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L’UOMO E L’AMBIENTE IN VALCONCA

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57-62. Attrezzature e attività rurali (lʼaratura, la potatura, la spanocchiatura del granoturco, la raccolta delle olive, la pigiatura dellʼuva, la cantina)

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fase espansiva avvenuta su basi non solide. Infatti, la cerealicoltura esasperata, spinta Þn sopra i 1000 metri di quota, aveva portato a dissodamenti eccessivi, sacrificato pascoli, boschi e prati, creando un assetto dei suoli instabile e foriero di scompensi in certa misura irreversibili. Con il sopraggiungere del peggioramento climatico, i benefici produttivi si erano poi azzerati, restando unicamente i danni. Il nesso fra demografia (che implica consumo di risorse) e agricoltura (incaricata di produrle) è sempre molto stretto: la crescita dellʼuna stimola la crescita dellʼaltra e viceversa, innescando una concatenazione di cause ed effetti. Fintanto che si giunge ad una rottura insanabile degli equilibri, dovuta alla incapacità o impos-

sibilità di offrire risorse pari alla domanda; allora lʼaumento della popolazione si blocca (spesso in modo traumatico) e inizia una fase discendente, che potrà fermarsi solo quando i prodotti dellʼagricoltura risulteranno sufÞcienti al bisogno. Da quel momento ripartirà un nuovo ciclo. Il Settecento segna per lʼappunto lʼinizio di una curva ascendente che inverte il tendenziale declino seicentesco; dopo un inizio molto prudente, a partire dagli ultimi anni del secolo il balzo demografico sarà prolungato, registrando via via dimensioni crescenti. Il fenomeno investe sia la montagna che la pianura, sebbene le cause e i caratteri assumano in parte contorni diversi. Da un lato le grandi epidemie, che ad intervalli avevano falcidiato la popolazione, allentano la loro presa permettendo un incremento più rapido e meno sussultorio; dallʼaltro intervengono fattori economici e sociali a far sì che le tensioni sul versante delle risorse non assumano toni dirompenti. Nellʼalta valle, la fame delle crescenti bocche ha una parziale risposta nel consolidarsi di una consistente emigrazione stagionale verso le Maremme e lʼAgro Romano. La seconda stampella la trova nellʼutilizzo alimentare del meno costoso mais (accompagnato più tardi dalla patata). Il XVIII secolo, infatti, segna lʼavvio di rilevanti modiÞcazioni del sistema agronomico, le quali offrono nuove derrate e accrescono la produttività dei suoli garantendo il sostentamento a un maggior numero di persone. Quello che non era riuscito in passato, comincia Þnalmente a realizzarsi, permettendo di spostare a livelli più alti la soglia di equilibrio fra popolazione e risorse. In deÞnitiva, diventa possibile una maggiore densità demografica; e diventa possibile spostare braccia dalle campagne alla nascente industria manifatturiera. Il granturco o mais (o fromentone) è uno dei fattori innovativi. Importato dalle Americhe e quindi conosciuto da tempo, era tuttavia rimasto ai margini del sistema agrario. Lʼabate Giovanni Battarra, de-

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Banca Valconca

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