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Josepha Idem

NELLE PAGINE INTERNE: - BELLE INIZIATIVE E NOBILI INTENTI: Le attività del tempo libero per gli associati. - COME I CARTAGINESI APPRODAMMO AD OSTIA ANTICA: appunti sulla gita del 26 settembre - E IL NAUFRAGAR M’E’ DOLCE IN QUESTO MARE: le belle giornate di Torre Cintola - MANTENERSI IN FORMA DURANTE L’INVERNO: il prof. Marcello Faina da validi suggerimenti sul tema - INFLUENZA? NO GRAZIE: prevenzione del più banale ma noioso malanno di sempre - PALCOSCENICO: le rappresentazioni teatrali riservate ai nostri soci nel 2009 - RUBRICHE DI VARIO INTERESSE E SU VARI ARGOMENTI


LA PAROLA AL PRESIDENTE MENNA

Cari amici, eccomi di nuovo con voi dopo la pausa estiva. Mi auguro che abbiate passato delle buone e soprattutto delle tranquille vacanze. Per quanto riguarda la nostra Associazione, già dai primi di settembre l'ufficio di Segreteria, dopo la chiusura nel mese di agosto, ha ripreso a funzionare a pieno ritmo, con i nostri colleghi volontari pronti come sempre a soddisfare le esigenze di tutti i soci. Ogni giorno riceviamo decine di vostre telefonate (… ed anche qualche gradita visita), elementi questi che sono testimonianza tangibile di come l’APEC sia davvero il punto di riferimento di tutti pensionati CONI. Ormai superati i pesanti “scogli” che hanno caratterizzato lo scorso 2007 nonché i primi mesi di quest’anno (vedi i rimborsi IRPEF, il rinnovo dell’assicurazione sanitaria, le problematiche connesse all’offerta di capitalizzazione volontaria del Fondo CONI), nel periodo autunnale che abbiamo davanti, oltre a dar seguito all’esecuzione delle iniziative programmate per il 2008, stiamo gettando le basi per quelle che saranno le attività del prossimo anno. Sulle pagine di questo notiziario troverete comunque già le prime anticipazioni. Tra l'altro stiamo anche iniziando a preparare l'organizzazione della prossima Assemblea Annuale, che sarà un appuntamento davvero importante perché è quella elettiva, dalla quale dovrà uscire la nuova struttura dirigente dell’APEC. Vi dico subito che nell'ultimo Comitato Direttivo abbiamo già fissato la data del suo svolgimento: sarà l’11 marzo, presso la sede ormai per noi abituale dell'Aula Magna del Centro Giulio Onesti all'Acquacetosa. Non vi nascondo che sarebbe mio vivo desiderio poter registrare una adesione davvero numerosa a questa Assemblea: non solo per avere la possibilità di incontrarvi di persona e salutarvi ad uno ad uno, ma anche perché, a mio avviso il significato di questo appuntamento stavolta va oltre il mero adempimento previsto dallo Statuto, ma deve essere il momento ove tutti i pensionati del CONI, guardandosi davvero “negli occhi”, dovranno decidere quale potrà essere concretamente il futuro della nostra Associazione. Comunque questo tema sarà affrontato in modo più dettagliato sul numero del Notiziario che uscirà nel mese di dicembre: nel frattempo mi auguro che molti di voi segnino subito sulla propria agenda, magari “con la penna ad inchiostro rosso”, la data dell'11 marzo 2009, in modo da avere ben chiaro che per quella giornata non va fissato altro impegno che quello di partecipare all’Assemblea APEC. D’altronde all’evento mancano più di quattro mesi, e ognuno di noi ha tutto il tempo possibile per organizzare la sua presenza all’Acquacetosa. Mi auguro davvero che sarete in tanti ad accogliere il mio appello. A questo punto non mi resta che augurarvi la buona lettura di questo Notiziario, i cui contenuti, spero, possano incontrare la vostra attenzione.

Se ricordate, sulla copertina dello scorso numero, sopra la foto della scia verde-bianco-rossa lasciata in cielo dagli aerei delle Frecce Tricolori, riportavamo in evidenza la seguente didascalia: "in bocca al lupo Italia!". Era l’affettuoso incitamento che, a nome di tutti i suoi soci, l’APEC inviava agli atleti della squadra italiana che, proprio in quei giorni, erano in procinto di partecipare ai Giochi di Pechino. E gli azzurri non hanno tradito le nostre aspettative, riportando a casa 28 medaglie, di cui ben otto d’oro. Con un po’ più di fortuna probabilmente il bottino poteva essere più ricco, come più numerose potevano essere le medaglie dal metallo più pregiato. Ma dobbiamo essere egualmente orgogliosi della performance complessiva della spedizione italiana in Cina. Ed è per questo che, anche stavolta, dedichiamo la copertina in chiave azzurra, con un titolo significativo: “L’Italia che ci piace”. Qualcuno forse vedrà in questa affermazione una punta polemica verso ciò che accade nella vita quotidiana del nostro Paese: certamente non viviamo un

bel momento, ma rimanendo in chiave meramente sportiva pensiamo che nessuno può negare che l’Italia dello sport è e rimane davvero “il bel Paese”! Ma torniamo al discorso della copertina. Tra tutte le foto dei medagliati, abbiamo volutamente scelto quella della Josepha Idem, che nella sua specialità, i 500 metri K1, non ha vinto l’oro (ndr: lo ha solo sfiorato per appena 4 millesimi di secondo, che è un tempo infinitesimale, inferiore a quello di un battito di ciglia) ma ...solo la medaglia d’argento. Perché mai abbiamo optato per questa soluzione ignorando di fatto chi è salito sul podio più alto? Vi garantiamo che sulla nostra decisione poco ha influito il pur se logico imbarazzo della scelta legata al fatto che tutte ed otto le vittorie azzurre sono state favolose. Ma abbiamo optato per la soluzione “Josepha” per il grande significato simbolico che attribuiamo al risultato della Idem a Pechino: infatti, al di là del dato anagrafico relativo ai suoi 44 anni (una età che nello sport solitamente ti colloca d’ufficio nella categoria dei pensionati...) ci ha colpito la sua determinazione, la sua

volontà e la sua forza interiore. In canoa, ma anche a terra, l’azzurra ha dimostrato che l’avere 12, 15, o anche 19 anni in più rispetto alle avversarie (ndr: tanto più giovane era chi l’ha battuta sul traguardo, l’ucraina Osypenko) non rappresenta affatto un handicap. La sua è quindi una testimonianza importante di chi, malgrado l’avanzare degli anni, non intende arrendersi, perché convinto che in ogni fase della propria vita si può dare sempre qualcosa, agli altri ed a se stessi! Un insegnamento a cui noi tutti, che pensionati lo siamo davvero, dobbiamo far sempre riferimento, in barba ai tanti problemi, di qualsiasi natura, che troviamo ogni giorno sulla nostra strada. Inoltre abbiamo optato per la foto della Idem anche perché c’è piaciuta la sua dichiarazione resa ai giornalisti prima di salire sul podio: per lei l’Italia è “…un Paese dalle potenzialità incredibili”. Sentire questo da una tedesca (se pur solo di nascita) è molto confortante: per tutti noi italiani, classe politica compresa, può essere un ulteriore stimolo a rimboccarci le maniche e superare ogni crisi! Augusto Rosati


Le attività del “Tempo libero” non significano solo mero divertimento

Organizzare una gita, una visita ad un museo, o un torneo di golf non significa solo offrire ai soci opportunità di ricreazione e di svago. Queste iniziative hanno un significato più ampio: attivare quei processi di aggregazione, utili a rafforzare gli obiettivi culturali e sociali per i quali l’APEC è stata fondata trent’anni fa.

Come tutti sapete, ogni anno la nostra Associazione

assieme ad altri nuove esperienze, visitare luoghi programma una serie di appuntamenti ricreativi e ed ambienti che non si conoscono, e magari sopporculturali. Si tratta di una ventina di iniziative (una in tare senza tanti patemi anche qualche banale disapiù, una in meno poco importa) che sono distribuite gio (il ritardo di un treno o di un aereo, il maltemnell’arco dei dodici mesi. Al di là del fatto che que- po, anche una semplice emicrania), situazioni che sta attività rientra tra gli scopi istituzionali sanciti spesso, e non solo nell’età avanzata, diventano un dallo Statuto, concretamente l’azione dell’APEC in ostacolo difficile, quasi insormontabile, quando si pratica il cosiddetto “turismo fai da te”! Il secondo tale settore persegue due obiettivi principali. Il primo, più evidente, è quello di stimolare quanti obiettivo, strettamente connesso al primo, è quello più soci possibile a dedicarsi al proprio tempo libe- di favorire l’aggregazione di persone che in passaro con modalità diverse da quelle della routine to hanno condiviso esperienze professionali comuni quotidiana (ove spesso la televisione è l’elemento nel CONI, il che equivale a dire nel mondo dello prevalente): fare gite di gruppo, andare in vacan- sport. Questo, non solo per dare continua linfa alle za al mare o sulla neve, visitare una mostra o un antiche amicizie createsi tra colleghi ai tempi dell’museo, andare a teatro, sono attività che, se affron- attività lavorativa, ma anche e soprattutto (…e qui tate in modo autonomo, purtroppo con l’avanzare rientra in scena lo Statuto APEC), per mantenere vivi degli anni vengono vissute con una certa difficoltà in modo “collettivo”, e possibilmente anche in modo (…anche sul piano psicologico o quantomeno emoti- concreto, quei “valori”, quella “cultura” e quello vo). E’ molto più facile, certamente più rassicurante “spirito” che sono parte essenziale dello sport. e forse più coinvolgente aderire invece ad un viag(l’articolo prosegue nel box in basso di pag. 5) gio organizzato: infatti dà tranquillità condividere


A colloquio con i colleghi che si occupano di organizzare il tempo libero dei soci APEC

E’ la “formula magica” cui si ispirano coloro che gestiscono questo importante settore: pur se non sempre è facile trovare soluzioni che possano soddisfare le varie esigenze, ogni proposta realizzata riesce sempre ad essere apprezzata da tutti! Come accade probabilmente da sempre, i programmi del tempo libero dell’Associazione si sviluppano in pratica lungo tutto l’arco dell’anno: si parte (o si conclude, secondo da quale punto la si vuole vedere) dal classico appuntamento del Capodanno, bella occasione per festeggiare tutti insieme, nello spazio temporale di massimo 48 ore, l’anno nuovo che arriva. Poi da gennaio si entra nel vivo dell’attività. Ci sono le visite guidate per ammirare, con l’assistenza di un’esperta d’arte e di archeologia, le bellezze di Roma e dintorni; ci sono le rappresentazioni al Teatro Valle, al Teatro Italia e da quest’anno anche al Politeama Brancaccio; c’è la vacanza sulla neve, seguita dopo poco più di un mese dalla ormai consueta gita primaverile di quattro giorni; c’è la vacanza al mare a cavallo tra giugno e luglio, con dieci giorni sempre splendidi in località balneari di primissimo livello; ci sono le gite che si sviluppano nell’arco di una giornata, dalla mattina alla sera, in locali-

tà (tutte davvero belle!) distanti dalla Capitale non più di due ore di viaggio, peraltro effettuato su comodissimi pullman gran-turismo. Ci sono poi le attività sportive, da alcuni anni limitate ai soli corsi di golf (disciplina gradita da molti soci in modo crescente) e di nuoto; ed infine quelle più applicative rappresentate dai tornei di “burraco” o dai corsi di decoupage. Tutto ciò, come dicevamo in apertura, si svolge da sempre, anche se, bisogna riconoscerlo, i programmi di questi ultimi anni si propongono, rispetto al passato, più interessanti e vari, sia in termini di numero che di contenuto ed anche di qualità d’organizzazione. Forse è proprio per questo che le adesioni dei soci alle varie iniziative aumentano in modo significativo. Ma, vi siete mai chiesti quale “lavoro” ci sia dietro tutte le proposte finali che ci vengono offerte? Ne vogliamo parlare brevemente su questo numero autunnale del Notiziario, e lo facciamo proprio con coloro che rappresentano il motore

di queste iniziative: i colleghi del gruppo di lavoro “Tempo Libero”. Attualmente le persone coinvolte in questo settore (la cui lista nominativa è pubblicata a fianco), sono nove, tutti “volontari” come sempre sottolinea con orgoglio il presidente Menna, e come d’altronde lo sono tutti coloro che collaborano a vario titolo nell’APEC. Non crediate che il lavoro di questo gruppo sia semplice: impone particolare impegno e professionalità. Ed allora, con una chiacchierata collettiva assieme a loro esaminiamo “ad alta voce” i vari passaggi che devono essere affrontati in questa “missione”. Ed i nostri amici precisano subito: “La prima nostra preoccupazione è quella di scegliere iniziative che corrispondano a canoni ben precisi. Innanzitutto deve essere garantito l’accesso a tutti soci: non solo e non tanto per motivi economici, visto che la quota pro-capite di ogni proposta è abbastanza economica e ciò anche perché l’Associazione si fa carico di una buona parte delle spese generali.


