Issuu on Google+

AURORA VENTURINI Portfolio


AURORA VENTURINI

via S. Rosa, 1 - 26816 Ossago Lodigiano, Lodi, Italia tel. 334 3501322 - e mail: aurora.venturini.89@gmail.com p.Iva 09264350969


Architettura, perchè? A differenza di molte altre professioni, l’architettura è una scelta a cui si approda dopo molto tempo ed una lunga formazione. Il giovane studente, come io stessa son stata fino a poco tempo fa, inizia un percorso che va oltre la mera dimensione accademica. Si tratta di un percorso di iniziazione verso l’arte dell’architettura. Si, perchè di arte, a mio parere, si tratta. L’architettura è l’arte di trasformare lo spazio e di modellarlo, sfruttando compotenze di qualsiasi calibro. La laurea non è altro che un misero traguardo a fronte del grande sapere a cui si è stati iniziati. Per essere archietetti non basta una pergamena, come non basta realizzare qualche progetto. Essere architetti per me è uno stile di vita, una realtà, un modo di essere, non solo una professione. Questo perchè tutto è architettura. Da sempre ci è stato insegnato la famosa massima “dal cucchiaio alla città”, non vi è nulla di più vero. Perchè l’architettura per esistere non necessita di mattoni o calcestruzzo. L’architettua è un disegno, una stanza, un piano urbano, un grattacielo, una sedia o un giardino. Architettura è spazio ed idee. Alla ricerca. Detto ciò, risulta difficile definire un possibile percorso lavorativo chiaro. La mia ricerca infatti è volta all’identificazione di un’area d’impiego in cui poter crescere e continuare ad imparare. La professione che ho scelto di praticare è la più stimolante e variegata, ricca di spunti, conoscenze infuse, tecnologia e strutture ma anche composizione, estetica ed arte. “L’architettura è una disciplina che si pone in un crocevia dove soffia da una parte il vento della cultura umanistica e dall’altra quello della cultura scientifica e dell’innovazione”, (Gianni Biondillo - Metropoli) cosa ci può essere di più bello! NOI architetti (ed è bellissimo potermi inserire in questa categoria) siamo versatili, abbiamo una marcia in più. La mia ricerca, o meglio speranza, è incentrata su ciò: trovare un luogo dove si possa fare architettra in una delle qualsiasi accezioni che comprende il termine; poter imparare nuove cose, disegnare, riflettere su nuovi temi e pensare ai vecchi, imparare nuovi programmi, usare taglierini e colla, scrivere e leggere.


ESPERIENZE LAVORATIVE

Paolo Alberto Zorzoli Architetto

via Sarfatti, 1 - Milano Collaboratrice di studio Attività svolte : assistenza nella progettazione e nella gestione del cantiere - rilievo e restituzione grafica - disegno alle diverse scale progettuali: dalla proposta al cliente alla fase esecutiva - redazione di computi metrici estimativi - redazione di elaborati grafici e gestione di pratiche comunali quali DIA, SCIA, CIAL e PdC - gestione forniture e fasi di cantiere - progettazione dell’arredo e disposizione dello stesso. da 02/2014 ... ... ad oggi

Studio Associato De Vizzi

via XX Settembre, 8 - Lodi Stagista - Tirocinio formativo Attività svolte : assistenza nella progettazione di diversi tipi di edificio (progettazione di servizi connessi ad edificio sportivo - progettazione d’interni) - rilievo e restituzione grafica di alloggi di diverso taglio - studio della normativa vigente per edifici sottoposti a tutela - progettazione dell’arredo e disposizione dello stesso - assistenza nella redazione e nella preparazione di gara per concorso pubblico. da 03/2013 ... ... a 06/2013

Blast Architetti

via Compagnoni, 13 - Milano Stagista - Tirocinio formativo Attività svolte : assistenza nella progettazioni d’interni per attività commerciali - assistenza alla progettazione d’interni per residenza - restituzione grafica 2d e 3d di elementi d’arredo - assistenza nella progettazione di strutture commerciali, pubbliche di grandi dimensioni, asilo - simulazione di differenti tipi di finitura di spazi commerciali - rielaborazione immagini di presentazione dei progetti. da 01/2011 ... ... a 06/2011

COMPETENZE LINGUISTICHE Madrelingua italiana

Francese (livello base A1)

Inglese (certificato TOEIC B2)

Cinese in fase di studio

COMPETENZE INFORMATICHE autocad - indesign - illustrator - photoshop - excell - word powerpoint - pages - numbers - keynote - rhino&vray

revit - gis

archicad - artlantis - sketchup - (cened plus)

