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I ragazzi del braccialetto

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er pubblicizzare l’uscita del braccialetto HH Time abbiamo utilizzato la foto di due giovani ragazzi ventenni che abbiamo conosciuto casualmente in un bar. Lei è Maria Pepe di Morrovalle. E’ diplomata al socio pscico pedagogico a Macerata e attualmente lavora in un outlet di Montegranaro, sogna, un giorno, di occuparsi di moda. Il ragazzo è Roberto Mercuri di Colmurano. E’ geometra e lavora da quattro anni in un impresa edile stradale. Ama il suo lavoro e spera di progredire in questo settore. Sono ragazzi semplici, che guadagnano onestamente il loro pane quotidiano ma naturalmente amano divertirsi frequentando discoteche e locali. E’ a questo tipo di gioventù che noi ci rivolgiamo, ragazzi che godono momenti di spenzieratezza ed allegria senza perdere di vista i valori fondamentali che rendono un’esistenza degna del suo nome.

Roberto Mercuri e Maria Pepa i ragazzi testimonial del braccialetto HHT

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To publicize the release of the bracelet HH Time we have chosen the photo of two young people in their twenties that we have met

in a bar. They are simple guys, who earn honestly their daily bread but of course they like having fun attending discos and clubs. We turn to this kind of

guys, who live enjoying moments of lightheartedness and joy without losing sight of the fundamental values that make a life worthy of its name.

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OTTOBRE

PROGRAMMAZIONE CONCERTI

ALESSANDRO MANNARINO 05 Ottobre Sagra dell’Uva - Cupramontana

RADIO BABYLON 19 ottobre Festa del vi di visciola - Jesi

J-AX 06 ottobre Sagra dell’Uva - Cupramontana

MARUMBA & RUBBA DUBBA 20 ottobre Circolo Cittadino - Monsano

RADIO BABYLON 06 ottobre Sagra dell’Uva - Cupramontana

FAMILY PORTRAIT 20 ottobre Birreria del Borgo - San Severino M.

THE FEET & TONES 06 ottobre Sagra dell’Uva - Cupramontana

NORTH 20 ottobre El Paso Caffetteria - Jesi

MARUMBA & RUBBA DUBBA 06 ottobre The Cave - Montegranaro

NH3 20 Ottobre Kiss - Mondavio

MO’ BETTER BAND 06 - 07 ottobre Clown - Monte San Giusto

THE KABEEDIES 21 ottobre Loop live club - Osimo

OWN ROAD 11 Ottobre Bardàn - Fano

THE PERFECT STRANGERS B. 26 ottobre Eden Pub - Urbisaglia

MARUMBA & RUBBA DUBBA 12 Ottobre Bar Centrale - Casette d’Ete

STEPHEN DEDALUS 27 ottobre Birreria del Borgo - San Severino M.

LUSH RIMBAUD 13 Ottobre Birreria del Borgo - San Severino M

XIU XIU 28 ottobre CSA TNT - Jesi

FREAK ANTONI BAND 14 Ottobre Le Boudoir - Senigallia

STORTEAUX & F.LLI GEMELLI 31 ottobre Eden Pub - Urbisaglia

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PROGRAMMAZIONE CONCERTI OS.CU.RE 17 Novembreù Drunk In Public - Trodica

ALLAN HOLDSWORTH GROUP 02 novembre Breaklive - Ascoli Piceno

RE TARANTOLA ed EMMA FILTRINO 17 Novembre El Paso Caffetteria - Fano

JOHNNY MOX 02 Novembre El Paso Caffetteria - Jesi

MUSE 17 Novembre Adriatic Arena - Pesaro

ALEGRIA / CIRQUE DU SOLEIL 02 novembre Bpa Palas Adriatic Arena - Pesaro

SHUFFLE KINGS 23 novembre Funhouse Tattoo Club - Castelfidardo

UMBERTO MARIA GIARDINI 09 Novembre Piccadilly - Chiaravalle

MATTEO TONI 23 novembre Circolo cittadino - Monsano

MUSCLE MUSEUM - MUSE TRIBUTE 09 Novembre Civitanova M.

TNT AC/DC tribute 23 novembre Giusy Pub - Macerata

NOVEMBRE

ALEGRIA / CIRQUE DU SOLEIL 01 novembre Bpa Palas Adriatic Arena - Pesaro

THE KINGSTONES 09 Novembre Eden Pub - Urbisaglia MARUMBA & RUBBA DUBBA 09 Novembre Virgo pub - Corridonia RICCARDO SINIGALLIA 10 Novembre Level Music Bar - Ancona MARUMBA & RUBBA DUBBA 11 Novembre Virgo pub - Corridonia I SOLITI IDIOTI 16 Novembre Teatro V. Basso - Ascoli Piceno THE HACIENDA 17 Novembre Level Music Bar - Ancona MONOKINGS 17 Novembre Funhouse Tattoo Club - Castelfidardo

NOMADI 24 novembre Palacongressi - Loreto SAX GORDON 24 novembre Breaklive - Ascoli Piceno FRANKENSTEIN JUNIOR 24 novembre Teatro dell’Aquila - Fermo LA TOSSE GRASSA 24 novembre Drunk In Public - Trodica FRANKENSTEIN JUNIOR 25 novembre Teatro dell’Aquila - Fermo EMMA 25 novembre Adriatic Arena - Pesaro

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Mr. “Martini”...e Signora di

Più si studiano la vita e la letteratura,e più forte si fa la convinzione che dietro ogni cosa meravigliosa c’è l’individuo,e che non è il momento che fa l’uomo,ma l’uomo che crea un’epoca. Ai tempi del colonnello Bernacca le previsioni metereologiche lasciavano un margine di speranza, oggigiorno la tecnologia non perdona. Erano stati previsti giorni torridi e così è. Fabio ci ospita tutti in campagna per pranzo, una lunga tavolata sotto l’ombra, almeno qui un po’ d’aria si muove. Siedo accanto a Giuliana e Benito, una coppia unita da più di quarant’anniche con la loro presenza hanno segnato un periodo storico dei Gran Galà marchigiani e non solo: se sò carucci! Domani è il compleanno di Benito, 7 agosto, un leone, nello zodiaco e nella vita. Credo che per alcuni il tempo non segua l’andamento cronologico. Può intaccare il fisico, mai lo spirito. Mi racconta che è reduce da due albe passate in due locali dell’entroterra; a 78 anni è ancora tutta una festa. Ci conosciamo da tanto ma in realtà è stata una conoscenza fatta di “ciao ciao”,”come stai?”,”tutto bene?”.Mi rendo conto di quante volte nella nostra vita siamo colpiti da certi eventi e trascuriamo le anime che li hanno prodotti. Ora sono curioso; faccio domande e Benito come tutte le persone di talento è disponibile e comincia a raccontare. Nel ‘71 è in Ramazzotti, azienda nella quale grazie alle sue capacità ha raggiunto livelli importanti. Un giorno,

Giulina e Benito Striglio, Giancarlo Del Monaco e Pietroni

a pranzo con un collega, viene a sapere della scomparsa dell’agente della Martini che si occupava delle province di Macerata ed Ascoli Piceno.”Hai fatto domanda alla Martini?” “No, anche perchè mi trovo bene in Ramazzotti” “Bè prova; la Martini è forse la più importante azienda del settore”.Così, tornando a casa, senza troppa convinzione, decide di presentare la sua candidatura. Viene invitato, insieme ad altri cinquanta, a sostenere dei colloqui. Lunghi, estenuanti, destabilizzanti psicologicamente. Dopo circa due mesi, mentre era ad un meating della Ramazzottti a Milano, riceve una telefonata in

Giuliana , Pippo Baudo, Giovanna e Sonia (ragazze Martini)

albergo:”Signor Striglio buona sera, sono un funzionario della Martini, dovrebbe presentarsi dopodomani nella nostra sede di Firenze per un’ultima udienza”.Momenti di comprensibile perplessità:”che faccio?”. Mille pensieri. Poi, quasi d’istinto, inventa una scusa e parte. A Firenze viene accolto con una cordialità formale. Fatto accomodare su una sedia viene invitato a sostenere un monologo che Benito ricorda come devastante. “Parli d’un argomento a piacere, di ciò che vuole”.Dopo un’ora e mezza di conversazione con se stesso pone una domanda:”Signori,che vogliano fare? Ho interrotto un raduno in Ramazzotti, azienda che mi dà grosse soddisfazioni,per incontrarvi. Questo è il quinto colloquio al quale mi sottoponete: qual’è la realtà?”. “Lei è dei nostri signor Striglio, è assunto”. Inizia così un rapporto che durerà 27 anni. Siamo nel settembre del ‘71. Prende in mano un pacchetto clienti già consolidato dal precedente agente, per un consumo annuo di 55’000 bottiglie. In quel periodo le grosse catene di distribuzione si erano consorziate per spuntare un prezzo migliore e il deposito che le rifornivano era ad Ancona, territorio fuori dalla sua competenza. Ciò nonostante l’azienda madre chiedeva incrementi di vendita rispetto all’anno precedente. Che fare? Emerson diceva: “Se c’è una soluzione trovala”. Benito estrae il coniglio dal cilindro. Siamo a circa trent’anni dal conflitto mondiale. La gente ha ricostruito, lavora, produce, c’è voglia di crescita e di riscatto dopo tante sofferenze; e naturalmente c’è voglia di divertimento. Benito


pensa di coinvolgere alcune discoteche in voga in quegli anni nell’organizzazione di una serata a tema: Gran Galà Martini. Inizia il rapporto con “la Tartaruga” dell’avvocato Lucarini e, direttore, Giovannino Pierantoni. Poi “il Bagarino” di Sandro Cipolletti e, dopo un paio d’anni “il Green Leaves” condotto dai fratelli Ascani. Sono serate decisamente eleganti ed esclusive. L’ingresso è rigorosamente su invito. Gli intrattenitori tra i più noti del mondo della musica, cinema e spettacolo. E’ un successone. Nel ‘74 il quantitativo delle bottiglie vendute arriva a 180’000. Nel ‘78 il record sfiora quota 280’000, pur avendo l’80% in meno del territorio dell’ascolano passato ad un nuovo agente. Il fenomeno raggiunge proporzioni tali che non può essere ignorato dalla stampa e TV della zona. E’ la volta del “Flexus” ad inizio estate: Martini Summer. Il “Cage” a fine gennaio. In quegli anni Niki Biason vince il Mondiale Rally con la Lancia Delta S4 con livrea Martini. L’auto da competizione viene affidata a Benito come emblema dell’azienda torinese e, per circa due mesi, esposta nei locali e piazze della zona, suscitando ulteriore clamore, grazie anche alle due avvenenti hostess in tailleur.A metà degli anni ‘80 inizia un progetto ipotizzato da Benito, gli indimenticabili Franco Simoncini del bar Mercuro e Cherchi, gestore di Villa Quiete: obbiettivo è sponsorizzare la stagione lirica allo Sferisterio di Macerata nell’estate dell’86. Dopo alcuni colpi andati a vuoto la freccia centra il bersaglio. Unico sponsor partner è la Banca delle Marche: la stagione lirica ‘86 è della Martini. “Quando il tuono esplode, è troppo tardi per pararsi le orecchie”. In questa occasione è la stampa nazionale ad interessarsi del fenomeno. Il boom! Tra le

Giuliana , ballerino Di Roland Petie (Coppelia), Giovanna e Sonia (ragazze Martini)

Sindaco Cingolani, Avv. Mandrelli, Direttore Artistico Sferisterio Perucci, Le ragazze Martini

numerose personalità della politica, spettacolo e cultura interviene in qualità di testimonial Aimone Seyssell, presidente mondiale della Martini & Rossi. Vengono rappresentate la Turandot, Il Trovatore, La Cavalleria Rusticana, I Pagliacci e Coppelia. Come anteprima un concerto di Ray Charles e, clou, la London Simphony Orchestra con colui che con Von Karajen condivideva il trono della direezione: Lorin Maazel. A quel concerto c’ero anch’io. Si svolse in due tempi: la prima sera il concerto venne interrotto da un nubifragio. Fu riproposto qualche giorno dopo e i ricordi, come le emozioni, sono ancora oggi indelebili. L’accordo iniziale tra la Martini e lo Sferisterio prevedeva

Onorevole Spadolini, il Sindaco Cingolani

Archivio Fotografico di Benito Strigio Benito Striglio has spent twenty-seven years in the most famous firm producer of vermouth, Martini & Rossi. Beside him there is an exceptional woman, his wife Juliana. He played a leading role during the golden age of “Martini evenings” and he met various characters in the most important clubs of Marche region.

