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Numero 5 - Ottobre 2012

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Unità Pastorale di Bagnolo San Vito

Insieme in cammino Parrocchie di Bagnolo San Vito, San Biagio, San Giacomo Po, San Nicolò Po e Campione

APPUNTAMENTI della settimana zonale

ALLE PORTE LA SETTIMANA PASTORALE ZONALE

A

lla ripresa delle attività parrocchiali e zonali il Consiglio della nostra Unità Pastorale propone il programma della Settimana Pastorale Zonale che si terrà dal 22 al 28 ottobre, utilizzando per le iniziative gli spazi messi a disposizione dalla parrocchia di Bagnolo e dal Comune. Tre i momenti forti che guideranno le persone che vorranno staccare un attimo dal ritmo quotidiano per fermarsi a riflettere, attraverso tre diverse modalità e con diversi obiettivi su un unico filo conduttore: le paure dell’uomo. Un tema tanto impegnativo e scomodo ma oggi molto sentito, in un mondo che sembra frantumarsi attorno alle persone in un crollo che pare travolgere certezze economiche, morali e spirituali e muri materiali. L’argomento e’ stato scelto dal consiglio dell’U.P. facendo una sintesi tra le diverse richieste pervenute dal gruppo giovani della zona, e la paura e’ risultata presenza costante all’interno di tutti i suggerimenti. Un primo appuntamento di spiritualità e’ fissato per martedì 23 ottobre in chiesa : un incontro di preghiera tenuto da madre Eliana Zanoletti delle Suore Canossiane sul tema “ Fede e Paure dell’uomo”.

Martedì 23 Ottobre

ore 21 presso la Chiesa di Bagnolo San Vito MOMENTO DI PREGHIERA “FEDE E PAURE DELL’UOMO”

tenuto da Madre Eliana Zanoletti delle Suore Canossiane

VENERDI 26 OTTOBRE

ore 21:00 presso il teatro di Bagnolo San Vito TAVOLA ROTONDA “LA PAURA NON HA ETÀ MA UN VOLTO..SÌ.” con la partecipazione di: Don Ulisse Bresciani, Sara Simeoni, Claudio Fraccari, Marzia Monelli Bianchi

DOMENICA 28 OTTOBRE

ore 10:45 presso il Palatenda di Bagnolo San vito MESSA ZONALE Un secondo appuntamento, di taglio culturale, si terrà venerdì 26 ottobre presso il Teatro. Insieme giovani e adulti avranno a disposizione quattro relatori per confrontarsi sul tema. Titolo della serata “ La paura non ha età ma un volto….sì.” Piacerebbe che questo appuntamento fosse un occasione di incontro e riflessione per tutto il territorio e per tutti gli abitanti perche’ il tema della paura interroga l’uomo come tale, a tutte le eta’, di tutte le condizioni sociali, di tutte le religioni, senza distinzione alcuna. I relatori invitati preannunciano una serata molto stimolante: il professor Fraccari, insegnante presso il liceo scientifico, don Ulisse Bresciani, sacerdote della nostra diocesi, Sara Simeoni, fantastica atleta olimpica, Marzia Monelli Bianchi, operatrice presso il Centro di aiuto alla vita di Mantova. Ad ognuno di loro è stato affidata l’analisi un volto diverso della paura e delle possibilità di superarlo. Il pubblico potrà poi intervenire e di partecipare al dibattito. L’ultimo momento verra’ vissuto da tutti al Palatenda con la Santa Messa concelebrata per riaffidare al Signore i frutti emersi dalla Settimana e per ripartire con nuove forze per il cammino che ci aspetta.


