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Anno II - Numero III – Dicembre 2010 - Organo a diffusione interna (c.i.p) Ass. Cult. FUROR - Via San Giorgio (Catanzaro) - info: acfuror@gmail.com


_______________ indirizzi dottrinari _______________ IL PAKISTAN E LA LEGGE SULLA sti di antipatia, tra colleghi di lavoro. BLASFEMIA. L’ESEMPIO DI UNA In Pakistan sembra essere al tempo FEDE delle streghe in cui, bastava essere accusati si stregoneria e traffico con E’ curioso che i media quando parla- il demonio, per essere bruciati vivi, no di persecuzioni ai danni dei cri- ma mentre la storiografia moderna stiani – cattolici o no, poco importa – ha dimostrato che effettivamente le siano abbastanza risicati in termini di streghe arse furono ben poche e sicuramente molto meno di notizie; ma che ci vogliaquelle che vorrebbero farci mo fare questo è un ultecredere, in Pakistan la riore segno dei tempi e ci mattanza è continua. tocca incassare. In uno dei nostri ultimi articoli abbiamo accennato alla queLe folle di islamici fondastione dei cristiani in Egitmentalisti, e per questo to, dopo l’attentato del falsamente islamici, ucciperiodo natalizio, un epidono le persone senza sodio isolato ma violentisconsentirgli un processo, simo. In Pakistan episodi se poi nei processi sono di uccisione, violenza e assolti, minacciano i giuditortura sono all’ordine del giorno per- ci e si fanno giustizia da soli sugli imché da diverso tempo vige una legge, putati. In uno degli ultimi processi un detta della blasfemia, per cui basta Vescovo si è addirittura ucciso con parlare in termini poco corretti, diret- un colpo di pistola come protesta ditamente o indirettamente, del corano nanzi al tribunale che gli negava la e di Maometto, per essere rei di mor- difesa. Da un punto di vista cristiano te. tutto ciò passa dalla via di imitazione del Maestro, beati i perseguitati in Guai a noi se come realtà tradiziona- nome della giustizia e del mio Nome, le, quale siamo, legittimassimo qua- dice Gesù, ma da un punto di vista lunque attacco a qualunque forma di più umano tutto ciò è intollerabile. religione rivelata, ma sarebbe anche L’islam è una religione rivelata che se scorretto non raccontare come viene seguita nei suoi precetti porta l’uomo applicata tale legge: in modo del tut- alla salvezza ma il fondamentalismo to antitradizionale. Chi fa le spese di è una forma deviata di Islam in cui tale legge è soprattutto il popolo cri- l’elemento politico prevale su quello stiano, cattolico e protestante, e spirituale e dunque tradizionalmente spesso le accuse sono solo dei prete- inaccettabile. A sostegno di quanto 2


detto riportiamo la storia di Asia Bibi, l’ultima vittima nota della legge contro la blasfemia, riportata da famiglia cristiana, un esempio per molti cristiani e tradizionalisti pavidi, affinché riflettano sulla propria fede e la vivano con maggiore consapevolezza; in Europa è scontato avere una fede cui riservare 1 ora alla settimana dimenticandosene in tutta la restante parte, vivendo da materialisti ed atei di fatto, l’esempio che riportiamo è il racconto di una testimonianza vivente a 360 gradi della propria fede, cosa che non è gradita dai figli del mondo che si sa tra Dio e Mammona scelgono il secondo. Ogni fede vissuta integralmente con amore, che porta a fare di sé uno specchio di essa genera astio da parte del mondo, gli esempi servono a darci forza e ricordarci che “se ci vergogneremo di Lui (Gesù) anche Lui si vergognerà di noi”. Asia Bibi e la sua storia rappresentano un esempio. L’ultimo, in ordine di tempo. Il più drammatico. Asia Bibi è una contadina di 45 anni, sposata con il cinquantunenne Ashiq Masih, ha cinque figli, tra cui Esha, 10 anni, disabile. È cristiana. Protestante. L’hanno accusata di aver parlato male di Maometto e tanto è bastato per farla condannare a morte. Il 7 novembre scorso, un tribunale del distretto di Nankana, nella regione pachistana del Punjab, circa 75 chilometri a ovest di Lahore, ha emesso la dura sentenza, da eseguirsi tramite impiccagi on e.

