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Burocrazia da 10 miliardi ecco la super-zavorra che soffoca il federalismo Tutti i costi amministrativi delle Regioni ROBERTO PE1RINI

ROMA — Partitocrazia e burocraziarischiano di uccidere il federalismo nella culla. Una palla al piede che costa 9,8 miliardi, che consente alle Regioni italiane di pagare gli stipendi del personale, di mandare avanti l'intera macchina amministrativa, di mantenere 1.123 consiglieri, 246 assessori e di retribuire un notevole numero di componenti delle commissioni consiliari. L'allarme giunge dai dati, appena pubblicati, della Copaff, la commissione composta da Tesoro, enti locali e uffici statistici cui è affidato il monitoraggio delfederalismo fiscale. La classifica che le cifre del 2009 consentono di elaborare dice che l'Italia della politica regionale procede a più velocitàe, in alcuni casi, nel caos. La considerazione che si raccoglie in sede tecnica e politica è unanime: quando si chiederà ai cittadini di adeguarsi ai «costì standard» della sanità non si potrà evitare di ridurre i «costi stan-

1938,1 euro procapite, che in terdard» di politica e burocrazia. Per la voce «ordinamento de- mini assoluti si traducono 246,2 gli uffici, amministrazione gene- milioni all'anno: una cifra cui si rale e organi costituzionali» chi arriva sommando le spese per la fa la figura migliore sono le Re- macchina amministrativa alle gioni che si avviano a diventare retribuzioni e ai costi sostenuti «modello» o «benchmark». La per mantenere 36 consiglieri, 9 Lombardia che ogni anno impe- assessori e 6 commissioni consigna 61 euro per ogni cittadino liari. Al secondo posto della per mantenere la propria classe black list, e senza alibi, il Molise politica (17 assessori e 80 consi- che arriva a chiedere ad ogni citglieri) e le proprie strutture am- tadino un contributo virtuale di ministrative. Segue la Liguria 333,3 euro per 9 assessori e 30 che con una cifra poco più alta, consiglieri Regionali. Ma il vero circa 78 euro procapite, «man- mastodonte di politica e burotiene»40consiglierie ^assesso- crazia è la Sicilia: qui il conto alla ri. C'è poi il Veneto che con i suoi fine dell'anno sale a 1 miliardo e 60 consiglieri regionali e 13 as- 445 milioni, 288,9 euro a cittadisessori presenta allafìnedeir an- no, per una assemblea regionale no un ticket-politica di 86 euro composta di 90 membri (la più numerosa in Italia) 13assessorie per ciascun cittadino. Ma è nei posti alti della classi- ben 13 commissioni consiliari. fica delle Regioni dove si spende PrecedutodaSardegnaeFriudi più per mantenere classe poli- li Venezia Giulia, arriva il Lazio tica e burocrazia che arrivano i dove le spese in termini assoluti casi più clamorosi, ripartiti sono assairilevanti:la macchina equamente tra estremo Nord, politico amministrativa costa Centro e Sud. La Val d'Aosta, che ogni anno 1 miliardo e 399 miliocome Regione autonoma ha al- ni, ovvero 248,8 euro pro-capite. cune costose funzioni in più ri- Nella Regione che ospitalaCapispetto alla media, spende ben tale d'Italia ci sono ben 73 consi-

glieri, 15 assessori e 16 commissioni consiliari (icui presidenti come nota uno studio della Uil dedicato ai costi della politica hanno diritto a segreteria, auto blu e indennità maggiorata). Nel Lazio c'è inoltre un'altraparticolarità: il numero dei consiglieri dovrebbe essere stabilito dallo statuto, maè possibile una deroga in base ai risultati elettorali, così si è saliti da 70 a 73 consiglieri. Se si volge lo sguardo al solo costo del personale la situazione è ancora più sperequata: la Sicilia, ad esempio, spende ogni anno 1,7 miliardi, una cifra che quasi raggiunge i 2,3 miliardi che spendono le 15 regioni a statuto ordinario messe insieme. «E' indicatore di una logica della spesa pubblica che è utilizzata per creare occupazione piuttosto che per aumentare la produttività e i servizi», commenta Luca Antonini, presidente della Copaff che sta rivedendo e omogeneizzando i dati dei bilanci regionali. Un altro ostacolo sulla strada del federalismo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Solo ira Sicilia SÉ axsiic» 1,7 mHiajpsli «li essro p e r «pi

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I costi politici delle Regioni (Regioni, ordinamento degli Uffici-Amministrazione e organi istituzionali

Spesa procapite annua in euro Spesa totale annua in milioni di euro

Valle d'Aosta 1.930,1Piemonte Lombardia

240,2

£72M

3354

Friuli V.G.

Trento Bolzano 451,5 650,2 (+97,3 milioni per la regione) 8 6 8 , 8 1,303,© *~~~ ~~~' ^86,Q. 420,2 Veneto

:1Q7,8 477,© 81,5 699,6

Liguria

\78;Q $2.5,9"

nQ2ff: 1QÙM

Marche

Emilia R.

: 98,2 425,9

226,7 302,5

Abruzzo

Toscana

;«38X M t , 2

333;»: 106,9

Molise

Sardegna

^28?>§ W&M

: ; g « Ì 386,3

Puglia

tgf,A 316,t

Calabria

2$$M 1456,6

Sicilia

Umbria

131,9 « 7 , 4

Lazio

248.81399,9

Campania

133.0 t773,3

Totale

V

163,4 "~ 9.812.2

Fonte: Elaborazioni su dati Copali " / bilanci regionali 2009"

Consiglieri, assessori e c o m m i s s a r i Anno 2010 Numero Numero Numero componenti commissioni consiglieri giunta regionale consiliari Valle d'Aosta 36 9 6 Piemonte 60 13 10 Lombardia* 17 80 8 35 9 Trento 5 Bolzano 35 9 9 Veneto 60 13 8 Friuli Venezia Giulia 59 11 6 Liguria 40 13 8 Emilia Romagna 14 50 6 Toscana 55 11 11 Umbria 31 9 5 Marche 43 11 7 Lazio 73 15 16 Abruzzo 45 10 7 Molise 30 9 13 Campania 61 13 12 Puglia 80 15 7 30 7 5 Calabria* 9 50 12 Sicilia 90 13 13 Sardegna 80 13 6 Totale 1.123 246 Media 9 *ln Lombardia e Calabria occorre aggiungere rispettivamente 4 e3 sottosegretari Fonte: Babotazioni UH

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«Il rinascimento nucleare ha bisogno di norme certe e stabili» Intervista a Livio Vido, direttoredella Divisione ingegneria dell'Enel: «Il rilancio dell'atomo è globale, all'Italia serve chiarezza» UNDICI MESI DOPO il primo evento dedicato alla filiera industriale nucleare italiana promosso d'intesa con Confindustria, Enel e il partner francese EdF si accingono a rilanciare sul coinvolgimento delle imprese nazionali, con un altro evento fissato per domani. Sarà anche un'occasione per fare il punto sull'intero programma nucleare in Italia. Partiamo da qui nel colloquio con Livio Vido, direttore della Divisione ingegneria e innovazione dell'Enel.

«Tutto confermato: intendiamo costruire 4 reattori di terza generazione avanzata tipo EPR da 1600 MW, soddisfacendo la metà del programma del Governo. L'avvio dei lavori per la prima unità è fissato da programma al 2013 e avvio dell'esercizio a fine 2020». Confermati anche i costi di costruzione? A Olkiluoto e a Flamanville sono lievitati...

«Sia per Flamanville che per Olkiluoto si parla della costruzione di impianti "first-of-a-kind" di un progetto di notevole complessità tecnica e di gestione. In un contesto europeo che non vedeva inveIngegnere, a che punto sia- stimenti per la costruzione di nuomo? vi impianti nucleari da più di 15 «Rispetto alla situazione di genna- anni, é normale imbattersi in ritario ci sono stati diversi passi avanti di per la realizzazione di nuovi imnella definizione del contesto legi- pianti di questa complessità». slativo di riferimento. A febbraio è Siamo convinti che il ritorno di stato approvato il Decreto n° 31 esperienza dalla realizzazione di che definisce le procedure per la lo- Flamanville e Olkiluoto e dalla cocalizzazione, l'autorizzazione la struzione dei due impianti EPR in realizzazione e l'esercizio degli Cina (Taishan 1 e 2), ci consentirà impianti. A novembre la Cor- di rispettare i tempi del nostro pròte Costituzionale ha dichiarato illegittime le norme gramma». regionali della Puglia, Sono investimenti davvero notedella Basilicata e della voli. Servono incentivi pubblici Campania con le quali per far ripartire il nucleare in Itaera stata vietata l'installa- lia? zione sul territorio re- «No non sono necessari. Il nucleagionale di impianti di re è una tecnologia solida anche produzione di energia sotto un profilo economico e ganucleare. Questo ritor- rantisce ritorni che ci consentiranno al nucleare in Italia, no di ripagare l'investimento. Ritecui il nostro Governo niamo però indispensabile un quasta dando seguito, si inserisce in dro normativo chiaro, certo, in parun "rinascimento nucleare" globa- ticolare sui tempi, trasparente e le. Mi limito a ricordare le prese di stabile. Questo è necessario per miposizione favorevoli al nucleare nimizzare i rischi regolatori e per del Presidente Obama e del Presi- creare le condizioni di stabilità nedente Sarkozy, l'autorizzazione al cessarie per la finanziabilità del prolungamento della vita operati- progetto. Il nucleare è un progetto va di alcune centrali in Spagna da Paese, strategico e di lungo perioparte del governo Zapatero, il cla- do che non può essere soggetto ad moroso rilancio del nucleare in alee. In questo questo senso, senso, eè cruciale Svezia e la conferma della scelta una visione politica di lungo perionucleare in Finlandia nonostante do, senza ripensamenti e per quanle difficoltà registrate nel cantiere to possibile bipartisan, che dia cerdi Olkiluoto, la decisione di Ange- tezze agli investitori». la Merkel di prolungare l'esercizio Voi confermate i programmi delle centrali tedesche. A gennaio e non chiedete incentivi ma c'erano 436 reattori in funzione e nella popolazione la diffiden53 in costruzione, ora siamo rispet- za rimane alta. Nessuna Retivamente a 441 e 65». gione vuole una centrale sul

formazione. L'Italia è ancora afflitta da un'opposizione ideologica al nucleare. Noi invece pensiamo che sia necessario portare il dibattito su un piano più pragmatico. Sappiamo che molto deve essere fatto per informare le persone sui vantaggi derivanti dall'energia nucleare e sulla sicurezza di questa tecnologia. Il nostro ruolo è mettere in campo una comunicazione basata sulla trasparenza, su dati scientifici, numeri e fatti per mostrare cosa rappresenta il nucleare nei paesi in cui è una realtà consolidata». c i s o n o n o v j t a s u | | a s c e lta dei siti? «Non potranno esserci novità fino a quando l'Agenzia per la Sicurezza non avrà individuato e approvato i criteri e i parametri tecnici per la selezione dei siti. In linea di massima, punteremo su aree localizzate in prossimità di corsi d'acqua, o d e l mare > e verranno considerate le peculiarità geologiche e morfoloS i c h e d e l territorio italiano». Secondo voi il Sistema Paese è realmente pronto per tornare all'energia nucleare?

«L'Italia fa parte a pieno titolo del G8, il gruppo di Paesi più forti dal punto di vista economico e industriale. Siamo l'unica nazione di questo gruppo priva del nucleare, e questa è un'anomalia irragionevole: secondo noi, il Sistema Italia è in grado di rientrare nel nucleare e non può rinunciarvi, poiché è una tecnologia decisiva sia per migliorare la sicurezza energetica e la ^ o m P e u A m - a _! C ? n ° m 1 1 C ?_! i a _?! r dare nuovo impulso alla lotta contro il cambiamento climatico. E' un'opportunità tecnologica, economica, ambientale di enorme valore sia nel medio periodo che per le generazioni future» Può darci delle cifre?

«Intanto dobbiamo considerare quanto è costato all'Italia l'abbandono del nucleare dopo il referendum: secondo la recentissima stima dell'Osservatorio dei Costi del Non Fare, fra il 1987 e il 2009 abbiamo perso 45 miliardi di euro. Una cifra che aumenta ogni minuto. Guardando avanti, lo Studio suo territorio. Come pensate E per quanto riguarda il pro- di affrontare questa ostilità? Ambrosetti ha presentato al gramma di EneTed EdF: dopo «Nella maggioranza dei casi, l'ap- Workshop di Cernobbio una ricerun anno il vostro progetto è ri- proccio Nimby è basato sulla man- ca a tutto campo sull'opportunità masto immutato? canza di conoscenza o sulla disin- rappresentata per l'Italia dal ritorRitaglio In Basilicata - Nazionali

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«Molto bene. Hanno risposto alla Request for Proposai oltre 570 aziende, con un'ampia copertura di tutte le principali categorie merceologiche, in oltre 100 casi abbiamo già approfondito lo scambio di informazioni e la situazione è in linea con le nostre aspettative. L'incontro di domani in Confindustria sarà l'occasione per condividere i risultati di questo anno con Minori costi di generazione, tutte le imprese che hanno mostrama anche minori costi per chi to interesse verso il nostro programma». compra l'energia? «Quando l'Italia avrà un mix ener- Ultima domanda: cosa chiegetico molto più simile di oggi a dete alle aziende italiane? quello medio europeo - nell'UE a «Impegno dalle prime fasi del pro27 il 28% dell'energia è generata cesso, cultura dell'eccellenza in tercon il nucleare - anche i prezzi in mini di qualità e sicurezza, bolletta si avvicineranno molto a competitività internazionale e conquelli medi continentali, attual- tinuità nel lungo periodo. Mi mente inferiori del 20-30% rispet- aspetto che la nascente filiera nuto a quelli italiani soprattutto per cleare italiana sarà all'altezza della le imprese, che potranno beneficia- sfida che la attende». re anche di ricadute in termini di ricerca scientifica, innovazione tecINCENTIVI nologica, commesse e occupazione». NON NECESSARI Anche su questo può darci qualche numero? La tecnologia dell'atomo è «Ogni centrale nucleare può attivasolida anche sotto il profilo re circa 9.000 posti di lavoro in faeconomico, garantisce se di costruzione - 3.000 diretti e ritorni che consentono 6.000 indiretti e indotti - e oltre 1.000 in fase di esercizio, sempre di ripagare l'investimento

no al nucleare, e ne è risultato - oltre a tutti i benefici di tipo geopolitico e strategico - che con un 25% di energia nucleare nel mix nazionale in un solo decennio si potranno avere minori emissioni per almeno 250 milioni di tonnellate di C02, e minori costi di generazione per almeno 17 miliardi di euro».

à

considerando anche quelli indiretti e indotti». Quali sono gli spazi per l'industria italiana nella costruzione delle nuove centrali?

«Con le competenze attuali, l'industria italiana può realizzare circa il 55-60% del valore di una unità nucleare (una percentuale pari a 2-3 miliardi di euro); queste percentuali potrebbero salire al 75-80% con adeguati investimenti per acquisire nuove competenze e adeguare gli impianti produttivi. Il programma nucleare dell'Italia è anche - se sfruttato - un "trampolino di lancio" per l'industria nazionale per entrare nella catena di fornitura mondiale di un settore in espansione nel mondo: da 400 a 500 miliardi di euro il valore ^ ^

IN ESERCIZIO

REATTORI Sortogli impianti in esercizio nel mondo, con una capacità installata di 375 mila MWe: producono il 14% dell'energia planetaria

CAPACITA INSTALLATA E' concentrata in cinque paesi: Usa, Francia, Giappone, Germania e Russia. Negli ultimi 30 anni, l'energia prodotta è aumentata del 400%

OPZIONE DECISIVA Siamo l'unica nazione del G8 priva di nucleare, il paese è ancora afflitto da una opposizione ideologica all'atomo

REATTORI Nell'Unione europea e Svizzera gli impianti sono distribuiti in 15 paesi, nel raggio di 200 km dai nostri confini sono attive 27 centrali

stimato per i soli reattori già pianificati. Sono convinto che le imprese italiane sapranno cogliere questa grande opportunità. Resta da capire se siamo pronti a sfruttarlo, il trampolino. Da febbraio a ottobre avete tastato il polso della filiera nucleare italiana valutandone la preparazione con una Market Survey mirata, com'è andata? Ritaglio In Basilicata - Nazionali

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IN COSTRUZIONE Centrali nel mondo '*£•*

Nord America

* * * * *

REATTORI

Russia « •

*

» In tutto il mondo risultano in costruzione 65 nuove centrali in 16 paesi, con una capacità installata complessiva superiore a 62mila MWe

*

*

*

* - Russia I ^ * •

Africa

»

*

*»f

I

" •

Sud America

FONTE: INTERNATIONAL NUCLEAR SAFETY CENTER (INSC) - U.S. DEPARTMENT OF ENERGY [DOEI

REATTORI

[26.230]

Enel, che ha già all'attivo 11 centrali, ne prevede la costuzione di altre tre (2 in Slovacchia e una in Francia). Progetti anche in Italia e Romania

In costruzione REALIZZAZIONI IN CORSO E SVILUPPI FUTURI

ANNI L'età media dei reattori in servizio; la Germania ha deciso, di allugare al 2030 la vita delle proprie centrali. In Francia il77% dell'energia è nucleare

Cina

India Russia

Corea

Taiwan Bulgaria Giappone Ucraina

1 MILJARpi DÌ -DOLLARI: L'investimento negli! indicato da ÒJb^ma^^gU nuov^tìnìtà^-^hii s7;?t\ lnghiÌterjTà,-2tnFririjaaV;

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Progetti Enel o nei quali Enel ha una partecipazione

TOTALE

6 2 . 0 8 4 [N., MWE) (1.600) (1.600) (1.165) ( 915 )( 692 )( 300 ) (1.245)

Slovacchia Finlandia Francia USA In un raggio di 200 km dai confini Italiani, sono ad oggi attivi 27 impianti

Iran

Pakistan Argentina Brasile

Centrali in Europa Svezia

Finlandia Russia

m Regno UnH^

*^ * Lituania

%

Ucraina

Francia^ 4J&V *

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Nucleare, Enel tra i leader europei

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Accordo con Rosatom per lo sviluppo congiunto di nuove unità nucleari

FRANCIA Collaborazione con EDF IN COSTRUZIONE 1 |Flamanville3)

SPAGNA Endesa IN SERVIZIO

Accordo con EDF per lo sviluppo di nuove unità nucleari

11 unità in servizio per complessivi 5.500 Mwe Enel partecipa alla realizzazione di due delle tre centrali nucleari in corso di realizzazione in Europa

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REALIZZAZIONI IN CORSO E SVILUPPI FUTURI Enel e Edf hanno sottoscritto nel 2009 un accordo per lo sviluppo congiunto dell'energia nucleare in Italia che ha portato alla costituzione di una joint venture paritetica: la società Sviluppo Nucleare Italia. Le due società si sono impegnate a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 centrali di terza generazione avanzata Epr(European Pressurized Reactor),da1.600MWdi potenza installata ciascuna, per un totale di 6.400 Mw, con l'obiettivo di rendere la prima unità operativa nel 2020. Per ciascuna centrale, verrà costituito un veicolo societario ad hoc, aperto a terzi per l'ownership e per l'esercizio, ma comunque caratterizzato dalla partecipazione di maggioranza di Enel e dalla leadership di Enel nell'esercizio degli impianti. Enel già oggi è uno dei principali operatori europei.

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ROMANIA Consorzio guidato da Nuclearelectrica IN FASE DI SVILUPPO 2 (Cernavoda 3&&j

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RISPARMIO DI 35 MILIONI DI TONNELLATE L'ANNO DI C 0 2

Tecnologia pulita, niente gas serra LA PRODUZIONE di energia da fonte nucleare è fortemente avvantaggiata - dal punto di vista ambientale - rispetto alla produzione da combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale) perché avviene attraverso un meccanismo fisico (la scissione dell'atomo) e non attraverso la combustione. Grazie al mancato consumo di ossigeno derivante, quindi, il nucleare è una forma di energia pulita ed è in grado di offrire un contributo decisivo alla lotta al cambiamento climatico, in quanto è caratterizzato da emissioni di C02 sostanzialmente pari a zero. Secondo un'analisi della IAEA, le emissioni equivalenti della filiera del nucleare sono pari a 15 kg di C02 per ogni MWh prodotto, contro i 360 kg/MWh da impianto a gas a ciclo combinato. Produrre 100 TWh annui da fonte nucleare, anziché con il gas, significherebbe quindi evitare l'immissione in atmo-

sfera di circa 35 milioni di tonnellate l'anno di C02. Anche il recente studio presentato da The European House-Ambrosetti conferma sostanzialmente questi dati, determinando in 381 milioni di tonnellate l'ammontare di C02 che il nostro Paese eviterebbe di immettere nell'atmosfera nell'arco di 10 anni, in uno scenario di adozione del nucleare pari al 25% del mix elettrico: il nucleare consente un risparmio di C02 10 volte superiore al fotovoltaico e 2,5 volte superiore all'eolico, occupando un centesimo di superficie. Per avere una produzione di energia equivalente ad un reattore, si dovrebbero installare oltre 15.000 ettari di pannelli fotovoltaici (pari a 20.000 campi da calcio), oppure 3.000 pale eoliche da 2 MW, di oltre 100 m di altezza e 810 m di diametro, che disposte in fila coprirebbero due volte la distanza in autostrada tra Milano e Bari.

Emissioni specifiche di C0 2 CONFRONTO FRA LE TECNOLOGIE DI GENERAZIONE TERMOELETTRICA [ g/KWh ]

I costi di generazione per le diverse tecnologie INDICE DI COSTO DI GENERAZIONE MEDIO [ CCGT = 100]

r^MS

954

CCGT (Ciclo combinato a gas) Carbone di ultima generazione

360

Costi fissi

Carbone di ultima

Olio

Gas

80

Nucleare*

15 Carbone

100

Ciclo Nucleare combinato a

Costo di generazione da carbone e nucleare minore del 20% rispetto ai cicli combinati a gas

Se paragonate alle tecnologie termoelettriche tradizionali, le emissioni relative all'intera catena del valore nucleare sono trascurabili

1 JTecnologta EPR - Assumento il costo del petrolio pari a 60$/barile e costo delle quote C02 pari a 25 EUR/t

11 Tecnologia EPR - Assumento il costo del petrolio pari a 60$/barile e costo delle quote C02 pari a 25 EUR/t

SITI SOTTERRANEI IN CALCESTRUZZO GARANTISCONO L'ISOLAMENTO

Stoccaggio sicuro per le scorie radioattive LA TECNOLOGIA di generazione da nucleare di tipo EPR, che verrà adottata in Italia da Enel e Edf, permette di ridurre al minimo le scorie radioattive prodotte da una centrale, che vengono poi gestite in funzione della loro classificazione in tre diverse categorie sulla base dei tempi di decadimento della loro radioattività. Una centrale EPR produce in un anno circa 70 metri cubi di rifiuti a bassa attività, che hanno tempi di decadimento massimi di 30 anni, e circa 10 m3 di media attività, pari quindi complessivamente a poco più di un container ogni anno. Con le tecnologie attuali, la gestione delle scorie a bassa e media radioattività — oltre il 90% dei prodotti e destinate a esaurire quasi completamente la propria radioattività in 2-3 secoli — viene fatta in piena sicurezza ed è pratica corrente: dopo un processo di riduzione di vo-

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lume e di condizionamento, i rifiuti vengono stoccati in depositi di calcestruzzo che garantiscono l'isolamento in sicurezza per il tempo necessario al loro decadimento. In Svezia e in Finlandia sono stati approvati i primi depositi geologici. Si tratta di siti sotterranei (500-1.000 metri di profondità) in aree stabili, non sismiche e senza infiltrazioni d'acqua, dove il calore proveniente dalle scorie viene smaltito per via naturale senza alterare la struttura del sito. In Italia, ipotizzando 60 anni di produzione elettrica da 8 impianti nucleari di tecnologia EPR, si potranno generare 38.000 m3 di rifiuti a bassa e media radioattività e 4.200 m3 di rifiuti ad alta radioattività da riprocessamento. Ciò vuol dire che questi incideranno complessivamente soltanto per lo 0,000006% sul totale dei rifiuti speciali pericolosi prodotti annualmente nel Paese.

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Hrilanciodell'Italia passa dall'atomo: un piano che vale 30 miliardi Enel e Edfhanno sviluppato un progetto per costruire quattro centrali. Si creeranno circa 9niila posti di lavoro re paritetica: la società Sviluppo Nucleare Italia. Le due società si sono impegnate a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 centrali di terza generazione avanzata Epr, da 1.600 Mw di potenza installata ciascuna, per un totale di 6.400 Mw, con l'obiettivo di rendere la prima unità operativa nel 2020. Ad oggi sono oltre 570 le aziende italiane già coinvolte, attraverso la registrazione sul portale dedicato che Enel ha avviato in tutta Italia con l'obiettivo di mappare il knowhow e le competenze in materia. Sono inoltre in corso incontri in tutto il paese organizzati da Enel e Confindustria. Per la realizzazione delle centrali in Italia sono previsti investimenti complessivi per 30 miliardi di euro, il 70% dei quali potrebbero essere gestiti dalle aziende italiane. Il solo piano di EnelEdf coprirà 16-18 miliardi di euro in termini di investimenti. La competenza delle aziende nazionali è confermata dal fatto che attualmente a Flamanville, in Francia, ben 45 aziende italiane sono coinvolte a vario titolo nella costruzione del nuovo reattore di Edf. Il programma nucleare italiano porterà anche un impatto occupazionale importante, in quanto la realizzazione di ciascuno dei

IL GOVERNO più volte ha dichiarato che la sicurezza energetica del Paese e del suo sistema elettrico, insieme al rilancio più complessivo della competitività del sistema Italia, richiedono un impegno deciso e sinergico per realizzare una diversificazione ad ampio raggio, che coinvolga le sorgenti primarie di energia, le aree di approvvigionamento, le infrastrutture di trasporto e distribuzione, gli stessi strumenti pubblici di intervento, con particolare riguardo alla tassazione e agli incentivi. Il piano tratteggiato dal Governo prevede un riequilibrio energetico dell'Italia attraverso un parco centrali meglio equilibrato. La legge Sviluppo del 2009 ha stabilito l'obiettivo di lungo periodo di portare le fonti rinnovabili al 25%, introdurre un 25% di nucleare e mantenere il restante 50% da fonti fossili. La scelta del nucleare va quindi collocata in uno scenario in cui l'Italia deve dotarsi di un mix energetico più equilibrato. IN BASE ad una stima di fabbisogno di energia pari a 400 Tw/h annui, gli obiettivi della legge Sviluppo portano alla necessità di produrre in Italia 100 Tw/h annui da nucleare: un traguardo raggiungibile attraverso l'installazione di una potenza richiesta di circa 13.000 Mw, pari ad 8 reattori necessari sul territorio. In campo nucleare, Enel è già oggi uno dei principali operatori europei, attraverso 11 unità in servizio e tre in costruzione. Nel 2009 ha sottoscritto con Edf un accordo per un programma di sviluppo congiunto dell'energia nucleare in Italia che ha portato alla costituzione di una joint ventu-

L I AZIENDE Ad oggi sono oltre 570 le realtà coinvolte nel progetto. Già 45 partecipano alla costruzione del reattore francese

4 reattori prevede l'impiego di 3.000 risorse dirette e 6.000 indirette e indotte nella fase di cantiere (circa 5 anni), mentre, una volta in esercizio, si stima che ogni impianto darà occupazione stabile, diretta e indiretta, a circa 1.000 persone per i 60 anni di vita utile. Infine si attendono almeno duemila nuovi posti di lavoro qualificati per tecnici nucleari italiani, entro il 2013.

ALLA G U I D A L'ad di Enel Fulvio Conci con il Piero Gnud

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I L GIOBNO il Resto dei Carlino LA NAZIONE

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REGIONE BASILICATA

PROBLEMI DA RISOLVERE IL NOSTRO PAESE DIPENDE TROPPO DALLE IMPORTAZIONI ED E SBILANCIATO VERSO LE PIÙ COSTOSE (E INQUINANTI) FONTI FOSSILI

Con il nucleare un mix energetico più economico, sicuro e sostenibile IL TEMA del costo dell'energia si sta affermando come elemento principale dello scenario globale di cambiamento ed è considerato un importante driver in grado di alimentare il processo di riconfigurazione del mercato. Il prezzo delle fonti energetiche, la loro relativa scarsità e l'elevata concentrazione in poche aree geografiche si sono ormai incrociate con i problemi ambientali del cambiamento climatico e delle emissioni di gas serra. Il sistema energetico italiano soffre di un mix di produzione molto sbilanciato verso le fonti più costose. Questo squilibrio — il 60% circa dell'elettricità è prodotto con gas naturale e olio combustibile, a fronte di una media UE del 27% — è il motivo principale per cui il costo della bolletta energetica in Italia è sensibilmente più elevato, di circa il 20%, rispetto alla media europea.Ma il mix energetico italiano attuale soffre anche di una pressoché totale dipendenza dalle importazioni (per ben l'84,6% dell'energia primaria) e di una insufficiente diversificazione della provenienza geografica degli approvvigionamenti, visto che circa il 79% del gas importato in Italia, incluso quello per la generazione termoelettrica, proviene da soli tre Paesi: Russia, Algeria e Libia. Problemi come l'economicità delle fonti energetiche, la sicurezza degli approvvigionamenti e la lotta ai cambiamenti climatici sono oggi i 3 aspetti fondamentali con i quali la politica energetica di un Paese deve confrontarsi. In primo luogo il rispetto delle emissioni di C02: il pacchetto clima varato della Commissione Europea, noto come '20-20-20' prevede per l'Italia un abbattimento del 14% delle emissioni di gas serra entro il 2020, rispetto alle emissioni totali del 2005. UGUALMENTE critica è la situazione dal punto di vista dei costi energetici. Secondo i dati Eurostat 2007 l'Italia sopporta un costo complessivo della bolletta energetica pari a 44,2 miliardi di euro. Tra le cause che conducono a cifre così elevate vi è il fatto che il nostro Paese importi dall'estero la quasi totalità delle risorse energetiche primarie. Inoltre, per soddisfare completamente il proprio fabbisogno di energia l'Italia è costretta a doverne importare circa il 12% da Paesi stranieri tramite l'utilizzo di elettrodotti. A Ritaglio In Basilicata - Nazionali

far lievitare ulteriormente i costi, concorre un ulteriore elemento decisivo: il mix di produzione Italiano è sbilanciato per circa il 70% verso l'utilizzo delle fonti più costose. Sul fronte dell'economicità, il costo di generazione del nucleare è infatti minore del 20% rispetto ai cicli combinati a gas, mentre per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti le riserve di uranio oltre che maggiormente diffuse in Paesi diversi sono localizzate in Paesi diversi e politicamente più stabili. Infine, il grande vantaggio del nucleare è che le emissioni di C02, nel corso dell'esercizio delle centrali, sono sostanzialmente pari a zero.

GLI IDROCARBURI Fonti costose L'energia prodotta in Italia proviene per il 52% dall'energia elettrica, l'11% da centrali ad olio, il 13% a carbone, circa il 24% da fonti rinnovabili. L'84,6% dell'energia primaria viene importata

Paesi instabili L'eccessiva dipendenza dall'importazione di idrocarburi rende incerti gli approvvigionamenti perché si concentrano in pochi Paesi politicamente instabili come il Medio Oriente

AMBIENTE Un'impianto eolico

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REGIONE BASILICATA

E.On guarda al sole dell'Italia Uno degli obiettivi del gruppo energetico tedesco E.On è quello di dimezzare a livello globale, entro il 2020, le emissioni di CO2 derivanti dalle proprie attività di produzione in Europa rispetto ai livelli del 1990, con dieci anni di antìciporispettoa quantoinizialmente previsto. Di conseguenza la crescita nelle rinnovabili rappresenta una priorità per il gruppo guidato dallo scorso maggio da Johannes Tey ssen, che concentrandosi sullo sviluppo dei mercati e delle tecnologie destina alle rinnovabili già un quarto di tutti gli investimenti sulla generazione pianificati dal gruppo ovvero circa 8 miliardi di euro tra il 2007 e il 2012, di cui 5 in Europa e 3 negli Usa. In questo quadro l'Italia, dove il gruppo è il quarto produttore di energia e l'eolico (con 396 MW) rappresenta il secondo mercato europeo dopo la Spagna, occupa una posizione particolare. Grazie ai recenti ampliamenti dei parchi calabresi di Serra Pelata e Piano di Corda, la capacità installata da energia eolica di E.On in Italia è aumentata da 278 a 296 Mw. Oggi E.On Climate & Renewable (la divisione che gestisce le Miguel Antonanzas fontirinnovabilia livello globale) gestisce —"ZZZ^L^ in Italia 9 parchi operativi, tra Sardegna, Sicilia, Campania, ÌWIfflSii E! Toscana e Calabria, che complessivamente producono circa l'8% dell'energia eolica nel Paese. L'obiettivo è di crescere per ulteriori 180 MW nei prossimi anni attraverso a progetti nuovi e di ampliamento di impianti esistenti. «Lo sviluppo di energie rinnovabili è per noi una priorità», commenta Miguel Antonanzas, Presidente di E.On Italia. «Lo sviluppo passa anche per il fotovoltaico. Lo scorso ottobre abbiamo avviato la realizzazione di 4 nuovi impianti fotovoltaici dalla potenza installata complessiva di 16,3 MW, localizzati in diverse regioni d'Italia: Puglia, Piemonte, Lombardia e Lazio. Questi progetti fanno seguito al primo parco solare di E.On in Italia da 1,4 MW già in attività presso la centrale di Fiume Santo, in Sardegna e confermano la nostra attenzione per lo sviluppo del solare in Italia».

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QUALI CHANCE TER I CONSUMATORI

TLTTE LE NOVITÀ IN BOLLETTA

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2011? ilpendolarerestaaterra meno treni e pochi fondi, è allarme GIOVANNI VALENTIN!

MENTRE le nostre Ferrovie dello Stato sbarcano in Germania, acquisendo il 5% della società che gestisce le linee dei pendolari tedeschi, il 2011 rischia di diventare l'anno nero per i pendolari italiani e per il trasporto ferroviario nelnostro Paese. Sono 2 milionie 700 mila in Italia i viaggiatori che ogni giorno prendono il treno per motivi di lavoro o di studio e negli ultimi due anni sono aumentati dell'I 1,5%, circa 300 mila persone in più. Ma, in base al Rapporto Pendolari 2010 compilato da Legambiente che la Repubblica è in grado di anticipare, la riduzione delle risorse disponibili e quindi il taglio dei collegamenti minacciano di provocare nel prossimo anno un salto nel buio nel trasporto nazionale su rotaia. I vertici delle Ferrovie hanno annunciato nei giorni scorsi che verranno eliminati 154 treni a lunga percorrenza su 600, perché risultano in perdita. Per quanto riguarda le linee dei pendolari, mancano 800 milioni di euro rispetto al 2010, vale a dire il 45% delle risorse che garantivano un servizio già spesso carente, con treni perennemente in ritardo,

scomodi e sporchi. L'associazione guidata da Vittorio Cogliati Dezza prevede un taglio drastico a danno di quei cittadini — operai, impiegati, studenti—cheabitano nelle periferie urbane e utilizzano quotidianamente il mezzo di trasporto più sostenibile: da qui, l'allarme degli ambientalisti contro l'aumento del traffico privato e dell'inquinamento. Per ora, i tagli non compaiono nel nuovo orario ferroviario in vigore dal 13 dicembre. E le stesse Regioni, responsabili dei contratti di servizio, non sanno al momento quali collegamenti sopprimere o di quanto aumentare i biglietti. Nel silenzio generale,ilministrodeiTrasportiAltero Matteoli è riuscito a ottenere anche in questa Finanziaria 400 milioni di euro perl'autotrasporto e altri 1.200 milioni per nuove strade e autostrade, tra i fondi della cosiddetta Legge Obiettivo e quelli per l'Expo di Milano. In mancanza di interventi efficaci, è un disastro ferroviario annunciato quello che — secondo Legambiente — si prepara per il nuovo anno. Dice il presidente Cogliati Dezza: «Occorre impedire una prospettiva di abbandono del trasporto ferroviario, vivendo in

città sempre più inquinate, con il trasporto su gomma responsabile di oltre il 20% delle emissioni di C02 sul nostro territorio e una tendenza in costante crescita». All'origine di questa situazione, ci sono le manovre economiche adottate dal governo a luglio eadicembre. Inpratica, risultano cancellati i trasferimenti alle Regioni per il fondo del servizio ferroviario locale pari a 1.215 milioni di euro. La beffa è che, per placare le proteste degli assessori regionali, sono stati individuati 425 milioni di euro che però corrispondono alle risorse già stanziate l'anno scorso per l'acquisto di treni pendolari e mai impegnate: ora verranno utilizzati dalle Regioni per "salvare " la circolazione di quelli esistenti. Ma il rischio ulteriore per i pendolari è che gli stanziamenti previsti da Trenitalia per l'acquisto di nuovi treni e l'ammodernamento delle carrozze, legati ai contratti di servizioconleRegionisipossanobloccare per mancanza di risorse. È proprio nei confronti delle amministrazioni regionali, perciò, che Legambiente lancia un appello alla responsabilità, contestando "l'inadeguata reazione

che hanno opposto a un taglio che non ha paragoni rispetto ad altre voci di spesa statale". Al momento, le Regioni più sensibili alle esigenze dei pendolari sono state l'Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia, che hanno approvato assestamenti di bilancio per limitare il taglio dei treni nell'ordine del 5-10% a fronte di un amento delle tariffe tra il 10 e il 20%. Nella maggior parte delle altre si teme un rincaro dei biglietti fino al 30%. Da Roma alla periferia, la tendenza generale continua a essere quella di privilegiare la strada a danno della rotaia. E la questione appare tanto più delicata, alla vigilia della liberalizzazione del servizio ferroviario previsto dalle Direttive europee. E in gioco la stessa sopravvivenza del servizio ferroviario universale nel nostro Paese: quello cioè che assicura i collegamenti con centri urbani e direttrici fondamentali a minor traffico, come l'asse adriatico e quello tirrenico, o i collegamenti trasversali da un versanteall'altro della Penisola. «Sono città e cittadini cheproprio nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia — conclude il Rapporto di Legambiente — rischiano di ritrovarsi meno collegati e più lontani rispetto al resto del Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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In Europa Datazioni infrastnitturali nei principali paesi europei

U H Germania Jjjjfg Spagna 8 I Francia

autostrade

12.594 14.098 10.848

Regno Unito 3 . 6 6 9 I | Italia

6.661

Rete ferroviaria Linee Linee ad alta velocitĂ metropolitane ferroviarie pendolari (km) (km) (km di suburbane)

2.207 1.839 1.881 115

606,7 569,5 349,2 503,9

2.033,7 1.392,1 684,0 1.634,4

977

161,9

591,7

Legambiente, 2010

Stima dei tagli nel servizio ferroviario pendolare per il 2011

In Italia 2010-2011

Stima riduzione importo Cds (contratto di servizio) per i tagli del Governo Basilicata

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Halia lentamente stariprendendoa utilizzare l'energia atomica per produrre elettricità

AVANTI PIANO SUL NUCLEARE Veronesi: è inevitabile» Tra 150 anni saremo a secco DI ANDREA BAVIERA

iriusciràa vincere la sindrome S Nimby, o sui siti delle nuove centrali nucleari saranno alzate le barricate per impedire che partano i lavori? Se la Tav in Val di Susa sta perdendo i finanziamenti europei, non va meglio al programma nucleare italiano, previsto dal ddl Sviluppo del maggio 2009, secondo il quale entro lafinedell'attuale legislatura dovrebbe partire la costruzione delle prime quattro centrali atomiche. I piani prevedono di ottenere il 25% del fabbisogno energetico dal nucleare entro il 2030, dopo il lungo blackout postreferendum del 1987, che di fatto sancì lo stop alla produzione di energia nucleare in Italia. La lotta a colpi di carte bollate, per ora, segna un punto a favore dei nuclearisti, grazie alla pronuncia della Corte di Cassazione che, lo scorso 18 novembre, ha dichiarato illegittime le leggi regionali con le quali Puglia, itfflSllf»S\M e Campania avevano vietato l'installazione, suirispettiviterritori, di impianti di generazione, produzione di combustibile e stoccaggio di scorie. I passi formali, sebbene con qualche ritardo sulla tabella di marcia, comunque vanno avanti. Nell'agosto 2009 è nata la società Sviluppo Nucleare Italia, jv tra la francese Edf ed Enel, che rappresenta il primo passo in Italia verso le centrali di terza generazione con tecnologia Epr (sensibilmente più efficienti che in passato, anche se producono scorie molto più radioattive). Ai primi di novembre il governo

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Ritaglio In Basilicata - Nazionali

ha definito il vertice dell'Agenzia rie e poi negli anni 70 arriverà la di sicurezza nucleare, nominando fusione», pronostica Veronesi. «Se, alla presidenza Umberto Verone- amiamo i nostri figli e nipoti dobsi, senatore Pd e oncologo di fama biamo intraprendere questa strada, mondiale. È «unritornoinevitabi- perché si troveranno loro alle prese le», quello al nucleare, secondo il con una carenza di energia». luminare della medicina che, per Non va comunque dimenticato che aver accettato l'incarico, è stato l'Italia è circondata da reattori nuoggetto di dure-critiche all'inter- cleari, alcuni dei quali soddisfano no del Pd. Veronesi ha ribadito anche il suo fabbisogno di eletche «fra 50 anni non avremo più tricità. Nel mondo ne sono attivi petrolio, fra 100 non ci sarà più 436 in 30 Paesi, per circa 370 micarbone e fra 150finiràil gas. Poi la Mw, che generano il 15% della saremo all'asciutto» e la soluzione produzione totale di elettricità. In migliore resta il nucleare. Il neo Europa ce ne sono 149,in 16Paesi, presidente ha fissato in cinque e generano il 30% dell'energia. La punti il suo impegno, a comincia- Svizzera ne conta cinque; in Franre dalle dimissioni dal Senato, per cia, dove l'energia elettrica costa via dell'impossibilità di conciliare la metà che in Italia, stando ai dati attività scientifica, agenzia, e lavori di un roadshow che l'Enel ha fatto assieme a Edf, il 75% è prodotto parlamentari. Un tema delicato come l'energia da 58 centrali. nucleare, la cui storia è segnata Ferma dall"87 in Italia, dove la dall'emotività suscitata da trage- Sogin sta ancora smantellando le die come Chernobyl e dai diffusi centrali di Trino Vercellese (Vertimori sulla pericolosità delle cen- celli), di Caorso (Piacenza), di trali e soprattutto delle scorie - ar- Latina e del Garigliano (Caserta), gomenti oggi attutiti dallo sviluppo Enel non ha fermato l'attività nel tecnologico - viene affrontato da nucleare all'estero, dove utilizza Veronesi sottolineando che «il mio la gamma completa delle tecnicontributo alla vita dei cittadini e al che di fissione oggi disponibili: in Paese è quello di accettare un ruolo Spagna conta sette impianti dalla di tutela della salute nell'ambito di capacità totale di 3.640 Mw, con una scelta nucleare comunque già tecnologia Pwr (pressurized wapresa dall'attuale governo». Per ter reactor, reattore ad acqua in questo fra i punti cardine del pro- pressione) e Bwr (boiling water prio impegno ha posto la garanzia reactor, reattore ad acqua bolche il ritomo al nucleare si basi su lente) di Gè. In Slovacchia Enel tecnologie avanzate, sia economi- controlla il gestore nazionale che camente sostenibile, e gestito da fi- dispone di quattro reattori per gure di alto profilo scientifico, non 1.840 Mw, con tecnologia russa scelte in base a logiche di partito. Pwr. In Romania, invece, Enel sta «Adesso c'è la fissione nucleare, costruendo due reattori con tectra 20 anni ci sarà la quarta gene- nologia canadese Candu. La tecEpr sarà inaugurata da Enel razione, che non produrrà più sco- nica ed Edf in Francia a Flamanville. (riproduzione riservata)

Umberto Veronesi

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WGAZZEUAPIBASILICAIA

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LA GAZZETTA DEL M E Z Z O G I O R N O - Quotidiano fondato nel 1887 Babbo Natalo è già da noi: primo camerino a destra.

LA GAZZETTA DI POTENZA - LA GAZZETTA DI MATEPA fcKJwkm» Polirne pinza Marip Pagmo. 18 - lei D9TW1 BSl I F<» DHOSOiSSC Bnti W<)iB<flmT,lWttrWnSnTWl^fflUMBBJililinil Radaitona Matita: via CappeMull. 44 - Tal 0835/751311 Fa*: UBLVSU02350 Email: nnJaiiwiK.inulErijMljaaetttmaaogiornD.it Jlkomo*» Poton» paaa Mano Pafiitm, 18 - Tel 09T1/418536-Fax: 09TI/3T4BB3; « r t w * : v» Cappellini. *Vh-Tri 0B3M31S48 • Fax 0B3b7Z513lt< Nacrotogi* www.ganHtlamicmloniBil Gatialla AHa»i. 80D659659 • wifWuaoBltalfnTi coiti

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L'INCHIESTA VENDITA DI AUTO FANTASMA E FURTO DI CODICI DELLE CARTE DI CREDITO. UN FENOMENO IN FORTE ASCESA

'^''lincio

CRIMINALITÀ L'EX BOSS SVELA I U T I OSCURI DELLA MAFIA LUCANA

La truffa viaggia su internet I «Basilischi» e fa scalo a Tramutola raccontati 11 paese lucano tra i più «bersagliati» dai pirati informatici

CUI C O S S l Q C I l t C

La polizia postale mette in guardia da intrusioni sulla rete wi-fi con l'obiettivo di «rubare» l'identità

La storia del clan mafioso nato dall'idea di «taccia d'angelo», Luigi Cosentino

UNIVERSITÀ DI BASILICATA

• La nascita della quinta mafia La sua storia E i traffici dell'organizzazione passata alla storia come «Famiglia basilischi". Tutto questo è stato descritto con dovizia di particolari dal boss Antonio Cossidente, un fiume in piena, comparso ieri mattina in aula nel processo «Basilischi due» (una costola del processo sui Basilischi) nel quale sono impulate 60 persone. Cossidente è fra loro: ha chiesto di essere esaminato davanti al gup del Tribunale di Potenza, è tra questi, Tra i reati contestati (ad alcuni degli imputati), l'associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga e collegamenti con il boss della Calcio connection.

• A Natale c'è il picco di reati informatici. Accade ormai da anni. Le feste natalizie e di fine anno sono un periodo ideale, per la cybercriminalità, per scambiare dati personali e finanziari così come i programmi pericolosi progettati per sottrarli. Molti utentidi internet Inoltre, cercano nella rete regali a basso costo. E l'aumento di potenziali acquirenti diventa un fattore attrattivo per i truffatori. Fioccano le denunce anche in Basilicata, con un paese in particolare. Tramutola, che sembra avere un conto in sospeso con i «pirati') della rete. Casi dì vetture fantasma, computer inesistenti e altri «pacchi» che il web rlistribuisce a destra e manca.

SMALDONE A PAGINA IV »

BRANCATf NELLE PAGINE II E MI »

CEEUE

ii Venerdì riesumazione dei fidanzati diPolicoro MELE « menu » »

E E 3 M S H H I POTENZA

Sidormeaterra

Tagli Eurostar oggi a Roma l'ultima carta • Tagliati i due Eurostar Taranto-Potenza Roma Sono stati sostituiti da due Intercity che prevedono lungo il Lragìtto due fermate e una quindicina di minuti in più rispetto a prima. Trenitalia, dunque, nonostante gli appelli, nonostante le proteste, nonostante gli incontri interistituzionali è andata avanti con il suo progetto, L'annunciata mobilitazione è al momento sospesa in attesa del risultato ili un incontro che si terrà oggi (proprio npl giorno del voto ili fiducia alla Camera e al Senato) tra il sottosegretario ai trasporti, Giachino, i vertici di Trenitalia e le istituzioni dell'area Un incontro molto atteso, visto come l'occasione giusta per chiedere a Soprano e al vertici del Ministero di revocare la decisione. In base ai risultati dell'Incontro, quindi, saranno decise le azioni da portare avanti. Parlamentari lucani e amministratori regionali all'unisono «La trasformazione della «ippia di Eurostar in una coppia di intercity, con la conseguente riduzione del costo del biglietto per il tragitto Taranto-Roma non risol ve né alleggerisce U peso del trasporto per irit ladini"

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nello spazio psichiatrico POTENZA: RICOMINCIA LA PROTESTA DEGÙ STUDENTI IN FACOLTÀ CONTRO LA RIFORMA GELMINI

Occupata l'aula magna di Scienze e Matematica Si r i a c c e n d e la p r o t e s t a a l l ' U n i v e r s i t à . O c c u p a t a a P o t e n z a l'aula m a g n a della F a c o l t à di S c i e n z e e M a t e m a t i c a . È r i c o m i n c i a t a cosi, a n c h e a P o t e n z a , la m o b i l i t a z i o n e d e g l i s t u d e n t i c o n t r o il d i s e g n o di l e g g e d e l m i n i s t r o

G e l m i n i . S i è discusso d e l m e r i t o d e l d e c r e t o al fine di e l a b o r a r e u n a s t r a t e g i a per r i s p o n d e r e a q u e l l o che v i e n e I n t e r p r e t a t o c o m e u n duro attacco all'istruzione pubblica. SERVIZIO A PAGINA W »

• È bastato un ricoverato in più rispetto alla capienza (piuttosto ridotta) per mandare in tilt lo spazio psichiatrico del San Carlo, Un degente è stato costretto a dormire su un materasso sistemato a terra a causa della mancanza di lei ti. SERVIZIO A PAGINA VII >*

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nei prossimi giorni

temperature polari BRINDISI E SGUARDIA A PAG VI

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Stragi sulle strade blitz dei carabinieri e patenti ritirate PFRC1ANTE A PAGINA Vili :


Dal primo febbraio 2010 per vedere La Nuova TV in chiaro e senza abbonamento SKY dovrai sintonizzarti sii: : Hot Bini 13 Est : 11*11 orizzontale -ìli =27.500

NUOVE FREQUENZE LA NUOVA TV

LANUOm MARTEDÌ 14 DICEMBRE 2010

A n n o V - N . 333

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In BasiRcata In t a n d e m c o n ti M a t t i n o

f o t e r n a . * i i dell» Chimia. 61 • Tel Q97I.476S52 - 097I.59429Ì - Fu 0971 903114 - E-mill: reduione@nuov9deliud.it - Direttore Direttore- Domenico Pirrelli iiSped.inA.P-DL.3Si/0J (wnv. Ufi/04) Ii frttl l. .Ct I - DCB Potenn.Reg.Trib.dl Pi N 334 rJel • PoiH InliineSped.inA.P-DL. 353/OJ((onv. nel 03J0B/0S 03JOB/OS - Pubbllclt* Pubblici!* e «mmlnlHriilorte a Altee Mulrimediile Sri . Vii dell» Chimica, i l - Poterli» • Tel 097I 594293 - F u 097I9Q3II4 - È-miil: info@ilkemultimedii.le.com

Ieri sera, nella Casa di riformisti di Di Mauro, un antipasto del nuovo "contenitore" con sei consiglieri regionali

Il terxo polo bolle in pentola Attesa anche in Basilicata per la fiducia al oggi che potrebbe stravolgere la politica italiana

II confronto di ieri sera alla "Casa del riformisti" sulla nascita del t e n o polo lucano. A PAG. 2

Mini (imimission, Mollica: «RI ridv pania sii Ile Filippo

SttHltf.fi, siIK baiti ePrc in piazza controfl Governo

POTENZA- L'impostazione della FUmOammission deve essere rivista, n consigliere dellTMpa, Mollica, ricorda a De Filippo le ' 'raccomandazione" della prima Commissione e plaude ai rilievi mossi dal sen. Belisario sulla libertà e indipendenza della stampa.

POTENZA- Si preannuncia una giornata di manifestazioni in tutta la regione. Nel capoluogo scenderanno in piazza dalle 11 Fiom Cgil e Rifondazione comunista per dire "basta" al governo Berlusconi nel giorno della fiducia. In strada anche gli studenti.

A PAGINA 5

Il consigliere Mollica

Ieri r operazione dei Nas "Take Away" Il Pd diviso sulla proposta di De Filippo di "abortirle"

Ricettazione di merce rubata, 35 arresti in tutta Italia: finisce in manette anche un materano I ite tra ragazzi a Potenza: spunta uncoltello POTENZA - Prima la lite poi qualche parola di troppo ed infine un coltello da cucina rinvenuto nella tracolla di uno dei ragazzi. Denunciati due giovaI controlli del Nas A PAGINA 17

Comunità Locali, la riforma si incaglia in Consiglio regionale POTENZA- Ieri il presidente De Filippo in Commissionel ha ribadito La necessità di sopprimere le Comunità montane e soprassedere alla nascita delle Comunità Locali. Eppure, l'approvazione non è così semplice. Contrari si sono detti i consiglieri del Pd, Santochiricoe Pittella. cosi come Ruggiero (Udc) e Scaglione (Pu ) Molto dipende dalle scelte del c;entrodestra.

A PAGINA 11 A PAGINA 3

èpokmttsuDa Fono^ziuneOrìando

A3 chiusa tra Lagonegro e Pachila lino a giovedì

PE900PAGANO-1 oonsiglieri di minoranza visti i provveclimenti presi dall'attuale amministrazione sullo scioglimento del oda della Fondazione Orlando e l'approvazione dello schema del nuovo statuto hanno indetto, un'assemblea per mfiDrmarne i cittadini A PAG. 25

U n t r a t t o lucano della A3 Sa-Rc Interessato dai lavori

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La sede della Comunità montana Marmo-Platano

A PAGINA 4

Edilizia Morti bianche: Basilicata all'ultimo posto A PAGINA 7

Marconia "Diversabili senza assistenza a scuola" A PAGINA 22

Melfi No alla fusione della scuola "Cappuccini" A PAGINA 29


la lampadina E ARRIVO'L'ORA X

LA POLITICA LUCANA

Silvio a Fini: basta diktat, non tradite Fli: se lascia prima, pronti a un bis Berìusconi in Senato difende l'amico Putin

Per le nomine non si trova la quadra La riunione aggiornata a stamattina E oggi è previsto il consiglio regionale

alte pagine 6 e 7

Trenitalia dovrebbe chiamarsi:

TreniTaglia.

alle pagine 8 e 9

il

Anno 9. n.343t 1.00

CfeBoone e FferJazicri; POTENZA, v e Nazari) Saura 102. cap 85100. tei

IL CASO

Cossidente rifiuta la videoconferenza e viene a Potenza

Ilaria e Yuri L'amore sotto rete finisce davanti al giudice sportivo

Il boss entra in aula e inizia ad accusare A iu per tu con Riviezzi, Sarli e Cassetta: la storia dei basilischi nelle confessioni de' rv»ntitr>

i£Ul±" Straordinarie misure di sicurezza in Tribunale per evitare contatti Lui si presenta in giacca e camicia aperta come quando fu arrestato a oaalna 12 Ilaria Rascia la pallavolista

Eccellenze dell'industria lucana

Come fare business pulito dalla monnezza Nostro reportage ad Atei la

Riciclaggio. E non è un reato di PARIDE LEPORACE

ERA da tempoche noli incontravo delle maestranza altamente motivateesoddisfalte del proprio lavoro. semplici operai e capireparto orgogliosi di un fiiclo segue a pagina IO

L'altra làuda delJ»Mprepara umilia A Matera la differenziata non può essere ampliata per un garbuglio giuridico amministrativo

La storia della pallavolista potentina e del suo dirigente Si attende la decisione in appello della federazione Lei sostiene di essere vittima di stalking e mostra gli sms che l'ex fidanzato le inviata

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Potenza Nel mirino la sorella del consigliere comunale Roberto Galante, ma l'azienda chiarisce: «E' un suo diritto»

«Perché proprio a lei?» Quella promozione all'Acta fa discutere vwvwredfofdmodart

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A rischio le coltivazioni di ortaggi a causa del brusco calo delle temperature

La Cia lancia l'emergenza gelo

LA Cia esprime preoccupazione per le produzioni di ortaggi in campo aperto. Dopo le abbondanti piogge che h a n n o provocato allagamenti ai terreni agricoli, si p r e a n n u n c i a n o ulteriori

conseguenze per le basse temperature. Dopo la pioggia, gli allagamenti, gli smottamenti dei terreni e la neve, con danni di decin e di milioni di euro, per le camp a g n e è scattata l'"emergenza gelo". Soprattutto gli ortaggi a campo aperto sono a rischio altissimo. A segnalarlo è la CiaConfederazione italiana agricoltori allarmata dalle ulteriori conseguenze che le intemperie possono provocare all'agricolt u r a che già fa i conti con u n a situazione molto difficile. La Cia rileva che sono a forte rischio gli ortaggi (spinaci, finocchi, radicchio, cavolfiori, insalate, carciofi, asparagi) e i fiori coltivati all'aperto o in strutt u r e non riscaldate. Un'ondata di gelo che provocherà anche u n a u m e n t o dell'utilizzo del gasolioper riscaldare serre estalle. E questo, visto gli ultimi rincari e la mancata reintroduzione delle agevolazioni, provocherà nuovi

problemi per gli agricoltori. Una preoccupazione che -avverte la Cia- è avvalorata anche dalle previsioni del tempo che p r e a n n u n c i a n o per le prossime ore u n u 1 teriorebru sco abbassamento della colonnina di mercurio. In particolare, nelle regioni del Nord dovrebbero, secondo i metereologi, scendere anche di 10 gradi sotto lo zero. Quindi, gelate al primo mattino e d u r a n t e la notte. Un'eventualità, questa, che potrebbe provocare pesanti danni, in special modo se il freddo è accompagnato dal vento. Ma anche al Centro e al Sud la situazione n o n è certo migliore. Ad alimentare le ansie dei produttori agricoli -sottolinea la Cia- ci sono anche le conseguenze che il gelo può avere per coltivazioni come la vite e l'olivo che, in presenza di u n a discesa delle temperature abbondantemente sotto lo zero, possono subire pesanti danni.

