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COMUNALE REGGIO CALABRIA

INSIEME PER

CAMBIARE Numero 2 - MAGGIO 2016

LA STRADA PER MANTOVA FORUMGIOVANI la Calabria chiama, l’Italia risponde

Dino Dessì 20 anni in associazione


Autorevoli e innovatori

INSIEME PER

CAMBIARE

Numero 2 - Maggio 2016

Il lavoro di anni e alla fine quel riconoscimento tanto atteso è arrivato. L’Avis comunale di Reggio Calabria ha ottenuto l’accreditamento quale unità di raccolta fissa di sangue. Al pari di un ospedale, di un centro trasfusionale. Con una funzione pubblica. Preziosa, impagabile. Addirittura sostitutiva del servizio pubblico che fornisce lo Stato. Insomma a Reggio, l’Avis è lo Stato. Autorevole come solo chi si è speso per garantirsi la fiducia di tutti può essere. È una storia che merita giorno per giorno di essere raccontata, ecco perché in questo numero incrociamo le vite e le testimonianze di tanti che si sono spesi per costruire questo attestato. Ma l’Avis di Reggio è anche innovatrice perché non si ferma allo status quo, a lustrare quel premio ottenuto ancorché meritatissimo. Sta già programmando il futuro, già immagina le traiettorie che bisognerà percorrere per incontrare i donatori di domani. E domani è già alle porte. direttore IAMU.IT

Sergio Conti

Realizzato per Avis Comunale Reggio Calabria da IAMU.IT Testata giornalistica registrata al Tribunale di Reggio Cal. Aut. N° 6/2015

Direttore responsabile: SERGIO CONTI Email: info@iamu.it | Online: www.iamu.it

Caporedattore

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Domande e feedback a: Avis Comunale Reggio Calabria, Corso Garibaldi 585 Telefono: (39) 0965 813250 Fax: (39) 0965 1812041 Email: reggiocalabria.comunale@avis.it Online: www.avis.it

AVIS Insieme per cambiare è un magazine realizzato in collaborazione con IAMU.IT nell’ambito della partnership avviata due anni fa per la sensibilizzazione delle nuove generazioni al tema della donazione. In questo numero hanno collaborato inoltre: Rocco Chiriano, Diego Geria, Mariangelà Giuffrè, Demetrio Ieracitano, Domenico Nisticò, Katia Romeo, Vincenzo Romeo.


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Cosenza caput Avis

Hanno discusso e si sono formati sulle malattie sessualmente trasmissibili

Volontari per il bene

Demetrio ha partecipato al forum in Calabria. La sua è una storia di dono

Bravi e ragazzi

Gli studenti delle scuole raccontano la propria esperienza di donazione

VERSO MANTOVA 12

Tutti al Palabam

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Provincia con il cuore

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La Calabria che vorrei

A Mantova una struttura di 12mila mq ospiterà l’assemblea nazionale Nel Reggino crescono i donatori: ecco i numeri dell’attività di raccolta. La promessa di Chiriano: esportare altrove un modello che funziona

DONATORI 10

Ciao Enzo

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Dino, 20 anni con Avis

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La storia siamo noi

È morto Romeo, tra i fondatori dell’Avis a Reggio. Il ricordo e il suo testamento Donatore prima, al servizio adesso. Vita di un avisino diventato grande

Mimmo Nisticò racconta episodi del passato dell’Avis (con foto inedite)

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FORUM GIOVANI LA CALABRIA CHIAMA L’ITALIA RISPONDE È

un’occasione più unica che rara per manifestare all’Italia intera della donazione il cuore grande che batte in Calabria. Cosenza ha ospitato il Forum Nazionale Avis Giovani con un titolo piuttosto evocativo: “Testa o Cuore? Quando una scelta consapevole può cambiarti il futuro”. La domanda sullo sfondo della due giorni che ha visto protagonista la linea verde dell’associazione volontari di sangue proveniente da tutta Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Trentino alla Sardegna è risuontata una domanda come leit motiv dell’incontro. Mettendo sul piatto della bilancia quanto (e quando) si possa usare la testa e quindi la parte razionale che è in ognuno di noi dona-

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tori e quanto, invece, prevalga il cuore e quindi la componente passionale. Se lo sono chiesto in 140 giovani delegati da tutta la penisola, impegnati nella formazione sulle malattie sessualmente trasmissibili. Gli onori di casa - e contestualmente anche l’apertura dell’assemblea - sono toccati al presidente di Avis Regionale Calabria Rocco Chiriano che ha accolto i ragazzi presenti ritenendosi orgoglioso di poter ospitare un evento così importante per i giovani avisini, in una regione nella quale occorre sottolineare l’impegno dei volontari e del volontariato. Il presidente ha tenuto a precisare inoltre, come la Calabria sia stata la regione con il maggiore incremento di donazioni e

di sacche di sangue nell’ultimo anno. Risultato affascinante che dà merito al grande lavoro svolto e all’attenzione che giornalmente l’esercito di volontari dedica alla missione non soltanto a queste latitudini. Anche l’intervento del presidente nazionale Avis Vincenzo Saturni si è soffermato sulla cura e l’attenzione rivolta alla formazione. Un impegno costante: non solo sui donatori e sul numero attuale dei soci ma anche sull’inserimento dei giovani per garantire loro una preparazione che possa in futuro accompagnarli adeguatamente a rivestire ruoli dirigenziali con competenza e professionalità. L’argomento trattato nel Forum è stato quello della sensibilizzazione delle per-


Alcune immagini del forum tenutosi a Cosenza: da sinistra, foto di gruppo, la rappresentante Avis di Reggio Calabria Giuffrè con Giuseppe Muto, formatore del Servizio civile nazionale, e i lavori in sala.

sone sulla prevenzione dalle malattie infettive sessualmente trasmissibili, in particolare si è approfondita la differenza tra virus HIV e AIDS. rima relatrice del forum Mariangela Raimondo, ricercatrice del Centro Operativo AIDS che, in collegamento streaming riassume i dati sulla situazione attuale del virus in Italia, fornendo numeri e percentuali, ancora troppo alti. Si registra in Lazio l’incidenza più elevata della malattia mentre in Calabria la più bassa, anche se i numeri purtroppo sono in aumento e si attestano a circa 4000 casi di contagio ogni anno. A Rosario Galipó psicologo e psicoterapeuta, successivamente è toccato il compito di presentare l’ANLAIDS (associazione storica nata in Italia per arginare la diffusione dell’infezione da Hiv) e i progetti che porta avanti per la prevenzione, dando ai giovani consigli e spunti da poter mettere a disposizione delle sedi comunali in progetti ed eventi da promuovere in futuro. Altra presenza di elevato spessore formativo è stata quella di

