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in dialogo unitario

2/2012

L'Arcivescovo Scola si rivolge all'Azione Cattolica durante il consiglio pastorale diocesano

“Voglio dire una cosa sull’Ac”

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Poste Italiane Spa – Sped. Abb. Postale – D.L. 353/2003 (conv. In 27/02/2004 n° 46), comma 2, DCB Milano – e 1,20 - ANNO XXVI – n.

2/marzo 2012

www.azionecattolicamilano.it/indialogo

Mensile dell’Azione Cattolica ambrosiana

Per ascoltare l'audio dell'arcivescovo (3 minuti) cliccare su www.azionecattolicamilano.it/ audioscola"

oglio dire una cosa sull’Azione Cattolica»: con queste parole il nostro Arcivescovo, nell’ambito dei lavori dell’ultimo Consiglio Pastorale Diocesano, ha posto una “provocazione” a tutta la Chiesa diocesana. Sviluppando un discorso sull’apostolato dei laici e sull’azione cattolica (scritta con la minuscola) intesa in senso lato, egli ha infatti detto: «Secondo me è arrivato il momento in cui in tutte le nostre parrocchie e nelle nostre comunità pastorali bisogna passare dall’azione cattolica (con la minuscola) che è già in atto e presente in tutte le comunità, tendenzialmente e in libertà, all’Azione Cattolica (con la maiuscola). In un anno o due dovremmo passare dagli attuali 8300 soci ad almeno 85.000 aderenti. È possibile perché l’azione cattolica (con la minuscola) è già in atto; si tratta di orientarla secondo le indicazioni di chi guida l’Azione Cattolica. Le indicazioni dell’Azione Cattolica dovranno essere molto attente a interpretare questo slancio di base e non rischiare di imporre dall’alto un progetto già chiuso.

Mesero: io ci sarò... e tu?

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anca ormai poco alla Camminata del Sì del 12 maggio. Tutti ci diamo appuntamento per vivere almeno tre aspetti che abbiamo scelto di porre al centro del nostro cammino annuale: l’accoglienza verso tutti come stile da affinare sia dentro le nostre comunità, sia in vista di Milano 2012; la cura del territorio con iniziative che ci portano ad incontrare porzioni concrete della nostra Chiesa diocesana e le nostre associazioni locali; il legame associativo. L’associazione è risorsa per il cammino di fede, di fraternità e di comunione. Incontrarsi a livello diocesano almeno una volta all’anno diviene modalità insostituibile per coltivare pubblicazione informativa no profit

Omologato

la vita associativa, mai chiusa su se stessa, ma volano verso dimensioni di Chiesa più alte: verso la Chiesa diocesana che si raccoglie attorno al Vescovo e da questa alla Chiesa universale che si raccoglie attorno al Santo Padre. Quest’anno avremo la grazia di poterci raccogliere tutti attorno a Benedetto XVI proprio a Milano. Tutto questo assume un valore aggiunto per la scelta di trovarsi tra Magenta e Mesero, sulle orme di Santa Gianna Beretta Molla. L’importanza di questi aspetti per la vita di ogni socio è tale da sollecitare tutti a esserci con lo stile di chi viene per condividere e per questo viene invitando altri amici e persone della propria realtà locale, del proprio ambiente di lavoro e di studio. Dunque un doppio invito che diviene impegno a segnalarsi fin da subito: esserci alla Camminata del Sì e esserci a Milano tra il 30 maggio e il 3 giugno 2012.

Questo secondo me sarebbe un passaggio fondamentale: l’Azione Cattolica dovrebbe, in forza di quello che un tempo si chiamava “mandato”, diventare la custode della forma bella dell’unità di tutte le aggregazioni di fedeli di una Chiesa. Ciò permetterebbe un passaggio dal “gruppettarismo” alla comunità, passaggio che io giudico fondamentale per il cammino della nostra Chiesa. Queste cose volevo dirvi. Questa ultima è più che una provocazione». Raccogliamo molto volentieri questa “provocazione” del nostro Arcivescovo e, come egli chiede soprattutto a noi, desideriamo iniziare a riflettere fin da subito a tutti i livelli della vita associativa su questa sua proposta che ci interpella e ci chiama in gioco proprio sulla specificità del nostro carisma, quale carisma per la comunione nella Chiesa. Come non lasciarsi provocare? Il tempo a venire sarà occasione per confronti e riflessioni tra noi e con l’Arcivescovo e daremo conto anche tramite il giornale dello sviluppo di questa riflessione e dei passi che potranno seguire. La Presidenza dell’Azione Cattolica Ambrosiana

ALL’INTERNO pp. 2/3 Speciale Educazione p. 4 Obiettivo migranti p. 5 L'AC in numeri: il bilancio 2011 dell'associazione p. 6 Verso Mesero p. 7 Testimonianze p. 8 Verso Family 2012

Speciale educazione Sfogliando le pagine dei giornali, non passa giorno senza che ci si imbatta in articoli di taglio più o meno catastrofico sul futuro del nostro Paese. Non parliamo solamente della drammatica situazione lavorativa, bensì ci riferiamo agli innumerevoli casi di cronaca che ci parlano di una certa sfilacciatura nei rapporti umani e che lasciano in qualche modo presagire la rottura dei più elementari meccanismi di convivenza sociale. A partire da questi dati, è sorto spontaneo il desiderio di indagare cosa vi sia alla base di tale stortura, e se davvero essa sia così pronunciata come le esigenze della cronaca porterebbero a credere. Abbiamo dunque deciso di intraprendere una riflessione sul tema che sta alla base di ogni società e contribuisce a plasmarne il destino, ovvero il tema dell’educazione, per il quale l’Ac manifesta da sempre un’attenzione particolare. Abbiamo quindi dato spazio, senza alcuna pretesa di esaustività, ad alcuni aspetti dell’educare: l’esigenza del rispetto dell’autorità, che appare oggi in crisi, il ruolo dell’università come trampolino per il merito, ma anche la testimonianza di insegnanti, genitori, nonni. Gli aspetti proposti in questo numero, come già detto, non esauriscono il tema dell’educazione; altri contributi e altre testimonianze seguiranno infatti nei prossimi mesi, con la speranza di contribuire a ravvivare il dibattito su un tema di fondamentale importanza.


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SPECIALE EDUCAZIONE

Genitori, insegnanti, sacerdoti: quale autorità?

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Allarme educazione

iviamo un momento di profonda emergenza educativa: è ciò che emerge dal Documento preparatorio per la 46esima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. Per far fronte a tale momento di emergenza, il Documento auspica la liberazione di una particolare risorsa: “tutte quelle persone adulte che non vengono meno alla vocazione a crescere come persone e ad accompagnare nell’avventura educativa i giovani e i piccoli”. La missione di queste persone è però profondamente minata alla base da quella che lo stesso Documento definisce una vera e propria “crisi dell’autorità” legata a una profonda “questione antropologica”. L’attuale momento storico sarebbe infatti segnato da una “crisi che si genera dal tentativo di delegittimare ogni forma di autorità, soprattutto quelle a fondamento non contrattuale”. A contribuire a generare, e ad aggravare, la crisi legata alla delegittimazione dell’autorità, è l’emergere di una concezione della libertà intesa sempre più come autodeterminazione ad ogni costo. Verrebbe in questo senso meno la dimensione della libertà come partecipazione al bene comune. Di conseguenza, erosione dell’autorità e ampliamento delle zone di libertà andrebbero di pari passo. Ma quali sono queste “autorità a fondamento non contrattuale” che

stanno attraversando un momento di delegittimazione e crisi? Nel Documento si parla di “crisi della famiglia e della scuola”. In entrambi i casi, ad essere sfidato è il carattere asimmetrico, l’asse verticale tipico delle relazioni di autorità. La famiglia sembra perdere “la sua tradizionale capacità di generazione e sostegno di legami orientati a solidarietà e genuinità, a partire dalla spinta alla deistituzionalizzazione di ogni sorta di affetti”, piegata anche dall’incapacità dei genitori a pronunciare i faticosi “no” che aiutano a crescere. Gli insegnanti scontano invece da una parte il venire meno della collaborazione delle famiglie per un’educazione ai doveri, oltre che ai diritti, e dall’altra il rischio di abdicare al loro ruolo fondamentale: “accendere nei giovani la passione per le cose difficili e insieme il senso del limite e del rispetto di forme e regole”. La crisi dell’autorità viene rilevata anche dal Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali, che da oltre quarant’anni svolge attività di ricerca sui fenomeni che caratterizzano la società italiana. Secondo il Censis, ad infrangere le figure-simbolo dell’autorità sono stati soprattutto l’eccesso di individualismo e della “libertà di essere se stessi”. Per quanto riguarda la definizione delle figure-simbolo dell’autorità, a genitori e insegnanti il Censis affianca i sacerdoti. Il padre, l’insegnante

