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B A NP BANP NP BA

Banp Implant 速

BA NP BANP NP A B

BANP

BANP

IL COMPENDIO DEL SISTEMA IMPLANTARE BANP

La Sicurezza della

Perfezione

COMPENDIO N. 1 ANNO 2015


Sistematica Implantare Connessione Unica: tutti i diametri degli impianti incorporano la medesima connessione protesica. La gestione del profilo protesico del dente da restaurare è indipendente dal diametro dell’impianto.

La vite tappo assume colore diverso a seconda del tipo di impianto, pertanto risulterà estremamente semplice identificare il diametro degli impianti: -VERDE: -GIALLO: -BLU: -VIOLA:

Diametro 3,5mm Diametro 4,0mm Diametro 4,5mm Diametro 5,0mm

Altri vantaggi della Sistematica: -Preservazione dell’osso -Inserimento rapido -Condensazione ossea -Inserimento facilitato

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Connessione

www.banpimplant.eu

La connessione conica esagonale assicura un aumento della resistenza meccanica al carico extra assiale, maggiore superfice di contatto, maggiore stabilitĂ  di connessione tra moncone ed impianto, grazie a una ridotta microcircolazione dei fluidi biologici al suo interno.

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B A NP BANP NP BA

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BANP

BANP

Un pò di Storia...

BANP IMPLANT Srl nasce dall’esperienza di un team di soci sulla scia di quel sogno IMPLANTIA Spa. Fondata nel 1985, rappresenta il leader di forniture mediche, fornitura di attrezzature, materiali di consumo, componenti per la riparazione in Irlanda . Ma la vera svolta si ottiene nell’implantologia protesica, campo in cui l’azienda, lavorando a stretto contatto con professionisti nel settore, è in grado di percepire bene quali sono le esigenze dei propri clienti e di consentire l’apertura di nuove aziende in Europa. Solo nel 2002 anche l’italia entra a far parte di questo progetto innovativo, innescando un giusto equilibrio tra vendita e distribuzione su tutto il territorio. Questi presupposti d’innovazione diventano un sogno svanito nel settembre 2008, quando la IMPLANTIA Spa chiude i battenti trascinando con se anche i sogni dei suoi collaboratori La nostra storia e di tutti i professionisti che hanno creduto fortemente nel suo progetto. Professionisti settore, arricchiti loro mediche, esperienza e dalle conoscenze acquisite Fondatadel nel 1985 è una società leaderdalla di forniture fornitura di attrezzature, materiali di consumo, componenti per la riparazione per più di 4.000 studi medici e dentistici in Irlanda. nell’ambito di politiche commerciali di distribuzione in ambiente medico-dentistico (sia Lavorando a stretto contatto con dentisti, medici, ospedali ed altri professionisti del settore, ospedaliero che privato) hanno deciso cosi di unire le loro forze dando valore al loro sogno. si è imposta di rivedere continuamente i prodotti sul mercato per portare sempre il meglio ai propri clienti.

La prestigiosa sede in Via Pierluigi da Palestrina 10 a Milano rappresenta la forza di questo SOGNO e la voglia di non arrendersi mai.

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BA NP BANP NP BA

BA NP BANP NP A B

Indice

BANP

BANP

Dott. Rosario Acampora

CARICO IMMEDIATO DI IMPIANTI. Parole chiave : Splintaggio rigido, protesi passiva, provvisorio immediato.

Pag. 4

Dott. Tommaso Bocchetti

IL RUOLO DELLA GENGIVA ADERENTE SU IMPIANTI PLATFORM SWITCHING A CONNESSIONE C-E. (CONOMETRICA -ESAGONALE) Pag. 12 Parole chiave : Impianti dentali; Connessione interna conica; Platform switching; Riabilitazione implantoprotesica.

Dott. Marco Piscopo

CARICO IMMEDIATO FULL ARCH.

Pag. 20

Dott. Giovanni Senatore

CASE REPORT CON UTILIZZO DI IMPIANTI BANP. Pag. 28 Tutti gli articoli pubblicati sul Compendio Banp Implant sono redatti sotto la responsabilità degli Autori.