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Monica Riccio psicologa e sessuologa. Il tema che ha trattato: le malattie sessualmente trasmissibili, con tanto di maggiori informazioni su malattie e infezioni che ancora oggi vengono sottovalutate spesso da giovani e adulti. Qualche esempio?Herpes e Candida, giusto per citarne qualcuna. empre al centro della formazione Avis è la comunicazione e il marketing. Ecco perché fra i relatori è stato richiesto l’intervento di Roberto Bernocchi, pubblicitario e consulente di Pubblicità e Progresso. Colpisce la proiezione di una serie di slide e video di pubblicità già note. Mai abbassare la guardia, soprattutto per chi opera nel campo della donazione di sangue. Mai smettere di sensibilizzare e comunicare il senso di un gesto di responsabilità nei confronti di tutti. Bernocchi ha sottolineato quanto sia importante dare le giuste informazioni per ottenere buoni progetti di prevenzione in merito alle malattie sessualmente trasmissibili. Non è mancato il confronto tra i giovani avisini, per lo più dai 18 ai 30 anni. E nemmeno il divertimento, i momenti di aggregazione e di conoscenza quando la serata si trasferisce nel centro di Cosenza tra musica, balli, risate e qualche drink. Per poi chiudere con i tradizionale lavori di gruppo. L’ultima parola per la vicepresidente di Avis Nazionale, Rina Latu che invita i giovani, a fare tesoro della nuova esperienza e delle nuove informazioni ricevute, per

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poterle poi metterle in pratica. Eventi come questi sono importanti non esclusivamente per il loro contenuto formativo ma soprattutto perché mettono in relazione giovani di differenti fasce di età, con differenti abitudini e li fanno collaborare tra loro, lavorare in squadra affinché si possa arrivare all’obiettivo principale, ovvero quello di fare rete. Promuovere e sensibilizzare i giovani ad adottare corretti stili di vita è il primo passo verso l’educazione alla cultura del dono. (m.g.)

SERVIZIO CIVILE, C’È UNA REGGINA Ci sono anche cinque volontari AVIS tra i nuovi delegati regionali dei volontari in Servizio Civile, eletti con una consultazione online a metà marzo. Tra i nomi spicca quello di Mariangela Giuffré, volontaria Avis nella sede comunale di Reggio Calabria che adesso potrà presentare la propria candidatura a Rappresentante Nazionale. I Delegati regionali eletti a fine maggio saranno a Roma per procedere alla designazione dei due rappresentanti da proporre per la Consulta nazionale.

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cresciuto grazie all’avis La storia di Demetrio, volontario che ha partecipato al Forum nazionale di Cosenza. Il suo ritorno a casa pieno di entusiasmo. Perché fare il bene fa bene.

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emetrio Ieracitano ha 30 anni. La sua avventura in Avis è iniziata come donatore prima e come volontario poi. Una consapevolezza maturata col tempo. Tutto è iniziato nell’ormai lontano 2004, dopo aver compiuto 18 anni. «Mi sono recato di mia iniziativa in Avis e dopo aver preso tutte le informazioni principali sulla donazione ho scelto di donare – racconta Demetrio –. Non avrei mai immaginato di diventare da semplice donatore a volontario avisino». Per entrare realmente a far parte del mondo del volontariato, e iniziare a prendere totale coscienza di cosa sia, passeranno però ben 6 anni. Dal 2010 fino a oggi, tanti eventi e tante cose sono cambiate: «Da componente del gruppo giovani Avis Reggio Calabria (di cui fa parte tuttora, ndr) a membro della consulta regionale Avis Calabria fino ad assumere un ruolo importante come coordinatore della consulta provinciale Avis Calabria formatasi da pochissimo». Così, con poche parole e tanta sostanza Demetrio racconta come l’Avis sia diventata una parte di sé. «Se ti entra dentro non ne puoi più fare a meno» confida. Lui, giovane appassionato dell’associazione volontari

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«Una volta entrata nel cuore, Avis non va più via. Mi chiedono: ti pagano? Beh, sì! La mia ricompensa è il bene per gli altri» del sangue, ha partecipato al forum di Cosenza. «Sono capitato nel gruppo della dottoressa Latu, un autentico vulcano». I lavori vertevano sulla discussione di un questionario compilato prima dell’inizio del Forum. «Il dibattito è stato proficuo e costruttivo con spunti interessanti: molti di noi hanno proposto anche possibili soluzioni – spiega Demetrio Ieracitano –. Anche le risposte date dai partecipanti sono state piuttosto interessanti».

apericena coi giovani Iniziative in vista dell’estate per i giovani avisini di Reggio. Si punta a coinvolgere i coetani. E a fare gruppo

A misura di giovani, per parlare ai giovani di donazione. Ma soprattutto per stare in mezzo ai giovani. È il programma di iniziative che il gruppo giovani dell’Avis comunale di Reggio Calabria sta mettendo a punto per creare sempre più interesse e chiaCosa è emerso dai risultati? «Può sembramare a raccolta (non solo di sangue) re davvero strano e fuori dal tempo, ma i coetanei che potrebbero a breve far c’è ancora una percentuale di volontari parte dell’associazione. che non conosce a fondo la tematica dei «Innanzitutto vorremmo avvicinare rapporti a rischio». Poche persone farebi ragazzi con iniziative all’esterno bero il test HIV per rendere tranquillo del nostro contesto istituzionale» ha il partner. E anche sull’uso del profilatdetto Marco Nisticò, coordinatore dei tico, c’è molta disinformazione. «Il dato giovani Avis a Reggio. «La nostra idea preoccupante che emerge è con partner è incontrarli fuori, per poi portarli a occasionale in pochi ritengono imporconoscere la nostra sede e tutto ciò tante utilizzarlo» analizza Ieracitano sulla che facciamo al di là della donazione». base dei risultati emersi nella due giorni. Ecco perché si sta pensando a un apSi è parlato anche di educazione sessuale: puntamento - distribuito in quattro dinecessaria ma solo in classi in cui i ragazzi verse occasioni - con l’apericena Avis, sono già grandi. un pretesto allegro e coinvolgente per La chiosa è rivolta ai ringraziamenti: «È poter avvicinare altri giovani. doveroso dire grazie all’Avis che permette «Con l’arrivo delle belle giornate - ha a noi giovani di partecipare in queste proseguito Lucia Romeo, altra colonna giornate di formazione, con l’opportunità portante del gruppo giovani Avis di crescita personale e di confronto con possiamo sempre di più uscire e orgale altre realtà sparse su tutto il territorio nizzare eventi all’aperto, anche nazionale – racconta Demetrio –. nei lidi, il classico ritrovo dei Ogni volta torno a casa con la giovani sul lungomare». consapevolezza che si può Ci sarà successivamente L’estate è sempre migliorare giorno tempo e modo di un’occasione molto dopo giorno». Spesso, quanspostarsi all’interno do parla di donazione, di favorevole per incontrare della nuova sede, un volontariato e di cercare di luogo accogliente, giovani nei lidi e nei bar. sensibilizzare chi ancora ha adatto per incontri e E per il futuro, anche un paura di fare questo gesto, cineforum. «Abbiamo gli viene rivolta una domanin mente di organizzare cineforum tematico. da: ti pagano? «La mia risposta alcune visioni di film sulla è sì, solo il semplice fatto di fare tematica del donarsi agli del bene, mi fa stare bene». È la più altri - ha chiosato Nisticò -. Ci grande ricompensa. (s.c.) stiamo pensando per l’autunno».

POCA CONOSCENZA

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meno hai più dai Madre Teresa di Calcutta aveva sintetizzato la logica dell’amore in una frase assurda: quanto meno possediamo, tanto più siamo capaci di condividere. Funziona così in Avis.

