Balabanews Natale 2021

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Edizione Naltalizia

2021-22

IL GIORNALINO DELLA SCUOLA “A. BALABANOFF” – A cura di Maria Cristina Diamantini e Luana Catini

“Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno.”

G. Rodari


SOMMARIO  Sommario  Editoriale  Botta &Risposta  L’importante è PARTECIPARE  BalabaGREEN  Poeti SI NASCE…  Scrittori ...SI DIVENTA  Artisti…CI SI SCOPRE  Paese che vai... PRESEPE che scopri  Cogito, ergo SUM  BalabaLIBRI  Quando si dice “VIVERE un INFERNO”  Global Citizens  Una finestra sul MONDO  Consigli degli esperti  Risate sotto l’ALBERO  OROSCOPO  Attestato di Merito alle redattrici e ai redattori Si ringraziano gli studenti e le studentesse per i contenuti elaborati e TUTTI i docenti per la preziosa collaborazione

Grafica, impaginazione e rubriche a cura della Redazione Centrale Docenti: Maria Cristina Diamantini e Luana Catini


________Editoriale Care bambine, cari bambini, ragazze e ragazzi, eccoci, con il nuovo numero di questo anno scolastico del nostro giornalino “BalabaNEWS”. La voglia di comunicare non ci manca, e questa è la nostra forza! In un anno di cambiamento, ma ancora caratterizzato dall’emergenza sanitaria, il nostro Istituto Comprensivo sente sempre forte il desiderio di favorire lo scambio di esperienze tra gli insegnanti e tra gli alunni dei vari ordini di scuola e delle varie classi, e di far conoscere alle famiglie e agli altri lettori, anche fuori dalle mura scolastiche, le molteplici esperienze educativo-didattiche, vissute in questi primi mesi. Un altro anno scolastico sta passando veloce e inesorabile, ma, per fortuna, non lo si può definire noioso e ripetitivo. Molte sono le proposte che rendono gli alunni attivi e motivati ad apprendere, ad acquisire conoscenze e competenze, utili per partecipare consapevolmente alla vita di relazione; molte sono le opportunità per tutti, che aiutano a sviluppare le capacità di ciascuno, ognuno con il proprio passo. Molti i progetti e le esperienze che attivano un metodo di studio efficace e finalizzato al lavoro autonomo. Soprattutto, siamo ben consapevoli di quanto sia fondamentale stimolare l’autonomia di pensiero e la capacità critica, che ci auguriamo che i nostri ragazzi e le nostre ragazze sappiano trasferire in altre esperienze della vita quotidiana. In questo numero troverete tutte le nostre esperienze, le nostre riflessioni, le nostre scoperte: Arte, Letteratura, Matematica, Educazione Civica...sembrano coinvolgere i ragazzi, rendendoli protagonisti consapevoli del loro apprendimento. Inoltre ...tanti momenti speciali, fermati da scatti fotografici, ricchi di gioia, creatività, accoglienza e amicizia. Non mancano i momenti di seria riflessione, velata di tristezza, come per la Giornata contro la violenza verso le donne, che ha animato tutti noi, che ci ha uniti nella determinazione e convinzione che si possa e si debba scendere in campo per un futuro migliore. Momenti leggeri e divertenti cercano di strapparci un sorriso sotto l’albero! Non vogliamo dirvi di più, ma sfogliate le nostre pagine e scoprirete tanto...tanto di noi. Buona lettura e Buon Natale a tutti!

La Redazione di BalabaNews Classi III E e IIIF


BOTTA &

RISPOSTA

Sono giunte tante domande alla nostra redazione e abbiamo provato a rispondere con tutta la “saggezza” dei nostri 13 anni. Troverete le domande, sintetiche, inviate dai ragazzi della scuola e le nostre risposte. Un saluto dalla Redazione di Balabanews.

COME CAPISCO SE PIACCIO A UNA

a quanto tempo potresti risparmiare a casa, se

RAGAZZA?

seguissi durante la lezione, fidati: la voglia ti

Ti piace ma non sai se ricambia? Non ti preoccupare, ci penso io a te. Prima di cominciare però, assicurati che sia quella giusta. Bene, se sei sicuro che sia quella giusta, ora ti do dei consigli sul come capire se le piaci. 1. Se state in classe insieme o fate un’attività

verrà. Potresti passare tutto il pomeriggio a fare quello che vuoi, perché se segui in classe basta solo leggere una o due volte le pagine che hai da studiare e già saprai tutto. Quindi il punto è: per quanto possa essere noiosa la lezione, se segui in classe risparmierai un sacco di tempo. Fatti furbo! Bianca Iannilli, 3F

insieme, se le piaci noterai che è sempre girata verso di te, e appena incroci il suo sguardo si gira dall’altra parte

COME FACCIO A RICONQUISTARE LA

2. Se state in classi vicine, molto probabilmente

FIDUCIA DI UN AMICO?

durante la ricreazione si apposterà sul ciglio della porta, e al tuo passaggio non esiterà a salutarti 3. Se le piacete tanto, lei sarà timida quando parla con voi, e appena finita la conversazione andrà dalle sue amiche a riferire tutto quello di cui avete parlato Se lei fa anche una tra queste cose, allora hai fatto BINGO. Se non fa nessuna di queste cose, le piaci lo stesso, è solo più speciale di quanto pensi. MATTEO ONORATI, 3F

Riconquistare la fiducia di un amico è molto difficile, parliamoci chiaro. Ma non è impossibile. Allora, se l’amico del quale hai perso la fiducia è un amico stretto, sarà molto complicato e richiederà pazienza e tempo, ma con calma si può riconquistare la fiducia di chiunque tu voglia. Cosa fondamentale è non tormentarlo chiedendogli perdono per qualche settimana dopo l’accaduto, così che la rabbia del tuo amico passi. Se siete davvero amici il resto verrà da sé, e

COME FACCIO A NON DISTRARMI IN CLASSE? È molto difficile non distrarsi in classe, soprattutto durante certe lezioni, però se pensi

presto riderete e scherzerete di nuovo insieme. MATTEO ONORATI, 3F


Come faccio a non distrarmi in

fare quello che vuoi, perché se segui in

classe?

classe basta solo leggere una o due volte

È molto difficile non distrarsi in classe, soprattutto durante certe lezioni, però se

pensi

a

quanto tempo

potresti

risparmiare a casa, se seguissi durante la lezione, fidati: la voglia ti verrà.

le pagine che hai da studiare e già saprai tutto. Quindi il punto è: per quanto possa essere noiosa la lezione, se segui in classe risparmierai un sacco di tempo. Fatti furbo!

Potresti passare tutto il pomeriggio a

Bianca Iannilli, 3F

Come riuscire a non parlare romanesco? Parlare romanesco, è assolutamente normale se si è romani, premesso ciò, se in qualche occasione non si volesse parlare romanesco? Come si fa? Allora, sicuramente bisognerebbe non essere romani, ma se questo non è possibile, allora si può semplicemente evitare di parlare romanesco. Se pensi che sia troppo difficile allora posso aiutarti a imparare, lettore! In una conversazione prova, magari con un genitore o un amico, a parlare solo italiano. Alcuni esempi: Al posto di “Ciao ‘a bello comete butta oggi? Annamo a pijà er gelato?” Potresti esercitarti a dire : “Ciao come stai oggi caro? Gradiresti, esimio avventore, un buon gelato? Continuate a fare prove su prove, ma cominciate anche a esercitarvi in vere conversazioni, con gli amici…anche se penseranno che siate impazziti. Aggrappatevi al percorso di italiano a scuola noterete che, dopo massimo 1 mese, avrete imparato perfettamente l’italiano normale. Spero che abbiate capito! Grazie per l’attenzione! Consiglio di Luca Bongiorno, 3F Come diventare l’alunno perfetto? Diventare l’alunno che ogni professore/essa ha sempre desiderato è quasi possibile, ma la perfezione non è raggiungibile, ma posso e voglio consigliarvi come diventare un alunno modello (funzionante al 50 %). Bisogna fare 3 semplicissimi passi: studiare e prendere bei voti, fare i compiti bene e completi e non

parlare troppo in classe. Ma mi raccomando, per diventare degli alunni modello, non basta farlo una sola volta, ma si deve mantenere un ritmo! Consiglio di Luca Bongiorno, 3F

Come farsi interrogare in storia dalla Catini? Di interrogazioni di storia della Catini, ne ho viste e fatte tante, quindi posso con piacere rispondere a questa domanda; per essere interrogati secondo me ci sono 3 modi: dimostrare di NON aver studiato, fare gli occhioni enormi o fissare a morte la prof e chiedere a ripetizione “posso essere interrogato/a?” fino a che, sfinita., cederà!

Consiglio di Luca Bongiorno, 3F


Come faccio a “farmi” tanti amici? Per “farsi” tanti amici bisogna innanzitutto essere pronti ad accogliere un/a nuovo/a amico/a ed essere estroversi,, dopo di che bisogna comprendere l’amico/a e poi bisogna socializzare! Il mio passaggio preferito! Per socializzare basta anche solo un “Ciao” e una sfilzadi domande del tipo; “come ti chiami?” “cosa ti piace?” ecc. ecc.. dopo di che col passare dei giorni, si diventerà amici! Consiglio di Luca Bongiorno, 3F

Come mangiare durante la lezione?

Come faccio a conquistare una

Un metodo infallibile è sicuramente quello

ragazza?... ho diversi ettari di terra! Non capisco bene perché parli della terra come elemento di conquista, ma ok. Se alla ragazza piace la natura, allora forse hai una speranza. Sai...non molti secoli fa, ti avrebbero tutti rispettato, Garibaldi promettendo terre convinse il popolo del Sud a combattere al suo fianco, per la I

Dunque, ti svelerò il mio metodo infallibile: ti metti con la testa sotto al banco, fingendo di cercare qualcosa dopo un boccone ti rimetti la mascherina e ripeti la procedura a tuo piacimento. Consiglio di Nicolò Casoria, 3 F Come far capire ai tuoi genitori che ti sei fidanzato/a?

di postare una storia su Instagram e poi dire loro “Andate a vedere la storia che ho messo su Instagram” e così la vedono; però nelle foto devi far vedere che state insieme, magari con un bacio o con una musica romantica. Se vi lasciate, glielo dici tranquillamente e se poi ti rimetti con qualcun altro, ripeti la stessa procedura.

Guerra Mondiale ancora una volta ci si armò

Consiglio di Marco Glenowski, 3F

con la promessa di terre di proprietà, vari matrimoni venivano combinati per unire le terre.. ma.. ma nel 2021, ahimé, a nessuno interessa della terra. Però non ti

Come faccio a “rimorchiare” un ragazzo?

scoraggiare: useremo comunque la terra

Fatti notare, magari passagli davanti: né

per conquistarla. Ho un’ idea: coltiverai su

eccessiva, né timida, decisa! Dipende anche

quel “latifondo” dei fiori da regalarle.

dal ragazzo: seguilo sui social e ricava

Conosci una ragazza a cui non piacciono i

informazioni, conosci i suoi amici e i suoi

fiori? So io la risposta, NO! Invitala a fare

hobby e poi, quando ne hai l’occasione,

un giardino floreale con te e lì, dedicale una

parlaci!

poesia. Magari come questa: “Aaaaahhh! (il suo nome) tu sei cosi gentile e bella (le fai vedere i fiori) che in confronto loro non sono niente!”. Insomma invitala sempre alla tua terra e fai ricrescere l’orgoglio di Garibaldi. BUONA FORTUNA Consiglio di Valerio Massimo Gentile, 3F

Consiglio delle ragazze della 3C


Come “si fa” la matematica?

pitagorici scoprirono i numeri irrazionali,

Bella domanda! La matematica “si” fa a

colui che ne divulgò l’esistenza, Ippaso di

partire dall’osservazione degli oggetti

Metaponto, fu gettato in mare. E allora

intorno a noi, fin da quando, da bambini,

forza, scopriamo la grande bellezza della

impariamo a contare le caramelle o i nostri

matematica!

amichetti.

Conclusione:

La parola _calcolo_ deriva dal latino

E che non si dica mai la frase "Io non sono

“calculo”, perché prima si contava con i

portato per la matematica!" perché le

sassolini. La matematica è osservare che i

abilità matematiche si apprendono come si

numeri relativi sono stati inventati perché

apprendono tutte le altre .A differenza di

oltre alle montagne esistono anche le

ciò che credono molti studenti e purtroppo

profondità marine e perché la temperatura

anche molti genitori, la capacità (o

può scendere anche sotto lo zero. Anche la

l'incapacità) di risolvere problemi o

musica è matematica: ¼, 1/8, 4/4. Oppure

equazioni non è ereditaria.

quando devo dividere un oggetto in parte

Insomma caro/a studente/essa se la tua

uguali, quella è matematica. L’andamento

domanda "come si fa la matematica?"

del Covid, ahimé, le leggi dell’ereditarietà

voleva essere un modo per chiedere come

dei caratteri… tutto è matematica! Per

riuscire in questa disciplina sappi che

poter osservare tutte queste cose

servono fondamentalmente due cose:

dobbiamo imparare a fare le espressioni, le

1) capire il perché di una formula o di un

equazioni che sono un po’ noiose, ma sono

procedimento (chiedendo aiuto

solo strumenti che ci aiutano a capire i

all'insegnante, ad un amico, ad un genitore);

fenomeni e il mondo intorno a noi. In questo

2) una buona dose di ostinazione che

occorre tanta buona volontà e non

significa provare e riprovare e riprovare

arrendersi alla prima difficoltà, la

ancora.

matematica “si fa” con pazienza ed

Se ci pensi non è molto diverso da quando si

entusiasmo e, al di là di ciò che si può

vuole imparare uno sport o a suonare uno

pensare, è una disciplina in cui la fantasia è

strumento.

importante. C’è anche chi è morto per colpa della matematica. Si narra che quando i

Consiglio della prof.ssa Silvia Venditti. 1-2-3F

************************************** ******** Come piacere a una prof? Per piacere a una prof bisogna prima di tutto essere bravo o quantomeno mostrare interesse nella materia in questione. Portare il materiale, fare osservazioni e mostrare tanta voglia di lavorare ti faranno scalare la sua classifica di gradimento. Provare a parlarle o farle anche solo un saluto quando lo \ la incontrate le mostrerà che non la odiate e questo vi aiuterà nell’ intento. Consiglio di Elisa Pirato, 3F


Sono entrata da sola in prima, come

Come dire ai genitori che ti sei

faccio a “legare”?

fidanzato/a

È difficile trovarsi da soli con nuovi

Quando torni a casa puoi dire ai tuoi

compagni senza qualcuno su cui contare ma

genitori che sei diventata/o molto amica/o

dopo un po’, vedrai, andrà meglio. Prova a

di quella persona, ma non digli che vi state

cominciare una conversazione con qualcuno,

frequentando! Puoi rivelare che stai molto

basta un semplice commento e partirà

bene con quella persona e poi, alla fine, puoi

subito una bella chiacchierata. In quel

che vi siete fidanzati/e. Tranquilli non

modo avrai già una faccia conosciuta.

succede niente!

Applicando lo stesso procedimento con altri

Consiglio di Luisa M. Carnovale, 3F

compagni avrai più amici che poi ti che non si dica avrai legato con tutti, o

Ti sei mai innamorata/o di un tuo compagno/a di classe? Cosa mi consigli?

quasi tutti, i tuoi compagni.

Mi ricordo ancora le ore in cui dovevo

presenteranno ade altri loro amici e in men

Consiglio di Elisa Pirato, 3F

“studiare”, anche se i mie pensieri finivano sempre su di lui, il compagno di classe che

Come passare i bigliettini durante la

non mi si sarebbe mai filato per nessun

lezione, senza essere scoperti?

motivo al mondo, le verifiche in cui gli

È difficile farlo se si è da due lati opposti

facevo copiare spudoratamente e le

della classe ma se si è vicini, è molto

battute sue a cui ridevo, anche se non

semplice. Devi approfittare di un momento

facevano ridere nessuno, perché si sa, la

di distrazione della \ del prof e poi devi

maggior parte delle volte, ci si innamora di

attirare l’attenzione del destinatario.

una persona che magari non sa nemmeno

Lancia o passa, in qualunque modo comodo a

della nostra esistenza, o magari dei coatti

cui riesci a pensare, il bigliettino e poi

che si credono gli imperatori di tutta la

comportati normalmente.

classe, che credono di dominare un intero

Consiglio di Elisa Pirato, 3F

impero. Non mi è capitato una volta, mi è capitato sempre e comunque, un minimo

Come riconoscere un vero amico/a? Lo vedi da come si comporta con te, se ti cerca e non sei sempre tu a cercarlo. Puoi cercare i suoi vecchi amici e se loro vogliono, potresti chiedere perché non sono più amici, così scopri come si comporta abitualmente Provaci a diventare amico, ma senza troppe illusioni. Consiglio di Luisa M. Carnovale, 3F

sorriso e già ti sciogli, anche se è appena un giorno che lo conosci. Punto primo: NON GUARDARLO MAI, lo so che è difficile la sua bellezza ti annebbia, i suoi occhi poi…tutto è stupendo, ma pensa che se un giorno dovessi ritrovarti a guardarlo un po’ troppo … vuoi farti scoprire subito? non credo, ricorda che se vuoi sopravvivere a una cotta soprattutto in classe ti devi sentire superiore e non guardare in faccia nessuno (letteralmente) perché se lo guardi troppo ne rimarrai segnata per tutti gli


anni che starai con lui, e nel frattempo lui

ma sai già che a casa piangerai come una

si sarà già fidanzato con tutta la scuola,

fontana, ma che ti piacerà ancora. Terzo

TRANNE che con TE. Punto secondo: lo so

consiglio: NON DIRLO MAI A NESSUNO

che vuoi restargli vicino MA NON FARLO,

né a tua madre e nemmeno alla tua

almeno non troppo, ai ragazzi non piacciono

migliorissimissima amica perché le cose

le sanguisughe e ti capisco che vorresti già

girano e di mezzo c’è sempre questa frase:”

portarlo all’ altare ma sai se gli stai troppo,

te lo dico ma non lo dire a nessuno eh” e poi

ma troppo, ma troppo vicino, i compagni di

tua madre che lo dice alla madre di quel tuo

classe saranno ancora più crudeli della

amico di classe che ti aveva fatto le foto di

forza superiore che ti sta torturando e ti

comunione alle elementari e da lì inizia a

ha inflitto la condanna di pensare solo a lui

saperlo tutto il condominio, poi la scuola e

E DI ESISTERE SOLO PER LUI, lo sai cosa

alla fine l’intero quartiere. Se vuoi una

faranno quelle “bestie di satana” per

risposta precisa, circa il 98% delle persone

metterti in ridicolo? Vi avranno già

che si innamorano in classe non ce la fanno.

impostato come coppia dell’anno e ogni volta

L’unico vero consiglio che posso dare però è

che vi rivolgete qualche minima parola ci

di non innamorarsi proprio, ma

saranno le risatine e i commenti a cui lui

naturalmente è un consiglio che non può

risponderà con la sua solita eleganza: ”no

essere seguito.

ma lei me fa solo copià, è pure brutta” tu dirai lo stesso forse in modo più “pacato”

Consiglio di Maria Giardina, 3F


L’importante è …

PARTECIPARE

Dbate a scuola!!!

studi sull’argomento e ha avuto la possibilità di controbattere le tesi degli avversari. Il dibattito è stato coordinato da un mediatore che ha definito i tempi assegnati ad ogni debater.

Giovedì 28 ottobre 2021 è stata una giornata particolare perché per la prima volta abbiamo condotto nel teatro della scuola un vero dbate, seguendo le regole del torneo nazionale. Ci siamo affrontati, divisi in due squadre I PRO e I CONTRO, pronti e agguerriti, armati di carta, penna e di una buona capacità oratoria. In questo dibattito abbiamo argomentato sul tema

“I soldi danno la felicità?”.

Ogni dbater ha espresso la propria opinione supportata da dati, ricerche e

Alla fine tre giudici, scelti tra i compagni che non hanno partecipato alla gara, hanno decretato la squadra vincitrice, dopo aver valutato i singoli interventi, in base ad alcuni criteri definiti precedentemente. E’ stata un’esperienza unica che ci ha permesso di confrontarci in modo responsabile e maturo e per un momento ognuno di noi si è sentito protagonista.

Classe 2D Secondaria


MasterLAB in Comunicazione

e Digital Media

BORSA DI STUDIO a copertura totale del MasterLab online per gli studenti selezionati dell’Istituto Balabanoff sostenuta dal finanziamento dalla Regione Lazio.

Noi ragazzi delle terze, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al corso Frasi4kids condotto da giovani adulti specializzati in lavori che neanche venti anni fa esistevano. Ad aderire al progetto siamo stati 32 ragazzi. Questo corso è sostenuto dalla regione Lazio, che ci offre una borsa di studio. Tra tutte le scuole è stata scelta proprio la nostra... …WOW! Che fortuna!

Il percorso che affronteremo ci specializzerà in, comunicazione efficace per affrontare il nuovo millennio, trasformare il digital da passione a professione futura, public Speaking per parlare in pubblico senza ansie, tutti i

segreti della comunicazione scritta: da un'idea a un libro, media digitali, tante opportunità ma anche specifiche criticità, reputazione digitale, un tema da considerare quando si posta online, addirittura scriveremo un libro che poi venderemo on line e verrà pubblicizzato con i nuovi metodi di oggi. Gli insegnanti che terranno il corso sono:  Davide Scalera Esperto Comunicazione e Public Speaking, ...ci accompagna in un percorso alla scoperta dell’espressività scritta e orale. Abbattendo ansie e timidezze impareremo i segreti di una comunicazione che si fa sempre più trasversale e imprescindibile in ogni ambito futuro.  Simone Sorte Esperto di Digital e Social Media Marketing, ci sta introducendo a un nuovo modo di pensare l’esperienza sui social che non andrebbero mai vissuti in maniera passiva, ma utilizzati in

maniera consapevole e attiva, anche e soprattutto in vista di un lavoro futuro che della dimensione digitale non può che trarre vantaggio  Andrea Valente Scrittore, autore televisivo e formatore Ha collaborato con il New York Times, La Repubblica, Comix e con la Rai in qualità di autore tv. Ci sta accompagnando in un percorso di scrittura creativa guidata che ci porterà alla creazione di un volume finale in ebook che verrà pubblicato dalla casa editrice Frasi4kids  Marco Crepaldi Presidente e fondatore dell’Associazione Hikikomori Italia, psicologo, formatore e divulgatore digitale ...ci fa riflettere su alcuni aspetti cruciali del mondo digitale, in particolare sul fenomeno dell’Hikikomori, una forma di isolamento sociale che sempre più colpisce i giovani d’oggi.

Non un corso ma un percorso

Il MasterLab in Comunicazione e Digital Media ci offre l’opportunità di trasformare il naturale interesse verso la tecnologia in vero potenziale per il nostro futuro che, lo sappiamo bene, vede il digitale sempre più al centro. Grazie!!! I ragazzi e le ragazze di MasterLab - IIIE


2+2=4

4+4=8

Beh! Non erano proprio così i quesiti che ci siamo trovati dinanzi il 16 Novembre, ma l’esperienza è stata davvero un METTERSI alla IN GIOCO, una sfida emozionante, che ha impegnato TUTTI i NEURONI del CERVELLO! Nei giorni precedenti, la mia classe sosteneva me e il mio compagno, che avremmo partecipato alla competizione e, anche se provavo a nasconderlo, con scarsi risultati, ero felice di essere stata scelta!