Gli articoli esprimono le opinioni degli autori e non impegnano la responsabilità legale della società Banp. Tutti i diritti sono riservati. La Banp non si assume alcuna responsabilità circa l’impiego dei prodotti descritti in questa pubblicazione, i quali essendo destinati ad esclusivo uso implantologico, devono essere utilizzati unicamente da responsabile autorizzato e legalmente abilitato che rimarrà unico responsabile della costruzione e della applicazione delle protesi realizzate in tutto o in parte con i suddetti prodotti. Tutti i prodotti Banp sono progettati e costruiti per essere utilizzati una sola volta; dopo essere stati tolti dalla bocca del paziente, devono essere smaltiti nella maniera più idonea e secondo le leggi vigenti. La società Banp non si assume alcuna responsabilità circa possibili danni, lesioni o altrocausati dalla riutilizzazione dei suoi prodotti.

Via Pierluigi da Palestina, 10 20125 Milano info@banpimplant.eu www.banpimplant.com 5


CARICO IMMEDIATO DI IMPIANTI: Dott. Rosario Acampora Chirurgo Orale

Parola Chiave: Splintaggio rigido, protesi passiva, provvisorio immediato. Presentazione di un caso clinico full-arch Prefazione Lo scopo di questo lavoro è presentare un caso clinico di carico immediato su impianti BANP con protesi full-arch, che consente di evitare l’impiego di protesi mobili temporanee. Le possibilità applicative dell’Implantoprotesi hanno mostrato importanti evoluzioni nel tempo grazie allo sviluppo delle conoscenze scientifiche. Questo ha influenzato il timing del carico protesico, consentendo oggi l’utilizzo di nuovi protocolli clinici di Carico immediato e precoce che si affiancano ai tradizionali protocolli (two stage) e (one stage) con Carico differito e che comportano evidenti vantaggi psicologici, estetici e funzionali, oltre alla riduzione del numero di atti chirurgici. Materiali e metodi Paziente maschio L. M di 59 anni è stato trattato per edentulia totale all’arcata superiore. Il paziente ha richiesto una riabilitazione fissa su impianti senza l’impiego di protesi provvisorie mobili. In un’unica seduta sono stati inseriti 8 impianti BANP, di cui 6 del diametro 4,5mm lunghezza 13,5mm e 2 di diametro 4,5mm lunghezza 12mm. Sono stati uniti tra di loro tramite un filo di titanio tondo precostruito utilizzando la tecnica di sincristallizzazione alla quale segue un provvisorio immediato in composito rinforzato fisso, applicato dopo 24 ore dall’intervento direttamente nel cavo orale.

Esami-strumentali pre-chirurgici

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Visione clinica iniziale

Arco facciale

Registrazioni Occlusali

Visione frontale Ceratura Diagnostica Prova in Situ Ceratura Diagnostica

Dima Chirurgica

Dima Chirurgica in Situ

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Placca in Resina

Placca in Resina in Situ

Fase Chirurgica Mucotomo

Impianti Posizionati

Splintaggio mediante Saldatura per Sincristallizzazione

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Inserimento Impianti

Avvitamento monconi Flat

Placca in Resina unita alla struttura mediante l’utilizzo di Pattern Resin


Posizionamento in Laboratorio Placca in Resina

Riproduzione tessuti molli con materiale Siliconico

Modellazione Denti

Manufatto Ultimato

Modello con Barra

Rifinitura ed opacizzazione barra in Titanio

Manufatto Ultimato

Manufatto Ultimato

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Manufatto inserito in Situ Dopo 24 ore

VISIONE FRONTALE

Sorriso

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PRIMA

DOPO

PRIMA

DOPO


PRIMA

DOPO

Conclusioni Il caso descritto sottolinea come, in casi selezionati,sia possibile inserire impianti a cui fissare un provvisorio immediato rigido e passivo, evitando cosĂŹ la protesi mobile. Bibliografia Branemark pi,Hansson bo,Adell r,Breine u,Lindstrom j,Hallen o,ohman a. Osseointegrated implants in the treatment of the edentulous jaw.experience from a 10 year,perod.Scand j plast reconstr surg suppl.1977;16:1-132

