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TEATRO A CORTE Il Teatro Europeo in scena nelle Dimore Sabaude

Nel suo ormai lungo percorso che supera i confini tra le arti, i linguaggi, le culture e che risponde, nei fatti e nel tempo, a una vitalità progettuale di respiro europeo, Teatro a Corte costruisce una propria, personalissima immagine di singolare creatività e ricchezza, contrassegnata dallo stretto legame degli spettacoli con l’architettura e la storia dei luoghi. La cifra stilistica è da sempre votata alla contemporaneità, e costante la passione per i confini delle forme e la contaminazione dei linguaggi, che sceglie come scenografia la magnificenza architettonica delle corti del passato: linguaggi in scena dunque, che su palcoscenici di grande suggestione, dalla Reggia di Venaria al Castello di Racconigi, al Castello di Agliè, a quello di Rivoli faranno rivivere queste straordinarie testimonianze storiche e artistiche, luoghi dal significato emblematico nella storia della cultura. Teatro a Corte ha trovato nella corona di dimore sabaude spazi altamente evocativi, nei quali territorio ed evento si intrecciano in un gioco di valorizzazione reciproca. Un impegno che si è rinnovato nel tempo, in linea con l’impegno del Piemonte nella valorizzazione dei beni architettonici d’eccellenza, che sempre più spesso si sposa con l’allestimento di progetti capaci di offrire singolari opportunità di conoscenza, crescita culturale e aggiornamento del gusto. Il programma 2013, cangiante e sempre stimolante, ospita prestigiose compagnie europee accanto a significative realtà piemontesi, artisti di grande notorietà e giovani scelti tra il meglio della scena internazionale, in una declinazione a tutto tondo di un genere per sua natura aperto agli intrecci e alle ibridazioni con differenti linguaggi espressivi qual è il circo contemporaneo, protagonista di questa edizione. L’interesse e la forza del progetto risiedono senza dubbio nell’aver saputo costruire negli anni un prezioso intreccio di rapporti di collaborazione con artisti, compagnie e centri di creazione internazionali per coproduzioni e progetti, entrando in una rete di condivisione artistica che ha consentito di portare nella nostra regione le più interessanti sperimentazioni nei diversi linguaggi espressivi e i nuovi fermenti artistici a livello europeo.

L’Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Michele Coppola


La cifra stilistica della Fondazione Piemonte Europa, espressa chiaramente dal nome che si è data, è quella di cogliere il rapporto stretto che esiste fra un territorio ben definito geograficamente e il grande respiro dell’Europa. “Glocal” si direbbe oggi, ma in realtà la tensione che si realizza anche in questa nuova edizione di Teatro a corte -che è nato dalla scelta innovativa del Tpe- è molto più vasta: esprime la capacità di sentirsi veramente europei, di riconoscere nella propria storia, nelle tradizioni, nella cultura una comunanza profonda con gli altri Stati dell’Ue. In un momento di crisi profonda, economica prima di tutto ma anche della capacità di riconoscersi nelle istituzioni, di sentire la modernità come forza per inventare il futuro, rivendicare un’aspirazione europeista è di grande importanza. Teatro a Corte ha scelto di percorrere questa strada con un linguaggio inusuale, che mescola poesia e suggestione, fa incontrare artisti internazionali e piemontesi nelle dimore storiche sabaude, fa leva sulla forza delle immagini più ancora che sulle parole e le lingue per andare incontro al pubblico, in un’ottica non solo internazionale. E’ capace di abbracciare e coinvolgere ogni persona, indipendentemente dall’età e dalla provenienza, e lo fa creando un clima di festa e condivisione, che coniuga la leggerezza dell’intrattenimento allo stimolo a costruire un’Europa delle culture. Il territorio della provincia di Torinoe tutto il Piemonte traggono linfa e vitalità da offerte artistiche come questa, e l’apprezzamento è dimostrato dalla confermata fiducia accordatagli da tutti i partner istituzionali. Un sostegno che la Provincia di Torino intende come volontà di assegnare alla Cultura un ruolo primario nella storia di questa contemporaneità.

L’assessore alla cultura Marco D’Acri

www.provincia.torino.gov.it Via Maria Vittoria 12 - 10123 TORINO TEL. 011 8612204 - FAX 0118612797 E-MAIL: stampa@provincia.torino.it


Anche quest’anno torna Teatro a Corte con una rassegna che, come sempre, spazia sapientemente attraverso i principali linguaggi espressivi, ponendo al centro la ricerca e le nuove frontiere del teatro, della danza, del circo e delle performing art. Edizione dopo edizione Teatro a Corte si è imposto sul piano internazionale come una delle massime rappresentazioni e, se vogliamo, la cartina di tornasole di un’offerta come quella torinese e piemontese, di un sistema che non ha mai privilegiato un'arte fra le altre, coltivando una pluralità di vocazioni culturali, continuando a cimentarsi in ognuna di esse con spirito indagatore, ad ogni latitudine e longitudine. Infatti, Teatro a Corte è indubbiamente un punto di riferimento per le contaminazione artistica, un laboratorio di contemporaneità, una vera e propria palestra di futuro. Colgo quindi l’occasione per esprimere un sincero ringraziamento al Direttore Beppe Navello e all’intero team della Fondazione Teatro Piemonte Europa che nuovamente saprà offrirci un’occasione straordinaria per incontrare e apprezzare il meglio delle arti performative a livello internazionale.

L’Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della Città Maurizio Braccialarghe


L’edizione 2013 di Teatro a Corte, come da tradizione, continua il suo percorso da un lato di valorizzazione dei beni architettonici d’eccellenza delle residenze sabaude, dall’altro di imperdibile vetrina della migliore creatività contemporanea europea. In questa direzione opera Teatro a Corte, che ha trovato nei meravigliosi spazi dei castelli e delle regge piemontesi luoghi di grande suggestione evocativa: territorio e evento si intrecciano in un gioco di valorizzazione reciproca, creando occasioni di crescita culturale e turistica. Anche l’edizione 2013 non tradisce le aspettative presentando una prestigiosa “vetrina” della scena artistica olandese e spettacoli provenienti da 10 paesi europei. Infine un ringraziamento a tutti gli Enti e Istituzioni che non hanno mai fatto mancare al festival il loro imprescindibile sostegno.

Maddalena Bumma Presidente Fondazione Teatro Piemonte Europa


Teatro a Corte ritorna a luglio, come ogni anno, puntuale: ed è la conferma di un appuntamento necessario con le residenze sabaude del Piemonte, un appuntamento consolidato, atteso e apprezzato dagli artisti dello spettacolo dal vivo di tutta Europa in particolare per il confronto che propone tra la creazione contemporanea e l’architettura e i giardini regali dell’epoca barocca, corona di delizie intorno a Torino. Quest’anno il rapporto tra i beni culturali e il teatro si rafforza ancora di più: il cuore del festival si sposta dalla Cavallerizza a Palazzo Reale, dove saranno la biglietteria, la sala stampa e il luogo degli incontri tra artisti e giornalisti, per sottolineare con forza la peculiare identità della rassegna. E siamo grati alla Direzione Regionale per i Beni Culturali del Piemonte che ha incoraggiato e aiutato questo percorso. L’invitato d’onore è il teatro dei Paesi Bassi: la vetrina tradizionalmente dedicata a una nazione europea rivolge lo sguardo verso cinque artisti olandesi; forme diverse e meticce, danza, performing art, video, teatro d’improvvisazione. Torino celebra anche così, insieme all’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, al Dutch Performing Arts e con la Treaty of Utrecht Foundation, il trecentesimo anniversario del Trattato di Utrecht, che ha riportato la pace in Europa dopo la guerra di successione spagnola e rafforzato il ruolo del Piemonte innalzandolo al rango di Regno di Sardegna, futuro motore del processo di unificazione italiana. Altri fili rossi del nostro festival: la “Nouvelle Magie”, ultima declinazione del Nouveau Cirque, che si esprime in molte creazioni francesi (e non soltanto) del nostro programma e che ci vede impegnati in una proposta condivisa con gli amici di Torinodanza e del Circolo dei Lettori. Ventuno compagnie di dieci paesi in calendario: Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Polonia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svizzera, Ungheria. Cinque siti sabaudi toccati dal festival: Aglié, Racconigi, Rivoli, Venaria Reale e, nel comune di Druento, un’immersione nell’eccezionale sito naturalistico della foresta della Mandria. Un grazie sentito alle istituzioni che ci sostengono, prima di tutto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Piemonte oltre che il Comune di Torino e le fondazioni bancarie del territorio perché, nonostante le perduranti difficoltà di bilancio, hanno voluto riaffermare la fiducia convinta nell’azione di Teatro a Corte; ma anche ai collaboratori francesi e italiani del festival che, nonostante le incertezze e le fragilità delle politiche per la cultura di tutta Europa, hanno raddoppiato i loro sforzi da tempo perché il festival possa continuare a esistere. Una rassegna di questa ricchezza si costruisce con l’anticipo di almeno un anno, quando le certezze operative sono ancora lontane. E dunque questa bella edizione 2013 è soprattutto opera loro e del loro impegno ed entusiasmo. Ma da questo momento sarà opera del pubblico che, ne siamo certi, ci seguirà con l’entusiasmo e la curiosità di sempre, ingrediente fondamentale del successo della manifestazione. Benvenuti nelle dimore sabaude del Piemonte dal 5 al 21 luglio 2013!

Beppe Navello Direttore Fondazione Teatro Piemonte Europa


Fonds Podium Kunsten NL Fonds Podium Kunsten è un fondo culturale destinato alla musica, al teatro musicale, alla danza e al teatro dei Paesi Bassi. A nome del governo olandese supporta le performing arts a livelli professionistici. Supporta la qualità nel senso più ampio del termine, riferita e destinata ad un pubblico il più vasto possibile: l’obiettivo infatti di Fonds Podium Kunsten è parlare il linguaggio degli artisti, creare tra loro connessioni concettuali ed essere riconosciuto come importante punto di riferimento. Allo stesso tempo, il Fonds Podium Kunsten vuole distinguersi per chiarezza e trasparenza nei processi di decision-making, distribuendo annualmente un budget di approssimativamente € 43 milioni di contributo pubblico. Accanto ad accordi di supporto quadriennali, il fondo offre supporti programmatici e individuali per compositori e performer. Un’attenzione particolare è data all’internazionalizzazione, alla diversità culturale e all’imprenditorialità di artisti, compagnie e manifestazioni. Stimolare l’innovazione nel processo di creazione, produzione e programmazione è uno dei compiti specifici del fondo. Fonds Podium Kunsten conta più di 50 dipendenti e collabora con un’equipe di collaboratori composta da più di 100 specialisti. Direttrice generale è Henriëtte Post. Per maggiori informazioni è possibile contattare: Anja Krans, Senior International Project Manager - Anja@DutchPerformingArts.nl

Dutch Performing Arts Dutch Performing Arts è rivolto alla promozione del teatro, della musica e della danza dei Paesi Bassi. Ideiamo e realizziamo progetti di collaborazione internazionale e organizziamo vetrine per festival ed incontri internazionali. www.dutch-performing-arts.nl