8+8=16

I giochi si sono svolti nella grande sala del teatro della scuola, sistemata con singoli banchi ben distanziati. Ero abbastanza ansiosa, sono molto competitiva e volevo dare il massimo! Dopo le regole di partecipazione... ecco il “VIA” ... noi concorrenti abbiamo iniziato la prova!

C’erano circa otto esercizi, inizialmente più semplici, che si complicavano man mano che si procedeva. Uno di questi era davvero TROOPPPPOOOO difficile! ...ho preferito lasciarlo, ho consegnato per guadagnare tempo! In classe, appena mi hanno vista tornare, tutti i miei compagni mi hanno applaudita, come se già avessi vinto la gara! Spero sia così

Nicole CORIGLIANO IIIE ___________________________________________________________________________ Dopo varie settimane è arrivato il giorno dei giochi matematici. Sono stato molto contento di aver avuto la possibilità di parteciparne. Dopo esserci posizionati nel teatro della scuola ci hanno illustrato le regole e il tempo che corrispondeva a 90 minuti. Tra tutti i ragazzi c’erano due miei grandi amici e una mia compagna di classe. L’obbiettivo di questi giochi è quello di qualificarsi per i campionati nazionali. Uno degli aspetti principali è quello di usare molto la logica e l'unica risorsa che avevamo in quel momento era il nostro cervello. Durante la prova ci sono stati momenti di tensione per paura di non riuscire a terminare il compito in tempo e di non saperlo svolgere. Gli aspetti che mi sono piaciuti molto sono stati la difficoltà degli esercizi da cui ho imparato molto. Un vero rompicapo che ha chiamato in campo tutti i neuroni per la partita che vale l’accesso alla competizione regionale. Il fischio finale mi ha lanciato un’esplosione di soddisfazione e di gratificazione; ancora non si conosce il risultato ma l’esperienza ha lasciato in me una sensazione positiva, direi di “divertimento”. Ebbene, sì, amici, ci si può divertire anche con la matematica. Emiliano LUCARINI – 3^E Secondaria


L’importante è ...PARTECIPARE Quest’anno molte classi della nostra scuola hanno scelto di aderire ad una particolare iniziativa di beneficienza: il CONCORSO “CALENDARIO 2022”. Promosso dall’associazione Socio-Culturale “Stefania Quaranta”. L’argomento proposto è il tema: LA SCUOLA CHE VORREI, così abbiamo elaborato disegni e redatto testi poetici, talvolta singolarmente, talvolta insieme ai compagni


LA SCUOLA CHE VORREI ɅɅ le interrogazioni! W le ricreazioni! Storia: “A che serve?” Geografia: “Le capitali si porti via” Inglese: “In Italiano so come si dice!” Matematica: “Abbiam pure la calcolatrice!!!” Ma davvero è questa la scuola che vorrei?? Dopo tre giorni io me ne andrei! Una scuola così a cosa ci serve? Allora, sì! La vorrei così... VOGLIO una scuola che profumi d’ARCOBALENO che giri il mondo, veloce su un treno, che di ogni bambino raccolga il sorriso, sia la felicità l’obiettivo preciso! Tutti a bordo: si parte a scoprire del mondo tutte le carte! Ecco i colori, piccolo artista! Dipingi il futuro di ROSSO-amicizia. L’ ARCOBALENO sia la nostra bandiera, che dissolva in un attimo ogni barriera! Cominciamo: con l’ARANCIONE partiamo il dialogo tra ogni religione; il GIALLO, caldo come il SOLE, ci illumini il cammino di raggi d’amore! Il VERDE è speranza per una scuola migliore, che dica: “NO!” alla schiavitù, a qualsiasi dolore! Tutti insieme, nessuno escluso, guardiamo il cielo, sempre più AZZURRO Ricorda, non dimenticare: non mancherà IL BLU, se ci sarai anche tu! Non aspettare, comincia ora, segui il VIOLA, troverai la tua SCUOLA! Crediamoci, dài, piantiamo quel seme, voliamo alto, voliamo insieme! E sul quel treno, dal finestrino, lanciamo messaggi di pace per ogni bambino! Un libro, una penna e tanta fantasia nella nostra scuola, straripante di armonia

Classe IIE Secondaria


Le rime della classe “Seconda A” Secondaria La scuola che vorrei sarebbe la migliore, avrebbe un bel giardino io l’amerei con tutto il cuore. Tre grandi e belle palestre banchi puliti e spaziosi trasparenti vorrei le finestre a mensa cibi delizio Fabio Massimo Liddo 2 A

*********************************** La scuola che vorrei difficile da immaginare, forse la creerei con una discoteca per ballare! Una piscina anche aggiungerei e tanti di quei tuffi farei! Molti amici ci dovranno essere per imparare insieme nel benessere La scuola che vorrei ogni giorno con la mente, dovrebbe farci viaggiare ininterrottamente!

Ilaria Riccio 2A

*********************************** La scuola che vorrei è un posto per studiare e con tanta voglia imparare a lavorare ma ciò che più desidero è imparare a riciclare per un futuro ampio e limpido Un'altra cosa molto bella che desidero imparare è giocare a scacchi per la mente allenare tutte le materie già così le lascerei perché senza di esse leggere e scrivere non saprei. Elena Romagnoli 2A

*********************************** La scuola è futuro la scuola è cambiamento la scuola sicura è in natura Irene Consoli 2A

La scuola che vorrei facile direi semplice com'è con tanti pensieri è. Penso alla scuola come un castello di colore giallo pastello ci deve essere matematica con una professoressa fanatica. Deve deve avere come nome Queen per essere famosa come Alexander McQueen Martina Pradelli 2A

*********************************** La mia scuola è aperta a tutti, non ci sono maleducati stolti o brutti. Siamo tutti uguali davanti alla legge come se fossimo un unico gregge. Gli insegnanti qui sanno spiegare così noi possiamo imparare. Coloriamo, giochiamo e ci divertiamo a creare questa scuola insieme ce la facciamo. Federico Pacifici 2A

*********************************** La scuola che vorrei deve essere fatta di impegno, divertimento e amicizia Moreno Cuciniello 2A La scuola perfetta non esiste, ma la scuola che vorrei dovrebbe far sentire gli alunni accolti, interessati e soprattutto non stressati! Monica Papaleo 2A


Imparare è un diritto Daniele Nuscis

La scuola è l'ingresso alla vita della ragione Tommaso Calabrese

La scuola che vorrei….. con più divertimento. Federico Di Stazio

Vorrei un mio spazio personale anche a scuola dove poter riporre le mie cose e abbellirlo come più mi piace. Inoltre mi piacerebbe avere un sistema scolastico simile a quello americano per la rotazione delle classi e la scelta dei corsi Elena Tocci

La scuola è un diritto É una cosa che ci spetta indipendentemente dal sesso, colore della pelle, cultura e da altre cose che pensiamo ci rendano diversi. Matilde Pieri Si chiude una porta si apre un portone Emma Romanini

In copertina...

Classe IIE

Secondaria


Noi siamo ...AGOSTO

Noi siamo ...OTTOBRE

Giorgio ALICATA – classe IA Secondaria

Classe IIA Secondaria

Classe IA Secondaria


Filastrocca della scuola Filastrocca della scuola dove si va di buon’ora. Nella scuola che vorrei di sicuro non mi annoierei. Dopo lezione si gioca con il pallone o puoi fare un tuffo in piscina o fare un dolce in cucina. A inizio lezione non ci sarà interrogazione. Meno compiti ovviamente che non mi facciano esplodere la mente. Vorrei una scuola di divertimento

ma non a pagamento. Le gite le faremo ogni volta che vorremo. Laboratori d’arte e scuola guida ci saranno e si scatta una foto ricordo di fine anno. Nel laboratorio di scienza potenzierai la tua pazienza Ognuno farà ciò che vuole ma con il cuore Questa è la scuola che vorrei dove io volerei Classe IA

Ci siamo anche noi con le nostre idee... ...a DICEMBRE Nella scuola che vorrei Compagni e tanti amici troverei Una scuola di cuori, di suoni e di rumori classe 4^D Primaria ...a Febbraio La scuola che vorrei ...con più divertimento Classe IIIA Secondaria

...a Luglio Filastrocca della scuola Dove di va di buon’ora Nella scuola che vorrei

Di sicuro non mi annoierei Classe IA Secondaria

...a Settembre Tre grandi palestre, trasparenti vorrei le finestre banchi puliti e spaziosi e a mensa cibi deliziosi ...a Novembre La scuola che vorrei sarebbe la migliore Avrebbe un bel giardino Io l’amerei con tutto il cuore! Classe IIA Secondaria


Vogliamo una scuola per tutti

I proventi di questo calendario sono destinati al progetto di solidarietà “La scuola di Tafraout” (nel Deserto del Sahara marocchino): una fonte di speranza per il futuro delle nuove generazioni, in un contesto di difficoltà dovuta al processo di desertificazione in atto

Vogliamo la scuola di TUTTI Giulia Bivona 3^A ci ricorda che:

“Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione” Victor Hugo


La ferrovia consente mobilità di trasporto sostenibile, sicura e innovativa! “Noi ragazzi della 3E abbiamo avuto l’opportunità di partecipare, il 14 dicembre, a un webinar organizzato dal Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani insieme all'Agenzia Nazionale della Sicurezza ferroviaria, ed altri dell'Agenzia Ferroviaria Europea. L’argomento centrale riguardava una modalità di trasporto sostenibile, sicura e innovativa, quella che corre lungo le rotaie della ferrovia. A questo webinar partecipavano vari dirigenti e ingegneri, e come ospite speciale che introduceva tutti gli argomenti c’era il Professor Maggi ...per chi non sapesse chi sia, è il Professore di Lettere e Storia che ha partecipato alla serie televisiva “Il Collegio” , ma anche Josef Doppelbauer, Direttore di ERA, Agenzia per le Ferrovie dell’Unione Europea, Maurizio Gentile, Presidente CIFI. Abbiamo compreso che IL TRENO, in virtù dei cambiamenti climatici, avrà un ruolo vitale nel nostro futuro! Stiamo facendo la Storia! Il treno richiede dal 50% al 70% di energia in meno rispetto ad altri veicoli per spostarsi. Il treno deve essere sicuro, e lo è, ma noi cittadini dobbiamo rispettare alcune regole per far restare sicuro il treno. RICORDA: 1) È vietato oltrepassare la linea gialla

Do not cross the railway lines 2) È vietato attraversare i binari

Use the subway 3) È vietato attraversare un passaggio a livello con le sbarre abbassate.

Queste regole se non sono rispettate possono essere sanzionate e di ciò se ne occupa la polizia stradale che si trova in ogni stazione ferrovia. Le ferrovie sono importanti e lo furono pure in passato perché i cittadini, finalmente potevano muoversi con un mezzo adeguato e semplice e potevano andare da qualunque parte nello Stato e finalmente si potevano incontrare fra di loro, ed ecco perché si dice che le ferrovie unirono l’Italia. Anche il Papa e il Re viaggiarono in treno. Alpi e Appennini vengono superati grazie ai valichi e alle gallerie ferroviarie, ottenute grazie alla perforatrice che scava nella montagna. Il treno fu molto

utilizzato per le guerre, per esempio a spostare i soldati o i cannoni e le armi. In treno giunsero a Roma le spoglie del Milite ignoto, che partito da Aquileia arrivò a Roma facendo tappa in ogni stazione d’Italia per far salutare ai cari qualcuno che avevano perso in guerra e simbolicamente la tomba rappresenta tutte le persone che sono morte in guerra. Dopo la seconda Guerra Mondiale tutti i profughi e prigionieri di Guerra italiani tornarono in Italia sui i treni della Croce Rossa italiana. I treni furono importanti per la rinascita economica post bellica. Nel 1959 sui binari ci fu una sfilata di moda per rinnovare il mercato. I treni furono protagonisti nel fenomeno di emigrazione che portarono molte persone dal Sud Italia al Nord Italia per andare a lavorare nelle grandi fabbriche Secondo noi è stata un’ esperienza insolita, ma molto bella e interessante. “ Da Nicolò Capurso della 3E


25 Novembre 2021 – Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne Ci siamo anche noi... Diamo voce ai nostri elaborati ... in mostra presso la nostra scuola





Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense». Queste parole da lor ci fuor porte. Dante Alighieri Divina Commedia Canto V Inferno







I ragazzi e le ragazze della Secondaria Balabanoff


“Accoglienza

BALABANOFF”

A inizio anno scolastico si è svolta, nel plesso Balabanoff, l'accoglienza che ha coinvolto le classi prime in una serie di attività laboratoriali e ludiche, incentrate sulla conoscenza dell'altro, sui concetti di uguaglianza e diversità e sull'importanza di sentirsi parte di un gruppo. I ragazzi e le ragazze hanno risposto con grande partecipazione e a loro e alle docenti che si sono rese disponibili va il nostro sincero ringraziamento.

Per le classi prime della Secondaria


LETTURA AL BUIO Lettura al buio: viaggiare, esplorare e scoprire un nuovo mondo, un nuovo libro, una nuova pagina, liberando la fantasia e l’immaginazione. Durante l’ora di narrativa, abbiamo sperimentato questo modo particolare di vivere la lettura di una pagina del libro, accompagnata da suoni e rumori riferiti al contesto della storia, con il pubblico che ascolta bendato. Gli ascoltatori in questa lettura possono immaginarsi la storia, usando la propria fantasia. Immagina di essere in situazione come questa: cosa proveresti? Quando ci è stato proposto dalla professoressa eravamo un po’ scettici perché non ne capivamo la finalità. Ci siamo divisi in gruppo e ad ognuno è stato un compito preciso: chi leggeva con intonazione, chi riproduceva suoni come l’apertura di una porta o il suono di un campanello oppure delle musiche adatte per introdurre la storia. Ogni gruppo si è cimentato nella lettura e gli altri hanno ascoltato

bendati per non perdere il senso di ogni singola parola. Alla fine della lettura ci siamo scambiati le impressioni, sensazioni diverse, pur condividendo lo stesso momento: abbiamo provato gioia, sorpresa, suspense, chiedendoci cosa sarebbe successo dopo. La lettura animata è una meravigliosa attività, perché attraverso gli occhi ci si distrae mentre essendo bendati, si può solo immaginare la scena, con i personaggi, i suoni, i fatti, ed essere trasportati in quella singola pagina, vivendo in prima persona la storia.

Anna Folcarelli Gargano 2D

Sofia Giorgi


Perché ci ammaliamo? Oggi 1/12/2021 alcune terze della secondaria A. Balabanoff e G.Scalarini, hanno partecipato ad una lezione interessante , svolta da una professoressa della Sapienza di Roma. DI COSA PARLAVA LA LEZIONE? Seguiteci... il DNA è presente nelle cellule e si trova all’interno del nucleo; contiene tutte le informazioni utili per il funzionamento del nostro corpo e per definire le caratteristiche di ognuno; ad esempio: -colore degli occhi -colore dei capelli -colore della pelle ... è definito il grande libro della vita

Il DNA è formato da due filamenti, uniti tra di loro dalle basi azotate a formare una struttura a doppia elica. James Watson e Francis Crick scoprirono la struttura a doppia elica del DNA, grazie anche alle ricerche svolte da Rosalinda Franklin. Per questa scoperta, Watson e Crick ricevettero il Premio Nobel per la Medicina, nel 1962. Molte malattie sono provocate da danni alle cellule, in particolare al DNA; dovuti ad AGENTI BIOLOGICI, FISICI E CHIMICI. Gli AGENTI BIOLOGICI sono i batteri, che sono presenti anche nell’intestino umano, virus e funghi chiamati MICETI.

Tra gli AGENTI FISICI E CHIMICI possiamo elencare le bevande alcoliche, le sostanze tossiche, cibi artificiali ultra raffinati, lo smog e le radiazioni, ad esempio quelle a cui ci esponiamo quando facciamo le radiografie. Quando gli AGENTI, BIOLOGICI, CHIMICI E FISICI danneggiano le cellule, il danno può essere riparato con successo dal DNA stesso, oppure il danno può essere permanente e quindi provocare un’alterazione della cellula e la morte della stessa.

Ma dove li troviamo ? Gli AGENTI MUTAGENI li troviamo nel tabacco, droghe, inquinamento, nei salumi, nella frutta secca, i quali pistacchi, noci, mandorle, nelle patatine fritte, catrame, in alcuni prodotti per capelli che contengono sostanze chimiche e dannose alla salute e nei rifiuti bruciati. Alcuni consigli per una vita salutare -FAI SPORT e attività all’aperto - NON FUMARE -NON BERE SUPERALCOLICI (soprattutto adolescenti e donne incinte) - MANGIA FRUTTA E VERDURA!! e soprattutto…

RISPETTA L’AMBIENTE Federica De Paolis e Flavia Ceteroni - 3E Scondaria


«“Troverai più nei boschi, che nei libri. Gli alberi ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà” Bernardo di Chiaravalle (1091-1153)

Il meraviglioso giardino della nostra scuola, nella sede della secondaria di Via Balabanoff, sta diventando sempre più un luogo di apprendimento, di ritrovo, per lezioni davvero speciali, anche grazie alle panche e ai tavoli in legno che sono stati posizionati agli inizi dell’anno scolastico.

Sembra strano, ma proprio la pandemia ci ha fatto riscoprire l’importanza degli spazi aperti ed il valore del ritrovarsi insieme, a contatto con la Natura La nostra fotoreporter, Artemide, ci regala coi suoi scatti, piccoli assaggi del giardino botanico che ogni giorno ci inebria di serenità e inusuale freschezza!

Redazione IIIE


Poeti si nasce… Se io fossi… Se fossi fuoco Brucerei tutto ciò che ho attorno Se fossi acqua Farei piovere tutto il giorno Se fossi luce Mangerei la notte Se fossi terra Matterei pace alle lotte Se fossi vento Farei volare le persone di cento in cento Se fossi Flaminia come sono e fui Farei amicizia con tutte le persone del mondo Se fossi Gabriele come sono e fui Rimarrei sempre giocondo e non toccherei mai il fondo

Se fossi Fuoco accenderei ogni camino a Natale e scalderei ogni famiglia. Se fossi Fuoco sterminerei il Covid. Se fossi Acqua inonderei gli occhi di chi soffre, non mi farei inquinare e non mi farei imbottigliare. Se fossi Acqua osserverei tutti quelli che si specchiano su di me. Se fossi Vento farei svolazzare tutte le foglie e farei volare via tutti gli ombrelli aperti. Se fossi Terra mi difenderei dalle industrie e mi farei come amica la Luna. Se io fossi Greta come sono e fui, imparerei a non avere paura del giudizio altrui. Se fossi Checkolet come sono e fui, diventerei una giocatrice di pallavolo e una grande attrice nel cinema.

GRETA MARIANI E CHECKOLET MATTONE 2G Secondaria

Gabriele Platania e Flaminia - 2G Secondaria

************************************** Se fossi fuoco, scalderei il cuore delle persone Se fossi acqua, scaccerei via ogni male Se fossi vento, volerei nella mia fantasia Se fossi luce, illuminerei di bontà le persone Se fossi terra, porterei felicità in tutto il mondo Se io fossi Valentina come sono e fui cancellerei tutte le regole Se io fossi Greta come sono e fui realizzerei i sogni più belli Se io fossi Eleonora come sono e fui starei più attenta alle persone che incontro GRETA CIANNAVEI, VALENTINA PUDICO, ELEONORA COCCO. 2G

Se io fossi… Se io fossi foco Brucerei il male Per uccidere chiunque sia un criminale Se fossi acqua disseterei tutti Per far finire tutti i lutti Sia ai belli che ai brutti Se fossi terra fiorirei in tutto il mondo per dargli purezza fino in fondo Se fossi luce Illuminerei il buio Cosi che sia sempre giugno Se fossi vento Soffierei dolcemente In un modo brillante Come un diamante Paolo e Maurizio 2G


S’I fossi… un professor S’ ii Fossi La Catini Strillerei A Tutti I Bambini Si Fossi La Farina Farei Matematica Senza La Rima Si Fossi La Sances Farei Un Murales Si Fossi La Pascazi Riempierei Tutti Gli Spazi Si Fossi La Verrecchia Studierei Come Na Secchia Si Fossi Cafarelli Mi Metterei A Vendere Gli Ombrelli Si Fossi La Baldi Assomiglierei Alla Rinaldi

S'i fossi S'i fossi macchina l'investirei S'i fossi assassino li ucciderei S'i fossi pugile li menerei S'i fossi barman li avvelenerei S'i fossi ladro li ruberei e poi li ucciderei S'i fossi gigante li schiaccerei e poi li sotterrerei S'i fossi minatore io no li cercherei S'i fossi poliziotto io li arresterei e poi li ucciderei

Si Fossi La Nastasi Riuscirei In Tutto O Quasi

S'i fossi Dante all'inferno li manderei S'i fossi morte io da loro andrei e li ucciderei

Si Fossi La Rinaldi Assomiglierei Alla Baldi Leonardo Graziani, 2C

Matteo Bonifazi, 2C

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S’i fossi…se fossi Se fossi Pony* non mi lamenterei, Un po' di più riderei, Come lui andrei sempre in vacanza, Perché qui si studia già in abbondanza. Se fossi Manuela** urlerei un po' di meno, Così che l’allenamento sia un po' più sereno, non ci farei nuotare così tanto, perché noi ci annoiamo intanto. Se fossi una nuvola pioverei sugli arroganti, Che in silenzio mai stanno, E danno fastidio a tutti gli abitanti.

Se fossi l’egoismo scapperei dalla città, se fossi la dolcezza rimarrei fino alla fine, perché quello che ci manca è un poco d’umiltà. *Pony è il mio compagno di banco, che di cognome fa Ponea, ma è stato soprannominato,dalla classe II C,Pony. **Manuela è la mia istruttrice di nuoto sincronizzato. Chiara Di Maio, IIC


Vengo da… Vengo da un mondo incredibile. Vengo dalla mia prima parola e i miei primi passi. Vengo da quell’abbraccio che i miei genitori mi donano ogni giorno. Vengo dalle risate della mia sorellina che mi scaldano il cuore. Vengo da giornate passate insieme alla mia nonna materna che mi faceva sorridere anche nei momenti più tristi. Vengo da ore, minuti e secondi passati a ridere, a piangere. Vengo da arrabbiature e frustranti momenti che mi hanno segnato il cuore. Vengo da momenti indimenticabili con i miei amici. Vengo dalla mia famiglia, la mia vita, che mi sosterrà sempre in ogni mia scelta.

