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Esiste una supersportiva aperta più estrema? Che dà un’emozione forte anche da ferma? E figurarsi quando l’urlo del V12 si spande, trasformandosi nel ruggito della bestia feroce o nel grido che lacera. Il frutto proibito di un progetto coraggioso e audace e teso a collocare la Lamborghini Aventador LP 700-4 Roadster al vertice dell’esclusivo sodalizio delle supersportive scoperte. Nella Casa del Toro, a Sant’Agata Bolognese, si aggira ora questa nuova passione, che governa il piacere e regala l’entusiasmo del cielo aperto, riempiendo l’occhio di stupore e gratificando l’orecchio col suono della carica dei suoi 700 CV. Quale più esaustiva conferma della capacità costruttiva della Lamborghini si poteva avere per celebrare i cinquant’anni di attività e di successi della Casa del Toro? Non bastavano parole come 350 GT, Miura, Espada, Countach, Diablo, Murciélago, Reventón, Gallardo? Evidentemente no. L’Aventador Roadster è il risultato della voglia di perfezione tecnologica che caratterizza la filosofia della Casa di Sant’Agata Bolognese. Una magia, con quello speciale profilo della parte superiore che, a partire dal tetto fino al cofano motore, si sviluppa secondo linee geometriche innovative, essenziali, estreme. Il design fonde le prestazioni con lo stile, la fruibilità con un emozionante piacere. Una delle attrazioni della nuova Aventador Roadster è rappre-

sentata dal cofano che protegge il propulsore, dalla linea decisa, modellato dal rinforzo centrale e dai due esagoni trasparenti, messi lì come una corazza ipertecnologica per raffreddare il motore, per far defluire correttamente l’acqua piovana e per comunicare il fascino del V12. Il colpo d’occhio prende d’infilata il nero lucido del montante del parabrezza e dell’area del finestrino posteriore fino alle pinne. Il resto della vettura ospi-

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AutoCapital gennaio 2013  

Cover Story: Lamborghini Aventador LP 700-4 Roadster

AutoCapital gennaio 2013  

Cover Story: Lamborghini Aventador LP 700-4 Roadster

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