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e fosse vissuta in questi nostri anni, Madre Teresa di Calcutta avrebbe potuto ripeterla a menadito la sua famosa frase sull’amore: «Quanto meno abbiamo, più diamo. Sembra assurdo, però questa è la logica dell’amore». Oggi abbiamo meno di ieri? Forse. Meno ricchezze, meno lussi, meno superfluo. Tutto buono per riscoprire il senso dello stare insieme, del (ri)creare una comunità coesa e non individualista. Siamo messi giornalmente di fronte a un’evidenza: ci risulta assai complicato pensare al bene altrui quando siamo noi i primi a essere in difficoltà. Quando pensiamo che ci manca qualcosa, quando non ci sentiamo completi, le nostre buone intenzioni rimangono solo buone intenzioni. Pensavamo di poter essere degli eroi e, invece, ci siamo scontrati con le nostre impossibilità. Madre Teresa ci esorta a dare. Poco, tutto. Non importa. La logica dell’amore è contraria alla legge matematica. Se sommi tante volte il numero uno, arrivi a ottenere grandi numeri. Ci impieghi tanto tempo, ma arrivi a fare i numeri a tante cifre. In amore tutto si moltiplica, ecco perché il poco può servire a tanto. Capita anche in Avis. Nei giorni caratterizzati dalla crisi, dall’incertezza, dalla perdita esiste un’opportunità unica di dare anche senza avere nulla da dare (in apparenza). Semplice non è, anche se lo sembrerebbe, perché, in realtà, il tempo e il mondo in cui viviamo ci mettono di fronte a molti limiti e ostacoli per realizzare i buoni propositi. Lo possiamo dire senza vergogna: non viviamo in tempi facili, sono molte le persone che spesso si trovano in difficoltà economiche (e non solo); le serie preoccupazioni del domani spesso esigono

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molto spazio del nostro “io”, e di conseguenza diviene assai improbabile riuscire a mettersi al servizio del prossimo. Il domani preoccupa tutti, a tal punto da non farci vivere l’oggi, con le sue richieste. Non ci fa guardare al bisogno che ci sta intorno, a volte non ci fa vivere in pienezza con noi stessi, figuriamoci con gli altri. Perché mai dovremmo sacrificare del tempo - anche solo in minima parte - se spesso siamo noi ad aver bisogno di tempo? È l’amore che ci da una risposta. Meno hai, più dai. Più hai, meno spazio trovi per gli altri nella tua vita. L’altro che aiuteresti con una donazione di sangue è esattamente uguale a te, anzi, spesso vive molto peggio di te. I grandi gesti partono da idee o uomini piccoli, che hanno avuto il coraggio di scommettere su questa (il)logica dell’amore. Troppo difficile? Tranquilli, si può fare. L’Avis lo fa da anni. È la testimonianza più a portata di mano della veridicità dell’affermazione di Madre Teresa di Calcutta. Ha raccolto il sangue di tutti, poveri, ricchi, studenti e professori universitari, pensionati e casalinghe. Anche chi non aveva nulla da dare ha dato. Ha avuto un pensiero d’amore per qualcun altro donando il suo sangue. Ripartiamo allora dai piccoli gesti d’amore: un po’ di attenzione verso chi ha bisogno ed è vicino a noi, un sorriso e un aiuto a chi vediamo in difficoltà. E una donazione di sangue. Senza aspettare che arrivi un tempo propizio. Adesso c’è bisogno di dare quello che non hai, la serenità che senti di non avere, le sicurezze che hai perso, il buon uomore che ti manca. È il momento giusto per fare il bene. Senza gettare via la nostra buona occasione. (a.arcudi)


clicca e (agen)dona Il sito dell’Avis comunale di Reggio Calabria diventa più funzionale. Ora è facile prenotarsi online ed effettuare la donazione all’orario stabilito, evitando lunghe attese. Una scelta al passo coi tempi, pensando a chi dona.

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utto nuovo e con tante novità. È il sito dell’Avis comunale di Reggio Calabria www.avisrc.it con il servizio di prenotazione on line. Basta un semplice click nella sezione “AgenDona” e si possono inserire i propri dati anagrafici e scegliere tra sette opzioni orarie a partire dalle ore 7.45 e fino alle ore 10.15, con intervalli di 25 minuti. «Per noi il donatore è prezioso e lo è anche il suo tempo. Per questo abbiamo ritenuto doveroso individuare la soluzione dell’appuntamento

orario che abbattesse i tempi della procedura donazione ed evitasse ritardi» ha sottolineato il presidente Antonio Romeo. Il sistema sarà utilizzato anche col supporto dei social e la possibilità di condividere i contenuti e le prenotazioni. Nuova anche la veste grafica, particolarmente interattiva con una una homepage di facile consultazione da pc, telefonini e tablet. Un sito di ultima generazione per seguire tutte le attività dell’Avis comunale reggina. Avis insieme per cambiare

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CIAO ENZO Se n’è andato un uomo che ha segnato un’epoca nella sezione comunale di Reggio Calabria dell’Avis. Enzo Romeo lascia un testamento spirituale pieno di amore per gli altri e di una missione da continuare: accorgersi della sofferenza che ci sta intorno.

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ra poco tempo mi presenterò al giudizio del mio Creatore a cui dovrò rendere conto dell’attività svolta in tutta la mia vita. Ovviamente la mia scheda porterà in evidenza tutti i peccati, di ogni genere, commessi. Sono fiducioso che il Supremo Giudice mi condonerà almeno i più gravi, quando, esaminando il mio cuore, vedrà impressa a caratteri indelebili la scritta”AVIS”. Testimonianza del mio innamoramento per questa attività che ha caratterizzato il mio cammino fino ad ora, dal 27 aprile 1958. Attività di vero volontariato che, prescindendo sempre dall’interesse personale di qualsiasi natura, ho onorato quanto più ho potuto. Poiché, fino ad ora, non è stato fatto da nessuno il racconto del percorso di vita di questa magnifica associazione nella nostra città, spero che chi leggerà queste note capirà che una persona, un cittadino, quando assume un impegno sociale vero nel qualificare il suo cammino, propone alla collettività un giusto esempio di partecipazione che, senza grandi parole, senza clamori, senza vanterie, piano piano migliora il consesso in cui vive. Cosi è stato per me e cosi è stato per i tantissimi che oggi, con semplicità, con naturalezza di primo mattino affollano la sala di attesa del nostro centro di raccolta e di tutti gli altri centri della provincia e della regione Calabria. La comprensione della sofferenza, soprattutto quella nascosta, ha portato la mia vita di tutti i giorni a intrecciare una relazione che dura da tantissimi anni. Una relazione tanto stretta che, spesso, non ho saputo distinguere l’una dall’altra, ma che mi ha portato, quasi costretto, a dire agli amici che leggeranno queste righe, che la vita vale la pena di essere vissuta solo quando comprende la sofferenza del nostro vicino del quale, spesso, non ci si accorge.

