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Rassegna giugno 2013

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28 giugno 2013 Pag. 19

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26 giugno 2013 Pag. 48

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25 giugno 2013 Pag. 40

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23 giugno 2013 Pag. 49

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22 giugno 2013 Pag. 11

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22 giugno 2013 Pag. 12

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21 giugno 2013 Pag. 28

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20 giugno 2013 Pag. 6

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13 giugno 2013 Pag. 6

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01 giugno 2013 Pag. 14

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01 giugno 2013 Pag. 44/45

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08 luglio 2013 On line

Minibond meno banca più mercato per le Pmi Andrea Greco

Lo leggo dopo

G ià i nomi sono nuovi e croccanti, diversi da quelli stantii di circoli e salotti buoni. Il primo “mini bond” di Caar è stato collocato per intero, e prima del previsto, dalla Banca Cooperativa di Cherasco. L’obbligazione - 3 milioni, tasso fisso 6,5% - è finita nelle tasche di Zenit Sgr, Bim, l’assicuratrice Sara, Fondazione Cassa di risparmio di Imola, Unicasim, Bcc Pianfei, Iccrea banca impresa e altri investitori privati. Prestano denaro a un fornitore dell’industria auto e aerospaziale piemontese. «Una cosa piccola ma seria», parafrasando quel che Beppe Fenoglio - un grande e serio piemontese - sperava per l’Italia postbellica. La guerra d’oggi è per il credito, e il fronte più caldo riguarda le Pmi che non riescono ad attingere fondi dalle banche, signore del 90% dei prestiti nazionali. Il meccanismo perverso tra spread, debito pubblico e recessione spiega perché gli istituti, che hanno ormai un Roe a zero virgola, osteggino il loro mestiere di sempre e margini come quelli che paga Caar. L’idea del Corrado Passera ministro - che l’anno scorso ha inserito i minibond nel Decreto sviluppo e da febbraio trova nell’Extra Mot Pro di Piazza Affari un segmento ad hoc - ha un primo nome. Ne servirebbero diecimila, per debancarizzare il paese. Ma creare un mercato collegando denaro e imprese è più difficile che fare una legge. Soprattutto rischia di volerci molto più tempo, e in Italia falliscono almeno 50 imprese al giorno.

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04 luglio 2013 On line

Bcc di Cherasco, il primo minibond è già sold out Sono stati interamente collocati, e con un buon anticipo rispetto alla data di chiusura (fine luglio), i minibond emessi dalla Banca di Credito Cooperativo di Cherasco per la PMI piemontese CAAR. Il minibond targato CAAR, dal valore di 3 milioni di euro a un tasso fisso del 6,50% della durata di 5 anni, aveva debuttato sul listino ExtraMOT PRO di Piazza Affari il primo luglio, ma ancor prima della data di lancio la Banca di Cherasco aveva riscontrato un forte interesse tra gli investitori istituzionali. Ad accettare la sfida di investire sui primi minibond sono stati unaquindicina di investitori, sia istituzionali professionali (Zenit Sgr, Unicasim, BIM, Fondazione C.r. Imola, Bcc Pianfei, Sara Assicurazioni e Iccrea Banca Impresa), sia privati.

