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Anno 1 n° 4

www.barcellonabasket.net

Rubrica a cura di Dan reed e Show

N

Giocatore

Pos

Venerdì 22 Ottobre

N

4a giornata Palalberti ore 20:30

Giocatore

Pos

4

Michael S. Reynolds

1-2

7

Joe Crispin

1-2

11

Michael Hicks

3-4

5

Michael A. Binetti

1

12

Ryan Bucci

2

6

Emanuele Fontana

1-2

15

Manuele Mocavero

5

7

Guido Rosselli

17

Daniele Bonessio

3-4

8

Armando Iannone

1-2

19

Andrea Ghiacci

3-4

11

Ivan Gatto

4-5

20

Matteo Da Ros

4-5

12

Antanas Kavaliauskas

4-5

22

Kieron Achara

4-5

15

Marco Rossetti

3

33

Michele Cardinali

2-3

22

Jarrius Jackson

2

51

Gennaro Sorrentino

1-2

33

David Brkic

Vs Classifica

Udine Venezia Casalpusterlengo Barcellona Pistoia Reggio Emilia

Scafati Jesi

Coach: Cesare Pancotto

19 22

12 Ghiacci

Achara

11

Bucci

Hicks

Rimini Veroli Casale Monf. Forlì Imola Verona Ferrara San severo

4 2 2 2 2 0 0 0

Starting 5 7 Crispin

Dopo il fruttuoso doppio turno esterno che ha confermato la forza e la profondità del roster di coach Pancotto, Barcellona è chiamata a confermare quanto di buono espresso sino ad oggi contro quella Prima Veroli, da tanti considerata la vera favorita per la promozione in Serie A1. La formazione laziale arriva al PalAlberti con una sola vittoria all’attivo, conseguita sul campo dell’Aget Imola e ben due sconfitte casalinghe (alla prima di campionato contro l’Umana Venezia di Keyden Clark e domenica scorsa per mano della Snaidero Udine, “asfaltata” da Barcellona alla prima di campionato). Bucci e compagni si troveranno quindi di fronte una

Impaginazione e grafica: Il marziano

6 6 4 4 4 4 4 4

Reynolds

22

4-5

Coach: Demis Cavina

7

4

3

Rosselli

12 11 Kavaliauskas Gatto

Jackson squadra ferita che dovrà dimostrare il proprio reale valore a dispetto di prestazioni fino ad oggi deludenti. Le due squadre si sono già affrontate nel Q-Round di Coppa Italia, disputato proprio a Veroli; in quell’occasione non ci fu partita, con Barcellona (priva di Tsiakos) che subì costantemente gli avversari i quali condussero l’intero incontro con un vantaggio in doppia cifra sino all’87 a 71 finale. In particolare, la squadra di Pancotto pagò la maggiore fisicità dei ciociari sia negli uno contro uno che a rimbalzo (31 a 24 per i laziali) e tirò in maniera inguardabile dalla linea da tre punti (un pessimo 1 su 12). Foto a cura di BarcellonaBasket.net


Ru..diamoci sopra

2

L’espresso al bar con gli amici, il caffè caldo, quello delle otto è la prima e non unica assuefazione peculiarmente italiana. Lo gusti lentamente sorbendone l’aroma, inalandone la fragranza. Una buona tazzina è più che una abitudine, per ognuno il caffè è ormai pratica costante, il modo giusto per avviare la giornata. Anche i sottosopra, più per vizio che per virtù, ogni buon mattino prima del lavoro, s’incontrano al bar per fare il pieno di caffeina e, quindi, rigenerare i motori. Dicono che la caffeina, produca molteplici conseguenze sull’organismo umano. Ecco alcuni tra i più noti effetti: aumento della pressione arteriosa, eccitabilità, insonnia, tachicardia… altri esiti meno noti ed ai più sconosciuti. Un esempio di reazione sconosciuta riguarda il Conte, nel suo caso, il quotidiano dosaggio è il motivo certo della sua alterazione percettiva, in poche parole: danni irreversibili al suo udito. È sordo dunque, immagino vi stiate chiedendo, macchè! Sentire sente, ma a modo suo anzi, per meglio dire, lui “strasente”. Che vuol dire tutto questo? Un esempio. Ogni mattino al bar, il maestro Spilla, intrattiene noi teme-

