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AUTORAMA

Settimanale d’informazione e cultura del mondo dei motori

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n.635 / 9 Novembre 2015

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PEUGEOT 308 GTi

CHE CATTIVA...

272 CV, DIFFERENZIALE TORSEN E ASSETTO RIVISTO DA PEUGEOT SPORT: PROPRIO UNA BRUTTA CLIENTE PER LE ALTRE SPORTIVE COMPATTE

LA DS4 RADDOPPIA

E ORA CROSSBACK LA COUPÈ A CINQUE PORTE FRANCESE AMPLIA L’OFFERTA CON UNA VERSIONE CHE SA DI SUV


NEWS

2 AUTORAMA 9 NOVEMBRE 2015

9 NOVEMBRE 2015

ANCHE LA MERCEDES GL CAMBIA MUSO E NOME DIVENTANDO GLS

AVVICINAMENTO TRA FAMIGLIA AGNELLI E AUDI PER MERITO DELLA DUCATI Lapo Elkann, nipote di Gianni Agnelli, con la sua azienda Italia Independent, ha siglato un accordo con Ducati Motor Holding, controllata da Audi. L’obiettivo della collaborazione, per il momento di durata triennale, è quello di valorizzare il Made in Italy. Un’intesa significativa che farà il suo debutto ufficiale in dicembre a Miami, negli Stati Uniti, nel corso di un evento inserito in Art Basel, quando verranno presentati i primi prodotti frutto dell’intesa. Ma l’iniziativa è interessante soprattutto perché avvicina la famiglia che controlla FCA al gruppo VW. La partnership prevede “lo sviluppo sinergico di prodotti nei rispettivi settori di eccellenza”. L’oggetto della prima collaborazione è Scrambler, un brand creato per “interpretare i valori dell’iconica motocicletta degli Anni ’70, nata negli Stati Uniti e subito affermatasi come un successo

L’offensiva suv di Mercedes si completa con l’ammiraglia GLS. Occorre prendere un po’ di confidenza con la nuova nomenclatura, ma poi le sigle risultano più chiare che in passato. Le grandi famiglie sono cinque (A, B, C, E e S) e premettendo la radice GL si identificano le versioni suv. Ecco dunque la GLA, la GLC, la GLE e adesso anche la GLS, la più grande, 5,13 metri di lunghezza (per la GLB c’è ancora tempo). Sette posti, connubio tra esclusività e comfort, dinamismo e sicurezza ai massimi livelli. Rispetto alla “vecchia” GL, la GLS offre maggiore efficienza nei propulsori, programmi di marcia ampliati, l’ultima evoluzione delle sospensioni pneumatiche Airmatic con il sistema di sospensioni attive ADS perfezionato, il cambio automatico a 9 marce 9G-Tronic, moderni sistemi di

assistenza alla guida e una telematica aggiornata. All’esterno cambia soprattutto cambia il design del frontale, ma elementi di novità si trovano anche in coda nell’area del paraurti e dei proiettori. All’interno ci sono una nuova organizzazione della plancia con il Media Display parzialmente integrato, il nuovo volante multifunzione a tre razze, la console modificata e provvista di touchpad, e nuovi allestimenti. Al top della gamma troviamo l’AMG GLS 63 4MATIC da 585 CV, autotelaio realizzato ad hoc e cambio 7G-Tronic Speedshift Plus AMG perfezionato. A gestire la marcia sono presenti di serie i programmi Dynamic Select AMG e la trazione integrale Performance AMG sbilanciata sull’asse posteriore. La commercializzazione partirà in primavera 2016: prezzi da 63.000 a 114.000 euro.

AUTORAMA N. 635 / 9 Novembre 2015

DIRETTORE RESPONSABILE Cristina Altieri cristina.altieri@hubcomunicazione.it DIRETTORE EDITORIALE Saverio Villa saverio.villa@hubcomunicazione.it CONSULENTE DI DIREZIONE Paolo Altieri

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PAOLO ALTIERI

ANDREA RAPELLI

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MATTIA ECCHELI

MA IN USA CI SONO PROBLEMI DI AIRBAG “Grane americane” anche per Mercedes, che ha annunciato una campagna di richiamo che riguarda 126.000 vetture. La ragione è un possibile problema al sistema di controllo degli airbag che potrebbe far “esplodere” i cuscini salvavita senza ragione o - difficile stabilire cosa è peggio - non farli scoppiare in caso di collisione. La casa di Stoccarda ha avvisato le autorità del richiamo che riguarda alcuni esemplari delle Classi C e GLK. Nello specifico, i modelli sono le C300, C350 e C63 prodotte tra il 2008 e il 2009 e le GLK 350 4Matic del 2010. Entro la fine dell’anno i proprietari verranno avvisati e, se necessario, verrà sostituita la centralina di gestione. Anche su analoghi modelli venduti in altri mercati sono stati riscontrati gli stessi problemi agli airbag, ma per il momento Mercedes non ha fornito ulteriori dettagli né sul numero dei veicoli coinvolti, né su quali Paesi siano interessati oltre agli Usa.