Sistema operativo Microsoft Windows e Apple Mac Os X (e precedenti versioni)


STORY

In attesa dei risultati di vari concorsi, continuo a disegnare con matite e pennelli, programmi e macchine fotografiche, ma soprattutto con la mente... e tutto questo mi piace molto! ...wip... Partecipazione concorso LIGHTHOUSE SEA HOTEL Novembre 2015 -Febbraio 2016 Progetto “3Angle”

Partecipazione concorso internazionale di progettazione per un collegamento tra i musei Alvar Aalto Museum e Museum of Central Finland a Jyvaskyla (Finlandia) Febbraio 2016

Progetto “Surfing Aalto”

Partecipazione concorso di progettazione “Cascina Merlata” Dicembre 2015 Iscrizione all’ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Lodi Novembre 2015 Partecipazione concorso internazionale di idee “Piazza della scala” Giugno 2015 Partecipazione concorso di idee “Fai vivere la piazza” Maggio 2015

Progetto “Low Tech”

Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni Dicembre 2013

Tesi “High Quality - Hotel Low Cost Cascina Merlata 2013” nuovi modi di abitare temporaneamente l’edificio a torre

Laurea Triennale in Architettura delle Costruzioni Settembre 2011

Tesi “La promessa del verde”


PROGETTI UNIVERSITARI - dal 2008 al 2013


HIGH QUALITY - 2013

Il sito è situato a confine con l’autostrada e in connessione con l’Expo grazie ad una passerella pedonale. Con la creazione della passerella pedonale che bypassa il sistema viario si portano a contatto due parti di città da sempre divise. L’edificio alto per definizione cerca di intessere relazioni con una porzione di territorio molto più vasta e concettualmente infinita. È proprio questa, secondo la nostra lettura del luogo, la necessità: edificare una struttura che possa essere un landmark di connessione tra punti differenti tipologicamente e lontani nello spazio. La realizzazione di un edificio a torre in questo punto concretizza quella connessione tra due parti di città in modo più forte e in un certo senso visibile. L’identità funzionale della torre è la ricezione. Una struttura ricettiva a basso costo, adattabile ai diversi tipi di necessità. Ogni alloggio sarà munito di una parte esterna estrusa dalla camera. È proprio qui che abbiamo cercato di valorizzare la torre nella sua essenza, mantenendo l’idea di monolite nella percezione dall’esterno, e dando al utente la possibilità di godere di una vista mozzafiato sull’intorno. Per questo sono state sfruttate delle pelli di diverso spessore, che creando un gioco di facciata mantengono il prospetto unitario e appunto monolitico. La struttura su cui si aggancia tale prospetto è un tamponamento esterno doppio, agganciato alla maglia di travi e pilastri per una parte dall’esterno e per una dall’interno. La struttura vera e propria è pensata in calcestruzzo con una soluzione tuttavia innovativa. Un trama fitta di travi e pilatri che permette di realizzare solai strutturali bassi. Il solaio vero e proprio è da noi inteso come il sistema che si crea tra solaio strutturale e finitura e il sottostante controsoffitto. Il controsoffitto, isolato acusticamente e termicamente permette di avere un alloggio esente da impianti nei solai e in tal modo facilmente sostituibili, è quindi un tema estremamente utile ai fini della ridestinazione di alcuni piani dell’hotel. Il tema economico è stato molto curato, sia per quanto riguarda la standardizzazione di alcuni elementi architettonici e d’arredo, sia per la struttura. Abbiamo sentito l’esigenza di riflettere sul tema dell’economicità senza pregiudicare la qualità degli ambienti e dell’architettura stessa.


“L’unicità e l’esclusività sono il lusso di questo hotel low cost dove ognuno può godere del proprio cielo, unico ed esclusivo”


ll volume è diviso in tre parti in funzione della quantità di utenti a cui sono destinate. I primi 8 piani destinati ad ostello, nei 10 piani superiori è localizzato l’hotel classico, negli ultimi 12 piani vi sono alloggi per residenza temporanea. La pianta tipo di ogni classe di hotel è molto rigida, l’elemento interessante è la gestione dello spazio pubblico che si dispone sempre nella stessa porzione di struttura. Tale spazio pubblico è molto importante ai fini del dimensionamento dei servizi localizzati all’interno o meno degli alloggi. Infatti la percentuale di servizi nelle aree pubbliche (aree relax, cucine e sale pranzo comuni, lavanderia, connect area, meeting point) sono inversamente proporzionali alla variazione di dotazioni nelle camere. Nelle molte tipologie di camera che compongono l’abaco totale, è sempre presente una ricerca delle privacy, concretizzata sfalsando i letti dove non è possibile fare altro. In questo modo si crea uno spazio meno freddo e comunque vivibile.


