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INDICE Eccoci! (Il nostro benvenuto) - a cura di Daniele Tagliabue

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Intervista al Presidente Marco Bonamico: “La Legadue che verrà" a cura di Davide Uccella

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Ci accolgono... : il benvenuto di istituzioni e società

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La Coppa Italia targata Legadue: una lunga storia - di Matteo Airoldi

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L'Albo d'oro e il Programma

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Il punto sulla stagione - a cura di Stefano Cioppi

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La parola ai numeri uno...

Pag. 10-11

Ecco a voi ... Trento - a cura di Lorenzo Molinari & Alessandro Tovazzi

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Ecco a voi ... Casale Monferrato - a cura di Davide Botto

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Ecco a voi ... Pistoia - a cura di Gianmarco Capecchi

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Ecco a voi ... Scafati - a cura di Giuseppe Giordano

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Presentiamo le sfide...

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Ringraziamenti

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ECCOCI!

Il nostro benvenuto Come ogni sito che si rispetti, e una testata fedele ai suoi impegni, non poteva mancare una guida, la nostra guida, sull’ evento che oggi noi di Basketinside.com siamo onorati di presentarvi, con i nostri occhi. Certo, siamo ancora galvanizzati da quanto creato un mese fa per le Final Eight di Serie A: un prodotto sempre più raffinato, nel corso degli ultimi due anni, e che con l'impegno di tutti i nostri redattori, e tutti i nostri amici del parquet, ha portato riconoscimenti di stima, attenzione sincera da parte di addetti ai lavori, giocatori, allenatori. Ma soprattutto ha guadagnato la Vostra attenzione on-line, in termini di visualizzazioni e download. Un attenzione che vale più di tanti guadagni, che ci porta a fare sempre di più, sempre meglio, giorno per giorno. E che oggi però abbiamo cercato di ripetere per il grande appuntamento delle Final Four Eurobet di Coppa Italia di Legadue a Trento, dove saremo presenti con le migliori risorse per cercare di darvi la copertura più precisa e stuzzicante. Ma come, ci chiederete? Cominciando da questo volumetto, che Vi guiderà nella manifestazione in-season più importante della cadetteria, offrendovi tanti punti di vista su un campionato che ha una storia lunga ormai undici anni, ma presto dovrà essere pronto a cambiare pelle, in vista della tanto sospirata (o odiata) riforma dei Campionati. C'è quindi una riflessione sul presente, ma anche sul futuro di questa Lega giovane ma già pronta per nuove avventure. Partiremo quindi dal saluto delle istituzioni locali (Comune di Trento) e dell’Aquila Basket che ospitano la due giorni, e giustamente la interpretano come frutto di un cammino, di un percorso coperto con obiettivi raggiunti e investimenti premiati sul campo. Romperemo così gli indugi, grazie ad un inedito punto sulla stagione a cura di coach Stefano Cioppi, e poi passeremo alle squadre: una per una, con l'analisi tecnica e le previsioni dei nostri collaboratori sul campo, con tutto il valore aggiunto delle "Lavagne Tattiche" a cura di un altro cavallo di razza della panchina come coach Demis Cavina. Quindi spazio alle interviste esclusive, con i n.1 delle quattro sfidanti, i coach e i giocatori: insomma come Giorgio Tesi Group Pistoia, Novipiù Casale Monferrato, Givova Scafati e Bitumcalor Trento vivono l'attesa, a poche ore dalla discesa in campo. Ma come anticipato, è il futuro che ci interessa. Soprattutto. Ecco allora una provvidenziale "chiacchierata" con il Presidente di Legadue Marco Bonamico, per dirci a che punto è il cantiere "Seconda serie", cosa vuole e cosa no in quello che noi definiamo un diamante grezzo. Penso che gli ingredienti ci siano tutti, ma anche se mancasse qualcosa non direi più nulla: basta sfogliare le pagine della nostra bussola. Non mi resta quindi che augurarvi una piacevole lettura, dandovi appuntamento per il 9-10 Marzo in quel del PalaTrento! Daniele Tagliabue Co- Responsabile Sezione Legadue Basketinside.com

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Intervista al Presidente Marco Bonamico

"La Legadue che verrà" a cura di Davide Uccella Presidente, queste Final Four vogliono essere anche uno spot del meglio che la Legadue sa offrire. Posso dire che sarà un evento di rilievo assoluto: l'Aquila si sta impegnando, come ha già fatto quest'estate per la Trento Basket Cup con la nostra nazionale. La location è bellissima, c'è entusiasmo e c'è una piazza che partita dopo partita richiama spettatori: ci sono tutte le premesse per lasciare il segno. E quelli dal punto di vista delle squadre? Cosa e chi ci invita a vedere come osservati speciali? Penso che il lotto delle sfidanti sia l'ideale, difficile pretendere di meglio: Pistoia ha tanti italiani ed è sola in testa; Casale, che ha avviato un bel progetto ed ha un valore aggiunto nei nostri giocatori, è seconda in classifica. Poi ci sono le cosiddette "outsider", e sottolineo cosiddette. Scafati ha un roster di grande qualità ed esperienza, verrà a Trento per dimostrare qualcosa, e riscattare gli ultimi risultati; c'è quindi la Bitumcalor, che ha tutti i tratti della squadra emergente, il giusto mix e senza strafare, con umiltà. Chiaramente, essendo una manifestazione di due giorni, conterà molto la lunghezza delle squadre e l'impiego di tutti i giocatori. Sul chi invece, per Casale c'è Diego Monaldi, un prospetto molto interessante, mentre Davide Pascolo a Trento sta dimostrando di aver superato alla grande il salto di categoria. A Pistoia tengo d'occhio Lorenzo Saccaggi, che si è ritagliato uno buonissimo spazio tra tanti topplayer, infine per Scafati apprezzo molto il giovane play Izzo, che ha quella spregiudicatezza che mi piace sempre vedere. Però non voglio mai dimenticare i cosiddetti "senatori": gente come Galanda, Garri, Pierich e Malaventura possono sempre dare spettacolo e regalarci un'ottima pallacanestro. La sua risposta, Presidente, ci invita a riflettere su un dato fondamentale: l'importanza di produrre e impiegare giocatori italiani. Un obiettivo che è da sempre la ragion d'essere della Legadue. Gli italiani sono sempre stati determinanti, ma ammetto che quest'anno stiano facendo molto molto bene. Penso anche però che sia merito di una formula giusta: perchè non basta fare un campionato per gli italiani, una serie fatta su misura per loro, e in cui siano in campo soltanto per giocare. Serve una categoria dove gli italiani trovino sì spazio, ma si confrontino con una competizione vera, di alto livello, contro giocatori americani e affermati per crescere davvero. Parlava di futuro, Presidente. Allora

passiamo alla politica sportiva, un argomento inevitabile: Si parla sempre di più della Riforma dei Campionati: un cantiere importante, e che il prossimo Consiglio Federale (fissato nel secondo week-end di aprile), proverà a varare con Voi e la LNP. Abbiamo iniziato un percorso, che dovrà portarci il prima possibile alla quadratura del cerchio. Stiamo dialogando con la LNP, e posso dire che siamo partiti bene. Siamo d'accordo sul principio che debba esistere una lega unica, campionati interessanti, che abbiano un senso facendo crescere i giovani italiani, e dia stabilità alle società. Per questo dobbiamo aumentare i controlli sui bilanci, ma anche standardizzare i costi: troppo spesso si è speso senza tenere conto delle proprie potenzialità, e di quelle del movimento. Un altro obiettivo comune è quello di lavorare sempre di più sul marketing e sulla comunicazione, che devono essere credibili e trasparenti. Quindi, a proposito della trasparenza e della chiarezza, dobbiamo mettere a punto una formula che sia comprensibile e semplice per tutti: giocatori, tifosi, addetti ai lavori. L'idea che oggi stiamo discutendo non mi pare azzeccata : troppo complessa, troppo contorta, e quando si guarda una classifica non ci si può confondere. Devo dire inoltre che non sono mai stato un amante dei play-out: io se gioco, gioco per vincere, e giocare partite non può mai significare giocare partite che non contano. Tutte le partite che si giocano devono contare.

possibilità di giocare. In Legadue penso che il caso più eclatante sia quello di Michele Vitali: oggi lo ammiriamo tutti, lo scorso anno non ha giocato neanche minuto. Penso sia un esempio che deve farci riflettere. Infine, condotta la nave in porto, cosa vede il Presidente nel suo futuro? Il mio futuro in Legadue e nella nuova Lega non dipende da me: l'importante, e lo dico sinceramente, è che la nuova macchina funzioni, sia stabile, e spero che quello che è stato fatto di positivo nelle due leghe in questi anni diventi un punto di forza nel futuro. E' il miglior augurio che posso farle.