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“La parola è come oro, non sprecarla mai!” GR

EST

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’estate non è di certo iniziata nel migliore dei modi per le nostre comunità. Come ben ricordiamo, un inaspettato sisma ci ha sconvolti tutti quanti, bambini e ragazzi in primis. Perciò noi animatori ci siamo messi in gioco, quest’anno più che mai, anche col fine di permettere ai nostri ragazzi di svagarsi, riprendersi e divertirsi insieme, lasciandosi alle spalle i brutti momenti trascorsi. Così, dopo aver partecipato agli incontri formativi e dopo settimane di preparazione e riunioni d’équipe infinite, il sostanzioso team di animatori, con l’ausilio fondamentale di Don Stefano, Don Ceo, Madre Daniela, Madre Danila e Madre Valentina, ha dato inizio ad un nuovo ed esplosivo Grest! Quasi due centinaia di bambini da animare, scenette, giochi e laboratori da gestire, coordinamento e sicurezza da mantenere totalmente efficaci e un caldo tremendo da sopportare. Apparentemente una missione (quasi) impossibile… Ma, come ogni anno, grazie alle capacità e ai talenti messi in campo da ognuno di noi animatori il tutto si è svolto secondo le più rosee previsioni. Certo non sono mancate le strigliate dei nostri “boss religiosi” che mai hanno esitato a reimmetterci sulla retta via quando superficialità e stanchezza tentavano di sopraffarci. Dopo l’accoglienza, ci aspettava un vivace momento di preghiera che traeva spunto dalla drammatizzazione a puntate della storia guida del Grest. Seguivano quindi i giochi, l’immancabile merenda e gli attesissimi laboratori, quest’anno suddivisi in sportivi, espressivi e manuali. Al termine delle due settimane di atti-

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vità (come da tradizione una a San Biagio ed una a Bagnolo San Vito) abbiamo scoperto nei ragazzi calciatori, pallavolisti, ballerini e cuochi veramente impeccabili! All’attivo, abbiamo registrato una splendida gita in bicicletta presso la corte Virgiliana, un’avventurosa uscita al Parco Sigurtà, innovativi giochi sempre più coinvolgenti! E soprattutto la soddisfazione di veder le nostre fatiche di animatori-educatori compensate dall’affetto e dalla riconoscenza dei pargoletti e delle loro famiglie. È il grazie più speciale questo. Ed essendo stato il tema del grest quello della Parola, intesa come entità di estremo e delicato valore, intesa come strumento per annunciare il Vangelo ogni giorno, intesa come bene da non sprecare ma da utilizzare con giudizio, e avendo a lungo riflettuto su questi concetti, siamo stati in grado di apprezzare sotto una nuova luce anche un semplice “Grazie!”. In ugual modo, abbiamo cercato di trasmettere ai bambini la forza distruttiva che possono avere le parole più scure, false, cattive… “Di’ soltanto una parola ed io sarò salvato..” recitiamo durante la messa. E così dicendo, forse non ci pensiamo, è come se gridassimo: “Ho bisogno assoluto di Te, senza di Te non posso fare nulla. Manda la Tua Parola, essa realizzerà ciò che Tu ci hai promesso.” Non esitiamo a riporre una fiducia incondizionata nella Parola di Gesù, non esitiamo ad affidarci completamente a Lui. L’appuntamento è per tutti i nostri ragazzi, puntuali, all’estate prossima. Noi animatori vi aspettiamo con ansia. A presto!

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RoverĂŠ VR

Campo Adolescenti

ESTATE 2012 Insieme in cammino

tre


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“Qualcuno ha detto che ciò che manca ai giovani è un ambiente. Ebbene noi abbiamo un ambiente da proporre loro [...] ed è quello che Dio ha messo a disposizione di tutti: l'aria aperta, la felicità, l'essere utili agli altri.”

V

aldiporro (Bosco Chiesanuova VR). Dal 29 luglio al 7 agosto il gruppo scout Bagnolo/S. Benedetto si è imbarcato nella travolgente esperienza del campo estivo. Tutto il gruppo era ansioso di iniziare le rispettive attività: il gioco, la vita nella natura, l’avventura. Ma cosa significa partecipare ad un campo scout? Non è possibile darne una definizione precisa poiché è un’esperienza molto varia, a seconda dell’età e della propria soggettività. Per i più piccoli (branco)il campo è sinonimo di gioco di squadra, nuove amicizie, scoperta delle proprie risorse e di quelle dei “fratellini”. Come filo

quattro

conduttore delle loro attività è stato scelto il film Up, dal quale si è preso spunto per organizzare giochi e riflessioni. Per i ragazzi del reparto, il campo inizia con l’allestimento di strutture come le tende, i tavoli, i lavandini e l’alzabandiera. Il tema da loro scelto è stato A tutto reality - l’isola, che ha permesso di svolgere attività all’insegna della sfida tra squadriglie in molti ambiti, dalla cucina allo stile. I ragazzi più grandi del clan hanno sperimentato l’avventura della strada in una route di cinque giorni passando per vari rifugi. Lo zaino in spalla, le riflessioni a tema, le chiacchierate accompagnate da numerose risate in mezzo alla natura e