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Convertitore da Incollaggio

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NPPSS N

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IL RUOLO DELLA GENGIVA ADERENTE SU IMPIANTI PLATFORM SWITCHING A CONNESSIONE C-E (CONOMETRICA-ESAGONALE)

Dott. Tommaso Bocchetti

Parole Chiave:

Impianti dentali; Connessione interna conica; Platform switching; Riabilitazione implantoprotesica Il concetto di platform switching è stato progettato per favorire l’aumento di volume dei tessuti molli e per ottenere quindi risultati estetici a lungo termine, oltre alla formazione di un sigillo biologico che permette di evitare infiltrazioni batteriche della gengiva. Inoltre, si è visto che la perdita di osso marginale intorno agli impianti con platform switching è stata minore di quella che si verifica intorno agli impianti senza platform switching. Infatti, si è visto che con l’utilizzo di impianti di nuova generazione che presentano caratteristiche geometriche tronco-coniche e caratteristiche micro-morfologiche, trattati fino al collo degli impianti attraverso un processo di sabbiatura e doppia acidificazione (SLA2), il processo di riassorbimento dopo l’esposizione dell’impianto risulta diminuito drasticamento rispetto agli impianti tradizionali. Secondo uno studio di Berglundh, sono necessari approssimativamente 3mm di tessuti molli per creare una barriera intorno agli impianti, garantendo quindi una minore infiltrazione batterica e quindi minore riassorbimento osseo. Inoltre, oggi risulta importante una connessione protesica che elimini i gap tra moncone e impianto durante il carico protesico, il quale potrebbe determinare una infiltrazione batterica e quindi riassorbimento osseo. A tale evenienza la connessione C-E conometrico–esagonale risponde benissimo, presentando una doppia connessione, così garantendo sia una stabilità del moncone (avvitandolo a circa 25N) sia un sigillo permanente, che aumenta paradossalmente durante il carico protesico, essendo esso conometrico.

Ritornando al concetto di platform switching, essa consiste nell’utilizzare un moncone di diametro più piccolo rispetto al collo dell’impianto (fig.1).

Fig. 1 Impianto Banp 3.5 mm 14


Secondo Lazzara, con il platform switching si riduce il diametro della connesione protesica, concentrando l’infiltrato infiammatorio al di sopra della piattaforma implantare e non lateralmente, riducendo in tal modo il rimodellamento osseo peri-implantare (fig.2).

Fig.  2  

I vantaggi di tale tecnica sono sia funzionali, in quanto si riduce il riassorbimento osseo crestale, sia estetici, dal momento che si realizza un buon mantenimento dei tessuti molli peri-implantari. (fig.3).

Fig.3   Il ridotto volume trans-mucoso del moncone consente un aumento del volume dei tessuti molli peri-implantari, costituendo un efficace effetto barriera all’infiltrazione batterica. Per garantire tale processo, è necessario che tutta la componentistica protesica abbia le caratteristiche geometriche della platform switching, a partire dalla vite di guarigione, che risulta la più importante nel caso della tecnica implantare tradizionale non a carico immediato per il modellamento gengivale (fig.4).          Fig.  4              vite  di  guarigione  Banp  h3mm  d5mm  

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Assenza di elementi dentari dell’emiarcata superiore di sinistra

Immissione di tre impianti banp con rigenerazione ossea in zona 1.2 -1.4 e mini rialzo del seno mascellare in zona 1.6

Formazione della gengiva aderente intorno ai monconi con morfologia platform switching

Modellazione della struttura protesica

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Cementazione della struttura protesica

Controllo radiografico con il mantenimento della struttura ossea intorno al collo implantare.

