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L’UOMO E L’AMBIENTE IN VALCONCA

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41. Montecerignone

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dal Medioevo allʼetà moderna, il secolo dʼoro delle signorie malatestiana e feltresca, vicine e nemiche, sempre in lotta per strapparsi reciprocamente il controllo dellʼuno o dellʼaltro caposaldo. Ma le fredde cifre riassuntive appena viste non riescono a rafÞgurare il volto concreto della valle; merita allora indugiare un poco, osservarne a volo dʼuccello la Þsionomia, nei tanti aspetti che sa offrire allʼocchio interessato. Non che si registrino mutamenti signiÞcativi rispetto al passato, ma lʼabbondanza della documentazione storica ora permette di conoscere meglio i particolari. Il XV secolo, peraltro, è fatto di elementi contraddittori, di luci ed ombre: la popolazione registra un certo incremento, ma è la naturale risalita dal baratro in cui erano sprofondati

i livelli demograÞci nel corso del Trecento, piuttosto che lʼeffetto di signiÞcativi stimoli economico-sociali; il clima si presenta globalmente meno ostile, però non mancano le annate perniciose; ai momenti di serenità si alternano guerre e invasioni, calamità atmosferiche, raccolti scarsi e periodi di carestia. Nel complesso, un anno su tre può dirsi “difÞcile” e denso di preoccupazioni. Fermando inizialmente lo sguardo sulla media e bassa valle, si può notare che il suolo è largamente coltivato; il processo di formazione dei poderi è ormai a buon punto; le unità colturali risultano di estensione generalmente modesta. Non mancano alcune grandi proprietà, ma la loro gestione di solito avviene in forma frazionata. Lʼabbazia di San Gregorio in Conca e quella ra-

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Banca Valconca

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