Nel futuro però non c'è soltanto la prospettiva delle due leghe che si uniscono, ma anche quella dei giocatori. Mario Boni e la nuova GIBA insistono da qualche mese su temi come la riforma dei parametri e la distinzione tra under ed over. Da cosa si deve partire per cambiare? Vado all'ultimo argomento che mi ha segnalato: la Federazione stabilità un premio per chi farà giocare di più i giocatori under, ma senza mettere sovrattasse che gravino su chi scegliesse di non farli giocare: il pericolo altrimenti è quello che i roster si riempiano di effettivi che vengono acquistati non perchè lo meritino, ma aggirare eventuali sanzioni. Sarà fissato un montepremi per ogni girone, probabilmente 250mila euro per le tre o quattro squadre che fanno giocare più under 22 e under 24 in termini di minutaggio. Sui parametri invece penso che la loro nascita sia stata sempre legata ad un giusto obiettivo: premiare chi fa settore giovanile. In questi anni però la situazione è cambiata, e dovrebbero essere rivisti nella loro entità: spesso per esempio vengono aggiunti i costi legati ai prestiti dei giocatori, e questo compromette la loro

Marco Bonamico Presidente Legadue Basket

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TRENTO La città ospitante E' un vero onore per Trento ospitare la fase finale della Coppa Italia di Legadue, un evento che conferma il legame tra la nostra città e il basket, uno sport che interessa un gran numero di nostri concittadini in tutte le fasce di età. Sono molti, in particolare i ragazzi e le ragazze, che già da piccolissimi decidono di sperimentarsi nella pallacanestro, anche in forza del fatto che sul nostro territorio operano associazioni sportive che hanno contribuito a far crescere l'interesse e la passione per questa disciplina e hanno posto le basi affinché una squadra con i colori di Trento arrivasse ai vertici nazionali. Ciò che più ci interessa, però, è quell'insieme di valori che lo sport sano incarna: aiuta a crescere, è un catalizzatore di energie e motore di socializzazione, ma è soprattutto un grande banco di prova per imparare a conoscere i propri limiti, per acquisire il valore della determinazione per ottenere il risultato, per fare i conti con l'accettazione della sconfitta e la grande gioia della vittoria. È per tutte queste ragioni che ne sosteniamo la diffusione e la pratica, convinti che anche lo sport contribuisca a far crescere cittadini migliori. Alessandro Andreatta Sindaco di Trento

La societa ospitante L’Aquila Basket Trento è orgogliosa di poter organizzare la Final Four Eurobet. L’assegnazione di questo importante evento è un attestato di stima nei nostri confronti e uno stimolo a fare del nostro meglio. Sono sicuro che il Trentino nel suo insieme saprà rispondere in maniera adeguata all’evento in termini di partecipazione e di supporto. La Società ha lavorato con impegno affinché le squadre e i tifosi che verranno a Trento possano trovarsi a loro agio in un’atmosfera di sport e amicizia senza dimenticare le bellezze paesaggistiche ed architettoniche di questa terra. Siamo una realtà giovane ma con umiltà e con la determinazione che contraddistingue la gente di montagna, vogliamo far diventare la pallacanestro un’attività sportiva primaria di questa terra. Da parte mia e della Società dunque, il più caloroso benvenuto a Trento a giocatori, dirigenti, arbitri e tifosi, con l’auspicio di un torneo giocato con grande impegno nel rispetto dei valori dell’etica sportiva.  Luigi Longhi Presidente Bitum Calor Aquila Basket Trento

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La Coppa Italia tragata Legadue: Una lunga storia a cura di Matteo Airoldi

ha potuto così aggiungere alla sua a dir poco perfetta stagione culminata con la promozione in serie A, la ciliegina sulla torta. L'assoluto mattatore della finale è stato il talentuoso Jimmy Lee Hunter, atleta con un passato in NBA, autore dei 19 punti che hanno steso una coriacea Fileni Jesi che a sua volta aveva superato al fotofinish Ferrara ospitò la kermesse anche la Givova Scafati (78-79). nel 2008, quando la Fileni Jesi sconfisse in finale i padroni di casa La pagina di quest'anno...è ancora tutta da della Carife Ferrara per 72 a 62, scrivere. soffocando in gola l'urlo dei tantissimi supporters estensi accorsi nell'impianto amico a sostenere i propri beniamini. L'MVP della gara fu uno stoico David Moss che mise a segno 21 punti con 8 su 15 da due giocando gli interi 44 minuti del match. Come vi anticipavamo, la Coppa Italia Anche per lui un futuro luminoso in Serie A adotta questa formula per le fasi con la Montepaschi. finali dal 2005, dunque ipercorriamo la storia della competizione passo dopo Nel 2009 si registrò invece l'inizio dell'egemonia di Veroli. I ciociari, infatti, passo. hanno alzato la coppa del primo classificato La prima fu un'edizione di grande per ben tre stagioni di fila. Fu la Vanoli prestigio che registrò il ritorno al Soresina a cadere per prima al grande basket, dopo le travagliate PalaSomenzi sotto i colpi di un Robinson vicende societarie, della Virtus monumentale (15 punti con 6 su 8 da 2).79 a Bologna. La finalissima vide però 68 il finale. Sulla panchina giallorossa protagonista il magico trio dell'Upea Capo sedeva il giovane di buone speranze Andrea d'Orlando McIntyre - Howell - Oliver (64 punti Trinchieri che, a distanza di pochi anni, in 3) che surclassò l'Eurorida Scafati in un sarebbe diventato in casa Cantù uno dei match tiratissimo, giocato nel catino del migliori coach che l'Italia possa vantare. PalaDozza di Bologna. Questa vittoria, per “T- Nonostante il cambio di location, Mac”, fu solo l'inizio di una sfavillante anche l'anno seguente non cambiò il carriera costellata di successi in terra finale: al PalaSerradimigni di Sassari, Nissim e compagni fecero un'altra impresa senese, con la maglia della Mens Sana. trafiggendo a suon di triple la difesa La stagione successiva si restò brindisina. La settima “Final Four”, sempre in terra emiliana, e al neanche a farlo apposta, ha visto Palasport di Ferrara Scafati ebbe la nuovamente i laziali sul gradino più alto possibilità di prendersi la rivincita del podio. Imola si è dovuta arrendere alzando la coppa dopo aver sconfitto la ancora una volta in finale di fronte ad un Zarotti Imola (Grappasonni top scorer degli Jarrius Jackson inarrestabile. 27 i punti scafatesi con 15 punti) per 90 a 81. Epico e finali per la guardia di Monroe, con un combattutissimo fu però il derby campano ragguardevole 5 su 10 dalla lunga distanza. di semifinale vinto per 66 a 64 dai gialloblu Il tabellone luminoso segnò al 40° minuto sui rivali della Pepsi Juve Caserta. A un impietoso 81 a 67 per la truppa guidata decidere la sfida ci pensò un Dimitri dal giovane e promettente coach Demis Lauwers a dir poco stratosferico e Cavina. chirurgico dalla lunga distanza (5 su 7 da 3 L'ottava edizione della competizione al 40’ per l'esterno belga). – quella dello scorso anno giocata a Il 2007 fu l'anno di Rieti, che regalò una Bari - ha visto trionfare l'Enel grande gioia ai propri tifosi accorsi in Brindisi, formazione padrona di casa che L'avvincente stagione di Legadue Eurobet non conosce soste. E così, dopo lo spettacolare All Star Game giocato il 3 Febbraio scorso a Vigevano, è arrivato anche il turno delle Final Four di Coppa Italia, giunte quest'anno alla nona edizione. Ad ospitare la manifestazione sarà la avveniristica cornice del PalaTrento, situato nell'omonimo capoluogo trentino. A contendersi la coppa, invece, saranno la Novipiù Casale Monferrato, la Giorgio Tesi Group Pistoia , la Givova Scafati e i padroni di casa della Bitumcalor Trento. E nota di merito per la squadra ospitante, approdata alle fasi finali dell'evento sovvertendo ogni pronostico con la più quotata Sigma Barcellona.

massa allo storico PalaSojourner. Imponendosi per 71 a 61 sulla Carife Ferrara, la Sebastiani conquistò uno storico trofeo: immensa in questo trionfo la prestazione di Joe Smith, che mise a segno 17 punti in 30 minuti conditi da 4 assist sfornati ai compagni.

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Albo d'oro: Albo d'oro:

Tuttelelefinali finali dal Tutte dal2004 2004ad adoggi oggi Eurorida vs Caffè Maxim 81 -70 BOLOGNA 2005

Upea vs Eurorida 94 - 83

UPEA CAPO D'ORLANDO

Zarotti vs Eurorida 81 -90

EURORIDA SCAFATI

Upea vs Cimberio 87-72 Carife vs Zarotti 86-87 FERRARA 2006

Eurorida vs Pepsi 77-76 Pepsi vs Carife 68-78 RIETI 2007

Carife vs Sebastiani 61 -71

NUOVA AMG SEBASTIANI RIETI

Coopsette vs Sebastiani 64-73 Vanoli Soresina vs Fileni Jesi 75-82 FERRARA 2008

Fileni Jesi vs Carife Ferrara 72-62

FILENI JESI

Carife Ferrara vs BdS Sassari 85-72 Trenkwalder RE vs Vanoli Soresina 80-88 CREMONA 2009

Prima Veroli vs Vanoli Soresina 79-68

PRIMA VEROLI

Prima Veroli vs Enel Brindisi 68-58

PRIMA VEROLI

Prima Veroli vs Aget Imola 81 -67

PRIMA VEROLI

Cimberio Varese vs Prima Veroli 92-97 Trenkwalder RE vs Prima Veroli 49-77 SASSARI 2010

BdS Sassari - Enel Brindisi 1 05-1 06 Prima Veroli - Umana Venezia 91 -88 NOVARA 2011

Fastweb Casale - Aget Imola 76-

ENEL BRINDISI

Givova Scafati - Fileni BPA Jesi 78-79 BARI 2012

Fileni BPA Jesi - Enel Brindisi 74-77

Tezenis Verona - Enel Brindisi 60-68

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Il Programma 09/03 ore 20:45

Finale 10/03 ore 20:00

09/03 ore 18:15

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Il punto sulla stagione: a cura di Stefano Cioppi