Conclusioni I risultati del presente studio, eseguito con la tecnica BANP IMPLANT, mostra come la connessione interna conica antirotazionale con vite passante, abbinata al platform switching e al posizionamento implantare subcrestale, possa avere vantaggi biologici e meccanici. Nel caso osservato, tale fattore si è dimostrato in grado di preservare i tessuti perimplantari ossei e gengivali a un anno dal carico protesico. Nella sistematica BANP IMPLANT utilizzata, la presenza dell’elemento antirotazionale (esagono) ha inoltre permesso di semplificare le fasi protesiche, evitando procedure piÚ indaginose di riposizionamento del moncone sulla fixture, tipiche delle connessioni coniche senza esagono. La piattaforma protesica unica per tutti i diametri implantari ha altresÏ consentito di ridurre notevolmente i protocolli operativi di magazzino nello studio e nel laboratorio (unico transfert, unico analogo ecc.).

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Rhein83 presenta OT Equator, la nuovissima linea a profilo ridotto,disponibile per tutte le marche di impianti o calcinabile. OT Equator è il più piccolo attacco sul mercato. L'ingombro totale in verticale (maschio + femmina e contenitore) è di soli 2,1 mm. La larghezza massima è di ø 4,4 mm. Questo sistema offre molte soluzioni, a seconda degli spazi, è possibile pianificare vari tipi di soluzioni su overdenture. Disponibile in due versioni, calcinabile e abutment prefabbricati in titanio nitrurati con TiN, vengono realizzati individualmente per tutti i tipi e diametri di impianti esistenti in commercio. L'altezza dell'abutment OT Equator viene realizzata in 7 misure differenti; l'altezza minima dell'abutment dipende dalla piattaforma dell'impianto, per un'altezza massima di 7 mm. Le cappette ritentive sono di 4 livelli di tenuta, a seconda del colore cambia il grado di ritenzione. Queste cappette ritentive devono essere sempre utilizzate con gli appositi contenitori, così da f acilitare l'utilizzo nello studio dentisico e in laboratorio. Per ottimizzare l'uso di questo sistema esiste una linea completa di kit ed accessori.

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OT Equator

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You can do everything! Fix it in a Banp

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IL CARICO IMMEDIATO FULL ARCH Dott. Marco Piscopo Odontoiatra- Napoli

Prefazione Nel corso della mia carriera ho avuto la possibilità di trattare diversi casi di Full Arch a carico immediato, che ho eseguito con differenti sistematiche implantari e diverse tecniche di splintaggio degli abutment. La mia prima esperienza è partita con dei provvisori rinforzati con fibra di vetro passando per le barre fuse, le cementate, sino ad utilizzare la tecnica di splintaggio mediante sincristallizzazione. Questa tecnica prevede la combinazione di un impianto con una spira autofilettante per ottenere una buona stabilità primaria e un flat abutment in grado di vincere disparallelismi e permettere la passivazione della nostra barra provvisoria. La barra viene costruita splintando, mediante sincristallizzazione, i vari abutment con una barra in titanio. Ovviamente, ci permette di ottenere un manufatto protesico provvisorio, che verrà sostituito a osteointegrazione avvenuta, con il lavoro definitivo cementato o avvitato a seconda del caso stesso. Ciò garantisce una soddisfazione e un comfort estetico-funzionale al paziente permettendo in un secondo tempo la realizzazione protesica definitiva con i tempi consoni all’esecuzione. La mia personale esperienza e la rivalutazione continua delle mie percentuali di successo mi hanno portato, riguardo alla tecnica a carico immediato, ad una maggiore sicurezza e predicibilità rispetto alla tecnica sommersa, in cui la presenza della protesi mobile provvisoria ha talvolta compromesso l’osteontegrazione degli impianti. Per questo motivo, e per preservare il più possibile i volumi ossei già esigui, talvolta mi sono spinto nel trattare anche casi più estremi, acquisendo sempre ovviamente il consenso del paziente. In quest’articolo descriverò completamente un caso trattato con questa tecnica. Il Caso La paziente, 72 anni, si presenta alla mia osservazione in buono stato di salute generale, ma in una condizione igienico–parodontale molto grave. Dall’esame obiettivo e da una prima valutazione dell’ortopantomografia, si evince la presenza di gravi atrofie ossee e gengivali legate a una patologia parodontale mai trattata. Inoltre presenta un’ agenesia degli elementi laterali. Si decide quindi di sottoporla a trattamento parodontale e riesaminarla con controlli trimestrali