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04 luglio 2013 On line

CAAR: TUTTO ESAURITO PER PRIMO 'MINIBOND' LANCIATO DA UNA PMI IN ITALIA

Collocamento chiuso in largo anticipo, 6,5% per bond 5 anni (Il Sole 24 Ore Radiocor) Milano, 04 lug - La prima emissione in Italia di minibond da parte di una Pmi, la societa' piemontese Caar, ha registrato un successo pieno. L'operazione, curata da Banca di Credito Cooperativo di Cherasco con la collaborazione di Adb, ha visto il collocamento sul mercato obbligazionario di un prestito - i cosiddetti appunto minibond - da 3 milioni di euro a un tasso fisso del 6,50% della durata di cinque anni. Sono stati cosi' smentiti i dubbi sulla capacita' di questo tipo di operazioni di trovare l'interesse degli investitori istituzionali: i titoli di debito emessi dalla societa' torinese, per altro, non solo sono stati interamente collocati ma questo e' anche avvenuto in anticipo rispetto alla data di chiusura, prevista a fine luglio. L'istituto che ha seguito l'emissione sin dalle fasi iniziali di studio aveva comunque riscontrato gia' riscontrato, ancora prima del lancio ufficiale, un forte interesse che lasciava presagire un collocamento in tempi rapidi. Il minibond targato Caar ha cosi' gia' potuto anticipare il proprio debutto sul listino ExtraMOT Pro di Piazza Affari. Attraverso la valutazione dei bilanci e dei progetti futuri dell'impresa e la strutturazione del prestito con i vari adempimenti, Banca di Cherasco ha offerto garanzie di attendibilita' e trasparenza che hanno favorito l'interesse degli investitori. Ulteriore garanzia di attendibilita' della valutazione e' stata inoltre quella di far riconoscere il merito del credito a un'agenzia di rating esterna alla banca, la societa' Crif.

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04 luglio 2013 On line

Caar: tutto esaurito per primo 'minibond' lanciato da una Pmi in Italia Collocamento chiuso in largo anticipo, 6,5% per bond 5 anni Milano, 04 lug - La prima emissione in Italia di minibond da parte di una Pmi, la societa' piemontese Caar, ha registrato un successo pieno. L'operazione, curata da Banca di Credito Cooperativo di Cherasco con la collaborazione di Adb, ha visto il collocamento sul mercato obbligazionario di un prestito - i cosiddetti appunto minibond - da 3 milioni di euro a un tasso fisso del 6,50% della durata di cinque anni. Sono stati cosi' smentiti i dubbi sulla capacita' di questo tipo di operazioni di trovare l'interesse degli investitori istituzionali: i titoli di debito emessi dalla societa' torinese, per altro, non solo sono stati interamente collocati ma questo e' anche avvenuto in anticipo rispetto alla data di chiusura, prevista a fine luglio. L'istituto che ha seguito l'emissione sin dalle fasi iniziali di studio aveva comunque riscontrato gia' riscontrato, ancora prima del lancio ufficiale, un forte interesse che lasciava presagire un collocamento in tempi rapidi. Il minibond targato Caar ha cosi' gia' potuto anticipare il proprio debutto sul listino ExtraMOT Pro di Piazza Affari. Attraverso la valutazione dei bilanci e dei progetti futuri dell'impresa e la strutturazione del prestito con i vari adempimenti, Banca di Cherasco ha offerto garanzie di attendibilita' e trasparenza che hanno favorito l'interesse degli investitori. Ulteriore garanzia di attendibilita' della valutazione e' stata inoltre quella di far riconoscere il merito del credito a un'agenzia di rating esterna alla banca, la societa' Crif.

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2 luglio 2013 On line

Mini Bond: tanto rumore per nulla… o quasi Mini Bond? Un bello slogan, non c’è che dire. Peccato che nessuno gratti un po’ la superficie per capire cosa siano davvero. La scoperta sarebbe interessante; le aziende che possono beneficiarne, infatti, devono essere SpA, devono avere un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, un rating, il bilancio certificato da una società di revisione ed infine gli investitori ai quali si rivolgono i Mini Bond devono essere qualificati (art. 100 Tuf). Proprio Mini queste società! Mini come quei bond che solo di nome e non di fatto sono destinati loro. Alzino la mano quante delle Mini imprese italiane (appena il 95% delle aziende del Paese) hanno queste caratteristiche. La domanda è retorica, ma il problema è reale. Intendiamoci; non è sbagliato legiferare sui mini bond, ma se la gran parte delle imprese è esclusa, a chi è rivolta la misura? Come sempre ai grandi, quando a decidere le iniziative sono i grandi. Quei grandi che orchestrano lobby e indirizzano decisioni e risorse pro domo propria. Che fare, allora? Io dico facciamo, almeno, un po’ di chiarezza. Sapete chi ha emesso, paradossalmente, il primo vero mini bond? La Bcc di Cherasco. Questo è un fatto, non uno slogan o uno specchietto per le allodole. E questo modo di intendere e fare le cose è nel solco di una vocazione tipicamente italiana, per cui i piccoli - la BCC dimostrano tenacia, interpretano con passione il proprio ruolo di attori economici, lavorano per e con il territorio di cui sono espressione. I piccoli fanno innovazione dal basso, un’innovazione diffusa e a beneficio delle comunità, non del gotha finanziario. Occhio alle apparenze, allora: ci sono piccoli che sono tali soltanto