www.generatività.it Costruiamo insieme l’Italia di domani La crisi nella quale siamo immersi non è una di quelle crisi congiunturali di cui è costellato il ciclico andamento dell’economia. È invece una crisi strutturale. Morale e sociale, oltre che economica. Per uscirne occorre, quindi, una nuova idea di sviluppo che sappia ripartire dai talenti e dalle risorse che i nostri territori sanno offrire. Ovvero, da forze che sono state ostacolate in questi ultimi anni dal corto circuito politico istituzionale. Proprio la divaricazione tra la vivacità del Paese reale e la sterilità delle dinamiche politiche-istituzionali costituisce una delle cause principali della crisi nella quale l’Italia è intrappolata. Sulla base di questa consapevolezza è nato il progetto Genius Loci – Archivio della Generatività italiana, promosso dall’Istituto Sturzo di Roma in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano. Lo scopo è quello di narrare e mettere in rete storie di forze generative che, di fronte alle sfide della contemporaneità, hanno saputo produrre valore e significati e rispondere - spesso anticipandoli - ai bisogni emergenti nella società. Affiora, da questo lavoro, un nuovo racconto dell’Italia, elaborato attraverso un incessante azione di ascolto itinerante per tutto il paese, che aiuta a reinterpretarne la straordinaria unicità fatta di territorio, famiglia, piccola impresa, creatività. Non una ricerca convenzionale, dunque, non un archivio di buone pratiche o di storie felici ma un contributo a delineare nuove idee di sviluppo lungo diversi assi tematici: il welfare del futuro; impresa e innovazione; le politiche pubbliche nel campo dell’educazione, della convivenza, della legalità. Il risultato di questo lavoro, costantemente aggiornato, è sul sito: www.generativita.it, dove troverete la narrazione di esperienze, ciascuna a suo modo paradigmatica, che incrociano innovazione, tradizione e modernità e dalle quali discendono soluzioni istituzionali, modelli di azione e pratiche organizzative utili per immaginare e costruire l’Italia di domani. Roberto Adamoli

e il sacerdote sarebbero dunque figure pericolosamente svuotate del proprio ruolo di guida e sostegno. Per più del 39% degli italiani il padre non rappresenta più le regole e il senso del limite all’interno delle famiglie e nel rapporto con i figli. Per quanto riguarda gli insegnanti, il 53% di loro ha scelto di farlo in ragione di un’aspirazione personale, ma oltre un terzo non rifarebbe la stessa scelta, prevalentemente a causa dello scarso riconoscimento sociale ed economico della professione. Secondo l’82% degli insegnanti, inoltre, non vengono realizzati gli obiettivi della scuola, il primo dei quali consiste nell’educazione ai valori e alle regole della convivenza civile. La figura del sacerdote arretrerebbe invece a causa dell’avanzare nella società italiana del cosiddetto “soggettivismo etico”, ovvero la tendenza da parte di ognuno a costruirsi una propria morale personale. Ma quali sono le conseguenze di questa crisi sulla salute generale del

tessuto sociale? Ancora una volta, le risposte del Censis non sono ottimiste: la società italiana starebbe “slittando sotto un’onda di pulsioni sregolate”. Se viene a mancare il riconoscimento di un’autorità di fondo che disciplini comportamenti, atteggiamenti e valori, la conseguenza è l’affermazione di una “diffusa e inquietante sregolazione pulsionale”, con comportamenti individuali all’impronta di un “egoismo autoreferenziale e narcisistico”: “si vive senza norma, quasi senza individuabili confini della normalità, per cui tutto nella mente dei singoli è aleatorio vagabondaggio, non capace di riferirsi ad un solido basamento”. Come ricreare dunque quel circolo virtuoso tra “autorità” e “libertà” che sembra essere andato perduto? I prossimi numeri di InDIalogo ospiteranno riflessioni, spunti e strumenti di indagine volti a cercare una risposta alla sfida educativa alla quale questo momento di crisi ci pone di fronte. Annalisa Perteghella

Scuola, famiglia, comunità cristiana:

Progetto culturale:

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er far crescere un bambino è necessario un intero villaggio: questo un proverbio africano citato nel volume “La sfida educativa” edito da Laterza nel 2009 a cura del Comitato per il Progetto Culturale della CEI. Il testo affronta il tema dell’educazione a 360 gradi e in maniera molto concreta: famiglia, scuola e comunità cristiana certamente, ma anche lavoro, impresa, consumo, mass media, spettacolo e sport. I giovani continuano a guardare agli adulti, sono forse questi ultimi che hanno smarrito la propria responsabilità di educatori. Sì, perché educare è un “compito” fondamentale dell’adulto, sia esso genitore, insegnante, allenatore, imprenditore. Il lavoro organizzato, l’industria dell’evasione e del tem-

po libero, l’asettico mondo scientifico e tecnologico, il mondo delle passioni e dei sentimenti hanno necessità di essere abitati e vissuti in maniera autenticamente umana, che ne sappia dare una direzione. Allora è importante che l’adulto accompagni, conduca le giovani generazioni e sappia indicare loro una meta. Allora essere genitore non significa compiacere, saturare il bisogno del figlio e attirarlo a sé (se-ducere), quanto piuttosto tirar fuori le sue potenzialità dal profondo del suo sé (ex-ducere). Allora essere insegnante non significa solamente trasmettere un sapere tecnico, ma essere capaci di stabilire una relazione incentrata non soltanto sulla prestazione scolastica ma anche attenta alla dimensione personale. Allora anche


SPECIALE EDUCAZIONE

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La proposta del governo Monti per l'università

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L'università del merito

he il sistema universitario zialmente in quattro proposte. La prima italiano sia da riformare, è proposta, l'eliminazione del vincolo del una questione su cui tutti tipo di laurea per l'accesso ai concorsi concordano. La cosiddetta pubblici, è presto spiegata dall'esigenza “riforma Gelmini” ha rap- di arricchire il sistema pubblico di saperi presentato l'ultimo tentativo in ordine di diversificati: un laureato in lettere potrà tempo di modificare un sistema da molti aspirare a quel ruolo di funzionario pubritenuto irriformabile, a causa soprattutto blico che al momento è riservato a laudi complicati rapporti di potere e di poco reati in scienze politiche, giurisprudenza trasparenti sistemi di fedeltà (le cosid- e, talvolta, economia. L'eliminazione del dette “baronie”, che in realtà hanno ben voto di laurea nei concorsi pubblici sapoco di nobile). La tragica conseguenza è rebbe invece un provvedimento volto a sotto gli occhi di tutti: dispersione di fon- disincentivare il comportamento di taludi e di energie. Mentre proliferano i corsi ne università che, al fine di vedere comdi laurea, diminuisce la qualità dell'inse- parire il proprio nome nelle statistiche gnamento. Se per ottenere un posto devi dei laureati più brillanti, tenderebbero aver costruito un rapporto di “affiliazione ad essere troppo “generose” al momento locale” con il barone di turno, l'incentivo della valutazione dello studente. La vaalla fuga è altissimo, perlomeno tra colo- lutazione differenziata della laurea a sero che desiderano vedere riconosciuto il conda della qualità dell'università di provalore dei propri risultati più che il valore venienza andrebbe di pari passo con la strategia di differenziazione degli atenei, della propria sottomissione. Suonerà retorico, ma un Paese che non che si espliciterebbe nella formazione di investe sulle proprie menti migliori è un una graduatoria di atenei valutati in base Paese morto, o destinato a fine imminen- alla qualità della ricerca e della didattica. Anche la quarta proposta, l'abolizione te. Siamo nani sulle spalle dei del valore legale della laurea, è giganti, e se permettiamo motivata dall'esigenza di inche i nostri potenziali Il 57% degli centivare la preparazione giganti fuggano altroinsegnati è favorevole dello studente. Se per ve, magari in Paesi vincere un concorso all’introduzione di un che ne riconoscono un candidato può la statura, su quali sistema di retribuzione contare solamente spalle si ergeranno differenziato. Il 66% è a sulla propria prepai nani di domani? favore di una valutazione razione, egli sarebbe Un interrogativo delle carriere basata sul indotto ad iscriversi che sembra essersi nelle università che merito (fonte Fondazione posto anche il neopossono garantirgli una nato governo Monti, Agnelli 2009) preparazione superiore; le all'interno del quale è università, dal canto loro, per emersa una proposta di riattrarre un numero maggiore di forma del sistema universitario iscritti, sarebbero incentivate a migliorare che potrebbe avere effetti più incisivi di la qualità dei propri servizi. quelli raggiunti dalle riforme precedenti. Annalisa Perteghella La riforma si articolerebbe essen-

la sfida dell'educare coinvolge tutti.

la sfida educativa la comunità cristiana soffre delle medesime povertà e difficoltà delle altre agenzie educative: è in crisi la relazione educativa diretta, personale, mentre si moltiplicano appuntamenti di gruppo, incontri numerosi e affollati, in cui i giovani esprimono la voglia di stare insieme ma dove è debole la possibilità di dialogo personale. Si coglie la tendenza a racchiudere solo nella parola il messaggio educativo, rischiando l’astrattezza, la verbosità e la lontananza dalla vita. Sono tematiche che chiamano in causa ciascuno di noi e in particolare i soci di una associazione con una grande vocazione formativa: un primo passo è leggere questo interessante libro! Martino Incarbone