(R. B. Powell) la condivisione sono stati gli aspetti più caratteristici della nostra route. Al ritorno il clan si è cimentato nel servizio all’interno delle altre branche. Alla fine della settimana sono state accolte le famiglie per condividere anche con loro gli ultimi giorni di campo. Come sempre, è stata una settimana che non ha deluso le aspettative della partenza e che ci ha dato la giusta motivazione per credere che il prossimo anno scoutistico sarà altrettanto entusiasmante. Alla prossima avventura!

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Viaggio in israele Un ricordo dei nostri parroci

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ome ormai da tre anni, con la fine del mese di Maggio, la nostra comunità parrocchiale non solo ha concluso il mese dedicato alla Madonna ma ha vissuto un giorno di memoria nel ricordo di Padre Gastone. Le Messa, come sempre raccolta e sentita, è stata celebrata anche in suffragio di Don Achille e Don Renato, figure pilastro per San Giacomo e Bagnolo. Il salmo di Isaia del giorno recitava: “Attingerete acqua

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con gioia alle sorgenti della salvezza. Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere, fate ricordare che il suo nome è sublime.”

Questo è quanto i nostri parroci ci hanno insegnato e ci ricordano: essere consapevoli che il Signore ha per ognuno di noi un grande progetto e ciò che possiamo fare è portare tutti a conoscenza di questo grande dono.

Una realtà in crescita

’associazione che si occupa delle attività dell’oratorio da molti anni sta vivendo momenti di grande lavoro e soddisfazioni in termini di partecipazione e consenso, per questo anche nel prossimo periodo saranno numerose le attività che verranno proposte alla comunità parrocchiale. Senza soffermasi su quanto proposto nella stagione scorsa verranno riproposti: • L’attività del sabato pomeriggio per i più piccoli e la sperimentazione di giornate per i piccolissimi della scuola materna; • Il gioco serale in oratorio per i non più giovani; • I corsi di chitarra e batteria in vista del fantastico saggio finale;

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• Il carnevale in piazza con gli altri gruppi; • I corsi di gessetti del maestro Ferrari; • La cena condivisa di fine anno per tutti quelli che vorranno parteciparvi; • Tanta animazione, giochi, feste e altro ancora. Una delle grandi novità di quest’anno sarà la collaborazione con la polisportiva che permetterà di dare nuova vita al “campo Yoghi” sul quale finalmente torneremo a vedere molte partite e, speriamo, tanti bambini e ragazzi. Inoltre proporremo alcune serate con giochi a squadre fortemente competitivi (si fa per dire) e poi tante sorprese che non sveliamo ora, ma ci saranno

davvero. Ci stiamo impegnando anche per cercare di migliorare e rendere più economico il riscaldamento e il mantenimento delle strutture e proprio a questo proposito ecco un importante avviso: Cerchiamo volontari per collaborare nell’animazione e anche per darci una mano a mantenere in ordine e pulito le strutture (anche per una sola volta in un anno). Per disponibilità manda una mail a: anspibagnolo@yahoo.it o telefona al nr. 3482662373 (Claudio)

