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mensile d’informazione per la Salute e il Benessere n° 70

La vera Profezia: ...ERA SALUTARE

Vi diamo ascolto...

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C e n tro A c u s ti c o dr. Ni c o l a To po


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Una sana abitudine


www.salutare.info Cosmesi

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Sport

Olio di mandorle, cera d’orzo e vitamina E per mani e unghie

Che sudata… inutile

Estetica

Podologia

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I "ritocchi" in Chirurgia Estetica

Ginecologia

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Estetica Criolipolisi con Lipofreeze

Dermatologia Dermatiti infettive e non infettive

Vaccini antinfluenzali

Fisioterapia Il Metodo TMP ®

Oncologia In Chirurgia oncologica

Ed. motoria

Attività fisica nella prevenzione...

Nutrizione

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Sanità

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Prospettive e problemi sulla sanità 1a parte

26

Psicoterapia

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Le parole che aiutano il cuore

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18 20 26 28

Tutti gli articoli hanno solo finalità informativa ed educativa, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di automedicazione e non sostituiscono la consulenza medica specialistica.

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CANCRO & Autismo

Iperidrosi

Sindrome Premestruale

Farmacia

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Sommario

Salutare + BabyMagazine sono in distribuzione gratuita

News

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Ricevi Salutare

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Fobie

32

Sociale

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Eventi


Angolo dei Lettori Salve, sono stato sottoposto ad un intervento di reinserzione del cercine. L'ampio distacco tra l'omero ed il cercine, deriva da un forte servizio nel tennis, e da 2 anni di body-bulding, che procurano una sub-lussazione alla spalla dx. Potete indicarmi un percorso riabilitativo per la spalla, dove il mio obiettivo è tornare a giocare a tennis a un buon livello. Avete un pdf con esercizi e indicazioni da seguire, quali sono i tempi per ricominciare a giocare? grazie. Vorrei iniziare la risposta puntualizzando che è molto difficile dare delle indicazioni terapeutiche senza aver visitato il paziente: pur sapendo con precisione quali sono stati gli eventi traumatici ed il trattamento chirurgivo adottato, è necessari valutare clinicamente lo stato reale della regione in oggetto. Infatti, oltre alle retrazioni capsulari e tendinee post-chirurgiche, che rappresenta un evento fisiologico per il tipo di trauma e di trattamento, bisognerebbe valutare il livello infiammatorio della regione. In presenza di uno stato infiammatorio in atto sarebbe da praticare, come prima strategia terapeutica, un ciclo di mesoterapia. Bisognerebbe anche valutare se il dolore e la limitazione funzionale della regione non dipendano anche dal contemporaneo interessamento del tratto cervicale, in particolare del livello C5-C6, che determina delle brachialgie che spesso simulano le patologie della scapolo-omerale, o comunque si sovrappongono ad esse.

Questo spazio è dedicato a voi:

Se avete domande da porre ai nostri esperti o volete raccontare le vostre esperienze e disservizi in sanità, potete farlo scrivendo a info@salutare.info Forniremo risposte e approfondimenti per rendere l'informazione più chiara e dettagliata possibile.

Nel caso in cui sia presente anche l'infiammazione del tratto cervicale, anche questo andrebbe trattato con un ciclo di mesoterapia, che potrebbe essere associato a delle sedute di massoterapia. Una volta superata la fase infiammatoria è possibile trattare la rigidità articolare, e la miglior soluzione è quella di sottoporsi a dei trattamenti di Kinesi passiva ed attiva, affidati a terapisti dela riabilitazione. Infine, recuperata per intero o quasi per intero la mobilità articolare si può procedere con un ciclo di esercizi di potenziamento dei muscoli del cingolo scapolo-omerale, ponendo particolare attenzione al rinforzo del pettorale, che riduce il rischio di lussazioni della spalla. Gli esercizi di potenziamento vanno associati ad esercizi di coordinazione neuro-muscolari che servono a recuperare i circuiti nervosi che gestiscono i movimenti fini della spalla. Inoltre andrebbe valutato lo stato generale del paziente, in quanto la risposta alla terapia riabilitativa post-chirurgica, dipende dallo stato funzionale di tutto il corpo: in un paziente con un'alterazione dei bioritmi circadiani che comporta una riduzione della secrezione del GH, l'ormone che gestisce la sintesi proteica, tutti i processi riparativi sono più lenti e spesso insufficienti per portare ad un recupero completo. In questo caso un protocollo nutrizionale ed una giusta distribuzione dell'attività fisica nelle 24 ore riuscirebbe a riequilibrare l'assetto immuno-endocrino del paziente, permettendo un recupero completo e veloce. Da quanto detto si desume che risulta impossibile dare dei tempi precisi di recupero, mentre è evidente che le armi terapeutiche di cui disponiamo per il raggiungimento di un recupero completo sono molte e sicuramente efficaci. Spero di essere stato chiaro ed esauriente nella risposta. Saluti, dr. Rocco Fusco.

Scrivete a: Salutare Via Due Principati, 278 83100 Avellino info: tel. 0825 74603 e-mail: info@salutare.info www.salutare.info www.salutare.info

Editore: Ass. Culturale Salutare Direttore Responsabile: Angela Romano Redazione: Maria Paola Aprea Progetto grafico: Promova Coop. Soc. Onlus Area web: Carmine Serino Collaborazioni: F. Basile, dr. I. La Rusca, dr. A. Del Sorbo, Prof. A. Pacilio, dr.ssa F. Trallo, dr. A. Sabato, dr.ssa C. Berti, Prof. G.Tarro, dr. N. Topo, dr. E. Calabrese, dr. G. Ambrosino, dr.ssa L. De Varti

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partecipare Salutare è la rivista gratuita con diversi argomenti nell’ambito della salute e benessere: medicina, psicologia, farmacia, alimentazione, ambiente e tanti altri. Si avvale della collaborazione di professionisti del settore che mettono a disposizione le proprie conoscenze al servizio di tutti i cittadini. Partecipare a SALUTARE significa sostenere un’iniziativa culturale intrapresa per sensibilizzare alla salvaguardia del benessere comune e di fornire ai lettori oltre ai servizi, il supporto da consultare per essere sempre aggiornati. Un’Ente o Azienda che usufruisce di uno spazio su Salutare ha la possibilità di comunicare ai lettori le strutture, i servizi, le iniziative sulla SALUTE e il BENESSERE.

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Pubblicazione mensile Anno VIII n° 70 - 2012 Distribuzione gratuita Reg. Tribunale Av in data 15/01/2004 N° 419

Per ricevere informazioni per una presenza sul mensile contattaci al numero Tel.: 0825.74603 e-mail: info@salutare.info Il materiale grafico e redazionale deve pervenire entro il giorno 10 del mese precedente alla pubblicazione. Gli autori degli articoli sono legalmente responsabili dei testi inviati.


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dr. Nicola Topo Audioprotesista

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dr. Aldo Sabato Farmacista

Fabio Basile Personal Trainer & Fitness Coach

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riale che da 8 anni fornisce ai lettori un supporto infordr. Ezio Calabrese Fisioterapista Posturologo Osteopata

mativo di qualità, fruibile a tutti, convinti che la corretta informazione ed educazione sanitaria siano due strumenti indispensabili per la prevenzione e il miglioramento della

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qualità della vita. Questa straordinaria mission è possibile grazie a tutti gli esperti che contribuiscono a rendere Salutare chiara, completa e affidabile.

dr. Ivan La Rusca Spec. Chirurgia Plastica

Prof. Giovanni Ambrosino Oncologo

Per migliorare e integrare le tematiche socio sanitarie, dagli approcci terapeutici al trattamento, estendiamo l'invito ai professionisti del settore

dr. ssa Carlotta Berti Educatrice Motoria

dr. Oliviero D'Amelio Medico Chirurgo

Prof. Giulio Tarro Virologo e Oncologo

a collaborare con articoli di pubblico interesse, scrivendo a: redazione@salutare.info

dr.ssa Leopoldina De Varti Psicoterapeuta

Data la sua crescita, Salutare richiede l’impiego di maggiori risorse. Naturalmente il servizio che noi offriamo ha dei costi, tuttavia, abbiamo comunque deciso di mantenerlo gratuito.

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News

A Novartis il Premio Galeno per Fingolimod, il primo trattamento orale per la sclerosi multipla Fingolimod, prima terapia orale per il trattamento della sclerosi multipla, scelto come "farmaco innovativo dell’anno" dalla Giuria presieduta dal Professor Rodolfo Paoletti Il Premio conferma il valore e l’innovatività di una terapia che sta migliorando la vita di molti pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente Al valore della somministrazione orale si combina un meccanismo di azione innovativo, un’elevata efficacia e un potenziale effetto sul sistema nervoso centrale, in grado di favorire i meccanismi di riparazione e rimielinizzazione. Fingolimod, prima terapia orale per il trattamento della sclerosi multipla, disponibile

in Italia da circa un anno, riceverà a Milano il Premio Galeno 2012, prestigioso riconoscimento considerato il "Nobel" italiano dei farmaci. La giuria ha indicato fingolimod come "farmaco innovativo dell’anno" per i benefici apportati nella terapia dei pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente. "Fingolimod costituisce un’innovazione terapeutica importante - dichiara il Professor Giorgio Racagni, Direttore del Centro di Studio e Ricerca di Farmacologia dell’Università di Milano e membro della Giuria - si tratta del primo farmaco a somministrazione orale, quando fino a ieri i pazienti con sclerosi multipla erano costretti ad assumere terapie iniettive.

Le ricette mediche dovranno contenere il nome del principio attivo ma... ...accanto a quello del farmaco originale. Il Senato fa marcia indietro nell’iter di promozione dei farmaci generici nelle ricette, ovvero delle alternative low cost realizzate con

La nostra scelta - continua il Prof. Racagni - si è incentrata su fingolimod perché è in grado di combinare il valore della somministrazione orale con un meccanismo di azione unico e innovativo che lo differenzia dagli altri farmaci per questa patologia. In particolare fingolimod agisce sui recettori localizzati sui linfociti e ne determina un sequestro selettivo e reversibile nei linfonodi, riducendo quindi l’attacco autoimmunitario alla mielina. Inoltre, avendo un’azione sui recettori localizzati sugli oligodendrociti ha un potenziale effetto sul sistema nervoso centrale, favorendo i meccanismi di riparazione e rimielinizzazione". www.novartis.it

lo stesso principio attivo di quelli originali e più costosi. Se il primo progetto contenuto nel decreto legge sulle liberalizzazioni (il "Cresci Italia" per intenderci) voleva l’indicazione del solo principio attivo sulla ricetta medica ora invece viene ammessa contemporaneamente l’indicazione del nome del brand (l’importante è che comunque non manchi quella del principio attivo).

accordo per il sostegno alle iniziative del Piano Nazionale per la promozione dell’attività sportiva Il ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, e il ministro per la Salute, Renato Balduzzi, hanno siglato a Roma lo scorso 30 novembre un accordo per il sostegno alle iniziative del Piano Nazionale per la promozione dell’attività sportiva.

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I progetti individuati dall’accordo, coerenti con i contenuti del programma "Guadagnare salute", coinvolgono, in particolare, la Regione Puglia e la Regione Friuli Venezia Giulia, stanziando un importo complessivo di parte statale pari a un milione di euro.

attivo, l’aggregazione sociale e combattere la sedentarietà, prevenendo l’insorgenza di molteplici patologie.

L’obiettivo è promuovere la pratica sportiva e i corretti stili di vita alimentare, con specifico riferimento agli anziani, ai giovani e ai bambini al fine di favorire il benessere psico-fisico, l’invecchiamento

Sull’attuazione dell’accordo vigilerà un apposito comitato tecnicoamministrativo composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio e del ministero della Salute. (Adnkronos Salute)

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News

www.salutare.info DVR obbligatorio dal 1 Gennaio 2013 per tutti Dal 1 Gennaio 2013 tutte le aziende, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati (dunque anche sotto le 10 unità), dovranno essere in possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) a dimostrazione dell’avvenuta valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro. Cos'è il DVR: Il Documento DVR deve essere elaborato dal datore di lavoro in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e con il medico competente (ove fosse presente) previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e deve contenere: - Una relazione sulla valutazione di tutti i potenziali rischi per la sicurezza e la salute durante le attività lavorative nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. - Le indicazioni delle misure di prevenzione e protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati. - Il programma delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli generali di sicurezza. - L’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze certificate e poteri. - L’indicazione del nominativo del responsabile designato del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione dei rischi. - L’individuazione esatta delle specifiche mansioni che eventualmente espongono i lavoratori che le ricoprono a rischi specifici che

richiedo una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata e certificata formazione oltre che addestramento. SANZIONI PER MANCATA O NON CORRETTA REDAZIONE DEL DVR In caso di violazioni inerenti la stesura del DVR (Rif. Art. 55 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) sono previste le seguenti sanzioni: Per omessa redazione del DVR, violazione Art. 29, c.1, l’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400. La pena dell’arresto è estesa da 4 a 8 mesi nelle azienda a rischio di incidente rilevante e con l’esposizione a rischi biologici, cancerogeni/mutageni, di atmosfere esplosive, etc., Per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, misure di prevenzione e protezione, DPS, procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità, è prevista una ammenda da € 2.000 a € 4.000 Per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione sulla relazione della valutazione di tutti i rischi, l’individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza ed adeguata formazione, è prevista una ammenda da € 1.000 a € 2.000. La redazione e la presenza di un DVR a norma ed aggiornato in azienda si configura altresì come obbligo per l’accesso ad agevolazioni e benefici contributivi nel caso di particolari tipologie di assunzione. Si ricorda inoltre che il DVR deve avere data certa.

