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AZIONEPUNTOZERO Santa Severa - Santa Marinella - Civitavecchia “La strada da percorrere conduce al di là del PUNTO ZERO, conduce oltre la linea, oltre il muro del tempo e, attraverso di esso” Ernst Junger

È arrivata l’ora di fare i conti con la Storia… Purtroppo la cosiddetta area è afflitta – c o n sa p ev o l m en t e o meno – da un tipo patologico di nostalgismo che crea anche pigrizia mentale. Dopo queste elezioni niente sarà come prima. Intelligenza politica porta a comprendere che siamo al “giorno dopo”; forze alternative possono sopravvivere e divenire punto di riferimento solo se hanno un progetto sostenuto da cultura politica che parta dalla realtà tragica della situazione attuale, situazione che il risultato del lento evolversi di una pagina scritta nel lontano febbraio 1947 (trattato di pace ) . Tutto il re st o è vaniloquio. Il popolo i t al i an o n el l a su a interezza deve fare i conti con la Storia, senza divisioni o partigianerie. Stelvio Dal Piaz, Hanno dato la vita per noi, per la nostra dignità, per poterci far camminare a testa alta. Probabilmente ci hanno immaginato nel loro ultimo sospiro prima di essere uccisi da un plotone di esecuzione. Abbiamo il dovere di essere all'altezza del compito. Mai con la democrazia liberal-capitalista, mai con il sistema dei partiti! Onoriamo i Combattenti con la presenza, facciamo vedere loro, che c'è ancora chi ha voglia di restare in piedi in un mondo di rovine e che non hanno lottato invano … Azione Diretta > AzionePuntoZero


A Z I O N E PU N T O Z E R O

P A GI N A 2

Repubblica Sociale Italiana (RSI) La Repubblica Sociale Italiana, che visse dal settembre 1943 all’aprile 1945 non fu, come l’antifascismo tentò di accreditare, una “repubblichina” senza o con poca autonomia, senza o con poco peso nelle vicende storiche di quel periodo, senza o con scarsa organizzazione dello Stato. Essa fu, invece, uno Stato perfettamente organizzato: ebbe una organizzazione burocratica completa ed efficiente, la funzione legislativa produsse leggi importantissime, specie in

campo sociale, tutti i Ministeri lavorarono a pieno ritmo, ebbe un esercito efficiente, costituito in gran parte da giovani volontari entusiasti e determinati, che seppe difendere con valore il territorio della R e pu bbl i c a a f i an c o dell’alleato germanico, resistendo efficacemente all’offensiva angloamericana, sulla “linea gotica”, per sei lunghi mesi. Ebbe anche una diplomazia attiva ed efficiente, che curò attivamente i rapporti con gli Stati alleati o che, comunque, avevano

Il nuovo Governo Repubblicano Il 18 settembre Mussolini parla da Radio Monaco, e gli italiani possono riudire la voce ben nota. Egli, dopo a ve r s ot t ol i n e at o la bassezza del tradimento di Casa Savoia, che con la sua fuga ha perso ogni diritto di regn are, richi ama le tradizioni repubblicane italiane e riafferma la volontà di costituire un nuovo Stato Repubblicano

che sarà “nazionale e sociale nel senso più lato della parola; sarà cioè fascista nel senso delle nostre origini.” Tale stato ricostituirà un proprio esercito e riprenderà la lotta a fianco dell’ alleato germanico. I fascisti, che fin dal 9 settembre avevano riaperto molte sedi, si riorganizzarono rapidamente. Il 1 marzo

riconosciuto la R.S.I. : G erm an i a , G i a pp on e , Spagna e altri. Durante il periodo della R.S.I. furono perfino istituiti due Ordini Cavallereschi di Stato. Neppure l’industria cinematografica fu trascurata. Gli studi di Cinecittà, d e v a s t a t a d a i bombardamenti angloamericani, furono trasferiti a Venezia e l’attività continuò per tutto il tempo della R.S.I.