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I senatori del Pd chiedono lo stato di crisi I SENATORI del Pd, Maria Antezza, Filippo Bubbico e Carlo Chiùrazzi h a n n o chiesto al governo cosa intenda fare per sostenere, sia istituzionalmente che finanziariamente, la Regione tefcfcimhMHI interessata, nei p r i m i giorni del mese di novembre, d a avversità atmosferiche di eccezionale intensità, che h a n n o provocato l'esondazione dei fiumi Basento, Bradano, Sinni ed Agri, nonché da dissesti idrogeologici e frane diffuse, che h a n n o causato notevoli disagi alle comunità residenti ed alle attività produttive. I senatori lucani si sono rivolti al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri dell'Economia e delle finanze e delle i n f r a s t r u t t u r e e dei trasporti. Gli i n t e r r o g a n t i chiedono se «il Governo intenda dichiarare lo sta- legge in u n a nota s t a m p a - di dover to di emergenza nel territorio del- reperire e trasferire u r g e n t e m e n la Regione tsMJtmyMBII come ri- te alla Regione tsMAìlNMlB le risorchiesto dal Governo Regionale se finanziarie per far fronte alle con la citata deliberazione n u m e - esigenze delle popolazioni inter o 1909" e inoltre «se si r i t e n g a - si ressate».

Treni vecchi, disagi nuovi

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MONTALBANO JONiCO INTESA TRA COMUNE, AKIRIS E REGIONE PIEMONTE SUI BENI METAPONTMI

Nel percorso didattico anche la fattoria greca ENZO PALAZZO

• MONTALBAMO JONICO. Dalle

Alpi e dalle Langhe piemontesi, alla Magna Grecia. Si cerca dì realizzare un accordo dì collaborazione tra il Comune, la società srl Akìris di Policoro e la Regione Piemonte, che valorizzerà alcuni patrimoni naturalistici del Metapontino. L'accordo, tra le tante opportunità sto: rico-naturalistiche del territorio, inserirà anche i ruderi della fattoria greca scoperta nel bosco di Andrìace, la stessa area boschiva di macchia mediterranea e la ripro-

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duzione fedele della fattoria greca ricostruita dal Comune e dalla Soprintendenza dì Matera di fianco ai ruderi del III secolo a.C. Si tratta di un percorso didattico multidisciplinare finalizzato alla conoscenza degli aspetti storico-antropici al quale, fa sapere una nota dell'ente municipale, collaborerà «l'Ispra per ricomporre l'habitat naturale dell'epoca con la rìproposizione di aspetti orlo-botanici, méttendo in campo una rete di collaborazione con il Cnr, l'Itabac, la Soprintendenza dei Beni Archeologici e il Miur».

Il progetto, secondo l'amministrazione municipale, dovrebbe portare al Comune un po' di economia di bilancio ed esìste già un primo accordo di massima tra il primo cittadino, Enzo Devincenzis, Mauro Bardaglio, amministratore piemontese, e Sigismondo Mangialardi, responsabile della cooperativa Akìris. L'obiettivo di fondo di questa prima intesa è quello di «sottoscrivere un accordo tra la Regione Piemonte, la Provincia di Matera e la Regione BJBHBBBI allo scopo di promuovere attività da avviarsi sui siti di interesse della kyjHWHH del Metapontino e del territorio montalbanese». Se ne saprà di più quando il sindaco Devincenzis incontrerà a Roma, il 15 dicembre, il presidente del Consiglio della Regione Piemonte, on. Valerio Cattaneo, per «concordare il percorso che dovrà porterà ad un protocollo d'intesa».

Venerdì la riesumazione dei corpi diLucaeMarìrosa

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Allarme e appello di Unioncamere

Crisi, famìglie lucane in difficoltà Natale a rischio ( §111 j 1

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SARA' u n Natale più povero: è questa la previsione della Confesercenti di Potenza. Le ultime indagini diffuse da Unioncamere e Cgia Mestre fanno emergere, infatti, u n ulteriore calo dei consumi delle famiglie lucane, alimentando nuova incertezza che mette a rischio anche le prossime festività. Il presidente provinciale di Confesercenti, Prospero Cassino, ribadisce come il rapporto di qualche giorno fa di Confesercenti sulle spese natalizie previste aveva "fotografato" in IsfefcHtNkEiEI u n a situazione, secondo u n a tendenza nazionale, di "crescente difficoltà" per i nuclei familiari non solo monoreddito o con operai, ma persino per famiglie con due salari. «Purtroppo se ci salviamo - a g g i u n g e - e1 per il buon senso delle famiglie, prudenti anche in questo periodo nell'uso dei bilanci familiari, per la tenacia dello imprese, m a non certo per l'impegno delle nostre istituzioni a tagliare sprechi e spese inutili e dare più ' ossigeno con u n a riduzione graduale ma reale dell'imposizione fiscale a famiglie e Pmi. L'Italia - insiste Cassino - tiene grazie! ad imprese e famiglie, ma e u n equilibrio precario, e senza il ritorno ad u n clima di fiducia si faranno i conti con u n a disoccupazione che crescerà ancora, con chiusure di imprese. E da parte della Regi ori e UMHE IBMM p u r riconoscendo il peso dei tagli dei trasferimenti statali, con la Finanziaria Regionale 2011 - dice ancora Cassino - ci aspettiamo almeno u n segnale di Ritaglio In Basilicata

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m impegno nei confronti dell'intero tessuto delle Pmi e quindi di quelle commerciali e di servizi. Dalla nostra convention annuale ricordando che il saldo t r a le aperture e le chiusure di imprese nel Paese, nei primi 9 mesi dell'anno, e' negativo per 11 mila abbiamo chiesto che si avvìi con urgenza u n tavolo di confronto con Governo e opposizioni su riforma fiscale e manutenzione del territorio, due titoli che possono dare u n a prima svolta importante e ricreare lavoro. Ci aspettiamo riforme, semplificazione ulteriore per la vita delle imprese, u n buon federalismo fiscale che non faccia aumentare il carico di imposte e tasse e diciamo no ad u n a redistribuzione del carico fiscale da persone a cose perche' l'aumento dell'Iva colpirebbe consumi e produzione e finirebbe con l'affondare ogni segno di risveglio della nostra economia. Risorse possono essere recuperate con u n a lotta reale alla evasione totale che vede protagonista l'abusivismo dilagante ed anche all'elusione fiscale e a livello locale dimostrando più coraggio nella riform a degli enti sub regionali che sono fonte di gravi sprechi. Le imprese - conclude - sono pronte a fare la loro parte e rimane fondamentale il valore dell'operazione Rete Imprese Italia. Mai come in questo momento c'è' bisogno di u n a rappresentanza forte e decisa delle Pmi e questo ruolo deve essere inteso da tutti come u n a risorsa positiva per lo sviluppo del Paese». del

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RIFORÉA E RILANCIO DEL SETTORE OCCORRE UNA CABINA DI REGIA CAPACE DI VARARE UN PIANO NAZIONALE

Turismo, le proposte del Pd si dovràritoccareanche Flva • Non è stata scelta a caso la città dei Sassi per presentare le proposte del Pd a favore del turismo. Matera era e rimane la località più conosciuta deHaiHsMtilBJHSl in Italia e all'estero. E allora, attivazione di un Piano nazionale del turismo con il contributo delle Regioni, revisione della legge di settore numero 135 del 2001, riforma dell'Ente nazionale del turismo e sua trasformazione in società per azioni, rilancio delle attività di commercializzazione anche attraverso il sito internet italia.it, individuazione dì un sistema di incentivi per riqualificare le strutture ricettive, potenziamento del sistema dei trasporti, possibilità di rivedere l'Iva e alleggerire la pressione fiscale così come è stato fatto in Francia. Sono alcune delle proposte presentate "Per la crescita della competitività del turismo", dal responsabile nazionale di settore del Pd, Armando Cirillo, pre-

senti la presidente regionale, Pasquina Bona, i segretari regionale, provinciale e cittadino, Roberto Speranza, Pasquale Bellitti, Simonetta Guarini, l'assessore regionale al Turismo, Erminio Restaino, il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, e l'assessore comunale al Turismo, Cornelio Bergamino. «Sfiduciamo il Governo - ha detto Cirillo - anche per ciò che non è stato fatto nel settore turistico. Va ritirato il Codice del turismo presentato dal ministro Brambilla, anche per il parere negativo delle Regioni. Proponiamo l'istituzione di una cabina di regia che vari il Piano nazionale per il turismo, di monitoraggio delle politiche nazionale e di coordinamento delle politiche regionali».

impongono che si vendano prodotti turistici, più che territori. È una sfida che riguarda la qualità e la varietà dell'offerta dei servizi. TntifiHUBBTBlni sono e si sta lavorando a proposte interessanti che vengono, per esempio, dai club prodotto, da imprenditori che si attivano per voi i a basso costo. Ma guardiamo anche alle opportunità di programmi e risorse legati a fondi Fers e Fas sul completamento dell'offerta turìstica», n segretario Speranza ha inoltre rilanciato il tema e il sostegno a Matera città cultura 2019. «H futuro della KMAttmfà - ha aggiunto passa dalla capacità di mettere a valore le proprie risorse immateriali dentro uno scenario sempre più globale e competitivo». Articolato il pensiero di Adduce sul versante del prodotto, la cultura e la storia di un territorio, a volte, è il caso di una città Unesco, vengono prima di qualunque tipo di commercializzazione.

Nasce «Assonautica» occasione dì crescita

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Il segretario regionale Speranza rilancia fortemente la candidatura a capitale della cultura

«Matera 2019 obiettivo strategico» IlPd illustra leproposte sul turismo, Cirillo: «Serva cabina di regia nazionale» MATERA - «Matera 2019 è il punto centrale dellapoliticaturisticaregionale. Un impegno che il Pd lucano e nazionale vuole fareproprio». Roberto Speranza segretario regionale del Pd ha concluso con questo parole e con u n impegnobenpreciso la conferenza stampa sulle proposte turistiche che i Democratici intendono mettere in campo. La sottolineatura chiarisce gli obiettivi e indica una scelta cioè quella di Matera come sede della conferenza stampa che non può assolutamente considerarsi casuale ma rientra, sostanzialmente, nel quadro di un chiaro messaggio di centralità del ruolo della città dei Sassi sotto il profilo della politica turistica. «Si tratta di un obiettivo strategico di tutta la nostra comunità regionale al quale lavoreremo sviluppando le massime sinergie istituzionali» ha aggiunge Speranza. r-^_»^__ «Il futuro dellaHUBifi^iHpassa dalla capacità di mettere a valore le proprie risorse immateriali dentro uno scenario sempre più globale e competitivo». L'appuntamento ha visto il responsabile nazionale per il turismo del Pd, Armando Cirillo illustrare una posizione chiara di critica al governo e di proposte sull'argomento turistico. «Sul piano nazionale noi intendiamo sfiduciare il Governo, non c'è stata sul turismo alcuna strategia, il nostro giudizio», ha aggiunto Cirillo, «sul ministro Brambilla è negativo e il codice del turismo va ritirato anche alla luce della bocciatura delle Regioni. Non esiste sull'argomento u n riferimento nazionale e in due anni e mezzo non si è riusciti a concludere nulla». Poi alcune proposte «serve un piano nazionale del turismo che attraverso u n accordo con la Conferenza delle Regioni garantisca la competitività e serve an-

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m La conferenza stampa del Pd che illustra gli obiettivi strategici sul turismo

che per questo una strategia e una cabina di regia a livello nazionale che operi però concordemente con le Regioni. Bisogna creare una strategia di impresa rivolta ai consumatori, una strategia di promozione e commercializzazione e poi ancora u n piano per riqualificare il sistema ricettivo. Anche le questioni dei trasporti e delle infrastrutture restano primarie e il Sud deve essere il primo beneficiario di questo tipo di politica perchè il turismo è lo strumento migliore per uno sviluppo del Mezzogiorno». L'articolata analisi di Cirillo ha trovata conforto nelle parole dell'assessore regionale Erminio Restatelo che in riferimento ai rapporti con il Governo nazionale ha chiarito due concetti chiari che riguardano l'invasione di campo e la disponibilità di risorse. «La materia turisticaè competenza delle Regioni, invece ci sono aspetti contenuti nel decreto che solo formalmente sono state comunicate alle Regioni nella commissione governativa.

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Le decisioni prese sulla materia sono in gran par te senza la condivisione delle Regioni.Sullerisorseinvececisonoprogetti interregionali che attendono ancora finanziamenti dei fondi Fesr e Pas ». In ambedue i casi ci sono stati percorsi sofferti e i finanziamenti per strada hanno avuto più di u n intoppo. Restaino ha anche sottolineato come nel settore turistico «occorre lavorare sulla commercializzazione, più che sulla promozione di u n territorio. Le sfide e la concorrenza dei mercati - ha detto Restaino - impongono che si vendano1 prodotti turistici, più che territori. E una sfida che riguarda la qualità e la varietà dell'offerta dei servizi ». Infine il sindaco di Matera Adduce, presente con i vertici provinciale e cittadino del Pd e con il presidente Pasquina Bona: « c'è la necessità di individuare gli strumenti per coordinarsi, ci sono delle difficoltà, le idee progettuali lanciate da questeproposte indicano una strada». p.quarto@luedi.lt

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OPERE PUBBLICHE IL COMPARTO EDILE LANCIA L'ALLARME

Pagamenti alle imprese è la regione più lenta» • «Se ai 3 mesi e 2 settimane (di media) per i pagamenti alle imprese edili da parte della pubblica amministrazione, che fanno della ttkWIHiWW la regione "più lenta", aggiungiamo la "maglia nera" per i tempi di progettazione delle opere pubbliche che, in media da noi richiedono 1075 giorni contro ì 900 della media nazionale e i 965 della media meridionale, è più facile comprendere le ragioni che hanno visto per la prima volta insieme in piazza lavoratori, sindacati ed imprenditori edili». A sostenerlo è il segretario generale regionale della Feneal-UU Domenico Palma, aggiungendo che «secondo i dati più recenti di Bankitalia le stesse sofferenze bancarie delle imprese sono passate dal 2,9% al 3,3% del 2010. La grande difficoltà del settore delle costruzioni - aggiunge - è sintetizzabile in quell'appena

2% in più, rispetto al 2008, del valore degli appalti di opere pubbliche pubblicati, pari a 222 milioni di euro, e si badi bene solo pubblicati e non tutti cantierizzati e non è possibile prevedere nemmeno quando lo saranno. Un ulteriore dato negativo è il cattivo andamento dell'edilizia privata, nonostante siano gli unici cantieri aperti, grazie alle agevolazioni fiscali,mentre le compravendite immobiliari subiscono una secca battuta d'arresto vicino al 10%. La situazione è talmente preoccupante - afferma il segretario della Peneal - che le imprese di costruzioni aderenti all'Ance, avevano previsto per il biennio 2009-2010 un calo complessivo di circa 220 mila, ad oggi le cifre previste sembrano essere confermate, ma con l'aggravante che è passato un anno senza che il trend negativo sia stato interrotto».

Cossidente svela i suoi «Basilischi»

> ]1 clan di «faccia d'angelo» r. il criminale intellettuale

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Nova Stri Ha iniziato a frequentare solo il 15 novembre perché era senza sostegno

Lezioni a tempo per una disabile II coso di Antonella, liceale di 20 anni costretta a tornare a casa a metà giornata NOVA SIEI - Antonella è una bella ragazza di 20 anni, frequenta il terzo liceo al Classico di Nova Siri, cammina regolarmente ma è affetta da u n serio ritardo mentale, per cui non parla, non comprende ciò che le viene detto, non è autonoma nel mangiare enei bisogni fisiologici. La vita scolastica le serve prevalentemente per socializzare, convivere e relazionarsi (per quanto possibile) con i suoi coetanei; molto meno per apprendere, visti gli oggettivi impedimenti della sua disabilità. Quest'anno dovrebbe diplomarsi, dopo uno stop forzato nel 2009, che le ha impedito di farlo. Ma Antonella Cetera è divenuta, suo malgrado, il simbolo di una sostanziale lacuna nei servizi sociali a tutti i livelli, da quello scolastico a quello istituzionale . Basti pensare che ha potuto iniziare l'anno scolastico solo intorno alla metà di novembre, perché la sua insegnante titolare di sostegno era indisponibile causa malattia e il Csa (un tempo Provveditorato agli studi), nono-

stante le ripetute sollecitazioni della dirigente scolastica, la professoressa Maria Amorigi, ha impiegato oltre due mesi per nominare un supplente. Quindi, Antonella ha iniziato a frequentare con forte ritardo, dopo una lungaperipeziaper l'iscrizione, che ha costretto la mamma, Anna Pisilli, a recarsi di persona presso la sede centrale della scuola, l'Istituto "Pitagora" di Montalbano, per perfezionare gli adempimenti. Oggi, però, le difficoltà di questa diversabile sono legate all'assistenza di base, ovvero non c'è chi la aiuta nei bisogni fisiologici e la sorveglia passo passo durante le ore non coperte dal sostegno. Quindi spesso la mamma è costretta a lasciare il lavoro o chiedere la cortesia all'amica di turno, per andare a prendere la figlia, che altrimenti potrebbe anche uscire autonomamente dall'istituto. «E' giàsuccesso una volta, anche se non a scuola -spiega la mamma- per cui potrebbe accadere ancora». L'assistenza di base è garantita dal Comune solo per la scuola dell'obbligo, ta/nt'è che anche que-

st'anno sono stati investiti 30mila europei' questo servizio sociale, portando da tre a quattro il numero degli assistenti qualificati. Fino al 2008, il Comune ha garantito ad Antonella la copertura economicaper il servizio, pur non essendo obbligato; oggi le ristrettezze economiche impediscono all'ente di fare più di ciò che è obbligatorio. La questione passa in capo alla Provincia, che attraverso l'assessore Antonio Montemurro, precisa di poter garantire solo l'assistenza specialistica (personale qualificato per aiutare i sordomuti o i non vedenti ad esempio), non quellaallapersona. Allora come può Antonella frequentare con orario completo e la garanzia di essere assistita in tutto? La scuola aveva trovato una soluzione, che è poi quella suggerita dalla normativa di riferimento, ovvero utilizzare ilpersonale Ata. Malafamiglia è comprensibilmente contraria, visto che al liceo ci sono due bidelli, u n uomo e una donna, ma solo quest'ultima non ce la farebbe ad aiutare Antonella e non può

chiedere supporto al collega maschio, per una questione di delicatezza, trattandosi di una ragazza adulta. Antonella è costretta a tornare a casa prima del tempo per almeno 3 giorni la settimana, mentre durante le ore di lezione con la sua insegnante di sostegno viene praticamente sballottata da un'aula all'altra. L'alternativa per lei sarebbe u n Centro di accoglienza specializzato, ma a Nova Siri non ce ne sono e la famiglia (il padre e la madre sono entrambi lavoratori a tempo pieno) non si può permettere di portarla fuori. Una situazione di disagio, un caso come tanti altri, che mette in luce le profonde falle nel sistema di assistenza sociale della regione, affidato troppo spesso al buon cuore dei volontari riuniti in associazioni no profit e con contributi ridotti al lumicino. «Lancio un appello alle istituzioni, prima di tutto la Provincia conclude la mamma di Antonella- affinchè aiutino mia figlia a frequentare la scuola come tutti gli altri ragazzi». Antonio Corrado a.corrado@luedi.it

Lezioni a tempo per una disabile

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Il liceo classico di Nova Siri

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il Quotidiane Unioncamere

Monitoraggio delle tariffe energetiche Un seminario POTENZA-Unioncamerel3EmhMfcl e RegionelsfeSéliSIBi organizzano, per questa m a t t i n a alle ore 10, nella sala economia della Camera di Commeroio di Potenza in corso XVIII agosto,

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34, u n seminario di studio sul sistema di monitoraggio delle tariffe energetiche realizzato nell'ambito dell'osservatorio regionale prezzi. L'incontro rappresenta il m o m e n t o conclusivo di u n articolato progetto, realizzato dal centro studi Unioncamere in collaborazione con il centro ricerche Ref (ricerche per l'economia e la finanza), che h a messo al centro dell'attenzione il costo dell'energia sostenuto dalle imprese e dalle famìglie e le opportunità presenti nel libero mercato, a quasi dieci a n n i dall'av-

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vio della liberalizzazio- la fornitura di energia ne. elettrica e g a s n a t u r a l e Il progetto si è artico- i n iìfeElììEi^H che verrà lato in due attività prin- presentato nel corso delcipali: da u n lato, è stata l'incontro. Il p r o g r a m effettuata u n ' i n d a g i n e m a prevede il saluto di diretta sui consumi di Pasquale Lamorte, vice energia elettrica e g a s presidente Unioncamen a t u r a l e da p a r t e delle r e tsfefcMtfiisEBl e l'introP m i locali e sui relativi duzione di Angelo Torcosti; dall'altro, si è svi- torelli, presidente luppata un'analisi del Unioncamere l:fektHf«kB mercato delle utenze do- UBI A seguire, la presenmestiche del g a s natu- tazione dei risultati del rale che, come è noto, è sistema di monitoragstato oggetto di u n a ap- gio per la,>sbtftHMroi affiposita m i s u r a regionale data a Donato Berardi e finalizzata alla riduzio- Samir Traini (del Ref) e a n e del costo della bollet- Franco Bitetti del Centa. t r o Studi Unioncamere I risultati delle due IsfelJHtFtkMsl Concluderà i azioni sono confluite lavori Erminio Restainello studio "H costo del- no, assessore alle Attività Produttive della Re-

Po Fse, lavoro e formazione

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Il b i l a n c i o d e l l e attività

Natale a rischio

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O P P I D O LUCANO SOLIDARIETÀ

Pappalardo, per sport buoni da Regione La Regione ES3S5B3330 ha assegnato al Comune di Oppido 14 «buoni sport» dal valore di 200 euro ciascuno. Si tratta di interventi di solidarietà e sostegno nei confronti di persone che versano in gravi difficoltà economico-sociali impossibilitate a provvedere con proprie spese all'esercizio della pratica motoria e sportiva. Il sindaco Rocco Pappalardo fa sapere che i cittadini interessati possono presentare domanda (su apposito modulo) presso il Comune entro le ore 12 del prossimo 31 dicembre.

Maxi-blitz dei Ce sulla «585» contro le stragi del sabato sera

^rjsi Piantine rovesciate I trattori che si ribaltano S e uova contro principale causa degli infortuni H le vetrine dei negozi AIBIU.JI « -.^, t,;i< "|

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Barile La!:ET?11f%TE1 alla Sorbona W&t LalSttMiiufttS di scena all'Università «La (Sorbonne» di Parigi. È cominciato - presso il Centro Malher, sede di Dipartimento universitario - un corso seminariale su Etica, Scienze e Diritto al quale partecipano giovani ricercatori e studenti di storia e diritto pubblico. Il corso - coordinato dalla professoressa Alessia Magliacane - si avvale della docenza di Francesco Rubino, un giovane avvocato di origine potentina e di Athanasia Petropoulou, docente di origine greca. Si tratta di un progetto interdisciplinare internazionale che prende in esame aspetti inconsueti dal punto di vista culturale tra cinema, filosofia e diritto. In questo quadro si analizza, specificamente, l'opera letteraria e cinematografica di Pier Paolo Pasolini a 35 anni dalla scomparsa. La scorsa settimana sono stati invitati a dare il loro contributo il professor Donato Mazzeo autore del saggio «Cristo è nato a Barile» e il giornalista della Rai Rocco Brancati oltre a musicologi ed esperti provenienti anch'essi dalla EESÌEEH come alcuni componenti del gruppo musicale «I tarantolati» di.Tricarico. lì ciclo degli incontri introdotti da Arianna Mazzeo «sul tema Le Christ et le pierpaul: homagea Ppp» giunta per l'occasione da Barcellona-ai quali partecipano, di volta in volta - gruppi ristretti di ricercatori e studenti proseguirà nei prossimi mesi con il coinvolgimento, oltre a Mazzeo e Brancati, di cineasti come Luigi Di Gianni per l'analisi della società lucana a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta che accolse, nel 1963-64, la troupe cinematografica di Pier Paolo Pasolini per «Il Vangelo Secondo Matteo».

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Oppido Esercizio fisico, così la Regione sostiene le fasce deboli

Buoni sport da duecento euro per tamponare il disagio sociale OPPIDO - La Regi ori etiWHMilWSI per avvia- comunale. I cittadini interessati - continua re u n processo di contrasto all'esclusione il sindaco - possono presentare domanda sociale di fasce di popolazione deboli del (disponibile u n apposito modulo che può territorio lucano, ha proposto interventi essere ritirato presso l'ufficio scuola, di solidarietà e sostegno a persone ohe, sport e cultura del Comune o soa.ricabili versando in gravi difficoltà economico-so- sul sito Istituzionale www.camune.oppiciali, siano impossibilitate aprowedere in dolucono.pz.it) entro le 12 del 31 dicemproprio a spese per l'esercizio della pratica bre. motoria e sportiva. A questo scopo sono In caso di richieste superiori alle dispostati assegnati al Comune di Oppido Luca- nibilità dei "buoni-sport" assegnati, il Cono 14 "Buoni Sport", da 200 euro ciascu- mune provvedere a redigere un'apposita no. graduatoria assegnando priorità ai ri«Possono beneficiare di tali buoni scrive chiedenti il cui nucleo familiare presenti il sindaco Rocco Pappalardo - le persone una attestazione Isee (relativa ai redditi appartenenti a nuclei familiari, residenti 2009) inferiore. nel Comune dì Oppido Lucano, che versaA parità di valore Isee sarà data priorità no in condizioni di disagio socio-economi- ai richiedenti appartenenti alle categorie co che dovrà risultare da un'apposita rela- di diversamente abile fisico/psichico- mizione-attestazione resa dal servizio sociale nore-anziano (over 65 anni)».

Il sindaco di Oppido Lucano Rocco Pappalardo

Pronto un esercito di spargisale }

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Oppido Esercizio fisico, così la Regione sostiene le fasce deboli

Buoni sport da duecento euro per tamponare il disagio sociale OPPIDO - La RegioneHS!llIHSIS!per avviare u n processo di contrasto all'esclusione sociale di fasce di popolazione deboli del territorio lucano, ha proposto interventi di solidarietà e sostegno a persone ohe, versando in gravi difficoltà economico-sociali, siano impossibilitate aprovvedere in proprio a spese per l'esercizio della pratica motoria e sportiva. A questo scopo sono stati assegnati al Comune di Oppido Lucano 14 "Buoni Sport", da 200 euro ciascuno. «Possono beneficiare di tali buoni scrive il sindaco Rocco Pappalardo - le persone appartenenti a nuclei familiari, residenti nel Comune dì Oppido Lucano, che versano in condizioni di disagio socio-economico che dovrà risultare da un'apposita relazione-attestazione resa dal servizio sociale

comunale. I cittadini interessati - continua il sindaco - possono presentare domanda (disponibile u n apposito modulo che può essere ritirato presso l'ufficio scuola, sport e cultura del Comune o scaricabili sul sito Istituzionale www.comune.oppidolucono.pz.it) entro le 12 del 31 dicembre. In caso di richieste superiori alle disponibilità dei "buoni-sport" assegnati, il Comune provvedere a redigere un'apposita graduatoria assegnando priorità ai richiedenti il cui nucleo familiare presenti una attestazione Isee (relativa ai redditi 2009) inferiore. A parità di valore Isee sarà data priorità ai richiedenti appartenenti alle categorie di diversamente abile fisico/psichico- minore-anziano (over 65 anni)».

Il sindaco di Oppido Lucano Rocco Pappalardo

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L'assessore alla pubblica istruzione Messina difende il piano di riordino dopo la denuncia del sindacato

Scuola, «la città ci guadagna » Le materne statalifaranno risparmiare al Comune più oli 300 mila euro DOPO la ratifica del piano scolastico provinciale, toccherà presto alla Regione mettere mano allariorganizzazione della scuola lucana, di ogni ordine e grado, per ratificare, o eventualmente modificare le proposte che sono arrivate dalle due Province. Ma a Potenza, proprio la scuola cittadina torna al centro del dibattito politico e istituzionale. L'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Giuseppe Messina, non ha gradito le critiche che Cgil, Cisl, Uil e SnaL hanno rivolto al piano scolastico provinciale e al metodo con cui è stato 1111111111111I1I111111 disegnato. Per quanto riguarda il

tenza, in cui la bozza è stata approvata all'unanimità». Quanto alla scuola potentina, «perla prima voltaproprio le linee guida regionali rendevano obbligatoria la presenza della scuola materna per la costruzione di istituti comprensivi ». Punto di partenza che si è trasformato in u n «vantaggio» per il Comune che ha potuto non "rinnovare" alcune materne comunali, con la contemporanea disponibilità dello Stato a istituire nuovi punti di erogazione dell'infanzia, su quegli stessi territori (è il caso, ad esempio, di Poggio «Contro capoluogo, rispetto alle Tre Galli o Rossellino). criticità denunciate dal Tra l'altro « la Provincia di Poali istituti sindacato (le sigle avrebbetenza, nel suo complesso, non » & 11 lo li L LI Li r o preferito maggiore con"sfora" i limiti imposti», preve. . 5 certazione e u n assetto dendo 501 punti di erogazione COfllprCnSlVl; orizzontale sulla città), «mi rispetto ai 688 massimi possibipreme ricordare - spiega li. E' una idea Messina - che l'istituto Giuseppe Messina «Per il Comune si tratta di un comprensivo è u n a scelta risparmio notevole. Non sono di indirizzo precisa fatta vecchia» Una posizione, quella "anti-comprensi- pochi 350 mila euro in u n anno in u n penon solo dal Comune, ma riodo di tagli. Da anni - ricorda Messina m—m——m—m contenuta nelle linee guidavo", «poco attuale». Messina difende il l'ente va avanti a supplenze nella scuola regionali sul piano di rior- piano comunale venuto fuori «da una di- materna visti i blocchi alle asdino e negli indirizzi ministeriali dedica- scussione ampia, portata avanti dalla sunzioni comunale, e la consapevolezza che di qui a Consulta cittadina sulla scuola, dalle istiti alla scuola». n anno, metà del personale sarà in penNon va molto indietro nel tempo per tuzioni interessate, da incontri informali usione» . E quel risparmio si calcola non sospiegare che «quando in città si è cercato con i genitori», che pure h a subito modi- lo sulper sonale. Non ha mai fatto mistero di rafforzare l'assetto orizzontale, accor- fiche, discussioni, mediazioni. Stesso « dibattito che - giura - si è tenuto dell'idea secondo cui pensare alla scuola pando scuole di pari livello (medie con dire tenere dentro il ragionamenmedie, elementari con elementari, ndr), in Provincia. Non capisco l'attacco al pre- voglia to trasporti, strutture, sicurezza, oltre abbiamo indebolito quasi tutte le succur- sidente Lacorazza fatto dal sindacato, n che l'offerta didattica. «E più che mai sali, come quelle di rione Cocuzzo, Torra- piano è stato disegnato dalle professiona- adesso, unica, a livello amminica, Malvaccaro. Unico caso positivo, fu lità interne all'ente, che è una pubblica strativo,ladiregia quello della Bonaventura, ma in quel ca- amministrazione, e poi discusso. Ricor- cessaria». deleghe e competenze, è neso la succursale raccoglieva u n bacino do u n a riunione dei sindaci del territorio a cui ho partecipato per il Comune di Posa.lo. molto ampio di primarie nel rione».

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A Matera l'appuntamento annuale del dipartimento regionale

Po Fse, lavoro e formazione Il bilancio delle attività SOSTENERE il raggiungimento della piena occupazione, della qualità e della produttività sul lavoro e la promozione dell'inclusione sociale per il rafforzamento della coesione economica e sociale: sono questi gli obiettivi del Po-Fse. E per verificarne il grado di raggiungimento con le azioni messe a p u n t o inlskMi " I si è svolto ieri a Matera l'annuale appuntamento del dipartimento Formazione della Regione. Il Fondo sociale europeo (Fse) faparte dei Fondi strutturali dell'Ue, ideati per ridurre le differenze nella qualità di vita e nella prosperità esistenti fra regioni europee e fra Stati membri, e serve dunque a incentivare la coesione sociale ed economica. InparticolareilFse si dedica allapromozionedell'occupazionenell'Ue, aiutandogli Stati membri a preparare al meglio la forza lavoro e le aziende di fronte alle nuove sfide globali. Si tratta di u n elemento chiave della strategia UE 2020 per la crescita e l'occupazione, la cui finalità è migliorare la vita dei cittadini comunitari offrendo loro nuove competenze e maggiori opportunità di lavoro. «Abbiamo voluto cogliere l'occasione di questo appuntamento - h a spiegato l'assessore regionale a FormazioneeLavoro, RosaMastrosimone - proprio per trovare

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u n momento in cui tutte le forze attive della JsfeWHMstiB! possano contribuire a delineare u n a strategia efficace. Per questo abbiamo coinvolto anche il dipartimento Attività Produttive al fine di valutare insieme soluzioni comuni che possono essere finanziate da programmi diversi, macheseawiatisinergicamente possono portare valore aggiunto agli investimenti delle imprese». Dal confronto promosso a Matera, e articolato in due momenti, uno, di mattina dedicato più nel dettaglio ai temi del lavoro, l'altro, nel pomeriggio, con u n focus sullaformazione, laRegione potrà trarre indicazioni utili per andare avanti col lavoro e la programmazione del Po Fse. «Gli spunti che si sono alternati nella discussione ha proseguito l'assessore Mastrosimone - ci portano a valutare, da varie angolazioni, le esigenze espresse dal mondo delle imprese, dei giovani, del lavoro, per individuare i percorsi che si possono attivare, in u n futuro prossimo, con le risorse rinvenienti dal Fondo Sociale Europeo». La sessione mattutina è stata più direttamente dedicata alla situazione del mercato del lavoro. In particolare sono state presentate le analisi del professor Robert Leonardi, della London School of Economics, che ha condotto vari

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studi sulla|^Q]JEBUI e a Matera ha anche portato una riflessione su quelle che saranno le prospettive del successivo ciclo di programmazione del Fse, quello che partirà nel 2014. Elementi approfonditi e arricchiti da esponenti del sindacato, delle imprese e del ministero del Lavoro. Nel pomeriggio la riflessione sui temi della formazione h a inteso puntare l'attenzione su quello che è uno dei fodamenti per u n forte mercato del lavoro, vale a dire il tema delle competenze, intese sia come preparazione di base che sappia rispondere alle esigenze del mondo produttivo, quanto capacita di aggiornamento continuo e capacità di riconversione professionale. Un confronto, in questo caso, fatto con rappresentanti di docenti e studenti, esponenti dei ministeri di Lavoro e Istruzione e della Commissione affari sociali Uè. Tra i temi al centro della discussione, in particolare, i tagli finanziari del governo centrale al sistema dell'Istruzione, le ripercussioni che questo e altri fatti critici possono avere sul sistema delle competenze e sulla coesione sociale e gli interventi già avviati in BasilicataconilPoFseperfarfronte al disagio. Tra questi, in particolare, le linee di intervento triennali per la qualificazione, il raf-

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forzamento e l'ampliamento dell'offerta formativa scolastica già tradotte in avvisi pubblici, e le misure che tendono a potenziare l'offerta formativa recuperando i precari della scuola espulsi dal sistema formativo proprio a causa dei tagli del governo centrale. «Il tema delle competenze che il dipartimento sta affrontando in questo periodo - ha spiegato l'assessore Mastrosimone - risulta quanto mai attuale e indispensabile per cogliere quegli aspetti di innovazione che il mondo del lavoro richiede a tutte le professioni. Ciò significa che il mondo della scuola e della formazione debbono essere in grado di trasferire competenze che consentano di essere, ciascuno per il proprio settore di competenza, all'avanguardia ed anche in grado di conquistare spazi di occupazione extraregionale. Questa è la nostra visione che, riflettendo gli orientamenti dell'Unione Europea, ci porta a valutare estremamente produttiva la spesa fatta per potenziare le competenze. Su questo - ha concluso l'assessore Mastrosimone - c'è un'evidente differenza di valutazione con il governo centrale: per noi ogni euro sottratto alla scuola e all'istruzione non è u n euro risparmiato ma u n a chance sottratta allo sviluppo del Paese e al futuro nostro e dei nostri figli».

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Rosa Mastrosimone

I sette assi del Po Fse I l . l'i) l"'.S( il )SSÌ;i il |JÌ;lll()()|J('l'iti ivo MH'SSniI p i l l i l o il l i v e l l o l'cu'ioiìiili p e r i'iiL!U'iiiiiii'ii'i' a l i obiiMiivi dui l-V.i'.si iii'ticolii iti 7.-issi:

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IA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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CONFRONTI LA REGIONE E LE AZIONI DA METTERE IN CAMPO

La forza lavoro, le aziende e i conti con le sfide globali Il Fondo sociale europeo per formare • Verificare gli interventi delle azioni messe in campo con il Po Fse, ma anche creare un momento di dialogo costruttivo per l'integrazione delle strategie che la Regione può mettere in campo per uscire dalla crisi economica. È l'obiettivo che si è posto l'annuale appuntamento del Dipartimento Formazione e Lavoro della Regione ItfefcmHAU dedicato proprio alle attività del Po Fse, organizzato ieri a Matera. Il Po Fse è un programma diretto a sostenere il raggiungimento della piena occupazione, della qualità e della produttività sul lavoro e la promozione dell'inclusione sociale. Il Fondo sociale europeo (Fse) fa parte dei Fondi strutturali dell'Ue. In particolare, il Fse si dedica alla promozione dell'occupazione nell'Ue, aiutando gli Stati membri a preparare al meglio la forza lavoro e le aziende di fronte alle nuove sfide globali. In hWJNNMIMI le politiche di

formazione, coesione e sostegno all'occupazione hanno assunto un ruolo sempre più strategico all'intero del programma della Regione. «Per questo - ha spiegato l'assessore regionale Rosa Mastrosimone - abbiamo voluto cogliere l'occasione di questo appuntamento per valutare insieme soluzioni comuni che possono essere finanziate da programmi diversi, ma che se avviati sinergicamente possono portare valore aggiunto agli investimenti delle imprese». Sono state presentate le analisi del professor Robert Leonardi, della London School of Economics, che ha condotto vari studi sullal&MHftfelfilfìaMatera ha anche portato una riflessione su quelle che saranno le prospettive del successivo ciclo di programmazione del Fse, quello che partirà nel 2014. Tra i temi al centro della discussione, i tagli finanziari del governo centrale al sistema dell'Istruzione.

Scoperta la banda dei tir | due materani nel giro

Turni e livelli occupazionali j j ^ f B i sindacati pressano Casaro Me '

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Un'avanguardia di soccorso sull'intera fascia jonica QUASI tutti i comuni del Metapontino.nelcorsodeglianni, si sono attrezzati di un'unità di Protezione civile per operare in manier a autonoma sul territorio di propria competenza. La Regione h a poi provveduto al completamento delle s t r u t t u r e operative, fornendo ì mezzi per operare sul territorio efficacemente. L'unione di tali realtà, esperte nelcampo, garantir à sicuri benefici ai comuni interessati . « Il nostro intento -ha spiegato Rocco De Marco- è quello di realizzare la prossima stagione estiva, u n valido sistema di soccorso sanitario e marino su tutto il litorale. Abbiamo mezzi che ci consentiranno d'intervenire su dì u n principio di incendio in tempi brevi, per ridurre i danni della superficie boscata. Garantiremo assistenza sanitaria ai bagnanti con prestabiliti p u n t i di soccorso e 2 ambulanze; offriremo sicurezza sulla spiaggia del litorale jonico, con personale idoneo al soccorso sulle spiagge e 2 moto d'acqua complete di carrello per recupero persone. Le associazioni operer a n n o nei Comuni compresi t r a Nova Siri e Metaponto, inclusa l'intera fascia costiera». La sede dispone di uffici, sale riunioni e di u n a superficie esterna molto am-

pia. Vi è la pista dell'eliporto, utile per l'addestramento e la formazione dei volontari delle associazioni. L'assessore al r a m o di Nova Siri, Giuseppe D'Armento, h a gradito l'unione delle associazioni, proponendo maggiori fondi a tali realtà. L'attuale s t r u t t u r a ospita anche la sede operativa della Protezione Civile Nov con 200 metri quadri, suddivisi in 2 piani, la pista dell'eliporto attiva nella stagione estiva con la presenza di u n elicottero AB 412 del Cfs, fruibile anche dai volontari per attività addestrative. La s t r u t t u r a ospita, inoltre, le squadre del settore forestazione della provincia di Matera. Sarà prossimo il Distaccamento dei Vigili del Fuoco. 18 volontari, la maggior parte residenti in Pisticci, opereranno coi 12 permanenti. Prossimo impegno del sindaco sar à aprire il centro di monitoraggio frane nella struttura. Essa, dunque, si candida fiore all'occhiello del Metapontino. Col nuovo Protocollo la sede operativa del Nov fungerà da base logistica, e fronteggerà le emergenze in sinergia con le organizzazioni di volontariato presenti nel Metapontino. Cristian Camardo provinciamt@luedi.it

Protezione civile metapontina

Referendum senza quorum

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Una nuova lettera è stata inviata al sindaco Adduce alla vigilia della scadenza del bando

Casam, dipendenti preoccupati «Ilparere di legittimità potràfugare tutti i dubbi sulle risposte attese in vano» «IN QUESTI giorni abbiamo assistito ad una serie di interventi che sinceramente hanno aumentato le forti preoccupazioni che da mesi turbano i sonni dei dipendenti CASAM e delle loro famiglie. I continui rimaneggiamenti e le posizioni assunte dallAmministrazione comunale non tranquillizzano affatto i dipendenti» si apre così una nuova lettera dei lavoratori della Casam che fa seguito a quella già inviata al sindaco Adduce il 3 novembre scorso. La lettera sottoscritta da cinque lavoratori rappresenterebbe la volontà complessiva dei dipendenti. «Apprendiamo che l'ultima riunione dei capigruppo del Consiglio comunale ha dato mandato di individuare un esperto che potesse dare una valutazione sulbandoche escludesse i dubbi avanzati, tanto da non discutere nel Consiglio stesso tutte le interrogazioni sull'argomento presentate in tutti questi mesi. E ' ovvio che tale parere », si legge ancora nella nota, «prò ventate da richiedere a professionisti di indubbio valore potrà fugare tutti i dubbi, anche sulle risposte che abbiamo atteso invano soprattutto in tema di applicazione

della normativa regionale di settore (L.R. n. 9/2004 e L.R. n.912006) e di fissazione dei servizi minimi essenziali. Per queste ragioni esprimiamo forti preoccupazioni e chiediamo al nostro Sindaco e all'Amministrazione Comunale di riflettere sui ed. servizi minimi, sulle leggi comunitarie nazionali e regionali di settore e su tutte quelle scelte che saranno adottate dal PUM, invitandoli, ancora una volta, a voler ascoltare la voce dei lavoratori» si scrive ancora nella nota che ripercorre alcuni elementi già evidenziati e su cui era stata sollecitata una risposta. «Ancora una volta constatiamo che l'Amministrazione comunale si ostina a non voler adottare le linee guida ed il capitolato di cui allaL.r.n.9/2 004,come sostiene testualmente la stessa Delibera di Consiglio Comunale n. 108 del31.12.3008, "laRegionel:4iWUtAB B3ha approvato gli schemi generali di bando, capitolato e contratto di servizio a cui le amministrazioni sono tenute ad uniformarsi per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico di propria competenza". Né lo stesso Consiglio comunale si è assunto la resuonsabilità di discutere

l'argomento nella sua sede naturale per ottenere eventuali nuovi indirizzi rispetto a quelli già adottati con Delibera di Giuntan.446 del 31.12.2007e ribaditi dal Consiglio, che ancora una volta vogliamo qui confermare per la buona riuscita del bando », aggiungono, «"analizzare l'attuale programma. di esercizio al fine di realizzare un sistema integrato intermodale di trasporto, favorendo il miglioramento della mobilità sul territorio e la razionalizzazione del traffico, puntando sull'accrescimento degli standard qualitativi del servizio e del livello di soddisfazione dell'utenza, di intesa con i professionisti che saranno incaricati dellaredazionedelP.U.M.,. .. ; mantenere gli attuali livelli occupazionali ivi compresi gli accordi economici di 1° e 2° livello; uniformarsi agli schemi generali di bando, capitolato e contratto di gara approvati dalla Regione EUS&iliaS! per quanto conformi e compatibili con la successiva evoluzione normativa. " Al contrario, si è rimasti sulla ferma posizione di aver ereditato indirizzi rimaneggiati dal sub commissario prefettizio, peraltro a nostro parere con dubbi profili di legittimità».

Rifiuti, il servizio non si arresta

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Bernalda Criticato l'affidamento di un appalto alla Comunità montana Basso Sinni

Pdl su bando erosione, "c'è il mare a Tursi" BERNALDA - "Il mare a Tursi!... ovvero: le assurdità e la irrazionalità della Regionft ISflfcMlhMAI e l'assenza e la inconsistenza della Giunta Chiruzzi". Sembra u n fiume in piena il nuovo messaggio-protesta che lanciato dal gruppo Pdl di Bernalda, attraverso la voce del coordinamento cittadino, travolge sia il mondo politico regionale che quello locale. A portare la sua voce sul problema erosione a Metaponto è quella del coordinatore, Franco Pizzolla, e degli uomini della sigla locale, che, sul comunicato del Pdl, parlano di Metaponto, di università e di Mezzogiorno. «Mentre l'assessore regionale alle Infrastrutture Rosa Gentile -si legge nella nota stampa- non sa dove trovare i soldi per risolvere il grosso problema dell'erosione al Lido di Metaponto, la Regione chiama la Comunità Montana del basso Sinni, con sede a Tursi, in regime di commissariamento perché prossima alla soppressione in quanto ente inutile, a gestire u n bando

milionario di 14.000.000 euro, circa 28 miliardi delle vecchie lire, per "lavori di riqualificazione e lotta all'erosione costiera della fascia jonica lucana. Il bando-continua il Pdl attraverso il coordinamento cittadino- è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2010. La notizia h a del paradossale, perché non si capisce l'attinenza e la competenza di u n a Comunità montana, in u n a zona marin a di balneazione. Dinanzi a tale nonsenso e illogicità, noi cittadini di BernaldaMetaponto, sbalorditi ci chiediamo: la signora Gentile dov'era quando la Regione h a deliberato u n a simile assurdità? La Giunta comunale di Bernalda e in particolare il sindaco Chiruzzi e il vicesindaco Cospite, assessore al Territorio e a l ! Ambiente con delega all'erosione, come si sono adoperati per evitare l'ennesima esclusione di BernaldaMetaponto dalla gestione di u n importante progetto che riguarda essenzialmente il territorio bernaldese ed il futuro del turismo e dell'economia locale?». La prima

parte della nota si conclude con questi due interrogativi aprendosi ad una seconda parte dedicata all'Università e al Mezzogiorno. «Dopo anni di lassismo e indifferenza, pigrizia, apatiaeconnivenze dei partiti di sinistra, il governo Berlusconi si legge ancora nella notah a finalmente approvato alla Camera la riforma dell'Università. Lo ha fatto con u n approccio moderno, con criteri che si usano ormai in tutto il mondo avanzato, con il coraggio di andare a toccare un grumo di interessi e privilegi consolidati. In questa battaglia, il ministro Gelmini avrebbe dovuto essere appoggiata dagli studenti, che in teoria dovrebbero vedere i "baroni" comeun'insidiaal loro futuro e u n retaggio da spazzare via. Ma, u n a minoranza di studenti di una parte della sinistra ribellistica, sovversiva e violenta, non ci sta, perché fanno "politica" e neanche loro hanno capito quanto sia in pericolo il loro futuro e quanto sia necessaria questa riforma. Quanto

all'opposizione, e alle comiche di Bersani sui tetti, il Paese aspetta ancora che a sinistra si affacci u n a briciola di serietà e di proposta. Sul Mezzogiorno è stato varato il Piano per il Sud. Scuola, infrastrutture, sicurezza, ma anche, banche, fisco e ambiente. Il Piano per il Sud approvato dal governo con il consenso delle parti sociali, suona tutti i tasti dello sviluppo e integra (e completa) il disegno tratteggiato con il federalismo fiscale. Il quadro che emerge dal Piano è quello di un'attenzione particolare del governo Berlusconi verso u n a nuova politica meridionalistica: non assistenziale, ma concentrata sulla crescita spontanea del territorio. Con poche regole, ma efficaci, per u n nuovo "risorgimento economico" della Nazione. Un progetto ambizioso, quello del Piano per il Sud, che conta di utilizzare le risorse non ancora atti vaie dei diversi Programmi della Politica di coesione, e che verranno concentrate in pochi e chiari progetti». Fabio Sirago provineiamt@luedi.it

All'olio buono serve promozione

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Oggi l'inaugurazione con il presidente dell'Anas Ciucci

Si apre al traffico il secondo lotto della statale 99 Matera-Altamura E' PREVISTA per questa mattina alle 12 l'inaugurazione della Strada statale 99 che collega Matera ad Altamura e i cui lavori di adeguamento si avviano alla conclusione. Oggi ci sarà l'apertura al traffico del secondo lotto dal Km 10,150 fino all'innesto con la strada statale 96 "Barese" che porta sino al capoluogo pugliese. L'evento avrà inizio alle ore 12 presso il Km 4,200 della strada statale 99 nel territorio comunale di Altamura. All'inaugurazione interverranno Nicola Marzi, Capo Compartimento Anas S.p.A.Puglia, il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, Mario Stacca sindaco del Comune di Altamura, Michele Labianca, Assessore alla Viabilità, Mobilità e Trasporti della Provincia di Bari, Guglielmo Minervini Assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti della Regione Puglia. Poco prima del taglio del nastro è prevista la benedizione di S. E. Rev. ma Mons. Mario Padello Vescovo di Altamura-Gravina- Acquaviva delle Fonti. Il completamento dell'arteria che

La statale 99 Matera-Altamura

collega la Puglia alla Basilicata è un punto di riferimento essenziale per migliorare la rete infr astrutturale del territorio Blaterano ed è un ulteriore innesto per il miglioramento dei collegamenti con Bari, l'autostrada Al4 e lo scalo aeroportuale di Palese. Insomma si tratta di un intervento molto atteso da parte dei

cittadini non solo della Puglia ma anche dellaUSEBHSIBlìe costituisce un miglioramento importante che potrà essere ulteriormente definito con l'adeguamento anche della statale 96 e del cosiddetto terzo lotto della Matera-Bari per adeguare e raddoppiare interamente i chilometri che collegano la città dei Sassi al capoluogo pugliese.

«Giustizia giusta per mia sorella»

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MARCONIA

IN ATTESA DI URIA NUOVA LEGGE REGIONALE SULL'ALBO DEI GRUPPI DEL SETTORE

La Protezione Civile fa sistema un protocollo tra le associazioni tali realtà, in buona sostanza, sì vuole apportare un benefìcio alle comunità interessate ed ai loro cit• MARCONIA. L'unione fa la forza: con questo tadini, «n nostro intento - continua la nota - è motto, le associazioni di volontariato della Prote- realizzare per la stagione estiva un valido sistema di zione Civile delMetapontino hanno sottoscritto un soccorso di protezione civile, sanitario e marino su protocollo d'intesa, in attesa che la Regione pro- tutto il litorale marittimo. Disponiamo di mezzi mulghi una nuova legge per la costituzione dell' Albo antincendio che saranno collocati in punti strategici della Protezione Civile regionale. L'iniziativa è stata per intervenire in brevissimo tempo, riducendo al presentata a Mar conia, nella sala delle riunioni della minimo i danni per la superficie boscata. Potremo delegazione comunale, presenti i mmmmm^mmmmmm garantire assistenza sanitaria ai rappresentanti dì tutte le unità bagnanti, con prestabiliti punti di interessate, che abbracciano i cosoccorso e l'ausilio di 2 ambulanSINERGIA muni di Pisticci, Craco, Policoro, ze, così come la sicurezza sulle Scanzano, Bernalda e Nova Siri, il L'intesa mira a rendere spiagge del litorale jonico con consigliere provinciale Vito Di l'ausilio di 2 moto d'acqua compiù efficienti gli Tran! del Pd, e i sindaci di Piplete di carrello per recupero persticci, Michele Leone, e Craco, interventi sul territorio sone e personale idoneo in grado Salvatore Lacicerchia. Le asso- ___________ ___________ di soccorrere persone in difficoltà. Le associazioni opereranno su cìazìonì che hanno sottoscritto il protocollo d'intesa sono il Nucleo Operativo Volon- un fronte, compreso tra Nova Siri e Metaponto, di 38 tari del Metapontino di Marconia, Protezione Civile Km, mentre la superficie terrestre sarà di 625,30 Heraclea e Croce d'Oro di Policoro, Motonautica Kmq, con una popolazione di 61.093 abitanti, che nel Lucana, Pro-civ Arci e Protezione Civile Minerva. periodo estivo aumenterà notevolmente». «Con la firma del protocollo - si legge in una nota La sede legale ed operativa è stata fissata a Tinchi, degli organizzatori - il ruolo che s'intende svolgere dove esiste il cosiddetto "Polo della sicurezza", che in campo di Protezione Civile vuole essere di mag- comprende il Comando del Corpo Forestale, la sede giore efficienza ed utilità nel caso in cui comunità e della protezione Civile e, a breve, il distaccamento cittadini abbiano bisogno di un intervento rapido, dei Vigili del Fuoco. Referente della nuova struttura celere, efficiente e professionale». Con l'unione di sarà Rocco De Marco, del Nov di Marconia. PIERO MIOliA

Venerdì la riesumazione deicorpidiLucaeMarirosa

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La Provincia vara il Piano neve: 67 i mezzi schierati per affrontare i disagi del maltempo

Pronto un esercito di spargale Dalprimo gennaio eper tre mesi il territorio sarà diviso in zone d'intervento VENTISETTE mezzi spargineve e spargisale, 3 turbine, 3 terne, 34 mezzi affidati ad altrettante 34 ditte esterne, per 3mila chilometri di strade provinciali. Sono i numeri del nuovo piano neve messo a punto dalla Provincia di Potenza e presentato ieri alla stampa. Ottimizzare le risorse e ammortizzare i costi. Sono questi gli incipit delpiano, in u n momento in cui ilbilancio provinciale deve fare i confi con i tagli statali. Lo ha sottolineato il presidente della Provincia Piero Lacorazza, ncll'introdurre ilpiano neve, entrato in vigore il 1 dicembre e valido fino al 31 marzo 2011. «In un contesto molto complicato da u n punto di vista finanziario - ha detto vanno collocate alcune scelte, che non ci vedono nelle condizioni di migliorare, ampliare e rimodernare il parco mezzi». Sipunterà tutto sulle collaborazioni «con gli amministratori comunali, la Regione Basilicata e l'intero sistema emergenza, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato della Protezione civile». Da questo punto di vista «saranno rinnovate le convenzioni con i Comuni che siprenderanno a

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L'incontro di ieri per presentare il Piano neve

carico alcuni tronchi di strada più periferici come Anzi, Castelgrande, Viggiano, Pescopagano e Ripacandida», mentre in via del tutto sperimentale «verrà coinvolta la Protezione civile di Albano e Rotonda, con lo scopo di proseguire ed estendere la collaborazione negli anni futuri ». Si entra così nel vivo delle novità, come l'installazione del sistema di rilevazione Gps su tutti i mezzi a disposizione.