Ma l’attenzione maggiore è finalizzata a far in modo di evitare vere e proprie “discriminazioni” che possono derivare da problemi fisici che spesso, ahimè, caratterizzano i soggetti d’età avanzata, oppure dal proporre situazioni di una certa “difficoltà” che, al di là dello stato di salute e dall’essere più o meno giovani, non possono essere alla portata di tutti i partecipanti. Ciò, si badi bene, non diminuisce l’interesse e la qualità delle varie iniziative, anche perché nell’ambito della regola base dell’”accessibilità”, facciamo poi in modo che molte proposte prevedano al loro interno anche “momenti” riservati ai più “attivi”. L’esempio più calzante può essere dato dalla “Settimana sulla neve”, al cui interno c’è sempre un “ventaglio” d’offerte destinate a soddisfare più esigenze possibili: può aderire chi è appassionato praticante dello sci (discesa o fondo, poco importa); chi ama solo fare delle belle passeggiate su sentieri non necessariamente impegnativi; ma anche chi preferisce un soggiorno “più statico” in montagna, magari solo per godersi un bel paesaggio, per respirare aria pura, e per farsi appassionanti partite a carte seduti sulle poltrone di un confortante chalet, magari gustandosi dolci e specialità del luogo! Insomma ce n’è per tutti i gusti!”. Giusto questo passaggio iniziale, quali sono le fasi successive? “Nel gruppo ci siamo divisi i compiti, ma non in maniera compartimentale, anzi siamo tutti intercambiabili. Per essere più produttivi, c’è chi lavoro su un progetto e chi su un altro. Poi arrivati a definire ogni singola iniziativa, facciamo una riunione collegiale per stilare (continua da pag. 3)

una bozza di programma che sia il più omogeneo possibile, anche in termini temporali, per dare possibilità ai soci di aderire sempre più numerosi a quante più proposte possibile. Quindi il tutto viene sottoposto al Consiglio Direttivo, che non solo entra nel merito dei contenuti, ma fa le opportune valutazioni economiche, assumendo i necessari impegni di spesa relativamente alle “quote contributo” riservate ad ogni attività. Una volta approvato il programma, si passa alla fase esecutiva. Da questo momento per tutti e nove inizia un lavoro ancora più gravoso, poiché dobbiamo dare attuazione pratica a ciascun progetto: curare la comunicazione e la promozione ai soci; gestire le prenotazioni curandone anche gli aspetti amministrativi; predisporre i viaggi; contattare alberghi, ristoranti e ditte di pullman definendone i particolari; ed ancora tanti altri piccoli e grandi “passaggi organizzativi. Insomma tutte incombenze che raccontate così, su due righe, sembrano nulla, ma che, potete crederci, comportano per ciascuno di noi un impegno temporale abbastanza rilevante.” Ma torniamo alla fase primaria della scelta delle iniziative. Con quale criterio procedete? “Innanzitutto vogliamo dar vita sempre a proposte originali rispetto a quelle svoltesi nelle passate stagioni, in modo da sollecitare il continuo interesse dei soci. Ogni tanto volutamente facciamo eccezione a questa logica, ma solo per le iniziative particolarmente impegnative, come ad esempio può esserlo la “vacanza al mare”.

PIGRIZIA E PAURE

In una recente ricerca psicosociologica realizzata da un noto istituto universitario italiano per conto di una grande azienda multinazionale di turismo operante anche nel nostro Paese, si afferma che la fantasia delle persone a programmare autonomamente il proprio tempo libero (ndr: “turismo fai da te” o attività culturali di vario genere) è pesantemente frenata da tre concause prevalenti, che sono: una certa innata pigrizia che aumenta col passare degli anni; il timore di affrontare esperienze e luoghi che si conoscono poco o per nulla; problemi di natura economica (oggi più che mai, considerata la crisi recessiva incombente) che spingono le persone a mettere in secondo ordine le spese superflue. Si evidenzia che tale studio, proprio perché riguardante la sola sfera psico-sociologica, non prende in considerazione situazioni di malattia o di salute precaria. Tornando agli esiti della ricerca viene fuori un quadro non molto felice, ove si registra, specie nella terza età, che lo stare seduti davanti alla televisione diventa l’attività prioritaria della giornata. E’ un dato certamente negativo, anche perché la qualità della maggior parte dei programmi in TV non (l’articolo prosegue a pag. 20) è che sia proprio eccezionale!

BELLE INIZIATIVE E NOBILI INTENTI

Badate bene, le nostre non sono espressioni retoriche, ma rappresentano un dato di fatto assodato ed inconfutabile, che trova conferma, ad esempio, quando ci si incontra tra ex colleghi. Fateci caso: forse in queste occasioni il tema centrale dei nostri discorsi è rappresentato sempre e solo dagli acciacchi fisici o dalle preoccupazioni quotidiane? Certamente no, mentre molto spesso il ritrovarsi diventa simpatica occasione per ricordare le nostre lontane esperienze professionali. E qui è importante sottolineare un aspetto: i nostri “amarcord” raramente ci portano a conclusioni sul tipo “si stava meglio prima” (ndr: sterile espressione di chi non è capace di fare nuove proposte), quanto il più delle volte diventano forieri di una criticità positiva, anche sul piano dell’attualità, che a nostro avviso ha una sua concreta validità in termini di vera e propria cultura sportiva. Ora, se si considera che lo Statuto dell’APEC prevede tra gli obiettivi da raggiungere quello di “promuovere, diffondere e sostenere l'affermazione dei reali valori dello Sport e l'ideale Olimpico, anche con iniziative culturali, manifestazioni e convegni”, ci chiediamo: si può sostenere che anche attraverso le iniziative del tempo libero la nostra Associazione adempie ai suoi impegni statutari che vanno oltre la sfera del mero divertimento? Ebbene, pur se qualcuno può adombrare forzature accademiche su una simile tesi, noi riteniamo che la risposta al quesito non può che essere positiva! (A.R.)


LA PRIMA GITA AUTUNNALE

di Annamaria Faccani

Il 26 settembre scorso, dopo oltre due ore di navigazione sul Tevere, 70 colleghi hanno raggiunto uno dei più bei siti archeologici del mondo, gli Scavi di Ostia, ove hanno potuto ammirare monumenti e fabbricati dalla bellezza indescrivibile. E’ stata l’ennesima occasione per passare in amicizia una bella giornata all’aria aperta, in un contesto storico e culturale di alto livello. Poi, secondo la migliore tradizione APEC, tutti al ristorante a Fiumicino per …una scorpacciata di pesce degna, per rimaner nel tema, dei fasti dell’Antica Roma! Finalmente

è arrivato il giorno della tanto attesa gita ad Ostia Antica. Diciamo subito in apertura che anche stavolta siamo stati assistiti da una situazione climatica meravigliosa, con un bel sole ed una temperatura davvero ideale, a conferma (…come suol dire, tra il serio ed il faceto, il nostro presidente Menna) della benevolenza dell'Altissimo nei riguardi di noi pensionati CONI, che , alla vigilia di una gita o di un viaggio, siamo sempre lì pronti a chiedere al buon Dio che ci riservi giornate di bel tempo. E per fortuna Lui a tutt’oggi non ha mai deluso le nostre istanze! Altra annotazione “pregiudiziale” è che sono stati in tanti ad iscriversi a questa gita, vuoi perché tradizionalmente la “prima uscita” post-estiva dell’APEC è una delle più partecipate dell’anno, vuoi per l’importanza del luogo che avremmo visitato, ma vuoi anche per il continuo martellamento promozionale che i colleghi responsabili della Sezione Tempo Libero hanno attuato, anche tramite le pagine di questo Notiziario, fin da diversi mesi precedenti tale appuntamento. E così lo scorso venerdì 26 settembre ci siamo trovati in più di settanta al ritrovo di partenza che ovviamente ero quello usuale presso il piazzale del Foro Italico. Stavolta nessun ritardatario, e questo ha consentito al pullman di partire all'ora fissata dal programma con la ...precisione di

un orologio svizzero, direzione l’Imbarcadero di Ponte Marconi. Vi chiederete: ma non si sta parlando della gita ad Ostia Antica? Ponte Marconi che “ci azzecca”? La risposta è semplice: per il viaggio d’andata il pullman stavolta fungeva da navetta (…un po’ come gli shuttle che negli aeroporti, dall’aerostazione ti accompagnano sin sotto l’aereo) perché il mezzo di trasporto ufficiale era nientepopodimenoche un simpaticissimo ed originale battello fluviale, che, lungo il Tevere, ci avrebbe portato fino all’attracco situato nel contesto degli scavi archeologici. Che la giornata sarebbe stata fortunata lo abbiamo capito sin dal primo momento, allorquando Giuseppe, il bravo autista del pullman, è riuscito a raggiungere in tempo esatto il luogo d'imbarco, nonostante il notevole traffico mattutino che, come tutti potete immaginare, si può incontrare nei giorni lavorativi a Roma! Navigare è sempre affascinante, e lo è stato anche stavolta, soprattutto perché le acque solcate dal battello erano appunto del Tevere, cioè del fiume della nostra Città Eterna, un “elemento” che da sempre convive con noi, ma, come spesso capita verso le cose di casa, forse troppo raramente prestiamo l'attenzione e l’ammirazione dovuta per quel suo modo di proporsi, calmo e maestoso, nel contesto del cuore di Roma.