Ilaria Carta 2D Concorso “Pensieri per un anno”: La scuola che vorrei I.C. Angelica Balabanoff - Roma - A.S. 2021/2022

Riproponiamo le rime della classe “Seconda A” della Scuola secondaria

La scuola che vorrei sarebbe la migliore, avrebbe un bel giardino io l’amerei con tutto il cuore. Tre grandi e belle palestre banchi puliti e spaziosi trasparenti vorrei le finestre

a mensa cibi deliziosi. Fabio Massimo Liddo 2 A

************************************* La scuola che vorrei difficile da immaginare, forse la creerei con una discoteca per ballare! Una piscina anche aggiungerei e tanti di quei tuffi farei! Molti amici ci dovranno essere per imparare insieme nel benessere La scuola che vorrei ogni giorno con la mente, dovrebbe farci viaggiare ininterrottamente!

La scuola che vorrei facile direi semplice com'è con tanti pensieri è. Penso alla scuola come un castello di colore giallo pastello ci deve essere matematica con una professoressa fanatica. Deve deve avere come nome Queen per essere famosa come Alexander McQueen Martina Pradelli 2A ********************************************************

La mia scuola è aperta a tutti, non ci sono maleducati stolti o brutti. Siamo tutti uguali davanti alla legge come se fossimo un unico gregge. Gli insegnanti qui sanno spiegare così noi possiamo imparare. Coloriamo, giochiamo e ci divertiamo a creare questa scuola insieme ce la facciamo.

Ilaria Riccio 2A

Federico Pacifici 2A ********************************************************

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La scuola che vorrei deve essere fatta di impegno, divertimento e amicizia

La scuola che vorrei è un posto per studiare e con tanta voglia imparare a lavorare ma ciò che più desidero è imparare a riciclare per un futuro ampio e limpido Un'altra cosa molto bella che desidero imparare è giocare a scacchi per la mente allenare tutte le materie già così le lascerei perché senza di esse leggere e scrivere non saprei. Elena Romagnoli 2A ********************************************************

Moreno Cuciniello 2A ********************************************************

La scuola perfetta non esiste, ma la scuola che vorrei dovrebbe far sentire gli alunni accolti, interessati e soprattutto non stressati! Monica Papaleo 2A ********************************************************

La scuola è futuro la scuola è cambiamento la scuola sicura è in natura Irene Consoli 2A


INTRIGHI D’AMICIZIA

AMICO MIO, ADDIO! SAPPI CHE VIVRÒ SENZA IL RUMORE DELL’ANGOSCIA MARCO D’ANDRETTA


SERENITÀ ADORO RICORDARMI DI AMORE, FEDELTÀ E AMICIZIA

ISABELLA MORELLI (3^E SEC.)

VITA I BAMBINI RINCORREVANO TANTE STORIE UN GRAN PIANTO SOFFIÒ LA VITA NON VOLEVA MORIRE, PICCOLO PRINCIPE Ivan ANGEMI


SOLA

Un’ombra con un leggero brivido, addossata alla parete, tiene la testa abbassata. E quando mi raggiunge, si appiattisce sul pavimento

Nicole CORIGLIANO

REDAZIONE IIIE


TANTO E GENTILE E TANTO ONESTA PARE

Tam bona et honesta videtur, mea puella, cum alicui salutem dicit, ut quaeque lingua tremens obmutescat et oculi prospicere non audeant. Ea transit laudem de se audiens, benigne ac humiliter induta, et res videtur quae de caelo venerit in terram ad ostensionem mirabilium. Tam venusta intuentibus apparet ut oculis dulcedinem det cordi quam intellegere expers non possit et de eius labiis procedit spiritus suavis amoris plenus qui animae dicit: “suspira”.

TRADUZIONE IN LATINO di Davide Torrini ( seconda F)

e Benedetta Torrini (ex alunna - I anno della scuola superiore)

So kind and so honest she looks my woman when she greets other man, that every toungue becomes shaking, mute and eyes can stop looking at her. She goes hearing people praise her benigly dressed in humility, and it seens she’s something that comes from the sky to earth to show a miracol. She looks so attractive to those who behold her She gives through the eyes a sweet taste to the heart that can’t be understood by one who hasn’t tried it. It seens that from her lips moves a pleasing spirit full of love moves that says to the soul: Sigh. Traduzione in inglese di Valeria Cocco (2^F)


Mi mujer parece tan amable y tan honesta cuando saluda a otra persona que toda lengua debe temblar muda y sus ojos no se atreven a mirar. Se siente alabada gentilmente vestida de humildad y parece que es algo que ha llegado del ciela la tierra para mostrarse milagrosamente. Se muestra tan grato a quieno la mira transunte a trevés sus ojos una dolzura al corazon que quien no lo siente no puede entenderlo. Y parece que un dulce espiritu lleno de amor se mueve de su labio que va diciendo al alma: Suspira.

Traduzione in spagnolo di Samuel Piersanti (seconda F)

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia, quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua devèn, tremando, muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente e d’umiltà vestuta, e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira che dà per li occhi una dolcezza al core, che ’ntender no la può chi no la prova; e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.

DANTE ALIGHIERI


Poesie degli alunni della IV D della scuola primaria. L’Autunno

Il poeta Il poeta esprime emozioni

L’autunno impasta i colori

sentendo le canzoni

E se ne vanno via i fiori,

tante belle cose scrive e, a volte, inventa le rime

poi un giorno appare uno stelo e si ricolora il cielo. Viola B.

il poeta è preciso con un bel sorriso quando sente i sentimenti quando meno te lo aspetti il poeta ci mette il cuore e ci mette tante ore. Il poeta è famoso E quando ha fame è brontoloso Nel vento impetuoso.

Con la musica

Il poeta è bravo A scrivere con la mano.

Pronti e via, comincia il gioco, fai la tua mossa e mettila a fuoco, prendimi la mano e vola con me senza la musica che gusto c’è? Le note scorrono come in un fiume Prendimi al volo, è una questione di piume. Chiudi gli occhi e dammi la mano Che con la musica voliamo lontano. Senza la musica non c’è allegria La musica ti fa viaggiare nella fantasia Se non c’è musica, non c’è compagnia La musica è un mondo di simpatia. Con la musica si può volare Che i ricordi lontani ti fa ricordare. Adriano, Jacopo e Lorenzo B.

Martina Di Nicola. Il panino Ho avvistato un panino Ho scritto un testo Ho giocato a nascondino L’ho finito e lo rivoglio. Giulio N.


…SCRITTORI SI DIVENTA

Noi, alunne ed alunni della classe III D, abbiamo scritto delle piccole storie horror, partendo da alcune frasi tratte da racconti famosi. Abbiamo scelto quelli che ci sembravano più spaventosi ed "horrorifici". Speriamo che vi piacciano e più che altro vi spaventino! Una festa da…incubo

Era il compleanno di Anna. Aveva organizzato una festa a casa sua con i suoi migliori amici: Tommaso e Matilde. Non c’erano i suoi genitori, erano in viaggio e le avevano lasciato casa. Non avrebbe mai potuto immaginare che quella notte tranquilla si sarebbe trasformata in un incubo. Iniziò tutto con un tonfo. I tre amici stavano conversando nei propri letti, erano assonnati ma, nel cuore della notte, nello spaventoso silenzio della casa, quello strano rumore fece nascere in loro il panico. Non fecero in tempo ad alzarsi e ad andare a vedere chi fosse che entrarono tre uomini nella loro stanza. Ci fu un momento di silenzio, che però durò poco perché i tre uomini non persero tempo, afferrarono i tre ragazzi, li bendarono e li trascinarono in un furgone. Tommaso, Matilde e Anna erano così terrorizzati che non trovarono nemmeno la forza di gridare e chiedere aiuto. Dopo minuti, o forse ore, tanto sembrarono interminabili quei momenti, giunsero a destinazione. Tolsero loro la benda. Erano davanti a un semplicissimo palazzo, e Anna non capiva perché, oltre al

terrore e allo smarrimento provati per quello che stava succedendo, provasse anche una sorta di inquietudine. Poi capì, c’erano due occhi che la stavano fissando da una finestra del condominio, l'unica aperta e da cui fuoriusciva un po’ di luce. Quegli occhi erano del volto di un uomo che pareva li stesse aspettando. I tre uomini trascinarono i ragazzi verso la porta del palazzo, ma Tommaso e Matilde ora si erano ripresi dallo shock iniziale e cominciarono a gridare con quanto più fiato avevano in gola. Purtroppo, però, durò poco perché uno degli uomini tappò la bocca ai due. Cominciarono tutti a salire le scale, immersi nel buio più totale. Anna e gli amici avrebbero dato qualsiasi cosa per una lampada o per un pezzo di candela. Li portarono nell’appartamento e lì trovarono quello strano e inquietante uomo che prima li stava fissando. Li lasciarono in salone legati a delle sedie mentre gli uomini si riunirono a parlare nell’altra stanza. Dopo un po’ l’uomo misterioso tornò. Tirò fuori qualcosa di tasca e la mostrò ai suoi ospiti. Era una pistola. Impallidirono tutti e tre nello stesso momento e si guardarono con disperazione, come per dirsi addio. Anna sentì la testa girarle. Ad un certo punto non sentiva più i pianti dei suoi amici, né il battito accelerato del suo cuore, solo un suono assordante che le rimbombava nella testa. Era la sua sveglia che la riportava alla realtà, dai suoi amici addormentati e sereni. L’unica cosa che pensò fu: “non potrò più togliermi quella scena dalla testa, per quanto viva”. Simona Bocci


La quiete prima della tempesta

Sembravano dei giorni tranquilli. Io e Larry ci eravamo ''rifugiati'' per passare un po’ di tempo insieme nella baita dei suoi genitori, che non usavano da tempo. La baita si trovava in un posto molto nascosto, dentro una grande foresta di querce. Era molto buia e solo a pensarci mi gelava il sangue nelle vene. Era una notte come tante e io e Larry ci eravamo appena coricati. Fu proprio in quel momento che la porta si chiuse per un colpo di vento.Mi sembrò strano, dato che in quei giorni non aveva tirato molto vento e, in ogni caso, nessun colpo come quello. Senza dargli troppo peso mi addormentai. Dopo circa mezz’ ora sentii un rumore. Ma non era un rumore normale, come quello del cigolio di una porta. Nel cuore della notte, nello spaventoso silenzio della casa, quello strano rumore fece crescere in me il panico. Spaventata svegliai bruscamente Larry che mi rispose con un lamento. -Larry svegliati! - gli dico. -Cosa c’è? - mi risponde con tono confuso. -Li senti questi rumori? -Ma quali rumori? Mi sembri pazza, lasciami dormire. -Te lo giuro! Vengono dal salotto, non sono pazza! -Per favore Amy, lasciami dormire. -Per quale motivo ti ostini a dire che sono pazza?! -Perché lo sei! Lasciami dormire ora.

Lo lasciai stare e mi alzai per andare a controllare quei rumori anomali. Era buio pesto. Avrei dato qualsiasi cosa per una lampada o per un pezzo di candela. Mi muovevo in punta di piedi per evitare che, qualsiasi cosa fosse, mi sentisse. Ero quasi davanti all’ingresso del salotto. L’aria iniziava a diventare pesante. Feci un respiro profondo ed entrai nel salotto. Non c’era nessuno. Come era possibile? Forse sono davvero pazza? Aveva davvero ragione Larry? Era tutto molto silenzioso. A un tratto sentii un debole lamento: era il gemito del terrore mortale. Riconobbi subito la voce di Larry. Corsi in camera da letto e mi ritrovai un altissimo lupo mannaro che teneva per i piedi Larry. Ero pietrificata. Larry si dimenava ma sprecava solo energie. Per quanto si sforzasse non riuscì a strapparsi dalla morsa che imprigionava inesorabilmente i suoi piedi. Il lupo lo sollevò e… lo inghiottì intero nelle sue enormi fauci. Iniziai a correre via da quella bestia. Non avevo una meta precisa. Trovai una grotta. Pensai che fosse il posto migliore per nascondersi da quell’orrendo mostro. -Non potrò più togliermi quella scena dalla testa, per quanto viva. Sono le uniche parole che riuscii a dire prima di svenire dalla stanchezza e paura, consapevole di non vedere mai più il mio amato Larry. Carlotta Villa


Il viaggio infinito

Una lunga notte

Era un giorno come tutti gli altri, almeno fino a quel momento. Alle otto meno dieci presi l’autobus per andare a scuola, ma non immaginavo che non sarei mai arrivato. Faceva molto freddo, ero molto stanco e avevo sonno, non ci vedevo molto bene. Alla fermata davanti scuola, dissi all’autista che dovevo scendere, ma non rispose nessuno. Così mi sono alzato, iniziai ad agitarmi e a ripetere che dovevo scendere, ma niente da fare, la gente mi urlava contro, diceva di sedermi e di stare zitto esclamando che non stava succedendo niente. Chiesi loro se credevano che fossi pazzo! Ormai erano le dieci di mattina, l’autobus continuava a viaggiare, a circa ottanta chilometri orari, senza sosta, non si fermava neanche con il semaforo rosso. A questo punto provai a prendere dalla tasca il mio telefono per chiamare mia madre; ma niente, il telefono aveva smesso di funzionare. Visto che non avevo forze e che comunque non stava succedendo niente, mi addormentai. Mi risvegliai verso le otto di sera, si erano spente tutte le luci, le facce delle persone sembravano come quelle degli zombie, l’autista era come se fosse telecomandato da qualcuno. Iniziai a disperarmi, mi sembrava di essere in un sogno, o almeno era la mia speranza. Il pullman continuò per circa un altro giorno, non mi capacitavo del fatto che l’autista non si stancasse mai di lavorare. Ero ormai moribondo, provai a spaccare la finestra, ma non avevo forze per farlo. Finalmente la benzina finì, ma ci ritrovammo in bilico sopra una montagna altissima. Si creò, però, un altro problema: l’autista aprì la porta per scendere, ma se si scendeva si cadeva nel vuoto; invece, se si rimaneva sull’autobus ci saremmo rimasti per sempre dato il posto sperduto. Per la disperazione...mi buttai.

Era una notte buia e tempestosa, Beverly Hills non era mai stata così silenziosa. Qualcosa stava per succedere. Nella notte si vedeva in lontananza una luce, era quella nella camera di Charlie. Lui era lì, tranquillo nel suo letto che ascoltava la musica con le sue cuffiette. Tutto ad un tratto ‘BOOM’ la porta si chiuse. Charlie pensò “sarà stato un colpo di vento” e tornò ad ascoltare la musica. Poi di nuovo ‘BOOM’, lo strano rumore proveniva stavolta da dietro la casa di Charlie. Nel cuore della notte, nello spaventoso silenzio, quello strano rumore fece nascere in lui il panico. Poi, improvvisamente, le luci si spensero. Charlie guardò le sue braccia così confermò di avere freddo, questo significava che aveva anche paura. Uscì fuori per vedere cosa fosse successo e vide un corpo sulla strada. Faceva freddo, decise così di chiamare subito la polizia. Quando arrivò, il corpo era scomparso. I poliziotti pensarono che Charlie stesse mentendo, anzi lo credevano pazzo. “Per quale motivo vi ostinate a credere che sono pazzo? Io non sono pazzo, il corpo è lì e non si è mai mosso” disse Charlie. “Senti ragazzino, non abbiamo tempo da perdere con i tuoi giochetti” disse uno dei poliziotti. Poi, tutti insieme, se ne andarono come soldati. Charlie, però, riusciva ancora a vedere il corpo, era lì davanti a lui. Notò, poi, alcune strane impronte che portavano alla casa del vicino. La porta era aperta e c’era uno strano odore. Charlie decise di entrare nella casa e chiamare il vicino per nome. “Signor Evans è tutto ok?” nessuno rispose. La casa era buia e Charlie non riusciva a vedere nulla e questo era un problema.

Claudio D’Amata


Avrebbe dato qualsiasi cosa per avere lì con sé una lampada o un pezzo di candela. Non riusciva a vedere cosa ci fosse davanti, né cosa ci fosse dietro di sé. Poi la luce tornò, ma solo in quella casa, e il corpo, che prima era sulla strada, Charlie se lo ritrovò davanti. Si sentì poi un altro “BOOM”, le luci si spensero nuovamente. Charlie era paralizzato, non riusciva a muoversi e nessun suono usciva dalla sua bocca. In quel momento pensò: ”In quanti pezzi mi taglierà, ammesso che abbia un coltello, in quanti minuti mi strangolerà, ammesso che stringa il collo con le sue mani?” Charlie guardò poi meglio il corpo che era davanti a lui: era cosparso di sangue e aveva un coltello in mano. Ad un tratto Charlie sentì un debole lamento: era il gemito del terrore mortale. Poi il corpo così come era apparso scomparve, lasciando dietro di sé un terribile odore di morte. Con lui tutto era scomparso, Charlie riusciva di nuovo a muoversi e corse subito verso casa. “Non potrò più togliermi questa notte dalla testa, per quanto vivo”, pensò . Giulia Mizzon

Il loro regno si trovava in un posto magico circondato dalla Foresta delle Tenebre, che nessuno attraversava per la leggenda, che veniva tramandata da secoli, che si venisse risucchiati dal terreno, le Maledette Sabbie Mobili.

Peter e il Regno di Aristan

Subito con un gran baccano si precipitarono a trovare un buon nascondiglio ed il saggio re, andò a parlare con il nuovo arrivato: “Ehi! Piccolo grande umano come hai fatto ad arrivare fin qui?”

In un luogo molto lontano vivevano gli gnomi di Aristan: alti quanto una bottiglia di acqua fresca! I capelli erano degli stessi colori del bosco: verde scuro, marroni, giallo ocra dell’autunno; anche i loro vestiti erano dei colori della foresta ed erano realizzati con tutti materiali naturali. Avevano tutti caratteri molto diversi ma vivevano in armonia, grazie soprattutto al loro re Thor, il vecchio saggio dai bianchi capelli con oltre 1500 anni.

Si sentivano al sicuro e passavano i loro giorni in serenità tra pascoli, artigianato, attività nei campi ma anche feste e balli, con tanta musica. Un giorno il piccolo Peter, un umano di soli otto anni, che viveva nella città di Porter, decise di attraversare la Foresta delle Tenebre per vedere cosa ci fosse mai dietro. Partì un sabato pomeriggio senza dire nulla ai suoi genitori e per questo iniziò a saltare da un sasso all’altro senza mai mettere i piedi a terra, evitando così di finire inghiottito dalle Maledette Sabie Mobili. Dopo circa un’ora si ritrovò nel Regno di Aristan. Rimase colpito dalla bellezza del territorio i campi erano tutti fioriti, nei ruscelli c’erano papere e cigni che nuotavano ma soprattutto c’erano piccoli gnomi tutti diversi e impegnati nelle loro attività. Lo gnomo Fur, fabbro del villaggio, si accorse subito della sua presenza e suonò l’allarme.

Peter stupito rispose: “Ho saltato lungo i massi e ho superato la foresta, devo essermi perso!” Il vecchio allora disse: “Sei il benvenuto ed in tuo onore organizzeremo un pic-nic!” Chiamò tutti gli gnomi ed organizzarono una bella festa. Passate due ore Peter si rese


conto che era molto tardi e che sarebbe dovuto tornare a casa. Allora disse: “Devo andare! Mi piacerebbe molto restare con voi ma devo tornare a casa” così salutò in fretta tutti e promise che non avrebbe detto nulla di loro agli umani, anche se non ci avrebbero creduto comunque. Gli gnomi gli raccomandarono di saltare sempre sui sassi per tornare indietro e gli dissero che se fosse tornato sarebbe stato sempre il benvenuto. Tornato a casa, Peter non disse nulla ma la cosa più strana era che il suo orologio faceva sempre le 16:39, la stessa ora in cui era entrato nella foresta. Era come se il tempo non fosse mai passato… Lucrezia Kraicsovitsz, 2C La mia mano racconta Ogni giorno vengo a contatto con molte superfici e di certo non starò qui a elencarvele tutte perché in dodici anni ho toccato un mucchio di cose. Compio piccoli e grandi gesti ma non mi vanto. Alle 8.00 vado a scuola; la mia gemella sinistra ogni mattina deve trascinare lo zaino a rotelle e con tutte le buche che si incontrano, la poverina subisce traumi continui. Io invece mi occupo di impugnare la penna per scrivere, la matita per disegnare, la gomma per cancellare. Il mio capo, signor cervello ci tiene occupate tutto il giorno: la mattina la scuola, poi il pranzo e la cena e tra posate e bicchiere è tutto un alza e posa. Non parliamo dei pomeriggi passati a fare compiti: tra calcolatrice, righello e squadra e pagine che si sfogliano, è una vera tortura. Non mi riposo mai e quando arriva il momento di afferrare lo smartphone per me cominciano i guai. Le mie dita partono alla velocità della luce e non si fermano più. Tutti i lunedì c’è poi l’arrampicata su pareti verticali perché dobbiamo tenerci allenate anche se è difficile mantenere sempre la presa. Quando arriva la sera, io e sinistra crolliamo e così finalmente andiamo a riposarci sotto le coperte calde. Ma

poi arriva un nuovo giorno e ricomincia tutto daccapo. La mia vita è assai dura ma ho la consolazione che, grazie anche a me, Giorgia può provare esperienze diverse e uniche. Giorgia Proietti 2D La Sinfonia del sonno È iniziato tutto quando ho chiuso gli occhi, un giovedì d’ottobre qualunque; era stata una giornata stancante, quindi non mi ci volle tanto per addormentarmi; letto comodo, termosifoni accesi ed i miei genitori mi avevano appena rimboccato le coperte. Non ho paura del buio, né degl’incubi, dopotutto, il buio copre solo ciò che alla luce si vede e che cos’è un incubo se non una realtà falsa? Però, quella notte era diverso – quella notte era come se la realtà fosse caduta in confusione ed il buio e la luce erano una cosa sola. Sanno tutti che sogni ed incubi durano solo pochi secondi, ma allora perché quello mi è sembrato un’eternità? Non ero più sola nella mia camera, anzi, non ero più nemmeno nella mia camera; l’incubo mi aveva spostato nel salotto, seduta all’angolo del divano in compagnia di una persona che non avevo mai visto prima. Non so il suo nome, anche se forse me lo aveva detto, ma oltre la melodia che suonava al pianoforte non potevo sentire nulla. Era una ragazza, più o meno della mia età, con lunghi capelli neri e un abbigliamento tipico degli inizi del ‘900 dello stesso colore. All’inizio mi dava le spalle, seduta lì a suonare una melodia sconosciuta, ma poi, forse sentendosi i miei occhi addosso, ha iniziato a girarsi lentamente. Se avessi potuto urlare l’avrei fatto volentieri: al posto degli occhi, c’erano due enormi buchi neri, che mi fissavano come se avessero avuto la capacità di farlo. La bocca era in simili condizioni. Era partita come una linea ferma, neutra, diventando poi una voragine. Terrorizzata, provavo a fare qualsiasi cosa per scappare dalla mia stessa casa – urlare, dimenarmi, scalciare, ma non c’era speranza: il mio corpo era bloccato e così il tempo stesso. Man mano lei si avvicinava, sempre di più, fino ad essere direttamente


davanti a me; distese un braccio pallido per afferrarmi, la sua espressione sempre più distorta. Sentendo la sua presa sfiorarmi il collo, ho stretto gli occhi il più che potevo, un’ultima prova di fuga; quando li ho riaperti, ero di nuovo in camera mia; a quel punto avevo rilasciato un respiro di sollievo, il mio ultimo; perché un attimo dopo, quella presa era tornata, e stavolta non potevo scamparla. Fissando le sue orbite nere, ho sentito qualcosa attraversarmi. Dopo il vuoto più totale. Vi chiederete come vi sto raccontando questa storia – la verità è che non lo so, non so più molto, tranne quella sinfonia che suonerò a vita, la mia sinfonia del Sonno.

