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I L M ENSILE DEGLI ST U DEN T I DEL PA R IN I

L’unico autentico bar pariniano al 100%

ENJOY NANDO’S BAR!

Un li b ero spazio di e spressi one Numero IV - Anno VIII

Giornalismo indipendente al Parini dal 2006

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Gennaio MMXIII


Numero IV - Anno VIII

EDITORIALE

Giornalismo indipendente al Parini dal 2006

Gennaio MMXIII

SOMMARIO

a cura della Redazione

Fare una maratona alcolica di Game of Thrones. Mangiare sano: più cioccolato. Trovare una mappa che mi possa condurre ad Utopia, che non è l’isola narrata da Tommaso Moro, bensì un lembo di terra dove anche gli atei e gli adulteri hanno diritto a una vita felice, insieme a omosessuali, onesti, lavoratori, contribuenti, studenti, giovani, donne, bambini, vecchi, disabili ed intellettuali. Conchiglia. Imparare ad usare la Forza per diventare un cavaliere Jedi. Assaporare meglio la mattina uscendo di casa almeno 10 minuti prima della partenza del treno. Spiegare al mio cane che non è simpatico saltare vigorosamente addosso alle persone, poiché pesa quanto tre orsi obesi. Sviluppare un superpotere mutante e combattere il crimine come giustiziera mascherata. Non picchiare violentemente la stampante ogniqualvolta si blocchi (fallito). Imparare a usare la telepatia. Smetterla di immaginare ogni cinque minuti di decapitare la gente con una sedia. Partire per l’India. Non cadere più salendo le scale. Diventare una bella persona. Scacciare il Dio del Caos dal mio armadio, dove regna indiscusso. Imparare ad aspettare. Incontrare The Doctah e tornare indietro nel tempo per sposare Ottaviano Augusto, Alessandro Magno, Louise Brooks e Ingrid Bergman. Scrivere. Leggere. Questi sono i nostri propositi per il 2013, e questo è il nostro tentativo di scopiazzare l’editoriale di un noto mensile. Malriuscito, visto che siamo quasi a febbraio, ma si fa quel che si può.

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Elezioni: fra esordienti, coalizioni e rivoluzioni

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Lo scrutatore non votante/ Moscova cambia aspetto, ma solo per un giorno

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La memoria che non si alimenta tende a sbiadire

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L’Epifania... tutte le feste porta via!

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Che ne dici di un sorriso?

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Sex movie così l’Italia non va avanti

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La sicurezza sul lavoro oggi

Pag.10 Come la maglia di Rivera Pag.11 L’angolo della fossa / Un sorriso angelico Pag.12 Tagate e minciate Pag.13 Zabaenigmistica Pag.14 Zabaoroscopo Impaginazione di Martina Lai e Anna Spanò Copertina di Rebecca Zamperini 2


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elezioni:

fra esordienti, coalizioni e rivoluzioni di Giacomo Paci

Piccolo retroscena: il 22 dicembre 2012, quattro mesi prima della naturale conclusione della XVI Legislatura, sono state sciolte le camere. Il 24 e il 25 febbraio 2013 i cittadini italiani saranno chiamati alle urne. Tra la confusione generale, i litigi, le scissioni, ecco le varie coalizioni con relativi programmi che, chi di voi ne ha il diritto, potrà votare.

Coalizione Montiana

“Grazie a me l’Italia rinascerà: riconquisterà fiducia all’estero, credibilità, una nuova morale. Democristiano io? Giammai! E le mie idee lo dimostrano” Con queste parole il capo della coalizione Mario Monti presenta la sua ri-discesa in politica. La coalizione vanta dell’alleanza di: Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Futuro e Libertà, Comunione e Libidine, e qualche infiltrato del PD. Ma nonostante i nomi possano ingannare, le loro proposte vanno oltre le mere ideologie politiche: niente diritti per le coppie omosessuali, niente patrimoniale, però una grande rivoluzione liberale.

Coalizione di centro-sinistra

Alla coalizione di sinistra i sondaggi pronosticano un buon risultato. Questo perché finalmente è riuscita a presentarsi unita. Tranne sulle idee. Finite le primarie infatti, al momento di scrivere il programma, grande è stato il dibattito interno su quali punti proporre e come sceglierli. Scartate le opzioni dell’estrazione dal cappello, del superenalotto e della tombola, si è arrivati finalmente ad una soluzione: indovina la proposta. I quadri di partito, in una conferenza ufficiale, si sono sfidati in questo gioco di grande strategia politica:dopo essersi disposti attorno ad un tavolo, ognuno scriveva su un foglietto una proposta e, dopo averla attaccata alla fronte del proprio vicino, a turno doveva cercare di indovinare quella incollata sulla propria, facendo domande la cui risposta poteva es-

sere solo “sì”, o “no”. E se era no, era costretto a bere un sorso di vodka. E così, nello stato euforico generale, le prime tre proposte indovinate sono diventate il programma ufficiale (un po’ confuso) della coalizione: costruzione di una società comunista tramite rivoluzione proletaria e dittatura del proletariato, successiva costruzione di uno stato socialista tramite un processo democratico, e infine rivoluzione liberale con ricostruzione della società capitalista.

Coalizione Grilloskin

Dopo avere espulso tutti per mancata ortodossia rigorosa alle idee del Partito, Grillo, a un passo dalle elezioni, si è trovato solo. La sua salvezza è stato l’incontro in strada con alcuni militanti di Casapound, in cui ha colto la palla al balzo: dopo un’intensa discussione, ha trovato con loro un accordo per creare una grande coalizione e ha fatto delle loro proposte il programma. I progetti su istruzione, economia, salute, trasporti, hanno quindi lasciato spazio ai grandi progetti di bonifica del Parco Lambro a Milano, dell’espulsione dal territorio italiano di tutti i cittadini il cui colore di pelle non sia fra il rosa Mountbatten e il rosa pastello, e “Assicurazione della Giustizia sulla base del Diritto Romano”. Delusi, moltissimi grillini hanno abbandonato il proprio leader (annunciando di tornare a votare Merlusconi, ndr), e adesso questa coalizione è data allo 0,01%, risultato che potrebbe assicurare un ottavo di seggio. “Sarebbe un buon risultato, se ci stringiamo in un ottavo di seggio possiamo starci almeno in otto-commenta un militante di Casapound-Se Grillo si decide a voler restare fuori dal Parlamento.” *Dal vero programma elettorale di Casapound Italia.

Coalizione di centro destra

Per rispondere alle primarie del

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centro sinistra, il centro destra ha indetto una sfida ancora più appassionante per la scelta del candidato premier: una “sfida a barzellette”. Ed è così che, grazie ad una freddura su Angela Merkel, è riuscito a vincere un candidato a sorpresa, nonchè grande esordiente sulla scena politica italiana: Bilvio Merlusconi . Merlusconi, ex-imprenditore, cantante sulle navi a tempo perso, e presidente della squadra di calcio FeralpiSalò, è stato da subito accusato di essere la brutta copia del precedente leader. Ma dopo aver accusato di complotto i “comunisti”, ha risposto a questa scusa con il suo programma del tutto originale: rivoluzione liberale, lotta al comunismo, e più gnocca per tutti. La nuova guida del centro destra ha riscosso grande apprezzamento all’estero, tanto che subito dopo la sua candidatura ha ricevuto l’appoggio di importanti leader mondiali, quali il sultano del Kurgikistan, Mitt Romney e Putin. Sempre grazie al carisma del nuovo condottiero, il centro destra è riuscito a firmare un accordo con la Lega Nord: ancora una volta il partito nordista si è alleato al PdL, in cambio del pagamento della campagna elettorale con i soldi delle quote latte degli allevatori pidiellini.