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Le ferite del sisma

La chiesa di San Giacomo Po inagibile

e scosse di terremoto che tra il 20 e il 29 maggio hanno sconvolto le province di Modena e Ferrara e arrecato gravi danni in molte località delle province limitrofe, si sono fatte “sentire” distintamente anche nel nostro territorio. Chi volesse un aggiornamento sulla situazione attuale nel nostro Comune in seguito al sisma, può consultare il sito internet del comune stesso: viene riportato il numero di famiglie che sono state evacuate, una stima dei danni arrecati al patrimonio immobiliare privato e pubblico e alle attività produttive. Le cifre che si leggono sono elevate per una realtà come la nostra ma, come viene ribadito nella stessa nota del Comune, possiamo ritenerci “fortunati” se confrontiamo la nostra situazione con quella della maggior parte dei comuni del basso mantovano. La chiesa di san Giacomo Po non è esplicitamente citata, ma probabilmente è stata conteggiata fra le 62 segnalazione di danni ad edifici privati. Chi segue la stampa locale avrà certamente notato che la chiesa di San Giacomo rientra fra gli edifici di culto che hanno riportato danni gravi, nonostante non ci sia stato nessun crollo: la struttura muraria delle pareti portanti infatti non è pericolante e non vi è alcuna ordinanza ufficiale che imponga la chiusura al pubblico della chiesa. Tuttavia la scossa del 20 maggio ha danneggiato gravemente la volta a crociera di una delle campate della navata (quella più vicina al presbiterio); le scosse del 29 hanno aggravato la situazione precedente e aperto crepe di diverse dimensioni e gravità in tutto il resto del controsoffitto della chiesa. L’evidenza del danno e il rischio di crollo dell’intera volta hanno fatto sì che i tecnici incaricati dalla Parrocchia di fare gli accertamenti abbiano dichiarato prudenzialmente l’immobile, di fatto, inagibile e indotto il Parroco a chiudere la chiesa. Il sisma, dunque, ha danneggiato la parte più fragile dell’immobile costruito tra il 1904 e il 1906 e consacrato nel 1907: le volte a crociera fatte in mattoni. Poiché nel recente passato, almeno

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quello di cui si ha memoria, non vi sono mai stati nel nostro territorio forti eventi sismici e conseguenti danni importanti al patrimonio immobiliare, il recente terremoto ha colto tutti alla sprovvista non solo nei termini della paura e dello smarrimento emotivo, che naturalmente colgono le persone che hanno vissuto questi eventi, ma anche nella difficoltà da parte di tecnici ed esperti di stabilire entità dei danni ed eventuali prospettive di intervento. L’innegabile gravità delle lesioni prodotte da questo terremoto ha inizialmente prodotto per la nostra chiesa una prospettiva infausta di intervento radicale che prevedeva la demolizione della volta come unica soluzione per ottenere la riapertura al pubblico. Dopo una più tranquilla e attenta analisi della situazione è seguito un possibile progetto di consolidamento della volta che prevede l’attuazione anche di interventi che assicurino la resistenza alle sollecitazioni di tipo sismico (le cosiddette opere di “miglioramento sismico”). Si tratta senza dubbio di un intervento ardito, complesso, abbastanza lungo e purtroppo anche piuttosto oneroso: prevede infatti di lavorare sopra la volta e di avere quindi un sistema di sicurezza, al di sotto, costituito da ponteggi e centinature delle volte per impedirne il crollo durante i lavori. Nulla, tuttavia, è stato ancora deciso e approvato: attualmente infatti, non solo questo ma tutti, i progetti di consolidamento, restauro, demolizione/ricostruzione di immobili storico-artistici, in seguito a questo terremoto, devono ancora essere vagliati dagli organi competenti (Soprintendenza ai Beni Artistici, Culturali e Ambientali di Brescia, Curia, Comune…); finora sono state effettuate solo opere di messa in sicurezza, opere provvisionali in attesa di interventi strutturali e, laddove i danni sono stati di lieve entità, piccoli interventi di consolidamento per consentire la riapertura in tempi brevi dei luoghi di culto. È di tutta evidenza che la prospettiva su che cosa si potrà fare, su come e quando farlo è ancora piuttosto nebulosa e

