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Tipologia b) ORGANISMI STORICO MONUMENTALI

b1) Costa dell’Arnella b2) Crinale del Monte Titano b3) Piazza Domus Plebis b4) Contrada Omagnano, il Contradino b5) Piazza della Libertà b6) Piazzetta del Titano b7) Piazzetta del Placito Feretrano b8) Vicolo del Macello b9) Piazza Grande e Piazza di Sopra b10) Foro Boario di Borgo Maggiore- Portici

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DATI GENERALI b1

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Costa dell’Arnella

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino costa dell’Arnella

RIF. CATASTALI Fogli 42, 31

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a2,1,2; a2,1,3; c5; c23

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Precedente al 1243; in continua formazione, trasformazione e denizione sino al XX secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Sentiero, mulattiera, via di collegamento Strada pedonale

CENNI BIBLIOGRAFICI F. Balsimelli, Sistema economico amministrativo dell’antico comune Sammarinese, in Liceo Ginnasio Governativo e Scuola Media Unicata, annuario X, a. s. 1967-1968, Urbania 1968 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano , San Marino 2002 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo, vol.II, San Marino 2003 O. Brizi, Quadro storico-artistico della Serenissima Repubblica di San Marino, Firenze 1842 A. De Bougy, Leggende, histoire et tableau de Saint Marin, Parigi 1865 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 O. Fattori,San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata , San Marino 1937 N. Matteini, La Repubblica di San Marino. Guida storica artistica della Città e dei Castelli, San Marino 1984 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1, in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 S. Rossini (a cura), Luoghi della memoria. La Costa dell’Arnella , in Sorpresa , a. XIII, n. 134, Maggio 2004 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e sviluppo del Centro Storico di Borgo Maggiore, San Marino 1979 G. Zani, Le forticazioni del Monte Titano, ristampa a cura della B. A. e C., San Marino 1997 Dipartimento Affari Interni, ASSM (a cura), Atti del Consiglio Principe, vol. 1, San Marino Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità , sistemazione del largo fuori della porta della Ripa, in Libertas Perpetua (Museum), a. VI (XVIII), n. 2, 1936 Concorso Idea verde per la Repubblica di San Marino , in Acer , n.2, marzo-aprile 1996 ASSM, Carteggi - Lettere alla Repubblica dal 1757 al 1762, busta 135


CARATTERISTICHE

b1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il tracciato della Costa dell’Arnella, così chiamata, molto probabilmente, poiché l’Ornello (fraxinus ornus) ne costituisce parte della vegetazione preminente, si rese necessario per collegare la Città fortiDcata con la piazza del mercato, che, grazie alla particolare posizione strategica, rispetto alle vie di comunicazione ed aree di inEuenza del bacino toscoromagnolo marchigiano, si sviluppò alle pendici nord-est del monte Titano. Non è escluso si tratti di un percorso praticato sin dall’alto medioevo. Del Mercatale abbiamo, tuttavia, notizia certa solamente dal 1243. La Costa, prima dell’espansione della Città alta e della costruzione della Porta della Ripa, si prolungava sino al Cantone. Non è certo se l’ultimo tratto, che peraltro collegava anche il Mulino delle Polveri, sia più antico del tratto che dal CroceDsso conduceva, attraverso le Piagge, alla Porta del Loco. Probabile che i due percorsi abbiano la stessa origine, non si dimentichi, infatti, che, non solamente il Mulino delle Polveri doveva essere facilmente raggiungibile dal luogo fortiDcato, ma anche la stessa Torre Colombaia del macello, certamente più antica, non poteva non essere servita da un rapido collegamento fra mercato e castello, e ciò ancora prima che venisse costruita l’ultima cinta di mura. Delle vie di comunicazione fra Borgo e San Marino scrivono quasi tutti i numerosi visitatori, eruditi, viaggiatori, pubblicisti, commentatori, che, per varie ragioni, si sono recati sul Titano, e di cui conosciamo le cronache almeno dal XVII secolo. La Costa è sempre deDnita via angusta e di difDcile percorrenza alla quale viene preferita la strada delle Piagge, e ciò in particolare da quando, nella prima metà dell ‘800, questa viene migliorata sino a divenire, con successivi interventi, la via Piana. Oreste Brizi deDnisce la Costa ‘ più corta e più rapida’, rispetto alla strada delle Piagge, ma poi aggiunge: ‘anche il migliore di siffatti cammini riesce dif'cile per carri e per trasporto delle derrate entro la città stessa’ (1842). Lo stesso Alfred De Bougy scrive nel 1865: ‘Du Borgo portait l’ancienne route de la città, rapide, fatigante, dif'cile et pavée de grosses pierres brutes’. Così come dal carteggio alla Repubblica degli anni 1757-1762, ancora si apprende che la Costa ’detta scortatora, che dalla Porta della Ripa conduce parimenti che la medesima strada da rifarsi, al Borgo, non è praticabile che a soli Pedoni, perché troppo ripida e scoscesa’. Il percorso della Costa dell’Arnella lo si evince anche dalle mappe del primo catasto geometrico di San Marino redatto dai Pelacchi sul Dnire del XVIII secolo. Oggi, la Costa, lastricata con conci e fermacarri in arenaria locale, inserita in uno scenario naturale di alto pregio, sia per la sua storia che per le sue speciDche caratteristiche architettoniche ed ambientali, è classiDcabile fra gli organismi storico monumentali del nostro Paese. Si snoda dai Baluardi del Macello e del Mulino, attraversa la Porta della Ripa, comprende il Portale della Rupe (costruito nel 1936 per chiudere il passo nella rupe onde ‘impedire depositi di immondizie ’), lo spiazzo del Mulino delle Polveri e la Chiesa di San Rocco, lambisce le case Morri e Righi e giunge, con l’area verde che la circonda, sino a Borgo.

Notazioni critiche

Note Nell’ambito del concorso ‘idea verde per la Repubblica di San Marino’ indetto nel 1996, uno dei progetti premiati ipotizzava un recupero della Costa arricchendo il percorso con un museo all’aria aperta, dove arte e natura potevano divenire oggetto di attenzione per il pubblico. Pur se con obiettivi meno ambiziosi, la tutela e la valorizzazione di tale percorso, è, comunque, assolutamente auspicabile.


b1) Organismi storico monumentali Costa dell’Arnella

1

5

2

3

6

4

7


DATI GENERALI b2

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Crinale del Monte Titano

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino

RIF. CATASTALI Fogli 42, 43

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a2,1,10;a2,1,11;b1;c1; c2;c3;c5;c6;c7; c10; b2,1; d6;e10

Autore/i

Ignoti - Bonelli, Belluzzi, Gozio, Cionini - Serra - Zani

Cronologia

Precedente al 1243; secoli XV, XVI, XIX, XX

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Sentiero, orto, terrazzi, camminamenti Strada pedonale, giardino, terrazzi, camminamenti

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Saluti da San Marino, San Marino 1983 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo , vol.II, San Marino 2003 O. Brizi, Quadro storico-artistico della Serenissima Repubblica di San Marino, Firenze 1842 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Buscarini, Le rocche e il sistema murario della Città di San Marino, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1984-1985 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 L. Donati, La Basilica di San Marino manuale storico-religioso , San Marino 1963 O. Fattori, Forticazioni Armi e Milizie, in M. Gozi (a cura), Terra di San Marino, Milano 1934 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata , San Marino 1937 P. A. Guerrieri (1604-1676), Il Montefeltro illustrato. P. Terza, Cap.li IV-X, de La Carpegna etc. , Rimini 1979 C. Malagola, L’Archivio Governativo della Repubblica di San Marino , San Marino 1981 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 M. Moretti, Il trono dei poveri , Milano 1928 L. M. Morganti, L’Architettura 2. Il Convento di Santa Chiara nella città antica , in St. ill. della RSM , vol. 3, S. Marino 1986 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino, (tesi di laurea) Università di Urbino, a.a. 1975-76 M.L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 L. Quaroni (a cura), Relazione al progetto per il Piano Particolareggiato del Centro Storico di San Marino , 1981-83 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe , Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 e 2, in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, Il restauro della terza torre: il Montale, in Libertas Perpetua (Museum) , a. III (XVII), n. 2, aprile-ottobre 1935 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza 1963 G. Zani, Le forticazioni del Monte Titano, ristampa a cura della B. A. e C., San Marino 1997 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Sistemazione del largo fuori della porta della Ripa, in Libertas Perpetua (Museum) , a. VI (XVIII), n. 2, 1936 Il nuovo piano regolatore della Città, in Il popolo Sammarinese , organo del P.F.S., 27 novembre 1932 Concorso ‘Idea verde per la Repubblica di San Marino ‘, in Acer, n. 2, marzo-aprile 1996