I fatti risalgono al giugno 2009. Fa caldo. Alla donna, che lavora in un'azienda agricola, viene chiesto di portare dell’acqua alle sue colleghe. Ma un gruppo di loro, musulmane, trova da ridire: Asia Bibi non prega Allah, non segue il Corano, lasci perdere perché è destinata a rendere impuri sia il recipiente che l'acqua. Ne nasce un vivace botta e risposta. Le donne musulmane cercano di convincere Asia ad abiurare il cristianesimo e a convertirsi all’Islam. Bibi tiene il punto, spiega che Gesù Cristo è morto sulla croce per redimere i peccati di tutta l’umanità e chiede: «Cos'ha fatto per voi Maometto?». Alcuni giorni dopo le donne islamiche vanno dall’imam locale, la cui moglie fa parte del gruppo, accusando Asia Bibi di aver offeso il profeta Maometto; l’imam si reca dalla polizia che apre un’inchiesta. Asia Bibi è arrestata nel villaggio di Ittanwalai, accusata di aver violato la legge 295c (quella, appunto, sulla blasfemia), che non prevede - per chi accusa - l'onere di provare ciò che dice e che contempla nei casi estremi la condanna a morte. La sentenza, emessa più di un anno dopo, è pronunciata dal giudice Naveed Iqbal che esclude «totalmente» la possibilità che Asia Bibi sia accusata ingiustamente e dice che «non esistono circostanze attenuanti» per lei.

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_______________ spunti storici _______________ -palestinese è stata oggetto dell’incontro con l’affermato quanto discusso giornalista Maurizio Blondet, organizzato dall’associazione culturale Furor e svoltosi presso la sala consiliare della Provincia. La prosa a tratti volutamente provocatoria di Blondet ma certamente non stantia e priva di contenuti permette, se ci si relazione criticamente al giornalista, di cogliere spunti di riflessione costruttivi ed interessanti frutto del suo metodo di indagine volto da sempre alla ricerca dei fatti lasciati nell’ombra. L’importanza dell’informazione e della democrazia oggi ha fatto da cornice all’incontro che, come specificato da Emmanuel Raffaele membro dell’associazione, si è occupato della “disinformazione riguardo ciò che accade al popolo palestinese, legata certamente ad un forte potere che sta dietro, ovvero lobby israeliane che hanno un grosso peso negli Stati Uniti”. Interrogarsi per “una ragione umanitaria” in primis ricordando che “essere antisionisti non significa essere anti -semiti”. Blondet si è cimentato in un’analisi prettamente storica del fenomeno andando indietro

LE VERITA’ DI BLONDET SULLA PALESTINA - Incontro con il giornalista sulla nascita e la vita dello stato di Israele Recensione conferenza "OLOCAUSTO in Palestina" tratta da "Il Quotidiano della Calabria" (7/12) Un argomento di continua attualità come la questione israelo 4


nel tempo sino al 1897 con il primo Congresso Mondiale del movimento sionista dove si decise di costruire il futuro stato di Palestina passando per la dichiarazione Balfour del 1917 all’indomani della Prima Guerra Mondiale che impegnò il Regno Unito nella costituzione di un “focolare ebraico in Palestina”, senza tralasciare analisi sul regime nazionalsocialista e staliniano. Pungente e politicamente scorretto Blondet ha dic h i a r a t o : “Nonostante il controllo dei media esercitato da Israele la sua immagine negli ultimi anni è fortemente peggiorata. Questo è quello che succede quando detieni 200 bombe atomiche e credi di essere il messia in terra. Nonostante le accuse mossemi contro di antisemitismo – ha continuato Blondet – definisco Israele il IV Reich. Infatti, è

uno Stato razzista in modo istituzionale, per ottenerne la cittadinanza è necessario avere madre o nonna ebrea al fine di salvaguardare la natura ebraica; è armato ed a differenza del nazionalsocialismo tedesco, che ne era sprovvisto, possiede una lobby dei Ministri degli Esteri”. Risvolti mai portato agli onori della cronaca, quelli citati da Blondet come la vicenda di Lord Northcliffe editore e proprietario dell’inglese Times che dopo una visita in Palestina affermò: “Noi inglesi abbiamo sbagliato a creare la Palestina ebraica”. In seguito a tali dichiarazioni morì misteriosamente all’età di 57 anni.