Il testo integrale seguendo il codice Qr o visitando il sito lemiemarche.it

un sodalizio di tre anni. La manifestazione aveva raggiunto una notorietà mai sfiorata prima...eppure... Quello rimase l’unico gemellaggio tra l’arena e il leader mondiale dei vermuth. Verdenelli sul Messaggero scrisse: “Lo Sferisterio ha perso l’aperitivo più famoso del Mondo?”. Benito alza le spalle, è vago, è evidente che conosce dei retroscena che non ha intenzione di rendere di pubblico dominio. Ma la domanda non si eclissa: perchè? Se questo fatto dovesse assecondare il corso della storia, passato mezzo secolo forse sapremo... chissà! Benito Striglio è stato un “quanto” evolutivo nella sua arte. Un filmato di una sua conferenza fu fatto girare dall’azienda a livello nazionale come esempio da imitare. Locali divenuti famosi in tutta Italia devono molto al suo contributo: Paradiso, Peter Pan, Baia Imperiale, Shalimar, Green Leaves, Tartaruga, Zen, Flexus, Giugiù, Villa degli Aranci,Fabbrica, discoteche che hanno fatto storia. Ha “allevato” una serie interminabile di barman professionisti che interrogati sul segreto del loro “saper fare” pronunciano un solo nome: “Il maestro?.. Benito Striglio”. Tra il ‘93 e il ‘94 la Martini viene rilevata per intero dalla Bacardi. Cambiano le filosofie, cambiano le strategie..e le magie vaporizzano. Benito non si trova più. Decide di ritirarsi da campione in carica: va in pensione diciotto mesi prima del naturale tempo previsto. Nell’ambiente rimarrà storica una frase di Ezio Ascani:” Le serate Martini sono finite con Benito Striglio”. Quando Benito si rivolge a Giuliana per chiedere conferma di alcuni fatti e dice:” Te ricordi Giulià?!” i suoi occhi si inumidiscono. Quanta vita, a volte, è racchiusa in uno sguardo. Si dice che spesso dietro un grande uomo si nasconda una grande donna: questo è uno di quei casi. Si si...so’ proprio carucci!

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Il suono della nostra terra si apre al mondo di Donato Bevilacqua

I

l festival Internazionale di Fisarmonica di Castelfidardo è stato un grande successo, sotto ogni punto di vista. Cinque giorni pieni di musica, ben 10 aree evento, quasi 80 spettacoli e centinaia di artisti di grande livello. L’intera città si è trasformata in un grande palcoscenico, con blues, jazz, lirica, classica, folk che hanno fatto da protagonisti, creando in molti casi veri e propri spettacoli no stop. Nelle 400 ore complessive di musica questo strumento della tradizione ha dimostrato di essere portatore di un mondo sonoro che si apre a svariate contaminazioni, in cui il contemporaneo si mescola a suoni

antichi. Il Festival è stata anche un’occasione per vedere all’opera artigiani del settore, visitare mostre e prendere parte a Jam Session. Giorni che sono un preciso segnale della crescita del distretto della fisarmonica, in aumento del 27,8% rispetto al 2011. Nella nostra regione il settore degli strumenti risulta trainante, tanto da smorzare gli effetti della crisi. Pensate che per valorizzare questo prodotto è nato anche un consorzio, il Music Marche, che conta oggi ben 31 associati. Lo sguardo rivolto al futuro è dato dalla portata dell’export, che rende le imprese più malleabili ai cambiamenti del mercato rispetto a chi lavora solo nel

The International Festival of Accordion of Castelfidardo has been a great success. Five days of music, 10 event areas, almost 80 shows and hundreds of top notch artists. The-

se days are a clear sign of the growth of the accordion field, with an increase of 27.8% compared to 2011. In our region, the instruments’ one is a leading field, so as to relieve the effects of the crisis.

territorio nazionale. Da strumento tradizionale della nostra terra, spesso relegato a “strumento da sagra”, la fisarmonica è diventata in questi anni il sound protagonista di canzoni di successoa livello mondiale, tanto che artisti del calibro di Gustavo Lima e Biagio Antonacci portano gli strumenti di Castelfidardo in giro per il mondo nei loro concerti. Un suono che tiene viva l’economia marchigiana, grazie anche ad eventi come il Festival Internazionale, che contribuisce ad unire sonorità alla bellezza dei nostri centri storici. L’esempio massimo di come la tradizione possa unirsi alla modernità, ed essere il marchio di un’intera regione.

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Luciano Capomasi (titolare Planet’s Cafè) premiato con lo Shaker d’oro da l’Onorevole Carlo Ciccioli, Mr Martini Benito Strigli o e Il presidente di Bar.it Club Massimo Castignani

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L’aquila insegna alle rondinelle a volare di

N

ulla avviene per caso!...non smetterò mai di ripeterlo. Non credo alle coincidenze e quotidianamente ne ho la comprova. Stamattina avevo appuntamento con Gianluca, il tecnico della tipografia che si occupa della stampa delle confezioni che contengono il nostro braccialetto. Arrivato in azienda mi si fa incontro un signore che si presenta: «ciao, sono il titolare della ditta e volevo conoscerti. Spono rimasto colpito dallo slogan presente sul dispenser, Respect Yourself.» E’ Gaetano Angeletti che, oltre ad essere un ottimo artigiano, è il presidente di un’associazione che si impegna nella salvaguardia dei giovani: la Rondinella. Ero venuto per visionare un cromalin e scopro un mondo dalle mille sfumature. Proprio oggi, “guarda caso”, ricorre il sesto anniversario di un devastante evento: la morte di un figlio per overdose. Scambiamo qualche parola, subito entra la commozione e ci abbracciamo; c’è una grande sintonia. Tra qualche ora le ipotesi di due mesi diverranno tesi; il giornale va in stampa e non c’è tempo per raccontare. Vi riporto un paio di frasi: «L’associazione di volontariato La Rondinella è nata dalla perdita di mio figlio Manolo, venuto a mancare per una overdose di cocaina. Da questa perdita, io e mia moglie, anziché rinchiuderci nel nostro dolore, abbiamo voluto creare questa associazione che ora conta 55 operatori volontari, a me piace dire che sono 55 candele accese su un cammino di speranza e di riscatto. Il nostro slogan, “riporta la primavera nel tuo cuore, per...come una rondinella...ricominciare a volare!” annuncia il ritorno della primavera inteso come inizio di una vita nuova, il ritorno delle rondini ai loro nidi e vuole significare l’inizio di un modo di vivere diverso per tanti ragazzi. I giovani di oggi sono di una fragilità estrema; molto bravi con i computer, maestri di abilità con i telefonini e la

play station, piloti alla Shumacher con le auto, ma dentro il loro animo sono come un delicatissimo vetro di Murano. La Rondinella è nata come progetto di vita per dare una speranza ai tanti, troppi giovani finiti nella strada impervia delle dipendenza. Voglio raccontare un epispodio della mia vita per dimostrarvi quanto siamo inadeguati come genitori: una volta mio figlio uscì di strada con la vettura; mi chiama dall’ospedale, non si era fatto nulla, mi precipito e come arrivo lui mi dice: “che stai a fare qui?, non mi sono fatto nulla, vai via che la tua presenza qui non serve. Io mi sono offeso per essere stato trattato così. Dopo un anno, durante una sua crisi, gli chiedo cosa posso fare e lui mi dice: “quella volta all’ospedale non hai trovato il tempo per stare 4 ore con me”. Quindi

The voluntary association La Rondinella was born from the loss of my son, Manolo, who died from an overdose of cocaine. From this loss, my wife and I, rather than lock us in our pain we wanted to create this association that now has 55 volunteer operators. I always say that

they are 55 candles on a journey of hope and redemption. Our slogan, “bring back Spring in your heart and ... like a swallow ... start to fly!”, announces the return of spring, meant as the beginning of a new life and wants to be the beginning of a different way of life for many young people.

Gaetano Angeletti

lui da un lato mi cacciava via, ma dall’altro voleva che stessi con lui. Questo sta a significare che io di mio figlio non ho mai capito nulla, e quando ripenso a questo mio limite precipito nella disperazione più profonda per essere stato un genitore non all’altezza e per non aver mai compreso chi era veramente mio figlio. Ma oggi, grazie alla Rondinella mi è stata concessa la possibilità di riparare, e questo perchè ogni figlio che riusciamo a strappare alla droga, diviene per me un nuovo Manolo che torna alla vita, è come se ogni volta avessi un nuovo figlio, e questo mi commuove». Mi ripropongo di raccontarvi i particolari di questa chiacchierata nel prossimo numero, perchè ritengo che siano questi gli incontri che ognuno di noi dovrebbe fare. Nulla avviene per caso!

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Due artisti a confronto di Gianpaolo Fioravanzo e Giorgia Vlassich

Frida

Giorgia Vlassich intervista Gianpaolo Fioravanzo C’è chi scatta fotografie da spettatore e chi fotografa se stesso, non solo attraverso gli autoscatti ma fotografando i propri demoni interiori, lei dove si colloca? Cerco di mettere più a nudo me stesso che la modella. La fotografia per me è un mezzo per spremere tutto ciò che ho dentro. Ho un profondo rispetto per tutto ciò che fotografo perché credo che siano elementi fondamentali, come i colori per un pittore senza i quali la tela rimarrebbe bianca.

rata, come è passato alla fotografia?, Fra queste due diverse attitudini, si verifica una dissociazione o un legame? L’interesse per la fotografia nasce un anno dopo aver cominciato l’accademia. Le due cose vanno sempre di pari passo. È come se vedessi tutto ciò che creo attraverso l’obiettivo, probabilmente può capitare che una cosa influenzi l’altra. Gianpaolo Fioravanzo intervista Giorgia Vlassich Nelle sue foto è presente spesso il nudo, che definirei come “erotismo puro” nel senso di un profondo rispetto verso il sesso, ma con un’apertura verso ciò che è “diverso”. Le foto sembrano attraversare la sessualità femminile sotto tutte le sfaccettature del bello e del brutto. Da cosa nasce quet’attenzione nei confronti dell’intimo delle donne? I nudi femminili sono una scelta inconscia, qualcosa di istintivo: una fisicità che mi appartiene. Non credo ci sia un bello e un brutto nella sessualità, il corpo di una donna è come un tempio, che può volgere al bene o al male.