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mondiale”. «Sono felice di quest’unione nata nel segno dell’eccellenza, stilistica e tecnologica, tra due aziende che hanno in comune tanti valori, un forte rispetto della tradizione e la voglia di guardare al futuro - ha commentato Lapo Elkann - due mondi diversi ma non lontani come potrebbe sembrare, che si sono avvicinati attorno alla creazione di prodotti creati e concepiti in Italia, con un respiro globale». «Stile, design, innovazione uniti ad una maniacale attenzione ai dettagli accomunano Ducati a Italia Independent. Su queste basi miriamo a realizzare prodotti che possano offrire ai nostri rispettivi clienti un’esperienza unica» ha aggiunto Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati. In tutto questo, però, per sapere che cosa verrà offerto con il marchio Scrambler bisognerà ancora da pazientare.

CRASH TEST EURO NCAP: STAVOLTA L’APPLAUSO VA A HONDA E AUDI

Honda in “carrozza” nella più recente tornata di crash test condotti dall’EuroNcap. La crossover HR-V e la Jazz, hanno ottenuto il massimo dei voti, cioè le 5 stelle. Anche Audi A4, la best seller della Casa di Ingolstadt, che proprio in questi giorni sta arrivando nelle concessionarie italiane, ha ottenuto i voti massimi. VW Caddy, il van disponibile anche in versione furgone, si

è invece fermato a 4 stelle. La migliore delle due Honda sul fronte della sicurezza è risultata Jazz, che ha conquistato il 93% per la protezione degli adulti nel crash test (punteggio più alto in assoluto della sessione), l’85% per quella dei bambini, il 73% per quella dei pedoni e il 71% per i sistemi di sicurezza. Audi A4 ha primeggiato nella tutela

di bambini (87%: uno dei valori più alti in assoluto tra quelli assegnati nel corso del 2015), per quella dei pedoni (75%) e per i sistemi di sicurezza (75%). Ma per questi ultimi la Volvo XC90 resta praticamente irraggiungibile con il suo 100%. Il dato più lusinghiero per il Caddy è quello per la protezione degli adulti: 84%, di poco sotto Honda HR-V.

MENO INCIDENTI MA PIÙ VITTIME TRA PEDONI E CICLISTI L’Italia è in piena media europea per il calo delle vittime e per l’obiettivo Ue di dimezzare il numero dei morti tra il 2010 e il 2020. Nel dettaglio, l’Italia ottiene il -17,8%, contro il -18% della media, nel periodo 20102014. Nella graduatoria sulla mortalità, con 55,6 morti per milione di abitanti, l’Italia è 15a in Europa e a pesare è soprattutto l’incremento della mortalità in città (+5,4%), dove si concentra il 75,5% degli incidenti e il 44,5% dei morti. I grandi Comuni con la più alta mortalità sono Messina (1,6 morti ogni 100 incidenti) e Catania (1,4), mentre i valori più bassi si registrano a Bari (0,3), Milano (0,4) e Genova (0,4). Altro dato inquietante è la crescita dei morti fra i pedoni (578, +4,9% rispetto al 2013) e i ciclisti (273, +8,8% rispetto al 2013). Tra le cause, al primo posto c’è la distrazione (21,4%); seguono velocità (17,3%) e distanza di sicurezza (13,4%), mentre in città è soprattutto la mancata osservanza di precedenze e semafori a causare incidenti (18,6%), seguita da distrazione (15,4%) e velocità (9,2%). «C’è l’urgenza di garantire l’utilizzo di almeno il 50% dei proventi delle multe per favorire mobilità e sicurezza in ambito urbano - ha dichiarto il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani - mentre anche gli autovelox nascosti sono inutili e i falsi cartelli che ne annunciano la presenza sono addirittura dannosi. ACI presenterà in proposito una proposta legislativa nella prossima Conferenza del Traffico e della Circolazione, il 18 novembre».