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Lo scrutatore non votante

Gennaio MMXIII di Francesca Angeleri

L’altro è sempre infinitamente meno importante dell’io, ma sono gli altri che fanno la storia. Pier Paolo Pasolini

Si può rifiutare il disfattismo per tutta la vita, lo si può ritenere sinonimo di ignoranza, supponenza, qualunquismo, mancanza di informazione e scarsa vivacità intellettuale; ma se certe circostanze precludono la via dell’ottimismo, già di per sé ostica, piena di speranze traballanti e autoconvinzioni forzate, non resta che lasciarsi prendere dallo sconforto. O diventare il più insensibili possibile, e fingere che non siano nulla di grave le sparate di Berlusconi sugli amici lasciati a casa perché ingiustamente inquisiti dai magistrati corrotti e comunisti (povero, povero, povero Cosentino), i manifesti de “La Destra” che recano un bel “c’è ne” a caratteri cubitali, la sinistra di Bersani che attacca la sinistra di Ingroia e la sinistra di Ingroia che attacca la sinistra di Bersani e poi Grillo, che tra parlamentarie, atteggiamenti dispotici totalitari e fiumi di dichiarazioni insensate è diventato la manifestazione più palese della lobotomia subita nel tempo dagli elettori classe anni ’80, tra i quali

riscuote consensi sorprendenti. A quel punto ci si aggrappa a qualunque cosa. Si arriva addirittura a interpretare il fatto che Monti non raggiunga il 15% come un sintomo del risveglio della coscienza politica italiana. L’attuale premier, al di là di tutti i possibili commenti sul suo operato, è l’emblema dell’ascesa delle logiche finanziarie a discapito della vita del cittadino e, quindi, a discapito di ciò che comunemente si intende per politica: forse gli Italiani sono stanchi di sentirsi dei salvati e forse, qualunque fazione essi votino, sono più propensi a sostenere qualcuno che proponga loro un futuro diverso e più in linea con l’economia (e la vita) reale. Non per egoismo o ristrettezza di vedute, ma perché la prospettiva del perseguimento di certi valori, che di poco variano in base all’ideologia di appartenenza e che sono percepiti come indispensabili alla realizzazione dell’individuo nel sociale, è ciò che spinge alla

MOSCOVA CAMBIA ASPETTO Ma solo per un giorno Tutto il mondo è paese, siamo nel 2013 (buon anno!) e iperglobalizzati, ma scendere dalla metropolitana e trovarsi catapultati in una stazione giapponese è un’esperienza insolita, anche per noi studenti cittadini del mondo. Molti di voi sapranno di cosa sto parlando, ma per chi si è perso l’invasione dell’Impero del Sol Levante avvenuta il 21 gennaio ecco una breve sintesi. In quella giornata la fermata della MM2 Moscova si è trasformata in un angolo giapponese, a partire dalle pareti interamente rivestite (anche se, è il caso di dirlo, solo su una delle due banchine) da carta da parati bianca a mattonelle con scritte e locandine giapponesi, per arrivare ai “passanti”: una vera troupe di attori e comparse impiegata nei più disparati dei modi, dal finto addetto alla manutenzione della scala mobile (ripararla veramente forse costa troppo!) alla coppia seduta ad aspettare la metro leggendo un quotidiano, rigorosamente giapponese. Negli abiti la modernità di travestimenti manga si accosta ai più classici kimono e a donne geisha. L’ambientazione è stata curata in ogni minimo dettaglio: una voce registrata annuncia l’arrivo del treno alla

politica chi la sostiene col proprio voto; in sostanza, il welfare che il governo Monti ha trascurato, imprescindibile per l’uomo di ogni epoca e Paese: centocinquant’anni fa Charles Dickens, nella prefazione de Il circolo Pickwick, scriveva “Chissà se, alla fine di questa serie di riforme, si scoprirà che, in città e in provincia, ci sono perfino dei magistrati a cui sia stato insegnato a stringere ogni giorno la mano al Buonsenso e alla Giustizia; che perfino le leggi assistenziali possono aver pietà del debole, del vecchio, dell’infelice; che le scuole, ispirate ai grandi principi del Cristianesimo, possono diventare il più bell’ordinamento che si sia sparso in ogni punto di questo civile paese; che le porte delle prigioni possono essere sbarrate all’esterno in modo altrettanto saldo e sicuro come all’interno; che la diffusione universale dei mezzi necessari a una vita sana e decente sono un diritto per i più poveri fra i poveri, alla stessa stregua per cui sono indispensabili alla salvezza dei ricchi e dello Stato.”

di Francesca Chiesa

fermata Shibuya, il centro tecnologico più avanzato di Tokyo, una mappa metropolitana con molte linee in più (forse 13 sono parecchie, ma in ogni metropoli sono più di tre!) nasconde il profilo tondeggiante di Milano, anche i cartelloni pubblicitari hanno cambiato volto. Tutto questo fa parte della campagna pubblicitaria della nota azienda Fastweb che promuove la sua nuova offerta: navigare a 100Mbps - i meno esperti si fidino se vi dico che è una banda piuttosto elevata. In una nota sfuggita ai più l’azienda spiega la sua iniziativa: grazie all’ultrafibra della compagnia le distanze si accorciano e in pochi secondi ci si può trovare dall’altra parte del mondo. Virtualmente, almeno per ora.

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LA MEMORIA CHE NON SI ALIMENTA TENDE A SBIADIRE di Maria Elisa Schuster e Lorenza Rossi

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. La data fa riferimento al 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Auschwitz, scoprendo il campo di concentramento, oggi tristemente conosciuto, e liberandone i pochi superstiti. Dopo la scoperta di Auschwitz e grazie alle testimonianze dei sopravvissuti fu rivelato per la prima volta al mondo intero l’orrore del genocidio nazista. Shoah. Che cosa significa? Desolazione, catastrofe, disastro. Questo termine venne utilizzato per la prima volta nella comunità ebraica di Palestina nel 1938. Da allora definisce il genocidio della popolazione ebraica d’Europa subìto durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutto ebbe inizio nella Berlino del 1933, quando Hitler salì al potere e con lui il nazismo. Lo scopo del Führer, imponendo la sua ideologia, era quella di trovare un nemico comune per la popolazione germanica affinché diventasse più propensa nei confronti della guerra, alimentando odio, ostilità e sentimenti patriottici. Quindi rivoltò il popolo contro gli ebrei, un nemico con-

veniente da combattere: infatti erano una minoranza molto ricca che deteneva il potere economico. Negli anni seguenti, gli ebrei vennero gradualmente esclusi e discriminati dalla società, perché accusati di essere nemici della patria. Nel 1938 Hitler emanò le leggi razziali: una delle prime costringeva gli ebrei a portare la stella di David a sei punte, segno di riconoscimento della razza. Anche in Italia furono adottate da Mussolini queste leggi in violazione dei diritti fondamentali di pensiero e del diritto all’istruzione che umiliò e perseguitò una minoranza civile: un esempio che sentiamo molto vicino a noi è che i ragazzi ebrei non potevano più frequentare la scuola o il liceo né i professori ebrei potevano più dedicarsi all’insegnamento. Lentamente spogliati prima dei loro diritti umani e civili, poi dei loro beni, gli ebrei vennero infine privati della libertà e internati in campi di concentramento. Arrivati a destinazione venivano privati dei loro effetti personali e portati nelle camerate dove dormivano in molti in un solo letto, non ricevevano cibo e si ammalavano facilmente. In