La testimonianza: “L’educazione non è propaganda” “Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 30). Questa frase di Giovanni è riferita a Gesù, e viene pronunciata per dirimere una disputa sorta fra i Discepoli e i Giudei; ma potrebbe essere presa a motto da qualunque educatore. A Gesù stesso - col suo amore per i bambini (Mt 19: 14; Mc 10, 14; Gv 18, 16), che lo porta a farne il modello del vero cristiano (Mt 18, 3) e a identificarsi con loro (Mt 18, 5) - non sarebbe dispiaciuto questo accostamento. Educare viene dal latino e-ducere, che vuol dire condurre fuori. Basta questa semplice osservazione per capire quanto siano fuori strada certi sedicenti educatori, per i quali educare vuol dire imporre dall’esterno modelli di comportamento precostituiti. Se così fosse, alla parola educare bisognerebbe sostituire quella indurre, condurre dentro. Ma indurre qualcuno a fare qualcosa ha un vago sentore di costrizione, per cui, quand’anche quella cosa fosse fatta, lo sarebbe di malavoglia, sicuramente senza entusiasmo. L’educazione non è propaganda. Il genitore è tentato di modellare il figlio sul proprio vissuto, o su quel vissuto che egli non ha potuto avere: quanti ragionieri che avrebbero voluto fare il violinista costringono il figlio - stonato come una campana - a studiare violino con scarso successo e per la disperazione dei vicini! Ma per questa via si ottengono solo dei ribelli o abulici. Il vero educatore guida il discepolo a ritrovare in se stesso i carismi di cui è dotato, lo aiuta a valorizzarli e a metterli in gioco nella società per il vantaggio di tutti. Questa graduale presa di coscienza delle proprie capacità, e l’acquisizione degli strumenti per gestirle al meglio, vuol dire diventare adulti, maturare. Si tratta di un cammino che non si percorre in un giorno. L’educatore deve capire quando il discepolo ha fatto un passo in avanti, e fare lui un passo indietro: “Egli deve crescere e io invece diminuire”. Tutto questo, sulla carta, appare chiaro e molto semplice. I problemi nascono quando si passa alla pratica. Si fa presto a dire: “mio figlio è maturato”; ma come cogliere i segni di questa maturità?; si fa presto a dire: “faccio un passo indietro”: ma in questo modo non lo lascerò troppo solo? Gli impegni dell’educatore sono quindi due. Il primo è l’osservazione discreta del discepolo. Attenzione: osservazione non vuol dire controllo poliziesco, ma sforzo per capire le ragioni che stanno al fondo delle scelte. Il secondo è un dialogo continuo e sincero, condotto con i toni dell’amicizia, anche se i ruoli vanno rispettati: il genitore è il genitore, cioè un indispensabile riferimento; il figlio è il figlio, cioè una persona che sta imparando a vivere. Quando i figli, diventati adulti, mettono su famiglia, i genitori diventano nonni. Capita spesso che i nonni tendano a comportarsi da genitori con i nipoti: vogliono “insegnare l’educazione”, ma si tratta di un grave errore, specie se si giungesse alla contestazione aperta dell’azione educativa genitoriale. Bisogna sempre ricordare che sono i genitori i titolari dell’azione educativa. Questo, però, non vuol dire che i nonni non abbiano un loro spazio pedagogico. Devono agire di sponda con i genitori, addolcendo le asprezze che talvolta caratterizzano l’azione educativa, senza mai arrivare, però, alla contestazione aperta dei metodi usati. I nipoti devono sapere che presso i nonni troveranno sempre accoglienza e conforto. Ai figli alle volte bisogna dire “No”; per i nipoti non sono i nonni a doverli dire. Accade, così, che si finisce col godersi i nipoti più di quanto ai sia potuto fare con i figli. E quale migliore conclusione di una carriera educativa? Antonio Contursi


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OBIETTIVO MIGRANTI

La testimonianza di Jeanine Calderòn, parrocchiana di S.Croce

Cattolici stranieri nelle parrocchie: Nella diversità Dio fa l'unità ri collegamenti con gli italiani della parrocchia? Sì, siamo contenti, però se ci fossero maggiori collegamenti con gli italiani della parrocchia sarebbe il primo passo di una vera integrazione. In questo camminare insieme agli altri ho imparato che nella diversità Dio fa l’unità andando oltre la cultura di ogni popolo. Lui ci ama tanto che tutti dobbiamo amarci come fratelli uniti nel suo amore. Secondo te, quali sono i punti di forza e di debolezza della parrocchia di S.Croce? Uno dei punti di forza della parrocchia di Santa Croce è che si è cominciato un cammino di prepara-

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ntegrazione. Un desiderio, una speranza, una prospettiva per una società in cui italiani e migranti abbiano finalmente pari dignità. Ma un desiderio anche per la nostra Chiesa diocesana, in cui spesso si viaggia su binari diversi, a seconda della propria appartenenza culturale. Alcuni migranti si spendono per una piena integrazione anche nella propria comunità parrocchiale: è il caso di Jeanine Calderòn, parrocchiana di S.Croce, a Milano, che partecipa alla vita della parrocchia dove propone anche iniziative specifiche per i migranti.

nacque formalmente il gruppo che è tuttora vivo e vitale. Noi migranti non abbiamo bisogno solo di guadagnare qualche soldo da inviare alle nostre famiglie rimaste a casa, ma abbiamo la necessità anche di trovare una comunità cristiana che ci accolga e ci dia la possibilità dell’ascolto della parola di Dio e di sviluppare la nostra fede. Durante la visita natalizia del 2008 il nuovo parroco di Santa Croce, Don Lidio Zaupa, mi invitò ad impegnarmi nella parrocchia di Santa Croce assieme ad altri fratelli dell'America Latina. Adesso sono parte del Consiglio pastorale della parrocchia.

Jeanine, raccontaci la tua storia di migrazione Mi chiamo Jeanine Calderòn Quinto, e sono arrivata a Milano dodici anni fa. La prima cosa che feci fu cercare un gruppo di preghiera e lo trovai giusto nella parrocchia di Santa Croce. Ma poi quel gruppo di preghiera scomparve ed io mi ritrovai sola. Fu un momento molto triste perché mi mancava il ritrovarmi con persone che condividessero la mia stessa fede

Come hai fatto a contattare altri migranti latino-americani e ad invitarli in parrocchia? Vorrei dire che è un lavoro d’équipe insieme a Don Lidio, nostro parroco. Lui li invita quando li incontra in chiesa, per la strada, nelle case. Poi funziona molto il passaparola e il volantinaggio per sponsorizzare la Messa dei Latinoamericani con canti in spagnolo. Consegniamo i volantini per la strada, in metropolitana, nei parchi e nei giardini, nelle scuole, nei ristoranti e nei negozi.

Come sei riuscita a inserirti nella comunità parrocchiale? Dopo aver girato per vari gruppi di preghiera italiani, una domenica sono andata alla Santa Messa nella chiesa dei migranti. Per me è stata una gioia immensa vedere tanti fratelli che parlavano, cantavano, lodavano nella stessa lingua. Dentro di me era rimasta una domanda: ”Dopo la Santa Messa cosa fanno questi fratelli?”. Un giorno ascoltai la parola degli Atti degli Apostoli: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere”. Decisi quindi di mettermi a disposizione della pastorale dei migranti nella chiesa di Santo Stefano qui a Milano. Il 1 maggio del 2004

Che momenti particolari vivete in parrocchia voi migranti? Sicuramente la scelta dei canti per la Santa Messa e la preparazione dei volantini. Mi fa piacere che durante la celebrazione della Santa Messa alcuni parrocchiani e sacerdoti vengano per stare con noi. Dall’anno scorso abbiamo un giorno fisso nel mese di Maggio in cui noi Latinoamericani facciamo una festa per tutta la comunità di Santa Croce. È la nostra opportunità di far conoscere la nostra grande famiglia e parte della nostra cultura. A partire del 15 febbraio, partecipiamo all’adorazione al Santissimo una volta al mese. Siete contenti o vorreste maggio-

zione che ci farà arrivare a una vera integrazione attraverso la fede in Dio. Ho capito che da sempre il Signore ha voluto che tutti i suoi figli siano uniti dal suo spirito per vivere e crescere insieme in reciproca accettazione e armonia, cercando di fare un mondo migliore. Uno dei punti di debolezza direi che è l’indifferenza di noi laici, non solo nella mia parrocchia, ma in tutta la Chiesa, che ci fa pensare a seguire Gesù solo nel momento in cui ci troviamo a Messa; dobbiamo invece imparare a lavorare sodo insieme al parroco, cercando l’unità delle membra del corpo del Signore nella vita quotidiana. Commissione migranti

Opportunità per i migranti Un anno in ascolto dei giovani della Zona IV per capire di cosa sentissero il bisogno: la possibilità di studiare, sembrava essere la risposta della maggior parte dei partecipanti agli incontri decanali. Da qui l'idea di un'azione concreta di solidarietà: una borsa di studio rivolta a tutti gli studenti con difficoltà economiche, a prescindere dalla nazionalità. Ecco la proposta di Don Alessandro Vavassori, responsabile della Pastorale Migranti della Zona IV. Ogni Parrocchia, Oratorio o Centro d'ascolto Caritas che segnali un giovane desideroso di studiare, ma in evidenti difficoltà economiche, può presentare il caso alla Commissione Borsa di Studio che valuterà la condizione economica del giovane. Attualmente sono tre i ragazzi che stanno usufruendo della Borsa di Studio: una ragazza pakistana di 17 anni, in Italia da due anni, che frequenta con ottimi risultati il 3°anno dell’Istituto Tecnico Commerciale a Castano Primo, figlia di madre vedova con lavoro precario e tre figli; un ragazzo albanese iscritto al 3° anno del Liceo Classico di Magenta con ottimi risultati, figlio di immigrati con un lavoro che permette a fatica di pagare le spese di sostentamento della famiglia; un ragazzo italiano iscritto al 3° anno del Liceo Scientifico di Magenta figlio di madre vedova che lavora in un call-center. I ragazzi sono seguiti da un tutor che monitora e stimola la motivazione dello studente durante il suo percorso scolastico. Agli studenti beneficiari è chiesto l’impegno alla restituzione del sostegno ricevuto in forma di collaborazione con l’Oratorio o la Parrocchia, ad esempio: disponibilità al dopo-scuola per studenti più giovani, collaborazione come animatore alle attività estive dell’Oratorio, etc. Il progetto è stato presentato a tutte e 160 le parrocchie della Zona chiedendo loro di contribuire alla creazione di un fondo. Alcune hanno destinato il denaro raccolto nelle occasioni in cui hanno presentato il progetto alla popolazione; altre hanno organizzato cene per le famiglie; altre hanno ricevuto adesioni di tipo personale. I promotori dell'iniziativa vogliono presentare il progetto alla Caritas Ambrosiana per poter accedere al fondo generato dalla raccolta diocesana degli indumenti usati che si tiene ogni Maggio. Un grande passo per rendere concreto il desiderio di impegnarsi a costruire una società e una Chiesa dove ci si incontri e si viva insieme nonostante le differenze. Donata Sala