Enzo Romeo (1934 - 2016) 10 Avis insieme per cambiare


mio nonno, un uomo Il ricordo del nipote che porta il suo nome. A cui insegnò la bicicletta e la vita. Amava l’Avis e le persone deboli. Ci lascia un insegnamento prezioso: agire in silenzio senza aspettarsi nulla in cambio. Un uomo. Un uomo buono. Lo si intuiva dagli occhi, dalle spalle larghe che trasmettevano sicurezza. E poi aveva quel sorriso, tanto buffo quanto bello, di quelli che ti rendono felice non appena lo sfiori con la coda dell’occhio. Il suo nome era il mio nome. Vincenzo Romeo, mio nonno. Meglio conosciuto come Enzo, anzi ancora meglio come il presidente dell’Avis di Reggio Calabria. L’associazione volontari italiani del sangue è stata la sua ragione di vita, una missione iniziata tanto tempo fa, precisamente il 27 aprile del 1958. Ha fondato l’Avis comunale di Reggio muovendo i primi passi con la Contessa Evelina Plutino Giuffrè, Piero Gattuso e Pasquale Libri. Dicono che avesse modi forse poco ortodossi ma diretti. Il suo obiettivo era uno solo: rendere felice il prossimo anteponendo il bene degli altri al suo. Ripenso al giorno in cui mi insegnò ad andare in bici, quando mi portò a comprare la sua sfrecciante Punto amaranto, tutte le storie e gli aneddoti che raccontava della sua famiglia. Erano così esilaranti. Non lasciava nulla al caso, curava ogni particolare utilizzando parole alle mie orecchie sconosciute e non esitava a sfoggiare termini latini o terzine di una famosa poesia per incantarmi. Non mi perdevo nemmeno le virgole di mio nonno. Volevo carpire quella sfumatura mancante nel mio dizionario. Sembra ieri quando andavamo dai nonni con mia sorella, alla porta ci aspettava nonna Lucia, vestita sempre molto elegante e truccata anche in casa. E dietro di lei, nonno Enzo. Che la prendeva in giro per un capello fuori

posto. Organizzava cacce al tesoro casalinghe, consegnandoci una pergamena di indovinelli, scritti di suo pugno. Avremmo vinto cioccolatini e giocattoli, ma il vero tesoro era riabbracciarlo. Gli acciacchi non gli hanno impedito di portare in braccio anche la più piccola nipote, mia sorella Elisa. Con lei gli s’illuminavano gli occhi in maniera speciale. La riempiva di baci. Ho sempre cercato di imitarlo, in tutto e per tutto. Dal nome che porto, ma quello non è stata una scelta mia. Mi ha insegnato ad agire in silenzio, senza fanfare. A non cercare ricompense per ciò che si fa. Non voleva esser risarcito del tempo perso, regalava sorrisi, svolgeva un ruolo da protagonista, ma sempre dietro le quinte. Fare del bene era il suo unico imperativo, pensando sempre agli altri e quasi mai a se stesso: a volte sottraeva del tempo alla sua famiglia e al suo lavoro. Mio nonno ha donato la sua vita per una giusta causa. Oggi l’Avis conta circa 5mila donatori a Reggio Calabria, quando lui iniziò erano appena una ventina. È stata la costanza nel donarsi al prossimo, il credere fermamente a sani principi morali, il sognare a occhi aperti rimanendo coi piedi ben piantati per terra che ha reso quest’uomo, mio nonno, un costruttore. E non gli mancava affatto la fantasia. Vorrei dirgli che l’ho sempre ammirato, ma credo che lui lo sappia bene. Nel burrascoso percorso della sua vita ha seminato speranza, gioia e felicità in ogni persona che abbia conosciuto. Mancherà, è inevitabile. Era mio nonno, un uomo. Vincenzo Romeo jr Avis insieme per cambiare

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la donazione fa L’assemblea nazionale Avis a Mantova, capitale italiana della cultura 2016. Una scelta non casuale: tutto il Paese ha bisogno di ritrovare i suoi valori.

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e Mantova è la capitale della cultura designata per l’anno 2016, allora l’Avis non poteva scegliere posto migliore quale sede dell’assemblea nazionale. Una scelta in linea con le iniziative legate a questo evento e uno slogan alquanto evocativo: donare è cultura. L’edizione numero 80 dell’assemblea si terrà dal 20 al 22 maggio prossimi e - come ha sottolineato il presidente nazionale Vincenzo Saturni – l’Avis sarà parte di questo grande evento che riguarda la città lombarda e l’Italia intera. «Riuscire a caratterizzare la nostra presenza in città, sottolineare come AVIS possa contribuire a “Creare Cultura”, nell’accezione più ampia del termine, penso sia una sfida che dobbiamo raccogliere per rimarcare come

anche la donazione del sangue abbia un profondo significato culturale» ha spiegato Saturni. Mantova aspetta l’allegra “invasione” dei volontari Avis con grande interesse, forte del +40% di afflusso di turisti nell’ultima Pasqua (rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente). L’apertura ufficiale del 9 aprile altro non è stata che un anticipo di ciò che aspetta ogni protagonista delle delegazioni provenienti da tutta Italia. Bellezza e innovazione con qualche curiosità: l’azienda Swatch ha voluto rendere omaggio alla capitale della cultura con un orologio limited edition - acquistabile soltanto in loco - con lo skyline di Mantova sul cinturino. La parte raffigurata è quella che si affaccia sui tre caratteristici laghi. Inconfondibili le silhouette dei palazzi più noti, autentici gioielli del patrimonio italiano: la Cupola della Basilica di Sant’Andrea, la Torre della Gabbia e il Campanile della Lanterna. Al di là del merchandising e delle tante iniziative previste, l’Avis si inserisce pienamente nello spirito delle manifestazioni, con la sua opera incessante di sensibilizzazione e valorizzazione della cultura della donazione. Un modo concreto di riscoprire i valori fondanti dell’Italia intera. Appuntamento al Palabam (box pagina a fianco).

DELEGATI IL GRUPPO REGGINO È composta da undici persone la delegazione dell’Avis comunale di Reggio Calabria presente all’assemblea nazionale di Mantova. Ecco i nomi: Domenico Nisticò, consigliere dell’Avis regionale Calabria e consigliere dell’Avis comunale di Reggio Calabria; Marco Nisticò, coordinatore dell’Avis Giovani; Lorenzo Ienuso, dell’Avis Giovani; Antonino Morabito, Avis Giovani; Antonella Fascì, collaboratrice Avis comunale Reggio Calabria; Valentina Azzarà, collaboratrice Avis comunale Reggio Calabria; Katia Romeo, che sta svolgendo il Servizio Civile presso l’Avis comunale Reggio Calabria; Myriam Calipari, segretaria Avis comunale Reggio Calabria; Antonio Romeo, presidente dell’Avis comunale Reggio Calabria; Giuliana Curcio e Marco Policaro, soci in qualità di ospiti.