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Fig.1  


Viene esaminata la successiva TC che mostra il reale e marcato grado di atrofia, nonostante ciò la paziente non accetta di utilizzare una Protesi mobile intermedia, nè di sottoporsi ad eventuali terapie chirurgiche rigenerative, il che fa presupporre le sue aspettative di estetica. Dal lungo colloquio tenuto considerando e valutando i rischi e le aspettative (Linea sorriso alta) si sceglie comunque di eseguire una metodica a carico immediato. Dal notevole riassorbimento osseo verticale viene prevista la futura presenza di una flangia che rispristini esteticamente i volumi gengivali perduti e questo viene ovviamente comunicato alla paziente, che accetta il compromesso estetico. INTERVENTO E SINCRISTALLIZZAZIONE L’intervento inizia con la bonifica degli elementi dentari che presentano ovviamente una notevole mobilità (fig.4). Scelgo di eseguire un’incisione con scollamento del lembo a spessore totale, in quanto dalla TC si evidenzia la compromissione della corticale vestibolare, condizione essenziale, che non mi permette di eseguire una tecnica post-estrattiva. (fig.5)

Fig.4  

Fig.6  

 Fig.5  

Dopo aver stabilito la validità e la posizione dei siti implantari, nonché l’asse di inserimento mediante i pin di parallelismo effettuo una osteoplastica riduttiva per livellare la quota ossea. (fig.6) Eseguo quindi i passaggi chirurgici di fresa completando con l’inserimento di 6 impianti BANP IMPLANTS.(fig.6) Il passaggio succesivo consiste nell’ inserire i flat abutment bloccandoli con viti lunghe e nel successivo splintaggio mediante saldatura per sincristallizzazione. (fig.7-8) In questo modo riduciamo l’intensità delle forze a carico dei singoli impianti ampliando l’area di applicazione della forza. Questa fase è molto importante e va eseguita senza creare trazioni agli abutment verificando successivamente la passivazione della barra stessa. Se la struttura ottenuta rimossa e rimontata risulta precisa e passiva si rilevano l’impronta di posizione con un portaimpronte forato.

Fig.7  

Fig.8  

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SVILUPPO DEI MODELLI E VERIFICA BARRA L’impronta viene sviluppata dal laboratorio con un gesso di precisione, riproducendo i tessuti molli con un materiale siliconico.(fig.9-10) Questa fase viene eseguita dopo poche ore dall’intervento rispettando i tempi corretti di indurimento del gesso. Dopo 3 ore dalla presa dell’impronta abbiamo già ottenuto i nostri modelli. Questa tecnica risulta, a parere mio, è molto versatile oltre che precisa in quanto permette di poter gestire, separando e risaldando sulla barra di origini, qualunque problematica in questa fase o in una successiva caratterizzata da una mancata osteointegrazione di uno dei nostri impianti.

Fig.  9  

Fig.10  

Fig.11  

Fig.12  

Inoltre, i costi e i tempi sono relativamente bassi visto che si saltano fasi di laboratorio come modellazioni e fusioni a cera persa. Un ulteriore controllo alla stabilità e passivazione della barra viene fatto rimuovendo dai modelli la porzione siliconica che riproduce i tessuti. (fig.11-12) Se non vi sono stati problemi e la barra risulta precisa, utilizzando 2 flat abutment in laboratorio, viene costruito un vallo occlusale “avvitato”. Nelle ore successive utilizzo il vallo occlusale per rilevare la dimensione verticale, avendo cura di ottenere quante più informazioni possibili. (fig.16) (linea mediana, linea dei canini, linea del sorriso ). La velocità con la quale si arriva a rilevare la dimensione verticale con questa tecnica è un altro punto di forza, che non avremmo ottenuto nel caso di un paziente edentulo che in seguito ad un intervento subisce un perde i riferimenti articolari e posturali redendo molto più complicata questa rilevazione. Con questa metodica invece a 3 ore dall’intervento è possibile già rivedere il paziente. MONTAGGIO E PROVA La fase successiva prevede la rifinitura della barra in titanio ed il montaggio in laboratorio, che viene preferito alla ceratura in quanto i tempi di posizionamento del manufatto in prova non sono molto rapidi a causa dei postumi dell’intervento e della presenza di più viti di serraggio. (fig.18-19). Con gli elementi in resina può essere fatto un primo controllo articolare.