Una tecnologia, ha spiegato Ugo Albano, funzionario della Protezione civile della ReeioneEBHMHMMII che permette di monitorare i mezzi in strada in tempo reale. «Verificare quale mezzo è più vicinoalpunto interessato dall'emergenza, visualizzare su mappa il tragitto compiuto, i chilometri percorsi, le ore totali di lavoro del mezzo, la velocità. Ogni mezzo, inoltre, è identificato con una siglaedè

dotato di un tasto di emergenza in grado di mandare il segnale di allarme alla centrale operativa». Come funziona concretamente il piano neve? Innanzitutto il territorioprovincialevienedivisoin 4 grandi macroaree: nord, centro,centro-sud, sud. Queste, a loro volta, sono suddivise in 61 microaree. Per ognuna esiste un capocantoniere, che ha il compito di organizzare le attività. Presso il parcoprovinciale, poi, viene allestita la centrale operativa, che coordina gli interventi e alla quale è collegata la rete telefonica (numero verde 800017274). Le comunicazioni verranno registrate e intrecciate con il sistema Gps. «Il tutto - h a affermato l'assessore provinciale alla viabilità, Nicola Valluzzi - tenendo conto di aauttro aspetti: l'attenzione, ovvero l'annuncio delle precipitazioni nevose, ilpreallarme, ovvero la trasmissione delbollettino meteo, l'allarme e la postemergenza, ovvero la sorveglianza e il trattamento antighiaccio ». Indispensabile l'apporto dei cittadini: è fondamentale munirsi di gomme adeguate e catene. Anna Martino

Pronto un esercito di spargisale

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PRESENTATO IL PIANO 2010/2011

Emergenza neve, quasi 70 mezzi sulle strade della Provincia Convenzioni con 34 ditte private. Entrano in gioco anche i volontari GIOVANNA LAGUARDIA

• Quasi settanta mezzi spartineve e spargisale sono pronti ad intervenire sugli oltre tremila chilometri di strade della Provincia di Potenza in caso di emergenza neve. Questa la flotta che ramministrazione schiera in battaglia contro il «generale Inverno» per la slagione 2010/2011. I mezzi gestiti direttamente dalla Provincia sono 27, più tre turbine e tre grosse pale meccaniche dette «terne», ai quali si aggiungono i 34 mezzi resi disponibili attraverso altrettante convenzioni con ditte private. I particolari del piano anti neve, che è entrato in vigore il primo dicembre scorso e che resterà attivo fino al 31 marzo 2011, sono stati illustrati ieri mattina a Potenza alla stampa nel corso di un incontro che si è tenuto nella sala Protezione civile della Provincia, dal presidente Piero tacorazza e dall'assessore alla viabilità Nicola Valluzzi. n piano suddivide il territorio della Provincia in quattro macro aree,

PROTEZIONE CìVì'.P La presentazione del piano [foto Biianchi]

Nord, Centro, Centro Sud e Sud, e in 61 micro zone che comprendono tronchi di strade attigui. Oltre alle 34 convenzioni con ditte private, la Provincia ha coinvolto nel piano anche alcuni comuni e, in via sperimentale, le associazioni di protezione civile. I comuni convenzionati sono Anzi, Ca-

stelgrande, Viggiano, Pescopagano e Ripacandida, dove ci sono brevi tratti di viabilità provinciale circondati da viabilità di altro genere, mentre le associazioni di Volontariato opereranno a Rotonda e Albano di Lucania. «Per il momento abbiamo affidato ai volontari tratti di strada

limitati - ha spiegato Valluzzi - ma il coinvolgimento del volontariato addestrato ed organizzato e, per una parte della sua attività, già in carico al Pubblico, è la strada che seguiremo per il futuro». E questo anche date le condizioni di ristrettezza economica dovuti ai tagli nei trasferimenti che, come ha ricordato il presidente Lacorazza «ci hanno costretto anche quest'anno alla scelta di non rinnovare o ampliare il parco automezzi in dotazione alla Provincia». Il piano anti neve della provincia si divide in quattro fasi: quella di «attenzione», che si basa sulle previsioni meteorologiche, il «preallarme», che si attiva con l'allerta meteo diramata dalla Prefettura, l'«àuarme», quando la nevicata si verifica e la post emergenza, ovvero la fase di sorveglianza e di spargimento del ghiaccio per evitare gelate. Le fasi sono coordinate dal centro operativo, che può essere contattato anche dai citrtadini, attraverso il numero verde 800017274.

INVERNO La prima neve del 2010, il 10 dicembre scorso a Potenza [foto Tony Vece] Ritaglio In Basilicata

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Tagli Eurostar oggi a Roma l'ultima carta • Tagliati i due Eurostar Taranto-Potenza-Roma. Sono stati sostituiti da due Intercity che prevedono lungo il tragitto due fermate e una quindicina di minuti in più rispetto a prima. Trenitalia, dunque, nonostante gli appelli, nonostante le proteste, nonostante gli incontri inter-istituzionali è andata avanti con il suo progetto. L'annunciata mobilitazione è al momento sospesa in attesa del risultato di un incontro che si terrà oggi (proprio nel giorno del voto di fiducia alla Camera e al Senato) tra il sottosegretario ai trasporti, Giachino, i vertici di Trenitalia e le istituzioni dell'area. Un incontro molto atteso, visto come l'occasione giusta per chiedere a Soprano e ai vertici del Ministero di revocare la decisione. In base ai risultati dell'incontro, quindi, saranno decise le azioni da portare avanti. Parlamentari lucani e amministratori regionali all'unisono: «La trasformazione della coppia di Eurostar in una coppia di Intercity, con la conseguente riduzione del costo del biglietto per il tragitto Taranto-Roma non risolve né alleggerisce il peso del trasporto per i cittadini».

^ S " 4 , w r ! ? . , " " . 1 7 ' i ' ? TU La truffa viaggia su internet I «Basilischi» e fa scalo a Tramutola raccontati I. paese lutanoffa1 pm « P l a g i l a , dal plran I n f r a n g i

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Così il Nord si arricchisce esportando al Sud NAPOLI. «Campania, Puglia, Calabria e IBBEUREBEI sono caratterizzate da una forte propensione all'importazione dì beni da altre aree e da u n interscambio regionale prevalentemente orientato all'interno» Felice Delle Femine, responsabile di Territorio per il Sud Unicredit spiega che «molte regioni dol Nord hanno un saldo positivo in fatto di export e lo devono al Mezzogiorno dove esportano moltissimo». Sono qui i clienti più redditizi delle aziende settentrionali. È quanto emerge dalla ricerca di un team di economisti dell'Ufficio Studi Divisione Retail di UniCredit e dell'Area Ricerca economica e relazioni internazionali della Banca d'Italia. L'analisi è stata fatta a margine della presentazione del libro "Sviluppo, rischio e conti con l'esterno delle regioni italiane. Lo schema di analisi della pentola bucata" a cura di Riccardo De Bonis, Zeno Rotondi e Paolo Savona. «Queste quattro regioni - prosegue il m a n a g e r di Unicredit - potrebbero fare dei propri territori una leva per lo sviluppo, tramite il potenziamento del settore turìstico.

Dal canto nostro continueremo a stimolare il dibattito economico e a supportare le strategìe territoriali anche con l'istituzione di un Osservatorio sull'Internazionalizzazione delle regioni presso i nostri Comitati territoriali, che potrà fornire un'elaborazione sistematica dì statistiche funzionali per il monitoraggio dei cosiddetti buchi della pentola». La ricerca esamina la competitività delle regioni italiane, approfondendo la dimensione dei mercati in cui le imprese di una regione operano, in ambito sìa interregionale che internazionale. Emerge come, nel periodo 19952005, la Campania sia tra le regioni con il più elevato rapporto medio annuo negativo tra bilancia commerciale con esterno e Pil regionale (-19,4%). Saldo lievemente negativo per quanto riguarda la bilancia turistica: nel periodo 19962005 il rapporto medio annuo tra bilancia turìstica con l'esterno e Pìl regionale è infatti pari al -0,2%. Un segnale positivo proviene dal mercato del credito: il rapporto tra prestiti e raccolta è superiore anche

nel 2008, anno di inizio della crisi globale. All'incontro hanno partecipato Stefano Caldoro, presidente della regione Campania, Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, Filai IH5 lilHHiliTfl presidente della Regione I38EHH85EBI «In uno scenario come l'attuale h a sottolineato Gabriele Piccini, Country Chairman Italia UniCredit - la competizione internazionale si è intensificata, anche a causa della globalizzazione e della crisi. La nostra ricerca propone dunque una lettura delle economie regionali in u n a chiave nuova. È s e m p r e più importante, infatti, formulare strategie territoriali che puntino a fornire u n a risposta di s i s t e m a alla crisi e assicurino un' efficace governance dei territori. Il nostro studio contribuisce, così, all'individuazione delle priorità verso cui indirizzare le risorse finanziarie pubbliche e private disponibili e propone un'ottica nuova di sviluppo guidata da una politica industriale di rilancio della dimensione locale in prospettiva internazionale». Claudia Sparavigna

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Gli intercity prendono il posto degli Eurostar ed è caos sulle prenotazioni. E il tabellone non è aggiornato

Treni vecchi, disagi nuovi Oggi l'incontro con il sottosegretario ai Trasporti e l'Ad di Trenitalia POTENZA - A nulla sono serviti gli appelli dell'assessore alle Infrastrutture Rosa Gentile. Gli incontri telefonici t r a l'amministratore delegato dell'azienda e il presidente della RegJoneBfcHMmAtallBI MB l'ilHMM Le minacce di occupare i binari da parte dei cittadini di alcuni comuni interessati, come Bella. Trenitalia è stata irremovibile. Almeno fino a oggi, quando u n incontro t r a i parlamentari del Pd, Salvatore Margiotta e Ludovico Vico e il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, a cui parteciperà anche l'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, potrebbe cambiare le carte in tavola. Almeno così sperano in tanti, dalle istituzioni ai cittadini. Perché ieri, come promesso, i due Intercity h a n n o preso il posto degli Eurostar Potenza - Roma e Roma - Potenza, con il conseguente cambiamento di orario. l'Eurostar "9360" delle 8 e 11, in arrivo da Taranto e diretto a Roma, che impiegava 4 ore e 4 minuti è stato sostituito dal treno Intercity "700", in partenza da Potenza alle 9 e 44, con arrivo a Roma alle 14 e 21 (impiegando 4 ore e 37 minuti). Que-

sto all'andata. Per il ritorno, invece, l'Eurostar "9363" in partenza da Roma alle 15 e 45, con arrivo a Potenza alle 19 e 52 (per u n totale di 4 ore e sette minuti di percorrenza) è stato sostituto dall'Intercity "707" in partenza da Roma alle 15 e 39, con arrivo a Potenza alle 20 e 07 dopo 4 ore e 28 minuti di viaggio. Se Trenitalia, tramite l'addetto stampa, h a parlato di vantaggio per i cittadini lucani sia per la riduzione del costo del biglietto, diminuito da 38 a 30 euro, sia per l'aggiunta di fermate lungo il percorso, i viaggiatori lucani non la pensano allo stesso modo. «La questione del costo - dicono in molti - è relativaperché ad u n costo minore corrisponde u n servizio minore, come è giusto che sia». Anche sulle fermate intermedie h a n n o da obiettare «perché si tratta - dicono altri - di fermate dove spesso non sale nessuno, con u n bassissimo numero di utenti». Alla stazione di Potenza centrale, ieri, di ritorno da Roma, sono scesi si e non u n a decina di passeggeri. La maggior parte non ha avuto di che lamentarsi per gli

orari. «Il problema non è stato l'orario - dice Rossana Nardozza quanto il fatto che al numero della prenotazione non è corrisposto lo stesso posto a sedere ». Il punto, infatti, è che p u r chiamandosi Intercity, la vettura è la stessa dell'Eurostar. Nel momento in cui si prenota ilbiglietto, dunque, si prenota anche il posto a sedere. Un servizio che generalmente 1 ' In tercity non offre e che non solo continua ad essere messo automaticamente in atto, ma nella maniera sbagliata. Anche i monitor della stazione centrale non sono stati ancora adeguati ai nuovi orari, così che u n viaggiatore non è al corrente del cambio viene facilmente destabilizzato. Massimiliano Molinari è u n altro passeggero che conferma la comodità degli orari, lamentando, però il lungo tragitto di percorrenza. «Quattro ore e mezza da Roma - dice - è u n a cosa impensabile nel 2011». C'è chi, proprio per questo motivo, preferisce viaggiare con mezzi di trasporto diversi, su gomma. Sperando che almeno questi restino dove sono. Anna Martino

Alla stazione centrale di Potenza all'arrivo dell'ilntercity da Roma (foto Mattiacci)

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COSTI DELLA POUTICAEFILM COMMISSION di OTTAVIO FRAMMARTINO* LA scelta di Leporace per l'incarico in "Film Commission" è da condividere e per quel che mi r i g u a r d a personalmente è da sostenere. Egli rappresenta ed h a rappresentato in questi a n n i di direzione del suo giornale u n a voce autorevole di questa regione, t r a l'altro contribuendo notevolmente ad u n a informazione che h a rotto gli schemi di regime per aprire u n dibattito t r a le varie posizione, scelta che h a costretto a più a m i s u r a r s i con questa realtà. Il Quotidiano grazie a lui oggi è t r a i giornali più letti d e l l a U K l i s ^ BH Leporace non è solo giornalista e direttore t r a l'altro fondatore di Calabria Ora, giornale che si distinse per la battaglia contro la 'ndrangheta, ma anche u n fine intellettuale che - per esempio - con il suo libro "Toghe Rosso Sangue" racconta mirabilmente u n o spaccato della tragica storia di questo paese. Sono certo, proprio perche non lucano e per la sua personale storia, potrà dare u n a lettura scevra da pregiudizi e condizionamenti, u n a visione della tsfclMUMfll che ne esalti le sue peculiarità. La cosa che non condivido di questo dibattito che si è sviluppato sulla s u a nomina è il compenso previsto, m a addebitare a lui i costi enormi che la pubblica amministrazione elargisce vuole dire essere in malafede. Tale argomento è talmente serio, che andrebbe affrontato organicamente a cominciare dagli stipendi dei senatori per finire a quelli dei m a n a g e r Regionali. Come mai, ci chiediamo noi, a nessuno m a proprio a nessuno è ven u t o in mente di far restituire i soldi percepiti illegittimamente dai senatori e deputati lucani con il doppio incarico dopo l'elezione del 2008? Ecco bisognerebbe cominciare da qui ed affrontare alla radice u n problema di giustizia sociale non solo sui compensi previsti per la Film Commission m a s u tutti i fronti e senza rete. "•"Componente S e g r e t e r i a Regionale P r e f ^ ^ S H S H

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POTENZA

LO HA DETTO OB O M O ALL'AMBASCIATORE BRITANNICO

«Un tavolo di concertazione sul petrolio» Chaplin ha incontrato pure Lacorazza, il prefetto Riccio e Santarsiero # La Regione lifciaiKfeiEi vorrebbe «l'avvio, in tempi rapidi, di ima tavolo di concertazione sulla produzione degli idrocarburi, presso il Ministero dello Sviluppo economico». Loha detto ieri il presidente della Regione, EHBSJSBSS incontrando l'ambasciatore in Italia della Gran Bretagna, Edward Chaplin (il diplomatico ha incontrato anche il prefetto Riccio e il presidente della Provincia Lacorazza). «Come ambasciatore britannico in Italia - ha detto Chaplin - ho capito che operando solo da Roma non avrei mai potuto svolgere a pieno il mio ruolo. Per questo ho deciso di visitare il Paese, e quindi la HfcfcmhfeWÉ una delle regioni turisticamente forse poco conosciuta in Gran Bretagna e sul cui territorio, in Val d'Agri, c'è un investimento importante della compagnia britannica Shell». «La USI Enrasrei - ha continuato il presidente ÌIS

jE - ha costantemente promosso il proprio territorio in Gran Bretagna partecipando alla Borsa del turismo di Londra. La conferma del crescente interesse degli inglesi verso la B8BBBSB è un articolo del Financial Times in cui sono state celebrate le sue bellezze rurali, il mare cristallino, le antiche rovine, le città medievali e l'ottima cucina. Ad Irsina almeno 70 case sono state comprate da inglesi».L'ambasciatore ha anche incontrato il sindaco di Potenza Vito Santarsiero. «n nostro auspicio - ha detto Chaplin - è che la visita alla città di Potenza e alla reelorteltfldHhiiWilsia un un ulteriore elemento nell'ambito delle politiche per rafforzare il legame tra i nostri Paesi d'appartenenza». Santarsiero invece ha detto che « solo esaltando il protagonismo locale sarà possibile dar vita a processi di sviluppo dei nostri territori».

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Maxi-blitz dei Ce sulla «585» contro le stragi del sabato sera —-r -

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Piantine rovesciate le (etrine dei negozi

I trattori che si ribaltano ^ principale causa degli infortuni

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Le nomine dirigenziali dell'ente Regione riguardano oltre 40 tecnici e funzionari

Fumata nera per i dirigenti la giunta regionale a tarda sera non aveva tutti i nomi: probabile rinvio odierno POTENZA-Fumataneraper la nomina dei dirigenti regionali. La riunione di giunta regionale che si è riunita ieri seri sul tardi al primo piano del Palazzo della Regione a Potenza non ha sciolto gli ultimi nodi. Questo almeno è quanto emerso all'ora di chiusura del giornale. Gli assessori e il presidente della giunta regionale infatti, si erano incontrati dopo le 21. Ma già al momento dell'inizio dei ragionamenti le indiscrezioni parlavano di probabile rinvio. Anzi per usare i termini esatti delle fonti: «Siamo ancora in alto mare». Questodopole22. Poi seinnottataicontidovessero tornare è questione legata solo a eventuali mediazioni notturne. Piùprobabile invece, che la riunione di giunta possa essere aggiornata nella mattinata di oggi per tentare di trovare la quadratura. Quello che si è appreso in ogni caso è che sono subentrati i "soliti" problemi di in-

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castro. Non tutte la caselle evidentemente hanno trovato la "giusta" collocazione. Non in maniera facile a automatica evidentemente. Dipiù: tantochedopoleore 2 2 , secondo le indiscrezioni, qualche assessore aveva anche abbandonato la riunione . Insomma, a meno di colpi di scena, è rinviatalanomina degli oltre 40 dirigenti regionali in attesa di riconferma o di nuovo incarico. Nellaplateadiaspiranti dirigenti, ci sono quelli che attendono la riconferma o il cambio di ufficio più ci sono quelli che entrano per la prima volta nell'elite dei dirigenti della Regione. E' evidente comunque, che dovrebbe essere solo questione di ore. La maggioranza di governo regionale infatti, deve completare le nomine prima di affrontare l'aprovazione della Manovra finanziaria regionale che sarà al vaglio della massima assise regionale nella prossima settimana. sal.san.

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Nessuna conferma ma solo "parole" dai diretti interessali nella Casa dei riformisti POTENZA - Se qualcuno si aspettava di avere più certezze sul futuro del Terzo polo in I S K f l t d o p o l'incontro che si è svolto ieri nella Casa dei riformisti di Gabriele Di Mauro è sicuramente tornato a casa con gli stessi dubbi di prima. Se non di più. Eppure nella stessa stanza si erano riuniti quasi tutti i dirigenti ed esponenti regionali che dovrebbero essere in buona sostanza i 'nuovi" protagonisti di questo contenitore politico alternativo al centrodestra e al centrosinistra. Sei consiglieri regionali: Franco Mollica (Mpa). Roberto Falotico (Dee), Ernesto Navazio (lo amo la B l Alessandro Singetta (Api). Vincenzo Ruggiero (Udc) e Luigi Scaglione (Pu). In più, il segretario regionale dei Popolari uniti, Antonio Potenza, quello della Rosa bianca, Antonio Flovilla, il presidente della Provincia dell'Udo, Palmiro Sacco e l'ex segretario regionale dell'ldv, Michele Radice. Quello che è emerso in buona sostanza è stata la critica alla presenza di troppi segretari regionali nella giunta « w l l y l l l e una se rie di dibattiti anche accesi tra chi muoveva distinguo rispetto alle priorità programmatiche per i cittadini lucani e la "coerenza" delle ultime scelte elettorali. In pratica la sensazione è che qualunque novità al centro dipende più dalle scelte nazionale che da dinamiche strettamente locali.

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Le nomine dirigenziali dell'ente Regione riguardano oltre 40 tecnici e funzionari

Fumata nera per i dirigenti la giunta regionale a tarda sera non aveva tutti i nomi: probabile rinvio odierno POTENZA-Fumataneraper la nomina dei dirigenti regionali. La riunione di giunta regionale che si è riunita ieri seri sul tardi al primo piano del Palazzo della Regione a Potenza non ha sciolto gli ultimi nodi. Questo almeno è quanto emerso all'ora di chiusura del giornale. Gli assessori e il presidente della giunta regionale infatti, si erano incontrati dopo le 21. Ma già al momento dell'inizio dei ragionamenti le indiscrezioni parlavano di probabile rinvio. Anzi per usare i termini esatti delle fonti: «Siamo ancora in alto mare». Questodopole22. Poi seinnottataicontidovessero tornare è questione legata solo a eventuali mediazioni notturne. Piùprobabile invece, che la riunione di giunta possa essere aggiornata nella mattinata di oggi per tentare di trovare la quadratura. Quello che si è appreso in ogni caso è che sono subentrati i "soliti" problemi di in-

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castro. Non tutte la caselle evidentemente hanno trovato la "giusta" collocazione. Non in maniera facile a automatica evidentemente. Dipiù: tantochedopoleore 2 2 , secondo le indiscrezioni, qualche assessore aveva anche abbandonato la riunione . Insomma, a meno di colpi di scena, è rinviatalanomina degli oltre 40 dirigenti regionali in attesa di riconferma o di nuovo incarico. Nellaplateadiaspiranti dirigenti, ci sono quelli che attendono la riconferma o il cambio di ufficio più ci sono quelli che entrano per la prima volta nell'elite dei dirigenti della Regione. E' evidente comunque, che dovrebbe essere solo questione di ore. La maggioranza di governo regionale infatti, deve completare le nomine prima di affrontare l'aprovazione della Manovra finanziaria regionale che sarà al vaglio della massima assise regionale nella prossima settimana. sal.san.

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REGIONE BASILICATA

Riunione congiunta delle Commissioni consiliari sulla Finanziaria 2011

Manovra di oltre 3 miliardi m

yresenta i conti eparla di 112 milioni di tagli delgoverno

entrate correnti verrà quasi inte- bilità anche nella legge finanziaria POTENZAEEJ3ÌJSHPuntasullari- le ramente utilizzato per spese di parte 2011 viene confermato il divieto di duzione delle spese e del costo per il

personale regionale e poi sui tagli che il governo nazionale avrebbe effettuato sui trasferimenti di fondi. Questi i dueprincipi che il presidente della giunta regionale UD!i]li2il[aj|££B jfg] ha utilizzato per illustrare le linee guida della prossima Manovra finanziaria della Regione che sarà al vaglio del consiglio lucano nei prossimi giorni. L'illustrazione della Manovra, da parte del governatore lucano, è stata svolta durante la riunione congiunta delle Commissioni consiliari regionali. Nel corso dell'incontro!iII|3fjjj3^ha illustrato ai consiglieri regionali i numeri della Finanziaria. La seduta congiuntaèstatapresiedutadaEnrico Mazzeo Cicchetti (consigliere Idv), in qualità di presidente della Seconda commissione permanente "Bilancio e programmazione". Presenti numerosi consiglieri delle diverse espressioni politiche presenti in consiglio regionale. Per quanto riguarda i contenuti della Manovra, Secondo quanto dichiarato dallo stesso governatore lucano «l'ammontare complessivo della manovra finanziaria sarà pari a 3 miliardi 188 milioni di euro, con una riduzione rispetto alle previsioni iniziali dell'esercizio 2010 dell'8,8 per cento, pari a circa 308 milioni di euro». Lo stanziamento di cassa previsto sarà quindi di circa 3,788 miliardi di euro. Da quanto è emerso il totale del-

Ritaglio In Basilicata

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corrente. Le "luci" perKljljlj^^ sarebbero rappresentate dal «risparmio pubblico che migliora rispetto all'esercizio 2010 grazie ad una consistente riduzione delle spese cor renti, in primo luogo per il personale». Leombre invece, sempre secondo il governatore sarebbero rappresentate da «una notevole riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, pari a 112 milioni di euro». E il minor gettito di trasferimento è stato anche presentato già diviso perivariDipartimenti.IlS|j|JliilfeJj]ha quindi spiegato che alle infrastrutture arriveranno 63 milioni di euro in meno, mentre all'Ambiente i tagli saranno pari quasi a 10 milioni di e uro. Quattordici milioni e 600 mila euro la riduzione invece per il Dipartimento della Sanità lucana. Oltre 8 i milioni in meno al settore dell'Agricoltura mentre alla Formazione il taglio riguarda poco più di 6 milioni di euro. Alle Attività produttive, infine il minor trasferimento dallo Statodovrebbe tradursi in un meno 11 milionidieuro. _„^_ Per questi motivi, IMIililIBSjjljMiM ha spiegato che la Manovra «intende realizzare una ragionata razionalizzazione di tutte le risorse a disposizione, orientata agli obiettivi ed ai programmi di governo, prestando attenzione alla tenuta dell'equilibrio di bilancio. «Difatti - ha spiegato ancora il presidente della Regione - ai fini del contenimento della spesa regionale ed al rispetto del patto di sta-

uso esclusivo

del

istituire nuovi comitati, commissioni e altri organi collegiali che comportano oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale, oltre al divieto di integrare quelli preesistenti ». «Particolare attenzione - ha aggiuntopoi De Filippo- è rivolta alle disposizioni in materia di sostegno all'economia, alle famiglie ed alla cooperazione territoriale. Ai fini del miglioramento dei servizi erogati agli studenti dell'Università degli Studi della IsftiJMMalMI viene concesso un contributo all'Azienda regionale per ildirittoallostudiouniversitariodellatsfeytlWBHlTìer le spese delle residenze, del servizio mensa, dei trasporti e di altri servizi. In materia di economia, la legge finanziaria regionale istituisce un fondo di garanzia per il capitale circolante delle imprese, con una dotazione di 10 milioni di euro». EH|j|jJjJJ3JQpoi ha anche illustrato la previsione di «misure economiche per lacittadinanza solidale» edi «fondi destinati alla ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, alla politica agricola regionale,allaforestazione e quelli destinati al progetto "Vie Blu".

Riconfermate le disposizioni relative allo stanziamento finalizzato al Fondo di prevenzione e solidarietà per le vittime dell'usura e dell'estorsione, alla concessione di contributi ai! Comuni e agli Enti pubblici, per l anno2011 ,perlastabilizzazionedei lavoratori e per l'inserimento lavorativodei soggetti diversamente abili.

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Riunione congiunta delle Commissioni consiliari sulla Finanziaria 2011

Manovra di oltre 3 miliardi m

yresenta i conti eparla di 112 milioni di tagli del governo

entrate correnti verrà quasi inte- bilità anche nella legge finanziaria POTENZAEEJ3ÌJSHPuntasullari- le ramente utilizzato per spese di parte 2011 viene confermato il divieto di duzione delle spese e del costo per il

personale regionale e poi sui tagli che il governo nazionale avrebbe effettuato sui trasferimenti di fondi. Questi i dueprincipi che il presidente della giunta regionale UD!i]li2il[aj|££B jfg] ha utilizzato per illustrare le linee guida della prossima Manovra finanziaria della Regione che sarà al vaglio del consiglio lucano nei prossimi giorni. L'illustrazione della Manovra, da parte del governatore lucano, è stata svolta durante la riunione congiunta delle Commissioni consiliari regionali. Nel corso dell'incontro!iII|3fjjj3^ha illustrato ai consiglieri regionali i numeri della Finanziaria. La seduta congiuntaèstatapresiedutadaEnrico Mazzeo Cicchetti (consigliere Idv), in qualità di presidente della Seconda commissione permanente "Bilancio e programmazione". Presenti numerosi consiglieri delle diverse espressioni politiche presenti in consiglio regionale. Per quanto riguarda i contenuti della Manovra, Secondo quanto dichiarato dallo stesso governatore lucano «l'ammontare complessivo della manovra finanziaria sarà pari a 3 miliardi 188 milioni di euro, con una riduzione rispetto alle previsioni iniziali dell'esercizio 2010 dell'8,8 per cento, pari a circa 308 milioni di euro». Lo stanziamento di cassa previsto sarà quindi di circa 3,788 miliardi di euro. Da quanto è emerso il totale del-

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istituire nuovi comitati, commissioni e altri organi collegiali che comportano oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale, oltre al divieto di integrare quelli preesistenti ». «Particolare attenzione - ha aggiuntopoi De Filippo- è rivolta alle disposizioni in materia di sostegno all'economia, alle famiglie ed alla cooperazione territoriale. Ai fini del miglioramento dei servizi erogati agli studenti dell'Università degli Studi della IsftiJMMalMI viene concesso un contributo all'Azienda regionale per ildirittoallostudiouniversitariodellatsfeytlWBHlTìer le spese delle residenze, del servizio mensa, dei trasporti e di altri servizi. In materia di economia, la legge finanziaria regionale istituisce un fondo di garanzia per il capitale circolante delle imprese, con una dotazione di 10 milioni di euro». EH|j|jJjJJ3JQpoi ha anche illustrato la previsione di «misure economiche per lacittadinanza solidale» edi «fondi destinati alla ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, alla politica agricola regionale,allaforestazione e quelli destinati al progetto "Vie Blu".

Riconfermate le disposizioni relative allo stanziamento finalizzato al Fondo di prevenzione e solidarietà per le vittime dell'usura e dell'estorsione, alla concessione di contributi ai Comuni e agli Enti pubblici, per l'anno2011 ,perlastabilizzazionedei lavoratori e per l'inserimento lavorativodei soggetti diversamente abili.

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L'INTERVENTO

In materia di ambiente le scelte non siano imposte ma maturate POTENZA - Se le popolazioni insorgono per contrastare la realizzazione di una discarica sul proprio territorio, se tutto ciò accade anche quando, attraverso un procedimento di riconversione, una centrale elettrica ad olio combustibile viene trasformata in una centrale elettrica aumentata con cippato di legno, non sottoposto a trattamenti chimici, se si contestano le localizzazioni di antenne per la telefonia cellulare, in poche parole, se con la contestazione ci si oppone alle scelte operate dallapolitica, vuol dire che nelle relazioni tra potere p ohtico e cittadini vi e qualcosa che non funziona. La maggiore sensibilità e l'attenzione con cui oggi ci rivolgiamo ai temi della salvaguardia ambientale e della salvaguardia della salute dei cittadini, frutto di una maturazione e della crescita civile delle nostre comunità, impongono alla politica, acolorocheoperano le scelte e programmano gli interventi in tema di rifiuti, energia, telecomunicazione di avere un approccio diverso, nuovo, moderno, al passo con i tempi, fondato su approfondimenti scientifici delle problematiche ambientali e salutiste, coniugato con la capacità della politica di essere preparata ed aggiornata, in modo di poter svolgere quel ruolo di mediazione alfine di dissolvere i dubbi e lepreoccupazioni delle popolazioni coinvolte. Infatti, è ormai prassi consolidata, direi routine, quando vengono sussurrate le parole discarica, centrale,antenneoaltre tipologie di insediamenti, che nelle comunità coinvolte si ingenerino immediatamente attenzione, preoccupazione ed allarme, sino a giungere alle contestazioni di massa. Però vi è un dato, un fat-

Ritaglio In Basilicata

to, che nessuno di noi può ignorare, l'energia ci serve, i rifiuti li produciamo, tutti auspichiamo una telefonia efficiente, internet veloce, la banda larga ecc., verrebbe da dire, che ilprogresso, la crescita industriale, l'occupazione, l'efficienza dei servizi sono obbiettivi conseguibili a fronte di un costo ohe la nostra società deve sostenere. E' pur vero, che il progresso e la velocità delle innovazioni che questo ci trasferisce, impongono alla nostra attenzione tecnologie e metodi sempre più sofisticati e meno invasivi, che per non perdere la loro efficacia, devono essere comunicati da una classe dirigente che sia riconosciuta capace, cioè verso la quale i cittadini mantengano alti livelli di stima e l'unanime convincimento di una azione seria ed efficace diretta alla cura dell'interesse generale. Ma tutto ciò non è sufficiente, nel senso che la credibilità di chi ci amministra deve essere coniugata con la partecipazione delle comunità, unico strumento per una crescita consapevole attraverso la quale sconfiggereipreconcetti, i miti, le legende metropolitane che facilmente attecchiscono sul terreno della non conoscenza. Dunque la partecipazione, il coinvolghnento per la metabolizzazione dei processi decisionali, per comprendere le scelte, per governarle e non temerle. In conclusione, sono dell'avviso che le tematiche di salvaguardia ambientale ie salutistiche, ci impongono di essere attenti e vigili su ciò che accade intorno a noi, ma al contempo richiedono conoscenza dei temi, approfondimenti, partecipazione ed una classe dirigente attenta nei termini sopra indicati. Paolo Galante

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In materia di ambiente le scelte non siano imposte ma maturate POTENZA - Se le popolazioni insorgono per contrastare la realizzazione di una discarica sul proprio territorio, se tutto ciò accade anche quando, attraverso un procedimento di riconversione, una centrale elettrica ad olio combustibile viene trasformata in una centrale elettrica aumentata con cippato di legno, non sottoposto a trattamenti chimici, se si contestano le localizzazioni di antenne per la telefonia cellulare, in poche parole, se con la contestazione ci si oppone alle scelte operate dallapolitica, vuol dire che nelle relazioni tra potere p ohtico e cittadini vi e qualcosa che non funziona. La maggiore sensibilità e l'attenzione con cui oggi ci rivolgiamo ai temi della salvaguardia ambientale e della salvaguardia della salute dei cittadini, frutto di una maturazione e della crescita civile delle nostre comunità, impongono alla politica, acolorocheoperano le scelte e programmano gli interventi in tema di rifiuti, energia, telecomunicazione di avere un approccio diverso, nuovo, moderno, al passo con i tempi, fondato su approfondimenti scientifici delle problematiche ambientali e salutiste, coniugato con la capacità della politica di essere preparata ed aggiornata, in modo di poter svolgere quel ruolo di mediazione alfine di dissolvere i dubbi e lepreoccupazioni delle popolazioni coinvolte. Infatti, è ormai prassi consolidata, direi routine, quando vengono sussurrate le parole discarica, centrale,antenneoaltre tipologie di insediamenti, che nelle comunità coinvolte si ingenerino immediatamente attenzione, preoccupazione ed allarme, sino a giungere alle contestazioni di massa. Però vi è un dato, un fat-

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to, che nessuno di noi può ignorare, l'energia ci serve, i rifiuti li produciamo, tutti auspichiamo una telefonia efficiente, internet veloce, la banda larga ecc., verrebbe da dire, che ilprogresso, la crescita industriale, l'occupazione, l'efficienza dei servizi sono obbiettivi conseguibili a fronte di un costo che la nostra società deve sostenere. E' pur vero, che il progresso e la velocità delle innovazioni che questo ci trasferisce, impongono alla nostra attenzione tecnologie e metodi sempre più sofisticati e meno invasivi, che per non perdere la loro efficacia, devono essere comunicati da una classe dirigente che sia riconosciuta capace, cioè verso la quale i cittadini mantengano alti livelli di stima e l'unanime convincimento di una azione seria ed efficace diretta alla cura dell'interesse generale. Ma tutto ciò non è sufficiente, nel senso che la credibilità di chi ci amministra deve essere coniugata con la partecipazione delle comunità, unico strumento per una crescita consapevole attraverso la quale sconfiggereipreconcetti, i miti, le legende metropolitane che facilmente attecchiscono sul terreno della non conoscenza. Dunque la partecipazione, il coinvolgimento per la metabolizzazione dei processi decisionali, per comprendere le scelte, per governarle e non temerle. In conclusione, sono dell'avviso che le tematiche di salvaguardia ambientale ie salutistiche, ci impongono di essere attenti e vigili su ciò che accade intorno a noi, ma al contempo richiedono conoscenza dei temi, approfondimenti, partecipazione ed una classe dirigente attenta nei termini sopra indicati. Paolo Galante

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IL COMMENTO

La patente di Vito POLICORO - Se II Giornale di Paolo Berlusconi nei giorni scorsi h a m a l t r a t t a t o la classe dirigente del Pd di tsMimSffEI facendo scattare le querele d a p a r t e del segretario regionale, Roberto Speranza, diverso e il giudizio del governo di Silvio Berlusconi, nei confronti del presidente della Regione, Biffisi lK5[5jggj jSg] e della s u a g i u n t a . Sono stati inmtti proprio 2 importanti e strategici ministri del governo di centrodestra a dare alElrajBSSE la "patente di b u o n governatore". L'attestato che gli riconosce abilità e destrezza alla g u i d a della Regione, p o r t a la firma di Renato B r u n e t t a ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e Ferruccio Fazio, min i s t r o della Salute. "Caro Vito, mi congratulo per i risultati r a g g i u n t i dalla t u a Regione in m a t e r i a di ottimizzazione della spesa sanitaria e di sviluppo dei servizi di e - government". Con u n a lettera dai toni cordiali, conclusa con u n "bravo" scritto di suo p u g n o , lo scorso 3 novembre, Brunetta, si è personalmente e confidenzialmente c o n g r a t u l a t o con Vito, p e r i risultati r a g g i u n t i in|Sg9 E3HKM1 UBI iaiIBBBi! n o n si distrae, g u i d a bene e h a la sicurezza di chi, ormai

al secondo mandato, conosce bene la m a c c h i n a e le insidie del percorso tortuoso dell'Amministrazione pubblica. Attacca i tagli, m a trova c o m u n q u e soluzioni per governare. Innova e ottimizza come piace a B r u n e t t a e r i s p a r m i a come piace a Tr emonti. E sulla Sanità? Basta ricordare cosa h a detto Fazio lo scorso 2 dicembre a Potenza d u r a n t e la s u a visita g i u n t a a conclusione degli Stati generali della salute, q u a n d o il m i n i s t r o h a elogiato la IsfcMMtAIIB "per l'impegno a s s u n t o sulle liste di attesa e sul regolamento della liber a professione". Oh e i n EBfjftllMfclfeloi sia u n a "convincente gestione sanitaria" lo h a ribadito da pochi giorni anche l'agenzia di r a t i n g Moody's che h a confermato la valutazione Aa3 di affidabilità alla Regione. Moody's h a a n c h e parlato di u n a "performance operativa migliore di altre Regioni". L'agenzia h a stilato u n giudizio analitico che s e g n a a d d i r i t t u r a u n miglioramento rispetto al passato. Se la Regione è affidabile, per laproprietà transitiva, è perché il presidente-conducente h a u n a g u i d a affidabile, certificata t r a l'altro ed è cosa n o n d a poco, da u n a "commissione" disinteressata. Quella dei

ministri del governo Berlusconi, verso il quale Vito c o n t i n u a a n o n r i s p a r m i a r e lamentele (anche a nome dell'intero Mezzogiorno all'int e r n o della Conferenza Stato-Regioni) per le decisioni che riducono le disponibilità e r e n d o n o incerta la programmazione. Vito g u i d a oggettivamente bene è "bravo" e n o n importa se il Pdl del c a p o g r u p p o Nicola Pagliuca e del sottosegretario all'Istruzione (che quindi del governo nazionale fa anch'egli parte) Guido Viceconte, siede t r a i banchi della minoranza, in cui è stato relegato proprio dal bravo patentato Vito, sia nel 2005 che cinque a n n i dopo. Vito q u i n d i n o n è stato raccomandato. La patente l'ha p r e s a per merito. Continuitàfa r i m a con affidabilità. Ed è u n peccato se questi riconoscimenti (Brunetta, Fazio e Moody's) n o n abbiano ricevuto la meritevole sottolineatura da p a r t e della ricca classe dirigente del Pd lucano i cui componenti sono troppo posizionati sulle questioni correntizie e sul futuro dei singoli. Peccato. Vito intanto, rinnovata la "patente" cont i n u a a g u i d a r e ed a rispettare le regole, n o n o s t a n t e il percorso impervio e gli ostacoli quotidiani. Pierantonio Lutrelli

Inizia il tour "elettorale" dipietrista ORA è ufficiale il presidente nazionale dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro sarà a Matera venerdì. E non giovedì come inizialmente era stato annunciato per «sopraggiunti impegni istituzionali". L'appuntamento è quindi alle 15 e 30 presso il Cinemacomunale nella città dei Sassi. Dalla segreteria regionale dell'Italia dei valori di ! P ^ ! K P hanno reso noto che la visita lucana dell'ex magistrato di mani pulite e leader nazionale dipietrista rientra in un tour già programmato «che porterà i quadri regionali dell'Italia dei valori fuori dai Palazzi e dalle sedi istituzionali e di partito per un confronto diretto con gli elettori e simpatizzanti». Il tour dei big regionali del partito che appare una sorta di partenza anticipata di campagna elettorale (se il governo nazionale non dovesse ostraredia • . eriinparlamentoperproseguire)toccheràtutti nuni della!

Non c'è bisogno di una crisi al buio» ROMA «Il nostro Paese ha bisogno di tutto tranne che di una crisi •> ' buio: è questo unodei passaggi più significativi contenuto nell'interven: del presidente Silvio Berlusconi che pertoni e contenuti credo abbia ra: presentato il senliie più' diffuso nell'anime degli italiani insieme al nchi. mo alla sovranità del popolo che e' i; ve'n vincolo dei parlamenti e (•)>•• governi, di cui non ci si può' disfare contro le indicazioni chiare del con:., elettorale-. Lo ha dichiaralo il senaloi e lucanodel Popolo della libertà, Cosimo L. tronico, che a caldo ha commentato l'intervento del premier in aula al Snato. «La chiarezza e la cautela del presidente Berlusconi - ha concluse i senatore Latronico spenamo diano ragione a quelle forze del centro dsti a ci re devono convincersi che per i ilanciai e il centro destra ncn si pi •. progettare di distruggerlo".

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La patente di Vito POLICORO - Se II Giornale di Paolo Berlusconi nei giorni scorsi h a m a l t r a t t a t o la classe dirigente del Pd di tsMimSffEI facendo scattare le querele d a p a r t e del segretario regionale, Roberto Speranza, diverso e il giudizio del governo di Silvio Berlusconi, nei confronti del presidente della Regione, Biffisi lK5[5jggg jSg] e della s u a g i u n t a . Sono stati inmtti proprio 2 importanti e strategici ministri del governo di centrodestra a dare aElrajBSSB la "patente di b u o n governatore". L'attestato che gli riconosce abilità e destrezza alla g u i d a della Regione, p o r t a la firma di Renato B r u n e t t a ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e Ferruccio Fazio, min i s t r o della Salute. "Caro Vito, mi congratulo per i risultati r a g g i u n t i dalla t u a Regione in m a t e r i a di ottimizzazione della spesa sanitaria e di sviluppo dei servizi di e - government". Con u n a lettera dai toni cordiali, conclusa con u n "bravo" scritto di suo p u g n o , lo scorso 3 novembre, Brunetta, si è personalmente e confidenzialmente c o n g r a t u l a t o con Vito, p e r i risultati r a g g i u n t i in|Sg9 E3HKM1 UBI iaiiBBflii n o n si distrae, g u i d a bene e h a la sicurezza di chi, ormai

al secondo mandato, conosce bene la m a c c h i n a e le insidie del percorso tortuoso dell'Amministrazione pubblica. Attacca i tagli, m a trova c o m u n q u e soluzioni per governare. Innova e ottimizza come piace a B r u n e t t a e r i s p a r m i a come piace a Tr emonti. E sulla Sanità? Basta ricordare cosa h a detto Fazio lo scorso 2 dicembre a Potenza d u r a n t e la s u a visita g i u n t a a conclusione degli Stati generali della salute, q u a n d o il m i n i s t r o h a elogiato la tsfeMMmiB "per l'impegno a s s u n t o sulle liste di attesa e sul regolamento della liber a professione". Oh e i n EBfjftllMfclfeloi sia u n a "convincente gestione sanitaria" lo h a ribadito da pochi giorni anche l'agenzia di r a t i n g Moody's che h a confermato la valutazione Aa3 di affidabilità alla Regione. Moody's h a a n c h e parlato di u n a "performance operativa migliore di altre Regioni". L'agenzia h a stilato u n giudizio analitico che s e g n a a d d i r i t t u r a u n miglioramento rispetto al passato. Se la Regione è affidabile, per laproprietà transitiva, è perché il presidente-conducente h a u n a g u i d a affidabile, certificata t r a l'altro ed è cosa n o n d a poco, da u n a "commissione" disinteressata. Quella dei

ministri del governo Berlusconi, verso il quale Vito c o n t i n u a a n o n r i s p a r m i a r e lamentele (anche a nome dell'intero Mezzogiorno all'int e r n o della Conferenza Stato-Regioni) per le decisioni che riducono le disponibilità e r e n d o n o incerta la programmazione. Vito g u i d a oggettivamente bene è "bravo" e n o n importa se il Pdl del c a p o g r u p p o Nicola Pagliuca e del sottosegretario all'Istruzione (che quindi del governo nazionale fa anch'egli parte) Guido Viceconte, siede t r a i banchi della minoranza, in cui è stato relegato proprio dal bravo patentato Vito, sia nel 2005 che cinque a n n i dopo. Vito q u i n d i n o n è stato raccomandato. La patente l'ha p r e s a per merito. Continuitàfa r i m a con affidabilità. Ed è u n peccato se questi riconoscimenti (Brunetta, Fazio e Moody's) n o n abbiano ricevuto la meritevole sottolineatura da p a r t e della ricca classe dirigente del Pd lucano i cui componenti sono troppo posizionati sulle questioni correntizie e sul futuro dei singoli. Peccato. Vito intanto, rinnovata la "patente" cont i n u a a g u i d a r e ed a rispettare le regole, n o n o s t a n t e il percorso impervio e gli ostacoli quotidiani. Pierantonio Lutrelli

Inizia il tour "elettorale" dipietrista ORA è ufficiale il presidente nazionale dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro sarà a Matera venerdì. E non giovedì come inizialmente era stato annunciato per «sopraggiunti impegni istituzionali". L'appuntamento è quindi alle 15 e 30 presso il Cinemacomunale nella città dei Sassi. Dalla segreteria regionale dell'Italia dei valori di ! P ^ ! K P hanno reso noto che la visita lucana dell'ex magistrato di mani pulite e leader nazionale dipietrista rientra in un tour già programmato «che porterà i quadri regionali dell'Italia dei valori fuori dai Palazzi e dalle sedi istituzionali e di partito per un confronto diretto con gli elettori e simpatizzanti». Il tour dei big regionali del partito che appare una sorta di partenza anticipata di campagna elettorale (se il governo nazionale non dovesse ostraredia • . eriinparlamentoperproseguire)tocclieràtutti nuni della!

Non c'è bisogno di una crisi al buio» ROMA «Il nostro Paese ha bisogno di tutto tranne che di una crisi •'' buio: è questo unodei passaggi più significativi contenuto nell'interven: del presidente Silvio Berlusconi che pertoni e contenuti credo abbia ra: presentato il senliie più' diffuso nell'anime degli italiani insieme al nchi. mo alla sovranità del popolo che e' i; vivo vincolo dei parlamenti e (•)>•• governi, di cui non ci si può' disfare contro le indicazioni chiare del corp-. elettorale-. Lo ha dichiaralo il senaloi e lucanodel Popolo della libertà, Cosimo L. tronico, che a caldo ha commentato l'intervento del premier in aula al Snato. «La chiarezza e la cautela del presidente Berlusconi - ha concluse i senatore Latronico speriamo diano ragione a quelle forze del centro dstr a ci re devono convincersi che per i ilanciai e ii centro destra ncn si pi •. progettare di distruggerlo".

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Il programma di Assonautica per il potenziamento dell'offerta turistica

Nautica da Diporto, le proposte per Policoro 2011 SERVIZI per gli appassionati di sport acquatici, potenziamento dell'offerta turistica, attivazione a Policoro dì u n Centro di educazione marinara e u n a proposta per istituire mtsMJUlMnBI u n istituto nautico. Sono alcune degli obiettivi che l'assonautìca intende concretizzare nel programmazione SOI 1, coinvolgendo enti e privati. Il presidente dell'associazione lo h a annunciato oggi a Matera nel corso del convegno sul tema "Prospettive di sviluppo della nautica da Diporto in t.fetJMMstiBHI che h a n n o visto la par tecipazione t r a gli altri del presidente nazionale di Assonautica Gianfranco Pontel. «L'offerta di servizi di Assonautica - h a detto il presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Matera Tortorelli - prevede iniziative davvero uniche, come i l H H ! BUSSISI coast to coast" che contribuir a n n o a far conoscere la U^UFtfetiEI dalla costa di tirrenica, dove è il porto diMaratea,aquellajonicadeiporti del Metapontino con la possibilità di trasferire i natanti utilizzando il trasporto su gomma. Ciò consente di ridurre tempi e costi e di evitare di raggiungere lo stretto di Messina per passare da u n a costa all'altra. Ma stiamo lavorando sulle potenzialità dei corsi d'acqua interni, come fiumi e laghi, che possono essere utilizzati per gli sport diportistici e questo non p u ò che portare valore aggiunto all'economia turistica lucana. L'altra opportunità è legata alle possibilità di Istituire u n Istituto Nautico, che possa formare i ragazzi nei diversi settori della mari-

Un momento del convegno "Prospettive di sviluppo della nautica da Diporto

inSfSflSUS

neria. Su questo aspetto apriremo u n confronto con gli enti e le istituzioni locali, che in passato e soprattutto nel Metapontino h a n n o mostrato interesse verso questo tipo di corso di studi». E u n riferimento concreto verso questa opportunità verrà dagli skippers del Circolo Velico lucano che per u n a settimana, utilizzando la barca vela posizionata a piazza Mulino, illustrer a n n o ai ragazzi delle ultime classi delle scuole elementari e del triennio della medie inferiori tecniche e segreti di uno sport giovane e interessante, che lega passione e n a t u r a e riscuote consensi crescenti t r a le diverse fasce sociali. «Mi congratulo - h a detto il presidente nazionale di Assonautica, Gianfranco Pontel - con il presidente

Tortorelli per lo star up dell'Assonautica dopo u n a l u n g a gestazione. Le prospettive sono veramente positive, nonostante il quadro generale di difficoltà dell'economia italiana. L a U S l i S Mi! ibi con i due affacci lucani sui m a r i Tirreno e Jonio h a due realtà nuove da lanciare sui mercati italiano e straniero. E' u n a offerta davvero unica che dovrà tenere conto dei servizi alla nautica, servizi variegati e qualificati per affrontare la difficile sfida con i competitori mediterranei. Per questo istituiremo nei primi mesi del 2011, a Policoro, presso il Centro velico lucano, u n Centro polivalente di educazione m a r i n a r a che coinvolgerà giovani delle medie superiori e delle università».

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.Muterà 2019 obiettivo strategico»

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IL MONDO B E L L I SCUOLA OCCASIONE IDEICTrTARIA L'obiettivo de) Centro di educazione Un popolo di contadini affacciati sul mare è avvicinare al mare studenti delle scuole vuole recuperare le antiche medie superiori e delle università e comuni radici del bacino mediterraneo

Nasce «Assonautica» occasione dì crescita Cammino comune, pubblico e privato uniscono le forze PASQUAlf DORIA

# Qualche numero utile per iniziare. Assonautica, a livello nazionale, è stata costituita nel 1971 da Unioncamere. Spina dorsale un nutrito gruppo di Camere di Commercio, 50 per l'esattezza. Si articola su 14 associazioni provinciali e conta 10 mila iscrìtti. Ieri, è stata la volta deìlansiaiiMS! Cerimonia sobria con insolita barca a vela in piazza del Mulino, utile a sottolineare il varo di un nuovo modo organizzato di fare turismo, con particolare attenzione al territorio, alla sua natura e alla sua cultura. Non si parte da zero. Ma si è compreso subito che - prima di tagliare U traguardo di un Distretto della nautica, per esempio - ci sarà da remare e sudare ancora molto. Ma ogni cammino, anche quello più lungo, inizia da un primo passo. E quello compiuto alla Camera di commercio di Matera, dove è sfata battezzata ufficialmente la nascita di Assonautica BSSHH8SBH si carica di molteplici significati, specialmente se si considera che il nostro è in generale un popolo di contadini affacciato sul mare e che Matera è stata definita la capitale della civiltà contadina. Ma la «Mammiia è anche una delle poche regioni italiane ad essere accarezzata dalle onde di due mari, Tirreno e Jonio. Così, più che pensare agli aspetti propriamente burocratici, alla forma dell'associazione che mette in mare insieme pubblico e privato, ovvero una realtà che può favorire esclusivamente la crescita della nautica da diporto, in realtà, da subito, si sta lavorando all'opportunità di dare gambe ad un soggetto autonomo, soprattutto promotore di sviluppo locale. Poca burocrazia, non un mare di carte. Le premesse, per quello che è stato detto ieri, sembrano promettenti. La presenza del presiRitaglio In Basilicata

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dente dell'Assonautica, Gianfranco Pontel, i termini onesti e propositivi che hanno caratterizzato i suoi discorsi, tengono conto della realtà dei fatti. Attestata la volontà delle istituzioni e registrato il dinamismo degli operatori, non si può prescindere dalla grande risorsa naturale costituita dal territorio, che va ben oltre la striscia di spiaggia di Maratea e del Metapontino. «Adesso - commenta Pontel - sono mature le condizioni per voltare pagina». Proviamo a tradurre anche in riferimento a strutture già presenti sul territorio. Si può scegliere di ridurre il tutto ad un mero parcheggio sul mare, oppure, investire e dotare del necessario quelle strutture che ormai ci sono anche da noi. «Parliamo di servizi - ha precisato Pontel - dalla necessità di poter disporre di personale padrone delle lingue e in grado di garantire adeguata assistenza tecnica». L'elenco, del resto, non si può limitare solo alla dotazione di acqua, luce o servizi di ristoro ed igienici, ma anche di club house per accoglienza, riparazioni e manutenzioni, dotazioni di sicurezza e vigilanza, attracco, impianti antincendio, pulizia pontili e banchine, assistenza all'ormeggio, gru, argani per varo ed alaggio, servizi meteo in Vhf, posti barca a secco, prodotti dell'enogastronomia locale, abbigliamento nautico ed attrezzatura da pesca, corsi per conseguire la patente nautica, corsi di vela, rimessaggio e custodia invernale, servizio di trasporto imbarcazioni (boat moving), parcheggio auto. In poche parole, se non si tratta di inseguire le solite iniziative edilizie mascherate (le seconde case almare), sista parlando di lavoro per e sul mare con quanti condividono una passione che viene da lontano. Per Pontel, «nonostante il quadro generale di difficoltà dell'economia italiana, le prospettive sono buone. E .lalBasiiBBCBI in

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particolare; ha la possibilità di lanciare realtà nuove sui mercati, sia nazionale che straniero. Si tratta di un'offerta che, come anticipato, dovrà tener conto dei servizi alla nautica, molteplici e qualificati per affrontare la difficile sfida con i competitori mediterranei. Per questo - annuncia - nel 2011, al Circolo velico lucano di Policoro, istituiremo un Centro polivalente di formazione marinara che coinvolgerà giovani delle medie superiori e delle università. Ci crediamo». Per la precisione, si è anche parlato di educazione al mare. Lo ha fatto il padrone di casa, nonché presidente di AssonauticaEi&HHBHIìl Angelo Tortorelli, ma anche l'assessore provinciale al Turismo, Angelo Garbellano, il sindaco di Pisticci, Michele Leone, il consigliere comunale di Policoro Cosimo Simone, il consigliere di Assonautica IHSEÌB iirawn Carmelo Gagliardi e il capitano difregatadella Capitaneria di porto Antonio D'Amore, che ha evidenziato le nuove sinergie per la migliore fruibilità del bene mare. Al presidente del Circolo velico lucano, Sigismondo Mangialardi, forse il più popolare operatore del mare del Metapontino, è stato invece affidato il compito di presentare il Centro polivalente di educazione marinara. Chi lo conosce, dopo qualriproducibile.


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che parola di presena comprenderefinoin altre persone il concetto secondo il quale fazione, non faticherà fondo cosa significa per questa e molte il mare è solo una continuazione della terra in forma liquida.