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seguito venivano uccisi nelle camere a gas. Ora perché è importante ogni anno fermarsi a riflettere su quanto accaduto? Per evitare di ricadere nello stesso orribile errore, contro qualsiasi minoranza, e per costruire una società migliore. Il nostro compito di testimoniare, di conseguenza, resta doveroso. Ricordare non vuol dire soltanto commemorare, ma rivivere, riportare nella nostra vita quello che è stato e farne un’esperienza nuovamente vissuta, perchè la memoria che non si alimenta di esperienza viva tende a sbiadire. Ci sembra a questo proposito significativa la riflessione di Bertolt Brecht ne “La resistibile ascesa di Arturo Ui”: ‘’e voi imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancor fecondo’’.


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L’epifania... tutte le feste porta via! di Camilla e Tommaso Nannincini

Le origini Il termine Epifania deriva dal greco “Epifaneia”, cioè “manifestazione”, “illuminazione” e si riferisce al primo apparire dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Re Magi, dieci giorni dopo la sua nascita, ma una festa simile era celebrata già nella Roma antica. Dopo i Saturnali, festeggiamenti del Sol Invictus che cadevano all’inizio del nostro Gennaio, i romani festeggiavano i Compitali sulle strade e nei crocicchi (compita), dove i Lari (divinità domestiche), avevano le loro cappellette. Ogni famiglia faceva capo ad una di queste cappelle e contribuiva alla celebrazione della festa con una focaccia, bambole e gomitoli di lana che venivano appesi alle porte. La festa era destinata per lo più alla servitù che riceveva doni e si abbandonava ad abbondanti libagioni. La festa religiosa in oriente La festa religiosa Epiphàneia è nata attorno al 120 d.C. in Oriente per ricordare il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano per mano di Giovanni Battista. Per alcune sette di cristiani, l’incarnazione di Cristo non era avvenuta alla nascita, ma al momento del Battesimo e scelsero questo giorno all’inizio di gennaio perché in questo periodo si festeggiava il solstizio e il nuovo sole. In seguito la festa fu adottata anche dalle Chiese Ufficiali d’Oriente sommando i quat-

tro elementi (date importanti) nella vita di Cristo: la nascita, l’adorazione dei Magi, il battesimo e il miracolo di Cana. In quell’occasione Epifania fu cambiato in “tà Epiphània ierà”, cioè “feste della manifestazione” poiché, nelle quattro tappe ricordate, Gesù aveva manifestato la sua natura divina oltre che umana. La festa religiosa in occidente Poiché il credo pagano del Sol Invictus era troppo diffuso e popolare per essere soppiantato, il modo migliore per sradicarlo fu proprio assorbirlo nella nuova religione. In questo modo il Cristianesimo poté opporre, alla festività pagana, la nascita del Vero Sole, identificato in Cristo: infatti, per la Chiesa di Roma, il Sol Invictus era la prova dell’identificazione tra Cristo e Apollo - Helios, il dio del Sole. I primi esempi di iconografia cristiana raffigurano Gesù con elementi solari, come la corona radiata che resta ancora oggi un particolare proprio degli Ostensori. La festa dell’Epifania si diffuse in Occidente attorno al IV secolo, come festa della rivelazione di Gesù al mondo pagano, rappresentato dai Magi. La “Befana” Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la “Strega di Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le let-

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tere “f” ed “...i” e diventò Befana. E’ una festa religiosa che ricorre il 6 Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino. Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione attesa da tutti. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento non scelto a caso e, peraltro, fondamentale nelle campagne per affrontare il cammino e il lavoro dell’anno nuovo). Si tratta di leggende ed usanze rurali; in passato, infatti, dodici giorni dopo la notte di Natale si festeggiava la rinascita della Madre Natura, la quale arrivava il 6 gennaio e si palesava nelle vesti di una vecchina che viaggiava nel cielo a bordo di una scopa. L’anziana signora regalava doni e dolciumi ai bimbi e poi si trasformava in ramo secco e diveniva cenere, da dove sarebbe rinata. Tutt’ora in molti paesi si celebra questa festa bruciando “befane di paglia” per scacciare il malocchio. Oltre che in Italia, il culto della Befana viene praticato in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord. In tale culto, molti rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura. Per altri, la Befana riassume in sé l’immagine della Dea antenata, custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso che si serva proprio dei camini per introdurre l’allegria nelle case, svolazzando con la sua (fantastica) scopa.


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Che ne dici di un sorriso? di Silvia Rossi

Siamo davvero pronti a farci suggerire azioni e reazioni che dovrebbero scaturire dall’istinto e dal cuore? Basteranno poco più di sei mesi perché escano in commercio lenti a contatto e occhiali forniti di circuiti che permetteranno di vedere il mondo circostante con l’aiuto della realtà aumentata. L’applicazione che fino ad ora ha reso possibile avere informazioni in più, interagire con ciò che ci sta intorno e condividere le nostre esperienze in diretta con gli amici è stata adattata a oggetti che sono in diretto contatto con i nostri occhi. Proiettando le informazioni sulla retina o sulle lenti degli occhiali, quest’innovazione tecnologica ci darà la possibilità di avere tutto questo costantemente a portata di occhio, senza bisogno di smettere di fare ciò che stiamo facendo. Immaginate di avere informazioni su qualsiasi cosa ci interessi, accessibili grazie al movimento della pupilla, fare foto di ciò che vediamo facendo l’occhiolino o semplicemente passare il tempo alla fermata dell’autobus giocando con videogiochi che ci trasportano in una realtà virtuale, solamente indossando delle lenti a contatto. Le innumerevoli applicazioni che si possono scaricare su tablet e smartphone stanno subendo le opportune modifiche per essere adattate alla realtà di dispositivi indossabili.

Per non palare poi delle possibilità offerte in ambito medico o militare da strumenti simili. Tutti questi sono senza dubbio vantaggi ai quali è facile dire di si, ma sono abbastanza per farci accettare di essere completamente assorbiti dalla realtà virtuale, di vivere all’interno di un video gioco che si sostituirebbe alla vita così come la conosciamo? I social network si inseriscono nella nostra vita in maniera sempre più invasiva, grazie a innovazioni che permettono di essere collegati in rete con sempre più persone e con sempre più facilità. Facebook, ad esempio, è passato dall’essere un modo per mantenere il contatto con i propri amici ad essere uno spazio virtuale in cui vivere la propria vita, sia in ambito sociale che lavorativo. Questo perché strumenti come smartphone e simili permettono di essere collegati costantemente da qualsiasi luogo purché ci sia la connessione ad internet. Grazie a queste nuove lenti a contatto chiunque potrà condividere ogni istante della propria vita con il semplice movimento della pupilla e controllare in ogni momento gli aggiornamenti dei propri amici grazie alla proiezione delle notifiche sulla retina.