Quante volte, in autobus o in macchina, ci passiamo a fianco, appunto sul Lungotevere, oppure attraversiamo uno dei suoi tanti ponti, e mai o quasi mai lo degniamo sguardo? Quasi sempre. Stavolta, invece, e per fortuna, ci è capitata l’occasione di viverlo in tutto il suo fascino e la sua bellezza! E così, saliti sul battello (…che per noi, in quel momento, non aveva certo nulla da invidiare alle più belle navi da crociera pubblicizzate in TV!), siamo stati subito fagocitati dall’attenzione e dall'entusiasmo di questo originale viaggio, ancor più sollecitati emotivamente dal simpatico comandante dell'imbarcazione, il quale, durante la navigazione, non ha mancato di darci informazioni dettagliate, in modo semplice ed esauriente, su quello che stavamo vedendo lungo il percorso e su quello che avremmo visto successivamente ad Ostia Antica. Dire che tutti siamo rimasti positivamente esterrefatti dallo sconosciuto e affascinante paesaggio che si è offerto ai nostri

occhi, è dir poco, visto che mai ci era capitato di pensare che una simile realtà ambientale potesse esistere appena fuori dalla nostra città: sponde rigogliose di verde, pioppi dalle chiome argentate, qualche ulivo, bellissimi aironi cinerini che, in volo hanno accompagnato noi naviganti con i loro gridolini di gioia. Così come abbiamo incontrato diverse famigliole di papere che si libravano tranquille sull’acqua, con i loro maschi (i “germani”) le cui piume propongono splendidi toni di colore azzurro e verde. Ma, a onor del vero, quello che ha più colpito tutti noi, è stato il fatto che, vista la qualità delle acque che stavamo solcando, abbiamo avuto la positiva conferma che il "biondo Tevere" esiste ancora (…o forse, grazie ad alcuni saggi interventi operati negli ultimi anni, è ritornato ad esistere come tale), e come sia appropriato questo appellativo col quale il fiume di Roma è conosciuto in tutto il mondo. (l’articolo prosegue alla pagina successiva)

UN PO’ DI STORIA

Perché nel titolo si accenna ai Cartaginesi? Nel 278 a.C. la flotta Cartaginese, autentica potenza navale dell’epoca, sotto il comando di Magone si ancorò nel porto di Ostia con ben 120 navi. Motivo formale dello sbarco era quello di aiutare i Romani, impegnati nell’estenuante guerra contro Pirro. In realtà più che un aiuto, quella presenza era da considerare una “forzatura” psicologica su Roma (il cui Senato, considerata l’eccessiva onerosità di quel conflitto a fronte di una scarsità di risultati, stava invece valutando l’opportunità di giungere alla pace col re dell’Epiro) a continuare invece le ostilità con i Greci. Cartagine infatti voleva accentuare i propri interessi sulle coste italiche e l’eventuale pace tra Roma e Pirro avrebbe frenato questa ambizione e di contro avrebbe favorito l’allargamento del potere greco sul Mediterraneo, in particolare in Sicilia.


(continua dalla pag. precedente) Insomma circa due ore e mezzo di navigazione fluviale, nel corso delle quali abbiamo potuto ammirare territori davvero incantevoli (oserei dire “insperati”, considerata l’esasperazione e lo sfasciume cui sono caratterizzati quasi tutti i centri urbani), che auspichiamo con tutto il cuore possano essere sempre tutelati e difesi dal pericolo costante dei disastri dell’inquinamento e dalle tante gravi storture della moderna società, purtroppo troppo disattenta, troppo sorda e soprattutto troppo noncurante a proteggere e valo-

rizzare il meraviglioso ambiente che ci circonda. Finalmente a mezzogiorno siamo arrivati all’attracco degli Scavi archeologici, ove ci attendevano due gentili signore incaricate a guidarci, con le loro interessanti informazioni, lungo i sentieri della magnifica città romana. Per ragioni organizzative, e per avere un rapporto più diretto con le guide, siamo stati suddivisi in due gruppi, e da lì è iniziato il percorso a ritroso nel tempo. Ritengo superfluo raccontarvi nel dettaglio ciò che abbiamo visto durante questa bella passeggiata, anche perché due ore e mezzo di cammino tra quei lunghi viali in pietra, pur se si sono rilevati faticosi per tanti di noi (…le strade romane in pietra saranno anche intrise di millenni di storia ma non sono molto comode, almeno per gente di una certa età…), certamente non sono sufficienti per poter ammirare tutte le bellezze che questo magnifico territorio sa proporre. Comunque per tutti noi la visita è stata abbastanza esauriente, quanto meno per po-

ter ammirare, magari solo per pochi minuti, i luoghi più comunemente conosciuti e pubblicizzati di Ostia Antica: mi riferisco al Teatro Romano, oggi ancora sede di rappresentazioni estive ad alto contenuto culturale; al Palazzo delle Corporazioni; al Capitolium; al Tempio di Roma e di Augusto; alle Terme di Nettuno; ed ancora, alla zona delle botteghe, alle varie abitazioni popolari o alle diverse case signorili, ancora maestose per la loro eleganza e la loro fattezza. E poi, dobbiamo dire grazie di cuore alle nostre brave accompagnatrici, che hanno saputo catturare da subito la nostra attenzione, con una simpatia ed una professionalità senza eguali: infatti sono riuscite a farci cogliere, quanto meno a livello emotivo, la sintesi di quella che per tanti secoli è stata la vita di un centro così importante, ed il cui porto rappresentava il punto di contatto primario di Roma verso il mondo. Conclusa la visita archeologica, il programma della gita avrebbe previsto altri due appuntamenti: il pranzo e quindi, prima di rientrare a Roma (stavolta solo con il pullman) una breve sosta al Borghetto Medievale di Ostia Antica, adiacente agli Scavi. Ma quando siamo usciti dai cancelli della città romana si erano fatte ormai le tre del pomeriggio, per cui si è optato di concludere con il solo pranzo la nostra bella giornata tutti insieme. Ed anche questo “finale” non è stato da meno rispetto a quanto avevamo potuto godere fino a quel momento. Infatti al Ristorante Amelindo, a Fiumicino, sul Lungomare della Salute siamo stati tutti protagonisti di una autentica “abbuffata” di pesce di primissima qualità. Il mio breve resoconto, che spero non vi abbia annoiato più di tanto, si conclude qui: comunque avrete tutti capito dalle mie parole che ancora una volta il Gruppo di Lavoro del Tempo Libero (stavolta con Roberto De Cesare nella veste di responsabile del coordinamento organizzativo dell’evento) ha saputo offrirci una proposta piacevole ed interessante. E dirgli grazie, quindi, è quantomeno doveroso! Annamaria Faccani


VACANZE A TORRE CINTOLA

Come sempre, per ogni iniziativa di tempo libero, siamo soliti pubblicare sulle pagine del Notiziario il reportage dei vari avvenimenti. Stavolta, attraverso il bel racconto di Luciana Accettala parliamo della Vacanza al Mare a Torre Cintola che si è svolta ad inizio estate. Ci auguriamo che la sua simpatica narrazione, dalla quale si coglie in modo evidente il piacere e la simpatia di vivere esperienze di svago con ex colleghi di lavoro, possa sollecitare altri soci ad aderire ai futuri programmi dell’APEC. Giovedì 26 giugno, Foro Italico, ore 8.30: si ripete la scena di sempre, allorquando c’è un raduno di soci APEC in procinto di partire per una gita, una visita guidata o un viaggio organizzato dall’Associazione per i suoi affiliati. Stavolta il gruppo che è in attesa del pullman ha come meta d’arrivo il villaggio di Torre Cintola, in Puglia, per l’annuale “vacanza al mare”, uno dei “fiori all’occhiello” proposti dal Gruppo di Lavoro per il Tempo Libero. Ad onor del vero il piazzale si era cominciato ad animare sin da qualche minuto prima delle otto, affollandosi man mano di gitanti (…tutti euforici, nessun escluso), ognuno con il proprio carico di valigie, trolley, borsoni, borse, beauty case. Alle 8.30 esatte, all’arrivo del pullman (un maestoso, elegante e confortevole “panoramico a due piani”), la check list dei partenti si è ormai chiusa da un bel pezzo. Poi, al momento dell’apertura delle porte dell’automezzo, allegria ed animazione sconfinano per qualche minuto nell’agitazione: è un fenomeno del tutto normale, quasi fisiologico, poiché da quel momento fino ai successivi 5 minuti è in atto la con-

sueta …“battaglia per il posto”, ove ognuno cerca di accaparrarsi il sedile migliore, secondo una logica individuale (…e per questo, per fortuna, diversa l’un l’altro) che tiene conto di una serie di valutazioni (…qualcuna anche un po’ strana) perché il viaggio possa essere il più gradevole possibile: entrano infatti in gioco la visuale, la posizione del bocchettone dell’aria climatizzata, l’essere davanti o dietro, a destra o sinistra, al centro o vicino al finestrino. E per taluni è importante anche capire chi è che gli siederà vicino. Poi, passati finalmente quegli istanti ove il savoir-faire sembra essere messo da una parte, ritorna la calma. E finalmente si parte! IL VIAGGIO Mentre il pullman comincia lentamente a muoversi, il presidente Menna (anch’egli come sempre graditissimo componente della comitiva), microfono in mano, rivolge il saluto e l’augurio di una buona vacanza a tutti i partecipanti, e poi conclude il suo breve intervento rivolgendosi agli autisti con un "noi non abbiamo fretta", gentile invito alla prudenza che trova l’unanime consenso dei presenti. Il viaggio è iniziato! (l’articolo prosegue alla pagina successiva)


(continua dalla pag. precedente) Tra

una chiacchiera con un collega che non si vedeva da anni, una sbirciata al finestrino, una partita a burraco, una sosta per il caffè o per il pranzo, il tempo fila via velocemente, così che ad un certo punto ci troviamo davanti ai cancelli del Villaggio di Torre Cintola. PRIME IMPRESSIONI Accolti con la consueta allegra cortesia dagli addetti alla Reception, in breve tempo ognuno di noi riceve le chiavi del bungalow assegnato. Tutto ci fa dire, come primo impatto, che il posto è davvero gradevole, sensazione che confermiamo allorquando, alla ricerca del nostro alloggio, ci incamminiamo lungo i vialetti ombreggiati, ognuno dei quali ha un romantico nome di fiore. Preso possesso della stanza, sistemati i bagagli, dopo pochi minuti entriamo, stavolta in modo concreto, nella dimensione della vacanza, che ognuno di noi avrà la possibilità di impostare come meglio vorrà, secondo le proprie abitudini e necessità, ed anche sulla base delle tan-

molto varia. Tutti gli ospiti (…noi compresi) fanno del loro meglio per non deludere lo chef: gironzolando fra un buffet ed un altro, ognuno ha la possibilità di riempire il piatto con tutto il possibile, dal pesce, alla carne, ai fritti di ogni genere, ai formaggi, a gustosissime insalate. NOI ED IL MARE Il mare è ovviamente il “pezzo forte” del Villaggio. Due le proposte: una è la zona scogliosa, parte integrante del complesso, riservata agli amanti della natura allo stato puro; l’altra è quella balneare, modello stabilimento attrezzato (con tanto di sabbia, ombrelloni, sdraio, assistenza e servizi vari) situata a non più di duemila metri dal centro alberghiero. Non è una grande distanza, anche perchè tra l’altro ci si arriva con una certa facilità con un bus navetta, la cui caratteristica prima è la puntualità cronometrica del servizio. In spiaggia, tra un bagno ed un altro, la mattinata scorre piacevolmente, incastonata dai quotidiani chiassosi “teatrini