Bambole

essere modificata, ma la fotografa ad adattarsi. Anche per lei è così? Quando qualcosa non va in una scena, penso che sono io a non andar bene, quando scatto un ritratto, mi faccio da parte, sono solo un tramite fra il soggetto e la pellicola. Non mi piace violentare le persone che fotografo, anzi, mi sento sempre in debito.Mi  colpì  in particolare una sua affermazione : “Se vedete qualcosa che avete già visto, non premete il bottone” ,ed è quello che cerco di inseguire nel mio lavoro. Da lei ho imparato l’umiltà e la discrezione.

Dopo aver frequentato scenografia all’Accademia delle belle arti di Mace-

2. In Diane Arbus si diceva, “She come to them” È proprio questo che segna maggiormente lo stile della Arbus. Lei andava da loro, e quando qualcosa nella scena non andava bene non era la scena ad

Col lavoro di Frida Kalho sembra dare un punto esclamativo al suo lavoro precedente, come la chiusura di un cerchio per la riapertura di un’altro più grande. Come mai Frida? Ho iniziato a studiare la vita ed il lavoro della Kalho, in un momento particolare in cui avevo bisogno di trovare protezione in qualcosa di familiare. Ha rappresentato la sofferenza del corpo, il dolore, e lo strazio di una donna che non può avere figli. La foto che ho scattato riproducendo “ La colonna spezzata “ è solo un omaggio, un ringraziamento.  Rimane un lavoro incompleto, che si concretizzerà totalmente al momento giusto. La modella è una cara amica performer, Antares Misandria. Poiché la nostra collaborazione artistica va avanti da anni, la troverete in molti dei miei lavori,è una simbiosi assoluta, nel bene e nel male.

From 22 to 26 August 2012 in Grottammare within the exhibition called “Il Vicolo dei Pittori” (the alley

of painters), the photographers Giorgia Vlassich and Gianpaolo Fioravanzo have presented their solo. To explore

and admire their art visit the websites: www.giorgiavlassich.blogspot.it and www.gianpaolofioravanzo.it

Fotografando in bianco e nero si sceglie di rappresentare la vita senza il colore. Potrebbe essere come volersi sbarazzare di qualcosa. Per quale motivo ha adottato questa scelta? Ha rappresentato delle bambole vere con delle bambole in carne ed ossa, ci lascia una linea guida? Nel bianco e nero ci sono dettagli più sottili da cogliere. Svanisce il superfluo e l’emozione arriva diretta. Si ha più profondità e in questo lavoro specifico l’ho scelto perché volevo dare un profumo antico. Oggi è l’immagine ciò che conta. Il mio lavoro nasce quasi da un gioco, modelle e modelli che sembrano bambole e viceversa.

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TEATRO PERSIANI - RECANATI

20 e 21 ottobre Nuovo Teatro – Teatro Stabile dell’Umbria STEFANO ACCORSI e NINA SAVARY in FURIOSO ORLANDO (ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante) di Ludovico Ariosto adattamento e regia di Marco Baliani

6 e 7 novembre Ghione Produzioni e Goldenart Production in collaborazione con Estate Teatrale Veronese MICHELE PLACIDO in RE LEAR di William Shakespeare traduzione e adattamento Michele Placido e Marica Gungui regia Michele Placido e Francesco Manetti

10 novembre Officina Teatrale / Musikeria TOSCA in ZOOM Spartito cinematografico regia di Massimo Venturiello 24 e 25 novembre RESIDENZA DI ALLESTIMENTO Compagnia della Rancia GIAMPIERO INGRASSIA in FRANKESTEIN JR da Mel Brooks regia di Saverio Marconi anteprima nazionale

17 e 18 novembre Ente Teatro Cronaca & Artù in collaborazione con Festival di Borgio Verezzi e Benevento Festival Città Spettacolo GIANLUCA GUIDI, GIANLUCA RAMAZZOTTI in BOEING BOEING commedia in due atti di Marc Camoletti versione Italiana Luca Barcellona e Francis Evans regia Mark Schneider

TEATRO DELLE MUSE - ANCONA dal 4 al 7 ottobre | KRAMER CONTRO KRAMER di Avery Corman traduzione di Masolino d’Amico adattamento Daniele Pecci con Daniele Pecci e Federica Di Martino regia di Patrick Rossi Gastaldi dall’ 8 all’ 11 novembre RE LEAR di William Shakespeare traduzione e adattamento Michele Placido e Marica Gungui con Michele Placido, Gigi Angelillo, Margherita di Rauso, Federica Vincenti, Francesco Bonomo, Francesco Piscione, Linda Gennai, Giulio Forges Davanzati, Brenno Placido, Enzo Curcurù, Peppe Bisogno, Alesando Parise, Riccardo Morgante regia di Michele Placido e Francesco Manetti Ercole Palmieri per Ghione Produzione e Golden Art Production in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

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Cocktail?...una soluzione di

Stefano, Edy e Fabio Renzetti

Non sono le circostanze a farci, esse ci rivelano. Che strana la vita! Spesso tendiamo a distruggere le cose che amiamo di più. Se noi, tutti noi che abbiamo più o meno raggiunto la “maturità” (ahahah quanto mi fa ridere questo termine) ci chiedessimo quanto tempo ci è voluto per capire l’ovvio, la risposta più onesta sarebbe: “troppo”! Consultando un dizionario leggo: “soluzione di continuità, lacerazione, lesione di tessuto, più genericamente interruzione di cose che dovrebbero essere unite”. Ma... ricomincio daccapo. Pomeriggio di fine estate; casa di campagna di Fabio; siamo un gruppo di persone che sta conversando. Ad un certo punto Giorgio, l’amministratore del Babaloo lancia un’idea: “Dopo domani c’è il concerto dei Camaleonti nel locale, gli farebbe piacere che il bancone centrale della

discoteca fosse occupato dai Fratelli Renzetti.”Fabio guarda Edy e le dice: telefona a Stefano, se per lui va bene io ci sto.” E’ fatta! Stefano, Fabio ed Edy; tre fratelli accomunati da un unico destino: professionisti dell’intrattenimento. Mamma mi racconta che da piccolo, quando sedevo sul seggiolone, per farmi star buono, mi dava un cucchiaio di legno che sbattevo per ore. Penso che papà Renzetti abbia dato loro degli shaker. Li conosco praticamente da sempre. Stefano, il più grande, affinava fin da giovane la sua arte lavorando nei più noti locali maceratesi. Poi, ad un certo punto, come accade ai capaci, sente la necessità di esprimere la propria valenza mettendosi in proprio. Ha studiato, ha fatto esperienza e c’è tanta..tanta passione. Credo che questi siano ingredienti fondamentali nella composizione del cocktail della nostra vita. Quando questi componenti sono debitamente miscelati l’intuizione arri-

va: Villa Buonaccorsi. Ho girato molto nella mia vita, ma quel pianobar rimane nelle mie “rimembranze” come uno dei più bei posti che abbia mai frequentato. Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vivere quel periodo lo sanno bene; che peccato per i giovani! Fabio più young, anche se figlio d’arte, credo che inizi ad assaporare le fragranze del vero professionismo proprio in questo magnifico contesto settecentesco. Aveva circa 18 anni: vigore e simpatia da vendere. Educato da Stefano inizia, in quel periodo, a far suoi i segreti del mestiere. Ritengo che la loro attività sia paragonabile a quella del teatro. È vero che ambiente e scenografia siano importanti ma è sempre la qualità degli attori e le loro interpretazione che fanno di un’opera un capolavoro. Da quell’epoca quanto ghiaccio hanno fuso! In un terzo momento è arrivata anche Edy, che non poteva non seguire la trainante scia prodotta dai fratelli maggiori. An-


che lei, attenta osservatrice, inizia quel cammino paziente che conduce agli alti livelli. Poi, dopo alcuni anni di stretta collaborazione il destino inizia ad impartire nuove direttive. Piano piano le tre rotaie cominciano impercettibilmente a distanziarsi. Non c’è mai stato un vero distacco, ma è come se le traversine di legno si fossero allungate. In qualità di spettatore ho una mia idea sul fenomeno: sono tre personaggi decisi, caparbi, consapevoli del loro sapere e della loro potenzialità. Hanno maturato la propria essenza dunque i tempi sono maturi perchè ognuno dia la propria espressione all’arte. Stefano approfondisce i suoi studi che lo porteranno ad

essere quello che è oggi: uno dei più affermati consulenti di settore in campo nazionale. Fabio apre locali su locali accumulando successi in notorietà e perizia. Edy diviene capo barman in strutture prestigiose. Sono passati anni; tanto lavoro, tanta ricerca, tanti sacrifici che li hanno spessorati, resi abili, consapevoli e stasera eccoli qua, riuniti. Sono stato per tutto il tempo un testimone: dal momento che siamo entrati quanti saluti, strette di mano, pacche sulle spalle, abbracci. Assistere per tutta la durata di questo evento a tanto calore umano, ricompense e gratitudine è stato per me molto emozionante. E si, perché constatare in un

mondo non troppo propenso ad elargire riconoscimenti ci sia ancora spazio per certe dimostrazioni d’affetto non può che far piacere, tanto piacere. Attualmente i tre fratelli sono impegnati nella progettazione di nuove iniziative per continuare a dare come hanno sempre fatto. Non possiamo impedire ai vulcani attivi di eruttare, è nella loro natura. Credo che lo shaker sia stato per loro un semplice strumento come il pennello per il pittore o la biro per lo scrittore; artefici di ogni opera è sempre la qualità dell’uomo. Vi rivoglio insieme più spesso perché presi singolarmente siete forti, molto forti, ma uniti siete una potenza. Vi voglio bene.

Stefano e Edy Renzetti, Andrea Petrini, Nicola e signora, Enrico Filippini e Fabio Renzetti al Babaloo di Porto Potenza Picena nella serata con i Camaleonti

Stefano, Fabio and Edy, three brothers united by a single destiny: entertainment’s professionals. Stefano has cultivated his art from a young age working in the most important clubs of Macerata. Then he felt the need to express his value on his own. He studied,

he gained experience and he has always shown a lot of passion. Fabio started when he was 18, with vigor and friendliness, appropriating the trade secrets. In a third moment came Edy, who could not fail to follow the leading trail produced by her brothers, reaching high levels.

