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Per donare informati

“Dai poco se doni le tue ricchezze, ma se doni veramente te stesso tu dai veramente.� G.K. Gibran

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Il sangue: procedure per la donazione

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La selezione dei donatori

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Le infezioni trasmissibili con il sangue

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Le analisi del sangue

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Alcuni consigli

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L’associazione

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La possibilità di valutare correttamente l’idoneità del candidato donatore di sangue dipende dalle capacità professionali del medico, ma ancor più dalla collaborazione di un candidato che sia pienamente consapevole dell’importanza, per sé e per gli altri, del gesto che sta per compiere. Poiché non può esserci consapevolezza senza informazione, questo opuscolo si propone di offrirla in modo sintetico, ma compiuto. Naturalmente non basta. Un colloquio aperto, sincero e con½denziale con il medico, prima del prelievo ematico, permetterà di raggiungere un giudizio ½nale valido, sia esso favorevole o contrario alla donazione, comunque nel comune interesse di chi dona e di chi il dono è destinato a ricevere. In qualsiasi momento, ogni quesito è ammesso e tutte le informazioni sono dovute. La donazione volontaria del sangue con½gura un impegno di alto valore morale e sociale, proprio perché liberamente decisa.

per informazioni: www.avis.it/parma

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IL SANGUE Il sangue è un tessuto vivente composto di elementi cellulari (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) sospesi in un liquido, il plasma, nel quale sono disciolte proteine, sali minerali, zuccheri e grassi. I globuli rossi trasportano ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti dell’organismo, dove raccolgono anidride carbonica, che riportano ai polmoni per essere eliminata. I diversi tipi di globuli bianchi proteggono l’organismo dalle infezioni e da altre malattie: alcuni combattono i germi distruggendoli direttamente, altri producono molecole, gli anticorpi, che aggrediscono e distruggono le sostanze estranee. Le piastrine, in combinazione con alcune molecole contenute nel plasma (i fattori della coagulazione), concorrono alla formazione del coagulo, quando si produce una ferita. Il plasma oltre ai fattori della coagulazione e le immunoglobuline (anticorpi) contiene l’albumina, la cui funzione principale è il mantenimento della corretta pressione tra i vasi sanguigni e i tessuti circostanti.

DONARE I COMPONENTI Oggi è possibile ottenere separatamente questi diversi componenti. Con la donazione tradizionale il sangue intero viene raccolto in un apposita sacca di plastica, munita di ago e collegata ad altre sacche, a costituire un unico sistema sterile, chiuso e monouso. La sacca di sangue viene centrifugata, così che i diversi componenti si separano in ragione del loro diverso peso specifico: i globuli rossi si dispongono nella parte inferiore, il plasma che è il più leggero nella parte superiore, mentre nello strato intermedio si posizionano i globuli bianchi e le piastrine.

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A questo punto, i componenti vengono separati nelle diverse sacche collegate alla “sacca madre”, si ottengono così distinti preparati trasfusionali, da impiegare nelle necessità del singolo paziente. Con questa tecnica, le quantità prelevabili e gli intervalli di tempo fra una donazione e l’altra sono dipendenti dal tipo di emocomponente prelevato.

IN ALTERNATIVA L’alternativa alla donazione tradizionale è quella che impiega la procedura di aferesi. In questo caso, ci si avvale di una macchina, il separatore cellulare, che monta un apposito circuito sterile e monouso, anch’esso dotato di ago e costituito da tubi e sacche multiple. La macchina, grazie ad un sistema di pompe e a successiva centrifugazione, separa gli emocomponenti da raccogliere, garantendo sterilità e nessun contatto fra il sangue e la strumentazione.

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In questo modo, è possibile prelevare soltanto il plasma (plasmaferesi), soltanto le piastrine (piastrinoaferesi) o prelevare la combinazione di due componenti.

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UTILIZZO CLINICO DEL SANGUE L’uso clinico del sangue e dei suoi derivati è di tipo integrativo, viene cioè utilizzato per compensare quella particolare componente ematica di cui il malato è gravemente carente. La composizione del sangue è la seguente:

Ad esempio i globuli rossi, nell’anemia acuta per emorragia e nella anemia cronica primitiva o secondaria a molte altre malattie di varia natura: • piastrine, nel paziente il cui midollo osseo è gravemente danneggiato da cellule di un tumore maligno o dall’effetto tossico di alcune terapie; • plasma, nel paziente ustionato o in quello con gravi problemi di coagulazione. Oggi, la maggior parte del plasma prodotto dai servizi trasfusionali, viene ceduta alle officine farmaceutiche specializzate che, grazie ad apparecchiature sofisticate, trasformano il plasma in medicinali emoderivati, così che in piccolo volume si concentri una grande quantità di sostanza e si renda più facile la cura delle persone che ne sono carenti o del tutto prive. Si può disporre, in questo modo di: • albumina, per i malati in stato di shock, gli ustionati, i disprotidemici gravi, ecc.; • fattori della coagulazione, per gli emofilici, ecc.; • gammaglobuline, per prevenire o curare molte malattie infettive, come il tetano, la meningite, l’epatite virale, il morbillo, ecc.