“L’edificio alto aiuta la città a mostrarsi, mettendo in mostra se stesso. La connessione con la terra diventa più forte accentuata dalla visione mutevole del monolite” -High Quality-


L’ESSENZIALITA’ DEL QUADRO - 2013


“Milano non è forse tutta una grande cornice?” -L’essenzialità del quadro-


SLOW BOARD - 2013

Nel momento storico in cui ci troviamo, la questione infrastrutturale acquista sempre più maggior rilievo. Lo studio dei corridoi europei porta alla proposizione di scenari calibrati su velocità sempre maggiori. Il progetto da noi proposto, prende come elemento di base la realizzazione di una rete di trasporti ad alta velocità che connetta differenti poli, italiani ed europei. Lo studio dello scenario repulsivo ha identificato un’ipotetica espansione incontrollata delle aree urbane sede di stazioni tav. Ciò risulta connesso all’abbandono delle arre limitrofe, non servite da questo genere di trasporti e anche l’agricoltura ne risentirebbe negativamente in tal modo.


L’identificaione del problema ha portato in questo caso alla comprensione della regola per evitarlo. A seguito dell’individuazione di cinque sistemi che interagiscono tra loro nel nord Italia, sono state identificate e studiate delle regole, volte alla tutela del verde agricolo e naturale correlato alla limitazione dell’espansione della città. In questo modo crediamo possibile permettere il progresso dell’area de nord italia, sotto molti punti di vista: qualità degli ambienti, identificazione locale, facilità di movimento su scala e velocità diverse, connessione di porzioni di territorio molto vaste.


VIVERE IN ALTEZZA - 2012


Qual è la differenza tra singolo e sistema quando sono tanti elementi a fare l’insieme? In questo caso il sistema di torri è subordinato ad un sistema di isole residenziali che si integrano con l’intorno emergendo dal mare verde che le circonda. L’area, attualmente cinta da un alto muro, si apre alla città creando una bretella verde che da continuità ai parchi situai ai quattro punti cardinali del lotto. Le torri sono dei fari che spuntano da ogni isola e guardano al verde vicino tanto quanto al centro città più lontano. La riflessione che tale progetto porta a sviluppare è l’identità progettuale connessa alla distanza da cui tali complessi vengono visti: il singolo da vicino, il sistema da lontano. La funzione prevalente delle isole è residenza con esclusione dei piani terra adibiti a servizi. Negli edifici a torre, le tipologie residenziali sono di due tipi principalmente: appartamenti e appartamenti con studio. La grande varietà riguarda i tagli, mentre la grande innovazione riguarda la componente tecnologica e impiantistica applicata al progetto. I servizi (bagni e cucine) sono addossati alla parete esterna, i bagni sono dei moduli prefabbricati che vengono agganciati alla facciata. Idealmente questo da la possibilità di variare i tagli in funzione delle esigenze, spostando i moduli bagno che vengono portati in cantiere già prefabbricati e finiti.


A REVITALIZED CITY - 2012


La periferia Ovest milanese risulta per lo più occupata dal parco agricolo sud e dalle entità cittadine gravitanti attorno al centro milanese. A seguito dell’assegnazione dell’Expo2015 alla città di Milano, questa zona è stata coinvolta in numerosi progetti di matrice differente. Particolarmente interessante per il progetto urbanistico qui proposto, è la via d’acqua, ovvero il collegamento di numerosi parchi, piste ciclabili, viali, con la riqualificazione dei navigli e di alcune aree dismesse e riconvertibili in parco. Partendo dal tracciato di questo progetto, si è deciso di andare a integrare il sistema di parchi con una rete di cascine tematiche situate nel territorio delimitato a Nord da Pero e a Sud da Settimo Milanese e Quinto Romano. Le cascine in oggetto acquistano nuovi significati laddove necessario: musei tematici, luoghi didattici ed ecostazioni. Ad Ovest di Pero, nell’area in cui sorge attualmente l’inceneritore, trova sede un ampio parco energetico costituito da un bosco per la biomassa e da campi di fiori e colture tipiche. Il bosco energetico va ad occupare al zona attorno all’inceneritore, bilanciandone le emissioni una volta riconvertito in impianto a biomasse, mentre i campi tematici si trovano lungo le piste ciclabili e nelle zone più urbane del parco. Tuttavia la trasformazione apportata con il verde all’area penetra anche all’interno della città di Pero, grazie ad un intervento denominato agopuntura. Con questa denominazione si cerca di indicare precisamente il senso dell’intervento stesso, ovvero toccare con interventi puntuali delle zone particolari dell’abitato per portare benessere all’intera città. Gli interventi in oggetto sono di carattere commerciale-residenziale e costituiscono l’inserimento o la sostituzione di nuovi corpi di fabbrica all’interno del panorama cittadino. Queste operazioni sono accompagnate dall’inserimento di viali alberati piuttosto che di aree sportive; portando il verde all’interno dell’abitato.