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L'AC IN CIFRE

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L'Amministratore Alfio Regis ha presentato al consiglio diocesano il suo primo bilancio

Dal bilancio contabile al bilancio sociale e di missione

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l Consiglio Diocesano dell'Azione Cattolica Ambrosiana, nella sua ultima seduta del 28 gennaio 2012, ha approvato all'unanimità il Bilancio della nostra Associazione chiuso al 30 settembre 2011. Il prospetto che pubblichiamo in questa pagina, nel contrapporre gli esercizi 2010 e 2011, evidenzia come l'esercizio si chiuda con un disavanzo di € 16.136 rispetto al piccolo avanzo nominale di € 1.731 dell'anno precedente per la cui totale copertura è stato approvato dal Consiglio Diocesano il ricorso all'utilizzo della riserva per copertura perdite che ammonta ad € 18.419 e che ora residua a € 2.283. Da sottolineare che tale risultato, pur se comunque ancora negativo, è stato peraltro contenuto dall'effetto della rendicontazione a Fondazione Cariplo di € 26.000 di costi sostenuti nell'esercizio per Santa Caterina nell'ambito del progetto finanziato dalla stessa Fondazione per € 40.000. Il nostro Arcivescovo, esprimendo sempre viva attenzione alla nostra Associazione, ha confermato il contributo annuale nella stessa entità, per il quale esprimiamo viva grati-

tudine. Le componenti più significative che hanno inciso nella determinazione del disavanzo sono state le minori quote associative per effetto della costante riduzione nelle adesioni ed un maggior costo del personale a seguito di variazioni nell'ambito dei parametri di legge. Se apriamo lo sguardo ad elementi che richiamano la coerenza dell'utilizzo delle risorse nel rispetto della missione associativa, occorre evidenziare che la quota da versare all'Associazione Nazionale unitamente al costo del personale, pari a circa € 206.000, incide per circa l'81% delle quote di adesione, pari a circa € 253.000. Se includiamo le oblazioni associative e da enti pari a circa € 84.000, la percentuale rimane comunque ad un livello di circa il 61%. Il residuo debito nei confronti dell'Associazione Nazionale residua ancora 7 rate da versare dal 2012 al 2018, per un totale di circa € 63.000. Il dato patrimoniale è comunque confortante se si considera l'ammontare dei Fondi Accantonati che traguarda € 189.000, di cui € 100.000 destinati ad Attività Istituzionali ed € 85.000 destinati ad Attività Gestionali, di fatto preziosa ri-

serva per eventuali futuri eventi straordinari. La differenza è rappresentata da € 2.283 per “riserva copertura perdite” ed € 1.716 per Fondo Animazione Betlemme. Ma è tempo di guardare avanti, di fare un salto di qualità nella consapevole convinzione che l'economia non è un dato tecnico ma uno stile di vita che permette di coniugare competenza e missione, sobrietà e solidarietà, trasparenza ed etica, strategia e sviluppo verso la costruzione di modelli di società civile ricchi di pace e di coesione sociale. Così l'impegno di tutti e di ognuno è di costruire insieme il Bilancio Sociale e di Missione che riesca a comunicare l'alto valore di gesti di totale gratuità e volontariato donati da tantissimi Soci a cominciare da noi, Presidenza, Consiglieri e Responsabili tutti. A questo punto dell’anno, è tempo di predisporre anche il Bilancio Preventivo dell'anno 2012-2013: sarà attivato il processo di costruzione in sede di elaborazione del Calendario delle Attività Associative entro giugno e sarà portato alla formale approvazione del Consiglio Diocesano da convocare nel mese di novembre.

È tempo anche di dialogare in modo permanente e sempre più nella corresponsabilità e nella comunione associativa con In Dialogo e FAAP, avendo come primo obiettivo la sostenibilità economica dell'intero progetto formativo, editoriale e gestionale e avendo al centro “la persona”, le persone che qui lavorano e per la cui tutela occorre mettersi insieme in cammino deciso e veloce sulla strada della progettualità che genera valore chiedendo ad ognuno ed a tutti di sapersi mettersi in discussione per essere in grado di contribuire realmente a questa sfida. È tempo infine di dare concreto avvio al Circuito del Dono, alimentando gesti di solidarietà e di carità in una modalità che vorrei meglio approfondire ma che, fin d'ora, annuncio perchè tutti ed ognuno possano coglierne il profondo significato. Resto a totale disposizione per costruire insieme i nuovi modelli qui evidenziati, rendendomi disponibile ad incontrare i diversi Settori e/o Commissioni per fornire strumenti di rilevazione e per meglio condividere obiettivi e missione. Alfio Regis

BILANCIO ESERCIZIO AL 30 SETTEMBRE 2011 ATTIVITÀ

Anno 2010

Anno 2011

Immobilizzazioni nette

PASSIVITÀ

1.816

2.040

Patrimonio netto iniziale Disavanzo esercizio Utilizzo fondo copertura perdita Avanzo esercizio

Anno 2010

Anno 2011 236 1.731 1.967

1.967

93.609

129.035

113.612 73.556 1.500 7.867

99.969 81.596 188.999 8.605

292.111

510.171

Patrimonio netto finale Partecipazioni: Fondazione Lazzati Crediti Disponibilità finanziarie Gestione amministrata titoli Ratei e Risconti attivi

Totale delle attività

1

1

6.581 51.030 128.749 103.934

10.279 52.581 330.770 114.500

292.111

510.171

Debiti: fornitori Debiti: creditori diversi Fondo T.F.R. dipendenti Fondo accantonamento Ratei e Risconti passivi

Totale delle passività e patrimonio

1.967 -16.136 16.136

CONTO ECONOMICO ENTRATE

Quote associative

Quote abbonmenti

Anno 2010

261.117

Anno 2011

253.366

1.061

646

Oblazioni e contributi associativi Per iniziative unitarie e dei settori Contributi da Enti pastorali

64.196

36.252

18.354

21.166

45.000

45.000

Contributi da privati

14.000

29.000

6.968

7.271

410.696

392.701 16.136

410.696

408.837

Interessi attivi Totale delle Entrate Utilizzo fondo copertura perdita

Totale a pareggio

USCITE

Costi del settore adulti Costi del settore giovani Costi dell’ A.C.R. Personale dipendente Assistenti e collaboratori Costi iniziative associative/ pastorali Spese generali Spese gestione stabile Quote ammortamento Imposte d’esercizio Contributo Azione Cattolica Nazionale Totale delle Uscite Avanzo di gestione

Totale a pareggio

Anno 2010

18.702 17.947 7.968 112.766 18.501

Anno 2011

36.712 21.599 6.927 117.603 23.552

82.463

51.738

20.227 28.283 1.307 3.190 97.611

23.014 29.895 1.909 3.319 92.569

408.965 1.731

408.837

410.696

408.837


6

marzo 2012

VERSO MESERO

Dalla Camminata del sì alla veglia del 2 giugno, una lampada per la famiglia

L’Acr accende la notte

A

nche i ragazzi, con la loro travolgente energia e voglia di mettersi in gioco, si stanno preparando alla Camminata del Sì tra Magenta e Mesero. Ai Meeting della Pace zonali infatti ci siamo dati appuntamento a questo evento diocesano e unitario, che coinvolgerà tanti acrrini ma anche tutti quei ragazzi che vorranno fare giochi, attività, insomma una bella esperienza di fraternità e di Chiesa diocesana. Sproniamo ad invitare a questa occasione di festa anche i propri compagni di scuola e i loro genitori, italiani e stranieri! Ci troveremo dunque alle 15 all’oratorio di Magenta, per vivere un momento dedicato a giochi e laboratori

creativi. Poi alle 16.45 ci uniremo alle famiglie, ai giovani e agli adulti per camminare in allegria verso il santuario di Santa Gianna Beretta Molla, per pregare, mangiare insieme… insomma per gustare tutti gli ingredienti di una vera festa, nella grande famiglia che è l’AC, con il cuore rivolto a tutte le famiglie del mondo. Alcuni educatori e responsabili ACR inoltre sono dentro ai tavoli di lavoro con AGESCI, CSI, FOM per progettare le attività da svolgere con i ragazzi del mondo durante le mattine del VII Incontro Mondiale delle Famiglie: che occasione preziosa di confronto e di nuove relazioni! Proprio in preparazione a questo evento, oltre alla bella iniziativa del 12 maggio, l’ACR invita inoltre tutte le