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NUOVE NORME E VECCHIE ABI- scelte di politica economica e sociale del governo Berlusconi. TUDINI Non è ancora legge, invece, ma presto inizierà l’iter parlamentare il decreto legislativo attuativo del federalismo fiscale, introdotto dalla legge 42 del 2009. Il decreto disciplina in particolare la responsabilità e la trasparenza nell’azione delle giunte regionali e comunali, a t t r a v e r s o l’introduzione della decadenza automatica dei presidenti di Regione, di Provincia e dei sindaci che non rispettano il patto di stabilità interno. Insomma, guai per le giunte con i conti in rosso e che non risanano. Il rischio è anche quello dell’ineleggibilità a seguito del c.d. “fallimento politico” e l’interdizione dai pubblici uffici. Stesse regole per assessori e direttori generali del settore sanitario. I governatori, uno fra tutto Vasco Errani, fanno già sentire le loro critiche. Cominciano già le polemiche con il governo per un provvedimento il cui iter, visto il voto di fiducia previsto per il 14 dicembre, si prevede quanto meno lungo. I politicanti professionisti, ne siamo certi, faranno di tutto (ed hanno già iniziato) per im-

In seguito alle forti pressioni e dopo infinite polemiche, Tremonti strappa per l'università uno stanziamento extra di 800 milioni: arriva dunque a 6,9 miliardi il fondo per il funzionamento delle università pubbliche italiane. E' questo uno dei tanti punti della finanziaria, approvata il 7 dicembre anche dal Senato e, dunque, nel suo testo definitivo. Ma ancora: 100 milioni per la cura e l'assistenza ai malati di SLA, agevolazioni e fondi per la piccola proprietà contadina, fino a 100 milioni per i finanziamenti destinati all'apprendistato, 100 milioni per prestiti d'onore e borse di studio. Tagli netti, però, al 5 per mille - da 400 a 100 milioni. Incremento di 200 milioni per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali. Modificata la distribuzione del Fondo aree sottosviluppate (FAS) rivolta all'edilizia sanitaria: 85 % dei fondi al sud, 15 % al centro e al nord. Incrementata anche (di 347 milioni) la spesa per il servizio sanitario nazionale. Ben 750 milioni vanno al finanziamento delle missioni di pace fino al 30 giugno 2011. Queste alcune delle misure contenute nel testo che riassume le 6


pedire a qualsiasi legge di porli sotto il controllo del popolo. Assumersi le proprie responsabilità di fronte a chi li vota, fare i conti con la realtà, non sembra molto di moda fra i protagonisti della politica. Parafrasando un saggio detto popolare: siamo tutti democratici, col culo degli altri. Usciamo ora dal parlamento italiano e parliamo del caso di Cesare Battisti, estremamente attuale di questi tempi. Premesso che il terrorismo di destra e di sinistra è da condannare in quanto vile metodo che coinvolge i civili per imporre la propria ideologia, chiariamo come nel caso dell'estradizione di Ces a r e B a t t i s t i di proletario, comunista e ideologico ci sia ben poco: l’uccisione di Pierluigi Torregiani, gioielliere, in cui è coinvolto anche il figlio della vittima, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle, avviene per punire il gioielliere dell’omicidio di un rapinatore commesso per difendersi dal furto. È dunque un atto in difesa di un rapinatore. Stessa cosa l’omicidio di Lino Sabbadin, macellaio, che aveva osato opporsi al tentativo di rapina. Cesare Battisti, dunque, è un assassino altroché rifugiato politico, per cui

deve essere estradato come un qualsiasi cittadino che commette un reato. Ed è curioso che per Cesare Battisti si siano mobilitate signorine come Carla Bruni, compagna del presidente francese Sarkozy, insieme ad una simpatica compagnia di letterati ed intellettuali riuniti intorno alla figura dell'assassino, osannato come scrittore. Non vogliamo con questo articolo vestire i panni dei borghesucci benpensanti di una destra conservatrice o liberale modello Fini, ma solo fissare i termini della questione mettendo in luce che l'uccisione di un civile non diventa qualcos'altro solo perché lo si chiama "esproprio proletario". Cesare Battisti deve pagare perché è un volgare assassino. La Bruni ed il presidente Lula, prendendosi per mano, farebbero bene a leggersi qualche passo del diario scritto dal piccolo Torregiani quando al funerale del papà dovette andarci in sedia a rotelle. Vengono i brividi dinanzi a tutto questo ma ancor di più dinanzi ad una Bruni, tipica espressione di quella parte del popolo italiano che, priva di una vera cultura, si rifugia in quella intellettualità tinta di rosso che fa tanto alternativi senza riuscire a nascondere la loro natura di borghesi.