Vigilia delle Final Four di Coppa Italia, momento utile per riepilogare il panorama che ha caratterizzato fin qui il campionato di Legadue. Tante le sorprese sia in positivo che in negativo, tanti i pronostici della scorsa Estate che si sono rivelati lontani dalla realtà. Una sola certezza: EQUILIBRIO. Un gruppo di 5 squadre si affiancano nel contendersi il vertice assoluto e, subito sotto, tutte le altre che possono ancora sognare i playoff, per addolcire il sapore della stagione. Nonostante la scomparsa di Napoli abbia tentato inutilmente di rovinare l’avvincente campionato, grazie al cuore dei Coach Stefano Cioppi giocatori assistiamo ad eventi sportivi in cui mai un risultato può essere dato per scontato: si è costretti a soffrire agonisticamente in ogni partita, assicurando a tutti batticuore e fortissime emozioni. Le stesse emozioni che vivremo a Trento, durante le sfide che assegneranno la Coppa di Legadue Eurobet 2013. Non può essere altrimenti, visto che scenderà in campo la capolista Pistoia: squadra che molti dimenticano nei pronostici e che, invece, continua a primeggiare grazie alla capacità dello staff nel creare “gruppi veri”, con gerarchie ed obiettivi tecnici stabiliti alla perfezione e con uomini capaci di trasportarli in campo (Galanda rimane un grande esempio per tutti). Pistoia sfiderà in semifinale Scafati: fino ad un mese fa un “orologio svizzero” nel gioco, perché ogni ruolo sembrava ricoperto da elementi con caratteristiche adatte alla Lega. Non possiamo sapere cosa sia successo in negativo durante questo ultimo mese, ma il secondo tempo vincente visto a Veroli deve ricordare a tutti che Scafati è una pretendente alla vittoria finale. Nell’altra semifinale ammireremo Casale Monferrato, seconda in classifica con grande merito: sono riusciti a mantenere con loro gli italiani storici Malaventura Pierich e Ferrero, oltre a Martinoni, hanno scoperto i più bei talenti di Ware e Green ed hanno rinforzato il tutto superando con lavoro e compattezza anche i momenti critici degli infortuni. Ma non sarà facile superare la padrona di casa Trento, neopromossa che potrebbe soffrire un po’ di emozione, ma allo stesso tempo sarà spinta dall’entusiasmo di un campionato vissuto positivamente grazie all’esperienza di Garri, Dordei ed Elder e alla tranquillità dell’ambiente anche dopo le sconfitte. Tranquillità societaria essenziale per perseguire uno degli obbiettivi della Legadue, quello di lanciare giovani interessanti(seguite Pascolo). Le altre seguiranno le Final Four da casa: Barcellona starà affilando le proprie armi. Si trova al secondo posto, un po’ sotto alle iniziali aspettative del sontuoso roster, ma comunque in posizione ideale per raggiungere la promozione. Brescia e Bologna possono godere di un felice periodo di pausa: hanno sorpreso tutti posizionandosi tra le prime, nonostante siano partite con tante incognite. Complimenti a Martelossi e Salieri. Forlì, Trieste ed Imola sorprendono a loro volta: sanno reagire con agonismo e passione alle difficoltà economiche riconosciute dalle società e alla conseguente perdita dei giocatori migliori. Questo atteggiamento coinvolge gli appassionati, che si identificano nella voglia di lottare per la sopravvivenza della pallacanestro nel loro territorio. Capo d’Orlando e Ferentino lavoreranno per recuperare il terreno perso con un avvio di stagione avaro di vittorie. Stesso obiettivo per Verona e Veroli, forse le più deluse in questi mesi rispetto ai progetti iniziali. Superate le problematiche legate agli infortuni, c’è ancora tempo per finire alla grande.

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La parola ai numeri uno...

Salvatore Trainotti Direttore Generale - Trento

Oggi nel basket che conta c’è anche Trento. Qual è il segreto? Non c'è un segreto. Alla fine la differenza la fanno sempre le persone e la capacità di stare insieme. Cerchiamo di essere squadra 24 ore al giorno mettendo sul parquet quello che possiamo dare, ognuno nel proprio ruolo e alzando l'asticella ogni giorno. Partendo da un concetto basilare: non dobbiamo avere la presunzione di fare sempre le scelte giuste, ma piuttosto rendere giuste le scelte che facciamo.

Grandissima soddisfazione aver avuto l’assegnazione della Final Four di Coppa Italia a Trento, questa società sta crescendo ogni anno di più, noi tifosi possiamo sognare? Mi fa piacere quando ci riconoscono come una società organizzata. Significa che si vede il lavoro che c'è dietro. Noi non siamo la tipica società legata ad una persona e alle sue ambizioni. Abbiamo 7 soci che da anni fanno sacrifici per far crescere questa società e che hanno coinvolto un gruppo di sponsor che hanno sposato il progetto. Se vogliamo continuare a crescere e provare a fare uno step in più abbiamo bisogno di radicarci ancora di più sul territorio e mantenere quella cultura delle idee e del lavoro che fa la differenza, anche più dei budget. Dopo il lavoro esemplare, che è sotto gli occhi di tutti di quest’anno, sappiamo che sei tornato da poco dagli States, sempre in “azione” per preparare la prossima stagione, ci puoi rivelare qualcosa? Un manager di un club di basket deve garantire alla propria società contatti, connessioni, idee ed esperienze. Questo é il motivo per cui si va negli USA. Lì ci sono i migliori, e dai migliori si va ad imparare e prendere spunti. Poi c'è ovviamente l'attività di scouting, ma quella dà risultati nel tempo e va condivisa con lo staff tecnico. Il futuro si costruisce anche attraverso il vivaio. Quali sono i vostri progetti in questa partita del futuro? L'attività giovanile é fondamentale. Dobbiamo innanzitutto lavorare insieme a tutte le altre società del territorio per promuovere il basket e allargare la base dei praticanti. Sono molto contento del nostro settore giovanile, abbiamo fatto un passo avanti in organizzazione e qualità del lavoro. Merito di Marchini e del suo staff. Dobbiamo continuare su questa strada, e se c'è qualche ragazzo che merita di giocarsi una chance in serie A, noi non abbiamo paura a dargliela. Anzi ci piace.

Il Pistoia Basket sembra stia riuscendo nell'impresa di migliorare gli ottimi risultati dello scorso anno. Quali sono i segreti del fortunato progetto pistoiese? Non ci sono segreti ci sono uomini che lavorano con impegno come l'allenatore e lo staff societario. Ci sono dei giocatori che in primis sono Roberto Maltinti uomini veri e poi c'è una Presidente - Pistoia piazza che da stimoli continui e trasmette passione. Questa finale è l'ennesimo segnale che Pistoia sta tornando la piazza importante di un tempo. Come vive un presidente tifoso come lei l'attesa delle Final Four? La vivo serenamente. Non c'è ansia, è la prima volta che raggiungiamo questo importante traguardo e ne siamo felici. Proseguiamo con la politica dei piccoli passi, intanto siamo arrivati alle Final Four, tutto quello ne deriverà sarà per noi motivo di soddisfazione ed orgoglio. Cosa dirà alla squadra arrivati a Trento? No queste cose le lascio a Paolo (Moretti ndr) che è bravissimo a dare le giuste motivazioni. Vederlo in allenamento da l'idea di quanto pretenda e trasmetta ai suoi giocatori. Con i giocatori ci parlerò, come si parla ai figli, come abbiamo sempre fatto nella nostra gestione “familiare”. Quale squadra vede più in forma tra le altre tre finaliste e perchè? Non vedo favorite. Trento ha il vantaggio di giocare in casa, ma bene o male le pretendenti partono tutte alla pari. Sicuramente non ci saranno partite facili ed avremo bisogno di un grande apporto dei nostri giovani.

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La parola ai numeri uno... La sua Scafati è alla quarta Final Four: l'unica vinta nel 2006. Cosa recuperare di quell'anno, per credere in un bis? E’ difficile ritrovare qualcosa di quella fantastica squadra, , Aniello Longobardi riuscendo in uno storica Presidente - Scafati doppietta col campionato. Sicuramente bisognerà ritrovare la carica e l’energia, la voglia di lottare su tutte le palle, il giocare con intelligenza e determinazione. Ricordo il derby infuocato con Caserta, quindi Imola, i cui tifosi erano gemellati con la Juve, presenti in massa. Della finale ricordo una vittoria nettta, poi il viaggio di ritorno fatto in Eurostar con tutta la squadra. Nei 15 giorni successivi abbiamo lasciato la Coppa in esposizione nel negozio “il Campione”per permettere a tutta la cittadinanza di poter ammirare il trofeo; oggi affrontiamo Pistoia, la capolista, una squadra ben costruita, ma non abbiamo timori.

Presidente. Sul passato, quali sensazioni ha provato nel vivere l’esordio della Junior in Lega A? Dentro di me ho pensato: cosa c'è di più bello di veder realizzato il sogno? Soprattutto se è un sogno iniziato tanti anni prima quando eravamo addirittura in C1? La Serie A è stata una soddisfazione enorme per tutta la nostra città. Breve, sfortunata, molto sfortunata, ma profondamente intensa. E' stato per me è un orgoglio poterla offrire al mio territorio. Emozioni vissute durante certe serate come Milano o il derby vinto con Biella, rendono meno amaro un epilogo purtroppo sportivamente negativo.