Plasma: liquido giallognolo che costituisce circa il 55% del volume del sangue. Esso è costituito da: • 90% acqua • Gas: ossigeno, anidride carbonica, azoto; • Sostanze disciolte nel sangue: • Le proteine plasmatiche: le più importanti sono l’albumina, le globuline, i fattori della coagulazione e il fibrinogeno (tutte assieme contribuiscono a mantenere la viscosità e la pressione osmotica del sangue); • glucosio, grassi, aminoacidi e sali (sono le sostanze usate per i processi biochimici della cellula); • enzimi, anticorpi ed ormoni • prodotti di rifiuto del metabolismo cellulare; • Elementi corpuscolati: (sono circa il 45% del volume del sangue) così suddivisi: • Globuli rossi detti anche eritrociti o emazie: sono formati per il 65% da acqua e per il resto da sostanze solide. Il loro numero fisiologico nel sangue varia da 4.2 a 5.4 milioni per millimetro cubo. • Globuli bianchi o leucociti: i loro valori normali variano da 4.000 a 9.000 per millimetro cubo. • Piastrine: Il loro numero medio varia tra 150.000 e 400.000 per millimetro cubo.

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LA SELEZIONE Tutelare la salute del donatore e del ricevente DONARE I COMPONENTI La legislazione trasfusionale vigente vuole tutelare sia la salute del donatore che quella del ricevente. Da un lato, prescrive una attenta selezione dei candidati alla donazione e dall’altro, assicura ai malati emocomponenti il più possibile sicuri e corrispondenti per qualità e quantità alle loro necessità di cura (trasfusione mirata). La selezione del donatore ha lo scopo di escludere dalla donazione tutti coloro che presentano problemi fisici suscettibili di aggravarsi con la donazione periodica, che la legge riserva a “persone sane”. Al tempo stesso è orientata a prevenire la trasmissione di malattie al ricevente, attraverso la trasfusione di sangue.

CONSENSO INFORMATO È il consenso che il candidato alla donazione esprime e sottoscrive, dopo essere stato informato e avere ben compreso il significato e il valore del gesto che compie e le caratteristiche del tipo di prelievo al quale sta per sottoporsi, gli eventuali effetti indesiderati, così da poter decidere in piena consapevolezza e in tutta libertà.

AUTOESCLUSIONE L’autoesclusione è la decisione che il candidato donatore assume, dopo essere stato informato o direttamente dal medico o indirettamente tramite materiale informativo, sulle situazioni che non consentono la donazione in particolari stili di vita o su abitudini sessuali, facendo si che giudichi opportuno rinunciarvi per la salvaguardia della salute propria o di quella ricevente. L’autoesclusione non comporta il dovere di dichiararne il motivo. per informazioni: www.avis.it/parma

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L’ESCLUSIONE TEMPORANEA È il provvedimento sospensivo adottato dal medico addetto alla selezione, per la presenza di condizioni di non idoneità temporanea, che costituiscono rischio per la salute del donatore e/o del ricevente. Il periodo di sospensione varia a seconda delle ragioni che hanno provocato l’adozione del provvedimento. Seguono alcuni esempi di esclusione temporanea: Agopuntura Se non eseguita con aghi monouso e praticata da professionisti qualificati (con allegata certificazione).

Sospensione per 4 mesi

Se eseguita con aghi monouso e praticata da professionisti qualificati (con allegata certificazione).

Sospensione per 48 ore

Allergie Allergie

Sospensione nel periodo dei sintomi

Reazione Farmaci

Sospensione per 1 anno

Comportamenti a rischio Rapporti sessuali non protetti, promiscui, occasionali, con persone infette o a rischio d’infezione da HBV, HCV, HIV o altre malattie infettive.