NUMERI NAZIONALI Una BroB0staoiWÌEia8e ed miripnte Ecco la nostra BffTSIiMEl coast to coast» ffl Ancora qualche numero utile a comprendere quello che può significare nautica da diporto in nfcMiiwcflal Sigismondo Mangiàlardi ha iniziato molti anni fa. Ha abbandonato il lavoro al Centro ricerche dell'Enea e, con tutte le forze, ha iniziato a trasmettere il suo amore per il mare ai più piccoli. I frequentare i corsi all'inizio, su una spiaggia dì Policoro semideserta e profumata dalla resina dei pini marittimi, erano per pochi fortunati, anche meno di 20 allievi. Il bilancio del 2010 si chiuderà con 15 mila ragazzi da 6 a 18 anni. Con unturn over di 500 ogni due settimane, hanno compreso la forza, impato a rispettare ed amare il mare, hanno imparato a lavorare in gruppo su una barca spinta solo dalla forza del vento e dal più puro spirito di avventura. Il modo migliore, un'imbarcazione in mare aperto, per afferrare l'anima del lavoro in gruppo, perchè nessuno è un'isola. E allora via con i progetti capaci di coniugare, come si diceva un tempo, utile e dilettevole. «Abbiamo mutuato l'espressione da un recente e fortunato film girato nella nostra regione, Coast to coast ripete il presidente delia Camera di commercio, Angelo Tortorelli e l'abbiamo tradotto in un progettò che siamo sicuri funzionerà. In inglese si dice boat moving. E spesso non va oltre la traduzione letterale, il movimento di barca da un attracco all'altro. Noi vogliamo riempire di contenuti questo movimento. Faccio un esempio. Se un diportista arriva a Maratea, noi ci stiamo organizzando per fargli trovare la barca sullo Jonio lucano oppure sull'Adriatico. Nel frattempo siamo già pronti per proporre al nostro diportista un itinerario di alcuni giorni, sarà lui a scegliere, all'interno della is&dllbfeuni Potrà selezionare in un ventaglio di possibilità tutte legate alla scoperta del territorio, tra cultura, natura, sapori e sensazioni che difficilmente potrà trovare altrove e comunque assolutamente originali rispetto ai soliti circuiti di visita. Poi, potrà riprendere il mare e, siamo certi, che difficilmente dimenticherà i volti della nostra gente o i colori dei nostri paesaggi». [p.d]

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14 associazioni provinciali 10 mila iscritti 50 Camere di commercio

LEVARE LfANCORA Protagonista non sarà il mare di carte ma la voglia di rischiare del privato

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A VELE SPIEGATE Battesimo per Assonautica ieri mattina in piazza Mulino [foto Genovese]

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ROTONDELLA INTERROGAZIONE 01 VENEZIA

«Itrec, un consuntivo sul sopralluogo» • Interrogazione del consigliere regionale Mario Venezia (Pdl) sul sopralluogo della "cabina diregia" dellaRegione alTItrec di Rotondella: «Ho chiesto di conoscere i siti visitati; le precauzioni prese a tutela della salute degli ospiti; se non sia grottesco il ruolo del dott. Donato Viggiano (controllore di se stesso), direttore del Dipartimento ambiente e già direttore dell'Enea di Trisaia; se sia utile individuare un terzo supervisore; se operatori del centro siano stati colpiti da patologie neoplastiche». [fi.me.J

Venerdì la riesumazione dei corpi di Luca e Madrosa

M T ^ ' I M I I La Protezione Civile fa sii naprefettou un protocollo tra le assoc

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Eccellenze dell'industria lucana

Come fare business pulito dalla monnezza Nostro reportage adAtella Riciclaggio. E non è un reato di PARIDE LEPORACE ERA da tempo che non incontravo delle maestranze altamente motivate e soddisfatte del proprio lavoro, semplici operai e caporeparto orgogliosi di u n ciclo s e g u e a p a g i n a 10

RICICLAGGIO. E NON E' REATO UN TEMPO si GOSIRUF^NO MOTORI OGGI SIAMO ^'AVANGUARDIA DEUA GREEN EGONOMY dì PARIDE LEPORACE segue dalla prima produttivo innovativo e utile alla loro vitama anche alla collettività. La, questione è nodale perché non avviene in un impianto manufattiero tradizionale ma in un grande stabilimen to dove ogni singolo dipenden te si occupa di trattare e riciclare e possibilmente riutilizzare ogni singolo rifiuto. Ho avuto la possibilità per un'intera mattinata di seguire le attività del gruppo Seari collocato nella valle di Vitalba. E'uno dei treimpian ti che ancora funzionano in un 'area industrialepredata da avvoltoi delNord chehanno aperto capannoni per potersi guadagnare investimenti a fondo pe to sommate come spreco del i e finite ad ingrassare le pan Iva della razza padrona padai Qui un tempo si costruiva motori. Il mito dei pistoni di Formula Uno è morto quasi subito. Poi degli imprenditori locali, ma nel dna di uno di loro scorre anche generoso e creativo sangue roma- '• gnolo, hanno dopo guai- *l che primo balbettio trovato la formula adatta per fare business con la Jf| monnezza. Nessun fi- V nanziameiito pubblico e ^ investimenti di tasca propria. L'impianto è un piccolo gioiello di nuova architettura, industriale. L'esternonel verd è distante anni luce dagli scene da Biade runner che siamo t tuati ad osservare attorno ag ceneritori. All'interno gli u hanno un design da loft molti page. Nel ventre dell'impiant non è irrespirabile come ti a, passa per le mani dei singoh che-; tscaibaiiU; rificano, controllano. Irapporti sindacalisonobuoni. In unamenRitaglio In Basilicata

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sa a dimensione umana dirigenti e operai pranzano insieme gustando la buona cucina preparata da una signora del posto. I titolari pensano molto al sociale. Sono l'avanguardia vera di quell'economia green che in questa vallata è fatta di corpi che vivono meglio la loro epoca trattando materiali che non vanno dispersi. Meno disperdi più guadagni. L'azienda gestisce anche i compattatori automatizzati con dispositivo ottico. Hanno anche quelli piccoli buoniperi vicoli deipaesi che utilizzano il loro servizio. La differenziata è una realtà condivisa. Sono pochi comuni. Chi si occupa di rifiuti forse è bene che vada da Seari a comprendere come si governa unproblema e come diventa una risorsa. Il futuro passa daAtella. Ricordiamocelo.

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CRISI DEI RIFIUTI E DIFFERENZIATA QUALI RESPONSABILITÀ? di MARIO NICOLA DI DIO* PUÒ' sembrare una fissazione, ma a ben guardare cosi non è. A parere dei Verdi sui rifiuti si misura la capacità della politica di gestire la eosapubblicapoiehé proprio in tale presunta capacità risiede la ragione stessa dell'esistenza dellapolitica. Laprimacosa che ci sentiamo di sottolineare, anche se sembra scontato, è che stiamo parlando di u n servizio pubblico, è come tale può essere certamente appaltato al privato, ma la logica della gestione deve comunque rimanere sotto il controllo pubblico. In sostanzalapolitica quando appaltali servizio di gestione dei rifiuti deve mantenere il "controllo del processo", garantirne la trasparenza e farsi garante del perseguimento dell'interesse dei cittadini, cosache oggi non accade. Crediamo che proprio la privatizzazione degli aspetti gestionali ha determinato la appetibilità del settore dapar te della malavita organizzata in Campania, che ha fiutato il business ed è entrata nel sistema gonfiandone artificiosamente i costi. Questo discorso naturalmente presuppone chelapolitica sia all'altezza del compito che le spetta. Nella nostra Regione gli enti sovracomunali non hanno finorabrillato, lasciando i Comuni inperfetta solitudine. Se ci troviamooon lepercentuali di raccoltadifferenziata frale piùbasse d'Italiae d'Europa, il territorio ferito da discariche in misura maggiore dello stretto necessario, qualcuno deve pur assumersene la responsabilità. Attualmente abbiamo unaregionetroppo dipendente dalle discariche, con una bassissima raccolta differenziata e con una incompleta rete impiantistica sul territorio che non consente una ottimale gestione dei Rsu e, cosa grave, ciò consente la formazione di un cartello di interesse che mal si coniuga con labolletta che i cittadini pagano. Per la differenziata nulla o quasi è stato fatto per raggiungere gli standard minimali sanciti dal Decreto Ronchi. Dai dati regionali (fonte Ispra) è' evidente che la raccolta differenziataèbassissima. Ciò, conti allamano,cosa comporta da un punto di vista pratico. Per esempio: su una ipotetica produzioneannuadirsuparialOselanostraraccoltadifferenziataèpariad 1 (10%),neconseguecheperriempire una vasca di 10 occorre un anno circa. Se invece è pari a 8 (80%) la stessa vasca si riempirebbe in 8 anni circa; se in questo discorso consideriamo anche laraccolta dell'umido e la loro corretta gestione in appositi centri di compostaggio vedremmo ampliarsi notevolmente questo tempo. Sia chiaro, il tutto senza considerare i vantaggi per l'ambiente. Pertanto l'annosa questione dei rifiuti passa attraverso una attenta e oculata differenziata. Seguendo questo ragionamento e secondo i dati attuali il 95% dei Comuni non è in regola con quanto sopradetto. Vi sono regioni che hanno già raggiunto tali traguardi e che, nei prossimi anni si porranno l'obiettivo di andare oltre tale quota. In generale i Comuni grandi sono intorno al 50% della Raccolta Differenziata e i piccoli comuni che hanno raggiunto la quota dell'80%. Perché a Potenza, e inlSfe^l EÉaÈJnon dovremmo porci tali traguardi? Tutto quanto detto è nero su bianco, circostanziato con dati concreti e corretti dallaO.P.G.R.n°02/2010-notificata agli interessati conProt. 109173 del 28 maggio 2010. Personalmente trovo strano che la suddetta ordinanza annulli la Sta-

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zione di Trasferenza di Pallareta a Potenza nonostante l'Acta non abbia reso pubblici i dati reali e si sia passato a Stazioni di Trasferenza gestite daprivati. L'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale, oltre a denunciare la gravità del problema dei rifiuti nella nostra Regione, denuncia il fallimento del Piano provincialesuiRifiutidel2002edàlanettasensazionedi trovarci di fronte ad una sorta di cartello e di una sorta di patto non scritto trapolitica e gestori dei rifiuti esistenti attualmente inSUSSlStlUe il tutto alle spalle dei cittadini. Sensazione che il Presidente deve immediatamente scongiurare. Si è passati da un costo per lo smaltimento dei rifiuti di 60 euro a tonnellata, degli ultimi anni. A 260 euro a tonnellata con un aggravio altissimoper le casse comunali di tutta la regione e per i cittadini lucani. Inpochi anni si è aumentata la spesa per lo smaltimento quadruplicandola e portando i Sindaci di tutti i comuni dellaBasilicata, loro malgrado ad aumentare la Tar su. Noi Verdi chiediamo un forte impegno atto ad incentivare la raccolta differenziata a cura dei Comuni e che la RegioneJUOISHStSlUli aiuti a incrementare l'efficienza fino a raggiungere quote del 40 o del 50%. L'utilizzo dei cosiddetti termova,lDrizzatori deve essere visto come unpassaggio transitorio e l'ultima risorsa da utilizzare per risolvere il problema rifiuti ( La Direttiva UE 76/2000 dichiara l'incenerimento "Ultima Istanza", dopo la Prevenzione, il Riutilizzo e il Recupero, definendo queste azioni priorità assoluta); essi devono servire abruciare solo la frazione residuale secca non recuperabile. I termovalorizzatori non hanno futuro. Anche i costi della raccolta differenziata sono destinati a diminuire notevolmente con il diffondersi di tale pratica e con l'introduzione di incentivi (cui la BftgionetlMflHMIM dovrebbeprowedere a determinare) al riuso dei materiali recuperati. Le regioni del sud attualmentepremiano con un centesimo di Euro per ogni tonnellata bruciata i Comuni che ospitano gli inceneritori : ciò è un obiettivo ostacolo all'affermarsi della raccolta differenziata perché fa intendere chebruciare, piuttosto che riciclare i materiali raccolti, è conveniente. In conclusione e alla luce di queste considerazioni è evidente come l'immobilismo politico regionale e provinciale negli ultimi dieci anni - e, sia chiaro, i Verdi per la loro parte si assumono le loro responsabilità - ha permesso che si arrivasse anche in ISfclAHMs^ all'emergenza rifiuti, dritti verso l'incenerimento dei rifiuti e alla creazione di un pericoloso cartello fra le varie aziende(pochissimeperlaverità)specializzatenelsettore della raccolta e gestione dei rsu. Noi Verdipensiamo che i rifiuti solidi urbani sono una ricchezza. Una risorsa da utilizzare a vantaggio dei cittadini e non di "cartelli" che attualmente in tlMMmyhMl si stanno arricchendo con la complicità della politica. Per tutte queste ragioni, noi Verdi - coinvolgendo anche qualche associazione di volontariato ambientale - abbiamo avviato unapetizione popolareper chiedere al Comune di Potenza di dare il via alla raccoltadifferenziataportaaportafinalizzataal riciclaggio dei materiali contenuti nei rifiuti solidi urbani. * P r e s i d e n t e Verdi di|

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«Back in Play» per fare goal alla spondilite Una campagna europea per battere questa malattìa che colpisce soprattutto i giovani Manuela Pugliese H** Finalmente ci siamo anche noi: in Italia arriva il fischio di inizio per la campagna Back in Play, realizzata con il sostegno di Pfizer e con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar). Una campagna di sensibilizzazione volta ad accrescere, attraverso un gioco on-line, la conoscenza della Spondilite Anchilosante (Sa), una malattia infiammatoria cronica della colonna vertebrale che colpisce prevalentemente gli uomini a partire dai venti anni di età, i cui sintomi sono spesso difficili da identificare e facilmente confusi con il comune mal di schiena o con do lori dovuti a traumi sportivi e stiramenti muscolari. «Il calcio è considerato uno degli sport più popolari per la sua capacità di attirare un vasto pubblico e una partita online è una maniera divertente

di imparare in modo interattivo - afferma il testimonial italiano della campagna, Luca Toni, campione del Mondo nel 2006, ora attaccante del Genoa -. Sono convinto che Back in Play possa aiutare a conoscere meglio una patologia poco nota che può colpire un gran numero di persone, soprattutto gli uomini più giovani». «La Spondilite Anchilosante è una malattia dolorosa, invalidante che esordisce di solito trai 17 ei 30 anni, con prevalenza per gli uomini - spiega il dottor Ignazio Olivieri, del Dipartimento diReumatologia della Regione BEHnffBB [gj Ospedale San Carlo di Potenza e Ospedale Madonna delle Grazie di Matera -. È caratterizzata da dolore lombare per cui il paziente sta male a riposo e nelle ore notturne, ha rigidità all'inizio del movimento, soprattutto al mattino, e sta meglio con il prosieguo della deambulazione». Se non riconosciuta e cura-

ta per tempo, questa patologia provoca negli anni un progressivo irrigidimento della schiena che rende sempre più difficile la libertà di movimento. Ma la diagnosi non è semplice e una corretta informazione può fare molto. «Il grande problema è che spesso viene confusa con isintomi della più comune lombalgia mentre in realtà è una malattia reumatica progressiva che va trattata per tempo afferma il professor Carlomaurizio Montecucco, Presidente dellaSocietàltaliana di Reumatologia e Direttore della Cattedra di Reumatologia all'Università di Pavia -. Questo rende difficile ancora oggi ottenere una diagnosi accurata e tempestiva della malattia che può arrivare anche dopo 7-10 anni dal suo esordio e quando il paziente ha già raggiunto, purtroppo, una notevole disabilità». «Il fatto che la spondilite anchilosante colpisca persone

prevalentemente giovani può produrre reazioni psicologiche anche molto pesanti. Pensare di dover convivere per il resto della propria vita con una malattia cronica che inevitabilmente comporta limitazioni, disagi e rischio di disabilità può innescare nella persona uno stato di depressione e di prostrazione profonda» - afferma Gabriella Voltan, Presidente dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar) -. Tral'altro, proprio l'inabilità a essa associata rappresenta anche un costo sociale ed economico, come dimostra un'indagine condottanel 2008 dall'Osservatorio Sanità e Salute, in cui sono stati messi a confronto i dati di Istat, Aifa, ministero della Salute e Inps, e da cui risulta che l'ammontare delle giornate di assenza dal lavoro per Sa era pari a oltre quattro milioni e 200mila, per un totaledi62.800 lavoratori. Questo è un dato significativo che fa capirel'importanza della diagnosi precoce».

COSTÌ SOC1AH A causa della Sa, ogni anno si perdono 4,2 milioni di giornate di lavoro SCHIENA Se non curata in tempo può provocare un progressivo e doloroso irrigidimento

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Già giocate Oltre un milione di partite

m ATTACCO CONTRO LA SA Luca Toni, centravanti del Genoa, è il testimonial della campagna

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Sono oltre un milione e mezzo le partite già giocate sul Web da persone di 28 paesi europei. Back in Play fa parte di un innovativo progetto in cui il gioco del calcio diventa strumento informativo sulla patologia. È infatti possibile, collegandosi al sito http://it.back-in-play. coni giocare una mini partita di calcio on-line e partecipare un coinvolgente campionato europeo e ricevere, allo stesso tempo, informazioni su spondilite e «mal di schiena». Aumentare il livello d'informazione sulla malattia e compilare un semplice elenco dei sintomi potrebbe servire ad accendere un campanello di allarme e, magari, facilitare una diagnosi in tempi più rapidi.

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1 Randagismo e prevenzione I Le istituzioni ne parlano a Tito M APPUNTAMENTO alle 16, all'auditorium Scavone jA di Tito, con un convegno sul randagismo (punto delia la situazione e strategie) in regione. Il convegno, oréà ganizzato da Ancì, Regione, Asp e i Comuni di Bella M e Tito, prevede gli interventi Canio Bonavoglia, pre„ 1 side della facoltà di veterinaria di Bari. Tra gli ospiti 1 anche Vincenzo Quaranta, dell'isituto zooprofilattiH| co <i i ÉafeMtlF^BSW Gerardo Salvatore (dirigente veteri« nario della Regione), il veterinario Pietro Rosa, J j Enrico Cariati (presidente dell'ordine dei veterinari M di Potenza) Pasquale Amendola, direttore Asp, l'as• sessore regionale Martorano. Non mancheranno • gli interventi della associazioni di volontariato.

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«Ospedale di Policoro la Regione dia garanzie» • «La Giunta regionale non abbassi la guardia su ciò che sta avvenendo all'ospedale di Policoro dando garanzie alla popolazione preoccupata per la presenza sotto organico dei medici». Lo ha dichiarato il segretario provinciale dell'Ugl, Luigi D'Amico, che chiede alla Regione un piano di assunzioni per procedere alle chiamate di nuovi dipendenti. [fi.mej

Venerdì la rìesumazione deicorpidiLucaeMarirosa

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È Casini che ha vinto la prima partita politica

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singhe dei due grandi 1 discorso di Silvio Berlusconi era scon- DI PIERLUIGI MAGNASCHI partiti (il Pdl e il Pd) sostenendo che questi tato. Salvo in un punerano due poli destinati a sfarinarsi. . to: quello di chiamare a collaborare con lui e la Lega nord tutte le forze moAdesso però Casini, se da una parte derate. H che significa lTJdc e il Fli. Enè lusingato di poter finalmente dar vita trambi questi partiti si sono però subito al «terzo polo», dall'altra si rende condimostrati indisponibili a un'alleanza to che l'alleanza con il Fli è precaria e con Berlusconi e hanno, anzi, confermaperciò diffìcile da mantenere intatta nel to che voteranno la sfiducia: ma non è tempo. Primo, perché il capo del pollaio questo il punto. L'aspetto di gran lunga di questo terzo polo, non può che essere più importante è l'apertura alTUdc che lui, Casini. Ma ciò significherebbe, per però, nel gioco delle parti, è subito staGianfranco Fini, essere bruscamente to stoppato da Umberto Bossi, che h a declassato dal ruolo di cofondatore del detto che «piuttosto che allearsi alTUdc Pdl a quello di vice di Casini. E se le cose è meglio andare alle elezioni anticipagli vanno male, anziché essere il vice di te». Sennonché il Bossi Casini, Fini potrebbe adche si mette di traverso a dirittura finire per essequest'alleanza è lo stesso \ re il «trice» del partito e Mentre Fini Bossi che aveva dato il cioè potrebbe anche essesembra essere via libera al discorso di re subordinato a Rutelli finito all'angolo Berlusconi. Insomma, la che, nella costruzione del situazione r e s t a fluida terzo polo, si era mosso anche se Berlusconi h a '"" ~ molto prima, uscendo indicato una via d'uscita che potrebbe dal Pd e rinunciando anche alla preessere, alla lunga, praticabile. Con lTJdc, sidenza del Copasir perché Rutelli, al innanzitutto, e con delle frange del Fli contrario di Fini, quando lascia un'allepoi. O in subordine. anza politica, lascia anche le cariche che quell'alleanza gli aveva procurato. Ma, In questo bailamme dove tutti i partiti soprattutto, Casini sa che la sua Udc è hanno il fiato grosso, l'unico partito ben il tronco della vecchia De. Essa quindi posizionato è lTJdc. Casini infatti vede non si può alleare stabilmente con u n premiato il suo coraggio e la sua lunpartito come lTli che, sui temi etici, cioè gimiranza. Il suo coraggio è consistito non contrattabili per un partito che si nella decisione, arrischiatissima allora, chiama cattolico, h a delle posizioni andi presentarsi da solo alle ultime eletitetiche come ha dimostrato anche nel zioni politiche. Avrebbe potuto essere recente dibattito sull'eutanasia. Questa spazzato via come Bertinotti. E invece è l'empasse. ce l'ha fatta. Inoltre, a proposito di lungimiranza, Casini non h a ceduto alle lu© Riproduzione riservata M

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LA NOTA POLITICA

Fini rischia di fare il piffero di montagna DI MARCO BERTONCINI

È passato quasi u n mese dall'incontro Napolitano-Schifani-Pini, nel corso del quale si raggiunse un'intesa per approvare la legge di bilancio prima delle votazioni sulla fiducia al governo. Si possono ora trarre le conseguenze di quell'accodo, che h a congelato fino a oggi il voto per mandare a casa o serbare in carica Silvio Berlusconi. Sul piano istituzionale, nulla da dire. L'opposizione ha accettato senza brusio alcuno il congelamento della fiducia, concedendo il via libera alla legge ex finanziaria. E la maggioranza h a permesso di tenere a bagnomaria il governo, in u n a situazione senza precedenti, mentre pendeva la minaccia della sfiducia. Sul piano politico, il mese trascorso è costato caro a Gianfranco Fini. Accettando l'invito proveniente dal Colle, il presidente della Camera sperava di avere a disposizione quattro settimane percondizionare Berlusconi, soprattutto tramite lo spettro di voti negabili sul bilancio. Riteneva

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di poter ampliare la platea dei -propri parlamentari, come attestano svariate dichiarazioni di alcuni suoi seguaci. Era convinto di rosolare a fuoco lento, se non addirittura di abbrustolire, il Cav. Dei propri intendimenti Fini è riuscito a condurre a termine solo l'intesa con Casini e gli altri centristi. Indubbiamente, sul piano politico la mozione sottoscritta da alcune decine di parlamentari, parte di maggioranza parte di opposizione, h a segnato un punto, nella strategia del numero uno di Montecitorio. Però, in luogo di logorare Berlusconi, il logoratore è stato logorato. Lungi daU'attrarre nuove simpatie, ha perso uomini. Invece di frantumare il Pdl, o almeno di trovare qualche nuovo adepto, h a perso uomini. Mentre la maggioranza si ricompattava, il proprio movimento si spaccava. La compravendita è andata avanti con accortezza. Conclusione: Fini h a agito come i pifferi di montagna, che andarono per sonare e furono sonati. © Riproduzione riservata—HK

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IL CASO DEL GIORNO

Notti prima della fiducia, per il Cav (e Cicchitto) è sempre festa PI PIERRE DE NOLAC '

Prima della fiducia, le feste. E la giornata di ieri è sfata segnata da grandi preparativi fin dal pomeriggio, nella romana via della Pilotta, nell'ingresso di servizio di palazzo Colonna, per la cena del premier Silvio Berlusconi con i deputati del PdL Un camion ha scaricato decine di sedie e centinaia di bicchieri per far festeggiare al Cavaliere con gli inquilini di Montecitorio, aspettando il catering di fiducia (Relais Le Jardin): . una scenografia dove nulla è stato lasciato al caso, dalle composizioni floreali alle tovaglie, per soddisfare in particolare le esigenze visive delle giovani elette alla Camera. E' da sottolineare che oltre a Berlusconi il presidente

televisiva dei deputati Fabrizio Cic- bre apparizione chitto ha dovuto timbrare con Renzo Arbore, quando due volte il cartellino, a una seduta spiritica evocausa di un doppio ap- cava lo spirito del sommo dei puntamento gastronomico, poeta), ha recitato avendo partecipato pure versi contro il terzo polo. all'incontro della sera di Una performance che ha generato grande ilarità domenica, quello con i sefra i rappresentanti di natori, nell'hotel Westin palazzo Madama, che non Excelsior di via Veneto. E a hanno potuto fare le ore piccole con il presidenquanto hanno raccontato i te del consiglio a causa partecipanti, si è trattato dell'agenda politica: Berdi un autentico spettacolusconi ieri mattina alle lo, quello andato in scena 9 del mattino ha iniziato nella strada della «dolce a parlare, e non poteva vita», dove non sono manfare a meno di dormire cati i momenti di ilarità. più delle altre notti. Una Per esempio, il senatore regola che è stata conferDomenico Benedetti Vamata anche nella cena lentini, umbro di Spoleto, consumata nell'edificio di piazza santi Apostoli: le indossando Un abbigliatemute proteste degli stumento studiato per imitare denti contro i palazzi della di Dante Alighieri (simile politica hanno consigliaa quello sfoggiato da Roto ài deputati di entrare a berto Benigni in una celeMontecitorio, stamattina, entro le 8.30. - © Riproduzione riservata-

Fabrizio CiecWtt©

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E UN ETERNO E FORSENNATO CARNEVALE DA CUI NON SEMBRA ASSOLUTAMENTE ESSERCI RISVEGLIO

Tutti invocano le riforme che intendono affossare Nessuno vuole che a governare DI D I E G O GABUTTI

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enuti per suonare, i futuristi temono di poter essere suonati. Alcuni, scoraggiati dalla baldanza ostentata dal Cavaliere, già si danno per sconfitti, probabilmente a ragione. «Hanno vinto Putin, Gheddafi, Ruby Rubacuori e Lele Mora. Non ha vinto il paese», ha dichiarato con la morte nel cuore «un finiano di stretta osservanza» citato daLTemoo di domenica. Non ha torto questo futurista due volte deluso (una prima volta dal berlusconismo, una seconda volta dai trasandati disegni politici finiani): l'Italia berlusconiana, a quasi vent'anni dalla «discesa in campo», non è un bel vedere. E non soltanto per colpa del Cavaliere, ma anche per responsabilità di chi, a cominciare dall'attuale presidente della camera, è stato per tutto questo tempo, esclusi soltanto gli ultimi tre o quattro mesi, parte integrante dei governi di centrodestra, veline e tutto. È Buche per colpa di Gianfranco Fini se questa non è l'Italia sperata da chi, in questi anni, ha votata ner il centrodestra e che. mettendo una croce sul simbolo della coalizione, certamente non aveva in mente un'Italia a misura di Ok, il prezzo è giusto o di Paperissima ma sperava, più semplicemente, in una rivoluzione liberale: più diritti e meno stato, più libertà d'impresa e meno gabelle. Se uno qualunque (io, voi) di questi elettori, all'inizio dell'avventura berlusconiana, nel 1994, avesse avuto la visione profetica dell'Italia futura, l'Italia di «Putin, Gheddafi, Ruby Rubacuori e Lele Mora»... be', si sarebbe turato il naso e avrebbe Non ha torto quel fintano che dice: «hanno vinto Putin, Gheddafi, Ruby Rubacuori e Lele Mora. Non ha vinto il paese». Questo è un futurista deluso due volle (una prima volta dal, berlusconismo e una seconda volta dai trasandati disegni finiani). L'Italia berlusconiana, a quasi 20 anni dalla «discesa in campo», non è un bel vedere. E non soltanto per colpa del Cav ma anche di chi, a cominciare da Fini, è stato, per tutto questo tempo (salvo gli ultimi tre mesi) parte integrante dei governi di centro destra, veline e tutto Ritaglio Politica e Istituzioni

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siano gli altri anche a costo di non governare probabilmente votato per la «gioiosa macchina da guerra» d'Achille Occhetto, un po' come ci si tuffa dal tetto quando le cose si fanno irreparabili. O forse no. Gli elettori, è risaputo, sono leggermente masochisti (pensate alle feste e ai festini giustizialisti, «trenino» e tutto, che devono farsi piacere gli elettori di sinistra, poveretti) e forse avrebbero votato egualmente per Forza Italia e Silvio Berlusconi. Avrebbero votato la destra di «Putin Gheddafi, Ruby Rubacuori e Lele Mora> al modo dei kamikaze islamici, quandc chiudono gli occhi e, raccomandandosi all'Altissimo, premono il pulsante che farà scattare il detonatore e bum, prima un grande botto, poi il paradiso delle uri (un aldilà, se ci pensate, che piacerebbe a Lele Mora). Un'Italia così, nel 1994, era tuttavia inconcepibile, e in fondo è inimmaginabile anche oggi, sedici anni più tardi, quando pure si è realizzata e ce l'abbiamo sotto gli occhi, sculettante e imbellettata come una ballerina del can can. È un'Italia così inimmaginabile, così al di là di qualunque previsione e di qualsiasi esperienza, che siamo portati a credere a Berlusconi, all'avvocato Niccolò Ghedini, persino a Fabrizio Cicehitto e a Sandro Bondi quando ci dicono che non esiste, che è un pregiudizio dei giornali o un'invenzione

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loro

delle procure. Chi poteva immaginarsi, nel 1994, che per spiegare la politica italiana del nuovo millennio non ci sarebbe sembrato strano ricorrere a parole come «mignottocrazia» e «ribaltone», o che il destino delle legislature sarebbe stato deciso da un voto di maggioranza cioè dal prezzo (oppure-dall'umore, che è persino peggio) di pochi parlamentari senza importanza né storia, la cui taccia imperversa per qualche giorno nelle cronache e poi, misericordiosamente, se ne perde per sempre la memoria. Chi poteva immaginare che un bel giorno tre nostri deputati (uno dei quali offeso con l'Italia dei valori, nelle cui liste è stato eletto, perché i dipietristi, che prendono sul serio il new age giudiziario di Marco Travaglio, prendono invece sottogamba l'agopuntura e la medicina tradizionale) avrebbero fondato u n

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lamentare politicamente ispirato alla filosofia delle tre scimmiette: io voto la fiducia, io voto la sfiducia, io m'astengo? E un eterno carnevale da cui non s e m b r a esserci risveglio. Tutti, loro e gli altri, invocano riforme che intendono affossare. Se l'Italia è ingovernabile, è perché nessuno vuole che a governare siano «gli altri», anche a costo di non governare mai nemmeno «loro». Fiducia o "sfiducia,non c'è modo di sfuggire a un destino politico peggiore della morte: il bunga bunga inflitto dagli eletti agli elettori.

Chi avrebbe mai potuto immaginare che un bel giorno, tre nostri deputali (una dei quali offeso con l'Italia dei valori, nelle cui liste è stato eletto, perché ì dipiestristi, che prendono sul serio il new age giudiziario da manettaro di Marco Travaglio, prendono invece sottogamba l'agopuntura e la medicina alternativa) avrebbero fondato un minuscolo (ma indubbiamente efficace) gruppo parlamentare politicamente ispirato alla politica delle tre scimmiette: io voto la fiducia, io voto la sfudica, io m'astengo? ad

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Ecco i numeri del eraek rifiuti

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REGIONE BASILICATA

Quanto al ministro dell'Economia Tremonti, che a differenza di Letta si è cucito un vestito da servitore delle istituzioni nell'era disordinata del Cavaliere, lui ha in effetti maturato legittime ambizioni personali e si è aggiunto al novero dei pretendenti "politici" alla successione. Ma Tremonti non ha fretta e sa che la sua occasione non può derivare da un effimero colpo di mano parlamentare. Né da un'operazione che appaia un tradimento. Il titolare del Tesoro Dal Financial Times a Fini, Casini e Pd, non è spinto da irrefrenabile ambizione, gli endoisement a Letta e Tremonti ma è un uomo sempre più temperato dall'esi sprecano. Ma loro "mica sono pazzi" sperienza; uno che sa fare di conto non soltanto tra i capitoli di spesa del bilancio dello stato, ma ormai anche sui tempi - accelerazioni, frenate, opportunismi - della politica. Perché mai Tremonti dovrebbe ofRoma. Non c'è un leader alternativo di- frirsi adesso al fronte TTB, quando, grazie sponibile, la caccia al sostituto del premier alla Lega e alla stima maturata per lui nelsembra destinata a provocare una cocente le file del Pdl e tra i moderati, il ministro delusione al fronte TTB (Tutto Tranne Ber- è nella condizione di tessere un'incruenta lusconi). Il britannico Financial Times, già trama di potere in previsione della prossiestimatore della soluzione Giulio Tremon- ma legislatura? ti, ieri, ha rilanciato l'ipotesi Gianni Letta. Ecco l'idea: loro sì che possono sostituire Nativismo padano e conservatorismo Berlusconi. 0 Letta o Tremonti. Si tratta deTremonti sa di essere grande amico delgli stessi nomi che anche il presidente del- la Lega, di cui è ambasciatore presso la corla Camera, Gianfranco Fini, ha avuto modo te di Palazzo Grazioli; sa che gran parte di sussurrare più volte (una in un non lon- della propria fortuna politica poggia su tano colloquio con Umberquesta meccanica di raccordo, linguistico e to Bossi) e cui ancora ieri ideale, tra il berlusconismo e il partito del il leader di Fli ha rivolto i nord. La leadership tremontiana - se mai propri ragionamenti tattici sarà - è un fenomeno complesso, di durenel chiedere le dimissioni voli ambizioni, che ha la propria forza nel del presidente del Consitessuto connettivo tra il nativismo settenglio dopo il voto - previsto trionale e il moderatismo conservatore che per oggi - del Senato. Ma anima parte consistente della galassia piné Tremonti ("mica è matdiellina. La rendita politica di Tremonti, il to", ha detto Bossi), né Letsuo investimento per il futuro, è tutto in ta, sono davvero interessaquesta alleanza. Il ministro dell' Economia BERLUSCONI ti o disponibili all'operanon ha interesse a rompere o indebolire il zione. Così come non lo è il più giovane An- legame storico tra la Lega e il berlusconigelino Alfano, campione, quest'ultimo, non smo di cui, non a torto, si individua erede del TTB ma del Cavaliere, il quale lo de- più naturale. Per questo non intende assescrive come "il Delfino". condare i propri, interessati, sponsor: né i commentatori del Financial Times, né CaIl grande ambasciatore, il plenipotenziario del Cav., Letta, è un uomo dell'azienda, sini, né quel Fini che non ha mai fatto midi casa Berlusconi, di Arcore e di Palazzo stero di puntare lui stesso - in concorrenGrazioli. Dimenticarlo conduce a esiziali za con Tremonti - alla guida del centrodeerrori analitici persino i blasonati giornali- stra sulla base di una ricombinazione desti del Financial Times. Letta, al di là di rivata soltanto dal disgregamento di quei ogni pettegolezzo malizioso, ci tiene a far legami chimici che oggi rendono forte il mitrapelare di non aver mai coltivato ambizio- nistro dell'Economìa. "Ho l'ambizione di ni che lo proiettassero verso l'approdo di costruire il nuovo centrodestra, sapendo Palazzo Chigi; men che meno se questo sce- che l'asse Bossi-Pdl non basta", ha ribadinario dovesse maturare in antitesi al Cava- to il leader di Fli appena pochi giorni fa. liere. La ragione è semplice ed è tutta nel Potrebbe mai, davvero, Tremonti farsi re rapporto simbiotico con il Cav. "Letta è un per mano di Fini? candidabile al Quirinale", ha detto alcuni giorni fa Fedele Confalonieri, altro amico vero del premier, elemento portante di quell'antico triangolo Fininvest di cui fa da sempre parte anche il gran ciambellano Letta e di cui Berlusconi è il vertice superiore. Il presidente di Mediaset, Confalonieri, recuperando l'idea (molto berlusconiana) di Gianni Letta al Quirinale ha chiarito ancora una volta - ce ne fosse bisogno - che Letta "è" il Cavaliere, Una "tautologia umana e politica", dicono i bene informati.

Tra squali e delfini

La delusione dei TTB nella inutile caccia al sostituto del Cav.

Ogni manovra a suo tempo

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H I I L'incrocio di storie personali e politiche sulle decisioni di uomini e donne chiamati a determinare il destino del governo

Camera,"i sette personaggi-chiave della sfida Offerte, ricatti, rilanci: dall'evocazione della libertà di coscienza ai diktat dei due leader rivali *> > ' i ,

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«So che sarò determinante Ma non dico cosa ho deciso»

«In caso di reincarico potrei entrare nel governo»

«La mia scelta? Ungiorno la spiegherò ai miei figli»

«Non mi hanno offerto nulla Sono qui per divertirmi»

«Dicono che sarò determinante, per questo non svelo come voterò. Comunque, ho ?ià deciso...». Guzzanti, lei hafirmatola mozione di sfiducia: che fa, ora, una giravolta? «Ci dormirò sopra, come il principe di Condé. Che poi iróse a Rocroi...». Si asterrà? «Astenuto? Mai». n Pli dice che lei deve votare la sfiducia. «Non prendo ordini da un segretario dimissionario. Voterò in coscienza». Lei sta preparando uno spettacolo con i suoi figli, Corrado e Sabina? «Sì, ma senza i figli».

«Fare il sottosegretario è un massacro. Lo so, sono stata vice della Moratti per 5 anni alla Pubblica istruzione». Onorevole Silìquini, è vero che le offrono un posto da sottosegretario in cambio del voto di fiducia? «Lo apprendo ora. Da voi giornalisti». Entrerebbe nel governo? «Sì, a certe condizioni. Magari ci fosse un reincarico per Berlusconi senza dimissioni». Voterà la sfiducia con FU? «Quando passi lì sotto, sei solo con la tua coscienza». Se dovesse votare in difformità, uscirà da FU? «Dobbiamo evitare la conta finale tra noi del centrodestra».

«Io sono un professionista, ho 53 anni, due figli di 9 e di 14 anni ai quali un giorno voglio spiegare il perché della mia scelta». Scilipoti, voterà la sfiducia oppure è già allineato ai colleghi Calearo e Cesario? «Loro in effetti sono più sbilanciati per il sì al governo. Le mie intenzioni le comunicherò in sede di dichiarazione di voto, il mio sarà comunque un voto per l'Italia. E magari, alla fine, tocca a loro cambiare idea e non a me. Chissà». Cosa dicono di lei gli elettori dell'Idv di Barcellona Pozzo di Gotto? «Mia moglie non capiva cosa stava succedendo. Ha fatto le valigie ed è venuta a Roma».

«Mi hanno chiamato Veltroni, Casini, Franceschini, Tabacci...». L'hanno convinta a sfiduciare il governo, onorevole Massimo Calearo? «Deciderò all'ultimo. Io sono qui per divertirmi, tanto ormai questo Parlamento...». Astensione 0 fiducia? «Dentro di me sono per' l'astensione». Però? Spera ancora di fare U ministro? «Non mi hanno offerto nulla, giuro. Però gli imprenditori mi chiedono di non far cadere il governo». Come finirà? «Nella notte tanti del Pdl cambieranno idea, perché la paura comincia a fare 90...».

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«Se nasce la mia bimba una collega pdl si assenti»

«Ci penso un po' Non vorrei che il mio portasse al voto»

«La notte è ancora lunga E c'è spazio per trattare»

Federica Mogherini, sono iniziate le doglie? «Voterò la sfiducia». Non è ricoverata? «Voci messe in giro per disperazione. Berlusconi sta attaccato alla poltrona coi lucchetti, ma la maggioranza non esiste più e io voglio certificarlo». E se invece sua figlia dovesse nascere in queste ore? «Sarebbe giusto che una deputata del Pdl non votasse per fair play. Anzi tre deputate, quante sono le onorevoli delle opposizioni in attesa». Si sono fatte avanti? «Macché! Non siamo in Germania e temo che nel Pdl non siano così libere».

«Mi hanno messo una pulce nell'orecchio...». E cosa dice la pulce, onorevole Maurizio Grassano? «Che se Bossi ci porta al voto, il federalismo salta». Non era per il federalismo, che ha lasciato i Liberaldemocratici di Tanoni? «Sì, ma se capisco che non si fa più, allora ci penso. Non vorrei essere l'unico pirla...». Per questo non si è fatto vedere in Aula. «Stavo scrivendo il mio intervento». Dunque ha deciso? «Ero orientato a votare Berlusconi, ma se il mio sì ci portasse alle urne mi sentirei tradito. Sa che faccio? Ci penso ancora un po'».

«La notte è ancora lunga...». Sono le otto di sera, onorevole Silvano Moffa. Non sarà ora di arrendersi? «C'è ancora spazio per trattare». È ora di votare. Lei che farà? Seguirà Fini o tornerà da Berlusconi? «Il problema è il futuro del Paese, non il mio voto». La sua astensione potrebbe essere determinante. «Il documento di Fli sgombra il campo da ogni equivoco circa la disponibilità a realizzare il Berlusconi bis, rafforzando il governo». Se la mediazione faUisce? «Mi auguro che i leader ci sappiano offrire una novità».

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LafinianaSiliquinidivenuta ago dellabilancia, resta in dissenso col leader manonmihannooffertopostìnelgovemo

"Come faccio a sfiduciarlo? Decido all'ultimo" ROMA — «D'altronde, non avevo nemmeno firmato la mozione di sfiducia». Ma come, onorevole Maria Grazia Siliquini. C'è la sua firma, tra quelle di tutto il gruppo di FU, e proprio oggi dà forfait? «Quel giorno non c'ero. Mihanno chiesto al telefono l'adesione per aprire poi una trattativa con il premier. L'ho data. Ma che ne è stato poi di quella trattativa? Hanno puntato dritto alle sue dimissioni. Bocchino, segnatamente. Non ero d'accordo. Lo hanno fatto senza il mio consenso». Per questo non è andata nemmeno allariunionecon Fini? «È stato Fini a vanificarla, con

quella chiusura in tv domenica, annunciando la decisione di passare all'opposizione». Lei dunque gli voltale spalle? Si asterrà? Voterà addirittura la fiducia al governo? «Ma come faccio io a votare la sfiducia? Ho un cognome a Torino, mi conoscono come l'avvocato Siliquini. Sempre stati di centrodestra, noi. Sono stata eletta anche con l'uninominale, ci ho messo sempre la faccia: e ho preso 60 mila voti, qualcuno forse non ricorda, ma sono alla quinta legislatura». Ed è stata sottosegretaria. Con Berlusconi. «Ho fatto leggi importanti.

Quella anti-usura, per citarne una». Dicono che le hanno proposto di nuovo il sottosegretariato. Alla Giustizia. «Di nuovo? Non lo rifarei mai. Che lavoraccio. Fesserie». Ma è vero che ha sentito Berusconi? E Verdini? «Nes-su-no. Ragiono conlamia testa e ho portato avanti un tentativo di mediazione al fianco di Moffa. Abbiamo convinto Fini ad autorizzare quest'ultima trattativa per dar vita a un Berlusconi bis, conrimpastoeallargamento della maggioranza». Peccato che il premier non abbia accettato.

«Ma fino all'ultimo c'è speranza». Lei non volterebbe mai le spalle al Cavaliere. «La gente è ancora con lui. Crisi o non crisi. DomenicaaTorino e' era lafiladavanti ai gazebo del Pdl». Sìma,lei,comevoterà? «Deciderò poco prima». Ma ci siamo, onorevole Siliquini, siamo già al poco prima. «Andrò in bagno dieci minuti prima della chiama in aula. Mi guarderò allo specchio e deciderò». In bagno. «Con la mia coscienza». (ci)

Bocchino ha puntato dritto alle dimissioni di Berlusconi e Fini ha sbagliato a dire che Fli va all'opposizione FINIANA DISSIDENTE Maria Grazia Siliquini deputata di Fli

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Gaglione, deputato passato aNoi Sud e conteggiato con la maggioranza: sono a Roma per un congresso

L'ex Pd assenteista: "Vado e mi astengo" GOFFREDO DE MARCHIS ROMA—È facile dimenticarsi di Antonio Gaglione, cardiochirurgo pugliese di chiara fama, deputatodiNoiSud, quindi dimaggioranza. Alla Camera non si vede quasimai.Èronorevoleconilpiù alto tasso di assenteismo: in due anni e mezzo hapartecipato a604 votazioni su 6852 (l'8,8per cento, dato aggiornato al 20 ottobre). Ma adesso il suo singolo voto può diventaredecisivo.Vieneconteggiato tra i favorevoli a Berlusconi. Per questo il Pd spera nella sua ennesima assenza. Maasorpresa Gaglione è a Roma anziché in cli-

nicaaBari come alsolito. Stamattina sarà in aula. Onorevole, allora vota? «Sono qui per un congresso di cardiologia. A proposito mi hanno eletto consigliere nazionale dell'associazione». Andrà anche a Montecitorio? «Andrò». Sa che proprio il suo voto può essere determinante, che Berlusconi ci conta? «Loso.Emidispiacechesiacosì. Non ho mai accettato una politica fatta di sì o di no. Senza dare un senso concreto alle cose di cui si discute».

«Mi considero una persona La stanno cercando per concoerente. Sono stato eletto con il vincerla? Partito democratico quindi non «Ricevoqualchetelefonata.Da posso votarelafiduciaalgoverno. una parte e dall'altra». Però...». Il Pd spera che lei giri alla larga Però? da Montecitorio. Non si fidano. «Ci sarò e voterò». «Da cittadino comune dico Un voto in meno per Berluscoche non possiamo permetterci ni. una stato di crisi permanente. «Le ripeto, non mi piace il mePerché l'economia ci aggredisce, todo. Nella mozione di sfiducia l'economia è spietata. Se l'Italia c'è scritto anche qualcosa di connon regge, la finanza farà affari creto, c'è qualche soluzione perii sullepelledeipoveracciesulledi- Paese oppure è solo un referensgrazie della politica che non de- dum su Berlusconi? Qui sta il cide». punto». Sicuro che non voter,à la fiduVoterà la sfiducia? «Penso che mi asterrò. Anzi si- cia? Oggi però la scelta è tra sì o no. curamente mi astengo». «Gliel'ho detto: mi astengo». S RIPRODUZIONE RISERVATA

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CHIRURGO Antonio Gaglione, cardio chirurgo pugliese

La compravendita

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Marco Sitnoni LONDON SCHOOL OF ECONOMICS

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1 vero scandalo, insopportabile, di queste settimane di attesa che finalmente stanno per finire con il voto di oggi, atteso come fosse mezzogiorno di fuoco, non è la compravendita di deputati. La pochezza etica da tutti denunciata, e come tale percepita dai cittadini e per questo giudicata con alzata di spalle dai consumati detentori della sapienza politicante italiana, non è il vero scandalo. La ragione dello scandalo è quella che prova un paese che nella sua vita quotidiana è lontano dal "giorno della marmotta" a cui hanno giocato i politici italiani per tre settimane. lì giorno della marmotta è un film surreale, molto popolare in America e in Italia, in cui un signore si sveglia ogni mattina, ed è sempre lo stesso giorno. I giornali sono gli stessi, i commenti sono gli stessi, i saluti dei passanti e le frasi di circostanza sono le stesse. E come in quel film da tre settimane nella politica e sui giornali si discute come se fosse sempre lo stesso giorno, anche se non è così. E lo hanno capito con grande lucidità i ricercatori e gli studenti che protestano, non solo contro chi promette meritocrazia senza averla mai conosciuta, e senza averne pagato gli oneri per goderne gli onori. Protesta contro un paese che sistematicamente impedisce ai sogni di realizzarsi, o molto più prosaicamente, di lavorare a chi ne ha voglia, talento e capacità. Un paese che ha rinunciato a investire sul suo futuro, un paese che ha fatto di una interpretazione miope e limitante del valore dell'esperienza, la sua bussola. L'esperienza è importante perché consente di cambiare la rotta intrapresa, non perché si batta sempre e comunque la stessa strada. Il conservatorismo diffuso, senza colore politico, ha strozzato il paese, ma un paese che ha più energia di quello che vogliono, in malafede, far credere i suoi dirigenti, e che i suoi giovani tentano di esprimere, nelle forme bellissime e vitali di canti e urla senza violenza, delle manifestazioni-flash, in cui si legge Dante, a tutti, sull'autobus. E allora il vero scandalo è di chi, eletto a grandi responsabilità, di rappresentare l'intera nazione, che a rileggere la frase bisognerebbe sentire il sangue tremare nelle vene, si lambicca nei giorni della marmotta mentre il paese è in crisi e il futuro vero e Ritaglio Politica e Istituzioni

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concreto sembra diradarsi in un miraggio. Lo scandalo è il tempo buttato, l'attenzione su politici di terz'ordine che cattura necessariamente ogni mezzo di comunicazione, la voce sprecata a parlare e discettare di cose di importanza alcuna per la vita delle persone e il futuro di tutti noi. L'Italia questo scandalo non lo sopporta e non lo sconterà a poco prezzo. La dignità di chi lo perpetra è segnata senza rimedio. •

IL PAESE DELLA MARMOTTA SINE STUDIO

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come un matto per tenere a freno le pulsioni dell'ultima ora. «Dico no». Però è comprensibile il suo disagio. «Vuol sapere in tutta sincerità cosa ho nel cuore?». Cosa ha nel cuore? «La speranza che il governo ottenga ugualmente la fiducia». Onorevole Paglia, è intelligenza col nemico! 1 «Ma è solo un sentimento!».

I dubbi di Gianfranco Paglia, deputato Fli

"Sarò fedele a Fini maini auguro che vinca il governo" ANTONELLO CAPORALE N MILITARE non vota mai contro il governo. «Mi ha detto così». Per di più una medaglia d'oro al valore. «Eroinmontagnaconlafamigliaquandoilpresidente ha telefonato». Gianfranco Paglia, paracadutista della Folgore, ferito in battaglia, a Mogadiscio, per difendere il tricolore, che vota insieme agli ex comunisti. «Ecco, questa cosa qui non riesco proprio a digerirla. None che la sinistra abbia il diavolo in corpo, ma i valori della destra sono troppo distanti». Onorevole Paglia, prima che domani faccia giorno e il gallo canti lei ne parli con Fini. «Stasera abbiamo una riunione e questa mia difficoltà la farò presente». Però è uomo d'onore. «Mi costa molta fatica». Il premier l'ha tenuta diciotto minuti al telefono. «E' stato gentile, la chiacchierata serena. Lui domandava e io domandavo. Non ha parlato soltanto lui, anch'io ho avanzato dubbi». Onorevole, veniamo al dunque. Tradisce o no? «Tradisco». Traditore! «Beh, mi sono giunte parecchie mail con que-

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DEPUTATO FU Gianfranco Paglia deputato di Futuro e Libertà

L'INTERVISTA SENZA RETE""" sto tono. A quelle più significative ho risposto. Però è dura spiegare alla gente perché si vota no». Berlusconi ha capito. «Ho detto così, con poche parole: "Presidente, sono a un bivio. 0 tradisco lei o tradisco Gianfranco Fini. Ho scelto di confermare la fedeltà e l'amicizia a Fini"». Bell'amico. «Lo so, sto male». Il ministro della Difesa è letteralmente rimasto di sasso. «La Russa è stato comprensivo». Ma che bravo soldato! «Saranno le mie condizioni fisiche, ma noto un certo rispetto dei colleghi». Lei ormai è fiero della sua posizione. «Non sono convinto al cento per cento». Ritentenna? «No, questo no». Vota contro. Ripetiamolo. «Sicuro, l'ho detto e lo faccio». NonfacciascherzLGiàBocchinosta correndo Ritaglio Politica e Istituzioni

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Se lo Stato cede alla Chiesa di F e r r u c c i o S a n s a

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isarmati. Impotenti. Così si sentono oggi tanti cattolici italiani di fronte all'ennesima improvvida ingerenza politica del cardinale Bertone. Ma che cosa può fare un cattolico per manifestare la propria profondissima disapprovazione verso gli uomini che rappresentano la sua Chiesa (e più in profondità perfino la sua fede)? Si parlava una volta di cattolicesimo del dissenso. Ma quando i motivi di distacco prevalgono su quelli di unione allora bisogna affrontare questioni più profonde. Mettere in discussione perfino un'appartenenza che ti porti dentro da bambino, che è una delle ragioni fondanti della tua persona. Già, pensi per u n attimo a un gesto di protesta personale, ad abbandonare la messa. Ma capisci che n o n avrebbe senso: chi se ne accorgerebbe, chi n e sarebbe turbato, a parte te che ti priveresti di un colloquio di cui hai bisogno?

Nessuno. E POI PERCHÉ punire quei poveri sacerdoti già lasciati soli in chiese vuote, uomini che - tra l'altro - spesso si trovano altrettanto spaesati di fronte a una Chiesa cui hanno dedicato la vita e di cui non capiscono più le decisioni? Ma allora, che cosa... allontanarsi definitivamente da questa Chiesa? No, non bisogna lasciarla a loro, perché non è soltanto di Ratzinger e di Bertone, non più di quanto sia nostra, come insegna San Paolo: ognuno è un membro dello stesso corpo, nessuno più importante dell'altro. Lo smarrimento - di fronte alle immagini di Bertone e Berlusconi sorridenti, oppure ai resoconti delle incredibili cene a casa Vespa - può arrivare perfino a far vacillare la stessa fede già messa a dura prova dal dolore che spesso sembra prevalere in questo mondo. Ma qui non stiamo parlando nemmeno più della stretta attualità. Ormai tanti cattolici e cittadini italiani hanno rinunciato a sperare che questa Chiesa riesca ad afferrare il significato della parola laicità.

Tornano in mente le cristalline parole del cardinal Martini: "Io penso che sia di Cesare tutto ciò che riguarda il potere, il ben-essere, il ben-avere, il volere; e siano invece di Dio il servizio, l'umiltà, la povertà, l'essere, il dono, la carità ". I cattolici sono rassegnati di fronte alla perversa commistione tra gerarchie ecclesiastiche e potere, di cui la cronaca offre quotidiani esempi: dalla strenua difesa di Antonio Fazio, ai conti opachi dello Ior, fino all'appoggio a Berlusconi per mendicare due soldi per le scuole private. Sono allibiti di fronte al sostegno che la Chiesa concede a uno schieramento che lancia ogni giorno messaggi intrisi di razzismo e immoralità. IL P U N T O è un altro. Avvilisce (e smarrisce) nelle notizie delle "trattative" tra Bertone e Berlusconi la debolezza della Chiesa, la totale mancanza di fiducia che le gerarchie ecclesiastiche manifestano nel proprio messaggio. No, non si chiede al Vaticano di schierarsi a sinistra, piuttosto che a destra. Anzi, si

Avvilisce nel "dialogo" tra Bertone e Berlusconi la debolezza del Clero e la totale mancanza di fiducia che le gerarchie ecclesiastiche manifestano nel proprio messaggio

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chiede soltanto alla Chiesa di essere testimone - coerente del Vangelo. Non sono le leggi che salvano formalmente la tutela della vita nello stesso istante in cui concretamente l'esistenza degli immigrati viene calpestata. Non sono le scuole cattoliche che salvano la fede. È piuttosto la testimonianza. E sbaglia, di quanto!, chi pensa che i cattolici - e non solo loro - respingano il rigore, perfino la severità del rivoluzionario messaggio di Cristo. Anzi, proprio questo attendono in tanti: qualcuno che ci ricordi di amare il nemico e ci ripeta ogni giorno che beati sono i miti, i poveri, chi ha fame e sete di giustizia. Qualcuno che invece di accanirsi sui diritti degli omosessuali ricordi le parole di Sant'Agostino: "Ama e fai ciò che vuoi". È falso che gli uomini contemporanei non credano più nel messaggio del Vangelo. Si allontanano piuttosto dalla Chiesa perché nei suoi vertici non vedono più chi lo testimoni. Ma poi si trovano soli, smarriti, e perdono anche la fede.

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Appesi a 3 voti, sirischiail pareggio In questo caso il governo supererebbe l'ostacolo. Scilipoti, Calearo e Guzzanti aghi della bilancia FRANCESCO GRIGNETTI ROMA

Indecisi fino all'ultimo istante. Un po' per calcolo, un po' per sentimento, il Parlamento è appeso agli umori di un pugno di deputati. Di colpo, i vari Scilipoti, Calearo e Guzzanti sono divenuti l'ago della bilancia politica. A essi va aggiunto il mal di pancia delle «colombe» del Pli, il gruppetto guidato da Silvano Moffa. C'è apertissimo il caso di Maria Grazia Siliquini che fino all'ultimo sta soppesando il da farsi. E l'indecisione è tale che davvero nessuno sa più come andrà a finire. I pallottolieri sono impazziti a destra come a sinistra, nelle stanze del governo come in quelle dei giornali. Secondo gli ultimissimi calcoli, il voto di oggi a Montecitorio potrebbe finire 313 pari, ma c'è da considerare che un paio di deputate in dolce attesa potrebbero proprio non farcela. E se verranno a mancare i voti contrari di Giulia Bongiorno e Giulia Cosenza, entrambe del Fli, ecco che la conta potrebbe sorridere per un paio di voti al governo. Le questioni politiche, innanzitutto. Il neonato Movi-

mento per la responsabilità nazionale del trio Cesario-Scilipoti-Calearo si è riunito nella notte per decidere in extremis una linea comune. Che fossero orientati a favore del governo, però, Calearo non lo nascondeva più: «Io voterò solo alla seconda chiamata - racconta - perché sarei stato più orientato ad astenermi, ma s» il mio voto fosse determinan te per la sopravvivenza del governo allora non mi tirerò indietro». Già, in fondo che razza di «responsabilità nazionale» sarebbe, quella di Calearo e Scilipoti, se con il loro voto poi facessero cadere una legislatura? Diverso l'atteggiamento di Paolo Guzzanti, che dice a tutti di avere deciso, ma non rivela come. «Non l'ho detto a Fini né a Berlusconi, lo dico ai giornalisti?», dice beffardo. Che ce l'abbia a morte con Berlusconi e con il Pdl, però, è noto. Così come è esplicito il suo «comune sentire» con il repubblicano Giorgio La Malfa, che è un altro antiberlusconiano convinto. Insieme sono andati a trovare Fini nel suo studio, insieme si aggiravano per il Palazzo ieri. Diverso il caso delle signo-

re con gravidanza a rischio. Sono in tre: la democrat Federica Mogherini, che però salvo imprevisti dell'ultima ora ci sarà («La gravidanza di Federica è a scadenza») e le futuriste Bongiorno e Cosenza. Mogherini ha lanciato un appello alle donne dell'altra sponda: «Anche nel calcio quando c'è un giocatore a terra l'altra squadra tira la palla fuori. Se una donna di uno schieramento è in sala parto, una dell'altro gruppo si tenga fuori». C'è anche un precedente: nel 1997 Maurizio Pieroni, dei Verdi, non partecipò a una seduta della Bicamerale per permettere proprio a Berlusconi di essere allo stadio di Milano dove si festeggiava l'addio al calcio di Franco Baresi, una colonna del Milan. E' però già arrivata la risposta negativa di Barbara Saltamartini, Pdl: «Faccio i migliori auguri alla Mogherini in questo momento importante, ma il regolamento vuole che io voti». Infine le questioni giudiziarie. Antonio Di Pietro si è ripresentato ieri alla procura di Roma con un secondo esposto, e un terzo ne annuncia per i prossimi giorni. «In un Paese democratico il solo fatto che il

presidente del Consiglio in carica si metta a comprare il voto di esponenti del Parlamento dovrebbe costituire attentato alla Costituzione». Nel suo esposto ha presentato una serie di fatti e atti parlamentari che secondo lui sono «prove» della compravendita in atto. Conferma che si tratta di una denuncia nominativa, il che significa che la procura è tenuta in tempi brevi a iscrivere i nomi delle persone citate al registro degli indagati. Chi abbia materialmente denunciato, non si sa. Ma la sua insistenza sul «grande corruttore» la dice lunga: Di Pietro ha indicato Berlusconi come mandante della manovra e perciò è sul Cavaliere che s'incentra l'esposto. Nel dossier ci sono però molti altri nomi: quelli che sono passati dall'altra parte come Scilipoti, Razzi, Cesario e Calearo: ma anche altri che sono stati semplicemente contattati, come i suoi deputati Mona! e Zazzera; più i nomi di chi li avrebbe avvicinati con profferte. «In ogni caso - dice Di Pietro - la mia iniziativa giudiziaria un risultato l'ha raggiunto: s'è fermata l'emorragia, pochi qui dentro hanno voglia di passare le feste con la Guardie di finanza alla porta».