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Fig.18  

Fig.16  

Fig.19  


Fig.22   Fig.20  

Fig.21  

Il manufatto in prova inserito a meno di 24 ore serve a verificare che tutto il lavoro e i parametri rilevati fino a questo punto siano corretti (fig.20-21-22). Il provvisorio che otterremo dovrà permanere nel cavo orale per tutto il tempo della osteointegrazione (4-6 mesi in questo caso) senza poter essere modificato. Inoltre, come descritto da numerosi autori, oltre alla passivazione della barra, rivestono un importante ruolo in queste realizzazioni a carico immediato anche il rispetto della dimensione verticale e il tipo di occlusione. Personalmente cerco sempre di ottenere contatti simultanei bilaterali in occlusione centrica e funzione di gruppo in lateralità, per ridurre le forze extra-assiali a carico degli impianti e ampliando l’area di scarico.

OPACIZZAZIONE BARRA E ZEPPATURA PROVVISORIA Quando si sono raggiunti i paramentri di estetica e funzione desiderati si può passare alla fase terminale di laboratorio, che consiste nell’opacizzazione della barra di titanio e nella zeppatura mediante mascherine in silicone della resina acrilica (fig.23-24). Fig.23  

I tempi ridotti di lavorazione permettono all’ odontotecnico di lavorare maggiormente su esigenze e richieste di estetica come forme e colorazioni, eseguendo flange in resina rosa o tagli di smalto . Queste possono sembrare superflue ma talvolta i nostri pazienti sono esigenti sin dal primo provvisorio (fig.26-27).

Fig.24  

Fig.26  

Fig.27  

Fig.28  

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CONSEGNA Rimosse le viti di guarigione si effettua la consegna a 24/36h viene fatta avvitando le viti di serraggio con una chiave dinamometrica (25N/m). I fori passanti vengono sigillati con un composito. Quando il provvisorio è posizionato e serrato con i fori passanti chiusi eseguo un ulteriore controllo articolare per verificare che non vi siano state modifiche nel passaggio di zeppatura della resina. (fig.29-30)

Il provvisorio da al paziente un buon confort e spesso questi tendono a rilassarsi dopo il primo o secondo mese dall’intervento pensando che il lavoro sia terminato. Diversi studi, in realtà, dimostrano che tra la 3a e la 6a settimana si avrebbe il periodo critico per la nostra osteointegrazione. Fig.29   Fig.30   Il paziente va per questo motivo motivato a seguire norme igieniche affinchè si ottenga un buona guarigione ossea e dei tessuti molli. Gli va comunque sempre ricordato che quello che ha è un provvisorio e va trattato come tale.

PRIMA

DOPO

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CONCLUSIONI • Diversi autori hanno descritto negli anni come quella del carico protesico immediato sia una tecnica che permette di ottenere risultati assolutamente sovrapponibili al carico convenzionale. Il protocollo si basa sulla condivisione biomeccanica del carico su tutti i pilastri implantari al fine di ridurre l’Overloading grazie all’ampliamento della superficie di carico. Tuttavia, se la tecnica ci consente di ottenere il consenso da parte del paziente non è scevra da rischi soprattutto perché i casi trattati sono sempre legati a situazioni scomode. In questo articolo ho appunto descritto uno dei casi più “a rischio” da me trattati proprio perché, a mio avviso, ottenendo il consenso del paziente ed osservando scrupolosamente i fattori di Stabilità primaria, Passivazione e Relazione centrica possiamo riabilitarlo nel massimo del confort e con una buona predicibilità. Inoltre, sulla base delle esperienze personali posso affermare di essere molto più tranquillo nell’eseguire una tecnica a carico immediato rispetto alla tecnica implantare convenzionale, dove il controllo della protesi mobile provvisoria sugli impianti risulta molto più problematico.