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Top Bar

Commenta Parmigian Burger: hamburger with parmesan mousse and crispy ham on a salad Taste migrations: cocoa short pastry cup with white chocolate, Romcaffè coffee and Varnelli mousse Basil temptation: white wine, vanilla Absolute, lime, basil

Macerata, Piaggia della Torre, 31 - Tel. 0733.264369


Una partita e tanto cuore per la Croce Verde di Giuliano Rossetti

I ragazzi di “Amici” al Bar Spreca

L

’idea di raccogliere fondi per la Croce Verde è stato un successo, dove divertimento, simpatia, mondo dello spettacolo e generosità si sono fuse insieme. Peter Hans Marinucci e Giuseppe Vipera, i due organizzatori, della Partita del Cuore sono riusciti a raccogliere 3.600 euro, e appena una settimana dopo, domenica 7 ottobre alle 17.00 in piazza a Monte San Giusto, invitati sul palco di Clown e Clown Festival, hanno consegnato 1.200 euro alla Croce verde di Morrovalle e Montecosaro, 1.200 euro alla Croce Verde di Monte San Giusto e 1.200 euro a un bambino molto speciale (Ludovico Zamponi). Il gemellaggio tra Clown e Clown Festival e la Partita del Cuore per la Croce Verde è stato voluto da Peter Marinucci, Giuseppe Vipera, della Partita del

Cuore, Alessandra Aliberti, presidente del Clown e Clown Festival Festival e Ulisse Taddei Takimiri, dell’omonimo circo e organizzatore di eventi circensi. I 3.600 euro raccolti sono il frutto dell’intero incasso del triangolare disputato domenica 30 settembre allo stadio di Villa San Filippo a cui si sono assommate le offerte raccolte durante la cena spettacolo che si è tenuta la sera stessa al ristorante La Rosa dei Venti di Monte San Giusto. Tutte le spese organizzative sono state coperte grazie agli sponsor e ai sostenitori dell’iniziativa. La partita del Cuore è stata organizzata con il patrocinio del Comune di Morrovalle, Monte San Giusto e Montecosaro, e principalmente grazie alla voglia di fare, alla generosità di qualche imprenditore e di qualche commerciante, nonché alla generosità

Thanks to a soccer triangular between the National Clown&clown Festival, the Amici of the Green Cross with the National Angeli of TV and and the Italian National Amici have been collected € 3,600, delivered on Sunday,

October 7th in the square in Monte San Giusto, during the final day of the event Clown&clown. The share has been divided between the Green Cross of Monte San Giusto, the one of Morrovalle and Montecosaro and a very special child.

degli sponsor. Il triangolare di calcio tra la Nazionale Clown & Clown Festival, gli Amici della Croce Verde e la Nazionale Angeli della Tv, Nazionale Italiana Amici, composta dai ragazzi dell’omonima trasmissione di Canale 5, è andato alla squadra locale degli Amici della Croce Verde. A creare lo spirito giusto ci ha pensato un cronista d’eccezione come il comico Antonio Lo Cascio, che ha saputo trovare le parole giuste per sottolineare lo spirito dell’iniziativa, per presentare Ludovico che con il papà si è fatto la foto con i ragazzi di Amici e nel dare spazio all’appello dei genitori di Roberto Staccia, lo studente universitario 24enne di Moresco scomparso da Pescara il 14 dicembre scorso e ritrovato cadavere il 7 gennaio su una scogliera del lungomare Tenente Massaro, a Palese.

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la cravatta... da grande! Accessori per l’abbigliamento uomo/donna bigiotteria, pelletteria, oggettistica da regalo, cravatte e cravatte personalizzate, camicie e camicie su misura personalizzate, gadgets aziendali personalizzati. Via M. Savini - 62029 Tolentino (MC) - Tel e Fax. 0733.960007 jejcollection@alice.it - www. jejcollection.com


Passerelle anti austerity, tra lusso e teatralità dai sapori retrò di B.B.

S

i apre il sipario sulle stagioni Autunno-Inverno e gli stilisti di alta moda si lanciano sulla scena esibendo una sfrontata opulenza. Il forte contrasto tra queste scelte e la crisi che i mercati stanno vivendo (ma specialmente la morigeratezza a cui i consumatori sono realmente costretti), è sotto gli occhi di tutti. Tanto da portare acuni giornalisti di moda a far riferimento alla storia e in particolare ad una tendenza dei consumi e dello stile, che vedrebbe il massimalismo come una reazione consueta di fronte o in seguito ad eventi catastrofici, quasi a voler “scagionare” il mondo della haute couture. Certo se ad esempio pensiamo ai Roaring Twenties è facile constatare come la moda ed il make up, espresse all’epoca negli Stati Uniti attraverso modelli femminili inediti come le flapper e le garçonne, riflettessero un bisogno di eccesso, divertimento ed emancipazione, in netto contrasto con i sentimenti e i disagi post bellici. Ma può il contrasto di per sé individuare un comun denominatore tra circostanze storiche, economiche e sociali totalmente diverse?! Accantonando l’opinabile ipotesi “storica”, il perché di tale tendenza potrebbe essere più semplice e immediato. Consideriamo intanto che i fatturati delle maison in questione non hanno risentito poi tanto dell’attuale dissesto economico! Mentre, dall’altra parte, ci può essere chi, proprio in tempi di rigore, ha il desiderio di poter anche solo ammirare creazioni esagerate, preziose e fantastiche, così lontane dalla sobrietà quotidiana. Sta di fatto che le passerelle sembrano ospitare regine d’altri tempi. I tessuti, lo stile stesso dei capi e le applicazioni, seguono quel gusto retrò già affermato nelle stagioni precedenti. Ma ora entrano in gioco elementi che più si confan-

The catwalks seem to welcome queens from the past, thanks to Fall-Winter collections. Among the fabrics velvet returns, but the embroideries are the real stars that with beads and crystals

no al clima invernale. Tra i tessuti torna il velluto, inserito per impreziosire calzature e borse, oppure morbido e leggero per interi abiti. Esso funge spesso da base per accogliere ricami particolarmente ricchi. In effetti quest’ultimi sono i veri protagonisti nelle nuove proposte: intrecci floreali, maxi croci o decori bazantineggianti, color oro o argento, spiccano su fondo nero (D&G, Versace, Balmain). Perline e cristalli, poi, sono sapientemente inseriti creando disegni maestosi su abiti, calzature e clutch. Inoltre ci pensa il pizzo a dare movimento, creando tridimensionalità, laddove sovrapposto ad altri tessuti, ed eleganti trasparenze nei punti giusti, oltre ad una sofisticata femminilità in numerose linee di lingerie.

decisamente retrò, si può puntare sulla bombetta, meglio se basic e nera, poiché un grande classico si fa notare comunque! A questo punto non c’è da sorprendersi se mantelle, copricapo da grande freddo, ricami preziosi e gioielli regali, trasportassero gli spettatori nelle atmosfere aristocratiche dei salotti ottocenteschi russi, descritti da Tolstoj. Se così fosse, le numerose proposte appositamente pensate in stile zarina, per l’inverno 2012-2013, avranno colto nel segno.

Notevole anche l’impatto dei copricapo. C’è chi lo pensa extra large e chi iper verticale (rispettivamente Marc Jacobs e Luis Vuitton). Per un aspetto

Dopo aver tracciato, a grandi linee, le idee caratterizzanti la haute couture, nel prossimo numero lasceremo le passerelle per dedicarci allo shopping che più si avvicina alla quotidianità. Come di consueto però, è utile fornirvi un quadro completo, per capire se e come l’alta moda si riflette poi nei brand a cui comunemente ci affidiamo e in ciò che scegliamo per creare il nostro stile.

are skilfully combined to create impressive designs on clothes, shoes and mini-bags. Lace lingerie, eccentric hats and queenly jewels then, complete the precious look that designers propose. Besides the crea-

tions designed accordig to a modern Tsarina style, transport us in the atmospheres described by Tolstoj. In the next issue we’ll leave the haute couture talk about the shopping closest to the everyday..


Fumogeni, torce, trombe, sparacoriandoli da interno e da esterno, palloncini, vendita e noleggio bombole elio, articoli per discoteche e feste private, braccialetti luminosi, glow stick colorati.


Sfilata a Villa Berta di San Severino Marche di Wlater Monachesi

Valter Monachesi organizzatore e presentatore delle serate di moda marchigiane

L

’associazione culturale macerata eventi organizza, sabato 20 ottobre, un appuntamento dedicato alla moda bellezza&benessere. La location e’ villa berta a san severino marche, che raccoglie una tradizione culinaria le cui radici affondano nei duemila anni di storia che circondano la villa, in collaborazione con la diva car concessionaria audi, di sforzacosta di macerata. Incontro tra motori moda bellezza e benessere e spettacolo, con modelle partecipanti a concorsi di bellezza quali; miss grand prix, miss italia, miss universo e l’intrattenimento con momenti di fitness offerti dalle palestre meeting di tolentino e super gym di macerata. Questo appuntamento giusto connubio tra moda, motori, spettacolo e della buona cucina avra’ luogo nello splendido scenario di villa berta, con la partecipazione straordinaria di miss eleganza marche

2011 francesca scattolini finalista a miss italia 2011, e di lorenzo di bella talentuoso pianista di fama internazionale. Alle ore 16,00 apertura stand bellezza&benessere, d’interesse per chi sa apprezzare il viver bene e qui trovera’ gli specialisti per la cura del proprio corpo, estetiste, parrucchieri, palestre, erboristi, centri specializzati in kinetoterapia e consulenza nutrizionale, consigli per la cura con le piante aromatiche, cosmetica professionale, allestiti all’interno delle antiche e affrescate sale della villa dove si puo’ trovare di tutto per regalarsi bellezza&benessere. Alle ore 17,00 cocktail party offerto dalla “pasticceria del borgo” di treia. Alle ore 20,00 cena, prenotando allo 0733/636140 al costo di euro 25,00. Alle ore 22,30 il defile’ di moda per la presentazione della collezione autunno/inverno, con ingresso libero. L’evento si avvarra’

di boutique, show room e negozi presenti nella provincia di macerata e non solo, quali presenteranno: abbigliamento e calzature con nella stanza di lu tolentino, l’intimo con okkiblu di pollenza e vanita’ di grottaccia di cingoli, calzature dolci oberdan sant’elpidio a mare, gioielli cavalieri di corridonia, parrucchieria idols’ di macerata ed estetica bene’ di montecassiano, stranissimo per gli addobbi floreali di macerata, foto dello studio pixel di appignano, che vanno ringraziati in quanto hanno creduto in questo evento. La sfilata sara’ presentata da matteo pasquali con ingresso libero dalle ore 22,30. Un ringraziamento particolare va’ ai piccoli e grandi sponsor che hanno permesso la realizzazione di tutto cio’. L’invito a partecipare e’ rivolto a chi e’ affascinato dalla moda bellezza&benessere, motori, la buona cucina ed il fitness. Buona sfilata a tutti!

The cultural association Macerata Events organizes an event dedicated to fashion, beauty & wellness, which will be held on October

20, with the collaboration of Diva Car Audi dealership. The location will be Villa Berta in San Severino Marche. The event will start in the afternoon,

with stands focused on beauty & wellness and it will continue with a cocktail party, a dinner and a fashion show with many guests and surprises.

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Pub Birreria - 18.30 - 02.00 vicolo ferrari 12, Macerata, IT Tel. 0733 262950 Aperto anche a pranzo Chiuso il lunedì

L’origine del nome Faber café trova spunto da una leggenda scozzese, quella del blacksmith priest, un sacerdote fabbro, che sulla sua incudine sigillava l’amore eterno di amanti clandestini, a cui le famiglie e la società impedivano di sposarsi. Una leggenda affascinante, romantica, lontana nel tempo e nella geografia, che si è fusa e modellata all’identità fortemente innovativa del locale. Rimasta l’incudine, il blacksmith è stato tradotto in faber (da faber ferris) connotandosi così di altri significati altrettanto emblematici dell’identità del locale: ingegno, artigianato, creatività,… Universi semantici che raccontano la vera essenza di faber café: una fucina di contaminazioni culturali, sociali e gustative, dove le leggende celtiche, i sidri di frutta, le pozioni di malto e luppolo si incontrano con l’attuale tradizione birraria, sia artigianale italiana che internazionale. Un’officina di “ozio e cultura”, dove giovani artisti trovano posto per esprimere il proprio talento, artistico, musicale, teatrale. Dove potersi rifugiare nella lettura di un giornale o di un libro destinato al bookcrossing. Dove dare vita ad una nuova e partecipativa dimensione del divertimento, da pomeriggio fino a tarda sera. Non un bar, non un pub, non una semplice caffetteria. Per tutto questo e molto altro ancora Faber è café.