Avveniristica, radicale, intelligente, l’arte contemporanea olandese riscuote di giorno in giorno maggiore successo. Presenti presso le principali istituzioni, fondazioni e musei, gli artisti olandesi sono diventati protagonisti immancabili del panorama culturale internazionale. Le sezioni culturali dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi desiderano stimolare la conoscenza dell’arte contemporanea olandese in Italia. La promozione dell’attività culturale avviene attraverso una politica di sostegno concreto ai progetti, con contributi reali volti alla diffusione e all’accrescimento delle iniziative più valide e significative. Tra gli eventi di particolare rilevanza di quest'anno rientra sicuramente il focus olandese del festival Teatro a Corte promosso dalla Fondazione TPE di Torino, che rappresenterà un'unica e stimolante opportunità per conoscere il meglio della scena teatrale contemporanea olandese. Per maggiori informazioni e per seguire più da vicino le iniziative culturali olandesi in Italia, vi invitiamo a visitare il nostro profilo istituzionale www.facebook.com/olandiamo.in/italia, www.twitter.com/olandiamo e/o iscriversi al notiziario culturale olandese distribuito ogni mese via digitale: www.holland.it o www.olanda.it Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi Ambasciata, Roma: rom-pcz@minbuza.nl – 06 32286232 Consolato Generale, Milano: mil-pcz@minbuza.nl – 02 48558429


Torino e Utrecht celebrano il Trattato di Utrecht

Le città di Torino (Italia) e Utrecht (Paesi Bassi) colgono l’opportunità del trecentesimo anniversario del Trattato di Utrecht per organizzare congiuntamente diversi eventi per il 2013. Artisti, scienziati e giovani delle due città si incontreranno per attività che verranno organizzate sia a Torino, sia a Utrecht. Le performance degli artisti Dries Verhoeven e Boukje Schweigman, entrambi di Utrecht ed ospiti di Teatro a Corte a Torino, rientrano appieno in questo programma di scambio. Le loro performance sono programmate a Torino dal 5 al 7 luglio. Nel 1713 la città di Utrecht è stata, per alcuni mesi, il centro del mondo. Nell’edificio che ospita il Consiglio Comunale, i rappresentanti delle più potenti nazioni d’Europa negoziarono la pace per porre fine alla Guerra di Successione Spagnola. Il risultato fu il Trattato di Utrecht, ovvero una serie di accordi bilaterali. Attraverso uno di questi, firmato l’11 aprile 1713 dal Re di Francia e dal Duca di Savoia, al Piemonte venne assegnata la Sicilia (poi scambiata per la Sardegna) e il titolo di Regno: questo pose le basi per la moderna Italia. La città di Utrecht celebra il 300esimo anniversario di questo successo diplomatico nel 2013 attraverso un programma internazionale. www.treatyofutrecht.com #vrede2013 Questo programma è coordinato dalle seguenti organizzazioni: Fondazione Teatro Piemonte Europa, Città di Torino, Città di Utrecht, Performing Arts Fund NL, Treaty of Utrecht Foundation, Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi e Dutch Performing Arts. Per maggiori informazioni è possibile contattare: Raffaella Scalisi Città di Torino – Ufficio Relazioni Internazionali raffaella.scalisi@comune.torino.it Gertrud van Dam Città di Utrecht – Uffici Relazioni Internazionali g.van.dam@utrecht.nl


COMUNICATO STAMPA

Il Teatro Europeo in scena nelle Dimore Sabaude dal 5 al 21 luglio 2013 3 week-end all’insegna dello spettacolo immersi nella natura e nel patrimonio storico-architettonico 21 compagnie internazionali di 10 differenti nazionalità Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Svizzera, Ungheria

23 spettacoli / 13 prime nazionali / 7 creazioni site-specific 1 vetrina olandese / 12 differenti location in 6 comuni Agliè, Druento, Racconigi, Rivoli, Torino, Venaria Reale

Teatro a Corte 2013 presenta la sua 14ª edizione dal 5 al 21 luglio 2013 a Torino e in alcune delle più affascinanti dimore sabaude del Piemonte, dalla Reggia di Venaria al Castello di Racconigi, dal Castello di Agliè a quello di Rivoli, scenario di alcuni tra i più interessanti spettacoli della nuova scena europea, fra circo, danza, teatro e arti performative. Per la prima volta anche la foresta della Mandria sarà il palcoscenico di una performance, quella di Alexandra Broeder. Sede di spettacoli saranno inoltre il Teatro Astra (gestito per il quarto anno dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa), Piazza Castello a Torino e le Officine Grandi Riparazioni, altro luogo nuovo per il festival dove si svolgeranno due performance e la festa per il pubblico, gli artisti e gli operatori che il 6 luglio prossimo saluteranno il varo dell’edizione 2013. Altra novità di quest’anno è il trasferimento del cuore del festival dentro e accanto al Polo Reale torinese: la sala stampa nel Palazzo della Regione a Piazza Castello, la biglietteria a Palazzo Reale, la sede delle colazioni e degli incontri tra artisti, giornalisti e pubblico nella splendida cornice dell’Ufficio di Frutteria, oggi Caffetteria di Palazzo Reale. •

Una vetrina olandese con diversi progetti site specific, fra natura e spazi urbani.

L’Olanda è il paese cui è dedicata la vetrina internazionale di questa edizione che, in occasione dei 300 anni dalla firma del trattato di Utrecht e dei festeggiamenti che legano la città olandese a Torino, presenta il lavoro di un gruppo di artisti d’eccezione, impegnati in una serie di progetti site specific che condurranno il pubblico all’incontro con piccole e grandi emozioni in un bosco, per le stanze di un castello, su di un autobus, in un container o in un tunnel sintetico che dialoga con il paesaggio. Dries Verhoeven in The Big Movement (5, 6, 7 luglio) trasformerà il traffico di piazza Castello e il brulicare dei passanti in una coreografia che racconta l’Occidente visto con gli occhi di una ragazzina asiatica, da osservare in diretta, ma come se si fosse al cinema; Boukje Schweigman (5, 6, 7 luglio) in Blow conduce il pubblico in un morbido spazio ancestrale, fatto di materiali sintetici, per poi portarlo dantescamente a “riveder le stelle” del paesaggio che si perde nell’infinito di Venaria Reale; Nick Steur (12 e 13 luglio) in Freeze! Answers are blowing in the wind giocherà con lo stupore infantile che abita in ciascuno di noi, scovandolo con la naturalezza e la semplicità di un’insolita passeggiata in un bosco o nelle stanze di un castello (Nick infatti realizza creazioni singolari, disponendo e impilando pietre in modi inimmaginabili); Alexandra Broeder (19 e 20 luglio) realizzerà WasteLand all’interno del Parco La Mandria, un percorso speciale e del tutto misterioso in cui la sorpresa e l’inatteso sono il vero motore delle azioni; gli italiani C.ie Zerogrammi, dopo la realizzazione di una fortunatissima coproduzione premiata con il prestigioso Golden Mask in seno alla vetrina russa del Festival nel 2011, collaborano ora con il festival Oerol, nell’isola olandese di Tershelling, per la realizzazione di Wolkenheimat | Trattato della lontananza (12 luglio), un evento speciale che unirà i due festival. La danza olandese è rappresentata al festival da Keren Levi (19 luglio) con la prima nazionale di The Dry Piece, uno spettacolo sul valore del corpo nella società contemporanea fra azioni dal vivo e immagini in video.


Cinque volte Circo: di ricerca, bucolico, thriller, magico e contaminato con la danza.

L’edizione 2013 offre uno spaccato prezioso delle nuove declinazioni di un genere in continua trasformazione: il circo contemporaneo, spaziando dalla Francia alla Finlandia fino alla Spagna. Dalla Francia, per l’apertura del festival il 5 e 6 luglio, arriva in prima nazionale un fenomeno culto, il giovane collettivo Ivan Mosjoukine, acclamato dalla critica d’oltralpe, con uno spettacolo definito “circo di ricerca”, dal titolo De nos jours [Notes on the circus] in cui prendono vita 80 vignette sul tema del circo per realizzare un destabilizzante manifesto artistico alla base del quale c’è un principio semplice e chiaro: tutto viene mostrato nel suo farsi, senza trucchi o effetti speciali, perché “è quel che si vede ad essere magico”. Non rinunciano però alla magia due maghi di professione, il finlandese Kalle Nio e il francese Yann Frisch, esponenti di rilievo della “Nouvelle Magie”. Sabato 6 luglio, Kalle Nio presenta in prima nazionale presso le Officine Grandi Riparazioni, Lähtö/Départ la sua ultima creazione, abile incrocio fra circo, danza, arti visive e magia che racconta di una coppia in crisi immersa in un labirinto di specchi nel mezzo di un salotto borghese con abiti volanti e mobili sospesi. Prima del debutto di Lähtö/Départ è prevista un’installazione dello stesso Nio, Bardo dove delle brevi proiezioni video in loop diventano ologrammi fluttuanti ispirati al cinema di Godard, Ichikawa e Antonioni. Sabato 13 luglio è la volta di Yann Frisch, giovane talento francese, vincitore del campionato Europeo di magia nel 2011 e di quello Mondiale nel 2012, al quale il festival dà “carta bianca” per un progetto dedicato alla figura del clown che andrà in scena al Castello di Rivoli. É invece un clima bucolico quello che si respira nel circo “poetico-agricolo” dell’Atelier Lefeuvre & André (13 e 14 luglio) che in La serre, piccolo gioiello sull’essenza dell’arte circense, accoglie gli spettatori sotto una vera serra con tanto di manto erboso e clown davvero ecologici: due giardinieri armati di carriola e badile. Stessa atmosfera intima per il danese Karl Stets che tuttavia contamina il suo circo stravagante con il thriller e l’horror, presentando a Teatro a Corte il cavallo di battaglia Cuerdo (13 e 14 luglio) in cui è alle prese con 3 corde, 9 trappole per topi pronte a scattare, un grammofono e un pesciolino. E infine il circo che si contamina con la danza. Dopo il successo della scorsa edizione torna al festival Yoann Bourgeois (20 luglio) con il nuovo lavoro La balance de Lévité, una forma breve che indaga il punto in cui il corpo rimane sospeso, senza punti d’appoggio, e solo allora ogni cosa diventa possibile. •

Due fenomeni della scena di lingua inglese: da Londra 1927, da Limerick Colin Dunne.

