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pagine di vita associativa di Azione Cattolica

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Redazione: Paolo Seghedoni, Enrico Artioli, Raffaele Campana, Nicola Battilani, Ciro Amarante, Andrea Poggi, Gianluca Ghirardini

IN QUESTO NUMERO: CON GRANDE GIOIA ANNUNCIAMO LA NOMINA DI MONSIGNOR LANFRANCHI A VESCOVO DI MODENANONANTOLA Come la società di oggi cura i suoi “piccoli” e costruisce il suo futuro SETTORE – GIOVANISSIMI: Le mie mani, il tuo cuore! ...parole dal campo invernale ISSIMI ACR – ADULTI: IL SAPORE DELLE COSE DI CASA ADULTI: I Sentieri di Isaia: testimoni del bene comune nella città dell’uomo il ricordo e l’attualità di don Zeno Saltini don Giuseppe Dossetti: un uomo laico e religioso Giuseppe Lazzati: un contemplativo nell’azione A tu per tu con L’AC di San Pio X : difficoltà e proposte per essere “fuoco vivo”

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CON GRANDE GIOIA ANNUNCIAMO LA NOMINA DI MONSIGNOR LANFRANCHI A VESCOVO DI MODENA-NONANTOLA E’ stato nominato arcivescovo-abate di Modena-Nonantola Monsignor Antonio Lanfranchi, finora vescovo di Cesena-Sarsina. Papa Benedetto XVI ha proceduto alla nomina dopo aver accettato la rinuncia alla guida dell’arcidiocesi da parte di monsignor Benito Cocchi. Mons. Antonio Lanfranchi è nato a Grondone di Ferriere, in provincia di Piacenza, il 17 maggio 1946. Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nel Seminario minore di Piacenza e quelli filosofici e teologici nel Collegio Alberoni della stessa citta’, ha frequentato a Roma la Pontificia Universita’ Lateranense e il Pontificio Ateneo Salesiano, conseguendo i titoli accademici in Teologia Biblica e in Scienze dell’Educazione. E’ stato anche docente nel seminario vescovile di Piacenza (1977-1978), assistente diocesano dell’Azione Cattolica Giovani (1978-1986) e Adulti (1986-1988), direttore dell’Ufficio catechistico diocesano (1984-1988) e di quello regionale (19871988), assistente nazionale del Settore Giovani dell’Azione Cattolica Italiana (1988-1996), docente di Pastorale giovanile presso la Pontificia Universita’ Lateranense (1988-1996), vicario generale di Piacenza-Bobbio (1996-2003). Eletto vescovo di Cesena-Sarsina il 3 dicembre 2003, ha ricevuto l’ordinazione episcopale l’11 gennaio 2004. Attualmente e’ membro della Commissione episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese della Cei. Comunicato Stampa del Consiglio Diocesano di Azione Cattolica: Affetto filiale e gratitudine E’ con profonda gratitudine verso il Signore e il Santo Padre e con affetto filiale, che apprendiamo la nomina di S.E. Antonio Lanfranchi come vescovo di Modena-Nonantola. L’affetto e la gratitudine che l’Azione Cattolica ha nei confronti dei propri pastori e che si esprimono nel servizio e nell’impegno dell’associazione per la santificazione dei laici. Sappiamo che mons. Lanfranchi, conosce e stima l’Ac, per averci lavorato tanto come assistente, e questo per noi diventa una responsabilità in più, oltre che un motivo di gioia. La aspettiamo, vescovo Antonio, con la stessa ‘trepidazione’ che esprime Lei nel Suo primo messaggio alla nostra Chiesa. Esprimiamo, inoltre, il nostro grazie per il vescovo Benito: lascia una grande eredità alla nostra Chiesa e ci sentiamo particolarmente vicini a lui. Il Signore lo accompagni sempre nel Suo ministero. L’Azione Cattolica di Modena 3