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molta cultura PALABAM DOVE SARÀ L’ASSEMBLEA Una costruzione moderna a soli tre minuti dalla città storica di Mantova. Il Palabam è sede di numerosissimi eventi e congressi, fiere ed Expo, concerti, eventi sportivi e spettacoli di diverso tipo (anche su ghiaccio). Qualcosa come 12mila metri quadrati di superficie espositiva di cui oltre 4mila coperti e collegati tra di loro in un complesso unico, il Palabam rende la realizzazione di ogni evento - come anche l’assemblea nazionale Avis - molto funzionale. Attrezzato per il ristoro, gli spostamenti e la permanenza degli ospiti degli eventi, offre anche la possibilità di servizi tecnici, shuttle service e catering. Nelle vicinanze vi sono anche negozi, ristoranti, club, 28 hotel e più di 40 Bed

PULMINO AVIS Partiranno in nove persone alla volta della Lombardia con il pulmino dell’Avis comunale di Reggio Calabria, acquistato e griffato per l’occasione del viaggio “IAMU con Avis” dello scorso anno e della edizione del 2015 dell’assemblea nazionale tenutasi a Palermo. Per quest’anno si è pensato di ripetere l’esperienza del viaggio con un significato davvero speciale: mettersi in moto in direzione Mantova, per testimoniare l’impegno cui è chiamato ogni donatore. Quello di “andare verso”. Più di 1300 km per i volontari e delegati all’assemblea nazionale .

Una struttura polivalente distribuita su 12mila metri quadri di superficie. Cinque sale collegate fra di loro e ristoranti e palestra tutto intorno. Sport, concerti ed eventi prima di Avis

& Breakfast. Sono cinque sale di diverse dimensioni, tutte collegate tra di loro. Vi è la sala/ padiglione principale con una capienza fino a 5000 persone (con gradinate); una sala padiglione polivalente/polifunzionale che può ospitare oltre 1500 posti a sedere, una sala riunioni di 120 mq. L’associazione volontari del sangue ha scelto quest’area (in tutto simile a un villaggio olimpico) per rendere il più confortevole possibile tutte le attività dei delegati provenienti dalle diverse regioni d’Italia. All’interno del Palabam anche il ristorante da 500 coperti e, per gli amanti del fitness o per smaltire qualche eccesso nei pasti, una palestra di 300 mq. Recentemente l’imponente struttura ha ospitato i concerti di Mario Biondi e del duo Baglioni-Morandi, nonchè gli spettacoli teatrali di Beppe Grillo ed Enrico Brignano. Avis insieme per cambiare

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provincia impegnata a 360° A Campo Calabro l’assemblea provinciale Avis ha fatto il punto della situazione. Un dato: meno donazioni ma più donatori. Ecco da dove ripartire. Con il solito entusiasmo.

«C

hi dice che è impossibile non deve disturbare chi ce la sta facendo». È con una citazione di Albert Einstein che si apre l’assemblea provinciale dell’Avis di Reggio Calabria, tenutasi a Campo Calabro. L’ha scelta il presidente Antonino Postorino perché rispecchia in pieno i sentimenti e la voglia di fare che l’associazione vuole trasmettere. E il messaggio passa forte e chiaro attraverso le voci e le determinazioni espresse da tutti i presenti: presidenti e direttori sanitari, delegati e soci volontari, che ogni giorno si impegnano per garantire continuità ed efficienza. Quella del donare è una cultura, un credo, un modo di essere che col passare del tempo rischia di apparire sempre più insolita, quasi estranea nella società, ed è per questo motivo che il presidente dell’Avis provinciale Postorino ha invitato tutti i volontari a scoprire il significato autentico e pieno dell’essere volontari, vivendo nel rispetto delle regole della comunità, affermando che «rispettare le regole significa rispettare gli altri e se stessi, rinunciare a un benessere momentaneo per un benessere più prolungato del quale non usufruisce il singolo ma la collettività». Come spesso viene dichiarato dai nuovi e giovani donatori, intervistati dopo la loro donazione, il benessere della comunità è un ideale comune, uno scopo che viene spesso trasmesso loro dalle più semplici e ovvie manifestazioni di solidarietà e amore ma spesso non viene successivamente coltivato e portato avanti con decisione e impegno. Viene spontaneo

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chiedersi perché tante buone intenzioni non vengono messe in pratica. L’Avis non si impegna solo a favore della raccolta di sangue ma vuol dimostrare di essere un’associazione costruita per la collettività, per un bene collettivo e, contemporaneamente, vuol offrire una possibilità a chiunque voglia donare volontariamente il sangue a favore dei malati. Per realizzare tutto ciò, non è sufficiente aumentare i numeri delle donazioni e celebrare importanti risultati: è necessario sensibilizzare, istruire le generazioni future, far conoscere loro l’importanza del bene comune. Un compito di per sé complesso, reso ancora più duro dalle difficoltà sociali che affliggono il nostro territorio e dalla scoraggiante cultura “di senso negativo” che opprime i cittadini, risultando così essere di grave impedimento per la realizzazione di opere e iniziative a favore della collettività.

Personalità dinamica

«Dobbiamo avere tutti una personalità dinamica», afferma il presidente Postorino, «pronta ad adeguarsi alle esigenze dei tempi, capace di adeguarsi e rispondere alle nuove richieste che ci vengono fatte». È proprio grazie a questa capacità che l’associazione è riuscita a portare avanti il proprio operato nonostante le attuali difficoltà anzi, spinta dalle nuove necessità, ha colto l’occasione per organizzare degli eventi dedicati ai giovani studenti, come quello che si è svolto presso la scuola media di Sant’Eufemia D’Aspromonte. Lo scopo primario di questi incontri è di istruire

e far conoscere l’importanza dei valori della collettività e del bene comune e anche della legalità, educando i giovani ai valori positivi del rispetto verso l’altro, al dialogo, alla pacifica convivenza. Una battaglia, quella a favore della legalità, che potrebbe scoraggiare molti ma non i sostenitori dell’Avis, anche quelli impegnati civilmente a favore di una società migliore. Un impegno che comporta risultati importanti, perché entrambe le Unità di Raccolta Fissa (Gioia Tauro per la provinciale e Reggio come comunale) presenti sul territorio provinciale sono situate in locali confiscati alla criminalità organizzata, «il che accresce il valore


Il presidente Postorino: «Dobbiamo avere una personalità dinamica, capace di adattarsi ai tempi che viviamo. E chi dice che è impossibile non deve disturbare chi ce la sta facendo, come disse Einstein»

simbolico del volontariato come espressione di solidarietà e legalità», come affermato da Pietro Schirripa, direttore sanitario dell’Avis provinciale. Nella sua analisi, Schirripa ha fatto notare come il numero di donazioni è leggermente diminuito rispetto agli altri anni.

Piccolo calo di donazioni

Questo dato, tuttavia, non deve risultare scoraggiante: il calo è soprattutto dovuto ad alcuni fattori straordinari, come la diffusione in Europa di alcuni virus che impediscono la donazione a molti giovani che vivono fuori città; oltre a ciò, dichiara Schirripa «Siamo perfet-

tamente consapevoli del nostro ruolo e delle nostre potenzialità». Mentre il dato delle donazioni è di poco calato, quello dei soci è aumentato: il capoluogo (la comunale di Reggio Calabria) la fa da padrona in tal senso, ma anche la provincia risponde positivamente. Le persone disponibili per le donazioni aumentano, le strutture nuove offrono tutti i servizi necessari per accogliere i donatori; i volontari e quanti operano all’interno dell’associazione hanno tutti i numeri per poter ottenere grandi risultati e per dimostrare che le opere a favore di tutti esistono e sono realizzabili. Basta solo crederci. Andrea Arcudi

Solidarietà e legalità camminano a braccetto. Così le due unità di raccolta fissa sono in locali confiscati alla malavita Avis insieme per cambiare

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calabria

Durante l’assemblea regionale di Cosenza, cerimonia speciale per l’Avis comunale di Reggio Calabria. Che ha ottenuto l’accreditamento quale Unità di raccolta fissa del sangue presso l’assessorato alla Sanità. E già si guarda al futuro, per esportare le buone prassi.