scorci di Villaggio

te proposte che questo meraviglioso posto di mare sa offrirci. Da questo momento ci aspetteranno continue, gradevoli sorprese! L’entusiasmo sembra non mancare a nessuno di noi, sin da subito: infatti siamo appena arrivati e c’è già chi tra i più giovani (o forse solo tra i meno affaticati) affronta immediatamente il primo bagno in mare, o il primo tuffo nella bella piscina. Altri, più calmi (…ma anche più stanchi per il viaggio), in attesa dell’ora di cena, preferiscono pacatamente sedersi sulle comode poltrone della terrazza del bar, per sentire della buona musica dal vivo e godersi le performance di un bravo cantante-animatore. C’è poi l’impatto col ristorante, che si rivela immediatamente positivo. I cibi sono di prima qualità, e l’offerta di pietanze è davvero

commerciali”, con interprete l’ambulante di turno, vera e propria vittima sacrificale di tutte le signore, che fanno di tutto per mettere in crisi il povero diavolo! La “liturgia” è quella di sempre: l’esame della mercanzia in vendita, il confronto ed il consulto tra le presenti per verificare la bontà dell’acquisto, e poi la trattativa sul prezzo. Inizia così un tira e molla estenuante che quasi sempre vede soccombere il venditore, il quale, per accaparrarsi pochi euro, è costretto ad accettare offerte al limite dell’usura! AL VILLAGGIO Dopo il mare, il villaggio offre diverse proposte di tempo libero curate in modo efficace dallo staff di animazione: attività varie di genere sportivo (tiro con l'arco, partite di calcio e di pallavolo, tennis)


ma anche più propriamente ricreativo (gare di canto, gare di ballo, raccontare barzellette, recitazione brillante) a cui è difficile tirarsi indietro. A questo proposito debbo segnalare l’intraprendenza e la simpatia di diverse colleghe e colleghi dell’APEC che si sono rilevati bravi protagonisti di queste iniziative, riscuotendo consenso e ammirazione da parte degli altri ospiti del villaggio ed anche degli stessi animatori. NON SOLO VILLAGGIO Oltre alle proposte “interne”, nel corso dei dieci giorni di soggiorno abbiamo avuto la possibilità di fruire di offerte di divertimento e svago “extra”. In particolare mi riferisco alle interessanti escursioni in alcune belle località della Puglia: lo Zoo di Fasano, i Trulli di Alberobello, le misteriose Grotte di Castellana, la splendida Santa Maria di Leuca, la magnifica città di Lecce. Tutte gite ben organizzate a cui molti nostri soci hanno partecipato. LA VACANZA GIUNGE AL TERMINE. Tra una gara di ballo, un bagno in mare o in piscina ed una simpatica tombolata, i giorni passano velocemente e purtroppo un bel mattino ci si accorge che è arrivato il 6 luglio, fatidica data del rientro a Roma. Comprensibilmente il raduno di partenza è meno allegro e frizzante rispetto a quello di dieci giorni prima: dopo una prima colazione all'insegna della malinconia, e dopo aver ritirato il cestino da viaggio, tutti si ritrovano di nuovo riuniti attorno al pullman, destinazione la Capitale. C’è da evidenziare che stavolta la preoccupazione dei vacanzieri non è tanto la scelta del posto a sedere,

quanto di accertarsi che tutti i propri bagagli vengano caricati nel portellone dell’automezzo. Una volta a bordo ritorna però subito l’allegria, grazie anche ad una simpatica improvvisata da parte di alcuni ragazzi dello staff di animazione che per qualche minuto assalgono letteralmente il pullman per salutarci a modo loro, strappando a ciascuno di noi sorrisi spontanei e sinceri. Quindi, chiuse le porte, si parte. Il viaggio, così come all'andata, si svolge senza nessun inconveniente. Alle porte di Roma cominciano i saluti, gli arrivederci a presto, il darsi appuntamento per altri nuovi appuntamenti dell’Associazione. CONCLUSIONI Torre Cintola, con tutti i suoi annessi e connessi, oltre ad averci fatto vivere ore spensierate ed allegre che ci hanno tenuti lontani dai nostri problemi quotidiani, si è rivelata l’ennesima valida occasione per stimolare e cementare antiche amicizie maturate tanti anni fa tra le mura dei vari uffici CONI, ai tempi del nostro periodo lavorativo. Una vera e propria “missione” questa che trova in prima linea il presidente Menna e tutto il gruppo dirigente dell’APEC, che da sempre stanno operando perché la nostra Associazione possa rafforzare in ogni sua iniziativa questa bella realtà, che ci invidiano in molti. Per finire, consentitemi un caloroso plauso alle colleghe ed ai colleghi che hanno organizzato questa bella vacanza rendendoci gradevole ogni momento del nostro soggiorno. Arrivederci alla prossima avventura! Luciana Accettolla

...arrivederci all’anno prossimo!


Considerate le ottime performance della squadra italiana a Pechino, avevamo pensato di dedicare su questo Notiziario delle “pagine speciali” per parlare degli atleti azzurri. Poi, anche per problemi di spazio, abbiamo invece optato per una soluzione più concentrata, pubblicando solo poche foto di alcuni nostri “eroi olimpici”. Ciò non toglie che la nostra ammirazione, il nostro affetto ed il ringraziamento nei riguardi di tutta la delegazione azzurra in terra di Cina sia davvero grande. Grazie di cuore, ragazzi!


Margherita Granbassi

Alessia Filippi

Alessandra Sensini

Davide Rebellin

Elisa Ghiraudo

Alex Schwather

Scaduto e Facchin Clemente Russo

Mauro Sarmento Diego Romero

la squadra azzurra di ginnastica ritmica


ECONOMIA

FISCO

Ad affermarlo l’Associazione Contribuenti Sono Veneto e Lombardia le regioni in cui la spesa media “Il caso Alitalia potrebbe aggravare ancora di più familiare mensile risulta essere la più elevata. Arriva a 3.198 la situazione, afferma il presidente dell’Associaeuro al mese per i nuclei familiari veneti e a 3.016 euro per zione Contribuenti Italiani Vittorio Carlomagno. Pur quelli lombardi, rispetto alla media del Paese pari a 2.593 di far cassa, si rallenteranno ulteriormente i rimeuro. A fornire le cifre sulle spese delle famiglie italiane di borsi fiscali. E ciò comporterà inevitabilmente un beni e servizi per il consumo (alimentari e bevande, tabacchi, ulteriore aumento dell’evasione fiscale. Con un abbigliamento, calzature, casa, acqua, elettricità, combustibili, comunicato questo organismo (ndr: si tratta di un arredamento, sanità, trasporti, comunicazione, istruzione, cultu- ente non-profit che rappresenta, informa, assiste e ra e tempo libero) è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre che tutela gratuitamente i contribuenti italiani) fa saassegna al Veneto anche "il record dell'incremento della spe- pere, infatti, che il fisco italiano ha raggiunto cifre sa media mensile registrata tra i primi 8 mesi del 2007 e lo esorbitanti per quanto riguarda i rimborsi da fare stesso periodo del 2008. La crescita in termini assoluti è di ai contribuenti. Secondo i dati, aggiornati fino a 151 euro contro la media nazionale di 113. Ed altrettanto giugno 2008, sarebbero 27,5 i miliardi di euro da significativo è anche l'incremento registrato in Trentino Alto rimborsare a 5,2 milioni di italiani. Il rischio che si Adige (150 euro in più al mese) e in Valle d'Aosta (+ 134 corre è che se i contribuenti non inoltreranno l’ieuro)". Aumenti, ricorda l'Associazione artigiani e piccole im- stanza di interruzione dei termini, potrebbero caprese di Mestre, che sono stati calcolati per l'anno in corso dere in prescrizione più di 12 miliardi di euro. Dati ipotizzando che le famiglie italiane abbiano mantenuto le davvero sconcertanti, soprattutto se confrontati con stesse abitudini di spesa sostenute l'anno precedente, indipen- quelli di cinque anni fa: dal 2003 al 2008, il dedentemente dall'andamento dei prezzi. Ritornando all'osser- bito è cresciuto di 24 mila miliardi di lire. Ma lo vazione degli incrementi segnati tra il 2007 e il 2008 della sconcerto sale ancora di più se si vanno ad analizspesa mensile, accanto ai record di Veneto, Trentino Alto Adi- zare le statistiche di quanto in media si dovrebbe ge e Valle d'Aosta sono da segnalare anche quelli del Pie- aspettare per un rimborso irpef. Nel 2003 di anni monte (+123 euro), del Friuli Venezia Giulia (+122), dell'Um- ce ne volevano, in media 7,7. Attualmente bisobria e della Lombardia (entrambe +120), della Sardegna gnerebbe attendere più di 13 anni. Per non parla(+119), dell'Emilia Romagna (+118), delle Marche e della re di cifre più consistenti: l’attesa sfiora i 27 anni. Toscana (entrambe +115). Al di sotto della media nazionale Coloro che desiderano informazioni, potranno ricepari a +113 euro stanno invece: Molise (+111), Lazio (+109), verle allo Sportello del Contribuente, che è un serAbruzzo (+103), Calabria (+101), Puglia (+95), Campania e vizio gratuito chiamando il numero 0642828753. Basilicata (entrambe con +90), Liguria (+87) e, infine, la Sici- Inoltre dal sito www.contribuenti.it è possibile scaricare il nuovo modello di richiesta di rimborso lia (+83). L'indagine della Cgia di Mestre si sofferma anche sulle voci (mod. IDR) approvato con provvedimento presiche pesano maggiormente sui bilanci familiari. E in vetta alla denziale il 24 settembre scorso. graduatoria ci sono le spese per l'abitazione, l'acqua, l'elettri- Questo comunicato è stato emanato dall’A.I.C. cità e i combustibili con una spesa media familiare pari a 827 Ogni collega che lo desidera, può segnalarci eeuro al mese. Seguono gli alimentari e le bevande (493 euro) ventuali notizie lette sui vari organi di stampa, e i trasporti (388). Le spese meno onerose, infine, riguardano anche locali, che ritengono utili da portare a cotabacchi (23 euro al mese) e l'istruzione (25 euro). noscenza dei soci dell’APEC. Si raccomanda però Questa notizia è stata divulgata dall’agenzia Adnkros l’11 ottobre di precisare la fonte e la data di pubblicazione.