Balduzzi sulla Sanità:

"Ospedali in chiusura? Non mi risultano"

"Non esistono tagli, esistono ristrutturazioni o riconversioni" Il ministro della Salute a Torino: "Non mi risultano ospedali che stiano per chiudere. Chiudere significa che non ho più dei servizi, riconvertire significa che li ho migliori" "Non mi risultano ospedali che stiano per chiudere. Mi risulta che nell’intendimento regionale vi siano ospedali da riconvertire", ha detto il ministro a Torino a margine del convegno "Diamo una mano alla salute" rispondendo alle domande dei giornalisti sulle preoccupazioni per la riorganizzazione degli ospedali sul territorio. "Sono cose profondamente diverse - ha sottolineato - cioè chiudere significa che non ho più dei servizi, riconvertire significa che li ho migliori nel senso che ciascun ospedale dà i servizi migliori che riesce a dare. Se c’é un ospedale che ha una caratterizzazione in un settore, per esempio nella senologia, quella va mantenuta". A chi gli chiedeva se il riferimento fosse all’ospedale Valdese di Torino, Balduzzi ha risposto: "Io non entro nel merito delle singole questioni". Secondo il ministro Balduzzi "il messaggio di fondo non può essere un messaggio di tagli. Non esistono tagli, esistono delle ristrutturazioni o delle riconversioni o delle riorganizzazioni meglio ancora, che servono in una situazione in cui non è facile assicurare i servizi con la stessa qualità e possibilmente migliorandola". "Quindi - ha concluso - non solo è riduttivo ma è profondamente sbagliato mettere la questione in termini di tagli".

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News

Allarme cloro I dati provenienti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e US Council of Enviroment Quality forniscono validi elementi per evitare di bere l'acqua dei rubinetti.

potabile formerebbero le sostanze cancerogene. Anche il cloro nelle piscine può favorire il cancro danneggiando il DNA. In molti paesi africani il cancro allo stomaco e all'intestino è sconosciuto.

Stomaco e intestino sono gli organi più a rischio per chi assume cloro per lungo tempo.

Anche l'arsenico è fonte di preoccupazione. Lo afferma Roger Aertgeerts Responsabile Acqua e Igiene dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: l'Arsenico è cancerogeno, ed è classificato nel gruppo 1 (cancerogeni per l'essere umano) e colpisce particolarmente i polmoni.

I nostri acquedotti, svolgono un lavoro eccezionale per darci l'acqua sempre più potabile, ma per debatterizzarla devono aggiungere il cloro in quantità elevata. Le uniche tecnologie per eliminare virus e batteri dall'acqua, senza nuocere al nostro organismo, sono l'ozono o lampade UV, improponibili per i loro costi esorbitanti. Tuttavia, cloro è il male minore. Recenti studi hanno stabilito che la sostanze organiche naturali se esposte a clorurati dell'acqua potabile formano pericolosi cancerogeni gli MX. (Mutageno sconosciuto). Cibi naturali quali: frutta, soia, vegetali in genere, ortaggi, integratori alimentari, in combinazione con il cloro dell'acqua

Il cuore si può riparare Scoperta scientifica tutta italiana, sperimentata per ora sui topi Tramite frammenti di materiale genetico chiamati microRNA, somministrati a un cuore che ha subito un infarto, è possibile rimettere in moto la replicazione delle cellule del cuore e quindi di stimolare la riparazione del danno. È quanto hanno sperimentato gli scienziati dell'International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste www.icgeb.trieste.it/italiano.html

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L'opinione comune tra gli oncologi, è che ciò dipenda dall'alimentazione.

Dobbiamo cucinare con acqua sana e pulita. L'Ass. Italiana Ricerca sul cancro invita a non bollire l'acqua, perchè evapora la parte pura facendo concentrare i contaminanti. Questo metodo era valido cinquant'anni fa quando le acque erano ancora incontaminate. Oggi, con tutto il cloro che viene immesso nei nostri acquedotti non vi sono più virus o batteri. è quindi consigliato installare dei filtri specifici per l'assorbimento del cloro senza eliminare i sali minerali fondamentali per la salute.

Amianto problema d’emergenza nazionale L'amianto è un killer silenzioso che miete circa 3.000 vittime ogni anno in Italia, 1.200 per mesotelioma, il tumore "tipico" di esposizione a questo minerale. Il suo impiego è stato bandito dal nostro Paese da quasi 20 anni, ma ne restano nell'ambiente 5 quintali per ogni cittadino, 32 milioni di tonnellate. Il problema dello smaltimento e degli effetti sulla salute pubblica è ancora di

grande attualità e suscita preoccupazione e interesse nell'attività dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che ha presentato a Venezia, nel corso della seconda Conferenza Governativa sulle patologie amianto - correlate, le linee della Consensus Conference Italiana sul mesotelioma maligno della pleura, tenutasi a Torino nel novembre 2011 sotto l'egida Aiom Chi sospetti di essere a contatto con amianto può rivolgersi all'Asl o all'Arpa, che dispongono di registri di aziende specializzate, iscritte all'albo e quindi autorizzate allo smaltimento". www.aiom.it


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News

Grassi animali, carote e tuorlo d'uovo per la cura dell'infarto, aiutano a rigenerare i tessuti cardio-vascolari. Uno studio del laboratorio di Scienze Mediche della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa mette in evidenza i benefici di alcuni particolari alimenti per coloro che hanno subito un infarto e che potrebbero curarsi con il cibo evitando, o comunque limitando, l'assunzione di medicine.

Tuttavia, come ogni organismo, anche le cellule staminali possiedono un ''codice personale'' che può essere interpretato ed essere poi tradotto in terapia. La ricerca sposta il punto di osservazione rispetto ai precedenti studi medici: invece di bombardare l'organismo di altre cellule

Il progetto, ancora in fase di sviluppo, è stato illustrato nella prima giornata del convegno promosso a Pisa sulla nutraceutica e ha preso le mosse da studi che hanno dimostrato come i tessuti poco plastici come il cuore e il cervello abbiano capacità auto generative molto basse di cellule staminali.

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staminali si cerca, attraverso gli alimenti con sostanze nutraceutiche, di mettere in contatto tra loro le cellule, per favorire un dialogo diretto che contribuisca al buon esito della terapia. Le sostanze nutraceutiche utilizzate nella ricerca sono l'acido butirrico, che si trova nelle piante a foglie larghe e nei grassi animali, e l'acido retinoico, ricco di vitamina A e presente nella carota e nel tuorlo d'uovo. L'obiettivo della ricerca e' di favorire la comunicazione tra le cellule presenti nell'organismo attraverso la mediazione delle sostanze nutraceutiche''.

Il Libro Bianco dell'AIOM: il network delle Reti Oncologiche Regionali Alla sua V edizione AIOM pubblica sul sito l'aggiornamento dei centri oncologici di eccellenza presenti sul territorio Il Libro Bianco dell'AIOM, giunto alla sua quinta edizione, rappresenta un utilissimo tentativo di disegnare una mappa accurata e aggiornata dello stato dei servizi oncologici in Italia, Il suo utilizzo, quindi, da parte del Ministero della Salute potrà rendere più facile, e sopratutto incisiva, l'azione del Ministero stesso nel migliorare e correggere, laddove necessario, i livelli di prestazioni così come i servizi e l'organizzazione. Ovviamente tale impegno verterà sulla attuazione delle linee programmatiche del Piano Oncologico Nazionale incentrate sulla prevenzione (primaria, secondaria e terziaria),

sulla "presa in carico" del paziente oncologico per tutto l'iter della malattia con un attivo coinvolgimento di tutte le figure professionali coinvolte nel processo, così come nello sviluppo di una rete per le cure palliative e la terapia del dolore al fine di raggiungere l'obiettivo di un "territorio senza dolore". Ma l'obiettivo più ambizioso sarà quello di creare un network di tutte le Reti Oncologiche Regionali (Rete delle reti) che permetta una condivisione di tutte le informazioni utili a fornire standard di assistenza più elevati a tutti i pazienti oncologici, indipendentemente dalla sede in cui risiedono.

Inoltre il Libro Bianco AIOM potrà essere d'ausilio nel fornire informazioni rilevanti sullo stato delle strutture e nel parco tecnologico, che potranno integrarsi con il Piano Oncologico Nazionale, permettendo un più efficace intervento del Ministero sulla allocazione di risorse e sulla programmazione degli interventi più opportuni. I dati disponibili nel Libro Bianco consentiranno di definire non solo le potenzialità assistenziali, ma anche quelle scientifiche essendo la ricerca clinica e traslazionale un altro degli obiettivi principali del Ministero della salute allo scopo di rendere sempre più competitivo il nostro Paese a livello internazionale.

http://tiny.cc/ul1xow Progetto realizzato con il sostegno di Novartis Farma S.p.A

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Cosmesi

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a cura di RIDERMA by FACOS INNOVATION S.a.s.

Olio di mandorle, cera d’orzo e vitamina E per mani e unghie Le mani sono il nostro biglietto da visita: bastano pochi accorgimenti per avere una pelle morbida e idratata ed unghie lucide e sane

ricca di vitamine e sali minerali contribuisce ad avere una pelle luminosa e sana. Inoltre è sempre consigliabile applicare quotidianamente una crema idratante e nutriente.

La cura delle mani deve essere considerata non meno importante della cura del viso o del corpo, anche perché queste sono continuamente esposte agli agenti esterni, siano essi atmosferici oppure chimici.

Tra le sostanze funzionali utilizzate per la cura delle mani vi sono l’olio e l’estratto di mandorle dolci e la cera d’orzo: ancora una volta la natura diventa una preziosa alleata per il benessere della nostra pelle. L’olio di mandorle dolci (Prunus Amygdalus Dulcis Oil) è ricco di acidi grassi, in particolare l’oleico ed il linolenico, proteine e sali minerali. Indicato per tutti i tipi di pelle, anche quelle più delicate e sensibili, ha proprietà emollienti, nutrienti e protettive, per cui è utile per contrastare l’irritazione, il prurito e l’arrossamento cutaneo. Inoltre è un ottimo rinforzante per le unghie.

Gli sbalzi di temperatura, il freddo e spesso la poca umidità degli ambienti domestici sono causa di stress continuo, anche se non ce ne rendiamo conto. Inoltre, i saponi o detergenti aggressivi, per non parlare dei detersivi, contribuiscono ad impoverire il mantello idrolipidico che protegge la cute, provocando screpolature, arrossamenti e disidratazione. Vi sono dei piccoli accorgimenti per mantenere la pelle delle mani sana ed idratata. Anzitutto, utilizzare detergenti delicati per la pulizia della cute, che ne rispettino il pH, poi è preferibile utilizzare dei guanti con rivestimento interno in fibra naturale quando si fanno i lavori domestici o attività che comportano l’utilizzo di sostanze aggressive per la cute. È ben noto come il cibo sia un valido aiuto per la bellezza della pelle e delle unghie; infatti, una dieta

Parimenti l’estratto di mandorle dolci è addolcente e idratante e dona lucentezza alle unghie. La cera d’orzo (Hordeum vulgare Barley cera) è composta da acidi grassi, vitamine e fitosteroli. In particolare l’acido linolenico in essa contenuto è essenziale per la rigenerazione della barriera di permeabilità cutanea e mantiene l’omeostasi della pelle. I fitosteroli aiutano a prevenire gli arrossamenti. Inoltre ha proprietà elasticizzanti e idratanti. La vitamina E è una vitamina liposolubile, antiossidante

e rinforzante, che aiuta a prevenire e contrastare l’attività dei radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. La sua elevata capacità di integrazione intercorneocitaria garantisce morbidezza e idratazione. Riderma crema mani e unghie è un trattamento nutriente e riparatore, indicato per la cura delle mani, soprattutto quelle screpolate e arrossate. Inoltre aiuta a proteggere e rinforzare le unghie. È buona abitudine applicare la crema quotidianamente, massaggiandone una piccola quantità fino a completo assorbimento su dorso, palmo e unghie. Qualora la pelle sia molto secca e irritata, si può applicare secondo necessità, anche più volte al giorno. Quando le mani sono particolarmente secche e screpolate, si consiglia di mettere la crema prima di andare a dormire e indossare un paio di guanti di fibra naturale, cotone o lino, in modo da favorire l’ azione delle sostanze funzionali durante il sonno. Nonostante questa sia l’era del nail-art, con gel, tips e quant'altro, ogni tanto bisognerebbe tenere le unghie al naturale, per garantire l’efficacia degli attivi contenuti nel trattamento ed averle sempre lucide e sane.