4 AUTORAMA 9 NOVEMBRE 2015

LaPROVA

DS4 Crossback BlueHDI 180 EAT6

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www.citroen.it/modelli/ds.html

CON CHI SE LA GIOCA*

VIDEO

DS4 da 22.600 euro AUDI A3 5p da 23.490 euro BMW SERIE 1 5p da 23.900 euro VOLVO V40 da 23.000 euro *PREZZI D’INGRESSO ALLA GAMMA

ALZA L’ASSETTO MA ANCHE IL TIRO

Rispetto alla serie precedente c’è un più pratico schermo tattile da 7 pollici che ha permesso di ridurre l’addensamento di comandi sulla plancia. L’interno fotografato è quello - optional - in pelle integrale

La nuova versione Crossback ha la distanza da terra aumentata di altri 30 mm per consentire un moderato fuoristrada ma su tutta la gamma aumentano i contenuti Angers (Francia) - La prima fase tangibile della separazione del marchio DS da quello Citroën è il trasferimento del nuovo family feeling anteriore sui modelli preesistenti. A marzo di quest’anno ha iniziato l’ammiraglia DS5, cioè la più in linea con le aspirazioni pre-

LA SCHEDA

DS4 CROSSBACK BLUEHDI 180

PREZZO

33.750 euro

ALIMENTAZIONE diesel, turbo MOTORE 4 cilindri in linea CILINDRATA 1.997 cc POTENZA 133 kW/181 CV COPPIA 400 Nm CAMBIO automatico a 6 marce TRAZIONE anteriore DIMENSIONI 4,28/1,81/1,56 metri VOLUME BAGAGLIAIO 385/1.021 litri 0/100 KM/H 8,6 secondi VELOCITÀ 217 km/h CONSUMO COMBINATO 4,4 l/100 km EMISSIONI CO2 115 g/km

mium del brand. Ora è la volta della DS4 e poi capiterà alla DS3 l’anno venturo. La famiglia DS4, però, registra anche un altro cambiamento importante: l’introduzione della versione Crossback, al sapore di suv, che affianca la berlina. O, se preferite, la coupé a cinque porte. La DS4 Crossback si distingue per l’assetto rialzato di 30 mm, alcune personalizzazioni di tipo fuoristradistico, i cerchi neri, le barre sul tetto e gli spoiler specifici. La trazione, invece, rimane sulle ruote anteriori. Per avere una Crossback, a parità di motore e allestimento occorrono 1.300 euro in più, ma la forbice tra le versioni di ingresso è molto più ampia: la berlina è disponibile negli allestimenti Chic, So Chic e Sport Chic e ha l’entry level collocato a 22.600 euro, mentre per la Crossback è previsto solo il più ricco Sport Chic,

La DS4 normale rimane in gamma: viene proposta anche con allestimenti più abbordabili e ha due motori preclusi alla Crossback: 210 CV a benzina e 150 CV diesel

La prima auto interamente nuova col marchio DS arriverà nel 2017. Nel 2016 anche la DS3 avrà il muso rinnovato

quindi comincia da 27.500 euro. Tutto questo testimonia quanto la DS creda nella bontà suo modello, dal momento che non ha timore di proporlo a prezzi analoghi a quelli delle leader del settore premium compact: Audi A3, Bmw Serie 1, Mercedes Classe A, VW Golf (che parte

molto più in basso col modello di richiamo ma che, con un allestimento e una motorizzazione in linea con le esigenze degli italiani) parte da circa 22 mila euro e Volvo V40. La gamma motori è composta dai turbobenzina 1.200 da 130 CV e 1.600 da 165 CV

e dai turbodiesel 1.600 da 120 CV e 2.000 da 181 CV. In più, solo per la berlina, c’è anche il 1.600 turbobenzina da 210 CV e il 2.000 turbodiesel da 150 CV. In Italia saranno i motori a gasolio a farla da padrone per oltre il 90% delle DS4 vendute e, nello specifico, sarà l’ottimo 1.600 da 120 CV ad essere più richiesto, mentre secondo la Casa, verrà preferita nella stragrande maggioranza dei casi la berlina nell’allestimento intermedio So Chic: una combinazione che comporta un prezzo di 25.650 euro (27.400 con cambio automatico). Ma con un posizionamento diverso, probabilmente, le

proporzioni cambierebbero, perché la Crossback ha un aspetto più intrigante ed in linea con le tendenze attuali. Muso e versione Crossback a parte, comunque la DS4 non è stata modificata nei concetti generali. È compatta (la lunghezza è di circa 4,3 metri), personale, realizzata con una cura superiore alla media del segmento C e può essere personalizzata fino a diventare opulenta se, ad esempio, si scelgono i rivestimenti integrali in pelle realizzati a mano (4.300 euro). Quanto a connettività, per la prima volta su una DS viene adottato il protocollo Apple Car Play per dialogare in modo naturale con gli iPhone,