Deve escludersi per 4 mesi dalla donazione

Chi ha subito contatti accidentali con liquidi biologici

Sospensione 4 mesi

Cure Odontoiatriche Se particolarmante traumatiche o invasive

Sopensioni da 48 ore a 1 mese

Endoscopie

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Endoscopie od uso di catetere

Pratiche Estetiche Foratura lobi auricolari, body piercing, tatuaggi

Sospensione per 4 mesi

Fratture Fratture

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Sospensione per 4 mesi

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Sospensione fino a guarigione clinica


Gravidanza Gravidanza

Sospensione per 1 anno dopo il parto

Interruzione di gravidanza (se entro il 1° trimestre)

Sospensione per 6 mesi

Interruzione di gravidanza (se dopo il 1° trimestre)

Sospensione per 1 anno

Infezioni Bronchiti, ascessi, faringiti, raffreddore

Sospensione di 15 giorni dalla guarigione

Interventi Chirurgici Minori (anestesia locoregionale) dopo la guarigione clinica

Da 1 settimana ad un mese di sospensione

Maggiori

Sospensione per 4 mesi

Malaria Soggetti asintomatici zone endemiche

Sospensione per 6 mesi dopo aver lasciato la zona endemica

Malattie Esantematiche Morbillo, rosolia e contatto diretto con individui infetti

Sospensione per 4 settimane

Medicine La sospensione viene valutata prevalentemente in relazione al motivo che ne ha determinato l’assunzione.

Valutazione caso per caso

Soggiorno all’estero A seconda delle condizioni igienico - sanitarie

Sospensione da 1 a 6 mesi

Trasfusione Trasfusione di emocomponenti e/o somministrazione di emoderivati

Sospensione per 4 mesi

Partner di soggetto trasfuso o trapiantato

Sospensione per 4 mesi

Vaccinazione Difterite, tifo e paratifo, influenza, epatite A e B...

Sospensione di 48 ore in assenza di sintomi

Vaiolo, morbillo, rosolia, parotite, varicella...

Sospensione per 4 settimane

Somministrazione di immunoglobuline (ad es. antitetanica)

Sospensione per 4 mesi

Per qualunque sospensione, al termine del periodo previsto, l’ammisione avverrà dopo valutazione medica presso la direzione sanitaria AVIS.

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CANADA 1

AZE TURCHIA 3-6 SIRIA 1-6

STATI UNITI 1 MAROCCO 1 MESSICO 3-6

ALGERIA 6 -1

CARAIBI 6 -1 MAURITANIA 6

BELIZE 6 HONDURAS 6 NICARAGUA 6

SENEGAL 6

GUATEMALA 6

GUYANA 6

VENEZUELA 3

COSTA RICA PANAMA 6

BRASILE 1-3-6

PERU’ 6 BOLIVIA 6 PARAGUAY 6 CILE 1

ARGENTINA 3-6

NIGER 6

EGITTO 1-6

CHAD 6

GAMBIA SIERRA LEONE COSTA D’AVORIO BURKINA FASO 6

GABON 6

ETHIOPI ET 6

DR CONGO 6

TANZANIA 6

ANGOLA 6

ZAMBIA 6 ZIMBABWE NAMIBIA 6 BOTSWANA 6 6

URUGUAY 6

SUD AFRICA 6

Sospensioni per viaggio/soggiorno in paese estero, dal momento del rientro: • •

• •

A ARABIA SSAUDIT 1-6

SUDAN 6

NIGERIA 6 CAMERUN 6

GUINEA 6

COLOMBIA 6 EQUADOR 6

MALI 6

LIBYA 1

IRAQ 1-6

Nessuna sospensione (paese europeo); Un mese di sospensione (tutte le zone extraeuropee per rischio di malattie trasmissibili con alimenti o acqua, o tramite insetti o animali, compresi i paesi con casi di malattia da WNV nell’uomo, nell’anno in corso, nei periodi di endemia); Tre mesi di sospensione (tutte le zone in cui è endemica una malattia tropicale esclusa la malaria); Sei mesi di sospensione (tutte le zone ad endemia malarica).

KENI 6


TURCHIA HIA 3-6 RIA -6

O

N

TANZANIA NIA 6

ABWE 6

KAZAKHSTAN 3

MONGOLIA 3

AZERBAGIAN 1-6 IRAQ 1-6

IRAN 1-6

INDIA 6

YEMEN 6 ETHIOPIA 6

SOMALIA 6

GIAPPONE 1

NEPAL 6

PAKISTAN 6

ARABIA SAUDITA 1-6

KOREA 1-3-6

CINA 1-6

AFGANISTAN 6

OMAN 1 -6

MALDIVE 1

MYANMAR LAOS 6 6 THAILANDIA VIETNAM 6 CAMBOGIA 6 6 MALESYA 6

FILIPPINE 3-6

PAPUA NEW GUINEA 6

KENIA 6 INDONESIA 6 MADAGASCAR 6 AUSTRALIA 1-3

NEW ZELAND 1

Distiribuzione malaria (Plasmodium falciparum) nel mondo.