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Sport a cura di Fabio Basile Personal Trainer & Fitness Coach

Che sudata… inutile Sudare non significa dimagrire

Partiamo dal presupposto fondamentale.. sudare non significa dimagrire, ma perdere liquidi per effetto del sistema di termoregolazione dell'organismo, si lo so… vi ho sfatato un mito, ma scendiamo nel dettaglio.

Quante volte vi è capitato di pesarvi dopo una bella corsetta estiva in spiaggia la mattina alle 11:00 e soddisfatti e compiaciuti dal verdetto della bilancia che vi ha trovato più leggeri avete annuito e vi siete congratulati con voi stessi pensando di aver fatto un buon lavoro, vantandovi di aver raggiunto quel risultato dopo solo 15 minuti di corsa intermittente? Peccato che non siete dimagriti, avete solo perso molti liquidi; il corpo umano che è una macchina perfetta, sudando evita il surriscaldamento dovuto all'aumento di temperatura del corpo durante un’attività fisica. Quindi non solo l’idea di dimagrire per il tramite della sudorazione è sbagliata, ma è anche dannosa per l'organismo, perché da vita a mal costume; tipo l'uso di pancere in neoprene per incrementare la sudorazione, saune, pellicola trasparente sull’addome, k-way, tute pesanti, correre sotto il sole nelle ore più calde etc. Tutto ciò equivale soltanto a perdere molti liquidi, che verranno immediatamente reintegrati alla prima bevuta d’acqua.

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scrivi a: sport@salutare.info

Questi comportamenti sbagliati possono portare a scompensi cardiaci, crisi respiratorie, crampi, nausea e nella migliore delle ipotesi a performance sportive penose. La sudorazione contrasta efficacemente l’aumento di temperatura corporea, che ricordiamo, durante l’allenamento può aumentare di 2-3 gradi centigradi solo se è consentita la sua evaporazione. Pertanto è sempre meglio raffreddare il corpo favorendo la possibilità di allenarsi più a lungo e

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meglio, prevenendo l’insorgere dell’affaticamento e intaccando le riserve energetiche a lungo termine dell’organismo che sicuramente favorirebbero il dimagrimento per il tramite della termogenesi innalzando il metabolismo. L’unico modo per dimagrire con certezza è fare attività fisica a livello AEROBICO; se crediamo però di dimagrire correndo 10 minuti su un treadmill speriamo in una cosa matematicamente impossibile considerato che i meccanismi energetici che utilizza l’organismo sono tre, e che quello aerobico è il terzo ed ultimo e si attiva solo dopo diversi minuti dall’inizio dell’attività fisica costante (dove per costante si intende senza soste e senza cambi repentini di velocità), favorendo così un’altro valore che deve essere costante, la frequenza cardiaca che per il dimagrimento deve essere tra il 50-60% della frequenza cardiaca massima del soggetto. Partner del nostro allenamento deve essere il cardiofrequenzimetro per controllare la frequenza cardiaca permettendoci di rimanere nella soglia allenante che dicevamo, senza rischi e senza sbalzi. É sempre utile comunque, quando si vuole intraprendere un’attività fisica di qualsiasi genere, avere un parere medico e farsi per lo meno consigliare da un preparatore atletico o da un personal trainer. Quindi ALLENIAMOCI con l’attività aerobica, senza lesinare minuti partendo ovviamente con dei tempi contenuti ed incrementando il carico di lavoro passando magari da una camminata a passo svelto di 15 minuti per 2/3 allenamenti a una corsetta leggera di 20 minuti per altri 2/3 allenamenti cercando di volta in volta di aumentare di 1/2 minuti il tempo di allenamento. Buon allenamento.


Estetica www.salutare.info

a cura del dr. Olivieri D'Amelio Medico Chirurgo

Criolipolisi con Lipofreeze In campo medico l'idea di poter contrastare i depositi di grasso utilizzando il freddo nasce da ricercatori dell'Università di Harvard all'inizio degli anni 2000 e questa idea si trasforma in apparecchio nel 2009 e l'anno successivo l'FDA (Food and Drug Administration) l'approva come unico sistema in grado di attaccare i depositi adiposi. È da questa idea che nasce LipoFreeze: un dispositivo che, per assottigliare i cuscinetti di grasso resistenti alla ginnastica, alle normali diete e alle altre tecnologie, sfrutta la Criolipolisi (Il termine "Crio" deriva dal greco "kryos" che significa ghiaccio) ed è il nuovo tipo di trattamento non invasivo, in grado di combattere il grasso in eccesso attraverso un forte raffreddamento del tessuto adiposo senza danneggiare la cute né i tessuti circostanti. L’abbassamento della temperatura determina la morte della cellula adipocitaria; inoltre, grazie al processo infiammatorio prodotto dal congelamento, anche gli adipociti che inizialmente non risentono dell’abbassamento della temperatura, vengono danneggiati e quindi, riassorbiti. Grazie al meccanismo apoptotico e al processo infiammatorio indotti, il grasso viene eliminato, attraverso urine e feci, nei successivi novanta giorni. Dopo il trattamento possono svilupparsi nell’area trattata eritema, edema, lieve dolore ed alterazione della sensibilità, che si risolvono spontaneamente dopo poco tempo. Lipofreeze consiste nell’aspirare con un vacuum il pannicolo adiposo all’interno di un apposito manipolo, isolandolo così dal normale calore corporeo e mentre rimane così per circa un’ora, subisce uno shock termico per un conseguente abbassamento di temperatura. Questo doppio effetto permette di attaccare in modo selettivo il grasso localizzato ed ottenere in una o al massimo due sedute, una riduzione dei depositi adiposi, anche quelli più resistenti, con un effetto visibile e duraturo. In questo modo le cellule grasse (adipociti) che si trovano nel tessuto sottocutaneo, essendo le uniche sensibili al freddo, si degradano, realizzando il processo di cristallizzazione e generando l’apoptosi della cellula, con liberazione dei lipidi da 2 a 8 settimane. I vantaggi di questa metodica rispetto alle altre, è che permette una diminuzione notevole di tessuto grasso in poco tempo, riducendo il numero e non il volume cellulare! Il trattamento dura, in base alla zona da trattare minimo 45 minuti e max 60, ed è indolore.

Dopo la sessione del trattamento, potrebbe sopraggiungere un arrossamento e una sensazione di alterata sensibilità della zona trattata che sparisce nell’arco di qualche ora. Il cliente dopo il trattamento può tornare alle sue normali attività senza alcun disagio. In alcuni casi si può verificare qualche ematoma che si riassorbe nell’arco di 1-2 giorni. Il trattamento può essere eseguito in tutte le aree del corpo in cui il tessuto possa essere plicato ed aspirato dal manipolo ma possiamo dire che i risultati più entusiasmanti sono sui depositi addominali, sulle cosiddette "maniglie dell’amore" e interno cosce. In base alla profondità del tessuto adiposo e della riduzione desiderata del grasso può bastare 1 trattamento, in alcuni casi 2 con un intervallo di 30-45 giorni. I risultati mediamente sono del 40% di riduzione del tessuto adiposo, considerando quattro aree addominali trattate, paragonabili solo ad una liposuzione chirurgica ma con i vantaggi di eliminare i rischi ed abbattere i costi! Questo ha fatto di Lipofreeze un trattamento amato dalle donne ma gradito anche dagli uomini, che possono così risolvere in modo duraturo, e in solo due sedute di due ore ciascuna, il problema del giro vita. Dopo un mese dal trattamento non solo i depositi appaiono assottigliati ma i tessuti avranno assunto anche, grazie all’intenso abbassamento di temperatura, un aspetto più tonico e soprattutto risultati come non avevamo mai visto in estetica ma solo con la chirurgia. Salutare 15


Oncologia a cura di Angela Romano

CANCRO & AUTISMO Congresso Nazionale Lega del 2° parere

Emergenza cancro

Un pool di esperti si è confrontato a Caserta il 27 ottobre 2012 presso l’Hotel Belvedere di San Leucio su Nutrizione - Genetica Farmacogenomica – Ipertermia Come Trattamento Palliativo Oncologico Ambulatoriale

Dopo 40 anni di lotta al cancro ci si è dovuti rendere conto che i brillanti risultati ottenuti in termini di sopravvivenza e lotta alla malattia non sono ancora in grado di bloccare la sua crescita. Il cancro è la seconda causa di morte. Chemioterapie sempre più aggressive, tecniche radioterapiche sempre piu' sofisticate, procedure chirurgiche raffinate, non hanno azzerato la prevalenza del cancro. In questa iniziativa congressuale sono stati inizialmente coinvolti piccoli gruppi di lavoro che hanno predisposto preliminari documenti e si è successivamente proceduto a un allargamento progressivo del consenso, coinvolgendo un largo numero di esperti che hanno contribuito non solo alla patologia di loro diretta competenza oncologica, ma anche alle altre patologie emergenti come l'autismo. Il trattamento del cancro non può essere affrontato dal singolo professionista, piuttosto da un Team appositamente formato con al centro il Medico di Medicina Generale e il Nutrizionista. Il Progetto Ambulatori del 2° parere è un’idea del Prof. Beniamino Palmieri chirurgo dell’Università di Modena. È un ambulatorio di consulenza per casi complessi e difficili o casi di problemi di salute non risolti.

Prof. Beniamino Palmieri

Prof. Paolo Pontiggia 16 www.salutare.info

Accade frequentemente di sottoporsi ai più svariati

Prof. Massimo Montinari

esami e consulti medici, senza ottenere risultati soddisfacenti, oppure di ricevere una diagnosi complessa e impegnativa che spesso esige conferme da medici diversi da quelli che hanno in cura il paziente. A questo servizio di consulenza naturalmente possono accedere tramite prenotazione pazienti provenienti da tutt'Italia. Scopo principale dell'ambulatorio del secondo parere è quindi OTTIMIZZARE LE PRESTAZIONI MEDICHE con tempestività ed efficacia per ridurre tempi, spese, e giungere quanto prima alla guarigione o a migliorare la qualità della vita del paziente. Il tutto, inoltre, consente di evitare la sindrome di Babele del Web, che è la confusione generata dalla ricerca affannosa su internet nei meandri della rete www.poliambulatoriosecondoparere.it Prof. Paolo Pontiggia specialista in ematologia e oncologia e la dr.ssa Elisabetta Pontiggia specialista in oncologia descrivono il ruolo dell'ipertermia nella cura dei tumori già classificato come Metodo Pontiggia: la cura dei tumori con l'ipertermia implica di integrare al trattamento di patologie neoplastiche il calore somministrato con modalità diverse. L'ipertermia è generalmente applicata al paziente in combinazione con altre modalità terapeutiche. Studi clinici hanno dimostrato un aumento nel controllo locale e nella sopravvivenza in seguito al trattamento locoregionale con ipertermia associata a radioterapia

Prof. Massimo Bonucci

dr. P. Osvaldo Catucci


Oncologia

www.salutare.info in pazienti con tumori superficiali localmente avanzati o ricorrenti o con tumori pelvici. Inoltre, la perfusione ipertermico-antiblastica è correntemente utilizzata nella pratica clinica, dove ha fornito significativi risultati nel trattamento locoregionale di specifiche patologie. Studi preclinici hanno permesso la comprensione degli effetti molecolari dell'ipertermia e delle basi meccanicistiche del potenziamento degli effetti della chemioterapia contribuendo così al disegno razionale di nuove strategie terapeutiche di combinazione. L’ipertermia è una ‘terapia biologica’ che utilizza diverse tecnologie per ottenere un innalzamento artificiale della temperatura a livello di determinati organi o tessuti o, in alcuni casi, dell’intero organismo. Quando le cellule neoplastiche sono sottoposte a temperature elevate (43 – 44° C) subiscono un danno irreversibile in maniera tempo e dose dipendente, legato ad una riduzione dell’efficacia dei sistemi riparativi enzimatici normalmente presenti a livello cellulare. Le neoplasie sono frequentemente accompagnate da uno squilibrio di sostanze nutritive, spesso antecedente di anni l’insorgenza della malattia (errori dietetici, fumo di sigaretta, inquinamento ambientale. La carenza dell’organismo di sostanze quali vitamine (A, C, E), microelementi (zinco, selenio), sostanze minerali e acidi grassi polinsaturi (omega 3) favorisce il danno da radicali liberi delle strutture cellulari e rende meno efficace l’attività del sistema immunitario.

Il calore colpisce più le cellule cancerose che quelle sane. La maggior parte delle cellule tumorali ha un sistema vascolare alterato che non riesce a dissipare il calore in eccesso; le cellule normali sono invece ben irrorate da una rete di vasi molto regolare e possono facilmente eliminare il calore in più ricevuto.

molecole usate in altre parti del mondo e non conosciute in Italia. Per terapie oncologiche integrate si intende l’applicazione combinata di una serie di metodiche siano esse interventistiche (chirurgia, radioterapia, ipertermia) che farmacologiche (chemioterapia, immunoterapia, supporto complementare) che dietetiche e psicologiche.

L’ipertermia uccide le cellule tumorali in una fase del ciclo (fase S) dove le altre terapie antitumorali usualmente sono inefficaci e pertanto viene considerata una cura complementare.