1944 Pavolini, in una relazione a Mussolini, comunicherà che “sono stati ricostituiti 1072 Fasci con 487.000 iscritti”. Roma ne contò 35.000, Milano 20.000, Ferrara, dopo la morte di Ghisellini, 14.000. Il 22 febbraio 1944 il Duce nominerà il nuovo Direttorio del P.F.R.

L’Esercito Repubblicano Le formazioni armate della R.S.I. furono molte e multiformi. Ci furono corpi militari che, come la Decima Flottiglia MAS di Borghese e altre, all’atto dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943 non si sciolsero e decisero immediatamente di continuare a combattere a fianco dei tedeschi “per l’onore d’Italia”, ci furono miriadi di formazioni volontarie che si costituirono fin dai giorni

immediatamente successivi all’8 settembre, ci furono i militari di leva delle classi 1924 e 1925 che si presentarono alle armi, ci furono coloro che, arrestati dai tedeschi subito dopo l’armistizio, aderirono alla R.S.I. e furono inquadrati nelle sue forze armate. Alcune di queste formazioni ebbero carattere spiccatamente politico, come le Brigate Nere e la Guardia

Nazionale Repubblicana, ma altre e, in primis, le quattro divisioni che costituirono il nerbo dell’esercito repubblicano, furono, per scelta fortemente voluta dal Maresciallo Rodolfo Graziani, Ministro della Guerra, apolitiche.


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P A GI N A 3

I combattenti della RSI e la Tradizione Le “chiacchiere” non ci sono mai piaciute, così come le persone tanto avvezze a parlar bene ma a razzolar poco. Il nostro riferimento è la Tradizione, parola che racchiude un universo di simboli, miti, eroi, ma soprattutto parola che richiama in maniera indiscutibile all’azione. Questa premessa è necessaria poiché quando abbiamo l’onore di collaborare con i reduci della R.S.I. dobbiamo essere consapevoli di avere di fronte uomini d’azione, di milizia, dei soldati. La Tradizione etimologicamente significa tramandare qualcosa, un qualcosa che si spiega con i valori quali la lealtà, il sacrificio, l’onore e la fedeltà. Coloro che l’8 settembre scelsero di combattere per la patria, lo fecero in modo disinteressato, con l’impersonalità attiva di chi è animato dalla virtù e dai valori dello spirito, di chi ha un fuoco che brucia nel petto; impersonalità tipica dei legionari, ardore tipico del combattente. L’esperienza che intrapresero, per molti fino all’estremo sacrificio, è un bagaglio inestimabile di un “altro sapere”, come ebbe a dire un “vecchio” guerriero di nome Rutilio Sermonti, un sapere che solo chi coltiva il proprio spirito può conoscere ed ammirare. E il nostro compito, oggi, è far sì che questo bagaglio non venga lasciato nell’oblio della dimenticanza, perché la Tradizione è anche testimonianza, conservazione della memoria storica di un popolo: abbiamo la possibilità di ascoltare le loro esperienze, di conoscere il significato dell’essere fedeli, per oltre mezzo secolo, ad una linea ed uno stile, sia in pace sia in guerra. Loro hanno vissuto l’onore, la fedeltà, la fratellanza, in cameratismo, hanno conosciuto il dolore per un fratello ucciso in battaglia, il coraggio e la forza di volontà che spinge ad andare avanti sempre, anche quando sei allo stremo. Loro hanno avuto nella vita almeno un’ora immortale, come dice il generale Degrelle. Loro hanno vissuto ! E noi, oggi, possiamo dire lo stesso ? Siamo i figli di un’epoca dominata dal lusso e dalla comodità, dalla mentalità borghese dell’uomo vile, di colui che non sa cosa significhi sacrificarsi per un’idea, di chi, codardo e menzognero, è traditore prima di tutto di se stesso. Siamo i giovani del terzo millennio, i figli della