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_______________ rubrica sportiva _______________ dall'idea di William Percy Carpmael, fondatore nonché primo presidente, diretto responsabile degli inviti. Formati inizialmente solo da giocatori londinesi, i Barbarians si sono mano a mano internazionalizzati, accettando ormai giocatori provenienti da tutto il mondo. Molti furono anche i giocatori Italiani che presero parte alla squadra, primo dei quali Stefano Bettarello, entrato in squadra nel 1988. L'esordio dei Barbarians fu contro l'Hartlepool Rovers il 27 dicembre 1890. La nascita della squadra è ispirata da valori ormai scomparsi, impossibili da trovare nello sport moderno. I giocatori chiamati a farne parte provengono dai campionati di tutto il mondo, ma quando scendono in campo per questo club sono mossi dall’essenza pura di questo sport, liberi da obblighi contrattuali. I “babaas” incontrarono inizialmente solo squadre di club inglesi e gallesi. Dal 1948 iniziarono ad affrontare anche alcune nazionali in tour. Vinsero l’Australia con un punteggio di 9-6 e seguirono sfide con Nuova Zelanda e Sud Africa. L’ultima vittoria risale al 4 dicembre 2010 contro il Sudafrica per 26–20. Imprese memorabili rese possibili dallo spirito di libertà che caratterizza i “barbari”.

BARBARIANS: LIBERTA’ IN CAMPO “Il Rugby è un gioco per gentiluomini di tutte le classi sociali, ma non lo è per un cattivo sportivo, a qualunque classe appartenga”. Basterebbe questo per descrivere i Barbarians. Il Barbarian Football Club è infatti una squadra di Rugby molto particolare. Non partecipa ad alcun campionato, non ha una sede, non ha giocatori fissi, né un campo di gioco stabile. L ’unica cosa uguale per tutti è la celebre divisa a strisce bianche nere orizzontali e i calzoncini neri. È una squadra dove si accede per "invito". Non si pagano quote d'iscrizione, non si fa domanda d'ammissione. Occorre solo essere i migliori, dopo di che essere invitati diventa una formalità. Il club nasce il 9 aprile 1890 in un hotel di Bradford, nel nord dell'Inghilterra,

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Finisce nella lista del Time p e r l e 5 0 “buzzwords” (parole d’ordine) l’ormai africo-italiano “bunga bunga”. Mai uno scandalo aveva avuto un nome “così irresistibile (ed enigmatico)” e così la frase maliziosamente scherzosa è balzata agli onori delle cronache mondiali. Successi italiani! Aveva allestito all’esterno della sua attività le solite decorazioni luminose tipiche del periodo natalizio. Ma dopo il furto avvenuto subito dopo, il titolare dell’esercizio ha pensato di rispondere con uno striscione sarcastico quanto curioso: “ci scusiamo per l'improvvisa assenza delle luminarie(costo 250 €), ma qualche' morto di fame ha pensato bene di rubarle. Buon Natale, soprattutto a te che le hai rubate!”. La singolare rivolta verbale ha avuto luogo a Catanzaro lido durante le festività natalizie. Un po’ più seria la vicenda avvenuta a Nicosia (Enna). Il tribunale ha infatti rifiutato la richiesta di un uomo che chiedeva l’affidamento esclusivo dei figli, vista la relazione omosessuale della madre. Il giudice ha decretato che la relazione omosessuale di una madre non ostacola l'affidamento condiviso dei figli. STANNO TUTTI BENE di Kirk Jones Non sempre i remake sono fallimentari rispetto ai precedenti: è questo il caso di “Stanno tutti bene”, ultima opera di Kirk Jones, che riprende l’omonimo film di Giuseppe Tornatore. Al posto di Marcello Mastroianni, nel ruolo di protagonista abbiamo Robert De Niro, che questa volta si cimenta in qualcosa di più serio e più maturo. Infatti, il celebre attore hollywoodiano interpreta Frank Goode, un uomo sulla sessantina inoltrata, ex operaio di una ditta di cavi elettrici, da poco vedovo, che si ritrova improvvisamente solo, senza possibilità alcuna di riuscire a riunire la sua numerosa famiglia (quattro figli, fra cui spiccano le interpretazioni di Sam Rockwell e Drew Barrymore), nonostante il suo lavoro consistesse proprio – e sembra un paradosso - nel mettere in contatto persone fisicamente distanti. Ogni figlio, infatti, ha sempre una scusa, valida o no, per declinare gli inviti del padre: è per questo che Frank, insospettitosi, deciderà di partire e di andare a trovarli uno ad uno. Qui si scopriranno le tremende verità che spesso si nascondono dietro il velo dell’ipocrisia o dell’apparenza e dell’usuale “stanno tutti bene”. Un film sulla ormai dilagante incomunicabilità che purtroppo lega genitori e figli, spesso in modo devastante per entrambi.