CARATTERISTICHE

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DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Crinale del Monte Titano è il percorso che, quasi senza soluzione di continuità, dalla Costa dell’Arnella attraversa la porta della Ripa, lambisce o penetra le parti alte della rupe quali il giardino del Convento di Santa Chiara, il belvedere del Cantone e del Bellevue , il terrazzo di casa Onofri (Arcipretura), la scala sul precipizio che dalla sacrestia della Pieve conduce ai letti dei Santi Leone e Marino, gli orti Borghesi, il terrazzo del Nido del Falco, la salita alla Rocca, il piano dei mortai, la Prima Torre, il Casino delle Streghe, il Passo dei Cani, la salita alla Cesta, la salita al Montale, arriva a piazza Gandhi continua sino al Santuario rupestre della Tanaccia ed al Serrone. La vicenda storica-costruttiva di molti di questi luoghi è brevemente contenuta nelle schede speci@che di riferimento (V. casella RIFERIMENTO FASCICOLO/ N.); a queste va aggiunta altresì la memoria di luoghi meno conosciuti quali ad esempio il terrazzo del Bellevue (1950), opera degli anni cinquanta del XX secolo con le sue suggestive diramazioni nella rupe; il terrazzo di casa Onofri racchiuso fra la casa del Padre della Patria - che anche per tale ragione è edi@cio da tutelare - e l’abside della Pieve; la scala sul precipizio che conduce ai letti dei Santi Leone e Marino, un collegamento esterno, dalla sacrestia della Pieve alla Chiesa di San Pietro, formato da sei gradini in pietra a sbalzo, la cui funzione è sempre stata quella di consentire l’accesso esterno alle due tombe rupestri intagliate nella parete rocciosa, ricompresa nell’abside della Chiesa di San Pietro; oppure di camminamenti più frequentati come il Passo dei Cani realizzato negli anni trenta del secolo scorso. Il Crinale del Monte è, pertanto, l’insieme di interventi relativamente recenti che collegano spazi più antichi. Gino Zani ne intuì, fra i primi, la rilevanza storico-ambientale (ed anche turistica) che avrebbe potuto assumere se opportunamente valorizzato, e ne predispose e realizzò il progetto di sistemazione cogliendone gli aspetti più suggestivi. Il Crinale nel 1980 fu oggetto di studio anche da parte del gruppo di architetti che lavorò con il professore Quaroni alla stesura del Piano Regolatore del Centro Storico; in quell’occasione si tracciò un possibile disegno di ristrutturazione dell’intero percorso; tale progetto, tuttavia, come per tanti altri progetti quali@canti per la Città, non ha avuto attuazione.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI b2,1

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

b2) Crinale del Monte Titano: Terrazzo del Cantone

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino Il Cantone

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 97, 98

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b2

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1932-1939

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Terrazza panoramica Terrazza panoramica

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1986 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 L. M. Morganti, L’Architettura 2. Il Convento di Santa Chiara nella città antica , in Storia illustrata della RSM, vol. 3, San Marino 1986 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino, a. a. 1975-76 L. Quaroni (a cura), Relazione al progetto per il Piano Particolareggiato del Centro Storico di San Marino, 1981-83 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 2, in Storia Illustrata della RSM , vol. 2, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Il nuovo piano regolatore della Città, in Il popolo Sammarinese , organo del P.F.S., 27 novembre 1932 Concorso ‘Idea verde per la Repubblica di San Marino ‘, in Acer , n. 2, marzo-aprile 1996


CARATTERISTICHE

b2,1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali L’immobile era parte del progetto del Piano Regolatore interno voluto da Giuliano Gozi ed elaborato e disegnato da Gino Zani dal 1932 al 1935. Ne costituiva il punto di arrivo del percorso che, dalla piazza del Titano, attraverso altri impegnativi interventi, si estendeva sino al Cantone, che, dal 1904, ospitava il bronzo dedicato all’illustre concittadino Bartolomeo Borghesi. Zani interviene in un’area su cui erano anche orti privati, demolisce, fra l’altro, il vecchio muro di clausura del Convento delle Monache, in luogo del quale costruisce un edi<cio su due piani, lungo e stretto, che nel progetto iniziale, ma anche nel plastico del 1937, doveva avere la funzione di doppio porticato, l’uno con affaccio sul Convento e di uso esclusivo delle Monache, l’altro ad uso pubblico senza aperture sul Convento e che fungesse da collegamento con il belvedere del Cantone Borghesi, da cui, tramite un sottopasso, ci si doveva riconnettere al nuovo complesso, mai portato a termine, del Palazzo degli Uf<ci. Si tratta, nel suo complesso, ovvero quello costituito dai tre corpi di fabbrica che formano l’insieme del Cantone Borghesi, di un’opera architettonica parzialmente compiuta, infatti, mentre risponde egregiamente alla funzione di terrazza belvedere e in parte, anche, di modesta Galleria d’Arte, soffre, tuttavia, della soluzione di continuità che le deriva dalla mancata presenza del progettato Palazzo degli Uf<ci; al posto del quale, oggi, anche se un poco rabberciato alla meglio, pur con il ridondante nome di Cava dei Balestrieri, esiste un vuoto non risolto, che interrompe malamente le logiche dei percorsi previsti da Zani nel disegnare quel laborioso Piano Regolatore che si estendeva sino all’Ara dei Volontari e ricomprendeva il giardino Fattori, oggi dei Liburni, nonché la monumentale sede della Cassa di Risparmio. L’edi<cio ha ospitato sino ai primi anni ottanta l’Uf<cio Tecnico, l’Uf<cio del Lavoro e, successivamente, l’Uf<cio del piano e della Cooperazione. Oggi, restaurato, ha assunto la funzione di Galleria d’Arte, anche se ancora non ultimata. Tramite una scala che lo attraversa, ha rimesso in relazione la parte alta del Paese con l’orto delle Suore e la contrada Omerelli, ricostituendo, in tal modo, un antico percorso che dalla <ne del XVI secolo era invece stato sbarrato dal muro di clausura.

Notazioni critiche

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001


b2) Organismi storico monumentali Crinale del Monte Titano


DATI GENERALI b3

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Piazza Domus Plebis

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza Domus Plebis

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b4; b2; c6; c7; d6; d7

Autore/i

A. Serra

Cronologia

1825-1838

Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso originaria/e Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso attuale/i

Sistemazione esterna della nuova Pieve Piazza

CENNI BIBLIOGRAFICI P. Bacciocchi, La Pieve dalle origini alla ricostruzione, in Storia Illustrata della RSM, vol. 4, San Marino 1995 P. Bacciocchi, La Pieve il progetto Serra, in Storia Illustrata della RSM, vol. 4, San Marino 1995 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo, vol.II, San Marino 2003 O. Brizi, Quadro storico-artistico della Serenissima Repubblica di San Marino, Firenze 1842 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dellâ&#x20AC;&#x2122;800 e altre immagini, San Marino 1983 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 L. Donati, Il monte Titano e il suo Santo , San Marino 1957 L. Donati, La Basilica di San Marino manuale storico-religioso , San Marino 1963 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nellâ&#x20AC;&#x2122;arte, San Marino 1988 L. M. Morganti, Lâ&#x20AC;&#x2122;Architettura. Le Chiese di San Marino in Storia Illustrata della RSM, vol. 4, San Marino 1995 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. Lâ&#x20AC;&#x2122;architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della CittĂ  di San Marino, (tesi di laurea) UniversitĂ  di Urbino, a. a. 1975-76 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 e 2, in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, La Chiesa vecchia di San Marino, in Libertas Perpetua (Museum) , a. III (XVII), n. 1, 1934-1935 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza 1963 A. Zuccagni Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1985 Dipartimento Affari Interni, ASSM (a cura), Atti del Consiglio Principe, vol. 1, San Marino