Il dr. P. Osvaldo Catucci, Dirigente Medico I presso Urologia Universitaria II del Policlinico di Bari, come Presidente della Fondazione Cav. Dino Leone, ha preso parte all’incontro per la divulgazione dell'attività, iniziata a fine febbraio del 2009, come iniziativa di amici, con Dino Leone salvato da tumore del rene e tuttora vivente. La Fondazione si occupa della ricerca in campo alimentare, più precisamente del contenuto in micotossine e glutine nei cereali, con possibilità di determinare il dosaggio, la permanenza e l'eliminazione delle tossine e studio dei danni sull'organismo, dello sviluppo di nuove tecnologie ed è il supporto alla realizzazione della rete di Ambulatori "Lega degli Ambulatori del Secondo Parere", almeno 1 sede per Regione. Il progetto prevede l'attività medica di visita e cura. Pertanto, il paziente può prenotarsi attraverso il sito www.cancerwar.eu e dove si accede a cartella elettronica in italiano - inglese - tedesco, con cui si raccoglieranno i dati e le evidenze scientifiche dell'attività medica. Il fulcro dell'attività è l'alimentazione, lo studio delle implicazioni di questa con l'insorgenza e sostentamento del tumore.

L’ipertermia non causa tossicità importanti. Non sono stati segnalati effetti collaterali a distanza di tempo e solo nel 10% dei casi può insorgere una specie di febbre. Il vantaggio dell’ipertermia è che essa può aumentare gli effetti di queste terapie e ridurne gli effetti collaterali. Studi clinici hanno dimostrato che l’aggiunta della ipertermia a queste terapie ne incrementa l’efficacia, senza aumentare i danni ai tessuti normali. Ruolo delle Terapie oncologiche integrate Il Prof. Massimo Bonucci presidente dell’Associazione per la ricerca di terapie oncologiche integrate A.R.T.O.I., ci parla di un’organizzazione professionale multidisciplinare dedicata allo studio, ricerca ed applicazione di trattamenti oncologici attraverso l’uso integrato di più opzioni terapeutiche.

Le stesse considerazioni valgono per le condizioni di stress, acute o croniche.

A.R.T.O.I. si prefigge di far conoscere le più aggiornate tecniche di trattamento della patologia neoplastica ma lo scopo principale è quello di salvaguardare e migliorare la qualità della vita del paziente.

L'intervento del Prof. Sergio Maluta oncologo radioterapista, ha illustrato in che modo agisce l’ipertermia e come migliora la radioterapia. L’energia prodotta dalle microonde o dalle onde di radiofrequenza scalda il tumore.

Quando parliamo di "ricerca" intendiamo sia quella ricerca relativa all’uso di nuove molecole, di vie o metodiche di somministrazione dei farmaci, o di integrazione fra varie metodiche di trattamento, sia nella ricerca di farmaci o

dr.ssa Elisabetta Pontiggia

dr. Enrico Maria Mattia

Emergenza Autismo L���autismo è un disturbo multifattoriale, con ovvie cause genetiche, ma con il coinvolgimento di tossine esogene come possibile concausa della sindrome autistica. Queste tossine hanno origini diverse: batteri intracellulari che invadono la parete vascolare e secernono delle tossine vaso costrittive e neurotossiche fattori ambientali (pesticidi,

dr. Armando D'Orta

dr. Andrea Di Benedetto Salutare 17


Nutrizione >>> metalli pesanti, micotossine) ove la disbio-

si intestinale diventa un'importante concausa dell'alterata permeabilità intestinale e soprattutto dalle intolleranze a glutine e caseina, dove i risultati dell'abolizione sono talvolta spettacolari, la modulazione immunitaria indotta dalla vaccinazione che consentirebbe ad un’infezione latente in precedenza, di svilupparsi. "Diverse patologie umane partono da un intestino poco efficiente. Ma cosa rende inefficiente l’intestino? Bisogna rivalutare i rapporti tra cibo e salute. Tre milioni di italiani e venti milioni di statunitensi soffrono di sensitività al glutine, simile ma diversa dalla celiachia, da cui scaturiscono patologie diverse, in funzione della diversità genetica dei soggetti e dell’ambiente in cui vivono. Quello di cui abbiamo bisogno è di fare prevenzione e/o terapia aumentando le nostre conoscenze sulle interazioni tra cibo, abitudini alimentari, genomica e ambiente. È iniziata l’era dell’epigenetica e del tramonto del dogma centrale o determinismo genetico. Il lavoro in sintesi evidenzia la relazione tra alimentazione (alimenti ricchi di glutine), autismo e micotossine." Parla il dr. Armando D'Orta Presidente "Accademia di Micronutrizione L. Pauling", Biologo Nutrizionista e Specialista in Scienze dell'Alimentazione. Proprio sulle patologie autistiche, prezioso il contributo del dr. Mattia Enricomaria, medico chirurgo specializzato in medicina fisica e riabilitazione. "Il trattamento Ri-Abilitativo consente di capire quali siano le capacità abilitative che il soggetto deve acquisire. Punto cardine sono gli ambienti dove il bambino trascorre il tempo, quindi integrazione scuola - famiglia, che non devono essere elementi passivi ma attivi. Dunque un trattamento multidisciplinare integrato migliora la qualità della vita di questi soggetti". Di rilievo l’intervento e la partecipazione del Prof. Massimo Montinari – medico chirurgo specializzato in pediatria, esperto della patologia autistica. D. Prof. Montinari, in che modo l’alimentazione influenza la patologia autistica? R. Tutto parte da un carattere immunitario genetico che nei bambini trasforma il glutine in gluteomorfina e caseomorfina, a prescindere da un’intolleranza al glutine (celiachia) preesistente. Numerose ricerche, effettuate hanno dimostrato nei bambini autistici un’elevata presenza nelle urine di peptidi derivati da alcune proteine del

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latte e del grano. Peptidi derivanti da proteine non digerite, denominati gluteomorfina (glutine + morfina) e caseomorfina (caseina + morfina), si legano ai recettori per gli oppiacei presenti nel cervello, simulando praticamente gli effetti di molecole psicotrope, quali l’eroina e la morfina, con le conseguenti gravi alterazioni comportamentali. Si è potuto verificare che una dieta assolutamente priva di proteine del latte e del grano comporta la riduzione del quadro sintomatologico dell’autismo. Parliamo di glutine "tossico" (come grano, mais, frutta secca, riso) proveniente da aree umide poiché presentano delle micotossine che provocano la rottura della mucosa intestinale, permettendo l’entrata di sostanze tossiche. Il glutine in questo caso supera le pareti intestinali e scatena un effetto neurologico. In più sono farmaco resistenti. Per poter disintossicare l’organismo si utilizzano delle soluzioni drenaggi, ossia semplici gel sciolti in acqua assunti con poche gocce quotidianamente. Già con questo trattamento si possono avere dei grossi miglioramenti. Segue una fase riabilitativa di scarico che consiste nell’assunzione di probiotici particolari, sostanze antiinfiammatorie, farmaci omotossicologici, questo per fronteggiare e curare le aree infiammate del cervello. La patologia infatti si sviluppa a seguito di una forte infiammazione cerebrale in risposta spesso ai vaccini agendo sul microcircolo con un progressivo assottigliamento dei piccoli vasi. Il sangue defluisce lentamente e con poco ossigeno. A seconda delle aree interessate si manifestano scompensi nei bambini (disturbo nel linguaggio, affettività, ecc.). Per la terapia non è possibile utilizzare normali farmaci perché il blocco non è a livello citoplasmatico bensì mitocondriale ed è necessario un farmaco che riesca a superare la parete. I farmaci in questione sono detti 4CH che permettono una dinamizzazione utile. Tutto ciò fa parte della nuova biologia molecolare".

A completamento della tesi espressa dal Prof. Montinari, il progetto di Andrea Di Benedetto, Dottore Agronomo, Presidente del Consorzio CAMPO, Altamura BA, costituito da Agricoltori di grano ossia le figure 'professionali' originarie: mugnaio, pastaio, panificatore e pasticciere, un vero e proprio consorzio multidisciplinare per fare in modo che l’alimentazione sia caratterizzata dall’assenza di micotossine presenti nei cereali. Una di queste è il deossinivalenolo conosciuto come DON che provoca la Gluten Sensitivity che non è una forma attenuata della celiachia, ma una malattia a se stante. Il deossinivalenolo è una micotossina che riduce la funzione di barriera dell’intestino (riduzione della resistenza elettrica dell’epitelio, aumento della permeabilità cellulare alle molecole, aumento del passaggio di batteri). Ciò ha conseguenze importanti in termini di suscettibilità alle infezioni (Salmonella, Escherichia, ecc.). Aumenta il passaggio di agenti inquinanti, come metalli pesanti, pesticidi, potenziandone gli effetti dannosi, che possono favorire reazioni immunologiche locali e sistemiche e condizionare la prognosi di malattie come la Gluten Sensibility e l’autismo. Come migliorare gli approcci terapeutici. Per fornire figure professionali adeguate e aggiornate su alimentazione e biologia, il Prof. Sergio D’Antonio vice presidente uscente dell’ordine dei Biologi ha organizzato con l’Università di Bologna un Master di II livello per biologi e medici in collaborazione con le facoltà di Medicina, Scienze Agrarie in grado di fornire il titolo di Biologo Esperto in Alimentazione ed educazione alla salute. Il Master di Bologna verrà ripetuto a gennaio, il primo è già in atto. L’altro è in collaborazione con l’Univ. Di Messina Dipartimento di farmacologia ambulatorio di medicina naturale che fornirà il titolo di Biologo esperto in integrazione alimentare e salute. Diploma fondamentale perché fornisce competenze nel campo degli alimenti perfezionamento della figura del biologo a vantaggio del paziente e del medico con cui collabora.


Estetica a cura del dr. Ivan La Rusca Specialista in Chirurgia Plastica

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I "ritocchi" in Chirurgia Estetica Il miglior risultato è quello che non si vede La Chirurgia estetica mira a migliorare l'aspetto fisico e più in generale lo stato di benessere dell'individuo, con ripercussioni positive sulla sua capacità di relazione con il mondo esterno. La chirurgia estetica non è una specialità riconosciuta in ambito universitario, e quindi bisogna valutare la presenza di un'eventuale specializzazione (Specialista in...), le pubblicazioni scientifiche e l’eventuale iscrizione a società. Le maggiori società scientifiche che attestano una completa esperienza in chirurgia plastica ed estetica sono la SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica) e l’AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica ed Estetica). Qualsiasi chirurgo che abbia una buona esperienza nel settore può praticare interventi di chirurgia estetica. Difatti esistono ottimi specialisti in otorinolaringoiatria o maxillofacciale che sono dei bravi chirurghi estetici. Ma solo un approccio multidisciplinare e completo, propria dello specialista in chirurgia plastica, può permettere di affrontare interventi

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di chirurgia estetica in maniera globale. Quindi lo scopo della chirurgia estetica è quello di migliorare gli inestetismi e valorizzare le caratteristiche di ogni individuo. Non sempre nella pratica questo principio viene rispettato, in quanto appare sempre più evidente vedere volti o corpi stravolti da "ritocchi" mal effettuati: labbra vistosamente riempite, volti senza una ruga ed inespressivi, sopracciglie tirate all’insù, zigomi sporgenti, nasi slanciati ed incurvati come personaggi delle favole, seni proiettati verso l’alto a sfidare la forza di gravità. Ogni qualvolta l’attenzione cade su una parte specifica del corpo, che appare dunque non in armonia con il resto, indifferentemente che il particolare sia bello o brutto, questo rende l’aspetto estetico dell’individuo alterato e non gradevole. Per esempio, guardando il volto di una bella ragazza, se l’attenzione cade sul naso, anche se questo appare perfetto e non sull’intero volto, non si può dire che il risultato sia ottimale. Il miglior risultato è quello che non si vede: il ritocco, ovvero la mano del chirurgo estetico, deve essere nascosto, migliorare l’aspetto

del soggetto nel suo complesso e non solo la parte interessata. L’immagine deve risultare rafforzata, dando un aspetto migliore senza far individuare la parte rimodellata. A volte un piccolo inestetismo residuo, può far assumere al contesto un aspetto molto naturale. Pertanto il chirurgo estetico deve valorizzare i tratti somatici dell’individuo considerando l’intero contesto in cui opera, e non la sola parte, stravolgendola dal contesto. Un naso non deve essere slanciato ed insellato, ma regolare e simile all’aspetto avuto in precedenza, senza le irregolarità che lo rendevano disarmonico con il resto del volto; la correzione delle rughe della fronte e dei solchi labiali non deve mirare alla scomparsa delle stesse, ma solo ad una loro forte attenuazione; il labbro deve essere riempito tale da essere più turgido e delineato, ma non deve risaltare sul resto del volto; il seno deve essere morbido e non evidente al polo superiore, in modo da assumere una curva sinuosa verso il basso, e non un effetto a palloncino tale da rendere evidente la protesi sottostante. Solo così si può ottenere un risultato naturale e in armonia con il corpo, tale da poter essere definito un "ritocco" e non "rifatto". Salutare 19


Dermatologia a cura del dr. Antonio Del Sorbo Specialista in Dermatologia

Dermatiti infettive e non infettive dei genitali esterni Venereofobia La venereologia è la branca della dermatologia che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della terapia delle malattie a trasmissione sessuale, note anche come malattie veneree. In Europa ogni medico specialista in dermatologia (dermatologo) è anche specialista in venereologia (venereologo).