Bartist 2012: chi sara’ il vincitore? di Antonella Ciccarelli

A R T A N D C O F F E E

contest ’012

Gia artisti che espongono al Bar Spreca

Q

uesta è stata la dimostrazione di come il bar possa diventare un luogo in cui amare l’arte e farsi circondare da essa. Un grande successo, al Bar Spreca di Trodica di Morrovalle, per la collettiva di tutti gli artisti che hanno esposto in questi anni nel locale. Un evento fortemente voluto da Bar.it, che ha così voluto premiare tutti gli artisti offrendo loro uno spazio in cui esibire opere rappresentative del loro stile.

Al bar erano consegnate delle schede per votare l’artista preferito, così da identificare il “Bartist 2012”. Una manifestazione che è stata accolta con entusiasmo da clienti ed appassionati, tanto che sono state consegnate e depositate nell’urna più di 1000 schede di votazione. Venerdì 16 novembre ci sarà la serata conclusiva, in cui avverrà lo spoglio delle schede e verrà nominato il vincitore di questa edizione, premiato con una targa ed un trofeo

The Bar Spreca of Trodica Morrovalle has hosted the group exhibition of all the artists who in recent years have exposed into the bar. During the event were given voting cards to the guests to

vote for their favorite artist, so as to identify the “Bartist 2012”. On Friday, November 16th there will be the final soiree in which will take place the counting of votes and the winner of this edition will be named.

realizzato da Dora Lombardi Gioielli. Gli altri artisti si classificheranno tutti secondi a parimerito. Tra i votanti dell’artista vincitore verrà estratto a sorte un nominativo, al quale andrà in omaggio un cesto con i prodotti Varnelli. Il Bartist 2012 potrà continuare ad esporre al Bar Spreca nel periodo successivo. Un evento che, visto il successo, sarà sicuramente riproposto, per continuare a vivere il bar lasciandosi circondare dall’arte.

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Bar Pizzeria al taglio e d’asporto Stuzzicheria - Friggitoria Piatti veloci - Happy hour

Viale Vittorio Veneto 28 - Tolentino 0733.968979 - Cell. 329.0291281


Tiziana Fagiani Se avessimo protetto i canyon dalle tempeste di vento, non potremmo ammirare la bellezza delle loro fenditure

di

Tiziana Fagiani

Q

uando mi trovo a passare a Sforzacosta, un salto dall’amico Silvano (Novecento) lo faccio spesso. Il suo laboratorio è diventato un punto d’incontro di anime più che di persone fisiche. E’ qui, in un pomeriggio di fine agosto, che mi presenta Tiziana Fagiani; donna sul Potenza, pittrice sul Chienti. Uno dei concetti pregnanti delle filosofie orientali vuole che, nascosta in ogni sventura, ci sia la buona sorte. Mi rendo conto che nell’occidente industrializzato un’espressione del genere suoni come una bestemmia, ma nella discretamente lunga passeggiata della mia esistenza ho preso coscienza che le metamorfosi accadono così. Circa 11 anni fa Tiziana deve sperimentare il do-

lore più devastante che il fato ci possa destinare: la morte di un caro, suo marito. Una donna distrutta, sprofondata nell’abisso del nulla. Paradossalmente cadute del genere possono annientare ma spesso rivelano tesori che non avremmo mai sospettato di possedere. L’impulso spirituale spinge Tiziana a prendere dei pennelli in mano e dipingere, dipingere...dipingere. Le prime tele ad olio sono una terapia per una donna devastata che lavora in fabbrica e non ha mai studiato tecniche pittoriche. “Imbrattare” telai rivestiti in lino la porta a conoscere artisti che apprezzano i suoi lavori e la incoraggiano a dare spazio alla voce interiore. Ad un certo punto cambia materiali; comincia a spatolare stucchi ed

Tiziana Fagiani discovered painting as therapy against pain. Devastated by a tragic event she’s dedicated her life to art, obtaining remarkable results. Her works

have been displayed in many exhibitions, and they have captivated audiences and critics, so as to allow her to win numerous awards which are often unsuspected, as she said.

acrilici e nascono le prime incisioni. In più di due lustri ha prodotto tanto. I suoi lavori, esposti in tante mostre, hanno affascinato pubblico e critici tanto da èpermetterle di vincere numerosi premi spesso, come lei racconta, insospettati. Quello che mi ha colpito, parlandoci, è quanta dualità esiste in tutti noi. La sua mente è pragmatica, mascolina, resa cruda dai tormenti. Il cuore esprime una dolce femminilità nelle opere che compone. I suoi quadri colpiscono, sono rotondi, armoniosi, zuccherati. Via via che si scorrono le sue realizzazioni è evidente una costante emancipazione, anche tecnica. Brava Tiziana, sai emozionare. Ti auguro che il cavalletto ti renda sempre più leggera. Grazie.

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Artisti a confronto al “Giallo Ocra”

I

l ristorante Giallo Ocra è un delizioso ambiente a Civitanova Marche, vicino al porto. Eleganza, attenzione per i particolari e professionalità per l’alta qualità nel mangiare e nel bere. I piatti, tipici della riviera adriatica e dell’entroterra, sono preparati con ingredienti freschissimi, e potrete scegliere tra la pasta fatta in casa, carne o pesce, e pizze cotte nel forno a legna. Ma in questo ristorante la cucina si abbina perfettamente anche all’arte. Giallo Ocra è infatti la location scelta dall’Associazione Culturale made Again per la Rassegna d’arte “Artisti a Confronto”.

Nel locale, di volta in volta, vengono esposte le opere di due artisti di alto livello. Le prossime opere che potrete ammirare sono quelle di Roberto Rossi e Andrea Giardini. Il primo è nato nel 1965 a Porto San Giorgio, ed ha iniziato come autodidatta. E’ un artista poliedrico, sulla cresta dell’onda dal 1972. Una carriera in cui la pittura e la scultura si sono spesso intervallate alla poesia. Nella nostra regione è molto conosciuto, avendo esposto a Porto Sant’Elpidio, Civitanova, San Benedetto e Macerata. Al suo attivo un terzo posto al Concorso di Arte Contemporanea “Startart” e

pubblicazioni nel catalogo “CollettivaMente 2011”. Andrea Giardini è nato nel 1976, autodidatta con la passione per il disegno e la musica pesante, da sempre disegna illustrazioni e fumetti, alternando lavori personali, partecipazioni a concorsi, pubblicazioni locali e sperimentazioni grafiche varie con i suoi disegni come t-shirts e stickers. Negli ultimi due anni si avvicina alla pittura con acrilici e chine ed anche alla pittura digitale. Lotta per arrivare a un suo stile riconoscibile. Anche lui ha esposto in molte mostre tra Civitanova, Porto Sant’Elpidio e Lanciano.

The Giallo Ocra is a delightful environment in Civitanova Marche, near the port. Giallo Ocra is the location chosen

by the Cultural Association made Again for the art exhibition “Artisti a Confronto”. In the restaurant, from time to time, are exhi-

bited the works of two high-profile artists. The next works which can be viewed are those by Roberto Rossi and Andrea Giardini.

Ristorante Pizzeria Via Cristoforo Colombo, 204 62012 Civitanova Marche Macerata - 0773 471385 - Cell. 380.1928429 www.giallo-ocra.info


- Venerdi 26 ottobre NANCY BOY - Placebo tribute band - Sabato 27 ottobre MADAME WEB - Rock 70\80 - Mercoledi 31 ottobre ROCK HORROR LIVE SHOW - Venerdi 02 novembre DABBA DABBA - Ramones tribute band - Sabato 03 novembre DJ SET ROCK - Venerdi 09 novembre TODIO + THE ABSINTHH - Crossover - Sabato 10 novembre LIVE MUSIC - Venerdi 16 novembre DEVOTEES - Depeche Mode tribute band - Sabato 17 novembre SAFENA - Rock - Venerdi 23 novembre THE KING STONE - Rolling Stone tribute band - Sabato 24 novemre DJ SET ROCK - Venerdi 30 novembre KING FOR A DAY - Faith no More tribute band - Sabato 01dicemre LE MANI SPORCHE - Ska

HAPPY HOUR - CUCINA TIPICA - HAMBURGERIA seguici sulla pagina facebook “UNDERWORLDPUB” live music in collaborazione con

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ANCONA - 91.4 MHz - SANT’ELPIDIO A MARE (località Cascinare) - 91.9 MHz MACERATA (centro città) - 101.5 MHz - TOLENTINO (località Parruccia) - 96.1 MHz TOLENTINO (colle Redentore) - 91.1 - 91.9 Mhz - SAN SEVERINO (San Pacifico) - 91.3 MHz SERRAPETRONA - Monte D’Aria - 96.3 MHz - SARNANO (località Schito) - 99.3 MHz

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FOLKLORE

Sagra Fagioli e Cotiche dal 6 al 7 Ottobre 2012 Piazza 1° Maggio - Sassofeltrio (PU) Sagra del Fungo e Mostra 6 ottobre 2012 Serravalle Di Chienti (MC) Sagra dell’uva 7 ottobre Cupramontana (AN) Festa del Miele 08 ottobre Belforte all’Isauro (PS) Sagra della castagna 13 ottobre Montegallo (AP) 49°Mostra Naz. Tartufo Bianco Pregiato dal 13/10/2012 al 04/11/2012 Sant’Angelo in Vado (PU) Sagra d’autunno 14 ottobre Montefalcone (FM) Sagra della Castagna 15 -16 ottobre Lunano (PS) Giocattolo d’epoca modellismo e treno 15 - 16 ottobre Pesaro Festa d’autunno 20 ottobre Acquasanta Terme (AP) Fiere d’Autunno di San Luca 20 ottobre Urbania (PU)

La Notte degli Sprevengoli dal 26/10/2012 al 28/10/2012 Ostra (AN)

NOVEMBRE

OTTOBRE

Biosalus 2012 dal 5 al 7 Ottobre Urbino (PU)

La festa delle Streghe 27 ottobre Corinaldo (AN) Fiera Nazionale del tartufo Bianco 28 ottobre Acqualagna (PU) Sagra gastronomica di San Martino 1 novembre Grottammare (AP) Sapori e aromi d’autunno 1 novembre Fano (PU) Castagnata in piazza 2 novembre Montottone Fiera del formaggio di Fossa 05 novembre Talamello (PS) Diamant a tavola 08 - 09 novembre Amandola (AP) Fiera di San Martino 9 novembre Sassocorvaro (PS) Festa d’Autunno 18 novembre Monte San Vito (AN) Le avanguardie berlinesi 11 novembre Urbino (PS) Urbino Antiquaria 26 novembre Urbino BARMUSIC 155


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“Il divertimento cosmico”