Giancarlo Cerutti Presidente - C. Monferrato

Gli obiettivi concreti di questa stagione? La classifica ancora non vi sorride, avete deciso di dare fiducia all’allenatore, e pretendete dai giocatori un rendimento diverso. Fare il meglio possibile. Quando c'è di mezzo una palla e una retina ci sono La due vittorie nelle ultime tre partite possono essere un punto di tanti fattori imponderabili che fanno la differenza. Per evitare delusioni profonde è meglio avere il solo obiettivo di fare il massimo, e poi accettare svolta? quello che si raccoglie. La classifica attuale, nelle zone alte, rispecchia secondo me i valori delle squadre. Per me le favorite, guardando i roster, sono Casale e Barcellona. La Cosa pensa dell'operato del coach? vittoria di Veroli ci dà, non ancora aritmeticamente, la consapevolezza di essere ai playoff; perdendo avremmo rischiato di essere in una situazione Sono molto contento di come Griccioli e il suo staff hanno lavorato in questi difficile. Le inseguitrici non mancano: Capo D’Orlando, Verona, Trieste con cui mesi. Altrettanto come lo sono stato di Marco Crespi per molti anni. E' una abbiamo una differenza canestri negativa. Dobbiamo arrivare nelle prime persona estremamente piacevole. E’ un tecnico capace, che sa creare un clima allo stesso tempo di esigenza e di serenità, così come sa instaurare un quattro: ci credo, possiamo superare Brescia. eccellente rapporto con i suoi giocatori: principalmente, mettendoli nelle Di nuovo Pistoia, sempre in semifinale. Questa volta per le Final condizioni tecniche migliori per esaltarne le caratteristiche. Four, dopo la “battaglia” dei playoff dello scorso anno. Un giudizio Cosa pensa del pubblico di Casale? sul roster dei toscani e sul loro progetto. Con loro nascendo una bella rivalità sportiva, visto che ci incontriamo spesso e diamo luogo a belle partite. Hicks è un fattore: se non ci sarà, dovremmo approfittarne e mettercela tutta, ma se dovesse farcela, di certo non mi perdo d'animo. Per quanto riguarda il progetto, il tutto parte da un allenatore come Paolo Moretti: competente e determinato, a mio avviso assieme al nostro ex Griccioli il migliore della LegaDue. Come società sono molto bravi a pescare giocatori importanti, anche quest’anno non si sono smentiti con Cortese che sta disputando una buonissima stagione e il lungo Borra. Pistoia è un ambiente che vive di “pane e basket”: sempre caldissimo, al PalaFermi si gioca quasi sempre in una bolgia. Nel progetto di Pistoia io e il mio amico Rossano rivediamo quello che vogliamo fare. C'è una grande differenza nell'affluenza, nonostante quello che offre da anni la squadra di Scafati.

La passione è un elemento importante nel cuore di ognuno di noi. Ogni cosa dev'essere fatta con passione, affinchè sia fatta per bene. E’ quindi anche una componente del mio modo di vedere le partite. Non vado però oltre certi limiti, anche se qualcuno, non conoscendomi e non in buona fede, confonde la mia passione con qualcos'altro. Il pubblico, infine, è una componente fondamentale: seguire la squadra e vivere con passione il proprio tifo è elemento fondamentale per conseguire un successo. Rispetto a due anni fa abbiamo un +12%. La squadra piace, e ci si diverte. Vista anche la crisi economica che colpisce ogni settore e anche il mondo dello sport, quali sono gli obiettivi futuri? La crisi tocca tutti e tocca tutto. E condizionerà lo sport. Auguriamoci, per il bene del nostro paese e della nostra gente, e indirettamente a quelli che sono coinvolti nello sport, di vedere presto la fine di questo lungo tunnel. Ma questa, la mia, è più una speranza che una certezza. Intanto teniamoci stretto il lavoro che abbiamo fatto finora, rispettando il bilancio, allargando la base del nostro settore giovanile, e diffondendo la pallacanestro nel territorio.

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Bitum Calor Trento a cura di Lorenzo Molinari e Alessandro Tovazzi

I PRECEDENTI NESSUN PRECEDENTE PRIMA PARTECIPAZIONE

LA SITUAZIONE POSIZIONE GIRONE D'ANDATA 10a (10 PUNTI, 5 V - 9P) POSIZIONE ATTUALE

9a (18 PUNTI, 9 V - 10 P) AVVERSARIO IN SEMIFINALE CASALE MONFERRATO PRECEDENTE 11A Andata TRENTO - CASALE 70-67 (Ware 31, Elder 19, Malaventura 15, Pascolo 14) IL PERCORSO ALLE FINAL FOUR Ottavi di Finale b. Bologna Biancoblù (79-58; 83-64) Quarti di Finale b. Barcellona PdG (83-86; 79-68)

Trento arriva sulle ali dell’ entusiasmo a questa Final Four, dopo esser riuscita ad eliminare Bologna e poi Barcellona. I trentini possono contare su un gruppo che nel corso della stagione, si è amalgamato molto bene e può contare su un giusto mix. I bianconeri non hanno operato sul mercato, ma hanno tenuto il nucleo di inizio stagione aggiungendo giovani provenienti dall’ under 19 per completare il roster, lavorando quindi anche in ottica futura. Coach Buscaglia preferisce contare sugli uomini di esperienza e inserirei giovani gradualmente, ma non è uno di quelli che segue delle rotazioni standard allenando col cronometro in mano, e se vede che le sue nuove leve o qualche giocatore che non è solitamente nello starting five possono essere dei fattori, incrementa i loro minuti di permanenza. Il roster di Trento ha un back court completamente straniero, composto dal capitano argentino Toto Forray e gli americani Michael Umeh e BJ Elder. Il front court è completato invece da due uomini di grande esperienza, che sono Luigi Dordei e l’ argento olimpico e fresco convocato dall’ All Star Game di LegaDue Luca Garri. Trento ha una squadra abbastanza profonda, visto che in panchina ci sono due giovani molto interessanti, che sono il play/guardia Marco Spanghero e l’ ala, convocato anche lui all’ All Star Game, Davide Pascolo; entrambi portano dinamismo e imprevedibilità, inoltre Pascolo è aggressivo in difesa e a rimbalzo è un fattore. Coach Buscaglia può contare sul veterano Luca Conte, una guardia che si è rivelata molto utile visto che ha un tiro da fuori molto affidabile e su dei giovani interessanti, uno su tutti il play nazionale Under20 Stefano Bossi.

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Trento - Dietro le quinte a cura di Lorenzo Molinari e Alessandro Tovazzi

Toto, terzo anno per te a Trento, e ritorno di grido in Legadue dopo l'esperienza a Forlì, stavolta con uno scudetto sul petto. Come vedi la maturazione tua e di questa squadra di cui sei il capitano indiscusso?

Eri tornato a Trento dopo una pausa di due stagioni, e con più grinta che mai hai portato con i tuoi “consigli” questa squadra e questa città dove non era mai arrivata, come ti vedi in questo progetto che cresce? La vittoria e' stata una grande soddisfazione, e ancor di più averla raggiunta qui a Trento. Mi sono sentito e mi sento partecipe e parte di un programma che ha raggiunto il primo obiettivo di arrivare in LegaDue, per aprire un nuovo e stimolante periodo per un club e una città in grande crescita sotto tutti i punti di vista cestistici. La condivisione quotidiana stimola tutti a dare il massimo per la pallacanestro a Trento. A Trento hai trovato l’ambiente giusto per “insegnare” il tuo credo di gioco, i tifosi ti hanno nel cuore, la squadra gioca divertendosi e divertendo, cosa ti senti di promettere dopo aver raggiunto la terza Final four di Coppa Italia consecutiva anche in questa categoria così prestigiosa? Dietro a ogni buon risultato, che ci sia o no una vittoria finale, c'e' sempre un ambiente, una organizzazione, un modo di affrontare le cose che, se giusto per le persone che lavorano, può dare quel qualcosa in più. Abbiamo sempre lavorato sodo, con idee e la capacità di costruire, pensare, analizzare, vivendo sì i momenti, ma rimanendo saldi su concetti chiari e principali. Daremo il massimo, consci della difficoltà della Final Four, ma stimolati da essa. Domanda più nel dettaglio sulle squadre che insieme alla tua Aquila daranno vita alla Final Four che si disputerà proprio a Trento: come vedi la semifinale, anche in base al precedente, e chi tra le finaliste temi di più? Speriamo di riuscire a dare filo da torcere a Casale, una delle squadre tra le più forti. Sappiamo che per vincere abbiamo bisogno di fare una partita importante, ma si vive e ci si allena per questo. abbiamo la possibilità di giocarla e non di guardarla e questo deve darci gioia. E’ una Final Four che vede tre pretendenti alla vittoria del campionato: Pistoia, di grande solidità, e Scafati che sta lavorando per riprendere la sua corsa.

Maurizio Buscaglia Coach Bitumcalor Trento

Sicuramente le cose stanno andando bene, rispetto all’anno di Forlì ho un anno e mezzo di esperienza in più, ho capito come funziona: non mi sono fatto sorprendere dalla nuova categoria come due anni fa. La maturazione della squadra sta avvenendo piano piano. Il quintetto era tutto nuovo e quindi c’è voluto un po’di tempo per trovare la giusta amalgama: nell’ultimo periodo ci siamo riusciti però e dopo la sconfitta con Imola vogliamo ripartire bene. Le tue ambizioni di oggi, e i traguardi domani, come Toto, e come Forray? Le ambizioni sono di arrivare ai playoff con la squadra cercando di fare bene. Per il futuro l’obiettivo sarebbe quella di rimanere qui a Trento. Primo anno per l’Aquila tra i professionisti, e per questa città nel campionato di LegaDue. E subito un obiettivo di prestigio, dopo aver sconfitto una Big come Barcellona: le Final Four di Coppa Italia … come vedi questa possibilità, e chi vedi come nemici n.1 del vostro avversario? Giocarla in casa ci dà un piccolo vantaggio e una piccola pressione in più, perché non vogliamo deludere il pubblico sempre più numeroso: speriamo di dare un motivo in più per avvicinare i trentini alla pallacanestro. Per quel che riguarda la Final Four penso che Pistoia sia la favorita, merita il suo primo posto.