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In un video dimostrativo (http://vimeo.com/46304267) viene descritta la vita di un uomo che usa queste lenti. Si vede come esse lo aiutino a preparare da mangiare, fornendogli informazioni utili sul cibo rimasto nel frigo con un semplice sguardo, come esse trasformino il banale gesto di preparare una frittata in un’entusiasmate partita di Cooking Mama, come scelgano per lui l’abbigliamento più giusto per l’appuntamento al buio, rigorosamente con una ragazza conosciuta online, e come, infine, un’applicazione gli faccia da spalla, analizzando tono di voce, espressione e movimenti della ragazza, dandogli consigli del tipo “cosa ne dici di un sorriso?”. Siamo davvero pronti a permettere consapevolmente a delle applicazioni tecnologiche di inserirsi così prepotentemente nella nostra vita, influenzando le nostre abilità tecniche e qualsiasi genere di rapporto di amore o amicizia, già così fortemente condizionato da siti come facebook? Siamo davvero pronti a farci suggerire azioni e reazioni che dovrebbero scaturire dall’istinto e dal cuore?


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Sex movie cosi l’Italia non va avanti

di Brando Gandolfi

Casa, la donna sta a casa: fa le pulizie, prepara i pranzetti e… nient’altro. Casa2, la donna viene picchiata dal maschio perché è ritenuta inferiore. Lavoro, la donna deve guadagnare di meno, perché non è un maschio. Lavoro2, la donna passa di carriera solo se sta al gioco del capo (maschio). Strada al buio, la donna è violentata perché è più debole. Strada al buio (o no)2, la donna si sente fischiare alle spalle perché ha un bel culo. Internet o TV, la donna è nuda o in pose sexy per farsi vedere dagli uomini. Scuola, la donna si deve mettere scollata, super truccata per essere popolare. La maggior parte della società maschile pensa sia così e che non si possa fare niente per cambiare. Casa, il maschio mangia il pranzetto e sporca casa. Casa2, il maschio picchia la donna perché ritiene di essere superiore. Lavoro, il maschio guadagna di più perché è un maschio. Lavoro2, il capo (maschio) spesso fa passare di carriera la donna che sta al suo gioco. Strada al buio, l’uomo non è violentato perché è più forte e al massimo è lui che fa quest’azione. Strada al buio (o no)2, il maschio fischia alla donna perché è considerata un oggetto d’intrattenimento. Internet o TV, il maschio guarda la donna nuda tutto felice. Scuola, il maschio arriva spettinato, con indosso i primi vestiti che gli capitano e guarda le compagne con la scollatura.

La maggior parte della società femminile pensa sia così e che non si possa fare niente per cambiare. Ma convive male con questa situazione.

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Secondo il rapporto “Closing the gender gap” (chiudere il divario di genere), pubblicato dall’OCSE in dicembre, l’Italia è al terzultimo posto fra i 34 Paesi dell’organizzazione per la partecipazione femminile al lavoro, pari al 51% contro la media OCSE del 65%. Peggio di noi ci sono solo Turchia e Messico. Peccato, perché il Prodotto interno lordo aumenterebbe dell’1% ogni anno se le donne avessero pari opportunità di accesso al lavoro rispetto ai maschi. Le donne italiane in media dedicano 3,6 ore al giorno in più degli uomini alla cura della casa e della famiglia. La differenza di retribuzione tra uomo e donna a parità di lavoro è tra il 10 e il 18%. Dal 1993 ad oggi sono entrate nel mondo del lavoro altre due milioni di donne, passando così da 7,3 a 9,3 milioni. Però tra gli ingegneri le donne occupano solo il 13% mentre tra gli insegnanti d’asilo toccano l’84%. Insomma, le parti sono sempre le stesse: le donne nei lavori più “semplici” e con meno possibilità di carriera, gli uomini in quelli più “importanti”. Poi, a metà carriera, ti viene il pancione per nove mesi e se vuoi rimanere almeno un altro anno a casa con tuo figlio puoi, in teoria, ma il 27% delle mamme italiane finisce per stare a casa per sempre: mancano gli asili nido, i datori di lavoro le mobbizzano, quello che guadagnerebbero non sarebbe sufficiente per pagar la baby-sitter. Almeno dalla politica arrivano dati positivi: Bersani promette che il 40% dei parlamentari Pd saranno donne, Monti afferma che “ci vuole un salto di qualità nel modo in cui vediamo la donna nella società italiana”. E a Berlusconi sappiamo che piacciono le donne... Il problema più grave resta il “femminicidio”: solo nel 2012 le donne uccise in Italia da mariti, compagni ed ex sono state oltre 100. Possiamo cambiare? Possono anche i maschi cucinare i pranzetti e pulire la casa? Possono le donne fare carriera senza dover cedere per forza alle lusinghe dei capi? Sì, devono, dobbiamo!


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La sicurezza sul lavoro oggi di Maria Elisa Schuster

La sera del sabato 24/11 in Bangladesh a 30 km dalla capitale Dakka, a causa di un cortocircuito un’azienda tessile ha preso fuoco. L’azienda, costituita da nove piani, aveva solo un’uscita di sicurezza: tre scale che dall’interno portavano al primo piano dove era già divampato l’incendio. Le vittime, morte a causa delle ustioni e del fumo, sono circa 120 senza contare i molti feriti e coloro che stanno ancora lottando contro la morte sotto le macerie; inoltre i pompieri sono giunti ormai troppo tardi a causa dei vicoli troppo stretti (secondo media locali). In questa azienda tessile lavoravano circa 1600 operai, la maggior parte donne, per un salario minimo di $ 37 dollari al mese in turni no stop giorno e notte. Da quest’azienda tessile si forniscono aziende come la Wal-Mart , la carrefour, la kit e la C&A per un giro d’affari di 35 milioni di dollari. Fin dal tempo delle prime colonizzazioni, i paesi sviluppati dell’Occidente portavano le loro multinazionali nei paesi in via di sviluppo per poter ridurre i costi di produzione e il salario degli operai; basti pensare, fin dal passato, alla tratta dei neri, sfruttati nelle coltivazioni di cacao e mais. Così si creano legami tre paesi sviluppati in via di sviluppo, che per quest’ultimi è molto difficile rompere perché non hanno i soldi a sufficienza. Capita spesso che i paesi più ricchi si mettano d’accordo con il governatore di un singolo paese che pur di ricevere soldi per se’ non pensa di fare il male del suo paese e dei suoi abitanti. A causa delle multinazionali, aumentano i rischi dovuti alla mancanza di sicurezza. Per ridurre al minimo i costi, si riduce al minimo anche la sicurezza e la qualità

dei prodotti che ormai lascia a desiderare. Quest’incidente in Bangladesh ha rafforzato la protesta di migliaia di operai che sono scesi in piazza per chiedere più tutele e più sicurezza nel posto di lavoro sostenuti da alcune ONG come Clean Clothes Company. Questo tema è sempre stato molto delicato anche in Italia. Infatti molti sono stati gli incidenti avvenuti sul luogo di lavoro definite anche con il nome di morti bianche. L’articolo uno della costituzione italiana afferma che l’Italia sia fondata sul lavoro e perciò la Repubblica dovrebbe fornire e promuovere le condizioni tali da rendere ottimale questo servizio. Tutt’oggi in Italia si verificano parecchi fatti spiacevoli dovuti alla mancanza di sicurezza sui posti di lavoro soprattutto nel settore dell’edilizia, in quello minerario e nel siderurgico. Negli ultimi giorni del Marzo scorso, ad esempio, alcuni operai hanno perso la vita sul posto di lavoro: basti pensare al saldatore tunisino che lavorava presso un’azienda di costruzioni meccaniche, morto a causa del crollo di una struttura di acciaio. L’altro incidente è quello in