ABITARE CHIARAVALLE - 2009

“Cosa da valore al luogo se non il passato e il futuro che si incontrano nell’istante dettato dall’occhio?” Pur facendo parte del centro abitato, l’area, appariva poco fruibile e raggiungibile in quanto un corso d’acqua la delimitava su due lati. Proprio per questo la cittadina non poteva fare uso dell’area in oggetto, molto preziosa per il rapporto privilegiato con l’Abbazia e il Parco. I primi elementi su cui si è deciso di agire sono stati: fruibilità e accesso, creando una via pedonale che attraversasse, seppure marginalmente, l’area andando a collegarla ad uno spazio pedonale di sosta posto in fronte all’Abbazia, affacciato sul corso d’acqua Vettabia. Un leggero declivio erboso accompagna la città al Parco della Vettabia, riunendo poi attraverso l’occhio, le due entità con l’Abbazia. L’edificio ospita sette unità abitative di differenti dimensioni, l’elemento in comune tra loro è la vista. Durante la progettazione dell’edificio si è scelto di posizionare preferibilmente le zone giorno verso Ovest, ovvero verso il parco e l’Abbazia, gestendo l’unità abitativa in modo da gestire le zone notte sul lato Est. Entrando nell’area si scopre gradualmente cosa veramente la stessa porti in sé. Gli alberi, come grandi sculture, sono posizionati in modo da rendere graduale la scoperta.


CONCORSI - dal 2014 ad oggi...


3ANGLE - 2016

CONNECTION & POINTS

MODELING

“THE LIGHTHOUSE KEEPER IS A MONOLITH OF SANDSTONE LIMESTONE THAT STANDS BETWEEN HEAVEN AND SEA”

TENSION


Il fascino del luogo è dato dalla semplicità con cui i tre materiali che lo compongono si fondono tra loro: acqua, terra e cielo. Il sensazionale paesaggio ha l’obbligo di mettersi in mostra, questa è la sua vocazione. Il progetto sfrutta questa vocazione: una passerella si snoda fino al mare, attraversando il limite tra cielo e terra. In questo scenario l’hotel si adagia sul terreno, sotto la passerella, andando a lanciarsi anch’esso verso il mare. La struttura si sviluppa sotto il piano del faro, questo per permettere alla passerella di svilupparsi in piano senza alcun impedimento visivo. L’hotel standard è articolato in modo molto semplice e lineare: distribuzione, camere con servizi e logge. Il frastagliato corridoio di distribuzione porta dal faro al ristorante e al camping servendo tutte le camere. Come nella passeggiata soprastante, anche dal corridoio si può godere dello spettacolare paesaggio verso il faro. Le camere sono di diversi tipi: doppia, tripla e quadrupla, con letti singoli o matrimoniali. Ogni unità è munita di una piccola loggia. Questo è il concetto di “lusso democratico” che si estende poi al camping: ogni camera (dalla più costosa alla più economica) ha la possibilità di godere di un paesaggio sensazionale incorniciato dalla propria piccola loggia. Il camping, disposto sul lato sud del triangolo, è composto anch’esso in modo semplice e lineare: una distribuzione, una fascia di servizi e la fascia delle tende. Questo non è un vero camping ma una rivisitazione strutturata. Le funzioni (bagno, sala relax, docce ecc) vengono accorpate e messe a servizio di un limitato numero di “celle”. Queste celle sono il corrispettivo delle tende: il campeggiatore arriva con il sacco a pelo che sistema in una cella e poi tira le tende che delimitano la cella. Da qui ogni persona avrà il piccolo pezzo di paesaggio. La passerella si sviluppa alla quota del faro ed è accessibile a chiunque. Questa superficie è la degna conclusione del progetto. Un nastro che si spinge verso il mare per poi tornare, sulle roccie, verso il faro e il cielo che lo stesso tocca. La balaustra scende fino a terra o fino a gettarsi nel mare. Diventa frangisole avvolgendo hotel e camping o diventa supporto per le pale marine inabissate poco lontano dalla costa.