CARATTERISTICHE

b3

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La Piazza della Pieve nasce con la ‘demolizione/ricostruzione’ delle Chiese di San Marino e di San Pietro, iniziata nel 1826 e terminata nel 1838 (anche se i lavori di completamento durarono sino al 1855). Dai rilievi dell’antico monumento, redatti nel 1776 da Agostino Pelacchi e nel 1825 da Carlo Santucci nonché da quelli, ancora meglio deBniti, preliminari alle fasi di abbattimento, di Pietro Ghinelli ed Antonio Serra, Gino Zani, negli anni trenta del secolo scorso, utilizzando anche il prospetto della Città pubblicato dal Blaeu nel 1663, elabora una precisa ricostruzione del complesso romanico. Confrontando tale ricostruzione con il complesso attuale, orientato secondo l’asse nord-sud, si evince, fra l’altro, come quest’ultimo sia stato ruotato di circa novanta gradi rispetto all’originale. L’accesso principale al piazzale fu ricavato dal giardino di Benedetto Angeli Tosini proprietario del palazzo antistante. Con la realizzazione di questo nuovo accesso vennero abbattute anche alcune casupole adiacenti che lasciarono il posto al muro di contenimento sovrastante il Contradino e la via Omagnano. In origine su questo Banco, anche se in posizione più centrale, era la scala che conduceva all’antico sagrato perpendicolare alla facciata della Chiesa vecchia. La nuova rampa forma una curva a partire dal combarbio del Diamond, lambisce il palazzo Borghesi e si viene a trovare in posizione frontale rispetto al pronao della Chiesa ottocentesca. Antonio Serra ideò diverse soluzioni per sistemare gli esterni della sua Chiesa neoclassica ed inBne adottò quella che ancora oggi conBgura uno dei più signiBcativi ed emblematici luoghi del Paese. L’Organismo Storico Monumentale, delimitato dal prospetto della Chiesa di San Pietro, dal muro degli orti Borghesi, dal Banco dell’omonimo Palazzo, dal portico e dal Banco della Pieve, dall’ingresso alla casa Onofri e dal parapetto del muro sul Contradino, si caratterizza anche per le particolarità delle rampe, dei selciati e dei parapetti, soprattutto laddove hanno mantenuto orditura e disegno ottocenteschi; orditura che si potrebbe deBnire: ‘a scandire il passo’, ovvero scandita dalla presenza del concio più stretto ad un ‘ritmo’ costante fra i conci più larghi. Tutti i lavori in pietra della Piazza sono, comunque, opera di esperte maestranze locali: i Bttoni, i parapetti, le cortine dei muri di recinzione o del Banco della Pieve, gli stessi prospetti delle due Chiese, assieme ai selciati caratterizzano un organismo architettonico di grande pregio e di autentico signiBcato storico-ambientale.

Notazioni critiche La Piazza della Pieve o Domus Plebis è, fra gli interventi ottocenteschi, uno dei meglio riusciti che, al di là del grave episodio della demolizione dell’antico complesso romanico, risulta ancora oggi uno dei luoghi più suggestivi del nostro Centro Storico.

Note La mappa del frazionamento degli Orti Borghesi per la costruzione della piazza è del 1829 ed è conservata presso l’ASSM.


b3) Organismi storico monumentali Piazza Domus Plebis

1

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6

5

7


DATI GENERALI b4

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Contrada Omagnano, il Contradino

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Omagnano, Contradino

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b3

Autore/i

Ignoti

Cronologia

Intorno al XII secolo sino al XIX secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Contrade Contrade

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino. Proposta per una ricerca, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1983-1984 E. Camuncoli, La Serenissima Repubblica di San Marino, Roma 1931 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 N. Matteini, La Repubblica di San Marino. Guida storica e artistica della Città e dei Castelli , San Marino 1989 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino, a. a. 1975-76 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Zani, I ristauri del Castello di San Marino, in Museum, a. XIV, 1930-1931 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963


CARATTERISTICHE

b4

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Come indicato dallo Zani, contrada Omagnano (dedicata a G. B. Bellucci dal 1907 al 1979) ‘doveva il suo nome probabilmente ai magnani, che avevano ivi le loro botteghe rumorose, perché dalla mattina alla sera lavoravano il ferro sulle incudini a colpi poderosi di martello per farne lamiere o verghe con cui fabbricare armi ed attrezzi ‘ (1963). Ciò convaliderebbe la tesi secondo cui la Pieve e le abitazioni ad essa adiacenti non erano comprese entro la più antica cerchia di mura. Ad ogni modo contrada Omagnano ed il Contradino fanno parte del nucleo originario dell’abitato di San Marino. Dall’analisi delle prime mappe catastali della Città si nota come l’assetto planimetrico di queste vie sia pressoché invariato da molto tempo: dal Pelacchi (1776) in poi non si riscontrano, infatti, mutamenti signiAcativi se non nella zona prossima alla Funivia, costruita negli anni cinquanta del secolo scorso e, ovviamente, nella zona a monte che un tempo conteneva la scala di accesso al sagrato della ‘Pieve Vecchia’, nonché il giardino Angeli Tosini e le case ivi adiacenti che, una volta abbattute, lasciarono il posto al muro di sostegno della piazza ed alla rampa di accesso al nuovo complesso monumentale della Pieve. Sempre in base alla ricostruzione dello sviluppo delle fortiAcazioni fatta da Zani, il secondo girone di mura, ediAcato a cavallo dei secoli XII e XIV, doveva passare proprio in prossimità di contrada Omagnano; non è quindi da escludere che le abitazioni del comparto, come avveniva solitamente, si addossassero proprio a quelle mura, una volta dismesse. La tipologia dominante degli ediAci del comparto è di origine medievale, in particolare tipica della città di pendio, laddove è la curva di livello a determinare l’andamento della contrada lungo la quale si innalzano i muri delle case a schiera, costruite su più piani Ano a raggiungere le quote fuori terra, con i muri maestri paralleli e posti in modo da ottenere luci brevi da coprire con travi di legno. Sino a qualche anno fa in via Omagnano ‘resisteva’ un tipico Casalino a schiera che aveva conservato anche all’interno alcune caratteristiche dell’abitazione duecentesca; trattandosi, tuttavia, di una proprietà privata non si è potuto imporre quel restauro ‘museale’ che avrebbe permesso di conservarne, unico esempio in San Marino, i caratteri originari. Percorrendo la via dalla Pieve al Cantone sono tanti gli elementi di pregio che meritano di essere valorizzati e tutelati, ad esempio il vialetto (Il Contradino) che, con la sua lastricatura unica, fatta di conci antichi di diverse pezzature, conduce alla casa di Girolamo Gozi con la sua splendida loggetta quattrocentesca ed il bel portale settecentesco, o lo stesso muro in pietra che lo sorregge, con il caratteristico ‘attacco’ risolto da due ‘salti’ degradanti; o,ancora, le Scale del Sacello e dell’Arengo e, fra di esse, la seduta in pietra a ridosso del muro di contenimento di un’altra tipica casa duecentesca con orto. Sui prospetti degli ediAci che delimitano la contrada a nord sono presenti inoltre elementi architettonici, quali ogive trecentesche e cornici quattrocentesche, che ne testimoniano ancora l’antica origine. Da notare, inAne, sul Aanco di casa Gozi, poco prima della loggia, il mosaico in piastrelle ceramiche dipinte rafAgurante San Leo, San Marino e Sant’Agata del tutto simile alle immagini dei tre Santi collocate sulla facciata del Palazzo Pubblico.

Notazioni critiche

Note


b4) Organismi storico monumentali Contrada Omagnano

1

4

7

8

2

5

3

6


DATI GENERALI b5

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Piazza della LibertĂ  (Pianello)

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza della LibertĂ  (Pianello)

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° d9; b5,1; d10; a2,1,12; c9; g1

Autore/i

Ignoti/ (autori conosciuti vedi RIFERIMENTO FASCICOLO N°)

Cronologia

Precedente al XIII secolo; XV secolo sino al XIX secolo

Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso originaria/e Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso attuale/i

Spiazzo extra muros, copertura Cisterne, piazza Piazza

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Saluti da San Marino, San Marino 1983 M. A. Bonelli, Un felice ritrovamento: la bella LibertĂ , San Marino 1984 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. I, Rimini 1991 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano , San Marino 2002 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo , vol.II, San Marino 2003 O. Brizi, Quadro storico-statistico della serenissima Repubblica di S. Marino , Firenze 1842 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca.Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dellâ&#x20AC;&#x2122;800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino. Proposta per una ricerca, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1983-1984 C. Buscarini, San Marino: i luoghi della storia: Rocche e Fortilizi, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1984-1985 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra â&#x20AC;&#x2DC;700 e â&#x20AC;&#x2DC;900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi , San Marino 1986 C. Buscarini, Sommario del carteggio della comunitĂ  di San Marino. Parte II (1465-1500), in Studi Sammarinesi, San Marino 1986 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 De Liveri Di Valdausa, Libro dâ&#x20AC;&#x2122;oro della Repubblica di San Marino, Foligno 1914 G. B. Fascioli, La Repubblica di San Marino, Firenze 1875 O. Gobbi,Risorse e Governo dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente a San Marino fra XV e XIX secolo , in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 19, S. Marino 1999 C. Malagola, Lâ&#x20AC;&#x2122;Archivio Governativo della Repubblica di San Marino , San Marino 1981 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nellâ&#x20AC;&#x2122;arte, San Marino 1988 N. Matteini, Il Palazzo Pubblico, in Lâ&#x20AC;&#x2122;Ospite, a. IV, n. 4, San Marino 1991 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. Lâ&#x20AC;&#x2122;architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della CittĂ  di San Marino, (tesi di laurea) UniversitĂ  di Urbino a. a. 1975-76 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe , Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 e 2, in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, Le forticazioni del Monte Titano, ristampa a cura della B. A. e C., San Marino 1997 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza 1963 G. Zani, II restauro del Palazzo Pubblico, in Lâ&#x20AC;&#x2122;Ospite , a. IX, n. 9, San Marino 1996 G. Zani (a cura), La nuova Sede della Repubblica, San Marino 1997 A. Zuccagni-Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della RSM, Bologna 1985