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Come la società di oggi cura i suoi “piccoli” e costruisce il suo futuro Il sistema di vita odierno è tale per cui molte famiglie tendono ad “affondare” in esso sempre più e a restare invischiate in una situazioni da cui non è facile uscire. Nonostante la crisi, infatti, la dimensione lavorativa assorbe molto tempo ed energie ai genitori, che quindi faticano a riservare le loro attenzioni e le loro responsabilità educative verso i figli. Inoltre la complessità sociale e globale non li aiuta certo ad assumersi pienamente l’onere educativo, che spesso viene disatteso o delegato ad altri. Come sempre accade, questi vuoti di presenza sono riempiti da surrogati non sempre positivi (anzi!), in primis la TV e, oggi, sempre più, il PC e Internet: strumenti utilissimi e potentissimi, ma che, se usati senza la necessaria attenzione e preparazione, possono rivelarsi gravemente deleteri. Al di là del difficilissimo problema di rivedere e arginare prassi lavorative alienanti e di rimotivare i genitori al loro ruolo educativo, in questo quadro, diventano sempre più importanti altre opportunità e agenzie educative che possono affiancare la famiglia nella cura delle giovani generazioni: la Scuola, il Volontariato, la Chiesa, … Purtroppo anche queste agenzie educative non sono in particolare forma: la scuola, soggetta a riforme confuse e a tagli invasivi, il Volontariato, in crisi di motivazioni e di volontari, la Chiesa stessa tra calo di vocazioni e difficoltà nel parlare ai giovani, che, così, restano soli in balia di chi, molto probabilmente non ha a cuore tanto il loro bene quanto la loro “capacità di consumo”. Diventa allora assolutamente prioritaria un’alleanza educativa tra le agenzie che ancora oggi restano in campo, occorre che esse si parlino e interagiscano per

ottimizzare le risorse sempre più scarse, rimotivandosi a vicenda sull’importanza di tale ruolo e, se possibile, concordando principi, metodologie, piani di azione, iniziative e prassi educative. Ecco allora l’importanza della partecipazione dei genitori agli Organi Collegiali e ai Comitati Genitori delle scuole, il loro esempio nel farsi carico di situazioni sociali col volontariato, l’aderire alla nuova proposta di iniziazione cristiana avanzata dalla Diocesi che prevede un ruolo diretto ed esplicito della famiglia, … In effetti oggi i giovani possono a pieno titolo essere annoverati tra i “poveri” di cui il Vangelo parla: non tanto in termini economici, quanto perché ad essi vengono proposti ideali di vita allo stesso tempo irraggiungibili ed effimeri (si veda il successo delle star dello spettacolo o dello sport, le trasmissioni TV, …). Purtroppo questo “clima” contagia anche i genitori e, se sono veri i risultati di un’indagine secondo cui la massima aspirazione per le mamme è che le figlie facciano le veline e per i papà che i figli diventino calciatori, emerge il profilo di un paese destinato ad un declino, più o meno lento, ma pur sempre inesorabile, che già oggi si comincia ad intravedere. Inoltre, sui giovani si scaricano le non scelte politiche riguardo alla diminuzione di formazione, alla precarietà del posto di lavoro, alla incertezza della previdenza, … tutti elementi che concorrono a determinare la “povertà” dei giovani oggi. Leonardo Murialdo, fondatore dei Giuseppini, era solito ripetere: “Aprire un oratorio è come chiudere un carcere” e oggi di carceri ce ne sono fin troppi…