famiglie e tutti gli oratori della Lombardia ad una serata…particolarmente luminosa! Desideriamo infatti rendere ancora più calda la nostra accoglienza al Santo Padre e a tutte le famiglie del mondo presenti a Milano a inizio giugno. Vorremmo allora che in tutto il nostro territorio, la notte del 2 giugno, ogni casa possa accendere e mettere sul davanzale della propria finestra una STAR LIGHT, ovvero una lampada che se “piegata”, si accenderà e resterà fluorescente per tutta la notte. Questo perchè anche le famiglie che non possono partecipare alla veglia possano essere in comunione con quelle invece presenti dal Papa; per ricordarci e pregare per tutte le famiglie del mondo; perchè l’ACR, lievito nella pasta, possa porre un segno vivace nelle nostre città. Chiediamo dunque a voi, educatori, mamme e papà, nonni, don, catechiste… di attivare la vostra fantasia per distribuire queste simpatiche lampade: anche questo è un piccolo segno di condivisione e missionarietà verso tutti! In più, è disponibile un utilissimo e colorato libro “La famiglia, il pane e la gioia” (In Dialogo, 64 pagg., € 9.00) a cui anche l’acr ha dato il suo contributo, per la mediazione ai ragazzi delle catechesi del Family 2012. Pensiamo possa essere un bel regalo per quei ragazzi/e che per esempio riceveranno i sacramenti quest’anno, come incoraggiamento a puntare in alto e ad approfondire sempre di più la bellezza e la gioia della fede, anche in famiglia.

Il programma Ore 15.30: ritrovo a Magenta sul sagrato della Basilica in piazza Prestinari Preghiera introduttiva alla camminata Ore 17.00: avvio della camminata verso Mesero Ore 19.00: conclusione della camminata al Santuario di Santa Gianna Dalle ore 20.00: festa insieme presso il Centro civico di Mesero INOLTRE Dalle ore 15.00: in oratorio per ragazzi e ragazze dell’ACR, loro educatori e genitori avrà luogo il Meeting degli incontri aperto a tutti i coetanei della zona ISCRIZIONI www.azionecattolicamilano.it segreteria@azionecattolicamilano.it tel: 02.58 39 1328 Per la partecipazione è previsto il contributo di 2 euro, che possono essere versati presso il Centro Diocesano in via S.Antonio 5 a Milano o direttamente durante la registrazione a Magenta

Chiara Zambon

Commissione promozione: proseguono le iniziative di raccolta fondi a sostegno dell’associazione

Dire sì all’Ac con caffè e lotteria

I

n vista dell’appuntamento di Mesero, proseguono le iniziative di raccolta fondi a sostegno dell’associazione. La Camminata del Sì, infatti, sancirà la conclusione delle due grandi campagne che stanno caratterizzando l’anno associativo. La più recente (in ordine di tempo) è una lotteria: lanciata in occasione della giornata diocesana di formazione per responsabili dello scorso 12 febbraio, la sottoscrizione mette in palio premi come un viaggio in Grecia, un monitor tv, una macchina fotografica e uno smartphone. L’estrazione avrà luogo proprio in occasione della festa serale del 12 maggio a Mesero. Continua anche la campagna “Un caffè per l’Ac”, lanciata in occasione della festa dell’adesione per sostenere economicamente diversi progetti specifici portati avanti dall’associazione (dalle settimane estive dei giovani alla quotidianità dei gruppi ACR, dalle iniziative spirituali

di giovani ed adulti all’attività editoriale di Indialogo Unitario). Numerose associazioni e gruppi locali hanno aderito all’iniziativa, pensata proprio per accompagnare l’attività formativa ordinaria con una continua attenzione al lato economico che regge l’associazione. In tutta la diocesi sono dunque spuntate le “caffettiere-salvadanaio”, che permettono di raccogliere le offerte durante i percorsi formativi lungo tutto il corso dell’anno o in occasioni speciali come la giornata parrocchiale dello scorso gennaio. Come detto, le due campagne non sono ancora concluse e, anzi, in queste settimane stanno avendo il loro culmine. C’è dunque ancora tempo per partecipare e sostenerne l’attività nelle comunità locali. A tal proposito, è possibile contattare la segreteria diocesana sia per ritirare blocchetti della lotteria, che per ricevere materiale promozionale e informazioni su “Un caffè per l’AC”. Giacomo Cossa

All'indirizzo www.azionecattolicamilano.it/caffettiera è possibile scaricare e stampare il materiale per il salvadanaio per le offerte all'Azione Cattolica


marzo 2012

TESTIMONIANZE

7

Un’insegnante e una mamma ci aiutano a riflettere sul tema dell’educazione

Educare è comunicare una vita buona

E

ducare al bene le nuove generazioni è la scommessa vincente per il nostro futuro e per la società civile. Si educa l’altro alla vita solo attraverso la testimonianza della propria vita. In famiglia, a scuola, in oratorio, sul posto di lavoro, ovunque ci possiamo reciprocamente educare a vivere bene. Hanno condiviso con noi qualche riflessione sull’educazione, parlandoci della loro esperienza quotidiana, Anna Maria (mamma e

insegnante nella scuola secondaria di primo grado) e Laura (mamma di cinque figli tra i 7 e i 18 anni). Cosa vuol dire educare oggi i vostri ragazzi? E cosa significa per voi educare ad una vita buona? «Educare, dal latino e-ducere, significa trarre fuori - ci racconta Anna Maria - l’adulto educa sempre, i figli, gli alunni, i piccoli che incontra, non si tratta di riempire i miei ragazzi di nozioni, ma piuttosto aiutarli a trarre fuori quel che hanno dentro di sé. Credo poi che

sia necessario avere il coraggio e la semplicità di comunicare noi stessi e ciò che abbiamo capito essere importante. Non credo nella posizione della neutralità per favorire l’apertura dell’educando verso ogni proposta, perché ho potuto sperimentare che conduce ad uno smarrimento, ma piuttosto riconosco valido e veramente neutrale comunicare ciò che ha dato significato alla nostra vita, certo mai nell’ottica di una imposizione ma nel pieno rispetto dei ragazzi. Attraverso lo studio di Dante o Leopardi mi auguro che i miei alunni possano “incontrare” un autore e confrontarsi con lui, perché è nel confronto con una tradizione che si cresce e si diventa adulti». «L’educazione passa attraverso una presenza – ci dice Laura – in famiglia bisogna riconoscere che c’è tutto il tempo che serve per poter comunicare ed educare rispettando i tempi di ognuno, dell’arte dell’essere genitore fa parte il saper aspettare e far maturare le situazioni, o il cogliere il momento migliore per parlare coi figli o per richiamarli. Spesso la nostra comunicazione è non verbale e i figli ci osservano attentamente». «E’ proprio vero – riprende Anna Maria – i ragazzi ci guardano, os-

servano come li trattiamo, come li sappiamo perdonare, come possiamo dare loro un brutto voto senza far mancare l’affetto e la stima nei loro confronti; è importante che ci vedano lieti e forti, non perché siamo perfetti ma perché abbiamo incontrato un significato per la nostra vita. E’ chiaro che può tentare di educare solo chi prima di tutto viene educato e si lascia educare. Possiamo educare i nostri figli se ci riconosciamo Figli, è importante per questo non essere soli ma vivere la comunità cristiana che ci sostiene e ci accompagna». Continua Laura – «Educare alla vita buona anzitutto significa educare a vivere delle buone relazioni, insegnare la misericordia, che per i miei figli è la possibilità del riscatto data al fratello che ha fatto loro un torto e il saper perdonare; la vita diventa buona se ci sono delle relazioni buone. Pur dentro le difficoltà quotidiane che le famiglie affrontano, comunicare la speranza è educare alla certezza del Bene. Per me e mio marito questo ha voluto dire generare la vita, chiamare l’altro alla vita e affidare l’esito della nostra opera educativa al Signore nella preghiera». Chiara Pozzi

A colloquio con don Walter Magnoni per cercare di fare luce sul complesso rapporto tra giovani e lavoro

“Stare vicino ai giovani senza lavoro”