CARATTERISTICHE

b5

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Zani nel suo studio sul Territorio ed il Castello di San Marino (1963) sostiene che lo spostamento della ‘Casa Comune’ dall'interno del girone della Guaita sul piazzale antistante la Porta Medij (ovvero l’Arco Tosini situato sino ai primi anni dell’ottocento fra i Palazzi Mercuri ed Angeli Tosini) era avvenuto negli anni precedenti il 1392; che la costruzione del vecchio Palazzo Pubblico, cioè la Domus Magna Comunis , era avvenuta fra il 1380 e il 1392; che, verosimilmente, la sede precedente era stata la Domuncula Comunis iuxta portam dicti castri, ricordata in un documento del 1392, ubi jura redduntur; che il Pianello (toponimo quattrocentesco assegnato a quel piazzale) aveva il pavimento di mattoni disposti a spina sul quale spiccavano quattro vere da pozzo, da cui si attingeva acqua; che il parapetto del Pianello era merlato ed al centro aveva la bertesca che venne poi trasformata in celletta votiva dedicata a Sant’Antonio. In tal modo Zani ci dà conto di come potesse essere la piazza principale del Paese nel XIV secolo. Tuttavia non è possibile affermare con esattezza se le sue caratteristiche originarie fossero o meno quelle descritte dallo Zani; certamente egli ha Essato alcuni elementi attendibili, anche perché documentati, facendo derivare da questi altre conclusioni che, seppur logiche, non sono invece sempre del tutto documentabili. Ad esempio, non è possibile stabilire se la primitiva pavimentazione fosse in mattoni oppure in ciottoli di pietrame. È probabile che conci di pezzatura più grande fossero stati utilizzati solamente all’indomani della prima sistemazione ottocentesca che vide l’abbassamento del parapetto (ovvero della mura ediEcata sul Enire del XV secolo, allorquando si completò la costruzione delle Cisterne e, forse, prima ancora che si allargasse ed ampliasse la ‘Casa Comune’, la quale ultima fu sottoposta, nei secoli, ai numerosi adeguamenti che la trasformarono in un palazzo secentesco, e, successivamente, in un monumento ottocentesco). Zani nel suo libro sulle fortiEcazioni (1933) svolge anche un’importante ricostruzione della storia della Torre ricompresa nella Casa Piccola del Comune. È assai utile tale studio poiché aiuta a comprendere le fasi formative della nostra Piazza, Nel Trecento, infatti, la Torre, che nel 1932 fu rivestita di pietra locale, doveva servire da avamposto di scolta, probabilmente ancorato alle fortiEcazioni medievali tramite una cortina preesistente alla realizzazione delle Cisterne; il piazzale extra muros intorno al XII o XIII secolo doveva essere solamente uno spiazzo ben più ridotto nelle dimensioni e venire, successivamente, meglio deEnito dalla Torre di scolta e dalla trecentesca Casa Comunale unite da una mura di qualche metro più vicina alla cerchia della Pieve, di questa mura, non solo se ne parla anche in atti notarili del XV secolo, ma ancora evidenti vi sono segni nei sotterranei del Palazzo e della piazza. Fu in occasione della realizzazione delle Cisterne, sul Enire del quattrocento, che il Pianello venne ad assumere la sua deEnitiva conEgurazione geometrica. Tutt’attorno alla Piazza si elevano, oltre al Palazzo Pubblico e alla Domuncula comunis, che nel secolo scorso prese i connotati cinquecenteschi, anche il Torrione della Guardia di Rocca e la casa Angeli Tosini. Il Torrione, attuale sede della Guardia di Rocca, anch’esso restaurato negli anni trenta del secolo scorso, ma in stile quattrocentesco, doveva essere un cavaliere quadrato dell’antica cerchia della Pieve, collegato alla cortina su cui, successivamente, sorse il trecentesco ediEcio che oggi comprende la casa dell’Arciprete, modernizzata nel secolo scorso, e la casa Angeli già sopraelevata negli anni trenta. Il Pianello viene dedicato alla Libertà all’indomani della collocazione del marmo, donato nel 1876 da certa Ottilia Wagener, rafEgurante, appunto, una ‘Libertà’ in forma di donna, opera dello scultore Stefano Galletti, che fa bella mostra di sé su un basamento ottocentesco in arenaria locale, basamento da cui era possibile attingere l’acqua delle Cisterne. L’attinzione continuò anche per buona parte del XX secolo e diminuì allorquando entrò in funzione l’acquedotto di Canepa (1935), mentre cessò deEnitivamente nel 1962 con l’inaugurazione dell’acquedotto attuale; così avvenne anche per quasi tutte le altre cisterne ( circa un centinaio) del Centro Storico. La statua andò a sostituire le quattrocentesche vere da pozzo di cui parla Zani e di cui v’è precisa testimonianza nelle mappe antiche e nelle prime immagini fotograEche di metà ottocento. Non v’è viaggiatore, erudito o semplice curioso che non parli con enfasi e meraviglia della Piazza della Libertà, come del resto ebbero a descrivere il Pianello commentatori o pubblicisti che sin dal XVII secolo si portarono En sul Titano: suggestive pagine che documentano dell’importanza di quella che era ed è la Piazza per antonomasia, dove si esercita il potere politico, dove ci si raduna per le manifestazioni e per i più importanti avvenimenti storici.

Notazioni critiche C’è chi afferma che ‘il Pianello non fu una piazza troppo amata dai sammarinesi. A differenza della piazzetta del Titano, specialmente dopo l'apertura della nuova strada (già via Garibaldi, oggi porzione della contrada del Collegio) , non vi erano locali di incontro e di ritrovo. Solo piccole scuderie e prigioni, oltre naturalmente alla domus magna e alla domuncula comunis. La pavimentazione era in terra battuta &no alla prima metà dell'Ottocento e l'alto muro continuava a chiudere lo stupendo panorama. Fu lastricato e solo successivamente abbellito col monumento, ricevuto in dono, ma necessario per l'equilibrio spaziale e simbolico della piazza, e soprattutto con l'abbattimento del muro e la costruzione del parapetto. Era stata la profondità e l'ampiezza del panorama naturale, il rapporto fra storia e natura a far quasi esplodere la bellezza di quello spazio pubblico, la sua qualità geometrica, la sua dignità scabra e civile .’ (Rossini, 1985). Forse non si tratta di mancanza di amore, ma di quel particolare rispetto che comunemente attiene ai luoghi più rappresentativi delle città; certo è, che da quando la Piazza è stata svuotata, come del resto gran parte degli altri siti del Centro Antico, di alcune delle sue prerogative, soprattutto con l’allontanamento del Tribunale da Palazzo Mercuri (1963), ma anche con il decentramento di altri servizi ed ufEci pubblici, e da quando la residenza non fa più capolino sul Pianello, sembra che l’affermazione di Rossini possa trovare una sua qualche ragione.

Note


DATI GENERALI b5,1

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

b5) Piazza della Libertà: Balaustra del Pianello

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza della Libertà

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b5

Autore/i

Marcello Ref

Cronologia

Anni venti del secolo XX

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Balaustra Balaustra

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 De Liveri Di Valdausa, Libro d’oro della Repubblica di San Marino, Foligno 1914 O. Fattori, La Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Museum a. a. IX, n.1 -4, 1925 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982