Andres Pablo Forray Bitumcalor Trento

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Trento - La tattica Si è conquistata l’invito al gran ballo da debuttante, a coronamento di una crescita parallela tra l’area tecnica e quella societariache tra l’altro organizza l’evento in una piazza che sta riscoprendo la pallacanestro come valida alternativa al volley. Considerata ad inizio stagione come una delle possibili sorprese, visto il noviziato in Legadue ma non certamente per il roster farcito di esperienza e qualità. Si è puntato sulla continuità tecnica rinnovando dalla DNA coachBuscaglia al timone, i due playmaker Forray e Spanghero, l’esperto Conte ed il giovane Pascolo. Un’altra (lodevole) scelta è stata quella di scommettere sui giocatori italiani e quindi si sono firmati solo due gli stranieri: una vecchia conoscenza del nostro campionato quale Elder e la guardia dal passaporto nigeriano Umeh, anche lui con diversi parquet calcati in giro per l’Europa.Sotto canestro, oltre al già citato Pascolo e Basile, pochi azzardi con l’esperienza di Dordei e dell’ex azzurro Garri, la “vera oliva nel Martini” del mercato condotto dal GM Trainotti. PUNTI DI FORZA: La pericolosità offensiva nell’attaccare il canestroin post basso con le ali ed i lunghi (anche un buon 38% da 3 punti), ma anche con le penetrazioni dei piccoli. Il gioco a campo aperto dei play e di Umeh. La panchina sempre pronta, da cui si alzano spesso i protagonisti che non ti aspettavi alla vigilia. Camaleontica in difesa, è capace di attuare scelte difensive diverse anche nel corso dello stesso incontro. Il fattore campo in netto miglioramento (superato l’obiettivo dei 2000 spettatori) e visto che si gioca in casa…

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Novipiù Casale Monferrato a cura di Davide Botto

I PRECEDENTI MIGLIOR PIAZZAMENTO: SEMIFINALE 2011 (vs Imola,76-79) ULTIMA PARTECIPAZIONE: SEMIFINALE 2011 (vs Imola,78-79)

LA SITUAZIONE POSIZIONE GIRONE D'ANDATA 3a (20 punti, 10 V - 4 P) POSIZIONE ATTUALE

2a (28 PUNTI, 14 V - 6 P)

AVVERSARIO IN SEMIFINALE TRENTO PRECEDENTE 11A Andata CASALE-TRENTO 67 - 70

(Ware 31, Elder 19, Malaventura 15, Pascolo 14)

IL PERCORSO ALLE FINAL FOUR Ottavi di Finale b. Brescia (87-89; 98-84) Quarti di Finale b. Trieste (77-88; 91-75)

Attesa al riscatto dopo la retrocessione dello scorso anno, Casale diverte, lotta, e si presenta a queste Final Four da favorita n.2 sulla carta e per i numeri. Guidata in panchina dal senese doc Giulio Griccioli, la Novipiù fa del gioco in campo aperto e dal gioco esterno la sua forza, e si appoggia in attacco al suo duo a stelle e striscie. Casper Ware, playgrounder classe '90, è la vera e propria sorpresa di questa stagione, e si appresta ad essere uno dei candidati per l'MVP di questo torneo: decisivo nei momenti caldi, sa anche liberare i compagni. Il gemello è Rodney Green, che rientrato da poche partite dopo la rottura del perone, sta ritrovando le doti atletiche fuori dal comune, e un primo passo fulmineo che molte volte lascia anche i migliori difensori a bocca aperta. C’è poi il centro lituano Butkevicius, che ha completato la truppa degli stranieri, e che dopo un inizio molto a singhiozzo, compensa i limiti offensivi e al tiro con la grinta, la difesa, e il senso della posizione nel tagliafuori. Con lui Niccolò Martinoni forma una delle coppie più temibili a rimbalzo. E passiamo ai tanti italiani che fanno il valore aggiunto: l’ex Varese e Virtus Bologna si sta rilanciando, ed è temibile sia come tiratore dalla distanza, sia nel gioco interno e spalle a canestro; Matteo Malaventura invece è la guardia d’esperienza, con tiro chirurgico e un'innata dote a realizzare dopo aver creato dal palleggio. C’è poi il sesto uomo e capitano Simone Pierich, ala incisiva al tiro e con ottime doti difensive, è alla settima stagione in rossoblù. Spiccano infine la guardia classe ‚88, Giancarlo Ferrero. Ad avere minuti importanti nelle rotazioni di coach Griccioli il lungo varesino Riccardo Antonelli e il classe 1993 scuola Siena, Diego Monaldi, che hanno il compito di far rifiatare i titolari, e nei dieci minuti medi di utilizzano riescono anche a essere utili alla causa rossoblù.

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Casale - Dietro le quinte a cura di Davide Botto

Qual'è stato il suo impatto con la città e il pubblico di Casale Monferrato? Un impatto decisamente positivo, ho trovato una città competente ed un pubblico mosso da una grande voglia di rivalsa dopo la scorsa stagione. Noi, dal canto nostro, dobbiamo sempre proporre un basket divertente e vincente, solo così ci saranno sempre più persone al palazzetto. Sinceramente lei e il suo staff vi aspettavate un campionato giocato a questi livelli e quali possono essere in sintesi limiti e i pregi della squadra? Diciamo che limiti e pregi di questa squadra sono delle vere incognite, l'unico dato certo è che siamo alla guida di una squadra che ogni giorno lavora in campo ed in palestra per migliorarsi, cercando di andare oltre ai propri limiti. Ci sono sicuramente dei margini di miglioramento, e la squadra dall'inizio della stagione ad oggi ha fatto notevoli cambiamenti. Volendo trovare un difetto, direi che a volte in partita ci ritroviamo a dover inseguire gli avversari per dare il meglio di noi stessi. Il pregio è la grande consapevolezza nei propri mezzi, che ci permette di uscire dalle situazioni più complicate. Lei crede nella possibilità che la sua squadra possa lottare sia per la vittoria della Coppa Italia e sia alla promozione in LegaA? Per quanto riguarda la promozione, il nostro obiettivo è quello di terminare la regular season nella posizione più alta possibile. Sarà durissima, dato che alla fine soltanto una salirà e diverse sono le squadre che hanno le carte in regola per farlo. Ora però il nostro unico pensiero è la Final Four, un obiettivo che volevamo centrare fin dall'inizio e che abbiamo conquistato superando avversari di livello. Ora vogliamo arrivare fino in fondo alla competizione, sarà durissima ma ci sentiamo pronti, vogliamo vincere per il club, per il nostro main sponsor Novipiù, per il pubblico e per noi stessi. Qual è l'allenatore a cui ha preso sempre ispirazione e come si descrive lei come allenatore? Essendo cresciuto a Siena, ho avuto modo di parametrarmi con diversi allenatori, lavorando accanto a gente come Recalcati, Frates, Dalmonte, Pianigiani, Banchi, oltre a due figure storiche come Cardaioli e Brenci. Anche a Scafati, una figura come quella di Bianchini mi ha permesso di crescere ulteriormente. Guardando al di fuori dei contesti senese e scafatese, direi sicuramente Ettore Messina. Io invece fin dalle giovanili ho sempre cercato di essere con i miei atleti un uomo vero e una persona seria, perchè lo siano anche loro sul campo.

Lei è un giocatore di esperienza, dotato di ottime qualità offensive e sicuramente avrà avuto altre offerte da squadre, magari di LegaA. Perchè Casale e il progetto Junior? Ho scelto di rimanere qui a Casale consapevole di far parte di una Società che lavora seriamente, sicuramente la progettualità che si respira in questa piazza è stato il fattore determinante nella ia scelta. Qual'è stata la scintilla che l‘ha fatta avvicinare alla pallacanestro, e qual‘è stato il suo idolo fin da piccolo, a cui lei a preso sempre ispirazione ed esempio? Direi il fatto di essere cresciuto a Pesaro, una città che vive di pallacanestro. Lì si mastica basket fin dai primissimi anni, e così è stato anche per me. Da piccolo ricordo le giocate entusiasmanti di Magic Johnson, uno die più grandi cestisti di tutti i tempi. Lei ha segnato molti canestri importanti e ha vissuto molte vittorie e promozioni nella Sua carriera. Vorrei sapere qual'é stato il canestro più importante che ha segnato veramente la vita, qual‘è stata la vittoria che si ricorderà per sempre e qual'è stata la promozione più bella che Lei ha vissuto? Tutti i canestri segnati all'ultimo secondo rappresentano una parte importante della mia carriera, ma se dovessi sceglierne uno direi quello che ha regalato la promozione alla Fortitudo Bologna, il 16 giugno 2010 contro Forlì. Le vittorie indimenticabili per fortuna sono tante: sul podio metto gara 5 contro Venezia che ha regalato alla Junior la prima promozione in Serie A, e la vittoria a Barcellona in Eurolega. Tornando alla stagione in corso, ed essendo lei uno dei pilastri della squadra non che uno dei giocatori più esperti, questa Novipiù formata da molti giovani forti e rampanti dove può arrivare? Dipende tutto da noi. Per quanto riguarda la Final Four, partiamo subito con una semifinale difficilissima, contro i padroni di casa, ma andiamo per vincere. E anche in campionato, puntiamo al massimo in regular, verso i play-off.