Ilenia Pascucci, 1 L ***************************************

Biografia irriverente

Ugo Foscolo Foscolo, battezzato con il nome di Niccolò, nacque a Zacinto nel 1778, da Andrea Foscolo e Diamantina Spathis. Dagli amici amava farsi chiamare Ugo. Il suo amico Vicenzo Monti diceva di lui: “Ugo, impieghi più tempo a decidere il nome che a completare un opera!” Successivamente tra i due nasce un dissing poetico, ma questo non ci interessa. Torniamo a noi. Diciamo che dopo aver rotto la testa a due maestre, viene cacciato dal collegio dove studiava. All’età di vent’anni raggiunge la madre a Venezia. Tra un giro in gondola e l’altro si innamorò più volte, non sfuggirono al suo fascino nemmeno le mogli degli amici o donne più vecchie di lui. Intanto comincia a frequentare i salotti letterari della città, diventando un vero e proprio influencer. Si fa notare anche per la sua personalità turbolenta e per la facilità con cui veniva alle mani o ingaggiava duelli. In

“Autoritratto” dice:”Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti”. È, inoltre, un grande scialacquatore, sperperava quel po’ che guadagnava per carrozze, vestiti e edizioni di lusso di libri e, ovviamente, per le serate di movida con le belle donne. Fan di Napoleone e suo haters, può essere definito maestro dell’incoerenza, visto che, appena finito di parlargli contro, decide di unirsi alle truppe Napoleoniche. Si trasferisce a Milano, dove incontra i maggiori esponenti letterari, ovviamente sui Navigli per un ape. Nel 1798 si trova a Bologna, mangiando tortellini inizia la stesura del romanzo epistolare “Ultime lettere di Jacopo Ortis” che pubblicherà nel 1802. L’autore esprime i suoi entusiasmi giovanili come un vero playboy. Non si capisce, perché nonostante gli amici, le donne e le feste scrivesse solo ed esclusivamente poesie malinconiche e nostalgiche, per non parlare della morte, che lui attendeva persino con ansia. Non ha molto da temere perché “L’eterna pace” come dice lui, lo raggiungerà nel 1827 a Londra dove bevendo tè morirà in estrema miseria, assistito dalla figlia Floriana. Le sue spoglie vengono tumulate in un cimitero inglese, poi trasferita in Santa Croce, a Firenze. Viene rispettato, in questo modo, un tema del suo best seller “Dei sepolcri”. Sonia Bocci, Lorenzo Orsini, Vera Penov Classe 3 C


Dopo aver scoperto alcune poesie di Trilussa, averle lette e recitate, i bambini si sono cimentati a scrivere testi in dialetto romanesco. La prima è una poesia, gli altri sono racconti. ER GATTO È PIÙ INTELLIGENTE DE ME Stavo annà ar ristorante a magnamme quarcosa, ma c’era ‘na pipinara! Allora me so seduto e m’hanno portato ‘na carbonara che era bbona come era cacio sui maccheroni. Poi, sazzio, me ne so’ annato. M’ha fermato un signore vecchio come er cucco che me s’è accollato per venneme ‘na rosa... aho nun se n’annava e così daje e daje l’ho comprata... aho jo dato cinque euri!!! Ma quanno se n’è annato la rosa s’è frantumata e così me so detto “hai fatto er guadagno de Maria cazzetta”.

Er giorno dopo me so ritrovato er gatto che pareva morto, allora j’ho detto: “Aripijate”, sé svejato e m’ha vomitato addosso co’ ‘narroganza che nun ve dico! Allora j’ho urlato “Puto!!!” e lui s’è imbruttito de brutto. Mannaggia oh! Me so’ preso ‘n gatto purciaro. Allora pe’ scappà dar gatto me so’ buttato de sotto, ma me so’ accorto da nun esse’ Superman e ho fatto la figura der peracottaro!!! Che scemo che so’!!! Giada Milano e Sophia Martinelli V C - Primaria

MIMMO E NONNA MARIANNA Nonna Maria, vecchia come er cucco, doveva annà a fa visita ar nipote Mimmo. Co ‘a machina che s’aritrova, ce mise ‘n’ora solo pe’ accenne er motore. Mimmo, er nipote, che l’aspettava, aveva preparato ‘a giornata: prima l’accojeva, poi preparava ‘a cena, se faceva ‘na chiaccherata e poi l’accompagnava alla porta. Nun faceva ‘na piega. Maria quanno iniziava a parlà nun la smetteva più, praticamente era ‘na pila de fascioli. Appena la nonna entrò disse “A bello de nonna sei ancora un pischello”. Mimmo, poro cristiano,

l’accolse e la fece mette sur divano. “Mimmo, ‘sta macchina m’ha fatto arrivà in ritardo” e lui “Nonna, tranquilla, nun fa niente”. Ma lei continuava a parlare, parlare, parlare e lui sempre annuiva: je stava a raccontà tutta la storia della sua macchina. A’ncerto punto Mimmo smise di annuire e sbotto: “A no’ me stai a fa venì il latte alle ginocchia” e lei: “A bello de nonna nun è colpa mia, è colpa da’ macchina che m’ha fatto imbrutti’” . Poi mangiarono in silenzio. Adriano Perin e Paolo Leone V C Primaria

ANTONIO, LO GNOMO Antonio detto lo gnomo c’aveva ‘no zio vecchio come er cucco, famoso perché c’aveva sempre prescia. Un giorno Antonio va a trovà lo zio e se presenta con un vestito molto vecchio che ricorda i tempi de Checco e Nina. Lo zio se mette a parlà de quei tempi, ma Antonio non ne po' più de risentì sempre a stessa solfa e je dice: “A zi’ me pari ‘na pila de fagioli, quann’è che t’azzittisci e prepari quarcosa da magnà?” Lo zio, offeso j’arisponne papale papale: “A bello, qui nun c’è trippa pe gatti, se non te piace che parlo allora vai a magnà da n’arta parte”. E così Antonio se n’andò zitto zitto e quer giorno rimase digiuno. (Lorenzo Criscuolo e Cristian De Scisciolo - V C Primaria)

ER DISASTRO DE LI PISCHELLI


Un giorno un pischello e ‘na pischella giocaveno a carcio, a ‘ncerto punto spaccarono er vetro de ‘na finestra co ‘na pallonata. Lì c’abbitava ‘n vecchio, vecchio come er cucco e nun s’areggeva ‘npiedi e je urlò “A regazzi’, mò scenno de sotto e ve le sono” e loro: “E scenni, abbasta che c’aridai er pallone!” Er vecchio

scenne con bastoni, ma senza pallone, allora i pischellli je dicono: “ ‘Ndò sta er pallone?” e lui ja risponne: “Aho, e mò volete anche er pallone, a disgrazziati!, mò se nun ve n’annate ve prendo a bastonate!” E urlando “’Ndo coijo coijo” inizia a fa girà per aria er bastone. A quer punto i regazzini scapparono … senza er pallone!

(Alessio Cinti e Giacomo Gresta VC V C Primaria) DU’ PISCHELLI GEMELLI Ieri ho ‘ncontrato du’ pischelli gemelli, uguali uguali, me fermeno e me chiedono: “Ma che pure tu stai a cerca’ Maria pe’ Roma?”. Io je risponno, “Ma che state a di’? Nun ce lo sapete che vordì cerca’ Maria pe Roma?” e loro “Sì, che dovemo cercà una che se chiama Maria”. “Ma no” je faccio io, siete du’tonti, cercà Maria pe Roma è un modo de dì, vor dì che stai a cercà quarcosa che nun troverai mai, perché Roma è tanto grande...”. “Davero????” m’arisponneno e se ne vanno. Mentre s’allontaneo je chiedo: “Mò dove ite?” e loro: “a cercà... Maria pe Roma!”

(Elena Barbanzolo e Aurora Tibaldi V C V C Primaria)

IL DENTE DI DRAGO E L’AVVENTURIERE C’era una volta un re che aveva il singhiozzo da tanti giorni. Per farselo passare provò a trattenere il respiro fino a diventare rosso come un pomodoro, ma non funzionò. Chiese ai suoi servi di spaventarlo, ma niente. Dopo tanti altri inutili tentativi decise di chiedere aiuto al mago del regno. Il mago preparò la pozione per far passare il singhiozzo mettendo, uno alla volta, tutti gli ingredienti necessari nel pentolone; mise a bollire del vino bianco, foglie di basilico, radice di liquirizia, zampe di rana, bava di lumaca, zenzero e Il mago si accorse che gli mancava il dente di drago. Quindi chiese a una sua amica avventuriera di andare a cercarlo e lei accettò. L’avventuriera partì alla ricerca di un drago e quando, a un certo punto, trovò una tana con una porta di colore verde drago capì che quella era proprio ciò che stava cercando. L’avventuriera entrò, ma il guardiano della tana non voleva che lei entrasse.

Allora lei disse al guardiano: «Affrontiamoci in una lotta a corpo libero!». Il guardiano accettò e lo scontro cominciò. Lei aveva studiato le arti marziali invece il guardiano non era un esperto e allora l’avventuriera riuscì a metterlo al tappeto dopo pochi minuti. Il guardiano triste provò a sfilare il dente dal drago ma il drago si scatenò e scappò via dalla tana. Il drago aveva quasi raggiunto il villaggio ma l’avventuriera riuscì a fermarlo con una lunga corda di ferro e lo riportò alla tana. Il guardiano calmò il drago e l’avventuriera finalmente riuscì a prendere il dente e lo portò al mago. Il mago concluse la pozione e il re guarì. Il re era contento perché finalmente gli era passato il singhiozzo e per festeggiare la sua guarigione fece preparare un pranzo al castello reale con tutte le delizie del regno e invitò anche il mago e l’avventuriera. Per ringraziare anche il povero drago, rimasto senza un dente, il re gli fece costruire un bel dente d’oro scintillante. ISABELLA VERONA


Digital Storytelling Strategie successo

Show! Don’t tell!!  Un oggetto, una scatola, che cos’è? Un rumore sul cemento grigio, freddo... azzittii quelle parole sparse in aria serena e leggera. Emettevano una melodia, come quella dell’orologio: TICK TACK. Nel contorno c’era un filo con dei tratti di cucitura, giallo di colore; uno, diverso dal solito, era spento, e nello spazio si trovava una tonalità scura, che faceva pensare all’oscurità, alla cupezza e a una immensa tristezza: il nero. Un doppio

nodo ben stretto e sicuro portava sicurezza in lei. Un tacchetto la alzava di qualche centimetro, rendendola più alta e più felice. Delle fossette in avanti e lateralmente le facevano sembrare schiacciate, mal messe e usurate. Si sentiva a suo agio con le sue particolari e stupende scarpe, si sentiva come una regina senza la corona. Federica De Paolis Redazione IIIE

Io, quando sono nato, ero un piccolo pezzettino di gomma nella fabbrica; almeno 2 anni fa stavo aspettando che mi costruissero … Per crescere. Il giorno finalmente arrivò, mi presero e mi portarono nel cuore della fabbrica che noi chiamavamo ‘sala operatoria’… mi unirono a tanti piccoli pezzi ...non fa male, dà solo un po’ fastidio ...tutto qui. Dopo 2-3 giorni ...PRONTE!!! Mi misero in una scatola e mi portarono a Roma. Lì, fatto amicizia con altre mie simili …

A dicembre, prima di Natale, ci acquistò una ragazza di nome Gaia. Siamo state molto tempo insieme: a scuola, allo sport, a tutte le uscite e feste … Però con il tempo ci siamo invecchiate e mi sono un po’ rovinato ma comunque posso essere una scarpa per palestra e per occasioni non tanto speciali … ...quando ci romperemo, ci dovrà buttare, ma non ci pensiamo! Gaia Carli Redazione IIIE

Erano lì, su uno scaffale vicino ad una scatola, le ho subito adocchiate: erano belle, nere e blu elettrico, un blu che con l’invecchiare si è spento, Mi sono state regalate sei mesi fa per il mio compleanno. Da quel giorno non le ho più tolte. Le mie scarpe!

Sono passate dalla Calabria al Trentino, dal mare alla montagna, sono state perfino sul mar Baltico e su alcune isole italiane sono cadute pure in acqua ma per fortuna non è successo niente. Hanno delle pieghe sulla punta e, davanti, sono leggermente scollate. Ai lati

hanno delle righe “ricamate” dal mio cane, che le ha anche nascoste per tutta casa. Anche adesso sono qui sotto i miei piedi, mentre scrivo, queste scarpe non le cambierei mai, per nessun motivo. Marco D’Andretta Redazione IIIE


Le mie scarpe ne hanno passate tante, ma sono sempre resistite a tutto! Sì, quando ci giocavo a calcio, quando ci correvo in mezzo l’erba bagnata...ricordo ancora quel giorno ...stavo giocando a pallone, dovevo battere un rigore e l’ho segnato!!! Lo abbiamo segnato insieme. Io e LORO, le mie scarpe!

insomma le mie scarpe sono leggendarie, sono di colore blu e nero ...sono delle jordan 1 mid ....le ricorderò per sempre Ivan ANGEMI Redazione IIIE

*************************************************************************************************************** Ah! Che bello! …sono calde, sono morbide, ti danno una sensazione unica. Appena ti alzi, la mattina, dal letto, se mai con i piedi ghiacciati perché ti eri scordato di metterti i calzini per quanto eri stanco la sera prima, mi corrono subito incontro con il loro pelo morbido, caldo subito pronto ad entrare in azione. Loro sono sempre in abbinamento con il pigiama e mi fanno compagnia ogni sera in qualsiasi situazione: sia quando mi vedo un film sul Redazione Classe IIIE Sec.

divano con amici o con la mia famiglia, oppure quando gioco in chiamata o quando finisco i compiti per il giorno successivo. Io le ho comprate due settimane fa, loro sono a scacchiera di una tonalità sul grigio scuro e un blu, con sopra ricamata una “R” non so perché ma a me va bene cosi, certo non rinuncerei a una comodità del genere solo per moda. All’inizio dove si indossano hanno una striscia di pelo. Quando le ho comprate è stato tutto casuale, io ero

uscito alle sei e mezza con mia madre, dopo aver studiato, per fare una passeggiata. Lei mi disse che doveva andare a comprare la pizza e per arrivarci siamo passati davanti a un negozio... fuori noto una cosa molto curiosa, allora mi fermo, mi piego e le afferro. SONO DIVENTATE MIE; LE MIE CIABATTE Chissà quali altri emozioni e storie vivrò con loro. Nicolò Capurso Redazione IIIE

“Annuario delle scarpe”

- in uso in IIIE I ragazzi e le ragazze della REDAZIONE IIIE


ARTISTI ...ci si scopre Chi ben comincia...


Dalla mano di Emanuele (Classe IV E Primaria)

Grazie per la tua creatività, Emanuele Dalla Redazione IIIE e IIIF


Nicole CORIGLIANO IIIE Secondaria

Nicole CORIGLIANO (3^E Secondaria)


Manga - Gaia Di Giambattista (3^E Secondaria)


L’ARTE del ...puntinismo

GAIA CARLI – Classe IIIE Secondaria

Emoticons personali! Nicole CORIGLIANO IIIE Secondaria


STAGIONI

Ivan POGGI – Classe IE Secondaria


LA MIA PASSIONE

Un giorno speciale, con dietro un impegno immenso e profondi sacrifici. Ero nel mio posto felice, per me

pomeriggio come gli altri, pieni di stanchezza, che ho sempre affrontato con il sorriso sulla faccia e con la gola

chiamata “CASA” , ma comunemente

secca, priva di acqua, che aveva bisogno

chiamata “ginnastica artistica”. Un

di liquidi.

Nell’aria c’erano le voci delle insegnanti che coprivano il caos delle persone viandanti. Poi c’ero io con il body della gara, l’ansia salita il giorno prima. Mi concentravo molto, cercavo di fare il massimo e niente mi impediva di distrarmi. In quel momento c’eravamo io e la mia passione, e solo grazie all’amore che provo per questo sport sono riuscita ad affrontare la paura di non farcela e l’ansia che mi avrebbe potuto fermare. Ci sono stati momenti difficili pieni di ostacoli, ma nonostante tutto ce l’ho fatta ed è stato complicato credere in me stessa. Se qualcosa ti piace, la fai con felicità con allegria e contentezza, se invece la fai perché sei obbligato non riesci a concentrarti. Mi sono allenata tutti i giorni e il risultato si è visto. Il giorno della gara ero ansiosa, come al mio solito, quasi mi mancava il respiro non so se dall’emozione o dalla paura. Il mio cuore pulsava molto velocemente e le mie gambe tremavano. Appena ho sentito che mi chiamavano, ho fatto un respiro profondo e intenso cacciando fuori tutte le emozioni che mi avrebbero potuto ostacolarmi. Ho iniziato a fare il mio balletto, mettendo in gioco la mia passione. Avrei dovuto ripetere dentro di me: “Gambe, braccia e punte tese, testa alta, busto, collo dritto e bacino stretto”.

È stato uno dei giorni più belli della mia vita. Ho imparato che non serve solo la bravura, ma anche saper affrontare le paure, le attività con il sorriso. Federica De Paolis 3E Secondaria


___________________________Artisti ci si SCOPRE I ragazzi della classe 5 C della scuola primaria, dopo aver studiato Picasso, hanno disegnato la Guernica


.


Classe V C Primaria


Dall’arte di....

IRIS PIETROIUSTI Classe 1^C


Paese che vai... PRESEPE CHE TROVI

San Gregorio Armeno è conosciuta in tutto il mondo come ''la Via dei Presepi'' grazie alla presenza di antiche botteghe che confezionano a mano personaggi del Presepe napoletano. Camminare per San Gregorio Armeno significa ... ....respirare l’atmosfera natalizia in ogni momento dell’anno

Una vera tradizione antica che negli anni è riuscita a rimanere viva grazie anche alla passione di tanti artigiani che si sono adattati ai tempi e non riproducono solo personaggi della Natività classica ma anche statuette che ritraggono politici, sportivi e personaggi famosi San Gregorio Armeno è un’antica stradina di origine romana che ospitava il tempio romano consacrato alla Dea Cerere, la dea della fertilità e della terra. I cittadini portavano come ex voto statuette di terracotta al tempio e per questo motivo la via era piena di botteghe di artigiani che confezionavano queste votive. Nel X secolo, però, sulle fondamenta dell’antico tempio romano fu costruito un monastero dove alcune monache dell’ordine di San Basilio, scappate da Costantinopoli a causa della persecuzione iconoclasta, depositarono le reliquie di San Gregorio vescovo d’Armenia.

Con la diffusione del cristianesimo e dell’idea di rappresentazione della Natività, gli artigiani della zona vennero incaricati dalle ricche famiglie napoletane non più di produrre statuette votive, ma personaggi dei Vangeli cristiani. Lo sviluppo della tradizione del presepe napoletano, a metà del Settecento, portò San Gregorio Armeno a diventare famosa come “la via dei Presepi” grazie ai maestri che confezionavano, e tutt’ora confezionano a mano, particolari statuette.

Redazione IIIE


INVIATA SPECIALE A BUDAPEST Giusto qualche settimana fa sono stata per una breve vacanza a Budapest. In questo modo ho potuto visitare e vedere tutte le sue bellezze e, dato che sono andata sotto Natale, era allestita con alberi pieni di palline rosse e dorate e piene di luci e presepi. Il primo giorno ha piovuto tutto il tempo e, anche se con gli ombrelli, non ho avuto modo di girare bene la città. Però sono riuscita ad arrivare, con il resto della mia famiglia, fino alla Basilica di Santo Stefano, una delle più famose della città, situata nella zona di Pest. All’ingresso abbiamo tolto i cappelli, questa è la regola, e abbiamo fatto il giro della grande chiesa. La cosa che mi ha colpito di più sono stati i candelabri, dei portacandele enormi e colorati d’oro, ma dubito del medesimo materiale. All’uscita mi è saltato subito agli occhi il presepe della basilica. Alla mia sinistra c’erano delle statue di grandezza naturale che rappresentavano il momento della nascita di Gesù. I personaggi si trovavano sotto una specie di capanna dalla quale arrivava una luce che illuminava il sacro momento. Sul capanno c’era scritta anche la parola “Betlehem”. Il bue, l’asino e alcune capre completavano la scena, come è di tradizione. Proprio come gli altri presepi ungheresi, questo non metteva in evidenza la città di Betlemme, ma vuole dare importanza al valore della nascita di

Gesù, definito dai cristiani il salvatore della razza umana. Mi ha colpito molto quest’usanza, rappresentare solo questa scena mi fa riflettere su come in così poco spazio possa succedere un miracolo del genere

Budapest, Dicembre 2021 Foto di Nicole Corigliano

Mi fa capire anche il valore della famiglia, i proprio fratelli, i genitori, i parenti sono il punto di forza di ognuno e sono essenziali nella vita di ogni essere umano. Nicole Corigliano IIIE Secondaria


Presepe ...in POLONIA Il presepe polacco o szopka è molto diverso da quello che conosciamo noi, e rappresenta una tradizione molto importante per il paese. I polacchi non ricostruiscono la Natività ponendola su uno scenario naturalistico, ma realizzano complesse architetture in carta stagnola coloratissima. Di solito il centro del presepe è una cattedrale, ma possono esserci anche molti altri edifici dalla struttura complicata e che in certi casi raggiungono anche diversi metri di altezza. La realizzazione di questi presepi è una passione per molti polacchi, e coinvolge spesso tutti i membri della famiglia, con tecniche che si tramandano di generazione in generazione. Federica De Paolis - 3^E Secondaria

Presepe ...in Perù La produzione artigianale peruviana è una delle più varie e ricche dell’America Latina. In accordo con questa tradizione millenaria, troviamo la Madonna e il Bambino, l’asino e il bue, Giuseppe e… i lama. Dalla fantasia del popolo delle Ande nasce una collezione di presepi davvero unica. Angioletti paffuti e pecorelle sorridenti si incontrano per festeggiare Gesù che nasce, a volte dentro la classica capanna, altre su una chitarra o in un igloo. Da sempre i presepi peruviani sono simbolo di un Natale gioioso e autentico: scopriamo allora chi si cela dietro questi bellissimi oggetti. Gaia Di Giambattista - 3^E Secondaria


Il PRESEPE ...in PIAZZA SAN PIETRO Giunge dalle Ande, dal villaggio di Chopcca, una comunità nel dipartimento di Huancavelica in Perù, il Presepe che è stato allestito in Piazza San Pietro per il Natale 2021. La natività è composta da più di 30 pezzi e realizzata da cinque famosi artisti di Huancavelica. Il Presepe peruviano vuole ricordare i duecento anni dell'indipendenza del Paese

Vuole riprodurre uno spaccato della vita dei popoli delle Ande e simboleggiare la chiamata universale alla salvezza, in quanto il Figlio di Dio si è incarnato per salvare ogni uomo e donna della terra, a qualunque lingua, popolo, cultura e nazione essi appartengano. Le statue del Bambino Gesù, della Vergine Maria, di San Giuseppe, dei Re Magi e dei pastori sono realizzate a grandezza naturale con materiali come la ceramica, il legno maguey (agave) e la vetroresina, e sono vestite con i tipici costumi Chopcca. Gesù ha le sembianze di un bambino "Hilipuska", così chiamato perché

avvolto da una tipica coperta Huancavelica ed è legato con un "chumpi" o cintura intrecciata. I Re Magi hanno delle bisacce o sacchi contenenti alimenti caratteristici di Huancavelica, come patate, quinoa, kiwicha, cañihua, e sono accompagnati da dei lama che portano sul dorso una bandiera peruviana. La nascita del Salvatore è annunciata da un angelo bambino, che suona il tipico strumento a fiato chiamato Wajrapuco. Nel Presepe trovano spazio anche statue dei diversi animali appartenenti alla fauna locale come: alpaca, vigogne, pecore, vizcachas, parihuanas e il condor andino, simbolo nazionale del Perù.