CARATTERISTICHE

b5,1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Prima della realizzazione della balaustra in pietra di San Marino lavorata, il parapetto era costituito da un muro in conci di pietra squadrati. Da vecchie fotogra:e possiamo stabilire la data della costruzione della balaustra intorno agli anni venti del secolo scorso: sul Libro d’oro della Repubblica di San Marino del 1914 è presente una fotogra:a del Pianello in cui compare il muretto in conci di pietra, questo dato ci aiuta a :ssare un limite temporale entro il quale collocare la costruzione della balaustra; l’altro limite lo fornisce una cartolina pubblicata da M. A. Bonelli, in cui si nota la presenza di pietre giacenti appoggiate al muro di fronte all’ex Tribunale (Palazzo Mercuri), presenza che, come osserva l’autrice, è il segno dell’attuazione dei lavori di sistemazione del parapetto; dalla medesima fotogra:a si nota come i lavori alla Parva Domus (Palazzetto delle Poste), iniziati nel 1929 e conclusi nel 1932, non siano ancora iniziati; nella stessa pubblicazione sono presenti due cartoline, in cui è chiaramente visibile la balaustra :nita, che ripropongono uno scorcio della piazza prima e dopo la realizzazione dei lavori alla Parva Domus. Purtroppo non abbiamo notizie certe sull’autore, da testimonianze orali sembra trattarsi dello scalpellino e capomastro sammarinese Marcello Ref:. L’opera, pur nelle sue modeste dimensioni, è degna di nota e per la maestria della lavorazione della pietra e per l’eleganza del disegno. Recentemente la balaustra ha subito un crollo a seguito dell’impatto con un automezzo che l’ha urtata incidentalmente, fortunatamente è stato possibile recuperare i frammenti ed eseguirne il restauro. La balaustra è uno dei limiti della Piazza della Libertà, ‘cuce’ il Palazzo Angeli Tosini alla Parva Domus e, seppur sormontata dal Palazzo Mercuri che, al di là della contrada del Collegio, ha sempre avuto il ruolo, con la sua dominante presenza, di conchiudere il Pianello, grazie alle sue forme ed alla sua eleganza cattura lo sguardo e de:nisce lo spazio, cosa che non riusciva a fare il vecchio precedente parapetto.

Notazioni critiche

Note


b5) Organismi storico monumentali Piazza della LibertĂ 

1

4

2

5

3

6


DATI GENERALI b6

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Piazzetta del Titano

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazzetta del Titano

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° c17; d16

Autore/i

Ignoti - G. Zani - G. Gozi

Cronologia

Dal XIV al XIX secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Spiazzo extra muros, combarbio, piazza Piazza

CENNI BIBLIOGRAFICI F. Balsimelli, In memoria di Gino Zani, San Marino 1964 M. A. Bonelli, Saluti da San Marino, San Marino 1983 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano , San Marino 2002 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1986 C. Buscarini, Sopra una mappa cinquecentesca riproducente una porzione della Città di San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1989 G. Dehò, G.Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino , Rimini 1898 P. Egidi (a cura), G. B. Belluzzi, Diario Autobiograco (1535-1541), Napoli 1907 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata , San Marino 1937 G. Lancisi, Lettere Inedite nelle quali descrive un viaggio da Urbino a Montefeltro, e alla Repubblica di San Marino, in Biblioteca Storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1985 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 F. Michelotti, Il luogo dell’identità e della memoria, in L’Ospite, a. X, n. 10, 1997 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe , Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 e 2, in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Rossini, Biograa di un Palazzo. Il Palazzo Pergami-Belluzzi sulla piazzetta del Titano a San Marino, in P. G. Pasini (a cura), Il Museo di Stato della Repubblica di San Marino , San Marino 2000 V. Spreti e C. Facchinetti Pulazzini, La Nobiltà e gli Ordini Equestri della Repubblica di San Marino , Milano 1935 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza 1963 G. Zani, Le forticazioni del Monte Titano, ristampa a cura della B. A. e C., San Marino 1997 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943, Venezia 1992 Opere edilizie del Fascismo Sammarinese, in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 30 Settembre 1934 Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 31 gennaio 1937. Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum), a. V (XIX), n. 2, 1937 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum), a. VIII (XXII), n. 1, 1939-1940


CARATTERISTICHE

b6

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La piazzetta del Titano è uno dei luoghi più signiCcativi della città antica di San Marino; per anni ha rappresentato il punto di incontro privilegiato dei sammarinesi. Attraverso i secoli, all’indomani dell’ultimazione delle mura di mezzo, cui si accedeva, appunto, dall’omonima porta che venne poi denominata ‘Arco del Collegio’, come sempre avviene nei Castelli medievali, si formò lo ‘spiazzo’ di smistamento che ben presto assumerà i caratteri di un combarbio (punto di arrivo di contrade), per divenire nel XIX secolo la piazzetta dell’albergo Titano o del Titano e assumere nel XX secolo l’attuale deCnitiva conformazione con l’apertura della via che conduce al Cantone. Già nel XVI secolo la piazzetta prospiciente la casa del zio ser Pietro (G. B. Belluzzi, diario 1535-41) è punto di arrivo e di raccolta, resterà tale sino al XIX secolo allorquando, in alternativa alla angusta salita della porta di mezzo, venne aperta la nuova via che, occupando alcuni orti privati, diede forma alla piazza ‘Garibaldi’ poco prima dell’inaugurazione del monumento al Generale avvenuta nel 1882; e, allorquando nel 1894, venne inaugurato l’albergo Titano costruito dall’avvocato Gemino Gozi. Sulla piazzetta oltre al Caffè Titano era presente dagli anni venti del secolo scorso anche il Caffè Centrale (Giovannini), i due locali costituiranno i luoghi di incontro per eccellenza, facendo della piazzetta del Titano il centro cittadino ancora più di quanto non fosse il Pianello (un po’ quello che accade oggi con lo Stradone ed i due bar che lo completano). Mentre il Caffè Giovannini lasciò il posto ad altri servizi pubblici all’indomani della scomparsa del proprietario (Giovanni Morganti 1865-1930) e dopo che l’intero complesso di cui faceva parte venne espropriato (1940) per costruirvi la Cassa di Risparmio, il Caffè Titano mantenne le sue prerogative sino a non molti anni fa, per divenire poi un bar prevalentemente turistico. La piazzetta del Titano mantiene ancora oggi la sua importanza non solamente perché vide sorgere il palazzo BelluzziPergami (oggi Museo di Stato), l’albergo Titano e di questi ediCci ne racchiuse i fasti e la vicenda storica e culturale (palazzo Belluzzi fu sede delle scuole elementari, del primo cinematografo, della prima casa da gioco oltre che il prestigioso palazzo che ospitò cardinali e prelati; l’hotel Titano ospitò illustri personaggi quali il Pascoli e lo stesso Mussolini), ma anche perché, oltre al Caffè Giovannini, laddove si davano appuntamento cittadini e politici, che lasciò il posto alla Cassa di Risparmio, maggiore istituto di credito della Repubblica, vi era stato aperto, all’inizio del secolo XX, anche uno dei primi negozi bazar del Centro Storico dando avvio a quella stagione dello sfruttamento turistico della Capitale che ancora oggi ne condiziona in parte le qualità del luogo di residenza. La piazzetta si trova in un punto strategico della città antica, racchiuso mirabilmente dai prospetti dei palazzi e delle case e, nonostante gli interventi di adeguamento e le nuove vie di accesso, conserva una dimensione assolutamente percepibile, anche se, come scrive Rossini (1985): le trasformazioni più dirompenti del vecchio tessuto urbano furono operate sulla piazzetta del Titano e, per le sue dimensioni minime, ne cambiarono del tutto la funzione. La nuova strada infatti si inseriva proprio nell'unico angolo raccolto fra le case, privo di strade, dove si accostavano i due caffè, del Titano e di Giovannini, e la soluzione de"nitiva del prospetto e della Galleria della Cassa di Risparmio ne asportava anche l'intera parete.

Notazioni critiche

Note


b6) Organismi storico monumentali Piazzetta del Titano

1

2

3

4

5

6


DATI GENERALI b7

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Piazzetta del Placito Feretrano

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazzetta del Placito Feretrano

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° c4; a2,1,5; b7,1; c18

Autore/i

Ignoti - Maestranze Comacine

Cronologia

XIV secolo

Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso originaria/e Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso attuale/i