I

l 18 febbraio scorso si è svolto il Convegno su giovani e lavoro organizzato da Azione Cattolica, Caritas, Ufficio di Pastorale Giovanile e Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro. In Dialogo ha incontrato don Walter Magnoni, responsabile del Servizio per la pastorale sociale e il lavoro della Diocesi. Il Convegno si è sviluppato attorno ad un’inchiesta interessante svolta dai giovani di Azione cattolica attraverso un questionario compilato da oltre 800 giovani. Che novità sono emerse dall’inchiesta? «Il professore Francesco Marcaletti – docente di relazioni del lavoro all’Università Cattolica di Milano – ha cercato di mettere in luce la necessità di imparare a leggere i dati in maniera corretta, in quanto le informazioni dei mass-media presentano una fotografia che non sempre

rispetta la realtà. I media affermano ad esempio che un giovane su tre è senza lavoro, ma considerano il tasso di occupazione e non invece quelli che realmente sono i giovani alla ricerca di lavoro» Che significa? «Significa che sono il 30% del totale dei giovani. L’altro aspetto interessante ha mostrato quali sono i criteri che vengono solitamente usati per descrivere il fenomeno della disoccupazione giovanile. Si considerano “giovani” le persone che hanno dai 15 ai 24 anni; si considerano “occupati” coloro che lavorano almeno un’ora alla settimana. Tutto questo ci fa riflettere sul fatto che partire dai dati per guardare le cose può essere utile, ma solo se i dati vengono rimodulati nella maniera corretta. Dobbiamo pensare che guardando i dati in modo più ampio il problema non

riguarda solo i giovani dai 15 ai 24 anni ma anche, forse ancora di più, i giovani dopo i 25 anni. Il dato per noi più preoccupante è quello dei giovani che né lavorano, né studiano, trovandosi in una situazione di assoluta empasse» Sacrosanta l’osservazione del professore Marcaletti, ma è innegabile che ci sia un forte problema di disoccupazione giovanile. Qual è la sua riflessione? «Dobbiamo cercare di accompagnare i giovani, ad esempio dando loro dei luoghi dove possano raccontare anche le loro difficoltà ed essere aiutati a cercare nuove possibilità di reinserimento. Nelle parrocchie si può dare vita a dei gruppi nei quali i giovani che sono alla ricerca di lavoro possano confrontarsi tra loro per vedere di mettere insieme le diverse esperienze e per uscire dal rischio della solitudine. È facile

infatti che chi è senza lavoro si senta solo, emarginato, e pensi che sia solo un suo problema. Come Chiesa dobbiamo sentire che la mancanza di lavoro è un problema che non riguarda solo le persone che ne sono direttamente colpite, bensì un problema reale di tutti noi da prendere in seria considerazione» Perché il convegno è stato un punto di partenza e non di arrivo? «Sarebbe grave ridurre tutto ad un convegno! Un convegno aiuta una riflessione ma la logica è un’altra. Se vogliamo tenere fede alla logica della dottrina sociale della Chiesa, c’è un vedere, un giudicare e un agire. Il convegno è stato un vedere la realtà da più punti di vista, iniziando dai criteri di giudizio, al fine di cercare di mettere in atto qualche azione». Silvio Mengotto


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marzo 2012

FAMILY 2012

Festa, preghiera, momenti di riflessione: questi gli ingredienti di Family 2012

Congresso teologico pastorale: Tre giorni di riflessione sulla famiglia

L’

Incontro mondiale delle famiglie, che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno, accanto al pilastro dei due giorni di festa e preghiera con il Papa, si fonda anche sulla proposta di tre giorni di riflessioni di alto profilo. Il Congresso teologico pastorale internazionale, che si svolgerà a Fiera Milano City (accanto alla vecchia fiera campionaria), è aperto ad un pubblico eterogeneo: da una parte gli studiosi e le delegazioni ufficiali delle diocesi del mondo, dall’altra i rappresentanti di tutte le parrocchie, associazioni e realtà territoriali interessati ai temi della famiglia, del lavoro e della festa. Un’occasione dunque anche per i tanti soci dell’Azione cattolica che a vario titolo operano (come professionisti o volontari) nei consultori, nella pastorale familiare o del lavoro, nella catechesi, nel sindacato, nei consigli pastorali, nella liturgia etc. I lavori saranno aperti mercoledì 30 dai cardinali Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia; si articoleranno su sei sessioni plenarie mattutine con altrettante relazioni fondanti e incontri e tavole rotonde pomeridiane (su temi a scelta) con gruppi più ri-

stretti. Il pomeriggio del 31 maggio si svolgerà anche in “trasferta”, coinvolgendo altre diocesi di Lombardia (e in diocesi di Milano, Varese e Bosisio Parini). Tra i principali relatori sono attesi il cardinale Gianfranco Ravasi (La famiglia: tra opera della creazione e festa della salvezza); il cardinale Dionigi Tettamanzi (La famiglia e il lavoro oggi in una prospettiva di fede), il sociologo cileno Pedro Morandè Court (La famiglia e il lavoro oggi: tra opportunità e precarietà); la studiosa spagnola Blanca Castilla (La famiglia e la festa tra antropologia e fede) e l’arcivescovo di Boston Sean O'Malley (Santificare la festa: la famiglia nel giorno del Signore). Ma non mancheranno anche vivaci spaccati su questioni di stringente attualità come “La conciliazione di famiglia, lavoro e festa”, “Politiche per la famiglia e politiche per il lavoro”, “Il fenomeno migratorio e la famiglia”, “I nonni e gli anziani”, “Famiglia, lavoro e mondo della disabilità”, “Separazioni, divorzi e nuove unioni”. Accanto al congresso “dei grandi” è prevista anche una proposta per i ragazzi. In contemporanea alle sessioni degli adulti è in programma anche un’animazione dedicata ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 17 anni. Si tratta dei figli dei delegati ma an-

che dei ragazzi dei nostri gruppi che vorranno partecipare. L’animazione è affidata all’Acr (che coordina), alla Fom, all’Agesci, al Csi e ad Animatema, un gruppo promosso dalla Cei e specializzato in iniziative per i più piccoli in parallelo ad eventi come l’incontro mondiale. Il tema scelto è “Il giardino” (dal primo capitolo della Genesi) e sono previste iniziative differenziate per quattro fasce di età. All’Acr, in particolare, è affidata quella dai 9 agli 11 anni. La partecipazione è aperta a tutti.

Occorre iscriversi entro il 31 marzo tramite il sito www.family2012. com. Il costo è: 10 euro (solo partecipazione); 70 euro (con i tre pasti). Ricordiamo infine che per partecipare agli incontri con il Papa all’aeroporto di Bresso (festa del sabato pomeriggio e sera) e messa della domenica mattina occorre richiedere il pass gratuito e obbligatorio d’ingresso (domanda sul sito www. family2012.com entro e non oltre il 9 maggio).

L’iniziativa dell’Ac che unisce genitori di diverse provenienze in preparazione al VII Incontro mondiale delle famiglie

“Genitori insieme” verso Milano 2012

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enitori italiani e stranieri si formano insieme. È l’iniziativa “Genitori insieme”, progetto che nasce all’interno dell’Ac, frutto della collaborazione tra la commissione Migranti e l’équipe del Percorso genitori e che si inserisce nel cammino di preparazione al VII Incontro mondiale delle famiglie. Un primo percorso sta prendendo il via ad Abbiategrasso, mentre un secondo potrebbe partire in un quartiere particolarmente “multietnico” di Milano. «Il percorso – spiegano i responsabili - è rivolto a genitori con figli di ogni età che frequentano la comunità cristiana. L’idea di fondo che guida il lavoro è che le comunità della diocesi sono formate da famiglie che provengono da Paesi differenti, oltre a quelle di origine italiana, ed insieme si preparano all’evento “Milano 2012”». Proseguono gli organizza-

tori: «Le famiglie straniere saranno soggetti del percorso alla pari delle famiglie di origine italiana e nel reciproco confronto potranno trovare modalità nuove per accogliersi reciprocamente ed accogliere altre famiglie, allargando le proprie riflessioni sul tema della genitorialità». L’obiettivo è quello di far maturare maggior consapevolezza dell’essere famiglie che vivono il lavoro e la festa. Ovviamente si tratta di un esperimento che potrà essere ripetuto sul territorio anche negli anni successivi. Il percorso è strutturato in 4 incontri di circa due ore ciascuno. I primi tre incontri saranno strutturati in 3 momenti distinti. Il primo è più informativo: i genitori saranno in ascolto dei formatori. Il secondo momento è quello dei lavori di gruppo con la consegna dei “laboratori”, ovvero situazioni concrete familiari che riprendono i temi presentati.

Il terzo passaggio è quello del confronto tra i gruppi per giungere insieme ai formatori a delle riflessioni conclusive. L’ultimo incontro, invece, sarà sia una verifica globale del percorso, che l’elaborazione di proposte concrete anche rispetto all’accoglienza ed alla partecipazione all’evento “Milano 2012”. I temi che verranno proposti sono i medesimi del VII Incontro Mondiale delle famiglie, “La famiglia: il lavoro e la festa”, che verranno trattati con uno sguardo più antropologico e psico-educativo. Il primo incontro “La famiglia tra generazioni e culture diverse”. Il secondo “Il lavoro tra opportunità e fatica” e il terzo “La festa: tempo libero o tempo creativo?” Il percorso si avvale della collaborazione di membri della commissione Migranti e dell’équipe Percorso genitori che da anni lavora nelle parrocchie proponendo incontri pedagogi-

ci con lo stesso metodo. acil Paolo Rappellino

Direttore responsabile: Gianni Borsa Direttore editoriale: Annalisa Perteghella Hanno collaborato a questo numero: Paolo Rappellino, Donata Sala, Claudio Urbano, Maurizio Guarnaschelli, Silvio Mengotto, Valentina Soncini, Marco Garzonio, Martino Incarbone, Paolo Danuvola, Antonio Contursi Direzione, Redazione: 20122 Milano, Via S. Antonio, 5 Tel. 02/58391309. Amministrazione e pubblicità: Tel. 02/58391341 Editore: Coop. Culturale IN DIALOGO s.r.l. Milano Tel. 02/58391341 - Fax 02/58391345 E-mail: indialogo@azionecattolicamilano.it Sito internet: www.azionecattolicamilano.it/indialogo Col patrocinio della Fondazione Ambrosiana Attività Pastorali Composizione: Coop. Culturale IN DIALOGO, via S. Antonio, 5 Milano Progetto grafico: Annalisa Porcelli Stampa: A.G. Bellavite Srl, Via I° Maggio 41, Missaglia (LC) Una copia: 1,20 euro, arretrati il doppio. Abbonamento: Annuale 12 euro - Sostenitore 20 euro Versare su ccp 18834200 intestato a In Dialogo, Via S. Antonio, 5 20122 - Milano Registrato presso il tribunale di Milano n. 71 del 2-2-87 Spedizione in Abb. postale art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Milano Milano, 8 marzo 2012, anno XXVI - n. 2 Associato all’USPI – Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione e consegnato alla tipografia il giorno 8 marzo 2012