decadente cultura occidentale, siamo quelli che consumano la vita senza sapere chi siamo, quelli che la società moderna vuole sonnambuli prigionieri della caverna di Platone che non sanno neanche dell’esistenza del sole. Ma una possibilità l’abbiamo ancora, a patto di conservare l’umiltà di chi vuole imparare, la volontà di chi vuole lottare, l’abnegazione di fare militanza in nome di quei valori della Tradizione che i combattenti della R.S.I. hanno saputo incarnare nella vita. Sono loro gli ultimi baluardi di cosa significhi vivere la Tradizione, contro tutto e contro tutti, col coraggio di chi, animato dalla verità e dalla giustizia, non cede neanche un metro. Possiamo lavorarci a fianco, guardarli negli occhi, imparare dalle loro esperienze, scoprire il patrimonio di virtù e di coraggio di cui sono portatori, aiutandoli nel contempo nell’incredibile opera di conservazione, tutela e riscoperta storica di testi, documenti, foto, che raccontino le gesta di quegli uomini che hanno combattuto “dalla parte giusta”. Racconti che ci aiutino a vivere, perché se vogliamo affermare un’idea, se vogliamo essere in grado di combattere un nemico diverso da quello di sessant’anni fa ma altrettanto forte e disposto a sopraffarci, abbiamo bisogno di esempi, di testimoni di coraggio e forza d’animo, di uomini. La loro eredità è la nostra eredità ed anche se oggi molti si affrettano a definirla scomoda ed ingombrante, il nostro compito è quello di farla conoscere, divulgarla, svolgere un’operazione di verità che cancelli il fango che l’ha ricoperta. Il nostro vuol essere un aiuto concreto, partecipativo, attivo, ci mettiamo a disposizione per organizzare iniziative in cui la cultura sia azione e formazione, in cui si conosca e si impari da chi, dopo l’8 settembre, ha scelto la strada più difficile, da chi è ancora leone in un mondo di pecore. Abbiamo bisogno della forza di chi ha occhi che ancora brillano. Il tepore di una stufa elettrica non ci basta più, abbiamo bisogno del calore di un fuoco che brucia. In alto i cuori! Comunità militante Raido


Che cos’è Azione Punto Zero? Organizzazione incontri di formazione Diffusione di materiale militante Incontri con i combattenti RSI Videoteca e Cineforum Presenza sui media locali con articoli e riflessioni Escursionismo e Trasferte militanti Selezione e Formazione Controinformazione

Contatti APZ: Posta Elettronica: puntozeroblog@gmail.com

Indirizzo blog: azionepuntozero.blogspot.com

In una società in rovina, dove il denaro e l’economia sembrano prevalere su tutto, esistono realtà che ancora tentano di rappresentare e incarnare quei valori eterni e imprescindibili, si mbol o di una vi si on e Tradizionale della vita, che punta all’edificarsi, innalzarsi e migliorarsi attraverso l’esperienza comunitaria. Essa è fondata su legami indistruttibili perché rappresentano un vincolo, un’unione in cui fedeltà, rispetto della parola data, rispetto della gerarchia sovrastano i contrasti e le antipatie. La comunità viva e pulsante di Azione Punto Zero, dimostra con i fatti (e non con le ci an c e) ch e l ’a zi on e impersonale eseguita con un metodo e da uomini disposti a lottare fianco a fianco, porta a risultati visibili ed evidenti, che sovrastano il vano ciarlare dei politicanti. Senza cedere a e l e m o s i n e o

lusinghe, tenendosi in piedi da solo, il nucleo di militanti si impegna costantemente attraverso riunioni settimanali in cui assieme si discute e ci si confronta, si propongono progetti, si espone ciò che si è fatto, ma anche ciò che non è stato fatto, alla ricerca di un costante miglioramento. Attraverso le affissioni e volantinaggi si conferma l’adesione ad un mondo di valori eterno, si fa sentire la voce di chi non ci sta a sottomettersi a questo sistema che uccide i popoli, senza un vano agitarsi fine a se stesso ma con una rivoluzionaria e diretta azione metapolitica. Sempre viva quindi, la diffusione del materiale militante quali libri, giornalini riviste, dvd, cd, disposto a fornire la Verità di contro alla falsa e meschina distorsione dei fatti che il mondo moderno ci propone. Adesso sai che devi contribuire !


APZ - Speciale Incontro RSI 240313