di

nome;

di

fatto

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dimostrano

più

grandi

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grandi.

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27 giugno 2013 On line

Banca di Cherasco dĂ  spazio alle imprese Nasce Spazio Imprese della Banca di Cherasco, un servizio di consulenza mirato, e dedicato alla piccole e medie imprese locali, che fa perno su tre importanti ambiti: legale/fiscale, creditizio e mercati esteri. Consulenza legale e fiscale Il sevizio di consulenza legale/fiscale dello Spazio Imprese aiuta a gestire nel modo migliore le pratiche e gli obblighi di tipo legale, tributario e normativo, offrendo un supporto concreto, ad esempio nelle procedure di certificazione, compensazione e sblocco dei crediti con la Pubblica Amministrazione, nei processi interni di formalizzazione delle domande di partecipazione a gare pubbliche d'appalto, o nell'aggiornamento normativo in materie di particolare importanza, come la sicurezza sui luoghi di lavoro e la privacy. Una mano sul credito Con il servizio di consulenza creditizia le aziende vengono affiancate da un esperto nelle scelte di tipo finanziario, per facilitare l'accesso al credito o per orientarle nei mercati valutari e delle materie prime grazie al servizio Forex&Commodity, migliorando cosĂŹ le proprie performance. Sviluppo estero Infine, la consulenza per l'estero mette a disposizione delle imprese un servizio che le aiuti a sviluppare e a trovare le migliori soluzioni per internazionalizzare il loro business, con il vantaggio di una gestione autonoma e diretta dell'operativitĂ  con l'estero, grazie anche alla garanzia offerta da Iccrea Banca, partner esclusivo del Credito Cooperativo.

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24 giugno 2013 On line

Ecco una bella notizia la CAAR ci prova con un mini-bond da 3 milioni in collaborazione con Banca di Cherasco Nell’Italia della crisi e dei fallimenti c’è anche chi prova a crescere e utilizza i nuovi strumenti per raccogliere denaro fresco previsti nel decreto sviluppo. Si tratta della CAAR, azienda piemontese, che con la Banca di Cherasco ha deciso di lanciare, per la prima volta in Italia, un minibond. La CAAR è una pmi ed è la prima ad utilizzare tale sistema di finanziamento previsto dalla normativa. Per poter accedere ai minibond bisogna essere investitori qualificati sia italiani che esteri. Estrema soddisfazione anche da parte della banca con Giovanni Bottero, direttore generale della Banca di Cherasco che ha sottolineato, “ una banca di territorio come la nostro non può mai dimenticare l’importanza che rivestono le pmi per il tessuto economico nazionale e locale. Solo focalizzandoci con sostegni adeguati alle piccole realtà territoriali si torna a scoprire il vero motore economico dell’Italia. Con questa consapevolezza – ha continuato Bottero – la banca ha deciso di affiancare in veste di consulente tecnico, previa attenta valutazione e certificazione del bilancio, un’impresa locale nell’emissione di mini-bond, consentendo così il suo accesso ai nuovi strumenti di finanziamento per dare impulso alla propria crescita e sviluppo, con conseguenti ricadute positive sul territorio”. Francesco Ellena e Paolo Mombelli, rispettivamente ad e presidente di CAAR, hanno specificato che “la nostra strategia operativa prevede un raddoppio del personale, che ad oggi conta circa 80 collaboratori, e una serie di iniziative volte ad accrescere il volume d’affari di CAAR, con una particolare attenzione ai mercati internazionali che stiamo monitorando e presidiando da tempo”. La banca ha ottenuto la collaborazione di ADB Analisi Dati Borsa, advisor dell’operazione. Gian Enrico Plevna, ad della società di consulenza, ha spiegato , “abbiamo avuto sicuramente tutti gli svantaggi del first mover ma anche grazie al pieno supporto del ministero dello Sviluppo economico, di Borsa Italiane e di Monte Titoli abbiamo potuto collaborare con Banca Cherasco a dare vita a questo progetto”. La società torinese è pronta a collocare un mini-bond a tasso fisso del 6,50% della durata di 5 anni fino a 3 milioni di euro con rimborso progressivo del capitale dal secondo anno. La quotazione del titolo avverrà sul mercato Extramot Pro di Borsa Italiana. Matteo Duffaut, responsabile area finanza della Banca di Cherasco, ha dichiarato che l’emissione CAAR ha registrato un ottimo interesse sia da parte di istituzionali che di investitori privati qualificati.