Caro diario Appuntamenti e notizie dall’Ac

2/2012 Inserto periodico di In dialogo

In programma per il 4 aprile la tradizionale veglia notturna animata da Fuci e Ac

Armida Barelli protagonista della Notte degli ulivi

L

e fiaccole accese, la salita silenziosa all’eremo, la veglia nella notte per avvicinarsi al mistero della Passione e della Pasqua, in ascolto di un testimone. Sono gli ingredienti fondamentali della “Notte degli ulivi”, anche quest’anno proposta a tutti dagli studenti universitari della Fuci, insieme all’Ac diocesana. Come di consueto, la veglia si svolgerà nella serata del Mercoledì Santo: un momento privilegiato per fermarsi a pregare e riflettere, prima di accostarsi ai giorni del Triduo pasquale. Sarà ospitata dalla suggestiva cornice dell’Eremo San Salvatore, sopra Crevenna, frazione di Erba. Dopo il ritrovo, a tutti i partecipanti verranno consegnate delle fiaccole, con le quali si inizierà l’ascesa del sentiero che porta all’eremo. Giunti nella chiesa della casa per ritiri, si inizierà la veglia di preghiera. Anche la “Notte degli ulivi” di questo 2012 sarà all’insegna dell’incontro con una figura significativa di laicato cristiano; quest’anno, il testimone di cui ci si metterà in ascolto è Armida Barelli, che ha attraversato da protagonista il primo Novecento, contribuendo in modo decisivo alle vicende sia storiche sia ecclesiali. Amministratore unico dell’editrice “Vita e pensiero”, tra i

collaboratori più importanti di padre Agostino Gemelli, contribuì a raccogliere l’appello di Giuseppe Toniolo per la fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Impegnata fin dal 1917 nella Gioventù Cattolica Femminile Milanese, diffuse e consolidò il movimento in tutte le diocesi italiane, non fermando la sua azione nemmeno negli anni del regime fascista. Fondatrice di un istituto secolare di ispirazione francescana e dell’Opera della Regalità per avvicinare il

laicato alla liturgia, fu anche vicepresidente generale dell’Azione cattolica dal 1946 al 1949. Importante anche il suo impegno in politica: in prima fila nella battaglia per il voto alle donne, nelle prime elezioni della neonata Repubblica contribuì all’affermazione della Dc. Nel 2007 è stata dichiarata venerabile da papa Benedetto XVI. Durante la veglia saranno presentate la sua vita e la sua spiritualità, e sarà possibile anche leggere e ascoltare brani

tratti dai suoi testi. Ma come mai per la “Notte degli ulivi” di quest’anno è stata scelta proprio questa figura? «La vita e l’opera di Armida Barelli sono state studiate approfonditamente da una ragazza del gruppo Fuci dell’Università Cattolica, Irene Saonara» spiega Giacomo Perego, presidente della Fuci diocesana. «Irene, studentessa alla facoltà di Scienze politiche, è rimasta affascinata dalla figura di questa donna tanto da farne l’oggetto della sua tesi di laurea triennale. Un ottimo esempio, dunque, di come per noi fucini lo studio non resti mai un semplice dovere o un mezzo per realizzarsi professionalmente, ma desti domande profonde e apra sempre più all’intelligenza della fede. Quella di Armida Barelli è stata una vita vissuta all’insegna dell’incontro con Cristo, che si è tradotto in impegno concreto per la crescita del laicato e la presenza cristiana nella società: una figura importante, insomma, da far conoscere a tutti i giovani e in particolare a chi vuole vivere da cristiano l’avventura dell’università». L’appuntamento per la “Notte degli ulivi” è mercoledì 4 aprile all’Eremo San Salvatore; il ritrovo è fissato per le 20,45. Paolo Bovio

Eletti…e poi? In palestra con Ac fitness!

E

Essere responsabili della crescita di altre persone è una sfida entusiasmante, ma, si sa, non è proprio una passeggiata. Per questo è nato Ac-fitness, il percorso di formazione rivolto a tutti gli eletti in cariche associative nel triennio 20112014, pensato per consentire a ciascuno di vivere al meglio il proprio ruolo

Speciale Giornata parrocchiale A pagina 4 Le proposte estive

di responsabilità. Con gli incontri di febbraio è terminato il percorso di quest’anno, e i partecipanti (responsabili di gruppo, di zona, educatori…) ci hanno raccontato com’è andata. «È stata una ginnastica sia fisica che dello spirito», ha esordito Giovanni, a capo dei giovani del decanato Zara, a Milano. In un viaggio nello spazio e nel tempo attraverso la diocesi e l’Associazione, «i primi due incontri (preparati a livello diocesano) sono stati utili per confrontarsi con chi ha, o ha avuto, la tua stessa responsabilità ma viene da zone differenti: così si nota quanto l’Ac sia radicata sul territorio». «Abbiamo pensato soprattutto agli adulti» ha spiegato Silvia Landra, tra i responsabili della proposta. «A chi da tanto tempo si spende nell’Associazio-

ne vengono infatti chieste molte cose, ma spesso se ne dà troppo per scontato il bagaglio di capacità e di formazione acquisito nel tempo». E proprio dagli adulti, o meglio, dagli anziani, sono arrivate le soddisfazioni maggiori: «poter apprezzare la duttilità di una responsabile di 80 anni in un gioco di ruolo è stato sorprendente» ha concluso Silvia. Il confronto non si è fermato all’ambito associativo, ma ha toccato, nell’ultimo incontro, questioni concrete legate al territorio: a Milano, ad esempio, si è discusso di Area C e delle coppie di fatto. Ne è scaturita una pluralità di opinioni,

che è bello sapere presenti in un’unica Associazione. Ac-fitness è stata una palestra con tutti gli attrezzi, quindi, dove i responsabili non sono stati lasciati soli. Claudio Urbano


Katya – Magnago

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In occasione della festa dell’adesione, abbiamo organizzato il pranzo assieme alla parrocchia di Bienate. In questa occasione abbiamo proposto gadgets, libri, l’iniziativa “un caffè per l’AC” ed abbiamo esposto la nostra bella bandiera nuova, oltre ai manifesti AC e ACR col tema dell’anno. Nel pomeriggio abbiamo organizzato un bel momento di preghiera assieme. Per la giornata parrocchiale, abbiamo letto l’introduzione e le invocazioni durante la messa, quindi sul sagrato abbiamo proposto: libri, gadgets, torte, 05_zonepast_11.qxd 02/03/2011 lavoretti ACR  e borracce a sostegno del progetto “Diritti alla pace”. Abbiamo offerto il caffè (con biscottini caserecci), proponendo l’iniziativa “Un caffè per l’AC”. È stato impegnativo ma molto bello. Talmente bello che pensiamo di riproporre il caffè in quanto è stato occasione di intrattenimento (seppur breve, considerate le basse temperature!). 17.51

Pagina

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Franco – Novate Milanese

Si è allestito sul sagrato della Chiesa la tendastand con libri “In Dialogo” e gadget AC, manifesti di iniziative, roll-up e bandiere. La Celebrazione Eucaristica è dedicata alla festa, con introduzione del Presidente, preghiere dei fedeli appropriate, presentazione dell’ACR e esposizione della bandiera associativa storica. All’uscita viene distribuito il volantino delle iniziative di quest’anno e i giovani offrono ai fedeli un “caldo rinfresco” a base di tè caldo e caffè, mentre gli adulti si intrattengono a parlare dell’AC e a proporre libri e gadget. Nel pomeriggio, riflessione a più voci sul tema ”Vieni e seguimi – alla ricerca della felicità”, con dibattito di approfondimento. Al termine momento conviviale unitario, con adulti e giovani che vengono raggiunti dai ragazzi dell’ACR.

La giornata parrocchiale di AC, racconti dal territorio.

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F. Ti c

L. di Comabbio

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Lago di Varese

Marisa – Milano Niguarda

Ci siamo sentiti fin da subito tutti coinvolti e vogliosi di dare un contributo per la giornata parrocchiale, senza nascondere un po’ di apprensione per come saremmo stati accolti. Era infatti la prima volta che organizzavamo un’iniziativa così “ampia”. Volevamo che fosse segno di una più “marcata” visibilità dell’AC. Prima della Messa abbiamo distribuito i volantini che “raccontavano” cos’è l’AC e i suoi progetti formativi, mentre c’era nel frattempo chi aiutava ad allestire il banchetto ai piedi della scalinata della Chiesa. A fine della Santa Messa c’era sia chi stava al banchetto offrendo salatini ed altre vivande ma anche chi andava incontro alle persone per fare due chiacchiere. Si andava “a due a due”: mentre una aveva un vassoio in mano, l’altra portava una caffettiera per un’offerta simbolica. Ci siamo in seguito premurati di ringraziare la comunità rendendo noto tramite un bel volantino colorato affisso in chiesa, l’entità della somma raccolta e il progetto che sosterremo.

