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ACCOGLIENZA IN PEDIATRIA

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Processo di sensibilizzazione nei confronti delle esigenze dei minori in ospedale

1978: A.B.I.O. 1986: Carta Europea dei bambini degenti in ospedale 1988: Carta di Leida (dal 1993 Carta di Each) 1989: Carta dei Diritti del bambino in ospedale

Obiettivo: tutelare la salute e il benessere del bambino e offrire sostegno alle famiglie


L’OSPEDALIZZAZIONE Circa 1 milione di bambini all’anno

La malattia, l’ospedalizzazione indipendentemente da:  Diagnosi d’ingresso

 Età del bambino  Tipologia di ricovero

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Possono essere eventi stressanti,

potenzialmente traumatici per il bambino e per la famiglia


Accoglienza facilita l’inserimento del

bambino nella struttura ospedaliera

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Accoglienza PRENDERSI CURA DEL BAMBINO E DELLA SUA FAMIGLIA IL “PRENDERSI CURA” MOLTIPLICA GLI EFFETTI DELLE “CURE”

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“ACCOGLIERE” PRIMA CHE “CURARE”


Accoglienza CONTENITORE DI PREOCCUPAZIONI E PAURE

OBIETTIVO CONSENTIRE AL BAMBINO DI STARE BENE IN 6

OSPEDALE E CONTINUARE AD ESSERE BAMBINO NONOSTANTE IL RICOVERO


Entrare in ospedale per il bambino significa:

 Allontanarsi dal suo ambiente conosciuto, rassicurante, domestico  Inserirsi in un ambiente nuovo, sconosciuto, minaccioso  Distaccarsi dalle figure familiari e significative  Incontrare persone sconosciute

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L’ospedalizzazione rappresenta per bambino l’esperienza:  della malattia  del dolore fisico  delle cure traumatiche  della paura dell’alterazione della propria attività fisica

Trauma psicologico

Supporto globale

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Accoglienza individualizzata

Fisica, Relazionale, Linguistica, Logistica Spirituale, Multiculturale Oggi la pediatria, accoglie pazienti da 0 a 18 anni e da ciò si evince chiaramente che le fasce di età con cui l’operatore 9

sanitario può trovarsi ad intervenire, sono altamente eterogenee.


L’età determina la capacità della persona

di

reagire

al

ricovero

ospedaliero.

Caratteristiche comportamentali e relazionali in base alle fasce di età 10


INFANTE Caratteristiche <2 mesi essenzialitĂ  dei bisogni fisiologici 2-6 mesi riconosce le persone care 6-12 mesi paura della separazione, ansia per la presenza di estranei 11


Comportamento Chiamare il bambino per nome

Osservare le interazioni bambino/genitori Avvicinarsi lentamente Evitare movimenti improvvisi e voce alta Eseguire prima le procedure non dolorose Se necessario far togliere dai genitori gli abiti 12

Offrire un gioco o una distrazione


BAMBINO DA 1 A 5 ANNI

Caratteristiche

Movimento, autonomia CuriositĂ , egocentrismo

Sviluppo della capacitĂ  comunicativa 13


Comportamento Mettersi alla sua altezza e mantenere un contatto fisico minimo Mantenere la voce calma e rassicurante Lasciare accanto i genitori Usare giochi e strumenti di distrazione Evitare domande a cui il bambino possa rispondere â&#x20AC;&#x153;noâ&#x20AC;? Elogiarlo quando coopera

Usare termini semplici e concreti 14


ETĂ&#x20AC; PRESCOLARE

Caratteristiche Pensatori magici ed illogici Concezione erronea della malattia Paura del buio e della solitudine

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Comportamento Spiegare le procedure usando termini semplici Simulare su bambole o pupazzi che cosa si intende fare Permettere al bambino di toccare lâ&#x20AC;&#x2122;equipaggiamento

sanitario Se il bambino deve essere immobilizzato, parlare sempre con lui 16

Lodare i buoni comportamenti


ETÀ SCOLARE

Caratteristiche

Paura del dolore e dell’inabilità fisica e della morte Timore di esprimere i propri sentimenti Consapevolezza del proprio corpo 17