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29 giugno 2013 On line

La lieta novella dei minibond L’imbuto in cui si è infilata da tempo la nostra economia ha varie cause, già ampiamente dibattute; tra le principali vi è senza dubbio la stretta del credito bancario, il famigerato credit crunch. Gli imprenditori italiani, ma non solo loro, devono fronteggiare strenue trattative con gli istituti bancari, sempre più avari di fondi e sempre meno attenti alle prospettive di crescita od al merito della singola azienda. In questa asfissia finanziaria, pesante concausa del crollo degli investimenti, dell’occupazione e del Pil, genera ottimismo – ed un po’ di stupore – leggere notizie di reazione a questo trend generale. Il caso in questione è quello della società torinese Caar, che ha deciso ed ottenuto di finanziare un piano di espansione internazionale mediante l’emissione di minibond, cioè i prestiti obbligazionari specificamente previsti per le piccole e medie imprese ed introdotti dal Decreto Sviluppo 2012. Dove sta la novità e il presupposto per l’ottimismo? A ben vedere, le obbligazioni sono uno strumento di finanziamento ben noto, anzi spesso tristemente noto (basti ricordare la vicenda dei bond argentini, Cirio e Parmalat), e fino ad ora sono state utilizzate principalmente dalle grandi aziende. Ebbene, la notizia sta nel fatto che l’emittente di questo prestito obbligazionario è una piccola azienda con un giro d’affari di 4,5 milioni, che emetterà minibond per 3 milioni (!), al tasso del 6,5%, per la durata di 5 anni. La prima PMI italiana a varare un’operazione del genere. L’advisor dell’operazione è una banca di credito cooperativo, la BCC di Cherasco (Cuneo), una delle cosiddette “banche del territorio”, che ha valutato i progetti e la solidità dell’azienda in questione, dandole fiducia e promuovendo il collocamento delle obbligazioni presso banche, assicurazioni e società di investimento. Da qui il passaggio a investitori privati, che possono decidere di finanziare, si passi il termine, “l’azienda del vicino di casa”. Questo consentirà l’afflusso di risorse liquide che difficilmente sarebbero confluite in Caar (quantomeno in queste proporzioni) con il sistema del credito tradizionale. La morale di questa vicenda, finora unica nel panorama delle PMI italiane, è questa: si può ancora ottenere fiducia dagli interlocutori con la forza di un buon prodotto sostenuto da una adeguata pianificazione. Certo, essendo coinvolti anche risparmiatori privati, il requisito di una attenta analisi preventiva è vitale, per evitare la diffusione di nuovi titoli spazzatura; ma di fronte a casi del genere, torna la voglia di parlare di futuro.