Molto attesi gli inglesi di 1927, definiti dall’Observer “uno dei fenomeni più brillanti del nuovo teatro inglese” e dal Times “un astro in ascesa”, che arrivano per la prima volta in Italia con The Animals and the Children took to the Streets (19 e 20 luglio) salutato dalla stampa britannica come “uno spettacolo dalla bellezza travolgente”. Reduce da una tournée in America, Cina e Russia, la giovane compagnia propone un folgorante mix di cinema d’animazione, teatro di figura e musical da camera (con musica rigorosamente dal vivo). Dall’Irlanda è atteso invece Colin Dunne, con l’applauditissimo Out of time (7 luglio), una corsa a perdifiato nella danza tradizionale irlandese contaminata con la contemporaneità, in un solo che secondo The Guardian genera “un’inaspettata e sensuale bellezza”. •

Le creazioni in situ, la chiusura del festival a Venaria e tanto altro ancora…

Espressione concreta del desiderio di Teatro a Corte di coniugare la scena contemporanea con il patrimonio storico delle dimore sabaude, le creazioni in situ rappresentano un momento fondante del festival e affidano ad artisti internazionali il compito di dialogare con le architetture e gli spazi delle dimore sabaude per offrire al pubblico emozioni uniche. In questa ottica sono nati i già citati spettacoli e performance di Alexandra Broeder, della C.ie Zerogrammi, Yann Frisch e Nick Steur. Come creazioni in situ, figurano inoltre la nuova creazione di Gabriella Cerritelli, Attack in Racconigi (20 luglio), un’indagine dall’interno di un cono claustrofobico sul rapporto tra corpo e spazio e due brevi lavori di Paolo Mohovich, Addì, 12 luglio 1833 (12 luglio) che segna la straordinaria riapertura per soli 50 spettatori a replica del Teatrino di Corte del Castello di Agliè e Orlando (14 luglio) tratto da Virginia Woolf, che segna l’eccezionale ritorno sulle scene dello stesso Mohovich nella magnifica cornice della Galleria di Diana nella Reggia di Venaria Reale. Ultimo progetto in situ è quello della compagnia La Voce delle Cose che, con Macchina per il teatro incosciente (5, 6, 7, 12, 13, 14, 19, 20 luglio), accompagnerà il pubblico prima e dopo gli spettacoli del festival in un rapido intrattenimento animato da cucchiai di legno, viti, bulloni e mollette. Sono ancora da ricordare altri spettacoli internazionali: dalla Polonia il Teatr Polski di Bielsko-Biala (con cui la cui la Fondazione TPE ha intrapreso una fruttuosa collaborazione) presenta in prima nazionale lo spettacolo Chewingum revolution in scena sabato 20 luglio, recitato in lingua italiana, che è un divertente spaccato di


vita quotidiana in Polonia sotto la dittatura socialista; e dalla Svizzera e dall’Ungheria la compagnia József Trefeli, presenta la nuova creazione JINX 103, vicina al percorso di Colin Dunne per il lavoro di commistione tra la danza contemporanea e le danze tradizionali ungheresi. La musica non manca al festival con il concerto Italiani di tre piemontesi d.o.c: Giorgio Li Calzi (trombettista e compositore), Johnson Righeira (duo Righeira), Righeira), Gianluigi Carlone (sassofonista della Banda Osiris) nella suggestiva cornice della Reggia di Venaria il Venaria il 14 luglio. Continua per il secondo anno la collaborazione tra Teatro a Corte, Festival delle Colline Torinesi, Festival Sul Filo del Circo e Live - Fondazione Piemonte dal Vivo all’interno del Progetto C3+, per sviluppare progetti internazionali di teatro contemporaneo, armonizzare i calendari, condividere non solo spettacoli e iniziative, ma anche servizi per il pubblico. Le compagnie accompagnate dal progetto quest’anno sono: Maniaci d’Amore, Proxima Res, Teatrul Act per Colline Torinesi; Circopitanga, Lou ar bicause, Nanirossi per Sul Filo del Circo. Per Teatro a Corte figurano i già citati Trattato della lontananza della C.ie Zerogrammi, Attack in Racconigi di Gabriella Cerritelli, Addì, 12 luglio 1833 e Orlando di Paolo Mohovich. Chiude il festival (21 luglio) Page Blanche, grande spettacolo di Luc Amoros che monterà grazie ad una impalcatura un’enorme pagina bianca sulla facciata della Reggia di Venaria. Si creerà così un affresco collettivo e un fumetto virtuale, creato da una mezza dozzina di pittori-cantanti. Diretto da Beppe Navello, ideato e realizzato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa con il sostegno di di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino, Fondazione CRT, il festival ospita nel corso di 3 week-end 21 compagnie di 10 differenti nazionalità (Italia, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Ungheria) per 23 spettacoli di cui 13 prime nazionali e 7 creazioni site-specific, 1 vetrina olandese e 12 differenti location in 6 comuni (Agliè, Druento, Racconigi, Rivoli, Torino, Venaria Reale). Informazioni per il pubblico: tel. +39 011.5119409 - info@teatroacorte.it - www.teatroacorte.it


! venerdì 5 Luglio

sabato 6 Luglio

domenica 7 Luglio

Dries Verhoeven The Big Movement Dries Verhoeven The Big Movement TORINO

La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente APERITIVO INAUGURALE Ivan Mosjoukine De nos jours

La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente Ivan Mosjoukine De nos jours

Dries Verhoeven The Big Movement

Kalle Nio Bardo Kalle Nio Lahto OPENING PARTY Boukje Schweigman Blow

VENARIA REALE

Boukje Schweigman Blow

Boukje Schweigman Blow

Colin Dunne Out of time La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente

venerdì 12 Luglio TORINO

sabato 13 Luglio

domenica 14 Luglio

Atelier Lefeuvre & André La serre

Atelier Lefeuvre & André La serre

Nick Steur Freeze!

AGLIÈ

C.ie Zerogrammi Wolkenheimat | Trattato della lontananza Paolo Mohovich Addì, 12 luglio 1833 La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente Nick Steur Freeze! Karl Stets Cuerdo Yann Frisch Morceaux de Clown

RIVOLI

C.ie Trefeli JINX 103 La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente Karl Stets Cuerdo Paolo Mohovich Orlando VENARIA REALE

La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente Li Calzi / Righeira / Carlone Italiani venerdì 19 Luglio 1927 The Animals and the Children took to the Streets

TORINO

Keren Levi The Dry Piece La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente

sabato 20 Luglio

domenica 21 Luglio

Holewinska / Talarczyk Chewingum Revolution 1927 The Animals and the Children took to the Streets Yoann Bourgeois La balance de Lévité Gabriella Cerritelli Attack in Racconigi

RACCONIGI

La Voce delle Cose Macchina per il teatro incosciente

VENARIA REALE !

Alexandra Broeder WasteLand

Alexandra Broeder WasteLand

Alexandra Broeder WasteLand Luc Amoros Page Blanche


5, 6 e 7 luglio (VENARIA REALE: Reggia) BOUKJE SCHWEIGMAN Blow

PRIMA NAZIONALE

vetrina PAESI BASSI danza / performance

ideazione Boukje Schweigman, Cocky Eek in collaborazione con Ibelisse Guardia Ferragutti / regia Boukje Schweigman / design Eek Cocky con Ibelisse Guardia Ferragutti, Felix Schellekens, Jochem Rijsingen, Alondra Castellanos / musiche Jochem van Tol / tecnica Jurr Diggele lighting design Hugo Hendrickx / sound design Gjalt Vlam / consulenza artistica Theun Mosk / costumi Miek Uittenhout / produzione Yoni Vermeire assistente alla regia Ellen Schuring / assistente di progettazione Esmee Thomassen / immagine Jona Rotting / fotografia Arjan Benning un ringraziamneto a Kondor Wessels Progetti, Hannah Shanks, Rosa Radsma con il sostegno di Performing Arts Fund NL, Dutch Performing Arts, Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Treaty of Utrecht Foundation, Città di Utrecht e Città di Torino e in collaborazione con Festival di Oerol

Che cosa si prova ad entrare in una bolla di sapone gigantesca e sentirsene parte, fino quasi a scomparire? Blow, ultima creazione di Schweigman, esplora i confini fra interno ed esterno tra spazi chiusi e spazi aperti, mondi contigui che ogni giorno attraversiamo e che costantemente si trasformano. Lo spettatore è posto di fronte al consueto gioco del teatro: entrare in uno spazio e assistere ad una performance. Ma ad un certo punto lo spazio lo ingloba, lo fa entrare in una “bolla”, un gigantesco blob che invade tutta la stanza e solo allora si apre per lui un’altra dimensione, inaspettata, fonte di un’esperienza fisica ed emozionale forte, che si crea in maniera unica, a contatto diretto con l’artista. Questo è il mondo di Boukje Schweigman, questa la sua poetica che rende lo spettatore davvero consapevole della sua fisicità e della sua presenza accanto a quella dell’artista, viatico per un viaggio in un mondo inesplorato. Boukje Schweigman Artista olandese multidisciplinare, non utilizza la parola ma crea un linguaggio dalla grande fisicità, capace di entrare in maniera immediata in relazione con lo spettatore attraverso il passpartout delle immagini e dell’uso dello spazio e del corpo. La stampa ha definito il suo lavoro “autentico, poetico, intimo”, numerosi sono i riconoscimenti che ha ricevuto e i Paesi in cui ha presentato le sue originalissime performances: Cina, Libano, Bielorussia, Bolivia, Europa. Il lavoro della Schweigman non può essere paragonato a specifici generi teatrali, va dritto alle emozioni e ai sensi. Lo spettatore capisce da subito che non sta assistendo ad una rappresentazione ma è parte di un processo, è in viaggio verso un mondo surreale che si rivela solo quando saltano i confini tra lo spazio del pubblico e lo spazio del performer.

schweigman.org 5, 6 e 7 luglio (TORINO: Piazza Castello) DRIES VERHOEVEN The Big Movement

PRIMA NAZIONALE

vetrina PAESI BASSI video performance

un progetto di Dries Verhoeven drammaturgia Nienke Scholts e Paulien Geerlings sviluppo software Sylvian Vriens con il sostegno di Performing Arts Fund NL, Dutch Performing Arts, Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Treaty of Utrecht Foundation, Città di Utrecht e Città di Torino e in collaborazione con Festival di Oerol

Un container immerso nel traffico e nella frenesia quotidiana. Dentro, come in un vecchio cinema, su poltroncine di velluto rosso, 22 spettatori assistono in tempo reale alle azioni del mondo circostante che vengono trasformate in un documentario, con tanto di sottotitoli e voce off in cinese. La voce descrive il lento declino della società trasformata in un mondo sempre più individualista. Ma, ad un certo punto, la pellicola si riavvolge e quei movimenti che inizialmente erano il riflesso di tanti mondi individuali, ora sembrano una coreografia di gruppo. Il quotidiano si lascia bloccare, sezionare, penetrare e, grazie alla distanza del linguaggio documentaristico, approda all’universale. È la società occidentale letta con gli occhi della cultura asiatica, dove il bene comune risulta più importante degli interessi di ciascuno. Dries Verhoeven Olandese, classe 1976, ha studiato design teatrale all’Accademia di Belle Arti di Maastricht e poi ha lavorato come scenografo, sviluppando un interesse particolare per il rapporto fra le arti visive e il teatro, considerato una forma di esperienza totale. Avvia un percorso personale e, nel 2009, grazie al sostegno del Performing Arts Fund, crea la compagnia Room with a view, attiva a Utrecht. Nel suo lavoro mira ad un coinvolgimento diretto del pubblico: in Live Streaming (2010) crea un internet café in cui ogni spettatore è a contatto diretto con un performer che si trova a 8000 km di distanza, in The Dark Room gli spettatori condividono lo spazio scenico con dei performer ciechi e provano a percepire lo spazio in maniera differente, in No man's land Verhoeven realizza un progetto con 20 immigrati che nel 2008 gli vale un prestigioso premio, il Dutch Mime, ultimo di numerosi riconoscimenti importanti.