Piazzale di raccordo Piazzale di raccordo

CENNI BIBLIOGRAFICI P. Amaducci, La gurazione dellâ&#x20AC;&#x2122;aquila e di Giustiniano nella lapide sulla porta di San Francesco, in Museum, a. X, 1926 C. Biancone, La tradizione dei Ref nellâ&#x20AC;&#x2122;arte muraria sammarinese , San Marino 1998 M. A. Bonelli, Saluti da San Marino, San Marino 1983 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dellâ&#x20AC;&#x2122;800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Buscarini, San Marino: i luoghi della storia: Rocche e Fortilizi, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1984-1985 C. Buscarini, Sopra una mappa cinquecentesca riproducente una porzione della CittĂ  di San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1989 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 L. De Montalbo, Dizionario Bibliograco Iconograco della Repubblica di San Marino, seconda edizione, Parigi 1911 P. Egidi (a cura), G. B. Belluzzi, Diario Autobiogra co (1535-1541), Napoli 1907 O. Fattori, La Chiesa e il Convento di San Francesco, in Museum, a. VI-VII-VIII, 1922-1924 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata , San Marino 1937 G. Gozi, Frate Andrea e il segno dellâ&#x20AC;&#x2122;aquila a San Marino , in Liceo Ginnasio Governativo e Scuola Media, annuari V, VI, VII, anni scolastici 1962-63, 1963-64, 1964-65, Urbania e annuario XIII, a. s. 1978-79, San Marino 1979 C. Malagola, Lâ&#x20AC;&#x2122;Archivio Governativo della Repubblica di San Marino , San Marino 1981 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nellâ&#x20AC;&#x2122;arte, San Marino 1988 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. Lâ&#x20AC;&#x2122;architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Parisciani,Il convento di San Francesco dei frati minori conventuali nella Repubblica di San Marino , S. Marino 1983 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della CittĂ  di San Marino, (tesi di laurea) UniversitĂ  di Urbino a. a. 1975-76 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 E. Ricotti, Memorie del convento e della chiesa di San Francesco dâ&#x20AC;&#x2122;Assisi nella Repubblica di San Marino, San Marino 1956 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe , Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 e 2, in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, I restauri della porta di San Francesco, in Libertas Perpetua Museum , a. IV, n. 2, aprile-ottobre 1936 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza 1963 G. Zani, Le forticazioni del Monte Titano, ristampa a cura della B. A. e C., San Marino 1997 N. Zani, La chiesa di San Francesco a San Marino, in Libertas Perpetua, a. IX (XXIII), n. 1, 1940-41 A. Zuccagni-Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992


CARATTERISTICHE

b7

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La ‘cisterna a doppia rampa barocca’ come la chiama il Ricci (1928) è parte integrante di quel pregevole incrocio di contrade che, attraversata la Porta del Paese, ci accoglie e che prende il nome di piazza del Placito Feretrano, circoscritta, altresì, dalla trecentesca cortina e dal sagrato della Chiesa di San Francesco e dai prospetti delle antiche case medievali che segnano l’inizio di via Basilicius . E’ in assoluto il punto di accoglienza più emblematico e carico di suggestione del centro antico. Formatosi, molto probabilmente, all’indomani della costruzione della Porta del Loco , e ancor meglio de<nito dalla costruzione della Cisterna e sue sovrastrutture, sin dalle origini ha mantenuto i caratteri del piazzale di smistamento che favorisce l’accesso alla via principale del Paese. E’ la naturale continuazione della Porta del Loco , il punto scoperto, l’ atrium donde, dopo avere percepito il segno del passaggio dal ‘fuori al dentro’ del recinto protettivo, si sosta per scegliere l’itinerario da compiere all’interno della città murata. La pietra è il materiale che campeggia su tutto e caratterizza il manufatto: dal selciato alle pareti degli edi<ci che lo racchiudono. Anche la stessa mappa cinquecentesca di mano, sembra, di Giovan Battista Belluzzi fa intuire la presenza del piccolo piazzale, tuttavia, non essendo intenzione dell’estensore disegnare quella parte del paese, non è del tutto esplicativa, laddove è, comunque, assai precisa nel con<gurare la strada (attuale via Basilicius ), che conduceva alla Porta di Mezzo.

Notazioni critiche Nella memoria di ciascuno di noi, ma anche in quella degli innumerevoli visitatori ed ospiti del nostro antico centro, è scolpita l’immagine di questo angolo del Paese. Ciò è determinato dal fatto che la piazzetta non si presenta in forma anonima, ma si affaccia sulla Città in tutta la sua emblematica consistenza, frutto di maestria ed equilibrio. Non solamente la forte presenza della roccia del Titano, che diviene fondamentale elemento costruttivo, fatto di quella pasta e di quel colore in noi, <n troppo, radicati, ma anche le proporzioni, le giustapposizioni, i particolari costruttivi e decorativi che compongono le architetture della piazzetta, ci fanno attribuire all’intero complesso un altissimo grado di interesse storico ed architettonico.

Note


DATI GENERALI b7,1

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

b7) Piazzetta del Placito Feretrano: Cisterna della Confraternita

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazzetta del Placito Feretrano

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 326 sub 6

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b7

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secolo XVI; possibili interventi anche nei secoli XVII XVIII e XIX

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Cisterna e scala di accesso Accesso al Museo

CENNI BIBLIOGRAFICI M. Bollini, Sorgenti, cisterne, pozzi nel territorio della Repubblica di San Marino, San Marino 1974 M. A. Bonelli, Saluti da San Marino, San Marino 1983 M. A. Bonelli, La Città sul Monte, Rimini 1989 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 C. Buscarini, Sopra una mappa cinquecentesca riproducente una porzione della Città di San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1989 P. Egidi (a cura), G. B. Belluzzi, Diario Autobiogra co (1535-1541), Napoli 1907 O. Gobbi, Risorse e Governo dell’ambiente a San Marino fra XV e XIX secolo, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 19, San Marino 1999 G. Macina, Vita politica e sociale a San Marino (1631-1650) problemi di governo e provvedimenti , in Scuola Secondaria Superiore , annuario XXXI, a. s. 2003-2004, San Marino 2005 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 P. G. Pasini, L’azzurra vision di San Marino, San Marino 1985 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a.a. 1975-76 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, Acquedotto 1962 , San Marino 1962 G. Rossi, Il monte e la città di San Marino in 27 rappresentazioni antiche e moderne, San Marino 1964 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 Il Titano , organo del Gruppo Consigliare Democratico, 18 maggio 1913 Segreteria di Stato per i Rapporti con le Giunte di Castello-AASS, L’Acqua del Titano, San Marino 1998


CARATTERISTICHE

b7,1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il manufatto è costituito dalla Cisterna e dalla Scala che, ancora nel XVIII secolo, conduceva alla chiesa e case della Compagnia della Misericordia. Chiesa e case che, come attestano anche studiosi quali il Pasini (1985), il Rossi (1962) o la Bonelli (1989) nell’interpretare incisioni o dipinti sei-secenteschi, vennero ediEcate, molto probabilmente, su parte delle mura della Murata Nuova. La stessa Cisterna Pubblica fra le due rampe di scale, indicata dal Pelacchi nella mappa catastale della Città di San Marino del 1776, era sicuramente di antica data. Giovan Battista Belluzzi nel famoso diario autobiograEco (1535-1541) indica la fraternita de la Porta del Locho fra i luoghi a cui il Cardinale Sant’Angelo lasò indulgentie, in occasione della sua visita a San Marino nel luglio del 1538. Ciò attesta che la Confraternita era presente presso la Porta del Paese sin dal lontano XVI secolo. Della scala si ha notizia dagli atti del Consiglio Principe del 28 novembre 1635, allorquando venne concesso alla Confraternita della Misericordia di rimuovere la Guardia di porta Nuova afEnché li Confratelli facessero una bella scala ed entrata per andare in detta Chiesa (Macina, 2005). Lo Zani data la scala intorno al XVIII secolo, mentre il Ricci dice trattarsi di cisterna a doppia rampa Barocca . Una cronaca apparsa nel 1913 su ‘il Titano’, a proposito dell’annoso problema dell’acqua a San Marino, asserisce invece che la Cisterna risale al 1600. Il manufatto che, come si è visto, ha origine antica, presenta ancora oggi i caratteri dell’opera del XVII secolo eseguita su invito e concessione del Consiglio Principe; non è tuttavia improbabile che nel corso dei secoli successivi sia stata restaurata più volte, motivo per cui gli studiosi le attribuiscono datazioni più recenti. L’opera è in pietra del Titano, ivi compreso il parapetto che la corona nella parte alta, fatto salvo il pavimento di copertura, che funge anche da pianerottolo antistante alla casa Fattori (già, come scritto sopra, chiesa e case della Compagnia della Misericordia), che è, invece, in cotto. Il Pozzo è costituito da un cubo di pietra di circa sei metri di lato, parte scavato nella roccia, parte afEorante dalla quota del pavimento stradale sino a formare la struttura di supporto del pianerottolo medesimo. La bocca di attinzione sull’ansa compresa fra le due rampe è in forma d’arco a tutto sesto. Ma è proprio la scala e, soprattutto, la balaustra formata da colonnine dal basamento rettangolare e dal fusto torniato, sormontate da una lastra a guisa di copertina, che caratterizza fortemente il manufatto. Dalla scala, peraltro, si accede anche alla parte alta della Porta del Paese nonché al ballatoio del troncone di muro merlato ricostruito negli anni trenta del secolo scorso sulle vestigia dell’antica fortiEcazione medievale.