Marisa Di Tano Redazione IIIE


Il Presepe dell’Angelica Balabanoff ...ad opera del Maestro Vittorio

Il signor Vittorio è il guardiano della nostra scuola, ogni anno realizza un meraviglioso presepe. Noi lo siamo andati a intervistare per farci raccontare la sua lunga avventura nella creazione di presepi. Reporter: “Buongiorno, carissimo Vittorio, anche quest’anno ci regala la gioia del suo meraviglioso presepe! Vittorio: “Buongiorno, ragazzi! Anche quest’anno ho allestito il presepe, in una location diversa; generalmente, infatti, l’esposizione avviene nell’atrio della sede centrale, ma l’emergenza Covid ha indotto a necessari adattamenti; qui, nel giardino della mia casa, ma visibile dai ragazzi e dalle ragazze della scuola Reporter: “È bellissimo, mostra davvero rifiniture e particolari di pregio; sicuramente richiede tempo e molta pazienza” Vittorio: “Per allestirlo, quest’anno in tutto, ho impiegato all’incirca tre settimane. La passione ce l’ho sempre avuta. Quando ero bambino facevo le statuine con la creta e l’argilla, ma dopo un po’ di tempo, quando la creta si era asciugata. Le statuine si rompevano: a qualcuna cadeva un braccio, a qualcuna testa, così “ho studiato” come si faceva e ho imparato. La passione per i presepi è nata quando ero piccolino; ricordo che andavo alla messa la notte di Natale a mezzanotte, mia mamma mi diceva di dormire perché sennò non sarei riuscito a partecipare alla messa, ma io non ci riuscivo perché ero impaziente,


non vedevo l’ora di andare e vedere il presepe che, pur essendo molto semplice, aveva il suo fascino. Partecipai anche ad un concorso, presentando il presepe che allestisco da anni qui, a scuola; il mio è stato classificato primo degli enti pubblici di Roma. Come premio non c’era niente, ma l’importante non era il premio, quanto la soddisfazione di poter dire di aver vinto!” Reporter: “È un lavoro molto impegnativo: da dove comincia?” Vittorio: “Per prima cosa, monto la struttura, poi lo schermo, quindi sistemo il piano In verità ho materiale per fare almeno tre presepi diversi

Anche per quest'anno ci siamo riusciti, anche per quest'anno ce l'abbiamo fatta, perché l’impresa è molto faticosa!” Reporter: “Anche le casette sono incantevoli, rifinite con cura; osservando con attenzione, si possono vedere pure gli interni!”


Vittorio: “Ci vuole circa una settimana per fare una casetta; all’interno sono posizionati i letti e gli armadi nelle camere, ma anche tavoli e sedie, nei salotti. Le statue hanno origini diverse: provengono da Viterbo, Assisi, San Gregorio Armeno; gli amici conoscono la mia passione e quando fanno un viaggio, mi portano una statuina simbolo del luogo che hanno visitato. Io, poi, per le mie realizzazioni, ho preso ispirazione da varie riviste, apposite, sui presepi. Ho fatto tanti mattoni” Ci invita a vedere altre case da lui fatte, costruite tutte a mano, rigorosamente a mano Ma ci avverte: "rimarrete senza parole!" Lo seguiamo, ci mostra poi il presepe terzo classificato presso una mostra vicino Siena... Vittorio: “In quell’occasione il tempo a mia disposizione era davvero poco, ma ce l'ho fatta, in un mese poco più. Lo portai, erano tantissimi! Ho ricevuto il mio riconoscimento!” La sua soddisfazione, il suo orgoglio ...sono palpabili, ci commuove Ci mostra poi una scalinata, effettuata con tecnica spagnola... Davanti al presepe, non possiamo non notare l’acqua che scorre, passa tra le ruote del mulino, nel lavatoio, dalla fontana...come funziona? La nostra curiosità, il nostro interesse aumenta man mano...

Vittorio: “Il meccanismo dell’acqua è mio!” Alza il telo e ci mostra, sotto il grande piano allestito, una serie di motori


Vittorio: “Per il movimento dell’acqua ho utilizzato la pompa di una vecchia lavatrice non più funzionante!” Ma rimaniamo senza parole quando vengono attivate le luci... il cielo stellato, si illumina, come d’incanto, accendendo, in ognuno di noi la magia del Natale, ormai alle porte.. e ciascuno in cuor suo, davanti alla capanna, che presto accoglierà il bambinello, recita una preghiera di speranza e di pace!

Ringraziamo Signor Vittorio, per la sua pazienza per la sua gentilezza e disponibilità, ma soprattutto per il dono prezioso che ci regala ogni anno con il suo presepe, grazie al quale sentiamo il Natale ancor più vicino! Se avete occasione di aggirarvi da queste parti, non dimenticate di passare a vedere il presepe di Vittorio, ed anche voi rimarrete senza parole! Grazie, Vittorio

Reporter di Redazione Classe IIIE


Alla scoperta dell’ORIGINE DEL PRESEPE

aggiunto in seguito dalle tradizioni popolari. Si pensò che per riparare dal freddo, il bambino fu messo in una coperta con un bue e un asino, che ancora oggi sono molto importanti nel presepe.

Preparare il presepe è una pratica antichissima. Inizialmente erano dei semplici disegni, poi si trasformarono in una vera e propria espressione artistica. La parola “presepe” deriva dal latino “praesaepe” che significa “mangiatoia”, proprio quella dove nacque Gesù. Nel Vangelo non vengono menzionati gli animali: questo particolare fu

La leggenda vuole che a inventare il presepe sia stato san Francesco d’Assisi, nel lontano 1223. L’anno precedente si era recato a Betlemme ed era rimasto incantato dalle rappresentazioni sacre allestite in occasione del Natale e quando rientrò dal lungo viaggio chiese all’allora papa, Onorio III, di poterle riproporre l’anno successivo nello Stato della Chiesa.

Gli consentì di comporre un presepe vivente, in una grotta naturale, l’eremo di Greccio, anziché in chiesa. E così, il 24 dicembre del 1223, venne messa in scena la nascita di Gesù bambino. C’erano la grotta, il bue e l’asinello. La popolazione era accorsa numerosa. In questo modo, anche chi non sapeva leggere conobbe la storia della nascita di Gesù.

Nicole Corigliano 3E sec.


COGITO, ERGO SUM “Che cosa vuoi fare di grande?” Chiede Alessandro D’Avenia dal suo ”Ultimo banco!”

“Che cosa voglio fare di grande?” Ci aiutano a scoprire i nostri insegnanti, a scuola!

“... la grandezza dell’umano non è qualcosa che si raggiunge per età o successo, ma è già tutta lì. Si tratta di portarla a compimento e i maestri esistono per aiutare a farlo: dare luce e dare alla luce. Troppi ragazzi, dopo 13 anni di scuola, sono persi sulla scelta futura e quindi in balia dei copioni dominanti, quelli a cui ci si aggrappa quando si sa poco o nulla di se stessi. Per ognuno invece c’è un porto glorioso e la scuola è il tempo di scoprirlo sulla mappa del desiderio”

Alessandro D’Avenia (22 Marzo 2021)


Eh… ridendo e scherzando credo sia arrivato il momento di scegliere cosa vorrò fare di grande e che tipo di modello di persona vorrei seguire. All’età di 7-8 anni avevo molti sogni nel cassetto, ma diciamo che quando si è piccoli non ci si rende veramente conto di cosa possa significare la parola FUTURO. Una cosa che mi è sempre piaciuta è il cinema, un mondo super affascinante e pieno di novità da scoprire. Quando mi chiedono il lavoro dei miei sogni, da un po’ di tempo a questa parte rispondo: “la REGISTA!”. Credo sia uno dei più bei lavori che io conosca, lavorare con attori, ideare un film o una

serie TV, prendere in mano una telecamera e un ciack per cominciare a registrare… tutto questo è un sogno che mi auguro diventi la realtà. La mia paura è che questo mio desiderio non si avveri, ma credo che a quest’età sia abbastanza normale avere dei timori su quello che sarà il nostro futuro. Sono certa che sul percorso che farò riscontrerò sicuramente difficoltà e ostacoli, come tutte le cose. Ma l’importante è affrontare tutto con impegno e determinazione. Per il resto, posso solo augurare a me stessa di riuscire a raggiungere i miei obbiettivi per dimostrare a questa vita che posso farcela. Gaia Di Giambattista IIIE

*************************************************************** Rivolgo il mio sguardo all’orizzonte. Il bagliore del futuro mi acceca, non riesco a distinguere le figure scure che mi fronteggiano. Perciò mi incammino a queste ultime. Sono molto lontane… Accelero il passo, fino a correre proprio. Non sono ancora arrivata, le strane ombre sembrano allontanarsi ad ogni mio passo. Cado, mi rialzo e riprendo il mio inseguimento. Sono arrivata! Le figure si scoprono essere un camice bianco e uno strano coltellino, un bisturi. Mi guardo intorno: sono in una stanza chirurgica. Sono circondata da altri medici e

davanti a me c’è un corpo addormentato. Gli altri colleghi mi fissano ed io capisco che stanno aspettando il mio via. Prendo il bisturi e l’operazione ha inizio. Non ho paura di sbagliare, in questo momento mi sento di poter fare qualsiasi cosa. Ad un certo punto il paziente sta per perdere la vita, ma dopo un massaggio cardiaco il suo cuore riprende a pompare. L’operazione, dopo ore di lavoro, è finalmente conclusa. Penso a cosa sarebbe successo se avessi perso il mio paziente. Cosa avrei

riferito ai suoi parenti? Che la dottoressa non è stata in grado di compiere il suo lavoro? E loro come avrebbero reagito? Ed io, avrei passato il resto della mia vita con il peso non essere stata capace di affrontare un’operazione? Fortunatamente questo gelido pensiero vola via dalla mia testa ed io torno al presente. Sono di nuovo con il bisturi in mano, sulla linea dell’orizzonte. Riprendo il mio cammino, stavolta con più calma, la meta già la conosco.

Nicole Corigliano IIIE


Il FUTURO, un’incognita “Mamma, sto finendo la Terza media!” Quale scelta? INTERVISTA A CHI C’È GIÀ PASSATO

Raccontami, mamma, come hai fatto a scegliere, tu?” La mamma: “Viste le condizioni economiche della mia famiglia, ho scelto una scuola che mi formasse per intraprendere alla fine dei 5 anni di studio un’attività lavorativa. Non mi sono pentita perché effettivamente le mie aspettative si sono avverate. Questa scuola mi ha dato le nozioni di base per intraprendere il lavoro che volevo fare, anche se la formazione completa è avvenuta poi, sul campo. Ti consiglio di scegliere una scuola che rispecchi i tuoi desideri e le tue passioni, al fine di trovare un lavoro gratificante”.

Raccontami, Elisa, come hai fatto a scegliere, tu?” Elisa, mia sorella: “Ho scelto una scuola in base ai miei gusti e preferenze. Non mi sono mai pentita perché ho sempre trovato questo indirizzo affascinante. Mi ha insegnato che i sacrifici gratificano sempre, anche quando pensavo di non farcela, ce l’ho fatta! I professori ci hanno aiutato a dare sempre il massimo. Ti consiglio di scegliere con la tua testa senza farti condizionare dalle altre persone, perché il futuro è tuo e le decisioni spettano solo a te. GRAZIE di CUORE! Gaia Gaia Di Giambattista -Classe IIIE

ORIENTIAMOCI...

Classe IIIE


1. Tante attività coinvolgenti e appassionanti, in cui ti sentirai SEMPRE protagonista 2. Attrezzatissima e funzionalissima AULA INFORMATICA 3. In tutte le classi troverai una LIM per lezioni davvero all’avanguardia 4. I professori sono TUTTI preparati e TUTTI comprensivi. Quasi tutti! 5. I collaboratori sono TUTTI disponibili e hanno una gran pazienza! Grazie, ANGELO! Grazie a tutti! 6. Grande ACCOGLIENZA: qui vi sentirete a casa, tra amici, in famiglia! 7. C’è una biblioteca fornitissima di libri di ogni genere...ed è accoglientissima, con speciali tendine rosa 8. ...un bellissimo teatro ASPETTA VOI per ri-accendere le LUCI! Con un concerto strepitoso delle nostre classi musicali...piano, flauto traverso, chitarre e percussioni! 9. Per raggiungere la perfezione? Miglioreremmo un poco i bagni...dispenser automatici per il sapone e asciugamani elettrici ad aria calda, non sarebbero male! 10. In ultimo ci siamo NOI! I ragazzi e le ragazze della BALABANOFF! Ti aspettiamo! Manchi solo TU!

La REDAZIONE IIIE


Sognando l’INFINITO Nel 1819, a ventuno anni, Giacomo Leopardi compose L'infinito, la sua poesia più celebre e una tra le più belle mai scritte. Per raggiungere la siepe, Leopardi doveva solo attraversare il giardino di casa, tagliare per l'orto di un convento ed eccolo arrivato sulla sommità di un colle. Nei giorni privi di foschia, da lì riusciva a vedere il mare. I momenti che prediligeva, li aveva provati seduto di fronte a quella siepe, perso a immaginare. Ognuno ha la sua siepe, un luogo nel quale stare da solo e lasciare che l'immaginazione si muova liberamente nel tempo e nello spazio. Non sappiamo se quell'infinito esista realmente, eppure ci piace provare a immaginarlo. In questo preciso istante, mentre sei seduto e i tuoi occhi scorrono questi segni, la tua mente viaggia indietro di duecento anni e poi in avanti, forse, o chissà dove. Forse la tua «siepe» la stai stringendo tra le mani. Nello spazio finito della pagina di un libro, un luogo d'accesso al tuo splendido naufragio. Marco D’Andretta IIIE

Sempre chiuso in questa stanza volando con la mente in lontananza tanti compiti devo fare per avere un apprendimento che vale Dalla finestra di camera mia vedo la compagnia che si diletta nella via hanno meno anni di me, ma se CRESCERE significa STUDIARE io spero di farlo bene per i miei sogni poter realizzare

Mi spaventa la delusione, mi rattrista l'amarezza Non posso fare ciò che voglio? Vorrei trovare un quadrifoglio Penso al futuro sogno l'infinito vorrei un sorriso sul mio volto inciso che vi faccia volare al paradiso pensare

Nicolò Capurso IIIE La felicità e l'amore saranno il mio stato d'animo interiore Sono estremamente ansiosa ma per il futuro certamente fiduciosa Federica De Paolis IIIE

TRA FINITO e INFINITO Si può chiudere l'infinito in una bottiglia, in una scatola, in un recinto? No, ma lo si può cantare e consegnare al futuro in quindici endecasillabi sciolti che sono assaggio di infinito Marco D’Andretta IIIE


L’Infinito per me PENSIERI SULL’INFINITO La mia immagine di infinito è il buio, qualcosa che non conosciamo e che non conosceremo mai. Ognuno lo immagina come desidera io vedo il niente e di fronte al niente non posso che provare niente. Questo nulla, questo infinito buio dà una sensazione, più fisica che sentimentale, di tutto. Mi spiego, puoi vagare nel buio per anni e anni scoprendo cose nascoste dall'oscurità, alla

ricerca della luce, dell'interruttore, che potrebbe trovarsi da tutte le parti dell'infinito e tu cammini e vaghi con la speranza che prima o poi riuscirai a vedere ciò che ti circonda e c'è un punto del percorso in cui ti accorgi che non hai bisogno della luce, che è meglio immaginare dove potresti trovarti che scoprire, magari, che non è come ti aspettavi. Non è la prima

volta che mi ritrovo a pensarci, mi è capitato soprattutto da piccola durante momenti di noia in cui mi chiedevo, rimanendo ore e ore ad immaginare la strada, troverò mai la luce? Ora non penso più che serva perché con il pensiero posso fare del niente il mio tutto e del buio il mio infinito Francesca di Carlo III G

*************************************************************************************** Io penso molto spesso un immenso paesaggio alla immensità dell'infinito, all'infinito. Lo immagino bianco, una valle enorme di uno spazio che non tutti i giorni quando non piena di boschi e Prati finisce mai e che ognuno voglio stare in un posto o in casette fumanti e molte vede in modo diverso. Ad un una determinata nuvole bianche. Quando tempo indeterminato non ci situazione. Io vedo penso all'infinito sto bene, ho mai pensato, non mi l'infinito nel posto in cui mi sento spensierato, piace l'idea. Credo che vorrei stare, nel posto che libero! Tutto quello a cui tutto abbia una fine. Voglio più mi piace. la mia visione pensavo svanisce. Quando godermi la vita, attimo per dell'infinito è la piccola mi viene in mente questo attimo, piuttosto che casetta di montagna sopra paesaggio penso: ''esisterà pensare a cosa succederà un'altura innevata pieno di un posto simile pieno di dopo. Pini e di abeti, c'è un pace e di serenità?'' e Lorenzo Murdocca III G grande sole ma intorno è penso a quanto io sia tutto coperto di neve. Dal piccolo e insignificante vicinato della casa si vede rispetto alla grandezza e *************************************************************************************** Una volta ero al mare e mi trovavo solo in acqua, in quel momento mi è venuto in mente quanto potesse essere infinito il mare. Sinceramente ho provato un po’ di angoscia e di inutilità perché mi sono chiesto: “Quanti Flavio servirebbero per coprire un oceano intero?”, ma allo stesso tempo mi sono venuti i brividi perché ho pensato a quanto possa essere forte e immensa la natura. Flavio Sergenti 3G


Un giorno ero triste e ho pensato all’infinito.

aspetto fisico rimarrà lo stesso o continuerà a cambiare ?

Ho immaginato un mondo sopra le nuvole, senza obblighi di lavoro e senza tempo definito.

e gli oggetti? ci saranno nell’infinito?

Insomma un posto immenso senza fine. Mi sono sempre chiesto: “Quando moriremo il nostro

Queste sono le domande che mi pongo e alle quali forse non avrò mai una risposta. E’ per questo che provo molta curiosità e paura, curiosità di sapere e paura di scoprire cosa c’è realmente nell’infinito. Francesco Capitano 3G

*************************************************************************************** A me capita molto spesso quando sto per fare anche tristezza, noia, felicità, di pensare all’infinito: una piccola azione, di solito spensieratezza e angoscia. immagino cose accadute, penso alle infinite Quando capita, anche se cose che dovranno condizioni, situazioni e raramente, mi pongo delle accadere, cose che non risposte che mi domande e mi chiedo: “sto accadranno mai… arriveranno. agendo in maniera Ci penso soprattutto Dipende da ciò che penso, sbagliato? È colpa mia? quando mi annoio, prima di ma di solito questi Posso fare di meglio? addormentarmi, a scuola, momenti mi suscitano: Giulia Castelluccia 3G *************************************************************************************** Quanto L’abbigliamento E La Moda Sono Importanti Per Me E Quanto Condizionan0 La Mia Vita E Quella Dei Miei Coetanei? Io sono un ragazzo di 12 anni e mi piace seguire la moda, mi piace vestire con abiti firmati. Infatti spesso compro vestiti in un negozio che ha solo abiti di questo tipo, ma non lo faccio sempre perché i miei genitori mi hanno spiegato che non sempre è possibile. Mio padre mi dice sempre che anche gli abiti non firmati, se scelti bene, fanno anche loro una bella figura. La mia vita non è condizionata dagli abiti firmati, ma guardando la TV mi sono reso conto che molti ragazzi, anche più grandi, sono condizionati dalla moda e dalle firme. Questo perché si dà un valore troppo grande a una cosa che non lo merita. Bisognerebbe capire che per essere vestiti bene non servono necessariamente le firme ma serve saper scegliere bene, con gusto. Leonardo Graziani, 2C


La prima cosa che io vedo in una persona, quando la incontro, è il modo in cui è vestita. Le scarpe, i pantaloni, la maglia e, a volte, persino i calzini. Ma non per giudicarla o per prenderla in giro, non sono quel tipo di persona. Ma per capire il carattere della gente. Ad esempio, se una persona si veste Indie, secondo me è una persona spensierata e libera, con un tocco di vintage. Oppure se si veste più accuratamente, ci tiene al modo in cui appare e probabilmente è una persona insicura di sé. Ecco, questa è la mia idea di moda. La moda per me è un mezzo per capire le persone. Io tengo molto all’abbigliamento e alla moda, al modo in cui mi vesto e al modo in cui voglio apparire. Cerco di comprare sempre le cose che sono di moda in quel determinato periodo, come le scarpe o i jeans. Questo non per essere uguale a tutti o, come dice mia mamma, per seguire la massa. Ma perché la moda e l’abbigliamento per me sono una passione, che coltivo disegnando bozzetti o guardando video di stilisti che spiegano come creare abiti meravigliosi. Purtroppo però, non tutta la gente la pensa come me. Per alcuni la moda e i vestiti sono una vera e propria ossessione, ma non in senso buono. Nel senso che se non si vestono firmati o con cose di marca che

costeranno minimo 250 euro si mettono a prendere in giro la gente o a deriderla sul modo in cui si veste. Questo è un comportamento che io non approvo assolutamente. La moda è una cosa bellissima, se vista da un certo punto di vista e penso che molti ragazzi della mia età la vedano come un motivo per bullizzare o essere bullizzati. Quello che io vorrei dire, alla fine, è che bisogna essere liberi di vestirsi come ci pare, essendo liberi e soprattutto orgogliosi dei nostri vestiti e della nostra idea di moda, senza preoccuparsi dell’opinione degli altri, perché vestirsi come ci si sente a proprio agio è una delle cose più belle al mondo. Io amo seguire la moda per distinguermi a modo mio, ma se a qualcuno non piace come mi vesto, non mi importa, perché l’importante è piacere a noi stessi. Per questo il messaggio che vorrei mandare è di essere sempre felici e fieri di come ci si veste, senza giudicare, dato che essere noi stessi è il modo migliore per distinguersi dagli altri.

Marta Fabri 2C


PENSIERI PER UN

ANNO

Siamo ormai nel 2022 I nostri pensieri per...