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cui è rimasta vittima un giovane operaio che lavorava al montaggio del palco per izl concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, che poi è stato annullato per il lutto. Spesso questi avvenimenti fanno molto scalpore, soprattutto mediatico ma dopo poco vengono dimenticati, perché nessuna fatto nulla per migliorare la situazione. La sicurezza sul lavoro non dovrebbe essere trascurata, ma soprattutto si dovrebbero adottare delle misure di prevenzione per proteggere i lavoratori. Spesso per risparmiare o per superficialità si mette a rischio la vita dei lavoratori. Molti infortuni si potrebbe evitare attraverso un maggiore coinvolgimento dell’autorità istituzionali e sociali che hanno le competenze adatte per occuparsi della tutela della salute sui luoghi di lavoro. Nello specifico occorrerebbero controlli mirati; è necessario agire piuttosto che continuare in questo modo. Tutto ciò fa capire come la situazione sia molto difficile Italia, soprattutto perché per molti è necessario lavorare fino alla vecchiaia.


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COME LA MAGLIA DI RIVERA di Simone Alberto Lorizzo

Come dorme Milano. O come preferisco pensare, come fa finta di dormire Milano. Da Ticinese a Ripamonti, da Buenos Aires a Cairoli, da Corvetto a Barona, da Libia a Magenta, da Porta Genova a Maciachini, l’enorme bestia grigia, le cui membra sono di ferro e cemento, trattiene il respiro prima del grande balzo. Il balzo che la trasforma da silente cattedrale del divertimento notturno a brulicante e frenetico formicaio mattutino, fatto di giornali, cappucci e brioches, aspirine, taxi fermi al posteggio, pony express col sangue agli occhi, buttafuori assonnati e serrande semiaperte. Com’è bella Milano. Per le vie del centro, tra San Babila e via Dante, via Orefici e via Torino, via Montenapoleone e piazza del Duomo, il primo sole che nasce ad est illumina l’irregolare pavè, i sampietrini divelti dai manifestanti, il marmo delle case della Milano bene, le carrozzerie di fiammanti Ferrari ed eleganti Bentley. Comincia a popolarsi anche la laboriosa periferia, estremità di un corpo irregolare, disunito, ma capace al tempo stesso di reinventarsi in continuazione. Si svegliano i panettieri e gli edicolanti, nei circoli e nei bar si parla di spread e calciomercato, prendono posto i ghisa al centro delle strade, ripartono i mezzi pubblici e si ripopolano banche e uffici. Com’è grande Milano. Si riempie la Stazione Centrale, pendolari che corrono e si sbracciano, ambulanti che si appostano negli angoli più sicuri, McDonald’s che servono insolitamente ciambelle

e frappè, treni che non arrivano e famiglie che si separano. Da Moscova a San Siro, da Porta Nuova a Niguarda, da Turati a piazzale Lotto, un turbinio di vite umane si unisce al frastuono degli scooter e delle ambulanze, ai colori freddi e invernali dei parchi del centro, alle grida dei mercati rionali, creando una cornice di insolita quotidianità sulla rosea alba meneghina. Si staglia in lontananza il profilo del Monte Rosa, invincibile monumento roccioso inneggiante alla maestosità della natura e in una visione così magica e sovrannaturale pare di riconoscere nell’aria il salmastro profumo del mare. Ma ben presto il sogno viene inghiottito da una nuvola di smog, e il fantasioso profumo del Tirreno confuso con quello degli scarichi degli autobus e dei kebab. Si sveglia Paolo Sarpi, la più grande succursale lombarda dell’arrembante strapotere cinese, la quale forse non ha mai dormito veramente ma partorisce da ogni angolo uomine e donne asiatiche che spingono carrelli e accompagnano saracinesche, seguiti dagli esotici profumi delle cucine dei ristoranti delle loro terre natie, simboli di civiltà lontane in una società profondamente mutevole e sempre più multietnica. Quanta storia ha Milano. Ogni strada ti racconta un frammento dell’epopea milanese degli ultimi secoli, ogni sigaretta accesa, ogni motorino modificato, ogni Moncler contraffatto, ogni vecchietta per strada, ogni lavavetri al se-

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maforo. Ti racconteranno di Beccaria e Manzoni, di Cattaneo e Parini, di Leonardo e di Berchet. Ti racconteranno della Breda, dell’Alfa Romeo, dell’Ippodromo di San Siro, dello Zelig, del Derby, di quando la Barona era una risaia e Affori aperta campagna. Ti racconteranno di Giuseppe Meazza, di Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola, Franco Baresi, Ruud Gullitt e Marco Van Basten. Ti racconteranno di Enzo Jannacci e di Giorgio Gaber, di Beppe Viola e di Francis Turatello. Ti racconteranno di Renato Vallanzasca e della banda della Comasina, delle BR e di Tobagi, delle bombe e del terrore. Ti racconteranno della “Milano da bere” degli Yuppies e quella delle manifestazioni studentesche. Ti racconteranno di quanto è meravigliosa Brera di notte, popolata di saltimbanchi e chiromanti. Ti racconteranno delle notti magiche di Italia ’90. Ti racconteranno anche che una città che non dorme mai è altrettanto incapace di sognare, e che questa città troverà proprie creature sempre disposte a sbattersi, a lavorare, ad impegnarsi per renderla sempre una città migliore di quella che è e che fu. Al termine del risveglio della grande fiera, come pegno per lo sforzo profuso, la città viene ricoperta da gocce di rugiada, nebbia liquida che rende sciatta e sudata la superficie della metropoli. Proprio come le tute degli operai dell’Innocenti. Proprio come la maglia di Gianni Rivera.