ESCLUSIONE PERMANENTE Queste condizioni possono emergere dalle dichiarazioni del candidato donatore o dall’esito delle indagini cliniche, analitiche o strumentali alle quali è stato sottoposto in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge 219 del 21 Ottobre 2005. È il provvedimento di esclusione definitiva dalla donazione adottato dal medico addetto alla selezione, per la presenza di condizioni di non idoneità che non sono suscettibili di modificarsi con il tempo. Seguono alcuni esempi di esclusione permanente del donatore: • malattie autoimmuni, malattie cardiovascolari, neoplasie, diabete insulino dipendente; • malattie infettive, persone precedentemente affette da epatite B, C, ad eziologia indeterminata, HIV(AIDS), HTLV I/Il, lebbra, sifilide, babesiosi, tripanosomiasi, leishmaniosi, febbre Q; • malattia di Creutzfeld Jakob (variante umana della malattia della mucca pazza); • trapianto di cornea, dura madre; • alcolismo cronico; • assunzione di sostanze stupefacenti; • comportamenti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive.

IL QUESTIONARIO E LA VISITA La procedura di selezione del donatore si propone di rivelare le cause attuali o pregresse che possono recare pregiudizio alla integrità fisica del candidato donatore o recare danni al ricevente attraverso il sangue donato.

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Questa procedura si avvia con la compilazione di un questionario che il candidato donatore e il medico analizzano e sottoscrivono insieme, in occasione della valutazione clinica che precede la donazione. Prima della donazione vengono valutati gli esiti di alcuni controlli, della visita di idoneità e della valutazione clinica che precede ogni donazione, accertamenti indispensabili per formulare il giudizio di idoneità alla donazione stessa: • parametri emocromocitometrici; • valori di pressione arteriosa massima e minima; • peso, frequenza cardiaca. Inoltre, vengono fornite al donatore tutte le informazioni e ogni possibile chiarimento sul tipo di prelievo per il quale è stato giudicato idoneo e al quale verrà sottoposto. 14

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COMPORTAMENTO DOPO LA DONAZIONE Il prelievo ordinariamente è ben tollerato e solo occasionalmente possono manifestarsi alcuni disturbi. I disturbi più comuni sono: sudorazione, nausea, senso di vertigine, qualche volta lo svenimento. È anche possibile che, in presenza di vene piccole e/o fragili, si produca un piccolo ematoma perivenoso. Per prevenire eventuali disturbi post donazione, il donatore deve: • restare disteso sul lettino almeno dieci minuti. • consumare il “ristoro” (una piccola colazione), soprattutto assumendo liquidi; • allontanarsi quando è certo di sentirsi bene. • Nelle ore che seguono, deve astenersi da: • uso di alcolici; • eccessi alimentari; • lavori o sport pericolosi, soprattutto se comportano sforzi fisici o richiedono doti di equilibrio. Segnalare tempestivamente l’insorgenza di malessere rivolgendosi al personale sanitario dell’AVIS qualora si verificassero problematiche anche successivamente alla donazione.

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LE INFEZIONI Il rischio infettivo da trasfusione LE INFEZIONI Oggi, il rischio infettivo da trasfusione è davvero ridotto ai minimi termini, ma è ancora presente. È compito del medico che opera la selezione informare il candidato donatore, soprattutto alla sua prima esperienza, delle abitudini e dei comportamenti che costituiscono rischio per la sua salute e/o che possono tradursi in danno per il ricevente, in particolare trasmettendogli una infezione con la trasfusione. Attraverso il sangue si possono teoricamente trasmettere tutte le malattie infettive, ma quelle che destano maggiore preoccupazione sono: • • •

le epatiti B e C; l’infezione da HIV (AIDS); malattie virali trasmesse da vettori ematofagi

La prevenzione del rischio si ottiene attraverso l’esecuzione di test rivelatori di queste infezioni su ogni singola donazione di sangue o di emocomponenti. Questi test, tuttavia, non danno una sicurezza assoluta, in quanto esiste un periodo variabile da poche settimane a pochi mesi (fase finestra ), nel corso del quale un donatore infettato di recente risulta negativo ai test per cui il suo sangue puo’ trasmettere l’infezione. Di qui, la grandissima importanza di conoscere e di dichiarare apertamente al medico la eventuale esistenza di comportamenti a rischio e di qualsiasi disturbo che possa essere indicatore di uno stato di malattia. È proprio per evitare di trasfondere il sangue raccolto nel periodo finestra che chiediamo l’aiuto dei donatori per segnalarci eventuali comportamenti che potrebbero averli esposti all’infezioni. per informazioni: www.avis.it/parma

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RISCHIO INFETTIVO: NON IDONEITÀ ALLA DONAZIONE DI SANGUE Il rischio infettivo può emergere dai test effettuati a norma di legge in occasione di ciascuna donazione (test per epatite, B, C, HIV, Lue) oppure dall’autocertificazione di situazioni comportamentali attive o passive che il donatore ha vissuto in passato o vive tuttora quali: • rapporti sessuali con partner occasionali; • la convivenza con soggetti portatori di malattie infettive acute o croniche; • tossicodipendenza.

