Page 3

mavera, stagione che come nessun'altra è sinonimo di rinascita e quindi di vita nuova. Il ciliegio, in particolare al momento della sua fioritura, esprime in maniera eccezionale la concezione che i nipponici hanno della vita, il loro stretto rapporto con la natura, l’amore per il bello che non è mero e semplice senso estetico, bensì comprensione della grandiosità e magnificenza della vita stessa, nel suo significato più vergine, seppur nella sua fragilità. In concomitanza con l’equinozio di primavera, la fioritura del ciliegio simboleggia la rinascita, il rinnovamento, la forza vitale insita nell’autenticità della tradizione Giapponese. Un simbolo di vita, dunque, ma anche del suo naturale “opposto”: la morte. Il fiore di ciliegio, infatti, appena raggiunge il massimo del suo splendore, si stacca e muore. Dunque la tradizione giapponese, altamente simbolica, trova nella fioritura dei ciliegi l'esaltazione massima dell’esperienza della vita, della

sua caducità e della sua effimera bellezza. Nell’etica del bushido, letteralmente la via del guerriero, che non è una religione o una filosofia, ma un vero e proprio stile di vita, la sensibilità del bushi, la sua capacità di commozione, costituisce al tempo stesso la forza del suo braccio e del suo cuore. Il guerriero è consapevole che è solo di passaggio sulla terra e che il suo vivere è magnifico quanto effimero, esattamente come un fiore di ciliegio. Il fiore di ciliegio esprime dunque in maniera efficace il concetto del non attaccamento; il nonattaccamento non debella le paure, ma le comprende e le accetta quali elementi costituenti della vita stessa. Riflettiamo sul termine accettazione che non è rassegnazione, ma pura e imprescindibile comprensione di ciò che la vita è e non di ciò che vorremmo che fosse.

3

Minastirith 04/11  

Minastirith 04/11

Minastirith 04/11  

Minastirith 04/11