U

na due giorni di convivialità, incontri, scambi di idee. Una due giorni caratterizzata dalla voglia di migliorare sempre il proprio lavoro. O meglio, la propria missione. Tradizionale appuntamento con l’assemblea regionale Avis, tenutasi a Cosenza il 16 e 17 aprile. Quest’anno l’evento ha avuto come tema “La chiamata del Donatore: strumento di programmazione e di fidelizzazione”. Il primo giorno è stato dedicato alla discussione di una delle attività principali e di cui si occupa in prima battuta l’Avis: chiamare il donatore. Protagonista del dibattito è stata, più propriamente, la chiamata controllata, uno strumento utilissimo perché da un lato permette di controllare, appunto, il flusso delle donazioni scandendole temporalmente, al fine di evitare giorni “pieni” e altri “vuoti”, dall’altro costituisce un servizio personalizzato per il donatore che non solo così abbatte i tempi della donazione – già di per sé brevi e che si assottigliano ancor

ACCREDITATI In alto, nella pagina a fianco: il presidente Avis comunale Reggio Calabria Antonio Romeo con la targa ricevuta a Cosenza dell’accreditamento quale Unità di raccolta fissa di sangue 16 Avis insieme per cambiare

di più stando in buona compagnia – ma rendono maggiormente importante e consapevole il gesto che sta per compiere. A fare gli onori di casa Rocco Chiriano, il presidente dell’Avis Calabria. Il dottor Iannone, del Comitato Medico Scientifico Avis Regionale Calabria, ha illustrato una ricerca sociologicamente

La chiamata del donatore al centro dell’assemblea. Perché serve organizzare l’Avis e fornire un servizio personalizzato, accorciando i tempi della donazione.

rilevante sull’utilizzo che, già negli anni 50, dall’altro capo del mondo, la Croce Rossa statunitense aveva sperimentato di tale tipo di chiamata. Come ricorda il presidente dell’Avis comunale di Reggio Calabria Antonio Romeo «Anche se a qualsiasi latitudine dello Stivale si parla univocamente di solidarietà e di donazione del sangue, la realtà è invece segnata da esigenze diverse e da altrettanto diverse risposte che danno le persone». La solidarietà, infatti, non è uguale. Chi lavora o semplicemente gravita in questo ambito lo sa bene. Ci sono vari strumenti che, a esempio, funzionano altrove ma non nel nostro territorio e viceversa. È per questa ragione che il dialogo in casa Avis è senza dubbio il vero protagonista, perché è insieme che si cresce: dal confronto tra metodi e strumenti adottati in altre realtà, dando il buon esempio, ascoltando le esperienze altrui e traendo nuove idee da far attecchire in futuro anche nel nostro territorio.


al top Al termine dei lavori della prima giornata, anche una rappresentazione teatrale nella quale sono stati messi in scena episodi della storia di Cosenza, dei suoi personaggi e della sua cultura. La cultura e le radici sono certamente le basi imprescindibili su cui costruire il futuro. Tutto questo fa il paio col titolo della prossima assemblea generale Donare è cultura. Secondo giorno caratterizzato dagli adempimenti obbligatori. Oltre all’approvazione del bilancio dell’anno appena trascorso, spazio per relazionare e riflettere su quanto è stato fatto nel 2015, sugli impegni compiuti e gli obiettivi raggiunti ma anche su quanto si vorrà realizzare nel prossimo futuro. Ciò che però ha sicuramente lasciato il segno per l’Avis comunale di Reggio Calabria è stata la «commovente e gratificante» cerimonia, come la definisce il presidente Romeo, con cui è stata consegnata la targa che ha formalmente riconosciuto l’accreditamento

come Unità di Raccolta associativa fissa del sangue, presso l’Assessorato della Sanità. Tale prestigioso riconoscimento - consegnato dal presidente regionale Avis Chiriano - racchiude al suo interno tutti gli sforzi compiuti dall’Avis comunale Reggio Calabria fino ad oggi. Soddisfazione ancora maggiore se si pensa che in Calabria esistono solo quattro

Romeo: «Cerimonia commovente e gratificante. Sono racchiusi tutti gli sforzi profusi in questi anni». Progetti per il futuro? Esportare il sistema Calabria.

Unità di Raccolta fisse (le altre sono l’Avis Provinciale di Reggio Calabria insediata all’interno dell’Avis Comunale Gioia Tauro, l’Avis Comunale Cosenza e l’Avis Provinciale Catanzaro). Ed è proprio questo il Sistema Calabria, voluto dal presidente Chiriano e costituito da 3-4 punti fissi di unità di raccolta a cui si agganciano le altre unità territoriali, che ha permesso di abbattere i costi, di essere maggiormente efficiente e di costituire un modello per le altre regioni d’Italia. Sebbene magari più avanzate dal punto di vista della solidarietà e dell’associazionismo, alcune non hanno raggiunto la stessa efficienza. Gli obiettivi per il futuro sono tanti: ampliare la cultura della donazione, sensibilizzare soprattutto i giovani, arricchire il Sistema Calabria con un numero sempre maggiore di unità dislocate sul territorio. Per una volta la nostra regione porta a sistema un modello da esportare. Un grande successo dell’Avis Calabria. Maria Vittoria Comi

OLANDA LA GIORNATA MONDIALE DEL DONATORE Quale modo migliore di festeggiare le generosità e l’altruismo dei donatori di tutto il mondo se non quello di istituire una festa per ringraziarli? Anche quest’anno il 14 Giugno verrà celebrata la Giornata mondiale del donatore di sangue, che si terrà ad Amsterdam, in Olanda. Lo slogan dell’appuntamento: Blood connect us all, ovvero Il Sangue ci mette tutti in relazione, proprio per evidenziare il rapporto di condivisione che si crea tra donatore e paziente. Per chiarire meglio il concetto è stato adottato anche lo slogan Share life, give blood (condividi la vita, dona il sangue), per sottolineare il ruolo che il sistema delle donazioni di sangue gioca nell’incoraggiare le persone a prendersi cura del prossimo. Non solo ringraziamenti però: obiettivo della giornata è raccontare le storie delle persone che hanno avuto salva la vita grazie alle donazioni. Per motivare i già donatori a continuare e spingere coloro che ancora non lo sono a compiere un gesto generoso. Necessario focalizzare l’attenzione di chi parteciperà all’evento su quanto la donazione e la trasfusione di sangue salvino ogni anno migliaia di vite. Dati alla mano, riguarda tutto il mondo. (marco chirico)

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dino dessì 20 anni in avis Intervista a Dino Dessì, punto di riferimento della Comunale di Reggio Calabria. Il suo impegno è iniziato nel 1996, con una donazione di sangue. E continua oggi. Con nuove responsabilità.