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La non idoneità del candidato donatore deriva in questi casi dalla possibilità che i test non siano in grado di evidenziare lo stato di infezione perché: • l’infezione è troppo recente (fase finestra), • anche se l’infezione non è recente, circolano nel sangue del donatore quantità non dosabili, ma ugualmente infettanti, dell’agente patogeno.

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DIRITTO E DOVERE DI PORRE DOMANDE IN QUALSIASI MOMENTO Il donatore ha il diritto-dovere di risolvere ogni dubbio e perplessità circa il proprio stato di salute e il possibile rischio del ricevente. In qualsiasi momento, può rivolgersi al personale medico del Servizio Trasfusionale per porre domande e chiedere chiarimenti circa il tipo di donazione che gli è stata proposta, i suoi eventuali problemi di salute o di comportamento.


MANIFESTARSI DI UNA MALATTIA DOPO LA DONAZIONE Nella eventualità che qualche tempo dopo il prelievo di sangue il donatore manifesti una malattia, specie se infettiva, deve dare pronta comunicazione al personale medico della Unità di Raccolta che ha effettuato il prelievo. Questa comunicazione quanto più precoce, permetterà di evitare l’impiego dell’unità donata e di prevenire la trasmissione dell’infezione al ricevente.

In alternativa, a trasfusione avvenuta, permetterà di mettere in opera le possibili contromisure per impedire lo sviluppo della malattia e, in ogni caso, consentirà di cogliere i primi segni e di avviare la più adatta terapia, così da ridurre la gravità delle manifestazioni e indurre una più rapida guarigione.

INFEZIONI DA EPATITE E DA HIV : SEGNI E SINTOMI Le epatiti da virus B e C rappresentano eccezionalmente una complicanza infettiva trasfusionale. Gli esami di laboratorio più indicativi di epatite sono: •

transaminasi ALT ( o GPT ), enzima il cui tasso è particolarmente elevato durante la fase acuta dell’infezione;

antigeni e/o genomi virali indicatori diretti della presenza del virus;

Dal punto di vista clinico, i sintomi più noti e più frequenti sono la colorazione giallastra degli occhi o addirittura della pelle (ittero), le alterazioni dell’appetito e della digestione, la profonda stanchezza, l’emissione di feci chiare e di urine scure. Tuttavia, questi segni possono manifestarsi con un certo ritardo e, in molti casi, possono essere in parte o del tutto assenti mascherando il quadro clinico fino a non permettere una diagnosi corretta dell’infezione tanto da confonderla con un comune evento influenzale. Infezione da HIV: in linea generale, gli stessi concetti valgono anche per l’infezione da HIV, dove però il virus, una volta penetrato nell’organismo si localizza in un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti, cellule responsabili della produzione degli anticorpi che contrastano le infezioni e lo sviluppo di cellule tumorali. Il virus HIV si riproduce nei linfociti, provocandone la distruzione, fino a instaurare una deficienza immunitaria che, in assenza di cure appropriate, porta fatalmente a contrarre malattie infettive sempre più gravi e frequenti e talvolta anche a sviluppare una grave forma di tumore. per informazioni: www.avis.it/parma

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Gli esami di laboratorio rivelano l’infezione da HIV evidenziando nel sangue del soggetto infetto i segni diretti della presenza del virus (antigeni e/o genomi virali) o quelli indiretti (anticorpi antivirali prodotti dall’organismo, che, in questo caso, si considerano sempre indicatori di infezione). Dal punto di vista clinico, i sintomi iniziali dell’infezione sono tenui e generici (febbre, ingrossamento di qualche ghiandola linfatica, malessere generale), comuni a molte malattie molto frequenti e benigne (influenza, mononucleosi), tanto da rendere assai difficile la diagnosi. Contribuisce molto al sospetto diagnostico l’analisi delle abitudini di vita (tossicodipendenza) e dei comportamenti sessuali della persona in causa.

COME SI TRASMETTE L’HIV si trasmette attraverso uno scambio di alcuni fluidi: sangue, secrezioni vaginali, sperma e latte materno. Poiché l’HIV prospera in alte concentrazioni in questi fluidi, la maggior parte delle persone prende l’infezione attraverso: • • •

Rapporti sessuali non protetti (vaginali, anali o orali) con persone infette. Scambio con persone infette di aghi e siringhe usati per iniettarsi droga o medicine, per farsi tatuaggi o piercing. Gravidanza, parto o allattamento materno quando la madre è positiva all’HIV.