IL MONDO CHE VORREI UGUAGLIANZA Il mio mondo ideale sarebbe un posto nel quale ci si sente sicuri, non criticati e tranquilli. Ci dobbiamo sentire a nostro agio, non bisogna aver paura di mostrare agli altri chi siamo davvero. Dobbiamo portare rispetto reciproco, non ci devono essere disuguaglianze tra noi, siamo tutti uguali, ma allo stesso tempo speciali. Differenza di età, di colore, di nazionalità, di sesso e differenza di stipendio non ti dicono che sei diverso, non ti mostrano che lo sei, siamo UGUALI. E queste differenze non devono importare ...non si deve dare peso se tu sei cinese, coreano, filippino, pakistano di colore scuro o troppo chiaro.

Se potessi cambiare il mondo, vorrei sicuramente demolire tutte le discriminazioni ma per iniziare sceglierei il maschilismo  non esiste che una donna debba lavorare il doppio per avere lo stipendio degli uomini  non esiste che una donna debba solo occuparsi della casa  non esiste, che una donna per paura non possa denunciare un uomo. Secondo me le donne devono farsi valere e riuscire a diventare forti e grandi, più di un uomo … Gaia Carli

Per un mondo più giusto Redazione 3E

Le donne non devono essere sottomesse, gli omosessuali non devono essere giudicati, gli africani non devono essere discriminati, e i diversi colori di pelle non devono essere presi in giro. Bisogna portato rispetto, senza fare battutacce che possono offendere profondamente e colpire il cuore, creando crepe difficilmente da riemarginare. Non siamo diversi, e non lo saremo mai! Non è la nascita, ma è la virtù a fare la differenza. Federica De Paolis

Per un mondo migliore Redazione 3E

Vorrei un mondo che rispetti l’ambiente Che faccia star bene anche un singolo serpente, i raggi del sole come sorrisini che scaldino tutti, dalle Alpi agli Appennini, Vorrei il mare più pulito ogni giorno che faccia vivere anche il più piccolo tonno. Le foreste piene di alberi stracolme di profumati papaveri, Questo mondo non so se l’avrò ma sicuramente per ottenerlo lotterò. Marco D’Andretta

Per un mondo più verde Redazione 3E


Nella

storia

chi

sono

i

stato

conferito

questo

una persona maschilista che

personaggi più importanti e

merito.

si dimostra disinteressata,

più conosciuti? Leonardo Da

Ero piccola e questa è stata

non si può definire un adulto,

Vinci, Raffaello, Cristoforo

la prima volta che ho sentito

io lo definirei un bambino

Colombo,

dire una cosa del genere.

immaturo!

Bonarroti, Camillo Benso di

“Perché alcuni pensano che

Perché i bambini immaturi

Cavour,

le donne sono peggiori degli

trattano

Mazzini…

uomini?” mi sono chiesta.

come se nulla fosse.

Ma, prima del ‘900, quante

Quest’argomento

l’ho

Perché tanto, anche oggi,

donne abbiamo incontrato e

rincontrato nel film Disney

nel 2021, non sono loro che

studiato? Poche: Elisabetta

“Mulan”. Anche in questo

ogni giorno vanno al lavoro e

I,

sono

caso mi sono chiesta perché

si ritrovano delle cifre in

sempre state inferiori agli

una donna non può andare

meno rispetto ai colleghi

uomini,

in guerra e sporcarsi le mani

maschi.

pensano alcuni, io no.

di sangue come fanno gli

È così che io definisco chi

Eccone un esempio: una

uomini?

dice di NO alla parità di

volta ho letto un articolo di

rimanere in casa e bere il tè

genere,

giornale dove c’era scritto

e truccarsi?

immaturi”.

che la sorella di Wolfgang

Anche la guerra dovrebbe

Amadeus Mozart era molto

essere eliminata, ma questo

più brava di lui a suonare il

è un altro argomento.

pianoforte,

proprio

E se si parla di questi fatti,

perché era donna non le è

sulla parità dei generi, con

Michelangelo Giulio

Cleopatra… o

Giuseppe

Ma

almeno

ma

così

Perché

deve

questi

dei

argomenti

“bambini

Nicole Corigliano

Per un mondo più equilibrato Redazione 3E

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Il mondo che vorrei senza razzismo perché ogni persona è uguale Vorrei un mondo senza povertà Perché ci sono persone che dormono per strada, persone che muoiono di fame? Vorrei un mondo più giusto, un mondo in cui due persone che si guardano in faccia, si guardano allo specchio Aiutate, per un mondo migliore IVAN angemi

Per un mondo senza povertà Redazione 3E


Io vorrei un mondo basato su un principio fondamentale Quanto sarebbe bello un mondo dove si possono vedere persone felici per altre, invece che disgustate, magari da una semplice gonna, indossata da un uomo! ,Chi ha dato ad un pezzo di stoffa una sessualità? Chi è che ha guardato una gonna e ha detto “questo abito è SOLTANTO per le donne”? Perché non si può andare in giro vestite un po’ più scollate senza ricevere offese? Perché non si può andare in giro senza vedere un ragazzo nero che non viene deriso? Perché non si può andare a scuola con la felicità e un sorriso in volto invece di andare a scuola con il timore dei tuoi stessi compagni

che ti prendono in giro, ogni giorno? E tutto questo perché? Perché non sei come vogliono loro? Perché bisogna vedere persone che non hanno beni, riparate sotto un tetto di una chiesa, nel mezzo di una tempesta, e, invece, persone che disprezzano ogni bene volendo sempre di più? Ci sono troppi altri perché ai quali non si può trovare risposta... e tutto questo, perché? Per il rispetto reciproco mancante tra gli umani. Arianna Spina

Per un mondo senza “perché” Redazione 3E

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Vorrei un mondo pervaso da pace e amore, senza razzismo o qualsiasi forma di disuguaglianza, perché poi se ci pensate non ha

senso insultare una persona, un tuo compagno o chi che sia per sentirsi forti e più felici. Semina solo odio! Credete sempre

in voi sessi e nei vostri progetti ...siamo tutti i fratelli.

Nicolò Capurso

Per la grande famiglia dell’umanità Redazione 3E


BALABALIBRI

Il Club dei LETTORI e SCRITTORI Siamo ragazzi e ragazze, appassionati alla lettura Coccia Valentina, Collura Lorenzo, Pizzuti Giorgia della 2^H Mulas Andrea, Pasquariello Carlo, Proietti Luca, Speranza Flaminia della 2^I e Circelli Zoe e Durante Elena della 2^L Premi Nobel per la letteratura nel mondo.

Ecco le nostre riflessioni su alcuni brani selezionati dai testi di autori che hanno ricevuto il premio Nobel per la letteratura. 1968 YASUNARI KAWABATA: Fiori di primavera da”Koto” Un racconto molto bello, non solo per il contenuto, ma anche perché fa capire l’importanza dell’amicizia. Questo racconto mi ha fatto riflettere sul fatto che, ancora oggi, la figura femminile è considerata inferiore a quella maschile, ma ovviamente i due generi devono avere la stessa importanza, gli stessi diritti e rispettarsi a vicenda. Questo racconto mi ha fatto riflettere su quanto, precedentemente, consideravano la donna inferiore all’uomo e su quante decisioni la donna non avesse la libertà di scelta. L’autore, attraverso l’utilizzo degli aggettivi e delle frasi, presenti nel testo, riesce a farti entrare nel pieno della storia; tutto sembra bello ed emozionante. Questo brano mi ha fatto capire come la donna viene trattata in modo brutto, nella cultura giapponese di quel periodo; infatti, Chieko, la protagonista, non può continuare gli studi perché deve badare alla casa e pensare alla famiglia.

Una parte di questo brano, che ho trovato molto interessante, è quando la protagonista afferma di essere una trovatella, dimostrando così coraggio e dicendo quello che non era mai riuscita a confidare a nessuno. Il brano “Fiori di primavera” mi ha affascinata molto per le bellezze della natura della città di Kyoto, in Giappone, durante la primavera. È interessante la figura di Chieko, la protagonista, che, per amore e rispetto nei confronti dei suoi genitori adottivi, accetta le loro decisioni, pur essendone contraria; una di queste decisioni è quella di non farle continuare gli studi. Nel brano “Fiori di primavera”, in particolare mi ha colpito una frase “sono una trovatella” e alla domanda “ Sai chi sono i tuoi veri genitori” , la risposta dimostrerà la volontà di accettare la realtà, senza andare a scavare nel passato.


1982 GABRIEL GARCĺA MÁRQUEZ: Una fame antica da “Cent’anni di solitudine”

Covid abbiamo dovuto affrontare e tuttora stiamo affrontando.

Questo racconto è bello perché ti fa capire come tutti noi siamo uguali, al di fuori dei nostri problemi. È molto bello anche come vengono descritti il territorio circostante e la giovane ragazza.

Questo racconto mi ha fatto riflettere sull’attuale pandemia, perché anche nel villaggio, dove si svolge la storia, ci fu una pandemia e su come, secondo me, i personaggi siano stati capaci di gestirla, forse meglio di noi.

Leggendo questo racconto ho riflettuto, principalmente, sul modo ingegnoso che viene adottato per affrontare la malattia che si diffonde nel villaggio. La condizione in cui si ritrovano è simile per alcuni aspetti a quella che per il

Di questo brano mi ha interessato la parte in cui l’autore mette in risalto il terrore e la descrizione dei personaggi, in particolare la bambina malata, Rebeca

Credo che Marquez, con il personaggio Rebeca, volesse simboleggiare tutte le persone discriminate che sono costrette a cambiare il loro modo di vivere, sottostando alle regole degli altri. Questo brano mi è piaciuto abbastanza, perché la storia di questa bambina e quello che accade successivamente mi hanno incuriosito e spinto a leggerlo con attenzione, più di un volta, per comprendere meglio il senso di solitudine di queste popolazioni dell’America Latina. Il brano “Una fame antica” ha un “realismo magico” che mi ha attratto molto. In particolare, mi ha colpito la protagonista Rebeca, una ragazzina ‘inquietante’, per la descrizione che viene fatta dall’autore e per i suoi strani comportamenti causati da alcune malattie, anch’esse particolari, tra cui una che colpisce tutto il villaggio: la peste dell’insonnia. In questo brano, in particolare, mi ha colpito che Rebeca, una bambina, portava le ossa dei suoi genitori in una valigia. Inoltre nessuno stava capendo come non fosse morta di fame perché non mangiava da molti giorni e poi capirono che a lei piaceva mangiare la terra umida del patio. ****************************************************************************************************** 1988 IB MAHFUZ : Dopo la prigione da “Echi di una autobiografia” - Questo racconto è uno dei miei preferiti perché, oltre ad essere bello, mi fa capire anche la spontanea involontarietà dell’attimo in atto (come quando il protagonista finisce in prigione e il signore lo va a trovare dicendogli: “parleremo quando sarai uscito di prigione’’, mentre poteva farlo li subito) - Questo racconto mi ha fatto capire l’importanza di essere liberi. - A me ha colpito che alla fine il protagonista è stato incarcerato

inutilmente, perché voleva solo avere un confronto con il proprietario della casa per un’opportunità di lavoro. - Questo testo mi ha fatto riflettere sull’ingiustizia, perché il protagonista non riesce ad ottenere ciò che desidera rispettando le regole ed invece venendo imprigionato riesce a raggiungere il proprio obiettivo. - Questo racconto mi ha fatto riflettere sulla “Libertà”, su come le persone si


sentano privi dei propri diritti e quindi senza la propria libertà. - Questo testo mi ha fatto riflettere sull’ingiustizia, perché il protagonista non riesce ad ottenere ciò che desidera rispettando le regole ed invece venendo imprigionato riesce a raggiungere il proprio obiettivo. - Questo brano mi ha fatto riflettere sul divario che c'è tra ricchi poveri.

- Il testo mi è piaciuto perché usa un lessico molto semplice e comprensibile, ma anche perché mi ha fatto capire che tutti hanno una possibilità in tutto. - Il tema del brano “Dopo di prigione”, cioè la libertà, mi è piaciuto molto e allo stesso modo mi ha fatto provare pietà per quel povero uomo che, per poter avere un posto di lavoro da una persona potente, si è ritrovato in prigione e neanche questa persona potente lo ha aiutato.

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2000 GAO XINGJIAN: Il panda da “La montagna dell’anima” Questo è il romanzo che mi ha colpito di più perché ti fa capire anche il motivo di come noi umani ci lamentiamo degli animali in estinzione anche se li cacciamo noi stessi. Per esempio quando descrive il panda e subito dopo viene ucciso dai cacciatori, guarda caso umani. Io sono rimasta sorpresa per quello che hanno fatto: catturare e rintracciare i panda è una cosa molto brutta, anche perché sono in via di estinzione questi animali. Il racconto Il panda di Gao Xingjian mi ha fatto riflettere sul quanto noi uomini siamo nocivi e capaci di distruggere tutto in poco tempo; per questo motivo il nostro pianeta ne sta risentendo con conseguenze devastanti. Questo brano mi ha fatto capire che dobbiamo rispettare la natura e le creature che ci vivono. Leggendo questo racconto ho avuto la conferma dell’egoismo dell’uomo, che purtroppo arriva persino ad uccidere degli esseri viventi per ottenere qualcosa che non altrimenti non può avere. L’autore ha descritto un elemento tipico del suo paese, mettendo in risalto le caratteristiche fisiche e il comportamento dei panda, in un racconto triste che fa riflettere sulla loro vita.

Il tema del brano “Il panda”, ossia il rispetto e l’amore per la natura, mi è piaciuto molto. Si racconta del panda Beibei che ritorna al campo di osservazione dei panda, in Cina, dove era stato curato con tanta attenzione dal personale dopo il parto; è alla ricerca di cibo, poiché il bambù di cui si nutre non è ancora cresciuto. Il brano mi è piaciuto perché mi ha fatto capire quanto l’uomo possa tenere ad un animale di qualsiasi tipo, da un cane o un gatto domestico a un orso o, appunto, ad un panda. Ma mi ha fatto capire anche il dolore che un uomo può provare perdendolo.


LETTURE CHE POTREBBERO PIACERTI Liliana Segre - Fino a quando la mia stella brillerà Consiglio questo libro perché è riuscito a coinvolgermi emotivamente. La narrazione risulta molto fluida e semplice e trovo il testo complessivamente splendido. Inoltre spero che chi lo leggerà, proverà le mie stesse emozioni.

Alessia Cruciani - La guerra dei like

Fabio Geda Nel mare ci sono i coccodrilli

Il libro “La guerra dei like”, di Alessia Cruciani, è stato uno dei libri più belli che abbia mai letto.

Questo libro parla della storia vera di Enaitollah Akbari, un giovane afgano emigrato in Italia. Enaitollah viene lasciato dalla madre in un samavat (un deposito di esseri umani in attesa di essere trasportati in altri paesi) in Pakistan. Il nostro protagonista deve affrontare molte peripezie per trovare finalmente la libertà.

Apparentemente è un normalissimo libro di ragazzi ambientato nelle scuole medie e quindi si viaggia tra verifiche, interrogazioni, ecc, ma l’autrice ha voluto toccare un argomento diverso: il bullismo e il cyberbullismo. Tocca questo argomento molto delicato, ma che va affrontato. Infatti questo libro ti insegna proprio questo: come difendersi dai bulli. Consiglio a tutti i ragazzi di leggere questo libro, per aiutare chi si sta trovando vittima di bullismo, ma anche, di aiutare a prevenire, perché magari, facendo leggere questo libro, i “bulli” possano capire come ci si sente a stare dall’altra parte. Guido Sgardoli - Kaspar, il bravo soldato Questo libro mi è piaciuto molto, è buffo e divertente; tratta argomenti drammatici di guerra, facendoli sembrare simpatici e bizzarri. È un libro che consiglierei a chi piace la suspense e la commedia, lo rileggerei volentieri solo per le stranezze del protagonista, un soldato serio e rispettoso delle regole

Questo libro è molto emozionante a volte divertente; mentre lo leggevo ho capito che è una lettura molto profonda, ma allo stesso tempo leggera, piacevole e scorrevole. E’ molto utile per capire cosa succedeva in Afghanistan.


Francesco D’Adamo - OH, HARRIET! Il libro “Oh, Harriet!”, di Francesco D’Adamo, parla di Harriet Tubman, un’anziana signora di colore, realmente esistita, che, durante un’intervista con un apprendista giornalista Billy Bishop, racconta la storia della sua vita a partire dall’anno 1820 circa. La figura di Harriet, il cui vero nome è Amarinta detta Minty, affascina molto e colpisce per le sue imprese e per il suo grande coraggio. Fin da bambina è costretta a lavorare duramente, insieme ai suoi fratelli, in una fattoria del Maryland per una famiglia di bianchi, ammalandosi spesso. All’età di undici anni

viene colpita alla testa da un bilanciere e da lì in poi viene alleggerita dai lavori, perché credono che sia diventata un po’ matta. Questa situazione le dà modo di avere più tempo per pensare come aiutare se stessa e gli altri per ottenere la libertà. Il sistema che escogita è tutto da scoprire, la fa diventare una specie di “Mosè dei neri”. Questo racconto suscita un po' di tristezza e di pietà per le persone di colore a quei tempi, ma allo stesso tempo, quando si inizia a leggere, non si riesce più a fermarsi. Nel complesso è un libro da consigliare perché fa riflettere sul fatto che siamo tutti uguali ed abbiamo tutti gli stessi diritti.

Luigi Garlando - Per questo mi chiamo Giovanni Il libro è bello ed il linguaggio ricco di paragoni. Non è il tipo di libro che amo leggere, ma mi è piaciuto soprattutto perché, anche se la

storia è raccontata per essere capita da un bambino di dieci anni, il messaggio che c’è dietro è molto importante e profondo.

Giuseppina Colonna, Maurizio Giannini Amicizi@ & Lockdown La vicenda narra di due ragazzi, Sara, che vive a Roma e Johnny, che vive a New York. I due ragazzi si conoscono tramite i social, durante il lockdown e tra i due nasce subito un forte legame.

Questo testo è molto realistico, permette di capire le paure, i timori e le preoccupazioni di tutti i ragazzi in questo periodo.

Dai ragazzi e dalle ragazze del CLUB Valentina, Lorenzo, Giorgia , Andrea, Carlo, Luca, Flaminia , Zoe, Elena


Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2021 Si è conclusa il 7 dicembre l'edizione 2021 di uno dei più celebri premi letterari italiani nella sua versione dedicata alla narrativa per ragazzi. Sono proprio i giovani lettori a decretare chi ottiene il prestigioso riconoscimento, tramite le giurie scolastiche a cui partecipano scuole italiane ed europee. Il romanzo premiato è 'La più grande' di Davide Morosinotto, scrittore che ha letteralmente conquistato la giuria studentesca del nostro istituto: infatti la maggioranza dei voti dei nostri giurati è andata al suo libro, su cui hanno espresso giudizi lusinghieri:

“Questo libro non è un semplice racconto di pirateria, ti trasporta con la fantasia all’interno della storia e te la fa vivere tutta d’un fiato. Ti fa ridere nei momenti divertenti e ti fa piangere nei momenti dolorosi, riesce a rapirti così tanto che non riesci a staccare più gli occhi dalle pagine.” Ilaria Riccio, classe 2 A

“Ho letto molti libri nel corso della mia infanzia, ma questo è uno dei più belli che io abbia mai letto.” Matteo Onorati, classe 3 F

“Questo è un romanzo che consiglio vivamente a tutti i ragazzi che frequentano le scuole medie, se siete allergici alla lettura questo libro ve la farà amare.” Damiano Bordi, classe 3 H


Caffè letterario Carissimi lettori e carissime lettrici, in classe, noi della IIIE, leggiamo libri e dedichiamo uno spazio particolare del nostro tempo-scuola alla condivisione e alla discussione, perché ogni libro stimola domande, dubbi e punti di vista, non sempre..anzi...spesso diversi! Ci consigliamo libri o ci sconsigliamo letture! ...seguiteci ed appassionatevi con NOI!

Il fabbricante di lacrime che ti fanno stare male o che ti fanno stare bene”, ma si fondono tra loro formando sfumature

sempre

diverse,

in

particolar

modo, l’AMORE che viene descritto sia come la più luminosa delle stelle nel cielo, sia come il più doloroso dei rovi di spine; abbiamo dato un nome così banale ad un sentimento così contorto che sembra di volerlo sminuire o ridurre, chiamandolo semplicemente…amore; un sentimento che è l’essenza della rabbia più che la rabbia stessa, ma anche il più Con questo libro sono riuscita a riflettere

potente di essi, perché nessun altro come

davvero molto sui sentimenti, guardando più

l’amore

da

inconfondibile. Ma alla fine, forse, non vale la

vicino

ogni

sfaccettatura

di

essi,

comprendendo che non esistono “emozioni

ti

farà

provare

quel

brio

pena soffrire tanto per provarlo! Chissà?!?! Marisa Di TANO


Percy Jackson …who is it? È il protagonista di uno dei miei libri preferiti: a scuola Percy ha sempre trovato difficoltà ad imparare a causa di un deficit dell’attenzione. La sua materia davvero preferita era mitologia greca perché lo incuriosivano le vicende degli dei. Durante una visita didattica ad un museo greco riuscì a tradurre una frase in greco antico senza averlo MAI studiato…ma non voglio rivelarvi il colpo di scena, vi invito alla appassionante lettura che vi travolgerà catapultandovi in mille avventure, disavventure e peripezie Isabella

Scherzando con il fuoco È un libro che, sinceramente, non consiglierei, perché la storia è piuttosto scontata e non ci sono suspence o colpi di scena; la lettura mi è risultata faticosa Emanuele

Le valigie di Auschwitz Questo libro fa riflettere molto su quanto l’uomo può rivelarsi mostruoso senza uno scopo reale e comprensibile, sulle atrocità inspiegabili che si auspica, si chiudano ermeticamente in un passato sempre più lontano, sebbene difficile da dimenticare

Arianna Spina


Per sempre libero (Annamaria Piccione)

Bisogna imparare a dire NO! Marco D’Andretta

L’ amico ritrovato ( Fred Uhlman)

Free Willy 2 Jordan Horowitz

Lapo Michelotti FUGEES – FOOTBALL CLUB

..racconta l'amicizia impossibile, nella Germania nazista, tra Hans Schwartz, un bambino ebreo di buona famiglia, e Konradin von Hohenfels, di nobile famiglia tedesca... un libro che tutti devono leggere!

Flavia Ceteroni

Un campetto abbandonato e due squadre di calcio. Una combinazione perfetta se non fosse per il colore della pelle. Si, perché una delle due squadre è composta da ragazzi rifugiati che hanno attraversato i deserti dell'Africa e le acque del Mediterraneo per arrivare in Italia. E allora che fare? Una bella sfida! ... Emiliano LUCARINI


Harry Potter J. K. Rowlling

Giorgio Heisu

Sara RINELLA

*

Oro di Marcel A. Marcel Un romanzo avvincente, che si legge tutto d’un fiato! Chi è oro? Chi è quel fantasma che Lena vede?