Recital di Mauri Mines tra musica e parole di Yuki Potenza

L

a musica è la sua passione originaria, nasce con lui, probabilmente è nei geni e nell’istinto fin dalla nascita.Il suo è un mondo pulsante, quasi febbricitante e in permanente tensione: il pensiero creativo è nello sguardo, negli occhi chiari che indagano sulle alternative possibili, fermi restando i punti certi della sua ricerca in continua evoluzione: parole – come degli amati cantautori degli anni ‘70 e ‘80 - e musica. In più – quasi a compendio, come a cercare la quadratura del cerchio – lo spazio scenico, sia una strada, una piazza o un teatro, è rigorosamente scevro di orpelli e strutture inutili. Quindi il teatro-canzone, come lui lo chiama, musica e parole, una sorta di recital/cabaret. La città che ha eletto a suo domicilio fin dai primi anni ’80, data del suo esordio di music/cabarettista è Milano. La sua vita si divide dunque tra Milano, Parigi, e Recanati. Autore, cantautore, musicista, compositore, arrangiatore polistrumentista Maurizio è artefice di hit radiofoniche come “Per diventare gay”, lanciata da Fiorello. E’ vincitore per due volte del “Musicultura festival” e spesso ospite di trasmissioni televisive. Una carriera in piena ascesa. Come per ogni tradizione artistica significativa la sua

arte/esibizione/esposizione riflette sulla scena il disagio dell’essere, il disappunto della vita quotidiana in un sociale in violenta rapidissima trasformazione. Sperimentatore e provocatore, racconta il logorio di una vita faticosa dove la partecipazione civile ed umana sembra venuta a mancare e la comunicazione è menzogna nel quotidiano e non produce che depressione, stanchezza, corrosione, i valori primari e l’etica sociale sembrano scomparsi. I musicisti per certo tra i migliori della scena attuale, sono tutti in origine di “casa nostra”. L’impavido astronauta protagonista, l’attore – amico e ormai storico collaboratore di Maurizio - Mauro Negri, vive i suoi picchi estremi librandosi tra le meraviglie dell’universo e ripiombando violentemente sulla terra e tra le sue “dis”umane miserie: un uomo impossibilitato a divertirsi sulla terra, fallito e depresso nella sua proiezione, ricerca la magia nel cosmo. Una metafora sul permanente conflitto tra realtà e sogno, tra razionalità e bisogno di evasione alla ricerca di nuove dimensioni, tra contingenza e trascendenza. Gli arrangiamenti sono tutti realizzati ad hoc da un altro musicista d’eccezione: Angelo Casagrande, antico compagno – anch’egli - di avventure e disavventure

Mauri Mines lives between Milan and Recanati. As with any significant artistic tradition his art / exhibition / presentation reflects on stage the discomfort of being, the disappointment of everyday life in a society into rapid and violent transformation. The arrangements are all made ad hoc by another

musician: Angelo Casagrande, old fellow in music as well as in recitals since the 80s. The other excellent artists helping production are Max Ruggeri (guitar) and Luke Orselli (drums). Mauri Mines also operates in his recording studio in which he realizes recordings of different kinds for artists and musicians.

nella musica così come nei recital fin dagli anni ‘80. Gli artisti di compendio della produzione, anch’essi eccellenti sono Max Ruggeri (guitar) e Luca Orselli (drums). Rigorosamente “live” l’atmosfera che emerge da quest’ultima produzione ritrova da un lato il romanticismo evocativo di David Bowie negli anni ‘80 ma innesca dall’altro un’autocritica sottile ed ironica, dove non mancano, tra cielo e terra, considerazioni critiche ai costumi di casa nostra. Il sogno, di certa realizzazione dati i presupposti, rimane di suonare ed esprimersi aldilà delle tendenze e delle cover tanto inutili quanto in voga in questi anni. Negli ultimi anni Mauri divide la sua esistenza tra Milano e Recanati, amato luogo della sua origine, dove svolge la sua altra attività eccellente e di spalla alla realizzazione dei suoi recital: è un audio pro. Nel suo recording studio all’avanguardia professionale, realizza registrazioni di generi diversi per gli artisti/musicisti, che lo conoscono e apprezzano, siano essi già affermati o alla ricerca di riconoscimenti, oltre che per le sue nuove produzioni. Informazioni e notizie di Mines: www.mines1.net

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MI RITORNI IN MENTE I KOOP Aldo Passarini tastiere Sandro Santecchia chitarra basso Enzo Calcaterra chitarra solista Antonio Santecchia chitarra accomp. Alberto Nardi – batteria

Q

uesto gruppo era sintonizzato sulle radio pirata dell’epoca, in cui si trasmettevano brani americani ed inglesi che da noi erano ancora inediti. Loro li registravano ed imparavano ad eseguirli, così da ripro-

porli alla prima occasione come “anteprima nazionale”. Così i loro concerti erano raduni attorno alla musica. Una strumentazione da 6.500.000 lire (tanti per l’epoca) e ore rubate alla scuola. Ma anche quello era un modo per studiare...

THE FRIENDS Amedeo Caggiano chitarra e voce Pierfrancesco Castiglioni chitarra e voce Antonello Di Geronimo maracas e voce Doriano Angeloni voce

T

ra i più giovani e tra i primi gruppi formati in quegli anni, un punto di riferimento tanto da spingere la creazione di altri gruppi del genere anche più importanti. Nei

primi anni apparivano solamente nelle feste di quartiere, ma poi presenziavano alle più importanti manifestazioni musicali che l’età consentiva, facendo da congiunzione tra vecchi e nuovi.

BARMUSIC 159


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Non bruciare la tua vita di Peppino Manzi

L’umanità si trova oggi a un bivio: una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene”. (Woody Allen). Una vita tumultuosa, basata sulla superficialità delle cose, nel suo incedere lascia aperte delle porte e, prima o poi, le tragedie sopraggiungono, inesorabilmente.

una semplice attività. Ciò che mi avvilisce particolarmente è che addirittura l’I. B.A. (International Bartender Association) abbia riconosciuto il B-52 e fatto entrare questa bevanda “molotov” nella propria lista di cocktail internazionali. Il barman, a mio avviso, al pari di un medico o di un confessore spirituale, ha la responsabilità di allietare ed alleggerire l’esistenza dei suoi clienti e non essere il fautore di una devastazione individuale e sociale che non può che scaturire nella più avvilente decadenza. Questo mio, oltre ad essere uno sfogo, vuole essere un accorato appello, rivolto agli amici, ai colleghi, ai clienti e naturalmente a tutti i giornalisti del settore affinché non trascurino la gravità di certi fatti, perché, anche se apparentemente isolati, sono della massima serietà. Un microbo, se non prontamente combattuto, può devastare un intero organismo. La figura del barman dovrà sempre alleggerire le giornate dell’uomo mitigando le sue penosità senza mai privarlo del suo aspetto fondamentale: la sua dignità. “Buon” lavoro a tutti, grazie, con affetto Peppino Manzi

Fatti di cronaca del genere devono obbligatoriamente indurci a rallentare il passo, fermarci e riflettere. Fin dalla prima volta, qualche anno fa, quando venni a conoscenza che nei bar si offrivano flame-cocktails, fui estremamente dubbioso e contrario su questo assurdo modo di svendere una professione che dovrebbe accostarsi più alla scienza che allo spettacolo. Viviamo periodi che paradossalmente danno più spessore all’apparenza che all’essenza. Fin da giovane mi sono avvicinato alla professione di barman in maniera umile, discreta, poetica. La preparazione di un cocktail non è un semplice miscuglio di bevande più o meno alcoliche, misce-

late in maniera dissennata, per ottenere una bevanda che produca lo sballo. No! È una scienza e come tale va trattata, rispettando leggi e teoremi. Ho speso la mia vita in una costante ricerca della qualità nelle prerogative di quei prodotti che debitamente amalgamati dessero un senso al nostro mestiere, perché il primo cocktail che un buon barman dev’essere in grado di preparare è quello contenuto in se stesso; gli ingredienti? passione e sapienza, molta sapienza. Ovviamente nella ricerca della conoscenza si può anche inciampare e commettere degli errori, ma è importante riconoscerli e porvi subito rimedio. Dico questo perché anch’io, mio malgrado, ho introdotto a suo tempo, in un mio testo didattico, un drink infiammato: lo spit-fire. Subito dopo, ripensandoci, ho dovuto, per onestà intellettuale, riconoscere lo sbaglio e fare un passo indietro. La miscelazione dell’alcol è e deve rimanere una cosa seria. Per padroneggiare un qualunque mestiere non è sicuramente sufficiente la frequentazione di qualche corso tenuto, tra l’altro spesso, da “docenti” improvvisati che rilasciano attestati la cui validità è sovente discutibile. Tanto meno la nostra attività. Il professionista non deve mai sottovalutare le proprie responsabilità. Parte integrante del cocktail, oltre a colori e sapori, è conoscenza, sensibilità, etica e morale. La natura ci offre i suoi doni i cui limiti non vanno mai ignorati se vogliamo che un presupposto piacere si traduca in una squallida autodistruzione. I fenomeni che ci fanno da contorno mi stanno molto rattristando. La movida, gli street-bar, i free-style, sono, secondo me, l’espressione di una finta cultura alla quale molti giovani sono stati costretti da un’ignoranza di base. Ho trascorso la mia esistenza dietro un banco bar, convinto, fermamente convinto, che la mia fosse più una missione che

From the first time I learned about bar offering flame-cocktails, I was extremely doubtfully about this absurd way to sell off this profession. My doubts were confirmed by various current events about young

people who have caught on fire while they were consuming these cocktails. Since young I approached the bartender profession with humility, discretion and poetry. I have spent my life in a constant search of those products

which if duly amalgamated gave meaning to our work. Mixing alcohol is and must remain a serious matter. So I think that integral part of the cocktail is knowledge, sensitivity, ethical and moral, as well as colors and flavors.

A Rimini, un gruppo di amiche entra in un bar, chiedono degli “shortini”; la bar-made riempie dei bicchierini miscelando diversi prodotti alcolici, e dà loro fuoco: uno scoppio e una di loro si trasforma in una torcia umana. Nel bergamasco due ragazze entrano in un locale e chiedono due cocktails alla fiamma, il B-52. Anche qui una deflagrazione; vengono entrambe ricoverate in ospedale per gravi ustioni al volto e al corpo. Altro articolo apparso di recente sulla stampa: imitando un barista “sputafuoco” uno studente riporta gravi lesioni mentre stava preparando uno di questi cocktails flambè: tragedia sfiorata.

Cari amici, propongo che la locandina (qui a lato) da me ideata, in collaborazione con gli amici di Bar.it, venga esposta da tutti gli esercizi gestiti da coloro che svolgono professionalmente la loro attività, ovvero ai barmen professionisti perché soltanto con il nostro sapere sapremo arginare ignobili fenomeni di massa e ricondurre al suo legittimo significato questo meraviglioso mestiere. (Scarica la locandina in pdfche troverai sul sito www.bar.it: stampala e appendila nel tuo locale! Diventa anche tu un promoter di questa campagna di sensibilizzazione).