COME NON SI TRASMETTE Baciarsi, abbracciarsi, toccarsi, starnutire, tossire, fare sport, scambiarsi posate o condividere una toilette con una persona infetta da HIV. Non ci sono casi documentati di trasmissione attraverso saliva, sudore o lacrime. Nemmeno mosche, pulci e altri insetti trasmettono l’HIV.

Link Utili per approfondire l’argomento • • •

http://www.ministerosalute.it/hiv/hiv.jsp http://www.hiv1tat-vaccines.info/italian http://www.unaids.org/en/

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MALATTIE EMERGENTI

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Negli ultimi anni, anche sul nostro territorio, si sono presentate malattie quali Chikungunia e West Nile disease (febbre del Nilo), che possono essere trasmesse attraverso la puntura di insetti ematofagi da animale infetto all’uomo e attraverso la donazione di sangue al ricevente i prodotti delle donazioni. Per evitare la diffusione di tali virus, viene attuata una attenta sorveglianza attraverso segnalazioni da parte del CRS, una attenta raccolta dei dati sugli spostamenti dei donatori e, quando disponibile, con appositi test.


per informazioni: www.avis.it/parma

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LE ANALISI Gli esami per diventare donatore I controlli analitici che vengono eseguiti in occasione di ogni donazione su ciascuna unità di sangue o di emocomponente, rappresentano altrettanti momenti di verifica dello stato di salute del donatore, ma sono scelti prevalentemente per tutelare la sicurezza della trasfusione per il ricevente, fatta eccezione per l’esame emocromocitometrico (conta dei globuli rossi, dei globuli bianchi, delle piastrine, determinazione dell’emoglobina e dell’ematocrito, ecc.), che eseguito in occasione di ogni prelievo assicura il mantenimento di una buona crasi ematica nel donatore. Tuttavia, con periodicità annuale, ogni donatore deve essere sottoposto ad una serie di indagini scelte nel suo esclusivo interesse: • • • • •

creatininemia, per sorvegliare la funzione renale; glicemia, per verificare l’eventuale comparsa di un diabete; proteinemia (e protidogramma per i donatori di plasma), per assicurarsi l’esistenza di un giusto equilibrio proteico; ferritinemia, per prevenire l’impoverimento dei depositi di ferro; colesterolemia e trigliceridemia, per verificare un equilibrato metabolismo dei grassi.

A queste indagini possono sommarsene altre, a discrezione del medico che esegue la valutazione di controllo, suggerite dalle condizioni del singolo caso o dalla età del donatore (elettrocardiogramma, ecc.). Gli esiti delle indagini svolte vengono sistematicamente registrate sulla cartella medica e rimangono a disposizione del donatore. In tutti i casi, il rilevamento anche di un solo esito alterato viene sistematicamente comunicato all’interessato, perché si possa provvedere a quanto occorre per preservare il suo stato di salute.

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ALCUNI CONSIGLI Per il nostro benessere... LA DIETA DOVRÀ ESSERE... Ricca di vitamine e sali minerali (magnesio, calcio, sodio, potassio, fosforo) assumendo tutti i giorni frutta e verdure preferibilmente fresche. Povera di grassi in particolare evitando cibi fritti e grassi di origine animale (burro, lardo, strutto...), formaggi, dolci confezionati con creme e cioccolato. Ricca di fibre. Consumare anche pane, pasta e cereali in genere, nella forma integrale. La frutta e la verdura dovranno essere consumate tutti i giorni, preferibilmente fresca e di stagione. Si dovrebbe mangiare in modo equilibrato così da consentire un’assunzione di cibo, con sufficiente regolarità ed in quantità adeguate, di tutti i principi necessari per il nostro benessere. Frutta fresca e verdura garantiscono un congruo apporto di vitamine, sali minerali e fibre e perciò non dovrebbero mai mancare a tavola. Preferire gli amidi agli zuccheri semplici e i grassi vegetali crudi a quelli animali. Condire con olio d’oliva extra - vergine nelle quantità consentite ed evitare burro, margarina e maionese. Va limitato il sale e gli alimenti salati (formaggi, insaccati, conserve, dadi, alimenti in salamoia) poichè in chi è predisposto possono favorire l’instaurarsi dell’ipertensione. Mantenere il proprio peso entro limiti desiderabili anche attraverso una costante attività fisica: non finiremo mai di ripetere come accanto ad una corretta alimentazione vada stimolato soprattutto nei giovani, uno stile di vita più salutare ad una congrua attività fisica. Bere acqua a volontà, preferibilmente non gasata ed oligominerale, specialmente nel periodo estivo e quando si svolge attività fisica. Il vino va limitato a due bicchieri al dì e solo durante i pasti principali. No a bibite gassate e zuccherate. per informazioni: www.avis.it/parma