Scoprilo anche tu, leggendolo! Le pagine volano, quasi leggersi da sole, tanto scorrono in fretta! Andrea DI DONATO


IL MAGO DI OZ

L. Frank Baum

È un libro che aiuta ci aiuta a essere meno critici verso noi stessi, a lasciar andare i condizionamenti mentali, a imparare ad accettare le nostre emozioni. Il Mago di Oz contiene dei preziosi insegnamenti sull’autostima e

sul mondo emotivo che sono rappresentati dai vari personaggi, ovvero: credere in se stessi, accettare le proprie emozioni, superare i propri limiti.... Elisa VALERi

*********************************************** Ho sognato la cioccolata per anni

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Di Trudi Birger

Una riflessione che lascio anche a voi, care lettrici e cari lettori: “Non si deve mai smettere di credere in se stessi, di lottare per far sì che la propria vita sia come noi la vogliamo!”

VERI AMICI – di MATES

Federico FELICI


Il giro del mondo in Ottanta giorni!

Nicolò CAPURSO Hunger Games Suzanne Collins Hunger Games è uno dei miei libri preferiti. Amo questo libro perché è scritto perfettamente, a tal punto da sembrare immersi nella storia. È proprio il genere di libri che piace a me: è un racconto fantastico, che aiuta ad uscire per un po’ dalla realtà, è molto movimentato, sono presenti scene abbastanza forti che a me non dispiacciono, e ha un ritmo incalzante. Io consiglio a tutti Hunger Games per questi motivi e anche perché fa capire a tutti fino a che punto può arrivare la cattiveria umana e che dietro al divertimento, a volte, si può nascondere qualcosa di malvagio. Non lo consiglio a chi non piace l’azione perché ci sono scene molto violente che possono urtare la loro sensibilità. Nicole Corigliano (Classe IIIE sec.)


Fino a quando la mia stella brillerà

L’IMPREVEDIBILE CASO DEL BAMBINO ALLA FINESTRA Lisa Thompson

GAIA CARLI – Classe IIIE Secondaria

Liliana SEGRE Parole che fanno riflettere, davanti alle quali non si può restare insensibili FEDERICA DE PAOLIS

Un’avventura incredibilmente commovente, un romanzo sull’amicizia, sulla paura e sul desiderio di non arrendersi mai.

Buona lettura a tutti! Dai ragazzi e dalle ragazze del Caffè letterario della IIIE


La II E ...consiglia...

Scolpitelo nel vostro cuore (Liliana SEGRE) Asia FAKERI

Carla OLIVERIO “Va’ dove ti porta il cuore” – Susanna TAMRO Sofia TARALLO *********************

********************** Anna dai capelli rossi ( L. Montgomery)

La gabbianella e il gatto (Sepulveda) Cecilia D’ANDRETTA


NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI (Fabio GEDA)

Francesco FALCONI Giordano GRECO

********************** La Divina Commedia, interpretata da Arianna PUNZI

********************** La Divina Commedia, interpretata da Stefano MOTTA

Beatrice ROSATI

Sofia TARALLO

********************** La Divina Commedia, interpretata da Arianna PUNZI

Elena TORTORA


Quando si dice “VIVERE UN INFERNO! Nella nostra classe i peccatori vengono divisi in: Incontinenti, Fraudolenti e Violenti, accompagnateci nel viaggio per conoscerli. Tra gli INCONTINENTI troviamo: 1) I Favelleccentrici: color che labia a freno tener non sanno. 2) Gli Zuccherofili: color che al nettar goloso non sanno rinuntiare 3) Gli Urlanti: color che a l’altrui orecchio non porgon alcun rispetto 4) I Serrandamaniaci: color che la corda voglion tender, perché lo lume la loro veste non possa fender 5) Gli Girati: color che il corpo dritto non san far stare e attenzione alla lezione non riescon a prestare 6) Gli Aprifinestra: color che la finestra vogliono aprir e la lite per il vento tosto inizia a partir. caldo a febbraio, freddo a settembre, la tenzon sboccia alacremente. E tra i FRAUDOLENTI: 1) I Piagnoni: color che per allontanar lo periglio de la interrogatione, principiano a lagrimar; non vengon creduti ma gliela fan passar. 2) I moderni amanuensi. (li copiator da lo vicino): color che, pro bona votatione, allungan lo collo e passano all’actione. 3) I masciotta: color che quando senton loro nome appellato, muti e silenti, indifferenti, ignoran lo professor che ha favellato. 4) I bagnerranti= color che per saltar la interrogatione, a lo professor chiedono di fare eccetione: en la latrina bramano ir, solerti, MA VAN MESURANDO L’ATRIO A PASSI TARDI E LENTI. E tra i VIOLENTI: 1) I Petofili: color che rilascian olezzi nefasti, gas letatli, tutto il giorno, incolpando altri, per levar lo sospetto di torno. 2) I righelduellanti: color che di Carlo Magno si credon paladini e incrocian le spade, eroi novelli, senza avvedersi che in realtà esse son…righelli.


E giù, conficcato nel ghiaccio, Lucifero con le tre teste delle prof più crudeli: questo è il nostro inferno quotidiano, lasciate ogni speranza voi che …passate.



Classe IIIF


GLOBAL CITIZENS

This is the work of the coins in the various counties of the United States of America. In groups of five people we each found the differences between the coins of the

“The story of the dollar”

The AMERICAN currency

USA

United States of America and we explored each state, talking about its attractions.


By Girls & Boys of IIIE


Dear Santa Claus LETTERS TO SANTA CLAUS Dear Santa Claus, It's been a year since I’ve written you my last letter but I haven't seen any improvement! I still take a lot of Fs at school and if I eat then I’ll get fat. You did not grant any gift that I asked you and for Christmas I received some very bitter coal, even though I had behaved well. I ask myself: why? Last year I worked hard to make my parents happy and at school I took a lot of Cs, and yes also a D on math… BUT, you know, I DON'T UNDERSTAND NOTHING IN THAT SUBJECT!! I ate less chocolate, in fact I only took 4 bars of chocolate a day, which this year I have decreased to 3. Now I want your apologies or…11 gifts, a ps5 and a ride on the flying sled with the reindeers. Painted by Irene Manzi, 3F

Oh, I forgot, I even ask you new parents: my parents in fact hide the chocolate from me. for Santa Claus from James Maria Giardina 3F

*************************************************************** Dear Santa Claus, I would like that discrimination become a distant memory. For Christmas I’d like everyone could be as they want, not only during the Christmas time. In my opinion Christmas is also to give hope to people who no longer have it. But equality in the world should exist forever, not only in the Christmas period.

Emanuele, 3 E


Dear Santa Claus For this Christmas I wish you could do something to make sure that my cat doesn’t hate me. I don’t know what to do, she is calm and peaceful with my parents but then I come over and she tries to scratch me. She chases me and she ignores me many times. I try to be nice, I give her food and I let her out but I also threaten her or trow pillows to her sometimes but I don’t think she minds. My mother says we act like sisters, which is consistent with her habit of treating her like a daughter. If you can’t do anything I can always resort to plan B, or at least, when I have a plan B I can resort to that. And don’t forget to do something about our pandemic situation. I think mine is a pretty popular request that many do, well maybe to someone else, you know what I mean. So, if you can fulfill my requests I will be very thankful. See you at Christmas Elisa Pirato. 3 F

Dear Santa Claus, I’m Marco and I’m 13 years old, You know, Christmas is my favourite festivity. This year I have been good and for this I’d like to ask you something important for the world: to reduce pollution and the hunger, reduce the covid-19 infection; what is really important for me is staying better with my parents and my relatives and the healing of my grandfather . These are my wishes for Christmas, I hope you come at home and, as usual, I leave you a cup of milk and biscuits. I’m waiting for you.

Dear Santa Claus

Your Marco, 3E

I’m writing this letter to ask lots of things. My name is Federica and I am 12. This year I would like to have a special Christmas, more beautiful than others. I wish that my teachers were proud of everything I do; I am proud of myself because many times I say that I can't do it, but then I do it and this makes me happy, very happy. But what do I want for the world? I would like there is NO RACISM for the color of the skin, and NO INEQUALITY. On 25 December I’m going to church, I usually watch Christmas movies and I eat fat food, like chocolate and the great torrone. My mother loves chocolate too and my father doesn't like it. I don’t understand why. I stay with my family and we have fun and laugh together. I would like my family stay always well and that they could understand me all time; I’d like to have LOVE from all the people who love me. I’ve been waiting for that day. I Can't wait! Merry Christmas, Federica 3 E

Dear Santa Claus I have always believed in you. In fact, in my family, my parents have always told me that San Nicola, patron saint of Bari, is Santa Claus. In fact his history tells us, that the Saint gave a lot of presents to poor people and does other miracles. I believe you are a “Christmas idol” and you will be it forever, because in this festivity all children hope to have a gift. Don’t forget me, especially because my name is Nicolò. I hug you, Bye

Nicolò, 3E


Dear Santa Claus, This year I’m not asking for gifts but I would like to express wishes. The first wish is to pass this school year very well and I am a little afraid for the exam. I hope they don’t send me away at the first mistake! The second wishes: I would also like my wardrobe to be kinder to me. There are never beautiful clothes and every time I spend about one hour in front of the wardrobe to choose what to wear. The last wish is to eat a lot of chocolate without 3 pimples appearing on the face! Thank you very much, I hope you will realize them.

Happy Christmas! Martina De Marco. Italy, Rome IIIF

Dear Santa Claus, It’ s Christmas time again. It has been a good year for me. At school I have improved a lot and I have good marks. My family is everything for me, they love me and I love them; with my friends I stay well and I have a good relationship, sometime we play football and we have fun together. For Christmas I’ d like to have a lot of things, but this time I want to ask you four special things to change the world : -delete the poverty -live in peace in the world -abolish war -help children in Africa I hope you can realize these wishes. From Christian, 3E Dear Santa Claus, Mom and Dad told me you only bring gifts to good children ... It's not fair! This year I was better than the past one, instead of 365 troubles I only made 364! But mum and dad keep saying it's not enough, they said I have to do all my homework and I have to clean my room. So could you get me a doll to do my homework and clean my room? For next year I will be a model child and you will bring me all the gifts I want and I will be the happiest child in the world! With love, Betty

Dear Santa Claus, you know, Christmas is my favorite celebration because I love staying with my family and my relatives. This year I'd like to find the desire to study :) and to get good marks, and also, I’d like more free time because I want to do the thing I like.

Isabella, 3E

P. S. Don't give my sister my same doll! I already know that she will want it too and if we both have the same doll I would become the saddest girl in the world!

Joanna Cambod Gacutan 3F


Dear Santa Claus, I’m Nicole. Do you remember me? I think you say yes. Unfortunately I’m not a child now, I grew up and I’m not the same as you remember. But when Christmas comes and I hear his songs, I feel like a child again and I hope not to change myself. I feel Christmas’ magic dancing in me and in my blood run Christmas’ colours . I would laugh, be happy… I would be free, like I’ve never been, like I’ve been only on Christmas. Every day I’m waiting for you and I’m waiting to see the Christmas tree and the nativity scene in my living room. I’ve written this letter because I’d like to ask you something. My wishes this year are not toys, I wish Covid 19 would disappear, just as it came, and never come back. There’s another thing that I would like: please, help my sister to graduate. Santa,I hope to hear the bell of your magical reindeers this year and to see your sled fly in the sky.

By Nicole Corigliano, 3 E

Letters ...to teachers Dear teachers, my wish for Christmas is to take a trip with my class. Please, let this virus go away and visit new planets… It gave us a lot of months of distance learning, renunciations and holiday spent in our houses without being able to do what we love. Well, this virus gave us enough gifts, so now it could get on Santa Claus’ sled and, with all his reindeers with their surgical masks, do a nice journey away from us. So we’ll finally return to our boring life, made of days spent at school, doing our sports, with our loved ones and our family, close and far. And maybe, at least in the third year of middle school, do a nice trip all together! In three years of middle school, we’ve never done a school trip. I’d like to go out with my class to visit a museum, to visit something hystorically famous or go to a field school. This trip would be something magical, because you can sleep or do pijama parties with your friends, you can stay up until midnight having fun, but at the same time you’re doing something instructive with the school. I hope that we’ll have this Christmas present, we’ve been hoping for this for a long time and it would make us very happy. With love

Karen Brai IIIF

Post-mail for the teachers Hi teachers, my name is Marco Lettieri, and I’m here to tell you some things that I want you to upgrade. First thing first: some of the computers in the school doesn’t work very well, and I don’t think we could ask to Nasa his computers, so we need to replace them or fix them. Second thing second: the homework. Please, I beg you, don’t give us too many homework, we need to have some free time, so please, give us a little homework. Third thing third: give us the possibility to use the smartphone… Ops, sorry, that’s a rule of the school, so nevermind. Marco Lettieri, 3 F


Una finestra sul mondo

IL MONDO DEL LAVORO il Lavoro minorile Ci piacerebbe riempirvi di belle notizie, ma quelle non ci colpiscono tanto, quanto scoprire amare realtà, ancora oggi che viviamo nel XXI secolo! Così, con la speranza che si possa arrivare presto ad un futuro migliore e che quei 17 goal dell’AGENDA 2030 vengano presto raggiunti, condividiamo con voi alcune recenti scoperte, mentre stavamo portando avanti il nostro studio sul mondo del lavoro. In particolare, la professoressa ci ha proposto di svolgere un’attività che vedeva protagonisti, negli archivi di un quotidiano, il lavoro nero, la disoccupazione giovanile, le morti sul lavoro e il lavoro minorile. Dopo ricerche approfondite e impegnative, abbiamo scoperto moltissima sofferenza e sfruttamento inerente al lavoro. Il Natale si avvicina, ma tra luci e colori restano molte zone d’ombra: tanti bambini, pur di portare un pezzo di pane a casa, lavorano con la speranza di avere una vita migliore con la possibilità di imparare e di giocare all’aria aperta. In particolare, ci ha colpito un articolo tratto dalla fonte “Larepubblica.it”. In Libano, bambini di appena cinque anni sono costretti a scendere in strada per raccogliere rottami metallici e plastica; ricevendo violenze e abusi verbali mentre cercano di guadagnare denaro per le proprie famiglie. Spesso vengono aggrediti da branchi di cani randagi o da altri bambini con l’intento di derubarli.

Auguriamo a tutti questi bambini un futuro migliore. Federica De Paolis & Gaia Di Giambattista Classe 3E Secondaria


IL MONDO DEL LAVORO Le “morti bianche

Nicole Corigliano Classe 3E Secondaria


Una finestra sul mondo DDL ZAN Il DDL Zan è una proposta di legge che doveva proteggere le minoranze come quella della LGBTQ+ e chi viene discriminato per un suo modo di essere o per le sue scelte. La sanzione che ci sarebbe stata per chi non avesse rispettato questa legge sarebbe stata la stessa per gli altri reati di discriminazione, in base all’articolo 604 del Codice Penale (che vieta di fare propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e le pene variano a seconda della gravità dell’azione). Mercoledì 27 ottobre 2021 è stato votato a sfavore del DDL Zan: 154 voti a sfavore, 131 a favore e 2 astenuti. Anche nel centrosinistra, che era a favore del decreto, ci sono stati voti contrari ma essendo il voto segreto non si sa chi abbia “tradito” questo schieramento. A mio parere il DDL Zan è una piccola parte di quello che si potrebbe fare per porre un

freno all’odio e alle discriminazioni e se non accettiamo questo non so dove andrà a finire l’Italia. Il DDL Zan si occupa soprattutto di dare una pena o una punizione a chi “odia”, però non provvede a mettere sullo stesso piano queste persone che vengono messe nell’angolo buio della società senza che nessuna luce possa essere accesa neanche per sbaglio e provare ad aiutarle. Vero, era una legge che andava rivista, allora rivediamola, è imbarazzante che le persone contrarie usino la scusa del “ma limita la libertà di opinione”, ma non limita la tua libertà di opinione se non abusi psicologicamente o fisicamente di una persona perché a questo punto sei tu che limiti la sua!

Bianca Iannilli e Maria Giardina, Classe IIIF

Cosa accade in Afghanistan? 16 agosto 2021: dopo vent’anni i talebani tornano in Afghanistan e cancellano tutti i diritti umani. Con la caduta del regime islamico, nel 2001, le donne afghane sono riuscite a conquistare diversi diritti importanti, come quello che afferma che, anche in Afghanistan, hanno gli stessi diritti dell’uomo, sancito insieme alla nuova Costituzione il 26 gennaio 2004;anche se, purtroppo, la mentalità conservatrice di alcuni afghani non ha permesso alle donne la libertà totale. Prima dell’ultimo arrivo dei talebani, la situazione delle donne in Afghanistan continuava ad avere alti e bassi, infatti oltre alle conquiste ci sono stati anche fatti spiacevoli: nel 2007 una giornalista Afghana,

proprietaria di una stazione radio chiamata “Radio Sulh” (Radio Pace) e Preside di una scuola femminile nella provincia di Parwan, è stata uccisa, la notte del 5 giugno, da sette colpi partiti da tre uomini che hanno fatto irruzione in casa sua dopo che, Zakia Zaki la vittima, aveva denunciato all’associazione dei giornalisti indipendenti afghani di aver ricevuto minacce dai comandanti locali che le avevano ordinato di chiudere la stazione radio. Un anno dopo, il 15 novembre 2008, degli uomini mai catturati hanno aggredito e lanciato sulle facce di almeno quattordici studentesse e insegnanti, dell’acido, giustificandosi di averle “punite” per essere andate a scuola.


Ancora, nel 2019, abbiamo dovuto sentire dell’uccisione di Mena Mangal una ragazza di soli trent’anni che lottava per la parità dei generi. Nonostante le numerose tragedie, le donne afghane avevano ottenuto nuovi diritti; nelle elezioni del 2014, il Presidente Mohammad Ashraf Ghani Ahmadzai si era impegnato molto a garantire alle donne la parità dei diritti. Con il ritorno dei talebani a Kabul molte donne si preoccupano di essere private dei diritti finora conquistati; il capo dei talebani, però, ha ufficialmente dichiarato che nel suo governo ci saranno donne e che quest’ultime saranno libere di studiare e lavorare, con l’obbligo di indossare l’hijb.

Nonostante le promesse fatte, alcuni talebani continuano a ostacolare il percorso lavorativo e studentesco delle donne afghane, arrivando a vietare loro l’accesso ad alcune istituzioni. L’8 settembre 2021 i talebani hanno annunciato che vieteranno alle donne di fare sport in pubblico e che dovranno studiare in classi separate dagli uomini con insegnanti anziani o con insegnanti donne. Ci sono già state diverse manifestazioni in Afghanistan e le voci di queste donne stanno arrivando in Europa, speranzose di aiuto dai diversi stati. Bianca Iannilli, 3F

Articolo d’opinione sull’esultanza del senato riguardo l’affossamento del ddl Zan Sappiamo tutti cos’è successo il 27 ottobre 2021 e penso che tutti ci siamo fatti la stessa idea. Quello che è successo in Senato quando è stato affossato il ddl Zan è a dir poco vergognoso e abominevole. Questo ci fa capire in che paese dobbiamo vivere gli anni migliori della nostra vita, ovvero l’adolescenza: in un paese che non difende la comunità

LGBTQ+, e che se vede che una persona sta picchiando un ragazzo o una ragazza, perché si stavano tenendo per mano, o baciando, con una persona del suo stesso sesso, girano la testa dall’altra parte, come se non fosse successo niente. E poi quella esultanza, che fa venire il voltastomaco i senatori che esultavano come se l’Italia avesse vinto gli Europei!

Non ci sono davvero parole per descrivere quanto questo dia la nausea. Questo fa capire che ormai gli uomini sono delle bestie, che non hanno compassione neanche per i loro simili. Mi chiedo ancora in che razza di mondo vivremo. Karen Brai, 3F

La situazione Afghana Fra il 1996 e il 2001, quando gli americani invasero l'Afghanistan, i talebani imposero su tutto il territorio una stretta interpretazione della

sharia. Nel 1996, dopo aver conquistato Kabul, i talebani dispiegarono squadre di "polizia morale" agli ordini dell'agenzia per la Promozione della


virtù e l'eliminazione del vizio". Le donne, che uscivano per strada non accompagnate da uomini, venivano picchiate. Il gioco del calcio e la musica vennero banditi. Lo stadio di Kabul venne usato per le esecuzioni pubbliche. Le immagini erano vietate, ma dal paese filtrarono foto e video drammatiche: una madre afghana giustiziata a colpi d'arma da fuoco fra i pali della porta dello stadio, bambini che morivano di malattie curabili in ospedali pediatrici abbandonati. Intanto un mare di profughi fuggiva dal paese. Vi furono alcuni sporadici tentativi iniziali di accreditarsi internazionalmente, mandando un inviato all'Onu. Il Mullah Omar, che guidava il paese, scrisse anche agli Stati Uniti offrendo buoni rapporti. Ma il regime rimase isolato, con un tentativo nel 1998 dell'inviato Onu Lakhdar Brahimi di trattare per l'accesso agli aiuti umanitari. Ma la stessa instabilità che aveva facilitato la vittoria dei talebani, impedì loro di mantenere il controllo sul paese. Omar lasciava raramente la sua base di Kandahar e le sue milizie conducevano brutali campagne militari, bruciando interi villaggi e perseguitando la minoranza sciita. Intanto l'ospitalità offerta a leader di Al Qaeda, Osama bin Laden, mise l'Afghanistan nel mirino degli Stati Uniti. Già prima dell'intervento militare del 2011, gli Stati Uniti di Bill Clinton avevano lanciato missili contro l'Afghanistan, in risposta agli attentati del 1998 contro le ambasciate Usa di Nairobi e Dar es Salaam. Dal 1996 al 2001 i talebani, ossessionati dalla figura femminile da

censurare, imposero alle donne obblighi assurdi, impensabili e al di fuori dell'inverosimile: vennero ampiamente scoraggiate dall'uscire di casa da sole, dovettero trascorrere tutto il tempo nella propria abitazione con la possibilità di uscire solo se accompagnate da un tutore maschio. Il burqa divenne obbligatorio con divieto di cosmetici e poi, nel maggio 2001, di smalto e gioielli. Venne proibito loro di ridere, di lavorare e di frequentare la scuola. Nessun uomo avrebbe dovuto rivolgere la parola a una donna e questa non avrebbe nemmeno dovuto guardarlo negli occhi o stringergli la mano. Tutte le donne presenti in radio, in televisione e in uffici pubblici scomparvero. Vennero proibite le biciclette e tutti i tipi di sport possibili per le donne. Vennero chiusi tutti i bagni pubblici femminili. Gli uomini hanno avuto potere assoluto sulle donne privandole di ogni diritto: venne proibito loro di indossare scarpe con i tacchi, se malauguratamente i loro passi fossero giunti all’orecchio di un estremista, avrebbero rischiato di essere fustigate pubblicamente, di fronte a folle di altri folli estremisti. Tantissime furono le donne giustiziate per adulterio. Fino al 1994 (per poi riprendere nel 2001), con i mujaeddin, hanno potuto esercitare la professione di medico, ingegnere, infermiere per poi venir segregate in casa sotto lo stretto e asfissiante controllo degli uomini, con vetri oscurati per evitare che qualcuno, da fuori, avesse potuto scorgerle. Molte donne si sono lasciate morire suicidandosi (dandosi anche fuoco),


oppure per mancanza di cure mediche o di parto naturale, visto che non sono state più visitate da medici uomini e le donne non hanno potuto più lavorare e studiare per diventare medico. Cosa sta succedendo in Afghanistan? Lo scorso 15 Agosto i talebani, un gruppo di fondamentalisti armati, sono a giunti a Kabul, la capitale dell'Afghanistan con l'intento di conquistarla, e ci sono riusciti prendendo il controllo della Nazione. Ma come hanno fatto ad avanzare così velocemente? Non sono avanzati velocemente ma era da mesi che conquistavano città e villaggi limitrofi alla capitale anche grazie al ritiro delle truppe americane. I talebani con il loro ritorno hanno riportato delle leggi molto rigorose e cruente come

l'esclusione della donna dalla vita sociale. Tutti i cittadini afgani e gli stranieri fuggono dal regime dei talebani ma quest'ultimi stanno stabilendo posti di blocco e impedendo il decollo degli aerei. Ma cosa sta facendo l'Occidente? si stanno occupando dei propri cittadini e collaboratori, ma cosa ne sarà dei civili afgani? I più fortunati grazie a dei ponti umanitari sono arrivati in diversi stati europei. Ma cosa sarà degli afghani rimasti nel loro Paese?