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Maurizio – Besozzo

Abbiamo celebrato la festa dell’adesione all’AC a livello decanale, proponendo un incontro sul tema della famiglia, in preparazione all’incontro mondiale delle famiglie di Milano 2012. In puro stile “famigliare”, ai bambini è stata proposta un’attività dedicata in parallelo all’incontro per gli adulti. La seconda parte dell’incontro è stata introdotta da un breve momento di preghiera con all’interno la benedizione e la consegna ai soci delle tessere di AC e da un simpatico gioco a squadre che ha permesso di conoscere maggiormente la nostra associazione, coinvolgendo tutti nel rispondere a specifiche domande sull’AC e sulla chiesa ambrosiana più in generale. La festa è poi continuata con la merenda insieme, durante la quale è stato possibile acquistare i libri In Dialogo ed è stata “lanciata” la campagna “Un caffè per l’AC”. Striscione, bandiera e roll-up hanno sottolineato con una nota di “colore” in più, quanto è bello il nostro stare insieme in AC!

Avviso sacro

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marzo 2012

PROPOSTE ESTIVE

ESTATE INSIEME: Proposte per tutte le età dai diversi settori dell’associazione

Cosa pensi di fare quest’estate? L’estate dei giovani

L’estate dei ragazzi

L’estate degli adulti

Appena finita la scuola tutti in vacanza con le proposte estive del settore giovani! Come sempre ci sono proposte per tutte le età, i gusti e le esigenze. Si comincia con il Viaggio ai confini (15-21 giugno) dell’ACS per gli studenti delle scuole superiori: un viaggio avventuroso tra le valli del Trentino Alto Adige usando mezzi di trasporto alternativi e all’insegna dello spirito di adattamento. Dal 30 giugno al 21 luglio appuntamento a Santa Caterina per tutti gli adolescenti dai 14 ai 17 anni con i tre turni settimanali; a seguire dal 21 al 28 luglio ci sarà invece la settimana dedicata ai 18/19enni. L’esperienza di Santa Caterina è molto più di un semplice campo scuola in montagna: è un’occasione per fare nuove amicizie, per incontrare testimoni significativi, per imparare cose nuove e soprattutto per crescere umanamente e spiritualmente.

E’ arrivata la primavera, le giornate si allungano, il sole riscalda i nostri cuori e la mente corre veloce all’estate…e l’estate per tanti ragazzi non può che ricordare i campi ACR a Santa Caterina! Il campo scuola costituisce un’occasione meravigliosa perchè invita i ragazzi a incontrarsi con la Parola, a permettere che questa parli alla loro vita e illumini i passi che anche i più piccoli sono chiamati a compiere.

Anche se siamo appena usciti dall’inverno non è mai abbastanza presto per pensare all’estate e a qualche proposta interessante, da cogliere al volo, per fare un’esperienza significativa di riposo per il corpo e lo spirito! Per quanto riguarda gli adulti abbiamo diverse proposte che speriamo possano incontrare il gradimento di molti. Ci è sembrato importante offrire continuità alla proposta di tipo “famigliare” con la settimana a Santa Caterina che permetta a genitori e figli di vivere un tempo disteso nel quale approfondire temi tipici della vita in famiglia attraverso la preghiera e il gioco insieme.

L’estate dei più giovani si conclude, infine, con il Campo di volontariato per gli studenti delle scuole superiori organizzato dall’ACS; quest’anno sono in programma due turni: uno a Monza (20-25 agosto) e uno a Lecco (25-30 agosto). Una bellissima esperienza di gratuità insieme a tanti altri ragazzi della Diocesi; il ricavato dei lavori svolti andrà a sostegno di un progetto di solidarietà sul territorio. Anche per i più grandi è in programma una proposta di servizio e condivisione: la settimana di FormAzione, che si svolgerà a Lecco dal 28 luglio al 4 agosto. Seguono poi le settimane itineranti per conoscere l’Europa non da semplici turisti, ma in modo più consapevole, unendo alla scoperta delle bellezze naturali ed artistiche, momenti di incontro e confronto con la comunità locale. Le mete di quest’anno sono i Balcani, con un viaggio tra Croazia e Bosnia dal 4 all’11 agosto e il Portogallo dall’11 al 19 agosto. Per chi invece desidera fare un’esperienza spirituale più intensa, senza rinunciare però all’aspetto vacanziero, appuntamento in Grecia dal 10 al 17 agosto per un viaggio sulle orme di San Paolo dedicato a giovani e adulti.

Miriam Ambrosiani e Antonio Filieri

Dopo il viaggio con Giosuè dell’anno passato, ad accompagnarci questa volta sarà l’apostolo Giovanni, il figlio di Zebedeo, il discepolo che Gesù amava. Il “prediletto” è sempre al seguito del maestro, soprattutto nei momenti più difficili del cammino verso Gerusalemme. È sul monte Tabor con Pietro, è sul monte degli ulivi e sta in piedi sotto la croce, sul Calvario. Il campo non è solo ascolto della Parola, che avrà un ruolo centrale nel luogo che allestiremo come il cenacolo, ma anche molti giochi, condivisione e amicizia con tanti ragazzi dei diversi gruppi ACR presenti e con quanti vorranno partecipare. Momenti prioritari saranno la costruzione di una meridiana (che vuole simboleggiare l’esperienza di lasciarsi accompagnare dalla luce del Signore) e la realizzazione degli appunti del discepolo, un percorso che permetterà di non perdere per strada i doni ricevuti durante il campo. Riconoscendosi nella figura dell’apostolo, i ragazzi saranno aiutati a cogliere i segni della presenza di Dio e a diventare testimoni autentici dell’Amore. Non possiamo svelare tutte le sorprese… “VENITE E VEDRETE” ATTENZIONE: per permettere a tante nuove persone di conoscere l’acr, vogliamo lanciare l’operazione “punta verso l’alto, porta un nuovo amico!”: pensiamo infatti che il campo di S. Caterina sia un po’ la punta di diamante dei percorsi ordinari dell’anno, e che sia un’esperienza che lascia un segno nel cuore e fa appassionare molti alla nostra associazione... Dunque per l’acrrino che si iscrive entro il 30 aprile assieme ad un nuovo amico non associato… c’è in serbo una bellissima SORPRESA! Ilaria Fumagalli

Durante gli ultimi mesi abbiamo tenuto costantemente al centro della nostra proposta formativa la dimensione spirituale del laico e per proseguire su questo abbiamo delineato due percorsi quali “sentieri spirituali” molto particolari. Il primo, in luglio, ci porterà in Francia alla riscoperta della spiritualità monastica: passando da Cluny e Chartres raggiungeremo Parigi (speriamo di poter incontrare l’eperienza di Madaleine Delbrel e la comunità di S.Vincenzo de’ Paoli che assiste i senza tetto in pieno centro de La Ville) per poi concludersi a Strasburgo. Il secondo vuole essere un modo “nuovo” per fare un’esperienza formativa: approfondire la nostra Fede, andando nei luoghi originari che ne sono la radice anche in preparazione all’anno della Fede che si aprirà il prossimo ottobre. Per questa esperienza andremo in Grecia*, ripercorreremo la predicazione di S.Paolo e sulle sue orme ci metteremo alla scoperta del mondo ellenico da lui evangelizzato. Sarà anche l’occasione per conoscere e approfondire il rapporto con la Chiesa ortodossa e la sua spiritualità monastica. Non può mancare tra le proposte quella degli “esercizi spirituali” che anche per quest’anno si terranno a villa S.Cuore a Triuggio dal mattino di giovedì 23 alla domenica 26 agosto. Le proposte ci sembrano interessanti, se intendi partecipare NON ASPETTARE OLTRE: ISCRIVITI con anticipo! *le vicende socio-politiche in atto al momento di andare in stampa del giornale ci fanno però predisporre già da ora una alternativa nel caso il clima della Grecia divenisse troppo ”caldo”

Paola Panzani e Gianluigi Pizzi

Vicini ai nostri amici MILANO I soci di Azione Cattolica della Parrocchia di San Michele Arcangelo in Precotto ricordano con affetto i coniugi Guglielmo e Lina Julitta, da sempre iscritti all’A.C., tornati alla Casa del Padre il 25/12/2011 e il 25/1/2012.

di 9 figli, di cui un sacerdote e due suore, è stato testimone di fede autentica per la sua famiglia e per tutta la comunità.

MARNATE – NIZZOLINA (VA) L’Azione Cattolica parrocchiale ricorda il suo associato più anziano Gelindo Baschirotto, morto il 5 febbraio 2012 a quasi 100 anni (li avrebbe compiuti il 4 marzo). Padre

CONGRATULAZIONI L’Azione Cattolica rivolge i più cari auguri a Mons. Francesco Coccopalmerio, diventato cardinale il 18 febbraio.

FELICITAZIONI L’Azione Cattolica esprime viva felicità per la nascita di Noemi, figlia di Cristina Romanelli e Giancarlo Ceruti, avvenuta l’8 febbraio.

APERTURA CHIESA DI S.ANTONIO ABATE In occasione delle domeniche senz’auto, programmate per il 25 marzo, il 15 aprile e il 27 maggio, saranno aperti al pubblico i siti milanesi “Aperti per Voi” ad opera del Touring Club Italiano. Tra questi è compresa la chiesa di Sant’Antonio Abate che accoglierà i visitatori con visite guidate e intermezzi di sonate d’organo, occasione per gustare le bellezze artistiche e ascoltare le note musicali dello storico organo della chiesa.


In Dialogo mar2012