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19 giugno 2013 On line

INCONTRO MERCOLEDI’ 26 GIUGNO. Stanno per partire i lavori di ampliamento, riqualificazione energetica e adeguamento alle norme di sicurezza della scuola primaria di Roreto: gli interventi si inseriscono come completamento ed integrazione della ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica della scuola elementare eseguiti nel 2010. Il progetto prevede il mantenimento di parte degli attuali spazi e la realizzazione di un nuovo fabbricato con struttura portante in legno che sostituirà la porzione rivolta verso il centro polifunzionale roretese. Comprensivi dell’intervento anche l’adeguamento dei servizi igienici (con l’inserimento di due nuovi servizi nella parte esistente), degli impianti, il miglioramento acustico e termico dell’involucro ampliato (infissi, coperture, ecc.) e delle parti interne, la realizzazione di interventi migliorativi (pannelli isolanti, cappotto esterno, ecc). Il piano di lavoro prevede pertanto una serie di ulteriori intrerventi di miglioramento sulla porzione di struttura su cui si era intervenuti nel 2010, la demolizione dell’ampliamento realizzato negli anni 90, con successiva realizzazione di un nuovo edificio addossato al corpo scolastico principale, composto da due piani fuori terra, ottenendo così sei nuove classi e un’aula magna. L’impossibilità di ottenere un parere da parte degli enti competenti in merito alla prima soluzione adottata, che prevedeva la sopraelevazione del vecchio ampliamento, ha reso necessario intraprendere una strada caratterizzata da una soluzione più drastica, contraddistinta per l’appunto dalla demolizione di parte del fabbricato e dalla realizzazione di uno vuovo con struttura in legno per il rispetto in toto dei requisiti anti sismici richiesti dalla normativa odierna. Il progetto è stato redatto dallo studio dell’architetto Maria Grazia Novo, per un costo di 521.959 Euro, mentre la ditta che si è aggiudicata l’appalto, a seguito dell’espletamento della procedura per offerta economicamente più vantaggiosa, è la Avalis Costruzioni srl di Bagnolo Piemonte. «Per la conclusione e formalizzazione della procedura – interviene il vicesindaco Luca Tarditi - è quindi ora necessario un ultimo e definitivo esame delle migliorìe progettuali offerte, unitamente al ribasso percentuale sul prezzo a base d’asta, dalla ditta: è quindi presumibile ipotizzare l’inizio dei lavori per la fine del mese di giugno. Un intervento, questo, necessario per il forte incremento demografico avvenuto negli ultimi anni nell’Oltrestura cheraschese, reso fattibile anche dalla Banca di Cherasco che è intervenuta a supporto del Comune con un tasso agevolato molto favorevole». La complessità dei lavori di demolizione e successiva posa della struttura in legno potrebbero perdurare anche oltre il periodo estivo, pertanto sono ipotizzabili, per il nuovo anno scolastico, alcuni mesi durante i quali alcune classi dovranno seguire le lezioni in aule alternative. Al fine di permettere una corretta comunicazione delle specifiche dell’intervento e delle modalità di gestione delle situazioni di criticità - logistica delle aule in primis - è stato fissato per il giorno mercoledi 26 giugno un incontro con la popolazione presso l’Auditorium della Banca di Cherasco, a Roreto, alle 21

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11 giugno 2013 On line

Grazie al sostegno della Banca di Cherasco è stato emesso in Italia il primo minibond ad opera di una PMI, la piemontese CAAR.

Primo caso di emissione di minibond da parte di una PMI non quotata in Borsa, reso possibile grazie alla collaborazione tra Banca di Cherasco (Banca di Credito Cooperativo) e CAAR (Consulting Automotive Aerospace Railway), impresa piemontese che ha attuato quanto previsto dal Decreto Sviluppo. Concepito in generale come strumento di sostegno al tessuto economico nazionale che, per la maggior parte, è rappresentato proprio dalle piccole e medie imprese, il minibond emesso da CAAR prevede un tasso fisso pari al 6.50% per 5 anni e per un totale di 3 milioni di euro, quotato sul mercato Extramot Pro di Borsaitaliana. Sono già numerosi gli investitori interessati, come ha affermato Matteo Duffaut, responsabile dell’Area Finanza della Banca di Cherasco che avrà il ruolo di “arranger” dell’operazione e di consulente tecnico per l’azienda. Le finalità dell’operazione finanziaria sono state esposte da Paolo Mombelli e Francesco Ellena, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di CAAR. "L’emissione servirà a finanziare un importante piano di sviluppo. La nostra strategia operativa