driesverhoeven.com


5, 6 e 19 luglio (TORINO: Piazza Castello) - 7 e 14 luglio (VENARIA REALE: Vie del centro) 12 luglio (AGLIÈ: Castello) - 13 luglio (RIVOLI: Castello) - 20 luglio (RACCONIGI: Castello) LA VOCE DELLE COSE Macchina per il teatro incosciente

CREAZIONE IN SITU

ITALIA installazione

produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa

Cucchiai di legno, bulloni, viti, metri da falegname, mollette e pinze prendono nuova vita e diventano i veri protagonisti di fiabe e classici della letteratura: sono le Macchine per il teatro incosciente, installazioni tra arte, gioco e teatro, create a partire da valigie trasformate in teatrini di oggetti. Il risultato è originale, curioso e divertente: chiunque, anche un bambino, può riuscire in questo teatro self-service a raccontare le storie senza tempo che le macchine suggeriscono, alternandosi tra vari personaggi e nei diversi ruoli a riscoprire favole, commedie e romanzi. Due giocatori per ogni valigia, un animatore e uno spettatore, per alcuni minuti collaborano alla creazione di questa sorprendente trasformazione di cose quotidiane, per un intrattenimento rapido e brillante. La Voce delle Cose Luì Angelini e Paola Serafini, bergamaschi, lavorano insieme dal 1978 e fondano La Voce delle Cose nel 2003. La loro ricerca verte sull’uso narrativo degli oggetti e la loro riqualificazione estetica: Anfitrione, Cappuccetti Rossi, Iliade e Shakerspeare, una deliziosa serie di microteatro in cui gli utensili da cocktail contenuti da un banale vassoio da bar mettono in scena le tragedie shakespeariane. Dal 2000 si concentrano sulle Macchine per il teatro incosciente: svincolano la ricerca sugli oggetti e le loro potenzialità estetico-narrative dalla consueta struttura teatrale, per liberarne le possibilità. Le storie inconsapevolmente messe in scena sono le più varie: fiabe (Cappuccetto rosso, Biancaneve e Cenerentola), tragedie (Romeo e Giulietta), storie vere (Lo sbarco sulla Luna), romanzi (Frankenstein), fiabe-romanzo (Pinocchio), fino ai miti biblici (Adamo ed Eva). Alla ricerca del grado zero del teatro degli oggetti.

lavocedellecose.it

5 e 6 luglio (TORINO: Teatro Astra) IVAN MOSJOUKINE De nos jours [Notes on the circus]

PRIMA NAZIONALE

FRANCIA nouveau cirque

una performance di Ivan Mosjoukine / ideata e realizzata da Erwan Ha Kyoon Larcher, Vimala Pons, Tsirihaka Harrivel, Maroussia Diaz Verbèke lighting design Ivan Mosjoukine con Elise Lahouassa / scene Stephan Duve / costumi e attrezzeria Marion Jouffre set-up engineers Tim Van Der Steen e Manu Debuck / amministrazione e produzione Mathilde Ochs coproduzione La brèche - Centre Régional des arts du cirque de Basse Normandie - Cherbourg-Octeville; lʼHippodrome, Scène Nationale de Douai; Parc de La Villette (EPPGHV); Les Subsistances, Lyon; La Verrerie dʼAlès, Pôle National des arts du Cirque Languedoc-Roussillon (PNC-LR); Cirque-Théâtre dʼElbeuf, centre des arts du cirque de Haute-Normandie / sostenuto dalle residenze La brèche - Centre Régional des arts du cirque de Basse Normandie Cherbourg-Octeville; La Cascade-Maison des Arts du Clown et du Cirque, Bourg-saint- Andéol; Le Monfort, Paris; L'Espace Périphérique-Parc de la Villette-Ville de Paris; Association de Regards et Mouvements, Hostellerie de Pontempeyrat; lʼHippodrome, Scène Nationale de Douai; Parc de La Villette (EPPGHV); Les Subistances, Lyon; LʼAgora, PNAC de Boulazac; La Ferme du Buisson, scène nationale de Marne-la-Vallée; LE CENTQUATRE, Paris / con l’aiuto di Jeunes Talents Cirque Europe 2009-2010, opération financée avec le soutien de la Commission européenne; Ministère de la Culture et de la Communication: DGCA et DRAC Ile de France; Ville de Paris / sous les couleurs de TSILO.COM con il sostegno di Institut Français e Ambassade de France en Italie

Il circo personalissimo di Ivan Mosjoukine, acclamato dalla critica d’oltralpe, si interroga in scena sulla realtà che viene presentata allo spettatore: “Che cosa vede realmente il pubblico? È possibile che lo spettatore cambi la sua prospettiva senza tuttavia cambiare il posto a sedere?“. In De nos jours prendono vita 80 vignette sul tema del circo per realizzare un manifesto artistico destabilizzante, dal principio semplice e chiaro: tutto viene mostrato nel suo farsi, senza trucchi o effetti speciali, perché “è quel che si vede ad essere magico”. E in questo interessante “circo di ricerca” non mancano i numeri della tradizione, dai funamboli ai lanciatori di coltelli, invitati a farci riscoprire l’incanto della “prima volta”. Ivan Mosjoukine Nato nel 2007, il collettivo riunisce 4 giovani artisti provenienti dalle principali scuole di circo francesi: Erwan Ha Kyoon Larcher, Maroussia Diaz Verbèke, Vimala Pons e Tsirihaka Harrivel. Dopo un’esperienza con Maturin Bolze nella Compagnia MPTA, hanno realizzato i due spettacoli Le cinéma ment e La disparition du slow. Il nome del collettivo deriva dal celebre attore russo degli anni ’20 noto anche per l’esperimento di Lev Koulechov, definito Effetto K, in cui l’immagine neutra del volto di Mosjoukine, montata in successione con altre immagini, pur restando sempre la stessa, aveva suggerito allo spettatore espressioni di volta in volta differenti: di tristezza, desiderio e fame. Per il giovane collettivo, Mosjoukine rappresenta una quinta persona simbolica che riunisce in sé le identità di ciascuno e crea una visione comune legata allo scopo primario di svolgere un lavoro di ricerca sulla scrittura del circo.

ivan-mosjoukine.blogspot.it


6 luglio (TORINO: OGR Officine Grandi Riparazioni) WHS | KALLE NIO Lӓhtö/Départ

PRIMA NAZIONALE

FINLANDIA nouvelle magie / danza

direzione Kalle Nio / coreografia Vera Selene Tegelman e Kalle Nio / performers Kalle Nio e Vera Selene Tegelman / costumi Mila Moisio e Kaisa Rissanen musica e sound design Samuli Kosminen / luci Jere Mönkkönen / video Matias Boettge e Kalle Nio / produzione WHS / con il sostegno di Les Migrateurs / associés pour les Arts du Cirque, Koneen Säätiö, Suomen Kulttuurirahasto, Taiteen keskustoimikunta e Alfred Kordelinin Rahasto in collaborazione con TORINODANZA FESTIVAL 2013

Mago e artista visuale, attivo da anni nella compagnia finlandese WHS al fianco di Ville Walo, Kalle Nio nella sua ultima creazione Lӓhtö/Départ inventa un universo in cui il circo, la magia, la danza, la moda e le arti visive si fondono in un omaggio al cinema in bianco e nero, alle pellicole di Michelangelo Antonioni e ai grandi illusionisti del secolo scorso. Un uomo e una donna siedono in un elegante soggiorno sui toni del grigio, la passione tra di loro è finita, cercano invano di tuffarsi nelle illusioni, per ingannare le apparenze. Tutto è in costante trasformazione, in un’atmosfera che mescola humour e teatro dell’assurdo, dove la parola non ha più valore e sono i vestiti a raccontare i sentimenti, come se avessero vita propria. Anche i mobili sembrano sfidare le leggi della gravità creando uno spazio precario come l’amore dei due protagonisti.

Bardo

installazione

troupe Kalle Nio, Mila Moisio, Matias Boettge, Vera Selene Tegelman, Samuli Kosminen, Jere Mönkkönen, Kaisa Rissanen

In tibetano Bardo identifica “stato intermedio”, “condizione di transizione”. Brevi proiezioni video in loop diventano ologrammi fluttuanti su costumi di scena semoventi, per un’installazione nata a metà strada del processo creativo di Lähtö e ispirata al cinema di Ichikawa, Godard e Antonioni. WHS e Kalle Nio WHS è tra le compagnie che più hanno contribuito alla diffusione e allo sviluppo del nouveau cirque in Finlandia attraverso la realizzazione di otto spettacoli che hanno visitato oltre trenta paesi in ogni continente. L’incontro del circo con le arti visive è la cifra artistica che caratterizza la compagnia. Kalle Nio, originario di Helsinki, si è formato in Finlandia all’Accademia di Belle Arti studiando le ultime frontiere dell’immagine video e del suo potenziale in termini di spazio e di tempo: ha approfondito anche un percorso sulla magia, mettendo a punto nuove tecniche di intrecci fecondi fra il linguaggio del circo e quello della nuova magia.

w-h-s.fi 7 luglio (VENARIA REALE: Reggia)

PRIMA NAZIONALE

COLIN DUNNE Out of time

IRLANDA danza

creato e interpretato da Colin Dunne / direzione Sinéad Rushe / sound design Fionán de Barra / film design e editing Sean Westgate lighting design Colin Grenfell / costumi Joan O’Clery / musiche originali Ian McDonnell / musiche registrate Martin Hayes e Dennis Cahill

The Irish Indipendent lo definisce “l’uomo che danza con i fantasmi della tradizione”. Se a soli 22 anni aveva conquistato 28 titoli nazionali e mondiali come miglior interprete di danze tradizionali irlandesi, adesso Colin Dunne ha aperto un dialogo fra la danza tradizionale e la danza contemporanea e il suo solo Out of time è ormai un successo internazionale, capace di generare, come scrive The Guardian, “un’inaspettata e sensuale bellezza”. Alle scarpe ha applicato dei radio microfoni che captano rumori e suoni poi rielaborati per creare nuove partiture acustiche, ha decostruito il rigoroso vocabolario della tradizione irlandese aprendolo ad accogliere gli impulsi dell’istinto e dell’emozione. Guida il pubblico in un viaggio inaspettato, tra filmati d’archivio degli anni ’30, manipolazioni elettroniche e gesti che rivelano radici lontane. Colin Dunne Nato nel 1968 a Birmingham da genitori irlandesi, laurea in economia e poi diploma in danza contemporanea, Colin Dunne è una delle più importanti figure di riferimento nell’ambito delle danze tradizionali irlandesi che ha cominciato a studiare sin dall’età di tre anni, vincendo nove campionati mondiali e venti tra Irlanda e Inghilterra. A soli diciannove anni riceve il prestigioso Irish Post Award, vinto in precedenza da personaggi del calibro di Declan Donnelan, Bob Geldof, Daniel Day Lewis. Accanto a numerose esperienze professionali, dalla musica, con il gruppo The Chieftains, alla danza, con The Fabulous Beast Dance Theatre, Dunne sviluppa un percorso individuale la cui espressione più significativa è il solo Out of time realizzato nel 2008 dopo cinque anni di elaborazione.