Numero IV - Anno VIII

Racconto

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Gennaio MMXIII

di Lidia Martinenghi

Un sorriso angelico Entrai in quell’edificio come stessi entrando in un sottomarino. Salii distrattamente le solite scale di pietra fredda e percorsi corridoi bianchi che mi sembrava di attraversare da sempre. Il mio sguardo disinvolto guardava fuori dalle piccole finestre appannate in cerca di segnali di vita da parte di quel mondo sottomarino: nulla, solo un luogo immerso nelle tenebre. Alcune persone mi passavano accanto e il mio rifugio non mi sembrava più un luogo sicuro: dovevo uscirne al più presto. Fissai il pavimento:

la sua fantasia a quadri bianchi e neri era ipnotizzante e non riuscivo a smettere di guardarla. Restai a fissarla per ore, giorni, forse persino anni, ma a un tratto percepii un’energia tanto potente da scuotermi dal mio mondo e proiettarmi in quello reale. In un misto di paura e curiosità, alzai lo sguardo. Il sole doveva essere sorto per la prima volta dopo tanto tempo, perché in quell’attimo tutto si illuminò di una luce nuova, fievole ma incantevole. Davanti a me un volto angelico socchiuse lentamente gli occhi e mi sorrise. Era il sorriso più bello

L’Angolo della Fossa Milan club

E’ uno sketch già visto troppe volte: si spara alto, si crea polemica ed attesa e poi si smentisce. Balotelli, Beckham, Kakà... insomma, il calciomercato più squallido ed inconcludente degli ultimi anni. Ma tiriamo le somme. Dopo tutto questo casino, cosa si è deciso? Non servono molte righe: a luglio Saponara sostituirà Bojan, al quale non sarà rinnovato il contratto, mentre Petagna e Cristante sbarcheranno in prima squadra. Davvero un ottimo risultato, soprattutto considerando i nostri bisogni attuali (un difensore centrale, un terzino che non sia Mesbah o Kostant ed un sostituto di Traorè a centrocampo, giusto per dire un nome a caso). Ma va beh, non starò certo qui a sprecare un articolo su questo fetido argomento, quindi direi di parlare un po’ di come sta andando in campo, aspetto di parecchio più interessante. Partiamo dall’argomento più scottante, ovvero la Coppa Italia. A dieci giorni di distanza, mi sto ancora mangiando le mani. Ha pesato il fattore sfortuna, è vero, però non si poteva sperare di vincere difendendo in quel modo! Tra l’altro, non solo eravamo ancora abbastanza “freschi” di Juve, ma l’avevamo pure già battuta, e sono convinto che ci sarebbe bastato giocare alla stessa maniera per andarcene in semifinale. L’ennesima dimostrazione della scarsa costanza di questa squadra: purtroppo

che avessi mai visto: allo stesso tempo sincero e innocente, mi sarebbe rimasto impresso nella mente per il resto del mio soggiorno sulla terra. Non sapevo se perdermi nel calore dei suoi occhi trasparenti, che quasi lasciavano scorgere la sua anima, o nell’intensità del suo sguardo. Nell’incertezza le ricambiai il sorriso per ringraziarla di aver sciolto il mio cuore dalle fredde catene che lo imprigionavano, e sperai di poter contemplare ancora cento, mille, infinite volte quella scena incantevole.

di Carlo Piccinini

con due partite “sì” ed una “no” si continua a non andare da nessuna parte. Un vero peccato, insomma, dover rinunciare all’unico titolo che sarebbe stato possibile conquistare in questa stagione. Per il resto le cose vanno abbastanza bene. Si potrebbe dire che ci siamo stabilizzati: si vince con le squadra alla portata, si può anche perdere appena si alza un po’ il livello... proprio la mentalità di un tim che punta a restare tra il quinto ed il decimo posto. Non che la cosa mi dispiaccia, da inizio stagione c’è stato un miglioramento insperato, ma suvvia, ragazzi, siamo o non siamo il Milan? Non abbiamo voglia di dimostrare che possiamo fare di meglio? O preferiamo farci conoscere solo per il teatrino di Zio Fester (alias Adriano Galliani) e soci? Sì, perché sento che possiamo fare di più. Certo, le pippe non ce le restituisce nessuno, ma ripeto: mettiamoci più impegno, più voglia di fare sempre bene, dimostriamo che non siamo forti solo “qualche volta”. Si può fare di meglio, o almeno, io ci credo. Vi saluto con questo messaggio di speranza e vi do appuntamento al mese prossimo, per un articolo dedicato esclusivamente alla Champions League. Continuiamo a sostenere i nostri ragazzi. Forza Milan! Spicci

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Gennaio MMXIII

TAGATE & MINCIATE di L’Enigmista

Diario di bordo, tavolo trentaquattro, ore trette in punto al meriggio d’oro tanto vale. Però siccome non rabarbaro, allora vi toccherà aspettare. Detto questo il leone pianse il pomodoro e giurò che ieri sono andato al supermercato, ma in realtà non è vero perché non so cosa starò facendo venertrabato. Ma forse questi tediosi argomenti sono tediosi e vi aspetterete qualcosa tipo “hihihi ma gurd k cs fa qllo!!” e altre bìmbé pàxxé delle isole Svalbard. Ma è appena finito il dolce periodo del panettone, e noi abbiamo ottenuto upsot. Certo, non è una grande consolazione, ma è sempre meglio di voi. Even thought, non sempre ai nid tu spic inglisc uid mai ebaut cancro e gemelli. Mette te mi piace se siete gemelli. Alzate il braccio destro se siete cancro. Annusate l’ascella del vostro vicino di banco se pensate anche voi che bisogna combattere per debellare l’appartheid dei brontosauri dal WWF. Ok, bella, grande, sdrogo time finito ragazzi, ora si parla serio. Vi racconto una barzelletta presa dal libro che ho scritto domani, allora.. Marco ha 7 anni ed è il suo compleanno. Il papà gli chiede: “caro Marco, cosa vorresti per il tuo compleanno”, risponde il bambino: “papi, io vorrei 3 palline rosse”, e così fu anche per gli anni seguenti. Al suo sedicesimo compleanno il padre ripete la rituale domanda e, come gli anni precedenti gli viene risposto “3 palline rosse”. Quando Marco compie 22 anni, il padre gli dice: “senti Marco, le tue palline rosse mi hanno rotto i cabbasisi, adesso andiamo in concessionaria e ti prendo una Ferrari”. In effetti, in tutti quegli anni il padre aveva risparmiato molto sui regali. Comprata la macchina, il padre propone al figlio di sfrecciare in autostrada e, mentre la stavano tirando a 250 km/h, inevitabilmente, fanno un incidente nel quale il padre rimane illeso e il figlio finisce in coma all’ospedale. Al risveglio di Marco, il padre gli dice: “oh, Marco, è stata tutta colpa mia, avrei dovuto regalarti quelle 3 palline rosse e invece ti ho quasi ucciso! Ma piuttosto, dimmi, perché volevi sempre quelle 3 palline rosse?” “Papi” dice Marco “io volevo sempre quelle 3 palline rosse perché..” e poi muore. Se vi è piaciuta cacciate un urlo. Se non vi è piaciuta sporgete denuncia ai carabinieri per il furto del vostro portafogli, avvenuto mentre io vi distraevo con questa barzelletta. Ma poi, perché si chiama barzelletta? Forse è il simbolo dei cavalieri di Malta, forse può darsi che sia tutta una farsa. Io credo invece che camaleonte. Certo è che il migliore resta il nostro Babbo Pasquale, che insieme al Coniglio Natale completa la vera essenza del Philadelphia light. Ora, dato che starete tirando le madonne, UAV nemico individuato: il nemico ha preso charlie. Passo e chiudo. P.S. se hai capito da dove ho preso l’ultima frase commenta con “hihihi, gurd k nn vale prndre le frsi da CoD ! XD LOOL!! One direction <3”, e sentiti mensola.