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Il termine venereofobia viene utilizzato in venereologia per indicare una paura eccessiva di contrarre o di aver contratto una malattia a trasmissione sessuale. Il timore delle malattie veneree fa parte da sempre della natura dell'essere umano, dal momento che in passato le malattie erano vissute come una sorta di castigo divino, soprattutto se associate a sensi di colpa. La paura di aver contratto qualche malattia venerea può essere giustificata in caso di rapporti promiscui o a rischio, mentre in altri può essere un vero e proprio calvario per il paziente che nonostante l'esito negativo della visita venereologica e la tranquillità degli esami diagnostici, continua di propria iniziativa a ripetere esami su esami, anche a distanza di poco tempo. Le malattie dermatologiche che possono interessare i genitali esterni, non sempre hanno una natura trasmissibile. La dermatologia genitale si occupa infatti di tutte le patologie cutaneo mucose che possono localizzarsi ai genitali esterni, sia di tipo infettivo (es. malattie veneree), che di tipo non infettivo (es. psoriasi, lichen sclerosus, vulvodinia, neurodermite, lichen planus, etc). Contrariamente a quanto si è

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abituati a pensare, le dermatosi genitali non infettive, sono molto più frequenti delle patologie infettive. Questo ovviamente non deve far abbassare la guardia nella prevenzione delle malattie veneree, purtroppo frequentissime anche nel terzo millennio, ma non deve nemmeno far giungere alla conclusione errata, che le dermatosi genitali siano sempre sinonimo di infezione. Molte delle problematiche che osserviamo in dermatologia genitale (es. alcune vulviti e balanopostiti non veneree), possono infatti avere un carattere infiammatorio o traumatico, piuttosto che infettivo. In caso di comportamenti sessuali a rischio (es. rapporti non protetti con partner occasionali) può essere utile consultare il proprio venereologo per una visita specialistica ed eventuale checkup per la ricerca delle cosiddette malattie veneree (es. condilomi, herpes genitale, infezioni da clamidia, candidosi, ftiriasi, scabbia genitale, mollusco contagioso, granuloma inguinale, AIDS, sifilide, gonorrea, ulcera molle, linfogranuloma venereo, etc). Al momento della visita medica, il venereologo esaminerà il paziente, da solo o in coppia, mediante un'anamnesi accurata, un esame obiettivo completo (letteralmente

dalla testa ai piedi), talora con il supporto di eventuali test (es. lampada di Wood, penoscopia, vulvoscopia, esame microscopico miceti, esami colturali, esami ematochimici, esami delle urine, etc), consigliando in alcuni casi specifici test sierologici per la ricerca delle malattie veneree (es. test HIV, VDRL, TPHA, etc). La comparsa di segni (es. rossore, desquamazione, secrezione, papule, chiazze, placche, ulcerazioni, etc) o sintomi (es. prurito, bruciore, dolore, etc) a livello intimo o delle sedi extragenitali (es. cavo orale, tronco, arti, etc), va sottoposta al proprio dermatologo di fiducia per poter giungere ad una diagnosi precisa e poter programmare in base ad essa, una terapia con farmaci mirati. Le malattie veneree sono in costante aumento, anche perché rispetto al passato, ci sono più occasioni di rapporti sessuali a rischio, ma è importante ricordare che in dermatologia genitale non esistono solo le malattie a trasmissione sessuale. L'elenco delle malattie dermatologiche dei genitali esterni è vasto e alcune di esse (es. mollusco contagioso, scabbia, etc) sono riscontrabili persino in età pediatrica in quanto trasmissibili con qualsiasi tipo di contatto e non solo per via sessuale.


Podologia a cura del Prof. Antonio Pacilio Podologo, Posturologo, Pres. Soc. IT di Pod., Doc. Univ.

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L’iperidrosi Clinica e terapia podologica L’iperidrosi è una patologia caratterizzata da una sudorazione eccessiva rispetto a quella che è richiesta per la perdita o per il fabbisogno fisiologico. Può costituire una condizione socialmente invalidante che rende la vita davvero difficile ai molti uomini e donne che ne sono affetti. Sia nelle forme generalizzate che in quelle distrettuali si tratta di un’espressione di patologia cutanea senza presenza di lesioni elementari: le alterazioni delle secrezioni delle ghiandole annesse alla cute esprimono cioè un’anomala condizione di tipo puramente funzionale. Può essere localizzata o generalizzata, cronica o acuta. Dal punto di vista eziologico possiamo dividerla in: primaria o idiopatica (forma più frequente); secondaria a: 1. alterazioni del sistema nervoso; 2. cause endocrine; 3. malattie croniche; 4. iatrogene; 5. rare. Da come si può intuire il trattamento per l’iperidrosi secondaria (che di solito interessa tutto il corpo) prevede la cura della patologia principale, in quanto l’ipersudorazione è soltanto un sintomo. L’iperidrosi primaria è una condizione morbosa di grande rilevanza sociale. Di solito il paziente affetto da iperidrosi si rivolge al podologo, dopo che molti altri medici sono stati interpellati.

È una malattia abbastanza comune i cui sintomi cominciano a manifestarsi nell’infanzia e perdurano per tutta la vita; sebbene manchi di una precisa definizione e l’eziologia sia ignota, "l’iperidrosi è causa di problemi nella vita professionale e sociale soprattutto nei giovani con conseguenti alterazioni caratteriali psicologiche anche rilevanti". La sudorazione aumenta per diversi stimoli come l’agitazione per emozioni particolarmente violente, il caldo, il gusto, l’esercizio fisico; al contrario tende a diminuire durante il sonno. L’iperidrosi plantare dà di solito vita anche a bromidrosi (ipersudorazione con un odore sgradevole) e nella forma grave può portare alla formazione di: vescicole, irritazione, macerazione interdigitale, micosi, ed infezioni. È una malattia che possiamo considerare molto frequente. Il picco di incidenza si ha durante la pubertà e colpisce più le femmine che i maschi (2:1). I primi sintomi compaiono di solito intorno ai 6-7 anni di età ma non vengono presi troppo in considerazione; con gli anni e soprattutto con la pubertà la sintomatologia si rende manifesta. Le zone anatomiche più colpite sono le mani (20%) e le ascelle (37%); di comune riscontro (43%) nello stesso soggetto sono l’iperidrosi ascellare e palmare (vi può anche essere la forma facciale). La zona plantare si ritrova quasi sempre associata alle altre zone corporee. Diversi sono i rimedi da prendere in considerazione anche se in molti casi i risultati sono variabili e spesso di breve durata, rendendone necessaria la frequente ripetizione nel tempo.

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Possiamo citare sicuramente le seguenti strategie: valutazione podologica; accurata igiene con sapone antibatterico; asciugare bene fra le dita dopo aver lavato i piedi; disinfettare regolarmente calzature e calzini o calze con prodotti specifici; eventuali cicli di ionoforesi (in questo caso si usa una corrente continua a bassa intensità alle mani o ai piedi immersi in una soluzione elettrolitica e si ottiene così la chiusura dei condotti delle ghiandole sudoripare); utilizzo di polveri "antitraspiranti" e/o "adsorbenti" quali Pevaryl, daktarin o Trofo 5; utilizzo di calzini con le dita Relaxan toe socks in cotone medicale e fibre speciali di argento X-Static senza cuciture. Per quanto concerne questi ultimi hanno una notevole efficacia poichè: non presentano alcuna cucitura, in modo da evitare qualsiasi possibilità di abrasione e irritazione della pelle e delle dita dei piedi; creano un corretto spazio tra ogni dito evitando possibili macerazioni e/o irritazioni; hanno una forte azione antimicrobica; aiutano infatti a prevenire e a trattare il piede d'atleta (tinea pedis); hanno un' azione antibatterica (grazie all’argento) per il piede e per la zona tra le dita; hanno un'azione anti-Statica, per la sua alta capacità di conduzione elettrica; hanno un'azione anti-Odore, neutralizza infatti l’ammoniaca e le proteine denaturate, due principali cause del cattivo odore. Per trovare il podologo più vicino: www.siponline.it Salutare 21


Farmacia a cura del dr. Aldo Sabato Farmacista

Vaccini antinfluenzali Novartis, Aifa rimuove divieto di utilizzo Ritirati 75.ooo vaccini contro l’influenza. Una misura presa in via precauzionale nel giorno dell’avvio della campagna nazionale Vaccino poi revocata.

L’emergenza era scattata dopo una lettera dell’azienda farmaceutica Crucell. Venti righe per informare che le consegne dell’antinfluenzale Inflexal V sono bloccate, in quanto "una serie di indagini interne hanno riportato risultati inattesi nei test". Sospetta pericolosità. È una questione, insomma, di sicurezza dei cittadini. Di seguito la nota dell'Agenzia italiana del farmaco del 9 novembre che revoca il divieto di utilizzo dei vaccini Novartis. Lotti con anomalie mai distribuiti e non presenti sul mercato. Il 9 novembre 2012 è stato rimosso il divieto di utilizzo dei vaccini antinfluenzali fabbricati dalla Novartis V&D adottato in via precauzionale a tutela della salute pubblica nei giorni scorsi. Ciò è stato possibile in seguito alle accurate verifiche effettuate sulla documentazione prodotta dall'Azienda in risposta alle richieste di condurre approfondite indagini su un possibile difetto di qualità presente in alcuni lotti di vaccino e alle concomitanti analisi straordinarie effettuate sia dall'Azienda sia dall'Istituto Superiore di Sanità. Si sottolinea peraltro che tali lotti non sono mai stati distribuiti e quindi non sono mai stati presenti sul mercato.

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a tutela della salute pubblica che riguardano non solo i lotti su cui si nutrono dei sospetti, ma tutta la produzione nel suo complesso. Tali precauzioni sono particolarmente stringenti anche, e soprattutto, perché si tratta di medicinali destinati ad essere somministrati ai cittadini sani per la prevenzione delle malattie. Queste ultime rappresentano il vero pericolo per i cittadini, ai quali si raccomanda di procedere con fiducia al piano di vaccinazione indicato dal Ministero della salute, ai fini di evitare l'insorgenza di patologie influenzali che possono mettere in serio pericolo la loro salute e, per alcune categorie a rischio, anche la vita stessa. Ancora una volta i controlli effettuati dalle Autorità competenti hanno consentito solo a prodotti di confermata qualità, sicurezza ed efficacia di raggiungere il mercato. Si sottolinea l'importanza, in relazione a qualsiasi tipologia di medicinali, di seguire accuratamente le avvertenze e le istruzioni d'uso riportate nel foglio illustrativo.

Gli ulteriori controlli, aggiuntivi a quelli che vengono espletati di routine, hanno confermato l'assenza di difetti di qualità sui lotti commercializzati.

Nel caso specifico dei vaccini, è necessario portarli a temperatura ambiente riscaldandoli per almeno un minuto nel palmo delle mani e agitarli prima della somministrazione.

Ciò dimostra l'estrema attenzione e il rigore delle verifiche cui sono sottoposti tutti i vaccini, tali che, anche laddove si ravvisi la remota possibilità di presenza di un minimo difetto di qualità, vengono adottati prontamente provvedimenti cautelativi

Si ricorda altresì l'importanza di segnalare eventi indesiderati che possono verificarsi nel caso di somministrazione di qualsiasi farmaco, vaccini compresi, al proprio medico o direttamente al responsabile di Farmacovigilanza della propria ASL.


Acustica

Protesi invisibili per tornare a sentire

a cura del dr. Nicola Topo Audioprotesista

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Gli apparecchi acustici di nuova generazione racchiudono in pochi millimetri la precisione e l’efficienza di un computer, passando completamente in osservati. Aspettative Future. Sono capaci di restituire la voglia di uscire di casa, di andare al cinema o di ascoltare la radio a quei sette milioni di italiani che non sentono bene ma che spesso si vergognano di ammetterlo, preferendo rinunciare a una vita normale. Sono fondamentali la prevenzione (i deficit di udito sono in aumento per via dell’invecchiamento della popolazione, ma anche della diffusione di abitudini deleterie per la salute delle orecchie) e la diagnosi precoce. Si stima che circa il 50 per cento dei casi di ipoacusia sarebbero evitabili con uno stile di vita sano e un riconoscimento tempestivo dei primi segnali del disturbo. Geni ed età Su alcuni fattori predisponenti l’abbassamento dell’udito è impossibile intervenire, per esempio l’invecchiamento. Oggi una persona su tre sopra i 65 anni non sente bene e la percentuale raddoppia dopo gli 85 anni. Gli organi di senso come l’occhio o l’orecchio, essendo strutture più elaborate con il tempo, cominciano a presentare i conti dell’età. I neuro recettori della coclea, la struttura a spirale contenuta nella parte interna dell’orecchio che ha il compito di trasformare le onde sonore in impulsi elettrici e inviarli alla corteccia cerebrale, tendono a ridurre la loro attività dopo i 45 anni circa.