colindunne.com


12 luglio (AGLIÈ: Castello) 13 luglio (RIVOLI: Castello) NICK STEUR Freeze! Answers are blowing in the wind

CREAZIONE IN SITU

vetrina PAESI BASSI performance

di e con Nick Steur con il sostegno di Performing Arts Fund NL, Dutch Performing Arts, Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Treaty of Utrecht Foundation, Città di Utrecht e Città di Torino e in collaborazione con Festival di Oerol

Impilare pietre e sassi creando piccole torri è la sua passione, sin da bambino. Crescendo non la abbandona ma vi si esercita fino a realizzare creazioni stupefacenti, riuscendo a disporre le pietre in posizioni inimmaginabili, senza alterarne le forme originarie né usare sostanze chimiche per tenerle unite. Tanto è raffinata la sua arte che in Olanda è campione nazionale di questa attività singolare. Nick Steur ama lavorare sullo scambio di energia con gli spettatori che finiscono per essere ammaliati dalla sua arte minimalista e rimangono con il fiato sospeso a sperimentare da vicino la precarietà dell’equilibrio, la materializzazione di quel che razionalmente appare impossibile, la concentrazione e il silenzio. È un percorso semplice ma rivelatore quello che crea Steur accompagnando gli spettatori in una passeggiata nel bosco o per le stanze di un castello alla scoperta di uno stupore infantile che qualche volta sembra essersi perduto. Nick Steur Diplomatosi all’Accademia Teatrale di Maastricht, Steur è tra i performer più interessanti del panorama olandese. Artista visivo, sviluppa una particolare attenzione per le performance live in cui anche il pubblico può sperimentare la propria “presenza nel presente”. Il suo sguardo si concentra sulle variazioni minime e quasi impercettibili di un oggetto nello spazio e nel tempo grazie ad azioni funzionali e controllate. Il suo lavoro è comunicare con lo spettatore, i suoi strumenti sono i film, le installazioni e le performances dal vivo per le quali il luogo d’azione è componente essenziale.

nicksteur.com

12 luglio (AGLIÈ: Castello) C.ie ZEROGRAMMI Wolkenheimat | Trattato della lontananza

CREAZIONE IN SITU

ITALIA teatro-danza

regia e coreografia Emanuele Sciannamea con Pieradolfo Ciulli, Roberta De Rosa, Stefano Roveda costumi e scene C.ie Zerogrammi produzione C.ie Zerogrammi da un progetto di Stefano Mazzotta coproduzione Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro a Corte Festival 2013 con il sostegno di MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali nell’ambito del Progetto C3+

Ispirato all’omonimo saggio di Antonio Prete, Trattato della lontananza è un racconto sprovvisto di un inizio e di una fine. È una storia di attraversamenti, in cui i corpi di interpreti, danzatori e cantastorie, diventano leggeri abitanti di un paesaggio lunare al servizio di una drammaturgia rarefatta. È una pluralità di voci che incarna le figure e i paesaggi della lontananza. È il canto di tutti gli esiliati, indifesi e sospesi, stranieri in terra straniera; è il canto che arriva da un tempo cui non appartengono o da un luogo che è stato loro sottratto. Figure del mito che raccontano il mistero dell’istinto, delle pulsioni e dei sentimenti, attraverso cui è svelata la complessità dell’umano: ci inviteranno ad abitare una frontiera, a sedere pazienti per riconoscere, oltre una siepe-confine di leopardiana memoria, la bellezza disarmante dell’infinito. C.ie Zerogrammi C.ie Zerogrammi è costituita nel 2006 dai coreografi e danzatori Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea, entrambi diplomati presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Sette le creazioni prodotte dal 2006 in collaborazione con enti teatrali italiani ed esteri, alle quali si affiancano numerosi progetti in ambito formativo, sociale e di promozione della danza e del teatro contemporanei. Tra i riconoscimenti ricevuti Premio Miglior Spettacolo al Festival Giocateatro 2009, 1° Premio di Coreografia a Danz’è/Festival Oriente Occidente 2008, Premio Vignale Danza 2011 come Miglior Compagnia. Nel 2011, la compagnia intraprende un percorso con Fondazione TPE che la porta in Russia per la creazione di Punto di Fuga, premiato come Miglior Produzione al Golden Mask del 2011, presentato a Teatro a Corte dello stesso anno nell’ambito della vetrina russa. Dal 2012 C.ie Zerogrammi è attiva presso il Luft, sua nuova sede torinese, uno spazio creativo dove la compagnia ospita attività produttive, formative, performative e residenze artistiche.

zerogrammi.org


12 luglio (AGLIÈ: Castello) PAOLO MOHOVICH Addì, 12 luglio 1833

CREAZIONE IN SITU

ITALIA danza

coreografia Paolo Mohovich in collaborazione con Eko Dance Project diretto da Pompea Santoro costumi Jorge Gallardo musica Red Priest danzatori Alice Capello, Andrea De Marzo nell’ambito del Progetto C3+

Lo spettacolo creato per il Teatrino di Corte del Castello di Agliè è, come richiede il luogo stesso, una “miniatura” in cui due danzatori vestiti alla maniera esotica, tanto cara agli spettacoli di balletto nelle corti europee, si alternano sul palcoscenico in una danza di piccoli gesti, pensata per le dimensioni raccolte dello spazio e ispirata alle preziose scenografie d’epoca che arricchiscono il palcoscenico. Un’interpretazione contemporanea immersa in un luogo di antiche emozioni e rimandi mitologici: tra gli altri, il mito di Orfeo raffigurato nel sipario di Luigi Vacca. Paolo Mohovich Formatosi tra Torino, Londra e La Habana, Paolo Mohovich incomincia la sua carriera di coreografo presso il Ballet de Zaragoza. È qui che con un giovane gruppo di danzatori sviluppa nel tempo un personalissimo stile, consolidatosi poi con la creazione della sua compagnia: il Balletto dell’Esperia. Fondato nel 1999, il BdE è stato per tredici anni un centro di formazione stabile e di respiro internazionale con al suo attivo tournée di successo in Europa, Stati Uniti e Sud America. Tra i premi ottenuti negli anni il Prix Volinine di Coreografia di Parigi nel 1995 e nel 1997, il premio Salerno Danza Coreografia Italiana nel 2001, il premio Danza&Danza nel 2010, il primo premio a Piattaforma Short Time di Maggiodanza nel 2012. Ha all’attivo oltre quaranta coreografie per numerose compagnie: Maximum Dance Company, Miami Contemporary Dance Company, Maggiodanza, Balletto di Toscana, Ballet de Zaragoza, Ballet d’Europe / Jean Charles Gil, Tulsa Ballet, Ballet de la Generalitat Valenciana, Imee Houston.

13 e 14 luglio (TORINO: Centro città)

PRIMA NAZIONALE

ATELIER LEFEUVRE & ANDRÉ La serre

FRANCIA circo / clownerie

concezione e interpretazione Didier André e Jean-Paul Lefeuvre produzione Atelier Lefeuvre & André e Par les Chemins Productions con il sostegno di Institut Français e Ambassade de France en Italie

Definito dalla stampa un “circo intimo”, quello di Atelier Lefeuvre & André è un piccolo gioiello sull’essenza dell’arte circense senza effetti speciali, acrobazie o salti mortali; c’è soltanto la semplicità infantile e un po’ surreale di due curiosi giardinieri che accolgono il pubblico in un tendone da circo bizzarro: una serra per le piante. È il loro mondo e per 30 minuti lo condividono con un centinaio di spettatori disposti su due lati di un prato verdissimo, sintetico, su cui campeggiano una carriola, un badile, dei fiori e anche un’amaca, strumenti indispensabili per l’inedita coppia clownesca che con questo irriverente spettacolo “poetico-agricolo” da oltre 10 anni gira tutto il mondo con grande successo. Atelier Lefeuvre & André Figure originali nel mondo circense, Jean-Paul Lefeuvre e Didier André fanno coppia in scena dal 2001, anno di nascita di La serre, spettacolo manifesto della loro poetica “botanica e bucolica”. L’uno ha una laurea in agraria e ha lavorato nella fattoria di famiglia, l’altro ha un diploma di disegnatore industriale e ha lavorato alla Moulinex. Si incontrano in occasione di un workshop a cura del Cirque du Dr Paradi e, in breve, il fascino della pista diventa troppo grande per essere solo un hobby: lasciano tutto e si iscrivono al Centre National des Arts du Cirque de Châlons-en-Champagne; dapprima lavorano con la compagnia Archaos, poi fondano con altri artisti Cirque O e infine fanno ditta a due, rivelandosi tra le personalità più originali e libere del circo contemporaneo.

lefeuvre-andre.com


13 luglio (RIVOLI: Castello) 14 luglio (VENARIA REALE: Reggia) KARL STETS Cuerdo

DANIMARCA nouveau circque

ideato e realizzato da Karl Stets

Cuerdo è un piccolo capolavoro che va dritto al cuore del circo e per 55 minuti fa viaggiare il pubblico in un mondo sospeso fra la leggerezza buffa dei clown e la tensione del cinema horror e thriller. Stupore, mistero, paura e goliardia: il segreto di Karl Stets è la semplicità, entra in scena con una grande borsa che assomiglia a una fisarmonica e, servendosi di 3 corde, 9 trappole per topi, un pesciolino e un vecchio grammofono, crea un meccanismo perfetto, messo a punto in anni di esperienza che han fatto di lui “un perfezionista dell’assurdo”. La corda, in particolare, è la sua musa ispiratrice e con questo unico elemento realizza un sorprendente spettacolo di manipolazione d’oggetti, teatro di figura, giocoleria ed equilibrismo. Karl Stets Classe 1974, danese, Karl Stets inizia i suoi studi artistici a Copenhagen per proseguirli in Russia alla Moscow State Circus School. Inizia a lavorare con realtà di grande rilievo, in Svezia con Circus Cirkor, in Danimarca con Kitt Johnson. Nel 2002 si trasferisce a Barcellona dove fonda la compagnia Lice de Luxe e avvia una collaborazione con Leandre Ribera. Nel 2005 vince il Premio Nazionale del Circo di Catalogna con lo spettacolo Rodo. Attualmente, accanto alla fittissima tournée internazionale di Cuerdo, sta sviluppando dei progetti musicali e una nuova creazione circense con Manolo Alcantara.