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SETTORE – GIOVANISSIMI: Le mie mani, il tuo cuore! ...parole dal campo invernale ISSIMI il tentativo di parlare agli adolescenti di testimoni corporeità, imparare a guardare il proprio Due filmati nei quali i protagonisti corpo come strumento del Signore, è stato presentano la loro vita e il loro rapporto con fatto questo inverno, nei giorni dopo il il corpo. Due videointerviste a Simona Natale del Signore, riflettendo proprio sulla Atzori; artista poliedrica (ballerina e pittrice) figura di Maria. alla quale il Signore, citandola Attraverso la figura dell'Immacolata dall'intervista, ha voluto disegnare le mani abbiamo percorso un cammino su tre temi in basso; e Andrea Zorzi, ex-pallavolista di molto forti: fama internazionale che ha scelta di - Raggiungere la consapevolezza e giocare a pallavolo in risposta al proprio l'accettazione del proprio corpo, da disagio fisico. rispettare e curare. Tutto questo sarà legato dal brano - C'è una interiorità, oltre l'aspetto esteriore, dell'Annunciazione narrato da Luca (1,26che viene messa in luce proprio con il 38) nel quale si possono mettere in corpo. Questa è il mezzo con cui mi metto evidenza gli obiettivi formativi in relazione a poi in relazione con gli altri, relazioni di Maria: amicizia e di amore. Maria ha un cuore libero e desideroso di - le mie mani, il tuo cuore. Il mio corpo, la fare cose grandi, è un adolescente, come i tua dimora. In questa fase del percorso nostri ragazzi e il suo cuore è puro e pronto intrapreso i ragazzi hanno scoperto il loro ad accogliere ed offrire il suo servizio; corpo come Dono di Dio in cui Lui sceglie il dialogo Dio/Angelo – Maria avviene in di abitare. modo rispettoso e attento, con la Inoltre i due momenti di preghiera nei quali delicatezza che è segno di amore. È si è affrontato il tema con lo scopo di comunque un dialogo schietto, autentico portare i ragazzi a capire che la preghiera dove anche le paure hanno la loro dignità, non è solo un insieme di parole e pensieri. è un dialogo che parte e che giunge al Si prega con il corpo. E il corpo prega con cuore; noi. Dio con il mio corpo mi porta alla il corpo di Maria è la dimora di Dio, il preghiera. tempio dello Spirito. Il Dono di Dio per Infine abbiamo scelto di far vivere ai l'umanità è l'Incarnazione. ragazzi l'esperienza della testimonianza, un'intera mattina è stata dedicata ai

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ACR – ADULTI: IL SAPORE DELLE COSE DI CASA Anche quest’anno ai genitori dei ragazzi dell’ACR viene proposto un cammino di formazione per sostenerli nel loro difficile compito educativo. Partendo da una proposta nazionale, è stato strutturato un cammino articolato in cinque appuntamenti che si svolgono in occasione dei momenti forti del percorso annuale dei ragazzi. Gli incontri non vogliono essere una scuola per genitori ma, al contrario, offrire alle famiglie alcuni momenti per confrontarsi con le altre famiglie; non esistono maestri del difficile compito di genitori, ma persone che, quotidianamente, si impegnano per vivere tale compito con responsabilità e impegno. Durante gli incontri la condivisione delle esperienze permette di trovare una conferma per il proprio operato, un suggerimento per la soluzione di un problema e l’occasione di sorridere per uno scampato pericolo . Dalla frase “ Oggi mi devo fermare a casa tua “ ( Lc 19, 1-5 l’episodio di Zaccheo) la famiglia viene posta al centro di un percorso che le vuole attribuire un ruolo attivo nella formazione delle future generazioni. Nel primo incontro, che si è svolto in occasione della Festa del Ciao, come i ragazzi, anche le famiglie hanno avuto l’opportunità di sintonizzare la propria lunghezza d’onda. Dall’incontro di presentazione dei contenuti e delle metodologie , abbiamo compreso come ospitare significa farsi carico di una storia, di gioie di dolori, di problematicità di cui ogni persona è soggetto. Nel secondo appuntamento dal titolo “ Ospitare gli affetti” abbiamo capito che la relazione coniugale è il perno per la formazione dei figli che devono sperimentare nell’amore sponsale gli aspetti salienti di questo sentimento: il perdono, la condivisione,

l’accoglienza dell’altro, la premura e l’affetto. Nel piccolo gruppo abbiamo riflettuto su situazioni di vita quotidiana( aiutare un figlio nei compiti, scoprire una camicia macchiata per un errore di lavaggio) che ci permettono di sperimentare e vivere gli aspetti dell’Amore prima indicati; successivamente una coppia ci ha resi partecipi del loro cammino, testimoniando quanto le scelte quotidiane e rinnovate ogni giorno possono trasformare la nostra casa in piccola chiesa domestica. Il prossimo incontro si svolgerà in occasione della Festa della Pace e sarà a livello diocesano. Il tema è : Generatività “ Ospitare i progetti” ( l’impegno della famiglia nell’educazione alla fede). Ci aiuterà nella riflessione Mons. Renzo Bonetti ( Coordinatore del Progetto Parrocchia-Famiglia della CEI e Consigliere del Consiglio Pontificio per la Famiglia,) che nella sua parrocchia di Bovolone ( Vr) sta conducendo un’esperienza unica con le famiglie per una nuova evangelizzazione. Senza addentrarci nei contenuti specifici, durante l’incontro avremo occasione di riscoprire il significato cristiano del matrimonio su cui si fonda il nostro essere famiglia. Siamo dunque ad invitarvi a tale appuntamento che si svolgerà Sabato 06 febbraio 2010 presso la Città dei Ragazzi di Modena alle ore 15,00 ( l’accoglienza è prevista per le ore 14,30); concluderemo il pomeriggio con la Celebrazione eucaristica durante la quale avremo la possibilità di innalzare al Signore i nostri ringraziamenti per i tanti doni ricevuti. Vi aspettiamo.