rari habitué disquisendo sulle regole di seduzione, sulle pratiche di adescamento e sulla dolce vita. Capace di magnetica attrattiva il maestro catalizza l’attenzione di noi tutti e amabile e garbato, ma misterioso, inizia i poco avvezzi alla liturgia del successo. Son ore sacre, bagliori di magia in cui l’incantesimo avvolge la nostra estasi… e ci par di volare. Orbene rigorosamente nell’attimo in cui ci è tutto chiaro, incontrastabile, inconvertibile, proprio allora il Conte, ridestandosi dal suo viaggio nel remoto, si solleva dall’oblio del suo torpore e rivolgendosi a noi tutti urla veemente: “no, ho detto che non ci voglio venire a Rimini!” Lucciole per lanterne, uccellazzi per lampioni… colpa della caffeina, come vi dicevo, degli anomali effetti collaterali che produce sull’encefalo, specie nei casi disperati. Ebbene si, cari lettori, tali frutti genera la “tazza” nella testa di una tale razza, sebbene, maneggiato con cura, il Conte non sia epidemico l’importante assumerlo con moderazione: uno, due, con un massimo di tre volte al giorno, come per il caffè, non comporta danni … ma attenzione a non abusarne.

Sulla carta Veroli è una squadra completa in tutti i reparti, molto quadrata, con un giusto mix di talento e doti fisiche; insomma una squadra con un unico obiettivo: la promozione. Per ottenere questo ambizioso traguardo la dirigenza verolana ha rivoluzionato la squadra che negli ultimi due anni è arrivata ad un passo dalla A1 (la scorsa stagione sconfitta da Sassari in finale), confermando i soli Rosselli e Gatto ed affidando la squadra al nuovo coach Demis Cavina, ancora giovanissimo ma con esperienza oramai ultradecennale in LegaDue. I due americani della formazione laziale sono il play classe ‘88 Scottie Reynolds e la guardia Jarrius Jackson. Reynolds - lo scorso anno All American del College Basket con la maglia di Villanova – è, per talento e doti tecniche, potenzialmente un “crac” per la categoria, anche se il suo adattamento ad un campionato e ad un mondo per

lui totalmente nuovi rappresenta forse la vera incognita per la formazione ciociara. Il suo inizio di stagione è stato pesantemente condizionato da un infortunio che sino ad oggi gli ha impedito di raggiungere la forma ottimale; sta comunque viaggiando ad oltre 13 punti, 3 assist ma anche 4 perse ad incontro. Jarrius Jackson, è una guardia reduce da un’ottima stagione a Casale Monferrato; anch’egli molto giovane (25 anni), in queste prime partite è stato uno dei più positivi (17 punti e 2 assist in 34 minuti di utilizzo medio). Nell’incontro del Q-round mise in gravi difficoltà la difesa di Barcellona (25 punti e 5 assist). L’altro straniero è l’ala/centro lituana Antanas Kavaliauskas; reduce da un brutto infortunio al ginocchio che gli ha fatto saltare quasi per intero la stagione con la maglia di Caserta, sino ad oggi è stato tra i più deludenti perdendo il posto da titolare nel settore lunghi.

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“Ma perché non siamo andati?” Cronaca di Pistoia - Barcellona

Appena una settimana dopo il viaggio a San Severo è impensabile affrontare nuovamente la SA-RC: il pensiero non ci sfiora. Lasciamo il settore ospiti alla nutrita sezione “emigranti” e affidiamo il vessillo SottoSopra all’unico rappresentante da Barcellona, un “teribbbile” con la faccia da bravo ragazzo. Alle 5 è tutto pronto: radio, postazioni internet e cellulari in collegamento costante con Pistoia. Si entra in clima partita, arriva il primo MMS: la “Baraonda” apre il sipario e dichiara il suo amore per Pistoia. È una curva piena, colorata, rumorosa, bella come poche e si scalda con uno striscione e un applauso di ringraziamento all’ex Pancotto, sì il nostro Cesare, e un augurio a coach Moretti di eguagliarlo e superarlo. Inizia il ritornello pomeridiano “Ma perché non siamo andati?”. Pronti, via e lo spauracchio di giornata si materializza: la radio gracchia che Varnado stoppa Ghiacci e poi inchioda lo schiaccione. “Passiamo al netcasting va”, lo schermo dice Hicks, Hicks, Hicks, il panamense ne mette 13 e noi possiamo solo immaginare le meraviglie che sta facendo. Forte, altro giocatore da serie A, si prende d’invidia, mette tre bombe e la partita viaggia in equilibrio. Achara non c’è, entra Da Ros, “ma che è pazzo Pancotto?”, riaccendiamo la radio per capire che succede: Teo c’è, si batte, stoppa, prende un rimbalzo offensivo e segna, non soffre in difesa e alla fine la voce rimbalzi dirà 11. “Pancotto è un Dio”. Nel secondo quarto in campo ci sono Crispin e quattro “riserve”, voliamo a +10 con la bomba di Moca e il divano deve sopportare i