13 luglio (RIVOLI: Castello) YANN FRISCH Morceaux de Clown

CREAZIONE IN SITU

FRANCIA nouvelle magie

di e con Yann Frisch regia Laurent Beucher produzione L’Absente con il sostegno di Institut Français e Ambassade de France en Italie in collaborazione con TORINODANZA FESTIVAL 2013

La magia è la sua lingua madre, il circo la sua seconda lingua: Yann Frisch crea un universo del tutto particolare in cui magia e circo si fondono indissolubilmente generando un linguaggio nuovo. Per Teatro a Corte lavora al castello di Rivoli con un progetto che ruota attorno alla figura eterna del clown, una realtà che non ha mai smesso di affascinarlo e alla quale da tempo Frish dedica la sua ricerca artistica. “Il Clown è un essere solitario, rappresentante di una specie estinta ma che ha qualcosa di importante da dire” sostiene l’artista francese. Morceaux de Clown è un work in progress che avrà come tappa finale la nuova creazione La Syndrome de Cassandre. Yann Frisch Yann Frisch a soli 22 anni, nel 2011 vince i campionati europei di magia, nel 2012 quelli mondiali. Fin da ragazzino non sa resistere al fascino dell’illusionismo e delle tecniche dei più grandi prestigiatori. Dopo un percorso autonomo di formazione, frequenta la scuola di circo del Lido di Tolosa dove si appassiona alla giocoleria e alla clownerie, sviluppando verso quest’ultima disciplina differenti approcci, ora più tecnici, ora più emozionali. Nel 2008 incontra Raphaël Navarro co-fondatore della compagnia 14:20 e avvia una vivace collaborazione con lui.

yann-frisch.com


13 luglio (RIVOLI: Castello) Cie JÓZSEF TREFELI JINX 103

PRIMA NAZIONALE

SVIZZERA / UNGHERIA danza

concept, coreografia e danza József Trefeli & Gabor Varga musiche Frederique Jarabo

Quando due persone dicono la stessa cosa contemporaneamente, esiste una parola che va detta velocemente, per scacciare la sfortuna. Accade in diverse culture e ciascuna ha la sua parola, gli inglesi dicono “JINX” e gli ungheresi dicono “103”. Dall’unione delle due espressioni deriva il titolo di questo duo intessuto di movimenti all’unisono e ispirato alle danze tradizionali ungheresi, origine comune a József Trefeli, nato in Australia, e a Gabor Varga, nato in Russia. Movimenti simultanei, ritmi creati usando il proprio corpo come fosse uno strumento a percussione, azioni rituali che sprigionano una grande energia capace di catturare il pubblico, disposto a cerchio intorno ai due performer. All’inizio misurano lo spazio e le distanze tra i loro corpi, poi si liberano da ogni regola e da ogni procedura ed è danza pura e ritmo puro con movimenti veloci, piedi che toccano le mani, equilibri precari, il tutto in una jam session che suona corpi e pavimento. József Trefeli e Gabor Varga Dopo un diploma in danza all’Università di Melbourne, una formazione in danza classica e contemporanea, canto, musical, opera, cabaret e danze tradizionali ungheresi, e otto anni nella compagnia Alias di Guilherme Botelho, József Trefeli fonda la sua compagnia e lavora alla ricerca di un linguaggio originale, una “sua” danza contemporanea, ottenendo numerosi riconoscimenti e lavorando in oltre cento città città di trenta diversi paesi. Gabor Varga inizia come danzatore folk e dopo una formazione al Talentum International School of Dance and Musical Art di Budapest, inizia a lavorare in numerose compagnie di danza: Anne Teresa de Keersmaeker, David Zambrano, William Forsythe, Michèle Anne De Mey, Mette Ingvartsen, Thomas Hauert. Poi si trasferisce in Svizzera e lavora con Gilles Jobin e Guilherme Botelho, avviando una brillante intesa con József Trefeli.

jozseftrefeli.org

14 luglio (VENARIA REALE: Reggia) PAOLO MOHOVICH Orlando

CREAZIONE IN SITU

ITALIA danza

concept e interpretazione Paolo Mohovich musica Red Priest costumi Loredana Capogreco nell’ambito del Progetto C3+

Una performance sulla gestualità ispirata al personaggio creato da Virginia Woolf. Orlando, il cortigiano prediletto da Elisabetta I e condannato da essa a rimanere per sempre giovane, vive attraverso i secoli XVII, XVIII e XIX. La performance è scandita dalla musica del gruppo musicale britannico Red Priest, musica dei giorni nostri ispirata al classicismo e al barocco. Un viaggio dell’anima attraverso il tempo, dunque, che si nutre di contaminazioni diverse e multiformi nella inesausta ricerca di nuove esperienze e di una nuova identità, anche sessuale. Paolo Mohovich Formatosi tra Torino, Londra e La Habana, Paolo Mohovich incomincia la sua carriera di coreografo presso il Ballet de Zaragoza. È qui che con un giovane gruppo di danzatori sviluppa nel tempo un personalissimo stile, consolidatosi poi con la creazione della sua compagnia: il Balletto dell’Esperia. Fondato nel 1999, il BdE è stato per tredici anni un centro di formazione stabile e di respiro internazionale con al suo attivo tournée di successo in Europa, Stati Uniti e Sud America. Tra i premi ottenuti negli anni il Prix Volinine di Coreografia di Parigi nel 1995 e nel 1997, il premio Salerno Danza Coreografia Italiana nel 2001, il premio Danza&Danza nel 2010, il primo premio a Piattaforma Short Time di Maggiodanza nel 2012. Ha all’attivo oltre quaranta coreografie per numerose compagnie: Maximum Dance Company, Miami Contemporary Dance Company, Maggiodanza, Balletto di Toscana, Ballet de Zaragoza, Ballet d’Europe / Jean Charles Gil, Tulsa Ballet, Ballet de la Generalitat Valenciana, Imee Houston.


14 luglio (VENARIA REALE: Reggia) GIAN LUIGI CARLONE / GIORGIO LI CALZI / JOHNSON RIGHEIRA Italiani

PRIMA NAZIONALE

ITALIA musica

voce, sax, flauto Gian Luigi Carlone tromba, vocoder, elettronica Giorgio Li Calzi voce Johnson Righeira luci, video design Massimo Violato produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa e Banda Osiris

La canzone italiana nelle sue svariate forme, la canzone italiana giocata e tradita, la canzone italiana reinterpretata, la canzone italiana rivista e scorretta, 12 quadri di un’Italia rappresentata da 12 canzoni di diversa estrazione e periodo. Tre musicisti in scena, un trio improbabile e curioso che affronta la musica in modo teatrale. Per ogni canzone un quadro, una scena, che ci porta al di là del suo mondo sonoro, ci racconta delle influenze, della genesi di quel pezzo: un momento di storia dell’Italia reale, passata e presente. Da Volare a L’Italiano, passando per L’estate sta finendo. L'album ITALIANI (CD, digitale, vinile) esce in contemporanea allo spettacolo. Gian Luigi Carlone Dal 1980 è cofondatore, saxofonista, voce, performer e compositore della Banda Osiris. Dal 1998 compone colonne sonore per il cinema grazie all’incontro con il regista Matteo Garrone vincendo l’Orso d’Argento a Berlino come miglior Colonna Sonora, il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Giorgio Li Calzi Dalla fine degli anni '80 compone importanti jingles per radio e tv vincendo nel 1993 il premio IBTS a Milano per il miglior jingle italiano. Dal 1990 in poi si dedica alla tromba, realizzando 9 CD a suo nome e un DVD. Suona e registra con musicisti internazionali come la rockstar brasiliana Lenine, lo storico membro dei Kraftwerk Wolfgang Flür e maestri della nuova scena elettronica come Douglas Benford e Marconi Union. Johnson Righeira Inizia la carriera nel 1981, con il singolo Bianca surf. Nel 1983 pubblicò il suo primo album, Righeira, da dov'è tratto il successo Vamos a la playa, tormentone per tutta l'estate. Nel 1985, uscì l'album Bambini Forever, da dov'è tratto uno dei più grandi successi: L'estate sta finendo.

19, 20 e 21 luglio (VENARIA REALE: Parco La Mandria) ALEXANDRA BROEDER WasteLand

CREAZIONE IN SITU

vetrina PAESI BASSI teatro / performance

ideazione e regia Alexandra Broeder / assistente regia Jansje Meijman produzione Floortje Halters / promozione Nora Maartense organizzazione Marc Meijer / foto Kamerich & Budwilowitz EYES2 produzione Theaterzaken Via Rudolphi con il sostegno di Performing Arts Fund NL, Dutch Performing Arts, Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Treaty of Utrecht Foundation, Città di Utrecht e Città di Torino e in collaborazione con Festival di Oerol

Da qualche tempo, certe linee di autobus deviano dal loro itinerario quotidiano. Nessuno sa dove vadano. Alcuni passeggeri sono scomparsi senza lasciare traccia; gli altri sembrano appena ricordarsi di quello che è accaduto durante quei viaggi: confusi racconti parlano di sussurri di ragazzi biondi, stormire inquietante di fronde d’alberi, scatti improvvisi di macchine fotografiche. Alexandra Broeder, artista attenta al rapporto fra adulti e bambini e alle dinamiche di potere che si instaurano tra di loro, ha elaborato questo progetto speciale per il festival olandese Oerol nel 2007 e a tutt’oggi WasteLand è un’esperienza unica e amatissima: rivivrà per un numero chiuso di spettatori nella lussureggiante cornice del Parco della Mandria. Alexandra Broeder Classe 1978, ha studiato regia alla Maastricht Academy of Performing Arts per poi sviluppare l’esperienza nella conduzione teatrale presso il Gasthuis Theatre Workshop di Amsterdam. Nel 2007 ha avviato un percorso personalissimo che ha al centro i bambini e la loro relazione con gli adulti, osservata attraverso spettacoli e progetti site specific realizzati per numerosi festival internazionali: Sweet Dreams, Nature or Norture, CandyLand, Kind. Il suo prossimo progetto nel 2013 sarà a Berlino per l’Hebbel-Am-Ufer Theatre.

alexandrabroeder.wordpress.com


19 e 20 luglio (TORINO: Teatro Astra) 1927 The Animals and the Children took to the Streets

PRIMA NAZIONALE REGNO UNITO teatro visuale

ideazione 1927 scritto e diretto da Suzanne Andrade film, animazione e design Paul Barritt / musiche Lillian Henley costumi Sarah Munro & Esme Appleton / interpreti Sue Appleby, Lewis Barfoot , Eleanor Buchan voce caretaker James Addie / produzione Joanna Crowley / commissionato da BAC, Malthouse Theatre & The Showroom (University of Chichester) con il sostegno di Corn Exchange Newbury e l’aiuto di The Arches & Manipulate Visual Theatre Festival

Fenomeno di culto della scena londinese, 1927 è una giovane e originalissima compagnia che ha creato un nuovo genere, incrocio brillante fra musical da camera, “graphic novels”, cinema muto o d’animazione e teatro di figura: le sue prime prove sono state salutate entusiasticamente dalla stampa britannica. Arriva per la prima volta in Italia a Teatro a Corte con uno spettacolo che The Observer definisce “perfetto”, The Guardian “sorprendente”, Time Out “sovversivo”. Nei sobborghi di Londra arrivano due dolcissime creature, Agnes Eaves e la figlioletta: si installano in un palazzo fatiscente dove solo la delinquenza e la miseria sono di casa. Riusciranno a portare un po’ di luce? In scena musica dal vivo, proiezioni, personaggi reali che suggeriscono il mondo di Tim Burton e David Lynch, i noir del muto, le pellicole di Fritz Lang e le infanzie difficili narrate da Dickens. 1927 Creata nel 2005 dalla scrittrice e performer Suzanne Andrade e dall'illustratore esperto di animazione Paul Barritt, la compagnia si è poi arricchita della presenza della musicista e compositrice Lillian Henley e del costumista e performer Esme Appleton: un team artistico di diversa cultura e gusto stilistico ma capace di integrarsi, alla ricerca di un linguaggio completamente nuovo, che loro stessi definiscono "magical filmic theatre". Il primo spettacolo Between the Devil and the Depp Blue Sea debutta al Fringe Festival di Edimburgo ed è subito un successo: 5 premi prestigiosi e tournée internazionali, da New York a Sidney, dalla Corea alla Nuova Zelanda. Nel 2010 è la volta del secondo spettacolo e di nuovo i riconoscimenti fioccano numerosi e le richieste da tutto il mondo spingono 1927 a creare un secondo team artistico. Nel 2012 inizia una collaborazione con la Komische Opera di Berlino per la realizzazione del Flauto Magico, altri due progetti sono allo studio per il 2014/2015.