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_______________ angolo librario _______________ PERCHE’ IO CREDO IN COLUI CHE HA FATTO IL MONDO di A. Zichichi Un’opera scritta ormai circa dodici anni fa quella che intendiamo segnalare questo mese. “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo”, perifrasi usata dal prof. Antonino Zichichi per definire Dio a partire dall’idea forte della creazione, è un testo che ogni credente dovrebbe avere in libreria, magari accanto alla Summa di Tommaso d’Aquino, laddove si spiega come l’esistenza di un Principio che per definizione è detto Dio è qualcosa di perfettamente razionale, molto più che la fede cieca (di questo si tratta) nella sua inesistenza. Il celebre scienziato spiega come nessuna conquista in tutta la scienza galileiana possa essere considerata inconciliabile rispetto all’esistenza del divino. Anzi, nell’equilibrio perfetto del cosmo, del mondo e delle sue leggi non si fa che trovare conferma del disegno intelligente che pervade la “creazione”. La scienza, secondo Zichichi, è lo strumento che ci distingue dagli animali, strumento concesso da Dio proprio per riconoscere la sua legge nella natura delle cose e per questo non pone (in maniera qui criticabile) limitazioni alla sua pratica. Allo stesso modo ed in maniera splendidamente chiara spiega l’infondatezza della teoria evoluzionista. “L’uomo è esattamente come era 10.000 anni fa”. Questo il dato esatto. Si presume che l’evoluzione sia avvenuta in milioni di anni. ma “se la teoria evoluzionista avesse basi scientifiche serie, essa dovrebbe essere in grado di predire il valore esatto dei tempi che caratterizzano l’evoluzione umana”. Invece “la Teoria dell’Evoluzione Biologica della specie umana non ha alcuna base matematica […]. Domanda: quali sono le equazioni di questa teoria? Risposta: non esistono”.

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Spazio curato dal gruppo femminile dell’associazione DA ARCORE AD HARDCORE Quello della bilancia dovrebbe essere “il segno dell’equilibrio sopra ogni cosa”. Eppure, sembra che la cosa non si addica al nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ormai protagonista delle vicende scandalistiche italiane. Al di là delle valutazioni politiche, è indubbio che il rappresentante di un paese dovrebbe essere una persona che ispiri sobrietà, il contrario del premier insomma. Ormai conosciamo il suo “stile di vita“ e, soprattutto negli ultimi tempi, molto è venuto fuori dalle diverse intercettazioni. I festini ad Arcore non sono una novità, ma adesso acquisiscono il valore della certezza e contorni squallidi. Donne per lo più giovani e qualche minorenne si recavano tranquillamente nella villa del premier, entrandovi “senza alcun tipo di controllo”, come dice una di loro. La più famosa, ormai lo sappiamo, è “Ruby Rubacuori” che, maggiorenne da poco, avrebbe frequentato quel tempio orgiastico per diversi mesi, quando non aveva ancora raggiunto la maggiore età. E così come lei, maggiorenni o meno che fossero, tante altre ragazze si ritrovavano lì, a prestare servizi di qualunque tipo

(perché “o sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai”) semplicemente per denaro. Ancora una volta, vediamo come molte donne siano spesso disposte a mercificare il proprio corpo, in modo più o meno grave, ma pur sempre offensivo nei confronti di ciò che esse rappresentano. Del resto, si sa, questo è il mestiere più antico del mondo: questo tipo di donne, infatti, c’è sempre stato e sempre ci sarà, è (in casi come questi) una scelta di vita. Non siamo moralisti e non ci scandalizziamo di fronte alla vendita del proprio corpo, né siamo puritani ed aborriamo il sesso che non abbia fini procreativi. Il discorso è un altro: sesso o meno, lo stile non è certo quello di un uomo sobrio, che se anche volesse pagare per il sesso, potrebbe farlo in maniera meno volgare e pubblica per sano senso del pudore. È la mancanza di stile - dote necessaria ad un uomo di potere e la superficialità nell’affiancarsi a personaggi come la Minetti, Lele Mora o lo stesso Emilio Fede, che rimproveriamo al premier, difetti che rivelano scarsa serietà nell’affrontare la vita e, come pare da alcune candidature, la politica.

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IL SEGNO DEI TEMPI…

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Minastirith 12/10