PERCHÉ VALE LA PENA DI PENSARCI Perché è realizzata con parecchia attenzione e, sotto certi aspetti, anche con maggiore accuratezza rispetto alle avversarie più titolate. Rispetto alle quali ha anche un’immagine meno scontata

mentre per gli altri smartphone c’è comunque la funzione di mirroring. L’abitabilità è buona davanti e ragionevole dietro per due adulti, mentre rimangono le porte posteriori piuttosto piccole e con i cristalli fissi, che fanno tuttora discutere (ma il climatizzatore è di serie anche sull’allestimento base). Alla presentazione internazionale erano disponibili solo le DS4 Crossback col turbodiesel da 181 CV e la trasmissione automatica a 6 marce e le DS4 berlina col turbobenzina da 210 CV e il cambio manuale a 6 marce. Nel primo caso il motore è potente, pronto e silenzioso. Le prestazioni sono brillanti, ma l’assetto rialzato rende più percepibile il rollio e, soprattutto, lo sterzo perde una quota di sensibilità e richiede un po’ di abitudine. La DS4 berlina a benzina, invece, ha prestazioni quasi sportive ma anche sfruttabili sempre, grazie alla coppia massima raggiungibile a regimi da diesel. L’assetto è più rigoroso e, soprattutto, lo sterzo dà confidenza e permette di godersi a fondo la generosità del motore (che però ha la voce un po’ alta già intorno ai 130 km/h) e la compostezza delle reazioni. Saverio Villa (@saveriovilla)

DOPO LA PAURA PSA TORNA IN CORSA E PROMETTE 9 NOVITÀ NEL 2016 cumulato di 2 miliardi di euro nel periodo 2016/2018 e raggiungere un margine operativo del 2% nel 2018 per la divisione automobili, con l’obiettivo del 5% entro il 2023. Tutto questo, ovviamente, non può prescindere dal riposizionamento dei tre Marchi e dalla razionalizzazione delle gamme, dall’internazionalizzazione (ma per PSA il mercato cinese già è più importante di quello europeo) e dalla modernizzazione dele In occasione di un incontro fabbriche. E, per l’Europa, sono tenutosi a Misano la scorsa stati annunciati per il 2016 settimana, l’AD di PSA Italia, Olivier Mornet, ha annunciato che nove lanci: 3 per Citroën (il più importante sarà quello della il gruppo francese sta uscendo nuova C3), 4 per Peugeot (la dalla crisi bruciando le tappe seconda generazione della 3008, definite dal numero uno Carlos declinata in versione a 5 o 7 posti) Tavares: assicurare un free cash e 2 per DS (le DS3 berlina e cabrio flow positivo e ricorrente al più tardi nel 2016 e un free cash flow col nuovo family feeling anteriore.


6 AUTORAMA 9 NOVEMBRE 2015

LaPROVA

Peugeot 308 GTi 270 by Peugeot Sport

9 NOVEMBRE 2015

www.peugeot.it

LA SCHEDA

SOTTO, SOTTO C’È UN’ANIMA DA COUPÉ

308 GTi 270 by PEUGEOT SPORT

PREZZO

ALIMENTAZIONE benzina, turbo MOTORE 4 cilindri in linea CILINDRATA 1.598 cc POTENZA 200 kW/272 CV COPPIA 330 Nm CAMBIO manuale a 6 marce TRAZIONE anteriore DIMENSIONI 4,25/1,80/1,45 metri VOLUME BAGAGLIAIO 420/1.300 litri 0/100 KM/H 6,0 secondi VELOCITÀ 250 km/h CONSUMO COMBINATO 6,0 l/100 km/l EMISSIONI CO2 139 g/km

CON CHI SE LA GIOCA* PEUGEOT GTi da 32.650 euro FORD FOCUS ST da 33.000 euro SEAT LEON CUPRA da 32.430 euro VW GOLF R da 42.200 euro *PREZZI D’INGRESSO ALLA GAMMA

VIDEO

Il cambio è solo manuale. Dietro la leva c’è il tasto “sport” che incattivisce la tonalità di scarico e velocizza le risposte all’acceleratore