19-27.co.uk 19 luglio (TORINO: OGR Officine Grandi Riparazioni) KEREN LEVI The Dry Piece

PRIMA NAZIONALE vetrina PAESI BASSI danza

ideazione e coreografia Keren Levi con Mari Matre Larsen, Tijana Prendović, Orfee Schuijt, Eva Susova drammaturgia Igor Dobričić / musiche Tom Parkinson / light design Minna Tiikkainen video Assi Weitz / tecnica Paul Schimmel / graphic design Cubicle Design foto di Daan Brand & Anna van Kooij / con la consulenza di Moos van den Broek / organizzazione Irene Noordkamp produzione Stichting Neverlike / Keren Levi in coproduzione con Huis a/d Werf Utrecht, Grand Theatre Groningen, Pumpenhaus Münster/DE e Forum Freies Theatre Düsseldorf/DE / con il supporto di Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa, Tanzquartier Wien and WP Zimmer in Antwerp / finanziato da Funds for the Performance Arts NL, Amsterdam Funds for the Arts e Città di Utrecht un ringraziamento speciale a Barbara Meneses e Dansateliers Rotterdam con il sostegno di Performing Arts Fund NL, Dutch Performing Arts, Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Treaty of Utrecht Foundation, Città di Utrecht e Città di Torino e in collaborazione con Festival di Oerol

Nell’era in cui il corpo sembra non avere più segreti e il voyeurismo è pratica sempre più diffusa, è possibile difendere la sensualità dalla tirannia del “voler vedere tutto ad ogni costo”? È possibile distinguere la bellezza dalla pornografia? Keren Levi mette in scena quattro danzatrici nude e le riprende in tempo reale con una videocamera proiettando le loro immagini su maxischermo per generare un rituale poetico in cui il ruolo dello spettatore è essenziale: il pubblico è chiamato a “riorientare” il proprio sguardo, a cambiare la propria percezione e i criteri che animano il “desiderio di vedere”. La nostra concezione di bellezza è stata spesso condizionata da matrici culturali maschili e Levi guarda con interesse al lavoro della scrittrice post femminista Naomi Wolf: l’ideale di bellezza, dice appunto la Wolf, è stato elaborato dall’uomo proprio per controllare la donna imprigionandola nel suo corpo. Keren Levi Classe 1972, israeliana, Keren Levi vive in Olanda dal 1997, lavora come coreografa, danzatrice e docente. Il corpo è al centro del suo lavoro di ricerca focalizzato in particolare nell’esplorazione dei confini tra l’artista e lo spettatore, attraversando stili ed estetiche differenti ma sempre riconducibili al criterio fondante dell’essenzialità. Tra i suoi lavori Territory (2004), Couple-Like (2006 NL/BE, in collaborazione con Ugo Dehaes), Big Mouth (2009 IL, realizzato e interpretato con Oren Laor e Niv Sheinfeld) e Couple-Like # 2. The Dry Piece ha debuttato nella primavera del 2012 all’apertura del festival a/d Werf di Utrecht.

kerenlevi.com


20 luglio (TORINO: Teatro Astra) JULIA HOLEWINSKA / ROBERT TALARCZYK Chewingum revolution

PRIMA NAZIONALE POLONIA prosa / spettacolo in lingua italiana

tratto da Rewolucja balonowa di Julia Holewinska regia Robert Talarczyk con Beata Dudek e Davide Capostagno elaborazione drammaturgica e adattamento Irena Switalska grafica e fumetto Hannes Pasqualini produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa / Teatr Polski di Bielsko-Biała

Chewingum revolution, tratto dal testo Rewolucja balonowa di Julia Holewinska, è un divertente Good Bye, Lenin! in salsa polacca. Le esperienze e gli impulsi della generazione testimone degli ultimi colpi di coda del comunismo in Polonia e l’inesorabile avanzata di un mondo nuovo con le sue tentazioni, vengono raccontate dalla protagonista con una accorta alternanza di ironia, disincanto, leggerezza e lucidità poetica. Wiktoria parla delle difficoltà della vita quotidiana, delle code ai negozi sempre vuoti, delle speranze e delle paure in un confronto dialettico con un padre e una madre in bilico tra perplessità ed entusiasmo, un fratello in competizione, un laconico fidanzato italiano, parenti emigrati all’estero e altri buffi esempi di umanità varia legati al periodo del regime. Robert Talarczyk Regista, attore e drammaturgo, Robert Talarczyk dal 2005 dirige il Teatr Polski di Bielsko-Biala. Ha firmato la regia di numerosi spettacoli prodotti dai più importanti teatri stabili di Polonia, tra cui Holonek, che conta più di 400 repliche in Polonia e nel resto d’Europa, e Piata strona Swiata | Quinta parte del mondo uno dei più grossi eventi artistici e mediatici del 2012. È vincitore di un Golden Mask nel 2005, del primo premio al Festival Tydzien Kultury Slaskiej, del primo premio al Festival di Teatro Contemporaneo a Danzica e del Festival di Teatro Europeo di Mitteleuropa. Ha recentemente voluto, insieme a Beppe Navello, un accordo pluriennale tra i due teatri (TPE e Polski) per scambio di spettacoli, coproduzioni e progetti culturali in comune.

teatr.bielsko.biala.pl

20 luglio (RACCONIGI: Castello) YOANN BOURGEOIS La balance de Lévité

PRIMA NAZIONALE FRANCIA nouveau cirque

ideazione e messa in scena Yoann Bourgeois in collaborazione con Marie Fonte scenografia Goury con Marie Fonte direzione tecnica Pierre Robelin produzione Christine Prato per Cie Yoann Bourgeois costruzione Ateliers Cénic’ construction con il sostegno di Institut Français e Ambassade de France en Italie

É una ricerca ossessiva e assoluta quella di Yoann Bourgeois che aspira ad arrivare al punto di sospensione in cui tutto è possibile, come spiega lui stesso: “ho come passione la ricerca di questo punto. Presente assoluto. Angolo ideale – quando un corpo ha appena lasciato il suo punto d’appoggio e non ha ancora raggiunto il successivo. Assenza di peso. Istante in cui sono aperte tutte le possibilità“. Al corpo si allea una macchina che rende concretamente visibile quel momento per esaltare tutte le sue potenzialità teatrali, facendo tesoro di alcune osservazioni di Newton raccolte nel De motu corporum in gyrum. Per Teatro a Corte, Bourgeois realizza un evento che ha come protagonista Marie Fonte nella suggestiva cornice del Castello di Racconigi. Yoann Bourgeois Acrobata, attore, giocoliere e danzatore, Bourgeois si forma alla scuola del Cirque Plume e si diploma al Centre National des Arts du Cirque de Châlons-en-Champagne che frequenta insieme al Centre National de la Danse Contemporaine de Angers, sviluppando da subito le due direttrici del suo percorso artistico: il circo e la danza. Collabora con Kitsou Dubois seguendo le sue ricerche sul movimento del corpo in assenza di gravità, lavora presso il Centre Chorégraphique National de Rillieux-la-Pape con la compagnia di Maguy Marin per la quale danza in diversi spettacoli. Nel 2010 inizia un processo creativo personale nella sua città natale, Grenoble.

cieyoannbourgeois.fr


20 luglio (RACCONIGI: Castello) GABRIELLA CERRITELLI Attack in Racconigi

CREAZIONE IN SITU ITALIA danza

regia di Gabriella Cerritelli, Roberto Tarasco coreografia e danza Gabriella Cerritelli / installazione Paolo Grassino costumi Roberta Vacchetta / musiche Pan Sonic, 0 + Noto consulente musicale Gabriele Bramante installazione video in collaborazione con Accademia Albertina di Belle Arti, Torino produzione Regione Piemonte SPAZI PER LA DANZA CONTEMPORANEA, progetto interRegionale Campania, Lazio, Piemonte ETI EnteTeatrale Italiano, Festival La Piattaforma nell’ambito del Progetto C3+

Attack in Racconigi è la versione site-specific dell'installazione-performance Attack, che troverà nuova forma e sostanza all'interno del Castello di Racconigi ed avrà uno sviluppo dialogante con il luogo, in un impatto tutto da scoprire. Il corpo della performer è inguainato in una speciale tuta di velcro nero e si muove dentro un cono claustrofobico alto tre metri, creato dall’artista multisensoriale Paolo Grassino. La ricerca performativa e di immagine è incentrata sulla stretta relazione tra corpo, materia e spazio: tra il limite della materia e l’espansione dell’essere. Gabriella Cerritelli Gabriella Cerritelli vive e lavora a Torino: danzatrice, coreografa, performer e insegnante di danza ha tra i suoi maestri Zigmund Molik, Yoshi Oida, Mamadu Dioumé, Eugenio Allegri, Elsa Wolliston, Koffi Koko, Irene Tassembedo, Eneida Di Castro e Joseph Lee. Un tenace gusto per la ricerca nutre Gabriella Cerritelli che sperimenta la sua arte in collaborazioni e propositi sempre nuovi. Si legge in ogni lavoro la disponibilità di un corpo forgiato da numerose tecniche a dialogare con i diversi media artistici in una costante ricerca pluridisciplinare. La sua è una drammaturgia che di volta in volta può dipanarsi da suggestioni più squisitamente plastiche, sonore o letterarie, ricorre un linguaggio espressivo basato sull’improvvisazione e la performance istantanea che nascono dall’ascolto e dalla qualità della presenza.