Ed ecco comparire l’ipoacusia (in questo caso detta presbiacusia), una diminuzione della capacità di percepire i suoni e comprendere le parole durante una conversazione. Le difficoltà aumentano in ambienti grandi o affollati, se l’interlocutore parla a bassa voce o sono presenti rumori di sottofondo (elettrodomestici, televisione, traffico stradale). Le prime a perdersi sono le frequenze più acute e all’improvviso si ha bisogno di alzare il volume della tv o della radio, ma anche il tono della propria voce mentre si parla. L’altra causa è l’ereditarietà. Una delle più frequenti è quella del gene della Connexina 26. Nelle forme di trasmissione, invece, la causa più comune riconducibile alla familiarità è l’otosclerosi: esordisce di solito tra i 20 e i 30 anni, colpisce soprattutto le donne ed è determinata dal blocco della staffa, l’ossicino che conduce il suono dalla cassa timpanica alla coclea. Rumore e cotton fioc Altri fattori, evitabili, che però possono far comparire i disturbi in età più giovane. Per esempio l’esposizione al rumore, che può essere di origine lavorativa o sociale. Crescono i casi di ipoacusia sociale o ludica: sotto accusa soprattutto la musica delle discoteche, dei concerti e degli apparecchi portatili.

L’uso di cuffie e auricolari, diffusi soprattutto nei giovanissimi, aumenta ulteriormente i rischi. La pulizia profonda con i bastoncini cotonati è un’altra abitudine deleteria, perché favorisce la formazione di tappi di cerume che possono causare infezioni. Infezioni, otiti e farmaci Diverse infezioni possono poi danneggiare una porzione del sistema uditivo e provocare una sordità più o meno importante, come la rosolia o l’infezione da Citomegalovirus contratte nei primi mesi di gravidanza che possono compromettere lo sviluppo dell’orecchio del nascituro. Inoltre, l’otite catarrale, la malattia dell’orecchio medio più frequente nei bambini, può provocare una diminuzione dell’udito anche significativa, spesso senza dolore. Esiste inoltre una forma di otite cronica (colesteatoma) molto pericolosa perché, come la carie dei denti, erode l’osso dell’orecchio fino a danneggiare quelle del cranio e i suoi nervi. Anch’esso viene spesso trascurato perché in genere non associato a dolore. Infine, alcuni medicinali sono ototossici, cioè esercitano un’azione nociva sull’orecchio: gli antibiotici della categoria degli amino glicosidi o alcuni antitumorali che, distruggendo le cellule malate, danneggiano anche quelle sane.

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Sanità a cura del. Prof. Giulio Tarro Virologo e Oncologo

Prospettive e problemi della Sanità (prima parte)

Come è noto, la prevenzione è l'insieme di interventi finalizzati ad impedire o ridurre il rischio (ossia la probabilità) che si verifichino eventi non desiderati ovvero ad abbatterne o attutirne gli effetti in termini di morbosità, disabilità e mortalità.

Tale concetto, universalmente accettato, ha avuto nel tempo e continua ad avere declinazioni differenti. La cosiddetta "Medicina predittiva", ad esempio, è intesa oggi in un Occidente permeato di ansia, da una parte crescente di popolazione, come una mera sequela di test i quali, comunque raramente definiscono una certezza (se, quando e a quale livello di gravità la persona interessata si ammalerà) ma solo "predisposizioni"; in non pochi casi questa consapevolezza del rischio finisce per alimentare una sorta di ipocondria che sfocia nell’effettuazione di altri test o addirittura nella arbitraria assunzione di farmaci. L’aumento negli ultimi anni delle malattie iatrogene, dovute cioè a errati rimedi, sempre più spesso non prescritti dal medico ma suggeriti da "mode" o dalla pubblicità, (come è il caso dei famigerati "integratori") è una testimonianza di ciò. Nella mia oramai cinquantennale

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carriera di medico ho sempre inteso la prevenzione come cultura e a tal fine, anche collaborando con le più diverse organizzazioni e tenendo non so più quante (ma si tratta, sicuramente, di un numero a quattro cifre) conferenze, incontri, dibattiti... ho cercato di infondere il concetto di prevenzione come un aspetto del più vasto amore per la Vita. Un esempio è stato il "Progetto Martina", un'emozionante esperienza nella quale, nonostante fossi docente e formatore, mi ha insegnato molto. Il sottotitolo del Progetto: "Parliamo ai giovani dei tumori". Lezioni contro il silenzio agli inizi, mi faceva presagire un uditorio scarno e, tutto sommato sprezzante. Per quale motivo, infatti, pensavo una persona nel fiore degli anni avrebbe dovuto più che preoccuparsi, occuparsi, di un rischio così grave da essere, mai più, rimosso?

L’attenzione dei ragazzi e delle ragazze che affollavano gli incontri e i loro numerosi commenti, riportati nel sito internet: (www.progettomartina.it/ files/ commenti-studenti.pdf )predisposto dai curatori del Progetto hanno testimoniato una realtà ben diversa. E le innumerevoli domande su aspetti pratici, quali le modalità dell’autopalpazione del seno o della vaccinazione HPV, o su aspetti di carattere generale, quali l’incidenza del fumo o dell’ambiente, hanno evidenziato una sensibilità e una cura di sé che davvero contrastano con il cliché dell’adolescente abulico e cinico che viene riproposto dai mass media. Una bella esperienza, insomma anche se, nel campo della prevenzione sanitaria, incontri pubblici e lezioni frontali, se pur fondamentali per stimolare una domanda di conoscenza, non possono essere le sole a sopperire quella formazione della consapevolezza che può essere garantita soltanto da un attento Counseling.


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Ginecologia a cura della dr.ssa Fiammetta Trallo specializzata in Ginecologia ed Ostetricia

Agnocasto: un rimedio dalla natura Consigli utili per "quei giorni" Limitare il consumo di sale per evitare la ritenzione idrica. Evitare bevande a base di caffeina, bere tisane drenanti. Evitare il consumo di cibi grassi e prediligere alimenti ricchi di carboidrati complessi. Consumare alimenti ricchi di magnesio: noci, banane, carciofi, spinaci, prezzemolo, ... Svolgere una regolare attività fisica e praticare tecniche di rilassamento come yoga e training autogeno. Tenere un diario per annotare le variazioni di umore e gli stili di vita praticati per aiutare il proprio ginecologo a distinguere la SPM da altri possibili disturbi dell'umore.

Sindrome Premestruale "Ogni mese è la solita storia e non mi sopporto nemmeno io". È quanto affermano le donne in "quei giorni" che precedono la comparsa del flusso mestruale.

monaci", in quanto i frutti hanno un gusto piccante e la pianta veniva coltivata dai monaci nei loro orti botanici come anafrodisiaco per il suo potere di inibire la libido.

Sbalzi d’umore, mal di testa, tensione mammaria, ritenzione idrica, aumento dell’appetito e persino crisi di pianto sono fra i più comuni e frequenti sintomi della Sindrome Premestruale (SPM) un’affezione molto frequente che colpisce donne in età fertile e per più giorni al mese, con ripercussioni sulla vita privata, lavorativa e sociale. Intensità e durata dei sintomi sono variabili da donna a donna e talvolta anche da ciclo a ciclo. Il sintomo più ricorrente è la variazione del tono dell’umore: difficoltà di concentrazione, insonnia, pianto facile, irritabilità e nervosismo.

Era usato anche dalle sacerdotesse greche che facevano voto di castità e nella Roma antica le Vestali erano solite portarne un ramoscello come simbolo della loro verginità. L’estratto secco dei frutti dell’Agnocasto, insieme ad alcuni alimenti ricchi di magnesio (banane, carciofi, spinaci,..), rappresenta un rimedio naturale molto efficace per i disturbi della SPM ed in particolare per la mastodinia (dolore alle mammelle) in quanto regola la produzione della prolattina, l’ormone dell’allattamento, ritenuto il principale responsabile dei disturbi premestruali.

Ma anche la cefalea non è una buona compagnia. La ritenzione idrica, poi, gioca il suo ruolo sul fisico contribuendo a creare aumento di peso e delle dimensioni del seno e gonfiore a gambe e caviglie.

Integratori con Agnocasto + magnesio si trovano sia in farmacia che in erboristeria, hanno un costo contenuto e non hanno effetti collaterali.

UN VERO E PROPRIO DISASTRO!!! L’assunzione della pillola anticoncezionale riduce notevolmente questa sindrome e i disturbi ad essa correlati, in quanto l’inibizione dell’ovulazione determina un blocco dell’attività endocrina dell’ovaio azzerando quelle fluttuazioni ormonali che sono tipiche della fase premestruale. Cosa fare, allora, per quelle donne che, per svariati motivi, non necessitano, non possono o, solo, non intendono assumere la pillola?

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scrivi a: ginecologia@salutare.info

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La naturale soluzione è l’Agnocasto (Vitex Agnus Castus), una pianta arbustiva perenne originaria delle aree mediterranee, tra cui l’Italia, e dell’Asia occidentale, nota sin dall’antichità per i suoi effetti benefici sul sistema riproduttivo femminile, come riscontrato dal medico greco Dioscoride, autore del "De Materia Medica". L’Agnocasto è conosciuto, inoltre, come il "pepe dei

Non vanno usati in gravidanza e in associazione alla pillola anticoncezionale o alla terapia ormonale sostitutiva in menopausa, mentre nel periodo dell’allattamento i dosaggi vanno ridotti. In Italia sono in commercio svariate formulazioni con diverse concentrazioni del principio attivo. Per scegliere il prodotto più efficace come sempre è bene consultare il proprio ginecologo. La terapia con agnocasto e magnesio va assunta una volta al giorno, preferibilmente al mattino, per 4/6 mesi con inizio la prima volta dal quinto giorno del ciclo. La sua intrinseca capacità di riequilibrare l’assetto ormonale femminile lo rende utile in svariati disturbi (alterazioni del ciclo e miglioramento dei sintomi menopausali) ma, in particolar modo, nella SPM si arriva ad un miglioramento della sintomatologia prossimo al 90%. Questo beneficio di solito si mantiene per diversi mesi dopo la sospensione della terapia.


Educazione Motoria a cura della dr.ssa Carlotta Berti Educatrice motoria

Attività fisica nella prevenzione e nel trattamento dello scompenso cardiaco

Con la compromissione della funzione ventricolare da parte dell’ischemia cardiaca, per danni da ipertensione arteriosa, da valvulopatia o da cardiomiopatia dilatativa, si assiste ad una depressione della portata cardiaca che evoca un adattamento di tutto l’organismo, mediato da una serie di meccanismi neuro endocrini e renali che, con vasocostrizione, ritenzione di sodio e acqua, cercano di mantenere l’omeostasi circolatoria ma che alla fine portano al quadro della sindrome clinica dello Scompenso Cardiaco. Valutarne la presenza, la rilevanza e gli effetti per un razionale e precoce intervento terapeutico e stabilirne la prognosi significa migliorare la sopravvivenza. Vi sono vari gradi di scompenso e non tutti possono praticare attività motoria. Il Cardiologo, dopo le valutazioni

iniziali per accertare che non sussistano controindicazioni alla pratica attività motoria controllata, proseguirà con una valutazione delle capacità funzionali del soggetto, che vuol dire misurare le riserve fisiche necessarie all’espletamento di determinate attività, a riposo e/o sotto sforzo. La determinazione della soglia anaerobica è particolarmente utile nei pazienti con scompenso cardiaco perché permette di completare la valutazione oggettiva della performance cardiovascolare. Inoltre la soglia anaerobica viene considerata l’indice più utile per stabilire il carico di lavoro maggiore che può essere sostenuto per un prolungato periodo di tempo, e ciò è particolarmente utile per stabilire i programmi di riabilitazione dello scompenso cardiaco. L’attività fisica e il training fisico sono usati come terapia complementare nel trattamento dello scompenso cardiaco. Con il termine di attività fisica si intende qualsiasi movimento, prodotto per azione muscolare, che comporti un aumento del dispendio energetico. L’esercizio fisico è, invece, una sequenza motoria ripetitiva e finalizzata, con dispendio energetico

anche basso; mentre il training fisico è un esercizio fisico finalizzato ad un carico di lavoro sufficientemente alto da produrre determinati effetti biologici. Mentre AF è praticabile in qualsiasi stadio dello scompenso cardiaco, EF o TF andranno adeguatamente valutati e misurati nel contesto clinico.

La pratica motoria controllata come coadiuvante nella terapia dello scompenso cardiaco

Il razionamento della prescrizione, che deve essere quanto più possibile personalizzata, si fonda sul principio che l’intolleranza all’esercizio nello scompenso cardiaco è multifattoriale e che i benefici derivati dall’EF sono evidenti sia nella muscolatura periferica, che a livello dell’apparato cardiopolmonare e sul bilancio simpato – vagale determinando: - Incremento di circa 30 % dell’attività fisica senza gravi effetti collaterali - Recupero delle anomalie muscolari scheletriche - Miglioramento delle funzioni endoteliali - Riduzione dei disturbi metabolici

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Lo Scompenso Cardiaco è una sindrome clinica complessa, caratterizzata da molteplici risvolti, capeggiati dalla pompa cardiaca che non è più in grado di far fronte alle richieste metaboliche tissutali. La disfunzione cardiaca è il risultato di un intervento multifattoriale e progressivo, che coinvolge anche altri organi e apparati.