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INFORMACI ADULTI: Ospitato dalla comunità parrocchiale di Casinalbo, il terzo incontro del ciclo “I Sentieri di Isaia: testimoni del bene comune nella città dell’uomo” ha visto il ricordo e l’attualità di don Zeno Saltini attraverso le parole di Valeria Cammertoni che ha vissuto in prima persone l’esperienza di Nomadelfia e che ha dato recentemente alle stampe il libro “Perché Nomadelfia”. Zeno Saltini fu legato strettamente all’Azione Cattolica ricoprendo la carica di presidente diocesano dei giovani della diocesi di Carpi e promuovendo il periodico “L’Aspirante” che diventerà successivamente pubblicazione nazionale per la gioventù di AC. Nel 1931 divenne sacerdote e durante la sua prima messa adottò Danilo, che fu di fatto il primo figlio di Nomadelfia, manifestando così fin da subito la sua sensibilità e attenzione per i bambini abbandonati. In quest’opera di accoglienza, di cura e di crescita dei bambini abbandonati, nacque un sodalizio molto bello tra sacerdoti anche di diocesi diverse fra essi don Ennio Tardini di Formigine e don Arrigo Beccari a Nonantola (che salvò i ragazzi ebrei di Villa Emma). Essi vennero anche imprigionati e dovettero subire processi. Spinte dall’Azione Cattolica, che allora era molto “operativa”, diverse persone cominciarono ad aiutare don Zeno a partire da Irene, la prima “mamma di vocazione”, una ragazza ancora minorenne che, contro il voler dei genitori, andò ad accudire i bambini abbandonati. Così, con le prime coppie disponibili ad accogliere in famiglia i bambini abbandonati, a Fossoli (ex-campo di transito dei deportati) nel 1948 nasce Nomadelfia e, solo un anno dopo, oltre 1350 persone vivevano nei capannoni dove erano stati ricavati anche asili per i più piccoli e laboratori per quelli più grandi.

pagine di vita associativa di Azione Cattolica I bambini accolti a Nomadelfia, vi vivevano felici, sereni e tranquilli, mentre lasciati a se stessi sarebbero stati destinati a morte o a una vita di stenti e abbrutimenti (molti infatti erano incapaci di parlare o anche solo camminare perché nessuno aveva insegnato loro). I ragazzi a Nomadelfia si sentivano amati nelle piccole cose quotidiane (come lo stirare il vestito) e restava loro impresso in modo indelebile L’opera tuttavia, per quanto meritoria, era tutt’altro che facile da gestire e spesso i preti erano impegnati a cercar soldi per dar da mangiare ai ragazzi. C’era mancanza di tante cose e tutta la Comunità tirava avanti grazie al sostegno e al conforto dei sacerdoti sia materiale sia spirituale con iniziative pastorali inedite (come gli esercizi spirituali in tenda lunghi un mese in Francia per oltre 100 adolescenti). Don Zeno era molto critico verso lo Stato che allora non si faceva carico di mantenere i ragazzi abbandonati. Nel 1952, subì un processo per debiti e ci furono anche diverse incomprensioni con le gerarchie. Nomadelfia comunque fu un’esperienza straordinaria che riscosse l’interesse da parte di tantissime persone e, ancora oggi, Nomadelfia vive a Grosseto, nella tenuta che la contessa Pirelli lasciò come dote a don Zeno. Oggi le persone che vivono a Nomadelfia sono circa 300 ed i problemi cui vuole rispondere sono diversi rispetto a quelli di quando nacque, ma lo spirito è rimasto lo stesso. Don Zeno aveva il dono dell’eloquenza e convinceva le persone a vivere una vita diversa, e con la comunità di Nomadelfia salvò tantissime persone, tuttavia conservò l’umiltà, nonostante la grande opera che aveva compiuto: non c’è che dire: un bell’esempio di testimone del bene comune nella città dell’uomo.

