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1984

Graffiti

FERRARI TESTAROSSA “Potenza brutale ma facilmente sfruttabile, linea fortemente aggressiva e ispirata ai prototipi del gruppo C”. Così veniva definita la Ferrari Testarossa sul numero 10 dell’ottobre del 1984 di AutoCapital. Oggi riproponiamo l’interessante articolo per la rubrica “Graffiti”, che tanto interesse suscita

Derivata dalla BB 512i, la Testarossa (nuova nel 1984) si differenziava per la sua linea grintosa di chiara origine corsaiola soprattutto nella fiancata, caratterizzata dall’arretramento delle vistose prese d’aria, che offrivano slancio a tutta la parte posteriore. Una Ferrari col motore di 5 litri e da 400 CV e in grado di raggiungere i 300 km/h non poteva passare inosservata all’occhio dei ferraristi, che, dopo la riedizione della GTO presentata a Ginevra, si aspettavano una nuova rossa. Marcello Minerbi ne dà una descrizione estremamente esaustiva nel pezzo che riproponiamo in questo numero di AutoCapital. Anche l’interno era molto apprezzato, in quanto offriva sensazioni di potenza e di sportività. Due posti, plancia rivestita in pelle scamosciata e la classica strumentazione Ferrari imparentata con quella delle auto da corsa. Il motore che la equipaggiava era un 12 cilindri boxer disposto longitudinalmente, derivato da quello della BB, ma più potente. Il cambio sistemato sotto il carter del motore, le sospensioni a ruote indipendenti, i freni autoventilanti sulle quattro ruote e carreggiate più larghe. Infine, cicliegina sulla torta, un peso contenuto in 1500 chilogrammi, cioè 3,75 per ogni CV di potenza.

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