Concludendo: la pratica di attività motoria può inserirsi, se controllata e sotto supervisione medica, anche nel trattamento di patologie cardiache e ha come obiettivo principale il recupero dell’autonomia del paziente fornendogli gli strumenti per mantenere una buona qualità di vita. Salutare 27


Fisioterapia a cura del dr. Ezio Calabrese Fisioterapista Posturologo Osteopata

IlMetodo TMP ® "Le mani sono lo strumento più importante per valutare e trattare le disfunzioni tessutali e per favorire l’autoregolazione e l’armonia posturale"

Un corpo in salute con la terapia manuale La terapia manuale è una medicina complementare, internazionalmente riconosciuta, che si basa sulle scienze fondamentali e sulle conoscenze mediche tradizionali.

favoriscono il rilascio delle disfunzioni fasciali, la mobilità fisiologica, il metabolismo e la vitalità dei tessuti e quindi la risoluzione dei sintomi.

In questo ambito rientrano la Fisioterapia e l’Osteopatia. Attraverso l’utilizzo di tecniche esclusivamente manuali, manipolazioni e manovre specifiche di tessuti, articolazioni e organi, è possibile correggere le variazioni e le disfunzioni strutturali capaci di provocare alterazioni patologiche.

Nel trattamento si utilizzano tecniche manuali di contatto corporeo e tecniche di manipolazione fasciale che agiscono a livello biomeccanico, neurologico e fluidico e sono specifiche per ogni struttura da trattare.

ll fine del trattamento manuale è di ristabilire e riadattare la mobilità e la fisiologia della struttura in modo da favorire le condizioni migliori affinché il corpo possa esprimere le proprie capacità naturali di autoregolazione per l’omeostasi e quindi per un ottimale stato di salute. La valutazione e il trattamento manuale non sono in competizione con la diagnosi e la cura della medicina tradizionale, ma sono complementari e devono essere esercitati solo da professionisti qualificati. Il TMP ® - Terapia Manuale Posturale è un metodo di terapia manuale fasciale che favorisce l’autoregolazione e l’armonia posturale. Questo metodo nasce dall’evoluzione del mio percorso formativo e professionale, che mi ha permesso di acquisire nel tempo una propria metodologia di valutazione posturale e una propria metodologia di trattamento, espressa in questo metodo terapeutico integrato che prevede l’utilizzo di test e tecniche puramente manuali. La valutazione del paziente consiste nell’utilizzo di test manuali fasciali che permettono di percepire la presenza di disfunzioni di mobilità, cioè la storia impressa nei tessuti, di traumi fisici, di shock emozionali e di patologie. Il trattamento, dolce e progressivo, è caratterizzato dall’utilizzo di tecniche manuali fasciali che

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La normalizzazione delle disfunzioni di mobilità fasciale delle varie regioni del corpo, la ricerca di un’armonia tra struttura e funzione e la normalizzazione dei ritmi biologici dell'organismo, permettono al corpo di esprimere le capacità naturali di autoregolazione e quindi di favorire l’omeostasi per un corpo in salute. Questo metodo considera il sintomo un "campanello di allarme" e mira all'individuazione della causa che è alla base della comparsa del sintomo stesso. Le strategie terapeutiche sono specifiche e differenti rispetto alla patologia da trattare. La terapia è organizzata in cicli di trattamenti individuali, settimanali e diversi in funzione alle esigenze terapeutiche. Il TMP ® si dimostra efficace per la prevenzione, la valutazione e il trattamento di disturbi e dolori che interessano non solo il sistema muscolo-scheletrico, ma anche neurologico e viscerale. Questo metodo è utilizzato per la riarmonizzazione posturale e per la riabilitazione funzionale. È indicato per patologie posturali e vertebrali, atteggiamenti posturali scorretti, dolori alla colonna vertebrale (cervicalgie, dorsalgie e lombalgie) e nella riabilitazione funzionale post-traumatica e post-chirurgica. Questo metodo è anche indicato per raggiungere e mantenere uno stato di benessere psicofisico e per migliorare il rendimento sportivo.


Psicoterapia a cura della dr.ssa Leopoldina De Varti Psicoterapeuta

In origine la parola era parlata: gli esseri umani comunicavano solo oralmente; più tardi la parola è stata anche scritta e letta. La parola parlata, accompagnata dal tono della voce e dallo sguardo o dal movimento del corpo, non solo è pronunciata ma è anche vista. Alcune parole ci toccano in modo particolare perché in esse si condensa tutta una storia, come la parola madre, padre, bambino, vita, morte, addio, patria, pace, amore e ci coinvolgono per le immagini che evocano in noi. Per es.: se diciamo la parola madre, ci arrivano le immagini che nel tempo ci siamo fatti di nostra madre e con esse i nostri vissuti nella relazione con nostra madre.

tormentarci e finiscono con il prevalere sulle immagini positive di quella relazione. E così in molti siamo passati attraverso l’esperienza di cadere in un circuito chiuso in se stesso, che meccanicamente ripete un ciclo: rabbia- dolore-odio – desiderio di vendetta-sensi di colpa- malattia - collera - tristezza. Il risultato è che non sentiamo più fiducia in noi stessi e negli altri, ci percepiamo incapaci di poter immaginare che cambiare è possibile. Allora come trasformare le nostre immagini ferite? Come riprendere in mano la nostra vita con rinnovata fiducia? Come cambiare? Le scoperte degli ultimi anni, su come funzionano le relazioni e come renderle felici, condotte dallo studioso tedesco, Bert Hellinger,

La parola che ha un peso smuove qualcosa nell’anima, la tocca, mette in moto qualcosa" (Bert Hellinger)

ideatore del metodo delle costellazioni familiari, ci mostrano che da quell’irretimento nel passato non solo si può uscire, ma si recupera una nuova forza per la vita. Il lavoro di Bert Hellinger colpisce proprio per la sua semplicità e per l’effetto immediato di benessere che produce. Durante una costellazione con un cliente o in un gruppo di persone, per es. c’è una coppia, lei e lui uno di fronte all’altra, si guardano soltanto e delle immagini cominciano ad affiorare, spesso sono immagini negative, legate a rabbia e rancori, queste immagini impediscono di andare l’uno verso l’altra, poi accade qualcosa nell’esperienza che stanno facendo: vengono pronunciate alcune parole che "rivelano" che in ognuno di loro c’è anche una

forza diversa, non più distuttiva, ma creativa, non più volta a dividere, ma riconciliatrice. Queste parole portano con sé una forza che "guarisce" le ferite di quella relazione e la rimette in movimento. E ad un tratto è facile sentirsi di nuovo uniti. Queste parole utilizzate con consapevolezza in un contesto di vita quotidiana sortiscono lo stesso effetto benefico e salutare sia per chi le pronuncia sia per chi le riceve. Le parole guaritrici che Bert Hellinger ha individuato come essenziali sono tre: Grazie - Si - Per favore. note fonte: per chi vuole approfondire;

"Riconoscere ciò che è" ed. urra; "Quiete e gratitudine"; Ciò che agisce" ed. Accademia, di Bert Hellinger.

A volte queste immagini producono gioia e sollievo, altre volte feriscono il cuore. Le immagini ferite possono permanere anni, consumano il corpo, logorano la mente e chiudono il cuore. La nostra salute è compromessa e così il naturale scorrere della vita, la realizzazione personale, il rapporto di coppia, le relazioni con gli altri e il lavoro. Le immagini negative di una relazione ferita, continuano a Salutare 29

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Le Parole che aiutano il cuore (I parte)


Oncologia a cura del Prof. Giovanni Ambrosino Oncologo

In Chirurgia oncologica: il prof. Giovanni Ambrosino al Gruppo Malzoni

Le eccellenze del Gruppo Malzoni si arricchiscono di un'autorevole collaborazione, il Prof. Giovanni Ambrosino.

Il Gruppo Malzoni per favorire la riduzione delle liste di attesa regionali e per fornire risposte professionali ai pazienti e alla medicina di base, il reparto di Chirurgia Generale Oncologica - Laparoscopica, centro ad elevata specializzazione in chirurgia epato-bilio-pancreatica, ha attivato l’ambulatorio a prestazione. Si tratta di un ambulatorio per visite chirurgiche, il cui costo per paziente sarà analogo a quello di una prestazione con ticket sanitario. Per informazioni e prenotazioni dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 12:00 al numero 0825 796435.

Chirurgo di fama internazionale, docente all’Università di Padova, è stato direttore dell’Unità Operativa ad alta specializzazione di Chirurgia generale e Chirurgia epato-bilo-pancreatica dell’Ospedale di Vicenza.

Insulinoma, Trapianto Multiviscerale, Progetto di Ricerca Organi Artificiali, Sostituzione Biologica e Bioartificiale della Funzionalità Epatica, Progetto Fegato Bioartificiale.

Primo al mondo ad utilizzare cellule epatiche trapiantate in un bambino affetto da una grave malattia genetica, e primo in Italia ad utilizzare un fegato bioartificiale in una giovane donna in coma.

Il prof. Ambrosino è stato autore di oltre 200 pubblicazioni ma anche di libri a larga divulgazione tra cui il libro "La verità sul veleno dello scorpione" che contiene i dati ufficiali della Labiofam, le ricerche cliniche, i risultati, le indicazioni gli effetti avversi del veleno dello scorpione cubano denominato escozul o vidatox.

Le sue ricerche gli hanno consentito di ricevere un prestigioso premio dell’Harvard Medical School è stato Vicepresidente nazionale della Federazione Internazionale dei Diritti Umani e membro della Academy of Science. La Chirurgia generale del Gruppo Malzoni ora un centro di eccellenza a livello europeo e mondiale nella chirurgia del fegato, del pancreas e delle vie biliari ed è specializzata anche nelle terapie dei tumori inoperabli, sia primitivi che secondari , ma si eseguono tutti gli interventi di chirurgia generale. Professore cosa deve spingere un paziente a rivolgersi a questo centro? Penso che un paziente potrà rivolgersi con fiducia al Gruppo perchè troverà personale medico infermieristico altamente qualificato. Qual'è l'obiettivo della partnership? Costruire un grande reparto di chirurgia che sia di riferimento ad Avellino e provincia. Tutto ciò è possibile per le eccellenti condizioni manageriali e professionali che sussistono all'interno del Gruppo.

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scrivi a: oncologia@salutare.info

Responsabile di numerosi gruppi di lavoro scientifici durante la sua lunga attività di direttore della U.O. di Chirurgia generale 1 di Vicenza il Prof. Ambrosino ha avviato la sperimentazione sull’ impiego delle onde millimetriche a bassa potenza per stimolare la crescita di epatociti sani e deprimere lo sviluppo di epatociti tumorali. Numerosi i Progetti scientifici internazionali:

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Grazie alla collaborazione dell´ambasciata italiana di Cuba e al dott. Fraga Castro ha avuto in esclusiva mondiale i dati della ricerca clinica sul nuovo prodotto cubano utilizzato come antitumorale. I dati confermano che il prodotto naturale ha un’azione antitumorale mentre il vidatox prodotto omeopatico agisce come antidolorifico in alcuni casi e genericamente come prodotto che migliora la qualità della vita. Un altro importante titolo Ospiti della Vita? un libro di storie vere, vissute, descritte con partecipazione penetrando nel profondo, per affermare e dimostrare che scegliere di vivere o scegliere di morire in nome della sacralità della vita o del diritto all’esercizio del libero arbitrio, anche sulla vita e sulla morte non sono opzioni che attengono solo alla libertà individuale, ma ai principi fondanti di un Paese moderno. La sua continua attività di ricerca ha consentito e favorito gli scambi culturali e scientifici tra l’Italia e gli Stati Uniti. Da più di due mesi il Prof. Ambrosino è il Responsabile del reparto di Chirurgia Generale della Casa di Cura Malzoni , rappresentando un punto di riferimento per i cittadini e un ulteriore fiore all’occhiello di una struttura che, nonostante le difficoltà, sta egregiamente conservando gli standard di cura e attenzione al paziente.


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Fobie

Quali sono le fobie e le ossessioni più comuni? C’è chi evita l’ascensore e chi scappa davanti a un ragno. Chi più e chi meno, tutti abbiamo un’avversione verso un oggetto, un animale, o una situazione. Ma per parlare di vere e proprie fobie occorre valutare alcuni punti. La fobia è tale quando è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o della situazione, non può essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti e il soggetto, nonostante riconosca che la paura è irragionevole e che non è dovuta ad effettiva pericolosità, non riesce a controllare il proprio stato d’animo. La fobia diviene una vera e propria malattia quando ci impedisce il regolare svolgimento delle attività o ci condiziona la vita.

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Le 'classiche' fobie sono quelle sociali come l'agorafobia (paura degli spazi aperti), la claustrofobia (paura degli spazi chiusi), l'ereutofobia (paura di diventare rossi), la zoofobia (paura degli animali). Le ossessioni, invece, riguardano temi di violenza, di contaminazione, dubbi sull'affidabilità di cose o persone. Moltissime persone possono ammalarsi di fobie, ma in particolare ne soffrono le donne. Con la psicoterapia a orientamento cognitivo comportamentale è possibile sconfiggerle. Questo spazio è dedicato ad una classificazione delle fobie, dalle più comuni a quelle più insolite. Scoprite anche voi se siete veri e propri fobici, ossessionati o solo dei gran fifoni.