Bibliografia 1. Ledermann PD, Schenk RK, Buser D. Long-lasting osseo-integration of immediate loaded bar connected TPS screws after 12 years of function: a histologic case report of a 95-year-old patient. Int J Periodontics Restorative Dent. Dec 1998;18(6):553-63 2. Esposito M., Grusovin MG, Maghaireh H. Intervention for replacing missing teeth: different times for loading dental implants. REV 2013 Mar 28;3 CD003808 3. Lindebloom JA, Tjiook Y, Kroon FH. Immediate placement of implants in periapical infected sites: a prospective randomized study in 50 patients. Oral surg oral med oral path oral radiol endod 2006;101;705-710 4. Chang SW, Shin S, Hong JR et al. Immediate implant placement into infected and non infected extraction sockets: a pilot study. Oral Surg oral Med oral pathol oral radiol endod 2009; 107:197-203 5. Lazzara RJ. Immediate implant replacement into extraction sites: surgical and restorative advantages. Int.J.periodontics restorative advantages. Int.J. periodontics Restorative det. 1989;9:333-343

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CASE REPORT CON UTILIZZO DI IMPIANTI BANP Dott. Giovanni Senatore

Prefazione P. Luigi, di anni 60, è giunto alla mia osservazione dopo essere stato presso altro odontoiatra per sostituire vecchi circolari superiori ed inferiori ormai incongrui risalenti a più di venti anni fa. L’odontoiatra presso cui si era rivolto, dopo aver rimosso il vecchio lavoro protesico ed aver inserito i provvisori, sconsigliava di effettuare un lavoro definitivo di tipo fisso, per la poca validità del supporto dentario residuo, consigliando l’estrazione di tutti gli elementi dentari dell’arcata superiore e successivo inserimento di protesi mobile totale. Il paziente non gradiva tale opzione terapeutica. All’anamnesi riferiva ipertensione essenziale e pregressa angioplastica, per cui in terapia con cardioaspirina. All’esame clinico presentava circolari in resina superiore e inferiore eseguiti presso altro studio odontoiatrico dopo aver rimosso il vecchio restauro protesico. Carie destreunte di 11, 21 e 27, mobilità grave di15, 14, 13, 12, 23, 24, 25, mobilità lieve di 38. All’esame radiologico si evidenziano terapie canalari con otturazioni non all’apice, ma senza segni di infezione sotto gli elementi dentari stessi e non sintomatici all’anamnesi e alla percussione. RICHIESTE DEL PAZIENTE Ripristino della funzione masticatoria e dell’ estetica del sorriso attraverso protesi di tipo fisso per entrambe le arcate. OPZIONI TERAPEUTICHE Per quanto riguarda l’arcata inferiore, vista la validità del supporto dentario da 15 a 25 ed essendo già tutti denti monconizzati in passato, era opportuno effettuare un nuovo circolare in oro-ceramica. Per inserire i sesti inferiori si è preferito innestare un impianto in zona 36 ed uno in zona 46 piuttosto che inserirli in cantilever nel circolare così come era stato fatto in passato (Vedi prima opt). Per quanto riguarda l’arcata superiore, avendo già escluso al paziente qualsiasi opzione protesica di tipo mobile e non essendo affidabili gli elementi dentari, la scelta ricadeva in ogni caso sull’implantologia a scelta tra carico immediato o meno. Sfruttando gli elementi dentari residui ho consigliato al paziente di evitare il carico immediato, per sostenere ancora il circolare in resina per i mesi necessari all’osteointegrazione degli impianti. La scelta si è dimostrata necessaria data la poca disposizione del paziente ad evitare cibi duri nei mesi dell’osteointegrazione, che avrebbe compromesso il carico immediato. Inoltre, non portando il paziente una protesi mobile nel periodo di osteointegrazione non si aveva il problema dei carichi non controllati della protesi mobile sulla testa degli impianti.