Giulio Griccioli Coach Novipiù Casale Monferrato Matteo Malaventura Novipiù Casale Monferrato

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Casale - La tattica Nella città dei Krumiri non conoscono la parola “accontentarsi”. Dopo l’esperienzalampo nella massima serie, la Junior è tornata in Legadue mantenendo alte le proprie ambizioni. Il GM Martelli e coachGriccioli hanno quindi ben pensato di confermare il collaudatissimo gruppo degli italiani formato da Malaventura, Pierich, Ferrero e Martinoni ai quali si sono aggiunti il giovane play Monaldi, il lungo Antonelli e qualche interessante talento che è andato ad impreziosire il sempre dinamico settore giovanile. Come tradizione casalese, il grande lavoro di scouting ha portato dal mercato estero tre stranieri di assoluto livello, che stanno disputando una stagione sorprendente. Il playmaker Ware (uno dei tanti interessanti rookie di questa lega) e l’esterno Green, formano infatti la coppia statunitense dal miglior rendimento e lo dimostra la loro presenza ai vertici di molte graduatorie statistiche. Ma tra le sorprese è doveroso citare anche il lituano Butkevicius, uno dei giocatori più migliorati rispetto all’avvio di stagione e uno dei pochi centri di ruolo che fa del lavoro oscuro (rimbalzi, blocchi, difesa) il proprio marchio di fabbrica. Quelle di Trento saranno le seconde FinalFour per i piemontesi, dopo la sfortunata edizione di due anni fa (giocate tra l’altro a Novara) dove furono sorprendentemente eliminati in semifinale da Imola. PUNTI DI FORZA: Il miglior attacco del campionato dove il talento e le giocate dei due americani sono ben supportate da tutto il gruppo, creando quindi un perfetto equilibrio lavorando ad unisono in entrambi i lati del campo. Ottime percentuali dall’arco (anche se inferiori a Scafati), cercano di correre ogni possesso e nonostante il ritmo altissimo è la squadra che perde meno palloni di tutti. Bukevicius è ormai un punto di riferimento importante e con lui i campo è sostenibile il quintetto dei quattro piccoli che dà pochissimi punti di riferimento ed apre eccezionalmente il campo.

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Giorgio Tesi Group Pistoia a cura di Gianmarco Capecchi

I PRECEDENTI NESSUN PRECEDENTE PRIMA PARTECIPAZIONE

LA SITUAZIONE POSIZIONE GIRONE D'ANDATA 2a (20 punti, 10 V - 4 P) POSIZIONE ATTUALE

1a (30 PUNTI, 15 V - 5 P)

AVVERSARIO IN SEMIFINALE SCAFATI PRECEDENTE 7A Andata PISTOIA-SCAFATI 88 - 86

(Mays 34, Hicks 23, Graves 22, Baldassarre e Slay 17)

Un progetto più che una squadra: questa è Pistoia. Si possono citare nomi, tattiche e statistiche, ma il gruppo che ha raggiunto queste Final Four va oltre. In questi anni la resurrezione di una piazza che ha vissuto e vive per il basket, e la storica finale di Coppa Italia è un primo importante step. La grande stagione dello scorso anno, con la finale playoff, dopo il mercato estivo sembrava irripetibile. La decisione di rinunciare ad un comunitario e di scommettere su giovani o incognite come Graves, avevano dirottato i pronostici promozione su altre note piazze di Legadue. Moretti e soci hanno invece smentito tutti, forti anche di una super truppa di italiani come Toppo e Galanda, addirittura migliorando le prestazioni ed arrivando a Trento come favorita. In un campionato falsato da regole incerte e modificati in corsa, Pistoia sta dimostrando di lavorare bene, continuando a fare la voce grossa sul parquet nonostante il piccolo budget nel salvadanaio. Il roster quasi totalmente rinnovato ha saputo trovare subito l'alchimia con l'ambiente biancorosso. Veterani e giovani hanno creato un mix efficace, dove ognuno ha compiti precisi e risulta necessario alla causa. Un primato costruito prevalentemente sull'imbattibilità casalinga e sulla compattezza in trasferta. Le Final Four arrivano comunque in un buon momento per i biancorossi: la GTG non sembra intenzionata a scendere dalla vetta, e la squadra sembra trarre forza dalla difficoltà ed i giovani Cortese, Saccaggi e Rullo sono molto maturati da inizio stagione. Moretti ora dovrà riuscire a gestire, oltre che le temibili avversarie, emozioni e dinamiche di una finale. Molto dipenderà anche dalle condizioni dei suoi. Gran parte degli infortuni è rientrata, ma le condizioni di Hicks, causa dell'impiego ad intermittenza del panamense on campionato, creano apprensione. Ma c'è voglia di vincere, per stupire ancora.

IL PERCORSO ALLE FINAL FOUR Ottavi di Finale b. Imola (83-83; 57-50) Quarti di Finale b. Ferentino (82-73; 77-73)

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Pistoia - Dietro le quinte a cura di Gianmarco Capecchi

ll Pistoia Basket è partito con minori pretese dello scorso anno ma ad oggi si ritrova in prima posizione e alle finali di Coppa Italia. Quali sono gli ingredienti di questo continuo miglioramento? Penso che gli ingredienti siano diversi! Alla base c’è comunque il nostro sistema ormai consolidato: un gruppo di lavoro eccezionale, una simbiosi fantastica fra squadra, società e pubblico. Tutto ciò, unito al sudore e all’applicazione in palestra, è chiaro, effettivamente finora sta funzionando alla grande e ci permette di superare ogni avversità, e credo che anche in questa stagione i problemi non siano mancati. I risultati, e il “come” questi risultati arrivano, però, credo sia il segno tangibile di quello che ho appena detto. Pistoia arriva a Trento come favorita. Quanto peseranno che le aspettative e gli sforzi del campionato ? Pistoia ci va non credo da favorita, ma con la voglia di ben figurare e di onorare al massimo questo impegno. Siamo a giocarci una Coppa ed è chiaro che dobbiamo e vogliamo provare a farla nostra, ma sono convinto che in partite secche i valori della classifica si azzerano e ognuna parte più o meno alla pari con le altre! Troveremo tre squadre che come noi si giocheranno le loro chances con grande convinzione: Casale e Scafati sono due squadre di qualità ed esperienza, Trento ha il vantaggio di giocare in casa e quindi da questo punto di vista può colmare il gap tecnico rispetto alle altre. Per molti giocatori è la prima finale. Oltre all'aiuto dei veterani come cercherà di preparali alla gara? Cercherò di togliere pressione alla squadra, preparare bene la partita, allenarci al meglio, senza far pesare troppo l’importanza e la difficoltà dell’impegno. Da questo punto di vista noi allenatori dobbiamo essere bravi a fare un lavoro sottile: i giocatori hanno già le loro emozioni. Mi tornano in mente, a questo proposito, le parole di un mio grande idolo, Josè Mourinho, che ha sempre affermato: “Le partite importanti, sul piano mentale, sono le più facili da preparare per un allenatore”.

Come vive lo spogliatoio questa finale tanto attesa? Semplicemente con serenità… E con il piacere di esserci! E’ un onore per noi essere arrivati all’ultimo atto di questa manifestazione e vogliamo andare a giocarci le nostre carte senza troppa pressione, solo con la voglia di far bene. Quale squadra vedi più in forma tra le altre tre finaliste e perchè? Non vedo una favorita in particolare. Trento ha il vantaggio di giocare in casa, Scafati vorrà riscattarsi dopo un periodo difficile, Casale ha un roster di qualità… Credo che saranno partite molto combattute. Nonostante gli infortuni e la panchina non troppo lunga siete riusciti brillare sia in campionato che in Coppa. Ad inizio stagione avresti previsto un andamento del genere? La speranza di ripetere quanto di buono fatto lo scorso anno c’era, ma c’era anche la consapevolezza di quanto fosse difficile. Abbiamo però lavorato per questo, e lo stiamo continuando a fare. Il primo posto in classifica forse è inaspettato, ma piano piano, giorno dopo giorno, sta diventando un qualcosa di sempre più concreto. Una finale playoff lo scorso anno, il campionato di vertice e le Final Four in questa stagione. Quanta voglia avete di regalare un trofeo ai vostri tifosi? C’è tanta voglia di tornare a casa con un trofeo che nella sua storia Pistoia non ha mai vinto. Ci proveremo con grande determinazione, perché vincere è sempre bello…

Quale squadra vede più in forma tra le altre tre finaliste e perchè? Dico Casale perché in stagione non è mai andata nettamente sotto, è costante, regolare, solida. E’ profonda, con una tradizione vincente.