Notazioni critiche

Note


b7) Organismi storico monumentali P.za del Placido Feretano

1

4

2

3

5

6


DATI GENERALI b8

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Vicolo del Macello

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino vicolo del Macello

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° c11

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Ignota / XIV secolo (ipotesi datazione colombaia)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Vicolo Vicolo

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, La Città sul Monte, Rimini 1989 C. Buscarini, Itinerari Sammarinesi. Contrada Omerelli, in L’Ospite , a. VI, n. 6, San Marino 1993 C. Buscarini, Documenti dell’economia agricola: colombaie e mulini ad acqua nel territorio sammarinese, in Scuola Secondaria Superiore , annuario XXII, a. s. 1994-1995, Verucchio 1995 P. P. Guardigli, Terre e Torri per una storia economica e sociale della Repubblica di San Marino, San Marino 1992 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Rossi, Il monte e la città di San Marino in 27 rappresentazioni antiche e moderne, San Marino 1964 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963


CARATTERISTICHE

b8

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Osservando la composizione degli elementi e le tipologie costruttive del complesso di case delimitanti il Vicolo del Macello si può affermare che esso abbia origini molto antiche. Pur non avendo elementi che consentano di fornire una data di costruzione certa si può ipotizzare che questo ‘ghetto’ di case fosse già presente in epoca medievale e che facesse parte delle Piagge superiori e che quindi sia stato inglobato solo successivamente nell’ultima cerchia di mura. E’ infatti molto probabile che la casa colombaia del ‘ghetto’, affacciata sul vicolo, fosse già in funzione al di fuori delle mura cittadine e che sia una delle case colombaie presenti a San Marino sin dal XIV secolo. A parte la stampa del Blavius del 1663 che indica questo nucleo di case, la prima mappa che rappresenta in pianta la conformazione del Vicolo è quella del Pelacchi (1776) in cui il Vicolo del Macello è segnato come Altro Spiazzo pubb. co: con diversi Siti pub.ci . Da un confronto con i successivi catasti, ;no a quello attuale, risulta sostanzialmente immutata la composizione di questo complesso di case. L’organismo comprende oltre alle case Franciosi anche le casupole che ospitano l’Uf;cio Spedizioni dello Stato e la sede dell’AVSS. Quivi sono ancora presenti nelle murature alcuni segni di aperture molto antiche; ma è la conformazione particolare del Vicolo, tipicamente medievale che da rampa si trasforma in piano rialzato per consentire l’accesso alle case che seguivano l’andamento e la morfologia del terreno roccioso, che crea un angolo assolutamente di rara suggestione, un’architettura sobria e funzionale, utile e raccolta che ha subito poche contaminazioni, se non quelle necessarie di adeguamento, completamento e restauro dei selciati e dei rivestimenti in pietra del luogo, e che conserva pertanto tutta la sua originaria autenticità.

Notazioni critiche

Note


b8) Organismi storico monumentali Vicolo del Macello

1

4

2

3

5


DATI GENERALI b9

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Piazza Grande e Piazza di Sopra

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore piazza Grande e piazza di Sopra

RIF. CATASTALI Foglio 29

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° c25, b9,1, b9,2, c24

Autore/i

Ignoti - G. Ref#

Cronologia

Precedente al 1243; in continua formazione, trasformazione e de#nizione; 1878 restauri

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Piazze del mercato Piazze pubbliche e del mercato

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano, San Marino 2002 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo , vol. II, San Marino 2003 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 E. Di Stefano, Commerci, prestito e manifatture a San Marino nel quattrocento , in S. Anselmi (a cura) CSSS, Vol. 20, San Marino 2000 C. Franchini Tassini, Settant’anni di attività 1920/1990. Omaggio al vecchio Borgo, San Marino 1990 P. A. Guerrieri (1604-1676), Il Montefeltro illustrato. P. Terza, Cap.li IV-X, de La Carpegna abbellita et il Montefeltro illustrato, Rimini 1979 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 P. G. Pasini, L’azzurra vision di San Marino, San Marino 1985 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 A. Rohe, Our littlest Ally, in The National Geographic Magazine , XXXIV, 2, Washington 1918 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi. Secoli XVII-XVIII , in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 8, San Marino 1994 G. Rossini, La Chiesa di Michelucci a San Marino, San Marino 1987 A Giuseppe Ref. Gli Estimatori, necrologio, San Marino 1914


CARATTERISTICHE

b9

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali “Nel mezzo del Borgo si apre la spatiosa piazza del Mercato a quale fanno corona d’intorno molte Civili habitazioni con assai Botteghe di varii e diversi artisti e fondaghi e Magazzioni agguisa delle Cittadi onde perciò é molto frequentato, massime per i suoi Mercati nelli Mercordi di tutto l’anno e per le correntie delle sue grosse "ere.” Siamo nella prima metà del XVII secolo, il Guerrieri ci offre un’immagine inequivocabile della consistenza della piazza di Borgo. Nel 1663 il Blavius ci propone l’alzato degli ediDci pubblici e privati tutt’attorno alle piazze e alle contrade, che i Pelacchi, nel 1777, disegnano con precisione sulla mappa catastale, laddove sono identiDcate con il numero X la Piazza di sopra ed il numero IX la Piazza di sotto con Pescheria (o Pescaria). Delle importanti Dere di Borgo si hanno notizie frequenti almeno sin dal 1243, e ciò è noto; ma è nel secolo XV che il fenomeno sembra accentuarsi. Il forum sammarinese sembra assumere ancora maggiore consistenza che nel passato: mercanti stranieri e locali danno vita a numerose attività commerciali che si concentrano prevalentemente attorno alle due piazze principali del Mercatale. Luis Dutremblay ancora nel 1894 descrive la piazza Grande quale il luogo più abitato del Paese, assai pittoresco con i vecchi portici che sostengono le case che l’attorniano, ma, in particolare, ci racconta del ruolo signiDcativo che la piazza veniva ad assumere per la vita di tutti i giorni: “la vita degli abitanti si svolge in parte sulla piazza, parlottano, discutono, osservano, cercano di capire da quale paese straniero viene il turista ” (Brilli, 2003), così pure si evince dal testo della Rohe e soprattutto dalle immagini fotograDche che ella propone, come aveva già fatto Corrado Ricci nella sua ricognizione fotograDca su San Marino all’inizio del secolo XX. (Rohe, 1918; Ricci, 1928) Si deve a Giuseppe RefD la realizzazione dell’assetto attuale delle due piazze, concepito e realizzato negli anni 1859 -1878. Egli le uniformerà nello stile utilizzando il portico colonnato, poi collegherà meglio le due zone con un percorso che comprenderà successivamente anche la torre dell’Azzurri e porterà in quota una parte della piazza Grande attraverso il piano rialzato e arrotondato verso il monte. La pianta dell’intero organismo monumentale b9) comprende la Chiesa di sant’Antimo, i portici delle due piazze e di via Galassi, i murelli, i prospetti delle altre case che ne descrivono il perimetro compresa la torre civica dell’orologio.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI b9,1

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

b9) Piazza Grande e Piazza di Sopra Portici delle due piazze e di via Galassi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore p.zza Grande - via Galassi - p.zza di Sopra

RIF. CATASTALI Foglio 29

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b9

Autore/i

Ignoti - G.Ref" (ristrutturazione)

Cronologia

Precedente al XVII secolo; 1859-1878 (ristrutturazione)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Portici del mercato Portici del mercato

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano, San Marino 2002 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo , vol. II, San Marino 2003 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 E. Di Stefano, Commerci, prestito e manifatture a San Marino nel quattrocento , in S. Anselmi (a cura) CSSS, Vol. 20, San Marino 2000 C. Franchini Tassini, Settant’anni di attività 1920/1990. Omaggio al vecchio Borgo, San Marino 1990 P. A. Guerrieri (1604-1676), Il Montefeltro illustrato. P. Terza, Cap.li IV-X, de La Carpegna abbellita et il Montefeltro illustrato, Rimini 1979 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 P. G. Pasini, L’azzurra vision di San Marino, San Marino 1985 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi. Secoli XVII-XVIII , in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 8, San Marino 1994 G. Rossini, La Chiesa di Michelucci a San Marino, San Marino 1987 A Giuseppe Ref. Gli Estimatori, necrologio, San Marino 1914


CARATTERISTICHE

b9,1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali I portici di Borgo hanno un’origine antica, sono nati a coronamento delle piazze del mercato seguendone le fasi espansive. Il Mercatale già nel 1243 era uno dei maggiori centri commerciali della zona. I documenti d’archivio attestano come nel XV secolo, oltre alle numerose botteghe anche le stationes provvisorie (ovvero i portici, i luoghi protetti o gli spazi aperti sui ‘larghi’) siano disseminate un po’ dovunque nel Mercatale. Il prospetto del monte Titano con sottostante il Sub Urbium Sancti Marini inciso nella famosa stampa edita dai fratelli Blaeu nel 1663 ad Amsterdam nonché la mappa del Borgo di San Marino , redatta negli anni 1775-1777, da Pasquale ed Agostino Pelacchi, indicano la precisa collocazione, sin dal XVII e del XVIII secolo, dei portici di Borgo, portici che verranno ristrutturati negli anni 1859-1878 da Giuseppe Ref@, al quale è, altresì, attribuito il colonnato d’ordine dorico che li caratterizza . Oggi qualche rimaneggiamento ha fatto perdere alcuni segni originari dell’opera restaurata, la quale conserva, comunque, tutte le peculiarità dello ‘spazio protetto’, aperto sui luoghi di relazione per antonomasia.