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Zabaenigmistica CRUCIVERBA

SUDOKU

a cura di Stefano Trentani

a cura di L’Enigmista

ORIZZONTALI: 1. Vien di notte.. 7. Poco garbato. 12. Pachiderma per eccellenza. 14. Posta elettronica.

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15. Divinità cretese, figlio di Zeus ed Europa e fratello di Minosse. 17. Italiani nel Mondo. 18. Codice ISO della lingua laurenziana. 19. Frutti del pero. 21. Articolo neutro singolare. 22. Uganda. 25. Precede il tuono. 27. Pianta erbacea, amarissima al gusto 30. Di lui. 32. Gruppo di rappers. 33. La malattia di Stephen Hawking. 35. Calamai senza calma. 36. Grecia. 38. Non è finzione. 41. Accentuata attività di movimento. VERTICALI: 1. Famoso vino spumante italiano. 2. Dare, regalare. 3. Si mette all’anulare. 4. Caldo insopportabile. 5. Un nome inglese. 6. Associazione dei nativi australiani. 7. Casa in antico ebraico. 8. Università di Miami. 9. Arma tradizionale di Okinawa. 10. Circondato. 11. Cantante interpretato da Fabio De Luigi. 13. Trattato di non proliferazione nucleare. 16. Le ore spagnole. 20. Presi qualcuno a modello. 23. La scodella inglese. 24. La famosa principessa di Schönbrunn. 26. Principale fiume del Nord Italia. 28. … manca ... manca. 29. Diminutivo di Albert. 31. Verso del gatto. 34. L’altare latino. 35. Azienda Trasporti Milanesi. 37. con l’accusativo indica il moto a luogo latino. 39. Elettromagnetismo. 40. Lausanne-Sports.


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Zabaoroscopo della Divina Nana

Grazie ai poteri divinatori della divina nana dell’oroscopo potete leggere su Zabaione le previsioni mensili sulla vostra vita! Ricordatevi comunque che la divina è una persona introversa, violenta e soprattutto schifosamente invidiosa. Per questo motivo il nostro oroscopo è estremamente pessimista.

Ariete vostro partner non sopporta il vos(21 marzo- tro cattivo odore. Non meravigliatevi 20 aprile) poi che i suoi amici storcano il naso

Si dice che quelli nati nel vostro segno si caratterizzino per forza, energia, ma soprattutto grande capacità a non stare fermi. Insomma, vi arrabbiate anche per nulla. Non meravigliatevi dunque se le vostre liti finiscono sempre con vetri rotti e iphone rigati. Salute: In questi giorni incontrerai un uomo che ti indicherà la strada da seguire per ottenere la ricchezza. Purtroppo però parla una lingua straniera e dunque, anziché seguire la strada che vi conduce a una pentola piena di denaro, cadrete in un burrone. Amore: Con i nuovi incontri non siete proprio fortunati perché il nuovo amore che entrerà nella vostra vita, essendo miope, vi investirà a breve. Dopo la vostra seconda permanenza in ospedale, la vostra dolce metà avrà comprato degli occhiali e, vedendovi nitidamente, vi lascerà. Numeri da evitare: 1,2,3 (peccato che siano i voti che prendete in greco e latino)

Toro (21 aprile20 maggio)

Il toro, come non a tutti è noto, è il segno più testardo di tutti, ma anche particolarmente insicuro di sè. Per questo motivo è molto facile e divertente suscitare in questi individui irrecuperabili crisi esistenziali. Buon divertimento! Amore: Iniziate con il fare un po’ di pulizia lì dove è necessario (sotto le ascelle ecc): è ormai risaputo che il

quando vi vedono, si è confidato con loro! Riflettete sulla possibilità di appendervi addosso un profumatissimo arbre magic. Salute: con il puzzo che avete addosso, sarebbe meglio rinunciare a qualche vizio che da tempo vi trascinate: alcool e cibi difficilmente digeribili... Il vostro sistema intestinale ve ne sarà grato!

Gemelli (21 maggio21 giugno)

I gemelli sono di natura contraddittoria. Intelligenti, talvolta saccenti, hanno in loro una duplice natura. Recenti studi attestano che un individuo di segno gemelli ha in sé due personalità distinte, con necessità e volontà diverse. Ecco perché in loro il bipolarismo ha maggiore incidenza! Amore: La grande volontà di dare nuova linfa alla vostra vita si coniuga con una capacità di amare, infatti incontrerete qualcuno che le stelle ve le farà vedere sul serio. Mentre farete l’amore con il vostro partner a bordo di una scassinata macchina d’epoca, qualcuno vi tamponerà. Vi consiglio almeno di non spogliarvi del tutto, perché quelli dell’ambulanza vi potrebbero trovare nudi. Salute: Il tamponamento vi terrà a letto immobili per il resto dell’anno.

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Cancro (22 giugno23 luglio)

Sensibili, romantici, nostalgici... “e chi più ne ha più ne metta”. Siete dei piagnoni depressi con repentini cambi di umore (forse dovuti al ciclo?). Guardate sempre al passato con nostalgia e commiserate la vostra immutabile condizione di studente modello. Non c’è dunque da meravigliarsi che la gente vi eviti. Amore: Questo mese si annuncia impegnativo anche per via delle diverse dissonanze planetarie che vi obbligheranno a fronteggiare situazioni non sempre facili. Sospetti e intrighi aleggiano. Il percorso non sarà semplice: dovrete sfoderare alla grande il vostro spirito investigativo e attenta minuzia. Insomma, svegliatevi, il vostro partner vi sta mettendo un bel paio di corna. Salute: La disperazione della vostra scoperta e quella già connaturata in voi, vi portano a mangiare fino alla nausea. Durante la notte, presi da una forte aritmia, vi ricoverano in ospedale, facendovi notare che in breve siete ingrassati di oltre cento chili.

Leone (23 luglio23 agosto)

Il leone è il re della foresta, domina tutti gli animali e con estrema saggezza li governa. Peccato che questo avvenga solo in natura: nel grigio mondo urbano degli esseri umani il leone è alla base della catena alimentare. Ammettete che ogni tanto anche voi sfogate la vostra rab-


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bia su di lui. Amore: Il vostro partner vi tradisce da tempo. Non intrattiene una sola relazione, ma addirittura tre o quattro. Avete mai pensato di vendicarvi corporalmente e di azzannargli il collo con violenza? Salute: La vostra è ottima, come si dice “siete sani come un pesce”: quella del vostro partner invece lascia un po’ a desiderare, giace infatti in un letto da giorni con il collo squarciato dall’improvviso attacco di un leone inferocito. Forse dovreste cercare un buon legale.

rapporto amoroso assomiglia molto all’economia italiana, tra alti e bassi non raggiungete mai la piena serenità. Perché non chiedete un consiglio su come stabilizzare il vostro rapporto al buon vecchio professor Monti? Salute: La luna entra nella vostra orbita. Vi farò sentire spossati, stanchi, anche perché trascinarsela dietro tutto il giorno deve essere davvero pesante!