GIURISPRUDENZA E' reato enfatizzare i difetti legati alla vecchiaia, evidenziando i limiti che si possono registrare con l'incalzare del decadimento psico-fisico. Parola di Cassazione che ha bocciato il ricorso di un 49enne romano, tale Raffaele D. R., accusato di avere diffamato una signora, evidentemente non più giovane, mettendo in evidenza che l'età attempata non la metteva più "in condizione di seguire una situazione". I giudici della V sezione della Suprema Corte hanno infatti condannato al risarcimento per diffamazione l’uomo con l'obbligo di risarcire civilmente l'anziana per il danno subito. Questo perchè "…sulla portata offensiva dell'espressione non vi è alcun dubbio…” in quanto con quella frase è evidente che il sig. Raffaele intendeva sostenere in modo inequivocabile che la signora "…fosse una persona menomata nella sua capacità di intendere a causa del decadimento senile". E per la Cassazione è emersa evidente che quella frase è stata pronunciata dal condannato “…con valenza diffamatoria”. Questa notizia è stata divulgata dall’agenzia Adnkros il 4 ottobre


Ringrazio per i sempre graditi auguri e colgo l’occasione per inviare i più affettuosi saluti a voi tutti. Un grazie particolare al dottor Menna per la sua preziosa attività. Paola Moxedano

A voi tutti ed in particolare al nostro presidente invio un caloroso ed affettuoso ringraziamento per gli auguri di buon compleanno che ho ricevuto come sempre con molto piacere. Sandra Manti - Roma

Puntualmente come ogni anno ricevo con molto piacere i graditissimi auguri per il mio compleanno. Colgo l’occasione anche per ringraziarvi ancora per il piacevole soggiorno a Torre Cintola. Un caro saluto a tutti i collaboratori dell’APEC. Maria Vittoria Fiani - Castel Viscardo

Grazie per gli auguri, come sempre puntualissimi, e come sempre particolarmente graditi, in special modo quest’anno che mi ha visto varcare il traguardo degli 80 anni di vita! È quindi di tutto cuore che contraccambio l’affettuoso pensiero, auspicando per te, per voi dell’associazione e … per tutti noi, ogni bene! Con viva cordialità. Franco Larrosa

La ringrazio vivamente per i graditi auguri che ricambio con affetto. Roberto Baracco Grazie per gli auguri che, anche stavolta puntualmente, ho ricevuto per il mio settantaseiesimo compleanno. Vivissimi complimenti per la preziosa assistenza e tanti cari saluti a te e a tutti gli amici. Angelo Vergani - Lentate sul Seveso Ti ringrazio per gli auguri che mi hai inviato per il mio sessantesimo compleanno a nome dell’associazione e tuo personale. Grazie anche per il pensiero: è bello ricevere gli auguri e sapere che c’è una Associazione e ci sono degli amici che, oltre a ricordarsi di te, si interessano anche a risolvere i nostri numerosi problemi. Ancora grazie,. Un caro abbraccio. Domenico Zappi - Milazzo NOTIZIARIO DELL’APEC ASSOCIAZIONE PENSIONATI CONI Direttore Angelo Menna Direttore Responsabile Augusto Rosati

Al rientro da un lungo periodo di vacanza in barca ( …adesso come pensionato posso finalmente permettermelo!), ho trovato il biglietto di auguri che, come ogni anno, puntualmente mi invii. Come ben sai i tuoi auguri sono molto graditi, e nel ringraziarti per la tua cortesia, colgo l’occasione per rivolgerti il più sincero apprezzamento per il costante impegno che, insieme ai tuoi collaboratori, metti a favore di una categoria che ogni anno che passa diventa sempre più numerosa. Con affetto. Alessandro Barbera - Roma Vi ringrazio vivamente degli auguri di buon compleanno arrivati graditi e puntuali anche quest’anno. Cordiali saluti e a presto! Simonetta Loreti - Roma

Ringrazio sentitamente per i puntuali auguri di compleanno, che per me sempre molto graditi. Un sentito ringraziamento al signor Menna che ricordo sempre con stima e molto affetto. Giovanni Santimone - Roma Sono rientrato ad Oriolo da pochi giorni ed ho trovato i vostri graditissimi auguri, che apprezzo sempre con grande entusiasmo, in particolar modo quest’anno che mi ha visto toccare i sessanta! Ringrazio moltissimo il dottor Menna per il gentile pensiero ed ovviamente tutti voi che spero di rivedervi presto. Un abbraccio Adolfo Calanca – Oriolo Romano UNA NOTA DEL PRESIDENTE Fa certamente piacere ricevere le vostre lettere, sempre numerose ed affettuose, che rafforzano di certo quel “fil rouge” che da sempre ci tiene legati, e che rappresenta la “forza viva” della nostra Associazione. Sarebbe bello però che oltre a questi scambi di reciproca stima, di tanto in tanto potessimo ricevere anche vostre lettere (… anche via e-mail) per proporci altri argomenti di qualsiasi natura, che ovviamente siano d’interesse comune, e che pubblicheremmo volentieri su questa Rubrica. Sarebbe questo un modo per interloquire in modo più diretto con gli altri soci, utilizzando il nostro Notiziario, che, come potete vedere, ci stiamo impegnando assieme all’amico Augusto Rosati di renderlo sempre più di vostro gradimento. Angelo Menna

Dopo un lungo periodo di silenzio, dovuto a problemi tecnici ed organizzativi, il sito dell’Associazione ha ripreso a funzionare. Digitando infatti l’indirizzo Foro Italico, 00194 Roma www.pensionaticoni.it potrete di nuovo fruire di un importante strumento di Telefoni: 0636854045 - 36854049 comunicazione con l’APEC, certamente più immediato dell’informazione cartafax: 06.36854042 - 36854044 cea e soprattutto “più interattivo”. Infatti, visti i nuovi insert che presenta oggi Registrazione Tribunale di Roma il sito (completamente modificato, anche sul piano grafico, rispetto al precen°132/2000 dente), ogni socio ha la possibilità di interloquire direttamente con la SegreLa stampa del Notiziario è effettuata da teria APEC, ma anche di intrattenere un dialogo con gli altri soci, attraverso TIPOGRAF srl, un forum, ove ognuno potrà inserirsi e dire il suo pensiero su qualsiasi argoRoma, via Costantino Morin 26/a, mento. Previsti inoltre contributi filmati, oltre che fotografici. Ma è inutile contel. 06.3724146, fax: 06.3701054 tinuarne a parlare: per capire meglio non resta che accendere il computer!


Fare movimento, parola d’ordine per la buona salute

di Marcello Faina e Giovanni Mirri

E’ ormai acclarato che l’attività motoria è uno strumento efficace di medicina preventiva e che essa migliora le qualità della vita, a tutte l’età, anche da anziani. A parlarci dell’argomento due illustri medici dell’Istituto di Scienza dello Sport del CONI, che ci spiegano come l’attività fisica, se eseguita correttamente, può rallentare il decadimento del corpo e dello spirito e favorirne di contro il mantenimento dell’efficienza. Provare per credere. L’invecchiamento demografico è ormai una realtà mondiale. Per limitarci all’Italia, dal 1950 ad oggi il numero di persone al di sopra dei 60 anni è passato dal 12,10% al 21%. Oggi la vita media di un anziano raggiunge gli 80 anni per le donne ed i 76 per gli uomini (dati Istat). L’anziano, anche solo per motivi puramente fisiologici, è meno efficiente fisicamente del giovane e più fragile, cioè più facilmente aggredibile da fattori esterni, come le malattie, i traumi ecc. In altre parole l’anziano può con una certa probabilità vedere ridotte la sua autonomia e la qualità della sua vita, potendo anche diventare un costo per la società. E’ nozione comune che l’attività motoria sia uno strumento efficace di medicina preventiva (soprattutto in relazione ad un sistema di vita in cui il sedentarismo è particolarmente diffuso) e che essa migliora le qualità della vita anche nell’età adulta o senile. Ne consegue che il problema dell’attività motoria nell’età adulta o senile comincia oggi ad essere particolarmente sentito, sia da un punto di vista sociale, in considerazione del fatto che l’Italia, come detto, è un paese che invecchia, sia dal punto di vista sportivo, dato che gli ultraquarantenni formano, per

molte federazioni, una quota non indifferente di tesserati. Fare il punto sull’invecchiamento, sulle problematiche ad esso legate e, in tale ambito, sul ruolo dell’attività fisica è pertanto un esigenza quanto mai attuale. L’invecchiamento è un processo caratterizzato da una riduzione globale delle capacità adattative all’ambiente e delle capacità di recupero agli sforzi fisici. Esso è correlato con una riduzione delle capacità sensitive (vista, udito), delle funzioni d’organo (cardiovascolari, respiratorie, renali, epatiche), del contenuto minerale delle ossa (osteoporosi), delle capacità funzionali (forza, velocità, resistenza, equilibrio). Queste ultime, che migliorano dalla nascita fino a circa i 30 anni d’età, dopo questa “soglia”, subiscono un progressivo decadimento, che si accentua dopo i 50 anni. Si verifica una riduzione della forza, la cui causa principale è da attribuirsi alla riduzione del numero totale delle fibre muscolari (sarcopenia), con aumento proporzionale della massa grassa. L’analisi bioptica del muscolo ha evidenziato che negli anziani si verifica una diminuzione delle fibre di tipo II, cioè delle fibre cosiddette “veloci” ed un aumento di fibre di tipo I, cioè delle fibre cosiddette “lente”.


L’anziano, dunque, diventa sempre meno capace di fare “scatti” improvvisi e sempre più portato a fare attività lente e continue; egli diventa, cioè, meno capace di reagire con prontezza ad eventi esterni improvvisi. Con l’invecchiamento si verifica, inoltre, una riduzione della velocità di contrazione e della flessibilità articolare. Si verifica anche una diminuzione delle capacità metaboliche, dell’efficienza del sistema respiratorio e della gittata cardiaca, con riduzione della resistenza alla fatica. Ma l’anziano va incontro anche a problematiche determinate dal decadimento delle capacità cognitive e mnemoniche, dalla calo della sessualità, dal pensionamento, dalla paura della morte. Invecchiando si diventa più ansiosi, tristi, quando non depressi, ed irritabili, ci si sente più vulnerabili e meno utili per la società e, a volte, anche per la famiglia. In pratica si diventa più fragili. Di fronte a tale realtà è necessario che la società ponga in essere degli “strumenti” preventivi che permettano di invecchiare “meglio e con successo”. E’ ormai evidente, infatti, che il decremento funzionale ed il decadimento psichico dell’invecchiamento variano significativamente in funzione dello stile di vita. Più si hanno cattive abitudini (sedentarietà, cattiva alimentazione, fumo) più il decadimento è rapido e marcato. Di contro l’attività fisica, se eseguita correttamente e con costanza ed affiancata da una corretta alimentazione e dal rispetto delle necessità di riposo e dei tempi di recupero, può rallentare il decadimento e favorire il mantenimento dell’efficienza. E’ ampiamente documentato come il soggetto anziano risponda agli allenamenti di forza e di resistenza in modo analogo al soggetto giovane e che con un allenamento appropriato è possibile ripristinare o mantenere un adeguato livello di forza muscolare e di flessibilità articolare oltre che incrementare o mantenere le capacità di resistenza. E’ ampiamente documentato che l’attività fisica influenza positivamente anche le funzioni cognitive e la depressione, aiutando l’anziano a valorizzarsi ed a riconoscersi come persona.Nello specifico un programma di attività motoria per l’anziano deve mirare: al miglioramento della funzionalità del sistema cardiovascolare, del sistema respiratorio e della resistenza; al mantenimento o al recupero del tono muscolare e di un cer-

to grado di forza; al miglioramento della mobilità articolare e della flessibilità generale; al miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione; a ritrovare fiducia nel proprio corpo ed in stessi. L’attività svolta deve quindi prevedere esercizi per la flessibilità e la mobilità articolare, esercizi di propiocezione

per la deambulazione e l’equilibrio, fasi (contenute) di potenziamento muscolare, lavoro aerobico per la resistenza. Deve essere interessante, motivante e coinvolgente e favorire i rapporti comunicativi. E’ fondamentale che ogni seduta sia sempre preceduta da adeguato riscaldamento e stretching e seguita da defaticamento con esercizi per la respirazione e per lo scarico della colonna. Sono sconsigliate attività troppo intense e troppo brevi, così come gli esercizi di forza massimale, quelli cioè con carichi vicini al proprio livello massimo. E’ preferibile il lavoro continuo a quello intervallato ad alta intensità e sono tendenzialmente da evitare gli aumenti improvvisi della frequenza cardiaca (FC), i movimenti bruschi o cambi repentini di ritmo. Bisogna ricordare che la FC dell’anziano diminuisce rispetto ad un giovane, soprattutto sotto sforzo, riducendo le capacità di adattamento. L’attività deve prevedere un minimo di due sedute settimanali, della durata di circa 60 minuti ciascuna, entrambe strutturate con una fase di riscaldamento; esercizi di stretching e di mobilità articolare (spalla, anche, polsi, caviglie); esercizi di propiocezione (appoggi, equilibrio); esercizi di potenziamento muscolare (addominali, arti superiori ed inferiori); lavoro aerobico di resistenza; una fase di defaticamento (stretching, respirazione, scarico per la colonna). (l’articolo prosegue alla pagina successiva)