chi scrive prevede che i tempi per una soluzione ai problemi non saranno né brevi né semplici. Nel frattempo, a partire dalla prima domenica di giugno, la Comunità si è riunita per la celebrazione della Santa Messa domenicale all’aperto, nell’area dietro l’edificio dell’ex asilo o nel giardino retrostante la canonica e la chiesa, approfittando dell’ombra che, durante la mattina, tali edifici proiettano. Sul sagrato, davanti alla chiesa, sono state celebrate, nel pomeriggio del 25 luglio, la messa solenne nella memoria del Santo Patrono Giacomo il Maggiore, e, recentemente, una messa di esequie. Da qualche domenica, da quando cioè il tempo non consente più di celebrare all’aperto e senza coperture, la messa viene celebrata all’interno del sala dell’Oratorio Parrocchiale, la stessa utilizzata dal Circolo A.C.L.I. per il proprio bar: questo sarà il luogo in cui verrà celebrata probabilmente fino a quando la chiesa non sarà riaperta (con la volta consolidata o posta in sicurezza). A parte la piacevolezza dell’ambientazione “bucolica” delle messe di quest’estate, non si può non rimarcare il disagio psicologico causato dall’assenza di un luogo di culto per la Comunità, dalla precarietà di una “Casa del Signore” che viene allestita e smantellata ogni domenica, dalle incertezze con cui le calamità naturali ci costringono a convivere, compreso il dubbio che abbiamo di vedere presto sanate le ferite dell’edifico che più di tutti ci rappresenta. Occorre ricordare anche l’impegno costante di dover preparare ogni domenica uno spazio ordinato e accogliente per annunciare efficacemente la Parola e per celebrare dignitosamente l’Eucaristia: a coloro che, in diversi modi, stanno collaborando per questo servizio alla Comunità va tutta la riconoscenza della Parrocchia. Pur nel disagio e nell’incertezza, non ci deve abbandonare la speranza nella Provvidenza del Signore e si deve rafforzare la nostra volontà di essere Comunità, al di là dei muri e degli spazi chiusi anche se belli e accoglienti.

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Gruppo Missionario

Le sue missioni e il suo programma Vi prego di mandare ad ogni benefattore il nostro ringraziamento. Con il loro gesto d’amore tramite le loro offerte e preghiere Debora sta bene.»

N

ello scorso articolo il Gruppo Missionario vi informava della missione che stava seguendo, ovvero il sostegno economico per l’intervento cardiaco di Debora, ragazzina che vive a Datcha, in Togo. Attraverso le numerose offerte raccolte, siamo riusciti a raggiungere una buona somma di denaro che ci ha permesso, e consente tutt’ora, di aiutare Debora, in particolar modo per coprire le spese delle cure e dei controlli postoperatori. Le notizie che abbiamo sulla ragazzina ci arrivano da Madre Edith, zia di Debora, che alcune componenti del Gruppo Missionario hanno conosciuto durante il viaggio in Togo di due anni fa. Riportiamo qui alcune frasi dell’ultima lettera ricevuta dall’Africa in seguito all’intervento ben riuscito di Debora: «Carissimi, grazie della speranza che ci avete ridato per

Queste sono le belle notizie che ci motivano e ci aiutano a portare avanti i nostri progetti, notizie di bontà e di generosità gratuita, di una fede grande nel Signore al quale facciamo del bene ogni volta che ne facciamo agli altri, in particolar modo ai più poveri. Sfruttiamo il giornalino come mezzo per informarvi dell’evento organizzato dal Gruppo Missionario: il giorno 13 Ottobre, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, si terrà alle ore 19.00, presso il Centro Pastorale Zonale, un incontro di testimonianze fra le quali quella su Madre Lucia Cupis (prima missionaria Canossiana in Cina) e quella sul nostro precedente parroco Padre Gastone. A seguire, alle ore 20.30, presso il Teatro parrocchiale, avrà luogo una cena di Solidarietà per condividere insieme lo spirito missionario e per trascorrere una serata in buona compagnia, con l’animazione missionaria e una ricca lotteria. Vi aspettiamo numerosi e generosi!