Notazioni critiche Il portico conferisce alle piazze libertà e agilità di forma, capacità di compenetrazione degli spazi del versante superiore ed inferiore del paese, oltre ad attenuare la presenza forte degli edi@ci, i cui prospetti dialogano, invece, con la leggerezza delle colonne.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 41-42.


DATI GENERALI b9,2

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

b9) Piazza Grande e Piazza di Sopra: Murelli di Borgo Maggiore

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore piazza Grande

RIF. CATASTALI Foglio 29 mappali 211-212 -213-214-215-216

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b9

Autore/i

G. Ref

Cronologia

1878

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Muro e parapetto per il rialzo della piazza Muro e parapetto per il rialzo della piazza

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano, San Marino 2002 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo , vol. II, San Marino 2003 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 A. Chelius, Ricordo della Repubblica di San Marino,1892 , (album fotograco conservato presso la BSSM) C. Franchini Tassini, Settant’anni di attività 1920/1990. Omaggio al vecchio Borgo, San Marino 1990 P. A. Guerrieri (1604-1676), Il Montefeltro illustrato. P. Terza, Cap.li IV-X, de La Carpegna abbellita et il Montefeltro illustrato, Rimini 1979 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, La Chiesa di Michelucci a San Marino, San Marino 1987


CARATTERISTICHE

b9,2

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Riprendendo il discorso speso per le piazze ed i portici di Borgo (sc.b9; b9,1), a proposito dei Murelli così è scritto: “si deve a Giuseppe Ref% la realizzazione dell’assetto attuale delle due piazze, concepito e realizzato negli anni 1859 -1878. Egli (...) porterà in quota una parte della piazza Grande attraverso il piano rialzato e arrotondato verso il monte”; tale riempimento verrà sorretto da un muro di contenimento con sottostanti alcuni piccoli locali ad uso di ripostiglio, sarà eseguito in pietra del monte a conci squadrati e verrà sormontato da un parapetto di :ttoni monolitici, anch’essi in pietra, intercalati da corrimano in ferro, con al centro una scala a gradoni, anch’essi arrotondati e, sul lato destro, una scala a scivolo con fermacarro. Pur se leggermente manomessi con interventi successivi, i Murelli di Borgo mantengono, a tutt’oggi, le loro originarie peculiarità.

Notazioni critiche Siamo di fronte ad uno dei primi esempi di ‘arredo urbano’ realizzato con maestria, funzionalità e rigore attraverso l’uso di elementi di grande raf:natezza costruttiva.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 43-44.


b9) Organismi storico monumentali piazza Grande e piazza di Sopra

1

2

3

4

5

6

7

8


DATI GENERALI b10

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

Foro Boario di Borgo Maggiore

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore via Oddone Scarito

RIF. CATASTALI Foglio 29

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b10,1; f3,5

Autore/i

Ignoti - G.Ref& - G. Zani

Cronologia

Secoli XVIII-XIX; 1890 circa; 1941

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Piazzali per il mercato del bestiame e portici Strada con portici del mercato, via di transito, parcheggio

CENNI BIBLIOGRAFICI J. T. Bent, Un’idiosincrasia della storia.1878, in A. Brilli (a cura) Alla ricerca della Repubblica ideale , vol. II, San Marino 2003 G. V. Marcucci (a cura), San Marino, Novara 1965 G. Rossini, La Chiesa di Michelucci a San Marino, San Marino 1987 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. VIII (XXII), n. 1, 1939-1940 UASC, Note e Ignoti concerti dei luoghi dimenticati , San Marino 1990


CARATTERISTICHE

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DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali “Per effettuare questa salita, le carrozze sono costrette a ricorrere al traino suppletivo dei bovi che ci rivelano uno dei settori più produttivi del commercio della Repubblica. Infatti i sammarinesi sono dei grandi allevatori di bestiame e i loro sono tenuti in gran pregio per la forza e per il lavoro dei campi. In un giorno di $era si possono vedere in bella mostra, al Borgo, varie centinaia di bovini con numerosi greggi di pecore e branchi di maiali, tutti in vendita. Quello della $era mensile è un giorno di trambusto per la repubblica: il villaggio appare in pieno tumulto, mentre la città costruita sulla rupe sovrastante appare doppiamente tetra, lasciata sola nella sua superba solitudine a contemplare il sottostante, affaccendato alveare d’api del quale è, ed è stata per secoli, il centro del governo e la roccaforte della sempre esaltata libertà”, così si esprimeva nel 1878 Theodore Bent. Il Foro Boario determinò la naturale espansione di Borgo che, da villa fortiCcata con annesso piazzale del mercato che integrava e completava la Città alta, venne ad assumere ben presto la connotazione di un consistente villaggio con portici e botteghe, e che, in tal guisa si mantenne sino agli inizi del XIX secolo, allorquando, l’aumento della popolazione, non solamente di San Marino, ma anche delle aree limitrofe, nonché la crescita dei prodotto agricoli, in particolare degli animali da carne e da lavoro, richiesero un ulteriore allargamento degli spazi per il commercio, andando ad interessare le aree immediatamente a ridosso del paese. Il Foro Boario è pertanto il luogo verso cui si espande il Mercatale e, ancorché in pendenza come sempre succede a San Marino, viene progressivamente a conCgurarsi su due livelli: il primo, a monte, delimitato dal doppio porticato (costruito in luogo del muro di contenimento degli orti sovrastanti nel 1941), dal Fontanone con annesso albergolocanda e dalla casa che diverrà sede della Banca Agricola (più in giù il Teatro Concordia costruito nel 1870 circa); il secondo livello immediatamente a ridosso del muro di contenimento che Giuseppe RefC realizzò sul Cnire del XIX secolo e di cui Remo Giacomini, successivamente, progettò la sistemazione anche delle parti sovrastanti.

Notazioni critiche Al di là di quanto ancora oggi si può percepire di questo emblematico luogo è bene tutelarne almeno le peculiarità storiche ed architettoniche per quanto ancora possibile.

Note Il Foro Boario oggi è attraversato dalla principale via di collegamento con Città, strada che ne snatura alquanto le caratteristiche d’insieme. Un tentativo di recupero fu fatto con il progetto per il ‘nuovo accesso alla città’ ma l’amministrazione non ha tenuto conto delle proposte in esso contenute, pertanto sarà ben difCcile per il futuro porre una tutela ampia a questo storico luogo, ciò nonostante del Foro Boario non può perdersi la memoria.


DATI GENERALI b10,1

Classi*cazione tipologica

b) Organismi storico monumentali

Denominazione

b10) Foro Boario di Borgo Maggiore: Portici del Mercato

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore via Oddone Scarito

RIF. CATASTALI Foglio 29 mappali 116-117

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b10

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1941

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Portici per il mercato Portici per il mercato

CENNI BIBLIOGRAFICI G. V. Marcucci (a cura), San Marino, Novara 1965 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. VIII (XXII), n. 1, 1939-1940 UASC, Note e Ignoti concerti dei luoghi dimenticati , San Marino 1990


CARATTERISTICHE

b10,1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali

“Progettata dall’ing. Zani negli anni Quaranta, fu realizzata a scaglioni a partire dall’immediato dopoguerra per essere completata nei primi anni Sessanta. L’intendimento del progetto era quello di collegare le due piazze del centro storico di Borgo con il Campo della Fiera (l’antico Foro Boario dove si svolgeva il mercato del bestiame) e di dotare lo spazio per il mercato di un’area coperta. Il portico venne costruito sul terreno occupato in precedenza da orti, i quali erano delimitati, sull’attuale via O. Scarito, da piccoli muretti.” (UASC, 1990) Il portico, in conci di arenaria locale, è costituito da una doppia teoria di archi a tutto sesto che reggono il solaio piano della terrazza sovrastante.

Notazioni critiche Si tratta di un’opera di notevole pregio architettonico, e per il materiale usato (arenaria locale) in maniera esemplare e per la caratteristica de4nizione dello spazio per il mercato, laddove il doppio porticato, oltre a proteggere dalla pioggia è inteso come elemento di collegamento fra le piazze e le contrade vicine.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 39-40.


b10) Organismi storico monumentali Foro Boario

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L'Architettura (organismi storico monumentali)  

L'Architettura - Arch. Leo Marino Morganti - Organismi storico monumentali

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