(continua dalla pag. precedente) Non è questa la sede

per entrare nel dettaglio di un programma di allenamento, la cui elaborazione spetta al personale qualificato (cioè ai laureati in Scienze Motorie). Tuttavia, alcune semplici indicazioni sugli aspetti basilari dell’allenamento possono essere fornite. Ad esempio, i lavori di potenziamento muscolare dovrebbero essere svolti con carichi (pesi) pari al 60-70% della propria forza massimale dinamica anche per una sola serie costituita da una decina di ripetizioni. Ciò significa che il peso da utilizzare è quello che si riesce a spostare (od a sollevare) al massimo per 10-12 volte (una serie) e che l’esercizio dovrebbe essere ripetuto, anche per una sola serie, un paio di volte alla settimana per ciascun gruppo muscolare interessato. Per l’allenamento di resistenza si può considerare che lo sforzo da fare deve essere sostenuto, ma non troppo, tale da permettere di parlare con un compagno (non si deve andare in affanno, dunque). Ci si potrebbe, in verità, regolare sulla frequenza cardiaca, dotandosi di un cardiofrequenzimetro. In questo caso si può considerare come limite di riferimento una frequenza cardiaca pari al 60-70 della massima (se non si conosce la propria frequenza cardiaca massima ci si può regolare con la semplice formula: FCmax= 220età). La presenza di eventuali patologie quali ipertensione, obesità e patologie vertebrali, va sempre tenuta in debita considerazione nello stabilire l’entità del lavoro, nonché il tipo di attività (es. lavoro aerobico in bicicletta nelle patologie vertebrali) e va sottolineato che l’intervento deve sempre essere graduato alle capacità fisiche ed all’età del soggetto. Quando si affronta il problema del “mantenersi in forma” nell’invecchiamento un aspetto basilare da tenere in considerazione è infatti l’impossibilità di trasferire in un soggetto di 50 – 60 anni lo stesso tipo di esercizi fisici previsti in un programma di allenamento di un soggetto di 20-30 anni. In conclusione appare evidente che quando “da adulti” ci si vuole “mantenere in forma” ciò deve avvenire con

l’ausilio ed il controllo delle scienze mediche. Le problematiche rappresentate dalla necessità di dosare per ciascun individuo la quantità utile di lavoro muscolare e di riconoscere le controindicazioni parziali o totali all’attività motoria, indicano come quest’ultima, specialmente nell’età adulta, sia un “mezzo terapeutico” che non può essere offerto nello stesso modo a tutti e che bisogna sempre irrinunciabilmente prevedere una preventiva ed accurata valutazione clinico funzionale del soggetto. L’organismo è profondamente modificato e l’attività svolta deve sempre essere graduata alle capacità fisiche ed all’età del soggetto. L’obiettivo principale, che non può e non deve essere la ricerca della performance in senso assoluto, è il miglioramento della qualità della vita, da ottenersi mediante un incremento (o ridotto decremento) delle capacità motorie ed un miglioramento delle funzioni psichiche. Prof. Marcello Faina - Direttore del Dipartimento di Scienza dello Sport dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport Dott. Giovanni Mirri - Medico ricercatore dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport

GIOCARE A SCACCHI AIUTA IL CERVELLO Il neurologo Valgeir Thorvaldsson ha pubblicato uno studio sul quale mette in guardia il fatto di vedere con fatalismo l'invecchiamento come inevitabile processo deteriorativo delle facoltà di pensare, parlare, muoversi, far conti. L'anziano potrà essere più lento nei suoi processi cerebrali, ma se sa tenersi sveglio con esercizi adeguati conserva il vantaggio della sua maggiore esperienza. Nel dare indicazioni su come allenare il cervello, Thorvaldsson ridimensiona il valore dei cruciverba, passatempo prediletto degli anziani: a suo avviso servono a poco perchè sì, mantengono le conoscenze e capacità cerebrali del momento, ma non le migliorano. Meglio dedicarsi a giochi che davvero richiedano fantasia, ragionamento, bisogno d'improvvisazione veloce. Primi fra tutti gli scacchi: il duello con le figure dell'avversario sulla scacchiera t'impone di concentrarti, ti obbliga a pensare anche con concetti matematici, insomma è una ginnastica mentale ideale.


PREVENZIONE DELLA SALUTE

Il noioso malanno ha origini antiche: per primo ne denunciò l’esistenza Ippocrate, 2400 fa. Il suo nome è legato all’astrologia, poiché gli antichi credevano insorgesse per “influenza negativa” degli astri. Nel corso dei secoli è stato micidiale, ma con le dovute attenzioni lo si può combattere. Tra l’altro sembra che la medicina stia per compiere la grande impresa di cancellarlo in modo definitivo dall’elenco delle patologie. Diventa però essenziale che ognuno di noi faccia la sua parte sul piano della prevenzione. Come? Rispettando norme igieniche basilari e ricorrendo al vaccino.. prima che ci costringa al letto! Da più di tre millenni l’influenza è una delle bestie nere

della salute dell’uomo. Fondamentalmente non è una malattia “difficile” (…noiosa però sì!), anche se spesso possono essere molto pericolose le complicanze ad essa connesse, che insorgono specie tra le persone più deboli (bambini, anziani, sofferenti di patologie croniche). Comunque in tutti questi secoli tale malanno conta sulla sua …“coscienza” diversi milioni di vittime. Senza andare molto indietro nel tempo, basta ricordare ciò che è accaduto nel secolo scorso: tra il 1918 ed il 1919 esplose quella che fu chiamata la “spagnola”, una tremenda pandemia (ndr: cioè una epidemia dalle dimensioni geografiche quasi totali), che uccise almeno sessanta milioni di persone in tutto il mondo. Poi nel 1957 ci fu l’“asiatica”, micidiale anch’essa (…alzi la mano chi di noi non se l’è presa!) ma inferiore d’intensità, quantomeno in termini numerici, rispetto alla precedente. Oggi, o meglio, già da diversi decenni, l’uomo la sta combattendo con molto impegno, ed infatti, grazie all’azione coordinatrice dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si può dire che sono stati fatti passi da gigante per contenere quanto più possibile i suoi effetti negativi. Addirittura nei mesi scorsi circolò la voce che forse fra pochi anni la si sarebbe potuta debellare totalmente. Non sappiamo se ciò sia mera fantascienza, comunque ci conforta il fatto che la ricerca sta andando avanti con impegno. Il contrattacco a questo male ha un suo preciso significato sociale: infatti le epidemie di influenza quando annualmente arrivano, “mettono a letto” almeno il 30% della popolazione. E’ facile quindi considerare gli effetti negativi che ne derivano in termini economici su ciascun Paese. Uno dei principali motivi per cui la “battaglia” tra l’uomo e l’influenza è ancora in corso, è legato alle caratteristiche primarie del malanno: i suoi “punti di forza” (…che per chi cerca di combatterla sono invece di debolezza) sono l’ubiquità, la contagiosità, nonché la “variabilità antigenica” dei suoi virus (ndr: in altre parole cambiano di volta in volta i “ceppi d’origine”). E poi c’è un altro elemento che non si può sottovalutare: l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi. L’84% delle vittime è rappresentato da persone di età superiore ai 65 anni. Accennavamo prima ai “passi da gigante” compiuti contro tale noioso malanno, e questo grazie all’attuazione di una capillare attività di

prevenzione messa in atto in tutti i Paesi occidentali, che si fonda su due direttrici primarie, vale a dire l’applicazione di misure di igiene e protezione individuale, ed una capillare campagna di vaccinazione. Iniziamo dalla prima direttrice: la trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene delle mani e la difesa dalle secrezioni respiratorie possono giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza. Inoltre nei periodi cosiddetti di “maggior contagio” è opportuno evitare, se se ne può fare a meno, luoghi particolarmente affollati. Per quanto concerne invece la vaccinazione antinfluenzale, essa rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. La composizione dei vaccini antinfluenzali viene aggiornata di anno in anno. In presenza di un buona corrispondenza fra la composizione del vaccino e i virus influenzali circolanti, l’efficacia stimata negli adulti sani varia dal 70 al 90%. Nei bambini e ragazzi fino a 16 anni è stimata tra il 60 ed il 70%. Il vaccino risulta quindi fondamentale per gli anziani. A questo punto ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte in questa importante battaglia: solo così potrà essa rivelarsi davvero vincente. Ma cosa fare realmente? Non è difficile: oltre a rispettare pedissequamente le sopraccitate norme igieniche non resta che rivolgersi al massimo entro fine novembre al proprio medico di famiglia, che darà le opportune indicazioni per la vaccinazione. Evidenziamo tra l’altro che, per chi ha compiuto 65 anni, la somministrazione è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. Chi è più giovane invece (o non appartiene alle varie categorie “a rischio”) dovrà acquistare a pagamento il vaccino in farmacia: ce ne sono diversi i tipi in commercio, e questa scelta compete solo al medico, il quale poi ne curerà la somministrazione (ndr: si tratta di una iniezione sulla parte superiore del braccio). La spesa complessiva di questa operazione solitamente non supera i venti euro: crediamo che, trattandosi della propria salute, tutto ciò possa essere considerato un “investimento positivo”. E ...visti i tempi, quando un investimento è davvero positivo, non bisogna lasciarcelo scappare. Soprattutto perché non ce l’ha proposto una banca…!