Secondo gli ultimissimi calcoli, a Montecitorio potrebbe anche finTre313a3Ì3 Di Pietro ha presentato alla procura di Roma un secondo esposto sul «mercato» di onorevoli

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• Gianfranco Fini (per prassi, il Presidente ron vua) •

Sfiducia

8 documento

L'uftimo rifiuto

Futuro e libertà propone un documento in cui si chiedono le dimissioni del premier dopo la fiducia al Senato garantendogli però il reincarico immediatamente dopo

Silvio Berlusconi un'ora dopo risponde alla proposta con un secco no perché non intende «cedereaidiktat»etantomenointende presentare le dimissioni dall'incarico

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Ripario Senza grosse polemiche e contestazioni nell'aula si chiude il dibattito sulla sfiducia con la replica del presidente del consiglio. Nella tarda mattinata di oggi il voto

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«Portiamo in piazza l'indignazione di una generazione» «Grideremo "noi non siamo sfiduciati" mentre in Parlamento si deciderà il futuro di questo governo: per cambiare l'Italia pochi voti non bastano. Serve ricostruire un senso comune»

mo nessuna intenzione di essere spettatori, in un verso come nell'altro. Il berlusconismo non finisce con Berlusconi e noi pensiamo di ROBERTO I O V I N O avere gli anticorpi giusti, pensiaPORTAVOCE RETE DELLA CONOSCENZA mo di poter costituire un pezzo fondamentale del rinnovamento el buio della democra- culturale di un paese che annega zia italiana uno spira- nel degrado. Pensiamo che costruiglio di luce c'è. Oggi da re un'alternativa sia possibile solo nord a sud, a prescinde- tramite la contaminazione della re dall'esito del voto di carica positiva che abbiamo portafiducia, le piazze del nostro paese sa- to nelle piazze, nelle scuole e nelle ranno piene di studenti e studentes- università. se, e questo rappresenta un fatto politico nuovo. Come nuova è l'idea di Per questo oggi saremo in piazpartecipazione popolare che abbia- za al grido di «noi non siamo sfidumo praticato lungo tutto l'arco di ciati», perché se in parlamento tutquesto autunno, non solo manifesta- to si giocherà per pochi voti, per zioni "contro" ma una riappropria- cambiare l'Italia i voti non bastazione reale della politica, parola no, serve invece ricostruire un sentroppo spesso associata alla compra- so comune che noi sentiamo di vendita di parlamentari e a scandali condividere. La nostra, quindi, è sessuali.

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In Italia c'è un fatto nuovo, gli La denuncia studenti e le studentesse hanno suonato la sveglia ad un paese da anni atrofizzato dal berlusconismo come dottrina del controllo e del consenso. Abbiamo posto sul piatto l'indignazione di un'intera generazione, decisa a costruire un'alternativa alla fuga, a denunciare lo sfruttamento esistenziale a cui ci condanna la precarietà, a urlare a squarciagola il vuoto di senso in cui versano scuola e università. Non siamo solo noi i "senza futuro" ma rischia di esserlo l'intero sistema/paese. E allora perché scendere in piazza proprio nel giorno in cui si deciderà il futuro politico del nostro paese? Perché noi non abbia-

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«Noi non siamo i soli senza futuro, rischia di esserlo tutto il Paese»

una battaglia rivolta a tutto il paese e in questo momento siamo convinti di essere in vantaggio, di poter vincere. Se la fiducia a Berlusconi dovesse venire meno sarà anche merito nostro, come merito nostro sarà ricostruire l'Italia dalle macerie in cui versa. Abbiamo deciso di uscire fuori a riveder le stelle, convinti che tutto il paese debba uscire con noi a rivedere questo meraviglioso spettacolo. •

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teol© Guzzanti

"Di sicuro non mi asterrò ma come intendo votare lo scoprirete in aula" ROMA

Paolo Guzzanti, insomma, ha deciso o no? «Sì che ho deciso. Ma non ve lo dico. Lo faccio per senbilità istituzionale perché il mio voto potrebbe essere decisivo. E allora, se permettete, mi esprimerò nell'Aula». Scusi, ma non sarà che lei ha ufficializzato questa sua decisione così finiscono le pressioni? «Beh, è vero che in questi giorni sono stato corteggiatissimo, come non mai. Le prime cinque telefonate dei colleghi ti fanno anche piacere... dopo tanto silenzio attorno... Ma quando si arriva a cinquanta, non ne puoi più. Bisognava fermare questo strazio». Ricorda il tormentone di Chiambretti: comunque vada, sarà un successo? «Quando ho sentito Berlusconi che ringraziava il partito liberale, in effetti, ho pensato che avevo fatto un gran colpo di marketing. Ho fatto rinascere un partito che era morto». Si dice che c'entri il suo contratto con il Giornale. «Non c'entra nulla. Ero in tv, una trasmissione condotta da Luca Telese. In diretta, Alessandro Sallusti, l'attuale direttore, cantava le mie lodi di giornalista. Ma se non mi avete più fatto scrivere?, gli ho detto. E lui: ma nooo, puoi tornare a scrivere, il contratto te lo rinnoviamo». E allora? «Di sicuro non mi asterrò».

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"Devo vedere i miei amici Loro hanno già deciso l'appoggio al governo" ROMA Domenico Scilipoti, lei era nel partito di Di Pietro, il più acceso degli antiberlusconiani, e ora potrebbe votare la fiducia al Cavaliere?

«Ma io non ho mica deciso». Suvvia. «Mi devo ancora vedere con i miei amici del Movimento per la responsabilità nazionale e decideremo insieme. Comunque loro due ormai hanno deciso per il sì». Elei? «Vi sembra facile mangiare sempre lo stesso piatto di pasta per dodici anni e poi dire: portatemi quell'altra pastasciutta?». Beh, facile non è. «Appunto. E poi ci si mettono gli agguati dei giornalisti faziosi. Sono andati a casa mia, in Sicilia, a Barcellona Pozzo di Gotto, e hanno piazzato la telecamera in faccia a mia madre che ha 91 anni e lei si è spaventata. Poi sono andati a casa dei miei suoceri e riprendevano la villetta, e dicevano: questa è la casa pignorata di Scilipoti. Mia moglie non capiva che stava succedendo così ha fatto le valigie ed è venuta a Roma. Tutto questo che c'entra con la politica?». Non c'entra nulla. «Nulla. Io sono qui con il mio pathos che devo decidere. Ma entro notte decido». [FRA. GRI.1

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mettente. Non sarà la sfiducia a Berlusconi ad attizzare la speculazione internazionale più del suo sopravvivere a sé stesso. E, del resto, Londra insegna, anche il resto d'Europa avrà le sue gatte da pelare. La manifestazione di oggi, il percorso che la ha preceduta per tutto l'autunno, e che dovrà seguirla, Marco Bascetta hanno se non altro il significato di uò accadere che la volontà del disturbare i manovratori, che si tro«popolo sovrano» si incarni in vino al governo, all'opposizione o qualche nullità, comparsa o vas- in transizione tra l'uno e l'altra. sallo di infimo ordine. I loro nomi e le Metterli cioè di fronte a una ripresa loro motivazioni sono insignificanti di soggettività politiche, anche diquanto le parole che pronunciano. So- verse ma in grado di riconoscersi, no nulla e provengono dal nulla, da consapevoli delle violenze subite, formazioni, gruppi, corti e cordate sen- decise a modificare i rapporti di forza storia e senza prospettiva, sigle effi- za che hanno soffocato la società mere, altisonanti prive di qualsiasi italiana nell'ultimo ventennio: ricatconsistenza. Paradossi della democra- tato, diviso, disciplinato. Questa frazia rappresentativa, quando un gover- gilità del quadro politico (anche se no putrescente e politiche visibilmen- non esente da pericolosi colpi di cote inique e fallimentari si conservano da), questa incertezza e questo diper questa via, appesi al filo del capric- sorientamento costituiscono una cio e del caso. CONTINUA | PAGINA 6 occasione nuova, la possibilità di rilanciare una opposizione sociale tenuta insieme da una comunanza DALLA PRIMA di esperienze e dalla loro elaborazione politica. Di cui neanche la miMarco Bascetta nima traccia è visibile tra le forze parlamentari nei loro contorcimenti e nelle loro schermaglie. Nessuno, oggi, può ragionevolmente escludere l'eventualità di elezioni ravvicinate. Farsene terrorizzare e scendere a qualsiasi comL'Europa, la crisi, I' «interes- promesso pur di evitarle è la ricetse del paese», il «futuro dei ta più certa per perderle, di fronte giovani», la «competitività» alla baldanza militante della Lega risuonano come vuote retoriche in e a quel che residua del potere ipun conclave sempre più distante notico di Silvio Berlusconi. Confidalla vita reale e dalle scelte che dare in una ingegneria che prescinquesta imporrebbe, fermo alle pre- da dal conflitto sociale in atto vuol messe delle premesse. Nessuno di- dire, soprattutto a sinistra, non resposto a misurare l'entità macro- cuperare mai, e semmai ampliare, scopica del fallimento, quello delle quell'area dell'astensione che da politiche liberiste come quello del- tempo la tiene al chiodo e al chiole opposizioni blande quando non do continuerà a tenerla. Nell'insecorrive che hanno incalzato il go- guimento senza fine e senza esito verno a colpi di galateo, di scorcia- di un elettorato «moderato» che toie giudiziarie e di vacua propa- sempre più si rivela un'astrazione ganda. Ma mentre nell'aula si gio- o un feticcio. Nel mito di una goca la partita tra la nascita (assai im- vernabilità «a prescindere» che è probabile) di una destra «per bene» esattamente ciò contro cui i movie di una «non destra» capace di in- menti mostrano di volersi battere. tendercisi, almeno sulT essenziale, E che sarà anche il principale ber e un prolungamento comatoso e in- saglio della manifestazione di oggi. carognito del regime berlusconiano, fuori la crisi morde e distribuisce costi e privilegi in proporzioni che il paese è sempre meno disposto ad accettare, vivendoli ormai come veri e propri atti di violenza. Quel che sembra certo è che dalla giornata di oggi non uscirà un quadro di stabilizzazione, né sul piano politico, né su quello sociale. Non è una circostanza di cui avere timore, semmai un'occasione proUNITI CONTRO LA CRISI

Disturbate il manovratore

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"Il premier è logorato ma non ha alternative" MICHELE BRAMBILLA ROMA

«Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo», diceva Karl Kraus, che agli inizi del secolo scorso commentava il tramonto dell'impero asburgico. Ecco, Giuliano Ferrara sembra un po' Karl Kraus quando dice di non aspettarsi troppo da questo 14 dicembre che stiamo vivendo un po' nevroticamente, come se fosse se non la fine del mondo - la fine di un mondo. «Sono mesi che scrivo che viviamo una sorta di 24 luglio permanente», ci dice il direttore del «Foglio»: «Ma proprio il fatto che il 24 è permanente vuol dire che il 25 non arriva mai». Sembra che il voto di fiducia sia un'ordalia. «Intendiamoci: capisco l'eccitazione del momento perché Berlusconi è una personalità, appunto eccitante. Sia per i suoi sostenitori sia per i suoi detrattori. Tutto quello che lo riguarda viene vissuto in modo estremo. La discesa in campo come un avvento, la caduta come un'apocalisse». E invece... «Invece mi pare che non sia il caso. Berlusconi si è logorato, è vero. Un po' perché gli italiani hanno un rapporto con il potere molto guardingo: lo blandiscono, si lasciano guidare, a volte sono servili, ma insomma mantengono sempre una certa distanza e sono pronti a smarcarsi quando è opportuno. Berlusconi ha gover-

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nato otto anni, dal 1994, ma sembrano sedici».

Non pensa che in caso di sfiducia sarebbe possibile il ribaltone?

Potrebbe essere giunta l'ora del «dagli al

puzzone»? «Diciamo che un logoramento c'è. Per questo motivo e anche per gli errori che Berlusconi ha commesso». Ad esempio? «Ne ha fatti molti, l'ultimo è stato quello di aver buttato fuori Fini invece di usarlo». Usarlo? «Sì, usarlo. Tenendo nel Pdl una voce diversa, e anche critica, Berlusconi avrebbe potuto dimostrare che il suo ombrello era larghissimo. Che avrebbe saputo tenere insieme, nell'ambito di un bipolarismo pulito, uno schieramento vasto e vario. Sarebbe stata, tra l'altro, la via maestra per il Quirinale. Quindi Berlusconi ha commesso degli errori che lo hanno, ripeto, logorato. Però... C'è un però enorme». Cioè? «Il fatto è che le chiacchiere valgono zero. Valgono i fatti, e i fatti dicono che Berlusconi con Bossi forma un blocco tuttora senza alternative. È un blocco che ha difficoltà a governare, perché l'Italia è un Paese di parrucconi e perché il presidente del consiglio istituzionalmente conta molto poco. Ma è un blocco che non si può aggirare. Non c'è neanche la parvenza di una maggioranza alternativa. Né di un possibile governo di transizione». Ma se oggi il governo andasse sotto? «Lo dico come paradosso: se oggi Berlusconi perdesse la fiducia per uno o due voti sarebbe come se la prendesse per uno o due voti. Il Parlamento resterebbe diviso».

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«No. Per il ribaltone ci vorrebbe, invece che un Napolitano, uno Scalfaro: cioè un presidente congiurato». Un governo Tremonti? 0 Letta? «Tecnicamente sarebbe possibile, se Berlusconi perdesse per pochi voti. Un esecutivo del genere placherebbe la furia di tutti coloro che sentono l'angoscia di avere a palazzo Chigi un leader popolare e populista. Ma Bossi ha già detto che Tremonti non è così fesso. E anche Letta, per come lo conosco, non credo accetterebbe». E allora? «E allora niente, oggi non succederà niente. L'unica cosa certa è che Berlusconi si è indebolito. Ma non esiste un'alternativa a lui». Fini? «Si è messo nei guai, è a un passo dall'apparire il leader un po' vago di uno schieramento che non si capisce bene che cosa sia». Eppure lei era stato uno dei primi ad apprezzare la sua «svolta», più di un

anno fa... «Per me ci sono due Fini. Il primo è quello che dopo essere stato costretto a diventare il cofondatore del Pdl, restando così espropriato del proprio esercito, ha pensato: va bene, adesso mi gioco una carta solitaria. Con il Secolo d'Italia, con la fondazione eccetera cerco di prospettare una destra post-berlusconiana, senza tuttavia arrivare allo scontro frontale. Io non condividevo molte sue idee, ad esempio su immigrazione clandestina e bioteca: ma apprezzavo quel suo tentativo di costruire una cosa nuova. E ho pensato che Berlusconi avrebbe dovuto cavalcare quell'onda: avrebbe dato l'idea di un grande partito con all'interno punti di vista diversi». E il secondo Fini? «Ha fatto anche un uso improprio della presidenza della Camera».

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«Non doveva cacciare Fini ma usarlo per dimostrare di sopportare il dissenso»

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L'IPOTESI

«Un governo Tremonti? Tecnicamente possibile, ma Bossi lo ha già escluso»

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«Viviamo in una sorta di 24 luglio permanente, ma il 25 non arriva mai»

«Non mi sembra possibile, al posto di Napolitano ci vorrebbe uno Scall'aro» Direttore Giuliano Ferrara, già comunista e craxiano, poi berlusconiano, ministro nel 1994, ora dirige il quotidiano che ha fondato, «Il Foglio»

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Limpasse è colpa del Pd doveva aiutare Fini" MARCO ALFIERI MILANO

«Purtroppo l'alternativa politica a Berlusconi al momento non c'è. C'è solo un'ammucchiata che vorrebbe buttarlo giù da palazzo Chigi. E la colpa è del Pd che ha tradito la sua missione riformatrice, incapace di dare sponda ai vagiti terzopolisti...». Massimo Cacciari, alla vigilia della conta in Parlamento, torna ad accusare l'insipienza democratica. E' un suo rovello classico ma questa volta il fallimento brucia ancor di più perché finalmente c'era partita. Per l'ex sindaco di Venezia «la npvità degli ultimi mesi è la grande fronda di Gianfranco Fini che ha portato alla fine del Pdl e del bipolarismo all'italiana. Ma è altrettanto evidente che per la formazione di un blocco innovativo e riformatore al centro dello schieramento, sono mancati i tempi. Probabilmente lo stesso Fini pensava che la crisi non precipitasse subito».

forma elettorale. Ma è un'altra cosa». Quindi... «Quindi siamo allo stallo. Da un lato Berlusconi è decotto, insieme al bipolarismo muscolare per come l'abbiamo conosciuto in Italia; dall'altro la mancanza di una vera alternativa lo fa sopravvivere». Di chi sono le responsabilità dell'impasse? «Fini ha avuto il coraggio di uscire dalla palude e gettare il cuore oltre l'ostacolo. Casini lo aveva già fatto 2 anni fa. Rutelli è stato l'unico leader Pd a criticare l'aborto democratico, uscendo dal partito. Ma loro 3 da soli non bastano, tanto più che il Terzo polo è ancora una prospettiva senza un vero programma». Dunque la mancanza di alternativa a Berlusconi è senza colpevoli?

«Macché. La responsabilità immensa è tutta del Pd. Un partito nato male, o forse mai nato. Dopo la caduta del governo Prodi c'erano tutte le possibilità per lavorare ad un'alternativa forte al berlusconismo usurato. Avevamo cinque anni davanti, ma è mancata completamenCosì il premier te la classe dirigente, la strategia, la culpuò sbandieratura politica e un agenda nuova per il re l'unica carta paese» che gli è rimaE' impietoso, professore;.. sta. Altro che Germania e la sfiducia «Il più grande partito di opposizione, costruttiva. Siete solo un'accozzaglia nel bel mezzo della deflagrazione del di partiti che vuol farmi fuori. E' l'unicentrodestra, è rimasto ai margini della co punto che vi unisce... partita, senza mai incidere. Paradossa«La cosa sta in questi termini. Giustale. Ovvio che al momento della fiducia mente dal loro punto di vista sia Fini Berlusconi ha buon gioco a dirti: volete che Casini escludono la possibilità di solo buttarmi giù...» un'alleanza di goIn cosa è mancata questa visione straverno con il Pd. A l tegica? limite immagina«Non si è sfondato nel ventre molle berno un governo teclusconiano, tra quei ceti moderati delunico per fare la r i -

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si dalle promesse al vento del Cavaliere. 0 fai manovre, anche spregiudicate, per guadagnare consensi al centro o dove vuoi andare?» Sta parlando di Milano, vero? «Certo. Gabriele Albertini poteva essere convinto a scendere in campo. Avrebbe dato cemento al Terzo polo e sarebbe stata una botta tremenda al berlusconismo nella sua capitale. Invece il Pd non ha voluto fare sponda all'ex sindaco, è rimasto immobile nel suo brodo, facendo primarie tra 3 candidati di sinistra. Ma se non sfrutti le condizioni di favore che ti si aprono a Milano, mica a Reggio Emilia, che razza di alternativa vuoi costruire? E potrei continuare...». Ad esempio? «Ad esempio il Pd non ha mai saputo scalfire l'egemonia forza-leghista al nord, maturando un vero autonomismo e una capacità di relazione con gli attori del capitalismo diffuso. Così come non ha mai costruito una relazione strategica "con l'Udc. Forse aspettava cadesse nelle sue braccia per semplice antiberlusconismo. Allora non conoscono Casini. Dopodiché mi auguro che il premier collassi ma per senso.di verità devo ammettere che al momento non vedo alternative...». Nemmeno se uscisse un nome nuovo a rilanciare il Terzo polo? Si parla ciclicamente di Luca di Montezemolo... «Che volete, restiamo in attesa. Il sottoscritto insieme ad altri amici lancia, stimola, propone. Come per Albertini del resto. Già questi signori non sono dei cuor di leone, se poi non trovano nemmeno puntelli concreti nel Pd...». Non sembra ottimista, Cacciari? «Se oggi Berlusconi vince è chiaro che sarebbe la sconfitta di tutti quelli che hanno presentato mozioni di sfiducia. Ci sarebbero probabilmente pattuglie di incerti che tornerebbero all'ovile. A quel punto il mare si richiude, avremmo perso una grandissima occasione».

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«Si doveva sostenere Albertini. Altrimenti che razza di alternativa vuoi?»

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Massimo Cacciari, docente di filosofia, a lungo sindaco di Venezia per la coalizione di centrosinistra, recentemente uscito dal Partito democratico

«Al mio ex partito sono mancati classe dirigente, strategia e cultura»

«Fini, Casini e Rutelli non bastano, ma è mancato il tempo per costruirlo»

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«Silvio è decotto come il bipolarismo muscolare, ma sopravvive»

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nifesteranno a Roma durante le votazioni in Parlamento. Non è l'atto finale delle straordinarie mobilitazioni di questi mesi ma un nuovo appuntamento lungo un percorso comune, finalizzato a unire ciò che la crisi e le politiche europee dividono. La prossima tappa di «Uniti contro la crisi» è fissata per gennaio: un seminario di due giorni a Marghera, un momento Loris Campetti di confronto e di elaborazione collettiva, una prima agenda nel percorso unitario di chi vive, banchieri non saranno in ^>mzz& sia pure in forme diverse, Io stesso attacco ai di a Roma oggi, e neanche i teorici ritti e al domani. Per gli operai, quelli cassintedel liberismo e chi vede nel Pil la grati o divisi in 50 forme contrattuali diverse, chiave di lettura per leggere il grado l'appuntamento è al Colosseo. Molti con in tedi felicità e sofferenze dei popoli. La staficasco giallo del movimento dei terremotamanifestazione è promossa da «Uniti abruzzesi provenienti in pullman dall'Aquiti contro la crisi», un movimento di la, marciano da mesi contro lo smantellamenpersone provenienti da storie diverto del contratto nazionale di lavoro, chiedono se che cercano una via d'uscita dalla una legge sulla rappresentanza e la democracrisi politica, sociale e culturale. Cirzia sindacale, l'unico modo per mettere fine alcondare i Palazzi della politica non è la pratica autoritaria degli accordi separati. Sola spallata finale al governo Berluscono quelli che difendono la Costituzione e lo ni in attesa che un altro governo, maStatuto dei lavoratori dagli attacchi del govergari sorretto da un altro schieramenno, della Confindustria e di Marchionne. Voto, riproponga le stesse ricette. gliono mandare i figli all'università. ,. .CONTINUAI PAGINA 6 Il concentramento degli studenti è alle 9,30 in Piazzale Aldo Moro, davanti all'Università della Sapienza di Roma. Tutte le associazioni e DALIA PRIMA i collettivi dei medi e degli universitari lavorano da settimane per la riuscita della manifestaLoris Campetti zione. Dicono che non basta far cadere la riforOggi si manifesta contro chiunque ten- ma Gelmini e mandare a casa il ministro: è ti di scaricare i costi di un'ipotetica ri- una concezione classista, elitaria e confindupresa sui più deboli, distruggendo rela- striale del sapere che va definitivamente rottazioni, risorse, lavoro, ambiente, futuro d? milio- mata. Attraverseranno la ni di giovani. Per costruire un modello sociale città per incontrarsi al Coalternativo a quello dominante, gli operai me- losseo con gli altri compatalmeccanici dei Cantieri navali camminano gni di viaggio, tutte le aniinsieme agli studenti: la caduta di Berlusconi è me dell'opposizione soun passaggio fondamentale, la liberazione di ciale italiana che si sono . tante energie, la chiusura della peggiore stagio- dati appuntamenti alle ne politica dell'Italia postbellica. Ma non è la 10,30. E al Colosseo sarà meta finale. Oggi non sarà tanto un generico anche lo striscione del «no B.Day» dei movimenti: sono le politiche li- «manifesto» Qui inizierà beriste, autoritare, antipopolari interpretate il confronto «tra diversi», dai vari Tremonti, Brunetta, Gelmini e Sacconi giunti a Roma da tutt'Itache vanno sconfitte, chiunque governi. ria con un centinaio di Di nuovo in piazza per salvare la scuola e il pullman: ci saranno gli .N lavoro, per spezzare la spirale perversa che operai metalmeccanici partiti dal Veneto, Lompunta stilla divisione dei soggetti deboli al fine di sconfiggerli, piegandoli al pensiero unico. bardia, Piemonte, Friuli, Liguria, Emilia, MarPer liberare le piazze di Napoli e d'Italia dal- che, Umbria, Lazio e Campania, con il loro caril'immondizia metaforica e reale che avvelena co di rabbia e le vertenze aperte alla Fiat, ai e umilia le popolazioni, per dirottare le risorse, Cantieri navali, all'Eutelia... Del resto, la Fiom dalle grandi opere che devastano il territorio al- non è nuova al confronto con gli studenti, anzi la ricerca, allo studio, ai lavoro, ai beni comu- da questo confronto è nato l'allargamento a ni. Per garantire un reddito ai giovani invece di tutti i soggetti della crisi della manifestazione un odioso precariato a vita, per evitare agli nazionale dei metalmeccanici del 16 ottobre. I aquilani il secondo terremoto, quello provoca- metalmeccanici della Cgil hanno votato una to dalla ricostruzione del Bertolaso di turno. mozione che impegna l'organizzazione a sostePer bruciare negli inceneritori il razzismo che nere tutte le mobilitazioni sociali contro il gosi è fatto legge con la Bossi-Fini e tratta i mi- verno Berlusconi. E a testimonianza del fatto granti come merce, sub-lavoratori da spreme- che non è solo la minoranza congressuale («La re al nero per poi ributtare nelle guerre, nelle Cgil che vogliamo») a impegnarsi nella giornadittature e nella fame. Per far pagare la crisi a ta di oggi, c'è la decisione della Funzione pubchi l'ha provocata e oggi pretende di imporre blica - la più numerosa categoria degli attivi la ricetta per uscirne. Per mettere i bastoni tra nella confederazione di Corso d'Italia - di lale ruote di Marchionne che propone la sua filo- sciare libere le stutture territoriali di partecipare alle mobilitazioni di questi giorni. Una decisofia come modello generale. Ecco perché in tanti, e così diversi, oggi ma- sione che ieri il direttivo della Fp-Cgil di Roma

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La piazza del popolo

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e Lazio ha confermato all'unanimità. Così come nell'elenco dei promotori di «Uniti contro la crisi» spicca la presenza di ambientalisti e di intellettuali che si battono contro il modello di sviluppo energivoro e cementificatore, anche in piazza sfileranno associazioni ambientaliste e movimenti impegnati per i beni comuni e la difesa del territorio dalle devastazioni delle grandi opere (dalla Valle di Susa ai calabresi e siciliani contrari al Ponte di Messina). Saranno i napoletani di Chiaiano, Giugliano e Terzigno a portare un po' di colore, rumore e monnezza in piazza: vogliono ricordare a chi deciderà la fine o la rinascita di un Berlusconi (comunque scaduto) che il tempo per una nuova politica dei rifiuti è arrivato. Dal Colosseo e dai I-ori imperiali, passando per piazza Venezia, un grande corteo, guidato dagli studenti, insieme ai precari delia scuola e di tutti i lavori, prenderà il via verso i palazzi della politica, per poi approdare in un' altra nobile piazza romana: probabilmente sarà la classica piazza del Popolo. Sperando di non trovarsi di fronte lungo il cammino eserciti, griglie, zone rosse: non cercano la rissa ma un futuro diverso, costruito sui parametri opposti a quelli che hanno devastato l'ultimo ventennio. Non sono gradite provocazioni.

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La piazza del COME DONDOLO

SAPIENZA Alle 9.30 da piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza, si riuniscono gli studenti universitari che si uniranno agli studenti medi a piazza della Repubblica. Insieme scenderanno in via Cavour per incontrarsi con lo spezzone in arrivo dal Colosseo. Obiettivo Montecitorio per un'assemblea pubblica.

«Uniti contro la crisi» torna in piazza e porta a Roma studenti operai precari e il protagonismo sociale. Fuori dalla «zona rossa» la sfiducia non si compra PIRAMIDE Alle 09.30 da piazzale dei Partigiani partirà il corteo autonomo degli studenti medi di alcune scuole della capitale (dai quartieri Prati, Monteverde e Centro storico) e dell'università Róma Tre. Insieme confluiranno a via dei Fori imperiali per poi arrivare alla zona rossa a Montecitorio. LE ALTRE CITTA

Da Milano a Palermo Non solo Roma. Manifestazioni nel giorno del voto sul governo Berlusconi sono state organizzate in tutta Italia. A Milano l'appuntamento è in largo Cairoli (ore 9,30). Poi sarà corteo, non uno e non solo. Bisognerà correre per partecipare in qualche modo alla giornata movimentata che prende forme insolite in concomitanza con il voto dì fiducia, o sfiducia, al governo che si tiene oggi in parlamento. L'indicazione è di darsi da fare, ognuno a modo suo, per far diventare questo 14 dicembre

COLOSSEO Il corteo autorizzato parte dal Colosseo alle 9.30. Scende lungo via dei Fori imperiali per unirsi gli altri manifestanti e raggiungere piazza Venezia. La questura ha autorizzato fin qui, il resto è «flessibile». Vietata la «zona rossa». Sotto la sigla «uniti contro ia crisi» sfileranno studenti, precari, immigrati, metalmeccanici, Action, terremotati dell'Aquila e il popolo dei rifiuti del Vesuvio. un giorno di lotta ma anche di gioia, il tutto per "mandarlo a casa" senza se e senza ma. Considerata la natura della protesta - blocchi della città e performance a sorpresa un po' ovunque - è impossibile segnalare il dove e il come. Si sa per certo che hanno aderito Fiom e Prc, e che la parte del leone la faranno comunque gli studenti, medi e universitari. A Palermo sono previsti tre concentra nienti e blocchi stradali in tutta la città, con le occupazioni di luoghi simbolo. A Torino ricercatori e professori dell'università e del Politecnico si sono dati appuntamento dalle 9 alle 13 in piazza Carignano, davanti all'omonimo palazzo che fu Ritaglio

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PIAZZA ESEDRA Alle 9.30 a piazza della Repubblica si danno appuntamento gli studenti medi. Stessa piazza di partenza per il popolo viola che che si dirigerà in piazza S. Marco (di fronte all'altare della Patria a p.zza Venezia) e formare, intorno alle 12.30, una catena umana che circondi la «zona rossa».

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sede del primo Parlamento italiano, per un'assemblea ri-costituente della cultura e della ricerca. In un emiciclo costruito davanti al palazzo, a quasi 150 anni dalla prima riunione del Parlamento nazionale, prenderanno la parola personaggi dèi mondo della cultura e dello spettacolo che insieme a docenti e a ricercatori leggeranno l'elenco di ciò di cui hanno fiducia e di ciò di cui non l'hanno.

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Berlusconi s'è alzato a parlare un colpo il sipario sul centrodestra tre volte, due nell'aula del Senato, come lo avevamo conosciuto, su una in quella della Camera, sforzan- Berlusconi e il berlusconismo, e forI I I SIPARIO dosi in ogni modo di apparire sicu- se anche, definitivamente, sull'intero di sé. Ha lasciato intendere che è ra Seconda Repubblica, SULLA SECONDA pronto a trattare su tutto, dalla legge elettorale al rimpasto di goverREPUBBLICA no, ma che la trattativa, per lui, può cominciare solo un minuto dopo la MARCELLO SORGI vittoria, anche stentata, sulle mozioni di sfiducia. Quanto a Fini, moinutile nasconstrava qualche segno di sofferenza derlo o cercaper le voci di dissenso e le grida di re di relativizdolore dei più incerti tra i suoi, uscizare: ciò che ti allo scoperto. Ma al dunque, è riuabbiamo visto scito a recuperarli, riunificando il ieri per ore e ore, trasmesso suo gruppo parlamentare, mentre in diretta dalle tv nelle case pure gli toccava coordinare, da predegli italiani, non è solo la sidente, una delle sedute più difficicrisi del governo Berlusconi li della Camera. - nato, non va dimenticato, Tal che, a fine giornata, i pronomeno di tre anni fa, sull'onstici inizialmente favorevoli al Cada di ima straordinaria vitvaliere erano di nuovo incerti. Se le toria elettorale con oltre tre deputate in gravidanza, per cui cento deputati di maggioè stato già disposto un servizio di ranza. Ma quella, evidente, assistenza con sedie a rotelle, riudella Seconda Repubblica. sciranno a partecipare al voto di ogUna Repubblica nuova, anzi gi, i due schieramenti, numeri alla fondata sul «nuovismo», vemano, dovrebbero essere pari. La nuta a riempire nel 1994 il vittoria dell'uno o dell'altro dipenvuoto lasciato dalla Prima, derà dal ripensamento di Guzzanti inghiottita a sua volta da (ricollocato all'opposizione dopo un Tangentopoli e dalla prorepentino passaggio alla maggiopria incapacità di autoriforranza), dallo spostamento di Caleamarsi. E' precisamente quero (eletto con il Pd, traghettato nel sto sistema, che doveva dagruppo misto e tentato dalla fidure agli elettori il potere di cia) e da quello eventuale di Sciliposcegliersi direttamente i ti, transfuga dipietrista che all'ultipropri rappresentanti senmo momento potrebbe passare con za sottostare alle prepotenil Cavaliere. Dove poi possa andare ze dei partiti, e al contempo un governo appeso dichiaratamendi stabilire da chi farsi gote a questi tre, è meglio non chiedervernare, che è franato tutselo. Né vale interrogarsi, se per cat'insieme sotto gli occhi dei so a vincere dovesse essere Fini, docittadini-telespettatori. ve potrà arrivare il largo fronte delParadossalmente, lo spetla sfiducia. Consumata l'ipotesi di tacolo a cui si è assistito in un governo di emergenza appoggiaun giorno interminabile aveto anche dalla sinistra, esaurita la va le caratteristiche dell'insperanza di riunire in qualsiasi moverosimile e della veglia fudo forze eterogenee per cambiare nebre, così che a tratti semla legge elettorale Porcellum e poi brava di rivedere l'indimenriandare a votare, preclusa anche ticabile «Prova d'orchestra» la strada di un restauro, forse sadi Fellini. rebbe meglio dire un accomodaCONTINUAAPAGINA29 mento, del centrodestra, la verità è che se cade Berlusconi non c'è alcu"~el momento terribile e na alternativa pronta. I lunghi mesi fantastico del film in cui impiegati a prepararla sono finiti il maestro tenta per l'ul- nel nulla. Il confuso ribaltone del tima volta di dirigere i '94, costruito davanti a una scatola suoi orchestrali, men- di sardine da Bossi e D'Alema, oggi tre tutto vien giù, il teatro, il palco, i appare sproporzionatamente come leggìi con le ultime note, sepolte da un esempio di architettura politica, un cupo rimbombo. A somigliare al a confronto dell'inconcludenza e maestro felliniano erano appunto i del vicolo cieco in cui si sono cacciadue avversari che si fronteggiano te le opposizioni. Anche per questo, da mesi, e che ieri si scambiavano la solenne seduta parlamentare e bireciprocamente gelide occhiate di camerale officiata ieri resterà a suo disprezzo. modo nella storia per aver calato in

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CAMBIO DI STAGIONE AMASSIMO FRANCO "i robabilmente og1 l: gi il Parlamento ;« certificherà la frantumazione di quella che è stata l'ossatura delle coalizioni di centrodestra per oltre sedici anni: l'alleanza fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Si tratta innanzi tutto dell'esplosione dell'ex Msi, poi An, abbracciati e fagocitati dal Cavaliere. È la loro «guerra civile» a restituire una maggioranza lacerata, conseguenza della frustrazione finiana per il modo in cui si è formato il Pdl; e per l'affermazione di un altro asse, quello fra Berlusconi e Umberto Bossi, che ha fatto apparire marginale il presidente della Camera. Per questo, è giusto dire che oggi finisce un centrodestra, sebbene sia assai meno scontato dare per archiviato il berlusconismo. Che il governo sia virtualmente agli sgoccioli non sembra in discussione: lo sarà anche sfuggendo alle forche caudine del Parlamentò, n presidente del Consiglio non si illude di emergere con una vittoria squillante. Punta ad un certificato di sopravvivenza politica che suonerebbe come una sconfitta per Fini e per chi ha puntato su di lui dimenticando il lungo appoggio al Cavaliere. Ma prevalere per qualche voto può non bastare a scongiurare la crisi. L'impressione è che la fiducia non sarebbe risolutiva in sé. Potrebbe portare a un consolidamento e perfino a un allargamento della maggioranza. Rimane il rischio delle urne a primavera, con Berlusconi e Bossi decisi a far pesare un risultato positivo anche sul Quirinale. Le due

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strade nascono dalla consapevolezza che è impossibile governare con uno scarto esiguo e raccogliticcio. La perentorietà con la quale la Lega chiede il voto anticipato allunga un'ombra sulla legislatura. E Bossi non dice che le elezioni sono una strada obbligata perché prevede la sfiducia a Berlusconi. Lo afferma convinto che il premier otterrà il «sì» di Senato e Camera. Implicitamente, è la conferma che il passaggio odierno sarà soprattutto tattico: una resa dei conti interna alla coalizione berluscpniana, seppure decisivai La rincorsa dei parlamentari da parte del premier e le riunioni del Fli nell'ufficio del presidente della Camera, segnalano un affanno parallelo; e una forzatura dei ruoli istituzionali. Dallo spettacolo degli ultimi mesi il capo del governo e Fini escono un po' logorati. Ma una cosa è lo scontro consumatosi finora, un'altra le manovre che cominciano da domani. Non debbono ingannare l'appello di Berlusconi ai «moderati» e le proposte furiane in extremis al premier: sono la coda del «gioco del cerino». Berlusconi va avanti, e Bossi gli è anche fisicamente accanto. Ma l'esito parlamentare rimane un'incognita. Dilata la percezione del tramonto di un sodalizio e di una fase politica. Comunque si concluda questa crisi poco comprensibile, da domani il centrodestra sarà diverso: con la Lega candidata ad essere sempre più baricentro del sistema. E pensare che Fini mirava a ridimensionarla.

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be lasciata convincere neanche da Benedetto Croce in persona. Perché «dietro» non c'è solo una rivalità fra due donne campane che non si sopportarfi GIAN ANTONIO STELLA no ma il sospetto del «tradimento». Il l deputato Antonio Razzi, tradendo la memoria di Enrico grande tema protagonista della giorToti prima ancora che i dipietristì con la scelta di votare la nata di oggi. Così ambiguo e affascifiducia al governo, ha detto che no, lui «non lancerà la nante, a modo suo, da richiamare la stampella come Pietro Micca». Se quella stampella avesse avuto presenza del «Giuda Iscariota» di doin mano Alessandra Mussolini, ieri pomeriggio, l'avrebbe tirata dici anni fa. Cioè Silvio Liotta, il depuaddosso a Piero Fassino. CONTINUA A PAGINA 9 tato diniano che nell'ottobre 1998 fece cadere il governo di Romano Prodi. Appena appare, è circondato. CoCronaca diretta. L'ex segretario me finirà stavolta? L'esperto sentendiessino sta rovesciando un po' di patzia: «Anche stavolta si deciderà per tume napoletano addosso al Cavaliere un voto, e anche stavolta bisognerà quando la nipote del Duce lo interaspettare che passi la notte». rompe: «La colpa è della fervorino!». Spiegò un giorno di tanti anni fa Rasoiata di risposta: «Onorevole MusGiuliano Ferrara su «Micromega», col solini, l'onorevole Carfagna l'ha già gusto del paradosso che ha, che «tradefinita egregiamente, quindi la smetdire è bello, ma bisogna essere all'alta». Non l'avesse mai detto! Come tezza del proprio tradimento». Del reuna erinni, l'Alessandra parte furiosa sto, ribadiva Claudio Martelli, accusaall'attacco per piombare sul parlamento dai compagni rimasti fedeli a Craxi tare democratico e affondargli le undi aver pugnalato l'uomo che gli aveghie sul viso. Un commesso, le mani va dato spazio e onori, «anche Lutero, alzate per non toccare la deputatessa, prima, era cattolico». Tesi che raccole si pianta sulla strada. «Chiedo scuglieva con gran divertimento quel prosa», si corregge Fassino. «Onorevole vocatore di Francesco Cossiga: «Il priMussolini, l'onorevole Fassino si è mo voltagabbana della storia San Paoscusato con lei», cerca di calmarla Filo sulla via di Damasco. Un gigante». ni. Lei tenta ancora uno sfondamenEcco, nelle reciproche accuse su chi to, poi si placa. Al punto che più tardi ha tradito chi, se siano più traditori si farà largo fra i deputati della siniquelli che hanno deciso di lasciare stra per raggiungere l'onorevole toriBerlusconi accusando lui di aver tradinese. Due chiacchiere. Pace fatta. to prima l'idea del «partito liberale di In realtà la parlamentare pidiellina massa» poi quella del Popolo della linapoletana ce l'ha soprattutto con la bertà plurale 0 se siano più traditori ministra delle pari opportunità. Spiequelli che dopo essere stati eletti «congherà più tardi in Transatlantico: «Le tro» il Cavaliere sono oggi sul punto ho detto: hai visto cosa hai fatto? Sei di donargli quei loro voti che potrebuna cretina. E lei mi ha spalancato bero consentirgli di gridare vittoria e quegli occhioni da civetta». «Vajassa» continuare a restare lì, a Palazzo Chia lei! Come aveva osato, bollarla come gi, si avverte spesso una drammatica una «vajassa»? In realtà, il giorno docarenza di statura. po la prima baruffa fra le due donne, Enrico La Loggia, per rimediare, tiFrancesco Durante aveva spiegato in ra in ballo Dante. Celeberrimo anni fa un raffinatissimo pezzo sul Corriere per la foga che metteva nell'azzannadel Mezzogiorno, che «vajassa» ha un re i nemici di Sua Emittenza al punto significato diverso da come l'ha intedi guadagnarsi da Francesco Merlo il so Alessandra: «Vajassa verrebbe dalsoprannome di «dobermann del Caval'arabo baassa: "serva". Da questa stesliere» (un dobermann in gessato col sa radice si è sviluppato, lungo una dipanciotto, i polsini e la pochette) La rettrice più nordica (segnatamente Loggia pareva recentemente tornato francese e provenzale), anche il termiai tempi in cui, democristiano, era cone bagascia, che però, come ognun sì moderato ma così moderato che lo sa, ha un significato diverso, che a chiamavano «Richetto 'u babbiuni». vajassa si può attribuire, e a fatica, solMacché, oggi azzanna come un temtanto per estensione e per traslato: po. Attacca Gianfranco Fini alla gola quello di "donna disonesta"». Insomcitando infine l'Alighieri «che mettema, la Mara non aveva affatto dato alva coloro i quali hanno tradito la fidul'Alessandra della «bagascia»: «Nel cia altrui in un girone dell'inferno: Napoletano non è mai presa la voce l'Antenora, citando il cardinale RugVajassa in questo significatos ma solgieri. Oggi Fini, ieri Ruggieri», n traditanto di serva». Macché: la nipote del tore del conte Ugolino. Un paragone Duce non si è convinta affatto. Al punche, vista la fine di Ugolino («La bocto che, incrociato alla buvette il minica sollevò dal fiero pasto/quel peccastro Paolo Romani, rincara: «Hai visto tor, forbendola a' capelli...») potrebbe cosa ha fatto quella cretina, adesso vanon aver entusiasmato il presidente do a prenderla a calci». del Consiglio. In realtà, la Mussolini non si sareb-

La sindrome del traditore

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Il quale, piuttosto, sembra gradire che nel 2001 fece il salto della quaglia molto (stando ai sei applausi che gli prima ancora che aprissero il Senato e riserva) l'intervento di Massimo Cor- Sergio de Gregorio che lo fece nel saro. Che, proprio mentre Fini abban- 2006, di una storia di candidature sbadona la sua postazione tirandosi ad- gliate. Chissà se andando a letto si ridosso le ironie successive di Maurizio corderà di una vanteria della lontana Lupi, rende onore al cognome guerre- campagna elettorale nel Mugello: sco scatenando la più violenta invetti- «L'altra sera vado a un incontro di va contro il presidente della Camera. agricoltori, Mi dicono: lei sostiene di Rinfacciandogli una per una tutte le essere un contadino? La mettiamo alcose sulle quali ha cambiato opinio- la prova. C'era un banco pieno di orne,finoa chiudere: «Forse avete ragio- taggi, me li fanno nominare uno a ne, non sarà corretto che i giornali vi uno. Poi mi dicono: sì, però c'è qualdiano dei traditori per le vostre scelte cosa che non c'entra su questa tavola. politiche, ma una cosa è certa, presi- Se lei indovina la votiamo. Io guardo dente Fini: lei ha tradito le emozioni e e mi cade l'occhio sulle uova di galliquesto gli italiani non glielo potranno ne mugellesi e in mezzo a queste uomai perdonare». va, ecco qua, gli dico, ci sono queste Alla buvette, mentre il dibattito va uova di papera giovane!». Chissà avanti, Walter Veltroni incrocia Dome- quando imparerà a scegliere gli uominico Scilipoti. Quello che, per spiega- ni... re come mai piantava in asso il partiGian Antonio Stella to più ferocemente antiberlusconiano cioè quello dipietrista per votare probabilmente lafiduciaa Berlusconi, ha detto che il partito non aveva mai In Aula spinto la sua «proposta di legge sull'agopuntura». L'ex segretario, per reRoberto Menla stare in tema, lo punzecchia: «Allora?». Siparietto: «Sono in preda ai dubfiniano, ex sottosegretario, una bi...». «Ognuno ha una propria etica, delle «colombe»; il pensaci». «Spero che qualcuno mi illusuo discorso è stato mini!». «Guarda che non ti illuminerà uno del più duri nessuno...» «Beati voi che non avete contro il premier. «Il dubbi. Io li ho». Commento finale velcentrodestra è una troniano: «Scilipoti è in preda a una categoria politica, crisi mistica...». non è una proprietà Dice Alessandro Manzoni in «Stoprivata, lo decide lei ria della colonna infame»: «È men machi è nel le l'agitarsi nel dubbio, che il riposar centrodestra e chi • nell'errore». Certo è che quando Monno?», ha detto e ha tecitorio si svuota, dopo la replica del sottolineato di premier, è chiaro che non saranno poessere chi a dormire sonni agitati. Quelli che «anticomunista e devono ancora decidere. Quelli che patriota» hanno già deciso, come Roberto Menia. Il deputato triestino ribattezzato Massimo per anni «Roberto Mena» perché se Corsaro (PdD nel c'era da battersi non si tirava indietro, "Suo intervento ha tutto poteva immaginare nella vita, puntato sulle tranne di essere accusato dal Cavalie«numerose re di trescare con la sinistra: «Lei ha conversioni» di Fini affermato che esiste un'unione tra la «passato da sinistra e i traditori del mandato eletTatarella a Granata» torale: saremmo diventati improvvisae lo ha accusato di mente tutti comunisti. Le chiedo: può cercare «una crisi decidere lei chi è nel centrodestra e extraparlamentare» chi non lo è?». Tira fuori un vecchio pur «essendo giornale, lo mostra all'aula rinfaccianpresidente della do a «Libero» di avere pubblicato le Camera»; è l'unico foto dei «traditori»: «Trent'anni mi che ha strappato il era capitata più o meno la stessa cosa, consenso del però era un giornale di estrema sinipremier-. stra». Chi non dormirà benissimo, probabilmente, è Antonio Di Pietro. Sono due, dei suoi, quelli che oggi dovrebbero votare la fiducia all'odiato Cavaliere. Gli ultimi, dopo Valerio Carrara © RIPRODUZIONE RISERVATA

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La previsione dell'esperto Lietta, il deputato legato a Dini che nel '98 fece cadere Prodi, viene «circondato»: «Anche stavolta si deciderà per un voto»

Incrocio alla buvette Veltroni: «Allora?». Scilipoti: «Spero che qualcuno mi illumini». V.:«Non ti illuminerà nessuno». S.:«Beati voi che non avete dubbi»

L'attacco a Fini Corsaro, deputato pdl, si rivolge al presidente della Camera: «Lei ha tradito le emozioni, gli italiani non potranno perdonarla»

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£ ] 2 E H E S 3 3 B H | La Loggia paragona il presidente della Camera a Ruggieri, l'arcivescovo fatale al conte Ugolino che Dante colloca all'Inferno tra gli infedeli alla patria

«Traditore», l'anatema più antico che in Aula scalda leader e peones L'urlo di Menia (Fli): non sono comunista. E la Mussolini quasi aggredisce Fassino

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D'Alema ha sforato dì un minuto. F: lo toglieremo al prossimo oratore delPd. Il prossimo oratore del Pd è Veltroni

Sulfiglio dell'operaio che deve fare il notaio la De Girolamo si accascia per l'emozione. Gara di solidarietà tra le deputate pdl

D'Alema si complimenta con Veltroni

BSjHSl e lascia l'aula esausto per lo sforzo

Montecitorio

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S i s i f i ~ ' ' ^IP 7 jjjT Governo sul filo, l'ultimo appello del premier

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POLITICA, CULTURA, PROSSIME AMMINISTRATIVE

Bologna, che torna a essere «la dotta» rf( PIERO IGNAZI

entile direttore, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere del• la Sera di sabato n dicembre forniscono un ritratto di Bologna arricchito dalla loro consueta verve ma ancorato ad una immagine un po' datata della città. Premetto che non sono mai stato uno dei tanti laudatores del passato bolognese, un passato che ha goduto per anni di una fama quanto meno sopravvalutata, anche nella gastronomia. In Rizzo e Stella affiora una sorta di fascinazione per l'antico dominio del Partito comunista. In realtà, il controllo ferreo del Pei faceva di Bologna un bel giardino all'italiana, con le siepi ben tosate e i vialetti ben curati, ma guai a uscire dal seminato. Una egemonia soffice e soffocante alla quale dissero basta, con rabbia, gli studenti del '77 (così vividamente raccontati da Walter Tobagi). Poi, l'onesta gestione di Renzo Imbeni consentì un recupero; e ben altri drammi colpirono la città, dalla bomba alla stazione del 2 agosto 1980 all'attentato al treno di Natale del 1984, fino ai delitti della Uno bianca e all'aereo precipitato tra gli studenti dell'Istituto Salvemini. Comunque le successive amministrazioni, tutte, nessuna esclusa, sono scivolate lungo una china discendente. Non hanno capito il passaggio dal «paesone», dove tutti convergono in piazza e si conoscono, cementando quindi la coesione sociale, alla mi-

cro-metropoli postmoderna e de-ideologizzata. In quella fase di trasformazioni si è consumata una inversione di «egemonie»: mentre la politica arrancava, la cultura fioriva. Si allentava la presa ferrea e totalizzante del partito, per quanto pragmatico e ben dentro la realtà locale, e al suo posto prendeva slancio lo sviluppo culturale cittadino. A incominciare dall'Università, la grande assente nell'articolo di Rizzo e Stella. Qualche esempio. Nel 1988, in occasione del IX centenario, venne firmata da rettori di tutto il mondo la «Carta di Bologna» che è divenuta il documento universalmente riconosciuto della libertà d'insegnamento e di ricerca. Oggi, l'armonizzazione dei curriculum universitari nell'Unione Europea ha preso il nome di Bologna process per l'impulso dato dall'Alma Mater. Infine, nonostante i suoi-80.000 e più iscritti, nelle classifiche internazionali l'università di Bologna è la prima delle italiane, e il suoranfcmgsàie vertiginosamente se si distinguono le università per dimensione, tra grandi, medie e piccole. A fianco del suo Ateneo la produzione culturale cittadina vanta eccellenze editoriali come il Mulino, universalmente riconosciuto come la University Press italiana, l'Istituto Cattaneo, capostipite di tutti i centri di ricerca politico-sociale, la Cineteca, focus unico in Italia della conservazione e recupero dei film, la Fondazione per le Scienze Religiose, e altri ancora. Tanto che la vivacità nei «consumi culturali» pone Bologna ai

primi posti in Italia. E ancora, più che tagliatelle e sfogline, la città offre ora tecnologie di punta per l'industria meccanica, sanità all'avanguardia e terziario high-tech. Tutto questo però, e qui Rizzo e Stella hanno ragione, non viene interpretato e gestito dalla politica che soffre soprattutto del suo essere «retroflessa», sospinta (anche dal coro degli osservatori esterni) a guardare con lenti rosate al proprio passato. Invece, per tornare a progettare il futuro, la classe dirigente tutta — e non solo quella politica—deve liberarsi dalla retorica di una mitica quanto falsa età dell'oro, e puntare su quegli assets—di produzione culturale, di cultura civica, di servizi sociali, di solidarietà — che tutte le grandi città italiane invidiano al capoluogo emiliano. Il Pd, partito tuttora egemone in città, ha perso, per ragioni di salute, il suo candidato sindaco ideale, Maurizio Cevenini, ed è corso ai ripari con una scelta interna: una scelta rischiosa, che ha scontentato i tanti candidati in pectore della società civile, ma che attesta un persistente orgoglio di partito. Che può perderlo 0 rilanciarlo. Comunque, chiunque guiderà la città dovrà «riconnettere» alla politica e ai suoi rappresentanti una cittadinanza delusa e sconcertata, e «leggere» i bisogni di una città ben più ricca, evoluta e contraddittoria rispetto al suo passato, direttore della rivista il Mulino E noi saremmo affascinati dall'«antico dominio del Pei»? Boh... (s.riz. e g.a.s.) RIPRODUZIONE RISERVATA

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Non perdete l'Italia al poker

2005, Prodi 2 (2006-2008) e oggi Berlusconi 4. Continua • pagina 20

ogni ipotesi del dopo B-day va costruita nei fatti in un sistema politico-decisionale incompiuto, e in perenne attesa di riforma, dove ci si accapiglia tra fautori del parlamentarismo e depositari della di Guido Gentili sovranità popolare. l 14 dicembre è arrivato. Og- Ma c'è una seconda e più gi, salvo colpi di scena, sa- importante ragione per la quale premo se il governo Berlu- sarebbe sbagliato pensare che la sconi, che all'esordio nel 2008 partita finisce oggi. Perché pareva inaffondabile, ha resisti- indipendentemente dalla conta dei to alla spallata del voto di sfidu- voti, dei vincenti e dei perdenti, o dal cia in Parlamento. E dopo tanti fatto che lo stesso governo la spunti arzigogolile colpi bassi, la con- per un soffio, non cambia l'ordine dei tabilità politica potrà mettere problemi che l'Italia ha di fronte. infila,oltre i risultati numerici, Il governo sta gestendo con accortezza il problema del debito vincitori e vinti della partita. Semplificando al massimo, pubblico (al 120,2% del Pil quello visto il braccio di ferro che si atteso per il 2011) e ha appena protrae da mesi, non si sbaglie- incassato dalla Commissione europea rebbe, in prima battuta, a indica- la valutazione, positiva, che non è re due nomi, quello del premier necessaria un'altra manovra dopo Silvio Berlusconi e quello del quella prevista dalla legge di stabilità presidente della Camera Gian- appena approvata. L'Italia, in franco Fini. Basta un voto a favo- un'eurozona dove la crisi dei debiti re o a sfavore in più o in meno: sovrani hafinitoper mettere sotto se Berlusconi regge, Fini è scon- pressione la moneta unica, non è fitto; se Berlusconi è sfiduciato, dunque oggetto di particolari manovre speculative sui mercati.Ma è Fini ha vinto. Ci faremmo così l'idea, del chiaro che nella battaglia degli spread tutto legittima e comprensibile, la stabilità è uh dato fondamentale e che una resa dei conti bipolare che le incertezze non premiano. è infine giunta a troncare il brut- Nessuna meraviglia, dunque, se il to e mediocre film che aveva- nostro paese resta sotto osservazione mo sotto gli occhi da troppo (dopodomani, il 16, si apre il vertice tempo. C'è un vincitore, c'è un dei capi di stato e di governo europei vinto: il quadro è sgombro, nel su governance e riforma del Patto di cielo non volano più i falchi e le stabilità) e sono di ieri le previsioni colombe, possiamo (finalmen- dell'Ocse che indicano, per tutti i paesi dell'euro, una ripresa in frenata e la te) pensare ad altro. necessità di «un'agenda di riforme Ecco, questo è un errore da orientata al futuro». non fare. Per due ragioni. La prima è che fino a un minuto Riforme è una parola che ricorre prima del voto nessuno può spesso, anche troppo, nel dibattito di escludere una mediazione in casa nostra. Molte di quelle promesse extremis che eviti lo scontro dal centro-destra dopo la vittoria del all'arma bianca nelle aule par- 2008 sono rimaste al palo, per un lamentari in vista di un nuovo motivo o per l'altro e comunque a percorso condiviso all'inter- fronte di un coraggio via via no della maggioranza andata decrescente. Quella delfiscoprospetta tempi lunghi, quella federalista in corso in pezzi. La storia della vita politica d'opera non può dare risultati italiana, bipolarismo o no, immediati. Quella dell'università è al maggioranze forti o no, fini- momento in frigorifero al Senato, in sce sempre per assomigliare attesa dell'approvazionefinaleche alla tela di Penelope, che di rischia di saltare nel caso il governo notte disfaceva ciò che tesse- venga sfiduciato. va durante il giorno. Nulla è ac- Semmai ce ne fosse stato bisogno quisito, neanche per il tempo per aprirci meglio gli occhi è arrivato di una legislatura o anche per infine lo shock da globalizzazione una frazione di essa. Lo sanno firmato da Sergio Marchionne. Che benissimo Berlusconi (1994), spalanca al piccolo mondo dei Prodi (1998), D'Alema (1999), machiavellismi politici e sindacali un Amato (2000), Berlusconi 2 e orizzonte in cui nulla sarà come prima Berlusconi 3 tra il 2001 e il e in cui i divari di produttività sono