Comportamento

Parlare direttamente al bambino Essere sinceri e spiegare con parole semplici

Spiegare le procedure e non mentire su quelle dolorose Non negoziare se il bambino non ha una reale scelta

Coinvolgerlo nel trattamento

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ADOLESCENZA

Caratteristiche Paura e angoscia Solitudine e noia Indifeso e fragile Irato e aggressivo

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Comportamento

Comunicare con lui

Essere pazienti Interagire Essere discreti Spiegare le procedure in modo semplice Permettere lâ&#x20AC;&#x2122;uso del pc e del telefonino, visite di amici20


FAMILIARI E GENITORI  Precedenti esperienze  Gravità dell’evento: incredulità, senso di colpa

 Coinvolgimento nell’evento  Aggressività, negazione, smarrimento  Livello culturale

Risposte diverse in famiglie diverse!!!

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Comportamento

 Individuare il familiare più calmo come punto di riferimento  Permettere ai genitori di stare vicino al bambino  Essere disponibili all’ascolto  Rispondere alle domande  Spiegare le procedure  Garantire la privacy

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Dare tutte le informazioni pratiche relative alla vita e al funzionamento del reparto

Consegnare un

piccolo opuscolo dove viene spiegato il

funzionamento del reparto e sono indicate le norme da rispettare durante la degenza

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Tale opuscolo potrĂ  essere scritto in piĂš lingue per ovviare

anche

alle

difficoltĂ 

linguistiche

di

comunicazione orale presenti quando i pazienti e le loro famiglie non sono di origine italiana.

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I genitori dovrebbero preparare il bambino

allâ&#x20AC;&#x2122;ospedalizzazione,

non

indicando

nellâ&#x20AC;&#x2122;infermiere che lo assiste un esecutore di punture o altre manovre punitive

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Accoglienza allegra

Ambiente semplice ed accogliente con arredi ed oggetti adeguati al mondo infantile Supporti (audiovisivi, cartacei e grafici) che consentono al bambino di comunicare attraverso il proprio linguaggio e condividere con altri le proprie emozioni

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Il volontario accoglie il bambino al momento del ricovero e fa sì che si inserisca più facilmente in reparto.

Per essere un buon volontario, sono necessarie motivazioni profonde, creatività, capacità di relazione.

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Si tratta di un ruolo delicato, per il quale occorrono una particolare predisposizione e

una seria e continua formazione


Nata nel 1978, ABIO è oggi presente in

molti reparti pediatrici degli ospedali Non ha fini di lucro

Accoglienza Gioco Sostegno Ascolto 28

Il volontario ABIO si offre come presenza positiva e sorridente


ABIO E BAMBINI

Accoglienza al momento del ricovero, per facilitare

lâ&#x20AC;&#x2122;inserimento in ospedale; Gioco e attivitĂ  ricreative, per poter sorridere anche in reparto Collaborazione con il personale sanitario, per la preparazione alle diverse procedure terapeutiche; Allestimento di reparti piĂš accoglienti e colorati, con la realizzazione di decorazioni e arredi. 29


ABIO E GENITORI

DisponibilitĂ  allâ&#x20AC;&#x2122;ascolto attivo, attento e partecipe; Informazioni sulle strutture e sui servizi disponibili in ospedale Indicazioni su regole e abitudini del reparto

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Le 10 regole d’oro I VOLONTARI DEVONO

I VOLONTARI NON DEVONO

1. L’aspetto e il portamento avere un aspetto curato

essere in disordine

creare e mantenere un ambiente sereno tra i bambini.

comportarsi in modo insofferente o essere irascibili.

2. l’atteggiamento con i bambini

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3. Il coinvolgimento al gioco coinvolgere i bambini al gioco con pazienza e dolcezza.

costringere i bambini al gioco, imporsi con la forza.

essere disponibili con tutti in egual misura.

mostrare nĂŠ fare preferenze fra i bambini.

saper valutare quali giochi sono adatti a ciascun bambino.

fare giocare i bambini con giochi inadatti alla loro etĂ .