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A Vignola il quarto incontro della serie “Sui sentieri di Isaia” “don Giuseppe Dossetti: un uomo laico e religioso”

definitiva di vecchie logiche e ideologie. Per Dossetti, in virtù del battesimo, il cristiano deve essere un profeta, il “proprio” del cristiano deve essere quello di avere uno sguardo lucido sulla storia, uno sguardo informato alla Parola di Dio. Anche per quanto riguarda la Chiesa, non mancò di criticare un attivismo fine a se stesso che puntellava una facciata di

In un bel pomeriggio invernale, presso l’oratorio di Vignola si è svolto il quarto incontro della serie “Sui sentieri di Isaia: testimoni del bene comune nella città dell'uomo” proposto dall'ACI diocesana quale proprio contributo alla 46° Settimana Sociale dei Cattolici in programma dal 14 al 17 ottobre 2010, a Reggio Calabria. Dopo don Mazzolari, don Milani, don Zeno Saltini (ed in attesa delle figure laiche dei prossimi incontri), questa è stata la volta di don Giuseppe Dossetti, che a dire il vero, è stato un incredibile testimone del bene comune tanto come laico quanto come religioso. Il diacono Guido Federzoni, che lo ha conosciuto personalmente, ne ha tracciato un ritratto vivo e profondo, intrecciando sapientemente riferimenti personali, eventi ufficiali e considerazioni di estrema attualità. Dossetti si formò negli ambienti universitari (studiò all’Università di Modena) e fu professore alla Cattolica. Dopo l’incontro con De Gasperi, si aprì per lui l’esperienza politica e istituzionale estremamente intensa e significativa per tutta l’Italia (basti pensare al lavoro svolto nella Costituente) esperienza che, tuttavia, durò “solo” sette anni, dal 1943 al 1951, mentre il resto della sua vita fu dedicato quasi interamente alla vita monastica. Già negli anni ’50 colse le profonde contraddizioni tanto del sistema comunista quanto di quello capitalista, accomunati dall’idea di un mondo senza anima: sarebbe stata ineluttabile una crisi epocale e globale, una crisi di sistema con la rottura

“cristianità” collaterale e funzionale al potere politico (famoso l’episodio dei baschi verdi di Gedda). Rivolse la sua disapprovazione anche verso un nominalismo che si limitava ad enunciare farisaicamente principi e valori, senza poi incarnarli e viverli realmente. Si dedicò quindi con fervore alla vita monastica fondando a Bologna la comunità monastica della Piccola Famiglia dell'Annunziata a cui tutt’oggi aderiscono molte famiglie che sentono loro propria una spiritualità semplice e profonda centrata su tre cardini: la vita orante, la vita familiare comunitaria e la vita eucaristica. Nel corso del dibattito, si sono approfonditi alcuni aspetti che inevitabilmente non era stato possibile toccare nella relazione, in particolare, grazie all’intervento di Martino Roli, è stato rievocato l’appello che Dossetti fece ai credenti di essere “sentinelle della Costituzione”, perché i tentativi di riforma non ne stravolgano i principi di solidarietà e di coesione sociale, appello quanto mai attuale a fronte dei tentativi di riforma costituzionale e del clima culturale che 8


INFORMACI emerge da Rosarno.

pagine di vita associativa di Azione Cattolica vicende

come

quella

di

Forse, stanti anche i tempi “mediocri” per quanto riguarda le personalità di oggi, non sempre ci si rende conto del grande debito che abbiamo tanto in termini di architettura istituzionale quanto in termini di testimonianza ecclesiale verso persone straordinarie che hanno “semplicemente” vissuto fino in fondo e ogni giorno il loro essere credenti.