Paolo Moretti Coach Giorgio Tesi Group Pistoia

Fiorello Toppo Giorgio Tesi Group Pistoia

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Pistoia - La tattica Nonostante la lunga militanza nella seconda lega nazionale, questa sarà la prima partecipazione alla finalfour del sodalizioguidato dal presidente Maltinti, che da un biennio ha aperto un ciclo vittorioso, dal quale potrebbero essere raccolti ben presto i frutti dopo un saggio e duro lavoro. La squadra sul campo corre sugli stessi binari della passata stagione benchè oltre a coach Moretti, siano rimasti i soli Saccaggi, Galanda e Toppo. Ma è proprio sul carattere e l’esperienza delle due torri che molto sapientemente si èvoluto dare la continuità ai buoni risultati, assemblando un giusto mix tra chi conosce bene questa categoria (Hicks, Meini) e chi vuole dimostrare di valerla (Cortese, Rullo, Borra). La guardia Graves è l’imprevedibile solista che completa un’orchestra che sta suonandoda tempo le migliori opere in grande armonia e non smette di ricevere le meritate standing ovations. PUNTI DI FORZA: Meini ed il giovane Saccaggi hanno il perfetto controllo del ritmo e fungono da veri metronomi. Corrono quando (spesso) la difesa lavora bene, ma sono pronti a sfruttare i vantaggi a difesa schierata abbassando il ritmo. Tanto post basso specialmente con HICKS quando da ala può sfruttare i suoi centimetri e sugli errori al tiro seguono sempre il rimbalzo d’attacco con almeno due giocatori. A gioco rotto si possono affidare al talento di Graves anche se le forzature sono pochissime. Nella metà campo difensiva sono tosti , esperti e difficilmente lasciano agli avversari qualche spazio vicino all’area pitturata.

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Givova Scafati a cura di Giuseppe Giordano

I PRECEDENTI MIGLIOR PIAZZAMENTO: VITTORIA 2006 (vs Imola, 90-81) ULTIMA PARTECIPAZIONE: SEMIFINALE 2012 (vs Jesi, 78-79)

LA SITUAZIONE POSIZIONE GIRONE D'ANDATA 4a (18 PUNTI, 9 V - 5 P) POSIZIONE ATTUALE

5a (22 PUNTI, 11 V - 9 P)

AVVERSARIO IN SEMIFINALE PISTOIA PRECEDENTE 7A Andata PISTOIA-SCAFATI 88 - 86

(Mays 34, Hicks 23, Graves 22, Baldassarre e Slay 17)

IL PERCORSO ALLE FINAL FOUR Ottavi di Finale b. Napoli Quarti di Finale b. Jesi (77-66; 73-81)

Scafati è pronta ad esserci, da vera veterana della competizione, essendo la quarta partecipazione nella sua storia. La squadra del Patron Nello Longobardi e del Presidente Alessandro Rossano non arriva alle FinalFour nel migliore dei modi viste le 6 sconfitte nelle ultime 9 partite, ma la vittoria di Veroli, con un secondo tempo da incorniciare ha rilanciato il morale, e la Givova ha tutta le carte in regola per riportare al PalaMangano quel trofeo conquistato nella fantastica annata 2005-2006 dove riuscì l’accoppiata Coppa ItaliaPromozione. Il cammino è stato molto travagliato, vista l’eliminazione al primo turno con Napoli(che costò il taglio di Bulleri) che ha visto Scafati rientrare ai quarti di finale della competizione a causa del fallimento della squadra partenopea. Dopo la netta vittoria dell’andata dei quarti di finale sul campo di Jesi, i gialloblù hanno provato a complicarsi la vita sul parquet di casa perdendo di 8 lunghezze rischiando una clamorosa eliminazione.Scafati aveva iniziato la stagione con Gennaro Di Carlo come capo allenatore, ma dopo la sconfitta interna con Brescia interna la panchina è stata affidata all’attuale tecnico Maurizio Bartocci; con il cambio di guida tecnica i campani sembravano aver trovato la quadratura del cerchio con 7 vittorie nelle prime 9 partite (6 consecutive). Tutto apparentemente in discesa, ma un calo fisico ed una scarsa reattività mentale hanno di fatto affossato la corsa verso il primato della Givova con un rendimento opposto al precedente. Questo momento difficile ha portato all’esclusione dal roster del play italo-argentino Antonio Porta e dell’alapivot Patrick Baldassarre, salvo poi reintegrarlo nell’ultima gara interna con Forlì; nelle rotazioni è entrato definitivamente il giovane Luca Izzo, classe ’95 prodotto del vivaio scafatese.Uomo chiave sarà il folletto americano Mays che viaggia a 18,8 punti e il 45% dalla lunga conditi da 3,2 assist e 3,2 rimbalzi di media in quasi 35 minuti di utilizzo.

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Scafati - Dietro le quinte a cura di Giuseppe Giordano

Coach, la squadra sta attraversando un momento difficile, ma le Final Four sono una “competizione lampo”, la qualità sulla carta c’è, e state reagendo: avete le carte in regola per poter provare a conquistare il trofeo? Sicuramente abbiamo voglia di giocarcela per vincere questo trofeo: giocheremo con grande intensità, cercando di ripartire dal secondo tempo di Veroli dove si è vista la giusta carica emotiva e una grande presenza difensiva. Affronteremo Pistoia, che è prima in classifica, avversario duro e con giocatori di grande esperienza come Galanda, Toppo e Hicks, e cercheremo di ripetere la buona prova fatta al PalaFermi, puntando ovviamente ad un risultato diverso. In semifinale affrontate Pistoia, dicevamo, una squadra di primissima fascia: punti deboli e i punti forti dei toscani? Pistoia è una squadra di grandissima esperienza, che gioca bene di squadra e in grado di difendere forte e di coprirsi bene anche nei rientri. Noi dobbiamo essere bravi a non dare punti di riferimento, ad aggredirli e a muovere bene e velocemente la palla visto che hanno alcuni giocatori “anagraficamente anziani”, perché in realtà giocano ancora alla grande. Le Final Four sono una competizione breve: le sfide si possono vincere anche di testa, ma le partite si vincono anche col gioco. Tatticamente in cosa deve migliorare la sua squadra? Lavoreremo sulla difesa, l’uno contro uno, e serve fiducia nel lavoro delle guardie: è da lì che nasce gran parte del gioco.

Andrea, da capitano hai dovuto gestire i problemi del gruppo: come avete affrontato il momento difficile caratterizzato da 6 sconfitte in 7 partite? Gli ultimi risultati rilanciano le ambizioni di Scafati anche in ottica Final Four? La prova di Veroli è stata determinante, una vittoria di carattere non facile, visto come si era messa la partita. Credo che siamo definitivamente usciti da questo brutto periodo, visto che neanche con Trieste avevamo giocato bene, seppur vincendo. Le Final Four rappresentano un’occasione per dimostrare che abbiamo invertito la rotta, il nostro obiettivo è sicuramente quello di vincere. In ottica campionato credo poi che questa squadra possa davvero fare tanto, indipendentemente dalla posizione nella griglia playoff. In semifinale affronterete un avversario probabilmente privo della sua stella(Hicks), ma come sai le fortune di Pistoia si basano sul nucleo degli italiani, gli italiani di Scafati possono dire la loro? Assolutamente si. Io credo che il basket è fondamentalmente un gioco di squadra, dove tutti devono dare il loro contributo, sia chi gioca 1 minuto sia chi ne gioca 35. Chiunque scende in campo deve fare il proprio compito, deve avere voglia di sacrificarsi, in particolar modo in difesa. Secondo me sarà importante muovere bene la palla in attacco, perché Pistoia è una squadra molto organizzata che sta facendo molto bene, nonostante tutti gli infortuni avuti. E’ prima in classifica e sarà pericolosa ance se Michael Hicks non dovesse giocare, quindi merita tutta l’attenzione possibile. Patrick: due vittorie nelle ultime tre partite risollevano morale e classifica di Scafati dopo un periodo difficile. Siete convinti di arrivare lanciati e poter vincere le Final Four?

ANDREA GHIACCI Givova Scafati

Avere le Finale Four subito dopo la vittoria di Veroli rappresenta l’occasione per aumentare l’inerzia. Sono convinto che questa squadra dire la sua in questa competizione e nel resto della stagione. Le Final Four oltre ad essere una bella vetrina, sono un traguardo importante, quindi faremo di tutto per cercare di vincere il trofeo per dare un segnale alla società, ai tifosi, ma soprattutto a noi stessi. In estate sei ritornato a Scafati, dopo un anno a Bologna, acclamato dai tifosi. L’impatto non è stato dei migliori, ma dopo il reintegro è cambiato qualcosa. In cosa pensi di essere migliorato o come vuoi cambiare e migliorare il tuo gioco in questa seconda parte di stagione, in armonia con la squadra? E’ la prima volta che mi sono trovato in una situazione del genere: nella carriera, come nella vita, ci sono momenti diversi. Nonbisogna deprimersi troppo quando le cose vanno male Nè viceversa. Ho invertito la rotta, ma mai dimenticare.

Maurizio Bartocci Coach Givova Scafati

Patrick Baldassarre Givova Scafati

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Scafati - La tattica Già vincitrice della coppa nell’edizione ferrarese del 2006, in finale proprio sulla mia Imola, l’ambiziosa compagine campana arriva in trentino per dar lustro ad una stagione dall’andamento fin qui altalenante ma ancora tutta da scrivere. Delle quattro finaliste è quella che vanta anche più presenze nella manifestazione (questa è la quarta) ed anche il pedigree del proprio roster fa pensare che ai campani non tremeranno le gambe per l’emozione. Ghiacci, Baldassarre, Bushati, Sorrentino e Rosignoli hanno infatti già collezionato almeno una presenza alle finali. Dopo la partenza di Porta, sono rimasti tre stranieri a disposizione di coach Bartocci: il brasiliano, con passaporto italiano, Tavernari, la guardia statunitense Mays ed il connazionale Slay. Proprio sui due USA saranno puntati i riflettori perché indubbiamente il periodo migliore dei giallo blu è coinciso con la continuità di rendimento e la leadership fornita dai due fuoriclasse. Una delle note più liete delle ultime partite è lo spazio che si sta conquistando i il giovane Izzo, diciottenne playmaker scafatese doc,il quale, tranne qualche minuto giocato nelle amichevoli o in qualche garbage time, non aveva mai avuto a disposizione i quasi 15 minuti di media che ha giocato nelle ultime quattro partite. PUNTI DI FORZA: E’ nettamente la squadra con più pericolosità sul perimetro del campionato e lo dimostra il quasi 40% di media dalla lunga distanza, è capace di piazzare considerevoli break in pochissimo tempo (le partite con loro non sono mai chiuse). Con il solo Sorrentino come play di ruolo, tutti hanno le qualità per giocarsi il proprio uno contro uno sapendo di avere sullo scarico dei cecchini sempre pronti a colpire, compreso i lunghi con caratteristiche spiccatamente perimetrali.