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volte essere zero nella vita può essere molto importante. Se questo zero è anche negativo puoi ritrovarti in una sede Avis una mattina, improvvisamente. Ed essere catapultato in un mondo sconosciuto e bellissimo. È la storia di Dino Dessì, un uomo «sugli anta» come dice cercando nascondere gli anni. Sono venti (e non li nasconde affatto) gli anni che Dino ha dedicato all’associazione volontari del sangue. Da quel giorno, in cui tutto è iniziato per caso. Era il 1996. «Mi chiamò Paolo, un caro amico, dicendomi che c’era bisogno di una donazione col mio gruppo sanguigno, raro». Lo zero negativo appunto. E tu ti si è fatto trovare pronto a quella prima chiamata? «Ma pensando che fosse anche l’ultima. Cioè io avevo fatto il mio dovere e pensavo finisse tutto lì». E invece…. «Al 91esimo giorno esatto arrivò una seconda chiamata».

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E poi una terza e una quarta. Sempre l’Avis dall’altra parte del telefono. Sempre il suo amico Paolo che, pronto per partire e lasciare l’Italia, gli consigliò di inserirsi in maniera più coinvolgente all’interno dell’Avis comunale di Reggio Calabria. Arrivò così il primo incarico. «Dovevo fare le chiamate ai donatori». Pesante? «Macché. All’epoca c’erano 150 donatori e facevamo al massimo 500 prelievi l’anno. Oggi siamo a 5mila donatori». Pronto sono Dino dell’Avis, dicevi così? «Erano le prime telefonate sui cellulari - ancora non appariva il numero del chiamante - e una ragazza mi rispose “Amore” pensando fosse il suo fidanzato a chiamarla!». Anche questo in Avis è amore, amore per gli altri, gratuito. «Sapessi quante cose sono cambiate in questi venti anni». Racconta. «Ho avuto il privilegio di essere testimone di numerosi cambia-


«Una volta chiamai una ragazza per ricordarle di donare. Lei rispose al telefono con “Amore!”. Aspettava la telefonata del suo fidanzato e ancora non compariva il numero del chiamante. I donatori? Li ricordo per gruppo sanguigno, ma non riesco a memorizzare tutti i volti» menti all’interno dell’associazione. Prima il periodo Comi-Enzo Romeo in cui si agiva senza tante regole. Poi la prima grande rivoluzione con Mimmo Nisticò». Cambiamenti epocali? «Mimmo per me è come un secondo padre. Ha costruito un’organizzazione efficiente nei suoi anni di presidenza: frequenza nelle telefonate, attenzione e cura del donatore». Tutti valori che hanno portato l’Avis comunale di Reggio Calabria agli attuali livelli. «Adesso è tutto nuovo, l’accreditamento quale Unità fissa di raccolta di sangue ci ha di fatto equiparati a un laboratorio di analisi. Dobbiamo essere precisi e scrupolosi. E a me, in questa fase sotto la presidenza di Antonio Romeo, è toccato un ruolo di forte responsabilità». Ovvero? «Sono il responsabile della qualità. In pratica devo seguire tutto, avere a che fare con una ventina di persone al giorno perché

mi occupo quotidianamente di controllare che le procedure imposte dai protocolli vengano rispettate». Tutto questo impegno non ti ha fatto perdere il sorriso. Buon segno... «Per me l’Avis è casa, passo qui dentro più tempo che con chiunque altro. Non c’è un badge da strisciare». Sei soddisfatto di questi primi venti anni in Avis? «Ci penso ogni volta che un ragazzo, soprattutto a scuola, dona per la prima volta. Ecco vedere quella soddisfazione mi riempie di allegria». Non dirmi che ti ricordi tutti i donatori che sono passati dall’Avis in questi anni? «Quando entro al supermercato capita che incontro persone e mi salutano. Ammetto che non riesco a ricordarmi di tutti, sono davvero troppi. Li conosco per gruppo sanguigno, nella mia memoria li ho salvati così. Nome, cognome e gruppo sanguigno». Sergio Conti Avis insieme per cambiare

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studenti modello Si moltiplicano le esperienze di generosità da parte degli studenti delle scuole di Reggio Calabria. E c’è chi ha vinto la paura dell’ago.

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hiara aveva paura dell’ago, una fobia che coinvolge moltissimi ragazzi e adulti. Eppure per donare il sangue si è fatta forza e ha buttato il cuore oltre l’ostacolo e oltre le sue paure. La storia (e la felicità) di Chiara del liceo scientifico “L. da Vinci” di Reggio Calabria è quella di molti studenti che si affacciano per la prima volta al mondo della donazione con Avis. Così anche Francesco, della 5 A dell’istituto “Righi”: «Pensavo peggio, avevo paura degli aghi una volta ma evidentemente è superata». La classe 5 G del liceo “Volta” ha addirittura donato in maniera compatta. Chi per

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la prima, chi per la seconda volta. Tutti raccontano di un’esperienza bellissima, da consigliare ai propri coetanei. Con la pioggia, con il sole, sempre con grande entusiasmo, i volontari dell’Avis accompagnano gli studenti delle scuole superiori di Reggio nella loro prima donazione. A qualcuno viene chiesto di dare una testimonianza su www.iamu. it. Altri con l’immancabile cornetto e caffè o succo di frutta recuperano in fretta e già pensano alle attività da svolgere nel pomeriggio. Domenico della 5 B dell’Istituto “Fermi-Boccioni” ha

avuto l’incoraggiamento del padre donatore e appena ha compiuto 18 anni ha scelto di compiere anche lui questo gesto. Sono davvero in tanti che seguono le orme di altri familiari. «Donare ci fa andare a letto con il sorriso» ha raccontato Giulia del liceo classico, che ammette anche di aver perso sei ore (pesanti) di scuola grazie all’autoemoteca. «C’era un po’ di paura all’inizio - ha detto Carlo, anche lui studente di quinto al liceo classico di Reggio – ma bisognava farlo per il prossimo. L’invito a donare è per tutti, non costa nulla e non fa nemmeno male». Ci vediamo a giugno, adesso. La promessa è di passare dalla sede Avis di piazza Garibaldi tra una prova e l’altra degli esami di maturità.


3perdomande diego geria* Quanti anni fa è iniziata la tua avventura in Avis? Sono diventato donatore a 18 anni, proprio tra i banchi di scuola. Ci hanno invitato, insieme ad alcuni miei compagni, ad effettuare una donazione di sangue per un paziente ricoverato presso gli Ospedali Riuniti. Era il lontano 1978.

Scuola e donazione: connubio che funziona? Siamo stati letteralmente “trascinati” dentro le scuole grazie all’intesa col MIUR. L’impegno è di effettuare attività volte alla conoscenza e divulgazione della cultura della donazione e dei valori costituzionali. Solo a Reggio Calabria la nostra autoemoteca è riuscita ad effettuare, in quasi tutti gli istituti superiori, ben due raccolte di sangue e anche presso le varie scuole della Provincia le autoemoteche sono molto impegnate negli istituti scolastici. Inoltre quest’anno, sempre col Ministero della pubblica istruzione, stiamo portando avanti due progetti: A Scuola di ben-essere e di solidarietà con 14 scuole della nostra provincia e Mitico Aspromonte con l’Istituto Comprensivo di S. Eufemia, Sinopoli, Melicuccà alla scoperta del nostro fantastico territorio. Quest’ultimo progetto è stato avviato a seguito della sottoscrizione di un protocollo d’ intesa firmato dalla scuola, dal Parco nazionale d’Aspromonte, dai sindaci dei tre comuni e dall’Avis provinciale reggina.