4. La disponibilitĂ  verso i bambini

5. La distribuzione dei giochi

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6. Il coinvolgimento dei genitori far partecipare i genitori ai giochi dei bambini.

trascurare i genitori, nĂŠ emarginarli.

7. Il rispetto dei limiti del proprio ruolo tranquillizzare i genitori e favorire il colloquio con i medici.

dare consigli ai genitori sulla terapia nĂŠ sostituirsi al medico.

8. La discrezione

offrire il proprio aiuto ai genitori con discrezione e prestare attenzione a ciò che dicono.

competere con i genitori, esprimere valutazioni sull'aspetto fisico del bambino.

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9. Lâ&#x20AC;&#x2122;atteggiamento verso i bambini senza genitori favorire gradualmente l'inserimento dei bambini nel gruppo.

considerare i bambini senza genitori come "proprietĂ " esclusiva.

10. Lâ&#x20AC;&#x2122;attaccamento verso i bambini dedicarsi a tutti i bambini e favorire l'alternarsi dei volontari.

essere possessivi e rendere esclusivo il rapporto col bambino

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Clawnterapia

Ha lo scopo di somministrare una dose di ilaritĂ  ai piccoli bambini e sdrammatizzare le situazioni di disagio ricreando un mondo 36

bizzarro e ironico attraverso la magia, il gioco,

la musica e lâ&#x20AC;&#x2122;intrattenimento scherzoso


La RISATA è un toccasana per la salute Beneficio fisico migliora la circolazione migliora la funzionalità gastro-intestinale favorisce la respirazione

Beneficio per la mente rende più chiaro il pensiero

favorisce lo sviluppo del cervello 37

ha proprietà antidepressive


CLOWNTERAPIA IN ITALIA


Attività ludiche

Attività educative

Il gioco ha lo scopo di allontanare il pensiero

La scuola è uno strumento efficace sul piano psicologico e

del dolore e della tristezza

socio culturale

Televisione La televisione ha lo scopo di dare un tono più domestico alla stanza di degenza

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VALUTAZIONE INFERMIERISTICA PARAMETRI AUXOLOGICI  Peso

 Lunghezza

PARAMETRI VITALI

 Circonferenza cranica

 Stato di coscienza

 Circonferenza toracica

 Respiro  Polso  Cute

 Pressione arteriosa  Temperatura corporea

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PEDIATRIC ASSESSMENT TRIANGLE (PAT) (triangolo di valutazione pediatrica)

E’ stato ideato per avere la prima impressione clinica del bambino, basata

solo sull’osservazione visiva e uditiva. Si può compiere

senza toccare

il

bambino, senza avvicinarsi a lui e senza 41

strumenti. Si effettua in pochi secondi


Il PAT aiuta quindi lâ&#x20AC;&#x2122;operatore sanitario a stabilire in pochi istanti la gravitĂ  delle

condizioni

del

bambino

lâ&#x20AC;&#x2122;urgenza degli interventi successivi.

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e


I tre componenti del PAT sono: 1 aspetto, 2 respiro, 3 cute.

Ciascun componente è valutato separatamente in base ad una serie di rilievi visivi o uditivi. Ciascun rilievo è classificato come normale o non normale.

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â&#x20AC;Ś nel trattamento del bambino malato ci sono comportamenti che contano molto piĂš di una divisa, e parole e atteggiamenti

necessari quanto i farmaci â&#x20AC;Ś


Se l’infermiere riuscisse a vedere davanti a sé ,

prima un bambino e poi un malato, la malattia diventerebbe un aspetto secondario, e

quindi sarebbe più facile lavorare con lui, e anche….sorridere.

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Il sorriso è come un

placebo che somministrato dĂ  il suo effetto positivo sullâ&#x20AC;&#x2122;organismo

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Lezione dott ssa Caloiero