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destinati a causare le fortune, o le sfortune, delle nazioni. La stabilità politica è un prerequisito della crescita. Ma una stabilità fatta di sopravvivenza senza governare, per parafrasare un fortunato saggio della politologia difineanni 70, non serve a nessuno. Comunque vada afinireil B-day, qualunque sarà lo sbocco finale di questa brutta stagione, un governo che governi con idee chiare è l'unica cosa saggia che ci si può augurare. guido.gentili@ilsole24ore.com 6 RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un voto che decide le sorti del governo e anche della legislatura fl PUNTO DI Stefano Folli *> hi ha seguito la lunga giornata parla- Consiglio, nella cornice del suo discorso dai l'intero nuovo parlamento. mentare e il dibattito al Senato e alla toni distesi, quasi privo di asprezze polemi- Nell'immediato i fili del gioco sono anco,J Camera ne avrà tratto motivi di scon- che, non è stato convincente quando ha ri- ra in mano al presidente del Consiglio. Se forto sul futuro della legislatura. L'opposi- propostola vecchia tesi del «patto dì legisla- oggi avrà quel fatidico voto in più, il colpo zione preferisce vedere solo l'agonia del go- tura fra i moderati». Questa mezza apertura inferto al rivale Fini sarà molto pesante. Epverno e denunciare l'impossibilità per il a Casini e aifinianìdubbiosi è apparsa una pure, nel loro duello mortale, i due presipresidente del Consiglio di andare avanti mossa di maniera. Voleva dare l'idea di una denti co-fondatori rischiano entrambi di con un voto o due di maggioranza. È legitti- riconciliazione, di una ricomposizione pos- soccombere a medio termine. Sarebbe un sibile del centrodestra in vista di una scom- epilogo singolare ma non imprevedibile mo, ma non è tutta la verità. Prova ne sia che la discussione di ieri è sta- messa politica sull'immediato futuro. Ma la della lunga e un po' assurda contesa che ha spaccato il Pdl. Di certo «Futuro e Libertà» ta ricca di tensione e di emotività, a tratti qua- realtà è assai meno rosea. vive ore molto intense. Il voto parlamentaUmberto Bossi è stato più sincero quansi drammatica, eppure in nessun momento è riuscita a indicare il profilo di un governo al- do ha espresso il suo scetticismo sulla possi- re non decide solo le sorti del governo e forternativo a quello, pur sfilacciato, guidato da bilità di governare con un voto di scarto. E se della legislatura: stabilisce anche se il Berlusconi. Ne deriva che la giornata di oggi pur senza mettere un veto a Casini, ha fatto progettofìnianodi un'«altra destra», comfotograferà, sì, con il voto questa fragilità, for- capire che, se il margine sarà davvero risica- petitiva e anzi vittoriosa sul berlusconise dimostrerà che la maggioranza, almeno a to, l'eventuale negoziato con l'Udc non sa- smo al tramonto, ha un avvenire. Montecitorio, si è dissolta. Ma ci sono ragio- rà proponibile. L'interesse della Lega è evi- Se il premier resterà a Palazzo Chigi, pilonevoli possibilità che la morte del governo, dente: sostenere un Berlusconi debole, aiu- tando di lì i prossimi passaggi politici e forse davvero avverrà, segni non tanto la fine tarlo a ottenere lafiduciaformale della Ca- se le elezioni anticipate, le cose si metteranpolitica di Berlusconi, quanto la crisi irrever- mera, dire di «no» a qualsiasi ipotesi di cam- no male per il neo-partito del presidente biare il presidente del Consiglio in questa della Camera. Il quale non a caso ha tentato sibile di una legislatura ormai esaurita. Allo stato delle cose resta molto difficile legislatura (Tremonti, Letta). E prepararsi fino all'ultimo di spingere Berlusconi alle fare previsioni. L'impressione è che Berlu- a riscuotere il dividendo elettorale quando dimissioni. Ma già ieri i giochi erano fatti. E sconi sia in grado nonostante tutto di ottene- sarà chiaro, fra poche settimane, chelalegi- stamane resta solo da contare i voti. re la fiducia, sia pure con un margine mini- slatura è defunta. Se il disegno avrà succesmo. Dopodiché resta il problema di quale so, Bossi sarà in grado, dopo il voto anticipauso vorrà fare del voto. Il presidente del to, di condizionare non solo Berlusconi, ma .com www.ilsole24ore.com

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Online «il Punto» di Stefano Folli

Il dibattito dimostra che l'esecutivo è fragile ma l'opposizione non offre alternative

Conti «blindati», lo spread non si muove

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UNA STRADA IN SALITA

"L'economia italiana verso una ricaduta" L'Ocse: Paesi avanzati in ripresa moderata, ma l'Ue a due velocità STEFANO LEPRI ROMA

All'Italia predice ora un downturn, ossia una ricaduta, l'indice anticipatore mensile con cui l'Ocse cerca di capire l'andamento futuro dell'economia; mentre per l'insieme dell'area euro, come per Francia e Germania, vede «uno stabile passo di espansione». Quando al contrario nei numeri di quell'indice l'Italia sembrava riprendersi dalla crisi meglio degli altri, le fonti governative erano leste a sottolinearlo; ma si tratta di un calcolo assai aleatorio, cosicché potrebbe sbagliare ora come prima. Più sicuro è che l'Europa continuerà a muoversi per un certo tempo a due velocità, più rapidi nella ripresa i Paesi forti attorno alla Germania, più lenti quelli deboli, come la stessa Ocse afferma nel più meditato rapporto sull'area euro, pure pubblicato ieri. In vista del vertice di questa settimana tra i Capi di Stato e

«Serve una riforma di Maastricht Sanzioni automatiche per i trasgressori» Ritaglio Politica e Istituzioni

di governo dell'Europa, l'Ocse organizzazione dei Paesi industriali avanzati, ora giunta a 34 membri - si schiera a fianco della Banca centrale europea nel chiedere una riforma severa del Patto di stabilità. Le sanzioni verso i Paesi dell'euro che violano le regole dovrebbero essere «quasi automatiche» ed essere applicate già all'inizio delle procedure di infrazione, si legge nel documento. Inoltre occorrerebbe una «adeguata definizione operativa per le riduzioni del debito pubblico che saranno richieste»: ossia proprio la clausola che il governo italiano si batterà per attenuare al massimo. Piercarlo Padoan, l'italiano che dell'Ocse è sia vice-segretario generale sia capo-economista, apprezza come «una buona idea» quella di emettere titoli pubblici comuni dell'area euro, lanciata da Giulio Tremonti e dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, respinta da Germania e Francia; ma il testo da lui pre-

sentato ieri non ne fa menzione. Piuttosto, l'Ocse invita a una forte responsabilizzazione delle politiche di bilancio nazionali, tale da rendere più difficili le trasgressioni. Ogni Paese dell'euro dovrebbe dotarsi di una autorità indipendente dai governi che controlli i bilanci pubblici, sconsigli se necessario certe misure troppo costose, segnali per tempo gli andamenti non conformi ai programmi concordati. L'Olanda e il Belgio sembrano i Paesi che più hanno sperimentato organismi di questo genere, mentre l'Italia ha sciolto l'Isae, l'istituto pubblico di ricerca che almeno faceva previsioni sui conti pubblici indipendentemente dal Tesoro. L'urgenza è ovviamente maggiore nei Paesi con conti pubblici a rischio, in particolare in Grecia dove i dati ufficiali erano stati falsificati. Il primo compito sarebbe quello di «eliminare le forzature politiche dalle previsioni econòmiche» in modo anche da armonizzarle tra i diver-

si Paesi dell'area. Un suggerimento malizioso è quello di far calcolare a questi organi indipendenti anche il costo vero delle promesse elettorali dei partiti. Un altro consiglio è di stabilire con leggi «regole a medio termine» per contenere la dinamica delle spese, con tetti (come ha già fatto la Germania) o scadenzari. Risanare i bilanci pubblici è per l'Ocse una assoluta urgenza nell'area euro, pur se rallenterà la ripresa. Non devono farlo solo i paesi deboli, allo scopo di frenare il rialzo dei tassi di interesse che i mercati chiedono per finanziarli; tutti nell'area devono impegnarsi, per due buoni motivi, ovvero ricostituire margini di manovra per fare fronte a future crisi, e prepararsi ai costi dell'invecchiamento della popolazione. Nell'insieme dell'area euro «una modesta ripresa economica prosegue, pur con qualche rischio»; ma i Paesi deboli vanno incontro a «un difficile e prolungato processo di aggiustamento».

Il vicesegretario Padoan «È una buona idea la dimensione europea per i bond di Stato» stampa

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Le previsioni dell'Ocse L'ITALIA GIRA VERSO IL BASSO

La linea del 100 mostra la tendenza tt mondiale della crescita. Sopra il cento è una fase espansiva, sotto una di decrescita

CRESCITA STABILE PER LA FRANCIA no

CRESCITA STABILE PER LA GERMANIA fio

CRESCITA STABILE PER LA ZONA EURO

MIGLIORA LA CRESCITA USA

MIGLIORA LA CRESCITA DELLA CINA

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DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA

Crisi in nome della gente padrona La sfiducia non sarebbe tradire il popolo: sovrano è il Parlamento di Michele Ainìs parlamenti sono luoghi in cui si parla, come attesta perfino il nome di quest'antica istituzione. Ma nelfiumedi parole che ieri ha inondato gli emicicli di Montecitorio e di palazzo Madama un'espressione si staglia su ogni altra. L'ha pronunziata il presidente del Consiglio, aprendo il suo discorso. Questa: «I liberi parlamenti sono chiamati a rappresentare e interpretare la volontà popolare, non a sostituirla». Poi ha aggiunto varie altre osservazioni, ha difeso l'operato del governo, ha strizzato l'occhio alle pecorelle smarrite per convincerle a tornare nel suo gregge. Ma infine ha ribadito come un mantra il suo aforisma, suonandolo all'orecchio di quanti nel 2008 vennero eletti nelle liste Pdl: chi vota la sfiducia è un traditore, non tanto verso il premier, quanto verso il popolo sovrano. Non è la prima volta che Berlusconi sfodera questa convinzione, non sarà neppurel'ultima. D'altronde sono numerosi gli italiani che si riflettono nelle parole del presidente del Consiglio, che giudicherebbero la sua uscita di scena alla stregua d'una congiura di palazzo. Però quelle parole, scandite davanti a un'assemblea parlamentare, negano la stessa legittimità del parlamento a esprimere un voto di fiducia, proprio nell'occasione in cui il governo reclama la fiducia, fiannol'effettpdipietrificareladia-

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lettica politica, d'inchiodarla a un responso elettorale scolpito su tavole di bronzo. Trasformano il voto delle Camere in una sfida tra due concezioni della democrazia, della sovranità, della Costituzione. Mutano perciò in radice l'oggetto del contendere, che non è più la chiave di palazzo Chigi, non è nemmeno il giudizio sull'efficacia dell'esecutivo in carica, bensì un giuramento di principio, anzi su un principio contro l'altro. Infine quelle stesse parole giocoforza si proiettano sul dopo, sui futuri scenari della crisi, a loro volta irrigidendoli come un paesaggio cristallizzato dalla lava. Non che il parlamento, in Italia come altrove, sia autorizzato a sovrapporsi al popolo, a cancellarlo via dalla lavagna. Non che gli eletti abbiano il potere di divorziare dai propri elettori. Se questo accade significa che la rappresentanza è diventata un guscio vuoto - una "finzione", come diceva Kelsen. Significa che il rappresentante non è rappresentativo, che dunque è poco più d'un impostore. Ma che cos'è, a sua volta, il popolo? Esiste davvero questa figura mitica, capace di parlare con una voce sola? E la sua voce vibra sempre sulla stessa corda, anche tre anni dopo le elezioni? Anche se nel frattempo sono mutate le condizioni politiche, economiche, sociali che avevano determinato il primato d'una coalizione sopra l'altra? No, il popolo evocato dal presidente Berlusconi finisce per contrappor-

re due finzioni, lasciando gli spettatori senza un unico copione nel teatro della crisi. E situa inoltre parlamento e popolo su due trincee nemiche, contestando al primo la funzione che Walter Bagehot definiva più essenziale: quella di scegliere i governi. Eppure nemmeno nei regimi presidenziali, nemmeno nell'America di Obama, il Congresso è a mani nude: ha il potere di rimuovere il presidente eletto direttamente dal corpo elettorale con l'arma dell'impeachment, o altrimenti con la sua semplice minaccia, come sperimentò Nixon nei primi anni 70, E fu proprio quest'arma che nei secoli trascorsi permise al parlamento inglese d'emanciparsi dal sovrano, chiamando i suoi funzionari a rispondere dinanzi alle assemblee legislative, trasformando l'impeachment in voto di fiducia, edificando infine la più antica democrazia di questo mondo. Comunque si concluda la conta tra i favorevoli e i contrari, è su quest'opposizione fra parlamento e popolo che da domani in poi dovremo misurarci. Il gabinetto Berlusconipotrà cadere oggi, tra un mese, forse tra un anno. Potrà caracollare appoggiandosi su qualche voto ballerino, oppure inciampare su un voto altrettanto ballerino. Ma a questo punto sono le stesse istituzioni che traballano. Se gli italiani devono dividersi fra tifosi del parlamento o del governo, meglio ricominciare daccapo, meglio nuove elezioni. Sperando che sia la volta buona. mkhele.aims@uniroma3.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

MODELLI DIVERSI

Neanche in America il Congresso è a mani nude: ha il potere di rimuovere il presidente eletto direttamente dai cittadini

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// cdm ha approvato i decreti che completano l'operazione semplificazione

di Calderoli

Restano in vigore 10 mila leggi II 16112 scatta la tagliola: in due anni abrogate 205 mila norme aventi n a t u r a normativa, indi- di mantenere in vita tutti i regi viduati nella banda dati della decreti che nel corso degli anni Cassazione. In questo caso, non hanno conferito a molti comuni trattandosi né di leggi né di re- il titolo onorifico di «Città». Ma golamenti, non ci sarà bisogno ha dovuto anche chiedere di non un'abrogazione espressa, ma la cancellare i regi decreti cancellazione dall'ordinamen- che hanno autorizzato to opererà in modo automatico. il comune di Girgenti Sommando i tagli effettuati e a cambiare nome in quelli futuri, il totale degli atti Agrigento e hanno agespunti ammonta a 410 mila. giunto l'articolo «La» Un muro di 35 metri cubi (17,5 alla denominazione metri x 2 xl) che, se venisse sro- del comune di Spezia. tolato parola per parola, «realiz- Si sono salvate anzerebbe una striscia di leggi più che le leggi istilunga della circonferenza terre- tutive di u n gran stre», ha dichiarato Calderoli, numero di secondo cui l'operazione taglia- province leggi «costituisce una promessa (Trento, mantenuta e nel contempo una T a r a s opportunità fondamentale di te, La ( crescita per il paese». Spezia) che avrebbero rischiato di trovarsi da un giorno all'alOltre al dlgs che contiene il tro prive di titolo. Oppure, come m o n u m e n t a l e allegato delle la provincia di Imperia sarebnorme da tagliare e al dpr che bero state costrette a cambiar disbosca la giungla di circa nome tornando a quello in uso 100 mila regolamenti in vigo- ai tempi dell'Italia prefascista re, il governo ha approvato (si (provincia di Porto Maurizio). veda ItaliaOggi del 9/12/2010) Gli a l t r i p r o v v e d i m e n t i un altro dlgs per aggiornare le approvati. Il cdm ha anche apdisposizioni da salvare dalla provato uno schema di dlgs che ghigliottina. All'elenco di 2400 integra la normativa di recepinorme indispensabili contenuto mento della direttiva europea nel dlgs n. 179/2009 sono sta- 2006/66 in materia di mercato, te aggiunte ulteriori 36 leggi raccolta e riciclaggio di pile. Apritenute essenziali dai singoli provato anche il dlgs correttivo ministeri. Il Mef, per esempio, del decreto n. 141 del 2010 in h a chiesto il salvataggio della materia di contratti di credito legge del 1862 (n. 794) che h a ai consumatori. Il provvesancito il passaggio al demanio dimento (si veda Italiadello stato dei beni immobili Oggi del 20/10/2010) si della Cassa ecclesiastica. E ha è reso necessario per anche messo in cassaforte la scongiurare un periodo legge n.618/1960 che ha fissa- di vuoto normativo che to la quota di partecipazione si sarebbe venuto a dell'Italia al Fondo monetacreare nel passagrio internazionale e la legge gio di testimone n.459/1964 che ha aumentato la t r a vecchia disciquota di partecipazione al Fmi. plina e nuove Il Viminale, invece, ha proposto disposizioni.

DI F R A N C E S C O CERISANO

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opo il piccone e la torcia arrivano i decreti di abrogazione e la mole di leggi inutili, accumulatasi dall'unità d'Italia ad oggi, potrà realmente andare in soffitta. A marzo il ministro Roberto Calderoli, aveva simbolicamente abbattuto e bruciato il muro di provvedimenti normativi (leggi e regolamenti) da cancellare dall'ordinamento. Ieri, con un'approvazione lampo nel corso del consiglio dei ministri appositamente convocato in senato per autorizzare la questione di fiducia sul discorso di Silvio Berlusconi, il governo ha varato due decreti legislativi e un dpr con cui è stato messo un punto fermo all'operazione semplificazione. Il 16 dicembre scatterà dunque la ghigliottina per 168.505 atti normativi primari e secondari che vanno ad aggiungersi alle 35 mile leggi già soppresse nel 2008 per effetto dei di n. 112 e n.200. Un totale di 205.705 provvedimenti che, così come previsto dall'art. 14, comma 14 ter della legge n.246/2005, saranno cancellati con un tratto di penna all'alba di giovedì. Ne resteranno in vigore solo 10 mila (10.068 per la precisione), «un numero perfettamente in linea con gli ordinamenti giuridici più evoluti», ha commentato il ministro leghista, soddifatto per aver permesso all'Italia di liberarsi di uno dei due primati negativi finora detenuti a livello europeo: l'eccessivo numero di leggi vigenti (l'altro record, quello relativo al più alto debito pubblico nelTUe, se l'è accaparrato la Grecia). Alle 205 mila abrogazioni se ne aggiungeranno presto altrettante relative a provvedimenti non

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1 numeri dei taglia leggi

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168.505

gli atti normativi primari e secondari abrogati dai decreti taglia-leggi varati dal cdm

35.000

le leggi già abrogate con i decreti legge n.112/2008 e 200/2008

205.705

le leggi e i regolamenti abrogati in totale dal governo

205.593

i provvedimenti non normativi che verranno cancellati dall'ordinamento senza la necessità di un'abrogazione espressa

411.298 10.068

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il complesso delle abrogazioni disposte dal governo le leggi vigenti rimaste

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propri trucchi, fisici e politici. Il cerone e il vittimismo.ifalsisondaggieil cameraman di fiducia, i piedistalli e gli slogan, le minacce e la seduzione. Il Cavaliere è alla fine un buon lettore di Machiavelli ed è stato abile anche

LLPRESEPE DELCAVALIERE CURZIO MALTESE ERCHÉ non vi piace o' presepe? L'ultimo Berlusconi hal'aria dimessa, se nondimissionaria, del Natale in casa Cupiello. Stanco, sonnecchiante, un po' ripetitivo, sinceramente stupito dall'ingratitudine delle creature. Come il patriarca di Eduardo, inciampa sulle parole. Quello non riesce a dire «ci riuniamo». SEGUE A PAGINA33 (segue dalla prima pagina)

P

l Cupiello a Palazzo Chigi altrettanto freudianamente incespica due o tre volte sullaparola«irragionevolezza». Vorrebbe significare chesoltantodeipazzipossonovotarela sfiducia a un governo miracoloso, un esecutivo che ci invidiano nel mondo e anche in alcune delle galassie più vicine. Ma non riesce apronunciare bene e così lascia perdere, compensa con un gesto della mano. La sera, alla Camera, ha riletto il discorso del mattino in Senato, come si fosse appena risvegliato. Un appello gentile ai finiani, moderato nei toni, di apertura ai «liberali» (uno solo, ma decisivo), che si conclude con «l'augurio che la notte vi porti consiglio». Nel suo caso, s'intende consigli per gli acquisti. Se si è trattato di un'uscita di scena, è stata assai mediocre. Impossibile non confrontarlo con precedenti storici, soprattutto con il demiurgo del Cavaliere. Con l'ultimo discorso alla Camera di Bettino Craxi, ferito a morte, ma capace di un congedo dal potere di velenosa fierezza. Questa è una piccola supplica per tirare a campare ancora unpo'.nell'illusioned'avere ancora un governo, una maggioranza, un paese adorante là fuori e non le strade di Roma traboccanti di cortei di protesta, com'è nella realtà. Nell'illusione personale d'avere ancora cinquantanni, come nei manifesti della "discesain campo" del '93, ai quali il Berlusconi di vent'anni dopo tenta di somigliare, a dispetto del tempo e dei guai.

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Ma forse non è stato il congedo. Oltrel'apparenza flaccida, Berlusconi ha ancoralatempradel combattente, aggrappato a un potere per lui alternativo alnulla. Nellapartitafinale il mago di Arcore è stato ancora capace di giocare l'inventario completo dei Ritaglio Politica e Istituzioni

edaun'immaginegrottescamentegiovanilista, restituito al vero aspetto, agli affettiautentici. Magaripiùfelice. Di sicuro, meno patetico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

stavolta a far bastonare dai suoi bravi Gianfranco Finiperpoisventolareluila carota ai finiani. Ma vi sono altri stratagemmi fondanti del berlusconismo che da oggi, comunque vada, il demiurgo non potrà più adoperare. La primalegge dellameccanicaberlusconiana recita che occorre un nemico esterno (i "comunisti") per vincere le elezioni, ma subito dopo serveunnemico interno (i "traditori") per giustificare gli insuccessi di governo. Nel '94-96 il nemico interno era Bossi, nel 2001 -2006 è diventato Casini, negli ultimi due anni è stato Fini. Ma se il nemico interno esce dal governo e diventa esterno, com'è stato per la Lega prima e per Futuro e libertà ora, il gioco finisce. La strategia di Berlusconi ora è infatti d'imbarcare un nemico interno sostitutivo, Casini al posto di Fini, in modo da garantirsi un capro espiatorio per gli altri tre anni di nulla che lo dovrebbe portare a chiudere in bellezza al Quirinale. Bossi finora risponde a pernacchie, ma la coerenza della Lega rientrafraleleggendeme-

IL PRESEPE DEL CAVALIERE CURZIO MALTESE

tropolitane. Riesca e non riesca l'ultimo trucco, una stagione è finita. Lo sanno tutti, lo dicono le parole e ancora di piùle facce. Lasua, anzitutto. Dilatataa mappa geografica della nostalgia per i tempi, i capelli, i sorrisi perduti e disperatamente rincorsi con il solo danaro, arma potente, ma banale. L'ultima ormai dell'arsenale berlusconiano. L'unica ancora utile ad assicurare fiducia e consenso, ragazze e seguaci, assoluzioni e benedizioni vaticane. Tanti soldi più degli altri da spendere in campagne acquisti, campagne mediatiche, campagne elettorali e altre attività venatorie. Soldi che fanno girare il mondo, come dice la canzone di Cabaret. Tanto più quelmondo.il suo. A guardarlo dalle tribune di Montecitorio, quell'uomo laggiù, dipinto come un manifesto del 1993, vienevoglia di chiedersi comesarebbe, come sarà forse domani un Berlusconi liberato dalberlusconismo.Un nonno coi capelli radi e bianchi, con tante storie da raccontare ai nipoti, sgravato dal peso di una corte orrenda

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NEL SILENZIO DELLADEMOCRAZIA STEFANO RODOTÀ BBIAMO vissuto il silenzio della democrazia, e questo peserà in futuro, quale che sìa l'esito del voto di oggi. La chiusura del Parlamento, evento davvero senza precedenti nella storia dellaRepubblica, neharappresentato il terribile simbolo e, insieme, la condizione necessaria perché altre procedure, altri riti, altri luoghi potessero prenderne il posto. SEGUEAPAGINA32

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STEFANO RODOTÀ (segue dalla prima pagina) oveva tacere il Parlamento non perché potessero tacere le passioni, e si potesse così giungere con giusto distacco e adeguata meditazione a una giornata nella quale si concentrano le molte ragioni che ci hanno progressivamente portato ad una vera crisi del sistema politico. No. Quel silenzio era necessario perché l'unica forma di persuasione legittima in democrazia, quella che nasce dall'apertaepubblicadiscussioneparlamentare, venisse sostituita da un'altra forma di "persuasione", quella affidata a reclutatoli, a cacciatori di voti che si muovono senza inibizioni o pudori sulla scena pubblica, menando anzi vanto d'ogni nuovo scalpo conquistato. Riflettano i cittadini della Repubblica. La vicenda di questi giorni riproduce lo schema che avevamo imparato a conoscere nel tempo triste delle escort. I procacciatori continuano ad entrare e uscire da Palazzo Grazioli, ma questa volta non portano con sé giovani donn a bensì i corpi ormai domati e acquisiti di "rappresentar ti del popolo". Ammaestrato dall'esperienza passata, questa volta 1' "utilizzatore finale" h a deciso di non ricevere nessuno tra quelli che sono passati o si accingono a passare dalle sue parti, timoroso di qualche registratore nascosto che possa poi certificare la vera natura della trattativa. Quelli che ieri si ergevano a difensori della privacy hanno poi scrutato nelle pieghe della vita privata, si sono diligentemente adoperati, ce lo dicono le cronache, nello scoprire le debolezze u m a n e ed economiche di deputati e senatori che, per queste ragioni, apparivano più vulnerabili. Lì un mutuo troppo oneroso, qui un debito pesante... Ed ecco tracciato l'identikit del parlamentare al quale riservare il massimo delle attenzioni. Vicende miserabili, ma che illustrano pure, come meglio non si potrebbe, quale sia il ceto parlamentare che risulta da una scelta ormai svincolata da ogni rapporto con gli elettori, affidata tutta a una ventina di oligarchi d'ogni parte che da due legislature hanno l'incontrollato potere di designare 945 parlamentari. Una sorta di "elezione diretta", che con la democraziaha poco a che vedere. È una ben avvilente trasparenza quella che ci è stata offerta dalla quotidiana rivelazione di queste miserie personali e istituzionali. Non era questa la democrazia come "governo in pubblico" di cui ci aveva parlato Norberto Bobbio. È, invece, la conferma definitiva dell'impudicizia, della fine dell'etica pubblica, della nascita di

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legami impuri che avvincono procacciatori e procacciati. Sono nati improbabili nuovi gruppi parlamentari, destinati a durare il tempo d'un voto di fiducia. Il Parlamento è stato chiuso, ma le sue regole sono state mortificate attraverso un loro uso tutto strumentale. Ma questo non è già avvenuto anche in passato? Questa è la replica di chi difende le prassi di queste avvilenti settimane. Però la vergogna che viene dalontano non diventaper questo meno vergognosa. El'interessata difesa dei procacciatori e del loro mandante rimuove proprio l'insieme dei fattori che rendono la situazione attuale irriducibile a quelle precedenti. Se pure un processo degenerativo era in corso, davvero era legittimo portarlo atuttelesue estreme, distruttive conseguenze? In realtà siamo di fronte a u n mutamento di scala, quantitativo e qualitativo, che attribuisce al fenomeno del reclutamento, del cambio di casacca, caratteri chelo portano al di là della soglia di "trasformismo" accettabile in una democrazia. Mai, infatti; vi era stata una così pubblica esibizione, e quindi una così esibita legittimazione, di queste inammissibili pratiche. Mai le iniziative di reclutamento si erano diramate in tutte le possibili direzioni. Un altro cambiamento delle regole, un altro tassello di quella inammissibile " costituzione materiale" che si vuole porre a fondamento della cosiddetta "Seconda Repubblica"? Quièilnodo. Aldilà di questa vicenda estrema e mortificante bisognerà pure interrogarsi sulle ragioni profonde che hanno portato a questa "notte della Repubblica". Qui davvero serve una pubblica riflessione, che non può limitarsi alla deprecazione dei costumi berlusconiani. Una folta schiera di apprendisti stregoni h a dato il suo contributo alla creazione di un contesto politico e istituzionale propizio alle scorrerie di chi voleva giovarsi di tutte le debolezze del sistema. Unaingegneria costituzionale senza principi ha preso il sopravvento sulla consapevolezza storica e sulla riflessione politica, ignorando del tutto gli incitamenti a riflettere e le proposte diverse che pure non mancavano.Il risultato èlaevidentedecomposizionedel sistema politico, che non può essere esorcizzata ricorrendo all'eterno stereotipo italiano della rivoluzione incompiuta o tradita, ottimo per rimuovere le responsabilità di persone e forze politiche, pessimo perché permette di eluderel'obbligo di analisi capaci di andare a fondo nelle dinamiche trascorse, e così avviare una progettazione adeguata del futuro. Denunciamo le miserie di oggi, maliberiamocipure dagli schematismi che ancora condizionano l'azione politica di troppi tra gli oppositori, veri odi facciata. Dall'abisso nel quale siamo stati trascinati bisognerà pure cominciare a risalire. Ma senza veri cambiamenti di rotta, senza vera intransigenza politica e morale, qualsiasi ricostruzione sarà assai difficile.

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ni devono ottenere la fiducia del Parlamento e modificazioni negli schieramenti non sono preclusi. Però è vera anche un'altra cosa. E cioè che Berlusconi ha vinto, anzi stravinto, le elezioni appena dueanni e mezzo fa presentandosi a capo di CARLO FUSI di una coalizione di cui Gianfranco Fini era componente essenziale. Dettaglio tutNCHE le ultime ore sot'altro che trascurabile perché proprio in no scivolate via senza sostanziali sorprese: non è virtù di questo sodalizio l'asse Pdl-Lega più tempo di parole o di ha potuto prendere il premio di maggiomediazioni. E tempo di voti, ranza e assicurarsi il 55 per cento dei di numeri. E dunque oggi il seggi di Montecitorio. E' evidente che se Parlamento si esprime sulla per responsabilità variamente dislocate, fiducia al governo Berluscoun corposo segmento di quella alleanza ni. Alla vigilia del voto, il viene meno, tutta l'impalcatura cade. presidente del Consiglio ha Compreso il sistema bipolare così come offerto un patto ai moderati si è strutturato, che del premio di maggioe ai lororispettivi leader Fini ranza fa il caposaldo insostituibile. e Casini - per allontanare quel che ha definito una E però perverso. Perchè per come è «scelta irresponsabile». Toni organizzato, il premio di maggioranza pacati e concetti pervasivi: non solo assegna un numero esorbitante un'iniziativa apprezzabile e di seggi a chi ottiene poco più di un terzo in un certo senso dovuta; dei voti ma costringe anche ad alleanze inesorabilmente strutturata, spurie e disomogenee, dove le parti estretuttavia, all'insegna della prime finiscono col prevalere vista la loro mazia berlusconiana, indiscussa e indiscutibile. Il presiutilità aifinidella vittoria. Incrinando la dente della Camera e il leacoesione sociale. Anche per questo - e der dell'Udo, com'era prevesenza dimenticare l'assurdità di impedidibile, l'hanno respinta; così re all'elettore di potersi scegliere il parlacome il Cavaliere ha rispedimentare da votare - l'attuale è un meccato al mittente l'offerta in exnismo elettorale che mal si attaglia alla tremis deifinianiper un voto complessità e variegabilità del nostro di non sfiducia al Senato a Paese. Del resto, più di tanti sofismi è patto di dimissioni subito dol'esperienza a parlar chiaro: indipendenpo. temente dal consenso raccolto, infatti, le Insomma siamo al torcoalizioni guidate da Prodi e da Berlusconante più importante - e imni dopo ventiquattro mesi o poco più pervio: perciò anche per quesono saltate. Alla faccia della sto comprensibilmente tortuoso - della legislatura pergovernabilità. chè la posta in palio, come Che poi è l'altro aspetto, altrettanto hanno capito tutti, non è solo fondamentale, del dissesto politico che o tanto la sopravvivenza di stiamo vivendo. Può darsi che il governo un esecutivo bensì il profilo sia sfiduciato oppure che ce la faccia e stesso di una fase e il senso ottenga la maggioranza in entrambi i complessivo di una vicenda rami del Parlamento. Resta che in ogni politica, quella del berluscocaso sarà un maggioranza neanche risicanismo, che l'Italia sta viventa: di più, quasi inesistente, soprattutto do da diciassette anni. Vuol se si poggerà su uno o un pugno di voti di dire che lo scrutinio odierno transfughi del centro-sinistra. Come ponon è una ordalia ma produtrà l'Italia essere governata in queste ce una cesura non rimarginacondizioni? L'abilità eaccortezza di Giubile: il centro-destra come lio Tremonti ha messo i conti pubblici al siamo stati abituati a conceriparo delle speculazioni: almeno finora. pirlo e vederlo in opera dal Ma è evidente che un quadro politico 1994, cessa di esistere. così sfilacciato offrirebbe il fianco ad Due valutazioni occorincursioni incontrollabili da parte dei re in ogni caso fare, indimercati. E con quale autorevolezza la pendentemente dal risultaclasse politica e chi la guida potrebbe to del voto. Toccano le chiedere agli italiani di tenere i nervi questioni vitali. La prima saldi in una temperie così difficile priva riguarda il modo con cui si come sarebbe dì una solida base parlaè arrivati a questa sfiducia. mentare? La notte porti consiglio, ha Continua a pag. 21 detto Berlusconi ai finiani. Che hanno di CARLO FUSI contraccambiato l'auspicio. C'era ironia Berlusconi taccia i fmiani di tradimento da entrambe le parti. E invece si tratta di della volontà e sovranità popolare per- un augurio da prendere sul serio speranchè gli elettori hanno scelto lui, il Cavalie- do in un sussulto di serietà. Il Paese esige re, per governare, segnando il suo nome senso di responsabilità e questo va dimosulla scheda elettorale. Vero. Come pure strato con i fatti. Prima, durante e dopo il è vero che a Costituzione vigente i gover- voto di oggi. Qualunque ne sia l'esito.

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IL VOTO ALLA CAMERA

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- quello televisivo—così attinente rie» del Partito democratico risenalla vita quotidiana, gli diede te di un'influenza populistica delenorme popolarità, assai più di lo stesso tipo. Il processo attraverquanto non abbiano contato le sue so il quale Berlusconiriuscì,poi, a apparizioni direttamente sugli rilegittimare la formazione politischermi. Quel suo successo s'in- ca del vecchio partito di Almirantrecciò con la rapida cooptazione te da un lato, e ad aggregare a sé di ancora perfettamente funzio- questo un po' più faticosamente nanti frammenti dei disfatti parti- la novità del municipalismo setti democristiano, socialista e libe- tentrionalista, sarà certamente ogDI LUCIANO CAFAGNA rale. Il fatto che il personaggio non getto diricerchedegne d'interesavesse precedenti politici certa- se, anche perché, in fondo, coindiffìcile ipotizzare comente contribuì a dargli credibi- volge fenomeni sociologici e pome lo storico futuro lità. Paradossalmente la campa- litici che, utilizzati dal presidente potrà considerare Bergna moralistica degli anni prece- del Consiglio, hanno però un loro lusconi e la vicenda berluscodenti contro i vecchi partiti di go- autonomo rilievo storico. niana nella storia politica del verno, che era stata intenzionalProbabilmente, però, il pronostro paese se non si conomente volta a vantaggio della si- blema più drammatico dell'età scono anche le conclusioni di nistra ideologica non governativa, berlusconiana apparirà quello del questa vicenda. (...) Se mi si andò tutta a favore dell' «uomo rapporto con le opposizioni, cachiedesse quanto resterà in nuovo», estraneo alle formazioni ratterizzato sempre più da un'afuturo dell'immenso chiacpolitiche sia di destra sia di sinistra sprezza senza pari e da una tenchiericcio relativo a quello e, in sostanza, alla politica stessa. denza crescente alla delegittimache in questa età berlusconiaIl clima in cui si forma il succes- zione reciproca. Il fenomeno delna è stato chiamato il gossip so di Berlusconi è quello dell'an- Pantiberlusconismo, pur diverso, mediatico di stampa, televitipolitica, che nasce in quegli anni potrà apparire di consistenza non sione e Rete, risponderei sensulla base della «questione mora- dissimile da quella dell'anticoza esitazione che non resterà le » e del disgusto provocato da munismo di molti decenni prima. assolutamente nulla. (...) Tangentopoli. (...) Lo studioso degli anni a venire Ritengo infatti che le quesaprà se quella pericolosa e anoLo storico futuro saprà quello stioni che interesseranno lo che noi oggi non sappiamo anco- mala dicotomia sarà a un certo storico futuro saranno poche ed essenziali. E riguarderanno ra e cioè se e come potrà aversi punto superata, e in che modi e a quale prezzo. (...) davvero un pasprobabilmente assai più le raForse il campo d'azione nel saggio da una Prima a una Secongioni dell'affermazione e del da Repubblica. In effetti quella quale Berlusconi è stato più creasuccesso del personaggio che che Pietro Scoppola volle definire tivo è quello della politica estera. non lo sterminato bavardage la «repubblica dei partiti» cambia Potrà pure darsi che egli sia stato, che ha accompagnato questo fisionomia con la svolta che con-per così dire, fortemente attratto successo. Berlusconi riempì segue alla caduta del Muro di Ber- dalla possibilità di collegarvi inteimprovvisamente il vuoto che lino: i nuovi partiti che nascono ressi personali - come qualcuno nella politica italiana si era successivamente sono per struttu- insinua - ma certamente il modo creato a causa della complesra e funzione qualcosa di molto in cui ha affrontato in politica estesa crisi che nel nostro sistema diverso. Danno, sì, vita anch'essi ra il problema del rifornimento politico era seguita alla cadua delle oligarchie, ma con caratte- energetico italiano (Russia e Lita del Muro di Berlino. (...) La ristiche che non sono più quelle bia) ha caratteri effettivamente comparsa di Berlusconi sulla della struttura «partitocratica». originali. (...) scena fu certamente una sorNel caso dei partiti berlusconiani presa che rivelava un cambia(dapprima Forza Italia e poi Pomento nelle scelte di massa; polo della libertà), abbiamo delle questo costituirà ancora per strutture addirittura quasi propriemolto tempo un problema da tarie, comunque a comando fortechiarire per gli storici. Si è mente personale e che tendono a spesso voluto spiegare con instabilire con l'elettorato un rapsistenza questo fenomeno con porto populistico di tipo sudamela moltiplicazione dei media ricano. Un'influenza, l'impostatelevisivi privati. zione populistica del berlusconi^- SEGUE A PAGINA 8 smo è poiriuscitaad averla forse nvece io non credo che abbia anche sul fronte avverso: qualche avuto poi molta influenza il formazione minore di opposiziofatto che il nuovo candidato ne, come l'Italia dei valori di Di alla leadership avesse già una pre- Pietro, si presenta infatti con uno senza nel mondo dell 'informazio- speculare carattere personalistico. ne, attraverso le sue reti televisive. Forse la stessa trovata dell'introPiuttosto il caso che il nuovo im- duzione di «consultazioni primaprenditore lavorasse in un ambito

la Storia

Che cosa resterà del Cav.?

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Gli anni di Berlusconi alla prova degli storici

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maggioranza, pena l'impossibi- re di sé un'idea di inadeguatezlità di proseguire l'avventura a za e di incapacità dirisolverele Palazzo Chigi. Quanto giove- sue stesse contraddizioni. rebbe in termini di consenso uno Secondo scenario: Berluscenario simile? Per nulla, sa- sconi non ottiene lafiducia,per rebbe anzi fortemente deleterio. pochi voti, e deve dimettersi. La Berlusconi rischierebbe infatti soluzione più temuta dal predi allontanare definitivamente mier potrebbe configurarsi, paDI ANTONIO NOTO dal Pdl parte di quell'elettorato radossalmente, come una occaeno voti otterrà nel di- azzurro che sta vivendo con di- sione diriscattoe di incremento battito sulla fiducia e saffezione e disillusione l'attua- dei consensi. Non solo. Agli ocpiù Berlusconi sarà le fase politica e che, non essen- chi degli elettori del centrodestra forte. Non è un paradosso, è l'o- do eccessivamente fidelizzato al essa costituirebbe quel passagpinione prevalente degli italiani. partito del Cavaliere, potrebbe gio formale utile a fare chiarezPerché a contare, nel giudizio decidere di non votare o di valu- za e a restituire un minimo di indegli elettori, non sarà tanto il re- tare altre scelte. Insomma, il 15 telligibilità al dibattito politico. sponso del pallottoliere, il fatidi- dicembre il Pdl potrebbe far re- In un momento di difficoltà, vitco raggiungimento del quorum: gistrare un decremento di con- tima del tradimento degli ex alla credibilità del Governo è in sensi fino a 5 punti se la situa- leati, il Pdl potrebbe essere percalo da molti mesi e non sarà un zione di caos dovesse continua- cepito ancora come partito di rideputato in più o in meno a mu- re. Questo perché dopo settima- ferimento da quella parte "intare il giudizio complessivo. ne di estenuanti trattative e lace- quieta" del suo elettorato, insodL'opinione pubblica, oggi, chie- razioni, i pidiellini "incerti" si disfatta del caos politico degli de prima di tutto chiarezza, e la attendono dal responso della ultimi mesi e interessata al ritorprova parlamentare vedrà vin- Camera un diradamento delle no a una sana attività di governo. cente chi saprà offrirle questa nebbie sulle sorti della legislatu- L'ipotesi di un passaggio sfavora, una sentenza definitiva sulla revole in Parlamento, dunque, garanzia. Ciò significa che nelle con- sopravvivenza del governo che inciderebbe favorevolmente sul dizioni date, con numeri esigui e rappresenti, in caso difiducia,il partito del premier, con un inincerti, le possibilità per il pre- viatico per una piena ripresa del- cremento stimato del 5% dei mier di incrementare la propria l'attività politica. Per questi "az- consensi attuali. Questo scenario credibilità sono inversamente zurri inquieti" è preferibile rico- rafforzerebbe - a fronte di un proporzionali al numero dei de- noscere un Berlusconi forte o, in successo risicato - anche l'imputati che sosterrà il governo. A alternativa, sconfitto. Ma certa- magine del presidente del Conmeno che lo spostamento di vo- mente non un leader "azzoppa- siglio. Fermo sulle sue posizioti non sia davvero considerevo- to" che, pur cantando vittoria, ni, il capo del governo potrebbe le, ma non sembra questo il caso. dovrebbe immediatamente apri- lamentare il tradimento degli ex Il consenso a Berlusconi nel re le porte a Casini per poter an- alleati e vantare la propria esemday-after varierà dunque in rela- dare avanti. Meglio allora quel plare disponibilità al sacrificio: zione ai due possibili scenari che redde rationem auspicato dallo non per manifesta debolezza ma si concretizzeranno nell'aula di stesso premier, impegnato da in ragione del valore vincolante mesi a escludere qualsiasi solu- della coerenza, dell'impegno asMontecitorio. zione intermedia tra un esecuti- sunto con gli elettori. In queP- SEGUE A PAGINA 5 vo forte e l'immediato ricorso st'ottica, anche l'ipotesi di un alcenari che genereranno, alle urne. Il superamento del te- largamento della maggioranza immediatamente, una st della fiducia con pochi voti di assumerebbe un contorno diverquota stimata intorno al scarto tradirebbe questo oriz- so. La formalizzazione di un ac5% di voti, i quali si potranno zonte di attese e assumerebbe cordo all'indomani della sfiducanalizzare a favore o contro il agli occhi degli stessi simpatiz- cia verrebbe senz'altro avvertita premier e il Pdl. zanti i contorni di una colpevole più positivamente che non se Primo scenario: Berluscoresa alla tentazione del galleg- realizzata dopo un voto di fiduni ottiene la fiducia per pochi giamento, della conservazione cia favorevole, seppur di poco, e voti. Stando alla logica, è l'edi un equilibrio precario, forse in seguito al prolungarsi di esteventualità più favorevole alla garante della continuità del po- nuanti trattative. compagine governativa: ridi- tere ma non di un suo efficace Insomma, vincendo alla mensionate le eterodossie Amaesercizio. Insomma, una vittoria Camera, il futuro di Silvio pone e le deprecate ambizioni di di Pino che potrebbe costare al trebbe farsi più cupo. Una sua Casini, smentiti ancora una volcentrodestra una vistosa flessiota i vaticini del centrosinistra, ne di consensi,finoa 5 punti. Va sconfitta, diversamente, potrebSilvio resta in sella. Ma è una anche detto che le ricadute ne- be aprirci uno scenario diverso: quello di morire berlusconiani. vittoria destinata a consumarsi gative di questo scenario non inANTONIO NOTO in poche ore, lo spazio di un tg, vestirebbero solo il Pdl e il predal momento che il premier è mier. Sarebbe in qualche misura condannato in diretta televisiva l'intera classe politica a restituiad allargare il perimetro della

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Gli conviene la sfiducia

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Per i sondaggi al Pdl conviene la sfiducia SCENARI. Altrimenti rischia una vittoria di Pirro. Ma se perde, vittima degli ex alleati, l'elettorato lo premiere. In ballo il 5% dei voti.

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L'ex viale del tramonto DI GIANLUCA GIANSANTE

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ccorto e pacato in apparenza ma pronto alla competizione elettorale, possiamo riassumere così il senso dell'intervento di Berlusconi in Parlamento. Il tono del discorso è mellifluo e sobrio, Berlusconi inoltre preferisce leggere il proprio intervento: una scelta piuttosto inusuale per un politico che è solito parlare a braccio anche nelle occasioni ufficiali. La scelta si spiega con la delicatezza del momento: una sola parola oltre le righe avrebbe potuto compromettere l'obiettivo dichiarato dell'intervento, convincere qualche peone dell'opposizione a non votare la sfiducia. Tuttavia l'analisi del linguaggio non verbale di Berlusconi ci rivela qualcosa di diverso, soprattutto se paragonata all'intervento pronunciato in occasione del voto di fiducia del 29 settembre. In quell'occasione il premier era sembrato stanco, affaticato, alla frutta, aveva pensato qualcuno. Ieri invece... I e r i invece il linguaggio del corpo ha mostrato un Berlusconi "in modalità elettorale": i movimenti del corpo sono energici; i gesti "ritmici" - quelli che accompagnano il discorso dando il tempo dell'intervento - sono cadenzati con fermezza 1 e decisione. Berlusconi mostra dunque di aver ricaricato le pile in vista di una possibile contesa elettorale o di una campagna mediatica da promuovere in caso di sfiducia. Chi creda che Berlusconi sia sul viale del tramonto dovrà fare i conti con la consueta capacità del Cavaliere Ritaglio Politica e Istituzioni

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di dare il meglio di sé nei momenti più aspri della battaglia politica. Che sia un discorso tipicamente elettorale, nonostante i toni moderati, ce lo conferma la conclusione del discorso: Berlusconi non chiude con promesse o rassicurazioni sugli impegni del governo, ma con un monito: «Il popolo saprà valutare meriti e responsabilità». In altre parole, se otterrà la sfiducia darà il via alla campagna elettorale, durante la quale potrà addossare tutte le carenze del proprio operato a chi gli ha votato contro e non gli ha permesso di portare a termine il programma. GIANLUCA GIANSANTE

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Così Berlusconi s'è adeguato al parlamentarismo DI A N N A CHIMENTI

uò sembrare un paradosso: ma nell'ora più diffìcile, il governo Berlusconi accusato di aver mortificato il Parlamento con una serie infinita di voti di fiducia, un abuso di decreti legge e un eccesso di maxiemendamenti per realizzare, anche se in minima parte, il proprio programma, si salverà, se davvero si salverà, solo grazie alle sfumature e alle raffinatezze del parlamentarismo, ciò che sta rendendo la partitafinaletra Berlusconi e Fini, non un incontro di boxe, ma una gara di regolarità, in cui vince non chi va più forte ma chi rispetta più le regole. Berlusconi per tre volte, nella stessa giornata, al centro del banco del governo, intento a pronunciare discorsi con toni diversi, ora di disponibilità, ora di denuncia, ora di avvertimento. E poi vertici su vertici, mediazioni tentate e fallite, rimandi e rinvìi tra le aule parlamentari e le sedi dei gruppi, maratone di interventi che lasciano intravedere spiragli che si aprono e si chiudono. Infine, la solennità del voto, con i suoi effetti immediati sugli sviluppi della crisi. Se infatti oggi Berlusconiriusciràa vincere, anche solo per un voto, avrà formalmente diritto a continuare a governare, anche se sarà difficile per lui proseguire se nonriusciràin qualche modo ad allargare nuovamente la sua maggioranza. Se invece sarà battuto, dovrà dimettersi e la parola passeraà al Capo dello Stato, che sarà il vero arbitro della crisi. C'è stato un tempo, soprattutto nella Prima Repubblica in cui le crisi erano prevalentemente extraparlamentari. Nell'era della partitocrazia forte, erano solamente i rapporti tra i leader dei partiti, o tra i capicorrente, a contare. I governi duravano mediamente un anno o meno, anche per questo: il ricambio nei ministeri o a Palazzo Chigi veniva deciso fuori dalle sedi istituzionali, e bastava una dichiarazione o un arRitaglio Politica e Istituzioni

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ticolo su un giornale per spingere il presidente del Consiglio alle dimissioni. Era esattamente questa la liturgia che Fini, inaspettatamente, aveva riproposto per far cadere Berlusconi: il quale, stando ai disegni del presidente della Camera, avrebbe dovuto dimettersi dopo il discorso con cui, a Bastia Umbra, Futuro e libertàaveva annunciato il ritiro della propria delegazione dal governo e aveva intimato al Cavaliere di salire al Quirinale per rassegnare il mandato. Ed è esattamente a questo che altrettanto a sorpresa Berlusconi s'è opposto, preferendo sfidare il suo avversario in quello che tante volte aveva definito il "teatrino" della politica. Così, più che in un voto sul governo, l'appuntamento parlamentare s'è trasformato in una specie di referendum sul proseguimento o sulla fine della legislatura, e Berlusconi ha potuto mettere alla prova il prevalente sentimento conservatore dei parlamentari, sempre propensi a mantenere il proprio seggio piuttosto che rimetterlo in gioco nelle elezioni. E mano a mano che la scadenza si avvicinava, la compattezza del fronte della sfiducia ha cominciato a mostrare le proprie crepe. La stessa presentazione così anticipata rispetto alla data del dibattito delle mozioni di sfiducia è sembrata un modo per trattenere, facendolo firmare, i deputati più dubbiosi sull'assedio al governo. E in favore di un andamento meno precipitoso dello scontro interno alla maggioranza ha giocato anche l'intervento del Quirinale, mirato all'approvazione della legge di stabilità prima dell'apertura formale della crisi. Ricondotto nei confini parlamentari, il confronto ha perso subito buona parte della confusione che lo aveva caratterizzato per oltre sei mesi, dalla direzione che il 22 aprile segnò la rottura tra Berlusconi e Fini, all'uscita del presidente della Camera e di 32 deputati dal Pdl, fino all'annuncio della sfiducia nella convention del Fli. Nella due giorni di Senato e Camera infatti, lo scontro ha dovuto necessariamente rientrare nell'alveo delle regole, che prevedono appunto tempi certi e

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caso di reincarico del presidente del Consiglio da parte del Quirinale. Il complicato scambio di mosse e contromosse s'è fermato di fronte alla decisa volontà del premier di non dimettersi prima di un eventuale voto di sfiducia. Anche se ha occupato un ' intera giornata di dibattito, il granritornodel parlamentarismo non sembrava,finoa sera, aver prodotto i risultati sperati. Forse era troppo aspettarseli subito, dopo mesi e mesi di guerriglia e di colpi bassi. In questo senso, anche se non tutto è andato nel migliore dei modi, c'è da aspettarsi che quel che è accaduto in questi due giorni produrrà comunque i suoi frutti. Nella politica e nel Parlamento italiani, mai dire mai.

Paradossi. Il presidende del Consiglio accusato di snobbare le Camere è diventato primo protagonista delle manovre d'Aula che sprezzava come "teatrino della politica"

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decisioni chiare e trasparenti, conseguenti agli atteggiamenti che tutti i protagonisti in gioco devono assumere pubblicamente. La partita s'è svolta inizialmente sul tentativo di Berlusconi di dividere i finiani, al cui interno s'era aperto il dissenso, ed è proseguita con l'offèrta di Fini dirinunciarea sfiduciare il governo al Senato in cambio della possibilità che Berlusconi si dimettesse prima del voto della Camera. Questa possibilità avrebbe lasciato intendere una successiva disponibilità deifinianiad appoggiare un bis di Berlusconi, in

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entre in Senato, cioè nel regno dei morti, il nano bollito arringava stancamente i suoi simili con l'ultima barzelletta del governo dei miracoli, nel regno dei vivi i poliziotti assediavano la villa di Arcore e la Camera dei deputati: purtroppo non per assicurare alla giustizia gli inquilini, ma per contestare il premier e fischiare il ministro Gnazio La Rissa in segno di protesta contro il taglio dei fondi alle forze dell'ordine. Il De Profundis finale, la pietra tombale su 16 anni di propaganda su "sicurezza" e "legge e ordine". Si attendono ad horas, negli stessi luoghi, manifestazioni di giubilo e gratitudine di ladri, truffatori, rapinatori, stupratori, spacciatori graziati dall'ennesimo indulto mascherato: quello varato l'altro giorno dalla maggioranza alla chetichella, che dal 16 dicembre manderà a casa migliaia di detenuti perché possano festeggiare il Santo Natale e l'ultimo anno di pena ai domiciliari (memorabile la difesa del viceministro Castelli ad Annozero: "Noi non li mettiamo fuori, li mandiamo a casa", per l'entusiasmo degli elettori leghisti, che avevano capito male: pensavano che li lasciassero dentro). Oggi il pover'ometto otterrà quasi certamente la fiducia, con uno o due voti di vantaggio, grazie a una quindicina di deputati comprati un tanto al chilo e a tre deputate partorienti. Fiducia a tempo, che durerà fino al ritorno delle tre neomamme dal reparto maternità. Prowederà poi Bossi a staccargli la spina quanto prima e a mandarci a votare. Solo nel regno dei morti, infatti, il governo del Cavaliere Inesistente, quello che "la monnezza da Napoli sparirà in tre giorni", quello che "ricostruiremo L'Aquila in un anno", quello del "miglior premier degli ultimi 150 anni", quello che "Ruby è la nipote di Mubarak", quello che "Putin è un dono di Dio" e "Gheddafi è un leader di libertà", quello che "la crisi è passata" anzi "non esisterebbe se non ne parlasse Annozero", quello del lodo Alfano, della legge bavaglio, del processo breve cioè morto, del legittimo impedimento, dello scudofiscaleprò evasori, dell'antimafia con monumento equestre a Mangano, dei tagli alla cultura, alla scuola, alla ricerca, all'università, alla giustizia, alla sicurezza, ma non ai finti premi per i finti film di Dragomira Bonev, può sopravvivere a se stesso per qualche altro giorno. Anzi, sarebbe già morto e sepolto se Fini non si fosse fatto fregare, per un eccesso di responsabilità istituzionale, dal capo dello Stato che un mese fa gli chiese di rinviare il voto sulla mozione di sfiducia alla Camera al 14 dicembre, dando così il tempo al Grande Compratore di acquistare all'asta i deputati mancanti. Ma forse è meglio cosi: il voto di oggi è una buona occasione, forse l'ultima, per indurre mezza Italia a riflettere su se stessa. Come han potuto milioni di persone votare per uno così, quand'era chiarissimo fin dall'inizio che era sceso in campo solo per farsi gli affari suoi? Come han potuto interi plotoni di giornalisti e

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di Marco Travaglio

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intellettuali spacciarlo per l'alfiere della "rivoluzione liberale", mentre lui trafficava notte e giorno, nelle ore lasciate libere dalle escort, per scampare ai processi e arraffare milioni? Come ha potuto la cosiddetta opposizione, salvo rare eccezioni, glissare sul conflitto d'interessi che proprio in questi giorni ha esplicato la sua geometrica potenza con l'intero gruppo Mediaset (le consultazioni le faceva direttamente Gonfalonieri) impegnato a offrire carote ai consenzienti e a minacciare bastoni ai dissenzienti? Sabato, alla manifestazione del Pd, nessuno ha osato ricordare la verità: e cioè che B. è abbarbicato disperatamente non al governo, ma all'annesso legittimo impedimento per sfuggire alla giustizia. Ha dovuto ricordarlo Fini. Dall'altra parte chi lo dice passa per un pericoloso dipietrista. Oggi Fini, da presidente della Camera, sarà costretto ad astenersi come vuole la prassi. Ma, se mancasse un solo voto alla sfiducia, una mossa davvero futurista ce l'avrebbe: dimettersi all'istante e votargli contro. Perderebbe la poltrona, ma passerebbe alla storia.