(prosegue da pag 5)

INTERVISTA AI COLLEGHI DEL GRUPPO DI LAVORO DEL TEMPO LIBERO

Come è stato per Torre Cintola? Esattamente: in quel bel Villaggio Turistico ci siamo andati lo scorso anno ed anche quest’anno. Questo perchè la prima esperienza si è rivelata talmente positiva che ci è sembrato giusto riproporla. Ed i nostri soci hanno gradito la nostra scelta, tant’è che quest’anno il numero delle adesioni è stato superiore del 30% rispetto all’anno scorso.” Quali altri elementi di giudizio considerate nel momento di decidere un programma? “Crediamo che riaffermare il concetto che è nostro obiettivo principale il “ricercare solo proposte interessanti” di per sé rappresenti la risposta più esauriente a questa domanda.” E’ possibile conoscere qualche dato riguardo l’adesione degli associati alle proposte di tempo libero? “Dobbiamo dire in linea di principio che la risposta che ci viene data di volta in volta dai nostri colleghi alle varie iniziative è sempre confortante. E questo ci fa davvero piacere. Per quanto riguarda i dati numerici, proprio recentemente abbiamo analizzato le “risposte” relative all’attività di quest’anno. Queste le cifre che sono state registrate: alla Festa di Capodanno hanno aderito in 55; alla Settimana Bianca di Dobbiaco in 34. Ben 50 i soci che hanno partecipato alla gita a Bevagna e Montefalco. Buono il dato della gita di quattro giorni in Basilicata, 38 persone. Molto alta, 70 persone, l’adesione alle Vacanze al Mare di Torre Cintola. Discreta la risposta al Torneo di Burraco, 40 soci; limitata invece la presenza alle Lezioni di Golf, 11 soci. Ma quest’ultima iniziativa è un po’ troppo specialistica, e forse presupporrebbe una maggiore azione promozionale. E’ intenzione impegnarci in questo senso, e non solo per il golf, approfittando anche del nostro Notiziario.” Non avete accennato alle visite guidate? “Su queste è opportuno un discorso a parte. Nei primi sei mesi di questo 2008 ne abbiamo proposte due, una Castel Sant’Angelo ed una alla Villa Farnesina, nel cuore di Trastevere. La partecipazione non è stata molto felice: eravamo solo in 17 alla prima, pochi di più, in 25, alla seconda. La limitata adesione può essere legata a diverse logiche: per il Mausoleo d’Adriano ad esempio (cioè Castel Sant’Angelo) molti avranno pensato che forse era inutile parteciparvi, poiché chissà quante volte nella loro vita avevano fatto visita a quel complesso. In più qualche “batticuore” lo avrà dato la prospettiva di dover affrontare molte scale a piedi, senza ricordarsi invece che da alcuni anni esiste un ascensore più che funzionale, ricavato egregiamente all’interno del manufatto. Per Villa Farnesina c’è poco da ipotizzare. Ma molto probabilmente un fattore limitativo può essere dato dal fatto che i più sono propensi a pensare che le “visite guidate” siano un tipo d’iniziative troppo “colto”, aggettivo che spesso erroneamente viene associato a “noioso”. Ma non è così, visto che la bravura e la professionalità della nostra accompagnatrice, rinomata insegnante ed esperta di storia dell’arte, consente ai visitatori di accedere ad informazioni davvero interessanti, sotto ogni aspetto. Provare per credere! E’ pur vero infine, e la recente passeggiata ad Ostia Antica ne è testimonianza probante, che molto influisce sulla decisione di aderire o meno ad una proposta l’importanza e la notorietà del sito scelto per la visita. Se poi,

come è stato fatto per l’antico porto di Roma, si associa alla parte culturale una iniziativa ambientalista affascinante come la gita in battello sul fiume Tevere, fare …”bingo” diventa abbastanza facile.” Sul teatro che c’è da dire? “Che è una iniziativa che piace e che trova molto consenso, pur se condizionato dai “numeri limitati” dei biglietti convenzionati messi in vendita per le Associazioni come la nostra. Il motivo del successo, poi, è anche dato dal fatto che per fortuna le proposte teatrali sulla piazza di Roma sono da diversi anni sempre di altissimo livello artistico. Perché allora non approfittarne? E’ la domanda che si pongono i nostri soci ed alla quale rispondono con una adesione senza pari.” Concludiamo la nostra chiacchierata sul programma 2009? “L’impalcatura è la stessa di quest’anno: stiamo muovendoci per dare sostanza ai vari appuntamenti, e contiamo di poterli annunciare quando uscirà il prossimo numero del Notiziario, ai primi di gennaio.” E noi attenderemo con attenzione tale programma, nella certezza che anche nel 2009 le proposte di Tempo Libero che ci saranno offerte saranno “interessanti, divertenti ed accessibili”, come tutti quelli che si sono realizzati fino ad oggi. E grazie tante amici, per il vostro prezioso lavoro!

I magnifici nove! Trascritti in rigoroso ordine alfabetico, questi i nomi dei colleghi del Gruppo di Lavoro del Tempo Libero: Emilio Alberghetti, Paola Cardosa, Roberto De Cesare, Roberta Gallegati, Rossana Lazzari, Rita Monzoni, Imperia Petrelli, Fabio Sassi, Rita Silvestri.

Attività ricreative per il 2009 Si

riporta l’elenco di massima delle attività ricreative del prossimo anno. Tali iniziative possono essere integrate (o sostituite) da altre proposte, che in queste settimane il Gruppo di Lavoro sta definendo nei dettagli .Solo per le rappresentazioni teatrali c’è un programma preciso di appuntamenti, che pubblichiamo nelle pagine seguenti.

Gennaio: Festa di Capodanno; Torneo di burraco; Teatro. Febbraio: Settimana Bianca; Teatro. Marzo: Assemblea Annuale (giorno 11 a Roma); Convivio sociale (giorno 11 a Roma); Teatro. Aprile: Gita culturale di un giorno; Visita guidata a Roma; Golf. Maggio: Gita di primavera (dura 4 giorni); Visita guidata a Roma. Giugno: Visita guidata a Roma; Vacanze al mare. Settembre: Gita culturale di un giorno. Ottobre: Gita culturale di un giorno


Si invitano i soci interessati di rispettare con la massima puntualità le scadenze fissate per la prenotazione delle rappresentazioni prescelte: ciò in relazione al limitato numero di posti messi a disposizione.

TEATRO VALLE, domenica 16 novembre, ore 16.45

MAGIC PEOPLE SHOW con Enrico Ianniello, Tony Laudario, Andrea Renzi, Luciano Saltarelli

Dal libro passa al teatro il fortunato romanzo di Giuseppe Montesano, Magic People Show, ovvero l’Italia vista come un immenso condominio sgangherato dove compaiono, classificati per tipologie umane, tutti i guasti del paese. La tragicomica e sarcastica narrazione del nostro quotidiano diventa, in scena, un comico, feroce e colorito avanspettacolo pop: una rappresentazione ilare e tragico teatrale dell’Italia malata di questi ultimi anni, in cui uomini e donne coabitano il popoloso condominio napoletano immaginato dall’autore, istigati da strategie medianiche che sbriciolano le coscienze e ribaltano i valori. Il termine per la prenotazione è già scaduto

TEATRO ITALIA, venerdì 2 gennaio, ore 21.00

LO SCHIACCIANOCI con Andrè De la Roche e il Balletto di Roma

Lo “Schiaccianoci” è divenuto in un tempo relativamente breve un balletto popolarissimo, spesso usato ed abusato, come una sorta di strenna natalizia. In realtà quest’opera è dedicata alla tragedia dell’infanzia, ovvero al doloroso e traumatico atto del crescere, al difficoltoso abbandono del mondo dei giochi e delle sicurezze, al superamento di quella “linea d’ombra” che segna il passaggio verso le tortuosità dell’adolescenza.

TEATRO VALLE, martedì 27 gennaio, ore 19,00

IL DUBBIO con Stefano Accorsi, Lucilla Morlacchi

“Il dubbio” porta in scena una tematica forte e attuale: quella della pedofilia in ambiente cattolico, sullo sfondo di una scuola parrocchiale del 1964, ed in un momento in cui l’assassinio di Kennedy intaccava il senso di sicurezza della nazione e il Concilio Vaticano II ridefiniva i rapporti fra clero e fedeli. Il pubblico assiste allo scontro tra i personaggi e le loro convinzioni, sperimentando direttamente l’incertezza e le sue diaboliche sfumature. Termine per la prenotazione: 15 dicembre Costo del biglietto € 22,00

TEATRO BRANCACCIO, giovedì 5 febbraio, ore 21.00

DA GIOVIDI' A GIOVIDI' Con Marco Marzocca

Uno spettacolo, o forse un gioco, ove l'attore riesce a fare convivere - non senza imbarazzanti equivoci - i migliori personaggi presentati a Zelig, trasmissione ove Marco Marzocca ha consolidato la propria presenza e fama. Partecipano allo spettacolo, in un rinnovatissimo repertorio, il Notaio ed il domestico filippino Ariel (che in TV abbiamo visto in casa Panicucci e Bisio). Ma non finisce qui.... altre sorprese sono in arrivo! Termine per la prenotazione: 7 gennaio Costo del biglietto € 23,00

Termine per la prenotazione: 2 dicembre Costo del biglietto € 16 platea, € 13 galleria

TEATRO BRANCACCIO, domenica 1 marzo, ore 17.00

TEATRO ITALIA, sabato 17 gennaio, ore 17.00

FAR WEST STORY

VESTIRE GLI IGNUDI Con Vanessa Gravina e Luigi Diliberti

In questa rappresentazione la regia tende a focalizzare, più che la tormentata vicenda di Ersilia e degli altri, il rapporto tra lo scrittore ed il suo personaggio. Tutto accade come dentro una serie di flash onirici di estrema violenza, scanditi da ritmi serrati e da una recitazione che, più che moderna, si può definire metropolitana: se da un lato rischia di risultare contrastante con la classicità della lingua pirandelliana, altissima ed antica, dall’altro si tinge di connotazioni fortemente emozionali e suggestive. Termine per la prenotazione: 15 dicembre Costo del biglietto € 13,00

Con Lillo & Greg

Epica e parodistica avventura d’un manipolo di anti-eroi dell’epopea west. Ogni cosa è filtrata attraverso l’ottica surreale e metalinguistica di Greg, quindi qualunque tematica è frazionata, sezionata, riordinata e riassemblata secondo precisi schemi dissacratori che ne lasciano scaturire tutto il potere comico. A rendere l’intreccio spettacolare nel suo umorismo provvede uno schermo, inserito nella scenografia, attraverso il quale i protagonisti entreranno ed usciranno per duettare anche con se stessi registrati. Termine per la prenotazione: 2 febbraio Costo del biglietto € 22,00 (segue alla pagina successiva)


Proposte teatrali per i soci APEC

TRE COMUNICAZIONI IMPORTANTI CONVENZIONE A.Pe.C. - UNIPOL

ASSICURAZIONE SANITARIA PER GLI ASSOCIATI

Si comunica che a seguito delle numerose richieste pervenuteci da parte dei nostri Associati, è stata concordata, tramite l'Agenzia GeTEATRO VALLE, mercoledì 18 marzo, nerale di Roma dell'UNIPOL, la riapertura dei termini per l'adesioore 20,45 ne, alle stesse condizioni, alla assicurazione di cui alla polizza sanitaria (n° 1787/80/34000,300) a favore dei nostri associati e loro LA STRADA familiari, per il rimborso delle spese sanitarie in vigore dal 1° marcon Massimo Venturiello e Tosca Dal capolavoro cinematografico di Federico Felli- zo 2008 sino al 28 febbraio 2010, con possibilità di proroga per ni, premio Oscar nel 1956, questa edizione tea- un altro anno. Gli Associati A.Pe.C. che intendono aderire al piano trale de La strada restituisce la trama e i dialoghi sanitario dovranno provvedervi inderogabilmente dal 1°gennaio al del film, ritrovando la sua innata e più profonda 15 febbraio 2009 rivolgendosi direttamente al personale addetto dimensione poetica, in un revisione moderna del all'Ufficio Gestione Polizza Sanitaria CONI presso la Sede Centrale genere del teatro/canzone, che qui si amplia e si del CONI - Palazzo H (tel.06/36857252 -7721 - fax 06arricchisce per via delle inconfondibili e suggesti- /36857109) che, oltre a fornire la prescritta modulistica, darà tutte le informazioni necessarie sia per il pagamento del premio (€ 600, ve atmosfere del circo. annue pro-capite) che per gli altri indispensabili adempimenti. Si Termine per la prenotazione: 18 febbraio segnala infine che TUTTI GLI ASSOCIATI A.Pe.C. tuttora titolari di Costo del biglietto € 13.00 pensione integrativa corrisposta dal Fondo di Previdenza del CONI possono richiedere, per essi stessi e per i propri familiari assicurati, TEATRO ITALIA, sabato 4 aprile, il pagamento del premio annuale a rate per 12 mesi all'anno a ore 17.00 partire dalla rata del 1° marzo 2009. In tal caso gli interessati dovranno richiedere al sopraindicato Ufficio Gestione Polizza SanitaRADICE DI DUE ria CONI il modulo di delega prescritto, restituendolo debitamente Con Edy Angelillo e Michele La Ginestra Storia di ordinaria inquietudine: un uomo alle compilato e firmato allo stesso Ufficio. Gli altri Associati (cioè non soglie della pensione fa il consuntivo della sua percettori della pensione integrativa del CONI), assicurati UNIPOL, vita. È una storia d’amore, di matematica, di dovranno pagare il premio annuo in unica rata a mezzo bonifico paura di invecchiare. Lo accompagna una donna bancario alle seguenti coordinate: CIVITELLA ASSICURAZIONI snc da quando erano bambini. Lei ed il suo giocare AGENZIA 2351 – Viale Parioli 56 – 00197 Roma con tutto sono l’eccezione. Lui ed il suo rifiuto C/O UNIPOL BANCA – VIA SATURNIA della matematica sono la regola. Tra ironia e Codice IBAN IT59K0312703200CC0120005377 dramma, sembrano i due volti della stessa medaglia, l’uno lo specchio dell’altro. Una commedia A garanzia della propria copertura assicurativa è indispensabile trasmettere anche a mezzo fax (al numero 06/36857109) copia agrodolce che diverte ed emozione. della ricevuta bancaria del bonifico stesso. La Segreteria dell’APEC, Termine per la prenotazione: 3 marzo come sempre, si attiverà al meglio per assistere i colleghi . Costo del biglietto € 13,00 (continua dalla pagina precedente)

