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«Paolo...» chiamava la mamma guardando l’espressione triste del suo bimbo riflessa nel finestrino. «Vedrai sarà una nuova avventura!». «Ma i miei amici?». Si lamentava lui sospirando e sventolando la lettera che teneva in mano. «I tuoi amici resteranno tali, potrai vederli ogni estate quando torneremo per le vacanze e ogni volta che verremo a trovare i nonni! Ci spostiamo di qualche chilometro non su un altro pianeta!».

Lo

Sorrideva fiduciosa la mamma.

spazio di Paolo

«E vedrai che sarà un’occasione per farti ancora più amici!». «E poi potrai venire all’osservatorio con me, ti farò vedere la luna, palmo a palmo, con il nuovo super telescopio!» sorrideva il papà. Persino Laika scodinzolava allegra sul sedile. Purtroppo, però, quel trasferimento a Paolo non andava giù: certo per il papà era una grossa promozione e l’idea di potere andare

A volte capita di assistere alle storie più toccanti senza andare troppo lontano;

a trovarlo all’osservatorio quando voleva era splendida, ma gli amici?

come quella volta che, gironzolando di albero in albero e

«Nella casa nuova dipingeremo le pareti di blu e disegneremo

raccogliendo ghiande per l’inverno, mi imbattei in Paolo e la sua storia.

un’infinità di stelle che di notte, al buio, si illumineranno!».

Una mattina di ottobre − l’anno scolastico era appena cominciato − Paolo,

Diceva allegra la mamma cercando di tirare su di morale Paolo.

i suoi genitori e la piccola cagnolina Laika salirono in macchina per seguire il camion dei traslochi e lasciare la città in cui avevano sempre vissuto, e quindi il mare e soprattutto gli amici. Il papà di Paolo aveva vinto un concorso per andare a lavorare in un nuovo osservatorio, dotato dei più sofisticati sistemi di studio ed era stato trasferito in una città di montagna. Mentre l’auto viaggiava, il mare scintillante e le sagome dei luoghi tanto amati sfilavano sotto gli occhi di Paolo e lui stringeva in mano la lettera scrittagli dai suoi amici. Nemmeno Laika riusciva a distrarre l’amico dai suoi pensieri, né con le coccole né con le capriole e nemmeno spingendogli in braccio il suo gioco preferito: un modellino del razzo spaziale Sputnik su cui il pilota Yuri Gagarin viaggiò per primo nello spazio.

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Foglie n.11-12 2015  
Foglie n.11-12 2015  

Numero di novembre/dicembre 2015

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