prevede un raddoppio del personale, che ad oggi conta circa 80 collaboratori, e una serie di iniziative volte ad accrescere il volume d’affari di CAAR , con una particolare attenzione ai mercati internazionali che stiamo monitorando e presidiando da tempo." Le cambiali finanziarie ed i Mini Bond per PMI, introdotti dal Decreto Sviluppo 2012 (Dl 83/ 2012 convertito con la legge 134/2012, art. 32), sono state regolate dalla Circolare 4/E 2013 dell’Agenzia delle Entrate.

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10 giugno 2013 On line

Il bond delle pmi diventa realtà Il 1° di luglio di quest’anno potrebbe essere una data a lungo ricordata nella storia della piccola e media impresa italiana e di quella dei mercati finanziari tricolore. Il primo giorno del prossimo mese debutterà sul listino obbligazionario di Piazza Affari il primo bond emesso da una piccola impresa italiana. Si tratta di un’emissione di soli 3 milioni di euro lanciata da Caar, una società piemontese attiva nella progettazione di componentistica per auto, aerospazio e ferrovie. Per raccogliere soldi sul mercato l’impresa deve avere una situazione economica e patrimoniale non particolarmente deteriorata e un business plan chiaro. L’azienda deve trovarsi poi una banca sponsor e una società di consulenza finanziaria (definita advisor). Al momento collocare un mini bond più che vantaggi economici a scopi esistenziali, nel senso che le piccole e medie imprese non hanno agevole accesso al credito. La norma. L’emissione e la successiva quotazione del bond è stata resa possibile grazie al decreto Sviluppo del 2012 (decreto legge n.83 del 22 giugno 2012, convertito con la legge n.134 del 7 agosto 2012). La norma licenziata dall’allora ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera ed elaborata dal capo della sua segreteria tecnica Filippo Firmo ha consentito alle imprese anche piccole di emettere strumenti obbligazionari liberandola da una serie di vincoli. L’emissione dei prestiti obbligazionari fin qui era sottoposta a dei vincoli stringenti. I limiti erano quantitativi, qualitativi e fiscali. Quanto all’ammontare, il massimo consentito era pari al doppio della somma del capitale sociale e delle riserve. Quanto alle problematiche fiscali, la spesa per interessi era deducibile solo fino al doppio del tasso di interesse di riferimento praticato dalla banca centrale Europea. Per avere un ordine di idee, attualmente il tasso di riferimento è allo 0,50%. Il doppio del tasso voleva significare una spesa per interesse deducibile fino all’1%, davvero poco o nulla. La nuova normativa fiscale prevede la deducibilità per interessi fino al 30% del reddito operativo lordo, intendendosi per questo il risultato della gestione caratteristica dell’azienda, prima quindi degli ammortamenti e delle risultanze delle poste finanziarie. Il legislatore ha limitato la sottoscrizione ai soli investitori professionali (banche, sim, sgr, fondi, e assicurazioni) perché gli unici in grado, secondo l’esecutivo, di percepire i rischi del prodotto finanziario. Sotto il profilo qualitativo c’era poi il problema della necessità del rating per gli strumenti ammessi a quotazione. Solo le imprese con una valutazione del merito di credito da parte di un’agenzia di rating potevano emettere strumenti obbligazionari quotati. Un onere non a buon mercato. Quanto alla durata dei prestiti, i mini bond delle pmi devono avere una scadenza lunga, non inferiore ai 36 mesi. Il modello di business. Vediamo quindi quali sono gli ingredienti necessari per porre in essere l’operazione e quali sono i costi probabili di un’operazione del genere. La prima cosa da fare per un’impresa è cercare una Rassegna Stampa p r o p o s t e BANCA DI CHERASCO_2013