Contento dei risultati? Direi proprio di sì. Penso che l’Avis stia vivendo un bellissimo presente perché è una grande famiglia costituita da più di due milioni di donatori. Mi piace definirlo “un mondo di valori”. Sicuramente non mancano le difficoltà, ma gli avisini sono positivi, laboriosi, inarrestabili e, quindi, capaci di costruire un radioso futuro. In primis i ragazzi delle scuole con il loro entusiasmo ci spingono a fare sempre di più facendo “del loro meglio”.

*

Diego Geria, 56 anni, è il responsabile del settore Scuola nell’Avis provinciale di Reggio Calabria e vicepresidente dell’Avis comunale reggina. È papà di due figli, Gianfranco e Alessandra, avvocato e docente di diritto ed economia presso l’Istituto tecnico economico “Raffaele Piria” di Reggio Calabria.

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pezzi di storia

Mimmo Nisticò racconta episodi della storia dell’associazione nella città di Reggio Calabria. Dalle prime autoemoteche alla nuova sede ottenuta nel 2014.

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ianco e nero. Le prime foto di questa storia stupenda risalgono alla metà degli anni 50 del secolo scorso. Sono istantanee bellissime, che danno il senso del tempo che è passato, ma anche dello straordinario lavoro svolto incessantemente al fianco di chi ne aveva bisogno. L’Avis comunale di Reggio Calabria è nata nel 1954. È avvenuto tutto su impulso e per intuizione di una donna, la contessa Evelina Plutino Giuffrè (a cui è intitolata la nostra sede). Una donna di elette qualità che ha capito l’importanza della donazione del sangue e, con amore e dedizione, l’ha instancabilmente promossa con la preziosa collaborazione dell’indimenticabile Rosa Leone. Sin dalla data di fondazione l’Avis reggina ha dovuto preoccuparsi di reperire, ma anche di analizzare e distribuire il sangue quando ancora lo Stato italiano non si era nemmeno posto il problema: i centri trasfusionali, infatti, sono nati

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Alcune foto storiche dell’archivio Avis di Reggio Calabria. Qui sopra, l’autoemoteca sul corso Garibaldi nel 1963. Sotto, Mimmo Nisticò, presidente Avis Reggio Calabria dal ‘96 al 2002 e dal 2005 al 2013. Nell’altra pagina, in alto, gli studenti dell’istituto “Panella” durante una raccolta con l’autoemoteca. Al centro, la contessa Evelina Plutino Giuffrè col presidente nazionale Avis Formentano. In basso, la seconda versione dell’autoemoteca (anni 80)

nel 1967! In questi anni di attività sul nostro territorio, l’associazione volontari del sangue ha dovuto superare difficoltà di ogni ordine. Malgrado ciò essa, che è la primogenita in Calabria, non è mai venuta meno ai suoi impegni di servizio. Da sempre ha sviluppato la

medicina preventiva, prima gestendo un proprio centro trasfusionale e, dal 1995, grazie all’intelligenza e alla capacità manageriale del dott. Giuseppe Costantino, direttore dell’Azienda Ospedaliera dell’epoca, il quale ha attivato la collaborazione tra l’Avis e l’ente pubblico, richiesta da ben 30 anni, tramite i sanitari del S.I.T. che di volta in volta prima di ogni donazione accertavano in modo rigoroso lo stato di salute di ogni donatore. Grazie a questa collaborazione si sono raggiunti risultati sempre migliori. Oltre ai risultati, ci fa ben sperare anche il notevole abbassamento dell’età media dei donatori, grazie al sempre crescente numero di studenti e neo diciottenni che si avvicinano per la prima volta alla donazione del sangue. Il tutto sta accadendo grazie a una incessante attività nelle scuole dell’autoemoteca, sottolineata da alcune foto storiche che trovate a corredo di questo articolo. La metamorfosi che è avvenuta nell’Avis non riguarda solamente il ricambio


generazionale, ma anche e soprattutto, il consapevole e progressivo passaggio da un volontariato “passivo” (ovvero dalla donazione pura e semplice) a uno “attivo”, caratterizzato dalla partecipazione in varia misura alla vita associativa. Da più parti all’interno della nostra associazione si è capito che la professionalità è necessaria anche nel volontariato Avis per il raggiungimento dell’autosufficienza sul piano qualitativo oltre che quantitativo. Infatti l’Avis comunale di Reggio Calabria dal 2010 ha ottenuto la certificazione di qualità e sempre dal 2010, in ottemperanza alla nuova legislatura,

ottimismo attivo hanno perseguito pervicacemente i fini dell’Avis. È ovvio – ma va tuttavia sottolineato – che tutto quello che si è fatto e quello che certamente si farà nel prossimo futuro non si sarebbe potuto concretizzare senza l’apporto di migliaia di donatori che, con maturo senso civico, hanno donato e donano il loro sangue. Dal 2014 abbiamo lasciato la sede storica di Corso Garibaldi 404 per spostarci al civico 585 sempre di Corso Garibaldi, di fronte alla piazza della stazione centrale. Tutto è cambiato, ancora una volta. Adesso c’è una sede confortevole e rispondente in pieno ai requisiti imposti dalla nuova normativa. La nuova sede ha già ottenuto le necessarie autorizzazioni sanitarie dai vari organi preposti, Regione Calabria e

Ministero della salute (Centro Nazionale Sangue). Tanti sono anche i complimenti che abbiamo ricevuto dagli addetti ai lavori per l’organizzazione, la professionalità e la struttura. Un autentico fiore all’occhiello, tra i più bei centri di tutta l’Italia meridionale. A ripensare a quanta strada è stata percorsa da quelle prime foto in bianco e nero è forte la soddisfazione. Sapendo che si tratta di una strada che continua, sulle gambe e con l’impegno di sempre nuovi attori. E con le foto a colori, magari scattate con un telefonino. Il bello di questa storia è che l’Avis comunale di Reggio Calabria è una realtà. Presente, come lo è stata nel passato che abbiamo raccontato. Come lo sarà nel futuro che è ancora tutto da scrivere. [continua]

l’Avis gestisce un centro di raccolta con propri medici ed infermieri. Ma non c’è soltanto lo straordinario contributo a supporto del servizio sanitario all’interno della mission di Avis: importantissima è anche l’azione di carattere promozionale e sociale svolta sul territorio, che porta a raggiungere tutti i ceti sociali sia in città ed in provincia. L’azione trainante della nostra sezione comunale ha permesso di superare ostacoli di varia natura che nella nostra città bloccavano il cammino delle donazioni del sangue verso l’autosufficienza. Le idee, infatti, camminano sulle gambe degli uomini. E gli uomini che si sono succeduti nella responsabilità di presidente col loro Avis insieme per cambiare

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02 Avis insieme per cambiare  

Magazine n. 2

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