parte della compagine sociale da 25, 40 e 50 anni e dall’altro l’elezione dei Consiglieri di amministrazione (Dorsi Marina, Feruglio Carlo Antonio, Serbottini Roberto, Spanghero Lucio, uscente Moimas Nerio) e del Collegio dei Probiviri (Peressini Mauro, Cappelletti Aldo, Demartin Giorgio, Faganel Alessandro, Grassi Oscar).

Il saluto di Virgilio Il 1 gennaio 2019 Virgilio De Marchi –per quasi 20 anni Direttore Generale della BCC di Staranzano e Villesse– è andato in pensione! Ha rivolto un affettuoso saluto a tutte le persone con cui ha condiviso importanti esperienze professionali nell’arco della sua carriera lavorativa per voltare pagina. Ora potrà dedicarsi agli affetti familiari che magari a volte sacrifichiamo negli anni di impegno professionale, ma soprattutto potrà dedicarsi a coltivare quell’amore per la campagna e la natura che ha sempre conservato tra i suoi desideri. “È stata una esperienza intensa. Ho visto il mercato cambiare, le dinamiche mutare e le strategie complicarsi. Ma ho sempre cercato di difendere il modello e di portare avanti un progetto di banca che pone al centro la relazione e, soprattutto, le persone. Anche di quelle che lungo questo cammino mi hanno supportato (spesso anche sopportato!) e con cui mi sono sempre sentito accomunato per la schiettezza d’animo e la forza nel difendere le proprie idee. Vi saluto e vi ringrazio ancora di tutto!”

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DIARIO DI BANCA

LINEA DIRETTA CON I LETTORI

I nostri Soci per la Comunità. Orgogliosi dei nostri soci, il pianista Simone Macrì e il presidente dell’ADVS dei donatori di sangue di Staranzano, Giorgio Vittori, che hanno ricevuto il “Sigillo Terenziano” (decima edizione) per essersi ugualmente distinti per l’impegno a favore della comunità.

Tanti auguri Pro Loco Staranzano! Sabato 8 giugno si sono tenuti i festeggiamenti per il trentennale della Pro loco di Staranzano. L’anniversario è stato ricordato con un concerto dell’Orchestra Magica Vienna ospitato dall’azienda agricola “La Ferula”. La Pro Loco nasce ufficiosamente il 4 maggio 1989 quando fu eletto il primo consiglio direttivo, composto dal presidente Nerio Moimas, vicepresidente Bruno Ferrari, segretario Antonio Forte, vice segretario Leonardo Simone, consiglieri Livio Blason, Renzo Bolzan, Luciana Gallon, Franco Nicoli, Laura Miorin, Marcello Sullo, tesoriere Alberto Cecconi, vice Tesoriere Luciano Pizzignach.

La Banca per le Associazioni. Pubblichiamo con gioia una foto della donazione del defibrillatore da parte del direttore della filiale di Staranzano al Centro Monfalconese Sommozzatori (CMS): associazione no-profit fondata nel 1994 da un gruppo di appassionati subacquei con l’intenzione di trasmettere e divulgare le proprie conoscenze nell’ambito della didattica subacquea. www.subcms.it

Volete segnalarci qualche iniziativa o lasciarci un messaggio? Scrivete a: ideale@bancastaranzano.it Ideale Diario di Banca

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Ideale – Diario di banca n.8, luglio 2019  

Trimestrale della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse

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