Melanofobia:

È definita come paura del colore nero. Per estensione, paura delle pelli nere. Sebbene il termine è di solito usato per fare riferimento a persone che temono il colore nero in sé, vi sono anche casi in cui si usa questa parola figurativamente per riferirsi al razzismo, alla discriminazione, al disprezzo per persone di colore. In questo caso non si tratta di una fobia propriamente detta, ma di un termine usato per indicare sentimenti negativi verso determinato gruppo sociale, etnico, religioso o politico (come nel caso dell'anglofobia, della judeofobia, della xenofobia, ecc.)


Microbiofobia:

Chi patisce questa condizione teme costantemente di essere "contaminato" o infettato da microbi, i quali vengono identificati scorrettamente come necessariamente nocivi. L'origine del termine è del greco "micro" (piccolo) "bio" (vita) e "phobos" (Paura). Si considera la microbiofobia come una fobia specifica. I sintomi, sebbene variano di persona a persona, sono caratteristici delle fobie: respiro affannoso o accelerata, ritmo cardiaco irregolare, sudorazione eccessiva, nausee, secchezza orale, incapacità di articolare parole o frasi e tremori.

Logicomecanofobia:

È definita paura dei computer. Negli anni, i computer sono diventati una componente essenziale del nostro quotidiano, specialmente nel mondo lavorativo. I computer possono sembrare invadenti a coloro che patiscono di questa fobia. Che cosa temono esattamente? Il timore di computer può avere varie origini: la paura di sbagliare quando lo si acquista, dovuto alla proliferazione di marchi e modelli disponibili sul mercato; la paura di vedersi o sentirsi inadeguato, inutile di fronte a un artefatto che non si sa usare bene; la paura di perdere il controllo, poiché il computer fa meglio e da sé la maggior parte del lavoro. Principalmente l'ansia si sperimenta prima di imparare a usare il computer e coglie principalmente

gli adulti che si siedono per la prima volta davanti a uno schermo. Un problema al quale oggi fanno fronte coloro che patiscono di logicomecanofobia è la vergogna di sentirsi esposti perché la maggior parte delle persone specie i giovani, sono padroni nell'usare i computer. Questa fobia è relativamente comune, e il primo passo per far fronte è rilassarsi, aprire la mente e disporsi a imparare. Quando l'utente acquisisce fiducia in se stesso, la fobia può essere superata.

Macrofobia:

È definita come paura di attendere durante un tempo prolungato. Questa fobia non è stata ancora studiata in profondità. Tuttavia, si pensa che le persone che patiscono di questo disordine tendono a essere ansiose e insicure. È probabile che in qualche momento delle loro vite abbiano patito qualche evento in cui si sono sentiti completamente devastati dall'impotenza, un evento che ha superato la loro capacità di controllo e si siano sentiti osservatori passivi del medesimo.

Meccanofobia:

È definita come paura delle macchine. La si mette in relazione con la tecnofobia. Non si tratta unicamente della paura delle macchine o dei macchinari, ma del rifiuto che ha sofferto la tecnologia dagli inizi della Rivoluzione Industriale. La paura delle macchine e della tecnologia si fece più evidente durante la Seconda Guerra Mondiale, posto che si mise in evidenza l'enorme potenziale distruttivo delle macchine stesse. Più avanti, sul finire degli anni 60, dovuto alla crisi energetica e sotto l'influenza di movimenti sociali ed ecologici, iniziò il dibattito sull'adeguamento delle tecnologie e si originò una preoccupazione pubblica e una presa di coscienza sulle possibili conseguenze negative del progresso tecnologico. Questo si riflesse come un tema ricorrente nella letteratura di fantascienza, e posteriormente, pure nel cinema.

@

scrivi a: fobie@salutare.info

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Salutare 33


Informazione sociale @

Segnalate le campagne a: sociale@salutare.info

La comunicazione e la prevenzione sociale per definizione, aumentano il livello di consapevolezza e conoscenza dei cittadini relativamente a problemi di interesse generale, nella prospettiva di modificare comportamenti o atteggiamenti.

Campagna informativa di prevenzione sulle malattie professionali

È in corso la Campagna nazionale informativa di prevenzione sulle Malattie Professionali, cofirmata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero della Salute, dalle Regioni e Province Autonome e dall’Inail. L’obiettivo è di stimolare la più ampia acquisizione di conoscenze presso i soggetti chiamati a svolgere un ruolo attivo per la tutela della salute nei luoghi di lavoro: datori di lavoro, lavoratori, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medici (di famiglia, ambulatoriali, competenti, etc.).

La campagna è rivolta ai settori trasporti, agricoltura e grande distribuzione, con riferimento, in particolare ai disturbi muscolo-scheletrici e alle malattie respiratorie, comprese le allergopatie. È l’avvio di un Piano di iniziative che, nel tempo, estenderà progressivamente la sfera di azione ad altre tipologie di malattie e ad altri settori produttivi. La Campagna informativa di prevenzione sulle malattie professionali nasce su impulso delle Istituzioni e delle Parti Sociali che compongono la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, di cui all’art. 6 del D.lgs 81/2008.

www.lavoro.gov.it/lavoro/sicurezzalavoro/malattieprofessionali/campagne

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Questo spazio è dedicato alla segnalazione di campagne di informazione sociale, di prevenzione per rendere visibili tutte le iniziative volte a migliorare gli stili di vita.

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Telethon: al via campagna 'Io esisto' per malattie rare Maratona tv dal 9 al 16 dicembre, coinvolte anche le scuole La macchina di Telethon si rimette in moto con una campagna di comunicazione, 'Io esisto', finalizzata a riportare al centro della scena il problema delle malattie rare, cui seguiranno le varie tipologie di raccolta fondi, che coinvolgeranno anche i social network e il mondo scolastico, e la tradizionale maratona televisiva sulle reti Rai che quest'anno

durerà otto giorni, dal 9 al 16 dicembre. L'iniziativa e' stata presentata a Roma, nel nuovo Auditorium dell'Ospedale pediatrico Bambino Geù, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Fondazione Telethon Luca Cordero di Montezemolo e del ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. www.telethon.it

A gennaio AIRC dà il buon anno alla ricerca sul cancro con l'iniziativa "Le Arance della Salute". Basta un contributo associativo minimo di 9,00 euro per ricevere in omaggio una reticella da 2,5 kg di arance rosse della Sicilia, di qualità e provenienza garantite, contrassegnate dal marchio dell'Associazione. Questo contributo consente di fare il pieno di vitamine, far del bene alla ricerca e diventare Soci AIRC per un anno.

Un'idea così salutare, visto che le arance sono fra i protagonisti di una corretta alimentazione, viene diffusa da una campagna pubblicitaria e concretizzata dai Comitati Regionali AIRC che, grazie all'impegno dei volontari, animano le piazze di tutta Italia in una giornata di festa e di incontro. Prossimo appuntamento: 26 gennaio 2013 www.arancedellasalute.it

L’AGESCI come ogni anno aderisce all’iniziativa della 60a Giornata mondiale dei malati di lebbra che si terrà il 27 gennaio 2013 promossa da AIFO. Obiettivo Dell’iniziativa Consentire ad ogni uomo una vita dignitosa promuovendo la salute come diritto fondamentale per tutti. In concreto: allestire un banchetto, domenica 27 gennaio 2013, giorno in cui sarà celebrata la 60a Giornata mondiale dei malati di lebbra nelle piazze, nelle parrocchie, nei centri commerciali ed in altri luoghi delle nostre città (disponibilità minima richiesta ore 09.00/13.00). In tale occasione verranno distribuiti, i vasetti del miele della solidarietà in cambio di donazioni a sostegno dei progetti l’AIFO. Potete trovare sul sito: www.aifo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2343 i moduli per la distribuzione del "miele della solidarietà". Segreteria e Servizi Generali Via Borselli, 4-6 40135 - BOLOGNA fax 051 434046 - tel. 051 4393211 - n. verde 800 55 03 03 www.aifo.it - e-mail: gml@aifo.it Salutare 35


Eventi

CONGRESSI, CONVEGNI, EVENTI e manifestazioni per la Salute e il Benessere

25 - 26 gennaio, Firenze

4° Congresso Regionale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) 4° Congresso Pediatrico Empolese Update in Allergologia, Broncopneumologia, Infettivologia Sede: Hilton Florence Metropole - Via Del Cavallaccio, 36 Segreteria Scientifica Consiglio Direttivo della SIAIP Unità Operativa Complessa di pediatria Azienda Usl 11 - Empoli Nuovo Ospedale San Giuseppe Viale Boccaccio 54 - 50053 Empoli Segreteria Organizzativa - iDea congress Via della Farnesina, 224 - 00135 Roma Tel. 06 36381573 - Fax 06 36307682 e-mail: info@ideacpa.com Internet: www.ideacpa.com

Bologna, 25 - 26 gennaio

Hot Topics in Allergologia

Segreteria Organizzativa AAITO Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri C/O AIM Group - AIM Congress V.le Mazzini, 70 50132 Firenze Tel. 055 233881 - Fax 055 2480246 e-mail: aaito@aimgroup.it Internet: www.aaito.it

Venezia, 15 dicembre 2012

Bellezza armonia e salute: quale relazione?

Attività formativa per: Psicologo Odontoiatra Medico chirurgo. Aspetti relazionali (comunicazione interna, esterna, con paziente) e umanizzazione cure.Specifiche evento: Acquisizione competenze tecnico-professionali:Il modello multidisciplinare/multidimensionale

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del convegno offre nell'ambito dell'aggiornamento continuo l'arricchimento della formazione, patrimonio culturale, fondamento tecnico di ogni operatore della sanità. Luogo: Venezia - Via Mestrina, 86 Crediti assegnati: 5 - Durata del corso: 5 ore Quota di partecipazione: gratuito Organizzazione: Federazione Nazionale Degli Ordini Dei Medici Chirurghi E Degli Odontoiatri www.portale.fnomceo.it

BARI, 14-15 dicembre 2012

CONGRESSO REGIONALE SID-AMD PUGLIA "LA MALATTIA CORONARICA NEL PAZIENTE CON DIABETE MELLITO" Luogo:SHERATON NICOLAUS HOTEL, Segreteria Organizzativa: Centro Italiani Congressi Viale Escrivivà, 28 - 70124 - Bari Tel. 080 54043737 Email: info@cicsud.it - www.cicsud.it

Cagliari, 14 e 15 dicembre 2012

XI congresso regionale simeu: il politrauma

Attività formativa per: Tecnico sanitario di radiologia medica Medico chirurgo Infermiere Fisioterapista. Percorsi clinico-assistenziali / diagnostici / riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura.Acquisizione: competenze tecnico-professionali:esperti nazionali e sardi, medici ed infermieri, appartenenti all'area dell'emergenza e alle altre specialità afferenti al 'trauma team, discuteranno delle problematiche diagnostico-terapeutiche dei traumi cranio-spinali e toraco-addominali, della donna gravida, del bambino e dell'anziano; una sessione particolare verrà inoltre dedicata alle problematiche del 'dolore' e della 'coagulazione' nel traumatizzato.Luogo: Thotel Sala T1 Via Dei Giudicati - Cagliari - Crediti

Napoli, 19 dicembre 2012

Nuove strategie terapeutiche per l’Epatite C

Coordinatore: Prof. Nicola Caporaso Responsabile scientifico: Prof.ssa Filomena Morisco. Il corso rientra nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM) del Ministero della Salute. MGM Congress è accreditato dalla Commissione Nazionale ECM a fornire programmi di Formazione Continua per MMG e Medici Chirurghi Specialisti in Malattie infettive, Gastroenterologia, Medicina Interna e per Biologi. Requisito per la concessione dei crediti è la frequenza al 100% delle ore di formazione. Il Corso, riferimento n° 1126 - 47031 edizione 1, eroga 7,3 crediti formativi Quota di partecipazione:gratuito Organizzazione: Mgm Congress Traversa Pietravalle, 8 - 80131 Napoli Tel. 081 5454285 - Fax +39 081 5465507 mail: info@mgmcongress.org

Roma, 15 e 17 dicembre 2012

73° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia

Informazioni e programma al link: http://tinyurl.com/c5j6mq3 Segreteria Scientifica Società Italiana di Cardiologia Via Po, 24 - 00198 Roma Tel. 0685355854 - Fax 0685356927 E-mail: segreteriascientifica@sicardiologia.it www.sicardiologia.it Segreteria Organizzativa: AIM Group International Sede di Roma Via Flaminia, 1068 - 00189 Roma Tel. 06330531 - Fax 0633053249/0623325619 E-mail: sic2012@aimgroup.eu www.aimgroupinternational.eu

Per comunicare congressi, convegni, eventi e manifestazioni per la Salute e il Benessere Tel.: 0825 74603 e-mail: info@salutare.info

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assegnati: 10 - Durata del corso: 2 ore Quota di partecipazione: gratuito


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1000 litri di acqua corrente di rubinetto

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