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Presentiamo le sfide: Pro e Contro di Trento e Casale Monferrato

VS PRO

PRO

1) Giocare in casa. I supporters trentini sono aumentati notevolmente nel corso della stagione, crescendo di numero partita dopo partita.

1) Casper Ware e Rodney Green, i due migliori realizzatori del campionato. Il primo all'andata guidò i suoi con 31 punti e si dimostrò immarcabile; il secondo, assente per infortunio nella precedente partita, aumenterà la pericolosità offensiva con le sue penetrazioni.

2) Lo spirito di squadra che contraddistingue la compagine bianconera, visto che tutti hanno sposato il progetto della città del Concilio mettendo da parte le individualità. I veterani stanno facendo crescere i giovani, non tarpandogli le ali ma facendogli da mentori dandogli suggerimenti su come migliorare nei vari aspetti del gioco. 3) Le prove di orgoglio messe in campo da Forray e compagni nei precedenti incontri di campionato contro le altre semifinaliste,come confermano le statistiche.Il fatto di essere la “mina vagante” di questa Coppa Italia potrebbe dare ulteriore grinta ai bianconeri.

CONTRO 1) Trento si è dimostrata una squadra umorale, lasciandosi trascinare dall’ entusiasmo o intestardendosi in soluzioni dei singoli, perdendo di lucidità. 2) Contro Casale i bianconeri dovranno fare molta attenzione alle palle perse, visto che nella partita di campionato ne hanno perse ben 18 (contro le 14.5 stagionali) grazie soprattutto alla maggior intensità messa in campo dalla compagine piemontese. 3) Un altro punto critico di Trento contro Casale è il tiro da oltre l’ arco: piemontesi ha difeso bene dalla distanza, unici tra le semifinaliste, come testimonia il misero 17.6% dal campo nel precedente.

2) La lunghezza della panchina, che potrebbe risultare decisiva: nove giocatori nove, e sette di valore assoluto, con tanta esperienza: Malaventura, Pierich e Ferrero possono essere dei killer in una partita dentro-fuori. 3) Il tiro dai 6.75 e il gioco in campo aperto. Casale quando riesce a correre in contropiede è molto più incisiva che a difesa schierata: lunghi come Martinoni e Butkevicius si trovano alla grande con gli assist di Casper Ware. Ma ci sono anche tiratori dall'arco quasi infallibili (Malaventura, Pierich, Ferrero). CONTRO 1) Il fattore campo, anche se nelle otto edizioni precedenti, solo una volta la squadra ospitante ha alzato la coppa al cielo, nel lontano 2007. 2) I lunghi della Bitumcalor, soprattutto Pascolo e Garri, con il loro gioco spalle a canestro ma anche come intimidatori difensivi potrebbero essere un fattore per questa gara, come fun nella partita d'andata. 3) La pressione che è sulle spalle di Casale. E' molta, arrivandoci da favorita, ed essendo è un obiettivo dichiarato della società, da conciliare con le fatiche del campionato.Trento può giocare a mente sgombra e chissà mai che non ci scappi la sorpresa...

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Presentiamo le sfide: Pro e Contro di Pistoia e Scafati

VS PRO

PRO

1) La GTG ha già battuto la Givova in campionato, anche se la formazione campana ha spesso cambiato pelle nel corso della stagione.

1) Ron Slay, in realtà, sarebbe un pro e un contro: in questa categoria ci sta a pennello. Preso per fare il 5 titolare ma con caratteristiche e atteggiamento da “4” puro. Viaggia a 16,9 punti di media catturando 9 rimbalzi, giocatore in grado di vincere una partita praticamente da solo, ma che può anche scomparire da un match o essere addirittura dannoso.

2) Scafati è molto temibile ma si esalta con la stessa facilità con cui si deprime. Queste prestazioni “lunatiche” danno continuità a sprazzi non solo nell'andamento del campionato, ma anche delle partite stesse. In una partita secca questo carattere di Scafati può essere un'arma a doppio taglio. 3) A ranghi completi Pistoia ha dimostrato di potersela giocare con tutte, e con l'esperienza di Galanda, l'esplosione di Borra e l'ottima forma di Toppo, Pistoia sembra avere qualcosa in più sotto le plance. Il solo Slay potrebbe non bastare agli avversari.

CONTRO 1) Scafati potrebbe voler riscattare un campionato sotto le aspettative con un titolo importante, e gli ultimissimi risultati sul campo (Trieste e Veroli) sembrano dimostrare che il peggio forse è passato. 2) Ghiacci si esalta sempre contro Pistoia ed è in un ottimo momento di forma, come anche Mays e Rosignoli, infine attenzione a Baldassarre. 3) La Givova è una squadra ostica, sempre difficile averne ragione in una partita secca, anche se a ranghi completi Pistoia ha dimostrato di potersela giocare con tutte.

2) Il campionato non sorride ancora, ma la Coppa Italia potrebbe essere un obiettivo importante da conquistare per calmare una piazza bollente. Giocare una competizione breve a mente libera potrebbe essere un vantaggio. 3) Non avere un vero pivot può essere un vantaggio, visto che Baldassarre, Slay e lo stesso Ghiacci sono giocatori più perimetrali rispetto ai diretti avversari e potrebbero crearsi dei vantaggi partendo da lontano. Come l'imprevedibile Mays... CONTRO 1) Scafati, eccetto Rosignoli, non ha un vero e proprio dominatore del pitturato : sarà importante riuscire a contenere capitan Toppo e la “torre” Jacopo Borra, pivot classe ’90 di 215 cm. 2) Coach Paolo Moretti è un gran motivatore ma anche un ottimo stratega. Nella semifinsle playoff dello scorso anno ha imbrigliato più volte i campani con la difesa a zona: la rivedremo a Trento, tentando di costringere Scafati (prima col 39,8%) al tiro dalla lunga. 3) 807 chilometri che separano Scafati da Trento e che non permetteranno a molti tifosi di seguire la propria squadra in questa importante competizione. Mai tanti chilometri di distanza da una Final Four.

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RINGRAZIAMENTI La maggior parte delle fotografie utilizzate in questa guida sono di proprietà – o ricavate da fotografie di proprietà - di Basketinside.com*.

Cogliamo la presente occasione per ringraziare tutti i fotografi di Basketinside.com (in particolare Vincenzo Artiano, Sandro Botto, Riccardo Cherubini, Dario Fico, Gianluca Gentile, Alvise Grancelli e Massimiliano Agrip) per l’eccellente lavoro svolto, senza il quale la realizzazione di questa guida non sarebbe stata possibile, al pari di quello compiuto con perseveranza e passione da Davide Botto, Gianmarco Capecchi, Giuseppe Giordano, Lorenzo Molinari, Daniele Tagliabue, Alessandro Tovazzi e Davide Uccella per introduzioni, interviste, presentazioni e schede relative ad ogni singola compagine partecipante. Fondamentale quindi l’apporto del già citato Massimiliano Agrip in fase di impaginazione, cura grafica e messa in rete della presente guida, per la cui realizzazione ringraziamo vivamente la Legadue Basket (da cui sono stati tratti i loghi delle squadre partecipanti): il Presidente Marco Bonamico e l’Addetto Stampa Fabrizio Pungetti, esempi di disponibilità nel corso di queste settimane. Ulteriori e doverosi ringraziamenti per la cortesia dimostrata nella stesura della guida vanno rivolti: - alla società Aquila Basket Trento, nelle persone di Maurizio Buscaglia, Andres Pablo “Toto” Forray, Luigi Longhi, Salvatore e Stefano Trainotti; - alla società A.S. Junior Basket Casale Monferrato, nelle persone di Giancarlo Cerutti, Giulio Griccioli, Matteo Malaventura, Marco Martelli e Riccardo Robotti; - alla società A.S. Pistoia Basket 2000, nelle persone di Roberto Maltinti, Paolo Moretti, Francesco Petrucci e Fiorello Toppo; - alla società Scafati Basket, nelle persone di Maurizio Bartocci, Andrea Ghiacci, Luigi Iovino, Aniello Longobardi e Patrick Baldassarre. Ringraziamenti conclusivi e indispensabili vanno infine indirizzati: - ai coach Demis Cavina e Stefano Cioppi per la loro simpatia e disponibilità; - al Comune di Trento nelle persone di Marianna Giuliano (Ufficio Stampa), e del Sindaco Alessandro Andreatta.

*Le immagini dei loghi delle squadre rappresentano un marchio registrato o di fabbrica. Si ritiene che possano essere riprodotti su questa guida, in quanto utilizzati a meri fini informativi e descrittivi e comunque per finalità non commerciali e non apposti su prodotti, di alcuna sorta, destinati al mercato commerciale.

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Guida Final Four Legadue 2013