Vergine (24 agosto22 settembre)

Riservato, critico, ma soprattutto polemico. Insomma l’ennesimo perennemente arrabbiato che andrebbe bandito dallo zodiaco. Introverso e troppo spesso scostante, parla poco e si chiude facilmente in se stesso. Ditelo pure, è la compagnia perfetta per deprimersi in una piovosa giornata autunnale. Amore: anche in questo mese siete costretti a sentire i mugolii dei vicini di casa, mentre il mal di testa al vostro partner sembra ormai cronico. Perché non considerate la possibilità di trovarne un altro? Salute: Adesso siete voi costretti a letto con una fortissima emicrania, mentre il vostro partner vorrebbe davvero concludere qualcosa. Per questo, dopo interminabili suppliche, avete deciso di soffocarlo con un cuscino.

I nati sotto il segno della vergine sono intelligenti, pignoli e hanno sempre da ridire sulle cose che non hanno fatto loro. Non si fidano di nessuno tranne che di loro stessi. Insomma, gente simpatica quelli della vergine. Amore: Ogni mese fate sempre il solito voto di castità che rispecchia pienamente il vostro appuntito carattere. Chissà dunque perché il vostro partner vi considera ancora. La nostra teoria è che appartenga al segno della vergine, dunque non potete che “felicemente” astenervi dal fare l’amore. Salute: Dopo un attacco di acuta nevrosi sclerotica decidete di visitare uno specialista che, quando scopre che non avete rapporti da anni, decide di sottoporvi a una terapia di sessualità scimmiesca per principianti. Sembra che abbiate successo nel campo.

Bilancia (23 settembre23 ottobre)

Armoniosi, composti, eleganti, eleganti, eleganti, eleganti e ancora eleganti... purtroppo non riusciamo a trovarvi altre qualità. Alle feste vestite sempre abiti all’ultimo grido e anche a scuola sfoggiate camicie alla moda. Ma in tutto il resto fate pena, dunque continuate ad applicarvi nel settore della sartoria. Amore: Crisi, sempre crisi. Il vostro

Scorpione (24 ottobre20 novembre)

Gennaio MMXIII fuoco persiste. Ecco spiegato perché camminate in modo strano ultimamente.

Capricorno (22 dicembre20 gennaio)

Deciso, freddo, malinconico. Un killer nato. Il capricorno non si sbilancia mai: pondera, riflette, è rigido in tutte le sue posizioni... solo che beve. È così che lo trovi a ballare nudo su un tavolo da biliardo circondato da ballerini hawaiani, convinto di essere a Las Vegas. Amore: Cupido si è ammalato gravemente, si è ferito facendo innamorare il vostro partner di un’altra persona. È un vero peccato ma dovrete rassegnarvi alla dura realtà, accettando di fornire assistenza sanitaria al povero ammalato. Salute: Complessivamente state bene, ma da qualche giorno è insorta una fastidiosa tosse cuorifera: anziché sputare catarro, emanate composti, luminosi cuoricini rossi. Speriamo che nessuno vi veda così.

Acquario (21 gennaio19 febbraio)

Le nostre capacità divinatorie non ci permettono di sapere nulla su questo segno. Ne siamo spiacenti e speriamo di sopperire presto alla mancanza.

Pesci (20 febbraio20 marzo)

Sagittario Azzeccosi, lagnosi e capricciosi, viag(21 novembre- giano sempre in coppia si sostengo21 dicembre) no l’un l’altro a suon di piedi battuti

E’ il classico tipo sempre positivo, quello che mentre l’aereo sta cadendo in fiamme racconta barzellette o scatta foto dal finestrino. È un piacione, un tipo espansivo. Insomma il classico farfallone che alla fine non conclude mai. Amore: L’influsso di Giove, Marte, Venere vi invita a ritrovare fiducia in voi stessi: dovete conquistare quello che sarà il numero 100 nella vostra lista di notti di fuoco. Il fallimento è vicino. Salute: Il lieve fastidio emorroidale che vi ha ostacolato nella notte di

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per terra e urla sguaiate. Se vengono separati però sono molto timidi e introversi, incapaci di parlare ad alta voce. Persone normali insomma. Amore: Siete davvero sfortunati, sempre single. Salute:In questo mese , il vostro segno è al centro di una serie di congiunture astrali molto potenti e dunque è necessario essere cauti nella salute. Lunghe passeggiate nel verde o in riva al mare sono di grande aiuto per ricaricare le vostre energie, ma vi prederete una distorsione a causa di una buca che non avete notato.


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Gennaio MMXIII

Sostegno tra pari...niani!

di Stefano Trentani

In molti licei milanesi sta ottenendo un certo successo il cosiddetto “sostegno tra pari”, iniziativa nata nel Liceo Scientifico A.Volta da un’idea di un’insegnante che ha rivitalizzato la vecchia formula dei compiti fatti insieme. Ragazzi del triennio, particolarmente preparati in una qualsiasi materia, fanno da tutor ai ragazzi del biennio che hanno delle difficoltà, tenendo a scuola piccoli corsi di recupero pomeridiani in forma del tutto volontaria e gratuita. Dopo il successo ottenuto nel Liceo Volta, l’iniziativa è stata adottata anche dal Liceo Cremona e, lentamente, si sta diffondendo anche

in altre scuole. Gli studenti che hanno provato il “sostegno tra pari” si sono dichiarati tutti molto soddisfatti, sia che lo facessero in veste di “professori”, sia in veste di “recuperandi”. Anche gli insegnanti si sono rivelati entusiasti dell’iniziativa, così come le famiglie degli studenti, per gli ottimi risultati ottenuti. Pare che esista qualcosa del genere anche qui al Parini, ma nessuno ne parla mai. Forse bisognerebbe pubblicizzarlo di più, considerato il successo nelle altre scuole. Se gli studenti (soprattutto i nuovi) ne fossero a conoscenza, potrebbe funzionare anche da noi.

CONTATTATECI! e-mail: zabaione.parini@libero.it facebook: www.facebook.com/zabaione.parini youtube: www.youtube.com/user/ZabaioneParini forum: http://zabaione.forumcommunity.net/

Grazie a... Alla scuola, che ci fornisce i fondi per andare avanti a stampare, e in particolare alla Segreteria d’Istituto. A redattori e collaboratori: Damiano Aliverti Piuri (IV B), Francesca Angeleri (I B), Edoardo Corona (V E), Josephine Ebner (I F), Brando Gandolfi (V D), Lorenzo Ghilardi alias L’Enigmista (V D), Martina Lai (I F), Simone Lorizzo (V E), Lidia Martinenghi (V E), Alice Martorelli alias la Divina Nana (III C), Camilla Nannicini (V D), Tommaso Nannicini (V D), Giacomo Paci (I F), Alma Pandini (IV B), Carlo Piccinini (IV A), Lorenza Rossi (V D), Silvia Rossi (I B), Maria Elisa Shuster (V D), Anna Spanò (I F), Elisabetta Stringhi (I F), Stefano Trentani (V A), Diana Uvidia (I D), Rebecca Zamperini (I F) A tutti i nostri lettori ed i nostri fan, senza i quali questo giornalino non avrebbe ragion d’essere!

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