Le tante persone presenti sono state segno dell'interesse e dell'attualità che la figura di don Dossetti ancora oggi riveste su temi cruciali come l’organizzazione della società e l’Eucaristia vissuta nella quotidianità. L’accoglienza della presidente e degli aderenti dell’ACI di Vignola è stata, come sempre, squisita al pari le torte offerte al termine dell’incontro in un clima di amicizia e convivialità tipico dell’Azione Cattolica.

COLLABORATE CON NOI AL GIORNALE INVIANDOCI IL VOSTRO  MATERIALE AGLI INDIRIZZI IN ULTIMA PAGINA Giuseppe Lazzati: un contemplativo nell’azione “Un contemplativo nell’azione”: così, citando il Card. Carlo Maria Martini, il prof. Luciano Caimi ha definito la figura di Giuseppe Lazzati nel corso della conferenza che il presidente della associazione “Città dell’uomo” ha tenuto lo scorso martedì 19 gennaio a Formigine, presso l’Oratorio San Giovanni Bosco. Nella tappa formiginese della serie di incontri «Sui sentieri di Isaia» organizzati dal settore adulti dell’A.C. diocesana, i presenti hanno avuto occasione di apprendere e di approfondire i tratti salienti della vita e della spiritualità di un “buon maestro” del laicato cattolico, quale Lazzati fu, grazie alla testimonianza di un suo allievo che ha lasciato trasparire la propria affettuosa ammirazione per il “professor Lazzati”. Il ritratto che il prof. Caimi ne ha fatto è quello di un uomo dalla vita “impegnata” nel mondo, “decentrata”, ovvero centrata non sulle proprie esigenze ma su quelle del prossimo, “obbedienziale” verso il Signore e la sua Chiesa: una vita di servizio, di diaconia. Nato a Milano nel 1909, presidente della GIAC ambrosiana dal 1934, Giuseppe Lazzati conobbe nella lunga e dolorosa deportazione successiva all’8 settembre (1943-1945) un “tempo della grazia” nel quale fare esperienza di un mondo estraneo a quello cattolico, avvertendo così la necessità per il cristiano - ancorché laico - di rendere testimonianza e di “rendere ragione” della Fede. Amico di Dossetti, Fanfani e La Pira, membro dell’Assemblea Costituente e Deputato della I Legislatura repubblicana, Lazzati fu direttore de «L’Italia» e Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lazzati operò nel nascondimento, con uno stile che a molti appariva distaccato, ma sempre secondo carità intellettuale e carità politica: fu cantore del Concilio senza cedere alla tentazione di voler modellare la Chiesa a propria immagine, laico eppure guida spirituale per molti, consacrato ma mai clericale. Giuseppe Lazzati dedicò la sua esistenza terrena alla “coltivazione dell’uomo” come momento decisivo per la costruzione della “Città dell’uomo”, luogo di confronto fra identità differenti, ma anche possibile realizzazione di una convivenza ispirata ai principî di amore, giustizia e solidarietà propri del modello inarrivabile del Regno dei Cieli. Proprio nella “Città dell’uomo”, non nonostante essa, né tantomeno fuggendo da essa, ma, al contrario, santificando la profanità dei suoi giorni feriali, il laico può trovare - secondo Lazzati – il cammino della santità. 9