Debora di poter continuare le sue cure dopo l’intervento con il vostro prezioso contributo. All’aeroporto [al ritorno di Debora dall’ospedale in cui è stata operata] è stato un evento commovente: la mamma di Debora (mia sorella) non riconosceva più la sua figlia, tanto era bellissima. Ha pianto di gioia tutto il tempo. Il 12 Luglio è andata per il primo controllo dal cardiologo. In quel momento stava bene ma dopo due settimane dalla visita ha avuto un episodio di febbre alta. Dopo una antibioterapia adesso sta bene. Ormai penso che Debora dovrà abituarsi a una vita dentro e fuori dall’ospedale. Hanno stabilito che il controllo si farà ogni due mesi. Oltre alle spese mediche pensavo, se è possibile, di dare a Debora qualcosa per i piccoli bisogni. Prendere, ad esempio, una moto per andare a scuola per non affaticarsi troppo; cosa ne pensate?

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Riflessioni sulla settimana della chiesa mantovana

a settimana della Chiesa mantovana, promossa dalla nostra diocesi, quest’anno aveva il titolo: “Vide una grande folla e si commosse per loro“. E, per parafrasare il titolo, ho visto veramente una grande folla di persone, lunedì sera in Duomo, tutte arrivate dalle varie parrocchie della diocesi, per ascoltare le parole del cardinale Tettamanzi, cui era affidata una riflessione sulle speranze e fatiche della Chiesa di oggi, secondo il cuore del Concilio, di cui celebriamo il 50° anniversario. Non sono state parole nuove, quelle pronunciate dal cardinale, avevo già sentito commentare questo passo del Vangelo di Marco, eppure mi sono servite, sono state come una scossa a ripensare al mio essere cristiana, perché è vero che è necessario, oggi più che mai, per noi credenti, accogliere e andare incontro alle persone che incontriamo nei nostri ambienti di vita con lo stesso sguardo di Gesù, uno

sguardo di amore, di accoglienza, di condivisione dei problemi, delle fatiche, delle sofferenze; e le fatiche e le sofferenze sono davvero tante, anche nelle nostre piccole comunità. Questo significa essere Chiesa missionaria, questo è il ritratto del vero discepolo, ma devo ammettere che non è un compito facile, ci vuole una fede robusta, alimentata dall’incontro con la Parola di Dio e dalla preghiera. Anche Gesù, ha detto il cardinale, dopo l’immersione nella folla, emergeva e si ritirava in disparte per avere momenti di intimità e comunione con il Padre. L’anno della fede, proclamato dal Papa, che avrà inizio l’11 ottobre, dovrebbe essere l’occasione per rileggere i documenti del Concilio e scoprire che, anche se sono cambiati i problemi delle persone in questi 50 anni, non è cambiato la sguardo della Chiesa, che deve essere vicina a chi soffre per i più diversi motivi. La tavola rotonda di martedì sera è stata un po’ impegnativa da se-

guire, però mi ha lasciato l’impressione che la Chiesa mantovana sia veramente impegnata in percorsi di grande attenzione ai problemi dei giovani, del lavoro, dell’immigrazione, della sanità e della povertà, cercando di vedere sempre e prima di tutto le “persone”. Infine, sabato sera, ho partecipato, nella chiesa di San Francesco, alla “preghiera della luce”, dei giovani della comunità ecumenica di Taizè. Devo dire che è stato un momento molto suggestivo, oltre che di grande spiritualità, per l’atmosfera raccolta e meditativa, per il silenzio, per i canti, per la preghiera semplice ed essenziale. Ho pensato che questi giovani così impegnati sono un segno di grande speranza. Ora spetta a noi, accogliere gli stimoli della settimana e proporre, nelle nostre comunità, percorsi pastorali orientati a vivere la nostra missionarietà con rinnovato slancio.

Tutti gli approfondimenti agli articoli e relative foto sono reperibili sul sito web www.bagnoloup.net Hanno contribuito alla realizzazione di questo giornalino: Giacomo Bianchi, Claudio Benaglia, Elisabetta Martani, Federica Riccadonna, Franco Bortolotti, Don Ceo, Don Stefano,Valentina Gavioli, Massimiliano Gavioli, Elena Bacchi, Margherita Borsari, Rebecca Cenzato, Giovanna Accorsi e la Redazione.

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Giornalino ottobre