nostri salti, “ma perché non siamo andati?”. Si ricomincia e Pistoia si riavvicina, Forte fa -3, Crispin spara a salve e si becca pure la stoppata di Varnado, ma Ghiacci ha studiato l’avversario (ricordate la prima azione?), e sa dove finirà la palla, il tempo di raccoglierla ed è subito tripla. “Ice” si scalda e ne mette subito un’altra. Si soffre ma anche il terzo si chiude in vantaggio: 52-46. A Pistoia c’è un “vecchietto” che ha scritto la storia del basket italiano, finora assente, entra in gioco quando la partita entra nel vivo: uno, due, tre giocate alla sua maniera, tutti a “scuola Fucka” sulla linea di fondo e ci troviamo punto a punto. Il modo perfetto per impazzire: radio accesa, netcasting aggiornato forsennatamente, non si capisce più nulla. Uno dietro l’altro Crispin, finalmente, da tre, Fucka, Forte, primo sorpasso di Pistoia, Bucci, grande, immenso Ryan, Forte, Hicks, Crispin che riapre la scatola magica, Ghiacci, Varnado schiaccia ma è troppo tardi: 74-69! La partita deve ancora finire e Ghiacci corre già verso gli emigranti a tirare la maglia, “ma perché non siamo andati?”. Pancotto esulta, salta, corre, non è Cesare, ma Cicerone e ci fa da guida: a Rimini non mancheremo. Non ci resta che raccogliere le impressioni dei presenti: neanche il tempo di sentire le urla di festa, di venire a sapere che Ghiacci ha difeso alla grande su Varnado, che ci staccano il telefono in faccia. Devono fare la foto ricordo col mito Gregor…”Ma perché non siamo andati?” Gabriele Sidoti

Completano lo starting five Guido Rosselli e Ivan Gatto. Rosselli è un’ala piccola forte fisicamente, ottimo difensore, con buoni numeri anche in attacco; con la sua duttilità è fondamentale nelle scelte tattiche di coach Cavina. Veterano della categoria è, senza alcun dubbio, tra i migliori italiani di LegaDue. A proposito di veterani, l’ala grande titolare è Ivan Gatto; al terzo anno a Veroli, neocapitano, è un lungo dinamico, bravo nell’uno contro uno, che si trova a suo agio anche lontano da canestro sfruttando le indubbie doti balistiche. I cambi degli esterni sono l’italoamericano Anthony Binetti, play reduce dalla promozione con Sassari, il cui apporto è fondamentale per garantire ordine ed esperienza in cabina di regia, la guardia/ala Marco Rossetti, molto importante tatticamente grazie alla sua capacità di adattarsi a più ruoli ed alle grandi doti difensive, di ritorno a Veroli dopo una buo-

na stagione a Casale Monferrato, e la giovanissima guardia Andrea Iannone, eletto lo scorso anno miglior giovane della B Dilettanti. Pur non entrando nello starting five è da considerare un titolare a tutti gli effetti David Brkic; si tratta di un’ala forte che, grazie al grande atletismo, può giocare anche da centro. Votato lo scorso anno quale migliore italiano del campionato, è un attaccante di razza sfruttando anche l’ottimo tiro da tre ed un buon rimbalzista. Sta viaggiando a 14,7 punti e 5 rimbalzi in 30 minuti di utilizzo. Completano il roster i giovani Iannarilli, Fontana e Mariani. Quello di venerdì sera sarà l’esame di maturità per Barcellona; probabilmente Veroli è la squadra che, per caratteristiche tecniche e fisiche, più di tutte può mettere in difficoltà la formazione di coach Pancotto. L’apporto dell’intero PalAlberti sarà determinante, oltre che necessario.

la partita

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Zoom: Le statistiche L’analisi statistica di questa settimana si arricchisce di contenuti, mostrando il confronto tra le due formazioni in campo in questo avvio di stagione. Iniziamo l’analisi raffrontando le tabelle “di squadra” relative alle prime tre gare, senza considerare lo 0-20 inflitto a Barcellona che, dal punto di vista dell’apporto dei singoli atleti, ci sembra corretto considerare.

Dai dati si nota il maggior utilizzo della panchina barcellonese rispetto a quella verolana. Barcellona, senza lo 0-20 della prima gara, ha il miglior attacco del torneo con 251 Punti Fatti (83,7 di media). Al tiro dal campo ha percentuali superiori a Veroli, mentre pecca ai Tiri Liberi dove incide molto la panchina. Seppur più “leggera” sotto canestro, Barcellona cattura un numero di rimbalzi superiore grazie all’apporto sotto canestro di ben 6 uomini che alla terza partita hanno raggiunto la doppia cifra (contro i 3 di Veroli).

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Baskettando N°4