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IPERCOLESTEROLEMIA Il colesterolo “buono” HDL viene trasportato al fegato e qui metabolizzato, mentre il colesterolo “cattivo” LDL, ha effetti negativi sul nostro corpo favorendo la formazione di placche ateromatose. Il valore della colesterolemia può essere rilevato mediante analisi ematochimiche specifiche. La dieta, e più in generale lo stile di vita sono in grado di incidere positivamente o negativamente sui livelli di colesterolo nel sangue. Proprio dal connubio di questi due fattori nasce un’arma estremamente efficace che ognuno di noi può utilizzare per difendersi dall’ipercolesterolemia. Una dieta povera di colesterolo prevede una rinuncia ai grassi animali sotto forma di carne grassa, insaccati, uova, latticini derivanti da latte intero e altri alimenti. Sono permessi in quantità controllate alimenti quali frutti di mare, burro, dolci non grassi e bevande alcoliche. Sono invece consigliati frutta, verdure, alimenti con un elevato contenuto di grassi insaturi, prodotti integrali e un apporto di acqua minerale, tè amaro e succhi di frutta diluiti pari complessivamente ad almeno due litri al giorno.

FERRO E DIETA L’organismo umano contiene circa 3-4 g. di ferro. Il ferro è necessario per la sintesi di emoglobina (proteina che trasporta l’ossigeno alle cellule) di mioglobina e di collagene; è inoltre indispensabile nei processi di respirazione cellulare e nel metabolismo degli acidi nucleici.

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Secondo le tabelle della LARN (Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana) il fabbisogno quotidiano di ferro per l’uomo ammonta a 10mg mentre per la donna sale a 18mg.

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Gli alimenti ricchi di ferro sono: le carni, il fegato, i legumi, i crostacei, la frutta secca e i vegetali verdi. Contengono invece minime quantità di ferro: il burro, il latte e gli alcolici (ad eccezione del vino). Ricordate che alcune bevande, quali il caffè e il tè deprimono l’assorbimento del ferro.

FERRITINA E DIETA La concentrazione di ferritina nel sangue rispecchia l’entità delle riserve corporee di ferro. La funzione primaria della ferritina è infatti quella di costituire un’importante deposito del minerale nell’organismo.


Quando la ferritina è bassa si consiglia un maggior consumo di alimenti ricchi di ferro: carne, legumi, pesce, molluschi, crostacei, frutta secca e fresca soprattutto agrumi, non tanto per il loro contenuto, peraltro modesto, di ferro, quanto per assicurare il giusto apporto di acido ascorbico all’organismo (una vitamina, la C, importante per l’assorbimento del minerale).

FUMO È consigliato non fumare o smettere di farlo dato che nell’organismo non esiste organo che non venga colpito dai molteplici effetti nocivi del tabacco. Questa regola è ancor più valida nei donatori di sangue dato che, oltre a favorire l’insorgenza di ipertensione alcune sostanze sprigionate dalla sigaretta, in particolare il monossido di carbonio, danneggiano ed ossidano i componenti del sangue con riduzione del trasporto e della liberazione di ossigeno da parte degli eritrociti.

CONTENUTO IN FERRO NEGLI ALIMENTI Alimento

mg

Alimento

mg

Fegato d'oca

30,53

Patate, bollite

6,07

Cioccolato fondente amaro

17,4

Seppia

6,02

Vongola

13,98

Pinoli secchi

5,53

Cacao amaro

13,86

Fagioli cannellini

5,49

Ostrica, cotta

11,99

Fagioli borlotti freschi

5,00

Caviale

11,88

Fiocchi d'avena

4,72

Paté di pollo inscatolato

9,19

Nocciole

4,70

Muesli con frutta e frutta secca

8,75

Alici sott'olio

4,63

Muesli

8,20

Arachidi

4,58

Lenticchie

7,54

Grano duro

4,56

Ostrica

6,66

Mandorle secche

4,51

Farina di soia

6,37

Crema di nocciole e cacao

4,38

Germe di grano

6,26

Carne di cavallo

3,9

Pollo - coscia

6,25

Vitello

2,3

Ceci

6,24

Vitellone, Maiale, Tacchino, Gallina

per informazioni: www.avis.it/parma

1,9 - 1,6

27


Provinciale Parma


L’ASSOCIAZIONE Anche tu puoi diventare uno di noi Nella provincia di Parma operano due Unità di Raccolta: •

Servizio Trasfusionale presso l’Ospedale di Parma. Tipi di donazione effettuate: sangue intero, piastrine e plasma.