BARMUSIC 163


Incontri del cinema italiano di Tolosa di Giuliano Rossetti

8a edizione Città TOLOSA (Francia) 30 novembre - 9 dicembre 2012

I

l Festival del Cinema Italiano a Tolosa è arrivato all’8° edizione con la voglia di aumentare le proiezioni, le manifestazioni e gli invitati. La manifestazione si svolgerà dal 30 novembre al 9 dicembre a Tolosa. Come in ogni anno il festival sarà decentralizzato verso altre sale cinematografiche della regione: come Cratère Toulouse, Blagnac, Roques sur Garonne, Muret, Àucamville, Auterive, Lectoure, L’Isle Jourdain. Come nella passata edizione verranno assegnati tre premi: il premio del pubblico, il premio della critica, che sarà assegnato da un agiuria composta da giornalisti di Tolosa, e il premio della giuria degli studenti, che verrà asseganto dagli studenti dell’Università du Mirail, dagli studenti dell’Esav (scuola superiore degli audiovisivi) del liceo di Arènes, Scienze Politiche e ecc. Il Festival del Cinema Italiano a Tolosa è ormai una realtà riconosciuta e sullo stesso piano di quelli di numerose città francesi come Annecy in particolare e Villerupt, nelle quali, da anni, si organizzano festival importanti. Ricordiamo che si tratta dell’unico Festival di cinema italiano in tutta la regione del SudOvest della Francia. A Tolosa e nella regione risiede una comunità italiana numerosa (con presenza di un Consolato), inoltre molto presenti e molto dinamici sono coloro che amano l’Italia. Faremo il possibile per rispondere, ancora una volta, alle loro aspettative e alla loro fedeltà. Contatti: tel: + 33 (0)5 62 26 54 69 e-mail: christine.grezes@gmail.com sito web: www.cinemaitalientoulouse.com

The Italian Film Festival in Toulouse has arrived at the 8th edition with the desire to increase screenings, events and guests. The event will take place from 30 November to 9 December

in Toulouse. This is the only Festival of Italian cinema in the entire region of SouthWest France also thanks to a large Italian community (with the presence of a Consulate) and thanks to those who love Italy.


Sport

Motori

GIANPIERO SIMONI

ALESSIO GUAZZARONI

BENITO MORICONI

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Sognare di volare fa spuntare le ali di

Gran premio di Monaco 1991

S

ono tanti gli ingredienti che fanno di un uomo un campione, la meno sospetta è la modestia. Riincontrare Giampiero dopo circa trent’anni è stata una piacevolissima sorpresa. All’epoca era poco più di un bambino che la domenica mattina gareggiava nelle gare di apertura, sfrecciando con il suo go-kart prima che noi più grandi scendessimo in pista nel pomeriggio. Da allora ne ha fatta di strada, per lo più dai due ai trecento all’ora. Aveva dodici anni quando una domenica d’inizio estate, a pranzo con il papà in un ristorante di Servigliano, sente rombi di motori provenire dall’esterno. All’epoca il paese del fermano allestiva un circuito cittadino che richiamava un nutrito stuolo di partecipanti. Giampiero assiste alla sua prima gara di kart e viene subito rapito: è amore a prima vista. L’indomani è a Colmurano con il papà da Vincenzo Compagnucci, storico fornitore dell’epoca per noi “suonati” della velocità; acquista un 100 cadetti e comincia a girare nel piccolo circuito del paese, una sinuosa striscia d’asfalto che si snodava intorno ad una fabbrica, la Reve, di Ruggero Ruggeri, altro storico personaggio di questo mondo. E’ l’82, così ha inizio la storia di un grande di questo sport. Comincia quasi subito a gareggiare. Ogni domenica sul gradino più alto del podio

della 100 cadetti, si alternano due piloti: Giampiero Simoni e Gianni Morbidelli. Chi non crede nel destino dovrebbe resettare le proprie convinzioni: anni dopo si ritroveranno a “lavorare” nella Scuderia più famosa del Mondo, in Ferrari. Nell’86, dopo quattro anni di battaglie sul filo di lana, arriva 2° nel Campionato Italiano, dietro ad un certo Alex Zanardi. Chi corre lo sa; gli sports motoristici presuppongono testa, cuore, fegato ed un organo esogeno: un portafoglio smisurato. Papà Simoni ha sborsato tanto denaro e il bivio compare: i risultati sono eccellenti però continuare è dura...ma la Provvidenza è li...era in attesa. La PCR lo ingaggia come pilota ufficiale per la stagione ‘87: mezzi,assistenza e uno stipendio assicurato. Domina il Campionato Europeo fino all’ultima gara quando, a 4 giri dalla fine, deve fermarsi per il distacco della ruota anteriore sinistra fissata male dal “povero” meccanico: per 2 punti è secondo. Il Fato però lo attende benevolo nella gara Iridata: ad Hong Kong si laurea Campione del Mondo nella 135 cc. L’anno successivo, sempre nella finale Mondiale, arriva 2° al fotofinish con Mike Wilson, che di Mondiali ne ha vinti 7. Nell’89 si trsferisce in Inghilterra per disputare la formula Ford come pilota ufficiale della Camel. Risultati su risultati lo portano nel ‘90 e ‘91 a

Giampiero Simoni is a pilot who led Italy to international levels, as world champion and winner of many Cart races in

Formula 3 and Formula 3000. Together with Andrea De Adamich he instructs the owners of prestigious cars on circuits all over the world.

Gran premio di Spa Francochamps 1992

gareggiare in Formula 3 a bordo di una Dallara-Alfa. Piazzamenti, podi e una vittoria gli permettono di approdare nel ‘92 nella massima categoria propedeutica per la Formula 1. La formula 3000, una Raynard motorizzata Judd. Due Campionati (anche il ‘93) nei quali combatte tenacemente per le prime posizioni in tutte le gare, pur con alterne fortune. Potenzialmente è da Formula 1 ma, a quel livello, il talento non basta: l’alchimia che governa il Circus è ad appannaggio di “pochi eletti”. Passa al Campionato Turismo come pilota ufficiale Alfa; nel ‘94 con Gabriele Tarquini e nel ‘95 con Derek Warvick. Disputa gare Internazionali e il DTM tedesco; anche qui lotta costantemente per i podi. Le ultime gare di una carriere ad altissimo livello le corre in Giappone su una Toyota GT3 con Wain Gardner, pluricampione delle “500”. Adesso Giampiero fa l’istruttore. Dal ‘90 porta avanti, con Andrea De Adamich, dei corsi di guida sportiva per clienti Alfa, Maserati e Ferrari. Gira il Mondo e rende abili i facoltosi appassionati di questo sport. Mentre sto scrivendo è a Sepang, per un corso di guida veloce per i “poveri disgraziati” di quella zona. Ci siamo ripromessi di sentirci più in la, per una cenetta tra amici, appassinati e cavalieri del Regno della Velocità. Come al solito sei un grande...grazie Giampiè!

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BARMUSIC 167


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Una moto si compra... il manico no! di

Carlo Perugini

A

vevo una decina d’anni. Credo fosse domenica. Eravamo stati invitati a pranzo a Recanati da zia Maria Teresa. Intorno a mezzogiorno, le donne stavano ancora preparando, Carlo mi dice:”andiamo a fare un giro?” “dove?” chiedo io, “andiamo a prendere la curva del pincio”. Un vespino 50, tra il celeste e il turchese, a sella lunga. Circonvallazione, passiamo dietro l’ospedale, curva a sinistra di 3°, leggero rettilineo, 2°...e giù sul tornante a destra: scarpa schiacciata tra l’asfalto e il carter. Se qualcuno ci avesse seguito avrebbe assistito a scintille da meteora. Un altro mezzo grado d’inclinazione e ci saremmo cappottati come due creature di tre mesi quando sgambettano sulla culla sotto la giostra “de li sonajetti”. Credo che fu proprio in quell’istante che assimilai perfettamen-

te la locuzione:”Oh..me se sò strette le chiappe!”. Nei vent’anni successivi, ed oltre, abbiamo prodotto fiumi d’adrenalina. Eravamo un gruppo di ragazzi, io ero il più giovane, che ignorava la statica; per noi esisteva solo la cinetica, spinta alla massima energia. Tutto ciò che non era inchiodato a terra doveva muoversi alla massima velocità, con noi sopra naturalmente. Passavamo le estati a Montecosaro. Carlo abitava in paese, in una grande abitazione vicino alla piazza. Io in una villa in campagna di nostro nonno. Avevo talmente sfinito papà che, per non sopprimermi, m’aveva comprato un “Ciao” con il quale consumavo qutidianamente litri di miscela, maglioni, pantaloni e porzioni di pelle: non c’era giorno che non andassi a terra. Tutto questo negli stradelli del giardino, non avendo l’età, non potevo

Carlo Perugini has been a great motorcycle champion of Recanati and with Franco Uncini they’ve left their mark during the 80s in the World Championship. He remembers every step of his career: from

the first games played with friends as a kid until the races that led him to the pinnacle of world sport landscape. Carlo has been able to decide when it was the right time to leave this field, as only great champions can do.

circolare regolarmente. Ma ero felice perchè sapevo che giornalmente Carlo sarebbe venuto a trovarmi, lui poteva girare per strada perchè era più grande, e avremmo scorrazzato come due veri centauri, lasciando diverse ore di lavoro a Nando, un uomo santo, che aveva l’onere di ripristinare in maniera accettabile un giardino all’italiana devastato dalle nostre sgommate. A sedici anni “il Perugini” acquista una Gilera 125: la cosa si fa seria. E’ una moto! A volte quando da Recanati veniva a Macerata mi telefonava:”parto adesso, vediamo quanto ci metto”. E’ in questo periodo che hanno inizio le prime sfide con tanti “125isti”, primo fra tutti Franco Uncini su Honda 125, che sarà l’amico [...] Il testo integrale seguendo il codice Qr o visitando il sito www.lemiemarche.it

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Voglia di vincere,tanta! di

Alessio Guazzaroni

E

chi l’ha detto che non esistono i bravi ragazzi?! Alessio, 20 anni compiuti a luglio, occhietti vispi, buona chiacchiera e tanta sostanza. La Chicco non ha fatto grandi affari con lui. Appena sceso dalla carrozzina, a tre anni, quando la maggiorparte di noi pedala con il triciclo, lui si divertiva con una minimoto. Poco dopo papà Ennio, meccanico preparatore, con una passione infinita per il mondo delle corse, lo fa salire su un go-kart, e da allora non è più sceso. Solitamente i genitori portano i loro piccoli ai giardini; Ennio accompagnava Alessio sui piazzali dei distributori o nel parcheggio dello stadio, ovunque ci fosse asfalto, per mmettere in moto e girare. A 6 anni e mezzo le prime competizioni con la 60 mini-kart con il quale vince il Campionato Regionale. Nel 2004 passa alla 100 junior e vince Regionale e Campionato Italiano WSK. Disputa qualche gara in 100 Nazionale nel 2008 ed approda nel 2009 in KF2 e KZ2: è 10°

nel Campionato Italiano. Nel 2010 fa 5° nel WSK Master Series; sono gare che si svolgono in Italia ma l’iscrizione è aperta a piloti internazionali. Sempre nello stesso anno disputa il Campionato Europeo, oltre ad ottenere ottimi piazzamenti nel Campionato Italiano. Il 2011 è l’anno dei vertici: un 5° e un 6° posto conquistati nelle gare di di sselezione nel Campionato Europeo lo ammettono di diritto a disputare la prova che si svolge sul circuito di Sarno (NA); il Campionato del Mondo. Quando la posta è altissima, purtroppo, il talento è messo sovente in discussione dagli interessi in gioco. Su 110 piloti il 90% sono ufficiali. Il cuore di Alessio è grande, il piede pesante ma è un “privato”. Nelle qualifiche ottiene la pole position, vince una manche nelle batterie di eliminazione e nella prefinale fa registrare il giro più veloce ma... nello schieramento della finale viene retrocesso per presunte scorrettezze. In gara è scatenato; recupera giro su giro,

Alessio Guazzaroni has a passion for racing since childhood when at the age of six he disputed mini-kart competitions, until the next participations in regional and national competitions. 2012 is the year of the verti-

ces with the World Cup. This year has joinned the Top-Kart and at the European Championship Alessio will be in Zaragoza (Spain) for groped again winning the World Title. He’s also studying mechanical engineering.

poi un contatto..e il suo sogno termina li. Poteva vincerlo?..chissà! quest’anno è passato alla Top-Kart. Oltre all’Italiano e all’Europeo Alessio sarà in pista a Saragoza (Spagna) per tentare nuovamente la conquista del titolo Mondiale. “Ciliegina sulla torta”, così lui la chiama, una corsa sul circuito di Las Vegas a fine novembre. Quando non sfreccia in pista è sopra i libri: ingegneria meccanica. Il suo sogno è quello di laurearsi e correre: “non so con che cosa ma correre; magari negli USA, là è tutto più umano”. Ascolta rock anni 80/90 e pratica il tiro a segno con la pistola. Abbiamo passato una mezza giornata in pista poi tutti a pranzo per un barbeque: una decina di amici corsaioli che vanno forte anche a tavola. Alessio, tra una chiacchiera e l’altra, s’è sparato una mezza treccia di salsicce ai ferri; se vince il Mondiale glie ne cuocio un rosario! Ragazzi come lui meritano la realizzazione: in bocca al lupo “Piccolo gigante”.