SURFING AALTO - 2015 Il tema guida del progetto è la connessione in tutte le sue molteplici sfaccettature. I due musei, vicini ma non abbastanza da toccarsi e fondersi, escono dai loro muri, tendendosi l’uno verso l’altro. Al centro di queste estensioni si sviluppa il nucleo del progetto: l’ingresso comune che connette i due musei. Un cilindro che come landmark si erge in posizione centrale e visibile dalla piazza circostante. La natura contribuisce alla modellazione dei volumi. I pendii verdi divisi dal nuovo edificio si cercano, plasmando le pareti con tensioni e giochi di visuali. La natura abbraccia il museo che la avvolge a sua volta con dolcezza. La struttura è caratterizzata da una forte fluidità spaziale. I due musei fluiscono in modo naturale dalle porte preesistenti, riversandosi nel nuovo edificio.


“Un’onda che si muove, accarezzando un cuore di legno. La natura e il museo si uniscono in un profondo abbraccio dove l’unico complice testimone è il vetro”


L’edificio è composto da due volumi tra loro incastrati: un nucleo di legno, chiuso e caldo, incastrato in una struttura con pareti vetrate, dove lo sguardo spazia verso ambienti più lontani. Lo shop di vetro e l’ingresso di legno si incastrano, lo shop fluisce attorno al cilindro di legno, connettendo con una rampa i diversi piani dei musei. Lo shop è uno spazio fluido, aperto, che deve essere attraversato. Pareti vetrate e pilastri bianchi si relazionano con pilastrini in legno addossati al nucleo, anch’esso in legno. I pilastrini di legno sono la struttura a cui vengono agganciate le mensole dello shop. In questo modo si evita di ingombrare lo spazio con molteplici scaffali ma si addossa tutto alla parete. Le mensole possono essere spostate, rimosse o integrate. L’ingresso è più rigido ma versatile nelle funzioni. Si predispone per mostre, relax, meeting, ritrovo; in questo modo l’ingresso viene vissuto e lo shop attraversato. Le tre workstation richieste sono posizionate in due punti sui due livelli diversi, sono visibili da ogni punto dello shop e possono essere sfruttate anche come postazioni informazioni. Uno degli obbiettivi della competizione è di connettere l’edificio con la piazza antistante. La connessione da noi proposta è di carattere visivo. Lo spazio esterno verde e il sistema di vasche situati davanti al nuovo edificio verranno conservati e riqualificati, evitando così la snaturazione del luogo. Il rapporto tra piazza e edificio è dato dalle visuali e dall’orientamento della struttura. Stabilendo una connessione di questo tipo si invita il visitatore stesso a conoscere entrambi i due luoghi, attraversando lo spazio che li separa per viverli.


LOW TECH - 2015


Sintetizziamo gli elementi che compongono un progetto di arredo urbano in blocchi lignei, come a voler ristabilire un equilibrio materico all’interno della piazza. Costruire un nuovo mattone concettuale low tech, con il quale colmare le lacune urbanistiche dell’area, che ne limitano il potenziale. Andiamo a rinforzare l’angolo debole della piazza con il nostro mattone primordiale, un atto forte ma effimero, garantendo la totale reversibilità dopo la realizzazione. La scelta del legno garantisce il minimo impatto ambientale nel rispetto del contesto e dello stato di fatto. La forma ad arena, non è compatta ma permeabile, per consentire il passaggio visivo e per ospitare molteplici attività, individuali e di gruppo; potenziando così l’utilizzo della piazza: sia con la quotidianità, sia con l’evento straordinario come concerti e spettacoli. La versatilità del metodo costruttivo, rende il progetto ripetibile ed adattabile alla moltitudine di contesti presenti nella città contemporanea. Una struttura dalla forma innovativa, che interagisce con i passanti, trasformando la piazza in un luogo da vivere e non solo da attraversare.


“Costruire un nuovo mattone concettuale Low Tech, con cui colmare le lacune urbanistiche dell’area che ne limitano il potenziale”


AURORA VENTURINI via S. Rosa, 1 26816 Ossago Lodigiano, Lodi, Italia tel. 334 3501322 e mail: aurora.venturini.89@gmail.com p.Iva 09264350969

La presente documentazione e’ strettamente riservato. La presente comunicazione e’ rivolta unicamente solo alla/e persona/e a cui e’ indirizzata ed alle altre da questa/e autorizzate a riceverla. Se non siete i destinatari della presente comunicazione siete avvisati che qualsiasi divulgazione, copia, distribuzione o azione basata sul contenuto di tali informazioni e’ assolutamente vietata e potrebbe essere contro la legge (legge 196/03).


Portfolio ITA