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TERAPIA In prima battuta ho eseguito un’accurata seduta di ablazione tartaro e root planing a tutti gli elementi dentari superiori e inferiori sia per operare in un sito meno contaminato sia per garantire una maggiore durata a tutti gli elementi dentari, tanto quelli inferiori da dover conservare tanto quelli superiori da dover preservare per i mesi necessari all’osteointegrazione implantare. Poi in un’unica seduta ho inserito 6 impianti al mascellare superiore scegliendo i siti implantari in base al bilanciamento meccanico ed in base al fatto di dover lasciare alcuni monconi dentari per sostenere la protesi provvisoria, la quota ossea era sufficiente in tutto il mascellare superiore. Sono stati così inseriti impianti BANP in regione 16 (4,5 x 10 mm), 22 (3,5 x 12 mm) e 26 (4,5 x 10 mm) in zone edentule e in regione 14 (4 x 12 mm), 11 (4 x 12 mm) e 25 (4 x 12 mm) in siti post-estrattivi. Dopo due settimane ho inserito gli impianti BANP in mandibola in zona 46 (4 x 10 mm) e in zona 36 (4 x 10 mm) e 37 (4 x 10 mm) (il paziente ha richiesto di inserire anche il secondo molare inferiore sinistro nella protesi definitiva in quanto abituato ad avere un molare in più da quel lato). Nel periodo dell’osteointegrazione il paziente si è sottoposto a controlli di routine e gli è stata richiesta una opt di controllo. Ho effettuato varie sedute per le terapie canalari di 42, 41, 31, 32 e 33. Trascorsi 3 mesi dall’inserimento degli impianti in mandibola ho effettuato l’intervento di scopertura con l’inserimento delle viti di guarigione. Trascorsi 5 mesi dall’inserimento degli impianti al mascellare superiore ho effettuato la scopertura, l’estrazione degli elementi dentari superiori residui (15, 13, 12, 23, 24) e del 38 e sono stati caricati gli impianti con abutment flat e provvisorio in resina in modo da garantire al paziente di uscire dallo studio sempre con una dentatura fissa, anche se ancora provvisoria. Dopo aver aspettato due mesi la guarigione dei siti estrattivi ho proceduto con le fasi protesiche per finalizzare il caso. Ho preso un’impronta con cucchiaio individuale aperto (pick up diretta) in polietere e transfert avvitati all’arcata superiore e un’impronta in doppia fase in silicone con portaimpronte in acciaio (pick up indiretta) all’arcata inferiore con filo di retrazione sui monconi dentari e con transfert non avvitati sfruttando la connessione conica degli impianti effettuando quindi il trasferimento a strappo. Ho effettuato quindi le sedute di prova estetica, prova struttura, prova biscotto e consegna dei denti.

OPT INIZIALE

OPT CONTROLLO INTERVENTO

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PROVVISORIO

CASO FINALE BOCCA CHIUSA

SORRISO

ABUTMENT

CASO FINALE BOCCA APERTA

OPT FINALE

CONCLUSIONI Il caso presentato sottolinea che la riabilitazione protesica fissa su impianti a carico differito se eseguita nel rispetto dei criteri corretti,è una soluzione predicibile che risolve problemi funzionali, estetici e sociali, evitando protesi mobili mal tollerate dai Pazienti.

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BANP Day

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• 16 ottobre partenza da Napoli e arrivo a San Marino • Cena • 17 ottobre visita dell’azienda e presentazone del processo produttivo dell’impianto. • a seguire relazione di casi clinici dall’inserimento del semplice impianto al carico immediato e overdenture I relatori della giornata saranno: Prof. Alfonso Marra, Dott. Rosario Acampora, Dott. Marco Piscopo, Dott. Carmine Cuomo, Dott. Vincenzo Festa, Dott. Maurizio Catinari, Dott. Tommaso Bocchetti.

Evento eccezionale Conferma e prenota con noi entro, e non oltre, il 1° ottobre. Info ed iscrizioni Dott.ssa Eliana Ietto cell. 338 8906731 o tel. 081 7573866 34


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