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LITTLE BIG PLANET Piccoli pupazzi di pezza piattaforma psp sviluppatore studio cambridge produttore scee versione pal provenienza uk

a cura di Ferruccio Cinquemani

e mi conoscete, un po’ vi aspetterete il mio giudizio finale su Little Big Planet PsP. no, non sbirciate il voto. continuate a leggere. Dunque, innanzitutto spieghiamo Little Big Planet per Ps3 a chi era assente: si tratta di un platform basato su fisica e meccanismi dallo stile grafico unico fornito di qualche decina di livelli creati dagli sviluppatori e un editor che permette ai giocatori di crearne di ulteriori. con una certa classe, l’episodio per PsP mantiene più o meno le stesse caratteristiche fondamentali del cugino disponibile su Ps3. e già questo dovrebbe spingere all’acquisto impulsivo. nonostante l’esperienza sia la stessa, Little Big Planet PsP non è una conversione. Livelli, ambientazioni, musiche e la maggior parte degli oggetti sono totalmente originali. ancora una volta c’è una sorta di tema geografico/storico, con ambientazioni ispirate a paesi o periodi specifici e qui e lì si intravede anche la volontà di studio cambridge di dare un’atmosfera lievemente di-

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versa rispetto a Media Molecule. Dove Little Big Planet viene semplificato è nei punti in cui una console portatile avrebbe avuto problemi. comprensibile, quindi, che in un gioco interamente in 3D con simulazione della fisica su una console portatile manchi il multiplayer che si trova nella versione da casa. e comprensibile anche che i piani di profondità in cui si può muovere il sackboy si siano ridotti a due. Per alcuni giocatori quest’ultimo sarà addirittura un passo in avanti rispetto alla versione Ps3, visto che (al costo di una minore complessità) il sistema a due piani elimina del tutto i problemi di prospettiva del primo gioco. i livelli creati dagli sviluppatori sono una continua successione di esempi di game design intelligente. oltre a fasi platform ben congegnate, vengono sfruttati al massimo i tratti specifici del gioco, come la possibilità di aggrapparsi ad alcuni materiali e l’uso di leve, pistoni e corde. il level design tiene inoltre in considerazione spunti e idee visti nei migliori

livelli creati dagli utenti su Ps3. in un certo senso studio cambridge ha costruito su un anno di continue sperimentazione della community di creatori di livelli su Ps3. alla fine, la varietà di situazioni è anche maggiore dell’originale. come gioco in sé, Little Big Planet è di gran lunga il miglior platform su PsP e fra i migliori usciti negli ultimi tempi. il problema principale, però, sta proprio nella sua caratteristica più innovativa, l’editor. oltre a essere un po’ più rozzo rispetto a quello su Ps3, le dimensioni dello schermo scoraggiano la creazione di livelli troppo dettagliati. oltre alla difficoltà insita nel creare un livello interessante, il fatto di dover combattere con uno schermo da qualche pollice potrebbe essere un ostacolo troppo grande per la maggioranza dei giocatori. e poi perché spendere ore per creare un livello per la versione PsP? Una spiacevole conseguenza di tutto ciò è che fra i livelli creati dagli utenti è più difficile trovare le perle che si trovano nella versione Ps3. Ma oltre a questo problema,

Little Big Planet PsP, senza averne colpa, soffre di un altro difetto. il fatto che esista una versione Ps3 in qualche modo limita l’impatto di questo gioco. Little Big Planet è un tipo di prodotto che non convive molto bene con sequel o spinoff e funziona meglio con un’evoluzione graduale sulla piattaforma per cui è stato creato. se non ci fosse un precedente, ci troveremmo di fronte a un gioco superlativo, migliore di qualsiasi altro titolo per portatile uscito nel 2009. Per ciò che è Little Big Planet rimane comunque iL gioco da avere se si ha una PsP, tuttavia il voto di questa recensione è per forza un compromesso fra la qualità del gioco in sé e l’impatto che un prodotto simile può avere per chi ha accesso a una Ps3. 8 La colonna sonora ha lo stesso stile a metà fra world ed indie del predecessore. La quantità e qualità dei brani è enorme e la sintonia coi livelli riesce a dare al gioco un tono del tutto peculiare

Babel#020  

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