Unità di raccolta mobile AVIS Provinciale Parma. Tipi di donazione effettuate: sangue intero e nel P di R di Fidenza sangue intero e plasma.

Centro di raccolta AVIS a Parma. Tipi di donazione effettuate: sangue intero, plasma.

La raccolta viene eseguita dall’Unità di Raccolta mobile AVIS secondo un calendario concordato con il Servizio Trasfusionale.

6 POLESINE

Pieveottoville - 101 soci

ZIBELLO

- 144

ROCCABIANCA

- 126 - 291

SISSA

BUSSETO

Le AVIS in Provincia di Parma

- 342

- 539

COLORNO SORAGNA

- AVIS Provinciale Via G. Mori 5/A Parma

- 327

S. SECONDO

- 330

- AVIS Comunali 45 + 4 equiparate

TRECASALI

- 408

MEZZANI

- 178

- 265 TORRILE

- 547

FONTANELLATO

- AVIS di Base 7

SORBOLO

- 389

FIDENZA

- 1.093

- 1.025

FONTEVIVO

- 499

Legenda

NOCETO

SALSOMAGGIORE

6 : Comuni senza Sezioni 6 : AVIS equiparate oltre alla comunale - : Numero Soci „ : AVIS di Base Parma

PARMA

- 753

- 444

„ - 5.994 COLLECCHIO

PELLEGRINO

- 670

MEDESANO

- 94

- 404

SALA

BORE

- 54

- 197

- 168

VARSI

- 101

- 433

- 415

TRAVERSETOLO

- 148

LESIGNANO LANGHIRANO

- 118

CALESTANO

- 670 NEVIANO

BORGOTARO

- 239

- 495

- 141

Scurano - 124 soci

- 249

BERCETO

TIZZANO

- 190

- 70 CORNIGLIO

6

6

- 183

VALMOZZOLA

- 60 BEDONIA

- 727

- 285

TERENZO

COMPIANO

TORNOLO

- 435

FELINO

SOLIGNANO

6

Vigatto - 742 soci MONTECHIARUGOLO

- 491

VARANO MELEGARI FORNOVO

BARDI

6

6

- 237

Lagrimone - 89 soci

PALANZANO

- 105

ALBARETO MONCHIO

- 116

per informazioni: www.avis.it/parma

29


I NUMERI DELL’ U.d.R. NEL 2013 Uscite U.d.R 2013

Totali

Feriali

Festive

Raccolta Sangue

956

809

147

Prelievo Esami

16

7

9

Esecuzione ECG

28

5

23

1000

821

179

Totale

DALLO STATUTO DELL’ AVIS PROVINCIALE ART. 1 – COSTITUZIONE •

c.1 L’Associazione “Avis Provinciale di Parma” è costituita da coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue e dalle Associazioni Comunali e di base di appartenenza.

ART. 4 – SOCI •

c.1 Ai sensi dell’art. 1 del presente statuto, l’Avis Provinciale di Parma è costituita da soci persone giuridiche e soci persone fisiche.

c.2 Sono soci persone giuridiche dell’AVIS Provinciale: le AVIS Comunali, di base ed equiparate.

c.3 Sono soci persone fisiche dell’Avis Provinciale di Parma tutti coloro che abbiano aderito alle Avis Comunali, di base ed equiparate operanti nel territorio amministrativo.

Provinciale Parma

SOCI AVIS PERSONE FISICHE

30

Le AVIS sono composte da: •

Donatori: chi dona periodicamente il proprio sangue.

Ex donatori: chi per ragioni di età o di salute ha cessato l’attività donazionale e partecipa con continuità alla attività associativa

Collaboratori: chi, non effettuando donazioni, esplica con continuità funzioni non retribuite di riconosciuta validità nell’ambito associativo.


ORGANI ASSOCIATIVI AVIS

ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI

CONSIGLIO DIRETTIVO

COLLEGIO DEI REVISORI

L’ Esecutivo viene eletto dal Consiglio Direttivo su proposta del presidente.

ESECUTIVO

PRESIDENTE

29.344 donazioni

Donatori 21.267 - Soci 22.245 - Dirigenti 520

Come eravamo nel 2013 Tipo Donazione Sangue Intero Plasma Piastrine

U.d.R. Provinciale Parma

S.T. Parma

Centro Raccolta AVIS

17.612

511

7.908

333

231

2.281

0

468

0

per informazioni: www.avis.it/parma

31


Stampa Tipocrom - Parma



Per donare informati