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Lo scontro

Salta la mediazione, oggi la conta Berlusconi: "Patto coni moderati" Rammento di FU: si dimetta. Epremier:nonlascio GIANLUCA LUZI

ROMA — «Qualunque critica è possibile, ma non la rottura del campo dei moderati. Tutto è possibile, ma non un'alleanza con la sinistra, non sommando grottescamente i voti del Pdl a quelli del Pd e dell'Idv». Poco dopo le diciannove il presidente del consiglio prende la parola nell'aula di Montecitorio. E' la terza volta che interviene: la prima al Senato ieri mattina, la seconda sempre a Palazzo Madama per la replica e infine alla Camera. Tra il premier al centro dei banchi del governo, e Fini che presiede la seduta ci sono solo pochi metri, ma nemmeno per un attimo un gesto o uno sguardo incrinano il gelo tra i due. Ed è proprio a Fini, o meglio, ai finiani dubbiosi - piuttosto che ai moderati in generale come aveva fatto la mattina al Senato - che Berlusconi si rivolge con un appello alla «ragionevolezza» e quando ricorre alla mozione degli affetti per ricordare «ai parlamentari di Fli, che sanno quali e quante cose buone abbiamo fatto insieme», e quante «battaglie abbiamo condotto insieme». Mentre nei corridoi di Montecitorio impazza la compravendita, in aula il premier tocca altre corde per convincere i finiani tormentati: «La notte porti consiglio. Rivolgo un appello dal cuore: non si può rompere l'unità dei moderati, sarebbe come andare contro la storia. Sono certo che nessuno vuole gettare via frettolosamente questa esperienza, certo che ciascuno di voi nel suo intimo e nella sua coscienza sa che l'attuale governo non ha affatto demeritato né tradito il mandato del popolo italiano». Tutti quelli che seguiranno Fini votando la sfiducia, per Berlusconi saranno dei traditori, perché a parte il fatto che si deve «evitare una crisi albuio, di cuilTtalianon

ha alcun bisogno», «tutto si può glio ignorare certi attacchi». Un fare, manon sipuò tradire il man- gesto per calmarlo, «il gesto di un dato ricevuto dagli elettori. Chi amico». Un po' come con Putin, Bossi: "Con un voto persegue questi obiettivi lo può la cui amicizia il premier difende in più non si nella replica al Senato. «Abbiamo fare ad una sola condizione: che si governa. L'unica torni dagli elettori e che si spieghi tutto l'interesse di avere buoni a loro perché si è cambiato opi- rapporti con la Russia. Voi piutto strada è il voto nione». Comunque Berlusconi è sto - dice rivolgendosi al Pd - staanticipato" vateconl'Unionesovieticaquancerto che stamattina otterrà la fiducia e «da domani lavoreremo do non dovevate e adesso invece perricomporrel'areamoderata». siete contro laRussia». E - giurando sui figli e sui sei nipoti - BerluUna sicurezza - quella del presconi garantisce che «non un somier - che lo porta a respingere lo dollaro è entrato nelle mie tal'ultima offerta del Fli: astensione sche» dagli affari dell'Italia con la al Senato in cambio delle dimis- Russia. sioni e del reincarico immediato per un Berlusconi-bis. Niente da © RIPRODUZIONE RISERVATA fare: il premier vuole andare alla conta eBossi è sicuro che vincerà. «Berlusconi governa e domani il La n o t t e porti c o n s i g l i o governo prenderà lafiducia»,dichiara ottimista il Senatur alla fiSpennello In nolteporli consiglio ne della giornata parlamentare. a l:iiluroe libertà Però -findalla mattina - nelle sue dichiarazioni leggermente con(iliamiei Imiani passino traddittorie, Bossi ha ripetuto una notte piena eli ri llessione chiaramente che «con un voto in piùnon si governa. Esenonsi può governare, fatalmente si va al vo N o n t r a d i t e il m a n d a t o to». Sembra un po' un gioco delle parti tra Berlusconi e Bossi: il preMeglio le eie/ioni del tradimento mier offre ai moderati un patto di del inandato: grottesca la somma legislatura, con allargamento del deivoliPdU'li.Pdeldv perii governo e perfino una non meglio precisata riforma elettorale generilo tecnico «basta che non tocchi il bipolarismo». Bossi preme per andare al Governo d a rafforzare voto, soluzione che anche Berlusconi apprezzaapatto che nonriSiamo pronii a rafforzare cada su lui la responsabilità di elezioni anticipate: «Sono certo la squadra di governo: la cheilpopolo, quando verrà il moragionev olezza e la responsabilità mento, saprà valutare i meriti e le responsabilità di ciascuno». Giovinceranno sull'irragioncvolezza co delle parti anche nell'aula della Camera con grandi ed esibite Non h o preso un dollaro manifestazioni di complicità, come quando Bossi dà una pacca Sono un uomo ricco e non un sulle spalle del premier sottoposto agli attacchi dell'opposiziodollaro è entralo nelle mie lasche ne: «Volevo che non rispondesse personali dagli accordi italiani agli attacchi. Se comincia a rispondere... ritorna il casino. Mecon la Russia

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NO

La conta «li Montecitorio sulla base k delle dichiarazioni ufficiali

' SI'

alla fiducia Pd

Astenuti 2 2Svp

206

(compresa la Mogherìni incinta)

Idv Udc

22 35

Fli

34

(comprese le due deputate incinte Bongiorno e Cosenza)

Api Lib-dem Mpa Autonomisti Val D'Aosta Altri

Incerti

alla fiducia

2

r-sfScilìpoti ex Idv, Siliquini Fli)

Pdl Lega Nord

£ Mogherini

Siliquini

Noi Sud

235 59 12

(compreso Razzi ex Idv)

Pri-Adc Altri

Bongiorno

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2 4

(Cesario ex Api, Grassano Lib-dem, Catone Fli, Calearo ex Api)

6 2 5 1 <.

(La Malfa Pri, GuzzantiPli, Giulietti Misto)

TOTALE

TOTALE

313

Totale seggi b o i ) Maggioranza assoluta 316

312

Il presidente Fini per prassi non partecipa al voto

Fli si astiene al Senato: ma al momento della conta saremo uniti. Bossi: forse meglio le elezioni. Il Pd: pronti alle urne

Berlusconi, il giorno della verità "Patto coimoderati ". No deifiniani Fiducia appesa a unpugno di voti ROMA — Oggi giorno decisivo per il governo con il voto di fiducia atteso al Senato e alla Camera. Il premier Silvio Berlusconi ieri ha tentato la carta di un «patto con i moderati». Secco no di Futuro e libertà. A Palazzo Madama — dove i finiani si asterranno — il governo dovrebbe avere la maggioranza. A Montecitorio, invece, la tenuta dell'esecutivo è legata alla compravendita fino all'ultimo dei deputati dell'opposizione. Comunque pessimista il leader della Lega Nord Umberto Bossi: «Con un pugno di voti non si governa, forse è meglio andare subito alle urne». E i leader del Pd si ritrovano uniti nel dire che il partito è pronto ad affrontare le elezioni.

Berlusconi in Aula fa il gesto della "bocca cucita" Ritaglio Politica e Istituzioni

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CATACOMBALE

"Ho un'età catacombale e questi applausi potrebbero farmi male" così il premier alla Camera IN SEGRETO

L'on. Mario Pepe del Pdl ha chiesto a Fini di convocare la Camera in segreto Der evitare incidenti

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FORCING SU CALEARO

Il colloquio tra Calearo (scioglie la riserva oggi) e il capogruppo pd Franceschini

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CONTESTATO GHEDINI

Contestato da alcuni manifestanti fuori da Montecitorio Ghedini è costretto a riparare all'Hotel Nazionale

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1 4 LàfiduciaI futuristi

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Ancora niente contrazioni: alla Camera le primipare W: date per certe (ma non eravamo il Paese del cesareo?)

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Finìani a un passo dalla spaccatura Poi la tregua sul no al «ribaltone» Riunioni continue dal leader, Moffa minaccia di uscire. Ma Ronchi e Urso ricuciono ROMA—Una giornata infinita, passata a limare e mediare e trattare e convincere e perdere pezzi e riconquistarli. Una notte agitata, perché anche un solo acquisto in questi momenti diventa di valore inestimabile, e una perdita un danno incalcolabile. È stata forse la giornata più difficile ieri per il Fli, lì atteso al voto di sfiducia contro un governo che ha contribuito a far nascere. Perché se non ci saranno novità clamorose nella notte o nella mattinata di oggi, quando attorno alle dieci al Senato inizierà la chiamata per il sì, il no o l'astensione, i finiani voteranno tutti — con l'esclusione probabile di Maria Grazia Siliquini, che ieri ha disertato la cena dei gruppi e che potrebbe sostenere il governo — contro quel Silvio Berlusconi che pure ha aperto a un nuovo patto di legislatura e a un governo allargato a finiani e centristi. Purché senza dimissioni preventive. Quelle che Fini pretende. Ed è su questo scoglio, lo stesso affiorato quaranta giorni fa, quando di fatto a Bastia Umbra il presidente della Camera ha aperto la crisi, che si infrangono i tentativi di impedire che si arrivi a una conta drammatica e incertissima. Per tenere assieme falchi e colombe, per convincere a non spaccare il fronte il mo-

derato Silvano Moffa, che aveva messo in piedi con il pdl Andrea Augello l'estremo tentativo di mediazione appena sabato scorso, Fini ieri si è speso in prima persona in una lunga serie di riunioni. Dal primo mattino è iniziata la sfilata di esponenti di tutte le anime di Futuro e libertà (da Ronchi a Perina, da Bocchino a Menia a Consolo) nello studio di Moffa, che minacciava di uscire dal partito portandosi prevedibilmente dietro tre o quattro altri deputati che con lui avevano sottoscritto il documento di mediazione bollato dal leader come «tardivo e inutile». Il rischio di spaccatura, con conseguenze drammatiche sulla tenuta del gruppo, è stato disinnescato però in un pranzo nello studio del presidente della Camera al quale hanno partecipato le colombe e lo stato maggiore del partito. E lì è stata escogitata — complici Urso, lo stesso Moffa, Ronchi e Bocchino — una soluzione che sembra aver messo d'accordo tutti, quella che ieri notte Fini definiva «una iniziativa che ha contribuito a fare chiarezza, il massimo che potevamo fare, la linea a cui tutto il partito dovrà ora attenersi». Consiste in un documento di una ventina di righe in cui si invita il presidente del Consiglio ad «aprire una nuova fase» dando le dimissioni dopo il voto di fiducia del Sena-

to (nel quale il Fli si asterrebbe) e prima di quello della Camera, con l'assicurazione che a quel punto non ci sarebbero «preclusioni» rispetto a un suo reincarico. Se l'offerta venisse rifiutata, è scritto nero su bianco, il Fli a quel punto voterebbe la sfiducia ma si impegnerebbe, in caso di sconfitta del governo, a dar vita solo a un governo di centrodestra «e dunque a nessun ribaltone». Se invece Berlusconi ce la facesse, i gruppi di Fli «si comporteranno quale forza responsabile di centrodestra, valutando le iniziative dell'esecutivo in base esclusivamente all'interesse del Paese». Il documento — che Urso e Moffa sono andati a presentare a Berlusconi mentre ferveva il dibattito alla Camera — è stato ufficialmente rigettato dal portavoce del premier, Paolo Bonaiuti: «Berlusconi non deve dimettersi e non si dimetterà». Ma è servito per ricompattare un gruppo che in serata appariva rinfrancato dall'ultima conta: «Certo, siamo 22 voti sotto, come dice Berlusconi... E ci spacchiamo sicuramente...», ironizzava in Transatlantico Bocchino, mentre Granata se la rideva «adesso speriamo solo che Berlusconi non la accetti, la nostra offerta, sennò dobbiamo andare al bis...» e tra i suoi colleghi si citavano i possibili ritorni «a casa» di Grassano, il «quasi certo» sì alla sfiducia di Guzzanti, la

presenza compatta di tutta l'opposizione, prossime mamme comprese. E però, nonostante tutto, nella tarda serata di ieri, a cena nella fondazione FareFutu ro con i gruppi di Camera e Senato riuniti, c'era ancora chi — come Moffa — sperava che «la notte, che è lunga, porti consiglio. Noi lavoreremo per un accordo fino all'ultimo». E c'era chi raccontava di ultime, bizantine proposte che potevano essere sottoposte al premier, l'ultima quella di incassare anche la fiducia alla Camera, ma soltanto con la promessa che subito dopo si procederebbe ad un «cambiamento del governo» attraverso dimissioni, necessarie per far entrare un partito di ' opposizione come l'Udc. Sì, perché l'asse tra Fini e Casini sembra reggere ancora. II leader del Fli ha avvertito il collega del documento che il suo partito avrebbe presentato, gli ha spiegato che era una mossa necessaria per tenere uniti i suoi anche in vista del dopo voto, e Casini ha approvato. Sostenendo anche davanti alle telecamere la validità della mediazione: «Io credo che Berlusconi sia mal consigliato, perché la proposta che ha ricevuto oggi in extremis, in zona Cesarini, era una proposta di ragionevolezza, è incomprensibile che l'abbia rifiutata. Perché sia sfiduciato, sia con due voti in più, non potrà governare». Paola Di Caro «ì f-ilf'ROfJ(J7fOM RISf RVATA

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D'Alema ha sforato di un minuto. F: lo toglieremo al prossimo oratore del Pd. Il prossimo oratore del Pd è Veltroni

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Sulfigliodell'operaio che deve fare il notaio la De Girolamo si accascia per l'emozione. Gara di solidarietĂ tra le deputate pdl

D'Alema si complimenta con Veltroni ffimmSe lascia l'aula esausto per lo sforzo

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L'opposizione

Bersani: ilPdprontoalavorareconFli "Eilvotononcifapaura". Casiniaccusa: Viratiquattrìniperfarcainbiareidea" possono girare soldi». Il Pd si riunisce di mattina in un "caminetto" GIOVANHACASADIO dei big e a sera tiene l'assemblea ROMA—Le urla daibanchi demo- del gruppo, che serve per un "sercratici a Berlusconi («Questa l'abbiamo già sentita») e Fini annui- ratelefile" e per l'ultima chiamata sce.L'intesaconFliinsommac'èe, di Dario Franceschini ai parladice Bersani, soprattutto ci sarà: mentari: «Vinceràla sfiducia». Ber«Nel denegato caso, come dicono sani accusa: «Il premier è un irregli avvocati, in cui non passi la sfi- sponsabile, l'interesse del paese ducia, è evidente che da qui a un sarebbe formalizzare la crisi, solo mese siamo daccapo, con in più Fli un ego smisurato può portare Berche è all'opposizione. Per carità, lusconi a non prenderne atto per saranno due opposizioni diverse, dare vita aun governo di responsama ci sarà uno spazio per una stra- bilità istituzionale». È il leit-motiv dei Democratici, preoccupati daltegia d'opposizione comune». Giornata di riunioni ieri anche le elezioni che aprirebbero una per l'opposizione alla Camera. partita «pericolosa» per il paese e Pier Ferdinando Casini, leader molto difficile per il partito, alle Udc, convoca i suoi nel pomerig- prese con la scelta delle alleanze e gio e poi, in tv, attacca sul mercato con i malumori interni. In aula indei voti: «Sono girati quattrini, si tervengono ben cinque big demopuò anche cambiare idea ma non cratici (Letta, D'Alema, Fassino, Veltroni, Bindi); Fioroni è critico:

«Vuol dire che siamo sicuri di vincere se ci mettiamo tante facce e quasi tutte di ex segretari Ds... «. D'Alemaincalza: «Lei è stato a lungo il proprietario del centrodestra, oranonloèpiù».Esesiandrà al voto, aggiunge, «se sfida ci sarà, noi non ne abbiamo paura; lei non è invincibile e le elezioni le ha già perse due volte». Però la strada migliore è un'altra, quella tedesca della Grosse Koalìtion, perché «le, forze politiche in certi momenti sono capaci di trovare convergenze». Insomma ci vorrebbero le dimissioni del premier che portino a «un nuovo governo di centrodestra o a un governo di responsabilità nazionale». Anche Veltroni (con il quale D'Alema si complimenta) rilancia,rivoltoaBerlusconi: «Lei è in un vicolo cieco e ne potrebbe uscire solo con un atto di re -

sponsabilità che non è in grado di compiere». Lo spauracchio delle urnetienebanco.ProprioseBerlusconi oggi dovesse vincere sono più vicine. Gli ex popolari di Modem si vedono a cena (oggi si riuniranno tutti i "75" con Veltroni e Gentiloni;) Bersani inveceèalla cena del Pd Lazio con gli imprendito ri: «In ogni caso questo governo finisce, non può garantire più stabilità al paese. Le elezioni non ci fanno paura. Noi dovremo rimediare aisuoidanni».Bindi:«Chivotalafiducia, sceglie le elezioni anticipate». Il Pd pensa di esserci al completo: Marco Fedi, malato, evenuto dall'Australia per votare. Al Senato,EmmaBonino,laleaderradicale dice al premier: «Guardare oltreilvoto.perchésepureleiottiene la fiducia lo scenario sarà ancora peggiore di quello vissuto finora». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA FIDUCIA IN PARLAMENTO

Silvio il costruttore Fini il distruttore: duello tra opposti I cofondatori Pdl divisi in tutto: Berlusconi abituato alle sfide impossibili, Gianfranco liquidatore di partiti e valori. Come la Vita contro la Morte di Marcello Veneziani " " Ho provato a guardare in faccia Fini e Berlusconi alla vigilia del duello finale. Li ho guardati m e n t r e parlavano alla gente, alle telecamere, m a n o n ho badato a quel che dicevano. In fondo eran o abbastanza scontati i loro messaggi, era più significativo notare quel che esprimevano le loro facce, i loro gesti e le loro smorfie. Delle parole pronunciate ho conservato solo il timbro di voce, la modulazione e gli sguardi che le accompagnavano, senza curarmi dei loro argomenti. Mi interessava vederli dal punto di vista u m a n o . Guardarli rispetto alla loro vita, alla loro verità. Per calarmi di più nella loro vita ho cercato di pensarli più giovani, li h o proiettati nel loro passato, li h o immaginati perfino bambini, e poi t o r n a n d o al presente li ho visti tanto invecchiati. Ma ho notato u n a differenza abissale tra i due. Berlusconi tenta, anche in m o d o artefatto e grottesco, di resistere alla vecchiaia e alla morte, lo vedi che difende a morsi e sorrisi la vita, con u n impeto, u n a determinazione assoluta. Fini invece sembra passato dalla parte della morte; la sua faccia lunga e ormai rugosa, i suoi occhi, perfino i suoi sorrisini, lanciano u n solo messaggio lugubre: devi morire, vieni via con me, n o n puoi sfuggire, ti porterò con m e nella tomba. Non è solo la lottaperla sopravvivenza del governo che inchioda u n o a difendere la vita del governo e l'altro a volerne la morte. No, c'è u n messaggio che travaliRitaglio Politica e Istituzioni

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ca la vicenda del governo e si fa personale, autobiografico. In Berlusconi c'è l'horror vacui, app e n a esorcizzato e mascherato nell' ottimismo iperdentato; in Fini c'è cupio dissolvi, a p p e n a mascherato e alleggerito dal viso beffardo, con le sopracciglia che si alzano per rimarcare il sorriso. Alle spalle del primo c'è l'indole di chi ha sempre fondato, costruito, piazzato. Alle spalle dell'altro c'è l'indole di uno che si è sempre opposto, ha votato contro, h a frenato e disciolto. C'è asprezza in entrambi, e vistosa m e m o ria di torti subiti, si notano le cicatrici della lotta; m a si vede la differenza tra u n o che combatte per la vita e l'altro per la morte. In Fini le rughe che scendono accanto alle labbra segnano u n incattivimento e u n a sete di vendetta; nel suo sguardo si nota u n a meticolosa ferocia, u n a voglia di farla pagare, u n risentim e n t o d'inferiorità alungo covato. Non c'è l'ambizione della conquista, il progetto futuro, la tensione ideale verso il nuovo; c'è u n a studiata, sofferta, biliosa, carica di odio unita a u n a p u n t a di sadismo, interamente rivolta al passato. Ma lo vedo lontano dal suo passato giovanile, lontano dai suoi, ricordo la dolcezza di sua madre, le tagliatelle caserecce preparate con le sue m a n i e mangiate con lei a casa di Patrizia... Passato sepolto. In Berlusconi lo sguardo è alte rato dal lifting, sembra la m a schera del Casanova di Fellini o di u n Luigi XlVdel nostro secolo, con la chirurgia estetica al posto della parrucca e del trucco pesanuso esclusivo

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te. Ma si nota nel movimento degli occhi e nel serrare le labbra la disperata tenacia di chi vive in stato di assedio e n o n rinuncia a u n a sconfinata ambizione; il petto è gonfio come se sotto la giacca ci fosse u n a corazza, u n giubbotto antiproiettile, qualcosa di coriaceo per difendersi. A volte h a la stessa espressione di u n ann o fa: u n altro d u o m o gli ha lanciato in faccia u n ex alleato. Sarà vanaglorioso ed egocentrico, m a si nota che difende quel che h a costruito, lotta per la vita. E sotto quintali di cerone è più autentico, piùpassionale, c'èpiù umanità dell'algido rivale che usa a rovescio le parole responsabilità, legalità, correttezza istituzionale. Li guardo e n o n penso alle loro posizioni in politica, li guardo a cavallo della loro vita. Uno h a esagerato, in tutto, h a strafatto, h a parlato troppo, ha fatto di tutto e di più. Ha p u r e frequentato troppe cocottes; qualcuno dirà, m e glio pagarle per u n a sera che sposarsele... Ma h a p u r e costruito imprese, imperi, reti, squadre, alleanze, partiti, maggioranze, governi, e a rovescio h a seminato promesse, ricchi premi e cotillons, pasticci e scheletri nell'armadio. È l'uomo che h a dato il suo n o m e agli ultimi sedici anni d'Italia, nel b e n e e nel male. L'altro invece h a fatto sempre troppo poco, h a giocato sempre di rimessa, ha vissuto da secondo, h a detto molto m a n o n h a mai fatto nulla, n o n h a sbagliato perché n o n h a osato o inventato qualcosa, h a comiziato per u n a vita m a n o n h a m a i governato n e a n c h e

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u n condominio, h a ereditato par- tà, nullità incravattate... titi e li h a seppelliti, ha ricevuto Ora li vedi nemici, il Troppo e il presidenze, rendite di posizioni, Nulla, interpreti del film Mors patrimoni immobiliari dal vec- tua vita mea (o mors tua voto chio partito. Raramente h a detto mio). È l'ultima p u n t a t a di u n a nei suoi primi quarant' anni di vi- soap opera durata sedici anni; ta politica qualcosa fuori luogo; tanto, anche se m e n o di Beautianche q u a n d o esaltava Mussoli- ful. Il colpo di scena è il titolo sbani lo faceva nel quadro del suo gliato, perché lafine del ciclo bercontratto di impiego come segre- lusconiano comporterebbe la fitario del Msi. Solo negli ultimi n e del suo frutto avvelenato, il fidue anni hapazziato, m a per u n a nismo. Non capisci la ragion polivitaha detto solo misurate ovvie- tica, o addirittura la ragion pa-

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triottica, di questo conflitto. Capisci che c'è solo un'origine e u n a motivazione personale. Tifi per la vita contro la morte, s'intende; ti auguri che i becchini restino a m a n i vuote, auguri all'Italia che la vita vinca sulla morte. Ma con l'augurio che poi si viva e n o n si sopravviva. E si pensi davvero al futuro. P.S. A Pier Ferdinando Casini ricordo solo il suo anagramma: «Se andrai con Fini perdi». Si dimetta dall'agenzia di p o m p e funebri.

ANTIPODI Uno ha esagerato in qualsiasi campo, l'altro non ha mai realizzato nulla

Leader contro

L'ultimo duello tra chi crea e chi distrugge di Marcello Veneziani a pagina 4

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REGIONE BASILICATA bello che qualcuno chiedesse scusa al (gra Sarebbe colonnello Paglia, indicato come «traditore», in

J 4 LafiduciaLo scontro

carrozzina per aver servito la patria

La Lega avverte il premier: «Un voto in più non basta» Bossi: la fiducia sarà solida. Tremonti a Palazzo Chigi? Mica è pazzo sarà solida e numerosa». Ma, alla fine, proprio la prima battuta potrebbe essere la nota su cui Umberto Bossi intende accordare il suo spartito: «Con un voto in più non si governa». Quel che il leader leghista non nasconde è il buonumore. Forse qualcuno gli ha riferito

MILANO — «Con un voto in più non si governa. Fatalmente bisogna votare». È la prima sortita del giorno, per Umberto Bossi. Ma il capo leghista con il passare delle ore, a dispetto dalla tensione che si respira a Montecitorio, gioca: esterna molto, scherza, ogni volta che si alza dallo scranno ministeriale regala ai cronisti una battuta. Perlopiù sorniona, perlopiù buttata lì per dire e non dire. Per esempio, quella su un eventuale allargamento della maggioranza all'Udc: «Prima vediamo i numeri, poi vediamo. Vi meraviglierete». O quella su un eventuale governo Tremonti: «Giulio mica è scemo, che va a governare in una situazione così. Solo quel pazzo di Berlusconi può farlo». Comunque, Bossi è ottimista: «La fiducia? Passerà. Alla Camera è più difficile che al Senato, ma secondo me passerà in tutte e due le Camere». O addirittura, «la fiducia

del servizio che gli ha dedicato il Wall Street Journal di ieri. Che contiene sì giudizi non propriamente lusinghieri. Anzi. Ma certifica anche il suo crescente potere. Ed è un potere che lui gestisce fino in fondo, sia pure con quel suo modo noncurante. Come quando liquida con un'alzata di spalle la proposta dei finiani di dimissioni del premier prima del voto alla Camera: «È troppo tardi. Ma come fa Fini a pensare quelle cose?». Bisogna andare in Parlamento e «vedere se ci sono i numeri. Basta aspettare domani mattina».

Eppure, la convinzione sembra ormai maturata. Certo, le pacche d'incoraggiamento sulle spalle del premier sono genuine. Certo, anche Umberto Bossi brinderà con Silvio Berlusconi nel caso di una fiducia al governo. Però la Lega sembra ormai poco convinta che in questo Parlamento ci sia la forza necessaria ad affrontare i prossimi delicati passaggi. Per giunta, l'anno venturo sarà difficile. I tagli della Finanziaria si faranno sentire anche e soprattutto negli oltre quattrocento comuni governati dalla Lega. Molto meglio chiedere agli elettori un altro sforzo di fiducia. Chi lo dice in modo chiaro è Francesca Martini da Verona, sottosegretario alla Salute: «Noi siamo qui per portare avanti un modello di riforma dello Stato assolutamente indispensabile: senza, per esempio, non saremo più in grado di assicurare l'universalità dell'assistenza sanitaria». E dun-

que? «Dunque, la maggioranza che interessa a noi e diversa dalla semplice maggioranza numerica: è la maggioranza che consente di fare le riforme». Insomma, urne. Del resto, ieri lo ha annunciato il gran nemico, Pier Ferdinando Casini: «Bossi aspetta solo che Berlusconi prenda un voto in più per chiedere le elezioni anticipate». Per aggiungere: «Chi vuole dare la fiducia al governo ci pensi quindi bene». Come dire: se qualcuno non ha nessuna voglia di perdere il mandato parlamentare, non è votando la fiducia che riuscirà a mantenerlo. Ma, appunto, Bossi ha tutt'altre priorità. E, come dice il Wall Street Journal, «Mr. Bossi is set to remain one of Italy's power brokers». Rimarrà comunque al centro di giochi.

Marco Cremonesi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il «Wall Street Journal» Il «Wall Street Journal» certifica il crescente potere del Senatur

Grandi applausi per B che allarga le braccia da vecchio impresario: «Avendo un'età catacombale (Casini, ndaj, potreste farmi male...»

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Guzzanti risponde ribadendo al Tg3 il no a 'B e facendone l'imitazione (abbastanza bene)

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Fini ha preso una craniata pazzesca di nuca contro lo schienale di legno della sua poltronìssima

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Cota e il «Trota» Renzo Bossi, figlio del Senatur (In alto il bacio con II premier), soprannominato dal padre «Trota», ieri al Senato con il governatore Roberto Cota

Allarme sicurezza: tre cortei e rischio black bloc -_-,„........

Di Pietro ai pm: "bxo i mandai)

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IL GIORNO DELLA VERITÀ

FINI HA PAURA I suoi gli sfuggono, luì cerca di evitare la sconfitta trasformando la presidenza della Camera in un mercato e lanciando Vultima proposta indecente. Che Berlusconi respinge: «Contiamoci» di Alessandro Saffusti iunti al dunque, la presunta granitica compattezza del Fli nel mandare a casa Silvio Berlusconi non si di mostra tale. Chi ha seguito il presidente dcllaCamera nel lasua sciagurata avventura non per calcolo ma per affetto ora è alle prese con la propria coscienza di uomo di destra che si trova a consegnare la vittoria ai nemici della propria storia politica esociale, atradirela Fiducia di militanti che avevano aspettato c i n q u a n t a n n i per vedere realizzato il sogno di contare qualche cosa in questo Paese. Perché è chiaro che un altro centrodestra non c'è e non ci sarà. Quel lo che ruota attorno a Berlusconi, perquanto sgangherato, èl'unico schieramento moderato, liberale e Ferma-

mente anticomunista che è possibile mettere insieme. A questi uomini è venuto il dubbio: chi stiamo difendendo? Non i nostri valori, che sono ampiamente condivisi dentro il Pdl, non le riforme, che potevamo contribuire a scrivere stando in maggioranza. Non una autonomia gestionale che ci siamo già conquistati. Vuoi vedere, si stanno dicendo, che stiamo sfasciando l'Italia e noi per difendere l'onore del cognato del capo beccato a fare il furbetto a Montecarlo da quelli del Giornale? O per vendicare la moglie del capo presa in giro da Striscia la notizia, programma Mcdiaset, per la suaprecedente relazione? Altro che mercato dei voti. I)entroill : li,enonsoltantocome dimostra il caso di Paolo Guzzanti, c'è gente che si sta ponendo d o m a n d e politiche.

E morali. Lo spettacolo offerto ieri da l'ini è andato oltre: il limite anche per chi non ama Berlusconi. Il presidente della Camera, terza carica dello Stato, arbitro e garante dei lavori parlamentari, ha passato la giornata a convocare deputati amici e avversari per convincerli con promesse e minacce a stare dalla sua parte. fi questa l'etica tanto declamata?fiquesto il ritorno alla legalità strombazzato ai quattro venti? E dove è il nuovo della politica? Non certo nell'ultima, irricevibile proposta l'atta da Fini a Berlusconi. Che è stata questa. Noi del Fli ci asteniamo sulla sfiducia al Senato, tu Berlusconi subito dopo ti dimetti senza sottoporti al voto della Camera e poi forse si può parlare di governare ancora insieme. Roba da politicante di mestiere, quale Fini è, pateracchio incomprensibile che non si era visto neppure

nella Prima Repubblica. Per la prima volta il presidente della Camera ha paura. Non di perdere, ci è abituato. Di scomparire, di essere abbandonato dai suoi per averli trascinati in una questione di arroganza personale senza sbocco, fi disposto a tutto, ma anche il tutto stamattina potrebbe non bastare. Tanto che anche i suoi fedelissimi hanno spostato in là il traguardo.Manno detto: vogliamo vederlo Berlusconi governare con una maggioranza di soli due deputati. Barano, come al solito. Sanno benissimo che oggi non si misurala maggioranza. Il voto è un referendum tra Berlusconi e Fini, tra centrodestra e centrosinistra. Spento l'incendio, Pdl e Lega avranno tempo e modo di risistemare tappezzeria e arredi. E se non sarà possibile, se ne comprerà di nuovi. Cioè si tornerà a votare. Berlusconi ieri Io ha detto chiaro: cari amici moderati scegliete. O continuiamo insieme o urne. Tutto il resto è propaganda.

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La mossa di Fini: in labbia le colombe MUFFA E GLI ALTRI "RIPESCATI" ORA NON DOVREBBERO TRADIRE di L u c a T e l e s e

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ilvano Moffa al telefono c o n Silvio Berlusconi, Silvano Moffa c h e si incontra nel suo ufficio con Gianfranco Fini, Silvano Moffa che si vede con i falchi del Peli, che parla con Augello, c h e poi si rivede di nuovo con Fini, Silvano Moffa alla Camera, inseguito da u n o sciame di giornalisti, Silvano Moffa, che vede Franco Frattini ed Angelino Alfano, e poi riferisce a Fini in u n colloquio al quale p r e n d e parte - bontà sua - a n c h e Alessandro Ruben. Silvano Moffa in aula c o n le sue g u a n c e alla zuava rosee, le labbra rosso fuoco, l'incarnato pallido, la pupilla dilatata e lo sguardo triste. "Oggi - scherza perfido ma efficace Francesco Storace - Moffa ha incontrato Fini, in un solo giorno, più volte di q u a n t o n o n abbia fatto c o n il suo maestro Rauti in tutta la vita". E il "Moffa day", titola l'AdnKronos, m e n t r e lui - l'uomo del giorno, c o n c l u d e n d o la giornata c o n t o n o enigmatico e sibillino diceva: "La notte è lunga p e r trovare una via di uscita. La strada è stretta m a la capacità dei leader in questi momenti sta p r o p r i o nel trovare un accordo". A P R I T I CIELO. Insomma, dopo quello del voltagabbana, dei radicali titubanti, dei tre tenores e dopo quello dei venduti nel grande bestiario di Montecitorio, dentro questo acquario sigillato, spumeggiante e asfittico che ormai è la Camera - è

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stato ieri il giorno delle "colombe" futuriste. Un lungo giorno di urla, di fischi, di cori da stadio in aula. Un ennesimo giorno di equilibrio precario fra la farsa e il dramma, se è vero che l'onorevole Mario Pepe si concedeva l'ultimo intervento della giornata p e r gridare a Fini: "Presidente! Stanno arrivando dei pullman per influenzare il voto, chiedo che domani si voti in seduta segreta!". Fini ci scherza persino su: "Vado a riflettere sulla seduta segreta...". I Radicali adesso votano la sfiducia, Scilipoti dice che adesso non può che votare la sfiducia, le gravide sono tre e restano una incognita, ma la giornata porta questo segno, il segno delle colombe. Ovvero quello dei finiani moderati (almeno tre, oltre allo stesso Moffa, Giuseppe Consolo, Calia Polidori e Maria Grazia Siliquini) che sono tornati improvvisamente in ballo. È il giorno dei "ripensisti" dell'ultimo minuto, dei pontieri che si sporgono nel vuoto, il giorno che si è aperto con la quasi certezza che Moffa non avrebbe votato la sfiducia, e si è chiuso con la quasi certezza che Moffa avrebbe votato la sfiducia. Ci avete capito qualcosa? Probabilmente no. Ma non è colpa vostra. E allora proviamo a riassumere. Domenica sera, come un fulmine a eie! sereno, trapela la notizia che l'ex presidente della Provincia di Roma ha annunciato di aver deciso di non andare alla riunione del suo gruppo. Ma se non va alla riunione - deducono subito tutti vuol dire che non vota nemme-

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n o con loro. E così esultava, nella notte, Maurizio Gasparri: "Silvano non ha retto la radicalizzazione di Fini, e il suo annuncio di essere passato all'opposizione". È D A V V E R O COSÌ! Sta di fatto che ieri mattina Gianfranco Fini applica la contromossa. Apre la sua giornata di incontri con Moffa, e offre a Berlusconi questo ennesimo accordo: dop o aver ottenuto la fiducia al Senato (dove il premier dovrebbe passare quasi sicuramente) si dimetta senza sottoporsi al voto di fiducia alla Camera. Una mossa di cui costituzionalmente si fatica a trovare la spiegazione, e che logicamente è ancora meno comprensibile: perché mai un presidente del Consiglio che ha avuto il quorum dovrebbe gettare la spugna? La spiegazione però è un'altra: facendo questa offerta, Fini "recupera" le colombe, e gli fornisce un alibi per votare insieme al suo gruppo. Avete visto? È il Cavaliere che non ci sta, la colpa è sua, noi ci abbiamo provato fino all'ultimo. Ed infatti, come era prevedibile, Berlusconi risponde picche all'offerta, facendo felice il presidente della Camera. Basta sentire la replica algida di Ignazio La Russa: "La proposta arrivata in extremis dal partito di Fini - spiega il ministro - non ha prodotto nessuna novità È la richiesta di dimissioni reiterata e l'unica risposta è che Berlusconi non si dimette, non deve dimettersi!". E Q U I N D I ! L'idea delle dimis-

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sioni dopo una fiducia monocamerale sono un meraviglioso gioco p e r azzeccagarbugli. Una straordinaria trovata di tattica parlamentare, che però ha anche un limite, esattamente com e il colloquio "segreto" di Italo Bocchino con il premier della settimana scorsa. Futuro e libertà, continua a radicalizzare la propria posizione, ma proprio mentre si spinge in avanti in questa operazione, continua a trattare un "piano B". O almeno, continua a dare questa impressione, oppure è costretta a darla - e non c'è differenza - p e r provare a portarsi dietro tutta la sua pattuglia. Il "Caimano", invece, appare molto più granitico e coerente. Ieri leggeva un discorso precotto p e r la seconda volta (lo stesso del Senato) gli si impappinavano le parole, saltavano gli enjambements negli accapo e rischiava il ridicolo quando si alzava il coro ironico dall'emiciclo dell'opposizione alle sue sparate: "Uuuhhh!!!". Il premier sembrava dimenticarsi per un attimo il n o m e "Italia dei... valori", e disturbato dalle interruzioni, arrivava a fare u n gesto di molletta con le dita sulle labbra, come a dire: "Non posso rispondervi".. Però, mediaticamente, la sua posizione non è mai cambiata: ì finiani sono traditori, io non mi dimetto, devono sfiduciarmi se ne hanno la forza. E così i due duellanti sembrano combattere legati da un elastico, si allontanano e si avvicinano, e i rapporti di forza con cui dovranno trattare, dop o il voto, li deciderà il pallottoliere di stamattina.

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LA STRATEGIA

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«Non entro nel governo se il Cavaliere ce la fa»

fiducia, scatterà il coordinamento parlamentare permanente del nuovo Polo. Per Berlusconi comincerà una via crucis: ROMA- «Entrare nel governo? Non sono mica scemo... ». Pier comunque vada a finire, l'opposizione è cresciuta di 40 Ferdinando Casini già guarda a domani. Quando, se Silvio unità». Parola di Tabacci. Berlusconi incasserà la fiducia «per uno-due voti», andrà a C RIPRODUZIONE RISERVATA bussare alla porta dell'Udc nel tentativo di rafforzare la maggioranza e di sbriciolare il Polo Moderato. Così, mentre Gianfranco Finì conta e riconta per l'intera giornata i voti sulla mozione di sfiducia e media con Silvano Moffaper evitare lo spappolamento diFuturo<e libertà, Casini è occupato a disegnare la strategìa del dopo. «Il computo dei voti non l'abbiamo voluto fare prima e non cominciamo a farlo adesso. Conoscono troppo bene le capacità di persuasione di Berlusconi...», spiega ai suoi parlamentari. «Se, cornee possibile, otterrà la fiducia, il premier tirerà a campare tentando un rimpasto del suo governicchio. Ma dobbiamo «FINI? IN QUESTA FASE lasciare a lui, solo a lui, la responsabilità del malgoverno. Correre in soccorso di Berlusconi dopo essere andati da soli OGNUNO GIOCA PER SÉ» coraggiosamente alle elezioni e dopo due anni e mezzo di opposizione intelligente, vorrebbe dire buttare al vento tutto L'Uà, dcontraw questo prezioso lavoro». Insomma, Casini pensa a blindare il èlFliincosodicrisi partito. A tranquillizzare quelle che Rocco Buttiglione chiama «le pecopuò puntareanche relle, di questi tempi non si sa mai. ..».E questo perché il leader Udc d governo di brgk intese è certo, conoscendolo molto bene, che la mossa successiva del Cavaliere in caso di fiducia, sarà scatenare il corteggiamento dì quei deputati centristi più sensibili alle lusinghe. «Ma l'Udc il prezzo di una scissione già l'ha pagato in Sicilia», dice un deputato vicino al leader, «non credo che ne pagheremo altri». Perfino lo stesso Casini è già oggetto della corte del premier. Più di unfedelissimo di Berlusconi gli ha soffiato all'orecchio il "premio" che potrebbe incassare se accettasse di sostenere il governo: diventare il delfino del leader, il futuro capo del centrodestra una volta che • il Cavaliere si sarà fatto da parte. La risposta di Casini è stata una risata: «Figurarsi se ci sì può fidare delle promesse dì Berlusconi. Tanto più che i suoi delfini li ha affogati tutti... ». di ALBERTO GENTILI .

Da qui il «mica sono scemo». Da qui il no preventivo a Berlusconi, confìdatoaMassimoD'Alemanell'auladìMontecitorio. E confermato dall'esponente del Pd una volta uscito nel Transatlantico: «Casini è stato ed è coerente. Ha rischiato rossodelcolloandandodasoloalleelezioni-Nonècertoìltipo che si vende per un piatto di lenticchie. Tanto più che nessun ruolo è più improbabile di quello di "erede designato" di Berlusconi: i suoi eredi li ammazza, basta guardare come ha trattato Fini». Già, Finì. Casini l'incontra in tarda mattinata. L'incrocia in aula, lo sente più volte al telefono prima di notte. E' avvisato dell'ultima mediazione tentata dal presidente della Camera per tenere unito il FU: «Ma stai certo che Berlusconi non si dimetterà mai». Scommessa vinta. Infine accetta la libertà di manovra all'alleato: «Noi siamo un partito d'opposizione. In questafase ogimno giochi la propria partita». Tanto più che al contrario del FU, l'Udc ha una possibilità in più nel caso il Cavaliere tentasse la strada delle elezioni: quel "governo di responsabilità", invocato da mesi, aperto al Pd. Ma del Polo Moderato con il FU e l'Api di Rutelli, Casini parla con Fini e Bruno Tabacci anche all'ora di colazione. «Siamo pronti a dare battaglia. Da domani, se il governo otterrà la Ritaglio Politica e Istituzioni

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lascia perplesso anche il ministro Alfano che ieri ha affiancato il premier per buona parte della giornata. Dubbi, sulla parte del discorso del premier che rilancia il dialogo con le parti sociali, sembra averli avuti anche il ministro dell'Economìa che ieri ha disertato palazzo Madama, per poi apparire nel pomeriggio alla Camera,

— | IL PREMIER |

Ma il Cavaliere non si fida: meglio la conta che le dimissioni di MARCO CONTI

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/ / T® ^®^ ™ dimetto senza garan\\ 1 zie. Non mi fido di quello lì». A metà pomeriggio Silvio Berlusconi esce, scuro in volto e con la giacca sbottonata, dall'ennesimo colloquio con Moffa. Il deputatofintanoha appena illustrata la proposta di mediazione.

I DUBBI DEI MINISTRI

Continua a pag. 3

Fiducia al Senato, dimissioni prima del voto alla Camera e reincarico per un "bis ". Il Cavaliere aveva salutati i due con un freddo «ci penso un po' su e vi darò una risposta». Passano pochi minuti' e il "no" arriva per bocca di Paolo Bonaiuti. Eppure la tentazione di provare ad esplorare la strada dì una crisi-pilotata, ha continuato a serpeggiare per tutto il pomerìggio e la serata. Se ne è parlato anche nella cena che il premier ha avuto con i suoi deputati. Nel Pdl non sono poch i coloro che pensano che quella strada vada comunque percorsa - anche se con maggiori garanzie - anche dopo il voto dì oggi. Magari per portar dentro i centristi, «perché spiega un ministro - un governo non potrà andare avanti con due o tre voti di maggioranza». Il premier però non si fida e, soprattutto, non vuole trattare solo con ifinianì. Il pernieròfìssodel Cavaliere in questi giorni sono i centristi dì Casini. «Allargheremo la maggioranza a loro - spiega sicuro il sottosegretario Guido Viceconte - e faremo anche un nuovo grande partito dei moderati». La preoccupazione che la prova diforza in aula spalanchi le porte del voto anticipato, si taglia a fette nella pattuglia dei deputati pidiellinì che anche oggi, come un sol uomo, presidieranno l'aula dalla mattina presto. Le elezioni anticipate rappresentano per molti un'incognita e uno spettro. Al Nord c'è la Lega che promette dì far man-bassa. Il Centro-Sud'èpresidiato dagli exAn, sparsi nel Pdl e in FU, e dal partito di Miotiche, Inoltre e 'è là roulette del Senato che rischia di complicarsi qualora il terzo polo dovesse spuntare un risultato a due • cifre. Il discorso letto da Berlusconi in aula - laddove parla di voler rifondare un grande partito dei moderati, rafforzare il governo e modificare la legge elettorale - rassicura l'ala ex forzìsta del Pdl che però deve fare ì conti con la voglia dì urne della Lega e di quella parte di Pdl che vorrebbe il voto per regolare una volta per tutti i conti con ifinianì. I "falchi" hanno già pronta la campagna elettorale a colpi di "traditori" e "venduti alla sinistra". «Il governo reggerà e dopo verranno con noi anche molti che non voteranno la fiducia». In questi ultimi mesi Daniela Santanchè ha fornito al Pdl e a Silvio Berlusconi molti degli "argomenti" per picchiare contro Gianfranco Fini. Ora che sembra a portata dì mano l'obiettivo di rendere ifuturisti irrilevanti per la tenuta della maggioranza, la sottosegretario è convinta che ifiniani e centristi si squaglìeranno e entreranno in maggioranza. La conta in aula preoccupa però ì sottosegretari Letta e Bonaiuti, da sempre irriducibili "sponsor" della trattativa e Ritaglio Politica e Istituzioni

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«Passiamo la fiducia mapoiapìiamo a un esecutivo di tuttii moderati»

Il Cavaliere nel bunker: non mi dimetto Ma sul dopo c'è incertezza

.&fMMes§MÌòM Berlusconi, fiducia all'ultimo voto!

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l i future del Lingotto LE RELAZIONI INDUSTRIALI

L'irruzione. Solidarietà a Bonanni ieri contestato dai giovani dei centri sociali

L'auspicio. Sacconi: spero in un'intesa, non oso pensare allo stop dell'investimento

«Fiom ferma il cambiamento» Marcegaglia: una sciocchezza dire che Confìndustria sia delegittimata Nicoletta Picchio ROMA.

mim «C'è un sindacato, la Fiom, che non vuole portare avanti il cambiamento. La Fiat vive in alcuni stabilimenti una situazione di forte conflittualità, con tassi di assenteismo che arrivano all'11%: non è normale». Emma Marcegaglia parte da questa constatazione, per arrivare al passaggio successivo: «Marchionne non chie^ de particolari flessibilità, che noi siamo in grado di dare, ma di gestire al meglio gli stabilimenti, perché in alcune situazioni c'è un non controllo. Di fronte a chi resiste al cambiamento, la Fiat chiede un meccanismo diverso di rappresentanza». È la prima volta che la presidente di Confìndustria parla dopo il viaggio negli Usa e il colloquio newyorkese con l'ad Fiat, Sergio Marchionne, dove è stata tracciata la strada di un contratto dell'auto con la newco di Mirafiori che temporaneamente non sarà iscritta a Confìndustria. L'occasione è la presentazione, a Roma, del libro di Raffaele Bonanni, leader della Cisl, "Il tempo della semina" e al tavolo ci sono tutti e tre i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, oltre al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Il tema delle re-

lazioni sindacali continua ad ali- venterebbe una porta girevole mentare tensioni dentro il sinda- con il rischio che di regole non ce cato: all'inizio del dibattito, un ne siano più per nessuno». Un apgruppo di studenti dei centri so- proccio che la Marcegaglia non ciali ha aperto uno striscione gri- , condivide: «Le regole sono impordando slogan a favore del contrat- tanti Susanna, ma non è detto che to nazionale e contro Bonanni. debbano restare immutate per Sacconi e la Marcegaglia sono en- sempre». E ancora: «Confìndutrati da un ingresso laterale. «In stria non è delegittimata: abbiaquesti giorni ho letto molte scioc- mo oltre i5omila aziende associachezze come "Confìndustria dele- te, cerchiamo di capire ciò che vogittimata", oppure "Marchionne gliono, siamo in grado di dare la licenzia Marcegaglia". Marchion- flessibilità che si chiede. Abbiane può fare tutto tranne che licen- mo avviato un cambiamento delziarmi, visto che ho la mia azien- le regole che ci ha portato al nuoda. E non ho passato tutta la notte vo modello contrattuale e, con lui, come hanno scritto, ma nell'ambito della cornice generadieciminuti». Battute a parte, è su le, abbiamo cercato di dare più questo aspetto che la Marcega- spazio al secondo livello. Ma se noi stabiliamo le regole, tutti deglia insiste rivolgendosi diretta- vono .rispettarle». Ecco quindi mente a Susanna Camusso, leader Cgil, che le sta accanto e che, entrando al convegno, aveva di- che torna il tema della rappresenchiarato, riferendosi alla Fiat: tanza e del rispetto degli accordi. «Proviamo ad andare avanti e ri«Considerare la Confìndustria muovere alcuni ostacoli: la Fiom una porta girevole non credo sia e la Cgil facciano un passo avanti, proprio una legittimazione. Il Lin- altrimenti il rischio di procedere gotto utilizza la sua posizione di ognuno per conto proprio c'è e monopolio e pensa che si possa- che si arrivi all'ennesimo accordo no disfare le regole sulla rappre- separato». E comunque la presisentanza. Non è l'unica azienda dente di Confìndustria è fiducioche si misura con la globalizzazio- sa sul futuro del paese: «Servono ne, eppure non tutte chiedono di leriforme,ma a differenza di Marmettere in discussione regole e chionne penso che ci siano ancocontratto. Se così fosse, tutto di- ra ragioni per investire in Italia:

come azienda, lo sto facendo». Ottimista su Fiat il ministro Sacconi, che ha avuto un colloquio riservato di un quarto d'ora con la Camusso: «Spero in un accordo entro Natale, non oso pensare di perdere un investimento di tale portata». Positivo anche Angeletti: «Faremo l'accordo e salveremo lo stabilimento di Mirafiori. Che si scriva contratto nazionale dei metalmeccanici o dell'auto mi fa sorridere: di contratti ne ho fatti tanti. Il mondo è cambiato, ci comportiamo come se non lo fosse. Marchionne vuole garanzie per gli investimenti che fa, ha un senso». A concludere è il padrone di casa Bonanni. Che si scusa per la contestazione: «Si dicono centri sociali, ma sono sempre fascisti. Non ce l'ho con loro ma con chi alimenta le turbolenze». E sulla Fiat: «Marchionne chiarisca gli investimenti e troveremo un'intesa, come per Pomiguano. Noi non verremo delegittimati se si adottano le linee guida della contrattazione». L'attenzione è per la questione Fiat, ma il pensiero va anche alla crisi politica: «Non servono maggioranze risicate. Sarebbe meglio evitare il voto - ha detto la Marcegaglia - ma se è l'estrema ratio, lo consideriamo». ©R1PKGDUZ10NE RISERVATA

itommmm Il leader degli industriali: «Fiat chiede nuove norme per la rappresentanza» Camusso: «Non tutti mettono in discussione le regole» l-E IMPRCSil f ( NUOV! CONTRATTI

Marcegaglia: la Fiat non ha delegittimato Confìndustria >

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Paolo Bricco1 .ì-i.;-

•": Nicoletta Picchio L'incontro. Il leader degli industriali, Emma Marcegaglia, con il leader della Cisl, Raffaele Bonanni e il numero uno della Cgil (sullo sfondo) Susanna Camusso

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Marcegaglia: vale lapena investire inltalia Messaggio aMarchionne, EsuFiatdistanze incolmabili traFiom eFim-Uilm PAOLO GMSEffl

ROMA — Emma Marcegaglia si toglie i sassolini dalle scarpe e mette sull'avviso il sistema industriale italiano: «Io credo, a differenza di Marchionne, che valga ancora la pena investire in questo paese». Frase pesante, detta di fronte ai vertici di Cgil, CisI e Uil e al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi in occasione della presentazione del libro di Raffaele Bonanni «Il tempo della semina». Frase che tradisce la preoccupazione della presidente degli industriali italiani sul fatto che l'ad del Lingotto stia pensando davvero di rinunciare all'investimento. Trapela insomma anche in Confindustria il timore che Marchionne continui ad alzare la posta per creare il casus belli e rinunciare al progetto «Fabbrica Italia». Così la serata di presentazione del libro del leader della Cisl diventa l'occasione per puntualiz-

zare. Marcegaglia scherza: «A New York io e Marchionne ci siamo incontrati per dieci minuti e non per tutta la notte, come ha scritto qualcuno». Un modo per ridere ma anche per prendere le distanze: l'incontro decisivo per ridefinire le regole del sistema di relazioni industriali in Italia diventa la riunione frettolosa di pochi minuti con una dichiarazione congiunta finale fatta per salvare l'immagine. Deve aver dato fastidio, a Marcegaglia, la serie di dichiarazioni dell'ad del Lingotto che hanno immediatamente seguito quella dichiarazione congiunta. Quella frase riferita a Confindustria («aspettiamo loro e quando sono pronti rientriamo. Non è che possiamo fermare gli investimenti») è parsa uno sgarbo eccessivo. Perché ha dato fiato ad attacchi pesanti. Come quello di ieri sera firmato da Susanna Camusso: «Considerare Confindustria una porta girevole - ha detto

il leader della Cgil - non è proprio una legittimazione». E nel discorso dal palco, per confutare l'accusa di arrendevolezza nei confronti della Fiat, Marcegaglia si lascia scappare un'altrafrase indicativa: «Confindustrianonèdelegittimata. C'è un sindacato, come la Fiom.chenonvuoleportareavanti il cambiamento. Fiat chiede allora un diverso meccanismo di rappresentanza». Frase sibillina: Marchionne vuol forse poter scegliere quali sindacati avere come interlocutori in fabbrica? L'ipotesi di modificare a svantaggio della Fiomilsistemadielezionedeirappresentanti di fabbrica sta circolando da qualche giorno tra i protagonisti dellatrattativadiTorino. I tempi della vertenza su Mirafiori intanto si allungano. L'incontro di Federmeccanica con Firn, Uilm e Fismic previsto per giovedì pare invece slittato a lunedì. Fino all'inizio della prossima settimana non si capirà dun-

que come gli industriali intendono procedere sul nuovo contratto del settore auto. Firn, Fiom e Uilm hanno tenutoieriunariunioneda cui sono uscite confermate le profonde divergenze che li hanno separati in questimesi. FimeUilm ritengono accettabile un accordo su Mirafiori che ricalchi l'accordo di Pomigliano «purché rimanga all'interno del contratto nazionale», come hanno ripetuto ieri BonannieAngeletti. LaFiomdiceno. Aquesto punto la trattativa suMirafiori potrebbe riprendere nei giorni immediatamente precedenti ilNatale, quando Marchionne rientrerà dagli Stati Uniti e concludersi con una firma separata. Intanto il sito Automotive news riporta indiscrezioni sul trasferimento in Canada della produzione della nuova ammiraglia della Lancia. In questo modo, temono i sindacati emiliani, si libererebbe a Torino la ex carrozzeria Bertone per ospitare la produzione della Maserati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le distanze t r a l a proposta Fiat e quella Fiom FZOM FttT

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all'anno a discrezione dell'azienda

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1} la durata delle pause collettive e mensa a fine turno LEADER Sergio Marchionne, ad della Fiat ed Emma Marcegaglia, presidente di Confmdustria dialogano sul futuro delle relazioni industriali italiane

Ritaglio Economia

lall'anno di cui 40 a discrezione dell'azienda e 64 contrattate cortit

Straoidisazl

la durata delle pause (come oggi) ma a turni per non bloccare la produzione Mensa a metà turno come oggi

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Punizione dei sindacati che proclamano lo sciopero nei giorni f-*"" Scioperi di straordinario

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Obbligo di trattativa tra aziende e delegati prima di proclamare lo sciopero

MASERATI FUORI DA MODENA? Il timore è dei sindacati. I rappresentanti dei metalmeccanici modenesi di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil esprimono "preoccupazione per la mancata risposta alla richiesta di incontro avanzata alla direzione aziendale di Maserati a inizio novembre"

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Industrie e fabbriche II presidente degli imprenditori: il vero nodo di questo negoziato resta la rappresentanza

Contratto Federauto, Fiom dice ancora no Cisl e Uil alla Fiat: trattiamo. Marcegaglia: Marchionne non mi ha licenziata ROMA — Nulla da fare, le distanze restano «incolmabili». Dopo tre ore di faccia a faccia tra i segretari generali dei sindacati dei metalmeccanici, una linea comune per contrastare l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne non s'è trovata Da una parte la Fiom di Maurizio Landini, inflessibile nel difendere il contratto nazionale di lavoro, e dall'altra le tute blu di Cisl e Uil disponibili ad arrivare a una deroga per l'auto. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia tenta una ennesima mediazione invitando l'organizzazione di Landini a ripensarci «altrimenti sarà l'ennesimo accordo separato». Ottimista il presidente di Federmeccanica Luigi Ceccardi, che domani o giovedì incontrerà Cisl e Uil. «Non so se nascerà un'altra organizzazione per l'industria dell'auto (Federauto, ndr.) — ha detto ai microfoni di Radio 24 — ma noi stiamo lavorando intensa-

mente e credo che approderemo a un risultato positivo e soddisfacente per Fiat». In attesa di nuovi sviluppi in questa guerra di nervi e di posizioni, Marcegaglia, intervenendo alla presentazione del libro di Raffaele Bonanni «Il tempo della semina», ha anticipato uno dei nodi centrali della partita Fiat e che domani verrà affrontato in un direttivo confindustriale che si preannuncia piuttosto agitato. «Parliamoci chiaro — ha affermato rivolgendosi a Bonanni e al segretario generale Cgil Susanna Camusso — Marchionne vuol cambiare i meccanismi di rappresentanza dentro le sue aziende e di questo Confindustria dovrà discutere per

Gli stabilimenti del Lingotto _ . _ _ 11dipendenti O . 4 o b I (jeng carrozzeria MODELLI: Fiat Punto Alfa MiTo Idea e Multipla Lancia Musa

11.342

5.2801

dipendenti

MODELLI: Fiat Grande Punto Punto Evo

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I dipendenti

PRODOTTI: Muova Ducato Fiat modelli Psa

MODELLI: Lancia Ypsilon

capire se ne verrà danneggiato l'intero sistema». Il gioco intorno a Pomigliano e Mirafiori sta diventando più importante e rischia di allargarsi a tutto il territorio nazionale. Emma Marcegaglia ha cercato di difendere le ragioni centrali del ragionamento di Marchionne. «In alcuni stabilimenti Fiat — ha spiegato — c'è un assenteismo di oltre il 10% dovuto a non controllo e a forte conflittualità. Marchionne non chiede particolari flessibilità ma vuole avere la garanzia di gestire al meglio i suoi investimenti». Rispondendo alla Camusso ha sostenuto con orgoglio che «non è vero che Confindustria è delegittimata» e ha smentito «un sacco di sciocchezze che ho sentito in giro, come quella di Marchionne che mi licenzia: la Fiat può fare di tutto fuorché licenziarmi perché fortunatamente ho la mia azienda».

trattenuta in un lungo colloquio col ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, ha promesso che nei prossimi giorni incontrerà Landini per esaminare la situazione e nel suo intervento alla presentazione del libro di Bonanni ha difeso il rispetto assoluto delle regole sostenendo che «la Fiat non è la sola azienda che si confronta con la globalizzazione». Marcegaglia ha condiviso con lei quest'ultima osservazione ma le regole non possono rimanere sempre le stesse, «si devono modificare per seguire i cambiamenti dei mercati e della società». Bonanni si è detto «scontentissimo della politica» ma nello stesso tempo ha sferzato il sindacato: «Marchionne sarà anche un canadese ma vuole sapere se può mettere i soldi in Italia e dal referendum su Pomigliano sono già passati sei mesi...». Roberto Bagnoli

Camusso, che ieri si è in-

4.730 |

I dipendenti

MODELLI: Alfa 159 6 2 % lapercentualedei lavoratori che hanno votalo a favore: dei cambiamomi proposti da Marchionne

3.9391 MODELLI: Fiat Croma Bravo

I dipendenti

Lancia Delta , Alfa Giulietta .VARCO

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Lo striscione dei centri sociali davanti all'Auditorium Cisl

Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Emma Marcegaglia

Gli scontri alla Cisl: il servizio d'ordine ha allontanato i contestatori

Contestazioni dei centri sociali e scontri in sala ieri all'Auditorium Cisl

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REGIONE BASILICATA FISCHI E INSULTI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL LEADER SINDACALE: «È IL SOLITO GRUPPO DI ANTAGONISTI VIOLENTI»

Blitz alla Cisl, precari contro Bonanni Sacconi e Camusso a confronto su Mirafiori. Il ministro: possibile intesa entro Natale scono alle mani e al volto. La platea è più numerosa e con Quando il gruppo dei facinoro- fatica riesce a spingere il si entra dalla porta principale gruppo - a) massimo una trentidell'auditorium, nel centro di na - fuori della sala. Come eraRoma, a sorvegliare non c'è . no apparsi, i contestatori spariun poliziotto, un carabiniere, scono nelle strade attorno a tantomeno un vigilante. «Ver- piazza Fiume. La Marcegaglia gogna! Bonanni fai schifo! Sei e Sacconi entrano in sala, ma un pezzo di m.!» e altre ameni- sono costretti a farlo da una tà. Sul palco, a dire la sua sul porta secondaria. «Si è trattato nuovo libro del leader della Ci- di un blitz del solito gruppo ansl - «A tempo della semina» - tagonista di provocatori violenc'è Franco Marini. Susanna ti che da qualche tempo ha preCamusso è impietrita, Luigi so di mira le sedi sindacali» la Angeletti scrolla la testa. Em- condanna della Cisl. ma Marcegaglia e Maurizio Il dibattito si preannunciaSacconi non sono ancora arri- va già difficile: è il primo inconvati. I «precari autoconvoca- tro pubblico fra i protagonisti ti» srotolano uno striscione: delle relazioni sindacali dopo la «Contro il patto sociale I.Q decisione della Fiat di costituipero generale». Nella sai • *•> re una newco a Mirafiori e abna ci sono soprattutto quadri bandonare il sistema contratcislini. La colluttazione dura tuale di Confindustria. «Marqualche minuto. Schiaffi, cal- chionne deve investire, questo ci, spintoni, urli. I contestato- a me interessa», dice Bonanni, ri insistono nelle contumelie disponibile a una soluzione contro Bonanni, saltano sulle «dentro le linee guida contratpoltrone, i cislini rispondono tuali del 2009». La Camusso attacca: «A in coro «fuo-ri-fuo-ri». Un pensionato si lussa una spalla, questo punto è inutile dire chi altri due dirigenti Cisl si feri- avesse ragione o torto nel ALESSANDRO BARBERA ROMA

Emma Marcegaglia a Marchionne «Penso che in Italia si possa investire»

2009», ovvero quando Cisl, Uil e gli industriali firmarono l'accordo sul nuovo modello contrattuale senza la Cgil, «Ma quando si inizia a derogare dalle regole, allora quelle stesse regole si trasformano in porte girevoli. Non c'è solo la Fiat a confrontarsi con le regole della globalizzazione, eppure nelle altre aziende non chiedono di mettere tutto in discussione. Dobbiamo ripartire dalle regole della rappresentanza». La risposta della Marcegaglia è netta, a partire dalla questione della competizione internazionale: «Una volta le imprese potevano programmare investimenti su archi temporali lunghi, oggi non riusciamo a guardare più in là di tre mesi. Dire che Confindustria sia stata delegittimata dalla Fiat è una sciocchezza. Stiamo cercando di capire come venire incontro alle loro esigenze considerando i problemi e le istanze delle altre aziende». Poi la Marcegaglia passa al «Cara Susanna»: le regole «sono importanti, ma non è detto che debbano re-

stare immutabili. L'immutabilità le rende obsolete. C'è ancora tempo, speriamo la Fiom ci ripensi o sarà l'ennesimo accordo separato». Nelle stesse ore le sigle dei metalmeccanici si stanno incontrando per discutere fra loro comerispondereallarichiestadella Fiat: «Incontrerò Maurizio (Landini, il leader Fiom, ndr) e ne parleremo», dice la Camusso. Bonanni si mette «nei panni» della leader Cgil, «comprende le difficoltà di chi è costretto a mediare» e insiste sulla necessità «di trovare un accordo per il bene del Paese», perché «se crepa Mirafiori crepa Torino». I giudizi più duri contro la Cgil arrivano dal collega della Uil «Fino a prova contraria i con tratti sono frutto di un negoziato. Occorre avere il coraggio di firmarli anche se mettono in discussione le regole. Fare un contratto specifico per l'auto, fuori da quello dei metalmeccanici, è un'ipotesi percorribile». Alla fine del dibattito la Camusso si intrattiene un quarto d'ora con Sacconi. «Auspico un accordo con tutti entro Natale», abbozza il ministro del Welfare.