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17^ Manifestazione storica sul circuito del Chienti e Potenza di Luca Muscolini

Parata a Camerino

A

ldilà del puro dato agonistico, per rendere onore a moto e personaggi storici. La vittoria assoluta al 69enne tolentinate Mario Rascioni su BM 175 Lusso del 1954, primo ovviamente anche nella Post 35. Nella suggestiva Ante 35 successo del 22enne matelicese Matteo Traballoni su un sidecar Sport 15 Side 500 del 1931 “che mi ha prestato mio padre…”, mentre nella Ospiti il padrone di casa Gianpaolo Paciaroni ha rinverdito i recenti successi in auto d’epoca, imponendosi anche sulle due ruote di una Vespa del 1962. Trentasei i mezzi al via di un’edizione che ha vissuto il suo momento più difficile nel pomeriggio del sabato, quando l’allegra comitiva, che avrebbe dovuto visitare la Pinacoteca di San Severino, ha dovuto fronteggiare un violento temporale che si è abbattuto sul suolo set-

tempedano. Pietro Caglini (presidente del Caem) ha reso onore al celebre Girò pilotando la mitica G3L Matchless ribattezzata Freccia dell’Equatore dal due volte Campione di Somalia nel 1951 e ’52 Girolamo Bianchi. I piloti sono transitati, nella giornata inaugurale, per i centri di Castelraimondo, Crispiero (con apprezzata tappa-merenda al Country-House Selvicolle) e Camerino. Nella seconda e conclusiva per Serrapetrona (con gustosissimo break a base di porchetta e vernaccia nella piazza centrale), Caccamo, Belforte e Tolentino, con partenza e arrivo in entrambe le occasioni da San Severino, dove la cena del sabato al Ristorante Osteria Ninetta ed il pranzo di domenica, alla Locanda Salimbeni, sono stati salutati dagli applausi dei convenuti, molti dei quali provenienti dalla Toscana, dal-

The Historical Manifestation of the circuit Chienti and Potenza is now in its 17th edition. The two-day event, in addition to competition, highlites motorcycles and excellent characters of our territory. The fa-

scinating itineraries planned have touched on some inland towns (Castelraimondo, Camerino, Serrapetrona, Belforte and Tolentino). Sport and history are interwoven thanks to this kind of activities organized by Caem.

l’Umbria e dall’Emilia Romagna. Nel corso dell’avvenimento la giornalista modenese Nunzia Manicardi ha presentato il suo apprezzato ultimo libro sulla celebre Mondial, che centrò 10 titoli mondiali tra il 1948 ed il ’59, ispiratrice della Honda. Fra le curiosità sono da evidenziare la presenza di una Benelli 500 Sport del 1935 che il maceratese Giuseppe Ciccarelli ha scoperto, dopo l’acquisto, “essere stata di proprietà del papà Pierfrancesco dell’attuale conte Vanni, discendente del poeta recanatese Giacomo Leopardi. Il conte mi ha anche mostrato una foto del suo papà con quella che ora è la mia moto”. E di una Harley Davidson del 1933 di Francesco Salvini di Poggibonsi (Siena), dello stesso modello con cui il cremonese Celeste Cantarini si impose nella classe 1.000 cc. nell’edizione inaugurale del 1924.

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Chiunque può far parte della storia. Solo un grand’uomo la può scrivere. di

Benito Moriconi e Manuela Di Centa vincitrice coppa del mondo

T

Massaggiatore finlandese Raimo Turkki (a sinistra) e Benito Moriconi

anti anni fa, da ragazzo, ho avuto occasione di conoscere Mario Cotelli, il commissario tecnico di quel gruppo di atleti denominato “la valanga azzurra”. Poi fu la volta di Gustav Thoeni, prima e dopo. Quando era all’apice della sua carriera agonistica e qualche anno più tardi, in qualità di allenatore personale di Alberto Tomba. Ora è la volta di Benito Moriconi, il personaggio che ha creduto nell’impossibile e l’ha realizzato: portare alcuni atleti del “sud” ai vertici mondiali di quella disciplina che per antonomasia viene denominata “sci nordico”. Prima riflessione: Mario Cotelli, un cittadino che sugli sci si destreggiava come un praticante della domenica, intuisce delle tecniche innovative che stravolgono i canoni dell’epoca e porta i nostri atleti a vincere tutto ciò che c’era da vince-

re. Gustav Thoeni prende in mano un ragazzo di Bologna, Pianura Padana, e lo trasforma in quello che sarà per anni il castigamatti del circo bianco. Benito Moriconi, che nasce in una quasi anonima località dell’appennino centrale, prende in custodia dei giovani atleti e vince Olimpiadi e Mondiali, centrifugando l’Universo dello sci di fondo. Ma che succede? Quella presunta logica mediante la quale noi terrestri vorremmo edificare le nostre esistenze in questi casi è del tutto assente? Boh!... probabilmente dobbiamo spingerci al di la dei confini tracciati intorno al “buon senso”per avvicinarci a quella che è la “realtà”. Benito è un contestatore (lo chiamo per nome perchè appena ci siamo seduti m’ha detto: “stamo a Sarnà.. diamoci del tu!) 77 anni fatti di spirito, freschezza, intelligenza e passione. E’

Benito Moriconi’s the coach who has led two athletes (Stefania Belmondo and Manuela Di Centa) at the cross-country skiing top, winning the Olympics and World

Cup. In the summer holidays in Sarnano, he told us about his adventure, which is made by many episodes and by many years of experience, achievements and sacrifices.

proprio grazie alla mente e al cuore che ribalterà convinzioni radicate nelle metodologie d’allenamento di atleti che, anche se di buon livello, non avrebbero probabilmente preso coscienza delle loro capacità: scalare e conquistare l’Olimpo di questo sport. La sua rivoluzione inizia quando ad una gara vinta da Björn Daehlie, Silvio Fauner, che aveva già battuto il campione norvegese 5 volte su 5 precedenti competizioni, arriva 70esimo. Benito va su tutte le furie. Per lui il motivo di questa disfatta era evidente da tempo ma la federazione si ostinava ad applicare soluzioni che non potevano più essere prese in considerazione. Già buon preparatore di materiali, il giorno dopo insieme al suo skiman di fiducia, prepara un paio di sci che vengono confrontati con un altro paio preparati convenzionalmente. [...]

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IL MAGAZINE 177


Il cavallo d’acciaio di

Michele Lambertucci

I

bontemponi asseriscono che la migliore invenzione della natura sia la donna. Non ho fatto ricerche specifiche, ma mi piace immaginare che un geniale innamorato, stanco di cavalcare animali scorbutici, abbia dapprima messo a puntino la ruota e subito dopo la bicicletta, perfetta macchina a propulsione umana, che gli avrebbe permesso di raggiungere in tempi brevi la sua amata. Eh si, perchè la bici è sinonimo di vita, gioia, spazio, movimento, libertà. Michele Lambertucci ne sa qualcosa e il progetto che sta realizzando tenta di far assaporare ai giovani queste emozioni. Michele, come tanti piccoli, inizia la sua attività sportiva giocando a calcio nella LUPEM di Corridonia, cittadina in cui vive. Nell’83, all’età di 12 anni, viene prelevato, con altri 6 ragazzi, dalla Filippo Corridoni, società ciclistica affiliata alla F.C.I. Iniziano gli allenamenti e nell’84 le prime corse

su strada. Gareggia nei giovanissimi, esordienti e allievi, ottenendo piazzamenti di rilievo in tutte le categorie, A 18 anni passa juniores ed esplode il suo talento: oltre a diversi podi, ottiene 4 vittorie e risulta il migliore dei marchigiani. A 19 anni ennesimo salto di categoria, i dilettanti. Cinque stagioni con la Calzaturieri Montegranaro; i suoi avversari sono i miti del ciclismo italiano del recente passato: Pantani, Bartali, Casagrande, Casartelli, Simoni, Rebellin. Compete in importanti corse a tappe: Giri dell’Umbria, Abruzzo e Campania. Nel ‘94, a 23 anni, abbandona l’attività agonistica. Da sempre appassionato di meccanica, nel ‘95 inaugura il negozio di rivendita e manutenzione bici. Ovviamente un ex corridore non abbandona mai del tutto; continua da 15 anni a praticare il ciclismo amatoriale partecipando alle Gran Fondo. Al suo attivo vanta anche 3 Milano-Sanre-

Michele Lambertucci was a great promise of Italian cycling. After many competitions he has decided to dedicate his experience to young people. In addition to ma-

naging a business, he is currently building a BMX track to introduce children towards this sport. The only way that kids have to be able to fly on their own is riding ...an “iron horse”!

mo, manifestazione di 300 km. Da circa un anno la società creata tempo addietro con 4 amici, la Controvento Bike, ha ottenuto il brevetto da parte della VISP, per cui si dedica agli amanti di questo sport anche come accompagnatore per gite ciclo-turistiche. Attualmente sta realizzando in un suo terreno una pista di BMX regolamentare, per dare ai più giovani la possibilità di divertirsi ed allenarsi in tutta sicurezza. Il mio augurio a questo amico quarant’enne è che possa raggiungere i successi in qualità di promoter che hanno contraddistinto la sua attività agonistica. Caro Michele, vorrei arrischiarmi in una previsione, fintanto che questo nostro pianeta sarà dotato della forza di gravità, la tua missione non sarà mai messa in dubbio. L’unico sistema che permetterà ad un cucciolo di uomo di volare con le proprie forze sarà quello di cavalcare...un “cavallo d’acciaio”.

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Il grande come il piccolo evento richiedono sempre la massima dedizione. E’ questa la nostra filosofia. Contrada San Girio 33 - Potenza Picena (MC) - Tel. 0733.676424 - Emanuele 338.9065419 - www.cipolladoro.it - info@cipolladoro.it

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tutto quanto fa spettacolo

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