gabriellacerritelli.it 21 luglio (VENARIA REALE: Reggia) LUC AMOROS Page Blanche

PRIMA NAZIONALE FRANCIA teatro visuale

creazione, dialoghi e regia Luc Amoros musiche Richard Harmelle technical design e creazioni Vincent Frossard consulenza grafica Joseph Kieffer amministrazione Mathieu Desanlis produzione, casting e comunicazione Gwenaëlle Plougonven con i performer Agnés Bourgeois, Katharina Ernst, Pierre Biebuyck, Sylvie Eder, Lou Amoros Augustin, Aude Ardoin (disegno, stampa e canzoni) e Jérôme Fohrer (musiche) e i tecnici Vincent Frossard (general stage management), Martin Descourvières (luci) Emmanuel Coutin (luci), Emmanuel Haessig (suono) una produzione Lucamoros Theatre Company con IN SITU e Linz 2009 Capitale Européenne de la Culture et Pflasterspektakel e la collaborazione di l’Atelier 231 - Sotteville-les-Rouen, le fourneau en Bretagne - Brest, l’Abattoir – Chalon-sur-Saône, Le Moulin fondu - Noisy-le-Sec, Centres Nationaux pour les Arts de Rue Moselle Arts Vivants, La Halle Verrière - Meisenthal, Le Hangar- Amiens, l'Usine, lieu conventionné pour les arts de la rue – Tournefeuille-Grand Toulouse e CulturesFrance in collaborazione con DRAC e Région Alsace, Aide à l’écriture 2007 di SACD e di Ministère de la Culture. La Cie Lucamoros è sostenuta da Ministère de la Culture et de la communication-Direction Régionale des Affaires Culturelles d’Alsace, dal Conseil Régional d’Alsace, il Conseil Général du Bas-Rhin e la Città di Strasburgo. con il sostegno di Institut Français e Ambassade de France en Italie

Gli aborigeni australiani sono convinti che “il mondo esista soltanto quando è ritratto dalle immagini e raccontato dalle canzoni”. E per Luc Amoros, il mondo esiste appunto quando i muri lo cantano o lo raccontano attraverso esplosioni di colore, immagini potenti, musica coinvolgente. L’enorme impalcatura rivestita da rigidi pannelli di metallo rappresenta una magnifica pagina bianca da riempire; un affresco collettivo o un fumetto virtuale, creato e cantato da una mezza dozzina di pittori cantanti europei: coprirà un pezzo di facciata della Venaria Reale, una specie di insolita, festosa e divertente alternativa al modo usuale di guardare un oggetto, un luogo conosciuto. Per scoprirlo capace di un’altra vita, altrettanto o magari più vivace e creativa. Luc Amoros Attraverso il largo utilizzo di schermi, pennelli e telecamere, Luc Amoros dipinge i contorni di un teatro surrealista e e illusionista realizzato dal vivo, a metà strada tra “fai de te” e alta tecnologia, con performance in cui la parola si mescola alle arti plastiche e la musica di sottofondo è accompagnata dalle telecamere. Tra le più significative creazioni della compagnia ricordiamo 360° a l’Ombre del 2000, Une Pluie de Pianos del 2006 e Je Leur Construisais des Labyrinthes del 2008, acclamate da pubblico e critica in tutta Europa.

lucamoros.com


LA NOUVELLE MAGIE Quest’anno Teatro a Corte, Torinodanza, e il Circolo dei Lettori dedicano, coordinandosi tra di loro, uno spazio particolare alla Nouvelle Magie, un nuovo genere che arriva dalla Francia e che rivede gli aspetti suggestivi della magia con uno sguardo contemporaneo e una logica scenica presa dalla danza e dal teatro. Teatro a Corte ospiterà il 6 luglio 2013, alle OGR Officine Grandi Riparazioni, Lähtö/Départ della compagnia di Kalle Nio e il 13 luglio 2013, al Castello di Rivoli, Morceaux De Clown di Yann Frisch. Torinodanza, il 25 e il 26 ottobre 2013, ospiterà alle Fonderie Limone Le Soir Des Monstres, uno spettacolo scritto, interpretato e ideato da Etienne Saglio, mago, giocoliere e maestro nella manipolazione; un giovane artista del Centre National des Arts du Cirque che gioca sulla distorsione della realtà prendendo a prestito le atmosfere gotiche di Tim Burton. Infine, l’esplorazione della magia, sarà alla base di un progetto del Circolo dei Lettori il 6, 7, 8 dicembre 2013 con la rassegna Incanto. Torino Città di prestigio, iniziativa a cura del Circolo insieme a Arte Brachetti e Circolo Amici della Magia di Torino, con la consulenza artistica di Arturo Brachetti, con Marco Aimone e Carlo Bono, interamente dedicata a indagare la dimensione del magico. Il progetto culturale e performativo Incanto. Torino Città di prestigio esplora il complesso e suggestivo rapporto che unisce Torino alla magia raccontandone gli aspetti storici e culturali attraverso incontri, laboratori per bambini, spettacoli, performance, visite guidate.


I LUOGHI DEL FESTIVAL Coprotagoniste importanti di Teatro a Corte sono le sedi di spettacolo: le dimore sabaude del Piemonte, la corona di magnifiche residenze reali intorno a Torino costruite dalla dinastia regnante in Piemonte tra il XVI e il XIX secolo. Questi castelli di caccia, questi giardini di delizie, queste architetture maestose, costituiscono un unicum di straordinario valore artistico, paesaggistico e storico-culturale, dichiarato “Patrimonio dell’Umanità” nel 1997 dall’UNESCO. E il festival è nato proprio come progetto che propone agli artisti di spettacolo dal vivo, dunque a una forma contemporanea di creazione, il confronto con illustri testimonianze artistiche del passato; per far scaturire da questo confronto il singolare piacere per lo spettatore di una doppia fruizione, lo spettacolo che prende vita in un teatro monumentale di antico, grandissimo fascino. AGLIÈ - CASTELLO Prima di passare nel Settecento ai Savoia, il Castello di Agliè fu la dimora del conte e letterato Filippo San Martino d’Agliè, discendente della famiglia che ne possedeva il feudo già dal Medioevo. Su progetto di Amedeo di Castellamonte, il vecchio castello fortificato venne trasformato in palazzo; il vasto cantiere si avviò a partire dal 1642, ma l’intervento divenne sostanziale dal 1646 sviluppandosi nell’arco di circa dieci anni. Nel primo Ottocento, la residenza, che conta ben trecento stanze, fu scelta per la villeggiatura dal Re Carlo Felice e da lui fatta in parte ridecorare e riarredare: sono da ammirare il grande salone da ballo affrescato e stuccato, la quadreria e le preziose collezioni di reperti archeologici. L’edificio è attorniato da un giardino all’inglese e all’italiana e da un grande parco con alberi centenari. RACCONIGI – CASTELLO L'edificazione del Castello avvenne verso la fine del XII e l'inizio del XIII secolo ad opera dei marchesi di Saluzzo. Nel corso dei secoli l'edificio subì diversi passaggi di proprietà fino al 1500 quando i Savoia lo trasformarono da fortezza a dimora e nel Castello si trasferì Ludovico D'Acaja con tutta la sua corte. Nel secolo successivo il Castello fu teatro di importanti lavori di ristrutturazione diretti da Guarino Guarini che cominciò inoltre la sistemazione del parco collaborando con l'architetto francese Le Nôtre. Opera del Guarini è la splendida facciata nord secentesca. Durante le rivolte giacobine di fine Settecento il Castello fu costretto a subire l'occupazione e la confisca dei beni da parte delle truppe francesi. Dopo un periodo di decadenza tornò di proprietà dei Savoia e Carlo Alberto affidò i nuovi lavori di risistemazione all'ingegnere Melano e all'architetto Palagi. RIVOLI – CASTELLO La costruzione del Castello di Rivoli risale, con ogni probabilità, al IX-X secolo. La famiglia Savoia acquisì nell’XI secolo il Castello che riteneva strategicamente fondamentale per la sua posizione incombente sulla piana di Torino. Intorno al 1560 l’architetto Ascanio Vittozzi iniziò dei lavori di modifica e restauro, un progetto che però, fu portato avanti da Carlo ed Amedeo di Castellamonte ed i lavori si conclusero nel 1644. In questo periodo venne realizzata la cosiddetta “Manica Lunga”, destinata ad ospitare la pinacoteca dei Savoia. Vittorio Amedeo II portò in Piemonte l’architetto Filippo Juvarra, che disegnò un grandioso progetto per la dimora sabauda, ma i lavori non furono completati, lasciando una facciata incompiuta. Nel 1883 il Castello venne venduto al Comune di Rivoli. La Seconda Guerra Mondiale distrusse buona parte degli edifici e ciò che restava venne lasciato in stato di abbandono fino al 1979. In quell’anno fu riaperto il cantiere di restauro con l’intento di dare nuova vita al Castello e alla città. Nel 1984 venne inaugurato, nell’edificio riallestito da un innovativo progetto di Andrea Bruno, il Museo d’Arte Contemporanea, oggi conosciuto in tutto il mondo. A lato della Manica Lunga del Castello si trova il Combal.Zero dello chef Davide Scabin, uno dei più rinomati ristoranti d’Italia. VENARIA REALE – REGGIA La Reggia di Venaria Reale è la più imponente delle residenze sabaude in Piemonte. La più grande per dimensioni, ha costituito, prima di Versailles, il progetto ambizioso di affermare attraverso l’architettura la gloria della casa regnante: fu Carlo Emanuele II di Savoia a volere l’impresa e a dare il via agli imponenti lavori affidati dal 1658 agli architetti Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove. Il complesso, con l'incantevole scenario del Salone di Diana, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con gli immensi volumi delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, è considerato uno dei capolavori assoluti del barocco universale. Dopo secoli di abbandono e di incuria, dal 1978 la Reggia fu affidata alla Soprintendenza per i lavori di restauro durati lunghi anni e voluti dal Ministero per i Beni Culturali e dalla Regione Piemonte, con il sostegno di fondi europei: uno dei più grandi cantieri d’intervento sui beni culturali. L’inaugurazione del complesso, riaperto al pubblico, avvenne il 12 ottobre 2007, anno della nascita del festival Teatro a Corte che curò la parte spettacolare di quell’evento. Nei suoi quasi 2.000 metri lineari complessivi, il percorso di visita permanente Teatro di Storia e Magnificenza evoca la storia e le emozioni della Reggia insieme alle suggestioni sulla vita di corte delle installazioni multimediali ideate da Peter Greenaway.


INFO STAMPA

UFFICIO STAMPA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA Andrea Prono tel. +39 011.5119409 cell. +39 338.3477801 e-mail: comunicazione@fondazionetpe.it Matteo Rinaldini cell. +39 360.478728 e-mail: matteo.rinaldini@fondazionetpe.it

UFFICIO STAMPA NAZIONALE iagostudio Mara Serina cell. +39 338.3246269 e-mail: maraiagostudio@gmail.com Silvia Coggiola cell. +39 347.1308271 e-mail: silvia.coggiola@gmail.com

UFFICIO STAMPA PER LA FRANCIA Catherine Guizard cell. +33(0)660432113 e-mail: lastrada.cguizard@gmail.com Juliette Nonn cell. +33(0)685830358 e-mail: juliettenonn@hotmail.com


CARTELLA STAMPA TAC13  

Cartella Stampa 2013

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