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L’UOMO E L’AMBIENTE IN VALCONCA 52. Lʼagricoltura e la pastorizia (sec. XIII, miniatura del ms. 285, Collegio di Spagna, Bologna)

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subìto fra XI e XIII secolo, avendo perso le sue aree più interne55. La sopravvivenza di vari toponimi similari lungo lʼasta ßuviale (Conca Vecchia, Ghetto Conca, Villa di Conca, Case Conca) induce infine a non ignorare lʼipotesi che di castrum Conche ne sia esistito più dʼuno, analogamente a quanto si può verificare per il bacino del Þume Uso che, nel Medioevo, ha ospitato due località di nome castrum Usis ed una tumba Usis, allʼorigine peraltro di incresciosi equivoci56. Senza la pretesa di dire lʼultima parola, alla luce dei fenomeni migratori e dei processi economico-sociali descritti nelle pagine precedenti, forse è possibile inquadrare meglio anche la questione relativa al-

la ubicazione del castello di Conca e della correlata pieve di San Giorgio. Un esame complessivo del materiale disponibile, rende più convincente la loro collocazione su Monte Vici, Þn dai primordi57. Sorto in cima ad una emergenza naturale, forse in continuità o sulle rovine dellʼoppidum Crustumium di epoca romana, lʼinsediamento bizantino del castrum Conche, a carattere prettamente militare, avrebbe svolto uno specifico ruolo di difesa della strada Ravenna-Roma e dellʼapprodo marittimo, contribuendo a salvaguardare la continuità dei collegamenti più volte insidiati dai Longobardi. Con lʼaffermarsi del sistema plebano, avrebbe ospitato nelle sue vicinanze la pieve di San Giorgio.

L'uomo e l'ambiente in Valconca  

Banca Valconca

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