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A tu per tu con L’AC di San Pio X : difficoltà e proposte per essere “fuoco vivo”. Il gruppo parrocchiale ACI di S. Pio X è parole si potrebbe dire che ci occupiamo di sorto nel 1959. Come spesso accade, dalla consolidare la comunità parrocchiale. sua nascita, si sono susseguiti periodi d’oro  Qual è il principale problema della e momenti difficili a seguito dei quali è vostra assoziazione? venuta meno una certa vivacità ed il gruppo Principalmente l’assenza di giovani iscritti stesso è andato pian piano sfaldandosi. Poi, all’ACI. Nella nostra parrocchia ci sono tanti grazie anche all’avvento dell’attuale parroco giovani pienamente coinvolti nell’attività don Ivo Seghedoni e al lavoro degli aderenti parrocchiale e molto generosi nell’aiutare la (tra cui il presidente Sola e Maria Panigadi crescita dei più piccoli, questi numerosi una delle storiche fondatrici), il gruppo è impegni rendono oggettivamente difficile rifiorito: ad oggi conta 25 iscritti in lavorare anche in modo specifico per l’ACI. prevalenza adulti e “adultissimi”, alcuni dei Un’altra difficoltà si incontra nel fare capire quali iscritti fin dai primi anni dalla nascita lo specifico di appartenere all’AC: la scelta dell’associazione. Dopo un periodo in cui la religiosa come priorità alla vita spirituale e presenza dell’ACI si era affievolita, ora ha l’adesione piena alla scelta diocesana con ripreso vigore, come piace loro affermare, a una presenza e un servizio calati essere “fuoco vivo”. profondamente nella realtà parrocchiale.  Come siete riusciti a fare “fuoco  Avete pensato a delle soluzioni? vivo”? Nella formazione parrocchiale c’è molto di Con alcune iniziative, volte a far riscoprire ACI, ma chi non ne è stato membro fin da nuovamente l’Azione Cattolica alla piccolo difficilmente sente di appartenervi. parrocchia, ad esempio l’ubicazione di un Per ovviare a questo problema, in passato, banco, antistante la chiesa, con l’obiettivo di si era proposta l’adesione fin da bambini, distribuire riviste e giornali dell’associazione nonostante questo ci sono state difficoltà a (come “Segno”), l’allestimento di un “punto capire la sua utilità. Si è poi cercato di far di adesione” alla fine delle messe in partecipare i ragazzi a vari campeggi ACI, concomitanza con la Festa dell’Immacolata purtroppo senza ottenere i risultati sperati. e l’organizzazione di attività formative, come La soluzione che appare ideale l’incontro col pedagogista del università consisterebbe nell’inserimento all’interno Cattolica Pier Paolo Triani sullo stile di della parrocchia di un ragazzo “innamorato” evangelizzazione per i laici oggi, incontro al dell’Azione Cattolica, che sia in grado di far quale ha partecipato tutto il Vicariato nascere e diffondere la passione e Crocetta - S. Lazzaro con oltre 120 persone. l’interesse per la nostra associazione.  In cosa consiste il vostro impegno  Qual è l’ultima attività proposta? in Parrocchia? Complice la presenza del nostro Pur in assenza di specifici incontri presidente nell’équipe adulti, abbiamo periodici per noi, come aderenti all’ACI, con organizzato nella nostra parrocchia uno lo stile semplice e solido, tipico dell’ACI, degli incontri della serie “I sentieri di Isaia: svolgiamo un prezioso servizio alla testimoni del bene comune nella città parrocchia: negli incontri degli adulti, in dell’uomo”. In particolare, abbiamo scelto Consiglio Pastorale Parrocchiale, nell’attività quello su don Milani che, nell’anno dedicato di catechesi, nell’animazione del Vicariato, al sacerdozio ci sembra una figura davvero nella messa domenicale, nella importante da riscoprire e su cui riflettere comunicazione in parrocchia, come ministri approfonditamente. straordinari dell’Eucaristia, ecc. in poche

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IL CALENDARIO DELLE PROSSIME ATTIVITA' Giovani – ISSIMI 06-07 Marzo: Esercizi per adolescenti 19 – 21 Marzo: Esercizi per giovani Giovedì 25 Febbraio: Incontrocorrente ACR: 6 Febbraio: Festa della PACE!!! ADULTI: 12 – 14 Marzo: Esercizi per adulti

per tutte le iniziative è consigliabile contattare i settori e consultare i volantini che vengono distribuiti per la promozione delle iniziative ---------------------------------------------------------------PROPOSTE PROPOSITIVE: se hai suggerimenti o vuoi collaborare con noi per migliorare la grafica o i contenuti stampa, compila e inviaci il seguente modulo (oppure inviaci una mail): Azione Cattolica Italiana via Formigina 319, presso CFN, Modena; editoria_acmo@hotmail.it Nome__________________________ Cognome_____________________________ Parrocchia____________________________________________________________ Recapito (telefono o mail):______________________________________________ Proposte:____________________________________________________________ _____________________________________________________________________ _____________________________________________________________________

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rivista di formazione e informazione dell'Azione CAttolica di Modena Nonantola

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