II segretario della UH Angeletti: «Faremo l'intesa, salveremo la fabbrica torinese»

ECONOMIA O FINAN/ACV Blitz ai la CM, precari contro Bonanni

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Libri e blitz Sopra, i facinorosi irrompono nella sala durante la presentazione del libro di Raffaele Bonanni, ritratto qui a fianco tra Susanna Camusso (a sin.) ed Emma . Marcegaglia

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Vertice con Firn e Uilm: distanze incolmabili. Camusso: Fiat delegittima Confìndustria

Mirafiori, la Fiom conferma il «no» Marcegaglk allora accordo separato di LUCIANO COSTANTINI

LA PAROLA» CHIAVE

ROMA - L'intesa su Mirafiori si farà; il contratto dei settore CONTRATTO AUTO auto anche: questione solo di tempo. E sarà ancora una volta E' il cosiddetto contratto ad hoc il frutto di accordi separati. che ia Fìat chiede, attraverso Così almeno detta la logica dei Federmeccanica, ai sindacati. Un fatti, dopo il vertice tra i leader di Fiom, Firn e Uilm e dopo le contratto Federauto che dovrebbe prese di posizione dei segretari fissare regole specifiche che generali di Cgil, riguardano, la produttività, Cisl, Uil e del l'ottimizzazione degli impianti, e presidente di L'OTTIMISMO Confindustria penalità chiare in caso di violazione che, nella sostanDi SACCONI degli accordi sottoscritti. za, hanno riproFedermeccanica convocherà un posto la fotogra«Speroin un'intesa tavolo nei prossimi giorni: Firn, fia di un sindacaUilm, Fismic e Ugl hanno già dato to diviso sia sul unanime entro Natale, versante dello la loro disponibilità alla trattativa stabililmento (e anche se ci sono ancora mentre la Fiom ha già annunciato il più in generale proprio «no». delle rigidità» sulla questione Fiat) sia sulla politica contrattuale. ca, ma dobbiamo verificare se mo che l'azienda faccia altretTre ore di confronto tra i si può raggiungere un'intesa su tanto. Chiedo perciò a Marsegretari delle "tute blu" hanno alcuni punti particolari». chionne di fare chiarezza sulconfermato che «le distanze reChe anche le confederazio- l'investimento. Per quanto ristano incolmabili». «No» secco ni viaggino su stradeche condu- guarda il contratto del settore di Maurizio Landini (Fiom) ad cono a traguardi diversi lo stan-. auto, siamo pronti a discuterne un accordo per Mirafiori sul no a dimostrare anche le dichia- all'intèrno del modello contratmodello Pomigliano: «Si peg- razioni dei leader di Cgil, Cisl, tuale sottoscritto nel 2009. Se giorerebbero le condizioni di Uil riuniti ieri per la presenta- crepa Torino, crepa l'azienda e lavoro rispetto al contratto na- zione di un libro di Raffaele si fa male anche il sindacato». zionale». Pronti, invece, ad Bonanni. Luigi Angeletti è sta- Per il segretario generale della una trattativa con Federmecca- to il più esplicito: «Faremo l'ac- Cgil, Susanna Camusso, il pronica-potrebbe scattare nel pros- cordo e salveremo lo stabili- blema non è squisitamente sinsimo week end o* al massimo, mento di Mirafiori. Un nuovo dacale, ma dovrebbe coinvolgeall'inizio della prossima setti- contratto per l'auto? E' un'ipo- re direttamente anche Confinmana - Giuseppe Farina (Firn) tesi che si può percorrere per- dustria soprattutto quando Sere Rocco Palombella (Uil). Fari- ché comunque sarebbe un con- gio Marchionne e la Fiat minacna, così come Palombella, han- tratto nazionale dentro il con- ciano di uscire dall'associaziono comunque dato la propria tratto dei metalmeccanici». Pie- ne degli industriali: «Considedisponibilità a «prevedere una na sintonia con il numero uno rare Confindustria come una disciplina specifica per il setto- della Cisl: «Noi-ci siamo presi le porta girevole non credo che sia re auto. Il contratto non si toc- nostre responsabilità, voglia- una legittimazione. Il Lingotto

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non può fare e disfare le regole sulla rappresentanza ed è un tema di cui la stessa Confindustria dovrebbe occuparsi. La Fiom? Vedrò Landini nei prossimi giorni». Risposta immediata di Emma Marcegaglia, presente alla presentazione del libro di Bonanni: «Non siamo delegittimati. Se un'impresa ci chiede flessibilità noi siamo in grado di darla. Fiat sollecita un cambiamento di regole molto forte per gestire meglio due o tre stabilimenti e c'è un sindacato, la Fiom, che non vuole portare avanti la strada del cambiamento. Se non dovesse ripensarci, sarà l'ennesimo accordo separato. Credo, a differenza di Marchionne, che ci siano ancora ragioni per investire in Italia». Ottimista il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «Credo che l'intesa potrà essere raggiunta, spero all'unanimità, anche se persistono delle rigidità». • Posizioni sufficientemente chiare per disegnare uno scenario futuro abbastanza delineato: Federmeccanica, una volta preso atto, dell'accordo Fiat-Confìndustria di procedere rapidamente ad un contratto Federauto e della impossibilità di mettere attorno al tavolo negoziale anche la Fiom, chiamerà i leader di Firn, Uil, Fismic e Ugl e cercherà di chiudere la partita entro Natale. Comunque dovrebbe essere una trattativa celere perché per ogni giorni che passa cresce il rischio di disimpegno del Lingotto.

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I pareri. Si accende il dibattito dopo l'intesa raggiunta per una normativa ad hoc sull'auto

I l futuro del Lingotto LE VOCI DELLE IMPRESE

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Le scelte. Il cambiamento delle regole è considerato cruciale per resistere

Un contratto per la globalità Gli imprenditori: «Il mondo accelera, senza svolte non si compete» nali indicano per l'Italia un problema di prostrategia. Il contesto è il mercato globale». Paolo Bricco Sulla natura storica del passaggio è d'accor- duttività (decrescente) e di flessibilità (manmm «Marcbionne ha ragione. Punto». Walter do il piemontese Alberto Dal Poz, titolare della cante). «Su questi due ultimi argomenti il maFontana da Calolziocorte (300 addetti e 72 mi- Cornee di Alpignano. Dal Poz, che fattura con lioni di fatturato) è tranchant. «Chi sta dentrola componentistica di precisione 12 milioni di nager italocanadese ha ragione, non c'è che dialla globalizzazione lo sa I suoimetodi sono ru- euro e dà lavoro a 65 addetti, parla al telefono re», spiega Michele Scasserra, che in Molise di. È vero. Ma la sostanza è corretta. Provi lei a con II Sole 24 Ore all'aeroporto di Francoforte, con una doppia attività nella pasta e nell'edilicompetere tutti i giorni a braccia legate con te- qualche minuto prima di imbarcarsi per De- zia ha un fatturato consolidato di 25 milioni di deschi e francesi, cinesi e indiani». Perché a troit. Segno dei tempi che cambiano, grazie a euro e conta su 110 addetti. A Termoli il grupbraccia legate? «Perché il paese è immobile. un aggregato Chrysler-Fiat che ha creato una po Fiat ha uno stabilimento con 2800 addetti Dovevamo cambiare molto, se non tutto, dieci sorta di cordone ombelicale fra la dorsale pada- diretti. Un altro migliaio lavorano nell'indotto. «Lo stile invece non mi convince - contianni fa. Non è successo». na della componentìstica, che inizia a Torino e nua Scasserra - in Confindustria la Fiat ha Fontana conosce la globalizzazione: negli finisce a Mestre, e il combinato Michiganstampi per l'automotive, le lastrature, gli as- Ohio che ha fatto del Novecento il secolo esercitato per cento anni una grande influensemblaggi e le ingegnerizzazioni ottiene il 90% dell'auto. «Questa situazionemifapaura-dice za. Però le forme nella vita pubblica italiana del suo fatturato all'estero. «Marchionne e - perché il mondo nuovo non può non fare pau- sono sempre state rispettate, anche durante Marcegaglia hanno fatto bene a costruire un ra. Voglio essere ottimista: ci credo, che Mar- la piena egemonia di Torino. Adesso, invece, meccanismo di uscita temporanea da Confin- chionne nasconda qualcosa di buono. Nel sen- capita che Marchionne si muova in maniera dustria della newco di Mirafiori, con successi- so che ritengo che, dietro alla sua maschera brutale e imponga agli altri il suo gioco». Al di vo rientro. SÌ tratta di un metodo che consente brusca e diretta, le sue scelte radicali siano la là della questione "estetica", che nelle ritualidi rinnovare il sistema di fronte all'urgenza dei piattaforma di lancio per un nuovo modo di co- tà istituzionali e nei processi di formazione mercati internazionali che, oggi, ha modificato struire auto in Italia. Con investimenti finanzia-del potere ha in ogni caso una importanza non irrilevante, resiste un grumo sostanziale. ogni equilibrio». ri e impegni tecnologico-produttivi pari alla Fontana è il prototipo dell'imprenditore fat- forza dirompente espressa nella vita pubblica «Secondo voi il contratto nazionale dei metosidasé.chepartendodaunaformazioneper- italiana. Un fenomeno in grado davvero di mo- talmeccanici ha ancora senso?», chiede Filipsonale tecnica ha costruito una organizzazio- dificare le relazioni industriali e l'organizzazio- po Girardi, imprenditore vicentino con ditta ne industriale di notevole qualità tecnologica: ne del lavoro in fabbrica. Se, invece, i cassetti a Soave in provincia di Verona (la Midac, 400 nel 2010 il Fontana Group è stato scelto come del Lingotto fossero vuoti e mancassero i pro- dipendenti, no milioni di ricavi, core busifornitore dell'anno dalla Ferrari. Ha l'ironia del getti veri per i nuovi modelli, sarebbe dramma- ness nelle batterie per automotive). «I mercaleccheseabituatoaconvivereconlecontraddi- tico ». Oggi nel Michigan, intorno al quartier ge- ti - dice Girardi - hanno avuto mutamenti zioni italiane: «Che paese. Mi hanno dato una nerale di Auburn Hills, operano una trentina strutturali e in Italia stiamo ancora a discutemulta perché avevo sistemato, a mie spese, aziende italiane. Tutte vivono sospese fra il re se si possa o no cambiare il contratto naziol'aiuola pubblica di fronteallafabbrichetta».Al- "mercato globale", entità mitica che nella sua nale. Dico cambiare, non superare». Il problelo stesso tempo, ne conosce i pregi e i difetti: spietata concretezza ha concentrato nella De- ma non riguarda solo gli assetti giuridico-con«L'operaio italiano è un buon operaio. La no- troit Area i maggiori centri di ricerca del mon- trattuali. «I sindacati, il governo e Confindustra capacità di trasformare l'innovazione in do nell'automotive più quanto di buono (ed è stria - riflette Girardi - sono strutture lente a bellezza altrettanto. Bisogna però cambiare molto) resta del profilo manifatturiero delle recepire il cambiamento. I mercati aperti l'idea di impresa». Il discorso di Marchionne, Big Three, e la lontana realtà dell'Italia. «Sotto viaggiano alla velocità dellaluce». per il Fontana, non ha alcun obiettivo politico. il profilo della rappresentanza - aggiunge Dal E, a proposito del sofferto accordo raggiunLa sinistra, cinque anni fa, ha provato a impos- Poz - mi sta anche bene che la newco di Fiat su to fra Marchionne e Marcegaglia venerdì a sessarsene come se fosse un socialdemocrati- Mirafiori esca per un po' da Confindustria. New York, l'imprenditore veneto dice: «Auspico. La destra auspica adesso una specie di lava- L'importante è che la scelta del Lingotto si inse- co non solo che la newco di Mirafiori rientri in cro neoreaganiano per l'Italia. «Non è così - ra- risca in un orizzonte strategico e non tattico». fretta in Confindustria, ma che la Fiat-Chrygiona - l'impresa è un valore in sé che non c'ensler di Marchionne stia ben dentro a Viale tra conlapolitica. Marchionne operain manie- Orizzonte strategico che coincide con dell'Astronomia, come lievito del cambiamenra indipendente dalla politica. L'essenziale è la l'agenda del paese. Le statistiche internazio- toe dell'innovazione». C RIPRODUZIONI' RISERVATA

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i Walter fontana

«Come si fa ' a confrontarsi a braccia legate con tedeschi, indiani e cinesi? Marchionne ha ragione. Punto»

Filippo Girardi

«Auspico che la newco rientri in fretta in Confindustria come lievito di cambiamento e innovazione»

Michele Scasserra «Sui contenuti ha ragione, ciò che invece mi lascia perplesso è la forma» Alberto Dal Poz «Il mondo nuovo non può non far paura L'uscita a tempo della newco va bene se non è solo tattica»

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DIFENDO CONFINDUSTRIA "Ma quale rivoluzione! E' un bluff". Viale non vede niente di moderno o americano nell'irruzione di Marchionne nelle relazioni industriali. E giudica "alto il rischio di rigetto, e non solo tra i sindacati"

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a rivoluzione americana di Sergio Marchionne? Guido Viale non ci crede, "Voi del Foglio siete troppo entusiasti, non c'è niente di rivoluzionario nell'accordo di

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chimica, sono stati firmati patti aziendali molto innovativi. Senza per questo rompere con i sindacati o violare il contratto nazionale. L'immagine ufficiale di relazioni industriali ossificate non è vera. Vada a veDETROIT - ITALIA dere in Emilia, in Veneto, in Lombardia. DI STEFANO CINCOLANI Nelle imprese di punta, ben piazzate nelPomigliano che, evidentemente, non è af- la classifica delle multinazionali, non è avfatto un'eccezione. Non vedo nulla di posi- venuta nessuna rottura. Quelle che vanno tivo nella stretta sui redditi e sulle condi- meglio non si sentono minacciate dalla esizioni di lavoro. Perché l'eventuale ricaduta stenza di diversi livelli contrattuali, né dalsull'occupazione e sulla crescita dipende l'appartenenza al sistema confindustriale. soprattutto dalla riuscita dei nuovi model- Anzi, alcune di loro hanno fatto in modo di li che, fino a questo momento, non si mate- entrare in Confindustria e intendono rerializzano". Quello della Fiat è dunque un starci", grande bluff? "Ho già detto che Fabbrica L'auto è diversa, deve competere con il Italia è un bluff e lo confermo. Dove sono le modello giapponese, con i paesi in via di auto elettriche, le vetture che sviluppo, con un sistema ameripuntano sulle basse emissiocano che vede rifiorire Ford e ni? Da dove vengono i denaGeneral Motors. "Non trovo ri per nuovi investimenti? Lo niente di così moderno nella spin off toglie alla Fiat settorevisione al ribasso delle conri che possono dare impordizioni contrattuali in Italia, E tanti fonti di finanziamento francamente niente di americada usare nel rinnovo della no. Il sistema statunitense è gamma automobilistica, ». ' dualistico: nelle nuove fabDal prossimo anno, gli briche del sud, molte delle utili di Iveco o Cnh anquali giapponesi o coreane, dranno agli azionisti non esistono sindacati, i saExor. Marchionne conti- ' lari sono più bassi e i ritmi nua con la sua strategia di lavoro più elevati. Non di calare una carta per . solo, non possono usuvolta. E chiede a tutti di i fruire nemmeno dell'asavere fiducia illimitata nelsistenza sanitaria e delle le sue capacità manageriali". pensioni. Al nord, invece, lo Eppure, intende scuotere una foresta Uaw è ancora forte. Alla Chrysler è di fatpietrificata, rituali sociali e politici che to il maggior azionista e ha scambiato salanon tengono il passo con i mutamenti pro- rio con occupazione. Dunque, anche lì c'è vocati dalla crisi. "Si è posto alla testa di un stato, se vuol chiamarlo cosi, un patto corpartito degli industriali che vorrebbe cam- porativo a spese dei nuovi assunti che debbiare le regole del gioco, è vero; ma è mol- bono subire, loro si, paghe dimezzate". to alto il rischio di rigetto e non solo tra i Marchionne intacca un doppio potere sindacati. In ogni caso, Marchionne possie- monopolistico, quello dei lavoratori e quelde una strategia diricambio:se non riesce lo del padronato. E impone alla Confindua tirarsi dietro la maggioranza degli im- stria di cambiare. "Non vedo strategie di prenditori ha tutte le possibilità di defilar- grande respiro. La Marcegaglia va avanti si sul piano politico, facendo i propri affa- giorno per giorno, e nell'insieme è sempre ri con Chrysler e quel che resta della Fiat. più legata al governo". Più della Fiat? "OgSarà molto più dura per la Confindustria e gi come oggi sì. Confindustria e sindacati per quei sindacati come la Cisl che hanno confederali sono più dipendenti". Nel senaccettato una cambiale in bianco". so che i governi sono ormai il loro interloViale, fondatore di Lotta continua insie- cutore prevalente. "E' stato così per Antome ad Adriano Sofri, oggi si occupa di po- nio D'Amato e, anche se un po' meno, per litiche attive del lavoro in campo ambien- Luca Corderò di Montezemolo. Un tempo tale e tre anni fa ha pubblicato con Bollati gridavamo 'Agnelli Pirelli ladri gemelli', Boringhieri un libro su "Vita e morte del- ma attorno alle duefiguredi maggior riliel'automobile". In gioco però è l'intera indu- vo c'era uno staff in grado di elaborare postria, il mercato del lavoro, il modello neo- litiche di più lungo periodo. Oggi non esiste corporativo che si è affermato dagli anni 70 nulla del genere". Marchionne torna ai fonin poi, dal patto dei produttori di Agnelli e damentali, al capitale e lavoro? "Direi che Lama, e ha reso rigido il mercato del lavo- vuole sottrarsi ai vincoli contrattuali e ottenere mano libera per sganciarsi dall'Italia. ro, tenendo fuori i giovani. "Sulla rigidità non sono d'accordo", re- E' impossibile staccare la spina da un giorplica Viale. "Esiste un tessuto produttivo no all'altro; sta creando, però, le condizioin cui i rapporti di lavoro sono flessibili ed ni, grazie alla debolezza sindacale. Marestremamente competitivi. Altrimenti non chionne parla, promette, ma non mantiene. staremmo a parlare di tenuta dell'export e Quali sono le sue contropartite? Finora, vitalità industriale". Sono le piccole e me- nulla di concreto". Implacabile, Viale non die imprese. "Non solo. Sia nel settore me- concede il minimo spiraglio. Ma il grande talmeccanico, sia in altri, per esempio la gioco è solo all'inizio.

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Boldizzoni dello Iulm e Luigi Serio dell'Università Cattolica e Fondazione Istud, proprio per conto dell'Ucimu hanno condotto una ricerca di profondità per capire dove sta andando il made in Italy delle macchine utensili nel dopo crisi. E la prima considerazione che i due docenti hanno messo giù, in un corposo rapporto di ricerca che verrà presentato oggi a Milano, racconta come si capisca subito che si tratta di aziende ad alta intensità di capitale intellettuale. «Chi si aspettasse la classica officina meccanica, piuttosto disordinata e impregnata di olio,

Nell'officina dei robot regna l'intellettuale é DARIO DI VICO accontano che la meccanica R strumentale sia per le

piccole e medie imprese italiane un settore con sfera di cristallo incorporata. Basta osservare cosa sta succedendo tra i torni, le frese e le macchine transfer e si finisce per capire quanto accadrà nel resto dell'industria italiana di taglia medium e small. Di sicuro la meccanica strumentale pur producendo solo beni intermedi (e non prodotti finali) è un reparto d'onore del mode in Italy, è un partner tecnologico di primissimo livello riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. CONTINUA ALLE PAGINE 12 E 13

SEGUE DALLA PRIMA

sarebbe fuori strada. Girando per i reparti progettazione e montaggio ci si imbatte in tecnici impegnati a verificare la funzionalità della macchina tramite pc portatili 0 ad effettuare test sui materiali in ambienti quasi sterili e a temperatura costante». Che le aziende abbiano più o meno di 100 addetti, che la loro gestione sia artigianale con l'imprenditore che si occupa direttamente del personale o che invece esista un'articolazione delle funzioni, cambia poco. Ciò che contraddistingue il settore è la centralità del fattore umano. Annota Serio: «Finisce una delia grandi illusioni del nostro fine secolo, la fabbrica al buio, progettata senza alcun intervento di esseri umani». Anche l'industria che per eccellenza usa robot è arrivata alla conclusione che chi fa la differenza è l'uomo, n modello delle Pmi italiane centrato sulla figura forte dell'imprenditore deus ex machina («sempre in giro per i reparti a chiedere ai vecchi operai come va e ai neo-assunti come si trovano») non è quindi destinato al fuorigioco, a patto però che sappia sperimentare forme evolute di integrazione tra la famiglia, le competenze (necessarie per restare all'avanguardia) e il territorio. Quando è davvero così l'esperienza dei Piccoli riesce a metabolizzare tutto e attorno all'azienda si crea una sorta di famiglia allargata, con manager entrati giovani e ormai legati da un rapporto di dedizione e riconoscenza. «Ci si capisce al volo con uno sguardo» è la frase che ricorre nelle testimonianze degli intervistati. Rimane invece una certa diffidenza verso i manager provenienti dalle multinazionali accusati nella buona sostanza di superbia. «Vogliono insegnarti il mestiere e non sanno che ci siamo legittimati per la nostra conoscènza tecnica».

Spulciando i dati dell'associazione di categoria, l'Ucimu-Confindustria, viene fuori che il 67,4% delle aziende del settore ha un fatturato che non supera i 12,5 milioni di euro e il 78% occupa meno di cento addetti. Sommando Lombardia, Nord Est e Piemonte si arriva all'8o% delle 400 imprese totali che compongono il settore. Passato il peggio il business è in ripresa: al terzo trimestre del 2010 gli ordini hanno fatto segnare +25% grazie soprattutto a un export cresciuto del 57%. Laureati e periti sommati compongono anche il 70% dell'organico ma si tratta quasi sempre di imprese-scuola nelle quali c'è aggiornamento costante, si è assunti da giovani e si cresce internamente. Lafigurachiave è il meccatronico, un esperto di tecnologia laser che conosce l'inglese, è dotato di una forte propensione al pro- Imprenditorialità Nella contesa di sempre tra il modello bablem solving e buone capacità relazionali. sato sull'imprenditorialità autosufficiente e quello fondato sul management le azienMacchine utensìli Il turnover del personale è basso, l'età de che riescono ad avere le performance media è sotto i 40 anni e ilricambiogenera- migliori sono quelle che si muovono lungo una sorta di terza via ibridando il meglio zionale è avvenuto negli anni dei modelli-base. «Cosìriesconoad evitare '90 in coincidenza proprio le distorsioni tipiche della grandi aziende, con l'avvento della meccatrola creazione di una burocrazia interna, il nica. Ma se questi sono i dati susseguirsi di conflitti» commenta Serio. E base due ricercatori, Daniele Ritaglio Economia

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Nicchia globale I cambiamenti e le evoluzioni nel mondo Ucimu vanno però collocati alla luce delle priorità del dopo-crisi. E il driver sicuramente è rappresentato dalla necessità di conquistare nuovi mercati, Cina innanzitutto. A questo proposito i ricercatori usano un concetto che nell'immediato può suonare come un ossimoro, «nicchia globale». In concreto vuol dire che i Piccoli delle macchine utensili continuano a fare un prodotto unico cercando però di giocare un ruolo da big player in tutto il mondo. Se finora si puntava ad affermare la propria leadership tecnologica sui mercati occidentali, ora si cerca di capire come organizzarsi nei paesi emergenti conservando però il primato. Ma per chi è portatore di una cultura tecnica così avanzata non c'è il rischio di essere clonati? Sicuramente c'è ma la domanda cinese è così importante che ilrischiova corso e in qualche misura va esorcizzato salendo di gamma. «Se invece di collocare macchine si vendono soluzioni il Jcnotu how italiano viene messo al riparo. L'italianità risiederà sempre di più nell'ideazione che nella pura "manifattura". Da qui la novità di usare nel caso delle macchine utensili l'espressione «made by italians». «Mentre la legislazione sul made in si concentra sulla difesa del prodotto fisico e tende a vincolare sul nostro territorio una certa quantità di lavorazioni - dicono Boldizzoni e Serio - Dovremmo cercare di proteggere la fase di ideazione del prodotto, a prescindere dal luogo in cui è stato materialmente fabbricato». Dal rapporto Ucimu arriva anche un'altra indicazione precisa ai Piccoli. Costruire reti di impresa, sono la conditio sine qua non per affrontare con speranze di successo mercati più ampi e più lontani. «Si può dire che esìste ormai una soglia minima sotto la quale se non si fa rete Ritaglio Economia

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comunque, se per anni si è pensato che la famiglia fosse un elemento di disturbo, l'esperienza delle aziende della meccanica strumentale analizzate dalla ricerca Ucimu porta arivederequest'opinione. «E' chiaro che noi abbiamo visto le aziende più dinamiche, ma sono tante le imprese del settore nelle quali la famiglia si è dimostrata portatrice di valori di innovazióne». In alcuni casi l'azienda a conduzione tradizionale è diventata addirittura incubatore di nuove iniziative nel territorio, come nel, caso della Losma da cui sono nati ben 18 spin off. A mettere in crisi il modello sono magari dinamiche esterne, come ad esempio la difficoltà crescente a trovare tecnici a livello. Tanto che, come dice lo stesso Giancarlo Losma, «se incontro una persona brava, intelligente non me la lascio sfuggire. Intanto la assumo, poi troverò sicuramente che cosa farle fare».

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si diventa terminali di reti altrui» dice Serio. 1 tecnici, Le reti naturalmente possono essere di vario tipo. Esterne se servono a collegare le esperienze di più centri diricercae sviluppo, verticali se servono a rafforzare la filiera e a sommare le competenze, internazionali se sono finalizzate ad acquisire visibilità e credibilità nei contesti globalizzati. Per aiutare le imprese nei paesi Bric l'Ucimu ha in cantiere due iniziative di una certa originalità. La prima consiste nell'ingaggio di un manager cinese che da Pechino possa essere punto di riferimento per le aziende della meccanica strumentale desiderose di entrare sul mercato cinese. La seconda prevede la nascita di due centri di formazione di tecnici locali in Russia e in Brasile proprio in omaggio alla nuova concezione del made by italians. La mondializzazione, dunque, non fa paura alle aziende familiari. «Siamo però arrivati alla conclusione - dicono Boldizzoni e Serio che il danno più grave che i fenomeni di globalizzazione possono fare è quello di disperdere le competenze, di sradicare le tradizioni». Da qui la necessità di mettere in campo una strategia capace di capitalizzare i saperi e di proteggere il «sistema Italia della macchina utensile», mettendo assieme ricerca e formazione e senza rinunciare all'apertura internazionale. Alla faccia di chi aveva pronosticato che i robot avrebbero soppiantato i Piccoli. Dario Di Vico ddiirico(a)rcs.tt generazionepropro.corriere.it

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La formazione Partiti due centri di formazione di tecnici in Russia e Brasile in omaggio alla concezione del «made by Italians»

Made by Italians

Più idee che robot I Piccoli della meccanica nella «fabbrica globale» Un manager cinese per le 400 imprese delle macchine utensili

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Macchine utensili, chi esporta di più Germania

7.500 -30%

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Svizzera 1.523 -45%

2.399 J S L 3.770 O - -29,6% "-25,2%

5.180 -26,1%

Usa

1.684 -37,1%

880 -31,6%

Spagna

700 -33,8%

540 -26,6%

Austria

494

1.322 -41,9%

ITALIA

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634 -27,6% . Dati 2009 in milioni di euro, variazione % © Principali produttori di macchine utensili «•*• Principali esportatori di macchine utensili

1015

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Corea del Sud

-35,2%

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5.141

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-46,4%'

JI403_BBS__o U ' -44,6%

Brasile

1.931

1.753

Giappone Taiwan

-46,7%

"\ 10.870 f\ +14,5%

Cina

( ) Numero degli addetti in Italia 32.250

32.000 (stima)

2008

2010

Fonte: Ucimu

< ) Gli ordini di macchine utensili italiane (3° trimestre 2010) 56,8% Totale Mercato 24,9% intemo il numero -22,6% Mercato delle imprese estero

400

1 1 L'Industria italiana ' r della macchina utensile, automazione e robotica

C'M-.i--iFP-: uVSERA

(previsioni 2010, in milioni di euro)

4.345 Esportazioni

- 2.680 importazioni 940

Consegne sul mercato interno 1.665 Consumo

CORRIERE BELLA SERA -fcsr m~r.

2.60S Saldo commerciate

Governo sulfilo,l'ultimo appello del premier

1.740

Più idee che robot I Piccoli della meccanici „ nella «fabbrica globale»

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Export

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61,7% 36,1% Ritaglio

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CRISI E SVILUPPO

Puntare sulle alte tecnologie è il futuro della nostra economia A GIULIO SAPELLI "t fi urgente porsi la questione di co, J me ricostituire la nostra economia, con la consapevolezza che probabilmente siamo giunti a un punto di non ritorno: a una recessione della produzione e dei servizi avanzati, all'industria che può mettere in pericolo l'esistenza stessa del patrimonio industriale di questo Paese, che è uno dei più importanti punti di riferimento manufatturieri d'Europa. L'Italia ha potuto salire alla posizione occupata nell'equilibrio instabile di potenza mondiale per via di sforzi inauditi che sono stati compiuti grazie a quattro fasci di forze economico-culturali alla cui estinzione in parte òggi assistiamo. Il primo dei fasci di forze della crescita è stato quello del capitalismo monopolistico di Stato e ha avuto il suo vero ciclo formativo a partire dalla grande depressione del 1929. Esso si è consunto dopo le privatizzazioni a basso gradiente di liberalizzazione che sono iniziate dopo il Trattato di Maastricht del 1992: la svendita «per default» non fu privatizzazione liberale. Il secondo complesso di forze veniva dal cuore oligopolistico delle grandi imprese famigliari che non si è rivelato in grado di ereditare virtuosamente il complesso imprenditoriale del capitalismo monopolistico di Stato allorquando è iniziata l'era delle privatizzazioni. D terzo fascio di forze è stato il complesso bancario assai variegato di cui abbiamo potuto disporre. L'unificazione delle banche commerciali con quelle d'investimento e la creazione di italiche nuove banche universali ha distrutto il valore positivo che il macro impulso bancario capitalistico esprimeva sino a un ventennio or sono. L'elemento disgregativo è stato quello di un azionariato variegato, instabile e altamente politicizzato: le fondazioni bancarie, ircocervo dall'ambigua natura: azionista delle banche parte del cui capitale avevano' ereditato e nel contempo istituzioni not for profit che sempre più, ahimè, mal si compongono con la necessità di far nascere dal cuore delle persone il filantropi-

smo, invece che affidarlo a neo-statualistiche non fondato soltanto sull'intermediazione fiistituzioni politicamente spartite. Esse non ga- nanziaria e l'offerta di capitale, come pure si arrantiscono né l'italianità (ammesso e non con- chitetta positivamente. Questo non basta. In un cesso ch'essa sia sempre una virtù), né stabilità momento tremendo dei nostri conti pubblici proprietaria, né capitali in grado di far fronte occorre reperire capitale per creare una 0 più alle prossime sfide di Basilea 3- Insomma: è grandi imprese nei settori delle alte tecnologie giunta l'ora della verità. Questo complesso di di punta: per esempio le nano-tecnologie, l'uso banche capitalistiche oligopolisticamente con- delle terre rare, l'informatica del ciberspazio. I solidate ormai soffoca la crescita e divora le ri- capitali si reperiscano laddove essi ancora esisorse della liquidità spostandole dall'economia stono: penso soprattutto alle fondazioni bancareale alla finanza per la finanza. A fronte di ciò rie, che dovrebbero essere nazionalizzate e i cui spicca, invece, il ruolo virtuoso, però limitato, residui capitali dovrebbero riversarsi verso codelle banche di credito cooperativo e popolari: desti nuovi investimenti industriali. Come ci si seconda linea di liquidità e vera connessione arrovellò creativamente per crearle, sono certo virtuosa del capitalismo manchesteriano con i che il genio giuridico italico saprà trovare la via mercati locali e internazionali. per eliminarle, quelle istituzioni, il cui capitale n quarto fascio di forze per la crescita era ed è tornerebbe donde veniva, ossia dallo sforzo fati— fortunatamente — quello costituito dal com- coso delle passate generazioni, per consentire plesso del capitalismo manchesteriano export- alle nuove di veder rinascere un'Italia neoindulead delle piccolissime, piccole e medie impre- striale. L'Europa è un problema? Il suo liberise. Esso ha avuto un balzo in avanti formidabilesmo dispiegato ci impedirà una iniziativa in tal a partire dagli anni Settanta del Novecento per senso? Non è detto: i tempi sono difficili e si via della mobilitazione sociale che ne è alla base sono sconvolte regole che sembravano scritte e dell'apertura crescente dei mercati mondiali nel bronzo e che invece si sono liquefatte al soche ne costituisce la condizione necessaria per le della crisi: le nazionalizzazioni bancarie parlala sopravvivenza, ma ora è profondamente scos- no da sé. Abbiamo generazioni di splendidi giuso dalla crisi. Non è autosufficiente, ricordiamo- risti: trovino la via per aggirare gli ostacoli e raglo. Tuttavia rimane ancor oggi la pepinière da giungere lo scopo. cui si possono formare quelle imprese medie e Penseremo anche ai problemi tremendi che medio grandi essenziali per un nuovo sviluppo. una soluzione siffatta porta pon sé. II primo è Irisultatidella disgregazione dei macro impulsi chi mettere a capo di questo nuovo capitalismo positivi sono dinanzi agli occhi di tutti. monopolistico di Stato, virtuoso e monocratico È, quindi, l'ora dello sviluppo delle virtù civi- e quindi tecnocratico. In ogni caso l'interazione li, dei doveri morali e non dell'assistenzialismo. fra centro e periferia, grandi e piccoli, privato e Si delinea il volto della sussidiarietà del futuro. pubblico, profit e not for profit, è stata la fona Abbiamo il dovere di richiedere l'intervento dell'Italia. Oggi manca un elemento di propuldella mano pubblica quando la società civile e sione e il piccolo non basta più. C'è sempre stale persone, associate 0 no, non hanno in sé le ta una sorgente generativa nelle fasi di transirisorse per sostenere coloro che non possono zione del Paese. Se ciò non avverrà occorrerà affrontare le sfide della vita associata. H mio gestire una decadenza che sarà sì graduale, a convincimento è che questo nuovo stato della macchie di leopardo, ma comunque inarrestabisussidiarietà non è incompatibile con il ritorno le e molto dolorosa per i più deboli. virtuoso dello Stato imprenditore, tecnocraticaprofessore di Storia economica, mente inteso, meritocraticamente diretto e Università Statale di Milano © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Vademecum Che cosa cambia con le nuove regole della Finanziaria, gli errori da evitare

Bonus energetico, guida per lo sconto del 55% La scadenza di dicembre per il beneficio fiscale Conto alla rovescia per ottenere in tempi ridotti il bonus sugli interventifinalizzatial risparmio energetico negli immobili: se infatti la detrazione Irpef a partire dal i° gennaio prossimo rimarrà invariata al 55% della spesa sostenuta entro determinati limiti, cambierà invece in peggio l'arco temporale necessario per ottenere il vantaggio fiscale; fino al 31 dicembre prossimo, infatti, basteranno 5 anni; dall'anno prossimo ne occorreranno 10. Questo non significa però necessariamente che, per godere della condizione migliore, i lavori vadano compiuti entro la fine di quest'anno; nel caso in cui le opere siano svolte da un contribuente non titolare di reddito di impre-• sa si applica il cosiddetto «crite-•

rio di cassa» per cui quello che conta ai fini fiscali non è la data di ultimazione dei lavori ma quella in cui si sono effettuati i pagamenti. Le operazioni agevolabili appartengono a quattro categorie: la prima è la riqualificazione energetica globale degli edifici, e comprende qualsiasi intervento 0 insieme sistematico di interventi che porti a un risparmio di almeno il 20% nella climatizzazione invernale rispetto ai valori minimi indicati dal decreto 11 marzo 2008 per le nuove costruzioni, e il massimo beneficio ottenibile è di 100 mila euro: se ne può usufruire per interventi compiuti su condomini interi (e non sulle singole abitazioni del condominio) e le case indipendenti. Fino a 60

mila euro si possono ottenere con interventi che migliorano la coibentazione degli appartamenti 0 con l'installazione di pannelli solari per realizzare un risparmio energetico sempre secondo parametrifissatiper legge. Infine con 30 mila euro al massimo sono agevolati gli interventi sugli impianti diriscaldamentoe tra questi è compreso anche il passaggio, in condominio, dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo 0 a quello con la contabilizzazione dei consumi. Naturalmente se i lavori non sono ancora iniziati è opportuno muoversi con molta precauzione: innanzitutto l'escamotage (che in questo caso è legale) consistente nell'anticipare i pagamenti va messo in atto solo se i lavori sono già

iniziati 0 se il loro inizio è prossimo e solo se si a che fare con un'impresa sulla cui affidabilità si può far conto. Poi nel bonifico (questa forma di pagamento è obbligatoria per la detrazione) oltre agli elementi prescritti dalle norme, e cioè il codice fiscale di chi usufruirà del"bonus, il codice fiscale 0 la partita Iva dell'impresa e l'indicazione che il pagamento è finalizzato alla richiesta dell'agevolazione del 55%, è opportuno indicare che si tratta di una caparra per lavori da effettuare e non di un saldo. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori bisogna poi trasmettere all'Enea al sito htt p . 7 / e / / i ci e n z o e n erg et ica.acs.enea.it/imrio.hrm la documentazione.

Gino Pagliuca © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le regole

i limiti lei bonus sii panelli solari

1 recuperare il bonus fiscale

L'importo massimo di spesa agevolabile è di 181.818,18 euro per la riqualificazione energetica di edifici esistenti, e di 109.090,91 euro per l'installazione di pannelli solari

Le detrazioni per le oliai© La detrazione Irpef del 55% vale 30 mila euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (installazione dì impianti con caldaie a condensazione) Ritaglio Economia

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La storia

L'offerta del fondo che ha sede nello stesso paradiso fiscale di South Stream

Addio dell'Eni alla plastica, spunta un altro socio russo Per h cessione Vinyls la conàzione che il Cime a sei lampe wnè gli impianti per il cloro Caso Vinyls, gli operai di Marghera tornano sulle ciminiere. Non è la prima volta che accade dopo che due anni e mezzo fa il colosso britannico della chimica, la Ineos, ha messo in liquidazione la sua società italiana, la Ineos Vinyls Italia. Cioè l'erede della storica joint venture del 1986 tra l'Enichimica di Lorenzo Necci e la britannica Imperiai Chemical Industries che produceva plastica, n pvc, per la precisione. L'ultima arrampicata salva-lavoro sulle strutture dell'anziano petrolchimico di Venezia era avvenuta solo due settimane fa. Una mossa disperata, che un risultato l'aveva raggiunto: allungare almenofinoa metà gennaio 2011 le residue speranze di rilancio legate all'arrivo dell'ennesimo cavaliere bianco, il fondo svizzero Gita. Ma se tutto dovesse andare bene, sarà poi vero rilancio? Perché al momento l'alternativa al fallimento, e alle sue disastrose conseguenze occupazionali, sembra essere la cessione delle attività a soci che si presentano all'apparenza danarosi e con l'assistenza di studi legali internazionali, ma chiacchierati e assai poco trasparenti. Un vero dilemma per chi si è impegnato, a diverso titolo e con diversi interessi,.per un lieto fine della vicenda: gli amministratori straordinari (Mauro Pizzigati, Giorgio Simeone e Francesco Appeddu), il creditore Eni (la SyndiaX ex Enichem) e il neoministro dello Sviluppo, Paolo Romani. Negli incontri avuti ai primi di dicembre con i lavoratori Vinyls che occupano da febbraio l'Asinara (diventata Msola dei cassintegrati»), il ministro si è speso con decisione per una chiusura della vertenza entro febbraio. «All'inizio ero perplesso — ha dichiarato all'Ansa —, temevo ci trovassimo davanti all'ennesimo bidone, ma ho conosciuto di persona gli investitori e ho appurato che si tratta di tedeschi e svizzeri che hanno fatto un'indagine di mercato e promesso nuovi investimenti nella chimica». Sarà così. Ma mentre qualRitaglio Economia

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che fonte bene informata sostiene che l'azionariato del Fondo Gita sia costituito da alcune ricche famiglie elvetiche, solo il 23 novembre scorso il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni apriva alla possibilità «di lavorare concretamente sull'ipotesi formulata dal grappo russo-svizzero». E allora? n Fondo che si candida a rilevare gli impiantì Vinyls di Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres è svizzero, tedesco-svizzero o russo-svizzero? In realtà, secondo quanto risulta dalle ultime informazioni disponibili, il gruppo «svizzero» Gita Holding Ag non pare avere un passato di grande profondità storica alle spalle. La sua costituzione è assai recente: il 14 maggio 2010. Una data importante? Sarà pure una semplice coincidenza, ma solo due giorni prima, il 12 maggio, la qatarina Ramco aveva comunicato di non voler più concludere l'acquisto della Vinyls e di interrompere il negoziato in corso con l'Eni per comprare gli impianti a monte di proprietà del Cane a sei zampe, necessari per integrare il ciclo della plastica. Era il secondo buco nell'acqua per la vendita di Vinyls, dopo quello della cessione (finita nelle aule del tribunale) alla Safi del trevigiano Fiorenzo Sartor. Ma andiamo avanti: la Gita Holding risulta creata nel cantone di Zug, l'amena località svizzera che gode del requisito di essere contemporaneamente un paradiso fiscale e un paradiso societario. Per aziende e manager. Per le prime il «tax rate» può variare dal io al 16%, per i secondi diventa una variabile dipendente della ricchezza dichiarata. Le imprese che scelgono Zug possono contare anche sulla redazione di una contabilità assai semplificata, a prova diriservatezza.E a Zug, infine, due giorni possono essere più che sufficienti per costituire una nuova società. Ma ciò che si rileva dalle carte è che i proprietari di Gita Holding Ag risultano essere due persone fisiche, uso esclusivo

del

entrambe sedute nel board: il settantenne imprenditore svizzero Gerhard Hànggi e il cittadino russo Gennady Ivanovich Tokarev, del quale purtroppo non è dato sapere molto di più, se non che risultava residente a Roslavl, neH'«oblast» di Smolensk. Che altro si sa di Gita? Poco: che il 3 giugno successivo alla sua costituzione il capitale sociale viene elevato da 100 mila a 660 mila franchi svizzeri, e che otto giorni fa, il 6 dicembre scorso, il signor Tokarev viene sostituito in Consiglio da un'altra cittadina russa, Nadezhda Dudenkova, residente invece nel territorio di Mosca. In tutto questo periodo, poi, hanno continuato a circolare indiscrezioni secondo le quali dietro alla holding elvetica ci sarebbero stati manager dell'ex Yukos, il gruppo petrolifero dell'oligarca ora incarcerato in Russia, Mikhail Khodorkovsky. È comunque dalla Gita Holding che proviene l'offerta su Vinyls dello scorso ottobre, dopo che l'amministrazione straordinaria aveva deciso di indire un secondo bando di vendita internazionale. Gli altri concork renti, tra cui il gruppo croato Dioki, non estendono il loro L interesse a tutti e tre gli impianti, e cosi Gita la spunta. Le dichiarazioni ufficiali e le notizie delle ultime settimane riferiscono di un importante studio d'affari internazionale che rappresenterebbe Gita, e di garanzie bancarie soddisfacenti. Di un team di una decina di vantatori all'opera sulla «due diligence» di Vinyls. Di un piano industriale di qualche centinaio di milioni di euro e dell'idea innovativa di applicare le nanotecnologie alla plastica. Motivo per cui sarebbe fondamentale controllare tutto il ciclo del pvc, che parte dalle attività e dagli impianti in mano all'Eni. Tirato in ballo da anni, anche ieri il Cane a

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sei zampe ha ribadito la disponibilità alla cessione di Assemini, delle saline di Ciro e Contivecchi, dell'etilene. Per i commissari straordinari, invece, la vendita dovrebbe essere subordinata alla costituzione da parte

di Gita di una «newco» con ìoo milioni di euro di capitale. Per l'accordo con l'Eni c'è tempo fino al 31 dicembre e per quello con gli «svizzeri» fino al 15 gennaio. Al momento la realtà è quella degli operai arram-

picati a Porto Marghera. Sono sette. In tre, a zero gradi, occupano una ciminiera a 140 metri e 381 scalini da terra. Stefano Agnoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli stabilimenti Vinyls

V

90 milioni

247,6 milioni

circa, il credito di Eni verso Vinyls

il fatturato 2007 a livello mondiale

Ravenna

I dipendenti

I T A L I A ,

r f Pnrto Torn»; J

Porto Marghera

Porto Torres

Ravenna D'ARCO

100 Milioni di euro il capitale sociale della «newco» che il fondo Gita dovrebbe costituire per l'acquisto di Vinyls

2011 La scadenza di metà gennaio 2011 per l'offerta su Vinyls del fondo Gita. Entro il 31 dicembre 2010 dovrebbe decidere l'Eni

Tappe Giugno 2008 Il gruppo Ineos mette in liquidazione Vinyls Giugno 2009 L'azienda in amministrazione straordinaria Ottobre 2010 Dalla seconda gara esce il nome del Fondo Gita tra i soggetti interessati all'acquisto

Nel cantone svizzero Secondo i dati ufficiali il fondo Gita risulta costituito il 14 maggio 2010 nel cantone elvetico di Zug

Gli azionisti Il Consiglio composto da due manager-azionisti: uno svizzero e il cittadino russo Gennady Tokarev

Protesta a Porto Marghera Lavoratori della Vinyls occupano per protesta a Porto Marghera i camini dello stabilimento del petrolchimico

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Bruxelles fa lo sconto alle pensioni polacche Valutazione elastica nel Patto di stabilità. Ci spera anche l'Italia

Retroscena MARCO ZATTERIN f OiOiibKlNLfLr JTEIJABB' i<[ LI H>

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rove diflessibilitàcontabile a Bruxelles, atto primo. Dopo una trattativa di diversi mesi, la Commissione Uè ha deciso di accogliere la richiesta polacca di considerare l'impatto della riforma delle pensioni nel calcolare l'andamento di deficit e Pil. Nel 1999 l'ex repubblica socialista ha istituito un sistema di previdenza privata e ha avviato il trasferimento dei contributi dalle casse pubbliche, operazione che ancora oggi grava sulle casse di Varsavia. Pressato dalle richieste di consolidamento, il governo di Donald Tusk ha chiesto all'Ue di poter avere uno sconto alla luce dell'intervento sui vitalizi. Venerdì il presidente dell'esecutivo, José Manuel Barroso, gli ha comunicato il suo via libera politico. I dettagli saranno definiti nella prossima primavera. Pare che il portoghese abbia resistito sino all'ultimo prima di cedere e aprire una porta che risolve molti problemi nel breve termine, ma mina il concetto del ri-

gore alla tedesca che Bruxelles tende a come il debito privato e la sua sostenibiligradire. Certo lo hanno convinto anche tà. Barroso e Tusk, ha spiegato un portale cronache dell'Ungheria, dove il gover- voce della Commissione si sono intesi sul no ha proposto di riorientare verso le fatto che «nell'esaminare se un paese è casse pubbliche i soldi della previdenza in linea o meno con i parametri Uè, la naprivata, invertendo di fatto la riorganiz- tura del sistema pensionistico sarà consizazione del sistema pensionistico. «Una derata». I principi, ha aggiunto, saranno mossa necessaria per evitare di seppelli- definiti in un nuovo codice di condotta re l'economia nazionale», ha spiegato il sull'applicazione del Patto di stabilità premier Viktor Orban. «Inevitabile per che governa le economie dell'Ue. Bruxelcentrare gli obiettivi imposti dall'Euro- les ha smentito che questa maggiore flespa», ha aggiunto il suo ministro delle Fi- sibilità sia la chiave per una revisione annanze, Gyorgy Matolcsy. In pratica, Bu- che dei parametri di riferimento per defidapest ha dovuto fare marcia indietro cit (3% del Pil) e debito (60%). Secondo le per evitare probabili e pesanti manovre stime, il pacchetto pensioni di Varsavia correttive costrette dall'adesione ai det- almeno un punto e mezzo di debito/Pil, dato che quest'anno il governo prevede tami Uè. Per la Polonia il pericolo dovrebbe es- si fermi a 52,2 per cento. I polacchi ritengono che questa consere scongiurato. Usando le cautele del caso, la Commissione ha confermato ieri cessione stimolerà molti altri paesi, soche nel definire lo stato di salute di debi- prattutto dell'Est europeo, a mettere le to e deficit si valuterà anche l'andamento mani nei loro sistemi finanziari in modo particolare della spesa pensionistica. In da renderli più moderni e sostenibili. In pratica, Bruxelles ha già messo ih prati- effetti la richiesta di Varsavia era sosteca la formula proposta per la nuova go- nuta da Repubblica ceca, Bulgaria, Unvernance economica europea che sarà di- gheria, Lituania, Lettonia, Romania e scusso dai leader dei Ventisette giovedì a Slovacchia. D premier Tusk prevede inBruxelles, più dura sul debito storico di torno a questo problema «ci saranno cui però vuole considerare la dinamica molte discussioni e dispute» eppure ritienell'ambito di una serie di parametri. Op- ne che sia la strada giusta. Bruxelles sta zione, questa, caldeggiata dall'Italia che cercando di evitarle, in fondo il rafforzaspera di non vedere il proprio debito mento della governance dell'euro è già di (quasi al 120% del pil, il doppio del con- per sé ana fabbrica di guai. Sotto pressiosentito) valutato solo in quanto tale, ma ne, pare disposta a ragionamenti ispirati a una reale flessibilità. Il che, per l'Italia, anche alla luce di una serie di attenuanti, potrebbe essere almeno l'inizio di una buona notizia.

li confronto 14% del Pil La spesa italiana « • * È la più alta d'Europa.

13,7% del Pil La spesa polacca • M i La Polonia è poco sotto.

120%del Pil Il debito italiano MM II doppio di Maastricht

52% Il debito polacco «Mi Nel 2010 secondo Varsavia

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Antimi La Polonia ha una spesa pensionistica molto vicina a quella dell'Italia Fa meglio anche perché l'età media della popolazione è più bassa di quella italiana

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Rassegna stampa del 14/12/2010  

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