società che certifichi la verità e la correttezza del proprio bilancio. In Italia si tratta di un compito semplice da assolvere visto che vi sono decine di società che svolgono questa attività. In seconda battuta occorre trovare una banca sponsor. Non si tratta di un obbligo di legge, ma di una reale necessità e di un ruolo funzionale all’obiettivo finale che si vuole perseguire, cercare risorse e a buon mercato. La banca sponsor avrà il compito di valutare il merito di credito dell’azienda, studiando le singole poste di bilancio ed elaborando una serie di indici di sostenibilità del debito nuovo e complessivo. Sempre allo sponsor toccherà valutare il piano di espansione del business e la coerenza con le risorse che si intendono raccogliere. Poi tocca strutturare il debito: è quindi stabilire il flusso cedolare, il tasso attivo da riconoscere ai sottoscrittori del prestito e le modalità di pagamento. Per completare la struttura del prestito serve poi il piano di ammortamento, il progetto di rimborso del capitale. L’ultimo e più importante compito della banca è quello di ricercare i sottoscrittori del prestito; quindi banche, sgr, assicurazioni che si impegnano a comprare le obbligazioni. L’esito di questa operazione è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. «Sarebbe inoltre opportuno», ha spiegato Matteo Duffault della Banca di Cherasco, la banca sponsor del prestito a Caar, «che l’istituto di credito non abbia conflitti di interesse nell’operazione». L’impresa non deve essere già stata affidata dalla banca, altrimenti ci sarebbe un potenziale interesse a trasformare in bond magari dei prestiti incagliati, scaricando sul mercato i rischi. Un’ulteriore garanzia, ha spiegato Duffault, è quella di far riconoscere il merito di credito da un’agenzia di rating esterna alla banca. La valutazione sarà quindi più attendibile. Oltre allo sponsor, può essere utile avere anche un advisor. Questo si occupa della scelta della banca sponsor, dell’ammissione alla quotazione, della redazione dei prospetti per la sottoscrizione del prestito e di tutte le atre incombenze burocratiche. Il mercato. Nello schema di questo modello alternativo di allocazione delle risorse resta da esaminare infine il ruolo del mercato. Un componente decisivo, oltre quello dello sponsor e dell’advisor. Il mercato serve per consentire la liquidabilità dello strumento in qualsiasi momento. L’investitore che ha sottoscritto il prestito può rientrare in possesso del denaro mutuato se c’è un compratore disposto a comprare i titoli sui cui si è investito. Borsa Italiana ha cosi creato l’Extra Mot. Quanto costa. Si tratta di capire a questo punto quanto costa per un’impresa l’intera procedura. Una banca sponsor, più il ruolo della società advisor costa grosso modo lo 0,50% dell’ammontare del prestito per anno. Quindi su un prestito di 1 milione di euro della durata di tre anni, l’esborso è pari a 5 mila euro l’anno, totale 15 mila euro. A questo vanno poi aggiunti i costi di quotazione, attualmente stimati in 500 euro, ma a regime dovrebbero aggirarsi in 2.500 euro. Quanto alla spesa per interessi per avere un’idea a Caar è stato riconosciuto un rating simile alla doppia BB, quindi non eccellentissimo. La società pagherà due punti percentuali in più rispetto a una big BB essendo l’ammontare del prestito più limitato e l’impresa poco conosciuta. Il credito bancario alle piccole medie imprese è al momento bloccato per le risorse limitate delle banche da destinare a questa finalità. «Le autorità di vigilanza in europea hanno imposto l’aumento delle garanzie patrimoniali a fronte dei prestiti», ha specificato Mario Bottero della società di advisor Adb. Rassegna Stampa p r o p o s t e BANCA DI CHERASCO_2013


03 giugno 2013 On line

Small Italian Companies Turn to Bond Market Italy's small and medium-size businesses are increasingly turning to the bond market, in a growing effort to pursue funding without relying on the country's embattled banks. Caar SpA, a small supplier to the automotive and aerospace industries, became the latest Monday when it began selling a â‚Ź3 million bond. The company, which had annual revenue last year of just â‚Ź5 million, said the proceeds would be used to fund a push into international markets and allow it to double its workforce. Caar's five-year bond, which will pay a 6.5% interest rate, is notable because it is by far the smallest ...

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