TEATRO ITALIA, data da definire

HAVANA RAKATAN Ballet de Cuba, coorografie di Barroso Rodriguez

QUOTA ASSOCIATIVA ANNUALE

PER CHI NON E’ PERCETTORE DI PENSIONE FONDO CONI

I Colleghi associati che hanno capitalizzato la Pensione Integrativa del CONI, sono stati invitati a mezzo lettera, di regolarizzare la loro iscrizione quale socio APEC per l’anno 2008. Ricordiamo che qualora ciò non dovesse avvenire entro il 31 dicembre, verrebbe a cessare la loro appartenenza all’APEC.

La straordinaria interpretazione del corpo di ballo racconta, nella prima parte, la nascita della musica cubana attraverso la fusione dei concitati slittini di origine africana con le melodie della musica popolare spagnola. La seconda parte dello spettacolo ripercorre musiche e danze popolaLA PROSSIMA ASSEMBLEA ANNUALE rissime ballate in tutto il mondo. Coinvolgente, SI SVOLGERA’ L’11 MARZO A ROMA colorato, dinamico ed originale, lo spettacolo innamora, seduce, contagia il pubblico in un’eIl C.D.dell’APEC nella sua ultima riunione svoltasi il 30 setsplosione di gioia e di divertimento. Termine per la prenotazione: da definire Costo del biglietto € 13,00

Indirizzi e telefoni dei tre teatri Teatro Italia, Via Bari 18 (tel. 0644239286) Teatro Valle,Via Del Teatro Valle 23/A (tel. 06 6869049) Teatro Brancaccio, via Merulana 244, (tel. 06.98264500)

tembre scorso, ha deliberato la data ed il luogo dell’Assemblea Annuale (che ricordiamo sarà “elettiva”) La convocazione è fissata per l’11 marzo, inizio ore 9.30, presso l’Aula Magna del Centro Giulio Onesti del CONI, all’Acquacetosa. Seguirà la FESTA DEGLI OVER 80, e quindi il CONVIVIO SOCIALE. Si informa inoltre che per velocizzare le operazioni di scrutinio sarà fatto uso di idonei mezzi informatici.


ABBIAMO LETTO PER VOI

...un libro che merita attenzione

INTERESSA I PENSIONATI UNDER 65

Il testo integrale dell’art. 19 DL 25 giugno 2008, n° 112

di Raj Patel Non crediate che sia un testo noioso o di parte. Considerata la grave crisi dell’economia mondiale, leggerlo può contribuire ad aprirci gli occhi sui tanti perché dei gravi mali della Terra.

Circa un miliardo di persone nel mondo è denutrito. Un altro miliardo è obeso. Quasi metà della popolazione mondiale vive quotidianamente il problema di un’alimentazione insufficiente. L’altra metà soffre dei tipici problemi legati a un’alimentazione sovrabbondante e alle disfunzioni che ne derivano: diabete, eccesso di peso, problemi cardiocircolatori. È un paradosso? Solo apparente, argomenta Raj Patel, perché questo stato di cose è l’inevitabile corollario di un sistema che consente solo a un pugno di grandi corporation di trarre profitto dall’intera catena alimentare mondiale. I padroni del cibo è un’indagine appassionante che svela per la prima volta i retroscena della guerra in corso per il controllo delle risorse alimentari: un vero e proprio giro del mondo che spazia dall’aumento dei suicidi tra i contadini asiatici alle sventurate conseguenze degli accordi commerciali tra Messico e Stati Uniti, dall’emergere dei movimenti dei senza terra in Brasile al fallimento di molte produzioni agricole africane, fino a toccare le sofisticate tecniche di manipolazione dei consumatori nel ricco Nord del mondo. In una fase storica in cui assistiamo all’aumento dei prezzi di tutti i prodotti di base, anche nei paesi occidentali, conoscere e comprendere le politiche alimentari mondiali significa confrontarsi con i temi della globalizzazione e della giustizia sociale, ma soprattutto significa capire quali strategie produttori e consumatori possono mettere in atto per proteggere la propria salute e contrastare lo strapotere delle multinazionali. IL LIBRO E’ EDITO DA FELTRINELLI, PREZZO DI COPERTINA € 16,00

A decorrere dal 1° gennaio 2009 le pensioni dirette di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. A decorrere dalla medesima data di cui al primo periodo del presente comma sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni dirette conseguite nel regime contributivo in via anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e ai 60 anni per le donne a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima nonche' della gestione separata di cui all'articolo 1, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, a condizione che il soggetto abbia maturato i requisiti di cui all'articolo 1, commi 6 e 7 della legge 23 agosto 2004, n. 243 e successive modificazioni e integrazioni fermo restando il regime delle decorrenze dei trattamenti disciplinato dall'articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 243 del 2004. Con effetto dalla medesima data di cui al primo periodo del presente comma relativamente alle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo: a) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia anticipate liquidate con anzianita' contributiva pari o superiore a 40 anni; b) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia liquidate a soggetti con eta' pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne.

Andare a scuola, leggere un libro, godersi un tramonto: sono azioni che molti di noi danno per scontate ogni giorno. Per milioni di persone dei Paesi in via di sviluppo, alcune di queste attività non sono possibili. La ragione è semplice e grave: perché non vedono ! Hanno un disperato bisogno di occhiali da vista e sono nell’impossibilità di procurarseli. Ma queste persone si possono aiutare: il riciclaggio degli occhiali usati fornisce un’occasione utilissima per chi ha necessità di una correzione visiva. Nel mondo ce n’è un grandissimo bisogno!” Il Centro Italiano Lions, La Luxottica (la più grande industria mondiale del settore, che ha origine italiana) e la FEDEROTTICA, sono uniti nell'iniziativa della raccolta degli occhiali usati, che poi saranno utilizzati nuovamente nei Paesi in via di sviluppo, come mezzo visivo per la popolazione affetta da vizi di refrazione o ipovedenze. Le tre istituzioni con la collaborazione delle missioni umanitarie nei Paesi in via di sviluppo consegneranno direttamente gli occhiali riadattati. Ebbene, ognuno di noi può dare il contributo per questa importantissima iniziativa: portiamo i nostri occhiali da vista (di qualsiasi tipo) che non usiamo chissà da quanto tempo (vuoi perché non rispondono più alle esigenze della nostra vista, vuoi perché li abbiamo voluti sostituire in quanto usurati) e che teniamo sperduti dentro un cassetto non sapendo che farcene. Ebbene oggi i vostri occhiali possono recuperare la loro utilità: prendeteli e consegnateli ad uno dei negozi di ottica che aderiscono all’iniziativa della raccolta. E’ un gesto che non ha alcun costo, ma qualcuno nel mondo ve ne sarà grato per sempre!


Valentina Vezzali

Roberto Cammarelle

Chiara Cainero

Federica Pellegrini

Giulia Quintavalle

Alex Schwazer

Matteo Tagliarol

Andrea Minguzzi

Mai come stavolta con Pechino 2008, ho fatto “una scorpacciata” di Olimpiadi. Il motivo è semplice: avendo presenziato nel corso della mia attività professionale a molte delle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici, in tali occasioni, probabilmente troppo attento e …affannato a svolgere il mio lavoro nell’ambito del ciclismo (ndr: sport ove ho sempre operato dal primo all’ultimo giorno dei miei 36 anni di dipendente CONI), non ho mai trovato il tempo di assistere agli avvenimenti delle altre discipline sportive (in televisione o sul campo). Gli unici momenti d’incontro con i colleghi ed amici delle altre squadre si svolgevano al Villaggio Olimpico, ove si riusciva a scambiare per qualche minuto, magari a notte inoltrata o più facilmente al mattino a colazione, idee, opinioni e soprattutto notizie sulle prestazioni delle varie squadre azzurre. Quando non era possibile nemmeno quello, estrema ratio, mi recavo presso gli uffici della Missione Italiana (la sede cioè del Servizio Preparazione Olimpica del CONI, sempre al Villaggio Olimpico), ove c’era una bacheca sulla quale venivano appesi tra l’altro anche i risultati del giorno fatti registrare dagli atleti italiani. E questa bacheca rappresentava per me l’unica fonte di informazione sulle Olimpiadi che comunque stavo vivendo in prima persona, seppure in modo molto (…o troppo?) settoriale. E l’aspetto assurdo, se così si può definire, lo registravo al mio rientro in Italia, allorquando in famiglia o tra amici, considerandomi un “testimone oculare” mi si chiedeva qualcosa di più sulle tante situazioni agonistiche che erano capitate nel corso delle giornate olimpiche (compresa ovviamente la conquista di medaglie…) di cui loro (…fortunati!) erano stati spettatori davanti alla TV, e delle quali in realtà io sapevo molto poco o addirittura niente! Ed allora dovevo far ricorso a tutta la mia fantasia…cercando di ”cucire” alla men peggio i pochi elementi in mio possesso, per poter vedere garantita la mia immagine di “reduce”. Stavolta invece, con Pechino 2008, è stato diverso, ed ho potuto seguire l’articolarsi delle diciassette giornate olimpiche grazie alla televisione (con tutti i suoi canali, italiani ed esteri, terrestri e satellitari) e al WEB (laddove dal sito della RAI e dell’Eurovisione si potevano vedere immagini in contemporanea provenienti da ben diciotto campi di gara!). E, potete giurarci, ne ho passate di nottate in bianco e di levatacce mattutine, ma in compenso ho avuto la possibilità di vivere emozioni a non finire, grazie anche alle magnifiche prestazioni di molti atleti azzurri. Ho ragione di credere che la stessa cosa sia capitata anche a molti di voi. (A.R.)

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NOTIZIARIO DELL'APEC N° 41  

il numero della rivista ufficiale dell'Associazione Pensionati del CONI che uscirà il prossimo 11 novembre 2008

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