Le meccanica deriva direttamente da quella della “cattivissima” RCZ R, non più in produzione, quindi le prestazioni sono assolutamente di primo piano Porto (Portogallo) - Una vettura nata per correre, come la firma Peugeot Sport dichiara a gran voce. Rispetto alla 308 GT, dalla quale deriva, molto, moltissimo è stato ottimizzato in nome della sportività. Qualche esempio? I pistoni sono specifici, la presa d’aria ha dimensioni maggiorate per raffreddare meglio il motore, il telaio è stato ribassato di 12 mm, i cerchi da 19” montano pneumati-

ci Michelin Pilot Super Sport dal grip eccellente. Sul frontale il carattere è dato dal bordo cromato inferiore che ne sottolinea l’ampiezza, in coda ci pensano estrattore e doppio terminale di scarico. Nell’abitacolo sedili in pelle e alcantara con dicitura Peugeot Sport, cuciture rosse e loghi GTi ovunque e pedaliera in alluminio. Il motore è il 1.6 turbo ad iniezione diretta da 270 CV e 330 Nm di coppia della

PERCHÉ VALE LA PENA DI PENSARCI

La versione con potenza ridotta a 250 CV mette la GTi al riparo dal superbollo, che incide per 310 euro all’anno, e, in conseguenza di una dotazione tecnica leggermente meno sofisticata, fa risparmiare 2.500 euro all’acquisto all’acquisto

Perché ha un temperamento e prestazioni difficilmente riscontrabili su una berlina e, poi, perché ha la stessa costruzione accurata e la stessa versatilità di tutte le 308

35.150 euro

I sedili anteriori ideati dal reparto Peugeot Sport sono di serie solo sulla GTi col motore più potente

RCZ R, ma con lo stesso nome si chiama anche la versione soft da 250 CV. Per la più potente i numeri sono di tutto rispetto: rapporto peso/potenza di 4,46 kg/cv (la vettura pesa 1.205 kg), 0-100 in 6 secondi e velocità massima autolimitata a 250 km/h. La vettura è pronta ai bassi e sempre più brillante mano a mano che si sale di giri, con una propensione all’allungo impressionante e una generosità che pare non conoscere fine. Ma il piacere di guida non è dato solo dai cavalli, anzi su una trazione anteriore occorre gestire al meglio la potenza, se è notevole come in questo caso. Ecco quindi un differenziale Torsen a slittamento limitato che interviene trasferendo la trazione sulla ruota che perde aderenza. Questo significa che in curva parte della coppia, fino al 35%,

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viene consegnato alla ruota interna, e questo permette di dare gas in anticipo senza perdere motricità: l’auto tirerà verso l’interno della curva pennellandola alla perfezione. Nel misto strettissimo nessun problema a procedere a velocità sostenuta, il trasferimento del carico avviene sempre in modo preciso e la Peugeot 308 GTi sembra incapace di scomporsi. L’iCockpit con il volante di piccole dimensioni e il quadro strumenti in posizione rialzata dà una mano importante a tenere tutto sotto controllo. In pista, come è noto, si tartassano i freni, ma l’impianto è stato anch’esso migliorato e risulta potente ed efficace. Per massimizzare le prestazioni il consiglio è di premere il tasto “sport”: oltre a modificare le informazioni del computer di bordo, che darà da quel momento in poi un istantaneo resoconto sull’attività del motore, le risposte all’acceleratore diventano più rapide e il sound, già piuttosto emozionante, si fa ancora più coinvolgente. La nuova Peugeot 308 GTi è già disponibile ad un prezzo di 35.150 euro. La versione meno potente, che oltre ai venti cavalli toglie dal pacchetto anche il differenziale, i sedili Peugeot Sport e i cerchi da 19” (di serie ci sono quelli da 18) costa 32.650 euro. Cristina Altieri (&cristinaaltieri)

INTANTO LA PICCOLINA PUNTA SUL “FATTORE X” Deriva dall’auto utilizzata per X Factor, il reality musicale più famoso d’Italia, fin dalla fase preparatoria e che ora accompagna i dodici finalisti. Costa 13.850 euro ed è stata sviluppata partendo dalla versione berlina a cinque porte motorizzata dal “mille” a tre cilindri da 69 CV. Si distingue per il logo del talent show sulle porte anteriori e sul portellone che, oltretutto, appare anche come messaggio di benvenuto all’accensione

dello schermo tattile. È disponibile solo con verniciatura bicolore già inclusa nel prezzo. La dotazione di serie, comunque, offre tutto il desiderabile per una citycar: touchcreen da 7” con Mirror Screen, cerchi in lega diamantati “Thorren” da 15”, fendinebbia, volante e pomello del cambio in pelle, tappetini dedicati, ruotino di scorta, ESP con ripartitore elettronico di frenata, assistenza alla frenata d’emergenza sei airbag e la funzione hill assist.


Autorama - 9 novembre 2015  
Autorama - 9 novembre 2015  
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