Pizzuti Giorgia, Agostini Davide, Collura Lorenzo, 2 H


Miele senza api, uova senza galline...

È l'ora del cibo sintetico? Si può fare il miele senza api, il latte senza mucche e le uova senza galline? Sembrerebbe proprio di sì: in laboratorio. È infatti questa l'ultima frontiera del "cibo sintetico", portata avanti da diverse aziende in tutto il mondo. Negli ultimi anni tutti avranno sentito parlare, o anche solo nominare, dei cibi sintetici. Già, gli studi si sono portati così avanti tanto che si sono riuscito a creare cibi prodotti in laboratorio che di naturale non hanno proprio un bel niente. Ne è un esempio l’albume d’uovo creato chimicamente dall’azienda Clara Food, in California. Si afferma che quest’uovo è di

altissima qualità, anche meglio di quello naturale, che si mantiene anche meglio e non corre il rischio di contaminazione da germi e batteri. L’iniziativa è stata presa da due aziende alimentari olandesi. È la combinazione di amminoacidi, vitamine e minerali per facilitare la crescita delle cellule muscolari. Anche l’Europa è interessata: ha investito due miliardi di euro per contribuire agli studi.

Sarah Rinella Classe IIIE Secondaria ....Ha lasciato tutti a bocca aperta anche il miele artificiale. L’azienda Melbio, negli Stati Uniti, è riuscita ricreare del miele senza l’utilizzo di api, e praticamente identico a quello naturale, per struttura e per sapore. “Una magia!” direbbero i nostri antenati. Infatti, si tratta di una specie di magia. Basta pensare a quante persone potranno essere sfamate. Le morti a causa della fame potrebbero scendere in pochissimo tempo, fino a sparire del tutto! E a quanti animali verrà salvata la vita!! ...ci sarà una riduzione degli allevamenti intensivi. Magari le persone che hanno scelto

di diventare vegane potranno tornare a gustare i cibi a cui hanno rinunciato. Ora che la strada è spianata, davanti a noi si trova un futuro migliore, o forse no. Nessuno può saperlo, sappiamo solo che c’è un po’ di speranza se continuiamo con le ricerche ed il lavoro. Magari tra qualche decennio esisteranno solo cibi sintetici e nessuno si ricorderà più di quelli naturali che ci hanno accompagnato per tutta la storia dell’umanità.

Personalmente non so se mangerei del cibo sintetico. Avrei paura che il cibo sia stato contaminato da qualche batterio o che contenga sostanze non salubri per il nostro organismo. Ma, con gli anni, gli studi si accerteranno che questi prodotti siano sicuri e tutti riusciremo a convivere con questa insolita novità. Tutti però ci poniamo la stessa domanda:

“Quante persone saranno disposte a mangiare del cibo sintetico?” Nicole CORIGLIANO Classe IIIE Secondaria


CONSIGLI DEGLI ESPERTI.

Come non annoiarsi troppo e non fare troppa fatica con i compiti per casa Ehila’ studentelli belli, so che tutti voi fate i compiti per casa e ovviamente non li copiate, giusto? GIUSTO? Comunque io so che non vorreste farli e avere del tempo libero, ma adesso vi daro’ dei consigli per fare velocemente i compiti e non annoiarvi troppo. Intanto io, mentre vi do i consigli, mi ascolto un po’ di musica. Ah, ecco, il primo consiglio per non annoiarvi troppo è quello di ascoltarsi la musica mentre si fanno i compiti. Quando state per iniziarli, prendete il vostro cellulare e mettete un po’ di musica. Non mettetela a volume troppo alto, sia per non distrarvi troppo, ma anche perché il vostro vicino di casa, PincoPallo, potrebbe urlarvi di abbassare il volume. Dopo aver regolato il volume, mettete uno di questi 2 tipi di musica: classica o un pezzo jazz. Con questa musica rilassante, iniziate a fare i compiti. Un altro consiglio per non stressarvi e’ quello di organizzarvi i compiti. Se avete 4 materie per il giorno dopo, fate 2 o 3 materie subito, prendetevi una pausa di mezz’ora e poi

le finite. Infatti, fare troppi compiti insieme, porta sia dolore alla mano, sia stress che si potrebbe trasformare in rabbia. Se avete deciso di fare tutti i compiti insieme, ogni volta che finite una materia, fate una pausa di 10/15 minuti e poi ricominciate. Un altro consiglio e’ quello di partire dai compiti piu’ difficili e stancanti, per poi finire a quelli piu’ semplici e tranquilli, infatti all’inizio avrete molta carica e utilizzarla per i compiti più' difficili e’ molto piu’ comodo. L’ultimo consiglio è quello di anticiparvi i compiti nei momenti liberi, Lo so, vorreste usare quel tempo per fare quello che vi pare, ma anche solo un compito, anche il più semplice, fatelo se avete tempo. Be’, questo e’ tutto quello che vi posso dire sui compiti, e ricordatevi: fate sempre i compiti, oppure se volete, potete copiarli o non farli e farvi fare la giustificazione da mamma o papà…ma noi siamo eroi e li facciamo, giusto? Marco Lettieri, 3F

Come reggere lo stress di sport e scuola “Devo fare troppi compiti per domani, ma vorrei anche andare ad allenarmi. Come farò?”. Ti capita spesso -troppo spesso- di trovarti davanti a una situazione del genere? Davanti a due strade: a sinistra i compiti e a destra lo sport. Vorresti fare entrambi, ma sai che tornerai a casa alle 8 e non riuscirai mai a studiare, quindi ti siedi sul tuo letto, piangendo e mangiando gelato.


Don’t worry! Sono qui per aiutarvi e migliorarvi la vita!

Non riuscite a studiare? Non fa niente, date sempre la colpa al tempo.

1. Innanzitutto, la prima cosa in assoluto e anche la più importante, è quella di cercare sempre di anticiparsi i compiti. È fondamentale per evitare di stare in sovraccarico durante la settimana e per riuscire ad avere qualche momento libero nel week end, per vedere quella serie che hai interrotto circa 6 mesi fa. 2. Cerca di non distrarti mentre studi. Lo so, è difficile, anche io quando studio a volte avrei voglia di leggere un libro super noioso di 800 pagine piuttosto che fare quella materia, oppure perdo minuti preziosi a osservare un singolo uccello che svolazza libero nel cielo; ma nonostante tutto devi riuscire a tenere gli occhi incollati sul libro per tutto il tempo. 3. Infine ultimo, ma sicuramente non per importanza, quando cominciate a fare i compiti non partite con il pregiudizio che non riuscirete a finirli. La cosa fondamentale nello studio è l’ottimismo e partire con il pensiero che riuscirete a finire i compiti è la base della scuola; anche se non avete voglia (cosa che accadrà la maggior parte delle volte) dovrete pensare alla soddisfazione che proverete il giorno dopo ad andare a scuola con il quaderno riempito di puliti e ordinati esercizi.

Spero che questi consigli vi siano stati utili e ricordatevi di non abbattervi mai, se riuscite a sopportare il peso di scuola e sport insieme senza avere problemi e con voti alti, siete ufficialmente invincibili! Karen Brai, 3F

Come allontanare gli ammiratori molesti

Quante volte vi sarà capitato di avere dei pretendenti non graditi? Sempre e comunque c’è sempre qualche stolto che pensa di stare al vostro livello: non permetterglielo! Fastidiosi, molesti, sono loro sempre e continuamente, pensano di conquistarvi con i loro baffi adolescenziali e i capelli con tonnellate di gel e la camminata “tamarra”, certo efficace per loro ma non per voi. Oggi vi insegnerò come allontanare questi soggetti e sentirvi libere di sfoggiare

la

vostra bellezza

senza

“stendere” tutti. Punto numero uno: se vi rivolge la parola, guardatelo dall’alto in basso, lo farà sentire inferiore e non così sicuro di sé come un inutile gorilla…lo avrete spodestato! Punto numero due: se vi chiede di uscire e non sapete come allontanarlo in modo


carino: FATE TUTTO IL CONTRARIO, rispondetegli per le rime, come se vi avesse detto che la crema Pandistelle è meglio della Nutella, fatelo nero e avrà paura anche soltanto di rivolgervi il suo sguardo e voi potrete seguire le lezioni senza sguardi molesti da stalker. Punto numero tre: fategli capire chi comanda, se lui trova una stupida scusa per occupare il vostro prezioso tempo, guardatelo e ditegli queste testuali parole: “Bello, non ho tempo per te e per le tue scuse, né per i tuoi problemi sentimentali. Fattene una ragione, sono troppo per te!” e non lo vedrete più. Quarto e ultimo punto: bloccatelo su Whatsapp, degli stalker come lui avranno sicuramente la vostra password e il vostro codice fiscale, meglio non dargli questa soddisfazione. Se seguirete questi consigli sicuramente ne uscirete vive, anche se zitelle! Maria Giardina 3F

Come SCAPPARE dalla lezione di ginnastica Se volete consigli su come alzare i voti, piacere alle ragazze e distrarsi dalla lezione, beh allora questo articolo non

fa per voi. Se siete degli sfaticati, ma non sapete come fuggire dalla lezione di motoria, state tranquilli ci penso io. Le prof ti diranno che le parole sono le armi più forti che ci siano ma non è vero: devi farti i muscoli e spaccare la scuola che tanto odi. Purtroppo dovrai fare ginnastica ma, se non hai voglia, non so se stimarti o considerarti una di quelle persone che dà ogni colpa alla vita. Iniziamo con un metodo semplice ovvero le storte, il miglior amico dello studente a ginnastica! Non serve spiegare, basta dire “Ho una storta”. Forse però vuoi provare qualche novità? Ok, lo hai voluto tu. Mentre ti stai stiracchiando, fa’ finta di incriccarti la schiena: é qui che entra in gioco il cervello. Il prof non è nel tuo corpo e quindi non può sentire il (finto) dolore che provi. Potresti anche provare con vari mali. Tipo alla gamba, alla testa, al cuore. Ok ok… forse il cuore è un po' troppo esagerato. Ma adesso il mio asso nella manica, siete pronti? Non mi importa se dici di no, ho già scritto, solo tre parole: metti i jeans! In quel caso non ti potranno dire niente, con i jeans è impossibile muoversi e potrai fare tutto quello che ti pare. Rimedio extra: nasconditi in bagno finché non finisce l’ora. Perchè?


Perchè sì, ok? Bene adesso non dovrai più sgobbare e sarai felice. Se hai bisogno puoi anche scrivermi, dai ti do il mio numero… ah ah ah, scherzo non te lo darò mai. Adesso te la caverai da solo. Ciao e buona fortuna. PS. Ah e comunque ti sei scordato di dire “grazie”. Valerio Massimo Gentile 3F

madre, spalmatela sulla faccia fino a che sembrerete pallidi, aspettate 5 minuti chiusi in bagno, dopo di che tirate lo sciacquone e dite a vostra madre di aver rimesso, ma di aver scaricato perchè volevate risparmiarle lo spettacolo. Il consiglio che sto per darvi non l'ho mai provato, perciò fatemi sapere voi se funziona: sempre la sera prima rubate le borse del ghiaccio dal freezer dei vostri genitori (che poi in realtà è anche il vostro) e mettetelo sotto il vostro cuscino, date la buonanotte ai vostri genitori e andate a dormire, la mattina seguente svegliatevi almeno 10 minuti prima dei

Consigli su come saltare la scuola (A mali estremi-estremi rimedi) Volete saltare la scuola ma vostra madre è peggio di Sherlok Holmes? Bene, siete nel posto giusto! Cominciamo con i trucchi che vi svelerò! Iniziamo da un classico: l'influenza intestinale, la sera prima dite a vostra madre di avere il mal di pancia e fatevi dare una borsa dell'acqua calda, poggiateci un termometro sopra fino a che non arriva a 38.5 e a quel punto direte a vostra madre, facendole vedere il termometro, di avere la febbre. Si è convinta? Bene! Se invece avete una madre di ferro, che non vi crede, aspettate 10/20 minuti, andate in bagno davanti al wc e infilatevi due dita in bocca fino a che non rimetterete, se volete evitare questo ho una soluzione anche in questo caso! Prendete la cipria di vostra

vostri genitori e andate a posare il ghiaccio: dovrebbe esservi venuta la febbre. Se siete arrivati disperati fino a questo punto perchè non ha funzionato devete agire dalla scuola: dite alla prof di sentirvi male e andate in bagno, aspettate 20 minuti e tornate in classe e dite di aver rimesso. Bene, spero di esservi stata utile, a me questi consigli non sono serviti perchè mia madre sarebbe capace di mandarmi a scuola anche se avessi il covid.

Consigli sentimentali da un conquistador acclamato Le ragazze? Sono tutte strane e tutte diverse tra loro, ci ho messo molto tempo a capirle, ma dopo 13 lunghi anni posso finalmente annunciare al mondo intero di aver compreso come funzionano.


Oggi cerco di spiegarvele, e come farle cadere tutte ai vostri piedi. Come vi ho già detto ognuna ha gusti diversi e quindi prima di iniziare le manovre di “rimorchio” dovete farvela amica, e conoscere il più possibile lei e i suoi gusti. Altra cosa fondamentale è il numero di telefono. Ragazzi miei, fidatevi che senza poterla contattare, con il pensiero a distanza non funziona. Una volta acquisiti tutti i contatti comincia la parte in cui dovete far vedere tutte le vostre migliori qualità. Mantenete sempre un buon rapporto con lei e fatela sentire a suo agio, in poche parole deve trovasi bene con voi. Poi tocca a voi, dovete farla vostra con le vostre caratteristiche e con i vostri pezzi forti. Soldato, segui questi consigli e sarà tua.

Dal capitano Matteo Onorati, 3F.


RISATE... SOTTO

L’ALBERO

PIERINO La maestra a Pierino: -Quali sono i cinque sensi? E Pierino risponde: -La vista,il gusto,l'olfatto,il tatto,l'udito. -A cosa servono gli occhi? -Per vedere. -E la bocca? -Per gustre il cibo. -A cosa serve il naso? -Per sentire gli odori. -E le mani? -Per tenere a distanza le persone. -E le orecchie? -Per tenere su le mascherine! Redazione IIIE ***************************************************************************************************** Cosa ci fa un chicco di caffè nella doccia? Si lavazza Cosa fa tv in mare? Va in onda. Cosa ci fanno otto cani in mare? Il canotto. Cosa ci fa un uovo al lavoro? Lavora sodo.

-Qual è il colmo per un pizzaiolo? Avere una figlia di nome Margherita che ogni quattro stagioni fa la capricciosa. Qual è il colmo per un pasticcere morto? Essere cremato. Cosa fa un poloziotto davanti al PC? Arresta il sistema Classe IIIE

Classe IIIE “Simone, dove vivevano gli antichi Galli?” chiese la maestra “Negli antichi pollai” risponde Simone Classe IL La Prof. A Fucini: “Perché scrivi così piccolo?” Sofia: “Perché, prof, pensavo che gli errori si vedessero di meno!” Classe IL

Un professore di scuola media è disperato per il comportamento dei suoi alunni e fa loro un discorso: “Ora basta! Credevo foste ragazzi intelligenti e disciplinati, ma mi sbagliavo! Se c’è qualche sciocco qui, si alzi in piedi!” Nessuno si muove; dopo qualche minuto si alza in piedi uno studente e gli chiede: “Perché ti sei alzato?” Lo studente: “Perché mi dispiaceva vederla lì in piedi da solo” Classe IL


DAL DENTISTA

− Dottore, dottore mi fa male il dente, il canino − Mi faccia vedere − Che ne pensa? − Dobbiamo fare un’estrazione − Ah, e cosa si vince? − Nooo, dobbiamo togliere il dente − È quello che temevo − Lei ha la puzza sotto il naso − No, sono uno alla mano − NO, è che non si lava i denti − In che condizioni è il dente? − ScaDENTE − Ho una carie? − È eviDENTE − Mannaggia, come uscirò da qui? − SorriDENTE − Ahi, ahi. Mi fa male. Lo tolga! − Si, non tema: sarò pruDENTE − A che punto è? Finito? – − Sì, sono alla fase concluDENTE − Ma mi fa ancora male. − Nulla di che, ma è sorprenDENTE − Cosa? − Ops,un inciDENTE, lavoro deluDENTE − Cioè? − Ho tolto un altro DENTE − Ma era penDENTE? − Anzi, caDENTE − Oh nooo, adesso ho ancora il dolore e un dente in meno − Non ci pensi, sia gauDENTE − Dottore, mi può aiutare? − Cosa le serve? − Un oggetto contunDENTE per darle un gran fenDENTE!!!

FRANCESCO PAOLETTI 2 F

******************************************** La maestra interroga Simone in Storia: “Cosa divenne Alessandro Magno quando gli morì il padre?”” “Orfano, professore!” rispose Simone

La Prof. a Fucini: “Perché scrivi così piccolo?” Sofia: “Perché, prof, pensavo che gli errori si vedessero di meno!”

La scuola paragonata alla Divina Commedia: L’entrata = l’INFERNO L’intervallo = IL PURGATORIO L’uscita = il PARADISO Classe IL


Sensazionale in IIIE: scoperta la sillaba atomica parole. Sapendo che i ragazzi non ricordavano molto dell’argomento, la professoressa si precipitò alla lavagna ricordando a tutti la differenza tra sillabe atone e toniche. Un alunno, nell’angolo della classe, si fece avanti, Federico F.: “Esiste anche la sillaba atomica!” La classe si mise a ridere: “Cos’è?” chiese la professoressa

Durante la seconda ora di scuola per la classe IIIE c’è stata una scoperta strabiliante: “LA SILLABA ATOMICA” più che altro sembrava fosse una BOMBA ATOMICA nelle menti dei ragazzi. Cerchiamo di capire cosa sia successo! Mentre correggevano le verifiche, incontrarono un ostacolo: gli accenti sulle

Federico spiegò che era l’accento che si trovava sulla vocale di una sillaba. La sillaba è stata subito oggetto di studio da parte dell’Accademia della Crosta che ne ha dato la seguente definizione: “Dicesi SILLABA ATOMICA quella in cui l’accento assume la forma esagerata della sillaba in cui cade Classe IIIE


L’OROSCOPO 2022

così testardo e usa un buon balsamo per la criniera; non trascurare la punta della coda…i dettagli! Vergine: meno precisione, meno paletti…sporcati un po’ e il 2022 sarà scoppiettante.

Ariete: Quest’anno sarai molto testardo e quindi riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi . Se la

Bilancia: Siate equilibrati, non sBilanciatevi.. e il 2022 vi sorriderà.

porta non si sfonda, prendila a

Scorpione: Cerca di pungere di

“capocciate”.

meno e mostra il sorriso! Ti

Toro: Non imbufalirti e tutto andrà bene. Il 2022 è l’anno in cui

aspetta la gioia…con le chele a riposo.

non vedrai mai il rosso, andrà

Sagittario: Occhio alla mira e

tutto in discesa.

colpirai il bersaglio giusto nelle

Gemelli: Sarà il tuo anno

scelte

fortunato, non preoccuparti e

Capricorno: incorna la strada del

concentrati sui tuoi interessi, la

2022 e dimentica il passato!

fortuna sarà doppia. Cancro: Datti una calmata e fai tanto yoga, non essere gentile con quelli che non se lo meritano. Sei del segno di Giacomo Leopardi, cosa vuoi di più dalla vita? Leone: Segui quello che ti dice il cervello e riuscirai nei tuoi intenti, magari smetti di essere

Aquario: Basterà cambiare i filtri e tutto andrà bene. Pesci: Chi dorme non “pija pesci” quindi datti una svegliata e quest’anno sarà meraviglioso . A cura della redazione.


Docenti M. Cristina DIAMANTINI

Luana CATINI

Durata del corso: 30 ore Periodo di svolgimento: Settembre 2021 – Dicembre 2021 Istituto Comprensivo Statale “Angelica BALABANOFF” Dirigente Scolastico M. Michela SPAGNULO

“Percorso di scrittura di redazione e scrittura creativa, utilizzando strumenti informatici. Diamo voce alla curiosità e alla scoperta, impariamo a osservare, a raccontare e a scrivere per i nostri lettori”.

“In-Form-Azione…in redazione”

Per la partecipazione, l’impegno, l’entusiasmo, la creatività e la solarità profuse Laboratorio pomeridiano extra-curricolare, inserito nel progetto “Chi ben ricomincia...”

delle classi III sez. E - III sez F

Alle redattrici e ai redattori di Balabanews

Conferito

ATTESTATO Di MERITO

MINISTERO DELL’ ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO ISTITUTO COMPRENSIVO “ ANGELICA BALABANOFF” RMIC81500N Via A. Balabanoff 62 – 00155 Roma – Tel./fax 06/4070038 Primaria – Tel. 06/40500480 - Sede Scalarini - Tel. 06/4065398 e-mail: rmic81500n@istruzione.it – rmic81500n@pec.istruzione.it sito web www.icbalabanoff.gov.it C.F.97061100588 – CCP n. 57503005


Si ringraziano, per la preziosa collaborazione, le classi della Scuola Primaria, le classi della Scuola Secondaria di Balabanoff e le classi della Scuola Secondaria di Scalarini, nonché tutte le insegnanti e gli insegnati, Hanno collaborato per la Redazione del Giornalino BALABANEWS i ragazzi e le ragazze della IIIE e della III F della Scuola Secondaria – Balabanoff Ivan Angemi Nicolò Capurso Gaia Carli Flavia Ceteroni Nicole Corigliano Marco D’Andretta Marisa Di Tano Isabella Morelli Sarah Rinella Arianna Spina Gaia Di Giambattista Federica De Paolis Emanuele Materazzo

Luca Bongiorno Karen Brai Luisa Maria Carnovale Daniele Chialastri Martina De Marco Maria Giardina Valerio Massimo Gentile Bianca Iannilli Marco Lettieri Irene Manzi M;atteo Onorati Elisa Pirato

e con le insegnanti Maria Cristina Diamantini e Luana Catini

AUGURIAMO a TUTTI Buon Natale e un Felicissimo 2022!


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